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DIRITTO DI FAMIGLIA

FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO famiglia nucleare: costituita dalla coppia e dagli eventuali figli; famiglia allargata che comprende anche parenti e affini. FAMIGLIA DI FATTO intesa quale convivenza di due partners ed eventualmente dei loro figli naturali. FAMIGLIA RICOMPOSTA i partners, coniugati o conviventi di fatto, coabitano assieme ai figli nati da precedenti relazioni. FAMIGLIA MONOPARENTALE un solo genitore convive con i figli. IL DIRITTO DI FAMIGLIA quellinsieme di norme giuridiche che disciplina le relazioni tra coniugi, conviventi ed eventuali figli. IL CODICE NAPOLEONICO 1804 il matrimonio civile era lunica forma di unione personale rilevante per lo Stato. Il marito ha il dovere di proteggere la moglie e la moglie di obbedire al marito. La moglie obbligata a vivere con il marito e a seguirlo ovunque egli creda opportuna stabilire la sua residenza. Il marito obbligato a tenere presso di s la moglie e a somministrarle tutto ci che necessario ai bisogni della vita in proporzione alle sue sostanze e al suo stato. Autorizzazione maritale: la moglie non poteva stare in giudizio senza lautorizzazione del marito; inoltre non poteva donare e acquistare n a titolo gratuito n a titolo oneroso. Era previsto il divorzio che poteva essere chiesto dal marito per adulterio della moglie e dalla moglie per adulterio del marito solo nel caso in cui il marito avesse portato lamante nella casa famigliare; inoltre era previsto il divorzio consensuale; si poteva ricorrere al divorzio in ipotesi di eccessi, sevizie o ingiurie gravi di un coniuge verso laltro e in caso di condanna a pena infamante. Il codice disciplinava, inoltre, la separazione personale, alternativa al divorzio per chi avesse ostacoli di origine religiosa. In materia di filiazione legittima vi era la presunzione di paternit, che poteva essere vinta attraverso lazione di disconoscenza della paternit. Ladozione aveva esclusivamente la funzione di fornire un erede a chi non ne aveva; poteva adottare solo colui che avesse compiuto 50 anni e se ladottato non aveva 25 anni era necessario il consenso dei genitori. Il padre esercitava la potest sui figli e poteva esercitare metodi di correzione molto incisivi. Potevano succedere solo i figli legittimi. Il regime patrimoniale era quello della comunione. IL CODICE DELLUNITA DITALIA il marito aveva il dovere di proteggere la moglie, di tenerla presso di s e di somministrarle tutto il necessario per la vita in proporzione alle sue sostanze. La moglie doveva contribuire solo nel caso in cui il marito non potesse badare al mantenimento della famiglia. Vi era lautorizzazione maritale. Non vi era il divorzio; era per ammessa la separazione personale, fondata sul criterio della colpa. Vi era la presunzione di paternit. La potest sui figli era assegnata al padre e il contenuto della potest era molto ampio; il padre aveva lamministrazione e lusufrutto sui beni dei figli minori. Il regime patrimoniale era quello della separazione, ma era consentito anche un accordo per la comunione. I beni dotali dovevano essere restituiti in caso di scioglimento del matrimonio. In materia di successioni, ai figli naturali spettava la met della quota spettante ai figli legittimi e inoltre i figli naturali dovevano essere riconosciuti; per i figli non riconoscibili era previsto un diritto agli alimenti.

IL CODICE DEL 1942 abolizione dellautorizzazione maritale. Introduzione del matrimonio concordatario che era celebrato dal ministro del culto cattolico ed regolato integralmente dal diritto canonico, ma acquista effetti civili a seguito della trascrizione dellatto nei registri dello stato civile. Il matrimonio indissolubile. La moglie doveva seguire il marito, la sua condizione civile e prendeva il cognome di lui. Nella separazione ladulterio del marito veniva considerato come causa di separazione solo se creava un grave danno alla moglie. Il coniuge colpevole della separazione non aveva diritto agli alimenti. Il regime legale era quello della separazione. In materia di filiazione vi era la presunzione di legittimit. I figli naturali avevano diritto alla met della quota spettante ai figli legittimi in materia successoria. Ladozione aveva lesclusiva funzione di dare un erede a chi non ne aveva. La potest era esercitata dal padre. IL DIRITTO DI FAMIGLIA NELLA COSTITUZIONE art. 29 Cost. : la famiglia quale societ naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio ordinato sulleguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dellunit familiare. art. 30 Cost. : la legge assicura ai figli nati al di fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale compatibile con i diritti dei membri della famiglia. Il secondo comma stabilisce che nei casi di incapacit dei genitori la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. art. 31 Cost. : prevede limpegno dello Stato alla protezione della maternit, dellinfanzia e della giovent. RIFORMA DEL DIRITO DI FAMIGLIA l. 19 marzo 1975, n 151 la riforma fu preceduta da alcune leggi speciali che hanno anticipato la sua entrata in vigore (legge sulladozione e legge sul divorzio). Con la riforma del 75: - stata valorizzata la volont dei coniugi allatto della celebrazione del matrimonio; - sono stati attribuiti eguali poteri ai coniugi, anche con riferimento alla potest genitoriale; - la separazione personale stata svincolata dal criterio della colpa e subordinata al verificarsi di fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione del rapporto; - la riforma ha introdotto la comunione dei beni e regolato limpresa familiare; - stata equiparata sostanzialmente la filiazione legittima e naturale anche in sede successoria; stato eliminato il divieto di riconoscimento ai figli adulterini; - sono state introdotte importanti innovazioni in materia di azioni di stato ( azione di disconoscimento della paternit e azione di dichiarazione giudiziale della paternit naturale).

IL MATRIMONIO
La legge non enuncia una definizione di matrimonio, di cui fornisce unanalitica disciplina. Il matrimonio- atto viene configurato come un negozio bilaterale, puro (cio al quale non possono essere apposti termini e condizioni) e solenne, che consiste nella manifestazione di volont, espressa con una certa forma e un determinato contesto da due soggetti di sesso diversi, diretta a costituire tra loro un rapporto giuridico personale, qualificato dallordinamento come matrimonio. LA PROMESSA DI MATRIMONIO si identifica nel fidanzamento ufficiale. Essa sussiste quando ricorra una dichiarazione espressa o tacita, normalmente resa pubblica nellambito della parentela, delle amicizie e delle conoscenze, di volersi frequentare con lintento serio di sposarsi. La promessa non obbliga a contrarlo n ad eseguire ci che non si fosse convenuto per il caso di non adempimento. Tuttavia produce alcuni effetti giuridici, quali la restituzione dei doni e il risarcimento dei danni (artt.

90 e 91cc). LE CONDIZIONI PER CONTRARRE MATRIMONIO artt. 84--90cc sono i requisiti indispensabili per una valida stipulazione del matrimonio; la loro mancanza motivo di invalidit. La dottrina distingue tre categorie di requisiti per contrarre matrimonio: 1) quelli necessari per lesistenza giuridica dellatto; 2) quelli prescritti come condizione di validit del matrimonio (impedimenti dirimenti); 3) quelli che ne condizionano la semplice regolarit (impedimenti impedienti). ETA la previsione di unet minima per contrarre matrimonio volta a garantire lidoneit fisica e psichica dei nubendi, ossia lattitudine al rapporto sessuale e alla procreazione, nonch la consapevolezza in merito agli obblighi matrimoniali e la capacit ad adempierli. Let minima per contrarre matrimonio 18 anni, 16 anni se emancipati. LINTERDIZIONE PER INFERMITA DI MENTE a norma dellart. 85 cc, linterdetto per infermit di mente non pu contrarre matrimonio. La ratio della norma risiede nellesigenza di proteggere lincapace. LIBERTA DI STATO lart. 96 cc stabilisce che non pu contrarre un matrimonio chi sia gi vincolato da un precedente matrimonio. LA PARENTELA, LAFFINITA, LADOZIONE, LAFFILIAZIONE impediscono legami matrimoniali in base allart. 87 cc. La parentela, anche naturale, in linea retta allinfinito e in linea collaterale di secondo grado da luogo ad impedimenti non dispensabili (cio non rimovibili dallautorit giudiziaria); la parentela di terzo grado in linea collaterale zio/a e nipote invece dispensabile (cio pu essere rimossa con autorizzazione giudiziale). IL DELITTO art. 88 cc: sancisce il divieto di celebrare il matrimonio tra persone delle quali una sia stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dellaltra. DIVIETO TEMPORANEO DI NUOVE NOZZE art. 89 cc sancisce che la donna prima di contrarre un nuovo matrimonio deve aspettare almeno 300 giorni dalla morte del precedente coniuge o dal passaggio in giudicato della sentenza di divorzio o di cessazione degli effetti civili o di annullamento del precedente matrimonio. Questo termine di collega alla presunzione di concepimento in costanza di matrimonio. LE FORMALITA PRELIMINARI DEL MATRIMONIO: PUBBLICAZIONE il matrimonio deve essere di regola preceduto dalla pubblicazione, la cui mancanza non ne consente la celebrazione. La pubblicazione ha il duplice scopo di rendere conoscibile ai terzi lintenzione delle parti di contrarre matrimonio per consentire la eventuale proposizione di opposizione e di avviare gli accertamenti dellufficiale di stato civile sullinesistenza di impedimenti al matrimonio. LE OPPOSIZIONI AL MATRIMONIO ne sono legittimati i genitori, e in loro mancanza gli ascendenti e i collaterali entro il terzo grado; in caso di tutela o curatela sono legittimati anche il tutore o il curatore. Se la causa di opposizione costituita dal vincolo di un precedente matrimonio, la legittimazione riconosciuta anche al coniuge del subendo; se la causa la violazione del divieto di nuove nozze temporaneo, la legittimazione spetta ai parenti del precedente marito, e in caso di divorzio, anche al precedente marito. Se lopposizione stata proposta da chi non ne ha facolt, per causa ammessa dalla legge, il presidente del tribunale pu, con proprio decreto, sospendere la celebrazione del matrimonio sino a che sia stata rimessa lopposizione. LA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO il matrimonio ai sensi dellart. 106 cc deve essere celebrato pubblicamente nella casa comunale. Lart. 110 cc prevede, tuttavia, che previo raddoppio del numero dei testimoni, la celebrazione possa tenersi anche in luogo diverso quando uno degli sposi, per infermit o per altri impedimenti, sia nellimpossibilit di presentarsi nella casa comunale. Il

matrimonio viene solitamente celebrato davanti allufficiale dello stato civile al quale gli sposi hanno presentato la richiesta di pubblicazione. Immediatamente dopo la celebrazione lufficiale di stato civile compila latto di matrimonio, nel quale devono essere riportate anche le eventuali dichiarazioni delle parti circa il riconoscimento o la legittimazione di figli naturali, o relative alla scelta della separazione dei beni. La funzione dellatto del matrimonio semplicemente quella di costituire la prova privilegiata nella dimostrazione dello stato coniugale. LE SINGOLE CAUSE DI INVALIDITA DEL MATRIMONIO possono essere: invalidit derivanti da assenza delle condizioni per contrarre matrimonio; invalidit derivanti da vizi del consenso; simulazione; matrimonio putativo; matrimonio dellincapace naturale. INVALIDITA DERIVANTI DA ASSENZA DELLE CONDIZIONI PER CONTRARRE MARIMONIO LA MANCANZA DI LIBERTA DI STATO: il matrimonio celebrato in violazione dellart. 86 cc pu essere impugnato dal coniuge, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministero e da coloro che abbiano un interesse legittimo e attuale. I VINCOLI DI PARENTELA, AFFINITA, ADOZIONE E LIMPEDIMENTO PER DELITTO il matrimonio contratto in violazione dellart. 87 cc invalido in quanto contrastante con il divieto di ordine pubblico dellincesto. Occorre distinguere a seconda che limpedimento sia dispensabile o meno: nel primo caso, lazione non pu essere proposta trascorso un anno dalla celebrazione del matrimonio, con conseguente effetto sanante del decorso del tempo sul vizio dellatto; nel secondo caso, invece, linvalidit insanabile e la relativa azione imprescrittibile. E nullo anche il matrimonio celebrato in violazione dellart. 88 cc: si tratta di una nullit insanabile ed imprescrittibile e la relativa azione pu essere esercitata dai coniugi, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministero e da coloro che hanno un interesse legittimo e attuale. IL DIFETTO DI ETA il matrimonio contratto dal minore o dal sedicenne non autorizzato, pu essere impugnato dai coniugi, da ciascuno dei genitori e dal pubblico ministero. IL MATRIMONIO DELLINTERDETTO lart. 119 cc prevede che il matrimonio di chi stato interdetto per infermit di mente possa essere annullato a richiesta del tutore, del pubblico ministero e di tutti coloro che abbiano un interesse legittimo se, al momento del matrimonio era gi pronunciata sentenza di interdizione passata in giudicato, oppure se linterdizione stata pronunciata posteriormente, ma linfermit preesisteva al tempo del matrimonio. IL MATRIMONIO DELLINCAPACE NATURALE lart. 126 cc prevede che possa essere impugnato da quello dei coniugi che prova di essere stato incapace di intendere e di volere, per qualunque causa anche transitoria, al momento della celebrazione del matrimonio. Se vi stata coabitazione per un anno dopo che il coniuge incapace abbia recuperato la pienezza delle sue facolt mentali, lazione non pu essere proposta. In mancanza di coabitazione, il termine di prescrizione quello decennale, decorrente dalla celebrazione. LE INVALIDITA DERIVANTI DA VIZI DEL CONSENSO LA VIOLENZA: si tratta di violenza morale. Dal punto di vista soggettivo, la minaccia deve suscitare impressione su una persona normale e sensata; tale criterio astratto va contemperato dai criteri dellet, del sesso e della condizione della persona i quali influiscono sulla valutazione della forza intimidatrice della minaccia. Legittimato allazione solo il coniuge il cui consenso stato estorto con violenza. Lazione non pu essere proposta se vi stata coabitazione per un anno dopo che sia cessata la violenza. In mancanza di

coabitazione, il termine di prescrizione quello ordinario decennale. IL TIMORE un vizio invalidante qualora sia di eccezionale gravit e derivi da cause esterne allo sposo. E definito come limpulso psicologico che la percezione di un pericolo esercita sulla persona. LERRORE con la riforma del 1975 accanto allerrore sullidentit della persona, si introdotta la figura dellerrore essenziale sulle qualit personali dellaltro coniuge. E essenziale che lerrore abbia avuto efficienza determinante nel procedimento formativo della volont, nel senso che lo stesso non avrebbe prestato il suo consenso se le avesse esattamente conosciute. Lerrore deve riguardare: 1) lesistenza di una malattia fisica o psichica o di unanomalia o deviazione sessuale, tali da impedire lo svolgimento della vita coniugale; 2) lesistenza di una sentenza di condanna per delitto non colposo alla reclusione non inferiore a 5 anni; 3) la dichiarazione di delinquenza abituale o professionale; 4) la circostanza che laltro coniuge sia stato condannato per delitti concernenti la prostituzione a pena non inferiore a 2 anni; 5) lo stato di gravidanza causato da persona diversa dal soggetto caduto in errore. LA SIMULAZIONE art. 123 cc. Ricorre quando gli sposi abbiano convenuto di non adempiere gli obblighi e di non esercitare i diritti da esso discendenti. Presupposto fondamentale lesplicita e antecedente pattuizione tra i nubendi preordinata ad escludere la societ coniugale una volta sposati; accordo dal quale emerga che i coniugi vogliano dar vita soltanto ad una apparenza di matrimonio. Se i simulanti vogliono per non dare attuazione ad alcuni aspetti del matrimonio non fondamentali non si in presenza di simulazione. La legittimazione allimpugnazione del matrimonio spetta a ciascuno dei coniugi. Lazione non pu essere proposta nel caso in cui i contraenti abbiano convissuto come coniugi successivamente alla celebrazione delle nozze, oppure, se non vi sia stata convivenza, decorso un anno dalla celebrazione stessa. IL MATRIMONIO PUTATIVO quel matrimonio invalido celebrato in buona fede da almeno uno dei coniugi che lo consideravano valido al momento della celebrazione. Pur essendo nullo produce ugualmente effetti in favore dei coniugi, o di uno di essi, e dei figli; leccezione si giustifica per tutelare il coniuge in buona fede e la prole. Se il matrimonio dichiarato nullo, gli effetti del matrimonio valido si producono in favore dei coniugi fino alla sentenza che pronunzia nullit, se per solo una il coniuge in buona fede gli effetti sono validi solo per lui. Rispetto alla prole gli effetti del matrimonio valido si producono senza limitazioni temporali sia per i figli nati durante il matrimonio, sia per quelli nati prima e riconosciuti allinterno di esso, quindi prima della sentenza di nullit. Lart. 129 cc stabilisce che quando le condizioni del matrimonio putativo si verificano rispetto ad ambedue i coniugi, il giudice pu disporre a carico di uno di essi e per un periodo non superiore a tre anni, lobbligo di corrispondere somme periodiche di denaro in proporzione alle sue sostanze, a favore dellaltro. Lart. 129 bis cc prevede che il coniuge al quale sia imputabile la nullit del matrimonio sia tenuto a corrispondere allaltro coniuge in buona fede, qualora il matrimonio sia annullato, una congrua indennit. IL MATRIMONIO CONCORDATARIO regolato in conformit del concordato con la Santa Sede e delle leggi speciali sulla materia. regolato dal diritto canonico quanto alla celebrazione ed ai requisiti di validit, ed acquista effetti civili dal momento della celebrazione delle nozze, a seguito della trascrizione nei registri dello stato civile; il matrimonio rapporto invece disciplinato interamente dal diritto statale. Subito dopo la celebrazione, il parroco o il suo delegato spiegher ai contraenti gli effetti civili del matrimonio, dando lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi e rediger, quindi, in doppio originale, latto di matrimonio nel quale potranno essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite secondo la legge civile. IL MATRIMONIO CELEBRATO DAVANTI A MINISTRI DEI CULTI AMMESSI NELLO STATO

la disciplina quella prevista nel codice civile per i matrimoni celebrati davanti allufficiale di stato civile, salvo quanto diversamente previsto dalla legge 24 giugno 1929 n1159: tale legge prevede una disciplina generale relativa ai matrimoni di tutte le religioni diverse da quella cattolica. IL MATRIMONIO CELEBRATO ALLESTERO i cittadini italiani possono celebrare il matrimonio in un paese straniero secondo le forme ivi stabilite, purch ricorrano le condizioni necessarie dettate dal codice civile agli articoli 84 e ss. Se i coniugi sono entrambi cittadini italiani, i loro rapporti sono regolati dalla legge italiana, diversamente dallo stato nel quale la vita matrimoniale prevalentemente localizzata. IL MATRIMONIO DELLO STRANIERO lo straniero pu contrarre matrimonio in Italia ed in tal caso presentare il nullaosta dellautorit competente del suo paese. In mancanza del rilascio del nullaosta, se ingiustificato, il tribunale pu decidere di autorizzare il matrimonio. Anche lo straniero soggetto alle disposizioni contenute nel cc agli art. 85, 86, 87, 88 e 89.

I RAPPORTI PERSONALI TRA CONIUGI


I DIRITTI E I DOVERI DEI CONIUGI lart. 143 cc stabilisce che con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri; al secondo comma enumera i doveri reciproci che derivano dal matrimonio: FEDELTA, ASSISTENZA, COLLABORAZIONE, COABITAZIONE. LOBBLIGO DI FEDELTA la fedelt non pu essere intesa limitatamente come mero ius in corpus del coniuge a cui la fedelt dovuta, n come obbligo di esclusiva sessuale, ma va interpretata in senso ampio come dedizione fisica e spirituale di un coniuge allaltro; in questa prospettiva la nozione di fedelt finisce col coincidere con quella della lealt: lobbligo di lealt permane durante il temporaneo allontanamento di un coniuge dalla residenza famigliare, mentre si ha cessazione dellobbligo una volta che sia stata emessa lautorizzazione del presidente del tribunale a vivere separatamente. LOBBLIGO ALLASSISTENZA E ALLA COLLABORAZIONE lobbligo di assistenza morale e materiale pu essere interpretato, in una prospettiva generale, quale dovere dei coniugi di proteggersi a vicenda e di proteggere la prole. Pi in particolare il profilo morale dellassistenza riguarda il sostegno reciproco nellambito affettivo, psicologico e spirituale, il profilo materiale dellassistenza riguarda invece laiuto che i coniugi, nella vita di tutti i giorni, debbono fornirsi reciprocamente. Lobbligo alla collaborazione richiede di operare per stabilire e mantenere le condizioni pi adeguate allunit e continuit del gruppo familiare attraverso lindividuazione concorde e la soddisfazione solidale dei bisogni comuni. LOBBLIGO DELLA COABITAZIONE E FISSAZIONE DELLA RESIDENZA FAMILIARE la coabitazione si riferisce allabitare sotto lo stesso tetto, definizione che non va letta solo in chiave materiale in quanto si deve ritenere che il termine coabitazione voglia riferirsi al concetto di comunione di vita. nellodierno sistema i coniugi fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. Lart. 45 comma 1 cc stabilisce che ciascuno dei coniugi ha il proprio domicilio nel luogo in cui ha stabilito la sede principale dei suoi affari o interessi. Nel caso in cui i coniugi siano costretti a dimorare abitualmente nel luogo in cui hanno eletto il proprio

domicilio, e dunque ad allontanarsi stabilmente dalla residenza comune, mancher una residenza familiare in senso proprio: lunit della famiglia non sar comunque compromessa, almeno fino a quando permanga lintento di dare vita ad una piena unione. LA CONTRIBUZIONE AI BISOGNI DELLA FAMIGLIA la legge stabilisce che entrambi i coniugi sono tenuti a contribuire ai bisogni della famiglia e a mantenere, istruire ed educare la prole in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la propria capacit di lavoro professionale o casalingo. Lobbligo di contribuzione rimane per tutta la durata della convivenza e anche nel caso di allontanamento senza giusta causa. LA RILEVANZA ESTERNA DELLOBBLIGO DI CONTRIBUZIONE si tratta di stabilire se il coniuge che non sia intervenuto nella conclusione di un contratto stipulato tra laltro coniuge ed un terzo per soddisfare esigenze della famiglia sia comunque responsabile nei confronti del terzo creditore per le obbligazioni sorte dal contratto. Normalmente il coniuge contraente responsabile in prima persona, senza impegnare in alcun modo laltro, anche quando lobbligazione diretta a soddisfare linteresse della famiglia. Tuttavia un coniuge responsabile delle obbligazioni assunte in suo nome dallaltro, oltre che nei casi in cui vi sia stato il conferimento di una procura espressa o tacita. IL COGNOME DELLA MOGLIE E LA SUA CITTADINANZA lart. 143 bis cc stabilisce che la donna aggiunge al proprio il cognome del marito. La moglie conserva il cognome del marito durante lo stato vedovile, finch non passi a nuove nozze. La legge stabilisce che la perdita del cognome del marito, in caso di nuove nozze o di divorzio, pu essere evitata qualora la donna abbia particolari interessi meritevoli di tutela a conservare. L. 5 febbraio 1992 n 9 attribuisce alla donna maritata con un cittadino straniero il diritto a conservare la cittadinanza italiana tranne esplicita rinuncia, anche se per effetto del matrimonio o mutamento di cittadinanza da parte del marito abbia acquistato una diversa cittadinanza. LACCORDO DELLINDIRIZZO E DELLA VITA FAMILIARE lart. 144 cc stabilisce che i coniugi concordano tra loro lindirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. Lodierno modello della vita famigliare si basa dunque su una direzione congiunta del gruppo, il che al contempo non esclude che in singoli, al suo interno, possano esercitare poteri volti a realizzare interessi della comunit. Art. 145 cc se i coniugi non raggiungono spontaneamente laccordo possono ricorrere allintervento di un terzo che chiamato a svolgere unattivit di supporto a beneficio della famiglia i crisi. Entrambi i coniugi in caso di disaccordo possono richiedere lintervento del giudice. La funzione primaria di tale intervento sembra quella di tutelare la famiglia i crisi, di impedire rotture irreparabili. LALLONTANAMENTO DALLA RESIDENZA FAMILIARE lart. 146 cc stabilisce che se uno dei coniugi si allontani senza giusta causa perde il diritto allassistenza morale e materiale. Lallontanamento tale se intenzionale e duraturo; inoltre vi sia o meno una giusta causa, occorre che la residenza familiare sia stata volontariamente concordata da entrambi i coniugi e che, pertanto, lallontanamento non sia dovuto ad un dissenso, se pur sopravvenuto, circa la fissazione della stessa. Secondo le circostanze il giudice pu ordinare il sequestro dei beni del coniuge che si allontanato affinch non si sottragga allobbligo di contribuzione e al mantenimento della prole. Pertanto il coniuge allontanatosi deve adempiere a tutti gli obblighi previsti dallart. 143 comma 2 cc, tranne quello di coabitazione. LA LEGGE SULLA VIOLENZA FAMILIARE artt. 342 bis e 342 ter il primo stabilisce che

quando la condotta del coniuge o di un altro convivente causa di grave pregiudizio allintegrit fisica o morale ovvero alla libert dellaltro coniuge o convivente, il giudice pu adottare con decreto uno o pi provvedimenti fra quelli espressamente individuati nellart. 342 ter. , secondo cui dato imporre al coniuge o al convivente responsabile dellabuso, oltre che la cessazione della violenza, anche lallontanamento dalla casa familiare, prescrivendogli altres, se necessario, di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima. Se il coniuge allontanato colui che provvedeva alla famiglia, il giudice pu imporgli il pagamento periodico di un assegno a favore dei familiari e le modalit di tale pagamento.

I RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI


LA COMUNIONE LEGALE il regime legale dei rapporti patrimoniali tra coniugi, vigente in mancanza di diversa convenzione stipulata a norma dellart. 162 cc. La comunione si instaura automaticamente allatto del matrimonio, prima e indipendentemente dalleventuale acquisto di beni, salvo che i coniugi non vi deroghino mediante specifica convenzione. Lart. 186 cc sancisce espressamente che i beni della comunione rispondono per le obbligazioni contratte dai coniugi congiuntamente, non occorrendo che esse siano contratte per bisogni della famiglia. Nella comunione tra coniugi la compropriet nasce come effetto legale, indipendentemente dal fatto che un solo coniuge abbia acquistato il bene, ovvero ne sia lintestatario formale. LOGGETTO DELLA COMUNIONE indicato dallart. 177 cc. Possono coesistere tre distinte masse di beni: i beni comuni, oggetto di comunione immediata; i beni de residuo che divengono comuni, se esistenti, solo al momento dello scioglimento della comunione stessa; i beni personali, dei quali viene conservata da ciascuno dei coniugi la titolarit esclusiva. Loggetto immediato della comunione legale si restringe agli acquisti compiuti durante il matrimonio e alle aziende gestite da entrambi i coniugi ovvero agli utili e agli incrementi derivanti dalla gestione comune. Da ci deriva la definizione comunione legale come comunione degli acquisti. LA COMUNIONE DE RESIDUO quella forma anomala di comunione relativa a beni che divengono comuni per la parte che residua al momento dello scioglimento della comunione legale. La comunione de residuo comprende: i frutti dei beni propri di ciascun coniuge percepiti e non consumati al momento dello scioglimento della comunione; i proventi dellattivit separata di ciascun coniuge se allo scioglimento della comunione non siano stati consumati; i beni destinati allesercizio dellimpresa di uno dei coniugi costituita dopo il matrimonio e gli incrementi dellimpresa costituita anche precedentemente. Dallappartenenza dei beni in oggetto alla categoria della comunione de residuo discende che durante la vigenza del regime di comunione legale rimangono di propriet di chi li percepisce e che lamministrazione affidata solo al coniuge proprietario.

LA COMUNIONE LEGALE E LAZIENDA CONIUGALE art. 177 lett. d) cc : costituiscono oggetto della comunione immediata le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio, mentre il secondo comma precisa che qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi antecedentemente il matrimonio, ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi. Il dato essenziale, ai fini dellinclusione nella comunione immediata sia dellazienda che degli utili e incrementi quello della gestione in comune. I BENI PERSONALI sono esclusi dal regime di comunione i beni personali indicati allart. 179 cc i cui frutti peraltro, sono oggetto di comunione differita. Lelencazione dei beni personali contenuta nella norma ha carattere composito; lesclusione della contitolarit pu aversi infatti in ragione del tempo dellacquisto, del titolo; della destinazione economica del bene acquistato. In relazione al tempo di acquisto, sono personali i beni dei quali ciascun coniuge era titolare prima del matrimonio. In ordine al titolo dellacquisto, risultano esclusi dalla comunione i beni acquistati per donazione o successione. tuttavia consentito al donante e al testatore attribuire il bene alla comunione. I beni di uso strettamente personale, indipendentemente dai mezzi con cui sono stati acquistati, sono personali in virt della loro destinazione obiettiva, volta al soddisfacimento di esigenze personali del singolo coniuge. Anche i beni che servono allesercizio della professione sono caratterizzati da una particolare destinazione che ne giustifica lesclusione dalla comunione, art. 179 lett. d). Ancora, sono personali ai sensi dellart. 179 lett. e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni e la pensione attinente alla perdita parziale e totale della capacit lavorativa. In ordine ai beni acquistati con il prezzo del trasferimento dei beni personali o con il loro scambio (art. 179lett. f) cc) si applica la regola per cui personale il bene che provenga da un atto di scambio in senso ampio di una bene personale se al momento dellacquisto ci sia stato espressamente dichiarato. LAMMINISTRAZIONE DELLA COMUNIONE la legge conferisce ai coniugi di compiere disgiuntamente gli atti di ordinaria amministrazione e congiuntamente quelli di straordinaria amministrazione. Sono atti di straordinaria amministrazione quelli idonei, almeno in astratto, ad apportare modifiche ala composizione o alla consistenza del patrimonio. Rientrano invece nellordinaria amministrazione quegli atti tendenti al normale godimento del bene ed alla sua conservazione. In caso di disaccordo il giudice pu autorizzare un atto di disposizione del patrimonio che ritiene opportuno. GLI ATTI COMPIUTI SENZA IL NECESSARIO CONSENSO lart. 184 cc statuisce che gli atti compiuti da un coniuge senza il necessario consenso dellaltro coniuge e da questo non convalidati sono annullabili se riguardano beni immobili o beni mobili elencati nellart. 2683 cc. Nellipotesi in cui uno dei coniugi non abbia prestato il consenso, viene operata una netta distinzione tra gli atti concernenti beni immobili o mobili registrati, ai quali viene ricollegata lannullabilit da azionarsi entro un anno dalla data in cui il coniuge ha avuto conoscenza dellatto e comunque dalla trascrizione, da quella riguardante atti inerenti beni mobili, che restano validi ed efficaci, con la sola conseguenza del sorgere di un obbligo per il coniuge disponente di ricostituire la comunione o, qualora ci non sia possibile, di pagare lequivalente ad istanza dellaltro. LA RESPONSABILITA GRAVANTE SUI BENI DELLA COMUNIONE nellambito delle obbligazioni facenti capo ad un soggetto coniugato in regime di comunione legale, occorre distinguere tra obbligazioni riguardanti la comunione rispetto alle quali i creditori possono soddisfarsi in via immediata sui beni oggetto della comunione e obbligazioni personali di ciascun coniuge, per il cui

adempimento il debitore risponde innanzitutto con i beni personali. Nellipotesi in cui il credito rimanga insoddisfatto se il debito della comunione e i beni di essa facenti parte non sono sufficienti a farvi fronte, i creditori potranno agire in via sussidiaria sui beni personali di ciascun coniuge nella misura della met del credito. Se per contro il debito personale, allorch i creditori non trovino di che soddisfarsi nel patrimonio dellobbligato, potranno aggredire i beni della comunione fino al valore corrispondente alla quota del coniuge obbligato. LA CESSAZIONE DELLA COMUNIONE art. 191 cc i casi che determinano lo scioglimento della comunione sono elencati allart. 191 cc. La cessazione avviene nel caso di rottura del vincolo matrimoniale ( annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili), ed anche a seguito di dichiarazione di morte presunta o si assenza, di separazione personale, di separazione giudiziale dei beni, di mutamento convenzionale del regime e di fallimento di uno dei coniugi. La cessazione della comunione legale produce i seguenti effetti: lacquisizione nel patrimonio comune dei beni di cui agli artt. 177 lett. b) e c) e 178 cc. Lapplicazione ai beni comuni della disciplina della comunione ordinaria e conseguentemente la possibilit di compiere atti di disposizione sulla propria quota da parte dei coniugi Linapplicabilit dellart. 184 cc per gli atti compiti senza consenso La nascita del diritto potestativo di domandare la divisione da effettuarsi secondo i dettami di cui agli artt. 192 e 194 cc Lo scioglimento della comunione soggetto a pubblicit, che varia in base alla causa che lo ha determinato. LE CONVENZIONI MATRIMONIALI la convenzione un atto di autonomia privata stipulato prima o dopo il matrimonio, anche con terze persone al fine di regolare il regime patrimoniale della famiglia in modo diverso da quello legale. LA CAPACITA DELLE PARTI: per stipulare le convenzioni matrimoniali richiesta la capacit di agire. LA FORMA E LA PUBBLICITA: le convenzioni matrimoniali debbono essere stipulate per atto pubblico sotto pena di nullit; la scelta del regime di separazione pu anche essere dichiarata nellatto di celebrazione del matrimonio. La pubblicit delle convenzioni, necessaria in quanto esse producono effetti anche verso i terzi, si realizza attraverso lannotazione a margine dellatto del matrimonio ed inoltre attraverso la trascrizione nei registri immobiliari. LA COMUNIONE CONVENZIONALE quanto al tempo della stipulazione ed alla forma, alla comunione convenzionale si applicano i principi in materia di convenzioni matrimoniali. Per quel che riguarda il regime pubblicitario della comunione convenzionale prevista lannotazione a margine dellatto di matrimonio e, ai sensi e per gli effetti di cui allart. 2847 cc, se la convenzione esclude determinati beni dalla comunione, la necessit altres della sua trascrizione. La comunione convenzionale pu avere carattere meramente modificativo del regime legale, ovvero disciplinare un regime autonomo. Nel primo caso si avr comunione a contenuto ampliativo. Nel secondo caso si avr un autonomo regime, che, per concorde volont negoziale, prescinder da quello legale. LA SEPARAZIONE DEI BENI il regime di separazione pu essere scelto dai coniugi tramite unapposita convenzione che dovr rivestire la forma dellatto pubblico a pena di nullit; tale convenzione estremamente semplice: i coniugi possono infatti limitarsi a manifestare unicamente la scelta positiva per tale regime, senza ulteriori specificazioni. Il regime di separazione si instaura, inoltre, in tutti quei casi in cui allo scioglimento del regime legale

non si accompagni lo scioglimento del vincolo coniugale: in particolare, a seguito della separazione giudiziale dei beni, della separazione personale, della dichiarazione di assenza, di fallimento. IL GODIMENTO E LAMMINISTRAZIONE DEI BENI lart. 217 cc stabilisce che ciascun coniuge ha il godimento e lamministrazione dei beni di cui esclusivo titolare. LA PROVA DELLA PROPRIETA ESCLUSIVA SI UN BENE: lart. 219 cc stabilisce che il coniuge pu provare con ogni mezzo nei confronti dellaltro la propriet esclusiva di una bene. I beni di cui nessuno dei coniugi pu dimostrare la propriet esclusiva sono di propriet indivisa per pari quota di entrambi i coniugi. IL FONDO PATRIMONIALE oggetto del fondo, ai sensi dellart. 167 cc, possono essere sia beni immobili, sia mobili iscritti ad un pubblico registro, sia titoli di credito. Lart. 2647 cc prevede la trascrizione del fondo che abbia ad oggetto beni immobili, mentre lart. 69 lett. b) del d.p.r. n 396/2000 ne impone lannotazione a margine dellatto di matrimonio. LA NATURA E LA COSTITUZIONE: il fondo patrimoniale d luogo ad un patrimonio separato la cui destinazione quella di far fronte ai bisogni della famiglia. Da un lato quindi il proprietario del fondo deve utilizzarlo per il raggiungimento di tali finalit, dallaltro non aggredibile per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei a tali bisogni. Il fondo patrimoniale, che compatibile sia con il regime di separazione che di comunione legale dei beni, costituisce dunque uno strumento per adempiere allobbligo di contribuzione di cui allart. 143 cc. LA CESSAZIONE DEL FONDO: regolata dallart. 171 cc, secondo il quale ne pu costituire causa lannullamento, lo scioglimento, o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. In presenza di figli minori, nonostante il verificarsi di una causa di scioglimento, il fondo perdura fino al compimento della maggiore et dellultimo figlio. In tal caso il giudice pu, oltre che dettare norme per lamministrazione del fondo, anche attribuire ai figli, in godimento o in propriet, una quota di beni del fondo.

LIMPRESA FAMILIARE
LA NATURA RESIDUALE DELLA DISCIPLINA in basa allart. 230 bis cc, colui che presta la propria attivit di lavoro in modo continuativo a favore di un imprenditore a lui legato da un vincolo di coniugio, parentela entro il terzo grado o affinit entro il secondo, gode di una complessiva posizione partecipativa che consta sia di diritti patrimoniali che di diritti amministrativo- gestori. Sotto il profilo economico il familiare ha diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia; egli, inoltre, in caso di buon andamento dellattivit impresa, ha diritto ad una quota di utili e di incrementi, anche in ordine allavviamento, proporzionata alla quantit e qualit del lavoro prestato e partecipa ai beni acquistati con gli utili. Per quel che riguarda la gestione dellimpresa, lart. 230 bis prevede ladozione a maggioranza delle decisioni concernenti limpiego degli utili e degli incrementi, nonch quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dellimpresa. LA STRUTURA E IL FONDAMENTO DELLIMPRESA FAMILIARE listituto dellimpresa familiare non configura un fenomeno di gestione collettiva dellimpresa, bens unipotesi di collaborazione allinterno di essa. La norma di cui allart. 230 bis cc si preoccupa unicamente di disciplinare il rapporto che si instaura tra due soggetti (il familiare e limprenditore) per effetto dello svolgimento di una prestazione di lavoro, senza con ci interferire sulla imputazione dellattivit dimpresa. La titolarit dellimpresa rimane di pertinenza dellimprenditore originario. questi il soggetto che agisce sul piano dei rapporti esterni, assumendo il rischio inerente allesercizio

dellimpresa. LE CARATTERISTICHE DELLA PRESTAZIONE DI LAVORO il lavoro effettuato allinterno dellimpresa pu consistere in qualunque attivit che possa formare oggetto di un rapporto di lavoro subordinato ovvero di un rapporto di lavoro autonomo. Elemento essenziale ai fini dellapplicabilit della tutela offerta dallart. 230 bis cc la continuit, da parte del familiare, dellattivit prestata. Continuit significa regolarit e costanza nel tempo, senza tuttavia che ci implichi necessariamente un impegno a tempo pieno. I SOGGETTI possono partecipare allimpresa familiare il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo. In conformit alla affermata natura individuale dellimpresa familiare limprenditore il c.d. titolare dellimpresa, il soggetto nei cui confronti deve sussistere il vincolo di coniugio, di parentela ovvero di affinit. I DIRITTI PATRIMONIALI al partecipante allimpresa familiare spetta, in primo luogo, il diritto al mantenimento, commisurato alla condizione patrimoniale della famiglia. Al familiare inoltre riconosciuto il diritto a partecipare agli utili dellimpresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonch agli incrementi dellazienda, anche in ordine allavviamento. Un ulteriore strumento di tutela della posizione lavorativa del familiare partecipante costituita dal diritto di prelazione, riconosciuto al 5 comma in caso di divisione ereditaria o di trasferimento dellazienda. LE DECISIONI RISERVATE AI FAMILIARI lart. 230 bis cc accorda ai familiari partecipanti un ruolo di rilievo, che come gi evidenziato, si sostanzia nel potere di adottare a maggioranza le decisioni concernenti limpiego degli utili e gli incrementi nonch quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dellimpresa. La gestione ordinaria che quella che in modo pi immediato si riflette sullandamento dellimpresa, rimane affidata alla esclusiva competenza dellimprenditore. LESTINZIONE DEL RAPPORTO le cause di estinzione del rapporto di impresa familiare possono distinguersi a seconda che incidano sulla posizione di tutti i partecipanti o del singolo familiare. La decisione di cessare lattivit dimpresa o di trasferire lazienda, cos come il verificarsi del fallimento o della morte dellimprenditore, determinano lestinzione del rapporto con riguardo a tutti i familiari. Le cause di estinzione del rapporto che riguardano la persona del singolo partecipante: la sopravvenuta incapacit di prestare la propria attivit di lavoro, a causa dellet, di malattia o di infortunio; il decesso del familiare; il recesso del familiare che decide di far cessare la propria collaborazione, e lo pu fare in qualsiasi momento. Limprenditore pu estinguere il rapporto per giusta causa, altrimenti tenuto a pagare una somma al familiare come risarcimento del danno. Lart. 230 bis cc prevede che in seguito alla cessazione per qualsiasi causa vi debba essere una liquidazione in danaro.

LA CRISI CONIUGALE

LA SEPARAZIONE CONSENSUALE presuppone laccordo dei coniugi di vivere separati e sulla regolamentazione dei rapporti reciproci e quelli con i figli. Lart. 158 comma 1 cc stabilisce che la separazione per solo consenso dei coniugi non ha effetto senza lomologazione del tribunale: il giudice infatti esercita un controllo di legalit sugli accordi dei coniugi e ha il potere di rifiutare lomologazione quando le decisioni in ordine allaffidamento dei figli siano in contrasto con linteresse di costoro. Lomologazione potr essere negata anche quando le decisioni relative ai coniugi siano lesive di principi fondamentali dellordinamento giuridico, quali il buon costume o lordine pubblico, ovvero contrastino con norme inderogabili. CONTENUTO DELLACCORDO: la dottrina individua nellaccordo di separazione un contenuto necessario ed uno eventuale, ricomprendendo del primo la decisione di vivere separati e le pattuizioni che riguardano il mantenimento del coniuge e quello dei figli, e nel secondo determinazioni di contenuto assai vario. GLI ACCORDI NON OMOLOGATI: recentemente si ammessa una piena autonomia dei coniugi nella stipulazione di accordi non sottoposti ad omologazione che per certi versi prevarrebbero addirittura su quello omologati. LA SEPARAZIONE GIUDIZIALE oggi la separazione giudiziale pu essere richiesta quando si verifichino, anche indipendentemente dalla volont di uno dei coniugi, fatti tali da rendere intollerabile una prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alleducazione della prole. consentita la domanda anche da parte dello stesso coniuge che abbia posto in essere i fatti causa dellintollerabilit della prosecuzione della convivenza o che abbiano recato grave pregiudizio alleducazione della prole. LA PRONUNCIA DI ADDEBITO: lart. 151 comma 2 cc nel pronunciare la separazione il giudice dichiara, dove ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei due coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che nascono dal matrimonio. LA VIOLAZIONE DEI DOVERI MATRIMONIALI: il dovere di fedelt: oltre allesclusivit sessuale, si arricchito di significato, ricomprendendo un impegno di devozione fisica e spirituale; la violazione del dovere di assistenza morale e materiale e del dovere di collaborazione; la violazione del dovere di coabitazione si ha quando non sussista la giusta causa di abbandono. ALTRE FATTISPECIE DI INTERRUZIONE DELLA CONVIVENZA LA SEPARAZIONE DI FATTO: produce effetti assai limitati , costituisce una situazione produttiva di effetti particolari regolati da singole norme di legge. La separazione di fatto un impedimento alladozione speciale. Nel caso in cui sia iniziata almeno due anni prima del 18 dicembre 1970 rientra tra i casi per i quali uno dei coniugi pu chiedere lo scioglimento del matrimonio. LA SEPARAZIONE TEMPORANEA: stabilisce lart. 126 cc che quando proposta domanda di nullit del matrimonio il tribunale pu su istanza di uno dei coniugi ordinare la loro separazione temporanea durante il giudizio, anche dufficio se ambedue i coniugi o uno di essi sono minori o interdetti. LO SCIOGLIMENTO E LA CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO SEPARAZIONE: determina la sola attenuazione del vincolo coniugale, identifica una situazione di crisi familiare che pu alternativamente sfociare nella ripresa della convivenza o nel suo definitivo venir meno. IL DIVORZIO: consacrando lirreversibile frattura del consorzio familiare, comporta lo scioglimento

del matrimonio o la cessazione dei suoi effetti civili e la perdita dello status di coniuge. Lart. 149 cc stabilisce che lo scioglimento del matrimonio pu avvenire per morte di uno dei coniugi e negli altri casi previsti dalla legge. Secondo il disposto degli artt. 1 e 2 della legge n 898/1970 il giudice pronuncia lo scioglimento del matrimonio civile ovvero la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario quando accerta che la comunione materiale e spirituale tra i coniugi non pu essere mantenuta o ricostituita per lesistenza di una delle cause previste nellart. 3. LE CAUSE DI DIVORZIO LA SEPARAZIONE LEGALE costituisce senzaltro la causa statisticamente pi frequente di scioglimento del matrimonio. Il divorzio pu essere domandato da uno dei due coniugi quando sia stata pronunciata, con sentenza passata in giudicato, la separazione giudiziale, ovvero sia stata omologata la separazione consensuale. Affinch sia pronunciata la sentenza di divorzio inoltre necessario che la separazione si sia protratta ininterrottamente da almeno un triennio. LE CAUSE DI NATURA PENALE. Lart. 3 comma 1 l. n 898/1970 raggruppa una serie di ipotesi che, in ragione della condanna di uno dei coniugi in sede penale, legittimano la domanda di divorzio dellaltro. Condizione comune alle diverse ipotesi che la condanna sia avvenuta dopo la celebrazione del matrimonio e che la sentenza sia passata in giudicato prima della proposizione della domanda di divorzio. Sono dunque cause di scioglimento del matrimonio le condanne: allergastolo ovvero ad una pena superiore a quindici anni; a qualsiasi pena detentiva per il delitto di: incesto, violenza carnale, atti di libidine, ratto a fine di libidine; a qualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio ovvero per tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio; a qualsiasi pena detentiva, con due o pi condanne per i delitti di: lesione personale, violazione degli obblighi di assistenza familiare, maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli e circonvenzione di persone incapaci, in danno del coniuge o di un figlio. ANNULLAMENTO, DIVORZIO O NUOVO MATRIMONIO CELEBRATO ALLASTERO. La circostanza in cui uno straniero ottenga allestero sentenza di annullamento o scioglimento del matrimonio o contragga un nuovo matrimonio, legittima il coniuge italiano a proporre domanda di divorzio. MATRIMONIO NON CONSUMATO: una ulteriore causa di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio linconsumazione. LA RETTIFICAZIONE DELLATTRIBUZIONE DI SESSO unulteriore causa di divorzio. LA DISCIPLINA PROCESSUALE IL DIVORZIO CONTENZIOSO SU DOMANDA UNILATERALE: presenta una struttura processuale sostanzialmente analoga a quella della separazione giudiziale. IL DIVORZIO A DOMANDA CONGIUNTA: si svolge con il rito camerale, caratterizzato dalla presentazione di una domanda di divorzio nelle forme di un ricorso congiunto dei coniugi in cui essi indicano le condizioni tra loro pattuite al fine di regolamentare i rapporti con i figli, nonch i loro rapporti patrimoniali. Il tribunale, dopo avere sentito i coniugi, verificata lesistenza dei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioni allinteresse dei figli, decide con sentenza.

GLI EFFETTI DELLA SEPARAZIONE E DEL DIVORZIO NEI RIGUARDI DEI CONIUGI

GLI EFFETTI PERSONALI DELLA SEPARAZIONE la legge, nel disciplinare gli effetti della separazione giudiziale tra i coniugi, si riferisce esclusivamente ai rapporti patrimoniali, ed in particolare al mantenimento ed alla somministrazione degli alimenti, mentre nulla dice circa i rapporti personali, effettuato quanto disposto dallart. 156 bis cc circa luso del cognome maritale. A seguito della separazione, restano sospesi tra i coniugi, tutti i reciproci doveri derivanti dal matrimonio, salvo lobbligo di assistenza patrimoniale. LASSEGNO DI MANTENIMENTO lart. 156 cc dispone che il giudice stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione, il diritto di ricevere dallaltro coniuge quanto necessario al suo mantenimento, qualora non abbia adeguati redditi propri. Lentit di tale somministrazione determinata in relazione alle circostanze ed ai redditi dellobbligato. Nel valutare i bisogni del coniuge economicamente debole e il reddito di quello forte, occorre considerare anche profili non economici, quali let, la salute e soprattutto la capacit di lavoro, vale a dire lattitudine del coniuge di provvedere al proprio mantenimento, svolgendo un lavoro adeguato alle proprie capacit professionali. Secondo la giurisprudenza eventuali elargizioni non meramente saltuarie, ma continuative e protratte nel tempo, ricevute da parenti o dal convivente more uxorio, concorrendo a formare reddito, debbano essere valutate ai fini della concreta determinazione dellassegno di mantenimento. GLI STRUMENTI A GARANZIA DELLADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DI CARATTERE PATRIMONIALE lart. 156 cc dispone al comma quarto che il giudice che pronuncia la separazione pu anche imporre al coniuge obbligato a prestare idonea garanzia reale o personale delladempimento dei suoi obblighi. La garanzia pu naturalmente essere rappresentata da un pegno o da unipoteca che siano adeguati, per il loro valore, allammontare degli obblighi, ma considerata ammissibile anche una cauzione o una fideiussione prestata da persona solvibile o da una banca. In caso di inadempienza, su richiesta dellavente diritto, il giudice pu disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro allobbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto. LA RICONCILIAZIONE laccordo che interviene tra i coniugi diretto a far cessare o ad impedire il sorgere dello stato di separazione. Gli effetti della separazione possono far essere cessati con unespressa dichiarazione dei coniugi, oppure con un comportamento non equivoco incompatibile con lo stato di separazione. GLI EFFETTI PERSONALI DEL DIVORZIO il principale effetto del divorzio il riacquisto per ciascun coniuge della libert di stato. Nessun effetto invece produce il divorzio sulla cittadinanza italiana acquisita a seguito del matrimonio da parte del coniuge straniero. La donna perde il diritto alluso del cognome del marito che aveva aggiunto al proprio a seguito del matrimonio, salvo che non dimostri che il conservarlo corrisponda ad un apprezzabile interesse proprio o dei figli. LASSEGNO DI DIVORZIO la somministrazione periodica o una tantum di un assegno a favore del coniuge economicamente pi debole. La legge indica una serie di criteri che il tribunale deve considerare nellerogazione dello stesso: le condizioni dei coniugi, le ragioni della decisione, il contributo personale ed economico apportato da ciascuno di essi alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune e del reddito di entrambi, elementi tutti da valutarsi in rapporto alla durata del matrimonio. Il presupposto fondamentale per lerogazione dellassegno costituito dallo squilibrio reddituale tra i

coniugi, per effetto del quale uno di essi, privo di mezzi adeguati al proprio mantenimento si trovi nellimpossibilit transitoria o permanente di procurarseli. Lobbligo di corresponsione dellassegno cessa se il coniuge beneficiario passa a nuove nozze. LE CARATTERISTICHE DELLASSEGNO la riforma del 1987 ha introdotto allart. 5 comma 7 lobbligo per il tribunale di disporre un criterio di adeguamento automatico dellassegno, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria. Adeguamento che tuttavia, in caso di palese iniquit pu essere escluso con decisione motivata. Per quanto attiene alle modalit di liquidazione dellassegno di divorzio vi lalternativa fra la corresponsione periodica e la corresponsione in ununica soluzione, che pu avvenire si mediante il pagamento di una somma di denaro, sia mediante il trasferimento di diritti reali su beni mobili e immobili. GLI ACCORDI TRA I CONIUGI IN VISTA DEL DIVORZIO la dottrina maggioritaria non concorda con la giurisprudenza osserva che un eventuale accordo di carattere patrimoniale ha solo lo scopo di abbreviare il procedimento anticipando un evento che, in presenza delle condizioni legali, comunque inevitabile, cosicch non possibile parlare di commercio di status. In relazione ai patti in vista dellannullamento del matrimonio la Cassazione ha assunto una posizione del tutto diversa ridendoli validi. IL DIRITTO DEL CONIUGE DIVORZIATO AD UNA PERCENTUALE DELLINDENNITA DI FINE RAPPORTO lart. 12 bis attribuisce al coniuge titolare dellassegno di divorzio che non sia passato a nuove nozze il diritto ad una quota dellindennit di fine rapporto percepita dallaltro coniuge allatto di cessazione del rapporto di lavoro, anche se lindennit viene a maturare dopo la sentenza. Tale percentuale pari al quaranta per cento dellindennit totale riferibile agli anno in cui il rapporto di lavoro coinciso con il matrimonio. IL DIRITTO ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITA in assenza di un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilit, si prevede infatti che lex coniuge, se non passato a nuove nozze, e solo in quanto titolare di un assegno di divorzio, abbia diritto alla pensione di reversibilit, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico non sia anteriore alla sentenza. Qualora invece sussista un coniuge superstite la pensione di reversibilit e gli altri assegni sono ripartiti fra coniuge superstite e coniuge divorziato titolare di un assegno, in base alla durata dei rispettivi rapporti matrimoniali. LE GARANZIE IN ORDINE ALLA CORRESPONSIONE DELLASSEGNO la disciplina delle garanzie e degli strumenti di esecuzione coattiva degli obblighi patrimoniali stabiliti dal tribunale in sede di divorzio sostanzialmente analoga a quella prevista nella separazione. In particolare, allart. 8 comma 1 si prevede la possibilit per il giudice di imporre allobbligato di prestare lidonea garanzia reale o personale qualora sussista il pericolo che questi si sottragga alladempimento degli obblighi di cui agli artt. 5 e 6. La sentenza costituisce inoltre titolo per liscrizione dellipoteca giudiziale ai sensi dellart. 2818 cc. LE CONSEGUENZE SUCCESORIE la pronuncia di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio determinano il venir meno dello status di coniuge e conseguentemente la perdita dei diritti successori ad esso inerenti. In caso di morte dellex coniuge, il tribunale, per, pu riconoscere allaltro, se titolare di un assegno di cui allart. 5 e qualora versi in stato di bisogno e non sia passato a nuove nozze, un assegno periodico a carico delleredit; detto assegno deve essere determinato tenendo conto dellimporto di quelle somme, dellentit del bisogno, delleventuale pensione di reversibilit, delle sostanze ereditarie, del numero e della quantit degli eredi e delle loro condizioni economiche.

GLI EFFETTI DELLA SEPARAZIONE E DEL DIVORZIO NEI RIGUARDI DEI FIGLI
Mentre gli effetti della separazione e del divorzio fin ora esaminati sono nettamente diversificati, con riferimento allaffidamento dei figli minori il legislatore detta una disciplina pressoch unitaria dei provvedimenti che li riguardano. Laffidamento della prole nella separazione e nel divorzio disciplinato da due disposizioni: lart. 155 cc e lart. 6 l. n 898/1970, come sostituito dalla l. n 74/1987 che hanno la medesima ratio e tendenzialmente anche il medesimo contenuto. I CRITERI PER LAFFIDAMENTO DEI FIGI il giudice della separazione, dichiarando a quale dei coniugi i figli siano affidati, stabilisce misura e modo in cui laltro coniuge contribuisce al mantenimento, istruzione ed educazione, nonch le modalit di esercizio dei suoi diritti nei loro confronti. Risulta difficile indicare in concreto i quali siano i criteri in cui il giudice dovr attenersi nel decidere sullaffidamento. Nella prassi giudiziaria stata quindi individuata una serie di criteri in negativo: irrilevante leventuale addebito della separazione a carico di uno dei coniugi; non possono ravvisarsi elementi ostativi nellaffidamento nellinstaurata convivenza da parte di uno dei genitori quando la prole sia stata ben accolta nella nuova famiglia; linfermit mentale a meno che non sia grave o legata ad alcolismo o tossicodipendenza o da situazioni patologiche non proibisce laffidamento; sono irrilevanti le convinzioni religiose ai fini dellaffidamento. LA POSIZIONE DI UN CONIUGE NON AFFADATARIO il genitore cui siano affidati i figli, salvo diversa disposizione del giudice, ha lesercizio esclusivo della potest su di essi; tuttavia le decisioni di maggior interesse per i figli sono adottate congiuntamente da entrambi. In ogni caso il genitore cui i figli non siano affidati ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione, e pu ricorrere al giudice quando ritenga che siano state prese decisioni pregiudizievoli al loro interesse. Il diritto di visita la modalit con cui il genitore non affidatario esercita i suoi diritti e doveri nei confronti dei figli. Le limitazioni apportate allesercizio al diritto di visita del genitore risultano spesso giustificata da gravi motivi, legati per lo pi a pregressi comportamenti del genitore pregiudizievoli al benessere psico-fisico del minore. Per quanto attiene ai provvedimenti di natura patrimoniale, il giudice deve determinare il contributo del genitore non affidatario alle spese di mantenimento, istruzione ed educazione della prole. La capacit economica del genitore obbligato deve essere valutata con riferimento al suo patrimonio complessivo. Si tratta in genere di un assegno periodico che il coniuge obbligato tenuto a corrispondere direttamente allaffidatario. Lobbligo di mantenimento non cessa quando il figlio abbia raggiunto la maggiore et, ma quando egli si sia reso autonomo economicamente. Ladempimento in ununica soluzione dellobbligo a favore del figlio ammesso, ma non libera definitivamente il genitore dallobbligo poich, se la somma viene mal amministrata e termina prima del tempo, il genitore sar nuovamente obbligato a contribuire al mantenimento. LE DIVERSE TIPOLOGIE DI AFFIDAMENTO in base allart. 155 cc laffidamento viene dichiarato dal giudice a favore delluno dellaltro coniuge. Esistano vari tipi affidamento:

LAFFIDAMENTO ALTERNATO comporta che il minore venga affidato a periodi prefissati a ciascun genitore, il quale in tale periodo esercita in via esclusiva e indipendente dallaltro la potest sui figli; LAFFIDAMENTO CONGIUNTO la situazione in cui entrambi i genitori esercitano in comune la potest sui figli, i quali vengono educati e cresciuti sulla base di un unico e concorde progetto, idoneo ad assicurare una maggiore responsabilizzazione dei genitori e una presenza pi incisiva nella vita del figlio; LAFFIDAMENTO ORDINARIO che prevede la potest esclusiva dellaffidatario e un intervento del genitore non affidatario limitato alle sole decisioni di maggior interesse. LA REVISIONE SUCCESSIVA DEI PROVVEDIMENTI i coniugi hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle posizioni concernenti laffidamento dei figli, lattribuzione dellesercizio della potest su di essi e delle disposizioni relative alla misura e alle modalit del contributo. La revisione presuppone un mutamento delle circostanze in base alle quali i provvedimenti sono stati emessi. LASSEGNAZIONE DELLA CASA FAMILIARE il potere del giudice di disporre lassegnazione della casa familiare al coniuge affidatario previsto dallart. 155 cc comma 4 e dallart. 6 comma 6 della l. n 898/1970, disposizioni che non hanno un contenuto del tutto omogeneo. LA FAMIGLIA RICOMPOSTA si parla di famiglia ricomposta o riconosciuta con riferimento alla convivenza di una coppia nella quale almeno uno dei partner sia divorziato e vi sia la presenza dei figli delluno e/o dellaltro coniuge o partner. Si realizza cos una complessa trama di rapporti molto pi articolata di quelli scaturenti dalla famiglia nucleare classica. Si realizza la coesistenza del genitore biologico e di quello sociale, il che accentua i potenziali conflitti tra gli interessati. Lo step-parent pu, in basa ad una particolare forma di adozione, adottare il figlio del proprio coniuge, ma necessario il consenso del genitore biologico. Attraverso gli accordi, gli interessati, con mera rilevanza interna possono stabilire obblighi di mantenimento del figlio a carico dello step-parent oppure riconoscere la facolt di esercitare poteri educativi nei suoi riguardi. Lo step- child non ha diritti successori nei confronti dello step- parent.

LA FAMIGLIA DI FATTO
La convivenza more uxorio rimane in Italia ancora priva di disciplina giuridica organica. Un riconoscimento indiretto alla famiglia di fatto viene disposto dallart. 327 bis comma 2 cc, che attribuisce lesercizio della potest sul figlio naturale ad entrambi i genitori che lo abbiano riconosciuto, se conviventi. In assenza di una disciplina legislativa, la stessa terminologia utilizzata nel corso del tempo per indicare questa realt si modificata in sintonia con i mutamenti del costume e degli atteggiamenti dei giuristi: da concubinato a convivenza more uxorio a famiglia di fatto. In termini negativi, ci che sicuramente distingue la famiglia di fatto dalla famiglia fondata sul matrimonio la costituzione di questultima attraverso un atto formale, laddove la prima sorge spontaneamente in assenza di qualsiasi formalizzazione pubblica. In termini positivi, invece, si valorizza laffectio quale elemento di caratterizzazione della convivenza. I RAPPORTI PERSONALI E PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI quelli che sono obblighi

legali per i coniugi, nella famiglia di fatto sono invece espressione dellautonomia dei conviventi; peraltro losservanza di regole analoghe a quelle in base alle quali lart. 143 cc organizza linsieme dei rapporti coniugali, costituisce un vero e proprio indice oggettivo necessario per qualificare una certa situazione come famiglia di fatto. Il dovere relativo alla somministrazione delle prestazioni riconducibili allassistenza materiale e dei contributi necessari al soddisfacimento delle comuni esigenze di vita, oggi la giurisprudenza le riconduce allistituto dellobbligazione naturale. In ordine ai rapporti patrimoniali si esclude lapplicazione del regime di comunione legale dei beni. Il convivente che lavora nellimpresa dellaltro non tutelato dallart. 230 bis. LA CESSAZIONE DELLA CONVIVENZA opinione ormai consolidata, tanto in dottrina quanto in giurisprudenza, che non vi sia alcun obbligo di risarcire il danno causato dalla rottura del menage a carico del convivente che abbia unilateralmente deciso di porre termine alla relazione in quanto convivenza more uxorio si caratterizza quale rapporto fondato sulla libert e spontaneit dei comportamenti. Il convivente non ha diritto allassegnazione della casa familiare e non ha neanche diritti successori a meno che non vi sia un testamento. Il partner ha diritto al risarcimento del danno morale per morte dellaltro convivente nella specie avvenuta a seguito di un incidente stradale. LA CESSAZIONE DELLA CONVIVENZA E I PROVVEDIMENTI RIGUARDANTI I FIGLI nel caso in cui la coppia convivente entra in crisi, la scelta per laffidamento dei figli spetta al giudice in conformit a quanto disposto nellultima parte del secondo comma dellart. 317 bis cc. In particolare al tribunale per minorenni spetter ogni decisione circa la scelta del genitore affidatario della prole, mentre il tribunale ordinario resta competente per ogni situazione concernente il mantenimento dei figli. Nella prassi, lintervento del giudice minorile non si limita allattribuzione della potest; si registrano con sempre maggiore frequenza decisioni dirette a regolare, con riguardo ai figli, le conseguenze della cessazione del rapporto di convivenza, analogamente per quanto previsto per i casi di separazione e di divorzio. Lesigenza di tutelare linteresse dei figli a continuare a vivere nellabitazione familiare anche dopo la rottura della convivenza dei genitori ha giustificato lassegnazione della casa familiare in favore del genitore affidatario, pur in assenza di una specifica materia. Si ritiene che il genitore naturale affidatario della prole possa giovarsi delle garanzie previste a tutela dei crediti di mantenimento nellambito della separazione e del divorzio. I CONTRATTI DI CONVIVENZA la dottrina ha individuato nel contratto uno strumento parzialmente idoneo a coniugare le esigenze di libert ed autonomia che la convivenza esprime con le istanze di tutela individuale di ciascuno dei conviventi. Si parla al riguardo di contratti di convivenza, convenzione che i partners possono stipulare allo scopo di regolare gli aspetti patrimoniali del loro rapporto. necessaria la capacit di agire dei conviventi. Per quanto riguarda il contenuto il contratto nullo se contiene le pattuizioni relative agli aspetti personali, quali la fedelt, lassistenza morale, la collaborazione e la coabitazione. La pattuizione di prestazioni di carattere economico per il periodo successivo alla cessazione della convivenza ritenuta valida, quantomeno se il fine quello di assistenza o di soccorso al convivente in condizioni di maggiore difficolt economica. In relazione alla forma valgono i principi generali in materia di contratto. Diverso il problema della forma ai fini della prova: i contratti di convivenza richiedono che laccordo risulti da atto scritto.

LE COPPIE OMOSESSUALI la materia risulta difficile e molto varia poich cambia da stato a stato: in Danimarca la registrazione dellunione produce i medesimi effetti giuridici del matrimonio, salvo quanto previsto in materia di adozione e di potest dei genitori; tale modello stato seguito in Norvegia, Svezia, Islanda, Olanda e Germania; in Belgio, Catalogna e Francia le normative si basano sulla parificazione rispetto alle coppie di conviventi; in Olanda oggi possibile che due persone dello stesso sesso contraggano matrimonio; la giurisprudenza italiana in tema di coppie omosessuali , allo stato, alquanto scarna. Ci sono state alcune pronunce che hanno equiparato la convivenza tra due persone dello stesso sesso alla convivenza more uxorio.

LACCERTAMENTO DELLO STATO DI FILIAZIONE LEGITTIMA


LO STATO DI FIGLIO LEGITTIMO figli legittimi sono quelli generati dai coniugi in circostanza di matrimonio. I presupposti della legittimit della filiazione legittima sono i seguenti: matrimonio dei genitori; parto della moglie; concepimento in costanza di matrimonio; paternit del marito. Mentre le prime due circostanze sono comprovabili dagli atti dello stato civile e dalla dichiarazione resa avanti lufficiale di stato civile in sede di redazione dellatto di nascita; la data del concepimento e la paternit, di per s incerte, vengono invece determinate attraverso le presunzioni dettate agli artt. 231 e 232 cc: il matrimonio pu essere civile, ovvero religioso con effetti civili. Non necessario che il matrimonio sia valido, poich allart. 128 cc gli effetti del matrimonio valido si producono anche rispetto ai figli nati o concepiti durante il matrimonio dichiarato nullo; in ordine allaccertamento della maternit in primo luogo deve mettersi in risalto che non necessariamente la donna che ha dato alla luce un figlio ne risulter giuridicamente la madre. Nellatto di nascita sono individuati il luogo, il mese, il giorno e lora della nascita, le generalit, la cittadinanza e la residenza dei genitori legittimi, nonch di quelli che richiedono la dichiarazione di riconoscimento di filiazione naturale. Sono altres indicati il sesso del bambino e il nome che gli viene dato; lart. 231 cc stabilisce che il marito padre del figlio concepito durante il matrimonio; si tratta di una presunzione in forza della quale la paternit del figlio nato da donna coniugata viene attribuita per legge, senza che sia necessaria alcuna dichiarazione da parte del marito, n tanto meno una concreta ricerca delleffettiva paternit. Giusta quanto disposto allart. 232 cc si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando siano trascorsi centoottanta giorni dalla celebrazione del matrimonio e non ne siano ancora trascorsi trecento dallannullamento, dallo scioglimento o dalla cessazione degli effetti civili del matrimonio. Lart. 233 cc prevede che il figlio nato prima che siano trascorsi centoottanta giorni dalla celebrazione del matrimonio reputato legittimo se uno dei coniugi o il figlio stesso non ne disconoscono la paternit. LA PROVA DELLA FILIAZIONE LEGITTIMA lart. 236 cc stabilisce che la filiazione legittima si prova con latto di nascita iscritto nei registri dello stato civile. Latto di nascita prova legalmente la

filiazione legittima e dunque fornisce la prova di tutti gli elementi che la costituiscono. Lart. 237 cc dispone che il possesso di stato risulta da una serie di fatti che nel loro complesso vengono a dimostrare le relazioni di filiazione e di parentela tra una persona e la famiglia cui pretende di appartenere. Le figure del possesso di stato e dellatto di nascita differiscono dal punto di vista strutturale, in quanto la prima si riassume in uninsieme di fatti che a loro volta devono essere provati, mentre la seconda prova documentale. LE AZIONI DI STATO LEGITTIMO con lespressione azione di stato si definisce lazione con la quale si chiede al giudice una pronunzia sullo stato della persona. Le azioni di stato legittimo disciplinate dalla legge sono: lazione di riconoscimento della paternit; lazione di contestazione della legittimit; lazione di reclamo della legittimit. Dalle azioni di stato si distinguono le azioni di rettificazione degli atti dello stato civile, queste ultime differenti dalle prime in quanto essenzialmente rivolte alla correzione di errori materiali e ad integrare atti incompleti. IL DISCONOSCIMENTO DELLA PATERNITA diretta a privare il figlio dello stato di legittimit attribuitogli in forza degli artt. 231, 232, 233 cc. Le azioni di disconoscimento della paternit sono due: luna disciplinata dallart. 233 cc consente il disconoscimento del figlio nato prima che siano trascorsi 180 giorni dalla celebrazione del matrimonio; laltra, di cui allart. 235 cc si esercita nellipotesi di figlio concepito - in forza della presunzione di legge -durante il matrimonio. Sono legittimati ad agire oltre al marito anche la madre e il figlio. Lesercizio di tale azione subordinato a due presupposti: la nascita del figlio lesistenza del titolo di stato di figlio legittimo. Lart. 235 cc consente lazione di disconoscimento nei seguenti casi: se i coniugi non hanno coabitato nel periodo compreso tra il 300 e 180 giorno prima della nascita; se durante il tempo predetto il marito era affetto di impotenza anche solo di generare; se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita. Questa ipotesi deve essere accompagnata da prove del DNA. LA DISCIPLINA DELLAZIONE il termine di decadenza per esercitare lazione di disconoscimento della paternit disciplinato dallart. 244 cc: la madre deve proporre lazione entro sei mesi dalla nascita del figlio; il marito pu disconoscere il figlio nel termine di un anno, che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui nato il figlio, oppure il giorno del suo ritorno nel luogo in cui nato il figlio o in cui la residenza familiare se egli al tempo della nascita era lontano; lazione pu essere promossa dal figlio entro un anno dal compimento della maggiore et o dal momento in cui viene successivamente a conoscenza dei fatti che rendono ammissibile il disconoscimento. La sentenza che accoglie lazione travolge lo stato di legittimit del figlio con effetto retroattivo. LA CONTESTAZIONE DI LEGITTIMITA lazione di contestazione di legittimit diretta a far dichiarare linesistenza dello stato di legittimit dal soggetto contro cui rivolta. Presuppone in capo al

figlio un titolo di stato di filiazione legittima o di un possesso di stato. Lazione pu essere esercitata attaccando uno dei seguenti presupposti di legittimit: esistenza o validit del vincolo matrimoniale dei genitori; effettivit del parto della donna indicata come madre dallatto di nascita; corrispondenza tra lidentit del nato e quella risultante dallatto di nascita; concepimento in matrimonio. RECLAMO DI LEGITTIMITA art. 249 cc. I presupposti per il reclamo di legittimit sono: la mancanza dellatto di nascita o del possesso di stato; pur esistendo latto di nascita, che il figlio risulti come ignoto; pur esistendo latto di nascita, che il figlio sia stato iscritto sotto falso nome per cui i genitori non sono quelli indicati nellatto.

LACCERTAMENTO DELLO STATO DI FILIAZIONE NATURALE


IL RICONOSCIMENTO DEL FIGLIO NATURALE un atto unilaterale, spontaneo e irrevocabile del genitore da effettuarsi nellatto di nascita o nellapposita dichiarazione posteriore alla nascita o al concepimento nelle forme indicate dallart. 254 cc in forza del quale un soggetto dichiara la propria maternit o paternit nei confronti di una determinata persona. Lart. 258 comma 1 cc dispone che il riconoscimento non produce effetti che riguardo al genitore da cui fu fatto, salvo i casi previsti dalla legge. Secondo quanto disposto dallart. 250 cc ammesso il riconoscimento del figlio adulterino. Il riconoscimento del figlio naturale pu essere effettuato solo dal genitore, che deve avere la capacit legale di agire. ammesso il riconoscimento anche al minore emancipato. La legge prevede espressamente che impugnabile il riconoscimento fatto dallinterdetto giudiziale mentre linterdetto legale pu procedere validamente al riconoscimento. La legge richiede, quali condizioni di efficacia del riconoscimento rispettivamente lassenso del figlio ultrasedicenne, ovvero se infrasedicenne il consenso del genitore che prima lo ha riconosciuto; solo per il minore di 16 anni non riconosciuto possibile un riconoscimento immediatamente efficace. Lart. 250 comma 4 cc, sul presupposto che il riconoscimento deve rispondere allinteresse del figlio, dispone che il consenso del genitore che per primo ha riconosciuto il figlio infrasedicenne, non possa essere rifiutato nellipotesi in cui sussista linteresse del minore. Lart. 251 cc stabilisce il divieto di riconoscimento di figli nati da persone tra le quali esiste un vincolo di parentela, anche naturale in linea retta allinfinito, oppure in linea collaterale nel secondo grado ovvero un vincolo di affinit in linea retta. Il divieto non opera nel caso in cui i genitori allepoca del concepimento, ignorando il vincolo tra essi intercorrente, fossero in buona fede; ovvero allorquando sia stato dichiarato nullo il matrimonio dal quale deriva laffinit. Quando uno dei due genitori era in buona fede, il riconoscimento del figlio spetta solo a lui. Lart. 253 cc fissa il principio dellinammissibilit di un riconoscimento in contrasto con lo stato di figlio legittimo o legittimato in cui la persona si trova. LA FORMA DEL RICONOSCIMENTO il primo comma dellart. 254 cc dispone che il riconoscimento del figlio naturale fatto nellatto di nascita, oppure con apposita dichiarazione, posteriore alla nascita o al concepimento, davanti allufficiale dello stato civile o davanti al giudice tutelare o in un atto pubblico o in un testamento, qualunque sia la forma di questo. Latto di riconoscimento pubblicato attraverso liscrizione nei registri dello stato civile separatamente

dalla dichiarazione di nascita. LIMPUGNATIVA DEL RICONOSCIMENTO PER DIFETTO DI VALIDITA lart. 263 cc stabilisce che il riconoscimento pu essere impugnato per difetto di veridicit dellautore del riconoscimento da colui che stato riconosciuto e da chiunque vi abbia interesse; lazione imprescrittibile. Lart. 264 cc disciplina limpugnazione per ipotesi di minore et ed interdizione del figlio, stabilendo in alcuni casi la nomina di un curatore speciale. Il falso riconoscimento pu essere effettuato in buona fede, ovvero in malafede; la consapevolezza della non veridicit del riconoscimento non di ostacolo allammissibilit dellimpugnazione, senza limiti di tempo. LIMPUGANTIVA DEL RICONOSCIMENTO PER VIOLENZA E INCAPACITA art. 265 cc. Limpugnazione pu essere domandata entro un anno dal giorno in cui la violenza cessata, mentre se autore del riconoscimento un soggetto minore, entro un anno dal raggiungimento della maggiore et. Si ritiene che la violenza sia causa di annullamento del riconoscimento anche quando proviene da un terzo, mentre non rilevano n il timore reverenziale, n la minaccia di far valere un diritto. Lart. 266 cc dispone che il riconoscimento pu essere impugnato dallinterdetto giudiziale, mentre non consentita limpugnazione per incapacit naturale. LA DICHIARAZIONE GIUDIZIALE DI PATERNITA E MATERNITA art. 270 cc. Che lazione per ottenere la dichiarazione giudiziale sia promossa dal figlio, riguardo al quale imprescrittibile, in caso di morte prima dellazione, questa pu essere promossa dai discendenti legittimi, legittimati o naturali riconosciuti, entro due anni dalla morte, mentre lazione promossa dal figlio, se egli muore, pu essere proseguita dai discendenti legittimi, legittimati o naturali riconosciuti. In ordine allaccertamento giudiziale della maternit naturale, la legge ribadisce che la maternit dimostrata provando lidentit di colui che si pretende essere figlio e di colui che fu partorito dalla donna che si assume essere la madre. Relativamente alla prova della paternit naturale, la legge, nel consentire allattore di fornirla con ogni mezzo, in primo luogo autorizza il giudice a considerarla raggiunta tutte le volte in cui si verifichi una delle fattispecie previste dalla legge. ammessa la prova della comparazione del DNA che per non pu essere imposta al presunto genitore. La sentenza che dichiara la filiazione naturale produce gli effetti del riconoscimento. Con la sentenza stessa il giudice pu anche dare i provvedimenti che stima utili per il mantenimento, listruzione, leducazione e per la tutela degli interessi patrimoniali del figlio. Il genitore che abbia provveduto da solo mantenimento del figlio minore riconosciuto ha diritto ad ottenere dallaltro il rimborso di quanto sarebbe stato a carico di questultimo, a partire dalla nascita. LA FILIAZIONE NON RICONOSCIBILE la condizione del figlio non riconoscibile regolata da combinato disposto degli artt. 278 279 cc. La legge, attuando appieno la formula costituzionale, attribuisce anche ai figli non riconoscibili il diritto al mantenimento, allistruzione e alleducazione, e, una volta raggiunta la maggiore et, agli alimenti, ricorrendo allo stato di bisogno. In sede successoria, ai figli privi di stato viene riconosciuto il trattamento enunciato nellart. 580 cc che stabilisce che ai figli naturali aventi diritto al mantenimento, allistruzione e alleducazione spetta un assegno vitalizio pari allammontare della rendita della quota di eredit alla quale avrebbe diritto, se la filiazione fosse dichiarata o riconosciuta. LA LEGITTIMAZIONE DEL FIGLIO NATURALE il codice civile prevede due diverse forme di

legittimazione per susseguente matrimonio dei genitori del figlio naturale, o per provvedimento dellautorit giudiziaria. Il susseguente matrimonio dei genitori ha leffetto di legittimare automaticamente e indipendentemente dalla volont dei coniugi i figli nati anteriormente ad esso. La legittimazione per provvedimento del giudice prevista per i casi in cui vi sia limpossibilit ovvero gravissimo ostacolo alla legittimazione per susseguente matrimonio. Ai sensi dellart. 284 cc la legittimazione pu essere concessa con provvedimento del giudice se, oltre a corrispondere allinteresse del figlio, concorrono altre condizioni indicate dalle norma.

IL RAPPORTO GENITORI-FIGLI
Lart. 30 Cost. stabilisce che dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare la prole, anche se nata fuori dal matrimonio: il dovere-diritto del genitore ad un rapporto col figlio - in cui si compendia la triade mantenimento, istruzione, educazione viene affermato incondizionatamente, cos come, al terzo comma, riconosciuta ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale compatibile con i membri della famiglia legittima. IL DIRITTO A CRESCERE NELLA FAMIGLIA il diritto a crescere nella famiglia pone specifici problemi con riferimento alla filiazione naturale, particolarmente nel caso in cui il figlio naturale sia riconosciuto da un genitore unito in matrimonio. Al riguardo lart. 252 comma 1 cc stabilisce che il tribunale per minorenni, valutate le circostanze, decide in ordine allaffidamento del minore e adotta ogni altro provvedimento per la tutela del suo interesse morale e materiale. Leliminazione del divieto di riconoscimento dei figli adulterini ha poi reso necessaria una riconsiderazione della disciplina riguardante linserimento del naturale nella famiglia legittima del genitore che lha riconosciuto; art. 252 cc. La norma distingue a seconda che il riconoscimento sia avvenuto durante il matrimonio o prima di esso; se il figlio naturale stato riconosciuto durante il matrimonio il suo inserimento nellambito della famiglia legittima pu essere autorizzato dal tribunale per minorenni, a condizione che non sia contrario allinteresse del minore stesso, che sia accertato il consenso del coniuge e dei figli legittimi che abbiano compiuto i sedici anni e siano conviventi, nonch dellaltro genitore che abbia effettuato il riconoscimento; se invece il figlio naturale stato riconosciuto prima del matrimonio, il suo inserimento nella famiglia legittima non soggetto ad autorizzazione giudiziale, ma subordinato al solo consenso del coniuge e a quello dellaltro genitore. Lart. 252 comma 2 e 4 cc richiede, sia per il figlio riconosciuto durante il matrimonio che per quello riconosciuto anteriormente, il consenso dellaltro genitore allinserimento della famiglia legittima; in questultimo caso il rifiuto non impedisce al tribunale di concedere lautorizzazione ove esso risulti contrario allinteresse del minore. IL COGNOME al nato da unione legittima viene imposto il cognome del marito, secondo una norma consuetudinaria frutto della radicata tradizione sociale per cui la famiglia legittima deve avere un unico cognome. I criteri per determinare il cognome da attribuire al figlio naturale sono dettati allart. 262 cc. Qualora il riconoscimento avvenga in tempi diversi, la regola quella della priorit di riconoscimento successivo da parte del padre, di assumere il cognome paterno in aggiunta o in sostituzione a quello materno. AZIONE DI CONTESTAZIONE O DISCONOSCIMENTO la perdita del cognome paterno non avviene in modo automatico, ma condizionato da una scelta del figlio in tal senso., poich il cognome

non solo un simbolo di appartenenza, ma anche un elemento che determina dellindividuo.

la personalit

LA POTESTA DEI GENITORI quellinsieme di doveri-poteri finalizzato alla crescita spirituale e fisica del figlio, da esercitarsi nel rispetto delle sue capacit, inclinazioni naturali e aspirazioni. Il legislatore assegna ai genitori il compito di seguire il figlio affinch egli dia forma alla propria struttura personale, e non pi quello di uniformarne la personalit ad astratti modelli comportamentali, pi o meno generalmente condivisi. Lattuazione del principio paritario, relativamente alla potest dei genitori, ha subito alcuni temperamenti al fine di evitare il coinvolgimento dei minori nelle possibili crisi della vita coniugale. In particolare viene attribuito al padre il potere di adottare provvedimenti urgenti ed indifferibili in caso di incombente pericolo di grave pregiudizio per il figlio, mentre riconosciuto ad entrambi i genitori la facolt di adire disgiuntamente il giudice. Linizio della potest si colloca in un momento precedente alla nascita, poich i genitori hanno il potere di rappresentare il nascituro, quello di accettare per lui eredit e donazioni. La fine della potest si ha con il raggiungimento della maggiore et o dellemancipazione. IL DOVERE DI MANTENIMENTO in base allart. 30 Cost. il primo obbligo dei genitori, deve essere commisurato ai redditi, alla consistenza del patrimonio ed alla idoneit lavorativa e professionale dei genitori. Lobbligo in esame si differenzia da quello alimentare sotto vari aspetti: la prestazione dovuta a titolo di mantenimento ha un contenuto pi esteso non essendo limitata al soddisfacimento dei bisogni elementari di vita, ma comprende anche ogni altra spesa necessaria per arricchire la personalit del beneficiario; il mantenimento non subordinato allo stato di bisogno del beneficiario e discende automaticamente dalla posizione del singolo allinterno della famiglia, a prescindere da qualunque altro presupposto; lonerato per essere esonerato deve dimostrare, oltre alla mancanza di mezzi, anche lincolpevole impossibilit di procurarseli. Il coniuge che abbia integralmente adempiuto lobbligo di mantenimento dei figli, pure per la quota facente carico allaltro coniuge, legittimato ad agire iure proprio nei confronti di questultimo per il rimborso di detta quota anche per il periodo anteriore alla domanda. In caso di inadempimento, potranno trovare applicazioni le limitazioni della potest previste negli artt. 330 e 333 cc e potr anche giungersi alla dichiarazione dello stato di adattabilit se dovesse configurarsi la condizione di abbandono del minore. Lobbligo non viene meno con la maggiore et, ma perdura finch i figli non siano in grado di inserirsi nel mondo del lavoro. Nel caso in cui i genitori non siano in grado di mantenere i figli la legge stabilisce che gli ascendenti legittimi e naturali in ordine di prossimit sono tenuti a fornire ai genitori i mezzi necessari per ladempimento dei loro doveri. IL DOVERE DI ISTRUZIONE allinterno della famiglia i figli devono essere istruiti nelle forme e nei limiti connaturati alle possibilit dei genitori, e, nello stesso tempo, deve essere consentito loro di esercitare il proprio diritto allistruzione in una sede diversa da quella familiare. Per quanto attiene ai genitori, occorre evidenziare come la responsabilit per listruzione dei figli fino a quattordici anni venga sanzionata dallart. 731 cp, che punisce chiunque, rivestito di autorit o incaricato della vigilanza sopra un minore, ometta senza giusto motivo di impartigli o di farsi impartire listruzione elementare (da estendersi anche a quella media alla luce dellart. 34 Cost.). IL DOVERE DI EDUCAZIONE lart. 147 cc privilegia il soggetto nei cui confronti deve essere

realizzata la funzione educativa, obbligando i genitori a tenere conto delle capacit, dellinclinazione e delle aspirazioni dei figli. Nella Costituzione risulta che alla famiglia deve essere riconosciuta piena libert nella scelta dei criteri e dei mezzi educativi ritenuti pi idonei. La libert educativa incontra un primo limite nei principi fondamentali dellordinamento risultanti dalle disposizioni costituzionali e dalla legislazione penale, dalle quali si evince una sorta di minimo etico imprescindibile per una convivenza civile. La giurisprudenza di merito ha da tempo riconosciuto un dovere dei genitori di rispettare le scelte dei figli, soprattutto con riferimento allo studio, alla formazione professionale, allimpegno politicosociale, alla fede religiosa. I DOVERI DEI FIGLI VERSO I GENITORI Lart. 315 cc prevede che in capo al figlio ci sia il dovere di rispettare i genitori, sia quello di contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finch convive con essa. LABBANDONO DELLA CASA FAMILIARE lart. 318 cc sancisce il dovere del figlio di non abbandonare la casa dei genitori e riconoscere in capo a questi ultimi il potere di richiamarlo anche ricorrendo, se necessario, al giudice tutelare. Il genitore, dunque, potr ricondurre allabitazione familiare il figlio allontanatosi anche ricorrendo alla coercizione fisica; conseguentemente, persino i comportamenti che integrano i reati di cui allart. 605 cp (sequestro di persona) e 610 cp (violenza privata) dovrebbero in linea di principio ritenersi scriminati dallesercizio di tale diritto. GLI IMPEDIMENTI DI UNO DEI GENITORI lart. 317 cc contiene due distinte norme: la prima prevede che in caso di impedimento di uno dei genitori, la potest venga esercitata in modo esclusivo dallaltro e in tale eventualit il trasferimento dellesercizio esclusivo della potest in capo al coniuge non impedito avviene ipso iure, senza necessit di alcun provvedimento da parte del giudice; la seconda si occupa invece di disciplinare lesercizio della potest qualora, a seguito della separazione personale, dellannullamento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio, il figlio sia stato affidato ad uno dei genitori. LESERCIZIO DELLA POTESTA NELLA FILIAZIONE NATURALE da combinato disposto degli artt. 317 bis e 261 cc dato ricavare la disciplina della potest nei casi di filiazione naturale. Lesercizio del potere spetta al genitore che abbia effettuato il riconoscimento e nel caso in cui entrambi i genitori abbiano proceduto al riconoscimento ad ambedue se conviventi o al solo genitore con cui il figlio convive; infine, qualora manchi il presupposto della convivenza, la potest esercitata da quello dei genitori che per primo abbia riconosciuto il figlio. Il giudice, nellesclusivo interesse del minore, pu disporre diversamente e pu anche nominare un tutore, escludendo entrambi i genitori dallesercizio della potest. Le disposizioni in materia di potest non sono generalmente ritenute applicabili alla prole irriconoscibile, ossia al figlio che abbia agito per il mantenimento, listruzione e leducazione. IL CONTROLLO GIUDIZIARIO SULLA POTESTA il legislatore ha previsto nel caso in cui il genitore trascuri o violi i suoi doveri o abusi dei suoi poteri o tenga comunque una condotta pregiudizievole nei confronti del figlio, la possibilit di predisporre, ai sensi dellart. 330 e 333 cc, le misure necessarie ad assicurare al minore uneffettiva tutela del suo interesse. Quando i genitori non esercitano adeguatamente tale ufficio nellinteresse del figlio, il giudice pu privarli della potest, dettando prescrizioni o addirittura sostituendosi ad essi al fine di assicurare al minore il soddisfacimento pieno dei suoi diritti. Lo strumento dellallontanamento del soggetto abusante consente al giudice di proteggere il minore senza sradicarlo dal contesto familiare. Lart. 334,

infine, nel caso in cui il patrimonio del minore sia male amministrato, prevede che il tribunale possa rimuovere uno o entrambi i genitori dallamministrazione, provvedendo in questultimo caso a nominare un curatore. LA DECADENZA DELLA POTESTA E LA SUA REINTEGRAZIONE il giudice pu pronunciare la decadenza della potest quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio. In giurisprudenza la decadenza dalla potest genitoriale stata comminata rispetto al genitore separato non affidatario che ometta di tenere presso di s i figli per determinati periodi di tempo. La decadenza della potest genitoriale pu inoltre essere conseguente allirrogazione di una condanna penale nei casi previsti dalla legge. La decadenza determina leffetto di sospendere tutti i diritti-doveri connessi alla potest, salvo lobbligo di mantenimento. Lart. 332 cc stabilisce che il giudice possa reintegrare nella potest il genitore che ne decaduto, quando cessate le ragioni per le quali la decadenza stata pronunciata. I PROVVEDIMENTI PREVISTI DALLART. 333 CC quando il comportamento di uno o di entrambi i genitori non sia tale da richiedere una pronuncia di decadenza della potest, ma appaia comunque pregiudizievole nei confronti del figlio, lart. 333 cc consente al giudice di adottare, secondo le circostanze, i provvedimenti che ritenga opportuni, compreso, se necessario, lallontanamento del minore dalla casa familiare. Tali provvedimenti sono comunque evocabili in qualsiasi momento dal tribunale quando siano venuti meno i motivi per cui erano stati emanati. LA RAPPRESENTANZA E LAMMINISTRAZIONE lart. 320 cc stabilisce che i genitori o il genitore che esercita in via esclusiva la potest, rappresentano i figli nati e nascituri in tutti gli atti civili e ne amministrano i beni. Lesercizio dei poteri di rappresentanza e amministrazione governato dal principio di partecipazione paritaria ossia partecipano entrambi i genitori. Sono esclusi dalla rappresentanza i c.d. atti personalissimi. La funzione sostitutiva dei genitori concerne non solo i nati ma anche i nascituri. Gli atti di straordinaria amministrazione, oltre che richiedere la partecipazione congiunta dei genitori, non possono essere compiuti se non per la necessit o lutilit evidente del figlio, e solo dopo lautorizzazione del giudice tutelare. Qualora i genitori non vogliano ovvero siano nellimpossibilit di compiere uno o pi atti nellinteresse del figlio che eccedano lordinaria amministrazione, pu essere nominato un curatore speciale che provveda al compimento di tali atti. Dovranno ritenersi invalidi gli atti compiuti senza la prescritta autorizzazione del giudice tutelare. Lannullamento potr inoltre allorquando sia stato posto in essere da uno solo dei genitori un atto per il quale prevista la partecipazione congiunta, ovvero allorch i genitori abbiano agito in conflitto di interessi; infine, nellipotesi in cui latto sia stato compiuto direttamente dal minore. LUSUFRUTTO LEGALE lart. 324 cc dispone che i genitori esercenti la potest hanno in comune lusufrutto dei beni del figlio. Lart. 326 comma 2 cc: i frutti dei beni del figlio sono sottratti allesecuzione forzata dei creditori personali del titolare dellusufrutto legale che siano a conoscenza dellestraneit del debito contratto ai bisogni della famiglia. Lart. 324 comma 3 cc indica alcune categorie di beni sottratte allusufrutto legale: quelli che il figlio ha acquistato con i proventi del proprio lavoro; quelli lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, unarte o una professione; i beni lasciati o donati con la condizione che uno o entrambi i genitori esercenti la potest non ne abbiano lusufrutto;

i beni pervenuti al figlio per legato, eredit o donazione e accettati nellinteresse del figlio contro la volont dei genitori esercenti la potest. Il genitore che passi a nuove nozze conserva lusufrutto legale sui beni del figlio, con lobbligo per di accantonare tutto ci che eccede le spese sostenute per questultimo. Al genitore naturale cui compete lesercizio della potest spetta anche lusufrutto legale sui beni del figlio.

LA FECONDAZIONE ASSISTITA
LA FECONDAZIONE ARTIFICIALE OMOLOGA consiste nellutilizzazione del liquido seminale del marito, eventualmente trattato per evidenziarne la capacit riproduttiva. Questa tecnica in linea di massima socialmente accettata e ritenuta meritevole di tutela giuridica, in quanto soddisfa il desiderio di coppie sterili di avere figli del proprio sangue. In questo caso sussiste una perfetta coincidenza tra verit biologica e verit giuridica, cosicch non vi sono ostacoli a che il figlio nato consegua lo stato di figlio legittimo. LA FECONDAZIONE ARTIFICIALE ETEROLOGA la Corte di Cassazione ha stabilito che in tema di fecondazione assistita eterologa, il marito che ha validamente concordato o comunque manifestato il proprio preventivo consenso alla fecondazione assistita della moglie con seme di donatore ignoto non ha azione per il disconoscimento della paternit del bambino concepito e partorito in esito a tale inseminazione. LA MATERNITA SURROGATA vede una donna assumersi lobbligo di portare a termine una gravidanza per conto di una coppia sterile alla quale si impegna poi a consegnare il bambino; la donna che si presta a condurre a termine la gravidanza pu essere fecondata con il seme del marito oppure pu ricevere limpianto di un embrione gi concepito in vitro; nel primo caso si tratta di maternit surrogata, nel secondo di affitto del ventre. comunque legittimo il rifiuto della madre portante di non dare seguito allaccordo e, quindi, che le sia consentito di denunciare il figlio come proprio. La giurisprudenza italiana ne ha affermato la contrariet allordine pubblico e al buon costume.

LADOZIONE E LAFFIDAMENTO
LAFFIDAMENTO DEI MINORI laffidamento, nel disegno del legislatore, costituisce un rimedio destinato ad operare per un periodo limitato di tempo. Affinch laffidamento possa essere disposto occorre che a causa di circostanze di carattere transitorio, i genitori del minore non siano in grado di offrirgli le cure che gli necessitano. Laffidamento viene disposto a favore di una famiglia o di una persona singola. Solo qualora ci non sia possibile, pu farsi luogo allinserimento del minore in una comunit di tipo familiare, o in un istituto di assistenza pubblico o privato. Nel caso in cui i genitori esercenti la potest abbiano manifestato il consenso dellaffidamento (c.d. affidamento consensuale), questo viene disposto dal servizio sociale locale, sentito il minore che abbia compiuto dodici anni, ed anche il minore di et inferiore in considerazione della sua capacit di discernimento. Il provvedimento del servizio sociale viene poi reso esecutivo con provvedimento del giudice tutelare.

Qualora invece il consenso dei genitori manchi, laffidamento pu essere disposto dal tribunale per i minorenni (c.d. affidamento contenzioso). LADOZIONE DI MINORI ladozione rappresenta un rimedio estremo cui fare ricorso solo quando la famiglia dorigine non possa offrire al minore quel minimo di cure e di affetto che sono indispensabili per una crescita sana ed equilibrata. Ladozione consentita solo nei confronti dei minori dichiarati in stato di adattabilit. La legge stabilisce che gli aspiranti adottanti siano uniti in matrimonio da almeno tre anni e che fra loro non ci siano separazioni neanche di fatto. La legge, a parte in casi particolari, non ammette ladozione di una persona singola. Altro requisito delladottante let: deve essere superiore a quella delladottato di almeno 18 anni, mentre la differenza massima di et stata portata a 45 anni. Sotto il profilo sostanziale di richiede che i coniugi siano affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare. Ladozione legittimamente viene pronunciata al termine di un complesso procedimento che si snoda attraverso 3 passaggi: la dichiarazione dello stato di adottabilit, laffidamento preadottivo e il provvedimento di adozione. Prima di emanare i singoli provvedimenti, vi lobbligo di ascoltare il minore che abbia compiuto i dodici anni; mentre il minore infradodicenne, pu essere sentito in considerazione della sua capacit di discernimento. Se durante laffidamento preadottivo uno dei coniugi muore o diviene incapace, laltro coniuge pu comunque domandare che ladozione venga pronunciata a favore di entrambi: in tal caso ladozione, per il coniuge deceduto, produce effetto dalla data di morte anzich dal momento in cui la sentenza diventa definitiva. Se durante laffidamento preadottivo i coniugi si separano, ladozione pu essere pronunciata nellesclusivo interesse del minore, a favore di entrambi o di uno solo, qualora venga avanzata istanza in tal senso. La sentenza definitiva, trascritta nellapposito registro tenuto presso la cancelleria del tribunale, viene inoltre annotata a margine dellatto di nascita delladottato: in forza di tale pronuncia ladottato diviene figlio legittimo degli adottanti assumendone e trasmettendone il cognome; vengono meno, per contro, tutti i rapporti con la famiglia dorigine, salvi i divieti matrimoniali. Ladozione non suscettibile di revoca. LADOZIONE DEI MINORI NEI CASI PARTICOLARI si differenzia dalladozione legittimante, oltre che per un pi ristretto ambito applicativo, per la previsione di requisiti meno rigidi per gli aspiranti adottanti e per la maggiore semplicit del procedimento. Le peculiarit di tale figura riguardano soprattutto gli effetti, che sono pi limitati, non importando uninterruzione dei rapporti fra ladottato e la sua famiglia dorigine - verso cui ladottato mantiene tutti i diritti e doveri n la creazione di rapporti di parentela con i parenti delladottante. Inoltre, non necessaria la sussistenza di uno stato di abbandono in capo al minore di cui trattasi. Ladozione particolare pu essere pronunciata a favore: di persone coniugate o singole unite al minore da un vincolo di parentela entro il sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo qualora il minore sia orfano; del coniuge qualora il minore sia figlio (anche adottivo) dellaltro coniuge; di persone coniugate o anche di persone singole, quando si tratti di minore orfano affetto da handicap; di persone coniugate o anche di persone singole, nellipotesi in cui vi sia la constatata impossibilit di procedere allaffidamento preadottivo. comunque vietata ladozione del proprio figlio naturale. Il giudice competente a pronunciarsi il tribunale per minorenni del distretto in cui si trova il minore, che, ai fini della pronuncia deve verificare la sussistenza dei presupposti richiesti e valutare se

ladozione realizzi il preminente interesse del minore: a questo fine il tribunale dispone leffettuazione di adeguate indagini. richiesto il consenso delladottante e delladottando che abbia compiuto 14 anni. Se ladottando ha compiuto 12 anni deve essere comunque sentito; se ha meno di 12 anni deve essere sentito in base alla sua capacit di discernimento. Occorre altres lassenso dei genitori e del coniuge delladottando. Per effetto della pronuncia di adozione, gli adottanti acquistano la potest sul minore ed assumono lobbligo di mantenerlo, istruirlo ed educarlo; ad essi spetta altres lamministrazione dei beni delladottato, ma non lusufrutto legale. Ladottato assume il cognome delladottante e lo antepone al proprio. Ladottato acquista anche i diritti successori spettanti ad un figlio legittimo. LADOZIONE INTERNAZIONALE si fa riferimento ad ogni ipotesi in cui gli adottanti abbiano nazionalit diversa da quella delladottato. Il lungo iter che conduce alladozione di un minore straniero residente allestero si apre con una dichiarazione di disponibilit che gli adottanti devono presentare al tribunale per minorenni del luogo in cui risiedono. Nel caso di italiani residenti allestero il tribunale competente quello in cui si trovava la loro ultima residenza in Italia oppure il tribunale per minorenni di Roma. Il decreto di idoneit viene trasmesso, unitamente alla documentazione e alla relazione, alla commissione per le adozioni internazionali e allente autorizzato cui i coniugi hanno dato lincarico di curare la procedura. Una volta pronunciata ladozione da parte dellautorit straniera, affidando il minore agli adottanti, lente straniero informa subito la commissione e i servizi dellente locale e chiede che venga autorizzato lingresso in Italia del minore. Il provvedimento straniero di adozione produce nostro ordinamento effetti legittimanti, ma previsto che il tribunale per i minorenni effettui una serie di controlli. Se il controllo ha esito positivo, il tribunale ordina la trascrizione del provvedimento straniero nei registri dello stato civile, a seguito della quale il minore acquista altres la cittadinanza italiana. Qualora invece ladozione debba perfezionarsi dopo larrivo del minore in Italia, il tribunale per minorenni riconoscer il provvedimento straniero come affidamento preadottivo, fissandone la durata in un anno: trascorso tale termine provveder a pronunciare ladozione, se riterr la permanenza del minore allinterno della famiglia che lo ha accolto rispondente al suo interesse. Al minore straniero che venga a trovarsi in stato di abbandono nel nostro paese, si applicano le disposizioni italiane in materia di adozione, di affidamento e di provvedimenti necessari in caso di urgenza. IL DIRITTO DELLADOTTATO A CONOSCERE LE PROPRIE ORIGINI la nuova legge stabilisce lobbligo a carico dei genitori adottivi di informare il minore sulla propria condizione di figlio adottivo, nei modi e nei termini da loro ritenuti pi opportuni. riconosciuta poi ai genitori adottivi, nel caso in cui vi sia un comprovato motivo, la possibilit di sapere chi sono i genitori biologici del minore. Una volta che il minore abbia raggiunto la maggiore et, pu ottenere le informazioni in discorso, previa istanza al tribunale per minorenni, quando vi siano gravi e comprovati motivi attinenti alla sua salute psico-fisica. Solo dopo il compimento del 25 anno di et laccesso alle informazioni sulla famiglia dorigine prescinde da qualsiasi presupposto. Ci sono alcune ipotesi in cui laccesso non mai consentito: il caso in cui ladottato non sia stato riconosciuto dalla madre al momento della nascita; il caso in cui anche un solo genitore abbia chiesto di non essere menzionato o abbia acconsentito alladozione a condizione di rimanere anonimo. LADOZIONE DEI MAGGIORENNI soddisfa linteresse delladottante, privo di discendenti legittimi o legittimati, ad acquisire un figlio cui trasmettere il proprio cognome e le proprie sostanze.

Fra ladottante e ladottato deve intercorrere una differenza di et di almeno 18 anni. Nessuno pu essere adottato da pi di una persona, a meno che gli adottanti non siano coniugi. vietato adottare i propri figli nati fuori dal matrimonio. Affinch ladozione possa essere pronunciata occorre il consenso delladottante e delladottato. Occorre altres lassenso dei genitori delladottando e lassenso del coniuge delladottante e delladottando che non sia legalmente separato. Il tribunale, previa verifica della convenienza delladozione per ladottando, si pronuncia con sentenza, dalla cui data decorrono gli effetti delladozione. Gli effetti delladozione dei maggiorenni sono i medesimi delladozione particolare.

L A PARENTELA E LOBBLIGO ALIMENTARE


LA PARENTELA E LAFFINITA la parentela il legame di sangue che unisce persone discendenti da un medesimo stipite. Lintensit del vincolo va determinata tenendo conto di due elementi: la linea il grado con riferimento al primo; sono parenti in linea retta le persone che discendono dalluna e dallaltra mentre sono parenti in linea collaterale coloro che hanno un ascendente comune, ma che non discendono luno dallaltro. Il grado lintervallo generazionale che separa tra loro due o pi soggetti; nella linea retta per ogni generazione si computa un grado, ma si deve escludere lo stipite; nella linea collaterale, il computo deve essere eseguito effettuando la somma dei gradi che intercorrono tra ognuno dei due parenti e il comune ascendente, il quale deve essere escluso dal computo. Il vincolo di parentela non viene riconosciuto dalla legge oltre il sesto grado, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati. La parentela viene tradizionalmente distinta in legittima, che intercorre tra individui legati da un vincolo di sangue scaturente dalla generazione in costanza di matrimonio, e naturale, basata sul solo legame di sangue. La parentela produttiva di effetti patrimoniali e non patrimoniali. Tra i primi vanno menzionati: la successione necessaria, legittima e lobbligo agli alimenti; tra i secondi: limpedimento a contrarre matrimonio, idoneit a ricoprire il ruolo di tutore, legittimazione a proporre istanza di intermediazione o inabilitazione, e non riconoscibilit dei figli incestuosi. Laffinit il vincolo che unisce un coniuge ai parenti dellaltro coniuge. Anche laffinit computata in virt della linea e del grado, in quanto nella linea e nel grado in cui taluno parente di uno dei coniugi, egli affine dellaltro coniuge. GLI ALIMENTI lobbligo alimentare, al cui adempimento sono tenuti determinati soggetti indicati dalla legge, consiste nella prestazione, a favore di colui che versa in stato di bisogno, dei mezzi necessari per vivere; il diritto alimentare ha carattere personale, indisponibile (cio non pu essere ceduto), il beneficiario non pu rinunciarvi. Questo diritto inoltre imprescrittibile, impignorabile, insequestrabile, nonch insuscettibile di entrare a far parte della massa fallimentare. Il sorgere dellobbligo alimentare legato alla sussistenza di presupposti determinati, il primo dei quali, di natura soggettiva, rappresentato dal particolare legame di parentela o riconoscenza, che deve unire alimentando e obbligato; gli altri presupposti, di carattere oggettivo sono lo stato di bisogno in cui deve trovarsi chi avanza la pretesa alimentare e la disponibilit economica di chi deve soddisfarla. I SOGGETTI TENUTI ALLOBBLIGO ALIMENTARE lart. 433 cc, oltre ad individuare i soggetti tenuti allobbligo alimentare, stabilisce anche lordine, di carattere progressivo, in cui ciascuno di essi chiamato ad adempiervi.

Il coniuge il primo sul quale grava lobbligo di prestare gli alimenti. Obbligati agli alimenti, subito dopo il coniuge, sono i figli legittimi, legittimati, naturali o adottivi, e in mancanza di costoro, i discendenti prossimi anche naturali. La successiva categoria di obbligati sono i genitori. Allobbligo alimentare sono tenuti anche determinati affini (generi, nuore e suoceri); infine, sono tenuti agli alimenti i fratelli.