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JOHN

M.

KELLY LIBDAKY

(li

<^i

^Y<^ir^

Donated by The Redemptorists of the Toronto Province


from the Library Collection of Holy Redeemer College, Windsor

University of
St.

Michael's College, Toronto

.4>

H8ty REOEJER LIB^Ry,

4^

-9

L'ATTUALIT DI

S.

TOMMASO D'AQUINO

Digitized by the Internet Archive


in

2009 with funding from

Ontario CounciI of University Libraries

http://www.archive.org/details/lattualitadistoOOcord

PUBBLICAZIONI DELLA UNIVERSIT CATTOLICA DEL SACRO


Serie prima:

CUORE

SCIENZE FILOSOFICHE

Volume

III - Fasc. I

DoTT. P.
Professore di

MAEIANO CORDOVANI
neW

o. p.

Teologia

Universit cattolica del Sacro

Cuore

L'
S.

ATTUA LI TA
1.

DI

TOMMASO D'AQUINO
CELEBRAZIONE TOMISTICA
3.

2.

GENIALIT

DI
4.

SAN
TO-

TOMMASO VENTURA -

MODERNIT
5.

DI

SAN TOMMASO -

MISMO E IDEALISMO 6.

SAN TOMMASO E SAN BONA7.

SAN TOMMASO E DANTE DI

CI

CHE

MANCA ALLA GLORIA

SAN TOMMASO

mila:s^o
SOCIET EDITRICE

VITA E PENSIERO

HOLY BEDEEitR LI8RARY, WINDSOR

PROPRIET RISERVATA

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m ^%
i
;

'*M^bs"^

PREMIATA TIPOGRAFIA PONT. ED ARClV.

S.

GIUSEPPE - MILANO

INDICE

1.

Celebrazione tomistica
Genialit di S.

2. 3.

Tommaso
Tommaso

........

pag.

8
16

Modernit

di S.

4.
5.

Tomismo
S.

e Idealismo

36 76
87

Tommaso
Tommaso

e S. Bonaventura
e

6. 7.

S.

Dante
alla gloria di S.

Ci che manca

Tommaso

...

122

DICHIARAZIONE
Presento ai Tomisti, ed a quelli che non
alcuni pensieri filosofici e
stico.
critici

lo

sono,

sul centenario tomi-

Sono

pili

accennati che

svolti,

ma

gli intelligenti

capiscono egualmente.

Ho

voluto mettere in rilievo quello che alla scuola


cio,

non sempre emerge,


l'amabilit di S.

la genialit, la

modernit e

Tommaso d'Aquino.
il

Ho
filosofia

inteso sopratutto di affermare

primato della
idealistica
ci

cristiana

di fronte
:

alla

filosofia

moderna del nostro paese


qualche
signore a

spero

che non

sia
ri-

ripetermi

che

ho

mancato di

guardo verso gli


rizzo filosofico.

illustri

rappresentanti di queir indidall' Aquinate

Credo di avere imparato


per
tutti,

almeno
nessuno.

il

rispetto sincero

e l'adulazione

per

Possano queste parole trovare un'eco di simpatia


nei giovani che studiano davvero,
e che

saranno do-

mani

veri seguaci dell' Aquinate.

P.

M.

C.

SPUNTO BIBLIOGRAFICO
P.

G. Ventura, Corso di Filosofia Cristiana, voi.


Oliva, 1863.

2,

Milano, Edit.

A. M. Lepicier

o. s.,

Sacrae Doctrinae thomisticae Studii

utilitas

demonstrata. Romae, ex Typ. Polygl., 1893.


P.

W.

Ledochovvski,

Praep.

gen.

S.

I.,

De

Doctrina

S.

Thomae

magis magisque in Socieiate fovenda. Curiae Rhaetorum, Typis A. G. B. Tagblatt, 1917.


Card.
L.

Billot

S. L,

Oratio pr instaaratione Academae S. Tho-

mae. Romae, Typis Polygl. Vaticanis, 1915.

M. Grabmann,

S.

Tommaso d'Aquino,
S.

vers.

ital.

Vita e Pensiero

Milano, 1920.
F. Olgiati,

L'anima di

Tommaso. Saggio filosofico intorno

alla

concezione tomista^ Milano,


I.

Vita e Pensiero

1923.

DiDioT, Saint

Thomas d'Aquin,

Paris, Poussielgue, 1874.

Stefini, S.

Tommaso. Note prese alle lezioni di Ausonio Franchi. Bergamo, Istituto It. d'Arti Grafiche, 1900.

MoNs. A. Legendre, Doyen de la Facult de Theologie d'Angers. Introduction l'Elude de la Somme Theologique de Saint Tho-

mas d'Aquin.

Paris, Bloud, 1923.

CELEBRAZIONE TOMISTICA

Se

fra'

dottori

egli era

il

sole,

non

conveniva che fosse particolare di alcuna Nazione, ma pubblico di ogni gente . Seqneri, Panegirico di

S.

Tommaso d'Aquino.

di S.

Con la celebrazione centenaria del 1923, la gloria Tommaso d'Aquino raggiunge sommo dell'alil

tezza e dell'intensit nella Chiesa

di

Dio.

Nessuna parola pi grande

di quella di

Leone XIII;
defu

ma

successori vi aggiunsero pratiche


ufficiale delle

applicazioni al-

l'insegnamento

Universit cattoliche,

terminazioni di metodo e di dottrine, in


preclusa ogni via alla negazione ed agli
neutrali.

modo che

atteggiamenti

Oggi non
cattivi

si

pu negligere

il

Dottor Angelico
indisciplinati.
"

senza essere
ipsis

professori e cattolici

Egli gareggi per ingegno con gli Angeli.

Cam

non miniis innocentia qaam ingenio compamndiis (^) " Ratio nem, ut par est a fide apprime distinguens, atramqae tamen amice consocians, atriasqae tam iara conservava, tam dignitati consuluit, ita qaidem ut ratio ad hamanam /astigiani Thomce pennis evecta, iam fere nequeat sablimias assurgere; neque fides a ratione fere possit plura 'aut
angelicis Spiritlbus
(1)

Leo XIII De,

S.

Thoma Aq. Patrono

coelestc

iiorum optimorum

cooptando.

CELEBRAZIONE TOMISTICA

validiora adiumenta prcestolari,

qaam

qiice

lam

est

per
la

Tliomam consecata

(i).

Al razionalismo di tutte solenne parola che metteva


sofia cattolica; e

le

tendenze,

spiacque

in

onore
le

la

grande

filo-

bisogna leggere

pagine del Saitta

per

farsi

un'idea di quanto l'idealismo italiano sia lonal


(2).

tano e contrario

cattolicismo,

ostile

al

rinnova-

mento tomistico

Non
" veritatis
stici
si
il

per questo resta


anice amator principe e

meno vero che


,

S.

Tommaso,
se-

" fra tutti

dottori scola-

innalza

maestro,,, tanto che,

condo

concetto del Gaetano, " avendo


i

sommamente
stesso l'intel-

onorato
raccolse

suoi predecessori, deriv a s

ligenza di tutti . "

Le loro dottrine come sparse membra


in

adun

sintesi

tanto

meravigliosa,

di

tanto

le

aument, che degnamente ritenuto come desingolare


presidio
della

coro e
Pio
della

Chiesa cattolica

(3).

arriva a sostenere che l'approvazione

e la lode
al
^4).

Chiesa

alla dottrina

dei
ai

santi

condizionata

fatto della

corrispondenza

principi dell'

Aquinate

Benedetto

XV

ricorda " quel gran figlio di S.

menico per mezzo del quale specialmente ben si dire che Dio illumin la sua Chiesa ^^\ e fa mettere
nel

Dopu

Codice
:

di

diritto

canonico,

queste parole

monu-

mentali
et

" Philosophice

rationalls ac theologlce stadia

alamnoram in his disciplinis institationem professores omnimo periractent ad Angelici Doctoris rationem, doctrinani
et principia,

eaqae sancte neant

(^).

(1)
(2)

Leo XII 1, Enc.

Aeterni Patris .

Saitta, Le origini del

Neo-Tomismo

nel

secolo

XIX,

cap.

IX,

Bari. Laterza, 1912.


(3)

Leone,
Pio X,

XIII,

Encia.

citata.

(4)

Mota

Proprio, Doctoris Angelici, ecc.


die,

(5)
(6)

Enc. Fausto appetente

29 giugno, 1921.

Codex Juris Can., Can.

1366, 2.

CELEBRAZIONE TOMISTICA

Siamo a Pio
al

XI,

all'Enciclica

Stadioram Dacem,
di "

Discorso airAccademia Romana quino, al proposito di celebrare

rendendo gloria a Dio, in Tommaso d'Aquino una


della

S. Tommaso d'Aquesto centenario ringraziandolo di averci dato

bella e cos larga rivelazione

sua

infinita

bellezza,

degli

infiniti

splendori

di

quella Sapienza che Lui

stesso .
" al

tolico

la
(1)

gloria
al

suprema
la

" pi

Maestro del mondo cataudace genio sintetico che la firicordino


il

losofia antica e

storia

(2),

al

"

luminare
tanto la
di

dei domenicani, e certamente

maggior
(3).

intelletto spe-

culativo

di

tutto

il

secolo XIII

Non

celebrazione di un
dottrina
vitale

sapienza cattolica, la scienza nata dal Vangelo ripensato fortemente da un genio speculativo, il connubio del pensiero umano col pensiero divino, in contrasto a tutte le negazioni e

nome quanto perenne. la

l'affermazione

una

doveroso rendere giuuomo che primo in Europa innalz la bandiera del tomismo. " Il Ventura merita un posto onorato nella augusta

stizia in

contraffazioni

moderne.

Ma

questo centenario, ad un

serie di questi

veri dotti, che


filosofia
alle

a ritemprare

la

i loro sforzi sublimi massime dell'Ani

consacrano

gelo della scuola, perocch egli fu tra primi a manun grido generoso all'Europa, e ad infonderle amore novello per le dottrine tomistiche. E quantunque

dare

non per
telletto,

causa

piuttosto per errore d'inabbia trasmodato nel difendere una santissima contro l'orgoglio del razionalismo, tuttavia
egli
agli

reit di

volere

ma

ha

diritto

omaggi ed

alla

gratitudine di

tutti

co-

(1) (2)
^3)

Olgiati, op. Olgiati, op.

cit.

p. 21. p. 9.
il

cit.

Gentile, I problemi della Scolastica e

pensiero italiano

Laterza, Bari. 1913.

p 93 ^
i

CELEBRAZIONE TOMISTICA

loro

quali
allo
^^).

hanno
studio

in

conto

di

grandissimo bene
di

il

ri-

torno

della

filosofia
le

S.

Tommaso d'Aproposito.
il

quino
" Dio,

Giova ricordare
gli

sue parole in

come mand

antichi

Padri per difendere


gli eretici,

cristianesimo particolarmente contro


S.

ha creato

Tommaso
"

per vendicarlo particolarmente dagli attac(2).

chi dei filosofi

Questo

atleta fortissimo

la

debolezza e
si

mai Teologo mai

Dio non prova mai languori della mente dell'uomo. Non levato pi in alto, ma anche non
di

filosofo stato pi

costantemente nel vero, n pi


'*3).

luminoso, n pi fermo
" Si

pu affermare, senza tema

di

errare,

che nes-

sun dottore cristiano, dopo S. Agostino,


vigi pi importanti al
stabilit

ha reso seralla

vero progresso scientifico ed


altro

della vera

fede, e nessun

ha

diritti

pi

incontestabili all'ammirazione delle Scuole

e alla rico-

noscenza della Chiesa W.


"

Da

seicento anni, stato riguardato dal cristiail

nesimo come
cilio di

pi grande filosofo del

mondo

(5).

Il

celebre Cardinale Bessarione,

uno

dei Padri

del

Con-

Firenze, e la pi bella gloria della Chiesa greca

di questi ultimi tempi, a

cagione delle sue vaste cognipiet,

zioni e della sua

somma
i

chiam
il

S.

Tommaso
di
tutti

il
i

pi santo
Santi
"
si
(6).

di tutti

dotti,

ed

pi dotto

L'opera
in

in

cui
il

il

genio filosofico

di S.
la

Tommaso

mostra

tutto

suo splendore

sua

Somma

(1) T. ZiGLiARA o. p. Viterbo, 1865.

Saggi sui principi del tradizionalismo^ pag. 281,


167,
voi.
2,

(2)

Ventura,

Corso di filosofia cristiana pag.


op.
cit.

Milano,

E. Oliva, 1863.
(3)
(4)

(5) (6)

Ventura, Ventura, Ventura, Ventura,

pag. 175.
299.

op. cit. pag.

op. cit. pag. 329.

op.

cit.

pag. 191.

CELEBRAZIONE TOMISTICA

teologica,
il

il

libro
il

il

pi sublime,

il

pi

sorprendente,

pi

utile,

pi

compiuto,

il

pi

perfetto

che

sia

mente dell'uomo, perch la Bibbia Topera della mente di Dio (^). " La teologia di S. Tommaso non gi una teoma la teologia logia sua propria, una teologia nuova della Chiesa. Ci che questa teologia ha di nuovo e di proprio in S. Tommaso sono le dimostrazioni ragionevoli onde l'ha arricchita, il metodo matematico onde l'ha rafforzata, sono le forme filosofiche onde l'ha rivestita, e d'innanzi a cui non ci ha sofisma che
uscito dalla
;

possa reggere, non

ci

ha errore che non sparisca come


(^j.

nuvole dinnanzi
" S.

al

sole

Paolo ha

stabilito

il

dogma,

S.

Agostino

l'ha

svolto, e S.

Tommaso

quegli che l'ha rigorosamente


(3).

dimostrato per quanto dimostrabile


"

Come
solo

l'abbiamo

fatto

noi

stessi

nelle

nostre

Conferenze sulla ragione


sofica,

cattolica
libri

e la

ragione filoscritti

con questi due


si

immortali,

or
er-

sono seicento anni,


rori della

possono confutare

tutti

gli

filosofia incredula dei

nostri giorni.

questo

un vero arsenale d'armi ben brunite e tutte pronte, dove tutti dottori cattolici, tutti difensori del cattolicismo che si sono succeduti nei sei ultimi secoli sino
i
i

sono andati e vanno sempre ad armarsi per combattere falsi filosofi ed assicurare il trionfo della
a noi,
i

vera religione
trina,
il

(4).

Ventura

si

sdegna contro
la

Di fronte a questa magnifica dotquelli che misconostoria


di

scono o denigrano, come


gistra .

ogni giorno redi

E una

cosa strana ed

anche scandalosa,

(1)
(2) (3)

(4)

Ventura, Ventura, Ventura, Ventura,

op.

cit.

p. p.

174
181.
180.

op.
op.

cit.
cit.

p.

op.

cit.

p. 179.

CELEBRAZIONE TOMISTICA

vedere autori
di

cattolici,
i

per giunta sacerdoti, caldeggiare

zelo con tutti


i

nemici del

nome
e

cristiano, per

ab-

bassare
loro

pi grandi uomini del cristianesimo,


originalit
scientifica,

negando
scolarelli

ogni

facendoli
(^).

dei pretesi grandi uomini del


1

Paganesimo

moderni, dice

il

Ventura, hanno

falsificato storia

e filosofia in un soggettivismo che invece della scienza


ci

le

stranezze degli scienziati. "

Hanno

scritto

la

storia della filosofia nella stessa guisa che hanno pro-

fessato la filosofia

medesima; l'hanno
dei loro
di

essi disposta pii

secondo

il

capriccio
In

concetti

che secondo
degli

la

realt dei fatti.

luogo

darci la storia
la storia dei lori

altrui
(2).

pensieri, essi ci

hanno dato

propri
"

Hanno mostrato
da un
quali quel

col loro esempio,


i

lato particolarmente

lavori di

ponendo come S. Tommaso, nei


in

grande Dottore ha espresso


i

modo

chiaro

e preciso

principi

le

dottrine

della

vera

filosofia,

condannasi l'uomo a immense ricerche, a studi impossibili

alla

maggior parte dei

filosofi,

e finisce col dubila filosofia


<3).

tare di

tutto e col

perdere totalmente

Invocava per questo


Nella
"

Prefazione

alle

un ritorno a S. Tommaso. Conferenze scriveva ancora


:

Noi speriamo che

in fatto di filosofia si

ritorner al
fatte

Medio Evo scede dopo


maso,
conoscer
Allora

e agli scolastici, di
Lutero....

cui

si

sono

tante

Si

ritorner di
tre
la

lasciato
la

gi

da

secoli

in

nuovo a S. Toun canto, si rila

saldezza,

profondit,
la

sublimit,

la

precisione, la fecondit e

grazia della
della

sua

filosofia.

sicura

la

restaurazione

scienza,

per

essa anche la restaurazione della societ civile .

(1)

(2)
(3)
rati,

Ventura, op. di. p. 221. Ventura, op. cit._\>- 264. Ventura, Della vera e della falsa

filosofia,

pag. 29, Milano, Tu-

1854.

CELEBRAZIONE TOMISTICA

Cos

parlava quest'uomo

coraggioso

del secolo XIX,

quando la voce di era ancora potente, quando il razionalismo imperversava, quando il tomismo era chiuso nei conventi domenicani
italiano,

met Leone XIII non


nella

nelle
in

universit

ecclesiastiche.
la

11

Bossuet
dell'elo-

che

Francia

contese

palma

quenza ai pili celebri predicatori, che in filosofia prese un atteggiamento autonomo quantunque tradizionalista moderato, se in politica pu esser discusso, ha la benemerenza grande di essere stato un rivendicatore potente della grandezza
di

S.
i

Tommaso

della sua sa-

pienza, di essere stato tra


alla rinascita tomistica.

primi che dettero impulso

Persuaso che
fare,

"

ogni errore speculativo, se


nella
si

si

lascia

finisce

col

tradursi

pratica,

uscito

dalla
(^),

scuola prende corpo,


e che
" l'intimit

stabilisce nella societ


la

dei

rapporti tra

filosofia

teo-

logia siffatta, che

ogni falsa teoria filosofica finisce


tradursi

presto

tardi

col

per

mezzo
(2),
il
i

di

un errore

teologico,
filosofo e
sit e
il

per qualche

eresia

Ventura,
primi
la

come
neces-

come

apologista, sent tra


di

non

si

una grande filosofia cristiana, di cui rendono conto se non le pi grandi intelligenze.
dovere

(1) (2)

Ventura, Corso, ecc. pag. Ventura, oo. cit. pag. 281

273.

GENIALIT DI
Queste

S.

TOMMASO

lodi

si

accumulano ogni giorno e finiscono


Pare
infatti

per diventare

inefficaci.

che

sia

come
di
il

di

moda

l'esaltazione di S.
i

Tommaso da
vedono
in
lui

parte

molti
rap-

studiosi cattolici,

quali

non solo

presentante migliore del pensiero cattolico,

ma

agitano
altri

nome come bandiera di parte, di che considerano come un atteggiamento


il

suo

fronte ad

di libert svin-

colarsi

da quelle

lodi,

e dal

troppo entusiasmo verso

quel nome.

Se tutto
cante
ficata

stato fatto
lui,

da S. Tommaso, a noi resta


mortifiresta a fare, ingiusti-

soltanto di ripetere
:

e questo ^ antipatico,

se qualche cosa di

nuovo

quella idolatria.
i

Per questo

molti

si

sdegnano
lela

verso
gati

domenicani, che a loro appariscono troppo

al

nome
i

del

grande maestro;
si

e,

per
i

ragione

opposta,

tomisti veri

sdegnano verso

primi,

non
di

si

rendono conto

della genialit e della

che modernit
del-

S.

Tommaso. Non

c' dubbio che in tale questione


la

viene meno,

qualche volta,

fedelt all'esempio

l'Aquinate, che ebbe venerazione pei grandi

maestri e

non conobbe servilismo n verso


S. Agostino.

Aristotile,

n verso
si-

Piace

si

oggi di
definitivo

affermare

che nessun
vita
si

stema

filosofico

perch

la

svolge

sempre, e

non

chiude mai;

ma

intanto,

ecco una

GENIALIT DI

S.

TOMMASO

dottrina che

si

rinnova nel tramonto di


i

tutti

sistemi,

che contiene

tutti

frammenti

che sono sparsi nelle

costruzioni filosofiche che

muoiono, e
pire

hanno un giorno di trionfo e respinge sdegnosamente tutte quelle teorie


altri

improvvisate che

impiegher decenni prima

di ca-

quanto

di

caduco contengano.
si

Nel campo filosofico l'Aquinate


gione, " necesse est
cui

appella alla rarecarrere,

ad rationem naturalem

(^).

omnes assentire tenentur


Nel campo teologico,
si

deve accettare
vedute
si

l'autorit

della
lare

Chiesa e non
dottore,

legarsi

alle

di

un partico"

comumque
habet

egli

chiami.

Maximam

auctoritatem
est

Ecclesice

consuetudo quce semper

omnibus cemulanda, quia et ipsa doctrina catholicoram doctoram ab Ecclesia auctoritatem habet; unde magis standum est consuetudini Ecclesice quam vel auctoritati Augustini vel Hieronymi, vel cuiuscunque
in
(2).

doctoris

La
tenuto
l'atto di

genialit dell'opera
fatto

scientifica

di

S.

Tommaso
lui

deve riconoscersi nel

che

nessuno come

ha
l'e-

conto dell'esigenze critiche della ragione nelcredere; e nessuno ha dimostrato


di

meglio

lemento razionale della fede nell'atto


trascendenza soprannaturale.
tetto

vendicarne

la

Come
e

ha costruito
la

l'edificio

della

un sapiente archiSapienza cristiana con


con
tutto
e

tutta

forza

della

ragione,

l'ossequio

della

fede,

perch

dell'insegnamento

della

scienza

ebbe un concetto
" rarli,

altissimo.

In cedificio spirituali sunt quasi manuales ope-

qui particularlter insistunt curce animarum, pula


vel aliquod

sacramenta administrando ,
cularlter

huiusmodi partiartifices

agendo ; sed quasi principales

sani

(1)
(2)

Cantra Gentiles,

I,

2.

Quodlibetum

II,

q. 3, Art. 7.

GENIALIT DI

S.

TOMMASO

episcopi,

qui imperarti et disponunt qaaiiter prcedicti


;

suum
logice

officium exequi debeant

propter quod et Epi-

scopi, idest superintendentes, dicuntur.

Et

similiter theo-

doctores ,

sutit

quasi principales artifices ,

qui
atii-

inquirunt et docent qualiter alii debeant salutem

marum
sacrarti

procurare.

Simpliciter

ergo nielius est docere


particularem curam sadicit I

doctrinam et magis meritorium, si bona inten-

tione agatur,
luti
rint.

quam impendere
misit

huius et
I,

illius ;

unde Aposto lus de se

ad Cho-

17 : Non enim

me

Christus baptizare,
sit

sed evangelizare,

quamvis baptizare

opus maxime
II,

conferens saluti animarum; et II ad

Timot.

2,
qui
sa-

idem Apostolus
strat

commenda

fidelibus

hominibus

idonei erunt et alios

docere. Ipsa

etiam ratio demonpertinentibus

quod melius
simplices

est erudire de

ad

lutem eos qui et in se et in

aliis proficere

possunt,

quam

qui in

se

tantum proficere possunt.


deberent

In aliquo tamen casa, necessitate imminente,


ticulariter intendere saluti
In

et Episcopi et doctores, intermisso proprio officio, par-

animarum
si

0\

tempi
della

di

positivismo, che per

bastanza positivi,
scoperta

quando

non ci rese abadorava il documento, la


senza
penetrazione
e
di

realt

empirica
si

senza altezza
esser

di

concezione,

accusava TAquinate
filosofo,

troppo metafisico, troppo

troppo

affa-

scinato del contenuto essenziale delle questioni e delle

cose.

Oggi che l'idealismo ha squalificato il positivismo, presumendo di ridurre tutto all'unit, al concetto
al

filosofico,

pensiero pensante e creante, S.

Tommaso

accusato di restare positivo, di tenere sempre fisso lo

sguardo
di

alla realt

della

natura, dell'animo, di Dio, e

non avere

dialettizzato

abbastanza

il

reale,

di

non

(1)

Quodlib.

I.

q. 7, art. 14.

IO

GENIALIT DI

S.

TOMMASO

essere stato

abbastanza concettualista e immanentista,

pur

avendo

generalmente

riconosciuto

il

valore

del

pensiero.

Questa accusa diversa e contrastante


chiusi
in

di

filosofi

sistemi

preconcetti

ad un
e

uomo
le
i

che,

nella

sua indagine

filosofica,

supera veramente
altri,

visuali risil-

strette degli uni

e degli

domina

difettivi
le

logismi di chi non vede o vede male la realt e

ra-

gioni della vita, non prova di una superiorit propria


del

genio,

che

penetra

le

cose,

le

esprime con

una

parola tanto profonda quanto trasparente?


"

Par
e

di vederlo

come

salito

ad una specola mon-

diale
al

circonfuso

d'aere

purissimo e imperturbabile,

lume della ragione, della fede e delle tradizioni comuni scientifiche, scoprire di l e misurare con mente
pacata e con sguardo acutissimo l'immensa universalit
delle
alla
i

cose;

con

tutti

procedimenti
parti

analitici

possibili

sua

et,

studiarne

le

pi cospicue,

coglierne

comporre quelle due Somme che, a giudizio di tutti, sono da ammirare come il monumento pi grandioso del sapere di quell' epoca (^). vero specialmente di lui quello che S. Bonaventura disse di S. Domenico, che cio, aveva raggiunta la perfezione
legami e
nella limpida

conoscenza del vero e nel forte esercizio

della virt
consistit,

" Chrlstlance perfectlonis altitudo in


sclllcet

duobus
al-

in

limpida comprehensione
virtatis
(2).

veritatis,

et in

valida exercitatione

Applicando
i

l'Angelico, io sfido

a trovarmi fra

tutti

dottori

della
stia al

Chiesa e
di frase,

gli

scolastici del

Medio Evo, uno che


di

suo confronto per lucidezza

pensiero

e trasparenza
di

per forza di penetrazione e laconismo

pa-

ci)

Talamo,

//

rinnovamento del pensiero tomistico e la scienza


Sanctis, 4 Agosto.

derna, p. 58,
(2)

mo-

edizione, Siena, S. Bernardino, 1878.

Sermones de

11

GENIALIT DI

S.

TOMMASO
meriti di nessuno. Al-

rola.

Non

voglio misconoscere
si

cune questioni
l'altro

trovano meglio svolte dall'uno o dal-

dottore:
in

ci

sono pagine meravigliose nello Scoto

come
ficio

S.

Bonaventura;
e
stessi

ma

considerando tutto
essi

l'edi-

filosofico
gli

teologico,

che

hanno
stessi

costruito

quasi con

materiali e

con

gli

modelli,

quanto pi sobrio ed agile ed infrangibile appare quello


tomistico!

una

cattedrale di cristallo, al vertice della


della divinit conosciuta nei
ri-

quale
flessi

si

ha un bagliore

di tutte le creature.

Scoto pi diffuso nella

cri-

tica e nella polemica, ma non costruttivo e temprato come l'Angelico; S. Bonaventura pi mistico e pi eloquente, ma non cos realista ed architettonico come il suo amico di Aquino.

L'Angelico trascura

le

questioni secondarie per atla

tenersi alle centrali; e di queste vuol vedere

radice

senza divagamenti, senza farragine

di

eloquenza, cer-

cando
"

il

perch,

la

ragione delle cose.

Si niillam audoritatem reciplant, oportet ad eos

ad rationes naturales confugere. Qacedam vero dlsputatio est magistralis in scholis non ad removendam errorem, sed ad instruendum uditores, ut inducantur ad intellectam veritatis qaam inconvincendos,
tendit; et tane oportet rationibas innti investigantibus
veritatis

radicem, et facentibus scire qaomodo


alioquin si nudis
determinet,

sit

verum

quod quod
et

dicitur,

auctoritatibus magister

qacestionem
ita est,

certificabitar

qiiidem

auditor

sed nihil scientice vel intellectus acquiret

(^).

vacuus abscedet

A
darsene

nessuno basta
la

di

conoscere

fatti

senza doman-

ragione, spingendo l'indagine fin dove posil

sibile. In

questo

primato di S. Tommaso, per testimo-

(1)

Quodlib.

4, q.

9, art.

18.

12

GENIALIT DI

S.

TOMMASO

nianza della Chiesa e di chiunque


serio e capito.

l'abbia studiato sul

La

storia dimostra che


ci
si

non solo
lui,

si

de-

cade ogni volta che


l'allontanarsi causa

allontana

da

in

quanto

di
lui

decadenza,

ma

anche vero

che

ci

si

allontana da

perch

si

decade, in quanto

la decadenza produce l'allontanamento. Questo avviene

per Dante e pochissimi


tazione
infallibile.

altri.

Ecco un

criterio di valu-

Oggi che
nel discutere,

la filosofia

si

fa consistere

nel

cercare,
nello

nel diventare,

non

nel trovare,

non

sciogliere la questione, perch ogni soluzione alla sua

volta
tivo

un
(1),

problema,
e
si

tutto

provvisorio,

nulla

definii

ama

piuttosto
dei

conoscere quello che


la

fi-

losofi

hanno detto

problemi che possederne

so

luzione vera ed innegabile, l'esempio di S.


di

Tommaso

sommo

valore. Si tenga conto del suo atteggiamento

di fronte ad Aristotile. Egli lo segue, contrastando l'op-

posizione di tanti: lo corregge, urtando e provocando


l'idolatria di

molti. S.

Agostino

il

maestro dell'Aqui-

nate

ma

le

sue dottrine sono

vagliate, corrette, spie-

gate in un senso benevolo e autonomo.


dottore "
tate
;

Ognuno pu
deviet

riscontrare nell'Angelico quelle doti che egli voleva nel

Primam

est stabilitas,

ut

non

veri-

secandam
:

est claritas,

ritate

tertium est utilitas,

(2).

non doceat cum obscuut quaerat Dei laudem et


ut

non suam

Jn quanti
in in

si

trovano congiunte queste


?

prerogative

come
:

S.

Tommaso
?

sarei proprio nel

falso, se dicessi

nessuno

E come
tico,

nel

campo

speculativo, cos in quello praIl


:

nella

coerenza dottrinale.
il

coerente

Kant ha scritto essere dovere pi grande di un filosofo, eppure

(1) B. (2)

Croce, Teoria
S.

e Storia della
in,

S.'>

yrafia. 2 edizione, p. 143.


v.

Comment.

Ihotnae

Matth. cap

13

GENIALIT DI

S.

TOMMASO

quello che viene soddisfatto pi di raro

(^).

Il

Rosmini

pili laconicamente espresse la medesima verit dicendo che " la prima di tutte le leggi del pensiero la coe-

renza
di

(2).

Tutto

il

sistema tomistico una coerenza


vita. San forma di santit L'amore coe-

speculazione e di azione, di pensiero e di


vissuto
la

Tommaso ha
renza

sua teologia

in

altissima, di piet intelligente e divina.


alla verit,
l'estasi

una coerenza dell'amore. In contrasto all'affermiazione che " l'uomo ha in s la fonte della verit (3) noi sentiamo il tormento dell'oggetti
vit e della trascendenza.
" incorruttibile
,

Non

solo

l'intelletto

non
positi-

ma

noi

dobbiamo sperimentare dura>

mente vismo

la falsit

di

queste affermazioni.

Come

il

non spiegava e non corrispondeva all'esigenza della vita, cos non vi corrisponde l'idealismo di oggi. Non si costruisce un'etica e non si sente sanzione del bene e del male nelle nuove teorie panteistiche. La coerenza che la filosofia reclama massima
d ieri

nella

filosofia

tomistica
si

che apparisce tanto

pii

vera

quanto meglio

vive.
la difficolt

Da
di "

questa genialit del grande maestro


tomisti

essere

davvero,

nel

pensiero

nella

vita.

La limpida consapevolezza

di

del rapporto reale tra teoria

e pratica

pochi

ma non

di

molti

nem-

meno

la

sincera conoscenza del vero, e la coerenza di

tutta l'attivit pratica alla luce conseguita.

Prima

di tutto,

perch troppo spesso


ziocinio

V affetto V intelletto
di

lega,

e gli

impedisce questa chiarezza

intuito
;

e solidit di rae
poi,

che fu
del

somma

nell'Aquinate

perch

l'incerta luce

pensiero

non ha

la

forza di influire

(1)

Kant,

Critica della

Ragione pratica,

p. 26, ediz. Laterza.

(2)
(3)

(4)

Rosmini, Introduzione alla filosofia, p 69 Casale, 1850. Croce, Filosofia della pratica, p. 44, 46. Edizione 1907 Laterza 1909. B. Croce, La critica^ pag. 122, Marzo 1923.

14

GENIALIT

DI S.

TOMMASO

potentemente

nelle determinazioni della volont.

Di qui

lo spettacolo di

commentatori
;

pii

oscuri del testo che

vogliono commentare
la

di

ripetitori

che

impoveriscono
;

lucida dovizia e
cultori

il

discreto latino tomistico

di ido-

latrici

che non sognano

nemmeno
le

il

dovere

di

fare oggi, nei nostri tempi, quello che S.


fatto al

Tommaso ha

tempo

suo, fra

lamenti e

critiche di tanta

gente.
la

Dove
la

quella lucentezza di anima che non affanna


di

verit

nell'atto

imposessarsene
si

non
il

la

altera

quando
S.

trasmette, e

infiamma per

trionfo della

verit senza litigio e senza puntiglio ?

Tommaso non

solo

il

teologo pi chiaro e trasi

sparente e coerente di quanti


del mistero e del suo accordo

distinsero nell'indagine
la

con

ragione,
in

ma

quella

sua chiarezza

si

trasfonde

naturalmente

quelli

che

pi lo praticano e lo gustano.

Non
discreto
di

si

fa

un torto a nessuno dicendo che quel


dell'Aquinate,

latino

scartando

ogni

frangia

eleganza e di eloquenza, gradita


teologi, e

spesso e usata da
sobriet

altri

ritenendo

la

sua

meravigliosa

verginale, resta anche oggi

una scuola di lucentezza filosofica e teologica, di fronte ad un confusionismo dottrinale che compromette la verit e la vita, nella incertezza che produce lo scetticismo e l'anarchia.

15

MODERNIT

DI

S.

TOMMASO
v'ha filosofo moderno che, ragS.

Non
maso

guagliata ogni cosa, pareggi


.

Tom-

V. Gioberti, Introd. allo


III.,

studio della FU.

-pag. 65.

La sua
l'opera
sua.

genialit balza dalla

perenne modernit delparla pi

Ora che

del

modernismo non

nessuno, noi possiamo parlare di modernit, e cercarla


in S.
sti

Tommaso

d'Aquino. Perch, francamente,


pontifici

tutti

que-

documenti

che instancabilmente spronano


enciclopedia medioevale

allo studio dell'Aquinate, gli sforzi dei tomisti vecchi e

nuovi per riportare


tatto della scienza

la

al

con-

moderna, e questo incessante lavoro per arrivare un giorno all'unione dei pi in una scienza comprensiva umana e cristiana, tutto dovrebbe riuscire vano ed apparire a tutti come un controsenso, se in San

Tommaso d'Aquino non


"

vibrasse, schiettamente,

un pal-

pito di attualit e di giovinezza perenne.

Quando

si

tratta di scienza e di

insegnamento,
cui

esser moderni significa dire quello che necessario dire,

come bisogna
(^)
;

dirlo

vive

significa

momento storico in preoccuparsi meno dei morti


nel

si

e pi

dei vivi, in

modo
//

vivace,

secondo

le

esigenze intellet-

(1)

CocoNNiER,

vero tomista,

Revue Thomiste,

1893, pag.* 18.

16

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

tuali

nuove condizioni hanno determinato. Una scienza tagliata fuori dalla vita, che si presenta in modi intollerabili con le intemperanze dei novelli e le pretese rigoriste dei sistemi chiusi dove Taria non circola
che
le

e la verit, se c',
si

si

trova

incatenata, questa
alla
sterilit,

scienza

condannerebbe da s stessa
citt di

buona anle cri-

cora per una

morti

ma

praticamente inutile per

una

citt

viva e moderna. Se adunque fossero vere


ci

tiche di alcuni, che

dipingono l'Autore della che percorre


e
la

Somma
sua via
degli

come un uomo

del passato,

ciecamente sui passi di Aristotile

sopratutto

Arabi, severo come l'analisi, freddo come l'astrazione,

senza una parola che parta dal cuore e riscaldi


timento, direi anch'io di

il

sen" l'a-

non perder tempo con questo


gi di esser morto.

tomismo che meriterebbe

Ma
si

ristotelismo della scolastica

vendicato

come

merici

tava dalla penna di Mons. Talamo e di Chollet,

ha

mostrato negli
agilit

scolastici,

specialmente nell'Aquinate, tale


critica,

di

pensiero

di

tanta

innovazione di

teorie e di metodi

che noi dobbiamo riconoscere nel-

l'Angelico

un uomo modernissimo nel suo tempo, e moderno anche oggi. Prima di tutto " non c' questione filosofica di
qualche rilievo che
lui

egli

non abbia

trattato,,
il

^^^

"in

vive la scienza della sua epoca,


il

sentimento vero

della natura,

presentimento dei progressi delle scienze


di

naturali e

il

sursum corda
di

tutta l'umanit

(2).

Al culto esagerato
ricolo la esistenza

Aristotile che
di

metteva
cui

in pe-

medesima

una

filosofia
in

cristiana
il

nel secolo Xlir, e proprio nei

momenti

mae-

stro di Alessandro

Magno

veniva colpito dalle proscri-

zioni di qualche concilio parziale, S.

Tommaso

oppose-

(1)

Franchi, Ultima

critica^ Voi.

I,

pag. 536.

(2)

De Groot,

5.

Tommaso

filosofo, in

Revue Thomiste,

1894, p. 707.

17

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

suoi mirabili

Commentari, che dettero per sempre


(^).

ai

grande filosofo greco una cittadinanza incontrastata nel

mondo

cristiano

Al razionalismo degli Arabi, che ingarbugliando


relazioni fra scienza e fede, tentarono di mettere

le

come

una separazione radicale ed una contraddizione manifesta fra la teologia e la filosofia, S. Tommaso opponeva mirabile libro Cantra GentUes, in cui l'accordo il suo pi magnifico, il connubio pii evangelicale, dimostrato e celebrato

con

la

potenza del genio e col fafra

scino

della

virt.

Le armonie

l'ordine naturale

quello soprannaturale furono messe in cos chiara luce

che cessava per sempre una lunghissima


fra

lotta,

anche
quelli

persone venerande, che non sempre avevano saputo


i

conciliare
della

diritti

della speculazione razionale


(2).

con

contemplazione mistica

E
talit

contro quei

cattolici

che

si

erano mostrati troppo


nei Conventi,
il

favorevoli alle teorie di

Averroe, non negandogli ospiil

nemmeno

nelle

Accademie e

grande

Dottore, sempre vigile e pronto, scriveva

suo lavoro
aspet-

cantra Averroistas, lanciando una sfida terribile a questi


contrabbandieri della scienza, quale

nemmeno

si

terebbe dall'abituale mitezza di

lui.

Ai Greci che attaccavano


tefice,

lo Spirito

Santo e
agli

il

Pongio-

a quei

cattolici

che facevano guerra


ogni

ordini
ai

religiosi

tentando con

mezzo

di

impedire

vani l'ingresso in quei cenacoli del sapere, S.

Tommaso

rispondeva con quei


inoppugnabile
quali

capolavori di

polemica garbata e

Graecarum

sono gli scritti - Cantra errares Cantra impugnantes Religianem - Cantra

(1) Cfr.

LuDDi,

Una
Il

gloria di S.

Tommaso,

in Ros.

Mem. Dom.

1904,

pag. 97.
(2) Cfr.

Berthier,

Dottore Angelico e la scienza teologica, in Ros.

Mem. Dom.
18

1898, pag.ne 134, 422, 584.

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

retrahentes ab ingressa Reiigionis

ai

quali

possiamo

anche oggi rimandare


Si

finti

amici e

dichiarati nemici.
di

aggiunga un numero sterminato


alle

risposte, di
i

schiarimenti, di dissertazioni
di vita scientifica,

indirizzate a tutti

centri
ai

Universit, alle Abbazie,


si

ge-

nerali d'Ordine,
il

che da ogni parte


si

voleva conoscere

suo pensiero, e

avr una

idea

approssimativa di

quanto dovette essere vivo,

efficace,

moderno,
-

l'inse-

gnamento
per
i

suo. Dalla

Somma
man

Teologica
bassa di

che

egli scrisse

giovani e per far

questioni inutili e del

una infinit di disordine che regnava nell'inseal

gnamento
tutto

universitario, - sino
trattato,

libro delle

Meteore,
di

ha conosciuto e
di

con un senso
grande, che
ci

oppor-

tunit e di
di

innovazione

cos

volle pi

un secolo prima

avere un consenso relativamente

universale intorno alla sua dottrina, alle vedute lontane


e profonde del suo genio.

Chi giunto cos a gustare


diffuse attraverso
il

le

bellezze largamente

discreto latino dei suoi volumi, ri-

mane

colpito quasi entrasse veramente,

come diceva
verit-,
il

il

Card. Mermillod, nella Cattedrale della


tomistico di
trionfale

trionfo

Andrea D'Aiuto
-

sparisce davanti a questo


-

monumento

aere perennius

che l'Angelico

ha innalzato a s stesso. Il tutto compiuto con luminosa modestia, con una disinvoltura di Angelo. " La sua parola risplende come la luce, ma come la luce placida e mentre illumina riscalda; santo, egli scrive per amore degli uomini e la verit cerca nell'amore sapiente, egli sa quanto costi
;

la

scienza del vero e per volentieri

compatisce a chi

in

buona fede erra

(^).

(t)

ZiGLiARA, Le dottrine di S.
1895, pag. 129.

Tommaso d'Aquino

e i nostri tempi, in

Ros.

Mem. Dom.

19

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

Sereno e limpido come


giorno bellissimo
il

il

cielo

di

Napoli

in

un
Per

di

primavera, acuto e penetrante

come

pensiero di
egli

un angelo,
scienza

amabile

come
i

l'amore.

questo

ha avuto

tanta efficacia nella letteratura ita-

liana e nella

teologica
il

di tutti

paesi

non
teo-

fa pi meraviglia sentire

protestante
la

Scartazzini, fail

moso
logico
"

dantista,
di

che chiama
si

Somma

(i\

"

manuale
affermare
il

cui

serv

Dante
il

et

che

sarebbe fatica gettata

voler comprendere
il

Poema
dell'

Dantesco senza conoscere


quinate
(2).

massimo lavoro

A-

Mons. Gargiulo ha fatto indagini sul Tomismo di Torquato Tasso (3), e non sarebbe difficile rintracciare
Toro puro dell'Angelico Maestro
gliori di tutto
il

nelle

produzioni mi-

Medio Evo
* * *

fino a noi.

"

Fra

le

innumerevoli

filosofie

antiche e

quella che ben ponderato e vagliato ogni cosa,


glio

moderne pu me-

appagare

la

ragione teorica pratica, e meglio sod-

disfare alle condizioni del vero per la scienza razionale

e del bene
di

per

la

vita

morale,

ancora

la

filosofia

S.

Tommaso d'Aquino
la verit

W.

Mentre da una parte


si

tutto antico, dall'altra tutto apparisce nuovo, appunto

come
di

che soggettivamente
giorno,

viene a conoscere
si

giorno in
(5).

ma

oggettivamente

riconosce

eterna

(1)
(2)
(3)

Scartazzini, Enc. Dantesca, Voi. Scartazzini, Enc. Dantesca, Voi.

I, II.

p. 118.
p. 1933.

Gargiulo, Torquato Tasso


Franchi, op. Franchi, op.
cit.
cit.

e S.

Tommaso d'Aquino,

in Ros.

Mem.

Dom.

18Q5, pag. 225.

(4)

pag. 541. pag. 532.

(5)

20

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

Questo giudizio di un filosofo che razionalisticamente ha vagliato e controllato ogni sistema, ed giunto a questa conclusione dopo 50 anni di ricerche penose. Possiamo dunque apprezzarlo in tutto il suo valore e metterlo a riscontro con quello di un neogheliano, che ha bistrattato il tomismo nel modo pi indegno,

ma

ha dovuto riconoscere che


e
^'^\

" la

psicologia

tomista cos profonda


scritta ai
"

cos

moderna da apparire
dialettica

nostri giorni

La serena sua luminosa

non solo

ci

convince,
la

ma

ci

persuade e commuove.
i

l'anima sua,

sua fede, che pervade

suoi sillogismi; sotto le impalpita

mobili apparenze del

dialettico,

un cuore che
la

piange ed ama. Ecco perch vogliamo noi


teologia,
i

sua viva
oltre

mentre passiamo

indifferenti

freddi

commenti isteriliti dei suoi vecchi e nuovi satelliti (2). Non sono adunque io che interpreto ottimisticamente il pensiero di S. Tommaso a scopo di pubblicit, ma sono
stessi

quegli

innovatori
dalla

delle

dottrine
nel

cattoliche,

che
Essi

sconfinarono

modernit

modernismo.

hanno suo tempo


di

detto "
:

che S.

Tommaso
genio

fu

il

vero modernista del


della
i

l'uomo che ha tentato con sforzo mirabile


di
la

perseveranza e

fusione

fede

col

pensiero del suo tempo.


tori

noi siamo

veri

continuadi pi

degli scolastici in quel che essi


:

hanno avuto

meritorio

il

senso

squisitamente

fine

dell'adattabilit
filo-

della religione cristiana alle


sofia

forme mutevoli della


'^3).

della

coltura

in

generale

Queste parole

non sono certamente sospette per ci che si riferisce ai dottori scolastici ed anche se sfrondiamo quello che hanno di personale, rimane la testimonianza di quel ca;

(1) Saitta,
(2)
(3)

Le origini del neo -tomismo nel sec. XIX, pag. 261. MiNoccHi, // dogma della Redenzione (Saggio di teologia storica).
dei modernisti, Torino, 1911, p. 140.

Programma

21

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

rattere di

perenne giovinezza che


alla dottrina del

noi, quasi

accennando,
prender

rivendichiamo
Il

Principe della scolastica.


di
l'i-

movimento modernista, che dice


la

spirazione dall'innegabile modernit di S.

Tommaso
di

d'A-

quino, e dall'altra parte


tefice

parola vigorosa di un Pon-

che nel mettere un argine all'invasione


eresia richiama in vigore,

questa

nuova

come rimedio
i

positivo

e primario, l'insegnamento e lo studio della filosofia tomistica,

ammonendo severamente

professori che

il di-

scostarsi dall' Aqainate, specialmente nella metafisca,

non

avviene senza grave danno, sono argomento non dubbio


della vitalit continua di questa sapienza
rita nel

cristiana, fio-

connubio

tra scienza e fede,

celebrata

divina-

mente da un genio mondiale. Anche oggi adunque S. Tommaso moderno. Possiamo andar gloriosi " di tenerci ad un nome che ci rappresenta la forma genuina e schietta del pensiero
cristiano e ritrae
l'

indole natia del filosofare italiano

(^).

Per quanto
sofica e lasciare

si
il

voglia manomettere

l'indagine filo-

campo

libero all'erudizione
la filosofia
:

enciclo-

non una scienza quando perir l'uomo. Ella risponde ad un bisogno supremo e sempre rinascente e mai estinguibile della natura ragionevole (2) perch ogni intelligenza che emerge un poco
pedica superficiale e loquace,
si

della quale

possa fare a

meno

" essa perir

fra gli altri, porta

con s interrogativi tormentosi, proe


desideri

blemi che agitano

che

bruciano.

Allora
si

troppo poco

il

fascino dell'arte e della letteratura,


i

im-

pone la scienza profonda che rischiari misteri dell'uomo con la luce che piove dai misteri di Dio, ed necessario mettersi al contatto di una grande anima, di un

(1)
(2)

Talamo, Talamo,

op. op.

cit.

p. 68.

cit.

p. 65.

22

MODERNIT

DI S.

TOMMASO
luce piena di arS.

forte pensatore che

ci

domini con
in

la

dore. E'

il

momento
affetti

cui

lo studio di

Tommaso,
di af-

" quella tranquillit di


fetti,

ragionamento che ricca


che
ti

ma

di
:

quieti

ricordano

il

verso del(^),

l'Alighieri

luce intellettuale
l'effetto
le

piena d'amore,,
di

pro-

duce nell'anima
corona

di

una levata
quel

sole, e fra le

desolazioni scettiche e
il

affermazioni assolutistiche, in-

nostro lavoro

con

gaudio sereno, che


1

sta allo studio

come

la

bellezza sta alla giovent

* * *

Il

nostro dovere di studiosi non " di vivere col


quello

solo ereditato dagli antichi, ripetendo

che

essi

hanno

detto,

ma

di fare

con loro quello che

essi

hanno

fatto coi maggiori. Se quindi nella scienza vogliamo e

dobbiamo
gliamo
"
egli

risalire

al

pensiero tomistico, dobbiamo e vole

risalirvi

con tutte
(2).

ricchezze e

gli

acquisti della

moderna

coltura

Come

penserebbe
in

il

nostro Angelico Maestro ove


a noi, nelle
lotte, coi

tornasse a vivere

mezzo
nuove

nuove con-

dizioni scientifiche, tra le

nuovi bisogni,
parole,

con

le

nostre nuove tendenze ?


egli a risolvere
i

In

altre

come
col
In-

farebbe

oggi coi suoi stessi


a questo
lui
;

criteri,

suo stesso metodo


terpretando S.

grandi problemi della scienza?

Tommaso

modo,

noi correggiamo

noi stessi e completiamo


dietro

cos noi

non torniamo

in-

ma andiamo

avanti,

contradiciamo
di
(3).

all'indo-

mabile istinto di

nostra

ragione

avanzarsi

sempre

nelle riposte ragioni delle cose

(1) (2) (3)

A. Conti, storia della filosofia, Voi. Talamo, op. cit. pag. 41.

II,

p. 137.

Talamo,

op.

cit.

pag. 122.

23

MODERNIT
"

DI S.

TOMMASO

Messe da parte

certe

questioni

che era buono

non sono pi, senza ed troppo agitarci in alcuni punti di scienza sempre disputati e disputabili, senza accrescere od insinuare discordie fra gli amici, dobbiamo convergere con rassegnata e ferma costanza con modesta ma forte virt, tutti nostri
utile

discutere in tempi

che

sforzi contro
fieri

il

comune nemico,
le

affin di salvare dai suoi

e violenti assalti
(i).

supreme

verit della scienza e

della vita

per raggiungere nobilmente questo fine usiamo


sia

un linguaggio nuovo, che


intelligenza,

compreso e gustato
nel

dai

moderni, se non vogliamo che questa

filosofia, vita della

venga misconosciuta

suo valore reale

e quindi

che fa
pagare

non seguita. Noi vediamo la perversione umana un commercio elegantissimo delle sue larve e

delle sue iniquit: per quale ragione


le

potremo noi procristiane in

altissime

verit
si

umane

indegno,
alla

come non

converrebbe

di vestire

modo nemmeno
si

pi meschina popolana? " In questo

non

se-

guito abbastanza l'esempio degli scolastici e di S.

Tom-

maso

stesso,

nella scienza

quali conobbero certamente di avere usato un linguaggio che non era conforme a

quello dei loro maggiori e dei loro maestri in divinit,


i

padri

della Chiesa,

ci

nonostante l'usarono

per

l'evidente ragione che ai loro tempi

non

si

parlava pi

a quel

modo.
la filosofia

E perch

considera l'uomo nella totalit


di

del suo essere, nel concerto

tutta
ci

la

vita sua,

nel-

sembra biasimevole il costume di parlare non al solo intelletto, ma, quando giovi e faccia al proposito di indirizzarsi anche al cuore, anche alla fantasia, a fin di rendere questa

l'ampiezza delle sue relazioni, non

(1)

Talamo,

op.

cit.

pag. 57.

24

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

nobilissima

scienza

potente

conquistare l'anima dei


su
tutte
le

giovani, e ad operare efficacemente

loro

potenze
Il

(^).

detto di Platone e di Oll-Laprune, che bisogna


alla verit
la

andare

con tutta l'anima, esprime sinteticaci

mente
a quel

bont del vero metodo scientifico e

richiama

pragmatismo evangelico proclamato dal Nostro Signore " Chi fa il male odia la luce e alla luce non s'accosta, affinch non siano discusse le opere
santo
:

sue.

Chi opera
(2).

la
le

verit

s'accosta

alla

luce,
fatte

affinch

siano manifeste

opere sue che sono


il

secondo
legislatori

Dio

Per questa ragione, oltre


insegnante,

pericolo del coni

tagio di un cattivo
dell'ordine

penso che

Domenicano considerassero come un impedimento all'insegnare la condotta non buona dei religiosi e volessero sospesi da tanto ufficio, non solo gli
intellettualmente incapaci,

ma

quanti se ne mostrassero

Noi dovremmo avere impaquando il genere umano deve dare un gran passo nel suo incessante cammino, la provvidenza non apre il Santuario della verit a chi ha
praticamente
indegni
(3).

rato dalla storia che

"

solo alto e peregrino


eletti,

ingegno,
della

ma

^^).

quegli spiriti
in

che con

tali

doti

mente portano

petto

un cuore purissimo e generoso


Tale S.
dottrina di

Tommaso
in
:

d'Aquino. Ci fu chi tradusse

la
ri-

lui

versi pi

o meno poetici e chi


di

la

dusse

buon senso proib Maestro bisogna prenderlo quale e gustarlo nelle fonti, suoi commentatori, dice il P. Coconnier, non possono fare altro
in

sillogismi

un Reggente

l'una contraffazione e l'altra. L'Angelico

(1)

Talamo,

op.

cit.

pag. 89.

(2) S.

Giovanni,
op.

UI, 20, 22.

(3) Cfr. (4)

Costitutiones Ordinis Praedicarum, n. 1105.


cit.

Talamo,

pag. 124.

25

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

che diminuirlo

la

freschezza delle sue immagini,


il

l'ar-

monia denso

del

suo metodo,

colorito
la

del

suo pensiero,
della

di verit

urnana e divina,
si

trasparenza
il

sua frase, non


fezione.

traducono, danno

senso della per-

gli

Chi non resta colpito leggendo come egli spieghi effetti dello Spirito Santo, in un continuo e magnicon
la

fico parallelo

natura e

gli effetti

dell'amicizia

pii

squisita ?

E quando,

nelle Questioni Disputate,

non co-

stretto fra gli angusti confini di


lita,

una metodica prestabidi

si

abbandona liberamente a quell'onda

luce e di

bellezza che quasi un albeggiare luminoso del mistero


sulle

cime della speculazione,

non raggiunge forse

le

altezze di un'eloquenza ignota al


11

mondo
la

nostro dovere puro e semplice quello di prenscienza di Dio, e

dere a piene mani dalle sue opere


predicarla sui
tetti,

come
;

dice

il

Vangelo, diffonderla

dovunque
tici,

in

modo

degno, nell'idioma gentile, sonante


senza sdilinquimenti roman-

e puro del nostro paese

senza vuote ampollosit,

ma

con ardore

di

e luce di sapienza.
tenario di S.

questo l'augurio che nel Tommaso, noi rivolgiamo a tutti

anima VI cengiovani

studiosi d'Italia.

A
"

questo proposito giovi riportare un brano signi-

ficativo del P. Semeria.

non ha certo cantato ogni lirico impulso dell'anima agitata e commossa, ma che quando un moto lirico o una fantasia luminosa egli, Dante, ha tradotto nel suo verso, fa disperare di p-, terlo meglio trattare mai. Anche Tommaso d'Aquino non ha esaurito ogni speculazione filosofica, ma ha dato
espressione classica a quella
parte
si

Fu

detto di Dante che

fondamentale della
Gli argo-

speculazione filosofica,

cui

applicato.

menti

di

cui

si

serv S.

Tommaso non hanno

perduto

il

26

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

loro valore, e

come

ai

suoi tempi sono anche oggi

atti

a combattere l'incredulit.

Ecco perch

si

torna a

lui

quando

si

vuol vedere chiaro in una questione, l'abbia

poi egli esaurita o l'abbia, con insigne sapienza, avviata

su quelle che rimasero poi sempre


si

le

sue rotaie. Egli

trov a vivere

in

una primavera
la

lo spirito

umano, dopo
in

quando innegabile parentesi del Medio


spirituale,

Evo,

rientrava

possesso

del

pi
colui

lucido,
nel

sintetico,

acuto filosofo
dirsi

greco,

Aristotile,

quale
S.

pu
gli

che Universa antlquitas locata


si

est.

Tommaso

non

mise a rimorchio
:

di

Aristotile,

come fanno

scolari piccoli e pigri

rivisse nell'ambiente della filosofia

greca che
diede solo

si

andava sviluppando

dalle

vecchie pagine
:

dello stagirita.

fu

un santo

oltre

che un genio
le

non

alla verit,

con slancio superbo,

forze del

suo ingegno, diede con immensa devozione umile tutte


le
lui,

energie della sua anima.

veritas

Deus, disse anche

fac

me anam tecam

in cantate perpetua.

Ecco perch

Leone XIII non solo auspic, ma

colla sua autorit, se-

guito poi anche dai successori Pontefici, richiam a San

Tommaso

e volle

un ritorno a
virt.

lui

che fosse tutto


e

in-

sieme assimilazione e fecondazione delle sue dottrine,


imitazione delle

sue

Genio

Santo, egli lascia

dietro di s striscie del pari luminose nell'atmosfera che

vorrei dire sublime della filosofia, e nei


cieli

cieli,
i

negli

alti

della teologia

ardito

nello
i

asserire
limiti,

diritti

della

ragione, umile nel riconoscerne


di

questi,

per via

amoroso, docile ossequio

al

dono
della

della fede, supera

e trascende.

Non

mai

il

dono
di

fede

divina egli

una ragione superba, non mai alla ragione in nome della fede impone sacrifizi che non siano ragionevoli. Nemico di ogni vaporosit sentimentale, non estraneo alle legittime esalsciupa e intacca coi
sofismi
tazioni dell'anima, cauto nel

cammino

sillogistico, ardito

27

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

nei mistici voli

la

lucida parola diviene talvolta canta

pio, fervido sulle

sue labbra

come quando, dopo aver


intona l'inno trion-

scritti gli articoli sottili sull'Eucaristia,

fale,

lauda Sion.

Nel discepolato pi docile a Ges


sua Chiesa,
diritto di
egli

Cristo e alla
il

acquista

il

suo

titolo e quasi direi,

Maestro.
tal

Maestro, grazie appunto a

genesi,
di

ben diverso
s personal-

da

altri

che quanto pi attirano verso


loro

mente, tanto paiono distrarre e distraggono dalla maestosa corrente


cattolica
i

seguaci,

mentre

egli

suoi seguaci pi fidi alla Chiesa, a

Ges

Cristo, a

Dio

ricongiunge

(^).

Specialmente
lebrare S.

la

giovent ha diritto e dovere di ce-

Tommaso

d'Aquino, perch
:

egli

rappresenta

il

primato dell'intelligenza

e chi giovane lo

comprende.

Con

questo

voglio dire che non

non voglio far questioni di scuola, ma si dominano le passioni giovanili


della

senza un forte imperativo

ragione
il

e della fede

che non
spesso

si

vince

il

verbalismo,

quale compromette

il risultato del nostro lavoro, se non attraverso una maggiore lucentezza di pensiero ed una pi grande libert di giudizio che quando la tentazione imperversa e il dovere diventa eroico, non giovano pi le interiezioni e vezzeggiativi di una piet sentimentale e troppo ricca di sposalizi spirituali che non si pu nemmeno essere uniti se non se ne capisce il dovere e il modo che la stessa propaganda del bene resta infeconda se
;

(1)

Sembri A, Epilogo di una controversia, in

Riv. di Filosofia

Neo-

scolastica 1919, p. 522.

28

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

non
lont

fatta e

con saggezza. Iddio prima


luce
:

di

essere

amore
vo-

verit
nel

il

subordinare
pensiero,
della

l'intelligenza

alla

campo
e,

del

volontarismo

condi

dannato,

nel

campo

pratica,

negazione

rettitudine.

La perfezione a base di luce intellettuale : luce che non pu non essere piena di amore, ma amore che
deve nascere dalla
che non ha valore,
di

luce, se no, passione cieca e bruta

predicamento

di

quantit e

non

qualit.

Lo so che
sentito

molti

conoscono
bene.
Si
sulle
:

S.

Tommaso

per averne

parlare

non

crede generalmente un
nuvole, sempre in estasi,
si

grande talento che vive


che ha perso
cizia
la

sensibilit

e
i

dimentica
cantici
si

la

sua amila

con

S.

Bonaventura,
del

suoi

eucaristici,

squisitezza del

suo animo che

rivela

specialmente
:

nella trasparenza

suo linguaggio teologico

e so-

pratutto,

si

dimentica che S.

Tommaso non
soprannaturali,
di

avrebbe podi

tuto scrivere quello che ha scritto,

senza una perfetta

armonia

di doti

naturali

amore

di intelligenza.

dal Fogazzaro,

Questo concetto quando descrisse


mise a studiare S.
gli

molti

fu

espresso

l'incapacit di

Franco

a leggere S.
"

Tommaso.
si

Franco
vi

Tommaso con grande


un mare
potervisi dirigere.

ardore e

dur poco,

parve
di

di mettersi in

senza fine e senza principio,


Il

non

disegno scolastico della trattazione, quella uniformit

forma dell'argomentare pr e contro, quel gelido latino denso di profondo pensiero e incolore alla sunella
perfice, gli schiacciarono
in

tre

giorni

tutta la

buona

volont. Riconobbe che

non era nato per filosofare in mancava persino l'organo del rigido ragionamento logico o almeno il suo bollente cuore,
nessun

modo

gli

ricco di tenerezze e di

sdegni,

voleva troppo parlare

29

MODERNIT

DI S.

TOMMASO
la

anche
sione

lui,
(^).

a favore o contro, secondo

propria pas-

nessum modo, non chi manca di logica non abpraticamente ragionevole bonda certo di perfezione e quando il cuore bollente si lascia imperversare secondo la sua passione, allora e non ci si accorge che si soffre si fa lecito il libito,
chi

Ma

non sa

filosofare in
;

di

pi e senza merito.

Ora
tellettuali

tutta questa gioventi d' Italia

ha esigenze

in-

che dobbiamo

rispettare

ed appagare, e non

solo passioni da frenare ed impeti di sentimento squi-

Bisogna riconoscere che se alcuni hanno una logica del cuore, molto incerta e poco sicura, che forse pu loro bastare, altri invece hanno bisogno di una
sito.

disciplina dell'intelligenza proprio perch

il

loro cuore
intelligenti.

troppo forte.

giovani sono spesso molto


il

Non

basta sempre
il

caldo

appello

di

una eloquenza

suono armonioso di una voce amica, l'en netusiasmo momentaneo di una folla elettrizzata cessario un cibo pi completo e pi alto, una fede pi ragionevole ed una forma di bont pi solida. Io conosco
doviziosa,
;

persone rovinate proprio perch

loro direttori vollero

plasmarle a propria immagine e somiglianza.

sentiremmo tutti pi italiani e pi moderni se imitassimo Dante anche in questo amore alla scuola di S. Tommaso d'Aquino ?

Non

ci

" Nella

piena indipendenza

del

giudizio,

pari

anche superiore per senno


ai

d'intelletto e

comprensione
nuovi
sentieri
la

pi

grandi geni dell'umanit,

trov

del vero e
vit,

non aborr

nel

suo lavoro sintetico

no-

tanto che il suo accurato biografo, Guglielmo di Tocco, pot constatare nel suo insegnamento " nuove

(1)

Fogazzaro, Piccolo mondo

antico, parte IP, cap. IX."

30

MODERNIT
"

DI S.

TOMMASO
e chiaro

questioni

un

metodo nuovo
"
,

di

ricerche

e di soluzioni scientifiche

nuovi argomenti
e nuovi

nelle

sue dimostrazioni,

"

nuove dottrine
difficolt.

principi

con
tutti

cui scioglieva
i

dubbi e
il

Pur prendendo da
(^).

filosofi

anteriori

materiale per la sua sintesi,

diede una vera e luminosa originalit all'opera sua

Quella modernit dura anche oggi,


genialit di S.
la

mostra

la

Tommaso

in
il

modo nuovo. Dura non


che non
si

per

ragione idealistica che

passato rivive nel presente,


lascia

nel

pensiero contemporaneo

niente

alle spalle,

e tutto porta con s


;

nell'onda fluente che


gli stessi

storia e filosofia insieme

ma

perch domina

ondeggiamenti e smarrimenti del


raneo.
della sua
i

pensiero contempoNoi abbiamo corretto e migliorato alcuni lati


fisica e

della

sua storia,

ma

egli

ci

insegna
al-

grandi

sentieri

della

verit metafisica.
quelli

Facciamo

cune applicazioni e studiamo


i

che potremmo dire


poi, la

segni dei tempi.

Nel campo metafisico, da Kant


logia

in

gnoseoad

ha tentato

di

assorbire e

distruggere l'ontologia
il

e la

cosmologia sino

a ridurre

campo

filosofico

una semplice teoria dello una concezione


che
il

spirito.

L'universalit della

scienza in contrasto all'individualit delle cose, postula


della realt

che non misconosca quello


che

il

dato della conoscenza e quello


visione

pro-

dotto della facolt conoscitiva.

Una
verso
il

miope

della realt pieg ieri

filosofi

positivismo superficiale e individualistico, mentre


gli

una visione opposta tenta oggi


Il

studiosi e

li

fa

con-

vergere ad un sistema unitario e panteistico.


contrasto fra
il

realismo scolastico e
idealisti

il

concet;

tualismo hegeliano dei moderni

italiani

fra

-il

(1)

Olgiati, op,

cit.

pag.

18, 19.

31

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

soggettivismo immanentistico dei moderni e l'oggettivit


trascendente e maestosa dell'Aquinate.

Ed un esame

ap-

profondito del sistema kantiano messo di fronte

al rea-

lismo tomista, dimostra


i

come

il

grande problema abbia


nella

necessari

elementi
(1).

di

soluzione

dottrina

del-

l'Aquinate

Nel campo economico, dobbiamo ancora esplorare


la

sapienza degli scolastici.


Allo scopo del presente lavoro, basta ricordare
il

Ketteler iniziatore

efficace di

un

pii
si

forte

movimento

del cattolicismo sociale.


trasto fra la Chiesa e
si

Quando
il

fa la storia del con-

socialismo nei tempi moderni,


ai

risale a lui,

alle

sue opere,
il

suoi famosi

discorsi,

alla

sua lotta contro


di

Lassalle.

Nel 19 novembre 1848,


il

nella cattedrale

Magonza, spiegava
a S. pi moderni
sui

concetto cate pren-

tolico della propriet, risalendo

Tommaso
sulla

dendo da
ciale
diritti

lui

concetti

funzione soe
i

della

propriet,

doveri

del

capitalismo

derni
fosse

come per essere modavvero nel secolo XIX, nel campo economico, necessario tornare a S. Tommaso, per ritrovare
degli
operai, dimostrando

quei sentieri, tracciati


rito,

gi

da

sei

secoli,

e che
di

lo spi(2).

separato dalla fede,

cerca

invano

scoprire

Nel campo religioso ancora recente l'esempio


del

movimento modernista.

Sembr

il

naufragio

del
si

cattolicismo in una crisi violenta di pensiero.

Tutto

doveva rinnovare o perire


sale

di fronte al giudizio univer-

della

critica

dell'ipercritica.

Fu proprio necesai

sario che l'idealismo facesse capire

riformatori che,
le

per essere

logici,

o dovevano tornare a riprendere

(1) H. Dehove, Essai critique sur le realisme thomiste compare a Videalisme kantien, Lille, 1907. (2) Ketteler, La Theorie catholique da droit de propriet. (V. Oeuvrea choisies de Mons. Ketteler, traduits et precedes d'une introduction. Baie, 1892, par G. de Curtins.

32

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

posizioni insipientemente abbandonate, o fare un passo


in avanti e inquadrarsi nel soggettivismo

egheliano.

non
fra
i

solo Pio

richiamava a S.

agli errori di quel

Tommaso come rimedio movimento, ma la polemica critica


tomista
fu

rappresentanti del pensiero

quello dei

modernisti mostr che S.


dei suoi tempi e dei

Tommaso
(^),

l'uomo moderno
il

nostri
(2).

che

modernismo
estendere
storia

mancava
le

di

consistenza

Sarebbe
allora

facile

nostre considerazioni,

ma

faremmo una
il

del

fenomeno modernista, che per

momento
il

al di

fuori del nostro piano.

Un
stico sia

esempio

tipico
lo

di

quanto

dottrinale
il

tomi-

moderno,
rapporti

troviamo volgendo
individuo
i

pensiero ad

una questione controversa e urgente


derna.
I

della politica

moi

fra

stato
i

sono oggetto

delle indagini di tutti


politici

giuristi, di tutti

filosofi, di tutti

che

si

lasciano ancora dirigere da

un senso
altri
i

di

ragionevolezza. Chi ha segnato meglio degli

ter-

mini della questione e

la

via di risolverla? Fra gli ecsociet,

cessi dell'individualismo a carico della

e dello

statismo a

carico
la

degli

individui,

chi

ha
e

scientifica-

mente
che
della

sciolta

questione?

Avr tempo
il

occasione

di tornare

sopra questo punto,


lo

controverso fra quelli


ultimo

considerano
vita,

stato

fine

ed assoluto
fine assoluto
in

dandogli diritto

di

uccidere pi gente che

pu, e quelli che considerano l'individuo


dello stato:

ma

bisogna andare a cercare

S.

Tom-

maso

la

soluzione vera e grande.

L'uomo
;

parte della
tutta la

societ e

come

tale

ordinato a quella

ma non
(3).

vita ordinata

ad un aspetto singolo

di lui,
lui

mentre tutto

ci che

gli

appartiene ordinato a

(1)

V.

Programma

dei modernisti, p. 140.

(2)
(3)

Gallarati Scotti, Vita


Quilibet

di

An

io

Fogazzaro,

p. 494.

homo

est pars communitatis, et ita id

quod

est, est

com-

33

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

Nel campo strettamente teologico il carattere della modernit dato specialmente dalla questione dell'evoluzione del dogma, nella quale ogni eccesso compromette
r ortodossia, ogni intransigenza pu rendere antipatico
lo spirito teologico.
nisti

Dal

Newman
del
alla

ai

pi recenti
e
degli

modererrori.
il

fu

quello

il

campo

dibattito

Nella serenit che succede

tempesta,
scientifici,

rifacendo

processo di
parola
detta,

quegli

antagonismi
vicina

veniamo a
la

concludere meravigliati
pi
nella

che nella delicata questione


alla

serena e

pi

verit

era

stata

Somma
i

Teologica, dall'Angelico,
(^).

come pu

riscontrarsi in studi recenti

Come
di

Teologi del S. Ufficio avrebbero condan-

nato Galileo se avessero tenuto presente l'insegnamento


S.

Tommaso: Secundum opinionem populi


(2).

loquitar

Scriptura?

l'elenco

potrebbe continuare lungamente, con

sorprese ognora crescenti.

Ma

tutto questo
fatto

appare da

uno studio comprensivo dell'Aquinate,


aperta

con mente
della

ed

acuta,

arricchita

dei

risultati

recenti

storia e della vita scientifica. Sostituisce quelli

che in-

contra lungo

la via

li

sorpassa, mentre

egli

non

sorpassato da nessuno.

munitatis
vita

(II,

11, q. 64. a. 5),

ma

subito dopo aggiunge

totius homins

non ordinatur ad

aliquid proprium ipsius hominis, {come potrebbe es-

sere la societ) sed ad ipsam potius

{dunque anche

omnia quae sunt hominis, ordinantur 1. ad. 2). Homo non ordinatur ad communitatem politicam secundum se totum et secundum omnia sua (I, li, q. 21, a 4, ad 3). Cfr. Huqueny, Utat etl'Individu , nel Voi. Melanges Thomistes - Le Saulchoir, Kaim (Belgique) 1923 Schwaln, La Sola societ)
(II,
II,

q. 65, a.

cit Politique et l'individu, nel Voi. 2

de Lgons de philosophie sociale

Paris, Bloud, 1912.


(1)

ScHULTES
,

o. p..

La

dottrina di S.

della rivelazione e dei dogmi, nel

volume

Tommaso d'Aquino suW evoluzione S. Tommaso d'Aquino, Vita e

Pensiero

1923.

(2) I-II, q. 98, art. 3, ad. 2.

34

MODERNIT

DI S.

TOMMASO

S.

Tommaso

fu

dunque moderno
provvedendo
questioni
il

al

tempo

suo,

tenendo conto delle correnti

dottrinali e utilizzandole in
alla
si

una visione pi
scuola,

alta,
le

necessit della

sciogliendo
e

che

agitavano do-

vunque

difendendo

suo

diritto

all'insegnamento
contraffazioni:

scientifico contro tutte le negazioni e

moderno anche oggi


sparente, in
nialit.

suo realismo perenne e traforza della sua profondit e della sua gecol

35

S.

TOMMASO

E L'IDEALISMO

La causa
della Chiesa.

di S. Tommaso si identifica con quella Quando si attacca l'Angelico, si avverta

no,

si

colpisce la Chiesa; e

quando
e
la

si
il

vuole puntare
bersaglio prefilosofia.

contro

la

Chiesa, senza farlo apparire,

ferito S.

Tommaso d'Aquino

sua

Per

questo " malus aliqaid in sancto

Thoma
(^).

quarti sanctus

Thomas suscipltur et defenditur Oggi specialmente che le sorti


cidono
nella
filosofia,

del

dogma
il

si

dee la

questo dimostra
S.

valore

grandezza perenne

Tommaso. L'idealismo moderno e italiano


di

un esempio
tutto,
.

ti-

pico di questo combattimento.

Prima

di

perch

marca fortemente
Filosofia

il

contrasto tra scienza e fede


distingue

La

dello

Spirito

nettamente

la

fede

un grado superiore a quella; ossia la vita di questa subordina alla morte di quella (2). " Non si venga ad annunciare che fides
dalla scienza, e questa ripone in
et sdentia osculatce sunt\
ceri,

perch,

bisogna essere sin-

questo bacio
la

la

scienza non lo dar mai alla fede,

essendo questa

sua mortale nemica.

dico mortale^

perch l'immediatezza della fede l'assoluta negazione

(1)

et auct. Doctrince
(2)

Giovanni da S. Tommaso, Cursus Theol. Tom. D. Thom. Introd. Q. Gentile, La Critica 1903, pag. 33.

I.

Tract. de approb.

36

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

della

mediazione dimostrativa del pensiero scientifico;

l'assoluta

come questa
e viceversa.

negazione

di

quella.
di

Non

si

pu pensare scientificamente senza cessar


Il

credere,
il

Cattolico,

che

dimostra veramente
si

contenuto

di

un dogma

storico,

fa

discepolo

del

Baur e
egli lo

dello Strauss, ed esce perci stesso, senza che

sappia e lo voglia, dalla cerchia del

dogma

(i).

"
l'intero

Noi

tutti

che abbiamo ripercorso mentalmente


civilt,

corso della storia del pensiero e della


teologia
la realt

e oltrepassata

materialismo
si

siamo ormai
e sovrain

d'accordo che

non

divide in

mondo
spirito,

mondo,
teria

in

mondo

e Dio,

in

natura e
si

maa

forma (salvo che non

voglia
(2).

rinunciare

pensarla e rifugiarsi nel


In

dogma)
"

secondo luogo, l'idealismo


Essa
"
la

si

dichiara
del

nemico
valore

della

scolastica.
(3);

oscura

visione
la

dello spirito

grave mora, sotto

quale per

secoli e secoli stata

oppressa

la

nostra spontaneit e
la cui

intimit religiosa e filosofica

W,

dissoluzione

necessaria

"

perch cominci a sorgere qualche carat(5).

tere nazionale nella storia della filosofia cristiana


Il

contrasto irriducibile

si

manifesta particolarmente
il

in questo,

che

"

il

concetto della trascendenza


(6),

car-

dine dello scolasticismo

mentre
la

"

il

carattere

pi

cospicuo dell'idealismo attuale


zione della trascendenza 0\

pi rigorosa nega-

Dall'opposizione
stica,

alla

fede

alla

filosofia

scola-

doveva emergere una

critica

o una accusa a San

(1)

(2) B.
(3)

(4)
(5)
(6)

(7)

G. Gentile, op. cit. pag. 210. Croce, La Critica 1917 Luglio, pag. 267. G. Gentile, / Problemi della Scolastica P ed. pag. G. Gentile, op. cit. pag. 43. G. Gentile, op. cit. pag. 23. G. Gentile, op. cit. pag. 53. G. Gentile, Discorsi di Religione pag. 83.

73.

37

S.

TOMMASO E L'IDEALISMO
l'idealismo cos giudica
i

Tommaso, ed
del culto di
solleciti

infatti

il

risorgere

di

cattolici . Agli spiriti San Tommaso fra opporre una diga al dilagare del raziona-

lismo

del

materialismo bast avere in S.


e rispettabile; e
vista

Tommaso
non apveramente
in

d'Aquino un'insegna sicura


parve
il

bisogno, ovvio dal punto di


essi
il

filosofico, di rifar

tomismo. Bast rimettere


sufficiente

onore
vare
i

l'antico dottore, nelle cui dottrine,


il

una volta amper preseralla

messe come vere, c'era tutto


le

menti dai nuovi errori, e restituire

Chiesa
fossero
:

fondamenti razionali dei suoi dogmi e della sua co-

stituzione. Bast
lette e

che

le

opere

di S.

Tommaso

commentate, e per ristampate e divulgate come basta al medico che prescriva, e non occorre che prepari

medicina (^). Nonostante questa opposizione,


lui,

la

il

movimento
irruenti

del-

l'idealismo

non

si

presenta con

metodi

di at-

tacchi volterriani,

ma

con grande
il

rispetto,

quasi con
" la

fraterna tenerezza.

Infatti

Gentile afferma che

dottrina

idealista

forse

la

moderna
"

filosofia cristiana

(2),

forma pi matura della e che il suo idealismo,


di

vincendo ogni residuo superstite


all'attualit
la

trascendenza

ri-

spetto
nersi

dello

spirito,

potrebbe anche
logica,

rite-

concezione
(3).

pi

radicale,
il

sincera

del

cristianesimo

"

Dopo
o

cristianesimo,

a nessuno,
di

che non

sia

parolaio

stravagante,

dato

non

esser cristiano

W.

Non

c' quasi verit dell'Etica,


le

che non
nale,

si

possa esprimere con


della

parole,

che abtradizio-

biamo appreso da bambini,


e

religione
alle

che

spontanee

ci

salgono

labbra

come

(1)
(2)

(3) (4)

1911 Novembre, pag. 426. G. Gentile, < La Critica Q. Gentile, Teoria Generale ecc. pag. 273. G. Gentile, op. cit. pag. 280. B. Croce, Filosofia della Pratica, pag. 281.
i^

38

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

le

pi elevate, le pi appropriate,

le

pi belle; parole,

di certo,

impregnate ancora

di

mitologia, ma, insieme,


filosofico.

gravi di contenuto profondamente

Tra

il

fi-

losofo idealista e l'individuo religioso c', senza dubbio,


antitesi

fortissima;
stessi,

ma non maggiore
imminenza eppure
di

di

quella che
crisi,

in

noi

nella

una

allorch
unit
e

siamo

divisi

d'animo,

vicinissimi alla

non pu non vedere nel filosofo il suo avversario, anzi il suo nemico mortale, questi, invece, vede nell'altro il suo fratello minore, il suo s stesso di un momento prima (i).
conciliazione interiore. Se l'uomo religioso
I

Cattolici

che

" per quella

finezza

di

fiuto

che
il

han sempre
positiva

derivato dalla scolastica, sentiron

presto

contrasto del Kantismo con lo spirito di una religione


(2),

non
il

si

accorsero
la

come

tra

le

parole

blande

si

nascondesse

negazione e lo snaturamento.
conciliare
il

Alcuni cercarono

modo come
di

proprio
si

pensiero filosofico a questa nuova corrente,

che
chi

fa-

ceva strada, e minacciava


si

lasciar

indietro

non
cerca

schierasse all'ombra

della sua

bandiera;

altri
l'

ancora una conciliazione impossibile. Intanto

ideali-

smo osa negare la sincerit del nostro tomismo, affermando che " S. Tommaso fu un nome per poter dire
:

anche noi abbiamo


altro

la

nostra filosofia, che insegna ben


la

che non insegni


filosofia
(3).

vostra

ma non

fu

davvero
presa

una

Anche l'Accademia Romana


di mira, accusata di

di S.

Tommaso

guardare

" la filosofia tomistica negli

stessi caratteri estrinseci della enciclica

papale
il

('^\

di
fi-

illustrare "

con metodo meramente

filologico

sistema

(1) B. (2) (3)

Croce, Filosofia della Pratica, pag. 313-314. G. Gentile, La Critica, 1903, pag. 372, IP ed. G. Gentile, op. cit. pag. 435.
G. Gentile, op.
cit.

(4)

pag. 439.

39

S.

TOMMASO

E l' IDEALISMO

losofico a cui -

tomisti - fanno ricorso

(i).

"

La loro

filosofia positiva priva di

ogni forma di originalit, persi

ch vuota

di

ogni anima, onde

riduce ad una mecca(2).

nica ripetizione e ad

una

vita affatto artificiale


il

Una
tato

eccezione fatta dall'idealismo per


" dottissimo fra

vene(3),

rando segretario dell'Accademia Romana, che salu-

come

tomisti del sec.

XIX

capace
per

di mettersi

" per singole osservazioni molti cu-

biti al di

sopra

di filosofi della forza

dell'Hartmann (%
il

la

buona cultura
"

filosofica e

per

naturale

acume
biogra-

dell'ingegno,
fica,

per larghezza di informazione

serenit di discussione,
;

erudizione metodica e ri-

cerca penetrante ma l'idealismo sentenzia che " anche questo rispettabile scrittore privo di quello spirito fi-

sembrano avere. Non giova nemmeno che Mons. Talamo sia " la pi genuina tempra scientifica tra soci dell'Accademia Tomistica e
losofico
(5)

che solo

gli idealisti

pi cospicui campioni di questo indirizzo della cultura


(6)
;

italiana

perch

l'

idealismo

vuol colpire

" quella

scolastica,

che da cinque secoli


gli

pesava sullo

spirito

italiano

rendeva impossibile una vera interiore


C^).

assoluta liberazione

II

Per comprendere come l'idealismo


rati dalla scolastica bisogna vederlo

ci

abbia lie-

da vicino e inve-

stigarne la natura e lo svolgimento.

(1)

(2)
(3)
(4)

(5) (6)
(7)

Q. G. G. G. G. G. G.

Gentile, Gentile, Gentile, Gentile, Gentile, Gentile, Gentile,

op.
op.
op.

cit.

pag. 424.

cit.
cit.

pag. 424.
pag. 437.

op.
op.

cit. cit.
cit.
cit.

pag. 439. pag. 440.

op. op.

pag. 437.
pag. 425.

40

S.

TOMMASO E l'idealismo

IDEALISMO
moderno il concetto della realt come autoconcetto (^); " una concezione che risolve il mondo nell'atto spirituale o atto del pensiero, unificando l'infinita variet naturale ed umana in una
assoluta
unit,

(2).

" L'idealismo

in

umano

sembra
rallele .

difficile

l'umano divino e il divino Questa definizione, che da principio ed oscura, si chiarifica con altre pacui
il

L'idealismo
l'idea realt,

concetto della realt, quando


la realt

non pur
la realt

ma

idea;

ma quando

non punto, o non tutta idea, l'idealismo non pu essere il possesso, ma soltanto la rinunzia al
il

reale,

gran

rifiuto fatto

per vilt

(3).

Infatti

" l'idealismo s la
al

negazione d'ogni realt


quale attivit
fuori del

che

si

opponga

pensiero

come suo presupposto; ma


realt costituita,

anche negazione dello stesso pensiero,

pensante, se concepita

come

suo svolgimento, come sostanza indipendente dalla sua reale manifestazione W.


"

Non

possibile che la mente

si

trasferisca

per

toccare una realt

che essa abbia

diritto di

concepire

come
stata.

preesistente alla conoscenza che essa ne ha acqui-

Cos tutta
al

la

realt pensabile viene


in

ad essere conla

chiusa dentro

suo pensiero; e

generale

realt

realt nel pensiero e del pensiero.

Questa

filosofia

V idealismo

(5).

A
(1)

chi trova difficile assuefarsi a queste

nuove ve-

(2)
(3)

(4) (5)

G. G. G. G. G.

Gentile, Discorsi di Religione, pag. 84. Gentile, Teoria generale dello Spirito come atto puro, p. 271. Gentile, / Problemi della Scolastica, ecc. pag. 105. Gentile, Teoria Generale dello Spirito, pag. 21. Gentile, Sommario di Pedagogia come Scienza Filosofica, voi. II,

pag. 66.

41

S.

TOMMASO

E l'idealismo

dute o concezioni della


" sottraetevi

realt,

detto

energicamente:
astrazione

all'ordinaria

inconsapevole

per cui

la realt

quella che voi pensate,

mentre, se

voi la pensate,

non pu non esser se non nel vostro pensiero; mirate con fermo occhio a questa vera e
il

concreta realt, che


ticit del

pensiero

in

atto; e la dialet-

reale vi apparir evidente e certa

come

certo

ed evidente a ciascuno di noi l'aver coscienza di ci che pensa; il vedere, per esempio, quel che vede

(^).

" L'

idealismo

attuale

trascendentale,
lo

perch

il

suo pensare, come verit del pensato,

stesso Io
le

puro Kantiano,
luto,

ma

concepito

senza transazioni con


realistico;

esigenze dell'ingenuo empirismo

ed asso-

perch

l'idea,

intesa infatti

come
di
(2).

spirito, niente

altro
di

che

spirito,

non ha bisogno
di

uscire
altre

da s n
parole
e,

vedersi

mai

fuori
"

In

forse pi chiare:

La veduta

idealistica

non conosce
spiritualit

se non una sostanza unica, e questa

come

e soggettivit
pensiero,
inteso,

^^K

" L'idealismo
sia

che non

l'atto

non conosce idea o dello spirito; l'atto, ben

non gi ipostatizzato e speculato,


atto
^^),

ma

realiz-

zato, e per cos dire, atto in

SOGGETTIVIT
Da
" questo
il

questa semplice e autentica descrizione, risalta


concetto
della idealit

del

reale
l'

che

"
(5).

punto su cui bisogna concentrare

attenzione

(1) (2)

(3)

(4)
(5)

G. Gentile, Teoria generale dello Spirito, pag. 57. G. Gentile, Discorsi di religione^ pag. 71. Croce, Filosofia della Pratica, pag. 53. G. Gentile, / Fondamenti della filosofia del diritto, pag. G. Gentile, Teoria generale dello Spirito, pag. 2.

Q.

42

S.

TOMMASO E L IDEALISMO

"

Il

pensiero antico aveva appunto questo difetto:

di essere,
sofia

rigorosamente concepito,
chi

niente:

la

filo-

moderna,
che

ben

consideri,

afferma

sempliceesi-

mente, con ogni discrezione, questa modestissima


genza,
poi,
il

pensiero sia qualche


il

cosa;

quantunque
la

nell'approfondire

concetto di questa esigenza,


il

moderna senta la necessit di affermare non semplicemente come qualche cosa, solo un elemento, e quasi un'appendice della
filosofia

pen-

siero,

come
realt,
(^).

anzi piuttosto

come
in

tutto,
il

la realt

assoluta
della

Dal
verso
il

Kant

poi,

movimento
il

filosofia

soggetto,

che
di
s,

si

amplia tanto fino a

non
"

la-

sciare nulla fuori

nemmeno
il

divino.

evi-

dente che, se noi pensiamo


presenti
il

pensiero umano come

condizionato dal pensiero divino (ancor che questo non


ci
si

per

come realt immediata), noi riproduciamo pensiero umano quella medesima situazione in
si

cui esso

trova

di fronte alla natura

materiale,
la filosofia

alla

natura considerata
tica,

come

la

considerava

an-

presupposto del pensiero, realt che non riceve


realt,

incremento dallo sviluppo del pensiero;


pita la quale,

conce-

non sar pi possibile concepire il pensiero umano; perch una realt che, di fronte al pensiero, non cresca, non continui a realizzarsi, una realt la quale non si pu concepire se non escludendo la possibilit di concepire questa presunta o apparente

nuova realt, che sarebbe poi il pensiero (2). La questione schiettamente gnoseologica o
tica,

cri-

trattandosi e

di

determinare
L'idealismo
soggetto,

la

relazione fra

sog-

getto

oggetto.

sostiene

che
il

" la rela-

zione

dell'oggetto col

posto pel secondo, implica di

primo necessit il. concetto che


per cui

(1)
(2)

Q. Gentile, op. cit pag. 4. G. Gentile, Teoria generale dello

Spirito, pag. 3.

43

S.

TOMMASO

L'

IDEALISMO

l'oggetto sia posto dal soggetto.

E
si

cos

il

concetto del
intrinse-

positivo

non posto

dal soggetto,

(^).

chiarisce

camente contradditorio

" Spogliare l'oggetto

di

questa relazione assoluta

onde

egli

avvinto

al

soggetto,

distruggerlo
(2).

quale

oggetto, che possa valere


"

come

tale

realt

Noi abbiamo ripetutamente avvertito che la stessa extra soggettiva una realt posta dal soggetto
tale,

come

quindi soggettiva anch'essa,


soltanto

assolutamente
al

parlando, ed extra-soggettiva

relativamente
realt

grado o
soggettiva
"

modo

di
(3).

soggettivit

d'una

altrimenti

Quindi ci che appare esterno

al
il

conoscere,

veramente interno.
fuori di s,

Lo sviluppo che
la
il

pensiero

vede

come

corrente di un

fiume dipinto.

E veramente
sia

dipinto ogni fiume,

cui scorrere

uno scorrere dell'anima che

se lo
spirito

non rappresenta W.
speculativo
si

E
bisogno
tutto,

vero che

" lo

schietto

di intendere,
ci

ma

qualcosa che sia tutto, e un


(^).

che

sentiamo dentro

Infatti,

dice l'idea-

lismo,

" sottraete la vostra soggettivit dal


il

mondo che
posidei

contemplate, e
tivit;

mondo
la
ci

diventa un

rve, senza

introducete

presenza vostra nel

mondo
si

vostri sogni

(come

accade
il

di

fare

quando

sogna,

e non c' dissidio


rienza e
le

fra

contesto
e
lo

generale deirespe-

cose sognate),
(^K

stesso

sogno diventa
altro

massiccia

realt....

" L'altro

da noi non mai tanto


C^h

che non

sia noi stessi

(1)
(2)

(3) (4)
(5)

(6)

(7)

Q. G. G. G. G. G. G.

Gentile, Gentile, Gentile, Gentile, Gentile, Gentile, Gentile,

Teoria generale, pag. 91. cit. pag. 90. op. cit. pag. 124. Sommario ecc., II, pag. 18.
op.

/ problemi della Scolastica, pag. 43.

op

teoria generale dello Spirito, pag. 107. cit. pag. 3.

44

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

pone se non come una sfera perch qualunque sforzo noi il cui raggio infinito altre cose o cosi faccia per pensare o immaginare queste cose o coscienza, nostra della scienze al di l coscienze rimangono dentro di essa, perci appunto che sono poste da noi, sia pure esterne a noi. Questo fuori
"

La coscienza non
:

si

sempre dentro

(^).

" Entrare nell'interno

delle

cose non altro che


le

entrare nell'interno di noi medesimi, o fare entrare


(2).

cose nel nostro interno " Se noi pensiamo che l'oggetto del conoscere non
se non
il

soggetto stesso

che

si

oggettiva guardan-

dosi in seno, nell'atto

stesso
il

del

conoscerci

che in-

somma

la realt

appunto

soggetto nell'atto del suo


concetto del conoscere

sviluppo, via via sempre


nello sviluppo
;

nuovo, appunto perch reale


il

chiaro che

coincide esattamente col concetto di una attivit relativa

a una realt non


" Reale era
,

presupposta,

ma

creata

dall'attivit
(^\

stessa, ossia per l'appunto col concetto dell'agire

prima ed ora ed eternamente solo


:

il quale non si lascia mai nulla questo " Noi l'Io alle spalle o fuori, e dentro si vien sempre rimutando

su se stesso.
anche,

Onde
lo,
si

tutto

si

conserva, di certo,
;

ma

tutto

(4).

come
;

trasforma

ed nel processo

non sono se non penso, e sono in quanto penso e sono perci tutto quanto penso.... Se l'idea idea, o ragione della cosa, la cosa deve
essere prodotta dall'idea
siero,
:

" Io

il

pensiero che vero pen(5).

deve generare

l'essere di cui pensiero


la

"

Noi non sappiamo pi concepire


Gentile, Gentile, Gentile, Gentile, Gentile,
op.

conoscenza se

(1)

G. G. (3) G. (4) G. (5) G.


(2)

cit.

pag. 2Q.
di Pedagogia, ecc.
.

Sommario
op.
cit.

I.

pag.

10.

p:-:

84.

Sommarii

' Pedagogia, pag. 138. Teoria generale, pag. 101.

45

S.

TOMMASO E
della

l'

IDEALISMO

non come creazione


Schematizzando,

realt

che

la stessa

cono 0).

scenza, fuori della quale

non pensabile altra realt si pu ridurre il concetto


pensiero
" ci

della

soggettivit secondo l'idealismo, a queste affermazioni:

r)

"

Per mezzo
(2)
;

del

non

si

pu

uscire dal

pensiero
siero
(3)
;

2)

Tutto

che pensato penpensiero W.

e " niente reale fuori del

IMMANENZA
Con
pensiero
radicale di
del

questo principio che " niente reale fuori del


(^\
si

cade necessariamente

in

una forma

nuovo

dono,

ma

immanentismo. Gli autentici rappresentanti non solo non lo nasconlo dichiarano fortemente e lo spingono alle
indirizzo .filosofico,
:

pi gravi conseguenze
l'idealismo attuale

"

il

carattere pi cospicuo del-

la

pi

rigorosa

negazione della

trascendenza
"

(^).

Movendoci col pensiero lungo tutto il pensabile noi non troviamo mai n il margine del pensiero stesso,
n
l'altro,
il

che

sia di

dal nostro pensiero, e innanzi


si

a cui
rito

nostro pensiero

arresti.

Di guisa che

lo spi-

non solo uno psicologicamente in s stesso, ma uno anche gnoseologicamente e metafisicamente considerato, non potendo riferirsi ad un oggetto che gli sia esterno, n potendo perci concepirsi reale tra reali, e quindi come una parte sola della realt C').

(1)
(2)

(3)
(4)
(5)

(6)

(7)

O. G. G. G. G. G. G.

Gentile, op. cit. pag. 241. Gentile, / fondamenti della filosofia del Gentile, Teoria generale, pag. 104. Gentile, op.
Gentile, op.
cit.

diritto,

pag. 23.

pag. 254.

cit.

pag. 254.

Gentile, Discorsi di Religione, pag. 83.


Gentile, Teoria generale, pag. 31.

46

S.

TOMMASO

L IDEALISMO

" L'alterit della storia e della natura

non

altro

per chi possegga


l'Io,

il

reale concetto dell'assolutezza


dell'io
la

del-

se

non

l'oggettivit
:

a s medesimo, qui

sopra analizzata
ria in

per cui tutta

natura e tutta

la

sto-

quanto creazione

dell'Io,

che se

la

reca in seno

e se la produce eternamente in se stesso, nella sua autoctisi


(^).

Nell'individuo, nella vita

concreta dello spirito


si

si

concentra tutto

il

reale.

Aristotile

impigli in

diffi-

colt insuperabili,
sale astratto

"

non

volendo
e

arrestarsi

all'univer-

del

platonismo,

non potendo

tuttavia

cercare l'immanenza dell'universale, ossia l'individualit


sua, l

che

dove soltanto possibile trovarla non l'antecedente del pensiero,


(2).

nella realt

ma
il

lo stesso

pensare
"

Hegel passa ordinariamente per


ci

filosofo pi
si-

immanentista che

sia:

da chi

fa

il

panteismo

nonimo
il

di

immanentismo,
panteisti.
gli

egli

vien rappresentato

come

prototipo dei

Certamente, che
egli

nessuno prima
che
trascen-

di lui
la

aveva
(3)
;

fatto

sforzi
di

fece per liberare


la

realt

da ogni ombra

principii

dono

ma

anche
"

lui

lasci

problemi

insoluti,

come

quello della natura.

Con Kant
di Cartesio,
all'

si

riprende, con assai maggior vigore


di

lo

sforzo

fare

immanente

l'universale

individuo W, senza un risultato completo. Secondo

l'idealismo
il

invece

" la
il

natura stessa troviamo dentro

nostro spirito

come

nostro non-essere immanente


(5).

all'esser

nostro che vita

(1)

(2)
(3)

G. Gentile, op. G. Gentile, op. G. Gentile, oo.

cit.

pag. 269.
pag. 62.

cit. cit.

pag. 67.

(4)
(5)

G. Gentile, Teoria generale, pag. 74. G. Gentile, op. cit, pag. 257.

47

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

un non-senso. E non c' quindi originariet e immediatezza d'intuizione che possa svestire l' individuo della sua veramente
originaria e

" L'oggetto irrelativo al soggetto

immanente
e per

relativit al
il

soggetto

(^).

" Nulla trascende

nostro mondo, concepito ratrascende


il

zionalmente
I

nulla

nostro spirito.

misteri,
la

le

sorgenti

imperscrutabili

dei valori
di

umani

sono

negazione dell'autonomia e quindi


(2).

ogni va-

lore dell'uomo

DIO
La conseguenza pi grave manentismo che Dio stesso
vita dello spirito . " Distrutto il concetto
di

questo assoluto imtrascinato nella

" viene

dell'assoluto
in

o universale,

che

sia assoluto
;

od universale

avulso dalla vita

dello spirito

inteso l'assoluto

come
in

lo stesso spirito.

Dio
si

stesso che l'assoluto viene trascinato nella vita dello spirito.

E
si

lo spirito

che tutto

ogni

momento
il

suo,

trova sempre faccia a faccia con Dio, che

tutto, per(3).

ch

trova sempre faccia a faccia con se stesso

Bruno, Vico, Gioberti scoprono con genialit meravigliosa di intuito speculativo ciascuno un Dio, che

"

momento
in

essenziale nella storia del pensiero


alte

moderno
di essi

nelle sue pi

manifestazioni
il

ma

nessuno

grado

di

riconoscervi
storia,

suo vero Dio.


si

questa

la nostra vera

che solo ora


spirito

ripiglia

con
di

quella piena libert di

filosofico,

ma

anche

quello religioso

(4).

(1)
(2)

G. Gentile, op.

cit.

G. Gentile, Educazione

pag. 90. e Scuola laica, Firenze,


I,

Vellicchi, 1921,

pag. 110. (3) G. Gentile, Sommario di Pedagogia,


(4)

pag. 251.

G. Gentile,

/ Problemi della Scolastica, pag. 45.

48

S.

TOMMASO

l'

IDEALISMO

Con una
alla

interpretazione almeno

soggettiva

ar-

bitraria del cristianesimo, l'idealismo cerca

di collegarsi
al

corrente dottrinale
"

di

Ges,

in

contrasto

pen-

siero greco.

L'amore cristiano non era pi filosofia, che come ammonisce la parola stessa; non amore, pure era la filosofia degli antichi non era pi la conoscenza
;

dell'essere

che

in

s,

indipendente

dalla

nostra co-

noscenza;
tua),

ma
Non
in

era la creazione dell'essere {Fiat voluntas


di

la

conoscenza
era
di

un

essere,

che

in

quanto

si

conosce.

pi lo

spettacolo della

vita,

ma
e

la
si

celebrazione

questa.

E Dio scendeva
del

in

terra
di

incarnava

quanto l'uomo cessava perci


vero
l'artefice

essere

un vagheggiatore platonico

mondo, che di questo mondo; e cio Dio, e diventava esso stesso Dio. Ecce enim regtiam Dei intra vos est.
la

Tutta

storia

dell'uomo acquistava un valore insoil

spettato dagli antichi:

valore di una vera e

propria

teogonia
"
Il

O.
scopre
si

cristianesimo....

la

realt

che non
realt

ma

crea se stessa ed quale


costruire,....

crea....,

una

che

spetta a noi di
dell'anima,
il

che
stesso
il

lo

sforzo
l'ideale

interiore

suo vivo processo,


:

non

suo e
si

il

suo

modello esteriore
e
si

lo

uomo che

trasu-

mana
noi,

fa

Dio.

Non
in

pi

Dio che
ci

gi,
in

ma

il

Dio che
"

si

genera

noi,

ed noi stesso,

quanto
lui
(2).

con tutto

l'esser

nostro,

eleviamo a

L'idealismo ha ritrovato Dio, e ad esso volgesi,

ma non
nite;

ha bisogno

di

rifiutare

nessuna delle cose


di

fi-

che anzi,
le

riperderebbe

Dio senza

esse;

sol-

tanto

traduce dal linguaggio dell'empirismo in quello

della filosofia, per cui la cosa finita

sempre

la

realt

(1)

(2)

G. Gentile, op. cit pag. 72, G. Gentile, op. cit. pag. 276.

49

S.

TOMMASO

L IDEALISMO

stessa

di

Dio.

E sublima
che
(i).

cos
si

una teogonia eterna,


nostro essere

davvero il mondo in adempie nell'intimo del

Il Dio gentiliano una produzione dello spirita umano, l'ordinamento del mondo. " La forma , in fondo, l'idea del mondo, la sua ragione, il suo disegno, il logo. Dio; e la materia , a sua volta, quel termine

oscuro,

ma

irriducibile all'essenza stessa di


si

Dio, che fa

che

il

mondo
(2).

distingua da Dio pur attuando

un suo

pensiero
"

Il Dio solitario non ha pi che farsi senza un mondo, un mondo suo, da governare; e il mondo senza Dio s'annichila in una spaventevole privazione

del proprio
"
Il

essere

(3).

Dio che potete trovare quello che voi dovete far essere e perci la fede virt e suppone l'amore. E bene si considera come fatua la pretesa
;

dell'ateo,

che

gli

si

dimostri l'esistenza
si

di

Dio, senza

che

egli si

scomodi, e

spogli del suo ateismo. Fatua


naturalista

del pari la pretesa del

che invita

il

filo-

sofo a mostrargli

lo
l'

spirito
:

della natura....

che ne

,
:

per

definizione,

assenza

stupendo

il

detto biblico

Dixit insipiens in corde suo:

non

est

Deus.

Non

lo
!

po('*).

teva dire

altri

che

lui,

nel

suo cuore
ci

di sciocco

Ma
si

a quella negazione
identico a tutte
la

avviciniamo quando Dio


cose.
"

afferma

le

Qualunque ogreligiosa, , fis-

getto,

come dimostra
che
sia
in

fenomenologia

sato

s,

e guardato

nella sua

particolarit

astratta,
"

Dio (5). Dio non mai lo stesso; poich sempre


infinito.

di-

(1)

(2)
(3)
(4)

O. Gentile, / Problemi della Scolastica, p. 283. G. Gentile, Teoria generale, pag. 66 G. Gentile, / Problemi della Scolastica, pag. 151. G. Gentile, Teoria generale dello Spirito, pag. 25. G. Gentile, Discorsi di Religione, pag.
90.

(5)

50

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

verso rio che vi

si

oggettiva;

ma Dio

sempre uno,
e

sempre posto come veramente Dio, come sempre uno, sempre


identico a se,

immutabile,
Io

per
l'Io

che

vi

si

incarna

(^).

La trascendenza assoluta allo spirito non pu senza negarsi. Dio non pu essere tanto Dio che non sia lo stesso uomo C^K " Che la divinit se non l'assoluto come ignoto, il tutto come altro da noi, rispetto al quale noi non
affermarsi

"

siamo nulla?
se

che questo

tutto,

opposto a

noi,

il

quale, essendo tutto, umilia ed annichila Tesser nostro,

non

la

naturale posizione dell'oggetto, ossia del sog-

getto

come

oggetto, pure oggettivit? Si analizzi quala religiosit

lunque atto spirituale e religioso, e


vedr sempre risolversi
getto, in cui
il

sua

si

in

questa presenza di un og-

soggetto smarrisce se medesimo: quelsi

l'atteggiamento dello spirito che


strarsi in

esprime nel pro(^).


il

ginocchio e gettar

la

fronte nella polvere

"

Una concezione come


nell'atto
l'infinita

questa,

che

risolve

mondo
cando
soluta

spirituale

o atto del pensiero, ed umana


divino e
in
il

unifi-

variet
in

naturale
l*

una

as-

unit,

cui

amano

divino

umano, pu parere ed
in realt

stata giudicata mistica

ma

soltanto negatrice di quel


in

" Chi,

definitiva,
si

Dio che afferma. non conosce altra divinit


questa
gli

che la vita stessa,


offre,....

soddisfa nell'unit che

si

rassegna di buon
il

grado a non potervis


(5).

adagiare, perch sa che

riposo

anche

il

riposo in

Dio

il

contrario della vita

G. Gentile, Sommario di Pedagogia, II, pag. 214. G. Gentile, Teoria generale, pag. 146. (3) G. Gentile, Sommario ecc., 11 pag. 159. (4) G. Gentile, Teoria generale dello Spirito, pag. 270. (5) Croce, Sulla Filosofia Teologizzante e le sue sopravvivenze. Napoli, Istit. Tip. S. Giovanni, 1919.
(1)

(2)

51

S.

TOMMASO

l'

IDEALISMO

RELIGIONE

Da
cepisce

questo concetto strano di Dio, non fa pi me-

raviglia se l'idealismo, nella


la

forma sua

attualistica,
il

con-

religione in

modo

coerente a tutto

sistema
al-

che

si

costruito.

Giova

fissare lo

sguardo sopra

cune nozioni della


"

religione.

La Religione
neir atto che
,

conoscenza irrazionale, mitica,


perch l'assoluto
si

dell'assoluto:
pisce,

irrazionale,
si

conce-

pensiero

quindi

come posto al di l del inconoscibile Deus abscondltas.


afferma,
:

Senza agnosticismo non


tutto l'oggetto
della

c' religione:

perch, quando
si

conoscenza assoluta
la

risolve in
il

termini di conoscenza logica,


alla filosofia
(i).

religione cede

luogo

"
sofia.

La La

religione

razionale

non

religione,

ma
nella

filo-

religione

posizione dell'assoluto
che,

sua

posizione astrattamente oggettiva,

come
al

tale la

negazione del soggetto, e conduce perci


tificazione
"

misticismo,

auto-negazione della individualit del soggetto, e iden-

immediata

di

se con l'oggetto

(2).

La Religione

l'atteggiamento dello spirito di

fronte all'oggetto

suo,

concepito

come puro
come

oggetto,

astratto dalla sua essenziale relazione col soggetto, con-

cepito

perci,

nella

sua

irrelativit,

infinito,

perci non tollerante l'affermazione del soggetto....

L'elemento pi profondamente religioso della religione

non tanto l'affermazione


trae
(3).

dell'oggetto

astratto

da
la

cui esso certamente

origine,

quanto piuttosto

negazione del soggetto

(1)
(2) (3)

G. Gentile, Educazione e Scuola laica, pag. G. Gentile, Teoria generale ecc.' pag. 145. G. Gentile, Discorsi di Religione, pag. 128.

88.

52

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

"

La La
che

religione

questo questo

affissarsi

dell'uomo nel(^).

l'oggetto della sua coscienza, e obliarvisi


"

religione
si

in
in

si

distingue

dalla

filo-

un sistema di concetti, ossia in un concetto complessivo del mondo, e vi pianta a capo le colonne d'Ercole, con sopra il motto: - Non pi in
sofia
:

fissa

l.

Lo
nel

spirito

umano

invece

continua
vita

a pensare,

ri-

solve

suo processo, nella


il

del

soggetto, quel
filosofia.

concetto, e

suo ulteriore pensiero

Ma

la

religione nel suo processo di costituzione filosofia, e

ogni filosofia che


scettibile di

si

ponga come assoluta

non suogni re;

sviluppo ulteriore, ossia

come

sottratta alla

vita dello spirito, diventa

una

religione.

Onde

ligione potrebbe dirsi


filosofia

una

filosofia materializzata
(2).

e ogni

una Secondo l'idealismo il processo dello spirito ha come tre momenti che sono il soggetto, l'oggetto, e la sintesi di ambedue. La conoscenza del soggetto d l'arte; quella dell'oggetto forma la religione, e la sintesi costituisce la
religione spiritualizzata
filosofia.

Quindi
definita

facile

intendere perch "

la

religione

pu essere
in

come

l'antitesi dell'arte.
ai

Questa
del reale,

esaltazione del soggetto, sottratto


cui
il

vincoli
;

soggetto positivamente

si

pone
ai

e la religione

l'esaltazione dell'oggetto, sottratto


rito,

vincoli dello spi-

in

cui consiste l'idealit, la conoscibilit


(^\

razio-

nalit dell'oggetto stesso


"

Lo

spirito

portato

dalla

sua stessa natura a


religiosa,
ri-

superare

a volta a volta

ogni posizione

scuotendosi nella sua autonomia, criticando


cetto del divino, e

il suo conprocedendo quindi a forme sempre

(1)
(2) (3)

G. Gentile, op.

cit. pag. 79. G. Gentile, Sommarlo di Pedagogia,

pag. 263.

G. Gentile, Teoria generale dello

Spirito, pag. 229.

53

S.

TOMMASO

l'

IDEALISMO

pi spirituali di religione.
giosit lo spirito

In

guisa che nella sua


si

reli-

immobile; e
il

perando ogni volta


bendolo nella
Il

muove soltanto susuo momento religioso, e assor(0.

filosofia

concetto

che

gli

idealisti si

sono formati
il

della

religione,

o meglio,

la religione

secondo

posto che
"
(2)

occupa
ligione

nel loro sistema,

ben misera cosa.


alla

La
"
(3),

re-

ignoranza

rispetto
della
:

scienza;

pro

fessa

la

rassegnazione

santa

ignoranza

stasi. "

capire.
"

La pura arte capire e la pura religione non Laddove Io spirito, l'unit di entrambe (*).
Sicch
il

ritmo dello spirito

si

configura nel suo


reli-

processo storico come un alternativa di arte e di


gione, onde
spirito
si

viene attuando

la

natura concreta dello

(5).

che

l'unit di

entrambe, la filosofia

Non

l'atto

una liquidazione della religione?


in

"

Il

con-

creto non nella natura e non


spirituale.

Dio.

Il

concreto

cos

rigorosa
l'

mentre

La cui concezione com' richiesta dal moderno idealismo, inveramento del cristianesimo, pu parere
immanentistica,

perci anche la liquidazione della religione. Giacch dove non c' pi trascendente, non religione (^).
Si

contenta

di

rispondere

che

" se

ateo

fosse

questo

idealismo attuale, ateo sarebbe lo stesso ideaprimitivo e che " non nega lismo del cristianesimo la religione, ma soltanto l'interpretazione che la reli,

gione d di
dato

se stessa, o meglio

del

proprio
in

obbietto,

e mira ad un concetto della realt,

cui all'animo sia


la

posare con

la

stessa

fede,

con

quale

egli

si

(1)

(2) (3)
(4)

(5)
(6)

Q. Gentile, Teoria generale dello Spirito, pag. 230. G. Gentile, Sommario di Pedagogia, 11, pag. 211. G. Gentile, op. cit. Il" pag. 222. G. Gentile, op. cit. Il" pag. 240. G. Gentile, op. cit. pag. 160. G. Gentile, Discorsi di Religione, pag. 83.

54

S.

TOMMASO E
nel

l'

IDEALISMO

abbandona a Dio
menti
"
religiosi
^^)*

pi

genuino dei suoi atteggia-

Ogni

filosofia

un concetto ed un auto-con-

cetto.

Come

concetto, nel suo statico contenuto, re-

ligione;

e filosofia

propriamente come auto-concetto


del concetto,

od energia
In

costruttiva

processo
(2).
il

genetico

della verit nella sua soggettivit

conclusione

la

filosofia
pii

prende
Il

posto della

religione, che
"

non serve
cos

a nulla.
in

Croce scrive:
(3).

La tendenza hegeliana, com'

fondo, antireligiosa

e razionalistica,
si

anche

antiartistica.

Non

pu
"

dire lo stesso della tendenza gentiliana?

uomo, che vuoi vivere una vita degna del posto che ti spetta nel mondo, abbi ognora presente
l'infinita responsabilit di

ogni tuo

atto:

rifletti

che

dentro, c'

il

Tutto, e c' per opera tua. Ebbene, una

tale posizione religiosa

o empia? W.
laicit positiva

panteistica semplicemente. Da questa teoria sbocca quella


il

che

filosofo traduce nei

fatti.

"

Volete realmente combatal

tere la

religione nella Scuola? Entrare Voi


:

luogo di

questa

Voi ragione
i

libera,

che

si

ribella all'intolleranza
gli

di essa, e a tutti

freni

e a tutti

impedimenti da
scienza,

essa posti alla libert dello spirito;


filosofia
(5).

Voi,

cio

CHIESA
Il

STATO
Dante per pura opera umana,

filosofo

dell'idealismo attuale esalta


" lo

avere sostenuto che

Stato,

(1)
(2)

(3)

G. Gentile, Discorsi di Religione, pag. 84. G. Gentile, op. cit. pag. 91. Estetica, pag. 246 HP ediz.
cit.

(4) Q. Gentile, op.


(5)

pag. 75.
e

G. Gentile, Educazione

Scuola laica, pag. 105.

55

S.

TOMMASO

L'

IDEALISMO

indipendente della Chiesa quasi che con queste parole Dante avesse voluto dire che lo Stato " ha un
;

valore assoluto, cio ha in se stesso Dio


"

Questo spunto d'immanenza non


per rimane
in

svolto, (dice

l'idealismo), e

contradizione col carat-

tere

complessivo del
pi

pensiero dantesco.
il

Ma

anche
piti

vero che questo spunto sar sempre


brillante,

trattato

significativo,

pii

vivo
italiani

di
si

pensiero di

Dante, ogni qual volta che


di

gli

ricorderanno

questo loro primo padre spirituale, per averne un monito e una parola di missione storica nazionale ed anche vero che tutta la nostra filosofia da Marsilio
:

a Gioberti, Spaventa,

come

tutto

il

resto della filosofia

moderna antiscolastica, intenta allo svolgimento d quel germe d'immanentismo 0). Parole ben chiare a
ha fior d'intelligenza, e che anche pi evidenti da queste altre
chi
del
:

resto

sono rese

"

Non

occorre dire

che

mio punto di vista, avendo in se, in quanto Stato, il divino, non ha bisogno di averlo d'accatto dalla Chiesa (2). Non occorre perch compreso da tutti, ma giova ripeterlo per quanti potessero o volo Stato,

dal

lessero insipientemente dimenticarlo .


poi,

Lo

Stato ideale,
il

essendo

il

miglior governo degli uomini per

loro

perfezionamento materiale e spirituale insieme, compie


l'opera stessa della Chiesa
;

e questa

non n

sotto,
(^\

n sopra, n accanto a quello perch quello

La Chiesa,
missione

nel concetto idealistico,

compie

la

sua

come organo

dello Stato.

"

La
il

filosofia su-

periore allo Stato, e lo contiene;


filosofia

ma

Professore di
religione conla

organo dello Stato; cos

la

tiene

lo

Stato,

ma

lo

Stato

contiene

Chiesa.... lo

(1)

(2) (3)

G. Gentile, / problemi della Scolastica, pag. G. Gentile, Educazione e Scuola laica, pag. Croce, Filosofia della pratica, pag. 92.

48.

137.

56

S.

TOMMASO E

L*

IDEALISMO

Stato non rinuncia alla sua funzione educativa, per cederla alla Chiesa; anzi fa la Chiesa organo suo, risol-

vendola
in
"
Italia,

in

se;
la

come

in

certo

modo ha

risoluto in se,

Federazione

degli

insegnanti

medii

0)
al-

Lo

Stato deve guardare alla Chiesa

come

propria

leata;

non perci che essa ha


le

di

particolare

come una
Chiese
persecu-

Chiesa tra
zione di un

altre;

ma

perci
di

in

cui tutte le
nella

s'accordano e procedono

conserva
infatti

comune
lo

ideale.

Qui

la forza della

Chiesa,

che

Stato

deve riconoscere.

La Chiesa,
al

d'altra parte,

deve abbandonare
che

l'antica pretesa di pre-

rogative e privilegi,
della

non

si

confanno

carattere

missione

che
a

essa esercita;
lei

e deve sentire

che

questa
favorita

missione

sar

a gran pezza

agevolata e
in

da una Stato che, senza combattere


particolare

nessun

modo nessuna
affermi
il

forma

religiosa, riconosca

ed
di

valore della religione


le

come

essa

vive

attra-

verso tutte

forme; a quel
il

modo che

ogni

uomo

gusto rende

pi

alto possibile

omaggio

alla

poesia

non chiudendosi nella gelosa e schiva contemplazione di un solo poeta (2). \\ primato della Chiesa Cattolica, specialmente in Italia, nocque alla coltura, perch
imped
il

nascere e
"

il

progredire di ci che l'idealismo


spirituale

vagheggia.

La nostra spontaneit
dalla

stata

sempre impedita e compressa

nostra tradizionale

e ufficiale e fatale cultura...., poich la Chiesa, per l'an-

damento
cui

della nostra storia politica,


la

non mai potuta


la

essere altro che

Chiesa cattolica;
i

Chiesa cio
essenziali
nella

la

dogmatica coincide con


che
si

principii

della

scolastica,

possono riassumere
nella

negazione
tra

della

divinit

dell'uomo,

netta separazione

l'anima

umana

e quella realt che

quest'anima, ripeto,

(1)
(2)

G. Gentile, Educazione Scuola laica, pag. 136-137. G. Gentile, Discorsi di religione, pag. 40.

57

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

deve
ci
si

sentirsi dentro,
il

per vivere una vera vita religiosa

e proporsi davvero

problema

filosofico.

Ora quando
desti

abitua a guardare fuori per vedere l'oggetto che

solo dentro di noi,

come

volete
vita

che

si

mai

in

tutta la sua pienezza quella


rito,

rigogliosa

dello

Spi-

che nasce dalla coscienza

di tale

oggetto? Ok
Chiesa.

Come
per
"

la filosofia si sostituisce alla religione, cos,

l'idealismo,

lo

Stato

si

sostituisce

alla

Chi sente e promove


la

l'interesse dello Stato, ricono-

scer

funzione essenziale della religione, anche nella


dello
spirito
;

vita politica

e senza

rinuncie e delega-

zioni assurde, affermando la sovranit assoluta e l'auto-

nomia
delle

dello Stato, assegner a questo

non solo un
e

fine

di astratta cultura,

ma

di

formazione intera e compiuta


che
si

energie

spirituali,

disciplina

potenzia;

formazione che non pu essere


sere insieme morale

intellettuale
(2).

senza essopra

e religiosa

Del resto
lezza
dello
"

la

Chiesa non pu mettersi


quella

al di

della religione, e se questa corrisponde


spirito
,

alla

" fanciuldi

non

potr
si

mai uscire
la libert

minorit.

La

religione

specialmente

rannicchia, e

quasi

si

raggomitola su se stessa, mentre


invadere
la

mi-

naccia di
della

Chiesa, e di attrarla
la

nell'orbita

democrazia

(che poi sarebbe

sua morte). Ri-

messa per al suo posto e dominata dalla libert, che non pu essere lei, ma deve essere sopra di lei, e deve presupporla, essa non pu morire, perch risponde ad una fanciullezza dello spirito che si deve perpetuamente rivivere (3),
cattolici? Quale conclusione vera e semplice per Quella stessa che il filosofo deduceva gittandola
i

(1)
(2) (3)

G. Gentile, / Problemi della Scolastica, pag. 44. G. Gentile, Discorsi di Religione, pag. 41. G. Gentile, Educazione e Scuola laica, pag. 139.

58

S.

TOMMASO E
"

l'

IDEALISMO

in faccia ai modernisti

vare Dio

soltanto in
vitali,

noi, e intenderlo solo


la

una volta che possiamo trosecondo le

nostre esigenze

Chiesa,

come
la

tradizione ela-

boratrice della rivelazione, e cio

stessa rivelazione,

e quindi

la

posizione estrinseca del divino allo spirito,


il

distrutta; e

bisogno religioso che


colla

non pu essere pi
razionale

appagato
filosofia

altrimenti
si

elaborazione

dell'oggetto che

trovato nello spirito; cio con la

(V).

che crea Dio

L IO

TRASCENDENTALE
dello
spirito

Questo concetto
che

unico e unificatore,

risolve nel suo processo tutta la realt, per


facilitare

quanto

sembri eliminare problemi e


plica tutta
la

soluzioni,

com-

filosofia

ed esige

uno sforzo non solo


si

per essere accettato,


preso.
la
Il

ma

semplicemente per venir com" Affinch

filosofo scrive:

possa intendere

natura di questo stesso soggetto che risolve sempre


spirituali, e

ogni oggettivit degli esseri


si

non

possibile

arresti d'innanzi

ad un essere spirituale diverso da

non ha perci d'innanzi a s se non s medeprima di tutto considerare che questo soggetto unico e unificatore, non un essere o uno stato, ma un processo costruttivo (2). " Il concetto
s,

simo, bisogna

dello

spirito
il

come processo

un
dalla

concetto
le

difficile,

contro
fissate

quale operano di continuo tutte

astrazioni

dal

comune pensiero
la

scienza,

che
(3).

si

muove per

sua natura sempre nell'astratto

(1)

G. Gentile,

Il

Modernismo

il

rapporto fra Religione e Filosofia,


16.

pag. 62,
(2) (3)

ed. Laterza, Bari.

G. Gentile, Teoria generale, pag. G. Gentile, op. cit, pag. 27.

59

S.

TOMMASO E L IDEALISMO

L'idealismo

invece

ci
si

richiama
unifica

al

concreto,

alla

molteplicit empirica

che

nell'Io assoluto e

trascendentale.

Per ben capire questo punto, bisogna


essenziale la distinzione " tra Io tra;

considerare

come

" la realt del primo la scendentale e Io empirico realt fondamentale, fuori della quale non possibile

pensare
ticolare

la

realt

del

secondo

(^\

" L'individuo par-

non svanisce nel seno dell'Io assolutamente e veramente reale. Perch quest'Io assoluto che uno
e in s unifica ogni Io particolare ed empirico, unifica,

ma non
"

distrugge.

La

realt dell'Io

trascendentale im(2).

porta pure

la realt di

quello empirico
la

Quando
come

noi

sentiamo
le

differenza (e la diffela

renza sola) tra noi e


e noi
chiusi in

cose, e

affinit delle

cose,

quasi granello di

una piccolissima parte del tutto, sabbia in fondo all'Oceano immenso,

noi guardiamo al "

Noi

empirico,

non a quel Noi

(3).

"

Noi

trascendentale,

che solo oggetto vero della nostra


il

esperienza, e quindi

solo vero "


si

"L'Io trascendentale

come

tale

condizionato
di

pone come empirico; e si pone come " at;

tuale realt

ogni

Io

(5).

"

Non
e

noi
il

siamo nello
tempo, tutto

spazio e nel tempo: anzi lo spazio ed


ci

che

si

spiega

spazialmente
in

succede a grado a

grado nel tempo,

noi
il

nell' Io,

che non

ben

in-

teso, l'empirico, bens

trascendentale (^l Questo


"

non
quale

quello,
si

immortale.
e

La

sola

immortalit

alla
si

pu pensare,

alla

quale

affettivamente
dello

sempre pensato, affermando l'immortalit


G. Gentile, op. cit pag. G. Gentile, op. cit. pag. G. Gentile, op. cit. pag. G. Gentile, op. G. Gentile, op. G. Gentile, op.
cit. cit.
cit.

spirito,

(1)

14. 15.

(2)

(3) (4)

33.

pag. 201. pag. 226.

(5)
(6)

pag. 127.

60

S.

TOMMASO E

L IDEALISMO

cui

la
si

immortalit

dell'Io

trascendentale,

non quella

in

irretita la insufficiente interpretazione filosofica

di questa

immanente affermazione

dello spirito, che


(i).

'immortalit dell'individuo empirico


"
si

Tale immortalit dipende dalla sua necessaria unit,

Perch non mai possibile pensare che questa realt

scomponga
s

in

parti,

ciascuna delle quali sia concechiusa


in

pibile per
altre
;

come

unit

irrelativa

alle

e dalla

" infinit in

quanto

Io spirito

non pu
:

porre
quindi

la
la

propria

realt
la

come
sua

limitata

da
(2).

altre realt

sua unit
di

infinit

La concezione
un
che

quest'Io trascendentale d quasi

afflato religioso e mistico a


filosofia dello spirito

questa filosofia nuova,


atto puro.
si

come
ci

"

Ecco

l'u-

niversale, l'ideale, quello

che
ci

presenta

come

l'as-

soluto che

ci

attira a s,

avvalora, quello intorno a


il

cui gravita ogni nostro sforzo,

termine a cui l'animo

nostro svolgesi con irresistibile slancio. Slancio, che

amore ed
l'oggetto,

Conoscenza che riduce il soggetto ma conoscenza di un oggetto che non l,


fede.
si

al-

in-

nanzi a noi, ancor prima che noi lo


nostra cognizione,
conoscitivo
(3).

abbracci colla

ma

si

pone

in virtia del

nostro atto

FILOSOFIA
Quindi
" la
la

filosofia
alta e

assume proporzioni
insieme
la
la

colossali

forma pi
:

pi concreta dell'attile

vit spirituale
altre e

quella forma,

quale giudica tutte


altra.

non pu essere giudicata da nessuna


C'*).

Giu-

dicare la filosofia infatti filosofare


G. Gentile, op. G. Gentile, op.

(1)

cit.

pag. 149.
pag. 27, 28.

(2)
(3)
(4)

cit.

G. Gentile, Discorsi di Religione, pag. 36. G. Gentile, Teoria generale, pag. 216.

61

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

"

E immanente
in

sostanza di ogni vita spirituale

(i),

" la realt assoluta dello spirito, la

quale pertanto as-

sorbe

s ogni altra realt spirituale, ed esclude

solo da s,

ma
^2).

dal

mondo che

per

lei,

tutto ci

non che

non

"

lei

La

filosofia lo spirito filosofante

e lo
di s

spirito

filosofante la coscienza

o affermazione
affermi

medee che

simo, anche quando appare che

altro

non pu essere se non


avente valore per
la

Taltro affermato dalla filosofia,

filosofia,
;

rientrando

nel

quadro,
filo-

per cos dire, della filosofia


sofia
"
(3).

e per, esso stesso,

Questo pensiero puro


l'oggetto,

razionale, cio la filosofia,


costruisce,
(^^
;

non riceve

ma

lo

anzi

lo

crea,

costruendo e creando se medesima


della scienza
,

quindi " scienza


,

" auto-riflessione

" autoctisi

" fi-

losofia della filosofia (5). " La filosofia, essendo


di se stessa in

il

concetto che

la realt

ha

quanto

spirito

che

si

realizza nella storia


il

e in ogni

momento

suo, sente s

come
Il

centro attivo
in

della storia, e la storia, nel

suo

complesso e
rispetto

ogni

momento, come la sua altra forma del sapere di s medesima ^^\


"

stessa realt.

d'ogni

quindi per la filosofia rispetto

Non

davvero pericolo di idealismo soggettivo,

di scetticismo,

solipsismo

simili

impotenze,

perch,

questa, che io mi compiaccio di chiamare filosofia

mo-

derna, non vede

il

soggetto,

come puro soggetto che


,

deve

accostarsi

conformarsi

adeguarsi

all'

oggetto

(1) (2) (3)


(4)

Q. Gentile, op. cit. pag. 243. O. Gentile. I problemi della Scolastica, pag. 110. G. Gentile, op. cit pag. 111.

(5)

(6)

G. Gentile, op. cit. pag. 113. G. Gentile, 0/;. cit. pag. 111. G. Gentile, Sommario di Pedagogia, F, pag. 199.

62

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

esterno,
si

ma

tiene invece per

fermo che
di

il

soggetto non

possa intendere se non come atto creatore dell'oge,

getto

per tanto,

come qualcosa
(^).

profondamente

diverso dal vecchio soggetto

Da
filosofia

questa teoria doveva sorgere una identit fra


e storia.
di

"

La

filosofia

veramente la
;

immaalle

nente sostanza
dosi concepire

ogni

vita

spirituale
filosofia

e,

non potennel

storia

della

che rimanga che

spalle della filosofia,

rimane

chiaro

concetto

della identit dell'una coll'altra e dell'eterna risoluzione

dell'una nell'altra, la pi aperta o perfetta

conferma

dell'assolutezza della realt spirituale, inconcepibile


limitata in

come
pre-

un suo momento da condizioni che


la

la

cedano e comunque
"

determinino
tale,

(2).

L'uomo,

in

quanto
il

nasce

a far

bene

filosofare pertanto

suo destino: pensare l'oggetto,


;

ma

mediandolo
il

nel

soggetto

pensare

il

mondo ma
la

come Ed

suo mondo. Questo

il

problema

della filosofia.
realt

problema dell'idealismo; giacch nostra realt, non altro che idea


il
:

che
in

quell' idea,

cui infatti

si

idealizza ogni realt pi materiale in


(3).

quanto
da un
filo-

da noi pensata continuo dinamismo

E
alle

questa

idea
la fa

agitata

inconciliabile

che

essere " pro-

cesso costruttivo
sofia in

scienze in genere, alla

una mutabilit che genera fatalmente l'agnosticismo. Il sopravivere di una scienza un trasformarsi continuo, un rifarsi da capo, un dubitare perenne del saputo, e non credere mai di sapere: cio la morte di ogni forma determinata della scienza.
specie,
"

Sicch

la

filosofia

genera e divora, come Saturno,

la

(1)

(2)

G. Gentile, / Problemi della Scolastica, pag. 165-196. G. Gentile, Teoria generale, pag. 243; Croce, Logica,

voi.

II",

cap.

4.

(3)

G. Gentile, Discorsi di religione, pag.

59.

63

S.

TOMMASO

E L IDEALISMO

sua prole
cui
si

si

oggettiva per soggettivare l'oggetto in


e
rinfrescare, rinvigorire,

oggettiva,
la

potenziare
(i).

senza cessare
Si spiega

propria attivit creatrice

ora
(2),

come
con

la
la

filosofia

venga
(3),

identificata

con

la

religione

pedagogia

con

tutta la

realt.

Per l'idealismo, quello sguardo


soliti

intellettivo

che

eravamo

lanciare

come una
dobbiamo

freccia fuori di noi,

illudendoci che tanto pi fosse penetrante quanto pi

lungi sembrava arrivare,


tro di noi,

lanciarlo invece den-

come una

reditio

completa ad se ipsum, e

sentire tutta la realt vibrare in quello sguardo, in quel

pensiero.

"

O
ti
il

uomo,

se

vuoi

del posto che

spetta nel

vivere una vita degna mondo, abbi ognora presente


;

r infinita responsabilit di ogni tuo atto

rifletti
(*).

che

dentro

e'

Tutto, e

e'

per opera tua

ni

Ora

sar facile capire

le lodi

e le critiche dell'Ideail

lismo a S.

Tommaso

d'Aquino. Applicando

suo prin-

cipio che cio filosofia e storia coincidono, l'idealismo


tratta volontieri dei filosofi, e degli scrittori in genere,

nei quali vive e


tutti
ticati,

si

rivela

il

pensiero.

E
in

cos che quasi

gli

scrittori

italiani

sono passati

rassegna, cri-

vagliati

alla

stregua del

soggettivismo idealista,

cui

sono apparsi,

in

gran parte, o senza valore, o pre-

cursori inconsapevoli della filosofia moderna. Dante

apparso

" eclettico e conciliativo


ai

grande interesse

non ha un profondi motivi spirituali (^), con


chi

come

(1)
(2)

(3) (4)
(5)

G. Gentile, Sommario di Pedagogia, voi. 11, pag. 14. G. Gentile, Teoria generale dello Spirito, cap. XIV. G. Gentile, Sommario di Pedagogia, voi. 1, pag. 117-123.
G. Gentile, Discorsi di Religione, pag. 74.

G. Gentile, / Problemi della Scolastica, pag.

40.

64

S.

TOMMASO E L IDEALISMO

uno

"

spunto
il

di

immanenza
di
si

non
"

svolto,

nel

quale

sta tutto
S.

suo valore

pensatore.

Bonaventura,
di

propone
in

il

problema

della

conversione
sua

Francesco
"

Cristo, o dello spirito

em-

pirico nello spirito


la
filosofia

assoluto 0); e non


la

riesce perch

non trova

via per giungere a nesattiva.


Il

suna forma spirituale problema in lui era cristiano;


alla platonica

veramente autonoma e
la

soluzione
Il

identica

o greca
e, al
(2).

in

generale.

nuovo uomo dosi

veva

farsi

Dio;

fatto,

da se non

fa nulla, anzi

non

nulla

S.

Tommaso?
il

"

il

luminare dei domenicani, e


il

certamente

maggiore
(3).

intelletto speculativo di tutto

secolo Xlir

Ci sono

in

lui

intuizioni

stupende che avranno


(^\

bi-

sogno
"

di secoli

per essere giustificate sistematicamente

e farsi centro di
Il

un mondo nuovo

merito di S.

Tommaso,

nel

suo concetto
il

di

ma-

teria slgnata, di aver tentato di superare

dualismo,

attingendo
teria e

quella radice da cui due termini di maforma rampollano.... In questo problema egli non dualista come Scoto, ma assertore di un monismo dinamico.,.. Se avesse tenuto fermo a questo concetto, egli avrebbe vinto il
i

platonismo, superata
egli
la

la

posizione scolastica, inaugurato

(5),

filosofia

moderna
dal
in
s, -

cio

V idealismo.
fuori

"

Per
-

S.

Tommaso,

lungi
in

cercare

la verit

di s,

l'uomo l'ha
che assai

quanto

intelletto;

e non

l'ha

pii

naturalmente, immediatamente,

come
con

l'anima platonica...,

ma
pag. pag. pag. pag. pag.

l'ha perch

se

l' creata

(1)

(2)
(3) (4)

(5)

G. G. G. G. G.

Gentile, Gentile, Gentile, Gentile, Gentile,

op.
op.
op. op.

cit.
cit.

73. Ql.

cit.
cit.

93.

200.

op.

cit.

184-86.

65

S.

TOMMASO

E L'IDEALISMO

l'energia dell'intelletto agente.

Onde
S.

la

verit sar

una

pace

somigliante

a quella che

Bonaventura andava
con un pi

a cercare

suU' Alvernia;
red'ire in se

ma

raggiungibile

profondo
S.

ipsum che non fosse quello del


ritorno allo spirito,

francescano:

ma

con una redltio completa, come dice

Tommaso: con un

ma non
l'altro,

per
anzi

trascendere

lo spirito stesso

come voleva

per fermarsi, quasi sulla rocca della verit, sul frutto


stesso
della

propria attivit creatrice.


in

La divina pace,

a cui lo spirito tende, almeno

questo

momento

del

tomismo, consiste
ossia
nello

nella

coerenza interna del pensiero,


stesso,

stesso

pensiero in quanto crea s

apprendendo e giudicando. Questa pace, che solo Dio pu dare, lo spirito dunque, l'ha in s stesso, in quanto
se la
crea.

Questa

la

profonda intuizione
colle

di

S.

TomNoi
noi
Sertildi

maso, strettamente mistica e veramente

cristiana.

dunque siamo d'accordo


langes:
la

Mercier e col

verit tomistica

con
della

le

cose,

ma

di

non un rapporto noi con noi O.


questa apparente
del

All'idealismo

piace

soggettivit

concezione

tomistica
l'essere,
alla

vero.

Egli

crede
pel

che

" per S.

Tommaso

come recentemente
(2).

Ro-

smini,

non risplenda
Ci che
della
in

mente senza contrarre certa


chiaro :

soggettiva attinenza verso questa....


" S.

Tommaso
del
alla

l'affer-

mazione tendenza

relativit

vero

all'intelletto;

IT

la

risoluta

audace

concezione soggettiva
che,

autonoma
possa

dell'intelletto,

come

attivit

per

quanto

modellata suU'operare eterno dell'intelletto divino, non

non

esplicarsi

dall'interiore radice
il

dell'umanit
^'^K

dello spirito, senza smarrire tutto

proprio valore

(1)
(2)

Q. Gentile, op
O. Gentile, op.

cit. cit. cit.

pag. 103-104. pag. 92,

(3)

G. Gentile, op.

pag. 96.

66

S.

TOMMASO E

l'

IDEALISMO

Come
supposta

si

vede, l'ammirazione subordinata a questa

tomismo con l'idealismo; aggiungendo subito una critica che potrebbe essere anche un
affinit del

elogio.

" L'oggettivit tomistica,


intellectiii,

come

propriet di ci
il

che obiectam suo pregio;


obbiettivo;

soggettivit, e questo

ma
un
di

lascia dietro di s l'essere per s,


le

non

lascia

cose,

lascia

l'intelletto

creatore:
si

una

verit,

mondo, con
la

cui

volentieri

baratte-

rebbe,

potendo,

nostra

verit.

Oltre

il

Dio nostro,
il

che dentro
vero.

Noi, c'

un

altro

Dio, e questo
tutta
la
<^).

Onde
Si

noi

non partecipiamo con

seriet

della nostra attivit spirituale alia teogonia

rimprovera a S.

Tommaso
tale di
la

di

non avere una


cristia-

teoria idealistica, e

come

essere riuscito scettico

ed incapace a penetrare
divergenza delle

profonda realt del


e
la

nesimo. " Per Bonaventura


tendenze,

per

Tommaso,
:

salvo la
dello

situazione

finale

Spirito di fronte alla verit la


listica

medesima

intellettuatra
il

nel

senso sopraccennato dell'opposizione


;

soggetto e l'oggetto
tivit

quindi negatrice della sogget-

dell'oggetto,
al

scettica

senza saperlo,

affatto

inferiore

motivo fondamentale del cristianesimo (2). Inferiore perch col cristianesimo l'uomo " diventava

l'artefice del

mondo, che
la

Dio, diventava esso stesso

Dio.

Tutta

storia

dell'uomo
:

acquistava

un

valore

insospettato dagli antichi


pria teogonia....

il

valore di una vera e proin

Noi oggi siamo immersi

questa co
'3).

scienza del processo spirituale


S.
rito,

come teogonia
all'atto

Tommaso
da
lui

diviene addirittura negatore dello spidel cono-

perch sostiene che Dio preceda


derivino
la

scere, e

prima luce

intellettuale e le

(1)

G. Gentile, op.

cit.

pag. 105 106.


i^ag. 92.
paj^^.

(2)

(3)

G. Gentile, op. G. Gentile, op.

cit.
cit.

71 73.

67

S.

TOMMASO

E L'IDEALISMO

prime

verit.

"

Anche

lui,

che

ci

aveva dato un cos

spirituale concetto della verit, trascinato dalla corrente

della logica antica, termina col negare lo spinto, e

vedere altro che ci


critica idealistica

in

cui lo spirito

si

affisa

C^).

non La

non moderando pi
di S.

le

sue pretese osa


"

concludere all'ateismo
si

Tommaso, perch

quando

propone la questione pi importante del rapporto di Dio col mondo, vi d netta una soluzione che a rigore la negazione di Dio e il crollo di quel mondo che si concepiva come derivante da Dio tutto il suo essere (2). La ragione filosofica di questa asserzione starebbe
nel fatto che
lo

sforzo di S.
fallito.

Tommaso
Perch

per salire dal

mondo
come
nico
:

a Dio, sarebbe

" tra

un sistema
si

meccanico e un principio esterno ad esso non


si

vede

possa concepire altro rapporto che


il

il

mecca-

onde
('*),

sistema
(3).

si

potrebbe, tuttal pi, estendere,

non sorpassare Essendo la natura un puro meccanismo non si pu trascendere, e cos " per porre
in se questo

Dio, bisogna veramente annullare


a

la

na;

tura, e ridurla

mera materia, che non


il

pi tmlla

per trascendere

meccanico,

bisogna

distruggere

il

meccanismo.

Il

che vuol dire che, volendo mantenerlo,

pu trascenderlo (^\ Quindi si impone il panteismo. " Il Dio solitario non ha pi che farsi senza un mondo, mondo suo, da governare; il mondo senza Dio s'annichila in una spaventevole privazione del proprio essere (^). " Il movimento della materia non ha a che fare col movimento puro. La vita della natura esclude la vita divina e
non
si
;

(1)

O. Gentile, op.
Q. Gentile, op. G. Gentile, op.

cit.
cit.

pag. 108.
pag. 152.

(2) (3)
(4) (5)
(6)

cit.
cit.

pag. 141.

G. Gentile, op. G. Gentile, op. O. Gentile, op.

pag. 176. pag. 142.


pag. 151.

cit.
cit.

68

S.

TOMMASO E

L*

IDEALISMO

questa quella.
S.

Come dunque
di

Aristotile

dietro a

lui

Tommaso, credono

passare dalla natura a

Dio?

Egli che non vedono nella natura se non Dio (la natura per loro appunto quello stesso movimento, che l'essenza divina) e quando han posto la natura, han posto, eo ipso, Dio: E Dio torna da capo ad esn pi sere un mero immediato e non un dimostrato un per s n meno che nell' argomento ontologico
; : :

notum, malgrado
L'idealista,
:

la

distinzione tomistica 0).

in

base

al

suo sistema conclude inter-

rogando " pu un argomento intellettuale toccare altro che una realt intellettuale ? Tutti questi pensatori cercano Dio - e chi non cerca Dio? - e muovono da un concetto del proprio pensiero, per cui Dio che ne fuori non si vede come possa raggiungersi. Pareva

sempre a loro di raggiungerlo ma bastava subito dopo ponessero mente alla radicale opposizione dell'intelletto e del reale, perch Dio si dileguasse, lasciando dietro a se soltanto la propria idea o ombra. Questa vera;

mente
S.

la

pi grande battaglia combattuta, e perduta,


(2).

dalla filosofia scolastica

Tommaso adunque
panteista.

sarebbe soggettivista, anti" la

cristiano, negatore dello spirito, involontariamente scettico

Ma

siccome

filosofia

scolastica

non ha accento personale, n peculiarit nazionali (3) e " come scolastica non punto italiana e, " per('^)

ch cominci a sorgere qualche carattere nazionale nella


storia della filosofia

cristiana

bisogna aspettare
(5);

la dis-

soluzione

della

scolastica

ne segue che,

come
1

scolastico, S.

Tommaso non
cit.
cit.

nemmeno

italiano

(1)
(2)

Gentile, op. Q. Gentile, op.

pag. 143.

pag. 132.

(3)

(4)
(5)

G. Gentile, op. G. Gentile, op. G. Gentile,


op.

cit.

pag.

15.

cit.
cit.

pag. 40.
pag. 23.

69

S.

TOMMASO

L'IDEALISMO

IV

Da
volta

questa

esposizione

riscontriamo
sia

ancora

una
alla

come

l'attacco a S.
;

Tommaso

opposizione

dottrina cattolica
i

e la difesa di questa importi che tutti

cattolici
il

si

stringano

attorno a

lui
Il

che deve essere


contrasto fra to-

sempre

nostro studiorum ducem.

non pu essere maggiore: quindi anche per combattere questa nuovissima filosofia, che in Italia e ovunque attraversa un periodo di trionfo, necessario rifarsi ai Padri e agli Scolastici. Noter subito che una minima divergenza nella nozione di verit o in

mismo

e idealismo,

qualche altro concetto metafisico, porta subito a conse-

guenze

esiziali

per tutta

la

dottrina cattolica, anche se

non tutti gli studiosi nostri se ne accorgono, anche se non sono sempre abbastanza cauti per guardarsene. A chi ci volesse rimproverare di seguire un maestro, noi che dobbiamo essere soldati della verit, e non di un sistema filosofico, possiamo rispondere che " non il
maestro, che con l'autorit sua, fa accettare

fu
la
la verit,
(i).

ma
ci

verit che rende autorevole un maestro

Ma

un uomo che seppe costruire una cittadella, quasi un tempio della verit umana e divina in modo che il disegno e le linee portassero l'impronta della giustificae zione del vero, pi che il nome del costruttore quell'uomo geniale si chiam Tommaso d'Aquino. Il concetto che egli ebbe della verit non fu soggettivo, ma
;

realistico

vivo.

" Veritas

est

adcequatio

intellectus

ad rem.
telligunt,

Sic igitur est

una veritas, quam diversi ex eo quod eoram conceptiones eidem

(2).

in-

rei

adceqaantur

(1)

(2)

Q. Gentile, / fondamenti della filosofia del QQ. DD., De anima, art. UI., ad 1.

diritto,

pag. 46.

70

S.

TOMMASO E L IDEALISMO
alle flut-

Non

attacc

le sorti della verit scientifica

tuazioni dei pensamenti umani,

ma

all'intima natura delle


"

cose compresa e sinceramente espressa


in

Veritas quce

anima causatur a rebus, non seqaitur cestimationem animce, sed existentiam rerum : ex eo enim quod res est vei non est, oratio vera vel falsa dicitur, et intellectus similiter (0.

Volere escludere a priori l'assoluto dal campo della


verit contingente,

non

filosofico.

L'Angelico riconosce
;

che

la verit

un riferimento
"
;

all'intelletto

ma

neces-

sariamente
retur quasi

all'intelletto divino,

in

modo

contingente

a quello umano

Cum ad

intellectum divinum

compaa
re-

ad causam^ ad humanum autem quodam


effectum, in

(2).

modo quasi ad
"

quantum

intellectus

bus scientiam acclpit

Cum

verum

sit in intellectu,

formatur
intellectu

rei intellectce, necesse est

secundum quod conquod ratio veri ab

ad rem

intellectam derivetur, ut res etiam in-

telleda vera dicatur, secundum

quod habet aliquem ordinem ad intellectum. Res autem intellectu ad intellectum aliquem potest habere ordinem vel per se, vel per accidens. Per se quidem habet ordinem ad intellectum, a quo dependei secundum suum esse; per accidens autem ad intellectum a quo cognoscibilis est. Sicut si dicamus, quod domus comparatur ad intellectum artificis per se, per accidens autem ad intellectum a quo non dependet
"
<^).

Prima autem

ratio veritatis

per prius inest rei

quam

secunda, quia prior est comparatio

ad

intellectum

divinum

quam humanum
esset,

unde, etiam

si intellectus

humanus non

adhuc res dicerentur virae in

or-

(1) (2)

QQ
De
I,

DD.,

De

Ventate Q.
I,

I.

art.

II,

ad

3.

(3)

Ventate, q. q. 16 art. 1.

art. 40.

71

S.

TOMMASO

l'

IDEALISMO

dine

ad

intellectum divinum.

Sed

si uterqae intellectus,

quod

est impossibile,

intelligeretur auferri, nullo


(^).

modo

veritatis ratio remanerei

Contro l'idealismo
precisa che lo condanna,
lus

attuale

c' anche

la
:

formula
"

quando l'Angelico dice

Nul-

autem

intellectus creatus

potest se habere ut actus

respectus totius entis aniversalis, gaia sic operteret


esset ens infinitum
(2).

quod
guar-

E che
dare
alle

l'intelletto

umano non

sia infinito basta


i

sue costruzioni,
la

che sono
"

sistemi filosofici,
scettici,

per concludere non


la

sfiducia degli

ma

certo

prudenza dei sapienti

quid, et

quod

est mobile, et

xigit ante se aliquid,


et

Semper quod participat aliquod est imperfectum, praequod est per essentiam suam tale
et perfectum.
intellectiva dicitur

quod

est immobile,

Anima autem fiumana


ticipationem
intellectualis

virtutis.

quod non
sui partem

tota
;

est

intellectiva,

per parCuius signum est, sed secundum aliquam


intelligentiam
veritatis

pertingit etiam

ad

cum quodam
ligit,

discursu et motu, arguendo, fiabet etiam


Intel-

imperfectam intelligentiam tum quia non omnia

tum quia,

in his quce intelligit, de potentia pr-

cedit

ad actum.
Oportet ergo
esse

aliquem

altiorem
(3).

intellectum

quo anima juvetur ad intelligendum L'idealismo ha esagerato quello che vero


e parzialmente,
letto

soltanto^

dell'intelletto

pratico quasi che l'intelcreativit


:

avesse

la

potenza

della

ma

S.

Tom-

maso aveva ben distinto la questione e data un'espressione che non perde mai nulla di sua freschezza. " Res aliter comparantur ad intellectum practicum.
De De
Ventate, q.
79, art. 40.
art. 4.

(1)

1,

(2)

Vertate, q. 79, art. 2.

(3) 1, q.

72

S.

TOMMASO

E l' IDEALISMO

enim pradicus causai res, atide est mensuratio rerum quce per Ipsum fiunt; sed intellectus speculativus, quia accipit a rebus, est quodammodo motus ab ipsis rebus, et ita res mensurant ipsum. Ex quo patet quod res naturales, ex quibus intellectus noster scientiam accipit, mensurant inaliter

ad specalativum.

Intellectus

tellectum
divino,
in

nostrum; sed sunt mensuratce ab

intellectu
artifi-

quo sunt omnia

creata,

sicut

omnia

ciata in intellectu artificis. Sic ergo intellectus divinus

mensurans non mensuratus ; res autem naturalis mensurans et mensurata ; sed intellectus noster est mensuratus non mensurans quidem res naturales, sed
est
artificiales

tantum

(^).

L'idealismo essenzialmente soggettivit e

immae
il

nenza;

la vera filosofia essenzialmente oggettivit e

trascendenza.

Bisogna riprendere

la

critica

tomista

metterla coraggiosamente all'urto e al contrasto


criticismo cantiano e

con

con

tutte

le

forme del soggetticonoscenza sensi

vismo
tita

(2).

Questa oggettivit

della

anche dall'idealismo, quando

dichiara

incapace

di spiegarla, e si sottrae al

problema dicendo che non


il

tenuto a ci, bastandogli di spiegare


la

pensiero che

rappresenta.
si

Ma

non
al

scientifica quella

gnoseologia

che

esaurisce intorno

processo intellettivo e non

sa dir nulla del

contenuto e del termine di quel prosi

cesso. L'idealismo

dice che
l'idealista

"

adunque impotente quando bisogna bene guardarsi dal pretendere che spieghi come e qualmente il pensiero possa
dichiara
la

generare dal suo seno non


s

realt

come

realt

sua,

la realt

come

natura, o

come

quella realt
rispetto

ideale,

modo
ci)

di

Platone, che anch'essa,

allo spi-

De

Ventate, q.

I,

art. 2.
le

(2)

H. Dehove, Essai critique sur


Lille,

realisme thomiste compare

/*/-

dealisme Kantien,

Facults Catholiques, 1907.

73

S.

TOMMASO

E L IDEALISMO

rito dell'uomo,

una specie
al

di

natura

la
si

realt
ritiene
il

insomma
opposta
pi forte

che, in

modo

empirico o filosofico,
pensiero.

originariamente

Questo
si

infatti
la

comune motivo

di ribellione

contro

dottrina idea-

listica:

motivo psicologico,

pu

dire,

derivante dalla

forza dell'abitudine, che persiste pure


sia distrutta la radice.

dopo che
difficile,

se ne

Giacch quello che realmente


che non

anzi im-

possibile, per l'idealista la spiegazione di quella realt,


realt del pensiero, ossia quel
di

puro pensiero
s

che ognuno

la

noi sperimenta

dentro

di

stesso in

ogni istante della vita:


realt dell'idealista,

ma una

tale realt a logica

non

che l'ha negata, e non deve


il

perci spiegarla, bastandogli di spiegare


la

pensiero che
di
pii

rappresenta. La quale seconda spiegazione


dell'idealista,

perti-

nenza

poi evidentemente assai

age-

vole e piana di

quella,

a cui tenuto

l'oggettivista,
il

che presume
s
(fisico
(1).

si

possa intendere come, dato


sia),
ci

reale in
di

o ideale che
cos
alla

sia

modo

cono-

scerlo

E siamo
soggettivismo

trascendenza che negata dal


della
filosofia

immanentistico

moderna.
i

questa conseguenza dovevano condurre fatalmente


"posti
dall'

principi

idealismo.
si

mezzo
siero

del
^^),

pensiero non
e
(3).

Aveva detto che pu uscire fuori del penil

" per

che

" tutto

che tocchi

pensiero

si

fa

pensiero
"

Aveva soggiunto che


^^).

" tutto ci

che
logica:
uscita

pensato pensiero:

La conclusione era
ragione,

una volta

entrati

nella

ogni

idea

di

fatalmente preclusa

(5).

(1) (2) (3)


(4) (5)

G. Gentile, I Fondamenti della Filosofia dello Spinto, pag. 23-24. G. Gentile, / Fondamenti della Filosofia del Diritto, pag. 23. G. Gentile, / Problemi della Scolastica, pag. 112. G. Gentile, Femia generale dello spirito, pag. 104. G. Gentile, // Modernismo e i rapporti tra scienza e fede, p. 224.

74

S.

TOMMASO E L IDEALISMO

Soltanto in base a questi equivoci filosofici


siero idealista ha potuto

il

penaver

accusare

la scolastica

di

perduto

la

pi grande battaglia, quella

della dimostra-

zione di Dio trascendente. Se


stica

c' una dottrina

tomila

che

brilli

per

la

sua precisione filosofica e per

moderazione inattaccabile dei suoi processi, proprio quella del conoscimento filosofico di Dio O. La teoria
dell'analogia dell'essere

ha

mirabili applicazioni in questo


di

problema fondamentale,
verso
le

e ci permette

salire

attrasi

creature

alla

dimostrazione di
fare

Dio.
di

Non

domander a me
dottrine;
i

di

qui

l'esposizione

queste

tomisti lo

hanno

gi fatto tante volte egre-

giamente: a
l'idealismo
cristiana,
Il

me

basta di aver dimostrato che non


il

solo

non ha superato
l'ha

tomismo

e la

filosofia

ma non

nemmeno ancora
patrimonio
;

raggiunta.

nostro dovere di studiosi e di tomisti di condi

servare incorrotto questo

sapienza ela-

borato dall'intelligenza dell'Aquinate


le

difenderlo contro

manipolazioni dei nemici, e

la

incoerenza di perico-

o pavidi amici; agitarlo come una fiaccola di salvezza nel mare delle agitazioni umane, e restar fedeli
losi

a questa bandiera di scienza e di fede e di libert


stiana:

cri-

Veritas liberabit vos.

(1)

V. Garrigou-Legrange, Dieu, Son existence et sa Nature - Solu-

tion thomiste des antinomies agnostiques.

- Paris, Beauchesne, 1915.

75

S.

TOMMASO
tratto

S.

BONAVENTURA
vita
di
le

" Bel

umano

cristiano nella

San
quali

Tommaso
stata

la

sua fedelt nelle amicizie, fra

sebbene
tiche

sempre celebrata quella con San Bonaventura, di essa ben poco ci dicano le fonti pi an(1).

" Nella yita

dei

grandi pensatori
tali

medioevali

ci

dato ammirare spesso


e nobilt
di

sorprendenti
si

manifestazioni
nella

cuore, che

invano

cercherebbero

(2).

vita di molti grandi pensatori

moderni

Questi due nomi sono


di quell'unit

il

simbolo pi significativo
stessa causa e

e di quell'armonia che dovrebbe avvin-

cere

tutti

quelli

che combattono per


la

la

portano nel cuore

stessa fede.

La loro amicizia
la grandezza che

un programma

un monito.

Ma

unisce, e la piccineria divide.

Appartengono a due Ordini diversi, seguono un diverso indirizzo scientifico, hanno un temperamento che non si assomiglia; eppure si vogliono bene, sono
amici
e

restano

tali

per tutta

la

vita,

senza invidia,

senza
"

urti.

Id quod Dante

dicit

de S. Domenico et Fran-

(1)
(2)

Grabman, Grabman,

op. op.

cit. cit.

pag. 33.

pag. 34.

76

S.

TOMMASO E

S.

BONAVENTURA

cisco,

apte applicari potest ed duos


et seraphicum, scilicet ut in

doctores,

angellef-

cum

angelico

doctore

fulgeat splendor cherubici luminis,


seraphicce caritatis.

in seraphico

ardor

Unde iam communiter


et

S.

Thomas

vocatur doctor Angelicus,

cherub

Scholarum theo logicarum Bonaventura vero seraphicus. Licei duo isti


conveniant in principiis et etiam in

summi Doctores

plerisque conclusionibus specialibus et omnia studia

ad

unum summum bonum


bere
dignoscitur.

dirigant;

nichilo

minus unus-

quisque propriam indolem propriumque charisma haIn


5.

Thoma magis

prcevalet cha-

magis proprietas conceptus analysis apparet magis ilio ; quce subtiliter in qucestionibus obscuris falsum e vero separai; in hoc magis e lucei studium sintheteseos , magisque amai aquiescere in Deo, omnium rerum cenracter Aristotelis, in Bonaventura vero
in

Platonis

tro,

quam
S.

studiose indagare in peripheria res creatas.

Scripta

Thomce magis prce se ferunt

rationis

in-

quisitionem et reflexionem et scholarum methodum et formam; Bonaventura vero, ad divina erectus, etiam in modo loquendi, magis sequitur S. Augustinum, et
in viro scholastico
prodit,

passim etiam mysticus theologus se

dum
0).

legentem ad gustum veritatis allicere con-

dendit

" S. Bonaventura, senza pregiudizio delle sue qualit

naturali che

sono eminenti, per l'anima,


(2).

della fa-

miglia di S. Bernardo e dei Vittorini


"

Per abbondanza, splendore ed originalit


al

di stile
:

Bonaventura superiore
questo
il

suo

amico

Tommaso
in

in
alla

genere

di

linguaggio usato

corrisponde

calma

riflessiva

del

metodo

aristotelico,

quello n-

(1)

Dissertationes de scriptis et de vita S. Bonaventurce, pag. 33 del


dell' < Opera omnia ediz. Quaracchi. PouRRAT, La spiritualit chretienne. Il voi.

tom.
(2)

Paris, Oabalda, 1921.

77

S.

TOMMASO

S.

BONAVENTURA
riveste

vece

il

modo

di

esprimersi

l'ardore

proprio

dell'entusiasmo platonico agostiniano


S.

O. Bonail

Tommaso

pii

sobrio, pi laconico; S.

ventura fecondo

prolisso.

L'Aquinate
;

preferisce

senso naturale e schietto delle parole


la

l'amico suo

ama
il

metafora e

le

figure che rivestono fantasticamente


il

pensiero. L'Angelico resta

professore con

la

traspa-

renza di un pensiero e di un concetto che ritraggono


le
il

cose per quello che sono;

il

dottore di Bagnorea

mistico che anche in una discussione scientifica mira


gli affetti

a suscitare

ed sempre un po' oratore. "

Ad

gemltum
q aidem
s ufficiai
tions,

orationis

per

ledo rem
tedio

invito,

sine

Christum craclfixum, primum ne forte credat, qaod sibl undione sp ecala tio sine devo,

investigatio sine admiratione, circamspedio sine

exsaltatione,
ritate,

industria sine pietate,


sine

scientia

sine

ca-

intelligentia

humilitate ,

studium

obsque

divina gratta, speculum obsque sapientia divinitus inspirata


"
(2).

E noto

il

giudizio, spesso
cristiano,

ripetuto,

che
il

Tom-

maso
i

l'Aristotile

Bonaventura
uniscono nel

secondo
pii

Agostino. Questo giudizio non

deve essere esagerato:

due

santi

si

completano e

si

modo
la

bello.
il

Tommaso

l'Angelo della scuola,

Bonaventura
mente,
distinguono

Maestro

della vita attiva.


il

Tommaso
La

illumina
si

Bonaventura eleva
le

cuore, proprio

come
la

scuole dei due Ordini.


la

filosofia

dei

Domenicani
dei

accorda
cescani

superiorit

alla

mente,

scuola

Fransi

alla

volont;

queste
in

diverse

vedute
scritti

spesso
dei

rivelano e sono

messe

valore negli

due

Dottori, nelle speculazioni teologiche


pratiche.

e nelle questioni

(1) (2)

Orabman,

op.

cit.

pag. 40.

Itinerarium mentis

Deum. Prologus.

78

S.

TOMMASO

S.

BONAVENTURA

Sisto

mette ambedue
i

l'uno

accanto

all'altro,

accorda a S. Bonaventura

medesimi onori

ecclesiastici
" Essi

che Pio

aveva gi concesso a S. Tommaso.


olivi e

sono, dice, due

due candelabri risplendenti

nella

casa di Dio, che colla pienezza della loro carit e colla

hanno illuminato tutta la Chiesa. Per speciale provvidenza di Dio sono essi due stelle similmente apparse nel medesimo tempo. Durante il
luce della loro dottrina

pellegrinaggio di questa vita furono


dal vincolo di
santi lavori
leste
;

intimamente
dalla
alla
al

uniti

una vera amicizia


si

relazione di
Patria

e pari passo
nel
i^K

avviarono

Ce-

per
"

giungere

medesimo tempo

possesso

della felicit eterna

2
dine,

Possiamo ben supporre che Bonaventura non


andato ancora nella scuola del celebre Alche
sin

solo abbia assistito alle lezioni dei dottori del suo or-

ma
;

sia

berto

probabile quindi
il

da allora abbia comaestro,

nosciuto

grande discepolo

di quel

Tommaso
fece di

d'Aquino. Questi aveva seguito


continu
i

Alberto a Parigi, ove

suoi studi fino 1249, nel quale

anno

nuovo ritorno a Colonia col maestro; ma circa il 1250 venne nuovamente a Parigi, per tenere in quella Universit

come
'2).
Il

bacelliere le sue lezioni intorno alle

sen-

tenze
"

commento

di

Bonaventura

all'Ecclesiaste

si

at-

tiene principalnente alle spiegazioni di


e fa pensare che

Ugo

di
le

San Caro
lezioni di

Bonaventura abbia seguito

Ugo
rati

,,

<3).

E
in

interessante vederli nella lotta scientifica

schiestorio-

campo

avverso.

Ascoltiamo

il

moderno

(1)

Lemmens

o.

f.

m.

S. Bonavetifiira

Cardinale
,

Dottore della Chiesa,

pag. 78, versione italiana


(2)

Vita e I^ensiero

Milano 1921.

(3;

Lemmens, op Lemmens. op.

cit.
cit.

pa<j. 46.

pag

15.

79

S.

TOMMASO

S.

BONAVENTURA

grafo di S. Bonaventura, che sar per noi un argomento


di imparzialit,
in

una controversia dove era


gli

facile su-

scitare risentimenti.
" In

quel

tempo cadono

inizi

della lotta

acce-

sasi nella Universit di Parigi tra l'antico

Agostinianismo

e l'indirizzo Aristotelico

capitanato da S.

Tommaso.

discepoli di S. Bonaventura sostenevano energicamente


l'antica scuola.
lotta,

Giovanni Peckham, uno dei duci


dottrina

nella

vede nella nuova mento: Agostino soppiantato da un pagano.


, scrisse

un

funesto

avveni-

" In tutte le

cose dubbie
ordini

egli

pi tardi,

le

dottrine dei

due

sono oggi affatto opposte, poich uno di essi principi dei santi, li stima ben poco, e abbandona
i

quasi interamente

si

appoggia

alle

dottrine dei filosofi,


"

cos che la casa di

Dio

ripiena di idoli .
le

Ci che
del-

Agostino insegna circa


l'anima,
le

regole eterne,

le

potenze

ragioni seminali che sono nella materia (rae


.

tiones seminales)

altre

dottrine, al possibile

comcirca
" in-

battuto e invilito
l'unit della

Nella dottrina di S.

Tommaso

forma sostanziale nell'uomo vedeva

numerevoli assurdit

e contro quella metteva ripetu-

tamente

in

guardia:
.

si

teneva a ci obbligato

" sotto

grave colpa
aristotelica
difficile

La

lite

s'acu e la posizione della scuola

rappresentata da S.

Tommaso
della
le

divenne pi
ossia deldelle Arti della

a causa dell'Aristotelismo esagerato,


di

l'Averroismo

alcuni

dottori

facolt

dell'Universit di Parigi.
filosofia

Bench

due tendenze
in

aristotelica

discrepassero

questioni

fonda-

mentali, esse tuttavia furono considerate e combattute

come una
S.

sola cosa
la

dai

rappresentanti
delle
arti

dell'Agostinia-

nismo, mentre

facolt
il

vide un amico in

Tommaso. Avendo
avversari

vescovo
di

di Parigi,

Stefano Temdottrine

pier,
gli

condannato nel 1270,


tentarono

13 sentenze degli Arstisti,


far

condannare

le

80

S.

TOMMASO E

S.

BONAVENTURA

dell'Aquinate
semplicit
delle

sull'unit

della

forma sostanziale
troviamo
stesso
del

e sulla
serie

degli

Angeli.

Difatti

nella

219 1277 un certo numero


(^).

sentenze riprovate
di

dallo

vescovo nel
Dottore An-

sentenze

gelico

Nella storia della scienza anche questo fatto

ci

do-

veva

essere, che

fossero

condannate alcune

di

queste

dottrine che

sembravano
gli

ardite e pericolose, e che erano

destinate a trionfare nella Chiesa. S. Bonaventura giunge

a mettere " tra


cit degli

(2)^

errori - la dottrina

della sempliriferisce

angeli

ma

la

storia

non

che

fra

due grandi dottori venisse mai meno


"

l'amicizia.

Col tempo prevalsero per numero ed influenza i discepoli di S. Tommaso. Questi ebbe la grande prerogativa di stabilire negli
scritti

posteriori la sua speculala

zione su base peripatetica, per cui


gu pi grande coesione e una
pii
i

sua dottrina conse-

rigorosa unit, mentre


Padri,

Bonaventura,

pi

eclettico

con
Il

aveva attinto

da

differenti scuole di filosofi.


i

nostro Santo per ebbe


(3).

in tutti

tempi amici ed ammiratori


S.
S. Bonaventura,

" In

Tommaso d'Aquino come


che

pure nel suo


lui

grande
stesso
l'Italia

amico
giorno

con

fu

nello
Parigi,

nominato

dottore

di teologia
i

ha dato all'Universit
punto pi

di Parigi

due pi grandi
uniti,

scolastici, che,

completandosi a vicenda e insieme


il

rappresentano

alto,

la

perfezione

finora

non superata

della teologia cattolica, speculativa e con-

templativa del Medioevo W.

Insieme onorarono
i

il

loro

paese, insieme difesero

loro Ordini nella lotta famosa dei professori secolari

pag. 221. pag. 223. op. cit. pag. 72. (3) (4) Grabman, La Scuola Tomistica Italiana nel secolo XIII e principio del sec. XIV, in Rivista di Fil. neosc. 1923, pag. 99.
(1)

(2)

Lemmens, Lemmens, Lemmens,

op.

cit.

op.

cit.

81

S.

TOMMASO

S.

BONAVENTURA

contro

mendicanti. Ancora possiamo

leggere

la

loro
di

apologia e trovare

anche

in

quella

una superiorit
la

anima veramente meravigliosa. Se di questa amicizia conoscessimo


tima, forse

storia

in-

avremmo da goderne

spiritualmente,
di

come

leggendo nella Bibbia l'amicizia

David e Gonata;

ma

resta nel mistero degli uomini e nella luce di Dio.

Mi sono sempre domandato se le opere dell'Angelico si potessero considerare come una fonte di
3
-

informazione

in

ordine

alla

vita

di

lui.

La modestia
pot na-

del Santo gli imped ogni

accenno autobiografico, ogni

nota personale nel senso di notizia,

ma non

scondere

la
i

sua psicologia e
fino

il

suo carattere morale.

Diranno
di
scritti

critici

a che punto

permesso usare
trovare
negli

quella

fonte,

ma non

sar sgradito

suoi un
rivela

vero trattato sparso sull'amicizia, che,

mentre

un'anima

nobile e sensibile

agli

affetti,

rispecchia qualche tratto delle sue relazioni con S. Bo-

naventura.
"

Hoc,

videtur,

esse

amcltice

(^).

maxime proprium

simul conversari ad amicum


"

Amantes qucerunt unionem, quce convenit et descilicet

cet;

Ili

simul conversentar et simul colloquantur

(2).

et in aliis
"

huiusmodi coniangantur

Est amicitice proprium


eo

quod

aliquis

in

prcB-

sentia amici delectetur, et in eius verbis et factis gaudeat, et in

consolationem contra
tristitiis

inventai ; unde in
tionis
Il

omnes anxietates maxime ad amicos consolasu


di

causa confugimus Santo


Dottore

^^K

insiste

quel

proprium delche
affinit

l'amicizia

che un connubio

anime,

(1)
(2)

Cantra Gentiles,

III,

22.

MI,

q. 28, a.

1,

ad. 2.

(3)

Contra Gentes, IV, 22.

82

S.

TOMMASO E

S.

BONAVENTURA

di spirito.

Anzi aggiunge che la stessa amicizia esige rivelazioni di segreti e donazione di beni, fino ad una
vita.

vera comunione di
"

Est aatem amicitice propriam quod amico

ali-

qais sua secreta revelet;


affectus et

cum enim

amicitia coniugat

extra cor
velai
"
(^).

daoram faciat quasi cor unum, non videtur suum aliquis illud protulisse quod amico resolum
est

Non

proprium

amicitice

quod amico

aliquis revelet sua

secreta

propter unitatem affectus,

sed eadem unitas requirit quod etiam ea quce habet

amico communicet ; quia cum homo amicum habeat ut


alterum
se,

necesse est quod ei subveniat sicut et sibl


et

proprium amicitice esse ponitur velie et facere bonum amico (2). " Est proprium amoris unire amantem cum amato,
ei

sua

communicans, unde

in

quantum possibile est Questo sentimento


la

(3).

esige

una grandissima

virt,

forma pi pura e nobile dell'amore. vera amicitia supra virtutem fundetur, quidquid est virtuti contrarium in amico, est amicitice impeditivum; et quidquid est virtuosum est amicitice prvocativum W.
essendo
"

Cum

Questo fondamento c'era tra lui e l'amico Bonaventura: se tali parole non sono proprio l'espressione anonima della loro fraterna relazione, ne rivelano ceruna pagina di S. Tommaso anche pi significativa quando si domanda se la differenza delle opinioni sia inconciliabile con l'amicizia e scioglie la questione con grande larghezza di vedute e con nobili concetti.
tamente
il

segreto.

c'

(1)

(2)
(3)

Cantra Gentes, IV, 21. Cantra Gentes, IV, 21. Cantra Gentes, IV, 54.

(4) II-H, q. 106, a. 1, ad. 3.

83

S.

TOMMASO E

S.

BONAVENTURA

"

i4flf

amicitiam non pertinet concordia in opinioin bonis conferentibus

nibus, sed concordia

ad

vitam,

prcecipue in magnis; quia dissentire in aliquibus parvis,

quasi non

videtur esse dissensus;

et propter hoc

nihil prohibet aliquos caritatem abentes in opinionibus


dissentire.

Nec hoc repugnat


Similiter

paci; quia opiniones perappetitum, qui per

tinent

ad

intellectum, qui prcecedit

pacem

unitur.

etiam,
in

existente

concordia in

principalibus bonis, dissensio


est contra caritatem;
diversitate opinionum,
est dissensio, pertinere

aliquibus parvis non


talis

procedit enim

dissensio ex

dum unus

cestimat hoc,

de quo

niunt,

et

alius

cestimat

ad illud bonum in quo convenon pertinere. Ed secundum

hoc

talis dissensio

de minimis et de opinionibus repu-

gnat quidem paci perfectce, in qua veritas piena cognoscetur et omnis appetitus complebitur ; non tamen
repugnat paci imperfecte qualis habetur in via (^). Come non possibile credere che S. Tommaso

non abbia richiamato


giovinezza trattando

al

pensiero
rapporti

le

vicende della sua


genitori

dei

fra

figli,

specialmente dei
cos
stia

limiti

dell'ubbidienza di questi a quelli,

non mi pare

sostenibile

che questa pagina non


la

per nulla in relazione con


le

sua amicizia per San


alte

Bonaventura e con
dovettero esserci fra

discussioni
di

e fraterne che
il

loro.

Per capire

valore di

questo bisognerebbe poter fare


dispute,
pii

la cronistoria di molte
il

o meno moderne, dove


soddisfazioni,
i

soggettivismo
brill

ebbe
rit

tutte le sue

ma non sempre

la luce,

e rarissimamente

duellanti rispettarono la casi

cristiana.
le

Quanto meno
discussioni

grandi

moralmente

tanto pi

diventano ostinate, clamorose

ed

inutili.

(1) Il-n, q. 29, art. 3, ad. 2.

84

S.

TOMMASO E

S.

BONAVENTURA

questo proposito sia permesso

riferire

una pa-

gina del Cardinale Zigliara.


" Si parla
di
si

molto e
di

si

ragiona poco

si

cerca pi

mordere che
ripone
la

persuadere, e quasi

si

direbbe che
verit

vittoria

non

nel

trionfo

della

ma

Se dallo studio di San Tommaso non si ricavasse altro frutto che quello di sentire modestamente di s medesimo, di esser calmo
nell'oppressione dell'avversario.
nella

discussione,

paziente cogli avversari, per questo

solo

quello

studio

dovrebbe
in tutti

inculcarsi.

Egli
la

ebbe

in

vita sua avversari potenti, ai quali


di

pesava
libri

grandezza
c' traccia

Tommaso; eppure
una parola

suoi

non

di nulla. Scrive bens coll'autorit di maestro,

ma non

dice mai

di

meno, non ne dice neppure

una di pi di quelle che la scienza richiede. Sotto la penna gli vengono avversari d'ogni natura, ed egli o ne volge a buon senso la dottrina, o rifiutando con energia l'errore, tratta cortesemente gli erranti. La sua
parola risplende
cida, e

come
il

la luce,

ma come

la

luce pla-

mentre illumina
il

riscalda.
;

questi

segni rico-

nosciamo

santo e

sapiente
la

santo,

egli scrive

per
;

amore

degli

uomini e

verit

cerca

nell'amore

sa-

piente, egli sa

quanto

costi la scienza del vero, e

per

volentieri compatisce a chi in


la

buona fede

erra.

Laonde

Chiesa accogliendo
di

la vita

S.

due parole, che faccio mie, Tommaso, dice che noi abbiamo in lui
in

un maestro da seguire, e un esempio da imitare (^). 4 - Questi due nomi restano uniti nella storia
della scienza e delle

anime.

Gli

eretici

se

li

trovano

davanti uniti
cattolica
:

come due

soldati invincibili dell'ortodossia

la

Chiesa difende s stessa esaltando loro.

Methodus, qua usi sunt D. Thomas, Dr. Bonaventura et alti post ipsos scholastici non ad rationall(1)

Zigliara, Le dottrine di S.

Tommaso d'Aquino

e i nostri tempi.

85

S.

TOMMASO

S.

BONAVENTURA

smum

neqae causa fuit cur apud scholas hodiernas philosophia in naturalismum et patheismum implngeret. Proinde non licei in crimen doctoribus et
ducit,

magistris

illis

vertere,

quod metodum hanc, prcesertim


(^).
li

approdate vel salte m tacente Ecclesia, usurpaverint

Anche
cuse
"

l'idealismo

ha messi insieme

nelle sue ac-

alla filosofia cattolica.

Per Bonaventura e per Tommaso, salvo


delle tendenze, la situazione
finale

la diver-

genza

dello spirito

di fronte alla verit la

medesima

intellectualistica nel
il

senso sopra accennato della opposizione tra


e l'oggetto
:

soggetto

quindi

negatrice

della soggettivit del-

l'oggetto, e scettica senza saperlo, e affatto inferiore al

motivo fondamentale del cristianesimo (2). Restano uniti nel verso di Dante Alighieri, come
espressione immortale di quella amicizia che da S.

Dofa-

menico e

S.

Francesco

si

trasmise nelle due grandi


solo

miglie, vivendo per, schietta e sincera,

nelle fi-

gure migliori fino ad oggi. Restano


dell'Universit cattolica,
ritratti

uniti nell'Aula

Magna

in estasi di

contempla-

zione e di amore nel trionfo di

Ges

Salvatore.

Degno
S

che dov' l'un l'altro s'induca che com'elli ad una militaro Cos la gloria loro insieme luca (3),

(1) DiNZiNQER, Enchiridion


(2)

(3)

N. 1652, ediz. 10. G. Gentile, / problemi della Scolastica, pag. Paradiso, Xll, 34-37.

93.

86

S.

TOMMASO
le

DANTE

(i).

Il

Ministro che resse


Italia,

sorti della
sei volte
il

Pubblica

Istru-

zione in

durante l'anno

centenario della

morte

di

Dante,

tent squalificare

concetto che noi

avevamo non per

dell'Alighieri

come

di

un grandissimo poeta,
per forza di

forza di fantasia,

ma

sopratutto

ingegno e
sioni e

di dottrina filosofica e teologica.

Muovendo
"

dal presupposto

che

" la

vera poesia
(2)

sorge sulle pas-

non

sulle riflessioni

e che l'arte

non

ri-

trae cose
di

ma
"

sentimenti

(^)

egli

concluse che

la

poesia

Dante

nasce tutta

dal

vigore di fantasia; e seb-

Felice Tocco, Le correnti del pensiero filosofico nel secolo XIH, Arte, Scienza e Fede ai giorni di Dante . Conferenze Dantesche^ tenute nel 1900 a cura del Comitato Milanese della Societ DanF. Ozanam, Rapports de la pfiitesca Italiana. Milano, Hoepli, 1901.
(1)

nel

volume

losophie
S.

de Dante avec

les

coles

Thomas d'Aquin. Gap.


Dante

Ili

da moyen ge. del voi. Dante et

la

S.

Bonaventura

et

philosophie Catho-

lique au troizime sicle. Paris, Lecoffre.


di
e alla questione di Sigieri, in

Nardi, Intorno al tomismo

Giornale Dantesco 1914, voi. 22, quad. V. Mercier, Dante e S. Tommaso, Il VI Centenario DanOrandis, Sigieri di Brabante, Il VI Centenario tesco 1920, pag. 27. Moretti, < La filosofia di Dante stuDantesco 1919, pagg. 21-34-61. diata con Dante ivi, anno 1919, pag. 110. G. Manacorda, Da S. Tom-

maso a Dante. Congetture e riscontri. Bergamo, Istituto Italiano Arti Grafiche, 1901. P. Marchese, o. p., S. Tommaso e Dante Alighieri. Cap. Ili del volume Delle benemerenze di S. Tommaso d'Aquino verso le belle

arti .

(2) B. (3)

Genova, Tipografia della Giovent, 1874. Croce, La poesia di Dante, pag. 179. Bari, Laterza, 1921.
Loc.
cit.

pag. 31.

87

S.

TOMMASO E DANTE

bene

si

soglia

lodare

di

grande dottrina
gli

in

divinit,

questa dottrina,
piuttosto

questa scienza filosofica

teologica,

che vantaggio,
di

Quindi consigliava
delle allegorie

non

apport nocumento (^) curare le allegorie perch


in

" nella poesia e nella storia della poesia le spiegazioni

sono

affatto inutili
di
"

e,

quanto

inutili,

dannose

(2):

consigliava

dimenticare quello che

Beatrice allegoricamente
i

(3),

ed invitava a

" leggere

Dante proprio come tutti lettori ingenui lo leggono hanno ragione di leggerlo, poco badando all'altro mondo, pochissimo alle partizioni morali, niente affatto alle allegorie, e molto godendo delle rappresentazioni
e

poetiche,

in
si

cui

tutta

la

sua multiforme passione,

si

condensa,
la

purifica

si

esprime W.
poesia,

E riducendo

nostra ammirazione

alla

separata dalla dot-

trina,

non
la

si

viene a scapitare molto,

perch fu frain-

tesa

" particolare

importanza

di

Dante
si

filosofo

politico . " In verit,

anche dove pare che


di originalit

possa pi fondantesco,

datamente parlare
per
chi
si

del pensiero

esamini
attenua,

spregiudicatamente

l'originalit

man
in

mano
mente

si
(5).

dimostra di natura non propria" Nella metafisica


si

scientifica

ed etica

ge-

nere, solo

con molta buona volont


anche presso
ricerche
sul

pu
da

ritrovare
lui

qualche particolare che non derivi dai


diati.

libri

stu-

Perci,
le

pi

attenti

e scrupolosi

indagatori,

pensiero
in

le

dottrine
si

di

Dante

di necessit si

aggirano

minuzie, cui

attri(^).

buisce diverso e maggiore valore che loro non spetti

(1)

Op,
Loc.

cit.

pag. 174. pag. 20.


pag. 131.

(2) Loc. cit. (3)


cit.

(4) Loc. cit. pag. 70.


(5)
(6)

Loc.
Loc.

cit.
cit.

pag. 14.

pag. 15.

88

S.

TOMMASO E DANTE
e di cultura,

11

Croce,

uomo d'ingegno
le

sente quanto
tutti

gravi siano

sue affermazioni, e

come non

vor-

ranno accettarle cos semplicemente perch egli le ha dette e previene l'accusa avanzando la sua difesa con
;

queste parole:

" Si dir,

si

detto, che
il

questo

modo Dante

viene

diminuito;

ed vero

contrario,
la

che viene accresciuto: accresciuta e potenziata


templazione di
lui

con-

sommo
;

poeta.

Si

dir e

si

detto

che a questo
glisi
si
il

modo Dante
si

viene profanato, togliendoe neanche vero, perch


gli

pensiero religioso

tolgono o meglio

prescinde solo da quei pensieri,

religiosi

o poHtici o
poesia,
seria

altri

che siano, da
quale,

lui

non

tradotti

nella

sua
e

nella

d'altra

parte

pur vive

tanta

sincera

religiosit,
:

anche

dove
le

non
anche

sembra direttamente espressa


conciliata o equilibrata

vive in tutte

pi varie

figurazioni, perch viveva nell'animo di Dante, se

con

altri

sentimenti

^^l

Che cosa dobbiamo pensare


poema
tasia
,

noi cattolici di questo


il

rifacimento dantesco, per inquadrare


nell'estetica crociana,

poeta e

il

suo

nella

" scienza

della fan-

o " scienza dell'intuizione? . Riconosciamo che " senza passione non nasce poesia ed arte (2); possiamo consentire e riconoscere come nella " Commedia non c' sentimentalismo di

sorta,

ma

la

gioia

il

dolore

il

coraggio
e

di vivere

infrenato
l'alta

dal

timore
(3);

morale,

sorretto

animato dalil

speranza

ma

se vero,

come

Croce

af-

ferma, che nell'epopea dantesca " in cambio dell'ascesi


vi si trova la

ferma fede, rafforzata da pensiero e dotdell'

trina

in
(^)
;

cambio

ardore

guerresco,

l'

ardore

ci^

vile

se " trascendenza e

immanenza

si

afferma-

(1)
(2)
(3)
'4)

Loc. Loe. Loc. Loc.

cit.

cit. cit. cit.

pag. pag. pag. pag.

70,

29.

168.
167.

89

S.

TOMMASO E DANTE

rono entrambi

in

lui

con

sommo

vigore

se egli fu

" costantemente

occupato nel pensiero della vita eterna

e intanto studioso delle dottrine chiesastiche, concepite

come
egli

la

" scrutava

ferma verit su cui fermamente posava se i pi astrusi dommi e osservava curioso


;

amoroso ogni aspetto della natura e ogni moto delTanimo se egli fu " teologo e insieme vario e sene
;

sibilissimo poeta

(^),

come possiamo logicamente


di

tra-

Dante e fermarci esclusivamente al poeta? Che se, per comprendere il poeta, " necessario farsi un' anima dantesca e conoscurare
il

pensiero

scientifico

scere
tura

quello
(2),

che

sia

la

poesia

della

sua eterna namirare


la

come possiamo
si

rinunziare
il

dot-

trina che

asconde sotto

velame anche
ai

" delli versi

strani? . Nei primi canti del paradiso noi sentiamo


forte

un
e

ammonimento che
in

il

poeta d

suoi

lettori

commentatori, invitandoli a tornare indietro piuttosto


pelago con " piccioletta barca colla certezza di rimanere smarriti; mentre quelli che per

che mettersi

tempo drizzarono
alla

il

collo

al

pane degli

angeli,

cio
il

scienza sacra, possono mettere su


i

" l'alto sale

loro naviglio, e salire

cieli

per forza d'ingegno.


di

La poesia
passione o

di

Dante non soltanto espressione

d'immaginazione,
di

ma

volo

di

pensiero

onda
solo

di

amore, poesia

scienza

e di fede,

che ha
" quella

degno riscontro

nella Bibbia;

davvero

voce meravigliata e commossa che tramanda l'anima

umana

non

gi

" nella

perpetuamente

ricorrente

creazione del

mondo che noi non possiamo creare nulla; ma nella vampa di una libert combattente, per assorgere alla somiglianza di Dio nella santit. Comprendo
che questa
pag. 50..

poesia non

rientri

nelle

categorie

(1)

Loc.

cit.

(2) Loc. cit.

pag. 200.

90

S.

TOMMASO E DANTE

del

moderno

idealismo,

ma Dante non

si

contentato

di essere un costruttore di versi e di poesie, piuttosto

aspirando a un rinnovamento di
poesia una forza di
civilt.

anime,

facendo della

un animo dantesco il Ministro, che ha voluto interpretare Dante in modo corrispondente


si

Non

fatto

al

proprio sistema,

ma

alieno dallo
la

spirito e dalla pa-

rola del

poema,

in

contrasto con
"

migliore tradizione

italiana di pensiero e di fede,

che non pu rassegnarsi

a trattare
trice

il

poeta
"

come un
sorella

bravo ragazzo

e Beail

come

una

maggiore che ha compiuto


il
il

corso degli studi e ottenuto


fa scuola al

minore

fratello,

diploma e il premio, e quale ancora assai ine tormentato


e talvolta
arbitrario,
falsi

dietro ed erra in incertezze ed irritato

da dubbi, da pregiudizi
le

da

concetti,

dice grosse

(^).

Questo un rifacimento

che non trova giustificazione nella storia ed in nessuna teoria ragionevole: ci che caduco in Dante
la

vecchia astrologia,
naturale

la

mitologia, certi

dettagli

di fiil

sica

ormai sorpassata;

ma

vivo
il

e forte

pensiero filosofico e teologico che forma


della
piij

contenuto

grande poesia del mondo, vivo e possente lo svincolamento da ogni nequizia che incatena l'anima
per
la

conquista di Dio, centro di ogni ubi e di ogni


al

quando,
verso
i

quale anela e sospira

il

cuore

umano

attra-

regni della morte e della vita. Possiamo adunque


le

cercare

affinit del

pensiero dantesco con quello dei

grandi suoi coetanei e predecessori,

senza che

l'inda-

gine sia diminuita di valore e di interesse, e sopratutto

possiamo domandarci quali siano


sano
fra

le

relazioni

che pas-

l'opera di Dante

e quella di

San Tommaso
-.

d'Aquino.

(1) Loc. cit.

pag. 135.

91

S.

TOMMASO E DANTE

*
* *

La
di

ricerca delle fonti del pensiero dantesco piena

di oscurit e d'incertezza.

Ma

l'amore di una teoria o


il

un personaggio sembra che troppo spesso leghi


critici

pensiero dei

e degli studiosi,

quali,
di

pervasi da

e di una vera smania di scoprire originale, avventano ipotesi, lanciano costruzioni personali, proclamando di aver trovato le sorgenti della Com-

qualcosa

nuovo

media Divina.

Si

vorrebbe ad ogni costo trovare


il

l'au-

tore dal quale Dante dovrebbe aver preso e l'arte sovrana


del

contenuto

suo poema, e questo autore dostoria,

vrebbe coincidere non coi nomi gi conosciuti e nella


misura ridotta dalle esigenze della
perfezione con
il

ma

proprio a

personaggio preferito degli indagatori,


matematica,
confinante
l'originalit di

e quasi in una corrispondenza


col plagio.
si

Pur dichiarando

tutti

Dante,
:

vuol dimostrare
si

come
di
il

e da chi

Dante abbia copiato

pretesa che non

concilia

con

l'idolatria dei

Dantisti,

n con

la

grandezza

Dante.

Intanto sentiamo

Croce, che non trova nulla di


ricerca
gli

originale e di importante nel pensiero filosofico e scolastico di

Dante,

quindi

inutile

la

delle

fonti

della dottrina sua, forse perch " ligio


alla

Dante

appare troppo

parola

rivelata e agli insegnamenti della


limiti

Chiesa, rispettoso dei

dell'umano conoscere, os(^).

sequiente alla modestia ed umilt cristiana


Il

Nardi, invece, trova in Dante " lo sforzo della


Il

riflessione personale, la creazione.


il

suo sistema, come


di

campanile

di

Giotto,

monumento
i

marmo

multi-

colore. Egli chiude un'epoca di cui


lotte;

ma

in

lui si

scorgono gi

ha vissuto tutte le germi che romperanno

(1)

Croce,

loc. cit.

pag. 98.

92

S.

TOMMASO

DANTE

pi tardi la scorza delle vecchie concezioni, e

si

sente

qualcosa che accenna da vicino

il

sorgere di una nuova


la
I

epoca

nella storia dello spirito

umano,

(^).

quale epoca
filosofi

comincia col misticismo tedesco


reazione neoplatonica
trionfo e alla

"

della
il

agostiniana,

che segu, dopo


del

1277,

al

condanna

peripatetismo,

si

rituffarono nella corrente del pensiero

tradizionale cri-

stiano

e,

contro l'esistenza della doppia verit, procladella ragione e della

marono logicamente l'importanza


filosofia.

questo

periodo appartiene

Dante.

Il

suo

misticismo e quel bisogno continuo di fede per salvarsi


dal dubbio, dovuto

appunto ad un nuovo sforzo per


doppia
verit,

liberarsi dalla teoria della

e cio all'aver
tra
il

constatato, al
siero greco ed
Il

par di Sigieri,
il

l'opposizione
^2).

pen-

pensiero cristiano

pensiero di una derivazione islamitica della Diingigantirsi

vina
forte
sulla

Commedia, parve
"
.

monografia dell'arabista
Escatologia

una spagnuolo Miguel Asin


all'apparire
di

Musulmana
la
si

nella

Divina

Com-

media

prima vista

dimostrazione

parve cos

logica e documentata, che


le fonti
piti

pens fossero ormai note


dantesca, e trovate

vere e proprie dell'epopea


si

lontano che non

potesse

comunemente sospetdi

tare.

Ma

dopo

il

primo momento

sorpresa e di meil

raviglia,
i

esaminato coscienziosamente

lavoro dell'Asin,

dotti fecero criticamente giustizia delle conclusioni vio-

lentemente dedotte e indotte da molta coltura islamitica,

che non provava


l'abilit

la

genesi

della
(3).

Commedia, ma

solo

dell'ingegno dell'Asin

Riv. di Filosofia neo-scolastica, 1912, pag. 238. pag. 236. (3) Cfr. G. Gabrieli, Intorno alle fonti orientali della Divina Commedia, Roma, Tip. Poliglotta Vaticana, ic>19. Citando questo lavoro del(1) (2) Loc. cit.
l'Illustre professore, mi fo un dovere di rendere omaggio di ammirazione a questo insigne studioso, il cui valore solo uguagliato dalla sua modestia e dalla indifferenza di noi italiani per le nostre glorie migliori.

93

S.

TOMMASO

DANTE

Ritornando dall'Oriente a casa nostra, fu cercata


la

sorgente del

poema
lui

tra le
le

opere

di S. Pier

Che Dante conoscesse


Avellana e che da
pungenti contro
chi
il

opere del

Damiano. monaco di Fonte


si

prendesse

molte delle invettive

disordine del clero,


" V

sapeva

<i)
;

ma

aveva mai sospettato che

opuscolo XXXIl di

S. Piero

Damiano
.
Il

fosse fonte diretta della Divina


si

Comque-

media?

professore Amaducci

innamor

di

sta idea e

si

convinse

di

questa

presunta derivazione,

che ancora sostiene con ardore lodevole e con nessuna


convinzione dei
critici
(2).
il

Altri studiosi cercarono di avvicinare

contenuto

e la struttura della
rafico, S.

commedia con
di

le
Il

opere del Dr. SeProf. lallonghi


il

Bonaventura

Bagnorea.

(3),

con
della

bella cultura e bello stile,

dopo

Ronzoni e

il

Di-

bisogno, riconoscendo che " molti dei robusti elementi

Theologica e della " Somma cantra Gentiles furono utilizzati con larghezza da Dante, asserisce che il " suo cristianesimo indubbiamente di
"

Summa

derivazione francescana, e che


al

si

riattacca direttamente

misticismo francescano

W.

"

L'opera del filosofo


grandiosa di
natura
motivi

d'Aquino, sistemazione completa del pensiero cattolico

che
lui

ammassa come in una


si

fra le linee

della

sintesi

ferrea armatura

geometricamente coalla

ha una d'acciaio di Dante avida


strutta,

rigidezza
di

che

rispondeva

costringere in forti

dottrinali l'onda

impetuosa
le

Ma

le

tendenze e

una poesia moralizzatrice. abitudini mistiche lo spingevano


di

(1)

Ernesto Anzalone, Dante


L'Opuscolo XXXIl
11

e Pier

Damiano. Saggio. Acireale, Tip.


diretta della

Orario della Ferrovia, 1903.


(2)

di S. Pier

Damiano, fonte

Di-

vina

Giornale Dantesco, 1911; pag. 23, 42. (3) Iallonghi, S. Bonaventura e Dante, nel VF Centenario Dantesco, 1918, pag. 91 (1919) pag. 10, 98.
(4)

Commedia ?>

toc.

cit.

pag. 98, 20.

94

S.

TOMMASO

DANTE

anche e forse pi al filosofo di Bagnorea, pel quale il mondo era una scala a Dio e tutto poteva offrire un'ala
per raggiungerlo
^^).

Da
Angelico
fico,

questo
vi

egli

conclude che " accanto

al

Dottore

nella Divina

Commedia
si

il

Dottore Sera-

quale ispiratore sovrano, e non


far

dunque
il

sempre ricorso

Altri studiosi,

come

il

pu n si deve alle opere del primo ^2). Salvadori (3), il Ronzoni (^\
argomento, chi
valore delle analogie e

Cosmo

^5)

avevano

trattato lo stesso
l

allargando e chi restringendo

dei rapporti, che, sostanzialmente innegabili, bisogna poi

ridurre e

non poco, quanto

all'estensione.

Veniamo
Alighieri.

cos alle relazioni fra S.

Tommaso

Dante

Pur facendo sempre professione di imparzialit, noi siamo trascinati facilmente dalla passione, anche nel valutare questioni e argomentazioni che sembrano del tutto indipendenti dal particolare atteggiamento del nostro spirito. Cos, molto difficile che un tomista si astenga dal marcare fortemente la certa derivazione
del pensiero dantesco dalle opere di S.

Tommaso

d'A-

quino

come
di

il

seguace

di

altre scuole filosofiche e teoil

logiche, pur riconoscendo

fatto sostanzialmente, sar

tentato

mettere

tante

restrizioni

e cautele alla sua

interpretazione, che verr a scomparire ogni preferenza


dell'Alighieri verso
il

"

Buon

frate

Tommaso

Si

po-

nomi e documenti questo fatto psicologico, che vorrebbe essere scientifico, che non fa onore, e sul quale non voglio insistere. Noto soltanto che difensori pi convinti della tesi non sono stati i
trebbe
illustrare

con

(1) Loc.

ct.

pag. 99 (1918). pag. 91.


sulla vita giovanile di Dante.

(2) Loc.
(3)

cit.

Saggio

(4)

La

concezione artistica dilla Divina


tip.

Commedia

e le opere di S.

Bo-

naventura. Monza,
(5)

Artigianelli, 1900.

Notarelle francescane li giornale Dantesco 1901, pag. 41.

95

S.

TOMMASO

E DANTE

Domenicani,

ma

altri

studiosi, sacerdoti e laici,


critica,

che per
il

semplice e sincera indagine


dal probabile, tra dei pochi,
S.
i

sceverando
le

certo

consensi dei pi e
"

contestazioni
di

hanno concluso che

(J);

maestro

Dante fu
suo ge(2);

Tommaso

che dubbio se
di altre

" egli nel

nerale

tomismo immise

corrente speculative

" chi consideri

quanto studio ponesse Dante


la filosofia

nell'ap-

profondire e far sua


nelle sue

del

suo tempo, e come


tol-

opere minori

appaia

ammiratore e seguace,
lieve

quasi esclusivo, dello Stagirita e dell'Aquinate, pu,


tasi

di

mano

la

Commedia, senza non


si

fondamento
gli

affermare che anche in quella Dante dovette seguire


autori, di cui altrove
fa discepolo
(3).

Io intendo di raccogliere e verificare

risultati

che

questi studiosi
porti fra S.

hanno ottenuto
la

sulla questione dei rap-

Tommaso

e Dante, sforzandomi di imitare

anche

in

questo

mirabile serenit di questo geniale

ed amabile dottore, che nelle polemiche pi forti del tempo suo non fu mai assente e non fu mai turbato che a noi tardi nepoti e. discepoli non solo ha dato il
;

contenuto sostanziale

di

una magnifica
"

dottrina,

ma

an-

che l'esempio

di quella
diritti
il

misconosce

della verit, e

infiammata cortesia che non che a Dante piacque.


era generale
il

Quando poeta scriveva, non mismo fra Domenicani, tanto che


i

to-

noi troviamo qualdi-

che dissidente aperto negli studi generali, e misure


sciplinari contro quelli

che non rispettavano

l'autorit
di

il

nome

dell'Aquinate.

Nel Capitolo provinciale

Arezzo

del 1315, fu punito fra

Umberto Guidi per aver

parlato temerariamente contro la sana e sacra dottrina

(1)

Gentile,

/ problemi della

scolastica e

il

pensiero moderno, Bari,

Laterza, 1913, pag. 22.


(2)

(3)

Croce, loc. cit. pag. 12. G. BusNELLi, 11 Giornale Dantesco

1903, pag. 258.

96

S.

TOMMASO E DANTE

del venerabile

dottore

fra

Tommaso

d'Aquino, e co-

stretto a ritrattare le

sue parole, a sospendere per due

anni l'insegnamento e a digiunare per dieci giorni in

pane ed acqua
verso
la

(^).

adunque un
Dante
S.
di

fatto

molto significadai

tivo quello di trovare

cos decisamente orientato

dottrina

Tommaso

fino

primi del

non possiamo riscontrare in lui un tomismo universale e puro, anche se qualche teoria contrasta apertamente con le Somme dell'Angelico.
trecento, anche se

Voglio
quello che
dire che

presentare
gli studiosi

alla

considerazione

dei

lettori

hanno saputo

trovare, senza nulla

non

sia

documentato e fondato.
* * *

Dante

ci

informa del Cinvivio, che nella sua giola

vinezza studi

filosofia

" l

ove

ella si

dimostra vee alle dispule

racemente, cio nelle scuole dei


tazioni dei filosofanti
religiosi
(2).

religiosi

Quali furono

scuole dei

gli alunni Dante ammettevano comunemente che corsi di S. Maria Novella, il poeta avesse frequentato dove fin dal 1272 era sorto uno studio generale per opera di Tommaso d'Aquino, dove le pi cospicue famiglie fiorentine avevano tra religiosi un rappresentante, e il Vasari dice di Cimabue che nella puerizia

che poterono annoverare fra

Alighieri ? Gli studiosi

" fu

mandato, acci

si

esercitasse nelle lettere, in Santa


allora

Maria Novella, ad un maestro suo parente, che


Quia
Fr.

(1) <

frater

Ubertus Guidi Baccalaur. Fior, in disputatione

et

cathedra multa temerarie dixit centra sanam et sacram doctrinam Yen.

Doctoris

Thomae de Aquino,
assignetur

ideo studeat ea retractare, et per bien-

nium

iectione privetur,
.

Pistorium

et

dies in

pane

et

aqua

ieiunet

- Masetti, Monumenta Praedicatorum, voi. 1, pag. 138.


(2;

et antiquitates veteris discplinae

Drdinis

Conv. 11, 13

97

S.

TOMMASO E DANTE

insegnava grammatica
"

ai

Novizi

di

quel

Convento

(^).

Guido primo degli amici di Dante, conobbe e utilizz le opere di Alberto Magno, specialmente per opera dell'illustre Domenicano del suo sangue, Aldobrandino Cavalcanti, che dimorava a S. Maria Novella, divenuto un centro rinomato di attivit scienCavalcanti,
il

tifica

(2).

Queste scuole vano menzionate fino


rale

"

di

S.

Maria Novella, che


presero
presto

si

tro-

dal

1231, elevate a studio gene-

dell'Ordine
:

nel

'72,

un grande
con questo
la
si

splendore
studi

non
in

differenti per la materia e l'ordine degli


di

da quelle
che

Bologna gi
le

descritte

ma

di pi,

Firenze

menti dei Predicatori per

fondazione della loro Chiesa e della pace cittadina,


volsero alle
arti

belle e alle cose civili.


l

Quindi pi geil

nerazioni di uomini

educati

che formarono

fiore

della cultura fiorentina e italiana.


colari alle scuole dei

La frequenza
di fatto

dei se-

Religiosi deve avere spinto a farne

nascere
di

la

scuola

civile,
;

come avvenne

per opera

Remigio Girolami

e naturalmente volgarizzatori di
gli

quel sapere nel volgare materno erano


lari

alunni seco-

di quelle scuole, fra

quali
il

si

possono mettere con

molta probabilit Cimabue,


s'anche Dino
Fr.

Cavalcanti, Dante, e for-

Compagni
e di
S.

(3).

Remigio Girolami, discepolo a Parigi del B. Al-

berto

Magno
il il

Tommaso
la

d'Aquino,

"

quando
vi

verso
port

1276 fu chiamato a Firenze ad insegnarvi,


culto, la venerazione,

dottrina dei suoi grandi


in

Maestri. Per
vella,

40 anni continui insegn


ai

S.

Maria Noanche
ai

non solo

religiosi

del

convento,

ma

(1)
(2)

Salvadori, Sulla vita giovanile di DanlCy p. 107. Salvadori, La poesia giovanile e la canzone di amore di Guido-

Cavalcanti,
(3)

Roma,

1895.
vita giovanile di

Salvadori, Sulla

Dante, pag. 239.

98

S.

TOMMASO

E DANTE

secolari,

form

alla

severit

della

scienza

tutta
gli

la

nuova generazione, che sentiva


della vita italiana ^^K

preparava

albori

Ogni

indizio era

dunque favorevole

all'opinione che

Dante fosse stato discepolo dei discepoli di S. Tommaso a S. Maria Novella ma vanto del Prof. Giulio Salvadori di aver portato la certezza con nuovi documenti l dove era la probabilit. Egli rende conto da
;

s dei suoi risultati cos

"

Che

queste sieno state


si

le

scuole dei Religiosi

alle

quali

Dante

volse, era gi

probabile per buoni argomenti,

ma

ora

si

pu

dir certo
si

per uno nuovo,

che ad

essi

s'aggiunge e che qui

accenna soltanto. Prima


quali

di tutto gli studi filosofici, dei

appare

qualche
il

indizio

nella

prosa

della

Vita

Nuova ed

frutto

Convivio,
e ora

sono, di

natura e di
nella Vita

metodo, domenicani

vedremo come

Nuova
e della

si

trovino traccie di

un'opera d'Alberto

Somma

contro

Gentili del "

Magno buono frate Tomscritta

maso , a esempio della quale verso il '94 fu e nel Convivio non si la Canzone sulla Nobilt
;

citano

quasi

altri

scritti filosofici

contemporanei, che d'Alberto

di

Tommaso.
di

Poi,

la

dottrina psicologica,

morale e

teologica, rimasta scevra dalle prime contradizioni nella

mente
di

Dante,

che nella
,

Commedia

diventa alta
tutti,

poesia di

pensiero,
;

come ormai sanno

quella

Tommaso

la

quale gi nel Capitolo generale del

1286 era dall'Ordine riconosciuta in certo modo come sua, poich vi si dichiarava promovenda, o almeno dov'era opinione probabile, defensanda.
"

Ma

l'argomento principale
libreria di

ci

dato

da un ma-

noscritto dell'antica
ci

S.

Maria Novella, che

ha serbato
(1)

dei saggi tanto dell'insegnamento filosofico

Dom.

Taurisano, Il culto di Dante nell'Ordine Domenicano, in Dicembre 1916, pag. 41.

Mem.

99

S.

TOMMASO E DANTE

che

di quello teologico, quali nell'ultimo trentennio del


si

secolo XIII

davano

in

quello studio, ch'era dei due

generali dell'amplissima provincia romana. Questi saggi


ci

restano nei Prologi (cos

si

chiamavano

le

prolusioni

ai corsi scolastici) dell'illustre

fiorentino di quell'Ordine,

gi nominato, che, licenziato nelle Arti a Parigi, lesse


in quella

scuola,

prima per quindici anni


fu
di
altri

di seguito,

poi,

dopo qualche tempo che


le

leggere

Sentenze, per

nuovo a Parigi a anni che non possiamo


probabilmente comin1303, quando egli ricev
il

precisare quanti siano

stati,

ma
al

ciarono

dall' 89, e

andarono

sotto Benedetto XI, a

Roma,
nelle

repromissum magistele

rium. Questi Prologi riguardano tutte

specie di studi
:

che

si

facevano

allora

scuole

domenicane

uno

ve n'

uno sull'Etica, cinque sui libri delle Sentenze di Pier Lombardo, altri sui vari libri della Scrittura sicch chiaro che frate Remigio
sulla scienza in generale,
;

fu lettore d'ogni disciplina sacra e profana, nella lunga

sua

vita.

Ora
il

chi,

rammentando
di

concetti,

termini, le

autorit e

modo
pi

ragionare

del

Convivio, legga
;

almeno

primi due fra questi prologi, tutto vi ritrova


vale
al

ma

quello che

caso nostro che

il

prin-

cipio del Convivio stesso riproduce quasi letteralmente

un passo
questo

del prologo di

nerale, tanto

che non

si

Remigio sulla scienza in gepu mettere in dubbio che

sia arrivato agli

orecchi o agli occhi di Dante.


se
,

Cos dunque abbiamo,


" scuole dei

Religiosi

non il lettore, almeno le che Dante dice di aver fre-

quentate

(1).

* *

Dopo
tomismo
(l)

l'argomento

storico

che indica
ai

le

vie

del

di

Dante, diamo uno sguardo


lac. cit.

quattro canti

Salvador!,

pag. 108.

100

S.

TOMMASO

DANTE

del Paradiso

nei

quali

S.

Tommaso

parla a Dante,

Dante parla di S. Tommaso. Se legittimo regalare a Dante un bagaglio di dottrine eclettiche per spiegare un verso in onore di Sigieri, che cosa si dovrebbe dire
per mettere
in

rilievo tutto

il

valore di questi quattro

canti, tutti ripieni della gloria di S. di questi fulgori vivi e vincenti

Tommaso
il

La sede
della

sole,

quasi ad aval

vicinare

il

sole

materiale

al

concetto e

fatto

sapienza dell'Aquinate, splendente dei raggi della luce


eterna.

Dante e Beatrice sono


egli

fatti

centro alla ghirlanda

prima, nella quale l'Angelico, ed a


parla.
"S

nome

della quale

infiora

di

quei

sapienti

che pi rappre-

sentano l'indirizzo tomistico, compreso Sigieri, che vi ebbe relazione di contrasto come la corona di S. Bo;

naventura rappresenta l'indirizzo mistico ed accoglie a


preferenza teologi
mistici,

includendovi
delle arti.

Donato come rappresentante


corona segue
mette
alla

grammatico Questa seconda


il

prima

nel

canto e nella danza


vicina

si

all'unisono

con quella che resta pi

Beatrice e a Dante e vagheggia la bella

donna che al

del V avvalora. Non ha proprio nessun valore questa differenza e


preferenza assegnata
alla vita gloriosa di
il

fra

Tommaso,
lo

di cui loda \ infiammata cortesia^


fitta

discreto latino^ e pro-

del

suo insegnamento proprio come se


professor

avesse

sentito parlare alla scuola di Parigi e di Firenze ? Lascio


la

parola

al

Grandis, che sembrer


se

certasul

mente pi mio labbro


"
I

libera
di

ed imparziale che
della

risonasse

Domenicano.
corona,

dottori
i

che sono pi

vicini

al

centro, sono

dottori della

scuola speculativo-tomrsta.

La corona

da Beatrice, e di cui fanno parte Bonaventura, Anselmo, Gioacchino da Fiore, rappi

lontana

ici

S.

TOMMASO E DANTE
mistici

presenta

Teologi
i

moralisti

o agostiniani.
ai

Nel loro insieme


"

due gruppi corrispondono

due

grandi indirizzi storici della teologia.


Il

fatto

che

S.

Tommaso

presenta

al

poeta quelli

della sua corona, significa che essi

sono
il

della sua stessa

corrente dottrinale, e che egli ne

capo. Inoltre, po-

nendo Dante
a cui
"

la

corona

di

S.

Tommaso
al

pii

presso a Beatrice,
la

attesta
si
Il

che nel suo pensiero,

scuola tomista,

mostra fedele, era


poeta aderiva
alla

primo posto.
supee

teoria tomista della

riorit dell'intelligenza
il il

sulla

volont,

per ha posto
filosofi,

pili

presso a Beatrice

cui

capo professa
diverso

la

la corona dei teologi preminenza dell'ordine


(^>.

intellet-

tuale sull'ordine della volont

Non
alla

il

linguaggio

di altri dantisti,

che

ticolare

conoscenza del Poema Sacro aggiungono una parconoscenza del pensiero filosofico dei tempi di
titolo di

Dante. Sia permesso di citare a


Busnelli,
i

onore

il

Padre

cui libri

sono una molteplice e


il

scientifica di-

mostrazione delle intime relazioni fra


e quello di S.
" S.

pensiero di Dante

Tommaso. Tommaso, principe

dei Teologi, pure


i

il

primo
della

a dire e ammaestrare Dante di tra

fulgidi

fiori

prima ghirlanda, perch veramente


"

egli la miglior

guida
sue

nello studio degli altri teologi e sapienti.

Che

il

divino poeta togliesse

quasi tutte

le

profonde e larghe cognizioni teologiche dalle opere dell'Aquinate, e particolarmente delle due Somme, non
chi lo possa ragionevolmente

negare;

tanti e s chiari
le

argomenti e riprove
del

ce

ne forniscono

tre cantiche

poema, come riguardo

all'inferno e al Purgatorio

ho

gi altrove a sufficienza dimostrato,

almeno per ci che

(1)

Orandis,

op.

cit.

pag. 21.

102

S.

TOMMASO

DANTE

si riferisce alla loro struttura.

Quanto al Paradiso, resta da investigarne l'ordinamento, non poco esso pure appoggiato airAquinate, quantunque, come sempre, il divino poeta sapesse valersi di altre
fonti,

e farle
(^).

mira-

bilmente confluire nel proprio concetto

Chiunque consideri
diso,

questi quattro canti del

Parasul
i

e vi

ascolti

il

linguaggio che
col

Dante mette

labbro dell'Aquinate,

primato d'onore fra

tutti

dottori, filosofi e teologi,

che popolano

il

cielo del sole,

non pu misconoscere quanta preferenza sia attribuita al buon frate Tommaso, e quale ascendente il pensiero di lui abbia esercitato sul poeta. E quando il poeta si fa dare una lezione di prudenza scientifica e di lucentezza intellettuale, sgombra di passioni e di soddisfazioni, perch egli non peschi per lo vero senza averne l'arte, e non sia come quei filosofi,
li

quali andavano, e

non sapean dove,


gli

non

si

riconosce lo studioso, che stanco di seguire


altri,
si

smarrimenti degli
suo, per quanto
"

era rifugiato od aveva fatto

non servilmente, il pensiero tomista? Dante, pure avendo preso da tutti grandi maestri e
i

rappresentanti del pensiero antico e medioevale, pur

ri-

pensandolo per conto suo, resta


tutti
i

in

fondo tomista. Di
il

filosofi

antichi e medioevali quello di cui


le

poeta

i^).

meglio rispecchia

dottrine

sempre

S.

Tommaso

Per rendercene conto pi esatto notiamo che Dante


cita a preferenza le

opere

di S.

Tommaso, specialmente
di

(1)

BusNELLi, L'Ordine
9.
cit.

del

Paradiso dantesco. Citt


45.

Castello,

Lapi, 1918, pag.


(2)

A. Grandis, op.

pag

103

S.

TOMMASO

E DANTE

la

Samma

cantra Gentiles e

il

Commentano
^^),

all'tica

di

Aristotile.

Lo

cita

quando
le

parla della relazione della

filosofia

morale con
discrezione

altre scienze
il

quando consiche conbolla sdegnosa(3*,

dera

la

come

surge sulla radice razionale

ramo ^^\ quando

migliore

mente
nel "

la

presunzione degli studiosi insipienti

quando,

De Monarchia

parla della natura e della forza di^^^\

mostrativa del miracolo

e pi particolarmente e

quando
i

vuole scrivere un trattato sulla nobilt,


lere imitare
tili.
il

dice di vo-

trattato

di

S.

Tommaso

contro

Gened

"

Questo contra

gli

erranti tutt'una

parte,

nome d'essa canzone, tolto per esempio del buono fra Tommaso d'Aquino, che a suo libro che fece a confusione di
tutti

quelli

che disviano da nostra fede, pose

(5).

nome: Contra Gentiles


(1)

La morale

filosofia,
all'altre

dell'Etica,
(2)

ordina noi

secondo che dice scienze (Conv.

Tommaso
11, 15).

sopra lo secondo

Lo pi

bello

ramo che

dalla radice razionale consurga, la di-

screzione. Che, siccome dice

Tommaso

sopra

al

prologo dell'Etica; cono-

scere l'ordine di

una cosa
8).

all'altra,

proprio atto di ragione; e questa

discrezione (Conv. IV,


(3)

Lo qual
:

vizio (presunzione)

Tommaso

aborriva nel suo Contra

che crestimando tutto vero quello che a loro pare, e falso quello che a loro non pare {Conv. IV, 11): Sunt quidam tantum de suo ingenio praesumentes, ut totam naturam divinam se reputant suo intellectu posse metiri, aestimantes scilicet totum esse verum quod eis videtur, et falsum quod eis non videtur
di loro ingegno"presuntuosi.

Gentiles, dicendo

Sono molti tanto

dono

col suo intelletto potere misurare tutte le cose,

(Contra Gentiles,
(4) Illud

1, 5).

quod ad

sui

est a

Deo

volitum, et per conseques de iure

perfectionem miraculorum suffragio invatur fit. Et quod ista sit vera


in
tertio

suo Contra Gentiles, mraculum communter isUtuium, divinitus fit; illa proprie miracula dicenda sunt quae divinitus fiunt praeter ordinem communiter observantum in rebus. Unde ipse probat soli Deo competere miracula operari, quod auctoritate Moysis robaratur. Si ergo miraculum est immediata operati primi absque cooperatione secundorum agentium, ut ipse Thomas in praellegato libro probat sufficienter, cum in favorem alicuius protenditur, nefs est dicere, illud cui sic favetur, non esse a Deo, iamquam beneplacituni sibi provisum {De Monarchia, 11, parag. 3).
patet quia, sicut dicit
est

Thomas

quod praeter ordinem

in rebus

(5) Conv., IV, 30.

104

S.

TOMMASO

E DANTE

Ma

chi

si

fermasse

alle

citazioni,
le

cogliere le pi profonde relazioni fra

non volesse opere di Dante


e

e quelle di S. Tommaso, commetterebbe gravissimo errore, mentre noi possiamo indicare pagine intere che

sono la traduzione pura e semplice di S. Tommaso. Un esempio veramente dimostrativo lo abbiamo, quando Dante parla delle diverse operazioni della mente e del
vario
l'

rapporto del pensiero all'azione


"

molteplice del-

uomo.

a sapere che la nostra ragione a quattro ma-

niere di operazioni, diversamente da considerare, or-

dinata: che operazioni sono che

ella

solamente consi-

dera e non

fa,

n pu

fare alcuna
le

di quelle,
le

siccome

sono

le

cose naturali e

soprannaturali e

matema-

tiche; e operazioni che essa considera e fa nel proprio

chiamano razionali, siccome sono arti di parlare; e operazioni sono ch'ella considera e fa in materia fuori di s, siccome sono arti meccaatto suo, le quali
si

niche....

Sono anche operazioni che


nell'atto della

la

nostra ragione

considera
giovare;

volont,
tutto

siccome offendere e
alla

queste

del

soggiacciono

nostra

volont, e per siamo


ch'elle
Il

detti da loro buoni sono proprie nostre del tutto (^).

e rei, per-

lettore giudichi se queste

parole di Dante non

sono

la

vera traduzione

di

dall'Etica

che vogliamo trascrivere

un passo del Commentario " Ordo autem qua:

ad rationem comparatur. Est enitn quidam ordo quem ratio non facit sed solum considerata sicut est ordo rerum naturalium. " Alias autem est ordo, quem ratio considerando facit in suo actu, puta cum ordinat conceptus suos ad
drupliciter

invicem, et signa conceptuum


cativce.

quia sunt voces sighifi-

(1) Conv., IV, 9.

105

S.

TOMMASO E DANTE
est ordo,

" Tertlus

autem

quem

ratio considerando

facit in operationibus voluntatis.


"

Quartas autem

est ordo,

facit in exterioribus rebus,

quem ratio considerando quarum ipsa est causa, si-

cut in arca et

domo

C^h

La corrispondenza perfetta, con la sola trasposizione di una frase e l'aggiunta insignificante di qualche parola. Nel primo canto dell'inferno il poeta si descrive come smarrito fra errori e peccati, quasi in una selva dove non penetra che l'aiuto del cielo a salvamento d chi predestinato a salire il monte della virt e nel " Convivio l'anima quasi pellegrino che va per una via per la quale mai non fu, che ogni cosa che da lungi vede crede che sia l'albergo (2)^ e per non ingannarsi ha bisogno di insegnamento umano e divino, di
;

Virgilio e di Beatrice, di scienza e di grazia.


ficile

Ora

dif-

trovare nella letteratura contemporanea di Dante


di

un brano
"

prosa in cui

il

concetto dantesco sia sin-

tetizzato meglio che in queste parole di S.

Tommaso:

Homo

in
via

stata

vitce

istius

constitutus

est quasi in

qua debet tendere ad patriam, in qua quidem via multa pericula homini imminent tum ab iuteriori, tum ab exteriori. Et ideo sicut hominibus per viam non tutam ambulantibus dantur custodes, ita et cuilibet homini, quandiu viator est, custos angelus deputatur ; quando iam ad terminum vitce pervenerit, iam non habebit angelum custodem, sed habebit in regno angelum conregnantem, in inferno dcemonem punientem <3).

quadam

Non
suggerito

dir che sia proprio


al

questo

il

passo che ha
il

poeta l'orditura del primo canto e

di-

ci) /

Ethic, Lect.

I.

(2) Conv., IV, 12.


(3)

P.

I.

q. 113, art.

4.

106

S.

TOMMASO E DANTE

segno

di tutto

il

viaggio,

ma

noto

l'identit

del
la

con-

cetto e la somiglianza delle frasi,

ed unisco

coinci-

denza a tante

altre innegabili.
il

Nell'apprezzamento delle ricchezze


" privazione di

poeta nota

che bene la loro possessione, che possedendo quelle larghezza non si fa che virt, la quale

perfetto bene e
amati, che

la

quale fa

gli

uomini splendenti e

non pu esser possedendo quelle, ma quelle ^^). Nel Contra Gentiles il poeta aveva detto che " magis est laudabilis actus liberalitatis et manificenticB, quce sunt circa pecanias, ex hoc quod
lasciando di possedere

pecunice

emittiintur

quarti

ex hoc quod conservantur,

^2).

unde
brano
degli

et

ab hoc nomina harum virtutum sumuntur


certi

Certe proposizioni e
la

versi

del

Poeta semdi

traduzione schietta del discreto latino


" la

Fra

Tommaso. Eccone qualche esempio:


uomini
(3).

maggior parte

non secondo ragione n Commentatore dell'Etica Nicomachea " Multitudo hominum talis est quod magis aveva detto sequitur sensum quam intellectum ('^). " Plures sequuntur sensum quam rationem (5).
vivono

secondo

senso

Dell'anima

il

poeta dice che " colla

nobilt

della

ragione partecipa della divina natura a guisa di sempiterna intelligenza,


in
la

divina luce,
la

come

angelo,

raggia
cor-

quella

(^).

S.

Tommaso

dice

" in confinio

porearum

et

incorporearum substantiarum, quasi in ori-

zonto existens ceternitatis et temporis, recedens ab in-

fimo, appropinquat ad

summum

C^)

parole che sem-

(1)
(2)

Conv. IV,

13.
III,

(3)

(4)
(5)
(6)

Contra Gentiles, Conv. I, 14. IX, Ethc, Lect.


I.

30.

8.

q. 49, art. 3, ad. 5.


Ili,

Conv.,

2.
II,

(7)

Contra Gentiles,

81.

107

S.

TOMMASO

E DANTE

brano
"

proprio

quelle

di

Dante
tetiet

nel

De Monarchia

medium corruptibilium et incorruptibiliam : propter qaod recte a philosophis assimilatur horizonti, qui est medium duorum emisolus in entibus

Homo

sono espressioni che sembrano esagerate, e che non ci permettono di credere alla necessit di ricorrere ad altre fonti dalle
spheriorum

C^K

Neil'

Aquinate

ci

quali

il

poeta avrebbe dovuto

derivare

le

espressioni

sue.

"

Omnis

cognitio veritatis est


(2) ;

et participatio legis ceternce

"

qucedam inadiatio ipsum lumen In-

tellectuale, quod est In nobls, nlhll est aliud, quam qucedam particlpata slmllltudo lumlnls increati, in quo

contlnentur ratlones ceternce

(3).

Un
sull'arte

concetto

notissimo a
la

tutti

quello di Dante

che imita

natura

l'arte

vostra quella, quanto puote


il

segue,

come

maestro

fa

il

discente

(4).

Il

riscontro

in

come

espressione: "
(5).

San Tommaso perfetto anche ars Imltatur naturam in quantum

in

potest
" chi

Sulla

conoscenza
(^)

affermato

nel

Convito

che
tro-

conosce una cosa


;

genere non conosce quella

perfettamente

e
:

nella

Summa
Imperfecte

Theologica
allquld

viamo queste parole et non in partlcularl


scere
'^).

" intelllgere allquld in

communi
cogno-

est

(\)

De

Moti.

Ili,

15.

(2) l-ll, q. 93, a. 2.

(3) P.

I,

q. 84, art. 5.

(4) Inf., XI, V. (5)

103.
lib.
1,

Post, Anal.,
I,

lect.

1,

in p.

(6; Conv.,

6.

(7)

P.

/.,

q. 14, art. 6.

108

S.

TOMMASO E DANTE

Per Dante l'amore naturale " sempre senza errore


,

mentre pu sviare quello


o per troppo o per poco
di

elettivo

vigore;

(1;

per S.

Tommaso:

" sicut cognitio naturalls

semper

est

vera, ita dilectio naturalls

semper

est recta,

cum amor

naturalls nlhll allud slt

quam

incllnatlo naturce Indila

ab auctore naturce

(2).

vanagloria dell'umane posse,

Com'poco verde
Se non giunto

in su la
dell'etati

cima dura,
grosse!

Non

il mondan remore altro che un fiato Di vento, ch'or vien quinci ed or vien quindi, E muta nome, perch muta Iato (3).

Nella

Somma
:

noi troviamo lo stesso concetto, con

parole somiglianti

Fama non

habet stabllltatem,

Immo

falso rumore de facili perdltur; et si stabllls allquando


perseveret, hoc est per accldens
(4).

si

potrebbero moltiplicare

all'infinito

riscontri
il

di concetti

e di espressioni, che rivelano


siasi

come

pen-

siero del poeta

alla scuola del Teologo domenicano. Le applicazioni storiche sono qualche volta

formato

personali e discutibili,

ma

il

dottrinale teorico e pratico

di marca tomistica, innegabilmente. Passiamo alle dottrine diffferenziali.

(1)

Purs; XVII,

94, 97.
3.

(2)
(3)

P. A, q. 60, art. I, ad. Purg., XI, 91-103.

(4)

P.

I-II, q. 2, art. 3, ad. 3.

109

S.

TOMMASO E DANTE

Dante bisogna accedere per documentazione. Un libro recentissimo ci apre la via ad un argomento la cui forza dimostrativa non pu sfuggire a nessuno che sia intelligente e non prevenuto. " Se
di

Al tomismo

deve chiamarsi tomista chi segue


stici

principi

caratteri-

della dottrina di S.
l'

Tommaso
dal quale

bisogna riconoscere
principi ca-

per tomista
ratteristici

Alighieri

" questi

della dottrina tomistica furono accolti . Egli


l'unit della

"

ammette

forma sostanziale nell'uomo,

la

privazione

come uno

dei tre principi necessari alla ge-

nerazione delle cose naturali, la


teria nelle sostanze separate,

pura forma senza madistinzione


delle
la superiorit

la reale

potenze dall'essenza dell'anima,


telletto sulla

dell'in-

volont e quindi
in

la

beatitudine consistente
la

nell'atto

che vede e non


ogni forma,,.

quel che ama, e

materia

come

principio di individuazione, e

come pura potenza


dell'anima
dall'

priva di

la

stessa origine

che sembrava diversamente spiegata


dall'Alighieri,
fatti

Aquinate e
riconosciuta

studi

pi

profondi,

fu

identica nei

innegabile
Infatti

il

due grandi filosofi medioevali. E adunque tomismo di Dante.


l'Alighieri

accetta

la

distinzione

reale

fra

l'essenza e l'esistenza.

Questa

dottrina,
S.

che non
a

si

pu veramente non
dall'Alighieri
della

riconoscere in

Tommaso,
lettera
la

accettata

ed affermata nella
splende
in

Can Grande
del
" in

Scala.

Vuol dimostrare che

gloria

tutto l'universo,
;

ma
creati

Primo Motore riuna parte pi e


scolastici sulla ne-

meno
cessit

altrove

ed usando concetti
gli

che

tutti

esseri

siano prodotti
fatto

ri-

flettano l'essere increato, prova

il

con due argo-

menti,
110

Tuno quantum ad

esse e l'altro

quantum ad

S.

TOMMASO E DANTE

essentam
l'esistenza

distinguendo
^').

chiaramente

fra

l'essenza

Altra
l'unit di

dottrina

caratteristica

del

tomismo vero

derando come
congiunse

forma sostanziale nell'uomo. Dante, in una forma la divina virt tre anime
<^\

" consi-

riprovando

quello error, che crede che un'anima sovr'altra in noi

si

accenda,

(3)

arriva alla conclusione che "

sua forma
partecipa
la

W, e per

la

una sola sostanza sia tutta nobilt di questa forma l'uomo


propria

natura del semplice corpo, del corpo misto,

delle piante, degli animali, e finalmente la sua

natura

umana

^).

Se

il

concetto dantesco mancasse anricorrere

cora
del
id

di

chiarezza,

potremmo

a quelle

parole

De Monarchia,
quod
est per
et

nelle quali detto

che

"

formam
genus

substantialem, per

homo est quam sor-

titur

speciem

et per
(6).

quam

reponitur sub prae-

dicamento substantiae

Per quanto alcuni l'abbiano contestato, non


sicuro che Dante ha ritenuto con
S.

meno
che
la

Tommaso
tale

materia

prima pura potenza, e come

esistere separata dall'atto

o dalla forma.

"

non pu Necesse est

rerum generabllium, ut potentia tota materlce primce semper sub actu sit; aliter esset dare potentiam separatam, quod est impossibile
(esse)

maltltaditiem

('').

Per

la

stessa ragione afferma essere necessario che

(1)

BusNELLi, Cosmogonia e antropogenesi secondo Dante Alighieri e


Conv.
Conv. Conv.
Conv.
Ili,

le

sue fonti, pag. 30.


(2) (3)
(4)

8.
6.

Purg. IV,
Ili,
Ili,

3. 3.

(5)

(6)
(7)

Ili,

12.
I,

De

Mon.,

4.

Ili

S.

TOMMASO

DANTE

" qaidqald est

in

rebus inferloribas bonum,

cum ab
existente,
ccelo,

ipsa materia esse non possit, sola potentia

per prius ab

artifice

Deo
artis

sii,

et

secundario a

qaod

est

organum
0-\

divince

qaam naturam
come
in

ap-

pellant

Lo

stesso deve dirsi della materia

principio
cui tanto

di individuazione.

Nel

libro

De Monarchia,

dottrinale tomistico tesoreggiato, per quanto con applicazioni qualche volta arbitrarie,
" virtas volitiva, po-

tentia

qacedam

est:

sed species boni apprehensi, forma


et alice,

est eius ; qace

q aidem forma, qaemadmodum

una

secundum multiplicationem materice recipientis, ut anima et numerus, et alice formce compositioni contingentes (2). La medesima dottrina quella espressa nelle parole del Convito " se essa anima umana, forma esemplata e individuata, non perfetta, non manco dello detto esemplo (cio Dio), ma della
in se multiplicatur,
:

materia

la

quale individua

(3).

La
in

teoria tomistica della distinzione

fra

la

natura

dell'agente, la facolt e l'azione, passata

tutta intera

Dante, per

il

quale " virtus volitiva potentia qucedam


" aliad est esse
(5).

est

W, ed esemplificando insegna che


voglio

ipsius lance, aliud virtus eius, et aliud operari

E non come segno


licit,

omettere

il

primato

dell'intelletto
di-

evidente del tomismo di Dante. Dante

chiara che l'energia dell'uomo essendo ordinata alla fe" vis ipsa intellectualis

est regulatrix
felicitate

et

rectrix

omnium
potest

aliarum;
(^).

aliter

ad

pervenire non

(1) (2)

De De
De De De

Moti, n, Moti.
I,

2.

17.

(3) Cotiv. IH, 6. (4)


(5)

Moti.

1,

17.
4.

Moti.

Ili,
I,

(6)

Moti.

7.

112

S.

TOMMASO E DANTE
dell' intelligenza,

Questo primato moderna ha cercato


esagerazioni
pi

che

la

filosofia
le

di

compromettere
dal

attraverso

violente,

panteismo

idealista al-

l'agnosticismo scettico, lo ritroviamo nella Divina

Com-

media intensamente
E

ribadito.

di saper che tutti

hanno
s

diletto,

Quanto

la

sua veduta
in

Nel vero,
Quinci
si

che

si

profonda queta ogn'intelletto.


si

pu veder come
in quel

fonda

L'esser beato nell'atto che vede,

Non

ch'ama, che poscia seconda

(1).

Le

difficolt pi gravi

erano quelle sull'origine delostinatamente


alcuni studi

l'anima umana, che ad alcuni apparvero


contrarie
alla

dottrina

dell'

Aquinate.

Ma

recenti del P. Busnelli,

clusioni del

non solo contrastano alle conNardi e del Palmieri; non solo arrivano a

mostrare

l'identit di dottrina fra S.

anche
difficili

in

questa particolare

Tommaso questione, ma le

Dante
pi

frasi

della

Divina Commedia,
(2).

apparvero traduzioni

di frasi tomistiche

" Dante

non

eclettico

n multicolore: d'un
molti della sua
di

color solo,
et..

del

tomistico,

come erano

La sua

riflessione personale

non creazione
del

nuova
maestri

filosofia

o teologia;
stati

ma

alta

e cosciente assi-

milazione del migliore aristotelismo,

quale sovrani

erano
il

Alberto
primo,

Magno
se

meglio ancora

l'Aquinate,
S.
di

pi gran genio speculativo del Medioevo...


il

Tommaso: ecco
Dante
;

non l'unico maestro


del vero
nelle cose

da

lui^

si

fa

dare in cielo un'altissima lezione


ricerca

del

come procedere

nella

della filosofia e della fede:

(1)
(2)

Farad. XXVIII, 106-112. Busnelli, op. cit. pag. 262.

113

S.

TOMMASO E DANTE

E questo
Per

ti

sia

farti
s

E
Che

al

sempre piombo ai piedi, mover lento com'uom lasso al no che tu non vedi
:

quelli tra

li

stolti

Che senza

distinzione afferma e
l'altro

bene a basso, nega


passo
;

Cos nell'un come ne


Perch'elli incontra

che pi volte piega

L'opinion corrente in falsa parte,

poi l'affetto l'intelletto lega.

Vie pi ch'indarno da riva si parte, Perch non torna tal qual ei si move Chi pesca per lo vero e non ha l'arte.

di ci

sono

al

mondo

aperte prove

Parmenide, Melisso e Brisso e molti, Li quali andavano e non sapean dove;


Si f Sabellio e Arrio e quelli stolti

Che furon come spade


In render torti
li

a le Scritture
volti
(1).

diritti

Con
la

tali

principi e

con

'tale

maestro
;

si

sua

dottrina filosofica e teologica

a segno tale da

form Dante non

riuscire temerit l'affermare

che

l'influsso dell'Aquinate

e delle sue opere sull'intelletto del divino poeta supera

immensamente quanto
numerosi
scrittori
letti

vi

potessero contribuire
studiati

gli

altri

da

lui.

n'

prova
che,

pi che luminosa,

da noi sperimentata col

fatto,

quanto pi
maggiori e

si

studia

Dante

si

studia l'Aquinate, tanto


i

pi

lampanti se ne sprigionano

raggi di

raffronto e di dipendenza del poeta teologo dal


scolastico,

Sommo

onde ambedue, a conferma . non della leggenda, ma del fatto del tomismo dantesco, sembrano
nei secoli folgoreggiare

come

astri

gemelli, di

diverso

(1)

Par.

XIII,

113-129.

114

S.

TOMMASO E DANTE

colore,

ma

coronati, illuminati e glorificati della


di

mede-

sima aureola

fede e di scienza

(').

* *

"

Quattro sono

le

grandi

correnti

fisolofiche

del

secolo XIII,

per non tener conto delle minori diversi

genze
in
pili

la

neoplatonica o agostiniana, che


abbraccia cos
le
le

suddivide
realistiche

molti rami ed

dottrine

o meno temperate, come


si

mistiche; Taristotelica,
alla

che prende l'ispirazione da Avicenna, e


platonica

corrente

avvicina tanto, che talvolta

si

confonde con
a passo con

essa
si

l'aristotelica averroistica,
piij

che

al

testo aristotelico

tiene

stretta e
;

lo

commenta passo

molta maestria

infine l'aristotelica tomistica,

che dal te-

non teme di allontanarsi, specie quando o la maggiore coerenza di dottrina. A quale di queste scuole appartenne Dante ? " Nel sinedrio filosofico del IV Canto, chi tiene il primo posto, a cui tutti fanno onore, non Platone,
sto di Aristotile
lo richiegga la fede

ma
il

l'Aristotile....;

non avrebbe mai potuto sospettare


che nel lontano avvenire
discepolo.
all'
il

filosofo

poeta d'Atene,
di

poeta filosofo
di

Firenze, lo avrebbe sbalzato di seggio


il

Maestro, per mettervi

Le opere
infuori

di

Pla-

tone a Dante erano sconosciute,

forse del

le cui teorie, massime quelle della metempsicosi, sembrano cos puerili da sospettare che l'autore stesso non le abbia prese sul serio. " E se il nostro poeta poco benevolo a Platone, non si pu dire che abbia soverchia ammirazione per

Timeo,

gli

quel padre della Chiesa,


di

che pi

di

tutti
;

alle

dottrine

Platone

si

inspirato, S. Agostino....
di

a Dante forse
in

pareva che l'opera


(1)

Agostino impallidisse

confronto

BusNELLi, op. di. pag. 299.

115

S.

TOMMASO

E DANTE

della

Somma
al

di S. di

Tommaso. Anche

lui

avr pensato
:

che

di

S.

Tommaso non

si

potesse andare

Tolle
Il

Thomam,
Boffito

tolte

Romam

(^).

di

questo silenzio dantesco


e ne

ha cercato una spiegazione storico-critica di fronte al grande S. Agoil

stino,

assegna come ragione


e

contrasto fra

le

idee del

De Monarchia

quelle del

De

Potestate ec-

clesiastica di

Egidio Colonna:

contrasto
nell'

che avrebbe

avuto una ripercussione anche


vivo sentimento di
idealmente
realt di
si

approvare l'opera
"

grande del fondatore e del dottore.


sovranit
a
S.

Dante, che per

da

cui

animato, tanto

accosta

Agostino,
par

mostra poi

in

non averne
compresa,

letto

che pochissime opere, e anche


e

queste

superficialmente;

quasi

che non abbia,


la

non non

direi

ma nemmeno

intraveduta

gran-

dezza

di

questo Padre della Chiesa. Tanto vero che

gli

assegna nella sua

portante,
cesco, a

come
S.

fa

invece a S.

Commedia alcuna parte imTommaso, a S. Franfatto,

Domenico. Di questo

che non ha

potuto a
la

meno
fra

di destar meraviglia in

qualche dantista,

riposta ragione va forse cercata negli intimi rapporti

che corsero

Dante e

gli

Agostiniani, giacch all'ocil

chio di Dante,

come

ce

ne d prova sicura

canto

XXXII,
"

V.

34 segg.

del Paradiso, S.

Agostino apparve
(2).

quasi solamente fondatore di un ordine religioso

Dante dovette biasimare altamente in cuor suo le esagerazioni a cui, sebbene in buona fede, eran giunti Egidio ed altri, come Agostino Trionfo e Jacopo da
Viterbo,
tutti

della

scuola

dell'Ordine Agostiniano,

che pur vantava a suo fondatore, come anche l'Alighieri


credeva, S. Agostino
;

e volgere perci

sdegnosamente

(1) (2)

Tocco,

loc. cit.

pag. 191.

G. Boffito, Dante, sant'Agostino ed Egidio Colonna (Romano),

Firenze, Olschki, 1911, pag. 17.

116

S.

TOMMASO E DANTE

ad

essi

le

spalle

e chiudere perci ad essi, e per essi


S. Agostino, le

(^).

immeritamente a
sua Divina

pagine immortali della

Commedia

Ma

se Platone ed Agostino
il

nel pensiero di Dante,


di apprezzarli alla

quale

non tengono il primato non mostra nemmeno


illustri

pari
si

con

altri

rappresentanti
il

della filosofia,

come
si

pu sostenere che
prende
il

poeta sia

decisamente orientato verso questa corrente

di idee,

che
dot-

da quei grandi

ispira e

nome

?
alle

" L'indirizzo mistico,

bench s'informasse

che nelle scuole medioevali avevano un gran peso, non poteva appagare l'ardore del sapere, che in quel secolo s'era fatto pii vivo dal diffondersi
trine agostiniane,

della cultura

della

filosofia

araba.

Risorsero quindi

maggior vigore gli indirizzi intellettualistici, che avevano a lor guida Aristotile, il " maestro di color che sanno ed in quel tempo rappresentavano la corrente pi nuova ed ardita del filosofare (2). E Dante
con
,

prefer

indubbiamente questo indirizzo. Ci


in

risulta evi-

dente

primo luogo
(3),

dalle

lodi
" al

quasi

eccessive

che
na-

egli tributa

ad Aristotile, come

Maestro dell'umana
al

ragione

a " quel glorioso filosofo


li

quale

la

tura pi aperse

suoi segreti

W,

al

"

Maestro
la

della

nostra vita
la

(^),

sino a dire che " dove aperse


d'Aristotile
<6).

bocca

divina

sentenzia

da

lasciare
le

mi pare
egli

ogni altra sentenzia


stotile

Per Dante
altissima

parole di Ari;

"

sono

somma

autoritade
C^)

" degnissimo di fede e d'obbedienza

Peripate-

(1) (2) (3) (4) (5)

BoFFiTO,

loc. cit.

pag

29.

Tocco, loc. cit. pag. 188. Conv. IV, 2.


Conv.
Ili,

5.

(6)
(7)

Conv. IV, 23. Conv. IV, 17.


Conv. IV,
6.

117

S.

TOMMASO E DANTE

tici

sono gente che


per tutte

(^).

" tiene
parti,

il

reggimento del
puotesi

mondo

in

dottrina

appellare cattolica
interessa
l'in-

opinione

Ci che

in

questo

momento

di sapere se egli abbia seguito Aristotile

secondo
la

terpretazione averroistica,
rente di S.

piuttosto secondo
Difficile

cor-

Tommaso

d'Aquino.

sostenere che
cattolica opi;

l'averroismo sia apparso a


nione,

Dante quasi

mentre era evidentemente eretico piamo come Dante abbia scartata la teoria
unico e del contrasto fra
la verit di

noi

sap-

dell'intelletto

fede e di ragione.

" Gli averroisti, disgiungendo dall'anima l'intelletto, do-

vevano negare

negavano di lutamente. Tolta all'anima l'intelligenza, non


la

libert,

la

fatto risole resta

se

non l'impulso cieco ed


luogo negli
istinti

inevitabile all'operare,

come ha
non

e nelle passioni.

L'uomo

fallisce

per voler suo,

ma

per l'impeto della sua natura che

vince qualunque resistenza. Codesta teoria doveva sembrare assurda a chi soleva cantare
:

Lo maggior don che Dio per sua larghezza


Fesse creando, ed
Pij

alla sua bontate conformato, e quel ch'Ei pi apprezza,

Fu

della volont la libertate,

Di che

le

creature intelligenti,
(2).

E
" Agli

tutte e sole, furo e son dotate

dunque non poteva n doveva mostrarsi benevolo Dante, come non si mostr San
averroisti

Tommaso.
di

Il

quale

anzi,

nell'opuscolo

diretto

contro

loro,
gli

fu

pili

severo
suoi.

sprezzante che non solesse


Tuttavia
il

verso

avversari

nostro poeta non

solo mette in Paradiso Sigieri,

ma

ne fa tessere l'elogio

(1)
(2)

Conv. IV,

6.

Par., V, 19-25.

118

S.

TOMMASO E DANTE

dallo stesso Aqunate,

che contro

lui
:

aveva soste-

nute

le

pi aspre e irritanti polemiche


Questi, onde a

me ritorna il tuo sguardo, d'uno spirto, che, in pensieri il lume Gravi, a morir gli parve venir tardo.
la

Essa

luce eterna di Sigieri,

Che, leggendo nel Vico degli Strami,


Sillogizz invidiosi veri
(1).

"

Coteste terzine suscitarono e suscitano

le

pi vive

meraviglie.

Come
ln

mai Dante
filosofo,

si

ferma con tanta comtitoli

piacenza sopra
"

che aveva ben pochi

all'ammirazione di un sincero credente qual'era

lui ?....

Era ben
al

naturale

che

S.

Tommaso
lui

il

poeta,
si

davanti

tragico

ed immeritato destino

di

lui,

ri-

cordassero non della dottrina


invidiosi veri
,

da

professata,
nel

" gli

ma

del

valore
degli

dimostrato
suoi.
le

sosteun'altra

nerla contro

gli

assalti

emuli

Ed

ragione non solo spiega

ma

giustifica

parole messe
:

da Dante in bocca a S. Tommaso, ed questa che le condanne del Vescovo Tempier, non si rivolgevano soltanto contro gli averroisti, ma comprendevano anche
gli aristotelici

pi temperati,

non escluso
il

lo stesso

Tom-

maso. Nel 1270 non s'ebbe


t'oltre,

coraggio d'andare tan-

e dalle

quindici

proposizioni sospette, due che

riguardavano
presse;

principalmente
nel

l'Aquinate

furono

sop-

1277, quando le proposizioni salirono vorticosamente ad un numero pi alto, S. Tommaso non fu risparmiato.... Non meraviglia in questo stato
di

ma

cose,

che S.

Tommaso

stesse

pi

col

suo antico

emulo che con quell'opposizione fanatica, avversa alla ragione, sotto qualunque forma si appalesasse -(2).
Par., X, 133-138.

(1)

(2)

Tocco,

loe. cit.

pag. 198-202.

119

S.

TOMMASO

E DANTE

La soluzione opposta, che fa di Dante un eclettico, oppure un originalissimo costruttore di sistemi filosofici, non sembra sostenibile. Riconoscendo che il Poeta non esclusivista mai, non si pu del tutto ritenere " che nel suo insieme la filosofia di Dante non

adesione

nessuno dei
e

sistemi

gi

fissati;

ma

piuttosto dominata da

uno sforzo personale, che tende


a superare

risolvere
0).

antinomie

vecchie
in

posizioni

ideali

Fra

il

giudizio del Nardi, che

Dante

lo
(2),

sforzo della riflessione personale arriva alla creazione


e l'altro del Croce, che in
filosofico

Dante non
libri

si

trova nulla di
letto,

che non
egli

sia derivato dai

che ha

vero che
attraverso
credere.

ha voluto essere
pensiero tomistico,

aristotelico,
stato,

come

aper-

tamente dice nel Convito, e


il

lo

prevalentemente
tutto

come

induce

Anche TOzanam, che pure marca fortemente


le

quelle che egli crede


e col misticismo, dice

relazioni di

che S.

Dante con Platone Tommaso, forse per suo

merito, forse per la reputazione di superiorit che go-

deva

il

suo Ordine, aveva ottenuto un ascendente pi


sulla

grande
trina la

schiera

degli studiosi.

se

la

sua dot:

possiamo ridurre a quattro

serie di concezioni

scienza dell'essere, scienza di Dio, scienza degli scienza dell'uomo, possiamo dire che
di
le

spiriti,

prime due serie


di

concezioni filosofiche

si

trovano nell'Opera
l'anima;
le

Dante,

e ne costituiscono

come
in

altre

due ne for-

mano
"

il

corpo
dall'

(3).

Ozanam

poi,

tutti

riconoscono l'ac-

cordo del Divino Poeta con l'Angelico Dottore W. Esager chi credette che quest'accordo fosse tanto ser-

(1)

Nardi, in Riv.
pag. 238.
toc.
cit.

di Filos.

Neoscol.

1912, pag. 236.

(2) Ib.
(3)
(4)

Ozanam,
Tocco,

pag. 313.

loc. cit.

pag. 195.

120

S.

TOMMASO

DANTE

vile,

come
e

se

Dante ignorasse ogni


letto

altra

voce teolodelle

gica

non

avesse

altro

libro

fuori

due
so-

Somme; ma esager maggiormente


quella

chi

volle

negare
alla

derivazione

precipua e

quell'adesione

stanza della dottrina tomistica.

decisiva la teoria del


di

primato dell'intelletto

del conoscere,

fronte

alla

volont e all'amore, che Dante afferma categoricamente:


Quinci
si

pu veder come
in

si

fonda
(1)

L'esser beato nell'atto che vede,

Non

quel ch'ama, che poscia seconda

e che lo stacca dalla schiera di S. Bonaventura.

Credo
teggiare
di
le

di

essermi avvicinato
fra

alla

verit

nel

trat-

relazioni
fatto
il

Dante e

S.

Tommaso; credo

non aver
in

opera partigiana e interessata, metverace tomismo dantesco, dal quale

tendo

rilievo

apparisce

come

il

genio
latino

assimila ed

accresce,

come
in

Dante

sia

rimasto
di

anche

in

quanto
la

filosofo,

quella corrente
della natura

pensiero
e del

che

filosofia
italiano.

perenne

umana

buon senso

(1)

Par. XXVIII, 109; Conv. IV, 22.

121

MANCA ALLA GLORIA DI S. TOMMASO


CI CHE
Il

titolo di

questo capitolo sembrer a molti vera-

mente scandaloso. Che cosa pu mancare dopo un Bollarlo che spaventa, dopo un successo cos completo
che qualcuno potrebbe credere idolatrico ? Tomista imparziale,

come

tutti

abbiamo
sente
gli

il

dovere

di essere, e

mole

desto studioso che

bruciare
spiriti,
si

nell'anima

tutte

questioni che agitano

non posso tacere che

molte delle nostre battaglie


di

protraggono per difetto

organizzazione, di un colpo di volont intelligente


faccia balzare la soluzione e la vittoria.

che

Quando

si

pensa che

in fatto di Patristica
si

bisogna
difficil-

ricorrere al vecchio Migne, che

trova tanto
ci

mente, che quando l'avete trovato

vuole un patri-

monio per comprarlo,


acceca, perch
i

quando
che
la

l'avete

caratteri della stereotipia

comprato vi sono consuci

mati

quando
i

riflettiamo

sapienza dei Padri

resta inaccessibile per colpa nostra, per incuria dei Cattolici,

quali,

anche quando studiano, mandano cos


la

raramente un grido d'allarme per


sciuta,

verit

miscono-

per

la

giustizia

negata

si

vorrebbe avere un
a
certe

po'

di

onnipotenza per
cosa manca

riparare

lacune che

fanno vergogna.

Che
122

alla gloria di

S.

Tommaso

CI

CHE MANCA ALLA GLORIA

DI S.

TOMMASO

Pensiamo che oggi


al

l'intelligenza
I

si

smarrisce nei

labirinti dei sistemi filosofici.

giovani prima di arrivare

Dio incontrano l'Areopago del mondo, quello che dovrebbe essere il tempio della ragione, quella che l'universit dei Gentili prima della Somma Teologica, bisogna combattere e vincere Contra Gentlles.
tempio
di
;

Ci che manca
cattolica
di

alla filosofia tomistica, alla


in

scienza

prendere

mano

il

"

reggimento del

mondo
Dante

in
al

dottrina

per tutte
;

parti

<^),

come

diceva

tempo suo

di unificare

l'intelligenze nelle
la

questioni fondamentali che reggono


e collettiva.

vita individuale

Se non raggiungiamo questa unit morale, non potremo avere mai un risultato efficace nel mondo, che rester anarchico nelle manifestazioni del pensiero,

come
di

nel pensiero. Basta tener dietro allo svolgimento


filosofico, al

un Congresso

contenuto e

alle

mutazioni
i

dei sistemi e delle scuole per verificare

come

sapienti

siano spesso, poco meritevoli del loro aggettivo.

E una
altri.

questione che debbono sentire

cattolici

prima degli

Sono essi che in forza debbono efficacemente

della propria

unit intellettuale

agire

nell'anarchia del

mondo.
che osta-

Mi rendo conto
colano
il

delle difficolt irriducibili

successo

al

grande proposito
c'
di
di

ma
il

mi

rendo
degli

conto anche delle lacune che travagliano


di

nostro lavoro

conquista.

Che cosa
e di

vero

nell'accusa

idealisti

che

ci

rimproverano

avere ripetuto malamente

S.

Tommaso

non averlo saputo rivivere?


si

Come

Modernisti
del

di ieri

dichiaravano

continuatori schietti
la

grande dottore, cos avanzano


di

stessa pretesa gli


S.

idealisti

oggi

quindi

il

rivivere

Tommaso,
in
lui,

nel

concetto loro, sarebbe sviluppare quello spunto di im-

manentismo che dicono


sbocca oggi
(1) Convito,

di
si

avere trovato

e che

in quella

che

chiama

la filosofia

moderna.

IV,

6.

123

CIO CHE

MANCA ALLA GLORIA

DI S.

TOMMASO

Tanto per intenderci subito e non farci trarre in inganno da nessuno ma non oserei dire che, con questa considerazione, non resta proprio nulla di vero in quella
;

critica.

Leone XIII aveva detto nella sua Enciclica famosa " S quid est a doctoribiis scholasticis vel nimia substilitate qucesitum, si quid cum exploratis posterioris cBvi doctrinis minus cohcerens, vel detiique quoquo modo non probabile, id nullo pacto in animo est celati nostrcE ad imitandum proponi .
:

All'Accademia
tracciato

Romana

di

S.

Tommaso aveva
ancora
di

un programma che domanda

es-

sere svolto,

anche volendo tener conto delle benemein tutto

renze veramente insigni di molti tomisti celebri


il

mondo che

studia. "

Eo

studia industriamque conver-

tat,

ut eius opera explanet, illustret; piacila exponat et


sive veterum sive recentium

cum aliorum philosophorum


placitis conferai:

vim sententiarum earumque ratio nes


inventorum
di

demonstret ; salutarem doctrinam propagare, et ad gras-

santium

errorum refutationem, recensque illustrano ne m adhibere contendat (^).


Alla
gloria
di
,

S.

Tommaso

all'

attuazione

questo
della
si

programma

manca specialmente

un' edizione

Somma

Teologica che assomigli a quelle che oggi

fanno del Poema Sacro. Questi sono due libri che non muoiono pi nel mondo, finch resta un pensatore e uno scrittore. Sono il tesoro quotidiano delle ma intelligenze migliori e delle anime pi grandi non sono il cibo pi semplice e pi facile. Come
;

della
testo,

Divina

Commedia

si

fanno edizioni critiche nel


storiche
illustrative,

ricche di

indicazioni

di

an-

notazioni filologiche, geografiche, scientifiche, bibliogra-

(1)

Leone

XIII,

Ad

Card, de Luca,

De

Accademia

S.

Thomae Aqui-

natis

Romanae

institiunda.

124

CI CHE MANCA ALLA GLORIA DI

S.

TOMMASO

fiche,

tanto che un

commentario

alla

Commedia

rap-

presenta oggi un lavoro di secoli, compiuto da un esercito di studiosi, e

forma una scienza nuova che ha biblioteche e riviste specializzate, la Dantologia; cos per la Somma Teologica manca un'edizione che non solo

sia critica nel testo,

come pu
e

essere la Leonina,

ma

che dia
le frasi

il

parallelismo delle dottrine tomistiche, spieghi

meno

chiare

pi

lontane dalla terminologia


i

di oggi, illustri storicamente

personaggi ricordati e

le

dottrine accennate

dia

la

documentazione dei sistemi


dei
in

combattuti, una scelta bibliografia


della

punti

principali
alle

dottrina

tomistica,

mettendola
filosofico

relazione

forme nuove del pensiero


contatto vivo di tutta
la

teologico

e al
si
il-

coltura

contemporanea. Se

utilizzassero le monografie, gli studi specializzati per


lustrare le varie part della

Somma, mettendo
altri

sotto gli

occhi del lettore quello che proprio di S.

Tommaso

e quello che comune


poranei, integrando
il

agli

Dottori suoi contem-

testo

della
le

Somma
decisioni

con una redogmatiche


nuovo,

visione dei passi scritturali, con

e disciplinari dei Concili e del Codice canonico, quell'antico e

meraviglioso

libro

apparirebbe
tutti.

moque:

derno, agile e necessario per


sto

Comprendo che
un
solo

non

il

lavoro che possa fare

studioso

occorre l'opera unificata di


sotto la direzione di
le

molte

persone competenti
;

difficolt

una mente organizzatrice ma se sono molte, sono per vincibili, tanto che
peccaminoso non
gli

nel

campo
S.

della scienza

vincerle.

Tommaso
la

Dante sono
di

autori

che hanno

avuto un numero sterminato


S.

commentatori;
resto.

ma

per

Tommaso,

preoccupazione del contenuto dottrinale


il

speculativo, ha fatto dimenticare tutto

Perch
canoil

non potrebbe esser


nizzazione e
e
il
il

fatto tra

il

centenario

della

centenario della nascita, cio tra

1923

1925?
125

CIO CHE

MANCA ALLA GLORIA

DI S.

TOMMASO

Questo rientra nel programma che fu tracciato dalla mano di Leone XIII, questo dovere di scienza che si impone a chi capace di sentire e di capire come le vittorie della fede siano a base di luce intellettuale. Noi siamo troppo commerciali nella nostra incomposta e moderna attivit, troppo individualisti nonostante la bufera del socialismo e del monismo: non sappiamo pi
lavorare
in

collaborazione

come

nostri

maggiori^

quando con un meraviglioso disegno ed una fede possente,

costruivano
estasiati,

quelle
e

cattedrali

che noi oggi con-

templiamo
pera,

perch l'autore
animati
dallo

grandi,

non troviamo pi l'autore dell'ofu una legione di artisti, tutti stesso pensiero, il quale venne
espressione
al

tradotto in un'opera che era

di

un'epoca.

Noi mettiamo

il

nostro
si

nome
si

principio e alla fine di


si

ogni pagina che

scrive o che

copia, perci

il

com-

mentario storico-critico non


tivo profeta
-

far - e vorrei essere catessere.

o non

si

far

come dovrebbe
in

Ma

non

sia inutile

l'averlo

gridato

questo

centenario,

anche se molti non ascolteranno e rideranno. Viene il momento in cui l'idea si risolve in azione anche se
:

chi

l'ha lanciata
alla

non

pi,

la

verit

continua, e
Lei.

valore

vita di chi

ha lavorato per

126

PUBBLICAZIONI DELL'UNIVERSIT CATTOLICA DEL


Serie Prima:
Fase.
1.

S.

CUORE

SCIENZE FILOSOFICHE.

Volume

I.

- Francesco Olgiati, L'anima di S. Tommaso Saggio filosofico intorno alla concezione tomistica. Voi. in-8 di pag. 149, L. 8. Fase. 2. - Mariano Cordovani, Rivelazione e filosofia. Voi. in-8 di

pagine 178,
Fase. 3. - Giuseppe

L. 7.

Zamboni - La gnoseologia
L. 8.

dell'atto.

Voi.

in

di

pagine 160,

Fase. 4. - Lavori del Laboratorio di psicologia sperimentale:

L Agostino
2.
3. 4.

Gemelli, Ricerche sperimentali sul comico.

Agostino Gemelli, Ricerche sull'attivit volontaria nel lavoro manuale. Galli e Beretta, Ricerche sulle associazioni preferite. Gemelli e Galli, Sulle nozioni in fanciulli normali ed anormali
(in

preparazione).
//
12.

Fase.

5.

di

Amato Masnovo,
pagine 248, L.
II.

neotomismo italiano in

Italia.

Voi.

in-8

Volume

San Tommaso d'Aquino - Pubblicazione Commemorativa del VP Centenario della canonizzazione con scritti di M. Grabmann - A. Gemelli D. Lanna - A. Bernareggi - G. Busnelli - E. Chiocchetti - M. Cor:

dovani - P. De Munnynk - A. Masnovo - F. Olgiati - P. Rossi P. Rotta - R. M. Schultes - G. Sestili, pubblicati a cura della Facolt di Filosofia dell' Universit cattolica del sacro Cuore. Voi. in-8 di pag. 320 con una tavola fuori testo (esaurito). Serie Seconda:
Pasc.

SCIENZE GIURIDICHE.

Volume

I.

-Fase. 2.

Fase.
Fase.

3.

4.

Volume
Voi.
III.

Volume
-Fase.

- Sulla riforma del codice penale italiano. A proposito del progetto Ferri. Parere della facolt di Scienze sociali dell' Universit cattolica del sacro Cuore (esaurito). - Emilio Albertario - Animus furandi. Contributo alla dottrina del furto nel diritto romano e bizantino. Voi. in-8, di pag. 40 L. 4. - Giulio Battaglini, Introduzione allo studio del diritto penale. Voi. in 8 di pagine 119, L. 8. - Luigi Raggi, // potere discrezionale e la facolt regolamentare. Voi. in-8 di pagine 20, L. 2. II. - G. B. Biavaschi, La moderna concezione filosofica dello Stato. Voi. in-8 di pagine XII-472, L. 55. - Emilio Albertario, Delictum e crimem nel diritto romano classico e nella legislazione giustinianea (in corso di stampa. IV. - Giuseppe Carrara, // boicottaggio (in corso di stampa).

Serie Terza:
I.

SCIENZE SOCIALL

Volume

I.

- Aristide Calderini, La composizione della famiglia secondo le schede di censimento dell'Egitto romano.VoX. in-8 di pagine 61, L. 8. Fase. 2. - Luigi Corsi, L'applicazione dei principi evangelici nei rapporti internazionali, Voi. in-8 di pagine 40. L. 4. 'Volume II. - Jacopo Mazzei, Politica economica internazionale inglese prima di Adamo Smith (in corso di stampa).
Serie Quarta:

SCIENZE FILOLOGICHE.

Voi.

I.

- Giuseppe Ghedini, Lettere cristiane nei papiri greci del III e IV secolo. Volume in-8 di pagine 376, L. 18.

Serie Quinta:

SCIENZE STORICHE.
La lega
italica

Voi.

I.

- Giovanni Soranzo, stampa).

(1454-1455)

(in

corso di

765 .T54 C665 1920 snc Cordovani, fi. (riariano),


B

1883. attuai ita di S. Tommaso d' Aquino AXD-9319 (mcsk)


b.
L'