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LA CONCENTRAZIONE

Analizzare il comportamento della propria mente certamente uno dei compiti pi complessi che l'uomo possa affrontare. Diversamente dall'indagine scientifica, fatta su un oggetto esterno, che pu essere sempre condotta con un certo rigore, l'analisi della propria mente, portata avanti con l'ausilio della stessa mente, crea una serie di problematiche. L'osservatore e l'osservato non occupano pi due posizioni spazialmente separate ma coesistono sia nel tempo che nello spazio, ci, ovviamente, non permette quella obiettivit di osservazione che sarebbe altamente auspicabile. Per questi motivi, da millenni vi sono stati uomini che hanno pensato, parlato e scritto sul modo in cui essi interpretavano i processi mentali. Di certo il pi antico trattato sull'argomento la Bhagavad Gita (1), fu compilata in India e tratta di fatti risalenti al periodo anteriore di mille anni alla nascita di Ges Cristo. In questo trattato si racconta di una battaglia, dei protagonisti e delle varie problematiche che essi incontrano. La battaglia, per, non condotta verso nemici esterni ma verso quelli Errore. L'origine riferimento non stata trovata. (vizi, passioni, desideri, ecc.), che ostacolano ed a volte impediscono una normale evoluzione della natura umana. La Baghavad Gita inizia cos: "La mente cieca disse, o chiese a s stessa in introspezione: I miei figli, le cattive, seducenti tendenze mentali e dei sensi, opposte alle pure tendenze mentali discriminative, radunatesi nella sacra pianura del campo di battaglia della Vita, desiderosi di darsi battaglia psicologica o morale, che cosa fecero?". Appare chiaro come la materia trattata sia non soltanto di ordine psicologico, ma anche morale e spirituale e come, per gli Ind, i processi mentali rivestano da millenni un indubbio interesse. Si pensi che la mente comune, ovvero non educata, viene da loro definita come "la scimmia pazza che ci governa". La mente, a tutti gli effetti, soltanto uno strumento che l'uomo dovrebbe poter usare a sua discrezione, con l'adozione dei pensieri voluti e la rimozione di quelli non desiderati. Spesso, invece, i pensieri trovano la loro origine nei meccanismi mentali relativi al recupero dei ricordi, alla associazione delle idee ed ai riflessi condizionati. Questi meccanismi sono talvolta cos potenti da costringere l'uomo a deviare dai pensieri che stava intrattenendo a favore di quelli portati in superficie dai processi accennati. A causa di questi fenomeni l'uomo stesso diviene strumentalizzato dalla sua mente e, consapevolmente o meno, si ritrova a seguire delle linee di pensiero, e d'azione, che non sempre gli sono congeniali. Questo non certo un problema specifico dei nostri tempi, le seguenti parole di San Paolo ben illustrano la difficolt di agire nella direzione in cui si pensa sia giusto muoversi: "Io non riesco a capire neppure ci che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge buona; quindi non sono pi io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cio nella mia carne, non abita il bene; c' in me il desiderio del bene, ma non la capacit di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono pi io a farlo, ma il peccato che abita in me" (Romani 7,15). Il notevole uso di tranquillanti, che viene fatto nelle nazioni pi progredite, dimostra chiaramente come la padronanza dei processi mentali presenta delle notevolissime carenze. Questo dimostra che la ricerca, e la rimozione, delle cause che stanno alla base delle disfunzioni non facile e che la mente ha ancora tanti segreti e particolarit che rimangono da scoprire.

Un pensiero del maestro Muktananda (2)

La mente ha l'abitudine di vagare qua e la, di essere sempre in continuo movimento e siccome lo fa da molto tempo, le risulta assai difficile calmarsi. Comunque tu dovresti fare qualsiasi sforzo per non lasciarla libera. Non dovresti permetterle di andare dove pi le piace. Dovresti invece convincerla a meditare e dovresti anche cercare di intrattenere solamente pensieri puri, buoni e costruttivi. La mente, per gli esseri umani, la radice del dolore e del piacere. Non vi altro motivo per cui dovresti sperimentare dolore e piacere: solo la mente che ti fa sperimentare queste cose. Essa capace di farti soffrire mostrandoti una gioia nel dispiacere oppure una sofferenza dentro alla gioia; ecco perch non dovresti correre dietro alla fantasie della tua mente. Al contrario, dovresti utilizzare la mente per ritrovare il tuo vero S. Tu non sei al di sotto della tua mente, essa che sotto di te e dovrebbe stare al tuo fedele servizio. Ci sono, purtroppo, molte persone che si sentono deboli e fragili perch sono state sconfitte dalla loro mente. Ricorda che una persona pu conquistare un paese intero, ma non sar mai un conquistatore se prima non ha vinto la propria mente. Queste sono le ragioni per cui dovresti stare molto attento con la tua mente. Dovresti osservarla costantemente, dovresti essere in grado di riconoscere se essa pensa pensieri buoni oppure no. Tra i vari sensi e gli strumenti che noi abbiamo a disposizione, la mente e il pi importante. Pi diventa docile e tranquilla e tanto pi si stabilizza, pi diventa pura e pi ti permette di avvicinarti alla tua vera dimensione ed al tuo ideale. Quando, invece, la mente non controllata e si agita perch si trova alle prese con pensieri e sentimenti di basso livello, allora iniziano i problemi e ti troverai a dovere ricorrere allo psicologo o al guaritore. Ecco la ragione per cui dovresti lavorare al fine di purificare la mente. Dovresti liberarla dall'odio, dal rancore e da tutte le altre emozioni negative (paura, sfiducia, egoismo, opportunismo, menzogna, infedelt, ecc.), soltanto cos potrai ritrovare la vera pace; la pace che viene da un cuore semplice, sincero, altruista e pulito.

LA PERICOLOSIT DI UNA MENTE INCONTROLLATA


Dobbiamo ricordarci che l'unica cosa con cui stiamo trattando sono pensieri, ed il pensiero pu essere cambiato e, che ci crediate o no, noi scegliamo i nostri pensieri (Louis Hay).

Che cosa fate con i vostri pensieri? (3)


Nel campo delle azioni, si pu dire che la maggior parte della gente piuttosto brava e ragionevole. Applica le regole, rispetta le leggi della societ. Interiormente, invece, un'altra cosa: si permette di tutto! Chiedete agli esseri umani che cosa fanno con i loro pensieri, con i loro sentimenti, con la loro immaginazione! Creano delle nuvole, dei fumi, ed anche delle creature mostruose. E quando, poi, si sentono stanchi, angosciati, persi, malati, non ne comprendono nemmeno il perch! Se si volessero fermare un attimo a riflettere, le persone in buona fede sarebbero obbligate a riconoscere che in un certo momento dalla loro vita hanno avuto dei pensieri e dei sentimenti veramente malsani, distruttivi, criminali. Ebbene, tali pensieri e sentimenti non rimangono senza effetto. Voi credete che solo i gesti, le parole, le azioni abbiano veramente delle conseguenze e che ci che accade nel mondo interiore pu restare senza effetto?... No, vi sbagliate. Tutto ci che mettete in moto nel vostro mondo interiore produce dei risultati; certo occorre pi tempo per vederli apparire, ma infallibilmente un giorno appariranno.

Evitate di preoccuparvi di sapere se i vostri pensieri e sentimenti si realizzeranno: prima o poi si realizzeranno di sicuro. Preoccupatevi solo di capire se tali pensieri e desideri sono buoni, perch se fossero cattivi, il giorno in cui si realizzeranno, avrete di che lamentarvi, allora sar troppo tardi.

Come usate le vostre parole? (4)


Dunque attenzione, perch, anche se veramente non pensate alle parole negative che pronunciate, c' rischio che certe entit malefiche si servano dell'energia di tali frasi per realizzarle; non servir accusarle, era compito vostro evitare di fornir loro le condizioni per fare il male. In vari paesi, le persone hanno l'abitudine di mandare delle maledizioni; per un nonnulla, maledicono i genitori, i figli, i vicini, gli amici... E' una pessima abitudine, perch anche se le parole non provocano disgrazie, creano le condizioni perch succedano. Dunque bisogna stare molto attenti.

I danni provocati dai pensieri incontrollati (5)


Fermatevi un momento a pensare ai danni che pu provocare il pensiero quando non controllato: guai a se stessi e agli altri, proporzionati alla potenza con cui furono emanati. Si pensi al vuoto interiore di quelli che si abbandonano alle fantasticherie inutili. Essi fuggono dalla realt in cui vivono, ma quando ricadono necessariamente in essa, si ritrovano come estranei e in contrasto col tutto. Peggio avviene agli sciagurati che se ne servono per danneggiare gli altri deliberatamente pensando di essi cose negative. Se sapessero il male che fanno a se stessi, poich l'energia di un pensiero ritorna al punto da cui partita, si guarderebbero bene dal farlo. Ma, purtroppo, sono ignoranti di questo fatto e pensano che con il pensiero sia impossibile fare del male a qualcuno e specialmente a se stessi. Quando l'uomo pensa cose non buone nei confronti di altri, anche se a parer suo se lo meritano, si carica di un insieme di energie negative che dovr, poi, amaramente esaurire. Considerata la grande pericolosit dei pensieri negativi, bisognerebbe che ognuno di noi si preoccupasse di controllare il proprio pensiero come si fa per tutte le cose dannose. I pensieri, infatti, producono effetti anche all'insaputa di chi li formula che poi si lamenta per i danni che essi gli arrecano. L'odio, la vendetta e l'invidia, sono dei veleni terribili che uccidono fatalmente ci che buono in noi, peggio dell'arsenico che uccide il nostro corpo. Chi conserva per anni pensieri di odio, di invidia, di vendetta verso altri, li mette in condizione di essere ostili nei confronti di stesso. Ci che rende l'esistenza umana pesante e travagliata l'uso errato del pensiero che porta a subire conseguenze dolorose. Nessuno pu conservare a lungo pensieri e sentimenti negativi senza nuocere a se stesso.

Da dove vengono i nostri mali (6)


La maggior parte dei mali che affligge gli uomini sono creati dalla mente. Noi pensiamo che i nostri problemi dipendano da altri, mentre siamo noi stessi gli autori dei nostri mali, sia per le azioni compiute che ritornano a noi, che per quelle create con la nostra immaginazione che si sono poi realizzate. Su quest'ultimo punto, si vuol insistere per far comprendere che nessun male pu essere arrecato arbitrariamente, mentre per la maggior parte dei casi la mente che li ha generati.

Chi convinto di star male, sta male. Se sgombrasse la mente dalla convinzione di star male si accorgerebbe di star bene.

PRIMO APPROCCIO AL CONTROLLO MENTALE


Antonio De Mello ha studiato filosofia, psicologia e spiritualit. Nel corso degli anni ha raggiunto una grande esperienza nel condurre seminari di preghiera e corsi di terapia, nei quali unisce l'esperienza psicologica a e spirituale. Abbiamo perci pensato di utilizzare le sue parole per introdurre la parte pratica riguardante il non facile controllo della mente.

Il silenzio (7)
Ciascuno di voi assuma una posizione comoda. Chiudete gli occhi. Ora vi inviter a conservare il silenzio per un periodo di dieci minuti. Anzitutto vi sforzerete di raggiungere il silenzio, un silenzio il pi totale possibile del cuore e della mente. Raggiuntolo, esporrete voi stessi a qualunque rivelazione esso apporter. Alla fine di dieci minuti vi inviter ad aprire gli occhi e a comunicarci, se lo desiderate, quel che avete fatto ed esperimentato in questi dieci minuti. Nel partecipare agli altri quel che avete fatto e quel che vi capitato diteci quali tentativi avete fatto per raggiungere il silenzio e se e come sono stati coronati da successo. Descrivete il silenzio, se siete capaci. Diteci cosa avete sperimentato in questo silenzio. Diteci tutto quel che avete pensato e sentito durante questo esercizio. L'esperienza di coloro che tentano questo esercizio infinitamente varia. Molti scoprono, con loro sorpresa, che il silenzio qualcosa a cui non erano assolutamente abituati. Qualunque cosa facciano, non riescono ad arrestare il divagare continuo della loro mente o quietare un turbamento emotivo che commuove il loro cuore. Altri percepiscono il loro avvicinarsi alle frontiere del silenzio; ma poi, presi dal panico, si ritirano: il silenzio pu essere una esperienza paurosa. Nessun motivo per scoraggiarsi. Anche questi vostri pensieri vaganti sono una grande rivelazione, non vero? Il fatto che la vostra mente divaghi, non forse una rivelazione su voi stessi? Ma ci non basta. Dovete prender tempo per sperimentare queste divagazioni mentali. E' il tipo di divagazioni cui la mente indulge, anche questo quanto significativo! Ancora qualcosa di incoraggiante per voi: il fatto che vi siete resi conto del vostro vagare mentale o del vostro intimo tormento o della vostra incapacit di arrestarvi, dimostra che in voi avete un qualche piccolo grado di silenzio, perlomeno quanto sufficiente per rendervi conto di tutto ci. Chiudete di nuovo gli occhi e rendetevi consapevoli della vostra mente divagante... solo per due minuti... Ora percepite il. silenzio che rende possibile questa vostra consapevolezza del divagare della vostra mente... E' su questo silenzio minimo che avete in voi stessi che dovremo costruire negli esercizi seguenti. Crescendo, vi riveler sempre pi su voi stessi. O, pi precisamente, il silenzio

riveler voi a voi stessi. Questa la sua prima rivelazione: il vostro io. E dentro e attraverso questa rivelazione raggiungerete cose che il denaro non pu comprare, quali saggezza e serenit e gioia e Dio. Per raggiungere queste preziosissime cose non basta che voi riflettiate, parliate, discutiate. Quel che vi occorre impegno. Impegnatevi subito. Chiudete gli occhi. Cercate il silenzio ancora per cinque minuti. Alla fine dell'esercizio osservate se il vostro sforzo questa volta riuscito di pi o di meno. Notate se il silenzio questa volta vi ha rivelato qualcosa che vi era sfuggito la volta precedente. Non cercate qualcosa di eccezionale nella rivelazione apportata dal silenzio: illuminazioni, ispirazioni, intuizioni. Anzi non cercate affatto. Limitatevi ad osservare. Soltanto osservate tutto quello che affiora alla vostra consapevolezza, tutto ci che cos vi si rivela, non importa se banale o ordinario. Tutta la rivelazione per voi pu consistere nel fatto che le vostre mani sono sudate o che avete urgenza di cambiare posizione o che siete preoccupati della vostra salute. Non importa. L'importante che siete divenuti consci di ci. Il contenuto della vostra consapevolezza meno importante della sua qualit. Migliorando la sua qualit il vostro silenzio si approfondisce. E approfondendosi il vostro silenzio, sperimentate un cambiamento. E scoprirete, con gran gioia, che la rivelazione non conoscenza. Rivelazione potere; un potere misterioso che trasforma.

Fin quando...
FIN QUANDO l'individuo permette alla propria mente di trattenere pensieri - di odio - di condanna, - di invidia - di gelosia - di critica - di paura, - di dubbio - di sospetto. E permette a questi pensieri di generare irritazione dentro di lui, otterr di certo, come risultato: - disordine e infelicit nella sua vita, - delusione nei suoi sogni, - disastri nella usa mente, - nel suo corpo, nell'ambiente, al quale legato da sottili fili di azione e reazione. FIN QUANDO l'uomo continua a trattenere nella sua mente questi pensieri negativi, verso: - le persone che gli sono vicine, - le condizioni di vita, il lavoro, - le persone amate e la nazione, lui stesso, inconsciamente, obbliga le sue energie a creare situazioni negative, che col pensiero attrae e alimenta. Lui solo responsabile della sua infelicit e dell'infelicit in cui trascina gli altri. Ed quindi responsabile di "quel grigiore" che pesa sul mondo e che lui stesso il primo a condannare.

Alla ricerca del silenzio interiore


Mettetevi comodi, chiudete gli occhi e create il silenzio interiore per circa 5 minuti. Non cercate qualcosa, osservate ci che accade nella mente. Si tratta di un'esperienza infinitamente varia. Molti scoprono che il silenzio qualcosa a cui non erano assolutamente abituati, perch non riescono ad arrestare i pensieri o calmare le emozioni. Questo esercizio utile perch fa comprendere come la mente sia solo uno strumento non educato che, con tanta pazienza, possibile educare.

Un pensiero del maestro Muktananda (1)


La mente ha l'abitudine di vagare qua e la, di essere sempre in continuo movimento e siccome lo fa da molto tempo, le risulta assai difficile calmarsi. Comunque tu dovresti fare qualsiasi sforzo per non lasciarla libera. Non dovresti permetterle di andare dove pi le piace. Dovresti invece convincerla a meditare e dovresti anche cercare di intrattenere solamente pensieri puri, buoni e costruttivi. La mente, per gli esseri umani, la radice del dolore e del piacere. Non vi altro motivo per cui dovresti sperimentare dolore e piacere: solo la mente che ti fa sperimentare queste cose. Essa capace di farti soffrire mostrandoti una gioia nel dispiacere oppure una sofferenza dentro alla gioia; ecco perch non dovresti correre dietro alla fantasie della tua mente. Al contrario, dovresti utilizzare la mente per ritrovare il tuo vero S. Tu non sei al di sotto della tua mente, essa che sotto di te e dovrebbe stare al tuo fedele servizio. Ci sono, purtroppo, molte persone che si sentono deboli e fragili perch sono state sconfitte dalla loro mente. Ricorda che una persona pu conquistare un paese intero, ma non sar mai un conquistatore se prima non ha vinto la propria mente. Queste sono le ragioni per cui dovresti stare molto attento con la tua mente. Dovresti osservarla costantemente, dovresti essere in grado di riconoscere se essa pensa pensieri buoni oppure no. Tra i vari sensi e gli strumenti che noi abbiamo a disposizione, la mente e il pi importante. Pi diventa docile e tranquilla e tanto pi si stabilizza, pi diventa pura e pi ti permette di avvicinarti alla tua vera dimensione ed al tuo ideale. Quando, invece, la mente non controllata e si agita perch si trova alle prese con pensieri e sentimenti di basso livello, allora iniziano i problemi e ti troverai a dovere ricorrere allo psicologo o al guaritore. Ecco la ragione per cui dovresti lavorare al fine di purificare la mente. Dovresti liberarla dall'odio, dal rancore e da tutte le altre emozioni negative (paura, sfiducia, egoismo, opportunismo, menzogna, infedelt, ecc.), soltanto cos potrai ritrovare la vera pace; la pace che viene da un cuore semplice, sincero, altruista e pulito.

Una mente incontrollata fonte di molti problemi


La mente uno strumento che dovremmo poter utilizzare a nostro piacere. Purtroppo, non essendo educata, se ne va per conto suo creando dei guai. Il problema maggiore consiste nel fatto che la mente rimugina sempre cose del passato oppure immagina cose del futuro, e intanto non ci fa godere del momento presente, che l'unico che ha valore.

Disse Victor Ugo: "Se Dio voleva che ci guardassimo indietro, ci avrebbe messo un occhio nella nuca!". Quando la mente rimugina il passato continua a trovare le colpe negli altri e crea odi o rancori che durano per anni o tutta la vita, e cos ci rovina la vita!. Ci presenta il nemico mentre mangiamo, e ci rovina il pasto; quando andiamo a letto, e ci rovina il sonno!

I due emisferi del cervello


Emisfero destro: vi si svolgono le attivit che riguardano la spazialit, la creativit, la poesia, la musica e il colore. Questo emisfero rappresenta l'istinto, ovvero "il ragionamento" che arriva alla conclusione immediatamente. Emisfero sinistro: vi si svolgono le attivit relative alla scrittura, alla parola. Questo emisfero ragiona logicamente e sequenzialmente. Nella normalit, gli emisferi lavorano contemporaneamente: questo rappresenta il massimo delle potenzialit mentali di una persona. Nello stress, un emisfero tende a diventare predominante, questo crea dei problemi perch la persona non riesce a valutare i fatti nella loro realt. Essa pu diventare troppo rigida (emisfero sinistro) o fantasiosa e poco realistica (emisfero destro).

Come ricreare l'armonia cerebrale (2)


L'esercizio che segue stato sviluppato dal dott. Callahan, e pu essere utilizzato nei momenti in cui si sente il bisogno di aumentare la concentrazione e la chiarezza mentale. Per ottenere un effetto migliore ripetere lentamente l'esercizio un paio di volte. y y y y y y y y y occhi chiusi, occhi aperti, occhi che guardano in basso a destra, occhi che guardano in basso a sinistra, occhi che roteano in senso orario, occhi che roteano in senso antiorario, mormorare una canzoncina (esempio: buon compleanno...) per alcuni secondi, contare rapidamente ad alta voce da 1 a 5, rimormorare la canzoncina di prima per alcuni secondi.

La concentrazione mentale
Mattina e sera, sedetevi comodi, spegnete il telefonino e cercate di creare un ambiente mentale sereno e tranquillo. Quindi impostate un contaminuti a 10 minuti e avvolgetelo in una coperta, in modo che quando suoner lo faccia in modo molto ovattato. A questo punto chiudete gli occhi e rilassatevi, quindi ricreate l'armonia cerebrale con l'esercizio descritto in precedenza. Ora, fintanto che sentirete suonare il contaminuti, ritmate sul respiro le parole seguenti: y y PACE (inspira). AMORE (espira).

y y

SAGGEZZA (inspira). ALLEGRIA (espira).

Se la mente scappa state calmi e ricominciate da capo. Questo esercizio sembra banale, ma non lo . Ci che manca alla nostra mente la disciplina, e le manca perch nessuno si mai preso la briga di educarla. Se avrete la costanza di fare questo esercizio per almeno un mese, scoprirete di poter pensare solo a quello che volete, e quando lo volete!