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Ecco il calendario per non perdersi neppure un'asta di BoT, BTp, Btpi, CcT e CTz nel 2011 e tutti

i consigli su come usare al meglio www.soldi.it per investirvi. p. 6

Un'ampia panoramica su Borse, settori, azioni italiane e azioni estere che seguiamo per voi: uno strumento pratico per sapere al volo su cosa investire. pp. 8-15

La corsa della corona svedese, il recupero del dollaro, il saliscendi dei rendimenti delle obbligazioni in euro: l'andamentoditassievaluteinuncolpod'occhio. pp.16

4 Gennaio 2011 No 914

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Soldi Sette
Informazione finanziaria indipendente di
Soldi Sette settimanale Anno XXI 4,96 abbonamento anno 197,40 Altroconsumo Edizioni Finanziarie s.r.l. via Valassina, 22 20159 Milano Poste Italiane s.p.a. Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Nuove regole
Il 2011 non sar facile. I Governi dei Paesi industrializzati dovranno agire su tasse e tagli alla spesa per raddrizzare i bilanci: manovre che rischiano di pesare su crescita economica e conti societari. Le aziende, per, pur in questo contesto, possono fare qualcosa per dare soddisfazione agli azionisti: adottare un buon sistema di corporate governance. Ma va l, viene da pensare, con i problemi che ci sono e invece l'adozione di buone regole per dirigere l'attivit pu far la differenza in Borsa. Lo dimostra uno studio del 2003 di alcuni ricercatori dell'universit di Harvard condotto su 1.500 societ Usa. Quelle con la migliore corporate governance, negli anni '90, hanno guadagnato in media il 23,3% annuo contro il 14% di quelle con la corporate governance peggiore. Nel 2009 altri tre ricercatori della stessa universit sono tornati sullo studio, non solo giungendo a conclusioni simili, ma dimostrando come, in particolare, siano le regole che restringono il potere degli azionisti (limitazione del diritto di voto, maggioranze troppo elevate per la modifica degli statuti) a fare la differenza. Noi concordiamo e l'attenzione ai diritti dei piccoli azionisti uno degli elementi centrali della nostra analisi sulla corporate governance di circa 350 societ italiane e estere. I risultati non sono esaltanti: meno del 40% ottiene un voto sufficiente (ne parliamo alle pagine 4 e 5). Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, per, si potrebbe dire che quanto meno ci sono ampi margini di miglioramento. Una piccola speranza con cui vogliamo aprire il primo numero di quest'anno.
CORPORATE GOVERNANCE DA MIGLIORARE
Voto tra 0 e 4 27% Voto 8 1% Voto 7 10% Voto 6 27%

ANALISI MACROECONOMICA

L'Occidente troppo indebitato


Saranno necessari anni perch il debito pubblico dei Paesi avanzati torni a livelli accettabili. I risparmiatori si salvano solo con diversificazione e nervi saldi.
La crisi finanziaria del 2008 ha portato alle estreme conseguenze un deterioramento dei conti pubblici dei principali Paesi in atto gi da diversi anni. L'invecchiamento della popolazione minaccia sia di far esplodere il problema delle pensioni, sia i bilanci della sanit portando due ulteriori sfide. In questo contesto ci aspettano anni di crescita economica limitata e per i risparmiatori diventa cruciale la consapevolezza delle corrette regole di investimento. Noi non crediamo a una crisi mondiale che mandi contemporaneamente in rovina il valore di azioni e obbligazioni e che colpisca in egual misura tutti i Paesi e tutte le aree valutarie. Per questo vi invitiamo a diversificare il pi possibile i vostri investimenti e ad avere nervi saldi in un contesto di accresciuta volatilit dei mercati. pp. 2-3

INDICE AC MIPO RETAIL

Un 2010 sottotono
Di poco superiore al pareggio il risultato del nostro indice delle matricole, che registra solo due ingressi.
Dopo la "corsa" degli scorsi anni, anche il nostro indice sulle matricole di Borsa ha tirato il freno nel 2010 con un piccolo progresso rispetto alla chiusura del 2009. Un risultato comunque migliore rispetto a quello di Piazza Affari, grazie alla limitata presenza di titoli finanziari e ai buoni risultati di bilancio di alcune delle societ che compongono il nostro indice. Non hanno brillato le uniche due new entry del 2010: Tesmec (in calo dell'8,6% dalla quotazione) e Enel Green Power (in calo dell'1,3% nonostante il prezzo di quotazione abbassato rispetto a quello inizialmente programmato). Hanno invece dato un contributo positivo al risultato 2010 le due societ che hanno lasciato l'indice per far posto alle nuove matricole: Ena uscita con un +3% da inizio anno (ma dalla quotazione pi che dimezzata), DiaSorin ci ha salutati con un +19% da inizio anno e un +140% dalla quotazione. p. 7

Voto 5 35%

La nostra analisi sulla corporate governance di 350 societ mostra che il 62% ottiene un voto inferiore alla sufficienza. nell'interesse degli azionisti che le cose migliorino.

Analisi macroeconomica

I debiti pubblici alle stelle sono una minaccia: come difendersi?


La crisi finanziaria ha fatto saltare i conti pubblici di molti Paesi che oggi sono pi dissestati che mai. Non per il caso di disperare, perch sempre possibile mettere in atto una strategia di difesa per i vostri risparmi.
La crisi finanziaria scoppiata nel 2008 ha condotto a una esplosione del debito pubblico in molti Paesi sviluppati. I Governi sono stati costretti a ricapitalizzare le banche e si sono fatti carico di parte dei debiti di istituzioni finanziarie sull'orlo del fallimento, ampliando i cordoni della spesa pubblica per evitare una depressione. Come conseguenza, per la prima volta in tempo di pace il debito pubblico dei Paesi sviluppati superer il 100% del Pil (la ricchezza prodotta). Tuttavia, se all'epoca della seconda guerra mondiale il debito si spiegava con il costo del conflitto, la situazione attuale non pu essere imputata alla sola crisi finanziaria. Negli anni '50 e '60 il debito pubblico si era ridotto rapidamente grazie alla forte crescita economica: dal 60% del Pil nel 1950, il debito del G7 (Usa, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Canada) crollato a un minimo del 35% nel 1974. Negli anni seguenti, sia a causa delle crisi economiche, sia a causa di scelte pubbliche discutibili, la tendenza si invertita e il debito dei Paesi industrializzati aumentato in modo sistematico ad ogni rallentamento congiunturale per poi al pi stabilizzarsi nei momenti di forte crescita. Morale, era gi l'80% del Pil nel 2007. Globalmente i Paesi del G7 e la maggior parte delle altre nazioni sviluppate sono, quindi, entrate in crisi con un livello di debito gi assai elevato. Visto che la crisi finanziaria sfociata nella peggiore recessione dai tempi della grande depressione, non bisogna quindi stupirsi dello stato attuale delle finanze pubbliche. Il crollo delle entrate fiscali e la crescita delle prestazioni sociali, le misure di rilancio e il sostegno alle banche in crisi hanno fatto saltare i conti pubblici. Con un buco di bilancio nel 2009 del 12,9% del Pil negli Usa (10,3% in Gran Bretagna, 10,2% in Giappone, 6,3% nell'eurozona) i deficit sono diventati colossali e il 2010 ha visto un miglioramento solo marginale a cui oltretutto si accompagna una crescita modesta. Di conseguenza, le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale annunciano un debito pubblico per il 2015 pari all'89,3% del Pil nella zona euro, al 110,7% negli Usa e al 249,2% in Giappone!

D'altro canto il problema delle spese sanitarie non stato, invece, ancora affrontato e sar pi difficile da risolvere. Le ultime proiezioni del Fondo monetario internazionale stimano un rialzo di queste spese almeno al 3% del Pil da qui al 2030. Pertanto, tenendo conto di tutto questo, il debito pubblico dei Paesi del G7 dovrebbe arrivare al 200% del Pil nel 2020 e, in assenza di manovre di aggiustamento, sar del tutto fuori controllo. , quindi, urgente intervenire, tanto pi che le recenti tensioni sui titoli di Stato europei mostrano come i mercati non siano disposti a finanziare tutto e tutti indipendentemente dal prezzo. Non bisogna illudersi che possa servire l'esempio del Giappone, che gestisce facilmente un debito colossale: in Giappone c' un eccesso di risparmio che negli Usa e nel Vecchio continente manca. Inoltre i risparmiatori giapponesi si interessano poco ai mercati esteri preferendo i titoli locali, ma i loro omologhi europei e americani non esitano a cercar fortuna nei mercati emergenti destinandovi parte dei risparmi che dovrebbero restare in patria.

La matematica non un'opinione

Il forte debito pubblico genera poi un problema ulteriore: in caso di una nuova crisi non sar pi possibile rispondere con un incremento della spesa pubblica. necessario un approccio coraggioso e smettere di sperare nella crescita economica per riassorbire nella maniera meno faticosa il debito pubblico. Inoltre non neppure il caso di illudersi che l'inflazione elevata possa essere una soluzione miracolosa. Se vero che un suo rialzo inatteso riduce il valore reale del debito pubblico, questa soluzione funziona solo a breve termine e l'inflazione percepita come problema di lungo termine farebbe rialzare i tassi annullando i benefici iniziali. Morale: non c' che una soluzione per i Paesi sviluppati, alzare le tasse e tagliare le spese. Le conseguenze di questo risanamento dei bilanci sono, per, difficili da prevedere.
USA: SPESA SANITARIA ALLE STELLE

1500 1400 1300 1200 1100 1000 900 800 700 600 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020

I problemi non arrivano mai da soli


Il brutto di tutta questa vicenda che c' anche dell'altro. La popolazione in Occidente invecchia e le conseguenze di questo fenomeno sono note da tempo: rialzo delle spese pensionistiche e dei costi della salute. La maggior parte dei Governi ha sottostimato l'impatto finanziario di questa situazione e sta tardando a reagire. Nei Paesi del G7 tra 20 anni le pensioni assorbiranno il 10% del Pil contro il 7% attuale. Le riforme fin qui decise o in fase di attuazione limiteranno questo peggioramento all'1% del Pil, ma ancora possibile trovare ulteriori soluzioni per diminuire questo impatto in tutti i Paesi.
2 | Soldi Sette 4 Gennaio 2011

Le spese sanitarie esploderanno, spinte dall'invecchiamento della popolazione. Questo rende ancora pi urgente mettere mano al problema del debito pubblico degli Stati. Qui sopra trovate il dato Usa in miliardi di dollari. Lo trovate all'indirizzo www.soldi.it > Mercati

Analisi macroeconomica
Tipicamente il rigore dei bilanci colpisce la domanda interna e provoca un rialzo della disoccupazione. Tuttavia, porta anche un ribasso dei tassi che alla lunga sostiene l'attivit economica: ribasso che, per, almeno per i prossimi mesi improbabile. Sperare poi che, come successo in passato, i consumi privati compensino le minori spese pubbliche ugualmente illusorio: dopo aver ridotto il loro tasso di risparmio in questo ultimo decennio e aver aumentato i loro debiti anche le famiglie hanno la necessit di ristabilire la loro salute finanziaria. In pi l'inquietudine nei confronti del problema pensionistico rischia ugualmente di spingere verso un aumento dei risparmi e a farne le spese sono i consumi. Una svalutazione della moneta e un boom delle esportazioni sono altri elementi che di solito hanno ridotto le conseguenze economiche del rigore di budget, ma se ci possibile quando il rigore tocca solo un Paese o due, diventa pi difficile quando l'austerit si impone a quasi tutti quanti i Paesi sviluppati.

guadagnare il dollaro, trasformando il biglietto verde da investimento in difficolt a importante opportunit di guadagno. Ragionamenti del tutto simili valgono per le Borse che spesso si muovono in direzione contraria rispetto alle obbligazioni (spesso dei mesi deludenti per il mercato obbligazionario vedono le Borse salire e viceversa). Inoltre, non tutte le Piazze azionarie si muovono in modo uguale in tutti i Paesi: per esempio una contenuta presenza delle Borse dei Bric aiuta a dare pepe ai vostri investimenti senza aumentarne per forza il rischio, perch c' un certo disallineamento tra ci che accade in Cina e negli Usa, in Brasile e in Europa. Per questo vi ribadiamo di investire secondo portafogli molto diversificati (vedi www.soldi.it/portafogli e la tabella). In secondo luogo vi ricordiamo che per attuare queste strategie occorre avere un po' di pazienza (ad esempio non aspettatevi che un investimento in azioni sia con certezza profittevole solo dopo pochi mesi): se invece volete investire solo per qualche mese puntate su Conto corrente 3% di Barclays, Dconto, contoconto.it, Rendimax, ContosuIBl.

Quali trappole per i vostri investimenti?


Il problema del debito pubblico divenuto un elemento centrale nella gestione del portafoglio e comporta conseguenze importanti per qualsivoglia investitore. Naturalmente il primo a essere toccato il mercato obbligazionario: i timori relativi ai debiti pubblici spingono verso l'alto le remunerazioni offerte dai titoli di Stato e allo stesso tempo fanno calare i tassi per le attivit giudicate meno rischiose su livelli inferiori all'inflazione, complicando le scelte di investimento dei risparmiatori. E non pi facile spuntare guadagni in Borsa: l'austerit di budget penalizzer inevitabilmente la crescita dei Paesi sviluppati e gli utili delle societ attive in queste regioni. Questa situazione potrebbe mettere alla lunga in difficolt anche i Paesi emergenti, che contano molto sulle esportazioni nei Paesi sviluppati. Insomma: ogni scelta in materia di investimento finisce per richiedere una buona dose di attenzione, ma anche di consapevolezza dei rischi a cui si va incontro.

E in caso di bufera? Come guadagnare?

Quali strategie possono difendere i vostri soldi?


Veniamo ora alle soluzioni che vi proponiamo per uscire indenni dalla crisi o, addirittura, portare a casa dei guadagni, vista la diffusione di prodotti finanziari che si apprezzano in caso di difficolt dei mercati. In primo luogo ribadiamo la via della diversificazione e della pazienza. A un occhio disattento sembrer un'accoppiata di idee sempreverdi datate e di scarso fascino, tuttavia nervi saldi e investimenti ben variati sono la strada maestra su cui dovete avviarvi se volete proteggere e moltiplicare il vostro denaro anche in tempi duri come quelli che stiamo vivendo ora. Iniziamo dalla diversificazione: vero che siamo di fronte a problemi generalizzati che colpiscono tutte le economie mature, ma anche vero che non sono problemi tali da colpire ovunque in egual misura e con egual tempismo. Ad esempio tra fine estate e inizio autunno le difficolt Usa hanno fatto crollare il dollaro e salire l'euro, poi, per, il vento ha cambiato direzione e l'Irlanda ha trascinato con s l'euro facendo

Posto che anche se la situazione meno rosea che in passato, non certo che debba arrivare una bufera epocale, ecco qualche ulteriore idea sempre buona da ritagliare e mettere da parte il giorno in cui l'aria si facesse velenosa. Visto che parlare di crisi sistemica un conto, ma parlare di Apocalisse un altro, assai probabile che la Germania qualunque cosa accada sia capace di uscire indenne da ogni crisi. I suoi titoli di Stato (i bund) quotati sia su Borsa Italiana sia al Tlx potrebbero salire di prezzo grazie alla buona affidabilit di Berlino. Il decennale tedesco Bund 3,25% 04/01/20 (prezzo: 103,68) una soluzione classica. Se poi temete una impennata del carovita potete scegliere il titolo (sempre tedesco) DBRei 1,5% 15/4/16 (prezzo: 106,2) indicizzato all'inflazione europea. In maniera pi aggressiva (ma correndo qualche rischio in pi) possibile guadagnare dalla crisi acquistando un prodotto che punti sul crollo dei mercati, come un Etf short: ad esempio l'Etfx Ftse Mib Super Short Strategy (81,34 euro) quotato a Milano scommette (amplificandolo) su un eventuale crollo di Piazza Affari; l'Etf Db x-trackers Stoxx 600 banks short daily (31,87 euro), anch'esso quotato a Milano, scommette sul crollo dei titoli bancari europei, che sono poi quelli pi sensibili a un'insolvenza di Paesi Ue.

I NOSTRI PORTAFOGLI: UNA SOLUZIONE SEMPREVERDE ALLE BUFERE


Azioni Usa Azioni italiane Azioni inglesi Azioni australiane Azioni svizzere Azioni cinesi Azioni indiane Azioni russe Azioni brasiliane Azioni eurozona Obbligazioni in euro Obbligazioni in SEK Obbligazioni in USD Obbligazioni in GBP 5 a. 15 5 15 5 25 15 15 5 Difensivo 10 a. 20 a. 20 15 5 25 15 15 5 5 5 5 20 20 15 10 10 10 5 a. 25 5 15 5 5 20 10 10 5 Neutro 10 a. 15 15 15 5 5 5 25 5 5 5 20 a. 15 25 15 5 10 5 5 5 5 5 5 5 a. 30 10 15 5 5 5 5 5 10 5 5 Dinamico 10 a. 20 a. 25 15 20 30 15 15 10 15 5 5 5 5 5 5 5 5 5 5 5

a.: anni; SEK: corone svedesi; USD: dollari Usa; GBP: sterline inglesi. Soldi Sette 4 Gennaio 2011 | 3

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Corporate governance

Corporate governance da migliorare


Il periodo di crisi delle Borse ha spinto le societ verso comportamenti pi "virtuosi"? Stando ai risultati della nostra indagine sulle regole di governo societario, sembrerebbe proprio di no: su questo fronte, la strada da percorrere rimane ancora lunga. Un 2010 decisamente difficile per le Borse ha minato ancora di pi la fiducia dei risparmiatori nell'investimento in azioni. Per decidere di affidare i propri risparmi a una societ gli investitori sempre pi spesso non si accontentano pi di guardare ai risultati finanziari, ma pi in generale chiedono maggiori garanzie in termini di trasparenza, diritti dei piccoli azionisti, norme interne di funzionamento. In altre parole, tutto ci che riguarda le regole di governo della societ. Ci si aspetterebbe quindi un comportamento sempre pi "virtuoso" da parte delle societ, in modo da attirare gli investitori anche in periodi poco propizi come quello attuale. Tanto pi che diversi studi hanno dimostrato che il "buon governo" remunerativo anche in termini di risultati di Borsa (vedi pagina 1). Purtroppo, per, non cos. Come ogni anno siamo tornati ad analizzare un ampio campione di societ, circa 350, valutando la qualit della loro corporate governance, cio delle regole di governo societario. I risultati non sono affatto confortanti. delle societ non ha ottenuto la sufficienza. Solo il 10% ha ottenuto un 7; per non parlare delle societ che hanno ottenuto 8, pari a meno dell'1% del campione analizzato. Se guardiamo solo le societ italiane, non va certo meglio. Anzi, il punteggio ancora pi basso: solo 5, in peggioramento rispetto al punteggio di 5,2 che avevano ottenuto un anno fa. Le pi "virtuose" sono le societ britanniche (6,1), ma si avvicinano alla sufficienza anche quelle svizzere (5,9), tedesche (5,8) e olandesi (5,7). Fanno peggio di noi le societ spagnole (4,9) e francesi (4,5). Pi o meno allineate alle colleghe italiane, invece, le societ belghe (5), quelle portoghesi (5,2) e quelle statunitensi (5,3). namento degli organi societari. Anche su questo fronte, c' ancora molto da migliorare: il 30% delle societ, ad esempio, non separa le cariche di presidente e amministratore delegato, e in pi della met del campione analizzato gli amministratori indipendenti rappresentano una minoranza nel consiglio. Quanto poi alla possibilit di "cumulare" cariche in diverse societ, elemento che rende pi difficile svolgere al meglio il proprio ruolo, solo un terzo del campione analizzato pone dei limiti al numero di incarichi ricoperti dai propri vertici. Nel funzionamento degli organi societari, il voto medio delle societ italiane di solo 3,4, contro un ben pi brillante 7,6 delle societ elvetiche e una piena sufficienza per le societ olandesi (6,4), statunitensi (6,3) e britanniche (6,1). A portare a questo deludente risultato per le societ di casa nostra sono in particolare la bassa percentuale di amministratori indipendenti (tra le peggiori Mediobanca, Mediolanum, BasicNet, Edison) e la mancanza di comitati ad hoc per il rispetto delle regole societarie.

Azionisti non sempre rispettati


Ma come siamo arrivati a questi risultati? Abbiamo analizzato diversi aspetti della "vita societaria", raggruppandoli in tre grandi categorie. Il primo riguarda i diritti degli azionisti: abbiamo analizzato il rispetto del principio un'azione = un voto, le maggioranze richieste per decisioni assembleari particolarmente "critiche", la possibilit di votare per delega Sembrerebbero principi talmente basilari da essere scontati, e invece non cos. Circa il 40% delle societ, ad esempio, non rispetta il principio secondo cui a ogni azione corrisponde un voto. Non fanno eccezione molte societ italiane, vuoi per la presenza di azioni di risparmio (Fiat, Fondiaria-Sai, Intesa Sanpaolo), vuoi per la struttura societaria (banche popolari), vuoi per la presenza di "tetti massimi" al diritto di voto (Unicredit). E infatti, il punteggio ottenuto dalle societ italiane su questi aspetti solo 4,6.

Trasparenza ok, ma "per legge"


Infine, abbiamo analizzato la trasparenza nei confronti degli azionisti: la frequenza con cui vengono comunicati i risultati, la pubblicazione delle remunerazioni dei vertici, la disponibilit di informazioni su internet Su questo aspetto, finalmente, le societ italiane riescono a strappare la piena sufficienza (6,7) nonostante la "lentezza" con cui comunicato i risultati di bilancio (oltre un mese dalla fine del trimestre). Peccato che questo voto relativamente elevato dipenda dal fatto che molti degli aspetti analizzati sono da noi obbligatori per legge: non si tratta quindi di "buona volont" dei vertici aziendali, ma molto pi semplicemente di una scelta forzata.
3 5 8 4 6 5 6 3 Roche GS Roularta Royal Dutch Shell Sabesp Sacyr - Vallehermoso SAG Sage Group Sainsbury (J) 6 5 5 4 6 7 7 8

Nessun progresso, anzi


Nel complesso, le societ analizzate hanno ottenuto un punteggio di 5,2 su 10: un risultato non solo inferiore alla sufficienza, ma pi basso di quello ottenuto un anno fa (5,4). Oltre un quarto delle societ comprese nell'indagine ha ottenuto un punteggio decisamente insufficiente (tra 0 e 4), e un altro 35% non andato oltre il 5; nel complesso, quindi, oltre la met
A2A Abbott Laboratories Abengoa Abertis Acciona Accor ACEA Acerinox 5 8 6 6 6 4 5 5

Poca indipendenza in consiglio


Il secondo gruppo di elementi che abbiamo analizzato relativo al funzio6 5 7 4 4 6 7 6 IRIS Italcementi Jernimo Martins KBC Ancora KBC Groep Kinepolis KME Group Konami

LA PAGELLA DELLA CORPORATE GOVERNANCE


Cisco Systems CMB Coca - Cola Cofina Colruyt Compass Group Computer Sciences Corp. Corticeira Amorim

4 | Soldi Sette 4 Gennaio 2011

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Corporate governance
Ackermans & van Haaren ACS Adecco Adidas Group Adolfo Domnguez Aegon Ageas (ex Fortis) Agfa - Gevaert Ahold Air Liquide Alba Alcatel - Lucent Allianz Allied Irish Banks Alstom Altri Amper Anheuser - Busch InBev Ansaldo STS Antena 3 Apple ArcelorMittal ARM Holdings ASM Lithography Holding AstraZeneca AT & T Atenor Group Atlantia Autogrill Autonomy Corporation Autostrada TO-MI Avanquest Software Aviva Axa Azkoyen Banca Popolare di Milano Banco de Sabadell Banco Popolare Banesto Banif Bank of America Banknter Barclays Bank Barco BASF BasicNet Bayer BBVA BCP Beghelli Bekaert Belgacom Benetton Beni Stabili BES BMW BNP Paribas Bouygues BP BPI Brederode Brembo Brisa BT Group Bulgari Buzzi Unicem CAF Campari Campofro Capgemini Carrefour Catalana Occidente Cementos Portland Cepsa CFE Chevron Cimpor CIR 5 6 7 7 5 7 8 7 6 5 5 6 8 5 4 4 7 5 7 6 7 5 7 7 7 8 6 5 5 8 6 5 6 5 5 5 5 5 7 4 7 7 8 8 7 5 7 6 4 5 5 7 5 6 5 5 7 4 5 6 5 5 6 7 6 4 5 6 4 6 4 5 5 5 7 5 4 7 Crdit Agricole CS Groupe Daimler D'Amico International Ship. Danone Deceuninck Delhaize De'Longhi Deutsche Bank Deutsche Post Deutsche Telekom Dexia Diageo D'Ieteren DuPont De Nemours Duro Felguera E.ON EADS Ebro Foods Edison EDP EDP Renovveis Eli Lilly Elia Enagas Ence Endesa Enel ENI Ercros Euronav EVS Broadcast Equipment Exelon Exmar Exor Exxon Mobil Fastweb FCC Ferrovial (ex Cintra) Fiat Finmeccanica Fondiaria - Sai France Tlcom Galp Energia Gamesa Gas Natural GBL GDF Suez General Electric Generali Geox Gimv GlaxoSmithKline Glintt Google Grifols Gruppo Coin Headwaters Heineken HSBC Holdings IBA Iberdrola Iberdrola Renovables Iberia Ibersol IBM Impregilo Impresa Inapa Indesit Company Inditex Indra Sistemas ING Intel Interpump Group Intesa Sanpaolo ION Geophysical Corp. Iren (ex Iride) 5 6 7 7 4 5 6 6 7 7 6 7 7 4 6 4 7 5 5 4 6 7 5 7 5 5 6 5 5 6 6 5 5 7 5 6 7 5 7 5 3 5 5 4 5 6 4 6 6 8 7 6 8 6 5 5 6 4 5 6 5 5 7 6 6 8 4 8 6 5 7 6 7 8 6 6 5 5 KPN Kraft Foods Ladbrokes Lafarge Lagardre L'Espresso Lloyds Banking Group Logica L'Oral Lottomatica Luxottica LVMH Mabuchi Motor Man Mapfre Martifer MDC Holdings Media Capital Mediaset Mediobanca Mediolanum Melexis Merck Metro Metrovacesa Michelin Miko Mobistar Mondadori Monte dei Paschi di Siena Mota - Engil Nasdaq OMX National Grid Natuzzi Nestl NH Hoteles Nokia Nordea Novabase Novartis NPM Nyrstar Omega Pharma Option Oriflame Cosmetics Parmalat Pastor Pearson Pernod Ricard Peugeot Pfizer Philips Piaggio Picanol Pininfarina Pirelli & C. Popular Portucel Portugal Telecom Pinault Printemps Redoute Prelios Prisa Prosegur Prudential Prysmian Psion Qiagen Randstad RCS MediaGroup Recordati Red Elctrica Corporacin Reed Elsevier NV REN Renault Repsol YPF Republic Airways Reyal Urbis Rio Tinto 7 4 6 5 4 6 6 7 6 6 6 4 3 5 5 7 5 6 6 6 6 7 6 5 5 6 5 7 7 5 6 6 5 3 6 5 8 3 7 8 6 6 6 6 6 7 5 6 5 4 6 7 5 6 6 6 4 6 5 5 6 2 4 6 5 7 5 7 4 6 6 6 5 5 5 2 7 6 Saint - Gobain Saipem Sanofi - Aventis Santander SAP Schneider Schnitzer Steel Seaspan Seat Pagine Gialle Semapa Service Point Solutions Siemens Singulus Technologies Sioen Snam Rete Gas Soares da Costa Socit Gnrale Sofina Sol Meli Solvay Sonae Sonae Capital Sonae Indstria Sonaecom Sorin SOS Corporacin Alimentaria Stefanel STMicroelectronics Systemat Teixeira Duarte Telecinco Telecom Italia Telefnica Telenet Telesp Tenaris Terna Tessenderlo Texas Instruments TF1 Thales Time Warner Tiscali Tod's Total Tubacex UBI Banca UBS UCB Umicore Unicredit Unilever Unipol Uralita US Ecology Valeo Van de Velde Veolia Environnement Vestas Wind Systems VGP Vidrala Vinci Viscofn Vivendi Vodafone Group Volkswagen VPK Packaging Walt Disney Waste Connections Wolters Kluwer WPP Yoox Zardoya - Otis Zeltia Zetes Zignago Vetro ZON Multimdia Zurich Financial Services 3 5 5 6 6 6 5 3 4 6 6 6 6 5 7 7 5 5 7 6 6 6 7 6 5 4 4 6 5 7 7 5 5 6 5 5 5 4 8 6 3 6 5 7 5 7 5 5 4 6 5 7 5 5 8 6 4 6 6 5 8 6 6 8 8 5 5 6 4 5 8 5 6 3 5 5 5 7

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Soldi Sette 4 Gennaio 2011 | 5

L'investitore pratico

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I titoli di Stato italiani riscuotono sempre successo presso gli investitori. Se anche voi siete interessati a questi investimenti, ecco le date delle aste per il 2011 e tutti gli strumenti a disposizione sul nostro sito per investirvi.
Come di consueto, con la fine dell'anno il Tesoro ha comunicato il calendario delle aste dei titoli di Stato del 2011. In tabella trovate il riassunto delle emissioni: potete usarlo come promemoria per partecipare, se interessati, alle aste. Ricordatevi che l'investimento minimo in titoli di Stato di 1.000 euro e che per partecipare alle aste, e per comprare le obbligazioni sul mercato, dovete dare comunicazione alla vostra banca.

I nostri consigli
Attualmente vi sconsigliamo i BoT a 3, 6 e 12 mesi e i CTz a 24 mesi. Per investire la vostra liquidit sul mercato vi sono conti deposito che offrono rendimenti pi interessanti (li trovate su www.soldi.it/contideposito). Anche i CcT sono titoli che non vi consigliamo: sono a tasso variabile e il loro rendimento dipende dai BoT a 6 mesi che al momento non vi consigliamo. Lo stesso dicasi per i CcTeu, legati al tassi euribor a 6 mesi. Interessanti sono invece i BTp: potete acquistare quelli con scadenza residua tra i 5 e i 7 anni.

Il sito Soldi.it per rimanere sempre informati


Per rimanere sempre informati sulle aste dei titoli di Stato tutto l'anno avete anche un altro utile strumento: il sito www.soldi.it, che vi tiene costantemente informati. Infatti, la settimana che precede l'asta, in tempo dunque per poter comunicare alla banca la vostra decisione di partecipare, sul nostro sito (alla sezione Obbligazioni) trovate l'annuncio del suo effettivo svolgimento, le caratteristiche dei titoli oggetto d'asta (se si tratta di BoT, CcT, BTp, la durata) e il nostro consiglio. E sempre nella stessa sezione di soldi.it trovate i risultati dell'asta, cio prezzi e rendimenti (sono informazioni che vi possono tornare utili nel controllare le vostre contabili d'acquisto). E l'utilit del sito soldi.it non si esaurisce con questo. Alla sezione http://www.soldi.it/calcolatori-p195053.htm trovate i nostri calcolatori, che vi permettono, chiedendovi solo pochi dati, di calcolare il rendimento di BoT, BTp e CTz sia se acquistati in asta, sia se acquistati sul mercato (nella figura qui a fianco vi riportiamo, a titolo d'esempio, il calcolatore per conoscere il rendimento di un BTp acquistato in asta). E se volete sapere quanto attualmente rende un titolo di Stato quotato sul mercato? Anche in questo caso la risposta a portata di click: basta infatti andare all'indirizzo http://www.soldi.it/titoli-di-stato-p220548.htm e trovate l'elenco di BTp, BoT e CTz quotati sul mercato con il rispettivo rendimento, gi al netto di tasse e di commissioni d'acquisto dello 0,5%.

E quanto vi costa
Se partecipate all'asta, sui CTz, CcT, BTp e BTpi non si pagano commissioni. Se si investe in BoT, la commissione massima, fissata per legge, lo 0,05% per i titoli con durata residua minore o uguale a 80 giorni, lo 0,10% se la durata residua compresa tra 81 e 170 giorni, lo 0,20% per quelli con durata residua tra 171 e 330 giorni e lo 0,30% per i titoli con durata residua maggiore o uguale a 331 giorni. Se acquistate i titoli di Stato sul mercato, invece, la banca vi applica delle commissioni. Per un acquisto di 5.000 euro effettuato allo sportello, in media si pagano 27,6 euro, ma si passa da un minimo di 10 euro ad un massimo di 41 euro. Se invece operate via internet in media si spendono 12,6 euro e si va da un minimo di 6 euro ad un massimo di 25. Ricordate che queste sono le condizioni per il solo acquisto di titoli e non considerano tutti gli altri costi legati al conto corrente (per esempio con Directa Sim pagate s il minimo di 6 euro, ma dovete pagare un costo d'attivazione di 155 euro). Per conoscere il conto corrente migliore per le vostre esigenze chiamateci allo 02/6961580 dal marted al gioved dalle 9 alle 12. La consulenza, per voi, gratis.

LE DATE DELLE ASTE DEI TITOLI DI STATO NEL 2011


Mese Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre BoT a 3 e a 12 mesi 11 10 10 12 11 10 12 10 12 11 10 12 BoT a 6 mesi e CTz 26 23 28 26 26 27 26 26 27 26 25 28 BTp a 5 anni 13 14 11 14 13 14 14 12 13 13 14 14 BTp a 3, 10 anni e CcT 28 25 30 28 30 28 28 30 29 28 29 29 BTpi 27 24 29 27 27 24 27 29 28 27 28 28

Le aste dei BTp a 15 e 30 anni, cos come quelle dei CcT, non sono regolari. Pu succedere, inoltre, che le aste di dicembre non abbiano luogo, a seconda delle condizioni di mercato e delle necessit di cassa del ministero del Tesoro. Consultate il nostro sito www.soldi.it, dove vi informiamo per tempo sull'effettivo svolgimento delle aste. 6 | Soldi Sette 4 Gennaio 2011

Lo trovate all'indirizzo www.soldi.it > Obbligazioni

Indice AC Mipo Retail

2010 in lieve progresso per le matricole


Fine anno tempo di bilanci, anche per il nostro indice AC Mipo Retail che ha chiuso il 2010 poco sopra i livelli con cui aveva aperto l'anno: comunque meglio di Piazza Affari, che archivia un 2010 in rosso. Decisamente poche le new entry
Anche il nostro indice che riassume l'andamento delle "matricole" (vedi riquadro) non stato immune dalla difficile situazione dell'economia europea. Un primo effetto della crisi che solo due nuove societ sono approdate a Piazza Affari, e quindi nel nostro indice, mentre altre hanno rinviato la quotazione a tempi migliori. Due soli ingressi, ma decisamente "di peso". Oltre a Tesmec (macchine per stendere i cavi di trasmissione e per la posa di tubi), a fare il suo ingresso sulla Borsa italiana stata infatti Enel Green Power, la societ del gruppo Enel attiva nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Le matricole hanno retto meglio


Un secondo effetto della crisi delle Borse il modesto risultato messo a segno dall'indice nel 2010: solo +7,1%, il 2009 aveva invece registrato un ben pi consistente +33%. Ci nonostante, un risultato migliore di quello messo a segno da Piazza Affari, che ha chiuso il 2010 con un -11,5%. A permettere all'indice Mipo retail di reggere meglio stata innanzitutto la minor presenza di titoli del settore finanziario, uno

dei pi penalizzati, che a Piazza Affari invece ampiamente rappresentato. Nell'indice delle matricole presente un solo titolo finanziario (Cape Live) che non a caso tra i peggiori dell'anno, insieme a MolMed che ha subito gli effetti negativi dell'aumento di capitale (nella tabella qui sotto trovate i risultati di tutte le societ). Ampia, invece, la presenza di titoli industriali, che hanno registrato risultati migliori: spiccano Piquadro, spinta dal miglioramento dei conti (ma rispetto alla quotazione il bilancio ancora negativo) e Yoox, sostenuta dal progresso nella redditivit ma anche dal recente ingresso nell'indice FTSE Mid Cap, che ha regalato al titolo maggiore visibilit. Il discreto risultato dell'indice significa che conviene puntare sulle matricole? Non sempre. Anzi, nella maggior parte dei casi il prezzo con cui le new entry approdano in Borsa troppo elevato: come potete vedere nella tabella, quasi tutte le matricole sono "in rosso" rispetto al debutto. Meglio quindi non investire su tutte le debuttanti ma solo su alcune, ben selezionate societ: per questo, continueremo a monitorare per voi tutti i nuovi ingressi a Piazza Affari.

Che cos' l'indice AC Mipo Retail

IL DIVARIO SI AMPLIA
250

200

150

100

50

12/04 04/05 08/05 12/05 04/06 08/06 12/06 04/07 08/07 12/07 04/08 08/08 12/08 04/09 08/09 12/09 04/10 08/10 12/10

Con una chiusura in lieve progresso, l'indice AC Mipo Retail (grassetto; base 100) nel 2010 ha ampliato, seppur di poco, il vantaggio accumulato dal 2005 a oggi sulla Borsa italiana (sottile) che nell'ultimo anno ha perso terreno.
Data di quotazione Cape Live Aeffe Sat Bialetti RCF Group Piquadro Damiani Maire Tecnimont Sole 24 Ore MolMed Rosss Best Union Yoox Tesmec Enel Green Power 19/07/2007 24/07/2007 26/07/2007 27/07/2007 27/07/2007 25/10/2007 08/11/2007 26/11/2007 06/12/2007 05/03/2008 09/04/2008 20/05/2008 03/12/2009 01/07/2010 04/11/2010 Prezzo di quotazione 1,05 4,1 12,35 2,5 2,8 2,2 4 2,8 5,75 2,15 2,1 3,4 4,3 0,7 1,6 Prezzo attuale 0,26 0,49 10,22 0,34 0,86 1,88 0,82 3,29 1,38 0,41 1,42 1,44 9,62 0,64 1,58 dalla quotazione -75,2% -88,0% -17,2% -86,4% -69,3% -14,5% -79,5% 17,5% -76,0% -80,9% -32,4% -57,6% 123,7% -8,6% -1,3%

L'indice AC Mipo Retail raccoglie le societ che si quotano a Piazza Affari con un'offerta destinata almeno in parte al pubblico retail. Queste societ entrano a far parte dell'indice al momento della loro quotazione e ne escono dopo due anni (purch nell'indice restino almeno 15 societ), oppure quando la societ stata tolta dal listino prima che siano passati due anni dalla quotazione. Ogni settimana, su www.soldi.it, vi forniamo un aggiornamento sull'andamento dell'indice e sulle societ che ne hanno maggiormente condizionato, in positivo e in negativo, il suo andamento. Sul nostro sito potete anche trovare maggiori dettagli sulle modalit di calcolo dell'indice: sono all'indirizzo www.soldi.it/metodologia.
Guadagno/perdita negli ultimi negli ultimi 2 mesi 3 mesi -12,8% -15,9% 13,4% 21,7% 5,5% 5,9% -12,9% -14,4% -5,7% 3,1% 5,3% 27,5% -2,4% -4,0% 5,9% 12,8% -0,7% 4,4% -2,5% -10,3% -3,4% -2,3% -2,6% -3,2% 22,1% 28,4% -6,0% 6,0% nd nd

nell'ultimo mese 55,8% 28,8% -0,8% 11,1% 0,3% 6,5% 1,0% 9,0% 14,5% 26,9% 4,4% 0,1% 34,5% 4,0% 3,9%

negli ultimi 6 mesi -23,3% 51,7% 13,6% -24,4% 2,4% 47,5% -5,8% 25,1% -1,4% -48,1% -7,4% 29,8% 68,5% nd nd

nell'ultimo anno -20,5% -6,3% -3,8% -31,3% -9,0% 64,2% -23,2% 33,2% -28,1% -76,8% 15,9% 1,8% 84,3% nd nd

I prezzi di quotazione e i prezzi attuali sono espressi in euro. Il guadagno/perdita percentuale indicato in tabella si riferisce solo all'andamento del prezzo, senza tener conto di dividendi o altre remunerazioni. Per Tesmec e Enel Green Power "nd" indica che il dato non disponibile (le due societ sono quotate da un periodo di tempo inferiore a quello indicato nella relativa colonna). Soldi Sette 4 Gennaio 2011 | 7

Lo trovate all'indirizzo www.soldi.it > Approfondimenti

Soldi Sette | Borse


MILANO (FTSE Mib)
www.borsaitaliana.it Nella prima met del 2010 Piazza Affari ha avuto un andamento piuttosto volatile, come negli anni precedenti: nella seconda parte dell'anno stata pi stabile, ma non riuscita a colmare le perdite subite tra aprile e luglio. Anche se l'anno si chiude in territorio negativo, la Borsa correttamente valutata e merita un investimento.
45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010
x 1000

EUROZONA (Euro Stoxx 50)


www.stoxx.com Un 2010 sottotono per le Borse dell'area euro che, nel loro complesso, sono rimaste pressoch ferme al palo, a differenza di Stati Uniti e Gran Bretagna che sono riuscite a chiudere l'anno con il segno pi. Considerate singolarmente Portogallo, Olanda e Belgio sono care; Italia, Germania, Francia sono correttamente valutate.
5000 4500 4000 3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

HONG KONG (Hang Seng)


www.hkex.com.hk La Borsa di Hong Kong una delle vie d'accesso pi importanti per investire nel mercato cinese. L'onda lunga della crisi finanziaria, che ha fatto sentire i suoi effetti anche nel 2010, non ha risparmiato questa Piazza che ha, comunque, chiuso l'anno con un guadagno. Nonostante ci, resta ben sotto i massimi raggiunti nel 2007.
35 30 25 20 15 10 5 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010
x 1000

LONDRA (FTSE All Share)


www.londonstockexchange.com Nel 2010 la Borsa londinese ha continuato a recuperare terreno, come aveva gi fatto nell'anno precedente, ma a un ritmo pi blando: l'incertezza legata ai tempi della ripresa economica e le crisi finanziarie di Irlanda e Grecia hanno bloccato anche le performance della City, che resta una Piazza conveniente per investire i propri risparmi.
4000 3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

MOSCA (Russia ds market)


www.mse.ru/eng/ Dopo il grave crollo del 2008 e il recupero del 2009, Mosca ha guadagnato anche nel 2010, nonostante non siano mancati momenti di incertezza che riuscita a lasciarsi alle spalle nel corso dell'anno. Le prospettive economiche del Paese sono buone e la Russia entrata nei nostri portafogli (ad esempio per il 5% nel dinamico a 10 anni).
4500 4000 3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

MUMBAI (India ds market)


www.bseindia.com La Borsa indiana chiude il 2010 col segno pi, portandosi verso i livelli pre-crisi subprime: questa Piazza sta acquisendo sempre maggiore importanza e si avvia a diventare una delle protagoniste del prossimo futuro. entrata, insieme a Russia, Brasile e Cina nei nostri portafogli (ad esempio per il 5% in quello neutro a 10 anni).
3000 2500 2000 1500 1000 500 0

2005

2006

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2010

NEW YORK (S&P 500)


www.nyse.com Wall Street nel 2010 ha continuato a crescere sull'onda lunga del 2009, seppur con alcune incertezze. C' da dire, per, che il recupero degli ultimi due anni non ha colmato il calo del 2008, causato dalla crisi innescata dai mutui subprime. Il clima di incertezza non ha permesso alla Borsa, correttamente valutata, una decisa impennata.
1600 1400 1200 1000 800 600 400 200 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

SAN PAOLO (Brazil ds market)


www.bmfbovespa.com.br La Borsa del Brasile ha vissuto un 2010 contrastato: se le prospettive economiche del Paese sono buone va anche detto che la crisi globale ha causato un calo degli investimenti esteri. Il listino chiude l'anno su livelli vicini a quelli di inizio anno. Anche il Brasile ora nei nostri portafogli (in quello dinamico a 10 anni presente per il 5%).
1600 1400 1200 1000 800 600 400 200 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

SIDNEY (S&P/ASX 100)


www.asx.com.au Sydney ha vissuto un 2010 tra alti e bassi: la volatilit stata inferiore rispetto al passato, ma l'anno chiude col segno meno. I rischi sono legati alla debolezza della ripresa economica, alla possibile discesa dei prezzi delle materie prime e del mercato immobiliare. La Borsa del Paese, correttamente valutata, vale un piccolo investimento.
6000 5000 4000 3000 2000 1000 0

2005

2006

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8 | Soldi Sette 4 Gennaio 2011

Lo trovate all'indirizzo www.soldi.it > Investire > Azioni

Soldi Sette | Settori


ALIMENTARE
Il settore alimentare nel 2010 salito, anche se la sua crescita stata discontinua e non priva di incertezze. In Europa e negli Stati Uniti il settore ha messo a segno un incremento intorno al 20%, mentre a livello globale (includendo anche i Paesi emergenti) la crescita stata pi marcata (intorno al 25%). Le sue prospettive per il 2011 sono buone: merita un investimento.
2500 2000 1500 1000 500 0

ALTA TECNOLOGIA
Nel 2010 il settore ha continuato a crescere, avvicinandosi ai livelli che aveva raggiunto prima della crisi nel 2007. La ripresa delle vendite stata rapida e spettacolare, aiutata dal successo commerciale dei nuovi prodotti come gli smartphone, l'iPad e i minipc. Il 2011 si annuncia meno euforico con un ritorno alla normalit dopo due anni di crescita.
1000 900 800 700 600 500 400 300 200 100 0

BANCHE E ASSICURAZIONI
Le banche europee sono state volatili nel 2010. Le crisi di Grecia e Irlanda ci ricordano che i bilanci bancari, ricchi di bond statali, sono fragili. La maggior parte delle banche ha evitato finora aumenti di capitale per rimpinguare i mezzi propri, ma presto potrebbe dovervi ricorrere. La moderazione nella politica di dividendi sembra destinata a perdurare.
1800 1600 1400 1200 1000 800 600 400 200

2005

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2005

2006

2007

2008

2009

2010

FARMACEUTICO
L'aumento della concorrenza dei farmaci generici, il controllo della spesa medica in Europa e la riforma sanitaria statunitense hanno frenato la corsa dei prezzi dei farmaci, riducendo la redditivit delle aziende farmaceutiche. A lungo termine, le prospettive di invecchiamento della popolazione e il diffondersi di malattie come il diabete e il cancro sosterranno per il settore.
2500 2000 1500 1000 500 0

MATERIE PRIME
Il settore delle materie prime cresciuto nel 2010 arrivando a valori vicini a quelli precedenti la crisi del 2008. Gli investitori hanno confermato il loro interesse nei confronti dei metalli preziosi e in particolare dell'oro, le cui quotazioni sono salite. In Europa e negli Usa le materie prime hanno guadagnato circa il 30%, ma un settore piuttosto volatile per un investimento.
1600 1400 1200 1000 800 600 400 200

MEDIA
Nel 2010 il settore dei media cresciuto: ha messo a segno un guadagno del 20% circa in Europa e di oltre il 30% negli Stati Uniti. Nella seconda met dell'anno sono aumentati gli investimenti pubblicitari che hanno giovato ai conti delle societ del settore; settore che non consigliamo nella sua totalit, ma al suo interno ci sono alcuni titoli interessanti per un acquisto.
700 600 500 400 300 200 100

2005

2006

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2005

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2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

PETROLIO E GAS
La ripresa del settore continuata per tutto il 2010 e il petrolio salito: dagli 80 dollari di inizio anno oggi sopra i 90 dollari al barile. I titoli delle societ operanti nel settore ne hanno beneficiato e continuano a investire in programmi di ristrutturazione e contenimento dei costi per fare fronte alla crisi economica. Anche ci ha determinato un aumento dei loro profitti.
2500 2000 1500 1000 500 0

TELECOMUNICAZIONI
Nel 2010 il settore ha proseguito la crescita iniziata nel corso del 2009. I buoni dividendi distribuiti dalle societ hanno attirato gli investitori in un contesto economico difficile e dominato da bassi tassi di interesse. Il 2010 ha visto l'esplosione delle vendite di smartphone e la diffusione dell'internet mobile, che sosterranno la crescita del settore anche nel 2011.
800 700 600 500 400 300 200 100

UTILITY
Questo settore oggi penalizzato dai prezzi del gas piuttosto deboli e da un ambiente normativo assai rigido (tasse, prezzi fissi). Gli investitori hanno preferito rivolgere l'attenzione alle opportunit immediate di profitto che hanno colto nelle economie emergenti e le azioni delle societ del settore sono, di conseguenza, rimaste stabili su livelli prossimi a quelli del 2009.
3000 2500 2000 1500 1000 500 0

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

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2005

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2010

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Soldi Sette 4 Gennaio 2011 | 9

Soldi Sette | Azioni italiane


A2A (in EUR)
Energia e servizi Borsa di Milano 1.03 EUR Rischio: x MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.09 0.09 0.09 UT/AZ 0.08 0.09 0.10 P/E 12.88 11.44 10.30
3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

ANSALDO (in EUR)


Industrie e servizi vari Borsa di Milano 10.72 EUR Rischio: v VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.31 0.31 0.31 UT/AZ 0.66 0.72 0.78 P/E 16.29 14.94 13.70
14 12 10 8

ATLANTIA (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Milano 15.27 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.75 0.81 0.87 UT/AZ 1.23 1.31 1.41 P/E 12.41 11.66 10.83
30 25 20 15

6 4 2 0 2006 2007 2008 2009 2010 10 5 0

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Ha avviato i colloqui con la francese Edf per la risoluzione del nodo Edison. Nel frattempo continuano le operazioni per ridurre il debito.

Un 2010 con luci e ombre per Ansaldo: nonostante le tante gare vinte il titolo, da febbraio, sceso molto.

L'andamento del traffico nel corso dell'anno stato buono, ma non eccezionale. Il gruppo cerca nuove vie di crescita in Sud America.

BENETTON (in EUR)


Beni di consumo Borsa di Milano 4.92 EUR Rischio: v ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.22 0.33 0.34 UT/AZ 0.68 0.90 0.94 P/E 7.24 5.47 5.23
16 14 12 10 8 6 4 2 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

BULGARI (in EUR)


Beni di consumo Borsa di Milano Rischio: v 2010 Div. 0.05 UT/AZ 0.09 P/E 89.89
14 12 10 8 6 4 2 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

CAMPARI (in EUR)


Alimentari e bevande Borsa di Milano 4.87 EUR Rischio: v VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.06 0.06 0.06 UT/AZ 0.38 0.34 0.38 P/E 12.82 14.32 12.82
5.00 4.50 4.00 3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

8.09 EUR VENDERE 2011 2012 0.15 0.15 0.25 0.27 32.36 29.96

Nel 2010 il titolo rimasto sottotono, sulla scia di risultati penalizzati dalla crisi dei consumi, ma ora correttamente valutato.

Il 2010 stato fiacco, poi col ritorno all'utile e grazie alla buona intonazione del settore lusso il titolo si ripreso a fine anno.

Anche se i risultati non sono stati brillantissimi, eccezion fatta per il Sudamerica, Campari cresciuta senza sosta nel 2010.

CIR (in EUR)


Industrie e servizi vari Borsa di Milano 1.37 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.06 0.06 0.06 UT/AZ 0.25 0.29 0.30 P/E 5.48 4.72 4.57
3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

EDISON (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Milano 0.86 EUR Rischio: x ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.04 0.04 0.05 UT/AZ 0.05 0.05 0.06 P/E 17.20 18.30 14.83
2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0

ENEL (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Milano 3.74 EUR Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.26 0.26 0.27 UT/AZ 0.43 0.43 0.46 P/E 8.70 8.70 8.13
8 7 6 5 4 3 2 1

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Il 2010 ha mostrato fatturato e redditivit in crescita, grazie all'incremento nei settori salute, energia e componentistica per automobili. 10 | Soldi Sette 4 Gennaio 2011

Su e gi per Edison: da un lato c' euforia per il riassetto societario, dall'altro ci sono timori per la rinegoziazione dei contratti gas.

Il collocamento in Borsa di Enel green power ha fatto s che gli obiettivi di riduzione del debito del gruppo diventassero pi credibili.

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ENI (in EUR)
Energia e servizi Borsa di Milano 16.34 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 1.00 1.00 1.00 UT/AZ 1.81 2.01 2.20 P/E 9.03 8.13 7.43
30 25 20 15 15 10 10 5 0 5 0 5 0 10 15

FIAT (in EUR)


Settore automobilistico Borsa di Milano 15.43 EUR Rischio: x VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.17 0.17 0.17 UT/AZ 0.24 0.61 0.63 P/E 63.50 25.34 24.34
25 20

FINMECCANICA (in EUR)


Industrie e servizi vari Borsa di Milano 8.51 EUR Rischio: x MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.41 0.41 0.43 UT/AZ 1.06 1.14 1.21 P/E 8.03 7.46 7.03
25 20

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Malgrado la corsa del prezzo del greggio nel corso del 2010, le nostre stime restano prudenti in virt della debolezza del mercato del gas.

Dopo un inizio 2010 all'insegna dell'incertezza, il titolo Fiat ha preso la rincorsa, bench i dati sulle vendite non siano stati buoni.

Il 2010 stato un anno difficile, non tanto per l'andamento dell'attivit, ma per le indagini giudiziarie che l'hanno interessata.

GENERALI (in EUR)


Settore finanziario Borsa di Milano 14.21 EUR Rischio: u MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.40 0.50 0.50 UT/AZ 1.13 1.29 1.43 P/E 12.58 11.02 9.94
35 30 25 20 15 10 5 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

GEOX (in EUR)


Beni di consumo Borsa di Milano 3.42 EUR Rischio: v MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.14 0.15 0.20 UT/AZ 0.19 0.25 0.35 P/E 18.00 13.68 9.77
18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

GRUPPO COIN (in EUR)


Distribuzione Borsa di Milano 7.80 EUR Rischio: w VENDERE 2010-11 2011-12 2012-13 Div. 0.01 0.01 1.01 UT/AZ 0.33 0.32 0.76 P/E 23.35 24.53 10.25
8 7 6 5 4 3 2 1 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

A fronte di un'Europa in difficolt, il gruppo punta a espandersi ulteriormente nei Paesi emergenti e in particolare in Estremo Oriente.

Il 2010 non stato un anno brillante in termini di vendite, nonostante altri titoli con caratteristiche analoghe abbiano macinato utili.

Un 2010 in crescita per il titolo Coin, grazie a buoni risultati ottenuti soprattutto da Ovs e all'acquisizione di Upim.

INTESA SANPAOLO (in EUR)


Settore finanziario Borsa di Milano 2.03 EUR Rischio: x MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.10 0.15 0.20 UT/AZ 0.26 0.34 0.44 P/E 7.81 5.97 4.61
7 6 5 4

IREN (EX IRIDE) (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Milano 1.25 EUR Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.09 0.09 0.10 UT/AZ 0.12 0.13 0.14 P/E 10.42 9.62 8.93
3.00 2.50 2.00 1.50

ITALCEMENTI (in EUR)


Costruzioni e immobili Borsa di Milano 6.33 EUR Rischio: v VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.12 0.12 0.12 UT/AZ 0.64 0.80 1.00 P/E 9.83 7.95 6.35
30 25 20 15 10 5 0

3 2 1 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010


1.00 0.50 0

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Il 2010 ha segnato il ritorno al dividendo, ma ci nonostante l'anno stato comunque sottotono, complice un debole terzo trimestre.

Mentre continua a cercare soluzioni per cedere la quota in Edison, la societ presenta un piano di crescita da qui al 2015 molto ambizioso.

L'immobiliare continua a arrancare; i titoli di societ di materiali da costruzione sono stati penalizzati e Italcementi non fa eccezione. Soldi Sette 4 Gennaio 2011 | 11

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L'ESPRESSO (in EUR)
Media e tempo libero Borsa di Milano 1.70 EUR Rischio: w VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.04 0.06 0.07 UT/AZ 0.12 0.15 0.18 P/E 14.17 11.72 9.44
5.00 4.50 4.00 3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010 15 10 5 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010 10 5 0

LOTTOMATICA (in EUR)


Media e tempo libero Borsa di Milano 9.28 EUR Rischio: x MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.40 0.55 0.65 UT/AZ 0.44 0.70 0.76 P/E 21.09 13.26 12.21
35 30 25 20

LUXOTTICA (in EUR)


Salute e farmacia Borsa di Milano 22.80 EUR Rischio: v VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.35 0.42 0.45 UT/AZ 0.90 0.95 1.15 P/E 25.33 24.00 19.83
30 25 20 15

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Nel 2010 i conti sono migliorati recuperando parte del terreno perso nel 2009, ma sono ancora lontani dai risultati realizzati nel 2008.

Nonostante si sia aggiudicata la gestione del Gratta&Vinci, Lottomatica ha conosciuto un netto calo delle proprie quotazioni in Borsa.

Seguendo il buon andamento dei conti, il titolo Luxottica ha guadagnato ancora terreno nel 2010 dopo aver corso molto in Borsa gi nel 2009.

MEDIASET (in EUR)


Media e tempo libero Borsa di Milano 4.53 EUR Rischio: v MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.28 0.35 0.35 UT/AZ 0.35 0.39 0.44 P/E 12.94 11.62 10.30
12 10 8 6 4 2 0

MONDADORI (in EUR)


Media e tempo libero Borsa di Milano 2.65 EUR Rischio: v ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.12 0.23 0.23 UT/AZ 0.19 0.30 0.31 P/E 13.95 8.83 8.55
9 8 7 6 5 4 3 2 1

PARMALAT (in EUR)


Alimentari e bevande Borsa di Milano 2.05 EUR Rischio: w VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.06 0.05 0.05 UT/AZ 0.13 0.11 0.12 P/E 15.77 18.64 17.67
3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Nel corso dell'anno sono tornati a crescere i ricavi pubblicitari televisivi sia in Italia sia in Spagna. Bene anche i ricavi della pay-tv.

E' stata tra le migliori tra i media italiani nel reggere la crisi dal punto di vista dei conti e nel 2011 torner a distribuire dividendi.

La societ produce utili, ma ai mercati sembrata incerta nella gestione dell'enorme liquidit incassata dalle cause per il vecchio crack.

PIAGGIO (in EUR)


Settore automobilistico Borsa di Milano 2.35 EUR Rischio: v VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.07 0.07 0.07 UT/AZ 0.16 0.19 0.21 P/E 14.93 12.63 11.30
4.00 3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0 2006 2007 2008 2009 2010

PIRELLI & C. (in EUR)


Industrie e servizi vari Borsa di Milano 6.05 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.11 0.17 0.16 UT/AZ 0.03 0.42 0.49 P/E 232.69 14.47 12.35
9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

PRELIOS (in EUR)


Costruzioni e immobili Borsa di Milano 0.45 EUR Rischio: w VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.00 0.00 0.00 UT/AZ - 0.04 0.00 0.01 P/E 0.00 0.00 45.00
10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

Anno positivo per Piaggio: le sue vendite in Asia sono cresciute e in Europa ha guadagnato quote di mercato nonostante la crisi del settore. 12 | Soldi Sette 4 Gennaio 2011

Nel 2010 il titolo ha guadagnato molto terreno a Piazza Affari, soprattutto nella seconda met dell'anno dopo la separazione da Pirelli RE.

Il divorzio da Pirelli e il cambio di nome non hanno aiutato Prelios a recuperare terreno in Borsa nel 2010: il titolo viaggia sui minimi.

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PRYSMIAN (in EUR)
Industrie e servizi vari Borsa di Milano 12.75 EUR Rischio: w VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.42 0.42 0.42 UT/AZ 0.63 0.88 0.96 P/E 20.34 14.55 13.25
25 20 15 10 5 0

RECORDATI (in EUR)


Salute e farmacia Borsa di Milano 7.06 EUR Rischio: v MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.25 0.25 0.28 UT/AZ 0.56 0.59 0.62 P/E 12.61 11.97 11.39
8 7 6 5 4 3 2 1

SNAM RETE GAS (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Milano 3.72 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.22 0.23 0.24 UT/AZ 0.31 0.31 0.32 P/E 12.00 12.00 11.63
4.50 4.00 3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Prysmian archivia un anno travagliato ma, complici i risultati in miglioramento, il titolo riuscito a difendere il balzo fatto nel 2009.

Un 2010 positivo per i conti di Recordati, che ha saputo far fronte alla scadenza di un importante brevetto con la vendita di altri farmaci.

Un buon 2010 per Snam. La fusione con Stogit e Italgas sta andando bene: i risparmi di costo sono superiori alle nostre previsioni.

TELECOM ITALIA (in EUR)


Telecomunicazioni Borsa di Milano 0.97 EUR Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.09 0.09 0.09 UT/AZ 0.14 0.14 0.15 P/E 6.93 6.93 6.47
3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

TERNA (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Milano 3.16 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.20 0.21 0.22 UT/AZ 0.22 0.22 0.23 P/E 14.36 14.36 13.74
3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

TISCALI (in EUR)


Alta tecnologia Borsa di Milano 0.08 EUR Rischio: y VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.00 0.00 0.00 UT/AZ - 0.02 - 0.01 0.00 P/E 0.00 0.00 0.00
1.60 1.40 1.20 1.00 0.80 0.60 0.40 0.20 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

Il buon andamento in Brasile compensa i risultati meno brillanti sull'ormai maturo mercato domestico, che ha ritmi di crescita pi blandi.

Grazie a tariffe di trasporto favorevoli e a un buon controllo dei costi, Terna archivia un buon 2010 e programma importanti investimenti.

Dopo la cessione di Tiscali UK la societ si fortemente ridimensionata, ma anche nel 2010 i conti sono lontani dal chiudere in utile.

UBI BANCA (in EUR)


Settore finanziario Borsa di Milano 6.55 EUR Rischio: x ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.40 0.40 0.50 UT/AZ 0.43 0.46 0.53 P/E 15.23 14.24 12.36
25 20 15 10 5 0

UNICREDIT (in EUR)


Settore finanziario Borsa di Milano 1.55 EUR Rischio: x MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.08 0.15 0.15 UT/AZ 0.08 0.21 0.24 P/E 19.38 7.38 6.46
7 6 5 4

ZIGNAGO VETRO (in EUR)


Beni di consumo Borsa di Milano 4.78 EUR Rischio: v MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.27 0.30 0.31 UT/AZ 0.42 0.48 0.52 P/E 11.38 9.96 9.19
6 5 4 3

3 2 1
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2 1 0

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2007

2008

2009

2010

Dopo un 2009 chiuso lievemente meglio del previsto anche il 2010 ha dato segnali di miglioramento, ma il titolo in Borsa ha sofferto ancora.

L'evento del 2010 sono le clamorose dimissioni al vertice del gruppo; nel frattempo i conti trimestrali e il titolo non hanno brillato.

Nel 2010 ha guadagnato terreno ed tornata ai livelli di inizio 2008 sulla scia di risultati positivi; oggi correttamente valutata. Soldi Sette 4 Gennaio 2011 | 13

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ACCIONA (in EUR)
Costruzioni e immobili Borsa di Madrid 53.00 EUR Rischio: x ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 1.50 1.86 2.69 UT/AZ 2.41 3.00 4.32 P/E 21.96 17.68 12.26
250 200 150 100 50 0

BBVA (in EUR)


Settore finanziario Borsa di Madrid 7.56 EUR Rischio: x MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.42 0.42 0.49 UT/AZ 1.24 1.17 1.37 P/E 6.10 6.46 5.52
20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0

BMW (in EUR)


Settore automobilistico Borsa di Francoforte 58.71 EUR Rischio: v VENDERE 2010 2011 2012 Div. 1.00 1.30 1.60 UT/AZ 4.20 4.60 5.00 P/E 13.98 12.76 11.74
70 60 50 40 30 20 10

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Le incertezze a livello normativo nel settore elettrico hanno penalizzato eccessivamente il titolo, che ai prezzi attuali conveniente.

L'aumento di capitale fa migliorare la solvibilit della banca e le consente di rafforzare la diversificazione all'estero (Turchia).

Forte del "pricing power" del suo marchio, la tedesca BMW ha realizzato uno dei risultati pi brillanti del settore automobilistico.

CIMPOR (in EUR)


Costruzioni e immobili Borsa di Lisbona 5.07 EUR Rischio: w VENDERE 2010 2011 2012 Div. 0.15 0.15 0.16 UT/AZ 0.33 0.35 0.36 P/E 15.15 14.68 14.02
8 7 6 5 4 3 2 1 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

EDP (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Lisbona 2.49 EUR Rischio: v ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.13 0.14 0.15 UT/AZ 0.29 0.31 0.33 P/E 8.54 8.13 7.53
5.00 4.50 4.00 3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

IBERDROLA (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Madrid 5.77 EUR Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.33 0.39 0.47 UT/AZ 0.56 0.65 0.78 P/E 10.34 8.90 7.40
12 10 8 6 4 2 0

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Come atteso, il titolo sceso non appena terminata, all'inizio del 2010, la battaglia tra gli azionisti per il controllo del gruppo.

Malgrado i bei risultati, nel 2010 EDP ha risentito della crisi del debito pubblico e delle prospettive meno positive nel settore eolico.

Fuggendo i dubbi a livello normativo in Spagna, Iberdrola orienta i suoi investimenti verso i mercati internazionali pi promettenti.

IBM (in USD)


Alta tecnologia Borsa di New York 146.76 USD Rischio: v MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 2.50 2.75 2.90 UT/AZ 11.50 12.40 13.40 P/E 12.76 11.84 10.95
160 140 120 100 80 60 40 20 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

INTEL (in USD)


Alta tecnologia Borsa di Nasdaq 21.03 USD Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.63 0.72 0.76 UT/AZ 2.02 1.95 2.00 P/E 10.41 10.78 10.52
30 25 20 15 10 5 0

LAFARGE (in EUR)


Costruzioni e immobili Borsa di Parigi 46.92 EUR Rischio: x MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 2.00 2.10 2.20 UT/AZ 3.28 4.18 4.58 P/E 14.30 11.22 10.24
120 100 80 60 40 20 0

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

L'azione ha continuato a crescere nel 2010; segno che la precoce espansione nei Paesi emergenti d buoni frutti. 14 | Soldi Sette 4 Gennaio 2011

Intel ha realizzato risultati record nel 2010, trainati dalle vendite di PC alle imprese. Il titolo mantiene un buon potenziale.

L'indebitamento elevato (in seguito all'acquisizione di Orascom) e la debole ripresa in Europa hanno pesato molto sul titolo.

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NASDAQ OMX (in USD)
Industrie e servizi vari Borsa di Nasdaq 23.73 USD Rischio: x ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.00 0.00 0.53 UT/AZ 1.72 2.00 2.30 P/E 13.80 11.87 10.32
50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010 10 5 4 2 15 6 25 20 10 8

NOKIA (in EUR)


Alta tecnologia Borsa di Helsinki 7.74 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.40 0.40 0.40 UT/AZ 0.44 0.50 0.54 P/E 17.59 15.48 14.33
30

PORTUGAL TELEC. (in EUR)


Telecomunicazioni Borsa di Lisbona 8.38 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 1.82 0.51 0.51 UT/AZ 6.49 0.43 0.45 P/E 1.29 19.45 18.59
12

L'operatore del Nasdaq accusa la crisi finanziaria che ne taglia i ricavi, ma la sua strategia di diversificazione lascia ben sperare.

Il crollo del titolo accelerato nel 2010. Nokia continua a perdere quote di mercato rispetto agli specialisti degli smartphone come Apple.

La vendita ad un buon prezzo di Vivo gli consentir di comprare una quota in Oi e distribuire dividendi elevati; il che sosterr l'azione.

REPSOL YPF (in EUR)


Energia e servizi Borsa di Madrid 20.85 EUR Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.90 1.00 1.10 UT/AZ 1.75 2.00 2.15 P/E 11.91 10.43 9.70
35 30 25 20 15 10 5 0 2005 2006 2007 2008 2009 2010

ROCHE GS (in CHF)


Salute e farmacia Borsa di Zurigo 137.00 CHF Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 6.50 7.20 7.80 UT/AZ 12.40 13.70 14.80 P/E 11.05 10.00 9.26
250 200 150 100 50 0

SANTANDER (in EUR)


Settore finanziario Borsa di Madrid 7.93 EUR Rischio: w MANTENERE 2010 2011 2012 Div. 0.60 0.60 0.75 UT/AZ 1.00 1.15 1.60 P/E 7.93 6.90 4.96
14 12 10 8 6 4 2

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Nel 2010 l'azione Repsol ha beneficiato della salita del petrolio e dei buoni risultati dei giacimenti in Brasile, ma resta conveniente.

Il 2010 stato un anno nero per il gruppo, ma gli incidenti nella ricerca e le pressioni sui prezzi lo hanno spinto a ristrutturarsi.

La penalizzazione del titolo per i risultati in Spagna ci sembra eccessiva. Il Brasile diventato infatti il primo motore del gruppo.

TELEFNICA (in EUR)


Telecomunicazioni Borsa di Madrid 16.97 EUR Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 1.40 1.55 1.75 UT/AZ 2.40 1.90 2.00 P/E 7.07 8.93 8.49
25 20 15 10 5 0

TIME WARNER (in USD)


Media e tempo libero Borsa di New York 32.17 USD Rischio: w ACQUISTARE 2010 2011 2012 Div. 0.85 0.95 1.10 UT/AZ 2.20 2.50 2.80 P/E 14.62 12.87 11.49
50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0

VODAFONE GROUP (in p.)


Telecomunicazioni Borsa di Londra 165.80 p. Rischio: w ACQUISTARE 2010-11 2011-12 2012-13 Div. 8.90 9.53 10.20 UT/AZ 18.00 16.30 0.00 P/E 9.21 10.17 0.00
200 180 160 140 120 100 80 60 40 20 0

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Le dinamiche attivit in America Latina permettono di compensare, in parte, il calo del mercato spagnolo. L'azione offre dividendi elevati.

Il gruppo si focalizzato sulle reti TV, su cui punta anche all'estero. Strategia promettente, ma i mercati non ne sono ancora convinti.

L'operatore britannico di telecom Vodafone beneficia del dinamismo economico dei mercati emergenti, dove ben posizionato. Soldi Sette 4 Gennaio 2011 | 15

Lo trovate all'indirizzo www.soldi.it > Investire > Azioni

Soldi Sette | Tassi e valute


TASSI EURO: IMMOBILIT APPARENTE
5
5

TASSI USA: UN ANNO IN CALO


4

3M 1A 3M 2A 3M 3A 3M 4A 3M 5A 3M 6A 3M 7A 3M 8A 3M 9A 3M 10A 3M 11A 3M 12A 3M 13A 3M 14A 3M 15A 3M 16A 3M 17A 3M 18A 3M 19A 3M 20A 3M 21A 3M 22A 3M 23A 3M 24A 3M 25A 3M 26A 3M 27A 3M 28A 3M 29A 3M 30A 3M

1 mese

1 anno

3 mesi

6 mesi

2 anni

3 anni

5 anni

7 anni

10 anni

20 anni

I rendimenti dei bond in euro (grassetto) sono quasi sullo stesso livello di un anno fa (sottile), ma il 2010 stato tutt'altro che tranquillo: ai cali dei primi mesi sono seguiti netti aumenti sulla scia dei timori per i debiti pubblici.

Complice un'economia che stenta a decollare, i rendimenti delle obbligazioni in dollari Usa (grassetto) sono inferiori rispetto a quelli registrati un anno fa (sottile). Ad abbassare i rendimenti stata anche la "fuga" dall'euro.

TASSI BRITANNICI: MERCATI PRUDENTI


5 4

2010 DA BRIVIDO PER IL DOLLARO USA


0.90 0.85 0.80 0.75 0.70

0.65
0

1M

5M

9M

1A 1M

1A 5M

1A 9M

2A 1M

2A 5M

2A 9M

3A 1M

3A 5M

3A 9M

4A 1M

4A 5M

4A 9M

5A 6M

7A 6M

9A 6M

11A 6M

13A 6M

15A 6M

17A 6M

19A 6M

21A 6M

23A 6M

25A 6M

0.60

2005

2006

2007

2008

2009

2010

La Gran Bretagna non immune dal contagio dei Paesi europei, Irlanda in particolare: per questo, gli investitori si accontentano di tassi attuali (grassetto) pi bassi di un anno fa (sottile) solo per scadenze abbastanza brevi.

Dopo una prima parte del 2010 in netta ripresa, il biglietto verde ha registrato uno spettacolare scivolone. Si poi ripreso nell'ultima parte dell'anno, ma pi per la debolezza dell'euro che per il buon andamento dell'economia Usa.

STERLINA IN RIPRESA, MA SENZA BOTTI


1.55 1.50 1.45 1.40 1.35 1.30 1.25 1.20 1.15 1.10 1.05 1.00
11.50 11.00 10.50 10.00 9.50 9.00 8.50
/ 100

LA CORONA RITROVA LUCENTEZZA

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2005

2006

2007

2008

2009

2010

La sterlina chiude il 2010 in recupero rispetto a inizio anno. Il suo andamento per stato discontinuo, complici le incertezze dell'economia d'oltremanica, e i valori di qualche anno fa restano ancora ben lontani.

La ripresa iniziata nel 2009 non si affatto arrestata: complice la debolezza dell'euro, che ha sofferto per i timori sui debiti pubblici, la corona svedese ha riguadagnato interamente le posizioni di due anni fa, prima dello scivolone.

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16 | Soldi Sette 4 Gennaio 2011

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