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LA CARTA COSTITUZIONALE.

DISPENSE DI DIRITTO

La costituzione la prima e pi importante fonte del diritto italiano: nessuna norma pu essere in contrasto con i principi costituzionali. Essa costituisce l'insieme dei principi fondamentali che sono alla base dell'ordinamento dello stato italiano. Ci che si trova nella costituzione costituisce il dogma fondamentale per stabilire tutte le leggi.1 Per questo esiste anche la cos detta Corte Costituzionale, la quale ha il compito di verificare che tutte le norme emanate dal parlamento non siano in contrasto con la Costituzione, e verifica quindi la effettiva presenza di una corrispondenza tra leggi emanate e principi costituzionali, bloccando la norma qualora in contrasto con essi.2 La Carta costituzionale viene creata nell'epoca post-fascista, come risultato del referendum sulla repubblica e viene promulgata il 22 dicembre 1947 ed entra in vigore il primo gennaio 1948. La costituzione in realt suddivisibile in diverse parti, che permettono di fornire una sorta di macroinquadramento di tutte le norme in essa contenute. Ad esempio, la carta costituzionale si apre con i cos detti principi fondamentali, che rappresentano i principi inderogabili della democrazia.3 Articolo primo: L'Italia una repubblica fondata sul lavoro. La sovranit appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. Articolo secondo: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalit, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale. Articolo terzo

Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Questo articolo della costituzione richiede in realt alcuni commenti: nel primo comma infatti dichiarato uno dei principi fondamentali, mentre nel secondo indicato il modo con cui la Repubblica deve procedere per poter rendere possibile l'attuazione del principio. Questo probabilmente uno degli articoli pi importanti della costituzione italiana, in quanto dichiara senza ambiguit il diritto di uguaglianza e proibisce ogni azione razzista. Articolo 13: La libert personale inviolabile. Non ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, n qualsiasi altra
1 Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947. Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entr in vigore il 1 gennaio 1948.
2 La costituzione viene anche definita come la legge fondamentale e fondativa dello stato italiano. 3 La costituzione strutturata in 139 articoli, suddivisi in quattro sezioni: i primi dodici costituiscono i principi fondamentali, quelli dal 13 al 54 illustrano i diritti e i doveri dei cittadini, dal 55 al 139 si articolano gli ordinamenti della repubblica e infine vi sono circa 18 disposizioni transitorie e finali.

restrizione della libert personale, se non per atto motivato dell'autorit giudiziaria [cifre. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cifre. art. 25 c. 3]. In casi eccezionali di necessit ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l'autorit di pubblica sicurezza pu adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorit giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libert [cifre. art. 27 c. 3];. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva. Questo articolo stabilisce quindi delle norme che possono tuttavia, in casi decisi individualmente, essere derogate: la libert personale del cittadino pu infatti essere occasionalmente invasa, in casi di ordine sanitario o di ordine pubblico. Tutto ci che invasivo comunque e sempre un'eccezione, e viene effettuato solo per evitare danni alle persone. La libert personale pu essere violata quindi per motivi di ordine sanitario, ossia quando vi un rischio grave e concreto di diffusione di patologie o epidemie, oppure quando il cittadino non in grado di intendere e di volere, e non si trovi in grado di comprendere la necessit delle cure, ossia nel momento in cui si trovi nell'impossibilit di comprendere di esser un potenziale pericolo per s o per gli altri (TSO: trattamento sanitario obbligatorio) , oppure per motivi di ordine pubblico, onde evitare manifestazioni di violenza e danni a persone o cose. La carcerazione preventiva solo una misura cautelare (pre-sentenza di giudizio), che non stabilisce la colpevolezza dell'imputato, e che deve essere limitata nel tempo. Articolo 14: Il domicilio inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libert personale [cifre. art. 13, 111 c. 2]. Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanit e di incolumit pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali. L'articolo 14 non discrimina tra residenza e domicilio: qualsiasi sia il luogo in cui una persona vive, esso inviolabile, a meno che non si presentino particolari situazioni o condizioni, sempre di ordine pubblico o sanitario, per cui sia ammesso un scriminante. In ogni modo, le perquisizioni del domicilio del cittadino devono essere condotte senza danno alla propriet dello stesso, e il cittadino pu comunque pretendere la presenza di terzi come testimoni, per assicurarsi che la procedura avvenga secondo i limiti stabiliti.

Articolo 15: La libert e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione pu avvenire soltanto per atto motivato dell'Autorit giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. L'intercettazione, ad esempio, utilizzata come un ottimo strumento d'indagine, peraltro permesso dalla legge e legale, ma alcuni risvolti che derivano dal suo utilizzo vengono contestati in quanto in contrasto con i diritti costituzionali: rimane infatti sempre il problema della legittimit della divulgazione di informazioni ottenute mediante intercettazioni non totalmente inerenti alle indagini.

Articolo 16:

Ogni cittadino pu circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanit o di sicurezza. Nessuna restrizione pu essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge. Articolo 27:

La responsabilit penale personale. L'imputato non considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non ammessa la pena di morte. [5] In questo articolo viene stabilito che la responsabilit penale, che non riguarda solo omicidi o reati di tipo colposo, ma anche mancanze e reati di tipo professionale, sempre personale: non possibile accusare un ente o un'azienda e qualsiasi mancanza professionale deve essere ricondotta d unico cittadino. Tale articolo stabilisce anche la cos detta presunzione di innocenza, secondo cui l'indiziato o l'imputato (ossia il cittadino nei cui confronti si sta svolgendo il processo, e quindi il sospettato) non pu e non deve essere considerato colpevole, fino a quando la giuria non si pronunciata nel verdetto, in seguito al processo, ossia attraverso un vaglio dell'atto inquisitorio. La stessa condanna deve poi essere resa definitiva mediante la sentenza finale dei giudici. Qualora resa definitiva, la pena deve inoltre essere commisurata all'entit del delitto e deve avere carattere deterrente, preventivo e rieducativo e non deve ledere la dignit personale dell'individuo (ossia deve tendere alla rieducazione del condannato e alla tutela nei confronti della societ). La costituzione rappresenta quindi un punto di riferimento fondamentale: esistono comunque molti altri organi legislativi che concorrono, nel rispetto dei principi costituzionali, a porre le basi della legge italiani. Questi organi vengono generalmente individuati mediante la cos detta gerarchia di riferimento: Leggi costituzionali: le leggi Leggi ordinarie: sono quelle Costituzione costituzionali devono leggi che vengono approvate (le leggi costituzionali vengono emanate dal inizialmente essere approvate secondo procedimenti da ciascun ramo del disciplinati dagli articoli 70 ss parlamento e hanno come scopo quello di parlamento mediante due della costituzione. L'organo modificare, per renderli pi attuali, alcuni principi deliberazioni distinte, tra le preposto all'emanazione il della costituzione.) quali devono trascorrere parlamento e il procedimento di Leggi costituzionali almeno tre mesi. Nel caso in formazione della legge consta di (emanate dal parlamento). cui la deliberazione, nella tre fasi: l'iniziativa, la seconda votazione di deliberativa e l'integrativa ciascuna delle camere non dell'efficacia. Leggi ordinarie Decreto legge: un provvedimento sia avvenuta a maggioranza (Vengono approvate dal parlamento provvisorio avente forza di legge di due terzi dei suoi secondo la procedura prevista e stabilita adottato dal governo in casi componenti, ma a semplice straordinari, ma ha durata di soli 60 dalla costituzione). maggioranza assoluta, pu Decreti legge giorni. Per essere convertito in legge essere richiesto da un quinto (decreto emanato dal consiglio dei ministri deve essere deliberato dal consiglio dei componenti della camera, per tematiche che vengono delegate dal dei ministri, emanato dal presidente da cinque consigli regionali della repubblica e approvato dalle parlamento e che riguardano situazioni o da 500000 elettori, un camere e pubblicato sulla GU. particolari o di emergenza). referendum confermativo.

Accanto a tutta questa gerarchia, necessario che le leggi italiano siano comunque conformi alle norme della comunit europea. Queste ultime sono appunto emanate dalla comunit europea, e forniscono delle indicazioni di massima che devono essere osservate da tutti gli stati appartenenti alla comunit europea. Quindi le norme di ciascun singolo stato devono essere conformi a quelle della UE: di conseguenza le leggi devono essere armonizzate. Quando si parla di norme erogate dalla comunit europea, si fa in realt riferimento a leggi e regolamenti: la legge, e quindi la comunit europea stessa, esprime la normativa che deve essere osservata dagli stati della UE, mentre il regolamento stabilisce tempi e modalit con cui questa deve necessariamente essere adottata dagli stati stessi, all'interno dei quali, quindi, le singole nazioni hanno libert d'azione. Oltre alle leggi ordinarie, inoltre, sussistono anche le cos dette leggi regionali, che sono quindi leggi emesse dalle singole regioni (e valide solo nel suddetto territorio) che hanno come caratteristica quella di disciplinare determinati ambiti sulla base di una delega che lo stato ha concesso alla regione stessa a riguardo dei particolari argomenti (in realt anche i singoli comuni possono avere una certa autonomia legislativa, comunque limitata). Esistono quindi molti livelli di legge: la cosa pi importante che tutta la legislazione deve essere coordinata e armonizzata (ossia le varie leggi emanate dai diversi organi non devono contraddirsi). In generale, tutte le leggi devono essere specificate da tre principali caratteristiche: Generalit: una norma deve riguardare tutti i cittadini e non sono ammesse eccezioni, in quanto anticostituzionali, se non per motivi di ordine pubblico o sanitario. Astrattezza: una norma deve essere di principio applicabile in tutte le situazioni da essa specificate, senza eccezioni. Essa deve quindi avere valore sostanzialmente generale (altrimenti, si dovrebbero emanare leggi per ogni particolare e specifica situazione il che, chiaramente, non sarebbe possibile). Obbligatoriet: all'interno della norma deve essere previsto anche un meccanismo coercitivo per assicurare il rispetto della norma stessa (ossia deve essere prevista una sanzione- che pu essere una multa, come la carcerazione- per chi contravviene la norma). Naturalmente, la sanzione prevista deve essere proporzionale all'entit del crimine commesso nel non rispetto della norma, e quindi l'aspetto sanzionatorio deve essere commisurato, non solo per garantire un principio intrinseco di giustizia, ma anche per assicurare una gerarchia di valori (se l'omicidio venisse punito alla stregua dello spaccio di stupefacenti, chi contravviene la legge nei riguardi della seconda norma, potrebbe facilmente commettere anche omicidi, per evitare magari di essere punito). L'astrattezza delle norme presuppone l'esistenza di un organo che possa essere in grado di decidere, caso per caso, l'effettiva sanzione per ogni crimine. Infatti, poich non tutte le situazioni di contravvenzione sono in realt uguali (e in alcuni casi possono esservi attenuanti, o pu essere commesso un errore nell'attribuzione della colpa) sarebbe impossibile, nel rispetto del principio costituzionale di giustizia ed equit, valutare indiscriminatamente come identici tutti i crimini di una stessa specie. L'aspetto sanzionatorio della norma quindi sotto il controllo della cos detta magistratura4, che ha appunto il compito di applicare la sanzione. La magistratura un esempio dei numerosi organi, intrinseci dello stato moderno, che hanno come ruolo quello di strumento di regolazione dell'attivit dello stato stesso, mediando i rapporti cittadini- stato, cittadini- istituzioni e cittadini-cittadini, e stato-privati. Gli stati devono quindi fornire delle strutture volte al controllo delle sanzioni e delle norme. Questa struttura, o meglio, questa attivit rappresentata dalla giurisdizione, ossia l'insieme di figure e di attivit che hanno lo scopo di applicare noema e sanzioni. La giurisdizione viene detenuta dal cos detto potest dello stato e dalla magistratura, che possiede quindi, per delega statale, il potere giudiziario. Il giudice5 una figura che deve essere in condizioni di avere: Potere decisionale: ossia deve essere investito della possibilit di decidere e valutare il caso concreto che gli viene sottoposto. Per poter decidere, naturalmente, egli deve poter disporre di tutti gli elementi e le informazioni utili per il raggiungimento di un giudizio definitivo circa il caso in esame, secondo quella che viene definita facolt istruttoria. La facolt d'istruzione deve necessariamente essere libera ed totalmente a discrezione del giudice stesso, che pu quindi incaricare consulenti tecnici per raccogliere informazioni, ossia pu ingaggiare una perizia (che viene pagata!). Potere coercitivo: il giudice ha il potere di rendere esecuzione alla propria decisione e quindi pu rendere applicabile la sanzione decisa (se decisa). Un passaggio fondamentale nella fase decisionale degli atti giudiziari quella della documentazione:
4 La magistratura un insieme di organi con funzioni giurisdizionali in campo civile, penale, costituzionale e amministrativo, che si personificano nella figura del magistrato. Alla magistratura spetta in genere l'esercizio del potere giudiziario. 5 Ricordiamo che il giudice un magistrato.

qualsiasi processo perde infatti validit se alcuni documenti o alcune perizie (o anche alcuni indizi) non vengono documentati. Anche durante il processo d'udienza stesso tutte le testimonianze o le perizie psichiatriche (o di altra natura) vengono verbalizzate. La documentazione , insieme al diritto di fornirsi di un avvocato, una sorta di garanzia che tutti gli atti giudiziari vengano svolti secondo la legge e la documentazione. In Italia sono noti alcuni importanti ambiti giudiziari:
Corte dei conti: Giurisdizione civile: Giurisdizione amministrativa Giurisdizione penale: (TAR): Che ha il compito di valutare che non Controlla l'esecuzione Riguarda la Ha il compito di disciplinare vi siano stati sperperi da parte della di norme che valutazione della i rapporti amministrativi amministrazione nella gestione delle regolano i rapporti commissione di dello stato. sue finanze. civili tra cittadini. determinati reati. La giurisdizione penale determina se stato commesso un reato e chi l'ha commesso e ha quindi come fine ultimo quello di trovare e punire il colpevole del reato commesso. Il reato innanzitutto un comportamento che si traduce in un'azione espressamente vietata dalla legge e pu quindi essere definito come un comportamento descritto dalla legge come reato e che, una volta commesso, prevede dalla stessa legge una sanzione. La sanzione prevista generalmente come pena per un reato, chiaramente nei limiti della gravit del reato commesso, la privazione della libert mediante reclusione. Quindi, nel complesso, si verifica un reato proprio quando il cittadino (o i cittadini) commettono un comportamento che prevede una sanzione. Naturalmente, data la gravit della sanzione, necessario che sia valutata con molto rigore e prudenza l'effettiva azione di reato e che venga stabilita la gravit di quest'ultimo. Essendo la reclusione la pena prevista per un reato, ed essendo la reclusione nient'altro che una limitazione alla libert dei cittadini, necessario che esista un meccanismo molto complicato e finemente regolato per arrivare ad una sentenza di reato che permetta d'individuare un colpevole e di punirlo. Tra i reati, oltre l'omicidio, il furto, la frode..ecc., sono compresi anche tutti quei comportamenti omissivi (come per esempio l'omissione di soccorso) che ledano l'incolumit degli altri cittadini. Il meccanismo alla base del quale un cittadino viene stabilito come colpevole per un dato reato il processo. Un processo sostanzialmente un insieme di atti finalizzati a comprendere se l'imputato ha effettivamente commesso il reato di cui accusato, mediante l'utilizzo e l'analisi di tutti gli atti aventi l'obiettivo della raccolta delle prove. Durante il processo si confrontano due opposte posizioni: la difesa (gli avvocati difensivi privati dell'imputato o d'ufficio) che tenta di dimostrare l'innocenza dell'assistito, e l'accusa, comunemente rappresentata dallo Stato stesso, che tende a dimostrare la colpevolezza dell'imputato. Talvolta, accanto alla pubblica accusa, le stesse vittime del reato (o i loro parenti) possono avere il diritto di essere rappresentate in tribunale, costituendosi parte civile. Le due posizioni della difesa e della accusa devono confrontarsi durante il processo affinch il giudice , analizzate le prove a carico e valutate le diverse posizioni, possa pervenire alla verit giuridica. La posizione accusatoria, sostenuta dallo Stato, rappresentata dal cos detto pubblico ministero (PM)6, che ha appunto come obiettivo quello della sanzione dell'imputato. La difesa, invece, proiettata alla dimostrazione dell'innocenza dell'assistito, e, infine, la terza parte- terza ed estranea- rappresentata dal giudice, che decide all'ultimo fra innocenza e colpevolezza e stabilisce la pena. La genesi del contenzioso penale, e quindi del processo, la cos detta notizia di reato, ossia la comunicazione diretta al pubblico ministero, che contiene l'ipotesi di fatto illecito. La notizia di reato non altro che una descrizione di un ipotetico reato che viene inviata alla procura della Repubblica, ossia quell'organo di giurisdizione che ha il compito di ricevere le notizie di reato e svolgere le indagini, per stabilire se il reato stato effettivamente commesso e stabilire chi l'ha commesso. La procura della Repubblica7 costituita da un procuratore capo e da una serie di sostituti procuratori, che rappresentano, appunto, i pubblici ministeri, e hanno il compito di raccogliere e valutare le notizie di reato - e anche di svolgere le indagini- che vengono poi coordinate dal procuratore capo. Una notizia di reato pu essere rappresentata da: DENUNCIA: la denuncia un atto che qualsiasi persona (e non solo cittadino) estranea alla polizia giudiziaria (che comprende tutti i corpi della polizia nel momento in cui agiscono per il pubblico ministero) pu rivolgere, oralmente o per scritto, alla procura o alla polizia. La denuncia costituisce a tutti gli effetti una notizia di
6 Detto anche pubblica accusa. 7 La procura della repubblica quindi costituita da un organo che fa parte della magistratura.

reato ed perseguibile d'ufficio. Una notizia di reato perseguibile d'ufficio nel momento in cui la procura informa il pubblico ministero del reato e quest'ultima reputa il reato commesso sufficientemente grave da interessarsene anche a prescindere dal consenso del cittadino o della persona che ha sporto denuncia. La denuncia deve comunque contenere una descrizione del presunto reato commesso e deve essere sottoscritta (in quanto, se intenzionalmente falsa, pu dare origine ad una contro-denuncia per calunnia e diffamazione). QUERELA: la querela un atto che il cittadino o la persona pu sporgere nei confronti di quei reati che riguardano i rapporti fra i cittadini e pu dare origine ad un processo, solo mediante l'attivazione di chi ha sporto querela, che deve quindi essere consenziente. La querela quindi un atto di volont da parte della vittima, che chiede allo Stato una partecipazione attiva per perseguire il reato commesso e deve necessariamente essere sporta dalla vittima (o dai genitori se la vittima un minore). La querela pu essere effettuata solo dopo al massimo tre mesi dal fatto di reato (per i reati di natura sessuale il limite stato innalzato a sei mesi). La querela non porta ad una persecuzione d'ufficio, bens di querela, che riguarda reati di natura meno grave rispetto a quelli perseguibili d'ufficio, e che determinano un processo solo nel momento in cui la vittima decide di denunciare il fatto. Nel momento in cui la notizia di reato viene esposta alla magistratura dalla forza di polizia, allora si parla di informativa di reato. L'informativa di reato una denuncia qualificata, ossia in capo a particolari figure (quali appunto la polizia giudiziaria) la denuncia obbligatoria. Quindi l'informativa di reato direttamente collegata alla polizia giudiziaria. L'informativa di reato prevede, non solo la descrizione nei dettagli del reato osservato, ma anche la descrizione dei provvedimenti presi dalla polizia stessa per accertare il reato (qualora sussistano) , le fonti di prova acquisite e, qualora possibile, le generalit dell'indagato, dei testimoni e della vittima. Un concetto vicino a quello d'informativa di reato quello di referto. Il referto un atto tipico, relativo in particolare alla professione sanitaria, ossia quella che pi di altre ha un aspetto di controllo sulla societ. Mediante il referto, il medico, o qualsiasi altro rappresentante sanitario, tenuto a indicare e denunciare qualsiasi reato di cui viene a conoscenza: il referto quindi non altro che un documento mediante il quale si sancisce l'aspetto coercitivo di denuncia da parte dell'esercitante una professione sanitaria che sia venuto a conoscenza in modo diretto o attraverso testimonianza (o che semplicemente abbia un sospetto) di un reato, a scopo di tutelare la salute e l'ordine pubblico. Infatti, spesso, il medico, o l'infermiere o altri personaggi della sanit sono spettatori di molte situazioni delittuose, come violenze domestiche, violenze sessuali o aggressioni e commerci illeciti di droga, e pu trovarsi davanti alla necessit di denunciare il fatto. Il referto quindi porta a una denuncia di reato perseguibile d'ufficio. La denuncia tuttavia pu essere effettuata solo se il sospetto e l'ipotesi di reato riguarda testimonianze o fatti di cui il medico o l'esercente la professione sanitaria venuto a conoscenza durante l'esercizio dell'attivit sanitaria. Nel referto il medico (o chi per esso) deve indicare le generalit della persona che oggetto dell'ipotesi di reato (o delle vittime, dei parenti, dei testimoni..ecc.), le cure da lui esercitate e la descrizione del reato che sta sospettando (naturalmente, nel momento in cui il caso nelle mani di una quipe di medici il referto deve essere firmato da ciascuno di essi). Definizione di referto:il referto un atto formale e obbligatorio con il quale l'esercente una professione referto:il sanitaria riferisce, entro 48 ore, al procuratore o alla polizia giudiziaria, i casi di sospetto delitto perseguibile d'ufficio di cui venuto a conoscenza nello svolgimento della propria attivit professionale. A questo punto, una volta che la denuncia o il referto arriva nelle mani del pubblico ministero, iniziano le indagini preliminari. Le indagini preliminari comprendono una serie di atti svolti ai fini della comprensione se vi sia stato effettivamente commesso un reato e, se s, chi l'abbia commesso. quindi necessario innanzitutto capire se la notizia di reato fondata e, se questo risulta affermativo, chi il colpevole. Nel processo delle indagini preliminari iniziano ad intervenire tutti quei personaggi che saranno poi anche protagonisti del processo.

PM

Il pubblico ministero ha come compito principale quello di dirigere le indagini preliminari, coordinando le azioni di polizia, che hanno come scopo quello di trovare un iniziale indagato, che verr poi giudicato colpevole o innocente durante il processo. Una volta trovato l'indagato iniziano gli accertamenti nei confronti di quest'ultimo. Il PM dispone di diversi mezzi e possibilit : innanzitutto, ai fini dell'indagine, il PM e la polizia giudiziaria possono procedere a provvedimenti, quali ad esempio la perquisizione, attraverso la quale

la polizia pu accedere, a prescindere dall'autorizzazione del cittadino, a luoghi ed abitazioni private, per poter ricercare il corpo, l'arma o le prove del delitto. La perquisizione deve in genere essere delegata dal pubblico ministero, ma vi sono casi particolari in cui la polizia pu agire autonomamente senza dover attendere il mandato dal PM, e questi sono casi che comprendono reati di spaccio di stupefacenti o reati riguardanti il possesso illecito di armi. Nel caso in cui l'intervento di perquisizione della polizia porti alla scoperta o di elementi incriminanti, cio che possano essere utili per le indagini e che abbiano quindi un aspetto probatorio, o di elementi potenzialmente pericolosi, si procede al sequestro, durante il quale gli oggetti vengono conservati da un custode giudiziario. Un altro importante ruolo del PM quello di interrogare testimoni, vittime e indiziato del reato. Mentre durante l'interrogatorio l'indiziato nelle condizioni di mentire, i testimoni non possono non dire la verit e la falsa testimonianza viene punita per legge, in quanto crea una testimonianza viziata (naturalmente necessario prima dimostrare che il testimone ha mentito coscientemente e per interesse.) Nel momento in cui interroga l'indiziato, il PM pu venire a conoscenza di elementi, che gli conferiscono la possibilit di effettuare il fermo dell'indagato ( e in alcuni casi anche dei testimoni). Il fermo di polizia un atto che viene effettuato esclusivamente nel momento in cui il pubblico ministero ravvisa, durante l'interrogatorio, elementi a carico del soggetto interrogato: si tratta sostanzialmente di un arresto pre-sentenza che viene eseguito solo nel momento in cui sorgano gravi sospetti, in relazioni alle confessioni e alle testimonianze ottenute, della colpevolezza dell'indagato, o nel momento in cui sorga il timore che l'indagato possa darsi alla latitanza, fuggendo alle indagini preliminari (ma devono essere necessariamente sospetti concreti e fondati): gli atti del fermo, una volta effettuati, devono essere inviati al giudice delle indagini preliminari (GIP), che valuta se vi sono elementi sufficienti a privare il soggetto della libert in via provvisoria. Naturalmente il fermo non ha scadenza illimitata, e, in assenza di ulteriori prove (o se il soggetto ritratta la confessione) l'indagato deve essere rilasciato dopo poco tempo. Un altra facolt del pubblico ministero quella, qualora necessario, di promuovere delle perizie: nel momento in cui l'indagine preliminare richiede operazioni o analisi che esulano dalla competenza giuridica del PM, quest'ultimo pu essere assistito da consulenti tecnici, che possono essere scientifici, tecnici, tossicologici, informatici, contabili, medici, ma anche musicali o artistici. Una delle consulenze pi quotate e da tutti i punti di vista necessaria in caso di omicidio, l'autopsia del cadavere della vittima, che definita come un atto tecnico non ripetibile. Molte delle consulenze tecniche sono in genere volte a valutare l'entit del danno subito dalla vittima (naturalmente solo nel caso in cui questa sia in vita), pi che per stabilire se il danno sia effettivamente stato subito. A questo scopo le consulenze possono essere effettuate da un team di medici, psicologi e fisiologi, allo scopo di stabilire se il danno sia di natura fisica, funzionale o psicologica (DPTS- disturbo da stress post traumatico). Molto spesso infatti, nei reati contro la persona, il problema dell'entit del danno altrettanto importante della dimostrazione della colpevolezza dell'indagato (questo vale sia per i reati dolosi che per quelli colposi).

Avvocato difensore dell'indagato

L'avvocato difensore dell'indagato un diritto di cui ciascun cittadino deve usufruire. Nel momento in cui l'indagato pu permettersi la parcella di un avvocato (di solito abbastanza cospicua) pu nominare un avvocato di fiducia. Se l'indagato non invece in grado di permetterselo, lo stato gli fornisce un avvocato di ufficio. L'avvocato difensore una sorta di garanzia che tutti gli atti processuali e tutti i provvedimenti presi a carico dell'indiziato vengano svolti secondo legge e nelle modalit che non ledano la dignit e la persona dell'indiziato, che pur sempre un cittadino. In questa condizione, l'avvocato difensore deve presiedere all'interrogatorio del suo assistito da parte del PM e pu anche essere presente durante la perquisizione, se essa viene effettuata, allo scopo di verificare che non vengano esercitate forme di coercizione o violenza fisica o psicologica nei confronti dell'indagato (in Italia anche illegale l'utilizzo di apparecchiature o tecniche, quali per esempio la macchina della verit o l'ipnosi). Inoltre l'avvocato difensore deve rendersi garante che l'indagato durante l'interrogatorio sia capace, ossia che sia nelle condizioni psicologiche e fisiche adatte per subire l'interrogatorio. Quindi, in definitiva, le indagini preliminari hanno come finalit quella di accertare la commissione di un fatto previsto dalla legge come reato (quindi il PM deve inizialmente accertarsi che i fatti che gli sono pervenuti tramite denuncia/ querela /referto abbiano le caratteristiche di un reato), individuare il colpevole (ossia quella/e persona/e che ha/hanno commesso il reato) e raccogliere elementi di prova per valutarne la colpevolezza. Alla fine delle indagini preliminari il pubblico ministero ha due scelte: pu effettuare una richiesta di archiviazione, se non ha trovato elementi probatori, che possano ritenersi sufficienti e necessari per portare l'indagato davanti a un giudice. In questo caso, la notizia di reato viene considerata come infondata.

Pu effettuare una richiesta di rinvio a giudizio, nel caso in cui gli elementi probatori siano sufficienti. Nell'atto di rinvio a giudizio il PM deve specificare le indagini preliminari svolte e gli elementi che reputa possano giustificare il processo all'indagato, che quindi diventa imputato. Entrambi questi atti vengono svolti dal PM e inviati al GIP (giudice delle indagini preliminari) il quale pu a sua volta intraprendere diverse strade. Nel caso in cui al GIP pervenga una richiesta di archiviazione, egli pu decidere di archiviare il caso, oppure pu, nel caso in cui ritenga che le indagini preliminari non siano state svolte con sufficiente accuratezza, rinviare il fascicolo al PM chiedendogli di svolgere ulteriori e pi approfondite indagini. Nel caso in cui, invece, il giudice ricevi una richiesta di rinvio a giudizio, per iniziare il processo, deve aprire un'udienza preliminare. udienza L'udienza preliminare ha come scopo principale quello di permettere al giudice di venire a conoscenza delle diverse versioni dei fatti fornite dall'imputato e dal PM (nonch dall'accusa in parte civile, se presente) in modo tale da poter valutare efficientemente gli elementi a carico e a discolpa dell'imputato. Il giudice che assiste all'udienza preliminare (detta anche udienza filtro o udienza di garanzia) detto giudice dell'udienza preliminare, GUP. Al termine delle deposizioni dell'udienza preliminare, il giudice pu decidere di prosciogliere l'imputato, nel caso in cui gli elementi probatori risultino infondati, oppure pu decidere, nel caso in cui non vi sia una provata innocenza dell'imputato o nel caso in cui sorgano dei dubbi a proposito, di rinviare gli atti e il giudizio al giudice naturale. Il giudice naturale viene definito come il giudice competente per la precisa e determinata tipologia di reato presumibilmente commesso dall'imputato. In Italia, i diversi crimini commessi vengono giudicati da giudici diversi secondo, prima di tutto, un criterio territoriale e, secondariamente, in base al diverso tipo di reato. L'Italia infatti suddivisa in procure (che pressappoco corrispondono alle provincie) e ciascuna procura ha responsabilit giuridica dei reati che vengono commessi sul territorio. A seconda poi del tipo di reato che viene commesso, verranno scelti diversi giudici naturali. Il giudice naturale deve quindi avere e competenza territoriale (deve far parte della procura del territorio in cui stato commesso il reato) e di materia (deve essere specializzato per quel particolare tipo di reato). La competenza di materia estremamente importante, in quanto garantisce ai cittadini di essere giudicati, nel caso in cui imputati, a prescindere da pregiudizi razziali, sessuali o di altro genere e inoltre assicura che il giudice incaricato di seguire gli atti abbia una certa esperienza della tipologia di reato commessa, e sappia quindi dispensare una sanzione proporzionata. Per rendere gli atti del processo cos detto di primo grado pi equi e legali possibile, l'organo giuridico che ha l'onere di esprimere la sentenza e la condanna non composto, per i casi pi gravi, da un solo giudice. In realt, a seconda delle situazioni, la giuria pu essere composta da un o pi figure: Per i casi di gravit minore, per cui sono previste sanzioni pi brevi, il giudice naturale uno solo e viene perci detto monocratico. Per i reati di gravit intermedia, in cui la pena prevista pu essere estremamente variabile ma non generalmente troppo severa, vi sono tre giudici (il tribunale) la cui decisione viene stabilita per maggioranza. Per i reati estremamente gravi, quali omicidi seriali o attacchi terroristici, in cui moralmente l'intera popolazione coinvolta e per i quali la pena nella maggioranza dei casi l'ergastolo, viene istituita la cos detta corte d'assise composta da due giudici di professione, chiamati togati, e da sei membri della cittadinanza sorteggiati e poi selezionati tra tutti i cittadini maggiori di ventun anni. Anche in questo caso la sentenza viene stabilita per maggioranza ( ciascun voto ha lo stesso valore, ma nel caso- peraltro raro- in cui vi sia parit, fra i due giudici togati viene sorteggiato un presidente il cui voto varr il doppio rispetto agli altri). Il processo di primo grado, che pu concludersi sia con l'assoluzione sia con la condanna dell'imputato, non per quello definitivo: nel caso in cui la sentenza del giudice venga considerata o dall'imputato o dal PM ingiusta, questo pu decidere di adire (ossia ricorrere) in appello. Molto spesso, il PM o, pi comunemente, l'imputato, decidono di adire in appello, non tanto per la sentenza emessa dal giudice naturale, bens per le motivazioni che l'accompagnano e che il giudice tenuto a precisare, sia per quanto riguarda la sentenza, sia per quanto riguarda la sanzione. Il processo d'appello un processo successivo, finalizzato ad accertare, o sconfessare, e rivalutare gli atti e le motivazioni della sentenza di primo grado. Il processo d'appello viene presieduto da un secondo gruppo di giudici (o da un giudice monocratico o da una corte d'assise, a seconda della gravit del reato) che vanno sotto il nome collettivamente di corte d'appello (che naturalmente competente per territorio e materia) che composta da giudici con una certa anzianit di

servizio. Anche in questo caso la corte d'appello ha due alternative: pu riconfermare gli atti, la sentenza e la sanzione del processo di primo grado, oppure pu modificarla e emettere un nuovo giudizio. Se l'imputato viene condannato in corte d'appello, pu ricorrere in corte di cassazione (o corte suprema) che ha un'unica sede a Roma, ma ha copertura giurisdizionale su tutto il territorio italiano, comprese le isole e le regioni autonome. In realt il giudizio di cassazione un giudizio di legittimit: non si ricorre in cassazione tanto per ridurre la sanzione o modificare la sentenza, quanto per modificare una sentenza che non abbia interpretato in modo corretto il reato commesso (ad esempio, nel caso in cui l'imputato venga accusato di omicidio doloso, pu ricorrere in cassazione, adducendo delle prove che dimostrino invece che la natura dell'omicidio era colposa). Principi del diritto penale.. Il codice penale costituito da una serie di principi e affermazioni che sono indispensabili per orientarsi nella dimensione del diritto penale e che sono tesi alla determinazione e alla descrizione del reato. infatti impossibile imputare e, a maggior ragione, condannare un individuo senza prima stabilire se questo ha commesso o meno un reato. Il codice penale costituito da un insieme di articoli, e rappresenta un corpo organico di disposizioni di diritto penale. Il primo articolo del codice penale chiarisce il cos detto principio di legalit: Nessuno pu essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, n con pene che non siano da essa stabilite. Ossia, solo la legge penale pu stabilire senza margine di errore cosa sia effettivamente un reato, e solo nel caso in cui questo fatto previsto dalla legge come reato sia compiuto possibile punire e sancire la persona che l'ha compiuto. Il primo articolo aggiunge anche dei riferimenti al cos detto principio di tassativit: una legge penale deve indicare con precisione e chiarezza ci che costituisce effettivamente reato e le sue conseguenze. Quindi, solo ci che tassativamente previsto dalla legge come reato pu effettivamente essere considerato reato e, nell'estensione della legge penale, severamente impedita l'analogia, ossia ciascun fatto che, secondo la legge costituisce reato, deve essere indicato come tale e, se non vengono citati, tutti i fatti simili, analoghi, ma non identici, non possono essere considerati come reati. La legge penale deve quindi essere chiara e deve indicare in modo preciso e non ambiguo quali sono i comportamenti sanzionabili e quali sanzioni prevedono. Per quanto riguarda il divieto di analogia, esso stabilisce che una determinata norma, per quanto intesa a livello generale, non pu essere applicata a fatti e situazioni, per quanto simili, differenti. Questo spiega l'enorme numero di leggi penali presenti nel codice italiano, che, nonostante siano talvolta fonte di dubbi e fraintendimenti, sono comunque utili a garantire un procedimento penale secondo protocollo. Il diritto penale, come tutti i diritti, non una L'articolo 2 del codice penale stabilisce invece la cos detta istituzione statica, ma continua ad essere modificato e rinnovato nel tempo, in modo tale da essere sempre successione della legge penale, che comprende il principio del favor rei e il divieto di retroattivit delle leggi penali. attuale e sempre applicabile. Nonostante questo
aspetto dinamico del diritto, comunque vero che alcuni principi del diritto penale, estremamente importanti e condivisi a livello internazionale, sia dal punto di vista legale che morale, devono essere mantenuti statici e occorre preservarli e tutelarli, in modo da garantire giustizia e libert.

Nessuno pu essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso,non costituiva reato. Nessuno pu essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato; se vi stata condanna ne cessano la esecuzione e gli effetti .

Se vi stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria, ai sensi dell'articolo 135. Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono pi favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile. Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si applicano le disposizioni dei capoversi precedenti. Le disposizioni di questo articolo si applicano altre s nei casi di decadenza e di mancata ratifica di un decreto-legge e nel caso di un decreto-legge convertito in legge con emendamenti. Il principio del favor rei quindi stabilisce che la legge penale sia in ogni caso, al momento del cambiamento

della norma, favorevole al reo. L'articolo3 del codice penale invece risulta essere uno degli articoli pi importanti, in quanto stabilisce la obbligatoriet della legge penale: La legge penale italiana obbliga tutti coloro che, cittadini o stranieri, si trovano nel territorio dello Stato , salve le eccezioni stabilite dal diritto pubblico interno o dal diritto internazionale. La legge penale italiana obbliga altre s tutti coloro che, cittadini o stranieri, si trovano all'estero, ma limitatamente ai casi stabiliti dalla legge medesima o dal diritto internazionale. L'articolo 5, anch'esso molto importante, pone per alcuni interrogativi, in quanto determina il principio di ignoranza della legge penale: Nessuno pu invocare a propria scusa l'ignoranza della legge penale. In questo caso, naturale che sorgano delle conteste: in caso d'individui analfabeti, o individui diversamente abili o anche solo nel caso di scarti generazionali, alcuni reati previsti dalla legge, generalmente quelli pi recenti, possono essere fraintesi o misconosciuti. In questi casi, naturalmente, ogni caso viene valutato separatamente, in modo tale da evitare procedimenti ingiusti o sanzioni eccessive. Il reato viene generalmente definito come composto da tre elementi... Elemento soggettivo o psicologico, che viene regolato dall'articolo 42 e dall'articolo 43 del codice penale: Nessuno pu essere punito per un'azione o un'omissione preveduta dalla legge come reato se non l'ha commessa con coscienza e volont. Nel caso che la coscienza del colpevole sia, al momento del reato, alterata, compito del giudice valutare se l'alterazione a carico di motivi patologici (in questo caso il soggetto non viene punito) o tossicologici (in questo caso il soggetto viene considerato responsabile dell'alterazione che ha portato al reato e viene punito). In base a questo aspetto psicologico del reato, il reato stesso, e in particolare l'omicidio, pu essere distinto sulla base dell'intenzione del colpevole. I delitti possono quindi essere: Colposi Preterintenzionali Dolosi Il delitto colposo si verifica nel Sono delitti in cui il colpevole I delitti dolosi sono quelli momento in cui l'individuo mette intenzione e volont, compiuti nella totale responsabile, in una situazione mirate per a una conseguenza consapevolezza del fatto di di distrazione o imprudenza, minore di quella effettivamente reato e delle conseguenze che cagiona la morte di un altro causata. In altre parole, il il reato comporta. Il colpevole individuo, senza per averlo colpevole progetta un reato di mette volont nel compiere desiderato e in modo del tutto entit pi lieve,e, durante reato e, a meno che non gli l'esecuzione dello stesso, a causa accidentale. Nel caso in cui venga riconosciuta una venga dimostrato in modo di eventi non prevedibili, si malattia mentale, ottiene il probatorio che l'intenzione di verifica una situazione che massimo della sanzione peggiora il reato. Se dimostrato reato era assente e che il prevista. colpevole ha commesso reato l'aspetto preterintenzionale del solo per colpa e non per dolo, reato la pena intermedia tra prevista una pena minore quello doloso e quello colposo. rispetto al delitto doloso e a Negligenza: atteggiamento passivo quello preterintenzionale. Il caratterizzato dalla mancanza o dalla reato colposo non quindi deficienza della necessaria sollecitudine voluto dal soggetto e si verifica operativa. a causa di negligenza, Imprudenza: atteggiamento attivo di avventatezza o di insufficiente ponderatezza imprudenza o imperizia, oppure dell'agire. per inosservanza di leggi, Imperizia: atteggiamento svolto senza le regolamenti, ordini o discipline.
necessarie conoscenze di base rispetto all'attivit che deve essere svolta.

Nesso di causa : il nesso di causa disciplinato dal codice penale e in particolare dall'articolo 40 del codice penale. Il nesso di causa consiste nel rapporto tra l'azione e ci che l'azione determina, ossia nella relazione tra l'elemento soggettivo e quello oggettivo. Il concetto del nesso di causa si basa sul fatto che ciascuna azione compiuta da un uomo provoca un evento che va ad influire sulla sfera degli altri individui, ma spesso la conseguenza di questa azione pu essere il risultato dell'effetto combinato di pi circostanze. Il nesso di causa quindi la relazione che sussiste tra un'azione svolta e l'effetto da essa provocato. Essa quindi la conditio sine qua non, ossia la condizione necessaria, affinch un'azione, con le sue sue conseguenze, possa essere attuata. Pu quindi essere definita come un meccanismo di rapporto scientifico tra ci che stato fatto e ci che accaduto. Talvolta il nesso di causa pu essere composito: si parla di causa multipla quando pi eventi o azioni in concomitanza tra loro concorrono a determinare il dato oggettivo. In questi casi, nonostante tutti i nessi di causa abbiano contribuito a scatenare l'evento, necessario, ai fini di stabilire le responsabilit nelle giuste proporzioni, determinare quale fra i numerosi nessi di causa, sia stato il pi rilevante nel provocare il dato oggettivo. Il nesso di causa quindi un elemento essenziale per poter stabilire, non solo le responsabilit penali, ma anche il risarcimento di un danno eventualmente subito: in questo ciascuna persona coinvolta tenuta a risarcire il danno nei termini stabiliti dalla responsabilit dimostrata dal nesso di causa. Il dato oggettivo: il dato oggettivo non altro che l'effettivo evento concorso e stabilito come notizia di reato. I reati colposi, dolosi e preterintenzionali sono tutti e tre punibili dalla legge, con sanzioni diverse a seconda del reato e del danno. Inoltre tutte e tre le tipologie di reato hanno come denominatore comune la scelta da parte dell'individuo: nel delitto doloso la scelta effettivamente alla base del delitto stesso ed proprio la scelta che porta al compimento del reato; il crimine colposo presuppone invece una componente di imperizia, imprudenza o negligenza, che anch'essa oggetto di scelta e che pu essere evitata dall'individuo, evitando di conseguenza (o comunque diminuendo le probabilit) di commettere il delitto; il reato preterintenzionale infine inizia come reato doloso e quindi ha necessariamente alla base un'azione decisa nella consapevolezza di nuocere. Ma se la scelta non c'? Come si comporta il diritto penale e civile in tutti quei casi in cui l'autore di un reato non in grado di comprendere di commettere il reato stesso o non in grado, per ragioni di salute mentale, di controllare la propria volont? Il diritto penale, in particolare, non prevede la pena e la sanzione per i cittadini che commettono reato in uno stato mentale clinicamente definito come patologico. Per poter definire un colpevole come insano di mente quindi innanzitutto necessario sottoporlo alla perizia di un esperto psichiatra, che s'impegna quindi nello stabilire la presenza e la categoria della malattia mentale nel soggetto. Per pote stabilire quando un soggetto che compie un reato effettivamente nello stato di salute mentale per scegliere consapevolmente di commettere il reato,bisogna stabilire innanzitutto se il soggetto in grado, a prescindere, di scegliere. In questo modo s'introduce per un concetto che ha dato adito, nel corso della storia della filosofia, della psicologia e della religione, a numerose e aspre controversie, il concetto di libero arbitrio. La pena come castigo presuppone infatti che l'uomo che ha commesso reato dia cosciente e libero nelle sue scelte e quindi, per essere punito, un individuo deve essere cosciente delle proprie azioni. La libert di scelta non quindi presente in quei soggetti che non sono in grado di rispondere delle proprie azioni. Nel diritto penale sussiste quindi il concetto di responsabilit umana: affinch un uomo possa essere chiamato a rispondere davanti alla legge dei propri atti, necessario che sia in grado di rendersi conto del valore sociale degli atti stessi. Il diritto penale deve quindi occuparsi anche di distinguere i casi in cui vi un'effettiva mancanza d'intendere e di volere dai casi in cui presente un atteggiamento di crudelt gratuita, avvalendosi di perizie psichiatriche che esprimano giudizi caso per caso,secondo l'articolo 85 del codice penale:
Nessuno pu essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. E` imputabile chi ha la capacit d' intendere e di volere.

Quindi, la malattia deve essere in grado di alterare la capacit d'intendere, e quindi deve essere in grado di annullare la capacit di discernimento e giudizio, o di volere, ossia deve essere in grado di alterare la

capacit di essere nelle condizioni di controllare le proprie azioni. Per capacit d'intendere si deve far riferimento alla idoneit del soggetto a valutare il significato o gli effetti della propria condotta ; mentre la capacit di volere l'attitudine dell'agente ad autodeterminarsi in relazione ai normali impulsi che motivano l'azione. La malattia mentale pu essere clinicamente accertata come lieve o grave, cos che essa possa influire totalmente o solo parzialmente sulla capacit d'intendere o di volere sul soggetto. In questo caso naturalmente devono essere stabilite disposizioni diverse dal codice penale. In questo caso viene applicato gli articoli numero 88 e 89 del codice penale, che stabiliscono le disposizioni da prendere in caso di vizio parziale o vizio totale di mente:
Non imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermit, in tale stato di mente da escludere la capacit d` intendere o di volere . Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era per infermit, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacit d'intendere o di volere, risponde del reato commesso; ma la pena diminuita.

In questi casi il colpevole non viene punito, bens sottoposto a trattamenti sanitari obbligatori (TSO), mediante l'internato in un istituto o in una clinica psichiatrica. A parte la capacit d'intendere e di volere, vi sono anche altri casi in cui il soggetto colpevole non imputabile: una di queste dettata dall'et. Per il diritto penale (ma anche civile) i cittadini possono quindi essere divisi in tre fasce: Da 0 anni a 14 anni: i cittadini non sono imputabili. Essi vengono internati in istituti minorili da dove escono una volta compiuti i 18 anni. Tra 14 e 17 anni: i cittadini vengono valutati circa la maturit e l'intenzione delle loro azioni, caso per caso. Maggiorenni: il cittadino viene considerato capace d'intendere e di volere (se affetto da malattia psichiatrica che ha condizionato le sue azioni viene valutato durante il processo). Naturalmente anche il diritto civile ha come punto di partenza la valutazione della capacit del soggetto d'intendere e di volere. Principi del diritto civile.. Articolo 1 del codice civile: La capacit civile si acquista al momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati al momento della nascita. Il diritto civile ha come punto di partenza fondamentale la cos detta capacit giuridica. La capacit giuridica una capacit che viene acquisita alla nascita del cittadino e consiste nella capacit di essere titolari di diritti. Questa la sostanza del primo articolo del diritto civile, che quell'insieme di articoli che regolano i rapporti commerciali, patrimoniali e civili fra i cittadini. Il diritto civile regola quindi i rapporti tra le persone dal punto di vista economico, contrattuale e commerciale, ma si occupa anche delle relazioni parentali (divorzi, tutele, eredit..ecc.), o delle relazioni che riguardano la famiglia. Il diritto civile si occupa inoltre delle relazioni e dei diritti di lavoro, regolando le operazioni contrattuali sussistenti nel mondo dell'impiego. Come gi detto, la base di principio da cui parte il diritto civile la persona, intesa dal punto di vista giuridico. Il diritto civile inizia ad occuparsi della persona fin dalla nascita della stessa, e anche prima: al momento della nascita l'individuo acquista quindi la capacit giuridica, che un bene tutelato dal diritto e sostenuto dalla stessa costituzione, e viene descritto come l'attitudine della persona ad essere titolare di rapporti e diritti giuridici. I primi diritti di cui una persona, al momento della nascita, pu usufruire sono il diritto alla vita, alla tutela della salute, il diritto all'identit e alla eredit. Naturalmente, per poter essere titolari di una capacit giuridica, occorre che si determinino alcune condizioni: Occorre innanzitutto che il feto si distacchi dalla madre, occorre che il bambino dia segni di vita ( necessario almeno un atto respiratorio da parte del neonato, in modo autonomo). In queste condizioni, la capacit giuridica viene automaticamente acquisita. I cos detti diritti inviolabili e

irrinunciabili della persona vengono quindi acquisiti fin dal primo atto respiratorio e concernono i diritti costituzionali all'inviolabilit fisica e psichica e il diritto alla vita; la tutela della propria immagine, del proprio nome e della propria reputazione; nonch il diritto alla proibizione della donazione di parti del proprio corpo. Quest'ultimo diritto regolato in modo estremamente accurato dall'articolo 5 del codice civile, e solo una volta raggiunta la maggiore et, o, in casi particolari, solo attraverso il consenso dell'individuo possibile effettuare una tale procedura, qualora non arrechi danno alla persona stessa: Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati qualora cagionino una diminuzione permanente dell'integrit fisica o quando siano altrimenti contrari alla legge , all'ordine pubblico o al buon costume. Articolo 2 del codice civile: La maggiore et fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore et si acquista la capacit di compiere tutti quegli atti per i quali non sia stabilita un'et diversa. Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un'et inferiore, in materia di capacit a prestare il proprio lavoro. In tal caso il minore abilitato all'esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro. L'articolo 2 del codice civile stabilisce la cos detta capacit di agire dell'individuo, ossia l'idoneit del soggetto ad acquistare ed esercitare diritti soggettivi e assumere obblighi. La capacit di agire si acquista con la maggiore et, che, in Italia, viene raggiunta al compimento del diciottesimo anno di et. Con la maggiore et si acquisisce quindi il diritto di compiere tutti quegli atti per cui non prevista un'et diversa. Stabilire i diciotto anni quale limite della maturit in realt una fictio iuris: la persona, una volta compiuti i diciotto anni, viene considerata giuridicamente matura, e quindi viene considerata idonea ad assumere responsabilit e a usufruire del patrimonio, a meno che non vi siano particolari condizioni patologiche mentali che concorrano a ledere la capacit di agire del soggetto. Vi sono infatti dei casi in cui, particolari malattie psichiche o psicologiche, impediscano alla persona di compiere libere scelte: la persona in questo caso certamente detentrice della capacit giuridica e vengono tutelati i suoi diritti irrinunciabili, ma non viene considerata idonea a usufruire della capacit di agire e non pu quindi acquisire tutti quei diritti che si acquisiscono con la maggiore et. In questi casi, il diritto civile deve valutare la capacit intellettiva del soggetto e calcolare la probabilit che che il soggetto stesso riesca a raggiungere una maturit intellettiva e giuridica idonea alla facolt di scegliere. Nel caso in cui il soggetto venga considerato non idoneo a compiere autonomamente delle scelte, il suo patrimonio e i suoi diritti civili vengono tutelati, grazie anche all'intervento di due istituzioni: Istituto dell'interdizione L'istituto dell'interdizione agisce nei casi in cui viene totalmente esclusa l'autonomia decisionale del soggetto: il soggetto interdetto viene considerato in un certo senso incapace d'intendere e di volere e viene escluso da qualsiasi decisione giuridica o patrimoniale circa i suoi stessi diritti, che vengono tuttavia tutelati dalla stessa istituzione. Il processo d'interdizione regolato da una rete molto complessa e severe di norme e regolamenti, che prevedono, in primo luogo, che il soggetto sia affetto da una malattia di natura psichica estremamente grave, abituale e permanente. Il procedimento d'interdizione viene in genere iniziato dai parenti del soggetto malato, ma pu essere messo in moto anche dallo Stato, rappresentato in questo luogo dal pubblico ministero. In entrambi i casi, per poter procedere con l'interdizione necessario ottenere il consenso del giudice tutelare, che ha di fatto il compito di tutelare i diritti e gli interessi del soggetto. Generalmente il giudice tutelare riceve un'istanza d'interdizione, di solito accompagnata da un certificato medico, e conferma la malattia del soggetto, interpellando un perito psichiatra, allo scopo di avviare un'istruttoria. Dopo di ci il giudice tutelare procede ascoltando le parti in causa ed emette una sentenza d'interdizione, dichiarando il soggetto interdetto e nominando un tutore. Il tutore ha quindi il compito, appunto, di tutelare il soggetto interdetto e di compiere tutti quegli atti necessari per il mantenimento dell'incolumit fisica, psichica ed economica della persona. Il tutore deve naturalmente rendersi garante davanti al giudice, dimostrando che tutti gli atti compiuti sono stati svolti a vantaggio del soggetto e il giudice, investito di potere istruttorio, pu verificarlo con procedimenti anche invasivi. Istituto di inabilitazione L'istituto di inabilitazione agisce in tutti quei casi in cui sono coinvolti soggetti che, a causa di malattie di natura mentale, pur essendo in grado di gestire l'ordinaria amministrazione, si trovano in difficolt davanti all'amministrazione straordinaria (casi, ad esempio, di modifiche sensibili del patrimonio o delle condizioni esistenziali). In questo caso quindi non viene totalmente esclusa l'autonomia del soggetto: l'istituto di inabilitazione interviene al contrario quando il soggetto si trova in condizioni di parziale incapacit intellettiva (ad esempio in casi di patologie che debilitino la memoria) che vada a compromettere la capacit

dell'individuo di manifestare in modo coerente e autonomo la propria volont. In queste situazioni l'istituto di inabilitazione nomina un curatore, che ha il compito di coadiuvare e assistere il soggetto nelle situazioni economiche o esistenziali che esso non riesce a gestire. La capacit di intendere e di volere, dal punto di vista del diritto civile, deve essere determinata in quanto ha rilevanza per tutti quegli atti che hanno delle conseguenze giuridiche, ossia che producono degli effetti che l'ordinamento considera di tale importanza da essere tutelati giuridicamente. Questi atti sono ad esempio le compra- vendite, le donazioni ( le quali sono atti unilaterali, attraverso i quali un individuo cede parte del proprio patrimonio a vantaggio di una terza persona), o altre azioni giuridicamente pi complesse, come il matrimonio (che infatti un atto giuridico vietato a individui interdetti). Nel diritto civile, di enorme rilevanza la figura della persona giuridica. La persona giuridica una figura che, pur non essendo direttamente una persona fisica, ha la possibilit di partecipare ed essere protagonista di tutti quegli atti che hanno delle conseguenze giuridiche (un esempio di persona giuridica una societ per azione, un'azienda o un istituzione, come la regione o lo stato). Ogni persona giuridica usufruisce di una propria autonomia, sia patrimoniale che negoziale. La persona giuridica pu quindi essere definita come un'organizzazione rivolta alla vendita o alla Definizione di compartecipazione di beni o di servizi e che ha come persona giuridica: obiettivo e scopo quello di crearsi un utile, ossia un Complesso organizzato di persone e di vantaggio economico (in poche parole, guadagnare). beni, rivolto ad uno scopo, al quale la legge Vi sono tuttavia anche delle persone giuridiche il cui fine ultimo non quello di procacciare un utile economico: i riconosce la qualifica di soggetto di fini delle persone giuridiche possono in realt essere i pi diritto. svariati, dalla divulgazione, alla ricerca scientifica, alla cura di una malattia. Queste particolari persone giuridiche, che vengono dette fondazioni, possono generalmente usufruire di agevolazioni e aiuti finanziari da parte dello stato. Altre particolari persone giuridiche sono le cooperative, all'interno delle quali, l'utile ricavato dalla vendita di beni e servizi viene diviso equamente tra le diverse persone fisiche che fanno parte della stessa cooperativa. Mentre nelle societ per azioni o nelle cooperative, l'utile economico viene quindi o diviso tra i partecipanti o conservato come bene patrimoniale dal proprietario dell'organizzazione, nelle fondazioni gli agevolamenti finanziari statali o le donazioni da parte dei cittadini devono necessariamente essere messi a disposizione dello stesso fine ultimo della persona giuridica, e devono quindi essere investiti nella ricerca o nel miglioramento del servizio reso dalla fondazione, e non possono andare ad accrescere il patrimonio personale del fondatore dell'organizzazione. Le persone giuridiche possono essere: Pubbliche: in questo caso il fine da perseguire non deve essere rivolto ad interessi privati, bens deve essere a vantaggio dell'intera collettivit. Un esempio di persone giuridiche pubbliche sono le regioni, le province e i comuni. Private: le persone giuridiche private sono molto numerose e possono avere gli scopi pi diversi, ciascuno dei quali per rivolto unicamente ad un interesse di tipo individuale o comunque privato. Che siano pubbliche o private, le persone giuridiche devono comunque fare in modo che il fine da esse perseguito sia lecito, ossia che non sia contrario alla legge o alle norme che lo stato ha nei confronti di quel particolare settore. Queste persone giuridiche hanno generalmente la funzione di stringere contratti con i clienti. Affinch questo sia possibile necessario che la societ intera sia rappresentata da una o pi persone fisiche, che possano quindi relazionarsi con gli eventuali clienti. Quindi i rapporti tra la persona giuridica e le persone fisiche che devono relazionarsi con essa sono mediati dal concetto di rappresentanza. Ogni persona giuridica quindi rappresentata da un organo di rappresentanza guidato da una persona fisica, ossia il rappresentante, che si fa portavoce della persona giuridica. Il rappresentante ha il compito, in ogni situazione, di compiere gli atti attraverso i quali possibile manifestare la volont della persona giuridica. Come una persona fisica, la persona giuridica nasce, si modifica e muore. Per una persona giuridica, il momento della nascita corrisponde con l'atto costitutivo, che un atto formale che si deve svolgere in presenza di un notaio: in questa occasione, la persona giuridica inizia a diventare d'interesse del diritto civile. La fondazione di una persona giuridica quindi accompagnata da un atto costitutivo formale, ossia un negozio giuridico in forza del quale si costituisce la nuova figura. Accanto all'atto costitutivo, vi un altro atto estremamente importante, quello dello statuto, attraverso il quale si stabiliscono i fini per i quali la persona giuridica stata costituita. Infine, il diritto civile cessa di interessarsi della persona giuridica nel momento in cui si compie un atto di estinzione, anch'esso formale e notificato, attraverso il quale si sancisce lo sciogliersi della persona giuridica. Le persone giuridiche sono protagoniste di quelli che vengono chiamati fatti giuridici.

I fatti giuridici sono accadimenti naturali o umani ai quali si ricollega la produzione di effetti giuridici, ossia ai quali si ricollega la costituzione, la modificazione o l'estinzione di rapporti giuridici esistenti. Tra i fatti giuridici naturali, che prescindono dalla volont umana, pi importanti sono contemplate le nascite e le morti, le quali producono effetti giuridici estremamente rilevanti, tra cui, ad esempio, il trasferimento di un patrimonio da una persona fisica deceduta ad un'altra. I fatti giuridici umani sono invece caratterizzati da n margine di possibilit d'intervento molto pi alto e sono in genere accadimenti che si svolgono per la volont degli individui interessati stessi. Proprio per questa caratteristica di volont e intervento, i fatti giuridici umani sono meglio definiti come atti giuridici. Gli atti giuridici possono essere distinti e descritti a seconda di diversi criteri. Innanzitutto, gli atti giuridici possono esser leciti o illeciti: gli atti giuridici leciti sono conformi alle norme e non sono in contrasto con i regolamenti istituiti dall'ordinamento italiano, mentre gli atti giuridici illeciti hanno caratteristiche illegali e possono poi avere conseguenze penali. Gli atti giuridici, inoltre, possono essere distinti in unilaterali e bilaterali: alcuni atti giuridici sono infatti necessariamente decisi da un'unica persona senza n il consenso n l'intervento di altre persone fisiche, mentre per l'esecuzione di altri atti giuridici necessaria la presenza e il consenso di due o pi persone (un esempio di questo ultimo caso il contratto, in cui le due persone fisiche coinvolte devono essere entrambe consenzienti e dimostrare la propria adesione al contratto). Infine, gli atti giuridici possono avere delle conseguenze prettamente e strettamente personali, o incidere dal punto di vista patrimoniale: un esempio di atti giuridici con conseguenze personali sono tutte le relazioni d'interesse civile che si svolgono in seno alla famiglia, tra cui anche il matrimonio, che viene definito come un negozio giuridico con fini non patrimoniali, mentre gli atti giuridici patrimoniali sono rappresentati, ad esempio, da tutti i negozi giuridici, ossia tutti quegli atti in cui vi uno scambio di corrispettivi tra persone fisiche. Il negozio giuridico, tuttavia, non descritto necessariamente come un atto giuridico, in quanto si distingue d quest'ultimo per molti importanti aspetti. In realt, il negozio giuridico una particolare forma di atto giuridico lecito i cui effetti sono liberamente determinabili dalle parti, in conformit alla volont espressa. Ci che principalmente distingue il negozio giuridico dall'atto giuridico la necessaria partecipazione di due o pi parti e la contemplazione volontaria e determinata degli effetti da parte di chiunque partecipi al negozio. Un esempio di negozio giuridico il contratto. Il negozio giuridico il principale meccanismo attraverso il quale le persone fisiche e giuridiche tutelano il proprio interesse. Esso contempla anche la presentazione, da entrambe le parti, di garanzie, al fine di tutelare e permettere il raggiungimento di entrambi gli interessi. Una delle tante garanzie che necessario presentare al fine di concludere un negozio, quella di non affermare notizie o dati che possano in qualche modo viziare la decisione di un partecipante di aderire al contratto, andando ad alterarne il processo cognitivo (ossia non dire cose che non siano vere circa il contratto da stipulare: nel caso in cui, una volta firmato il contratto, viene dimostrata la truffa, il responsabile pu andare incontro a procedimenti penali). Il negozio giuridico, naturalmente, come qualsiasi atto giuridico, deve essere lecito, e a questo scopo deve essere garantito da un legislatore. Infine, per poter concludere il negozio, necessario che entrambe le parti coinvolte manifestino la loro volont di adesione, e questo viene generalmente fatto attraverso la firma del contratto. Il contratto la forma di negozio giuridico pi utilizzata e quella che determina le conseguenze pi importanti, che possono essere di tipo contrattuale e obbligatorie e che vengono assunte una volta sottoscritto il contratto. Il contratto ha inoltre forza di legge, ossia vincola le parti al rispetto del contenuto del contratto stesso. La stesura e le varie fasi che portano alla creazione e al rispetto del contratto sono coordinate da numerosi articoli del codice civile, come ad esempio, l'articolo numero 1321: Il contratto l'accordo tra due o pi parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Il contratto viene quindi costituito nel momento in cui, tra le parti, si raggiunge un punto d'incontro tra le varie volont e pretese: nel momento in cui la proposta di una delle parti viene accettata dalle altre altre parti, si arrivati ad un accordo e il contratto pu essere suggellato. Essendo quindi un contratto l'incontro tra un'offerta e un'accettazione, chiaramente necessario che sia la prima che la seconda vengano opportunamente manifestate come volontarie. In particolare, l'offerta deve essere manifestata da un soggetto che sia dichiaratamente in grado d'intendere e di volere e che abbia sia

capacit giuridica che capacit d'azione, ossia da un soggetto in grado di comprendere e interpretare la dinamica e le conseguenze del contratto. Il diritto non pu intervenire tra i contraenti, ma, nel momento in cui viene dimostrato che uno di essi inabile nella capacit d'intendere e di volere, pu essere chiamato in causa, e, a seconda delle situazioni, si pu anche sfociare in un contesto penale. D'altra parte anche la controparte del contratto, ossia colui che accetta la proposta, deve avere le medesime capacit giuridiche e d'azione e viene tutelato dal diritto civile nel momento in cui, dimostrata la sua incapacit d'intendere e di volere, subisce un danno in seguito a un contratto. Il contratto quindi regola non solo il nascere di un rapporto giuridico di tipo patrimoniale, ma anche il suo evolversi e modificarsi nel tempo, e, oltretutto, la sua estinzione, ossia il concludersi del contratto stesso, che viene regolato in modo da tutelare entrambe le parti contraenti. I contratti, a seconda della loro natura, possono essere o orali o scritti. Naturalmente, per i contratti pi importanti, come il trasferimento di beni, propriet ecc., necessaria una forma scritta, pi formale e tutelante rispetto a quella orale, che vine invece utilizzata per contratti di ordine quotidiano. Poich il contratto regola rapporti giuridici patrimoniali, naturale che l'oggetto del contratto, e quindi il bene trattato, sia di natura economica e patrimoniale. 8 Affinch si possa parlare di contratto necessario che vi siano in gioco almeno quattro elementi, stabiliti dall' articolo 1325 del codice civile: I requisiti del contratto sono: L'accordo delle parti (1326 e seguenti, 1427) la causa (1343 e seguenti) l'oggetto (1346 e seguenti) la forma, quando risulta che prescritta dalla legge sotto pena di nullit (1350 e seguenti). Nella stesura del contratto inoltre vi sono momenti molto importanti, che, se non sono rispettati nelle modalit e secondo le linee indicate dal diritto civile, possono andare a incidere sulla validit del contratto. In primis, molto importante il momento volitivo, che non altro che il momento in cui il soggetto sceglie di sottoscrivere e accettare gli accordi del contratto. Il momento volitivo profondamente influenzato dallo stato psicologico e psicofisico del soggetto: un individuo con una malattia mentale o un grave stato di depressione non verr considerato idoneo alla scelta, in quanto la sua malattia potr incidere sulla effettiva volont e determinazione del soggetto. Tuttavia, oltre che dallo stato psicologico e fisiologico del contraente, il contratto pu anche essere viziato da altri fattori, come ad esempio una parziale o falsata conoscenza degli effettivi termini del contratto, che pu essere dovuta ad un errore nell'informazione da parte della controparte, ma pu anche essere dovuta ad una effettiva volont di nuocere il soggetto (in questo caso si parla di truffa, la quale oggetto del diritto penale9.) In questi casi, quindi, la volont del soggetto di sottoscrivere a un particolare contratto sussiste solo in quanto il soggetto stesso non a conoscenza di determinati dettagli che riguardano il contratto, o, addirittura, ha a sua disposizione informazioni che non corrispondono al vero. In questi casi si dice che la volont del soggetto viziata. S'intendono per vizi della volont tutti quegli elementi perturbatori, che s'inseriscono nel processo informativo della volont, fuorviandola e determinando cos una formazione anormale. Si parla di vizio della volont, anche quando il contratto viene sottoscritto in condizioni di totale assenza di volont da parte di uno dei contraenti: questa situazione si pu verificare, ad esempio, quando un soggetto viene obbligato a firmare un contratto che esula dalle sue volont sotto minaccia. Se la volont minata da un pericolo concreto e attuale di un male ingiusto, si di fronte ad una volont azzerata dalla stessa minaccia. La minaccia causa d'invalidit del contratto, e in questo caso il diritto civile (e anche quello penale se necessario) intervengono per tutelare la persona che viene minacciata. Naturalmente, in questo caso, estremamente importante valutare se la minaccia attuale e, soprattutto, se concreta e credibile. La concretezza della minaccia viene valutata caso per caso. A questo punto, il diritto civile, una volta assicurata la concretezza della minaccia, ne valuta la fattibilit, la fonte (ossia da chi proviene), confronta la fonte al ricevente e verifica l'attualit del pericolo. Quindi, la violenza pu essere la causa di un'alterazione del momento volitivo, ma, come detto, anche l'errore pu esserlo. L'errore viene definito come una falsa rappresentazione della realt: tale rappresentazione difforme pu essere dovuta innanzitutto a un contesto d'ignoranza, collegato a sua volta o a un processo d'informazione parziale, o a un comportamento attivo di una delle controparti, che ha come obiettivo quello
8 Tuttavia, atti giuridici che modificano la dimensione economica di un soggetto, ma che non richiedono l'accordo fra pi parti, come ad esempio i trasferimenti di eredit, non vengono considerati dal diritto civile come contratti. 9 Articolo 40 del codice civile.

di alterare il piano di realt a svantaggio della controparte opposta e a proprio vantaggio. In quest'ultimo caso vi quindi una volont attiva di dolo, in quanto l'obiettivo l'inganno della controparte. L'errore nel processo informativo che precede il momento volitivo, tuttavia, in alcuni casi, pu esser dovuto a una ignoranza che viene causata dalla controparte stessa a proprio svantaggio (errore fattuale): se la controparte, avendo il contratto scritto ed essendovi scritte tutte le clausole e tutti gli elementi necessari ad un corretto processo informativo, non legge il contratto, essa non pu pi essere tutelata, nel momento in cui va incontro all'errore. Quindi, quando l'errore di responsabilit della controparte danneggiata, il diritto non interviene a sua tutela. In caso contrario, invece, il diritto interviene e ristabilisce il vantaggio della controparte danneggiata: in questo caso tuttavia necessario che l'errore sia essenziale, ossia che sia la principale causa per cui si stipulato il contratto (cio, l'errore deve avere una certa importanza e il contraente deve avere accettato i termini del contratto proprio perch quel particolare dettaglio gli stato alterato- l'errore deve quindi incidere totalmente sulla scelta del contraente). Secondo, l'articolo 1429 del codice civile: L'errore essenziale quando: cade sulla natura o sull'oggetto del negozio giuridico cade sull'identit o sulle caratteristiche delle qualit dell'oggetto. Un altro tipo di errore quello rappresentato da una interpretazione errata dell'identit o della qualit e formazione della persona che rappresenta la controparte del contratto (in questo caso si pu portare la situazione sul piano penale, accusando la controparte di usurpazione di titoli). Quindi, in generale, si possono distinguere due tipi fondamentali d errore:

Errore- vizio: quell'errore che va a incidere sul processo formativo della volont in quanto stabilisce un'ignoranza o una falsa rappresentazione di un dato che induce il soggetto a stipulare il contratto.

Errore di diritto: una falsa interpretazione delle norme giuridiche che regolano quel contratto.

Nell'articolo 1325 del codice civile viene fatto riferimento, come requisito fondamentale del contratto, all'oggetto del contratto stesso: l'oggetto del contratto deve avere necessariamente carattere economico e patrimoniale, e pu quindi essere un bene come anche un servizio; l'oggetto del contratto deve inoltre essere qualcosa di possibile. Naturalmente, possibile che l'oggetto sia non disponibile nel momento preciso della stesura del contratto, ma necessario che esso possa essere reso concreto in un futuro. Inoltre, l'oggetto del contratto deve essere lecito. Solo in questo caso infatti il contratto viene tutelato dalla legge. Infine, l'oggetto del contratto deve essere determinato o determinabile, ossia deve essere possibile assegnargli un prezzo di mercato, o deve gi intrinsecamente possedere un prezzo. L'ultima fase nel processo contrattuale quindi la conclusione del contratto stesso. Il contratto viene generalmente concluso quando i consensi di tutte le parti partecipanti al contratto s'incontrano, evento che viene o suggellato in forma scritta o confermato mediante una formula orale. Il cos detto contratto reale, ad esempio, una specifica categoria di contratto, per il quale, affinch si possa arrivare alla conclusione, non sufficiente che i consensi delle controparti si incontrino: in questi contratti, che sono quelli pi propriamente quotidiani di compra- vendita, necessario che l'oggetto del contratto (la merce o il denaro) passino concretamente dalle mani di una delle controparti all'altra. Tra i contratti possibile fare una distinzione anche in relazione alla durata: alcuni contratti vengono detti a esecuzione immediata, in quanto tutte le fasi del contratto, compresa l'estinzione, si svolgono l'una dopo l'altra in un intervallo di tempo molto breve, o comunque relativamente breve, altri contratti invece vengono definiti di durata, in quanto perdurano nel tempo e l'oggetto del contratto viene fornito alla controparte con continuit e costanza e con le stesse caratteristiche di qualit e quantit definite nel contratto iniziale. Gli effetti del contratto possono essere: passaggi di propriet: vengono detti contratti traslativi e comportano passaggi di beni da un soggetto a un altro. Effetti obbligatori: alcuni contratti vincolano le parti in causa a rispettare specifici obblighi giuridici

previsti dal contratto nei confronti delle controparti. tipico dei contratti di lavoro, dove una delle controparti vincolata a versare un compenso economica all'altra parte del contratto, che, a sua volta, vincolata a fornirle una prestazione professionale, creando un vincolo di prestazione e controprestazione. I contratti possono anche essere distinti in contratti tipici, che prevedono un modello normativo regolato e disciplinato dalla legge da utilizzare per determinate situazioni economiche, e contratti atipici, che vengono invece formulati in modo libero e auto gestito dagli stessi contraenti. Durante la stesura del contratto necessario che vi sia una fase di trattativa tra i partecipanti, che viene anch'essa regolata e normata giuridicamente. La fase di trattativa viene coordinata dal punto di vista giuridico, mediante l'imposizione di un obbligo di diligenza da parte delle controparti in causa nella fase precontrattuale, disciplinata dall'articolo 1337 del codice civile: Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede. Dove, con il termine buona fede, s'intende un principio di correttezza che include un atteggiamento di onest, sincerit e professionalit. Nel contesto e nell'ambito della buona fede prende un posto di principale importanza anche la diligenza: in particolar modo, nel codice civile viene fatto riferimento al precetto secondo cui la prestazione contrattuale deve essere svolta dalle controparti con la diligenza del buon padre di famiglia, ossia, parafrasando, con tutta la sollecitudine e la volont che un buon padre adopererebbe per fare qualcosa a vantaggio del proprio figlio, ossia con la massima cura, attenzione e professionalit. Quando queste obbligazioni non vengono osservate dalle controparti, vi il rischio di provocare un danno nei confronti della seconda parte partecipante al contratto, con possibili risvolti penali. Il danno in questo caso pu essere

Emergente: Lucro cessante: Il danno emergente il danno Il lucro cessante il mancato diretto, fisico o psichico, che si pu guadagno da parte della persona subire come conseguenza che ha subito il danno, proprio a dell'azione. La valutazione del causa del danno stesso. Anche in danno, che pu anche essere di questo caso necessario valutarlo natura irreversibile, vengono fatte caso per caso, e varia soprattutto a caso per caso e variano di gravit a seconda della professione. seconda della persona, della Una volta stipulato, il contratto ha valore di legge, ma deve contenere anche tutte le indicazioni per le sue professione, dell'et..ecc. modificazioni e la sua estinzione, che dovranno quindi essere eseguite esattamente come previsto da contratto (questo naturalmente vale per i contratti di lunga durata, in quanto quelli a esecuzione immediata prevedono un'estinzione immediatamente conseguente alla costituzione). Gli articoli dal 1447 al 1452 disciplinano i meccanismi d'estinzione del contratto10 (?), mentre la modifica del contratto richiede necessariamente che l'autore ne informi la controparte, la quale pu, se la modifica proposta non gli porta vantaggio, rifiutarla e proporre una nuova modifica, oppure pu, in caso di accordo, accettarla. Nel momento in cui, per situazioni e variabili che prescindono la volont e l'azione dell'uomo, i contratti si tramutano da possibili a impossibili essi possono prevedere clausole che coordinano i comportamenti delle controparti. In questa situazione, prima di applicare i procedimenti alternativi, comunque necessario valutare se le situazioni che hanno reso il contratto impossibile sono effettivamente al di fuori del controllo di una delle controparti.

OBBLIGAZIONI NASCENTI DA ATTI ILLECITI. Come abbiamo visto, la stesura di un contratto determina particolari obblighi che le parti contraenti devono
10 I contratti vengono generalmente conclusi dalle persone fisiche, che svolgono la parte di contraenti del contratto, ma per quanto riguarda le persone giuridiche, i contratti vengono concluso, modificato o estinto dal rappresentante legale della persona giuridica o societ in questione.

necessariamente rispettare. Tuttavia, il contratto non l'unica situazione che impone degli obblighi. Questi ultimi si impongono anche nel momento in cui si determina un danno alla propriet o alla persona di un soggetto. In questo caso l'obbligo consiste nel risarcire la persona che ha subito il danno da parte del soggetto che l'ha inflitto. Questa situazione vine regolata dall'articolo 2043 del codice civile: Qualsiasi fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. Questa legge naturalmente di ordine generale e le eventuali eccezioni vengono disciplinate da altre leggi del codice civile. Ricordiamo che il fatto doloso nel momento in cui stato commesso e posto in essere con coscienza e volont da parte dell'agente, mentre colposo nel momento in cui l'agente non aveva n coscienza n volont di commettere il danno. Con il termine di danno ingiusto s'intende un danno che, senza l'azione attiva dell'agente, non sarebbe sussistito. Una volta commesso il danno, quindi, il diritto civile impone all'agente, se riconosciuto come responsabile, di risarcire la persona che ha subito lo stesso danno. Naturalmente, il procedimento attraverso il quale si stabilisce l'effettiva responsabilit dell'agente molto lungo e complicato e necessita di un intervento del diritto e dello stesso Stato, che deve garantire alla parte lesa il risarcimento del danno, e, contemporaneamente, evitare che la riparazione venga pagata da chi non effettivamente responsabile del danno. Il danno pu essere, come detto, provocato da un comportamento doloso, il quale pu essere attivo (detto anche comportamento commissivo o positivo), ossia pu essere un comportamento dal quale la parte responsabile avrebbe dovuto astenersi, oppure omissivo, ossia pu essere un comportamento che la parte responsabile avrebbe dovuto tenere e la cui mancanza ha determinato il danno. Nel processo di determinazione delle responsabilit del danno, molto importante, come nel diritto penale, stabilire il cos detto nesso di causa: per poter stabilire in modo univoco e preciso la responsabilit di un soggetto, necessario che l'azione da esso compiuta (o l'omissione intrapresa) sia causa diretta e immediata dell'evento dannoso. Occorre quindi valutare quale sia il danno immediatamente conseguente alla sola azione illecita, in modo tale che il responsabile possa risarcire solo i danni provocati dalle sue azioni scorrette. Il nesso causale sussiste allorquando il danno si verifica, in dipendenza del fatto umano, secondo l'ordine naturale delle cose e non rappresenta il prodotto di circostanze indipendenti dalla volont umana (quindi il diritto civile non pu intervenire quando il danno causato da circostanze naturali). Il dolo consiste nella volontaria trasgressione del dovere giuridico: l'atto illecito doloso quando chi lo commette agisce con la coscienza e la volont di cagionare l'evento dannoso; la colpa invece consiste nella violazione di un dovere di diligenza, cautela o perizia e quindi il danno colposo non voluto dall'agente, ma causato da un errore. Come gi detto, l'articolo 2043 del codice civile disciplina una situazione che viene intesa come generale, ma esistono naturalmente numerosissime eccezioni, che vengono coordinate da altrettanti articoli presenti nel codice civile. Un esempio l'articolo 2048 del codice civile: Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all'affiliante. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilit soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto. Quindi esiste una responsabilit generale dei genitori o dei tutori nei confronti degli atti illeciti commessi dai minori sotto la loro tutela, che vengono quindi sollevati da qualsiasi responsabilit e sono impunibili. I genitori o chiunque nel particolare momento eserciti la tutela sul minore quindi tenuto a vigilare, controllare e verificare che il minore non compi atti lesivi nei confronti di altre persone e vengono considerati responsabili per ogni atto illecito del figlio a meno che non riescano a dimostrare che l'atto

illecito provocato da quest'ultimo fosso totalmente al di fuori del loro controllo e che, a prescindere dalla vigilanza e dal controllo, sarebbe accaduto lo stesso. Sulla stessa linea anche l'articolo 2049 del codice civile: I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti.

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E l'articolo 2050 del codice civile: Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di una attivit pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. Nonch, l'articolo 2054: Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli (1). Il proprietario del veicolo o, in sua vece, l'usufruttuario o l'acquirente con patto di riservato dominio, responsabile in solido col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo avvenuta contro la sua volont. In ogni caso le persone indicate dai commi precedenti sono responsabili dei danni derivati da vizi di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo. (1) La Corte costituzionale, con sentenza 29 dicembre 1972, n. 205, ha dichiarato l'illegittimit costituzionale dell'art. 2054, secondo comma, c.c., limitatamente alla parte in cui nel caso di scontro tra veicoli, esclude che la presunzione di egual concorso dei conducenti operi anche se uno dei veicoli non abbia riportato danni. Tutti questi articoli vengono applicati quando sussiste un danno: affinch vi sia un danno necessario che vi sia anche una lesione, quindi qualcosa risulta danneggiato quando viene lesionato. L'oggetto lesionato deve essere inoltre un oggetto giuridicamente apprezzabile (come una propriet o una persona) . Quindi il danno pu essere distinto in: Danno patrimoniale Danno all'onore Inoltre, come gi visto il danno viene anche distinto in danno emergente e lucro cessante.

DIRITTO INDUSTRIALE.
Il diritto industriale un settore particolare e specifico del diritto civile, focalizzato a coordinare quei rapporti giuridici inerenti l'esercizio dell'attivit industriale. Questo settore comprende le discipline dell'azienda, della concorrenza, dei segni distintivi, dei brevetti e dei diritti d'autore. Il diritto industriale ha quindi come focus primario quello di occuparsi dello svolgimento di qualsiasi attivit industriale, che comprende diversi e complessi rapporti giuridici. Essendo d'interesse giuridico, la concorrenza, come qualsiasi altro aspetto dell'industria, regolata da un insieme complesso e coordinato di norme, che rendono quindi alcuni aspetti della concorrenza illeciti e che tutelano in particolar modo l'aspetto dell'informazione, in modo da garantire in primo luogo il cliente: le aziende, quindi, nel momento in cui si muovono nella dimensione commerciale, devono rispettare particolari principi di trasparenza.

I principi di trasparenza che regolano i rapporti di concorrenza tra le varie aziende che operano sul mercato sono anche riferiti ai cos detti segni distintivi delle aziende stesse: i segni distintivi sono quei particolari simboli o marchi che vengono adottati da un'azienda per caratterizzare una particolare linea di prodotti, o anche l'intera serie di prodotti gettati sul mercato dall'azienda, con lo scopo di renderli distinguibili da tutti gli altri. L'unicit dei segni distintivi, che permette quindi di associare immediatamente all'azienda operante sul mercato particolari caratteristiche di qualit o convenienza, viene garantita in primis dal diritto civile e giuridico. Infine, il diritto industriale si occupa anche della tutela dei cos detti brevetti industriali: in questo caso tuttavia, la tutela non garantita alla persona giuridica, come nel caso del segno distintivo dell'azienda, bens alla singola persona fisica, alla quale va il merito dell'invenzione brevettata, cos come succede per i diritti d'autore che vengono garantiti all'autore di una particolare opera creativa; brevetti e diritti d'autore tutelano gli inventori o gli artisti da potenziali plagi delle loro opere tecniche o artistiche. Un'azienda definita come un complesso di beni organizzati da un imprenditore per l'esercizio dell'impresa. L'azienda quindi, in altre parole, un organismo tecnico-giuridico, mediante il quale l'imprenditore realizza l'oggetto sociale della propria societ. In realt, un'azienda tale solo nel momento in cui possiede un valore patrimoniale, ossia nel momento in cui le sono riconosciute delle risorse economiche: il patrimonio aziendale quindi un insieme di cose materiali (come immobili, edifici, uffici, attrezzature, arredi, materie prime, merci, magazzini, denaro contante e titoli di credito), di energie lavorative e di beni immateriali, come, appunto, brevetti, segni distintivi, diritti d'autore, concessioni in esclusiva, facolt di utilizzazione, e, infine, rapporti contrattuali in essere e crediti. L'azienda in grado di crescere e quindi di conseguenza acquisire valore patrimoniale, nel momento in cui produce attivamente dei prodotti, che possono essere di natura industriale come di natura intellettuale, che vengono messi sul mercato e che vengono consumati, garantendo un' entrata per l'azienda stessa. L'ideazione creativa, che permettere d'immettere nel mercato qualcosa che prima non c'era, va a costituire un valore aggiuntivo dell'azienda, sia nel caso si tratti di una creazione industriale e tecnica- commerciale, sia nel caso in cui si tratti invece di un'opera di natura creativa- artistica. Le creazioni intellettuali sono quindi idee creative e intellettuali nel campo della cultura e della tecnica, tutelate dal nostro ordinamento come espressione originale della personalit umana. Le opere d'ingegno sono idee di carattere creativo che appartengono alla sfera delle scienze, della letteratura, della musica, delle belle arti, dell'architettura...ecc. L'articolo 2575 stabilisce che: Formano oggetto del diritto dautore le opere dellingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allarchitettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Inoltre, come viene stabilito dall'articolo 2576: Il titolo originario dellacquisto del diritto di autore costituito dalla creazione dellopera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale. e dai seguenti articoli... Lautore ha il diritto esclusivo di pubblicare lopera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge. Lautore, anche dopo la cessione dei diritti previsti dal comma precedente, pu rivendicare la paternit dellopera e pu opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione dellopera stessa, che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione. Questi articoli, quindi, stabiliscono la grande importanza della paternit dell'opera d'ingegno, che deve necessariamente essere riconosciuta e tutelata. Connesso al concetto di paternit anche il concetto di originalit, che presuppone che l'opera debba essere totalmente originale. Entrambe queste caratteristiche permettono all'autore dell'opera di sfruttarla economicamente per ricavarne un utile. La paternit dell'opera stabilisce quindi il diritto d'autore, diritto che viene garantito pagando il contributo

relativo all'opera alla SIAE. La SIAE un ente pubblico che protegge il diritto d'autore e ne garantisce l'esercizio. La SIAE ha il compito di controllare l'utilizzo dell'opera registrata e spartire gli utili ricavati dall'utilizzo tra tutti gli aventi il diritto, riservando all'autore dell'opera anche la possibilit di rifiutare particolari sfruttamenti della sua opera. Questo, naturalmente, per quanto riguarda le opere d'ingegno di natura artistico- intellettuale. Per quanto riguarda invece le invenzioni industriali, esse sono soluzioni concrete nel campo della produzione economica di un problema tecnico, e sono frutto di un'idea, che deve comunque avere caratteristiche di originalit e innovativit, che ha come scopo quello di migliorare la produzione tecnica. Queste invenzioni devono quindi eccedere le normali conoscenze e deve rappresentare un apporto creativo suscettibile di una concreta applicazione, idoneo ad essere dunque applicato nel campo tecnico- industriale. Anche in questo caso sussiste il diritto dell'inventore alla paternit dell'opera, che deve essere nelle condizioni di apportare un diritto patrimoniale di usufrutto sull'opera, ossia un diritto di brevetto, tutelato e garantito dal diritto civile e industriale. L'organo preposto alla tutela del diritto di brevetto l' ufficio brevetti e marchi italiano, che sottosta al ministero dell'economia. Il diritto di brevetto, se riconosciuto, garantisce un uso esclusivo dell'opera progettata e garantisce inoltre un ricavo economico per ogni utilizzo che prescinde l'inventore dell'opera. Questo diritto di brevetto si concretizza mediante un attestato amministrativo con il quale si riconosce all'inventore dell'opera il diritto di utilizzo esclusivo e di ricavo economico sull'utilizzo estraneo dell'opera per un tempo determinato (in genere di venti anni). Naturalmente l'ufficio brevetti e marchi italiano si riserva la possibilit di decidere quando e su quali criteri elargire il diritto di brevetto. In genere i requisiti del brevetto sono: Industrialit del brevetto: ossia il brevetto deve possedere un'attitudine a un'applicazione industriale. Novit del brevetto. Originalit del brevetto: il brevetto deve essere intrinsecamente originale, ossia non deve semplicemente essere il risultato di un processo spontaneo e prevedibile di miglioramento di un progetto preesistente, ma deve essere un'invenzione veramente innovativa e totalmente inaspettata. Liceit del brevetto. Ma come si ottiene un brevetto? In genere, la domanda di brevetto, che deve contenere la descrizione dell'invenzione e la data di progettazione e di presentazione, viene inviata all'ufficio brevetti, all'interno del quale una commissione di persone altamente specializzate ne accertano la regolarit secondo i criteri appena descritti e decidono infine se accordare o meno il brevetto. Il brevetto inoltre vale non solo per le invenzioni concrete, bens anche per tutte quelle idee scientifiche generali, come ad esempio la relativit.