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i romanzo La cultura del romanzo 192 Il romanzo si fa spazio non & con voi é contro di voi. In certi periodi, nelle rivoluzioni, guerre, guerre civili, cid ¢ logico, forse anche giusto, ma diventa pericoloso se si applica in tempo di pace, se si applica alla letteratura. Mi si chiede: dov’é leroe positive? Ah, non c’é? Ah, lei non é socialista? Lei non & realista? Ah, noné marxista? Ah, @ un autore fantastico? Ah, é un idealista? E per giunta si fa pubblicare all’estero! Certamente é un controrivoluzionario! Nel mio racconto inedito «Pkhents»’ c’é una frase che considero au- tobiografica: «Pensa, basta che io sia semplicemente diverso dagli altri, perché subito si mettano a insultarmi...». Ebbene: io sono diverso. Ma non mi considero un nemico, sono un uomo sovietico ¢ le mie opere non sono opere ostili. In questa atmosfera elettrizzata, fantastica, si pud con- siderare nemica qualsiasi persona «diversa». Ma questo non é un meto- do obiettivo di ricerca della verita. E soprattutto non capisco perché si debbano inventare nemici, evocare mostri, interpretando alla lettera im- magini letteraric. Sono profondamente convinto che nel campo letterario non si possa giudicare con formule giuridiche. Infarti la verita dell’ immagine artistica & complessa, spesso l’autore stesso non la pud spiegare. Credo che se allo stesso Shakespeare (non mi paragono a Shakespeare, nessuno potrebbe pensare una cosa simile), se allo stesso Shakespeare chiedessero: che cosa significa Amleto? Che cosa significa Macbeth ? Non c’é forse qualche se- condo fine , credo che lo stesso Shakespeare non potrebbe rispondere esattamente. Voi giuristi avete infatti a che fare con termini che, quanto piti sono ristretti, tanto piti sono esatti. A differenza di questi termini, il significato dell’immagine artistica @ tanto piti esatto quanto pit é ampio. 1989 Ayatollah Khomeini «Fatwa» contro i «Versi satanici» di Salman Rushdie* In nome di Dio Onnipotente. Esiste un solo Dio, a cui dobbiamo ri- tornare. Vorrei informare tutti gli intrepidi mussulmani nel mondo che Pautore de! libro intitolato I versi satanici — libro redatto, edito e distri- buito in opposizione all’Islam a! Profeta ¢ al Corano - cosi come gli edi- tori del libro che ne conoscono il contenuto, sono, con la presente fatwa, condannati a morte. Chiedo a tutti i mussulmani osservanti di giusti- ziarli, dovunque si trovino, affinché nessuno osi insultare le sanzioni isla- miche. Chiunque possa raggiungere l’autore del libro, ma non abbia i mezzi per giustiziarlo, deve deferirlo al tribunale del popolo, affinché sia castigato per le sue azioni. Chiunque morira facendo questo sara consi- derato come un martire ¢ andra direttamente in cielo. Possa Dio bene- dirvi tutti. Ruhollah Musavi Khomeini TI racconto era inedito in Urss, ma pubblicato in Occidente: cfr. A. TERTS, Contes fantastiques, Paris 1961. * 1. APPIGNANESI € S. MAITLAND (a cura di), The Rushdie File, London 1989, p. 12 [la traduzione é di W. Siti Parte seconda Narrazione e mentalita FRANCESCO ORLANDO Statuti del soprannaturale nella narrativa 1, Una credulita illimitata. Mentre don Chisciotte dorme, dopo che dalla prima sortita é tornato a casa bastonato, il curato e il barbiere bruciano i suoi libri di cavalleria e mu- rano la stanza dove si trovavano. «Forse, togliendo la causa, sarebbe ces- sato l’effetto». Niente, al contrario, servira a rendere inattaccabile la paz- zia di lui quanto la motivazione che gli viene imbastita per la scomparsa del- la sua biblioteca. E stata opera d’un mago, venuto a cavallo d’un serpente e volato via dal tetto: lui accetta il racconto come omogeneo alla fantasia cavalleresca, tanto che subito lo rimotiva e arricchisce in proprio. Ed ecco pronta per il capitolo seguente, per la prima avventura della seconda sorti- ta, la miglior giustificazione del suo violento cozzo contro terra, che altri- menti la darebbe vinta alle ragioni di Sancho e della realta. «Credo, ed & verita, che quel mago Frestén che mi rubd la stanza e i libri, ha cambiato questi giganti in mulini, per togliermi la gloria di batterli: tanta inimicizia mi porta!» (I, vi, p. 96). Altri dieci capitoli, e senza la stessa scappatoia, gli riuscirebbe pit dif- ficile non trarre sane conseguenze dalle sassate che gli hanno fracassato costole, dita e denti. Quel furfante del mago nemico, alla cui genia «é fa- cilissimo farci apparire cid che vogliono», per invidia della sua gloria «ha cambiato gli squadtoni dei nemici in greggi di pecore». Sancho ne dubi- ta? che li segua un po’, e li vedra riconvertirsi da montoni in uomini (I, XVII, p. 195). Sancho finisce con ]'imparare la lezione cosi bene che il ca- valiere se la vedra imposta a sue spese dallo scudiero, invertite le parti. Quando a lui non appaiono che una brutta contadina e le compagne su tre asini, Sancho gli assicura che é Dulcinea con due donzelle sui loro pala- freni. E lui dichiara per primo, nell’interpellarla trasformata com’é, che un mago malvagio ha posto «nuvole e cateratte» sui suoi occhi (II, x, pp. 704-10). ‘M. DE CERVANTES, Ef ingenioso hidaleo don Quijote de la Mancha (1605-15) [qui l’edizione Barcelona r998, parte I, cap. vt, pp. 89-90, da qui in poi citata direttamente nel testo con il nu- mero di parte, capitolo ¢ pagina tra parentesi tonda. Le traduzioni dei testi (non degli studi), sal- vo indicazione contraria, sono dell’ autore del saggio e citati da edizioni in lingua originale, dando tra parentesi i numeri di capitolo, parte, libro, canto, ecc.].