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IL CANTO, LA VOCE n.

4 "RESPIRO ERGO CANTO"

Lo studio del canto tutto basato su determinati risultati da ottenere, come il numero di un equilibrista: aprire la gola, abbassare il laringe correttamente , far vibrare le corde in modo fisiologico e non traumatico, regolare il FIATO. La respirazione: la prima cosa importante Il cantante uno strumento a fiato. Se non vi fosse il fiato a sostegno di ogni suono diventeremmo tutti cianotici e i suoni emessi sarebbero simili a quelli dun vaporetto sgangherato. Sembrer incredibile ma, dalla mia esperienza, ho rilevato che la maggior parte dei maestri di canto non spiega esattamente come si respira oppure fornisce una serie infinita di dati tra loro spesso contrastanti. Perch? E un vero mistero a cui non riesco a dare una spiegazione , ma solo supposizioni. Intanto i vari manuali e i saggi della cosiddetta Scuola antica (dai trattati del Tosi e del Mancini, per intenderci, si parla di circa due secoli e mezzo fa) hanno la singolare e precipua caratteristica di essere involuti, complicati da una scrittura pomposa, spesso indecifrabile. Inoltre non si soffermano a lungo sulla questione del corretto meccanismo respiratorio. Poi bisogna considerare che nel Canto si procede sempre in modo empirico, quindi ogni cantante ha delle sensazioni fisiche emettendo un suono che magari non corrispondono al meccanismo effettivo della sua respirazione. Mi capitato spessissimo di ascoltare grandi artisti incapaci di spiegare come respirassero ; mi capitato altres di leggere teorie completamente differenti e addirittura opposte tra loro. Di solito il frasario respiratorio recita questi immancabili versetti:

Bisogna respirare col diaframma Bisogna respirare basso Guai a respirare alto Guai ad alzare le spalle durante linspirazione Guai a cantare sollevati sulle punte Riempi bene anche la schiena daria Poggia bene sulle gambe durante lespirazione Bisogna cantare in apnea Siamo gi al Codice per iniziati, roba da terrorizzare anche il pi audace tra i volenterosi. Vi sono naturalmente delle verit in questi precetti e alcuni luoghi comuni: il diaframma, cio il muscolo che separa i polmoni dalla gabbia toracica, un muscolo invisibile" (molti lo confondono con la pancia) ; respirare basso unidea, una sensazione (forse meglio pensare che i polmoni siano pi larghi sotto che sopra); le spalle, in molti cantanti, si alzano eccome (Del Monaco, Nilsson,Blake), in altri non si muovono (Corelli, Lauri Volpi, Deva), dipende dalle singole fisicit; il canto in apnea unaltra sensazione, poich cantare non corrisponde esattamente a immergersi negli abissi come facevano Majorca e Mayol. Non parliamo poi di quei terribili tomi pieni di immagini che dovrebbero aiutare un cantante e invece lo terrorizzano: scheletri, foto, patologie orribili, anatomie sezionate. Praticamente un film di C.S.I. . Di solito i grandi cantanti respirano tutti allo stesso modo. viene preso fiato dal naso ( una buona abitudine, per non seccare le mucose della gola e non aspirare polveri nocive,umidit,ec.) : la gabbia toracica si allarga, il diaframma compie il suo bravo movimento involontario, la zona che deve ampliarsi una sorta di cintura che parte dalladdome per interessare anche la schiena , come una fascia elastica che si gonfia. Durante questa fase la zona clavicolare deve essere esclusa (sebbene i polmoni si riempiano comunque anche nella loro zona apicale), le spalle non devono possibilmente muoversi. Non necessario gonfiarsi come dei canotti o dei palloni aerostatici! Se si osservano i filmati di Kraus o Corelli, che pur avevano fiati interminabili, la presa di fiato impercettibile. Nella fase dell ESPIRAZIONE bisogna tenere ben saldi i muscoli sotto-addominali, collocati nella zona pelvica, come fossero una leva di sostegno e non abbandonare la fascia intercostale, che rester tesa per tutta la durata della frase. Ci avverr sempre con naturalezza e morbidezza, senza spinte, colpi, movimenti a scatto. "Quando sarai rotondo come me, allora canterai bene. cos diceva Gigli ai giovani allievi. Gigli non intendeva rotondo per grasso, ben inteso: parlava ovviamente del muscolo, che inevitabilmente si forma ap-

poggiando il suono per il canto lirico. , quindi nel momento in cui il fiato si trasforma in suono e viene emessa la voce, il fiato va in qualche modo dosato e regolato, affinch non vada via subito, tutto insieme. La sensazione quella di trattenere tesa la cintura che si era formata prima , aiutandosi con i muscoli della fascia intercostale e addominale. Kraus parlava di una membrana tesa allinfuori, che non doveva mai cedere; Sesto Bruscantini, il grande baritono che proprio con Kraus si perfezion, usava un cinturone per appoggiarvi i suoni: lo stesso Fiorenza Cossotto ,che usava invece una rigida panciera, e cos Giorgio Merighi, che senza la sua provvidenziale cintura non andava in recita. Pavarotti , ai suoi allievi, poneva il pugno sulladdome e poi li invitava a cantare: in pratica, per non soffocare, si veniva costretti a contrapporre la propria spinta muscolare a quella della mano di Lucianone: un bel training. Si constatato che una corretta respirazione favorisce quasi automaticamente lapertura della gola:esattamente come avveniva quando eravamo in fasce o come avviene, istintivamente, negli animali. Provate a guardare un cane mentre respira o quando abbaia: quella la respirazione giusta.