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SABATO 3 MARZO 2012

SABATO 3 MARZO 2012 21 •• DIFENSORE CIVICO E LA FOTO APPARSA PER ERRORE Urbino NELL’ARTICOLO

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DIFENSORE CIVICO E LA FOTO APPARSA PER ERRORE Urbino NELL’ARTICOLO di ieri dal titolo «Ecco
DIFENSORE CIVICO E LA FOTO
APPARSA PER ERRORE
Urbino
NELL’ARTICOLO di ieri dal titolo «Ecco la “sentenza” del difensore
civico. Sulle rette avevano ragione le famiglie», è uscita — per un errore
informatico — una immagine pubblicata il giorno precedente,
riguardante gli imprenditori di «Team Group» che da Mercatello sul
Metauro si sono coraggiosamente consorziati per affrontare la crisi
economica. In realtà nell’articolo di ieri andava ovviamente pubblicata
un’altra foto. Per lo spiacevole errore ci scusiamo con i lettori e con i
diretti interessati.

UNIVERSITA’ SPERIMENTAZIONE INTERNAZIONALE DEL FARMACO CHE CURA L’ATASSIA TELEANGECTASIA

«La nostra ricerca per salvare i bambini»

L’apparato per somministrare la medicina messo a punto con un progetto europeo

di EMANUELE MAFFEI

UN NUOVO farmaco contro l’atassia: l’Università di Urbino ha da poco presentato i risultati sperimentali sul trattamento del-

la malattia. Mauro Magnani, do-

cente di biochimica e direttore del Centro di biotecnologia alla te- sta dell’equipe di scienziati autori della scoperta rivela che cosa c’è

dietro: «L’atassia teleangectasia

— spiega — colpisce soprattutto i bambini ed è molto invalidante

(si arriva al punto di perdere la ca- pacità di camminare). Noi abbia- mo sperimentato su un campione

di

22 pazienti l’uso di una moleco-

la

somministrandola attraverso il

sangue autologo, cioè con gli eri- trociti dello stesso paziente. Se si

considera che in Italia si contano circa 50-60 casi simili il numero preso in considerazione è piutto- sto significativo».

Dove è avvenuto tutto ciò?

«I trattamenti sono stati fatti in

due centri clinici diversi:

nell’ospedale di Brescia per il cen-

tro e il nord Italia. E nel policlini-

co Umberto I di Roma per il cen-

tro-sud e le isole. E’ interessante notare come i dati raccolti abbia-

NUOVI PROGETTI «Stiamo discutendo l’utilizzo della terapia per la distrofia muscolare di Duchenne»

no dimostrato un importante be- neficio anche dal punto di vista statistico».

Qual è l’effetto sui pazienti?

«Riprendono diverse delle loro

funzioni e la capacità di esprimer-

si e di socializzare. Riescono ad

avere relazioni,a recuperare la mi-

mica facciale e a muovere gli ar- ti».

Quanto è invasiva questo ti- po di terapia?

«Naturalmente occorre effettuare

il prelievo del sangue. Ma questo

succede una volta al mese. Inoltre

la

quantità di farmaci da assume-

re

è molto ridotta. Ciò evita gli ef-

fetti secondari di tossicità».

Come nasce questa scoper- ta?

«Dalla ricerca di base e dalla Fon- dazione De Marinis che ci ha chie- sto di occuparci dell’atassia. Cosa che non era prevista nei nostri programmi. Poi si è fatta largo l’ipotesi che quello che studiava- mo in laboratorio fosse di poten- ziale beneficio per i pazienti. A quel punto la ricerca non poteva più essere fine a se stessa ma dove-

SCIENZIATO DI FAMA A lato, il professor Mauro Magnani. La sua équipe, che conta molti
SCIENZIATO
DI FAMA
A lato, il professor
Mauro Magnani.
La sua équipe, che
conta molti giovani
ricercatori, ha messo a
punto nei giorni scorso
il farmaco per curare
una malattia molto
invalidante per i
bambini, l’atassia
teleangectasia
«C’è grandissima soddisfazione
anche perché l’attesa è lunghissi-
ma. La gioia più grande è dare il
proprio contributo alla qualità
della vita degli altri».
Quale è adesso l’iter che il far-
maco dovrà seguire?
«I dati raccolti verranno presenta-
SOCIETA’ ERYDEL
Fondata nel 2007
la company urbinate
si impone a livello mondiale
I ricavi che ne conseguono servo-
no alla società per portare avanti
questo ed altri studi clinici».
Si tratta insomma di un’inte-
razione tra pubblico e priva-
to. Talvolta questo è conside-
ti alle agenzie per il farmaco e ai
comitati etici. Dopodiché ci vorrà
un ulteriore studio a livello inter-
nazionale per testarlo su numeri
più elevati».
Nei corridoi del laboratorio ci
ha mostrato una macchina.
A che serve?
«E’ Rbc Loader. E’ nata
qua mentre il prototi-
po è stato costruito gra-
zie ad un progetto eu-
ropeo. E’ il disposi-
tivo medico
che con-

va divenire un’applicazione clini- ca. Dovevamo dimostrare che la terapia funzionava anche sugli uo- mini».

Questo passaggio come si è realizzato?

«Nel 2007 abbiamo deciso di fon- dare la EryDel (con sede a Urbi- no, ndr), una company fatta di ri- cercatori e figure professionali provenienti dal mondo dell’im- presa finalizzata allo sviluppo di terapie innovative. Così siamo an- dati in cerca di investitori finan- ziari».

Quanti ne avete trovati?

«Due. Uno è un fondo marchigia- no, il fondo Focus. L’altro invece

è a carattere internazionale e si chiama Innogest. Entrambi sono dei venture capital che investono su società appena create».

Che peso da al traguardo rag- giunto?

«E’ molto importante sotto due punti di vista: dimostra che l’atti- vità che svolgiamo può generare dei prodotti e che questi hanno un valore economico che premet- tono di implementare e sviluppa- re un nuovo farmaco o un nuovo trattamento».

In sostanza il denaro deriva dal brevetto. A chi appartie- ne?

«La licenza è esclusiva di EryDel.

rato un accostamento stona- to. Lei cosa pensa?

«Credo che istituzioni pubbliche come l’università e i centri di ri- cerca abbiamo la responsabilità di rendere conto di quello che fan- no. Possibilmente devono portare avanti delle attività che vanno a beneficio della collettività. Non dico che ci si debba occupare di uno sviluppo industriale. Ma si possono favorire le condizioni per trasferire idee e le scoperte al- la comunità. Fermo restando che la ricerca di base deve essere libe- ra, i prodotti devono essere in gra- do di stare sul mercato».

Qual è il compenso umano di un risultato del genere?

sente di effettuare la terapia».

Si notano tanti giovani tra i suoi collaboratori. Perché?

«E’ dimostrato che la fase più crea- tiva è quella giovanile. L’esperien- za ci vuole, ovvio. Ma se non ci fossero i giovani la ricerca sareb- be molto meno ricca di innovazio- ne e genialità».

Ci sono nuove prospettive in campo?

«Stiamo discutendo con alcune as- sociazioni di pazienti l’utilizzo della terapia nella distrofia musco- lare di Duchenne. Infine sono in corso sperimentazioni sulle malat- tie infiammatorie all’intestino e sulle broncopneumopatie croni- che ostruttive».