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Universit degli Studi del Molise Laboratorio di metodologie e tecniche del gioco e dellanimazione

Pisano Francesca

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Etimologicamente, la parola gioco vuol dire burla, ma viene spesso utilizzato pe r indicare lattivit di svago preferita dai bambini. Gi verso la fine del secolo sco rso il gioco stato fatto oggetto di studio particolare da parte della psicologia infantile. Secondo lo psicologo svizzero Piaget, nel periodo senso-motorio, che copre i primi due anni di vita dell individuo, il gioco lattivit principale del b ambino per lo sviluppo cognitivo e limitazione. Questultima inizia come imitazione di suoni. Il gioco inizialmente gioco di esercizio. Piaget sostiene che nel pro gressivo adattamento del bambino allambiente, il gioco si verificherebbe tutte le volte che, avendo acquisito unabilit o compiuto una scoperta, il bambino cerca di far aderire allo schema motorio o cognitivo appena acquisito oggetti nuovi, con il risultato di esercitare labilit e la scoperta stessa. Questa impostazione teor ica di base permette di spiegare il parallelismo esistente fra le caratteristich e che il gioco assume col progredire dellet e le caratteristiche dei processi ment ali di cui il bambino diviene via via capace, e quindi di distinguere varie fasi nellevoluzione del gioco infantile: 1) dallet di un anno a quella dei diciotto mes i il periodo del gioco percettivo motorio puro: prendere gli oggetti, batterli lu no contro laltro, disporli luno sullaltro, gettarli ecc. sono attivit che rafforzano nel bambino il senso di sicurezza nelle proprie capacit di modificare lambiente; 2) verso i diciotto mesi al gioco percettivo-motorio, si affianca il gioco simbol ico. Gli oggetti vengono considerati come simboli di altri oggetti non presenti. Cos il bambino esercita la capacit di immaginare realt non presenti; 3) un importan te progresso si verifica quando i giochi simbolici, dapprima individuali, assumo no il carattere di giochi sociali richiedono la collaborazione di pi bambini; 4) da i 7-8 anni si assiste allo svolgimento di giochi con regole; 5) alcuni giochi con regole richiedono poi un tipo di pensiero pi evoluto, che si sviluppa a partire d agli 11-12 anni, e implica la capacit di immaginare con facilit situazioni ipoteti che. Dai 2 ai 7 anni il pensiero essenzialmente egocentrico: il bambino riporta tu tto al suo punto di vista. II gioco costituisce in questa et una risorsa privilegiata di apprendimento e di relazioni. Esso infatti, favorisce rapporti attivi e creativi sul terreno sia co gnitivo che relazionale, consente al bambino di trasformare la realt secondo le s ue esigenze interiori, di realizzare le sue potenzialit e di rivelarsi a se stess o e agli altri in una molteplicit di aspetti, di desideri e di funzioni. L insegn ante, evitando facili improvvisazioni, invia al bambino, attraverso la ricchezza e la variet delle offerte e delle proposte di gioco, una vasta gamma di messaggi e di stimolazioni, utile alla strutturazione ludiforme dell attivit didattica ne i diversi campi di esperienza". Il gioco la vita stessa del bambino, scrisse Froebel, il modo di essere e di far e esperienza dei bambini e soddisfa una vasta serie di esigenze contrapposte: fa re, esplorare, conoscere, liberarsi delle energie superflue, misurarsi con se st esso e con le cose, comunicare, esprimersi, socializzare. Attraverso il gioco il bambino si esprime con la propria personalit mescolando elementi magici e fantas tici con quelli reali tentando di riprodurre, imitare, ripetere, impersonificare , ma anche tentando di realizzarsi e divertirsi. Il gioco nei nuovi Orientamenti

viene delineato non solo come momento socializzante, gioioso, di libero sfogo, ma come spazio-tempo in cui il bambino coordinato dall insegnante compie conquis te cognitive. Nella scuola dell infanzia il gioco deve essere inteso come risors a privilegiata di apprendimenti e di relazioni, ossia come il modo specifico del bambino di rapportarsi alla realt. Per valorizzare il gioco indispensabile un am biente che consenta ai bambini che arrivano a scuola di trovare materiali e pers one disponibili a rapportarsi non secondo schemi prestabiliti, ma seguendo modal it flessibili e spontanee. I diversi campi di esperienza offrono diverse tipologi e di gioco che possono essere utili per aiutare i bambini a vivere situazioni po sitive e a realizzare i propri obiettivi di crescita. Ma non tutti i giochi sono adatti per raggiungere gli stessi obiettivi. Alcuni giochi si accordano ad un c ampo di esperienza particolare, altri giochi sono pi consoni ad altri campi. Ogni esperienza di gioco dei bambini porta a sviluppare certe competenze e ad acquis ire precise sicurezze importanti per l identit. Gioco e apprendimento , sono due concetti fortemente intrecciati e collegati fr a loro: il gioco, infatti, fonte inesauribile di apprendimento, specie in et infa ntile. Dalle prime sperimentazioni di giochi nella didattica della storia in Ita lia, quasi venti anni sono passati e molti giochi educativi sono stati creati, cos come molti studi sono stati compiuti. Se da un lato non pi possibile, ritenere as solutamente contraddittorio lutilizzo del gioco nel contesto didattico,daltro cant o la domanda si pu imparare giocando? viene ancora posta. Se riconosce il gioco co me un attivit circoscritta, incerta, improduttiva, regolata e in cui il giocator e non pu essere obbligato, viene naturale chiedersi: possibile per un insegnante c ostringere gli alunni a giocare? A scuola vengono inserite attivit ludiche di div erso genere. Grazie allidea che il gioco sia nella natura stessa del bambino e che i primi apprendimenti avvengano in forma ludica, esso spesso presente, sopra ttutto nella scuola dellinfanzia e a quella elementare . Le attivit ludiformi, cio attivit per far vivere in modo ludico un esercizio altr imenti pesante, sono assimilabili ai giochi didattici perch il fine che si perse gue non interno a ci che si fa, non si conclude con il gioco, ma rimane esterno a l giocare e, normalmente, esso predeterminato dalladulto. Proposta didattica attraverso i 5 sensi Il bambino della scuola dell infanzia costantemente immerso in una realt fatta d i svariati stimoli sensoriali e percepisce e recepisce messaggi mediante tutto il proprio corpo. E perci necessario abituare il bambino a riconoscere e discri minare i vari stimoli, ed aiutarlo a farne un buon uso, creando stimolanti esper ienze didattiche. Il progetto nasce dal desiderio di accompagnare i bambini alla scoperte dei 5 sensi favorendo cos sia l acquisizione di capacit percettive sia l a capacit di esprimere sensazioni ed emozioni. Il percorso prender vita da storie e filastrocche di facile comprensione e memorizzazione che permetteranno ai bamb ini di vivere esperienze sensoriali attraverso la manipolazione, il linguaggio v erbale, le attivit grafico pittoriche e il gioco. Metodologia Sar un attivit trasversale che coinvolger tutti i campi d esperienza basata su prop oste di tipo ludico motorie fondata sui principi del "fare per conoscere" e "cono scere per trasformare". Finalit Sviluppo, controllo e maturazione del sistema sensoriale, evidenziando eventuali deficit sensoriali sia a livello diagnostico che affettivo. Tempi Ogni marted dalle ore 10 alle ore 10:30. Obiettivi generali Distinguere ed affinare le percezioni sensoriali Classificare - ordinare - confrontare le varie percezioni sensoriali con quelle dei compagni Arricchire le capacit espressive Interagire verbalmente

Esprimere le proprie sensazioni attraverso il linguaggio: verbale, manipolativo e grafico-pittorico Esercitare e sviluppare la memoria tattile - visiva - acustica - olfattiva - gus tativa Cooperare Obiettivi specifici delle attivit Verbalizzare una semplice esperienza Esprimere sentimenti ed emozioni Descrivere percorsi effettuati Rielaborare i vissuti a livello motorio Conoscere, riconoscere e discriminare i 5 sensi Conoscere la funzione dei 5 sensi Individuare somiglianze e differenze Comprendere ed usare correttamente le relazioni topologiche:aperto / chiuso; de ntro / fuori; sopra / sotto; grande / piccolo;lungo / corto; alto / basso Comprendere le relazioni spaziali : davanti / dietro; vicino / lontano Riconoscere le dimensioni: spesso / sottile; largo / stretto; pesante / leggero ATTIVITA Attraverso i sensi, i bambini riescono a sentire la superficie dei vari material i e a descrivere verbalmente tutte le sensazioni tattili e visive trasmesse: il colore, la forma, la qualit della superficie (liscia, ruvida, calda, fredda ). Ogn i sensazione per sempre strettamente correlata ad altre e spesso le sensazioni so no "evocative". Inoltre alcuni materiali possono anche essere assaggiati o comun que odorati Perci ogni bambino potr: TOCCARE ACCAREZZARE AFFERRARE MESCOLARE - IMPASTARE MODELLARE - ASCOLTARE ASSO CIARE - ASSAGGIARE ODORARE - EVOCARE CREARE Attivit ludico-didattiche GIOCO Ogni bambino bendato deve indovinare i vari materiali che tocca con il so lo aiuto del tatto. Quando indovina il gruppo intona un allegro motivetto scelt o per premiare il vincitore. GIOCO CON LO SCATOLONE Coppie di oggetti, uno da porre uno dentro lo scatolone, l altro su un tavolo pe r poterlo osservare e manipolare. Gli oggetti devono possedere le seguenti carat teristiche:duri / morbidi ; lisci / ruvidi ; piccoli / grandi pungenti ; quadrat i / rotondi / rettangolari. A turno i bambini infilano il braccio nel "buco" del lo scatolone per trovare lo stesso oggetto indicato dall insegnante. GIOCO DEL TATTO Riconoscere al tatto, con le mani con i piedi o con altre parti del corpo, alcun i materiali diversi : legno, carta, farina, metallo, sale, pongo al fine di descr ivere le sensazioni vissute. Costruzione di "strisce" tattili. GIOCO " SENTIAMO CON I PIEDI" Si dispongono delle corde per terra dando forme diverse: si osservano le figure ottenute poi a turno e bendati, i bambini camminano scalzi sulle corde, mantenen do il percorso e la direzione data : l insegnante accanto per sostenere se neces sario. Verbalizzazione delle sensazioni provate e delle difficolt incontrate. Ver ifica grafica individuale delle situazioni di gioco vissute. GIOCO DEL SILENZIO E DEI SUONI Discriminare suoni noti, versi di animali, suoni familiari, rumori della citt, di stinguere suoni naturali da quelli artificiali,classificare i suoni per intensit e durata cercando di indicare durata e intensit dei vari suoni. Cercare di riprod urre i suoni uditi. Analisi del videogioco Il video gioco analizzato lomino in bicicletta. Lo scopo del gioco superare le si

tuazioni difficili e gli ostacoli in cui lomino stilizzato verr a trovarsi. Scheda 1 Prova a ricostruire ci che avvenuto nella tua mente mentre giocavi. Ci sono diff renze tra le prime partite e le successive? Quali? Inizialmente ho avuto delle difficolt nelleseguire i comandi forse anche a causa d i un iniziale impaccio. Tra la prima partita e le cinque successive ho riscontra to diversit per quanto riguarda limpaccio, la scioltezza con cui eseguivo i coman di ma in particolare per laccanimento con cui ero intenzionata a finire con pi pun teggio le tappe successive. Scheda 2 Non aver seguito una procedura precisa? Aver utilizzato una strategia che gi utilizzato per altre attivit? Esserti fatto trasportare dal tuo istinto? Aver analizzato ogni situazione? E aver scelto di volta in volta lazione migliore ? Di aver cercato una regola generale? Altro? Nelle prime due partite non ho seguito una procedura precisa e ho seguito ci che mi suggeriva listinto. Nelle altre, memore degli errori, ho dato pi credito alla grafica e alle situazioni che mi hanno in linea di massima suggerito lazione da e seguire. Scheda 3 Che cosa ti piaciuto del gioco e che cosa invece non ha colpito il tuo interesse ? Mentre giocavi hai incontrato dei punti o momenti di difficolt/incertezze/dubbio? Se s, quali/quando/perch? Ti sei posto delle domande mentre giocavi? Se s quali? Che cosa avresti potuto fare diversamente/meglio? Il gioco lho scelto perch mi ha colpito il percorso ad ostacoli , ci che mi ha colp ito meno stata la grafica piuttosto semplice e la difficolt nel ricordarsi i dive rsi comandi da eseguire con la tastiera. Il gioco non mi ha messo di fronte a du bbi ; la sola cosa che mi sono chiesta e se i bambini potessero trovarlo stancan te per quanto riguarda la gestione della tastiera. La cosa che avrei potuto fare diversamente non essere stata precipitosa nellesecuzione dei comandi. Scheda 4 Secondo te quali funzioni mentali hai soprattutto impiegato nellattivit? Attenzione Memoria Fantasia Ragionamento Decisione Altro Le funzioni interessate a mio avviso sono state lattenzione, memoria e la decisio ne.

Scheda 5 Ti sembra di poter individuare delle regole generali o dei principi utili per sv olgere questo tipo di gioco? Quale delle capacit che sono utili per questo gioco pensi servano anche per altre

attivit scolastiche che svolgi abitualmente? Perch? Per svolgere questo gioco ed altri giochi che presuppongono il superamento di si tuazioni difficili occorre molta attenzione , intuizione e buona memoria. Nelle attivit scolastiche ci si trova costantemente ad affrontare situazioni nuov e e problematiche per cui, decisione ed attenzione mi sembrano delle capacit pote nzialmente utili.