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Relazione esperienza su Olograa

Data: 23-24-26-27 Maggio 2011 Esperienza svolta da: Baldacci Lorenzo, De Bonis Sergio Lucio (Gruppo 9)

Scopo dellesperienza
Si vuole ricostruire il fronte donda (ampiezza e fase) proveniente da unimmagine coerentemente illuminata facendolo interferire con unaltro fronte, detto fascio di riferimento, e registrare la gura di interferenza su di una lastra fotograca. Operativamente lesperienza si suddivide in tre parti 1. Acquisizione di due immagini statiche 2. Acquisizione di due immagini dinamiche: cubo stressato da un martelletto; altoparlante che emette suono 3. Utilizzo di unimmagine statica come reticolo dirattivo per una lampada spettrale.

Apparato Sperimentale
Fascio di riferimento Beam splitter A 95% 5% Oggetto Bersaglio B D Specchio Fronte donda diffuso dalloggetto E Emulsione di Alogenuro dargento Lastra fotografica

Otturatore
Laser He-Ne 633nm

Pin Hole

Specchio

Obiettivo x20

Figura 1: Schema organizzativo del banco ottico. A, B, C, D, E rappresentano i vari rami dei due distinti cammini ottici.

Lotturatore
Si tratta di una nestra otturatrice a carica. Una volta caricata ` possibile aprirla e chiuderla e velocemente tramite un pulsante.

Il laser He-Ne
Si usa un laser He-Ne = 633nm con potenza di 11 15mW per la sua propriet` di alta coerenza a spaziale e temporale. La coerenza ` necessaria per avere una gura di interferenza ben denita. e Questo ` uno dei motivi per cui lolograa ` esplosa solo egli anni successivi alla messa a punto dei e e primi laser.

La lampada spettrale
Una scarica elettrica allinterno di una camera attraversa i vapori dei materiali presenti provocando emissione radiativa secondo le principali righe di emissione di questi. Il processo di evaporazione implica ce la lampada richieda qualche minuto prima di essere eciente.

Lobiettivo x20 e il pin hole


Lobiettivo x20 serve a creare interferenza al nito per il fascio, mentre il pin hole ` un foro circolare e del diametro di 12.5m che permette al solo modo gaussiano T M00 di propagarsi al di l`. a

Il beamsplitter
E un ltro parzialmente riettente che nel nostro caso trasmette il 5% della radiazione e ne riette il 95%. Questo squilibrio ci sar` utile per avere lintensit` della radiazione diusa sulla lastra a a fotograca paragonabile con quella del fascio di riferimento.

La lastra fotograca
Per registrare le olograe serve una lastrina di vetro su una delle cui superci ` spalmata unemule sione di alogenuro dargento. Le emulsioni fotograche sono caratterizzate essenzialmente dalla curva sensitometrica, ovvero la relazione tra energia assorbita per unit` di supercie e annerimena to, e dalla funzione di trasferimento di modulazione (MTF), un fattore correttivo della funzione di esposizione media, dovuto a eetti di dirazione interni allemulsione e alla granularit` di questula tima, fattore che assumiamo essere costante. Per avere una corretta ricostruzione dellimmagine ` necessario che in ogni punto vi sia una proporzionalit` tra lannerimento e lintensit` locale del e a a pattern dinterferenza, quindi si regola il tempo di esposizione in modo da lavorare entro la regione J di linearit` della curva sensitometrica, che nel nostro caso ` centrata sul valore di 50 cm2 . Inoltre, se a e il fascio di riferimento e il fronte di radiazione diusa dalloggetto avessero intensit` dello stesso ora dine di grandezza, sulla supercie impressionabile si avrebbero variazioni di intensit` paragonabili a con lintensit` media sulla lastra, il che porterebbe ad avere forti disomogeneit` nellannerimento a a della lastra, una volta sviluppata. Per questo si preferisce avere un fascio di riferimento con intensit` due ordini di grandezza superiore. Una volta impressionata, la lastra viene trattata allinterno a di un tank che la protegge dalla luce esterna. Si immerge in una soluzione di sviluppo per circa cinque minuti, con lo scopo di liberare gli ioni dargento, dopodich` si risciacqua con acqua, per e altri cinque minuti. Segue il ssaggio, ovvero si rimuovono i sali non sviluppati, necessario per non avere successivo annerimento della lastra, e poi di nuovo risciacquo, entrambi per cinque minuti.

Gli oggetti bersaglio


Si producono due olograe statiche, ovvero di oggetti fermi, e due dinamiche. Abbiamo scelto come soggetti statici un modellino di canguro e uno di guerriero con scudo. Il primo soggetto per cos` dire dinamico si tratta di un cubetto montato su unelettrocalamita attivabile da interruttore. Un martelletto scende a premere la faccia superiore del cubo quando si attiva la calamita. Il secondo soggetto ` un altoparlante collegato ad un generatore di forme donda regolabile in ampiezza e e frequenza.

Svolgimento dellesperienza
Brevi cenni sulla teoria
E possibile avere unimmagine completa di un oggetto coerentemente illuminato solo se riusciamo a registrare sulla lastra sia lampiezza della luce diusa sia la sua fase. Ad oggi una tecnica standard ` quella dellinterferometria. Consideriamo un sistema di riferimento con z coordinata e perpendicolare alla lastra, posta in z = 0 e il piano della lastra descritto dalle coordinate x e y. Una parte della radiazione coerente viene inviata su un bersaglio che poi la dionde, e una parte viene fatta incidere direttamente sulla lastra da impressionare con un angolo di incidenza che noi chiameremo . Se supponiamo per semplicit` che la sorgente emetta radiazione monocromatica a a lunghezza le intensit` dei due fasci che arrivano sulla lastra si scrivono a 2 seny] Uogg (x, y) = a(x, y)exp[i(x, y)] Uref (x, y) = Aexp[i (1) (2) (3)

Quindi lintensit` della radiazione totale che investe la lastra `, a meno di costanti moltiplicative: a e I(x, y) = A2 + a2 (x, y) + 2Aa(x, y)cos[ 2 seny (x, y)] (4)

la fase entra nella ampiezza, e le frange di forma che si vanno a creare sulla lastra faranno da reticolo di dirazione al fascio di ricostruzione. Quindi, schematicamente, nellolograa si ha una registrazione dellinformazione mediante interferenza, e una ricostruzione dellimmagine mediante dirazione. Se invio il fascio di ricostruzione B, sulla lastra, assumendo che la lastra abbia lavorato in zona lineare della funzione sensitometrica, il campo trasmesso dalla lastra sar` a t(x, y) = tb + I(x, y) Utras = (tb + I(x, y))B (5) (6)

Utras ` composto da tre pezzi: uno rappresenta la parte di fascio di ricostruzione trasmessa dalloloe gramma, gli altri due rappresentano a meno di costanti moltiplicative la Uogg e la Uogg , ovvero il segnale relativo allimmagine virtuale ricostruita dalla parte dellemuslione, e quello dellimmagine reale dalla parte opposta. Nelle nostre esperienze visualizzeremo sempre limmagine virtuale.

Acquisizione di due immagini statiche


Abbiamo montato il tavolo come in Figura 1, cercando di mantenere cammini ottici abbastanza lunghi, dellordine di 135cm. Sistemato il tavolo ci siamo serviti di un fotorivelatore in modalit` a voltaggio e di uno schermo nero per misurare lintensit` del fascio di riferimento e quella della a

radiazione diusa dalloggetto, separatamente. Spostando il fotodiodo dal centro di una lastra di metallo, delle stesse dimensioni che avranno poi le lastre fotograche, no verso i bordi si ` e vericato che il voltaggio registrato fosse sucientemente omogeneo. Ci siamo serviti poi di una curva di taratura Voltaggio-Potenza P otenza = 2.39 103 mW V oltaggio 32W V (7)

per ricavare la potenza raccolta dal fotodiodo, e sapendo che questultimo ha una supercie di 0.68cm2 ` facile trovare lintensit` massima della radiazione incidente secondo la formula e a I= P S (8)

dove P ` la potenza trovata e S ` la supercie totale del fotodiodo. Poich` lintensit` massima ` circa e e e a e costante nel tempo di esposizione della lastra fotograca, allora lenergia per unit` di supercie a sar` data da a E = I tesp (9) Si trova dunque il tempo di esposizione tesp per la lastra, usando la condizione che E sia 50f racJcm2 . Le informazioni dettagliate sono riportate in Tabella 1. Una volta pronti per lacquisizione dellimmagine il tecnico di volta in volta ci ha sistemato in un contenitore oscurato la lastra fotograca con lemulsione. A turno, uno di noi ` rimasto allinterno della stanza in cui viene fatta lesperienza e mentre laltro resta fuori con il cronometro. Questo perch` allinterno ` obbligatoria loscurit` pi` e e a u alta possibile anch` la lastra non si impressioni con la luce dellambiente. Quindi si ottura il e fascio laser, si estrae, si posiziona e si ssa la lastra sul supporto, si raggiunge a tentoni, evitando di toccare il tavolo, lotturatore, e al segnale del compagno allesterno si apre per un tempo pari al tempo di esposizione trovato. Chiuso nuovamente lotturatore, si prende la lastra e la si inserisce in un tank che la ripari dalla luce esterna. A questo punto ` possibile riaccendere le luci e procedere e con lo sviluppo e il ssaggio. Ora si riposiziona la lastra sul supporto, si toglie il beam splitter e si riapre lotturatore. Attraverso la lastra si vede limmagine completa. Qui si riportano le immagini dei due soggetti statici, un canguro e un guerriero, in Figura 2.

Figura 2: Immagini virtuali del camguro e del guerriero, riprodotte grazie ad un fascio di ricostruzione di intensit` circa venti volte superiore a quella del fascio di riferimento. Le immagini a sono visibili entrambe anche con lo stesso fascio di riferimento,ma lintensit` risulta ovviamente a pi` bassa. u

Acquisizione di due immagini dinamiche


Si sono eseguite due acquisizioni per cos` dire dinamiche. Dinamiche perch`, a ribadire quanto e detto poco sopra, ogni parte di lastra acquisisce tutta linformazione, quindi se per met` tempo a 4

di esposizione deformo una supercie e per laltra met` la lascio in quiete, osservo interferenza a distruttiva dove lampiezza della deformazione ` multipla di , sotto semplice forma di zone ose 2 curate. Poich` la fase ricostruita dipende anche dallangolo rispetto al piano ottico dell lastra, e spostandomi nello spazio osservo frange scure in zone dierenti. Questo fenomeno ` meglio osserve abile nellimmagine del cubo. Nel caso del cubo con martelletto, il martelletto viene premuto sul cubo grazie ad una elettrocalamita, producendo una deformazione sulla supercie. Quando invece provoco delle vibrazioni sinusoidali sulla supercie del cono dellaltoparlante, ritrovo nellimmagine una mappatura di ventri e nodi appartenenti ai modi di vibrazione. Proprio per la presenza di diversi modi di vibrazione risulta dicile percepire ad occhio nudo una dierenza nelle frange di intensita spostandosi nello spazio. Si riportano in Figura 3 le immagini del cono vibrante e del martelletto deformato.

Figura 3: Immagini virtuali dinamiche. A destra si riconoscono due lobi, frutto della presenza di modi vibrazionali allinterno del cono.

Utilizzo di unimmagine statica come reticolo dirattivo per una lampada spettrale
In questa parte di esperienza si ` vericata la propriet` di reticolo dirattivo insita nellolograa. e a Grazie al fatto che lo strato di emulsione ha uno spessore dellordine del m, possiamo pensare intuitivamente che ogni strato di argento si comporti come uno specchio parzialmente riettente. Se si trattasse di specchi piani avremmo una pura interferenza alla Bragg, in cui sen = n 2d (10)

La situazione non ` cos` rosea, ma in linea di principio si riconduce a questo. Si invia la radiazione e di una lampada spettrale, ovvero di una radiazione bianca in cui sono presenti pi` righe di u emissione, sulla lastra, e il risultato ` che si vedono sette gure separate tra loro in base al colore, e dal rosso al violetto. Questo perch` leetto di ltraggio alla Bragg si attua per angoli di incidenza e dierenti a seconda della lunghezza donda. In Figura 4 si riporta una fotograa del fenomeno.

Figura 4: Immagine olograca in cui il fascio di ricostruzione ` dato da una lampada spettrale. e

Soggetto Guerriero Canguro Martelletto Altoparlante

A + B(cm) 134.5 135.0 135.0 167.0

C + D + E(cm) 135.0 135.5 134.5 167.0

Vref (V ) 0.86 0.92 0.86 0.59

Vogg (V ) 0.04 23.1 (mV) 15.6 (mV) 0.23

tesp (s) 16.1 15.3 16.3 17.6

Tabella 1: Si riportano i cammini ottici per singolo braccio, i potenziali raccolti per il fascio di riferimento e per loggetto, i tempi di esposizione, specici di ogni singola olograa