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Direttore Luca Beltrami Gadola

numero 13
12 maggio 2009 dizione stampabile in pdf

Sommario In questo numero Editoriale - LBG - IMMIGRATI, MIGRANTI E PARLAMENTO EUROPEO Urbanistica e Architettura - Guido Martinotti - IN CITTA' PI ARCHITETTURA E MENO CUBATURA Approfondimenti - F. Beltrami Gadola - GLI INVISIBILI Citt e Societ - Franco D'Alfonso - BUROCRAZIE IERI E OGGI. lo SGUARDO DI GIANO BIFRONTE Scuola e Universit - Luisa Belvisi - LE CLASSI DELLE LAUREE Dall'arcipelago - Franco Mirabelli - DALLA REGIONE NON ASPETTIAMOCI CASE PER CHI NE HA BISOGNO Dal Palazzo admin LA SETTIMANA DEI COMUNICATI STAMPA Lettera - AA.VV. LETTERA APERTA SULLA SALUTE MENTALE Metropoli - Emilia Dragonetti - A PROPOSITO DI SICUREZZA Sanit - Piervito Antoniazzi - DOVE E' FINITA LA PSICHIATRIA DEMOCRATICA

YouTube I Rom ringraziano il vicesindaco MUSICA a cura di Paolo Viola ARTE - a cura di Silvia DellOrso TEATRO a cura di Maria Luisa Bianchi CINEMA E TV a cura di Simone Mancuso

Editoriale IMMIGRATI, MIGRANTI E PARLAMENTO EUROPEO LBG

Non c di peggio che la politica per veder piovere sul bagnato. Nel caso dellimmigrazione s aggiunto il problema della crisi economica mondiale con due effetti perversi e congiunti: la crisi non ha colpito solo i paesi ricchi ma anche e forse di pi i paesi poveri e dunque la fame e le guerre tribali dovute allaccaparramento delle poche risorse locali disponibili spingono sempre di pi allemigrazione verso i paesi ricchi. In questo ultimi la disoccupazione crescente, dovuta alla crisi, fa vedere gli immigrati come pericolosi competitori sul posto di lavoro per due motivi: sia perch aumentano comunque lofferta di braccia sia perch accettano lavori e salari che la popolazione locale non accetterebbe e ingrossano la schiera dei lavoratori in nero. Un terreno fertile per il razzismo che dobbiamo affrontare senza stupore, come le persone assennate che non si stupiscono delle crisi ambientali ma cercano di affrontarle pacatamente. Rispetto alla strumentalizzazione che del razzismo fanno le forze politiche di destra, bisogna trovare nuove strategienuove alleanze tra quei laici per i quali la tolleranza regola di vita e quei credenti, in particolare cattolici, che dellamore verso il

prossimo fanno uno dei fondamenti della loro morale. Al problema dellimmigrazione siamo approdati per ultimi tra i paesi industrializzati, i meno preparati dunque ma i pi esposti in Europa, anche se larrivo via mare non certo lunico e nemmeno quello pi importante ma ha una caratteristica che lo rende drammatico: il naufragio di questi poveri disgraziati quando il mare in burrasca li coglie o restano fermi su qualche caretta in avaria. La politica recentissima del governo italiano il riaccompagno in un porto libico una decisione che sembra dettata pi da ansia di propaganda leghista che da altro, proprio perch non dal mare che arrivano in maggioranza gli immigrati clandestini ma questa via la pi facile da controllare. Il ministro Maroni sembra inossidabile alle critiche della Chiesa cattolica e dellOnu e tra gli argomenti a suo sostegno cita la mancata collaborazione dellEuropa e non si potrebbe dargli torto se, anche assai recentemente, non leggessimo sui quotidiani che i nostri parlamentari europei sono i pi noti per il loro assenteismo e per la scarsa assiduit ai lavori delle commissioni europee. Un esempio clamoroso della considerazione nella quale teniamo il Parlamento europeo e le sue attivit

la candidatura alle prossime elezioni di personaggi di spicco, a cominciare dal presidente del Consiglio, candidature che aprono la porta di Strasburgo a personaggi ignoti dei quali poco o nulla si sa. Durante la recente crisi economica abbiamo visto riunirsi attorno a tavoli pi o meno importanti primi ministri e ministri economici di tutta Europa, cera in gioco la sopravvivenza di un modello economico entrato in crisi (che comunque stenta a trovare un suo nuovo promettente equilibrio), sul problema dellimmigrazione non si vede la stessa attenzione n lo stesso impegno, eppure rischia di diventare un punto di crisi altrettanto drammatico. Anche volendo abbandonare il terreno dei valori sostanzialmente morali tolleranza e carit chiunque abbia un minimo di buon senso deve considerare una follia lasciare che il problema immigrazione/razzismo oltrepassi i livelli di guardia col rischio di vedere le lancette dellorologio della storia tornare indietro di ottantanni. Ma c di pi. Dobbiamo premere perch del problema si dibatta con pervicacia per scongiurare la consueta strategia dellemergenza che giustifica ogni sciagurato provvedimento. La emergenza casa dovrebbe avercelo insegnato.

Architettura e Urbanistica IN CITT PI ARCHITETTURA E MENO CUBATURA. Guido Martinotti


Probabilmente il maestro Abbado la faccenda dei 90000 alberi l'ha detta davvero come una battuta. Una battuta musicale come quella che Haydn usava per svegliare gli ascoltatori appisolati, nella Sinfonia 94, "La Sorpresa", Mit dem Paukenschlag, con il colpo di timpano. E naturalmente la grancassa mediatica, con il Sindaco in testa stata rapida nell'accodarsi e anzi nell'ingigantire la battuta, andando come sempre fuori del rigo. 90.000 alberi! Se sono di alto fusto e un po' fronzuti ho calcolato che ogni albero richiede un cerchio di 5metri di raggio pi almeno un metro per parte d'aria tra una pianta e l'altra - per il mio giardino sono stime conservative. Facendo quattro calcoli sarebbero circa 8 kmq e cio vicino al 4% della superficie comunale. Non poco, sa di cosa parla il nostro sindaco? Ma soprattutto dove li vogliamo mettere?Non sono contrario al verde in citt, ma minfastidiscono l'ideologia e quello che gli americani chiamano il tokenismo, cio la finta carit che fanno i ricchi ai poveracci. Quando sento rappresentanti delle due imprese che hanno devastato il territorio italiano, petrolio e mattone, parlare entusiasticamente di piante e di ambiente, non faccio come Mussolini che metteva mano alla rivoltella, ma certo una mano sulle terga me la pongo.A mio parere le citt devono essere soprattutto ben costruite, l'architettura non la natura (o la semplice cubatura) che ci vuole in citt. Mario Fubini, il grande italianista, tutte le volte che doveva attraversare il cortile della Statale soffriva per il praticello messo l nel bel cortile del Filarete in viFesta del Perdono, che un po' come mettere una cravatta da venditore Fininvest sul tight per la consegna dei premi Nobel. Leonardo Benevolo mi ha spiegato in modo convincente che il parco della Villa Reale di Monza era stato pensato a prato per permettere la vista delle montagne. Convincente, perch nel giardino della casa di mia madre successa la stessa cosa delle belle piante, piantate da noi - lo so perch ho le foto storiche del luogo, che era coltivato a ortaggi senza una pianta- sono cresciute e non vediamo pi il Monte Rosa. Non sono le citt che hanno bisogno di piante, ma quell'area che si estesa come una lebbra nelle aree rurali per far soldi agli industriali del mattone, del petrolio e dell'informazione. Sono infatti l'auto privata a costi stracciati dell'energia che combinandosi con le tecnologie dell'informazione hanno permesso a milioni di persone di trasferirsi lontano dalle citt in una similcampagna devastata dal mattone e dall'asfalto. stata questa comoda ma esiziale combinazione a distruggere l'ambiente, non la pietra delle citt. In cui ogni albero a) deve essere comperato e piantato b) occupa uno spazio che contribuisce a spostare le persone dai centri allo sprawl c) deve essere irrigato, con l'acqua dell'acquedotto d) sporca e deve essere mantenuto e protetto dalla pip di cani e umani e) deve essere irrorato contro gli insetti e d) provoca allergie agli umani. Qualcuno ha mai fatto il vero bilancio ambientale dell'albero in citt? Io ho unidea di citt molto diversa: la citt deve esser urbana, cio densa, compatta e ben costruita, con pi persone (e possibilmente meno macchine) che piante. Il verde (acqua permettendo) lo possiamo mettere nelle case o sui terrazzi o in grandi porzioni nel tessuto metropolitano, dove viene irrigato e si mantiene spontaneamente. Nello stesso momento in cui promette 90000 piante, quel medesimo comune di Milano che vende ai lettori unimmagine "verde", sta pensando di distruggere una delle poche aree di verde socializzato e funzionante della citt, larea di San Siro, che dovrebbe invece essere considerata uno dei patrimoni della memoria storica della citt. Forse il maestro Abbado vorrebbe spendere un po' della sua influenza per aiutarci a preservare quest'area verde, ma con dentro anche un po' di animali bipedi e quadrupedi? Guido Martinotti

Approfondimenti GLI INVISIBILI Filippo Beltrami Gadola

Della questione della presenza dei Rom a Milano si discusso a

lungo. Per chi vive e lavora in certe aree della citt il problema, forse, non esiste nemmeno: si passa via veloce ignorando la ragazza o luomo seduto per terra mentre chiede lelemosina, non ci si accorge delle baracche di legno costruite, e oggi in parte distrutte,

quando per mesi sono sorte sotto i ponti ferroviari, i raccordi autostradali e le aree dismesse. Vero che il numero di questi accampamenti quantitativamente cresciuto, e questo in parte dovuto alla disastrosa condizione economica di paesi come la Ro-

mania, dove i Rom sono stati letteralmente cacciati dalle loro case (e non dalle baracche di compensato alle quali ci siamo abituati), e i loro villaggi bruciati. I Rom costituiscono un reale problema per quanti, invece per sorte, vivono in stretto contatto con queste comunit. Il nostro vicesindaco, che ha fatto dello sgombro dei campi nomadi la propria bandiera, ha ordinato e ottenuto come molti, o quasi tutti, questi villaggi abusivi sorti sotto i ponti delle ferrovie o in edifici abbandonati, venissero sgomberati e demoliti. Su questo tema si legga qui a fianco larticolo A PROPOSITO DI SICUREZZA. LA GESTIONE DEI CAMPI NOMADI di Emilia Dragonetti, o su YouTube lintervista a Anna Gorio e Tonio Curagi, registi del film documentario Via San Dionigi 93 della casa di produzione Officine Ubu. Uno degli intervistati, che della cura e del controllo dei nomadi ha fatto la propria temporanea professione, riporta come, in un paese come il nostro perennemente sottoposto a forzati periodi preelettorali- anche la questione dei senza fissa dimora finisce col diventare un puro e semplice gioco

politico, uno strumento di facile e immediato appeal per una qualsiasi campagna elettorale a ogni livello: soprattutto nellhinterland interi consigli comunali sono stati rispediti a casa e prontamente rimpiazzati proprio sul tema del rapporto tra gli abitanti stanziali e i villaggi abusivi. La sensazione, di fronte allincapacit progettuale e di governo del territorio di molte amministrazioni, che si preferisca quasi sempre intervenire sul tema diffuso della paura: paura della violenza, paura negli spostamenti, paura per lincolumit fisica dei propri familiari. Non si tratta qui di difendere nessuno in palese violazione del codice penale ma limpressione quella di veder colpire il pi duramente possibile lanello pi debole della societ attraverso interventi di grande impatto mediatico ma di nessun potere risolutivo. E vero, il Comune stanzia fondi per la cura e la manutenzione dei campi nomadi regolari, ma su come questi fondi e a vantaggio di chi vengano elargiti, questa una questione avvolta nel mistero: non ben chiaro chi decida quando, come dove e in merito a cosa

questi quattrini vengano distribuiti. Questa semplice questione ha ovviamente scatenato enormi polemiche e bagarre tra tutti i gruppi, laici e non, che da tempo lavorano con e per i nomadi, non riuscendo quindi a costituire un gruppo di azione compatto a tutela dei diritti dei nomadi. Rimane poi la vera questione di fondo: con grandi annunci, immagini apocalittiche fornite ai lettori e agli ascoltatori dalle reti televisive nazionali, i campi nodi abusivi sono stati sgomberati. E quindi? Quale fine hanno fatto gli sgomberati, adulti e bambini, i loro oggetti personali e le loro povere masserizie: alcuni sono stati accolti dai centri sociali (altri nemici giurati del vicesindaco), altri si sono spostati qualche centinaio di metri pi in l: un po pi nascosti, un po pi guardinghi, o hanno trovato nuovi edifici dismessi. A nessuno venga il sospetto che questi famigerati rom si siano magicamente volatilizzati o che se ne siano tornati a casa loro. Siamo noi che non li vediamo, fino alla prossima puntata.

Filippo Beltrami Gadola

Citt e Societ BUROCRAZIA IERI E OGGI. LO SGUARDO DI GIANO BIFRONTE.


Aldo Aniasi mi raccont che nei primi giorni da sindaco veniva sommerso di carte da firmare, preparate con grande cura e forse qualche malizia dalla mitica burocrazia comunale milanese. Il comandante Iso, venendo da vicende nelle quali la diffidenza poteva voler dire portare a casa la pelle, si rifiut di firmarle fino a che non trovarono il modo di spiegargliele preventivamente in modo dettagliato e sufficientemente sicuro per poter impegnare la propria responsabilit politica e personale. Nel periodo intercorso tra la prima mancata firma e il raggiun-

gimento di una sintonia tra sindaco e funzionari, i dirigenti di palazzo Marino vissero giornate di vero e proprio panico, pensando alla necessit di recuperare il tempo perduto e alla possibilit che, non fosse mai detto, si potessero determinare dei ritardi che li rendesse indegni della tradizione di Maria Teresa, il riferimento mistico di tutti i funzionari e impiegati pubblici ambrosiani. Chiss perch mi tornato in mente questo aneddoto subito dopo aver letto alcuni verbali relativi alla vicenda dei derivati che, nellinteresse limitato di troppi, hacompromesso il bilancio comunale dei prossimi 23 (ventitre) anni ( !!!! ) e danni per le casse comunali da determinare tra 200 milioni di euro di commissioni ban-

carie (!!!) pagate e minusvalenze che oggi sarebbero di circa 270 milioni di euro, vale a dire pi o meno due o tre volte i danni globali accertati della Tangentopoli ambrosiana. Probabilmente sono rimasto colpito dal fatto che il funzionario comunale che ha firmato gli atti dei derivati ha dichiarato di averlo fatto su precisa indicazione dellassessore e del direttore generale (come noto oggi nominato dal sindaco e non per carriera interna), di trattarsi di documenti scritti in inglese e che egli non conosce una parola dinglese. Ci hanno fracassato lanima per anni con concetti di azienda Comune, criteri manageriali e priva-

tizzazioni per arrivare a questo? Ma non era la perversa prima Repubblica, non erano i sindaci politici a cercare di mettere le mani sul pubblico e ad essere esempi di terribile inefficienza? Qui usano linglese (ma gli atti della pubblica amministrazione non dovrebbero essere scritti in italiano e resi in tale idioma pubblici ?) come il latinorum di manzoniana memoria, hanno stravolto il concetto di merito dicendo di voler arginare quello di anzianit per inserire quello di fedelt personale (non politica, mi raccomando: mica siamo nella primarepubblica. ) ; hanno raddoppiato le linee di comando burocratiche per esautorare gli impiegati pub-

blici a favore di consulenti superpagati ; hanno tolto dignit ed interesse alla carriera pubblica comunale ( dalla quale sono emersi Ciro Fontana, Carlo Emilio Gadda e qualche altro personaggio di secondo ordine, per intenderci ) in cambio di un occhio chiuso su lassisti e fannulloni, neanche fossimo alla regione Cala bria.. I sindaci manager imprenditori Albertini e donna Letizia hanno rovesciato , forse irreversibilmente , lordine delle responsabilit : con malcelato fastidio , rispondono scaricando tutto sui manager da lui stesso nominati, nel caso di Albertini, oppure ostentano un altezzoso quanto in-

giustificato silenzio, nel caso di Nostra Signora di Milano. Aniasi e il funzionario comunale degli anni settanta erano certi che avrebbero dovuto rendere conto del loro operato a qualcuno, fossero il partito, gli elettori, la stampa, i cittadini, la famiglia. in una parola alla Citt. Questi due, invece, non si confrontano nemmeno con lo specchio del bagno la mattina. Si stava meglio quando si stava peggio. Franco DAlfonso

Scuola e Universit LE CLASSI DELLE LAUREE Luisa Belvisi


Dal 4 al 29 maggio gli studenti dellultimo anno delle superiori possono effettuare sul sito del MIUR la preiscrizione alluniversit.Si va in http://universo.miur.it e si compila il form: tutto molto semplice. Si pu provare: per curiosare un po, soprattutto se da molti anni non si pi studenti liceali, e per capire cosa viene riservato ai nostri ragazzi. Ad un certo punto della compilazione, per, ti coglie un senso di smarrimento, quando, dopo aver indicato una delle quattro aree di afferenza del o dei corsi universitari che interessano, devi selezionare la Classe delle Lauree: una lista che contiene le sigle relative a esattamente 100 opzioni, tra lauree, lauree specialistiche, lauree magistrali, nuovo ordinamento ecc. Allora vuoi capire meglio e vai sul sito del Ministero www.miur.it: qui trovi 35 classi delle lauree nel settore sanitario, 67 nellarea umanistica, 80 nellarea sociale e 134 in area scientifica. Unofferta formativa in grado di soddisfare tutte le

aspirazioni e di valorizzare i talenti di tutti: decisamente ampia e ulteriormente potenziata dai corsi delle Accademie, dei Conservatori e degli Istituti dArte. Un po perplesso, cominci a domandarti che fine abbiano fatto i proclami ministeriali di razionalizzazione e contenimento dei corsi di laurea che gli atenei autonomi, ai tempi della morattiana riforma del 3+2, avevano moltiplicato a dismisura. Un pensiero tira laltro e si ricompone una catena di ricordi di vecchie notizie a suo tempo riferite dai media - gi, il Paese dalla memoria corta; per fortuna Google e Internet aiutano. Insieme ai corsi di laurea sono aumentati i contratti individuali di docenza a specialisti di ogni sorta, sono nate le universit private, riconosciute dal Ministero, sono nate le universit private fondate da ministri in carica, sono nate le universit telematiche che ti mettono a disposizione il tutor personale e ti garantiscono la laurea. I titoli rilasciati da accademie e conservatori sono stati riconosciuti equipollenti a quelli universitari e in pochi mesi un gran numero di scuole e istituti privati che offrono i corsi pi disparati hanno attenuto il riconoscimento ministeriale. Sono nati anche i protocolli di in-

tesa fra Ministero delluniversit e altri Ministeri per il riconoscimento di CFU (crediti formativi universitari: ne bastano 180 per avere una laurea di primo livello) al personale in servizio, in genere funzionari sprovvisti di laurea, che con qualche esame si laureano e possono accedere agli scalini superiori della carriera, superando quelli che la laurea se la sono sudata. (uno degli ultimi, febbraio 2009: http://www.giustizia.it/newsonline/ data/multimedia/2782.pdf). E pensi alle universit statali, quelle dove, vero, ci sono ancora i baroni, ma dove la ricerca si fa, magari negli scantinati a 600 euro al mese, quelle che sono costrette a chiudere durante le vacanze di Natale per risparmiare sul riscaldamento. Ricordi che lo Stato finanzia le universit, tutte anche le private e le telematiche riconosciute, sulla base del numero di immatricolazioni e pensi al clima di concorrenza sleale in cui si trovano quelle che, per voler mantenere alto e competitivo il profilo dei propri laureati, operano una seria selezione meritocratica. Ti viene voglia allora di controllare quale sia la situazione nelle tua citt, magari solo perch sei una

mamma premurosa ma un po apprensiva, una mamma italiana insomma, e ti piacerebbe che tuo figlio continuasse gli studi in una sede sotto casa, oppure perch ti sta a cuore il futuro della societ e vorresti per i nostri giovani una formazione seria basata su contenuti culturali e professionali forti e su competenze solide e flessibili, in grado di reggere il confronto internazionale. La sezione di statistica del sito del ministero, http://statistica.miur.it, e

le pagine http://universo.miur.it confermano che anche le universit milanesi, statali e non, le pi giovani in misura superiore rispetto alle storiche, propongono unofferta formativa variegata e parcellizzata, certamente frutto di un adeguamento inevitabile alle regole e alle norme ministeriali e di mercato. Anche il sito dellanagrafe degli studenti http://anagrafe.miur.it/cerca.php fornisce dati interessanti che su-

scitano a loro volta una serie di interrogativi sulla qualit della preparazione erogata ma anche sulla qualit della preparazione richiesta. Per non parlare dellincidenza delle lauree nei punteggi dei pubblici concorsi. Ma questo ancora un altro capitolo della triste storia delle riforme dellistruzione a costo zero.

Luisa Belvisi

DallArcipelago DALLA REGIONE NON ASPETTIAMOCI CASE PER CHI NE HA BISOGNO Franco Mirabelli Le regioni hanno ormai da molti anni la competenza sulla casa, decidono come regolare laccesso alledilizia residenziale pubblica, determinano i canoni, decidono le politiche e, insieme allo Stato, finanziano il settore. In queste settimane il presidente Formigoni ha, sullonda dellinteresse suscitato dal cosiddetto Piano Casa del Governo, esternato pi volte sul tema, presentando la Regione Lombardia come una Regione che sta investendo molto sulla casa. La realt diversa e bastano pochi numeri, contenuti nel piano per ledilizia residenziale pubblica per il 2009, per dimostrare che non solo non ci sono pi investimenti ma, che in realt, si riducono gli stanziamenti e non si mantengono gli impegni che erano stati assunti. Intanto, va ricordato che il piano per ledilizia pubblica triennale e che per il triennio 2007-2009 prevista una spesa di 644 milioni di euro che sono pi di quelli previsti inizialmente, grazie a nuovi stanziamenti statali, ma sono molti meno del miliardo e 300 milioni

che, grazie al Governo di centrosinistra era stato stanziato nel triennio precedente. Se guardiamo, inoltre, agli aiuti concreti alle famiglie in difficolt che, con la crisi sono sempre di pi, la situazione ancora pi grave. Formigoni si era impegnato a raddoppiare il fondo sostegno affitti per il 2009 prendendo atto che gi a gennaio le richieste sono aumentate di oltre 5mila unit e, probabilmente, a giugno aumenteranno ancora. La realt diversa: il fondo sostegno affitti passato dai 67 milioni del 2007, ai 66 milioni del 2008 e questo gravissimo vista la situazione, a 51 milioni per il 2009, 16 milioni in meno per contribuire ad aiutare un numero di famiglie che aumentato. Insomma, la nostra regione non solo non vero che sta investendo per la casa ma, anzi, sta riducendo i contributi per laffitto, anche facendo scelte incomprensibili come quella di continuare ad alimentare un fondo per lacquisto della prima casa che non viene utilizzato e che, visto che non ci sono richieste, potrebbe essere ridimensionato a favore del fondo sostegno affitti. C poi il capitolo che riguarda le case popolari. Qui lunico dato certo dato dallaumento dei canoni agli inquilini (mediamente del

40 per cento), per il resto manutenzioni, nuove costruzioni, bonifiche dallamianto, si parla solo di cifre ipotetiche che dovrebbero arrivare dal Governo (i famosi 550 milioni stanziati dal Governo di centrosinistra per ilpiano casa, che da un anno non vengono spesi e, a parole, vengono continuamente citati proponendone gli usi pi diversi) o dai proventi delle vendite che non si sa quando arriveranno e a quanto ammonteranno. In conclusione, le cifre dicono che la Regione Lombardia non spende per aiutare le famiglie in difficolt a pagare laffitto, per migliorare la condizione di chi vive nelle case popolari, per costruire nuove case, in compenso aumenta gli affitti e non blocca neppure gli adeguamenti Istat. Cos, come il Governo nazionale che toglie lICI anche a chi non ne avrebbe bisogno ma poi non ha soldi per aiutare chi in difficolt, anche la Regione si muove su una linea per cui chi in difficolt lo sar sempre di pi e chi sta meglio lo star sempre di pi, in cui invece di realizzare pi opportunit per chi non ne ha si aumentano le diseguaglianze. Franco Mirabelli

Dal Palazzo LA SETTIMANA DI COMUNICATI DAL PALAZZO

Nello stesso giorno in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto incontrare Licia Pinelli e Gemma Calabresi, scrivendo una pagina nuova nella storia del nostro Paese, e facendogli spiccare un balzo di civilt, anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha voluto far sentire la propria voce. Non vogliamo unItalia multietnica ha detto. Le sue parole si sono allineate a quelle del leghista Matteo Salvini che, qualche giorno prima, aveva sfornato unidea davvero originale: Sul metr posti riservati ai milanesi. Parole, le une e le altre, degne di autentici statisti. Per fortuna sulla rete dei trasporti pubblici sono fiorite proposte alternative. Una, in particolare, era diretta a Salvini. Su un volantino affisso sul tram compariva la sua faccia. Sotto, una scritta: Carrozza riservata ai pirla. Leggendola, lha capita perfino Mourinho. La settimana di Palazzo Marino ha riservato almeno una sorpresa. Il sindaco Letizia Moratti ha inaugurato un nuovo modo di comunicare. Si messa nelle mani di Red. Non la televisione di Massimo DAlema, no. Si tratta di Red Ronnie, il musicista che ha avuto il privilegio di ingolfare per qualche mese piazza del Duomo con un gigantesco tendone sotto il quale ha messo in mostra tutti i suoi gadget rock. Come mai questa scelta da parte del sindaco? Non si sa. Qualcuno azzarda lipotesi che Donna Letizia sia stata colpita dallo stile del presidente del Consiglio, la sera che si presentato, senza contraddittorio, da Bruno Vespa a Porta a porta, sotto la scritta Adesso parlo io. Nelle interviste (si fa per dire) che Red Ronnie le confeziona per scaricarle su Youtube, Letizia Moratti si presenta

nello stesso modo. Monologante. Orgogliosa di s. Tranquilla, soprattutto perch sa che nessuna domanda imbarazzante o scomoda le verr mai posta. E, dunque, in quei filmati parla di Monet, dellasta delle sedie di marca, di ogni amenit. Stai facendo cose straordinarie la incita Red Ronnie. Tranquilli, non la sentiremo mai parlare delle buche per le strade, dei disservizi dellAtm, della progressiva condizione di degrado che sta vivendo Milano in attesa dellExpo. Triste stagione quella in cui un sindaco ha bisogno di scegliersi gli intervistatori. Quanto alla settimana di Palazzo Marino, ecco come la raccontano i comunicati stampa. IL SEMINATORE - Milano, 4 maggio 2009 - Una delicata esigenza del nostro Paese cui necessario dare una risposta: il riallineamento tra arte ed economia, la democratizzazione del capolavoro darte per contaminare e contagiare il terreno dellutile con i frutti del bello. Con queste parole lassessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory intervenuto oggi. BLIND PLANET - Milano, 4 maggio 2009 - La percentuale di adulti che nel nostro pianeta accusa problemi derivanti dall'usoabuso del computer salita all'88% Ha detto lassessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. STELLA DI LATTA 1 - Milano, 4 maggio 2009 - Proseguono i controlli interforze da parte di Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo Marshal De Corato. STELLA DI LATTA 2 - Milano, 5 maggio 2009 - Da inizio anno Forze dellordine e Vigili hanno effettuato 13 blitz in appartamenti, identificando 215 occupanti, di cui 61 irregolari. Lo dichiara il vice

Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo Marshal De Corato. STELLA DI LATTA 3 - Milano, 5 maggio 2009 - Sono in corso gli accertamenti dattiloscopici per verificare le posizioni di tutti i soggetti. Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo Marshal De Corato. STELLA DI LATTA 4 - Milano, 7 maggio 2009 - Il nostro Paese non il Far West, dove si pu razziare impunemente infischiarsene del Codice della strada. Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo Marshal De Corato. RABELAIS - Milano, 6 maggio 2009 - La lotta contro obesit, anoressia e bulimia comincia a tavola e del resto: noi siamo quello che mangiamo. Ha detto lassessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. GRANDI E PICCINI - Milano, 6 maggio 2009 - A Milano non si organizzano solo grandi eventi, ma anche iniziative pi piccole che diffondono la cultura tra i giovani. Ha detto Cesare Cadeo. ASPETTA E SPERA - Milano, 6 maggio 2009 - Chi vuole una casa popolare non ha che da mettersi in lista dattesa, come hanno fatto migliaia di milanesi. Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo Marshal De Corato. REMEMBER - Milano, 6 maggio 2009 - Ricordare significa lavorare sulla nostra identit in favore di una coniugazione tra politica culturale e politica sociale. Spiega lassessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory. CONVERGENZE - Milano, 8 maggio 2009 - Ritengo molto positivo lincontro di oggi, perch abbiamo raggiunto tre convergenze: che i residenti possano accedere con i veicoli alle loro abitazioni; che i taxi possano transitare

Pubblici e Infrastrutture Bruno Simini. nella via; che sia data priorit assoluta allesigenza di proteggere i pedoni dalle automobili. Ha dichiarato lassessore ai Lavori

MEDIA BASSA - Milano, 8 maggio 2009 - La cultura si occupa

della realt, mentre la politica solo della cronaca con un effetto aberrante sui media, ha aggiunto lassessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory.

Lettera LETTERA APERTA SULLA SALUTE MANTALE

Il trentennale della legge 180/78 stato ricordato molto sommessamente, non solo in Lombardia, eppure si trattato di un cambiamento epocale in cui noi ci riconosciamo, per la cui realizzazione molti di noi hanno lottato. Il clima culturale oggi molto cambiato: le persone diverse, non integrate o svantaggiate suscitano sospetto e paura, non certo impegno per dar loro cittadinanza e diventano i nuovi capri espiatori di molti problemi non affrontati. Riteniamo invece che limpianto e lo spirito della L.180/78 siano da difendere con decisione. Ci non vuol dire naturalmente che, a distanza di trentanni, non siano possibili o anche opportuni cambiamenti o integrazioni di alcuni aspetti della legge. Questi per devono servire a migliorarla e non a stravolgerla, come invece si propongono i vari progetti di modifica giacenti in parlamento. Siamo contrari ad ampliare tempi e luoghi dei trattamenti obbligatori: gi ora, nei casi che lo richiedono, il TSO pu essere prorogato anche a lungo, purch la richiesta venga motivata. Estenderlo a strutture private convenzionate renderebbe incerte le garanzie contro eventuali abusi e ridurrebbe le certezze sugli standard di qualit professionale.

A livello regionale, pur in una linea complessiva di applicazione della legge e di adeguamento per certi versi alle mutate condizioni (nuove patologie, nuove fasce di popolazione a rischio, strategie riabilitative differenziate, ecc.) la soppressione dellUfficio Psichiatria ha comportato pesanti conseguenze. Si persa una dimensione di specificit, indispensabile per salvaguardare lidentit della psichiatria e il suo mandato. Il campo della psichiatria stato attratto inevitabilmente nellarea medica, senza mantenere il necessario rilievo alla componente psicologica n a quella sociale, misconoscendo in tal modo il paradigma biopsicosociale. Tutto questo si manifestato compiutamente a livello istituzionale col passaggio nel 1998 dalle USSL agli Ospedali. La dimensione comunitaria e territoriale del nostro lavoro stata profondamente mortificata, accentuando a dismisura gli aspetti ospedalieri, il ricovero, i trattamenti farmacologici, a discapito degli aspetti preventivi, di diagnosi precoce, trattamento intensivo integrato, intervento domiciliare, sostegno alla famiglia, coinvolgimento delle agenzie e risorse della comunit. Quanti primari lavorano regolarmente anche fuori dallospedale?

Quanti direttori generali, sanitari e amministrativi sono veramente informati e coinvolti in questi aspetti delloperare psichiatrico? Conseguenza di tutto ci la sopravvalutazione degli SPDC (che peraltro funzionano spesso a livelli qualitativi deplorevoli) con costante sottovalutazione e di conseguenza sotto-dimensionamento, riduzione di personale o talora chiusura dei servizi collocati nel territorio. Ad esempio molti CPS della citt di Milano sono in condizioni scandalose, sia ambientali che di personale e di accessibilit, con pesanti conseguenze sulla qualit ma anche sui rischi. Di tale stato di degrado e incuria sarebbe troppo facile attribuire interamente la responsabilit alle aziende: tutti gli operatori coinvolti, ma specialmente chi dirige i servizi, ne condividono la responsabilit. Lo scarso coinvolgimento delle direzioni Generali e sanitarie nelle nostre specifiche necessit , insomma lo scarso peso della psichiatria, comporta anche unattenzione insufficiente verso i rischi delloperare psichiatrico: sia quelli che gli operatori corrono fisicamente nel quotidiano (si pensi ai molti P.S. ospedalieri, in cui lo psichiatra lavora spesso senza infermieri), sia quelli di essere incriminati per

imprudenza, imperizia, negligenza, e ora anche per non aver svolto adeguatamente la cosiddetta funzione di garanzia nei confronti dei malati gravi. La nostra collocazione nellAzienda Ospedaliera ha comportato distorsioni di vario tipo, anzitutto economiche. Anche la psichiatria stata forzata ad entrare nel meccanismo del finanziamento a prestazione e del rimborso ospedaliero a DRG. Accenniamo soltanto allenorme quantit di tempo usata dagli operatori per queste rendicontazioni, alla perdita di centralit del lavoro clinico di buona qualit, allo spostamento reale o fittizio verso le attivit meglio remunerate, alle distorsioni diagnostiche, e cos via. Ma, nonostante gli sforzi delle Unit Operative, il nostro settore resta uno dei meno vantaggiosi e meno remunerativi per le aziende, stando alla rigida logica budgetaria voluta dalla Regione, e come tale viene trattato. Con questo, non si vuole negare la doverosa attenzione alla gestione delle risorse e alla valutazione delle priorit, anche nellottica del rapporto costi/benefici; n si intende misconoscere la necessit di operare in modo efficace ed efficiente, misurando le proprie attivit. Quel che ci pare necessario, dopo dieci anni di aziendalismo, di evitare gli eccessi e ricalibrare tutto limpianto. Ma la dimensione aziendale comporta anche obblighi di fedelt e obbedienza che in passato erano sconosciuti. Se vi sono errori gravi, omissioni, inadempienze, la tendenza quella di attenuare, sopire, troncare: ne va del buon nome aziendale. Non parliamo poi di rapporti coi giornalisti e interventi sulla stampa, strettamente riservati allURP e alla

Direzione: per queste cose ora si rischiano sanzioni e penalizzazioni a livello di carriera. Da tutto ci a un clima timoroso e omertoso il passo breve e ci si avvia facilmente al reclutamento degli operatori per appartenenza ideologicopolitica. I direttori generali sono gi ora, ufficialmente, espressione dei partiti della maggioranza regionale. I primari gi da tempo hanno cominciato a diventarlo, salvo alcune eccezioni. Gli altri operatori faranno bene ad adeguarsi. Ma la psichiatria deve fronteggiare altri colpi, questa volta a livello nazionale (ovviamente, con ripercussioni locali). Si tratta della forsennata campagna politica e mediatica, tesa a drammatizzare la pericolosit sociale di tutti i soggetti marginali e a enfatizzare il rischio connesso alla devianza: dalla delinquenza ai rom ai malati mentali il passo piuttosto breve. Perci oggi ci si muove verso la riattribuzione ai servizi psichiatrici di un prevalente mandato di controllo e non di cura, per quanto concerne i malati impegnativi; agli psichiatri verranno sempre pi richieste competenze ed attivit criminologiche, piuttosto che cliniche e riabilitative. Di conseguenza atteggiamenti di identificazione col paziente, comprensione del suo disagio ed empatia potranno essere considerate pericolose debolezze, da cui guardarsi con cura! A questo proposito non raccomandiamo alcun buonismo, n altre ingenuit o negazione degli aspetti violenti o aggressivi a volte connessi ai disturbi mentali. Crediamo che sia indispensabile una collaborazione intensa e continua con la polizia locale e le altre forze dellordine, soprattutto a scopo preventivo, dando per

a ciascuno il suo e distinguendo chiaramente le competenze, pur in uno sforzo di grande integrazione: evitando cio che disagio sociale e devianza vengano impropriamente delegati alla psichiatria, ovviamente con la richiesta di sfoderare i suoi strumenti di intervento coattivo. Occorre poi contrapporsi in modo netto, attivo e propositivo agli orientamenti culturali, politici e tecnici che oggi ripropongono con forza la paura per il diverso, lallontanamento dellestraneo, la separazione e reclusione del malato, giustificando queste scelte conservatrici con le esigenze di sicurezza dei cittadini italiani normali e bene integrati. Quanto alla tendenza attuale di attribuire alla psichiatria compiti crescenti di tutela dellordine sociale e un prevalente profilo criminologico, occorre ricordare e far capire a tutti che ci finisce per escludere un vero lavoro clinico-terapeutico e riabilitativo. Su tutto questo occorrer incrementare il confronto, sempre difficile e molto sporadico, col mondo della giustizia. Ci aspetta, per cominciare, un grande lavoro culturale. Il restringimento di orizzonte della ricerca e cultura psichiatriche innegabile: basti pensare che da anni il DSM IV utilizzato come testo-base per gli studenti e specializzandi in psichiatria. Da anni la presenza e il peso delle case farmaceutiche e della dimensione farmacologia, grazie anche a indiscutibili successi, non fa che aumentare; le proposte dellindustria sono accolte in modo spesso acritico, come se fossero la soluzione ai problemi della malattia mentale. Ogni anno viene individuata una nuova sindrome, da trattare ovviamente con una specifica categoria di farmaci, e cos via. La formazione, soprattutto ma non esclusiva-

mente quella degli psichiatri, grazie anche alla riduzione delle risorse destinate dai servizi pubblici, in larga misura gestita dalle case farmaceutiche Occorre ridare attenzione alla dimensione interiore e personale della sofferenza, che la connota come umana e quindi familiare a ciascuno di noi. Occorre soprattutto sviluppare, anche nel dibattito sociale e nei confronti dellopinione pubblica, quelle riflessioni e quelle tematiche che rifiutano il semplicismo delle etichette, cercando di dare un senso ai nuovi fenomeni sociali: immigrazione, non-integrazione, multi-culturalismo, razzismo strisciante o esplicito, isolamento, paura, situazione femminile, crisi economica e disoccupazione, insicurezza, uso generalizzato di sostanze stupefacenti, adeguamento al conformismo mediatico, consumismo sfrenato, crisi della famiglia, integralismi di ogni sorta, intolleranza, religioni usate come difese identitarie, localismi esasperati, e cos via. Si obietter che questa non psichiatria ma sociologia; ma non potremo difendere la nostra idea di fare psichiatria se ci faremo rinchiudere in un orticello minimalista, oggi quasi solo farmacologico. Un grave ostacolo al cambiamento la scarsa capacit di confronto e di azione comune, soprattutto da parte degli operatori. Di fatto, non esistono pi luoghi di reale aggregazione (sindacato, associazioni professionali, gruppi rappresentativi) in cui la maggior parte si riconosca, mentre i momenti di incontro istituzionali sono sempre pi formali, aridi e spesso condotti con modalit autoritarie. Sicuramente vi un po pi di vitalit nelle associazioni dei familiari e in quelle di volontariato,

mentre le associazioni degli utenti sono allo stato nascente; ma tutte queste realt sono fortemente parcellizzate e si confrontano assai poco fra di loro. Non riteniamo opportuno, per favorire il risveglio che auspichiamo, costituire nuovi gruppi formalizzati e nuove associazioni. Occorre invece individuare nuove forme di dialo go e di confronto, agili ed effIcaci, veloci e non burocratiche (che ne pensate di un sito online?), che portino poi a periodici momenti di incontro, aorientamenti largamente condivisi, a iniziative anche pratiche. Su tutto questo desideriamo sentire i suggerimenti di tutti, e attendiamo quindi le vostre risposte e proposte. Germana Agnetti, Antonio Amatulli, Maria Antonietta Blzola, Angelo Barbato, Stefania Borghetti, Emanuela Cafiso, Massimo Cirri, Eugenia Crimi, Arcadio Erlicher, Emilio Fava, Elisabetta Franciosi,Maria Frova, Marco Goglio, Giorgio Legnani, Renato Longoni, Spiridione Masaraki, Cinzia Masserini, Umberto Mazza, Paolo Mori, Fiammetta Negri, Roberto Pasquino, Daniele Piacentini, Pasquale Pismataro, Gianfranco Pittini , Edoardo Razzini, Edoardo Re, Augusto Righi, Serena Rugge, Angela Ruggeri, Giorgio Scorza, Michele Stuflesser, Guido Taidelli, Riccardo Telleschi, Enrico Varrani, Giovanna Zardini.Milano, Marzo 2009

Angelo Barbato, Unit di Epidemiologia e Psichiatria Sociale, Via La Masa 19, 20156 Milano, Tel. 02-39014431, Fax 02-39014300

In data 18.3.2009 sono pervenute le adesioni di: Vittorio Bulbarelli, Paolo Bertagni, Rocco Geraci.

Inviare le adesioni a: gianfranco.pittini@tele2.it

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Metropoli A PROPOSITO DI SICUREZZA. LA GESTIONE DEI CAMPI NOMADI Emilia Dragonetti

cupato si trasforma in una enclave extraterritoriale, dove vigono le leggi del clan pi forte e gli obiettivi sono la sopravvivenza e il potere che viene dalla prepotenza e dallarricchimento. La Polizia anche intervenuta: abbiamo assistito ad almeno sei sgomberi senza alcun risultato. Sono state spese centinaia di migliaia di euro in interventi spot, in aiuti a pioggia, come tende della Protezione civile, gabinetti chimici, sacchi a pelo, immediatamente rivenduti alla Fiera di Sinigallia. Tutto inutilmente, perch ogni volta, finita la faccia feroce o compassionevole dellAmministrazione, la situazione tornava come prima., in totale assenza di un chiaro progetto che non fosse lintervento emergenziale. La vergogna di Triboniano/Barzaghi ha avuto fine quando lAssessore Moioli ha deciso di abbandonare lalternativa fingo di non vedere/sgombero, con la creazione di un campo, certamente non bello, ma almeno civile, con fogne, acqua e luce, servizi igienici sufficienti e soprattutto regole di gestione forti, affidate a gestori esperti come don Colmegna e i suoi della Casa della Carit. Gestori che hanno anche un progetto a lungo termine: scolarizzazione obbligatoria dei bambini, avviamento al lavoro per gli adulti e accompagnamento per uscire dal campo e inserirsi in normali case dabitazione. Questo il senso del cosiddetto Patto di socialit e legalit, firmato dai Rom del campo e criticato da una certa sinistra: abbandonare la politica spot, la demagogia dellemergenza e intraprendere

una strada, magari lunga e difficile, di vera integrazione. Il tutto non stato indolore: almeno due milioni di euro per le infrastrutture e un impatto ancora molto pesante sul territorio, perch non si avuto il coraggio di ridurre le dimensioni del campo, creandone un altro fuori dal quartiere. Purtroppo, lAmministrazione Moratti, dopo questo atto di coraggio, ha chiuso largomento, abbandonando tutti gli altri campi zingari comunali al loro solito destino. Il Prefetto, nominato Commissario straordinario dal Governo, si ben guardato dal fare qualcosa. Ora, sotto la spinta di Penati, si ritorna a parlare del problema zingari, e finalmente (ma durer?) con la giusta prospettiva: eliminazione progressiva dei campi, incivili, ghettizzanti e criminogeni e realizzazione di una efficace strategia di integrazione. Il Governo ha promesso dieci milioni di euro da investire sui campi. Se arriveranno davvero, dovremo sorvegliare attentamente che vengano spesi bene e non dispersi a pioggia per i soliti interventi demergenza. Emilia Dragonetti

Faccio parte di un Comitato di quartiere che dal 1998 convive con il pi grande insediamento di zingari della citt: mi sono fatta una certa esperienza sul campo e ho potuto toccare con mano i guasti delle grida demagogiche e della fuga dalle responsabilit. Il quartiere ha visto loccupazione progressiva di un grande terreno di propriet comunale, di fianco al Cimitero Maggiore - con roulotte, baracche, tende - da parte di ondate successive di Rom, macedoni, bosniaci e, infine, rumeni. Abbiamo assistito al degrado progressivo e veloce del territorio, delle condizioni igieniche e ambientali, ma soprattutto della situazione sociale di queste famiglie. Li abbiamo visti arrivare, dediti allaccattonaggio, al piccolo furto, ma anche disposti a impegnarsi in qualche lavoro, e trasformarsi velocemente in temibili organizzazioni criminali. Furto e riciclaggio di auto, deposito e ricettazione di merce rubata, deposito e spaccio di droga, prostituzione femminile e minorile, fino a diventare il terminale dellimportazione di minorenni dalla Romania, venduti allasta nel campo per finire sui marciapiedi della citt Un degrado cos veloce e pericoloso nasce dalla combinazione perversa di condizioni ambientali subumane e di totale assenza di regole e controlli. Il territorio oc

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Sanit DOV FINITA LA PSICHIATRIA DEMOCRATICA Piervito Antoniazzi


E innegabile laumento esponenziale delle richieste di aiuto rivolte ai servizi psichiatrici. Questo dato reale viene spesso citato per giustificare le difficolt del settore: laffluenza supera di gran lunga le capacit di risposta delle istituzioni. Miguel Benasayag, psichiatra argentino che opera a Parigi nel campo dellinfanzia e delladolescenza, parte dallo stesso dato ma vi legge un cambiamento qualitativo, un malessere che siamo impreparati ad affrontare. Anche Freud aveva parlato di Disagio della civilt (1930) criticando il mito di un progresso come redenzione laica e felicit garantita ma, paradossalmente, stato anche lui inserito nei grandi progressi scientifici dellumanit. Ora Benasayag prende a prestito il termine di Spinoza per parlare di Epoca delle passioni tristi (titolo del saggio pubblicato da Feltrinelli), ovvero della tristezza del nostro tempo che viene dallimpotenza e dalla disgregazione. Non c pi il mito del futuro (le magnifiche sorti e progressive ) ma la minaccia del futuro. Inquinamenti, guerre, nuove malattie e ora anche il disastro economico riempiono il cielo di nuvole nere. Se le scienze progrediscono, contemporaneamente

cresce la sfiducia e la delusione nei loro confronti. E questo futuro imprevedibile e minaccioso angoscia soprattutto le nuove generazioni (o perlomeno rende vuoti i vecchi paradigmi ottimisti/positivisti). Certo non pu la psichiatria dare risposta a tutti i mali sociali Se in crisi il principio di autorit perch prevale il mito della libert individuale. Se si persa la connessione tra autorit e anteriorit (cio il valore dellanzianit e dellesperienza) non baster una psicoterapia a ristabilirla socialmente. Certo che oggi la psichiatria arretra. Rinuncia spesso alla diagnosi, opera attraverso classificazioni (DSM Manuale Statistico e Diagnostico dei disturbi mentali, prodotto dallAPA Associazione degli psichiatri americani). Ma con la classificazione e letichetta (anche innovativa bipolare, borderline, ecc.) si crede di rendere visibile lessenza di un disturbo ma in realt si rischia di rendere invisibile la persona, di ridurla al sintomo (bersaglio del farmaco). Benasayag ricorda il principio esistenzialista di Sartre Lesistenza precede lessenza. Il saggio non ha una risposta, una chiave che mondo possa aprirti, semplicemente ci dice che non possiamo far finta che il mondo non sia cambiato. Propone come terreno di lavoro una clinica del legame, abbandonando il mito sociale dellautonomia. Pensando alla nostra realt italiana che ha sommessamente ri-

cordato il trentennale della Legge 180/1978 (come scrivono in una Lettera Aperta che pubblichiamo in questo numero alcuni psichiatri democratici milanesi), molti quesiti vengono sollecitati. Da stakeholder sociale della psichiatria (n tecnico n psichiatra) non posso non cogliere la medicalizzazione dei servizi pubblici, lesplosione del consumo farmacologico. Soprattutto col passaggio amministrativo (1998) della Psichiatria agli Ospedali (SPDC), il lavoro territoriale (CPS) stato sottovalutato e sottodimensionato (come denuncia la Lettera Aperta). Siamo dunque al paradosso che di fronte ad un aumento della domanda a cui potrebbe corrispondere unautorevolezza sociale, un investimento, una centralit, assistiamo invece a unimplosione della psichiatria pubblica schiacciata tra burocrazia ospedaliera, case farmaceutiche, restrizioni di budget e personale, sospetto e controllo politico, carriera e rischio professionale. Occorrerebbe una ripresa forte di pensiero e azione. Occorrerebbero nuove passioni gioise come quelle della stagione di Basaglia e delle imprese impossibili. Ma quella generazione va in pensione o stressata dai DRG. Dove finita la psichiatria democratica?

Piervito Antoniazzi

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MUSICA
Questa rubrica a cura di Paolo Viola Formazione e informazione. Negli ultimi anni, senza leggere statistiche o avere dati precisi, si avuta limpressione che let media dei frequentatori della musica colta si sia considerevolmente abbassata. Le sale da concerto si riempiono di giovani e non sempre con laria da studenti del Conservatorio. Ragazzi e ragazze si vedono sempre pi numerosi alla Scala, allAuditorium, al Conservatorio, ma anche in luoghi meno istituzionali e pi occasionali come nelle belle chiese milanesi, dove di danno concerti sempre pi apprezzati dal pubblico giovanile, anche per il loro costo molto contenuto, spesso pari a zero. I giovani non solo ascoltano pi musica, ma ne studiano di pi, non solo ogni tipo di strumenti, ma anche canto e danza; sorprendente il loro crescente interesse per lopera lirica, dove al fascino della musica si aggiunge la magia del teatro e della letteratura, e tutto ci nonostante la totale assenza di didattica musicale nella scuola dellobbligo, tante volte denunciata molto autorevolmente dai nostri pi grandi musicisti, da Abbado a Muti, da Campanella a Ughi. Sorprende dunque che i media trascurino questo interesse e non

seguano le iniziative e gli spettacoli della musica colta in misura paragonabile a quelli della musica popolare (non si sa mai come indicare questi due mondi che, ancorch si avvicinino sempre pi, sono pur sempre ancora molto diversi). Mentre infatti oggi improbabile, a Milano, ignorare gli eventi che riguardano i cantautori, i concerti rock e il mondo musicale che ruota intorno ad essi - sicch chi interessato sa bene e con congruo anticipo cosa gli viene offerto dalla citt - per la musica classica se non si abbonati a un ciclo, e dunque se non si gi nel giro, si viene a sapere di un bel concerto solo il giorno dopo se tutto va bene - grazie a quelle rare recensioni generalmente riservate ai nomi pi noti. Visto che le scuole non indirizzano alla musica, troppo pretendere che il variegato mondo dellinformazione promuova le buone pratiche musicali, sostenendone la qualit attraverso gli stessi approfondimenti che normalmente accompagnano il cinematografo, il teatro, i libri (per questi ora, finalmente, si fa molto) e che aiuti i ragazzi a conoscerle, riconoscerle e sceglierle? LAuditorium ha una programmazione straordinaria per avvicinare i pi giovani e i giovanissimi alla musica, ma i giornali ne parlano assai poco, e ancor meno dicono dei giovani interpreti che arrivano a Milano senza essersi gi fatti un nome e che ovviamente sa-

ranno ascoltati solo dagli abbonati che hanno riposto la loro fiducia nellistituzione scelta a inizio stagione. In provincia, paradossalmente, le cose vanno molto meglio: usuale che i quotidiani di Como, Bergamo, Varese, annuncino i concerti con ragionevole anticipo, si premurino di informare sia delle qualit o dellesperienza degli artisti, sia dei contenuti dei programmi, anticipando le note che verranno distribuite in sala. Gli appassionati cominciano cos a parlare degli eventi musicali con settimane di anticipo, anche quando si tratta di artisti non celebri, e la curiosit e la preparazione arricchiscono grandemente la qualit dellascolto e la qualit dello stesso pubblico. Anche nei quotidiani di Londra, Parigi, Berlino troviamo la pagina o la rubrica di musica classica in cui si parla diffusamente delle opere liriche e dei concerti che si sono ascoltati e di quelli che si ascolteranno, e vi si tiene un dialogo aperto con i lettori e con le istituzioni musicali, creando cos quel pubblico attento e interessato che poi riempie le sale. I nostri mezzi di comunicazione si accorgeranno presto che anche da noi esistono questo pubblico e questi lettori che vale la pena di seguire, a beneficio di una citt pi colta e dinamica (e anche di una stampa pi amica)? 12 maggio

TEATRO

Questa rubrica curata da Maria Laura Bianchi

UOVO PERFORMING ARTS FESTIVAL Uovo un festival internazionale che presenta le espressioni pi

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innovative delle performing arts, privilegiando artisti che promuovono un approccio indisciplinare e indisciplinato alla creazione artistica. Ledizione 2009 della manifestazione si sviluppa attorno alle suggestioni dello sguardo, della scoperta. In linea con le passate edizioni, Uovo unisce ospitalit prestigiose come la Socetas Raffaello Sanzio/Romeo Castellucci, che torna a Uovo con linstallazione Paradiso, la compagnia inglese Lone Twin Theatre per la prima volta in Italia con lo spettacolo Daniel Hit By A Train, Jrme Bel, con la prima italiana del nuovo lavoro A spectator, Mammalian Diving Reflex con linsolito taglio di capelli e i giovani talenti italiani Pathosformel, vincitore del premio Ubu 2008, Francesca Grilli, Plumes dans la tte, Demetrio Castellucci/Black Fanfare. Uno degli elementi di novit il primo episodio del progetto Uovo 0_11, non una sezione del festival ma un percorso di avvicinamento allesperienza performativa contemporanea dedicato ai pi giovani. I bambini sono qui protagonisti nella duplice veste di spettatori e performer. Linfanzia diventa la lente dingrandimento attraverso cui leggere alcuni aspetti oggi centrali della societ come il rischio, il cambiamento, la speranza, la fiducia, la responsabilit, il potere. Il 12 maggio Christina Kubisch crea per Milano il progetto itinerante Electrical Walks - Passeggiate elettriche nellambito di inContemporanea 09. Attraverso delle sofisticate cuffie capaci di percepire e amplificare lacustica di correnti elettriche soprassuolo e sottosuolo, lartista tedesca invita i partecipanti a scoprire unaltra dimensione della citt. A cura di O. Il 20 maggio allAlcatraz, nellambito del festival Indeepandance, Claudio Sinatti e Demetrio Castellucci/Black Fanfare presentano in prima italiana Rhomboi-

de, performance multimediale prodotta da Uovo e dal Kaaitheater di Bruxelles, dove la produzione ha debuttato a febbraio 09 nellambito del festival internazionale Performatik. Nel centenario della nascita del Futurismo, Uovo presenta e firma una produzione che rielabora in chiave contemporanea lestetica e la poetica dellavanguardia capeggiata da Tommaso Marinetti. Il primo episodio del progetto Uovo 0_11 si svolge dal 22 al 24 maggio, grazie alla collaborazione con il Teatro Franco Parenti che ospita liniziativa. Il 22 maggio la giovane artista Francesca Grilli presenta due sue recenti produzioni: la performance La terza conversazione e la videoinstallazione La quarta conversazione. Uno spiazzante e affascinante progetto articolato in pi episodi che coinvolge performer sordomuti, qui reinterpretato per la prima volta anche per un pubblico di bambini. Una ricerca tra la dimensione ordinaria e fantastica della realt. Il 22 maggio Kinkaleri sar presente a Uovo con la performance Pinocchio e il 23 maggio con un laboratorio per bambini. Un progetto che si sviluppa a partire dal racconto di Collodi e disegna una serie di percorsi immaginari che si intersecano secondo logiche impreviste. Il 23 maggio un nuovo capitolo della creazione di Virglio Sieni Uno sguardo che si concede al corpo, lavoro che si inscrive nel percorso dellAccademia sullarte del gesto, fondata e diretta dal coreografo fiorentino con lo scopo di porsi come contesto inedito di formazione, di studio e creazione artistica. Uno sguardo che si concede al corpo parte dalla visione della Deposizione di Jacopo Pontormo per sviluppare unindagine sul corpo e sulla sua capacit di relazionarsi ad elementi esterni.

Il 23 maggio verr inoltre proiettato Adamo ed Eva di Virgilio Sieni, documentario della serie Danza in scena di Francesca Pedroni e Maria Mauti, prodotto da Classica tv in onda su Sky. Lo stesso giorno, Claudio Sinatti, uno dei maggiori artisti multimediali italiani, condurr Mostronica, laboratorio interattivo per e con i bambini dedicato alle nuove tecnologie digitali e al live media. Il 24 maggio, presso il salone 3.14 parrucchieri e con la collaborazione di Orea Mali, in chiusura del progetto Uovo 0_11, il festival ospita la pluripremiata compagnia canadese Mammalian Diving Reflex con Haircuts by Children, una curiosa e divertente performance sull'emancipazione dei bambini e sulla loro responsabilit. Bambini-parrucchieri armati di forbici inviteranno gli spettatori a mettersi in gioco confrontandosi col rischio, la fiducia e il potere nelle nuove generazioni. Incontri con gli artisti sono previsti durante le giornate del festival.

Fino al 24 maggio Luoghi: Alcatraz via Valtellina 21/27; DiDstudio via Procaccini 4 c/o La Fabbrica del Vapore; La Triennale di Milano viale Alemagna 6; O via Pastrengo 12; Teatro Franco Parenti via Pier Lombardo 14; Teatro Out Off via Mac Mahon 16; Teatro Versace piazza Vetra; 3.14 parrucchieri via Ozanam 8.

Biglietti: Uovo Card 35 euro (27 euro per studenti, t friends, soci centri culturali stranieri) compresa prevendita. La Uovo card d diritto allingresso a tutti gli spettacoli (a eccezione di Figure e Haircuts by Children) previa prenotazione e fino a esaurimento posti. Info: 348.80.39.149; ject uovoproject.it; skype: uovopro-

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ANGELS IN AMERICA Questo bestseller del teatro americano, che ha fatto incetta di premi sia al suo debutto teatrale che nella versione televisiva guidata da Al Pacino, ha portato fortuna anche ai registi e alla compagnia dellElfo. Con la prima parte, Si avvicina il millennio, (debuttata al Teatro delle Passioni di Modena il 2 maggio 2007) Elio De Capitani e Ferdinando Bruni hanno ottenuto nel 2007 il Premio ANCT (Associazione Critici di Teatro) e due Premi Ubu e nel 2008 il Premio Hystrio alla regia e due Premi ETI-Gli Olimpici del Teatro, come miglior regia e miglior spettacolo di prosa. La seconda parte, Perestroika, debutter nellottobre 2009 al Festival Vie, Scena contemporanea, coprodotta anchessa da Teatridithalia ed Emilia Romagna Teatro Fondazione. Il sottotitolo esplicito, fantasia gay su temi nazionali, non sintetizza tutta la ricchezza di questa saga provocatoria e commovente: lautore affronta di petto il tema dellidentit, ma non per esaurirlo sotto il profilo sessuale, bens per sondarne in profondit tutte le componenti, razziali, religiose e culturali, e per dipingere un mondo nel quale gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza e dignit. Il testo racconta le vicende sentimentali e i conflitti di due coppie: la relazione gay tra Prior Walter, malato di AIDS, e Louis Ironson e il matrimonio fra l'avvocato mormone Joe Pitt e Harper, giovane moglie depressa; le loro storie sintrecciano a quelle dellavvocato Roy Cohn, perverso faccendiere, e di Belize, infermiere professionale ed ex travestito. Sono tutti rappresentanti del melting pot della Grande Mela, emblemi attuali e universali di unumanit dolente. Lo scenografo Carlo Sala ha creato uno spazio ampio e semi-

vuoto, fatto di nude mura di mattoni chiari dove vengono introdotti pochi elementi essenziali, luogo ideale per le immagini video di Francesco Frongia, capaci di trasformare la scena ora nello skyline di Central Park, ora nel panorama di Salt Lake City, nei cumuli di ghiaccio dellAntartico, in bilico tra realt e allucinazioni mentali. Il cast guidato da Elio De Capitani, Premio Ubu 2007 come attore non protagonista per il ruolo di Roy Cohn, personaggio storico, pupillo del senatore MacCarthy che scaten la caccia ai comunisti nel dopoguerra. Insieme a lui Ida Marinelli e Cristina Crippa, che si moltiplicano in diversi ruoli, e un gruppo affiatato di attori tra i trenta e i quarantanni: Edoardo Ribatto, Umberto Petranca vincitore dellUbu come attore under 30, Elena Russo Arman, Cristian Maria Giammarini e Fabrizio Matteini. Fino al 24 maggio Teatro dellElfo, via Ciro Menotti, 11 Orario: 20.30 (domenica alle 16) Info e prenotazioni: 02.71.67.91

WATERWALL Dopo aver circuitato nei principali teatri italiani e aver entusiasmato il pubblico dEuropa, America e Asia, torna finalmente a Milano lunico spettacolo teatrale al mondo con una dirompente cascata dacqua in scena, con danzatori/acrobati che, incontrando la forza dellacqua, si misurano con la sua potenza sfidando le leggi di gravit. Questanno, per festeggiare i 10 anni sulle scene, Waterwall e Teatro Ventaglio Smeraldo presentano al pubblico milanese unoriginale iniziativa: chi desidera potr provare le strutture scenografiche dello spettacolo e lemozione di muoversi sotto una cascata dacqua.Ogni sera quattro temerari spettatori, sorteggiati tra coloro che avranno compilato il modulo allingresso, verranno

convocati sul palco a fine spettacolo. Grazie alle imbragature fornite dalla compagnia, assaporeranno lebbrezza di stare sul palco insieme ai fenomenali performers della Materiali Resistenti Dance Factory. I quattro volontari a fine esibizione verranno poi omaggiati con una tuta asciutta. Work in progress dalle possibili infinite forme, Waterwall di Ivan Manzoni uno show dal forte impatto visivo, unesperienza che ogni volta coinvolge ed emoziona il pubblico pi eterogeneo. Imbragature, corde elastiche, altalene, amplificano i movimenti dei performer spingendoli ai confini dell'acrobatica. Effetti di luci e ombre modellano il flusso dellacqua, lo mutano da velo trasparente a muro quasi impenetrabile piegandolo a una inedita spettacolarit.Ivan Manzoni ha tradotto sulla scena la volont di superare le barriere architettoniche e linguistiche tradizionali della danza, sostituendo la ricerca drammaturgica con lo studio delle potenzialit offerte dallincontroscontro tra la forza dellacqua e le dinamiche del movimento umano. Da sempre il coreografo bergamasco stato affascinato dal possibile legame tra questo liquido primordiale e la danza. Il linguaggio del corpo si articola sulla scena nella sua disarmante semplicit, la sperimentazione non segue il percorso della ricerca coreografica, ma prende vita una performance fatta di immagini, di colori e di musica scandagliati nelle profondit dei loro poteri ipnotici. La complessit della macchina scenografica con cui i danzatori interagiscono e le infinite variazioni sul movimento che ne derivano rendono necessaria per la compagnia Materiali Resistenti Dance Factory unaccurata selezione dei performers. Per questo spettacolo gli artisti oltre a possedere ottime basi tecniche di danza e di acrobatica devono essere dotati, tra varie altre qualit, anche di una notevole resistenza fisica. Fino al 17 maggio Teatro Ventaglio Smeraldo, piazza XXV Aprile, 10 Orario: 20.45 (domenica alle 18) Info e prenotazioni: 02.29.00.67.67 IL PRINCIPE DELLA GIOVENTU Il Principe della Giovent un progetto originale di Riz Ortolani,

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liberamente tratto dal famoso fatto storico La Congiura dei Pazzi mai prima dora portato sulla scena musicale. La storia si svolge a Firenze, nel breve arco di quattro mesi (dal gennaio al 26 aprile dellanno 1478) nel momento pi alto dello splendore rinascimentale, un anno denso e ricco di eventi significativi e decisivi per i due fratelli Medici, Lorenzo (Graziano Galatone) e Giuliano (Edoardo Luttazzi). Il fatto in se stesso un dramma universale che si ripete nei secoli. Lorenzo di appena ventotto anni , gi da dieci, Capo supremo dello Stato di Firenze, poeta e grande mecenate delle arti; il giovane fratello, ventiquattrenne, Giuliano il Principe della Giovent (cos lo chiamava il poeta Poliziano) con il suo grande e difficile amore per la giovane Fioretta Gorini (Valentina Spalletta), figlia di un umile mercante di stoffe, complice la nutrice Cencia (partecipazione straordinaria di Donatella Pandimiglio). In contrasto con lo splendore Rinascimentale, lamore, la vivacit della giovent fiorentina, il gioco del calcio, gli intrighi, serpeggia la cupa oscurit della famosa Congiura dei Pazzi organizzata da Franceschino de Pazzi (Sandro Querci) divorato dallinsano odio e gelosia per i due fratelli Medici, cos amati dal popolo, nonch per il loro potere bancario. La congiura culmina con lassassinio del giovane Giuliano nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore: diciannove pugnalate durante la Santa Messa dellAscensione officiata dal Cardinale Riario, giovane nipote di Papa Sisto IV, alleato della famiglia Pazzi nel complotto. Giuliano morir tra le braccia della sua amata Fioretta, in attesa del loro figlio, futuro Papa Clemente VII. La congiura per non riesce nellintento perch Lorenzo, miracolosamente salvato, rafforza il suo potere e ne esce trionfante: il popolo fiorentino lo vendica e lo acclama e nei secoli a venire sar

sempre Lorenzo il Magnifico. La forza espressiva delle musiche sostenute dalle potenti orchestrazioni dellautore fanno vivere tutta lintensit delle emozioni. Dal 6 al 14 maggio Teatro degli Arcimboldi, dellInnovazione 20 viale

Orario: Mercoled 6 maggio alle 21; gioved 7 maggio alle 16 e alle 21.. Luned 11, marted 12, mercoled 13, gioved 14 maggio alle 21 Info e prenotazioni: 02.64.11.42.200

tamenti individuali, egoistici, propri di un mondo diviso in classi e dominato da interessi privati sono ormai superati e vengono considerati come antiche malattie. Prisypkin viene rinvenuto nel suo blocco di ghiaccio e fatto scongelare per essere esaminato: gli si trova addosso una cimice che viene catturata e isolata nello zoo. Nonostante il controllo degli scienziati, ben presto i germi della malattia nota come borghesia ancora attivi nel corpo di Prisypkin si diffondono provocando inaudite manifestazioni. Alla fine i due parassiti, il borghesius vulgaris Prisypkin e il cimex normalis vengono rinchiusi nello zoo per essere mostrati alla folla attonita Penso che Majakovskij non sia stato solo un uomo di teatro ma uno di quegli artisti completi di cui oggi, soprattutto in Italia, sentiamo molto la mancanza, spiega Serena Sinigaglia. Chi fa teatro non fa cinema, chi lavora nel cinema non dipinge Majakovskij aveva talento per tutto: faceva cinema, era attore, scriveva per il teatro, disegnava manifesti, costumi e scenografie. Soprattutto, come molti altri della sua generazione, era un poeta. Un poeta nel senso pasoliniano del termine, quella figura che, in una forma di religiosit laica, il vero profeta di una societ. Ma siccome lessere

La cimice Proseguono al Piccolo Teatro di Milano le repliche de La cimice di Vladimir Majakovskij, con la regia di Serena Sinigaglia, la traduzione e ladattamento di Fausto Malcovati e della stessa Sinigaglia. La cimice, scrisse Majakovskij, la variante teatrale di quellargomento fondamentale al quale ho dedicato versi e poemi: la lotta contro il piccoloborghese. Un testo importante e con molti spunti di attualit, poco presente sulle scene italiane: loperaio Prisypkin, preso dallambizione di avere una vita migliore, lascia loperaia Zoja, che lo ama e che per lui tenta il suicidio, e si fidanza con Elzevira, di professione cassiera, figlia di piccolo-borghesi. Si sposano e durante il banchetto nuziale, che finisce in una sbornia collettiva, scoppia un incendio. Vi perdono la vita tutti, tranne Prisypkin, che rimane ibernato dallacqua gelida degli idranti. Dopo cinquantanni la com

umano spesso non allaltezza del proprio compito, aggiunge la regista, chi sa guardare avanti - il poeta - e vorrebbe volare in alto, finisce sempre per schiantarsi tragicamente. In scena un eccellente cast di attori che comprende, tra i protagonisti, anche Paolo Rossi e Massimo De Francovich. Fino al 24 maggio

media venne rappresentata per la prima volta nel 1929 nella nuova societ comunista che si nel frattempo realizzata, certi compor-

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Piccolo Teatro Greppi 1

Strehler,

largo

nuovo spettacolo di Andre Ruth Shammah. Un marito e una moglie, ai giorni nostri, in una qualsiasi nostra citt, lui senza soldi, lei senza sole, che si chiamano Bambino e Bambina. Lei ha una malattia rara, non pu esporsi alla luce. Vivono in uno spazio travestito da sala

Orari: marted e sabato alle 19.30; luned, mercoled, gioved e venerd alle 20.30; domenica alle 16. Luned 18 maggio: riposo Info e prenotazioni: 848.800.304

immagini della vita di fuori. Ricordano, scherzano, si insultano, ballano, si cercano, si respingono, si fanno domande, non si rispondono. Come in una danza ritmata dalla voce surreale di un commentatore ippico, tenerezza, ironia, crudelt si intrecciano e sovrappongono alla ricerca di una via di salvezza, per sottrarsi alla minaccia della fine. Dal 12 al 28 maggio

Antonio e Cleopatra alle corse Un uomo e una donna drogati dal gioco si tormentano, si amano e si divertono. Un gioco di coppia che mescola vita, amore, scommesse. Una storia tragicomica, insolita e appassionante per il

Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14 corse, immersi nel gioco e perdono senza tregua. Lui vincerebbe ma non punta mai. Lei gioca sempre cavalli perdenti. Lui vaga di bar in bar, ruba noccioline e torna ogni volta da lei con storie e Orario: 20.30 (gioved alle 18.30, domenica alle 16) Info e prenotazioni: 02.59.99.52.06

ARTE
Questa rubrica curata da Silvia DellOrso

LEcomuseo Urbano Metropolitano di Milano (EUMM) un progetto che mira a valorizzare il patrimonio materiale e immateriale attraverso un percorso di ricerca sulla memoria, sulla storia locale e su ci che di tutto questo ancora riconoscibile sul territorio. stato avviato nel 2007 grazie al sostegno del Consiglio di Zona 9 e al supporto della Societ Edificatrice Niguarda: partito, appunto, da Niguarda, ma si sta gi ampliando allarea nord di Milano. Un ecomuseo non si costruisce ex novo in questo o quel territorio, non mai calato dallalto, ma interagisce e dialoga con le realt sociali e culturali gi presenti e attive in loco, viene deciso tappa dopo tappa con i cittadini, le associazioni culturali, gli intellettuali, gli operatori locali, attingendo dal loro patrimonio di idee, conoscenze, risorse, entusiasmo, voglia di partecipare. Tra i principali obiettivi vi quello di promuovere la cittadinanza come valore civile e lo strumento ecomuseale, avvalendosi della

raccolta e dellinterpretazione di memorie, saperi, tradizioni, insiste proprio sui principi della convivenza, dellinclusione e del senso di responsabilit collettiva che nasce dalla conoscenza delle propria storia. Tra le attivit svolte dallEUMM c la Mappa di comunit, strumento prezioso per immergersi nelle pieghe del quartiere, per iniziare a prendersene cura attivamente, trasformando il proprio attaccamento in una rappresentazione pubblica condivisa e socialmente utile. Il percorso di costruzione della Mappa di Comunit, non produrr soltanto lindividuazione di luoghi, ma anche la loro storia e ci che rappresentano per la comunit. Un percorso collettivo, al quale stanno prendendo parte gli abitanti del quartiere e a cui sta contribuendo anche il Politecnico di Milano. Per saperne di pi:

ore 21.00 I temi, la mappa, gli strumenti Sala consiliare di quartiere Via Ornato 7 Domenica 17 Maggio 2009 ore 15.00-19.00 Il mapping-party per le vie di Niguarda a partire dal Centro Servizi Ghiglione via Val di Ledro 23 Una campagna di mappatura collaborativa per lo sviluppo della mappa libera e la condivisione delle informazioni territoriali del primo ecomuseo urbano nella citt di Milano. In collaborazione con Open Street Map Italia. Info: www.tramemetropolitane.it http://wiki.openstreetmap.org/wiki/ T:Pagina_Principale mail: daniele.villa@polimi.it

E segnaliamo anche: Mappare Niguarda e Zona 9 Partecipa anche tu alla mappatura del territorio niguardese, disegna con noi la Mappa di Comunit dellEcomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord Marted 12 maggio 2009 Martedi 19 Maggio 2009 Facolt di Architettura e Societ via Ampere 1 ore 14.30 - 18.30 Aula IV Ecomusei Urbani Popolazioni, mappe, politiche

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Esperienze a confronto a partire dal caso lombardo Introduce: Rossella Salerno DiAP - Politecnico di Milano Coordina: Camilla Casonato DiAP- Politecnico di Milano Intrvengono: Alessandra Micoli-Elisa PiriaMichela Bresciani Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord Vincenzo Simone Ecomuseo Urbano di Torino Raul del Santo Ecomuseo del Paesaggio, Parabiago Daniele Villa DiAP - Politecnico di Milano Mauro Erriu Criteria Giuliana Ricci DiAP - Politecnico di Milano

il celeberrimo e altrimenti inamovibile bronzo di Donatello 158 centimetri di pastore biblico, ritratto attorno al 1440 come malinconico ed efebico eroe pagano approdato a Milano, reduce da un recentissimo restauro che ne ha, fortunatamente, sottoscritto le ottime condizioni conservative e forte di unassicurazione di 100 milioni di euro. la mostra simbolo delle celebrazioni per il centenario della nascita del Futurismo. Una rassegna impetuosa e forse un po bulimica, ma come di fatto fu il Futurismo e come si conf alla passione dello studioso che ama rendere pubbliche le proprie scoperte. Il Futurismo a volo duccello, dunque, guardando al movimento in tutta la sua estensione cronologica e senza omettere nessuna delle sue molteplici declinazioni, esplorando anzi lintero campo dazione di unavanguardia la cui piena valutazione stata a lungo condizionata dalle sue collusioni col fascismo. A cura di Giovanni Lista e Ada Masoero, la rassegna riunisce circa 500 opere, spaziando dai dipinti, disegni e sculture, al paroliberismo, ai progetti e disegni d'architettura, alle scenografie e costumi teatrali, alle fotografie, ai libri-oggetto e ancora agli arredi, allarte decorativa, alla pubblicit, alla moda, offrendo in chiusura un assaggio di film futuristi. Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblicava su Le Figaro il Manifesto del Futurismo ed appunto a Marinetti che spetta un ruolo chiave nel percorso espositivo, traghettando nellet delle avanguardia larte italiana di fine 800 alla quale dedicata unefficace panoramica in apertura, tra Simbolismo e Divisionismo. Si prosegue quindi per decenni, individuando di volta in volta le figure e i caratteri dominanti. Boccioni, Carr, Balla, Severini, Russolo, Soffici, Prampolini, Depero, Sironi, Dottori e molti altri. La compagine di maestri futuristi ampiamente rappresentata, anche grazie a opere non scontate, e la rassegna segue lintera evoluzione del movimento fino a tutti gli anni 30 e oltre, avventurandosi nella met del secolo scorso per rintracciarne gli eredi: da Fontana a Burri, Dorazio, Schifano ai poeti visivi. Futurismo 1909-2009. Velocit + Arte + Azione.

Palazzo Reale, piazza Duomo 12 orario: 9.30/19.30, luned 14.30/19.30, gioved 9.30/22.30. Fino al 7 giugno.

stato dapprima nella casa vecchia dei Medici a Firenze, quindi, dal 1495, in Palazzo Vecchio, per poi essere spostato, nel Seicento, in Palazzo Pitti, dove rimasto fino al suo trasferimento, nel 1778, agli Uffizi, nella nuova Sala dei Bronzi Moderni, passando poi al Bargello, all'indomani della fondazione del museo nel 1865. L il David di Donatello occupa un posto di tutto rilievo all'interno del grande Salone dedicato allo scultore fiorentino, da cui tuttavia momentaneamente assente poich stato chiamato a fare da testimonial della Campionaria delle qualit italiane, manifestazione dedicata alle eccellenze del nostro Paese, promossa da Fondazione Symbola e Fiera Milano. Eccolo, dunque, fino al 31 maggio a Fieramilanocity, in occasione della nuova Campionaria, dedicata in particolare ai temi delleconomia, del territorio, della ricerca, dellinnovazione (orario: 10/19). Diversamente dai bronzi di Riace che, nonostante svariati tentativi di trasloco, non si sono ancora mossi da Reggio Calabria,

I temi sono tutti indiscutibilmente ponderosi e decisamente universali: Potere, Quotidiano, Vita, Morte, Mente, Corpo, Odio, Amore. Ognuno di questi rinvia a una delle 8 sezioni in cui si articola la mostra bergamasca il cui titolo, Esposizione Universale, sembra ironizzare su uno degli argomenti pi frequentati e ineludibili del momento. Qui per lExpo rigorosamente artistico, con una carrellata di un centinaio di opere dal 400 ai giorni nostri, forte innanzitutto del patrimonio dellAccademia Carrara di Bergamo, ma non solo. Si va da Giovanni Bellini, Bergognone, Botticelli, Carpaccio, Foppa, Pisanello, Tiziano a Casorati, Duchamp, De Chirico, Christo, De Dominicis, Ontani, Clemente, Kabakov, Gilbert & George, Maria Lai, Spalletti, Arienti, Cuoghi e molti altri, tra cui Ben Vautier le cui opere-testo ricorrono in tutte le sale. A cura di Giacinto Di Pietrantonio, non la prima volta che il direttore della Galleria dArte moderna e contemporanea di Bergamo mette a confronto larte antica con quella moderna. Lo ha fatto ragionando sulle Dinamiche della vita dellarte, una rassegna di qualche anno fa e continua a riproporre anche in questo caso la sua visione unitaria dellarte, tutta contemporanea, perch con gli occhi di oggi che si rilegge larte di ieri. Esposizione Universale Larte alla prova del tempo. Bergamo, Galleria darte moderna e contemporanea, via San Tomaso 53 orario: marted-domenica 10/19, gioved 11/22. Fino al 26 luglio.

la prima mostra in uno spazio pubblico milanese lantologica che il Museo di Arte Antica al Castello Sforzesco dedica a Cordelia von den Steinen. A cura di Elena Pontiggia, la rassegna incentrata soprattutto sulla produzione pi recente dellartista, quella legata alla stagione iniziata nei tardi anni

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70, quando Cordelia, dopo gli esordi nel segno di un realismo di ascendenza espressionista e una fase venata da vaghe suggestioni astratte, approdata a quella figurazione a un tempo poetica e narrativa che la contraddistingue, fatta di estrema naturalezza, ma senza indugiare nel verismo. Originaria di Basilea, ma formatasi a Milano, allAccademia di Brera, alla scuola di Marino Marini e Alik Cavaliere, e poi a Roma e a Parigi, stata legata da un intenso sodalizio darte e di vita allo scultore Pietro Cascella, morto lo scorso anno. La mostra allinea una cinquantina di opere in terracotta, tra cui alcune grandi installazioni, a documentare liter creativo della scultrice svizzera dagli anni 70 a oggi. Cordelia von den Steinen. Il sogno e i segni. Castello Sforzesco, Museo darte antica, Sala degli Scarlioni orario: marted-domenica 9/13 e 14/17.30. Fino al 31 maggio.

Accademia al momento della separazione dei due istituti e nel 1902, col riallestimento di Brera, le opere dell800 vennero date in deposito al Comune di Milano, dapprima per dare vita al Museo del Castello Sforzesco, quindi trasferite nella Villa Reale di via Palestro, sede della Galleria darte moderna e in parte poi collocate in uffici periferici. In mostra si vedono anche dipinti di propriet dellAccademia di Brera. La Sala dei Paesaggi. 1817 1822. Pinacoteca di Brera, via Brera 28, Sala XV orario: marteddomenica 8.30/19.15. Fino al 2 giugno.

Legnano, Palazzo Leone da Perego - orario: marted-venerd 16/19.30; sabato 15.30/19.30; domenica e festivi 10/13 e 15.30/19.30; mercoled 21/23. Fino al 28 giugno.

Un nuovo appuntamento a Brera per ricordare il bicentenario della nascita della Pinacoteca milanese. Dopo i Caravaggio e dopo la presentazione del restauro dello Sposalizio della Vergine di Raffaello, ora stabilmente reinserito nel percorso espositivo, la volta di uno sguardo al passato recente della galleria per riproporne la sala dedicata ai paesaggi. Per tutto l800 Brera ha sfoggiato una sala interamente consacrata a questo genere pittorico, nella quale figuravano opere di Marco Gozzi, Bernardino e Gaspare Galliari, Luigi Basiletti, Rosa Mezzera e molti altri, tra cui anche Andrea Appiani, nume tutelare dellAccademia e della sua Pinacoteca, presente per con due opere di soggetto mitologico, Giove incoronato dalle Ore e Apollo. Dipinti che si possono rivedere ora, in una rassegna a cura di Isabella Marelli, allestita al centro della sala XV. La mostra documenta le trasformazioni che hanno caratterizzato la pittura di paesaggio nel corso del XIX secolo, un genere del quale fu protagonista Marco Gozzi (1759-1839) artefice di vedute che sancirono labbandono del paesaggio arcadico a favore di un approcci pi sensibile al vero. La collezione venne ripartita tra Pinacoteca e

Lopera incisa di James Ensor al centro di una mostra, a cura di Flavio Arensi, allestita nelle sale di Palazzo Leone da Perego a Legnano. Sono esposte 188 stampe del maestro belga vissuto a cavallo tra 800 e 900, provenienti dalla collezione Kreditbank; tra queste 134 acqueforti, a delineare un percorso influenzato inizialmente dallesperienza impressionista che lascia ben presto il passo a un deciso espressionismo, tramite per una dissacrante e spietata critica della societ del tempo. Occupa una posizione rilevante, la stampa, nella produzione di Ensor, un medium che si addice alla sua vena di solitario fustigatore del compassato mondo borghese, ma anche alle sue sfrenate escursioni nei territori del fantastico e del grottesco. Non mancano, peraltro, anche i paesaggi, le marine, le nature morte, i ritratti e gli autoritratti, con unattenzione particolare riservata alla figura di Cristo che ricorre in almeno una dozzina di incisioni e a cui dedicato lalbum litografico dal titolo Scnes de la vie du Christ. Parallelamente, al Castello di Legnano si possono visitare unantologica di Tino Vaglieri a nove anni dalla morte dellartista triestino, milanese dadozione, di cui si segue il percorso dapprima legato al Realismo esistenziale e approdato quindi allinformale e una personale della giovane artista di Merate, Marta Sesana. James Ensor. Lopera incisa.

Gli spazi della Fondazione Pomodoro sono letteralmente occupati dalle grandiose installazioni della settantanovenne artista polacca, protagonista della nuova mostra, a cura di Angela Vettese. davvero una rifondazione del linguaggio della scultura quella che si avverte nellopera di Magdalena Abakanowicz. Monumentale non solo per le dimensioni degli 11 lavori esposti, ma anche per il respiro, per la vastit della concezione, per il modo in cui le sue creazioni interagiscono con lo spazio, occupandolo, appunto e trasformandolo. Lo si vede per esempio in Embriology, installazione acquistata nel 2008 dalla Tade Modern di Londra e ora a Milano. Un lavoro imponente ideato nel 78, fatto di centinaia di sacchi di iuta imbottiti, di varie dimensioni e a forma di patata, gi intrinsecamente destinati a trasformarsi nelle sue folle di figure umane e animali, arricchendosi a un tempo con luso di altri materiali: ceramica, acciaio, alluminio, bronzo. Nata in una famiglia aristocratica, Magdalena Abakanowicz ha sempre vissuto e lavorato a Varsavia e si vista poco in Italia a parte le Biennali di Venezia e una mostra al Mart di Rovereto. Magdalena Abakanowicz. Space to experience. Fondazione Arnaldo Pomodoro, via Andrea Solari 35 orario: mercoleddomenica 11/18 (ultimo ingresso alle17); gioved 11/22 (ultimo ingresso alle 21). Fino al 26 giugno.

Accompagnati da Giovanni Testori in una rassegna che sa di nostalgia nellepoca del mostrismo spinto, dei supermanager e dellarte intesa come merce di scambio. Quattordici dipinti, testimonianza della pittura a Novara e dintorni tra fine 500 e 700, restaurati dalla Soprintendenza del Piemonte grazie al sostegno della Banca Popolare di Novara, e collocati eccezionalmente nella navata della basilica di San Gaudenzio. Capolavori tra i capolavori perch il percorso espositivo, ideale omaggio alle passioni di Te-

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stori alimentatesi di arte novarese, sacri monti e qualit della pittura coniugata a forte tasso di umanit, si snoda tra le cappelle grandiosamente affrescate e riccamente ornate di opere darte della stessa San Gaudenzio. Quindi le tele di Gaudenzio Ferrari, Cerano, Tanzio da Varallo, Morazzone si trovano a dialogare con opere di questi stessi artisti abitualmente custodite nella chiesa novarese, fino a sortire accostamenti inediti come la pala di Santa Caterina di Gaudenzio Ferrari, proveniente dal Duomo di Novara, e il Polittico di San Gaudenzio; oppure il bozzetto di Tanzio da Varallo per la tela della battaglia di Sennacherib a fianco della tela definitiva nella Cappella dellAngelo Custode che rinvia alla suggestiva lettura comparata testoriana Tanzio-Gricault. Senza trascurare il Ceranino, Francesco Cairo e il settecentesco Giuseppe Antonio Pianca. Da Gaudenzio a Pianca. Omaggio a Testori. Capolavori restaurati nel novarese. Novara, Basilica di San Gaudenzio orario: marted-venerd 15.30/18.30; sabato 10/12.30 e 15.30/18.30; domenica 15.30/18.30; chiuso luned. Fino al 17 maggio.

segna non la prima del genere. Lideatore del progetto, Renato Parascandolo, ha cominciato a pensarci nel 2000, quando, allora direttore di Rai Educational, strinse un accordo col Ministero per i Beni e le Attivit culturali per fotografare e riprendere in video i maggiori capolavori dei musei italiani. Cominci da l la sua avventura nei territori della riproduzione delle opere darte e nacque cos lidea di utilizzare quei materiali per realizzare una sorta di grande trailer dei capolavori italiani da esportare nel mondo per richiamare turisti a vedere gli originali. Ecco allora le mostre di Leonardo, Raffaello e Caravaggio, curate da studiosi qualificati, cui seguiranno a breve, quelle non meno impossibili sulla Cappella degli Scrovegni di Giotto e su Piero della Francesca. Leonardo: una mostra impossibile. Lopera pittorica di Leonardo da Vinci nellepoca della sua riproducibilit digitale. Castello di Vigevano - orario: marted-domenica 10/19. Fino al 30 giugno

Cagnaccio di San Pietro. Un quadro ritrovato. Claudia Gian Ferrari Arte contemporanea, via Filippo Corridoni 41 orario: luned-venerd 10/14 e 15.30/19, sabato solo su appuntamento. Fino all8 maggio.

Il soggiorno di Leonardo da Vinci a Vigevano, testimoniato dallo stesso maestro nei suoi appunti, il pretesto per una serie di iniziative in zona che ruotano attorno a questo genio poliedrico, tra cui una mostra decisamente insolita. Anzi impossibile perch riunisce lintera opera pittorica di Leonardo, operazione in s inimmaginabile se non attraverso il ricorso alle tecnologie di riproduzione digitale. cos che 17 opere leonardesche, ricostruite in dimensioni reali e retroillluminate (al punto da essere apprezzabili analiticamente talvolta meglio degli originali), sono esposte tutte assieme negli spazi del castello vigevanese. Dalla Gioconda alla Vergine delle Rocce, alla Dama con lermellino e persino lUltima Cena, questultima presentata nella vicina chiesa sconsacrata di San Dionigi, da poco restaurata come anche limponente pala del Cerano, qui custodita, raffigurante il martirio del santo. Questa ras-

un mostra costruita attorno al ritrovamento di un quadro di Cagnaccio di San Pietro del quale si erano perse le tracce, quella che propone in questi giorni la gallerista e storica dellarte Claudia Gian Ferrari. Un dipinto di notevole vigore espressivo, intitolato Primo denaro ed eseguito dallartista veneto nel 1928, pubblicato allepoca della sua realizzazione, ma che sembrava sparito nel nulla. Al secolo Natalino Bentivoglio Scarpa, conosciuto per come Cagnaccio di San Pietro, per via del grosso cane di suo nonno Natale, che terrorizzava lintero paese di San Pietro in Volta sullisola di Pellestrina, vicino a Venezia, questo pittore in realt non ha certo bisogno del suo curioso pseudonimo per essere ricordato. Bastano le opere taglienti, enigmatiche e spesso spietate che ha creato nel corso della sua breve vita ( morto a soli 49 anni il 29 maggio 1946), rivendicando la vitalit della tradizione classica allinterno del cosiddetto Realismo magico di cui fu, tuttavia, un esponente eccentrico.

Nella sua lunga carriera ha avuto modo di frequentare la poesia, larte, il romanzo, il teatro, il radiodramma, il giornalismo, la musica. Un artista poliedrico e multiforme Emilio Isgr, ora al centro di una mostra, curata da Marco Meneguzzo, che verr riproposta nellestate anche in Sicilia, dove lartista nato nel 1937. Con numerosi riconoscimenti alle spalle, la partecipazione a quattro edizioni della Biennale di Venezia e a decine di rassegne in tutto il mondo, Isgr un artista concettuale, ma anche un poeta visivo che ha fatto della cancellatura una delle modalit espressive privilegiate, ma certamente non la sola. Cardine di questa mostra , tuttavia, proprio linstallazione inedita Fratelli dItalia, che oltre a suggerire il titolo della personale, anche stata concepita cancellando o in parte occultando linno nazionale che si snoda lungo una striscia di carta, per fare emergere solo i passaggi pi significativi del testo. La mostra riunisce una settantina di opere dagli esordi a oggi e altre due installazioni: Lora italiana e Lavventurosa vita di Emilio Isgr, luna concepita nell83 per ricordare l'attentato alla Stazione di Bologna, laltra nel 1971, pensata come una serie di dichiarazioni sulle caratteristiche fisiche e morali dell'artista, che identificano il personaggio in maniera "concettuale" attraverso la descrizione. Emilio Isgr. Fratelli d'Italia. Galleria Gruppo Credito Valtellinese. Corso Magenta 59 orario: marted-venerd 12/19, sabato e domenica 10/19, chiuso luned. Fino al 13 giugno.

Vale la pena visitare in questi giorni il Museo Diocesano e in particolare la sezione dei Fondi oro che si arricchita, qualche tempo fa, della collezione di Alberto Crespi. Di quella donazione generosa faceva parte anche una

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tavola raffigurante Santa Cecilia, oggetto ora di una piccola, ma importante mostra che segna il temporaneo ricongiungimento di questo pannello con gli altri 4 elementi del polittico di cui ha fatto parte fino a circa il 1745, anno in cui linsieme venne smembrato. Si tratta del Polittico del Carmine che si trovava in origine nella cappella dei Santi Bartolomeo e Lorenzo, nella chiesa fiorentina di Santa Maria del Carmine, giudicato dagli studiosi opera della maturit di Bernardo Daddi, artista morto nel 1348, tra i migliori seguaci di Giotto. Dal Castello Reale del Wawel a Cracovia arriva la Madonna col Bambino e due angeli musicanti che stava al centro del pentittico, San Bartolomeo e San Lorenzo, in posizione laterale, sono ora conservati alla Galleria dellAccademia di Firenze, mentre allestrema destra, si trovava la Santa Caterina dAlessandria, ora in collezione privata. La Santa Cecilia stava, dunque, allestrema sinistra del polittico: da notare la descrizione sontuosa delle vesti, la delicatezza dellincarnato e una ricchezza narrativa e decorativa che rinvia a opere precedenti del maestro. Il Polittico del Carmine di Bernardo Daddi. Museo Diocesano, corso di Porta Ticinese 95 orario: marteddomenica 10/18, chiuso luned. Fino al 24 maggio.

venerazione della Madre di Dio, la devozione ai santi locali - raffigurate di volta in volta secondo schemi iconografici che gli artisti hanno ripetuto nei secoli senza sostanziali variazioni, al solo scopo di suggerire un contatto diretto con l'archetipo. In mostra anche alcune icone di Pskov, caratterizzate da una maggiore concretezza nellinterpretazione dell'immagine divina. Loro dellanima. Icone russe dal XIV al XVIII secolo del Museo Tretyakov di Mosca. Bergamo, Palazzo della Provincia di Bergamo - Spazio Viterbi, via Torquato Tasso 8 orario: lunedvenerd 15/19; sabato, domenica e festivi 10/19; chiuso gioved. Fino al 14 giugno.

cesca di Previati, per arrivare a De Chirico, Manz, Casorati, Rotella o Franco Angeli. E poi il bacio nel cinema, restituito in un video che, memore dei baci prima tagliati e quindi ricomposti in ununica lunga pellicola, nel film di Tornatore Nuovo cinema Paradiso, ripercorre la storia dei baci pi famosi della cinematografia italiana. Il bacio. Tra Romanticismo e Novecento. Pavia, Scuderie del Castello Visconteo, viale XI Febbraio 35 orario: marted-venerd 10/13 e 15/19, sabato, domenica e festivi 10/20. Fino al 2 giugno.

un prestito decisamente fuori dal comune quello che ha consentito di realizzare la mostra bergamasca. Cinquanta icone selezionate tra gli oltre 6mila esemplari conservati nel museo Museo Tretyakov di Mosca che vanta in materia di arte sacra russa la pi imponente collezione al mondo. Visibili rappresentazioni di spettacoli misteriosi e soprannaturali": lo studioso russo Pavel Florenskij us queste parole per definire le icone, non semplici opere d'arte, ma immagini dotate di una loro vitalit, veri e propri momenti di comunione con il divino. Le opere esposte sono datate dalla fine del XIV- inizio XV secolo, a partire da una Nativit della Madre di Dio con santi, tipico esempio delle icone di Novgorod, fino al XVIII secolo. Una serie di immagini che illustrano le tappe principali del calendario liturgico - le feste, la

Lhanno inaugurata il 14 febbraio, per approfittare della complicit tematica offerta dalla ricorrenza di San Valentino, ma in realt la mostra attualmente in corso al Castello Visconteo di Pavia pu ben vivere di vita propria, anche senza la festa degli innamorati. Il tema quello del bacio, e non soltanto il bacio sensuale e carico di pathos immortalato da Francesco Hayez in uno dei suoi dipinti maggiormente celebrati, di cui la redazione pi nota si trova a Brera, mentre a Pavia sono esposte una prima idea del soggetto e una versione del 1861, entrambe in collezione privata. La rassegna, infatti, che ripercorre liconografia del bacio tra Romanticismo e 900, molto pi variegata e prende in considerazione, come dichiarano le curatrici, Susanna Zatti e Lorenza Tonani, le diverse valenze del bacio: materno o filiale, di circostanza, appassionato, atteso, negato, rubato, ben augurante, immateriale, nella mitologia, nella storia sacra, nella letteratura e anche nel cinema. Il percorso si snoda attraverso una sessantina di opere di artisti celebri e di altri meno noti, in prevalenza dipinti, ma anche qualche scultura, come lAbbraccio materno di Paolo Troubetzkoy o il Bambino al seno di Medardo Rosso. Tra i baci dipinti spiccano quello lussurioso di Cleopatra, come ce lo ha restituito Giuseppe Amisani, o il bacio voluttuoso di Alciati, smorzati dalle effusioni composte e pudiche dei Fidanzati di Lega, o ancora Aminta baciato da Silva del Piccio, Paolo e Fran-

Un vero e proprio affondo nella personalit del fondatore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti. A lui consacrata la rassegna allestita nella Sala del Collezionista alle Stelline che, in onore di tanto ospite, raddoppia i suoi spazi conquistando il seminterrato, invaso per loccasione dalle parolibere marinettiane, Tra le tante novit di questa rassegna a cura di Luigi Sansone, autentico segugio degli archivi del Futurismo - spicca Il bombardamento di Adrianopoli, una grande china su carta realizzata da Marinetti nel 1913-14, esposta per la prima volta grazie al prestito concesso dalla University of California di Los Angeles (Ucla) dove custodito larchivio del poeta inglese Harold Monroe (1879-1932), grande ammiratore del Futurismo, da cui proviene questa tavola. Ma la mostra riserva molto altro, tra ritratti e caricature di Marinetti, opere di Boccioni, Balla, Cangiullo, Depero, e altri protagonisti, affiancate da fotografie, cataloghi depoca, cartoline, riviste e volumi marinettiani come Zang Tumb Tuuum - Adrianopoli ottobre 1912- Parole in libert (Edizioni futuriste di Poesia, Milano 1914), il primo libro parolibero di Marinetti ispirato dalla guerra, intesa come spettacolo simultaneo di situazioni, rumori, odori, polifonie: perch il Futurismo era anche questo. F.T. Marinetti=Futurismo. Fondazione Stelline. Sala del Collezionista, corso Magenta 61 - orario: marted-domenica 10/20. Fino al 7 giugno.

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Ha impiegato meno di tre anni per diventare uno dei maggiori collezionisti di armature giapponesi fuori dal Giappone. Bisogna chiamarsi Luigi Koelliker per riuscire in una simile impresa cos rapidamente e anche voracemente ed bene avvalersi di un antiquario specializzato in arte giapponese come Giuseppe Piva che per il suo committente ha rastrellato il rastrellabile, e che adesso cura, in collaborazione con la Fondazione Mazzotta, la mostra di Palazzo Reale. Samurai, appunto, allestita nellappartamento della reggia piermariniana con una minima presenza di pezzi

provenienti dalle Raccolte extraeuropee del Castello Sforzesco tra i quali spicca una finissima scatola laccata per documenti dellinizio del periodo Edo e lunica armatura da cavallo presente in mostra e un massimo dalla raccolta milanese di Koelliker. Una novantina di pezzi in tutto, tra armature complete, elmi, finiture per spada e altri accessori da samurai, realizzati tra il periodo Azuchi Momoyama (1575 1603) e il periodo Edo (1603 1867). Le sale del palazzo si animano di guerrieri severi e magnifici, samurai di alto rango e daimyo (signori feudali) che dalle guerre sono stati ben lontani, come testimonia il perfetto stato di con-

servazione delle circa trenta armature esposte; per lo pi di rappresentanza, visto anche che il periodo esaminato fu allinsegna della pace. Il percorso si chiude con i super robot Goldrake e Gundam che tutto devono al mondo dei samurai, da cui hanno attinto a piene mani anche fumetti e disegni animati. Samurai. Palazzo Reale, piazza del Duomo 12 orario: 9.30/19.30, luned 14.30/19.30, gioved 9.30/22.30. Fino al 2 giugno.

CINEMA & TV
Questa rubrica curata da Simone Mancuso partamento regala alla sua collega per cui ha un debole, un disco con la colonna sonora de La vita bella.Il regista crea la stessa atmosfera romantica che inseriva nelle sue commedie Billly Wilder, regalando allo spettatore una carrellata all' indietro sui due attori che ballano, sullo sfondo di una magnifica New York. Una menzione speciale va a Simon Pegg, che incarna alla perfezione la figura di Sydney Young, alter ego di Toby Young lo scrittore del libro da cui tratto il fim. Libro che racconta proprio la sua vita come giornalista di Vanity Fair prima e come scrittore poi. Un film dunque che non passa inosservato per la sua capacit di far ridere con leggerezza ma anche riflettere su di una societ con regole precise da cui non ci si pu esimere, pena lespulsione. Certo, non siamo ai livelli di Funeral Party di Frank Oz, sia nella regia che, pi complessivamente, come qualit della commedia stessa, per non ci siamo lontani. Tratto dalle memorie di Ernesto Guevara de la Serna nel Diario della Rivoluzione Cubana, Soderbergh fa unoperazione molto difficile per un regista, soprattutto per un regista autoriale come lui. Riesce a raccontare la storia del comandante descrivendone luomo senza accodarsi a fan o detrattori, mettendo a rilievo solo gli elementi umani del Che e le sue reazioni: limpaccio dellasma, linaspettata popolarit, la capacit di spronare e trascinare gli uomini alla rivoluzione ecc.. Ne esce fuori la fatica che per le sue capacit fisiche e psichiche ha dovuto sostenere il Che per le due campagne rivoluzionarie, questo grazie ad una somiglianza sia fisica sia recitativa di un bravo Benicio Del Toro. Un regista che riesce a fare il suo mestiere anche raccontando la storia reale e vissuta delle persone e non sceneggiata allorigine. Tutto questo tralasciando per una volta i suoi tipici elementi autoriale, mettendoli da parte a favore di uno sguardo da osservatore senza giudizio. Tra laltro con una nota sostanziale, ossia la firma anche della direzione della fotografia. Questo film stato diviso perch la seconda parte che si intitoler Che- Guerriglia, e che uscir in Italia a Maggio, in origine era

Star System di Robert B. Weide

Buonissima prima opera da regista per R. Weide, che fino ad ora per il cinema aveva soltanto curato la sceneggiatura di Confessione finale di Keith Gordon, riuscendo a fare di Star system una commedia allinglese molto divertente, senza momenti noiosi o di pause. Certo, rende molto pi lidea di questo film il titolo originale How to lose friends & alienate people che invece in Italia viene completamente trasformato in Star system, se non ci sei non esisti! Una delle solite, incomprensibili, cose italiane, come se il titolo di un film non fosse parte dello stesso, e quindi si potesse cambiare a proprio piacimento, solo per delle, a volte errate, leggi di marketing. A parte questa stravagante nota sulla titolazione, il film merita di essere visto, soprattutto per gli amanti dellhumor inglese e per gli amanti delle sceneggiature classiche. Qui sono tante le citazioni ai maestri della commedia del cinema classico americano. Una su tutte, la scena in cui il protagonista nel suo ap-

Che- Largentino di Steven Soderbergh

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stata affidata a Terrence Malick che la abbandon per dedicarsi al suo prossimo film.

grammarli insieme, di filata uno dietro laltro.

Che- Guerrilla di Steven Soderbergh

X-Men le origini: Wolverine di Gavin Hood

Premio come miglior interprete maschile a Benicio Del Toro al 61. Festival di Cannes 2008, dove il fim stato presentato in una versione comprendente enrambe le parti con la durata complessiva di quattro ore e ventotto minuti. Questa seconda parte di, a questo punto, un colosso sia come durata sia come risorse produttive, non si scosta dal punto di vista del giudizio estetico dalla prima parte. Lunica cosa che salta ulteriormente allocchio rispetto la visione parziale della sola prima parte, la recitazione di Benicio Del Toro ed il perfetto trucco da oscar. Sarebbe interessante se qualche cinema riuscisse a pro-

Il pi brutto dei quattro finora fatti della saga, ed il primo della serie Origins, visto che nel 2011 prevista luscita del secondo su Magneto. Un film sconclusionato sia dal punto di vista produttivo che estetico. Il primo perch ingloba elementi pregevoli come la sceneggiatura di David Benioff che si scontra con lo sviluppo dei soggettisti sulla storia del personaggio, direttamente proporzionale allessere scontata. Pi viene descritta e svelata la storia del personaggio, pi lo spettatore non ne sente il bisogno perch lanticipa. Dal punto di visto estetico, uguale: una regia che si scontra con lattenzione per gli effetti speciali e le esplosioni, tralasciando qualsiasi cura dei per-

sonaggi, soprattutto la cura sulla recitazione. Peccato perch il regista premio oscar come miglior film straniero, strappato alla nostra Comencini,con Il suo nome Tsotsi aveva iniziato neanch tanto male ad Hollywood con Rendition, per poi lasciarsi cadere a peso morto nel turbinio del cinema americano pi commerciale e da pop-corn che ci sia. Il regista G. Hood dovrebbe prendere esempio da altri registi che arrivano da esperienze positive fuori dagli Stati Uniti e chiamati per occuparsi di films da pop-corns. Ma c modo e modo di farlo, perch anche Cristopher Nolan ha fatto films da pop-corns con i batman, ma con una cura estetica e degli elementi cinematografici di un grande regista! Tutto questo per dire che si pu avere un prodotto commerciale ad una qualit estetica cinematografica anche alta. Quindi lasciamo fare i films da pop-corns ai vari Spielberg che lo sanno fare e lasciamo i registi dautore a fare altro. C da dire che forse quella notte allaccademy stato meglio che vincesse Hood sulla Comencini, perch non avrei mai voluto vedere un X-men fatto da lei!

GALLERY

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http://www.youtube.com/watch?v=FLgKAQq2UP0

2009 Arcipelago Milano Testata giorn. reg.Trib.Milano n58 13/02/09 PI 06200560966 Dir.Resp.L.Beltrami Gadola

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