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Gli acidi grassi Omega-3 ritardano il diabete Traduzione di Carmelo D'Alessio Alcuni ricercatori riportano che un acido grasso

omega-3 presente nellolio di pesce sembra migliorare la funzione insulinica nei soggetti in soprappeso, tipicamente pi esposti al diabete di tipo 2. Secondo quanto riferito dalla Dr.ssa Yvonne Denkins, una nutrizionista del Pennington Biomedical Research Institute dellUniversit della Louisiana (USA), tre mesi di supplementazione giornaliera con l'acido docosaesaenoico (DHA) hanno prodotto un miglioramento "clinicamente significativo" nella sensibilit insulinica dei partecipanti allo studio. I risultati sono stati presentati recentemente allannual Experimental Biology 2002 conference. Precedenti studi su popolazioni hanno evidenziato che lolio di pesce potrebbe fornire una protezione contro il diabete. "Sono stati condotti studi epidemiologici sugli Eschimesi della Groenlandia, una popolazione che si nutre principalmente di grasso di balena", ha sottolineato la Dr.ssa Denkins. Sebbene queste persone siano in soprappeso e, quindi, dovrebbero presentare pi alti tassi di diabete e malattie cardiovascolari, la realt diversa. I ricercatori hanno ipotizzato fattori protettivi dietetici ed hanno trovato che si trattava degli acidi omega-3. Nel loro studio, la Dr.ssa Denkins ed i suoi colleghi hanno arruolato 12 uomini e donne in sovrappeso, fra i 40 ed i 70 anni det, che hanno assunto 1.8 grammi di DHA a colazione per 12 settimane. Mentre nessuno dei partecipanti era affetto da diabete, tutti presentavano insulino-resistenza. Con la misurazione della glicemia allinizio ed alla fine dello studio, i ricercatori hanno valutato le variazioni dellinsulino-resistenza di ogni soggetto. La Dr.ssa Denkins ha detto:"Abbiano notato una modifica nella sensibilit insulinica dopo 12 settimane di supplementazione con DHA. Il 70% dei partecipanti allo studio ha mostrato un miglioramento nelle funzioni insulino-connesse e, nel 50% dei casi, tale variazione stata clinicamente rilevante." La Dr.ssa Denkins ha puntualizzato che la piccola consistenza di questo studio campione offre risultati prelimimari, e che i diabetici non dovrebbero mai sostituire la loro abituale terapia con qualsiasi supplementazione dietetica, compreso lolio di pesce. Coloro che intendono aumentare lintroito di olio di pesce, dovrebbero consultare prima il proprio medico, soprattutto se sono in cura per malattie cardiovascolari, poich il DHA ha un leggero effetto sulla circolazione sanguigna. I nutrizionisti attualmente raccomandano un introito giornaliero di 0.6 grammi di acidi grassi omega-3, preferibilmente provenienti dal pesce. Secondo la Dr.ssa Denkins, ci possibile con il consumo di circa due porzioni a settimana di pesce dacque fredde, come ippoglosso, aringa, sgombro o salmone.