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LoZibaldonedelpoveroVic

raccoltaaperiodicadivariaculturariservataadappassionati
Letteratura,storia.filosofia,costume,poesia.A.D.2012,anno1,vol.II

Hannocollaboratoaquesto numero:
dagliUSAMarkTwaineHenryDavid Thoreau daLONDRABertrandRussell daWEIMARFriedrichWilhelm Nietzsche; dall'ITALIA: LuigiCapuana IginioUgoTarchetti Neera RenatoFucini MarcelloVicchio RoccoDiTolve AlessandroRennis AnnaMariaBonfiglio SilviaMineo PaoloValera
LoredanaChiarello MorenaBacchi GandolfoDominici PaolaMartino IdaLoSardo RaffaellaCambriglia PieroCapalbo MimmoMartimucci MarioScamardo AnnaMariaD'Apolito AmbrogioFrascino FrancoFerraro

Chiprontoadarevialeproprielibert fondamentalipercomprarsibriciole ditemporaneasicurezza,nonmeritan lalibertnlasicurezza. Gliuominisidividonointrecategorie:quellichesonomobili,quelliimmobili equellichesimuovono. B. Franklin

Raccontidiieri.

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bestiolae, dopoavercurato e bendato l'arto Apriamo questa sezione con un delizioso offeso, rimise inlibertilpiccoloinfelicee aneddotodiMarkTwain.Ilibriinsegnanole noncipenspi. Maqualenon fu la sua cose a met, ossia spesso predicano bene sorpresa,alcunigiornidopo,quandounmattino, nell'assunto ma tacciono riguardo il finale...mentreproprioilfinalechecontadi pi!Ancheunraccontoins,sehaunpessimo finale,unpessimoracconto.Abbiamoavuto esperienza tutti quanti nella vita quale sia la riconoscenza delle persone. Al barboncino in questione possiamo sostituire un nome di persona,opinomi. Raccontimorali
diMarkTwain.

nell'aprire la porta, trov sulla soglia il cagnolino riconoscenteinpazienteattesa, in compagnia di un altro cane randagio, con la zampaerarottaacausadiunincidente.Il buon medico soccorse subito l'animale sofferente,eammirl'imperscrutabilebontdi Dio, chesi eradegnato di usare unumile strumento, come il povero barboncino abbandonato,perinculcareeccetera,eccetera. SEGUITO: Lamattinadopo,ilbeneficodottoretrov,in attesadavantiallasuaporta,iduecanipienidi riconoscenza, e con loro altri due cani azzoppati. Gli azzoppati furono risanatiin fretta,eiquattroseneandaronoperifattiloro, lasciandoilbeneficodottoresemprepipieno dipiameraviglia.Passquelgiornoearrivil mattino. L, accucciati davanti alla porta, stavanoiquattrocanirisanati,econloroaltri quattro bisognosi di cure. Pass ancora quel giornoevenneunaltromattino;eallorasedici cani, ottodeiqualiazzoppati, occupavanoil marciapiede, elagenteeracostrettaagirarci intorno.Amezzogiorno,tuttelezamperotte erano aggiustate, ma, nel cuore del buon medico, insieme alla pia meraviglia cominciavano ad affollarsi pensieri ILBARBONCINORICONOSCENTE. Ungiorno,unbuondiavolodimedico(che involontariamenteprofani. aveva letto i libri), avendo trovato un Il solesorseancoraunavoltaeillumin barboncinorandagiochesoffrivaacausadiuna trentaduecani,sedicideiqualiconzamperotte, che occupavano tutto il marciapiede e met zamparotta,portacasaconslapovera dellastrada;glispettatoriumaniriempivanolo Per tutta la vita, fin da piccolo, ho avuto l'abitudine di leggere una certa raccolta di aneddotiscrittinellostileunpo'ammuffito dell'ingegnosoaffabulatoredel "Mondo", sia pergliinsegnamentichenericavavo,siaper il piacere che essi mi procuravano. Li tenevo sempre a portata di mano, e, ogni volta che pensavomaledeimieisimili,mirivolgevoa quelli, e loro dissipavano quel sentimento; quando mi sentivo egoista, spregevole e ignobile, mi rivolgevo a quelli, e loro mi suggerivano come fare a riconquistare il rispetto di me stesso; e tante volte ho desideratocheisimpaticianeddotinonfinissero propriosulpibello,echecontinuassero la piacevole storia dei vari benefattori e beneficati. Questodesideriomisi risvegliava in cuore con tanta insistenza, che alla fine decisi di soddisfarlo, andando io stesso alla ricerca delseguitodeglianeddoti. E cos mi misi all'opera e, dopoardue fatichee noiose ricerche,portaiacompimentoilmioprogetto. Oravifacciovedereilrisultato,presentandovi in ordine ogni aneddoto con il suo seguito, comerisultadallemieindagini.

spaziocherestava.Glistrillideiferiti,icanti dei risanati e i commenti dei cittadini che assistevanoallascenaformavanouncorovasto eincoraggiante,mainquellastradailtraffico era interrotto. Il buon medico utilizz due assistentichirurghieriuscaportareatermine la sua opera benefica prima di sera, avendo prima preso la precauzione di dimettersi da socio della congregazione religiosa, cos da potersiesprimerecontuttalalibertdi parola cheilcasorichiedeva.Macertecosehannoun limite. Quando il mattino spunt ancora una volta,eilbuonmedicoposlosguardosuuna foltaesconfinatamoltitudinedicanichiassosie imploranti,disse:Tantovalecheloammetta: sono stato bidonato dai libri; i libri raccontanosololapartebelladellastoriae poisifermano.Andatemiaprendereilfucile; questastoriaduratafintroppo. Sifeceavanticonl'armainpugno, eper casopestla coda alprimobarboncinoche, rapidamente, lo morse alla gamba; infatti, la grande opera benefica che quel barboncino avevasvoltoavevafattosorgereinluiunenorme entusiasmoche, aumentando sempre pi,gli aveva alla fine fatto girare la testa, che era debole,eloavevafattodiventarepazzofurioso, arrabbiatoaddirittura.Unmesedopomentre giacevainpredaalleconvulsionimortalidella idrofobia,ilbuondottorechiamintornoasgli amicipiangentiedisse: Guardatevidailibri.Ilibriraccontanosolo met delle storie. Ognivolta che unpoverino chiederilvostroaiuto, evoiavretequalche dubbio riguardo alle possibili conseguenze della vostra buona azione, concedetevi il beneficio del dubbio e ammazzate il richiedente. E,cosdicendo,girilvisoversolaparetee resel'animaaDio.

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CREAZIONE
diLuigiCapuana.

Di Luigi Capuana (18391915) abbiamo brevementetrattatonelprecedentenumerodello Zibaldone,dandonequalchecennobiografico. Qui riproponiamo questo suo racconto, tratto dal 'Decameroncino', perch esso si presta a interessanti considerazioni. In primo luogo bisogna sottolineare la straordinaria facilit stilisticadell'autore,tenendocontodelperiodo incuiscrivevaedelgustodell'epoca;dall'altro latoilraccontoincarnabene lospiritodi un fine Ottocento sospeso tra aspirazioni scientificheerichiamialgustodell'esotico,del meraviglioso,delfantastico.MadameBlawatsky e lasuaSocietTeosofica avevanoapertoun ponte verso l'Oriente misterioso e neppure spiriti tendenti al pratico, come quello di Capuana, ne erano rimasti immuni. Su tutto, comunque, campeggia un messaggio modernissimo, reso ancor pi attuale dagli straordinariprogressitecnologici:attenzionea violareleeterneleggidellaNatura!

Eh,losappiamo!esclamungiovanotto, studenteinlegge,chesidavaariadiscettico.Il buonmaritofalabuonamoglie,eviceversa.Ma non niente vero che tutti i proverbi siano provati. No, rispose il dottor Maggioli non intendodirquesto.Forsemisonospiegatomale. Ecco: secondo me, uomini e donne ci conosciamo cos poco, da formarci un falso idealedegliuniedellealtre.Inostripregiei nostridifetti,questispecialmente,nondobbiamo stimarli un'accidentalit del nostro organismo; maaccettarliqualisonoinsiemeindissolubile pernoncrearcidanoistessiillusioni,chepoi producono spesso tragici disinganni. Se le donneperpotesserocrearsidasgliuominie gli uomini le donne, non riuscirebbero a farli puntodiversidaquelchesono.L'esperimentolo ha dimostrato, e la filosofia da' la ragione dell'esperimentofallito.Ifilosofiaffermano

essereleideeunarealt,anzilasolarealt.Le ideeuomoedonnanonleabbiamofoggiatenoi, maDioolanatura,ononsappiamochi;esenoi avessimolapotenzadiattuarlecomelahanno Dio, o la natura, o non sappiamo chi, arriveremmosoltantoafarequelchehannogi fattoquestionnipotentimaestri. Dopounabrevepausa,ildottoresoggiunse: Hoconosciutounuomosingolareacuila ricchezza,l'ingegno,lafortevolontpermisero dicavarsiilcapricciodicrearsiunadonna... Oh!Oh!urlaronotutti. Lavostraincredulitnon mistupisceripreseildottore, calmo e col solito bonario sorriso su le labbra. Ma io non vi spaccio una teorica; voglio raccontarvi un fatto, avvalorato dalla mia testimonianza. Ho veduto, ho toccatoconmano;eperquanto esso sia meraviglioso e quasi incredibile, non meno vero. Nelmaggiodel1881incontrai aLondraunintimoamicoche nonrivedevodaparecchianni; tornavaalloradalleIndie. Che sei andato a fare col?glidomandai. Rispose: Unviaggioscientifico. Danaturalista?. Periniziarminell'altrascienza,nellaRagi Yog. Eralaprimavoltachenesentivoparlare,e percichiesispiegazioni. Insomma, il mio amico, attratto dalle pubblicazionioccultistedellasignoraBlavatsky e del colonnello Olcott, era andato a Adyar, nella provincia di Madras; e, fatto il suo noviziatomistico,disetteanni,nellesolitudini delHimalaja,avevaricevutolacomunicazione dei grandi poteri dell'antica occulta scienza indianapossedutadaimahatmadelTibet,come diredaigrandimaghi,depositarigelosidiuna scienzaapettodellaqualelanostrafisicaela nostrachimica,coiloropimeravigliositrovati, sembranoverigiuochidafanciulli. Da prima io credetti che il mio amico volessedivertirsiamiespese;poi,dimanoin

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manocheudivolesuespiegazioni,cominciaia sospettarechefosseammattito,sconvoltodalle astinenze,daidigiuni,dallemisticheesaltazioni del suo noviziato di sette anni. Infatti aveva preso aspetto da asceta, magro, con barba e capelli gi grigi, con lo sguardo vago e sbalorditivodichihavistocosestraordinarie,di unaltromondo,enonsarendersiancoraconto sehavistodavveroosognato. A che scopo tutto questo?glidissiall'ultimo. Non era meglio che tu avessicontinuatolatuavita digodimentiediamoriche lagiovinezzaelaricchezza ticonsentivano?. Appunto,unterribile disingannodiamore.... Volevobendireche nonc'entrasseladonna!lo interruppi. Maorasonosulpunto di raggiungere la felicit suprema; potr crearmiuna donnaamodomio. Sarunabellacosa!Ed haicominciato?. Appena arriver a Napoli. il luogo prescelto. PartoperNapolianch'io.Potrassistere all'esperimento?. Dovettidirquestoconcosmaldissimulata incredulit, che il mio amico croll il capo compassionandomi,esoggiunsesoltanto: Vedrai!. DurantelatraversatadaMarsigliaaNapoli, EnricoStrizzim'iniziconmoltapazienzaero ricalcitranteneimisteridellascienzaocculta, peltantocheoccorrevaperchiocapissiquel cheeglivolevafare.Soprattuttomispiegche cosasonoglielementali:granuli,atomiviventi, sparsinell'aria,capacidiricevere,dachinehail potere, la virt di esplicarsi in una forma determinata.Bisognavaafferrareunodi questi atomi,assoggettarlo,incubarlo,trarneinsomma lacreaturanuova,ladonnaperfettacheegli

intendevacrearepers. Vedrai!. Gliavevoormaiuditoripeterequestaparola tantevolteecontaleseriet,checominciavoa sentirmiscossoedapensare: Masarpossibile?Vedrproprioquesto miracolo?. El'hoveduto!Vigiurochel'hoveduto.Non stata un'allucinazione. Ho veduto e toccato conmano! EnricoStrizzistavachiusodaunmesein quella bella casetta sul Vomero, scelta per operarvil'esperimento,edioavevorarenotizie diluipermezzodiqualchelaconicobiglietto, chemiassicurava:Tuttovabene!. Masarpossibile?Vedrproprioquesto miracolo?. Me lo domandavo ogni giorno, ogni momento,enonsenzaungrantimorechealla fineionondovessiassumermiiltristeincarico dicondurreilmioamicoalmanicomio.Questo timorediventcertezzapermelamattinaincui ricevei un biglietto di Enrico che mi diceva: Vieni!. E, per precauzione, mi feci portare lass da una carrozza chiusa, che, caso mai, avrebbepotutoservireaquelloscopo. Primadiintrodurminellaboratorio,nonso come chiamare la stanza dov'egli faceva l'esperimento Enrico volle spiegarmi la ragionepercuiavevasceltoNapoli,enonun altro paese, pel suo tentativo. Anche gli elementali sentono l'influsso del clima, dell'ambiente;elui,meridionale,volevacrearsi una donna meridionale, forse in omaggio al proverbio:moglieebuoideipaesituoi. Eradivenutopiscarno,pipallido;enel suonodellavoceeneltremitodituttalapersona apparivaunastraordinariaconcitazionenervosa. Tusoffriglidissi. Unpo'!Partedellamiavitalitsitrasfusa nell'opera mia. Vieni; ma non fare bruschi movimenti,eparlaabassissimavoce.Stupirai. Lastanzamiparvealbuio.Poicominciaia distinguere la luce dei vetri rosso cupi di parecchielanterne,e,finalmente,inunangolo, aguzzando lo sguardo, potei discernere una forma biancastra, vaporosa, che oscillava lentamenteperaria. Eccola!misussurrall'orecchio.

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Sembravalaproiezionediunabellastatua rappresentante una dormente, fatta col mezzo dellalanternamagica,sulnerodeldrappoche rivestiva le pareti e la volta. Se non che quel corpoavevaunatrasparenzamaggiorediquella dell'alabastro;ederacoslieve,cheinostrifiati bastavano a imprimergli un movimento di ondulazione.Sispostavaapocoapoco,girando attorno;equandopassavadavantiaunodiquei vetrirossidellelanterne,sicolorivadiunrosso tenero, inesprimibile. Ci fu un momento che essomipasscosvicinoecoslentamente,da permettermi di scorgere quella specie di involucrosottolissimochelotenevachiusoelo proteggevadalleimpressioniesterne. Tutto questo deve solidificarsi. Occorreranno altri due mesi prima ch'ella si svegliallavitaerompal'involucroelementale. Credevodisognare.Mailamiaragioneeil mio scetticismo erano stati messi a pi dura prova! AvrtutteleperfezionimidisseEnrico uscendodil.Hovolutoincarnareilpialto ideale di donna che mente umana possa concepire.Esarmiaem'amer,comeioamo mestesso;partedime,elapieletta!. Due mesi dopo, il gran portento era compiuto. Quella creatura incredibile aveva rotto l'involucro elementale, e si era come destata da un lungo sonno. I suoi occhi non potevanotollerarelalucevivadelgiorno;tuttii suoi sensi erano incerti nelle loro funzioni, similiaquellidiunneonato.Mapochigiorni bastaronoperchiononpotessipidistinguere lei da qualunque altra donna che avesse raggiunto l'et di vent'anni. Che incanto per! Chefreschezzadicarnagioneeditinte!Anche Enricosembravaringiovanito.Oh,erafelice! Iomisentivocossconvoltodaquellarealt che non potevo pi negare, da sembrarmi, in certimomenti,diesseresulpuntodiperderela ragione. Fortunatamente cominciai a riflettere che quel portento, se era avvenuto e come resistereallatestimonianzadituttiimieisensi? se era avvenuto, bisognava crederlo un fatto naturale simile a tanti altri che l'abitudine di ognigiorno,diogniminuto,cifastimaremeno

miracolosi,menostupefacenti! Egiinvidiavolafelicitdelmioamico... Ahim!Nluinioavevamoprevedutoche sipossonospingere,s,finooltrecertilimitile forzedellanatura,manonmairidurlediverse da quel che sono. Egli aveva potuto creare, infatti,unadonnaidealeperfetta,mainquesta creaturasieraincarnatal'ideasuperlativadella donnacoipregiecoidifettichenecostituiscono l'essenza.PerciinEval'avevachiamatacos tuttoerariuscitoestremo;emaidonnaordinaria aveva accumulato in s tanto orgoglio, tanta vanit, tanta leggerezza, tanta tenerezza, tanta sensualit,tantagelosia,tantacaparbiet,tanta elevatezzaetantamiseria,darenderlaadirittura insopportabile! Il povero mio amico ne fu spaventato. Dopo sei mesi egli odiava la sua creatura,egipensavaalmododidisfarsene. Commetterestiundelitto!glidissi. Nehogicommessounoassaimaggiore esclamviolentandolanatura!. Abbandonacosteiallasuasorte!. No!. Eragelosochealtripotessepossederla. E,ungiorno,micondusseacasasua. Non ho mai assistito a spettacolo pi spaventevoleepitriste. Labellacreaturaeragiridottadinuovo formavaporosa,evanescente.Tuttelesupreme angosce dell'agonia ne scomponevano il bellissimoviso;gliocchismortinuotavanogi nell'ultimosonno,sottol'influssodiunpotere omicida altrettanto forte quanto quello che l'avevaevocataallavita. EnricoStrizzientratoinunconventodi fratitrappistivimeditaancora,nelsilenzio,la vanit della scienza e attende, espiando, la morte!

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UNOSPIRITOINUNLAMPONE
diIginioUgoTarchetti.

AnchediIginioTarchettiabbiamoparlatonel precedente numero dello Zibaldone. Qui aggiungiamo che lo scrittore si arruol giovanissimo nell'esercito e partecip alla repressione di quello che stato definito impropriamente'brigantaggio',perdesignarela rivolta delle popolazioni del Sud che non accettarono l'occupazione piemontese senza combattere. Di certo l'esperienza avuta in Calabria, e pi probabilmente una leggenda locale,glisuggerironol'ideadiquestoracconto. La prosa, anche in questo caso, quella dell'epoca e non si intervenuto ad alterare alcunchdeltestooriginale. Nel1854unavvenimentoprodigiosoriempdi terrore e di meraviglia tutta la semplice popolazione d'un piccolo villaggio della Calabria. Mi attenter a raccontare con quanta maggior esattezza mi sar possibile, questa avventura meravigliosa, bench comprenda esser cosa estremamente difficile l'esporla in tutta la sua veritecontuttiisuoidettaglipiinteressanti. Il giovine barone di B. duolmi che una promessaformalemivietidirivelarneilnome avevaereditatodapochiannilariccaedestesa baroniadelsuoavopaterno,situatainunodei puntipiincantevolidellaCalabria.Ilgiovine eredenonsieraallontanatomaidaqueimontis ricchidifruttetiediselvaggiume;nelvecchio manieredellafamiglia,cheuntempoerastato

MadameBlavatsky

un castello feudale fortificato, aveva appreso dalpedagogodicasaiprimierudimentidello scrivere,einomiditreoquattroclassicilatini dicuisapevacitareall'occorrenzaalcunidistici benconosciuti.Cometuttiimeridionaliaveva lapassionedellacaccia,deicavalliedell'amore trepassionichespessosembranocamminare diconservacometrebuonipuledridiposta potevale appagare a suo talento, n s'era mai datounpensierodipi;nonavevaneppurmai immaginato che al di l di quelle creste frastagliatedegliAppenninivifosserodeglialtri paesi,deglialtriuomini,edellealtrepassioni. Del resto siccome la sapienza non uno dei requisitiindispensabiliallafelicitanziparci l'opposto il giovine barone di B. sentivasi perfettamente felice col semplice corredo dei suoidistici;enoneranomenofeliciconluii suoidomestici,lesuedonne,isuoilimieri,ele suedodicilivreeverdiincaricatediprecederee seguirelasuacarrozzadigalanellecircostanze solenni. Unsolofattoluttuosoaveva,alcunimesiprima dell'epocaacuirisaleilnostroracconto,portata la desolazione in una famiglia addetta al servigio della casa e alterate le tradizioni pacifiche del castello. Una cameriera del barone,unafanciullachesisapevaavertenute tresche amorose con alcuni dei domestici, era sparitaimprovvisamentedal villaggio; tutte le ricerche erano riuscite vane; e bench pendessero non pochi sospetti sopra uno dei guardaboschi giovine d'indole violenta che eranostatountempoinvaghito,senzaesserne corrispostoquestisospettieranopoiinrealt cos vaghi e cos infondati, che il contegno calmo e sicuro del giovane era stato pi che sufficienteadisperderli. Questa sparizione misteriosa che pareva involgere in s l'idea di un delitto, aveva rattristatoprofondamentel'onestobaronediB.; ma a poco a poco egli se n'era dimenticato spensierandosi coll'amore e colla caccia: la gioja e la tranquillit erano rientrate nel castello; le livree verdi erano tornate a darsi buon tempo nelle anticamere; e non erano trascorsi due mesi dall'epoca di questo avvenimentochenilbarone,nalcunode'suoi domesticisiricordavadellasparizionedella

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fanciulla. Eranelmesedinovembre. Un mattino, il barone di B. si svegli un po' turbatodauncattivosogno,sicaccifuoridel letto,spalanclafinestra,evedendocheilcielo era sereno,e chei suoi limieri passeggiavano immalinconitinelcortileeraspavanoallaporta peruscirne,disse:"Voglioandareacaccia,io solo; vedo laggi alcuni stormi di colombi selvaticichesisondatilapostanelseminato,e sperochenesalderannoilcontocollepenne." Fatta questa risoluzione fin di abbigliarsi infilz i suoi stivali impenetrabili, si butt il fucile ad armacollo, accomiat le due livree verdi che lo solevano accompagnare e usc circondatodatuttiisuoilimieri,iqualiagitando la testa, facevano scoppiettare le loro larghe orecchie,eglisicacciavanoadognimomento tralegambeaccarezzandocollelunghecodei suoistivaliimpenetrabili.

Il barone di B. si avvi direttamente verso il luogo ove aveva veduto posarsi i colombi selvatici.Eranell'epocadelleseminagioni,enei campi arati di fresco non si scorgeva pi un arbustoodunfilod'erba.Lepioggedell'autunno avevanoammollitoilterrenopermodo,cheegli affondava nei solchi fino al ginocchio, e si vedevaadognimomentoinpericolodilasciarvi unostivale.Oltreaciicani,nonassuefattia quelgeneredicaccia,rendevanovanatuttala strategia del cacciatore, e i colombi avevano appostate qua e l le loro sentinelle avanzate, precisamente come avrebbe fatto un bravo reggimentodellavecchiaguardia

imperiale. Stizzito da questa astuzia, il barone di B. continu nondimeno a perseguitarli conmaggioreaccanimento,quantunquenongli venisseromaialtirounasolavolta;esentivasi stanco esopraffattodalla sete,quandovide l pressoinunsolcounapianticellarigogliosadi lamponicaricadifruttimaturi. Strano!disseilbarone,unapiantadilamponi in questo luogo... e quanti frutti! come sono belliematuri! E abbassando la focaja del fucile, lo colloc pressodis,sisedette;espiccandoadunaad una le coccole del lampone, i cui granelli di porporaparevanocomeargentatigraziosamente dibrina,estinse,comepotmeglio,laseteche avevaincominciatoatravagliarlo. Stette cos seduto una mezz'ora; in capo alla quale si accorse che avvenivano in lui dei fenomenisingolari.

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Il cielo, l'orizzonte, la campagna non gli parevano pi quelli; cio non gli pareano essenzialmente mutati, ma non li vedeva pi colla stessa sensazione di un'ora prima; per servirsid'unmododidirepicomune,nonli vedevapicoglistessiocchi. Inmezzoa'suoicaniven'eranotalunichegli sembrava di non aver mai veduto, e pure riflettendocibene,liconosceva;senoncheli osservava e li accarezzava tutti quanti con maggior rispetto che non fosse solito fare: parevagliincertomodochenonnefosseegliil padrone, e dubitandone quasi, si prov a chiamarli:Azor,Fido,Aloff!Icanichiamatigli si avvicinarono prontamente, dimenando la coda.Menomale,disseilbarone,imieicani

sembrano essere proprio ancora i miei cani... Masingolarequestasensazionecheprovoalla testa, questo peso.... E che cosa sono questi stranidesiderichesento,questevolontchenon homaiavute,questaspeciediconfusioneedi duplicitcheprovointuttiimieisensi?Sareiio pazzo?...Vediamo,riordiniamolenostreidee.... Lenostreidee!Sperfettamente....perchsento che queste idee non sono tutte mie. Per... prestodettoriordinarle!Nonpossibile,sento nel cervello qualche cosa che si disorganizzata, cio... dir meglio... che si organizzato diversamente da prima... qualche cosadisuperfluo,diesuberante;unacosache vuolfarsipostonellatesta,chenonfamale,ma chepurespinge,urtainmodoassaipenosole pareti del cranio.... Parmi di essere un uomo doppio. Un uomo doppio! Che stranezza! E pure... s, senza dubbio... capisco in questo momentocomesipossaessereunuomodoppio. Vorrei sapere perch questi anemoni mezzo fradiciperlepiogge,aiqualinonhomaibadato invitamia,adessomisembranocosbelliecos attraenti...Checolorivivaci,cheformasemplice egraziosa!Facciamoneunmazzolino. Eilbaroneallungandolamanosenzaalzarsi,ne colsetreoquattroche,cosasingolare!siposein senocomelefemmine.Manelritrarrelamano a s, prov una sensazione ancora pi strana; voleva ritrarre la mano, e nel tempo stesso voleva allungarla di nuovo; il braccio mosso come da due volont opposte ma ugualmente potenti, rimase in quella posizione quasi paralizzato. MioDio!disseilbarone;efacendounosforzo violentouscdaquellostatodirigidit,esubito osserv attentamente la sua mano come a guardare se qualche cosa vi fosse rotto o guastato. Perlaprimavoltaegliosservallorachelesue manieranobreviebenfatte,cheleditaerano pieneefusolatecheleunghiedescrivevanoun ellissiperfetto;el'osservconunacompiacenza insolita;siguardipiedievedendolipiccolie sottili,nonostantelaformaunpo'rozzade'suoi stivaliimpenetrabili,neprovpiacereesorrise. Inquelmomentounostormodicolombisi

innalzdauncampovicino,evenneapassargli d'innanzialtiro.Ilbaronefasollecitoacurvarsi, adafferrareilsuofucile,adinarcarneilcane, ma...cosaprodigiosa!inquell'istantesiaccorse che aveva paura del suo fucile, che il fragore dello sparo lo avrebbe atterrito; ristette e si lasci caderl'armadimano,mentreunavoce internaglidiceva:chebegliuccelli!chebelle pennechehannonelleali!...miparechesieno colombiselvatici... Perl'inferno!esclamilbaroneportandosile maniallatesta,iononcomprendopinulladi mestesso...sonoancoraio,ononsonopiio?o sonoioedunaltroaduntempo?Quandomaiio hoavutopauradisparareilmiofucile?quando maihosentitotantapietperquestimaledetti colombi che mi devastano i seminati? I seminati!Ma...veramenteparmichenonsieno pimieiquestiseminati..Basta,basta,torniamo alcastello,sarforseeffetto diunafebbrechemipasser buttandomialetto. Efeceattodialzarsi.Main quelloistanteun'altravolont cheparevaesistereinluilo sforz a rimanere nella posizione di prima, quasi avesse voluto dirgli: no, stiamo ancora un poco seduti. Ilbaronesentcheannuivadi buongradoaquestavolont, poichdallosvoltodellaviachefiancheggiava il campoera comparsa unabrigata digiovani lavoratori che tornavano al villaggio. Egli li guard con un certo senso di interesse e di desideriodicuinonsapevadarsiragione;vide cheveneeranoalcuniassaibelli;equandoessi gli passarono d'innanzi salutandolo, rispose al loro saluto chinando il capo con molto imbarazzo, e si accorse che aveva arrossito comeunafanciulla.Allorasentchenonaveva pi alcuna difficolt ad alzarsi, e, si alz. Quando fu in piedi gli parve di essere pi leggierodellousato:lesuegambeparevanoora ingranchite, ora pi sciolte; le sue movenze erano pi aggraziate del solito, quantunque fosseropoiinrealtlestessemovenzediprima, e gli paresse di camminare, di gestire, di dimenarsi,comeavevafattosempreperlo

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innanzi. Feceattodirecarsiilfucileadarmacollo,mane prov lo stesso spavento di prima, e gli convenne adattarselo al braccio, e tenerlo un pocodiscostodallapersona,comeavrebbefatto un fanciullo timoroso. Essendo arrivato ad un puntoincuilaviasibiforcava,sitrovincerto per quale delle due strade avrebbe voluto avviarsialcastello.Tutteedueviconducevano delparo,maeglierasolitopercorrernesempre unasola:oraavrebbevolutopassareperuna,e ad un tempo voleva passare anche per l'altra: tent di muoversi, ma riprov lo stesso fenomeno che aveva provato poc'anzi: le due volontcheparevanodominarlo,agendosudi luicollastessaforza, si paralizzarono reciprocamente, resero nulla la loro azione: egli rest immobile sulla via come impietrito, come colpito da catalessi. Dopo qualche momento si accorse che quello stato di rigidit era cessato, che la sua titubanzaerasvanita,esvolt perquelladelle duestradecheerasolitopercorrere.Nonaveva fatto un centinaio di passi che s'abbatt nella moglie del magistrato la quale lo salut cortesemente. Daquandoinqua,disseilbaronediB.iosono solito a ricevere i saluti della moglie del magistrato?Poisiricordcheeglierailbarone diB.,cheeglierainintimaconoscenzacolla signora,esimeraviglidiessersirivoltaquesta domanda. Pocopiinnanzisiincontrinunavecchiache andava razzolando alcuni manipoli di rami secchilungolasiepe. Buond,Caterina,ledisseegliabbracciandola, ebaciandolasulleguance;comestate?avetepoi ricevutonotiziedivostrosuocero? Oh!Eccellenza....quantadegnazione...

esclam la vecchia, quasi spaventata dalla insolitafamigliaritdelbarone,ledir... Mailbaronel'interruppedicendole:Percarit, guardatemibene,ditemi:sonoancoraio?sono ancorailbaronediB.? Oh,signore!...diss'ella. Egli non stette ad attendere altra risposta, e prosegulasuastrada,cacciandosilemaninei capelli, e esclamando: io sono impazzito, io sonoimpazzito. Gliavvenivaspessolungolaviadiarrestarsia contemplareoggettiopersonechenonavevano maidestatoinluiilminimointeresse,evedeali sotto un aspetto affatto diverso di prima. Le belle contadine che stavano sarchiando nei campi coll'abito rimboccato fin sopra il ginocchio, non avevano pi per lui alcuna attrattiva,eleparevanorozze,sciatteesguaiate. Gettandoacasounosguardosu'suoilimieriche lo precedevano col muso basso e colla coda penzoloni,disse:"T!Visirchenonavevache duemesiadessosembraaverneottosuonati,e s'cacciatoancheluinellacompagniadeicani scelti." Mancavanglipochipassiperarrivarealcastello, quandoincontralcunide'suoidomesticiche passeggiavano ciarlando lungo la via, e, cosa singolare! li vedeva doppi; provava lo stesso fenomenootticochesiottieneconvergendotutte eduelepupilleversouncentrosolo,permodo d'incrociarne la visuale; se non che egli comprendevachelecausadiquestofenomeno eranoaffattodiversedaquelle;poichvedeali bens doppi, ma non si rassomigliavano totalmentenellaloroduplicit;vedealicomese vi fossero in lui due persone che guardassero perglistessiocchi. E questa strana duplicit incominci da quel momento ad estendersi su tutti i suoi sensi; vedevadoppio,sentivadoppio,toccavadoppio; e, cosa ancora pi sorprendente! pensava doppio.Cio,unastessasensazionedestavain luidueidee,equestedueideevenivanosvolte dadueforzediversediraziocinio,egiudicateda duediversecoscienze.Parevagliinunaparola chevifosseroduevitenellasuavita,madue viteopposte,segregate,dinaturadiversa;due vitechenonpotevanofondersi,echelottavano per contendersi il predominio de' suoi sensi d'ondeladuplicitdellesuesensazioni.

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Fu per ci che egli vedendo i suoi domestici, conobbebenscheeranoisuoidomestici;ma cedendo ad un impulso pi forte, non pot a meno di avvicinarsi ad uno di essi, di abbracciarlocontrasportoedidirgli:oh!caro Francesco,gododirivedervi;comestate?come sta il nostro barone? e sapeva benissimo di essereegliilbaronediteglichemirivedrfra pocoalcastello. I domestici si allontanaronosorpresi; e quello tralorocheeranestatoabbracciato,dicevatrase stesso:iomispezzereilatestapersaperese,o senonveramenteilbaronechemihaparlato. Iohogiintesoaltrevoltequelleparole...non so... ma quella espressione... quell'aspetto... quell'abbraccio...certo,nonlaprimavoltache iofuiabbracciatoinquelmodo.Epure...ilmio degnopadronenonmihamaionoratoditanta famigliarit. Pochipassipiinnanzi,ilbaronediB.videun pergolato che s'appoggiava ad un angolo del recintod'ungiardino,permodochequandoera coperto di foglie doveva essere affatto inaccessibile agli occhi dei curiosi. Egli non pot resistere al desiderio di entrarvi, quantunquevifosseinluiun'altravolontche l'incitavaadaffrettarsiversoilcastello.Cedette al primo impulso, e appena sedutosi sotto la pergola, sent compiersi in s stesso un fenomenopsicologicoancorapicurioso. Unanuovacoscienzasiforminlui:tuttalatela diunpassatomaiconosciutosidistesed'innanzi asuoiocchi:dellememoriepureesoavidicui egli non poteva aver fecondata la sua vita vennero a turbare dolcemente la sua anima. Eranomemoriediunprimoamore,diunaprima colpa;madiunamorepigentileepielevato che egli non avesse sentito, di una colpa pi dolce e pi generosa che egli non avesse commesso.Lasuamentespaziavainunmondo diaffettiignorato,percorrevaregionimaiviste, evocavadolcezzemaiconosciute. Nondimeno tutto questo assieme di rimembranze, questa nuova esistenza che era venuta ad aggiungersi a lui, non turbava, non confondevalememoriespecialidellasuavita.

Una linea impercettibile separava le due coscienze. Il barone di B. pass alcuni momenti nel pergolato, dopo di che sent desiderio di affrettarsi verso il villaggio. E allora le due volontagendosudiessocollostessoaccordo, egli ne sub unimpulsocos potente che non pot conservare il suo passo abituale, e fu costrettoadarsiadunacorsaprecipitosa. Queste due volont incominciarono da quell'istanteadominarsieadominarloconpari forza.Seagivanod'accordo,imovimentidella suapersonaeranoprecipitati,convulsi,violenti; seunataceva,eranoregolari;seeranocontrarie, imovimentivenivanoimpediti,edavanoluogo adunaparalisichesiprotraevafinoachelapi potentediessaavessepredominato.

qualchecosainque'suoiatti,enonsapevano che cosa fosse. Ne erano per impaurite e pensierose. Giunto al castello si arrest; entr nelle anticamere;baciadunaadunalesue cameriere;strinselamanoallesuelivreeverdi, esibuttalcollodiunadiessecheaccarezz conmoltatenerezza,eacuidisseparolecolme dipassioneediaffetto. A quella vista le cameriere e le livree verdi fuggirono,ecorserourlandoarinchiudersinelle lorostanze. AllorailbaronedB.salaglialtripiani,visit tuttelesaledelcastello,eessendogiuntoalla suaalcova,sibuttsulletto,edisse:"Iovengoa dormire con lei, signor barone." In quell'intervallo di riposo, le sue idee si riordinarono,eglisiricorddituttocichegli era avvenuto durante quelle due ore, e se ne sentatterrito;manonfucheunlampoegli ricaddebenprestoneldominiodiquellavolont chelodirigevaasuaposta. Torn a ripetersi le parole che aveva dette poc'anzi;"Iovengoadormireconlei,signor

Mentreeglicorrevacosversoilcastello,uno de'suoidomesticilovide,etemendodiqualche sventura,lochiam pernome.Ilbaronevolle arrestarsi, ma non gli fu possibile; rallent il passoesifermbensperqualcheistante,ma ne segu una convulsione, un saltellare, un avanzarsieunretrocedereasbalzipermodoche sembrava invasato, e gli fu gioco forza continuarelasuacorsaversoilvillaggio. Il villaggio non pareagli pi quello, parevagli chenefossestatoassentedamoltimesi:vide che il campanile della parrocchia era stato riattatodifresco,equantunquelosapesse,gli sembravatuttaviadinonsaperlo. Lungolastradasiabbattinmoltepersoneche sorpresediquelsuocorrere,loguardavanocon attidimeraviglia.Eglifacevaatuttedicappello, benchcomprendessechenoldoveva;equelle rispondevangli togliendosi i loro berretti, e meravigliando di tanta cortesia. Ma ci che sembrava ancora pi singolare era che tutte quelle persone consideravano quasi come naturalequelsuocorrere,quelsuosalutare;e parevalorodiavertravisto,intuito,compreso

barone."Edellenuovememoriesisuscitarono nellasuaanima;eranomemoriedoppie,ciole rimembranze delle impressioni che uno stesso fatto lascia in due spiriti diversi, ed egli accoglievainstutteeduequesteimpressioni. Talirimembranzepernoneranosimiliaquelle che aveva gi evocato sotto la pergola; quelle erano semplici, queste complesse; quelle lasciavano vuota, neutrale, giudice una parte dell'anima;questel'occupavanotutta:esiccome eranorimembranzediamore,eglicompresein quelmomentochecosafosselagrandeunit, l'immensa complessivit dell'amore, il quale essendonelleleggiinesorabilidellavitaun

sentimento diviso fra due, non pu essere compreso da ciascuno che per met. Era la fusionepienaecompletadiduespiriti,fusione dicuil'amorenoncheunaaspirazione,ele dolcezzedell'amoreun'ombra,un'eco,unsogno di quelle dolcezze. N potrei esprimere meno confusamente lo stato singolare in cui egli si trovava. Pass cos circa un'ora, scorsa la quale si accorsechequellavoluttandavascemando,e che le due vite che parevano animarlo si separavano.Discesedalletto,sipasslemani sul viso come per cacciarne qualche cosa di leggiero...unvelo,unombra,unapiuma;esent cheiltattononerapiquello;gliparvechei suoi lineamenti si fossero mutati, e prov la stessasensazionecomeseavesseaccarezzatoil visodiunaltro. V'era l presso uno specchio e corse a contemplarvisi.Stranacosa!Nonerapiegli;o almeno vi vedeva riflessa bens la sua immagine, ma vedeala come fosse l'immagine diunaltro,vedevadueimmaginiinuna.Sotto l'epidermide diafana della sua persona, traspariva una seconda immagine a profili vaporosi,instabili,conosciuti.Eciglipareva naturalissimo,percheglisapevachenellasua unitvieranoduepersone,cheerauno,mache eraanchedueaduntempo. Allontanandolosguardodalcristallo,videsulla parete opposta un suo vecchio ritratto di grandezza naturale, e disse: "Ah! questo il signorbaronediB...Comeinvecchiato!"E tornacontemplarsinellospecchio. Lavistadiquellatelaglifecealloraricordare che vi era nel corridoio del castello un immagine simile a quella che aveva veduto poc'anzi trasparire dalla sua persona nello specchio, e si sent dominato da una smania invincibile di rivederla. Si affrett verso il corridoio. Alcunedellesuecamerierechevipassavanoin quell'istante furono prese da uno sgomento ancora pi profondo di prima, e corsero fuggendoachiamarelelivreeverdichestavano assembrate nell'anticamera, concertandosi sul dafarsi. Intantonelcortiledelcastellosieraradunato buonnumerodicuriosi:lanotiziadellefollie commessedalbaronesieradivulgatainun

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attimonelvillaggio,eviavevafattoaccorrereil medico,ilmagistratoedaltrepersoneautorevoli delpaese. Fudecisodientrarenelcorridoio.Ildisgraziato baronefutrovatoinpiedid'innanziadunritratto difanciullaquellastessacheerasparitamesi addietro dal castello in uno stato di eccitamento nervoso impossibile a definirsi. Eglisembravainpredaadunassaltoviolentodi epilessia;tuttalasuavitalitparevaconcentrarsi inquellatela;parevachevifosseinluiqualche cosachevolessesprigionarsidalsuocorpo,che volesse uscirne per entrare nell'immagine di quelquadro.Eglilafissavaconinquietudine,e spiccavasaltiprodigiosiversodilei,comene fosseattrattodaunforzairresistibile. Mailprodigiopimeravigliosoeracheisuoi lineamenti parevano trasformarsi, quanto pi egliaffissavaquellatela,edacquistareun'altra espressione.Ciascunapersonariconoscevabens inluiilbaronediB.,mavivedevaaduntempo unastranasomiglianzacoll'immagineriprodotta nelquadro.Lafollaaccorsanelcorridoiosiera arrestatacompresadaunpanicoindescrivibile. Che cosa vedevano essi? Non lo sapevano: sentivanoditrovarsid'innanziaqualchecosadi soprannaturale. Nessunoosavaavvicinarsi,nessunosimoveva; unospaventoinsuperabilesieraimpadronitodi ciascunodiessi:unbrividoditerrorescorreva pertuttelelorofibre... Ilbaronecontinuavaintantoadavventarsiverso il quadro; la sua esaltazione cresceva, i suoi profilisimodificavanosemprepi,ilsuovolto riproducevasemprepi,esattamentel'immagine dellafanciulla...egialcunepersoneparevano voler prorompere in un grido di terrore, quantunque uno spavento misterioso li avesse resi muti od immobili, allorch una voce si sollevimprovvisamentedallafollachegridava: "Clara!Clara!" Quel grido ruppe l'incantesimo. "S, Clara! Clara!"ripeteronounanimilepersoneradunate nel corridoio, precipitandosi l'una sull'altra versoleporte,sopraffattedaunterroreancora pi grande, e quel nome era il nome della fanciullasparitadalcastello,lacuiimmagine

erastatariprodottadallatela. Maaquellavoce,ilbaronediB.sispiccdal quadro, e si slanci in mezzo alla folla gridando:"Ilmioassassino,ilmioassassino!" Lafollasisparpagli,esidivise.Unuomoera interrasvenutoquellostessocheavevagridato il giovane guardaboschi su cui pendevano sospettiperlasparizionemisteriosadiGiara. Ilbarone diB.fatrattenutoa forza dalle sue livreeverdi.Ilguardaboschirinvenutodomand delmagistrato,cuiconfessspontaneamentedi averuccisalafanciullainuneccessodigelosia, ediaverlasotterratainuncampo,precisamente in quel luogo dove, poche ore innanzi, aveva vedutolosfortunatobaronesedersiemangiare lecoccoledellampone. FudatasubitoalbaronediB.unafortedosedi emetico che gli fece rimettere i frutti non digeriti,eloliberdallospiritodellafanciulla. Il cadavere di essa, dal cui seno partivano le radicidellampone,fudissotterratoericevette sepolturacristiananelcimitero. Il guardaboschi, tradotto in giudizio, ebbe condannaadodiciannidilavoriforzati. Nel 1865 io lo conobbi nello stabilimento carcerario di Cosenza che mi era recato a visitare. Mancavangli allora due anni a compiere la sua pena; e fu da lui stesso che intesiquestoraccontomeraviglioso.

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VIAGGIODIISTRUZIONE
diNeera

Anna Radius Zuccari, in arte Neera, fu una straordinariafiguradidonnaescrittrice,molto amatanellasuaepoca.NataaMilanonel1846, trascorse lunghi anni a Caravaggio. A causa dellaprematuramortedellamadrefucostretta ainterrompereglistudi,macinonleimpeddi raggiungerevettedicelebrit,tantochemolte sueoperefuronotradotteancheinfrancese,in tedescoeininglese.Intelligenzavivissimaeuno stilevenatoanchediumorismo,insiemeauna fineintrospezionedeisuoipersonaggi,nefanno una scrittrice ingiustamente condannata all'oblio,tuttadariscoprire.MoraMilanonel 1918. In questo godibilissimo racconto magistralmente narrato il rapporto scrittore/editore/lettore. Dal momento che Filarete Assioli ebbe licenziato per le stampe il suo romanzo "Inesorabilmente", non ebbe pi pace n di giorno n di notte. Di giorno appostava il procaccia, ansioso di ricevere dal suo editore una lettera che gli annunciasse l'edizione esaurita;dinottenonvedevachedonneideali curvesullenitidepaginedoveegliavevaposto tantapartedisestesso,dovepalpitavala

suaanimadigiovaneentusiastaconfinatanelle anguste pareti notarili di uno studiolo da villaggio.Malaletteradell'editorenonvenivae nessunafralecelesticreaturedeisuoisognisi decidevaaprenderevestemortalepercingergli lachiomacoll'allorodelvincitore. Il maggior cruccio di Filarete era quello di doversenestareneghittosocollemaniinmano mentre l'opera sua correva il mondo a briglia sciolta. Egli numerava tutte le citt d'Italia, i borghi dove il suo libro sarebbe apparso e le bellevetrinerilucentideilibrai,immaginandosi le persone che si fermavano di botto colpite dallatintasignoriledellacopertinasullaquale spiccava in caratteri bizzarri quel titolo enigmatico: "Inesorabilmente". Quante citt, quanti borghi, quante vetrine, quante persone! A non contarel'estero,dovepure il suo editore gli aveva promesso di mandarne qualche copia, quanti occhisieranogiposati sulleparolescrittedalui, sui suoi pensieri, sulle belle fantasie della sua mente cos a lungo carezzateechedovevano portare a' suoi fratelli il salutodiuncuorevergine assetato di bellezza ideale. Edunqueperchseterno silenzio?... Gli avevano detto(eraquestoforseil pisottileeilpicelatodeisuoidesideri)che gliautoriricevonotalvoltagrazioseletterinedi ignoti;speciedisorrisi,speciedibaci,speciedi fiori che la platea lancia all'artista preferito e chetrasportad'animaadanimanelmisterodella lontananza il calore benefico di una simpatia ricambiata. Oh! una forte e leale mano virile che a traverso poche parole di approvazione fossevenutaastringerelasuainquelmomento dibattaglia!Oh!unamaninalieve,graziosa,un po'tremante,chegliavessescritto....Checosa? Nonsapeva,nonvolevapensarlo,nontoccavaa lui;machequalcunoavesserispostoatuttii

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gridid'amoreedidolorecheavevamessonel suo libro come un disperato appello alla umanit,questo! La provincia, si sa, goffa. Non si aspettava nulladalnucleodipiccolipossidentifossilizzati infarmaciaattornoaibarattolidellacassia,n dallebeghinechefacevanolaspolafralacasae lachiesaintenteascacciare,peggiochemosche a luglio, ogni parvenza di idee nuove che ronzasse loro attorno. N il suo patrono, il notaio,avrebbepermessocheglisiparlassedi libriall'infuorideiclassici;nildottoreperla sua professione assorbente, n il segretario per la sua poca cultura, n il maestro per la sua dura cervice,ndonAnselmo per i suoi pregiudizi, nessuno,nessunopoteva intendere, amare, proteggereilsuolibro. In famiglia subivano il contraccolpo della prostrazione che finalmente aveva invaso l'anima candida di Filarete. La sua buona mammacheavevapidi ogni altro sognato e palpitatoinsiemeconlui, senzachiederenemmeno che cosa fosse quel sogno, lo guardava di sottecchi sospirando e raccomandandolo al Signore come fosse in pericolodivita;mailpadrecrollandolatesta forteeduradilavoratoresembravaappoggiare ad ogni colpo i pronostici gi fatti sul cattivo esitodellaspeculazione.Nonsapevachiamare conaltraparolalafolliadisuofigliocheaveva ridotto in carta inutile le poche economie raggranellateastento:cattivaspeculazione.Le sorellenonfiatavano. Ouf! fece una mattina Filarete tendendo i pugnialcielo,secontinuaquestaepidemiadi silenzio,misuicido.Intantoleggevanelle

gazzettecittadineilfervoredivitapulsantepi chemaiversolafinedell'anno;iteatriaperti,i negozi riforniti, il fiotto di persone che si riversava per le vie attardandosi fin sotto i riverberi della luce elettrica davanti alle bachecheseducenti.Ilmiolibrolpensava Filarete tutti lo hanno visto, molti senza dubbiolohannocomperato;losidiscute,losi loda,losiattaccaforse....equelcanedieditore nonmidicenulla! Correva con ansia febbrile alla pagina delle recensioni sempre sperando di trovare un articoloel'articolononc'era.Sierapreparato da tanto tempo a ricevere il trionfo con modestia,l'attaccoconfermezza,loscherno,se perdisgraziafossevenuto,condignit;etutti gliaccordipresiconsstessoriuscivanovani perch non era n ammirato, n attaccato, n schernito. Rifacevaalloranellasuamentetuttoilromanzo: comeeranato,comesierasvoltonelpigrande ardoredellaispirazione,comeloavevacurato perfarlomondodaogniimpropriet,conquale coraggio si era posto a sfrondarlo in diversi punti per renderlo pi snello, pi agile, pi alato,pidegnodiquelpubblicointellettualeal qualelodedicavaconunattoprofondodiumilt edifede.Egliscrivendoloavevapianto,aveva riso,sierainnalzatoalverticedellirismoedera scesoneipitorbidirecessidelcuoreumano. Tuttalavitacollesuepassioni,coisuoieroismi, collesueviltsiagitavaldentroec'eratanto pensiero da interessare il filosofo, tanto movimentodatenerdestal'attenzionedell'uomo di mondo, tanto amore tanto entusiasmo da cattivarsi ognicuorefemminile.Oh!ladonna intellettuale come doveva comprenderlo! Egli l'aveva veduta nei ritratti delle Riviste alla moda, nelle descrizioni di romanzi, nei cenni suggestivi dei giornali all'indomani di una premireodiunaconferenzacelebreel'aveva amataperlasuabellezzafattadiintelligenza, per la sua eleganza composta nei filtri pi misteriosidellagraziaedellasovranit.Eralei chevolevacommuovere,perchalleperleche cingevanoilsuocolloleggiadroegli,Filarete, avevasognatodiaggiungerelaperlavivadiuna lagrimastrappataaibellissimiocchi. Addiomamma,vado.Nonnepossopi.

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Cosilgiovaneautoresiaccomiatdallasua famigliainunmattinodidicembrelasciandosi dietroquellafreddacasa,quelfreddoborgoche gli gelavano il cuore e corse alla voragine ardentedellagrandecitt. Bisogna vedere, bisogna muoversi, bisogna impararepensavaFilaretefacendosistradain mezzo alla folla della capitale e porgendo un orecchioattentoaidiscorsicheudivacollavaga speranzadiafferrareideenuove,magariqualche rivelazione. Le donne soprattutto lo interessavanonelloronumerostragrande,nella varietdelleloroacconciature,nellascioltezza delle movenze che era l'indice di una raffinatezzaignotaalledonnedelsuopaese;ma fu poco fortunato perch a farlo apposta tutte quellecheseguperraccogliernela voce ele ideenonparlaronomaid'altrochedinastriedi stoffe. Col cuore che gli batteva Filarete entr nel negozio del suo editore che era anche libraio. Nonsieranomaivisti,ilcontrattoessendostato fatto per lettera, e lo scrittore novellino si apparecchiava ad un momento di grande commozione.Nonnefunullaper.L'editore libraiostavaravvolgendoinunfogliodicartaun libro sul quale Filarete fece scorrere l'occhio curioso.EralaGuidaperNizzaeMontecarlo cheunsignoreeleganteprese,pagesipose sottoilbraccio.Quandoegliebbeannunciatoil proprionome,illibraiochesieragirivoltoda un'altra parte per sgridare un ragazzo che gli guastavailgomitolodellacordicella,lperl,o chenonavesseintesobeneochelasuamente fossetroppolontana,nondiedeconnessunatto quella speciale dimostrazione di piacevole sorpresacheFilaretesiaspettavadalui.Questo piccolo fatto bast a sconcertarlo. Arross lievemente e ripet con dolcezza: Filarete Assioli,l'autoredi"Inesorabilmente". Ahah!...Piacere. Anzi, si figuri, il piacere mio, riprese Filaretecongrandepremura,sorridendo. Stettero mezzo minuto a guardarsi nel bianco degliocchi.L'editoredisse: E lei venuto per le feste? Magnifica occasione;lacittsitrovanelsuomomento

migliore.Abbiamounospettacolod'opera.... Ma no, ma no. Io Sono venuto per sapere comevailmioromanzo. Pronunciando queste parole le guance del giovane autore di rosa peonia che erano passaronoalrossofragola. Ilsuoromanzo?Nonvanienteaffatto. Ni....en....te? Affatto.Nevuolelaprova?Pietro(chiamil commesso) quante copie hai venduto di "Inesorabilmente"? Neppuruna,risposeilcommessosenzapiet. Esihacompassioneperquellichesirompono unagamba!Quarantagiornidilettoframorbidi guanciali,accarezzatidaiparenti,visitatidagli amici che recano fiori, dolciumi, giornali illustrati.... Ah! veramente il cuore fuori di posto. SiccomeFilaretebrancicavailbancocomeuno che malsireggein piedi, l'editoregliofferse unasediaconsufficientecordialit.

Prego, s'accomodi, non faccia complimenti. Un autore, qui, un poco in casa sua. Certo occorre abituarsi all'ambiente; nel nostro mestiere non sono tutte rose, anzi, al contrario.... Pietro, hai mandato "Aphrodite" allamarchesaLuparelli? Filarete si rimetteva a poco a poco. Sembrandogli che quel libraio in fondo non fosseuncattivouomosiarrischiadomandare: Leggonomoltolesignoredell'altasociet? Romanzi francesi, s, specie se sono di un certo genere.... Pare che sia alla moda perch nondomandanochequello. Mavisarannopureleintellettuali.... Intellettuali?... Non saprei. Vi sono le vecchie intellettuali abbonate tutte alla "Revuedesdeuxmondes"equantoalle

giovanisiservonodelgabinettodilettura dovesitrovaunpo'ditutto. Ilgabinettodilettura?Libriinprestito? S.Dueecinquantaalmese:trevolumiper settimana. Maquestobuonoperlecameriere!esclam Filarete. Parechevitrovinoillorotornacontoanchele signore perch serviamo a questo modo le migliori case. Duchessa Vallese, contessa di Sira, principi Belmondo, le signore Guttierez, Vicobelli, Altalena, della Buscaglia.... tutte clientidelgabinettodilettura.Quantovihadi meglioinfattodinobiltedifinanza. MatornadireFilaretedeltuttodisorientato questilibrichevannoinmanodichiunque,del bottegaio unto, del giovinastro avvinazzato, di personeacuiquellenobilidamenonvorrebbero a niun prezzo toccare un dito.... e in case sudicie, in letti ignoti... questi libri pieni di infezioniedimicrobi....suiqualiilvizioela malattia hanno posato misteriosamente le loro traccieinvisibili....questilibridellacomunite della miseria che non si sa di dove vengono, carichidifiatiedisputi....chenonsisadove andranno portando via l'effluvio del salotto elegantedoveposaronoungiornotraglioggetti intimiepicari....no,questilibrinonpossono soddisfare il gusto raffinato di quella parte di femminilit che tutte le altre donne guardano coninvidiaechenoipoeticollochiamocosalto nelnostroideale. Il libraio si strinse nelle spalle e rispose con fintabonomia: Che vuole, la vita cara. I guanti devono essere freschi tutti i giorni al pari dei fiori, i nastri si gualciscono, le trine si stracciano, i cappelli si sformano prima che finisca la stagione.Unabitoappenaappenadecentecosta due o trecento lire, le mantelline duecento, trecento, cinquecento, ottocento a seconda dei ricami. Converr che una signora vestita a questomodononpuportarescarpescalcagnate echeseversaunagocciadiprofumosulsuo fazzoletto non pu essere che una essenza da quindicilirelaboccetta.Allora naturaleche perfareunpo'dieconomiasipermettasolodue ecinquantaalmesediintellettualit. Casosingolarissimoindicembre,Filaretesi

sentivalafrontemadidadisudore.Egliseguiva oracolpensierolacorsamisteriosaefataledi queilibrieglisembravadiscorgereibacillidel tifo annidati tra le pagine sorgere e rampare lungo gli abiti eleganti di due otrecento lire, sullabiancamano,nellemorbidechiomechein sognoavevatantevoltebaciate.

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Edietroqueimicrobidaospedalequantialtri microbi ancora non catalogati, microbi di cancrene morali e di inaudite volgarit non vedeva egli corrompere le pi pure sorgenti delle sue illusioni! Stette cos qualche tempo assorto, dimenticato dal libraio che si affaccendava intorno a clienti migliori, finch approfittandodiunasostanelnegozioarrischi timidamenteun'altraosservazione: Egliscrittori?Essisonounafalange.Questi uominiintelligentinoncomperanomantellida cinquecentolirenprofumirari.Siinteressano benessiall'operaletterariadeiconfratelli. Ah!carosignore,gliscrittorinonleggonoche sestessi.ilmagrocompensochelororesta. Filarete ammutol. Inchiodato sulla sedia, in mezzo alle piramidi di libri che coprivano le pareti egli ne leggeva macchinalmente i titoli comesileggonoinuncimiteroleepigrafidelle lapidi.Tuttimortipensavaeppurequalcuno devepurvendersipoichillibraiovive. Quasigliavessedivinatoilpensiero,l'editore libraio prese l'iniziativa di altre spiegazioni e pigliando dallo scaffale or l'uno or l'altro volumevennecommentando: Ogni tanto capita un successo. Questo per esempio: "Mmoires d'une femme de chambre".Nonunadellemieclientisene

privata perch le due copie circolanti del gabinettodiletturanonbastavanoasoddisfare la curiosit di tutte. Anche "Quo Vadis" ha avutoasuotempounbelsuccessoper. S,anchequello.Vede,opretio....Civogliono questidueargomentiperfarfortuna.Ognunoha il suo pubblico speciale e in giornata si specializza tutto. Se lei scriver un altro romanzocipensiprima:opretio.... Filarete abbass il capo. Le ombre del crepuscolo invernale oscuravano gi la soglia del negozio; altre ombre si addensavano nell'anima sua. Era dunque stato inutile tanto amoreetantoardore? A un tratto l'ombra sulla soglia apparve pi cupa; una persona l'aveva ostruita in parte. Il commesso si affrett ad accendere la luce elettricafacendosiinnanziadungiovanechesi avanzavatimidamentesbirciandolafiladeilibri schieratisulbanco. Inchecosapossoservirla? L'incognito, portava un pastrano nero con bavero di velluto piuttosto usato e cappello a cencio schiacciato sull'occhio, mostr un leggero imbarazzo continuando a guardare

furtivamente le copertine. Finalmente disse a voce bassa, quella voce che tradisce immancabilmentelostatodellascarsella: Vorrei vedere il nuovo romanzo uscito:"Inesorabilmente"diFilareteAssioli. Comemainonsiaccorsedelgiovinechediede un balzo sulla sedia a due passi da lui? Il commesso strizz l'occhio da quella parte col faredichilasalungaeporseilvolume

richiesto.Allorasivideunapantomimacuriosa. Il nuovo arrivato, in piedi sotto la lampadina elettrica, sfogliava adagino le pagine introducendoilditoneifogliancoracongiunti pertentarediallargarelospiraglio,dandosegni diinteresse,dicuriosit,dipiacere;eFilarete dall'angolo semibuio dove si trovava abbandonatosullasediaseguivaconansiaogni movimento, ogni piega della fronte o delle labbra e cercava a sua volta di indovinare approssimativamente quale era il capitoloo il periodo che quello stava leggendo; quando lo vedeva sorridere si sentiva invaso da una straordinaria letizia e quando facevasi serio e attentotuttalasuaanimatrasmigravanelcorpo dellosconosciutoperscrutarnelesensazioni.A un certo punto il foglio chiuso da tutti i lati accrebbe la curiosit del lettore e diede a Filareteunbrividodifebbre. Ebbene, quanto costa? disse l'uomo dal pastranonero;eprimaancoracheilcommesso potesserispondere,avendogettatounosguardo sul dorso del volume, esclam terrorizzato: Quattrolire! Ilvolumehaquattrocentosessantapagine,si affrett a dire il commesso, l'edizione elegante,caratterinuovi.... Unavivacontrarietsiera diffusa intantosul volto dello sconosciuto; la sua tasca, quella tascacheavevagidatoiltonoallasuavocee che andava ora palpando malinconicamente modific d'un tratto i guizzi lieti della sua fisionomia. Depose il volume sul banco mormorando: Cipenser. Lasuavoceeraumile,scorata,mentreapassi incertisiavviavafuoridellasoglia. Filaretenonfececheunsalto.Loafferrperla manicadelneropastranoeconvoceancorapi umile,ancorapiscorata,gliposenellemaniil suo romanzo sospirando lieve:Lo accetti, la prego,loaccettiinomaggio....Sonol'autore.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.17

VannoinMaremma
diRenatoFucini.

RenatoFucini,notoancheconl'anagrammadi Neri Tanfucio, nacque a Monterotondo Marittimonel1843emoraEmpoli,nel1921. Medico mancato, avendo abbandonato ben prestolafacolt,silauresuccessivamentein Agrariamalasuapassioneeralaletteratura.I suoinumerosicomponimentipoeticinonchle raccoltediraccontiepoesie,glifruttaronouna cattedra di Belle Lettere a Pistoia e poi un incarico di Ispettore Scolastico. Nel 1916 fu nominatosociodell'AccademiadellaCrusca. I suoi racconti sono ambientati prevalentementenellaMaremmatoscanaenei paesidell'Appenninopistoiese,comequelloche presentiamo.Ladescrizionedeipersonaggidel racconto superlativa, un vero monumento a un'epocapassatadellaquale,per,rimangono ancorapropaggininellezonepidepressedel Paese.Ilfinalememorabile...cosasonoquelle cose? Questamelaraccontnelcantodelfcol'amico Raffaello, quella sera che m'invit a cena a mangiarelepappardellesullalepre. Il sei di dicembre dell'anno passato, te ne ricorderaiesenontenericordinonimporta, fece un tempo da diavoli. A guardare la montagna poi, era uno spavento; e anche di quaggi si sentiva la romba della bufera che mugolava frai castagni, mandando finoa noi qualche foglia secca insieme col sinibbio che strepitava sui vetri delle finestre come la grandine.Iosonfattopeggiodellegru:pi

cattivoiltempo,episentoilbisognod'essere ingiro.Evolliuscireconloschioppoincercadi qualcheanimale. Aunmezzomigliodacasa,sullaviamaestra, incontraiMasodelGallotuttoimbacuccato,elo fermaipersentiresesapevapuntibeccaccini. "Dio signore! sor Raffaello", mi disse soffiandosinellemani,"nonmifacciafermare; mipard'esserdiventatounpezzodimarmo." "Insegnamiunbeccaccino." "Cen'hounonellamadiachel'ammazzail'altra seraall'aspetto.Sevlquello,lovadaapigliare, maaltrinonnesodavvero." "Ocomemai?" "Odovelivltrovare,benedettolei,setutto unasperadighiaccio?Torni,torniindietro,ch piglierunmalanno.Manonlosentechelavoro questo?" Infattisiduravafaticaastarritti,tantaerala forza del vento gelato che, avendogli voltato contro le spalle, ci tormentava sbacchiandoci nel collo un nevischio duro e tagliente come vetro. Distrattodaunatruppadicinquepersonecheci passaronoaccanto,domandaiaMaso:"Oque' disgraziati?". "Son montanini; non li vede? Vanno in Maremma... Arrivederlo signora, in bocca al lupo; ma torni indietro, dia retta a un ignorante...br!..." Esiallontanlestolesto,battendoforteipiedi perriscaldarsi. Iorimasiunmomentoaguardareimpensierito queipoveridiavoli.Quellaeradicertounadi quellefamigliechenell'invernoemigranodalla montagna, snidate dal rigore della stagione e dallafame:ilbabbo,lamamma,dueragazzetti sotto i dodici anni e una bambina che, come seppidopo,neavevaottoappenacompiti. Ilbabbo,unomettosullacinquantina,basso,gi curvo,conlegambearoncolo,stavaavantialla piccola brigata, strascicandosi dietro faticosamenteisuoigravizoccoliconlesuola di legno alta tre dita; aveva in capo un berrettacciointignatodipelledivolpe,calzoni formatidicentotoppedialtrettanticolorisudici e sbiaditi, e giacchetta di mezza lana quasi nuova,disottoallaqualescaturivalalamad'una roncola e il manico d'una mannaretta raccomandateallacintola,etenevaperilferro

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.18

una scure, servendosene come di mazza. Col bastone si teneva sulla spalla sinistra un sacchettodicastagne. Dietroaluisubitovenivanoiduebambinivestiti press'apococomeilbabbo;conpiunastraccio dipezzolapassatasopraalberrettoelegatasotto lagolaperdifendersiilcollodallaneve. Ilprimo,conunombrelloneatracollatenutoda uno spago, se la rideva divertendosi a fare i passi lunghi dietro a quelli del babbo, mentre tiravaastrattemisurateilfratellominorechegli andavadietrofrignandoezoppicando,forsepei geloniammaccatidentrounpaiodiscarponida uomosfondatiesenzalegcciolo. Questopiccolodisgraziato,aforzadirasciugarsi il moccio e le lacrime con la manica della giacchetta, se l'era ridotta, fino al gomito, un cartocciodighiaccio.

Diecipassiaddietrovenivalamamma,pallida, smunta, impettita, con gli occhi a terra, camminando a ondate gravi come tutti gli abitanti delle montagne, la quale, avendo infilato il braccio sinistro nel manico d'un paniere, teneva la mano sotto al grembiule, e con l'altra quasi strascicava la bambina che, inciampando in tutti i sassi, le andava dietro comeunorsacchiotto,rinfagottatainunlacero giacchettone da uomo che le toccava terra. Avevaisuoidurizoccolettidilegno,elemani rinvoltatedentroadeglistraccifermatialpolso confilidiginestra. La strada doveva a loro sembrare in quel momento poco faticosa, perch il vento se li portavaquasiincolloelibalestravaoradiqua, ora di l dalla via, facendo schioccare come frusteque'po'dicencicheavevanoaddosso.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.20

"Vanno in Maremma!", aveva detto Maso. "Quando ci arriveranno? Come ci arriveranno?": questo chiedevo a me stesso, e non sapevo levar gli occhi da dosso a quel compassionevole gruppo che fra pochi minuti non avrei pi potuto scorgere attraverso alla nebbiadelnevischio. Volliandarglidietro,vollidiscorrerecolvecchio capofila,eaffrettandoilpasso,inpochisaltigli fuiaccanto. "Stagionaccia, galantuomo", dissi per attaccar discorso. "Bellanondavvero,signormio." "Andatemoltolontano?" "PerleMaremme." "Incheluogo?" "Talamone." Egli,vedendomifareunmovimentochevoleva dire un "perdio!" di quelli che chi li tiene in corpobravo,miguard,sorrise,econtinu: "Nonc'micapoitanto,sapete.Diquipasser pocolecentomiglia.Sivasusu,adagioadagio, coll'aiutodiDio,equest'altrasettimana,allapi lungasabato,s'arriva.Lastrada,nondubitare,la conosco bene; sono trentacinque anni che la faccio; la sorte m'ha sempre assistito, e per graziadelcieloeccomiqui.L'annopassatoci menai questo solo", disse, accennandomi con unaspallatailbambinochemisuravailpasso,il qualenelsentirsirammentareperseiltempoper guardarmi, e dando un inciampicone negli zoccolidisuopadre,andabattereilnasonel sacchettodellecastagnecheilvecchiotenevaa spalla."Cimenaiquestosolol'altr'anno.Finoa Grosseto,comeDiovolle,celafece;lpergli sisbucciunpiedeemitoccaportarmeloa cavalluccio... Son poche miglia di l a Talamone. Ma quest'anno, caro signore, m' toccatomenarlitutti." "latuafamigliaquesta?" "Questi due sono miei, sissignore; e quella bimbettalche,selaguardate,haott'annifiniti enonglisenedarebbeseida'granpatimentidi su'madrechenonglihamaivolutobene,d'un mi' fratello che anno di l mor alla macchia d'unaperniciosa.Misiraccomandtantocheci pensassi io, che quando la su' mamma quest'agosto riprese marito, non gliela volli lasciare;comecheavendoanchel'approvazione

delcurato,nonglielarendopi.EquellaZita, lami'moglie." "Buon giorno, sposa", risposi ad un saluto malinconicochemifececongliocchi,movendo appenalatesta. "E perch, dovendo condurre questi poveri piccini,nonseiandatocolvaporeoalmenocon unpo'dibarroccio?" "Cisareiandatovolentierianch'io,carosignore, con un bel barroccio che ci si va anche con poco",disseguardandomisgomento,"macome si fa? Se le cose andranno bene, state allegri ragazzi",dissevolgendosiaipiccini,"sivedrdi farneunpo'inbarroccioalritorno." "Pivolentieri",continuvolgendosidinuovoa me, "pi volentieri li avrei fatti restare tutti a casa;manonavevodalasciarglinulla,signore mio, nulla! nemmanco un po' di farina per isvernare." "Stabene;maperlaviacomelarimed?" "Sifaallameglio,adirloavoi;sivaallacarit diquesticontadini,e,perdirlagiusta,pochifin quimel'hannoricusatalacapannaperdormiree untozzerellodipane.Lciabbiamode'necci,"e miaccennilpanieredellamoglie,"equidentro ci ho delle castagne, che se non ci segue disgraziedidovercifermare,cibastaquasiper arrivarealposto." Detti un'occhiata al paniere, al sacchetto e a quellecinquefaccesofferenti,emisentiicorrere instintivamentelamanoalportafogli.Presiquel poco che mi parve, perch, tu lo sai, disgraziatamentehodapensaretroppoame,e accostatomialbambinomaggioreglidetticon cautela, perch non vedesse suo padre, un piccolofoglio.Miguardspaurito,guardquel cheavevanellamano,echiamandosuopadre incominciagridare: "O babbo! o babbo! guardate cosa m'ha dato questosignore!Ocos'?ocos'". "Digli "Dio vi rimeriti" a questo signore, Tonino;digli"Diovirimeriti"..." "Non importa, non importa. Addio, monello; buonviaggioebuonafortuna,galantuomo." "Altrettantoavoi,signore,estatefiero." Quandolamadre,cheavevamantenutoisuoi diecipassididistanza,mipassdavanti"Diovi

benedica!"midisse.Estettiqualchemomentoa vederli allontanare tra la bufera, che rammulinava la neve sempre pi gelata e pi folta,fischiandoattraversoglialberibrullidella via. QuiRaffaellos'interruppeperdireaGanoche buttasse un altro ciocco sul fuoco; poi, dopo esserrimastoqualchemomentocolcapobassoa pensare,lorialzperdomandarmi:"Chenesar stato?". L'AUTOREBENEVOLO
diMarkTwain.

Chiudiamolaseriedeiraccontidiiericos comel'abbiamoaperta:conunraccontobreve espietatodelgrandeMarkTwain.Lalezione moraleopportunochelatraiatedasoli.

Uno scrittore alle prime armi, giovane e povero, aveva tentato inutilmente di far pubblicare i suoi manoscritti. Alla fine, vedendosidifronteagliorroridellafame,fece presenteil suocaso a unoscrittorefamoso, implorandone i consigli e l'aiuto. Quell'uomo generoso mise subito da parte le proprie faccende e cominci a esaminare uno dei manoscritti disprezzati. Quand'ebbe finito la suabeneficaincombenza,strinsecordialmente lamanoalpoverogiovane,dicendo:Vedoche quic'delmerito;tornatedameluned. All'ora stabilita, il celebre autore, con un dolce sorriso, masenzadireniente,apruna rivistaancorafrescadistampa.Qualenon fu lostuporedelpoverogiovanenelriconoscere ilsuoarticoloinquellapaginastampata! Come potr mai, disse, cadendo in ginocchio e scoppiando in lacrime, dimostrare la mia gratitudine perunacos nobilecondotta! IlcelebrescrittoreerailfamosoSnodgrass; il povero giovane esordiente, cos salvato dall'oscuritedallafame,eraildipoinonmeno famoso Snagsby. Che un simile piacevole episodio ci ammonisca a prestare un

orecchio caritatevole a tutti i principianti bisognosidiaiuto. SEGUITO:. Lasettimanadopo,Snagsbyeradiritornocon cinquemanoscrittirespinti.Ilcelebreautorefu un pochettino sorpreso, perch con i libri il giovaneinangustieavevaavutobisognodiuna sola spintarella, a quanto sembrava. Comunque,sidiedeascavarefraquellecarte, sradicandoinutilifiorieripulendodiversiacri di sterpetidiaggettivi, equindi riusc afare accettareduedegliarticoli. Pass una settimana o gi di l, e il grato Snagsbyarrivconunaltrocarico. Ilcelebrescrittoreavevaprovatodentrodis unagranvampatadisoddisfazione,laprima volta che era felicemente riuscito a dare una provadiamiciziaalpoverogiovaneneiguai; econgrandecompiacimentosieraparagonato ai personaggi generosi dei libri; ma ora cominciava a nutrire il sospetto di avere scoperto qualcosa di nuovo, nel campo dei nobili episodi. Il suo entusiasmo inizi a raffreddarsi. Tuttavia, non se la sentiva di respingereilgiovanescrittoreinguaiatochesi aggrappavaaluicontantafiduciaetantabella semplicit.Bene,laconclusionedituttoquesto fu che il celebre autore si ritrov a dover sopportare di continuo il povero giovane principiante. Tutti i suoi sforzi discretiper scaricare quel fardello andarono a vuoto. Dovettedareconsigliquotidianiequotidiani incoraggiamenti; dovette continuare a fare accettare gli scritti dalle riviste, e poi a rattoppare i manoscritti per renderli presentabili. Quando finalmente il giovane aspirantecominciafarsistrada,raggiunsela celebrit con un salto improvviso, descrivendo la vita privata del celebre autore conunumorismocoscaustico, econ tanta precisionediparticolariscottanti,cheillibro ebbeunatiraturaenorme,ealcelebreautoresi spezzilcuoredallamortificazione.Colsuo ultimorespiro,eglidisse:Ahim,ilibrimi hanno ingannato; i libri non raccontano la storia tutta intera. Guardatevi dai giovani autori inguaiati,amicimiei. QuellicheIddio giudicameritevolidimoriredifamel'uomonon lidevepresuntuosamenteaiutare,perevitare cheglienevengamorteeperdizione.

Raccontidioggi.
Apriamolasezionededicataairaccontidioggi con una tenerissima storia di una madre coraggio.Intendernonpuchinonloprova, direbbe Dante di fronte a queste prove straordinarie di amore, e noi con lui. Ogni parola sarebbe superflua, ogni sentimento espressosarebbeinutilemerlettoall'abitodella verit. UNGIORNODISOLE (ovvero elogio delle persone con autismo che cercanodiabbattereimurierettidaglialtri. StoriadiRiccardo)
diSilviaMineo.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.22

LaPresideledeveparlare!tuonlavocedel bidello, appena Riccardo ed io giungemmo a scuola. Varco ogni giorno quella soglia con laria un po spaurita: mio figlio ha quella espressione sul viso perch autistico, io ho iniziato ad assumerla perch sono la mamma di un autistico.Ognigiorno,nellatestasiaccavallano sempreglistessiinterrogativi:Ilprofessoredi sostegno sar anche oggi in malattia? e lassistente(cheprestoandrviaperchilsuo contratto scade a febbraio) mancher anche lei? Ci saranno professori disponibili per supplire lassenza del professore? Con chi trascorrerlamattinamiofiglio? Accompagnare e lasciare a scuola un figlio disabile non la stessa cosa di lasciarne uno normale.

Lhovissutoconilmioprimogenito,pigrande diRiccardodidueanni.Dopoilsalutodiritoe mentreloguardavoallontanarsiperandareverso la sua classe, la sensazione era che il mio compito di genitore fosse terminato. Sarebbe ricominciato al suono della campanella dellultima ora. Era una lampadina che salvificamentesiaccendevaesispegneva. QuandolascioascuolaRiclalampadinanonsi spegnemaicontinuaalampeggiareanchea distanza. Maipotrei lasciarecheognicosaseguailsuo corso. Questasensazionecrescegiornodopogiorno, comelaconsapevolezzacheisuoidocentinon conoscononullariguardolautismo. Ogni bambino pu imparare, in un ambiente naturale, anche semplicemente mentre la maestra parla. Per un bambino con autismo, questo molto difficile. Ha bisogno che lambientechelocircondasiamodificatoeche letecnichediapprendimentosianostrutturate.Il linguaggio delle immagini e quello del corpo prendonosoventeilpostodellinguaggiodelle parole. Con un bambino con autismo bisogna sapersilasciareallespalleilsuperfluo,diventare leggeri, e concentrarsi solo sulle cose importanti.E,avolte,leparolenonservono. Ci vuole il coraggio di saper cambiare, di abbattere i muri dentro i quali spesso ci muoviamo,chenonsonosoloarchitettonici. Unbambinoconautismodiversoeallostesso tempougualeadognialtrobambino.Haanche luiildirittodiimparare,enonassolutamente sufficiente essere dei bravissimi docenti: necessario proporgli degli insegnamenti attraversoletecnichealuiaccessibili.Equello chesifaconlepersonenonudenti,usandoil linguaggiodeisegni.Nessunosisognerebbedi parlareadunnonudenteepretenderediessere sentitoinvece,quellochecomunementesi chiede ad un bambino con autismo comprendereunalinguadiversadallasua.Epoi molti si stupiscono se qualche bambino autisticoaggressivo! Quandounamammatentadimetterea

disposizionedellascuolailpropriovissutoela propria esperienza, cercando di prevenire dei problemicheconmoltaprobabilitpotrebbero verificarsi quando non si preparati ad accogliere unbambino conautismo, i docenti pensano di te che sei una persona pedante e alcuni si preoccupano che la loro professionalit sia messa in discussione, accettandoiconsiglidiunsemplicegenitore.Ci vienechiestodiaffidareallascuolainostrifigli 6giornisu7,per9mesilanno!Credocheper qualsiasi genitore questo richieda un grande atto di fiducia.Leportesichiudono, tuofigliostatraquellemurae tu non sei pi con lui. Non puoipifaredatramitetrail suomondoequellodeglialtri. E completamente in balia delleparolealtrui! Questascuolachecichiedela sua fiducia, spesso non d fiducia ai genitori! Veniamo visticomestraniesseriinuna terra di mezzo tra autismo e normalit.Forse,anchecome dei poveri disgraziati gravementeprovatidallavita, troppocoinvoltiemotivamente eperquestopocoattendibili. Perch non lo dovremmo essere emotivi e magari anche incazzati? A voltecisentiamocomedelletigriingabbia,con lapelleferita,espostaadunatempestadisale, maabbiamolostranodono,regalatocidainostri figli, di capire le situazioni attraverso pochi elementi. Anche su di noi, il linguaggio del corpoedelleimmagini,ha presoil postodel linguaggiodelleparole. E un po Il mito della caverna che si ripropone,conilsuoprigioniero,obbligato,nel passato,astareconlosguardorivoltoversoil fondo della caverna a guardare le ombre proiettate su di essa credendole lunica vera realt.Liberato,infine,conoscelaluceveradel sole,evorrebberaccontareaglialtriprigionieri chequellochelorocredevanorealeerasolouna proiezione,madifficilmente

LoZibaldonedelpoveroVic,pag23

sarebbe creduto, probabilmente non sarebbe capito,epresoperfolle. Sunoigenitoridibambinispecialipendeuna spada di Damocle, ovvero ci sentiamo in obbligodidoveresseresimpaticiaiprofessori, perch,senonaccettanonoi,comepotrebbero accettareinostrifigli?! Ci rivolgiamo a loro con il cuore tremante, cerchiamo di sfoderare il migliore dei nostri sorrisi e tentiamo di scrutare,tralepieghedelle loro espressioni, leffetto delle nostre parole. Ci rimane,sempre,ildubbiodi aver detto qualcosa di troppo o di sbagliato, nel tentativodiraccontareloroi nostriragazzi. Quando ci rendiamo conto di essere stati inascoltati e non ci rimane altro che metteredaparteilsorrisoe lottare, siamo visti come folli, come il prigioniero liberatodallacaverna. Quel giorno, Riccardo continuava a saltellare nervoso. Eravamo accomunati dallo stesso destino di dover attendere: io la Preside, lui qualcuno che lo avrebbeaccompagnatoinclasse. Finalmente la porta si apr e fui invitata ad accomodarmi nella stanza, mentre Riccardo raggiungevalasuaclasseaccompagnatodaun bidello. Erostataconvocataperconferiresullamodalit dinterazionedeglioperatoridiRiccardoconla scuola. Venivodaunesperienza,allascuolaelementare, piuttostopositiva.Linserimentoascuoladiun bambinoconautismononpuprescinderedalla collaborazione di professionisti specializzati. Istituzionalmente lorgano di riferimento lASL, ma, nella realt, la sua funzione prettamenteburocratica,poichilpersonale

sanitario numericamente scarso, insufficientemente formato e aggiornato, e oberatoda troppo lavoro.Accade, quindi, che questi professionisti specializzati sono quelli chesiriesceatrovareprivatamente,sesihala fortunadipoterselopermettere.Costrovaidelle psicologhe giovani e motivate. Queste furono accolte dalle maestre delle elementari come delle colleghe e dalla scuola con molta disponibilit, nonostante non rappresentassero alcun organo istituzionale. Per le maestre, collaborare con professionisti dellautismo, fu consideratounoccasionedicrescitaindividuale e professionale. Tutti gli obiettivi da far raggiungereaRiccardoeranopartecipatitrala scuola,lepsicologheelafamiglia.Quandosi verificava un problema era immediatamente condiviso e, insieme, si concordavano le strategie per arginarlo. Si crearono, insomma, quelle sinergie necessarie sia nel processo didattico,cheinquellodintegrazione,senzale qualiesenzalanecessariacontinuittrascuola, terapiaefamiglia,unbambinoautisticorischia diperdersi. PrimadiiscrivereRiccardoallascuolamedia, avevo parlato con il dirigente. Le avevo raccontatodelpercorsosvoltopressolascuola elementare e della necessit, per poterlo continuare,ditrovareunambientepocoformale e molto accogliente, in modo che le sue psicologhe avrebbero potuto continuare, con i nuovidocenti,illavorosvoltopressoilciclodi studiprecedente.Simostrcomprensiva certamente,questaunascuoladovesiamo statisempreapertidifrontealleproblematiche dei portatori di handicap. Qui c una gran sensibilit!, ma dalla sua adesione formale, subito dopo linizio della scuola, scaturirono pregiudizi e difficolt burocratiche, sorti, soprattutto per accondiscendere alle obiezioni dellinsegnante disostegno,ilqualenonavevaalcunavolonta confrontarsiconlepsicologhe. Perch dovrei parlare con loro?, esord al nostro primo incontro. Posso documentarmi sullautismoattraversointernet!,aggiunse. Avevoiniziato,quindi,aconsiderarelautismo come una magnifica cartina di tornasole: quandodavantiameavevounapersonachenon

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voleva mettersi in discussione e imparare, la cartina si colorava e questo nella scuola da quelmomentoaccadevaspesso. Mi chiese di accomodarmi con il suo solito sorriso. Buongiorno, mi scusi se lho disturbata, le volevodirechelapsicologadisuofiglionon puentrarenellaclasse. Mi avevano detto che avrebbero accettato la consulenza e la collaborazione da parte dei terapisti di Riccardo, per il suo inserimento scolastico,eadessolaPresidemistavadicendo chelapsicologanonpotevaentrareinclasseper condividereillavoroeconfrontarsiperunora conilprofessoredisostegno?! Eracometelefonarealdottore,dirglidiavereil maldipanciaevolereladiagnosiadistanza. Lascuolaitalianahaabolitolescuolespeciali legiferandosullintegrazione.Difatto,pernon ha attivato gli strumenti per affrontare linserimentodiunbambinoconautismo.Tutto relegatoallavolontdelsingoloprofessoree/o del dirigente scolastico. Solo in pochi casi, si assisteallavolontdinontrasformare,ilimiti oggettividelsistema,inlimitiumani. Quellochestavocercandodifareeradioffrire, io,ilserviziochelascuolamiavrebbedovuto dare, ovvero, la consulenza di professionisti dellautismo per agevolare linserimento scolasticodimiofiglio.Dalmiopuntodivista, perlascuolasarebbestata unopportunit,ma lapauradelcambiamentoedelconfrontosiera

insinuata. La preside continuava con il suo bla bla bla, ergendo barricate di parole, mentre io, fuori dallemuradellascuola,guardavotristementeun magnificosole.

Lo Zibaldone del povero Vic, pag. 25

Ognipersonaconautismoportatricedidoni speciali, ma solo per coloro che desiderano riceverli. Nonsocomesarebbestatalamiavitasenzail miostranoessereamettrailcieloelaterra. Mi ha insegnato lamore, il donarsi senza aspettarsi nulla in cambio, la felicit nelle piccole,infinitesime,cose. Estatolostimoloperimparareafarecosedi cuimaiavreisospettatodiesserecapace.Anoi tuttiinfamiglia,ciharesipifortiepiuniti. Milasciaincantatailpensareche unessere semplice chenonsacosasialipocrisia.Eil pigrandeesempiodiaperturaedisponibilit neiconfrontidituttelepersoneconognitipodi difetto, persino nei riguardi del suo insegnantedisostegno! Isuoisentimentisononitidi. Ecomeunmeravigliosoanimaleselvaggioche, conisuoisensiipersensibili,pupercepirecose chenoinonpossiamo. Ognigiornoprovoaguardareattraversoisuoi occhichesannocogliereuninfinitdidettagli che, solitamente al mio cervello strutturato e pienofiltrisfuggonoemisentopilibera.

Acqua stagnante
di Marcello Vicchio.

Acqua stagnante, dappertutto. Galleggiavamo quasisopralacqua.Iltrenosembravaavereuna chigliaesolcarelacquainvecedicorreresopra un tratto di palude. Il fumo che usciva dalla locomotiva a tratti si mischiava alla nebbia grevediesalazioni,odorantestantio,trasudando abbandono.Unsolepallidissimononriuscivaa penetrare col suo soffio vitale i fluidi morti, impregnatidigasgorgogliantesenzasostedalle viscere della terra, fuochi fatui e borborigmi dinferi. Un velo di umidit si formava incessantementesuivetridelfinestrino,colando in gocce sporche di fuliggine che sembravano sporcareancordipiilmefiticopaesaggioche ci circondava. Lansare della locomotiva, il brontoliostancodelvaporeche sisprigionava dagli ugelli incrostati di ruggine, facevano temerecheallaprimadifficolt,unpendio,una salita un po pi ripida, i polmoni di metallo consuntidaltempo,potesserocederedischianto lasciandocinudi,agalleggiareinunlimbodove nonsidistinguevapiilcielodallaterra,ilsotto dal sopra, loggi dal domani. Nonostante il boccheggiare rumoroso delle caldaie a pressione, riuscivo a distinguere il richiamo stridentediqualcheuccellodipalude,cosache miparveinverostrana, perchnonconoscevo nessuna creatura delle paludi che avesse voci cosstriduleepotenti.Forseuninterostormosi era appollaiato sopra il tetto del nostro scompartimento e approfittava delloccasione perprocurarsiunpassaggioversoaltrezonedi pesca senza spendere proprie energie. Un sorrisetto mi venne alle labbra al pensiero di molti uccelli disposti ordinatamente in fila sopra le nostre teste, intenti a scrutare lorizzonte alla ricerca della pozza adatta nel quale affondare i lunghi becchi. In quel momentoluomodifronte,finoadallorateso comemenellinutilesforzodipenetrareconlo sguardolariaspessa,feceunlentomovimento con gli occhi , girandoli verso di me. Le sue sclereeranoinnaturalmentegiallastre,comese soffrissediqualchemalattiadifegato,eanche ilsuocoloritononeradeipisani.Ungrigiore

diffuso sulle guance e sulla fronte, del tutto simileallanebbiachecicircondava,tantoche pensai che fosse egli stesso parte di essa, testimoniava, credevo, la precariet della sua salute.Ilrestodelvisoeracopertodaunalunga barbanera,quaelspruzzatadirame,chegli dava un aspetto ben pi vecchio di quanto il restodelcorpo,lungoemagro,nontradisse. Nelsuosguardolessiun barlumediinteresse, subito per fugato da chiss quale contrasto internocheparevamortificargliogniaccessodi vitalit.Ebbilimpressionecheavessepaura,o timore di manifestare qualche interesse per alcunch,comeselasuamentesifosseinaridita eilcuorefosseincapacedibattereperqualsiasi cosachenonfosseilsemplicebattere. Lalungapalandrananera,ilcilindroanchesso neroeiguantidicaprettocheindossavaanche mentrescrivevasuunquaderno,facevanodilui una macchia dinchiostro a volte intonata col colore plumbeo circostante, altre volte violentementeincontrastoconitonisuffusidi luceproiettatidallosfondodelvetro. Benprestoluomoritornaisuoiappunti,senza direunaparola.

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checredevaditenerepersesierastupitoche qualcuno potesse essere penetrato cos, da un momentoallaltro,nelsuointimo. Inognicaso, qualunquefosseilmotivodella suasorpresa,ormaiildadoeratratto edegli dovette giudicare estremamente scortese ignorareladomanda erisolveretuttocon una scrollata di spalle. Perci stavolta si volt decisamente verso di me, dandomi modo di osservare anche lo sguardo profondo e malinconicodelleiridimarroni.Inquelcorpo sembravanolunicacosaveramenteviva. Permetteteallorachemipresentidisse. MichiamoRodenbach.

Nonavevaapertoboccadaquandoeraentrato nelloscompartimento,parecchiemigliaprima, e credononloavrebbefattoseiltreno,aun certopunto,nonavesseavutounbruscoarresto. Sisfililguantodestroesiproteseinavanti, Levalvoledisfiatodeglistantuffigemetterodi tendendomilamano.Lastrinsi.Eraasciuttae unlamentosoeprolungatosospiroeleganasce fredda,enonpresentavalaminimacallosit.Era afferraronoleruoteinuninesorabileedefficace unadiquellemanidaartista,pittoreforse,che nonavevanomaisopportatoaltrochepesimolto abbracciodimetallo. leggeri.Lastrettaeracomunquecordiale,unpo Iltrenosobbalzdueotrevolteepoisiarrest. dipidaquantocisipotesseattenderedauna Luomo sospir. Depose il quaderno sulle conoscenzacasuale. ginocchia,sitolseilcilindroeappoggilanuca Grafdissiamiavolta. allaconsuntaimbottituradivellutorosso del Deducochenonsialaprimavoltache sedile. viaggiatesuquestotreno. Sospir:Elui. No,inrealtlaseconda;eperlaseconda Loscrutaidasopragliocchialirotondi.Mi voltalalocomotivasiarrestasuquestotrattodi scusisemipermettodissi.Luichi? palude. Stranamente mi parve che luomo non si Silasciricaderesulloschienale,mormorando: aspettassequelladomanda,eppureeranaturale Temochedovrrivederloancora.Magi,voivi chemiavrebbeincuriositounaffermazionedel staretechiedendochi genere. Forse non si era reso conto di aver Nonvorreisembrarviinvadenteotroppo parlatoadaltavoce,diaverespressoqualcosa

curioso, signore. Se credete che io sia stato LoZibaldonedelpoveroVic,pag.27 indiscretoosetemetechelamiadomandapossa essere causa di affanni, allora vi prego di S, dipingeva. Io mi reputo invece un dimenticarelincidente.Iotornersenzaltroal poeta,etuttieduevenivamodaquestepartiin giornalechestavoleggendofinoapocofa,e cercadiispirazione,luiperlesuetele,ioperi nonvichiederpinulla. mieiversi. Leparoleavolteesconodiboccafuori Lacquadegliantichicanalidebole dalla nostra volont replic, ma di questo edimentecostetra,tralecittmorte non bisogna certo farne colpa agli altri. La veritche,nelmiointimo,forsecercavouna Acquacosdolente,alpuntodasembrare persona alla quale rivelare una storia che ha mortale. dellincredibile. Perchcosnudaegicosnulla?Ecosha, predadellasuasonnolenza,deisuoisogni inaciditi, perridursicosaunospecchiodibrina traditore dovelastessalunafaticaavivere? Venivamoinquestapaludepreferibilmentenelle oredelpomeriggio,invicinanzadeltramonto,e trascorrevamoquiancheunapartedellanotte,a voltefinoalmattino,aosservareifuochifatui Fuorisierafattosilenzio.Gliuccellipalustri, easentireirumoridelbuio. che fino a poco prima si erano scambiati Luomosembravaormaiparlareasestesso. segnalierichiami,dimprovvisotacevano,come Ungiorno,salendosuunpiccolocolle, sesifosseavvicinatounospietatopredatoreed trovammo i ruderi di un palazzo costruito l essiavesserocercatoscamposuglialberipialti e lontani. Perfino i sibili di vapore che chiss da chi. Non vi era nulla intorno che avrebberodovutosoffiaredaipistoniinattesa potessegiustificareunatalecostruzione:nonun dirimettersiinmotorimanevanoinerti,inattesa paesaggio allettante, non una fonte dacqua salubre, non una cava di materiale vicino che dichissqualenuovoimpulsovitale. potessefarpensareaunbassocostodellepietre Lanebbia eraunacoltrecontinua dispesso cotone. Luomositorsenervosamentelemaniepoile affondfralecosce,comepernasconderle. Sono passati pi di cinque anni. Allepoca parte di questa che ora palude sorgeva dallacquitrino, lasciando scoperte ampiezonedasciutto.Estatacolpadialcuni lavoridelGenioMilitaresullarginedelfiume adavereinnalzatoillivellodellacquaecausato laffondamentodiesse. Inqueltempoioeil mioamicoWolfgangMoer abitavamoinuna citt a poche miglia da qui. Lui faceva il e della manodopera. Rovesciate per terra vi erano due alte colonne di marmo bianco, pittore scanalateemontateconperiziaantica,mentre Ah!Esclamai.Pittore? quielsiintravedevanovecchipezzidimuro

grondanti edera, mattoni, spezzoni di travi consunte.Wolfgangfucertodiavertrovatoil posto adatto per dipingere ci che aveva in mente,ossialadegradazioneditutteleumane faccende,limputridirsidiogniattivit,leterno incancrenirsi dellopera delluomo. Tutto diventavaacquamorta.

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Rodenbachruotlatestaversolalto,chiudendo gli occhi, come per annusare meglio, senza limpaccio della vista, laria stagnante ora mossadalvento.

Unafolatadiventoimprovvisoinvestiltreno, certamente presente nelle sua impalpabile ma massiccialeggerezza. facendoondeggiarelievementeivagoni.

Lo sento mormor. Poi, aprendo di Rodenbachsiinterruppeescrutfuori,protetto scattogliocchi:Vistoannoiando? dalvetro,nellimpossibileimpresadiperforare Tuttaltro risposi. Continuate, vi labruma. prego. Il mio amico, come scoprii Wolfgangmidissechefinalmenteaveva successivamente, aveva preso labitudine di recarsilaggianchedasolo,nonattendendomi scoperto che cosa mancava al suo quadro: quandoerooccupatoinaltrefaccende,eapoco mancavanolevoci.S,cos,mancavanolevoci a poco la sua sembr diventare una vera e della palude, quelle di coloro che erano propria ossessione. Trascorrevapi tempo in diventatifangonelfango,liquidichesoltantoin quellerovinediquantononnetrascorressein apparenza non avevano vita, acque che custodivano segreti citt con me o altri immensi ed antichi. amici. A volte Mancavano i sospiri di scompariva per giorni mille e mille persone interi, altrevolte dava che avevano vissuto in appuntamenti ai quali quella casa, le nonsipresentavaeperi vibrazioni dei loro quali non dava alcuna fluidibiologici,sangue, giustificazione. Ma il urine, sperma, sudore suo quadro non cheerano fluiti nella giungevamaiatermine. palude e che avevano A me sembrava che il fecondato il fango, gli paesaggio fosse insetti,itopi,lenutrie, completo e che non vi gliuccelli.Ilsuoquadro fosse pi nulla da aggiungere, ma lui asseriva sempre che nonavevaquestisuoniefinquandononlavesse mancava unultima pennellata, un estremo avuti non si poteva dire che fosse completo. sbuffo di colore, una piccola sfumatura che Non sapevo se protestare o assecondarlo, se ponesseilsuggelloallopera.Ungiornovenne tentaredidissuaderlodaquellochemisembrava dame,inpredaaunastranaagitazione.Tirava un parto folle della sua mente o se lasciar profondeboccatedifumodallapipaesbuffava correre e sperare che rinsavisse dal suo quasi come questa locomotiva. Parlando si propositobislacco.Mentreancoraeroindeciso bilanciavasuunpiedeepoisullaltro,mentre suldafarsi,luistrizzunocchioemidisse:<< tuttoilsuocorpofremevadi apprensionemal Vieniasentire>>. repressa. Si tormentava coi denti il labbro Miaccorsicheeramoltotempochenonandavo inferiore e poi vi passava continuamente la conluinellapalude,anzisipudirecheavevo linguasopra,inungestochenongliavevomai come la sensazione di un qualcosa che, a un visto fare prima. Pensai anche che avesse certopunto,avessestabilitoditenermilontano cominciato a fare uso di laudano o altre da l, non sapevo per quale ragione. Una sostanze chimiche che gli avessero eccitato il sensazionedipericolo,forse, ecertamentedi cervello,mamisbagliavo. disagio, silente, non udibile dalla volont, ma

Volevo quindi protestare, ma a Wolfgang era impossibile negarsi quando aveva preso una decisione. Mi prese sottobraccio e quasi mi condussedipesoperstrada,finoallastalladove tenevamoi cavalli.Partimmodigrancarriera. Nonloavevomaivistoprimadiallorafrustare inquelmodolasuabestia.Noneracattivonei colpi,mafrenetico,comeseogniistanteeogni migliocheloseparassedallametafosseperlui uninsopportabileintermezzodiinutilitinuna missione peraltro imprescindibile e urgentissima. Pi cercavo di parlargli e consigliarglidiandareapassolentoinveceche algaloppoepiluiacceleravalandatura.Non mirest checorrerglidietro estarglivicino, perch un senso di paura aveva cominciato a opprimermiilpetto.Avevoiltimorecheanche la sua personalit, intossicata dai miasmi mefitici dellacqua immota, avesse iniziato a sgretolarsi e marcire come unesile pianta strappatadalleradicieabbandonataalribollire deigaseallaggressionedellamuffa.

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<<Ascolta>>,disseWolfgang.Tesileorecchie; anzi,sipudiretesituttoilmioessereaffinch non perdesse un frammento di realt, un brandellodisuono,unalitodiventoumidoe rarefatto. Nulla, non udivo nulla oltre i soliti rumori.

Il mio amico, invece, sembrava stesse ascoltando il pi bel concerto mai scritto nelluniverso.Immaginavo,pichevedere,che avessegliocchichiusi,ilbustoerettoeilcapo lievemente gettato allindietro, e che stesse dondolando,seguendonotealuisoltantonotee armoniemuteadorecchienonesercitate.Forse proprio questo ci che fanno i musicisti quando immaginano un pezzo dopera, una suonatadarchi,unpizzicaredicorde.Rimasiin attesa non so per quanto tempo, immobile, temendo in qualche modo di disturbare la melodiacheassaporavaenonpensandoadaltro che a ripararmi dallumidit, infagottandomi Unanebbiafittaeraintantoscesanellapaludee ancordipinelcappotto.Nonsoquantotempo io desideravo che finalmente si arrestasse la trascorse prima che lui si riscuotesse e mi nostra corsa, perch temevo di precipitare toccasseunbraccio. dentrounfossoounascolina;maluiaccelerava ancora,noncurandosidinulla.Sembravachein <<Cisei?>>,midomand. tutto quel periodo di frequentazione avesse Iocero,maavevoilbruciante presentimento acquistatolafacoltdiunavistasupplementare, chefossetoccatoaluiperdersi. che gli consentiva di giungere dove occhi comuni non giungevano, e un nuovo e pi Rodenbach si arrest, inseguendo pensieri potentesensodiorientamento,simileaquello remoti manon fiaccatidaltempo.Percepivo degliuccellimigratorichevedevamopassarea unintensa malinconia trasparire dalle sue paroleeintuivocheildrammadelsuoamico frottedaquelleparti. non si fosse esaurito nel rincorrere le Nonsocomeriusciiastarglidietroeagiungere impossibilisonoritdiunatela. alpiccolorialzoditerreno,dovecifermammo Unnuovorumoresieraaggiuntoaisibilicheil inprossimitdellecolonnecadute. ventoevocavascivolandosuivagoni,sulleruote, Wolfganglegilsuocavalloaunarbusto.Iolo suirespingentieicavideltreno.Untonfosordo imitai. ecadenzato,comeunaseriedipassi sultetto Ormai si era fatto buio fitto e la nebbia, che delnostroscompartimento.Irumoridisopra, sentivamosullanostrapelleinvecechevederla, lentieattutitidalmetallo,andavanoevenivano, eraunacappapispessadelsolito.Ovattavai con estrema lentezza, come se chi o cosa li rumori e i suoni, gli sciabordii giungevano provocasse non fosse del tutto sicuro del sommessi e i richiami degli animali notturni proprioequilibrio.Forsesitrattavadigruche lontani,estranei,lunari.S,daqualcheparteera erano ritornate a occupare quella posizione dimprovvisosortalaluna,manon riuscivoa privilegiata,oppuredialtrianimalipalustriche, vederla.Laimmaginavopiuttosto,einqualche spintidallacuriositodallafame,siaggiravano dovesentivanocaloreoannusavanoilcibo. modoquelpensieromirassicuravaunpo.

Rodenbachcontinuavaateneregliocchichiusi, comesefosseinansiosaattesadiqualcosache nonpotevaesserepercepitoconlavistamache non era muto agli altri sensi, cos massimamenteallerta.Caracollavalatestada un lato allaltro, seguendo quei rumori misteriosieditantointantoannuiva,seguendo chissqualeremotofilodipensieri.Iorimasi immobile al mio posto, respirando piano, avendo timore che perfino il rumore del mio fiato potesse essere di disturbo. Rodenbach forse stava componendo, in quel preciso momento,qualchealtrasuapoesiaenonvolevo essereioaspezzarequelmagicoincantochea volte prende lartista e che si tramuta, ipso facto, in opera darte se lasciato esprimersi pienamente.Ilmiocompagnodiviaggioparve riscuotersi. Abbozz un sorriso di scusa e riprese:Wolfgangerasempre pi lontano, pi estraneo. Se prima di quella sera qualche voltamicercava,daalloranon lo fece pi. Ogni tanto lo vedevopassaresottocasamia, smagrito, sciatto nel vestire e coicapelliindisordine,luiche erastatosempremoltoattento alla sua persona e che non sarebbe mai uscito per strada senonaccuratamentesbarbato. A volte aveva il suo quadro sotto braccio, altre volte no: unatelachenonavevamaila dignit della firma finale. Quelle volte che mi risolvevo adandareafarglivisita,onon lotrovavoacasaoppurefaceva finta di non esserci e non aprivaluscio. Finchungiornononconclusi chedovevofarlovederedaunmedico.Convinsi ildottorHeinrich aseguirmi acasadiluied erofermamenteintenzionatoanonandareviae rinunciareancheseWolfgangavesseprotestato edatoditesta.Manoncenefubisognoperch lui a casa non cera, come potei vedere una volta forzata la serratura della porta. Dentro regnavaundisordineinverosimileeunodoredi chiusoedistantio,chemiricordquellodella palude.Imieiocchicorseroimmediatamenteal cavallettochetenevavicino

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allafinestra.Ilquadroerastatoridottoquasia brandelli. Lunghe fenditure impresse da un coltellotaglienteavevanoridottolatelaauna serie di strisce colorate che pendevano inerti dalla cornice. Ero certo che si trattasse del quadro oggetto della sua ossessione ma, avvicinandomimeglio,poteivederechenonsi trattavadiquello,bensdiunautoritrattodipinto concoloritetrie pernullanaturali.Allorala mia preoccupazione aument fortemente, perch percepii in quellatto un messaggio di annichilamento,diautodistruzione,edentrodi me cominciaiasentireunimpulso acorrere, farepresto, perchsentivoilterrenofranarmi sottoipiedi eiltemposcorrerevia portando conscicherimanevadelmiopoveroamico. Passaidicorsadavantiaun inebetito dottor Heinrich e inforcailamiacavalcatura, non ponendo esitazioni in mezzo enonrisparmiando colpi di frustino. Era limbrunire quando raggiunsi le rovine. Il suo cavallo era l, libero da pastoie, che pascolava tranquillo.Miaggiraitrale rovine in preda a unagitazione crescente, frugando ogni anfratto con gli occhi, chiamandolo a gran voce. Inutilmente. Infine mi accasciai, la schiena a una colonna, mentre fiotti di sudore gelato mi scendevano dal collo dentro la camicia, inzuppando perfino i pantaloni e le scarpe. Cercavo di riprendere fiato quando lo udii. Dapprima lontano, remoto,unavoceportatadallealidelvento;poi unpopiforte.Saltaidinuovoinpiediemi inoltrai in una macchia di canne che delimitavanounangolodiacquitrino.Lascostai conunafuriataledascorticarmilemani. Lui eradentrolacqua,finoallagola,lontanissimo dame.Tenevailquadroconleduemanisopra latesta,ecantava.Cantavaavocealtauna

nenia che non conoscevo, o che forse non riuscivoariconoscereacausadelladistanzae del vento che spingeva verso di me soltanto spezzonidistrofe.Urlaiconquantofiatoavevo in corpo, scongiurandolo di fermarsi, di attendermichprestosareiandatoaprenderloe lo avrei riportato a riva. Gli dissi che avevo scoperto una locanda dove avevano del meravigliosovinocotto, cheavevocomposto unodeinsuoonore,cheunasignorabellissima mi aveva insistentemente chiesto di lui. Fu inutile.Nonmiudiva.Edopopocononloudii pi neppure io. Vidi scomparire sottacqua prima la sua testa, poi le sue mani, infine il quadro.

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Rodenbachtacqueerimaseimmobile,comese ascoltasse leco delle sue stesse parole che vibravanoancoranelloscompartimento.Ilmio compagnodiviaggiosieradefinitounaspirante poetaetaleloeraveramente,almenoperquel che riguardava labilit nel maneggiare le parole,lepause,linflessionedellavoce.Forse ilsuoeranientaltrocheuneserciziodistile, scaturitoglidentrodallasituazionecontingente che laveva ispirato. Chi pu sapere che cosa passanella mentediunpoeta? Fortedello scetticismochenonmiavevamaiabbandonato in ogni occasione della vita, e intimamente convinto della superiorit psicologica del dubitare, mi limitai a commentare con un laconico:Unastoriainteressantedifollia.Ma Rodenbachfeceungestonervosoconlamano, dicendo:Taceteascoltate.Tesilorecchiosul nulla.Oltrealsibilodelventononsentivopi

niente.Itonfisultettoeranoscomparsi,nessun rumorevivo disturbavalaquietedeltrenoche sembravasospesosulvuoto.Stavoperscuotere latestaeritornarealmiogiornale,quandosentii un gorgoglio lontano, sulle prime appena percettibile.Eracomeseinnumerevolibollicine di gas avessero deciso di librarsi in aria tutte nello stesso momento, e subito altre e altre ancoraneavesseropresoilpostoperperpetuare ilciclo.Lesentivocrepitarecomefogliesecche sottounostivale,maillorononeraunrumore fastidioso, bens una successione di suoni ordinatiinfrequenzedialtiebassi,comeseuna mano sapiente dalle dita infinite le spingesse delicatamente ad una ad una e le facesse esplodere a pelo dacqua in minuscole note musicali. Non sapevo cosa stesse ascoltando Rodenbach in quellistante, ma indubbiamente qualcosadiinconsuetogiungevaancheallesue orecchie.Ondeggiavacontuttoilcorpoavantie indietro, inseguendo chiss quali misteriosi percorsiacustici.Avevobisognodellamiapipa, in quel momento, e del mio buon tabacco Minerville,malavevodimenticatiacasaenon mirestcheimmaginarnelaroma.Lodoredella palude, che fino a poco tempo prima aveva oppresso lo scompartimento, non era pi lo stesso.Lariasembravapileggeraefragrante, saturadiodorichericordavanolepagodedella Birmania,ifumideibracieridincensooigrani dimirra.Eracomeseognieffluvioavesseuna propria scia particolare, caratteristica e distinguibiledallealtre,mafacentepartediun tutto armonico. Sembravano pennellate di odori.Intanto altrisuonisieranoaggiuntial concertodellacqua.Nonsapevochelepaludi da quelle parti ospitassero grilli, eppure dovevanoesserveneamigliaia,setuttiinsieme avevano deciso di sfregare le loro zampette allunisono, con un pizzicare leggero di piccolecordedarpa.Egliuccelli,gliinsetti,le carpe del fondo melmoso; e gli uomini e le donnepersidentrosabbiemobiliorisucchiatida infidi flutti, tutti univano le voci al coro sommesso degliacquitrini.Ebbilasensazione che il treno si stesse staccando dai binari e veleggiasseinunplumbeolimbo,comeil

veliero fantasma di un corsaro schiantatosi a Capo di Buona Speranza. Mi sentivo leggero anchio. I movimenti delle braccia e delle gambe erano rallentati, impacciati, come se fossistatoimmersonellacquafinoalcollo.Ma gli occhi sembravano aver acquistato facolt fino ad allora negate. La nebbia scomparve e poteivederefinalmenteilpaesaggiodifuori.Il pianoropivoltenominatodaRodenbacheraa pochipassidanoi.Vedevomoltobeneimuri soffocati dalledera e da ciuffi di erba che vi avevano posto radici ed erano cresciuti rigogliosi;vedevolecolonnedimarmobianco, spezzateeabbandonate; lecime confusedel canneto. Un cavallo brucava tranquillo lerba fresca e umida, dondolando pigramente la coda. Poi vidi due mani tenere i bordi della scena,epianopianoallontanarsidanoi,mentre attorno alla cornice si addensava di nuovo la nebbia. E oltre le mani, le braccia; e oltre le bracciaunuomochetenevaaltoilquadrosopra lasuatestagrondantepiccolirivolidacquadai lunghicapelli.Lecannesiagitavanoalvento.Il cavalloavevadicolporialzatolatesta,comese unrumoreloavesseincuriositoeallarmato,ma poi, rassicurato, era tornato a pasteggiare tranquillo. E pi il quadro si allontanava pi diventavaunpuntodiluceecolore,stagliandosi nettocontrolosfondoopacodellariaumidae densa, mentre luomo diventava nebbia nella nebbia.Distanteudivounavocecantareinuna linguachenoncapivo,trasportataasprazzidal vento.Poianchelavocedivenneungorgoglio nel ribollire dei suoni, nota di un concerto accorato, vibrazione unisona alle altre. Il cavallo,laggi,alzlatestaalcieloelanciun ultimo, sommesso nitrito, prima di essere accolto nel grembo dellacqua stagnante. Mi addossai al sedile, aspirando a pieni polmoni boccatediariapesantechenonsidecidevaa scendere in gola. Davanti a noi un fischio poderosorisuon,lacerandolecoltrefittissima. Sbuffidivapore,sospinticonforzaneipistoni, urlaronolaloropotenza. Eiltrenotornamuoversiancora.

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LESILIO

diRoccoDiTolve.

Tuttosommatononmelastavocavandomale. Riuscivo ancora a mantenere il mio cervello entro i binari della normalit, riuscivo a sopportareilcontattoconglialtrisenzacedere alribrezzoelalinguanonsiinceppavamentre parlavo.Ilmiocapoufficio(sifaperdire)non potevalamentarsidime,coscomeicolleghio i condomini ( si fa per dire) del palazzo nel qualeabitavo. Non sapevo esattamente quanto avrei resistito ma,tant,perilmomentotenevoancoraduro. Tutto nelluniverso ha una fine ( e un fine). Perfino il masso di granito pi compatto o il

titaniopiduroallafinesisgretolanoeanchio, chesonoinpartedimetallo,allafinerestituiri miei atomi alla terra in tempi, spero, ragionevolmentelunghi. Manonliavreirestituitiaquestaterra. Lesilioungiornosarebbeterminatoeioavrei nuovamenterespiratolariadellalibertequella del mio pianeta. Era questione di tempo e questionediriuscireasopravviveresenzaessere sopraffattodaldisgustoedairicordi. Lesilio una delle sciagure peggiori che possanocapitareallindividuo.Eunamortein vita, un albero al quale sono state tagliate le radici.Esseresradicatidallapropriacasa,dalla propria citt, dal proprio mondo, significa vivereunavitaconlatestavoltataallindietro. Simanonsimaipienamente,ogniprogetto hailsaporedellecosecaducheeinutili,ogni casa che si voglia edificare ha le fondamenta poggiatesullasabbia.

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Equandoilmondointornonon iltuo,quel cielononiltuo,glialtrinonsonocomete,la disperazioneelosconfortopossonoattanagliarti e ucciderti. Lunica cosa a sorreggerti un punto luminoso che vedi lontanissimo, quasi irraggiungibile,eppurepresenteecostantenei pensieri:laconsapevolezzacheungiornopotr finire. Vi era unaltra alternativa, quella di ammetterepubblicamente diaversbagliato,di avertramatocontrolapatriaescorgere,cos,il trionfonelsorrisodurodegliavversari.Poteva essere una soluzione accettabile per chiunque altro,manonperme. Piuttostochesfilarea capo chino tra due ali di folla silenziosa e implorareperdonoachimiavevaumiliato,avrei preferito mille volte morire in una fogna dimenticatadatutti.Proprioquellanellaquale, appunto,mitrovavo.

a notte fonda, era troppo invitante perch nessunoneapprofittasse. Arrivaronoindue,strisciandofurtivamente ( secondo loro) alle mie spalle. Uno dei due spalanc di colpo la portiera dal mio lato, mentrelaltromitenevasottoiltirodellasua pistoladallatoopposto. Scommettochehaiunportafogligonfio,bello. Le checche come te fanno dei bei regali agli amichetti. Miafferrperilbaverodellagiaccaemitirdi pesofuoridallavettura.Lapuntadiuncoltello sfregcontroilmiomento. Adessovediamoprimailcoloredeisoldi,poi quellodeltuosangue.Chenedici,bellezza? Dicocheseimorto,imbecille. Un organismo in parte biologico e in parte meccanico unimpareggiabile macchina da guerra.Primacheilbulloriuscisseamettereun solo muscolo in movimento, le mie dita penetrarononeisuoiglobioculari,perforarono le orbite e affondarono nel suo cervello. Contemporaneamente, con laltra mano, gli strappai il coltello e lo scagliai contro il comparedallaltrapartedellauto:tuttoinuna frazione di secondo. Dalla gola dellassalitore uscungorgoglioeunfiottodisangue,edegli mor ancor prima di aver capito che cosa accadesse. Facile,fintroppofacile,maledizione. ***

Oh,comemimancavalacacciaaiLarinegli inseguimenti ai branchi di Kalu dalla testa bianca! Chi mi aveva esiliato sapeva molto bene come ferirmi e scoraggiarmi e aveva provveduto, perci, a scegliere un posto dove nonpotevoesercitarequellocheloscopodella nostra vita: la caccia! Sulla Terra non cera niente di particolarmente interessante da cacciare, tranne ovviamente gli umani. E non tutti gli umani. Solo alcuni dei pi giovani avevano di tanto in tanto muscoli, armi e intelligenzaappenasufficientiadarmiqualche piccolo fastidio. Per il resto non cera alcuna soddisfazione,davvero. Lamiaautomobileparcheggiatadentroilparco,

Il vecchio ascensore scese cigolando e tocc piano terra nello stesso momento in cui dal portoneentrladonna.Dovevaabitaredapoco nelpalazzoperchnonricordavodiaverlamai vistaprimadiallora.Dalmioprimogiornosulla Terranonavevoavutoparticolareinteresseper lefemmineumaneeneppureinquelmomento sentii unattrazione particolare. In una certa misura lesilio su un pianeta necessita di un condizionamento psicologico preventivo che tuttinoiesiliatisubiamo,chiinmisuramaggiore chiinformapileggera,asecondadegliscopie della crudelt del giudice. Senza condizionamento psicologico, come sarebbe possibilesopportarelavicinanzastrettadiun

esseretotalmentealieno? Ladonna,secondoiparametriumani,nonera affattodadisprezzare.Eraaltaebruna,congli occhi azzurro mare. Quegli stessi occhi non guardavanoimieimentreavanzava,guardavano invecelemiemanicheeranosporchedisangue. Nonmieroaffattocuratodilavarledopoaver uccisoibullinelparcoeoralamanodestra,che stazionava nei pressi del pulsante dellascensore, spiccava come un guanto rossastrosolcatodarivolisecchi.Perunattimo credettichesisarebbemessaaurlareecorrere via,manonfecenulladituttoquesto.Continu acamminareemisiaffianc. Visieteferito?domand. S.Misonotagliatocolcricdellamacchina. Hoforatotornandoacasa. Alloradovrestemedicarvi. Lofarappenasu. La donna sorrise e prendemmo insieme lascensore. Scoprii che abitava nel mio stesso pianerottolo, che si chiamava Luigia e che era da poco in citt. Lavoravacomecassierain un supermercato, era appassionatadipugilatoe si stava appassionando a me. Inizialmentepensaichelasuapresenzasarebbe stata uninutile complicazione nella mia vita: non avevo affatto desiderio sessuale e non vedevoloscopodiavereunapresenzaintorno cheinqualchemodoavrebbefinitoperlimitare imieimovimenti. Poi,apocoapoco,quasitrascinatodaglieventi, cominciai a non rifiutare la sua compagnia. Luigiaeradiscreta,allegra,simpatica,pienadi energiaedipremure. Lamia,infondo,eraunasensazioneveramente nuova.Daquandoerostatocostrettoinquella fognadipianetanessunosieramaiveramente interessatoame. Luigiasembravadotatadiunsestosensotutto speciale chelefacevaindovinarelecoseche pi desideravo in ogni particolare momento. Capivaquandovolevostaresolooquandomi

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facevapiacerelasuacompagnia,quandovolevo dormireoridereoparlare.Avevascopertoche mipiacevailthconlatteenonvieragiornoin cuieroincasachenonsipresentavaconuna tazzinafumante. Luigia non chiedeva nulla, si accontentava di agireinmanieradiscretacercandoognivoltadi pididareunpodicoloreallamiavita,per senzainvaderla. Fuunasera,mentreassistevamoaunincontrodi pugilatofradilettanticheseledavanodisanta ragione, che mi accorsi che cominciavo a desiderarlasessualmente. Dapprima un pensiero, poi lindugiare sul pensiero,infinelavogliadiaverlaaccanto:la stessavogliacheleggevo neisuoiocchi. Se di condizionamento psicologico si trattava, devo dire che gli psicologi su di me avevano svolto un buon lavoro.Oramisembrava naturale che uno come me desiderasse una comelei. Luigia si era accorta di questo cambiamento ed eravisibilmentefelice,e cilafacevaapparireancorpibella. Mipiacevacomesimuoveva,comerideva.Mi piacevano i suoi occhi luminosi e il profumo dellasuapellechesapevadiselva. Un giorno ci ritrovammo a letto e facemmo lamore. E mentre riflettevo tra me: Che strano, da quando conosco lei non ho pi avuto il desideriodellacaccia.Daquandoconoscolei perfino lesilio mi sembra sopportabile. E accadutolimpossibile,Luigiamidisse:Sai, la prima volta che ci siamo incontrati in ascensore, ricordi? Ho avuto paura di te. Eri sporcodisangueehopensato:forsecostuiun assassino,unmaniaco,eadessouccideranche me. Luigiafeceunarisataargentina:Chestupida! Pieglatestaallindietro.Vidilasua

golasussultare,learteriepalpitarenelcollo,i capellidisegnareunamorbidaonda.Misforzai discacciareviailpensierochemidicevadentro ilcervello:No,nonsonounassassino,sono uncacciatore! Comesarebbefacilespezzare questosuomagnificocollo...Facile,fintroppo facile. Epensiancoracheiosiaunassassino? Leisidrizzasedere. - Perchno? Mi colp il torace con i suoi piccoli pugni, ripetutamente. Tu sei lomone cattivo che uccide le poveredonne indifesecome me per bereillorosangue. Tiprego,nondirlo.Potreifarlo,Luigia,potrei farlo veramente... E il desiderio di farlo aumentasetucontinuiadirlo. Tuseiilvampirocattivo. Sbadigliai, fingendomi annoiato, cos speravo la smettesse di insistere su quel tema che mi turbava.Nonvolevofarledelmale,mafrapoco avrei potuto non rispondere pi della mie azioni. Finalmente propose: Girati amore. Voglio mettermisullatuaschienaegrattartilespalle. Mi mostr la mano dalle unghie lunghe e laccatedirosso.Mosseleditaadartiglio.Ti vogliograffiareunpo. Mi girai e affondai la testa nellincavo del braccio.Luigiasimiseacavalcionisopradime. Cominciaiaridereanchio,malarisatamimor in gola quando avvertii il primo colpo. La sbarraappuntitadiacciaotrapassilmiotorace, inchiodandomisulletto.Lapompadiendorfine satur il mio sangue, impedendomi di sentire undoloreviolento,mailsensodioppressione che attanagli il mio petto era peggio di qualsiasi dolore. La sbarra era conficcata proprioinmezzoallescapole,inunaposizione irraggiungibiledallemiemani.Lavistamisi offusc.Sentiilavitascorrerevia. Lasecondabarrachemitrapasslaschienaera del tutto inutile: un cacciatore pi esperto avrebberisparmiatoquelcolpo. Luigiaentrnelmioristrettocampovisivo,che diventava sempre pi fioco, giusto per alcuni istanti. Corteggiamento, ferormoni, desiderio... comehaipotutopensarecheunumana

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sarebbe stata capace di offrirti tutto questo e accendereituosensi?Poveroscemo,illungo esiliotiharammollito. Avreivolutodirlechestavosperimentandouna sensazionenuovaebellissima,chemipiaceva essereinnamoratodilei,umanaonochefosse, echepidellasbarradiacciaiopiantatanella schienamibruciavaladelusione.Ladelusione peraverscopertoche eraunabugiardaeche, dopo tutto, era una cacciatrice veramente da poco,perchnonavevadisattivatoilmiochipdi memoria che stava registrando gli eventi e avrebbe trasmesso tutto al centro di controllo. Benprestosarebbestataleilapreda. Mentreunvelonerocoprivaimieiocchiela gola era secca come linferno, udii le sue parole:Estatofacile...Fintroppofacile Stupida.

Xhuni(*1)
diAlessandroRennis.

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Una realt d'altri tempi quella raccontata magistralmente da Alessandro Rennis. Oggi pochiricordanoqualifosserolecondizionidi vitadeipaesiinternidellaCalabrianeglianni '50'60delsecoloscorso,qualiisentimenti cheagitavanogliuomini,qualilesperanzeche li animavano. Tutto da leggere, per non dimenticare.

diognialtro;ilsalutodeicommilitoni,ladivisa nuova di zecca fattagli recapitare, le pacche sullespalleanchedapartedeisuperiori,chelo trattavanoalloracomeunloroparigrado, glitolseroanchelavogliadicenare;inquantoal dormire, non se ne parlava proprio! Troppi i pensieri ingombranti: la figlia, la moglie, i parenti, i paesani. Insomma trascorse una nottatainseguendo,inconfusasequela,voltie parole di persone care, e di gente appena conosciuta. Vai a capire il perch di tante ingombrantipresenze! Ilviaggiopertrenogliparveeterno;passavail tempocontandolasequenzadistazioni,cone senzafermateobbligatorie:stazionidicui, pur senzaconoscerle,sisforzavadileggereilnome ( aveva imparato appena a sillabare e a tracciaretortuosamentelapropriafirma,durante lunicoannodiscuolafrequentatodaragazzo!). DaPordenone,gigilungolalineaadriatica, Ancona, Pescara, Vasto: tutti nomi non tanto difficili da leggere. Il problema gli parve insormontabileallorchlasuacarrozzasiferm unpolontanoda unaanonimastazioncina,e questavoltapropriodifronteadun cartellone di difficile lettura: Chlorodont e , poco pi sotto,Anticarie.<Echepaesequesto?>,si disseXhuni.Epoi:<ProvinciadiAnticarie! Chilhamaisentita?!>.Boh!Moltopifacile ilnomedelsuopaesenatio:Lungro,scrittoa grandicaratteripropriosullaparetefrontaledi casaNociti:s,Lungrom.500 sull.m.Nonsi era mai chiesto cosa significassero quelle due letterel.m.,chesolooravedevaestraneealla suavitadiieri.Machegliimportavaadesso!? Magari ungiorno lo avrebbe chiesto Nxhkut (*2),lunicodeicuginiimpegnatoneglistudi;e .<chediamine!Senonlosaneppurelui!? >, gli scapp di pensare. Ma inutile fantasticare:Lungroeraancoramoltolontana:

Eraaglisgocciolidelsuoperiododinaiaben 18mesiaqueltempo,perluiintervallatidasoli quindici giorni per il matrimonio quando Xhuni fu raggiunto da due buone notizie. Chiamato a colloquio, in pieno orario di esercitazioni, dal caporale di brigata viene informatochelasuagiovaneconsorte,ilgiorno prima,eproprioallafestadiSantaLucia,aveva messoalmondounabambina.Xhuninonebbe neppure il tempo di piangere dalla gioia che unaltra buona notizia lo fece letteralmente saltaresuitacchi,inattodisalutofuoriluogo: per la circostanza gli veniva concessa una licenzapremioeperci,consideratocheormai ilsuoperiododinaiavolgevaatermine,sarebbe statocongedato:< Inutilefartirientrarein casermasoloperqualchealtrogiorno>,gli dicono. Il resto della giornata, in vista della partenza nellamattinatasuccessiva,gliparvepilungo

lontana un giorno ed una notte di viaggio. Bariinveceeccola!Lalesseinunattimo. Sorretto dalle poche sue conoscenze geografichesiresecontoche,finalmente!..., si stava avvicinando alla sua terra. Il treno, quasi per fagli dispetto, diventava sempre pi lentomanmanochescendevanelMeridione.E mentreilsoledelsudrossocomeicocomeri della piana di Sibari lentamente si alzava allorizzonte,Xhunifuvintodallastanchezzae dal sonno! Il mare sottostante alla linea ferroviaria sembrava bagnasse le rotaie, tanto eravicino.Icolori,iprofumidellasuaterrasi inseguivano sotto i suoi occhi chiusi; ma li sentiva,livedeva:incertofrasognoerealt.E quandoaSibariunoscossone,ilfischiolungo della locomotiva, voci concitate e sportelli pesantementesbattutiloriportanoallarealt, gigiorno. Gli avevano spiegato che sulla tessera di via cera scritto che a Sibari avrebbe dovuto cambiare;maquestolosapeva,perbacco,ein tuttafrettascesedallungotrenopersalire,con altrettanta fretta, su uno corto corto: due monocarrozzepronteperlapartenzaversola stazioncinadiSpezzanoAlbanese.Era,questo, ilciufficiuffi,comelochiamavanoinpaese, tantoperdistinguerlodaitrenipi nobiliedi lunga percorrenza. Ed infatti fu brevissima la corsa: Sibari, Doria, Spezzano! Finalmente, eccoilbluintensodellalittorina(*3)chelo avrebbe portato a Lungro. Come non riconoscerla? Attorno a questa gi sbraitava Luigi Mazzaciucci, col suo vocione che gli usciva da due labbra sottilissime e sempre livide,acorredodiunafacciapineradelfumo puzzolente che scaricava il suo vecchio polveroso e scarcassato vetturone della ditta Asti.Luigierailnomedellautista,maperla genteLuigieradirettamentequellautomezzo: pi mezzo che auto! Che poi fosse pugliese, sposato a Lungro, .. e che avesse come cognomeTricarico(.epoiunosi

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domandaperchcaricasseescaricassepersone e bagagli due volte al giorno !!! Con quel cognome,chemestierepotevamaifare?)eradel tutto secondario per i paesani. Era Luigi e basta!IlsoprannomeMazzaciucci,invece,se lerameritatoperavertravoltoedammazzatoun somarolungolastradadelserviziogiornaliero Lungro/SpezzanoScalo,inandataeritorno,due voltealgiorno.

Poche persone di Firmo, tre paesani frettolosamente salutati con un abbraccio, il passaggio del suo bagaglio di congedato a Nuziatino(figliodiLuigi),arrampicatosulla scaletta issata posteriormente allautomezzo, perchlosistemassesullatettoiae.viaverso Lungro. Il paesaggio, tuttintorno, non gli era nuovo: eppure appariva di altro colore Xhunit, che nonvedevaloradiessereacasa.S,lastrada perLungro,ilvecchiocorso,lachiesa,epoila salita verso il Brego, le persone incontrate e salutatefrettolosamentetuttoportavaallasua vecchiapoveracasapaternadovelattendevano certamentedaqualchegiornoisuoicari,messi alcorrentedelsuorientrodalMaresciallodei Carabinieri del posto. Lincontro con tutti i familiari gli parve scontato: i suoi occhi inseguivano quel fagottino di pochi giorni, raggomitolato in una culla accanto al letto grandedicasa.Manonebbeilcoraggioneppure

di toccarla la sua creatura. Come osare di toccare quel piccolo volto trasparente con le sue mani dure, nodose, vergate di nervi ben marcati, per lunghe fatiche nei campi, presi a mezzadriadasuopadre?Silimitaguardarlae cigliparvegiunbacio.Erabellissima,lasua Lucia ! Lavevano chiamata cos solo perch nata ilgiornodiSantaLucia,contravvenendo alleabitudinifamiliariepaesanecheprevedono sempredifare(*4)ilnomedeigenitori(di luiodilei)appuntoqualememoriadifamiglia. Era rosea di carnagione, come la madre, e biondacomelei,agiudicaredaquantolasciava capirelatenerapeluriadipochigiornidivita; mailtagliodegliocchi,ilprofilodelnasoedel mento ne facevano, gi ben distinto, il suo ritrattodapiccolo.

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lavoro. Sapevafaredituttoneicampi:conlazappao con la vanga; lungo i costoni scoscesi dove neppure laratro poteva arrivare o ai piedi di gibbosialberidiulivo;sottolacaluraestivao frustatodairigoridelfreddoinvernale.Xhuni era sempre tra i campi; e veniva chiamato a giornate da tutti i proprietari terrieri, perch lavoravadavveropidituttielesuegiornate lavorative finivano sempre pi tardi di quelle degli altri operai giornalieri come lui. Dinverno, poi, aveva lopportunit di guadagnareanchedinotte.Ifrantoianidipaese avevano bisogno di manodopera notturna e Xhuni non si tirava mai indietro. Mica era fesso,lui,arinunciareadunadoppiagiornata! Nonsistancavamai;equandoperfinoilmulo, stretto a capestro alla stanga della grossa macina, si fermava, quasi a riprendere fiato, Xhuniintervenivaconunperentoriouill per spingerlo, sempre a occhi bendati, a riprendereilsolitopasso,senzaperderetempo. [.] Lafamiglia,adessochenuovebraccia(..eche braccia! )erano intervenute a sostenerla, si avviavalentamenteversountenoredivita,se non proprio buono, almeno decoroso; e la bimbettacrescevaneigiornie,frettolosamente, neglianni.EXhunisiritrovinunbalenocon unafigliuoladidueanniepassa,quasisenza accorgersi,magisistematonellanuovacasetta, aimarginidelpaese,ottenutainaffittodaun lontano parente a un prezzo che gli sembr subitoconveniente:tregiornatelavorativeogni mese; una cosa da niente per lui. Anche la moglie, Zina (*5), lo aiutava nei lavori sui campi: dinverno nella raccolta delle olive e dellecastagne;destateaspigolareoalegaree sistemare covoni sullaia. E la sera Zina non tornavaacasamaiamanivuote:untagliodi

Achiglifacevadomandesudomande,inquei minuti, rispondeva senza rendersi conto se stesse dicendo cose sensate. A cosa pensava? Ecco:lavedevainunbelabitino,propriocome una signorinella, prepararsi alla prima comunione;lainseguivaalluscitadallascuola( perch lei, s, a scuola doveva andarci! Mica poteva lasciarla semianalfabeta come suo padre!);sispingevaaimmaginarlagigrande, givestitaconlabitodasposa,gi..Macosa andavarimuginandoconlafantasia!!! Lunica cosa a cui dedicarsi era, invece, il lavoro: lavorareelavorare (<gidasubito;gida domani>,sidiceva!)pernonfarmancareniente allasuacreatura.Elasuafudavverounavitadi

verdureselvatiche;qualchefruttodistagione, LoZibaldonedelpoveroVic,pag.39 esuldorso,benlegatometeljn(*6)agiro collo,unfasciodilegnaminutaraccoltaquae dellaqualeavevafattofortuna,linAmerica. l, perilcaminettodicasa,inaiutodiquella Almenoeraquestocichetraparoleitaliane, pi robusta accatastata durante le lunghe inglesi e albanesi riusc a capire il dottodi giornateestive,invistadeirigoriinvernali. famiglia,Nxhku.Eintendevaaffidarealnipote, Un giorno arriv a casa del vecchio padre qualorafossestatodispostoaraggiungerlo,tutta tXhunit (*7) una lettera dagli USA: era un lafarm.<Echecifaccioinunafarmacia, suozio,emigratodasempre(madopo io? > , lo interruppe Xhuni! ..< Ma quale oltreventicinqueannidisilenzio,chisi farmacia!La farm unafattoria>glispieg ricordavapidilui,incasaoinpaese!?...).Per Nxhku. Nella lettera, pi avanti, lo zio si essereprecisi,nonchenonsiricordasserodi soffermavaaprecisareiltipodilavoroalquale lui,infamiglia:pisemplicementenonvollero era chiamato: accudire al bestiame, guidare mai sapere notizie da una persona che aveva alcuninerineilavoripipesanti,organizzarei turni di raccolta di quanto siproduceva nella disonorato(!!!!)lafamiglia. sua farm e sistematolo in appositi Si era innamorato, e poi aveva osato anche contenitoriavviarloalmercatodelcentrocitt sposare,controlavolontditutti,unaragazzadi pivicino.Tuttoqui?sidomandpivolte Firmo!Passiilfattochelei Xhuni. Quasi quasi fosse di Firmo, con i cui .un abitanti , da sempre, non pensierino..Boh! correva buon sangue, LAmerica era cos ma.figliadelbecchino, lontanadalsuomondo! propriono!Macome? E poi come lasciare la Nj bil kambusandri? propria famiglia? A (*8). Mai e poi mai! Il menoche! padre kambusandr Ma s! Il vecchio zio ngit eshtra t rispose subito alle sua vdkurish(*9)eluisposavaunasuafiglia??? perplessit,avanzateperletteraviaaerea,scritta Insomma,nonvolleropisentirneparlare.E inperfettalinguaitalianadaNxhku. quando seppero che partiva per gli Usa, fu lunica cosa cheli rese contenti: .almeno Glicomunicavacheilfattodiesseresposatoe nonlovediamopidavantiagliocchielagente padrediunafiglia noneradiostacoloalsuo passaggio negli Usa: che, anzi, latto di prestosidimenticherdilui! richiamo(necessarioperqueltempo),cheera pronto ad inoltrare alle autorit preposte agli Ma questo vecchio zio, col tempo, aveva uffici di immigrazione statunitensi, avrebbe perdonatotuttoetutti,perch,maturatosinella avuto una corsia preferenziale, trattandosi di culturastatunitense,guardavalepiccolecosedi famigliaconminorialseguito. questo mondo con altro occhio! Ebbene, gi SierasparsalavoceinpaesecheXhunipresto maturoneglianni,sposatoesenzafigli,voleva sarebbe partito per gli Usa e gi tutti lo ritirarsi dalla sua farm ( chiss cosera la chiamavanolamericano.Essereamericano farm,sichieseXhuni!)nellaconduzione inpaesesiaccompagnavasempreesoltanto

allideadipersonaricca,dispendaccione, piuttosto che di emigrato in America; ma Xhuninonloeraancora, ninunsenson nellaltro:eppurepertuttieragiMerikni! Aveva appena comunicato allo zio di essere disposto lui con moglie e figlioletta a raggiungerlo negli Usa, che in capo a pochi giorniricevettetuttiidocumentidafirmareper lemigrazione, unitamente ai tre biglietti, gi pagati, da esibire alla partenza dal molo di Napoli: la data era quella ben evidente sul tagliando di ciascun biglietto. Ma quanta fretta!sidicevaincasadatuttiicomponenti dellafamiglia! Il vecchio padre, ora che Xhuni si era sistematoallameglio,nonvolevachepartisse; ma pi che lallontanamento del figlio, lo tormentava quello della nipotina: questa la verit!Lamadre,invece,nonparlava,maisuoi silenzi erano assai pi eloquenti di ogni commento.Contavanoigiorniivecchietti,ma con loro li contavano tutti in famiglia, e con sensazioni assai diverse: cera la preoccupazioneperlimpattoconunsistemadi vitabenlontanodalpresente,maanchelagioia dipoteruscirefinalmenteedefinitivamente! daunacondizioneeconomicadibisogno;cera il tormento degli affetti familiari, inevitabilmentecompromessidallalontananza, maanchelafiduciadipotertornareinpaese appenapossibile.Infondo,micasiandava a morireinAmerica!Epoi,setuttononglifosse andatoagenio,cerasemprelapossibilitdiun rientro in paese, per fare la vita di prima.: questosiripetevaXhunitrases,equesto ripetevaallamoglienellelunghenottidivigilia. Equandoladatadellapartenzadiventdavvero vigilia,tuttoincasaandassumendouncolore diverso:nonsiparlavapiliberamente,perch ognuno temeva di disturbare i pensieri dellaltro; e le parole sempre pi rade e sempre pi a bassa voce mal celavano sentimenticontrastanti.Zinasiassunseil

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compito di mettere insieme le cose essenziali per il viaggio; la vecchia suocera quello di mettereinordine,ketbaglji(*10),tuttala biancheria migliore che aveva dato al figlio il giorno delle nozze. Landava sistemando con cura nella capiente cassa approntata per la bisognaecoldorsodellamanolasfioravaquasi come per unultima carezza, quasi come la vigiliadellenozzedelsuoXhun.

Nonpiangevaquantoavrebbevoluto,masolo per non far soffrire quel suo vecchietto che, curvoinavantisullaboccaampiadelcaminetto, inseguiva senza parole le scintille che sprigionava il grosso ceppo, gi avanti nel consumo. Sapeva, il vecchio, che quello era lultimoallegroceppochescoppiettavainquella casetta:domanisarebbetornataalsilenziodopo lapartenzadinonavevaneppurelaforza dipensare!. S,Xhunigliavevalasciatouna copiadellefotodituttietreipartenti,avanzate dopolacompilazionedellacartadiidentit,ma saperechequelle,findallindomani,sarebbero state lunico legame col passato, epianse, comenoncredevadiesserecapacedifare;tir dalla tasca quel fazzoletto rossastro, con su tante palline bianche, che usava solo per asciugare quella lacrimuccia che di tanto in tanto gli sfuggiva dall occhio destro: era la vecchiaia,gliavevanodetto.Maquestavoltagli

serv anascondereunaltrotipodilacrima!. Xhunividetuttoesisentdentroilpettoun turbiniodisensazionimaiprovatefinoadallora, perchmaiprimadialloraavevavistosuopadre piangere. Fu sul punto di mandare tutto a monte. ..Perch far soffrire due poveri vecchisoloperinseguireilmiraggiodiunavita migliore?pens.Epoi,ceraanchelasua piccola che da alcuni giorni accusava strani disturbi,accompagnatisempredafebbreora lieve, ora con rapidi picchi verso lalto al punto che sua moglie, Zina, volle correre dal medicodelpaeseperfarlavisitare. Nientedigrave,sisentrispondere.Una banale forma influenzaleuna febbre da crescita.

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Il giorno della partenza della famigliola t Xhunit il paese si present velato di neve recente:tantobastadattutireognivoce,ogni suono di vita paesana; e uno strano silenzio accompagn i saluti e qualche lacrima: di parenti,diamici, tgjitonis (*11).Xhuni videancheNicola,unvecchioamicodigiochi, macolqualeavevaavutounviolentobattibecco alcuni giorni addietro nella cantina t Kapitnit(*12); enonloavevamenatosolo pernoncorrereilrischiodiessereincriminato, fino a macchiarsi il documento di Buona Condotta : necessario e indispensabile per lespatrio,allora!.Lovideaggirarsiquasi

distrattamenteperdarelideadiessersitrovano neiparaggipercaso;ma,inverit,capchesi erapresentatonellasperanzadichiudereconun abbraccio il litigio di giorni prima. Gli pass vicino,posilbagagliodiviaggioesistrinseal collodellamico,chenonaspettavaaltro.Nonsi disserounasolaparola:matantobastavaatutti e due per chiudere la ferita. Solo in quel momentoXhunigirlosguardoversolacasa appena lasciata: vide i volti dei suoi due vecchietti nella cornice della finestrola (*13) dellacucinacheliseguivanoimpietriti,dietro queimillefiocchidinevechelegavanocieloe terra, e gli si strinse il cuore; vide anche agitarsi,conlentomotodallaltoversoilbasso eviceversa,quelfazzolettorossoatondibianchi chesuopadreusava..perlalacrima,macon cui in quel momento sembrava chiedergli il ritorno.Ebbelaforzadisorridereaiduesuoi cari,salutandoliconmanodecisa,pernonfarli soffrire,maavrebbevolutopiangereancheluiin queimomenti.Girlangolo,giversopiazza Damis;epoigigi,lungolastradicciolache costeggia la chiesa, verso il corso, dove gi lattendevalalittorinaLuigi.Abbracciidue amici che fino a l gli avevano trasportato baguljin; salut i pochi paesani che si trovavano nei pressi dellautomezzo; aiut la moglie a salire, dopo aver preso tra le sue braccia la figliola , e sal egli stesso per un viaggiochesoloalloragliparvedavverostrano. Ma come non pensarci prima che gli sarebbe costato tanto allontanarsi dal suo paese? Dunque, questohannosoffertotuttiquelliche partironoprimadilui?[..]Ilviaggioversoil portodiNapoli,dacuierafissatalapartenzaper oltreoceano,fuunandirivienidiricordiperun passato di sacrifici, di preoccupazioni per un presentetuttodainterpretare,diinterrogativiper un futuro da costruire; ma soprattutto lo tormentavaetormentavasuamogliela

salutedellapiccolaLucia. La febbre, nel corso del viaggio, non laveva lasciata in pace per un sol minuto, quella creatura!Ditantointantosidimenava,semi addormentatatralebracciaoradiluioradella mamma, emettendo un lamento espresso con paroleindecifrabili;gliocchisempresocchiusi, le si aprivano solo raramente, quasi per accertarsidellapresenzadeigenitori;soltantoil dondoliodellacarrozzadeltrenoleagevolavail sonno.Avvoltainunoscialle,portataabraccia( anche se la bimbetta aveva circa tre anni ed erastatasempreautonoma),sirisvegliinun ampio androne, scossa da voci insistenti di gente sconosciuta. Una specie di grande camerata accoglieva, infatti, uomini, donne, bambini,interinucleifamiliariinpartenzaper oltreoceano. Dialetti diversi, ma quasi tutti meridionali,siintrecciavanoinquellimmenso carnaioinattesadicontrollisupersone,cose, documenti, destinazione ecc. Xhuni e Zina, con la piccola Lucia, non pensavano pi alla partenza: la preoccupazione per la bimba li tormentava pi di ogni altra cosa. Bisognava chiedere lintervento di un medico. Ed un medico, in camice bianco e stellette militari, accompagnatodaduecommilitoni,fusollecito a fare il proprio dovere. Non era possibile risolvere il caso su due piedi, disse ai due genitori;sirendevanecessarioilricoverodella piccola nell ospedale pi vicino. Dagli uffici dellacapitaneriadiportochiamunambulanza, che inpocotemposipresent,conmedicoe infermieriabordo.Dopounrapidoconsultocol personale della capitaneria si procedette al ricovero. Il medico, contrariamente alla consuetudine, fece salire a sullambulanza ancheigenitoridellapiccola:ecomeavrebbe potuto lasciare a terra quei due disgraziati? XhunieZinasapevanodidoversifermarenel portoanchepidiqualchegiorno,inattesadei controlliprevistiallapartenzaeperci,affidato ilbagaglioagliagentidiporto,seguironole

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decisioni del medico, fiduciosi in una rapida ripresadellalorofigliola.Equellofuilviaggio pibreve,maancheilpidolorosodellaloro esistenza.Attesero,mutieimpazienti,davanti la vetrata del pronto soccorso e dopo poco videro la loro piccola su di una barella, trasportata di corsa verso i reparti interni dellospedale. Nessunodicevaniente;maloro non erano i genitori? Non avevano diritto di sapere?Non?Attesero.Atteseroperun tempo che a loro parve eterno! Ma finalmente ecco, ecco.! Un medico, accompagnatodaunnugolodialtrimedicied infermieri,acolloquioconquellodellestellette econaltriindivisa,avanzanoversoiduee Lucia non c pi! Un grido straziante dellapoveraZinaeilcupolamentosopiantot Xhunit crearono un clima di indescrivibile commozione in tutti i presenti: eppure con la morte,inambienticomequello,sifamiliarizza conquotidiananormalit.Malavicendadiquei poverettiavevacommossoancheipiavvezzi adaffrontareidolorosicasidivitaedimorte, seguiti in altre circostanze con comprensibile distacco. Anzi, il medico pi anziano, abbracciando i due sventurati, cerc di confortarliprestandosiafaretuttoilnecessario perleesequie,finoaseppellirelalorocreatura nellapropriatombadifamiglia.PassXhunit unfogliodicartasucuiavevascrittoilproprio indirizzo e il numero di telefono del proprio studio,sottoposeaiduetuttaunaseriedifogli prestampati da sottoscrivere quale necessaria autorizzazione alle esequie, ed infine li accompagn a dare lestremo saluto alla loro creatura.Commossofinoallelacrimepurelui, non gli fu facile convincerli a staccarsi dalla piccola e a fidarsi della sua promessa; ma ancorameno facileglirisult convincerliche perlorofossenecessariocontinuareilviaggio versoundomanimigliore.

[.] La nave , col suo carico di vite e di dolori, partita dal porto di Napoli verso luoghi sconosciuti,lanciavaaripetizionecontroilcielo ilsuoallarmediaddioeZinaneseguivacon sguardo smarrito la lunga scia spumeggiante, chesembravalavolessetenerelegataasper unpassatodanondimenticare. Fuquellasciaatenerevivailleienelmaritola speranza di un ritorno in quella terra che abbracciavalaloropiccolaLuciacomeloronon eranoriuscitipiadabbracciare.Etornarono! Tornaronodopotantianni,ricchididollariedi ricordi.Nontrovaronoildottorecheerastato cos gentile con loro: aveva lasciato questo mondoqualcheannoprima.Fuilfigliodilui adaccompagnarlifinoallatombadifamiglia. Cera unfioreanchedavantiallogororitratto della piccola Lucia, che era sistemata proprio accanto alla lunga lapide dietro la quale riposavanoirestidelsuobenefattore:cosaveva raccomandato ai familiari quel medico, quelluomo dal cuore grande: grande come il cuoredituttiinapoletanidelmondo. NOTE:*1= Leggi:Giuni(Giovanni) *2= Leggi : Ngku ( Francesco) *3 = Littorina, nella accezione paesana, era quello che oggi chiamiamopullman;mentreinrealtiltermine indicamotriceditrenoascartamentoridotto. Analogamente,inpaesesichiamavavitort ognitipodipiccolaauto:calcoitaloalbanese della parola vettura, al diminutivo.*4 = Fareilnomesignificaattribuireunnomedi famigliaallaprole,maschileofemminile.*5= LeggiSina=Rosina.*6=meteljinLeggi Meteglin:cordacheservivaalegarelalegna, suldorso,facendopoilevaconiduecapial giro collo anteriore. *7 = Significa di Giovanni *8 = Kambusandr significa becchino;addettoalcamposanto.*9=Tutta lespressionesignificatoccaossadimorti!

*10= ket bagulji Leggi ket baggli : grossa e pesante cassa in legno stagionato, utileperlarobanecessariaadaffrontarelunghi viaggi. *11 = gjtonjis : la gjtonia il vicinato. *12 = Cantina del Capitano : soprannome .*13 finestrola sta per finestrella.

Letteratura.

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NATALIA GINZBURG, LA SCRITTRICE editriceEinaudidoveincontraesegueneisuoi DELLASEMPLICITA primipassiItaloCalvino;nel1947pubblicail suo secondo romanzo, E stato cos, al quale diAnnaMariaBonfiglio viene assegnato il premio Tempo. Nel 1950 sposailsaggistaestudiosodiletteraturainglese Gabriele Baldini, direttore dellistituto Italiano diCulturadiLondra,dalqualeavrduefigli: Susanna,natanel1954conungravehandicap,e Antonio, nato il 6 gennaio del 59 e morto appenaunannodopo.ALondrascriveLevoci dellasera.ConilromanzoLessicofamigliare, forsefraisuoiilpiricordato,vinceledizione del 1963 del premio Strega. Una storia di famiglia,comeleistessaprecisanellavvertenza che precede la narrazione, e non Nellottobredel1991cilasciavaunadellepi unautobiografia,perchnondisestessache importanti scrittrici del secondo Novecento lautrice racconta, ma delle persone che Italiano,NataliaGinzburg,romanziera,autrice costituiscono lambitofamiliare,padre, madre, teatraleesaggista.NataaPalermonel1916e fratelli,ediquellecheattornoaquestambito vissuta fin dallinfanzia a Torino, dove la gravitano:personaggidelmondodellacultura, famigliasieratrasferita,pubblicilsuoprimo dellavitapoliticaesociale,diquellaletterariae racconto, I bambini, a diciassette anni sulla universitaria,ununiversoumanochesiraccorda rivistaSolaria.NataliaLevi(questoilcognome tantoconlaStoriaquantoconlavitaindividuale dellafamigliadiorigineebrea)eralultimadei eprivatadiquellichelocostituiscono.Lessico figlidiLeoneLevi,medicoeinsignedocente famigliarericostruiscelevicendedeiLeviinun universitario, e di Lidia Tanzi, nella casa dei arcoditempochevadaglianniTrentaaglianni quali si radunavano intellettuali, scrittori e Cinquantaraccontateattraversolariproduzione politici antifascisti. La giovane respira fin del linguaggio che si parlava nella famiglia. dalladolescenza unatmosfera di impegno Quello delliroso padre Giuseppe, burbero ma culturale, segue privatamente le classi amoroso,dellamadreLidia,ilarecanterina,dei elementari, frequenta il liceo ma, iscrittasi litigiosi fratelli. I motti, i modi di dire che si allUniversit,nonarrivermaialaurearsi.Nel ripetonosempreugualinellaroutinequotidiana 1938 sposa Leone Ginzburg, docente evocanomomentiedesperienze,inuncontinuo universitariodioriginerussaegenialeautoredi giocodirichiami,ecostituisconouncifrarioche saggietraduzioni.Acausadelsuoantifascismo permetteaicomponentidelnucleofamiliaredi eglivieneinviatoalconfinoinAbruzzo,dovelo riconoscersi. Noi siamo cinque fratelli. raggiunge la moglie Natalia con i due figli, Abitiamoincittdiverse,alcunidinoistanno Carlo e Andrea, ai quali si aggiunger dopo all'estero:enonciscriviamospessoannota pocotempolultimanata,Alessandra.Elche lautrice nellavvertenza Quando ci la Ginzburg scrive il suo primo romanzo, La incontriamo,possiamoessere,l'unoconl'altro, strada che va in citt, che per firma con lo indifferenti o distratti, ma basta, fra noi, una pseudonimo di Alessandra Tornimparte e che parola.Bastaunaparola,unafrase:unadiquelle GiulioEinaudipubblichernel1942.Nel1944, frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte dopo vari arresti e rilasci, Leone Ginzburg nellanostra infanzia. muoreaReginaCoelisottoletorturefasciste. Nel1969NataliaGinzburgrimaneancorauna TornataaTorino,Ginzburglavoraperlacasa voltavedova.Duranteglianni70iniziaad

interessarsi attivamente di politica militando nellefiledellasinistraindipendente.E'ancheun momento di fertile produzione letteraria, ai romanzi,aisaggieagliarticolisiaggiungonoi testi teatrali, fra i quali Ti ho sposato per allegria, che viene rappresentato con rilevante successo. Nel 1983 pubblica La famiglia Manzoni, ricostruzione storicofamiliare della stirpe appartenente allo scrittore Alessandro Manzoni,econtemporaneamente,vieneelettaal Parlamento come indipendente nelle liste del PCI. La scrittura della Ginzburg si distanzia dalla generazione degli impegnati, essendo quellochescrivefruttodellamemoriaedella fantasia che per istinto, e non per pratica programmata, si aggancia alla letteratura. La sua cosiddetta semplicit, il suo riferirsi allesistenzaconsguardosereno,nonostantele dolorose vicissitudini vissute, che produsse in Paveseunareazionediincredulitedicritica, la risposta ad una letteratura manipolata e sperimentalistica,lanalisipuntualeediscreta delle multiformi facce dellesistenza e si connotaperlironia,lumanitedilconfronto conilvissuto.NataliaGinzburgmuorefrail6e il7ottobredel1991.Alsuofunerale,cheper sceltadeifigliofficiatoconilritocattolico, partecipacommossoilmondodellaletteratura, dellarteedelcinema.
Opere
LASTRADACHEVAINCITT,1942come AlessandraTornimparti STATOCOSI,1947 VALENTINO,1951 TUTTINOSTRIIERI,1952 LAMADRE,1957 SAGITTARIO,1957 LEVOCIDELLASERA,1961 LEPICCOLEVIRT,1962 LESSICOFAMIGLIARE,1963 TIHOSPOSATOPERALLEGRIA,1966 FRAGOLEEPANNA,1966 LASEGRETARIA,1967 L'INSERZIONE,1968 MAIDEVIDOMANDARMI,1970 PAESEDIMARE,1972 CAROMICHELE,1973 PAESEDIMARE,EALTRECOMMEDIE,1973 VITAIMMAGINARIA,1974 FAMIGLIA,1977 BORGHESIA,1977 LAFAMIGLIAMANZONI,1983

LACITTELACASA,1984 L'INTERVISTA,1988 SERENACRUZ,OLAVERAGIUSTICA,1990 DIFFICILEPARLAREDIS,1999acuradiCesare GarbolieLisaGinzburg

ComenacqueIlgrandedittatoredi CharlieChaplin
propostodaMorenaBacchi.

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doveva essere messo alla berlina. Se avessi conosciuto gli orrori dei campi di concentramentotedeschinonavreipotutofareil dittatore; non avrei certo potuto prendermi giocodellafolliaomicidadeinazisti.Maero bendecisoamettereinridicololeloromistiche scemenzesullapurezzadelsangueedellarazza (). Lettere preoccupatissime mi furono spedite dall'ufficiodiNewYork,perimplorarmidinon fareilfilm,dichiarandochenonsarebbemai statoproiettato ninInghilterraninAmerica.Maioeroben deciso a portarlo a termine, avessi anche dovuto noleggiare personalmente le sale da proiezione. Questo documento dedicato all'arte Prima della fine del Dittatore l'Inghilterra cinematografica,unapaginadellememoriedi dichiarguerraainazisti. unotraimaggioriregistrieattoridelsecolo, Charlie Chaplin, nella quale egli ricorda la Ilmessaggiofinaledelfilm. contrastatagenesidelsuofilm(1940). Mi dispiace ma io non voglio fare Ilgrandedittatore,parodiasuHitler.Faseguito l'Imperatore,non il miomestiere,nonvoglio il discorso pronunciato dal barbiere ebreo governareeconquistarenessuno,vorreiaiutare ,protagonista del film e sosia di Hitler,che tutti,ebrei,ariani,uominineriebianchi,tuttinoi concludeilfilmmedesimo. dovremo aiutarci sempre , dovremo soltanto TrattodaC.Chaplin,Lamiaautobiografia. goderedellafelicitdelprossimo,nonodiarcie Nel1937AlexanderKordamiavevasuggerito disprezzarcil'unconl'altro. unfilmsuHitler,giocato suunoscambiodi Inquestomondoc'postopertutti,lanatura identitdovutoalfattocheilvagabondo( uno ricca, sufficiente per tutti noi ,la vita pu dei personaggi di C. Chaplin) aveva baffi essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo ugualiaisuoi().Macerto!Neipanniavrei dimenticato. potuto arringare la folla un gergo L'avidit ha avvelenato i nostri cuori,ha incomprensibile o dicendo tutto quello che precipitatoilmondodell'odio,cihacondottia volevo. passod'ocaafarelecosepiabbiette,abbiamo Einquellidelvagabondopotevotacerequasi mezziperspaziare,macisiamochiusiinnoi completamente. stessi. UnfilmsuHitlereral'idealeperunaparodiae La macchina dell'abbondanza ci ha dato unapantomima(). povert, la scienza ci ha trasformato in Mimisiascrivereilsoggetto.Occorserodue cimici,l'aviditciharesiduriecattivi,pensiamo anniperportarloatermine(). troppoesentiamopoco.Pichemacchinarici Mentreeroametdel dittatorecominciaiad serveumanit,picheabilitciservebonte avereallarmanticomunicazionidapartedella gentilezza, United Artists (). Stavo per cacciarmi nei senzaquestequalitlavitaviolenzaetutto guai () erano molto preoccupati all'idea di perduto. girare un film anti hitleriano e dubitavano L'aviazione e la radio hanno ravvicinato le chelosipotesseproiettareinGranBretagna. genti, la natura stessa di queste invenzioni Maioerodecisoatiraravanti,perchHitler reclamalabontnell'uomo,reclamala

fratellanza universale,l'unione dell'umanit. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di uomini,donneebambinidisperati,vittimediun sistemacheimponeagliuominiditorturaree imprigionaregenteinnocente.Acolorochemi odono,iodico,nondisperate! L'avidit che ci comanda solo un male passeggero,l'amarezzadiuominichetemono leviedelprogressoumano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatorieilpoterechehannotoltoalpopolo ritorneralpopoloequalsiasimezzousinola libertnonpuesseresoppressa.

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ritrovi il senso del vivere civile. L'ignoranza, che viene incoraggiata a piene mani per far pascereunpopolo nell'insipienza,deveessere combattuta con tutte le armi a disposizione. L'inciviltel'incultura,eletteametododivita da imitare, devono essere contrastate con l'entusiasmo della giovinezza, con la ponderatezzadell'etmaturaeconlasaggezza della vecchiaia. Che mai pi si permetta che l'Italia, dalle Alpi alla punta della Sicilia, si rotolinellamelmachesivuolecisommerga.Se ancheunasolapersonaleggerquestepagine di Silvio Pellico, un'altra piccola pietra sar stata inserita nell'ingranaggio del perfido progettochecivuoletuttiabbrutitiesottomessi.
MarcelloVicchio.

CAPOLXIV Perdirvero,selapenaeraseverissima edattaadirritare,avevamonellostessotempola rara sorte che buoni fossero tutti coloro che vedevamo. Essi non potevano alleggerire la nostra condizione se non con benevole e rispettose maniere; ma queste erano usate da tutti. Se v'era qualche ruvidezza nel vecchio Schiller, quanto non era compensata dalla nobilt del suo cuore! Persino il miserabile Kunda (quel condannato che ci portava il pranzo,etrevoltealgiornol'acqua)volevache ci accorgessimo che ci compativa. Ei ci spazzavalastanzaduevoltelasettimana.Una mattina, spazzando, colse il momento che Schillers'eraallontanatoduepassidallaporta,e m'offerseunpezzodipanbianco.Nonl'accettai, ma gli strinsi cordialmente la mano. Quella stretta di mano lo commosse. Ei mi disse in cattivotedesco(erapolacco):Signore,lesid oracospocodamangiare,cheellasicuramente patiscelafame. Assicurai di no, ma io assicurava l'incredibile. Il medico, vedendo chenessunodi noi potea mangiare quella qualit di cibi che ci aveano dato ne' primi giorni, ci mise tutti a quellochechiamanoquartodiporzione,cioal

DaLemieprigioni, diSilvioPellico.
Sevi unlibrochedovrebbeesserelettoda ogni amante della libert, dell'onore, dell'ideale qualunque esso sia, purch sia ebbene questo dovrebbe essere Le mie prigioni.Questolibrodovrebbefarpartedel bagaglioculturalediognigiovane,diqualsiasi paese del mondo, perch il tema che tratta davverouniversale.Finchesisterannoesempi comePellico,Maroncelli,Oroboni,emoltissimi altri meno famosi, l'umanit, e soprattutto la nostra nazione, non potranno dirsi perduti. L'ignobile e interessato sudario che si stende volutamentedaanni,sempredipi,sull'anima di un'Italia oppressa e mortificata sin nella fibra pi intima da una barbara schiatta di truffaldini intellettuali, che si mascherano dietrounopseudoefficientismovacuochenon appartiene alla nostra cultura, deve necessariamenteesseresollevatoperchsi

vittodell'ospedale.Eranotreminestrine leggerissimealgiorno,unpezzettinod'arrosto d'agnellodaingoiarsiinunboccone,eforsetre once di pan bianco. Siccome la mia salute s'andavafacendomigliore,l'appetitocresceva,e quel quarto eraveramentetroppopoco.Provai di tornare al cibo dei sani, ma non v'era guadagnoafare,giacchdisgustavatantoch'io nonpotevamangiarlo.Convenneassolutamente ch'io m'attenessi al quarto. Per pi d'un anno conobbi quanto sia il tormento della fame. E questo tormento lo patirono con veemenza anchemaggiorealcunide'mieicompagni,che essendo pi robusti di me erano avvezzi a nutrirsi pi abbondantemente. So d'alcuni di lorocheaccettaronopaneedaSchilleredaaltre dueguardieaddettealnostroservizio,eperfino da quel buon uomo di Kunda. Perlacittsidice chealorsignorisidpoco damangiaremidisseuna volta il barbiere, un giovinotto praticante del nostrochirurgo. verissimo risposischiettamente. Il seguente sabato (ei veniva ogni sabato) volle darmi di soppiatto unagrossapagnottabianca. Schillerfinsedinonvederl'offerta.Io,seavessi ascoltatolostomaco,l'avreiaccettata,mastetti saldoarifiutare,affinchquelpoverogiovine nonfossetentatodiripetereildono;ilchealla lungaglisarebbestatogravoso. Per la stessa ragione, io ricusava le offertediSchiller.Pivoltemiportunpezzo dicarnelessa,pregandomichelamangiassi,e protestandochenonglicostavaniente,chegli era avanzata, che non sapea che farne, che l'avrebbe davvero data ad altri s'io non la prendeva.Misareigettatoadivorarla,mas'iola prendeva,nonavrebb'egliavutotuttiigiorniil desideriodidarmiqualchecosa? Soloduevolte,ch'eimirecunpiattodi ciriege, e una volta alcune pere, la vista di quellafruttamiaffascinirresistibilmente.Fui pentitod'averlapresa,appuntoperchd'allorain poinoncessavapid'offrirmene.

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CAPOLXV Ne'primigiornifustabilitocheciascuno dinoiavesse,duevoltelasettimana,un'oradi passeggio.Inseguitoquestosollievofudatoun giornos,ungiornono;epitardiognigiorno, trannelefeste. Ciascuno era condotto a passeggio separatamente,fradueguardieaventischioppo inispalla.Io,chemitrovavaalloggiatoincapo del corridoio, passava, quando usciva, innanzi allecarceridituttiicondannatidiStatoitaliani, eccetto Maroncelli, il quale unico languiva dabbasso. Buon passeggio! misussurravanotuttidallo sportellodeilorousci;ma non mi era permesso di fermarmi a salutare nessuno. Si discendeva una scala, si traversava un ampio cortile, e s'andava sovraunterrapienosituato a mezzod, donde vedeasi la citt di Brnn e molto trattodicircostantepaese. Nelcortilesuddettoeranosempremolti dei condannati comuni, che andavano o venivano dai lavori, o passeggiavano in frotta conversando. Fra essi erano parecchi ladri italiani,chemisalutavanocongranrispettoe diceanotraloro:Nonunbirbonecomenoi, eppurelasuaprigioniapiduradellanostra. Infattiessiaveanomoltapilibertdime. Io udiva queste ed altre espressioni, e li risalutavaconcordialit.Unodiloromidisse unavolta:Ilsuosaluto,signore,mifabene. Ella forse vede sulla mia fisionomia qualche cosa che non scelleratezza. Una passione infelicemitrasseacommettereundelitto;ma,o signore,no,nonsonoscellerato!. E proruppe in lagrime. Gli porsi la mano,maeglinonmelapotstringere.Lemie guardie,nonpermalignit,maperleistruzioni cheaveano,lorespinsero.Nondoveano

lasciarmi avvicinare da chicchesifosse. Le parole che quei condannati mi dirigevano, fingeanoperlopididirseletraloro,eseimiei due soldati s'accorgeano che fossero a me rivolte,intimavanosilenzio. Passavanoancheperquelcortileuomini divariecondizioniestraneialcastello,iquali venivano a visitare il soprintendente, o il cappellano,oilsergente,oalcunode'caporali. Eccounodeg'Italiani,eccounodegl'Italiani! diceanosottovoce.Esifermavanoaguardarmi; e pi volte li intesi dire in tedesco, credendo ch'iononlicapissi:Quelpoverosignorenon invecchier;halamortesulvolto. Io infatti, dopo essere dapprima miglioratodisalute,languivaperlascarsezza del nutrimento, e nuove febbri sovente m'assalivano. Stentava a strascinare la mia catena fino al luogo del passeggio, e l mi gettava sull'erba, e vi stava ordinariamente finchfossefinitalamiaora. Stavanoinpiediosedeanovicinoame leguardie,eciarlavamo.Unad'esse,pernome Kral, era un boemo, che, sebbene di famiglia contadina e povera, avea ricevuto una certa educazione, e se l'era perfezionata quanto pi aveapotuto,riflettendoconfortediscernimento sulecosedelmondoeleggendotuttiilibriche gli capitavano alle mani. Avea cognizione di Klopstock,diWieland,diGoethe,diSchillere dimoltialtribuoniscrittoritedeschi.Nesapea un'infinit di brani a memoria, e li dicea con intelligenza e con sentimento. L'altra guardia eraunpolacco,pernomeKubitzky,ignorante, marispettosoecordiale.Lalorocompagniami eraassaicara.

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Itempidella"staffa"alMontetabor elanotasullaporcopoli,
tratto da Milano sconosciuta di Paolo Valera.

PaoloValera(Como,18gennaio1850Milano, 1maggio1926)giornalistaescrittoredifede socialista,riassumeinsduecaratteristicheche spesso vanno a braccetto con la genialit: l'insofferenzaversol'ipocrisiaeildesideriodi esprimere, sempre e comunque, il proprio pensierosenzafreni,inossequiosoltantoaci che si sente intimamente come vero. GiovanissimopreseparteallaTerzaGuerradi Indipendenza come garibaldino. Esule a Milano, inseguito dalla giustizia piemontese, tornaMilanonel1898perpartecipareaimoti popolari, stroncati violentemente del generale Bava Beccaris. Condannato al carcere, si iscrisse al Partito Socialista e fu pi volte perseguitato dalla giustizia. Nel 1924 scrisse una biografia di Mussolini, che defin un voltagabbana, e che gli valse sia l'espulsione dalPSIchel'ostracismodelfascismo. Milano sconosciuta, un'impietosa raccolta di reportagesullacittchedenuncianoildegrado ditutteleclassisocialicittadine,fucausaper lui di un processo per diffamazione; ma il lettoredioggi,grazieallapennastraordinaria diValera,vienescaraventatoinunmondovero, vivo e reale, al di fuori di ogni stucchevole retorica, tanto che viene da chiedersi se da allora sia davvero cambiato qualcosa. Da notare quel porcopoli davvero molto suggestivo!

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Eranoitempidellasignorilitmeneghina.C'era sindacoBelinzaghi,unominoeleganteintuba, conosciutocomelabetonica,chesimettevain circolazionetralecinqueeleseiperl'aperitivo dalRainoldi,ilsalumieredilussodelbottegone sulCorsoVittorioEmanuele.Eralabuvettedel patriziato moribondo. Vi si affollava sul marciapiedetuttocichec'eradisignorilecome inunavetrina.Lavenditadeifiorieraprivilegio della Teresina, una bella ragazza formosa dai capelli neri bipartiti, con trecce meravigliosamente attorcigliate alla nuca. Ella eravenutadallacampagnaconuncanestrodi violeederacresciutatraisignoridellemassime buvettes deimassimirestaurantsedimassimi teatri.finitaaGenovaconmoltibigliettida milleeconlosfregioallaguanciainflittoleda un'ordinanzadiunvolontariomascalzone. DalRainoldisivedevapureallastessaorain mezzoallaconsorteriailLeoneFortis,ilnoto autore delle conversazioni che riversava nella Illuminazione Italiana del Treves. Egli era il direttoredelPungolo,unquotidianosemprein bolletta,sempreingirofraisignoriconlatuba in mano. L'Hagy non pi la buvette d'una volta. Vi si aperitizzavano i giornalisti conosciuti,idemocratici,gliexeroidelperiodo garibaldino. Il maggiore fra quest'ultimi era Achille Bizzoni, il direttore del Gazzettino Rosa, sempre cercato, sempre in prigione per dellegiornatedascontare,sempreinlottaconle autoritgiudiziarieodiquestura.Fulchela spia Besana ricevette da lui un potente manrovescio.Bizzoninoneramaidisoccupato. Quantomancavaperdelleoresisapevacheegli era sul terreno con la sciabola in mano. Ha avuto 69 duelli. Buono. Si credeva sempre al verde. Spendaccione, innamorato tutta la settimana. Se parlava delle sue penurie il finanziere finiva per invitarvi a pranzo, con delle bottiglie in fondo. Vi vedevi sovente FrancescoGiarelli,ungiornalista,enciclopedico che non spettava la penna che per dormire. Scrivevaancheapranzo.Magnificocornista.Il suo aperitivo era il Vermouth. Questa la Milano che sfioro e che dobbiamo rifare. Per questebuvettepassatoancheun'altracelebrit: AngeloSommaruga,finitoeditoredelleForche Caudine,diPietro

Sbarbaro, il professore che in "regina o repubblica" hascrittopi porcaggini di tutti i pornografi della esistenza letteraria. Lo profileremo fra poco. Egli ha scritto di tutto: delle donne ch'egli ha presentato come sgualdrine; dei tribuni ch'egli ha messo in circolazione come scrocconi e cortigiani; dei deputaticorrottievendereccicheavevanofatto chiassoalla tribunaparlamentare.Deiministri ch'egli ha svillaneggiato con le invettive pi maiuscoledelfrasariodeilibertini. La borghesia vi si dimezzava nelle ore pomeridiane.Granpartesparivaconicalessi.Si dava alla "staffa" alle porte cittadine, al bicchiereoalcalicedivinobiancoalSempione. Ipinotiritrovialdiloalmarginedelleporte daziariecomequelloalMontetabor,proprio

nell'angolodeldazioadestradiPortaRomana chevoltavaperilbastionechecosteggiavagli alti ippocastani che proteggevano le pi belle cavalcatrici della casa d'equitazione di porta Nuova. L'entrataerainmarginealporticatocheospitava la famiglia del tenente delle guardie daziarie. L'entratadelMontetaboreraunampioportone che metteva in una larga zona di verde, ai fianchi della quale c'erano parecchi berceaux, dove cenava e pranzava la scapigliatura del teatro e del libro e dell'industria che faceva quattrini. Pranzi squisiti. Vivande della nostra milaneseria ghiotta d'intingoli; del manzo brasato,deirisottinicoitartufi,dellefritturine

miste, dei minestroni che non mangiamo in questi giorni di proibizioni. Fra le figure che arrivanosultilburperilvinobiancosivedeva ildottorPanseri,coluicheavevaaggiustatoe raddrizzato,eresepossibililemembradituttii ragazzidellastrada.ConildottorPanzerisipu direchelaMilanodeideformatiedeirachitici era scomparsa. Per capire che tutto quel movimentononeraunlusso,abbiamodovuto venire ai nostri tempi. Tempi di ladrerie, di mangerie, di strozzinerie. Quello che bastava pertuttalatavolaepertuttelebevandeconil brumistacomefinalenonbastaorapermancia al cameriere moderno. I cocchieri dei tempi dellastaffaeranograziosibiroeuingiletrosso, cheadescanolaclientelaconlagentilizzadiuna curvainiziale;tuttovieraambientato. Ilvinobiancoeral'aperitivodiquasituttigli avventori. Vi si vedevano i milanesoni, quelli che mangiano un manzo che adesso non si mangia pi n agli alberghi, n ai piccoli e grandi restaurants. L'ultimo restaurant che ha chiuso bottega con tutte queste leccornie ambrosianeecontuttoquestomondocheviveva ditradizioniculinarieconiltacchinoarrosto,la trippaalsabato,imarroniarrostonellastagione invernale, i tortelli che facevano bere litri di vino grimello e tante vivande squisite, di

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bocca, come il manzo che il cuoco preparava con gli intingoli preziosi. Uno di questi personaggi che ha fatto storia e fortuna nei tempi della bonomia sociale, fu certamente il signor Consonni, dell'"Orologio", ora alla stazione centrale con la figlia. L'"Orologio" nellesuemanivalevaunmilioneodue.Erauna miniera.Noigiornalistiscapoli,eravamodella suabottega. Lasci fare diceva all'avventore che voleva mangiarebeneNondubiti,vadoioincucina. Riceveva tutti col sorriso del padrone di casa uscito dalla bont dei "Promessi Sposi" che additava i posti, che suggeriva le vivande e faceva portare dai vaselli litri di ottimo grignolino e di barbera, che faceva giustizia controtuttelesgarberieoletardanzeoipiatti chenonpiacevano.Perdegliannil'"Orologio" statoilrestaurantdituttiibanchetti:deimedici, dei giornalisti, dei parlamentari, degli industriali.Persinoil"Manzoni",dellaCorazza DeBenedetti,vihabrindatocomebanchettante alla sua speculazione che lo ha mandato in prigione. IlMontetaboreratroppolontanoperpenetrare nell'atmosferadimezzomilionedipersone.Vi capitava chi capitava. Erano pi avventizi che "habitus".Vitorreggiavalafamigliacomealla

"Carit",nellasuaviuzzaomonima,inmargine alcorsoLodi.LaMilanodeldopoguerranonha confronti.Visimangialacarne;dappertuttosi spendonogliocchidellatestasenzaigodimenti diunavolta. Tempipassati.Conessasparitoilpersonaggio Quellochesispendevainqueigiornipertutto chericevevalefamiglie,lecomitive,laclientela unpranzocoivinisquisitiefruttafragrantee con il largo benvenuto all'entrata e offriva le caffprofumato,nonbastaoggiperisigario perlesigarette.Neancheimiliardaripossono vivandesaporitechedovevanodileguarein memorieperdute,fula"Ferrata"diviaCusani, demolita dalla speculazione. La "Ferrata" scappata a Como ed ora la "Barchetta", in facciaallago.

mangiarbeneinquestacittdicenciaiuoli.Non c'pinientediculinariadeinostriavi. Il "Montetabor" non esiste pi. Era un largo portone spalancato che lasciava passare nella vasta zona verde le arie di una campagna in fiore. Vi manteneva le sue facce storiche che nonvariavanoacolazione,chesimutavanoa pranzo,cherimanevanoquelledelgiuocodelle bocce fino allo spegnimento del gas; che rimanevano fissi ai "berceaux" come posti di predilizione. Tutto finito. Il "Montetabor" rimastoapoliticoanchequandoerafrequentato dal maggiore Chiesa, come la sua gamba di gomma.Afiancodell'entrataadestraera,come hodetto,l'abitazionedeltenentedelleguardie daziarie che vi finiva la chilificazione seduto tuttelesereconilvirginiainbocca.Infaccia all'altrocasinoeglivedevacomesisvolgevala vita daziaria fra le guardie e l'impiegato di notturna. Tutto perito nelle mani dei capimastrichehannorovesciatotuttoilcomfort e le bellezze della tradizione milanese. Di un ambientecossplendidohannofattofuoriuna stazionedimorti!Nonvisentitepicheodore dicadaveri.Nonuditepichemarciafunebre! Accidentiagliamministratoricapimastri! Cos chiudo il volume con due note sulla porcopoli. Purtroppo, non ancora finita. In questacittdimoltiipocritiedimoltidepravati, lapreturahaieril'altrodocumentatolalussuria dellenuovefemmineedeinuovimaschi.Ilocali annessialteatroCarcano,adibitiaTabarinead albergo, si cancaneggiava in tutto il mondo, nudi e vestiti. Non c'era pi scrupolo. Senza scrupolo non aveva pi ritegni. Cinedi, etre, giovani e giovane, si abbandonavano a tutti i quadri plastici. Le et erano saltate via. Danzavano in tutte le fogge. Voluttuosi tanto, jazzeccitantierimescolanti. Sullaterrazzavenivanoserviteceneaipiccoli tavoliadueeaquattro,illuminatidallelampade sormontate dagli abatjours variopinti, attraversocuifiltravalaluceammorbidendosiin tenuipenombre. Un giornale ha descritto queste danze con questeparole: "NelquartierediportaRomanacorrevanovaghe leggende di strane danze in abiti quali indossavano Adamo ed Eva nel paradiso terrestreedaltresollazzevolistorieche

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avrebberofattoarrossiremesserBoccaccio". Ilicenziosiconvegnidemoralizzavanoilteatroe lasocietproprietariahaquerelatoperlenocinio l'affittuario. Bisogna notare che alcuni salottini particolari erano stati trasformati in camere, dove si afferma finissero le danze e i pranzetti succolentiinnaffiatidaltradizionalechampagne. Tutto finitoinunacondannaaseimesiper lenocinio al conduttore dell'albergo, Martino Giazzi. Ildocumentotuttaunarivelazione:Milano statatrascinatanellapozzangheradituttiivizi!

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Storia
IlmisterodelCastrumPetraeRoseti
diLoredanaChiarello

<Della rosa fronzuta /diventer pellegrino; / chiolaggiocosperduta./Perdutanonvoglio chesia,/ndiquestosecologita,/maluomo chelhainbalia,/dituttegioielhapartita>.

Un affascinante percorso naturale, storico, religioso ed architettonico si snoda nell entroterra calabrese, in particolare fra le province di Cosenza e Crotone. Un percorso affascinanteemisteriosochesiconiugaconla leggendaeincuisonoriconoscibilinumerose traccechesiimpongonoconforzaallafuriadel tempo e della modernit, tracce collegabili soprattutto allet sveva ed all imperatore FedericoII,StuporMundi,chefumoltopidi un imperatore: spirito raffinato e indagatore, uomo di scienze e di lettere, personaggio affascinante, dal grande spessore politico e culturale, dalla versatilit creativa, dal vigore vitale,dallaforzaequilibratricecheseppedare, conparametricheavoltetrascendonolastessa norma e la stessa coscienza del Medioevo, vigore ed orgoglio alle genti del meridione. QuestopercorsocalabreselegatoaFedericoII tracciatodalsentierochecollegaidealmentei

tanticastellifedericianidelmeridionedItalia. NellelimpideecristallineacquedelmarJonio, lantico mare della Calabria Citeriore, in quel maremiceneodovelaleggendavollefanascere Venere,ilmitopaganoecristianosiconiugano perfettamente.Inqueltrattodimaredenominato CostadegliAchei,conchiaroriferimentoalla frequentazioneacheadellazona,tralafocedel fiumeFerroanordelafocedelTriontoasud, nellaPianadiSibari,incastonatalacittadinadi RosetoCapoSpulico.IlnomeRosetoderivadal latino"rosetum" inquantoinquestoterritorio era diffusa la coltivazione delle rose che crescevano anche nei mesi rigidi, mentre la dicituraCapoSpulicostataaggiuntanel1970 perchilcomune vicinoal CapoSpulico, che separa il Golfo di Taranto da quello di CoriglianoCalabroeuntempoerailconfinetra laSibaritideelaSiritide.NellantichitRoseto eraunadelleventicinquecittchegravitavano intornoaSibari,la pifamosacoloniaachea. Caduta la Magna Grecia, si trov sotto la dominazioneromana.LaRosetoodiernanacque nelXsecolod.C.eraggiunseilsuomassimo splendoreintornoal1260,inepocafedericiana. La Calabria, infatti, era parte integrante del regnodiFedericoIIdiSveviaefacevapartedi una delle due grandi circoscrizioni amministrative: il Capitanato Generale a flumine Tronto usque ad portam Roseti comprendente la Campania, la Puglia e la Lucania, e quello a porta Roseti usque ad flumen Salsum comprendente appunto la Calabria e la Sicilia orientale. Proprio nel territorio di Roseto Capo Spulico, incastonato nella roccia, su uno scoglio leggermente rialzato,inrivaallechiareacquedelmareJonio, sorge un magnifico e misterioso castello, il CastrumPetraeRoseti,chefapartedelsistema deicastellifedericianisparsinellaPenisola,una serie di avamposti che limperatore volle edificare per controllare e preservare il suo territorio. Loriginedelmanieronon ancora benprecisata,masiritienechelafortificazione possarisalireadepocaprefedericiana,quando RobertoilGuiscardoeilfratelloRuggerosi diviserolaCalabriaedeciserodieleggerela

Porta Roseti quale confine dei relativi possedimenti.Nel1229,giTempiodell'Ordine, il maniero fu requisito da Federico II ai Cavalieri Templari, per ritorsione al loro tradimentodurantelaVICrociatainTerraSanta (1228).Ilprimitivocomplessofortificatofupoi ristrutturato dallimperatore e riadattato a fortezza militare. Lintrusione angioina nel Mezzogiorno dItalia procur altri rimaneggiamentialledificio.

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castello, come ho scritto sopra, inciso il simbolodellarosacrociataeilcastellocitato dallalchimistaRobertFlouddcomeuno dei soli nove collegi al mondo dove i Rosacroce risiedevano(iRosaCroceeranounordine segreto,natonelXVsecoloelacuiconoscenza venne diffusa nel XVII secolo, ed erano probabilmenteriformatorireligiosiemorali,che utilizzavano mezzi per l'epoca ritenuti scientifici, in particolare l'alchimia, per far conoscereleproprieopinioni).Inoltre,sempre secondoquestiultimistudi,cisarebbeancheun altro episodio da correlare a questi simboli templarierosacrocianisparsiperilcastello.Si ipotizza infatti che la torretta centrale abbia ospitato,nelperiodocompresotrail1204eil 1253,laSacraSindone,omeglioleSacreBende cheavrebberoricopertodopolamorteilcorpo diCristo.Nelsettembredel1999leprincipesse Yasmin e Kathrin Von Hohenstaufen, discendenti dirette di Federico II di Svevia, sostennerodiaverscopertonegliarchivi delle Recentementesottopostoalunghiinterventidi cappelle di famiglia un documento di epoca restauro,ilcastellostatodotatodiunpiccolo normannasecondoilqualelaSindone,leSacre anfiteatro all'aperto, all'interno del quale nei mesi estivi vengono ospitate manifestazioni culturali. Di pianta trapezoidale, e' circondato damuramerlatechesullatosudsiapronoinun ampio ingresso con un imponente portale in stilegoticocheconservaancoralarosacrociata, ipetali digiglio,il cerchiodi Salomone elo stemmacongrifone,emblemadelcasatoSvevo. La struttura presenta possenti torri, una delle qualipialta,merlata,apiantaquadrangolare. All'internodellaroccavisonounampiocortile, dotatodicisternacentrale,irestidellescuderie, magnifici e ampi saloni. Mac qualcosa di Bende(SindoneetSudarioChristi)elOnfale misterioso che aleggia attorno al Castrum ( Loculo Ubi Christi Cenavit) contenente il PetraeRoseti:negliannirecentiessodivenuto Santo Graal, non solo sarebbero appartenuti a sempre pi insistentemente oggetto di studio Federico II, ma sarebbero anche transitati non solo per gli storici, ma anche argomento proprio dal Castello di Roseto Capo Spulico. trattato da scienze religiose, mistiche ed Questa casuale scoperta avrebbe consentito di esoteriche. A questo proposito, circa la dimostrare dove vennero custodite le sacre derivazione di questo castello da modelli bende nel periodo in cui scomparvero, prima templari alchemicoesoterici si espressa una cheriapparisserointornoal1356.Nel944d.C. recenteipotesi,chenefarebbederivareleforme le sacre bende furono trasportate a Bisanzio dopoesserestateesposteevenerateadEdessa dalTempiodiGerusalemme.Sulportaledel

(lattualeUrfa,inTurchia). A Bisanzio gli imperatori conservarono le reliquieconimmensacurafinoaquando,in seguito al saccheggio della citt operato dai crociati nel 1204, se ne persero le tracce. Misteriosamente, intorno al 1356 , il nobile francese Geoffroy de Charny espose in una chiesa del suo feudo un sudario che venne presentatocomequelloincuierastatacomposta lasalmadiCristo.Daalloralareliquiacomp uncamminochesiconcluseaTorino,dove custodita tuttora. Dunque del lenzuolo si perseroletracceproprionelperiodocompreso tralafinedelXIIegliinizidelXIIIsecolo.Fu appunto in questo periodo che, secondo le ricerche dettagliate delle principesse Von Hohenstaufen,limperatoreFedericoIIvennein possesso delle Sacre Bende ereditandole dal Barbarossa,cheleavevainizialmentecelatenel MonasterodiBurenaLorch(adiecichilometri dal castello Hohenstaufen). Federico II port quindilereliquieconsnellaCorteItinerantee le custod, tra laltro, proprio nel Castello di Roseto,nelCastrumPetrae.

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LeBendeelaSindonefuronorubateaFederico II durante leccidio di Parma, nel 1248, e limperatorenonsidiedepace.Fuproprioda quel momento che egli divenne il pellegrino della Rosa Fronzuta, come appuntoegliamavachiamareilsacrolenzuolo, illenzuolochecontenevalarosapipuradel paradiso, il Cristo. La tesi delle principesse eredi di Federico II sono state pienamente accolte anche dalleminente studioso di sindonologia, il prof. Baime Bollone, che le considera degne di attenzione. Il nome della principessaKathrinvonHohestaufen,inoltre,

legatoancheadunarivelazionederivantedauna scopertaquasicasuale.Durantegliultimilavori di ammodernamento del maniero di Roseto Capo Spulico , un muratore avrebbe per caso scopertounpallaovoidaleincalceepietraconi simboli templari dellAgnello mistico, della CroceedelGigliodove,secondolatesidella principessa, sarebbe stata conservata la coppa delGraal,ilcalice incuiGesCristoistitu lEucarestia durante lUltima Cena e dove nel suo interno, il giorno successivo, Giuseppe dArimatea avrebbe raccolto il sangue del Redentore, dopo averlo calato dalla croce. Dunque,questooggettosimbolo,ammantatodi fascinoemisteroefontediispirazioneperla letteratura,lamusica,lascienzaelarte,lacui ricerca ha impegnato nei secoli cavalieri e ricercatori, a ancora oggi, periodicamente, viene riproposta attraverso opere letterarie o indagini storiche, avrebbe trovato ospitalit, insieme alle Sacre Bende, tra le mura del CastrumPeatreRoseti.DellaRosaFronzuta sarPellegrinounapieceteatrale,patrocinata dallUNESCO,scrittadallaprincipessaYasmin VonHohenstaufen,perlaqualelaprincipessina Kathrinautricedellacolonnasonoraceltico medievale. La Principessa Katrin von Hohenstaufen,medicochirurgooncoematologo di fama internazionale, ha ricevuto la cittadinanzaonorariadiRosetoCapoSpulicoe, proprio per i suoi studi storici sull' itinerario dellereliquiedelGolgota,haricevutoaltresun CharterdiriconoscimentodalCardinalErsilio Tonini. Grazie a Roseto Capo Spulico e a FedericoIIlaCalabriaacquistaapienotitoloun posto di grande rispetto nellalveo del pi grandemisterodellacristianit,quellolegatoal SacroGraaleallasuaqute.Cdunqueuno strettolegametraquestaterraegliavvenimenti che a Gerusalemme , circa duemila anni fa, hanno cambiato il corso della storia. Ogni luogo della Calabria nasconde uno scrigno di storia,leggende,valori,arte,cultura.Nonaverlo fattoconoscereaipistatoilverodelittodella politicaedelmodoculturalecalabrese.

DallaDeaMadreallaVergineMaria: unarchetipocheaccompagna l'umanit


diGandolfoDominici

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Una delle caratteristiche essenziali del cattolicesimo odierno il culto della Vergine Maria.Essoancheunodeiprincipalimotividi disaccordo teologico con le chiese protestanti insiemealcultodeisanti.Ladifferenza,sucui in questa sede non ci dilungheremo, di caratterefilosoficoteologicoesiriassumein unadomanda:PuluomoarrivareaDioda solo o necessit di entit mediatrici che intercedanoperluiegliindichinoladirezione delpercorso? A tale domanda ognuno pu fornire la sua risposta. Mavediamooradicapireilmotivostoricodi questadifferenza. Da dove origina nella religione cattolica romana il culto della Vergine Madre di Dio?

Taleconcettofuproclamatoufficialmentedalla chiesacattolicaconilConciliodiEfesonel431. d.C.E'importantespecificarechel'incarnazione di Ges cosa diversa dalla semplice manifestazione del divino in forma umana comuneallamitologiadimoltereligionipagane o dal concetto di avatar della religione induista. Nel primo caso si tratta di apparizioni temporanee, nella religione induistasitrattainvecedidiscesadeldivinonel mondoumano.IlCristoqualcosadidiverso: nonDiochescendeinterra(comelavatar)ma unasuaemanazione(ilFiglio)chehaluogosui due piani materiale e spirituale, ma che di carneesangue.Taleconcettorispecchiadunque la mentalit storicomaterialista dei romani piuttostochequelladegliellenici.Nonacasodi tale concetto non si trova traccia nel primo cristianesimofondatodaSanPaolo(greco)ma appare solo successivamente a seguito della romanizzazione della religione cristiana. Il Dio incarnato trova alcuni fondamenti nellimportanza data al femminino nelladottrina gnosticain cui presente lidea dellaDeaMadreingradodiguidareluomo verso la conoscenza suprema. Sophia la saggezza creatrice che forma la SacraTrinit familiare PadreFiglioMadre.LaMadre,nella religionecristianadeglialbori,vieneprivatadel suoconnotatofemminileperdivenireneutro pneuma cio loSpirito Santo. Lapicedellanegazionedelruolodelfemminile (DeaMadre)siebbeconleresiaAriana.Ario rifiutava la natura divina di Ges considerandolo un semplice profeta di conseguenza rifiutava anche il ruolo dello Spirito Santo e di Maria. Lareazionedellachiesaromanaallaconcezione Ariana fu netta e dovuta ad una cultura fortementeradicatainideemoltopiantichedel

cristianesimo come il Mitraismo, il culto di CibeleequelloeternodellaDeaMadrepresente anche nella dottrina gnostica. Nonpercaso,ilfemminileritornaaEfeso,in terragnosticaconunaconcezionedelruolodi Maria che si presta a forti parallelismi con il concetto archetipo ed onnipresente di Dea Madre di tutti gli uomini che trova la sua espressioneneicultimarianiodierni. Prima di Gesanche Mitrae Horusnacquero il25Dicembredamadrevergine.Lareligione mitraica ebbeunforteinflussosullareligione cattolicaromana,leduereligioniconvisseroper circa due secoli, competendo per divenire religione ufficiale dellImpero. La religione tradizionaleromanaerainfattiormaidecaduta dalpuntodivistaspiritualeeridottaallamera veste rituale e celebrativa il cui significato spiritualeerastatodimenticato.Percolmaretale vuotoaltrereligionisicontendevanoilprimato e convissero per pi di due secoli La competizionesirisolseconilsincretismodelle dottrine mitraiche e del culto di Cibele nel cristianesimo. Il personaggio di Mitra ha moltissime analogie con quello di Ges: era lincarnazione del Sole; nacque il 25 dicembre, giorno del solstizio d'inverno secondo i calendari dellepoca; allasuanascitafuadoratodaipastori,chegli recaronoindonole primiziedei greggi edei frutti della terra asceseincielo,vennepostosultronoaccanto aldiodelSole,cio,divennepartecipedellasua onnipotenza, e infine fu parte di una Trinit. un giorno sarebbe tornato a risvegliare e a giudicare i morti. era il demiurgo fra cielo e terra, fra Dio e l'umanit, il Redentore del mondo e il Salvatore; era accostato all'immagine del gallo e delle chiavi, entrambi simboli del dio del Sole; fece scaturire l'acqua dalla roccia come il miracolodellarupediMoseilmiracolodella fontediS.Pietro;

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fu assassinato dai suoi nemici che gli trapassarono il costato con una lancia; resuscit al terzo giorno il giorno consacrato al Dio Sole era il dies solis(ted.Sonntag;ingl.Sunday),celebratoin modoparticolarenelcultodiMitracomeprimo giornodellasettimana,einseguitodefinitoil giorno del Signore (dies dominica) dai cristiani. Lorigine delle dottrine mariane nel cristianesimoderivapermoltoprobabilmente da un altro culto, anchesso originario come quello di Mitra nellAsia minore. Il culto diCibelefu il terzo grande competitor per la supremazia religiosa nellImpero romano nei primi secoli d.C. Come il mitraismo, si era propagato a partiredall'Asiaminore, e specificatamentedallaFrigia(oggiTurchia),la stessa regione dove i primi cristiani, raccolti attorno a Giovanni e Paolo, iniziarono levangelizzazionedeigentili.Nonvierapace traledueconfessionireligiose,tantocheiprimi cristianirappresentaronolaDeamadreCibele, comeunaprostitutacoronataditorri,seduta sul mostro da lei addomesticato (questa immagine ritorner successivamente nelliconografia mariana come la Vergine che schiaccia la testa del serpente) ola dama del liocornocheneaccoglielatestasulgrembo.La Dea Madre Cibele, era analoga allArtemide greca,allIshtarbabilonese,alladeasolaredegli antichi sciti. Chi allora la Madre degli Dei? Lei la sorgentedegliDeiintellettualiecreativi,chea turnoguidanoglideivisibili:leisiamadree sposadelmiticoZeus;vennepersuccederema ancheperregnareinsiemecolgrandeCreatore; Leihailcontrollodiogniformadivita,ela Causadituttelegenerazioni;Leiporta

facilmente alla perfezione tutte le cose che LoZibaldonedelpoveroVic,pag.58 sonofatte.SenzadoloreLeiportaallanascita [...] Lei la Vergine senza Madre, al fianco dello stesso Zeus, e in assoluta verit lei MadredituttigliDei[...]. genitalidelfiglioamanteAttis,chedivienecos ImperatoreGiulianoII,OrazioneaCibele. Diodellavegetazione,cheogniannomuoree resuscita. Dopo alcuni giorni infatti la madre amantelorianimaelosposainunasanguinosa ierogamia. Il Figlio viene considerato amante dellamadrepersancireilripetersidellunione con lenergia creatrice e al termine del ciclo annualedevemorireperrinascereconlintera natura. Lostessoprincipio,inunaltraformamitica,lo troviamoancheneiMisteridiEleusiaproposito delladeaDemetra,chescendenegliinferialla ricerca della figlia KorePersefone, prigioniera diAdePlutone.

La Dea Madre, che non la creatrice delluniverso,ma mandatadal DioCreatore per mettere allopera lenergia universale. Ma potenze oscure avverse (il Nemico della tradizione ebraica o i Giganti della tradizione germanica) si accaniscono contro questopera compromettendola.Ilmondoverrebbedistrutto, senza lopera salvifica di un'altra entit divina:il Figlioche ha avuto il compito di rinnovarelarmoniasconfiggendoilNemicoe rinnovandoannualmentelazionedelcreatore. La Dea partorisce dunque un figlio,Attis, da Vergineciosenzaildominiodelmaschio(la vergine non era colei che si asteneva dall'accoppiamento, ma colei che non era sottopostaall'uomo,dunquenonavevamarito; laverginenelsensoodiernoerachiamatainvece "virgo intacta"). Il Figlio da adulto diviene lamante della madre. Ma quando Attis la tradisceinnamorandosidellafigliadelreMida, la madre gelosa si vendica e lo rende folle spingendoloadevirarsi.Cibeleseppeliscei

LamortedelFigliocorrispondeallamortedel SoleToro del mitraismo: il taurobolo. Il rituale consisteva nel fare ricevere ai fedeli il sanguedeltoro,unbattesimoconsangue.Nel cultodiCibeleiltorovenivaancheeviratoei testicolivenivanounitiallecornaetrasportati nel tempio della Dea e deposti ai piedi dellaltare. UnaltracorrispondenzaquellaconIshtaredil suo figlioamante Tammuz ed Iside ed OsirideLa sanguinosa agonia di Attis per molti versi analoga alla Passione cristiana. Tuttoilmito caricodisignificatiesotericie metafisicisulsensodellavitaedellarinascita delluomo. Attis un modello archetipo dellessere umano che, con la sua evoluzione personale e con laiuto della Madre Spirito divino,siaccingeallarinascitainiziaticadopo lamorte.Lamortenondunquelafineditutto

ma un passaggio attraverso il superamento della realt visibile. La religione di Cibele , come il cristianesimo, una religione salvifica, cheestende la possibilit di risorgere a tutta lumanit a prescindere dalla razza. Tale bisognospiritualeeradiffusoneiprimisecoli d.C. a causa dello svuotamento dei contenuti metafisici ed esoterici dei culti ufficiali dellImpero. Cibele la rappresentazione concreta dellenergia creatrice, il principio generatore che muove e trasforma il mondo, personificazione della creazione permanente che opera per avanzare dalla materia prima verso la Pietra filosofale; il altre parole il soffio che da la vita, parte delleterna Trinit divina che al neutro verr chiamata Spirito Santo. Siamo dunque di fronte a quello che Jung definirebbe unarchetipo dellinconscio collettivoo se si preferisce dellinconscio esotericochesimanifestaconilperpetuarsiin tutteleculture,intuttiitempiedintuttiiluoghi dellicona della Dea Madre Vergine del Sole Salvatorecherinascealsolstiziodinvernoper portare la Luce al Mondo.

Arte
Preraffaelliti e Dante Gabriele Rossetti, lumanissimo volto di una settaesotericainglese
diMarcelloVicchio

Nel settembre del 1848, in una sonnacchiosa Inghilterra quasi per nulla sfiorata dal ciclone che travolgevalEuropa,ungruppodigiovani artisti del tutto insoddisfatti del freddo convenzionalismo della Royal Academy, insofferentidellerigideregoleimpostedallarte di Stato e soffocati dalle sulfuree etichette urbane della nuova civilt delle macchine, si riunaln83diGowenStreet,aLondra, per fondare la Confraternita dei Preraffaelliti (PRB= PreRaphaelite Brotherood). Erano in sette:DanteGabrielRossetti,WilliamH.Hunt, John E. Millais, Thomas Woolner, James Collison, Frederick G. Stephens, Michael Rossettietradilorovieranopittori,scultorie poeti.Lapassionecheliunivaeralaribellione artistica nei confronti di un ambiente che sentivanoculturalmente stantio.Vierainloro untumultocreativocheanelavaalritornodiun pi forte contatto con la natura e alla riaffermazione di un senso etico che non ignorasseiproblemisocialicausatidallimporsi della societ industriale. Con tali presupposti lemblemasimbolico/esteticodacolpireera

Raffaello,colpevolediaverdiffusounconcetto di arte improntato a una bellezza ideale lontanissimadellacrudaveritdelmondoreale e, per questo, del tutto fasulla. L'arte, quindi, sarebbedovutatornareaconfrontarsicolvero, coldramma,conlavitaeilgruppodigiovani artistiavrebbedovutoperciassumereiltitolo dipreraffaelliti.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.60

erudito che si conquist nella Dominante del Regnofucosgrandeche,anchedopoilritorno al potere di Ferdinando IV di Borbone, egli vennericonfermatonelsuoincarico. Dopo il Congresso di Vienna la passione di Gabrieleperlacausaitalianaaumentsempredi pi, e quando un suo vecchio amico gi ufficialediMurat,ilgeneraleGuglielmoPepe, insorse a Nola inalberando i colori della Carboneria, egli non esit a mettersi al suo fianco.Ilre,premutodall'esercito,fucostrettoa concedere la Costituzione e Rossetti festeggi lavvenimento innalzando lode Alla nazione italianadalredelleDueSicilie. Malentusiasmodurpocoperch,nonappena la situazione politica lo consent, il sovrano ritir la Costituzione e il patriota divenne improvvisamente un proscritto. Dall'altare alla polvereilpassofubreve:GabrieleRossettifu costrettoaentrareinclandestinit.

Questa posizione, molto critica socialmente, non diede mai luogo a manifestazioni rivoluzionarieattive,nelsensoche nessuno dei componenti la PRB svilupp la propria azioneoltreilristrettoambitoculturaleeteorico (anziqualcunodiloroallafine fuallettatoe fagocitato dal sistema), ma la spinta ideale impressadalgrupposiestesebenprestooltrela Manicaeimprontlarteelaculturamondiale, coneffettiduraturi:LePrraphalismeanglais est aux sources du symbolysme, indiscutibuilment. Onne saurait valablement comprendre Gustave Moreau, ni le Modern Style, ni certaines formes de lacadmisme europensanslavisiondesonrepertoire1. Per quanto strano possa sembrare, la Confraternita dei Preraffaelliti ha le proprie radici nella Napoli carbonara dei primi dellOttocento. Qui, proveniente da Vasto, nellAbruzzo, giunse nel 1806 Gabriele Rossetti, padre del pittore Dante Gabriel, chiamato da Giuseppe Bonaparte a occuparsi degli scavi di Pompei, e qui, nel 1809, il letteratofuiniziatoallaCarboneria.Lafamadi 1 R. Barilli, Les Prraphalites.

La Fortuna,allaqualegliantichiattribuivano unpotereperfinosuperioreagliDei, arrivin suo soccorso sotto le fattezze di Dora Eden dAuckland, moglie dellammiraglio inglese a Napoli,GrahamMoore, cheavevaconosciuto litaliano nel salotto dellattrice Carlotta Marchioniederarimastaimpressionatadaisuoi versi e dalla sua immensa cultura. La donna organizzunafugaavventurosaperilpoeta,che lo port dapprima al riparo nella nave ammiragliaRockfort,poiaMaltaeinfinea

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.61 Londra. Qui lesule mise radici. Per vivere insegn la lingua italiana e scrisse, prima di diventarecieco,pagine memorabilisullopera dantesca(Sullospiritoantipapalecheprodusse laRiforma;IlmisterodellAmorplatoniconel contemplativa. Quarantanni pi tardi ancora Londra sar nutrice di unaltra societ segreta medioEvo;LaBeatricediDante). che incider profondamente sulla cultura e Suamoglie,FrancesPolidori,glidiedequattro sullarteeuropea,laprimitivaGoldenDawndi figli: Maria Francesca, Christina, Michael e SamuelMathers,cheannoverernellesuefile DanteGabriel. personaggi del calibro di W.B. Yeats, premio Saranno i due fratelli che, diventati adulti, Nobel per la letteratura. Quella volta la avrannolideadifondarelaPBR. connotazione sar pi magicaeoccultistica,in Dante Gabriel erediter piena antitesi con una dal padre anche lamore societ industriale perlesoterismodantesco, annegatanelpositivismo lospiritorivoluzionarioe e con un sentimento la passione per le sette romantico ormai segrete, sicch la trasformatosi in Confraternita sar ideata sentimentalismo. Perla sulla base del mistico PRB, invece, era numero sette: sette gli determinante la affiliati attivi (con riscopertadelMedioEvo possibilit di nuovo italiano come epoca accesso solo in caso di artisticanoncontaminata fuoriuscitaomortediun da orpelli posticci e, adepto),unincontroogni soprattutto, la settegiorni,unritualeda divulgazione dell'opera praticare settimanalmente di Dante Alighieri, vate ecosvia. di un linguaggio Michael Rossetti, versato simbolicoallegorico che inletterecomelasorella molto diceva ai cuori e Christina, discreta poco era compreso, a poetessa, si occuper meno che non si fosse della pubblicazione di comeluiinsimilgrado una rivista a supporto e Fedele dAmore e a veicolo delle idee del meno che non si gruppo: The germ ( Il comprendessero germoglio), titolo quanto linguaggio segreto, temi mai evocativo perch d lidea di una nuova esotericiefilosofieocculte. piantanatadaunsemeprolifico. Sembracheunfilosottileabbialegatoinuno La Confraternita dei Preraffaelliti, forte delle stesso destino Dante Alighieri con Dante esperienze rossettiane, non appare allora pi Gabriel Rossetti, a distanza di secoli l'uno come una semplice associazione di giovani e dall'altro. Come il poeta fiorentino, anche il irrequieti talenti artistici, bens come un pittoredivenneinvisoaunasocietcheaveva ponderatotentativo,dapartedipersonalitforti analogieconlaFirenzedel1300.DanteGabriel esensibili,diconiugarelesoterismoconlarte agli occhi dei benpensanti era un papista, editrasformarelunonelmotoredellaltra(e libertino,quasiuncriminale,mentredifronteai viceversa), ovvero, per dirla alla Dante suoistessicompagnidiavventuracoltempo Alighieri,diconiugarevitaattivaevita

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.62 and trasformandosi in un ateo. Dante Alighieri, prima guelfo, col tempo divent ghibellino per infine entrare, anche lui, in contrastoconglialtriFedelid'Amorechenon esoterici. Tutto si spense col tempo e Dante necondividevanoscelteemetodidilotta. Gabriel sprofond sempre di pi nel Collison, un preraffaellita della prima ora, malinconico tramonto del proprio Io, che si scrisseunaletteradicommiatoalpittore,che confuseconglialoniaranciatiesommessidelle terminava con un caro Dante Gabriel, in sueimmaginivisiveepoetiche. quantocattolicosincero,iopensodinonpoter accettarepialungodiesserechiamatoPRB La Confraternita creata col fratello l'aveva di molto preceduto sul viale dell'oblio. Gi nel nelsensofraternodeltermine. 1853 Michael Rossetti aveva scritto la parola PossiamoaffermarecheDanteGabrielseguil fineconunepitaffiochelascialamaroinbocca modello rappresentato dal Sommo Poeta fino emoltissimiinterrogativisuquantoveramente alla fine della sua esistenza, rincorrendo una oggi sappiamo di quellassociazione : Le propria Beatrice in maniera quasi ossessiva e riunioni della PRB non sono pi ormai rappresentandola in numerosissime tele che unistituzionesacra,eilcodicesolennechemi avevano per soggetto, da un certo momento ritrovo mi sembra diventato una lettura dellavitainpoi,sempreesololaDonna.Come comica. DanteAlighieri,chesierasemprepirifugiato nellavitacontemplativadopoilcrollodiogni idealepoliticoeilfallimentodellarestaurazione diunimperouniversale,ancheDanteGabrielsi collocvolontariamenteaimarginidellasociet proprioquandoessacominciavaadaccettarloe atributarglionori,rinnegandounavitaattiva perricercareunabellezzaidealechecontinuava acambiargliinmano,finendoperassomigliare ai canoni proprio di colui che da giovane aborriva:Raffaello.Tuttavia,mentreperDante Alighieri e i Fedeli dAmore la Filosofia (la Donna) e la vita contemplativa erano di consolazione e conforto, per Rossetti la Bellezza era una sorta di dannazione che gli sfuggiva, come gliera sfuggita persempre la donnachepiavevaamato:ElisabethSiddal,la suaLizzy,inunaccessodirabbiaegelosiasi era data la morte col laudano, l'11 febbraio 1862,lasciandolosolo.

ADanteGabrielsarannocertamentevenutein mente, in quel momento, le rime della Vita NuovachelAlighierisembravaavessescritto proprioperlui:Liocchidolentiperpietdel core/hannodilagrimarsoffertapena/scheper vintisonremasiormai. Di fronte al suo tumulto interiore e alle passioni travolgenti il cuore e ottenebranti la mente, a nulla valsero insegnamenti teorici, pratichefilosoficheedesercizispeculativo

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.63

Filosofia.
ANCORA POSSIBILE LA FELICIT?
di Bertrand Russell.

Gustosissimo brano del filosofo e matematico inglese, re degli scettici. Col suo solito stile graffiante e ironico, Russell si chiede, e ci chiede,sesiapossibilecheoggil'uomopossa esserefelice.Passapoiaclassificareivaritipi difelicit,nonaccorgendosiperdicompiere un'operazionealchemicaginotaatantiSaggi dell'antichit, ovvero l'individuazione dei due polidell'uomo:cuoreecervello.Forselafelicit possibile solo quando questi due poli si coniugano. Fin qui abbiamo preso in esame l'uomo infelice; abbiamo ora il pi piacevole compito di esaminare l'uomo felice. Dalle conversazioni e dai libri di alcuni amici miei sono quasi stato indotto a concludere che nel mondo moderno la felicit diventata impossibile. Trovo per che questa opinione tende ad essere dissipata dall'introspezione, dai viaggi all'estero e dai discorsi del mio giardiniere. L'infelicit dei miei amici letterati l'ho considerata in un capitolo precedente; in questo capitolo voglio passare in rassegna le persone felici che mi capitato di conoscere nel corso della mia vita. La felicit di due specie; sebbene, naturalmente, vi siano dei gradi intermedi. Le due specie delle quali parlo possono essere qualificate semplice e fantasiosa, o animale e spirituale, o del cuore e del cervello. La scelta della definizione, da farsi tra queste due

alternative, dipende, naturalmente, dalle tesi che debbono essere provate. Al momento non mi interessa di dimostrare alcuna tesi, ma semplicemente di descrivere. Forse il modo pi facile di descrivere la differenza tra le due specie di felicit di dire che una specie accessibile a ogni essere umano, e l'altra solamente a coloro che sanno leggere e scrivere. Quando ero ragazzo, conoscevo un uomo che scoppiava di felicit, ed era scavatore di pozzi. Era eccezionalmente alto e aveva dei muscoli portentosi; non sapeva n leggere n scrivere e quando, nel 1885, ottenne un voto per il parlamento, apprese allora per la prima volta l'esistenza di quell'istituzione. La sua felicit non derivava da fonti intellettuali; non era basata sulla fede nella legge naturale, o sulla perfettibilit della specie, o sulla propriet pubblica delle utilit pubbliche, o sul trionfo definitivo degli avventisti del settimo giorno, o su di uno qualsiasi degli altri credi che gli intel-

lettuali considerano necessari per vivere bene. Era basata sul vigore fisico, sul lavoro assicurato in misura sufficiente, e sulla capacit di abbattere gli ostacoli non insuperabili che gli si presentavano nello scavare la roccia. La felicit del mio giardiniere della stessa specie: egli impegnato in una guerra perenne contro i conigli, dei quali parla esattamente come Scotland Yard dei bolscevichi; li considera biechi, feroci e infidi, ed del parere che possono essere combattuti unicamente con

mezzi di un'astuzia pari alla loro. Come gli eroi del Valhalla, che passavano tutte le loro giornate a cacciare un certo cinghiale selvatico, che ogni sera uccidevano, ma che miracolosamente ritornava in vita il mattino dopo, il mio giardiniere pu uccidere un giorno il suo nemico senza temere che il giorno seguente il nemico sia scomparso. Sebbene abbia passato di molto i settanta, lavora tutto il giorno e percorre quotidianamente in bicicletta, per recarsi da casa al lavoro e viceversa, ventiquattro chilometri di strada in collina; ma la fonte della sua gioia inesauribile, e sono quei conigli che gliela forniscono. Ma, obbietterete, queste semplici gioie non sono per persone superiori come noi. Quale gioia possiamo mai trovare nel muover guerra a creature insignificanti quali sono i conigli? L'obbiezione, a parer mio, molto debole. Un coniglio molto pi grosso di un bacillo della febbre gialla, eppure una persona superiore pu trovare la felicit nel muovere guerra a quest'ultimo. Una gamma di piaceri esattamente affini a quelli del mio giardiniere, per quanto riguarda il loro contenuto emotivo, accessibile alle persone le pi raffinatamente educate. La differenza creata dall'educazione sta soltanto nelle attivit mediante le quali si possono raggiungere tali piaceri. I piaceri, che derivano dal raggiungimento di uno scopo, esigono all'inizio delle difficolt tali da far dubitare del successo, sebbene alla fine solitamente lo si consegua. Questa forse la ragione principale per la quale una stima non eccessiva nelle proprie capacit una sorgente di felicit. L'uomo che si sottovaluta resta sempre sorpreso di fronte ai suoi successi, mentre l'uomo che ha un eccessivo concetto di s resta altrettanto spesso sorpreso di fronte ai suoi insuccessi. La prima forma di sorpresa piacevole, la seconda spiacevole. quindi saggio non essere eccessivamente pieni di s, sebbene sia saggio anche non essere modesti al punto di rinunciare all'intraprendenza. Tra gli strati sociali composti di persone che hanno ricevuto una educazione superiore, i pi felici al giorno d'oggi sono gli uomini di scienza. Molti dei pi eminenti tra di loro sono uomini di semplici emozioni, e ricavano dal loro lavoro una soddisfazione cos profonda, che sono in grado di trovar piacere nel cibo e

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.64

persino nel matrimonio. Gli artisti e gli uomini di lettere considerano de rigueur essere infelici nel matrimonio, ma gli scienziati rimangono molto spesso capaci di gustare un'antiquata felicit domestica. La ragione di ci che la parte superiore della loro intelligenza completamente assorbita dal loro lavoro, e non le permesso di disturbare le zone nelle quali non ha da adempiere ad alcuna funzione. Nel loro lavoro son felici perch nel mondo moderno la scienza progressista e potente, e perch la sua importanza non viene messa in dubbio n da loro stessi n dai laici. Essi non hanno quindi bisogno di emozioni complesse, poich in loro le emozioni pi semplici non incontrano alcun ostacolo. La complessit nelle emozioni come la schiuma in un fiume. prodotta da ostacoli che rompono il placido fluire della corrente. Ma fintanto che le energie vitali non vengono ostacolate, non producono increspature alla superficie e la loro forza non palese allo spettatore disattento. Tutte le condizioni della felicit si trovano realizzate nella vita di un uomo di scienza. Egli ha una attivit che utilizza al completo le sue capacit, ed ottiene risultati che appaiono importanti non solo a lui stesso, ma anche al pubblico, anche quando questo non li pu capire che in minima parte. In ci egli pi fortunato dell'artista. Quando il pubblico non riesce a capire un quadro o una poesia, ne conclude che si tratta di un brutto quadro o di una brutta poesia. Quando non pu capire la teoria della relativit, ne conclude (a ragione) che la sua educazione insufficiente. Di conseguenza Einstein viene onorato, mentre i migliori pittori vengono lasciati morire di fame nelle soffitte, ed Einstein felice, mentreipittorisonoinfelici.

LamortediDio
FriedrichW.Nietzsche (branopropostodaMorenaBacchi).

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.65

NelbranoriportatoilfilosofotedescoFriedrich W.Nietzsche,descriveininformaallegoricale conseguenzedellamortediDio,ossiail tramontodelmondocristianodaluipredetta.Il testotrattodaLagaiascienza,inOpere1882 1895,edlatestimonianzadiunodegliaspetti dellarivoluzioneintellettualechetrailXIX eXXattraversilmondoculturale. Avetesentitodiquelfolleuomocheacceseuna lanterna alla chiara luce del mattino,corse al mercatoesimiseagridareincessantemente: CercoDio!CercoDio! Epoichpropriolsitrovavanoraccoltimoltidi quellichenoncredevanoinDio,suscitgrandi risa.E'forseperduto?disseuno.Siperduto comeunbambino?feceunaltro.Oppuresta bennascosto?Hapauradinoi?Siimbarcato? E'emigrato? Gridavanoeridevanoinunagranconfusione.Il folleuomobalzinmezzoaloroelitrapass con i suoi sguardi: Dove se n' andato Dio? Gridvelovogliodire! Siamostatinoiaducciderlo:voieio!Siamonoi tutti suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolofinoall'ultimagoccia?Chicidettela spugnaperstrusciarvial'interoorizzonte?Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catenadelsuosole?Dov'chesimuoveora? Dov'checimuoviamonoi? Viada tutti i soli? Non il nostroun eterno precipitare?Eall'indietro,difianco,inavanti datuttiilati?Esisteancoraunaltoeunbasso?

Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto?Nonsifattopifreddo?Nonseguitaa venir notte, sempre pi notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito chefannoibecchinimentreseppellisconoDio, nonudiamodunquenulla?Nonfiutiamoancora illezzodelladivinaputrefazione?Ancheglidi sidecompongono! Diomorto!Diorestamorto!Enoil'abbiamo ucciso!Comeciconsoleremonoi,gliassassinidi tuttigliassassini?Quantodipisacroedipi possentepossaavere ilmondopossedevafino adoggi,sidissanguatosottoinostricoltelli: chidetergerdanoiquestosangue?Conquale acquapotremmonoilavarci?Qualiritiespiatori qualigiochisacri dovremonoiinventare?Nontroppogrande,per noi,lagrandezzadiquestaazione?Nonabbiamo noi stessi diventare dei ,per apparire almeno degnidiessa?Noncifumaiunaazionepi grande:tutticolorocheverrannodopodinoi apparteranno, invirtdiquestaazioneaduna storiapialtadiquantomaisianostatetuttele storiefinoadoggi! Aquestopuntoilfoleumanotacqueerivolsedi nuovo lo sguardo su i suoi ascoltatori :anche 'essitacevanoeloguardavanostupiti. Finalmentegettaterralasualanternacheand in frantumi e si spense . Vengo troppo presto,prosegu,nonancorailmiotempo. Questoenormeancoraperstradaestafacendo il suo cammino :non ancora arrivato fino all'orecchiodegliuomini. Fulmini e tuono vogliono tempo,il lume delle costellazioni vuole tempo anche dopo essere statecompiute,perchsianoveduteeascoltate. Quest'azione ancora sempre pi lontana da lorodellepilontanecostellazioni:eppuresono lorochel'hannocompiuta!Siraccontaancora che l'uomo folle abbia fatto irruzione ,quello stesso giorno,in diverse chiese e quivi abbia intonatoilsuoRequiemaeternamDeo. Cacciatonefuorieinterrogato,chesidiceche fosse limitato a rispondere in questo modo : Chealtrosonoancoraquestechiese,senonle fosseeisepolcridiDio?

DisobbedienzaCivile
diHenryDavidThoreau

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.66

Henry David Thoreau, (Concord, 12 luglio 1817 Concord, 6 maggio 1862) grazie al Saggio sulla Disobbedienza Civile oggi consideratounodeipadriidealidellaresistenza nonviolentaedeimovimentidiprotestacontro il potere oppressivo dei governi. Quando quest'ultimi diventano un mero strumento di potere,volgendotuttoasvantaggiodeicittadini onesti, si rende giusto e necessario opporsi. Ancheaungovernoelettodallamaggioranza dei cittadini non concesso di agire impunemente,mascherandosidietrolavolont popolare,perchbisognacomunquerispettare le minoranze. Thoreau, una delle menti filosofiche pi sottovalutate d'America, come ebbe ad asserire Cavell, scrisse il saggio in occasionediunaguerracontroilMessicoche lui considerava del tutto ingiusta. Fu anche incarcerato per un breve periodo di tempo perch, coerentemente, si rifiut di pagare le tasseperquellaguerra.Oggipichemaiilsuo saggiodovrebbeesserelettoediffuso. Accetto di tutto cuore l'affermazione, "Il governomigliorequellochegovernameno,"e vorreivederlamessainpraticapirapidamente esistematicamente.Seattuata,essaportainfine aquest'altraaffermazione,allaqualepurecredo, "Ilmigliorgovernoquellochenongoverna affatto," e quando gli uomini saranno pronti, sar proprio quello il tipo di governo che avranno.Ilgovernonell'ipotesimiglioresolo unespediente;malamaggiorpartedeigoverni sonodisolitoespedientiinutili,etuttiigoverni sonotalidiquandoinquando.Leobiezioniche sono state sollevate contro l'esistenza di un esercitopermanente,edessesonomolte,sono

consistenti e meriterebbero di prevalere, potrebbero essere sollevate anche contro l'esistenzadiungovernopermanente.L'esercito permanente solo un braccio del governo permanente.Ilgovernostesso,chesoltantola forma nella quale il popolo ha scelto di esercitarelapropriavolont,allostessomodo suscettibile di abusi e di deviazioni, prima ancoracheilpopolopossaagiremedianteesso. Provadicil'attualeguerracontroilMessico, adoperadiunnumerorelativamentepiccolodi individuichesiservonodelgovernopermanente come di un proprio strumento; in fondo, il popolo non avrebbe acconsentito a quest'impresa.Questogovernoamericano,che cos' se non una tradizione, anche se recente, chesisforzaditrasmettersiinalterataaiposteri, machestaperdendopartedellapropriaintegrit istantedopoistante?Nonhalavitalitelaforza diunsingolouomovivente,dalmomentoche un solo uomo in grado di piegarlo alla sua volont. Si tratta di una sorta di cannone di legno per il popolo stesso; e, se le persone dovesserousarloperdavverogliunicontrogli altri,sicuramentesispezzer.Manecessario nonostanteci,perchilpopolodeveavereun qualchecomplicatomacchinario,edevepoterne sentireilrumore,persoddisfarelasuaideadi governo. In questo modo i governi mostrano come sia facile che gli uomini si lascino ingannare, persino che essi stessi si auto ingannino, per proprio vantaggio. notevole, dobbiamo tutti ammetterlo; tuttavia questo governo,dapartesua,nonhamaiportatoavanti nessuna impresa con la stessa alacrit con la qualevenutomenoaipropricompiti.Essonon mantiene libero il paese. Esso non colonizza l'Ovest.Itdoesnoteducate.Essononfornisce istruzione. Il carattere innato del popolo americanohaottenutotuttoquelloche stato ottenuto;edavrebbefattoqualcosadipi,seil governononsifossetalvoltamessoinmezzo. Infatti il governo un espediente mediante il quale gli uomini potrebbero tranquillamente lasciarsiinpaceavicenda;e,comesidetto, quantopiigovernativengonodaessolasciati inpace,tantopivantaggioso.

Se scambi e commerci non fossero fatti di gomma, non riuscirebbero mai a superare gli ostacoli che i legislatori pongono continuamente sulla loro strada; e se uno dovessegiudicarequestiuominisoltantoinbase aglieffettidelleloroazioni,enon,inparte,in base alle loro intenzioni, essi meriterebbero d'essereconsideratiepuniticomequeimalvagi cheostruisconoibinariferroviari.Tuttavia,per parlare in modo pratico e da cittadino, a differenzadicolorochesidefinisconoanarchici iononchiedochesiaboliscaimmediatamenteil governo, ma chiedo immediatamente un governomigliore.Silascicheogniuomorenda notoqualetipodigovernosusciterebbeinluiil rispetto,equellosarilprimopassoperriuscire adottenerlo.Dopotutto,laragionepraticaper laquale,quandoilpotere per una volta nelle mani delpopolo,sipermettead una maggioranza di governare,elosifaperun lungoperiodoininterrotto, non sta nel fatto che la cosa pi probabile che essasianelgiusto,nnel fatto che ci sembra la cosa pi equa alla minoranza, ma nel fatto che la maggioranza fisicamente la pi forte. Ma un governo nel qualelamaggioranzacomandiintuttiicasinon pu essere basato sulla giustizia, neppure nei limiti nei quali gli uomini la intendono. Non puesistereungovernonelqualenonsianole maggioranzeastabilire,virtualmente,ilgiustoe l'ingiusto, bens la coscienza? nel quale le maggioranzedecidanosoltantolequestionialle quali sia possibile applicare la regola dell'opportunit? Deve il cittadino anche se solo per un momento, od in minima parte affidare sempre la propria coscienza al legislatore? Perch allora ogni uomo ha una coscienza? Io penso che dovremmo essere prima uomini, e poi cittadini. Non desiderabilecoltivareilrispettodellaleggenella stessamisuranellaqualesicoltivailgiusto.Il solo obbligo che ho diritto di assumermi quellodifaresemprecicheritengogiusto.Si diceabbastanzacorrettamentecheuna

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.67

corporazione non abbia coscienza; ma una corporazionecostituitadauominidicoscienza unacorporazioneconunacoscienza.Lalegge nonhamairesogliuominineppurepocopi giusti;edanzi,acausadelrispettodellalegge, perfino gli onesti sono quotidianamente trasformati in agenti d'ingiustizia. Un risultato comuneenaturaledelnondovutorispettoperla leggeilseguente,chepotrestivedereunafila disoldati,colonnello,capitano,caporale,soldati semplici, trasportatori di esplosivi, tutti che marciano verso le guerre in bell'ordine, per montievalli,controlapropriavolont,ahim, contro il proprio buon senso e le proprie coscienze, cosa che rende la marcia molto faticosa,echeproduce una palpitazione del cuore. Essi non hanno dubbisulfattod'essere coinvolti in un maledetto pasticcio; sono tutti uomini d'animo pacifico. E ora, cosa sono? Uomini?oppurefortini e depositi di armi ambulanti,alserviziodiqualchepotentesenza scrupoli? "Visitate l'arsenale, e prendete un "marine,"eccol'uomocheilgovernoamericano riesceacreare,eccocomepuridurreunuomo con la sua magia nera una mera ombra, un vagoricordod'umanit,unuomoancoravivoe gi,sipotrebbedire,sepoltosottolearmicon tanto di corteo funebre, anche se potrebbe succedereche"Nonuntamburosiudiva,non unanotafunebre,Mentreinfrettatrasportavamo ilsuocadaverealriparo;Nonunsoldatospar un colpo d'addio sopra il sepolcro nel quale seppellimmo il nostro eroe." La massa degli uominiservelostatoinquestomodo,noncome uominisoprattutto,benscomemacchine,coni propri corpi. Essi formano l'esercito permanente,elamilizia,isecondini,ipoliziotti, ipossecomitatus,ecc.Nellamaggiorpartedei casinonv'alcunliberoeserciziodellafacolt digiudizioodelsensomorale;invecesi

mettono allo stesso livello del legno e della terraedellepietre,eforsesipossonofabbricare uominidilegnocheservirannoaltrettantobene allo scopo. Uomini del genere non incutono maggiorrispettochesefosserodipagliaodi sterco.Hannolostessotipodivaloredeicavalli e dei cani. Tuttavia persino esseri simili sono comunementestimatideibuonicittadini.Altri, come la maggior parte dei legislatori, dei politici,degliavvocati,deiministridelculto,e dei funzionari statali, servono lo Stato principalmenteconleproprieteste;e,datoche raramentefannodelle distinzioni morali,sono pronti a servire nello stesso tempo il diavolo, pursenzavolerlo,eDio.Pochissimi,comegli eroi,ipatrioti,imartiri,iriformatoriinsenso elevato,egliuomini,servonoloStatoanchecon lapropriacoscienza,edunqueperlamaggior partenecessariamenteglisioppongono;esono comunementetrattatidaessocomenemici.Un uomosaggiosarutilesoltantocomeuomo,e nonsisottometteradessere"argilla,"n"ad otturareunbucopernonfarentrareilvento," ma lascer questo compito alle sue ceneri almeno: "Sono di nascita troppo nobile per diventaredipropriet,Peressereilsecondoal comando, O un utile servo e strumento Di qualunque stato sovrano al mondo." Chi si concedeinteramenteaiproprisimiliappareloro essere un uomo inutile ed egoista; ma chi si concede loro solo in parte, considerato un benefattore ed un filantropo. Come deve comportarsi un uomo, oggi, nei confronti di questogovernoamericano?Iorispondochenon pu esservi associato senza che ci sia un disonore. Non mi possibile neppure per un momento riconoscere come il mio governo quell'organizzazione politica che sia anche un governoschiavista.Tuttigliuominiriconoscono il diritto alla rivoluzione, quindi il diritto di rifiutarel'obbedienza,ed'opporreresistenzaal governo, quando la sua tirannia o la sua inefficienza siano grandi ed intollerabili. Ma quasituttisostengonochenonsiaquestoilcaso ora. Ma lo era, essi pensano, all'epoca della Rivoluzionedel'75.Masequalcunomidicesse chequelloerauncattivogovernoperchtassava certe merci straniere d'importazione, molto probabilecheiononsollevereidifficoltsuci, perchpossofareamenodiquellemerci:tutte

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.68

le macchine hanno il loro attrito, ed esso ha forse un lato positivo in grado di controbilanciarequellonegativo.Adognimodo, ungranmaledarvimoltopeso.Maquando l'attrito arriva ad avere la sua macchina, e l'oppressioneedilladrociniosonoorganizzati, alloraiodico,nonteniamociquestamacchina pi a lungo. In altre parole, quando un sesto della popolazione di una nazione che si impegnataadessereilrifugio

Poesia
LASCONOSCIUTA.
DiPaolaMartino diPaolaMartino

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.69

REGINADELLANOTTE

Pioggia suonapermeunanticoconcerto mentrenuda inunostupitogrigiosilenzio sto. Colpisciilmioviso intrecciagoccedimadreperla eparlamidisussulti egridamiildolore erivelamiquelpuntodelmondo confinedelRegno. Ch'ionuotibeata nellaevanescenzadelmioNulla! Ch'iorinascaall'albore dellemieContraddizioni! Ch'iocrescainstupore adultaebambina nelVelodelleGraziefanciulle.. Ch'iopossadanzare sulucidispecchisulaghidigiada seguendounbaglioreremoto ilmiolacciodifuoco cheardeardearde.. evedailvoltodellaSconosciuta.. Ch'iosappiadiessereLei CheLeiaccettidiessereMe Siuccidanopugnalid'argento SiamutalaparoladelNiente Tuseiquestotempostraniero Tuseispaziodelmioabbraccio.

Notte, scendiinvocata edonami unapiccolagemma deituoiaureitesori. DammiilRespiro. Forsegiuntoiltempo difaresplodere freccediluceprofumata egirasolid'ambradorata.. ilBozzolo corazzadeposta vedel'aspiranteFarfalla. Sorridimi..Notte. Iltuotrono dineroonice efreddodiamante nontaglia lamiacarneconsunta malibera daantichilegami. SENSUALITA'
diPaolaMartino

Bianchispumosicavalli galoppanosugraniticiscogli inunadistesainfinitadigrigio cheemanabarbaglidiluceviolenta. Roboantietumultuosepassioni scuotonoprofondita'sconosciute nelmiticoantrodisuadentiSirene checonquistanoilcuore elogettanovia. SpasimailVentocheinsegueleOnde nesquarcialeverdicortineritrose edessesituffano vinteestordite nelcocchiodoratodiNettunolascivo. L'urlogioiosodiuncavaliereimpaziente siunisceesiannulla neisospiridanzanti neidolcilamenti diun'azzurraNinfamarina.

Inuncampodistelle
diIdaLoSardo

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.70

Sonoinciampatainuncampodistelleanchese eragiorno, hovistouccellivolareeposarsisualberi danzantiinpienacitt, hosentitolameravigliaattraversarmiilcuore, hogodutodiunraggiodisoleinquestofreddo inverno, eimieipassifarsileggerinellerbabagnata, hosussurratoalventoimieipensieri, hoaspettatounarispostaeforselattendo ancora nottestellatomondo!!!

Ilfluire

diPieroCapalbo

Ilfluiremagmaticodeltempo pervademelensivagheggiamenti inconodombrasualtariperenni, vestigiadiinertisimulacri. Miapprossimoallepilogo conintattiimieianelitidiescutere ilfutilesensodellarealt. Ildonodiunilaregiullare midispensadaldipingere lemieteledipianto.

Cantidisarmonici
diPieroCapalbo

Granellidipane
diIdaLoSardo

Cantidisarmoniciincrociano stazionidiperiferia.Sipaventail giogodiinusitateatmosfereper tetriscenari.Tempoverra delineareilbarlumechevivifica sullespondediacqueche fluisconolente.Sviliscelattesain bilicosulfilodiunagiornata particolare.

seiritornatoabeccareimieigranelli. Silenziosalatuavenuta. Quasitiaffacciallamiafinestraecinguetti parolechehannounaltrosuono. Hoconmealtropanenellamano,malatua danzanonpuarrestarsi. Iorestosullasogliaeguardoalgiornochesi riempirdiattimisinoallasera. Presagi,memoriesononellaria, noncisonodistanze, mihaicondottanelviaggiodelcuore, eradatempocheloaspettavo, eradatempochelosapevo, manonsapevochesarebbestatounviaggio solitario

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.71

Edora

diMimmoMartinucci

Edora, chelamiastrada givolgeallameta, nonguarderdicertoindietro, mamiproietteraldil, doveiltraguardoformaportaaltunnel diveraConoscenza. Ancheseildubbio mitormenta, ilmielespremerallemiestelle emiricoprir dibrinarilucente, poivarcherlasoglia. Lamiastrada nonavralcunnome, malemietracce parlerandime echilesfiorer avvertirprofonde earcanevibrazioni. Muta, oramailavitamia parlerinunsussurro achisaprascoltare nelsilenzio.

Hocamminato
diMimmoMartinucci

Hocamminatopertratturistretti, hocamminatopersentierierti edhopercorsostrade dairiflessibianchi, conpolvereeconsassidainciampare. Hopasseggiatoperivialiestivi, hocoltofioridalprofumovario, hocoltorosedallespinerubre, edorachelefoglie viranosulgiallo, sentoilprofumo deipassimieigistanchi. Imieiricordimirimangondietro adinseguirmipiano, pernonaffaticarmi. Ecolgoancorafiorilentamente, sfiorandoipetalidaicolorivari checedonoalmiotattovolentieri, inunsussultodisopitidesideri maisoddisfattipertimorealtrui. Sonvolidaliinquestautunnolungo chedicolorimago, pertacitartimoridelgransalto, doveinqueltunnel vagoancheiltraguardo.

Ma chi tavia fattu?


diMarioScamardo

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.72

Si tu la me rabbia duci, forsi, si sulu nna duci rabbia, forsi milludu ancora fuvi lu to jocu capricciusu Fusti jurici siveru e mappizzasti a un croccu! Ccu cori duru mi fa piniari e mammazzi adaciu adaciu. Nta lu priatoriu, ca gi accupusu nun mi truvasti postu, mancu nagnuniddu piatusu. Nun ci f nne pirdunu nne fidi, nuddu scuntu di pena, mi sbattisti a lu nfernu!... e ancora maddumannu, ma chi tavia fattu?... Tavia sparagnatu un gran duluri, chiddu duddiari lu to stessu sangu, ca tanti voti ti f tradituri e ti tirau spissu nta lu fangu Vulennu iu la paci ppi forza, mi carricavi tutta la visazza, la portu ancora e nun haiu cchi vrazza, lhaiu sigillata sta vuccuzza! E megghiu uddiari a mia ca a to suruzza, maestra di mpirugghi e di ntrallazza sulu ogni tantu macchiana la stizza, nnuccenti, ppi tia sugnu la fezza, un catu ammunsiddatu di munnizza, un cantaru chinu di pisciazza, un fummiraru chi ti duna puzza, lu cagnuleddu di la peggiu razza. Ma chi tavia fattu?... Nun viu cchi suli e stiddi, nun viu cchi celu e luna, nun cci su strati nn camminamenti cc sulu friddu e scuru e tu, davanti a mia notti e jornu, davanti a stocchi sicchi, chini di sali e di pruvulazzu, occhi di cani mmistizzi scammusciuti comu li fanfazzi . Nta sta negghia, nun lu capisciu si sugnu ancora a chistu munnu viu lu mecciu ca gi fumulia, logghiu gi finiu nta la lanterna cchi vali la me vita senza tia, sulu nna sputazzata , o picca cchi!

Poesiadiieri
propostadaAnnaMariaD'Apolito.

ARTUROGRAF Nelle liriche e nei poemetti drammatici di Arturo Graf ( 18481913 ) v' una sconsolata visionedellavita,unatragicacontemplazione deldestinoumano,unprofondopessimismo,un senso tragico del mistero che tutto avvolge, dellamorte:iltempofuggeveloceeconsumala vitadegliuomini.

LADANZADELLEORE
Pelcielframezzolestelleremote, dell'etranellimpidoalgore, sisvolge,conlunghefantasticherote, ladanzaleggieradelleore. Ladanzaleggieradell'oreinfinite, chesempre,maisempre,conblando, conpenduloritmofuggenti,pelmite serenosivandileguando. Ditenereepurefanciullehansembianze, chedanzin,d'aprile,suifiori, neicandidipettichiudendosperanze arcane,reconditiamori. Senvansenzafine,volubiliepronte, leverginibionde,lebrune; lepidimestiziavelatahanlafronte, giulivesorridonoalcune. Vestitedilievi,diafaniveli, fioritediroseeviole, senvannoperl'arcogemmatodeicieli snodandol'eternecarole; senvannoinunsogno,rapitealsussurro perenned'ignoticoncenti; senvannofragliastri,senvanperl'azzurro aeree,fugaci,fluenti. Eognunadalungepassandomiinvita, eognuna,seguendosuavia, unpocositogliedell'egramiavita, unpocodell'animamia.

Varia.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.73

Donne: quando lanima selvaggia si Il serpente si sta muovendo e vuole che la donnarisvegliilsuoventre. risveglia
diIdaLoSardo.

risvegliarsiinquestanuovaera.

Vive in ogni donna un anima selvaggia, una parteistintualechesifasentiresindaquandosi piccole. Lavitaetuttelesueconvenzioni,glischemi, leducazione mettono in ombra la parte selvaggia,lafannotacere. Le donne si ammalano nel corpo, ma ancor primanellanima. Siammalanopermatrimonisbagliati,peramori impossibili, per violenze mentali, perch non sonomaistateaccarezzatedallapropriamadre ovistedalpropriopadre. Le donne addormentate sono belle si, intelligentisi,maspente,nonconosconolaloro verit. Non conoscono la via dell istinto, dellintuizione,dellasensitivit,dellamoreper il femminino sacro, non hanno il tempo per fermarsieimparareastaredasole,nongli stato insegnato che la mestruazione il filo rossocheciunisceallealtredonne. Quando una donna trova il filo rosso che la congiungeallealtredonne,rinasce,sirisveglia, incominciailviaggio. Quandounadonnavuoleguariresestessa,lotta comeunaiena, comeunanimalechetrapassa le sbarre della sua prigione, perch ha una forza,chequelladelventrechepartorisce,pari allastessaforzaconlaqualemadrenaturamette inmotoicataclismi. Nelletribaborigenedituttoilmondo,imaschi ricevono un iniziazione, nelle donne non necessaria, perch dopo il menarca incontreranno la fertilit , la gravidanza e il partosarlaloroiniziazione. Datantoledonnescrivonodiquestorisveglio, diquestotema,condividono incerchileloro esperienze. Moltesonoledonnecheoggi lavoranosuse stesse. Moltelestradecheportanoallaconsapevolezza. Edbellosentireilpoterefemminile

Donnepienediamore,bellecomeledee,calde come un lago in cui immergersi, non pi a serviziounicodellefamiglie,nonsoloprontead accomodare,contenere,manteneregliequilibri delle vite altrui, ma chiamate ad un compito nuovo:labellezzadelmondoalfemminile. Nutrire lintera umanit, senza separazioni, rigenerarelamore,larmonia,lasapienza. Libere figlie della madre, pronte a partire, a lasciare a casa, i propri cari, le proprie sicurezze, per imparare lautonomia, e insegnarlaallegenerazionifuture. Epoi,poetessediunnuovoamoretrauomoe donna,unamorecheperchiamarsitale,nonha bisognodelleconvenzioni,madelriconoscersi. Un amore che viene dallanima,che guarisce, chepassaattraversola corporeit enon pi tab,perchilcorpononunconfine,non solo passione e carne, il veicolo della trascendenza,dellatrasformazione. Donne selvagge tremano ,si emozionano e vibranocomelaterrastessa,donnedituttele et,senzaunet,nonpimartiri,nvittime,n schiave,maregineseduteallostessotronodella Madre,pronteariscriverelastoriadellaNuova Era. Benvenute Sorelle nel nuovo mondo abbiamo varcatolasoglia.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.74

Lanaturanonsolodotlostessouomodella rapiditdelpensiero,magliattribu,qualisuoi serviemessaggeri,isensi,egliinfuse,come principidiconoscenza,abbozzidiintelligenze embrionali e non bene sviluppate di innumerevoli cose, e gli dette forma corporea perfettamente consona e confacente alla missionedelluomo.Infatti,mentrefeceprone per cibarsi tutte le altre creature, fece solo luomoeretto,elosollecitallacontemplazione delcielo,checomedire:allacontemplazione della sua discendenza e della sua originaria dimora.Inoltre,gliconformlaspettodelviso, sdapotervifaresprimereiprofondiedascosi sentimenti. Infatti, e gli occhi fin troppo vivacementesvelanoisentimentiegliaffettidel nostroanimo,equellochechiamasivolto,che in nessun altro essere tranne che nelluomo potrebbe aversi, palesa la nostra indole (Cicerone).
PropostodaRaffaellaCambriglia.

Finchsimulavolasaggezza,misentivopazzo. Abbandonandomi alla follia, mi sentivo savio. Basta,afflitto,comedicevo,daldubbiodiesser pazzo, volli consigliarmi con un medico circa lopportunit di sottopormi ad un esame psichiatrico. Maseipazzo?midissequegli.Perchvuoi farlo?Sarebbeunapazziaandareamettersiin boccaallupo.Naturalmente,dissisesono pazzo, niente di strano che commetta delle pazzie. Che vuol dire? esclam laltro, ridendo bonariamente.Anchiosonopazzo.Manonlo dicoanessuno.Fossimatto. Perch?.Maandiamo,dovreiesserpazzoa rivelaredesserpazzo.Simulo.Faaltrettantotu enonticrearproblemi.Mentremeneandavo mirichiam.Percaritnonlodireanessuno. Che cosa?. Che sono pazzo!. Credo che gisisappia.

Pazzi

Iocertevoltesospettodiesserepazzo.Ecerte volte ne ho lassoluta certezza e allora vorrei abbandonareognifinzionedisaviezza.Come riposante non simulare pi! La cosiddetta saggezzanonassenzadipazzia,perchtutti abbiamo la stoffa dei pazzi. E soltanto possibilitdisimulareepossessomaggioredi alcunifreni. Ilbello,poi,chequandomiconvincodiessere pazzo e decido di gettar la maschera della saggezza,misentoinuncertosensorinsavito.

Andai da un amico. Vorrei simulare la saggezzaglidissi.Ticonsigliodinonimitare me, allora mi disse. Malgrado il parere del medico, mi presentai al manicomio e chiesi desser messo in osservazione. Che sintomi avete?midomandildirettore.Ecco,iomi consideropazzo.Nonbasta.Bisognaassodare selosietedavvero.Perch?Nelcasocheio sia pazzo, lei mi considererebbe pazzo? Evidentemente E sbaglierebbe. Se io fossi realmentepazzo,nonsareipazzoaconsiderarmi pazzo.Mentresenonlofossi, chiarochelo sareiperilfattodiritenermitale.Mainche consisterebbe allora la vostra pazzia? Nel credermipazzosenzaesserlo.Maalloranon

sareste pazzo, se non lo siete. Lo sarei in quanto, senza esserlo mi ritengo tale. Se mi ritenessipazzoessendolorealmente,questomio credermipazzononsarebbepazzia;mentrelo senonlosono. Ildirettoredel manicomio sipassuna mano sullafronte.Voimifatediventarepazzo.Si volse allassistente: Cosicch, dovremmo metterlo al manicomio se non pazzo? Precisamente fece lassistente. Perch, non essendolo, ritiene di esserlo. Questa la sua formadipazzia. Ma con questo ragionamento obiett il direttoresefossepazzononlometteremmoal manicomio. Beninteso, pazzo se non pazzo.Masietepazzovoi!.Sareipazzose nonritenessipazzounochenonessendopazzo siconsiderapazzoechenonsarebbepazzoa considerarsipazzosefosserealmentepazzo.A tagliar corto il direttore mi sottopose a una minuziosavisita,sperimentlemiereazioni,mi interrogeallafinemibattaffettuosamentela mano sulla spalla e disse congedandomi: Andate, andate tranquillo; questo vostro ritenervi pazzo non sintomo di pazzia, inquantochsieterealmentepazzo. Me ne andai tranquillizzato, sereno, ormai, essendomi tolto un gran peso dallo stomaco: dunquenonsonopazzo,vistochesonopazzo. (A. Campanile, Gli asparagi e limmortalit dellanima). PropostodaRaffaellaCambriglia.

LA SPLENDIDA DESCRIZIONE DELL'APPARIZIONEDIISIDEALUCIO,IN SOGNO, NELL'XI LIBRO DELL'ASINO D'ORODIAPULEIO.

PropostadaPaolaMartino. Avevoappenachiusogliocchi,quandeccoche sulla superficie del mare apparve una divina immagine, un volto degno dessere venerato daglistessidei.Poilaluminosaparvenzasorse a poco a poco con tutto il corpo fuori dalle acqueeameparvedivederla,ferma,dinanzia me. Mi prover a descrivervi il suo aspetto mirabile[...]Anzituttoicapelli,foltielunghi, appenaondulati,chemollementelecascavano

sulcollodivino.Unacoronadifiorivariopintile cingevainaltolatestaeproprioinmezzoalla fronteundiscopiatto,aguisadispecchioma che rappresentava la luna, mandava candidi barbaglidiluce.Ailati,adestraeasinistra,lo stringevanolespireirteeguizzantidiserpentie, in alto, era sormontato da spighe di grano. Indossavaunatunicadibissoleggerodalcolor cangiante[...]ma[...]soprattuttoconfondevail miosguardo[...]lasopravvestenerissima,dai cupiriflessi,chegirandoleintornoallavitale risalivasuperilfiancodestrofinoallaspalla sinistraediquistrettadaunnodolericadevasul davantiinunampiodrappeggioondeggiante[...] Queilembietuttoiltessutoeranodisseminatidi stelle scintillanti e in mezzo a esse una luna pienadiffondevalasuavividaluce:lungotutta labalzadiquestomagnificomanto,perquanto essoeraampio,correvaunininterrottaghirlanda di fiori e di frutti dogni specie. Gli attributi della dea erano poi i pi diversi. Nelladestrarecava,infatti,unsistrodibronzo [...] Dalla mano sinistra, invece, pendeva un vasellodoroaformadibarcadalmanicoornato daunaspideconlatestarittaeilcollorigonfio. Aisuoipiedidivinicalzavasandaliintessuticon foglie di palma, il simbolo della vittoria. Taleecosmaestosa[...]sidegndiparlarmila dea. EccomioLucio,[...]iolamadredellanatura,la signora di tutti gli elementi, lorigine e il principioditutteleet,lapigrandedituttele divinit,lareginadeimorti,laprimadeicelesti, coleicheinsriassumelimmaginedituttigli dei e di tutte le dee, che con il suo cenno governalealtezzeluminosedelcielo,isalubri ventidelmare,idesolatisilenzidelloltretomba e la cui potenza, unica, tutto il mondo onora sotto varie forme, con diversi riti e differenti nomi. Per questo i Frigi [...] mi chiamano Pessinunzia (1) Madre degli dei, gli autoctoni atticiMinervaCecropia(2),iCiprioticircondati dal mare Venere Pafia (3), i Cretesi arcieri famosi Diana Dittinna (4), i Siculi trilingui Proserpina Stigia (5), gli antichi abitatori di Eleusi Cerere Attica (6), altri Giunone, altri Bellona(7),altriEcate,altriancoraRamnusia, ma[gli]Etiopi[...]egliEgizi,cosgrandiperla loro antica sapienza [...], mi chiamano con il mioveronome:IsideRegina.

Albumdifotografie

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.76

Cosac'dipiimmediatodiunafotografia,un quadro,unacartolinaparticolare,undisegno perdescrivereunostatod'animo,un'epoca,un momento,unaricorrenza?Leimmaginihanno potenzadescrittivaedevocativaistantaneache punta diritto al cuore, scavalcando la mediazionedelcervelloedellaragione.Nona caso, davanti ad alcune opere d'arte, alcuni soggettihannoaddiritturadellesindromi con sintomifisicireali.Ilnometecnico"sindrome diStendhal",mailfreddotecnicismodeltutto inadattoadescriverecicheiodefiniscouna "sindrome poetica applicata all'immagine", poichsitrattadiun'espressionedisensibilit estrema dell'animo, che reagisce ad alcuni Messina(Frascino) messaggisubliminali,piuttostochedimalattia. Eallora,perchnoninserirenella Zibaldone Primadelterremotodevastantedel1908. una sezione dedicata alle immagini? Grazie allacollaborazionediAmbrogioFrascinoedi FrancoFerraro,chehannomessomanoailoro archivi fotografici, stato possibile allestire questepagine.Icommentisonomiei.
MarcelloVicchio.

Banda(Ferraro)

Gruppo di musicisti degli anni '30. Da notare l'abbigliamento di alcuni componenti e, soprattutto,la capigliatura artistica del primo a destrainfoto.

Cacciatori(Ferraro).

All'apparenza questi cacciatori non farebbero pauranemmenoallaquagliapisprovveduta.Il secondo a sinistra, poi, assomiglia proprio a Tot.

LocalitCiuffarello1933(Ferraro).

Questisembranounpochinopiseririspettoai cacciatori.Sarannoledivise?Ilprimoadestra sembraunascarochesiappenasvegliatodai fumidialcooldicocco.

(Frascino)

Splendida Napoli dell'800. Speriamo che la vecchiacapitaledelRegnoungiornotorniagli antichisplendori.

Famiglia(Ferraro)

Abbigliamentofantastico.Bellapresenza.

(Frascino) (Frascino)

Sarlapubblicitdiqualcheliquoreoelisir? Sciantosanapoletanaconunpraticocappellino CertocheRosaBonheurdelbicchierenonsa eunreggisenomovimentato. chefarsene.