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Dieta o corretto Stile Alimentare?


Sebbene i due termini siano pressoch sinonimi ed quindi improprio metterli in antitesi, spesso nella realt lo sono; questo perch un po spinti da nozioni scientifiche non sempre chiare, oppure confusi da pubblicit ingannevoli confondiamo il termine dieta con piani nutrizionali che hanno poco o nulla del corretto stile di vita. Diete di questo tipo riescono a far perdere anche 10 Kg in un solo mese, ma spesso come sappiamo questi Kg si recupereranno con gli interessi non appena termina la dieta in questione; spesso poi essendo sbilanciate nei macronutrienti comportano carenze vitaminiche e ferrose; di qui la necessita di aggiungere spesso degli integratori che compensino tale perdita. Gli approcci su cui si basano sono fondamentalmente di due tipi ed ormai conosciuti da molto; un primo tipo che potremmo definire Diete altamente proteiche con restrizione carboidratica, hanno un contenuto calorico che raramente eccede le 1500Kcal con quantitativi di proteine che superano il 30% della razione giornaliera ed esclusione quasi completa dei carboidrati. Sebbene questo tipo di diete nellimmediato facciano diminuire di peso in maniera consistente hanno a lungo effetti deleteri sui fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, spesso poi determinano un innalzamento dei livelli di colesterolo LDL (Colesterolo cattivo). La perdita di peso si realizza principalmente attraverso la perdita di acqua cellulare e per mezzo di una deplezione delle scorte di glicogeno epatico e muscolare, inoltre stimolano la cosiddetta chetogenesi con formazione di abbondanti scorie nelle urine e nel sangue con conseguente affaticamento dei reni e del fegato. Questo tipo di diete sono spesso seguite da coloro che fanno un intensa attivit agonistica, nonch da body-builder, con la speranza che le prestazioni ne siano aumentate; in realt questo concetto ormai vecchio di un secolo, ed anche il Coni mette in risalto quanto siano pericolose a lungo termine, ponendo invece laccento sulla necessit di un corretto utilizzo dei carboidrati per mantenere a lungo lefficienza agonistica. Per quanto detto in precedenza le diete iperproteiche sono controindicate soprattutto in caso di problemi epatici e renali (insufficienza renale, nefropatia diabetica ecc.). Non adatta per chi pratica sport di resistenza come la corsa o il ciclismo. Diete iperproteiche possono essere eseguite quindi per un breve lasso di tempo e soprattutto sotto stretto controllo di operatori esperti che sappiano dosare proteine e carboidrati sfruttando leffetto chetogenico, ma monitorando laccumulo delle sostanze tossiche. Laltro tipo potremmo definirle Diete a basso contenuto calorico perch assegnano pochissime Kcal giornaliere, spesso meno di 1200, scendono quindi al di sotto del metabolismo basale (il dispendio energetico di un organismo a riposo), tipico di ogni persona promuovendo un effetto snellente dovuto a perdita di acqua attraverso le cellule e soprattutto massa magra, costituita principalmente ma non solo da muscoli. Ecco spiegato dunque perch queste diete lasciano quelleffetto di pelle flaccida soprattutto in viso e sulle braccia, chiari indici di una malnutrizione per difetto di proteine. Spesso comportano la somministrazione di integratori per ripristinare le perdite di minerali, soprattutto calcio, causati dallimpoverimento delle scelte alimentari. Va sottolineato che poich il metabolismo basale di un individuo tanto pi alto quanto maggiore la sua massa magra, in questultimo tipo di diete il metabolismo basale

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tender ad abbassarsi rispetto che allinizio, perci il fisico acquister pi facilmente peso una volta terminata. E fondamentale poi dire che se le Kcal assegnate sono al di sotto delle 1000, cosa che spesso viene proposta, sarebbe assolutamente necessaria lospedalizzazione per seguire landamento dei parametri vitali dellindividuo e minimizzare eventuali rischi alla salute. Se a tutto questo si aggiunge che entrambi queste tipologie alimentari non educano a nutrirsi correttamente, ecco che una volta terminata la dieta si acquisteranno di nuovo i chili persi, si entra cos in un vortice di dieta-dimagrimento-fine dieta-acquisizione peso, il cosiddetto effetto yo-yo dal quale sar difficile uscire. Infine in entrambi i casi si sviluppano delle resistenze corporee al dimagrimento, difficili da eliminare in seguito. Dopo aver detto ci, si sarebbe pensati a supporre che non esistano soluzioni per coloro che stanchi del loro peso vogliano dimagrire. Qui invece entra in gioco il nutrizionista, colui il cui compito elaborare uno stile alimentare che sia estremamente personalizzato. Si tratta di un piano che si propone di raggiungere non solo risultati duraturi, ma soprattutto che si pone come reale obiettivo la salute futura dellindividuo, cercando di migliorarne per quanto possibile lo stato psico-fisico. Lapproccio semplice, ma richiede competenza poich necessario studiare le caratteristiche della persona nel suo complesso, prendendo una serie di misure e parametri con lo scopo di definire anche, ma non solo, quelli che sono i valori del Metabolismo basale e del Fabbisogno energetico (energia spesa durante la giornata). In seguito viene definita la percentuale di proteine che lindividuo dovrebbe assumere e si ripartiscono le Kcalorie rimanenti in carboidrati e grassi. Le Kcal assegnate saranno al di sopra del metabolismo basale e al di sotto del Fabbisogno Energetico. Si tratta quindi di un regime alimentare non restrittivo, il cui scopo fare perdere massa grassa e non massa magra, preservando il metabolismo basale. In questo tipo di regime, il contenuto calorico tale da poter costruire pasti che siano equilibrati e rispettino la nostra dieta mediterranea, fornendo quindi una concreta soluzione per prevenire le malattie croniche e degenerative, grazie soprattutto alla qualit che ritroviamo nei suoi prodotti: basti pensare alla verdura e alla frutta, che dovrebbero essere assunte tutti i giorni; oppure allolio di oliva, ricco di Vitamina E ed ancora pesce, erbe aromatiche, fibre. Lattenzione rivolta semplicemente alle porzioni che verranno strutturate in maniera tale da rispettare il contenuto calorico inizialmente definito. Questo tipo di regime associato ad una moderata e sana attivit fisica il modo migliore per mantenere giovane un corpo che sta invecchiando. Lassociazione quindi di sana alimentazione e movimento produce dei vantaggi che spesso possono essere notevoli e visibili, consente di perdere peso, gradualmente ma stabilmente nel tempo, prendendo piena coscienza dei precedenti errori. E solo per mezzo di piani cos definiti che i termini dieta e corretto stile alimentare si riappacificano con se stessi divenendo di nuovo sinonimi.

A cura del Dott. Carlo Valeriani Biologo Nutrizionista

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