Sei sulla pagina 1di 14

La psicologia scientifica La nascita della psicologia scientifica Il termine "psicologia" ha etimologia greca e significa, alla lettera, "discorso sullanima".

Nonostante la derivazione antica, tuttavia, esso comparve solo nellet moderna e indic dapprima quella parte della metafisica che si occupava dellanima umana; in tal senso, per esempio, il termine fu usato nel Settecento nel tentativo di sistemazione del sapere filosofico compiuto da Christian Wolf. La psicologia intesa come parte della metafisica, cio di un sapere che procede principalmente attraverso il ragionamento deduttivo, ha, tuttavia, poco in comune con la psicologia odierna, che una scienza sperimentale, basata in larga misura sullosservazione e sullesperimento. Gi Kant, alla fine del diciottesimo secolo, nella Critica della ragiono pura aveva negato la possibilit di costruire una dottrina metafisica dellanima, ossia una psicologia razionale, mediante procedimenti a priori. Allinizio del secolo successivo il filosofo Johann Friedrich Herbart propose una psicologia scientifica, distinta dalla filosofia, basata essenzialmente sullo studio formale e matematico dei contenuti mentali. Ma la psicologia sperimentale nacque soltanto nella seconda met dellOttocento, allinterno della cultura positivistica. Nellambito della nuova scienza, nonostante luso del metodo sperimentale e di altre procedure osservative rigorosamente determinate, si manifest una molteplicit di indirizzi aventi ciascuno i propri concetti fondamentali e le proprie metodologie, spesso incompatibili con quelli degli altri orientamenti. Questo "pluralismo" allinterno della psicologia scientifica si mantenuto anche ai giorni nostri e ha dato vita a un vivace dibattito. N si deve pensare che, nonostante laffrancamento dalla metafisica, la ricerca psicologica sia esente da influenze di matrice filosofica; spesso, anzi, concezioni e problematiche filosofiche hanno condizionato il linguaggio, la trama concettuale e gli obiettivi dellampio e composito orizzonte di indagini scientifiche riconducibili alla psicologia. I primi studiosi che avviarono negli ultimi decenni dellOttocento, soprattutto in Germania, lo studio sperimentale dei fenomeni psichici intendevano provare, in una prospettiva filosofica esplicitamente monistica, la continuit tra i fenomeni fisici e quelli psichici e la loro sostanziale identit. A questo obiettivo miravano le ricerche condotte da Ernst Weber e da Gustav Fechner, sul rapporto tra lo stimolo fisico e la risposta sensoriale. Fechner, il quale, tra laltro sosteneva una propria concezione filosofico-religiosa di stampo panteistico, enunci in termini matematici la legge fondamentale della psicofisica. Secondo questa legge lintensit della risposta sensoriale direttamente proporzionale al logaritmo dello stimolo fisico. Altre ricerche compiute dalla psicofisica cercavano di individuare in maniera rigorosa la soglia al di sotto della quale uno stimolo cessa di produrre una risposta percettiva.

Nellinsieme sembrava delinearsi la possibilit di unificare in ununica trattazione matematica i dati del mondo fisico e le corrispondenti risposte mentali. Lassociazionismo Il tedesco Wilhelm Wundt (1832-1920) diede un contributo decisivo per la costruzione sistematica di una psicologia sperimentale basata sui fatti e su rigorose misure matematiche. A tale scopo egli fond a Lipsia, nel 1879, un laboratorio di psicologia sperimentale modernamente attrezzato per la ricerca scientifica. Wundt eredit attraverso la cultura del positivismo lassociazionismo sostenuto nei secoli precedenti dallempirismo britannico. In questa prospettiva la mente costituita da contenuti elementari i quali, aggregandosi, danno vita alle strutture pi complesse. Gli elementi semplici sono di tre tipi: sensazioni, immagini, sentimenti. Lo scienziato tedesco ed altri autori che ne condividono limpostazione di fondo ammettono in ogni caso, che nel composto appaiono propriet addizionali che non si trovavano negli elementi semplici, analogamente a quanto accade nella formazione dei composti chimici. Tra coloro che svilupparono lorientamento avviato da Wundt merita di essere ricordato, per loriginalit e la sistematicit delle sue ricerche, soprattutto linglese Edward Titchener. Il funzionalismo Ma gi nellOttocento cominciarono ad emergere altri orientamenti alternativi a quello associazionistico. Alcuni studiosi americani, tra i quali si segnalava il filosofo William James, anzich considerare la mente come un ricettacolo di contenuti, preferirono prendere in esame le interazioni tra la realt mentale e lambiente esterno in cui essa opera e con cui spesso entra in rapporto conflittuale. Secondo questo indirizzo, noto come funzionalismo, la psicologia, memore dellinsegnamento della biologia e, in particolare, di Darwin, deve studiare i processi di adattamento della mente nei confronti dellambiente. I principi di fondo del funzionalismo saranno accolti qualche decennio pi tardi anche da importanti scuole europee, in primo luogo quella a cui fanno capo Claparde e Piaget (vedi oltre). Lintenzionalit Un drastico capovolgimento del principio fondamentale seguito da Wundt e dagli associazionisti si attua nellindirizzo di pensiero avviato da Franz Brentano (18381917). Lo studioso austriaco, ricollegandosi ad alcune idee di fondo della filosofia medievale, abbandona la prospettiva che privilegia i contenuti e preferisce mettere laccento sugli atti che la mente compie. Gli atti mentali sono contrassegnati da quel carattere che egli chiama intenzionalit, con un vocabolo derivato dalla Scolastica medievale. Lintenzionalit consiste nel fatto che essi si riferiscono sempre a qualche oggetto; un pensiero, per esempio, sempre pensiero "di qualcosa". Questa oggettivit intenzionale, che il correlato dellatto mentale, deve essere distinta dallesistenza reale degli oggetti esterni alla mente. Gli oggetti a cui questa si rivolge

sono, infatti, interni ad essa stessa. Brentano propone una classificazione tripartita degli atti mentali, che si dividono nelle seguenti tre classi fondamentali: ideazioni, che sono le mere rappresentazioni degli oggetti, giudizi e sentimenti. Le ricerche avviate da Brentano furono continuate da altri studiosi, non solo in Austria e in Germania, ma anche in Gran Bretagna. Anche la fenomenologia di Edmund Husserl in larga misura debitrice nei confronti del concetto di intenzionalit introdotto da Brentano nella psicologia. La psicologia della Gestalt La scuola della Gestalt si svilupp nei primi decenni del Novecento, soprattutto in Germania e in Austria. Molti dei suoi principali esponenti emigrarono negli USA dopo lavvento del nazismo e l proseguirono acutamente la loro attivit di ricerca. Gli psicologi che fanno capo a questa scuola sostengono che la percezione di una totalit di elementi la percezione di una forma (in tedesco Gestalt) non riducibile alla somma degli elementi che vi prendono parte. Ci equivale a sostenere un punto di vista "olistico", ossia il primato della totalit rispetto alle parti costitutive. Nella visione, per esempio, non vengono percepiti i singoli elementi separati luno dallaltro; al contrario la coscienza coglie immediatamente delle totalit strutturate, come appare evidente quando osserviamo una carta geografica e spontaneamente raggruppiamo i molteplici elementi in forme significative e relativamente semplici, quali sono quelle delle isole o delle penisole. Il fatto che gli elementi del campo percettivo siano strutturati secondo "forme" confermato anche dalla possibilit di organizzare il medesimo campo secondo forme differenti. Talvolta queste diverse strutturazioni presentano alla percezione oggetti complessivamente differenti, sebbene gli elementi che costituiscono il campo visivo restino identici. Accade ci nelle figure plurivoche, per esempio, quando la stessa raffigurazione pu essere percepita (in un celebre esempio proposto da David Katz) o come il contorno di un calice o come i profili di due volti i cui contorni sono tracciati dalle stesse linee che delimitano il calice. In quanto attribuisce un ruolo centrale alla totalit, la scuola della Gestalt costituisce un ribaltamento rispetto allassociazionismo di Wundt e di Titchener. Occorre riconoscere, tuttavia, che questi ultimi, in particolare lo stesso Wundt, ammettevano che nella totalit organizzata, derivata dalla combinazione degli elementi unitari, apparivano qualit addizionali che non erano presenti nei costituenti elementari. Ma gli antecedenti pi immediati della Gestalt sono da ricercarsi, piuttosto, nella psicologia dellatto e nella scuola di Brentano, per la centralit che essa attribuisce alla fenomenologia degli atti mentali, cio allesatta individuazione delle modalit secondo cui la mente opera. Gi nel 1890, nellambito della psicologia dellatto Christian von Ehrenfels port a compimento nel 1890, in un saggio intitolato Sulle qualit della forma, un primo studio sistematico sulle Gestalten, da lui considerate come elementi addizionali che si

aggiungono ai costituenti elementari dei composti mentali: una melodia, per esempio, non riducibile alle singole note che vi prendono parte, e anche la percezione del movimento qualcosa di aggiuntivo rispetto ai corpi che si muovono e alle posizioni che essi occupano. Poco dopo la pubblicazione del lavoro di von Ehrenfels, nel 1912, Max Wertheimer pubblic un articolo in cui veniva studiato il movimento apparente, quello che in psicologia noto come fenomeno phi e che tutti possiamo sperimentare quando vediamo nelle insegne luminose le luci che sembrano inseguirsi. Nella realt fisica, tuttavia, non ci sono luci in movimento, ma soltanto lampadine che si accendono e si spengono una dopo laltra in rapida sequenza temporale. Wertheimer ne ricav il principio generale secondo cui nel fenomeno c qualcosa di pi rispetto a quanto si verifica sul versante degli stimoli, ossia nel mondo fisico. In particolare quel fenomeno globale che il movimento cos come viene percepito non ricavato dagli stimoli fisici, ma un prodotto originario della mente. Numerosi autori contribuirono a elaborare in forma sistematica la psicologia della Gestalt. Tra questi devono essere ricordati, accanto al gi citato Wertheimer (18801943), Wolfganf Kohler (1887-1967), Kurt Koffka (1886-1941) e Kurt Lewin (18901947). I principi di unificazione Linteresse degli psicologi della Gestalt, in particolare di Wertheimer, si indirizzato verso uno studio sistematico dei principi fondamentali secondo cui la mente costituisce le totalit strutturate della percezione. Possiamo elencare qui i principi, per altro molto noti, della somiglianza, della vicinanza, della chiusura, della buona continuazione, del destino comune. Questi principi di unificazione permettono di individuare allinterno del campo visivo i "blocchi" secondo cui si struttura la percezione. Per esempio il principio della "buona continuazione" fa s che, l dove possibile, la mente percepisca figure relativamente regolari e continue; il principio del "destino comune" fa s che venga visto come un blocco unitario ci che si muove con la stessa velocit nella medesima direzione. Ma la teoria della Gestalt non si applica solo alla percezione. Le ricerche compiute da Koler misero in evidenza quei fenomeni di improvvisa ristrutturazione dei materiali psichici che permettono di considerarli in una prospettiva nuova e che suggeriscono, talora, la soluzione di un problema. Questo fenomeno di ristrutturazione chiamato in tedesco Einsicht e in inglese insight (talvolta tradotto in italiano con "intuizione") ed alla base del cosiddetto pensiero produttivo, cos definito in quanto riesce a produrre una nuova struttura nei dati originari. I principi fondamentali della Gestalt furono applicati in modo originale da Kurt Lewin allo studio della personalit umana e delle dinamiche che ne regolano il comportamento. La psiche, con tutti i fattori, non solo cognitivi, ma anche emotivi, e gli oggetti dellambiente circostante costituiscono, secondo Lewin, un campo totale. Allinterno di questo operano molteplici forze che, interagendo luna con laltra,

producono i bisogni, gli impulsi ad agire, le barriere e le tensioni che caratterizzano la vita psichica nella sua esistenza concreta. Il comportamentismo Il comportamentismo un indirizzo della ricerca psicologica che si svilupp prevalentemente negli Stati Uniti dAmerica, ove si colleg al funzionalismo, e in Russia, ove sorse in connessione a indagini nellambito della fisiologia. Esso, in generale, tende a spiegare tutto ci che si riferisce alla mente in termini di comportamento osservabile. Tutto ci che non riconducibile al comportamento, entro il quale compreso anche il linguaggio, pu essere accantonato in quanto non necessario alla rigorosa indagine scientifica. Questa, in particolare, deve prescindere da ogni riferimento allintrospezione e a tutti i dati che sarebbero attingibili soltanto da questultima fonte. Il vantaggio che dovrebbe derivare da questa scelta metodologica dovrebbe essere quello di elevare la psicologia a un rigore sperimentale paragonabile a quello della fisica. La mente umana considerata dal comportamentismo (detto talora anche behaviourismo, dallinglese behaviour, comportamento) un sistema che fornisce risposte a stimoli provenienti dallambiente fisico o dallorganismo vivente. I concetti fondamentali grazie a cui John Watson (18781958), il fondatore dellindirizzo, articol la propria teoria furono tratti dalle ricerche del fisiologo russo, premio Nobel per la medicina, Ivan Pavlov e dallo psicologo funzionalista statunitense Edward Thorndike. Il condizionamento pavloviano Studiando la fisiologia della digestione nel cane, Pavlov osserv che, se a uno stimolo S, che normalmente provoca la risposta R, si associa ripetutamente un altro stimolo S2, che normalmente non produrrebbe la risposta R, allora, a seguito della ripetuta associazione, basta che si verifichi S2 affinch segua la risposta R. Questo , in generale, lo schema del condizionamento. Cos, per esempio, posto che normalmente il cane emette saliva quando gli viene somministrata carne in polvere, il rumore dei passi dellinserviente da cui abitualmente gli somministrato il cibo, potr bastare, per effetto del condizionamento, a suscitare la salivazione. Legge delleffetto e legge della ripetizione Daltra parte, studiando il comportamento umano, Thomdike pervenne a formulare due leggi generali. La prima di queste la legge delleffetto e afferma che una qualsiasi connessione tra stimolo e risposta risulta consolidata se la risposta accompagnata da qualche soddisfazione per il soggetto che lha fornita. La seconda la legge della ripetizione e afferma che, a parit di condizioni, una connessione tra stimolo e risposta risulta consolidata allorch ripetuta.

Sulla base di queste premesse teoriche la psicologia di Watson procede a spiegare lapprendimento umano come complesso di abitudini che si instaurano per mezzo dei riflessi condizionati, che sono quei processi di condizionamento messi in luce da Pavlov. In sostanza lapprendimento ricondotto allistituirsi di abitudini comportamentali. Queste possono essere distinte in tre classi fondamentali: abitudini motorie, abitudini viscerali e abitudini laringee. Il neocomportamentismo Anche dopo Watson lindirizzo comportamentistico si mantenuto vitale ed tuttora uno degli orientamenti metodologici fondamentali della psicologia scientifica. Il cosiddetto neocomportamentismo, sviluppatosi a cominciare dagli anni Trenta, ha, tuttavia, compiuto una parziale revisione delle idee ispiratrici watsoniane, attribuendo alla mente umana un ruolo pi attivo nellesplorazione dellambiente e nellelaborazione delle conoscenze. Possiamo a questo proposito ricordare Edward Tolman (1886-1959). Questi ha introdotto in maniera significativa nellinterazione tra individuo e ambiente le aspettative, le condizioni psicologiche, la cosiddetta mappa cognitiva, cio il quadro delle possibili relazioni tra le componenti dellambiente. Tutti questi fattori si inseriscono nella relazione S-R tra lo stimolo e la risposta e sono perci detti variabili intervenienti. Skinner: il condizionamento operante Nuove acquisizioni fondamentali nellambito della psicologia comportamentistica sono dovute a Burrhus Skinner (1904-). Egli ha introdotto, accanto al condizionamento classico o rispondente, studiato da Pavlov, il condizionamento operante. Questo si verifica anche in assenza di stimoli esterni al soggetto e consiste nel fatto che un comportamento diretto da stimoli interni viene trasformato a seguito di particolari eventi gratificanti. Per esempio in un animale un comportamento che in maniera casuale abbia condotto alla scoperta del cibo viene, come si dice, rinforzato e tende a consolidarsi, rendendo pi agevole la scoperta del cibo nelle occasioni successive analoghe. Lo psicologo americano ide un dispositivo per studiare il condizionamento operante negli animali chiamato "gabbia di Skinner" (Skinner box). Lev Vygotskij Anche in Russia si svilupp un filone di ricerche affine per molti aspetti al comportamentismo americano. Lesponente pi significativo e originale di questa scuola stato Lev Vygotskij (1896-1934). Questi studi in particolare la psicologia dello sviluppo e ritenne fondamentale 1interazione dellindividuo con lambiente storico e culturale in cui vive. Il veicolo principale di questa interazione il linguaggio. Nei suoi rapporti con la realt sociale circostante il bambino assimila inizialmente il linguaggio; dapprima questo serve da sostegno allazione in quanto il bambino rafforza con la parola lazione che sta compiendo; solo in seguito il

linguaggio viene interiorizzato e diventa pensiero. Secondo questa concezione, che subordina il pensiero al linguaggio, le funzioni interpsichiche, quelle, cio, che riguardano il rapporto tra diversi soggetti, precedono quelle intrapsichiche, ossia quelle interne alla mente. Di particolare rilievo, inoltre, sono le ricerche compiute da Vygotskij sul gioco. Questo ha importanza fondamentale nello sviluppo in quanto per mezzo di esso il bambino acquista la funzione simbolica: nel gioco, infatti, il bambino usa gli oggetti a sua disposizione per rappresentare altre realt che sfuggono al suo possesso, come avviene quando un oggetto di uso comune diventa, nella finzione del bambino, un treno o un aeroplano. Lorientamento avviato da Vygotskij prosegu in Unione Sovietica con la scuola storico-culturale che, attraverso vari esponenti di prestigio, ha sviluppato una linea di pensiero non fondamentalmente dissimile da quella che contemporaneamente si andava affermando negli Stati Uniti dAmerica. Piaget e lepistemologia genetica Limponente mole delle ricerche compiute dallo psicologo svizzero Jean Piaget e dai suoi collaboratori si colloca nellambito del funzionalismo europeo. Questo era giunto a risultati cospicui soprattutto con il medico, psicologo e pedagogista svizzero Edouard Claparde (1873-1940). Questi, noto soprattutto per i contributi recati alla pedagogia, aveva posto al centro dellattivit psichica, considerata in rapporto dinamico con lambiente circostante, il bisogno. Piaget (1896-1980) si era dedicato nelladolescenza a ricerche biologiche, assimilando nel contempo, soprattutto attraverso lo studio di Bergson, alcune tematiche di fondo del pensiero filosofico europeo. Chiamato da Claparde allistituto Jean-Jacques Rousseau di Ginevra, egli diresse in seguito il Bureau intemational dducation e fond a Ginevra il Centre intemational dpistmologie gntique. La sua produzione scientifica vastissima. Ricordiamo qui soltanto alcune opere fondamentali: Il linguaggio e il pensiero nel fanciullo(1923), Il giudizio morale nel fanciullo (1933), La nascita dellintelligenza nel fanciullo (1937), Logica e psicologia (1953), Dalla logica del fanciullo alla logica delladolescente (1955), Lo sviluppo mentale del bambino (1964), Saggezza e illusioni della filosofia (1965), Lepistemologia genetica (1970). Lo studioso svizzero contrario sia allempirismo sia allinnatismo: le due correnti della filosofia moderna che influenzavano ancora (rispettivamente nellassociazionismo e nello stesso comportamentismo, da una parte, e nella scuola della Gestalt dallaltra) la psicologia scientifica. Lintelligenza umana, a suo giudizio, non plasmata dallambiente esterno n preesiste fin dalla nascita alle varie esperienze. Essa, piuttosto, si autocostruisce dallinterno, in un processo che assicura un equilibrio sempre pi stabile dellorganismo umano nei confronti dellambiente esterno. Il metodo clinico

Assume in tal modo importanza centrale lo studio dello sviluppo, ossia delle leggi e delle tappe secondo cui, grazie al suo dinamismo interno, lintelligenza si autocostruisce. Sorge su queste basi la disciplina che Piaget e i suoi collaboratori chiamano epistemologia genetica. Essa studia sistematicamente le strutture, ossia le leggi formali, secondo cui la mente umana opera in ciascuno degli stadi che caratterizzano il suo sviluppo. Lindagine scientifica condotta secondo il metodo clinico, che consiste essenzialmente nel porre domande accuratamente preparate a numerosi soggetti sperimentali e a valutare il tipo di risposta che essi forniscono in relazione ai vari livelli di et. Si possono cogliere con facilit i rapporti che connettono lepistemologia genetica al funzionalismo di Claparde, per la concezione dello sviluppo come tensione verso lequilibrio con lesterno, e allo strutturalismo contemporaneo, per la tesi secondo cui lintelligenza un sistema governato da leggi che investono la localit delle azioni mentali e che permettono la trasformazioni delle azioni stesse in altre azioni. Ma si possono cogliere anche le affinit con la filosofia di Bergson, del quale resta in qualche modo il principio dell "evoluzione creatrice", e di Kant, per il fatto che la mente attiva e risponde agli stimoli esterni mediante un apparato di categorie non derivate esterno. C da osservare, inoltre, che le strutture e le leggi dello sviluppo mentale sono, secondo Piaget, valide universalmente per tutte le intelligenze umane, non importa quali siano la cultura di origine e il contesto storico. Lo schema: assimilazione e accomodamento Illustreremo ora con qualche cenno sommario i concetti fondamentali dellepistemologia genetica, per vedere poi quali sono i vari stadi di sviluppo mentale e le modalit del passaggio da uno stadio allaltro. Alla nascita la mente umana provvista soltanto dei riflessi, che sono le risposte spontanee agli stimoli che provengono dallambiente. Viene detta schema una particolare connessione tra stimolo e risposta, ossia, in altri termini, un particolare modo di rispondere agli stimoli provenienti dallesterno. Ci sono due funzioni costanti mediante cui la mente regola e modifica la produzione delle risposte agli stimoli esterni: lassimilazione, e laccomodamento. Lassimilazione consiste nel rispondere a stimoli nuovi per mezzo di schemi preesistenti; laccomodamento, invece, consiste nellelaborazione di schemi nuovi, pi rispondenti alle caratteristiche degli stimoli esterni, in un riadattamento confronti della realt esterna che via via sempre meglio adeguato. Gli stadi dello sviluppo dellintelligenza Nello sviluppo dellintelligenza accade che, in primo luogo, la mente estende i propri schemi, a cominciare da quelli spontanei che sono i riflessi, ai vari stimoli che le giungono dallambiente. Ma questa assimilazione risulta in larga misura insoddisfacente giacch in base ad essa vengono trattati come uguali stimoli che, in realt, sono diversi. Deve subentrare, allora, laccomodamento, a far s che vengano prodotti nuovi schemi pi rispondenti alle sollecitazioni che vengono dalla realt. Nel

meccanismo generale dello sviluppo lassimilazione ha, dunque, il compito generale di produrre allinterno della mente uno squilibrio; laccomodamento ha, invece, il compito di ripristinare lequilibrio a un livello di adattamento alla realt superiore a quello precedente. La fase di partenza, ossia il periodo neonatale, caratterizzata da quello che Piaget chiama egocentrismo assoluto: il termine "egocentrismo", caratteristico, in questa accezione, dellepistemologia genetica, sta a significare la mancanza di differenziazione tra lio e il mondo esterno. Un primo superamento, non definitivo, dellegocentrismo caratteristico del neonato si attua mediante laffinamento dei riflessi e delle risposte percettive spontanee. Si sviluppa in tal modo lintelligenza sensomotoria, completa attorno ai due anni, caratterizzata dalla capacit di coordinare le percezioni e i movimenti allo scopo di agire nellambiente e di esplorarlo mediante i sensi. Questo stadio importante perch in esso appaiono quelle nozioni fondamentali, talora chiamate da Piaget categorie, quali lo spazio, il tempo e la causalit. Lo stadio successivo, quello dellintelligenza intuitiva, determina una nuova acquisizione di importanza fondamentale: il linguaggio. Grazie ad esso il bambino diventa capace di rievocare il passato e di anticipare il futuro, potendo pensare un oggetto anche quando esso non percepito. La mente, tuttavia, non ancora in grado di operare sulloggetto a cui pensa. I termini operare e operazione assumono nellepistemologia genetica un ben preciso significato tecnico: si dice "operazione" unazione che pu essere sommata con altre azioni e che pu, inoltre, essere annullata da unoperazione uguale e contraria. Questultima propriet, detta reversibilit, particolarmente significativa; viene applicata, insieme con quellaltra, detta additivit, quando, per esempio, comprendiamo che il liquido contenuto in un bicchiere lungo e stretto mantiene lo stesso volume quando travasato in un bicchiere basso e largo. I livelli di pensiero Il pensiero che ha acquistato queste capacit detto operatorio. Inizialmente esso soltanto operatorio concreto, in quanto si esercita su oggetti concreti. In seguito, a cominciare dalla preadolescenza, esso diventa pensiero operatorio formale, ovvero ipotetico-deduttivo, capace di trarre deduzioni da assunzioni soltanto ipotetiche, che possono essere contrarie a quello che di fatto si verifica nella realt. Con lacquisizione del pensiero ipotetico-deduttivo lo sviluppo mentale ormai compiuto. Questo sviluppo non interessa soltanto le funzioni logiche, ma anche le regole del comportamento e il giudizio morale. Anche le idee sulla morale, infatti, si evolvono da un iniziale egocentrismo e da una totale dipendenza nei confronti degli adulti a uno stadio pi maturo in cui il soggetto considera se stesso pari agli altri e agisce, anche contro limpulso egoistico, in nome di norme regolatrici universali.

Strutturalismo e cognitivismo Gli sviluppi pi recenti della psicologia scientifica attuano una approfondita revisione rispetto agli indirizzi sviluppatisi in precedenza e tendono, in generale, a mettere in evidenza il ruolo produttivo che la mente esercita nellelaborazione dei dati ricevuti dallesterno: unelaborazione, questa, che non avviene secondo schemi fissi universalmente validi, ma risente in larga misura delle condizioni ambientali, educative e culturali. Figura di spicco allinterno di questi nuovi orientamenti lo statunitense Jerome Seymour Bruner (1915-), noto altres per limpegno in campo pedagogico. Autore di studi quali Il pensiero: strategie e categorie (1956) e Il conoscere. Saggi per la mano sinistra (1961), Bruner promotore di un nuovo orientamento noto come New look on perception (Nuovo approccio alla percezione). La tesi fondamentale che viene sostenuta quella secondo cui la percezione , fin dallorigine, condizionata dallattivit intellettuale. Questa, attraverso le sue categorie, dirige il processo percettivo e formula ipotesi sullidentit degli oggetti percepiti. Lattivit percettiva comporta sempre un processo di categorizzazione che avviene in maniera multiforme e la cui complessit sfugge tanto al comportamentismo quanto alla scuola della Gestalt. Il comportamento cognitivo non dunque, secondo Bruner, una registrazione passiva di dati, ma comporta ad ogni livello lelaborazione categoriale dellinformazione secondo strategie e stili che non sono, alla maniera di Piaget, costanti valide per tutto il genere umano, ma variano da cultura a cultura e da individuo a individuo. Compito della psicologia mettere in evidenza la presenza operante di queste strutture cognitive che la teoria dellistruzione dovr poi rendere pi funzionali ai compiti di apprendimento richiesti dalla societ. Lindirizzo di ricerca designato con il termine cognitivismo non una scuola unitaria n identificabile con il pensiero di alcune figure di rilievo. Si tratta piuttosto di un vasto ambito di ricerche che si sta sviluppando in vari paesi secondo una pluralit di approcci metodologici e di elaborazioni teoriche. In generale lorientamento cognitivista, come lo strutturalismo di Bruner, considera luomo come un elaboratore di informazioni e si discosta in ci dal comportamentismo, soprattutto da quello radicale dellimpostazione originaria. Occorre, allora, studiare le sequenze di operazioni e le strategie secondo cui la mente procede nella sua attivit elaboratrice, stabilire attraverso quali test la mente stessa sottopone a controllo i risultati ottenuti, vedere quindi come lesito di questi controlli generi un feedback, cio una retroazione, capace di modificare le strategie originarie. Allinterno del cognitivismo si andato sviluppando quellindirizzo pi specifico di ricerca che assimila la mente umana a un computer. Queste ricerche hanno dato vita a quello che detto approccio HIP, sigla che sta per Human information processing

(elaborazione dellinformazione umana). La mente umana, secondo uno dei modelli proposti allinterno di questo filone, dotata di registri sensoriali, che selezionano e raccolgono i dati provenienti dallesterno, di un magazzino a breve termine, ossia una memoria che ricorda le operazioni in corso di esecuzione e che organizza le informazioni appena ricevute, e di un magazzino a lungo termine, ossia una memoria che trattiene i dati e le strategie destinati al ricordo nei tempi pi lunghi. GLOSSARIO ACCOMODAMENTO Nel linguaggio dellepistemologia genetica di Piaget il termine sta a indicare il processo mediante cui le strutture proprie della mente, in particolare gli schemi (vedi), vengono adattate agli oggetti esterni. Accomodamento e assimilazione (vedi) costituiscono le due funzioni costanti grazie a cui la mente in ogni fase del suo sviluppo realizza un adattamento sempre pi perfezionato rispetto agli oggetti esterni. ASSIMILAZIONE Nel linguaggio dellepistemologia genetica il termine indica il processo per cui una struttura mentale gi esistente viene estesa a uno stimolo nuovo. Costituisce un esempio di assimilazione il fatto che il neonato estenda il riflesso della suzione a tutto ci che pu maneggiare. (vedi anche accomodamento) CATEGORIA Il termine usato da Piaget per indicare le rappresentazioni fondamentali in base a cui opera la mente. In questo senso sono categorie, per esempio, loggetto, lo spazio, il tempo, la causalit. Il termine "categoria" acquista unimportanza centrale con Bruner. Con esso lo psicologo americano indica gli strumenti fondamentali mediante cui la mente seleziona gli stimoli provenienti dallesterno e provvede a organizzarli. In generale il comportamento cognitivo si fonda, secondo Bruner, sullatto del categorizzare. Le categorie non sono, tuttavia, concetti a priori universalmente validi per tutta lumanit (alla maniera di Kant), ma variano a seconda dei differenti contesti ambientali e culturali. COGNITIVISMO E un recente indirizzo, peraltro non unitario, della ricerca psicologica. In generale esso mette in evidenza i processi di elaborazione interna compiuti dalla mente sullinformazione ricevuta e cerca di individuare sequenze e strategie mediante cui si attua questa elaborazione. COMPORTAMENTISMO

E quellindirizzo della ricerca psicologica, detto anche behaviourismo (dallinglese behaviour, comportamento), secondo cui la psicologia si deve basare sul comportamento osservabile. Si deve quindi prescindere da tutto ci che a quello non riconducibile, in particolare dalla dimensione introspettiva. Il pensiero, allinterno di questo indirizzo, tende ad essere ricondotto al linguaggio. Gli sviluppi pi recenti del comportamentismo (neocomportamentismo) tendono a moderare loriginario radicalismo, assegnando un ruolo attivo ai fattori che operano allinterno della mente. CONDIZIONAMENTO E, in generale, il processo mediante cui un organismo cambia il proprio modo di rispondere agli stimoli esterni. Si distinguono un condizionamento rispondente e un condizionamento operante. Il primo di questi fu studiato dal fisiologo russo Pavlov e si articola nello schema seguente: inizialmente lo stimolo si suscita in modo naturale (come riflesso) la risposta R, allo stimolo si associa ripetutamente un altro stimolo, che da solo non susciterebbe la risposta R. Lesempio pi noto, emerso dalle ricerche di Pavlov, quello del cane che emette saliva non appena percepisce lavvicinarsi di un inserviente che solito somministrargli la carne in polvere, da cui normalmente suscitata la risposta della salivazione. Laltro tipo di condizionamento, studiato, in particolare, dagli americani Thorndike e Skinner, si articola secondo lo schema seguente: uno stimolo interno suscita una risposta R consistente in un certo comportamento, in maniera casuale questo comportamento ottiene un risultato positivo (per esempio il ritrovamento del cibo), indicato con S2; grazie a questo "premio", detto rinforzo, in seguito tender a ripetersi il comportamento che stato premiato con lo stimolo rinforzante S2. Si tratta, in altre parole, di un apprendimento "per tentativi ed errori" che si basa su una risposta fornita dal soggetto nel corso del suo operare. La psicologia di orientamento comportamentistico tende a ricondurre ogni forma di apprendimento umano ai processi di condizionamento. EGOCENTRISMO Nel linguaggio dellepistemologia genetica di Piaget la mancanza di distinzione tra lio e il mondo esterno. Il neonato, nel suo "egocentrismo assoluto", non distingue gli oggetti fisici dalle sensazioni che egli stesso prova. Lo sviluppo, in generale interpretato da Piaget come un superamento dellegocentrismo, un superamento che si compie in maniera definitiva solo con let adulta. EPISTEMOLOGIA GENETICA E il titolo generale a cui si riconducono le ricerche compiute da Piaget, il quale fond a Ginevra il Centre international dpistmologie gntique. Questa scienza mira a ricostruire la genesi delle strutture mentali mettendone in evidenza la logica interna che ne governa il funzionamento e lo sviluppo. FEEDBACK

Termine di origine cibernetica che indica, in generale, la retroazione suscitata da una risposta rispetto al sistema che lha emessa. Tale retroazione permette di rivedere le regole in base a cui il sistema opera e di trasformarle a seconda dei risultati che il sistema stesso ottiene nei suoi rapporti con lambiente esterno. Il feedback costituisce, pertanto, il fondamento dellautoregolazione. Questo concetto utilizzato in psicologia da quegli approcci pi recenti che considerano la mente umana un sistema capace di elaborare informazioni. FUNZIONALISMO E lindirizzo della psicologia che considera la mente umana come un sistema che opera in rapporto con lambiente esterno cercando le maniere pi opportune per giungere a un adattamento nei confronti di esso. Allorientamento funzionalistico, sviluppatosi prevalentemente negli USA, si possono ricondurre anche le posizioni di autori europei quali Claparde e Piaget. GESTALT Il termine in tedesco significa "forma". In psicologia esso viene usato per indicare le strutture unificatrici che organizzano i materiali della mente in totalit unitarie. Secondo la scuola della Gestalt la mente umana opera sempre per mezzo di queste strutture unificatrici, rispetto alle quali gli elementi isolati (per esempio i singoli elementi del campo percettivo) sono soli prodotti dellastrazione. Con la scuola della Gestalt la psicologia abbandona il precedente orientamento "elementistico", ovvero "atomistico", e assume un approccio "olistico"; questo considera primariamente la totalit, la quale non riconducibile alla mera somma delle parti. HIP E una sigla che sta per Human information processing (elaborazione dellinformazione umana). Indica uno dei pi recenti approcci allindagine psicologica. Secondo questo orientamento la mente umana pu essere assimilata a un computer che riceve inputs dallesterno, li sottopone a processi di elaborazione, e fornisce, quindi, risposte o outputs rivolti verso lesterno. INSIGHT Il termine traduce in inglese il tedesco Einsicht e pu essere reso con litaliano intuizione. Nella psicologia della Gestalt esso indica quellimprovvisa ristrutturazione del campo percettivo o, pi in generale, degli elementi psichici, che consente di rappresentare il tutto in una maniera nuova e rende possibile in taluni casi la soluzione di problemi comportamentali o cognitivi. Per questo motivo il concetto di insight posto a fondamento, in particolare da Wertheimer, del pensiero produttivo. OPERAZIONE

Il termine assume un significato tecnico nellepistemologia genetica di Piaget. Sono operazioni quelle azioni che possono essere composte con altre azioni e che possono essere annullate da azioni uguali ed opposte. Esse in tal modo realizzano quella struttura che in matematica prende il nome di gruppo. Tra le operazioni compiute dalla mente vengono distinte le operazioni concrete, compiute mentalmente su oggetti concreti, e le operazioni formali, compiute senza alcun riferimento ad oggetti concreti; solo per queste ultime vale in senso proprio la struttura algebrica di "gruppo". RIFLESSO E la risposta spontanea che un organismo vivente fornisce in occasione di uno stimolo proveniente dallesterno. RINFORZO Vedi CONDIZIONAMENTO risposta Vedi STIMOLO SCHEMA Nella terminologia di Piaget una particolare connessione stimolo-risposta, ossia una modalit di risposta mediante cui la mente reagisce agli stimoli provenienti dallambiente fisico. STIMOLO E, in generale, levento della realt fisica che suscita una risposta da parte dellorganismo vivente o, pi in particolare, delle sue funzioni psichiche. STRUTTURA MENTALE Nellepistemologia genetica di Piaget il termine indica un complesso di regole operative mediante cui la mente collega in un tutto organico le sue molteplici funzioni. La struttura, precisa Piaget, gode di queste tre propriet essenziali: concerne una totalit di elementi (non gli elementi in quanto singoli); permette la trasformazione degli elementi luno nellaltro, caratterizzata dalla autoregolazione, ossia le trasformazioni che essa permette non conducono mai al di fuori del sistema, ma producono sempre elementi interni al sistema stesso. In senso meno tecnico il termine "struttura" usato da Bruner per indicare le funzioni organizzatrici, ovvero le categorie, mediante cui la mente opera sui materiali della conoscenza unificandoli in sistemi ed elaborando linformazione ad essi relativa.