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TESTO AD ALTA COMPRENSIBILIT

MATERIALI DI STUDIO INTEGRATIVI AD USO ESCLUSIVAMENTE INTERNO

DISCIPLINA: SISTEMI INFORMATICI


ad uso del triennio I.T.I.S.

UNIT DIDATTICA

Introduzione alla Teoria dei sistemi

ELABORAZIONE PER LANNO SCOLASTICO 2009/2010

INDICE
SISTEMA ..................................................................................................................... 3 Definizione di sistema .................................................................................................. 3 Come riconoscere un sistema ..................................................................................... 3 Notizie storiche ............................................................................................................ 3 Esempi ......................................................................................................................... 3 Applicazioni .................................................................................................................. 4 Classificazione di sistema ............................................................................................4 Sistema di illuminazione di una stanza ....................................................................... 5 MODELLO ................................................................................................................... 7 Definizione di modello ................................................................................................. 7 Classificazione dei modelli .......................................................................................... 7 Notizie storiche ............................................................................................................ 8 Esempi di modelli ........................................................................................................ 8 Particolare tipo di modello ........................................................................................... 8 AUTOMA ................................................................................................................... 13 Storia degli automi ..................................................................................................... 13 Teoria degli automi .................................................................................................... 13 Esempi di automi ....................................................................................................... 14 Applicazioni degli automi ........................................................................................... 15 PROBLEMI ................................................................................................................ 16

SISTEMA

Definizione di sistema
Innanzitutto proponiamo una definizione di sistema, che riteniamo abbastanza semplice, comprensibile e generale. Un sistema un insieme di parti che interagiscono tra di loro in modo tale da costituire una nuova entit. La definizione sicuramente generale, ma non per questo generica: Un sistema un insieme di parti... queste parole hanno un preciso significato operativo, infatti dicono che, nello studio di un sistema, possibile e conveniente scomporre lo stesso in una serie di sottoinsiemi, che risulteranno sicuramente pi semplici; ... che interagiscono tra di loro, in modo tale da costituire una nuova entit si sottolinea il fatto che le singole parti non vivono separatamente allinterno del sistema, bens sono fortemente correlate le une con le altre.

Come riconoscere un sistema


Per riuscire a rappresentare non soltanto un unico sistema, ma unintera categoria di sistemi risulta essenziale quindi considerare i seguenti aspetti: funzione svolta dal sistema, scopo funzionale; insieme degli elementi che costituiscono il sistema; interazioni che il sistema ha con il mondo esterno; relazioni esistenti tra i vari elementi costitutivi del sistema (citati precedentemente).

Notizie storiche
Nella storia, il concetto di sistema stato utilizzato in vari modi, questo per il fatto che quando veniva analizzata una situazione reale per una determinata disciplina, ci si limitava soltanto a porre lattenzione sugli aspetti del fenomeno su cui ci interessava indagare, lasciandone quindi inosservati certi altri. In questo modo sono sorte teorie specifiche come quelle del sistema nervoso, dei sistemi meccanici, dei sistemi economici e molti altri. Negli ultimi tempi, si cercato di evitare tutto ci, cercando di dare una coordinazione a tutte le teorie utilizzate, in modo tale da studiare le situazioni reali nelle varie discipline ed evidenziando i rapporti presenti tra i fattori coinvolti e come essi si trasformano, ponendo maggiore attenzione allorganizzazione ed al funzionamento piuttosto che alla natura del meccanismo da analizzare. Ci stato realizzato per mezzo della teoria dei sistemi.

Esempi

Un esempio di sistema lautomobile che pu essere considerata tale, in quanto aggregato di entit fisiche, quali componenti meccanici ed elettrici, in relazione tra loro, che cooperano per il raggiungimento di uno scopo funzionale. Viene considerata come altro esempio di sistema lalgebra dei polinomi, anchessa insieme di entit concettuali correlate tra loro da insiemi di regole. Un terzo esempio di sistema il corpo umano, costituito da una serie di componenti, (in questo caso organi), anchessi in relazione tra loro per arrivare ad uno stesso scopo funzionale.

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Applicazioni
Unapplicazione di sistema la scala mobile in cui:

la funzione svolta dal sistema quella di trasportare oggetti e persone da un piano allaltro; composto da motore, dispositivi di trasmissione di moto e dal nastro costituito dagli scalini; riceve in ingresso lenergia elettrica e le persone che salgono sugli scalini; in uscita cede energia e persone trasportate; gli organi che la compongono sono connessi tra loro in modo da garantire la corretta trasmissione del moto.

Classificazione dei sistemi


Si usa classificare i sistemi in base a natura e comportamento. Rispetto alla natura possiamo distinguere:

sistemi naturali: sono quelli che esistono in natura. Per esempio il sistema solare, un albero ecc. sistemi artificiali: sono creati dalluomo per soddisfare certe sue esigenze, oppure sono il frutto di collegamenti logici stabiliti dalluomo tra fenomeni che apparentemente hanno una loro evoluzione autonoma al fine di interpretare situazioni pi complesse; al primo tipo appartengono tutti gli oggetti, apparecchiature, macchine; insomma ci che viene prodotto dalluomo per soddisfare esigenze particolari; al secondo invece appartengono intuizioni del tipo sistema economico, ecosistema, ecc. sistemi misti: sono ottenuti combinando cose che gi esistono in natura con altre organizzate ad hoc. Ad esempio, la serra in cui ci sono le piante che gi esistono in natura, e i capannoni costruiti dalluomo per creare particolari condizioni ambientali.

Rispetto al comportamento si possono distinguere:

sistemi aperti: sono quei sistemi che scambiano qualcosa con lambiente, dove con ambiente si intende tutto ci che non fa parte del sistema; ad esempio un qualunque elettrodomestico che ha bisogno dellenergia elettrica per funzionare. sistema chiuso: non scambia niente con lambiente. A una prima analisi potremmo definire un sistema chiuso unautovettura, oppure una radiolina a batterie. In realt la radiolina diffonde suono e lautomobile disperde gas di scarico; questo fa capire che di fatto non esistono sistemi assolutamente chiusi. Anche qui per, per illustrare meglio il concetto di soggettivit delle scelte, notiamo che se linteresse dello studio di una radiolina portatile rivolto al problema dellalimentazione, lecito considerare la radiolina come sistema chiuso. In ogni caso si pu affermare che in un sistema chiuso lintervento dellambiente esterno secondario rispetto allo scopo per cui si studia il sistema.
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sistema deterministico: quel sistema il cui comportamento inequivocabilmente noto, una volta definita la sollecitazione alla quale lo si sottopone. Per esempio, con riferimento al caso della lampada, sappiamo tutti che posizionando linterruttore su on si accende la lampadina. sistema probabilistico: quel sistema per il quale non individuabile una corrispondenza univoca tra sollecitazione e comportamento. Basti pensare alla roulette: in via del tutto teorica, al lancio della pallina dovrebbe corrispondere un risultato completamente casuale; talvolta invece si avuto modo di valutare il comportamento assolutamente deterministico di questo sistema. sistema continuo: un sistema la cui condizione in un certo istante di tempo comunque diversa da quella nellistante precedente, per quanto piccolo possa essere lintervallo che separa questi due istanti.Un esempio di sistema continuo pu essere unautovettura che viaggia su una strada; se la condizione di questa macchina definita dalla posizione occupata in un certo istante di tempo, possiamo dire che essa varia con continuit. sistema discreto: quello che pu trovarsi solo in un numero finito di condizioni, ben diverse luna dallaltra, che rimangono stabili per un certo intervallo di tempo, fintantoch non arriva unaltra sollecitazione. Un esempio di sistema discreto la lampada la quale pu trovarsi in una e solo una delle due condizioni consentite: accesa o spenta. sistemi statici: sono quelli la cui condizione rimane almeno apparentemente invariata nel tempo. Ad esempio, rispetto a eventuali spostamenti, i continenti costituiscono un sistema statico, su intervalli di tempo dellordine di grandezza della durata di una vita umana. sistemi dinamici: sono quelli la cui condizione varia percettibilmente nel tempo. Tenuto conto che esiste la deriva dei continenti dobbiamo riconoscere che probabilmente non esistono sistemi statici.In questo caso la soggettivit della scelta di considerare i continenti statici o dinamici dipende dalla scala dei tempi adottata nel nostro studio. sistemi stazionari o invarianti nel tempo: sono quei sistemi in cui la risposta alle diverse sollecitazioni non varia nel tempo, nel senso che ad una certa sollecitazione il sistema risponde sempre nello stesso modo, a prescindere dallistante di tempo in cui tale sollecitazione applicata. Come esempio ripensiamo ancora al sistema lampada. sistema istantaneo o combinatorio: un sistema il cui comportamento in risposta ad una certa sollecitazione non dipende dalla condizione del sistema stesso al momento della sollecitazione. sistema propriamente dinamico, o sequenziale: un sistema il cui comportamento in risposta ad una particolare sollecitazione determinato dalla condizione in cui si trova al momento stesso della sollecitazione.

Sistema di illuminazione di una stanza


Descrizione: La stanza in esame formata da un ingresso e da due zone laterali distinte. Per una corretta illuminazione sono previste 3 lampade, una per la zona centrale dellingresso (L2), una per il lato sinistro (L1) e una per il lato destro (L3). Laccensione dei 3 punti luce regolata da due pulsanti P1 e P2 posti ai lati dellunica porta di accesso, in base ai seguenti criteri:
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1- Entrando nella stanza per la prima volta e premendo un pulsante, sia esso P1 o P2, si accende la lampada L2 dellingresso. 2- Premendo ulteriormente un pulsante, la lampada L2 si spegne e si accende una delle lampade rimanenti: L1 se si premuto il pulsante P1, L3 se si premuto il pulsante P2. 3- La pressione ulteriore di uno qualsiasi dei pulsanti indica che si sta uscendo dalla stanza e spegner la luce accesa, qualunque essa sia. L1 L3

P1

L2

P2

Condizioni di funzionamento: I pulsanti P1 e P2 non possono essere premuti contemporaneamente. Le lampade possono essere accese una alla volta, cio non possono mai essere accese pi di una lampada per volta. Identificazione: Ingressi: P1 e P2 . Valori assunti dagli ingressi: (0,0); (1,0); (0,1) dove 0 = non premuto e 1 = premuto Stati: S0 = buio; S1 = luce_ingresso; S2 = luce_sinistra; S3 = luce_destra Uscite: L1, L2, L3 . Valori assunti dalle uscite:( 0,0,0); (0,1,0); (1,0,0); (0,0,1) dove 0 = spenta e 1 = accesa Tabella di transizione degli stati: Ingressi Stati

0,0 S0 S1 S2 S3

1,0 S1 S2 S0 S0

0,1 S1 S3 S0 S0

S0 S1 S2 S3

Tabella di trasformazione delle uscite:

Stati S0 S1 S2 S3

USCITE 000 010 100 001

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MODELLO

Definizione di modello
Con il termine modello si intende uno schema teorico elaborato in varie scienze e discipline per rappresentare gli elementi fondamentali di uno o pi fenomeni o enti.

Classificazione dei modelli


Una possibile classificazione dei modelli pu essere fatta rispetto alluso, nel senso ormai chiaro che la rappresentazione di una particolare realt pu essere diversa a seconda delle finalit per cui prodotta. In base alluso i modelli si classificano in:

Modelli descrittivi o statici: sono quelli che si limitano a riprodurre con eventuali semplificazioni la realt, senza presupporre luso che ne verr fatto. Ad esempio un modello descrittivo di una lavatrice la sua fotografia che la riproduce nel suo insieme. Modelli predittivi: sono quei modelli che di una certa realt danno gli elementi necessari per prevederne levoluzione, lasciando spazio ad eventuali scelte. Un modello predittivo quello che descrive i possibili programmi di lavaggio. Modelli prescrittivi: sono quei modelli che impongono un comportamento particolare in previsione dellobbiettivo da raggiungere. Un modello prescrittivo la sequenza di comandi che si devono dare se si vuole ottenere un particolare risultato. Modelli simbolici o matematici: sono quelli che danno una rappresentazione astratta della realt a cui si riferiscono. Consideriamo una leva, intesa come sistema che consente di sollevare un peso applicato a unestremit con una forza opportuna agente sullaltra estremit. Supponendo di conoscere qual il peso da sollevare, poniamoci il problema di calcolare la forza da applicare; a tale scopo utilizziamo la formula fisica che esprime il funzionamento della leva mediante luguaglianza di due prodotti: forza applicata per il braccio e forza peso per il braccio. Nel momento in cui usiamo la relazione precedente, non facciamo altro che associare al sistema leva un modello che fatto di simboli matematici (F per la forza, X per il braccio, P per il peso), che hanno significato solo se si chiarisce la relazione che intercorre tra essi e la leva. Se invece non chiarissimo queste relazioni, il modello prodotto non avrebbe alcun significato. Un modello simbolico di questo tipo prende il nome di modello matematico. Modelli analogici: sono quei modelli che danno una rappresentazione fedele della realt. Pensiamo ad unautovettura di cui ci interessa studiare il coefficiente di penetrazione aerodinamica: un modello adatto a questo studio deve riprodurre almeno esternamente lautovettura, pur non avendo magari il motore. Un particolare tipo di modello analogico il modello in scala ridotta, che riproduce qualitativamente un certo sistema pur riducendone proporzionalmente la dimensione; pensiamo ad esempio ai modellini di autovetture, che si vedono esposti nelle vetrine dei negozi di giocattoli.

Rispetto alla natura possiamo classificare i modelli in:

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Notizie storiche
Luso moderno del termine modello risale agli anni 40 quando Von Newmann e Ulam coniarono il termine analisi Monte Carlo per indicare una tecnica matematica che essi usarono per risolvere alcuni problemi nucleari che erano o troppo costosi per essere affrontati sperimentalmente, o troppo complicati per essere risolti analiticamente. Il metodo Monte Carlo consiste essenzialmente nella soluzione di un problema matematico deterministico attraverso la simulazione di un processo stocastico i cui momenti o distribuzioni di probabilit soddisfano le relazioni matematiche del problema deterministico. Con lavvento degli elaboratori di dati veloci negli anni 50, la simulazione assunse anche un altro significato, essendo diventato possibile provare su un elaboratore modelli matematici descriventi qualche sistema di interesse. Per la prima volta, gli studiosi di sistemi complessi, come i sistemi sociali, i sistemi di produzione, etc., scoprirono di poter effettuare esperimenti controllati da laboratorio, usando un elaboratore elettronico anzich un qualche dispositivo fisico, come un reattore nucleare alla maniera dei fisici.

Esempi di modelli
Un esempio di modello pu essere considerato un disegno tecnico che riproduca un mobile, in modo tale da evidenziare la forma e le dimensioni dello stesso, ogni linea associata ad un ben preciso profilo del mobile, i rapporti tra le lunghezze dei profili corrispondono ai rapporti tra le lunghezze delle rispettive linee sul disegno e le posizioni di ogni profilo rispetto ad un sistema di riferimento sono le stesse occupate dalle rispettive linee rispetto al foglio. Un altro esempio di modello pu essere uno schema elettrico usato per descrivere i collegamenti esistenti tra gli elementi di un circuito, ogni simbolo grafico associato convenzionalmente ad un elemento del circuito (componenti, connettori, cavi) e non esiste nessun rapporto tra le dimensioni degli elementi fisici ed i parametri geometrici del disegno. Quindi lo schema elettrico crea una corrispondenza univoca tra simboli del modello e gli elementi, evidenziandone la funzionalit dei componenti. In entrambi i casi quindi il modello mantiene le stesse caratteristiche funzionali del sistema rappresentato.

Particolare tipo di modello


Una particolare applicazione dei modelli per rappresentare un sistema, consiste in un blocco rettangolare con delle frecce a destra e a sinistra di esso, chiamato black box. Il blocco rappresenta il sistema; le frecce in entrata quelli che si chiamano ingressi, cio le sollecitazioni alle quali il sistema sensibile; le frecce in uscita rappresentano quelle che si chiamano uscite, cio le risposte alle sollecitazioni, ovvero le grandezze i cui valori sono condizionati dai particolari ingressi applicati. Modello verbale: descrizione orale. Modello grafico: disegno. Modello fotografico: fotografia. Modello fisico: modello reale delloggetto. Osservazione: importante precisare dallinizio, quale ente assume effettivamente la funzione di modello e quale quello di sistema.
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Scambio tra modello e sistema Quando viene eseguito: autoritratto dipinto modello sistema

Quando viene osservato: dipinto viso modello del viso dellautore sistema

Modello per caratteristiche Modello che mantiene le stesse caratteristiche geometriche del sistema (disegno di un mobile). Modello per funzioni Modello che mantiene le stesse caratteristiche funzionali del sistema (schema elettrico). Classificazione per caratteristiche
Modelli reali o fisici (proporzionalit) Scala (rapporto di proporzionalit costante) Analogici (una grandezza del sistema originario viene sostituita con unaltra grandezza) Esempio: il barometro dove la pressione atmosferica misurata in funzione dellaltezza raggiunta dalla colonnina di mercurio

Ridotto Naturale Espanso

Simile (il fattore di scala non uguale per tutte le grandezze)

Modelli astratti o simbolici Simboli naturali fumo sirena incendio pericolo Simboli artificiali caratteri dellalfabeto componenti elettronici carta geografica Simboli attivi Alfabeto + regole

Simboli passivi (icone) Esempio: segnaletica, componentistica, tasti

Modello verbale Lingua italiana + regole della sintassi Linguaggi specifici (italiano) Linguaggi artificiali (C++) Insiemistica (rappresentazi oni legate al concetto di appartenenza e relazioni tra insiemi)

Simboli attivi Alfabeto + regole Modello matematico Simboli numerici + operazioni Algebra (contiene tutte le regole fondamentali del calcolo) Analisi funzionale (utilizzo di funzioni per rappresentare le relazioni tra gli elementi di un sistema) Logica formale (vero/falso) Modello grafico Schema a blocchi Grafi di transizione

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Sistemi dinamici deterministici A questa categoria pu essere ricondotto lesame di un numero molto elevato di sistemi reali Definizione (basata sul concetto di stato) Chiamiamo sistema dinamico deterministico un ente formato da: 1. Un insieme ordinato di tempi T. 2. Un insieme I di tutti i valori degli ingressi. 3. Un insieme S di tutti i valori degli stati. 4. Un insieme U di tutti i valori delle uscite. 5. Un insieme FI di funzioni che rappresentano gli ingressi. 6. Una funzione F di transizione degli stati. 7. Una funzione N che permette di calcolare luscita allistante t. La funzione di transizione F rappresenta in qualche modo la velocit con cui il sistema evolve da uno stato a quello successivo ed un indice della dinamicit del sistema. La simulazione Ogni programma di simulazione deve contenere i seguenti aspetti: 1. Inizializzazione delle variabili di stato. 2. Ciclo iterativo di simulazione. 3. Acquisizione dei valori. 4. Produzione dei tabulati finali. 1. Blocco di inizializzazione (stato iniziale). Acquisizione dei valori dei parametri del sistema. Acquisizione dei valori dei parametri relativi alla scansione temporale della simulazione e la dimensione dellintervallo t intercorrente tra due osservazioni successive. Acquisizione o determinazione dei valori delle variabili di stato allistante iniziale. 2. 3. 4. Ciclo di simulazione (per ogni valore di t). Determinazione del valore di ogni variabile dingresso. Calcolo del valore di tutte le variabili di uscita. Visualizzazione dei risultati al tempo t. Calcolo, tramite la funzione di transizione, dello stato allistante successivo. Acquisizione dei valori Inserimento direttamente da tastiera (lento). Utilizzo di una tabella precostituita. Acquisizione diretta da un file. Utilizzo di una funzione. Uscite Visualizzazione dei valori ottenuti su video o su stampante. File sequenziale di uscita. Grafico su video o su plotter.

Lunit di tempo deve essere calibrata tenendo conto del problema in esame. Comportamento di un sistema dinamico deterministico Levoluzione nel tempo di un sistema reale avviene attraverso scambi di energia, sia con il mondo esterno, sia tra gli elementi che lo compongono.

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Le variabili di ingresso rappresentano la capacit del sistema di acquisire energia dallesterno. Le variabile di stato rappresentano la capacit del sistema di accumulare energia al suo interno. Le variabile di uscita rappresentano la capacit del sistema di cedere energia allesterno.

Stato zero Lenergia interna del sistema nulla. La risposta avviene a spese dellenergia fornita dallesterno tramite gli ingressi (risposta a stato zero o risposta forzata). Stato a ingresso zero Il sistema risponde solo a spese dellenergia interna (ingressi nulli). (risposta a ingresso zero o risposta libera). La risposta completa (reale) sar ottenuta attraverso una combinazione delle due risposte forzata e libera. Esempio Batteria scarica (stato zero). Il sistema evolve solo a spese dellenergia ricevuta dallesterno (ingresso). Batteria carica con macchina spenta e fari accessi (stato a ingresso zero). Il sistema continua a cedere energia allesterno diminuendo la propria carica. Lalternatore fornisce energia. Il sistema accumula energia durante il normale funzionamento. La risposta una combinazione della risposta forzata e della risposta libera. Stati di regime e stati di transitorio Una lampada al neon risponde alla variazione di energia solo dopo un certo tempo. Questo comportamento, che una caratteristica strutturale del sistema e non dipende dagli ingressi, individua un parametro temporale T, detto costante di tempo, legato alla velocit di risposta del sistema alla variazione delle sollecitazioni esterne. Si pu dimostrare che in tutti i sistemi di questo tipo le uscite, pur dipendendo in modo istantaneo dallo stato e dagli ingressi, richiedono lo stesso intervallo di tempo (pari a 5 costanti di tempo T) per raggiungere il valore atteso. Stati di regime: uscita stabilizzata detta uscita di regime. Stati di transitorio: uscita di transitorio che varia fino a stabilizzarsi intorno alluscita di regime. Il comportamento in transitorio pu essere rilevato se il sistema viene osservato con una scansione temporale inferiore alla costante di tempo T. La stabilit A seconda dellinfluenza della risposta libera su quella completa, possiamo classificare i sistemi come: Asintoticamente stabili quando la risposta libera tende in modo esponenziale o con oscillazioni smorzate a zero.

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molla Semplicemente stabili se la risposta libera oscilla in una banda di ampiezza costante.

pendolo instabili se la risposta tende a crescere indefinitamente.

reazione nucleare

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AUTOMA

Normalmente il termine automa associato allaltro ancor pi generale di macchina e sta ad indicare un congegno che imita i movimenti e le funzioni di un corpo animato. In sostanza il concetto di automa quello di una macchina capace di svolgere in maniera automatica, una volta sollecitata in modo opportuno, delle operazioni particolari pi o meno complesse che portano a un preciso risultato. Come si vede lautoma non altro che un particolare sistema e per esso possono essere usate tutte le rappresentazioni simboliche e formali definite per un generico sistema.

Storia degli automi


La parola automa deriva dal greco autmaton, meccanismo semovente e dal latino automtus, che si muove da s. Macchina che, con mezzi meccanici, compie attivit complesse in cui sono riconoscibili elementi del comportamento umano. Il primo momento significativo della costruzione di un automa connesso con gli sviluppi dellorologeria e infatti i primi automi documentati sono figure collegate ai meccanismi di grandi orologi a torre (fantoccio della torre dei Maurizio di Orvieto, 1351; i famosi "mori" della torre dellOrologio a Venezia, 1477) o a parete (orologi con intere processioni di figure della cattedrale di Strasburgo, 1358). Il periodo di maggior diffusione ed entusiasmo degli automi fu il sec. XVIII, quando i progressi della scienza meccanica resero possibili risultati spettacolari per la complessit e la variet dei movimenti eseguiti dalle figure, singole o in gruppo, che venivano anche esibite in tournes. Celebri furono in quel periodo gli automi del francese Jacques Vaucanson (1709-1782), che per non ci sono pervenuti, mentre restano quelli, veramente straordinari, degli svizzeri Pierre e Henri Louis Jacquet-Droz. Ancora nel sec. XIX automi di altissima qualit furono oggetto della curiosit popolare, mentre daltra parte congegni meccanici assai pi poveri e semplici continuavano ad essere diffusi in una modesta produzione sotto forma di orologi e oggetti di raffinatissima oreficeria che venivano ancora prodotti per una particolare clientela aristocratica (minuscoli automi di alta oreficeria creati da Carl Faberg per la corte di Russia). I progressi della tecnica, in particolare dellelettronica, hanno portato alla costruzione di macchine complesse che, in taluni casi, possono svolgere alcune funzioni proprie dei livelli superiori dellattivit umana. Per queste macchina, in grado di essere programmate per svolgere le pi svariate mansioni e, talvolta, per modificare le proprie azioni in relazione ai mutamenti ambientali, si usa ancora parlare di automi, per quanto sia invalso nelluso il termine robot.

Teoria degli automi


La teoria degli automi (o teoria degli automi finiti o teoria delle macchine a stati finiti o teoria delle macchine sequenziali), uno dei pi importanti settori della teoria generale dei sistemi. Sorta verso il 1950 essa ebbe subito un grande sviluppo. In essa si possono distinguere la teoria degli automi a stati finiti. Un automa a stati finiti un sistema discreto definito da:
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Automa=(I, U, S, f , g) 1. 2. 3. 4. un insieme finito di possibili ingressi I; un insieme finito di possibili uscite U; un insieme finito di stati S; una coppia di funzioni g, f che collegano rispettivamente luscita e lo stato nellistante successivo al valore attuale dellingresso e dello stato:

ut = g (st, it) st+1 = f(st, it) dove ut, st e it sono rispettivamente luscita, lo stato e lingresso nellistante t. Grande interesse hanno gli automi in cui tutte le variabili sono binarie; in questi infatti rientrano tutti gli elaboratori elettronici. Recentemente questa teoria stata estesa anche ai casi in cui le funzioni f e g, invece che definire univocamente y e z, ne definiscono un insieme di pi valori e la corrispondente distribuzione di probabilit (teoria degli automi finiti probabilistici ).

Esempi di automi
Esempio esplicativo: un ascensore serve una casa a due piani accettando la richiesta del piano dove si vuole andare (Terra, 1, 2) e dando in uscita lo spostamento dellascensore (Su, Gi, Fermo). Descrizione:

Lautoma dinamico, discreto, invariante (con linsieme degli ingressi e delle uscite finiti). Insieme degli stati S = {Pt, 1P, 2P} Pt = p. terra, 1P = p. primo, 2P = p. secondo Insieme degli ingressi I = {T, 1, 2} Pulsantiera Insieme delle uscite U = {Su, Gi, Fermo} Spostamenti dellascensore.

Esistono due modi per rappresentare le funzioni f (funzione di transizione dello stato successivo) e g (funzione di uscita): 1. Tabelle di transizione 2. Grafi (o diagrammi) di transizione

Tabelle di transizione
Nelle tabelle il numero delle righe identificato dal numero degli stati mentre per le colonne si utilizzano il numero degli ingressi.

S\I Pt 1P 2P

T Pt / Fermo Pt / Gi Pt / Gi

1 1P / Su 1P / Fermo 1P / Gi

2 2P / Su 2P / Su 2P / Fermo

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Grafi di transizione I grafi di transizione sono identificati da tanti cerchi (chiamati nodi) quanti sono il numero degli stati; da ogni nodo partono tanti archi quanti sono gli ingressi. Esistono poi due tipi di rappresentazione: 1. Automa MEALY (le uscite sono riportate sugli archi sotto gli ingressi) 2. Automa MOORE (le uscite sono riportate allinterno dei nodi sotto lo stato)

Applicazioni degli automi


Un esempio di applicazione pu essere attribuito a quel dispositivo elettromeccanico automatico e programmabile, usato nellindustria e nella ricerca scientifica per svolgere un compito o un repertorio limitato di compiti comunemente detto robot. Lidea di robot risale a tempi antichi, quando alcuni miti raccontavano di creature meccaniche portate alla vita. Simili automi furono realizzati nel carillon di diverse chiese medievali, mentre nel XVIII secolo alcuni orologiai divennero famosi per aver prodotto manichini semoventi ingegnosi e complessi. Oggi il termine automa applicato, nel linguaggio comune, ai dispositivi artigianali di solito pi meccanici che elettromeccanici, realizzati per imitare i movimenti di esseri viventi. Alcuni dei robot utilizzati per il cinema o a scopo di intrattenimento sono in realt automi, magari con laggiunta di sistemi di telecomando.

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PROBLEMI

Problema N 1 Descrizione. Lautoma emette in uscita un gettone telefonico dopo che sono state inserite due monete da 1. L'automa funziona solo con monete da 1. Insiemi.

Grafo.

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Problema N 2 Descrizione. Lautoma emette un gettone telefonico dopo che sono state inserite 200 lire. L'automa funziona con monete da 100 o da 200 lire e non fornisce resto. Insiemi.

Grafo.

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Problema N 3 Descrizione. Lautoma emette un gettone telefonico dopo che sono state inserite 200 lire. L'automa funziona con monete da 100 o da 200 lire e fornisce resto a richiesta. Insiemi.

Grafo.

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Problema N 4 Descrizione. Questo automa distribuisce lattine di un solo tipo dopo che sono state introdotte due monete di un unico valore. Se il distributore spento si mangia la moneta eventualmente introdotta. Grafo.

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Problema N 5 Descrizione. L'automa fornisce monete da 500 in cambio di monete da 100 e da 200 lire. Lautoma non fornisce in alcun modo resto. Grafo.

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Problema N 6 Descrizione. Abbiamo una macchina che riceve sequenzialmente ma disordinatamente rondelle, viti, dadi. La macchina deve ordinare la successione secondo la sequenza viterondella-dado. Grafo.

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Problema N 7 Descrizione. Lautoma riceve in ingresso sequenze di 0 (zero) ed 1 e deve riconoscere, producendo un segnale di OK , le sequenze 010 , senza concatenazione. Questo significa che , ad esempio mentre ,con la concatenazione, L'automa costruito come automa di Mealy (automa improprio). Insiemi.

Grafo.

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Problema N 8 Descrizione. Lautoma riceve in ingresso sequenze di 0 (zero) ed 1 e deve riconoscere, producendo un segnale di OK , le sequenze 010 , con concatenazione. Lautoma stavolta un automa di Moore (automa proprio). Insiemi.

Grafo.

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