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LA FOTOGRAFIA

Di Domenico De Cosmo

La camera oscura
La prima tappa fondamentale nella storia affascinante della Fotografia stata l'invenzione della Camera Oscura, parte essenziale della macchina fotografica. In realt per l'uomo non ha inventato nulla, stato solo abile nell'imitare un "brevetto" della natura. L'occhio umano, infatti, costruito sullo stesso principio della camera oscura: la lente dell'obbiettivo corrisponde al cristallino e il foro di entrata della luce alla pupilla, al di l della quale si trova la camera oscura dell'occhio, sul cui fondo vi la rtina, dove si proiettano, rovesciate, le immagini del mondo esterno. Noi vediamo le immagini dritte perch il nostro cervello con un procedimento incredibilmente affascinante e complicato le raddrizza.

definizione

storia

Una camera oscura gigante fu costruita per tale uso nel 1646 ad Amsterdam dall'olandese Athanasius Kircher. Le dimesioni erano tali che il disegnatore (ed eventualmente un suo aiutante) poteva entrare all'interno della camera oscura. Su una parete un piccolo buco consentiva alla luce di passare andando a riprodurre il paesaggio esterno sulla parete opposta. Il disegnatore in piedi tracciava su un grande foglio steso sulla parete i tratti del paesaggio. Il disegno veniva poi completato nello studio dell'artista. Kircker intu anche che il fenomeno poteva avvenire anche al contrario in proiezione ed ide la cosiddetta 'lanterna magica' un proiettore di disegni che fu l'antenato dei proiettori cinematografici moderni.

La camera oscura

Storia della fotografia

Nel 1685, il tedesco Johann Zahn realizzava una "camera oscura" a reflex che perfezionava quella descritta da Della Porta. Aveva nell'interno uno specchio, collocato a 45 gradi rispetto alla lente dell'apertura, che rifletteva l'immagine su un vetro opaco. Ponendo un foglio da disegno sul vetro, era possibile disegnare l'immagine cos proiettata, ricalcandone i contorni visibili in trasparenza. Zahn costru in seguito una macchina pi piccola e di uso meno complicato, trasportabile ovunque. Uno strumento di grande ausilio per disegnatori tecnici e pittori che continu ad essere usato per almeno due secoli. Esso si basava sullo stesso identico principio grazie al quale funzionano oggi le moderne fotocamere reflex. In queste ultime lo specchio stato sostituito da un pentaprisma di cristallo.

La Compatta

Limiti della compatta E compatta, lo dice il nome: e quindi ha tutto in piccolo, pulsantini minuscoli, ghiere sottili, monitor di dimensioni ridotte. Pu essere difficoltoso modificare o scegliere impostazioni particolari, specialmente se avete fretta. Il ritardo nello scatto, significa che dopo aver fatto click ci sar un breve intervallo prima che la foto venga realmente scattata, se amate le istantanee pu essere un problema. La qualit del file (il file limmagine in digitale) perfetta per la visione delle foto a monitor e buona per stampe fino al formato 2030 cm. Se amate i poster dovete scegliere compatte nella fascia di prezzo intorno ai 500 euro

La Bridge

Limiti della bridge Costano quasi come una reflex entry-level (amatoriale) e sono solo un poco pi piccole, a questo punto se dovete girare con una borsa probabilmente tanto vale acquistare la reflex. La bridge ha per un vantaggio: un obiettivo zoom tuttofare, con un obiettivo solo per coprire tutte le situazioni, con la reflex dovete acquistare uno zoom analogo non proprio economico.

La Reflex

Limiti della reflex Le dimensioni e il peso, dovete girare con una borsa fotografica. Lo zoom in kit limitato rispetto a quello delle bridge o di alcune compatte. Le batterie, compatte e bridge generalmente funzionano anche con le pile stilo le reflex no, quindi se scaricate la batteria e non ne avete una di riserva o peggio non avete in borsa il carica-batterie scordatevi le foto della vacanza!

La Reflex

Scelta della macchina fotografica

Limiti della reflex Le dimensioni e il peso, dovete girare con una borsa fotografica. Lo zoom in kit limitato rispetto a quello delle bridge o di alcune compatte. Le batterie, compatte e bridge generalmente funzionano anche con le pile stilo le reflex no, quindi se scaricate la batteria e non ne avete una di riserva o peggio non avete in borsa il carica-batterie scordatevi le foto della vacanza!

Il diaframma

Allinterno di ogni obiettivo c un diaframma che pu aprirsi e chiudersi di pi o di meno al momento dello scatto a seconda del valore del fotografo. Sul nostro display della fotocamera vedremo indicati i valori come f-stop, come f / 2,8, f / 5,6, f / 11, ecc Limpostazione di uno di questi valori in uno scatto regola lapertura e quindi la quantit di luce che entra nella fotocamera al momento dello scatto.

Il diaframma

Lapertura del diaframma regola anche langolo del cono di luce che entra nella fotocamera ed per questo motivo che variando lapertura si pu influenzare la profondit di campo. ES: utilizzate il pollice e il dito indice per fare un grande cerchio; con un occhio chiuso e laltro che guarda attraverso il cerchio osservare un dito dellaltra mano posta a circa 12 di distanza. Si tratta di andare a simulare una grande apertura: si sar in grado di concentrarsi sul dito, ma si avr molta difficolt a mettere a fuoco qualcosa in tutta la stanza. Adesso fare il cerchio molto piccolo e guardare attraverso di esso di nuovo (ora a simulare una piccola apertura): lutente sar in grado di concentrarsi su entrambi, il dito e qualche cosa in tutta la camera ugualmente bene. La ragione di questo ha a che fare con langolo di luce in entrata nel tuo occhio: con il grande cerchio la luce in grado di giungere creando un breve piano focale; con una piccola apertura la luce entra in un cono come restituendo pi piani focali.

Il diaframma

Ci sono tre fattori che determinano il valore della profondit di campo nella vostra immagine: Distanza dal soggetto (Vicino = poco profondo, Lontano = profondit) Lunghezza focale (Corta = profondit, Lunga = poco profonda) Apertura (Piccola = profondit, Grande = poco profonda) il diaframma molto aperto (f/2.8 o pi) in genere utile per i ritratti poich consente di avere il soggetto a fuoco e lo sfondo piacevolmente sfocato (minima profondit di campo) il diaframma molto chiuso (f/8 o pi) in genere utile per le foto di paesaggi o in generale quando si cerca un maggiore dettaglio, avendo tutta la foto a fuoco (maggiore profondit di campo)

L'otturatore

Fotografia Astronomica

Tempo di esposizione In tutte le macchine fotografiche reflex presente una ghiera dotata di numeri, che permette di impostare il tempo di esposizione, i valori dei tempi di esposizione si misurano in frazioni di secondo, per esempio: "1/60 - un sessantesimo di secondo", mentre 250 si legge 1/250 - un duecentocinquantesimo di secondo".

L'otturatore

Tempo di esposizione Un tempo di esposizione molto breve ci consente di fermare il movimento di un oggetto, per esempio scattando a 1/60 sec riusciremo a fermare un ciclista, mentre per un automobile che viaggia a 60km/h sar necessario un tempo di 1/200 sec. Un tempo di esposizione lungo ci consentir di creare particolari effetti di mosso nelle foto artistiche o nelle foto notturne. Come a quanto succede coi numeri f del diaframma, i numeri pi grandi si riferiscono ai tempi pi brevi (rapidi), mentre i numeri pi piccoli si riferiscono ai tempi pi lunghi (lenti).

Primi scatti

Per imparare vi consiglio di non utilizzare la modalit automatica della reflex (modalit P sul selettore), ma Tv (Time value) per lavorare in priorit di tempi e Av (Aperture value) per lavorare in priorit di diaframmi poi con un po di pratica potete usare la modalit M e fare tutto in manuale.

L'esposimetro

Ogni macchina reflex ha un sensore x controllare lesposizione, questo si chiama esposimetro, con lesposimetro e la ghiera di comando che controlliamo la giusta esposizione della foto, ogni tacchetta inferiore o superiore allo 0 assoluto chiamata Stop quindi quando usiamo la ghiera parliamo di stop,1 stop,2 stop e cos via..le foto fatte con stop inferiori vengono chiamate sottoesposte, al contrario, quelle fatte con stop superiori sovraesposte. CONSIGLIO: fare foto sempre leggermente sottoesposte perch dopo in fase di post-produzione facile recuperare i dettagli pi scuri, mentre nelle foto sovraesposte non possibile recuperare nessun dettaglio perch il punto pi chiaro viene impresso nel sensore come una chiazza bianca.

L'esposizione giusta

Tempi di posa

Se lesposimetro propone f/16 e tempo di 1/4 ma abbiamo necessit di fotografare un oggetto in movimento dovremmo utilizzare tempi pi rapidi, scegliendo 1/500 occorrer impostare diaframma a f/2-2,8, poich ci siamo spostati con i tempi verso la luce occorre spostarsi con i diaframmi verso il buio. Come avrete notato esiste una legge che lega i tempi ai diaframmi : f / t = Costante MORALE: il diaframma regola la QUANTIT DI LUCE, mentre lotturatore decide PER QUANTO TEMPO LA LUCE COLPISCE IL SENSORE.

I sensori digitali

CCD

CMOS

Il cuore di ogni fotocamera digitale il sensore, cio il chip che converte le luce in cariche elettriche, per trasformarle poi in informazioni digitali. Il sensore pu essere di tipo CCD (Charge-Coupled Device) o CMOS (Complementary MetalOxide-Semiconductor). I sensori CCD delle fotocamere digitali sono anche sensibili all'infrarosso: posizionando davanti all'obiettivo il telecomando di un televisore e premendo un pulsante, si pu osservare la luce infrarossa emessa dal led del telecomando stesso che ovviamente non visibile ad occhio nudo (la resa fra pellicola infrarossa e il digitale ben diversa).

I sensori digitali

E' il primo sensore CCD al mondo che supera una risoluzione di 100 Mpixel (milioni di pixel); genera un'immagine di 10,560 x 10,560 pixels.

il sensore CMOS pi grande mai costruito. Misura 202 x 205 mm. E' circa 40 volte di grande nel sensore CMOS pi grande in vendita su reflex Canon pieno formato. in grado di catturare immagini con solo 1/100 della quantit di luce che richiederebbe una fotocamera reflex

Entrambi i sensori hanno come elemento base il fotodiodo, l'elemento fotosensibile che, colpito da un raggio di luce, genera una carica elettrica. Nel caso del sensore CCD, la carica elettrica viene trasferita attraverso pochi "nodi" di uscita, per essere poi convertita in voltaggio e uscire dal sensore come segnale analogico. Tutti i fotodiodi sono dedicati esclusivamente alla lettura della luce e l'uniformit del segnale generato alta - si tratta di una caratteristica importantissima ai fini della qualit dell'immagine. Ognuna delle due tecnologie ha quindi punti di forza e di debolezza che le rendono pi adatte per certe applicazioni e non altre.

I sensori digitali

Le differenze principali possono essere cos riassunte: - il CCD crea un'immagine di alta qualit e basso livello di rumore, mentre il CMOS pi suscettibile al rumore - il CCD consuma una grande quantit di energia, mentre il CMOS molto pi economo - I sensori di tipo CCD sono pi costosi dei CMOS - i sensori CMOS hanno una maggiore complessit costruttiva dei CCD

I sensori digitali

Sensori

Passando da una reflex full-frame ad una con un sensore aps-c lo stesso obiettivo riceve, causa il ridotto angolo, un fattore di moltiplicazione della propria focale pari a 1.6x o 1.5x (a seconda del marchio). Per esempio se si possiede un 50mm su un full-frame manterr questa lunghezza focale, mentre su APS-C si far 50mm x 1,5 e si avr l'equivalente di un 75mm. L'apertura massima dell'ottica nella posizione grandangolare e tele non cambia. Per gli obiettivi su APS-C la focale, le aperture di diaframma, il tempo minimo di sicurezza e la profondit di campo rimangano tutte invariate. Cambia solamente l'angolo di campo, non cambia neanche la prospettiva! Il sensore APS-C non fa altro che fare un crop (taglio) dell'immagine che avreste con un full-frame.

Le focali

Lenti AF

Lenti EF

Es. EF-S 17-55mm f/2.8 IS USM: EF=Electro Focus Short-backfocus. 17-55mm= lunghezza focale della lente. F/2.8= luminosit della lente o diaframma. IS= Image Stabiliser USM= motore ultrasonico

L'obiettivo di una macchina fotografica ha il compito di raccogliere i raggi luminosi che compongono un'immagine e proiettarli sul piano della pellicola o del sensore digitale, dove potr essere memorizzata; pu essere formato da una o pi lenti, e persino da un semplice forellino di 1/3 di millimetro praticato in una lamina sottile di materiale opaco (foro stenopeico).

Le focali

Distanza focale

Se prendiamo in considerazione una singola lente, la distanza focale rappresenta la misura in millimetri che separa il centro della lente dal piano focale, cio da quel piano dove l'immagine di un soggetto posto all'infinito risulta perfettamente a fuoco.

Le focali

focali

A focali corte corrispondono angoli di campo grandi (obiettivi grandangolari); a focali lunghe, angoli di campo piccoli (teleobiettivi). L'angolo di campo rappresenta quanto sar ampia la porzione d'immagine che riusciremo ad inquadrare con un certo obiettivo

Le ISO

iso

La velocit ISO ha un effetto diretto sulla combinazione velocit di scatto/apertura del diaframma. In un ambiente in cui la luce sia insufficiente, e per vari motivi non sia possibile utilizzare il flash, la sola opzione disponibile per poter riprendere la scena con una corretta esposizione rimane l'aumento della velocit ISO. Se si imposta "ISO Auto", la camera selezioner automaticamente un valore pi alto. Oppure si pu selezionare manualmente un valore maggiore e vedere se la maggiore sensibilit permetta di ottenere una giusta esposizione.

I formati

jpeg

raw

tiff

Il JPEG un formato compresso, snello e versatile. Non si hanno particolari problemi con lo svuotamento del buffer in modalit multiscatto perch comunque i files generati sono molto piccoli, in un ordine di circa cinque megabyte (dipende poi dalla risoluzione della fotocamera). Il massimo grado di compressione ottenibile tramite compressione jpeg da parte di una fotocamera in rapporto di 1:4, che significa che per ogni 4 pixel, l'algoritmo calcola la media cormatica e genera 4 pixel di un unico valore di luminescenza. RAW significa grezzo e vuol dire che niente stato manipolato dalla fotocamera. Permette di avere un vasto controllo in fase di ritocco per la grande quantit di informazioni memorizzate (i files RAW sono molto grandi, circa tre volte le dimensioni della stessa foto in jpeg, inoltre le RAW attualmente usati dai vari marchi, sono dotati di una profondit colore di 12/14 bit).

I formati

jpeg

raw

tiff

Il TIFF non che il corrispettivo del JPEG, solo che in formato non compresso. Anche perch, per sua stessa natura, le dimensioni di un'immagine in formato TIFF sono be superiori a quelle del formato RAW, e paragonabili, se non superiori alle dimensioni del formato BMP. Diciamo In sintesi che il TIFF unisce alcuni vantaggi del formato RAW, come la conservazione della gamma dinamica ripresa dal sensore, con alcuni svantaggi del formato JPEG, come l'impossibilit di trattare in modo separato le impostazioni di elaborazione, impostate nel menu della fotocamera.
In alto: A sin una foto in formato RAW, a destra una in formato TIFF.

Il bilanciamento del bianco

WB

Il bilanciamento del bianco una funzione della fotocamera, che consente di rendere naturali i colori delle fotografie, anche se nella luce ci sono delle dominanti di colore. Consiglio: Per bilanciare il bianco si pu scattare una foto ad un foglio grigio neutro (grigio al 18%) o bianco ed impostarla come WB

Il bilanciamento del bianco

Tutorials

Se non avete bilanciato il bianco sulla fotocamera, non avete utilizzato un cartoncino per la prima foto e non avete scattato in RAW, ma volete bilanciare il bianco utilizzando Photoshop, potete farlo abbastanza semplicemente.

Il flash

flash

tipi Flash a slitta e anulare sincronizzati per foto macro

Flash a slitta

Diffusore per flash incorporato Nelle fotocamere completamente automatiche il flash entra in azione quando la luce troppo debole per una corretta esposizione. Nelle camere pi sofisticate si pu scegliere fra alcune modalit per ottenere vari effetti. Automatico: il flash interviene in caso di luminosit scarsa o quando il soggetto in controluce. Riduzione occhi rossi: il flash proietta un breve lampo per provocare la chiusura dell'iride del soggetto un attimo prima del lampo principale. Riduzione delle ombre: uso forzato del flash quando c' abbastanza luce ma si vuole schiarire le ombre. Questa modalit utile in pieno sole col soggetto illuminato da dietro o di lato.

Il flash
Flash a torcia

flash

Flash a torcia da studio

Flash con diffusore

Nelle fotocamere completamente automatiche il flash entra in azione quando la luce troppo debole per una corretta esposizione. Nelle camere pi sofisticate si pu scegliere fra alcune modalit per ottenere vari effetti. Flash disattivato:si usa quando l'illuminazione scarsa ma si preferisce usare una esposizione lunga con luce naturale. Flash esterno: collegando un flash esterno si esclude automaticamente il flash principale. Notte: in questa modalit il soggetto in primo piano viene esposto correttamente senza che lo sfondo sia sottoesposto. Esposizione lunga: il flash interviene nel mezzo di una lunga esposizione. Questa tecnica permette di fermare il movimento del soggetto in primo piano, lasciando il diaframma aperto abbastanza a lungo per esporre anche lo sfondo.

L'inquadratura

Terzi e rapporto aureo

Errori

Il momento in cui si inquadra il soggetto fondamentale per la composizione dell'immagine. Esistono regole di base ma si pu esprimere la propria creativit in libert totale. Una corretta inquadratura conferisce la giusta importanza al soggetto. Non esiste un metodo universale per inquadrare correttamente; esistono per dei trucchi per evidenziare un soggetto e per presentarlo in modo gradevole. Chi ha iniziato da poco a fotografare deve conoscere quali sono gli errori principali che si possono commettere. Perch certi errori banali rovinano irrimediabilmente quelle che invece potrebbero essere delle ottime immagini. Un consiglio sempre valido comunque quello di leggere attentamente il libretto di istruzioni della propria fotocamera, perch quando si conosce bene la propria macchina fotografica si comprende meglio anche come evitare gli errori.

L'inquadratura

inquadrare

Ghirri

La scelta dellinquadratura un lavoro profondo sul sistema di rappresentazione, sulla scoperta di una realt che presente allinterno della realt. (Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia, Quodlibet)

L'inquadratura

inquadrare

Eseguire un ritratto significa anzitutto sapere cogliere l'attimo giusto, quello in qui l'espressione del soggetto,quello in qui l'espressione del soggetto risulta davvero significativa. Ma vuole anche dire essere in grado di decidere davvero come inquadrare. Ad esempio,quando si fotografano i bambini non bisogna dimenticare che di inginocchiarsi per riprenderli alla loro altezza, altrimenti risulterebbero prospetticamente schiacciati se ripresi dall'alto. E' un risultato che che pu essere di grande effetto e consente allo spettatore di immedesimarsi nella scena e sentirsi realmente partecipe dell'avvenimento.

L'inquadratura

Campi

inquadrare

Nel cinema e in fotografia, l'inquadratura la porzione di spazio fisico (un ambiente, un paesaggio, etc.) inquadrata dall'obiettivo della macchina da presa o della fotocamera. L'atto di inquadrare consente di delimitare con precisione lo spazio che sar ripreso e al contempo di escludere tutto il resto (che rimarr "fuori campo", ossia all'esterno del campo visivo dell'osservatore).