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Benessere organizzativo

di Franca Soldato e Vittoria Ricci

Riflessioni della per favorevole della

e Polizia un Pubblica clima

contributi Criminale organizzativo allinnovazione amministrazione

Notevole interesse ha riscosso liniziativa promossa dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale presso lampia e moderna Sala Conferenze della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga dove lo scorso 28 maggio si svolta la 2^ Conferenza sul Benessere Organizzativo, in cui si discusso sui temi della salute e della qualit della vita negli ambienti di lavoro, argomento di sempre maggiore centralit ed interesse nei contesti organizzativi. Alliniziativa hanno partecipato numerosi rappresentanti di tutte le Forze di polizia e funzionari dellAmministrazione civile dellInterno in servizio presso il Polo Investigativo del Compendio Anagnina di Roma. Moderatore dellevento stato il dr Fabrizio Ciprani, medico competente per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il quale ha messo in forte risalto la sensibilit che la Direzione sta dimostrando nei confronti delle problematiche legate alla sicurezza, alla salute e al benessere organizzativo negli ambienti di lavoro, in piena attuazione di quanto previsto in merito ai rischi psicologici nel Testo Unico n. 81 del 2008. Il vice prefetto dr. Claudio Vaccaro, Direttore dellUfficio Affari Generali, a cui va il merito di aver favorito lorganizzazione dellevento, dopo aver portato agli intervenuti i saluti del prefetto Francesco Cirillo, vice Capo della Polizia e Direttore centrale della Polizia Criminale, ha ringraziato tutti i partecipanti alla Conferenza e, in particolare, i relatori per essersi resi disponibili ad apportare il loro contributo a titolo gratuito su argomenti di cos grande rilevanza a livello sociale, soprattutto allinterno di un contesto speciale quale quello della Pubblica amministrazione e del Comparto Sicurezza in particolare. Il dr Vaccaro ha esordito ricordando che questa 2^ Conferenza vuole essere una risposta e un momento di riflessione pi approfondito rispetto alla prima esperienza del 2008 sullo stesso argomento, che ha avuto notevole successo e gradimento. Di fatto, il benessere organizzativo un tema che va affrontato tenendo conto della realt di ogni singola Amministrazione, non considerandola come oggetto astratto, ma come entit formata da persone inserite nelle varie articolazioni e servizi di cui essa composta, nei campi pi disparati. In particolare, di questo va tenuto conto in una Amministrazione pubblica dove sono rappresentate tutte le diverse Forze di polizia, alle quali sono richiesti risultati chiari e concreti in merito ai servizi specifici che sono chiamati a svolgere in qualit di operatori della sicurezza. Quello attuale un momento di particolare complessit e contraddizione. Da un lato si osservano forme di presa di coscienza e consapevolezza finalizzate allaumento della produttivit e dellefficienza, come quello espresso dalla Conferenza in atto, dallaltro i dipendenti richiedono allAmministrazione di affrontare e risolvere le criticit vissute quotidianamente sia nella veste di utenti e cittadini, che come operatori. In merito a questultimo aspetto, stato osservato che ogni operatore si sente in uno stato di benessere quando si rende conto di effettuare un servizio di pubblica utilit e che il proprio lavoro porta risultati concreti. Sullargomento dello stress lavorativo si soffermato anche il primo dirigente medico della Polizia di Stato dr Armando Angelucci, attualmente in servizio presso la Direzione Centrale di Sanit, facendo rilevare come la nuova legge introduca il concetto di rischio psicosociale, mettendo in evidenza la rilevanza dellambito psicofisico nei rapporti lavorativi, fino ad oggi trascurato. E importante percepire allinterno di s stessi un senso di tranquillit che consenta di lavorare in modo adeguato. In particolare, quando nei rapporti lavorativi oltre alla componente fisica entrano le emozioni, tali rapporti si trasformano in relazioni. Larmonia di questi due aspetti porta benessere. Lo stress, ha osservato il dr Angelucci, fa riferimento a due precisi parametri: uno legato alla persona

e alla sua capacit di sopportare il peso del compito che deve svolgere; laltro legato allentit del compito. C sempre un incontro fra questi due aspetti. Si entra, dunque, in una situazione di stress psicofisico nel momento in cui il compito che deve essere assolto da una persona sovrasta la normale situazione di resistenza della persona stessa. Un prezioso contributo ai lavori giunto dal dr Pierluigi Ventura, esperto di formazione presso la societ Prateo S.r.l. di Roma. Nel suo intervento egli ha sottolineato il fatto che quando le persone stanno bene producono di pi: si riduce la micro conflittualit interna, si maggiormente disponibili nei confronti dei colleghi, ci si focalizza sulle cose da fare e non sulle mancanze. Anche le teorie della Qualit Totale (nello specifico il Cwqc Company Wide Quality Control, il modello giapponese di approccio alla qualit) parlano delle persone come l'asse portante delle aziende. Nella societ della conoscenza, come qualche sociologo ha definito l'era nella quale stiamo vivendo, l'importanza che le Risorse Umane assumono sempre maggiore. Si va sempre pi riducendo il confine fra lavoro e tempo libero: con il PcC portatile, il telefonino sul quale si possono leggere le e-mail e lo sviluppo della tecnologia in generale, viene chiesta alle persone unattenzione maggiore al momento lavorativo. Tanto pi esse sono motivate, soddisfatte, contente di ci che fanno, tanto meglio risponderanno a queste sollecitazioni. Il prof. Riccardo Fenici, direttore europeo della Society for Police & Criminal Psychology e professore di cardiologia presso il Policlinico A. Gemelli, si molto soffermato sulla questione dello stress, definendolo sinonimo di disagio o sofferenza, stimolo nocivo spesso di alterata interazione tra lindividuo e situazioni ambientali che superano la sua capacit di reazione appropriata ed efficace. In particolare, il prof. Fenici ha descritto le situazioni di stress delloperatore di Polizia che spesso chiamato a lavorare nellemergenza e, non infrequentemente, a rischio della propria incolumit. E importante riconoscere i segnali di stress nelloperatore di Polizia, cos come fondamentale evitare di sovra o sottostimarne il significato, entrambi atteggiamenti potenzialmente dannosi. E necessario ha affermato il prof. Fenici saper riconoscere la comparsa della reazione da stress tanto in s stessi quanto negli altri. I sintomi possono essere dovuti a disfunzione a diversi livelli: di personalit, fisico e della modalit di espletare il proprio lavoro. Sicuramente loperatore di Polizia soggetto a stimoli stressanti nettamente superiori alla media ed , pertanto, a maggior rischio di sviluppare disturbi psicologici, specie a seguito di eventi traumatici. Da qui la necessit di predisporre, come gi fatto in altri Paesi, misure preventive atte a minimizzare potenziali effetti patogeni da stress professionale. Per quanto attiene lorganizzazione del lavoro, le moderne teorie di management favoriscono il coinvolgimento, ovviamente nellambito e nel rispetto dei vari livelli gerarchici, dellindividuo nel processo decisionale riguardante il lavoro che chiamato a svolgere, identificando gli obiettivi e le risorse appropriate e favorendo il lavoro di squadra. Non possibile entrare ulteriormente nel merito dellintervento del prof. Fenici, ampio ed esaustivo sullargomento dello stress con speciale riferimento agli operatori di Polizia, tenuto conto del limitato spazio a disposizione. Ci auguriamo di poter riprendere il discorso in una successiva conferenza che dia loccasione di approfondire ulteriormente tali contenuti. Ma da cosa scaturita lidea di discutere e riflettere sullargomento del benessere organizzativo, attraverso una conferenza che riunisse diverse esperienze e diversi punti di vista sullargomento, con un focus particolare sullo specifico contesto in cui la Direzione Centrale si trova ad operare? Lo spunto derivato dalla osservazione dei profondi cambiamenti, anche di tipo organizzativo, che negli ultimi anni la Pubblica amministrazione si trovata ad affrontare. Un primo approccio al tema della centralit delle risorse umane si avuto nel 2001 ad opera della Funzione Pubblica con la cosiddetta Direttiva Frattini sulla formazione e la valorizzazione del personale delle Pubbliche amministrazioni, su impulso delle direttive europee al riguardo. Precedentemente, la quasi totalit degli studi inerenti la salute sui luoghi di lavoro per lungo tempo stata indirizzata essenzialmente al tema della sicurezza, concentrandosi sulla salute fisica del lavoratore. Quando stato preso in considerazione laspetto relativo alla salute psichica, lindagine era stata rivolta principalmente agli aspetti correlati allo stress piuttosto che agli aspetti positivi legati al benessere: vale a dire che era stato esaminato e considerato lindividuo stressato piuttosto che la sua salute e quella dellorganizzazione. Solo nella seconda met degli anni 80 si iniziato a considerare, per la salute nelle organizzazioni, limportanza di aspetti quali il clima e la cultura organizzativa. La Direttiva Frattini, nel definire la formazione allart. 1 come una dimensione costante e fondamentale del lavoro e uno strumento

essenziale nella gestione delle risorse umane, ha affermato che i processi di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, la riforma dei ministeri, [...] e il conseguente nuovo orizzonte delle missioni delle Amministrazioni possono realizzarsi solo attraverso il pieno coinvolgimento del personale e la sua riqualificazione. Lobiettivo primario della Direttiva stato quello di dare impulso alla programmazione delle attivit formative in tutte le Amministrazioni, a seguito di efficaci analisi dei fabbisogni, al fine di assicurare il diritto individuale alla formazione permanente in coerenza con gli obiettivi istituzionali delle singole Amministrazioni. In merito a questo aspetto, a fianco delle attivit formative e di aggiornamento professionale poste in essere dalle strutture centrali del ministero dellInterno si sono poste le iniziative direttamente attuate dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale che negli ultimi quattro anni, completamente senza oneri aggiuntivi per lAmministrazione, ha promosso innumerevoli proposte formative e seminariali a favore di oltre 1.300 dipendenti, su materie eterogenee, dallinformatica alle lingue straniere, dalla comunicazione alla sicurezza sul lavoro, a materie di specifica tipologia amministrativo-contabile e giuridica. Successivamente alla Direttiva Frattini, la cosiddetta Direttiva Mazzella del 24 marzo 2004 sul benessere organizzativo andata oltre il concetto gi affermato ed ha enunciato come obiettivo offrire agli operatori la possibilit di lavorare in contesti organizzativi che favoriscano gli scambi, la trasparenza e la visibilit dei risultati del lavoro, in ambienti dove esista unadeguata attenzione agli spazi architettonici, ai rapporti tra le persone e allo sviluppo professionale (art. 1, c. 3), nella consapevolezza che il benessere organizzativo risiede nella qualit della relazione esistente tra le persone e il contesto lavorativo. Gli elementi necessari ad una sana convivenza organizzativa, infatti, non sono pi riconducibili esclusivamente ad un punto di vista gerarchico e procedurale, ma vanno ricercati nelle relazioni e nelle percezioni delle persone coinvolte nel processo lavorativo. Gli elementi su cui le Amministrazioni debbono fondare il perseguimento del benessere organizzativo al proprio interno possono essere ricondotte ad una serie di variabili, tra le quali: chiarezza degli obiettivi organizzativi e coerenza tra enunciati e pratiche organizzative; riconoscimento e valorizzazione delle competenze e degli apporti dei dipendenti, con lincentivo alle nuove potenzialit e pianificando adeguati interventi di formazione; comunicazione intraorganizzativa circolare, con lo stimolo del senso di utilit sociale del lavoro svolto dai propri dipendenti; circolazione delle informazioni inerenti i processi lavorativi; prevenzione degli infortuni e dei rischi professionali, con ladozione di ogni azione caratteristiche dellambiente nel quale il lavoro si svolge, con la previsione di ambienti di lavoro salubri, confortevoli e accoglienti; clima relazionale franco e collaborativo oltre che comunicativo; scorrevolezza operativa e supporto verso gli obiettivi, con ladozione tempestiva delle decisioni necessarie; apertura allinnovazione, sia tecnologica che culturale; stress, con il controllo dei livelli di fatica fisica e mentale percepiti; conflittualit, con la gestione di eventuali situazioni conflittuali esplicite o implicite. La Direttiva del 24 marzo 2004 del Dipartimento della Funzione pubblica, nel fissare questi obiettivi, indica la necessit che debbano essere perseguiti anche attraverso la responsabilizzazione della dirigenza chiamata ad unefficace gestione delle risorse umane. Infatti, se vero che il cambiamento, linnovazione della Pubblica amministrazione, passa attraverso la trasformazione del rapporto con le risorse umane impiegate, altrettanto vero che in questo progetto il ruolo dei dirigenti, identificazione fisica dellautorit astratta, di fondamentale importanza. Un dirigente preparato ad esprimere positivamente la sua leadership nel gruppo pu rappresentare la leva per acquisire una diversa visione del proprio ruolo allinterno della Pubblica amministrazione, attraverso la costruzione del senso di appartenenza allorganizzazione, la promozione di valori ed obiettivi condivisi, lincentivazione attraverso meccanismi di coinvolgimento emotivo e di partecipazione attiva che promuovano laccettazione di impegni oltre linterpretazione letterale del profilo professionale. Uno degli itinerari percorribili quello della promozione di azioni positive finalizzate ad incoraggiare labbandono della cultura delladempimento, tipica dellimpiegato pubblico, in cui la procedura applicata a prescindere dai risultati attesi e soprattutto in conformit a prescrizioni provenienti dallalto senza

alcuno spirito di iniziativa, senza porsi domande sul senso del proprio ruolo. Tanto pi una persona sente di appartenere all'organizzazione, perch ne condivide i valori, le pratiche, i linguaggi, tanto pi trova motivazione e significato nel suo lavoro. Parallelamente, opportuno agire su una diversa organizzazione del lavoro, spostando lattenzione da unimpostazione meramente esecutiva delle attivit ad una visione pi partecipativa e di responsabilit, attraverso la valorizzazione delle competenze professionali e dello sviluppo delle conoscenze. Oltre lobiettivo dellinnovazione tecnologica diventa necessario tenere conto delle differenti esigenze dei dipendenti e dellevoluzione dei loro bisogni, e, oltre le competenze tecniche, opportuno curare lo sviluppo delle competenze legate alla dimensione emozionale, ovvero al modo in cui le persone vivono e rappresentano l'organizzazione e, soprattutto, tenere conto dellambiente, del clima in cui i dipendenti si trovano a dover lavorare ogni giorno. Il moderno concetto di salute, dunque, cerca di superare la separazione tra individuo e organizzazione, mettendo in evidenza come entrambi ne siano protagonisti e responsabili. Il miglioramento del clima interno e delle relazioni interpersonali, e pi in generale la valorizzazione delle risorse umane, pu significare infatti un concreto salto di qualit nellefficienza dellintero sistema, secondo un modello ormai da tempo affermatosi nel settore privato. Da questo presupposto deriva la convinzione che le organizzazioni potrebbero progredire e trovare beneficio nel tutelare la relazione con le persone che vi lavorano. Dagli interventi che si sono susseguiti emerso con chiarezza che la Pubblica amministrazione non un mondo astratto e immateriale. E piuttosto unorganizzazione di risorse materiali e, soprattutto, umane che ogni giorno contribuiscono al raggiungimento di un obiettivo comune: il pubblico interesse. Il progresso e lutilizzo delle nuove tecnologie sono senzaltro necessari per giungere a risultati apprezzabili, ma la vera sfida, quella che fa la differenza, si gioca sul piano dello sviluppo della conoscenza e della valorizzazione del capitale umano: lobiettivo far sentire le persone parte importante di quel comune progetto affinch si concretizzi la capacit di crescere e competere che la societ attuale richiede anche alla Pubblica amministrazione. Cooperazione, creativit, benessere individuale, clima organizzativo, ambiente di lavoro, percezione della sicurezza, capacit di comunicare e di affrontare gli elementi critici e i conflitti interni: questi sono alcuni degli aspetti a cui una buona organizzazione dovr dedicare sempre maggiore attenzione, per il raggiungimento dei propri obiettivi e, quindi, delleccellenza. Si tratta di affrontare una sorta di riconversione di tipo culturale, ponendo le risorse umane al centro dellinteresse dellorganizzazione. Ci possibile anche in un contesto organizzativo quale quello del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ed in particolare della Polizia Criminale quale luogo in cui ci troviamo ad operare ed in cui la peculiarit della rappresentanza interforze rappresenta un elemento di complessit, ma, nello stesso tempo, di ricchezza di esperienze da cui pu originarsi una pluralit di spunti di riflessione e di successive soluzioni alle problematiche legate alla sicurezza. La Conferenza il contributo che la nostra Direzione Centrale ha inteso offrire alla ricerca di quel clima organizzativo favorevole alla promozione dellinnovazione della Pubblica amministrazione attraverso la valorizzazione del capitale umano di cui essa dispone. La o la a garanzia la presenza delle criminalit, una di possibilit nelle ronde, non guerra competenze: della citt per tanto ma fa non aumenta risposta dei soldati combattere pensare d solo repressiva

Gi a marzo qualche comunicato stampa unitario (a Bologna Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-Polizia di Stato, Coisp, Uilps) esprimeva riserve su gestioni del personale dellordine pubblico ormai orientate al controllo gerarchico e alla ricerca di quella visibilit falsamente rassicurante che tende a condizionare in senso antiriformista le stesse rappresentanze sindacali. Ora sarebbe bene che il Paese ricordasse che una delle pi importanti riforme democratiche stata la smilitarizzazione della Polizia italiana che, arrivata agli anni Ottanta del secolo scorso in condizioni di arretratezza, ha potuto sviluppare risorse interne di capacit e realizzare apparati pi validi

quantitativamente solo in virt della democratizzazione di un Comparto lavorativo particolarmente importante per la vita di tutti. Trentanni fa il poliziotto, ancor peggio pagato di oggi, valeva socialmente solo perch incuteva timore. Questo ambiguo potere favoriva, da un lato, i comportamenti arbitrati di chi aveva problemi di personalit e, dallaltro, la radicalizzazione dei sospetti pi ancora che nei malavitosi, nelle parti pi critiche e reattive della societ. Oggi il sistema non sar perfetto, ma il livello di responsabilit di donne e uomini che compongono la Polizia di Stato del tutto inconfrontabile con il passato. E difficilmente si potr tornare indietro. Ricordo come perfino parte delle rappresentanze dei Carabinieri fosse interessata alla nuova configurazione della Polizia e alimentasse qualche aspirazione a riforme che, pur senza arrivare alla sindacalizzazione, dessero maggiori responsabilit a chi, per antica definizione, uso a obbedir tacendo. Purtroppo la scelta del governo DAlema di fare dellArma la Quarta componente dellEsercito inibisce qualunque innovazione. Tuttavia la societ civile mantiene se non diffidenza, scarso interesse a controllare il corretto funzionamento degli organi preposti alla propria sicurezza. Fa male, anzi malissimo, perch proprio un settore di tanta importanza ha bisogno di reciprocit nel riconoscimento e i cittadini non dovrebbero solo ricorrere al 113 per i casi di emergenza. Anche i giovani movimentisti - che sospettano sempre il manganello e gli idranti anche quando i poliziotti non sono in assetto di guerra - farebbero bene a porsi delle domande politiche. Infatti, sia con la voglia di ordine dei pavidi, sia con il sospetto dei libertari si alimenta unignoranza dei propri diritti che pu essere dannosa a tutti. Lo dimostra la passivit con cui cittadini e governo tollerano lirresponsabilit dei club della tifoseria ormai delinquenziale. Per questo la situazione attuale di per s preoccupante, perch anche in chi prende atto che la criminalit comune statisticamente meno rilevante rispetto a qualche anno fa, mentre quella che fa paura soprattutto quella mafiosa o quella fiscale, la microcriminalit ad opera di persone in condizioni di irregolarit produce alto allarme sociale. Anche in Gran Bretagna laumento della violenza e, in particolare, del teppismo giovanile, ha indotto allirrigidimento nellazione repressiva e sembrano lontani i tempi in cui il bob girava armato di solo sfollagente. Altri tempi - si dir - e altra delinquenza: ma una qualche attenzione si dovr pur dare a non confondere le cause con i mezzi. In sostanza non in grado di vedere senza paraocchi la situazione per quello che . I ladri ci sono sempre stati, ma la gente non si chiudeva in casa (anche perch aveva meno da perdere). Invece sembrano evidenti i segni di nostalgie per forme autoritarie anche nel controllo dellordine pubblico. La questione sempre cercare di capire; per esempio, perch improvvisamente sta bene a tutti che le piazze principali delle citt siano sottratte alle occasioni pubbliche? Per evitare di vedere i musulmani inginocchiati nella loro preghiera, oltraggiosa secondo alcuni, davanti alle cattedrali di solito edificate nelle piazze? Oppure per prevenire le proteste autunnali dei nuovi licenziati, pi facilmente controllabili nei cortei lungo le strade che non nei grandi assembramenti? C qualcuno che si chiede dove se ne sta andando la polis ? Ci sono anche altri fatti da mettere in conto. Nel 2007 i poliziotti delle diverse sigle sindacali avevano manifestato come categoria per rivendicare maggior giustizia retributiva e avevano ottenuto una qualche risposta positiva dal governo (Prodi). Oggi sono di nuovo in difficolt. Il governo (Berlusconi) ha tecnicamente erogato i finanziamenti concessi dal precedente governo, assumendoli come propri. In realt la situazione resta preoccupante, perch i miglioramenti ottenuti dal Cartello sindacale della manifestazione del 2007, non solo non riguardano tutti i lavoratori, ma - nonostante le rassicurazioni lasciano aperto il problema delle risorse per rendere operativi gli organici. Come per la Pubblica Istruzione, cos anche per gli Interni, i tagli rispondono agli indirizzi del ministero delle Finanze piuttosto che al buon funzionamento dello Stato. Impressiona la pervicacia con cui il governo ha mantenuto la proposta delle ronde, la cui funzione vorrebbe riandare alle antiche pattuglie cittadine degli inizi del secolo scorso, la cui buona volont si esaur al sorgere delle squadracce del sorgente fascismo. Oggi solo un fai da te pericoloso per la disponibilit ideologica di quelli che - privi di professionalit - desiderano difendere le nostre donne, pronti a fare a botte o a chiamare la Polizia, come dovrebbe fare ogni cittadino senza sentirsi rondista. In aggiunta si fatto ricorso, ormai non una sola volta, ai militari, senza proteste da parte delle forze politiche e dei cittadini, ignari (questi ultimi) della differenza fondamentale che separa la professionalit dellEsercito da quella della Polizia. La presenza dei soldati non tanto fa pensare alla guerra, quanto non d garanzia di competenza. Proprio nel nostro tempo, fattosi cos complesso, per contrastare il crimine c bisogno di capacit specifiche e la politica della lesina non favorisce la formazione qualificata di

nessuno dei due campi. Aumenta soltanto la possibilit della risposta repressiva. Di cui la societ civile di un Paese democratico non ha assolutamente bisogno.

Delitti in nome della vita


di Gianni Verdoliva

George Tiller, medico americano famoso per praticare gli aborti in fasi avanzate della gravidanza, stato ucciso all'interno di una chiesa a Wichita, in Kansas. La violenza antiaborista negli Stati Uniti e' aumentata. Secondo i dati raccolti dalla National Abortion Federation, il bilancio della guerra allaborto dei gruppi statunitensi pro-life conta finora 17 tentativi di omicidio, 383 minacce di morte, 3 rapimenti, 153 atti di violenza e vandalismo ai danni delle cliniche specializzate Gary Hoepner, membro della Reformation Lutheran Church di Wichita, in Kansas, era a fianco del dottor Tiller vicino al tavolo dei rinfreschi. I due, in quella domenica 31 maggio, svolgevano volontariamente la mansione di usciere nel corso della funzione religiosa, accogliendo i visitatori e i parrocchiani ritardatari. Come in un thriller poliziesco, latmosfera serena del culto religioso domenicale si trasformata in un incubo in pochi attimi. Scott Roeder, estremista antiabortista, entrato in chiesa, ha estratto unarma e ha sparato contro il dottor Tiller, uccidendolo freddamente. A questo punto, Hoepner, superato il momento di smarrimento, si diretto verso lomicida che si era precipitato fuori dalla chiesa per fermarlo. Senza riuscirci, dato che Roeder gli ha urlato contro: Ho una pistola. E ti sparer. La minaccia ha avuto il suo effetto e lassalitore riuscito a dileguarsi per poi essere catturato dalle Forze di polizia in una vicina autostrada a circa 170 miglia dal luogo dellomicidio. Il racconto di Hoepner, il pi importante dei testimoni oculari del tragico evento, si sta rivelando fondamentale nel processo contro Roeder, per il quale, come riferisce il New York Times, stata chiesta la condanna per omicidio di primo grado. Stando ad altri testimoni inoltre Roeder era stato visto frequentare le funzioni religiose gi altre volte nel corso degli ultimi tempi. Fatto che avvalora la tesi di un omicidio premeditato. Ora la giustizia seguir il suo corso. Ma a dover essere nel banco degli imputati, non ci sarebbe solo Scott Roeder, malgrado abbia agito da solo. Lomicidio del dottor George Tiller ha sconvolto gli Stati Uniti. E ha riportato alla ribalta la pericolosit dellestremismo cristiano antiabortista. Il movente dellomicidio infatti di natura puramente ideologica. Niente inimicizie personali, gelosie, vendette, rancori, debiti non saldati o altro. Tiller stato ucciso semplicemente per quello che era. Un medico che si occupava della salute riproduttiva delle donne e che praticava aborti. La specialit medica del dottor Tiller, fino al 1973, anno in cui la Corte Suprema Usa ha legalizzato linterruzione volontaria di gravidanza, non era ufficialmente riconosciuta. Esistevano dei medici che accettavano di trattare le donne che avevano deciso di abortire, ma erano obbligati a farlo in maniera clandestina. Unattenzione ed un rispetto alla volont della donna che il dottor Tiller aveva ereditato dal padre Jack, morto in un incidente aereo nel 1970. Solo dopo la sua morte il giovane George aveva scoperto che il padre praticava aborti e che era stato spinto a farlo dal ricordo della morte di una donna che lui stesso, intorno alla met degli anni 40, si era rifiutato di aiutare. Quella stessa donna era poi morta a seguito di complicazioni causate da un aborto mal eseguito e da allora Jack aveva deciso di dare aiuto alle donne che si rivolgevano a lui. Al momento di continuare la pratica del padre il giovane George aveva deciso di continuare sulla stessa strada, con unattivit che, di l a poco, sarebbe diventata legale. Legale ma non sicura. La vita di un

medico che pratica aborti negli Stati Uniti tutto fuorch sicura. E il Dottor Tiller ne un esempio lampante. Se i primi anni dopo la legalizzazione della procedura medica le cliniche in cui venivano praticati gli aborti non hanno riscontrato particolari problemi se non gruppi di suore che si riunivano nelle vicinanze per pregare e protestare in maniera pacifica, dopo la met degli anni 70 la situazione ha cominciato a degenerare, come ha raccontato Susan Hill, assistente sociale e pioniera nei centri di interruzione volontaria di gravidanza, alla rivista femminista Ms: La retorica dei manifestanti ha cominciato a mostrare unescalation e lo stesso vale per il comportamento di chi protestava fuori dalle cliniche in modo sempre pi aggressivo. Ci domandavamo dove fossero finite le suore. Nessuno, nemmeno il dottor Tiller in persona, si aspettava che i manifestanti antiabortisti diventassero violenti. Violenza di cui stato oggetto a pi riprese. Nel 1986, quando la sua clinica a Whichita stata fatta esplodere. Nellestate del 1991, quando oltre un migliaio di estremisti cristiani antiabortisti sono stati arrestati per aver bloccato le attivit della clinica. Nel 1993 quando Rachelle Shelley Shannon lo ha ferito ad entrambe le braccia sparandogli mentre usciva dalla clinica in un tentativo di omicidio. O ancora nel 2002, quando Operation Rescue, un noto gruppo antiabortista, aveva di nuovo tentato di chiudere la clinica. Tiller, che in origine aveva studiato per diventare dermatologo progettando momenti sereni con la famiglia, ha dovuto trasformare la sua vita vivendo come un perseguitato a causa della costante minaccia della violenza. Ma non solo. Allo scopo di sfinirlo e di arrivare alla chiusura della clinica, era stato denunciato con varie accuse di tipo tecnico ed inerenti la storia medica delle pazienti da lui assistite. Accuse che, per quanto in apparenza banali, sarebbero costate a Tiller la condanna a 19 anni di carcere. Questo anche perch il terreno in cui opera Tiller minato. Gli aborti da lui praticati sono aborti tardivi, effettuati nel corso del secondo e terzo trimestre di gravidanza. Questo ha reso la sua attivit medica facilmente attaccabile anche a causa di una legislazione complessa e decisamente ostile agli aborti tardivi, peraltro effettuati a seguito di gravi problemi medici come feti senza cervello, gravi malformazioni o rischi per la salute della gestante. La persecuzione giudiziaria non ha avuto gli esiti sperati dai gruppi antiabortisti. La lunga trafila nelle Corti, cominciata nel 2004, si conclusa quattro anni dopo quando la giuria popolare in meno di mezzora ha decretato il dottor Tiller non colpevole chiedendo inoltre al giudice di trasmettere a Tiller il messaggio da parte dei giurati che si dichiaravano contenti che la Womens Health Care Services offriva un posto sicuro dal punto di vista medico alle donne che avevano deciso di abortire. La lunga causa giudiziaria era stata estremamente dura per Tiller e pesante dal punto di vista finanziario. Ma la sua attivit medica poteva continuare. A quel punto ripresa la violenza in forma estrema. A marzo la clinica stata vandalizzata. E il 31 maggio Scott Roeder ha posto fine allattivit del dottor Tiller, uccidendolo. Nei giorni, e gi nelle ore successive, la notizia aveva fatto il giro dei media americani e aveva scatenato discussioni e commenti nella blogosfera e nei vari editoriali. Il fronte pro-choice stato unito non solo nel condannare lomicidio ma nel ricordare con accoramento quanto sia pericolosa la retorica religiosa antiabortista. Manifestazioni spontanee, veglie notturne, raccolte di firme per esprimere il proprio sostegno al personale medico e paramedico che garantisce laborto sicuro alle donne che ne fanno richiesta si sono succedute ovunque negli Usa nel periodo successivo allomicidio. Il presidente Obama si dichiarato profondamente scioccato dalla morte di Tiller. Molti commentatori progressisti hanno ricordato quanto poco sia da sottovalutare il terrorismo domestico, termine con cui negli Stati Uniti si indica solitamente tutto ci che correlato alla violenza, spesso estrema, dei gruppi radicali antiabortisti. Lomicidio del dottor Tiller ha inoltre ricordato che lestremismo islamico, per quanto il pi pericoloso e potente, non certamente lunico tipo di estremismo religioso pericoloso per la democrazia e la convivenza civile. Sul fronte opposto la condanna dellomicidio, malgrado sia arrivata in maniera pressoch univoca da tutta la galassia dei gruppi antiabortisti e, pi in generale conservatori, apparsa pi di circostanza che animata da sincero cordoglio. Inoltre i vari leader antiabortisti si sono affrettati ad esprimere il loro dispiacere relativo al danno di immagine che, come contraccolpo, le loro iniziative avrebbero avuto. Anche a causa delle dichiarazioni di leader dei gruppi pi estremisti. Come Randall Terry, noto attivista antiabortista, che, il giorno dopo lomicidio del dottor Tiller, ha definito il medico serial killer. La morte di Tiller ha messo sulla difensiva i gruppi antiabortisti o, almeno una parte degli stessi, che temono che lemozione a seguito dellevento possa distrarre lopinione pubblica dalla battaglia da loro considerata sacra il cui obbiettivo finale rendere laborto illegale. Sicuramente alcuni gruppi come Feminists for Life, Priests for Life o lAmerican Life Legue si sono distanziati dalluso della violenza come

metodo di lotta ideologica facendo proclami di condanna nei confronti di azioni estreme o offrendo soldi a chi desse informazioni su estremisti che si erano macchiati di crimini violenti. Malgrado ci il discorso di base dei gruppi antiabortisti pone molto spesso le basi ideologiche dalle quali possibile che degli individui facilmente influenzabili ed esaltati possano trarre motivazione e giustificazione per compiere atti estremi. Lopposizione allaborto ha matrici di natura religiosa. Tutti i rappresentanti delle varie organizzazioni antiabortiste hanno legami diretti o indiretti con la Chiesa Cattolica Romana o con le varie Chiese evangeliche, estremamente influenti negli Usa. Partendo dallinterpretazione conservatrice dei testi sacri al cristianesimo i vari gruppi si oppongono allaborto legale in quanto difensori del diritto alla vita. Da qua la denominazione di pro-life con la quale sono designati. Galvanizzati dalle campagne e dalle incessanti dichiarazioni in senso antiabortista da parte del Vaticano, condotte sia da Woytila che da Benedetto XVI, la Chiesa Cattolica statunitense , in massima parte, impegnata nelle battaglie antiabortiste. Ancor pi radicali nel loro messaggio e nel loro operato sono gli evangelici che vedono, specie nei gruppi pi oltranzisti, la battaglia contro laborto legale come una missione divina. Dio e le sue leggi prima di tutto quindi. Il campo dazione degli estremisti cristiani appare comunque limitato rispetto alla controparte islamica. Laborto legale, almeno nel mondo occidentale, sembra essere lunico ambito legato alla libert delle donne, ad essere oggetto di cos tanti e ripetuti attacchi. Credere di avere Dio dalla propria parte e essere assolutamente certi di compiere una missione divina per la salvezza di vite umane, quali quelle dei feti, una costante degli estremisti antiabortisti. I quali, per essere certi di essere tra i buoni, considerano i loro avversari politici alla stregua dei nazisti. Feminazi il nomignolo dispregiativo con cui sono chiamate le femministe che difendono il diritto alla scelta delle donne. E quando Bill Clinton da presidente aveva posto il veto alla legge che avrebbe reso illegali gli aborti tardivi, i manifestanti antiabortisti avevano manifestato mostrando foto dello stesso Clinton con i baffetti alla Hitler. I cristiani estremisti si sono impossessati della storia del genocidio degli ebrei e la usano a loro piacere, preferendo parlare di genocidio dei feti allo scopo di screditare chi vuole mantenere laborto legale. Malgrado il sostegno ad Israele e a vari gruppi sionisti da parte della destra religiosa cristiana, emerge occasionalmente, da parte di alcuni leader cristiani conservatori, qualche commento antiebraico se non altro perch le donne ebree sono nella quasi totalit pro-choice. Sulla questione della salute riproduttiva la destra cristiana, almeno a livello delle varie conferenze mondiali su popolazione e sviluppo e sui diritti delle donne, ha lavorato di concerto con gli Stati islamici allo scopo di far adottare risoluzioni restrittive nel campo dei diritti riproduttivi. Almeno negli Stati Uniti per tutti coloro che si sono macchiati di atti violenti legati alla lotta antiabortista sono estremisti cristiani. I gruppi musulmani, pur essendo anche loro contro laborto legale, non considerano tale tematica di importanza tale da mobilitare attivisti. Lo stessa vale per gli ebrei ortodossi che non partecipano, almeno non nelle forme estreme, allattivismo antiabortista. Uguale discorso per i cristiani delle Chiese protestanti storiche che, a volte, sono invece sul fronte contrapposto. Come i vari reverendi della Religious Coalition for Reproductive Choice, organizzazione multireligiosa, anche se a maggioranza protestante ed ebraica, i cui rappresentanti sostengono, pur con varie sfumature, che linterruzione della gravidanza una decisione che spetta alla donna e al suo Dio. Un contraltare di tipo religioso ma anche un aiuto pratico. Diverse donne, ma anche giovanotti solidali, svolgono lattivit di escort nelle cliniche. Accompagnando, proteggendo e rassicurando le donne che vanno ad abortire. Alle quali spesso fanno da scudi fisici contro minacce, maledizioni, insulti o anche botte e spintoni. Se le donne che scelgono di abortire subiscono questo nel giorno in cui viene effettuata la procedura medica, per chi lavora nelle cliniche vivere sotto la minaccia di violenze ed attacchi diventa una sorta di incubo quotidiano. Le cliniche in massima parte sono delle fortezze. Protette da vetri antiproiettile, sistemi di allarme, guardie agli ingressi, macchine blindate per gli spostamenti dei medici a volte sotto scorta, telecamere, ecc. Una situazione di assedio costante. Reso ancor pi minaccioso da vari proclami che, ciclicamente vengono lanciati da Internet. Come il caso del sito Nuremberg Files, poi oscurato dalle autorit, che riportava indirizzi privati dei medici e delle loro famiglie con linvito esplicito a farli fuori. O la lista della mortale dozzina di medici praticanti laborto con tanto di indirizzi privati e distribuita pubblicamente sotto forma di volantini dalla American Coalition of Life Activist nel 1995. Dagli incitamenti ai fatti il passo breve. La Army of God, unorganizzazione di estremisti cristiani che agisce in maniera semi-clandestina stata

responsabile nel 1982 del rapimento del dottor Hector Zevallos e della moglie. La stessa organizzazione condona e giustifica gli atti di violenza considerati una sorta di legittimo aiuto nella lotta per la salvaguardia delle vite innocenti dei feti. Secondo la National Abortion Federation dal 1977 in poi ci sono stati 17 tentativi di omicidio, 383 minacce di morte, 3 rapimenti e 153 atti di violenza estrema e vandalismo ai danni di cliniche. Almeno nove persone, tra medici e paramedici sono state uccise nel corso degli anni dagli estremisti cristiani antiabortisti. Tra questi il dottor Barnett Slepian, ucciso nella sua abitazione nel 1998 da James Kopp, catturato in Francia nel 2001. In altri casi le vittime non erano medici. Robert Sanderson, un poliziotto fuori servizio che lavorava come guardia di sicurezza presso una clinica di Birmigham in Alabama, morto a seguito dellesplosione messa in atto da Eric Rudolf, reo anche di aver messo una bomba nel Centennial Olympic Park nel 1996 ad Atlanta. Nella stessa occasione Emily Lions, che lavorava nella struttura come infermiera, rimasta gravemente ferita e trascina a distanza di anni i postumi delle ferite ricevute dallesplosione. Oltre alle esplosioni si sono verificati incendi dolosi, vandalismi anche estremi e danneggiamenti di varia natura. Ad essere oggetto di minacce anche i sostenitori della causa pro-choice. Come Kurt Cobain dei Nirvana che, nel 1992, ha ricevute minacce di morte per via del suo sostegno ai concerti Rock for Choice. Altri artisti, come la cantautrice Ani di Franco con il suo brano Hello Birmingham chiaro riferimento allattentato commesso da Rudolf, hanno denunciato la violenza antiabortista. Violenza che si manifesta in massima parte quasi solo negli Stati Uniti, anche se occasionali episodi si sono riscontrati nel corso degli anni anche in Canada, in Australia ed in Nuova Zelanda. Nel continente africano, nei Paesi cattolici dellAmerica centrale e meridionale e nei Paesi islamici laborto quasi ovunque illegale o comunque fortemente limitato. In Europa, malgrado la forte opposizione a livello di lobby della Chiesa Cattolica, il movimento antiabortista non assume quei connotati di violenza estrema della controparte statunitense, pur essendo fortemente focalizzato nel lavoro di opposizione allaborto legale sul piano legislativo, culturale e sociale. Altra caratteristica peculiare degli Usa costituita dalle legislazioni tese a proteggere le cliniche, il personale medico e le donne che scelgono di abortire dallintimidazione e dalla violenza. Diverse contee e municipalit hanno promulgato le buffer zones, sorta di perimetri di sicurezza che circondano le cliniche oltre le quali i militanti antiabortisti non si possono spingere. A difendere le cliniche a livello federale c anche il Freedom of Access to Clinic Entrances Act che ha reso illegale luso della forza e dellintimidazione ai danni del personale delle cliniche e delle pazienti. La particolarit e la pericolosit degli estremisti antiabortisti ha reso quindi necessaria la convalida di leggi specifiche inesistenti in altri Paesi. Le leggi non impediscono comunque lattivit dei cristiani integralisti contro le cliniche o i medici. Lultimo a finire nel mirino il dottor Leroy Carhart, collega di Tiller e anche lui spcializzato negli aborti tardivi. A fine agosto la sua clinica Abortion and Contraception Clinic in Omaha nel Nebraska stata posta sotto assedio dal gruppo Operation Rescue che non fa mistero dellobbiettivo finale. Arrivare con ogni mezzo alla chiusura della clinica. A difendere Carhart molti volontari delle organizzazioni femministe e pro-choice. La clinica continua ad operare ma Carhart rischia ormai di essere il prossimo della lista dopo Tiller. Lelezione alla presidenza di Barak Obama, decisamente pro-choice, ha fatto reagire con rabbia i gruppi antiabortisti che hanno perso un alleato prezioso alla Casa Bianca. La delusione per la sconfitta di McCain che si era candidato con una piattaforma elettorale chiaramente antiabortista, ha risvegliato lattivismo degli integralisti cristiani. Secondo la Feminist Majority, in una quindicina di Stati le cliniche continuano a vivere in stato di assedio e le minacce ai danni dei medici sono ultimamente aumentate. Usando una retorica manicheistica che nulla ha a che vedere con la medicina, gli attivisti antiabortisti usano nomignoli dispregiativi come abortionist per indicare i medici, e arrivano a parlare di omicidio giustificabile nei confronti dei medici che praticano laborto. Sono un terrorista. Non mi importa se sei uninfermiera, un centralinista, un addetto alle pulizie o una segretaria. Se lavori per un omicida abortista ho intenzione di ucciderti. La frase riportata, presa da un post del sito armyofgod.com, parla chiaro. Come evidente lispirazione di natura religiosa alla base dellintegralismo cristiano, visti i vari versetti della Bibbia riportati nel sito. La somiglianza, pur nella diversit di numeri e di intensit, con lintegralismo islamico evidente e aggiunge lavoro ai rappresentanti delle Forze di polizia che si devono adoperare per far rispettare la legge e far in modo che le cliniche possano operare senza minacce. Alle organizzazioni per i diritti delle donne e per la libert di scelta rimane un lavoro paziente, lungo e

anche pericoloso da fare per preservare il diritto della donna alla scelta, minacciato da chi tanto si interessa alla vita dei feti ma poco o nulla ai bambini che vivono in povert, in ambienti fortemente inquinati o in zone insalubri. Limportante che la gravidanza venga portata a termine ad ogni costo, la qualit della vita dei bambini e delle bambine, ai difensori della vita anche a costo della morte altrui, importa poco

I limiti della Terra


di Prof. Brunetto Chiarelli

Le esseri un o del della rispetto di e

risorse umani giorno addirittura rapido, cibo, carrying

naturali usate dalle attivit potrebbero essere esaurirsi. Anche a eccessivo, popolazione alla acqua, risorse. capacity per luomo e

dagli produttive insufficienti causa aumento mondiale disponibilit Consumerismo oggi

Fino al 1950 lagricoltura mondiale era stata condotta per lo pi in modo naturale, senza spargere prodotti chimici artificiali nel suolo. Dopo la Seconda Guerra mondiale si fecero sforzi per riconvertire la gran massa di sostanze chimiche prodotte o anche semplicemente programmate per scopi militari e industriali in prodotti per lagricoltura. Dal 1960 in poi in tutto il mondo agricolo fu fatto un uso sempre pi intensivo di fertilizzanti artificiali. Come risultato la produzione di cibo aument mediamente di 2,5 volte. Questo incremento di produttivit il risultato di un pi alto assorbimento di azoto, e ha favorito la scelta di coltivazioni con un pi alto rapporto fra massa della parte commestibile rispetto alla massa totale della pianta. Questa la ragione prima per cui le terre coltivate sono state capaci di compensare il rapido incremento, anzi un raddoppio della popolazione umana. Nel 1950 infatti la popolazione mondiale era di circa 3 miliardi, 50 anni dopo nel 2000 la popolazione umana era di oltre 6 miliardi, con una superficie agricola rimasta allincirca la stessa. Inoltre la dieta mondiale passata da una base principalmente vegetariana ad una con alto consumo di carne. Attualmente la produttivit agricola non pi in grado di garantire un ulteriore aumento di produttivit mentre la popolazione mondiale continua a crescere. Non c pi terra agricola disponibile. Di conseguenza la produzione agricola pro capite sta diminuendo drammaticamente. Il pi alto rapporto fra massa commestibile delle piante rispetto alla massa totale del raccolto significa disporre di un minor residuo del raccolto da destinare alla nutrizione degli animali domestici con conseguente necessit di dare loro da mangiare parte del prodotto commestibile per luomo (granaglie e altro). Questo ha anche indotto lagricoltura mondiale a investire in coltivazioni selettive con conseguenze discutibili per il futuro della vita umana sul Pianeta. Il recente aumento dei prezzi dei cereali un indice di questo disequilibrio. Allinizio del 2006 una tonnellata di frumento costava circa 375 dollari, prezzo che triplicato nel 2008. Nel medesimo periodo anche il prezzo del mais praticamente raddoppiato. A parte laumento globale della richiesta e lincremento nella richiesta della carne di manzo per lalimentazione, su questo incremento di costo incide la decisione degli Stati Uniti di fornire sussidi agli agricoltori che convertono il mais e altri cereali in etanolo per miscelare con la benzina. Questa decisione creer problemi sempre maggiori nei Paesi come lAfrica in cui la disponibilit di cereali inferiore al fabbisogno minimo Questa situazione di difficolt per il secolo in corso era stata gi messa in evidenza negli anni 80 dal Club di Roma, guidato da Alberto Peccei (Campanello dallarme per il XXI secolo, 1985, Bompiani) ma a questa posizione poco ascolto fu allora dato come ancor oggi i nostri politici poco considerano le ricerche su questi argomenti, promosse da studiosi diversi. Le ragioni di questa non considerazione sono

probabilmente legate alla durata del loro potere di influenza decisionale, normalmente non superiore ai 34 anni, quando queste problematiche devono avere un tempo di considerazione almeno generazionale (25 anni). Coltivazioni selettive Coltivazioni selettive vuol dire far crescere soltanto variet ad alto rendimento. Ci riduce la resistenza contro i parassiti, dal momento che grandi estensioni di terreno coltivate con la stessa variet sono facile bersaglio per i parassiti. Classico a questo proposito lesempio della estesa introduzione della coltura della patata in Scozia nella seconda met del 700 e della intensa migrazione scozzese nel Nord America nella seconda met del 700. Per ridurre linfezione da parassiti si ricorre oggi a un incrementato uso di pesticidi con conseguenze diverse a livello ambientale e per la stessa salute umana. In Cina, nel 1949, si coltivavano circa 10.000 variet differenti di riso. Nel 1970 queste si sono ridotte a 1.000 e nel 2003 a 300. Lindia aveva 30.000 tipi differenti di grano. Ora il 90% della superficie coltivata a grano coperta da 10 variet altamente produttive. Come risulta da un rapporto della Fao (1997) delle 700 specie di vegetali domesticate dalluomo allinizio della coltivazione (8-7.000 anni fa) ad oggi, quelle che forniscono il 90% del cibo del mondo di oggi sono solo una trentina. Le specie meno produttive anche se pi resistenti alle avversit sono state escluse dal sistema agricolo. La produzione mondiale media di grano era 1.000 kg per ettaro lanno nel 1950. Dal 1970 stata spinta fino a 5.000 kg per ettaro lanno nel sud dellAsia e 10.000 kg per ettaro allanno in Europa e negli Stati Uniti. Questa una delle ragioni per le quali la produttivit agricola stata capace di compensare il raddoppio della popolazione umana nel volgere di sole 2 generazioni (1950-2000). Ma per formulare le potenzialit produttive future necessario analizzare, anche se in forma sintetica, il nostro fabbisogno energetico. Fabbisogno energetico alimentare umano Per soddisfare le sue esigenze vitali luomo, come gli altri animali, deve ingerire cibo. Lunit di energia utilizzata dai dietologi la caloria (o kilocaloria), cio 4.200 joule di energia, sufficienti per innalzare la temperatura di un kg di acqua di 1C. Lenergia di cui ha bisogno un adulto umano di 2.500 calorie al giorno. Per i bambini e gli anziani ne occorrono meno, per cui, in media, si valuta siano necessarie 2.000 calorie a testa al giorno. In media nelluomo queste 2.000 calorie provengono per il 60% da carboidrati, per il 12% da proteine e per il 28% da grassi. Una dieta media bilanciata in kg, per un essere umano, per un anno pu essere cos sintetizzata: grano e cereali 150, latte 100, frutta e verdura 250, carne e pesce 25, olio 12,5 zucchero 2,5, frutta secca/uova 12,5. Per ottenere questa quantit e diversit di cibo la superficie agricola per persona in mq doveva essere: grano e cereali 1000, frutta e verdura 200, olio 250, zucchero 250, frutta secca/uova 250, pascolo 1000, per un totale di 3.000 mqquesto ovviamente escludendo prodotti importanti, ma non indispensabili alla nutrizione come il caff, il t, il vino e le diverse spezie nonch il cotone, il lino e altri materiali per produrre tessuti o arredi domestici. Lacqua poi un fattore importante per la produttivit agricola. Una terra ricca di materiale organico e minerali non serve a niente senza una disponibilit sufficiente di acqua. La fonte dacqua primaria la pioggia che cade direttamente sulla superficie dei terreni coltivati. Ma la piovosit varia con le stagioni e a seconda della localizzazione geografica. Lintegrazione con lirrigazione artificiale pertanto coadiuva la produttivit agricola fino a raddoppiarla. Potremmo comunque stimare un ammontare di 3.000 mq la superficie di terra coltivabile per sostenere la sopravvivenza di un individuo per un anno. La carrying capacity agricola del pianeta per la specie Homo sapiens La stima della capacit portante delle terre coltivate del Pianeta conduce a considerare la necessaria disponibilit di 6 miliardi di ettari per la produzione di cibo.

Questi 6 miliardi di ettari potrebbero teoricamente produrre cibo per un totale di 10-12 miliardi di esseri umani, ammesso che: 1) luomo sia la sola specie a utilizzare il terreno dedicato allagricoltura, con una alimentazione quindi esclusivamente vegetariana; 2) la popolazione umana sia distribuita in modo tale che pi persone vivano dove c pi terra coltivata. Ma luomo solo una fra le innumerevoli specie di animali esistenti oggi sul Pianeta , alcune delle quali sono anche indispensabili alla medesima produzione agricola come gli insetti e gli uccelli, senza i quali non avverrebbe limpollinazione e quindi non si avrebbero frutti. Di tutta la produzione vegetale del pianeta oggi gli esseri umani ne consumano solo il 40%, il restante viene utilizzato dalle altre specie animali che con noi condividono luso del Pianeta. Questa disponibilit di prodotti vegetali permetterebbe la sopravvivenza di 6 miliardi di persone, quale infatti quella presente oggi sul pianeta. Ma la popolazione umana non distribuita in funzione della terra coltivabile. In Australia e Canada 20 milioni di persone vivono in 9 milioni di kmq, circa 2,5 persone per kmq. Nel subcontinente indiano almeno 1,2 miliardi di persone vivono in appena 4 milioni di kmq, 300 persone per kmq. Dal momento che cos non , la sostenibilit a lungo termine della popolazione umana su questo Pianeta va dai 2 ai 4 miliardi, con una media, 3 miliardi, che era appunto la popolazione allepoca della Seconda Guerra mondiale. Una possibilit per mantenere la popolazione oggi presente sul Pianeta quella di riciclare gli scarti agricoli in modo pi efficiente, in modo cio da conservare la gran parte del loro potere calorico. La necessit dei pascoli in questo modo potrebbe essere eliminata, risparmiando 1000 mq. Inoltre, utilizzando pi riso che grano si potrebbe risparmiare una ulteriore superficie, dato che la produttivit del riso tre volte quella del grano, senza danneggiare il suolo. Questi due accorgimenti, insieme, possono ridurre la terra necessaria pro capite. Da qui comunque il problema del degrado ecologico a cui oggi assistiamo con il cambio climatico, la desertificazione, la deforestizzazione dei tropici, il buco nellozono, il collasso delle risorse ittiche ecc. Disfunzioni ecologiche di cui noi stessi siamo responsabili. Ma allora come operare per incrementare la carrying capacity alimentare per luomo sul Pianeta per mantenere i 6 miliardi di individui attualmente esistenti senza incidere in modo catastrofico sullecosistema del Pianeta? Oltre a limitare lincremento demografico magari con lintento di tornare al numero di persone esistenti sul pianeta di 50-60 anni fa (3 miliardi di individui) quali possibilit vi sono per incrementare la produttivit o comunque per riequilibrarla? Conclusioni Per quanto prima detto si pu quindi stabilire che per la dieta media di lungo termine, occorrono 0,4 ettari pro capite di terra coltivabile. Inoltre abbiamo visto che usando il 40% di tutto il cibo prodotto al mondo si possono sostenere al massimo 6 miliardi di persone sul Pianeta. Dal momento che la popolazione umana non distribuita secondo la disponibilit di terra coltivabile, in realt, possono ragionevolmente sopravvivere solo 3 miliardi, pari alla popolazione dellumanit al termine della Seconda Guerra mondiale e prima della rivoluzione verde. Cosa accadr alla popolazione accresciutasi esponenzialmente negli ultimi 50-60 anni? E allimpennata demografica prevista entro il 2050 di 9-10 miliardi? Lattuale mantenimento legato solo alla disponibilit energetica dei combustibili fossili, ma questi (a parte linquinamento atmosferico che crea danno alla salute umana) quanto dureranno? Come avverr il declino della popolazione umana? In un mondo pi povero ci si possono attendere tassi di natalit pi elevati, come si osserva nei Paesi in via di sviluppo rispetto a quelli sviluppati? E plausibile che il declino sia conseguenza di un peggioramento dello stato di salute, con una conseguente riduzione nellaspettativa di vita e un incremento della mortalit infantile. Quanto questa situazione potr essere corretta da pandemie certamente non auspicabili da pensatori equilibrati? La riflessione sul futuro demografico dellumanit e la sostenibilit del pianeta coinvolge sempre con maggiore intensit i demografi, gli antropologi e gli economisti, oltre ovviamente le organizzazioni internazionali come la Fao o le Nazioni Unite.

Fra gli studiosi che da anni maggiormente stanno investendo energie su queste tematiche vi Jeremy Rifkin. La sua tesi di recente espressa mette in evidenza che per i due miliardi di persone che oggi soffrono la fame ci sarebbero cereali sufficienti se si riducesse luso di questi per produrre la carne per i ricchi del mondo che consumano carne bovina, suina, pollame e altri tipi di bestiame, mentre i poveri muoiono di fame! I popoli dei Paesi ricchi come quelli dellEuropa, del Nord America e del Giappone oggi hanno una dieta ricca di proteine in primis quella proveniente da carne bovina. Oltre il 70% del grano prodotto negli Stati Uniti destinato oggi allallevamento di bestiame, principalmente bovini. Ma fra gli animali domestici i bovini sono i meno efficienti convertitori di alimenti. Per fare ingrassare di un mezzo chilo un manzo da allevamento occorrono oltre 4 chili di mangime di cui oltre 2 chili e mezzo sono cereali o sottoprodotti di mangimi e il restante chilo e mezzo fieno tritato. Quando un manzo di allevamento pronto per il macello, avr consumato 1.225 kg di grano e peser approssimativamente 475 chilogrammi. Attualmente negli Stati Uniti 155 milioni di tonnellate di cereali, legumi e proteine vegetali, potenzialmente utilizzabili dalluomo, sono destinate alla zootecnia: una produzione di 28 milioni di tonnellate di proteine animali che lamericano medio consuma in un anno. In tutto il mondo la domanda di cereali per la zootecnia continua a crescere perch le multinazionali cercano di capitalizzare sulla richiesta di carne proveniente dai Paesi ricchi. Fra il 1950 e il 1985, gli anni boom dellagricoltura, negli Stati Uniti e in Europa, due terzi dellaumento di produzione di grano sono stati destinati allalimentazione animale per lo pi bovino. stata la scelta pi iniqua della storia questa che coinvolge centinaia di milioni di esseri umani nel mondo. importante tenere presente che un acro di terra coltivato a cereali produce proteine in misura cinque volte maggiore rispetto a un acro di terra destinato allallevamento di carni; i legumi e le verdure possono produrre rispettivamente 10 e 15 volte pi cibo. Le grandi multinazionali che producono semi e prodotti chimici per lagricoltura, allevano bestiame e controllano i mattatoi e i canali di marketing e distribuzione della carne, hanno tutto linteresse di pubblicizzare i vantaggi del bestiame allevato a farine di cereali e di proteine animali con anche le conseguenze della pandemia da mucca pazza che ha afflitto gli allevatori inglesi che per fare ingrassare rapidamente i vitelli davano loro farine di carne di pecora affetta da scrapis. Negli ultimi 50 anni la produzione mondiale di carne quintuplicata. Al momento sono milioni di acri di terra che nel Terzo mondo (vari Paesi dellAfrica e del Sudamerica) vengono utilizzati esclusivamente per la produzione di mangime destinato allallevamento del bestiame in Europa e negli Stati Uniti. Purtroppo l80% dei bambini che nel mondo soffrono la fame vive in Paesi che di fatto generano un surplus alimentare che viene per spesso prodotto sotto forma di mangime animale e che di conseguenza viene utilizzato solo da consumatori benestanti. Al momento, uno sconcertante 36% della produzione mondiale di grano dedicato allallevamento del bestiame. Nelle aree in via di sviluppo, dal 1950 ad oggi, la quota-parte di grano destinata alla zootecnia triplicata ed ora supera il 21% del totale di grano prodotto. In Cina, dal 1960 ad oggi, la percentuale di grano destinato allallevamento del bestiame triplicata (dall8 al 26%). Nello stesso periodo, in Messico, la percentuale cresciuta da 5 a 45%, in Egitto dal 3 al 31%, ed in Thailandia dall1 al 30%. Lironia dellattuale sistema di produzione che milioni di ricchi consumatori dei Paesi industrializzati muoiono a causa di malattie legate allabbondanza di cibo (attacchi di cuore, infarti, cancro, diabete) malattie provocate da una eccessiva e sregolata assunzione di grassi animali; mentre i poveri del Terzo mondo muoiono per denutrizione poich viene loro negato laccesso alla terra per la coltivazione di cereali utilizzabili per la loro alimentazione. Attualmente il 61 per cento degli americani adulti in sovrappeso e 300mila di essi ogni anno muoiono prematuramente. Ma contrariamente a quanto si crede, gli americani non sono i soli ad essere grassi. In Europa, oltre la met della popolazione adulta fra i 35 e i 65 anni ha un peso superiore al normale. Nel Regno Unito il 51% della popolazione in sovrappeso e in Germania si registra uneccedenza di peso nel 50% di persone. Anche nei Paesi in via di sviluppo, fra le classi pi abbienti della societ, il numero degli obesi va velocemente crescendo. Il Who (World Health Organization) sostiene che la ragione principale di tutto ci lassunzione di cibi ad alto contenuto di grassi e la predilezione dellhamburger life style. Secondo il Who, il 18% della popolazione dellintero globo obesa, pi o meno quante sono le persone denutrite. Mentre i

consumatori dei Paesi ricchi letteralmente fagocitano se stessi fino alla morte, seguendo regimi alimentari carichi di grassi animali, nel resto del mondo circa 20 milioni di persone lanno muoiono di fame e di malattie collegate alla denutrizione. Secondo le stime la fame cronica contribuisce al 60% delle morti infantili. Il consumo di grandi quantit di carne, specie quella di bovini nutriti a foraggio, visto da molti come un diritto fondamentale e un modo di vita. La societ dellhamburger di cui fanno parte anche persone alla disperata ricerca di un pasto al giorno non viene mai sottoposta al giudizio della pubblica opinione. I consumatori di carne dei Paesi pi ricchi sono cos lontani dal lato oscuro del circuito grano-carne che non sanno, n gli interessa di sapere, in che modo le loro abitudini alimentari influiscano sulle vite di altri esseri umani e sulle scelte politiche di intere nazioni.

La comunicazione giovanile
di Marco Cannavicci - Psichiatra - Criminologo

linguaggio dei ragazzi un fenomeno ci circonda. E divertente, creativo, ma molti rimane un mistero. Internet, le chat, luso del cellulare, lo hanno profondamente modificato, introducendo un moderno stile di scrittura, una sorta di codice cifrato, composto da numeri e abbreviazioni. Sui display di pc e cellulari leggiamo parole come c6, xk, nn. Ma perch i giovani sentono la necessit di creare un linguaggio tutto loro? Si dice che la civilizzazione delluomo abbia avuto inizio con la comunicazione e con lo sviluppo di una delle abilit che meglio di altre hanno caratterizzato l'uomo civilizzato e che lo hanno accompagnato nel corso di tutto il suo processo di socializzazione interpersonale. Grazie alla comunicazione ed allo scambio di pensieri ed opinioni stato possibile creare le prime societ complesse e dare impulso alla progressione dello sviluppo sociale della specie umana, poich comunicare rende possibili le relazioni tra pi persone, superando cos i limiti di ogni singolo individuo. La comunicazione umana stata quindi la prima grande conquista dellhomo sapiens che ha reso possibile lo sviluppo delle prime antiche civilt. Da allora la comunicazione umana non ha fatto altro che svilupparsi, articolarsi, arricchirsi e progredire, approfondendo il suo valore con studi sia delle componenti linguistiche che non verbali. Ha accompagnato luomo in ogni istante della sua vita, evolvendosi ed adattandosi ai differenti settori umani, fino alla nascita delle lingue speciali, caratterizzate da un vocabolario ricco di termini specifici e peculiari di un determinato ambito. Ne sono un esempio il linguaggio burocratico, quello scientifico o quello filosofico. Questo sviluppo e questa evoluzione ora rischia di arrestarsi per la presenza di una tecnologia comunicativa (sms, Internet, chat line, twitter, e.mail, ) che non segue e privilegia gli aspetti linguistici (come la forma, la sintassi, ), bens privilegia gli aspetti temporali (come la velocit di comunicazione), quelli spaziali (come la brevit e la sintesi della comunicazione), quelli economici (come il basso costo della comunicazione) e quelli individuali (comunicare come esigenza personale anche in assenza di un interlocutore). Questo tipo di comunicazione veloce, sintetica, abbreviata, economica, soggettiva, simbolizzata massivamente diffusa allinterno della societ occidentale (satura di tecnologia comunicativa), ed in modo particolare allinterno delle fasce giovanili, al punto da creare una nuova lingua speciale, gergale, sottoculturale, tipica dellet adolescenziale. E' da considerarsi alla stregua di una nuova lingua, caratterizzata quindi da un vocabolario di termini specifici e difficili da decifrare, al punto da diventare un vero e proprio gergo, cio una lingua utilizzabile e comprensibile solo da una cerchia ristretta di persone e caratterizzata da termini complessi. C da chiedersi perch i giovani sono indotti ad utilizzare un linguaggio cos specifico e linguisticamente

Il che per

povero. Riflettendoci sopra si scopre che le motivazioni non sono poi cos ovvie. C da considerare che l'et giovanile una et difficile, poich caratterizzata dalla ricerca della propria identit, nel momento di passaggio e transizione dallinfanzia allet adulta. In questa et di incertezza l'uso di un linguaggio autonomo, personale, gergale con i propri coetanei, permette ad un giovane di acquistare una propria identit, un senso di indipendenza dagli adulti formali ed un maggiore senso di forza nei confronti del mondo esterno. C da aggiungere che l'ambiente giovanile un grandissimo crogiolo di persone molto differenti tra di loro: c un diverso bagaglio culturale, diverse condizioni economiche, differenti provenienze geografiche, varie esperienze e vissuti di vita. Cos come stato ricordato nelle prime righe, levoluzione del linguaggio riflette necessariamente ed obbligatoriamente l'evoluzione dell'individuo. Quindi il linguaggio e le comunicazioni giovanili saranno eterogenee e variegate, cos come lo il mondo giovanile. Quando si parla di giovani o di realt giovanili occorre prima di tutto capire di chi e di che cosa si tratta. Giovane un concetto molto soggettivo. Una persona di trentanni giovane dal punto di vista di chi ne ha cinquanta, ma vecchia agli occhi di un adolescente. La stessa persona, indipendentemente dallet, pu avere cultura e atteggiamenti di vivace attualit o di antica tradizione, pu essere giovane in alcuni comportamenti, vecchia in altri. Uno dei dati pi rilevanti che nella societ attuale non esistono i giovani come categoria omogenea. Non solo ci sono forti differenze individuali, per cui quasi nessuno appartiene totalmente a una trib con caratteristiche condivise di cultura e comportamento, ma ci sono notevoli differenze fra le diverse et. Sappiamo che i giovanissimi (14-18 anni) sono molto diversi dai pi grandi. Nel mondo del linguaggio e della comunicazione giovanile, a parte lovvia onnipresenza della televisione, evidente che il menu delle tipologie della comunicazione molto pi ricco rispetto ad altre fasce di et. Un caso particolare quello ad esempio di Internet, dove si rileva una spaccatura fra luso che ne fanno i giovani (blog, chat), rispetto alla restante popolazione di navigatori (motori per la ricerca e linformazione). Possiamo immaginare che i diciottenni di oggi, anche quando cresceranno, continuino a usare Internet in modo un po diverso. Possiamo aspettarci che per questa abitudine a collegarsi ad Internet guardino un po meno la televisione, leggano di pi i giornali, e che leggano meno libri perch, specialmente con linizio del lavoro, hanno meno tempo. Tornando alla variet ed alleterogeneicit del linguaggio giovanile, possiamo dire che queste si caratterizzano principalmente su tre elementi: il vocabolario, il luogo ed il tempo. Sullorigine del vocabolario giovanile c da dire che la provenienza dei vocaboli diversificata. Molti dei vocaboli particolarmente in uso nei giovani sono di origine dialettale, ed in particolare di provenienza meridionale. Come ad esempio il termine di sfigato. Sfigato un vocabolo meridionale che inizialmente significava sfortunato, ma che nel linguaggio attuale dei ragazzi indica anche una persona disadattata e incapace. Molte altre parole di uso comune, spesso con significati relativamente forti, sono state traslate da altre forme gergali ed adattate per nuovi usi. Cos ad esempio ci stai dentro una cifra viene detto a una persona che si stima molto, mentre tipo o tipa sono utilizzati anche per indicare il fidanzato o la fidanzata. C da aggiungere che la popolazione giovanile estremamente influenzabile dai mass-media, in modo particolare dagli spot pubblicitari e dai canali musicali (Mtv, All Music), per cui vari vocaboli del loro linguaggio sono tratti dagli slogan pubblicitari, imitando i modi di dire dei testimonial degli spot che sono spesso dei personaggi famosi. Non basta, c dellaltro, come ad esempio losservazione che le fasce giovanili sono ricche di idee e di creativit. Ed anche per la lingua, i vocaboli e gli slogan, non si limitano a copiare, scimmiottare o riadattare termini, ma spesso di fantasia creano numerosi neologismi. Al riguardo dei contenuti e delle tematiche che sono allinterno delle comunicazioni giovanili, c da dire che il linguaggio giovanile abbraccia numerosi campi differenti, ma che alla fine, restringendo, si concentra su quelli che sono gli argomenti che pi interessano ai ragazzi: la sessualit, la scuola, il divertimento. Le osservazioni degli esperti del linguaggio giovanile segnalano che in generale la lingua dei ragazzi cambia, si modifica, si aggiorna e distorce con nuovi vocaboli gergali molto rapidamente, seguendo il loro cambiamento di gusti sociali, scolastici e musicali. In questo modo si osserva che non solo nel passaggio da una generazione a un'altra, ma anche nel giro di pochi anni o di alcuni mesi, molti vocaboli vanno persi, mentre altri si mostrano pi duraturi, sopravvivendo su pi generazioni. Passando ora a considerare quali siano le forme espressive nelle quali meglio si esprime il linguaggio

giovanile, c da premettere che anche per comunicare, i giovani hanno canali propri. Il pi utilizzato , ovviamente, il canale della comunicazione orale. Molto meno diffuso invece il canale della comunicazione scritta, vale a dire la trasmissione di pensieri ed opinioni attraverso lutilizzo della carta e della penna come mezzo comunicativo. Estremamente tipici e molto diffusi tra i giovani doggi sono invece gli sms (short message service), cio per i pochi che non li conoscessero - dei messaggi testuali mandati tramite il cellulare. Gli sms hanno la caratteristica che, per motivi di tempo e di spazio (dato che vi un limite fisico di caratteri scrivibili), si cerca di abbreviare il pi possibile ci che si scrive. La necessit di brevit, per i limiti di spazio e per pagare tariffe minori, porta alla nascita di un tipico linguaggio estremamente sintetico, che si sviluppa in vari modi. Sempre pi spesso si riassumono intere frasi con delle sigle, scrivendo semplicemente le iniziali di ogni parola (ad esempio ti voglio bene viene riassunto con t.v.b.). Altre volte invece si risolve il problema dello spazio limitato scrivendo solo le lettere pi significative di una parola, quelle che la identificano e la contraddistinguono senza ambiguit. In questo modo la parola con diventa cn, comunque diventa cmq (molto utilizzato), perch diventa xk, sono diventa sn. Inoltre, ove possibile, si utilizzano simboli al posto di gruppi di lettere: al posto del verbo sei si utilizza 6, al posto di per si utilizza x. Nella continua ricerca di sintesi ed abbreviazioni non mancano le classiche abbreviazioni, dove viene semplicemente accorciata la parola. In questo modo, ad esempio, ci vediamo diventa c ved, rispondi diventa risp. E non bisogna dimenticare l'uso della k al posto del gruppo ch, che permette di risparmiare la digitazione di un carattere. Labitudine alla sintesi, alla simbolizzazione, alle abbreviazioni si estende poi anche ad altre forme di linguaggio scritto. Labitudine di sostituire il gruppo ch con la k diventata molto diffusa, per cui la k viene utilizzata anche al di fuori degli sms, spesso anche al posto della semplice c, diventando cos una caratteristica tipica e propria del linguaggio giovanile (sempre pi spesso capita, per esempio, di vedere scritte sui muri come okkupiamo la skuola). Un altro tipico canale di comunicazione giovanile quello delle scritte sui muri. Labitudine di scrivere sui muri abbraccia una fascia pi ristretta di persone, ed caratterizzato, oltre che da un linguaggio specifico, anche da grafie talvolta molto difficili da comprendere per chi non faccia parte di quella fascia det. I testi scritti sui muri, sempre e rigorosamente con vernice spray, possono essere semplici messaggi, ma talvolta vengono realizzare anche opere dotate graficamente di un certo valore. I cosiddetti writers, cio coloro che scrivono sui muri, spesso si firmano con una tag, cio la firma, che costituisce un loro soprannome. Non bisogna poi dimenticare le chats, dei servizi nati insieme con la diffusione di Internet, che permettono ai vari utenti connessi a uno stesso sito di comunicare in tempo reale tra di loro. Le migliori chats possono arrivare ad avere migliaia di iscritti, e difficilmente pu succedere che non vi sia nessuno connesso con cui comunicare, in qualsiasi ora della giornata. Il nome di chi utilizza una chat anonimo, e al suo posto utilizzato un nickname, cio un soprannome. La chat pu essere utilizzata in senso positivo, come semplice mezzo di divertimento, favorendo gli scambi di idee tra persone, venendo in questo modo a contatto con differenti culture in poco tempo. Spesso tuttavia la chat rischia di assumere anche delle valenze negative. Pu essere utilizzata da malintenzionati per conoscere ed adescare prede o vittime, come spesso succede per i pedofili o gli strupatori. Per molti giovani, inoltre, la chat diventa un mezzo di sfogo, di evasione dalla realt, dove si pu diventare ci che si vorrebbe essere ma non si : nella chat tramite il nickname si anonimi, e si pu dare di se l'immagine che si vuole. Nel caso di Internet, una diffusa, ma infondata, leggenda riporta che fin dalle origini la rete fosse frequentata soprattutto da ragazzini. I fatti dimostrano che il nucleo storico della rete formato da persone di svariata et, ma con una significativa concentrazione fra i 25 e i 45 anni. Ed ancora oggi sono in quella fascia di et le persone che si collegano pi spesso. Negli ultimi anni stata osservata una maggiore presenza online di giovani, ma luso tradizionale della rete, con gli scopi e gli obiettivi per cui nata, rimane principalmente un comportamento da adulto. Nella rete si chiacchiera, nelle chats, tra ragazzi, il pi delle volte con perfetti estranei, con conversazioni abbastanza inutili e con persone dalla conoscenza superficiale. Succede che la persona nascosta dietro al nickname non la si ritrova pi alla successiva connessione: ha cambiato chat. Dopotutto, a differenza del mondo reale, in questo caso non costa nulla inserirsi in una nuova aggregazione umana. Il mondo delle chats un mondo facile anche per i ragazzi timidi ed introversi. Nessuno sa chi sei, non ci rimetti la faccia, non sei costretto a parlare subito, il comportamento da tenere non troppo impegnativo e qualora

si avverte noia, mai disagio, basta disconnettersi e nessuno verr mai tacciato di scortesia. Difficile incontrare due volte la stessa persona sul web, impossibile ritrovarla con lo stesso nick, quindi nessuna paura di giudizi o brutte figure. Tuttavia questa era la chat dei primi tempi, tutta circondata da quella ingenuit con cui le ragazzine grassocce, con lapparecchio ai denti, si spacciavano per bionde pattinatrici a livello agonistico, mentre gli adolescenti brufolosi e sfigati raccontavano le proprie peripezie in sella a moto mai possedute. A volte si fissavano degli appuntamenti, altre volte addirittura si istauravano fidanzamenti virtuali ancora prima di vedersi di persona. In quel caso bastava inviare via mail una fotografia, magari quella della cugina pi bellina. Poi arrivata Msn. Se andiamo a chiedere cos Msn al sito di Wikipedia, lei ci spiegher che si tratta di un client di messaggistica istantanea facente parte dei servizi di Windows Live on-line. Se invece lo chiediamo a nostro figlio o a nostro nipote, ci risponder che il modo pi semplice di mettersi in contatto contemporaneamente con gli amici per organizzare la partita di calcetto. In realt si tratta di una delle pi avanzate mutazioni genetiche della chat, un miglioramento della specie che senza alcun dubbio ha stravolto gli stili di vita e la comunicazione giovanile, almeno quanto gli sms. Con la comparsa di Msn i primi a convertirsi alla novit sono proprio i pi giovani. Il sistema Msn funziona necessariamente con un indirizzo di posta elettronica, il che permette di poter aggiungere solo quei contatti di cui si conosce la mail. Questo ha causato un meccanismo abbastanza interessante, simile a quello dei telefoni cellulare; i ragazzi si incontrano ad una festa, si scambiano lindirizzo di Msn, tornati a casa aggiungono il contatto ed ecco fatto, stato creato un canale di comunicazione. Di meno rispetto al telefonino c il fatto che non si pu reperire la persona in qualsiasi momento, ma solo quando questa si connette a Internet e apre la finestra di Windows Live Messenger. Di pi c la casualit, componente fondamentale nelle relazioni tra adolescenti sempre a dibattersi tra scarsa autostima e lorgoglio. In questo modo facilissimo cominciare a parlare con il proprio innamorato segreto adducendo la tipica scusa nessuna delle mie amiche in linea e avevo voglia di fare quattro chiacchiere con qualcuno. Oltre agli scopi pratici e ricreativi dellutilizzo di questo servizio, c tutto un sottobosco che difficilmente Wikipedia ci racconter, situato tra antropologia e costume. In primo luogo il tipo di linguaggio che viene utilizzato. Come se non bastassero le abbreviazioni e le k gratuite a cui il popolo degli sms da anni avvezzo, qui entra in campo un abuso smodato di emoticon. Per i pochi che ancora non lo sanno, si tratta delle faccine volte ad esprimere uno stato danimo o che possono addirittura sostituire le parole mediante piccole animazioni. Ad esempio scrivi ciao e compare una faccina che saluta con la mano, o scrivi dormire e ti compare una faccina su un cuscino. Il problema quando in una frase digitata ogni parola sostituita da una faccina. In questo caso si tratta di veri e propri rebus, e per chi ha meno di 18 anni risulteranno del tutto incomprensibili. Pi sottile e raffinata invece la storia delle frasi. Dal momento che la tecnologia di Msn permette di corredare il proprio profilo di messaggio personale con immagini, frasi ed altre simbologie, possibile cambiare periodicamente limmagine personale del proprio nickname, detta anche avatar rappresentativo, quasi come un vestito. In questi casi possibile osservare che c chi scrive frasi incomprensibili riguardanti la propria vita privata, decifrabili solo dal diretto interessato, ma che creano unaria di mistero indubbiamente affascinante per gli altri utenti. In sostituzione al messaggio personale c anche la possibilit di far comparire il titolo e lautore del brano musicale che si sta ascoltando in quel momento al computer. Agli occhi scettici e perplessi di un adulto potrebbero sembrare dettagli, ma lo sono in proporzione a quanto riteniamo tali il vestito, il trucco, la borsa e gli orecchini che si indossano quando usciamo di casa. In pi, proprio come limmagine personale, il look, questi elementi, in mancanza di argomenti migliori, possono sempre servire a sciogliere il ghiaccio tra i vari utenti ed iniziare a dialogare, con frasi del tipo Che bella borsa, cos? Fendi? Dove hai preso quelle scarpe? Come stai bene nella foto nellimmagine personale Che significa quella frase che hai messo?. Come se non bastasse, esiste nel mondo giovanile anche un insieme di convenzioni non scritte che distingue lutente Msn fico dal primo arrivato non avvezzo a queste raffinate pratiche social-virtuali. Oltre alla frase misteriosa dellavatar c anche lo stato personale, che avverte se il contatto : In linea, Non al computer o Occupato. Quelli pi smaliziati e che vogliono attirare lattenzione su di s, non sono mai In Linea, sono sempre Non al Computer, per dimostrare che loro non sono degli attaccati al Pc, oppure nello stato di Occupato, nel senso che se proprio stanno al Pc solo per cose molto importanti. Se

quando ti parlano, mantenendo il loro stato di Non al Computer, gli chiedi come sia possibile, visto che al computer ci stanno e come, loro ti risponderanno che non vogliono essere scocciati, per questo non hanno impostato il loro stato come In Linea. Scontata poi la possibilit di aprire due finestre di Msn, quindi di sostenere due o pi conversazioni differenti con amici diversi contemporaneamente, passando dalluno allaltro. Con le possibilit di Msn tuttavia non finita qui. Se fino a poco tempo fa le ragazzine guardavano con occhi lucidi e un po invidiosi i telefilm su Disney Channel dove adolescenti proprio come loro, tranne per il fatto di essere americane, facevano delle entusiasmanti telefonate a tre, adesso queste chiacchierate multiple a distanza sono riproducibili anche dalle teenagers italiane con Msn grazie alla funzione invita un contatto ad unirsi alla conversazione. Quello che a volte esce fuori dallabuso di questa funzionalit sono conversazioni gigantesche, caotiche, dove non si capisce nulla, del tipo venti e pi utenti che scrivono senza riuscire a comunicare tra di loro e senza conoscersi, essendo stati aggiunti alla conversazione da amici diversi. Quasi un ritorno alla chat vecchia maniera. Quelle che abbiamo appena scorso sono quindi le caratteristiche salienti del linguaggio giovanile, come abbiamo visto si tratta della eterogeneit del vocabolario, della variet nel tempo e nei luoghi, nonch la variet dei canali espressivi tipici e propri. E' quindi un linguaggio molto variegato, spesso contestato, raramente valorizzato, ma che, con i suoi pregi e i suoi difetti, rimane uno degli elementi che meglio caratterizzano la realt giovanile ed i ragazzi di oggi.

E un programma che pu davvero aiutare


di Intervista a cura di Giada Valdannini

Migliaia ritrovate, svelati, alle Il non ma con

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scomparse inspiegabili contribuire dellordine. Sciarelli, televisiva, soprattutto telespettatori

Nata a Roma il 9 ottobre 1958, Federica Sciarelli muove i primi passi nel giornalismo a ventanni grazie a una borsa di studio per lavviamento alla professione. La prima occupazione allUfficio Informazioni Parlamentari dove rimane per quattro anni ma una volta diventata professionista entra stabilmente nella redazione del Tg3, diretto allora da Sandro Curzi. Dopo una lunga esperienza nella redazione politica, nel 2004 accetta la conduzione di Chi lha visto?, il programma in onda settimanalmente da 20 anni. Con lei abbiamo parlato dellesperienza al timone del programma di Rai3 e dellattenzione, da sempre spiccata, per temi che vanno ben oltre i confini nazionali. A cinque anni dal debutto a Chi lha visto? puoi tracciare una statistica delle scomparse? Per esperienza starei molto attenta coi dati. Sono molte le persone che scompaiono e altrettante le denunce, ma spesso il ritrovamento non viene comunicato. Tra gli scomparsi, quanti non vogliono farsi ritrovare? Beh, noi di quei casi non ci occupiamo. Abbiamo una redazione molto preparata e pronta a capire se si tratta di una scomparsa di quel genere. Una volta ci capitato un marito che cercava la moglie che aveva tradito e gliene aveva fatte di tutti i colori. La moglie ovviamente si era allontanata liberamente ma abbiamo passato una settimana a far capire all'uomo che non avremmo dovuto n voluto metterci alla ricerca della donna. Comunque quello che dice vado a comprare un pacchetto di sigarette e scompare non esiste. E' pi possibile, nella mia esperienza, che si tratti di persone scomparse e uccise. Scomparsi sono spesso gli

anziani che magari, soffrendo di disturbi della memoria, escono di casa e non riescono a tornare. E gli adolescenti in fuga? Oggi fuggono di casa perch non hanno dato qualche esame o per uninterrogazione andata male. Di certo pi raro che fuggano per amore, perch la famiglia non accetta un legame sentimentale. Pi complessa la situazione dei ragazzi affidati a case-famiglia: tra loro capitano episodi di fuga dettati da grossi problemi di disagio sociale. E gli adulti che si allontanano volontariamente per cosa fuggono? La depressione la malattia del nostro tempo e molti adulti, che hanno perso il lavoro, che non riescono a mantenere la famiglia, si allontanano di casa per scelta. Purtroppo talvolta la fuga si risolve in un suicidio. La tempestivit nelle ricerche quindi preziosa. Le Forze dellordine, nella tua esperienza, si muovono in tempi rapidi? In moltissimi casi, s. Quando si tratta della scomparsa di bambini c' unattivazione immediata. Per ragazzi e adulti non sempre lo stesso. Con controlli rapidi si pu giungere a risultati immediati. Majorana, Federico Caff. Sono possibili ancora oggi i grandi misteri? Non credo. Le tecnologie mettono pi facilmente sulle tracce delle persone. Cellulare, carte di credito sono dei tracciati importanti per gli inquirenti. In molte puntate avete toccato il tema della pedofilia. Che messaggio ti sentiresti di dare? Ce ne siamo occupati perch molti telespettatori ci hanno avvisati che navigando in Internet si sono imbattuti in siti pedopornografici. Si sono rivolti a noi per capire cosa fare e, come redazione, abbiamo cercato di approfondire il tema per dare delle risposte. Storie tragiche ne abbiamo trattate molte. Tra quelle legate ai minori abusati ricordo quella di Silvestro Delle Cave, il bambino violentato, ammazzato, chiuso in una valigia. Agli adulti direi che Internet un bellissimo strumento ma pu essere anche un secchio della spazzatura, quindi bisogna fare molta attenzione all'utilizzo che ne fanno i bambini. Queste storie hanno aumentato il senso di allerta con tuo figlio? Non dico che bisogna vigilare sui ragazzini ma quando lui al computer, ogni tanto, facendo finta di niente, passo da dietro e vedo cosa c' nel monitor. Cerco di essere attenta, quello s, ma non invasiva. Noi genitori dovremmo ricercare il tempo per i figli ma nel caso in cui non ci fosse, i nonni possono essere di grande aiuto. Tra le molte, c una storia che ti ha pi segnata? Tutte allo stesso modo, ma quelle che coinvolgono i bambini sono le peggiori. L hai il senso della sconfitta, come nel caso dei fratellini di Gravina di Puglia o del piccolo Tommaso. In una puntata ero con la madre di Tommy e arrivavano chiamate di segno non dico positivo, ma davano il senso di essere quasi vicini alla meta, e invece poi abbiamo saputo che era stato ucciso il giorno stesso, terribile. Sono storie che ti restano dentro. Visto che raccogliete storie di sofferenza delle persone, riuscite a prendere le distanze da quanto raccontate? Difficile, pi ci stai in mezzo pi sono storie tue. Mentre il lutto prima o poi si supera, per queste persone che non sanno che fine abbia fatto un congiunto non c' pace. Non so che darei per riportare a casa le persone che cerchiamo. Un incubo per loro pensare: l'avranno ucciso? Come? Avr avuto bisogno di me? Chiedeva aiuto?... E' una cosa devastante. Che rapporto hai coi parenti degli scomparsi? Vista la delicatezza dei temi e il tempo trascorso insieme, un po' come se diventassimo un'unica grande famiglia. Un po' come se fossimo tutti parenti. Alle volte faccio fatica in diretta a dare del lei ad alcune persone.

Che valore ha condurre questo programma? E un orgoglio. E un programma che pu davvero aiutare le persone. Ogni volta che riportiamo a casa qualcuno, che so un malato di Alzheimer che non ricorda la strada di casa, per noi un successo. I successi sono quelli, non sono gli scoop. Quale il maggiore insegnamento tratto da questa esperienza di Chi lha visto? Il nostro programma insegna che di solidariet ce n' tanta ed giusto farla crescere. Chi lha visto? ti vede al timone ormai da diversi anni. Con te si sviluppata lidea di aprire inchieste su vicende storiche del nostro Paese. Quando sono arrivata non si parlava pi di molti casi come quello di Emanuela Orlandi. Quando proposi di parlarne, l'obiezione fu: non c' nessuna novit, perch farlo? Io mi dissi che qualche novit poteva arrivare e continuai a perorare la causa. Riaprire casi come quelli significa anche scavare in una ferita per la famiglia degli scomparsi. Con gli Orlandi, come con i genitori delle altre persone che cerchiamo, c un bel rapporto ma anche complesso. Nel loro caso, in punta di piedi, li ho ricontattati e ho proposto di tornare sulla scomparsa di Emanuela. Natalina, la sorella, stata con noi in studio sin dalla prima puntata. In quell'occasione arriv la famosa telefonata: Se volete sapere cosa successo si diceva -andate a scoprire chi sepolto nella basilica di Sant'Apollinare. E' stato cos che da quello spunto abbiamo deciso di riprendere la storia, per molti ormai sepolta. Siamo tornati a parlare di Renato De Pedis, del rapporto col Vaticano, della Banda della Magliana e di Roberto Calvi. E' vero che ci sono delle scomparse ma in alcuni casi si tratta di omicidi e bisogna chiamarli come tali. Ovviamente, prima di dare questo taglio a un servizio, ne parlo coi genitori. Comunque al fatto che la Orlandi stia in un harem come qualcuno ha voluto far pensare non ci crede nessuno. Ci sono ulteriori novit che vorresti apportare al programma? Vorrei che il programma si aprisse sempre pi. Abbiamo fatto speciali su Provenzano, su vicende storiche, si pu fare un Chi l'ha visto? e le scorie radioattive o Chi l'ha visto? e le scuole crollate che erano piene di crepe. Insomma, attenzione a tutto quello che ci circonda. Perch Chi l'ha visto? ha sempre avuto una cos grande attenzione per i desaparecidos? Quando parliamo di scomparsi, i desaparecidos sono l'esempio peggiore. La storia che hanno vissuto ci fa orrore e rabbia e quindi abbiamo scelto a pi riprese di darne conto. Inoltre partiamo dal presupposto che i loro figli potrebbero essere anche in Italia e quindi dedicare loro una o pi puntate pu essere di utilit. Nella trasmissione del 22 aprile sono arrivati tantissimi messaggi per le Nonne di Piazza di Maggio, la cui portavoce era in studio, e che stanno portando avanti le loro ricerche di giovani rapiti durante il regime. Visto che c'erano contatti con l'Italia, e visto che l'Italia un Paese con una lingua simile allo spagnolo, alta la possibilit che alcuni di questi ragazzi siano oggi qui. Quindi, pur essendo una battaglia che prescinde dall'Italia, possiamo dar loro una mano. Con le nostre puntate abbiamo fatto da cassa di risonanza. Cos in Italia chi ha il dubbio pu mettersi in contatto con le Abuelas de Plaza de Mayo. In studio, durante quella puntata, c'era Estela Carlotto, la presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo. Lei ha una storia veramente terribile. La figlia di ventitr anni una notte stata presa e portata via. Aspettava un figlio. Hanno atteso che nascesse poi l'hanno ammazzata. Estela andata a parlare coi militari affinch le restituissero la figlia. Alla fine, uno le ha dato udienza col mitra a fianco dicendole che comunque avrebbero ucciso la figlia. L'unico favore che dicevano di poterle accordare era fargliela riavere cadavere. Gliel'hanno rimandata a casa in una bara. Si sono tenuti un bambino. Un bambino che potrebbe essere anche in Italia. Una storia di questo genere voi l'avete portata in diretta. Si tratta della vicenda di Horacio. La sua esperienza un simbolo. Fin da piccolo ha detto di aver sempre avuto un dubbio. Non a caso quindi la mail delle Nonne di Piazza di Maggio proprio

dubbio@reteperlidentita.it. Horacio ci ha raccontato come il dubbio gli aumentasse in occasione dei compleanni. Quando si trattava di quello della sorella, la madre raccontava sempre del parto, di quando era incinta. Al suo compleanno, invece, silenzio. Questo solo un piccolo esempio utile per a dire che al ragazzo era venuto in mente di poter non essere figlio delle coppia che l'aveva cresciuto. In pi, appena adolescente, si era gi reso conto che stava diventando altissimo mentre i presunti genitori erano entrambi di statura molto bassa. Come arriva Horacio a scoprire la sua vera identit? In tv vede le Abuelas de Plaza de Mayo e decide di contattarle. A metterlo sull'avviso anche una confidenza della madre adottiva alla fidanzata che, a poche ore dalla partenza per un viaggio in Brasile, si era lasciata sfuggire di dover, prima o poi, chiarire al figlio una serie di circostanze del passato. Lui stesso quindi andato a scartabellare negli archivi dell'associazione e ha indicato senza esitazione alle Nonne quali erano i veri genitori. La somiglianza era evidente. Non c' bisogno di alcuna ricerca disse mia madre questa: io sono uguale a lei. Poi con l'analisi del Dna la conferma definitiva: quella era proprio sua madre. Horacio da quel momento ha messo la sua esperienza a disposizione della battaglia. In casa di chi era finito Horacio? A differenza di altri, non era in una famiglia di militari del golpe. Solo persone vicine per vie traverse al regime. Quel che ancor pi terribile che, visto il clima politico, i bambini crescevano nell'odio della generazione cui appartenevano i veri genitori, montati contro la cultura cui facevano riferimento il padre e la madre naturali.

Da mio nonno a mio figlio i valori sono gli stessi


di Intervista a cura di Michele Turazza

Diario, Album dItalia generazioni. profondissimi, trasmessi

di e da

romanzo, famiglia la storia Gioie, ideali padre

testimonianza. (Einaudi): privata radicati, in

la di

E storia quattro dolori autentici figlio

Io so. Io so che cos una famiglia. Anche se mai ho preteso di insegnarlo ad alcuno, n mai ho dettato prescrizioni in materia, come un farmacista infallibile. Anche se mai ho predicato lindissolubilit del matrimonio. Anche se prima in Parlamento e poi in un referendum popolare ho votato per consentire la fecondazione assistita. Anche se ho mandato i miei figli alle scuole pubbliche. Io so. Per questo mi ribello se la vedo usare come un totem maledicente nella lotta politica, o come una frusta per sfigurare donne e uomini affannati. Il frutto di questa ribellione Album di famiglia (Einaudi, 2009), lultimo libro di Nando Dalla Chiesa, sociologo, scrittore, professore universitario, fondatore di innumerevoli circoli, movimenti, organizzatore di eventi, instancabile animatore civile contro il razzismo, il degrado culturale, lo spregio delle Istituzioni, le mafie. Il suo impegno pubblico inizia con Delitto imperfetto, riproposto recentemente dalla sua attivissima casa editrice Melampo, per chiedere giustizia, verit, e violare lideologia del silenzio, della subordinazione, dellinchino al potente di turno. La prima edizione del 1984, due anni dopo luccisione di suo padre, il Prefetto con gli alamari Carlo Alberto Dalla Chiesa. Da allora non si pi fermato: dibattiti, convegni, incontri con gli studenti, Politica; da qualche tempo, pure presidente onorario di Libera, la benemerita Associazione di don Ciotti contro le mafie. NellAlbum, dedicato ai suoi Gracchi (i

figli Dora e Carlo Alberto), Nando Dalla Chiesa raccoglie trentacinque brevi colloqui immaginari con gli affetti di quattro generazioni, dai miei nonni ai miei figli. Gioie inestinguibili, orgogli e umiliazioni, malinconie dolci, ferite che bruciano ancora (dalla prefazione dellAutore). Labbiamo incontrato. Che cos la famiglia e perch un libro sulla famiglia? Per il desiderio di raccontare una storia, nella quale possono riconoscersi molti italiani. E una specie di favola, anche se pu sembrare assurdo parlare proprio di favola. Ma le favole hanno i loro momenti crudeli, di cattiveria, in cui qualcuno muore. Volevo dunque raccontarla, come in un viaggio, guardando con altri occhi i protagonisti. La seconda ragione che continuo a sentire parlare di famiglia in modo falso, ipocrita: spesso mi sono arrabbiato davanti ad un uso cos abbondante e superficiale del termine. Se si credesse veramente nella famiglia, i familiari delle vittime sarebbero pi rispettati, certi valori pi praticati, i bambini pi amati. Non posso insegnare a nessuno cos la famiglia, ma sento di dover raccontare cosa stata e cos tuttora per me. Come in tutte le favole, il destino occupa un posto non secondario: cos per lei il destino? Il destino il personaggio silenzioso di tutte le favole e quindi anche del mio libro. Ci sono sempre dei segni che si ritrovano nella storia delle persone, dei rapporti con i propri cari e i propri amici, delle scelte che si fanno. Ad esempio, se io non avessi fatto la tesi di laurea sulla mafia, se non avessi studiato quella materia per dieci anni prima che mio padre fosse ucciso, non avrei saputo con quella immediatezza e convinzione reggere lurto di quella vicenda, fare quelle denunce, e non arrendermi di fronte alle reazioni. Si viene in un certo senso allenati dal destino, che a volte per diventa pesante: si cerca allora un modo per venirne fuori, per allontanarsi da esso. Anchio avevo deciso di uscirne, nel 1984 con la pubblicazione di Delitto imperfetto: volevo liberarmene, perch non possibile essere condizionati per un tempo troppo lungo, vivere sempre nel segno di un dolore. Ma stato molto difficile tirarmene fuori. Cercai anche di avere delle forme di impegno pubblico pi estese, che non parlassero soltanto di mafia e legalit: poi per in Parlamento sono stato eletto con un movimento che era dichiaratamente contro la mafia, la Rete, ma non ho voluto entrare in Commissione Antimafia, non potendo occuparmi solo ed esclusivamente di quei temi! E cos sono stato assegnato alla Commissione Cultura. Anche la seconda volta che sono stato eletto non sono andato allAntimafia, mentre alla terza lho chiesto io di entrarci, perch mi sembrava che si facesse troppo poco. Cos come nel caso del mio lavoro allUniversit: insegnavo Sociologia economica, ma mi sono accorto che le nuove generazioni non avevano una formazione di base in tema di mafie. I giovani leggono libri di denuncia, conoscono i processi, ma non hanno una formazione vera. Ho pensato quindi di far istituire il primo corso in unUniversit italiana di Sociologia della criminalit organizzata. Tento di tirarmi fuori dal destino... ma prendendo la presidenza onoraria di Libera salgo spesso sul palco a leggere i nomi delle vittime di mafia! Allora, ho cercato di addomesticare il destino, ma non ci sono riuscito: unala vuole volare, laltra inchiodata per terra. Limportante stare dignitosamente nel destino che ci stato assegnato. Nel suo libro sono raccontati episodi di vita domestica, legati anche alleducazione che vostro padre vi impartiva. Si, nostro padre ci insegnava in particolare attraverso gli esempi, anche magari attraverso esempi che non hanno nulla a che fare con la vita pubblica o che hanno qualcosa di pi privato. Racconto nel libro del perch no. Il perch no in casa mia era abbastanza diffuso: chiedevamo spesso di poter fare una cosa e la risposta era no. Alla richiesta di spiegazioni del no, la risposta era perch no!, e cos si chiudeva il dialogo. Sulle prime poteva sembrare e magari lo era pure il frutto di una certa severit, ma cera qualcosa di pi importante e cio lidea che ci sono principi che non si negoziano. Siamo abituati a discutere di tutto: io credo che dovremmo individuare pi spesso i confini oltre i quali non si va. Se ci rendiamo conto di questo, capiamo meglio anche il senso del bene e del male, del giusto e dellingiusto, del lecito e dellillecito. Ci racconta qualche episodio legato al perch no? Ero bambino, quando arriva in casa a Natale una borsetta di coccodrillo che un industriale regala a mia

madre per sdebitarsi di una cortesia di mio padre. Io avevo sette o otto anni, vedo mia madre che si rigira questa borsetta con gli occhi felici: credo che nessuna donna normale negli anni Cinquanta potesse permettersi una borsetta di quel tipo. Mio padre torna a casa, vede la borsetta e dice di restituirla con un biglietto di ringraziamento, perch un ufficiale dei Carabinieri non pu accettare dei regali di valore da un industriale. Non si stati l a discutere: lha vista e lha rimandata indietro. Lo stesso accade quando si sposa mia sorella Simona: eravamo a Moncalieri vicino a Torino, arriva un maresciallo a dire a mio padre che lavvocato Agnelli aveva mandato unauto in regalo in caserma. Mio padre dice subito di rimandarla a Mirafiori. Ho assistito a questi due comportamenti uguali, a distanza di anni, non si discusso... perch no. Diversamente sembra accadere con molti principi e comportamenti della vita politica attuale. Un giorno in Parlamento ho assistito ad una discussione surreale su qual il valore massimo del regalo che pu essere accettato da un parlamentare: un enorme contrasto tra quello che ci avevano insegnato in casa, tra laltro non con finalit pubbliche (mio padre infatti non si era accorto che ero presente agli episodi che ho raccontato) e il modo con cui parte della classe politica intende il suo ruolo oggi. Per non essere (giustamente) mai stato in dignitoso silenzio stato spesso presentato come il figlio ribelle del generale Dalla Chiesa. Quando hai subito di tutto per aver detto delle cose, che finiscono negli atti processuali e aiutano un processo a concludersi per la prima volta nella storia dellItalia unita con una condanna definitiva allergastolo dei capi mafiosi; e quando dopo ventisette anni sta capitando proprio in questo periodo il figlio di Vito Ciancimino dice esattamente le cose che io ho detto quasi tre decenni fa (per averle sapute non dallinterno del mondo mafioso ma da mio padre)... ecco, se per questo, per aver detto la verit, abbiano cercato di presentarmi come il figlio degenere, questa definizione mi lascia senza parole. E pesato molto, hanno ammazzato mio padre e solo per aver chiesto la verit, giustizia, sono stato presentato come il figlio indegno. Il dignitoso silenzio era tale solo perch silenzio... appena parlavi ti attaccavano brutalmente. Ora che la storia mi ha dato ragione, la rappresentazione del rapporto con mio padre cos conflittuale sbagliata, e possono proporla solamente quelli che non hanno conosciuto questi rapporti, e a fini di mera strumentalizzazione politica. E il rapporto con sua madre? Sono sempre stato legatissimo a mia madre, morta di cuore, stremata, negli anni del terrorismo. Me la ricordo guardare ledizione notturna del telegiornale per vedere se era capitato qualcosa a mio padre. Non stato facile per lei seguire tutte queste vicende legate al suo lavoro: i continui trasferimenti, leducazione dei figli, ripassare la lezione con me alle 6.30 del mattino prima di andare a scuola. Ho voluto ricordarla con un animo particolare, di estrema gratitudine. Si possono conciliare sentimenti e vita pubblica? Non li ho mai messi in contrasto: sono convinto anzi che i sentimenti aiutino le qualit politiche. Guai a chi ne fa a meno. Non raccontare certe cose, sarebbe stato come amputare la favola: non si possono separare. Posso pure sostenere che la morte di mia madre sia un fatto privato, ma esso dentro ad una vicenda pubblica. Privato e pubblico non si possono scorporare cos facilmente: forse un cittadino impara a partecipare alla vita pubblica, a provare solidariet, a pagare le tasse... indipendentemente da quello che gli viene insegnato in famiglia? Impara che cos unIstituzione prescindendo dai principi che gli vengono trasmessi? Da mio nonno a mio figlio i valori sono gli stessi, perch nel corso degli anni sono stati trasmessi dalla famiglia. Ovviamente i tempi cambiano: non che i valori si interpretano e si rappresentano sempre nello stesso modo, per rimangono quelli. Cos come si abusa del termine "famiglia", c' un uso spropositato di "sicurezza". Tutti la promettono, ne parlano, e moltissimi politici votano provvedimenti col plauso della stragrande maggioranza dei cittadini, che si credono pi sicuri. Ronde, militari nelle citt, ordinanze dei sindaci: garantiscono reale sicurezza? Se sento dire che le citt dovrebbero essere pi sicure sono daccordo e ritengo che alcuni provvedimenti potrebbero anche andare nella direzione di garantire maggiore sicurezza: per estremamente sbagliata la tendenza a pomparli ideologicamente. Non sono a prescindere contro ai militari nelle citt ma a condizione che si utilizzino al meglio, ad esempio per presidiare i punti sensibili liberando cos pi risorse

di Polizia per il controllo del territorio (come stato fatto in Sicilia dopo le stragi del 1992). Far andare in giro qualche soldato assieme a Carabinieri o Polizia, invece, non serve a niente, se non a mostrare visivamente la sottostante ideologia della forza e del pugno di ferro. Altri provvedimenti invece sono pura retorica, segno di grande confusione: addirittura spesso offendono anche i pi elementari principi civili ed umani. E le ronde? Le ronde cos come sono state disciplinate non servono: i cittadini devono riappropriarsi dei propri spazi ed ci che avvenuto anche nel quartiere dove vivo, che conosceva il problema della prostituzione. Siamo scesi in strada, ci siamo seduti, abbiamo creato spazi comuni anche bevendo assieme del buon vin brul per scaldarci. Ma ora saremmo fuorilegge in quanto eravamo sicuramente pi di tre e pure con qualche cagnolino che ci accompagnava! Un conto sono forme di partecipazione di questo tipo, che aiutano anche a conoscersi meglio, a condividere problemi cercando assieme una soluzione; altra cosa le ronde. Inoltre vorrei chiedere ai signori che predicano sicurezza il motivo per cui le mafie si stanno radicando proprio nelle regioni del nord Italia e, tra queste, nelle citt apparentemente pi sicure: sarebbe opportuna unanalisi pi seria dei problemi, senza ideologizzazioni di parte. A tutti nota la situazione delle Forze di polizia, lasciate con pochissimi fondi e mezzi, ormai al collasso. Nel 2001, dopo il G8, sostenne, in un articolo su l'Unit, che si era creato uno strappo tra giovani e Forze dell'ordine a cui sarebbe servito molto tempo per ricucirsi. A distanza di otto anni, come vede quel rapporto? Ritengo che serva ancora del tempo. I giovani di destra tendenzialmente difendono a priori loperato delle Forze dellordine, mentre molti di sinistra si pongono in posizioni di contrapposizione. Sono sbagliati entrambi gli atteggiamenti. Per essere veramente con la Polizia bisogna saperla criticare quando sbaglia: la difesa a priori infatti tipica espressione dello spirito di clan. Penso comunque che alla base della Polizia italiana vi sia un Dna democratico che le consente di respingere continui messaggi di incitamento alla forza i quali, se accolti da una Polizia debole, porterebbero a conseguenze deleterie.