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ISRAELE

1 SEMESTRE 2011

ISRAELE

Rapporti Paese Congiunti - Ambasciate

primo semestre 2011

1) QUADRO MACROECONOMICO
A) Andamento congiunturale e rischio Paese

I consumi, gli investimenti e le esportazioni hanno guidato la ripresa nel 2010 e nel primo semestre del 2011. Il settore bancario non ha avuto cadute rilevanti e continua, pertanto, ad essere considerato robusto e con buona liquidita' interbancaria. Essendo il contesto operativo sviluppato e gli investimenti esteri incoraggiati e tutelati, la vulnerabilita' principale di questo mercato e' data dalle problematiche della situazione politica e della sicurezza. Standard &Poor's ha deciso di elevare il rating del credito di Israele da "A a "A+ in particolare nel suo "long term foreign currency sovereign credit rating. Secondo S&P, infatti, Israele ha intrapreso una strada credibile verso la riduzione del debito pubblico e ha reagito bene alla crisi finanziaria globale. Inoltre, S&P ha anche sottolineato come la posizione d'Israele sia solida nei confronti dei marcati esteri avendo un "consistent current account surplus dal 2003. Le prospettive di medio termine per lo sfruttamento dei nuovi giacimenti off shore di gas rappresentano secondo S&P un ulteriore elemento a sostegno di una solida prospettiva di crescita. Si ricorda che S&P aveva alzato il rating del credito d'Israele ad "A nel 2007 e che quest'anno le altre due note agenzie di rating internazionale "Moody's e "Fitch hanno confermato il loro giudizio positivo verso questo Paese (Moody's ha confermato il giudizio "A1stable e Fitch "A stable).

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primo semestre 2011

Tabella principali indicatori macroeconomici (ad es. EIU Country Report: Annual data & forecast)
2011 PIL variazione % termini reali 4,4 PIL a prezzi correnti (mld. $) 243,9 Consumi privati (var.%) 3,9 Consumi pubblici (var.%) 2,4 Investimenti fissi (var.%) 11 Esportazioni beni e servizi (%) 5,8 Importazioni beni e servizi " 9,9 Agricoltura (var.%) 2 Industria (var.%) 4,4 Servizi (var.%) 4,5 Popolazione 7.800.000 PIL pro-capite (US$) 30.100 Tasso Disoccupazione 5,6 Bilancio dello Stato/PIL - deficit 2,3 - entrate 28,2 - uscite 30,6 Debito /PIL 70,6 Tasso cambio (shekel/$) fine periodo 3,76 Tasso cambio (shekel/euro) " 5,22 Tasso inflazione 3,4 M1 (var.%) 5,1 M2 " 6,5 Tasso interesse 5,5 Partite correnti Bilancia dei Pagamenti (mln 77 $) Deficit Bilancia Commerciale ( mln $): -7,874 -importazione merci -70,282 - esportazioni merci 62,408 Interscambio Comm.Italia/Israele (mln$): Gen/Giu 2361.8 -Esportazioni italiane 1613.5 -Importazioni italiane 748.3 - Saldo in favore Italia 865.2 Riserve (mld.$) 78,6 2010 4,7 218 5,3 2,5 13,7 13,6 12,8 0 5,7 4,6 7.708.400 28.500 6,6 3,7 28 31,7 74,6 3,55 4,76 2,7 12 3,9 4,5 6,319 -1,948 -58,042 56,094 3678.8 2425.6 1253.2 1172.4 70,3 2009 0,8 195,4 1,4 1,8 -4,9 -11,9 -14,1 9,5 -3,5 2,7 7.552.000 27.730 7,6 5,2 26,4 31,7 77,9 3,78 5,41 3,3 51 17,8 3,7 7,499 +341 -45,993 46,334 3229 2126.0 1103.0 1023 60,6 2008 4,2 202,3 2,8 1,7 4,4 5,9 2,3 0,8 4,4 4 7.419.100 27.959 6,1 2.2 29,7 31,9 75,5 3,80 5,29 4,6 14 9,8 6 2,077 -6,685 -64,398 57,713 4222.5 2553.7 1668.8 884.9 42,5

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primo semestre 2011

B) Grado di apertura del Paese al commercio internazionale ed agli investimenti esteri

Nel primo semestre del 2011 l'interscambio commerciale di Israele mostra il permanere del trend positivo di ripresa dell' economia ed una maggiore propensione al consumo. In sintesi, la bilancia commerciale d'Israele -lato merci- ha fatto registrare nel primo semestre 2011 i seguenti risultati complessivi a confronto con il primo semestre del 2010: - l'interscambio commerciale e' aumentato del 23.2% (USD 71,2 mld); - le esportazioni sono aumentate del 17% (USD 34,4 mld); - le importazioni sono aumentate del 29.8% (USD 36,8 mld); - il deficit commerciale complessivo e' aumentato di conseguenza in maniera notevolissima, passando dal surplus di circa USD 1 mld del primo semestre 2010 al disavanzo di USD 2,4 mld. del primo semestre 2011, e si stima continuera' a crescere, con conseguente ulteriore riduzione del surplus nelle partite correnti. Nei primi sei mesi del 2011, al netto delle transazioni relative ai diamanti, l'interscambio israeliano ha registrato 54 miliardi di dollari, con un incremento del 18,4% rispetto agli stessi mesi del 2010: le esportazioni sono aumentate dell'8 % totalizzando 22,8 miliardi di dollari; le importazioni sono a loro volta aumentate del 27,5% totalizzando 31,1 miliardi di dollari. Il disavanzo commerciale ha cosi' raggiunto 8,3 miliardi, con un incremento di ben 153% rispetto al primo semestre del 2010.

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primo semestre 2011

Tabella Principali Paesi fornitori Principali Paesi Fornitori di Israele (esclusi diamanti) (primo semestre 2011, in milioni di dollari) /np; 3750.3 (+ 32,3%) /nsp; 2629.9 (+ 20.5%) /n; 2237.7(+ 22,8%) /np; 1613.5 (+ 41,8%) Paesi /n; 1410.4 (+ 37.4%) /n; 1307.1 (+ 22.5%) /n; 1251.4 (+ 46%) /n 1053.1 (+ 16%) Gran Bretagna 959.2 (+ 20%) /n 824.1 (+ 24.5%)

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primo semestre 2011

Tabella Principali Paesi clienti Principali Paesi Clienti di Israele (esclusi diamanti) (primo semestre 2011, in milioni di dollari) /np; 6007.9 (+ 1.6%) /nsp; 1025.9 (+ 33%) Gran Bretagna1233 (+ 32.5%) Paesi Bassi 1101.4 (+ 13.2%) /nbsp; 998.1 (- 40.6%) /n; 997.8 (+ 23%) /n 944.1 (- 21%) /n/n; (+ 1.4%) /n 705.9 (+ 14%) /nnbsp; 481.8 (- 42%)

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primo semestre 2011

Tabella Interscambio UE Circa la destinazione dell'export israeliano nel primo semestre del 2011 (esclusi diamanti), l'Unione Europea risulta il primo acquirente con una quota di mercato del 33% sul totale delle esportazioni israeliane, per un importo di 7,6 miliardi di dollari, in aumento del 15,7% rispetto al 2010. Circa l'origine dell'import israeliano (esclusi diamanti), nel primo semestre del 2011 l'Unione Europea ha fornito beni pari a 10,8 miliardi di dollari, con un aumento del 27,5% rispetto al 2010 ed una quota del 34,5% sul totale delle importazioni israeliane.

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Tabella Principali Merci/settori Esportate Le esportazioni complessive israeliane nel periodo in riferimento sono state costituite per il 75,6% da prodotti dell'industria manifatturiera (esclusa la lavorazione dei diamanti), pari a 22 miliardi di dollari, con un incremento dell'8,5% rispetto al 2010. Il 48 % circa di tale ammontare e' rappresentato dai prodotti ad alto contenuto tecnologico (10,5 miliardi di dollari), con un incremento calcolato del 7% circa su base annuale, trainato soprattutto dalle esportazioni di prodotti farmaceutici (+48% su base annuale, pari a 3,7 mld. di dollari). Altre componenti dell'export israeliano nel 2011 sono state per il 21,6 % i diamanti (6,3 miliardi di dollari con un significativo incremento del 36% rispetto al 2010) e per il rimanente i prodotti agricoli (859,3 milioni di dollari con un incremento insignificante dello 0,16% rispetto all'anno precedente).

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Tabella Principali Merci/settori Importate La composizione dell'import israeliano complessivo nel primo semestre del 2011 e' stata la seguente: materie prime per 13,1 miliardi di dollari con un aumento del 20,2% rispetto al 2010; beni di consumo per 5,1 miliardi di dollari con un aumento del 22,6% trainato dall'aumento di beni durevoli; beni di investimento per 6 miliardi di dollari, con un incremento del 48,5% dovuto in particolare agli acquisti di macchinari vari; diamanti per 5,3 miliardi di dollari con un incremento del 43,2%; carburanti per 6,6 miliardi di dollari, con un incremento del 28,5% in considerazione dell'aumento nei prezzi.

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2) POLITICA COMMERCIALE E DI ACCESSO AL MERCATO


A) Barriere tariffarie

Negli ultimi venti anni, l'economia israeliana si e' andata progressivamente aprendo agli scambi commerciali. In considerazione delle ridotte dimensioni del mercato interno, della scarsita` di risorse naturali e della situazione geopolitica, l`economia israeliana e` per sua natura votata all'export. Il commercio internazionale gioca quindi un ruolo fondamentale nell'economia del Paese. a) Paesi Unione Europea La diffusione dei prodottidi importazione dall'Unione Europea non incontra qui particolari difficolt: le uniche resistenze possono derivare, per quanto riguarda i prodotti alimentari, dall'applicazione delle regole dettate dalla kasherut: molte imprese europee, tra cui le italiane, presenti su questo mercato hanno tuttavia ottenuto il certificato rabbinico per prodotti identici a quelli venduti nei rispettivi Paesi di provenienza. L'Accordo di Libero Scambio fra Israele ed Unione Europea prevedeva, gi nel 1975, l'esenzione tariffaria per i prodotti industriali ed agricoli su presentazione della certificazione d'origine. L'Accordo di Associazione entrato in vigore nel 2001 concede ai prodotti israeliani ancora pi flessibilit in tema di certificazione d'origine e regolamenta ulteriormente la libert di movimento dei capitali, la cooperazione economica in aree di reciproco interesse, e la cooperazione regionale nei settori industriale, agricolo, standard, servizi finanziari, tasse, ambiente, energia, informazione e comunicazione, trasporti, turismo. Con l'entrata in vigore nel 2004 del Protocollo agricolo UE-Israele annesso all'Accordo di Associazione, sono state ulteriormente stabilite riduzioni di aliquote ed aumentati i flussi commerciali consentiti. La misura dell'imposizione doganale varia, dunque, oggi, da prodotto a prodotto, raggiungendo, ad esempio, l'89% su alcuni tipi di autovetture e, addirittura il 178,89% circa su sigarette e tabacchi. A partire dal 1 gennaio 2010 in vigore una nuova intesa commerciale tra Israele ed Unione Europea che prevede l'abolizione delle tariffe e delle quote sui prodotti alimentari. Grazie a questo accordo i prodotti alimentari provenienti da Israele potranno essere offerti a prezzi pi bassi, aumentando la loro competitivit sui mercati UE. A gennaio 2009 l'autorit aeroportuale israeliana - Israel Airport Authority - ha applicato una normativa secondo la quale il peso massimo delle spedizioni manuali da caricare sugli aerei, in entrata ed in uscita, e' limitato a 50 Kg. E' da evidenziare che nella maggior parte dei paesi occidentali il peso massimo ammesso di 180 Kg. Questo provvedimento rappresenta un ostacolo per gli importatori locali di merci ed interferisce in maniera negativa anche sull'export israeliano, soprattutto di merci di piccole dimensioni, nonch sull'attivit delle societ di spedizioni locali ed estere.

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La normativa appare inoltre in contrasto con il trattato internazionale sui "cieli aperti, approvato dal governo israeliano a gennaio 2007, secondo il quale Israele si impegna ad adottare una riforma nei voli internazionali, introducendo nuovi "player sul mercato locale e riducendo notevolmente i costi dei biglietti aerei per le destinazioni internazionali per favorire i flussi di trasporto di uomini e merci tra Israele e il mondo. In un quadro tutto sommato soddisfacente per le esportazioni comunitarie ed italiane in particolare , si segnalano alcuni casi di NTB (in particolare nel settore dei materiali elettrici), sotto forma di ostacoli tecnici all`importazione di prodotti attraverso l`imposizione di standard non confacenti ai criteri internazionali. Altri standard tecnici che hanno in passato creato problemi sono relativi ai requisiti fitosanitari applicabili alle importazioni di fiori. Da segnalare, inoltre, che l'autorit doganale Israel Tax Authority, ha pubblicato a gennaio 2009 direttive che rendono pi complesso il processo di importazione di alcuni prodotti nei settori: trasporto, medicinali ed attrezzature mediche. Secondo le nuove direttive, in vigore da marzo 2009, i permessi d'importazione rilasciati dai ministeri competenti dovrebbero essere emessi prima dell'arrivo delle merci nei porti israeliani. In caso contrario sono previste pesanti multe a carico dell'importatore. Questo recente provvedimento crea un significativo ostacolo all'importazione dei prodotti sopramenzionati, soprattutto tenendo conto del fatto che le merci nel commercio moderno possono arrivare a destinazione in poche ore, senza che ci sia quindi il tempo materiale di rilasciare tali autorizzazioni in tempo. E' stata applicata dal Ministero dell'Agricoltura, infine, una nuova direttiva, secondo la quale non saranno pi rilasciati permessi di importazione per trattori ad uso agricolo, a meno che non sia stato effettuato prima un Performance Test secondo i criteri delineati dall'OCSE. I test delle prestazioni sono obbligatori anche sui macchinari pienamente conformi alle direttive e agli standard della Comunit Europea. Tenuto conto che l'Italia il principale esportatore di trattori ad uso agricolo in Israele, evidente che anche altri marchi italiani presenti sul mercato locale potrebbero essere danneggiati da questa decisione. Da menzionare, infine, che nel 2010 e' entrato in vigore un accordo tra Israele e Unione Europea per il riconoscimento reciproco dei test di laboratorio per prodotti industriali, in particolar modo quelli connessi all'industria farmaceutica. Nella sua prima fase l'accordo riguarda il riconoscimento dei test relativi alle Norme di Buona Fabbricazione (NBF o GMP in inglese) - un insieme di regole, procedure e linee guida in base alle quali vengono prodotti i farmaci, dispositivi medici, prodotti per la diagnostica, cibi e sostanze attive. Fonti ufficiali in loco hanno dichiarato che questo accordo ha inteso esonerare i produttori israeliani di farmaci da ulteriori test sul territorio europeo, generando cosi un risparmio di tempo e denaro. Si infine recentemente registrata da parte del Ministero dell'Industria israeliano un certo numero di segnalazioni di inizio di investigazioni anti-dumping con immediata applicazione, in alcuni casi, di clausole di salvaguardia nei confronti di alcuni Paesi europei. Le procedure avviate nei confronti dell'Italia hanno riguardato le seguenti categorie merceologiche: - barre di ferro (steel rebars);
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- membrane bitumose (bituminous membranes); - pellicole adesive (stretch wraps). Le citate procedure si sono tutte concluse in modo favorevole all'Italia, senza alcun appesantimento delle imposizioni daziarie per gli esportatori italiani.

b) Altri Paesi Non sono state rilevate restrizioni quantitative o misure di effetto equivalente e non prevista la riscossione di alte imposte in aggiunta al dazio doganale.

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B) Barriere non tariffarie

Negli ultimi anni Israele ha compiuto consistenti passi in avanti sul versante dell`apertura ai mercati e dell`eliminazione delle barriere al commercio, anche se alcuni problemi continuano a manifestarsi soprattutto a causa di circostanze strutturali quali l`incidenza dei costi di trasporto, il pericolo di un deterioramento delle merci per il clima caldo e umido, le condizioni di sicurezza del Paese. Anche per le importazioni da Paesi extra comunitari va segnalata l`incidenza sul commercio di prodotti alimentari delle norme alimentari ebraiche, che vietano il consumo di cibi non "kosher, ovvero determinate carni (maiale, coniglio, cavallo), crostacei e frutti di mare, formaggi con caglio animale, salumi e vini. I prodotti non kosher sono in genere liberamente importabili o producibili in loco, pero` solo prodotti kosher possono essere distribuiti nelle principali catene di supermercati e negli alberghi e ristoranti annessi. Si segnala negli anni pi recenti l'apertura di catene di distribuzione di prodotti alimentari non-kosher. Vi sono casi nei quali la kosherut e` utilizzata impropriamente come barriera non tariffaria. E` innanzitutto il caso delle carni, poiche` quelle non macellate secondo i criteri ebraici (che prevedono il dissanguamento sotto supervisione rabbinica) o appartenenti ad animali non ammessi (in primis i suini) non possono essere importate: l`aspetto opinabile e` che tali carni non kosher possono essere prodotte in Israele.

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C) Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di propriet intellettuale

Al dinamismo economico ed alla capacit d'innovazione non corrisponde in questo Paese un adeguato livello d'attenzione alle problematiche della difesa della propriet intellettuale. Proprio a causa di questa situazione Israele stato inserito, nel 2006, nella "Priority Watch List", della International Intellectual Property Alliance americana. In ogni caso, la reiterata violazione dei diritti di propriet intellettuale sta cominciando a provocare importanti perdite economiche e vere e proprie "fughe di cervelli". Molte sono le perdite economiche, dirette e indirette che la mancanza di una legislazione adeguata riversa sull'economia e sulla societ israeliana nel suo complesso. Pi in particolare, a causa delle violazioni del copyright sono stati calcolati, nel 2006, danni per 322 milioni di dollari alle compagnie farmaceutiche impegnate in programmi di R&D, per 28 milioni di dollari alle aziende del settore musica- audio-video e per 33 milioni alle aziende che si occupano di software. La situazione ancora pi grave nel settore dei brevetti. Non esiste, infatti, in Israele, un registro del copyright e possono passare addirittura tra gli 8 ed i 12 anni dal momento della sottoscrizione della domanda fino al formale riconoscimento di un nuovo brevetto. Le aziende che si occupano di ricerca e sviluppo nel settore farmaceutico sono quelle maggiormente colpite dalla mancanza di un quadro legislativo di protezione adeguato (l'unica regolamentazione esistente la Copyright Law del 1911, della quale, nel luglio 2005, stato proposto un aggiornamento rispetto al quale le discussioni sono ancora in corso). Si calcola, infatti, che in assenza della prospettiva di una reale protezione dei brevetti, circa il 65% dei farmaci potenzialmente presenti sul mercato non sarebbe stato sviluppato. Nonostante Israele possegga un enorme potenziale di attrazione degli investimenti stranieri nell'industria biomedica, la mancata tutela dei diritti di copyright e le scarsissime garanzie a tutela delle informazioni e delle innovazioni a disposizione delle aziende, annullano, dunque, di fatto, gran parte di questo potenziale. Si segnalano, infine, casi di falsificazione o di uso improprio di diciture italiane in molti settori produttivi, soprattutto tessili, calzature, pelletteria ed alimentare.

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D) Problematiche relative agli investimenti esteri nel Paese

Israele promuove gli investimenti esteri e il quadro operativo complessivo presenta poche restrizioni, quali i progetti nel settore della difesa (precluso agli operatori esteri) e di altri segmenti tra cui banche e assicurazioni per i quali richiesta una autorizzazione governativa. Analogamente, non vi sono restrizioni ai movimenti di capitali. Negli anni sono stati adottati vari provvedimenti legislativi che offrono incentivi, garantiscono sovvenzioni statali, agevolazioni ed esenzioni fiscali per societ straniere che vogliano effettuare investimenti produttivi nel Paese. Gli incentivi agli investimenti sono regolati dalla "legge per il sostegno degli investimenti di capitale (ECIL) del 1959. Oltre a tale legge vanno ricordate anche la normative per il sostegno dell' industria (1969) e la legge per il sostegno alla ricerca ed allo sviluppo industriale (1984). In sintesi: in Israele non esistono restrizioni alla totale propriet di imprese locali o alla costituzione di joint ventures da parte di residenti esteri; i residenti esteri sono liberi di investire in proprieta` immobiliari situate nel Paese, cosi' come in titoli locali; non si prevedono limitazioni al rimpatrio dei profitti; non risulta necessaria la partecipazione di residenti o di cittadini israeliani in imprese i cui titolari siano residenti all'estero. In linea generale si ritiene che l'adesione di Israele all'OCSE nel 2010 stia provocando un aumento degli investimenti dal resto del mondo, non tanto in forma di IDE quanto in investimenti finanziari, avendo Israele dimostrato di aver conseguito un sistema economico solido, responsabile e maturo. Le Societ estere (non costituite in Israele), che svolgono la loro attivita` in Israele sono soggette alle imposte sul reddito prodotto o altrimenti conseguito in Israele. Le spese sostenute da queste societa` al fine di produrre reddito in Israele sono considerate spese fiscalmente deducibili, anche se sono state sostenute all'estero. Il rimpatrio dei profitti della societa` estera, al netto delle imposte, non e` soggetto a ritenute alla fonte. Il rimpatrio dei dividendi e` possibile salva ritenuta alla fonte (15%- 25%).

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3) ANDAMENTO DEI RAPPORTI BILATERALI COMMERCIALI E INDIVIDUAZIONE DELLE AREE DI INTERVENTO


A) Andamento dellinterscambio commerciale con lItalia e degli investimenti diretti esteri bilaterali, individuazione delle aree di intervento

L'interscambio commerciale tra Italia e Israele ha registrato nei primi sette mesi del 2011 una crescita rispetto all'equivalente periodo 2010. In particolar modo, i dati statistici ufficiali relativi all'export italiano verso Israele in questo periodo riflettono una crescita sostenuta pari a 23,7 %, con valori assoluti di oltre 1.3 miliardi di Euro rispetto a 1.1milardi registrati nei primi sette mesi del 2010. L'export israeliano verso l'Italia, ha segnato invece un aumento molto piu modesto rispetto a quello italiano, con una crescita percentuale di appena 0,3%, che, tradotti in dati assoluti, equivalgono a 675 milioni di Euro, rispetto ai 672 milioni di gennaio-luglio 2010. Il saldo commerciale Italia-Israele ha poi registrato in questo periodo, un surplus pari a circa 695 milioni di Euro a nostro favore, con un sostanziale aumento percentuale del deficit commerciale tra i due paesi (+60%), mentre il totale interscambio e' aumentato del +15% rispetto al 2010, superando i 2 miliardi di Euro.
Italia -Israele : interscambio commerciale valori in migliaia di euro e variazioni in percentuale Periodo riferimento: 2005 2011 ( gennaio-luglio) 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2010 gen-lug Esportazioni 1.543.953 Importazioni 864.485 Saldo 679.468 Saldo 28,2 normalizzato (%) Esportazioni 15,3 Importazioni -4,3 Saldi (variazioni 243.472 assolute) Fonte: dati ISTAT 2011 1.636.414 994.568 641.846 24,4 6,0 15,0 -37.622 1.788.119 965.898 822.222 29,9 9,3 -2,9 180.376 1.848.518 1.153.409 695.109 23,2 3,4 19,4 -127.112 1.613.651 986.167 627.483 24,1 -12,7 -14,5 -67.626 1.990.267 997.441 992.826 33,2 23,3 1,1 365.343 1.106.029 672.191 433.838 24,4 20,8 7,1 145,729 2011 gen-lug 1.369.025 674.698 694.327 34,0 23,8 0,4 260,489

Analizzando i dati ufficiali pubblicati periodicamente dall'Uffico delle Statistiche Israeliano CBS ed escludendo i diamanti, il nostro Paese occupa nel periodo in questione il quarto posto tra i fornitori d'Israele, preceduto da USA, Cina e Germania. Per quanto riguardano i settori trainanti dell'export italiano, essi si concentrano nei macchinari e materiale da trasporto, prodotti finiti classificati principalmente secondo la materia prima, prodotti chimici e i prodotti connessi. Sempre su base dei dati CBS, e' evidente come il nostro paese si posiziona all'ottavo posto come target delle esportazioni israeliane, preceduto nel 2010 da USA, Regno Unito, Cina, India, Germania e Turchia.
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Tabella ISTAT Import Export Saldi con lItalia


Interscambio Commerciale Italia-Israele per prodotti Biennio 2010-2011 (gennaio-luglio) Esportazioni 2010 gen-lug Prodotti dell'agricoltura, pesca e 3.521 silvicoltura Prodotti delle miniere e delle cave 1.957 Prodotti alimentari 52.148 Bevande 8.110 Tabacco 13 Prodotti tessili 20.996 Articoli di abbigliamento 24.047 (anche in pelle e in pelliccia) Articoli in pelle 16.587 Importazioni 2010 gen-lug 86.895 600 15.489 261 . 7.970 594 496 148 3.211 . 142.550 202.374 7.527 35.342 4.726 13.435 10.433 32.774

2011 gen-lug 3.208 2.592 67.202 8.660 110 15.797 29.273 20.253 17.660 30.805 58 113.346 170.199 27.690 50.072 52.491 143.375 50.723 65.938

Var % -8,9 32,4 28,9 6,8 751,4 -24,8 21,7 22,1 17,1 24,3 -37,8 19,2 13,3 28,8 -0,4 21,4 210,5 34,7 -19,9

2011 gen-lug 77.420 852 15.392 256 . 12.570 2.138 461 47 2.353 . 67.968 232.484 8.389 39.051 8.785 20.425 20.460 44.129

Var % -10,9 41,9 -0,6 -2,0 . 57,7 259,9 -7,1 -68,2 -26,7 . -52,3 14,9 11,5 10,5 85,9 52,0 96,1 34,6

(escluso abbigliamento) e simili Legno e prodotti in legno e 15.079 sughero (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio Carta e prodotti di carta 24.781 Prodotti della stampa e della 93 riproduzione di supporti registrati Coke e prodotti derivanti dalla 95.089 raffinazione del petrolio Prodotti chimici 150.188 Prodotti farmaceutici di base e 21.496 preparati farmaceutici Articoli in gomma e materie 50.251 plastiche Altri prodotti della lavorazione di 43.223 minerali non metalliferi Prodotti della metallurgia 46.173 Prodotti in metallo, esclusi 37.668 macchinari e attrezzature Computer e prodotti di elettronica 82.299 e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi Apparecchiature elettriche e 66.930 apparecchiature per uso domestico non elettriche Macchinari e apparecchiature nca 182.474 Autoveicoli, rimorchi e 47.041 semirimorchi Altri mezzi di trasporto 10.041 Mobili 35.798 Prodotti delle altre industrie 67.050 manifatturiere Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata Altri prodotti e attivit 2.815 Totale: 1.105.869 Fonte: dati ISTAT 2011

77.760 231.823 45.843 17.578 44.593 78.338

16,2 27,0 -2,5 75,1 24,6 16,8

28.838 31.674 496 9.264 2.387 31.991

33.514 31.574 1.442 9.910 2.653 33.198

16,2 -0,3 190,7 7,0 11,2 3,8

3.438 1.368.826

22,1 23,8

2.576 672.051

9.098 674.566

253,2 0,4

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primo semestre 2011

Tabella ISTAT Principali merci/settori esportate dallItalia


Tabella ISTAT: principali prodotti esportati dall'Italia Vs. Israele in serie storica (valori in migliaia di euro) 2007 Prodotti dell'agricoltura, pesca e 3.165 silvicoltura Prodotti delle miniere e delle cave 2.481 Prodotti alimentari 56.502 Bevande 8.867 Tabacco . Prodotti tessili 35.030 Articoli di abbigliamento (anche in 39.138 pelle e in pelliccia) Articoli in pelle (escluso 29.482 abbigliamento) e simili Legno e prodotti in legno e sughero 21.925 (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio Carta e prodotti di carta 36.177 Prodotti della stampa e della 114 riproduzione di supporti registrati Coke e prodotti derivanti dalla 237.641 raffinazione del petrolio Prodotti chimici 209.122 Prodotti farmaceutici di base e 21.261 preparati farmaceutici Articoli in gomma e materie plastiche 91.834 Altri prodotti della lavorazione di 60.884 minerali non metalliferi Prodotti della metallurgia 102.977 Prodotti in metallo, esclusi macchinari 74.569 e attrezzature Computer e prodotti di elettronica e 77.085 ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi Apparecchiature elettriche e 111.294 apparecchiature per uso domestico non elettriche Macchinari e apparecchiature nca 300.928 Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 72.936 Altri mezzi di trasporto 16.027 Mobili 50.208 Prodotti delle altre industrie 122.573 manifatturiere Energia elettrica, gas, vapore e aria . condizionata Altri prodotti e attivit 5.899 Totale 1.788.119 Dati ISTAT 2011 2008 5.810 2.144 78.153 10.695 5 38.088 44.395 31.128 21.375 41.570 85 225.539 201.510 23.144 94.120 62.949 143.349 82.769 65.048 116.777 302.988 66.362 15.237 56.175 112.669 . 6.435 1.848.518 2009 3.891 2.470 83.533 9.746 8 41.205 38.152 27.549 18.168 32.375 136 150.734 195.909 44.518 79.191 66.089 68.184 67.317 88.972 101.432 265.346 58.265 13.184 54.406 98.185 . 4.684 1.613.651 2010 4.861 3.159 90.403 13.437 17 30.634 39.639 30.978 26.160 45.431 151 221.404 260.462 34.544 85.220 74.871 101.562 68.497 150.944 114.122 296.652 90.202 23.586 64.974 111.348 . 4.936 1.988.486 2010 gen-lug 3.521 1.957 52.148 8.110 13 20.996 24.047 16.587 15.037 24.781 93 95.089 150.188 21.496 50.251 43.223 46.173 37.668 82.299 66.930 182.474 47.041 10.041 35.798 67.050 2.815 1.106.029 2011 gen-lug 3.208 2.592 67.202 8.660 110 15.797 29.273 20.253 17.553 30.805 58 113.346 170.199 27.690 50.072 52.491 143.375 50.731 65.938 77.760 231.823 45.843 17.578 44.593 78.338 . 3.430 1.369.025

Analizzando i dati della tabella sopra riportata, sono evidenziabili i seguenti andamenti: I macchinari ed il materiale da trasporto, considerati il piu grande comparto di esportazione italiana verso Israele, sono cresciuti del 27% rispetto allo stesso periodo 2010. L'esportazione italiana di prodotti chimici, considerato il secondo comparto di esportazione italiana verso Israele, e'cresciuto, invece, del 13,3% rispetto al 2010.
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I prodotti della mettalurgia nel periodo monitorato hanno registrato una crescita di oltre 210% nei valori rispetto all'anno precedente, con un dato considerato eccezionale, rispetto agli anni passati. Contrariamente agli andamenti positivi delle esportazioni di prodotti italiani verso Israele in questo periodo, spiccano i prodotti tessili ed i prodotti di elettronica ed ottica che hanno registrato una diminuzione di 24,8% e 19,9%.

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primo semestre 2011

Tabella ISTAT Principali merci/settori importate dallItalia


Tabella ISTAT: principali prodotti Israeliani importati dall'Italia in serie storica (valori in migliaia di euro) 2007 Prodotti dell'agricoltura, pesca e silvicoltura 29.087 Prodotti delle miniere e delle cave 2.975 Prodotti alimentari 25.433 Bevande 336 Tabacco 167 Prodotti tessili 6.662 Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in 3.385 pelliccia) Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e 1.029 simili Legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i 331 mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio Carta e prodotti di carta 862 Prodotti della stampa e della riproduzione di 23 supporti registrati Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione 116.361 del petrolio Prodotti chimici 313.826 Prodotti farmaceutici di base e preparati 8.538 farmaceutici Articoli in gomma e materie plastiche 72.446 Altri prodotti della lavorazione di minerali 30.891 non metalliferi Prodotti della metallurgia 41.887 Prodotti in metallo, esclusi macchinari e 22.121 attrezzature Computer e prodotti di elettronica e ottica; 77.062 apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi Apparecchiature elettriche e 31.767 apparecchiature per uso domestico non elettriche Macchinari e apparecchiature nca 50.759 Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 4.016 Altri mezzi di trasporto 12.368 Mobili 7.462 Prodotti delle altre industrie manifatturiere 91.024 Energia elettrica, gas, vapore e aria . condizionata Altri prodotti e attivit 15.079 Totale 965.898 Dati ISTAT 2011 2008 29.698 2.306 23.751 280 . 11.488 3.653 780 277 960 18 257.659 341.314 14.263 67.924 17.172 36.444 31.458 92.575 39.725 56.030 3.052 14.096 7.232 83.738 . 17.516 1.153.409 2009 142.068 769 23.491 315 . 10.702 2.255 900 241 2.356 63 120.657 232.131 10.524 56.990 13.502 16.958 17.123 97.045 29.853 38.437 1.420 103.059 6.024 55.049 . 4.236 986.167 2010 142.777 986 25.037 341 . 12.636 1.371 759 321 5.214 8 159.758 301.315 12.605 53.964 9.277 21.449 18.021 58.741 52.336 42.791 1.254 14.706 3.907 49.132 . 7.383 996.309 2010 gen-lug 86.895 600 15.489 261 7.970 594 496 148 3.211 142.550 202.374 7.527 35.342 4.726 13.435 10.433 32.774 28.838 31.674 496 9.264 2.387 31.991 2.576 672.191 2011 gen-lug 77.420 852 15.392 256 . 12.570 2.138 461 47 2.353 . 67.968 232.484 8.389 39.051 8.785 20.425 20.460 44.129 33.514 31.574 1.442 9.910 2.653 33.198 . 9.098 674.698

I dati nella tabella, relativi ai prodotti israeliani importati dall'Italia, riflettono i seguenti sviluppi: I Prodotti chimici da Israele, hanno registrato una crescita di 14,8% rispetto all'anno precedente. Nonostante il totale delle importazioni da Israele siano cresciuti dello 0,3%, il periodo gennaio-luglio 2011 ha segnato anche delle forti diminuzioni in alcuni comparti di maggior rilievo quali: prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio con un 52,3% e prodotti dell'agricoltura, pesca e sevicoltura con un 11%.
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Elenco Investimenti Diretti Italiani Per quanto riguardano gli investimenti diretti italiani in Israele, la presenza pi significativa si riscontra nel settore assicurativo. Generali nel 1997 ha acquisito il 59% della maggiore societ assicurativa locale, la Migdal, aumentando successivamente la propria quota al 64%. A partire dal 1999, Generali entrata tramite Migdal nel capitale della seconda principale banca israeliana, "Bank Leumi, con una quota iniziale del 3%, salita successivamente all'7,6%. Telecom Italia attiva nella posa e nella gestione di cavi sottomarini a fibre ottiche. Con partner israeliani, ha costituito nel 1999 la societ "Med 1 per la posa e la gestione di un primo cavo a fibre ottiche tra Mazara del Vallo e Tel Aviv, che costituisce oggi la principale arteria per le comunicazioni via cavo tra Israele e l'Europa. Nel 2000 Telecom Italia ha varato il progetto Nautilus. Il progetto si articola in tre tronconi, per un totale di circa 7,000 km di cavo: un cavo tra Catania e Haifa via Creta; il cavoCatania-Tel Aviv, con potenziale estensione ad Alessandria d'Egitto; l'estensione del cavo da Creta verso Atene ed Istanbul. La posa in opera stata completata e si e` dato avvio allo sfruttamento commerciale. Nel 2005 la Telecom Italia divenuta unico proprietario del Consorzio, dopo aver acquistato le restanti quote dai partner israeliani. Nel 2001 ha iniziato la produzione a Yerucham, nel deserto del Negev, una joint venture italo-israeliana "Cunial Antonio Israel nel campo delle tegole in cotto, il cui 49% appartiene alle Industrie Cotto Possagno. Lo stabilimento, a tecnologia interamente italiana, pu produrre fino a 20 milioni di tegole l'anno. ST Microelectronics, il gigante italo-francese dei semiconduttori, ha acquisito nel 2000 la societ "Waferscale nel campo della "flash technology, per un investimento pari a circa 70 milioni di dollari USA. Il gruppo italo-israeliano Telit Communications di Trieste, specializzato in soluzioni wireless nel settore machine-to-machine, ha acquisito a gennaio 2011 la Motorola m2m. La societ fondata a Tel-Aviv da Motorola nel 2000, sviluppa e produce soluzioni m2m per tecnologie wireless come Gsm, Gprs, Cdma e Wcdma. L'acquisizione, consentira' alla Telit di ampliare la propria presenza nel mercato m2m, migliorare le capacit di R&S, sfruttando le opportunit di cross-selling e sviluppando sinergie di costo. L'Italiana Enerpoint SpA ha acquisito lo scorso febbraio per un valore stimato di 6 milioni di dollari, la societa' israeiana Friendly Energy Ltd., divenuta dopo l'acquisto Enerpoint Israel Ltd. L'attivita' di questa societa' si concentrera' nella realizzazione di impianti fotovoltaici di medie-grandi dimensioni. In campo spaziale, Alenia e IAI (Israel Aircraft Industries) hanno siglato un MOU per realizzare e commercializzare satelliti civili.
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Il Gruppo Pompea, una delle imprese leader in Europa nell'abbigliamento intimo, calze e collant, ha inaugurato nel mese di gennaio 2006 una partnership industriale con Nilit societ israeliana che opera da trent'anni a livello internazionale, nel settore tessile, con la produzione del filato. La nuova societ, frutto di questa J.V, si chiama PNF (Pompea Nilit Filament): attraverso questa nuova societ, l'azienda di Medole potr acquistare le materie prime per la propria produzione. Nel settore dei beni di consumo e servizi, quasi tutte le imprese italiane fanno riferimento a distributori locali per la vendita dei propri prodotti. Fanno eccezione Luxottica e Benetton, presenti con propri punti vendita.

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Elenco Investimenti del Paese in Italia Gli investimenti israeliani in Italia si sono concentrati principalmente nel settore ambientale, farmaceutico, telecomunicazioni e immobiliare L'israeliana Teva Pharmaceutical Ltd., ha firmato nel 2004 un accordo con la Pfizer mondiale per l'acquisto dell'italiana Dorom Srl., specializzata nella commercializzazione di farmaci generici e considerata uno dei principali distributori di farmaci generici in Italia. La Retalix Ltd, specializzata nelle soluzioni software e hardware per supermercati e stazioni di rifornimento, ha completato a gennaio 2005, l'acquisto dell'intera quota dell'italiana Unit Spa, appartenente al gruppo Getronics.. L'israeliana Aladdin Knowledge Systems Ltd. ha acquisito a giugno 2008 la societ bergamasca Eutronsec SpA, leader nel settore della protezione software e dell'autenticazione. La societ Ex-Libris di Gerusalemme, specializzata nelle soluzioni per l'automazione delle biblioteche, ha aperto lo scorso luglio una sussidiaria in Italia. L'apertura di un ramo nel nostro paese ha fatto seguito all'acquisizione della societ Atlantis Srl., distributrice in esclusiva di Ex-Libris nel territorio italiano e sloveno sin dal 1989. La societ Aspen Building & Development Ltd., ha firmato, invece, a febbraio 2009 un accordo per la costruzione di 5 impianti fotovoltaici con una capacit di produzione di 1 MW cad.. Il progetto, sara' realizzato nella regione di Puglia. Sempre nel settore fotovoltaico, e' utile menzionare come la societa' israeliana Gilatz Investments Ltd. abbia continuato ad investire in parchi solari in Italia nel 2010. La societa' ha firmato, infatti un MOU con un partner italiano per l'acquisto di altri 5 parchi solari, in fase di costruzione per un investimento totale di circa 22 milioni di dollari. Per quanto riguarda gli investimenti israeliani in Italia nel settore delle energie rinnovabili, si e' potuto verificare che trattasi di un trend in sicura crescita. Nell'ultimo decennio, poi, molti imprenditori israeliani hanno compiuto investimenti in beni immobiliari sui mercati esteri. Ultimamente, gli imprenditori israeliani hanno scoperto le opportunit offerte dal mercato immobiliare italiano, soprattutto in Toscana, dove si sono registrati diversi investimenti nel settore turistico ed in progetti abitativi. Sempre nel settore immobiliare, utile menzionare che la societa' israeliana Aloni-Hetz, ha acquisito nel 2007 il 3,7% delle azioni dell'italiana Pirelli Real-Estate - una delle principali societ europee nel campo immobiliare - per un valore di circa 95 milioni di dollari. Anche nei beni di consumo e' stata monitorata una presenza israeliana in Italia, tramite la catena di occhialeria Xray, ha aperto nel cosrso del 2010, 20 punti vendita in Italia.

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B) Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul mercato locale, individuazione delle aree di intervento

L'economia israeliana ha vissuto negli ultimi 20 anni, un forte sviluppo, accompagnato da grandi cambiamenti strutturali, grazie all'intenso sviluppo delle industrie ad alto contenuto tecnologico, che sono diventate la forza trainante dell'economia locale. In concomitanza con questa trasformazione il Paese si e' aperto progressivamente agli scambi commerciali e ai movimenti di capitali. Il quadro macroeconomico, e' stato stabilizzato con rigorose politiche monetarie e di bilancio e sono state attuate anche riforme strutturali quali la liberalizzazione di alcuni mercati e la privatizzazione delle principali societa' pubbliche. L'immagine del Paese agricolo, fondato sul socialismo dei Kibbutz e' stata cos soppiantata da quello di una nuova Silicon Valley sulle rive del Mediterraneo, con un numero elevato di imprese in fase di start-up, sostenute da un flusso crescente di investimenti diretti esteri, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti. Una Silicon Valley che in questi anni riuscita a consolidare un importante rapporto di collaborazione con l'Italia. In generale la penetrazione dei prodotti italiani buona, grazie all'immagine molto positiva del Made in Italy in Israele in termini di qualit, prestigio, design e tecnologia. La diffusione dei nostri prodotti non incontra particolari difficolt: le uniche resistenze possono derivare, per quanto riguarda i prodotti alimentari, dall'applicazione delle regole dettate dalla kasherut, nonche' da circostanze strutturali quali l`incidenza dei costi di trasporto, il pericolo di un deterioramento delle merci a causa del clima caldo e umido o da preoccupazioni per le condizioni di sicurezza del Paese da parte degli imprenditori italiani (cfr. "barriere tariffarie e non"). Inoltre l'Italia, grazie alla vicinanza geografica e culturale rappresenta per Israele la porta ideale d'accesso verso il mercato unico europeo. Vanno anche ricordate, le comuni caratteristiche di propensione all'innovazione e alla flessibilit che derivano dalla forte incidenza di piccole e medie imprese in entrambi i sistemi economici La collaborazione con l'industria italiana, viene sempre piu' considerata dagli ambienti high-tech israeliani come un naturale complemento nel passaggio dalla fase di ricerca e brevettazione a quella di realizzazione e commercializzazione dei prodotti finiti. Occorre ricordare infatti che il tessuto industriale israeliano non molto articolato, con l'ovvia eccezione del settore della difesa. L'Italia quindi vista come un valido partner nella fase di industrializzazione dei prodotti e delle tecnologie, grazie alla diversificazione, flessibilit ed estensione del nostro sistema industriale. Contestualmente negli ambienti imprenditoriali italiani cresciuta la consapevolezza del rilievo assunto dall'high-tech israeliano e dalle opportunit che offre. Individuazione ddi specifiche aree di intervento per le imprese italiane in Israele I settori di particolare interesse per lo sviluppo delle esportazioni italiane e la cooperazione commerciale con Israele sono cosi identificabili:

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Infrastrutture Opportunit particolarmente interessanti per le imprese italiane potranno scaturire dai numerosi progetti infrastrutturali che sono in corso di realizzazione o stanno per essere avviati. Fonti ministeriali israeliane rilevano la necessit di effettuare investimenti per un totale superiore a 140 miliardi di dollari in progetti infrastrutturali entro il 2020. Proporzionali saranno, ovviamente, le necessit in termini di personale qualificato, macchinari ed attrezzature industriali e materie prime. Agroindustria Nel campo delle tecnologie per l'agricoltura, il Paese offre soluzioni all'avanguardia per quanto riguarda il risparmio idrico per l'irrigazione, lo sfruttamento dei terreni aridi per la coltivazione e le nuove tecnologie per l'alimentazione. Conservazione e Restauro di zone urbane Negli ultimi tempi emersa in questo settore, una fortissima domanda di maggiore conoscenza non solo del "know how italiano, ma anche e soprattutto delle nuove tecnologie e dei nuovi materiali sviluppati nel nostro Paese nonch delle relative metodologie operative. Aerospaziale Questo settore offre interessanti possibilit di cooperazione tra Italia ed Israele. E' di recente conclusione un accordo di collaborazione per ricerca e missioni spaziali fra l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e quella israeliana (ISA). Automobilistico Il settore automobilistico in Israele, potrebbe offrire alle aziende italiane buone opportunit sia dal punto di vista commerciale che tecnologico. Tale industria in Israele conta circa 5,000 dipendenti e si concentra nella softwaristica, utilizzata dalle principali case automobilistiche a livello mondiale. Accanto alle industrie ad alto contenuto tecnologico, operano anche diverse aziende "tradizionali correlate al settore automobilistico, specialmente nei comparti della plastica, magnesio, gomma, metallo e stampi. Ambiente Diversi sono i fattori che contribuiscono allo sviluppo di sempre pi innovative tecnologie per l'energia e l'ambiente in Israele. I punti di forza del sistema israeliano sono le tecnologie per la dessalinizzazione, il risparmio idrico applicato e le ricerche avanzate sull'energia solare. Tuttavia, accanto a questo convivono, comunque, degli elementi di debolezza relativi soprattutto alla carenza di know how relativo al trattamento di agenti inquinanti nelle acque e nei terreni. Un'importante passo in questo senso, e' stato fatto dal governo che lo scorso
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agosto ha promosso una proposta di legge per la riqualificazione dei suoli inquintai nel paese. Da una prima mappatura condotta dal Ministero della Protezione Ambientale sono stati monitorati oltre 350 luoghi contaminati, ma e' stimato che questo numero rappresenti solo una piccola parte del problema. Siamo del parere che in questo contesto, il know-how accumulato nel nostro Paese, puo' essere tradotto in business per le imprese italiane.

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C) Valutazione degli investimenti diretti da e verso lItalia, individuazione delle aree di intervento

I dati sui flussi IDE tra Italia e Israele (attualmente disponibili fino al 2009), riflettono una diminuzione rispetto all'equivalente periodo 2008 per quanto riguardano gli investimenti diretti italiani in Israele, mentre i flussi IDE da Israele, hanno segnato una crescita di 13,3%. Trattasi, comunque di valori piuttoso marginali, se paragonati al totale IDE di ciascun paese. I flussi IDE monitorati tra i due paesi non riflettono, inoltre, l'ampiezza dei reali rapporti commerciali esistenti tra di loro.
Investimenti Diretti Italia - Israele (Valori in migliaia di euro) Lordi in uscita Disinvestim. in uscita Netti in uscita Lordi in entrata Disinvestimen. in entrata Netti in entrata Fonte: Istat e Banca d'Italia 2005 8,395 3,007 5,388 6,948 5,971 977 2006 21,407 10,499 10,908 6,582 4,187 2,395 2007 18,685 6,393 12,292 15,387 6,131 9,256 2008 13,851 4,215 9,636 6,649 4,506 2,143 2009 6,981 10,675 -3,694 7,538 3,717 3,821

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D) Valutazione delle potenzialit di cooperazione commerciale ed industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico

L'economia israeliana, date le ridotte dimensioni del mercato interno, la scarsit di risorse naturali, ed i vincoli di natura geopolitica, , per sua natura, votata all'innovazione.I fattori che hanno favorito lo sviluppo scientifico e tecnologico del Paese oltre all'alta spesa nazionale in R&S vanno ricercati in: Una politica di investimenti mirati nei settori considerati strategici; Profonde sinergie tra ricerca accademica e ricerca industriale; Completa internazionalizzazione dei programmi di ricerca; Forte presenza di fondi "venture capital" sia israeliani che stranieri (in particolare americani); Legislazione che punta ad incoraggiare le imprese israeliane ad investire in progetti di R&S, garantendo la compartecipazione dello Stato ai relativi rischi commerciali; Trasferimento di know-how proveniente dalle industrie militari in cui si sperimentano nuove tecnologie, successivamente applicate ad usi civili; Flussi immigratori dai paesi dell'ex Unione Sovietica, che hanno incrementato significativamente il numero della forza lavoro qualificata. Le attivit di sostegno alla Ricerca e Sviluppo sono gestite dall'ufficio del "Chief Scientist (OCS), presso il Ministero dell'Industria, Commercio e Lavoro. Le principali aree di specializzazione dell'attivit di R&S che si conduce in Israele possono essere sintetizzate come segue: 1. Information & Communication Technology (ICT) 2. Biotecnologie, Genomics e Life Sciences 3. Aeronautica e industria aerospaziale 4. Nanotecnologie 5. Tecnologie energetiche ed ambientali In questo contesto vale la pena rilevare che Italia ed Israele sono legate da un accordo intergovernativo di cooperazione industriale scientifica e tecnologica, entrato in vigore nel 2002. Nel 2009 e' stato deciso di triplicare i fondi a disposizione dell'Accordo che conta su un finanziamento di quasi 3 milioni di Euro l'anno. Grazie al significativo aumento dei fondi a disposizione dell'Accordo e' stato possibile incrementare in modo considerevole il numero dei progetti congiunti di cooperazione che,
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ogni anno, vengono finanziati grazie all'Accordo. In occasione del Primo Vertice Bilaterale Italia-Israele dei primi di febbraio 2010 sono stati inoltre inaugurati tre Laboratori congiunti italo-israeliani, con una durata di 5 anni, a cui se ne e' aggiunto un altro successivamente. L'Italia, avendo superato la Germania nel 2009, e' diventata il secondo pi importante partner scientifico di Israele subito dopo gli Stati Uniti.

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E) Suggerimenti per lattivazione degli strumenti di sostegno finanziario e assicurativo pubblico per SACE e SIMEST

Nella classificazione SACE, Israele considerato un Paese a rischio M1 con un autlook stabile e condizioni di assicurabilita` "senza particolari restrizioni. La scheda di Israele redatta da SACE e' consultabile al sito: Un ruolo di scouting ha avuto negli ultimi anni la SIMEST, non solo nei rapporti bilaterali Italia-Israele, ma anche su progetti di joint ventures trilaterali con componenti palestinesi. Esse sono ora nella fase attuativa, per la quale sara` cruciale l`attivazione di strumenti finanziari comportanti incentivi adeguati. I prodotti offerti dalla SIMEST per Israele, si concentrano in: Contributi agli interessi sul finanziamento della quota di partecipazione Agevolazioni concesse ad imprese italiane, per l'acquisizione di quote di capitale di rischio in societ o imprese partecipate dalla SIMEST, in paesi non appartenenti all'Unione Europea. Crediti all'esportazione Agevolazioni che consentono alle imprese esportatrici italiane di offrire agli acquirenti/committenti israeliani, dilazioni di pagamento a medio/lungo termine a condizioni e tassi di interesse competitivi, in linea con quelli offerti da concorrenti di paesi OCSE. Questo intervento nella forma del contributo agli interessi su finanziamenti concessi da banche italiane o estere. Partecipazione SIMEST al capitale di imprese israeliane Partecipazione di SIMEST al capitale delle imprese israeliane, che consente di condividere il rischio potenziale della nuova iniziativa con un partner istituzionale che immette capitali propri. Fondo di Venture Capital Un fondo pubblico di Venture Capitalche consente una partecipazione (SIMEST + Fondo di Venture Capital) fino a un massimo del 49% delle imprese israeliane. L'intervento dei Fondi di Venture Capital non pu essere superiore al doppio della partecipazione SIMEST; non pu superare il 49% nel cumulo con la partecipazione SIMEST ed il totale delle partecipazioni delle imprese italiane. Programmi di penetrazione commerciale Finanziamento di programmi di inserimento sui mercati esteri finalizzati al lancio ed alla diffusione di nuovi prodotti e servizi, ovvero all'acquisizione di nuovi mercati per prodotti e servizi gi esistenti.
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Ricerca partner - business scouting L'attivit di Business Scouting ha la finalit di affiancare le imprese italiane che svolgono attivit manifatturiere e/o servizi nel ricercare partner, o opportunit d'investimento, nei paesi non appartenenti all'Unione Europea. Studi di prefattibilit, fattibilit e programmi di assistenza tecnica SIMEST sostiene con finanziamenti agevolati, imprese che predispongono studi di fattibilit o realizzano programmi di assistenza tecnica in paesi non appartenenti all'Unione Europea. Maggiori informazioni sui servizi SIMEST sono reperibili sul sito: http://www.simest.it/

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4) POLITICA PROMOZIONALE INTERVENTO CONGIUNTO

PROPOSTE

OPERATIVE

DI

A) Mappatura delle iniziative di sostegno allinternazionalizzazione del sistema produttivo che la rappresentanza diplomatico-consolare e lICE intendono realizzare nel corso del secondo semestre del 2011

-5/7 luglio 2011 - Intesa ICE-Federlegno Azioni Promozionali nell'Area del Mediterraneo (ICE) - 27/28 ottobre - Conferenza Italia-Israele sulle Nuove Tecnologie per la Salute delle Donne (Ambasciata) - 7 novembre 2011 - Conferenza Italia-Israele sulle Neuroscienze (Ambasciata) - 20/21 novembre 2011 - Inaugurazione First Israeli Fashion Week con sfilata R.Cavalli(Ambasciata) -11 dicembre 2011 - Workshop italo-israeliano sui Sistemi Intelligenti di Trasporto (Ambasciata) -13/14 dicembre Conferenza Italia Israele sulle Frontiere della Chimica Organica (Ambasciata ) - 17 / 20 dicembre 2011 - missione plurisettoriale di operatori, membri della Brescia Export( ICE)

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B) Individuazione di eventi congiunti da svolgere con il concorso degli Uffici economico-commerciali, degli Uffici ICE, degli Addetti Scientifici ,degli Istituti di Cultura e delle Camere di Commercio Italiane allestero

- 5 luglio 2011 Conferenza binazionale sull'Energia Solare ed Alternativa e le Opportunita' di Investimento in Italia (Ambasciata/Camera di Commercio) - 15 novembre 2011 - Sessione italo-israeliana sulle Tecnologie dell'Acqua nell'ambito della Fiera WATEC (Ambasciata/Camera Commercio) - 6 dicembre 2011 - Sessione (Ambasciata/Camera di Commercio) italo-israeliana sulle Tecnologie dello Spazio

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C) Progetti delle rappresentanze diplomatico-consolari e degli Uffici ICE per iniziative promozionali successivi al secondo semestre 2011

Il calendario delle iniziative a valere sul 2012 e' in attesa di autorizzazione.

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