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1 TOLLERANZE

Nella realizzazione di pezzi meccanici di precisione, per garantire la funzionalit del componente, pu essere necessario stabilire delle tolleranze di accettabilit per una data dimensione, esattamente come accade per i materiali metallici. Lutilizzo della corretta tolleranza non gi di per s una scelta molto semplice, in quanto dipende dallapplicazione, dalle lavorazioni, dalle unificazioni in merito. Nel caso dei materiali plastici la variet dei fattori che possono influire sulla dimensione finale del pezzo complica ulteriormente le cose, rendendo la scelta ancora pi ardua. Si osserva infatti che le tolleranze ottenibili sul pezzo stampato dipendono dalle tolleranze dello stampo, dai parametri di stampaggio (tolleranza su pressione, temperatura, ecc.), dalle incertezze nelle caratteristiche della resina, dalla forma del pezzo e quindi dal modo in cui la resina fluisce e si orienta nella cavit. Bisogna poi tener conto che sulla stabilit nel tempo di tali tolleranze influiscono fenomeni come il post-ritiro, lassorbimento dacqua, il rilasciamento di tensioni interne. Alla luce di tutto ci il metodo migliore per prevedere le tolleranze ragionevolmente utilizzabili per un determinato pezzo, su certe dimensioni, eseguire delle prove di stampaggio e rilevare la precisione media ottenibile. E quello che stato fatto ad esempio nellambito delle normative che si occupano di prescrivere le tolleranze dei pezzi stampati a iniezione; ovviamente i pezzi utilizzati hanno forma abbastanza semplice, ma forniscono indicazioni di massima che sono un buon punto di partenza per la progettazione. La DIN 16901 (ma anche la normativa americana) prescrive 3 gradi di precisione: - tolleranze di precisione: richiedono un controllo totale del ciclo produttivo e dei pezzi per garantirne il rispetto; - tolleranze standard: sono usate per pezzi tecnici, richiedono buona precisione dello stampo e un numero elevato di controlli; - tolleranze commerciali: sono le pi grossolane, consentono di eseguire pochi controlli e riducono i tempi di ciclo. La fig. 16.1 mostra graficamente un esempio dei valori che possono essere assegnati da ciascuna classe di precisione.

Fig. 16.1: Tolleranze realizzabili su un pezzo stampato ad iniezione in funzione del grado di precisione e della dimensione nominale

Si nota quindi come lassegnazione delle tolleranze non debba essere fatta stabilendo per il pezzo un valore fisso: ogni dimensione dovrebbe avere una propria tolleranza, opportunamente scelta. A rigore, bisognerebbe variare la tolleranza anche in funzione dello spessore del pezzo e della sua forma, in quanto questi fattori influiscono sul ritiro. E importante osservare che le tolleranze prescritte dalle normative tengono solo parzialmente conto dei fenomeni post-stampaggio, come lassorbimento dacqua o il post-ritiro, in quanto sono rilevate poco tempo dopo lo stampaggio. Le tolleranze non hanno perci niente a che fare con la stabilit dimensionale del pezzo. In fase di progettazione si consiglia perci di assumere i valori suggeriti dalle normative come punto di partenza; la realizzazione di un pezzo preciso pu essere ottenuta per solo conoscendo e tenendo conto del modo in cui parametri come ritiro, spessore e forma del pezzo, fenomeni ambientali e temperatura influiscono sul comportamento del materiale.

In alternativa si possono utilizzare per una produzione commerciale scostamenti di 0,25 0,3% della dimensione nominale; infine lerrore ammissibile pu essere anche valutato con la relazione: a = (0,1+0,0015 a) mm , dove a la dimensione nominale. Tale intervallo pu essere ridotto al 70% per stampi accurati, ma anche aumentato al 140% per lavorazioni meno precise. Nella scelta della tolleranza in fase di progetto non va dimenticato che le tolleranze costano, soprattutto se non strettamente necessarie; inoltre le tolleranze dei pezzi in materiale plastico non devono essere strette come quelle di un corrispondente pezzo metallico, vista la maggiore elasticit e deformabilit dei polimeri.