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Umberto Bertuccioli

"Altri massacri lungo la ferrovia per Fiume"

Scavate, l ci sono le foibe Bertuccioli, 78 anni appena compiuti, ex guardafrontiera del Gaf il corpo creato da Mussolini per sorvegliare i confini nazionali, ha un incubo ricorrente, tornato a galla dopo la notizia del ritrovamento di fosse comuni a Monte Nero La ferrovia che porta a Fiume potrebbe nascondere decine di altre foibe, in cui sono finiti migliaia di civili italiani innocenti, massacrati dai comunisti dopo l'8 settembre Ad avvalorare la tesi che potrebbe far lievitare il gi tragico bilancio di morti innocenti durante lultima guerra, sono alcuni particolari che Bertuccioli ricorda e denuncia: A Villa del Nevoso in provincia di Fiume, dove stavo svolgendo servizio militare, dopo l'8 settembre i partigiani rastrellarono tutte le donne e gli uomini italiani della zona. Li portarono in una fabbrichetta e, dopo avere invitato me ed altri militari a riconoscere nel gruppo qualche presunto criminale, cosa che non facemmo, annunciarono loro che il giorno dopo sarebbero stati fucilati. Ma n io n i miei compagni soldati sentimmo sparare un colpo e da allora abbiamo vissuto col sospetto, ma qualcosa di pi, che quella gente fosse stata lanciata nel vuoto da viva nelle foibe circostanti, forse per non dare alla gente del posto il sospetto della fucilazione di massa, e l trov la morte. Difficile, molto difficile pensare che tutti siano stati trasportati nella grande fossa in fondo al pozzo carsico del Monte Nero, una localit troppo lontana da Villa del Nevoso.

Bertuccioli, di guardia col suo cannoncino lungo la ferrovia, saprebbe dove andare a scavare: Abbiamo vissuto quei momenti in presa diretta. Tutti hanno sempre saputo che ogni paesino che era attraversato dalla ferrovia che portava da Postumia a Fiume, era stato saccheggiato e rastrellato. Ogni paese, ogni zona carsica limitrofa a questi centri abitati potrebbe nascondere una buca di cadaveri. Cos come il fiume sotterraneo Timavo, che si infila sotto il monte di Villa del Nevoso, potrebbe essere stato il cimitero per molti. Tutti hanno sempre saputo, ma nessuno ha mai ficcato il naso in queste zone e adesso arrivato il momento di farlo. Immagini che sono scolpite nella mente dell'ex soldato: Io stesso ho visto molte foibe, con i miei occhi. Ho letto la disperazione nei civili italiani condannati senza motivo: ferrovieri, impiegati, perfino la maestra dell'asilo, tutti ammucchiati come bestie e portati a morire negli strapiombi carsici. Ricordo il viso di una ragazza bellissima, un'impiegata della previdenza sociale, compagna di un mio amico soldato. Ci guardava mentre i partigiani ci invitavano a riconoscere quei poveretti, cosa che non facemmo. Non la rivedemmo pi. Ci salvammo cantando bandiera rossa e poi scappammo, purtroppo, verso i campi di concentramento tedeschi.

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