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Marzo 2008 numero 66

LA CITT COME NON LAVETE MAI VISTA

SORRIDI, SEI A L.A.


Dove tutti sognano di diventare star, i denti bianchi sono un must

BEIJING A TUTTO ROCK


Nella citt olimpica sulle tracce delle band underground

MAURIZIO CATTELAN
ogni cosa e il suo contrario

NUMERO 66

Marzo 2008

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EDITORIALE ICON di Matteo Ragni

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Mensile Anno VIII, Numero 66 03.03.2008 www.urbanmagazine.it / redazione@urbanmagazine.it direttore responsabile Alberto Coretti a.coretti@urbanmagazine.it art direction Maurizio Varotti caposervizio Floriana Cavallo f.cavallo@urbanmagazine.it segretaria di redazione Rosy Settanni r.settanni@urbanmagazine.it presidente Giorgio Valerio amministratore delegato Bruno Lommi marketing manager Giancarlo Piana eld manager Carmine Scandale consulenza editoriale Veronica Salaroli

INTERURBANA al telefono con Manuela Parrino di Maurizio Marsico illustrazione Massimo Basili TRIP di Fabio Sironi PORTFOLIO Green Washing CHINA ROCK di Ciro Cacciola foto Nicola Longobardi ARTE a cura di Floriana Cavallo DESIGN in collaborazione con design-italia.it LESATTO CONTRARIO di Francesca Bonazzoli foto Cesare Cicardini MUSICA di Paolo Madeddu CONTEMPORARY WITCH foto Pablo Arroyo BODY di Irene Sandri DETAILS di Claudia Gasparini LAB di Irene Sandri

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30 33 34 40 43 53 55 57

URBAN via Valparaiso, 3 20144 Milano tel. 02.48.519.718 fax 02.48.518.852 testata del gruppo City Italia S.P.A. distribuzione Albatros 2001 S.r.l. 02.45713752 fotolito Mygraph s.r.l. via S. da Vimercate, 27/5 20128 Milano stampa CSQ Centro Stampa Quotidiani via dellIndustria 6 Erbusco BS PUBBLICIT Direzione sales manager Augusta Ascolese a.ascolese@urbanmagazine.it key account Alfonso Palmiere a.palmiere@urbanmagazine.it key account Giorgia Fraccapani g.fraccapani@urbanmagazine.it Triveneto Sandro Castelli, Cinzia Fiorini via Trota, 6 37121 Verona 045.8003436 fax 045.8015484 studiocastelli@email.it in cover: Maurizio Cattelan ritratto da Cesare Cicardini

BIANCHI + BIANCHI 59 di Roberto Croci PER 62 diATTORE Oliva OSSESSIONEBerruti Raffaella foto Massimo 67 diLIBRI Topis Marta

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FUORI

AUTOSTOP di Paolo Madeddu foto Doug Biggert FILM di Sasha Carnevali

NIGHTLIFE di Lorenzo Tiezzi

ULTIMA FERMATA di Enrico Brizzi

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editoriale

Mai chiesto un passaggio a uno sconosciuto? Prima o poi capitato a tutti. Gi, ma lautostop unaltra cosa. Certo, era il modo in cui si viaggiava una quarantina di anni fa: senza spendere una lira e provando a sentirsi veramente come Jack Kerouac in On the road. Ma c un aspetto per cui lautostop torna a essere maledettamente moderno. Spostarsi da un posto allaltro approttando dei ussi di trafco gi in circolazione, senza bruciare ulteriori energie, vuol dire muoversi a impatto zero. Cos in questo numero di Urban abbiamo deciso di alzare il pollice anche noi. Il primo a fermarsi stato Maurizio Cattelan che era diretto a Bregenz per inaugurare la sua ultima mostra. Poi stata la volta delle rock band emergenti cinesi, che ci hanno fatto scoprire una Pechino davvero underground. Un altro passaggio ce lha dato Elio Germano, scarrozzandoci per la Roma che pi ama. Alla ne in qualche modo ci siamo trovati imbottigliati nel trafco di Los Angeles: guardando i nostri vicini di coda ci siamo accorti che, oltre a respirare unaria pestilenziale, nella citt degli angeli tutti hanno i denti incredibilmente bianchi!

hanno collaborato con noi Pablo Arroyo Massimo Basili Massimo Berruti Enrico Brizzi Francesca Bonazzoli Bruno Boveri Ciro Cacciola Sasha Carnevali Cesare Cicardini Ludovica Codecasa Roberto Croci design-italia.it Claudia Gasparini Nicola Longobardi Paolo Madeddu Maurizio Marsico Cinzia Negherbon Raffaella Oliva Mirta Oregna Leo Rieser Francesca Roveda Laura Ruggieri Irene Sandri Fabio Sironi Lorenzo Tiezzi Marta Topis URBAN 13

Doug Biggert / LOeil Ouvert

STRANI INCONTRI

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LOGGETTO DEL MESE SCELTO DA

MATTEO RAGNI
IL KEBAB

Il piacere della carne a un prezzo popolare da fare invidia a McDonalds! Uninvasione silente e piccante di spiedoni che stanno popolando le nostre aree urbane, partendo dalla periferia per arrivarne al cuore. Una citt che cambia, un luogo dove ancora possibile lintegrazione tra diverse culture e religioni, anche se solo per il tempo di un panino!

Matteo Ragni tra i pi interessanti giovani designer italiani. Premiato con il Compasso dOro nel 2001 per la posata multiuso biodegradabile Moscardino, ha recentemente vinto il Wallpaper Design Award 2008 grazie alla lampada da tavolo Leti per Danese.

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# Perch sei a Pechino? Perch lavoro come free-lance e seguo un marito che ha un lavoro pi stabile del mio in giro per il mondo, cos quando gli hanno offerto di venire a

PE CHI NO
Testo: Maurizio Marsico Illustrazione: Massimo Basili

Pechino ci siamo trasferiti. # Dove vivi? In un compound diplomatico dallarchitettura orribile ma molto funzionale alla mia vita. # Chi frequenti? Amici cinesi, neozelandesi, australiani, americani, austriaci, francesi, inglesi, micronesiani, che fanno i lavori pi disparati. # Qual la cosa che pi ti affascina della citt? La sua energia. # Che cosa invece odi? Facile, linquinamento e il trafco. # Cosa dai per scontato? La baby sitter di mio glio. # Cosa cambieresti? Molti palazzi di questa citt. Le parti antiche e belle devi andartele a scovare, sono per lo pi grandi viali e grandi palazzi. Brutti. Adesso per in occasione delle Olimpiadi stanno costruendo anche qualcosa di decente. # Com vivere in mezzo a 15 milioni di cinesi? Allinizio stato difcile, adesso ci sto benissimo e a volte penso addirittura che sia pi facile che vivere a Milano. La lingua, gli odori e i modi di fare sembrano ostacoli insormontabili. necessario fare il prima possibile labitudine a un tipo di mentalit completamente diversa dalla nostra con cui ci si scontra, soprattutto, nelle piccole cose. Io per esempio sono stata sgridata terribilmente da una signora per aver portato fuori mio glio a pochi giorni dalla nascita, unaltra volta perch non lo avevo vestito abbastanza e unaltra volta ancora perch non indossavo i guanti. Per i cinesi il senso del pudore molto differente da noi occidentali. Un lembo di pelle scoperta li fa andare fuori di testa. # Ma qual il vero punto dincontro tra la cultura italiana e quella cinese? Il cibo. Ci accomuna lo stesso tipo di attitudine nei suoi confronti. Sia a noi sia ai cinesi piace molto stare a tavola e addirittura parlare di cibo mentre si seduti. # Hai un negozio, un ristorante, un club o altro che ami particolarmente? Tom dvd, dove trovo tutti i lm che non posso vedere al cinema perch non li proiettano. Din tai fung, dove adoro andare a mangiare i jiaozi (ravioli) la domenica. # Ricorri spesso alla tua italianit oppure no, meglio scordarsela... Quando guido, lunico modo per

*Manuela Parrino nata a Milano,


ha vissuto a Pavia, poi a New York, poi a Gerusalemme e inne da quattro anni vive a Pechino. Lavora come giornalista e ha aperto da tre mesi una galleria di design insieme a due amiche cinesi.

sopravvivere nel trafco. I cinesi guidano come dei napoletani che hanno preso la patente da una settimana e se fai come i miei amici anglosassoni, ligi al codice della strada e alla segnaletica, impazzisci. # Hai un tuo angolo segreto? Il RiTan Park di anco a casa mia limmagine di Pechino che pi mi piace portarmi dietro. Un mondo a parte, unoasi lontana dalla dimensione caotica che tutto pervade. Un luogo che mi rilassa, dove mi diverte osservare i cinesi cantare, ballare, fare tai chi e altro senza alcuna vergogna. # pi bello arrivare o scappare da Pechino? Arrivare non bello perch la citt brutta, ogni tanto mi piace scappare per andare al mare. # Sogni in italiano o in cinese? In italiano e in inglese; in cinese, purtroppo ancora no.

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In di

S H TR w OR EE M ww NS T fe etr .st TU rm o: re L at lin eti LS a ea ns ST D H ico St or ro toc RA ns ss kh N oc no m c tu a, ol D m 4 ll fra eg olm che .se lio a, il l ar ba

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di Fabio Sironi

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cl d p i r e al a sa e M assic orm ella ita u egis nda por nni to u t n a o an cit no tra i u to Ci n ha ovit rcel desi n C t. D dei zion n te , ce nqu pez da nn 20 Wa gn ope en pi e, atr ra u ant zo d l d o l 0 n no nh tr i un o, na a, i uo e s 8, der rd ag o i mp a s un fa in sto da emb la se s, a ico en 17 ort ala cin bb que ria ne ia ri o ai si 00 an da em ric st se nz e G gg pe tro m ti co a a; a Cl e d ra ett zzi va et ce n , ay i u ss i u di di ri q ntr cer di n Va til K tu u i d ti. es. a a t a s i i Co pian e, v e cu rim to: dri sta ta asi rio Ra dal no gr in si. sh da assa argi Fra id 35 , d lla le a 6 iseg che 0 na eu ti ro .

(d sce o N in il en fe ar TO ST all gli ri ew g b im rm ne N e a v er a s at st S SE e n u Yo Dis llo gi a se TR W ch si p ita 14 w E N e f u b on mis rk, tric di E be th n.c ET tas an ch assa so ura sta t, u ar lli St om cu ch no ie al lo . I ne na nes e p re et an citu e al la d dere tub il tip com l ser del t Se ron ch re co iff tu o o m vi le wn ti je in e , a lo er t al d e zio zo , da i m ans tern fars i bo re d enza to), la za i sto ssi i di ne p nel o vi o i ri tto el : d ma m ffa nv jea i gio dell ene dell cam ni. coto all an pa d e il itan nsrn i pi cuc e ta are I p ne imp che el tag o a ata i s u i ef l l i i . I elab to in che. a pr raf mpi ntu det ante io pr or m U op n eg ra tag : ez at e n ria at ato de li zi i c no no i p n ll pa i v d rm rm os el e rto uo i m a a so le no le ez le p in no da anc zor aio un 17 he a; di 0 me per do zz lla a ri.

ri gat , n ria col ne od ra . era ella nti lo g a n ha Ci cro del lam la sc e an , f ud m pi ou or ni ra ad at ed r. sa S i s V ich e i M es ett uo el e, n a f ta an i c la. in co an te: ta lie At q ton e N e p nt tiv ue e no aj i p o sto e st O rim i gi n lin alg lea i O ass d ego o, ici ri, tt id ai t zi pos de pe ant ui em o a so lla r e a, , n p d n v se so ien i d ue o r ec mp no tem ell pa ifor chia io to , en a G ssi d nirs zep ha rna o ue al i d p rip te ch rra la el a, ro e s C ca m co p ua iv tte od n s ost m ile, dra ell uo o le ae la le o la st M e do in Fe an dal c, rra ua le n l

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Portfolio

Ettore Favini m m green, 2007


olio su tela, 150 X 80 Courtesy dellartista

GREENWASHING
Potrebbe anche darsi che con il global warming noi abitanti del pianeta centriamo poco o niente. Potrebbe anche darsi, come sostengono gli ecoscettici, che per quanto ci affanniamo a bruciare idrocarburi lanidride carbonica da noi prodotta pesi nellatmosfera in maniera poco signicativa rispetto a quella di origine naturale. Potrebbe anche darsi che le fonti alternative siano fumo negli occhi grazie a cui qualcuno fa un sacco di soldi. Come sembrano suggerire alcuni artisti della mostra Greenwashing alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino no all11 maggio, concetti come ecologia e ambientalismo appaiono ormai passati e inadatti a comprendere la complessit del pianeta. Ma al di l di come ciascuno la pensi, il rapporto con il verde e la natura riguarda tutti in prima persona. qualcosa di atavico e nello stesso tempo di estremamente contemporaneo. Qualcosa che determina la qualit della vita, di cui non si pu non tenere conto pensando al presente e al futuro.
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Portfolio

Portfolio

Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla Landmark, 2006

Digital c-print Courtesy dellartista e della Galerie Chantal Crousel

Veduta dellinstallazione Glasgow, The Modern Institute Courtesy dellartista e The Modern Institute

Simon Starling Tabernas Desert Run, 2004

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Portfolio

Portfolio

Maria Thereza Alves What is the Color of a German Rose?, 2005


Video Courtesy dellartista

Stampa inkjet Courtesy dellartista e Umberto di Marino Arte Contemporanea, Napoli

Sergio Vega Paradise on fire, 2007

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trib underground

pechino

Il pop out. Il rock il verbo. A Pechino Sid Vicious pi noto di Michael Jackson. E intanto ogni giorno nasce una nuova band
Testo: Ciro Cacciola Foto: Nicola Longobardi / emblema

utto il mondo segue le Olimpiadi. La ventinovesima Olimpiade si terr a Pechino. Ergo: tutto il mondo nel 2008 guarder a Pechino. Sillogismo inevitabile. I media ci tartasseranno con il tasso di crescita delleconomia in Cina, le nuove infrastrutture, larchitettura tradizionale e i nuovi grattacieli, la metropolitana che strapper il primato chilometrico a quella di Londra, lUltimo Imperatore e Mao, la Citt Proibita e Gong Li, lOpera e persino Marco Polo, la Commissione per la Pianicazione Urbanistica con il progetto che prevede la costruzione di sei autostrade sotterranee, senza dimenticare accenni al mitico idioma Mandarino e alle tante varie ed eventuali, escludendo al massimo un po di ravioli fritti e qualche involtino primavera. Perch Pechino una citt immensa, quattordici milioni di abitanti di cui sette e mezzo concentrati nei quartieri storici, e ricca, ricca, ricca di contraddizioni, una metropoli che si allarga a dismisura, seppellisce il passato e costruisce incessantemente il futuro, divisa a met fra sopraggiunto benessere economico e povert crescente. Nellimmaginario etimologico dei cinesi Pechino la capitale del nord. Ogni anno migliaia di giovani, da ogni parte del paese, inclusa Shanghai, vi si trasferiscono per studiare, trovare lavoro, cambiar vita, fare nuove esperienze. E, come accade anche in molti quartieri italiani, sono proprio i fuori sede, ragazzi e ragazze lontani dallo sguardo vigile dei genitori, liberi di abitare da soli, i maggiori responsabili delle nuove avanguardie, dei nuovi fermenti musicali, delle mode pi alternative e trasgressive. Arrivano dalle campagne liquide di riso e risaie perch vogliono studiare musica, fare musica, produrre musica. Si concentrano nelle zone pi economiche e trasformano vecchi locali in club fumosi e pieni di alcol, dove la musica dal vivo non smette mai e gli stranieri sono i benvenuti. una delle tante Pechino. La Pechino underground.

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trib underground
Leffetto dj vu forte. Il modello occidentale devastante. Non fosse per la quantit di occhi a mandorla, o per quella carnagione giallopallida che viene fuori qua e l, potremmo essere a Londra, fine anni Settanta, in un party starring sua maest Sid Vicious o quel matto devastatissimo di Johnny Rotten: capelli a cresta, variopinti, decolorati, spille da balia, squarci e tatuaggi dappertutto. I Sex Pistols in questo pezzo di Cina sembrano essere assai pi famosi e influenti dei Beatles o di Michael Jackson, il pop out, il rock il verbo, e il genere di lifestyle e di look esattamente quello che ci si aspetta. La zona con il maggior numero di punk club (tutti piccoli, fumosi e affollatissimi, spesso con mezzanino fornito di paniere con funicella perpendicolare al bar per le ordinazioni dal piano di sopra, come il D-22) si chiama Wu Do Kou, che si pu tradurre come incrocio a cinque strade (wu sta per 5, dao strada, kou bocca), a ridosso della Midi School, una sorta di Conservatorio, dove si studia musica e attorno alla quale ci sono tutte case per studenti. Non un posto

pechino

I Surprise, punk band locale. Durante i concerti punk i ragazzi iniziano a ballare pogando / La ZC Girl Band, formazione rock di Pechino tutta al femminile

I Caff-in sono una band famosa a Pechino. Allinterno del gruppo ci sono musicisti sia cinesi sia giapponesi / Una ragazza studia chitarra allinterno della Midi School of Music

La maggior parte dei gruppi canta in cinese e spesso non parla affatto linglese. Ma durante i party, dopo un paio di birre, i rapporti con gli stranieri diventano pi semplici

La sala prove Jin Na Xu: allinterno ci lavorano ragazzi che studiano musica / I TooKoo sono uno dei gruppi di Pechino pi famosi. Al loro attivo hanno diversi cd e concerti

The Fire Balloon, una band di studenti della Midi School of Music / Unaula di musica allinterno della scuola: uno studente ripassa la lezione. Heavy rock?

Non fosse per la quantit di occhi a mandorla, o per quella carnagione ingiallita e pallida che viene fuori qua e l, potremmo essere a Londra, fine anni Settanta, a un party starring sua maest Sid Vicious

figo, anzi, piuttosto periferico, ma la scuola ben organizzata, molto qualificata, e sono ormai decine le band venute fuori negli ultimi anni. Saranno famose? Thats Beijing, la rivista degli eventi in citt, aiuta a capire quali sono i gruppi pi seguiti, o quelli che stanno circolando di pi al momento. Una delle band pi celebri quella dei Tookoo, quattro ragazzi under 25 che cantano in inglese e che sono diventati popolarissimi dopo la pubblicazione nel 2001 di quello che essi stessi definiscono il loro primo underground album dal titolo VIVA! VIVA! VIVA!, un lavoro ispirato a demo band tipo Rites of Spring, Embrace, One Last Wish, Fire Party, tutte formazioni indie che dominarono la scena rock a Washington verso la met degli Ottanta. Ma i Tookoo sono piuttosto uneccezione. La maggior parte dei gruppi canta in cinese, e spesso non parla affatto linglese. La comunicazione con gli stranieri fuori dai club infatti complicata, ma durante i party, dopo un paio di birre (in cima alle preferenze alcoliche dei giovani pechinesi), i rapporti diventano pi semplici e fidanzarsi con uno o una straniera pu avere per un giovane (musicista) cinese anche la valenza di una vita pi semplice dal punto di vista economico. Intendiamoci: i ragazzi di cui stiamo parlando non sono di estrazione popolare. Per potersi permettere unistruzione superiore come quella offerta dalla Midi School significa che hanno alle spalle famiglie in grado di sostenerli economicamente. Perch anche a Pechino ormai i soldi non bastano mai, viverci costa tantissimo, e poter contare sul plusvalore di una moneta straniera con maggiore potere dacquisto rende affascinante anche il pi insignificante degli occidentali. Con tutto il rispetto. Lamore per la musica per viene prima di tutto, anche dellamor straniero. Le

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band passano un sacco di tempo a suonare e a registrare (occupare una sala di registrazione per fortuna ancora molto economico), e poi naturalmente a lavorare, perch fare il musicista non d loro abbastanza per poter vivere, neanche se la band di quelle ormai pi conosciute e con un bel po di concerti al mese gi fissati. Le sale di registrazione si trovano dallaltra parte della citt, allinterno dei vicoli di Pechino, i cosiddetti htng, nelle zone della citt vecchia, nei quartieri in via di estinzione che scompaiono per fare spazio ai nuovi building verticali. Il livello tecnico di queste sale altissimo, aggiornatissimo, per valide ragioni di mercato. Pi che dei contenuti, infatti, o dei testi delle canzoni, le band si preoccupano principalmente della tecnologia, delle qualit tecniche delle loro produzioni e dei live. Musicisti e cantanti si impegnano soprattutto su questo. Latmosfera di eccitazione e ribellione che aveva caratterizzato i primi anni di punk cinese, il coraggio della denuncia nei testi delle canzoni sono quasi del tutto scomparsi. Anche perch, soprattutto perch, se le canzoni sono a sfondo politico, il governo non ne autorizza lesecuzione. Lo sviluppo economico del paese, la crescita (relativa) dei livelli salariali e (per alcuni) della qualit della vita, la diffusione attraverso i mass media e la pubblicit di un ottimismo corretto e, non ultime, la paura e limpotenza di fronte alle rigide leggi governative (nessuno dimentica la pacifica dimostrazione del 1989 soffocata nel sangue) azzerano ogni sentimento di ribellione politica. Bisogna adeguarsi, seguire con fiducia e positivit i miglioramenti della situazione economica. Andare contro il governo non funziona. Al massimo, si pu giocare a trasgredire. Cos le vecchie band si riciclano, il nuovo punk sempre pi duro e chi pu segue e si diverte. A Pechino. Cos lontana, cos Pechino.

k c o r a
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arte
a cura di Floriana Cavallo

come lA vedoNo UN cRitico, UN cURAtoRe e UN ARtistA

Altamont, 1968 Bill owens, courtesy damiani editore | amAZelab, milano

Macro Future piazza Giustiniani 4, Roma fino al 27 aprile, www.macro.roma.museum

aes+F, il paradiso verde

Che farebbero moda e pubblicit senza laiuto dellarte? Da sempre, infatti, la saccheggiano a man bassa, fin dal furto della Gioconda, avvenuto nel 1911, che ispir la pubblicit di lucchetti pi sicuri di quelli del Louvre. E che dire dei tessuti stampati con le ninfee di Monet per Balenciaga, del David di Michelangelo che indossa i jeans Levis o dellultima campagna Vodafone dove limmagine di un ragazzo seduto sul tetto di un edificio col lap top cita un lavoro di Maurizio Cattelan? Il gruppo di artisti russi AES+F, invece, fa esattamente il contrario: si ispira, fino allimitazione pedissequa, alle immagini patinate delle pubblicit di moda mettendo in scena e in posa, in set studiati e artificiali, giovani adolescenti reclutati attraverso agenzie di modelli. La formula ha avuto successo tanto che il gruppo composto da Tatiana Arzamasova, Lev Evzovich, Evgeny Svyatsky e Vladimir Fridkes stato invitato anche allultima Biennale di Venezia a rappresentare la Russia e ora al Macro, nella sede sperimentale chiamata Future, al Testaccio. Titolo della rassegna, Il paradiso verde..., da un verso di Charles Baudelaire, lo scandaloso autore dei Fiori del male, che recita: Il Paradiso verde degli infantili amori. In mostra fotografie, sculture e video come Last Riot, dove i giovani guerrieri dallabbagliante e spietata bellezza sono impegnati con armi giocattolo in una guerra metropolitana finta ed estetizzante, senza sangue n sudore, come sono ormai diventate anche le loro relazioni nella vita: pi virtuali che vere. Francesca Bonazzoli

selF PoRtRAit
di velasco vitali WHO: Velasco Vitali, nome (e cognome) vero, una moglie, due figli, tre studi (e lavoro sempre in quello sbagliato). WHere: Vivo dove sono nato, a Bellano, sul Lago di Como e qui continuo a vivere, nonostante linsofferenza provata negli anni, nonostante il dubbio borgesianamente parlando che lirritazione fosse in me gi prima di nascere. Spesso sono a Milano anche se, segno dei tempi, giunto lo sfratto di un mio studio in citt. Forse vagher per il 2008 per le vie (anche in preparazione di un libro dedicato a Milano) prestando attenzione ai cartelli Affittasi. Via di fuga verso Sud, dove le foschie evaporano al sole di Ragusa, salubre rifugio da oltre dieci anni. WHY: Ho disegnato molto perch da grande ho sempre voluto fare il pittore. E a questo sono arrivato, con grandi tele e paesaggi, figure e ritratti, composizioni ampie e, oltre a questo, con qualche seria distrazione verso la scultura: ferro, cemento, bronzo, acciaio. Dovessi ricominciare resto sullacquarello: adoro il paesaggio. WHat: Propendo per where pi che per what. spesso capitato che il dove abbia suggerito, definito, il cosa, e nel caso della mia prossima mostra a Milano il dove il Monumento a Sandro Pertini di Aldo Rossi su cui alcune mie sculture vivranno a pochi passi dallo spazio ProjectB, dove quadri e altre sculture completano il mio nuovo progetto LATO 4.

REASON WHY
parola di curatore!
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modena, settembre 2000. incontro Bill owens per la prima volta. dopo avere dedicato mesi allo studio del suo lavoro fotografico e alla compilazione della sua lunga e intricata biografia (mai pubblicata in italiano prima), mi trovo di fronte un simpatico 60enne americano, curioso, dinamico e leggermente insofferente. owens non ama le pause e i tempi morti: ritiene che siano uno spreco nella nostra gi breve vita. Perci nei due giorni che precedono la sua mostra mi sovrasta di richieste: vuole vedere la citt, la periferia (the italian suburbia...), la campagna, la vendemmia, la lavorazione delluva, del vino, una cantina sociale, una distilleria. lo accontento e iniziamo la maratona. lo osservo fotografare: lo sguardo attento, lo scatto rapido, mai unesitazione o una pausa. Nonostante i grandi successi di libri come Suburbia e una serie incisiva di lavori fotografici degli anni 70 (Working, Our Kind of People, Leisure), owens abbandona la fotografia come professionista (perch non gli permette di mantenere dignitosamente la famiglia) e nel 1983 decide di aprire the Buffalo Bills Brewery, la prima birreria con prodotti distillati in proprio. in quegli anni si dedica alleditoria, pubblica libri autoprodotti quali

Documentary Photography: a personal view e Publish Your Photo Book, e inizia la prima rivista American Brewer Magazine. Questa vita apparentemente sommersa, distante dai palcoscenici delle grandi opening, delle gallerie e dei musei americani, rendono Bill owens e il suo lavoro ancora pi straordinari. dopo una serie di progetti insieme, inizio a lavorare direttamente al suo archivio. Arrivo a Hayward, nella periferia californiana della Bay Area. owens elettrizzato come un ragazzino: mi accoglie, mi presenta alla famiglia, mi fa visitare i suoi luoghi. insieme ripercorriamo le levitt towns, dal nome dellurbanista che ide il sistema americano delle suburbia processo di costruzione in massa di case seriali nelle zone meno popolate. owens guarda e racconta: lui era l, a documentare il fenomeno della grande migrazione verso le coste del Favoloso West. con sguardo schietto e ravvicinato ha collezionato le immagini del sogno americano anni 70. Gli ambienti, gli abiti, gli accessori, persino le acconciature, rispecchiano lappartenenza a quella middle class americana che ha reso Bill owens uno dei maggiori fotografi sul tema della societ e della periferia.

Las tR io t

LATO 4, installazione, 2008

LatO 4 Project B Contemporary art, via Borgonuovo 3, Milano, dal 13 marzo a fine aprile, www.projectb.eu

Claudia Zanfi, curatrice archivio Bill owens il volume Bill Owens, che raccoglie 150 scatti di cui alcuni inediti, viene pubblicato a marzo da damiani editore

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Shots from the Taxi Cab, 1967-68

la guerra di plastica
Last Riot, Tond o

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DESIGN
DETTAGLI NON TRASCURABILI
in collaborazione con design-italia.it

GIGANTI DI LUCE
La ricerca delle origini e il ritorno al primitivo della materia si fondono nella lampada rmata Atelier Van Lieshout, il team di creativi di Rotterdam costituito nel 1995 da Joep van Lieshout: tra arte contemporanea e design, la Family Lamp stata presentata allultima edizione di Miami Design dalla Albion Gallery di Londra. La versione piccola un prototipo da cui verranno prodotti pezzi in edizione limitata, mentre la grande un esemplare unico. Vagamente antropomorfa, quasi una scultura in resina e bra di vetro, rappresenta una madre che tiene per mano tre gli. Stilizzazione di una famiglia felicemente imperfetta. www.ateliervanlieshout.com

INTERIOR DESIGN FAI-DA-TE


Semplici da applicare e facili da togliere in qualsiasi momento: i SilviaStickers Easy Wallpaper personalizzano ambienti e superci con oltre 60 motivi diversi ispirati alla natura e alloriente, tra tinte pastello e colori uo. Nati da unidea della decoratrice di interni milanese Silvia Massa, sono lultima alternativa a tappezzerie e carta da parati. Si applicano e si tolgono in cinque minuti, senza colla n operai. Si trovano da Jannelli&Volpi. www.silviastickers.com

MAKIO HASUIKE IN DESIGN LIBRARY


Il 13 marzo la serie di incontri i Gioved del Design alla Design Library di via Savona 11 a Milano ospita il progettista Makio Hasuike. Da Tokyo, dove ha disegnato per Seiko gli orologi per i Giochi Olimpici del 1964, arriva a Milano dove apre un proprio studio nel 1968 (auguri per i suoi 40 anni italiani!). Ha disegnato elettrodomestici, arredi, lampade e ha fondato il marchio MH Way, celebre per le cartellette leggere e trasparenti e gli zainetti urbani in tessuto senza cuciture. www.designlibrary.it

RON ARAD: VARIAZIONI SUL TEMA


Tra i pezzi forti di Ron Arad, le sedute Blo Void e Oh Void si vestono di nuovi materiali. Sono in mostra da Post Design a Milano no al 31 marzo: in alluminio anodizzato lucido e lamiera intrecciata e in edizione limitata, sono caratterizzate da forme uniche che giocano tra il concavo e il convesso e sono impreziosite da inedite sfumature cromatiche ottenute grazie a uno speciale processo segreto di colorazione. Tel: 02-6554731

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spiriti geniali

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M A U R I Z I O N A L E T TA C

Una non intervista. Per questo lo abbiamo inseguito fino a Bregenz, dove ha inaugurato la sua ultima mostra. Quando inizia a parlare un fiume in piena, tutto un susseguirsi di battute, nonsense, trappole. Ma bastato estrarre un taccuino per farlo scomparire
Testo: Francesca Bonazzoli Foto: Cesare Cicardini

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in mostra

All, 2007. Foto: Markus Tretter Maurizio Cattelan, Kunsthaus Bregenz

Dunque, vediamo.

Cerco di ricapitolare per lennesima volta, guardo e riguardo, ma niente da fare: davanti a me lo schermo del computer, sotto le icone colorate, vuoto; sul tavolo il taccuino degli appunti immacolato e il registratore tace, muto e ostinato. Ecco il bilancio fallimentare del mio incontro con Maurizio Cattelan nella Kunsthaus di Bregenz in occasione della sua personale che si concluder il 24 marzo.
Lho inseguito fino in Austria, anche se lui mi aveva avvertita: le foto s, per niente intervista. Un mantra ripetuto da mesi a tutti i giornalisti simile a quello, non te la do lintervista, recitato da Nanni Moretti. Eppure mi ero illusa che, chiss, forse allultimo momento, avrebbe ceduto come Moretti crollato davanti al domandone impertinente sul fattore C, il suo lato pi privato esposto senza pudore in Caos Calmo. E invece niente: primo perch Cattelan non si ancora spogliato; poi perch il suo mutismo, contrariamente a quello teorizzato dallautore di Palombella Rossa La vita di un uomo viene sporcata per sempre se qualcuno ne parla su un settimanale non ha nulla a che fare con la reputazione, la strategia dimmagine o la posa intellettuale. Il mutismo di Cattelan ha a che fare con il suo personale divertimento perch lui, in realt, parla, parla tantissimo, mi parla persino delle opere esposte. Risponde anche alle domande, ma a modo suo, ovvero strampalato, con battute, nonsense, trappole, e appena tiro fuori foglio e penna per fissarne qualcuna, si allontana per interpretare la sua parte di guitto sotto lobiettivo del fotografo dove sguazza

Untitled, 2007. Foto: Markus Tretter Maurizio Cattelan, Kunsthaus Bregenz

felice e rilassato come nelle piscine che ama frequentare dovunque si trovi, a Milano e a New York (le citt dove vive), a Bregenz come a Monaco. Cos eccomi qua a sospirare: magari fossi Cattelan e potessi fare come lui! Non consegnare il pezzo e lasciare le pagine bianche. Nella mia situazione, senza unidea di come riempire le stanze del centro per larte contemporanea del Castello di Rivara, nel 1996 lui fece proprio cos: le lasci vuote. Il pubblico comprava il biglietto, entrava e rimaneva interdetto. Chi invece era rimasto fuori, fregandosene di pagare il tributo al suo geniaccio sregolato, vedeva lopera: una corda di lenzuola bianche annodate che pendeva da una finestra del museo, ovvero quello che era rimasto della fuga dellartista ribellatosi al suo compito. Potrei anche andare su internet e copiare altre interviste: tutta roba vecchia, certo, di quando ancora parlava; ma con un po di taglia e incolla, bene o male il pezzo lo tirerei fuori. In fondo ancora lui a suggerirlo: era ad Amsterdam, era lultimo giorno utile per allestire la mostra in programma al centro per larte contemporanea De Appel, ma idee proprio non ne aveva. Allora, di notte, entrato in unaltra galleria, ha rubato tutto, compreso i telefoni, i fax, i tavoli, e ha traslocato lintero malloppo al De Appel. La mostra finalmente cera, ma con essa arriv anche la polizia. Magari fossi Cattelan! Ma a parte che a lui tutto permesso perch un artista, e anche il pi pazzo, ironico e istrionico, io nemmeno potrei rubarla una sua intervista. Andate a leggerle, se volete farvi del male: in una asserisce Il mio lavoro ha sempre avuto una componente narrativa, in unaltra Non mi interessa la narrazione: mi piace arrivare dritto alla fine; a un povero giornalista rivela che larte una questione di coincidenze e ritmi lenti, come la vita, a un altro larte funziona da acceleratore: concentra la vita in unimmagine. Altre volte ha risposto rubando le parole di un altro intervistato, le ha letteralmente copiate e lo sprovveduto giornalista ha fatto la figura dello scemo.

Varcata la soglia, al culmine di una ripida gradinata di cemento che ricorda la salita a un calvario, una ragazza bionda pende dallo stipite di una porta, la testa reclinata e le braccia aperte come in croce. Il colpo da maestro

Untitled, 2007. Foto: Markus Tretter Maurizio Cattelan, Kunsthaus Bregenz

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Insomma Maurizio Cattelan un impertinente Giamburrasca che ha come losoa artistica lo spiazzamento del pubblico. un Arlecchino che serve due padroni: la verit e il suo contrario. Scompigliare tutto il suo imperativo. Sconcertare e scappare lasciando il cerino acceso in mano a chi ci cascato. Per esempio lintera citt di Milano che ha rimosso una sua opera dalla piazza in cui era esposta. Ve li ricordate i tre bambini impiccati che penzolavano dalla quercia di piazza XXIV Maggio? Fu un grande scandalo, con tanto di vandalo che n in ospedale nel tentativo di tirare gi i bambini e i leghisti che protestarono davanti al palazzo del Comune con bambole gonabili. Ebbene, Cattelan stava a godersi lo spettacolo mentre Milano, ex citt del Futurismo ed ex citt di Piero Manzoni e della sua merda dartista, passava per la citt provinciale che nel giro di 24 ore rimuoveva lopera darte di uno degli artisti pi quotati al mondo. Complimenti! Anche alla Biennale di Venezia del 2001, dove tutti sgomitavano per avere un posto al sole della tre giorni di vernissage, lui spiazz tutti e spost il vero evento vip da unaltra parte: prese una trentina dei collezionisti pi danarosi e snob del mondo, li caric su un jet privato e li port a scalare la discarica di Palermo, tra gabbiani in picchiata e odori che avrebbero fatto svenire un marinaio, per raggiungere lenorme scritta Hollywood fatta installare sulla cima. Anche il jet set ha preso per i fondelli, altro che fattore C di Moretti! A Bregenz, invece, Cattelan ha messo in mostra il lato pi malinconico del suo lavoro perch, come tutti i guitti, anche lui ha un versante blue. Forse (ribadisco forse) la sua vera personalit addirittura timida, schiva, impaurita dal suo stesso successo, spaventata dal fatto che il suo geniale divertimento possa valere milioni di euro. La Kunsthaus della linda e raggelante cittadina di Bregenz (con passati nazisti liquidati in una minuscola targa nella chiesetta della piazza) si presenta come un cubo di cemento, una specie di bunker claustrofobico: ogni piano un solo enorme stanzone, lindo, vuoto, senza alcuna divisione interna. Allingresso Cattelan ha piazzato tre manifesti di Bregenz in amme sovrastata da un enorme pollice rivolto in basso come quello dellimperatore quando condannava il gladiatore a morte. Salendo al primo piano, al centro dellimmenso stanzone, il visitatore trova due cani labrador accucciati, gli occhi e il muso dolcissimi e, in mezzo a loro, un pulcino. Una scena intima, da focolare domestico. Se ci si avvicina, per, si vedono le cuciture dellartigiano che li ha tassidermizzati: un magnico orrore. Salendo ancora di un piano ecco nove morti coperti da un lenzuolo, tutti scolpiti nel marmo e allineati sul pavimento come nellobitorio dopo un massacro. Le membra di alcuni sono scomposte, in un ultimo movimento appena avvenuto. Ma non ancora nita: in fondo al salone si apre una porta. Varcata la soglia, al culmine di una ripida gradinata di cemento che ricorda la salita a un calvario, una ragazza bionda pende dallo stipite di una porta, la testa reclinata e le braccia aperte come in croce. Il colpo da maestro. Cattelan sostiene che la loro ne solo biologica e pi che morti sono unimmagine della vita che continua. Ma leffetto ancora pi forte di quello suscitato nel 1999 alla Royal Academy di Londra da La nona ora, la statua a grandezza naturale di papa Giovanni Paolo II colpita da una meteorite, o da Him, altra statua di un bambino inginocchiato in preghiera di spalle e che nasconde allosservatore la faccia di Hitler. il lato malinconico del lavoro di Cattelan, una vena oscura che arriva direttamente dallinfanzia: lo scoiattolo suicida (Bidibibodibiboo del 1996) su un tavolo di formica gialla di una cucina, versione miniaturizzata di quella della casa dove abitava da bambino, il suo alter ego. Vulnerabile e fragile. Come tutti gli spiriti beffardi.

Maurizio Cattelan ha come losoa artistica lo spiazzamento del pubblico. un Arlecchino che serve due padroni: la verit e il suo contrario. Scompigliare tutto il suo imperativo

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LOOK

MuSica
Cd, dvd, CONCERTI, TUTTO qUANTO SUONA BENE
di paolo Madeddu

cD poKer
YuMikO

La cOLOnna SOnOra di MarZO


SupergraSS

LiviDi
Self

DiamonD Hoo Ha
Capitol

inafferrabiLe goLDfrapp
Alison Goldfrapp e Will Gregory, un duo che fin dal nome sbilanciato sulla voce e la presenza scenica della cantante. Lui pigia i tasti, lei una stranissima creatura di et incerta e voce limpida, diplomata allaccademia darte, capace di cambiare forma e trasformarsi da eterea dama dei boschi a sexy coniglietta in tutina. Dopo che nel glamouroso disco Supernature era prevalsa questanima tutta unz unz e ammicchi, con il nuovo album Seventh Tree torna a soffiare un vento boreale e onirico. Peccato per la perdita di canzoni pop raffinate e un po kraftwerkiane come Train, ma dai primi riscontri sembra che il nuovo, vecchio corso sia stato accolto con una certa soddisfazione da parte dei fans della prima ora che avevano storto il naso davanti a certe coreografie esibite dal vivo, su tutte i balletti con ballerine sado-maso che indossavano teste di cervo.

La svolta glamour che il duo ha proposto negli ultimi due dischi stata rappresentata anche visivamente dagli stravaganti look sfoggiati da Alison nei video e soprattutto in scena. La cantante non si fatta mancare piume, latex, uniformi, maschere, nonch balletti con ballerine sadomaso che indossavano teste di cervo o costumi da civetta. Ma la ritrovata seriet forse metter un freno a tutto ci. Mi interessava mostrare forme mitologiche, surreali. Ma la gente lo prendeva troppo sul serio. E mi facevano sempre domande sui miei tacchi a spillo. quindi escludo di tornare a farmi truccare e vestire per ore. voglio concentrarmi sulla musica.

WHO: Strane creature. Quattro veneti che precisano di fare electropocketmusique. S, anche a noi queste parole qui ci fanno venire il nervoso. WHere: Su MySpace, dove c un video con una buona canzone e due stucchevoli sickgirl che si dimenano, ma non sono abbastanza nude. WHY: Se avete, come si pu legittimamente avere, il culto del loro produttore, Roberto Vernetti (Aeroplanitaliani, Ustmam, Elisa, Delta V, Dr. Livingstone. E altro che non ci sta). WHat: Nome femminile e lingua giapponese suggeriscono una delicatezza e una melanconia tipiche dellestetica di questo popolo. WHen: Quando capite che avete buttato la serata. Beh, fosse la prima. O lultima.

Horror vacui
Universal

Linea 77

WHO: Strane creature. Trucido quintetto di Venaria (Torino) in giro da 15 anni. WHere: A Los Angeles dove hanno registrato il disco. E poi a fianco di Tiziano Ferro in un duetto, e poi su Mtv e sulla community di Radio Deejay. Daltra parte, lhorror vacui pur bisogna sperimentarlo. WHY: Perch quando il metallo diventa dark noi ci facciamo sempre intenerire, bambinoni che siamo. WHat: Avere il disco inciso a Los Angeles non vuol dire che abbiamo chiss quali budget. Sono ridicoli, spesso inferiori a quelli di molte indipendenti italiane. WHen: Nel vostro lettore mp3 mentre vi aggirate nel vostro centro commerciale preferito quello pi grande e pi affollato.

WHO: Tre tizi blandamente rilevanti pi Gaz Coombes, 31 anni. Che per la stampa inglese intollerabilmente vecchio. Per loro i geni hanno tutti 18 anni e non hanno ancora inciso un disco. Prima che arrivino al secondo, ne fanno fish and chips. WHere: Fuori dal museo del brit pop, dove stanno imbalsamati i gruppi che non sono sopravvissuti alla fine degli anni 90. In pratica, tutti tranne loro e gli Oasis. WHY: Perch chi li segue da cinque album sa che non fanno che migliorare. WHat: Gioia, intensit, oscurit, melodie. Questo quanto importante per noi. WHen: In viaggio verso qualsiasi posto, ma allandata per il ritorno non vanno bene, no.

Magnetic FieLdS

Distortion
Nonesuch

WHO: Stephin Merritt, 42enne di Boston. Strana creatura. E genio. Come tanti altri. WHere: Al diciottesimo anno di et della band dietro alla quale si nasconde. Si nasconde perch pare sia uno dei musicisti pi introversi al mondo. WHY: Per tredici canzoni di un concept album il cui filo (elettrico) conduttore costituito da distorsione e riverbero. Ma con tale eclettismo da fondere i solari Beach Boys e i lunatici Jesus & Mary Chain. WHat: Penso sarebbe ora che qualcuno inventasse la macchina per creare testi di canzoni. Perch la realt che la maggior parte degli autori di canzoni sono persone che non hanno assolutamente nulla da dire. WHen: Nel weekend.

iL concerto

UNA

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UNDICI

Se ne SaLva SOLO una: riverbed, Morcheeba, dallalbum dive deep (Self)

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PLAYLIST
Goldfrapp come la scatola di cioccolatini di Forrest Gump: non sai mai quale sapore pu arrivare. Eppure non la sola a oscillare tra mondi apparentemente inconciliabili come dance e new age, tra sbalzi di personalit e di temperatura, sorta di ibrido tra la spiritualit di Enya e linquietudine futuristico-sessuale della Kylie Minogue di Cant get you out of my head. Per tracciare un ideale albero genealogico della sua produzione si pu partire da Donna Summer e i famosi sospiri del periodo di massimo splendore, quello con Giorgio Moroder in cabina di regia: il matrimonio tra lelettronica pi spietata e una sensualit incontenibile. Ma a ben guardare, non sono poche le cantanti che ogni tanto salgono sulla corrente ascendente e trascendente dellelettronica: in particolare Imogen Heap e Nicola Hitchcock (Mandalay). E cos come Bjrk non ha mai disdegnato di fare pezzi apertamente dance, anche a due signore come Beth Orton e Madonna capitato ogni tanto di ritrovarsi in paesaggi morbidamente glaciali. Insomma, il bipolarismo goldfrappiano trova eco in molte artiste, e lo si ritrova nei pezzi che seguono. 1. Donna Summer Love to love you baby 2. Bjrk Pagan poetry 3. enya Amarantine 4. maDonna Mer girl 5. PortiSheaD All mine 6. imogen heaP Hide and seek 7. Loreena mckennitt Incantation 8. Beth orton Galaxy of emptiness 9. kate havnevik Kaleidoscope 10. manDaLay Beautiful

Will gregory, londinese, altra met del gruppo, negli anni 90 stato tra quelli folgorati dalla citt inglese di cui un decennio fa si parlava ossessivamente. sembrava che tutte le band venissero da questa citt di cui ogni rivista musicale sottolineava la nebbiosit (mica come manchester, dove il sole spacca) cui era da imputarsi il nebbioso genere trip-hop. Da bristol venivano massive attack, portishead, tricky. ed stato questultimo, che aveva impiegato alison come cantante nel suo tour, a presentarla a gregory.

Come prepararsi al ritorno degli Editors in Italia? Prendendo la strada per Milano (Alcatraz) il 28 marzo, e per Rimini (velvet) il 29. Preparando 18 euro pi la cifra amabilmente imprecisata che chiamano diritti di prevendita. Giacca nera, camicia bianca. Non un mondo colorato, il loro. Non ascoltando la loro musica, questo non si fa. Rischiate di rovinarvi il palato. Bisogna prepararsi ai concerti seguendo una dieta rispettosa. Perci lasciate al suo posto il primo disco, il celebrato The back room, e anche il nuovo An end has a start. dovete ascoltare qualcosaltro che prepari il terreno. E quindi ovviamente gli Interpol, con la loro new wave un po dark lontanamente imparentata coi Joy division. Per chi li compra su Amazon, dovete ascoltare anche gli Hard-Fi e i Maximo Park. Alcuni suggeriscono anche Coldplay, Franz Ferdinand e The Chameleons. Che non sono i Camaleonti. Per se volete, ascoltate tutto il mese Lora dellamore. In questo modo gli Editors vi sembreranno i Beatles, gli Abba, i Led Zeppelin e gli U2 messi assieme.

Spiace dirlo, ma pochi album sono desolanti e scarsi come questo ritorno dei fratelli Godfrey dopo tre anni. E forse anche con Skye Edwards non sarebbe andata molto meglio. Tranne che per questo brano, quintessenza dello stile Morcheeba: base easy e acustica, con piccole pennellate di sognante elettronica. Una voce eterea sarebbe stata la scelta pi ovvia invece il duo ha scelto quanto di pi opposto: la cupa voce del cantautore norvegese Thomas Dybdahl. Se la canta lui, la pu cantare chiunque una specie di invito. Oppure hanno preso una cantonata, che cavolo ne sappiamo noi in fondo, no?

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contemporary witch
Magic mix di colori acrilici e bianco naturale, illusionismi ottici di fantasie grache e
Blusa con pannelli di colori diversi, arancio, rosa, fucsia, bianco, Jil Sander

oreali, improbabili accostamenti di vinile e broccato, pvc e organza. Incantesimi creativi oltre i conni dello streetwear

Foto: Pablo Arroyo Styling: Ludovica Codecasa

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Fashion

Fashion

Camicia di cotone a righe verticali bianco e rosso lavato, Levis Red Blusa con maxi fiore turchese e giallo, Missoni Tut bianco corto usato a gorgiera, Porselli Sneaker alte Nike

Abito-shorts con fondo nero e righe multicolori; sciarpa argentata con fantasia geometrica e frange rosa, tutto Emilio Pucci Polo bianca con bordino nero su collo e maniche, Nike Parka turchese con cappuccio estraibile e bottoni sul davanti, Diesel

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Nella pagina a fianco: abito bianco con collo e maniche ad anello con quadrati di organza applicati e bottoniboule con logo, Fendi Felpa di cotone con cappuccio e zip, Nike

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Top e gonna bianca con fantasia geometrica nera, tutto Pinko Tut, Porselli

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Chemisier con rose arancio e gialle con balza e sottogonna tulle, La Mula Camicia fantasia fucsia, Just Cavalli Impermeabile di pvc rigido giallo con cappuccio e allacciture in metallo, D&G Sulla testa: maglia fucsia arrotolota, Pinko Skin Nella pagina a fianco: giacca a righe verticali multicolor con impunture oro, Just Cavalli Gonna a tulipano rovesciato, con vita alta, pinces e taschine laterali, Pinko In vita: cintura di pelle con applicazione di mezze boule, Diesel Sneaker alte, Nike

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Sopra: t-shirt bianca con maxi pois neri, Levis Red Microabito di broccato dorato con ramage di ori, D&G Giubbotto di vinile nero con maxi bottoni di plastica, Pepe Jeans

Al centro: sneaker bianche con bande nere, Adidas

A anco: minigonna di cotone celeste con bretelle e bottoni sul davanti, Firetrap Camicia a fantasia, Just Cavalli Cappello di tulle con rosa applicata, Cavalli e Nastri Bustier di pvc rosa con stecche morbide chiuso con zip, D&G Models: Kate Bock, Melina Querela e Maria Host @ D Management Group Hair: Enrico Mariotti@GreenApple Make up: Daniela Galeazzi@Face to Face Si ringrazia Diesel per la location Address List Adidas, tel. 039-27151. Cavalli e Nastri, Milano, tel.02-89409452. Diesel, tel. 0424-48555. D&G, tel. 0331-409211. Emilio Pucci, tel. 02-885821. Fendi, tel. 06-334501. Firetrap, tel. 02-83241956. Jil Sander, tel. 02-8069131. Just Cavalli, tel. 02-762091. La Mula shop, via Alessi 2, Milano. Levis, tel. 02-290231. Missoni, tel. 02-76001479. Nike, tel. 051-6115511. Pepe Jeans, www.pepejeans.com. Pinko, www.pinko.it. Porselli, tel. 02-8053759.

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BIANCHI

BIANCHI

Nella citt degli angeli, dove il trafco parte del paesaggio e dove lo smog ha una sfumatura di grigio inconfondibile, lunico bianco smagliante di cui impossibile fare a meno quello dei denti
Testo: Roberto Croci

Los Angeles, 18 milioni di anime. Pi di 35 contee. Beverly Hills, Venice, Santa Monica, Hollywood, il barrio di East LA, Silverlake, Downtown, Chinatown. Tutte da scoprire, tutte diverse. Di notte e di giorno. Diverse culture, ghetti, razze. Il tutto da fare rigorosamente by car. La gente dice che Los Angeles sarebbe perfetta se non ci fosse cos tanto da guidare. Non hanno capito nulla. Certo, non c n lAcropoli, n il Colosseo, n la City di Londra, n il Palazzo Imperiale. Ma proprio questo il punto. Non servono questi centri. Tutto si muove in continuazione. Specialmente il trafco. Tranne quando si esce dallufcio e ci si deve immettere nellarteria dasfalto che taglia quasi in due la California: la temibile 405 Freeway. Ed qui che comincia la nostra avventura. In coda. Fermo. Le macchine dallaltra parte della freeway si snodano immobili per quelli che sembrano chilometri. Tutto normale, in fondo lautostrada pi intasata del mondo, altro che Bombay e Kyoto, li vorrei vedere qui, dalle 4 pm no alle 8 passate a contare le palme e a osservare il vicino di macchina nella corsia accanto che incurante di tutti, passa da unaria di contegno a vizi capitali senza prece-

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denti tipo lavarsi i denti e ripulirsi il naso/scaccolamento selvaggio per i maschi; fard, ombretto e trucco per il gentilsesso; ci sono anche i pi temerari che, avendo una date appuntamento galante la sera stessa, passano con disinvoltura dal problema dellalimentazione ho visto mangiare hamburger, zuppe, dim sum, sushi e chow mein alligiene, cambiandosi maglietta, pantaloni e addirittura collant; il tutto nellabitacolo di quella che il primo status symbol americano: la macchina. Unaltra cosa che noto con il passare dei minuti e anche con il cambiare del mio vicino di corsia sono i loro denti o grills il sorriso e soprattutto il colore o lo sbiancamento degli stessi e, dopo che la mia paranoia di passare ore e ore bumper-to-bumper raggiunge livelli stratosferici, ecco che giungo alla brillante conclusione di quella che potrebbe essere benissimo il secondo major status symbol di Hollywood, dove tutti sono contagiati dal morbo di fama e ricchezza. In questa citt dove tutti i baristi sono produttori, tutti i camerieri sono attori e tutti i tassisti sono scrittori, uno dei mezzi per aprire le prime porte e ottenere il lasciapassare un sorriso durbans che pi durbans non si pu. Il fatto che denti e dentisti abbiano sempre avuto in ognuno di noi un effetto devastante, nauseante, di tremenda paura e dolore sico potrebbe non essere un deterrente quando si pensa alla salute, mentre esattamente lopposto in America dove la prima cosa che si pensa quando you need a dentist il costo che il pi delle volte esorbitante, e per il quale la gente fa dilazioni e mutui solo per ottenere un sorriso pi accattivante? Possibile? Certo, potreste ribattere dicendo che un sorriso smagliante aiuta ad avere maggior condenza, a sentirsi meglio, ma 2000 $ per ascesso, root canal, estrazione e crown sono una mazzata. FUCK, this is a business! In America, un dentista di successo, allavanguardia tecnologicamente e che annoveri fra i suoi clienti qualche STAR, arriva a guadagnare quasi quanto un chirurgo. Yeah! capitato anche a me. Vado dal mio dentista che per anni era simpatico, onesto accettava rate e faceva sconti e sempre sorridente, oltre che svedese i migliori nel campo nch un giorno mentre mi ravana la bocca a mo di Laurence Olivier ne Il Maratoneta, mi dice che i miei denti non sono pi bianco perla e dopo aver diviso la bocca in 4 sezioni, a un costo di soli 580 $ cadauna, sarebbe ottimo un processo di teeth whitening magari con del bleach per ottenere denti bianco porcellana simile a quelli di una STAR, il tutto al costo della prova di tagliando dei seni di Pamela Anderson. Capito? Visto che in California we are what we drive, ed essendo ancora intrappolato nel trafco come Ernesto Calindri, decido di farmi un sondaggio personale, tirando gi il nestrino e chiedendo ai vari automobilisti che mi circondano tecniche, prezzi e metodologie da seguire, partendo dalla prima paziente: unAudi A3T scappellata, la quale mi dice, con denti bianchissimi, che il colore dei denti personale, come il colore della pelle, e che la scolorazione del dente dovuta essenzialmente al vino rosso, alla caffeina, ai succhi, alle bibite, al t, al cibo... di base, a tutto ci che facciamo. Il suo consiglio: capsule di porcellana

In questa citt dove tutti i baristi sono produttori, tutti i camerieri sono attori e tutti i tassisti sono scrittori, uno dei mezzi per aprire le prime porte il sorriso
che vengono saldate permanentemente ai denti al costo proibitivo che va dai 1200 $ a 2000 $ a dente! Next, una Porsche Cayenne il cui autista mi raccomanda una sessione dal dentista dai 30 minuti alle 2 ore che per la modica cifra di 1500 $ pu sbiancare permanentemente i denti con il bleach, che s sbianca, ma allo stesso tempo rende estremamente sensibile la vostra griglia. Stessa tecnica e mania che qualche anno fa ha invaso lAmerica quando tra la gente ha cominciato a farsi strada lidea che i denti naturali fossero troppo scuri. Ovvio che il mio dentista, in meno di tre anni, ha raddoppiato il personale e guardando la bacheca allingresso lo vediamo ritratto insieme ai suoi nuovi amici Penelope Cruz e Matthew McConaughey. Nella corsia a destra una giovane ragazza a bordo di un Maggiolino mi informa di metodi di sbiancamento in studio (500 $) & domiciliari (150 $ pi il costo della pasta dentaria): mentre il primo controllato dal dentista che dopo unaccurata visita preliminare consegna al paziente speciali mascherine personalizzate in silicone morbido, che riproducono esattamente la forma delle arcate al cui interno va inserita una giusta quantit di gel ad alta percentuale di principio attivo, il secondo, fatto in casa con il kit-fai-da-te, senzaltro pi economico, ma anche meno efcace rispetto alle tecniche professionali. Side effect? Proprio perch alcune persone vorrebbero un colore bianco porcellana c il rischio di overexposure al prodotto. Basta ricordare che lo sbiancamento dipende dalla concentrazione e dal tempo di permanenza a contatto dei denti, cos come la tonalit di abbronzatura dettata dal tempo di esposizione alle radiazioni solari, quindi ATTENTI a NON BRUCIARVI, non vorrei sentire storie da Little shop of horrors !! A questo punto, dopo due ore che non metto nulla sotto i denti, penso di essere armato sino ai denti sulle tecniche di sbiancamento, e ammetto che ho senzaltro il dente avvelenato contro questa societ cultrice di status symbol futili, dove parlare fuori dai denti proibito, dove se dici la verit ti dicono che sei tirato coi denti, per non parlare poi della mia impotenza di quando risalgo in macchina col coltello fra i denti e decido di andare anchio dal dentista e farmi un sorriso nuovo. Occhio per occhio, dente per dente!

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illustrazione di Massimo Basili

portrait

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ELIO GERMANO ATTORE PER OSSESSIONE

il giovane attore italiano del momento (tre film in sala in meno di un mese, scusate se poco). Ama lItalia, dove in fondo non si sta male, la romanit dei mercati rionali e recitare nei film autoprodotti. Odia le etichette, tra cui quella di antidivo, ma soprattutto le interviste
Testo: Raffaella Oliva Foto: Massimo Berruti

a quando ha recitato con lidolo-delleragazzine-Scamarcio in Mio fratello figlio unico di Daniele Luchetti lhanno etichettato come lantidivo. Altri attori lavrebbero preso come un complimento, Elio Germano no: a lui le etichette stanno strette. Hanno detto che vivo in 40 metri quadri a Corviale, nella periferia di Roma, per scelta si sfoga lattore 27enne in un bar a Ponte Sisto . Ma semplicemente la mia vita: ho iniziato a cercare un appartamento e, visti i prezzi, questo quello che ho trovato. Che me la regalassero la casa a Trastevere!. Ti piacerebbe trasferirti nel cuore di Roma? Trastevere, San Lorenzo e il Pigneto sono i quartieri che preferisco perch si pu trovare ancora un po di romanit. Ma chiss cosa accadr in futuro: gli americani stanno comprando case e alberghi manco stessero giocando a Monopoli. Sei preoccupato? Mi piacerebbe che almeno queste zone conservassero il loro carattere rionale. Vorrei pi mercati, pi Porta Portese, e meno centri commerciali. Anche meno film commerciali? Magari... Guarda questo portachiavi: lho ricevuto in regalo sul set di Sangue di Libero De Rienzo, un film cui tengo molto, proprio perch labbiamo autogestito e fatto a mano, come se fosse di creta e di terra. Abbiamo imbracciato tutti le telecamere, ci siamo inventati la promozione. Peccato che poi sia stato distribuito in otto copie.

Che cosa vi aspettavate? Siamo nel libero mercato, ma larte dovrebbe essere salvaguardata da certi meccanismi: non pu vincere solo chi dice sempre s, chi ha le amicizie giuste. Troppo spesso i produttori sono i primi nemici. Se si pensa solo a fare soldi si costruiscono tanti begli involucri senza contenuto. E non si rischia pi. Tu quali rischi ti sei preso? Anchio devo lavorare e in passato sono stato molto poco schizzinoso. Quando mi presero per la fiction tv Per amore o per Via Zanardi 33 ero contento, ma se posso scegliere prediligo ruoli che mi mettano in discussione, non sono per le cose facili. Purtroppo rispetto a quello per cui un artista si prepara, il mondo del lavoro gli permette di esprimersi al 10%. Pensa allo scultore che deve creare un modellino per uno spot: fa solo gli interessi di un altro. Quali ruoli ti hanno consentito di esprimerti al meglio? Pi il film povero, pi hai libert. Io discuto spesso con i produttori che a un tratto arrivano sul set e ti dicono che cosa va e cosa non va. Non sopporto le pressioni, devo lavorare in un ambiente aperto. Ci riesci ogni tanto? Mi sono trovato bene con Crialese in Respiro e con Paolo Franchi in Nessuna qualit agli eroi (in uscita il 28 marzo, n.d.r.). E poi con Mastandrea per 3,87. Per quello un cortometraggio... Infatti. Nei corti, come nel teatro, lunico legame con il resto della troupe la voglia di fare qualcosa in

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portrait

roma

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cui credi, sei in una dimensione che ti riporta allessenza di questo mestiere. Io cerco questo tipo di situazioni. Come il musicista che si guadagna da vivere suonando sempre gli stessi accordi e poi la sera si ritrova con gli amici nel localino per una jam session jazz. la schizofrenia dei giorni nostri. Che ne pensi, invece, della schizofrenia dellattore, diviso tra tutti i suoi personaggi? Perch, tu non sei schizofrenica? Tutti recitiamo nella vita. Quante volte ti capita di mettere gi il telefono dopo una chiacchierata di lavoro e di rivolgerti a tua madre come se stessi parlando di affari?. A proposito di lavoro, in Tutta la vita davanti, il nuovo film di Paolo Virz (in uscita il 14 marzo, n.d.r.), sei un venditore porta a porta. Un venditore di robottini multifunzione che vuole solo primeggiare, ha persino il numero uno tatuato sul braccio. A un tratto va in crisi, forse perch si innamora. un bel simbolo: ormai tutto viene trasformato in competizione, persino a noi attori chiedono chi sia il migliore, come se fossimo in gara.... Invece nel film di Patierno, Il mattino ha loro in bocca, vesti i panni di Marco Baldini, la spalla di Fiorello. Come hai fatto i conti con la sua notoriet? La mia scelta stata di distanziarmi del tutto dal vero

SHAKESPEARE COME FREUD Adoravo lAm leto per come des crive il rapporto di ogni essere umano con se stesso e i propri f antasmi
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Baldini. Ho collezionato informazioni sulla sua vita parlando con gli amici, i parenti, ma non lho incontrato. Ho costruito un personaggio come si fa con gli eroi dei fumetti e poi lho fatto entrare dentro di me. Il risultato una sorta di Pinocchio degli anni 80, un tipetto pieno di problemi che scopre il gusto per il gioco dazzardo. Tu hai mai avuto unossessione? La mia ossessione il mio mestiere. un autismo. Mi sono iscritto alla scuola di teatro a 15 anni, andavo in giro con le tragedie di Shakespeare sotto il braccio. Finito il liceo ho iniziato a studiare al Teatro dei Cocci di Testaccio, che ora non c pi. Ci stavo ore e ore. E pagavo pure per andarci! Non lo facevo per denaro o per vanit, era una necessit. Lesperienza della dipendenza comune a tutti: c chi si droga, chi gioca alla Playstation... Cerchiamo uno spazio narcisistico, in cui ci sentiamo bene, in cui torniamo al calore del grembo materno. Che cosa amavi di Shakespeare? Adoravo lAmleto per come descrive il rapporto di ogni essere umano con se stesso e i propri fantasmi. E Sogno di una notte di mezzestate: mi avevano assegnato il ruolo di Puck perch ero il pi piccolo della compagnia. Puck divertente, dolce, ma anche sadico e violento, come un bambino. Lo sto ritrovando nel personaggio che interpreter nel

la stessa parola per cento volte di seguifilm di Salvatores. to. Sei un vero stakanovista... Un libro che consiglieresti? In effetti un bel momento. Ma tra Venti sigarette a Nassirya. di un amico, un po mi conceder una pausa!. Aureliano Amadei. Era in Iraq come assiHai un segreto come attore? stente alla regia, per un progetto sostenuto Sacralizzo il presente. Non ricerco la dal Ministero della Difesa. saltato in aria naturalezza, ma linconsapevolezza. con le altre vittime dellattentato, ha perso Non imito, non recito. Mi immedeun piede. Il libro merita perch narra ci simo nel personaggio e quando lui che successo dal di dentro, con un piglio entra veramente a far parte della mia leggero, senza retorica. Labbiamo portato vita, mi apro al caso, a ci che accade a teatro, lidea di trovare i finanziamenti nellavventura delle riprese e alle mie per farne un film. reazioni involontarie. Per questo amo Ormai sei conosciuto, non ti tutto pi il cinema fatto con macchina a spalla facile? e poca costruzione scenica. Quando fai un film di successo ti proponI tuoi registi preferiti? Ken Loach, Abel Ferrara, Lars Von Trier. UltimamenBESTIE RARE te ho visto un film che mi piaciuto molto, I figli degli Faccio parte di una band hip uomini di Alfonso Cuarn. hop, sono un rapper. Vabb Se non fossi diventato un attore... ti dico il nome, cos magari Avrei fatto comunque lartista qualcuno ci ascolta su MySpace o lartigiano. Perch chi non cha voglia di fare un cazzo fa lartista [ride]. A parte gli gono qualunque cosa. Vuoi pubblicare un disco? Un scherzi, la verit che ho bisogno di chiudermi nei libro? Mi manca solo la pubblicit delle scarpe! Capisco miei tempi. si possa cadere nella vanit, ma io cerco di non cascarci. Per questo non ami le interviste? Per esempio, anche se da un sacco di tempo faccio Non che non mi piaccia parlare di me, solo che parte di una band, non mi va di sfruttare le occasioni poi si enfatizza tutto. E che qualcuno prenda ci che che avrei come attore per incidere un cd. dico a modello una cosa che non mi lascia tranChe genere fate? quillo. Hip hop, sono un rapper. Vabb, dai, ti dico anche il Ti trasferiresti allestero? nome del gruppo, cos magari qualcuno ci ascolta su Magari per un po. Andrei verso sud, al caldo, perMySpace: ci chiamiamo Bestie Rare. ch mi piace poter stare per strada, a contatto con la Ma allora forse anche vero che hai un passato da gente. Poi, per, tornerei qui, in fondo in Italia non writer? si sta male. Nessuna risposta, Elio abbassa la testa e sorride. So che hai scritto diversi racconti e che alcuni sono stati anche pubblicati. Scrivo ancora tanto, ma in maniera disorganica, compulsiva. Sono un grafomane, mi capita di scrivere URBAN 65

LIBRI
SCRITTI, LETTI, CONSIGLIATI
di Marta Topis

INCIPIT
Dalla mano dellautore

BELLE ANIME PORCHE


Francesca Ferrando Kowalski, 2008 288 pp., 13 euro

Trentenne, spregiudicata, docente di scrittura rap e hip hop, a met strada tra Ammaniti prima maniera e il Leroy di Ingannevole il cuore pi di ogni cosa, Francesca Ferrando (Torino, 1978) compila il diario di Terry Grisedu, sbandata adolescente di periferia che scappa di casa per condurre una vita on the road che un gioco al massacro, tra tossici, maniaci e altri reietti male assortiti della societ. Un viaggio che una compilation di puri eccessi, partito dallo schifoso buco di casa per terminare in gattabuia con plurime fermate in ospedale, e durante il quale Terry viene folgorata dallincontro/ scontro con Libert (tossica dai dreadlocks) e Michelle (una homeless che vorrebbe come madre). La produttrice di Tano da morire se ne gi aggiudicata i diritti per portare i brevi capitoli del romanzo (sempre legati a titoli di canzoni e lm) al cinema; a questo punto ci chiediamo se ne evidenzier il lato trash o quello a luci rosse, che nelle pagine scritte piuttosto ingombrante, ma talmente assurdo da non risultare fastidioso.

GUIDA ALLA VITA NOTTURNA


Neil Boorman, Daniel Pemberton e Elliot Thoburn Isbn Edizioni, 2008 148 pp., 12 euro

Geniale, esilarante, assolutamente esaustiva: se volessimo sottolineare un difetto di questa guida illustrata alla vita notturna made in UK, potremmo forse dire che troppo british ma se tassisti abusivi, bus notturni e pub sono realt londinesi, la disco-fauna magistralmente descritta e disegnata dal giornalista del Guardian dopo 10 anni di code davanti a cessi e buttafuori,

non sgurerebbe nei locali del nostro stivale, secondo il vecchio adagio che tutto il mondo paese. Dai metodi di warming-up pre-serata alle tenute perfette, dalle tipologie di operatori e frequentatori alle Malebolge notturne, cerchi infernali che si formano in pista attorno al deejay, no alla fanghiglia che si raccoglie sul pavimento allalba, tutto tanto ironico quanto reale.

PROMESSA

ULTIMA CHIAMATA
Cline Curiol Nottetempo, 2008 296 pp., 16 euro

Lei ama Lui, sullo sfondo di una Parigi silenziosa, curiosamente non disturbata dal trillo dei cellulari. Nessun nome, pochi dettagli anagraci seminati tra le pagine e una forte passione adultera, visto che Lui sta con la bella Ange e sembra non volersene separare. E Lei, che di mestiere fa lannunciatrice dei treni alla Gare du Nord, per cercare di dimenticarlo vive plurimi incontri occasionali senzanima n sentimenti nei salotti e nelle brasserie della citt, nascondendo nei meandri della sua anima un ingombrante segreto. La storia di Lei e Lui giunger inne al capolinea con un coup de thtre in quella stessa stazione cassa di risonanza della Sua anonima voce quotidiana. Al suo primo romanzo, Cline Curiol, classe 1975, viene lodata da Paul Auster per originalit e maestria di scrittura. Non si pu che concordare.

RAGAZZE LUPO
Martin Millar Fazi Editore, Lain 2008 658 pp., 18,50 euro

Un fantasy con i occhi, scritto con tutti i crismi e la lunghezza (oltre 600 pagine) del genere da un autore cult scozzese, gi tra i preferiti di Kate Moss e dello scrittore Jonathan Coe. Protagonista Kalix, ragazza lupo bellissima ma anoressica, sofferente di crisi dansia e imbottita di laudano, che vive nella Londra contemporanea in un magazzino dismesso, anche se discende dalla pi antica e potente dinastia scozzese di licantropi. Lei ama Gwain, ma scappa per le vie della citt braccata dai sicari del fratello, difesa dalla sorella Thrix, stilista, dalle gemelle Beauty e Delix e dagli umani Daniel e Moonglow, studenti di letteratura inglese incontrati per caso, mentre la sua famiglia in subbuglio per lelezione del nuovo capo clan. Un must per gli amanti del genere. URBAN 67

on the road
Ma perch? Cosa c sotto? Perch Lancio Story sopravvive, Cristiano Malgioglio spadroneggia, Toni Negri tiene conferenze affollatissime, ma il pollice non si alza pi? Eppure lo sorreggeva una florida tradizione culturale, letteraria e cinematografica, visto che lesempio pi antico viene da Hollywood, con i cinque premi Oscar per Accadde una notte e per Clark Gable che chiede un passaggio mostrando il ditone, mentre Claudette Colbert lo chiede molto pi efficacemente mostrando una coscia. E poi Jack Kerouac e Sulla strada, Cowgirls: il nuovo sesso di Tom Robbins quello della svitata col megapollice a banana, e il libro strampalato per eccellenza, la Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. Che sia stato il film The Hitcher, o pi in generale la paura di brutti incontri, a uccidere lautostop? O stato casomai un misto di benessere e pigrizia, ovvero la maggiore disponibilit economica che d ai giovani la quasi certezza dellauto al 18esimo compleanno? Eppure in Europa continuano a farlo. Testimonianza di Valeria S.: Vivevo in Germania e l una cosa normale: si sa che se una donna chiede un passaggio per andare da A a B e nientaltro. Qui si pensa chiss cosa. Testimonianza di Laura C.: In Spagna mai un problema. In Italia difficile avere un passaggio, anche se forse per le donne un po meno... Brutti incontri mai, ma devi essere pronta allimprevedibile. Testimonianza di Alberto C., direttore di un famoso mensile: Lho fatto una volta sola, tra Porto Cervo e Porto Rotondo. Mi ha tirato su una Jaguar. Ok, daccordo, questultima testimonianza magari un po fuori concorso, ma

storie

Tutto quanto targato anni 70 ha avuto o sta avendo un revival: dai filmacci sfigati ai Cugini di Campagna, da Renato Vallanzasca al borsello, dai dibattiti sullaborto ai Barbapap. Tutto tranne una cosa: l

Che sia stato il film The Hitcher, o pi in generale la paura di brutti incontri, a uccidere lautostop? O stato casomai un misto di benessere e pigrizia?
conferma che si possono fare strani incontri, ma non necessariamente brutti incontri. La realt che un paese che non fa lautostop un paese dove manca la fiducia nel prossimo. Eppure non che negli anni 70 abbondasse. Testimonianza di Fabio M.: Nel 1979 ero in Puglia, e dopo un po decido di raggiungere i miei genitori in vacanza l. Mi metto a fare lautostop. Caso vuole che veda arrivare proprio la macchina dei miei. Mi sbraccio, ma mia madre mi guarda inorridita e passa oltre. Testimonianza della madre, Rita M.: Aveva laria sporca e la barba lunga. Non lho riconosciuto. Ho detto tra me e me: che brutta gente c in giro. Che dire, se questo non un pregiudizio contro gli autostoppisti: arrivare a lasciare per strada la carne della propria carne. Invece lautostop un modo di conoscere davvero la gente, cos come il posto dove vi trovate: unavventura, una scoperta, una collezione di persone e gratis, come racconta Hitch Hikers di Doug Biggert (www.husson-editeur.be), una raccolta di scatti degli autostoppisti caricati nel 1973 sulla sua vecchia Volkswagen Coccinelle. un modo di capire come si bada a se stessi: ben venga. Oggi poi anche pi facile, ci sono siti internet dove trovare il passaggio usando, pi che il pollice, le dita sulla tastiera, per si perde qualcosa: un po del fascino dellautostop sta anche nellaffidarsi al prossimo e vedere che succede. Cosa che pi o meno gi facciamo tutti i giorni. Quindi forza: almeno una volta nella vita, fate anche questa. URBAN 69

Testo: Paolo Madeddu Foto: Doug Biggert / LOeil Ouvert www.loeilouvert.com

autostop

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IPSE DIXIT

FILM
IL MEGLIO O IL PEGGIO DEL GRANDE SCHERMO
di Sasha Carnevali

George Lucas mette le mani avanti su Indiana Jones IV (Vanity Fair Usa)

TESTE DA COEN

N. Cage, Arizona Junior

una vita da blockbuster

J. Moore, Il Grande Lebowski

RENDITION
di Gavin Hood

WESTERN A MODO LORO


Llewelyn Moss a caccia su un altopiano texano quando si imbatte in uno scenario raccapricciante: macchine e pick-up crivellati, messicani e cani morti sparsi tra i rottami. C anche un carico di droga e una valigetta piena di soldi. Nessuno intorno. Llewelyn se la porta a casa, assaporando gi la pensione dal mestiere di saldatore, ignaro che il killer Anton Chigurh invece sulle sue tracce. Potr fare qualcosa per salvarlo il malinconico sceriffo-losofo Ed Tom Bell? Non un paese per vecchi un adattamento letterale dellomonimo romanzo di Cormac McCarthy: gli avvenimenti e i dialoghi sono stati prelevati direttamente dalle sue pagine. di Joel e Ethan Coen Eppure risulta estremamente coeniano e cinematograco, quasi un lm muto totalmente afdato allocchio della macchina da presa. La regia perfetta, allaltezza di Hitchcock nella tessitura della suspense, di Malick nel panteistico coinvolgimento del paesaggio, e dei migliori Coen nella creazione di personaggi iconici. Come il killer interpretato da Javier Bardem, dallaspetto buffo e inquietante insieme o lo sceriffo di Tommy Lee Jones, quasi un coro greco della situazione. I registi hanno inoltre il coraggio di non portare sullo schermo la scena (anzi due) che ogni spettatore aspetta di vedere, regalando al terzo atto di un lm che mescola i generi western, caccia alluomo e thriller, un lirismo inaspettato e appagante. Giustamente vincitore di quattro premi Oscar.

J. Turturro, Barton Fink


Il nuovo simbolo del male incarnato ha il caschetto demenziale di Javier Bardem. Parrucca? No, sono proprio i suoi capelli: Mi hanno sforbiciato e pettinato senza che io vedessi niente. Quando sono uscito dalla roulotte i Coen ridevano no alle lacrime allora ho chiesto uno specchio. Ho pensato: vabb, ora ho un personaggio!. I fratelli amano davvero le coiffure assurde: guardate la testa da Eraserhead di Turturro/ Barton Fink o il toupet ridicolo di Polito in Luomo che non cera. Ma il gran premio va al cast di Arizona Junior per il taglio da scossa elettrica di Cage e le pettinature superphonate delle signore.

Anwar El-Ibrahimi sta rientrando dalla sua famiglia americana dopo un viaggio di lavoro in Sud Africa. Sospettato di avere legami con una cellula terrorista, la Cia lo sequestra e lo fa torturare in un anonimo paese magrebino. Classico lmone di impegno politico-civile fatto allamericana: il povero Anwar un paradigma di padre-marito-cittadino borghese onesto, ben rasato, vestito come un qualsiasi ingegnere di Chicago, magari pure agnostico. A quanto pare serviva unoncia di coraggio in pi per mettere al suo posto un Mohammed qualsiasi con barba e caftano: Gavin Hood non certo il Michael Winterbottom di Road to Guantanamo. Raccomandabile solo in virt del cast (Jake Gyllenhaal, Reese Witherspoon, Meryl Streep, Alan Arkin, Peter Sarsgaad) e di una discreta trovata narrativa, che ovviamente non anticipiamo.

NON UN PAESE PER VECCHI

PERSEPOLIS di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud


Un cartone animato in bianco e nero, a una sola dimensione, sul tema dellemancipazione femminile in Iran? Difcile promuoverlo come un lm di intrattenimento e da grande pubblico. E invece

NO

PERCH
Quando lo Sci di Persia viene rovesciato e mandato in esilio, Marjane ancora una bambina tutto pepe. La speranza che la sua famiglia nutre nellavvento di una sana democrazia presto viene infranta, e Marjane, che davanti ai soprusi non riesce a tacere, viene mandata a studiare a Vienna

E invece lautobiograa della Satrapi, gi una bande dessine di culto, unesperienza vivacissima e ironica. Se ne esce sentendosi pi consapevoli e pi caldi, senza aver subito alcun pistolotto. Efcace e splendidamente pura liconograa.

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NIGHTLIFE
CLUBBING & DINTORNI
di Lorenzo Tiezzi

MILANO

JEFF MILLS
21 marzo Magazzini Generali via Pietrasanta, 14 02-5393948
Che bel matrimonio quello tra Magazzini e Angels of Love, due delle pi importanti realt del clubbing italiano. Il risultato Angels over Naples, one night mensile che porta in citt vecchi e nuovi protagonisti dellelettronica. Questa volta tocca a Jeff Mills, il maestro della techno pi sosticata, uno capace di far suonare quattro dischi insieme e contemporaneamente sorridere a tutti, senza fare la star. Il 22 suona anche a Roma (Brancaleone), il 23 a Napoli (Metropolis).

electro live

DYGAS, JAY HAZE, ZIP


7/14/21 marzo Bologna, Il Club via Calzoni, 6/b www.myspace.com/ ilclub_bologna

Led lelectronic department dello storico locale bolognese Link. Oggi collabora con Il Club per una one night di clubbing di qualit. A marzo i dj guest sono tutti berlinesi. Prima c Margaret Dygas del mitico Panorama Bar, bella dj specializzata in minimal music che non ama apparire (sul suo Myspace ci sono solo foto di ortaggi). Poi arriva il blues futuristico di Jay Haze, che il 15 marzo fa anche ballare il Tenax di Firenze. Inne c Zip, il lato tedesco di Circo Loco Ibiza.

HOUSE MUSIC BYE BYE

MILANO

THE SOUND OF SAINT TROPEZ


Luminal via Monte Grappa, 14 www.luminal-milano.it

Rispetto allinaugurazione di quattro anni fa, i prezzi del club di via Monte Grappa sono saliti e il venerd per ballare vicino a Dolce & Gabbana si spendono ben 30 euro. Ma se davanti allingresso si fa ancora la la, la musica cambiata: meno hit e pi qualit. Spesso salgono in console giovani leoni come il toscano Emanuel Paglicci. E soprattutto, due volte al mese arriva il milanese Micky Garzilli. Da vero zingaro del mixer, abita sul Garda dove fa ballare il nuovo Malemi e gira i club di Berlino, Costa Azzurra e Timisoara (per chi non lo sapesse, la scena delle disco rumene vivissima). Ma su un suo ritorno a Milano ci contava poco. Credevo che suonare la mia musica sarebbe stato difcile, invece ballano tutti, modelle e tavolari compresi. Due o tre pezzi deep per gli intenditori, una sequenza electro per i pi giovani e ogni tanto qualche classicone tipo Promised Land di Joe Smooth. Pur di farsi vedere nel posto giusto, vip e fuoriusciti

Chiamatela progressive house o minimal techno. Ogni dj ha la sua denizione ed pronto a spararvi se usate laggettivo sbagliato. Ma se gli dite che la primavera dei club italiani sar elettronica non potr non darvi ragione. Infatti anche nei locali fashion (leggi commerciali, ovvero stile PinetaBillionaire), la stagione della house piena di percussioni sembra nita. Il colpo di grazia glielha dato quel marpione di Bob Sinclar, che tra uno spot e laltro ha continuato a ripetere in canzoni sempre pi brutte la ricetta magica di Love Generation. Il risultato che il suono di Alex Elle Pornocult, uno che da sempre sta a met tra elettronica e melodia, dopo tanti remix di successo nel mondo, fa ballare anche il Pulp di Milano, il 22 marzo (www.pulpmilano.net). Restando in citt e cambiando locale, passando dal Limelight ai Magazzini la musica prende sfumature diverse ma resta pi o meno la stessa (www.magazzinigenerali.it). Il 7 allAmnesia suona addirittura Tobi Neumann, mito della minimal che fa saltare (www.myspace.com/amnesia_milano). Il 23 invece suona la tech-house di Satoshi Tomiie. Il club lArea Venezia di Mestre. una discoteca ma anche un auditorium dedicato al ritmo e a chi vuole emozionarsi ballando, spiega Joe T Vannelli. La star dei dj italiani per la sua casa multimediale ha voluto il meglio: impianto audio tedesco e mixer combinato audio-video pronto per i migliori vj del pianeta (www.myspace.com/joetvannelli). E se Bologna e Napoli, musicalmente parlando, sono ormai in provincia di Berlino e Detroit (come leggerete in questa pagina), Ultrabeat, il gioved del Goa di Roma (www.myspace.com/ultrabeatout), pi nordico che mai. Il 6 marzo c il live freddo dei tedeschi Dan Berkson & James What, il 13 suona il tunza tunza degli olandesi 2000 and One, e inne, il 27 arriva il solito Neumann. solo una techno-mania che passer o siamo nalmente entrati in Europa, almeno di notte? Difcile dirlo, intanto balliamo.

TORINO

BOY GEORGE
14 marzo Suono via San Massimo 1 ang. via Po 349-5380949

da questo o quel reality devono sottoporsi a tanto.

Va detto che lex Culture Club nito in console anche per i lauti ingaggi che prende nei club, che lo chiamano perch fa parlare. Ma va detto pure che gli anni passano e pochi di quelli che vanno a ballare sanno che cosa sia Karma Chameleon. che lui, dietro al mixer, porta pazzia e voglia di vivere. Mica poco. Invece chi pi interessato alla forma, al Suono pu venirci il 19 marzo, quando in console c la topless dj Niki Belucci.

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Un Paese veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra. E alla ne di una bella birra che si ha pi bisogno.

Frank Zappa

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Fuori

Prima & dopo


Pandenus
Dal milanese pane di noci, ecco una ex panetteria rilevata e trasformata in contemporary-bar con forno a vista dal quale escono pizze porri e zola, focacce assortite, pane ai 5 cereali e sfilatini alle olive, oltre che muffin, praline, torte al cioccolato e golose scorze candite. Allo scoccare della primavera apre una vetrata e dispone gli sgabelli sul marciapiede.

COUS COUS PARTY


Pi che una ricetta una bandiera

Brasserie Bruxelles
Non inganni linsegna: un classico pub dove pi che a mangiare si viene per trincare birra, quella Belga con la B maiuscola servita da personale con Master in spillatura di birra belga. Tra le birre chiedete la robusta Floreffe, fatta secondo antiche ricette dabbazia o quelle rare dei monaci trappisti. DA NON PERDERE la Blanche, aromatizzata con curaao e a bassa gradazione (4%) viale Abruzzi, 33 02-29419148 sempre aperto free wi-fi

kohinoor
Fino a poco tempo fa era l'Orange: ora, cambiata la gestione e completamente rifatto (con bancone di 13 metri con luci colorate), ha assunto il nome di uno dei pi preziosi diamanti al mondo e come tale vuole brillare ( cocktail bar-lounge-ristorante-disco). Fiore allocchiello laperitivo al piatto: insieme al cocktail (10 euro) niente buffet ma una creazione dellannesso ristorante. DA NON PERDERE la serata del venerd, che cambia tema ogni settimana viale Decembrio, 26 339-3359865 chiuso domenica no wi-fi

Marrakech caf
via Castaldi, 31 sempre aperto la sera 02-36555032 100% Original. Chiusa lAndalusia, unica vera trattoria marocchina con influssi moreschi, Karim trasmigrato in porta Venezia, aprendo uno scenografico, affascinante locale dove si concentrato sulla sola cucina del Marocco. Divanetti in ferro battuto e tessuti damascati, tavolini intarsiati e lanterne sono la cornice di una proposta filologicamente corretta: menu da 40 euro in cui il cous cous bidaoui di Casablanca, con carne, fave e ceci, fa la parte del leone o, in alternativa tra i tanti, il bilhib dellAtlante con carne e latte, il birmar del deserto con datteri e uvetta e il classico con 7 verdure. A breve parte la sala da t.

DA NON PERDERE il buffet pizza-panereccio con verdure e frutta e fresca via Tadino, 15 02-29528016 chiuso domenica free wi-fi

el Jadida

via Bezzi, 47 sempre aperto la sera 02-89546860 Danzante. Rinnovata la gestione (italiana), arricchito il menu con piatti mediterranei destinati a chi non ama lo speziato, immutato il dcor che continua a incantare come una reggia in stile mille e una notte (era la villa di uno sceicco). El Jadida non solo un ristorante di buona cucina magrebina, ma un night club dove fare serata con danza del ventre e djset finale al ritmo della house music (il mercoled). In carta, dopo i diversi antipasti, cous cous di agnello, pesce e verdure, cous cous Royale con spiedini, tajin e pastilla di rito, oltre a carni grigliate su legno di cedro (menu da 40 euro).

Restyling della caffetteria in Triennale, con la firma di un grande chef


viale Alemagna, 6 02-724341 chiuso luned CONSIGLIATO PER gustare una zuppa dautore, in compagnia di architetti, designer e creativi

Brick oVen
acinati dieci anni di successi, mantengono via Marsala, ma inaugurano in zona Indipendenza rivestendo lex birreria Kirribilly di boiserie immacolate e pareti bianco ghiaccio: la storica pizza sottile senza lievito, servita al tagliere in oltre 60 versioni diverse e cotta in forno a legna plana direttamente sui tavoli di design con sedute in plexiglas, mentre le pereti, ravvivate dalle serigrafie Ladies & Gentlemen di Warhol, si trasformano con cromoterapiche gettate di luce colorata. Da Brick Oven restano in carta i must di sempre: pizza margherita, al carpaccio messicano con tabasco e America con peperoni (6-10 euro); ma al menu da steakhouse (bistecche, Tbone e hamburger) si aggiunge una carta mediterranea che predilige verdure e carni (portafoglio di melanzane con bufala e basilico fresco e sella di coniglio ai pistacchi con riduzione di balsamico) e che, per soddisfare lamico un po meno via Castel Morrone, 7 cow-boy e la fidanzata a dieta, inserisce 02-36596810 sempre aperto ricette destinate ai cosiddetti vegetariani e intolleranti (pizze e maccheroncini al CONSIGLIATO PER kamuth, pennette di farro con scarola e fare colpo sullamica/o salutista zucchine, tofu su crema di broccoli). Desenza rinunciare a pizza, hors in apertura, tempo permettendo. hamburger e patatine

ROSSO & BIANCO

la saluMeria del Vino


Cera una volta La Cantina di Manuela da qualche mese al suo posto arrivata la seconda location dellamato wine-bar in zona Marghera, che qui replica menu, scelta dei vini e impostazione. Niente lista (difficile da tenere aggiornata con un migliaio di etichette) ma si estraggono le bottiglie dallo scaffale che, se bevute in loco, verranno maggiorate di 10 euro. No happy hour, ma vino alla mescita con 10/15 etichette che Davide racconta per filo e per segno, accompagnandole con qualche prelibatezza salata (calice dai 4 ai 15 euro). La chicca del locale: la scelta dei passiti (un trentina, incluso il marchigiano Vissner ottenuto dalle visciole!) con due specialit francesi, vini liquorosi dalla muffa nobile ed entrambi bio: il Domaine Patrick Baudouin Coteaux du Layon (6 euro al bicchiere) e il pregiato Sauternes Cru Barrjats (74 euro la bottiglia da 50 dl), da sposare a formaggi di media stagionatura e fois-gras. Assolutamente da provare! via Cadore, 30 tel. 02- 55184931 chiuso domenica

cracco coffee design

Mido

via Custodi, 4 chiuso domenica 02-8375249 Arabic. Rafat e la moglie, egiziani laureati e ormai milanesizzati, hanno aperto questo locale nel lontano 1992: nessun orpello, poco fumo e molto arrosto (pardon cous cous) per chi viene qui a pranzo o a cena. Il cous cous arabo fatto a mano al vapore, condito con verdure, carne (agnello o vitello con montone) e pesce (frutti di mare, gamberi e calamari), saporito e leggermente pi asciutto di quello marocchino (11 euro). Poi falafel fatti espressi, riso del Kuwait con pistacchi, uvetta, nocciole e zafferano e ben cinque golosi budini di riso (al cocco, albicocca, menta, cioccolato e tamarindo). Prezzi contenuti e niente alcool, ma t alla menta o birra analcolica.

ellattesa del Salone del Mobile la Triennale va in grande spolvero rinnovando (sempre con labile mano di Michele De Lucchi) gli spazi del Coffee Design. La gestione stata affidata ad Autogrill, ma non storcete il naso: niente Camogli o Fattoria, bens uno dei nomi pi alti della ristorazione cittadina, lo chef bi-stellato Carlo Cracco che, in qualit di consulente, sceglie ingredienti e ricette per offrire ai frequentatori quelle qualit ed eccellenza che la citt (e la Triennale) reclamano.
Inaugurazione prevista in aprile, con primo rodaggio a fine marzo e un invitante nome di battesimo Cracco Coffee Design. Nuovi gli spazi, innanzitutto, pi accoglienti e meglio distribuiti (130 i coperti) con una cucina a vista separata da un vetro di cristallo, con al centro un american bar. Ottima, eccellente, curata, cucina italiana, governata dalle stagioni e dalla qualit delle materie prime, a prezzi (udite, udite) accessibili: ce la si dovrebbe cavare con una ventina di euro. Zuppe, insalate, piatti unici, affettati, un paio di panini e una carta di vini lombardi serviti al calice. Nuovo anche il tavolo di legno da condividere con altri (un invito ai single?!), mentre restano i tavoli rotondi con le sedute di design una diversa dallaltra, che ormai una firma distintiva della Triennale.

Nuova location per la storica pizzeriasteakhouse Usa che oggi veste Warhol e parla mediterraneo

di Mirta Oregna

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Fuori

Prima & dopo


grande Black
una chicca questo american bar: un piccolo gioiellino in un tratto affollato di locali di viale Parioli. Quindici metri quadri in tutto, ma una cura estrema nei cocktail e negli sfizi al bancone e al tavolo. La serata parte con laperitivo nel gazebo, ma i tanti assaggi proseguono fino a notte, sorta di mini cena composta di pizzettine, rustici, selezione di formaggi e perfino cubetti di lasagna al forno. DA NON PERDERE i cocktail a base di frutta tropicale viale Parioli, 192 06-80687201 chiuso domenica no wi-fi

CARCIOFI TIME
Appena raccolto, alla giudia, rivisitato. il momento!

VirTual cluB di Blue and JoY


Un portoncino da pub vecchio stile, una rampa di scale e si scende nel primo locale a Roma direttamente connesso a un club virtuale in Second Life. Alle pareti opere di Blue and Joy, i personaggi di SigalotLa Fauci che dilagano su borse, t-shirt, scarpe. Rock dautore, electro dark e jazz fusion, maxi schermo con immagini dallisola virtuale, un bancone dove servono taglieri di salumi e formaggi e big panini. DA NON PERDERE i live in onda anche su Second Life via Sabotino, 14 339-3262438 chiuso luned free wi-fi

caffeTTeria ViValiBri
Reading di poesia, incontri con narratori, mini corsi di scrittura creativa in questa libreria e caffetteria-lounge bar con store firmato Fabbrica. Apple pie artigianali, crumble, sacher ma anche torte e plum cake salati. E poi una selezione di 15 t tra rossi, verdi e neri, caff aromatizzati e cioccolate da sorseggiare tra un libro e l'altro. Spesa sui 7 euro. DA NON PERDERE le serate a tema via di Tor Millina, 10 06-6896657 chiuso luned no wi-fi

PiPerno

via Monte de Cenci, 9 chiuso domenica sera e luned 06-6833606 Da Piperno, nel ghetto, alla fine dell800 nato un mito: il carciofo ha cominciato qui a diventare una star sulle tavole della capitale. Nasceva la carciofolata: montagne di carciofi e litri di olio che frigge. La tradizione romana lha consacrato infatti alla giudia e cio fritto intero dopo averne tagliato le punte. Il segreto, racconta il cuoco, sta tutto nella cottura: un fuoco basso allinizio e poi molto alto per farlo dorato e croccante. Coi carciofi anche le animelle. In questa stagione approfittate della vignarola, a base di primizie: fave, cipolline, lattuga, piselli e immancabili i carciofi. Una cena completa sui 55 euro.

oMBre e cicheTi
A ognuno il suo. Dal panino alla cena gourmet
via Metauro, 33 06-85300692 chiuso domenica

WHISKY & BEER

le BisTroT

via delle Sette Chiese, 160 chiuso domenica 06-5128991 Ristorantino dallatmosfera francese nel cuore della Garbatella, quartiere che pi romano non si pu. Cucina prevalentemente vegetariana piuttosto curata anche nella presentazione. Attenzione ai particolari anche negli arredi e jazz in sottofondo. Quando stagione qui i carciofi li trovate combinati nei modi pi creativi: con lo zafferano nei tagliolini, nellimpasto degli gnocchi conditi coi carciofi, su uno zabaione salato alla mentuccia. Sono deliziose le polpette di carciofi o gli sformati. Tra i dolci merita la mousse di cioccolato nero allo zenzero. Circa 100 etichette in carta. Prezzi ottimi, intorno ai 25 euro.

il fuori di TesTa

CONSIGLIATO PER i 10 panini gourmet, come il Testa matta e il Testa calda

augusTo

via Aurelia km 36,800 chiuso la sera (tranne nel weekend) e mercoled 06-99222489 / 347-6124655 Una casa di campagna sul bordo di una carciofaia: Augusto il vero re del carciofo. Atmosfera da trattoria e prezzi in linea, 35 euro per un pranzo daltri tempi. Qui i carciofi ve li servono dallantipasto al dolce (quasi). A cominciare da quelli crudi in insalata o fritti dorati per antipasto, o dalle pappardelle e fettuccine tirate a mano al sugo di carciofi in bianco, e poi trifolati in padella per la frittata. Per chiudere, ciambelline al vino e crostate casalinghe.

uattro locali in uno: stili, atmosfere, menu che sintrecciano. Da andare fuori di testa, come recita il nome del locale? Assolutamente no! Ognuno piuttosto pu scegliere un percorso degustativo, a cominciare da una salumeria vecchio stile con affettatrice Berkel, bilance, prosciutti e salumi appesi, scaffali fitti di sottoli, paste artigianali, marmellate e gelatine, formaggi. La lista dei panini, tutti tra gli 8 e i 12 euro, prevede abbinamenti rari e golosi tipo ricciola affumicata con maionese allo zenzero.
Poi c il wine bar, un po lanima del locale: atmosfera calda, bel bancone, mensole stipate di bottiglie. Qui si fa laperitivo a 10 euro con tranci di panini e sfiziosit, oppure fino a tarda notte si viene per un dolce e un bicchiere di passito. Eccoci poi nel terzo girone, quello dei carnivori: grande bancone frigo con i tagli di bisteccone a vista. Carni superselezionate come la scottona, la chianina, la scozzese o quella del Nebraska trattate in cottura con delicata maestria. Sui carboni va anche il pesce, tipo le insolite salsicce di tonno. Ma nella zona gourmet, dove i prezzi salgono anche fino a 80 euro per una cena, che Mirko Moglioni, 31 anni, si sbizzarrisce. Menu in continua metamorfosi che va dallelaboratissimo allipersemplice, si fa per dire, tanto da affascinare anche con un magistrale spaghetto aglio e olio, inusuale e sorprendente.

L'altro modo di fare l'aperitivo

ut laperitivo alla milanese, in un cosiddetto giro di ombre (bicchieri di vino, per chi non veneto). Ci scommette Sebastiano Vianello che ha appena aperto, con Eleonora, Ombre e Cicheti in una piazzetta con vista sul cupolone, eppure appartatissima. Insomma, un campiello dove dal bcaro arrivano i profumi di una verace cucina veneziana (altra rarit a Roma). C aria di Venezia ovunque: legno, lampade simili a lanterne in vetro soffiato, libri, carte nautiche, un soppalco con un vecchio divano e poltrone, cicheti da spiluccare al bancone con unombra dietro laltra, e cio tanti piccoli bicchieri di vino spillati alla mescita dalle sette di sera a oltranza (fino alle 2!). Sapori semplici, come una gustosissima polpetta fritta, un crostino col baccal mantecato o i bovoletti, le lumachine in umido, oppure un po pi elaborati tipo le sarde in sar. La cichetata di sette-otto assaggi si via del Lago Terrione, 18 fa anche al tavolo a 10 euro. Chi decide di 06-633280 chiuso domenica fare sul serio pu proseguire con i bigoli in salsa di cipolle e alici e le seppie col CONSIGLIATO PER nero e polenta, per chiudere con la crema chi arriva da solo e si ferma al al ramandolo e baicoli veneziani. Il tutto bancone, dove un cicheto tira per 25 euro al massimo. laltro

"O

Brasserie 4:20
Un posto veramente insolito (anche per lora di chiusura della cucina, e cio le 4 del mattino, favoloso): qui prima cerano i magazzini di una vecchia stazione, mentre oggi un locale con rame e mattoni ovunque, illuminazione perfetta, bancone con 15 spine. Si bevono esclusivamente birre e whisky: ben 300 le tipologie del distillato. Tutti gli scozzesi, nove irlandesi, alcuni americani. Alcune serie limitate. Si va da whisky fini e dal gusto rotondo, ai morbidissimi giapponesi a quelli pi robusti o torbati; da whisky di solo malto a blended pregiati, ognuno abbinato alla sua acqua di sorgente che lascia aprire il bouquet degli aromi. Dai 5 euro al bicchiere agli 80 per un Bowmore del 1970. Le birre alla spina, artigianali, scelte in tutto il mondo e importate direttamente, sono 26 e ruotano abbinandosi a un menu in lavagna. Spaghetti, gamberi e pancetta con il whisky, saut di cozze e vongole con la birra Geuze. Per finire, tiramis alla Stout invece del caff. via Portuense, 82 06-58310737 sempre aperto

di Laura Ruggieri

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Fuori

Prima & dopo


le cuBe
Target giovane, una trentina i cocktail in lista, una quindicina i vini, tra cui otto alla mescita: cos si presenta Le cube, accattivante nel suo look contemporaneo, accogliente nella sua atmosfera soffusa. Un must l'aperitivo della casa, omonimo, mix di Crodino e Porto (3 euro) adatto anche ai palati pi delicati, da accompagnare al buffet. DA NON PERDERE lhappy hour domenicale Verona piazza Davide Begalli, 18 chiuso luned 349-8437444 no wi-fi

Fuori

cheers Bar
Look total white per la nuova gestione di questo bar-osteria dove si pu anche pranzare con i piatti tipici della tradizione veronese. Ma il pezzo forte sicuramente lhappy hour a base di mojito si dice che la ricetta sia proprio quella ispanica e americano (vermouth, bitter campari e seltz), in versione bassotto (3,50 euro) o long drink (4,50). DA NON PERDERE il buffet: cous cous, verdure, crostini Verona via Torcoletto, 5 chiuso domenica 045-8050062 wi-fi in fase di abilitazione

anTonio ferrari
La bottega un ritrovo particolarmente adatto ai patiti dellapericena, che amano accompagnare a un calice di vino proposte pi sfiziose dei soliti buffet free take: a un ros Marcato (4,50 euro alla mescita) si possono infatti abbinare autentiche leccornie, come la coscia doca con riso agrodolce.

A TUTTA BIRRA
Bionda, fresca e rigorosamente artigianale

LAND TASTE

DA NON PERDERE le bollicine di ricerca Padova via Umberto I, 15 chiuso luned 049-666375 no wi-fi

Una miniera di gusti? La cucina regionale

Birrificio grado PlaTo

la caraBaccia

viale Fasano, 36/b Chieri chiuso luned 011-9473236 Nel 2006 la birra Sveva di Sergio Ormea ha ottenuto il prestigioso premio di miglior birra artigianale italiana nella categoria Lager. Da provare anche la Sticher, prodotta con materie prime biologiche locali. Il modo migliore per consumarle? In sede, con un bel piatto di lumache allevate biologicamente o con sfiziosi taglieri di formaggi e salumi. Capitolo a parte la cucina alla birra: risotto, pollo, gulash, torta di nocciole e perfino gelato. Sui 20 euro.

Padova via Bartolomeo Cristofori, 13 chiuso domenica a pranzo 049-8725673 Gestito da toscani veraci, nel menu non possono mancare piatti tipici, come ribollita, pappa col pomodoro, acqua cotta, sugo di lepre, costicine di cinghiale alla griglia e naturalmente la mitica fiorentina. Prima fatevi servire un po di finocchiona, capocollo o prosciutto di cinta tagliato al coltello. Con il vino della casa, il Pitigliano della Maremma, viaggiate sui 50 euro in due. A finire, cantuccini e vin santo.

via delle Orfane, 19 011-5216523 chiuso luned aperto solo di sera

uMaMi risToranTe

CONSIGLIATO PER una buona cena o un cocktail in un ambiente moderno e minimale

l Birichin
via Monti, 16/A chiuso domenica 011-657457 uno dei migliori ristoranti in citt, per qualit e originalit. Che si manifesta anche nella carta delle birre, ben studiata, con suggerimenti per labbinamento. Si pu partire con una Elixir Baladin per aperitivo, poi una Blanche de Bruxelles sugli antipasti, sui primi piatti una Grafite Beba, una birra trappista come la Achel Brune sui secondi e al dessert una Jacobins Kriek Max, stupenda birra alla ciliegia. Conto un po esoso, sui 70 euro.

Ingredienti scelti, esperienza in cucina. Il risultato umami

i quattro tradizionali indicatori del gusto (dolce, amaro, acido, salato) i giapponesi ne hanno aggiunto un quinto: lumami, che si potrebbe tradurre con saporito. Adesso anche il nome di un locale, aperto poche settimane fa nel cuore del quadrilatero romano, dove lumami rappresenta una vera e propria filosofia che coniuga il piacere, lenergia e il linguaggio del cibo con una ambientazione di design minimale ma non fredda, firmata da Fabrizio Caudana. Il ristorante, per ora, apre solo per cena e prolunga lorario fino a tardi per lafter-dinner. In menu si spazia con disinvoltura da buoni agnolottini con burro, verdure e parmigiano agli spaghetti alla chitarra con un gustoso sugo di pomodorini, lime e tonno fresco, alla carne cruda, tagliata al coltello con mousse di robiola, fino agli straccetti di pollo con castagne. Mousse di cioccolato e tiramis al bicchiere per concludere. Tutti piatti che non hanno ceduto alla moda a volte un po vacua della fusion orientale, ma sono una buona sintesi di ricerca di materie prime e sapiente esecuzione. Prezzi equilibrati, intorno ai 25 euro, anche meno se si opta per una delle 25 pizze proposte. Ma questa unaltra cena. Da migliorare lofferta di vino che si limita solo a una dozzina di etichette, anche al bicchiere.
via Torricelle, 7/c Verona 045-8309353; 045-8922324 chiuso luned

PrinciPe d'alTaMura
Padova via Malaman, 7 chiuso luned 049-684854 Come in ogni ristorante pugliese che si rispetti, dobbligo, per due, la Grande Carrellata di antipasti: bruschetta, focaccia, frittatina, nodini di mozzarella, burrata, crema di ricotta di pecora, sottoli di stagione tipo i lampascioni, salsiccia delle Murge, pecorino canestrato (18 euro a persona). Ma sono irresistibili anche le orecchiette alle cime di rapa, i cavatelli con purea di fave e funghi cardoncelli (7 euro), gli involtini alla barese, ripieni di pecorino, aglio e prezzemolo (13), innaffiati da vino delle Murge.

Al Piper di Verona i resident sono gli chef

Birrificio Torino
via Parma, 30 sempre aperto 011-2876562 Ottimo microbirrificio, lunico in citt, che produce due birre bionde, una ambrata e una bianca, tutte ottime. I tini di fermentazione sono in bella vista nella sala a sinistra, lambiente piacevolmente rustico, non solo uninvenzione architettonica, siamo davvero nel luogo di produzione. Tavoli, ben distanziati, invitano a sedersi e a scegliere piatti interessanti in un menu vario e goloso. Imperdibile il tris di wrstel bavaresi con crauti rossi e bianchi e tris di senape. Sui 10/15 euro.

Prima & dopo


seVe caf
Dopo qualche anno di appannamento, nei locali del vecchio Sapordivino vale di nuovo la pena fermarsi per un aperitivo. Una trentina di etichette selezionate con attenzione e riportate sulla lavagnetta oppure il classico Negroni e un piccolo buffet con verdure fresche, pizzette, bruschette e ottimi salatini di sfoglia. DA NON PERDERE un bicchiere di vino del Sud via Cibrario, 36/e 011-487832 chiuso domenica no wi-fi

Muu cockTail Bar conTrosenso


Entri e te la vedi enorme sopra la testa la mucca, rosa, che d il nome al locale. Poi guardi il bancone e la serie sterminata di bottiglie ti riscalda. Il bello, poi, sono le varianti. Ci sono cinque daiquiri, altrettante caipirie e addirittura dieci diversi Martini cocktail, tra i quali uno incredibile al wasabi. Ugualmente irresistibili i cocktail a base alcolica con aggiunta di bollicine. DA NON PERDERE uno dei migliori mojito in citt corso San Maurizio, 5 011-8390345 aperto dalle 22 alle 3 chiuso luned no wi-fi Consigliato per amanti della musica dal vivo di tutti i generi, dal blues al jazz, dallAmerica Latina alle cover band. Ti siedi, prendi un boccale di birra o un calice di vino di nobili natali o magari un sorprendente cocktail allassenzio, calmi la fame con qualche piatto sfizioso, mentre ti fai trasportare dalle note che escono dalla chitarra magica di Giulio Camarca. DA NON PERDERE la jam session del gioved sera via Cellini, 30 347-3000528 aperto dalle 19 alle 4 chiuso luned no wi-fi

PiPer

CONSIGLIATO PER stupire a un appuntamento, senza restare in mutande

hosTaria forTuna Vecia dai Venexiani


Si sempre chiamata Fortuna Vecia, anche prima che vi subentrassero i nuovi proprietari de Venesia. Se arrivate per lora dellaperitivo trovate i tipici cicchetti veneziani: polpette, nervetti, peoci ripieni. Menu degustazione a 28 euro con due antipasti a scelta tra sarde in saor, schie con polenta o seppie in umido pi capesante, poi linguine con le canoce, al nero di seppia o con le vongole.

di Bruno Boveri e Leo Rieser

a versione veronese del leggendario Piper non ha niente a che vedere con loriginale: qui pi che dimenarsi al ritmo di qualche trasgressiva rockeuse, si aperitiva e si cena, con un garbato sottofondo musicale o al massimo occasionali dj set. Per la cucina non si badato a spese: ipertecnologica con cottura a induzione dove ogni sera la squadra di chef resident crea pi di cento diverse pietanze, almeno stando al menu. Orientatevi sul pesce: via libera a impepata di cozze servita con crostini di pane allolio di oliva piccante (8 euro), al risotto mantecato con capesante e champagne (minimo per 2, 12 euro), magari sorseggiando proprio lomonimo Piper Heidsieck Brut (40 euro a bottiglia), o alle fettuccine di pasta fresca saltate con polpa di astice intero (16). Il pezzo forte per resta il trionfo di crostacei e altro pesce di giornata, impegnativo ma degno di nota (22 euro). Menzione speciale anche alle pizze bianche da Oscar dai nomi hollywoodiani tipo Casablanca, Il padrino o la Stangata (da 6,50 a 8 euro). Gustosi appetizer in bicchiere o al cucchiaio vengono serviti il gioved dalle 19 in poi su unoriginale tavola di carta che si apre a fisarmonica. Unultima curiosit: tutto quello che vedete in vendita, dai lampadari in vetro di Murano neri, piuttosto kitsch, alle serigrafie della Monroe.

Vicenza via Generale Giacomo Medici, 72 chiuso luned 0444-294123

di Francesca Roveda

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Fuori

Prima & dopo


TriP
Le iniziative cultural/letterarie/ artistiche ormai non si contano pi. Ma il numero degli aficionados cresce soprattutto il gioved e il venerd, dalle sette di sera in poi, da quando c il nuovo appuntamento con Aper++, con ottimi rossi non solo campani, spunt e tanti cocktail dannata.

Fuori

Mexico
Piccolo piccolo, piccino picci, ultimo nato sotto la sigla di un Signor Espresso tutto partenopeo, tra i baretti pi carini dellarea pedonale che assembla fashion victim e pedoni per passeggiata. Larredo tradizionale, semplice ma rigoroso. I tavolini allaperto con le sedie in vimini restano perfetti per laperitivo di mezzod. DA NON PERDERE la spremuta di arance rosse di Sicilia e limoni di Sorrento e il caff, macinato fresco via Chiaia, 159 081-4207241 sempre aperto no wi-fi

enoTeca Belledonne
Chi non la conosce? Strapiena cos di bellagente che beve per strada un classic must per laperitivo o il dopo cena dei professionisti pi mondani. Loste, Ciro, un vero personaggio: mesce, diverte, chiacchiera con tutti. Da masticare, salumi e formaggi. Doc. DA NON PERDERE i posti poggiabicchieri sotto la nuova finestrella aperta sul vicoletto affianco, troppo giusta! vico Belledonne a Chiaia, 18 081-403162 sempre aperto no wi-fi

VERDE IN TAVOLA
Quando vegetale fa rima con niente male

DA NON PERDERE il pranzetto brunch/chic del sabato, con un variopinto buffet mediterraneo via G. Martucci, 64 081-19568994 chiuso domenica no wi-fi

DI VINO IN VINO
Bere bene per mangiare meglio

cenTro naTura
via degli Albari, 6 051-235643 chiuso domenica sera loasi del naturista, con tanto di sauna, palestra e centro massaggi, e un ottimo ristorante biologico vegetariano, diviso in quattro sale tutte diverse, arredate seguendo i criteri dellarchitettura ecologica e del feng shui. Qui il menu cambia tutti i giorni, con esempi come il bulgur agli spinaci e bietole e il seitan all'ortolana. E il sabato sera cene tematiche accompagnate da concerti e performance. Unica pecca: manca il servizio a tavola, ma si cena con una ventina di euro.

la BarriQue

piazzetta Ascensione, 9 chiuso luned 081-662721 A pranzo pochi piatti ma tutti gustosi, con menu pi abbordabili (anche insalate e verdure) e non troppo calorifici. Di sera, invece, bisogna andarci con lintenzione di una buona cena, di una buona bottiglia, e in ottima compagnia, perch si spende non poco, e la qualit non un lusso. La cucina raffinatissima, con una predilezione per le carni e i formaggi pi preziosi. Il design rustico ma elegante, laccoglienza calda, il parterre con il naso allins.

Pane e Panelle

via San Vitale, 71 051-270440 chiuso sabato a pranzo, domenica e luned CONSIGLIATO PER chi ha voglia di Sicilia

clorofilla

strada Maggiore, 64/c 051-235343 chiuso domenica Ideale per chi sceglie s la cucina vegetariana e vegana, ma quando esce pretende anche un certo tocco di eleganza. Le piccole dimensioni del ristorante e le tinte pastello degli arredi vi catapultano in una lieve atmosfera da cartone animato, con tanto di coloratissimi piatti plasticamente disposti. Tra le specialit, bistecca di seitan, wrstel vegetali, medaglioni al tofu e spinaci, e ancora centrifugati di frutta e verdura, infusi, tisane e sidri biologici. Ottimo rapporto qualit-prezzo.

Tempi lunghi, alimenti freschi e sapori essenziali. la Sicilia

e panelle, tipico cibo di strada siciliano a base di farina di ceci, sono soltanto uno dei superbi piatti di Francesco Natale, uno chef che sembra uscito da un fumetto di Corto Maltese e che pu vantare uno stuolo di aficionados che lo seguono negli svariati ristoranti che ha avuto in gestione. Da ultimo Pane e Panelle, di recente trasferito in via San Vitale che ora apre anche a pranzo e in primavera inaugura un giardino in mezzo ai nespoli con tanto di loggiato coperto. La filosofia di questa trattoria piuttosto informale, dove si bada molto alla sostanza e poco alla forma, ruota attorno allaggettivo slow: cio si aspetta parecchio per mangiare, a tutto vantaggio di una cucina per sottrazione che punta allessenza dei sapori evitando piatti troppo elaborati e conditi. Specialit della casa il pesce, scelto ogni giorno fresco al mercato, cucinato secondo la tradizione siciliana e mediterranea. Nel menu, che in parte cambia ogni giorno, non mancano mai gli spaghetti con alici fresche e pecorino pepato siciliano e i bucatini con sarde, uvetta e pinoli, e tra i secondi merita lassaggio la tartara di tonno. Per chiudere, non c niente di meglio della cassata siciliana fatta in casa. Alla fine il conto si aggirer sui 28-30 euro. Per il piacere degli occhi, arredi retr con vecchi tavoli di recupero tutti diversi. Per la felicit dei tabagisti, si fuma in giardino avvolti in una morbida coperta offerta dalla casa.
Centro Direzionale di Napoli Isola G2 081-7877555 chiuso sabato e domenica

leBBrezza di no
vico Vetriera, 9 chiuso luned 081-400104 Cantina fornitissima e prestigiosa, propone assaggi di salumi, antipasti (super i cornetti di bresaola con robiola e rucola e i caprini freschi con salsa al peperoncino), degustazioni chic (w il tutto pecora), piatti del giorno davvero gustosi (zuppe in primis, carne in secundis) e dolci (il plum cake Williams cacao e pere una vera esperienza). 50 euro a testa, dipende dal vino. Qualche posto in piedi per un rosso con appetizer. Apre solo di sera. Pre-no-ta-re!

La pausa pranzo? Facciamola creativa

sTefino Veg

VinariuM

via Riva di Reno, 7/a info@stefino.com sempre aperto Non detto che i vegani, i celiaci o gli intolleranti a latte e uova debbano rinunciare al piacere del gelato. La novit che da met marzo apre i battenti Stefino Veg, con proposte come sorbetti alla frutta preparati con acqua (da provare pera e cannella), granite siciliane e gelati al latte di riso ai gusti di mandorla e pistacchio. Si usano solo materie prime da agricoltura biologica. E contenitori, coppette e palette sono in Pla (plastica di mais), biodegradabile al 100%.

Prima & dopo


cicileo caf
Un piccolo gioiello nascosto nella Bologna medievale, wine e music bar dove in sostanza come stare nel salotto di casa. D il meglio di s allora dellaperitivo, quando il bancone stracolmo di ottimi formaggi provenienti dal caseificio di famiglia e da 150 tipi di tartine dolci e salate preparate dal gestore Claudio. Ricca anche lofferta dei vini. DA NON PERDERE i tanti abbinamenti vini-cibi via Parigi, 11/c 328-9211968 chiuso domenica no wi-fi

Piz-arT

CONSIGLIATO PER gli sfizi della casa e del giorno e per il piatto unico bio

via Santa Maria a Cappella Vecchia, 7 chiuso luned sera e domenica a pranzo 081-7644114 Ecco il classico evergreen, affollatissimo, sempre piacevolissimo, a dispetto di tempi, mode, et, sesso, religione (scherziamo!). Duecentocinquanta diverse specialit di vino e una cucina che rielabora ricette e ingredienti mediterranei, ancora un po in vecchio stile nouvelle cuisine. Un consiglio? Risotto al radicchio. E dolci. Di sera, di media, posson bastare 25 euro. A pranzo, anche la met. Very Montecarlo il sottofondo. Easy.

sorsiMorsi
Un casolare di campagna rivisitato in chiave moderna, su tre livelli, per una serata diversa dal solito: al piano terra, affacciato sul giardino, il bar dedicato agli aperitivi, al primo piano il ristorante e infine allultimo una sala perfetta per vernissage e mostre darte. Aperitivi musicali la domenica e reading letterari, concertini jazz e di musica dascolto. DA NON PERDERE i drink inventati dalla barista Daniela via Poggio, 2 San Giovanni in Persiceto 051-6810768 chiuso marted e sabato a pranzo

Maurizio
Sar anche piccolo il bar Maurizio, ma da anni punto dincontro per creativi, attori, artisti e chiunque abbia voglia di ascoltare buona musica live (jazz, funky o ska), o di perdersi con il bicchiere in mano sotto il portico sempre affollato. Che tante volte bastano quattro tavolini, un palchetto per suonare e un proprietario mitico come Maurizio DA NON PERDERE lo spritz via Guerrazzi, 22 329-6886322 chiuso domenica no wi-fi

di Cinzia Negherbon

otrebbe vantare numerosi primati: la cameriera pi alta di Napoli, per esempio. Oppure linvenzione di piatti unici come la capresina milanese o come linconsueta pizza quadra (con cornicione ripieno!) derivata dalla ben nota quadratura del cerchio... Apre solo a pranzo, tra le 12.30 e le 15 pi o meno, ma dal luned al venerd questo ristorante quasi una salvezza per chi ha bisogno dellantidoto pausapranzo contro la grigia monotonia dei grattacieli griffati Kenzo Tange. Il patron Domenico superglasses Cianflone, tra una pazza idea e laltra, tra una tela e laltra, con grande attenzione per le materie prime, la freschezza dei piatti (abbondanti, per la verit) e la bont di ricette sane che coniugano tradizionalit e inventiva, ha conquistato una clientela difficilissima che ormai, ai tavoli del Piz-Art, si sente come a casa. Ogni giorno vengono prodotti flyers ad hoc con caricature dello staff paziente per promuovere, metti, il risotto alla genovesina di polpo, gli scialatielli di mare dellAmmiraglio Pietranera, i fusilli del professore o le trofie di zio Gennaro. Organizzato su due livelli, nelle tinte di un giallo dominante e caloroso, con cento posti a sedere, prezzi piucchedemocratici (con 7 euro te ne torni in ufficio a pancia piena), diffonde un verbo: Mangiare insieme crea complicit. Prendiamo un caff?

di Ciro Cacciola

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ultima fermata

Bologna

IN VIAGGIO CON ENRICO BRIZZI SULLA LINEA

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Da Casalecchio di Reno al Pilastro
Un tempo erano verde bottiglia, gli autobus di Bologna, poi diventarono rossi col tetto crema. Pi tardi ancora li verniciarono di un arancione brillante, capace di ricordare i tulipani e i palloni da calcio che simpiegano nelle serate pi nebbiose. Quella tinta squillante, allegra come lidea di un sottomarino giallo o duna balena con le ruote, si pu distinguere ancor oggi fra le pieghe della nuova livrea istituzionale rosso Bologna, applicata con modernissimi fogli di pellicola, resistenti alle intemperie ma incapaci di nascondere il passato del mezzo.
Ai tempi degli autobus dal tetto color crema, lungo via Saragozza correvano le linee 21, 21 barrato e la pi rara 22, sui cui mezzi si saliva sempre con circospezione. Pi avanti, gi ai tempi delle mattine segaiole e ginnasiali, le corse attraverso il quartiere erano state unicate sotto la dicitura unica di linea 20, nome che porta ancor oggi. Purtroppo prendere il 20 era un marchio non troppo onorevole agli occhi dei compagni pi ghetti cresciuti in pieno centro: capirete, quegli autobus sbucavano a coppie su dalla curva di via Porrettana, lenti e gi carichi come tradotte, e noialtri dovevamo scalare muri di schiene e zainetti per montare a bordo prima che si richiudessero le porte. Passato larco del Meloncello, lungo la Saragozza avenue delle case sotto il portico e degli studi dei professionisti, la gente ci guardava scuotendo la testa. Piuttosto che arrischiarsi tuffandosi allinterno, o venire alle mani con qualche aspirante ragioniere di Casalecchio o del temibile quartiere Barca, preferivano aspettare lautobus successivo. Scendevo in via dAzeglio, a 500 metri dal liceo, e quella breve passeggiata a volte non bastava per cancellare il senso di frustrazione: la colpa non era dellautobus, ma dei miei 15 anni. Sognavo di arrivare a scuola su una Norton Commando, un cammello, uno stallone arabo o in mongolera. Lessenziale era non essere pi uno che prende il 20. Di solito, quando arrivava la primavera, unAtala bastava a farmi sentire pienamente emancipato. Lautobus, per conto suo, continuava a traversare il centro, dove si spreca lodore di benessere per con lo strano binomio dei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronio, come cantava il Maestrone Francesco Guccini gi nel 1981. Ancora oggi il 20 solca Bologna da Occidente verso Est e, toccata la zona universitaria, inla il rettilineo di via San Donato: Sala Sirenella, San Donnino, subito dopo il sottopasso sora i giardini allinterno dei quali sorge il tempio rock del Covo e poi guadagna il capolinea fra i palazzoni da edilizia intensiva del Pilastro, a lungo il quartiere peggio servito di tutta la citt. Oggi mi muovo soprattutto a piedi: non serve aspettare la corsa successiva e non c il problema di parcheggiare. Per li vedo ancora, i ragazzi del ginnasio e della scuola per ragionieri che scendono alle fermate del 20, e nelle loro chiome giovani e sconvolte, in certe felpe a strisce o jeans sdruciti, mi sembra di riconoscere leco di uno spirito periferico, autentico rock n roll, che non si arrender mai allestetica conformista riessa nelle vetrine del centro di Bologna.
Enrico Brizzi, bolognese, classe 1974, ha esordito con Jack Frusciante uscito dal gruppo, che lo ha collocato appena ventenne in testa alle classiche di vendita. Rock, trekking e fumetto, le sue passioni, entrano ed escono dai suoi romanzi. In primavera atteso il suo nuovo libro, La nostra guerra.

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