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ANALISI DI BILANCIO

Bilancio

Il bilancio desercizio rappresenta una fonte primaria di informazioni per valutare le prospettive di investimento in una impresa; esso un indispensabile ed insostituibile strumento di informazione esterna per le imprese. Lesigenza di una pi efficace e immediata interpretazione dei dati ha reso necessario limpiego dellanalisi di bilancio. Lanalisi di bilancio stata utilizzata negli Stati Uniti allinizio del secolo scorso per lanalisi del credito a breve termine, per poi divenire uno strumento sempre pi diffuso e oggetto di studio a livello accademico.
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Ma chi sono i possibili soggetti interessati alle informazioni che scaturiscono dallanalisi di bilancio? Essi sono i c.d. stakeholders (portatori di interesse) che sono, in sintesi: i soci dellimpresa; i finanziatori esterni (es.banche); i fornitori; i clienti; i concorrenti; i dipendenti; lo Stato.
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Loggetto delle analisi di bilancio rappresentato dalla gestione dimpresa osservata nei suoi diversi aspetti: finanziario riguarda la relazione tra entrate ed uscite. Si evidenziano i bisogni di capitale e le relative modalit di copertura (aspetto della liquidit); economico determina le relazioni esistenti tra costi e ricavi al fine di valutare la redditivit dellimpresa (aspetto della redditivit); patrimoniale viene esaminata la relazione che sussiste tra capitale proprio ed il capitale di credito (aspetto della solidit).

Le analisi di bilancio possono essere distinte in vari sottogruppi, per esempio in base ai soggetti che compiono tali analisi, possiamo distinguerle in: interne, elaborate dal management aziendale ai fini del controllo di gestione; esterne, sono condotte da soggetti esterni allimpresa (banche, fornitori, concorrenti, etc.). Esse hanno per oggetto il bilancio destinato a pubblicazione.
Le analisi esterne hanno una difficolt ed unimportanza superiore a quelle interne, infatti la dottrina aziendalistica ha dedicato alle prime un interesse maggiore
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Dal punto di vista temporale possono distinguersi in:

retrospettive, analizzano la gestione passata sotto il profilo


economico, patrimoniale e finanziario;

prospettive, cercano di prevedere i trend futuri per una


amministrazione per programmi e piani desercizio (es. i budget).

CONSIDERAZIONI GENERALI SULLANALISI DI BILANCIO

Necessit di riclassificare il bilancio desercizio Riclassificare secondo un criterio di liquidit crescente

Riclassificazione del conto economico


Eventuali altre informazioni utili

La distinzione dei valori dellattivo tra IMMOBILIZZAZIONI e ATTIVO CIRCOLANTE definita sulla base del criterio della destinazione (le immobilizzazioni sono valori patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente). Inoltre le poste dellattivo, cio i singoli elementi patrimoniali, dello stato patrimoniale sono al netto delle eventuali poste rettificative o rettifiche di valore (es. fondi di ammortamento, fondo svalutazione crediti, fondo svalutazione titoli, etc.). Mentre dal lato del passivo il criterio di classificazione rappresentato dallorigine dei mezzi di finanziamento necessari allimpresa: capitale proprio e mezzi di terzi.
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RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE

Ai fini della classificazione di bilancio la tecnica adoperata

quella

del

c.d.

CRITERIO

FINANZIARIO

della

REALIZZABILITA. Esso classifica le diverse poste in funzione del tempo necessario affinch siano convertite in moneta.

Quindi si seguir il seguente schema:

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RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE

RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE Immobilizzazioni ATTIVO FISSO PATRIMONIO NETTO materiali Immobilizzazioni (voci che si trasforemaranno immateriali (Capitale sociale, riserve ed utili, detratte le perdite di in denaro in un periodo esercizio) immobilizzazioni superiore ad un anno) finanziarie PASSIVITA' CONSOLIDATE ATTIVO O REDIMIBILITA' (voci che si trasformeranno in Disponibilit esborsi in un periodo superiore all'anno) CIRCOLANTE
(voci che si trasforemeranno in denaro in un periodo inferiore ad un anno)

Liquidit differite Liquidit immediate

PASSIVITA' CORRENTI O ESIGIBILITA'


(voci che si trasformeranno in esborsi in un periodo inferiore all'anno)

TOTALE INVESTIMENTI

TOTALE FONTI DI FINANZIAMENTO

Il criterio adoperato in tale riclassificazione quella della liquidit crescente.


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RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO

Ricavi operativi (Costi operativi) RISULTATO DELLA GESTIONE CARATTERISTICA o REDDITO OPERATIVO

Saldo della gestione extra-caratteristica


RISULTATO DELLA GESTIONE CORRENTE O ORDINARIA

Saldo della gestione finanziaria

Saldo della gestione straordinaria


RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (Imposte)

RISULTATO NETTO DESERCIZIO


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RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO A VALORE AGGIUNTO

Ricavi operativi

- Costi esterni

Acquisto materie prime, spese per servizi e godimento terzi

= VALOREAGGIUNTO -Costi del personale - Ammortamenti - Altri costi interni = REDDITO OPERATIVO
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La riclassificazione del C.E. a VALORE AGGIUNTO rappresenta la

capacit

dellimpresa

di

generare

valore

dalla

sua

attivit

di

trasformazione in misura adeguata a remunerare gli altri fattori impiegati (lavoro e capitale). Il Valore Aggiunto la differenza tra valore della produzione e i costi esterni; rappresenta il margine a disposizione dellazienda per coprire i

costi interni e i costi riconducibili ad altre gestioni oltre quella


caratteristica. Rappresenta inoltre lincremento di valore che lo svolgimento della gestione, tramite le risorse stabili organizzate nellazienda (lavoro, impianti e capitale), ha prodotto sui fattori acquisiti allesterno.
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RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO A COSTO DEL VENDUTO

C.E RICLASSIFICATO AL COSTO DEL VENDUTO RICAVI NETTI - COSTO DEL VENDUTO = *

RISULTATO LORDO GESTIONE INDUSTRIALE COSTI DI R&S COSTI AMMINISTRATIVI COSTI VENDITA/MARKETING

= RISULTATO OPERATIVO +/- PROVENTI E ONERI PATRIMONIALI** +/- PROVENTI E ONERI FINANZIARI*** = RISULTATO DI GESTIONE +/- PROVENTI E ONERI STRAORDINARI**** = RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE - IMPOSTE E TASSE = RISULTATO NETTO

* il costo del venduto determinato nel seguente modo: Rimanenze iniziali (materie prime, semilavorati e prodotti finiti) + Acquisti di materie prime, semilavorati e prodotti finiti + Costo del lavoro industriale (compresi gli oneri sociali e previdenziali) + Ammortamenti e costi di struttura industriali + Altri oneri industriali - Rimanenze finali (materie prime, semilavorati e prodotti finiti).

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** La categoria proventi e oneri patrimoniali comprende proventi e oneri di beni che non appartengono alla gestione caratteristica: fitti attivi da appartamenti dati in locazione, oneri di manutenzione di fabbricati non operativi, proventi /dividendi da azioni. Si tratta insomma di proventi e oneri di gestione non caratteristici. *** La categoria proventi e oneri finanziari si riferisce agli interessi attivi e passivi su finanziamenti. **** La categoria proventi e oneri straordinari include proventi e oneri che riguardano fenomeni non voluti dagli amministratori, non programmati non prevedibili. Si tratta di fenomeni alla base dei quali generalmente non esiste una manifestazione di volont contrattuale degli amministratori e dei manager. In sostanza, si tratta di ricavi e costi dovuti a cause di forza maggiore.
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INDICI E MARGINI UTILIZZATI AI FINI DELLANALISI DI BILANCIO

Ai fini dellanalisi di bilancio possiamo distinguere 3 classi: Indici di struttura patrimoniale

indici di redditivit
indici di natura finanziaria

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INDICI DELLA STRUTTURA PATRIMONIALE

Indice di rigidit degli impieghi = ATTIVO FISSO / CAPITALE INVESTITO Indice di elasticit degli impieghi = ATTIVO CIRCOLANTE / CAPITALE INVESTITO Indice di patrimonializzazione = CAPITALE NETTO / CAPITALE INVESTITO Leverage = CAPITALE DI CREDITO / CAPITALE PROPRIO Indice di struttura primario = CAPITALE NETTO / IMMOBILIZZAZIONI

Indice di struttura di struttura secondario = (CN + PASS. CONS.) /


IMMOBILIZZAZIONI

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INDICI E RELATIVI MARGINI

Il valore informativo dei due indici (lindice-quoziente e lindice-differenza) molto diverso in quanto il margine espresso in valore assoluto mentre il quoziente espresso in valore relativo. Bench le variabili determinanti dei due indicatori siano le stesse, il secondo pi espressivo del primo ai fini delle comparazioni nel tempo e nello spazio, in quanto rappresenta gli equilibri relativi tra le classi di valori considerate, ma non influenzato dalla dimensione aziendale

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INDICI DI REDDITIVIT

ROE = Return on equity = RN/CN


Il ROE rappresenta lindice che d il quadro pi sintetico sullandamento

della gestione . Per dare un giudizio sulla capacit reddituale dellazienda, il


ROE deve essere confrontato con il rendimento di investimenti alternativi che si caratterizzano per lo stesso livello di rischio: deve tenere in

considerazione le difficolt di smobilizzo di un investimento (linvestimento


in 10.000 in unazienda ha una minore possibilit di liquidibilit di un investimento in titoli azionari quotati in borsa.

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INDICI DI REDDITIVIT ROI

ROI = Return on investiment = RO / CAPITALE INVESTITO


Il ROI rappresenta la redditivit operativa e viene sviluppata costruendo una relazione tra le capacit di produrre risultati economici soddisfacenti e lammontare

di risorse impiegate nelle attivit aziendali.


Il ROI pu essere scomposto cos: ROI = R.O. / FATTURATO * FATTURATO / CAPITALE INVESTITO ROS CAPITAL TURNOVER

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Il ROE come indicatore

Vi sono tre imprese ALFA, BETA e GAMMA che hanno una struttura patrimoniale identica e tutte e tre hanno un reddito netto di 60 presentano un ROE pari 3,33%:
Stato Patrimoniale

Assets 1000

Debiti 100 Patrimonio Netto 900

Tot. Attivo 1000

Tot. Passivo 1000

Le tre imprese sono identiche?


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AZIENDA ALFA R.O P.F. O.F. PLU.VAL MIN.VAL R.Ante Imposte Imposte R.N 100 0 -10 0 -30 60 -30 30

AZIENDA BETA R.O P.F. OF PLU.VAL MIN.VAL R.Ante Imposte Imposte R.N 60 20 -20 10 -10 60 -30 30

AZIENDA GAMMA R.O 30 P.F. 0 OF -10 PLU.VAL 40 MIN.VAL 0 R.Ante Imposte 60 Imposte -30 R.N 30

Se si analizza come le tre imprese hanno ottenuto il reddito netto chiaro che, sebbene abbiano una struttura patrimoniale e ROE identici, non siano affatto uguali.
ROIALFA= 10%; ROIBETA= 6%; ROIGAMMA = 3%
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INDICI DI REDDITIVIT ROS

ROS = Return on sales rappresenta la relazione tra ricavi e costi operativi. Lanalisi di redditivit operativa della vendite esprime il reddito medio di periodo per unit di ricavo; se positivo evidenzia la percentuale di ricavi netti ancora disponibili dopo aver coperto tutti i costi riconducibili allarea operativa, se invece negativo segnala il fatto che la gestione operativa ha avuto dei costi superiori ai ricavi.

Esempio: se il ROS pari al 7% possibile sostenere che per ogni unit venduta, il 7%
del ricavo di vendita ancora disponibile dopo la copertura di tutti i costi di gestione operativa.

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INDICI DI REDDITIVIT CAPITAL TURNOVER

Il

CAPITAL TURNOVER rappresenta la rotazione di capitale

investito un indice di efficienza in quanto esprime la capacit di unazienda di generare un determinato volume di vendite utilizzando un ammontare di risorse investite nellattivit

operativa. E un valore medio in quanto alcune componenti del


capitale investito verranno rinnovate pi volte nel corso dellanno (crediti di funzionamento per esempio) mentre altre non lo saranno come le immobilizzazioni.
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INDICI DI REDDITIVIT TASSO DI INCIDENZA DELLA GESTIONE NON CARATTERISTICA

TIGNC = R.N. / R.O. Tale indice esprime in maniera sintetica come il nostro core business incide su tutta la gestione aziendale (intesa come produttrice di reddito).

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INDICI DI REDDITIVIT RELAZIONE ROE / ROI

ROE = ROI + (ROI i ) * CC / CP

Tale relazione anche definita effetto leva

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RELAZIONE ROE / ROI

ROE ROI; i

ROI i

CC/CP
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RELAZIONE ROE / ROI

ROI; i

i
ROI

ROE

CC/CP
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CICLO PRODUTTIVO

CASSA

PROD. FINITI

MAT. PRIME

PROD. FINITI

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INDICI DI NATURA FINAZIARIA

QUICK RATIO = (liquidit immediate + liquidit differite) / passivit correnti CURRENT RATIO = attivit correnti / passivit correnti ACID TEST = liquidit immediate / passivit correnti CAPITALE CIRCOLANTE NETTO = attivit correnti passivit correnti

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Altre informazioni utili che possono essere utili per una pi approfondita analisi di bilancio

Occorre tenere presente circa tali indicatori, a parte lattendibilit dei bilanci, che: sono suscettibili di variare sensibilmente anche nel breve periodo; sono sempre indicatori parziali della liquidit; sono disponibili allanalista esterno a intervalli solitamente annuali.

E quindi sarebbe bene giovarsi anche di altri informazioni!!!!!


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Quindi oltre alle informazioni desumibili dal bilancio opportuno ricercare altre informazioni in via indiretta: Comportamenti anomali dellimpresa: per esempio non normale che unimpresa che apparentemente gode di buona situazione di liquidit non rispetti le scadenze, respingere tratte o ricevute bancarie, non pagare assegni al momento della prima presentazione; Informazioni ottenute attraverso la Centrale dei rischi (informazione accessibile alle banche); Informazioni esterne di varia provenienza: aziende clienti o fornitrici dellazienda esaminata, oppure la posizione contributiva verso enti previdenziali (se non in regola pu essere fonte dallarme), oppure esistenza di decreti ingiuntivi, protesti, pignoramenti, o anche la richiesta di Cassa integrazione.
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S.P. ALFA

S.P. BETA

S.P. GAMMA

Cassa 1000

Pas. Cor. 800 PN 200

Cassa 100 Crediti 900

Pas. Cor. 800 PN 200

Cassa 0 Crediti 100 Scorte 900

Pas. Cor. 800 PN 200

Il Current Ratio delle tre imprese uguale 1,25 ma come si pu bene notare il grado di rischio delle tre imprese completamente diverso.

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La POTENZA COMMERCIALE si esprime mediante lo studio dei TASSI DI ROTAZIONE: T.R. dei CREDITI COMMERCIALI; T.R. dei DEBITI COMMERCIALI; T.R. delle SCORTE.
GIACENZA MEDIA DEI CREDITI COMM.LI FATTURATO GIACENZA MEDIA DEI DEBITI COMM.LI ACQUISTI GIACENZA MEDIA DELLE SCORTE COSTO DEL VENDUTO

365 = x gg. 365 = Y gg. 365 = Z gg.

DOVE: GIACENZA MEDIA =

AMMONTARE INIZ. + AMMONTARE FINALE

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T.R. dei CREDITI COMMERCIALI indica il tempo medio dincasso dei crediti commerciali; T.R. dei DEBITI COMMERCIALI indica il tempo medio di pagamento dei debiti comm.li; T.R. delle SCORTE indica il tempo di permanenza nel magazzino delle scorte.

DURATA DEL = CICLO DI CASSA


TRD es: 20 gg.

TRS + TRC - TRD


TRS es: 80 gg. TRC es: 15gg
Incasso crediti

Acquisto merci

Pagamento merci

Vendita merci

D.C.C = 80 + 15 -20 = 75 gg.


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SVILUPPO, SOLIDITA E REDDITIVITA NELLE LORO CONNESSIONI CON LA LIQUIDITA

Sviluppo; Solidit; Redditivit; Liquidit;

Rappresentano i quattro poli attorno a cui devono aggregarsi tutte le informazioni inerenti allassetto economico finanziario complessivo

Dimensione operativa: Misurata da Fatturato, Valore aggiunto

Sviluppo:
Dimensione strutturale: Numero di dipendenti, Investimenti netti;
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Concetto di solidit Patrimoniale

Tale concetto si riferisce alla dipendenza da terzi finanziatori che deve essere letto insieme al grado di copertura o indice di struttura primario(rapporto tra mezzi propri e attivit fisse)

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Concetto di redditivit :

Espresso da vari indicatori ROS, ROE; ROI

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MATRICE DELLE AREE DI RISCHIO

In equilibrio solido

Assetto economico finanziario


In squilibrio grave
Gravi Non gravi 41

Eventi sfavorevoli di possibile verificazione a breve

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LE MEDIE DI SETTORE COME INDICI OBIETTIVI

Uno studio del Prof. Lev ( Industry averages as targets for financial ratios, in

Journal of accounting research, 1969) ha verificato lipotesi che le aziende


cerchino di modificare i propri indici finanziari per allinearli agli indici medi di settore . La spiegazione razionale di questa ipotesi che le aziende i cui indici sono decisamente distanti dalle medie settoriali verranno viste con preoccupazione dagli investitori, a meno che non vi siano valide ragioni per lo scostamento. Per esempio lAutore osserv che la differenza tra il rapporto mezzi propri /passivit totali di una singola azienda e quello medio di settore diminuiva

del 30% in un anno.

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INDICI PER FLUSSI

CASH FLOW = RN + Ammortamenti - CC


CC = variazione delle componenti non liquide del capitale circolante (un aumento dei crediti andrebbe sottratto, una diminuione del magazzino verrebbe aggiunta, un aumento dei debiti verrebbe aggiunto).

Variazioni Decrementi di attivit correnti Incrementi di attivit correnti Decrementi di passivit correnti Incrementi di passivit correnti

Modifiche reddito netto Si sommano si sottraggono si sottraggono si sommano


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IL CASO W.T. GRANT

Gli indici di redditivit, di turnover e di liquidit della W.T. Grant (distributore al dettaglio tra i pi grossi del paese) erano peggiorati negli ultimi 10 anni precedenti, sebbene la maggior parte degli analisti apparentemente non avesse considerato il trend come allarmante, poich il titolo andava bene in borsa. Tuttavia un analisi del cash flow nel modo definito precedentemente avrebbe mostrato che per molti anni, precedenti il fallimento, la gestione corrente dellazienda non stava generando liquidit ma la stava assorbendo
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IL CASO W.T. GRANT


Milioni di $ Capitale circolante Reddito netto

Cash flow

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ANALISI DISCRIMINANTE Z SCORE DI ALTMAN

Il

Prof.

Altman

ha

impiegato

lanalisi

discriminante

multivariata per prevedere i casi di insolvenza. Lobiettivo di Altman era quello di esaminare fino a che punto i quozienti di bilancio potessero essere impiegati per individuare quali

imprese sarebbero fallite. Egli osserv 66 aziende di cui 33


sane e 33 fallite, questultime avevano richiesto la procedura di

fallimento ai sensi dei Capitoli X e XI del Diritto Fallimentare


americano (National Bankrupcty Act).
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ANALISI DISCRIMINANTE Z SCORE DI ALTMAN

Z = 1,2 X1 + 1,4 X2 + 3,3 X3 + 0,6 X4 + 1,0 X5

X1 = Attivit correnti nette / Attivit totali X2 = Riserve da utili non distribuiti / Attivit totali X3 = Reddito operativo / attivit totali X4 = Mezzi propri (o capitalizzazione di borsa)/Attivit tot. X5 = Vendite / Attivit totali Z < 1,81 Zona di insolvenza 1,81 < Z < 2,99 Zona grigia Z > 2,99 Zona non rischiosa
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IL GRUPPO MIRATO

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IL GRUPPO MIRATO

Lazienda possiede marchi storici come: Negli anni novanta viene introdotto un nuovo marchio di successo:

Nel 1997 Mirato acquisisce altri marchi tra cui: Nel 2000 ha acquisito il ramo dazienda Cilinians:
Nel 2001 entra nel settore delligiene orale con:

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La produzione viene realizzata in Italia, nello stabilimento di Landiona, nei pressi di Novara, che occupa attualmente circa 185 dipendenti. Peraltro a seguito dellacquisizione totalitaria di Mil Mil 76, Mirato vede incrementare significativamente la capacit produttiva del gruppo, acquisendo, in particolar modo, impianti per procedere alla produzione di prodotti liquidi quali shampoo, bagno schiuma e balsami. Questi prodotti sono stati sinora realizzati da terzi sulla base di accordi di fornitura. Attualmente il gruppo consta di una capacit produttiva di circa 90 milioni di pezzi.
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La distribuzione dei prodotti viene principalmente realizzata mediante la commercializzazione in strutture della grande distribuzione (Carrefour, Coop, Rinascente, Intermedia, Pam, Esselunga, Conad, Selex, Mdo) e presso grossisti (circa 24% dei ricavi). Peraltro il gruppo detiene quote di mercato nei paesi dellEst europeo ed in Sud Africa.

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Vendite della Mirato S.p.A.

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C.E. RICLASSIFICATO 2004 DELLA MIRATO spa


RICAVI OPERATIVI ricavi delle vendite e delle prestazioni var. rimanenze prodotti finiti COSTI ESTERNI per materie prime sussidiarie per servizi + per godimento di beni di terzi var. rimanenze mat. prime, suss. e merci TOTALE COSTI ESTERNI VALORE AGGIUNTO COSTI INTERNI per il personale ammortamenti e svalutazioni accantonamenti per rischi Altri accantonamenti TOTALE COSTI INTERNI REDDITO OPERATIVO proventi extra-caratteristici oneri extra-caratteristici RISULTATO GESTIONE EXTRA-CARATTER. proventi finanziari oneri finanziari RISULTATO DELLA GESTIONE FINANZIARIA proventi straordinari oneri straordinari RISULTATO DELLA GEST. STRAORDINARIA RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE imposte sul reddito dell'esercizio RISULTATO D'ESERCIZIO 10,606,235 5,616,311 251,691 44,686 16,518,923 10,760,784 977,604 -1,069,880 10,668,508 59,718 -518,347 -458,629 72,186 -503 71,683 10,281,562 -4,438,371 5,843,191 130,048,503 -1,635,577 45,022,229 56,208,486 -97,496 101,133,219 27,279,707

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X1 = Attivit correnti nette / Attivit totali = 0,24 X2 = Riserve da utili / Attivit totali = 0,13 X3 = Reddito operativo / attivit totali = 0,08 X4 = Mezzi propri (o capitalizzazione di borsa)/Att. Tot. = 1.01 X5 = Vendite / Attivit totali = 1,21

Z = 1,2 X1 + 1,4 X2 + 3,3 X3 + 0,6 X4 + 1,0 X5 =


Z2003 = 0.288 + 0.193 + 0.264 + 0.606 + 1.21 = 2.56

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Numero Azioni della Mirato SpA 17.200.000 6,45 = Capitalizzazione: 110.940.000

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Standard&Poors AAA AA A BBB BB B CCC CC C

Moodys Aaa Aa A Baa Ba B Caa Ca C

Investment grade

High yield

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Indice di copertura degli oneri finanziari

Rating

> 12,5 9,50-12,50 7,50-9,50 6,00-7,50 4,50-6,00 3,50-4,50 3,00-3,50 2,50-3,00 2,00-2,50 1,50-2,00 1,25-1,50 0,80-1,25 0,65-0,80 <0,65

AAA AA A+ A ABBB BBB B+ B BCCC CC C D

Indice di copertura degli oneri finanziari = Reddito operativo / oneri finaziari

=
8.439.467 / 791.321 = 10,66

AA
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18.00 16.00 14.00 12.00


%

10.00 8.00 6.00 4.00 2.00 0.00 1 2 anni 3

ROI Mirato ROI settore

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25.00 20.00 15.00


%

ROE Settore ROE Mirato

10.00 5.00 0.00 anni

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Tasso di attualizzazione

Dati 2003 Tasso free-risk = 4,5% Premio per il rischio = 5,00% Beta = 0,86 Tasso di attualizzazione = 8,8% Dati 2004 Premio per il rischio = 5,82% Beta = 0,44 Tasso free-risk = 3,58% Tasso di attualizzazione = 6,14%
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Cash flow MIRATO

CASH FLOW = RN + Ammortamenti - CC


CF = 4.331.458 + 5.579.557 + (2.829.147 + 2.340.172 -545.956) = 8.960.957

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OPERAZIONI DI WINDOW DRESSING E OFF-BALANCE SHETT OPERATIONS

Le politiche tese a perequare nel tempo il valore dei redditi sono definite window dressing operations (WD); mentre quelle che consentono di non peggiorare il valore di bilancio del leverage rientrano categoria delle Offbalance operations (OFBS). Le politiche contabili pi diffuse: capitalizzazione di costi di dubbia utilit pluriennale (come oneri per ricerca e sviluppo; estensione del periodo di ammortamento dei beni immateriali, in generale, dellavviamento in particolare; sopravvalutazione di crediti e partecipazioni;

operazioni di cessioni e successivo riacquisto di particolari attivit o passivit poste a cavallo dellesercizio amministrativo
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OPERAZIONI DI WINDOW DRESSING E OFF-BALANCE SHEET OPERATIONS

al cambio di allocazione di titoli dallattivo circolante al portafoglio immobilizzato in periodi di bear market e viceversa nei periodi bull market.

Uno degli espedienti utilizzati per creare un quoziente di disponibilit pi alto possibile quello di evitare la saturazione dellinventario per un certo periodo

di tempo prima della chiusura dei libri, perch lacquisto di merci a credito
aumenterebbe della stessa cifra sia le attivit disponibilit che le passivit a breve termine, diminuendo cos il quoziente. Ad esempio, supponiamo che

unazienda possegga $3000 di attivit disponibili e $1500 di passivit a breve. Il


quoziente di due a uno. Se lazienda acquistasse $ 1500 di mercanzia a credito, le attivit disponibili salirebbero a $4500 e le passivit a breve a $3000, un quoziente ad 1,5. (J.N. Myer 1941).
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Uno studio sulle politiche delle societ a bassa redditivit del mercato americano ha evidenziato, in occasione di aumenti di capitale o di sostituzione dei membri del Consiglio di Amministrazione, che 40 delle 76 aziende esaminate nel periodo 1980-1985 hanno effettuato pesanti svalutazioni (non cash writeoffs e non cash writedowns) prima dellaumento del capitale o successivamente alla sostituzione del Consiglio di Amministrazione. La spiegazione che unazienda a bassa redditivit, prima di effettuare un aumento di capitale, deve convincere il mercato; il writeoff consiste nel pulire eventuali annacquamenti di capitale e soprattutto nellanticipare al presente componenti negativi che sarebbero rilevati in futuro. Un ragionamento simile si pu seguire nel caso dellinsediamento di un nuovo consiglio di amministrazione.
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