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TRASPARENZA INDOTTA DA CAMPI ELETTROMAGNETICI

COSE LEIT ALCUNE CONSIDERAZIONI PRELIMINARI DERIVAZIONE DEI RISULTATI PRINCIPALI ANALISI DEI RISULTATI E CORREZIONI CONTROLLARE LA VELOCITA DELLA LUCE ESTENSIONI E SVILUPPI APPLICATIVI

COSE LEIT

Proposta indipendentemente da Kocharovskaya e Khanin (Inst.of Applied Physics, Russia) nel 1988, e Stephen E. Harris (Stanford) nel 1989 Elimina leetto di un mezzo sulla propagazione di un onda: il mezzo diventa trasparente in una regione di assorbimento Possibile in mezzi gassosi, quantum well, cristalli drogati con terre rare Quadro teorico: Quantum control e fenomeni che hanno origine da interferenza quantistica e manipolazione coerenze atomiche Motivazione e applicazioni: materiali ottimizzati per la fotonica realizzazione di switch ottici computazione quantistica

CONFIGURAZIONE E SPIEGAZIONE FISICA

campo di sonda p : |1 |2 campo di controllo c : |2 |3

Figura 1: Schema dei livelli per il Rb, impiegato in [GeaBanacloche J. et al.; Phys. Rev. A 51, 576 (1995)] Linterferenza fra vari percorsi di transizione |1 |2 determina le propriet` ottiche a

METODI DI CALCOLO

LEIT pu` essere realizzata in diverse congurazioni speo rimentali e sono possibili diversi tipi di approccio teorico semiclassico (vs quantistico) matrice densit` (vs ampiezze) a autostati H libera (vs dressed basis) numero e schema livelli: ladder (vs vee, lambda, . . . ) a vari ordini nei campi (sonda debole o forte)

COME SI QUANTIFICA LA TRASPARENZA DI UN MEZZO

Equazioni di Maxwell= equazione donda Sorgenti: cariche e correnti di polarizzazione ( = j = 0)


2 2 ( P) + 2 E = 0 0 t E + 0 t P

Mezzo isotropo ( P = 0) Suppongo risposta lineare: P = Cerco soluzione E = E0 e(kxt) k2 =


2 c2 (1

0 E

0 N E

+ N ) = n() = 1 + N ()

= (k): relazione di dispersione = n = n(): LA RISPOSTA DEL MEZZO DIPENDE DALLA FREQUENZA

CLASSICO VS QUANTISTICO

Modello classico:
2 F = qE(t) = m( + x + 0 x) x

1 qE0 et p(t) = qx(t) = q 2 m 2 + + 0

() =

q2 1 N m 0 2 ++2 0

Descrizione quantistica: p = 21 |2 1| + h.c. p = T r(p)

N 21 0 E0 21

EVOLUZIONE COERENZE

La matrice densit` segue unevoluzione temporale anaa loga agli altri operatori: = [H, ] 1 {, } 2 dove la matrice rende conto in modo fenomenologico dei processi di rilassamento: i||j = i||j = ij ij i||i = i||i = i ii H = H0 + H1 Nelle ipotesi: interazione di dipolo RWA transizioni permesse: |1 |2 e |2 |3 H0 = (1 |1 1| + 2 |2 2| + 3 |3 3|) H1 = Ep ep t 21 |2 1| + Ec ec t 32 |3 2| + h.c. i, j = 1, 2, 3 i = 1, 2

EQUAZIONI STAZIONARIE

frequenza di Rabi:

; ij i j

21 = (21 + 21 p )21 + [p (22 11 ) 31 ] c 32 = (32 + 32 c )32 + [c (33 22 ) 31 ] p 31 = (31 + 31 c p )31 + [p 32 c 21 ] disaccordo dei laser: p p 21 Allo stato stazionario: 21 32 [p (22 11 ) 31 ] c = 21 p [c (33 22 ) + 31 ] p = 32 c 31 = 22 33 [p 32 c 21 ] 31 (p + c ) c c 32

( 21 p 12 ) p = 2 ( 32 c 23 ) c = 3

CASO DI SONDA DEBOLE

=
Correzioni:

N 2 21
0

21 p +

|c |2 31 (c +p )

allargamento Doppler dei livelli: = larghezza riga laser: 21 21 + p 31 31 + p + c

dv(v)

Figura 2: In alto: c = 0; in basso: c = 92MHz. [Gea-Banacloche J. et al.; Phys. Rev. A 51, 576 (1995)]

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SONDA FORTE (1/2)

c = 0 (b) e (d) = picchi asimmetrici u aumento p (c) e (d) = picchi meno intensi e pi` larghi

Figura 3: Curve relative ad una simulazione numerica; caso di allargamento omogeneo. (a) (p = 0.1, c = 200, c = 0); (b) (0.1, 200,200); (c) (100, 200, 0); (d) (100, 200, 200); tutti i valori in MHz. [Wielandy S., Gaeta A.L.; Phys. Rev. A 58, 2100 (1998)]

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SONDA FORTE (2/2)

aumento p (verso il basso) = diminuisce trasparenza aumento c (verso dx) = recupero trasparenza

Figura 4: Curve relative ad una simulazione numerica. [Wielandy S., Gaeta A.L.; Phys. Rev. A 58, 2100 (1998)]

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CONTROLLARE LA VELOCITA DELLA LUCE

La suscettivit` dipende dalla frequenza (mezzo dispera sivo): = 1 () + 2 (); n() = 1 + 1 1 () 2

vg =

c n()+n ()

c 1+g 2 N/2

Posso ridurre vg aumentando N o diminuendo ritardo: = durata segnale: T


1 vg 1 c

L=

LN g 2 c|c |2

>T

T <

HO ARRESTATO LIMPULSO LUMINOSO Alcuni risultati sperimentali: Kasapi (1995): c/165 (vapori di Pb) Hau (1999): 17 m/s (gas di Na ultrafreddo 500nK)

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DESCRIZIONE QUANTISTICA: IL POLARITONE

Figura 5: Evoluzione spazio-temporale del polaritone. [Lukin M.D.; Reviews in Modern Physics 75, 457 (2003)] ampiezza polaritone costante regolando il controllo, ho prevalenza di: parte di spin componente fotonica

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POLARITONE E COMPUTAZIONE QUANTISTICA

Dal momento che nellevoluzione del polaritone ho trasferimento di informazione tra fotoni e stati di spin atomici, posso pensare a questo processo come ad un immagazzinamento di informazione in stati atomici, sui quali poi eseguire operazioni (ad es. modicare spin). In dettaglio: trasporto fotoni (poco interagenti) manipolazione stati sici modicare stati di spin (campi B, fotoni . . . ) interazione tra fotoni e stati atomici per immagazzinare dati

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IMPIEGO DEL POLARITONE: PRO E CONTRO

La prima idea che pu` venire in mente per il trasferimento o di informazione tra fotoni e spin atomici ` linterazione e tra un singolo fotone ed un singolo atomo, ma questo ha un problema: piccola sezione durto Possibili soluzioni: cavit` high-Q = aumenta sezione durto a stati collettivi (interazione con insieme di atomi)
N

|1 |g.s. |0
i=1

1 |g1 , ..., si , ..., gn N

Vantaggi nella seconda possibilit` sono: a evita dicolt` di controllo in cavit` a a stabilit` rispetto decoerenza: lo stato con uno a spin rilassato si discosta poco da quello di partenza Svantaggi: necessit` di implementazione in stato solido a collisioni con fononi interazione colulombiana ...

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CONCLUSIONI

POSSIBILI APPLICAZIONI: controllo segnale ottico con un altro segnale ottico (modulazione-demodulazione, switch ottici, . . . ): ` e lanalogo ottico del transistor computazione quantistica ESTENSIONI E ALCUNE DIFFICOLTA: Sistemi multilivello: miglior controllo dei proli di assorbimento e dispersione grazie a nuovi parametri Sistemi a stato solido (quantum well, cristalli drogati): entrano in gioco fononi, necessit` di basse temperature a