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ASSOCIAZIONE NAZIONALE ESPERTI INFORTUNISTICA STRADALE

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Non tutti saran disposti a chiamar diritto quella pirotecnica legislativa che delle passioni e degli interessi limmediato riflesso. Filippo Vassalli, in Studi in onore di Antonio Cicu, vol.II, Giuffr MI 1951, pg.480 SIAMO PROPRIO CERTI CHE LAZIONE DIRETTA NEI CONFRONTI DELLASSICURATORE DEL RESPONSABILE EX ART.144 CODICE DELLE ASSICURAZIONI NON SIA ESERCITABILE DAL DANNEGGIATO NELLE IPOTESI DI INDENNIZZO DIRETTO DI CUI ALLART.149 DEL MEDESIMO CODICE? Lesergo di Filippo Vassalli rende ed esprime perfettamente lidea che gli operatori giuridici si sono fatti alla lettura per lappunto di quella pirotecnica legislativa che risponde al nome di Codice delle Assicurazioni (D.L.vo 7 settembre 2005 n.209). Non si tratta infatti di diritto, ma di mera codificazione di interessi di parte (stiamo parlando ovviamente delle imprese di assicurazione), di lobbies potenti che riescono a condizionare non solo il governo, ma finanche addirittura il legislatore, che irretiscono le associazioni dei consumatori, che si spartiscono i lauti guadagni che lo Stato elargisce sotto forma di risparmi che ad esse derivano dal totale abbandono di cui sono stati recentemente fatti oggetto i danneggiati in incidenti stradali. Al diritto della forza dobbiamo per tutti opporre la forza del diritto, con la consapevolezza che, cos operando, avremo la possibilit di utilizzare uno strumento tanto efficace quanto esso risulta ignoto alle Compagnie ed al legislatore. Il presente lavoro rappresenta pertanto il modesto contributo che il sottoscritto intende apportare in questa difficile impresa, con laugurio che tutti insieme si possa tornare a fare del diritto, e non dei soldi, il principio ispiratore per un legislatore che si sta dimostrando sempre pi ingiusto. Orbene, una delle verit della vulgata ermeneutica del Codice delle Assicurazioni riguarda la disciplina dellazione diretta (disciplinata in via generale ed ordinaria dallart.144) nei casi in cui si applichi la procedura del cd. risarcimento diretto di cui allart.149. Lart.149, sesto, comma, dispone che in caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dallarticolo 148 o di mancato accordo, il danneggiato pu proporre lazione diretta di cui allarticolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione. In particolare, i primi esegeti della norma, nessuno escluso, ritengono che la disposizione abbia chiaramente leffetto di prevedere, nei casi indicati dallart.149, lesclusiva esperibilit da parte del danneggiato dellazione diretta nei confronti del proprio assicuratore per rca, eliminando la possibilit di agire nei confronti dellassicuratore del responsabile, come normalmente avverrebbe ex citato art.144. Ma siamo certi che la norma debba essere interpretata in questo modo? Premettiamo subito che apparentemente (si comprender in seguito il motivo di questo avverbio) nessun ausilio interpretativo pu giungere dalla storia del provvedimento normativo de quo. Da un lato, infatti, la legge delega (legge 29 luglio 2003 n.22) tace completamente in merito al risarcimento diretto, al punto che da pi parti stata evidenziata lincostituzionalit del Codice in parte qua per eccesso di delega. Dallaltro, anche la Relazione illustrativa al Codice molto reticente sul punto, limitandosi ad una parafrasina da quinta elementare sul testo dellart.149 (Larticolo 149 disciplina la procedura che deve essere applicata nel caso il sinistro sia soggetto alla liquidazione attraverso il sistema di indennizzo diretto, che consente allassicurato di ottenere il risarcimento dalla propria impresa di assicurazione, la quale opera in nome e per conto dellimpresa di assicurazione del responsabile), la quale per contiene un indizio di non poco momento che sar ripreso pi avanti nel corso del presente studio. Linterprete deve pertanto rimboccarsi le maniche ed arrangiarsi da s (che novit...), facendo ricorso agli ordinari criteri offerti dallart.12 delle preleggi del codice civile, a partire da quello letterale e logico-sistematico. Ed ora, signore e signori, allacciamoci le cinture: in partenza il viaggio che ci porter nel fantastico regno Hermes Il punto di partenza rappresentato ovviamente dal valore semantico dellespressione legislativa secondo luso linguistico generale (v. ad es. C.Cass. 93/11359, etc.). Lespressione il danneggiato pu proporre lazione diretta ... nei soli confronti della propria impresa di assicurazione pu assumere, secondo il normale uso linguistico generale dellespressione stessa, due diversi significati. Essa pu infatti significare che il danneggiato ha esclusivamente la facolt di esercitare lazione diretta contro la propria Compagnia, ovvero che egli ha facolt di esercitare lazione diretta (anche) convenendo in giudizio esclusivamente la propria Compagnia. Accedendo al primo dei due significati, al danneggiato non sarebbe data altra azione diretta se non quella nei confronti del proprio assicuratore, mentre nel secondo caso lazione diretta contro la propria compagnia (e senza necessit di convenire in giudizio altri soggetti) si affiancherebbe alla ordinaria azione diretta di cui allart.144 del Codice. Lintrinseca ambiguit semantica del verbo servile potere, che sta facendo riflettere da decenni filosofi e linguisti (da George Edward Moore, Ethics, 1912 a John Langshaw Austin, Ifs and Cans, 1956 ed oltre), daltronde ben nota anche allo stesso governo quale legislatore, atteso che con Circolare 2 maggio 2001 n.1/1.1.26/10888/9.92, recante Guida alla redazione dei testi normativi in attuazione di una precedente Circolare del 20 aprile 2001, (in G.U. 3.5.2001 n.105, parte prima), la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dopo aver raccomandato al governo (id est a s stesso) che luso dei verbi servili fosse soggetto a puntuale verifica del significato che detti verbi sono in grado di attribuire alla frase, precisava testualmente - dopo aver dispensato raccomandazioni sulluso del verbo dovere - che ancora pi insidioso luso del verbo servile potere e simili. Contrariamente allapparenza, talora luso del verbo servile pu non introduce realmente una mera facolt, ma esprime un comportamento doveroso in presenza di determinate circostanze. Ci vale sia per i soggetti pubblici, sia per i soggetti privati...Per i secondi, la possibilit di adottare certi comportamenti non implica libert assoluta, bens scelta cui consegue un effetto giuridico. Ci premesso, la Circolare suggeriva pertanto che in conclusione, il verbo servile va evitato e va utilizzata la formula diretta del presente indicativo. Nei casi, residuali, nei quali non dato descrivere puntualmente il significato voluto se non ricorrendo al verbo servile, necessario che lestensore tenga conto delle implicazioni sopra richiamate... (punto n.1.8).

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Dopo queste indicazioni che il governo, in sede di compilazione del Codice delle Assicurazioni, ovviamente ben conosceva, torniamo al testo normativo e poniamo attenzione al contrasto esistente tra due espressioni utilizzate nel Codice aventi apparentemente il medesimo significato. Il riferimento , in particolare, allart.141 del Codice, che prevede una situazione analoga a quella oggetto di esame del presente studio, lazione diretta del trasportato. Orbene, mentre lart.149, come abbiamo visto, prevede che il danneggiato pu proporre lazione diretta ... nei soli confronti della propria impresa di assicurazioni, lart.141 precisa invece che lazione diretta avente ad oggetto il risarcimento esercitata nei confronti dellimpresa di assicurazione.... Il verbo servile potere nel testo dellart.149, un indicativo presente in quello dellart.141. La differenza gi di per s indice di una evidente aporia: che ragione c di esprimere il medesimo concetto utilizzando due diversi strumenti linguistici, e per giunta nellambito del medesimo provvedimento normativo ? Al fine di escludere una identit di concetti giuridici tra le due espressioni linguistiche, qui interviene subito il ben noto criterio interpretativo logico-sistematico espresso dal citato art.12 delle Preleggi, secondo il quale fra diversi significati possibili della norma, messi in evidenza dal criterio letterale, va preferito quello che meglio corrisponda alla concatenazione di significati risultante dalla considerazione delle diverse parti di una norma, o delle diverse norme di una legge, o di una pluralit di leggi, il tutto da intendere quale complesso precettivo dotato di un senso organico ed intelligibile e mirante a diversi scopi (es. C.Cass. 75/3359 etc.). La strada, resa gi aperta per linterprete dallaporia evidenziata dal criterio ermeneutico suddetto, viene quindi percorsa fino in fondo sul presupposto di una corretta applicazione da parte dellestensore del Codice dei dettami delle tecniche di normazione giuridica indicati dalla Circolare di cui sopra e dagli altri studi sullargomento. Si pensi, uno per tutti, a E. Pattaro, G. Sartor, A. Capelli, Codice Norma System per la redazione dei testi normativi, Clueb, ove allart.67, rubricato come forme linguistiche del permesso, si consigliano le seguenti forme linguistiche per esprimere il permesso positivo: a) il verbo potere sia nella forma personale, sia nella forma impersonale...; si sconsigliano le seguenti forme linguistiche per esprimere il permesso positivo: ...b) il semplice modo indicativo, che pu esprimere lobbligo positivo); ed ancora, v. art.73 (potere e scelta circa il suo esercizio), ove si afferma che il verbo servile potere, seguito da un verbo che indica unattivit giuridica, non deve essere usato per attribuire il dovere di esercitare unattivit giuridica, poich quel verbo esprime in primo luogo il permesso di esercitare quellattivit. Per statuire il dovere di esercitare un potere, escludendo la possibilit di una scelta, libera o discrezionale al riguardo, necessaria la esplicita statuizione dellobbligo di esercitare il potere. Lattribuzione del potere pu essere stabilita separatamente, ma pu essere omessa essendo di regola implicita nella statuizione dellobbligo di esercitare il potere. Ecco che, pertanto, allart.141, come da raccomandazioni, stato evitato il verbo servile ed stata utilizzata la formula diretta del presente indicativo, che rappresenta il modo verbale proprio della norma giuridica idonea ad assicurare limmediatezza del precetto (v. punto 1.8 della Circolare citata e art.4 lett.b) della Circolare del 20 aprile 2001). Allart.149, invece, il compilatore ha quindi voluto consapevolmente utilizzare il verbo servile potere proprio perch non dato descrivere puntualmente il significato voluto se non ricorrendo al verbo servile. Egli aveva insomma un significato da attribuire alla norma che non poteva essere espresso con il semplice presente indicativo, come aveva fatto con il precedente art.141, un significato che non poteva essere quello della immediata precettivit propria del presente indicativo, ma in relazione al quale lutilizzo del verbo servile non poteva in alcun modo essere evitato. E quale questo misterioso significato? Torniamo alla Circolare e ai due significati del verbo potere da essa individuati: una mera facolt da un lato ed un comportamento doveroso in presenza di determinate circostanze (scelta doverosa se si vuole conseguire un determinato effetto giuridico) dallaltro lato. Per il comportamento doveroso in determinate circostanze sovviene il predente indicativo, come chiaramente emerge dalla disamina dellart.141: lazione diretta avente ad oggetto il risarcimento esercitata nei confronti dellimpresa di assicurazione... ( una scelta doverosa se si vuole conseguire il risarcimento dei danni), mentre il verbo potere, in questo caso, va evitato per il forte grado di disambiguit con il concetto di mera libera facolt che esso crea [nella Circolare presente un interessante esempio di ottimizzazione linguisticonormativa dellart.19, comma 3, d.p.r. 31 dicembre 1992 n.546 (ognuno degli atti autonomamente impugnabili pu essere impugnato solo per vizi propri) norma che lestensore della Circolare ritiene non correttamente formulata dal legislatore con il verbo potere e che, dopo aver subito una radicale operazione di destrutturazione, viene opportunamente ristrutturata mediante labbandono del verbo servile e lutilizzo del solo presente indicativo]. Per indicare invece la mera facolt, il compilatore dellart.149 non aveva alternative che utilizzare il verbo servile, e ci - ripetesi - proprio per il fatto che egli aveva lintenzione di introdurre un significato normativo diverso da quello indicante un comportamento doveroso per ottenere un determinato effetto giuridico (nel caso di specie il risarcimento del danno): il significato secondo il quale al danneggiato, nelle ipotesi di cui allart.149, data facolt di esercitare lazione diretta citando in giudizio il proprio assicuratore e limitandosi alla citazione di esso, senza necessit di coinvolgere anche altri soggetti. Ora la prova del nove e la chiusura del cerchio con il riemergere della piena valorizzazione anche dei criteri ermeneutici storici e costituzionali che allinizio (si ricorder quanto detto in merito alla Relazione illustrativa al Codice ed alla legge delega) parevano non aver nulla da dire. Lart.149, come noto, riguarda sia i danni a cose subiti dal proprietario e dal conducente della vettura, sia il danno alla persona subito dal conducente (proprietario o meno). Lazione diretta di cui al comma sesto, per, esercitabile nei soli confronti della propria impresa di assicurazione. Ma un conducente non proprietario non ha (o comunque pu non avere) una propria impresa di assicurazione. Chi dovrebbe convenire in giudizio il conducente non proprietario danneggiato dal sinistro? N si dica che il termine propria sia stato utilizzato dal legislatore in modo...improprio, volendo indicare con questo infelice termine lassicuratore dellauto utilizzata dal danneggiato, atteso che qualche riga prima il compilatore della norma ben dimostra di conoscere questo assicuratore, che viene con precisione definito assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato (v. comma primo). Il rapporto assicuratore/veicolo, ed il relativo concetto di assicuratore del veicolo, daltronde ben chiaro al compilatore anche in sede di redazione di altre norme del Codice, tra le quali ad esempio va segnalato il medesimo art.141, comma primo, ove si parla di assicurazione del veicolo sul quale (il trasportato, n.d.r.) era a bordo al momento del sinistro.

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Ed a chi, se non esclusivamente al proprietario, pu riferirsi quel concetto di propria impresa di assicurazione cui fa riferimento il pi volte citato art.149? Torniamo ora allindizio contenuto nella frase della Relazione al Codice delle Assicurazioni cui sopra si faceva cenno, con la quale ora iniziamo finalmente a comunicare: larticolo 149 disciplina la procedura che deve essere applicata nel caso il sinistro sia soggetto alla liquidazione attraverso il sistema di indennizzo diretto, che consente allassicurato di ottenere il risarcimento dalla propria impresa di assicurazione, la quale opera in nome e per conto dellimpresa di assicurazione del responsabile. La procedura di liquidazione attraverso il sistema dellindennizzo diretto - afferma il relatore - consente di ottenere il risarcimento dalla propria impresa di assicurazione. Ed a chi ci consentito? Allassicurato, risponde la Relazione. E chi lassicurato? Il proprietario del veicolo, risponde la legge e la giurisprudenza. Proprietario-assicurato che ben conosce la propria Compagnia ed al quale il legislatore ha voluto evidentemente attribuire la facolt di esercitare lazione diretta anche nei confronti della stessa, senza dover convenire in giudizio altri soggetti quale ad esempio il responsabile, ordinariamente litisconsorte necessario nelle normali azioni dirette di cui allart.144 del Codice. Non si deve infatti dimenticare che il legislatore della legge delega intendeva attribuire al governo il potere di emanare un provvedimento normativo che assicurasse la tutela dei consumatori e, in generale, dei contraenti pi deboli, sotto il profilo della trasparenza delle condizioni contrattuali, nonch dellinformativa preliminare, contestuale e successiva alla conclusione del contratto, avendo riguardo anche alla correttezza dei messaggi pubblicitari e del processo di liquidazione dei sinistri, compresi gli aspetti strutturali di tale servizio (art.4, lett.b), legge 29 luglio 2003 n.229). proprio assicuratore, pertanto norma che il governo ha emanato non gi avendo in mente la generalit dei danneggiati da sinistri stradali, che sono semplicemente abbandonati a loro stessi ormai da qualche anno, ma ad esclusiva tutela del consumatore-assicurato, rientrando cos, al pari di altre disposizioni normative, nel novero degli interventi atti a garantire importanti agevolazioni in sede contrattuale, ivi compresa quella afferente il processo di liquidazione dei sinistri. Ecco allora che tutto ora riesce a combaciare. Il criterio dellinterpretazione costituzionalmente conforme (C. Cass. 96/3495 etc.), torna a parlarci dal silenzio tombale nel quale la avevamo costretta, suggerendoci lunica interpretazione idonea a salvare la norma da altrimenti inevitabili censure di legittimit per eccesso di delega. Il criterio storico, che tende a valorizzare lintento di coloro che hanno redatto (o delegato a redigere) il testo normativo come ricavabile dal contesto storico in cui sorta la legge e dai lavori preparatori (C.Cass. 88/3550 etc.), torna a renderci partecipi del vero senso della legislazione delegata come voluta dal Parlamento (legge delega) e dal governo (Relazione illustrativa). Insomma, e per concludere, una quadratura del cerchio che ora ci porta legittimamente a chiederci con maggior convinzione: siamo proprio certi che la norma di cui allart.149, comma sesto, debba essere interpretata nel senso che essa prevede, nei casi indicati dal medesimo art.149, lesclusiva esperibilit da parte del danneggiato dellazione diretta nei confronti del proprio assicuratore per rca, eliminando la possibilit di agire nei confronti dellassicuratore del responsabile, come normalmente avverrebbe ex citato art.144? avv. Marco Francescon Consulente Legale A.N.E.I.S.

Lavvocato Marco Francescon, da anni legale di ANEIS, ha scandagliato in maniera estremamente precisa il significato delle parole utilizzate dal legislatore nella stesura di alcuni articoli del Codice delle Assicurazioni (principalmente gli art.141, 144, 145, 149), raffrontandoli in particolar modo con i criteri indicati dal legislatore medesimo per la formulazione delle leggi e cercando cos di interpretarne il significato in maniera univoca e fedele alla volont del legislatore medesimo. Egli cos giunto, con passaggi logici ed assolutamente condivisibili, alla conclusione che il danneggiato non obbligato ad esercitare lazione diretta nei confronti della propria compagnia di assicurazioni, affermando motivatamente _________________________________________ che il legislatore, adottando due diverse espressioni e un diverso linguaggio per la formulazione rispettivamente degli art. 141 e 149, ha voluto rendere obbligatorio nel primo caso e facoltativo nel secondo lesercizio dellazione diretta da parte del danneggiato nei confronti dellassicuratore dellauto utilizzata dallo stesso. Ci non significa, per ora, che questa opzione si estenda anche alla richiesta di risarcimento, da inviare, nelle forme e con le modalit e la documentazione prevista dallart.148, con raccomandata a.r. alla Compagnia assicuratrice del veicolo utilizzato (e per conoscenza anche alla compagnia assicuratrice del veicolo del responsabile). Gli articoli 149, primo comma, e 145, secondo comma, sono molto chiari sul punto (purtroppo il verbo servile utilizzato nella prima delle citate norme un perentorio dovere). Larticolo dellavvocato Francescon, infatti, riguarda esclusivamente lazione giudiziaria, ma non detto che, adeguatamente sollecitato, non riesca ad offrirci qualche altra considerazione in merito alle questioni immediatamente precedenti lintroduzione del giudizio risarcitorio che riguardano pi direttamente la nostra Associazione. Appare comunque opportuno precisare che le considerazioni dellavv. Francescon sono da ritenersi ovviamente interpretazioni che, per quanto esse siano serie ed attendibili, rimangono pur sempre tali. Solo il tempo, gli eventuali interventi del legislatore e la giurisprudenza potranno risolvere definitivamente lintrigante questione e creare quel diritto vivente che potr offrire definitiva chiarezza agli operatori del settore. La nostra Associazione, sempre nello spirito e con lo scopo di fornire agli associati ed agli operatoro il pi grande numero di materiali possibili, si augura che a questo primo intervento possano seguire altri studi o segnalazioni di giurisprudenza su un settore che certamente far discutere non poco patrocinatori, avvocati e giudici quando arriveranno a processo i primi casi di incidenti stradali sottoposti alla disciplina del Codice delle Assicurazioni. Luigi Cipriano Segretario Nazionale A.N.E.I.S. Il sistema del risarcimento diretto, ed in particolare,
per quanto ci occupa, lazione diretta nei confronti del