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Sintesi delle attivit proposte dalla cooperativa sociale AITIA per la realizzazione di un progetto di inserimento lavorativo da attuare in collaborazione con il Centro per la giustizia minorile per la Sardegna.

ATTIVITA DI COUNSELLING, ORIENTAMENTO PSICOLOGICO, FORMAZIONE E INSERIMENTO LAVORATIVO

C OOP ER ATIVA S OC IALE VIA TOSCANA 70 - 09127 CAGLIARI PIVA 02671870927 ( e fax 070/482384 mail rober.cocco@tiscali.it

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PREMESSA Questa proposta progettuale stata redatta seguendo la falsa riga dei criteri di ammissibilit previsti dal bando per renderne pi agevole la lettura e la conseguente valutazione. Valutazione dellattivit realizzata nellanno precedente, sintetica descrizione degli interventi effettuati dei risultati conseguiti e delle eventuali difficolt incontrate. Il progetto finanziato con lannualit precedente era rivolto prevalentemente

allinserimento lavorativo dei giovani segnalati dal Centro per la Giustizia Minorile attraverso la realizzazione di TFO (tirocini formativi e di orientamento). I progetti erano individualizzati e prevedevano una fase di valutazione delle attitudini e della motivazione di ogni giovane per lindividuazione dellazienda pi adatta per la realizzazione dellesperienza di tirocinio. Il progetto non ancora concluso quindi la valutazione dei risultati parziale ma, allo stato attuale, per tutti e sette i giovani segnalati dal CGM stato elaborato il percorso individualizzato e definito il progetto di tirocinio. Le difficolt incontrate sono state di tre tipi: 1) Lentezze burocratiche Gli accordi di collaborazione inizialmente sottoscritti con LAgenzia Regionale per il lavoro (sia quello del CGM che quello della cooperativa AITIA) sono stati del tutto inefficaci tanto da richiedere la sottoscrizione di nuovi accordi con i Servizi per il lavoro della provincia di Cagliari. La seconda annualit, se verr finanziata, potr beneficiare dellaccordo definito ed essere pi efficiente nei tempi e nelle modalit esecutive. 2) Individuazione degli utenti Nel progetto in corso i partecipanti sono i 7 utenti inizialmente segnalati dal CGM, nel senso che AITIA ha dato comunque corso al progetto anche quando era evidente che lutilit del percorso di inserimento lavorativo era solo il miglioramento della posizione giuridica del giovane.
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stato necessario per alcuni utenti individuare pi di una azienda poich dopo pochi giorni dallinizio del tirocinio la loro motivazione era cos bassa da determinarne lallontanamento da parte dellazienda. Considerata lattuale crisi economica lindividuazione dellazienda ospitante in assoluto la parte pi difficile del progetto. Inoltre nessuno degli utenti segnalati aveva capacit o attitudini per lavorare nel settore della ristorazione e poich AITIA gestisce una gastronomia multietnica, si persa di fatto la possibilit di avviamento al lavoro pi veloce e sicura. Per ovviare a questo problema crediamo sia necessario stabilire delle regole di ingaggio condivise e collegiali che prevedano una approfondita analisi del profilo dellutente e delle potenzialit di successo di un percorso di inserimento lavorativo. Non vogliamo con questo affermare che vogliamo selezionare giovani poco problematici ma solo sottolineare che la motivazione al lavoro una variabile chiave nei progetti di inserimento lavorativo e che i giovani meno motivati al lavoro vanno indirizzati verso progetti diversi. 3) Scarse competenze spendibili nel Mercato del Lavoro In base allesperienza finora fatta con i minori e i giovani adulti coinvolti in reati e ai dati forniti dal CGM emerge chiaramente che gli abbandoni scolastici sono molto alti e i giovani adulti hanno pochissime competenze da mettere in campo. Per questo motivo proponiamo un progetto articolato in due azioni: un corso breve per imparare a lavorare in una cucina professionale e il tirocinio pratico con borsa lavoro in aziende del settore della ristorazione. La cooperativa AITIA ha gi sperimentato positivamente questa modalit sia con adulti detenuti che con giovani e minori in carico ai Servizi Sociali del Tribunale.

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Analisi del fabbisogno. I minori e giovani adulti entrati nel circuito penale incontrano difficolt ad inserirsi nella vita sociale, ad appropriarsi di ruoli attivi e ad intraprendere percorsi di autonomia. Provengono da esperienze di insuccesso scolastico, esprimono disagio e fragilit nelle relazioni interpersonali, sono parte di reti parentali carenti nella loro funzione educativa ed affettiva. Un percorso di vita povero di incontri significativi rispetto al soddisfacimento dei bisogni evolutivi genera una bassa autostima ed una posizione nei confronti della realt di tipo rinunciatario o di forte opposizione. La societ italiana attuale attraversata da nuovi rischi di povert e di esclusione sociale soprattutto per gruppi particolarmente vulnerabili della popolazione, infatti a risentire maggiormente delle condizioni di vulnerabilit sono soprattutto i minori delle famiglie pi svantaggiate per i quali molto forte il rischio di esclusione sociale. La vulnerabilit sociale dei giovani particolarmente grave dove maggiore lincidenza di famiglie deprivate economicamente e culturalmente, c un elevato degrado ambientale, e le scarse opportunit occupazionali si sommano ad elevati tassi di criminalit o di comportamenti borderline. Negli ultimi dieci anni, a fronte di una crescente inadeguatezza dello stato sociale verso bisogni e rischi nuovi, lItalia ha cercato di rimodellare le proprie politiche di welfare, inserendo il terzo settore come pilastro fondamentale di risposta ai bisogni sociali. Il Terzo Settore mette in atto oggi, infatti, una capacit di risposta a bisogni diffusi che i servizi pubblici in senso stretto, non sono in grado di soddisfare; rappresenta, dunque, il tentativo della societ civile di riappropriarsi della funzione di produrre beni e servizi di interesse sociale, da sempre di competenza dello Stato. I dati istituzionali che analizzano il fenomeno della marginalit ne precisano il carattere multidimensionale e delineano le dinamiche di alcuni indicatori del complesso fenomeno povert/esclusione sociale nel contesto della Sardegna, quali gli indici di povert relativa e assoluta, laccesso allistruzione e la sua qualit, laccesso al lavoro e ai servizi sanitari e socio-assistenziali. Lesclusione sociale quella forma di deprivazione materiale e di fragilit che non riguarda solo gli aspetti economici, ma anche carenze rispetto ai legami sociali, ai sistemi
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abitativi, alla formazione o allintegrazione lavorativa e sociale. Un insieme di fenomeni prodotti dallinterazione di una pluralit di fattori di rischio che, limitano le capacit delle persone, ne mettono a repentaglio l'integrit e impediscono loro di raggiungere un livello adeguato di qualit della vita. Lesclusione sociale un fenomeno multidimensionale, che non pu essere analizzato da un unico punto di vista, un processo sociale nel senso che non solo determinato da condizioni legate al singolo individuo, ma frutto della complessa dinamica delle reti di relazioni sociali. La lotta allesclusione sociale rappresenta il punto di partenza ottimale per limplementazione di qualsiasi modello di sviluppo. Di seguito vengono riportati i dati relativi alle segnalazioni da parte dellAutorit Giudiziaria allUfficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Cagliari e Sassari nel biennio 2007-08, secondo la nazionalit ed il sesso. CAGLIARI ANNI 2007 2008 m 409 342 Italiani f 51 45 mf 460 387 m 29 34 Stranieri f mf 1 7 30 41 m 438 376 Totale f 52 52 mf 490 428

Fonte: Dipartimento Giustizia Minorile Servizio Statistica

SASSARI ANNI 2007 2008 Italiani m f 298 190 28 32 mf 326 222 m 16 13 Stranieri f mf 4 12 20 25 m 314 203 Totale f 32 44 mf 346 244

Fonte: Dipartimento Giustizia Minorile Servizio Statistica

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Il numero dei soggetti presi in carico dallUfficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Cagliari e di Sassari significativamente aumentato. Gli interventi degli USSM si riferiscono in prevalenza a richieste di accertamenti di personalit, sospensione del processo e messa alla prova e misure cautelari. Le misure alternative e sostitutive alla detenzione sono ormai numericamente esigue cos come la custodia cautelare e la detenzione in IPM. CAGLIARI ANNI 2007 2008 m 490 487 Italiani f 55 60 mf 545 547 m 35 46 Stranieri f mf 8 8 SASSARI ANNI 2007 2008 m 207 119 Italiani f 6 20 mf 213 139 m 5 7 Stranieri f Mf 2 10 7 17 m 212 126 Totale f mf 8 30 220 156 43 54 m 525 533 Totale f mf 63 68 588 601

Fonte: Dipartimento Giustizia Minorile Servizio Statistica

Fonte: Dipartimento Giustizia Minorile Servizio Statistica

Ingressi allIstituto Penale per i Minorenni di Quartucciu distinti per nazionalit e sesso (si specifica che per le minori di sesso femminile trattasi di minorenni sarde detenute
presso altri Istituti Penali Minorili, in transito per motivi di giustizia)

ANNI 2007 2008

m 16 31

Italiani f 0 5

mf 16 36

Stranieri m f mf 35 43 0 0 35 43

M 51 74

Totale f mf 0 5 51 79

Fonte: Dipartimento Giustizia Minorile Servizio Statistica

TIPOLOGIA UTENZA DELLIPM - Istituto Penale per i Minorenni


Per quanto riguarda la tipologia dellutenza si tratta prevalentemente di: maschi di et compresa tra i 16 e 18 anni,
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livello distruzione medio basso, pi del 50% di nazionalit straniera,(provenienti dai paesi del Nord Africa e dalla Romania,spesso senza documenti soggiorno, senza riferimenti parentali, in condizioni di marginalit sociale e con problematiche linguistiche), posizione giuridica prevalentemente in misura cautelare ( 90% in media in attesa di giudizio). Si tratta, nella maggioranza dei casi, di giovani non accompagnati che si dichiarano minori, trasferiti dagli IPM del Nord Italia, senza riferimenti familiari e/o legali rappresentanti secondo la normativa italiana, sprovvisti di documenti personali e di regolare permesso di soggiorno e di fissa dimora. Una buona parte degli italiani stata rappresentata da utenti non sardi, ma provenienti da altre regioni, trasferiti per esigenze di giustizia. In riferimento allet, si registra una presenza di minori numericamente maggiore rispetto a quella dei giovani adulti. In riferimento alla posizione giuridica, si osserva una netta prevalenza delle custodie cautelari sulle condanne definitive. Un dato di grande rilievo, registrato negli ultimi anni, la quasi totale scomparsa di utenti sardi. TIPOLOGIA UTENZA DELLUSSM - Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni Si tratta di minori e giovani di sesso maschile (circa il 90%), di nazionalit italiana (circa il 90%) e residenti nel distretto di competenza. Si sottolinea che lutenza straniera composta, salvo rare eccezioni, dai minori e giovani ristretti o transitati in IPM, si tratta prevalentemente di: maschi det compresa tra 16 e 18 anni livello distruzione medio basso prevalentemente nato in Sardegna con situazioni multiproblematiche di conflitti familiari/ socio-ambientali/ educativi uso diffuso e poliassunzione di sostanze stupefacenti problematiche afferenti a disturbi inerenti il controllo dellaggressivit con relativo passaggio allatto, spesso di gruppo. BISOGNI DELLUTENZA (SIA IPM che USSM) tutela giuridico-legale sostegno e affiancamento di mediatori culturali strutture di accoglienza diversificate e di reti sociali supporto alle reti familiari e parentali accompagnamento educativo e sostegno psicologico piani dintervento individualizzati in ambito formativo/lavorativo e della socializzazione per lacquisizione di strumenti e competenze. Interventi psicoterapici e/o specialistici Da unosservazione generale sullevoluzione del fenomeno della devianza minorile, emergono alcune costanti: a fronte di una minore incidenza di stati di tossicodipendenza
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strutturata, si registra luso diffuso da parte di numerosi giovani e laumento della poliassunzione. Le caratteristiche di personalit che emergono maggiormente sono relative alla difficolt a contenere laggressivit, a sostenere il conflitto ed a gestire le emozioni, si registra una maggiore incidenza di giovani che necessitano di interventi e sostegno in ambito psicologico e/o psichiatrico, i reati contro la persona vengono spesso commessi in correit. I minori stranieri non hanno una rete parentale ed istituzionale di riferimento, sono portatori di esperienze di vita che evidenziano ladultizzazione dei percorsi e la spesso inevitabile acquisizione di comportamenti devianti nel territorio italiano e presentano esigenze specifiche che richiedono risposte individualizzate, in particolare nelle seguenti aree: Problemi nella comunicazione a causa delle differenze linguistiche; Problemi burocratici per la mancanza di documenti; Problemi legati alla totale mancanza di riferimenti adulti, parentali e non; Problemi legati alla carenza di risorse esterne a garanzia della tutela dei minori per evitare le lunghe carcerazioni e consentire maggiori opportunit di reinserimento.

Il progetto qui descritto basato sullidea di trasformare il giovane da "utente" problematico a protagonista del suo percorso di vita, sostenendone, attraverso la formazione e l'inserimento lavorativo il recupero sociale. In una organizzazione del lavoro centrata solo sul profitto e proiettata alla massima efficienza possibile rimane poco spazio per chi meno forte, meno veloce, meno dotato, meno socialmente integrato, per chi ha meno risorse per affrontare e risolvere i problemi. Per raggiungere questo difficile obbiettivo apriamo una spazio-laboratorio ideale per costruire dei mix di risorse, capacit e motivazioni adatti ad re-inventare un contesto produttivo di significato fondato sulla partecipazione e la condivisione. Soggetti beneficiari (numero e caratteristiche) Il progetto rivolto a otto utenti (di cui tre stranieri), minori o giovani adulti, in carico ai servizi sociali del tribunale e segnalati dal CGM o dai servizi sociali degli enti locali. Individuazione degli obbiettivi da raggiungere.
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Lobbiettivo del progetto linserimento nel mercato del lavoro attraverso un Tirocinio Formativo o uno degli strumenti simili (Legge 196/97 e successivi decreti), della durata variabile da venti a trenta ore settimanali da realizzare per sei mesi presso aziende individuate e selezionate dallquipe. Linserimento nel mercato del lavoro , secondo le linee guida del progetto, il presupposto per il reinserimento nel tessuto sociale degli utenti coinvolti. Indicazione dellarco temporale di svolgimento. Il progetto finanziato con la precedente annualit si concluder entro met dicembre 2009, quindi questa proposta progettuale sar realizzata dal 15 dicembre 2009 al 15 dicembre 2010. Modalit di attuazione. Per ogni utente segnalato il progetto prevede tre fasi: 1. Lorientamento psicologico, che serve per predisporre il progetto educativo personalizzato, valutare le attitudini lavorative e la motivazione e individuare il settore specifico di riferimento e lazienda pi adatta ad ospitare il giovane; 2. Un Laboratorio di cucina: un corso di formazione di 300 ore come Aiutante di cucina 3. Linserimento protetto con una azione di tutoraggio per prevenire le situazioni problematiche e aiutare il giovane a elaborare le eventuali difficolt con i colleghi o il datore di lavoro. Questa terza fase prevede una serie di verifiche da eseguire in collaborazione con gli/le assistenti sociali e gli operatori dellufficio Servizi Sociali delle istituzioni competenti e una verifica finale dellinserimento con leventuale consulenza al datore di lavoro per la trasformazione del rapporto di lavoro e la definitiva assunzione. La formazione e il tirocinio per linserimento lavorativo consentono di raggiungere due obiettivi primari: il primo obbiettivo riguarda il miglioramento delle competenze tecniche e sociali dei partecipanti per incentivare lacquisizione di piena responsabilit delle proprie azioni ed autonomia nel prendere le decisioni (competenze indispensabili per
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linserimento in un contesto sociale positivo) il secondo, pi pragmatico, il raggiungimento dellindipendenza economica. Il lavoro, quindi, diventa un indispensabile strumento di abilitazione che consente di riorganizzare unesistenza pienamente autonoma ed un adeguato e pi maturo rapporto di comunicazione con il contesto sociale di appartenenza. Il Progetto articolato in diverse fasi. Ogni fase caratterizzata da: una azione di sostegno e accompagnamento di ogni utente tramite il tutor di riferimento; verifiche periodiche sullandamento del progetto individuale con ogni utente e con i docenti nella fase di formazione, con il datore di lavoro in quella di tirocinio; verifiche periodiche interne allquipe educativa e con la consulente psicologa; costante collaborazione e coinvolgimento attivo degli operatori di riferimento.

1. FASE La prima fase di attivit prevede: lacquisizione delle informazioni sui ragazzi segnalati; lorientamento e il sostegno del candidato, tramite colloqui con il coordinatore e counselling psicoattitudinale; il contatto con le varie Aziende con le quali collaborare; lelaborazione del progetto individuale di educazione al lavoro, lindividuazione della sede lavorativa adatta rispetto alle attitudini del singolo ragazzo ed alle opportunit presenti nel territorio; In base ai dati ricavati dai questionari e nei colloqui preliminari, si stabilisce con i giovani il Contratto dove sono sintetizzati gli elementi fondamentali dellimpegno educativo-

lavorativo. Il momento contrattuale la base sulla quale si fonda lefficacia dellintervento: si stabilisce il contesto operativo con regole e ruoli, si definiscono diritti e doveri delle parti interessate, si delinea il raggiungimento degli obiettivi in relazione ai tempi. Il Contratto,
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sottoscritto e condiviso dai soggetti coinvolti, frutto di una negoziazione tra le esigenze del singolo giovane, il progetto individuale proposto dagli operatori e le esigenze del datore di lavoro. Si valutano le aspettative dei giovani partecipanti e si mettono in relazione con ci che il progetto pu effettivamente offrire loro, firmare il contratto conclude la fase di mediazione e apre alla fase successiva: linizio del percorso di educazione al lavoro. 2. FASE La seconda fase prevede: la realizzazione del corso di formazione di 300 ore, la formalizzazione del progetto di tirocinio fra datore di lavoro, il tirocinante, la cooperativa AITIA e il CSL di riferimento; lavvio delle attivit di tirocinio pratico in azienda; 3. FASE La terza fase prevede: verifica fra il datore di lavoro, il tirocinante e il tutor sullandamento del progetto rispetto alla possibilit di trasformazione del tirocinio in rapporto di lavoro; verifica delle relazioni instaurate con il datore di lavoro e i colleghi; verifica fra quipe educativa e Servizi Sociali sulla sintonia con il progetto globale del ragazzo e la rete familiare e sociale di riferimento. 4. FASE La quarta fase comprende: definizione delle competenze professionali specifiche in relazione allattivit prescelta e verifiche dei risultati dellazione progettuale;

definizione del raggiungimento degli obbiettivi del progetto lavorativo individuale.


consulenza per la trasformazione del rapporto di lavoro (eventuale assunzione); In tutte le fasi la principale figura di riferimento del ragazzo quella del tutor che lo accompagna nel percorso educativo. Il tutor rappresenta lo snodo fondamentale nella rete di relazioni , svolge il ruolo di collegamento con i Servizi Sociali e aiuta il giovane a
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leggere positivamente gli eventi problematici o gli eventuali conflitti che possono verificarsi sia nellambiente di lavoro che in quello di provenienza. Individuazione del personale con lindicazione delle figure professionali e la relativa articolazione dei costi; Individuazione dei costi del materiale usato per lo svolgimento dellattivit;

LE RISORSE UMANE Il progetto prevede di impiegare:


1) Un esperto nella supervisione e nel coordinamento di gruppi di lavoro, 2) Uno/a Psicologo/a esperto/a nelle attivit di orientamento 3) Uno/a esperto/a nel tutoraggio,

4) Un/a collaboratore/trice amministrativo/a, 5) Una consulente del lavoro 6) Docenti esperti nelle materie del corso, 7) Un/a tutor daula.

Collaborazioni e intese con le istituzioni presenti nel territorio; Monitoraggio e valutazione degli interventi;

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La cooperativa AITIA ha stipulato protocolli di collaborazione, per la realizzazione di progetti di socializzazione al lavoro e inserimento lavorativo, con il CGM Centro per la Giustizia Minorile, con i Servizi per il Lavoro della provincia di Cagliari, con lunione dei comuni e il PLUS del sarrabus Gerrei e con lUniversit di Cagliari. Inoltre ha stipulato accordi di collaborazione con moltissime aziende private di vari settori disponibili ad ospitare i tirocinanti. LA VALUTAZIONE Il coordinatore si occuper di predisporre lazione di monitoraggio in itinere e finale attraverso degli indicatori quantitativi e qualitativi che tengano conto dei risultati raggiunti da ogni singolo partecipante in relazione alla situazione di partenza. Lindicatore principale di successo sar misurato con una specifica definizione del raggiungimento degli obbiettivi esplicitati nel progetto educativo personalizzato costruito dallequipe. Verranno predisposti due questionari, iniziale e finale, e una check-list per la valutazione mensile del tirocinio da somministrare ai partecipanti, e un questionario per la valutazione complessiva del progetto da somministrare a tutti gli operatori.

DESCRIZIONE DEL LABORATORIO DI CUCINA: CORSO DI FORMAZIONE PER ACQUISIRE LE COMPETENZE DI BASE PER LA PREPARAZIONE DEI PASTI IN UNA MENSA O IN UN RISTORANTE Il laboratorio un percorso formativo semplificato articolato in diverse fasi: 1. orientamento e conoscenza di s; 2. acquisizione delle competenze di base: igiene personale e degli alimenti, manutenzione ordinaria delle attrezzature, legislazione sanitaria di riferimento; 3. apprendimento per affiancamento (pratica della preparazione dei cibi); A tutti i partecipanti verr rilasciato un attestato finale. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Il monitoraggio in itinere prevede: - Indicatori quantitativi come la valutazione delle competenze pratiche acquisite,
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Indicatori qualitativi come la motivazione dei partecipanti, la soddisfazione e la qualit percepita, il clima di gruppo. La valutazione finale sar una prova pratica in cucina. RISORSE TECNICHE La cooperativa AITIA metter a disposizione i locali cucina della gastronomia KICCIDI per la formazione pratica e le aule per organizzare gli incontri di orientamento e la formazione teorica. La didattica sar articolata in: lezioni teoriche di massimo 5 ore ciascuna, lezioni pratiche in cucina di durata variabile da 4 ad 8 ore e 3 o 4 visite in aziende del settore della ristorazione.
ore

Formazione Teorica: Aree tematiche e contenuti Igiene e trattamento degli alimenti Igiene personale e requisiti sanitari Cenni di primo soccorso La normativa 626 in cucina La normativa HACCP in cucina Manutenzione e uso degli strumenti Formazione pratica in cucina: Aree tematiche e contenuti Programmazione del men di base I primi: pasta, riso e minestre. I secondi di carne I secondi di pesce I contorni I dessert I menu per persone con intolleranze alimentari Le principali tecniche di cottura: frittura, lessatura, a vapore, in forno. Le salse di base. Visite in aziende del settore ristorazione TOTALE

10 10 10 15 10 5 12 40 24 32 16 32 20 16 16 32 300 240 60

CRONOGRAMMA LABORATORIO DI CUCINA settimana 11 settimana 12 settimana 13 settimana 14 settimana 1 settimana 2 settimana 3 settimana 4 settimana 5 settimana 6 settimana Periodo Attivit Data:

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Comunicazione elenco partecipanti
1. Presentazione delliniziativa 2. Monitoraggio 2. Formazione daula 3. Modulo filtro di orientamento 4. Formazione pratica in cucina e visite in azienda 5. Valutazione finale 6. RENDICONTAZIONE

Grado di innovazione del progetto. Le attivit proposte non sono in generale sperimentali e innovative, da un certo punto di vista si tratta di un corso di formazione seguito da un tirocinio pratico. innovativo per lapproccio metodologico e cio lidea di coinvolgere dei giovani in difficolt in un settore di attivit, la ristorazione, che richiede la capacit di mettersi in gioco in modo creativo. Con i due progetti simili realizzati da AITIA abbiamo potuto osservare come giovani chiusi e diffidenti sono riusciti a mettersi in gioco e a ricevere importanti gratificazioni dal successo di una pietanza ben riuscita. Inoltre larticolazione formazione pi tirocinio permetter di raggiungere il monte ore per certificare il percorso formativo e spendere la certificazione nel mondo del lavoro.

Il Presidente Roberto Cocco

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