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IlproblemadelluomonelpensierodiMaxScheler

StefanoLiccioli
liccioli@interfree.it Abstract In this article the following questions have been addressed: does a unifying point exist in Schelers philosophy? Who is Man? The author argues that Scheler defines man as person. A person is a unifying centre of actions: he interacts with other people and with God. Also God is person and man has a constitutive relation with Him. Keywords: Max Scheler, man, person, community, God. Premessa ScriveHansGeorgGadamer:
Pu sembrare incredibile, eppure se oggi si interroga un giovane o anche un anziano, interessato alla filosofia,siscoprechenonsachisiaMaxScheler.Vipotrdiremoltovagamentecheeglieraunpensatore cattolico,autorediunimportanteeticamaterialedeivalori,eappartenevaalmovimentofenomenologico che aveva in Husserl il suo fondatore e in Heidegger, right or wrong, il suo continuatore. In ogni caso, la coscienza filosofica contemporanea non riserva a Scheler una presenza paragonabile a quella di Husserl o Heidegger.Comemai?ChierarealmenteMaxScheler1?

Personalmente ritengo che lanalisi di Gadamer sia appropriata: indubbio infatti che tra i filosofi la conoscenza di Max Scheler sia piuttosto approssimativa. Invece, leggendo i suoi scritti,cisirendecontochequestascarsafamadicuigodeimmeritata.IlpensierodiScheler offreoggicomealloradelleintuizionioriginali,cheavolterimangonoinnuce,nonvengono sviluppate in modo adeguato, ma sono ugualmente importanti per chi vuol comprendere a pienoilquadrodellafilosofiatedescaedeuropeaalliniziodelNovecento. AnchelacriticapiuttostoconcordenelriconoscerelagrandezzaintellettualediScheler.Basta pensareadArnoldGehlencheconsiderafondamentaleperlastoriadellantropologiafilosofica lopera scheleriana Die Stellung des Menschen im Kosmos: Tutti gli scritti contemporanei e posteriori nellantropologia filosofica che abbiano in un qualche modo un valore, sono dipesi neiloropuntiprincipalidaquestoscritto,ecosrimarrannolecose2.Sedavverocos,come mai i filosofi sembrano non aver riservato molta attenzione per Scheler? A mio parere, la ragioneprincipaleilmodoconcuiilfilosofoesponeleproprieidee:ilsuostiledifilosofare
Hans Georg Gadamer, Philosophische Lehrjahre: eine Rckschau, Frankfurt am Main, Klostermann, 1977 [tr. it. Maestriecompagninelcamminodelpensiero.Unosguardoretrospettivo,Brescia,Queriniana,1980,p.56]. 2 Arnold Gehlen, Philosophische Anthropologie und Handlungslehre (= Gesamtausgabe 4), Frankfurt am Main, Klostermann,1983[tr.it.Antropologiafilosoficaeteoriadell'azione,Napoli,Guida,1990,p.309].
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non molto sistematico, a momenti appare arruffato e irrituale, ma sempre partecipe e appassionato3. A tal proposito mi sembra piuttosto adeguata la descrizione che Nicolai Hartmann fa di Scheler nel necrologio in suo onore: Egli non era un costruttore di sistemi, anche se tutto ci che egli affrontava prendeva, sotto le sue mani, forma sistematica. Non avevanessunasimpatiapercolorochepartendodaunatesi,siapurebenfondata,netraggono comodamenteleconseguenzesenzarivederneessistessicontinuamenteifondamenti.Egliera fondamentalmente un pensatore di problemi4. Anche Bobbio pi o meno dello stesso parereedaffermache Schelernonmaiunoscrittoresistematico,anchequando,comenellEticaeneiProblemidellaReligione,
tenta il sistema; caratteristico che tutte le sue opere tranne lEtica e qualche altra secondaria, siano raccolte di saggi messi insieme con intenzioni giustificative talvolta assai deboli. Ma anche lEtica opera tuttaltro che organica; gi nel titolo e nel sottotitolo [Der Formalismus in der Ethik und die materiale Wertethik.NeuerVersuchderGrundlegungeinesethischenPersonalismus],rivelaleduepartidiversedicui costituita,eche,essendocomposteintempidiversiecondiversioggetti,appaiono,riuniteinunsolvolume, pi accostate che fuse []. Egli essenzialmente un ricercatore, la cui ricerca mossa da un profondo interesseperiproblemimorali5.

C anche un altro motivo che impedisce a Scheler di avere una giusta considerazione: nel corsodellasuavitaeglihacambiatofrequentementeideasualcunigranditemicomeluomo, Dio,lasociet.Questamutevolezzanonhacertofavoritolinteresseversodilui,perchchilo affrontasaditrovarsisuunterrenoinsidioso;infattibisognastareattentiafareaffermazioni netteedefinitivesullevarieteoriediSchelerperchpotrebberoesseresmentitedaalcunisuoi successiviripensamenti. IlcamminofilosoficodiSchelersipusuddividereintremomenti.Ilprimoquelloformativo in cui egli entra in contatto con vari pensatori (Eucken e Husserl, per citarne due) che poi lo influenzerannonellelaborazionedellesueconcezionifilosofiche.Ilsecondoperiododefinito cattolico,teisticoepersonalisticoedcompresotrail1915circaeil1922,ancheselannuncio ufficiale dellabbandono del teismo fu dato nella conferenza del 17 gennaio 1925 presso la LessingHochschule di Berlino. La terza e ultima fase, chiamata panenteistica, viene fatta coinciderecongliannichevannodal1922circaallannodellamortedelfilosofo(1928).Come tuttelesuddivisionicronologiche,anchequestanonpretendediessererigorosaedefinitivain manieraassoluta:solounmodoperindicarecheinalcuniannilariflessioneschelerianaha determinati contenuti che, in altri momenti, vengono ripensati e modificati, a volte anche
BrunoAccarino,Tralibertedecisione:alleoriginidellantropologiafilosofica,inAA.VV,Ratioimaginis:uomoe mondonell'antropologiafilosofica,acuradiBrunoAccarino,Firenze,PontealleGrazie,1991,p.7. 4 Nicolai Hartmann, Max Scheler, in Kantstuiden, XXXIII (1928) 1/2, p. XV. Cfr. anche Giovanni Ferretti, Scheler (Introduzione bibliografica e antologica), in AA. VV., Questioni di storiografia filosofica, a cura di A. Bausola, 4/1, Brescia,LaScuola,1978,pp.93120. 5 Norberto Bobbio, La personalit di Max Scheler, in Rivista di filosofia XXIX (1938) 2, p. 98. La mancanza di sistematicitnelpensierodiSchelerdipendeanchedallasuaideadifilosofia:Lafilosofiaqualcosacomeiltirare deiburattiniconifili(H.G.Gadamer,Maestriecompagninelcamminodelpensiero.Unosguardoretrospettivo, cit.p.58).Inquestaotticalafilosofiasembraconsistereneldaredeglistimoli,degliimpulsicomequandositirano deifili:noncunmetodoprecisoesistematico.SuquestotemaCesareLuporiniosservachelunitdelloperadi Schelersoprattuttoununitditemperamento,incuiemergonosoprattuttogliinteressivitalidelmoralistaela preoccupazione religiosa e nellappariscente variet e tumultuosit dei problemi da lui toccati [] facile riscontrare una direttiva costante segnata da questa doppia esigenza (Cesare Luporini, Filosofi vecchi e nuovi: Scheler,Hegel,Kant,Fichte,Leopardi,I,Firenze,G.C.Sansoni,1947,p.4).
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radicalmente.DaltraparteimportantenonchiudereScheleringabbiecronologiche6,non considerareilsuopensierocomedivisoincontenitorichenoncomunicanofradiloro.Infatti sianellasecondachenellaterzafasedelpensieroschelerianocisonoalcunimotivispeculativi che rimangono costanti. Ad esempio al di l delle loro differenze, il teismo e il panenteismo condividonoquestaidenticacondizionedibase:larealtsupremalospirito,caratterizzato da efficacia causale e produttiva; inoltre in questi suoi due periodi Scheler sostiene che la persona, grazie allo spirito che la anima, non possa essere n oggettivata n conosciuta oggettivamente. Un altro esempio ci offerto dalla riflessione del filosofo sullamore: amare Diosignificaparteciparealsuostessoattodiamorepertuttelecreature,cicomportaamare inluituttelecreature;questatematicadelloamaremunduminDeopresentataallincirca negli stessi termini sia nello scritto Liebe und Erkenntnis del 1915 sia in quello intitolato Die StellungdesMenschenimKosmosdel1928.Lultimoe,amioparere,piimportantetemache rimanecostantenelcorsodellafilosofiaschelerianalariflessionesulluomo.Inquestoultimo caso non tanto il contenuto della riflessione a restare identico (che anzi, cambia notevolmente),quantoilfattocheilfilosofodurantetuttalasuavitasisemprepreoccupato dichecosafosseluomo.InquestosensomisembraesemplarecichescriveSchelernel1928:
Fin dal primo destarsi della mia coscienza filosofica domande come Che cos luomo? e Qual la sua posizione nellessere? mi hanno coinvolto pi intensamente e ampiamente di qualsiasi altra questione filosofica.Ilunghiannidilavoro,dedicatiaconsiderarequestoproblemasottoognipuntodivista,sisono concretizzatiinunoperadedicataaquestoargomento,edcongioiacrescentechehopotutoconstatare 7 comeinessavenisseroaconvergerelamaggiorpartedeiproblemifilosoficicheavevotrattato .

Anche se non esplicitamente detto, mi sembra chiaro che capire quale sia la posizione delluomonellessere,vuoldireanchecapirequalesiailrapportodellindividuoconlessere. In questa sede cercher proprio di mettere in luce la visione delluomo secondo Scheler, ritenendolountemafondamentaleinquantounificatutteleriflessionidelfilosofo:Allabase, ci che guid tutta la vita per i suoi intricati sentieri fu un unico problema: il problema delluomo. Psicologia e metafisica, gnoseologia e sociologia, etica e ontologia, tutto lo fece convergereinununicooggetto,ilpilontanoealtempostessoilpivicino8. Nellaffrontare questo argomento mi limiter alla fase teistica sia per dovere di sintesi sia perch dovendo prendere in considerazione questo uomo aperto costitutivamente allessere (che in questo periodo possiamo chiamare Dio), mi sembra pi sensato concentrarmi in un momentoincuiiduepolidellarelazionesonobendistintiedovepiuttostochiaroancheil nessofraquestidueelementi.Daltrapartenellultimafase,quandoDiointutto,comefarea distinguere dove finisce luomo e dove invece inizia il divino? Il nostro filosofo, per risolvere

Roberto Racinaro, Il futuro della memoria: filosofia e mondo storico tra Hegel e Scheler, Napoli, Guida, 1985, p. 246. 7 Max Scheler, Die Stellung des Menschen im Kosmos, in Gesammelte Werke, a cura di Maria Scheler, IX, Spte Schriften,Bern,Francke,1976[Tr.it.Laposizionedelluomonelcosmo,Milano,FrancoAngeli,2000],p.9[73].Nel corsodiquestolavoro,lecitazionitrattedatutteleoperediScheler,sonoindicateconlepaginedelleGesammelte Werkee,traparentesiquadra,conquellecorrispondentiallatraduzioneitalianasegnalata(ovepresente). 8 Hartmann,MaxScheler,p.XVI.

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questiproblemi,hadatoalcuneindicazioni,ma,amioavviso,sonoincomplete,ancheperch lasuamortehainterrottoulteriorisviluppiedelaborazioni. Max Scheler viene considerato un grande moralista, ma, grazie a queste sue riflessioni sulluomo,suDioesullalororelazione,hadatoilpropriocontributoancheallosviluppodella filosofiadellareligione.Sebbenesiainteressante,nonquestoilluogopervalutarelentitdi taleapportonquantopossaaverinfluenzatolecorrentiteologichealuicontemporanee. Scheler,comnelsuostile,nonaffrontainmanierasistematicailproblemadellafilosofiadella religione,mafavariaccenni,piomenoampi,indiversisuoiscritti. Alcune indicazioni esplicite sono gi rintracciabili nella sua monumentale opera Der Formalismus in der Ethik und die materiale Wertethik in cui, ad esempio, vengono teorizzati alcuni temi che offrono spunti di filosofia della religione: lassiologia con al vertice i valori religiosi, lantropologia che vede la natura specifica delluomo alla luce dellidea di Dio, il personalismo metafisico che considera lidea di Dio come fondamento di ogni persona sia individuale che comunitaria. In Vom Ewigen im Menschen, dove gli spunti di filosofia della religionesonopisistematici,Schelersostienecheladisciplinafilosoficafondamentalecircala religione, la fenomenologia essenziale (Wesensphnomenologie). Questo metodo, a suo parere, permette di cogliere, attraverso lintuizione eidetica9, i significati essenziali delle esperienze umane concrete. In sostanza il nostro filosofo ci vuol dire che, cercando il posto dellareligionenellastrutturadellaragioneumana,lafilosofiadevemostrareilfondamento,ma anche il presupposto della religione nello spirito umano, cio quella originaria tensione amorosaversolassolutochecostituiscemetafisicamenteognipersona. Uno degli aspetti pi importanti del pensiero di Scheler proprio questa idea secondo cui il rapportoUomoDiononfradueentitqualsiasi,mafraduepersone.Perquestoincontro conlarealtdivinapuavveniresoltantograzieaquegliattireligiosispecificiconcuisiaccoglie larivelazionediDio,dapartesualafilosofiasifermaprima.Infattistudiandodaunpuntodi vistaessenzialelanaturadegliattireligiosi,lafenomenologianonpusostituirlinelcoglierela realtdelloggettoreligioso:lafilosofiapusoloindicarela naturadellavia concuisi giunge allapartecipazioneallassoluto,manonpumaigiungerviautonomamente.Inconclusionela soluzione di Scheler permette di costruire una filosofia della religione che salvaguarda la peculiarit e lindipendenza del fenomeno religioso, ma allo stesso tempo capace di affrontareilproblemadellasuafondazione. Con il presente lavoro non ho certo la pretesa di rendere giustizia a Scheler: mi preme per mettere in luce la grande pregnanza di alcune sue tesi filosofiche, come quelle elaborate sul problemadelluomo.Daltraparte,comesiputrascurarelacutezzadicertesueosservazioni che difficilmente si appiattiscono su luoghi comuni, su affermazioni gi fatte? Ritengo che troppospessoletormentatevicendebiografichediSchelereilsuocaratterevolubile,ilqualesi riflesso anche nel suo modo di filosofare, abbiano in parte oscurato la sua grandezza intellettuale,impedendoglidiessereconsideratomeritatamenteunodeipigrandipensatori delNovecento.
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questountemaincuiSchelerdebitoreallafenomenologiadiHusserl:ilprimoconsideralintuizioneeidetica, unastrazioneideante,unmodounicoperaccedereallessenzacostitutivadelmondo.

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1.SULLIDEADELLUOMO
In un certo senso tutti i problemi fondamentali della filosofia si possono ricondurre alla domandachecosasialuomoequalepostoeposizionemetafisicaeglioccupientrolatotalit dellessere,delmondo,diDio10.CometestimonianoquesteparoletrattedalsaggioZurIdee des Menschen, Scheler, gi nel 1915, afferma che nella filosofia il problema delluomo e del posto che occupa nel mondo ha un ruolo centrale. In questo stesso anno il filosofo si era convertitoperlaseconda voltaalcattolicesimo,ma limportanza cheegliattribuisceal tema delluomovaaldildellasuacredenzareligiosa;infattiilpassoconcuihochiusoilcapitolo precedente e che rivendica anchesso limportanza del problema delluomo, del 1927, quandoormaiSchelerhaabbandonatodatempolafedecristiana.Sedunquevogliamotrovare leprovediunacertasistematicitnelpensieroscheleriano,lariflessionesulluomopuessere una: essa una costante nel corso degli scritti del nostro autore. Come sostiene Nicolai Hartmann11,ilcentrounificatoredellafilosofiaschelerianailproblemadelluomo. Prendendo in considerazione attentamente Zur Idee des Menschen possiamo evincere quale siaperSchelerlaveracostituzionedellessereumano:essoripiegatoinsestessooppure apertoadunadimensionetrascendente,adunOltre?ladomandaacuidobbiamorispondere percapireseilrapportoconDiounrapportoessenziale,costitutivoperluomooppureuna relazione qualsiasi, non necessaria. Prima di risolvere questo problema, ritengo doveroso illustrareleprincipaliquestionitoccatedaSchelernelsuosaggio.Primadituttoegliafferma che le definizioni delluomo che sono state date nel corso dei secoli, sono parziali ed insoddisfacenti. Infatti, a suo avviso, non esauriente dire, secondo la teoria classica greca, cheluomounanimalerazionale,valutandoesclusivamentelasuacapacitcontemplativae trascurando la struttura corporea specifica che fonda il suo comportamento pratico; ma altrettanto insoddisfacente sottolineare esclusivamente lelemento corporeo, definendo luomo solo in base a ci che sa fare, come homo faber. Positivisti e pragmatisti sono gli esponenti di questa posizione. Scheler non specifica a chi si riferisca in particolare, quindi lecitopensarecheabbiainmenteilpositivismoedilpragmatismoingeneraleenonqualche corrente precisa. Queste teorie filosofiche sostengono che luomo non pi lanimale contraddistintodallaragione,malanimalechesaparlareefabbricarestrumenti.PerScheler, questacontinuittraanimalieuominicheipositivistiedipragmatistisostengono,sibasasul fraintendimentodellanaturadellaparolaedellostrumento. Infatti,perquantoriguardalaparolaeillinguaggio,ilfilosofopensacheglianimaliesprimano, attraversosuoniegesti,unesperienzavissuta,unsentimento(es.ildolore,lapaura).Nonsi pu pensare per che la parola ed il linguaggio umano sorgano per semplice evoluzione di questisistemidiespressionedellebestie,datochefraiprimiedisecondiesisteunaprofonda differenza qualitativa. La voce, o meglio il suono espressivo degli animali, ben diverso da un
MaxScheler,ZurIdeedesMenschen,inGesammelteWerke,acuradiMariaScheler,III,VomUmsturzderWerte, Bern, Francke, 1955; tr. it. Sullidea delluomo in La posizione delluomo nel cosmo ed altri saggi, Fabbri, Milano, 1970,p.176[100]. 11 Hartmann,MaxScheler,p.XV.
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mero rumore, esprime il sentimento che lanimale prova, il suo vissuto; la parola invece ci rimanda,dipersestessa,adunoggettodelmondo.Essaindicaqualcosa,chenonsidentifica nconlelementocorporeodelsuosuono,nconlesperienzavissutadiunsentimentocheil soggetto potrebbe manifestare con unesclamazione. La parola pu intendere il vissuto interioredichiparla,malofainmododiversodaunasempliceespressione;infattiunconto gridareahi,altrodireiosentoundolore. Lintenzionalit propria della parola distingue sostanzialmente la comunicazione umana dal semplicecontagiopsichicodeisentimenti,chepuaverluogoanchefraglianimaliquandoad esempiouncaneabbaiaedanchealtricanivicinicomincianoadabbaiare.Scheleraffermache comprenderecicheunodiceconparoleequivaleadintuirecichetaliparoleintendono,ad esempio il fatto che oggi il sole splende12. Questa concezione della parola, che vede nellintenzionalitlasuanaturaspecifica,servealfilosofopernoncaderenelnominalismoche erranellidentificarelaparolaconilnome,eilnomeconunsemplicesegnoconvenzionaledi una o pi cose. Lessenza, il nucleo della parola sono per lappunto costituiti da quel passaggio,chesiverificanellErlebnis,dasuonoasignificato,equestifungonoesclusivamente da punto di partenza e di arrivo per un movimento intenzionale dello spirito13. Senza la parola,sarebbeimpossibilecostituireleconvenzionichestannoallabasedeglialtrisegniedei nomi.Inquestaotticanonhasensoindagaresulloriginestoricadellaparola,comenonvalela penaricorrereallacapacitanatomicaefisiologicadiformaresuoniarticolatiperspiegarela capacit umana di parlare, perch la parola un fenomeno originario, nato con luomo stesso.Persintetizzarelasuaposizione,SchelerusaunespressionediW.VonHumboldtche recitacos:Luomoesistesoloinvirtdellinguaggio;nondimeno,perinventareillinguaggio egli doveva gi esser uomo14. Grazie al concetto dintenzionalit, proprio di tutto il movimento fenomenologico, Scheler analizza la specificit della parola umana, che il naturalismodeipositivistiedeipragmatisti,avevacompletamenteperso,fraintendendointal modoradicalmenteanchelanaturastessadelluomo15. Laltrofraintendimentoimputatoaipositivistiedipragmatisti,riguardalainterpretazionedello strumento. significativo rilevare che anche in questo caso Scheler usa il concetto dintenzionalitperanalizzarefenomenologicamentelostrumento.Asuoparere,unacosa resastrumentonondallusochese ne faperconseguireun certoscopo,comepossonofare anche gli animali usando occasionalmente degli oggetti esterni come mezzi per soddisfare megliocertenecessitbiologiche;benslutensiletaleinbasealsignificatounitarioimposto ad una data materia dallazione delluomo. importante osservare che questo significato
Per completezza espositiva aggiungo che nellottica scheleriana comprendere ci che uno dice con parole equivaleadintuirecichetaliparoleintendono,adesempioilfattocheoggiilsolesplende;nonsitrattadiun giudizio dato per contagio psichico, ma non vuol dire neanche cogliere che X dice che oggi bel tempo, riferendosi cos solamente allatto del soggetto che esprime il giudizio. Intendersi fra persone, comprendere una persona,nonvuoldirefarlaoggettodellamiaconoscenza,macapire,appunto,cicheessadice.Cfr.M.Scheler, ZurIdeedesMenschen,cit.,p.180[103]. 13 interessante notare come contro il nominalismo Scheler sostenga che, mentre nel segno la percezione dellelementosensibilematerialeseparatadallacomprensionedelsignificato,cheilsegnosoloperconvenzione indica,nellaparolainvecesipresentaanoiunarealtsignificantesemplice,unitaria,incuisolounaanalisiriflessa pudividerelelementoacusticodaquellosignificante.Cfr.M.Scheler,ZurIdeedesMenschen,cit.,p.180[103]. 14 M.Scheler,ZurIdeedesMenschen,cit.p.182[106]. 15 G.Ferretti,Fenomenologiaeantropologiapersonalistica,inMaxScheler,I,Milano,VitaePensiero,1972,p.107.
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trascende ogni uso occasionale dello strumento cos che esso si colloca quasi sul piano di unopera darte che ha senso in se stessa, indipendentemente da ogni finalit biologica. Per chiarire questa idea Scheler usa questo esempio: Se io uso una chiave come battente di porta, la chiave rimane chiave, e non diventa battente di porta16. Inoltre, lintenzionare i significatioggettiviunitari,chesonocosindipendentidallacontingenzadelleesigenzevitali, ci che caratterizza lo spirito. Esso dunque si rivela in atto nelluomo, gi nel fabbricare strumenti,comequalcosachelodistingueessenzialmentedallanimale. Laltraobiezioneimportantecheilnostrofilosoforivolgeallateoriadeipositivistiriguardalo strumentoconsideratodalmeropuntodivistadellasuafunzionalitbiologica:inessovedono una tappa propria dellevolversi progressivo della vita, che arriverebbe nello homo faber a formarsi,conglistrumenti,quasideinuoviorganiperlazione.Schelerinvecepensacheselo strumentoconsideratoesclusivamentedalpuntodivistabiologico,essononilfruttodiun progresso, bens di una deficienza vitale, della mancanza di organi adatti alla vita17. Perci lintelletto, considerato come capacit di fabbricare, non il culmine dellevoluzione vitale, bensunsegnodiristagnodellavita,unsurrogatodellistintochevenutoamancare,ilquale capacedirisolvereiproblemivitaliinmodopiimmediatochenonlintelletto18;ovviamente anchelintellettopusbagliare,masoloincasirarissimieperlopiinseguitoaunintervento volutodalluomo. InquestavisionemisembrasiaevidentelinflussodellalezionediNietzsche,anchesequesti, secondoScheler,hasbagliatoadaccettareilpresuppostopositivisticocheconsideralintelletto comelacaratteristicaspecificadelluomo,invecediritenerelindividuodotatodiintellettoedi strumenti,comeunanimalecostituzionalmentemalato,nelqualelavitahafattounfauxpas echesismarritoinunvicolocieco19. Hovolutofareunabreverassegnadiquesteconcezionidellessereumano,permettereinluce loriginalitdellaposizioneschelerianariguardoilproblemadellindividuo,posizionechenon assolutamenteappiattitasualtreteorieantropologiche.Scheleraffermachedalpuntodivista
Inquestaotticaemergeconevidenza,amioparere,chesolosecondariamentelostrumentotaleinrelazioneal fine biologico contingente per cui usato. Quando viene costruito lo strumento si deve vedere allopera quella stessa forza spirituale che agisce nella costruzione della cultura spirituale, con una differenza per: nella formazione di strumenti tale forza spirituale si pone liberamente al servizio del soddisfacimento di necessit biologiche, mentre nella formazione delle opere culturali, se ne mantiene totalmente libera. Cfr. M. Scheler, Zur IdeedesMenschen,cit.,p.182[106]. 17 Questa idea di Scheler richiama in un certo senso quella di Kant secondo cui la natura ha lasciato un vuoto nelluomo,lanaturahavolutocheluomotraesseinteramentedasestessotuttocichevaoltrelacostituzione meccanicadellasuaesistenzaanimaleechenonpartecipasseadaltrafelicitoperfezionesenonaquellacheegli stesso, libero da istinti si crea con la propria ragione (Immanuel Kant, Idee zu einer allgemeinem Geschichte in weltbrgerlicherAbsicht,1784;tr.it.Ideadiunastoriauniversaledalpuntodivistacosmopolitico,inScrittipoliticie difilosofiadellastoriaedeldiritto,Torino,UTET,1965,p.126).LavisionediSchelersiopponeancheaquelladi Marxilqualevedelaproduzionedeglistrumenticomeunprogressodelluomo(KarlMarx,DieDeutscheIdeologie, FrankfurtamMainMoskau,1932;L'ideologiatedesca,Roma,EditoriRiuniti,1967,p.8). 18 Ferretti sostiene che Scheler fin da questo saggio, fa propria la concezione bergsoniana dellintelletto come facoltdellhomofaber,distinguendolonettamentesiadallospiritochedallistinto.Mentreperinquestosaggio lattivit spirituale delluomo appare nellesercizio stesso delle attivit biologiche, e listinto visto perfino come una forma dello spirito, in seguito Scheler, soprattutto nellultimo periodo della sua filosofia, distinguer e contrapporr pi nettamente spirito da un lato e intelletto e istinto, biologicamente condizionati, dallaltro (G. Ferretti,Fenomenologiaeantropologiapersonalistica,inMaxScheler,cit.,p.115). 19 M.Scheler,ZurIdeedesMenschen,cit.,p.185[109].
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biologico, non si pu definire luomo in modo specifico e neppure individuarlo come specie animale unitaria; in accordo con la teoria evoluzionistica lanimale e luomo formano un continuo, per cui una distinzione tra luno e laltro, che si fonda sulle qualit naturali, rappresentauntaglioarbitrariooperatodanoi20. Il nostro filosofo contrappone alla concezione naturalistica delluomo, a cui anche Nietzsche era rimasto legato, una visione decisamente spiritualista e personalista. La peculiare natura delluomo non nellambito del vitale, ma nel suo trascendere il vitale. Lanimale malato, lanimale intelligente e capace di costruirsi degli utensili diviene subito magnifico, grande e nobile, quando si consideri la sua possibilit di trasformarsi in un essere che trascende ogni formadivita21.Luomolessereche,purattraversoattivitbiologicamentefinalizzate,come lafabbricazionedistrumenti,trascendeogniformadivita22esestessoinquantosemplicevita. Perchiarirequestoconcetto,sonoilluminantileparolediScheler:
Luomo [] lintenzione e il gesto della trascendenza stessa, lessere che prega e cerca Dio. Anzi luomo nonprega,eglilapreghierachelavitaelevaaldisopradisestessa;noncercaDio,egliquelloXvivente, cheDiocerca!Etuttoci,esattamentenellamisuraincuiilsuointelletto,isuoiutensilielesuemacchine sonoingradodigarantirgliunozioliberopercontemplareeamareDio.Dunquecichepugiustificareil suointellettoeloperadiquesto,lacivilizzazione,soloilfattocheessirendanosemprepipermeabileil suoessereaquellospiritoeaquelloamoreche,intuttiiloromotieintuttiiloroatti,siorientanocomei segmentidiununicoarcoversoqualcosachesichiamaDio.Dioilmare,essisonoifiumi:efindallaloro 23 sorgenteifiumipresentonoilmareversocuicorrono .

InoltreSchelersostienechesiaimpossibiletrovareperluomounafissastazionefralavitae Dio,perdefinirloinsestesso.Allessenzadelluomoappartienelindefinibilit:Questisolo un infra, una frontiera, un passaggio, un apparire di Dio nel corso della vita, e una eterna trascendenza della vita oltre se stessa24. Il passaggio appunto tra il regno inferiore a lui e quello a lui superiore, il regno di Dio25: lesistenza delluomo proprio questo trapasso dallunoallaltroregno,unponte,unmovimentotradiessi;eluomononpucomeintu Pascal sottrarsi allalternativa di far parte delluno o dellaltro. Perch persino la non decisione si configura come decisione di essere un animale, e, come tale un animale degenerato. Il fuoco, la passione di trascendersi si chiami la meta, superuomo o Dio costituiscelunicasuaveraumanit26. Condivido la lettura di chi pensa che questa descrizione fatta da Scheler ha chiari accenti nietzscheani27. Ma al superuomo, scopo intenzionale della trascendenza nietzschiana
Ivi,p.193[118]. Ivi,p.185[109]. 22 AncheinDerFormalismus,Schelersostienechelautenticadefinizioneessenzialedelluomo:egliunacosa chetrascendesestessaelapropriavitaedognivita(MaxScheler,DerFormalismusinderEthikunddiemateriale Wertethik, in Gesammelte Werke, a cura di Maria Scheler, II, Bern, Francke, 1954; tr. it. Il formalismo nelletica e leticamaterialedeivalori,Torino,EdizioniSanPaolo,1996,cit.,p.293[357]). 23 Ivi,p.186[110]. 24 Ibidem(Corsivimiei). 25 Cfr.M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.293[357].AnchequiScheleraffermacheluomolatendenza,ilpunto dipassaggioversolambitodeldivino. 26 M.Scheler,ZurIdeedesMenschen,cit.,p.195[120](Corsivimiei). 27 In Fenomenologia e antropologia personalistica (in Max Scheler, cit., p. 117) Ferretti mette a confronto questa descrizionediSchelerconquellafattadaNietzschein,AlsosprachZarathustra:einBuchfrAlleundKein,Chemnitz, Schmeitzner, 1883 sgg. [tr. it. Cos parl Zarathustra, Milano, Adelphi, 1991, p. 8]: Luomo un cavo teso tra la
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delluomo sulla vita, Scheler sostituisce Dio, la persona infinitamente perfetta. proprio la tensioneaquestaPersonachecaratterizzaogniculturaspirituale,tantochesipuconsiderare Dio come la radice di ogni cultura nelluomo e, dunque, di tutti quegli atti spirituali intenzionali che una considerazione meramente naturalistica delluomo non pu spiegare e che,invece,costituisconoluomocomepersona. DegnadinotaquestaaffermazionediScheler:Pertanto,traleconvinzionipisciocchedei pensatorimodernicquellachelideadiDiosiaantropomorfica. Cosacheapparetantopi falsa,quantopisiriflettesulfattochelunicaideadelluomocheabbiasensoprecisamente quellateomorficadiunXchesiaimmaginefinitaeviventediDio,unasuaanalogia,unadelle sueinnumerevoliombresulgrandesfondodellessere28.Quindi:Lideadipersonaapplicata a Dio non dunque lespressione di un antropomorfismo! Dio piuttosto lunica persona perfetta e pura, mentre quel quid che pu chiamarsi col nome di uomo solamente una personaimperfettaeanalogicamenteintesa29.SoloinvirtdiquestoFondamento,diquesta persona perfetta, luomo acquista una sua unit, relativa al pensiero, alla coscienza e al sentimento, nonostante i dati delle scienze naturali, non dimostrino alcuna unit specifica nelluomo.PerSchelerquestofattocostituiscelaprovarigorosachelanostraideadiunitnon si fonda affatto sulla struttura naturale delluomo, inteso come un tutto unico, ma che il fondamentoultimodiquestaunitriposa,asuavolta,suqualcosadicompletamentediverso. A questo punto ci sono tutti gli elementi per rispondere alla domanda con cui ho iniziato il paragrafoecio:PerluomoilrapportoconDioessenzialeecostitutivo?Larispostas:in questo saggio emerge la caratterizzazione specifica delluomo come apertura e tensione allInfinitoedanchecometrascendenzasullavita.QuestoslancioversolInfinto,elevaluomo dalla sua naturalit: L ove il desiderio di Dio chiama prepotentemente alla riscossa tutto lessere e tutto lo spirito contro ci che solo mondo, ecco lhomo bestia naturalis trasformarsiinunhomo.[]ColuichecercaDio,rientraconisuoiattributisostanzialiinuna nuova classe eidetica oggettiva30. Lerrore del positivismo, per Scheler, sta proprio nellaver negatochelatendenzametafisicadelluomosiaunsuocostitutivoessenziale,considerandola invece unabitudine, un effetto storico accidentale, che successivamente potremo abbandonare.Ma,se definiamoluomosenzariferimentoaDio edunquesenzalospirito,la cultura,lareligione,ilrisultatounuomoprivatodiognidinamismo:nonpiunricercatore di Dio, bens un individuo pago di s31. Inoltre interessante rilevare che questa essenziale
bestiaeilsuperuomo,uncavoaldisopradellabisso.Unpassaggioperiglioso,unperigliosoessereincammino,un perigliosoguardarsiindietroeunperigliosorabbrividireefermarsi.Lagrandezzadelluomodiessereunpontee nonunoscopo:cichesipuamarenelluomocheeglisiaunatransizioneeuntramonto.Oltrelimmaginedel ponte,delluomocomepassaggiodallabestiaaqualcosaditrascendente,anchelimmaginedelfiumeedelmare presa da Nietzsche: Davvero un fiume immondo luomo. Bisogna essere un mare per accogliere un fiume immondo,senzadiventareimpuri.Eccoioviinsegnoilsuperuomo:egliquestomare,nelqualesipuinabissareil vostrograndedisprezzo(Ivi,p.7). 28 M.Scheler,ZurIdeedesMenschen,cit.,p.188[111].(Corsivimiei).Cfr.DerFormalismus,cit.,p.293[357]. 29 Ivi,p.190[114].SultemadiDiocomepersonavediilparagrafosuccessivo. 30 Ivi, p. 190 [115] (Corsivi miei). Scheler arriva a dire che luomo che cerca Dio rientra in una nuova classe di essenze.Cdunqueunafortediscontinuit,anchedalpuntodivistaessenziale,traluomoripiegatosusestessoe luomoprotesoversoildivino. 31 Ferrettiscrivecheunuomopagodis,ciononprotesoversoDio,coscomevuoleilpositivismo,perScheleril ritrattodelborghese(G.Ferretti,Fenomenologiaeantropologiapersonalistica,inMaxScheler,cit.,p.119).Credo

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tendenza metafisica delluomo, la sua apertura alla sfera dellAssoluto, ritenuta da Scheler unacondizionenecessariaperlapossibilitdellareligione,sebbene,comevedremoinseguito, lareligionenonsiametafisica. Sorge dunque un altro problema non meno facile: Come pu essere soddisfatta questa aperturadelluomoaDio?Conunaconoscenzadellessereedelbenerealeassolutochenon derivadaunarivelazione?Secosluomoappagatonellasuatendenzametafisicaenonha pibisognodellareligione.Incasocontrario,questaaperturapuesseresoddisfattasolocon unautocomunicazione di Dio alluomo: una rivelazione appunto. Successivamente spiegher tutti questi termini, ma prima di fare questo e sopratutto prima di mostrare la soluzione al problemaappenamenzionato,ritengodoverosoapprofondirebrevementelanalisidelluomo e della persona, dal momento che questa fase del pensiero di Scheler che sto trattando anche quella della sua filosofia personalistica. per questo che nel paragrafo successivo metter in luce, in maniera piuttosto schematica e riassuntiva, i punti principali del personalismoscheleriano.

2.LAPERSONA
Per impostare il suo studio delluomo Scheler comincia dal concetto di spirito e di persona. ComesplicitamenteaffermatoinDerFormalismus:
Quanto emerge nelluomo come nuovo elemento in una determinata fase della sua evoluzione propriamente,daunpuntodivistabiologico,unacertaridondanzadattivitspirituale:comeseinlui e nellasuastoriasifosseapertaunafessuradacuiappaia,sovrappostoadogniformadivitaunordinediatti edicontenuti(valori).Tuttocisimanifestainconcomitanzaadunanuovaconfigurazioneunitariaditale ordine, analoga a quella che abitualmente cogliamo come unit della persona (a differenza cio dellio, dellorganismoecc.):lasuainteriorearticolazionecostituitadallamoreedallapuragiustiziachesudiesso sifonda32.

InquestopassoScheleraccennaanchealrapportocheintercorretraspiritoepersona.Selo spirito la sfera di tutto quanto presenti lessenza di atto, dintenzionalit e di pienezza di senso, la persona la forma unitaria in cui questa sfera pu solamente concretizzarsi: Personainveroquellaunitchesussisteinfunzionedelcompimentodiattisemprediversi in ragione della propria essenza e nella misura in cui tali atti vengono pensati come compiuti33.Interminimetafisicilapersonasicostituiscegrazieallospiritodalmomentoche questo ultimo viene visto come principio in antitesi ad ogni forma di vita, anche a quella umana,coltenelloroaspettonaturale34,allostessotempoperognispiritopersonaleper necessit di natura eidetica e lidea duno spirito impersonale un controsenso35. Nella prefazione alla seconda edizione di Der Formalismus, Scheler afferma coerentemente che

cheFerrettiabbiaragione,infatticomeosservaacutamenteNorbertoBobbio,ilconcettodiborghesiafunzionaper Scheler come una specie di scatola a sorpresa in cui sia racchiuso tutto il male del mondo (Bobbio,LapersonalitdiMaxScheler,p.109). 32 M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.293[356]. 33 Ivi,p.382[473]. 34 CondividopienamentequestainterpretazionediGiancarloCaronello(Pref.aIlformalismo,cit.,p.80). 35 M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.388[481].

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ancheunfondamentospiritualedelmondo(qualenesialanatura)puesseredefinitoinse stessocomeDiosolonellamisuraincuisiapersonale36. interessante rilevare il motivo per cui Scheler, per indicare il principio transbiologico caratterizzanteluomo,preferiscailterminespiritoaquellodiragione.Infattiquestultima semprestatausataperindicareilpensierologico,chesiarticolaperideeeconcetti.Allabase di tale uso, fatto proprio anche da Kant, sta la convinzione che solo il pensiero logico apra luomo al mondo transbiologico, daltra parte tutto ci che nelluomo non razionale viene relegatonelcampodellasensibilit.InveceScheler,usandoilterminespiritopertuttalasfera degliatti,pensachelatrascendenzasulmondobiologico,edunquelaperturaadatiassoluti, riguardi ogni tipo di conoscenza intuitiva, cio tutti gli atti emozionali e volitivi, diretti a contenutiessenziali.Perspiritodunqueilfilosofointendela completasferadiatti, dinatura intenzionale, emozionali,teoretici,volitivi,che trascendonoil datoempiricoperrivolgersiad essenzevalideapriori37. ComeabbiamovistolacriticadiScheleralpensieromoralediKantsiestendeancheallasua concezione della persona. Infatti, da una parte i due filosofi concordano nel riconoscere alla persona la dignit pi alta e nel riaffermare limperativo per cui la persona non debba mai essereconsiderataesclusivamentecomemezzo;inquestosensoKantavrebberagionenelfar vederecomeognieticadeibeniedeifinisminuiscaladignitdellapersona,subordinandolaa qualcosadestraneodasestessa.DaltraparteSchelercontestalidentificazionekantianadella personaconilsoggettodiattirazionaliconformiallaleggemorale.Cosfacendo,perScheler,si attua unautentica spersonalizzazione, una neutralizzazione della persona individuale e concreta; dunque Kant sbaglierebbe nel concepire la persona unicamente come ragione, escludendo la vita emozionale: corretto pensare che la persona non pu in alcun modo venirpensatacomeuna cosaounasostanza che dispongadi determinate facoltocapacit tracuiquellafacoltoquellacapacitcheappuntolaragione38.Infattilaragione,separata dallaconcretezzadellindividualit,delsuocarattere,dellasuavitaemozionaleeanchedelle sueinclinazionisensibili,restasolounapurauniversalitastrattaenonpupresentarsicome unaveraepropriaindividualitspirituale.PerSchelerse,comevuoleKant,laragioneciche ci connota ed anche in un modo pi universale e generico, noi siamo veramente persone, quantomenosiamoindividui,ciosoggettisingoliconcaratteristichediversedatuttiglialtri:si crea cos unincompatibilit tra individualit e personalit. Inoltre Scheler critica in termini piuttostoprecisiancheladefinizionekantianadelluomoattraversolanozionedinoumeno:
Kantidentifica,infatti,questaXconluomonoumeno,cioconluomoqualecosains,contrapponendopoi questo ultimo allo homo phainomenon. Ora, lhomo noumenon [] il concetto della (comunque inconoscibile) cosa in s come costante ontologica, applicato per alluomo. La medesima costante

Ivi,p.16[10]. evidentecheSchelervogliatutelarelafunzionedellospiritonellacostituzionedellapersonaelofainmaniera decisaatalpuntochesipulegittimamenteaffermarecheSchelersiarroccaadifesadellospirito(B.Accarino, Tra libert e decisione: alle origini dellantropologia filosofica, in AA. VV, Ratio imaginis: uomo e mondo nell'antropologiafilosofica,cit.,p.25). 38 Ivi,p.371[458].
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Humana.MenteIssue7October2008 inconoscibile vale per, senza differenziazione, anche per ogni pianta e minerale. Come potrebbe essa quindigarantirealluomounadignitdiversadaquellaminerale?39.

LintentodiSchelerdicogliere(checosa?)inunmodochesalvaguardicontemporaneamente sia la spiritualit sia lindividualit della persona. Per fare ci egli innanzitutto sgombra il campo dalla teoria della metafisica razionalistica che fa corrispondere la persona allanima. Anchequestaentitinfattideltuttoindeterminatadaunpuntodivistaindividuale.Daparte sualatesimetafisicatradizionale,ditiposcolastico,vedelindividualitcomeilrisultatodella materializzazionedellentitspirituale(lanimaappunto)permezzodiunacorporeit.Ciper contrasta, secondo Scheler, con il forte senso dunit psicofisica in cui la persona avverte se stessa:essanonsipercepiscecomecostituitadaduesostanzediverse.Inoltrecomepotrebbe lanima essere ci che percepisce esternamente, mentre essa stessa o il suo fondamento intuitivopossonodarsisolonellaformaspecificadellapercezioneinterna?40. Dunque Scheler vuole mostrare come la sua tesi dellindividualit della persona, non sia riconducibile a nessun fondamento ontologico, come lanima appunto. Anche in questo caso desideromettereinlucecheScheler,dovendodefinirefilosoficamentelapersona,nonsibasa supresuppostiontologici,comehagifatto,amioparere,nellacostruzionedelsistemadei valori,nonancorandolalorosussistenzaelaloroautonomiaallEssere. Ilfilosofosostienechelapersonaindicaunessereumanoconsideratonellaricchezzadellasua vitaemotiva,nonilsoggettoincolore,animatodaunameraattivitdipensiero:unsoggetto capacedipensareechesiaautocosciente,nonancoraunapersona.Atalpropositoilfilosofo confutaunvecchiopregiudiziodistampoilluministicosecondocuilepersonesonotantopi simili quanto pi sono attive nellesercizio delle facolt razionali, mentre sono tanto pi diverse quanto pi vivono nelle necessit biologiche; Scheler sostiene proprio il contrario: le persone raggiungono la loro completa individualit, quando esercitano le facolt superiori dellospirito,invecediventanotantopisimili,quantopilaloroesistenzaridottaalcampo dellefunzionivitali. 2.1PERSONAEATTI Machecosalloralapersona?InDerFormalismusSchelerdefiniscelapersonacomelunit diessereconcretaein se stessaessenziale diattididiversanatura,taledadarsiinsprima dogni essenziale differenza datto e, in particolare, prima della differenza tra percezione interna ed esterna, tra volont interna ed esterna, tra sentire, amare, odiare nella propria interiorit o nella sfera dellalterit ecc. Lessere della persona fonda tutti gli atti essenzialmente diversi41. Quindi la persona precede e fonda i diversi tipi di atti. Occorre
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Ivi,p.373[461]. Ivi,p.376[465]. 41 Ivi,p.382[473].QuestaconcezionestatapiomenoripresaancheinambitocristianodaKarolWojtyla.Questi sostienecheluomopersonaperchcompieatti.Lattoildatofondamentaleperlanalisidelsoggettocosciente, giacch in esso si manifesta nel modo pi chiaro il suo essere personale. Luomo, nellatto, sperimenta se stesso come causa efficiente del suo agire, vale a dire come qualcuno che liberamente determina se stesso nellazione. (Karol Wojtyla, Osoba i czyn ora zinne studia antropologiczne, Lublino, KUL, 1969, 19942; tr. it Persona e atto, SantarcangelodiRomagna,Rusconilibri,1999).

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ricordarecheperatti,Schelerintendeimotidellapersonanelsuoaprirsialmondo:essi,pur rimanendo distinti dal piano dello Io e del mondo, non nascono dalla sfera psichica, ma direttamentedallapersonaerivelanolintenzionalitconcuiessasirapportaalmondoeagli altri.Adesempiolattodascoltareunamusicasiservedelludito,masitrattadunascoltare che ha unintenzionalit che invece assente nella funzione sensibile delludire, ed in cui datoqualcosacheprimarimanevainvisibile.Altriattidelgeneresonoquellichehodescritto nelcapitoloprecedente:amare,odiare,ricordare,preferire,posporre.Inoltre,siagliattichela persona, afferma Scheler, sono psicofisicamente indifferenti, nel senso che sono dati precedentemente al senso interno ed esterno a cui corrispondono la sfera psichica e fisica. Latto,dunque,haunasuaprecisanaturaenondeveessereidentificatoconlafunzione42:essa regolailrapportofrailcorpoviventeeilmondoambiente.Cosilgustareuncibo,lodorare, lusare il tatto sono funzioni che servono a raccogliere informazioni importanti sul mondo circostante. Inoltre esse possono essere oggetto della percezione interiore, possono essere studiate e osservate, dati i concomitanti organici propriocorporali da cui sono accompagnate43,mentrenoncospergliattiperchmaiunattoancheunoggetto,ciogli attipossonooggettivarelefunzioni,manonsestessi:
Un atto non per mai anche un oggetto; alla natura dessere degli atti perviene invero di venir intuitivamente esperiti nel loro stesso compimento e desser dati solo nella riflessione. Un atto non pu quindiinalcunmododivenireunoggettograzieadunsecondoattochesia,inuncertosenso,retrospettivo. Lastessariflessionechepurenderconsapevolelattoaldildelproprio(ingenuo)compimentononfamai 44 dellattounoggetto:ilsapereriflessivoaccompagnalatto,manonloggettualizza.

Soprattutto le funzioni formano la sfera che regola lattivit dellIo psichico e si svolgono, a differenza dagli atti, nella sfera psichica: grazie ad esse luomo riesce ad avere una visione oggettiva del mondo. Vi possono essere relazioni fra atti e funzioni, nel senso che i primi possonointendereleseconde,usarleperarrivareacogliereilpropriooggetto,mainnessun modoattiefunzionipossonoessereconfusi:danotarecometalifunzioninonabbianonulla incomunecongliatti45. Inoltre significativo osservare che la persona non si riduce allo psichico. La psiche manca della partecipazione agli atti che vengono compiuti perch essa non ha il senso della reciprocit interpersonale che caratterizza una dimensione propria dello spirito. Infatti lanimaleesercitafunzioniperchdotatodipsiche,maluomocompiefunzionisoloquando lapartecipazioneconlasuavitapersonalevienevissutaparzialmente.Maancheintalcasoil suo esserpersona non viene mai meno. Scheler sostiene che anche la pi grave delle alienazioni mentali, che non rende luomo pi imputabile per delle sue azioni, non annulla il suoesserpersona,maneimpediscesoloilmanifestarsiindeterminateazioni.Coslamalattia
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Pusembrardifficiledistinguereconcretamenteattiefunzioni,maperSchelerladifferenzabendefinita.Infatti, egliinDerFormalismus,criticaStumpf,reo,asuoparere,daveridentificatoattiefunzioni,affidandonelostudio allapsicologia.(Cfr.DerFormalismus,cit.,p.387[479]). 43 G.Ferretti,Fenomenologiaeantropologiapersonalistica,inMaxScheler,cit.p.155. 44 Ibi,p.374[462]. 45 M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.387[479](Corsivimiei).SuquestotemasivedalariflessionediAndreaZhok, IntersoggettivitefondamentoinMaxScheler,Firenze,LaNuovaItalia,1997,p.9.

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e la salute non possono affatto porsi come eventuali predicati della persona, ma delluomo, dellanima.Visonomalattiedellanima,manonmalattiedellapersona46. UnaltroaspettoimportantedarilevarechequandoScheleraffermachelapersonafondagli atti,eglidiceche:
La persona non un vuoto punto di cominciamento di atti, bens lessere concreto senza il quale ogni discorso circa gli atti non potrebbe mai far riferimento allessenza completamente adeguata di un atto qualsiasi, ma solo ad unessenza astratta; solo in quanto inerenti allessenza di questa o quella persona individuale,gliattisiconcretizzanotrasformandosidaessenzeastratteinessenzeconcrete.Pertalragione non mai possibile cogliere in maniera adeguata ed esaustiva un atto concreto senza una precedente 47 conoscenzaintenzionaledellessenzadellapersonastessa.

Laconcretezzadellapersonadata,perScheler,nondalriferimentoadunagenteingenerale, formale e vuoto, ma dal riferimento allessenza di questa o quella persona individuale. Il filosofovedelapersonacomeunitdegliattispirituali,basandosisullesperienzacheluomofa del riferimento complessivo alla stessa persona individuale di vari atti spirituali di stampo diverso:questoriferimentotalmenteessenzialechegliattinonpossonoesisterechecome atti di una certa persona. Daltra parte ritengo che questa ultima affermazione sarebbe quantomenofuorviante,seSchelernonprecisassechenondobbiamocommetterelerroredi pensarelapersonacomeunacosaounasostanzacapacedicondurreacompimentodiattinel sensodunacausalitsostanziale.Cinonvuoldirechelapersonasiainconsistente,masolo che non un substrato: essa non pu essere concepita come un punto fermo su cui si appoggiano i suoi atti, o, un ente oggettivato che si pone al di sopra del processo di compimento dellatto stesso48. Infatti, come sottolinea Scheler, la persona esiste e si esperisceinmanieravissutasolocomeessenzacheportaacompimentoatti,comepurcerto che non esiste, in alcun senso, al di sotto o al di sopra di questi atti o addirittura come un qualcosa che, analogamente ad un punto fermo, sussista al di sopra del processo di compimentoescorrimentodeipropriatti49.Dunquelapersonanonfondalattodallesterno, ma vive nellatto stesso: vivendo in ogni suo atto che la persona lo caratterizza con il suo peculiaremododessere. 2.2LINOGETTIVABILITDELLAPERSONA La gi citata differenza tra atti e funzioni ci porta ad affrontare unaltra distinzione fatta da Scheler:quellatrapersonaedio,dalmomentochelalorodifferenzafondamentale:Una personapossiede,rispettoallio,ilcaratterediunatotalitchesufficienteasestessa.Una persona,adesempio,agisce,vaapasseggioosimili;unio,alcontrario,nonhalapossibilitdi farlo.Gliiononagiscono,nvannoapasseggio50.Dunquegliiononfannonulla,nonvivono
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Ivi,p.479[596]. Ivi,p.383[474]. 48 G.Cusinato,Scheler.Dioindivenire,cit.,p.31. 49 M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.384[475]. 50 Ivi,p.389[482].

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inunadimensionefondamentaledireciprocit.Cosacheinvecefannolepersone.Confondere lapersonaconliosignificaoggettivarla,farneunoggettodistudioediricerca.Infattilio illuogodifunzionichesipossonostudiareinmodooggettivo,mentrelapersonapartecipa degliatticheessastessacompieelattodiunapersonanonmaiqualcosadineutralmente oggettivochesipuosservarecomeuneventonaturaleopsichico. ParticolarmentesignificativoilfattocheSchelercritichiognioggettivazionedellapersonache nonnepreservilessenzialesoggettivitspirituale.Perquantodettoprecedentemente,sipu affermare che per Scheler la persona inoggettivabile, dal momento che essa lunitdi essereconcretaeinsestessaessenzialediattididiversanaturaegliattisonoinoggettivabili. Linoggettivabilit della persona si manifesta nel fatto che appartiene alla sua essenza il lasciarsiconoscereomeno.Unapietranonpucompierequestascelta,solounapersonapu decidere quando e con chi confidarsi, se nascondersi o no. La persona si distingue da un oggetto in quanto supera le coordinate spaziotemporali: cos facendo libera di cambiare, sfuggendoalleleggidellacausalitmeccanica. Appuratochepersonaedattisonoinoggettivabili,Scheleraffermachepossibile,graziealla riflessione che pu sempre accompagnare gli atti intenzionali, conoscere la loro qualit specificacioleloroproprieleggiessenziali.Valelapenaosservarecheoggettivarelaqualit diunatto,nonvuoldireoggettivarelattostesso.Quandoioricordodiavercompiutounatto determinato,adesempiochehoricordatounacosa,ilmioricordononhaperoggettolatto precedente del ricordo, ormai compiuto, ma solo la qualit di quello atto come ricordo51. Dunquesegliattinonsonooggettivabili,maconoscibiliunicamentegrazieallariflessioneche li accompagna, allora essi possono essere conosciuti, solo attraverso il loro compimento effettivo;daciseguecheunverostudiodelluomosifondasullesperienzavissutapivasta delluomo.Ritengochequestatesirechiconsunaconseguenzacondeirisvoltiimportanti:la personapuconosceresestessasolocompiendoipropristessiattiegrazieallariflessioneche li accompagna. Ci comporta che anche Dio, essendo persona, non pu essere conosciuto come un oggetto, ma solo nel partecipare alla sua stessa vita e cio nel cogitare, velle et amareinDeo52. 2.3PERSONAEMONDO Linoggettivabilitdellapersonaconnessaalproblemadellasuaaperturaalmondo:Come correlato effettivo della persona in genere noi abbiamo posto il mondo53. Infatti, come loggetto il correlato dellatto, cos il mondo il correlato oggettivo della persona: non il mondobiologicointesocomelinsiemedeglioggettiempiricireali,chesipresentanoalluomo nellatteggiamentonaturaleecostituisconoilsuomondoambiente(Umwelt),maunsistema pi vasto, che non neanche assimilabile al mondo kantianamente inteso come unidea.
G.Ferretti,Fenomenologiaeantropologiapersonalistica,inMaxSchelercit.,p.154. Vedi M. Scheler, Wesen und Formen der Simpatie, in Gesammelte Werke, a cura di Manfred Frings, VII, Bern, Francke,1973[tr.it.Essenzaeformedellasimpatia,Roma,CittNuovaEditrice,1980],p.220[320]. 53 M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.392[486].
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Questosistemapiampio,dicuilUmweltsolounaparte,formatodallinsiemedeidati oggettiviincuilesseresimanifestacoscominsestesso.interessanterilevarechesead ognipersonacorrispondeunmondo,adognimondocorrispondeunapersona54:lapersona non mai parte del mondo in cui vive, ma il suo correlato. Da parte sua ogni mondo individualedevecertamenteaverelecaratteristicheessenzialigeneraliaprioripropriediogni mondopossibile,allostesotempoessopuesserecorrelatoallapersonasolosepresentale peculiaritessenzialichecorrispondonoallaconcretezzaindividualedellapersona.Datuttoci conseguechenonabbiamoununicomondougualepertuttelesingolepersone,maunmondo checoncretoeindividuale,anchesedatoinsestessoedassoluto. Scheler tratta questa idea dei mondi individuali personali e della loro unificazione, in una sezione55 di Der Formalismus. La questione importante perch potremmo arrivare ad una sintesi dei vari mondi personali: essi potrebbero essere visti come microcosmi, aspetti di un unico superiore macrocosmo. Il filosofo, a mio avviso, non d una risposta precisa, per sostienechelideadiununicomondoidenticoerealerichiamanecessariamentelideaduna personaspiritualeinfintaeperfetta,ciolideadiDio:Sequindinoiponessimocomerealeun solo mondo concreto, risulterebbe essere privo di senso [] il fatto di non porre contemporaneamenteanchelideadiunospiritoconcreto56.Analogamenteognicomunitdi personeindividualinonsifondasuunaqualcheastrattaideadellaragione,masullacomunit diquestepersoneconlapersonadellepersone,cioconDio.benericordarechequinonsi fariferimentoallaposizionedirealtdellessenzadiDio57perch,comevedremo,laconcreta personalitdivinasidsoloinambitoreligioso. 2.4LIDENTITDELLAPERSONA Unaltroaspettoimportantequellodellidentitpersonale:lidentitdellapersonanonuna relazionediuguaglianzacomeA=A,nonunoggettochesimantienestabilenelsuccedersidel tempo; anzi, lidentit della persona come uno stile peculiare cha fa riconoscere subito un individuo dallapparire dei suoi atti. Essi infatti si concretizzano ed hanno un significato in quanto ineriscono allessenza della persona. Questultima, dunque, si configura come unidentit nel cambiamento, dal momento che un centro dinamico in movimento che regola gli atti dun individuo. Tale cambiamento deve essere inteso come un mutamento dellidentit personale, non sul piano oggettivabile, ma su quello della libert, intesa come possibilitcheunapersonahadimutareunordinamentodiatti. Infatti la persona, nel suo poter divenire altro, cambia la sua identit, si muove, contrariamente al soggetto che rimane immutabile58. Perci lidentit della persona pu cambiare, anche in maniera profonda ad esempio attraverso latto del pentimento59 o del
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Ivi,p.394[489]. MikroundMakrokosmosundGottesidee[Tr.it.MicrocosmoemacrocosmoelideadiDio],cit.,p.395[489]. 56 Ivi,p.395[490]. 57 Ivi,nota(31)p.396[490]. 58 Perladifferenzatrapersonaesoggettovedisopra. 59 VediilsaggiodiScheler,ReueundWiedergeburt,inGesammelteWerke,acuradiMariaScheler,V,VomEwigen imMenschen,Bern,Francke,1954[tr.it.Pentimentoerinascita,inLeternonelluomo,Milano,Fabbri,1972].

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perdono: il risultato una fisionomia particolare che, pur essendo in mutamento, presenta unacoerenzadisviluppo.Precedentementeabbiamovistocheinogniattoconcretolapersona siesprimenellasuainterezza,senzaperesaurirsiinessa;cosnelcompimentodiogniattola personasperimentaunavariazione,diventaaltro.propriograzieaquestoattodeldivenire, del trascendersi (la cui pi alta espressione lamare), che la persona tale. Il centro dellidentit personale dinamico in quanto si trasforma nella misura in cui fa sviluppare la persona. 2.5PERSONAECOMUNIT Primadiconcluderenonpossonononfareunbreveriferimentoalladimensionecomunitaria della persona. Far un rapido accenno allo scritto Wesen und Formen der Simpatie, tralasciandoperdiapprofondireivaritemiespuntioffertidaquestaopera. GiinDerFormalismusSchelersostienechenelcompimentodiognisuoattolapersonahadi se stessa un vissuto tale da sapersi membro duna comunit personale collettiva dun determinato tipo in cui la simultaneit e la successione (delle generazioni) sono ancora indifferenziate60.MasoprattuttoinWesenundFormenderSimpatie,cheSchelersviluppa questa tesi delloriginaria comunitariet delle persone umane, aperte alla sfera di un tu in generale, gi prima di ogni esperienza dei tu empirici concreti altrui. Per spiegare meglio questa posizione, in questa opera61 il filosofo riprende un esempio gi fatto in Der Formalismus:
Robinson era un uomo che mai aveva percepito lessenza dei suoi simili n qualsivoglia genere di segni e traccedeimedesimi,edellesistenzaditaliesserinonavevamaifattoesperienzaalcuna.Ebbene[]ioposi laquestioneseuntaleRobinsonpotesseavereonounaqualcheconoscenzacircalesistenzadellacomunit edisoggettipsicospiritualisimilialui;esepotessesaperecheegliappartenevaadunatalecomunit.[]Io risposi affermativamente ad entrambe le domande. [] Levidenza che il Robinson ha dellesistenza dun qualchetuingeneraleedellasuaappartenenzaadunacomunithaundeterminatofondamentointuitivo. Questofondamentointuitivo,ciodatodallacoscienza,determinataebencircoscrittadelvuoto.62

Per coscienza del vuoto Scheler intende quel vissuto che si crea quando a determinati atti sociali (lamare, il comandare, lobbedire, il lodare, il promettere) non corrisponde latto sociale di risposta che loro proprio: al comando lobbedienza, allamore lamore di contraccambioquestovuoto,cosapertodataliatti,cheformaquestaideadeltu,questa ideadellacomunitingenerale,acuimancherebbesoloildarsidiesemplariconcreti. Scheler precisa che la persona non si costituisce solo di atti sociali, ma anche di atti singolarizzanti: la coscienza di s, lamore di s, la stima di s. Cos il correlato degli atti singolarizzanti forma il mondo del singolo, il correlato degli atti sociali costituisce il mondo comunitario.Questopernonlamerasommadimondisingoli,nlapersonacomunela
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M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.509[633]. FaccioriferimentoallasecondaedizionediWesenundFormenderSimpatie(1923). 62 M.Scheler,WesenundFormenderSimpatie,cit.,p.229230[332333].LesempiodiRobinsonCrusoeuntopos pivoltesfruttatoinfilosofia.InquestocasoSchelerlousaperindicareunuomoche,puressendostatosempre completamenteisolatodalmondoedagliuomini,puaverelevidenzadellesistenzadiqualchetuingenerale.

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somma di persone singole. Esse sono una realt vissuta in ogni possibile persona finita concreta.Daltrapartelapersonasingolanonpuessereconsiderataunapartedellapersona comune. Esse infatti si rapportano a vicenda63, senza che luna sia il fondamento dellaltra: LIo non solo un membro del Noi, ma anche il Noi un membro necessario dellIo64. In questa ottica ogni persona altrettanto originariamente persona singola e comune, dal momento che entrambe sono subordinate allidea di quella persona infinta in cui viene a mancareognidistinzionetrapersonasingolaepersonacollettiva,essenzialeinvecepertuttele personefinite65. importante anche la suddivisione, operata da Scheler, sui vari tipi fondamentali dunit sociali. Cos la massa, che negli animali rappresentata dal gregge, si forma solo in base al contagio affettivo; la comunit di vita nasce dal condividere i medesimi contenuti intenzionali,caratterizzatadallamancanzadiognidistinzionetrailvissutomiootuoeforma ununitcorporeovitale,rivoltaaivalorivitali;lasocietinveceununitartificialedisingoli, basatasuconvenzioniecontratti:Lediversitrealiedivaloresimanifestanonellasociete tra i suoi membri solo grazie ai diversi valori di prestazione dei singoli, cio rispetto allorientamentodellasocietversiivaloridelpiacevoleedellutile66.Algradopielevatosi colloca la persona comune che sorge dallunione di persone singole, autonome, spirituali, individuali articolatesi in una persona collettiva, autonoma, spirituale, individuale67, fino ad arrivareallapienacomunitdiognipersonaconDio,personadellepersone;questaformadi unione caratterizzata dal principio di solidariet insostituibile: la persona singola corresponsabiledituttelealtrepersonesingole,nonsoloallinternodellapersonacollettivae come suo membro per il fatto di rappresentare una funzione [], ma lo pure in quanto individuo personale, unico e dotato di una coscienza morale individuale68; tutto dipende da quali valori vengono accentuati: abbiamo la nazione, se hanno particolare rilievo i valori spirituali della cultura, invece abbiamo la chiesa, se sono in primo piano i valori religiosi. Nellottica di Scheler, questa appartenenza della persona a vari gruppi sociali non esaurisce tuttoilsuoesserepersonaperchessa,oltreadunasferasocialecostituitadaquellinsiemedi esperienzechepucondividereconglialtri,haancheunasferaintimafattadiesperienzeche fa solo lei e non pu comunicare. Questa sfera caratterizzata, nellambito delle persone finite,dallasolitudineassolutachecessasoloneiconfrontidellarelazionecomunitariaconDio, chenonnpersonasingola,npersonacomune:coschedavantiaDiolapersonasiapre pertuttociche,conlaconsapevolezzadiesserealcontempogiudicataeprotetta. Ai fini delle mie indagini sul rapporto tra uomo e Dio, occorre sottolineare ci che Scheler scrive: Lunit delle persone collettive tra di loro, nonch della persona singola o della persona collettiva possibile peraltro solo in Dio69; risulta chiaro che, per il filosofo, ogni rapportocomunitariofragliuomini,dipende dalla nostrarelazioneconDio.Anche inWesen
Condivido pienamente questa interpretazione di Ferretti (G. Ferretti, Fenomenologia e antropologia personalistica,inMaxScheler,cit.,p.225). 64 M.Scheler,WesenundFormenderSimpatie,cit.,p.225[327]. 65 M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.514[640]. 66 Ivi,p.519[645]. 67 Ivi,p.522[649]. 68 Ivi,p.523[650]. 69 Ivi,p.527[656].
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undFormenderSimpatie,ilfilosofooffredeglispuntiinteressantidifilosofiadellareligioneo meglio,inquestocaso,disociologiadellareligione.Coseglipensacheilpersonalismodalui sostenutosiacomprensibilesolomettendoloincorrispondenzaconilteismo:Lapersonaeil tutto esistono in modo indipendente e luna per laltro, ma mai esclusivamente luna per laltro, ma luna e laltro esistono al contempo per Dio come persona, e solo in Dio esistono anchelunaperlaltro70.Laltrospuntoriguardailtualtruieidiversigruppisociali:secondo Scheler, infatti, lapertura alla sfera del tu altrui segue lapertura delluomo alla sfera dellassoluto,eprecedelarelazioneallasferadelmondoesternonaturale. Trattando del problema delluomo, ho scelto daprire questa lunga parentesi sul tema della personaperch,secondoScheler,luomoessenzialmentepersona.Essa,perilfilosofo,un percorso:ildivenirpersonacontraddistintodallattodellamore,concuiluomovaoltrese stesso, in direzione del valore del sacro. Questo processo del divenirpersona non pu essere concepito come un atto autonomo e autosufficiente delluomo, come il moto di una sostanza separata dal divino: nel divenirpersona si esprime una continuazione dellatto creativo divino e tale divenire risulta possibile solo grazie alla presenza salvifica del divino71. Non dobbiamo dimenticare che anche Dio, nella concezione scheleriana, persona: Un fondamentospiritualedelmondo(qualenesialanatura)puesseredefinitoinsestessocome Diosolonellamisuraincuisiapersonale72.Dunque,ilrapportotrauomoeDio,nonfradue entitqualsiasi,mafraduepersone. 2.5UOMOEDIO:UNRAPPORTOFRADUEPERSONE Per Scheler la persona umana pu raggiungere alcune evidenze ultime riguardo lEssere Assoluto (Dio), mediante la conoscenza filosofica. Essa si configura come animata da quello slancio morale, con cui il nocciolo della persona cerca di raggiungere la partecipazione allessenzialittramitelaconoscenza73;cicheognunopuconosceredipendedalgradodello slancio.Laprimaevidenzaacuigiungelafilosofiachequalcosaesisteedunqueilnullanon ;questaaffermazione,apparentementescontata,perSchelerfondamentale:Certamente chinonhaguardatonellabissodelnullaassolutononsaccorgerdelleminentepositivitdel contenuto dellintuizione, che in genere qualcosa esista anzich nulla74. La ragione dellesistenza di qualche cosa dipende da unentit assoluta, unentit tramite cui ogni altro ente nonassoluto riceve lessere che gli compete: questa intuizione la seconda evidenza. Taleentitassoluta,comelachiamaScheler,lEnsase,chehanellasuaessenzalaragione
M.Scheler,WesenundFormenderSimpatie,cit.,p.227[329]. G.Cusinato,Scheler.Dioindivenire,cit.,p.33.QuestaaffermazionediCusinato,amioparereforsetropponetta, poneperbeneinrisaltoillegametralapersonaDioelapersonauomo. 72 M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.16[10]. 73 Max Scheler, Vom Wesen der Philosophie und den moralischen Bedingungen des philosophischen Erkennens, in GesammelteWerke,acuradiMariaScheler,V,VomEwigenimMenschen,Bern,Francke,1954[tr.it.Lessenzadella filosofiaecondizionemoraledellaconoscenzafilosofica,inLeternonelluomo,Fabbri,Milano,1972],p.83[196].Si notilevidenterichiamoallimmagineplatonicadelfilosofoprotesoversoilmondodellessenzialit. 74 Ivi,p.93[207].SuquestopuntosivedalaffinitdipensierotraSchelereM.HeideggercheinEinfhrungindie Metaphysik, scrive: Perch vi , in generale, lessente e non il nulla? (Martin Heidegger, Einfhrung in die Metaphysik,Tbingen,MaxNiemeyer,1966;tr.it.Introduzioneallametafisica,Milano,Mursia,1968,p.13).
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delsuoessere;essaancheSommobene,qualebenedistintodaglialtribenirelativi.Larealt dell Ens a se evidente e non il frutto duninferenza razionale: Lilluminante luce di questa verit non anzitutto dipendente da precisione logica75; nonostante ci sempre difficilenoncaderenellerroredidentificarelEssereassolutoconunodeitantientirelativiche possiamo esperire. La terza evidenza che ogni ente finito ha unessenza ed unesistenza distinte,mentresolonellEssereassolutoessesiidentificano;percilafilosofia,prescindendo dallinduzione, unintuizione a priori dellessere e coglie le essenzialit e le loro interdipendenze,primadiqualsiasiosservazioneempirica. Perci la filosofia, per spiegarsi come mai esistano enti che potrebbero anche non essere, stabiliscecheclEnsaseecheessocausadelmondo;questedueproposizionisonole sole affermazioni evidenti che la filosofia pu fare intorno a Dio. Se si vuol andare avanti si entranellametafisicaapplicataalrealeedunquenelcampodelleipotesiperchlevidenzasi ha solo nellintuizione eidetica dei rapporti fra essenze; se la metafisica vuole essere una scienza del reale essa deve dunque applicare quei principi che nascono dai rapporti fra le essenze, a realt esistenti, e giudizi sulla realt possono esserci forniti solo dalle scienze particolari, che sono basate sullinduzione e perci raggiungono solo la probabilit e non levidenza76. InProblemederReligionScheleraffermachiaramenteche:
unintera serie di questioni fondamentali [] possono con laiuto della metafisica anche filosoficamente essereprovate.Tradiessepongo(soloaguisadesempio)lesistenzadiunessere,chehalesistenzasoloper lasuastessaessenza;lesistenzadiquestoEnsasecomeprimacausadituttolesserecontingente[],la spiritualitelarazionalitdiquestoEnsaseelasuanaturacomesummumbonumemetafinaledituttele attivit del mondo; la sua infinit. Ma in nessun caso vi annovero la sua effettiva personalit (neretto nostro)77.

Ivi,p.94[209]. Sofia Vanni Rovighi, Filosofia e religione nel pensiero di Max Scheler, in Religione e filosofia (Relazioni e comunicazioniallXICongressoNazionaledifilosofia),Milano,1968,p.151.ConquestainterpretazioneSofiaVanni Rovighi mette in luce unapparente incongruenza che emergerebbe nella concezione scheleriana della metafisica; infatti ella sostiene che strano che Scheler applichi da una parte il metodo husserliano della riduzione fenomenologica,dellamessafraparentesidellesistenza,dallaltrainvecesostengachelaprimaevidenzafilosofica siachequalcosaesiste.PerVanniRovighiquestadifficoltconcettualeteoreticamenteinspiegabile,mentresi puspiegarestoricamente,sesivedenelpensierodiMaxSchelerunmomentoditransizionefralafenomenologia di Husserl e la filosofia esistenziale di Heidegger. Personalmente ritengo che lobiezione della Vanni Rovighi sia importante,manonpienamentecondivisibile.InfattiSchelernelletica,purparlandodiDio,mettetraparentesila suaesistenza.Comesiconciliaci,secondoVanniRovighi,conlanettaaffermazionefilosoficachequalcosaesiste? PensochelasoluzionestianeltenerpresentechemetteretraparentesiadesempiolarealtdiDio,nonvuole dire cancellarla, ma solo non considerarla. Dunque, a mio parere, Scheler pu affermare che la filosofia arrivi ad intuirelesistenzadiunEnsase,senzaperentrareincontraddizionequandooperalariduzionefenomenologica. Infatti nelletica mettere tra parentesi la realt di Dio, non vuol dire negare la sua esistenza, bens significa che leticapufareamenodellasuaesistenzaconcreta(nonperdellasuapresenzacomevaloreultimo,valorediuno spiritopersonaleinfinitochefondaglialtrivalori). 77 MaxSchelerProblemederReligion,inGesammelteWerke,acuradiMariaScheler,V,VomEwigenimMenschen, Bern,Francke,1954[tr.it.Problemidireligione,inLeternonelluomo,Fabbri,Milano,1972],p.141[257](Grassetto mio).NonconcordoconUbaldoPellegrinochetraduceilverboerweisencondimostrare.Infattiparlandodella filosofiapreferiscodirecheessapuprovare,manondimostrarequestionifondamentalicheanchelareligione pone come vere. Il dimostrare infatti rimanda a dei procedimenti logici, a delle conclusioni inferenziali, che sono estraneealmodoincuiluomoriesceapossederecerteevidenzefilosofiche.AdesempiolesistenzadiquestoEnsa se,comeprimacausadituttolesserecontingente,fruttodiunintuizione,nondiunadimostrazione.Lafilosofia dunquepuprovarealcunequestionifondamentalicheanchelareligioneponecomevere.
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Mi interessa sottolineare il fatto che per Scheler impossibile una dimostrazione metafisica dellesistenzadiDiocomePersona,partendodallarealtesistentenelmondo,proprioperch il mondo nei suoi valori colto nellessenza e non nellesistenza; la realt esistente invece conosciuta solo induttivamente e quindi ipoteticamente. Inoltre laffermazione che luomo, conlametafisica,puraggiungeresoloilconcettodiDiocomeEnsase,comecausadituttoil contingente, ma non come persona , a mio avviso, gravida di conseguenze; infatti, nel paragrafo precedente ho illustrato come la personalit sia una caratteristica essenziale per luomo, ma anche per Dio (un fondamento spirituale del mondo pu essere definito in se stesso come Dio solo nella misura in cui sia personale)78: dunque non cogliere Dio come Persona,ciocomeamore,vuoldirenonconquistareilsuointimonucleo. A mio avviso si pu concludere che uomo capace di giungere a Dio come Persona solo attraversolareligione:essahaperoggettoilSacro,permezzolafede,perfinelasalvezza,per modelloilsanto.Unicamentenellambitodellesperienzareligiosaluomoriescearaggiungere pienamentelAssolutochesirivelacomePrincipioPrimodeglienti,vivo,realeepersonale,e noncomeilDiodellametafisica,freddoevuoto. Ritengo che nella concezione scheleriana la filosofia sembri fermarsi sulla soglia della piena conoscenzadiDio:perandareoltre,perarrivareadunapartecipazioneperfettaallAssolutoci vuolelareligione.Chenedunquedellafilosofia?qualcosadiinutiledasuperare?Sutale questione sono daccordo con Vanni Rovighi che afferma che il riconoscimento dellinsufficienza della filosofia sempre una conclusione filosofica perch la stessa limitazione della filosofia non avrebbe diritto di essere affermata se non come autolimitazione. Questo tipo di conoscenza resta dunque necessario, ma come una fase preparatoria, introduttiva alla religione, anche se non fondativa della religione. in questo senso, secondo Scheler, che deve essere interpretata lespressione philosophia ancilla theologiae: la filosofia, mostrando limpossibilit di una metafisica come conoscenza della realtdellassoluto,nonsololiberalacoscienzadaimitidellametafisica,maaiutalospiritoa riceverelalucedellarivelazione,efapostocosallafedenellambitodellospiritoumano. Nelsaggiodel1915AbsolutsphreundRealsetzungderGottesidee,Schelerafferma:
Poichlideaessenzialeaprioridelladivinitcostituitadallideadiunapersonainfinitamentesanta,viun solo modo decisivo in cui sia pensabile, per persone finite, la possibilit dellesperienza della realt di un soggettochecorrispondaalcontenutodiquestaidea:chelideadelladivinitsiripresentinelsensopi stretto del termine alle persone finite in una persona reale, la quale in qualche modo ne medi la conoscenza []. Ci deve intendersi nel senso che un soggetto reale, corrispondente a questa essenza, giunge ad esperienza solo tramite il conesperire e postesperire lesperienza vissuta di Dio che ha questa persona.Lessenzaelideadiunapossibilepersonareale,pressolaqualeenellaqualepossaaverluogoun possibile afferrare la realt della divinit, io la chiamo lidea del santo originario []. Ci che noi espressamente contestiamo ogni dottrina che ritenga possibile, da parte di persone finite, una comprensione della realt della divinit anche per qualche altra via che non sia lautorivelazione della 79 divinitdiunsantooriginario.
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M.Scheler,DerFormalismus,cit.,p.16[10]. Max Scheler, Absolutsphre und Realsetzung der Gottesidee, in GesammelteWerke, a curadi Maria Scheler, X, Schriften aus dem Nachlass I, Bern, Francke, 1957, p. 181. In questo brano Scheler sostiene che Buddha, Mos, Cristo,Maomettosonoesempidisantioriginari.

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Gi in questo scritto, in cui c un primo abbozzo della filosofia della religione di Scheler, emergelideachelarealtdellapersonadivinanonpuessereconosciutaconilragionamento diunapersonafinita,maesclusivamenteattraversolasuaautorivelazioneciolarivelazione che Dio stesso compie. I motivi a sostegno di questa tesi sono tre. Il primo riguarda la concezioneschelerianadellapersona:comehomostratonelparagrafoprecedente,essapu essereconosciutainsestessasolosevolontariamentesilasciacapire,sapreallaltro;incaso contrario possiamo cogliere il corpo della persona umana, ma non il suo nucleo pi intimo. Anche Dio persona, ma, dal momento che incorporeo, invisibile, perfetto, infinito e assolutamentelibero,senonsimanifestassesarebbeimpossibilecoglierlo:chiarochelasua stessa natura non esclude che essa nasconda non soltanto il contenuto del suo spirito, ma anchelasuastessaesistenza.Eglichiamaquestaargomentazione,provadellindimostrabilit di Dio come persona, sottolineando che per quanto una visione razionale senza luce di rivelazionepossariconoscerelesistenzadiunDionelsensodelledefinizioni:Ensase,res infinita,summumbonum,epossaanchestabilireteoreticamentecheilcaratteredipersona proprio dellessenza del sommo bene, tuttavia laffermazione: il Dio esistente persona superioreadogniconoscenzarazionale80. La seconda ragione a sostegno della tesi sullautorivelazione di Dio, riguarda proprio la sua naturachecaratterizzatadaamoreebontuniversali.propriograzieallamorecheDionon putacereenascondersialluomoperchlamoreportaquestapersonainfinitaamanifestare la propria realt in modo spontaneo, ad aprirsi alluomo: Quindi nellessenza di un Dio personale,ilfattochelaconoscenzadellasuaesistenzapuesserepossibilesoltantoinforza di questo atto fondamentale dellaprire se stessi, del lasciarsi illuminare dal tutto del significatodelmondo,cheimperniatosuDioechevieneanostraconoscenzaattraversoil suo amore universale e la rivelazione fondata su di esso81. importante notare che luomo conservalalibertdaccettareomenoquestarivelazione:lasuacolpainfatticonsistenelnon accoglierequestaluce,rimanendolegatiallafinitezzadeglioggetti. Ilterzoedultimomotivoriguardailfattocheildivinounvaloreedunessereinfinito,lacui essenzaimplicachenonpossaesserecoltapartendodarealtfinite.Suquestopuntomipare significativo che Scheler condivida la critica che Kant compie di tutte le possibili prove (cosmologiche,ontologiche)chepretendonodicoglierelesistenzadiDio,partendodarealt finite.InparticolareKantsottolineachetaliprovesonoinsufficientiperchessealmassimoci portanoadunarealtpigrande,unacausafinitadelmondo,mamaiadunessereevalore infinito. Ritengo che Scheler riprenda questa argomentazione quando afferma che tali prove nonsoltantononciconduconoallapersonalit,allasantitdiDio,maneancheaduncreatore delmondodalmomentocheilconcettodicreazionerichiede,perScheler,lattribuzioneaDio dellaliberavolontpersonale. Sempre nel saggio Absolutsphre und Realsetzung der Gottesidee, il filosofo critica un altro tipodiprova,quellateoreticoassiologica;infattilinsoddisfazionecheluomoprovaperibeni e i valori finiti e la sua ricerca di un valore assoluto, di per s non sono una prova per
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MaxScheler,ProblemederReligion,inVomEwigenimMenschen,cit.,p.332[466].(Corsivimiei). Ivi,p.333[467].

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dimostrare lesistenza di Dio. Alla base di questa esigenza umana darrivare a Dio c la costituzionale tendenza metafisica delluomo. Lapertura della persona allAssoluto, lungi dallessereilfruttodiunmeroeffettostoricocontingente,untrattoessenzialedellanatura umana.Abbiamovistochetaletendenzanonpuessereappagatadaunametafisicacioda unaconoscenzadellessereedelbenerealeassolutochenascedalluomo.Cichequestipu fare solo una metafisica relativa, che riguarda alcuni campi particolari dellessere, come lanima,lanatura.Essacostruitacollegandoidatiscientificisullarealtconidatiessenziali della filosofia. I suoi risultati sono per solo ipotetici e probabili, non potendo avere che il gradodicertezzapropriodellepremessepideboli,inquestocasolepremessescientifiche82. InquestaotticaapparechelunicaviapergiungereaDioquellatracciatadallareligione: proprionellafedechecivienedatoquelveroDioconosciutotramitelarivelazione. StefanoLiccioli

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StefanoLiccioliIlproblemadelluomonelpensierodiMaxScheler

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