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G. Fornero, Bioetica laica e cattolica, Milano, B.

Mondadori, 2005
Il termine bioetica fu coniato nel 1970 dalloncologo americano Potter the science of survival, "La scienza della sopravvivenza"). Deriva dal greco bios vita ethos morale. Potter considera la bioetica una nuova disciplina in grado di armonizzare conoscenze scientifiche e umanistiche, un ponte tra le scienze sperimentali e le scienze umane utile per rispondere a questioni etiche vicine non solo all'uomo e, ad esempio, alla pratica medica, ma anche riguardanti l'ambiente e l'intera biosfera del pianeta. Egli pensava che luomo non fosse vissuto a lungo. W.T. Reich la definisce lo studio sistematico della condotta umana nellambito delle scienze della vita e della cura della saluta per essere esaminata alla luce dei principi morali. Nel 1990 Il concetto di Bioetica sbarca in Italia e viene fondato il primo comitato. La bioetica mette al centro dell uomo e lo riconsidera attribuendo capacit propositive sentendo lesigenza di creare un uomo. Alcuni concepiscono la B. come sottosezione delletica (parte della filosofia che studia la condotta morale delluomo e i criteri per valutarla) che verte sui problemi normativi sollevati da questioni come laborto, leutanasia, laccanimento terapeutico, il trapianto di organi, la manipolazione genetica.. altri sulla scia di Potter la concepiscono come sia quella medica sia quella ecologica , per una bioetica globale estesa oltre luomo. Una B. globale deve definire ci che giusto e ci che non lo in termini di sopravvivenza di protezione della biosfera. Reich scriver in seguito che la B. stata estesa fino ad i includere problemi di natura sociale ambientale e della salute della scienza della vita. Si distinguono due filoni: sacralit della vita e qualit della vita dove si mette in discussione anche la nascita della facolt: Gli studiosi cattolici affermano che il processo di Norimberga inteso come luogo di visibilit delgi esiti nefasti del riduzionismo e del carattere disumanizzante dellessere uomo deprivandolo della sua identit di creatura e figlio di Dio. Oggettivizzazione. Gli studiosi laici con il crollo delle morali assolute negli anni 70 di origine ontologico (che studia lessere in quanto essere, al di fuori delle sue determinazioni particolari o fenomeniche) culmine del processo di secolarizzazione (liberazione delluomo dalla sottomissione a una concezione sacrale del mondo). Il legame tra filosofia e B. molto forte a causa della natura etica dei problemi e del carattere esistenziale dei suoi dilemmi. Com possibile fare B. senza etica senza stabilire ci che egiusto e ci che sbagliato il bene e il male senza imbattersi in questioni circa la vita il dolore o la morte e su questo punto sono daccordo sia Scarpelli laico che Sgreccia. Passaggio dalla mataetica alletica normativa,filosofia morale in grado di trattare e orientare i comportamenti). Rachels sostiene che il compito di un filos. quello di esaminare ci che giusto qualora produca felicit e ci che ingiusto nel caso produca dolore. Ma non compito del filosofo indagare questioni come laborto se giustificato. LA BIOETICA CATTOLICA E LA SACRALITA DELLA VITA Forma di B. professata dalla chiesa cattolica di Roma e studiosi. Questa B. e la pi autorevole e produce riflessi sulla vita politica. Il paradigma tradizionale della sacralit si articola su tre principi fondamentali Creaturalit Non disponibilit Inviolabilit Di quel bene fondamentale che la vita un dono di Dio. La vita e la morte come relazione speciale con il creatore. Lessere creante che conferisce alluomo lessenza e lesistenza. La vita risulta per principio sottratta al creato in quanto non pu essere inteso padrone della sua stessa vita, ma deve limitarsi ad accoglierla mettendo in piano il principio di inviolabilit della stessa. Il rifiuto dunque della soppressione e della sua menomazione. La vita corporea non totalizza la vita delluomo ma in determinati casi pu decidere di sacrificare la propria vita fisica per un bene superiore di natura spirituale. La bioetica personalista si ispira al metodo triangolare di cui parla Sgreccia cio una pratica tridimensionale di ricerca che facendo leva su un dialogo fra biologia antropologia ed etica distingue tre livelli di analisi: descrittivo lesposizione al fatto biomedico nella sua esattezza scientificamente accertate.- valutativo approfondimento del significato antropologico dei valori in relazione alla vita alla dignit della persona- e applicativo- messa a fuoco delle indicazioni operative di natura etica. La teoria cattolica sostiene

Lesistenza di un piano intelligente delle cose che si concretizza in un ordine naturale immutabile evidente nelluniverso e negli organismi che ne fanno parte. La conoscibilit di questo ordine tramite la ragione Lequazione tra ordine della natura e piano provvidenziale di Dio La sacralit del vita comporta una sacralit del corpo lautoconservazione dellindividuo e la riproduzione della specie. Ogni intervento che cerchi di alterare il naturale decorso e di modificare questo naturale finalismo del corpo illecito. Anche la contraccezione da giudicare illecita da non poter mai essere considerata per nessuna ragione usata.(deontologismo rigido) LA BIOTECA LAICA DELLA QUALITA DELLA VITA. Antidogmatica perch in essa vi la convinzione secondo cui Dio non pu fungere da elemento costitutivo del discorso pubblico. Per comprendere il termine laico bisogna fare una differenza la sua accezione debole ed una forte. In senso debole indica un atteggiamento critico ed antidogmatico che si ispira ai valori del pluralismo della libert e della tolleranza e quindi al principio della autonomia reciproca tra tutte le attivit umane. In senso forte perch costituisce la dottrina di coloro che non si limitano a una generica adesione ai valori dello spirito critico e della tolleranza ma ragionano indipendentemente dallipotesi Dio e da ogni fede di matrice religiosa. La laicit un modo di filosofeggiare che pu applicare anche il credente. La nuova laicit non la parte del non credente dellumanit ma lintera comunit umana in quanto soggetto etico. In bioetica il laico colui che non tiene conto della possibile esistenza di Dio ma questo non implica lateismo ma solo lesclusione di premesse metafisiche o religiose che pretendono di valere per tutti. Il laici sostengono che la morale sia una costruzione totalmente umana: uomo come ideatore di ogni possibile mappatura dei valori, insistendo sulla capacit di ogni individuo di scegliere il proprio stile di vita. Da ci il principio dellautonomia cio del rispetto delle scelte autonome degli individui. La visone laica vede il progresso della conoscenza la diminuzione della sofferenza umana. Per i laici infatti il dolore non ha nessun significato morale. Il concetto di persona distingue una concezione sostanzialiste e concezione funzionaliste. Le prime sostengo che la persona umana sia una sostanza cio un tipo di vivente dotato per natura di determinate caratteristiche quali linguaggio razionalit; la secondo invece identificano le persone con la presenza di queste capacit rifiutando lidea dei tratti di dotazione di natura. Importante i l riconoscimento della diversit dei modi di vivere e laccettazione della molteplicit delle etiche e delle bioetiche ( societ pluraliste). Bioetica liberale, che difende chi vuole amministrare liberamente la propria vita e la propria morte.,una morale senza assoluti. CONCETTO DI PERSONA. Singer definisce persona chi meritevole di tutela portatore di diritti, non colui che appartiene solo alla specie umana ma chi possiede determinate caratteristiche che gli permettano di manifestare specifici interessi. Per Engelhardt la persona il soggetto adulto autonomo capace di intendere e di volere escludendo quindi i feti umani ,i bambini piccoli, ritardati mentali, feriti in coma irreversibile. Tristam Engelhardt 1941 Il suo punto di partenza la tipicizzazione della civilt occidentale attuale come societ post moderna e politeista cio associazione di molteplici visioni del mondo e proposte etiche. Da ci la presenza di comunit di comunit morali abitate da stranieri morali individui con cui non condividiamo ne principi morali n una visione comune del mondo a differenza degli amici morale appartenenti alla stessa comunit. A volte gli stranieri immorali sembrano immorali per via della loro morale diversa. Tutto ci porta al relativismo e allindifferentismo etico. Lunico modo per convivere la tolleranza e il libero consenso. Arriva al principio di autonomia o del permesso cio a una moralit del mutuo rispetto distinguendo due livelli di vita morale: livello dei valori sostanziali = si vive la propria vita morale e il livello dei valori procedurali che consente la coesione di individui o gruppi che non condividono i medesimi assunti. Umberto Scarpelli 1 924-1994 Giurista rappresenta in Italia la figura pi significativa di B. La sua proposta rappresenta lincontro tra elementi non cognitivistici ed elementi esistenzialistici. La prima si concretizza nelletica senza verit secondo cui i concetti prescrittivi e valutativi non essendo verificabili non sono n vere n false.

Nelletica non c verit. La componente esistenzialistica si concretizza nella concezione della morale come risposta che il singolo da alla domanda che emerge dalla struttura della sua esistenza. Risposta che il frutto di una decisione esistenziale che si esprime sia nella facolt di scegliere tra le diverse possibilit sia di scegliere il criterio stesso della scelta. Egli parla di principio di tolleranza e di principio di assenza di danno rilevante dallaltro. Liberi individui devono corrispondere di s liberamente. Umberto Galimberti chiama letica laica letica del viandante cio di un individuo che non disponendo di mappe affronta le difficolt del percorso di volta in volta a seconda di esse si presentano e con i mezzi che i n quel momento si ritrova. James Rachels- filosofia morale, Si concentr sulleutanasia e sulle problematiche delluccidere. Egli osserva di come la dottrina della sacralit sia diversa tra quella orientale e quella occidentale dove la prima sostiene la sacralit di ogni forma di vita mentre la seconda la sacralit della vita umana innocente. Egli fa una distinzione tra esseri vivi e avere una vita distinguendo una biografia dalla biologia. Gli esseri umani non sono solo vivi ma hanno delle vite. Egli dunque ritiene di aver dato una nuova interpretazione della sacralit della vita quindi come protezione delle vite sul lato biologico e on senso biografico. Concetto utilizzato come risposta alleutanasia in quanto secondo il principio di sacralit lessere una vita non implica avere una vita uccidere non determina nessuna distruzione. Fra uccidere e lasciar morire non ce nessuna differenza dal punto di vista etico. Ne consegue che leutanasia qualora non comportasse un male per la vita stessa debba essere permessa. A volta risulta eticamente doverosa. Ronald Dworkin Egli ritiene che nella nostra cultura e nella nostra esperienza morale lidea di valore intrinseco sua irrinunciabile. Questo valore viene attribuito a due classi di urgenze : alle creazioni naturali e a quelle umane. Per D la vita umana rappresenta il tipico esempio del sacro vale a dire che di fronte a una realt di distruzione proviamo un senso di orrore e sdegno. Linviolabilit della vita rappresenta un valore condiviso questo significa che lidea di sacralit della vita non connessa a una specifica religione del mondo e di conseguenza va al di la di questa accezione. Egli promuove cosi un concetto di sacralit secolarizzata ma anche nello sforzo di conciliare i due principi tra inviolabilit con quello di disponibilit( libert).