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Le fonti del diritto Le fonti sono tutto ci (atti o fatti) da cui possibile trarre gli elementi della regola

a giuridica. Vi una pluralit di fonti. In genere le fonti possono essere classificate come: Fonti di produzione: gli atti e i fatti idonei a produrre norme giuridiche. Fonti sulla produzione: regolano i procedimenti normativi. (Es. La costituzione che stabilisce il procedimento per approvare una legge.) Fonti di cognizione: sono gli strumenti attraverso i quali possibile venire a conoscenza delle fonti di produzione (es. Gazzetta Ufficiale) Le fonti di produzione si dividono in: Fonti fatto: non si individuano in atti ma in fatti, comportamenti (es. Consuetudine). Fonti atto: sono prevalenti nel nostro ordinamento e si basano su atti normativi quindi rappresenta il diritto scritto. Un ulteriore distinzione va fatta fra fonti tipiche e fonti atipiche. Le prime sono espressamente indicate e disciplinate dall'ordinamento giuridico, mentre quelle atipiche pur essendo richiamate dal diritto positivo tuttavia non sono disciplinate in ordine alla loro modalit di formazione. Inoltre le fonti interne o dirette sono leggi dello stato, cio tutti gli atti normativi posti in essere dagli Organi delle Stato. Quelle esterne o indiretta invece non appartengono al nostro ordinamento, ma che tuttavia possono incidere su di questo. Sono fonti esterne i trattati internazionali, gli atti normativi della Commissione Europea ecc. La norma comunitaria prevale sulle leggi ordinarie ma mai su quelle costituzionali. La pluralit di fonti coesistenti e vigenti presuppone l'esistenza di regole che disciplinino i rapporti per evitare l'insorgere di conflitti. Si seguono quindi 3 criteri: 1) Criterio gerarchico: la fonte di grado superiore prevale su quella inferiore, quindi quella inferiore non pu n modificare n abrogare quella di grado inferiore. Quindi stata creata una scala gerarchica al cui vertice si pone la Costituzione cui susseguono fonti comunitarie;leggi e atti aventi forza di legge( legge ordinaria, decreti-legge e decreti legislativi); leggi regionali in coordinazione con le leggi nazionali; regolamenti governativi; regolamenti ministeriali; usi e consuetudini. 2) Criterio di competenza: l'ordinamento riserva ad una specifica fonte la disciplina di determinate materie e ne condiziona l'efficacia in determinati ambiti spaziali o temporali. Ad es. la Costituzione riserva ai regolamenti parlamentari la disciplina dell'organizzazione della camera. 3) Criterio cronologico: in caso di contrasto tra fonti aventi la stessa forza si deve preferire quella pi recente a quella pi antica. La Costituzione La Costituzione l'atto che fonda il fenomeno giuridico, la legge fondamentale del paese, descrive i valori e i principi che ne sono alla base e stabilisce l'organizzazione politica su cui regge. Il termine Costituzione pu avere diverse accezioni: - Costituzione in senso formale: il documento scritto e statico cos come stato redatto dall'Assemblea Costituente, l'insieme delle disposizioni costituzionali. - Costituzione in senso materiale: rappresenta la concreta applicazione della costituzione formale dalle forze politiche in un dato momento storico. Col mutare del regime questa forma di Costituzione decade. - Costituzione effettiva o vigente: insieme degli istituti che hanno trovato effettiva attuazione. Vi sono inoltre diversi tipi di Costituzione: Ottriata: viene concessa per grazia dal Sovrano (es. Statuto Albertino) Votata: poich redatta da un organo democraticamente eletto (Assemblea Costituzionale) Scritta: consacrata in un testo scritto e redatto in forma solenne

Non scritta: comprende norme vigenti per consuetudine. (es. Gran Bretagna) Rigida: se la modifica del testo Costituzionale non avviene con la normale procedura ma con un procedimento di aggravamento (in Italia) Flessibile: se pu essere modificata mediante un normale procedimento( in questo caso la Costituzione non ha alcuna protezione, per esempio nel regime fascista si abuso del flessibile Statuto Albertino. Breve: contiene norme solo sull'organizzazione Lunga: contiene norme di vario contenuto.

Le fonti primarie
Le fonti esterne Si dividono in due parti: a) le fonti Comunitarie(dell'Unione Europea): Le istituzioni sono abilitate ad emanare regolamenti,direttive,decisione, raccomandazioni e pareri, chiarendo anche che solo le prime 3 tipologia hanno carattere vincolante: -il regolamento ha portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri; -la direttiva vincola il solo Stato membro cui rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salvo restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi che gli stessi possono adottare per raggiungere lo scopo previsto; -la decisione obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa designati. Le decisioni sono atti aventi portata concreta che possono indirizzarsi ad uno Stato membro o ad altro soggetto. -le raccomandazioni e i pareri non hanno carattere precettivo e vincolante ma solo peso politico. Hanno quindi immediata incidenza nell' ambito del nostro ordinamento giuridico, quindi non si richiede alcuna norma di rinvio.Per vi sono due condizioni: la prima prevede che gli atti comunitari sono legittimi se rientrano in competenze riservate alle istituzioni comunitarie; la seconda se tali atti non confliggano con i principi dell'ordinamento nazionale. Si dividono in convenzionali (trattati) e derivati (atti normativi). Le eventuali leggi nazionali contrastanti con gli atti comunitari a efficacia immediata non possono essere applicate. b) le fonti Internazionali si dividono in : -norma consuetudinaria: in cui i principi generali consuetudinari hanno pi rilevanza; -norma convenzionale: ovvero quelle contenute nei Trattati e negli atti vincolati. Le fonti internazionali vengono introdotte nel nostro ordinamento mediante rinvio o mediante ordine di esecuzione, cio attraverso l'emanazione di una legge ordinaria o di un atto normativo. Le leggi ordinarie Dopo i regolamenti comunitari, nella gerarchia delle fonti primarie ci sono le leggi ordinarie, ovvero quegli atti legislativi posti in essere da un organo dotato della relativa competenza (es. Leggi dello Stato o leggi regionali). Le leggi ordinarie sono di due tipi: -profilo formale: quando l'atto normativo posto in essere dal Parlamento in conformit con il procedimento disciplinato dagli articoli 70 e successivi e dai regolamenti parlamentari. -profilo materiale o sostanziale: sono gli atti avente forza di legge disciplinati dall' art 76 e 77 (l'esercizio della funzione legislativa non pu essere delegata al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato; il Governo non pu, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria) e quindi posti in essere da un organo, ossia il Governo, che non avrebbe il potere di farlo. Quindi atti a contenuto legislativo indipendentemente dagli organi da cui promanano (decreti-legge e decreti legislativi).

-profilo meramente formale: pur avendo forma di legge non hanno contenuto normativo, un contenuto sostanziale diverso da quello tipico di una legge ordinaria (cio un contenuto generaleastratto) Es. la legge di bilancio enunciata nell'articolo 81 ( le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo) viene qualificata come legge in senso meramente formale poich anche se emanate dal Parlamento secondo l'iter descritto dall'articolo 70 se guardiamo il contenuto ci accorgiamo che non una legge a tutti gli effetti. Per superare i limiti posti dall'articolo 81 sta creata la LEGGE FINANZIARIA (legge formale e sostanziale) che contiene disposizioni relative alla formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato. Principio di legalit e riserva di legge Il Principio di legalit, fondamentale nello stato di diritto e nella Costituzione, secondo cui nessun potere giuridico (pubblico o privato) pu essere ammesso se non sia disciplinato dalla legge. Questo principio trova il suo completamento fisiologico nella verificabilit dell'esercizio del potere, cio l'ordinamento che prevede che le attivit poste nell'esercizio pubblico debbano poter essere sindacate dal giudice costituzionale. Quindi tale principio trova attuazione nella Corte Costituzionale che l'organo che deve assicurare che gli atti legislativi siano conformi ai principi della Costituzione e che deve sindacare sulla leggittimit delle leggi (art.134). Tale principio viene invocato all'articolo 97 ( I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in mode che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialit dell'amministrazione) e ripreso nell'articolo 113 che stabilisce che nessun atto della Pubblica Amministrazione si pu sottrarre al sindacato del giudice. Questo principio trova il suo completamento nell' istituto della riserva di legge, il quale stabilisce quale tipo di atto normativo debba intervenire su una determinata materia. Per esempio l'art.71 stabilisce che l'iniziativa legislativa spetta al governo, al parlamento e agli organi ai quali sia stata conferita da legge Costituzionale. Ci sono vari tipi: Riserva di legge ordinaria: la materia pu essere disciplinata dalla legge e dagli atti aventi forza di legge e pu essere di due tipi: -riserva assoluta: la materia deve essere interamente regolata dalla legge o tramite regolamenti esecutivi da parte del governo. -riserva relativa: i principi della materia sono stabiliti dalla legge, ma non esclude l'intervento di regolamenti. -riserva di legge costituzionale: la materia affidata solo a leggi di rango costituzionali(es. L'art. 132 prevede che la creazione e fusione di nuove Regioni va fatta soltanto con legge costituzionale). -riserva di legge formale: nella materia interviene solo la legge emanata dal governo e non gli atti aventi forza di legge. L'articolo 72 stabilisce una riserva : infatti per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazioni di bilanci e consuntivi affida la disciplina legislativa al regolamento parlamentare. Gli atti aventi forza di legge decreti legislativi: atti normativi che il Governo pone in essere in virt di una Delega, con cui il Parlamento affida al Governo l'autorizzazione ad emanare norme. La legge-delega un istituto mediante il quale un organo trasferisce temporaneamente il proprio potere ad un altro organo. La legge-delega presenta tre limiti espliciti (secondo l'art.76): 1)limite temporale ( per tempo limitato): deve essere fissato il termine entro il quale la legge delegata potr essere emanata dal governo. 2)limiti materiali ( per oggetto definito): l'oggetto della delegazione deve essere determinato specificamente nella legge di delega ed il Governo non pu andare oltre l'oggetto della delega.

3)limiti programmatici e di discrezionalit ( con determinazione di principi e di criteri direttivi): Nella legge delega devono essere dettate e precisate le linee generali che devono guidare il governo nel disciplinare la materia oggetto di delegificazione. Decreti-legge: Norme emanate dal governo in casi straordinari di necessit e di urgenza(art 77.2), che per conservare validit deve essere convertito dal Parlamento entro 60 giorni(caratteristica di temporaneit, produce effetti limitati nel tempo). In caso di mancata conversione il decreto-legge cessa di esistere ab origine, cio come se non fosse mai esistito (carattere di precariet, art 77.3) Una parte della dottrina ritiene che nell'articolo 77 ci sia il fondamento del Potere di ordinanza, che un potere extra-ordinem ( cio previsto dall'ordinamento, ma i mezzi per raggiungere dei fini possono essere scelti liberamente). Gli atti possono essere di due tipi: -ordinanze normative o libere: atti che contengono norme giuridiche (precetti che godono dell'astrattezza. -ordinanze provvedimentali: norme che contengono un precetto rivolto ad un caso specifico. Il potere d'ordinanza trova il suo fondamento nell'articolo 77 perch anche le ordinanze trovano il proprio presupposto nei casi di straordinariet, e inoltre sono caratterizzati da temporaneit. Il potere di ordinanza non pu essere esercitato in modo arbitrario ma deve rispettare i principi della Costituzione. C' inoltre un differenza tra: -legge sostitutive: parliamo di legge sostitutive quando ci occupiamo dei decreti-legge, perch sono leggi che sostituiscono temporaneamente altre leggi. -leggi-derivate: i decreti legislativi vengono qualificati come leggi-derivate perch trovano fondamento nella delega del Parlamento Nell'ambito delle fonti primarie vanno comprese: -decreti legislativi non delegati: che comprende le norme di attuazione degli statuti regionali a ordine sociale e i bandi militari (contemplati nell'art.78) -regolamenti degli altri organi costituzionali: si occupano dell'organizzazione interna degli organi costituzionali e ne disciplina lo svolgimento di attivit. I Regolamenti L'espressione regolamento definisce pi fonti molto diverse tra loro: a)I regolamenti parlamentari: L' Art 64 dice : Ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti, quindi l'espressione dell'autonomia normativa di ciascun ramo del Parlamento. Sono quegli atti con i quali ciascuna Camera detta la disciplina del proprio funzionamento e della propria organizzazione interna e le norme che riguardano la funzione legislativa. Sono oggetto di riserva di regolamento, ovvero riguardano materie che possono essere disciplinate solo da legge Costituzionale o da regolamenti successivi. Poich hanno il carattere dell'esteriorit, poich disciplinano il procedimento legislativo, si inseriscono tra le fonti primarie, subordinate solo alla Costituzione. Hanno una competenza riservata ad alcune materie, rispetto a quella generale della legge. E' sorto per un problema su chi dovesse giudicare la legittimit dei regolamenti parlamentari: La Corte Costituzionali, in base al comma 1 dell'art. 134 che dice la Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimit costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; ha affermato di poter giudicare la legittimit di un regolamento non facendo parte delle due categorie. Infine il problema dell'insindacabilit dei regolamenti parlamentari stato affrontato affermando che: La Corte Costituzionale non pu giudicare in via diretta, non pu dire cio che un Regolamento illegittimo, ma pu sindacare in via indiretta o incidentale. b) I regolamenti degli altri organi costituzionali o di rilievo costituzionale

c) I regolamenti dell'esecutivo Sono fonti secondarie del diritto e come tali subordinate gerarchicamente alle fonti di livello primario. Il regolamento ha una natura ibrida, poich un atto amministrativo (poich emanato da organi a cui riconosciuta la funzione amministrativa e secondo il procedimento proprio degli atti amministrativi) ma lo solo dal punto di vista formale. Infatti dal punto di vista sostanziale si differenzia dagli atti amministrativi perch ha contenuto normativo, cio esprime l'esercizio della funzione normativa, poich contiene una norma che gode della generalit e astrattezza (gli atti amministrativi in senso stretto, i Provvedimenti, non hanno il carattere della generalit perch contiene un precetto che rivolto a soggetti determinati). Il ruolo del regolamento quello di dettare una disciplina dettagliata di una certa materia. Il regolamento esegue ed attua una legge, e la integra e perfeziona attraverso la funzione regolamentare, che funzione amministrativa affidata al governo. Con l'articolo 17 della legge 400/1988 si ha il riequilibro tra funzione legislativa e regolamentare, infatti il legislatore disciplina la potest normativa del governo e la sua funzione amministrativa, tracciando inoltre i lineamenti del procedimento della formazione dei regolamenti, la tipologia e il ruolo nel rapporto con la legge. La funzione regolamentare una funzione normativa, attuativa ed esecutiva della legge, cio il regolamento contiene norme che sono subordinate alle norme contenute in una legge, infatti esso consente una migliore esecuzione della legge occupando anche gli spazi vuoti lasciati da questa. Abbiamo fin qui parlato di regolamenti esterni, espressione del potere di supremazia di cui il potere esecutivo dispone verso i consociati. Si chiamano invece regolamenti interni, quei regolamenti che ciascun ente si da per definire la propria organizzazione interna (non sono fonti del diritto in quanto obbligano solo coloro che fanno parte dell'ufficio). C'erano poi i testi unici, una raccolta ordinata e coerente di norme che disciplinano una materia. Questo si superato con un altro strumento normativo, la Legge di Semplificazione, legge 229 del 1993 introdotta per sostituire il testo unico con una delega legislativa ordinaria che interviene annualmente (mediante l'adozione di decreti legislativi e regolamenti) su materie che di volta in volta vengono indicate come primarie dal Governo che le presenta al Parlamento. I testi unici sono fonti primarie o secondarie a seconda se riordinano legge o regolamenti. L'articolo 17 della legge 400/88 delinea le modalit di formazione dei regolamenti e le varie tipologie. 1) Con decreto del P.d.R, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) regolamenti esecutivi = intervengono su una gi disciplinata, consentono l'esecuzione delle leggi, decreti legislativi e regolamenti comunitari. b)regolamento di attuazione e di integrazione = completano e perfezionano una disciplina sulla quale la legge o i decreti legislativi hanno delineato i principi generali. c)regolamenti indipendenti = intervengono su materie in cui manca la disciplina da parte di legge e di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie delle quali debba occuparsi la legge (cio materie soggette a riserva assoluta di legge) d)regolamenti di organizzazione = disciplinano l'organizzazione e il funzionamento degli enti pubblici, pubbliche amministrazioni, nel rispetto della legge che delinea i lineamenti fondamentali della disciplina. ( In realt questi regolamenti dovrebbero appartenere alle prime due categorie. e)abrogato nel 1993 era destinato a disciplinate l'organizzazione del lavoro, ed i rapporti di lavoro di pubblici dipendenti, disciplinata in base agli accordi sindacali. 2)regolamenti delegati o autorizzati: Il comma 2 parla di autorizzazione non di delega. Attraverso l'istituto dell'autorizzazione si rimuove un limite che l'ordinamento pone all'esercizio di un potere che gi proprio dell'organo. Attraverso questa autorizzazione i regolamenti possono regolare materie che normalmente sono escluse dalla potest regolamentare, tranne materie coperte da

riserva assoluta di legge. La legge di autorizzazione stabilisce le caratteristiche generali e fondamentali della nuova disciplina e dispone l'abrogazione delle norme vigenti, attribuendo al Governo il compito di perfezionare le modifiche gi presenti nella legge di autorizzazione. L'effetto abrogativo della legge di autorizzazione, non del regolamento. Fenomeno della delegificazione:Sostituzione delle precedente disciplina di livello legislativo con una disciplina di livello regolamentare. 3)Regolamenti ministeriali ed interministeriali: possono essere emanati da singoli ministri, ma solo se la legge conferisce loro questo potere. Questi regolamenti sono subordinati a quelli governativi. Il giudice dei regolamenti il giudice amministrativo. Vi sono due tipi di ricorsi: -giudice in via principale: riguarda solo i soggetti autori dell'atto legislativo, perch in qualcosa l'atto ha effetti diretti sulla sfera giuridica dei soggetti. -giudice in via incidentale: riguarda i cittadini poich una legge pu produrre lesioni concrete di un interesse. In questo caso il giudice amministrativo valuter la legittimit del regolamento e dell'atto amministrativo, e in caso lo annuller. Pu occuparsene anche qualunque altro giudice, per esempio quello ordinario, ma solo in via incidentale e con meri poteri di disapplicazione: non pu annullare un regolamento legittimo ma disapplicarlo in base al caso specifico. Quindi il regolamento varr per tutti gli altri casi. Il giudice ordinario pu ,ora, disapplicare ,oltre a norme regolamentari, anche leggi che contrastino norme comunitarie. d)I regolamenti regionali: La potest regolamentare spetta non solo allo Stato ma anche alle Regioni. E' prevista dall'art. 117.6 secondo il quale queste la esercitano nelle materie in cui non ci sia una competenza legislativa esclusiva dello Stato. Poich gli Statuti degli enti territoriali (Comuni, Provincie, Citt metropolitane e Regioni) hanno natura regolamentare allora appartengono alle fonti secondarie. Di queste fonti fanno parte anche gli Statuti degli altri enti pubblici, per esempio non territoriali con uno statuto particolare (es. Universit, case popolari) e)i regolamenti dell'Unione Europea: Prevalgono su quelli nazionali Consuetudine una fonte fatto, un comportamento diffuso e reiterato nel tempo non scritto; Essa espressione del diritto spontaneo, in quanto nasce dall'animo din un soggetto poich ritiene che sia giusto. E' costituita da due elementi: -un elemento oggettivo che si traduce nella generalit, uniformit, costanza, frequenza del comportamento dei soggetti(diuturnitas o usus). -un elemento soggettivo che invece opinio iuris ac necessitatis: i cittadini la ritengono conforme a una regola quindi necessaria, i cittadini ne percepiscono l'esistenza. Norme consuetudinarie sono: -C. praeter legem(oltre la legge): il diritto spontaneo prevale sulla fonte scritta integrandola o modificandola, ma ci escluso dal nostro ordinamento; -C. secundum legem(secondo la legge): una regola giuridica di migliore attuazione, richiamata da leggi scritte che rimandano agli usi per disciplinare determinati rapporti giuridici. -C. contra legem(contro la legge): possiede leffetto di abrogare una norma di legge gi vigente, anche questa esclusa dal nostro ordinamento dove una legge pu essere abrogata soltanto da una legge scritta di pari grado. Desuetudine: fatto normativo che viene ad abrogare un fatto normativo precedente(cada in disuso). Prassi: ha in comune con la consuetudine lelemento oggettivo. Consiste in un compartamento uniforme e costante che viene assunto nei rapporti inter-organici( comportamento che gli organi assumono per svolgere i propri adempimenti, Prassi Costituzionale) e non inter-soggettivi.

Interpretazione del diritto Il processo che ci permette di ricavare dalla fonte gli elementi della norma giuridica si chiama interpretazione. L'attivit del giudice che si muove attraverso varie fasi: Accertamento del fatto concreto e poi ricercare quella fattispecie che pi si avvicina al caso concreto(fattispecie legale). Ci sono vari tipi di interpretazione: -INTRINSECA: si avvale di cio ch c'. Riguarda l'aspetto lessicale,testuale, logico e combinatorio.I. letterale: analizza significato proprio e palese delle parole che la compongono;I. logica: ricerca la connessione logica fra le parole usate dal legislatore. -ESTRINSECA:si avvale di elementi esterni (lavori preparatori, diritto comparato). Comprende anche l' I. teleologica o finalistica: essa cerca di cogliere le finalit che hanno portato il legislatore ha emanare la norma ( la cosiddetta ratio della legge). -SISTEMATICA: L'interpretazione sistematica confronta la norma da interpretare con le altre che regolano la stessa materia o con i principi generali del diritto (carattere sistematico). -ANALOGICA: Si applica quando in ordine ad una determinata materia non esiste una disposizione ben precisa. Il giudice ricorre quindi all'Analogia ( non si applica per alle leggi penali ed eccezionali, art. 14 delle preleggi) la quale si divide in: 1. Analogia legis: si avvale di una disposizione che disciplina un caso analogo. 2. Analogia iuris: si ricorre ai principi dell'ordinamento giuridico In relazione al risultato (o effetto) ottenuto l'interpretazione giuridica si distingue nelle seguenti tipologie: Interpretazione evolutiva. Capacit di cogliere significati che ci permettono di interpretare la norma in una condizione pi attuale. Abbiamo leggi del 1865, un legislatore si definisce buono quando fa norme sempre attuali rispetto al variare del tempo. Interpretazione estensiva. Si ottiene una interpretazione estensiva quando l'interpretazione logica apporta alla norma un significato pi ampio rispetto a quello dell'interpretazione letterale ("lex minus dixit quam voluit"). Interpretazione restrittiva. Si ottiene una interpretazione restrittiva quando l'interpretazione logica apporta alla norma un significato pi ristretto rispetto a quello dell'interpretazione letterale ("lex plus dixit quam voluit"). L'interpretazione rispetto ai soggetti da cui promana: -Dottrinale: fornita dagli studiosi del diritto, dalla dottrina. Non vincola i cittadini -Autentica:effettuata dallo stesso legislatore ed lunica effettivamente vincolate. Quando si rende conto che una disposizione esistente fa nascere dei contrasti, emana una norma interpretativo. -Autorevole o burocratica: effettuate da organi apicali (cio posti al vertice) di una amministrazione pubblica. -Giudiziale o giurisprudenziale: data dal giudice, non vincolante, assume due caratteristiche fondamentali: 1.giurisprudenza casistica o pratica,individua una regola giuridica generica ed astratta ,operando in modo sillogistico o deduttivo, in quanto si risolve nel paragone fra fattispecie reale e legale . 2. giurisprudenza teorica, cio quando lattivit del giudice esprime un principio generale piuttosto che individuare una regola, desumendo i principi che ne hanno permesso lindividuazione.