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IMMUNITA

I meccanismi di resistenza dellospite umano volti ad impedire o sopraffare linvasione dei patogeni vengono definiti meccanismi di immunit. Di solito si distingue una immunit naturale ed una immunit acquisita. L immunit naturale dovuta ad una serie di fattori, molecolari e cellulari, presenti nelluomo fin dalla nascita, che intervengono a protezione dellospite nei primi momenti della contaminazione ed infezione da parte dei patogeni ( immediata), ed aspecifica, perch rivolta verso qualunque agente patogeno. La I difesa aspecifica dellospite rappresentata dalla INTEGRIT DELLA BARRIERA CUTANEO-MUCOSA. La cute integra si oppone alla penetrazione dei

microrganismi a causa della sua struttura pluristratificata, della sua ricchezza in cheratina, il suo pH leggermente acido (ghiandole sudoripare) e la presenza di particolari acidi grassi (ghiandole sebacee) ad attivit antibatterica. Le mucose si oppongono alla penetrazione dei microrganismi sia a causa del pH acido dei succhi gastrici, delle urine, dei secreti vaginali, sia mediante la secrezione di muco (apparato respiratorio) il movimento delle ciglia (apparato respiratorio) e dei villi intestinali, il dilavamento con fluidi organici (urina, saliva, lacrime). Va ricordato che anche la flora microbica saprofita, normalmente presente sulla cute e sulle mucose, svolge un ruolo importante nella difesa verso i microrganismi patogeni, in quanto ne impedisce la colonizzazione (competizione biologica). Questo pu avvenire per competizione tra microrganismi differenti che si fissano sullo stesso recettore cellulare, oppure a causa della produzione, da parte dei saprofiti, di sostanze ad attivit antimicrobica che prevengono linstaurarsi di patogeni (p.e. lacido lattico prodotto dai lattobacilli presenti a livello vaginale) o per competizione con i nutrienti. Se la barriera cutaneo-mucosa viene superata, scatta il II livello della difesa naturale, immediata ed aspecifica. Tra i meccanismi pi importanti ed efficienti, vi quello cellulare della FAGOCITOSI. I fagociti sono costituiti, fondamentalmente, dai granulociti neutrofili e dai macrofagi. I granulociti neutrofili sono dei leucociti, di

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cui rappresentano circa il 70%, prodotti in gran numero nel midollo osseo. Da qui giungono nel sangue, dove circolano per qualche giorno, e dal sangue possono passare nei tessuti, richiamati dallingresso di batteri. Devono il loro nome alla presenza di numerosi granuli, contenenti diversi enzimi ad attivit battericida, che non assumono colorazione diversificata da quelle del citoplasma. Anche i macrofagi originano dal midollo osseo passano poi nel sangue come monociti (rappresentano circa il 5% dei leucociti) e dal sangue migrano nei tessuti dove si trasformano in macrofagi. l processo della fagocitosi, consiste essenzialmente delle seguenti fasi: 1) adesione del fagocita al microrganismo; 2) emissione da parte del fagocita di pseudopodi, che si fondono a formare una specie di sacca in cui viene inglobato il microrganismo; 3) fusione tra questa specie di sacca (fagosoma) ed i granuli dei fagociti. l microrganismo viene ucciso entro pochi minuti, anche se la degradazione completa del batterio pu richiedere pi ore; 4) eliminazione del materiale di rifiuto . Oltre a meccanismi di tipo cellulare, nellimmunit naturale, immediata ed aspecifica, sono coinvolti anche meccanismi di tipo umorale, legati cio alla presenza di particolari molecole, come il lisozima (enzima ad attivit antibatterica presente nella saliva, nelle lacrime, etc.) e linterferon (sostanza prodotta e liberata allesterno dalle cellule infettate da un virus, che in grado di inibire linfezione delle cellule adiacenti ancora sane da parte dello stesso o di altri virus. Vi sono diversi tipi di interferon , per cui la sua attivit non solo antivirale, ma anche antibatterica, antiprotozoaria, immunomodulatrice ed antineoplastica) Limmunit acquisita, si differenzia dalla precedente in quanto si produce solo dopo contatto con uno specifico patogeno ed diretta esclusivamente verso il microrganismo che lha innescata. E quindi non immediata e specifica. Tale immunit legata alla produzione di particolari molecole, detti anticorpi (Ab), e di linfociti con funzioni particolari. Se lo stesso ospite infettato a produrre gli anticorpi ed i linfociti, si parla di immunit attiva, di tipo naturale, se conseguente ad infezione, o di tipo artificiale, se conseguente a vaccinazione. Quando, invece, i prodotti finali dellimmunit acquisita passano dalla madre al figlio (per via placentare o attraverso il colostro ed il latte) o vengono somministrati gi preformati attraverso i sieri cosiddetti immuni si parla di immunit passiva, naturale

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(madre-figlio) o artificiale (sieri immuni). La risposta immune acquisita viene innescata dalla presenza sul microrganismo di particolari strutture, dette antigene (Ag).Gli antigeni sono tutte quelle sostanze che introdotte nellorganismo umano inducono lattivazione del sistema immune specifico (sono quindi immunogeni), con la conseguente produzione di Ab o di linfociti con funzioni particolari, con i quali reagiscono poi in modo specifico. Una delle caratteristiche fondamentali di un antigene quella di essere una sostanza estranea allorganismo ospite, che, attraverso particolari meccanismi, in grado di riconoscere e discriminare ci che gli proprio (self) da ci che gli estraneo (non-self), e che va quindi distrutto ed eliminato. Da ricordare che non tutti gli antigeni sono xeno-antigeni, vale a dire sostanze appartenenti a specie diverse da quella umana. Esistono, infatti, anche i cosiddetti alloantigeni, vale a dire strutture ad attivit antigenica presenti su cellule e tessuti di individui diversi appartenenti alla stessa specie, e che possono scatenare una risposta immune specifica se trasferite da un individuo allaltro (gli antigeni A e B dei gruppi sanguigni, per esempio, o quelli presenti a livello di vari organi e tessuti, a cui sono dovute le reazioni di rigetto dei trapianti). Le cellule che intervengono nella risposta immune specifica, innescata dalla penetrazione di un Ag, sono :1) i linfociti B; 2) i linfociti T. Sia i linfociti B che i linfociti T originano dalle cellule staminali del midollo osseo. Dal midollo osseo le due popolazioni di linfociti migrano quindi negli organi linfoidi primari, dove avviene la loro maturazione e differenziazione, I linfociti B migrano e maturano nella borsa di Fabrizio (negli uccelli) e, nelluomo, in organi borsa-equivalenti (da qui il loro nome); i linfociti T migrano e maturano nel timo (da qui il loro nome).Quindi, i linfociti B e T, ormai immunologicamente competenti, migrano nel sangue e negli organi linfoidi secondari dove permangono a riposo fino a quando non incontrano uno specifico antigene. A questo punto si innesca la risposta immune. I linfociti B e T si attivano ad immunoblasti. Gli immunoblasti che derivano dai linfociti B vanno incontro ad intesa proliferazione e si diversificano in plasmacellule, che secerno gli anticorpi, detti anche immunoglobuline. Esistono 5 classi di immunoglobuline: le lgM, le lgG, le IgA, le IgE, le lgD. Le lgM, sono le prime immunoglobuline che compaiono in ogni specie animale come risposta alla prima stimolazione

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antigenica, sostituite poi dalla lgG, che permangono mesi o anni e che sono, quindi, le responsabili dellattivit protettiva a lungo termine verso lo specifico antigene che ne ha indotto la formazione. Le IgA sono anticorpi presenti nelle secrezioni di superficie, quali colostro, saliva, superfici intestinali e respiratorie. Le IgE sono le immunoglobuline che si formano come risposta agli allergeni, nelle risposte di ipersensibilit immediata anafilattiche. Le IgD son presenti nei linfociti B. Solo le lgG possono attraversare la placenta. Gli anticorpi, una volta prodotti, vanno a legarsi in modo specifico con i rispettivi antigeni, richiamando nel contempo i fagociti che inglobano e degradano i complessi antigene-anticorpo.. Gli immunoblasti che derivano dai linfociti T proliferano intensamente dando luogo a sottopopolazioni linfocitarie con funzioni sia effettrici: linfociti T ad attivit citotossica diretta od indiretta tramite linfochine, sia regolatrici: linfociti T helper e T suppressor. I linfociti T effettori ad attivit citotossica diretta, attaccano fisicamente le cellule con strutture antigene, distruggendole. I linfociti T effettori ad attivit citotossica indiretta, agiscono producendo delle sostanze, linfochinine, che attivano altre cellule, come I macrofagi, che fagocitano le cellule bersaglio o esplicano esse stesse attivit citotossica diretta. I linfociti T helper, cooperano con i linfociti B nella produzione anticorpale e potenziano la risposta dei linfociti T effettori. I linfociti T .suppressor, modulano la risposta immunitaria, sia umorale (anticorpi) che cellulo-mediata. Limmunit umorale e particolarmente attiva contro diverse forme batteriche. Limmunit cellulo-mediata contro virus, protozoi, miceti, micobatteri, etc. Sia i linfociti 6 che i linfociti T danno luogo, una volte attivati, oltre che a plasmacellule (che produrranno poi gli anticorpi) e/o linfociti T effettori e/o regolatori, alle cosiddette cellule della memoria, vale a dire linfociti T e 6 sensibilizzati verso lo specifico antigene. Tali cellule rimangono quiescenti fino a quando non incontrano nuovamente lantigene: in questo caso si attivano rapidamente e proliferano, dando luogo ad una nuova e pi intensa produzione di anticorpi e di linfociti effettori e regolatori. Ora, la produzione di anticorpi in un organismo si realizza con una dinamica differente secondo la storia preesistente tra antigene e sistema

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immunocompetente . Se lorganismo viene esposto ad un antigene che non ha mai incontrato in precedenza, fa seguito quella che viene chiamata risposta primaria. Questo tipo di risposta caratterizzata da un periodo di latenza, variabile da pochi giorni a pi settimane (mediamente 7-15 giorni per antigeni batterici), durante il quale nel sangue non sono presenti anticorpi. La durata del periodo di latenza variabile e dipende da pi fattori, quali la natura e la quantit dellantigene, la via di somministrazione, la competenza immunologica del soggetto. Al termine del periodo di latenza la concentrazione di anticorpi nel sangue aumenta fino a raggiungere il picco massimo nel giro di 2.3 settimane, quindi diminuisce lentamente nel giro di qualche mese o anno, fino, in alcuni casi, a scomparire, I primi anticorpi a comparire sono le lgM, le quali raggiungono il massimo verso il 10~15o giorno, scomparendo del tutto intorno, in genere, al 30 giorno. Quando le lgM stanno raggiungendo il picco massimo iniziano a comparire le lgG, che raggiungono il massimo dopo 2-3 settimane, permanendo poi a livelli abbastanza elevati per lunghi periodi di tempo. Come gi detto, nella risposta primaria alcuni linfociti B e T attivati dal contatto con lantigene, si trasformano in cellule della memoria, di modo che una successiva esposizione allo stesso antigene determina una risposta secondaria, che si diversifica da quella primaria in quanto pu essere innescata da piccole dosi di antigene, in genere insufficienti a fungere da stimolo primario; da una fase di latenza molto breve (qualche ora o 23 giorni); da una produzione anticorpale notevolmente pi elevata; da notevole persistenza nel tempo, a livelli pi alti. Gli unici anticorpi ad essere prodotti durante questa risposta sono delle lgG, per cui la memoria immunologica legata alla produzione, durante la risposta primaria, di lgG. Lelevato livello anticorpale che si ottiene durante la risposta secondaria, pu essere ulteriormente aumentato e mantenuto tale, anche per tutto il resto della vita, da ulteriori esposizioni allo stesso antigene, verificatesi spontaneamente per contatto con lagente patogeno circolante nella popolazione, o mediante l'utilizzo di dosi di richiamo di un vaccino (effetto booster). Conseguenze indesiderabili dellimmunit Un danno tissutale pu verificarsi attraverso lintervento di meccanismi immunologici, sia a causa di una eccessiva risposta immunitaria che per la

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persistenza dellantigene. Es. in pazienti allergici un agente innocuo (polline) provoca una reazione immunologica sproporzionata ipersensibilit) Talvolta il sistema di riconoscimento self/non-self smette di funzionare e componenti dellorganismo sono riconosciuti come non-self (malattie autoimmuni).

I vari tipi di difesa dellorganismo


DIFESA NATURALE (aspecifica) CELLULARE epiteli cutanei e mucosi fagociti mobili e fissi (macrofagi) UMORALE sistema complementare NATURALE: infezione clinica, subclinica o inapparente ARTIFICIALE: vaccinazione NATURALE: dalla madre per via placentare, colostro, latte ARTIFICIALE: sieri immuni eterologhi e omologhi

IMMUNIT ACQUISITA (specifica)

ATTIVA

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Fagocitosi

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Risposta immunitaria specifica, acquisita e ritardata

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