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Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

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MARTEDÌ 28 FEBBRAIO 2012 ANNO 137 - N. 49

In Italia EURO 1,20

MARTEDÌ 28 FEBBRAIO 2012 ANNO 137 - N. 49 In Italia EURO 1,20

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COALIZIONE PIÙ DEBOLE PER MERKEL

IL MALE GRECO È ANCHE TEDESCO

di ANTONIO POLITO

P er la prima volta da quando è comincia- ta la crisi dell’euro, Angela Merkel ha

perso la sua maggioranza politica al Bundestag. Dei 330 voti di cui dispone il

centrodestra, solo 304 han-

no votato sì al secondo sal-

vataggio della Grecia, sette

cose potrebbero andare an- che peggio se a prevalere fossero i sentimenti mag- gioritari nel popolo e nel parlamento tedesco. Del re- sto il primo salvataggio gre- co risale ormai a quasi due anni fa, e nemmeno la Me- rkel può escludere che ne sarà necessario un terzo.

in

meno dei 311 seggi che

Ma il numero di volte in

fanno la maggioranza asso- luta. Solo grazie al voto fa- vorevole, ma molto critico, dell’opposizione socialde- mocratica, il Bundestag ha autorizzato comunque con un amplissimo margine il nuovo piano da 130 miliar-

cui un governo può giustifi- care davanti ai propri con- tribuenti il salvataggio di un altro Paese è limitato. Forse in Germania il limite è già stato toccato. Seconda lezione: non è proprio il caso di rilassarsi

di

per Atene. Ma l’indeboli-

nemmeno in Italia. I pro-

mento politico della Me- rkel è evidente. Oggi il 62 per cento dei tedeschi pen-

gressi del nostro Paese or- mai sono uno dei pochi ar- gomenti efficaci in mano a

sa

che versare ancora soldi

chi sta provando a far ragio-

nel «pozzo senza fondo»

nare i tedeschi. Se la mino-

della Grecia sia una follia.

re pressione dei mercati si

Lo

ha gridato in prima pagi-

traducesse da noi in un an-

na

a titoli cubitali anche la

nacquamento del program-

Bild con un perentorio «Stop». E il ministro del-

ma di riforme, il danno non sarebbe solo interno.

l’Interno di Berlino ha rot-

Non c’è nulla da temere di

to

la disciplina di governo

più che la mancanza di pau-

per dichiarare che sarebbe meglio il default, anche per i greci. In queste condizioni è più difficile che la Merkel

ra, chiosa l’Economist. Terza lezione: si sta cre- ando una tensione molto forte tra ciò che va fatto e ciò che gli elettorati sono

possa accettare nel vertice

disposti ad accettare, e que-

di

fine settimana ciò che

sta tensione «democrati-

gli

altri capi di governo del-

ca» è da sempre il pericolo

l’Europa si augurano, e

maggiore per l’Unione, pro-

cioè di portare a 750 miliar-

getto di élite e tecnocratico

di

di euro la dotazione

per eccellenza. La Merkel è

complessiva dei fondi sal-

nei guai che abbiamo vi-

va-Stati. Proprio quando sembrava che i nervi dei te- deschi si potessero rilassa-

sto, e deve conquistarsi un terzo mandato l’anno pros- simo. Ma già tra poche set-

re

insieme a quelli dei mer-

timane in Francia una vitto-

cati (la Bce da due settima-

ria del socialista Hollande

ne

non ha più bisogno di

potrebbe portare alla ri-

comprare titoli italiani e

chiesta francese di rinego-

spagnoli), la doccia fredda

ziare il Trattato fiscale ap-

del Bundestag ricorda a tut-

ti che la crisi dell’euro è po-

litica, prima ancora che fi- nanziaria. E dunque ben lungi dall’essere risolta. Tre lezioni si possono trarre dall’incidente di Ber- lino. La prima è che tutti coloro che, anche in Italia, accusano la Merkel di egoi- smo nazionale e di scarsa generosità nel salvare Ate- ne, devono sapere che le

pena varato. Senza contare

che i sondaggi in Grecia pronosticano un trionfo di estremisti di ogni colore, e che in Italia nessuno sa chi governerà tra un anno, e se per vincere dovrà promet- tere di fermare la marcia delle riforme. Neanche ancora scampa- to ai mercati, l’euro è ora nelle mani degli elettorati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nave al largo delle Seychelles, a bordo 212 italiani. Primi soccorsi da un peschereccio

Mille passeggeri alla deriva

La Costa Allegra senza motori dopo un rogo in sala macchine

La caduta da un traliccio in Val di Susa

In coma leader No Tav Proteste in tutta Italia

Val di Susa In coma leader No Tav Proteste in tutta Italia ANSA / TONINO DI
ANSA / TONINO DI MARCO-UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO e INSIDEFOTO / SERENA CREMASCHI
ANSA / TONINO DI MARCO-UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO e INSIDEFOTO / SERENA CREMASCHI

La nave da crociera Co- sta Allegra è alla deriva al largo delle Seychelles per un incendio in sala macchi- ne. A bordo un migliaio di passeggeri, 212 gli italiani.

DA PAGINA 2 A PAGINA 5

Ore 10.39:

tutti sui ponti poi il buio

di FIORENZA SARZANINI

L a maledizione continua

a colpire la Costa

Crociere. L’incendio manda alla deriva la Allegra. E forse anche la Compagnia.

A PAGINA 2

Luca Abbà, leader del movimento No Tav in Val di Susa, è caduto da un traliccio sul quale era salito per protestare (foto sopra): è in coma. Manifestazioni in tutta Italia (nella foto in alto, proteste alla

stazione Termini a Roma). DA PAGINA 6 A PAGINA 9 Fasano, Iossa, Piccolillo

LE PAROLE MANCATE

di MARCO IMARISIO

A lla fine è successo quel che tutti hanno visto arrivare senza riuscire a impedirlo, o almeno provarci. Ma oltre al

dispiacere e all’apprensione per la sorte di un uomo, la vicenda del militante No Tav gravemente ferito suscita anche amarezza. Luca Abbà, il militante caduto ieri da un traliccio dell’alta tensione, rischia di morire per una causa persa.

CONTINUA A PAGINA 50

Giannelli

per una causa persa. CONTINUA A PAGINA 50 Giannelli Il caso Google T RASPARENZA E P

Il caso Google

TRASPARENZA E PRIVACY L’IMPOSSIBILE BINOMIO

di MASSIMO GAGGI

P ronti? Via. Dopodomani si parte:

col primo marzo entrano

in

vigore le nuove norme

di

Google sulla privacy.

Un sistema semplificato,

più trasparente e facile da usare, assicura l’azienda californiana: un solo protocollo al quale aderire

in luogo dei 60 diversi

sistemi oggi esistenti nel gruppo. Che, però, non piace ai governi europei che avevano chiesto un rinvio. E nemmeno ai procuratori generali di 36 Stati degli Usa, che mettono sotto accusa

Google.

CONTINUA A PAGINA 30

Sì all’Ici sulla Chiesa, scuole escluse. Il governo contro Eurostat sui salari

Le regole del Fisco ai sindaci

«Scovare gli evasori». Liberalizzazioni, si tratta

La proposta

MEDIOBANCA E L’ORO DI BANKITALIA

di MASSIMO MUCCHETTI

L

a Cassa depositi e

prestiti (Cdp) e l’oro

della Banca d’Italia possono essere utilizzati come armi non convenzionali per attaccare il debito pubblico. È questo il suggerimento che Mediobanca Securities consegna oggi al ministero dell’Economia attraverso

un rapporto di 60 pagine, firmato da Antonio Guglielmi, responsabile dell’ufficio di Londra.

CONTINUA A PAGINA 17 ALLE PAGINE 16 E 17

de Feo, Tamburello

Sono vere e proprie li- nee guida su come e dove scovare gli illeciti fiscali. A fornirle ai Comuni è stata l’Agenzia delle Entrate san- cendo la nuova alleanza antievasione con i sindaci. Riflettori puntati, quin- di, sulle case «fantasma»

ancora sconosciute al cata- sto, sul commercio ambu- lante e il lavoro nero nel- l’edilizia, nell’artigianato e nel commercio. Nel miri- no anche partite Iva, loca- zioni, pubblicità abusiva e organizzazioni senza fine

di lucro che in realtà pos-

sono nascondere vere e proprie attività commer- ciali. Via libera, intanto, al- l’emendamento per l’Imu

(l’ex Ici) alla Chiesa, scuo-

le escluse. Il governo con-

tro Eurostat per la classifi-

ca europea degli stipendi:

per l’Istat sono in linea con la media Ue.

DA PAGINA 10 A PAGINA 15

Rendimenti a livelli pre-crisi

DA PAGINA 10 A PAGINA 15 Rendimenti a livelli pre-crisi Tassi ai minimi per i nuovi

Tassi ai minimi per i nuovi Bot

di GIOVANNI STRINGA

A PAGINA 16

Interviene Martone (senior)

GIOVANNI STRINGA A PAGINA 16 Interviene Martone (senior) «La Finanza trovi i super-stipendi» di ANTONELLA BACCARO

«La Finanza trovi

i super-stipendi»

di ANTONELLA BACCARO

A PAGINA 15

Verso l’evento di giovedì

I professionisti in cooperativa di DARIO DI VICO A PAGINA 13 Ferraino, Trovato
I
professionisti
in cooperativa
di
DARIO DI VICO
A PAGINA 13 Ferraino, Trovato

La necropoli etrusca saccheggiata per far saltare il patrocinio dell’Unesco

Così i tombaroli devastano Cerveteri

Figlio del rettore

La carriera del primario che operava i manichini

di GIAN ANTONIO STELLA

V i fareste operare al cuore da chi non ha «mai visto la cardiochirurgia» e

si è impratichito solo con i manichini?

Se la domanda vi sembra demenziale, sappiate che è già successo.

CONTINUA A PAGINA 27

di SERGIO RIZZO

C erveteri, necropoli etrusca della Banditac-

cia. Nel 2004 l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio del- l’umanità. Tombe dapper- tutto. Nell’area recintata, dove si accede con il bi- glietto, sono 400. Ma fuori da quel recinto sganghera- to c’è la più grande cava di beni archeologici del piane- ta. A ingresso libero. Per la felicità dei tombaroli.

A PAGINA 29

Buffon e il gol oltre la linea

dei tombaroli. A PAGINA 29 Buffon e il gol oltre la linea SE LA L EALTÀ

SE LA LEALTÀ NEL CALCIO (E NON SOLO) VIENE DOPO

di BEPPE SEVERGNINI

A PAGINA 57 Bocci, Pasini

SE LA L EALTÀ NEL C ALCIO (E NON SOLO) VIENE D O P O di

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Primo Piano

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Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera Crociere L’emergenza Le operazioni Due rimorchiatori
Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera Crociere L’emergenza Le operazioni Due rimorchiatori

Crociere L’emergenza

Le operazioni Due rimorchiatori raggiungeranno l’imbarcazione oggi pomeriggio, poi ci vorranno almeno altre 48 ore per raggiungere l’atollo più sicuro

Le fiamme, il blackout, i motori spenti In mille tra le onde nell’Oceano

DAL NOSTRO INVIATO

DIEGO SUAREZ (Madagascar) — Erano partiti da quest’angolo di para- diso sabato scorso, poche ore prima

che sulla zona si abbattesse un tifone. Una traversata in mezzo all’oceano per raggiungere Mahe, l’isola delle Seychelles dove l’approdo era previ- sto questa sera. E invece, se tutto an- drà bene, ci arriveranno giovedì po- meriggio.

La maledizione continua a colpire

la Costa Crociere. L’incendio nella sala

generatori manda alla deriva la «Alle- gra», famosa come la «nave di cristal- lo», e probabilmente anche la Compa- gnia. Perché, dopo il naufragio della «Concordia» all’isola del Giglio, que- sto nuovo e gravissimo incidente

adesso rischia di far fallire l’intera azienda. Non ci sono vittime, forse ne- anche feriti. Ma il colpo rischia di esse- re mortale e forse non è un caso che Costa si affretti a escludere che si sia trattato di un sabotaggio e pure i sin- dacati parlino di tragica fatalità.

Ci sono 1.049 persone — 636 pas-

seggeri di varie nazionalità e 413 membri di equipaggio — che hanno già trascorso un’intera notte in mezzo

alle onde, al buio, senza poter accende- re i motori e governare la navigazio- ne. Praticamente alla deriva. Ci sono 212 italiani (i passeggeri sono 135) che stanno vivendo un incubo simile

La Costa Allegra si ferma a venti miglia da un mini atollo. I passeggeri al buio sui ponti, si dorme all’aperto. Nuovo incubo dopo la Concordia, stessa unità per l’emergenza

L’equipaggio è riuscito a domare le fiamme, ma il danno è grave: i motori sono spenti, il sistema che manda energia è in blackout. Si va avanti per qualche ora con quello di emergenza, ma l’autonomia non dura molto, le co- municazioni si interrompono all’im- provviso. A Genova sono al lavoro Ro-

interrompono all’im- provviso. A Genova sono al lavoro Ro- 6 I fucilieri In forze alla Marina

6

I fucilieri

In forze alla

Marina

militare sono

a bordo della

berto Ferrarini, Manfred Ursprunger e

nave con

Paolo Parodi, tutti e tre indagati per il

funzioni

naufragio della Concordia. Tocca anco-

antipirateria

ra

una volta a loro gestire le fasi di

emergenza e attivare e una squadra di 14 tecnici che già questa mattina do-

vrebbero raggiungere Mahe e in elicot- tero arrivare a bordo. Mentre Costa si occupa della nave,

il comando della Capitaneria italiana

gestisce le operazioni di soccorso. Ci sono tre imbarcazioni commerciali e due pescherecci che possono avvici- narsi alla «Allegra» per fornire ener-

gia e così ripristinare il contatto con la

1.049

Le persone Sulla nave ci

sono 636

ma dell’arrivo dei soccorsi se non assi-

stere i passeggeri, rassicurandoli per

quanto è possibile. In ogni caso si cer-

ca di fare più in fretta possibile, anche

perché questa è la stagione delle piog-

ge e la tempesta prevista per le prossi-

me ore potrebbe aggravare ulterior-

mente la situazione. La Farnesina ha

subito attivato il console alle Seychel-

Lo scafo

L’origine Prima di essere

una nave da

crociera,

l’Allegra era un

cargo. Si chiamava «Annie Johnson» ed era stata costruita nel 1969, in

Finlandia, per

trasportare

container

In

Grecia

La nave venne poi acquistata dalla Regency Cruises, compagnia di armatori basata in Grecia, per essere trasformata in una nave passeggeri. Nel 1988 cambia ancora

proprietario (la

Naviera

Panalexandra)

e

nome: ora è

l’Alexandra

A Genova

È il 1990

quando entra

in

scena la

Costa Crociere che porta l’ex cargo a Genova, nei cantieri Mariotti, per un

intervento da 200 miliardi di lire concluso nel 1992. Il

primo viaggio della nuova Costa Allegra è verso i Caraibi

Il

restyling

Nel 2006 la Costa decide di fare un nuovo restyling per adattare la nave ai gusti del mercato orientale

Il comandante

Il comandante A Genova Il comandante Moretti di Costa durante la conferenza stampa «A bordo nessun

A Genova Il comandante Moretti di Costa durante la conferenza stampa

«A bordo

nessun ferito Le cabine inutilizzabili»

«L’incendio è stato domato, il personale e i passeggeri stanno bene,

cerchiamo di dare informazioni e assistenza in modo continuo, in attesa

che arrivino i soccorsi

».

Il

comandante della Costa Allegra, alla deriva nell’Oceano Indiano in una zona dove le comunicazioni sono molto

difficili, tranquillizza la Guardia

costiera italiana. Dall’altra parte del filo, il capitano di fregata Filippo Marini che sta seguendo le operazioni

da qui: «Ci ha riferito che le condizioni

metereologiche sono buone, che l’incendio è stato domato e sono in

attesa del peschereccio oceanico». Lui,

il comandante, si chiama Nicolò Alba,

ha 48 anni, vive a Monopoli (Bari) e

lavora in Costa Crociere da 19. Ieri sera

la società ha diffuso il suo curriculum:

entrato come secondo ufficiale il 14 settembre del 1992, ha passato tutti i

livelli di esperienza (primo ufficiale, cafety officer, comandante in seconda) prima di essere nominato comandante

il 16 giugno 2011 per il suo primo

imbarco da comandante da «Marina». Questo è il suo secondo imbarco al timone dell’«Allegra». A bordo della nave, con lui, ci sono oltre 400 membri dell’equipaggio, 636 passeggeri, fra cui

4 bambini fino a tre anni e otto ragazzi, oltre a 6 marò italiani del Reggimento San Marco, un team di fucilieri in funzione antipirateria. Ieri ha lanciato l’Sos alle 10.39 del mattino: «C’è un incendio nel locale generatori di poppa. Ho avviato le procedure di emergenza», ha allarmato l’Unità di

crisi della Costa Crociere, a Genova. Alba ha poi invitato tutti a uscire dalle cabine e raggiungere il ponte per la troppa afa, considerando la mancanza

di aria condizionata. E da lì, i messaggi

sono stati misurati. «Io non l’ho ancora

sentito — sospira al telefono sua moglie —. Deve centellinare le chiamate e fare solo quelle necessarie e urgenti. In ogni caso dalla Costa mi hanno tranquillizzato». In apprensione, naturalmente, i famigliari dei passeggeri. «Non riesco ad avere notizie su mia figlia che è in quella

», Tamponi, che si è messo a cercare informazioni anche su Twitter

nave col marito dice Paolo

affidando il suo numero di cellulare a tale Mattia Abbondio, il quale scrive di trovarsi a bordo e lancia una serie di messaggi contraddittori. «Sono un passeggero della Allegra dicono che

c’è un incendio un signore spagnolo

è svenuto». «Costa Deliziosa ripeterà il giro del mondo. 100 giorni! Sarebbe il top farne parte, chi sa il costo?». Il signor Tamponi ha concluso che «non

mi sembra credibile».

Andrea Pasqualetto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

nave. Ci sono scene di panico, la pau-

les

Claudio Izzi, non escludendo di po-

ra

è tanta, soprattutto perché ci si tro-

ter

provvedere al rimpatrio degli italia-

va

in mezzo all’oceano e l’eventualità

ni

appena la «Allegra» arriverà in por-

di

dover proseguire il viaggio sulle

to

alle Seychelles e comunque predi-

scialuppe terrorizza la maggior parte

dei passeggeri. L’approdo più vicino è

Alphonse Island, un piccolo atollo che

sponendo quanto necessario per sbar- care prima ad Alphonse Island. Si pensa al soccorso, ma ci si inter-

al

momento rappresenta la meta più

roga anche sulle cause di questo inci-

sicura. Quando si accerta che la nave

dente. Il capitano Giorgio Moretti, che

garantisce il galleggiamento si esclu-

Costa indica come direttore dell’unità

de

l’abbandono immediato, ma entro

di

crisi, spiega che «la Compagnia ten-

stasera — se si riuscirà a effettuare il

de

a escludere il dolo», pur precisan-

trasbordo su uno dei mercantili, oppu-

do

che adesso «saranno svolti tutti gli

re

a reperire gli elicotteri necessari —

accertamenti». È un’ipotesi che spa-

è proprio ad Alphonse Island che si po-

venta, ma quella dell’incidente non ap-

trebbe decidere di trasferire almeno

pare comunque meno grave. Perché ri-

gli

oltre 600 passeggeri per poi attiva-

propone in maniera pesante gli inter-

re

un ponte aereo con Mahe. Anche

rogativi sul funzionamento dei siste-

mi di sicurezza delle navi già emersi

durante le indagini condotte dalla Pro-

cura di Grosseto sul naufragio del Gi- glio. «Recentemente la "Allegra" ave-

Verso le Seychelles In Italia sono le 10 e 39 quando scatta l’allarme. Gravi i danni nella rotta verso Mahe, alle isole Seychelles

Gravi i danni nella rotta verso Mahe, alle isole Seychelles va superato tutti i controlli», assicura

va superato tutti i controlli», assicura

Moretti. È un’affermazione che non

basta a fugare i dubbi e non è escluso

che possano essere gli stessi magistra-

ti ad avviare accertamenti su questo

incendio proprio per verificare even- tuali falle che riguardino la manuten-

zione. Qui nel porto di Diego Suarez la na-

ve della Costa, con quelle vetrate di

cristallo che la rendono unica, la cono-

scono bene. Preziosa come questa

baia che la stessa Compagnia ha scel-

to perché — informa sui suoi depliant

con le offerte — «è la terza più bella

del mondo dopo Sidney e Rio De Janei-

ro». Due giorni fa, poche ore dopo che

la «Allegra» era salpata, è cominciata

una tempesta. «È la coda del ciclone Giovanna che ha devastato le nostre terre», affermavano sicuri alcuni esperti locali. Il mare si era gonfiato,

c’erano onde altissime. «Chissà come

sarà in mezzo all’oceano», si chiedeva- no. In realtà a bordo della nave stava-

no benissimo. Fino all’incendio. Fino

a questa drammatica e tragica avven- tura.

Fiorenza Sarzanini

fsarzanini@corriere.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

passeggeri perché la situazione rischia di degene-

rare: il caldo all’interno della nave è

soffocante visto che l’impianto di aera- zione è in tilt, così come quello che fa

413 membri

nazionalità e

di varie

d’equipaggio funzionare i bagni. Si dorme all’aper-

quello del 13 gennaio scorso nel trat- to di fronte all’Argentario quando la nave guidata da Francesco Schettino

a

terraferma, ma i tempi sono comun- que lunghi. Il primo peschereccio fran- cese l’ha affiancata intorno alle 23 con il compito di favorire le comunicazio-

 

to

e questo fa aumentare il disagio

212

che rischia di trasformarsi in dispera- zione e poi in terrore.

aveva prima sbattuto contro gli scogli

 

A bordo viaggia anche un team di

e

poi si era adagiata su un fianco in un

ni

con l’Italia. Non ha però la capacità

Gli italiani

sei specialisti della Marina militare. Sono i marò che compongono un’uni-

naufragio che ha provocato, secondo il bilancio aggiornato a tre giorni fa, 25 morti e sette dispersi. L’allarme scatta alle 10.39 ora italia- na, quando il comandante Nicolò Al- ba comunica all’unità di crisi della Compagnia che c’è stato un incendio.

di

trainarla fino alle Seychelles: a que-

Tra questi i

sto dovranno provvedere due rimor- chiatori che la raggiungeranno oggi pomeriggio, poi ci vorranno almeno 48 ore per effettuare la traversata. I passeggeri vengono subito infor- mati, ci si predispone per evacuare la

passeggeri

tà di protezione antipirateria ingaggia-

sono 135: i più numerosi, davanti ai francesi, 127

ta

dalla Costa nel timore che la nave

potesse essere assalita e rapinata. Si mettono a disposizione del coman- dante, collaborano con l’equipaggio. Ma in realtà non c’è molto da fare pri-

l’equipaggio. Ma in realtà non c’è molto da fare pri- All’interno Una delle sale da pranzo

All’interno Una delle sale da pranzo della Costa Allegra. A bordo della nave ci sono passeggeri di 25 nazionalità diverse (Ansa)

nave ci sono passeggeri di 25 nazionalità diverse (Ansa) Telefonate in Procura per il naufragio al

Telefonate in Procura per il naufragio al Giglio

«Quanto costa il biglietto per il processo?»

ROMA — Uno spettacolo. Il naufragio della Costa Concordia, con il suo carico di vittime e di dispersi, è un happening da non perdere. Una tragedia trattata alla stregua di un oggetto all’ultima moda. Oppure alla pari di un concerto di una stella del rock. In vista dell’incidente probatorio, sabato prossimo, non si contano in questi giorni le telefonate alla Procura di Grosseto. Anche da altre regioni, anche da altri Paesi. Cosa chiedono gli aspiranti spettatori? Chiedono quanto costa il biglietto per assistere all’udienza. Una seduta che invece, codice alla mano, si terrà a porte chiuse e che,

peraltro, non sarebbe di nessun interesse per un comune cittadino: fra quattro giorni sarà soltanto affidato ai periti l’incarico di studiare la scatola nera, il punto di partenza decisivo per stabilire cosa è accaduto al Giglio e attribuire le singole responsabilità. Un passaggio necessario ma formale, di stretta competenza dei magistrati e degli avvocati. Le decine e decine di telefonate nascono forse da un equivoco: e cioè dal fatto che il procuratore di Grosseto, Franco Verusio, ha deciso di tenere l’incidente probatorio in un teatro. Una scelta necessaria e opportuna, poiché è previsto l’arrivo di centinaia di familiari

delle vittime. Ma loro hanno il diritto di assistere all’incidente probatorio, gli estranei no. In circostanze analoghe, anche altre procure hanno affittato un teatro, ma nessuno ha mai immaginato di poter comprare un biglietto per assistere al presunto spettacolo. La storia della Costa Concordia, però, ha fatto molto rumore. I turisti del macabro sono apparsi fin dai primi giorni, quando intere famiglie armate di videocamere e binocoli si sono stipate sui traghetti per il Giglio per osservare da vicino il relitto della morte.

Lavinia Di Gianvito

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il naufragio Il relitto della Costa Concordia davanti all’Isola del Giglio

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Corriere della Sera Martedì 28 Febbraio 2012

italia: 515249535254

Primo Piano

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Febbraio 2012 italia: 515249535254 Primo Piano 3 I problemi Il disagio è destinato ad aumentare:
Febbraio 2012 italia: 515249535254 Primo Piano 3 I problemi Il disagio è destinato ad aumentare:

I problemi Il disagio è destinato ad aumentare: l’impianto di aerazione è in tilt, così come quello che fa funzionare i bagni

I militari antipirateria Un team di sei marò ha il compito di respingere eventuali assalti in una rotta che è considerata a rischio

Rischi e misure Cinquant’anni fa la Bianca Costa venne distrutta da un rogo partito da

Rischi e misure

Rischi e misure Cinquant’anni fa la Bianca Costa venne distrutta da un rogo partito da un

Cinquant’anni fa la Bianca Costa venne distrutta da un rogo partito da un motore. Da allora sono state aumentate le tecniche di prevenzione

Da allora sono state aumentate le tecniche di prevenzione C OSÌ PUÒ F INIRE IN C

COSÌ PUÒ FINIRE IN CENERE IL CUORE CHE DÀ VITA ALLA NAVE

Un sistema di protezioni a matrioska ha evitato il disastro in alto mare

È un colpo al cuore quello che ie- ri mattina alle 10.39 ha mandato al-

la deriva la Costa Allegra nelle ac-

que dell’Oceano Indiano. Un rogo

nella sala macchine: l’organo vitale

di una nave, appunto, che dà pro-

pulsione ed energia a tutto il resto.

Ma anche il punto più esposto al ri- schio incendio e per questo più pro- tetto da un sistema a matrioska mi- rato a limitare la propagazione del-

le fiamme ad altre parti dell’imbar-

cazione. Un sistema di paratie che nel caso dell’Allegra, container tra- sformato in nave passeggeri nel 1992, sembra aver funzionato. L’incendio, ha comunicato Costa Crociere, è divampato nel locale dei generatori elettrici: una delle tante scatole che compongono la sala macchine e si trovano nel ponte più basso, a poppa della nave. Que- sta scatola, insieme a quella attigua dove sono collocati i motori di pro- pulsione (da due a quattro, in que- sto tipo di imbarcazioni), rappre- senta la parte più vitale del sistema:

perché è qui che i motori diesel, in genere quattro, alimentano i gene-

ratori elettrici e questi a loro volta tutta la nave. Dalle luci di bordo ai sistemi ausiliari (depuratori, pom-

pe varie, macchine timone) che con-

corrono a far marciare la nave. Ecco perché la Costa Allegra è rimasta senza aria condizionata, con siste-

mi di comunicazione e luci alimen-

tati solo dalle batterie di sicurezza, e alla deriva nell’Oceano Indiano. Ferita e monitorata a vista: via satel- lite gli uomini della sala operativa dell’Italian Maritime Rescue Coordi- nation Centre catturano una sua im- magine ogni quindici minuti. Un puntino a oltre 200 miglia a sud-ovest delle Seychelles e a circa

20 miglia da Alphonse Island. E an-

3 5

I PUNTI su cui si basa la

convenzione internazionale

antincendi sulle navi: fare in

modo che il rischio sia molto

basso; se l’incendio si

sviluppa fare in modo che

venga spento; se si sviluppa, fare in modo di circoscriverlo

I DECENNI trascorsi dal rogo

della Bianca Costa, dopo il

quale sono stati studiati

sistemi di «protezione attiva»

per ogni livello di emergenza,

fino al trattamento con

l’anidride carbonica che satura i locali

che se si sta muovendo spinta dalle correnti, per ora solo di un miglio, non è a rischio collisioni. Ma se la diagnosi del colpo al cuo-

re

di sinistra: le fiamme investirono

il quadro elettrico della sala macchi-

ne

e da qui si propagarono a tutta la

nave. In cinquant’anni di strada ne

re

dell’Allegra è stata fatta, la causa

è stata fatta parecchia per dominare

non è stata ancora scoperta: che co-

il

nemico più temuto a bordo di

sa

ha prodotto la scintilla o la fiam-

una nave. La normativa di riferi- mento è la convenzione internazio- nale Solas (Convention for the Sa-

fety of Life at Sea, paragrafo due del- l’articolo due). E la filosofia che sta

mata da cui è partito l’incendio? Macchine, combustibili, oli lubrifi- canti, elevate temperature: tutto

quello che è dentro il cuore della na-

ve

è altamente infiammabile, quin-

alla sua base si sintetizza in tre pun-

di

a forte rischio incendio. «Una im-

ti. Li mette in fila Paolo Salza, diret- tore dei servizi tecnici del gruppo

prevista perdita di carburante, un

problema di natura elettrica, la rot- tura meccanica di un elemento, ma anche una vibrazione anomala — elenca un comandante di lunga da-

di

certificazione internazionale Ri-

na: «Fare in modo che a bordo di

una nave il rischio che si sviluppi

un

incendio sia molto basso; che se

ta

—: sono tante le cause che posso-

si

sviluppa venga spento il prima

no scatenare un incendio nella sala macchine e non è detto che sia pro- prio una di queste elencate ad aver prodotto il rogo della Costa Alle- gra». Nel 1961 la Bianca Costa fu di- strutta da un incendio partito dal- l’esplosione dello starter del moto-

possibile; e se non si riesce a domar-

lo

limitare la propagazione delle

fiamme nei locali vicini». Per ri- spondere al primo punto sono state elaborate macchine sempre più ad alta tecnologia, per conformarsi al

secondo sono stati studiati «siste-

mi

di protezione attiva» per ogni li-

vello di emergenza: si va dagli estin- tori agli idranti, fino al trattamento con anidride carbonica (ma anche con schiuma o acqua nebulizzata). «L’anidride carbonica — spiega Sal-

za —, che satura il locale, si usa pro- prio per fermare gli incendi degli apparati motore o dei generatori:

una misura drastica che prevede l’evacuazione dei locali e il loro si- gillo». Per limitare infine la propa- gazione delle fiamme la Solas preve- de che le navi siano costruite con il sistema matrioska. Vale a dire:

«Ogni locale, coibentato in acciaio

e dotato di porte tagliafuoco, deve

poter essere isolato insieme al suo sistema di ventilazione: sia in oriz- zontale sia in verticale». Per capire meglio: «La sala macchine deve ga-

rantire il massimo livello di prote-

zione: A60, ovvero la tenuta al pas- saggio di fumi e fiamme per alme- no un’ora». Dopo di che scattano a cascata altri livelli di isolamento, su- perati i quali si arriva alla misura estrema: l’abbandono nave. Una nuova imbarcazione è classi- ficata e certificata nei vari passaggi dalla carta al mare: «Dalla progetta-

zione, alla costruzione, fino all’eser- cizio: è soggetta infatti a controlli con frequenza annuale». Quattromi-

la quelle ispezionate nel 2011 dal

Gruppo Rina, attivo in 70 Paesi. La nave è soggetta ad allinearsi alle

nuove disposizioni Solas, però, so-

lo se queste hanno valenza retroatti-

va. L’Allegra, ha comunicato Costa Crociere, aveva superato il proprio check up lo scorso ottobre.

Alessandra Mangiarotti

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Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera

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Corriere della Sera Martedì 28 Febbraio 2012

italia: 515249535254

Primo Piano

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Febbraio 2012 italia: 515249535254 Primo Piano 5 Crociere Passato e futuro ❜❜ Escluderei il
Febbraio 2012 italia: 515249535254 Primo Piano 5 Crociere Passato e futuro ❜❜ Escluderei il

Crociere Passato e futuro

Crociere Passato e futuro

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❜❜

Escluderei il dolo, ma faremo i nostri accertamenti

Giorgio Moretti, direttore dell'unità di crisi di Costa

Il destino di Costa Crociere appeso al verdetto di giudici e azionisti La compagnia to
Il destino di Costa Crociere appeso
al verdetto di giudici e azionisti
La compagnia
to
del mercato. Costa Crociere
deve fare i conti con una nave
perduta, con risarcimenti diffi-
cilmente quantificabili e con i
costi della bonifica della Con-
cordia. Un nuovo capitolo di
perdite per nave in cantiere e
Il marchio storico di Genova a rischio dopo l’ultimo incidente
di
risarcimenti ai passeggeri si
apre con l’Allegra.
Ieri sera nella sede della Co-
L’allarme è arrivato nella se-
de di Genova di Costa Crociere
poco dopo le dieci e mezza. Un
incendio è divampato in sala
macchine sulla Costa Allegra al
largo delle Seychelles. Una maz-
zata. Di più, un incubo che ri-
torna. A poco più di un mese
dal naufragio della Costa Con-
cordia, con 25 morti e sette di-
spersi, la compagnia di proprie-
tà di Carnival si trova ad affron-
tare un’altra emergenza. Senza
vittime né feriti. Ma, comun-
que, con una nave che scarroc-
cia alla deriva in un mare a ri-
schio pirati. È stata subito con-
vocata l’unità di crisi: il vicepre-
sidente esecutivo Manfred Ur-
sprunker, il sovrintendente del-
la flotta Paolo Parodi e il capo
del dipartimento Roberto Forla-
nini. «Totale fiducia nel team»,
ha detto il presidente di Costa
Crociere Pierluigi Foschi. Tutti
del caso Allegra. Non c’è posto
per domande sul futuro della
compagnia messo in pericolo
da questo secondo colpo a
un’immagine di affidabilità co-
struita in anni di lavoro: «In
questo momento — è la rispo-
aspettare marzo e due impor-
sta Crociere si avvertiva il ner-
tanti appuntamenti per capire
vosismo di chi si sente sotto as-
il
destino di Costa Crociere, un
colosso delle vacanze per mare
leader nel Mediterraneo e in Eu-
ropa, 2,9 miliardi di fatturato e
sta dei vertici — la nostra prio-
rità è l’assistenza delle persone
bordo dell’Allegra e la conclu-
sione delle operazioni di soc-
corso». Ma l’orgoglio scatta e
vengono ricordate le parole di
Foschi di pochi giorni fa: «La
Costa è una società solidissima
a
504 milioni di euro di utile net-
to nel 2010, nello stesso anno
sforata la soglia dei due milio-
ni di passeggeri. In primavera
sedio. Pochi giorni fa, a bordo
della Costa Romantica in ri-
strutturazione a Genova nei
cantieri Mariotti, è divampato
un piccolo incendio. Molto fu-
mo, poco danno. Un incendio
doloso è stata la prima valuta-
zione dei vigili del fuoco. Ora,
Il gruppo
Costa Crociere è la
prima compagnia di
navigazione italiana
ci
sarà l’approvazione del bilan-
un
incendio divampa nella sala
dedicata all’attività
macchine di Costa Allegra. So-
crocieristica. Appartiene
lo
colossale sfortuna? Anche
al
gruppo Carnival, con
e
non fallirà». Forse all’ipotesi
sede a Miami, in
Florida. Il gruppo ha
uffici in 14 nazioni e le
estrema del fallimento non ave-
va pensato nessuno, ma negli
ambienti marittimi avanza
l’idea di interventi radicali che
potrebbero portare la compa-
gnia lontano da Genova e de-
cretare la fine del marchio stori-
co Costa, ceduto dalla famiglia
genovese a Carnival. Un mar-
Priorità
Convocata subito l’unità
di crisi per la nave alla
deriva. «La priorità è
assistere i passeggeri»
nei piani alti della compagnia
comincia a serpeggiare l’inquie-
tudine. È ipotizzabile che la Co-
sta sia presa di mira? Un sabo-
taggio? La risposta più che uffi-
ciosa è: non possiamo saperlo.
cio del 2011: anche se naufragi
e incendi resteranno temporal-
Quindi, nulla è escluso. Quan-
do la domanda sulla dolosità
dell’incendio è posta in confe-
renza stampa il comandante
sue navi effettuano
crociere con
destinazioni dal
Mediterraneo ai Caraibi,
dai fiordi norvegesi al
Mar Rosso, dall’Oriente
ai
viaggi transatlantici
mente fuori dai conti, gli azio-
nisti non potranno fare a meno
Giorgio Moretti si trincera die-
tro un cauto: «Lo escluderei».
La flotta
La
compagnia dispone
e
tre sono indagati dalla Procu-
chio, ha detto Foschi, «massa-
crato dai media» e sul cui futu-
ro il presidente non si è più det-
to sicuro come all’indomani
del naufragio ma che, per ora,
la compagnia difende. Bisogne-
Naufragio Una passeggera sopravvissuta all’incidente
sulla Costa Concordia dopo l’impatto con gli scogli di
fronte all’Isola del Giglio nella notte del 13 gennaio. Il
naufragio ha provocato, secondo il bilancio aggiornato a
tre giorni fa, 25 morti e sette dispersi. La Costa Concordia
era una nave da crociera della compagnia di navigazione
genovese Costa Crociere (Afp/Filippo Monteforte)
di
tracciare il punto della situa-
Ma le cause dell’incendio sono
di
26 navi
ra di Grosseto per il naufragio
della Concordia. Ma Costa Cro-
ciere difende i suoi uomini, le
loro competenze e ha affidato
alle loro mani la conduzione
zione con uno sguardo al futu-
ro. A marzo a Miami si terrà
l’annuale Seatrade, la conven-
tion delle compagnie delle cro-
ciere in cui si valuta l’andamen-
da
accertare. E in Costa Crocie-
re
si spera solo che sia finita
qui.
Erika Dellacasa
da crociera per una
capienza totale di
65.300 ospiti. Entro il
2016
era prevista
©
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l’entrata di altre 6 unità
nella flotta che
dovrebbe raggiungere
Realtà e finzione Disastri e naufragi occupano da sempre la grande letteratura e le cronache
le
32 navi
di RANIERI POLESE
La più celebre deriva della storia è
quella della zattera della Medusa, la
fregata francese diretta in Senegal e
arenatasi su un banco di sabbia al lar-
go della Mauritania. È il luglio del
1816, mentre ufficiali e passeggeri
vengono imbarcati su scialuppe, qua-
si 150 fra marinai e persone senza im-
portanza si ammucchiano su una zat-
tera lunga venti metri e larga sette
che viene abbandonata in mare aper-
to. Dopo quindici giorni, i superstiti
(15 solamente) saranno tratti in sal-
vo. Si scoprirà che su quel relitto si
erano verificati episodi di cannibali-
smo, suicidi, violenze. Immortalata
dal celebre quadro di Théodore Géri-
cault, la tragica zattera è diventata
l’emblema dei drammi del mare. Con
Fatturato
i
necessari corollari di un capitano in-
capace e di una disumana gestione
dei salvataggi che si occupa dei privi-
legiati e lascia al proprio destino i po-
DA ULISSE AI BARCONI LIBICI
IN BALIA DEL MARE
PER COLPA O MALASORTE
ballata Francesco De Gregori.
Anche le canzoni, è vero, ci parlano
spesso di naufragi e disastri di mare.
A
volte sono povere barche di pescato-
Negli ultimi 5 anni il
fatturato e gli utili sono
sempre cresciuti. Nel
ri
(E la barca tornò sola), altre invece
2010
il gruppo ha
veri diseredati. Un copione che pur-
troppo sembra ripetersi, implacabile.
registrato un fatturato
di
2,9 miliardi (+12,1%
Come nei terribili naufragi dei barco-
ni di clandestini nel canale di Sicilia
che hanno funestato i nostri ultimi
anni.
Derive e naufragi occupano da sem-
pre l’immaginazione, e popolano le
più grandi pagine della letteratura. A
cominciare dall’ Odissea, con i molti
disastri che si abbattono sulle navi
con cui Ulisse lascia Troia per tornare
rispetto al 2009) e 504
milioni di euro di utile
netto
Passeggeri
L’ira degli dei, la furia del mare, l’incapacità umana
bastimenti da crociera (Onda su on-
da, con il passeggero caduto in mare
che trova il paradiso in un’isola lonta-
no da tutti), ma c’è anche — Vinicio
Capossela, SOS dei naufragati — la
storia dei disperati che cercano di arri-
vare in Italia fuggendo da fame, pau-
ra e guerre, e troppo spesso vanno in-
contro a una morte orrenda.
Ma le navi della Costa, si sa, sono
navi da crociera, per gente che vuole
divertirsi e fra un approdo e l’altro
hanno a disposizione palestre, cine-
a
Itaca, perseguitato dall’ira di Posei-
balia delle onde. Colpa e sventura si
rincorrono in tutte le storie di mare.
Come in Lord Jim, il grande romanzo
di Joseph Conrad, lunga e dolorosa ri-
cerca di espiazione da parte dell’uffi-
ciale — nel film era Peter O’Toole —
che non si perdona di aver abbando-
nato la nave con a bordo tutti i passeg-
geri.
Poi, ingigantita dalle fortune cine-
matografiche del film multi-Oscar di
James Cameron (1997), c’è natural-
mente la vicenda del Titanic, forse il
disastro di mare più raccontato della
storia. Ricco di romanzeschi episodi,
veri o immaginari (come la love story
del film), e per l’orchestra che conti-
nua a suonare mentre il bastimento
affonda, modo figurato per descrive-
ma, sale da ballo, casinò e tutto quel
done (che è come dire accompagnato
dalla malasorte che, come sanno i ma-
rinai, è qualcosa contro cui difficil-
mente si può combattere: e se fosse,
oltre a tutto il resto, anche un maloc-
chio tremendo quello che si abbatte
sulla Costa Crociere?). Anche Ulisse si
ritrova su una zattera, sbattuto dalle
onde sull’isola dei Feaci.
Una maledizione pesa anche sul ve-
liero su cui è imbarcato il Vecchio ma-
rinaio cantato da Samuel Taylor Cole-
ridge (1798). Proprio lui, il marinaio,
ha ucciso l’albatro che li accompagna-
va, e così la nave finisce sotto un sole
cocente, senza guida né governo. So-
lo l’intervento soprannaturale degli
angeli potrà salvarlo, e riportarlo al
suo paese dove racconterà la sua av-
ventura, per ricordare a tutti i pericoli
re
l’incoscienza di quanti godono e si
divertono mentre il mondo crolla in-
torno a loro.
Ma il Titanic ci ha lasciato anche il
triste elenco di quelli che, relegati nel-
che si vuole. Perciò è ancora più grot-
tesco il fatto che proprio su questi
viaggi all’insegna della spensieratez-
za si abbatta la sventura. Una cosa che
il
cinema cosiddetto catastrofico ave-
Nel 2010 Costa
Crociere ha trasportato
2,15 milioni di
passaggeri: il 18% in
più rispetto al 2009. Un
trend destinato a
cambiare di segno. Il
presidente di Costa
Crociere, Pierluigi
Foschi (in alto) ha
ammesso un tracollo
nelle prenotazioni:
le
classi inferiori, furono impediti di
cercare un mezzo per salvarsi, come
va già immaginato e profetizzato.
Con l’epopea sinistra del Poseidon,
-35%
ci
ha ricordato nella sua dolceamara
In Borsa
Alla deriva
Il titolo Carnival ieri alla
Borsa di New York ha
subito ribassi superiori
al
2%
Olio su tela
«La zattera della
Medusa», di
Théodore Géricault
(1818-19): il dipinto
più celebre di una
nave alla deriva
Immigrati
Un’imbarcazione
carica di migranti
provenienti dalla
Libia in balia delle
onde al largo di
Pantelleria (Ansa)
portata per ben due volte sugli scher-
mi. Con l’idea un po’ bacchettona di
mostrarci che anche i ricchi piango-
no, o meglio, affogano. Tutto poi si ri-
solveva, nei due film, in una sorta di
rituale scaramantico (era già succes-
so con i film sui disastri aerei, tipo
Airport, e non risulta che dopo quelle
pellicole il numero di persone che
comprava biglietti di aereo sia crolla-
to), mostrando che comunque qual-
cuno si salva sempre, e che poi, in fon-
do, era solo cinema.
e
le insidie di chi mette la sua vita in
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JOSEPH WILLIAM TURNER, «IL NAUFRAGIO», 1805 (PARTICOLARE)

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Primo Piano

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Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera Val di Susa La tragedia «Se salite tocco i
Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera Val di Susa La tragedia «Se salite tocco i

Val di Susa La tragedia

«Se salite tocco i fili» Il leader No Tav cade e va in coma

Proteste in tutta Italia. Via agli espropri

DAL NOSTRO INVIATO

in tutta Italia. Via agli espropri DAL NOSTRO INVIATO La sequenza TORINO — Il rumore della

La sequenza

TORINO — Il rumore della scarica elettrica, poi il tonfo. Quando sono arrivati i soccor- si Luca Abbà era cosciente, «mi chiamo Luca» ha risposto ai medici che volevano capire quanto fosse vigile. Un minuto dopo era intubato e in coma farmacologico sull’elisoccorso che l’ha portato al Centro trau- matologico ortopedico di Tori- no, dov’è ricoverato in condi- zioni «critiche» nel reparto di Rianimazione. La prognosi è ri- servata, ovviamente, e tutto di- penderà da come evolveranno gli effetti della folgorazione. Perché «il suo problema princi- pale non sono tanto i traumi della caduta» spiega il dottor Maurizio Berardino, direttore del dipartimento di Emergen- za del Cto, «quanto le lesioni causate dalla scarica elettrica». Ieri mattina alle otto e mez- za Luca Abbà era abbarbicato a un traliccio dell’alta tensione in Val Clarea, la sua valle, per protestare contro gli espropri dei terreni in quella zona, a Chiomonte, necessari per am- pliare il cantiere e partire con il «cunicolo esplorativo» della Torino-Lione, la linea dell’Alta velocità. Anarchico e leader storico dei No Tav, è stato sor- preso anche lui, all’alba, dalla partenza anticipata di quegli espropri. Il giorno dei giorni doveva essere oggi ma, a sor- presa, gli operai e i poliziotti

Dall’alto verso il basso: Luca Abbà sul traliccio saluta con il pugno chiuso; il manifestante
Dall’alto verso il basso: Luca Abbà sul traliccio saluta con il pugno chiuso; il manifestante

Dall’alto verso il basso: Luca Abbà sul traliccio saluta con il pugno chiuso; il manifestante si avvicina pericolosamente ai fili della corrente e la caduta dopo un volo di circa 10 metri

della corrente e la caduta dopo un volo di circa 10 metri che proteggono i lavori,

che proteggono i lavori, hanno cominciato prima. Così in val- le, ieri mattina, non c’erano che poliziotti, carabinieri e una ventina di No Tav, quasi tutti in presidio nella baita Cla- rea. Luca è arrivato dalla mon- tagna, ha tirato dritto davanti alla baita e ha raggiungo il tra- liccio. È salito di corsa fino al livello «proibito», pericoloso perché ci sono i fili dell’alta tensione. Un poliziotto roccia- tore ha provato a seguirlo por- tando con sé le corde di sicu- rezza. «Sono pronto e disponi- bile ad appendermi ai fili della corrente se non la smettete, ok?» ha urlato lui dall’alto men- tre era al telefonino con una ra- dio privata a raccontare la sua impresa sul traliccio. «Volevo solo darti le corde» ha replica- to l’agente. «E allora lasciale lì». Così è stato. Il rocciatore è sceso lasciando le corde e la si- tuazione, a quel punto, sembra- va tranquilla. Il poliziotto che stava filmando la scena ha stac- cato la telecamera dal traliccio

e ha cominciato a riprendere i

colleghi e gli altri No Tav. Fra i ragazzi della baita c’era anche Paolo, amico di Luca. «Diglielo tu che scenda, è pericoloso» gli ha chiesto un funzionario della Digos. «Appena finisce di parlare al telefono lo faccio»,

ha risposto lui. Non ce n’è sta- to il tempo. Luca ha chiuso la chiamata con la radio, ha mes- so via il telefonino e ha fatto un movimento strano, forse per togliersi lo zainetto. Con il

gomito ha sfiorato i fili dell’al-

ta tensione e la scarica l’ha but-

tato giù. Era a più di dieci me- tri d’altezza. L’agente con la te-

lecamera ha fatto in tempo a voltarsi e riprendere il corpo che tocca terra e rimbalza spo- standosi un po’ più giù. Attor- no e sul traliccio, in quel mo- mento, non c’è nessuno. Che cosa è successo esatta- mente? E che voleva dire quel «sono pronto ad appendermi ai fili della corrente se non la

pronto ad appendermi ai fili della corrente se non la Tentativo Un poliziotto si arrampica sul

Tentativo Un poliziotto si arrampica sul traliccio per tentare di raggiungere Luca Abbà (Di Marco/Ansa)

blocchi, cortei, proteste, di an- tagonisti con la bandiera No Tav fra le mani. Tanto si è alzato il livello del possibile scontro che il presi- dente della comunità monta- na, Sandro Plano, ha scritto un telegramma (inascoltato) al prefetto di Torino: sospendere

gli espropri per allentare la ten-

sione. Già a mezzogiorno la val-

le di Susa era paralizzata, con

centinaia di dimostranti a bloc- care l’autostrada A32 Tori- no-Bardonecchia e le statali 24 del Monginevro e 25 della Val

di Susa. Nel primo pomeriggio

un giornalista della Stampa e

un fotografo sono stati aggredi-

ti, al Cto, dai No Tav che aspet-

tavano i medici per saperne di più sulle condizioni di Luca. Il

A sorpresa Gli operai protetti dalle forze dell’ordine hanno iniziato i lavori ieri con un giorno d’anticipo

hanno iniziato i lavori ieri con un giorno d’anticipo passaparola di Twitter ha fatto miracoli organizzativi:

passaparola di Twitter ha fatto

miracoli organizzativi: è stato

un pomeriggio di proteste a Bo-

logna (binari occupati), a Pisa (corteo in stazione), a Firenze

(manifestanti fra la prefettura

e Santa Maria Novella), a Tori-

no (sit-in davanti a prefettura,

Comune e Rai), a Milano (traffi-

co in tilt nella zona di Porta Ve-

nezia), a Napoli (corteo in cen- tro), alla stazione Termini di Roma (sassaiola), a Trento (ma-

nifestazione), a Palermo (bina-

ri

occupati) all’Aquila (striscio-

ni

per Luca) e in tantissime al-

tre città. I «Cattolici per la vita della Valle» hanno chiuso la giornata della rabbia e delle di- mostrazioni con una veglia di preghiera davanti al Cto. Paro-

la d’ordine: «Luca ce la farà».

Giusi Fasano

twitter: @GiusiFasano

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smettete»? È possibile un ge-

sto dimostrativo disperato e volontario contro gli espropri? «L’ha fatto cadere la polizia che lo inseguiva. Luca è un eroe e quello che è successo è un’infamia» è sicuro Alberto Perino, leader dei leader del movimento No Tav. Migliaia

di persone in tutt’Italia ieri si

sono passati la stessa voce: «È

colpa della polizia» e dalla Sici-

lia a Trento, da Napoli a Bolo-

gna, sono stati improvvisati

Anonymous

Hacker nei siti di polizia e carabinieri

Attacco degli hacker del gruppo Anonymous ai siti della polizia di Stato e dei carabinieri. I portali sono andati in tilt a causa di migliaia di richieste

d’accesso inviate insieme e coordinate in Rete dal gruppo dei pirati informatici. La modalità d’azione di Anonymous è sempre la stessa ed è

seguita da una serie di rivendicazioni. L’attacco, si

legge nei messaggi di posta, è stato portato come segno di solidarietà con i manifestanti e contro l’azione esercitata dalla polizia in Val di Susa: gli espropri di ieri mattina e la dinamica, ancora non chiara, per Anonymous, della caduta di Abbà dal traliccio in Val Clarea.

M.Bar.

Il personaggio

Il personaggio

Il militante agricoltore che non cambia mai idea

Dalla fabbrica al km zero. «Sono così, rassegnatevi»

DAL NOSTRO INVIATO

BUSSOLENO (Torino) — «L’amore per questa terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori». L’uomo precipitato da un traliccio accanto al cantiere della Tav non lascia dietro di sé interviste o comparsate. Luca Abbà, nato 37 anni fa a Cles, una frazione di Exilles, ai confini con l’Alta Valle, ha sempre mostrato granitica co- erenza nel rifiutare ogni contatto con un mondo che non sente suo. Da dieci anni ha scelto di abitare nella casa del nonno Egidio, storico capogruppo de- gli Alpini del suo paese, la stessa dove era nato suo padre. Non era stato un ritorno, ma un rifiuto. Non si trovava, nella vita degli altri.

ma un rifiuto. Non si trovava, nella vita degli altri. Grave Luca Abbà, 37 anni, è

Grave Luca Abbà, 37 anni, è ricoverato in coma farmacologico

Aveva lavorato in fabbrica, trovato im- pieghi da netturbino in due comuni della Valsusa, poi ha scelto il chilome- tro zero. È diventato coltivatore diret- to, tira avanti vendendo nei mercati della zona i prodotti dei suoi campi, ogni tanto fa qualche servizio di giardi- naggio per gli amici. Il resto del suo tempo lo dedica alla lotta No Tav, che per lui è una linea di confine che non prevede intrusioni di estranei, da una parte o dall’altra. È una discriminante. Abbà sarebbe il primo a detestare gli altarini, o i ritratti condiscendenti, per- ché non è uomo da mezze misure. Il suo non è un carattere facile, le sue esplosioni di ira, spesso seguite dai fat- ti, sono sempre ben conosciute anche tra gli amici, che gli riconoscono una dolcezza di fondo espressa soprattutto nell’amore per i genitori, entrambi sor- domuti. «I celerini e i loro capi vivono una vita per la violenza, sono mercenari di uno Stato che è l’istituzione violenta per eccellenza con le sue carceri, la strategia della tensione e la costante politica della paura; curioso che nes-

sun politico o giornalista che conta ab-

bia da dire nulla su tutto ciò!». Queste frasi, tratte da una memoria presenta-

ta in una causa per diffamazione, sono

l’esatta rappresentazione del suo pen- siero. È uno dei capi del movimento No Tav, si scrive adesso, ma ognuno di

essi ha le sue caratteristiche, e quella

di

Abbà è sempre stata la durezza, che

lo

ha portato a sentirsi rappresentato

dalla frangia più dura e incontrollabile del movimento, quella che viene riferi-

ta a una generica galassia anarchica.

Inutile rovistare nella sua fedina pe- nale, dove ci sono tracce di una con- danna per gli scontri di Venaus avve- nuti nel 2005 e una assoluzione per quelli di Genova alla Fiera delle tecno- logia, archeologia dei primi no global:

La battaglia legale All’ultima assemblea aveva speso parole concilianti, lasciando aperta la strada per una battaglia legale anti-espropri

aperta la strada per una battaglia legale anti-espropri ha sempre rivendicato la sua partecipa- zione agli

ha sempre rivendicato la sua partecipa- zione agli scontri No Tav, ne è un con- vinto fautore, anche se all’ultima as- semblea aveva speso parole concilian- ti, lasciando aperta la strada per una battaglia legale contro gli espropri. Il prima e il dopo della sua militanza si chiama proprio Venaus, il luogo de-

gli scontri con la polizia del dicembre 2005, dove uno sgombero mal gestito dei campi destinati al primo cantiere Tav portò a una specie di sollevazione popolare. Lo spartiacque è quello, co-

me per molti della sua età. Fino ad allo-

ra, dai 18 ai 23 anni, Abbà aveva inteso la militanza anche in senso politico, era molto vicino alle posizioni di Anto-

nio Ferrentino, l’ex leader caduto in di- sgrazia per aver accettato il confronto nell’Osservatorio nato dopo quel di- sgraziato episodio di ordine pubblico. «Quello che voi non capite — scrive — è che per me non devono esistere né guide né capi da corrompere con promesse di carriera politica nei palaz- zi del potere». Il compromesso non fa per lui, convinto che la militanza deb- ba essere espressa attraverso gesti dra- stici. «Rassegnatevi, sono fatto così e non cambierò mai idea». Lo ha dimo- strato anche ieri mattina, purtroppo.

M. Ima.

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Corriere della Sera Martedì 28 Febbraio 2012

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Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera

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Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera # Val di Susa Le reazioni I costi e
Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera # Val di Susa Le reazioni I costi e

Val di Susa Le reazioni

I costi e le cifre

7 i chilometri È la lunghezza della galleria prevista alla Maddalena

Corteo

Milano

polizia

fronteggia

i manifestanti

No Tav Il corteo è stato organizzato quando si è saputo della notizia della caduta di Luca Abbà (Marfisi / Fotogramma)

A

la

della caduta di Luca Abbà (Marfisi / Fotogramma) A la «Volevamo la pace, ora le cose

«Volevamo la pace, ora le cose cambiano»

L’assemblea del movimento in serata a Bussoleno La strategia: chiudiamo gli agenti qui dentro con noi

DAL NOSTRO INVIATO

BUSSOLENO (Torino) — Luca Abbà voleva lanciare un messaggio. La sua scalata al traliccio dell’alta tensione non doveva essere nient’altro che questo, una bandiera umana che segnalava l’arrivo delle forze dell’ordine. Ades- so, molte ore dopo, sulle piaz- zole affollate del casello di Chianocco non c’è spazio per un filo d’erba, e neppure per un sentimento diverso dalla

rabbia. L’assemblea popolare dei No Tav arriva in questo luogo improvvisato, segno della concitazione, degli eventi che ormai stanno sfuggendo di mano, a tutti. Dall’altra parte del cavalcavia comincia il blocco autostradale destinato a trasformare la Val di Susa in un’isola inaccessibile. Alla fi- ne di una giornata troppo lun- ga e troppo brutta, segnata dal nervosismo, dalla ricerca di un nemico sul quale alzare

le mani, con noi giornalisti naturali candidati al ruolo, la prima reazione è di chiusura al mondo. Fuori tutti. Restia- mo noi e loro, i nemici in divi- sa. Li chiudiamo dentro con noi, e vediamo fino a quando resistono. La mozione proposta da Bruno Perino, capo dei valli- giani più radicali, viene accol- ta da un’ovazione. I sentimen- ti sono questi, inutile girarci intorno o cercare di cogliere sfumature. Ci sono solo toni

netti, e i gesti verranno di conseguenza. Lele Rizzo, por- tavoce del centro sociale Askatasuna, uno dei pilastri del movimento No Tav, resti- tuisce la disillusione di una protesta che si sente incom- presa e svilita, quando decide di usare le buone maniere, di stare nel recinto della legali- tà. «Sabato scorso abbiamo manifestato in maniera pacifi- ca e non violenta, come piace a tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un

tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la
tutti. In cambio abbiamo ot- tenuto un esproprio che è un «Non è cambiata solo la

«Non è cambiata solo la si- tuazione — spiega lui —, ma anche il contesto. Non è più questione di essere favorevo- li o contrari a un’opera. Il ve- ro problema è la restrizione del diritto, la risposta feroce a un legittimo dissenso, che può essere esercitato in tanti modi, ma viene sempre af- frontato in termini militari e non politici». Ascoltando la rabbia di que-

sta gente, si coglie una muta- zione ormai compiuta. Nel gi- ro di pochi mesi la protesta No Tav ha cambiato pelle, si è trasformata in una ribellione all’esistente, qualcosa che davvero travalica ormai la questione di un tunnel ferro- viario. Qui nessuno parla di ambiente e preservazione del- la propria terra come si face- va nel 2005, quando il perico- lo dell’amianto nella monta-

abuso, eseguito nel modo più illegale e infame possibile. Siamo stati bravi, la ricom- pensa è questa. Evidentemen- te è colpa nostra, non siamo stati abbastanza incisivi. Ma adesso le cose cambiano, e non per nostra volontà». Anche queste parole non la- sciano spazio a sfumature, non è più tempo da toni di grigio, ma di posizioni dure. Quello di Rizzo non è un an- nuncio, semmai una promes- sa, che raccoglie un comune sentire. Sotto al cavalcavia di Chianocco sono tanti gli in- soddisfatti per la mancata rea- zione immediata. Luigi Casel da Bussoleno, uno di quelli molto ascoltati, racconta di aver dovuto fermare alcuni suoi concittadini che voleva- no dare fuoco ai boschi intor- no al cantiere di Chiomonte, una specie di cupio dissolvi per gente che ama così tanto la sua valle. «Se stai zitto non ti succede niente, come ai tempi del fascismo», gli ha detto sua madre, che ha 76 an- ni e qualche brutto ricordo di quegli anni lontani.

76 an- ni e qualche brutto ricordo di quegli anni lontani. I poliziotti e il presidio
I poliziotti e il presidio In Val di Susa, nei pressi della baita dove c’è
I poliziotti e il presidio
In Val di Susa, nei pressi della baita dove
c’è il presidio del movimento No Tav,
alcuni poliziotti si riposano (Mediapress
Lapone / Fotogramma)

Il dossier La relazione annuale sull’attività dei Servizi

L’allarme degli 007:

resisteranno a oltranza

«Si stanno unendo diversi fronti»

ROMA — «Determinati a resistere ad oltran- za contro la grande opera». Si legge nero su bianco il monito sulla fermezza dei No Tav nella relazione annuale sull’attività dei servizi segre- ti: l’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza ester- na), l’Aisi (l’Agenzia informazioni e sicurezza in- terna) e il Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza). Ne dava tragica prova sul tra- liccio Luca Abbà, ieri mattina, proprio mentre il premier Mario Monti la inviava ai presidenti di Camera e Senato. Una intenzione di non molla- re mai che gli 007 annoverano fra le «criticità sotto il profilo della mobilitazione» insite nei movimenti antagonisti e anarco-insurrezionali- sti. Una delle «principali criticità per l’Italia» — riferisce una nota di Palazzo Chigi riassumendo la relazione — assieme «alla conflittualità socia- le e il perdurare delle tensioni internazionali dal Maghreb al Medio Oriente» e, soprattutto, ai «ri- flessi della crisi economica». Per la prima volta gli 007 lanciano l’allarme sulla «vulnerabilità del sistema produttivo» in un contesto che favo- risce la «compartecipazione occulta e l’inseri- mento di capitali illeciti in aziende in difficoltà con lo scopo di rilevare pacchetti societari», e anche crescenti investimenti stranieri in settori strategici del nostro Paese. E mettono in guar- dia su un’attività di «spionaggio industriale,

che rischia di depauperare sia il potenziale pro- duttivo ed innovativo nazionale, sia di costitui- re un serio danno alla sicurezza e alla competitività». Ma ieri l’attenzione era rivolta ai No Tav, «un

articolato fronte di lotta», capace di unire diver-

se anime spesso divise della protesta. Alla «cro-

Le infiltrazioni criminali Il rapporto sottolinea che con la crisi economica, a livello generale, crescono i rischi di infiltrazioni criminali nel tessuto imprenditoriale e produttivo

criminali nel tessuto imprenditoriale e produttivo nica frammentazione», spiegano gli 007, si van- no

nica frammentazione», spiegano gli 007, si van-

no sostituendo «tentativi di conferire alla prote-

sta una nuova spinta di collaborazione e conver- genza sui temi dell’ambiente, del lavoro, della

"repressione", dei beni comuni, nonché sulle conseguenze della crisi nel territorio in termini

di occupazione, reddito, tariffe, servizi e diritti

sociali». In questo senso i cortei della Val di Su-

sa vengono accomunati alla «protesta popolare

sullo smaltimento dei rifiuti, con prevedibili fo- colai di tensione in alcuni dei territori individua-

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Corriere della Sera Martedì 28 Febbraio 2012

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Primo Piano

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2012 italia: 515249535254 Primo Piano 9 # 36 mila I metri quadrati che occupa il cantiere
2012 italia: 515249535254 Primo Piano 9 # 36 mila I metri quadrati che occupa il cantiere

36 mila I metri quadrati che occupa il cantiere per il tunnel «esplorativo»

23,6

miliardi Il costo stimato per la realizzazione del progetto italo-francese

600 mila Il numero di camion in meno sulle strade stimato da chi promuove l’opera

in meno sulle strade stimato da chi promuove l’opera gna sembrava essere il collan- te del

gna sembrava essere il collan- te del movimento contro l’Al-

ta velocità. Sembrano passate ere geologiche anche dalla battaglia contro i presunti sprechi di Stato dietro alla co- struzione della Tav, ed era ap- pena un anno fa. «Il peggior governo della storia ci ha mandato una poli-

zia di infami guidata da magi-

strati infami». Bruno Perino,

l’ex contabile diventato uno dei volti più noti del movi- mento No Tav, non ha mai avuto il dono della misura. Usa le parole come pietre, e non da ieri. Ma in qualche

Oltre il tunnel La protesta ha cambiato pelle, travalica ormai la questione di un tunnel

ha cambiato pelle, travalica ormai la questione di un tunnel modo la sua invettiva è lo

modo la sua invettiva è lo specchio dello stato d’animo

di questa protesta. Quando

definisce «fascista» l’attuale esecutivo, quando parla di «capitalismo che uccide i no-

stri figli migliori», non lo fa pagando dazio alla sua orato-

ria virulenta, ma seguendo il

filo di un percorso anti-siste- ma che ha reso il movimento

No Tav un porto sicuro per ogni forma di antagonismo. La caduta dal traliccio di Luca Abbà, nato a pochi chilo- metri da qui, non è certo un

pretesto, ma solo la valvola di uno sfogo atteso da tempo. Adesso è quasi inutile capire dove si manifesterà la reazio- ne dei No Tav. Tra le ipotesi

al

vaglio c’è anche un cambio

di

scenario, portare una prote-

sta dura nel salotto buono di Torino o nelle altre città, ma sono questioni da ordine pub- blico. «Noi non abbiamo mai cercato il morto», dice Mauri- zio Piccioni, cattolico, mili- tante di Avigliana. «Sono loro

che ce lo stanno portando in casa. Quel terreno è di Luca, e gli operai hanno continuato a lavorare anche dopo il suo fe- rimento. Come uno sputo in faccia, una dimostrazione to- tale dell’assenza di umanità

di questo sistema».

Quello che conta, quello che resta davvero, è la rabbia.

Il movimento No Tav forse è

minoritario, forse le persone riunite qui che urlano e invei- scono contro il mondo fuori

non sono altro che cinquecen-

to testimoni di una lotta fuori

tempo massimo. Ma sono co- me pietre dure, inscalfibili e rigidi e di questo bisognava tenerne conto. «Non mollere- mo mai», urla Perino. E mai come questa volta viene da credergli, purtroppo. Il mes- saggio è arrivato forte e chia- ro.

Marco Imarisio

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La scheda

ti

per nuove discariche» come il Lazio con la pre-

vista chiusura della discarica di Malagrotta. Al «contrasto alle politiche repressive di cui sono ritenuti simbolo anche i centri per immigrati» e alla «mobilitazione studentesca, che prospetta

Il rapporto

saldature rivendicative con l’area del precariato e ambienti lavorativi interessati da controversie occupazionali». L’intelligence la mette così: la crisi economica viene ritenuta dal movimento

L’Aise, l’Aisi

e

il

antagonista una «favorevole opportunità» per «radicalizzare il disagio sociale». E diventa un’arma di propaganda anche per reduci delle Br o soggetti attratti dalla lotta armata, che pre-

Dipartimento

delle

informazioni

per la

sentando la crisi come «sintomo dell’ineludibi-

sicurezza

le

declino del capitalismo» possono alimentare

nella

lo

scontro. E non si esclude che «tentino di ag-

relazione

gregarsi per eseguire e rivendicare attacchi». Ma la congiuntura, avvertono i servizi, appa- re anche «destinata ad accrescere i margini di infiltrazione criminale nel tessuto produttivo e imprenditoriale», soprattutto nel Centro-Nord. Manovre di attacco alle nostre imprese in crisi

annuale

avvertono

che i No Tav

sono

«determinati

a

resistere

che arrivano dalle mafie. Sotto osservazione an-

ad oltranza

che gli investimenti stranieri in settori strategi-

contro la

ci

come i trasporti, le telecomunicazioni e l’ener-

grande

gia; dove grandi investitori dell’Est Europa ed asiatici potrebbero accrescere il loro ruolo sul mercato italiano. Alto l’allarme sul riaccendersi delle tensioni in Iran, sull’arrivo di armi dalla Libia e sul terrorismo islamico. Gli 007 fanno notare come sul web si sia esultato alle nostre alluvioni e che in un appello a colpire facili ber- sagli «siano stati citati ad esempio i due noti epi- sodi occorsi al Sommo Pontefice e a Berlusco- ni»: la spinta al Papa dentro San Pietro e il lan- cio della statuetta raffigurante il Duomo di Mila- no allex premier.

opera»

I rischi

Per gli 007 i No Tav sono

«un

articolato

fronte di

lotta» che

riesce a

unire anime

che prima

erano

 

Virginia Piccolillo

spesso divise

twitter@vpiccolillo

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La politica Fassino sottolinea che l’opera resta strategica. Per Prc e Vendola va fermata

Fornero: dialogo Il leghista Castelli «Se l’è cercata»

Caso sul sondaggio di «Libero»

ROMA — Non fa piacere a nessuno, ovvio, che un attivista No Tav sia in peri- colo di vita. Neppure a Maurizio Belpie- tro, direttore di Libero, che ieri ha lancia- to sul sito del quotidiano un sondaggio molto criticato sui social network: «Luca Abbà, il 37enne No Tav, fulminato su un traliccio mentre protestava, se l’è merita- ta?», è stato chiesto ai lettori. «Vergognatevi!», il commento più dif-

fuso, tra quelli riferibili. Poi in serata il Cdr di Libero ha denunciato che a Milano «un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo partito da piazza San Babila ed ha iniziato a bersagliare con petardi e fu- mogeni la sede di viale Majno» ed «è sta-

ta danneggiata una telecamera e il citofo- no del palazzo ed è stato imbrattato il por- tone con la scritta "Giornalisti terrori- sti"». «Forse la domanda è stata posta in ma- niera troppo decisa e sintetica e mi dispia- ce per quello che è successo» spiega Bel- pietro. «Ma lo scopo era porre l’attenzio- ne su queste proteste estreme che com- portano un rischio evidente. Il simbolo col teschio sui cavi dell’alta tensione do- vrebbe bastare come deterrente. E chi ap- plaudiva, dovrebbe chiedersi se non è in parte responsabile». Analogo il commen- to del leghista Roberto Castelli: «Gli augu- ro tutto il bene, ma se vai su un traliccio

ad alta tensione, lo sanno tutti che ti ful- mini o prendi la scossa e cadi. È matemati- co. Abbà se l’è cercata, non meritata». Rat- tristato il ministro del Lavoro Elsa Forne- ro: «Non si possono registrare morti su questioni che andrebbero risolte con le trattative», dichiara. «So che sull’alta velo- cità la situazione è complicata, ma l’impe- gno del governo è intensificare il dialo- go». Per il sindaco di Torino, Piero Fassi- no, l’incidente «è un episodio doloroso che si colloca in una situazione difficile e delicata che in Val di Susa si trascina da tempo». Però la Tav «resta un’opera strategica e irrinunciabile». Il governatore leghista del Piemonte Roberto Cota chiede di «non strumentalizzare questa disgrazia. La protesta contro la Tav non dev’essere una guerra. Occorre calma e ragionevolez- za da parte di tutti». «Non credo che si possa strumentalizzare un fatto come que- sto», dice Pier Ferdinando Casini. «L’ope- ra è prevista e va avanti, quello che è acca- duto è tristissimo ma non vedo come ci sia un collegamento con il fatto che la To- rino-Lione si deve fare». «Siamo toccati e dispiaciuti per quanto avvenuto», confer- ma Agostino Ghiglia (Pdl). «Tuttavia quel- lo che è accaduto oggi è colpa dei cattivi maestri che istigano alla lotta ideologi-

ca». Matteo Mauri, responsabile infra- strutture e trasporti del Pd, ritiene «im- portante da parte di tutti uno sforzo per smorzare la tensione» e domanda «massi- ma attenzione ai territori e ai cittadini per trovare la soluzione che garantisca la più ampia condivisione possibile». Molto cri- tico invece Nichi Vendola (Sel): «Siamo a una svolta drammatica, la Tav è sempre più un’opera insensata dal costo faraoni-

Sulla Rete Il giornale chiede ai lettori se Abbà «se l’è meritata» Belpietro: mi spiace, domanda posta in modo troppo deciso

Belpietro: mi spiace, domanda posta in modo troppo deciso co imposta ad una comunità che non

co imposta ad una comunità che non la vuole». «È evidente il tentativo di trasfor- mare la questione della Tav in un proble- ma di ordine pubblico», s’indigna Paolo Ferrero (Prc). S’arrabbia Beppe Grillo sul blog: «Robe da pazzi, perché lo stanno fa- cendo? Lo capisce anche un bambino che non serve la Tav: un tunnel di 50 chilome- tri sotto un ponte». Mariolina Iossa

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bambino che non serve la Tav: un tunnel di 50 chilome- tri sotto un ponte». Mariolina

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Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera Il governo Liberalizzazioni Le proprietà cattoliche 14.000
Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera Il governo Liberalizzazioni Le proprietà cattoliche 14.000

Il governo Liberalizzazioni

Le proprietà

cattoliche

14.000

Le scuole paritarie in Italia,

più di 9.000 sono cattoliche

Passa la separazione Snam-Eni

Sì all’Ici alla Chiesa. Tesoreria unica, enti locali in rivolta. Scontro su taxi e farmacie

La Nota

di Massimo Franco

La Nota di Massimo Franco

Mossa che rassicura la Commissione Ue e pare soddisfi la Cei

I dettagli che colpiscono, nelle spiegazioni date al Parlamento da Mario Monti in materia di Ici (ora Imu, Imposta municipale unica) sono soprattutto due. Il primo è che il presidente del Consiglio non ha mai usato il termine «Chiesa». E non per un lap-

sus, ma perché l’argomento delle esenzioni fiscali riguar- da anche le attività commerciali legate al mondo cattoli- co; ma in parte non piccola altre realtà come ad esempio le associazioni sportive dilettantesche. Il secondo è il rife- rimento, fatto anche ieri davanti ai membri della com- missione Industria del Senato, al processo per infrazione contro l’Italia aperto dalla Commissione europea; e tutto- ra pendente, almeno formalmente, sul governo di Roma. Avere mandato «in via informale» a Bruxelles il testo del suo emendamento è stato un atto di cortesia istituzio- nale ma anche di prudenza. Così come lo era stato la scel- ta di spedire ad Almunia la relazione con la quale si illu- strava il percorso deciso da Palazzo Chigi. Monti voleva essere rassicurato dal vicepresidente Joaquin Almunia sull’efficacia della soluzione che il Parlamento italiano si prepara ad adottare. Sa, infatti, che l’ipotesi di sanzioni pesanti a carico dell’Italia e, in prospettiva, anche della Chiesa italiana, sarebbe inesorabile; e il pericolo non sembra ancora scongiurato del tutto. Il procedimento di infrazione esige una risposta rapida e senza ambiguità.

E così, ieri il premier ha spiegato ai senatori di non ave-

re voluto modificare il testo per non «destabilizzare il de- licato meccanismo di andata e ritorno su questa decisio-

ne»: andata e ritorno dalla Commissione Ue. Ma le pole- miche di parte cattolica e di settori del Pdl, del Pd e della

Lega sul destino soprattutto delle attività non commerciali del Vaticano, hanno costretto Monti a spiegarsi meglio. E il capo del governo l’ha fatto in modo esauriente, visto che la commissione del Senato ha votato all’unanimità il suo emendamento. Secondo Pier Ferdinando Casini, leader del-

l’Udc, non ci sono sorprese. Monti ha spiegato che tutto ciò che è commerciale deve pagare l’Imu, «e non si tratta solo della Chiesa». In realtà, rimane qualche zona d’om-

bra su quali scuole e attività «non profit» saranno esenta- te e quali no.

Il criterio degli istituti che garantiscono accesso a tutti

e dunque svolgono un ruolo sociale anche per conto del- lo Stato dovrebbe garantire qualche certezza in più; e far rientrare le diffidenze e gli attacchi, alimentati dagli ordi- ni religiosi che gestiscono alcune strutture educative. Ma l’intenzione di colpire l’evasione fiscale che si fa scudo di queste etichette per non pagare le tasse è dichiarata. «Il non profit è un’attività troppo seria e importante», ha av- vertito Monti, «perché possiamo permetterci in suo no- me comportamenti non in linea, sottraendo risorse attra- verso esenzioni fiscali indebite». La reazione tuttora tiepi- da dei vertici della Cei conferma che il provvedimento crea magari non più malumori ma qualche residua ap- prensione: sebbene nelle grandi linee sembra sia stato og- getto di contatti informali e riservati fra esperti del gover- no e dei vescovi. È probabile che si aspetti di vedere qua- le sarà la versione definitiva inserita nel decreto sulle libe- ralizzazioni: un provvedimento che nelle intenzioni di Monti sarà approvato dal Parlamento entro il mese di marzo. Pesa a favore del governo, tuttavia, la consapevolezza delle gerarchie ecclesiastiche che Bruxelles vuole risposte chiare e in tempi brevi; e non accetterebbe misure tese a rinviare o annacquare la decisione. D’altronde, anche i di- fensori politici delle attuali esenzioni, a prima vista si so- no mossi più per marcare il proprio territorio di referenti del mondo cattolico, che per sabotare l’operazione di Monti: la loro soddisfazione unanime è frutto dell’abilità del premier ma anche di questa verità inconfessabile. An- che perché nessuno prevede che il 2012 sarà meno pesan- te dell’anno passato, anzi: il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi vede una povertà in aumento. Assecon- dare ulteriormente l’evasione fiscale, chiunque ne sia re- sponsabile, risulterebbe intollerabile.

chiunque ne sia re- sponsabile, risulterebbe intollerabile. ❜❜ Monti insiste sul pericolo che l’evasione fiscale

❜❜

Monti insiste sul pericolo che l’evasione fiscale oscuri il non profit

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ROMA — Un nodo sciolto con il via libera all’unanimità sull’emendamento per l’Imu al- la Chiesa. La conferma degli ac- cordi già trovati sia per la sepa- razione Snam rete gas dall’Eni, che dovrà avvenire entro 18 mesi a partire da un nuovo de- creto da scrivere entro maggio, sia dell’obbligo della gara, nei servizi pubblici locali, per gli af- fidamenti oltre i 200 mila euro. Altri due nodi che restano ben stretti, i taxi e le farmacie, no- nostante la lunga seduta not- turna della commissione Indu- stria del Senato con tanto di tra- mezzini per 77 persone, ordina- ti verso sera. Ma sul percorso del decreto legge per le libera- lizzazioni il vero problema adesso è la tesoreria unica. Di- ce l’articolo 35 che tutti gli enti locali, ma anche le università e le asl, devono trasferire dalla propria tesoreria a quella nazio- nale le risorse che hanno in cas- sa e che di solito affidano alle banche per guadagnare qualco- sa con il tasso di interesse. Il trasferimento forzoso ver- so Roma dovrebbe durare fino alla fine del 2014 e, secondo i calcoli del governo, porterebbe alla tesoreria unica una liquidi- tà aggiuntiva di 8,6 miliardi di euro. Così lo Stato potrebbe ri- durre la quantità di titoli del de- bito pubblico da mettere sul mercato, con un risparmio sti- mato in 620 milioni di euro nei prossimi tre anni. Fino a pochi giorni fa sembrava che a prote- stare fosse solo la Lega. Il sena- tore del Carroccio Massimo Ga- ravaglia ha scritto emendamen- ti su emendamenti senza trova- re molti appoggi. Ieri il presi- dente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, ha annuncia- to un ricorso al Tar affinché sia «intimato al nostro tesoriere di non consegnare i soldi allo Sta- to» perché i «soldi dei veneti devono restare in Veneto». Il governo sembrava intenziona- to a tirare dritto non solo per l’importanza che attribuisce a questa norma per la tenuta dei

conti pubblici ma anche per- ché il Carroccio è uno dei po- chi partiti in Parlamento che non lo sostiene. Il fronte del no, però, si è ra- pidamente allargato nelle ulti- me ore e, magari con parole meno incendiare ma con lo

stesso ragionamento, sono in- tervenuti il presidente dell’As- sociazione dei Comuni, Grazia- no Delrio, delle Regioni, Vasco Errani, e delle Province, Giu- seppe Castiglione. Oggi l’Anci spedirà un telegramma a tutti i responsabili delle tesorerie per

un telegramma a tutti i responsabili delle tesorerie per Le condizioni Il riconoscimento di status paritario:

Le condizioni

a tutti i responsabili delle tesorerie per Le condizioni Il riconoscimento di status paritario: programmi, contratto

Il riconoscimento di status paritario:

programmi, contratto collettivo e bilanci

chiedere loro di non trasferire la prima tranche dei fondi, ope- razione che andrebbe fatta en- tro domani. E alla fine il gover-

no

ha deciso di mediare. Quan-

do

Monti è arrivato in commis-

sione il senatore leghista Gara-

vaglia, il primo a sollevare il ca- so, non si è lasciato sfuggire l’occasione di sottoporgli per- sonalmente la questione. «Monti mi ha detto di averne preso nota — racconta Garava- glia in una delle lunghissime pause dei lavori — e che al go- verno ci sono tantissime pen- ne: qualcuno se ne occuperà». Ma se la volontà di mediare c’è, la soluzione è ancora tutta

da

scrivere. Due finora le ipote-

si

prese in considerazione: ri-

durre la durata dell’«espro- prio» da tre a due anni; oppure rendere più graduali le tappe

del trasferimento dei fondi ver-

so la tesoreria unica. La risposta finale dovrà arri-

vare entro stamattina, come per i taxi e le farmacie. Per i ta-

1

Sono tre i criteri che le scuole dovranno dimostrare di avere

xi

la soluzione sembra quella

per godere dell’esenzione dall’Imu. Il primo è che svolgano un servizio «assimilabile a quello pubblico» sotto il profilo

trovata la settimana scorsa. Di fatto il potere di decidere sul

«dei programmi di studio e della rilevanza sociale,

numero delle licenze e sul livel-

dell’accoglienza di alunni con disabilità, dell’applicazione del

lo

delle tariffe sarebbe nelle ma-

contratto collettivo per personale docente e non docente»

ni

della nuova Autorità dei tra-

Un nuovo regolamento interno per evitare discriminazioni nelle iscrizioni

sporti, che dovrebbe non solo esprimere un parere al sindaco

ma anche sostituirsi a lui, in ca-

so

di mancato rispetto del pare-

re

stesso. Per le farmacie conti-

2 Ogni scuola o attività non profit deve adottare un regolamento interno che garantisca la non discriminazione degli alunni nella fase di iscrizione. Se il regolamento prevede una selezione è consentito premiare la media più alta, ma non richiedere una media minima al di sotto della quale non è possibile accedere

I bilanci devono chiudere in pareggio Eventuali utili vanno investiti in didattica

3

Il governo impone infine la verifica della «non lucratività» della finalità dell’ente (scuola o non profit): ai fini dell’applicazione dell’esenzione è infatti necessario che

l’attività non chiuda il bilancio «con un risultato superiore al pareggio»; eventuali avanzi dovranno essere usati

a sostegno della «gestione dell’attività didattica»

nua il tira e molla sul numero

necessario di abitanti per aprir-

ne una nuova. Sarà cambiata la

cifra fissata nella versione origi-

nale del decreto: 3 mila. Ma se il Pdl propone 3.800 (che an- drebbe bene ai farmacisti) il go- verno non vuole andare oltre i 3.300. Oggi è l’ultimo giorno di lavoro per la commissione. Da domani il testo sarà in Aula al Senato, che dovrà approvarlo entro venerdì. Poi si passerà al- la Camera dove il via libera fina- le deve arrivare entro il 24 mar- zo.

L. Sal.

lsalvia@corriere.it

entro il 24 mar- z o . L. Sal. lsalvia@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA In Senato Il

© RIPRODUZIONE RISERVATA

In Senato Il premier Mario Monti col sottosegretario Catricalà (a sin.)

e il presidente della commissione Industria Cesare Cursi (Ansa)

L’incontro

Alemanno

a Palazzo Chigi «Disgelo» dopo il no all’Olimpiade

Le misure per la concorrenza

Professioni

Via l’obbligo di preventivo Dal 2015 più notai

L e norme sulle professioni sono state ammorbidite ri-

spetto al testo del decreto legge uscito da Palazzo Chigi. Un

emendamento presentato dal governo ha eliminato l’obbligo del preventivo scritto da pre- sentare al cliente. Nella versio- ne originaria l’avvocato o il commercialista che non presen-

tava il preventivo in forma scrit-

ta sarebbe stato responsabile di

un illecito disciplinare con la possibilità di subire un procedi- mento da parte del suo ordine professionale. Dopo la riscrittu-

ra da parte del governo, il pre-

ventivo scritto diventa solo una libera scelta affidata alla contrattazione tra cliente e pro-

fessionista. Altra norma riscrit-

ta nel primo passaggio parla-

mentare è quella che riguarda

il tirocinio: l’inizio della carrie-

ra in uno studio professionale.

L’obbligo di retribuzione non scatterà più subito, come previ- sto in un primo momento, ma

solo dopo i primi sei mesi di la- voro e sarà «forfettariamente concordato», cioè sotto forma

di rimborso spese. È stato poi

cioè sotto forma di rimborso spese. È stato poi introdotto un limite alle parteci- pazioni esterne

introdotto un limite alle parteci- pazioni esterne nei grandi stu-

di professionali. I soci profes-

sionisti dovranno essere alme-

no i due terzi del totale. Nulla è

cambiato, invece, per i notai che vedranno crescere la loro pianta organica con un concor-

so annuale previsto a partire

dal 2015. La prestazione notari-

le, inoltre, diventa gratuita per

i giovani al di sotto dei 35 anni

che vogliono aprire una Srl semplificata, un tipo di società regolata dallo stesso decreto.

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Farmacie

Per le nuove aperture concorso entro un anno

È uno dei nodi che ha fatto più discutere la commissio-

ne Industria del Senato. Anche in questo caso il testo è stato corretto rispetto alla versione originale. L’obiettivo resta quel-

lo di averne di più su tutto il ter-

ritorio nazionale. Ma mentre il decreto uscito da Palazzo Chigi stabiliva che per aprire una nuova farmacia il «quorum» ne- cessario fosse di 3 mila abitanti

adesso la soglia diventa più al- ta. Fino a tarda notte la commis- sione ha continuato a discutere

se portarla a 3.300 o 3.500. Le

nuove sedi saranno assegnate con un concorso da bandire en-

tro un anno. La procedura sarà anche l’oc-

casione per concedere qualcosa

ai parafarmacisti che, quando il

decreto era ancora in fase di

preparazione, avevano sperato

di

poter vendere anche i farma-

ci

di fascia C, quelli totalmente

a carico del paziente che invece resteranno monopolio delle far-

macie vere e proprie. Le com- pensazioni saranno due. La pri- ma è la possibilità di vendere anche i farmaci veterinari con

la possibilità di vendere anche i farmaci veterinari con ricetta e i prodotti galenici, cioè i

ricetta e i prodotti galenici, cioè i preparati di una volta. La seconda è un punteggio aggiun- tivo nel concorso straordinario per l’apertura delle nuove far-

macie. In un primo momento si era pensato anche di riserva- re ai parafarmacisti delle quote

specifiche. Ma il meccanismo

avrebbe creato qualche proble- ma di rispetto delle regole sulla concorrenza. E per un decreto che parla di liberalizzazioni, sa- rebbe stata una bella contraddi- zione.

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: 230435

DISEGNI DI CONC

: 230435

Corriere della Sera Martedì 28 Febbraio 2012

italia: 515249535254

Primo Piano

11

5 1 5 2 4 9 5 3 5 2 5 4 Primo Piano 11 4.712
5 1 5 2 4 9 5 3 5 2 5 4 Primo Piano 11 4.712

4.712

I centri sanitari e di assistenza

attualmente gestiti da enti ecclesiastici

49.982

Le strutture ecclesiastiche, tra cui

38.000 parrocchie e 12.000 oratori

11.084 Gli immobili riservati dalla Chiesa cattolica per istruzione e cultura

ROMA — Un’ora di colloquio, bevendo un caffè e un po’ d’acqua, in un clima definito «molto cordiale». Di qua il premier Mario Monti, di là il

sindaco Gianni Alemanno: dopo il «no» del governo sull’Olimpiade, è stato il giorno del disgelo. Monti ha esordito con una battuta («Ci rivediamo,

dopo quella decisione

Alemanno, accompagnandolo fino all’ascensore. In mezzo, il confronto sui temi fondamentali del rapporto Palazzo Chigi-Campidoglio. Primo, la vendita delle caserme. Il Comune non dovrà cedere i suoi gioielli: i 500 milioni anticipati dal governo rientreranno tutti con la vendita di beni militari. Secondo, i trasferimenti da Stato e Regione. Alemanno si è lamentato per il ritardo dei pagamenti sul trasporto pubblico e per gli 1,5 miliardi anticipati alla gestione commissariale del debito comunale, Monti ha deciso «l’istituzione di un tavolo», anche con la stessa Regione. E un altro sarà sulle caserme. Terzo punto, l’approvazione del secondo decreto su «Roma Capitale», che — fa sapere Palazzo Chigi — «avverrà in tempi rapidi». E se la Lega attacca («Alemanno venda le municipalizzate in perdita», dice Massimo Garavaglia), il Campidoglio registra con soddisfazione un passaggio del comunicato di Monti: «Malgrado gli sforzi, il debito passato continua a pesare sul bilancio del Comune». Quanto basta per dire che il «no» sull’Olimpiade è acqua passata. Ernesto Menicucci

»)

e ha chiuso con una pacca sulle spalle ad

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La scelta Il premier e l’esenzione alle scuole: un valore gli enti non commerciali

Monti «salva» il non profit I vescovi: chiarimento utile

Lobby, Schifani annuncia la stretta in Parlamento

ROMA — «Desidero ribadire che il governo considera le attività svolte dagli enti non profit come un valore

e una risorsa della società italiana. Ta-

li attività appaiono tanto più merite-

voli di riconoscimento e garanzia nel- l’attuale congiuntura economica». Con questa premessa, a sorpresa, ieri pomeriggio, Monti si è presentato da- vanti ai senatori della commissione Industria di Palazzo Madama. Sentiva il bisogno di precisare, ha aggiunto poco dopo, viste le polemiche, le in- terpretazioni divergenti, le critiche dei partiti, Pdl in testa, sul tema dell’I- mu che alcuni enti ecclesiastici po- trebbero dover pagare. A giudicare dal risultato, dalla rea- zione dei vescovi (che esprimono «apprezzamento» e parlano di «preci-

La corsa verso l’Aula Maratona in Senato della commissione Industria per il voto sugli emendamenti
La corsa verso l’Aula
Maratona in Senato della commissione Industria
per il voto sugli emendamenti al decreto
liberalizzazioni: i senatori puntano a chiudere oggi
per portare il provvedimento in Aula
da domani e approvarlo entro venerdì

sazione utile»), degli esponenti della maggioranza che seguono più da vici-

no l’argomento, il premier ci è riusci-

to. Ha spiegato, in generale, che «so-

no esenti coloro che svolgono attivi-

tà secondo modalità non commercia-

li». Ha aggiunto un auspicio, ovvero che per il futuro la materia non sia più frutto di divisioni: «Spero il go- verno sia riuscito a definire questa de- licata materia in modo da metterla al riparo in futuro da polemiche». Monti è arrivato in commissione accompagnato dal presidente del Se- nato, Renato Schifani, e dal sottose- gretario alla presidenza del Consi- glio, Antonio Catricalà. Ha evitato di rispondere ad altre domande, preci- sando che la sua visita rispondeva

proprio all’esigenza di precisare su quella parte del decreto liberalizzazio- ni che riguarda la Chiesa e gli enti non profit. In primo luogo, ha detto, occorre «riconoscere che proprio le attività non commerciali svolte dalle organiz- zazioni non profit assumono un ruo-

to da parte dell’ente di attività al di fuori del regime della libera concor- renza». Ovviamente il governo italiano e

la Ue discuteranno degli effetti del de-

creto, in base alla sua «esatta inciden- za e senza pregiudizi ideologici». Mentre sul tema specifico delle scuo-

le cattoliche «non è corretto chieder-

si se le scuole in quanto tali siano esenti» dal pagamento dell’Imu, «bensì quali siano esenti e quali sotto- poste alla disciplina» introdotta con

l’emendamento. La risposta è univo- ca: sono esenti quelle che svolgono la propria attività in modo concreta-

Polemiche Il presidente del Consiglio:

spero si sia riusciti a definire la materia in modo da metterla al riparo da polemiche

la materia in modo da metterla al riparo da polemiche mente non commerciale». E a questo

mente non commerciale». E a questo

lo

centrale anche in termini di coesio-

punto il premier ha anche indicato i

ne sociale e rispondono direttamente

«parametri» per considerare non

ai

principi costituzionali di solidarie-

commerciali le scuole: «L’attività pa-

e di sussidiarietà, cardini essenzia-

ritaria è valutata positivamente se il

li

dell'ordinamento giuridico italia-

servizio è assimilabile a quello pub-

ne dei contratti nazionali e su quello

no». Di conseguenza «non è intenzio- ne del governo disconoscere il patri- monio che connota il settore, ma pro- prio per evitare critiche ingiustifica- te, da un lato, e interpretazioni ridut-

blico», in particolare sul piano dei programmi scolastici, dell’applicazio-

della «rilevanza sociale». Inoltre il bi- lancio dovrà essere «tale da preserva-

tive, dall’altro, si ritiene necessario

re

in modo chiaro la modalità non lu-

definire con assoluto rigore, traspa-

crativa»; e «l’eventuale avanzo sarà

renza e linearità l’esatto confine tra attività commerciali e attività non

destinato all’attività didattica». Approfittando della visita di Monti

commerciali». Se così avverrà, Monti

il

presidente del Senato è intervenu-

ha aggiunto che la procedura di infra-

to sul tema dei lobbisti parlamentari:

zione da parte dell’Ue, che è stata «in- formalmente» messa a conoscenza dei contenuti della norma, dovrebbe rientrare. A patto che «gli enti non commerciali» che beneficiano del- l’esenzione Imu siano «individuati at- traverso un doppio criterio, soggetti- vo e oggettivo: il primo è la natura e

fine non lucrativo perseguito dagli

stessi enti; il secondo è lo svolgimen-

il

oggi «ci sarà un ufficio di presidenza per l’adozione di linee guida per rego-

larne meglio l’accesso in Parlamen- to». Si profila un divieto di ingresso durante i lavori parlamentari di Aula

e commissioni: «Il Parlamento deve

essere lasciato in pace mentre lavo-

ra», ha aggiunto Schifani.

Marco Galluzzo

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Taxi

Meno potere ai sindaci su licenze e tariffe

A ltro caso del decreto, tenu- to aperto sino alla fine, è

quello dei tassisti. La norma è stata riscritta più volte, ma l’ap-

prodo finale dovrebbe essere abbastanza vicino al testo usci- to da Palazzo Chigi. Il primo passo sul numero delle licenze

e sul livello delle tariffe spetta

alla nuova Autorità dei traspor-

ti che in base alle proprie anali-

si esprime un parere ai sinda- ci. Poi la palla passa a questi ul- timi: formalmente tocca a loro decidere cosa fare, e non po- trebbe essere diversamente per non violare il principio del- la sussidiarietà. Ma attenzio- ne. Perché il testo che dovreb- be uscire dalla commissione stabilisce che se il sindaco si di- scosta troppo dalle indicazioni della Autorità, questa può eser- citare il proprio potere sostitu- tivo e intervenire in modo di- retto. Il meccanismo è abbastanza complesso ma di fatto gran parte del potere sarebbe pro- prio nelle mani dell’Authority, togliendo una buona fetta di competenza ai sindaci, che og-

togliendo una buona fetta di competenza ai sindaci, che og- gi possono decidere in assolu- ta

gi

possono decidere in assolu-

ta

autonomia. All’inizio del-

l’esame in commissione, il te- sto era stato molto ammorbidi-

to. La nuova Authority era fini-

ta in un angolo perché avreb-

be potuto esprimere solo un parere non vincolante e quindi

di fatto aggirabile dal sindaco.

Ma era stata proprio quella cor-

rezione a innescare la polemi-

ca sull’assalto delle lobby al de-

creto e per questo il governo

ha deciso di tornare verso l’im-

postazione originaria.

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Banche e assicurazioni

Conti gratis ai pensionati Ribassi sulle polizze

A nche per banche e assicura- zioni le modifiche sono sta-

te numerose. Non ha fatto pia-

cere alle prime il conto corren-

te gratuito per i pensionati che

hanno un assegno mensile fi- no a 1.500 euro. Inoltre chi chiede di accendere un mutuo non dovrà più avere il conto nella stessa banca. E non sarà

più costetto a scegliere un po- lizza sulla vita tra quelle offerte dall’istituto, avendo la possibi- lità di cercarsene una per con- to proprio. Una misura, que- st’ultima, pensata per bilancia-

Una misura, que- st’ultima, pensata per bilancia- re l’abbandono di un’ipotesi an- che: l’aumento

re

l’abbandono di un’ipotesi an-

che: l’aumento della pena mas-

cora più forte che pure era cir-

sima, da quattro a cinque anni

colata nelle primissime bozze.

di

reclusione, per i periti che at-

E

cioè il divieto per le banche

testano il falso; la creazione di

di

obbligare chi vuole accende-

una banca dati con tutte le in-

re

un mutuo a stipulare un’assi-

formazioni su danneggiati e te-

curazione sulla vita. Diversi i

stimoni in modo da evidenzia-

cambiamenti anche per le assi-

re

subito nomi troppo frequen-

curazioni. A vantaggio dei

ti

o incroci sospetti; e infine lo

clienti c’è la possibilità di avere uno sconto sulla polizza per chi installa sulla propria auto la scatola nera, che registra i movimenti della vettura anche

stop ai rimborsi per le lesioni minime che non siano dimo- strabili con test medici obietti- vi, come il tipico caso del colpo di frusta, spesso usato da chi

in

caso di incidente. Gradite al-

le

compagnie altre tre modifi-

sui rimborsi ci marcia.

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Enti locali

Una «cassa» centrale per controlli più facili

È l’ultima grana spuntata sul percorso e forse anche la più

altri 150 nel 2014. I tempi sono

altri 150 nel 2014. I tempi sono

difficile da risolvere, perché non vede l’opposizione di una lobby

di un solo partito ma di tutti i Comuni, le Province e le Regio-

o

ni, a prescindere dal loro colore politico. L’articolo 35 stabilisce che tutti gli enti locali debbano trasferire dalla propria tesoreria

a

quella nazionale le risorse che

hanno in cassa e che di solito affi-

dano alle banche per guadagna-

re

qualcosa con il tasso di interes-

se. La norma è stata pensata per razionalizzare il controllo dei conti pubblici ma soprattutto

per abbattere il fabbisogno stata-

strettissimi perché già domani,

le

che in questo modo, secondo

29 febbraio, gli enti locali dovreb-

le

stime della relazione che ac-

bero trasferire alla tesoreria cen-

compagna il decreto sulle libera- lizzazioni, verrebbe abbattuto di almeno 8,6 miliardi di euro.

trale una prima tranche dei fon- di a loro disposizione. Ma sono tutti contrari. Il governo sta cer-

Avendo più liquidità presso la te-

cando di mediare: tra le ipotesi,

soreria centrale, lo Stato avrebbe bisogno di emettere meno titoli

una maggiore gradualità del pro- cesso oppure una minor durata

di debito pubblico. E questo —

sempre secondo la relazione del

decreto — si tradurrebbe in un risparmio per il bilancio statale

di 320 milioni di euro per il

2012, di 150 milioni nel 2013 e di

dell’«esproprio» che, in base al decreto, dovrebbe essere valido per tre anni.

Testi di Lorenzo Salvia

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italia: 515249535254

Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera

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: 230435 12 italia: 515249535254 Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera
: 230435 12 italia: 515249535254 Martedì 28 Febbraio 2012 Corriere della Sera

Corriere della Sera Martedì 28 Febbraio 2012

italia: 515249535254

Primo Piano

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5 1 5 2 4 9 5 3 5 2 5 4 Primo Piano 13 Ordini
5 1 5 2 4 9 5 3 5 2 5 4 Primo Piano 13 Ordini

Ordini Il «professional day»

«Si può cambiare senza distruggere» La giornata dei professionisti

Convocato per giovedì il «professional-day». La diretta sul web

Convocare tutte le catego-

rie professionali in un’unica manifestazione non sembra-

va un progetto semplice: con-

correnze, vecchie ruggini e nuove rivalità rendevano l’obiettivo abbastanza impro-

babile. E invece il progetto si realizzerà giovedì prossimo,

1˚ marzo, con il «Professional

Day». Una sorta di giornata

dell'orgoglio per i professioni-

sti italiani chiamati a testimo-

niare quello che amano defini-

re il «valore sociale» delle pro-

fessioni. Oppure, secondo gli oppositori, una grande aduna-

ta di corporazioni chiamate a

difendere il fortino dei propri privilegi. Sul tavolo c’è il pia- no di liberalizzazioni varato dal governo Monti e non del

no di liberalizzazioni varato dal governo Monti e non del tutto gradito alle professioni. «Ma questa

tutto gradito alle professioni. «Ma questa non è una manife- stazione contro — precisa Ma- rina Calderone, presidente del Consiglio Nazionale dell' Ordine dei Consulenti del la- voro e del Comitato Unitario delle Professioni — L'apporto dei professionisti italiani all' economia e alla crescita del nostro paese è sotto gli occhi