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SCENARI FINANZIARI

JOHN MAULDIN'STHOUGHTS FROM THE FRONTLINE Newsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo Capital

Conseguenze Involontarie.
di John Mauldin | 3 marzo 2012 - Anno 3 - Numero 9

In questo numero: Conseguenze Involontarie Un giorno sufficiente per ciascuno di noi Che cosa dovrebbe fare la Grecia? E poi c' l'Irlanda New York, Orlando, Svezia e Parigi Solo una domanda, pap "Le illusioni ci servono perch ci aiutano a sopportare il dolore e ci permettono invece di provare del piacere. Dobbiamo quindi accettarle senza lamentarci, quando a volte si scontrano con la realt e finiscono a pezzi." Sigmund Freud Permettetemi di introdurvi la regola di Mauldin sulle conseguenze involontarie: Per ogni legge del governo approvata in fretta come risposta ad una crisi in corso o recente, ci saranno due o pi conseguenze involontarie, che avranno effetti negativi pari o superiori al problema che stato oggetto della risoluzione. Le istituzioni non elette sono forse peggio dei governi eletti. Lo stesso dicasi per le leggi approvate con lo scopo di accontentare un gruppo, o qualsiasi gruppo di elettori o un settore industriale in particolare, queste porteranno almeno tre conseguenze involontarie, molte delle quali alla fine avranno l'effetto opposto a quello dei risultati attesi e i costi saranno trasferiti a sull'intera comunit. Questa settimana ci faremo delle domande sulle conseguenze del rilascio di pi di 1 trilione di euro di prestiti a breve termine da parte della Banca centrale europea (BCE) al fine di cercare di rinviare una crisi del credito bancario e ridurre i costi del debito sovrano di alcuni paesi periferici dell'Europa. E se, invece di tenere insieme l'Unione Monetaria Europea (EMU o dell'Euro zona), che quello che stanno cercando di fare, fosse pi probabile una rottura? Rientrerebbe certamente nella rubrica delle conseguenze non intenzionali, e quindi vale la pena di contemplarla nella lettera di questa settimana. Inoltre, cosa succederebbe se il gruppo che sovrintende i credit default swap dichiarasse un vero default del debito sovrano e non un default tecnico al fine di evitare una crisi del credito, in modo tale che i CDS possano essere pagati? Potrebbe in realt minare la capacit dei paesi pi piccoli di prendere in prestito del denaro a costi inferiori, anche se potessero chiederlo a tutti? Rendendo cos il risultato finale ancora peggiore? Esploreremo queste domande imbarazzanti e molto altro ancora. Ancora una volta rivolgeremo la nostra attenzione verso l'Europa. Ma prima di iniziare vorrei dirvi molto rapidamente, che ora siamo pronti a prendere le prenotazioni per la nona Conferenza Annuale sugli Investimenti Strategici che si terr, il 24 maggio, a Carlsbad in California, per la prima volta in un luogo che ci permetter di avere un po' di partecipanti in pi, ma manterr ancora una sensazione di intimit. Io sar

ospite alla conferenza, insieme con il mio compagno Jon Sundt e il suo team di Investments Altegris. Ogni anno mi chiedo come potremo mai fare una conferenza migliore, ma ogni volta penso che lo abbiamo fatto. Devo dire che non credo che ci sia altrove una conferenza con una qualit di oratori cos elevata. Interverranno: Dr. Woody Brock, Mohamed El-Erian, Marc Faber, Niall Ferguson, Jeff Gundlach, David Harding, Dr. Lacy Hunt, Paul McCulley, David McWilliams (dall'Irlanda), David Rosenberg, Jon Sundt, e il vostro umile analista. Ci saranno anche degli ospiti a sorpresa. Scherzi a parte dove potete trovare tutto questo talento riunito sotto lo stesso tetto? Io progetto la conferenza ogni anno come se fossi io a doverci andare. L'iscrizione dar anche l'accesso a dei documenti riservati e a dei webinars. Ad esempio la prossima settimana intervister quelli di Winton Capital Management. Per ragioni normative, dovrete parlare con quelli di Altegris per verificare il vostro status di investitori qualificati, prima di poter parteciparvi. Per saperne di pi e registrarvi andate su: http://meetings.StrategicInvestmentConference. Vorrei sottolineare che la caratteristica principale della conferenza sono gli stessi partecipanti. Farete nuove amicizie e incontrerete quelle vecchie. Il prezzo sale notevolmente dopo il 15 marzo, quindi fate in fretta. Abbiamo sempre il tutto esaurito. Non procrastinate. Registratevi ora.

Conseguenze Involontarie
La BCE ha iniettato (creato? Stampato?) 529,5 miliardi di euro ad un costo annuo del 1%, oltre ai 489 miliardi che sono stati elargiti solo lo scorso dicembre. Queste sono state chiamate operazioni di rifinanziamento a lungo termine, o LTRO. Il totale ora superiore ad un trilione di euro 1 (circa 1.300 miliardi dollari), il che pu rendere solo geloso Ben Bernanke. Quei soldi sono stati tecnicamente emessi per le varie banche centrali nazionali, che a loro volta li hanno prestati alle loro banche commerciali. Le banche, a loro volta li hanno utilizzati per puntellare i propri bilanci e per acquistare ancora pi debito sovrano dei loro paesi, consentendo cos di finanziare i deficit del loro governo. E tutto questo con un bel succoso spread per i prossimi tre anni, che potr aiutare a riequilibrare il loro stato patrimoniale. Non riesco a trovare e non ho voglia di perdere tre ore nel cercare un grafico solo per dimostrarvi che la BCE semplicemente esplosa negli ultimi 6 mesi. Provate ad immaginare una linea che sale lentamente e all'improvviso punta brutalmente verso l'alto. Come in una curva a forma a "J". Avete visto un aumento dei prestiti alle imprese? Soldi facili per tutti? Difficilmente. I mercati erano molto felici che una crisi del credito fosse stata nuovamente rimandata. Cos anche i vari governi. Abbiamo visto un aumento dei prestiti alle imprese commerciali? Soldi facili per tutti?Difficilmente. Quindi, che cosa stanno comprando le banche con tutti questo denaro fresco? (Oltre alla possibilit di depositarli nuovamente presso la BCE?) Hanno comprato obbligazioni a breve termine del loro governo, che pi o meno corrisponde al denaro che avevano preso in prestito.

Che crollo che hanno avuto le obbligazioni a breve termine. Nel mese di novembre, i titoli spagnoli ad un anno pagavano circa il 5% rispetto alle obbligazioni tedesche. Oggi sono sotto al 1%. Le obbligazioni a tre anni sono scese da uno spread pari a circa il 5% a poco meno del 3% rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi. Il debito italiano sceso da uno spread (rispetto ai rendimenti tedeschi) del 6% al 1% per le obbligazioni a un anno, mentre da oltre il 7% a meno del 4% per quelle a tre anni. Le obbligazioni decennali sono pi o meno le stesse per entrambi i paesi, come erano tre mesi fa.

Absolute Return Partners di Niels C. Jensen - www.arpllp.com - la societ partner di John Mauldin per il mercato Europeo. Horo Capital - www.horocapital.it - il partner di Absolute Return Partners per il mercato Italiano. Tel. 02 89096674 - rcarraro@horocapital.it

Un giorno sufficiente per ciascuno di noi


Che cosa fa un paese con un deficit e un debito crescente? Vende a basso costo obbligazioni a breve termine per aiutare il suo deficit di partite correnti (ne riparleremo pi avanti), invece di prendere a prestito nel lungo termine. Pu anche ricomprare del debito a lungo termine pi costoso contratto l'anno scorso ai tassi molto pi bassi di oggi. Ma questo significa che ci sar un maggior rischio di roll-over in un immediato futuro, in quanto si dovr contrarre del nuovo prestito per sostituire le obbligazioni che scadranno, ma perch preoccuparsene oggi? Come mio padre era solito dire quando voleva ignorare i problemi che sarebbero poi spuntati in un futuro, "a ciascun giorno la sua pena." Ho visto una tabella creata da Bridgewater. Essi hanno analizzato la natura del capitale delle banche dei vari paesi europei. Non cambiato molto negli ultimi anni, salvo che il capitale straniero ancora in fuga e che viene sostituito (quasi euro per euro) dal debito della BCE. Cerchiamo di non fare errori, senza alcuna generosit da parte della BCE, le banche europee sarebbero state costrette a vendere azioni a prezzi stracciati ai rispettivi governi o loro avrebbero dovuto nazionalizzarle. In caso contrario, sarebbero state dichiarate insolventi. E con ogni probabilit questo avrebbe significato una crisi del credito peggiore rispetto a quella del 2008, anche se questo difficile da immaginare. E mentre molti applaudono alle azioni di Mario Draghi, in quanto pensano che abbia evitato una crisi con l'avvio del LTRO, ci sono altri che non sono soddisfatti. Questa una nota del Financial Times di ieri: "Il capo della Bundesbank tedesca ha lanciato un attacco a Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, in relazione ad una crescente preoccupazione nella pi grande economia europea in merito alle iniziative attuate per cercare di contenere la crisi finanziaria dell'Euro zona. "Le attenzioni di Jens Weidmann erano rivolte all'aumento del rischio derivante da alcune politiche della BCE che mettono in luce i timori dei potenziali costi per la Germania nel suo ruolo di maggiore nazione creditrice della zona euro, innescando nuovi dubbi circa la

capacit della zona euro di poter affrontare l'annosa crisi bancaria e del debito sovrano. "Il signor Weidmann, che ha una voce influente sul Consiglio direttivo della BCE, ha detto che la banca centrale ha rischiato di mettere in pericolo la sua reputazione e ha chiesto un rapido ritorno a pi severe norme in materia di garanzie che la BCE accetta dalle banche in cambio di fondi della banca centrale. La critica mossa al signor Draghi stata pubblicat Mercoled in una lettera dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung." Peter Sands, il capo della Standard Chartered (una banca commerciale inglese), avverte che il nuovo denaro corre il rischio di "gettare le sementi per la prossima crisi." Ci si chiede che cosa succeder nei prossimi tre anni, quando tutto quel debito dovr essere rifinanziato. Questa sembra una domanda ragionevole, infatti non sar facile trovare 1 trilione di euro in tre anni. L'ex membro del board della BCE (il suo collega italiano) Lorenzo Bini Smaghi ha aggiunto altre preoccupazioni a quelle di Mr. Sand. Ha detto che le banche possono diventare "dipendenti da finanziamenti agevolati", creando un disincentivo e portandole a non "reggersi sulle proprie gambe una volta che la crisi finita." (da il FT) La preoccupazione che la BCE sia ora impegnata con solo poco pi di un 1 trilione. Come ho sottolineato sopra, il finanziamento della BCE, ammonta a quasi al'8% del finanziamento bancario dei paesi periferici, e ha compensato l'uscita straniera (nel paese di origine). Poich tale esodo sta accelerando, la parola fuga pu essere pi appropriata. Gli investitori stranieri (per lo pi banche, se ho capito bene) sono un altro 14% dei finanziamenti nelle banche periferiche. La preoccupazione che la BCE possa in futuro intervenire con somme ancora pi grandi per compensare le perdite delle attivit estere. (Stranieri nel senso che non sono risorse di quel paese. Per fare un esempio, le banche italiane hanno circa il 6,5% dei fondi della BCE e il 12% da quelli stranieri.) Non c' davvero nessun modo per sapere quanto sar necessario per prevenire una nuova crisi. La BCE ha finora segnalato di essere disposta ad intensificare lo sforzo, ed i mercati sembrano credere che non ci sar alcuna ragione per cui non continuer a farlo. Ma qui sta la conseguenza involontaria. Nel tentativo di mantenere la zona euro compatta e lontana dalla rottura dovuta ad una crisi del credito, potrebbero aver reso pi facile che ci accada nel futuro. Per capire perch, cerchiamo di riguardare la Grecia di un paio di anni fa. Era solo tre anni fa che il mercato era disposto a prestare dei soldi alla Grecia a tassi non molto superiori a quelli della Germania? E poi tutto ad un tratto, in un batter d'occhio, la Grecia non pot pi prendere crediti ai tassi di interesse che le avrebbero permesso di avere una speranza credibile di poter ripagare il debito. E l'Europa dovette intervenire in loro aiuto. Ma dobbiamo essere certi di una cosa. Mentre scrivevo che l'unica ragione per cui la Germania, la Francia, ecc. erano disposti a continuare a prestare denaro alla Grecia era SOLO perch le loro banche avevano comprato cos tanto debito greco che, se avessero dovuto assorbire l'insolvenza tutta in una volta, questa sarebbe costata ai governi diverse centinaia di miliardi. Otterr la Grecia

il pacchetto di finanziamento di 130 miliardi? I 100 miliardi che dovranno essere restituiti agli obbligazionisti privati, in prevalenza banche e altre istituzioni (come le assicurazioni e i fondi pensione). Cos il debito greco continua crescere, anche se ci sono dei tagli sul debito corrente. (Ne parleremo ancora pi avanti.) Se le banche che detenevano solo il debito greco fossero state solo le banche greche, allora l'Europa avrebbe semplicemente lasciato andare via la Grecia, con le sue banche. Forse sarebbe arrivato qualche aiuto, ma non come gli importi che sono stati finanziati. La Grecia non avrebbe avuto altra scelta, che lasciare la zona euro e tornare alla dracma. Ho scritto che avremmo saputo quando le banche tedesche avrebbero venduto il debito greco o sarebbero state comunque in grado di gestire un default, perch la Merkel non avrebbe pi finanziato la Grecia. Tale punto stato sostanzialmente raggiunto pochi mesi fa. Ora l'Europa continua a chiedere sempre pi austerit alla Grecia, e ogni volta che la Grecia d'accordo si muovono nuove linee di credito. La Grecia ora costretta a dimostrare di essere disposta a tagliare le spese e aumentare le tasse, non importa come. L'economia della Grecia sperimenter la deflazione quest'anno e il PIL scender del 4,4%, per il quinto anno consecutivo, secondo la Commissione europea. L'economia della Grecia ha subito una contrazione del 6,8% lo scorso anno e del 3,5% nel 2010. Recentemente, a novembre, la Commissione ha previsto che l'economia greca si sarebbe contratta solo del 2,8% quest'anno. Ma appena due settimane fa, tale stima stata spazzato via. Nel quarto trimestre i dati hanno mostrato che la Grecia aveva subito una contrazione di quasi il 7% nel 2011. Ma erano appena stati decisi dei massicci tagli di austerit per i prossimi dieci anni, per un totale che ammontava al loro attuale PIL. In un'economia in cui la spesa pubblica del 40% del PIL. Tali tagli renderanno ancora pi improbabile, che possano raggiungere i loro obiettivi. Inoltre, l'Europa potr chiedere dei tagli ancora maggiori quando gli obiettivi non saranno raggiunti (o aumenti delle imposte su ci che resta del settore privato). Tutti hanno realizzato che la festa finita, ma nessuno vuole essere il primo ad andarsene. Semplicemente non espelleranno un membro dalla zona euro. Creare un precedente sarebbe troppo pericoloso. Cos rendono il soggiorno nella zona euro cos oneroso che lasciarla alla fine diventer la scelta migliore (ne riparleremo pi avanti). "Non vi abbiamo detto di andarvene, stata una vostra scelta." Quindi ci che sta accadendo ora che le banche europee stanno lentamente vendendo il debito sovrano estero e acquistando del debito sovrano dei loro paesi. Cos il debito italiano torna a casa in Italia, il debito spagnolo in Spagna, e cos via. Dato il finanziamento della BCE, questo processo andr avanti per diversi anni. E ad un certo punto, se la Spagna o l'Italia decideranno di fare un default anche parziale, allora le banche europee saranno in grado di assorbire le perdite. Se uno dei paesi periferici non tiene il suo bilancio in ordine, allora dovr anche affrontare la musica della austerit e delle recessioni, cos come la Grecia, al fine di ottenere i finanziamenti dall'Europa. Se, ad esempio, l'Europa decide che non vuole pi sostenere il debito spagnolo (a spese dei contribuenti tedeschi e di altri), senza misure di austerit draconiane, che cosa succeder dopo? Dal momento che il debito spagnolo per lo pi sar all'interno del

sistema spagnolo (banche, assicurazioni, fondi pensione, ecc.), se la Spagna vorr decidere di lasciare la zona euro, questo sar molto pi facile in relazione all'ampio sistema europeo. Credo che il fatto stesso di consentire (o forse favorire?) ai vari paesi di portare il proprio debito in casa attraverso le banche e le istituzioni interne, stia infatti, aumentando la probabilit di uscita dalla zona euro, quando si verificher una futura crisi. Va tutto bene ed positivo parlare di solidariet, ma continuando a finanziare i paesi periferici a costo degli altri contribuenti, con i conseguenti danni nei confronti dell'euro, questo avr molto presto delle conseguenze negli elettori in questi altri paesi. Inverosimile? Non stanno la Spagna e l'Italia cercando di agire insieme? Kiron Sarkar sottolinea i seguenti punti, con i quali sono d'accordo, quindi vediamo cosa a detto (per gentile concessione di The Big Picture): "La Spagna ha definito in modo unilaterale il suo deficit di bilancio per il 2012 al 5,8% del Pil, molto di pi del 4,4% precedentemente concordato con l'UE. Lo scorso anno il deficit di bilancio si attestato al 8,5%, ancora una volta superiore all'obiettivo del 6,0%. Una 'discussione' tra la Spagna e l'Unione europea sar inevitabile, soprattutto per quanto (ad oggi) l'Unione europea ha insistito sul fatto che la Spagna ha fallito [sic] nel suo precedente impegno. Piuttosto uno sviluppo interessante, soprattutto perch arrivato lo stesso giorno che 25 dei 27 paesi dell'UE (con esclusione del Regno Unito e della Repubblica Ceca) hanno firmato il 'fiscal compact' che, una volta approvato dal parlamento nazionale di ogni paese (l'Irlanda avr bisogno di un referendum), introdurr un 'freno all'indebitamento' di ispirazione tedesca, nelle loro costituzioni - si impegnano in sostanza i 25 paesi dell'Unione europea nel ridurre l'indebitamento e, a riequilibrare i loro deficit di bilancio. "La disoccupazione spagnola salita in modo enorme nel mese di febbraio ad un valore pari al +2,4%, con i giovani (sotto i 25 anni) che hanno raggiunto un tasso di disoccupazione di oltre il 50%, s il 50%. "L'UE ha un compito difficile. Se dar delle agevolazioni alla Spagna, devono aspettarsi che anche il Portogallo, Irlanda, ecc. le 'richiedano.' Tuttavia, non riesco proprio a vedere come la Spagna sia in grado di soddisfare il suo precedente impegno. Ufficialmente, il PIL previsto al -1,0% dal -1,7% di quest'anno, anche se in realt l'effettivo risultato sar molto pi vicino alla realt (e potr superare) le previsioni pi pessimistiche. "Mentre la Spagna sempre pi sotto pressione, l'Italia oggi ha annunciato che il suo deficit di bilancio del 2011 sceso al -3,9% (-4,6% nel 2010), dato che migliorato rispetto alla previsione del -4,0%. Nel 2011 il PIL stato marginalmente superiore allo 0,4%, (+0,3% quello previsto). Mentre l'Italia entrata in recessione nell'ultimo trimestre del 2011 e ci si aspetta che la sua economia dovrebbe contrarsi ulteriormente quest'anno, l'Italia si impegnata a mettere in equilibrio il suo deficit di bilancio entro il 2013. Come continuo a sottolineare, l'Italia si trova in una situazione migliore rispetto alla Spagna, a dispetto del fatto di avere un debito rispetto al PIL superiore. Lo spread delle obbligazioni spagnole e italiane continuano a convergere - rimango comunque del parere che i rendimenti dei titoli italiani dovrebbero scendere al di sotto degli equivalenti titoli spagnoli".

Avendo in mente queste cose, cambiano un po' gli aspetti sui quali focalizzarci.

Che cosa dovrebbe fare la Grecia?


Questa una domanda difficile. Se la Grecia chiedesse a me un prestito in denaro, vorrei che loro mi pagassero. Ma se io fossi la Grecia guarderei la situazione in modo diverso. Proviamo ad avere uno sguardo un po' staccato su ci che potrebbe offrire il miglior risultato economico nel lungo termine alla Grecia, lasciando totalmente da parte tutti i moralismi sul fatto di pagare i propri debiti, ecc. La semplice aritmetica dice che la Grecia non pu permettersi di pagare i propri debiti. Anche se sono sempre pronti ad offrire ai propri debitori un taglio del debito del 70%, se si considera il costo del denaro nel tempo. Non c' modo per Hades, rispetto all'indebitamento Greco, che possano tornare ad un rapporto del 120% del debito-PIL entro il 2020, dato l'elevato livello di austerit che hanno concordato e rispetto al fatto che si trovano solo all'inizio del percorso. (Ora il 120% viene considerato il nuovo livello sostenibile, perch a quel livello che si trovano l'Italia e Belgio?) Forzare gli attuali debitori nell'assumersi una tale perdita non invoglia i futuri finanziatori del debito. La Grecia sar effettivamente esclusa dal mercato obbligazionario per un periodo di tempo molto lungo. La loro unica fonte di denaro che potranno prendere in prestito sar l'Unione europea, e questo livello di debito determina oggi i costi futuri del paese per almeno una generazione. La maggior parte dei Greci che potranno farlo manderanno i propri figli a studiare all'estero. Dato che, in Grecia, il tasso di disoccupazione per le persone sotto i 25 anni quasi al 50 per cento, sembra che pochissimi giovani che sono all'estero stiano tornando indietro. Nel settembre del 2011, gli organizzatori di un programma sponsorizzato dal governo sull'emigrazione verso l'Australia, un programma che come mi hanno riferito ha attirato solo 42 persone nel 2010, ora sono stati sopraffatti di richieste con oltre 12.000 persone hanno fatto domanda per parteciparvi. (Fonte: Stratfor) Qual lo spazio per poter rimborsare una parte delle obbligazioni, se non hanno la possibilit di accedere alle future obbligazioni? L'attuale programma non offre alcuna speranza, e il popolo Greco lo sa. La Grecia dovrebbe dichiarare una fase di "emergenza", e contestualmente alla dichiarazione di un giorno festivo dopo una domenica, lasciare la zona euro e tornare alla dracma. Riuscire a conservare valute forti e riserve nel quantitativo pi ampio possibile, in modo tale da poter acquistare del materiale medico e dell'energia finch le cose non torneranno a funzionare. Non rimborsare un centesimo di debito a nessuno per almeno un paio di mesi, se non per anni. Un completo default di ogni centesimo. Lasciare che sia il mercato a stabilire il reale valore della moneta, e solo allora offrire due dracme come rimborso del debito come equivalente di una dracma in euro del nuovo debito. Se non vengono consegnati euro, non si consegnano dracme. Ma l'importante quello di essere molto contenuti nel fare questa offerta. Nel convertire il minor debito possibile nella fase iniziale. Giocando naturalmente anche sul piano politico. Forse anche promettendo la possibilit di

partecipare ad un futuro migliore, quando questo accadr. Nel frattempo, mantenete in ordine il vostro bilancio interno. E cercate di capire come utilizzare le eventuali piccole eccedenze, che sar pi facile raggiungere se non si deve pagare per il debito pregresso. Si fissa la futura crescita della spesa pubblica ad una certa percentuale rispetto alla crescita del PIL. In modo sorprendente, in un breve periodo di tempo ossia nel giro di pochi anni verrete visti come dei creditori meritevoli e vi sar permesso di rientrare nel mercato obbligazionario. Chiedete all'Islanda o anche all'Argentina (se mai ci fosse un paese che dovrebbe essere tagliato fuori del mercato obbligazionario mondiale, l'Argentina. Da loro diventato uno sport nazionale essere insolventi sul debito. Guardate i dati.) In questo momento il turismo il 15% del loro PIL. Con la possibilit di arrivare al 25%. dirottate delle risorse perch questo possa accadere. Fate del vostro Paese il miglior posto dove andare in vacanza in Europa. Prendete la vostra popolazione, che ospitale di natura, per far si che questa possa sviluppare ancora di pi il turismo. Salutate ogni viaggiatore come qualcuno che vi porta dell'oro, perch questo ci che stanno facendo. Le valute forti sono quelle che vi permetto di comprare le risorse necessarie (come il cibo, l'energia e i medicinali). Nota: non lasciare l'Unione europea, ma solo l'euro. Ci sono un sacco di membri della UE, che hanno le proprie valute. Ci sar solo un altro paese nella medesima situazione. Ma poich ci sar un mercato nero in euro se si tenter di mantenere la valuta limitata solo al paese, ad un certo punto e non molto tempo dopo la conversione di tutto il sistema bancario e finanziario con le dracme, baster lasciare passare ancora un po' di tempo e poi permettere alle persone di utilizzare i loro euro. Lasciate che le imprese possano avere due prezzi, ma tutte le transazioni governative saranno in dracme. I vostri cittadini e le imprese dovranno pagare le loro tasse in dracme. Se incasseranno euro, dovranno trovare le dracme necessarie per pagare l'IVA o le altre imposte. Non lasciate che la banca centrale impazzisca stampando soldi. Questo sar solo causa di inflazione e far ulteriormente cadere il valore della dracma, rimandando nel tempo la ripresa. Se un'impresa vuole aprire una fabbrica, questo pu avvenire. E' importante incoraggiare il pi possibile tutti gli investimenti esteri direttamente nel paese. Fornite loro una tassazione fiscale favorevole. Guardate l'Irlanda e applicate le medesime aliquote fiscali. Nessun intervento governativo per aprire un'attivit commerciale, basta che si portino soldi e posti di lavoro. Se alcuni dei vostri cittadini "magicamente" trovano qualche euro disponibile in conti bancari off-shore e vogliono riportarli per investirli, devono essere favoriti. Date delle agevolazioni a tutti i soldi che arrivano nel paese per essere investiti. Lasciate che si possano riportare via i loro euro con i prezzi di mercato della dracma, finch le cose non si stabilizzano. Abbassate le aliquote fiscali al livello pi basso in Europa e poi fatele rispettare. Pi basse saranno, una maggior quantit di soldi raccoglierete con le tasse. Guardate alcuni dei vecchi paesi del Patto di Varsavia. In modo selettivo hanno venduto parte degli enti e dei business pubblici per ricevere valuta di cui avete bisogno, per le vostre infrastrutture (strade e simili) e per cancellare le perdite annuali che avete nei vostri bilanci. Oppure semplicemente date la maggior parte (e in alcuni casi tutto) dei beni ai dipendenti e ai

sindacati, di societ come le vostre ferrovie. Ci sono delle contingenze e delle caratteristiche locali delle quali non sono certamente consapevole, ne sono sicuro. Ma strutturate quanto pi possibile per il vostro futuro, che arriver molto pi velocemente di quanto si pensi. C' una grande diaspora greca. Se vedranno un opportunit, allora investiranno, altrimenti non torneranno. Assicuratevi che la possano vedere. Sar dura per il primo anno o due. Ma da quel momento in poi si potr far crescere la vostra via d'uscita dalla crisi, dapprima lentamente e poi molto pi rapidamente. Ci sono una miriade di esempi di paesi che hanno fatto delle cose simili, senza i vantaggi dati dalla natura del paesaggio che avete voi. Ma restare con l'euro, cercando di pagare quel debito significa avere messo le catene sui vostri bambini e sugli anziani. Siete stati in recessione per quasi cinque anni. Rimanere in euro significa starci per almeno altri dieci anni. Di fronte ad un futuro incerto, il giovane e l'imprenditore lasceranno il paese, e questo quello che non potete permettervi. Sono il vostro bene pi prezioso. Senza di loro non c' crescita e non c' futuro. Lasciare l'euro e tornare alla dracma una buona scelta? No, sar un disastro. Ma penso che sar un minor disastro, piuttosto che restare nell'euro.

E poi c' l'Irlanda


Che cosa ottengono i Greci rimanendo? Il mio amico provocatore irlandese David McWilliams ha scritto la scorsa settimana su come l'Irlanda dovrebbe guardare alla situazione greca: "Per l'Irlanda, questa [scelta della Grecia] significa che avremo sicuramente un accordo sul debito bancario. Si potrebbe ritardare, perch l'ultima cosa che la BCE vuole una coda di richieste che dicano 'anche io' a partire dall'Irlanda e il Portogallo. Ma chiaro che la nostra posizione si rafforzata, se si decide di giocare la partita. "Ma nel caso in cui si pensi che questa possa essere una vittoria per il cittadino, esaminiamo un po' in dettaglio come funziona. Non ci sar alcun default. Alla Grecia verr dato un prestito di 130 miliardi. Con questo prestito si pagano 100 miliardi di euro agli obbligazionisti, i quali hanno visto le loro obbligazioni scendere del 53% in termine di valore. Anche dopo quando la Grecia avr pagato le penali sugli interessi su tali obbligazioni, vedremo ancora un paese insolvente che dovr pagare agli obbligazionisti il 50% del valore nominale quando questi non dovrebbero ricevere nulla. "Cos la Grecia si assume 100 miliardi inesigibili, ma si prende un prestito 130 miliardi al fine di raggiungere questo obiettivo, quindi assumendo un maggior prestito il suo debito complessivo non migliora, ma peggiora in termini assoluti. "Ora ha bisogno di crescere per portare verso il basso questi numeri e questo potrebbe essere impossibile. Quindi, in pochi anni stiamo per tornare al punto di partenza, tranne che per una cosa fondamentale. "Dopo tutto quello che stato fatto, i creditori privati della Grecia saranno pagati con il denaro pubblico europeo lasciando perplessi i contribuenti di altri paesi europei. Le

banche saranno salvate ancora una volta. Senza l'aiuto non avrebbero ottenuto nulla. Essi hanno perso un 50% dei loro investimenti e la sovvenzione arriva dai contribuenti." David, come ho detto all'inizio della lettera, sar presente alla Conferenza per gli Investimenti Strategici. Ho intenzione di offrirgli il podio principale e poi metterlo all'interno di un panel con Marc Faber (un economista [Svizzero] della scuola austriaca) e forse anche lo scozzese Niall Ferguson, e mettere un po' di domande sul tavolo e vedere che cosa succede. Sar divertente e molto istruttivo. Si pu leggere ci che McWilliams sta definendo "Economia punk" su www.davidmcwilliams.ie. Si tratta di un breve video clip, molto affascinante. Egli rappresenta un ceppo sempre pi populista in Europa. E lo fa con una verve e un umorismo irlandese. Dovete guardarlo.

New York, Orlando, Svezia e Parigi


Domani parto per New York per due giorni. Sar presente allo show di Tom Keene su Bloomberg Radio alle 9.30 o gi di l. Queste interviste sono sempre divertenti. E poi una serie di incontri e una cena con degli amici. Poi un breve viaggio ad Orlando il prossimo fine settimana per un intervento. E poi parto per Stoccolma per tenere un intervento e trascorrere una o due giornate semplicemente da turista, scrivendo la mia lettera mentre vado a Parigi, per poi fare ancora un po' il turista durante il fine settimana, in contemporanea ad un incontro con pochi manager che mi far conoscere il mio compagno Jon Sundt di Altegris Investments. Poi Luned ci saranno entrambi per partecipare alla conferenza presso il GIC Banque de France, con il nostro amico Paul McCulley. Il titolo della conferenza Re-Examining Central Bank Orthodoxy for Unorthodox Times: Inaugural Meeting of The Global Society of Fellows (questo anche un link, dove potete trovare maggiori informazioni). Ci sono ancora alcuni posti liberi. Sar un momento molto affascinante per parlare delle banche centrali Europee.

Solo una domanda, pap


Gioved ho parlato alla conferenza dei Shareholder Service Group in San Diego, con un pubblico molto vivace di consulenti finanziari. Ho fatto alcuni commenti, un qualcosa del tipo che "tutti i modelli sono spazzatura", e ho fatto qualche commento qua e l.(http://www.advisorone.com/2012/03/02/fellow-advisors-all-your-models-are-garbagejohn-m) Mia figlia Melissa era presente tra il pubblico, ed era nella zona dove attendevano i relatori ed rimasta ad ascoltare pap, che come al solito non ha fatto per molto. Ha dovuto lasciare mentre stavo rispondendo alle domande, e quindi lo salutata direttamente dal palco. Si voltata indietro e ha afferrato il microfono da un signore che stava in piedi, e ha detto: "Dal momento che mi hai citato, pu andar bene se faccio una domanda?" Era stato un discorso piuttosto intenso, anche se avevo scatenato qua e la qualche risata, e quindi ero curioso di sapere quale cosa avesse suscitato il suo interesse. Lasciatemi dire che lei non condivide le inclinazioni politiche del pap. (Non sapevo dove avevo sbagliato.) Lei non nemmeno timida, cos ero pronto per una domanda difficile. Pure il pubblico era

in attesa di sentire quello che avrebbe chiesto. E poi mi ha chiesto: "Pap, mi hai detto che stiamo per comprare un nuovo iPad 3, giusto?" "S," dissi, anche se sapevo che era stato appena lanciato. Avevo citato il nuovo iPad rispetto al fatto di come fosse possibile acquistare e leggere il mio libro. E io amo il mio iPad. E non appena esce un nuovo modello, io mi precipito ad acquistarne uno. "Ok allora, posso avere il tuo vecchio Ipad?" Cosa potevo dirgli? Lei conosce bene tutti i fratelli e le sorelle e sa molto bene che quanto prima tutti faranno la stessa domanda. Ma tu sei sul palco e la cosa ti viene chiesta con tanta dolcezza. Come si pu rifiutare? Devi solo sorridere e dire di s. Ha un grande tempismo. (Nota per il marketing management di Apple:.. necessario assicurarsi che io possa comprarne uno prima che parta per l'Europa, lo metter in mostra dovunque io mi trovi e sono disposto a pagare di pi pur di avere il privilegio di pubblicizzare il prodotto. Ne voglio uno solo il pi presto possibile.. Per favore.) Abbiate una grande settimana. Trovatevi dei nuovi amici e trascorrete un po' di tempo assieme a loro. Il vostro analista che ricerca il piacere nelle piccole cose,

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