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Per glicosilazione si intende una modificazione post-traduzionale di una proteina, che vede l'aggiunta di zuccheri (una catena o singoli

carboidrati) alla catena peptidica. La glicosilazione avviene per pi motivi. Innanzitutto perch una proteina glicosilata raggiunge un folding corretto e, in questo modo, pu esplicare la propria funzione. Inoltre la glicosilazione protegge dall'attacco di proteasi ed aumenta la solubilit della molecola proteica che viene dunque stabilizzata in tutti gli aspetti. Infine il meccanismo glicosidico permette lo svolgimento del controllo di qualit. Il controllo di qualit un processo operato dalla cellula per scartare le proteine che non sono correttamente ripiegate. Il principio di riconoscimento avviene sulla base della presenza o meno di un particolare residuo di glucosio sulla struttura glicosidica. La maggior parte delle proteine che vengono glicosilate, nelle cellule eucariotiche, sono destinate a diventare proteine di membrana: le catene di zuccheri vanno a formare infatti il glicocalice che circonda il plasmalemma. Esistono due diversi tipi di glicosilazione: N-glicosilazione; O-glicosilazione. Questi differiscono in vari aspetti: meccanismo di azione, compartimento cellulare in cui si svolgono e sito di attacco delle catene glicosidiche.

N-glicosilazione [modifica] La N-glicosilazione vede l'aggiunta di una catena glucidica standard a livello dell'atomo di azoto di una catena laterale di asparagina. La N-glicosilazione ha inizio nel reticolo endoplasmatico rugoso a carico di una catena peptidica ancora in corso di traduzione. La prima fase consiste nel trasferimento di una catena di 14 zuccheri (2 di Nacetilglucosammina, 3 di glucosio e 9 di mannosio) ad un residuo laterale di asparagina. L'oligosaccaride assemblato all'interno del reticolo endoplasmatico a partire da singoli carboidrati, ed trasferito da uno speciale enzima (la glicosiltransferasi) da una molecola di dolicolo fosfato alla proteina, come singolo elemento. L'attacco della catena glucidica pu avvenire in realt su un'asparagina qualsiasi presente nella sequenza Asn-X-Ser o Asn-X-Thr, dove X rappresenta un amminoacido qualunque ad esclusione della prolina. In un secondo tempo si ha la modificazione della catena di zuccheri appena aggiunta, sempre a livello del reticolo endoplasmatico. Qui sono rimossi ogni volta dalla catena 3 residui di glucosio ed uno di mannosio. Le proteine che hanno subito sia la glicosilazione che la prima modificazione vengono trasportate, tramite vescicole, all'apparato del Golgi. Qui subiscono una sequenza ordinata di importanti cambiamenti. La differenza fondamentale rispetto alle due fasi precedenti la specificit di queste reazioni: se infatti nel reticolo endoplasmatico la glicosilazione un evento "seriale", che non varia al variare del substrato, nel Golgi ogni specifica proteina viene riconosciuta e modificata in base alla futura funzione. Si possono riscontrare rimozioni o aggiunte di singoli zuccheri o di catene pi lunghe; la specificit delle singole catene glucidiche il meccanismo utilizzato dalla cellula per lo smistamento delle proteine alle varie sedi di destinazione (lisosomi, membrana, perossisomi).

O-glicosilazione [modifica] La O-glicosilazione un processo altamente specifico, che non vede l'aggiunta "seriale" di carboidrati alla proteina in processazione. Si svolge completamente nell'apparato di Golgi, dove zuccheri vengono legati al peptide a livello dell'atomo di ossigeno delle catene laterali di serina o treonina. L'aggiunta riguarda un singolo carboidrato alla volta; solitamente il numero di

zuccheri legati durante questo processo limitato a pochi residui.

Altre glicosilazioni [modifica] Si evidenziato che alcune proteine citosoliche e nucleari vengono glicosilate da un sistema enzimatico diverso, situato non nel reticolo endoplasmatico o nel Golgi, bens nel citoplasma. L'aggiunta riguarda spesso residui di N-acetilglucosammina a livello di un atomo di ossigeno della proteina, ma i siti precisi ed il ruolo dei carboidrati nei polipeptidi citosolici non sono ancora stati compresi. fonte wikipedia Livello superiore - Cellula Proteine Modificazioni strutturali: glicosilazione Alcune proteine subiscono una modificazione della loro struttura per aggiunta di piccoli gruppi chimici che cambia la carica ionica dell'aminoacido che viene modificato. Ne sono un esempio la fosforilazione, la metilazione e l'acetilazione. Nella fosforilazione si ha l'aggiunta di un gruppo fosfato generalmente al gruppo idrossilico di serina, tirosina o treonina, introducendo cos, nella proteina della cui struttura fanno parte, delle cariche negative: queste proteine sono in genere denominate fosfoproteine. L'acetilazione e la metilazione consistono invece nell'aggiunta rispettivamente di gruppi acetile o metile in genere alla lisina. Una modificazione pi marcata della struttura avviene in proteine che vengono glicosilate. La glicosilazione consiste nell'aggiunta di una catena laterale di carboidrati ad un aminoacido, e le proteine cosi' modificate vengono definite glicoproteine: tra queste rientrano molte proteine che svolgono la loro funzione in ambiente extracellulare, e che quindi vengono secrete dalle cellule. Le proteine destinate ad entrare a far parte dell'apparato di secrezione vengono trasferite nelle membrane del reticolo endoplasmatico: da qui, con l'eccezione di quelle che vi rimangono, esse sono poi trasferite nell'apparato di Golgi, dove sono infine indirizzate in base alla loro destinazione definitiva. In pratica, tutte le proteine che passano attraverso l'apparato di secrezione sono glicosilate tramite l'addizione di gruppi oligosaccaridici. A questo proposito, esistono due tipi di glicosilazione: la glicosilazione in -N, dove il gruppo oligosaccaridico viene legato al gruppo NH2 dell'aminoacido asparagina; la glicosilazione in O, dove il gruppo oligosaccaridico viene legato al gruppo OH degli aminoacidi serina, treonina o idrossilisina. La glicosilazione in N viene iniziata nel reticolo endoplasmatico ed completata nel Golgi, mentre la glicosilazione in O viene svolta tutta nel Golgi. La modificazione mediante glicosilazione o altri mezzi una delle principali caratteristiche del transito delle proteine nell'apparato del Golgi, ed legata alla loro segregazione. Non si conoscono ancora le basi dell'informazione per cui ogni proteina subisce un particolare tipo di maturazione e glicosilazione, comunque si suppone che tale informazione risieda nella struttura della catena polipeptidica della proteina stessa. L'aggiunta di un oligosaccaride complesso durante il processo di glicosilazione pu generare una differenza significativa nella massa di una proteina: spesso infatti le glicoproteine hanno una massa molto maggiore di quella che ci si potrebbe aspettare dalla loro sequenza primaria. Il significato di questa abbondante glicosilazione molteplice. In alcuni casi le unit saccaridiche svolgono un ruolo strutturale, ad esempio nel comportamento delle proteine della membrana citoplasmatica che sono implicate nell'adesione cellulare. Un altro possibile ruolo potrebbe essere quello di favorire il ripiegamento della proteina in una particolare conformazione.

Glicosilazione 2
Le proteine formate dai ribosomi hanno 2 destini:o rimangono all interno della cellula (e quindi l' arricchiscono e l'accrescono) o vanno all'esterno .In quest'ultmo caso diventeranno delle glicoproteine quando finiranno nel RE ,prima, e nell'apparato di Golgi,poi, e infine usciranno dalla cellula sfruttando il flusso di membrana. I ribosomi sintetizzano i primi 10 amminoacidi della poteina che costituiscono una sequenza segnaletica riconosciuta dalla cosiddeta "PARTICELLA SRP". Questa partic. ha un recettore che lega la proteina a s (quella costituita dai primi 10 A.A.) e di conseguenza la sintesi prteica si blocca.Infatti quando nn c' nessuna sequenza segnaletica e quindi nessuna proteina,la partc.srp, legata ad un LIGANDO che poi,naturalmente, si stacca nel caso ci sia la sequanza segnaletica alla quale la particella poi andr a legarsi. A questo punto si forma un complesso (formato da ribosomi-10 a.a-e particella srp)che,attraverso il flusso citoplasmatico,va a toccare la parete del Reticolo Endoplasmatico! Anche qui c' un recettore(che una prot.di ncoraggio) che si riprende la partcella srp e tiene fisso il ribosoma sul RE. Attraverso l'enzima "segnalasi" la proteina entra,va a finire nel LUME del RE e qui assume una strutt terziaria in modo tale che nn possa pi uscire. Alla proteina,che qui verr definita ASPARAGINA (presente in tutte le cellule) viene aggiunto un ALBERO OLIGOSACCARIDICO costituito appunto da monomeri di zucchero e da qui il nome GLicoproteina! quest'albero inoltre,nasce nel "dlicol-fosfato" che un fosfolipide di membrana costituito da una lunga catena carboniosa che oscilla all'interno del RE. (N:B che fin qui,cio fino al RE,siamo nella cosiddetta GLICOSILAZ. COOTRADUZIONALE perch avviene in simultanea con la sintesi proteica) Dal RE,la glicoproteina (formata da proteina e albero oligosaccaridico) passa nel compl.di Golgi dove verr nuovamente ridefinita (cio impoverita di una certa quantit di monomeri di zucchero). Una volta che esce dal Golgi ci troviamo nella GLICOSILAZIONE POSTTRADUZIONALE e la glicoprot.,tramite il flusso di vacuoli,verr portata all'esterno!

Dna duplicazione Per capire la duplicazione del DNA, tu devi sapere che il DNA formato da due filamenti. Al momento della duplicazione la doppia elica di DNA si apre a cerniera ed inizia la sintesi in direzione 5'-->3' guidata da una polimerasi. Si tratta di un enzima in grado di sintetizzare un filamento di DNA utilizzando come stampo (templato) un altro filamento di DNA e generando quindi un filamento complementare al primo nel processo di replicazione. Si aggiungono praticamente deossiribonucleotidi (dNTP) al gruppo 3'-OH libero del deossiribosio del nucleotide precedente. Nessuna DNA-polimerasi nota in grado di iniziare la sintesi di un filamento "da zero" (ex novo). Per questa ragione le DNA-polimerasi necessitano di inneschi (in inglese "primers") a cui aggiungere il primo nucleotide. Inoltre, alcune DNA polimerasi sono dotate di attivit esonucleasica, vale a dire che sono in grado di rimuovere nucleotidi da un filamento di DNA, qualora fosse stato incorporato un nucleotide scorretto. Nei procarioti, esistono 5 tipi diversi di DNA-pol: 1. la DNA polimerasi I con funzione di: riparazione del DNA e replicazione; con attivit esonucleasica 5'->3' e 3'->5'; 2. la DNA polimerasi II con funzione di: Riparazione del DNA ed attivit esonucleasica 3'->5'; 3. la DNA polimerasi III con funzione di: Riparazione del DNA ed attivit esonucleasica 3'->5'; 4. la DNA polimerasi IV;

5. la DNA polimerasi V. Negli eucarioti, le pi importanti sono: 1. la DNA polimerasi con funzione: Primo allungamento degli inneschi di RNA durante la replicazione; assente attivit esonucleasica; 2. la DNA polimerasi con funzione di:Riparazione del DNA ; assente attivit esonucleasica; 3. la DNA polimerasi con funzione di:Replicazione del DNA mitocondriale con attivit esonucleasica 3'-5'; 4. la DNA polimerasi con funzione di:Principale fattore replicativo e con attivit esonucleasica 3'-5'; 5. la DNA polimerasi con funzione di:Replicazione del DNA, non del tutto nota e con attivit esonucleasica 3'-5'; 6. la DNA polimerasi con funzione di: Sintesi da translesione; assente attivit esonucleasica.