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La caratterologia psicanalitica e la sua applicazione alla comprensione della cultura Erich Fromm (1949c-it)
First published under the title Psychoanalytic Characterology and Its Application to the Understanding of Culture in: S. Stansfeld Sargent and Marian W. Smith (Eds.), Culture and Personality, bei Viking Press, New York 1949, pp. 1-12. Copyright 1949 by Erich Fromm; Copyright 2011 by The Literary Estate of Erich Fromm, c/o Dr. Rainer Funk, Ursrainer Ring 24, D-72076 Tuebingen / Germany. Fax: +49-(0)7071600049; E-Mail: frommfunk[at-symbol]aol.com. - Translation into Italian by Daniele Grasso.

Le origini della caratterologia psicanalitica risalgono allo scritto di Freud Carattere ed Erotismo Anale , pubblicato nel 1908. Questo scritto segna il passaggio da unindagine psicanalitica basata sul sintomo nevrotico ad una basata sul carattere nevrotico. Infatti Freud e i suoi collaboratori diventarono sempre pi consapevoli del fatto che ogni sintomo era radicato nel carattere dellindividuo; di conseguenza intuirono che per comprendere e curare un sintomo necessario capire lintera struttura caratteriale. Dallanalisi del sintomo passarono, pertanto, a quella del carattere. Questa scelta fu motivata, non solo da considerazioni di natura teorica, ma anche dal fatto che molti pazienti non lamentavano affatto sintomi isolati quali pulizia compulsiva, vomito isterico, claustrofobia, ecc., ma difficolt caratteriali che impedivano loro di raggiungere sicurezza e felicit interiore. La teoria freudiana del carattere era costituita da due serie distinte di presupposti e osservazioni. La prima prendeva le mosse dallinteresse sempre crescente di Freud per la natura dinamica dei tratti caratteriali. Egli infatti intu che questi tratti non si riducevano a semplici abitudini comportamentali acquisite nel corso del processo educativo e facilmente abbandonate con lemergere di nuovi modelli culturali; si trattava invece di passioni intense e relativamente permanenti, di forze dalle quali luomo motivato, come Balzac defin il carattere. Freud riusc a vedere al di l delle razionalizzazioni che facevano apparire il carattere semplicemente come una reazione adeguata alle necessit esterne, dimostrando quanto invece il tratto caratteriale fosse tenace e rigido, anche se in circostanze diverse, esso potesse diventare inutile o addirittura dannoso; inoltre egli comprese quanto fosse gratificante e piacevole, spesso inconsciamente, comportarsi secondo i propri tratti caratteriali. La seconda premessa sulla quale si fondava la caratterologia freudiana era lassunto che tutte le passioni intense e volitive, fatta eccezione per listinto di autoconservazione, traessero origine da desideri sessuali e libidinosi. Questi due assunti, (1) la natura passionale dei tratti caratteriali e (2) la natura sessuale delle passioni, comportavano una difficolt teorica: come si poteva spiegare qualcosa di cos sfaccettato e vario come i tratti caratteriali, mediante un solo fattore, la libido?
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Freud evit questa contraddizione con una spiegazione ingegnosa e brillante. Partendo da una concezione molto ampia della sessualit, che comprendeva tutte le sensazioni fisiche connesse al piacere (in particolare la libido orale e anale), egli spieg vari tratti caratteriali come sublimazioni (o formazioni reattive) dei differenti tipi di libido pregenitale. Si riteneva che la libido, dalle forme primitive pregenitali, si sviluppasse fino a raggiungere la fase genitale matura e i vari tipi caratteriali venivano spiegati come risultati di queste differenti fasi dello sviluppo della libido. I fattori ambientali non venivano trascurati nella concezione freudiana, ma il loro influsso era spiegato unicamente con la teoria della libido. Freud part dallassunto che la libido del bambino, nei primi anni di vita, venisse influenzata e plasmata in determinati modi dalle esperienze avute con persone per lui importanti; di conseguenza pens che lo sviluppo del carattere fosse determinato dallinflusso dei fattori ambientali sulla libido. evidente che in questa prospettiva, le esperienze della prima infanzia, come pure il modo in cui si nutriti, leducazione alligiene personale o i vari modi in cui si manifestano le cure materne, sono considerati i dati pi importanti per la teoria del carattere. Sempre pi antropologi e psicanalisti si sono accorti dellimportanza che riveste la caratterologia psicanalitica per la comprensione dei problemi inerenti alla cultura. Infatti, se la struttura del carattere determina lagire, i sentimenti e i pensieri di un individuo, essa devessere un fattore chiave per la comprensione dei fenomeni sociali e culturali che, dopo tutto, sono il prodotto di una moltitudine di individui. Il tentativo di applicare le scoperte della psicanalisi alla comprensione della cultura ha dato vita principalmente a tre approcci distinti: Lapproccio freudiano tradizionale. Lapproccio freudiano rivisitato. Lapproccio sociopsicologico. Alla base dellapproccio freudiano tradizionale vi era lassunto che i fenomeni sociali e i modelli culturali dovessero essere spiegati come conseguenze dirette di determinati orientamenti libidici. Ne conseguiva per esempio, che il capitalismo veniva spiegato come il risultato dellerotismo anale, o la guerra, come il risultato delloperare dellistinto di morte. In questi casi si adottava, come metodo, la spiegazione per analogia. In un primo momento si cercava di scoprire analogie tra i fenomeni culturali e i sintomi nevrotici di un paziente, per poi arrivare alla conclusione che questi fenomeni culturali venivano causati dagli stessi fattori libidici ai quali ci si era richiamati per spiegare il sintomo nevrotico.1 Sebbene sia stato gradualmente abbandonato dagli stessi psicanalisti, questo metodo stato recentemente adottato da psichiatri che non appartengono alla scuola psicanalitica. (2) Lapproccio freudiano rivisitato, descritto nelle opere2 di A. Kardiner, differisce da quello tradizionale in quanto prende in seria considerazione i dati antropologici e sociali disponibili e si sofferma sui processi educativi e sul loro influsso sullo sviluppo della personalit. Ma nonostante i meriti che lapproccio di Kardiner vanta sullingenuo ap1 Cfr. Erich Fromm, Die Entstehung des Christusdogmas, Psychoanalytischer Verlag, Wien, 1930, dove ho discusso lerroneit di questo metodo. 2 A. Kardiner, The Individal and Its Society, Columbia University Press, New York, 1940, e The Psychological Frontiers of Soiciety,Columbia University Press, New York, 1945.

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proccio tradizionale, essi sono comunque simili per molti aspetti. Kardiner crede infatti che la personalit di base sia prima foggiata dai diversi processi educativi e che poi plasmi a sua volta i modelli sociali e le istituzioni. Per processo educativo, egli intende gli effetti dellinfluenza dei genitori su quelle funzioni fisiologiche primitive situate, come disse Freud, nelle zone erogene. In questottica, i metodi di allattamento, di educazione alligiene personale, ecc. sono gli elementi pi importanti per la comprensione della cultura. La matrice fondamentalmente freudiana nonch libidica della teoria di Kardiner diventa particolarmente chiara in uno dei suoi concetti chiave, quello del modo in cui la madre si prende cura dei bambini. Egli infatti spiega le differenze tra le personalit di base e quindi tra le culture, con i differenti modi di occuparsi dei piccoli in queste ultime. Ma mentre lo svezzamento e leducazione al controllo dello sfintere vengono menzionati tra le componenti principali delle cure materne, al concetto di amore non si accenna minimamente. Daltro canto egli parla di continue attenzioni senza far riferimento alla totalit delle relazioni tra madre e figlio. per abbastanza ovvio che le continue attenzioni di una madre amorevole hanno tuttaltro significato e un influsso ben diverso rispetto a quelli derivanti dalle continue attenzioni di una madre possessiva e autoritaria. In effetti, Kardiner considera alcuni fattori socioeconomici determinanti per lo sviluppo della personalit di base, ma sfortunatamente tale orientamento pi apparente che reale. Per esempio, egli afferma che ad Alor3 le donne devono lavorare nei campi, ragione per cui non si prendono cura dei loro bambini come dovrebbero. pur vero che in questo caso Kardiner prende in considerazione un fattore socioeconomico, ma egli si limita a studiarne gli effetti per cos dire tecnici sulle cure materne: ossia egli mette in evidenza le conseguenze di questo fattore sul tempo che la madre dedica a nutrire e a prendersi cura dei suoi piccoli. Ci si aspetterebbe che una teoria imperniata sulla qualit delle relazioni interpersonali abbia invece come oggetto principale di studio, latteggiamento della madre nei confronti del bambino, ovvero il suo amore, il suo affetto, la sua approvazione e cos via; ovvio che il fatto che la madre lavori nei campi non costituisce un vero e proprio ostacolo alle sue manifestazioni di amore e di affetto, proprio come le cure costanti e le continue attenzioni della madre non potrebbero compensare un suo atteggiamento possessivo. (3) Lapproccio sociopsicologico cui ho fatto riferimento nei miei scritti3, incentrato sul concetto di carattere sociale. Con questa espressione mi riferisco al nucleo della struttura caratteriale comune alla maggior parte dei membri di una stessa cultura. Il carattere sociale diverso dal carattere individuale che invece distingue, le une dalle altre, le persone appartenenti ad una stessa cultura. Il concetto di carattere sociale non di tipo statistico, ossia non semplicemente la sommatoria dei tratti riscontrabili nella maggior parte delle persone appartenenti ad una data cultura. Lo si pu comprendere solo in relazione alla funzione che esso svolge e che ora ci apprestiamo ad esaminare. Ogni societ ha una struttura ben precisa e opera in determinati modi che sono dettati da un insieme di condizioni oggettive. Tali condizioni comprendono i metodi di produzione e di distribuzione; questi, a loro volta, dipendono dalle materie prime, dalle tecniche industriali, dal clima, nonch dai fattori politici e geografici e infine, dalle tradizioni e dagli influssi culturali cui soggetta la societ. Non esiste una societ in generale; esistono
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Isola del Pacifico situata a nord dellisola di Timor. NdT. page/Seite 3 of/von 7

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invece specifiche strutture sociali che operano in modi diversi e facilmente verificabili. Esse inoltre, bench mutino effettivamente nel corso della storia, tuttavia restano relativamente stabili in un dato periodo storico e la societ pu esistere solo se opera nellambito della sua particolare struttura. I membri della societ e/o delle varie classi o gruppi sociali al suo interno devono comportarsi in modo tale da poter operare secondo i principi della societ stessa. compito del carattere sociale plasmare le energie dei membri della societ in modo tale che il loro comportamento non dipenda di volta in volta da decisioni coscienti sullopportunit di conformarsi o meno al sistema sociale, ma dalla volont di agire come si deve agire, traendo al contempo soddisfazione da un comportamento conforme a quanto richiesto dalla cultura. In altre parole, il carattere sociale ha la funzione di plasmare lenergia umana al fine di permettere il funzionamento di una data societ.4 La moderna societ industriale, per esempio, non avrebbe potuto raggiungere i propri scopi se non avesse imbrigliato le energie di uomini liberi, spingendoli a lavorare a livelli mai prima raggiunti. Lindividuo doveva essere trasformato in una persona desiderosa di riversare la maggior parte delle proprie energie nel lavoro e capace di raggiungere un grado di disciplina e in particolare, di ordine e di puntualit, sconosciuto alla maggior parte delle altre culture. Non sarebbe stato sufficiente lasciare che ogni singolo individuo, giorno per giorno, prendesse coscientemente la decisione di voler lavorare, essere puntuale e cos via, poich una simile decisione avrebbe comportato molte pi eccezioni di quante un corretto funzionamento della societ ne avesse potuto ammettere. Neanche la minaccia o la forza sarebbero state sufficienti a spingere gli uomini al lavoro, poich i compiti estremamente differenziati della moderna societ industriale possono essere svolti solo da uomini liberi, da uomini che non vi siano costretti. La necessit del lavoro, della puntualit e dellordine ha dovuto essere trasformata in una spinta allacquisizione di tali qualit. Questo significa che la societ ha dovuto creare un carattere sociale che riunisse tutte queste caratteristiche. Per comprendere la genesi del carattere sociale, non si pu addurre una singola causa; occorre invece considerare linterazione di fattori economici, ideologici e sociologici. Dal momento che i fattori politici ed economici sono meno soggetti a mutamenti, essi occupano una posizione relativamente preminente nel processo di formazione del carattere sociale; ci non vuol dire, tuttavia, che le idee religiose, politiche e filosofiche siano soltanto sistemi riflessi: infatti, bench siano radicate nel carattere sociale, anchesse a loro volta contribuiscono alla sua formazione, in particolare sistematizzandolo e consolidandolo. Anche le esigenze umane radicate nella natura delluomo, svolgono un ruolo attivo in questo processo. Infatti, se vero che luomo ha capacit di adattamento quasi infinite, egli non si riduce ad una tabula rasa pronta a essere modificata dalla cultura. Esigenze come laspirazione alla felicit, allarmonia, allamore gli sono connaturali e sono fattori dinamici nel processo storico. Questi fattori, se frustrati, scatenano reazioni psichiche che a lungo termine tendono a creare condizioni pi adatte al raggiungimento delle esigenze umane fondamentali. Finch le condizioni oggettive della societ e della
4 ber Methode und Aufgabe einer analytischen Sozialpsychologie (On method and aim of analytic social psychology), e Die psychoanalytische Characterologie und ihre Bedeutung fuer die Sozialpsychologie (Psychoanalytic Characterology and its significance for Social Psychology), in Ztschft. F. Sozialforschung, Hirschfeld, Leipzig, 1932; Escape from Freedom, Rinehart & Co., New York, 1941; Man for Himself, Rinehart & Co., New York, 1947.

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cultura rimangono stabili, il carattere sociale ha principalmente una funzione stabilizzatrice. Invece, se le condizioni esterne cambiano al punto di non corrispondere pi n alla tradizione, n al carattere sociale, si determina uno sfasamento che spesso trasforma la funzione del carattere in elemento di disintegrazione anzich di stabilit; per cos dire, in dinamite invece che in cemento sociale. Posto che questo concetto della genesi e della funzione del carattere sociale sia corretto, ci troviamo di fronte ad una questione di difficile soluzione: lassunto secondo il quale la struttura del carattere determinata dal ruolo che lindividuo deve svolgere nella propria cultura, non forse contraddetto dallipotesi che il carattere di una persona si forma durante linfanzia? forse possibile che queste ipotesi siano entrambe vere, visto che il bambino nei primi anni di vita ha relativamente pochi contatti con la societ come tale? In realt, rispondere a questo interrogativo non difficile cos come potrebbe sembrare a prima vista. Occorre distinguere tra i fattori responsabili dei contenuti specifici del carattere sociale e i metodi mediante i quali esso viene creato. Si pu ritenere che la struttura della societ e il ruolo dellindividuo al suo interno determinino il carattere sociale. La famiglia invece pu essere considerata l'agente psichico della societ, listituzione che ha la funzione di trasmettere gli imperativi sociali durante la crescita. La famiglia assolve questa funzione in due modi: anzitutto, ed il fattore pi importante, mediante linfluenza del carattere dei genitori sulla formazione del carattere del bambino nel corso degli anni. Poich il carattere della maggior parte dei genitori espressione del carattere sociale, essi trasmettono in tal modo al bambino, i tratti essenziali della struttura di carattere socialmente desiderabile. Lamore e la felicit dei genitori sono trasmessi al bambino proprio come la loro ansiet o ostilit. Oltre al carattere dei genitori, anche i processi educativi, legati ad ogni particolare cultura, hanno la funzione di formare il carattere del bambino, orientandolo in una direzione socialmente accettata. Ma pur vero che si possono usare tecniche e metodi di educazione diversi per raggiungere lo stesso risultato; e daltro canto, metodi che apparentemente sembrano identici, in realt differiscono a causa della struttura caratteriale di coloro che li usano. Per questa ragione, se si considerano esclusivamente i processi educativi, non si potr mai spiegare il carattere sociale. I vari tipi di processi educativi sono infatti rilevanti solo come meccanismi di trasmissione e possono essere intesi correttamente solo se prima si capito che tipi di personalit sono desiderabili e necessari in una data cultura. Lapplicazione della psicanalisi alla comprensione della cultura trarrebbe grande giovamento da una revisione della teoria freudiana della libido. Se la formazione del carattere causata dallinflusso dellambiente sullo sviluppo della sessualit pregenitale, allora non c dubbio che i processi educativi sono il motore primo nella formazione del carattere sociale. Tuttavia, una teoria secondo la quale il carattere plasmato dal tipo di relazione interpersonale che esiste e deve esistere in una data struttura sociale non pu che essere, per utilizzare il termine di H. S. Sullivan, una teoria di relazioni interpersonali. Il concetto di uomo che aveva Freud derivava dal materialismo del diciannovesimo secolo. Egli considerava lindividuo come unentit isolata, provvista di determinati istinti radicati nella sua natura pi profonda. La teoria delle relazioni interpersonali invece di tipo relazionale, ossia spiega la personalit umana in termini di rapporto tra lindividuo e le persone che lo circondano, il mondo esterno e se stesso. Prendiamo ad esempio il concetto di carattere anale freudiano. Freud d per assopage/Seite 5 of/von 7

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dato che le varie manifestazioni che ricorrevano nella sindrome del carattere anale erano formazioni reattive derivanti dalla libido anale o una loro sublimazione. La propensione al risparmio veniva pertanto spiegata come una sublimazione del desiderio pregenitale di trattenere le feci; lossessione della pulizia come formazione reattiva del piacere di giocare con gli escrementi; il senso dellordine, della puntualit e lostinatezza, come tratti radicati nei primi conflitti tra il bambino e la madre, che esige che il bimbo si educhi alligiene personale. Secondo me, sebbene la descrizione del carattere anale data da Freud e da altri sia corretta da un punto di vista clinico, e costituisca indubbiamente uno dei pi importanti contributi nel campo della caratterologia, la spiegazione teorica non accettabile, a meno che non la si consideri da un punto di vista simbolico. Quello che Freud chiam carattere anale pu essere inteso come un particolare modo di mettersi in relazione col mondo. Gi individui aventi un carattere anale sono riservati, vivono come in una fortezza, tendono ad allontanare ogni influenza esterna e a fare in modo che nulla venga trasportato al di fuori di questa fortezza; viceversa essi desiderano che quante pi cose possibili siano trasportate dal mondo esterno in questa loro posizione sicura e trattenervele in modo autarchico. Per questo tipo di carattere, lisolamento ispira sicurezza; lamore e lintimit o semplicemente il contatto invece sono sinonimo di pericolo. Sulla base di queste considerazioni, la sindrome freudiana del carattere anale deve essere intesa nel modo seguente: lavarizia un tentativo di fortificare la posizione isolata di questo individuo per renderla pi forte possibile, senza lasciare che nulla fuoriesca dalla sua posizione sicura. Lossessione della pulizia va considerata, come avviene in numerosi rituali religiosi, come un tentativo di evitare il contatto con il mondo esterno, che viene sentito come pericoloso e minaccioso. Il senso dellordine, nellaccezione freudiana di tendenza compulsiva allordine, un tentativo di disporre opportunamente le cose, difendendosi da esse. Le cose, per cos dire non devono avere una vita propria; al contrario, devono essere disposte in modo tale da non infastidire o minacciare la posizione isolata di questa persona ordinata. Quanto stato appena detto a proposito del senso dellordine, vale anche per la puntualit. Essere puntuali equivale a mettere ordine nel mondo in termini di tempo, mentre lessere ordinati equivale a mettervi ordine, in termini di spazio. La testardaggine non altro che la manifestazione dello stesso processo difensivo osservato nel caso della puntualit o del senso dellordine, ma questa volta rivolto alle persone. Si manifesta con un costante atteggiamento negativo nei confronti di chiunque sembri volere introdursi nel mondo di questo individuo; inoltre, nel suo isolamento, egli considera ogni suggerimento, richiesta o persino speranza, come intrusioni. Sebbene gli strumenti teorici per lo studio del carattere sociale non manchino, solo di recente si iniziato ad applicare la caratterologia psicanalitica allo studio della cultura. Credo che le ragioni di questo stato di cose vadano ricercate nel fatto che molti sociologi evitano di studiare i problemi che contano veramente. Uno dei motivi di tale atteggiamento sembra essere lattrattiva che su di loro esercita il Metodo Scientifico. I sociologi infatti, sono rimasti fortemente colpiti dal successo delle scienze esatte e cercano di imitarne i metodi. Sfortunatamente la loro concezione di metodo scientifico pi vicina a quella delle scienze naturali che hanno imparato a scuola ventanni fa, che non alle discipline scientifiche pi avanzate: in particolare la fisica teorica. Numerosi sociologi credono, perci, che se i fenomeni non si prestano ad una precisa analisi quantitativa, non meritano affatto di essere studiati. Quindi, invece di trovare metodi dindagine per
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questioni di primaria importanza, preferiscono dedicarsi a problemi secondari, che per possono essere studiati in modo scientifico. Ne consegue che disponiamo di scarsissime conoscenze al riguardo. Che cosa sappiamo, per esempio, sulla felicit degli individui appartenenti alla nostra cultura? fuor di dubbio che in un sondaggio dopinione, la stragrande maggioranza dei soggetti intervistati affermerebbe di essere felice perch cos che si deve sentire un cittadino dignitoso. Ma in realt, al di l di mere congetture, siamo incapaci di trovare una risposta; eppure questunico dato basterebbe per sapere se le nostre istituzioni realizzano o meno lo scopo per le quali sono state create: la massima felicit per il pi gran numero di individui. O ancora, sappiamo forse in che misura il comportamento delluomo moderno motivato da considerazioni etiche piuttosto che dalla paura pura e semplice che lo si disapprovi o lo si punisca ? A partire dallasilo nido fino alla formazione scolastica e religiosa, si impiegano enormi quantit di energie per aumentare il peso delle motivazioni etiche. Ci nonostante, al di l di mere congetture, ben poco si sa sul successo di questi tentativi. Oppure, per fare un altro esempio, conosciamo forse l'intensit delle tendenze distruttive dell'uomo medio appartenente alla nostra cultura ? Se vero che le speranze in uno sviluppo pacifico e democratico si basano in gran parte sullassunto che luomo medio non ha un carattere estremamente distruttivo, niente stato fatto per accertarsene. Lopinione che la maggior parte delle persone abbia tendenze fortemente distruttive non stata provata, proprio come il suo contrario. Fino ad oggi, i sociologi hanno fatto ben poco per far luce su una questione cos importante. I problemi relativi alla felicit, la motivazione etica e la distruttivit devono essere studiati nel contesto pi vasto della struttura caratteriale dominante in una data cultura e nei suoi sottogruppi. Devono inoltre integrarsi nel quadro di ricerche approfondite sulla struttura caratteriale tipica delle varie nazioni, dei cosiddetti caratteri nazionali. Ancora una volta necessario sottolineare che tali studi non devono concentrarsi sui processi educativi, ma sulla struttura della societ nel suo insieme, sulle funzioni dellindividuo in questa struttura. I processi educativi devono essere compresi in relazione al contesto pi vasto della struttura sociale, in particolare come uno dei meccanismi fondamentali con cui gli imperativi della societ si trasmettono ai tratti di carattere. Gli psicologi sociali con conoscenze nei settori della psicologia del profondo, della sociologia e della cultura, devono iniziare ad effettuare ricerche sul campo, come gi da molti anni fanno gli antropologi, ed elaborare metodi di indagine adatti a tali ricerche. Questa strada non priva di ostacoli, ma nessuno di essi insormontabile. Tuttavia, queste difficolt potranno essere superate solo se i sociologi si convinceranno della necessit di affrontare questi problemi e di trovare metodi ad essi adeguati, invece di prediligere i problemi che meglio si prestano ai tradizionali metodi di ricerca.

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