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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 1

Universit degli Studi di Udine


Polo Scientico dei Rizzi
Corsi di Deontologia e Pratica Professionale
Settore Ingegneria Civile e Ambientale
Introduzione al dimensionamento e alla modellazione
dei sistemi di drenaggio urbano
Dr. Ing. Matteo Nicolini
Dipartimento di Chimica, Fisica e Ambiente
Sezione Georisorse e Territorio
via Cotonicio, 114 - 33100 Udine
email: matteo.nicolini@uniud.it
Gioved 5 maggio 2011
Universit degli Studi di Udine, Polo Scientico dei Rizzi, 5 maggio 2011 Dr. Ing. Matteo Nicolini
Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 2
Indice
1 Impatti quali-quantitativi dellurbanizzazione 5
2 Aspetti relativi al dimensionamento dei collettori nei sistemi
di drenaggio urbano 9
2.1 Relazioni tra intensit di pioggia, durata e tempo di ritorno . . . 9
2.2 Gli ietogrammi di progetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
2.3 Determinazione delle portate di progetto . . . . . . . . . . . . . . 14
2.3.1 Acque nere civili ed industriali . . . . . . . . . . . . . . . 15
2.3.2 Acque di inltrazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
2.3.3 Acque meteoriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
2.3.4 Stima dei parametri per bacini urbani . . . . . . . . . . . 18
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3 Dimensionamento di una fognatura bianca 21
3.1 Determinazione delle aree scolanti e delle pendenze delle condotte 27
3.2 Calcolo dei tempi di accesso alla rete . . . . . . . . . . . . . . . . 30
3.3 Determinazione dei diametri dei collettori . . . . . . . . . . . . . 31
4 Aspetti relativi al dimensionamento dei dispositivi per il con-
trollo quali-quantitativo dei deussi 47
4.1 Soratori di piena . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
4.2 Opere di invaso: obiettivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
4.3 Vasche volano: il processo di laminazione . . . . . . . . . . . . . 58
4.4 Vasche volano: tipi di laminazione . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
4.5 Vasche volano: metodologie di dimensionamento . . . . . . . . . 65
5 Introduzione alla modellazione dei sistemi di drenaggio 69
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 5
1 Impatti quali-quantitativi dellurbanizzazione
Aumento della
impermeabilizzazione
Riduzione della ricarica degli
acquiferi sotterranei
Diminuzione delle portate di
magra nei corsi dacqua
Diminuzione dei tempi di
corrivazione
Aumento delle portate e dei
volumi di piena
Aumento della frequenza e
gravit degli allagamenti
Inquinamento delle acque
meteoriche
Aumento dellerosione dei suoli e
del trasporto solido
Aumento della carica di inquinanti
nei sedimenti
Aumento dei fenomeni franosi
Bilancio idrico
Pre
urbanizzazione
Post
urbanizzazione
Chi produce limpatto non soffre dellimpatto
(le conseguenze si risentono a valle)
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Invarianza idrologica
Portate post urbanizzazione
Portate ante urbanizzazione
R =
% area urbanizzata
%

a
r
e
a

s
e
r
v
i
t
a

d
a

r
e
t
e
Q(t)
t
p
a
s
s
a
t
o
p
r
e
s
e
n
t
e
f
u
t
u
r
o
Impatto zero Impatto zero o o invarianza invarianza idrologica idrologica
Impedire che lo sviluppo urbanistico conduca a futuri impatti idraulici
e ambientali maggiori del presente
Adottare misure strutturali e non strutturali per riequilibrare lo stato
attuale e tendere a condizioni simili al passato
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Alla luce delle recenti normative (il D.Lgs. 152/2006), lapproccio
tradizionale non chiaramente pi accettabile e, al giorno doggi, ci si sta
indirizzando verso quello che viene denominato Drenaggio Urbano
Sostenibile (Sustainable Urban Drainage, SUD), basato essenzialmente
sullintegrazione ottimale di criteri quantitativi, qualitativi e di
salvaguardia ambientale per un nuovo tipo di approccio progettuale e
costruttivo, con la losoa di emulare le condizioni naturali del bacino.
I tre obiettivi del Drenaggio Urbano Sostenibile sono:
1. la riduzione dei rischi di allagamento;
2. la riduzione dellinquinamento dei corpi idrici ricettori;
3. il miglioramento della salvaguardia dellambiente, attraverso interventi a
valenza anche naturalistica.
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2 Aspetti relativi al dimensionamento dei
collettori nei sistemi di drenaggio urbano
2.1 Relazioni tra intensit di pioggia, durata e tempo di
ritorno
La relazione tra lintensit di pioggia, la durata e il tempo di ritorno in
genere fornita dalla seguente espressione:
i(, T
r
) = a(T
r
)
n1
(1)
normalmente espressa in termini di altezza pluviometrica come
h(, T
r
) = i(, T
r
) = a(T
r
)
n
(2)
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2.2 Gli ietogrammi di progetto
La determinazione del legame h(, T
r
) = a(T
r
)
n(T
r
)
non ancora
suciente, ma deve essere completata dalla conoscenza dello ietogramma
i(t), ovvero dellandamento dellintensit di pioggia durante levento
meteorico.
A tal proposito utile sottolineare come le curve di possibilit
pluviometrica non forniscono landamento nel tempo dellaltezza di
pioggia, ma solamente laltezza associata alla durata dellevento.
Nella maggior parte delle situazioni, per maggiore praticit, vengono
adottati i cosiddetti ietogrammi di progetto (o sintetici ), che forniscono, a
partire dallaltezza di precipitazione, landamento dellintensit nel tempo.
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Il pi semplice ietogramma sintetico adottato, e quello anche
pi frequentemente ipotizzato, quello costante, per il quale lintensit di
precipitazione costante e quindi uguale allintensit media dellaltezza di
pioggia:
i(t) = cost =
h

= a
n1
(3)
al quale corrisponde un andamento nel tempo dellaltezza di
precipitazione lineare:
p(t) =
_
t
0
i(t

) dt

= a
n1
t (4)
Un altro ietogramma molto spesso utilizzato quello triangolare,
caratterizzato da un andamento lineare crescente no ad un picco e,
quindi, linearmente decrescente no alla durata della pioggia. La
posizione del picco espressa da un coeciente = t
p
/, dove t
p
il
tempo (ad es. in ore) di picco.
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Le equazioni che rappresentano landamento dellintensit nel tempo sono
i(t) =
_
_
_
2a
n2
_
t

_
per t t
p
2a
n2
_
t
1
_
per t t
p
(5)
mentre quelle che esprimono laltezza di pioggia valgono
p(t) =
_
_
_
a
n2
_
t
2

_
per t t
p
a
n2
_

(t)
2
1
_
per t t
p
(6)
Caratteristica degli ietogrammi triangolari di avere, in corrispondenza
del picco, unintensit pari al doppio di quella media, cio i(t
p
) = 2a
n1
.
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0 2 4 6 8
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
t (ore)
i
(
t
)

(
m
m
/
o
r
a
)
(a)
a = 93.0 mm/ora
n
n = 0.320
= 1 ora
= 2 ore
= 4 ore
= 8 ore
0 0.2 0.4 0.6 0.8 1
0
20
40
60
80
100
120
140
160
180
200
t (ore)
i
(
t
)

(
m
m
/
o
r
a
)
(b)
a = 93.0 mm/ora
n
n = 0.320
Figura 1: Ietogrammi di progetto: (a) ietogrammi costanti per diverse durate;
(b) ietogramma costante e triangolare (con picco centrale) per = 1 ora.
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2.3 Determinazione delle portate di progetto
Il calcolo delle portate di progetto da eettuare per tutte le sezioni dei
collettori a monte delle conuenze pi importanti. La determinazione
delle portate dipende dal tipo di rete da dimensionare: nelle condizioni
pi generali, per calcolare i diametri di una fognatura unitaria, la portata
di dimensionamento sar costituita dalla somma dei seguenti contributi:
1. acque nere civili ed industriali;
2. acque di inltrazione,
3. acque bianche o meteroriche.
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2.3.1 Acque nere civili ed industriali
Le portate nere, Q
n
, si determinano in base alle densit abitative, a
partire dalle dotazioni idriche dellacquedotto. In genere, lapporto in
fognatura pari a circa l80% del consumo, cio
Q
n
= 0.8 Q
max
(7)
in cui Q
max
la massima portata distribuita dallacquedotto,
corrispondente alla portata di punta del giorno di massimo consumo.
Normalmente, avendo gi classicato le zone dal punto di vista
urbanistico, si assegna a ciascuna un coeciente udometrico per le acque
nere, u
n
, che indica la portata specica massima (portata nera di punta)
per unit di supercie. I valori pi adottati sono i seguenti:
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Tipo di zone u
n
(l/s/ha)
intensive 1.5
semintensive o semintensive 1.0
industriali 1.5
commerciali 1.0
estensive 0.5
2.3.2 Acque di inltrazione
Le normative impongono grande cura sia nella scelta del materiale dei
collettori, sia nella loro realizzazione, onde garantire una perfetta tenuta
idraulica e pertanto escludere, da un lato, perdite idrauliche e, dallaltro,
la raccolta di acque di inltrazione dannose per i processi depurativi.
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2.3.3 Acque meteoriche
Le acque bianche o meteoriche costituiscono lelemento di gran lunga
preponderante nel dimensionamento dei collettori, basti pensare che,
durante un evento breve ed intenso, i coecienti udometrici di queste
possono arrivare a valori di 50300 volte quelli delle acque nere.
I metodi per la determinazione dellevento critico sono diversi: di seguito
si riportano le espressioni per il calcolo del coeciente udometrico:
u
c
(T
r
) =
Q
c
(T
r
)
S
=
_
_
_
2.778 a(T
r
) t
n(T
r
)1
c
metodo cinematico
2.778(T
r
) i(
c
, T
r
) formula razionale
(8)
dove, si ricorda, u
c
sono espressi in l/s/ha, a in mm/ora
n
e la durata
critica in ore.
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2.3.4 Stima dei parametri per bacini urbani
Per il metodo cinematico (e per la formula razionale), stato proposto di
calcolare il tempo di corrivazione (ovvero, la durata critica) come somma
di due contributi:
t
c
=
c
= t
a
+t
r
(9)
dove t
a
il cosiddetto tempo di accesso e t
r
il tempo di rete.
Per quanto riguarda il tempo di accesso, generalmente vengono assunti
valori di 315 minuti. Mambretti e Paoletti (1997) hanno introdotto una
relazione per il calcolo di t
a
di un generico sottobacino, espressa come:
t
a
=
_
3600
n1
4
120 S
0.3
i
0.375
(a )
0.25
_
4
n+3
(10)
nella quale S larea del sottobacino (in ettari), i la pendenza media, il
coeciente di ausso, a e n sono i coecienti della curva pluviometrica,
con a in mm/ora
n
; la formula fornisce t
a
in secondi.
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Il tempo di rete calcolabile come somma dei tempi di percorrenza delle
singole condotte seguendo il percorso pi lungo della rete di
canalizzazioni, ed quindi esprimibile come somma di rapporti tra la
lunghezza della tubazione ed una velocit di riferimento. Alcune ricerche
svolte presso il Politecnico di Milano (Becciu, Mambretti e Paoletti, 1997)
hanno proposto la seguente espressione:
t
r
=
1
1.5

i
L
i
V
r,i
(11)
dove L
i
e V
r,i
sono rispettivamente la lunghezza e la velocit (relativa al
massimo riempimento) della condotta i-esima:
V
r,i
= K
s,i
_
D
i
4
_
2/3
i
1/2
f,i
(12)
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Per quanto riguarda la derminazione del coeciente di ausso, si pu fare
riferimento alla seguente espressione (Rasulo e Gisonni, 1997):
=
perm
(1 A
imp
) +
imp
A
imp
(13)
nella quale
perm
e
imp
sono i coecienti di ausso delle aree permeabili
e impermeabili, rispettivamente, e sono forniti in funzione del tempo di
ritorno come riportato nella Tabella seguente.
Tabella 1: Valori dei coecienti di ausso per bacini urbani.
T
r
(anni)
perm

imp
< 2 0.000.15 0.600.75
210 0.100.25 0.650.80
> 10 0.150.30 0.700.90
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3 Dimensionamento di una fognatura bianca
Sia assegnato un quartiere per il quale si deve procedere al
dimensionamento dei collettori di raccolta delle acque meteoriche. Si
anche indicata la suddivisione planimetrica in aree scolanti, mentre le
principali caratteristiche dei sottobacini e dei tratti da dimensionare sono
riportati nelle tabelle che seguono.
Utilizzando il metodo della corrivazione ed assumendo un grado massimo
di riempimento delle condotte del 75%, si determinino le dimensioni dei
diametri dei collettori fognari assumendo le seguenti curve di possibilit
pluviometrica relative ad un tempo di ritorno di 5 anni:
h(, T
r
= 5) =
_
_
_
48.0
0.384
scrosci
48.2
0.293
piogge orarie
(14)
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Figura 2: Rappresentazione schematica del quartiere oggetto dello studio.
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Figura 3: Indicazione dei bacini scolanti e dei nodi della rete.
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Tabella 2: Caratteristiche dei bacini scolanti.
Bacino Area (ha) Pendenza (m/m) (%)
S1a 0.427 0.0356 0.35
S1b 0.540 0.0356 0.35
S1c 0.389 0.0356 0.35
S1d 0.269 0.0356 0.35
S2 3.391 0.0151 0.19
S3a 0.560 0.0159 0.41
S3a 0.560 0.0159 0.41
S3b 0.168 0.0159 0.41
S3b 0.084 0.0159 0.41
S3b 0.084 0.0159 0.41
S4 0.538 0.0159 0.41
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Tabella 3: Caratteristiche dei nodi della rete (la quota z il livello del piano
campagna).
Nodo x (m) y (m) z (m s.l.m.)
A 116.19 2989.30 98.05
1 128.93 2988.73 98.40
2 189.49 2945.66 100.46
3 204.49 2902.16 99.86
4 225.13 2853.07 99.78
5 251.01 2814.14 99.95
B 265.54 2796.31 100.201
6 283.52 2774.24 100.52
7 301.93 2745.69 100.62
8 319.59 2707.81 100.34
9 461.06 2757.41 100.80
10 293.82 2793.40 100.64
11 269.89 2893.35 100.77
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Tabella 4: Caratteristiche dei tratti della rete. N.B.: i bacini aerenti sono
solamente quelli direttamente scolanti sul tratto in esame.
Tratto Bacini aerenti Lunghezza (m)
1 - A 12.75
2 - 1 S1a 74.31
3 - 2 S1b 46.01
4 - 3 S1c 53.04
5 - 4 S1d 46.75
B - 5 23.00
6 - B S3b 28.47
7 - 6 S3a, S3b 33.97
8 - 7 S3a, S3b 41.79
9 - 8 S4 149.91
10 - B 28.43
11 - 10 S2 100.01
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3.1 Determinazione delle aree scolanti e delle pendenze
delle condotte
Il dimensionamento dei collettori si eettua ipotizzando che si instauri la
condizione di moto uniforme e imponendo che il grado di riempimento
della condotta non superi il 75% per assicurare un adeguato franco. Si
adotta dunque :
y
D
0.75 (15)
che, nel caso di condotte circolari, vuol dire ssare:
Q
c
Q
r
0.912 (16)
dove Q
r
la portata in condizioni di moto uniforme a tubo pieno.
Le condotte fognarie vengono scelte in calcestruzzo semplice prefabbricato
per il quale si assume un valore di scabrezza di Strickler k
S
pari a 70
m
1/3
s
1
.
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Per ogni tratto della rete nella tabella seguente vengono indicati:
1. la denominazione del tratto;
2. i bacini scolanti no al tratto considerato;
3. larea totale dei bacini scolanti;
4. la pendenza del collettore, che viene scelta cercando di seguire la pendenza
media del terreno; a tal ne, si determinano le pendenze medie dei vari
percorsi e si adotta per i collettori di un dato ramo una stessa pendenza:
9 8 7 6 B : i
t,9B
= 0.0024 i
f
= 0.003
11 10 B : i
t,11B
= 0.0044 i
f
= 0.003
B 5 4 3 2 1 A : i
t,BA
= 0.0084 i
f
= 0.005
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Tratto Totale bacini scolanti Area (ha) i
f
(m/m)
9-8 S4 0.538 0.003
8-7 S4,S3a,S3b 1.266 0.003
7-6 S4,S3a,S3b,S3a,S3b 1.91 0.003
6-B S4,S3a,S3b,S3a,S3b,S3b 1.994 0.003
11-10 S2 3.391 0.003
10-B S2 3.391 0.003
B-5 S4,S3a,S3b,S3a,S3b,S3b ,S2 5.385 0.005
5-4 S4,S3a,S3b,S3a,S3b,S3b ,S2,S1d 5.654 0.005
4-3 S4,S3a,S3b,S3a,S3b,S3b ,S2,S1d,S1c 6.043 0.005
3-2 S4,S3a,S3b,S3a,S3b,S3b ,S2,S1d,S1c,S1b 6.583 0.005
2-1 S4,S3a,S3b,S3a,S3b,S3b ,S2,S1d,S1c,S1b,S1a 7.01 0.005
1-A S4,S3a,S3b,S3a,S3b,S3b ,S2,S1d,S1c,S1b,S1a 7.01 0.005
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3.2 Calcolo dei tempi di accesso alla rete
Il tempo di accesso in rete calcolato in riferimento ai nodi terminali 9 e
11 della rete:
Percorso t
a
(min) t
a
assunto (min)
9-8-7-6-B 2.25 2.25
11-10-B 5.54 10.00
Per il nodo 11 il bacino aerente in modo diretto S2: si osserva che non
unarea regolare e, vista anche la posizione del collettore rispetto al
bacino, la valutazione del tempo di accesso in rete con la formula
considerata non risulta verosimile. Per questo motivo si preferisce
adottare un tempo t
a
, ssato in base al caso in esame, pari 10 minuti.
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3.3 Determinazione dei diametri dei collettori
Nelle tabelle delle pagine seguenti vengono riassunti i calcoli per il
dimensionamento dei collettori. In particolare, si riportano le seguenti
grandezze:
i
f
, pendenza del collettore;
L, lunghezza del tratto;
t
a
, tempo di accesso alla rete;
t
r,m
, tempo di residenza a monte del tratto;
S, area totale dei bacini aerenti al tratto;
, coeciente di ausso medio dei bacini scolanti.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 31
Si dimensiona quindi la tubazione sulla base delle seguenti formule:
V
r
(m/s) = k
S
_
D
4
_
2
3
i
1
2
f
Velocit in condizioni di tubo pieno
Q
r
(l/s) = V
r
D
2
4
1000 Portata in condizioni di tubo pieno
t
r
(min) = t
r,m
+
1
60
L
V
r
Tempo di residenza
t
c
(min) = t
a
+
t
r
1.5
Tempo di corrivazione
u
c
(l/s/ha) = 2.78

a
_
t
c
60
_
n1
Coeciente udometrico
Q
c
(l/s) = u
c
S Portata deuente massima
Si osserva che per il calcolo delle grandezze riportate nella tabella
precedente necessario conoscere il diametro della condotta che deve
quindi essere scelto preventivamente.
Si reitera il calcolo incrementando ogni volta al diametro commerciale
superiore no a che non si verica che
Q
c
Q
r
0.912, condizione che deriva
dallaver posto
y
D
0.75.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 32
Tabella 5: Tratto 9-8.
i
f
0.003 D (m) 0.3 0.4 0.5
L (m) 149.91 V
r
(m/s) 0.68 0.83 0.96
t
a
(min) 2.25 Q
r
(l/s) 48.19 103.79 188.19
S (ha) 0.54 t
r
(min) 3.67 3.03 2.61
t
r,m
(min) 0.00 t
c
(min) 4.69 4.26 3.99
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 263.02 278.92 290.79
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 141.50 150.06 156.44
0.41 Q
c
/Q
r
2.94 1.45 0.83
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 33
Tabella 6: Tratto 8-7.
i
f
0.003 D (m) 0.5 0.6 0.7
L (m) 41.79 V
r
(m/s) 0.96 1.08 1.20
t
a
(min) 2.25 Q
r
(l/s) 188.19 306.02 461.61
S (ha) 1.27 t
r
(min) 3.33 3.25 3.19
t
r,m
(min) 2.61 t
c
(min) 4.47 4.41 4.37
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 270.94 273.03 274.64
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 343.01 345.66 347.70
0.41 Q
c
/Q
r
1.82 1.13 0.75
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 34
Tabella 7: Tratto 7-6.
i
f
0.003 D (m) 0.7 0.8
L (m) 33.97 V
r
(m/s) 1.20 1.31
t
a
(min) 2.25 Q
r
(l/s) 461.61 659.06
S (ha) 1.91 t
r
(min) 3.66 3.62
t
r,m
(min) 3.19 t
c
(min) 4.69 4.66
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 263.13 264.06
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 502.58 504.36
0.41 Q
c
/Q
r
1.09 0.77
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 35
Tabella 8: Tratto 6-B.
i
f
0.003 D (m) 0.8
L (m) 28.47 V
r
(m/s) 1.31
t
a
(min) 2.25 Q
r
(l/s) 659.06
S (ha) 1.99 t
r
(min) 3.98
t
r,m
(min) 3.62 t
c
(min) 4.90
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 255.98
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 510.42
0.41 Q
c
/Q
r
0.77
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 36
Tabella 9: Tratto 11-10.
i
f
0.003 D (m) 0.3 0.4 0.5 0.6
L (m) 100.00 V
r
(m/s) 0.68 0.83 0.96 1.08
t
a
(min) 10.00 Q
r
(l/s) 48.19 103.79 188.19 306.02
S (ha) 3.39 t
r
(min) 2.44 2.02 1.74 1.54
t
r,m
(min) 0.00 t
c
(min) 11.63 11.35 11.16 11.03
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 69.66 70.73 71.46 71.98
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 236.22 239.85 242.31 244.10
0.19 Q
c
/Q
r
4.90 2.31 1.29 0.80
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 37
Tabella 10: Tratto 10-B.
i
f
0.003 D (m) 0.6
L (m) 28.43 V
r
(m/s) 1.08
t
a
(min) 10.00 Q
r
(l/s) 306.02
S (ha) 3.39 t
r
(min) 1.98
t
r,m
(min) 1.54 t
c
(min) 11.32
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 70.84
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 240.20
0.19 Q
c
/Q
r
0.79
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 38
Arrivati al nodo di conuenza B, si adottano per i tratti a valle di B quei
valori di tempo di accesso alla rete t
a
e di residenza in rete t
r,m
che
rendono massima la somma t
a
+
t
r,m
1.5
:
1. percorso 9-8-7-6-B : t
a
+
t
r,m
1.5
= 2.25 +
3.98
1.5
= 4.90 (min);
2. percorso 11-10-B: t
a
+
t
r,m
1.5
= 10.00 +
1.98
1.5
= 11.32 (min);
quindi, per tutti i tratti a valle di B, si assume t
a
= 10.00 min e
t
r,m
= 1.98 min.
E da evidenziare che per il tratto B-5 la condizione
Q
c
Q
r
0.91
praticamente soddisfatta gi per un diametro di 0.7 m; tuttavia, poich B
un nodo in cui conuiscono da monte due rami aventi diametri diversi
(0.6 m e 0.8 m), si deve assumere nel tratto di valle B-5 un diametro che
sia pari ad almeno il massimo di quelli provenienti da monte.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 39
Tabella 11: Tratto B-5.
i
f
0.005 D (m) 0.6 0.7 0.8
L (m) 23.00 V
r
(m/s) 1.40 1.55 1.69
t
a
(min) 10.00 Q
r
(l/s) 395.07 595.94 850.84
S (ha) 5.39 t
r
(min) 2.25 2.23 2.20
t
r,m
(min) 1.98 t
c
(min) 11.50 11.48 11.47
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 100.21 100.31 100.38
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 539.64 540.16 540.56
0.27 Q
c
/Q
r
1.37 0.91 0.64
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 40
Tabella 12: Tratto 5-4.
i
f
0.005 D (m) 0.8
L (m) 46.75 V
r
(m/s) 1.69
t
a
(min) 10.00 Q
r
(l/s) 850.84
S (ha) 5.65 t
r
(min) 2.66
t
r,m
(min) 2.20 t
c
(min) 11.78
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 100.12
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 566.10
0.28 Q
c
/Q
r
0.67
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 41
Tabella 13: Tratto 4-3.
i
f
0.005 D (m) 0.8
L (m) 53.25 V
r
(m/s) 1.69
t
a
(min) 10.00 Q
r
(l/s) 850.84
S (ha) 6.04 t
r
(min) 3.19
t
r,m
(min) 2.66 t
c
(min) 12.13
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 100.06
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 604.64
0.28 Q
c
/Q
r
0.71
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 42
Tabella 14: Tratto 3-2.
i
f
0.005 D (m) 0.8
L (m) 46.01 V
r
(m/s) 1.69
t
a
(min) 10.00 Q
r
(l/s) 850.84
S (ha) 6.58 t
r
(min) 3.64
t
r,m
(min) 3.19 t
c
(min) 12.43
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 100.57
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 662.06
0.29 Q
c
/Q
r
0.78
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 43
Tabella 15: Tratto 2-1.
i
f
0.005 D (m) 0.8
L (m) 74.31 V
r
(m/s) 1.69
t
a
(min) 10.00 Q
r
(l/s) 850.84
S (ha) 7.01 t
r
(min) 4.37
t
r,m
(min) 3.64 t
c
(min) 12.92
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 99.56
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 697.91
0.29 Q
c
/Q
r
0.82
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 44
Tabella 16: Tratto 1-A.
i
f
0.005 D (m) 0.8
L (m) 12.75 V
r
(m/s) 1.69
t
a
(min) 10.00 Q
r
(l/s) 850.84
S (ha) 7.01 t
r
(min) 4.51
t
r,m
(min) 4.37 t
c
(min) 13.01
k
S
70.00 u
c
(l/s/ha) 99.15
(Q
c
/Q
r
)
max
0.91 Q
c
(l/s) 695.03
0.29 Q
c
/Q
r
0.82
Universit degli Studi di Udine, Polo Scientico dei Rizzi, 5 maggio 2011 Dr. Ing. Matteo Nicolini
Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 45
Figura 4: Prolo longitudinale della rete nel tratto 9-B-A.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 46
4 Aspetti relativi al dimensionamento dei
dispositivi per il controllo quali-quantitativo
dei deussi
I dispositivi per il controllo dei deussi nelle aree urbane sono
riconducibili alle seguenti categorie:
1. manufatti scaricatori (soratori, scolmatori di piena);
2. manufatti di invaso (vasche di prima pioggia e vasche volano).
Entrambe le tipologie hanno un impatto sia quantitativo (riduzione
portate a valle per gli soratori di piena e per le vasche volano) sia
qualitativo (abbattimento di inquinanti nel caso delle vasche di prima
pioggia, impatto sui corpi idrici ricettori per gli scolmatori di piena).
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 47
4.1 Soratori di piena
Lo soratore un dispositivo che divide la portata in arrivo in quella che
viene derivata verso limpianto di depurazione e nella portata rimanente,
che viene sorata verso il ricettore attraverso il canale emissario.
La portata residua viene avviata allimpianto di depurazione,
generalmente dimensionato per trattare un assegnato multiplo, Q
t
, della
portata nera, Q
n
, intesa come portata media di tempo asciutto, dato da
Q
t
= r Q
n
(17)
dove il coeciente r noto come grado di diluizione.
Dalla denizione di grado di diluizione prima data, si ha che:
Q
t
= Q
n
+ (r 1)Q
n
(18)
in cui il termine (r 1)Q
n
rappresenta evidentemente il valore di soglia
della portata meteorica (detta anche bianca), Q
b
.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 48
La concentrazione media ponderale, c(t), al tempo t della sostanza
inquinante nella portata complessiva che si forma in fognatura data
dalla:
c(t) =
c
n
q
n
(t) +c
b
q
b
(t)
q
n
(t) +q
b
(t)
(19)
Considerando ora la portata nera costante e pari al suo valor medio,
q
n
(t) = Q
n
, la concentrazione c
s
nel momento in cui inizia lo soro data
dalla:
c
s
=
c
n
Q
n
+c
b
(r 1)Q
n
rQ
n
=
c
n
+c
b
(r 1)
r
(20)
Noti i valori di c
n
e c
b
di ogni sostanza inquinante dinteresse, e ssato il
corrispondente valore c
s
ammissibile per il ricettore (D.Lgs. 152/06), si
pu calcolare il valore del grado di diluizione r di progetto, e quindi la
portata Q
t
caratteristica del manufatto ripartitore.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 49
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 50
Il dimensionamento degli soratori laterali viene eettuato ricorrendo
allipotesi di processo di soro ad energia costante.
Numerose esperienze hanno mostrato come tale ipotesi venga ben
rispettata nella maggior parte dei casi pratici, anche se essa valida, a
rigore, solo nei casi in cui si abbia perfetta compensazione tra le resistenze
al moto e la componente del peso della corrente in direzione del moto
(i
f
= J).
Pur essendo possibile realizzare degli soratori laterali in corrente veloce,
facile dimostrare che in questo caso la loro ecienza molto inferiore
che nel caso di corrente lenta, per cui tali dispositivi sono in genere
realizzati in canali o collettori a debole pendenza.
Nel caso di corrente lenta nel condotto derivatore a valle dello soratore,
supposto indenito verso valle, laltezza idrica nella sezione terminale
dello soratore sar quella di moto uniforme, Figura 6.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 51
Figura 6: Esempio di soratore laterale semplice.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 52
Le grandezze di interesse in questo caso sono:
1. laltezza di moto uniforme di valle, y
v,0
, corrispondente alla portata Q
max
;
2. lenergia specica della corrente di valle,
E
v,0
= y
v,0
+
Q
2
max
2gA
2
v,0
(21)
con A
v,0
sezione liquida corrispondente a y
v,0
;
3. la parabola delle portate, data da
Q(y) = A(y)
_
2g (E
v,0
y) (22)
con A(y) sezione liquida in funzione del tirante y;
4. la legge di eusso:
dQ
dx
= C
q
_
2g (y p)
3
2
(23)
dove C
q
il coeciente di portata (che pu assumersi costante e pari a
0.4) e p il cosiddetto petto dello stramazzo.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 53
Figura 7: Prolo di moto permanente nel caso di soratore laterale.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 54
4.2 Opere di invaso: obiettivi
Vasche di prima pioggia (in linea o fuori linea): controllo inquinamento
Vasche (di prima pioggia e) volano (in linea o fuori linea): controllo piene
Tempo
Pioggia
Portate
Concen-
trazioni
Ietogramma
Idrogramma
Pollutogramma
Controllo
piene
Controllo
dellinquinamento
Tempo
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 55
Piani Regionali di Tutela e Uso delle Acque: esempi
Piano di Tutela Regione Lombardia Piano di Tutela Regione Lombardia
Regolamento regionale 24 marzo 2006 - n. 3: Disciplina e regime autorizzatorio degli
scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie , in attuazione dellart. 52,
comma 1, lettera a) della L.R. 12/12/2003 n. 26
Art. 16: Indica i casi in cui sono richieste le vasche di prima pioggia e i criteri per il loro
dimensionamento:
Comma 3
a: vasche da 50 mc/ha
imp
nel caso di recapito in corpi idrici significativi (PTUA) o sul suolo
b: vasche da 25 mc/ha
imp
nel caso di recapito in corpi idrici non significativi
Comma 4
a: le vasche sono realizzate in testa allimpianto di depurazione
b: presso gli scaricatori di piena che sottendono agglomerati con oltre 10.000 a. e.
c: presso gli scaricatori di piena che sottendono almeno l80% della superficie servita dalla rete,
nel caso di recapito in corpi idrici significativi o sul suolo, e il 50%, nel caso di recapito in corpi
idrici non significativi
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 56
Piano Regionale di Tutela e Uso delle Acque: Regione Lombardia
Limite allo scarico per aree
urbanizzate esistenti
40 l/s ha imp
Limite allo scarico per
nuove urbanizzazioni
20 l/s ha imp
La crescente urbanizzazione richiede l La crescente urbanizzazione richiede l adozione di pesanti misure adozione di pesanti misure
di laminazione delle piene urbane. di laminazione delle piene urbane.
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 57
4.3 Vasche volano: il processo di laminazione
Variabili in gioco
) (t W
) (t h
) t ( Q
e
x
) t ( Q
u
Q
e
, Q
u
t
Q
e
Q Q
u u
+
-
Q Q
u u max max
Dati da assegnare per il progetto
di un serbatoio di laminazione:
onda di progetto Q
e
(t) di
assegnato tempo di ritorno
da effettuare con le leggi
dellidrologia statistica
Q
u max
compatibile a valle
Risultati del calcolo:
onda uscente Q
u
(t)
volume W
max
da invasare nel
serbatoio
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 58
Equazioni
- Equazione di continuit:
q
e
(t) noto; q
u
(t) e W(t) incogniti.


dt
t dW
t Q t Q
u e

- Legge defflusso:
> @ ) ( ) ( t h f t Q
u

- Legge dinvaso:
> @ W f h
3 equazioni nelle 3 incognite
Q Q
u u
(t), h(t), W(t) (t), h(t), W(t)
Il colmo Q
u max
si ha sempre
nellistante in cui vale la
condizione di massimo Q
e
= Q
u
e quindi per lequazione di
continuit: dW/dt = 0
) (t W
) (t h
) t ( Q
e
x
) t ( Q
u
Q
e
, Q
u
t
Q
e
Q Q
u u
+
-
Q Q
u u max max
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 59
Leggi di eusso dal serbatoio
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 60
4.4 Vasche volano: tipi di laminazione
Laminazione ottimale a parit di volume dinvaso W
W
non ott
laminazione ottimale
laminazione non ottimale
Q
umax ott
Q
e
, Q
umax
t
a parit di volume dinvaso W la laminazione ottimale
ottiene il minimo della portata uscente massima
Q
u max ott
< Q
u max non ott
Q
umax non ott
W
ott
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Laminazione ottimale a parit di portata uscente massima Q
u,max
W
non ott
laminazione ottimale
laminazione non ottimale
Q
u max
Q
e
, Q
umax
t
a parit di Qu max la laminazione ottimale
richiede il minimo volume dinvaso
W
ott
< W
non ott
W
ott
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 62
Laminazione con volume insuciente: W
1
si riempie dopo dellistante di
picco t
p
t
W1
= istante di riempimento del volume W
1
t
2
= istante di svuotamento del volume W
2
Q
2
W
1
W
2
W
1
t
W1
t
2
Q
P
t
P
Qe(t)
Qu(t)
t
W2
t
W2
= istante di riempimento del volume W
2
Q
t
) ( 2 ) ( ) ( t h g t h L t Qu P
efflusso da luci a stramazzo
efflusso da luci a battente
) ( 2 ) ( t h g t Qu V P
Qe(t)
h(t)
Qu(t)
Q
1
Q
2
h
1
h
2
=h
sfioro
Sacche daria
con pulsazioni
W
2
h
3
W
1
Q
3
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 63
Laminazione con volume insuciente: W
1
si riempie prima dellistante di
picco t
p
t
W1
= istante di riempimento del volume W
1
t
2
= istante di svuotamento del volume W
2
t
W2
= istante di riempimento del volume W
2
Q
2
W
1
W
2
W
1
t
W1
t
2
Q
P
t
P
Qe(t)
Qu(t)
t
W2
Q
t
) ( 2 ) ( ) ( t h g t h L t Qu P
efflusso da luci a stramazzo
efflusso da luci a battente
) ( 2 ) ( t h g t Qu V P
Qe(t)
h(t)
Qu(t)
Q
1
Q
2
h
1
h
2
=h
sfioro
Sacche daria
con pulsazioni
W
2
h
3
W
1
Q
3
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 64
4.5 Vasche volano: metodologie di dimensionamento
Ipotesi
Q
e
(t) Schematizzazione dellidrogramma in ingresso
sulla base di un modello concettuale di trasformazione afflussi-deflussi
Q
u
(t) Ipotesi semplificativa sullidrogramma in uscita:
portata in uscita costante durante il colmo (laminazione ottimale)
W
max
, h
max
dt
t dW
t Q t Q
u e
) (
) ( ) (
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 65
Metodo dellinvaso (Paoletti e Rege-Gianas, 1979)
k
m n F
w
) , (
u
=
1
u
c
Q
Q
m = =
q
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0 0.2 0.4 0.6 0.8
n
G
m=2
3
4
10
( )
(
(


|
|
.
|

\
|


|
|
|
|
.
|

\
|


F
n
n
n
n n
e
D
F m
F m m
F
D
m
F
D
m
D
F
D
F
m n g 1 1 ln
1 1
1
ln ) , (
1
1
1
2 1
0
1
1
ln ) 1 (
2
1
1
=

|
|
|
|
.
|

\
|

F
n
n
n
e
F
m
D
F
D
m
F
D
m
n F n
c
) , ( ) , ( ) , (
Q k
W
m n F m n g m n G

= =
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
0 0.2 0.4 0.6 0.8
n
F
m=2
3
4
10
n
F
m
n
G
m
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 66
Metodo cinematico (Alfonsi e Orsi, 1979)
0
1
2
0
T Q Q
a A
Q T a A W
u u
n
u
n
T
M
T
T M

0 1
2
0
1

M
T
T M

u
n
w
u
n
w
Q
a A
Q T ) n ( a A n
0,1
1
10
100
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1
K
y
n = 0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,7
0
T
y
w
T

c
u
Q
Q
K
K
y
Q
c
(T
w
)
Q
c
(T
c
)
T =T
0
T
w
Q
u
C
dW()
d
= 0
W
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 67
Limiti dei modelli idrologici
Pioggia costante
Vasca semplice
Laminazione ottimale Regolatori di flusso a portata variabile
Ietogrammi variabili
Vasche multi-camera
Sottostima o sovrastima
del volume della vasca
Evento singolo Possibilit di pre-riempimento
SIMULAZIONE
DETTAGLIATA
solo predimensionamento vasca
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Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 68
5 Introduzione alla modellazione dei sistemi di
drenaggio
La modellazione di un sistema di drenaggio prevede due tipi di modelli:
1. modelli idrologici di trasformazione aussi-deussi;
2. modelli idraulici di propagazione dei deussi di piena.
Generalmente i modelli seguono il seguente schema logico:
1. individuazione dello ietogramma di pioggia in ingresso al bacino;
2. suddivisione del bacino in pi sottobacini;
3. schematizzazione di ogni sottobacino come una falda piana
rettangolare scolante in corrispondenza di un nodo idraulico;
4. trasformazione aussi-deussi per ogni sottobacino e determinazione
dellidrogramma che entra nel nodo idraulico della rete;
5. calcolo a moto vario della propagazione dei deussi in rete.
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Individuazione della pioggia in ingresso al bacino: le piogge da adottare
possono riguardare eventi isolati e di apprezzabile entit, o lunghe serie
storiche di precipitazioni alternate a lunghi periodi di tempo asciutto,
pertinenti ai modelli di tipo a simulazione continua.
Valutazione della pioggia netta: la pioggia che cade in un bacino sotteso
da una rete di drenaggio, non si trasforma completamente in deusso nella
rete stessa essendo presenti le perdite idrologiche, quali:
1. lintercettazione ed evaporazione a causa della vegetazione;
2. levapotraspirazione;
3. limmagazzinamento nelle depressioni superciali;
4. linltrazione nei suoli permeabili.
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Trasformazione degli aussi netti in deussi superciali
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Propagazione in rete dellonda di piena
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Riferimenti bibliograci
[1] AA.VV. Tecniche per la difesa dallinquinamento Atti del XXII corso
di aggiornamento, a cura di G. Frega, BIOS, 2002.
[2] AA.VV. La difesa idraulica dei territori fortemente antropizzati Atti
del IV corso di aggiornamento, a cura di U. Maione e A. Brath, BIOS,
1998.
[3] AA.VV., Sistemi di fognatura. Manuale di progettazione,
CSDU-HOEPLI, 1997.
[4] AA.VV., Sistemi di fognatura e di drenaggio urbano, a cura di A.
Paoletti, CUSL, 1996.
[5] G. Becciu e A. Paoletti, Esercitazioni di Costruzioni idrauliche,
CEDAM, 2005, terza edizione.
[6] D. Butler and J. W. Davies, Urban Drainage, E & FN Spon, 2004,
seconda edizione.
Universit degli Studi di Udine, Polo Scientico dei Rizzi, 5 maggio 2011 Dr. Ing. Matteo Nicolini
Introduzione al dimensionamento e alla modellazione dei sistemi di drenaggio urbano 74
[7] V.T. Chow, D. R. Maidment and L.W. Mays, Applied Hydrology,
McGraw-Hill, 1988.
[8] L. Da Deppo e C. Datei, Fognature, Edizioni Libreria Cortina, 2000.
[9] G.C. Frega, Lezioni di Acquedotti e Fognature, Liguori, 2002.
[10] S.J. Nix, Urban Stormwater Modeling and Simulation, CRC Press, 1994.
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