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MEDICINA MOLECOLARE: LA NUOVA FRONTIERA PER LA RICERCA SUL CANCRO

Come pu un titolo cos complesso e apparentemente cos oscuro appassionare una schiera di giovani ricercatori e, soprattutto, una serie di giovani studenti universitari, che si troveranno un giorno ad affrontare la vita lavorativa, con le sue impervie difficolt, ma anche, si spera, con le grandissime soddisfazioni che essa arreca? Come pu un campo cos poco redditizio dal punto di vista economico attrarre nuove reclute o nuovi ragazzi che, con grandissima fiducia per il futuro, si impegnano con costanza per la ricerca di nuove soluzioni e metodi di analisi per debellare una malattia cos silenziosa, ma allo stesso tempo cos spietata? A queste domande si potrebbe rispondere in diversi modi, pi o meno fantasiosi: per il solo gusto di sapere, come gli antichi ci tramandano, per scoprire nuove cure, in modo che un giorno possano essere applicate su larga scala, per altruismo, per poter salvare la vita a molti malati, o semplicemente per passione. Io direi che tutte queste risposte sono corrette e, bene o male, riassumano la figura del ricercatore. Ed stato forse questo il senso per il quale l11 Novembre, giornata nazionale per la ricerca sul Cancro, al Politecnico, in collaborazione con lUniversit Statale e il San Raffaele, si svolto lincontro intitolato Dal genoma alla cura: la ricerca corre: far comprendere alla collettivit studentesca che c bisogno di nuovi medici, biologi, biotecnologi e anche di ingegneri (elettronici, informatici, biomedici...) che si addentrino in questo settore e, con passione, lavorino al progresso della scienza e della tecnologia, anche motivati dal raggiungimento di una propria soddisfazione personale. A questo incontro sono intervenuti Vincenzo Bronte, docente di Immunologia allUniversit degli studi di Verona, Marco Foiani, direttore amministrativo dellIstituto FIRC di Oncologia Molecolare di Milano, e Gabriella Sozzi, capo ricercatore dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano. In pi era presente anche Mario Calabresi, direttore de La Stampa. Ma prima cerchiamo di sciogliere in poche parole il quesito che, forse, sorto nella vostra mente a voi lettori non appena avete letto il titolo: che cos la medicina molecolare? La si potrebbe definire come quel settore della medicina che studia i rapporti che intercorrono tra la patologia e il patrimonio genetico umano, perci tutte le malattie dovute a modificazioni del codice genetico oppure a errori di trascrizione o di traduzione dellinformazione genica. Insomma, durante la fase di sintesi delle proteine e di trascrizione dellRNA, si possono verificare degli errori, che compromettono il regolare meccanismo delle cellule e che, a lungo termine, provocano gravi danni al funzionamento di organi vitali, portando lentamente il malato al decesso. Ma allora... Abbiamo sempre fatto riferimento allambito medico genetico, su cui certamente biologi, medici e farmacologi hanno notevoli competenze... E in tutto questo, qual il ruolo degli ingegneri? Ebbene, il loro compito non solo quello di mettersi al servizio della ricerca con la costruzione di strumentazioni, impianti, nuove tecnologie (Come nuove macchine per la risonanza magnetica, sensori per la ricezione di onde cellulari, ecc...), ma anche quello di fare ricerca vera e propria! Ed proprio questo laspetto su cui Marco Foiani ha voluto puntualizzare lattenzione dei presenti: il fatto che lingegnere pu, in un certo senso, aiutare la medicina per creare nuovi farmaci e nuove cure. Un bellesempio che ha proposto quello delle nanoparticelle: esse sono delle strutture

piccolissime, di grandezza variabile tra i 2 e i 200 nm, costituite da materiale polimerico o magnetico o semiconduttore (In particolare silicio), che servono per la veicolazione di principi attivi (Come il taxolo, il pi comune), assolutamente efficaci per distruggere le cellule tumorali, ma estremamente tossici per la cellula. Assolutamente un tema applicativo per ingegneri! In pi, Taxolo sono state assolutamente toccanti le ultime parole del suo discorso:Cerchiamo ingegneri per il nostro istituto! Se c qualcuno di voi che vuole venire a fare la tesi di laurea da noi ben accolto!. Un invito che spero di cogliere, sperando che anche molti altri mi seguano! Gabriella Sozzi, invece, ha mostrato la grandissima efficacia e precisione della tac a spirale per la diagnostica computerizzata del cancro. Essa si avvale di campi magnetici, di sensori e di efficaci software di bioinformatica per la scoperta di cellule tumorali, anche allo stadio germinale, nel corpo del paziente. Questo nuovo metodo digitale permette cos una prevenzione e una cura della malattia fino a pochi anni fa insperabile: la mortalit dovuta al cancro grazie alla diagnosi precoce sensibilmente diminuita. A pensare che, se questa signora non avesse fatto la ricercatrice, avrebbe fatto latleta, forse ci ha fatto capire non solo che il suo lavoro lo svolge con passione e grinta, ma anche che stata, e che , una persona sognatrice, come noi giovani, fiduciosa nel futuro e desiderosa di affrontare nuove avventure nel misterioso campo delloncologia. Dopo circa due ore di intensa discussione scientifica, stata la volta del direttore de La Stampa Mario Calabresi, che ci ha, tra virgolette, riportati al mondo reale: egli ha aperto il suo discorso dicendo che, in questo momento, il mondo in costante e in repentino cambiamento, pieno di possibilit per i giovani e per la ricerca. Ci che spetta loro il compito di essere aperti mentalmente, facendo in modo che prevalga in loro lessere italiano e non litalianit: non bisogna partire prevenuti, essere privi di sogni perch si convinti che questi non verranno realizzati nel breve termine, dare credito ai luoghi comuni (E qui propone lesempio di Aldo, Giovanni e Giacomo, che vi invito ad ascoltare nel video), ma bisogna avere fiducia in se stessi, e anche nel proprio Paese, che ha grandissime potenzialit, ma che forse non sfrutta come dovrebbe. E cos dovrebbero essere non solo i nuovi giovani ricercatori, ma tutti noi ragazzi: pronti al cambiamento, appassionati in ci che facciamo, attenti sia mentalmente che concretamente alle novit. Insomma, ottimisti per il futuro che ci aspetta! Perci, ragazzi, come ha affermato Calabresi:Aprite le strade e tenete la testa libera!. Per chi volesse ascoltare lintervento di Mario Calabresi (Il video dura pi di mezzora, ma potete vedere le parti che pi vi interessano!), questo il link, altrimenti potrete trovare il video sul portale Youtube del Politecnico nella sezione Eventi: http://www.youtube.com/user/polimi#p/c/A2BC602B8B85F95C/7/vH9PraX8vOc Vita longa est, si uti scias. (La vita lunga, se sai viverla); Seneca. Un saluto a tutti e buono studio nel nostro San Paolo! MATTIA LONGOBUCCO