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UNIVERSIT DELLA CALABRIA

FACOLT DI LETTERE E FILOSOFIA

Corso di Laurea in
FILOSOFIE E SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE E DELLA CONOSCENZA

Elaborato finale

LE STRATEGIE DELLA COMUNICAZIONE DELLA CORTESIA IN USO NEL FORUM DI http://mondoailati. unical.it. UNA RICERCA EMPIRICA

Supervisore di elaborato

Candidato/a

Prof.: Giorgio Lo Feudo


Matr.: 77859 Area: Discipline semiotiche e linguistiche Anno Scolastico 2004/2005 Sessione: Novembre 2005

Jessica Panaia

INDICE

Abstract ............ pag. 3 Premessa ..... pag. 4

Prima parte:
1. CAPITOLO PRIMO: La comunicazione .... pag. 6

2. CAPITOLO SECONDO: La comunicazione della cortesia secondo il modello di Brown e Levinson .......... pag. 8 2.1. Il principio di cortesia ........ pag. 8 2.2. Modello della comunicazione della cortesia ....... pag. 9 2.3. Limmagine personale ... pag. 10 2.4. Il principio di razionalit ... pag. 10 2.5. Gli atti di minaccia dellimmagine personale . pag. 11 2.6. Calcolo della portata dellatto di minaccia . pag. 12

3. CAPITOLO TERZO: Le strategie comunicative della cortesia .. pag. 14 3.1. Forme di cortesia in positivo ..... pag. 14 3.2. Forme di cortesia in negativo .... pag. 16 3.3. Atti espliciti ....... pag. 18 3.4. Atti impliciti ...... pag. 18

Seconda parte:
a. CAPITOLO QUARTO: Le strategie della cortesia in uso nel forum di mondoailati.unical.it ......... pag. 21 b. Materiali e metodi .. pag. 21

i. CAPITOLO QUINTO: Risultati e conclusioni .. pag. 25 5.1. Risultati ......... pag. 25 5.2. Conclusioni ....... pag. 26

Bibliografia ..... pag. 27

Allegati .... pag. 28

Abstract
This thesis deals with the process of communication according to Brown and Levinsons model. This model is based on the concept of communication as strategy, in fact, what the two authors propose is an analysis of the communicative strategies of politeness. They represent a relational daily phenomenon, present in every society and through which the individuals not only negotiate their own relationships, but they regulate, also, the potential of aggressiveness inside each community. Its an universal strategy able to preserve and to respect the image of man as individual, and of the others. As basic of their theory, Brown e Levinson consider an individual gifted of intentionality, who knows some preambles which characterize the interaction, and he is conscious that every other partecipant of the communicative exchange shares the same preambles with him. Every individual-actor has a personal image (both positive and negative), and hes a rational agent who chooses the means which are more appropriate to reach his own proposes. The strategies that can be adopted in every communicative exchange, depend on the partecipants intentions. They decide if the immediateness of the message or the protection of the receivers image must prevail, and if between sender and receiver there must be a formal distance or if they can be considered on the same level. Communication, therefore, isnt a simple exchange of messages, but its instead an event that encloses all those who partecipate to it.

Premessa

Lobiettivo della tesi quello di localizzare le strategie della comunicazione della cortesia che i partecipanti alle discussioni telematiche, in atto nel sito ufficiale del Corso di Laurea in Filosofie e Scienze della Comunicazione e della Conoscenza dellUniversit della Calabria (http://mondoailati.unical.it), adottano con maggiore frequenza. Questo lavoro si divide in due parti. Nella prima parte si presenta un generico schema della comunicazione e si introduce il modello predisposto da Brown e Levinson nonch le differenti strategie comunicative della cortesia. Nella seconda parte viene illustrata lapplicazione di queste strategie ad alcuni forum di mondoailati.unical.it (il sito del Corso di Laurea in Filosofia e Scienze della Comunicazione e della Conoscenza dellUniversit della Calabria, Cosenza). La comunicazione un evento che abbraccia tutti coloro che vi partecipano; essa considerata lo strumento privilegiato della relazione interpersonale. Il lavoro di Brown e Levinson propone unanalisi delle strategie comunicative della cortesia, considerata come una modalit di gestione dellaggressivit umana che consente di salvaguardare limmagine personale dellemittente (E) e del ricevente (R). I due autori pongono alla base della loro teoria l individuo dotato di intenzionalit, il quale a conoscenza di alcune premesse che caratterizzano linterazione ed consapevole che ogni partecipante alla comunicazione condivide con lui queste stesse premesse. Ogni individuo-attore possiede unimmagine personale (in termini sia positivi che negativi) ed un agente razionale che sceglie i mezzi pi appropriati per raggiungere i propri fini. La cortesia, esprimendo definite modalit di porsi e di stare in relazione con gli altri nonch di negoziare quotidianamente la distanza interpersonale, implica il ricorso a precise strategie di comunicazione che tengono conto delle proprie intenzioni e delle esigenze psicologiche dellimmagine del destinatario. Gli attori comunicativi possono scegliere che tipo di strategia adottare in ciascuno scambio comunicativo. Si pu mettere in atto una comunicazione esplicita e diretta costruendo una discussione aperta ed univoca, in quanto lintenzione del messaggio viene colta nella sua immediatezza evitando fraintendimenti. Gli individui possono analogamente decidere di comunicare in maniera implicita e in tal caso lemittente viene visto come un attore rispettoso degli altri, in quanto evita di assumersi la responsabilit degli atti di minaccia realizzati. Lindeterminatezza della comunicazione passa in secondo piano rispetto al fine di salvaguardare limmagine del ricevente. Con la cortesia in positivo, lindividuo-attore si pone sullo stesso piano dellinterlocutore, tendendo a ridurre le distanze che li separano e creando una condizione di informalit. Nel caso della cortesia in negativo, lattore comunicativo pu compensare un eventuale atto di minaccia, manifestando rispetto nei confronti dellinterlocutore. Al contrario della cortesia in positivo, si cerca di mantenere una distanza formale evitando di invadere il <<territorio>> del ricevente. Brown e Levinson, presentando un modello transculturale per interpretare il fenomeno della cortesia, racchiudono in ununica teoria la cortesia come amicizia e la cortesia come formalit.

ii. LA COMUNICAZIONE

Un processo di comunicazione avviene quando si ha passaggio di un messaggio da un mittente ad un destinatario. Perch tale processo abbia luogo necessario che le componenti che formano il messaggio, i segni, siano costruite e combinate secondo certe regole, tali da formare un codice. Mittente e destinatario devono condividere tali regole, altrimenti non possono comunicare tra loro. Loperazione si realizza grazie al fatto che i messaggi codificati viaggiano su un canale fisico, che funge da supporto materiale. Un ruolo fondamentale svolto dal contesto in cui la comunicazione si realizza. Questo modello di rappresentazione del processo comunicativo fu introdotto alla fine degli anni Quaranta da Shannon e Weaver1. In seguito, il linguista e semiologo russo Roman Jakobson2 osserv che in ciascun atto comunicativo non sono solo compresi i sei elementi indicati ma anche le funzioni che questi svolgono:

Com noto, il linguaggio verbale lo strumento principale attraverso cui si comunica, ma non lunico, infatti, gran parte del significato dei nostri messaggi in realt veicolato da segni non verbali (simboli, espressioni del volto, tono della voce, ) e lintegrazione dei sistemi verbali e non verbali concorre a formare il senso globale del messaggio. Sempre nellottica di fornire una definizione della nozione di comunicazione, opportuno prendere in considerazione il Principio di cooperazione3. di Grice (1967). In esso si sostiene la necessit di assicurare la comune intenzione di coloro che partecipano allo scambio comunicativo di portare a buon fine la conversazione. In pratica, tutti devono essere certi che anche gli altri abbiano lintenzione di cooperare proficuamente allo scambio. Questo principio si articola in quattro massime: c. la Massima di Quantit (<<di quanto richiesto e non dire di pi di quanto necessario>>); d. la Massima di Qualit (<<di la verit, sii sincero>>); e. la Massima di Pertinenza (<<cerca di dare contributi pertinenti>>); f. la Massima di Modo (<<sii chiaro e perspicuo>>).

La comunicazione non , quindi, descrivibile come un passaggio, uno scambio di segni e di messaggi. Essa piuttosto un evento, ossia qualcosa che abbraccia tutti coloro che vi partecipano e che non si riduce alla semplice chiusura del circuito che va dal mittente al destinatario.

i. LA COMUNICAZIONE DELLA CORTESIA SECONDO IL MODELLO DI BROWN E LEVINSON

La Strategia della comunicazione della cortesia rappresenta, secondo il modello di Brown e Levinson4. (1987), un fenomeno relazionale quotidiano, presente in ogni societ e cultura, attraverso cui gli individui non soltanto manifestano la propria correttezza, ma negoziano i propri rapporti e rendono accettabile la convivenza. La strategia della comunicazione della cortesia serve per regolare il potenziale di aggressivit interno ad ogni comunit. E una strategia universale atta a conservare e rispettare limmagine di s e degli altri. Brown e Levinson nellaffrontare tele problema, pongono in evidenza limportanza delle differenze culturali nelle varie forme comunicative della cortesia. Sostengono, infatti, che esistono culture che favoriscono le relazioni intime e i rapporti egualitari (ethos fraterno), privilegiando le forme della cosiddetta <<cortesia in positivo>> (rito positivo); ma esistono anche culture in cui la distanza interpersonale elevata ed i rapporti sono gerarchizzati (ethos paterno), rifacendosi alla cosiddetta << cortesia in negativo>> (rito negativo)5..

1. Il principio di cortesia

A fondamento del principio di cortesia viene posto lindividuo sociale, definito come una cosa sacra: non si osi violarla n infrangere i suoi confini. (Durkeim, 1912) Il principio di cortesia non costituisce un fatto presupposto ma occorre che esso venga comunicato e reso esplicito da coloro i quali pongono in essere lo scambio comunicativo.Tale principio, pur differenziandosi nelle forme e nei modi di realizzazione, possiede unapplicabilit universale e viene considerato un fenomeno <<sociale>>. Brown e Levinson pongono lintenzionalit come condizione fondativa delle strategie di cortesia. Al problema dellintenzionalit vengono collegati due assunti: ii. il concetto di mutua conoscenza, ambiente cognitivo mutuamente manifesto (Sperber e Wilson)6.; iii. considerare lintenzionalit come elemento transculturale della comunicazione.

iv. Modello della comunicazione della cortesia

Brown e Levinson pongono alla base della loro teoria un individuo dotato di intenzionalit. Sottolineano, in particolare, che ogni individuo-attore di uno scambio comunicativo a conoscenza di alcune premesse che caratterizzano linterazione ed consapevole (confidando in ci) che ogni partecipante alla comunicazione condivide con lui queste stesse premesse. In particolare:

ogni individuo-attore possiede un immagine personale in termini sia positivi che negativi; ogni individuo un agente razionale che sceglie i mezzi pi appropriati per raggiungere i propri fini seguendo gli schemi di ragionamento pratico; nel reciproco interesse di ciascuno dei due attori impegnarsi a preservare e a rispettare limmagine dellaltro; alcune azioni comunicative hanno un potere intrinseco di minacciare limmagine altrui; la strategia di cortesia dovr essere quella pi appropriata alla possibile minaccia.

Limmagine personale

Limmagine personale linsieme dei limiti che circoscrivono il territorio personale e definisce la parte <<pubblica>> della propria persona. Lintegrit e la conservazione di tale immagine viene rivendicata in ogni scambio comunicativo. La difesa della propria immagine non un fatto acquisito una volta per tutte o una norma diffusa culturalmente a cui adeguarsi automaticamente. Essa bisogna intenderla come una conquista quotidiana fatta dagli attori della comunicazione in ogni scambio con i propri interlocutori. Limmagine personale costituita da due componenti tra loro interconnesse: una componente negativa, intesa come necessit di libert massima nella realizzazione delle proprie azioni e che rappresenta la rivendicazione del proprio territorio, la difesa dellintegrit personale, la necessit di mantenere la propria libert dazione e laspirazione a non sottostare ad imposizioni esterne; una componente positiva, intesa come bisogno di ricevere approvazione, comprensione e ammirazione. Questultima rappresenta la necessit di condividere con gli altri gli obiettivi riconosciuti come degni di interesse.

Il principio di razionalit

Accanto al concetto di immagine personale, Brown e Levinson, mettono in evidenza il principio di razionalit dellattore nel processo comunicativo. Il termine razionalit, da loro utilizzato, si riferisce ad un preciso schema di ragionamento pratico applicato dagli individui nella scelta delle strategie comunicative della cortesia. Utilizzare un ragionamento pratico significa fare delle inferenze per stabilire le connessioni logiche tra gli obiettivi/fini e i mezzi idonei per il loro raggiungimento. Dunque nellambito della comunicazione interpersonale della cortesia, il fine/obiettivo coincide con la salvaguardia della propria immagine ed i mezzi conseguono allindividuazione delle strategie comunicative pi adatte ad attenuare il rischio dellatto di minaccia sullimmagine.

Gli atti di minaccia dellimmagine personale

Esistono atti sia verbali che non verbali che hanno un carattere di minaccia per limmagine personale dellindividuo a cui sono diretti. Essi vengono classificati da Brown e Levinson in atti che minacciano limmagine negativa ed atti che minacciano limmagine positiva. Fanno parte del primo gruppo quelle azioni che manifestano lintenzione dellemittente (E) di non evitare di ledere la libert del ricevente (R) . In particolare: atti comunicativi che riducono i gradi di libert di R (ordini, richieste, minacce, avvertimenti) realizzati da E affinch R compia una determinata azione; atti comunicativi che pongono R in una posizione di debito e di gratitudine (offerte, promesse). Predicano alcune azioni future positive di E nei confronti di R; atti comunicativi che pongono R nella condizione di proteggere oggetti o cose che gli appartengono (complimenti, espressioni di ammirazione o di invidia). Predicano alcuni desideri di E verso R o verso cose che gli appartengono. Il secondo gruppo di atti, quelli che minacciano limmagine positiva di R, consistono in quelle azioni che dimostrano lindifferenza di E nei confronti dei sentimenti, delle aspettative e dei bisogni di R. In particolare: atti comunicativi di E che evidenziano una valutazione negativa di alcuni aspetti dellimmagine di R (insulti, accuse, lamentele, provocazioni, atti che esprimono disaccordo); atti comunicativi che manifestano il disinteresse di E per quanto appartiene a R (imbarazzare o spaventare) o che sottolineano la non volont di cooperare con R (interruzioni del discorso, disattenzione, mancato utilizzo degli appellativi onorifici).

Calcolo della portata dellatto di minaccia

Si detto che le strategie di cortesia sono considerate una scelta intenzionale degli attori della comunicazione, finalizzate ad attenuare gli atti che recano una minaccia allimmagine di R. Brown e Levinson hanno individuato alcune componenti di natura sociale che servono a definire il livello di cortesia che verr impiegato da E nei confronti di R. Ci consente di tentare di calcolare il <<peso>> degli atti che implicano una qualche minaccia allimmagine personale. Essi sostengono che ogni atto di minaccia viene definito secondo un principio di sommativit: Px = D (E, R) + P (R, E) + Ix dove: Px la forza dellatto di minaccia D la misura della distanza sociale tra E e R P la misura del potere che ha R su E Ix esprime il valore dellimposizione che un atto di minaccia comporta.

Il valore delle componenti non sociologico, ma deriva dalle assunzioni che E ed R fanno sulla natura della propria interazione e precisano che la distanza sociale [ D (E, R) ] una dimensione simmetrica fondata sullasse <<similarit/differenza>>, che si ricava anche dalla frequenza degli scambi comunicativi fra E ed R; il potere di R su E [ P (R, E) ] una relazione asimmetrica e deriva dalla possibilit o meno di R di imporre ad E il proprio punto di vista. Il potere ha due componenti principali: una forma materiale (economica) ed una forma metafisica (psicologica). Per quanto concerne il grado di imposizione di un atto di minaccia [Ix], Brown e Levinson sostengono che vi sono due scale (culturali) in grado di precisare quanto un atto di minaccia possa essere valutato come realmente minaccioso da parte di un attore. Tali imposizioni in un caso si riferiscono alla componente negativa dellimmagine di R e si manifestano con richieste, ordini, ecc.; mentre, nellaltro caso si riferiscono alla componente positiva dellimmagine di R. Questultima viene valutata a partire dalla discrepanza tra limmagine di s che si ritiene di esibire e limmagine di s effettivamente manifestata allaltro.

7. LE STRATEGIE COMUNICATIVE DELLA CORTESIA

Brown e Levinson hanno classificato quattro categorie di strategie della comunicazione della cortesia: 1. forme di cortesia in positivo 2. forme di cortesia in negativo 3. atti espliciti 4. atti impliciti

a. Forme di cortesia in positivo

Le forme di cortesia in positivo tengono conto del bisogno di compensare un possibile atto di minaccia di E con un suo intervento riparatorio rivolto a sostenere limmagine positiva di R. La cortesia in positivo consiste in una sorta di comunicazione di <<solidariet>> tra E ed R, in quanto E deve comunicare ad R che quanto R desidera, crede, possiede degno di interesse ed condiviso da E.

Tale cortesia include le forme di apprezzamento, di conferma, di condivisione dei bisogni, dei desideri e delle aspettative altrui. Insomma una sorta di <<rapporto cooperativo>> che lega E ad R. Brown e Levinson evidenziano che le strategie di cortesia in positivo avvengono allinterno di scambi comunicativi tra conoscenti. Un aspetto distintivo di tali atti lestensione metaforica dei rapporti di intimit in quanto la cooperazione tra E ed R ha come obiettivo quello di rendere esplicita lintenzione di E di apprezzare e di valorizzare quanto si riferisce allidentit di R. Questa forma di cortesia, inoltre, usata nelle strategie riparatorie finalizzate a compensare eventuali offese arrecate allimmagine di R. La cortesia in positivo svolge anche la funzione psicologica di facilitatore relazionale e acceleratore sociale, manifestando lintenzione di E di instaurare un rapporto pi stretto e informale con R.

Le modalit individuate da Brown e Levinson in cui si articola la cortesia in positivo sono tre. La prima consiste nel fatto che E pu compiere un atto di cortesia in positivo come forma riparatoria verso limmagine positiva di R, facendo riferimento ad un <<territorio comune>>, inteso come ambito relazionale che include uno specifico gruppo di individui che condividono gli stessi valori e obiettivi. Si tratta della cosiddetta: 8. Cortesia in positivo come interesse e attenzione Consiste nel comunicare che quanto desiderato da R degno di interesse e di (es.: <<Oh, che magnifico vestito!>>). attenzione da parte di E

9. Cortesia in positivo come condivisione e appartenenza sociale Si fonda sullappartenenza allo stesso gruppo o categoria di individui. Fondamentale per questa seconda modalit il cambio di codice linguistico, dal momento che con esso si evidenzia il passaggio da una condizione in cui E ed R non fanno parte dello stesso gruppo (out-group) ad una condizione in cui entrambi gli attori fanno riferimento alla stessa realt sociale (in-group). I cambiamenti di codice riguardano non solo il ricorso a forme linguistiche determinate o al dialetto, ma prevedono anche il passaggio da una lingua ad unaltra. 10. Cortesia in positivo come ricerca del consenso e dellaccordo E costituita dallindividuazione di alcuni punti di contatto, in termini di condivisione di opinioni, di credenze, di conoscenze. Queste condivisioni portano gli attori a definire una comune prospettiva di riferimento entro la quale interpretare gli eventi personali, ambientali e sociali. (es.: <<Abbiamo vinto la nostra partita, vero Marco?>>) (vedi allegato 1) La seconda modalit di cortesia in positivo consiste nel rendere esplicita la partecipazione cooperativa di E e di R ad una medesima attivit ritenuta degna di interesse da entrambi gli attori. 11. Cortesia in positivo come attivit di cooperazione Fa riferimento ad una condizione di cooperazione che pu essere realizzata indicando che E non solo a conoscenza di alcuni desideri e aspettative di R ma che in grado di essere attento e di avere cura di questi desideri (es.: <<So che ami le rose, ma non le ho trovate, cos ti ho preso dei gigli>>). Un altro modo di esprimere la cortesia in positivo come cooperazione, consiste nel costruire una sorta di reciprocit tra E ed R nel senso di sottolineare che ci che desiderato da R desiderato anche da E e viceversa. (es.: <<Prendiamoci un gelato>>) (vedi allegato 2) La terza modalit di cortesia in positivo si verifica nel caso in cui E pu esaudire uno o pi desideri di R ed indica esplicitamente che E condivide i desideri e le richieste di R per il bene di R stesso: 12. Cortesia in positivo come soddisfacimento dei desideri

Consiste nel soddisfacimento effettivo di un desiderio di R, come segno di rispetto e di condivisione di E per ci che desidera R. E fa questo solo per linteresse di R. Le strategie impiegate in questo ambito sono il regalo, le manifestazioni di simpatia, di comprensione.

a. Forme di cortesia in negativo

La cortesia in negativo svolge la funzione di riparare e attenuare gli effetti prodotti da un atto di minaccia allimmagine negativa di R. Queste strategie caratterizzano gli scambi formali pi che i rapporti di familiarit e sono idonee a mantenere la distanza sociale pi che a ridurla (come avviene invece nella cortesia in positivo). Le modalit principali della cortesia in negativo sono: la forza illocutoria dellatto linguistico7., i processi di impersonalizzazione (luso del passivo) e la predisposizione di <<vie di uscita>> che consentono al destinatario di non subire la minaccia della propria immagine. Le tipologie prese in esame da Brown e Levinson sono cinque: b. Essere convenzionalmente indiretti Caratterista dellessere convenzionalmente indiretti luso di frasi contestualmente non ambigue ma che, allo stesso tempo, sono costituite da significati differenti da quelli letterali. (es.: << Puoi passarmi il sale, per favore?>> richiest a indiretta, non verifica delle abilit del ricevente) (vedi allegato 3) g. Non presupporre e non dare per scontato E evita di fare presupposizioni sui desideri e sugli interessi di R. Non dare per scontato che R sia in grado di fare ci che E ha richiesto attraverso latto di minaccia. (es.: << Bill un vero e proprio pesce>>) (vedi allegato 4) h. Non essere coercitivo nei confronti del ricevente E deve evitare di forzare la risposta di R. (es.: << Non hai del pane, per caso?>>) (vedi allegato 5) i. Comunicare il desiderio di E di non violare il territorio di R E deve essere consapevole delle esigenze connesse con limmagine negativa di R e ne tiene conto quando decide di comunicare un atto di minaccia. (es.: << Non voglio annoiarti, ma>>) (vedi allegato 6) j. Soddisfare i desideri di R Compensare parzialmente latto di minaccia dellimmagine di R, attraverso il soddisfacimento di alcuni desideri di R. E pu porre rimedio ad un atto di minaccia dichiarando il proprio debito verso R.

Atti espliciti

La terza possibilit che gli attori della comunicazione hanno per esprimere la cortesia quella dellessere espliciti. Un atto viene inteso come <<esplicito>> nel momento in cui appare chiaro il modo che E adotta per comunicare le proprie intenzioni a tutti coloro che partecipano allo scambio (es.: <<Ti prometto che verr a trovarti>>). Con questa strategia E sembra privilegiare lesigenza di porre in atto una minaccia in modo chiaro. L<<essere espliciti>> pu avvenire secondo due differenti modalit: 2. E pu decidere di non minimizzare il grado di minaccia del suo atto comunicativo, ignorando limmagine di R; 3. E pu scegliere di compiere un atto di minaccia, cercando allo stesso tempo di attenuare parzialmente gli effetti della minaccia sullimmagine di R.

Il primo caso richiede condizioni reciprocamente conosciute in modo da giustificare la scelta di non porre rimedio allatto di minaccia. E il caso di situazioni di estrema urgenza o di pericolo, dove viene considerato meno grave il fatto che E rinunci a minimizzare il proprio atto di minaccia. (es.: <<Attenzione al fuoco>>) (vedi allegato 7) Il secondo caso riguarda la possibilit di realizzare un atto di minaccia tentando, successivamente, di attenuarne la portata. (es.: <<Ciao a domani>>) (vedi allegato 8)

a. Atti impliciti

Un atto implicito viene definito come un messaggio al quale non possibile attribuire ununica intenzione comunicativa. Esso consente un certo numero di interpretazioni possibili. Un attore, in questo caso, pu essere libero di realizzare un atto di minaccia senza assumersi la responsabilit diretta dellatto stesso, lasciando allinterlocutore il compito di decidere quale interpretazione dare ad esso. Brown e Levinson affermano che vi sono due fasi nel processo di decodifica e di interpretazione dellintenzione comunicativa di E da parte di R: La prima consiste nellindividuazione di alcuni <<segnali>> allinterno del messaggio che sollecitano R a far ricorso ad un processo di inferenza; la seconda fase fa s che con tali inferenze si passi da quanto viene <<detto>> da E a quanto viene da lui <<inteso>>. Questi segnali sono costituiti dalla presenza di una o pi violazioni delle Massime di Grice8... Secondo Brown e Levinson le principali modalit con le quali possibile realizzare un atto di minaccia e, nello stesso tempo, configurarlo come atto implicito sono: originare implicature conversazionali9. che violino una delle massime griceane di pertinenza, quantit o qualit ; rimanere nel vago ed essere ambiguo, violando la massima di modo.

x. La violazione della massima di pertinenza pu tradursi nella strategia dellessere allusivi. (es.: <<

La bistecca insipida>>, che implica <<Passami del sale>>) (vedi allegato 9) xi. Tutte le implicature conversazionali determinano una violazione della massima di quantit, poich essendo indiretto, il parlante dice di meno di quanto egli intende comunicare. (es.: << La guerra guerra>>) (vedi allegato 10) xii. Per quanto riguarda la massima di qualit, la sua violazione crea forti implicature. Non avrebbe senso, infatti, comunicare se nessuno dicesse la verit. (es.: A: << Sei arrabbiato per questa cosa?>> B: << Beh, si e no>>) (vedi allegato 11) xiii. Per quanto concerne la violazione della massima di modo, E pu scegliere di lasciare indeterminato il contenuto del messaggio con lo scopo di attenuare latto di minaccia allimmagine di R. (es.: << Assomiglia a qualcuno che ha avuto da ridire>>) (vedi allegato 12)

1. LE STRATEGIE DELLA CORTESIA IN USO NEL FORUM DI http:// mondoailati.unical.it

xiv. Materiali e metodi

Lo scopo della seconda parte della tesi quello di tentare di individuare e quantificare gli atti di minaccia sia dellimmagine negativa sia dellimmagine positiva; ladozione di atti espliciti o impliciti; i tipi di strategia della comunicazione della cortesia che ricorrono in alcune discussioni di mondoailati.unical.it, facendo riferimento agli schemi che seguono. Per effettuare queste analisi sono state predisposte sei tabelle, allinterno delle quali sono stati collocati i dati. Per quanto attiene agli atti di minaccia dellimmagine negativa sono stati conteggiati gli ordini, gli ammonimenti, le promesse, le offerte, i complimenti e lammirazione (TAB. 1). Per quanto attiene agli atti di minaccia dellimmagine positiva sono state conteggiate le accuse, le lamentele, gli in sulti, nonch i casi in cui E mette in imbarazzo, manifesta disattenzione o interrompe il discorso di R (TAB. 2). Per quanto riguarda gli atti espliciti, sono stati conteggiate le forme imperative e le suppliche (TAB. 3). Per quanto riguarda gli atti impliciti sono state conteggiate le richieste indirette, lessere allusivi, il dire pi di quanto necessario, le domande retoriche, il ricorrere allironia e lessere vago e ambiguo (TAB. 4). Gli atti di cortesia in negativo che sono conteggiati hanno riguardato le forme imperative adottate da E per offrire qualcosa ad R, lessere rispettoso, le forme impersonali utilizzate e luso di regole generali (TAB. 5). Infine, gli atti di cortesia in positivo hanno riguardato le ripetizioni a conferma, i tentativi di evitare il disaccordo, le capacit di scherzare e la reciprocit dei diritti e dei doveri (TAB. 6). Le discussioni prese in esame sono dedicate ai seguenti argomenti: La musica, Vacanze, Gli angeli e Sabato sera. I primi tre si trovano nel forum10 denominato Sistemi di web editing mentre lultimo nel forum Scambi di idee sui fatti del mondo e reperibili allindirizzo http://mondoailati.unical.it/didattica. Lanalisi che si presenta ha riguardato 29 interventi per quanto riguarda La musica, 24 per Vacanze, 21 per Gli angeli e 21 per Sabato sera; ed ha visto la partecipazione di 38 studenti.

(TAB. 1)
(E di minaccialedere la libert negativa Atti non evita di dellimmagine di R) Pressione su R da parte di E
FORUM
La musica Vacanze Sabato sera Gli angeli ORDINI

3 1 3

E pone R in posizione di gratitudine Desiderio di E per cose che appartengono ad R AMMONIMENTI PROMESSE OFFERTE COMPLIMENTI AMMIRAZIONE 1 3 4 2 1 1 2

(TAB. 2) (E di minaccia dellimmagine positiva Atti presta indifferenza verso sentimenti e bisogni di R)
E svaluta alcuni aspetti di R
FORUM
ACCUSE

LAMENTELE

La musica Vacanze Sabato sera

1 1

1 1 8

E manifesta disinteresse verso quanto appartiene (o dice) R INSULTI IMBARAZZARE DISATTENZION INTERRUZIONE R E DEL DISCORSO 1 2 2

Gli angeli

15

(TAB. 3)
(E manifesta chiaramente le proprie intenzioni nei confronti di R) Essere espliciti:
FORUM
La musica Vacanze Sabato sera Gli angeli FORMA IMPERATIVA

3 2 3

SUPPLICHE 1 1

(TAB. 4)
(R non in grado di interpretare in modo univoco il messaggio diE viola la massima di Essere impliciti: E) E viola la massima di E viola la massima di (<<di la verit, sii sincero>>) qualit pertinenza (<<cerca di dare contributi quantit (<<di quanto richiesto e non dire pertinenti>>) di pi di quanto necessario>>)
FORUM
RICHIESTE INDIRETTE

E viola la massima di modo (<<sii chiaro e perspicuo>>) RICORRERE ALLIRONIA 7 3 2 11 ESSERE VAGO E AMBIGUO 3 4 10

ESSERE ALLUSIVI 3 11 6

La musica Vacanze Sabato sera

DIRE PI DI DOMANDE QUANTO E RETORICHE NECESSARIO 1 1 1 1

Gli di cortesia in negativo Attiangeli FORME IMPERATIVE per offrire qualcosa ad R

(E cerca di non invadere il territorio di R; mantiene una distanza formale con R)

ESSERE RISPETTOSO

(TAB. 5)
FORUM
La musica Vacanze Sabato sera Gli angeli

E umilia s stesso. 1

FORME IMPERSONALI per USO DI REGOLE eliminare lagente (es.: GENERALI O DI OBBLIGHI necessario che) MORALI (es.: i passeggeri sono pregati di) E innalza R

(TAB. 6) (E di cortesia in positivo. Atti ricerca il consenso, laccordo con R. Tenta di ridurre il debito verso R derivante da un suo precedente atto di minaccia) RIPETIZIONE A CONFERMA di EVITARE IL FORUM CAPACITA DI RECIPROCITA DEI quanto detto da R. DISACCORDO SCHERZARE DIRITTI E DEI DOVERI

La musica Vacanze Sabato sera Gli angeli

4 4 2 3

1 1

1 3 1 1

xv. RISULTATI E CONCLUSIONI

xvi. Risultati

Nella discussione esaminata, La musica i risultati attestano un numero rilevante (7) di atti impliciti che violano la massima di qualit ricorrendo allironia. Sempre restando nella categoria degli atti impliciti, E ricorre alla metodologia dellessere vago e ambiguo (3) violando la massima di modo. Lemittente ha messo in atto un certo numero di atti espliciti utilizzando la forma imperativa (3); di atti di cortesia in positivo in cui E ricerca il consenso di R attraverso luso della ripetizione a conferma (4); di atti che minacciano limmagine negativa dove evidente la pressione di E su R, cio gli ordini (3); e di atti che sottolineano una posizione di gratitudine di R verso E attraverso le offerte (3). Nella seconda discussione, Vacanze la categoria di strategie maggiormente utilizzata quella degli atti impliciti. E viola tutte e quattro le massime: viola la massima di pertinenza usando la metodologia dellessere allusivo (3); viola quella di quantit dicendo pi di quanto necessario (1); viola quella di qualit in modo particolare ricorrendo allironia (3) ed infine viola quella di modo con lessere vago e ambiguo (4). Inoltre, sono presenti alcuni esempi di atti di cortesia in positivo dove E ricerca laccordo con R usando la ripetizione a conferma (4) e attraverso la capacit di scherzare (3). La presenza degli atti che minacciano limmagine negativa evidenziata dalle offerte (4) che dimostrano una posizione di gratitudine di R verso E. E manifesta anche le proprie intenzioni, con lessere esplicito, attraverso la forma imperativa (3). In questo forum non compare nessun atto di cortesia in negativo, in cui E cerca di invadere il

territorio di R. Nella terza discussione, Sabato sera, i risultati attestano un rilevante numero di atti impliciti che violano la massima di pertinenza attraverso lessere allusivi (11) e di atti che violano la massima di modo utilizzando la modalit dellessere vago e ambiguo (10). Vi sono anche esempi di lamentele (8) che sottolineano il fatto che E svaluti alcuni aspetti di R. Ci che appare chiaro inoltre, in questo forum, lassenza sia di atti di cortesia in negativo che di atti espliciti. Nellultima discussione, Gli angeli vi una netta prevalenza di accuse (15), con le quali viene evidenziata la svalutazione di E verso alcuni aspetti di R. Vi sono anche un certo numero di lamentele (2), insulti (4) e il tentativo di E di imbarazzare R (2). In questo forum unaltra categoria di strategia che stata messa in atto da E quella degli atti impliciti: violazione della massima di pertinenza con lessere allusivi (6) e la violazione della massima di qualit con il ricorso allironia (11). Vengono rilevati anche alcuni esempi di minaccia per limmagine negativa utilizzando gli ordini (3); altri che riguardano la cortesia in positivo facendo uso della ripetizione a conferma (3); luso di forme impersonali (3) per quanto riguarda la cortesia in negativo e, infine, la categoria degli atti espliciti viene applicata usando la forma imperativa (3).

xvii. Conclusioni

In base ai risultati ottenuti, possiamo affermare che nelle discussioni telematiche prese in esame le minacce allimmagine positiva hanno il sopravvento rispetto a quelle dellimmagine negativa. Gli atti di cortesia in positivo prevalgono sugli atti di cortesia in negativo. Gli atti impliciti su quelli espliciti. In conclusione, i partecipanti alle discussioni non disdegnano le frasi di accuse o di lamentele nei confronti dei propri pari, molto spesso attuandole ricorrendo allironia o allessere vago o allessere allusivi. Nonostante ci, essi cercano di coltivare un terreno comune di solidariet e convivenza comunicativa ricercando laccordo e il consenso con i propri interlocutori.

Bibliografia

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ALLEGATI

Allegato 1
punti di contatto, in termini di condivisione di opinioni, di credenze, di conoscenze, che porta gli attori a definire una com une prospettiva di riferimento. Luso della ripetizione a conferma di quanto stato detto precedentemente dal proprio interlocutore (es.: A: << Che brutta giornata!>> B: <<Proprio brutta>>). Evitare il disaccordo: evitare le affermazioni che contrastino con quanto stato detto dallinterlocutore (es.: A: <<La Florida dove vivi?>> B: <<E dove sono nato>>). Il ricorso alle cosiddette <<bugie bianche>>, utile per preservare limmagine positiva di R, esprimendo accordo su quanto egli dice o sente, anche contro levidenza dei fatti. Esse sono rese necessarie dalle regole di educazione e dal rispetto reciproco come forma di cortesia in positivo (es.: <<Grazie, mi sono proprio divertito>>). Luso di espressioni vaghe e ambigue servono per manifestare il proprio disaccordo con quanto si riferisce o appartiene a R (es.: <<E proprio bello, in un certo senso>>). Limportanza dei marcatori deittici. Lintenzione di E di preservare limmagine positiva di R, fa s che il centro deittico del discorso si sposta dal parlante al destinatario del messaggio, R. Ci consente ad E di ridurre la distanza tra la prospettiva di R e la propria (es.: << Ho impiegato molto tempo a leggere quel

libro, lo sai?>>). Inoltre, grazie alla manipolazione della presupposizione, un qualcosa che non realmente condiviso da E e da R, pu essere detto da E come se lo fosse (es.: <<Abbiamo vinto la nostra partita, vero Marco?>>).

Entro questo gruppo di strategie della cortesia rientra anche la capacit di scherzare. Le battute e gli scherzi, infatti, rinforzano la condivisione delle situazioni e laccordo tra gli attori (es.: <<Cosa ne dici di prestarmi questo vecchio rottame?>> la nuova Cadillac di R).

Allegato 2
desideri e aspettative di R, ma dimostra anche di essere attento e di avere cura di questi desideri.Vi una sorta di reciprocit tra E ed R, ci che desiderato da R desiderato anche da E e viceversa. Impiego dei marcatori linguistici che esprimono intesa e unione, come il ricorso al pronome plurale noi in sostituzione di quello singolare tu (es.: <<Prendiamoci un gelato>>). Unaltra forma di cortesia in positivo fornire le ragioni per cui E intende venire incontro ai desideri di R (es.: <<Perch non andiamo al mare?>>). Reciprocit dei diritti e dei doveri (es.: << Ho fatto questo per te lultima settimana, cos tu puoi farmi questo favore in questa settimana>>).

Allegato 3 stesso tempo, sono costituite da significati differenti da quelli letterali. Impiego di atti linguistici indiretti: le domande retoriche sono impiegate per fare affermazioni (<< Non vero che sei sua sorella?>>); gli imperativi per fare offerte (<< Prendi un altro drink?>>); le affermazioni per dare ordini (<< Gli ufficiali indossano la divisa>>). Gli atti linguistici indiretti richiedono la presenza di una condizione di felicit, che deve essere soddisfatta dallevento comunicativo, e che ritiene il destinatario in grado di soddisfare potenzialmente una determinata richiesta. Questi atti sono stati convenzionalizzati (es.: << Puoi passarmi il sale, per favore?>> richiesta indiretta, non verifica delle abilit del ricevente). Le richieste indirette possono essere cortesi e scortesi. Quelle cortesi sono costituite da affermazioni negative, da domande retoriche o da espressioni di possibilit.

Allegato 4
richiesto da E attraverso latto di minaccia. In ambito linguistico ci si esprime attraverso la capacit di porre dei limiti nelle proprie richieste e affermazioni

(es.: << Bill un vero e proprio pesce>>). La strategia di porre dei limiti pu essere realizzata attraverso: lintonazione della voce; il ricorso a forme avverbiali (es.: << Questo cos, mi sembra>>); le preposizioni <<ipotetiche>> (es.:<< Chiudi la finestra, se puoi>>); la <<deferenza>> che consiste nellaver il permesso o il consenso di R per compiere gli atti espressi nellenunciato (es.:<< Chiuderesti la finestra, se non ti dispiace?>>). Lintroduzione di queste espressioni limitanti modifica le Massime di Grice, aumentando la libert degli attori in merito al principio di cooperazione. La Massima di qualit pu essere limitata da espressioni in base alle quali il parlante non si assume la responsabilit sulla verit del proprio enunciato (es.: <<Come tu sai>>). La Massima di quantit viene limitata dalla presenza di termini che comunicano che uninformazione non viene fornita in maniera precisa come ci si aspetterebbe (es.: <<in una certa misura>>). La Massima di referenza viene limitata da espressioni linguistiche, quali in ogni caso, ad ogni modo, La Massima di modo pu essere limitata da espressioni come in altre parole, in modo pi chiaro, Questi limiti, inoltre, sono usati con grande frequenza negli scambi quotidiani, ed hanno unapplicazione diretta nellambito della cortesia, poich servono a non dare per scontato le proprie valutazioni sullinterlocutore e, quindi, ad attenuare la forza della minaccia verso limmagine del ricevente.

Allegato 5

Ci si esprime attraverso lessere pessimista da parte di E (es.: << Non hai del pane, per caso?>>). Ridurre lentit intrinseca dellimposizione (es.: << Voglio solo chiederti se mi puoi prestare un foglio di carta>>). Lessere rispettoso. Il rispetto pu avvenire in due modi: il parlante pu umiliare s stesso, il parlante pu innalzare il ricevente. Il rispetto serve a sminuire gli atti che minacciano limmagine di R e pone, allo stesso tempo, in evidenza il riconoscimento dei diritti di R. Questa relazione viene espressa dal sistema degli onorifici, che possiedono sia una forma di rispetto che una forma di autoumiliazione. Gli onorifici devono essere considerati come parte del sistema deittico di una lingua naturale, poich si rifanno alle propriet sociali dei partecipanti allo scambio comunicativo.

Vi sono tre principali tipi di onorifici: onorifici del destinatario: relazione del parlante con lascoltatore, onorifici dei referenti: relazione del parlante con le cose e le persone cui si riferisce, onorifici degli astanti: relazione del parlante o dellascoltatore con gli <<astanti>> o <<gli ascoltatori casuali>>. Oltre al ricorso agli onorifici, il rispetto pu manifestarsi attraverso lumiliazione di s stessi (es.: << Penso di essere proprio stupido>>). Oppure mostrandosi incompetenti e rendendosi quasi ridicoli.

Allegato 6

Chiedendo scusa per aver compiuto un atto di minaccia, E esprime il non voler ledere limmagine di R e cerca di porne rimedio (es.: << Non voglio annoiarti, ma>>). E pu rendere impersonale lo scambio comunicativo come se lagente fosse diverso da E, o come se il destinatario fosse diverso da R, attraverso: luso dei performativi: evitando di far ricorso ai pronomi <<io>> e <<tu>>, E cerca di non far riferimento ad un soggetto e ad un destinatario preciso (es.: << E cos>> invece di <<Ti dico che cos>>); i verbi impersonali (es.: << E necessario che>>) rendono possibile leliminazione dellagente; luso del passivo che serve per evitare il riferimento allagente implicato nellatto di minaccia (es.: << Ci si rammarica>>); la sostituzione dei pronomi io e tu con forme indefinite (es.: << Uno non dovrebbe fare cose come quelle>>); la pluralizzazione dei pronomi io e tu: ricorso al pronome voi; il distanziamento del punto di vista: distanziare E da R, attraverso il passaggio dal presente al passato; Una terza categoria di cortesia per indicare che E non ha intenzione di danneggiare limmagine di R consiste nel porre latto di minaccia come regola generale o obbligo morale (es.: << I passeggeri sono pregati di non usare la toilette durante la sosta del treno nelle stazioni>>). La quarta strategia di cortesia, infine, consiste nel processo di nominalizzazione, il quale consente un distanziamento dalla responsabilit personale dellattore e ci sembra comportare meno pericolo allimmagine di R.

Allegato 7
<<Essere

espliciti>>: E pu decidere di non minimizzare il grado di minaccia del suo atto comunicativo, ignorando

limmagine di R. Uso della forma imperativa (es.: <<Attenzione al fuoco!>>), considerata <<scortese>> se applicata in altri contesti. Ricorso ad aspetti <<metaforici>> che esprimono la situazione di urgenza (es.: <<Guarda, il punto questo>>). Casi in cui nellambito dell<<urgenza metaforica>> il ricorso alla forma imperativa giustificato (es.: <<Dammi dei soldi>> detto da un mendicante). Forme di <<suppliche>> che implicano il ricorso alla forma imperativa (es.: <<Perdonami!>>, <<Non dimenticarci>>). Presenza di elementi disturbanti nella comunicazione (rumore del canale) che obbligano E ad impiegare una modalit comunicativa pi diretta. Scambi orientati esclusivamente al compito (dare informazioni su come svolgere un lavoro) possono non salvaguardare limmagine di R (es.: <<Questo sbagliato, il foro deve essere pi grande>>). Posizione di superiorit di E rispetto a R (situazioni di scherzo o di burla in cui lattenzione allimmagine di R diventa marginale rispetto allo scopo della comunicazione). Quando la strategia dell<<essere espliciti>> non in contrasto con linteresse di R (es.: <<Non essere triste>>, <<Divertiti>>).

Allegato 8
<<Essere

espliciti>>: E pu scegliere di compiere un atto di minaccia, pur cercando di attenuare parzialmente gli effetti della minaccia sullimmagine di R. Invito preventivo, fatto da E a R, affinch R non si preoccupi per lintegrit dellimmagine di E: legittimare R a pensar male di E. Gli ambiti in cui vengono utilizzate queste forme di invito sono tre: n. gli enunciati di benvenuto, i quali invitano R a non badare allimmagine di E in termini negativi ( uso della forma imperativa, es.: <<Siediti pure>>); o. gli enunciati di saluto e di commiato in apertura e in chiusura di uno scambio. Nel caso delle espressioni di commiato lintervento di E serve a rassicurare R sul fatto che il suo allontanarsi non percepito da E come un affronto (es.: << Ciao a domani>>); p. le proposte e le offerte riguardano lintenzione di E nel comunicare a R che egli pu essere esplicito nei suoi confronti, senza che ci possa costituire unoffesa allimmagine di E (es.: << Non preoccuparti per me>>).

Allegato 9 <<Essere impliciti>> Tale obiettivo pu essere perseguito in due modi: r. riferendosi alle ragioni per cui si desidera che venga compiuto un determinato atto (es.: << La bistecca insipida>>, che implica <<Passami del sale>>), s. ponendo come contenuto di una domanda le condizioni affinch latto si realizzi (es.: << Non sei a scuola stamattina?>>, che implica << Perch non ci vai?>>). Inoltre la violazione della massima di pertinenza consiste, anche, in richieste indirette, menzionando in modo indiretto qualcosa associato allazione richiesta a R (es.: << C il mercato domani, vero?>>, che implica << Dammi un passaggio>>). Infine, tale massima pu essere violata con delle presupposizioni (es.: << Ho lavato la macchina di nuovo oggi>>).

Allegato 10 <<Essere impliciti>> violazione.

Violazione della massima di quantit: tutte le implicature conversazionali costituiscono una sua

Le affermazioni attenuate costituiscono una forma di tali implicature, esse consistono nello scegliere un punto di un predicato scalare che risulti inferiore al punto che realmente descrive la situazione (es.: A: << Cosa pensi di Enrico?>> B: << Niente di cattivo>>, cio << non penso bene di lui>>). Quando E dice di pi di quanto necessario, viola la massima di quantit esagerando e scegliendo un punto nella scala che si trova pi in alto di quanto descriva realmente lo stato delle cose (es.: << Cera un milione di persone al supermercato questa sera>>, per giustificare il proprio ritardo). Un terzo metodo per produrre inferenze violando tale massima consiste nel far ricorso alle tautologie (es.: << La guerra guerra>>).

Allegato 11 <<Essere impliciti>> verit. Affermando due cose che si contraddicono, E mette in evidenza che non pu dire la verit (es.: A: << Sei arrabbiato per questa cosa?>> B: << Beh, si e no>>). Anche affermando lopposto di quello che si vuole comunicare e violando la massima di qualit, E pu comunicare attraverso lironia la sua intenzione comunicativa (es.: << Bel tempo, vero?>> al postino bagnato per la pioggia).

Luso di metafore costituisce un altro modo per violare tale massima, poich le metafore sono false sul piano letterale (es.: << Enrico fuma come un turco>>, cio fuma tanto). Le domande retoriche, che non implicano una risposta, rappresentano una modalit comunicativa per chiedere scusa (es.: << Come faceva a sapere che>>, cio non lo sapeva).

Allegato 12 <<Essere impliciti>> E pu lasciare indeterminato il contenuto del messaggio per attenuare latto di minaccia allimmagine di R. E pu scegliere di essere ambiguo o vago (es.: << Assomiglia a qualcuno che ha avuto da ridire>>). Lipergeneralizzazione, in cui non esplicito se R incluso o meno nel rimprovero, rappresenta unaltra possibilit di violare la massima di modo (es.: << Le persone intelligenti non si fanno pregare>>). Luso di frasi ellittiche ed incomplete, che violano sia la massima di quantit che quella di modo, consente di lasciare a met latto di minaccia allimmagine di R (es.: << Beh, se non lascia il proprio t sul tavolo traballante>>).