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PRESSE ELETTRICHE: MIGLIORI O SOLO PI COSTOSE?

di Raffaele Bodini

Il titolo di questo scritto volutamente provocatorio, perch intendiamo dar risposta ad un quesito molto sentito negli ultimi anni riguardo le presse elettriche: migliori o solo pi costose? Le presse elettriche, nate in Giappone agli inizi degli Anni 80, per opera di un leader mondiale nei controlli CNC e nei servomotori per macchine utensili, si sono rapidamente diffuse sul mercato giapponese tanto da avere oggi l la maggioranza sulle vendite. Contemporaneamente tali presse hanno preso piede anche negli Stati Uniti pur se non con la stessa velocit di diffusione del Giappone. I costruttori europei, negli stessi anni, non hanno offerta una valida proposta di presse elettriche tranne due casi limitati di costruttori tedeschi. Oggi la pressa elettrica sta ricevendo sempre pi consensi e, conseguentemente, tutti i costruttori si stanno preparando per offrire questo innovativo tipo di macchina. Nella storia delle presse ad iniezione esistono alcune svolte epocali, che hanno cambiato sostanzialmente lo stampaggio ad iniezione. Negli Anni 50 sono stati introdotti gli impianti autonomi ad olio al posto di quelli centralizzati ad acqua, alla fine degli stessi anni stata adottata la vite di plastificazione e a cavallo tra gli Anni 70 e 80 abbiamo assistito alla rivoluzione delladozione dellelettronica. La ns. societ, Bodini Presse, si presentata sul mercato nel 1995 con una gamma di presse ad iniezione con forza di chiusura da 500 a 2000 kN. Da subito ci siamo domandati come avrebbe dovuto essere la pressa per il terzo millennio. Avevamo infatti la sensazione, che nel settore ci fosse un continuo e graduale miglioramento senza mai un netto cambiamento. Come primo passo nella ns. ricerca abbiamo esaminato quali erano le tecnologie disponibili in quel momento, che abbiamo diviso in tre gruppi. Si potevano trovare le presse tradizionali con impianto oleodinamico, per le quali non vedevamo, a breve, sostanziali miglioramenti. Erano presenti le presse ibride, presse dove uno dei movimenti comandato direttamente da un motore elettrico e dove la pompa dellimpianto oleodinamico azionata da un motore a velocit variabile. Pregio di questa soluzione il ridotto consumo energetico in confronto ad una pressa tradizionale, perch i motori ruotano solo quando richiesto dalle fasi di funzionamento. Riteniamo questultimo lunico vantaggio. interessante rilevare che questa tecnologia apparsa negli Stati Uniti allinizio degli Anni 80 ed scomparsa dopo poco tempo. Le presse ibride mantengono lolio con le sue problematiche ed inoltre non sono cos performanti come quelle tradizionali. La proposta pi recente sono le presse elettriche, vale a dire macchine senza olio in quanto tutti i movimenti sono comandati da motori elettrici.

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Dopo aver esaminato pro e contro delle tre soluzioni, abbiamo concluso che la macchina per il terzo millennio non avrebbe dovuto contenere olio, perch un elemento di disturbo nella costanza di processo. Lolio, infatti, varia le sue caratteristiche in funzione della temperatura e del grado di pulizia. perci un mezzo poco costante per trasmettere energia. Per migliorare radicalmente le caratteristiche delle presse ad iniezione bisognava perci eliminare lolio. Da ci la decisione di sviluppare presse elettriche il cui risultato stata la presentazione della Eledrive 120, visibile in fig. 1, alla fiera K di Dsseldorf nel 1998, prima macchina italiana tutta elettrica. La fig. 2 mostra la Eledrive 120 in trasparenza per apprezzarne le caratteristiche di originalit. Esaminiamo ora come si differenziano i movimenti di una pressa tradizionale rispetto ad una elettrica, per esempio liniezione; tale confronto schematizzato nella fig. 3. In una pressa tradizionale il motore elettrico comanda la pompa, che invia lolio nellimpianto oleodinamico dove, per mezzo di valvole, viene regolato in pressione e portata e viene indirizzato al cilindro, che col suo movimento sposta assialmente la vite di plastificazione. In una pressa elettrica il motore sposta direttamente la vite di plastificazione attraverso una trasmissione meccanica. Da questa sostanziale differenza si deducono immediatamente le caratteristiche essenziali della pressa elettrica: un comando diretto in quanto non viene utilizzato olio come mezzo per trasmettere potenza, necessario un motore per ogni movimento, che ruota solo quando necessario. In una pressa elettrica ci sono, generalmente, cinque motori, uno per ogni movimento: gruppo stampi, estrattore, carro, iniezione/risucchio e plastificazione. Ciascun motore dimensionato per il movimento al quale abbinato, per esempio il motore della plastificazione molto pi potente di quello dellestrattore. In una pressa tradizionale la stessa pompa, e quindi la stessa potenza, viene utilizzata per tutte le fasi del ciclo indipendentemente dalle reali necessit. Ultima considerazione: non essendoci pi olio nella pressa, manca completamente il circuito di raffreddamento. Per la realizzazione della pressa elettrica si utilizzano componenti diversi da quelli che si trovano abitualmente sulle presse tradizionali ad olio. In particolare i motori sono sincroni a magneti permanenti in grado di offrire elevate dinamica e potenza in ingombri contenuti. Sono utilizzate viti a sfere, visibili in fig. 4, per trasformare il movimento rotatorio in lineare e cinghie dentate o riduttori per collegare la vite a sfere al motore. Nelle presse da noi realizzate abbiamo preferito limpiego di cinghie dentate, perch, rispetto ai riduttori, non richiedono manutenzione. I componenti sopra citati sono nuovi per il ns. settore, ma molto diffusi e ben collaudati nel campo delle macchine utensili dove molto prima che nelle presse ad iniezione, circa ventanni fa, avvenuto il passaggio da macchina oleodinamico ad elettrica per la necessit di migliorare le prestazioni. Esaminiamo ora i gruppi che compongono la pressa per capire come cambiata.
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Il gruppo di chiusura la parte che ha subito meno modifiche rispetto alle altre. Nella fig. 5 confrontato il disegno di un gruppo di chiusura tradizionale con uno elettrico. Il cilindro di chiusura, che muove il testa croce, stato sostituito da una vite a sfere azionata da un servomotore attraverso una cinghia dentata. Nelle fig. 6 e 7 sono mostrati due esempi di gruppi di chiusura azionati elettricamente, che si differenziano per la posizione del servomotore. Per eliminare completamente la presenza dolio nella pressa, la lubrificazione della ginocchiera stata eliminata utilizzando boccole particolari, visibili nella fig. 8, che richiedono un ingrassaggio solo ogni 20.000 cicli. Lestrattore stato radicalmente modificato. In questi anni abbiamo sviluppato due soluzione: estrattore monovite, fig. 9, e bivite, fig. 10. Il primo ha una sola vite a sfere centrale, che muove il tavolino destrazione, il secondo ha due viti parallele sincronizzate che muovono il tavolino. Il gruppo iniezione la parte che ha subito le maggiori modifiche. Si pu tranquillamente affermare, che si conservato solo il gruppo di plastificazione, inteso come vite/cilindro, della pressa tradizionale, mentre tutte le altre pari sono inedite, come schematizzato nella fig. 11. Sono impiegati due motori: uno per comandare la plastificazione ed un secondo per liniezione/risucchio. Le parti meccaniche hanno la funzione di collegare assialmente la vite a sfere con la vite di plastificazione, ma di lasciare indipendente la rotazione di una rispetto allaltra. Nella fig. 12 visibile il gruppo iniezione della pressa Eledrive 25, forza di chiusura di 250 kN. Il movimento del gruppo iniezione, carro, stato trasformato con una vite a sfere che lo sposta e genera la forza di accosta dellugello, rappresentato nella fig. 13. Il movimento i tutti i motori controllato dagli azionamenti, che hanno la funzione di interpretare i segnali provenienti dal controllo della pressa e trasformarli in potenza regolata da fornire ai motori stessi. Passiamo ora in rassegna i vantaggi delle presse elettriche, riassunti nella fig. 14. La pressa elettrica risulta molto pi precisa, perch la potenza viene erogata in modo diretto e rigido e perch non c pi lolio che un elemento comprimibile ed incostante. Nella fig. 15 confrontata la precisione di posizionamento dei tre tipi di presse presenti oggi sul mercato: oleodinamica, ibrida ed elettrica. La pressa elettrica nettamente pi precisa delle altre due. Questo vantaggio di precisione si trasforma in una superiore precisione di stampaggio. Va inoltre rimarcato, che le presse elettriche mantengono la stessa precisione su tutti i movimenti, a differenza delle presse oleodinamiche dove si privilegia la precisione sui movimenti ritenuti pi importanti.

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Il consumo energetico di una pressa elettrica sempre inferiore ad ogni altro tipo di pressa. Nella fig. 16 abbiamo confrontato i tipi di presse oggi disponibili indicandone percentualmente i consumi. Nella fig. 17 sono riportati alcuni rilievi di consumo energetico effettuati sulle nostre presse Eledrive. Nella fig. 18 confrontato il consumo di una Eledrive 100 con una pressa a ginocchiera con pompa a portata variabile di pari caratteristiche. Le presse elettriche non hanno bisogno di raffreddamento dellolio. Si ottiene cos un risparmio sia come costo dinvestimento per il refrigeratore sia come costo denergia e di manutenzione dello stesso. Le presse elettriche offrono una maggiore produttivit. Sono infatti inferiori gli scarti in virt della maggior precisione inoltre lavviamento della produzione pi rapido in quanto annullato il periodo transitorio durante il quale la temperatura dellolio va a regime. Le presse elettriche hanno tempi di accelerazione e frenatura pi rapidi, come confrontato nella fig. 19, che permettono di ridurre sensibilmente il tempo di ciclo. Ulteriori risparmi sul tempo di ciclo si possono ottenere grazie alla sovrapposizione dei movimenti. La rumorosit delle presse elettriche di 65 dB circa, notevolmente inferiore alle presse tradizionali. Ci consente di avere un ambiente di lavoro meno rumoroso. Il costo di manutenzione delle presse elettriche inferiore, perch non richiesto sostituire periodicamente lolio ed i filtri nonch smaltire lolio usato. La mancanza dolio elimina il rischio di perdite, che possono sporcare sia i pezzi sia lambiente. un tipo di macchina che offre un impatto ambientale pi favorevole. Il prezzo di acquisto di una pressa elettrica superiore alla pressa tradizionale. Tale differenza pu variare dal 10% al 50% a secondo della pressa oleodinamica presa come confronto. Se consideriamo una pressa base standard, la differenza del 50% circa, ma se prendiamo in esame una pressa accessoriata di alta gamma la differenza non supera il 10%. A questo superiore costo dacquisto si contrappone un costo desercizio decisamente inferiore, che porta a pareggiare la differenza del costo dacquisto nel giro di tre anni anche nelle condizioni pi sfavorevoli, come raffigurato nella fig. 20. Da ultimo la pressa elettrica offre vantaggi, quali precisione, produttivit e rispetto dellambiente, che la possono far diventare un investimento strategico per rimanere competitivi sul mercato. Per questo riteniamo che le presse elettriche siano gi oggi uno strumento indispensabile per il futuro degli stampatori.

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didascalie figure Fig. 1 Pressa Eledrive 120, a funzionamento interamente elettrico, presentata nel 1998 alla fiera K. Fig. 2 Fig. 3 Trasparenza della pressa Eledrive 120. Confronto dellazionamento della vite di plastificazione per effettuare liniezione tra una pressa tradizionale con impianto oleodinamico, schema superiore, ed una elettrica, schema inferiore. Fig. 4 Fig. 5 Esempi di viti a sfere impiegate in presse ad iniezione elettriche. Confronto del disegno del gruppo di chiusura tra una pressa tradizionale ed una elettrica. Nella prima il testa croce mosso da un cilindro oleodinamico mentre nella seconda da una vite a sfere azionata da un servomotore attraverso una cinghia dentata. Fig. 6 Fig. 7 Esempio di gruppo di chiusura azionato con servomotore posto sopra la vite a sfere. Esempio di gruppo di chiusura azionato con servomotore posto a fianco della vite a sfere. Fig. 8 Leve con boccole autolubrificanti usate nel gruppo iniezione delle presse elettriche. Consentono di sostituire la lubrificazione ad olio con un ingrassaggio ogni 20.000 cicli. Fig. 9 Fig. 10 Fig. 11 Esempio di estrattore azionato da vite centrale. Esempio di estrattore azionato da due viti parallele sincronizzate. Confronto del disegno del gruppo iniezione tra una pressa tradizionale ed una elettrica. Il solo elemento comune alle due soluzioni il gruppo di plastificazione. Fig. 12 Vista dallalto del gruppo iniezione della Eledrive 25. Si possono vedere i due servomotori: quello superiore che aziona la plastificazione e quello inferiore per liniezione ed il risucchio. Fig. 13 Rappresentazione schematica dellazionamento con vite a sfere e servomotore del carro di una pressa elettrica. Fig. 14 Fig. 15 Elenco riassuntivo dei vantaggi delle presse elettriche. Confronto della precisione di posizionamento tra una pressa tradizionale, una ibrida ed una elettrica. Fig. 16 Confronto del consumo energetico tra una pressa oleodinamica con pompa a portata fissa (PPF), una con pompa a portata variabile (PPV), una ibrida ed una elettrica.
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Fig. 17

Esempi di consumi energetici rilevati sulle presse ad funzionamento interamente elettrico Eledrive.

Fig. 18

Confronto di consumo energetico tra una pressa Eledrive 100 ed una pressa a ginocchiera con pompa a portata variabile di pari caratteristiche.

Fig. 19 Fig. 20

Confronto tra i tempi di accelerazione delle presse oleodinamica, ibrida ed elettrica. Confronto del costo dacquisto sommato a quello desercizio per una pressa elettrica ed una tradizionale con impianto oleodinamico. In tre anni il superiore costo dacquisto della pressa elettrica viene compensato dal minor costo desercizio e negli anni successivi la pressa elettrica risulta meno costosa.

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