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il Ducato

Gli affitti registrati al Comune sono solo 440, una cifra irrisoria
Distribuzione gratuita Poste Italiane Spa-Spedizione in a.p. - 70% - DCB Pesaro

Quindicinale - 9 marzo 2012 - Anno 22 - Numero 6 Ducato on line: ifg.uniurb.it

Periodico dellIstituto per la formazione al giornalismo di Urbino

Economia

Troppe case e troppo vuote


In teoria gli alloggi dovrebbero essere occupati da 7.000 studenti: dove sono?
Dai dati del Comune emerge che 3300 seconde case risultano sfitte, mentre solo 440 sono quelle affittate. Si calcola che gli studenti fuori sede che vivono stabilmente a Urbino siano allincirca 7-8mila. Nel 2010 allAgenzia delle Entrate sono stati registrati 1.890 contratti tra universitari e famiglie; un dato che risulta sensibilmente inferiore alle stime sugli inquilini presenti a Urbino. Ipotizzando una media di 2,53 studenti per ogni abitazione, infatti, sia i dati del Comune sia quelli dellAgenzia delle Entrate restano al di sotto del calcolo ipotizzato degli universitari presenti. Allo Stato conviene forse investire maggiori energie sui grandi patrimoni evasi, afferma una fonte autorevole. Non ci vuole molto tempo a bussare alla porta di casa di ogni cittadino. Ma non si vuole scontentare il bacino elettorale dei proprietari. Quali le soluzioni? Ad esempio, secondo un agente immobiliare, si potrebbe allegare una copia del contratto daffitto ai moduli discrizione alluniversit. Necessario il coordinamento tra le forze dellordine e le istituzioni. a pagina 7

Imu per imprese e seconde case: sale laliquota


Entra in vigore lImu, che sostituisce lIci. Laliquota base per negozi e seconde case il 7,6 per mille, ma per lassessore al Bilancio Maria Clara Muci servir un ritocco allins tra 9,1 e 9,6 per mille. Colpa dei 900mila euro in meno di trasferimenti statali. In attesa di conoscere il bilancio entro aprile. a pagina 5

Bisogna salvare la fornace Volponi

Cultura

Scienza, un museo dimenticato


Nel Museo del Gabinetto di Fisica sono conservati pi di seicento strumenti scientifici. Altri sono disseminati per la citt in scuole e istituti, completamente inutilizzati. Un patrimonio unico in Europa. Il progetto di fare un museo interattivo e multimediale c, ma mancano fondi e personale. a pagina 8

Universit

antica fabbrica di laterizi dove Volponi lavor ai forni paterni e cominci a capire il senso della lotta di classe, dopo la nevicata e gli altri crolli rischia di essere abbattuta e scomparire. Salvarne le strutture e la memoria una questione di civilt.

a pagina 4

La biblioteca diventa a portata di click


E attiva in oltre trenta comuni della provincia la Media Library Online, la biblioteca digitale che mette a disposizione quotidiani, video, e-book, musica, audiolibri. Il servizio gratuito per gli utenti delluniversit e al costo di 5 euro per i cittadini. In un mese 650 iscritti e pi di 4000 consultazioni. a pagina 12

LEDITORIALE

el terremoto bianco che si abbattuto su Urbino e il Montefeltro restano alcuni cumuli di neve in piazza, lungo le strade e alcune macchie bianche nelle campagne. Il Nevone (come lo chiamano da queste parti), levento catastrofico epocale, vivr nelle memorie dei prossimi decenni. I dati forniti dallOsservatorio Serpieri danno lidea precisa delleccezionalit dellevento: complessivamente sono caduti tre metri e 27 centimetri di neve; la punta massima si avuta l11 febbraio con 2 metri e 2 centimetri; dal 31 gennaio al 14 febbraio la temperatura stata sempre al di sotto di zero gradi; la stazione di rilevamento di Fermignano ha registrato due volte 15, valori decisamente artici. Le immagini di piazza del Rinascimento (simile a un alpeggio di alta montagna), grazie anche al lavoro della Redazione del Ducato, sono state trasmesse dai media nazionali e sono finite sui siti di tutto il mondo. Ora per che la neve se n andata, sembra sia successo nulla. Chi non ha avuto danni e disagi conserver lo stupore per levento eccezionale, la sensazione del

Il rischio concreto di essere abbandonati


tempo sospeso, la bellezza e il fascino di colline e monti imbiancati, il paesaggio incantato della nostra campagna, la quiete e il tepore della casa. Contrapposta alla poesia della neve c la faccia meno bucolica: i danni, pesantissimi, alle strade, alle strutture pubbliche, alle fabbriche, allagricoltura. Ci sono poi da pagare i costi di spazzaneve, spalatori e spargisale. Secondo una stima della Provincia un conto intorno ai cinque milioni di euro che restano, per ora, sulle spalle dei Comuni. Il Ducato, con i servizi nelle pagine interne, solleva il problema della stima dei danni e delle risorse per affrontarli. Il rischio di essere abbandonati e lasciati a se stessi concreto e reale. La gente ha della neve unimmagine aulica, festosa e gioiosa, il paesaggio imbiancato d il senso della convivialit e del calore familiare. Lo stesso De Amicis, nel libro Cuore, paragonava i fiocchi fitti e larghi ai fiori di gelsomino. La neve, quando se ne va, lascia un pesante fardello di problemi e di danni. Il nevone che ha paralizzato Urbino e il Montefeltro stato un terremoto bianco. Ricordate limmagine del lanificio Carotti di Fermignano pubblicata dal Ducato? Una fabbrica distrutta, tutto crollato, forse peggio del terremoto. Capannoni sfondati un po ovunque e anche dove sono rimasti in piedi bisogner intervenire con lavori di consolidamento. LUniversit ha fatto controlli a tappeto su tutte le sue strutture e le ferite sono molte e in certi casi anche gravi. Gli agricoltori, oltre ai danni alle colture, a volte irreparabili, devono ricostruire serre, stalle, fie-

nili, ricoveri per mezzi e attrezzi. In passato sarebbe stato chiesto subito lo stato di calamit e di emergenza. Che in parole povere voleva dire intervento dello Stato e quindi il ricorso alla solidariet nazionale. Adesso la Regione deve intervenire con risorse proprie e quindi con nuove tasse. Se oggi nelle Marche il prezzo della benzina il pi alto dItalia perch paghiamo 5 centesimi in pi al litro per lalluvione di marzo 2011 che ha devastato San Benedetto e il Fermano. Una tassa che porter nelle casse della Regione 12 milioni di euro. Altrettanti dovrebbero arrivare dallo Stato. Ma per ora stanno pagando solo i marchigiani. Anche nel Pesarese ci sono precedenti preoccupanti: ancora si aspettano i soldi per lesondazione del Foglia di alcuni anni fa, oltre a quelli dellalluvione del marzo 2011. La Provincia ha organizzato una spedizione a Roma, qui a Urbino atteso larrivo del Sottosegretario alla cultura. I marchigiani, che hanno avuto sempre scarso peso politico a Roma, sono abituati a rimboccarsi le maniche, ma chiedono di non essere lasciati soli.

Sport

Volley: parla Mister Salvagni


Il Palamondolce la sua casa da tre anni. I colori gialloblu gli hanno portato grandi soddisfazioni. Questanno punta ancora pi in alto: Salvagni racconta le sue aspettative in campionato, con play off e coppa Cev concentrati nello spazio di pochi giorni. Un obbligo: vincere. a pagina 14

il Ducato

Strade, buche, muretti, lampioni, paracarri, giardini: la neve non ha salvato nulla

Passeggiando fra le rovine


Il calcolo dei danni ancora provvisorio. Solo per le attivit industriali e commerciali si parla di 5 milioni
STEFANIA BERNARDINI ROSSELLA NOCCA
(300mila) e sottraendo fondi che per questanno erano stati destinati ad altre attivit. In una prima bozza di previsione avevamo gi messo 100mila euro in pi rispetto allanno precedente per la manutenzione spiega lassessore Muci - ma ovviamente tutto quello che abbiamo nettamente insufficiente. In genere per il piano neve si stanziano ogni anno 6070mila euro, cifre lontanissime rispetto alla necessit di questannata. Se la stagione delle piogge di marzo dar una tregua e si arresteranno anche i forti smottamenti e le frane, sar indetta una gara per fare un global service per i lavori di riparazione delle strade del centro. Oltre a corso Garibaldi, la strada pi disastrata, per la quale avevamo gi fatto una gara, sono necessari interventi in via Mazzini, via Cesare Battisti e tratti di via Bramante, afferma la Crespini. Per non parlare della periferia, come le zone dellospedale, della Piantata e di Mazzaferro. Il Comune dovr poi fare i conti con i danni causati dai crolli, che hanno coinvolto anche edifici comunali. Il magazzino dellamministrazione cittadina, ad esempio, stato dichiarato inagibile e questo comporter ulteriori spese per il trasferimento del materiale e per laffitto di uno spazio sostitutivo. In attesa degli aiuti statali, che, secondo lassessore ai Lavori pubblici non arriveranno mai prima di settembre/ottobre, c la certezza dei voucher che la Regione ha concesso ai Comuni per gli spalatori volontari. Ci hanno promesso, sottoforma di voucher, 7500 euro per gli spalatori che hanno liberato i vicoli. Noi, invece di 150 dice lassessore al Bilancio - ne abbiamo acquistati 500, perch la Regione li ha assegnati in base al numero di abitanti, mentre avrebbe dovuto farlo tenendo conto delle condizioni del territorio. Intanto tutti gli edifici della citt sono stati messi in sicurezza. Il 6 marzo sono stati rimossi gli ultimi cumuli di neve e il Comune ha iniziato a liberare le strade dagli alberi caduti e a tagliare tronchi e rami pericolanti. Tra quindici giorni dovremmo avere una mappa precisa dei danni alle infrastrutture, garantisce lassessore Crespini, mentre entro il 30 giugno il Comune dovr presentare il bilancio consuntivo allo Stato, che conterr anche la stima dei costi derivanti dallemergenza neve.

uche, segnali stradali abbattuti e lampioni rotti. Muretti divelti, panchine distrutte e alberi caduti. Questo lo scenario che ci si trova davanti passeggiando per Urbino a un mese dallultima nevicata. Ebbene s, dopo il devastante blizzard, anche lultima irriducibile neve comincia ad arrendersi ai raggi di sole e alla pioggia svelando ulteriori rovine. Camminando per la passeggiata del Pincio, recentemente intitolata a Carlo Bo, alcune panchine sono a terra o hanno perso lo schienale. Lungo via Bonconte da Montefeltro, verso lospedale, si deve fare attenzione a dove si mettono i piedi: asfalto divelto, marciapiedi sgretolati e frammenti di pilastri che intralciano il percorso. A oggi non esiste ancora una stima precisa dei danni che il maltempo ha provocato alla citt. Ma la previsione del sindaco Franco Corbucci di minimo un milione e mezzo di euro per i danni alle strade e al patrimonio pubblico, senza considerare il patrimonio artistico. Proprio questa settimana prevista una visita del sottosegretario ai Beni Culturali Roberto Cecchi, che a Palazzo Ducale incontrer i sindaci del territorio e la Sovrintendenza. Speriamo che ci che ci stato promesso arrivi. Che chi verr dal Ministero, vedendo i danni che ha avuto la citt, si metta la mano sulla coscienza e ci aiuti, dice Maria Clara Muci, assessore comunale al Bilancio. Intanto non si scarta nemmeno la peggiore delle ipotesi, quella che lo Stato non invii aiuti alla Regione. Se non dovesse arrivare nulla bisogner rifare il piano programmatico degli interventi di ogni assessorato dice Maria Francesca Crespini, assessore ai lavori pubblici - e decidere che per un anno non si far pi niente se non la manutenzione ordinaria e straordinaria. Chiederemo un sacrificio ai cittadini. Se ai danni al patrimonio pubblico si aggiungono quelli alle aziende, tra attivit agricole, industriali e commerciali si potrebbe arrivare a 4-5 milioni di euro, ipotizza la Crespini. Il Comune ha gi dovuto corrispondere le spese dellemergenza (spazzaneve, costi di alloggio etc), per un totale di circa 600mila euro, recuperati dallavanzo di bilancio

Se lo Stato non ci aiuta, dovremo fermare i progetti previsti per il 2012

Sopra, segnale a Porta Lavagine. Al centro, la mappa di Urbino con i punti pi critici. Nellaltra pagina: in alto, una buca in via Bonconte da Montefeltro. A destra, asfalto rovinato in via dellAnnunziata. In basso, pilastro in via Raffaello

Le domande di risarcimento sono gi 400

Tutte le assicurazioni comunali


S
ono circa 400 le domande di risarcimento pervenute al Comune di Urbino per le attivit economiche danneggiate tra strutture artigianali, agricoltori e attivit commerciali. Lamministrazione comunale ora sta chiedendo alla Regione e allAssessorato alle politiche agricole e alle attivit produttive di dare un contributo. Speriamo che arrivino soldi anche per i privati, ci sono aziende messe letteralmente in ginocchio dalle nevicate, dice Maria Clara Muci, assessore comunale al Bilancio. Una novantina sono state poi le domande per risarcimento di sinistri, in particolare per auto e per recinzioni agricole danneggiate dalle ruspe spalaneve e dalla caduta di alberi e rami. Tanti i cittadini e gli studenti che, recuperando le automobili sepolte dalla neve, hanno trovato una brutta sorpresa: danni alla carrozzeria, fanalini rotti, etc. Questo soprattutto nelle strade fuori dalle mura ridotte a una sola corsia per i danni causati dalla neve. Noi rispondiamo solo per le zone in cui sono passate le turbine dellesercito, della Protezione civile e dei volontari. Per il momento siamo responsabili - dice lassessore ai Lavori pubblici Maria Francesca Crespini solo per una decina di casi. Riguardo i casi restanti ogni ditta appaltatrice dovr risarcire i danni attraverso la propria assicurazione. Ovviamente se ci saranno problemi con i privati interverremo con le aziende per fare in modo che paghino. La Crespini aggiunge poi: Avevamo invitato i cittadini a mettere segnalazioni sulle auto lasciate da tempo nelle strade e sommerse dalla neve, ma non tutti lo hanno fatto. Il Comune, in caso di accertata responsabilit, paga i danni fino a 2500 euro, dopodich rientra una polizza assicurativa di responsabilit civile. Tra le altre polizze che coprono il Comune di Urbino, c la polizza All Risks furto e incendio per gli immobili dellEnte, la polizza infortuni cumulativa per tutelare i dipendenti contro gli incidenti sul lavoro e la Kasko per i danni subiti da auto personali dei dipendenti per lo svolgimento di mansioni di servizio.

PRIMO PIANO

Ricci: Ci discriminano ma siamo determinati

Lamara primavera del Marche Day in marcia verso Roma


GLORIA BAGNARIOL

primi raggi di sole rischiano di far dimenticare la tempesta di danni provocata dal blizzard. Il bianco svanito dalle strade, ma alla scomparsa della neve non corrisponde la ne dei disagi. E cos per mantenere alta lattenzione, il presidente della Provincia Matteo Ricci ha lanciato il Marche Day, una mobilitazione creata proprio per non lasciare la regione nel dimenticatoio. Lappuntamento per il 21 marzo a piazza Montecitorio. Ci saranno persone e immagini prosegue Ricci - vogliamo far vedere quello che successo durante i giorni della tormenta, mostrare i crolli. Ci auguriamo che essendo davanti al Parlamento possano unirsi diversi deputati e magari di ottenere anche un incontro ad alti livelli con il governo. Il richiamo al governo in questo periodo di crisi non certo il primo. Appena i soliti occhi di febbraio si sono trasformati nella nevicata pi grande della storia, le istituzioni locali hanno subito chiesto un aiuto a livello nazionale, risposte ufciali ancora non ne sono arrivate, ma il giovane presidente della Provincia si sente ducioso: Le Marche sono una regione discriminata, nellultimo anno ci sono state due calamit naturali e non hanno ricevuto alcun aiuto, speriamo che questo governo possa rimediare. Allappello della Provincia si uniscono anche le associazioni di categoria, che saranno anche loro a Roma nel primo giorno di primavera. Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro-Urbino, si unisce al coro dei politici per chiedere un intervento del governo: Le aziende non ce la fanno. Prima c stato lo sciopero dei camion, poi lemergenza neve, questo ha portato ad un blocco delle vendite. Stime sulle perdite? Avere dei dati molto complicato, al milione di euro di danni strutturali va aggiunto il danno emergente, ma non facile calcolare quanto si perso con i prodotti fermi nei magazzini.Le tasse per non aspettano la partenza dei camion e la prossima scadenza si avvicina ad una velocit preoccupante per le 2200 aziende iscritte alla Confcommercio di Pesaro. Gi il 16 febbraio molte imprese non erano riuscite a mettersi in regola con il sco. Denis Santini, responsabile scale della Cna locale, aveva dichiarato che diverse decine di aziende ci hanno chiesto di non procedere al pagamento delle imposte in automatico (vedi Ducato n.12). Dal 16 febbraio si arrivati al 16

di marzo, quando toccher anche la liquidazione Iva dellultimo trimestre 2011, e la richiesta delle imprese sempre la stessa: posticipare i pagamenti, come si sempre fatto, aggiunge Varotti. Il sco non lunico obiettivo, nei giorni post-emergenza si parlato tanto anche di uscire dal patto di stabilit. Che si tratti di una prospettiva reale e non di una semplice minaccia politica stato chiarito nellincontro che la Camera di Commercio ha promosso il 2 marzo a Pesaro. Riuniti intorno al tavolo di Via settembre cerano tutti: istituzioni locali e associazioni di categoria, tutti in sintonia per superare gli effetti depressivi prodotti dal patto di stabilit. Bisogna mantenere

alta lattenzione, ma non il caso di creare scenari apocalittici. Nelle parole del Presidente Ricci prevale la ducia: Da parte nostra ci deve essere grande determinazione. Il governo risponder. Non c ancora nessuna notizia ufciale, ma i marchigiani sembrano essere al riparo da una nuova tassa sulla disgrazia. Lalluvione del fermano lanno scorso aveva fatto schizzare laccisa sulla benzina, portando la regione a conquistare linfelice record di territorio pi caro dItalia. A febbraio la Consulta ha dichiarato incostituzionale la misura contenuta nel Milleproroghe del 2011, non rimane che sperare in un epilogo diverso e festeggiare linizio della primavera a Roma.

LE REGOLE

Il molto instabile patto di stabilit


Esiste da pi di dieci anni e rappresenta uno strumento di rigore per i bilanci
Per superare ogni confusione occorre ricordare che quando si parla di Patto di Stabilit lo si fa al plurale. Ne esistono due. Uno regola le politiche di bilancio dei paesi membri dellUnione Europea, sottoscritto nel 1997, che devono convergere verso un Debito pubblico inferiore al 60% e un indebitamento netto della Pubblica Amministrazione inferiore al 3%. Laltro invece interno, nasce nel 1999 e controlla lindebitamento netto degli enti territoriali. Le regole vengono stabilite durante lapprovazione della Legge nanziaria.

il Ducato

PRIMO PIANO
A sinistra la fornace Volponi dopo lultima nevicata. A destra un particolare della struttura crollata. Nella pagina accanto: alpaca al pascolo nellallevamento di Noemi Gambini

Abbandonata, dimenticata, riafora dalla neve lo scheletro dellantica fabbrica

Chi uccide la fornace Volponi?


Il Comune se ne lava le mani: E un rudere. Invece un pezzo di storia industriale che andrebbe salvato
GIORGIA GRIFONI

crollata silenziosamente sotto il peso della neve. E nessuno se n accorto per giorni. Eppure si trova nella vallata sottostante la citt ducale, proprio sulla strada statale Bocca Trabaria: difcile non accorgersene. Della exfornace Volponi, un edicio di 1400 mq, un tempo ore allocchiello dellindustria di laterizi nellarea pesarese, resta solo lo scheletro di una parte del tetto e limponente ciminiera che la caratterizza. C chi giura fosse gi crollata tutta da tempo. I Vigili del Fuoco, chiamati per certicare il cedimento, hanno risposto che era in quello stato gi da una settimana. Per il Comune di Urbino, invece, stata una sorpresa: non sapevano nemmeno fosse crollata. E un rudere gi da molti anni spiegano dallufcio Urbanistica del municipio e appartiene a privati, quindi non possiamo intervenire. Nonostante sia al centro di un

progetto di riqualicazione dellarea che prevede, tra gli altri, linclusione di parti della fornace in un complesso commerciale e la costruzione di un impianto di risalita che parta proprio dal terreno antistante la struttura no al convento di Santa Chiara, la fornace stata lasciata nel pi completo degrado per anni. E continua a cadere. La struttura, costruita attorno alla met del 1800, visse un periodo glorioso. Allepoca, in piena rivoluzione industriale, questa fabbrica di laterizi rappresentava il punto di partenza di qualsiasi nuova costruzione o ristrutturazione nel Montefeltro. Nel 1908 venne acquisita dai fratelli Volponi. Il glio di uno dei due proprietari si chiamava Paolo, classe 1924, e pass la sua adolescenza in questa fabbrica: ne assorb le ideologie anarchica e repubblicana che trovavano spazio tra i lavoratori del settore industriale dellepoca. Crescendo, divenne prima partigiano, poi poeta, e inne senatore della Repubblica. Nessuno se ne ricorda, ma la fornace ha fornito i mattoni

per la costruzione del Collegio del Colle, iniziata nel 1965: mattoni che, come ha raccontato lo stesso architetto Giancarlo de Carlo in unintervista apparsa sul volume Costruire in laterizio, sono impermeabili al passaggio dellacqua. Con la chiusura della fabbrica, nel 1971, per ledicio cominciato un lento degrado. Di propriet di una societ, per trentanni nella fornace si sono susseguiti crolli su crolli. Poi lidea del Comune di Urbino di riqualicare lintero versante sud-est della citt ponendo ne alleterna questione della carenza di parcheggi: commissionato allo studio di architetti Spada e associati nel 2000 il progetto, frutto della mente di Giancarlo de Carlo, prevedeva il recupero, a usi culturali, dellantica fornace e la realizzazione di unarea di interscambio con parcheggi in sotterraneo e un sistema di scale mobili che conduce in Centro Storico. Larea, di circa 60.000 mq, era sottoposta a vincolo paesaggistico. Ma del progetto non se n fatto pi nulla. Nel 2008,

invece, il Comune cambia rotta, e inserisce la fornace Volponi semi-crollata in un pi ampio progetto, che vede la struttura (o meglio, quel che ne resta) inglobata in un polo commerciale, la costruzione di un ampio parcheggio e una funivia che colleghi la ex-fornace al convento di Santa Chiara. Peccato che, non-

ostante il progetto attuativo sia stato approvato (come anche la convenzione con i proprietari), non ci siano i fondi per la funicolare. E nellattesa di un nanziamento, pezzo dopo pezzo se ne va unimportante testimonianza di archeologia industriale e un punto di riferimento per tutti gli urbinati.

UN SECOLO DI MATTONI
Costruita intorno alla met del 1800, la fornace attravers gli anni della rivoluzione industriale italiana in piena attivit. Era un punto di riferimento in tutto il Montefeltro per la qualit dei mattoni prodotti. Nel 1908 venne acquisita dai fratelli Volponi e il noto poeta Paolo Volponi, glio di uno dei proprietari, vi pass ladolescenza. Rimase in attivit no al 1971, fornendo mattoni per una delle grandi opere del tempo: la costruzione dei collegi sul Colle dei Cappuccini. Per trentanni rimase abbandonata. Dal 2000 incorporata in una serie di interventi volti a riqualicare il versante sud-est della citt di Urbino.

ECONOMIA

Nasce la Societ Italiana per valorizzare il cachemire andino

Stangata

Alpaca, il lama dorato


Produce lana eccellente, ma gli allevamenti sono troppo limitati e poco competitivi

Seconde case e imprese: laliquota Imu potrebbe salire al 9 per mille


ANTONIO RICUCCI

N
GIULIA FOSCHI

ibi, Antony, Benjamin!. Al suono della voce di Noemi qualcosa si muove nella casa di legno. Una testolina su un lunghissimo collo sbuca dalla porta. Bibi si sporge per vedere cosa succede e, uno per volta, gli altri lo seguono. Timidamente gli alpaca escono allo scoperto e restano immobili, ssando i visitatori con gli occhi spalancati. Non siamo in Per, ma nella prima campagna urbinate. Ed proprio qui, allallevamento Alpaca della Foglia di Noemi Gambini, che si trova la sede della SIA, la Societ Italiana Alpaca. Lalpaca, animale delle Ande, un lontano parente del cammello; simile al lama, ma pi piccolo. Il suo manto morbidissimo: merito di una bra ne e pregiata, cinque volte pi calda della lana di pecora e pi preziosa del cachemire. Noemi ora ha quattordici esemplari. Ha iniziato per caso tre anni fa, quando cercando delle caprette da lana si imbattuta nelle foto degli alpaca. Impossibile resistere. Insieme ad altri soci SIA, ha prodotto un lato che denisce un esperimento: La qualit non esattamente quella che ci aspettavamo. La bra dellalpaca ottima, ma necessario del lavoro per ottenere un risultato migliore. In pi ci sono i problemi legati a quantit e omogeneit: lindustria accetta quantitativi minimi di cento chili di lana grezza, uniforme per colore e nezza. Attualmente, nessun allevamento italiano in grado di rispondere a questi requisiti. Un vero peccato, perch le aziende che producono maglieria e tessuti in Italia, e nel territorio marchigiano in particolare, abbondano. E la richiesta di tessuti pregiati elevata. I prodotti in alpaca appartengono a un mercato di fascia alta, per il quale la crisi non esiste, afferma il Presidente della SIA Cristiano Bianchi. Abbiamo gi diversi contatti. Ad esempio,

unindustria che produce articoli per lo stilista Salvatore Ferragamo pronta ad acquistare cinquecento chili di bra. Ma noi non li abbiamo. Cos le aziende italiane importano dallestero -Per, Australia e Nuova Zelanda i primi produttoriventotto milioni di euro di bra di alpaca allanno, cifra che colloca lItalia al primo posto al mondo per valore di bra di alpaca importata. Se solo trovassero la materia prima sul territorio si abbatterebbero i costi di trasporto, incentivando le produzioni locali. Per questo nata la Societ Italiana Alpaca: La disinformazione lostacolo principale allo sviluppo di un approccio professionale, spiega Bianchi. Diffondiamo protocolli di miglioramento genetico dellanimale, consigliando e talvolta imponendo ai soci ana-

lisi della bra, screening del gregge, programmi di accoppiamenti selezionati. Solo in questo modo i nostri soci potranno trasformare quello che oggi un hobby in un business con enormi potenzialit. Dello stesso parere Noemi, determinata a fare dellattivit di allevamento degli alpaca il suo lavoro. Oggi si occupa anche dellazienda agricola di famiglia, ma sta progettando unaccurata selezione dei suoi animali per ottenere un gregge di colore grigio dalla bra nissima. Ma con quali costi? Una femmina pu partire dai duemila euro, ma il prezzo varia molto a seconda del colore e della qualit. In pi, si valutano pedigree e riconoscimenti: il vincitore del campionato italiano di alpaca avr un valore economico molto elevato. Mai

come il pi famoso stallone dAmerica, venduto allasta in Ohio per seicentocinquantamila dollari. Cifra da primato, ma non cos lontana dal costo dei maschi di alpaca negli Stati Uniti. Il principale guadagno per gli allevatori di alpaca infatti deriva dalla vendita degli animali stessi, e solo secondariamente dalla bra, per quanto remunerativa. La sorpresa che lalpaca non viene venduto solo ad altri allevatori. Spesso gli agriturismi scelgono di acquistarne qualcuno, ma anche diverse famiglie le comprano per tenerle in giardino, racconta Noemi. Intelligenti e docili, gli alpaca vengono utilizzati anche nella pet therapy, o semplicemente come animali di compagnia. Al posto, o insieme, ai pi tradizionali cani e gatti.

Laboratori clandestini cinesi nella Jeans Valley

Moda, il falso si veste di giallo


MARIA SARA FARCI

avorano in garage e piccoli scantinati. Lavorano di notte, quando tutto intorno regna il silenzio. Stipati in piccole stanze con le loro macchine da cucire, guidano il pezzo di stoffa lungo il binario della loro taglia e cuci. Dal lontano oriente si sono trasferiti qui, tra le colline marchigiane, in quella che no a qualche tempo fa era conosciuta come la Jeans Valley. Quella valle che si estende tra Urbania, SantAngelo in Vado, Pergola e Mondolfo, diventata famosa a partire dagli anni 60 per la lavorazione e il confezionamento di jeans delle pi grandi marche italiane come Trussardi, Moschino, Coveri, Benetton e molti altri. Con la crisi economica il settore della moda in tutta la provincia di Pesaro e Urbino ha subto un brutto colpo: prima la delocalizzazione delle imprese e poi il fenomeno della contraffazione sia dei marchi che di intere linee produttive. In questo modo stanno rovinando completamente tutto quel tessuto che il controterzismo che ci ha caratterizzato negli anni ed stato il nostro ore allocchiello denuncia Moreno Bordoni, responsabile di Federmoda Pesaro qui da

anni che ci sono laboratori di cinesi e sono numerose le segnalazioni che vengono fatte. La Guardia di Finanza intervenuta diverse volte, alcuni laboratori clandestini sono stati trovati, ma i controlli sono sempre molto difcili e anche se fanno un decreto di espulsione, questo non viene quasi mai applicato. E magari succede che chiudono il laboratorio, ma dopo qualche giorno lo riaprono a pochi chilometri di distanza. Jeans e magliette a basso costo, cos simili alloriginale, che per possono rappresentare un rischio per i consumatori, soprattutto per i pi piccoli, perch si usano bre non controllate e che possono provocare allergie e malattie anche gravi. E proprio il prezzo il primo campanello dallarme che permette al consumatore di riconoscere che davanti a un capo contraffatto. Se per esempio una persona compra un jeans Made in Italy, non lo pu pagare 3 euro come al mercato. Poi continua Bordoni bisogna sempre controllare letichetta, vedere chi vende questo prodotto, quindi se un negozio e come tale passibile di un controllo. Un prodotto che ti viene venduto a casa o in una bancarella a basso prezzo ovvio che non rispetta determinati standard di produzione ed facile capire che si tratta di un prodotto contraffatto.

on bastava il nevone, questanno arriva anche lImu, l i m p o s t a municipale unica, in vigore con un anno danticipo rispetto al previsto. Laliquota per gli immobili diversi dalla prima casa ssata per legge al 7,6 per mille, con un margine di manovra per i Comuni, in aumento o in ribasso, di tre per mille: il minimo, dunque, il 4,6 per mille, il massimo il 10,6 per mille. LImu sostituisce lIci sui beni strumentali (quella sullabitazione principale era gi stata abolita nel 2008): a pagarla a Urbino saranno 484 attivit tra negozi e pubblici esercizi. Con due sostanziali novit rispetto allIci: la rivalutazione del 60% delle rendite catastali e la divisione tra Stato e Comune del gettito Imu (a Roma, infatti, andr il 3,8 per mille dellimponibile Imu, escluse le abitazioni principali e la tassazione dei fabbricati rurali). Lamministrazione comunale ha ridotto dal due (ssato per legge) alluno per mille laliquota dovuta sui fabbricati rurali a uso strumentale. Fatta eccezione per le abitazioni principali, per le quali si pagher unaliquota tra il 4 e il 4,5 per mille, comunque meno rispetto a quanto si pagava prima dellabolizione dellIci, lassessore comunale al Bilancio, Maria Clara Muci, anticipa che laliquota base per le altre tipologie di immobili sar aumentata a un livello tra il 9,1 e il 9,6 per mille. Infatti, gli ufci comunali stimano che se laliquota base restasse al 7,6 per mille avremmo una perdita del 10% rispetto allIci 2011; un gettito che ha fruttato 2.007.000 euro. Non solo: si ragiona anche sullipotesi di aumento delladdizionale Irpef dallo 0,6 allo 0,8%. Tuttavia, precisa Muci, siamo ancora in una fase dincontri per un confronto con le associazioni di categoria; in particolare, lassessore sta valutando se mantenere o meno laliquota al 4 per mille, come adesso, per le abitazioni in aftto a canone concordato. Il confronto dovrebbe chiudersi a ne aprile, con la presentazione del bilancio di previsione 2012, la cui presentazione slittata da ne marzo a giugno con il decreto Milleproroghe. Il bilancio di spesa corrente nel 2011 stato 18 milioni di euro; nel 2012 prevediamo 15,5 milioni, spiega lassessore. E snocciola dati relativi ai tagli dei trasferimenti statali: 782.000 euro in meno lanno scorso, e altri 500.000 per questanno, in attuazione del decreto legislativo 78 di Tremonti. E altri 400.000 con la manovra Monti.

il Ducato

Dieci anni fa furono concesse due licenze per la ristorazione. Nel 2012 gi sei

Negozi: uno su cinque chiuso


Nelle vie principali del centro le serrande abbassate sono 43 su 196. Se ne vanno tante botteghe storiche
ELIS VIETTONE
In tutto su 196 attivit, 43 sono chiuse. Da una parte i commercianti lamentano di dover lasciare il centro, dallaltra gli urbinati e gli studenti si lamentano che non ci sono pi negozi, come possibile? Certo che se i proprietari dei negozi si ostinano a pretendere affitti stellari, anche di 1600 euro, adatti pi a una grande metropoli che a una cittadina collinare, a fronte di un commercio al dettaglio sempre pi debole, il centro destinato a svuotarsi. Come se non bastasse - racconta Elisa, di Urbino da generazioni - anche i negozi aperti sono sempre pi trasandati: guardi la farmacia sotto i portici di Corso Garibaldi, da quanto tempo che non ha rimesso i vetri nuovi? Ora ha solo le sbarre!. Oltre ad affitti molto alti, diversi commercianti hanno sottolineato le difficolt dovute alla chiusura del centro e alle restrizioni orarie per il carico e scarico merci. Se con lintroduzione della Ztl (una zona a traffico limitato controllata da telecamere, dove le auto non potranno circolare) ancora meno gente sar invogliata a venire a Urbino per fare compere, cos anche le zone dove i furgoni possono sostare per rifornire le varie attivit sono poche e lo possono fare solo in determinati orari, che non sempre sono funzionali al commercio. Oggi a Urbino sono registrati 332 esercizi commerciali e 152 pubblici esercizi (locali per la ristorazione). Le licenze concesse a negozi nel 2002 erano 12, mentre sono state zero nel 2012; per la ristorazione, invece, nel 2002 erano state date due licenze, mentre questanno sono gi sei: sembra esserci mercato solo per panini, ristoranti e pub.

l negozio di giocattoli gli urbinati lo ricordano con nostalgia, quando da bambini trascinavano le mamme sotto i portici di via Raffaello, o ancor prima a Via Veneto, per farsi comprare i balocchi dei loro sogni. Di giocattoli non c pi traccia ma anche il calzolaio andato via. E il ferramenta sta per chiudere: Sacchi impacchetta tutto e se ne va a Piansevero. I negozianti del centro storico preferiscono chiudere lattivit e trasferirla altrove. I locali vuoti o non affittati nelle cinque principali vie di passeggio, via Mazzini, via Raffaello, via Bramante, via Battisti e via Veneto, sono molto numerosi, spesso in uno stato che fa pensare al loro abbandono definitivo. Le vie meno valorizzate a livello commerciale sono via Raffaello e via Battisti, dove rispettivamente su 39 e su 35 negozi, quelli sfitti sono 11 e 10, ovvero il 28 per cento del totale. Non va molto meglio per via Vittorio Veneto, la via obbligata per chi passeggia per i vicoli o chi vive a Urbino: da qui che si arriva al Duomo e al Palazzo Ducale, o che si passa per andare al Comune e allanagrafe. Ebbene, su 28 esercizi commerciali, via Veneto ne vede funzionare solo 21: a rimanere inutilizzati sono il 25 per cento. Va un po meglio in via Bramante, dove su 39 negozi, otto sono quelli abbandonati, rappresentando il 20 per cento del totale. A vincere il primato di strada pi attiva del centro via Mazzini, che con 55 negozi, di cui solo sette sfitti o inutilizzati, ha la percentuale di serrande abbassate solo del 13 per cento.

A via Mazzini il 13% di negozi chiusi. Le peggiori: via Battisti e via Bramante con il 28%

Dopo 60 anni, chiude Sacchi

Parla Guido Bernardi

Mai pi chiodi e cacciavite

La vera malattia? Il deserto culturale

imone e Francesco sono due cugini urbinati non ancora trentenni. Nel 2006 hanno deciso di rilevare lattivit del ferramenta Sacchi, aperto in via Cesare Battisti dal 1953. Ora a malincuore sono costretti a trasferire il negozio in via Salvemini, vicino alla Conad di Piansevero. Alcuni mesi chiudiamo con un guadagno di mille euro da dividere in due racconta Francesco come possiamo andare avanti con 15 clienti al giorno? Io ho famiglia!. Sono le parole di chi per arrotondare si ingegna: dai piccoli lavori idraulici al giardinaggio Solo di tasse paghiamo tra i 12mila e i 15mila euro lanno conclude Francesco. Perch a Piansevero dovrebbe andare meglio? Quella Conad rilascia 1700 scontrini al giorno. Un traffico di persone che potrebbero essere nostri clienti enormemente pi grande di quello del centro spiega Simone. E spostare il negozio nei futuri centri commerciali? Due anni fa continua Simone avevamo partecipato alle riunioni del Comune per cedere quegli spazi, ma un locale di 200 metri quadrati costava 600 mila euro. Limpressione che ci sia la volont di portare il commercio fuori dalle mura chiudendo il centro alle auto, con politiche che non aiutano il commercio. ev

uido Bernardi conosciuto a Urbino come il vecchio libraio. A quasi 80 anni, di cui gli ultimi 30 alla Libreria Moderna, di cambiamenti ne ha visti molti, ma la cosa che lo colpisce di pi il decadimento culturale allombra dei Torricini. Siamo una citt che, avendo perso la centralit culturale post-bellica, non riesce a esprimere una rinnovata identit e vive una decadenza in cui la ricchezza storico-artistica viene sfruttata come rendita di posizione, per un turismo culturale che poggia su unidea consumistica, con una strozzatura economica che comprime le attivit commerciali nellofferta di beni di consumo per gente di passaggio. Di chi pensa sia la responsabilit? Lintreccio tra fattori economici e socio-culturali crea una virtuosa connessione tra la dequalificazione del commercio cittadino e le turbolenze notturne. Ma la responsabilit non va fatta ricadere unicamente sugli studenti, bens anche su uno stile di vita non fondato sulla partecipazione e integrazione sociale. La soluzione? Un capitale umano impegnato su ricerca e sperimentazione da coinvolgere per un piano di riqualificazione della citt, centrato sulleconomia della conoscenza e sullinnovazione culturale. ev

CITT

A destra uno dei tanti cartelli che offrono aftti agli studenti. A sinistra, un negozio stto in via Veneto

Su 7-8 mila inquilini, nel 2010 soltanto 1890 contratti e 440 abitazioni locate

Il mistero delle case vuote


Tanti studenti, troppi appartamenti deserti, pochi gli affitti registrati: i conti non sono affatto chiari
ANTONIO SIRAGUSA

economia sommersa si pu solo immaginare partendo da ci che alla luce del sole. Esiste solo come riflesso di quella sana. Laffitto una delle tradizionali fonti di nero ed un pilastro delleconomia urbinate. Proviamo cos ad analizzare i dati conosciuti per cercare di risalire a quelli ignoti sugli affitti in nero. Consapevoli della difficolt di fornire dati precisi. I conti non tornano. Il Comune rende noto che 3330 seconde case risultano vuote o sfitte, solo 440 locate. Il che sembra poco realistico in un contesto cittadino con alcune migliaia di studenti fuorisede che pagano per vivere in affitto. Con una media di 2,5 persone ad appartamento (la fonte per questo dato lagenzia immobiliare Multigest), arriviamo a 1100 studenti in affitto. Considerando invece una media di tre studenti per appartamento, siamo a 1320. Abbiamo contattato anche lAgenzia delle entrate. I contratti daffitto registrati a Urbino nel 2010 sono 1890. Anche questo dato sembra in difetto rispetto a una popolazione di inquilini molto pi vasta considerando famiglie e studenti. Ma quanti sono gli universitari in affitto a Urbino? Da unindagine delluniversit relativa allo scorso anno accademico (2010-2011), risulta che gli studenti frequentanti che vivono pi o meno stabilmente nella citt ducale e nei dintorni sono circa 10 mila 200 (l80% su 12783 risposte). Per sapere quanti vivono in appartamento, si devono sottrarre i 1300 studenti dei collegi: siamo intorno ai 9 mila. Per gli urbinati che studiano a Urbino, e che tendenzialmente non hanno una casa in affitto, si pu ipotizzare una cifra che va dai mille ai duemila studenti (il Nucleo di valutazione, per il 2009-2010, riporta 678 studenti in sede, ai quali si pu

aggiungere una quota ragionevole di pendolari dei dintorni). Quindi siamo tra i 7 mila e gli 8 mila in affitto. Insomma, come se una cifra considerevole degli inquilini svanisse nel nulla. Senza considerare le famiglie che vivono in case di altri. Ci sono poi i contratti dichiarati solo in parte. E il nero pu anche crescere perch spesso studenti che vivono nella stessa casa hanno canoni differenziati, a seconda del periodo di permanenza. Una fonte autorevole, che preferisce rimanere anonima, delinea i due ostacoli principali nella lotta agli affitti in nero. La mancata volont politica in primo luogo: in un piccolo Comune come Urbino, non ci vuole molto tempo a bussare alla

porta di casa di ogni cittadino. Non si vuole scontentare un bacino elettorale di proprietari di case che dichiara di avere redditi nulli o minimi sugli affitti. Laltro problema leconomicit per lamministrazione pubblica di unazione a tappeto per individuare le locazioni non dichiarate: Allo Stato conviene forse investire maggiori energie sui grandi patrimoni evasi perch non cos banale andare a perseguire il piccolo evasore. Bisogna fare verifiche, accertamenti sui dati bancari, mettere in moto una macchina burocratica di grandi dimensioni. La met degli studenti che abbiamo intervistato dichiara di avere contratti irregolari. Abbiamo firmato una specie di contratto senza indicazione del-

limporto, cera solo scritto di non disturbare i vicini e di tenere la casa come lavevamo trovata dice uno. Il proprietario ci ha chiesto esplicitamente di indicare sul contratto una somma inferiore a quella dovuta, ma abbiamo detto di no afferma un altro universitario. E una studentessa: Per il mio commercialista non regolare il canone che ho firmato perch non indicata la metratura dellappartamento e non sono elencati gli articoli. E un accordo privato che a mio padre non serve per scaricare le tasse. Un aspetto che non si pu trascurare lalta tassazione per i proprietari che decidono di affittare i loro appartamenti: Ipotizziamo che si acquisti un immobile per 100 mila euro e lo

si dia in affitto - spiega un agente immobiliare - A 400 euro al mese di canone, in un anno il proprietario guadagna 5 mila euro. Ma con la tassazione che pu arrivare al 65 %, finisce per incassare solo 1750 euro. Pi i lavori di manutenzione degli appartamenti. Quasi non gli conviene pi affittarla. E sulla questione degli studenti senza regolari contratti esplicito: Basterebbe che luniversit, dopo liscrizione, chiedesse allo studente fuorisede di indicare il domicilio e di allegare ai moduli di iscrizione una copia del contratto daffitto. Cos sarebbe facile capire qual lentit del nero. Il coordinamento tra istituzioni e forze dellordine pu quindi risultare essenziale per sconfiggere il sommerso.

Laiuto dei Servizi sociali: nel 2012 nemmeno un euro in pi

La carica innita dei nuovi poveri


STEFANO STRANO
umenta il numero di famiglie in difficolt. La povert non fa distinzione di razza e alla situazione gi grave di immigrati e anziani non autosufficienti si aggiunge quella del genitore lavoratore che vive nel territorio urbinate e si trova in mobilit, in cassa integrazione, o peggio, ha esaurito le risorse garantite dagli ammortizzatori sociali. Aumentano i nuovi poveri afferma lassessore alle Politiche Sociali Maria Clara Muci e nel 2012 intendiamo mantenere le stesse risorse del 2011, per continuare a far fronte a una condizione ancora difficile. Urbino vive o meglio, in tempo di crisi permanente, sopravvive soprattutto di terziario, di pubblico impiego e di attivit commerciali. Di recessione e calo della produzione industriale soffrono soprattutto le Pmi locali, e nella citt ducale il rischio povert pi limitato. In altre realt pi industrializzate peggio- chiosa lassessore Muci e comunque, daccordo con i sindacati, abbiamo deciso di modificare il parametro daccesso ai servizi sociali

in base al reddito ISEE, attualizzato con il proprio stato e non pi con quello dellanno precedente, proprio per estendere la tutela. Da un confronto tra il 2010 e il 2011, lufficio Servizi sociali del comune di Urbino ha mantenuto e rafforzato una serie di interventi, a partire dai buoni alimentari, farmaceutici e per lacquisto di beni di prima necessit, con un incremento notevole: dai 2.000 euro del 2010 si passati ai 15.000 del 2011. I contributi economici per i buoni alimentari sono stati molto estesi precisa lassessore erano pari a 1.200 euro nel 2010, nel 2011 sono diventati 4.000. Sulla stessa linea, gli interventi a favore della famiglia, stabiliti dalla legge regionale 30 del 1998: nel 2010 il Comune aveva stanziato 5.000 euro mentre nel 2011 ha pi che raddoppiato questa misura di sostegno, fino a 12.100 euro. Pi risorse anche per le agevolazioni scolastiche, che riguardano i servizi a domanda individuale per mensa e trasporto scolastico: nel 2011 lufficio Servizi sociali ha garantito 57.300 euro rispetto ai 38.499 del 2010. Le domande per lassegno al nucleo familiare con almeno tre figli minori sono aumentate, da 16 nel 2010 a 22

nel 2011 e ogni singolo intervento liquidato dallInps per 857,15 euro. La povert degli immigrati passa quasi inosservata, come se ci si potesse abituare a tutto, quella di chi parla il tuo stesso dialetto ed nato nella tua stessa citt, pi invisibile, per vergogna, per non pianger miseria. Gli italiani che si rivolgono a noi dice Maria Teresa Moschini responsabile del Centro ascolto della Caritas sono il 10 per cento, laltro 90 sono immigrati. C riservatezza, le famiglie italiane preferiscono chiedere aiuto alla propria parrocchia. Noi forniamo pacchi viveri, vestiti e farmaci, aiutiamo a pagare le bollette a un centinaio di famiglie ogni mese e questanno si sono presentate ancora pi persone, una cinquantina circa. Poi ci sono le cosiddette povert nascoste, Anziani soli, persone con disagio relazionale, qualche caso di alcolismo e tossicodipendenza conclude Moschini che si aggiungono a chi in cassa integrazione o lha terminata. Andiamo oltre lassistenza: alcune di queste persone in difficolt hanno fatto gli spalatori volontari nellemergenza neve o lavorano come badanti appena c lopportunit.

il Ducato

Oltre seicento pezzi nel Gabinetto di Fisica e tanti altri sparsi per la citt

E ora di fare un grande museo


Raccogliere tutti gli strumenti scientici signicherebbe poter creare a Urbino una struttura unica in Europa
MARTINA ILARI
ovevate fare il Museo? Labbiamo fatto. Dovevatesalvare gli strumenti? Li abbiamo salvati. Dovevate ripulirli, metterli in ordine? Cosa fatta. Possiamo visitarlo? No. Questo linizio di una storia affascinante, una storia diritrovamentiescoperte,una storia di anni che scivolano nelle contraddizioni. Le parole sono del professor FlavioVetrano, ordinario della Facolt di Fisica dellUniversit. A lui, al professor Roberto Mantovani e altri collaboratori si deve lapertura, negli anni 80, del Museo del Gabinetto di Fisica in una sala del palazzo degli Scolopi, dal 1865 diventato Collegio Raffaello, in piazza della Repubblica. Qui sono custoditi circa 600 pezzi risalenti al 700 e all800, molti costruiti a Urbino da artigiani locali ma anche acquistati allestero, dai costruttori francesi fratelli Secretan, la cui ofcina parigina, per qualit dei pezzi, era la migliore dellepoca. Oggi diviso in undiciaree,tracuilacustica, il calore, la cosmograaemeteorologia,lelettricit,lasicaatomica, il magnetismo, lottica. Contrariamente a ci che pensa la gente, Urbino ha solo una tradizione scientica. Il Museo nasce per rivendicarne limportanza, per dire che sono presenti le tracce di civilt millenarie, dice Vetrano. Lascienzavisibilenellestrade,nei vicoli, nelle iscrizioni sparse ovunque che ricordano alla citt il suo passato glorioso e fecondo; gi nel Medioevo, nasce qui una delle pi grandi iniziative che si conoscano in Italia: la costruzione di strumenti e lo studio di macchine scientiche. Urbino piccola citt, pochi abitanti, geogracamente isolata, ha avuto lopportunit di provare la resistenza della cultura al passare del tempo: salvare ci che era stato fatto nel passato e proiettarlo nel futuro come attivit di ricerca, perch nel passato che bisogna cercare per comprendere i nostri giorni e quelli che verranno. Ma da un po di tempo non va proprio cos. Contraddizioni, si diceva. Oggi le due sale del Museo sono chiuse perch non c una persona che la mattina vada ad aprirle e le pulisca e una guida che accompagni i visitatori. Questo il problema, dice il professor Mantovani che per volontariato, provvede lui da anni allapertura e ad accogliere chi richiede, su prenotazione, di visitarle. Per ora sempre aperto solo il sito on-line dove poter viaggiare virtualmente nel Museo. Ma non basta, non pu bastare. Intanto le cose non cambiano, rimangono l uguali, cristallizzate. Seconda contraddizione: un patrimonio dimenticato e disseminato. Diverse scuole di Urbino infatti, dalla media Volponi, al liceo scientico Laurana, al classico Raffaello, al liceo socio psico pedagogico, posseggono, nei loro corridoi e laboratori, raccolte di strumenti scientici. Il motivo viene da lontano: nell800 linsegnamento della sica era svolto da docenti che facevano lezioni sia alle universit che alle scuole superiori. Molti strumenti furono quindi trasferiti da un edicio allaltro. E oggi sono lasciati l, ammucchiati, relitti di altre epoche. Dopo limpossibilit di tenere aperto il Museo,unaltromotivodirabbia.Non si comprende che se si riunisse tutto quello che possediamo in un unicomuseointerattivo,multimediale, moderno della scienza e della tecnica continua Vetrano - signicherebbe superare i mille pezzi e si potrebbe avere una fotograa precisa di come era lattivit didattica e di ricerca a Urbino nell800. Qualcosa di formidabile, lunico caso in Europa. E su come organizzarlo, questo museo moderno, i due professori rispondono allunisono: Sarebbe bello fare un cammino nel tempo, perepoche. Gli strumenti dovrebbero essere accompagnati dalla storia di Urbino e della scienza. Poi, con pannelli interattivi touchscreen, si potrebbero ricostruire virtualmente tutti gli strumenti cos che ognuno possa essere smontato, visionato, e si possa ricostruire lesperimento originale. Lo studente riuscirebbe cos a comprendere la logica della scienza e recuperare il senso della misura e dellumanit delle cose che si costruiscono, tutti livelli di comprensione che oggi si stanno perdendo. Il progresso tecnologico fondamentale ma disarmante: trafchiamo con scatoleamorfechenondicononulla. La scienza pensiero che va recuperato e capito. Qui sta la rilevanza dei musei: la scienza antica che parla attraverso la tecnologia moderna.Unastoriaperraccontare un rischio, il rischio di perdere il lo di cosa sia la cultura oggi. Riprendiamolo questo lo, subito.

Gli studenti potrebbero scomporre gli oggetti, capire la logica della scienza

Il taumatropio, pap dei fratelli Lumire I


l taumatropio o disco magico, ideato nel 1825, generalmente attribuito a John Ayrton Paris (1785-1856), uno dei pi famosi medici (e siologi) dInghilterra e, come recita la descrizione presente sul libro a cura di Flavio Vetrano: Il Gabinetto di Fisica dellUniversit di Urbino: la sua Storia, il suo Museo,consiste in una spessa tavola dai contorni lavorati in legno, fornita sul bordo inferiore, in corrispondenza del suo asse maggiore, di un perno dottone che incastra la tavola verticalmente sulla macchina di rotazione. Su entrambe le facce di essa, interamente pitturate, sono riprodotte, con disegni e colori particolarmente curati, due immagini complementari: un uccello che osserva una mosca e una gabbia. Mettendo in rapida rotazione lapparato, si produce, per la persistenza dellimmagine sulla retina, la sovrapposizione delle due gure e lillusione di guar-

dare luccello nella gabbia mentre osserva, fuori di essa, una mosca. Si tratta di uno dei pezzi pi prestigiosi del Museo, datato 1860. Spesso siamo affascinati da effetti speciali, come ad esempio quelli delle sale 3D e non ricordiamo, o non sappiamo, come, in assenza di effetti, si ricorreva a macchine particolari e a trucchi per ingannare lo spettatore. Il taumatropio serviva proprio a questo, a creare unillusione nello spettatore che gli si poneva davanti. Diversi anni fa, unartista del Bangladesh ha scelto questo strumento, tra tutti quelli conservati al mondo, per allestire una mostra sullillusionismo. Oggetti cos semplici oggi fanno sorridere, ma se contestualizzati, fanno apprezzare ancora di pi la grandezza dei loro realizzatori. A loro afdato il compito di tramandare ai posteri lo sviluppo della scienza. (m.i)

CULTURA
A colloquio con Walter Fontana

L Oratorio come la Cappella Sistina


VALERIO MAMMONE

Al centro, corridoio del Museo del Gabinetto di Fisica. Nelle foto piccole, in alto antichi strumenti nel Liceo classico Raffaello . Al centro il laboratorio di scienze della scuola media Volponi. In basso vetrina del liceo pedagogico. A destra la rocissione dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni

a porta si apre. Camminiamo lungo un corridoio stretto, accanto a una libreria che straripa di libri. Entriamo in una piccola stanza sulla destra. Walter Fontana mi indica una sedia. Prego, si metta pure seduto. E mezzogiorno: rimarr l fino alle quattro. Walter Fontana, fondatore dellItis, di cui stato preside per nove anni; docente universitario, storico dellarte, priore della compagnia di San Giovanni Battista e SantAntonio Abate. Membro del consiglio di amministrazione delluniversit per pi di trentanni. Urbino deve molto a questo minuto signore di quasi 90 anni, con gli occhi azzurri che sbucano dalle palpebre e saccendono allimprovviso. Mentre parliamo, quattro giovani trascinano a fatica il corpo di Cristo, appena deposto dalla Croce. La Deposizione di Raffaello occupa quasi tutta la parete alla mia sinistra: una riproduzione del 500 dice il Professore ma il pittore non era molto bravo. Il nostro colloquio parte da l, da quellopera di Raffaello rimasta a Perugia per centanni, prima di essere trafugata e inviata a Roma, dove ad attenderla cera Papa Paolo V. Da Raffaello di Urbino a Bramante di Fermignano a Enrico Mattei di Acqualagna. Fontana mi racconta quattro secoli di storia legati da un unico filo conduttore: il Montefeltro, i suoi figli e limpulso che diedero ai rinascimenti italiani. Quello iniziato nel 1492 (questa almeno la data convenzionale) e quello del 1950, del Miracolo Economico, quando il Paese si scroll di dosso la polvere della guerra. Ogni tanto, irriverente, provo a interromperlo con una domanda: Professore, vorrei parlare con lei dellOratorio di San Giovanni: devo farmi

perdonare una leggerezza che risale a due mesi fa. Niente: lui tira dritto. Dopo una lezione di storia, storia dellarte e letteratura durata quasi due ore si ferma, beve un sorso dacqua: Vede, so che lei vuole intervistarmi, ma io ho insegnato per tanti anni e capisco subito se uno studente preparato o no. Mi sembrava che avesse bisogno di un ripasso. Ora pu farmi tutte le domande che vuole. Difficile non sentirsi piccoli. Professore, due mesi fa ho scritto che lOratorio di San Giovanni trascurato dai turisti e dalla Confraternita che lo gestisce. La sua voce, fino a quel momento flebile, a tratti impercettibile, si fa chiara. Sui turisti ha ragione dice molti dedicano a Urbino non pi di mezza giornata. Arrivano a Mercatale, visitano il Duomo, la casa di Raffaello e poi vanno via. Abbiamo chiesto pi volte di segnalare gli Oratori, non giusto che chi visita Urbino ignori un ciclo pittorico che tutto il mondo ci invidia. LOratorio come la Cappella Sistina, ma finora non ci ha ascoltato nessuno. Lei stato ingenuo nello scrivere quelle cose. Incasso il colpo e gli chiedo di spiegarmi il perch. Non vero che la nostra Compagnia ha trascurato lOratorio. Non abbiamo fondi. La sagrestia rimasta chiusa perch le travi che sostenevano il pavimento erano fradice e cera il pericolo che venisse gi tutto. Io e i miei confratelli siamo stati costretti a indebitarci per ristrutturarlo e difenderlo dallacqua che scende dal monte delle Vigne. Ora sono molto preoccupato perch dopo la neve di febbraio non abbiamo liberato il tetto. E non tutto. Mi dica. C un motivo se lOratorio chiuso per la maggior parte del tempo: il biglietto costa due euro e gli ingressi non bastano nemmeno per pagare il custode. Ogni volta devo pietre aiuti. Se le cose non cambieranno lOratorio chiuder.

il Ducato

Lo spettacolo in scena al Sanzio: nelle rime, pi follia e gelosia che amor cortese

Orlando, furioso pi di Otello


Stefano Accorsi e Nina Savary raccontano e riadattano il poema cavalleresco ambientato nel Cinquecento
DORIANA LEONARDO

ir dOrlando in un medesimo tratto cosa non detta in prosa n in rima: che per amor venne in furore e matto. La follia, la furia per amore, gli inseguimenti, la gelosia. Uomini bramosi e pronti allo stupro. Donne che fuggono. Quelli che oggi deniamo raptus sono il fulcro del Furioso Orlando, la ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante, liberamente tratta da lOrlando Furioso di Ludovico Ariosto, che andr in scena al teatro Sanzio di Urbino luned 12 marzo. Una sda lanciata da Stefano Accorsi, lattore de Lultimo bacio e Le fate ignoranti, al regista Marco Baliani. Insieme hanno trasferito su uno stretto palcoscenico il mondo In alto, la locandina rocambolesco del poema del 500, che tutto un proliferare di avvendl Furioso Orlando ture e personaggi. Lo hanno attuaAccanto, Stefano lizzato, hanno riscritto le rime, inventato e mescolato storie per Accorsi e Nina Savary. rendere attraente il capolavoro A destra, i Rumba dellAriosto a un pubblico contemde Bodas a Irlanda poraneo, no ad arrivare al capoin festa del 2009 volgimento del titolo, perch non Orlando il protagonista della storia, ma la furia, la pazzia per un amore no, si amano, tra lo scintillare di non corrisposto. Il poema cavallespade, di armature e lo svolazzare resco originale un vero atlante di veli, fra mostri alati e ippogri. dellumanit. Da Orlando, Angelica Stefano Accorsi e Nina Savary non e Medoro, Bradamante, Rodointerpretano un personaggio, monte e Doralice e tanti altri, il regisono dei narratori, fra loto c sinsta ha colto storie e caratteri da far tonia, quasi vibrano come due interpretare a Stefano Accorsi, che corpi simbiotici. Al primo, il comdi fatto regge lo spettacolo, e a Nina pito di entrare e uscire dai persoSavary, la spalla che fa da contrasto naggi, cambiare timbro di voce e femminile. In realt si segue una sonorit. molti volti e deve restisola traccia - spiega Baliani - che tuire il gioco in rime di Ariosto. permette al poema di dispiegarsi. Mentre facitore di tante storie, quella delle orme che Angelica deve sempre sentir montare in s lascia sul terreno. E fugge. Il prode la frenesia fantasmagorica di Orlando la insegue e precipita di Orlando - commenta il regista canto in canto, pensando che solo Baliani - a contrastarlo c Nina perch la ama deve essere amato che suona, canta e muove le macda lei. Ma non sar cos, perch chine sonore, mentre lo interpelAngelica incontra Medoro, un solla, gli pone questioni e ne comdato semplice, e se ne innamora. menta le parole. Poi ogni tanto Questo fa scoppiare la furia di scappa una digressione ariosteOrlando, che perde la ragione. I sca, ma alla ne sembra che non duellanti sono sempre due, ma si stia parlando di guerre e fatti non solo Orlando e Angelica, sono troppo lontani, perch forse anche Ruggiero e Bradamante e spiega Baliani - le anime palpitanaltre coppie, un uomo e una ti in questa giostra le conosciamo donna. Loro si sdano, si colpiscon troppo bene.

Parla il regista: Ecco come ho reinventato molti versi

Met Ariosto, met Baliani


Stefano Accorsi mi ha chiamato un giorno e mi ha detto che era interessato allOrlando Furioso perch lo aveva letto in Francia. Mi ha chiesto se volevo essere il regista e siccome sono da sempre un grande appassionato di Ludovico Ariosto mi sembrata una bellissima coincidenza. Da qui nata lidea di mettere in scena il poema cavalleresco che racconta della furia di Orlando. Poi, come avete lavorato? Ho cominciato a scrivere, ho riscritto molto. DellAriosto c la met, il resto mio. Molte rime sono inventate perch serviva creare pi movimento in certe scene, per renderlo pi facile e appetibile. Ho inlato pezzi di Otello, ho mischiato un po. Una mescolanza mi sembrava la cosa migliore per dare un senso allAriosto oggi. Ha reso attuale un poema scritto pi di cinquecento anni fa, ha rappresentato qualcosa su cui poi lo spettatore potr riettere. S, ed per questo che abbiamo deciso di titolare Furioso Orlando e non Orlando Furioso, abbiamo capovolto il senso perch la storia incentrata sulla furia, sulluomo che insegue la fanciulla ed convinto che lei lo debba amare solo perch lui la ama. E questo un tema che richiama molto la cronaca. Ogni giorno c una donna che viene massacrata da un uomo che dice di amarla troppo. Nel suo teatro molto evidente limportanza del corpo. In teatro il corpo che parla, pu esprimere molto pi delle parole. Scoprire il corpo signica sentire le emozioni, i sentimenti, le passioni. Quando lavoro con gli attori punto molto a far riscoprire lattenzione ai corpi, al proprio e a quello degli altri in scena. Quando ci riusciamo le parole escono giuste, portate da quella voce, da quel timbro, da quel respiro. Lo ritengo un mettersi in circolo con noi stessi. Questo lo si pu fare a teatro, perch poi nella vita siamo sommersi da altre pulsioni, quelle che riguardano quasi esclusivamente la testa. Un esempio? Tutta la dimensione videogiochi, twitter, facebook. Qui il corpo sta fermo ( d.l)

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Cinema
POSTI IN PIEDI IN PARADISO Ducale, sala 1 Feriali 20,15 - 22,30 Festivi 16,00 -18,15 20,15 - 22.30 Di Carlo Verdone, con Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Marco Giallini. Tre uomini divorziati e diversi per carattere convivono in un appartamento fatiscente di Roma per risparmiare. Lequilibrio precario stravolto da Gloria, stramba cardiologa. PARADISO AMARO Ducale, sala 2 Feriali 20,00- 22,00 Festivi 16,00 -18,00 20,00 - 22,00 Di Alexander Payne, con George Clooney, Shailene Woodley e Robert Foster. Le Hawaii non sono il paradiso che tutti credono, almeno per uno dei suoi abitanti, Matt king. Scopre il tradimento della moglie, in coma, e si mette alla ricerca dellamante.

Incontri
PINDARO E MITI TEBANI Casa natale di Raffello via Raffaello 57 Marted 20 marzo Ore 17:00 Oretta Olivieri presenta il suo libro Miti e culti tebani nella Poesia di Pindaro. Levento organizzato dallAccademia Raffaello e dal Dipartimento di scienze del testo del patrimonio culturale. Interverranno Albert Schachter, Alessandra Manieri e Paola Bernardini OLIMPIADI DELLE LINGUE Facolt di Lingue e letterature straniere 23-24 marzo

Seconda edizione del concorso promosso dallUniversit di Urbino per gli studenti medi. I vincitori (nelle categorie inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano per stranieri) non pagheranno la tassa discrizione al I anno in uno dei corsi dellAteneo.

SPETTACOLI

Per San Patrizio musica, balli e piatti folk

Arpe, trifogli e birra il Duca si fa verde


Da Bologna a Urbino: Orfeo lancia liniziativa Irlanda in festa
ALBERTO SOFIA
da, le canzoni erano utilizzate come mezzo di denuncia e rivolta, o per tramandare le gesta eroiche dei connazionali. Il format di Irlanda in festa gi stato sperimentato con successo a Bologna, assediata lo scorso anno da 25 mila ragazzi: da sei anni lEstragon Club a curare la direzione artistica dellevento. Per prepararvi alla musica celtica cominciate a comprare un album di Enya o Sinad OConnor. Perch non mancheranno musicisti di primo piano: da Cisco, storica voce dei Modena City Ramblers, che aprir la rassegna presentando il suo nuovo disco Fuori i secondi, ai Folkabbestia, che in passato hanno collaborato con Caparezza e Franco Battiato, fino allirlandese Fiachra OReagan. Senza dimenticare la cucina: a preparare piatti tipici (dal manzo in Guinness al brasato di lombata al miele) ci penser una coppia di cuochi proveniente da Cork. Saranno gli studenti di Urbino i protagonisti della festa: In citt mancano eventi in grado di aggregare gli universitari: vogliamo far diventare la manifestazione un appuntamento annuale, conclude Sorcinelli. Pazienza se San Patrizio, inviato da Papa Celestino a evangelizzare la pagana Irlanda, non sia per gli italiani una ricorrenza abituale. E che il 17 marzo si celebri anche lUnit dItalia, soprattutto dopo le polemiche gratuite con cui si accolto il 150esimo compleanno.

IL PROGRAMMA DELLEVENTO
14 MARZO dalle 20:00 I Matti delle Giuncaie e Rossopiceno; dalle 23:30 Cisco 15 MARZO dalle 20:00 Almamediterranea e Folk-U; dalle 23:00 Folkabbestia 16 MARZO alle 20:00 Drunk Butchers e Pestafango; dalle 23:00 Lou Seriol 17 MARZO dalle 20:00 Fiachra OReagan e Here be Dragons; dalle 23:00 Selfish Murphys 18 MARZO dalle 20:00 serata di chiusura con gli Arcambold

i racconta che cacci in mare tutti i serpenti dallIrlanda, che fece fiorire il biancospino dinverno e che fosse custode di un pozzo senza fondo da dove i peccatori accedevano in Purgatorio. Come quello, profondo oltre 53 metri, a lui dedicato dagli abitanti di Orvieto, in provincia di Terni, nella speranza che li proteggesse nelle impressionanti discese. Le leggende si sprecano quando si parla di San Patrizio, santo patrono irlandese, cos come le feste e le parate in suo onore, oggi simbolo della cultura irlandese nel mondo. Prendete lagenda e segnate in rosso la data del 17 marzo. O meglio in verde, colore con cui si soliti vestirsi per lanniversario della morte. Perch da questanno il Saint Patricks Day verr celebrato anche sotto i Torricini. Un festival di cinque giorni (da mercoled 14 a sabato 18 marzo) tra concerti e balli popolari, piatti tipici e le immancabili Guinness, le tradizionali pinte di birra scura. Merito dellassociazione Orfeo che, insieme al rock club Estragon e il gruppo Pubblieventi, ha organizzato nella citt ducale Irlanda in festa. Da tempo progettavamo di portare questa manifestazione anche a Urbino, per far conoscere la cultura irlandese attraverso la musica folk, spiega Filippo Sorcinelli, uno dei ragazzi di Orfeo. Musica popolare che affonda le proprie radici nella stessa storia dellEire, unica nazione al mondo ad avere uno strumento (larpa) come simbolo nazionale: fin dal Medioevo, in Irlan-

Dalla Bosnia del dopoguerra allomaggio ai cineasti armeni

Cos rivive il cinema indipendente


PAOLA ROSA ADRAGNA

facile oggi essere un regista. Basta una telecamera e un programma di montaggio. Ma il cinema unarte, come la pittura, e non tutti sanno parlare per immagini. Comprendere i nuovi luoghi attraverso i quali una pellicola racconta del mondo e di s non semplice e, per questo, lassociazione culturale studentesca La Ginestra ha organizzato, dopo il successo dellanno passato, la seconda edizione della rassegna cinematografica Lintervallo delle cose i luoghi della narrazione cinematografica. Tre giorni dal 13 al 15 marzo di film indipendenti , tavole rotonde e presentazioni di libri sul cinema.

Alle proiezioni saranno presenti tutti i registi per parlare con il pubblico. Lo scopo racconta Giovanna Errede, veterana dellassociazione quello di portare gli spettatori a contatto diretto con unopera e il suo autore. E sensibilizzarli verso un cinema meno di intrattenimento e pi ragionato. Uno dei temi portanti dellevento sar il cinema della e sulla Bosnia-Erzegovina. Paese caro a Giovanna, con il quale lassociazione ha instaurato un rapporto di collaborazione. La regista bosniaca Aida Begic porta a Urbino la sua prima pellicola, Snijeg (neve), una visione femminile sia sulla guerra che ha devastato il suo Paese che sulla ricostruzione, affidata a donne orfane di padri, fratelli, mariti. Andrea Laquidara, invece, presenta Il

tempo di guardare. Il tempo di vedere (Appunti per un documentario sulla Bosnia-Erzegovina), girato durante uno dei viaggi dei ragazzi dellassociazione in ex Jugoslavia. Ad aprire le proiezioni Pietro Marcello, giovane documentarista casertano, con il documentario non distribuito Il silenzio di Pelejan, omaggio al cineasta armeno Artavazd Pelejan. Durante la tre giorni verranno presentati anche David Lynche il grande fratello di Alessandro Agostinelli ed Esperienze di cinema dalle ceneri della Jugoslavia. Bosnia-Erzegovina di Silvia Badon. Agli studenti delle facolt di Lettere e filosofia e Lingue e letterature straniere che prenderanno parte alla rassegna verr riconosciuto 1 credito formativo.

Eventi Culturali
LA COMMEDIA DELLARTE Teatro La Vela, Collegi universitari 21- 27 marzo a cura del Teatro Aenigma Il laboratorio teatrale, condotto dallattore e regista Francesco Gigliotti, preliminare allallestimento di uno spettacolo ispirato ai Diari di Kafka che verr presentato a Minsk (Bielorussia). Liscrizione costa 150 euro (100 per gli studenti). Per info: mascioli.uffistampa@alice.it STORIE IN SOPPALCO 11 - 18 - 25 marzo, Ore 16,30 Libreria Montefeltro, Urbino Ciclo a cura del gruppo Lettori Volontari del progetto Nati per leggere. Verranno presentati racconti e animazioni per bambini, scritti da diversi autori, tra cui Nick Sharrat e Julia Donaldson. Alla fine delle letture la libreria offrir merende a tutti i bambini presenti.

Concerti
DUO BUCOLICO Enoteca di Lunano Live Venerd 9 marzo Ore 22:00 Il Duo Bucolico, formato da Antonio Ramberti e Daniele Maggioli, nasce alla Festa del Pane di Maiolo del 2005, suonando sulle balle di fieno. Sia separatamente che in collaborazione, i due artisti girano lItalia con i loro scoppiettanti spettacoli

Mostre
GIO ROSS Sala Bramante Fermignano Inaugurazione Sabato 10 marzo Ore 17:30 Giovanni Rossi, lartista urbinate formatosi allistituto dArte ducale, presenta la personale dedicata allUniverso precario dal titolo Manomissione e senso-Men del cenacolo quotidiano. Liniziativa promossa dal centro culturale Von Balthasar

Spettacoli
UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO Teatro Sanzio di Urbino Venerd 23 marzo Regia di Antonio Latella Laura Marinoni e Vinicio Marchioni interpretano il dramma di Tennessee Williams ambientato nella new Orleans degli anni 40. Protagonisti Stanley e Stella, il cui equilibrio di coppia viene turbato dallarrivo della sorella di lei, Blanche
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il Ducato

Gratis per studenti, 5 euro annui per i cittadini

Libri, giornali e musica pronti da cliccare nella biblioteca online


MARTINA MANFREDI MICOL SARA MISITI

on il mouse alla mano partita la nuova sda culturale per gli studenti e i cittadini della citt ducale. La biblioteca digitale Media Library OnLine, attiva in Italia dal 2009, arrivata un mese fa anche nella provincia di Pesaro Urbino. Quotidiani, video, ebook, banche dati, musica e audiolibri: questi alcuni dei contenuti digitali messi in rete a disposizione degli utenti. Il servizio gratuito per gli universitari, i docenti e il personale tecnico amministrativo dellAteneo; per registrarsi necessario andare in una biblioteca accreditata e ricevere cos le credenziali per laccesso. All iniziativa hanno aderito oltre trenta comuni della provincia, tre comunit montane e due sistemi intercomunali per un totale di 650 iscritti e pi di 4000 consultazioni in un mese. Il valore aggiunto che ogni cittadino della provincia potr accedere ai servizi Internet dice Sebastiano Miccoli, coordinatore provinciale della rete dei servizi bibliotecari di Pesaro Urbino con una tessera plus del costo di appena 5 euro allanno, che saranno poi reinvestiti nelle biblioteche e garantiranno nuovi contenuti. A Urbino sono 210 gli utenti delluniversit che usano la biblioteca: i pi interattivi sono gli studenti di giurisprudenza e scienze politiche con 52 adesioni. La biblioteca scientica ha registrato invece 39 iscritti, 38 quella di economia e sociologia, 21 la fondazione Bo e 15 la biblioteca di lingue. E una scelta strategica, di investimento nel welfare culturale - spiega Davide Rossi, assessore provinciale alle Politiche culturali - perch un modo di rendere pi facile laccesso alla cultura anche a chi non ha mezzi economici. Uniniziativa democratica anche secondo lassessore alla Cultura di Urbino Lucia Pretelli: Abbiamo aderito perch crediamo che la biblioteca digitale rappresenti unoccasione per connettersi con il resto del mondo, sviluppando un forte contributo democratico da parte dei cittadini che pi saranno informati e pi saranno attivi nella societ. Ledicola virtuale il servizio pi visitato: ogni giorno sono disponibili 1746 quotidiani e periodici da tutto il mondo. Per alcuni giornali c anche il sintetizzatore vocale che legge gli

articoli nelle principali lingue, come ad esempio per Il Sole 24 Ore. Il secondo dei servizi pi usati la banca dati, che d accesso agli archivi storici, giuridici, musicali e bibliograci. Innovativo il prestito digitale di e-book: dalla letteratura allarte, dalla psicologia allo sport, gli utenti possono scaricare un e-book e utilizzarlo per 14 giorni leggendolo sul proprio computer, tablet o smartphone. Alla ne del periodo, il le risulter illeggibile dallutente che lo ha scaricato. Con Free Mp3 download invece si possono scaricare gratis e legalmente migliaia di brani su chiavette, computer e lettori mp3 (con il limite di tre tracce alla settimana, cio un album

al mese e dodici allanno). Nella biblioteca digitale anche video-conferenze,video, audiolibri, lm e opere liriche. Il prossimo passo delliniziativa sar ladesione delle scuole superiori del territorio, ma le migliaia di pagine digitali non sono pensate solo per gli studenti: Le modalit di accesso continua Davide Rossi privilegiano i giovani e gli universitari, ma 650 iscritti in un mese per noi sono un successo che lascia sperare in una buona diffusione del servizio tra tutti i cittadini. Una nuova strada virtuale che non pu che cominciare con un indirizzo: www. medialibrary.it /media/ ricerca.aspx. Buona lettura!

La Media Library OnLine in provincia


TIPOLOGIA Quotidiani e periodici Audio E-book Video Audiolibri Banche dati E-learning Immagini QUANTITA 1746 60665 33491 4213 1090 135 1026 147 CONSULTAZIONI 3787 533 704 495 137 622 127 60

Fonte Direzione amministrativa

Sar un anno anomalo con lezioni da aprile a settembre

Al via la quinquennale in restauro


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sono previsti dieci posti, al secondo sono in nove, sedici iscritti al terzo e ventisette tra il quarto e il quinto. Un numero proopo anni di indecisioni, decreti grammato dal Ministero con un rapporto ministeriali e rettorali finalmente di un docente restauratore per ogni cinil corso di laurea in Conservazione que studenti. e Restauro dei beni culturali ripartir. Conservazione e restauro uno dei fiori Con una sorpresa: lateneo di Urbino allocchiello dellateneo urbinate, sebbeuno dei cinque in Italia che a fine corso ne fino allo scorso anno la sua sopravviconcede labilitazione alla professione di venza fosse in bilico. Solo un mese fa, in restauratore. Gli altri quattro sono a piena emergenza neve, stato approvato Torino al Centro di Conservazione e il bando di concorso per il primo anno. Restauro La Venaria Reale, Tor Vergata di Soddisfatti a met gli studenRoma, a Napoli al Suor Orsola ti che chiedono come mai le Benincasa e a Palermo. tasse, prima rata 800 euro, Alla Carlo Bo le lezioni partipoi la seconda da 3.360 euro ranno il 18 aprile.In questa lanno per la fascia di reddito situazione spiega la presipi elevata agli 800 euro per dente del corso di laurea quella pi bassa, restano le Laura Baratin abbiamo trostesse, sebbene non sia un vato il modo di recuperare anno accademico regolare labilitazione anche per gli ma solo di sei mesi. Non ci si studenti del vecchio percorso basa sulla durata replica di studi. Unopzione infatti Baratin noi partiamo ad che gli iscritti agli anni preceaprile a causa delle direttive denti non avevano e che ora del Ministero dellUniversit potranno ottenere. Chi e della ricerca: il bando deve iscritto potr passare al corso essere pubblicato per un di laurea quinquennale a determinato periodo e cos ciclo unico. Porte aperte abbiamo fatto. Per quanto anche per coloro che si sono riguarda le tasse siamo venulaureati negli anni scorsi. Chi ti incontro agli studenti per i ha una laurea triennale o spedisagi che hanno avuto riducialistica dovr, per, riafcendo del 20% le tasse e frontare la prova di ingresso optando per un pagamento tra il 3 e il 5 aprile, come chi si dilazionato delle rate, una iscrive al primo anno, e pagare lintera rata. E il ministe- Un laboratorio del corso di laurea in Conservazione e Restauro scelta unica tra gli atenei italiani. ro che ce lo chiede continua e tutto luglio per le lezioni teoriche e i Unopzione che al contrario di quello che Baratin anche se c da sottolineare che laboratori. I cantieri didattici, invece, si sostiene Baratin, stata presa anche dalle prove sono le stesse che i ragazzi svolgeranno ad agosto e settembre. luniversit di Napoli Suor Orsola hanno dovuto affrontare al loro test di Piuttosto di perdere un anno comBenincasa che prevede labolizione del ingresso degli anni passati. Secondo un menta Baratin faremo lezione in estapagamento della seconda rata, pari a calcolo della presidente del corso di laute. 1.235 euro in meno, a causa dei disagi rea saranno circa 65 i crediti formativi Il corso caratterizzato da un numero creati dai ritardi di pubblicazione del che gli studenti dovranno recuperare nel ristretto di studenti, per il primo anno bando. passaggio tra il vecchio e il nuovo ordina-

MARIA SARA BERTUCCIOLI

mento magistrale. Ma non per tutti. Nel periodo di stop del corso, tra ottobre e marzo, gli studenti iscritti hanno partecipato a cantieri in cui sono state restaurate opere provenienti da LAquila e rovinate dal terremoto. Per loro solo 25 i crediti da recuperare. Per gli studenti aspiranti restauratori non sar un anno regolare. Per loro niente vacanze estive: il primo semestre sar da aprile a giugno con una pausa per gli esami, per poi ricominciare a fine giugno

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UNIVERSIT

LAteneo della citt ducale crea una politica estera, il futuro oltre conne

Internazionalizzare Urbino
Collegamenti tra il nostro territorio e i paesi stranieri. Lamministrazione locale: un esempio per lOnu
NOEMI BICCHIARELLI
internazionale con sede in Slovenia nata nel 2008 anche grazie al contributo dell'Ateneo di Urbino. Si tratta dell'unione di ben 190 Universit di continenti diversi e proprio a Urbino a maggio, si terr il focal point sulla tutela del patrimonio culturale dell'area mediterranea: restauro artistico e protezione del patrimonio. Il nostro gruppo come un'antenna di questa istituzione europea ha affermato Giliberti. Un ultimo progetto ha come partner il ministero degli Esteri e l'obiettivo di sviluppare sempre di pi relazioni internazionali. Ora stiamo seguendo la situazione nello Yemen ha detto il delegato a novembre si organizzer a Urbino una conferenza di pace della societ civile yemenita con imprenditori, intellettuali, amministratori e diplomatici. E' un episodio importante di un processo di dialogo e pacicazione con la societ yemenita che ora attraversata da guerre civili. E' solo l'inizio di una collaborazione, di un lavoro politico-diplomatico ha dichiarato Giliberti speriamo di portare a Urbino anche altri episodi simili. L'Onu ha scelto di svolgere i suoi corsi qui, questo perch noi abbiamo offerto la nostra collaborazione e la citt si fatta riconoscere sul piano delle relazioni internazionali. La nascita dell' Urbino Center International pu diventare una scelta strategica per il futuro dell'Ateneo urbinate. Sono tutti progetti importanti per lo sviluppo della citt, ogni rapporto con le altre realt fondamentale. Non solo l'Universit ha bisogno di politica estera ha concluso Giliberti ma tutti, studenti, docenti, commercianti, imprenditori, agricoltori. Dobbiamo continuare a presentare oltre conne le nostre risorse, tutto ci che possa interessare, noi dobbiamo riuscire a comunicare con i paesi stranieri e con realt diverse dalle nostre. Imparare insomma, a guardare al di l del nostro naso.

utto il mondo paese. Questo lo sappiamo. Ma non sappiamo ancora bene come fa un paese a diventare tutto il mondo. Si fa con un processo d'internazionalizzazione che toccher Urbino sul piano della ricerca, della didattica e del turismo. Sta per nascere Urbino Center International, un'associazione di quattro enti: Universit, Comune, Provincia ed Ersu. Si tratta di un ufcio di progetti internazionali, un vero laboratorio di progettazione: L'obiettivo quello di fare da incubatori per altri progetti che coinvolgono il nostro territorio e l'estero ha detto Giuseppe Giliberti, delegato rettorale per l'internazionalizzazione. Il cda dell'Universit ha appena rmato lo statuto, ora mancano solo i s di Comune e Provincia. Le Nazioni Unite sono sempre pi interessate al nostro territorio ha affermato Giliberti guardano alle nostre attivit come best practice, esempi del cos si fa. Diverse le attivit svolte e ancora in atto, parliamo di tre settori di uno stesso progetto: il primo ha visto come partner l'Onu, ci sono stati qui a Urbino corsi di formazione per amministratori locali albanesi, marocchini, tunisini e libanesi. Gli abbiamo mostrato come funziona la nostra amministrazione ha detto il delegato hanno avuto lezioni dai loro colleghi. E' un'educazione detta peer to peer, tra pari, ed stata vista molto positivamente dall'Onu. In questo modo le nostre pratiche amministrative sono proposte anche all'estero. Le Nazioni Unite stanno infatti studiando il piano strategico della provincia di Pesaro e Urbino basato sul concetto di felicit, l'Onu la chiama human development, sviluppo umano, soddisfazione dei bisogni fondamentali della persona. Il secondo progetto ha come partner l'Universit euro mediterranea, un'istituzione

Amministratori locali del Marocco, Libano e Tunisia durante il corso di formazione a Urbino

Nuovo Statuto, dal Miur solo osservazioni

Cera una volta il preside


MADDALENA OCULI

LE NOVIT

Modiche al calendario dellanno accademico


Ecco i provvedimenti presi dallUniversit degli studi di Urbino dopo le interruzioni e i disagi provocati dal maltempo:
- Gli esami di protto e di laurea potranno essere svolti dal 27 febbraio no alla ne del mese di marzo; - Linizio delle lezioni del secondo semestre stato posticipato al 12 marzo; - Liniziativa Universit aperta si svolger in edizione ridotta nella settimana dal 26 al 31 marzo.

uone notizie per lUniversit di Urbino. Il nuovo Statuto redatto lo scorso ottobre ha avuto il via libera ministeriale. Per essere pignoli, di via libera si parla anche se il ministero dellIstruzione si riservato di inviare alla Commissione Statuto alcune osservazioni, o meglio dei suggerimenti di modiche. Ma le novit sostanziali che il nuovo Statuto introduceva non sono state toccate. Come previsto dalla legge Gelmini, spariranno le facolt con i rispettivi presidi, e saranno sostituite con un nuovo assetto dipartimentale. Le strade da intraprendere dallUniversit per una nuova struttura erano due. Il coordinamento di pi dipartimenti in un istituto superiore per gestire la didattica, una cosiddetta scuola, oppure una gestione autonoma della ricerca e della didattica allinterno dello stesso dipartimento. Urbino ha scelto questa seconda opzione, la pi semplice a detta di Pierluigi Mari, preside della facolt di Giurisprudenza, nonch membro della Commissione Statuto. Questo nuovo assetto prevede la creazione di un organo allinterno del dipartimento per gestire la didattica. Il preside della facolt non avr pi le funzioni di prima. Il suo ruolo ora potrebbe diventare quello di coordinare un collegio che si occupa della didattica. Laltro cambiamento rilevante riguarda il numero dei membri del consiglio di amministrazione dellAteneo, ridotto da venti a undici, come previsto sempre dalla legge Gelmini. Fin qui le scelte dellUniversit di Urbino hanno avuto la piena approvazione da parte del Ministero. Mari spiega anche come le osservazioni inviate alla Commissione riguardino solo questioni tecniche, che non comportano sostanziali cambiamenti alla prima stesura dello Statuto: Le modiche del Ministero sono modiche formali.

Niente pi facolt nellAteneo: la didattica sar gestita nei vari dipartimenti

Addirittura trascurabili da parte nostra. Il Ministero pu formulare dei rilievi di legittimit se riscontra un contrasto tra la disposizione dello statuto e la legge. Pu anche formulare dei rilievi di opportunit. In questo caso indica alla Commissione di riconsiderare alcuni punti dello Statuto. Non ci sono state, da parte del Ministero, osservazioni di legittimit, il che equivale praticamente alla totale approvazione. Ma Mari precisa: Ci sono state alcune osservazioni di opportunit, quindi a carattere discrezionale. Con queste, il Ministero invita lUniversit a riformulare alcuni articoli. Per esempio quello sui vincoli delle delibere del Senato Accademico. Quando vengono adottate delle delibere, infatti, lorgano del Senato Accademico pu richiedere un parere al consiglio di amministrazione. Attualmente il nuovo Statuto prevede che il parere del cda sia favorevole afnch la delibera venga approvata. In questo modo, se il consiglio esprime il suo dissenso, il Senato Accademico non pu adottare la delibera. Per semplicare liter di approvazione, il Ministero suggerisce: in alcuni casi non c bisogno di prevedere il parere favorevole. Ci sono stati altri rilievi che dipendono dal fatto che in corso dopera cambiata la legge - continua Mari - cio il decreto legge numero 5 del 2012 ha modicato la legge Gelmini 240 del 2010, che era valida no a ottobre 2011. I rilievi riguardano la proroga degli ordini monocratici e i revisori contabili che devono avere certe qualit. A questi emendamenti formali lUniversit ha anche il potere di non adeguarsi. Ma questo non succeder, avverte Mari. Intanto, marted ha fatto visita alluniversit lAnvur, agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, che ha il compito di redigere un rapporto sulla situazione dellAteneo, per portare a termine il processo di statalizzazione. Dopo questa seconda verica dellagenzia, la meta vicina.

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il Ducato

Domenica lultima gara in campionato, poi via al tour de force scudetto e Cev

Le 100 giornate di Salvagni


Lallenatore bolognese racconta i suoi tre anni di vittorie in gialloblu. Il sogno? Allenare in terra straniera
Domenica lo attende l'ultima gara prima dei play-off che concludono una stagione in cui, con la Chateau d'Ax, ha dimostrato di essere in grado di riemergere anche da un momento di crisi. Per lui Chateau d'Ax Urbino Volley- Riso Scotti Pavia sar anche la centesima giornata sulla panchina della Robour. Sempre in piedi durante le gare, Salvagni, ha saputo insegnare alle sue ragazze come superare un febbraio che stato di emergenza anche in casa Tiboni. Prima l'inciampo con Villa Cortese poi Scavolini Pesaro, Novara e Bergamo. Tutto risolto con la vittoria dorata, contro Busto Arsizio, che le ragazze di Salvagni incontreranno anche in semifinale di Coppa Cev il 13 e il 17 marzo. In caso di successo se la giocheranno con la vincente del match Galatasaray Istambul-Tomis Costanza per cercare di tornare sul tetto d'Europa. Per la seconda volta.
senso che non serve cambiare 35 giocatori: molto spesso nella vita basta dare l'esempio per smuovere le acque. E' strano che dirigenti che gestiscono squadre miliardarie come quelle di calcio non abbiano nessun altra strada. Dovrebbero avere la consapevolezza che a volte ci sono altre medicine. A inizio campionato, ai nostri microfoni ha detto a proposito della Chateau d'Ax: Questo gruppo ha le carte in regola per arrivare in fondo a tutti gli obiettivi, anche lo scudetto. L'obiettivo resta tale? S, s assolutamente s. Il gruppo ha superato difficolt tali che merita di arrivare fino alla fine. Non ci manca veramente niente, solo gestire questo calendario cos complicato. Consapevoli che non bastera la normalit ma bisogner fare qualcosa di straordinario. Ce lo ripetiamo ogni volta, come un tatuaggio impresso prima di giocare. Progetti per il futuro?Cosa vuole fare da grande? Il bello viene adesso. Ho investito tutta la mia vita professionale in questo lavoro, ho iniziato a 16 anni, sono tante le stagioni che alleno. Mi sono fatto le ossa nelle squadre di provincia e passo passo, con sacrificio, sono arrivato in serie A a giocare con grandi campioni. Credo che sia finalmente arrivato il momento di cominciare una nuova carriera dopo tanto sacrificio. Con l'ambizione di migliorarsi sempre e vincere qualcosa di importante. All'estero o in Italia? L'estero molto affascinante, c' tanta attenzione al volley. Non solo una questione economica. Quando giochiamo all'estero troviamo strutture stupende con 5.000 persone, con le cheerleaders, la musica, la festa, i giornali, le tv. In questo momento la Polonia, la Turchia vivono la pallavolo in maniera molto forte. Per me sarebbe importante andare a conoscere territori nuovi.

VALENTINA GERACE

rancois Salvagni, terza stagione alla guida dell Chateau dAx. Ogni anno una rivelazione. Nel 2009 lei vince il premio Luigi Razzoli, poi l'anno scorso la vittoria in Cev, quest'anno la Coppa Italia, siete in gara in Europa e avete il terzo posto in classifica. Quale il momento a lei piu caro di quest'avventura? Domenica festeggio la centesima partita a Urbino. Ne ho vinte tante. La partita pi emozionante rimane una delle prime. Una partita alla fine inutile. Era in campionato contro il Villa Cortese. Vincemmo tre a zero. Credo che nella memoria di tutti, stata la prima volta che io, la mia squadra, la mia societ, la citt, abbiamo vissuto un'emozione veramente forte. La prima volta che Davide vince contro Golia, la prima volta che ti senti degno di partecipare alla festa dei grandi. Poi tutti i successi contro il Bergamo, la squadra di campionesse che da ragazzo guardavo sempre dagli spalti. E poi certo.. la Coppa Cev. A breve parte la lotta ai playoff. Come metterete i bastoni tra le ruote alle avversarie? Il fatto di essere nelle prime 4 ci garantisce di giocare l'eventuale gara 3 in casa e questo un aspetto molto importante.

Purtroppo il turno di play-off si inserisce nella semifinale di Coppa Cev. Andremo a giocare il 13, il 15, il 17, il 19, quattro partite tutte importantissime, e tutte nel raggio di 48 ore. In pi ci scontreremo con una squadra che non disputando le coppe, ha avuto almeno due mesi per prepararsi e arriver molto pi fresca sia mentalmente che fisicamente. Sar veramente durissima. Secondo lei chi pu essere l'outsider dei play-off? Io credo il Modena. E non sarebbe una grande sorpresa, nel senso che ha un budget e un parco atleti di primo livello nazionale, non gli manca niente per essere nelle prime tre. Finora non ha trovato modo di esprimersi, potrebbe essere loutsider del finale di questo campionato. Lei chi vorrebbe incontrare? Possiamo incontrare Novara, Bergamo, Piacenza o Modena. Tutte di grande valore ma vale la pena concentrarsi su di noi tenendo conto che le prime in classifica soffriranno tutte il passaggio del turno perch delle quattro tre saranno impegnate o in Champions o in Cev. Per la prima volta nella storia, questanno le favorite potrebbero essere dalla quinta all'ottava perch non hanno, in questo calendario cos corto, gli impegni europei. Come farete a mantenere alta la concentrazione, visto che, con i vari impegni, sar fisiologico un calo?

Francois Salvagni durante Chateau dAx - Lui Jo Modena (foto Andrea Ceccarini)

Un calo di prestazione lo abbiamo affrontato a gennaio. Abbiamo fatto un girone di andata straordinario, siamo arrivati secondi in Italia e passando i turni in coppa Cev, nelle prime partite di ritorno, siamo stati meno brillanti ma abbastanza bravi da portare a casa risultati importanti e gestire quelle poche sconfitte arrivate. In questo momento la concentrazione rimane molto alta anche perch giocando ogni 2 giorni, non hai tempo di distrarti o di inserire la vita privata. E' difficile gestire le energie ma io ho la fortuna di avere uno staff molto preparato. In queste ultime settimane, stiamo caricando tanto ed questo il motivo per il quale col Busto non siamo stati brillanti: dobbiamo essere pronti per la prossima settimana. Stiamo lavorando per riuscire ad avere energie fresche. Spero verranno anche dalle ragazze

che non hanno giocato fino ad ora e che sono in un momento molto positivo, proprio per sfruttare tutte le frecce al nostro arco. Quale giocatrice vorrebbe allenare in futuro? In questo momento sicuramente la Havelkova (attaccante Busto Arsizio, ndr). Credo che stia colpendo l'immaginario di tutti noi perch racchiude tutte le qualit che un giocatore dovrebbe avere. Una fisicit strabordante e una tecnica molto buona. Voi siete usciti da un periodo di crisi. Nello sport facile entrare in una spirale negativa e non uscirne. Come se ne esce? L'Inter in questo momento sta attraversando giornate difficili. Ma lanalisi molto pi complessa. In generale non sempre esonerare l'allenatore la soluzione: c' una frase che giustifica questo aspetto ma la pi falsa possibile. Nel

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SPORT

La Valmetauro Titans incassa la prima vittoria

Piccoli titani crescono Il rugby marchigiano rinasce in biancoverde


La squadra Valmetauro Titans sul campo da gioco
per la squadra: Dobbiamo ringraziarla per la sua attenzioneaggiunge il presidente. Da questanno i Titans hanno il piano scuole, e insegnano la disciplina anche alla scuola media di Fermignano. La Federazione richiede per il secondo anno una squadra under 12 in abbinamento alla prima squadra, ed quello che abbiamo intenzione di creare nei prossimi mesi. Non solo, dal terzo anno per rimanere in campionato faremo anche una squadra under 14 racconta il presidente. Anche se il futuro pieno di progetti, il presente non brilla molto. La posizione in C della squadra non delle migliori: Il rugby richiede un approccio e una preparazione diversa. Nessuno dei nostri ragazzi spiega Faustini- tranne il capitano, aveva mai giocato in questo sport. Noi ci confrontiamo con squadre che hanno dai due agli otto anni di esperienza sul campo. Lultima vittoria stata il 20 febbraio: Abbiamo ancora quattro partite da giocare, e puntiamo almeno a vincerne tre. I ragazzi sono diventati pi esperti. Dopo tredici partite assicura il presidente- cambiato lapproccio. Il rugby non ti regala niente, anche sotto i novanta punti la squadra avversaria spinge per ottenere di pi. La prossima sfida sar questa domenica, in casa, contro il Moscosi. La societ composta anche da Dario Surano, vicepresidente e capitano, Alessandro Solfi, Lorenzo Fazzini e Rosaria Dini, che sono consiglieri. Sulla pagina Facebook dei Titans, dove vengono caricate foto e i video degli allenamenti e delle partite, campeggia la scritta: Il rugby e` una voce del verbo dare. A ogni allenamento, a ogni partita, a ogni placcaggio, a ogni sostegno, dai un po` di te stesso. Prima o poi qualcosa ti tornera` indietro. Una vittoria gi arrivata, ora non resta che continuare, verso la meta.

STEFANIA CARBONI

pingere, sporcarsi, resistere, andare in meta. Tutto questo lo fanno i Titani del Monfeltro, i Valmetauro Titans, squadra di rugby, che gioca ora nel girone 6 della serie C. Una disciplina sportiva che ha un approccio differente e una preparazione impegnativa: Il rugby non come il calcio. Il difetto e il pregio di questo sport quello che bisogna avanzare andando indietro aggiunge Faustini, presidente dei Valmetauro Titans. La squadra nata per le continue richieste da parte di diversi giovani, sia studenti che non. Attualmente conta quaranta tesserati, trenta sono giocatori effettivi. Dopo due anni di allenamenti, hanno deciso di cimentarsi nel campionato regionale. Nella regione si sempre respirato rugby. E del 1928 la Stamura 108 Legione Milizia di Ancona una delle prime sedici societ, che chiedendo di essere affiliate contribuirono alla costituzione della Federazione Italiana Rugby. Nel 1998, precisamente il 5 settembre, nasce la Marconi Pesaro, prima societ di rugby femminile, legata al liceo scientifico della citt, che dal duemila ha sempre militato nel campionato nazionale di serie A. La crescita nel Montefeltro parte dal 2002, tanto da organizzare per la stagione 2006/2007, il primo campionato regionale di serie C con la partecipazione di dodici squadre solo marchigiane. Oggi sono circa venti le societ regionali che disputano i campionati maschili seniores. Attualmente i rugbisti marchigiani superano le duemila unit e alcuni di loro giocano nella nazionale italiana. Il campo dove si allenano i ragazzi dei Titans ora il Varea a Urbino. Prima lo spazio si trovava a Fermignano, ma sono sorti dei conflitti per luso dellarea: Abbiamo avuto un sacco di problemi per il campo, perch purtroppo da queste parti il calcio detta legge. Tutti pensavano che dove giocano i rugbisti come avesse giocato Attila con tutti gli Unni, quando in realt noi giochiamo come giocano loro spiega Faustini. Dopo le difficolt nella ricerca di un posto adatto, lamministrazione comunale di Urbino ha dato una mano e ha trovato uno spazio

Crescono in tutto il Montefeltro gli appassionati del Softair

Quando la guerra solo un gioco


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re); a coprire le spalle ci pensa il gruppo della retroguarda. Al caposquadra spetta il compito di organizzare i suoi "soldati". i ritrovano ogni domenica mattina, Chi trasgredisce le regole viene espulso, non vestiti da soldati, pronti alla battaglia. solo dalla battaglia ma dall'associazione Non siamo in una guerra, ma in un stessa. Per esempio chi viene colpito da un campo da gioco. E' il Softair, uno sport basaavversario deve auto-dichiararsi (in quel to sulla simulazione di tattiche militari. caso si rimane fuori dal gioco no alla ne Diffusosi in Italia a partire degli anni novandell'obiettivo o per alcuni minuti, ndr). Si ta, dal 2007 diventata una realt anche nel pu anche non rispettare e ngere, ma vige Montefeltro, grazie all'associazione sempre lo stesso principio: espulsione toutDiciottesima compagnia Mutino di court. Il regolamento Piandimeleto. chiaro e piuttosto A chi li accusa di essesevero: vietato sparare re dei guerrafondai, il in prossimit dei comcoro di risposta unapagni, puntare loro nime: "Noi qui ci l'arma durante la divertiamo, facciamo pausa, sparare a cose e squadra. E' uno sport animali. E ancora: viecome tutti gli altri". tato indossare mimetiUfcialmente per, che riconducibili a nonostante sia progruppi militari, parlare mosso dal Centro di politica e avere sportivo educativo comportamenti simnazionale (Csen), non patizzanti verso grup ancora riconosciuto pi violenti ed estremidal Coni. In ogni caso, sti. Il rischio sempre basta una giornata quello: espulsione passata insieme a loro immediata e inderogaper capire che le armi bile. (ad aria compressa) e Lo spirito guerrigliero le tute mimetiche non fa parte di questo fanno da contorno a sport. Lo conferma il questa attivit, ludica. clima semmai goliar"Ogni settimana camdico che si respira parbiamo campo di tecipandoci. L'et gioco, nell'ultimo degli iscritti trasveranno non abbiamo Un giocatore della Diciottesima compagnia Mutino durante una partita sale (si va dai 14 anni mai simulato una batno ai 50 e oltre). E non taglia nello stesso mento accessorio. Nell'ultima "battaglia", pensate che sia uno sport da uomini, anche luogo, anche grazie al Nonno", conda il combattuta tra i boschi del monte di perch le donne non mancano. Non si gioca presidente dell'associazione Marco Pietralata, nelle prime due ore di gioco non poi solo tra amici: negli ultimi anni sono Maurizio Scardacchi, avvocato e professore c' stato neppure uno sparo, nessun "tarataumentati i tornei organizzati dalle varie di diritto ed economia. Il "nonno" Luigi taratata" alla Rambo. A proposito, dimentiassociazioni, sparse in tutta Italia. Santi - perch qui tutti i partecipanti hanno catevi di giocare pensando che siete per Domenica prossima si parte per Foligno: un nome in codice - impiegato di Urbania, davvero in guerra. Tutta questione di tattica: l'obiettivo sconggere un gruppo di rivoclasse 1961, che sfrutta la sua esperienza davanti ci sono gli scout (gli apripista che luzionari che sta per prendere il potere in come volontario della Protezione civile per controllano che non ci siano cecchini Italia. Zaino in spalla e via a salvare il Paese, trovare il territorio adatto. "Io da quando nascosti), poi viene il cartografo (fondamensperando che non vincano i rivoluzionari, faccio parte dell'associazione ho scoperto tale per capire dove ci si trova e dove andasempre per gioco ovviamente. dei posti di cui prima ignoravo l'esistenza",

GABRIELE MICELI

dice Vincenzo Di Ruggiero, l'unico urbinate iscritto all'associazione. Funziona cos: c' sempre qualcuno che fa un sopralluogo qualche giorno prima e da l si decide che battaglia ricreare. La simulazione pi utilizzata la sda tra attacco e difesa: i primi cercano di raggiungere gli obiettivi prestabiliti, i secondi ovviamente li devono difendere. Ed proprio la fase pre-attacco che conferma come le armi, almeno in una prima fase, siano uno stru-

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il Ducato

MASS MEDIA

Il giornalismo che racconta i fatti non basta: i lettori vogliono tabelle e dati

Le notizie danno i numeri


Pronto un manuale per la nuova informazione. E c anche un oscar per chi sapr mescolare bene parole e cifre
BARBARA LUTZU

ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: STEFANO PIVATO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo". Vice: DARIO GATTAFONI, Presidente dellOrdine dei Giornalisti delle Marche. Consiglieri: per l'Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIUSEPPE PAIONI; per l'Ordine: STEFANO FABRIZI, CLAUDIO SARGENTI; per la Regione Marche: SIMONE SOCIONOVO, ALFREDO SPARAVENTI; per la Fnsi: GIOVANNI GIACOMINI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI IL DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029 - Urbino - 0722350581 - fax 0722328336 http://ifg.uniurb.it e-mail: redazioneifgurbino@gmail.com Direttore responsabile: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI Stampa: Arti Grafiche Editoriali Srl - Urbino - 0722328733 Registrazione Tribunale Urbino n. 154 del 31 gennaio 1991
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on pi solo parole ma dati. sempre pi frequente, soprattutto sul web, trovare tabelle, grafici interattivi, mappe che accompagnano un articolo o sono essi stessi larticolo. il cosiddetto data journalism, un tipo di giornalismo che parte dai dati e li usa come mezzo per arrivare alle notizie. Una competenza sempre pi richiesta oggi nei giornalisti, tanto che appena nato il Data journalism award, un riconoscimento internazionale proprio per il giornalismo dei dati. Tra il 30 maggio e l'1 giugno, a Parigi, verranno premiati per la prima volta i sei migliori lavori giornalistici basati su dati, siano essi inchieste, applicazioni, visualizzazioni o storytelling. A promuoverlo il Global Editors Network (unassociazione che unisce direttori editoriali e altri vertici editoriali delle principali testate del mondo con lintento di di rompere le barriere tra i vecchi e i nuovi media e creare nuovi strumenti per il giornalismo) in collaborazione con lEuropean Journalism Center e con il supporto di Google. Partner italiana Wired Italia. Quello che ha tutta l'aria di essere il Pulitzer del data journalism mira a diffondere questo nuovo modo di fare giornalismo. Come giornalisti dice il presidente della giuria Paul Steiger al Daily Wired.it stiamo utilizzando sempre pi massicciamente dati numerici e banche dati per produrre informazione. Il premio punta proprio a premiare l'innovazione in questo settore e a stimolarne l'evoluzione. Un settore, quindi, in rapida espansione. Soprattutto in un momento in cui la rete pullula di dati, grazie agli open data (i dati accessibili a tutti senza alcuna restrizione o controllo) e a politiche di open government (secondo cui l'attivit dell'amministrazione pubblica dovrebbe essere aperta e a disposizione di tutti i cittadini). Ma non solo. Le pi importanti storie degli ultimi due anni ci spiega Simon Rogers, direttore del Datablog e del Datastore del quotidiano The Guardian sono state modellate dal data journalism. Wikileaks, la crisi finanziaria, le rivolte in Inghilterra: senza il data journalism il modo in cui avremmo compreso questi eventi sarebbe stato completamente diverso. Tutto questo, per, non dovrebbe essere una novit. Rogers ha scritto

una guida con la quale spiega cos il data journalism e come viene usato nella sua redazione. Nel primo punto si legge: Il giornalismo dei dati esiste da quando esistono i dati. Niente di nuovo, quindi? La differenza, secondo Rogers, che mentre prima i dati venivano pubblicati in libri molto costosi, oggi abbiamo fogli di calcolo e computer che aiutano a fare gran parte del lavoro. Detta in questo modo sembrerebbe quasi che chiunque, grazie a strumenti semplici come Many Eyes, Google Fusion Tables o Timetric, sia in grado di raccogliere e aggregare insieme dati grezzi, dandogli un significato.Ma non esattamente cos. Dire che i dati sono aperti, liberi, pubblici non equivale a dire che sono anche facilmente accessibili. C bisogno di una mediazione, di qualcuno che sappia leggerli, interpretarli e spiegarli. Che sappia tradurli in un linguaggio comune e comprensibile a chiunque. Qualcuno che faccia le domande giuste e tiri fuori le storie che stanno dietro i numeri. Quel qualcuno il giornalista che continua, quindi, a rivestire un ruolo fondamentale. Perch, come scrive Rogers nel suo decalogo, siamo noi la connessione tra i dati e le persone che vogliono capire di cosa si sta effettivamente parlando. Che si usino grafici, mappe o numeri, dietro ognuno di essi ci deve essere una storia. L'abilit sta nel trovare il modo migliore per raccontarla. Anche per questo motivo a novembre nato un progetto, il Data Journalism Handbook, un manuale che vuole essere una guida per gli stessi giornalisti che si avvicinano a questo tipo di giornalismo, dando indicazioni sulla tipologia dei dati disponibili ma dispersi disordinatamente nel web e sugli strumenti di lavoro migliori per aggregarli. Un libro alla cui stesura partecipano circa quaranta giornalisti di diversi Paesi, ma aperto anche al contributo di chiunque voglia collaborare con la propria esperienza e professionalit. Basta iscriversi alla mailing list del sito Data Driven Journalism e quando il libro sar terminato, forse tra poco pi di un mese si augurano i coordinatori del progetto, lo si potr poi scaricare gratuitamente online. Essere un data journalist oggi sempre meno una scelta o qualcosa da cui un bravo giornalista pu prescindere. Usare dati e numeri per raccontare le storie conclude Rogers non pi inusuale. E semplicemente giornalismo.

Il nostro compito pensare ai dati non come analisti. Dietro ognuno di essi ci deve essere una storia che noi dobbiamo raccontare

IL CASO WIKILEAKS

Documenti e segreti: da soli non bastano

WikiLeaks pu essere considerato un caso particolare di data journalism. A partire dal novembre 2010 centinaia di migliaia di documenti segreti sono stati pubblicati on line nel sito creato da Julian Assange. Il suo primo intento era quello di dare direttamente ai cittadini le informazioni allo stato puro. Ma senza lintermediazione dei giornali, a cui poi Assange ha deciso di inviare i cablogrammi, difficilmente si sarebbe venuti a conoscenza delle notizie celate in migliaia di pagine. Sono i giornalisti che le hanno cercate, trovate e rese leggibili a tutti. Le hanno ordinate, filtrate, tradotte. E ne hanno permesso la diffusione a livello mondiale. Hanno fatto data journalism, appunto.