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La Riduzione delle Disparità in uno Sviluppo Territoriale Eccellente nella

Provincia di Catania e le Nuove Tecnologie Multimediali.


Ogni azione come ogni intenzione rivolte tanto alla cura dello sviluppo socio - economico del territorio,
quanto allo sviluppo delle pari opportunità di accesso e fruizione ai fattori di miglioramento della vita
civile, non possono esulare da nessuno dei principi storicamente e generalmente riconosciuti di Cività,
come a nessuno dei principi di organizzazione ed utilizzo delle risorse che si ispirino alla ottimizzazione
ed al benessere sociale votati all’eccellenza.

Del resto dopo il trattato di Amsterdam, la considerazione della dimensione di genere nella
programmazione di ogni singola politica, misura, intervento non è più una possibilità, ma assume le
caratteristiche di obbligo e l’approccio di mainstreaming deve essere introdotto nella programmazione dei
fondi strutturali, accanto alla programmazione di misure specifiche.

La presenza dell’Assessorato alle Politiche Finanziarie a questa tavola rotonda non può che ribadire con
fermezza tali considerazioni che devono essere ispirazione e condizione necessaria di ogni
programmazione, come di ogni progettazione ed esecuzione che possano determinare un reale sviluppo
dei nostri territori locali e la relativa riduzione delle disparità, attraverso anche l’utilizzo di nuove
tecnologie multimediali di una modernità che sia intesa non come assoggettamento agli usi deleteri e di
parte ma al servizio di una ottimale gestione del bene comune.

L’impostazione data alla attuale programmazione dei Fondi Strutturali assume, come prioritario il dual
approach per cui la differenziazione tra politiche di pari opportunità (politiche dirette) e di mainstreaming
(politiche indirette) assume una ulteriore valenza, in accordo con i propositi della comunità europea di
formalizzare l’impegno ad inserire la prospettiva di genere in tutte le politiche, le attività, i programmi.
Infatti, politiche dirette ed indirette non sono alternative, ma devono svilupparsi di pari passo in modo
da coniugare il forte impatto di azioni esemplificative a modificazioni più lente, ma più profonde, dei
valori e dei comportamenti sociali e dei mercati locali.

Ed è a soddisfazione di tali esigenze collettive che le generali programmazioni europee, nazionali e


regionali si indirizzano. Non di meno a livello locale non può venir meno l’impegno individuale,
collettivo, morale, etico, sociale, economico, politico e quindi di civiltà, ad ispirarsi a tali principi di
eccellenza ed ottimizzazione, indirizzandosi oltre che all’individuazione ed esecuzione di un reale
sviluppo anche alla sua difesa da ogni velleitaria manifestazione di interessi di parte che possano ambire
agli effetti per trasformare una soddisfazione che dev’essere collettiva in una soddisfazione di natura
personale o di parte.

L’importanza della suddivisione tra politiche dirette e indirette si rivela strategica, infatti, così come è
stata concepita, assume l’obiettivo di indurre una significativa crescita economica negli ambiti territoriali
di riferimento, “per ridurre il divario economico-sociale delle aree del Mezzogiorno in un modo
sostenibile, ossia accrescendo la competitività di lungo periodo, creando condizioni di accesso pieno e
libero al lavoro, nonché tutelando e facendo leva sui valori ambientali e di pari opportunità”.

A questo scopo la programmazione europea è articolata in sei grandi aree di intervento (Assi Prioritari)
che si riferiscono a specifiche risorse del contesto economico-territoriale del Mezzogiorno (risorse
naturali, risorse culturali, risorse umane, sistemi locali di sviluppo, città e reti e nodi di servizio).
Come noto le aree di intervento prevedono, per lo più, azioni/interventi di tipo strutturale rivolte
maggiormente ai sistemi piuttosto che alle persone; in tale contesto le politiche indirette assumono una
particolare rilevanza e le pari opportunità diventano una risorsa cui puntare indirettamente per favorire
lo sviluppo locale del territorio.

A ciò tutti i principi di ordine sociale ed economico, come ogni metodologia di organizzazione delle
risorse che ogni strumento di gestione, o nuove tecnologie multimediali non possono prescindere da
una corretta ed ottimale gestione ed un controllo puntuale ed adeguato delle risorse pubbliche.

L’attenzione attribuita allo Sviluppo territoriale ed alle Pari Opportunità con il principio del
mainstreaming in questa nuova programmazione deve essere, tuttavia, letta anche assieme alla
consapevolezza delle difficoltà, soprattutto a livello locale, sia di carattere teorico-metodologico che di
carattere culturale-politico, che ancora sussistono in relazione alla reale attuazione di tali tematiche sia
all’interno dei documenti di programmazione che all’interno dei bandi e degli strumenti utilizzati per la
valutazione/selezione/gestione dei progetti.

Se la gestione della cosa pubblica è uno tra i possibili significati etimologici della parola Politica in un
Assessorato alle Politiche Finanziarie e di Bilancio assume un carattere definitorio e principale a cui non
si può venire meno, anzi l’ottimizzazione della gestione della cosa pubblica diventa uno dei principali
obiettivi da perseguire tanto a livello programmatico che soprattutto al livello esecutivo nelle nostre
realtà locali.

Diventa dunque necessario intervenire attraverso dei partenariati di eccellenza potenziando e/o
riorientando le relative linee strategiche e di intervento in maniera tale da rispondere alle esigenze
rispetto al tema dello Sviluppo territoriale, delle pari opportunità e al più generale principio del
mainstreaming. Tale attività non può, però, distaccarsi da una internalizzazione dell’ottica di genere in
tutti quegli atti e strumenti (sistemi di selezione/gestione) che si caratterizzano come elementi cruciali
per indirizzare la progettazione operativa dei Soggetti proponenti verso progetti e azioni che pongano
attenzione nei confronti delle Pari Opportunità di genere e del mainstreaming, che se fossero lasciati alla
mera fase propositiva ed esecutiva inficerebbero, con il prevalere di interessi particolari e/o di parte, il
progetto di interesse collettivo e per tanto diviene necessaria quella funzione di controllo, di indirizzo e
di gestione che garantisca l’efficienza dei servizi, realizzabile dalla Publica amministrazione appunto con
dei partenariati di eccellenza che guidino, coordino e verifichino il buon esito di ogni singolo progetto.
Una attenzione particolare deve essere, quindi, posta necessariamente sulla capacità di intervenire in
maniera tempestiva attraverso figure professionalmente competenti e strumenti di controllo e gestione
dei progetti adeguati tra cui le nuove tecnologie multimediali, ottenendo degli impatti nel breve-medio
periodo, sia gettando le basi per la costruzione di un reale miglioramento delle condizioni di vita sociale
ed economica nella sempre più articolata diffusione del principio di Sviluppo territoriale, di Pari
Opportunità e di mainstreaming di genere (impatto a lungo periodo).

Infatti quando la priorità dello Sviluppo territoriale e delle Pari opportunità viene ritenuta applicabile,
molto spesso i criteri previsti si risolvono nell’indicazione di un obiettivo di tipo generale e poco
declinato da perseguire attraverso una Misura, emerge così la costante presenza del criterio di premialità
che in maniera poco chiara considera il coinvolgimento di soggetti diversi indistintamente. Attribuendo
progetti destinati ad una utilità tutt’altro che collettive.

Nei criteri di selezione o di premialità relativi alla selezione/esecuzione il principio è declinato in modo
generico: spesso tali criteri sono tradotti in termini di rispetto delle “priorità trasversali” o “pari
opportunità”, con un’evidente difficoltà a tradurre il principio in indicatori misurabili o ad affidarlo a
progetti meritori ed adeguati.

Quindi la declinazione operativa di tali criteri di selezione/esecuzione può e deve essere


significativamente rafforzata e garantita poiché le modalità con cui valutare il rispetto del principio
equitativo (e la conseguente attribuzione dell’esecuzione e gestione del progetto) non sono sempre
(operativamente) esplicitate.

Sostanzialmente, quindi, emerge una generalizzata difficoltà a declinare il principio equitativo di genere
in reali criteri operativi/gestionali a soggetti, enti, ed istituzioni che potessero apportare un beneficio
collettivo.

Fortemente convinti invece del rispetto dei principi di sana ed equa gestione delle risorse pubbliche
riteniamo che il nostro ruolo non si esaurisce nella attività dell’azione politico amministrativa ma sia
anche di controllo e garanzia al fine di una ottimale gestione delle risorse publiche, per tanto oltre ad
avvalerci delle attuali strutture e strumenti di Pubblica Amministrazione che hanno reso efficiente ed
efficace in questi ultimi anni le azioni politico amministrative della Provincia di Catania, seguendo le
disposizioni programmatiche europee 2007 – 20013 intendiamo nel prossimo futuro arricchirne
l’efficacia con dei partenariati di eccellenza attraverso delle possibili collaborazioni:

• con l’Università di Catania: con il C.e.D.o.c. Centro di Documentazione e Studi sulle


Organizzazioni complesse ed i Sistemi locali della Facoltà di Scienze Politiche, che potrebbe
collaborare con l’Assessorato con i suoi indirizzi di amministrazione ed organizzazione per un
corretto sviluppo territoriale della Provincia di Catania come già del resto ha già fatto con
enormi risultati per altre realtà territoriali;
• con alcune delle più qualificate Società di consulenza e di gestione globale nel panorama
nazionale ed europeo che attualmente guidano le principali realtà economiche incrementando il
P.I.L. e che potrebbero raccogliere il nostro invito a divenire dei partnerschip nelle attività di
gestione e controllo dei progetti di sviluppo offrendo alle nostre realtà locali la possibilità di
conoscere il loro Kow-haw sia in termini di servizi all’imprenditoria quanto nelle modalità di
raggiungimento dei risultati di efficienza ed efficacia nell’utilizzo delle risorse locali.

• Attraverso una politica del gemellaggio con altre realtà territoriali che possa generare degli
auspicabili scambi culturali ed economici tanto a livello nazionale che internazionale, tanto
nell’area europea che mediterranea.

Siamo dunque convinti come del resto in linea con i principi europei di programmazione che attraverso
dei partenariati, di cui ci auspichiamo crescano in numero e qualità sempre maggiori, sia possibile il
realizzarsi un pieno e reale sviluppo sociale ed economico dei nostri territori, dove oltre alla corretta
programmazione, la precisa definizione e l’esatta esecuzione di adeguati progetti di sviluppo, le nuove
tecnologie multimediali possano rappresentare un valido strumento tanto di organizzazione che di
fruizione dei servizi.

Infatti delle piattaforme informatiche che possano realizzare delle reti di collegamento tra la
programmazione e l’esecuzione del progetto possono rivelarsi di enorme utilità tanto nei confronti dei
Soggetti utenti a cui sono diretti i servizi di utilità collettiva, tanto negli ambiti di definizione decisionale,
nei segmenti operativi di ogni singolo progetto, come del resto già ampiamente sperimentato in molte
città europee e italiane dove tra tutte, visto le peculiari caratteristiche di propensione allo sviluppo simili
per molti versi a quelle della nostra provincia, è utile citare in questa sede l’esperienza della provincia di
Genova che presto inviteremo ad un gemellaggio ed ad una collaborazione ai nostri progetti.

Grazie ad una politica orientata ad un reale Sviluppo territoriale garantito e supportato dalla sinergia di
eccellenti realtà sociali, economiche ed istituzionali è di certo possibile risolvere il deficit di servizi
colmando il divario tra sviluppo economico e collettività sociale, grazie anche ad adeguate piattaforme
informatiche attraverso cui Pubblica amministrazione ed i suoi Partnership possano monitorare,
verificare e costantemente valutare i progetti territoriali in esecuzione potendo intervenire sull’ utilizzo e
destinazione delle risorse con efficacia e con tempestive correzioni, modificazioni, determinando un
reale sviluppo e fruizione delle utilità collettive.

Ci auspichiamo dunque che un reale Sviluppo territoriale e delle Pari opportunità possa realizzarsi di
buon grado e con eccellenza anche nella nostra Provincia.

Catania, 25 Aprile ‘07


Gaetano La Tella