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TERESIANUM

PONTIFICIA FACOLT TEOLOGICA


PONTIFICIO ISTITUTO DI SPIRITUALIT

GLI ATRI DEL SIGNORE


LETTURA SPIRITUALE DEL SALMO 84

Dissertazione di Licenza in Teologia


con specializzazione in Teologia Spirituale

Studente:

Alberto Quagliaroli CM

N matr.:

2186

Moderatore:

Prof. Bruno Moriconi OCD

Roma - 2009

INTRODUZIONE
Rilevanza e obiettivi del tema
La Chiesa ha insistito nel post-Concilio Vaticano II sull'importanza della Liturgia delle Ore
come preghiera dei religiosi e dei ministri ordinati, per i quali ne dichiarata obbligatoria la
recita1, ma non ha mancato di insistere anche sull'esortazione ai laici stessi a recitare l'Ufficio
Divino2.
La recita dell'Ufficio Divino, nella Sacrosanctum Concilium, fu teologicamente vagliata in
tutte le sue dimensioni spirituali, ecclesiali e liturgiche; basti una breve citazione3:
Il divino ufficio, secondo la tradizione cristiana, strutturato in modo da santificare tutto il
corso del giorno e della notte per mezzo della lode divina. Quando poi a celebrare debitamente quel
mirabile canto di lode sono i sacerdoti o altri a ci deputati per istituzione della Chiesa, o anche i
fedeli che pregano insieme col sacerdote secondo le forme approvate, allora veramente la voce
della sposa che parla allo sposo, anzi la preghiera che Cristo unito al suo corpo eleva al Padre.
Tutti coloro pertanto che recitano questa preghiera adempiono da una parte lobbligo proprio
della Chiesa, e dallaltra partecipano al sommo onore della Sposa di Cristo perch, lodando il
Signore, stanno davanti al trono di Dio in nome della madre Chiesa.

La preghiera in tutte le sue forme, se fatta con vera fede, parte indispensabile del dialogo
del cristiano con Dio; la stessa filosofia personalistica e dialogica, che ha dato nuova spinta
alla riflessione sull'uomo a partire dagli inizi del XX secolo, consolida anche a livello
puramente antropologico l'essenziale esigenza di relazioni nella persona umana.
I salmi sono preghiere degli ebrei rivolte al nostro stesso Dio che ha camminato a fianco del
popolo di Israele a partire dalle epoche pi remote della storia della salvezza; la Chiesa li
ritiene, anche dopo la definitiva Rivelazione in Cristo Figlio di Dio, come forme di preghiera
tra le pi mirabili ed efficaci per la struttura antropologica dell'uomo immagine di Dio e
chiamato al perenne dialogo con Lui.
Nel panorama editoriale di oggi troviamo numerosi manuali, guide, studi, scritti da esperti di
vita spirituale e di teologia spirituale sui salmi come preghiere. Questa produzione ha come
intento di fondo il rendere coscienti i fedeli di quanto pu essere proficua, ancora oggi in
questo mondo estremamente complesso, frammentato e secolarizzato, la recita di questi
antichissimi componimenti, frutto della profonda devozione e saggezza spirituale del popolo
ebraico e dell'ispirazione divina, per il cammino spirituale di ogni cristiano e delle comunit
cristiane verso l'unione con Dio, cui tutti sono chiamati.
Il mio personale intento quello di dare, attraverso lo studio del salmo 84 (83) un piccolo
contributo a queste esigenze di valorizzazione della preghiera dei salmi nel mondo odierno e
nella vita di ogni cristiano. I salmi, quindi, come forte richiamo alle radici della storia della
1

CJC, can. 276 3: i sacerdoti e i diaconi aspiranti al presbiterato sono obbligati a recitare ogni giorno la
liturgia delle ore secondo i libri liturgici approvati; i diaconi permanenti nella misura definita dalla
Conferenza Episcopale. CJC, can. 663 3: [I religiosi] Attendano [...] alla dignitosa celebrazione della
liturgia delle ore secondo le disposizioni del diritto proprio, e compiano gli altri esercizi di piet.
PAULUS VI. Principi e norme per la liturgia delle ore Costituzione apostolica con la quale si promulga
lUfficio Divino rinnovato a norma del Concilio Ecumenico Vaticano II, 1970, n 1: L'Ufficio stato
disposto e ordinato in modo tale che essendo preghiera di tutto il popolo di Dio, possano prendervi parte
non solo i chierici, ma anche i religiosi, anzi gli stessi laici.
Sacrosanctum Concilium, n 84-85.

3
salvezza, al compimento dell'intervento diretto di Dio per il regno in Cristo e alla novit del
nuovo popolo di Israele e corpo di Cristo che la Chiesa. I salmi, ancora, come appello allo
stile e alla modulazione del dialogo personale con Dio che la Bibbia ci insegna a intrecciare
con l'esperienza personale nello spazio e nel tempo che ci circondano e accompagnano
durante la nostra vita. I salmi, infine, come invito a sperimentare la novit di contenuto e di
arricchimento che, sotto la guida dello Spirito Santo, possiamo cogliere nella preghiera in
relazione con i segni dei tempi e le realt che ci circondano e che penetrano sempre pi
profondamente e frequentemente da ogni angolo della terra nel nostro piccolo mondo
culturale, sociale e religioso.

Delimitazione del tema


Il titolo : Gli atri del Signore: lettura spirituale del salmo 84. Esso mette in evidenza
quello che il tema chiave del salmo 84, ma esprime anche l'attenzione ai salmi come
preghiera: gli atri del Signore sono un modo per dire la presenza dell'uomo al cospetto di Dio
e il dialogo che Dio desidera mantenere con l'uomo. Agli atri del Signore corrisponde la
soglia della coscienza dell'uomo, atri dell'uomo cui Dio bussa incessantemente per portare la
gioia e la conoscenza del suo amore; la delimitazione del campo di analisi, limitato ad un
solo Salmo, il Salmo 84, orientata anche alle occasioni di crescita e approfondimento che
tale Salmo (come, volendo, quasi tutti gli altri salmi) offre alla spiritualit della nostra epoca.
La struttura della dissertazione, costruita attorno a tre capitoli. Il primo capitolo pi
generale e vi si trattano, brevemente, origine e struttura del libro dei salmi, il passaggio di
questo grande deposito di saggezza, di vita spirituale, e di preghiera a Yhwh, al Nuovo
Testamento e quindi la consegna di esso alla comunit ecclesiale cristiana. La quarta parte
del primo capitolo, contiene la proposta di una metodologia pedagogico-spirituale inserita in
una linea di ricerca con taglio psico-spirituale che intendo applicare direttamente al salmo 84
nel terzo capitolo.
Il secondo capitolo il primo passo verso l'interno dell'oggetto specifico di cui tratto nella
dissertazione e per questo motivo ho inserito all'inizio del capitolo il testo del salmo4. Questo
capitolo composto da una prima parte che tratta del monte Sion, di Gerusalemme e del
tempio, punti focali di tutto il salmo 84, e ne analizza brevemente la storia ebraica precristiana e il ruolo dopo Cristo, sia come luoghi che come simboli. La seconda parte,
piuttosto ampia, si concentra sull'uso del salmo nella liturgia cattolica, nell'Eucaristia e nella
Liturgia delle Ore, allo scopo di raccogliere suggerimenti e conferme per le possibili letture
spirituali. La terza parte del capitolo dedicata all'interpretazione patristica del salmo, che
stata volutamente concentrata in poche pagine per le oggettive difficolt di reperire e
materiale su un testo cos specifico.
Il terzo capitolo unisce una prima parte, in cui svolta una presentazione esegetico spirituale
del salmo nel suo contesto biblico originale antico testamentario con delle tematiche che
emergono dalla lettura neotestamentaria del salmo, e una seconda parte che diretta
applicazione della metodologia pedagogico spirituale che sar delineata nella terza parte del
primo capitolo.

La traduzione CEI che ho utilizzato quella antecedente alla versione data alle stampe e diffusa nel mese
di Ottobre 2008.

4
CAPITOLO PRIMO

I SALMI FONTE DI SPIRITUALIT

Il testo normativo ebraico dei salmi datato al X secolo a.C.; la ricerca ha stabilito che una
datazione valida almeno per l'ossatura di base della raccolta. ugualmente certo che vi sono
aggiunte e sedimentazioni successive che arrivano fino al II secolo a.C., evoluzione che
plausibile anche perch si tratta di testi largamente usati5.
La divisione in cinque libri, di antica tradizione, ha una sua struttura ben definita: i primi
quattro libri terminano ciascuno con una dossologia aggiunta, non facente parte del salmo
cui attaccata. I salmi 146-150 iniziano con l'halleluya (=Lodate YHWH) e formano una
dossologia che termina l'intero salterio. A parte tutte le suddivisioni possibili di cui si
possono trovare ampie descrizioni su tesi esegetici, pu interessare a chi si avvicina alla
spiritualit dei salmi l'andamento caratteristico del salterio, con un predominio delle
Lamentazioni nella prima parte e con la crescita progressiva degli inni di Lode nella seconda
parte; questa struttura ripetuta molto spesso nei singoli salmi, dando una caratteristica
impronta a tutta la raccolta6.
noto che i salmi sono una raccolta di antichi canti come evidente dal nome 'salterio' che
deriva dalla trascrizione materiale del vocabolo greco psaltrion, termine che designa
lo strumento a corda che accompagnava il canto dei salmi(salmi = psalmi). Quanto
detto per il vocabolo greco vale anche per i termini ebraici. Erano canti da eseguirsi con il
sostegno di uno strumento a corda7.
Ma la raccolta dei salmi aveva, nella lingua ebraica, anche un altro nome: 'il Libro delle
Lodi'. In effetti, i salmi contengono lodi a Dio, ma la lode propriamente detta, non
l'atteggiamento dominante nell'opera del salmista, vi sono abbondanti le Suppliche e i
Lamenti. Tuttavia se la lingua ebraica ha indicato i salmi con il termine di 'lodi', significa che
la lode pu essere considerata in un certo senso la chiave ermeneutica di tutti i salmi. Lode
che accoglienza di Dio Padre che tutto ci d e tutto governa secondo l'imperscrutabile suo
giudizio di amore per le sue creature e, in fin dei conti, lode che apertura al dialogo col
Padre8.
I salmi hanno poi una duplice dimensione che permette una qualche forma di accoglienza di
essi anche da parte di chi non aderisce alle religioni ebraica e cristiana. C' la dimensione
dell'ispirazione divina (che testimonia l'enorme importanza dei salmi come linguaggio del
dialogo con Dio) che ha donato all'uomo la lingua con cui vuole parlargli e vuole essere
corrisposto e c' la dimensione dei sentimenti e dei bisogni umani raccolti in tutte le loro
sfumature, che rende possibile, anche al non credente (purch sia disponibile), apprezzare la
saggezza e l'equilibrio del salmista anche nella pi grave disgrazia. Entrambe queste
dimensioni hanno una natura tale da non poter essere relegati nella remota cultura e
letteratura in cui sono stati composti. Gli ebrei, a partire dalla composizione dei salmi e i
cristiani, gi dai primi giorni della Chiesa, lo sanno bene e non hanno mai cessato di recitarli
e riviverli nella preghiera personale e comunitaria, aiutati, secondo la convinzione di chi ha
fede, da Dio stesso.
5

7
8

KSELMAN JOHN. S. - BARR MICHAEL L., Salmi in Nuovo grande commentario biblico, R. E.
Brown - J. E. Fitzmyer - R. E. Murphy, Editrice Queriniana, Brescia 2002, pp. 682-683.
KSELMAN JOHN. S. - BARR MICHAEL L., Salmi in Nuovo grande commentario biblico, R. E.
Brown - J. E. Fitzmyer - R. E. Murphy, Editrice Queriniana, Brescia 2002, p. 683.
B. MORICONI, Uomini davanti a Dio, Cittadella Editrice, Assisi 1989, pp. 20-21.
Cfr. B. MORICONI, Uomini davanti a Dio, Cittadella Editrice, Assisi 1989, pp. 21.

5
Per entrare pi nello specifico ebraico-cristiano, i salmi sono espressione della franchezza di
chi li compose e di chi li intende recitare con lo stesso spirito originario. Spesso 'prendono di
petto' Dio, schiettamente lo interpellano, lo contestano, avanzano pretese, salvo poi
riconoscerne la grandezza, l'onnipotenza, la libert da condizionamenti umani di sorta, ma
pure la sicura fedelt e la misericordia di cui Dio capace verso l'uomo9.
Ancora pi nello specifico, la presenza di Cristo, nei salmi, per la fede cristiana
un'irrinunciabile chiave interpretativa, sia nella Sua veste di Messia, di unto, sia nella Sua
veste di Figlio dell'uomo, di uomo sofferente per l'uomo. Un approccio cristologico anche
estremamente consono alla modulazione lamento/lode che, presente nel complesso della
raccolta dei salmi, si ripete spesso nello schema dei singoli salmi. Cristo si fatto uomo, ha
sofferto, perch fatto oggetto di odio e condannato alla morte pi ignominiosa (lamento), ma
poi risorto e ha portato la salvezza definitiva all'umanit intera (lode).
La Chiesa part da Cristo, diretto interprete divino del salterio ebraico: come soggetto delle
profezie e delle speranze messianiche, come ripropositore di quelle parole in prima persona,
come vero riferimento complessivo di tutto il corpus del salterio e in effetti di tutto l'AT.
Gi nei Vangeli e nelle Lettere del NT vi fu un uso diretto o indiretto delle parole dei salmi,
utilizzate in chiave prevalentemente messianica e a conferma profetica del ruolo e di aspetti
rilevanti della missione del Figlio di Dio. Sfogliando il NT compaiono con frequenza
rimandi ai salmi: nei testi odierni della Bibbia sono tra l'altro molto facili da ritrovare grazie
alle note a margine e a pi pagina, e al carattere corsivo nei casi di citazioni dirette.
Naturalmente questo ben evidente in Matteo, in quanto rappresentante del cristianesimo di
matrice ebraica. Non mancano tuttavia citazioni salmiche anche in Marco, messe in bocca a
Ges specialmente nei momenti cruciali di Gerusalemme. La citazione con il valore pi
importante in assoluto quella del salmo 22 in Mc 15,34: Dio mio, Dio mio, perch mi hai
abbandonato?, parole dette da Ges immediatamente prima della morte e anche i cinque
versetti prima della confessione chiave del Centurione: Veramente quest'uomo era Figlio di
Dio!. In Luca risalta subito la sequenza di richiami ai testi dei salmi nel Magnificat: la
Bibbia di Gerusalemme aiuta a individuare a prima vista cinque note a margine (che
rimandano a cinque salmi diversi) in sette versetti. Il Benedictus comincia con la frase:
Benedetto il Signore Dio d'Israele, frase che ricorre in diversi salmi, il 41, il 72, il 106,
come conclusione; la frase successiva sempre in Lc 1,68 del salmo 111. Giovanni pi
parco nelle citazioni, ma non tralascia di fare alcuni riferimenti ad esempio all'adempimento
delle Scritture; tre citazioni spiccano nelle fasi finali della passione: si son divise tra loro le
mie vesti/ e sulla mia tunica han gettato la sorte (Gv19,24 Sal 22,19), Ho sete (Gv
19,28 Sal 69,22), Non gli sar spezzato alcun osso(Gv 19,36 Sal 34,21). Paolo fa
anch'egli importanti e numerosi richiami diretti ai salmi, li fa da dotto, religioso e
appassionato ebreo che vede finalmente realizzate le promesse ad Israele, e nello stesso
tempo soffre per il rifiuto che Israele ha opposto al Figlio di Dio. superfluo parlare
dell'autore della lettera agli ebrei costituita da continui rimandi ai testi salmici per fondare la
rivoluzionaria e definitiva novit di Cristo e del suo sacrificio e sacerdozio.
Ho voluto fare un breve e largamente incompleto excursus per far notare come il salterio
inestricabilmente intrecciato con la storia della Chiesa fin dalle sue origini. Mai questo
stato dimenticato nella Chiesa.
La tradizione patristica si pu riassumere, come fa il testo di Spirito Rinaudo, I salmi
preghiera di Cristo e della Chiesa, nelle parole di S. Agostino10: nei salmi parla la Chiesa in
Cristo e parla il Cristo nella Chiesa, il capo nel corpo e il corpo nel capo.
9
10

Cfr. B. MORICONI, Uomini davanti a Dio, Cittadella Editrice, Assisi 1989, pp. 24-27.
S. RINAUDO, I Salmi preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci, Torino, 1993, p. 38.

6
Molto interessante anche il richiamo ad Agostino, a pagina 39 del libro di Rinaudo:
S. Agostino sviluppando la tradizione dice che la voce di Cristo e la voce della Chiesa
possono farsi intendere nei salmi in maniere diverse alternandosi e fondendosi l'una nell'altra:
ora il Cristo che recita da solo alcune preghiere particolarmente significative, riguardanti
soprattutto la sua passione
ora sono le membra di Cristo che parlano e la loro preghiera s'indirizza al Padre o a Cristo
stesso; in questo caso la Sposa che parla al suo Sposo;
ora il Capo e il Corpo si esprimono come un'unica persona e prega cos il Cristo totale;
infine in un salmo possono parlare l'uno all'altro due membra del corpo di Cristo.

Non ho consultato ricerche specifiche sulla dimensione spirituale della Liturgia delle Ore
lungo i secoli, ma a parte l'uso dei salmi nell'omiletica e nei libri spirituali, l'epoca patristica
ritengo possa segnare una stabilizzazione: o si conferma l'importanza, precisata da S.
Agostino, dei momenti giornalieri ebraici di preghiera e la relazione tra Cristo e chi recita i
salmi, o ci si limita a dibatterne, e ad organizzarne, la recita nelle varie realt ecclesiali.

1.1 La prassi
Il ruolo dei salmi nell'et medievale illustrato, ad esempio11, dalla regola di S.
Colombano12, che, se da una parte specchio del modo di intendere la preghiera salmica
come strumento per eccellenza dell'adesione al comando di Cristo di pregare continuamente,
dall'altra mostra come la recita dei salmi a poco a poco fu diretta verso una certa prevalenza
della struttura sui contenuti:
si parte da dodici chora13, il minimo fissato per la notte del sabato e quella della
domenica, e si va via via aumentandone il numero fino allinizio dellinverno, cio il 10 novembre;
allora si cantano venticinque salmi antifonati, ognuno dei quali sempre collocato al terzo posto, e
quindi preceduto da due salmi recitati, cos che nelle due notti suddette si cantano tutti i salmi del
salterio, mentre nelle altre notti, per lintera durata dellinverno, si conserva la misura di dodici
chora. Al termine dellinverno, nel corso della primavera, gradualmente, settimana per settimana,
si tolgono tre salmi, cos che dodici salmi antifonati rimangano soltanto per le notti sante,
corrispondenti ai trentasei salmi dellufficio quotidiano invernale; ventiquattro invece per tutta la
primavera e lestate fino allequinozio autunnale, cio il 24 settembre, quando la sinassi viene
celebrata come allequinozio di primavera, cio il 25 marzo, dato che LUfficio a poco a poco
cresce e decresce alternativamente.

Nei Benedettini, l'attuale Liturgia delle Ore riprende lo schema medioevale, pur se rinnovato
secondo le novit introdotte dal CVII: il Salterio, con la recita completa di ogni salmo tra le
antifone, tranne il 118, distribuito in una settimana, mancando la suddivisione nelle quattro
settimane tipica della Liturgia delle Ore ordinaria del post-concilio.
Sono abbastanza note le successive modifiche nei modi di recitare il Salterio14 che sono state
introdotte via via, nella vita sacerdotale comune (nascita del breviario, segnale del passaggio
11

12

13
14

In realt l'uso del Salterio per la Liturgia delle Ore, variava a seconda delle aree culturali e linguistiche, il
Nuovo dizionario di liturgia curato da D. SARTORE E A. M. TRIACCA, Edizioni Paoline, Roma 1983,
tratta diffusamente degli uffici orientali, del primitivo ufficio romano, del 'cursus' della Regola
Benedettina, dell'ufficiatura della liturgia ispanica e di quella ambrosiana antica, ma non ritengo
necessario ai fini del presente lavoro farvi riferimento.
SAN COLOMBANO ABATE, Istruzione e regola dei Monaci, Abbazia San Benedetto, Seregno, 1997, pp.
109-110.
chora = gruppo di tre salmi di cui lultimo antifonato.
Il modo di recitare il salterio ha ovviamente una ricaduta importante anche sulla spiritualit di chi lo
recita.

7
della recita strutturata del Salterio/Liturgia delle Ore, dall'ambito monastico a quello del
clero secolare e progressiva spinta all'obbligo della recita), nei Canonici Regolari (con vita
comune e recita della Liturgia delle Ore in coro, ma con incombenze tipiche dei sacerdoti
secolari), negli Ordini mendicanti (nettamente orientati alla vita attiva con la recita del
Salterio anche lontano dal convento), nei Chierici Regolari (vita attiva e recita del Salterio
solitaria). Dopo, fino al XX secolo la caratteristica esteriormente pi evidente della Liturgia
delle Ore fu la sua obbligatoriet, con pene canoniche per i sacerdoti che non la recitassero.
Un'altra serie di considerazioni andrebbe fatta sull'uso dei salmi nella teologia a partire dalla
precoce epoca patristica dei padri apostolici e degli apologisti. L'et patristica vede un ampio
utilizzo dei salmi per le controversie teologiche, l'omiletica, la pastorale. Ma si tratta di un
materiale sconfinato che porterebbe troppo lontano i termini di questa ricerca.
Non si pu naturalmente dimenticare l'uso dei salmi nella messa. Il Nuovo dizionario di
liturgia osserva: In tutti i riti dell'Oriente cristiano, [...] i salmi sono usati nella messa. [...]
L'uso della salmodia nella celebrazione dell'Eucaristia si pu trovare nella liturgia della
parola come canto interlezionale, oppure, in alcuni riti, all'inizio della celebrazione15, questa
considerazione valida anche per le celebrazioni liturgiche nell'Occidente cristiano in cui
l'uso dei salmi era anche frequente per comporre antifone, inni, canti liturgici16.

1.2 Il Magistero
Con il Concilio Vaticano II17 si fa un notevole salto di qualit nel rapporto tra cristiani e
Salterio, la Sacrosanctum Concilium (SC) il documento pi ricco di indicazioni e
suggerimenti. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) d un'ottima sintesi delle linee
essenziali sulle quali si muove la SC18:
La Liturgia delle Ore o ufficio divino espressione della fedelt al richiamo di Cristo di
pregare incessantemente.
Ne possono beneficiare tutti i credenti, chierici, laici e religiosi, in quanto esercitano il
sacerdozio regale di ogni battezzato. I chierici e i religiosi, in ragione del loro ruolo e
ufficio, sono chiamati a esprimere con la Liturgia delle Ore il compito di pregare
incessantemente a imitazione fedele di Cristo. I laici sono invitati a partecipare alla
celebrazione in chiesa delle lodi e dei vespri in chiesa e a usufruire dell'ufficio divino
anche da soli se ne sentono desiderio.
preghiera della Chiesa in Cristo e di Cristo nella Chiesa al Padre.
Viene sottolineato anche il ruolo che l'ufficio divino possiede di creare occasioni di
approfondire e attualizzare le parole dei salmi.
Anche le parti della Liturgia delle Ore associate ai salmi (inni, antifone, preghiere
assimilate ai salmi di AT e NT i cantici , letture dell'ufficio delle letture, lettura breve
e responsorio, recita del Benedictus, del Magnificat, del Nunc Dimittis, preghiere di
invocazione e di intercessione, Padre Nostro, orazione finale), sono d'aiuto per la
comprensione dei salmi e il loro uso come preghiere.
15

16

17
18

D. SARTORE E A. M. TRIACCA, Nuovo dizionario di liturgia, J. Gibert Tarruel, Edizioni Paoline, Roma
1983, p. 1323.
Cfr. D. SARTORE E A. M. TRIACCA, Nuovo dizionario di liturgia, J. Gibert Tarruel, Edizioni Paoline,
Roma 1983, p. 1324-1327.
Da questo momento user, citando il Concilio Vaticano Secondo, la comune abbreviazione CV II.
Cfr. CCC 1174-1178. Per collocare logicamente il testo sulla Liturgia delle ore nel CCC: Parte seconda
(La celebrazione del mistero cristiano), Sezione prima (L'economia sacramentale), Capitolo II (La
celebrazione sacramentale del mistero pasquale), Articolo 1 (Celebrare la Liturgia della Chiesa), III
(Quando celebrare?), La liturgia delle Ore.

8
In breve, con le principali novit introdotte si favorisce la possibilit di recitare il Salterio da
parte dei laici, i singoli salmi sono rivalutati come testi di preghiera da leggere nelle loro
stratificazioni storiche e nei loro contenuti spirituali e religiosi per l'oggi, la Liturgia delle
Ore strutturata secondo un ciclo di quattro settimane e la sua obbligatoriet per i sacerdoti
meno sottolineata pur se vengono valorizzate le motivazioni per la recita dell'ufficio divino.
Anche le norme per la recita della Liturgia delle Ore hanno in certi paragrafi un taglio molto
pi teologico-spirituale che canonico. I Principi e Norme per la Liturgia delle Ore (PNLO)
[...] insistono sul fatto che lo stesso Spirito santo, che ha ispirato i salmisti, continua ad
aiutare coloro che si servono dei salmi nella preghiera, in modo da farli sentire immersi nella
storia della salvezza sempre in atto. Pregare i salmi per il cristiano suppone saperli dire, in
unione con tutta la Chiesa, con Cristo e in Cristo (PNLO 104-104)19. Ancora in PNLO (107)
si osserva che l'introduzione delle lingue volgari ha rappresentato l'occasione per il popolo di
Dio di un contatto pi stretto con quei testi cos venerabili e adatti alla preghiera, ma questo
ha anche messo in primo piano l'esigenza di una adeguata preparazione e attualizzazione di
tali testi. Infine si pu richiamare PNLO 109, in cui si approfondisce la dimensione
comunitaria della recita dei salmi che radicata in Cristo Messia (dimensione cristologica e
messianica) e riconosce al Padre gloria e potenza poste al servizio dell'umanit che si lascia
conquistare dall'amore di Dio.
La SC ha ovviamente, anche e soprattutto, trattato della messa toccando anche il ruolo dei
salmi nella Liturgia Eucaristica. Al n. 24 la SC cita esplicitamente i salmi in rapporto con il
canto. Ai principi fissati dal CVII si associano, approfondendo, i Principi e Norme per l'uso
del Messale Romano (PNMR). I PNMR prevedono l'uso dei salmi in quattro momenti della
celebrazione: il canto di ingresso, il canto interlezionale, il canto d'offertorio, e il canto di
comunione20. Ma senza dubbio il punto di maggior rilievo della messa in cui sono utilizzati
i salmi il canto interlezionale, il salmo, quasi sempre una parte di salmo, al cui canto o
recitazione spesso in coppie di versetti alternata una antifona, cantata o proclamata
dall'assemblea, che fa parte della liturgia della parola. Il Nuovo Dizionario di Liturgia
osservava che dal PNMR emergeva una duplice valenza del salmo interlezionale: come una
ulteriore lettura della Sacra Scrittura e come una risposta dell'assemblea alla parola di Dio.

1.3 Classificazione e livelli di lettura dei salmi


In questo paragrafo tratter del modo di avvicinare i salmi come parola di Dio e come
preghiera, secondo una serie di livelli che rendono, almeno in parte, ragione della
complessit dal punto di vista pedagogico dell'approfondimento e dell'uso dei salmi. In realt
l'applicazione di quanto sar detto ritengo sia pi semplice del discorso teorico, ma per
conferire la veste scientifica che compete al presente lavoro necessario seguire le tappe
della ricerca in modo analitico. Partendo da alcuni elementi ormai consolidati, i generi
letterari originari dei salmi e l'uso dei salmi come preghiere e parola di Dio nell'ambito
cristiano e umano, proporr una metodologia e una linea di ricerca, con un taglio psicospirituale, che mi sembrano abbastanza innovative e che nella seconda parte del lavoro
cercher di applicare allo specifico del salmo 84 (83).

1.3.1
19

20

La classificazione dei salmi

D. SARTORE E A. M. TRIACCA, Nuovo dizionario di liturgia, J. Gibert Tarruel, Edizioni Paoline, Roma
1983, p. 1319.
D. SARTORE E A. M. TRIACCA, Nuovo dizionario di liturgia, J. Gibert Tarruel, Edizioni Paoline, Roma
1983, p. 1331.

9
Prima di tutto i salmi, come gi visto nei paragrafi precedenti, richiedono una conoscenza di
base del loro genere letterario e dell'uso originario per cui furono composti. Ormai molti testi
riportano classificazioni dei salmi e in linea generale vi un certa concordanza sui
raggruppamenti in cui suddividerli. Per dare una panoramica sulle tematiche prevalenti dei
salmi ritengo che sia sufficientemente indicativo il testo, in forma di dispensa per il corso di
Teologia spirituale della Pontificia Facolt del Teresianum Il salmista, Cristo e il cristiano
Introduzione alla spiritualit del salterio, di Bruno Moriconi, L'autore osserva alla pagina
12 del testo:
Quanto ai salmi, la diversit tra di essi spesso evidente e salta agli occhi. Chiunque
distingue un Inno da un Lamento. E il primo passo per comprendere un Salmo proprio quello di
riconoscerne il genere letterario. utile (direi necessario) anche per la preghiera, perch, solo
sapendo che tipo di Salmo si sta per recitare, il cuore ed i sentimenti possono adattarsi a quelli
del Salmista nella sua situazione, anche se solo tipica. Tuttavia, non sempre cosi facile ed
stata necessaria la ricerca e lopera faticosa di alcuni studiosi.

Rimarcando che nessuna classificazione pu essere mai rigida, Bruno Moriconi propone la
seguente classificazione autoesplicativa: Lamentazioni Individuali (o Salmi di Supplica
personale), Lamentazioni Pubbliche (o Salmi di Supplica nazionale), Salmi di Fiducia in
Dio, Salmi di Ringraziamento Individuale (o Azioni di grazia del singolo), Salmi di
Ringraziamento Pubblico (o Azioni di grazia nazionale), Salmi di pura lode a Dio per i suoi
atti creativi o salvifici, Salmi di Sion Incentrati sulla Citta Santa di Gerusalemme, Salmi
Regali (cantano il Re davidico e, indirettamente,il Messia), Salmi di Yhwh Re (vi ricorre
l'espressione Yhwh Regna), Salmi Sapienziali (a lode della via dei giusti e della Tor),
Salmi di liturgia della Fedelt di Yhwh che invita a restare fedeli al Dio dell'Esodo, preghiere
varie (cinque salmi post-esilici fuori serie)21.
Partendo da questa classificazione, che informa il lettore sull'ispirazione dei salmisti e sulla
piet ebraica che fanno da fondamento e sfondo ai testi dei salmi, certamente pi facile
entrare negli arricchimenti successivi procurati dall'evento chiave della venuta, morte e
resurrezione del Messia, e suscitati dallo Spirito nella Chiesa nello svolgimento della storia.

1.3.2 Quattro livelli


Per una breve, sintetica, trattazione dell''uso' spirituale dei salmi, ho trovato molto
schematico e utile il gi citato testo di Spirito Rinaudo, I Salmi, preghiera di Cristo e della
Chiesa. Questo testo introduce nella premessa la quadruplice angolazione da cui intende
trattare i salmi22: salmi come preghiera di Israele, come preghiera di Cristo, della Chiesa e
del cristiano.
Ogni salmo trattato infatti in quattro punti: presentazione del salmo e suo contenuto
letterale come risulta dall'esegesi comunemente accettata; senso messianico del salmo e
nuovo significato conferito da Cristo considerando le indicazioni del NT, dell'uso liturgico e
della tradizione patristica; sempre sulla base di NT, tradizione patristica e uso liturgico,
esposizione della dimensione ecclesiale e di preghiera del salmo; dimensione pi personale e
umana alla cui luce leggere e pregare i salmi, orientata in modo pi marcato al significato
che i salmi possono assumere nel mondo attuale.
21

22

B. MORICONI, Il salmista, Cristo e il cristiano Introduzione alla spiritualit del salterio, Pontificia
Facolt del Teresianum Pontificio Istituto di Spiritualit, Roma 2002 (Dispense ad uso degli studenti),
p. 3.
S. RINAUDO, I Salmi preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci, Torino, 1993, p. 11.

10

1.4 Una proposta pedagogico-spirituale


1.4.1

I salmi occasione di crescita nella preghiera

Intendo impostare questa parte della ricerca, che la parte propositiva, secondo una
mescolanza di esperienza ed intuizioni personali dalle quali cercher di far discendere linee
operative per affrontare la recita e l'uso dei salmi per la meditazione e la preghiera nel
mondo attuale. In qualche modo quest'approccio debitore, anche se non direttamente,
dell'epistemologia di K. Popper. Quello che si pu chiamare un paradigma epistemologico fu
proposto da Popper gi nel 1920: il criterio dello stato scientifico di una teoria la sua
falsificabilit, confutabilit o controllabilit23. In sintesi Popper privilegia, nella ricerca
scientifica, un metodo deduttivo, che parte da teorie o ipotesi, per applicarne le conseguenze
mediante predizioni specifiche nell'ambito pratico. Ma a questo approccio affianca la regola
metodologica che le predizioni specifiche derivate dalla teoria o ipotesi generale siano
controllabili possano essere confutate dall'esperienza, e l'atteggiamento di fondo che lo
sperimentatore e la comunit scientifica siano orientati alla confutazione della teoria e non
alla sua dimostrazione. Io mi limiter alla proposta della 'teoria', a mostrarne applicazioni
che credo siano sperimentabili da chiunque frequenti assiduamente i testi dei salmi e ad
invitare il lettore a cercare di confutare la mia ipotesi. Tra l'altro lo stesso Popper osserva che
la critica alle teorie, ipotesi o congetture non deve necessariamente essere svolta da chi le
propone: quest'ultima cosa (n.d.r. il criticare le proprie teorie) altamente desiderabile, ma
non indispensabile; perch se non riusciamo a criticare le nostre stesse teorie, possono
esserci degli altri che lo fanno per noi24.
La 'teoria' che propongo consta di un semplice approccio pedagogico concepito sulla base di
alcune proposte di integrazione tra psicologia e spiritualit25, della mia esperienza26 e di
alcune intuizioni che spero possano essere proficue. Ho detto che l'influenza
dell'epistemologia di Popper indiretta perch mi fermo alla prima fase del metodo
deduttivo (alla proposta della teoria e ad una sua strutturazione che permetta di derivarne
predizioni singolari sperimentabili da altre persone), perch non esiste a tutt'oggi alcuna
trasposizione del suo metodo nella teologia, n tanto meno nella teologia spirituale e perch
ho cercato di pensare lo schema del mio lavoro appositamente per essere messo alla prova da
chi desiderasse applicarlo nella propria esperienza di preghiera, apostolato o meditazione.

1.4.1.1

Sintesi e sommaria discussione del metodo di K. Popper

Popper propone, nella ricerca scientifica, un metodo deduttivo, pi o meno, cos strutturato27:
1) Proposta di una teoria; 2) Controllo della coerenza interna del sistema che esprime quella
teoria; 3) Indagine della forma logica della teoria, per determinare se quella teoria
23
24
25

26

27

G. STOKES, Popper, Societ editrice il Mulino, Bologna 2002, p. 41.


K.R. POPPER, Le fonti della conoscenza e dell'ignoranza, Societ editrice il Mulino, Bologna 2000, p. 85.
Come sottofondo teorico, che non richiamo in modo specifico, ma indico in bibliografia, utilizzer le
proposte relative alle relazioni tra psicologia e spiritualit contenute nei lavori di B. Goya e J. L.
Gonzalez.
Esperienza non utilizzata propriamente come base per l'induzione di teorie, altrimenti contraddirei il mio
intento metodologico, ma come fondo esperienziale stratificato nella mia vita spirituale da cui sorgono
idee, intuizioni, considerazioni cui cerco di dar voce nella stesura di questo lavoro; si faccia riferimento,
per quanto ho qui dichiarato, al paragrafo successivo, ove faccio breve cenno alla questione
induzione/deduzione nel presente lavoro.
D. GILLES G. GIORELLO, La filosofia della scienza nel XX secolo, Editori Laterza, Bari 1998, pp. 4247.

11
empirica, scientifica o se, per esempio, tautologica o auto-referenziale e quindi
virtualmente indimostrabile28. 4) Confronto con altre teorie, per valutare se la teoria proposta
costituisce un progresso scientifico; 5) Controllo della teoria, condotto mediante le
applicazioni empiriche delle conclusioni che possono essere derivate da essa; 6)
Falsificabilit, intesa come massima possibilit di mettere alla prova (confermare o
confutare) la teoria nelle asserzioni e predizioni empiriche singolari che genera (alcuni
attributi di rilievo della teoria proposta sono: che non sia contraddittoria, che sia semplice,
che si possa mettere alla prova nel modo pi 'aggressivo' possibile pi per confutarla che per
dimostrarla); 7) Falsificazione, applicazione empirica effettiva della teoria mediante
esperimenti, e confronto inter-soggettivo.
A parte le specifiche fasi del metodo, alcuni elementi che spiccano nella proposta di Popper
sono: l'atteggiamento di fondo del ricercatore, che, pur impegnandosi a proporre una teoria
formalmente e logicamente coerente, non auto-referenziale (evitando cio accuratamente di
blindarla in un enunciato costruito in modo da essere non criticabile), dovrebbe metterla alla
prova con l'intenzione di falsificarla piuttosto che di dimostrarla; l'impostazione deduttiva
(dal generale al particolare) invece che induttiva (dai fatti particolari al generale); una grande
valorizzazione della creativit e del modo di procedere di chi orientato verso l'innovazione
in una disciplina, accompagnata per da un serio spirito critico nella valutazione di nuove
ipotesi; la non esclusione a priori della metafisica dall'ambito delle scienza; la rinuncia a
considerare qualsiasi teoria scientifica definitivamente provata e vera29.
Delle precedenti cinque caratteristiche le prime quattro non possono che essere accolte
favorevolmente dalla Teologia e dalla Teologia Spirituale in specifico, la quinta, se da una
parte pu essere un ostacolo anche nella teologia (che per parte da dati di fede che non
pretendono di rientrare tra gli enunciati scientifici), dall'altra un'ottima occasione per
relativizzare le scienze positive che soffrono spesso un po' troppo di complessi di superiorit
nei confronti di scienze e discipline umanistiche.
certamente opportuno relativizzare lo stesso metodo di Popper, nel senso che per le
esigenze di molte scienze o discipline non vanno assolutamente esclusi metodi induttivi o
misti induttivo-deduttivi (considerati particolarmente adatti per la Teologia Spirituale30). Nel
presente lavoro, per esempio, proporr una teoria (quella degli atteggiamenti psico-spirituali)
basata su intuizioni ed esperienza personali, che quindi di fatto composta di una parte
induttiva (le succitate intuizioni ed esperienze) e da una parte deduttiva (ho proposto uno
schema applicativo teorico, costituito da uno spettro di atteggiamenti fissati a priori); alla
teoria ho fatto seguire una classica applicazione specifica, non ho operato nessuna
falsificazione, credo tuttavia di avere facilitato la falsificazione della teoria. Come ho gi
ricordato, Popper stesso non riteneva indispensabile che chi propone teorie, ipotesi o fa
congetture sia tenuto necessariamente a falsificarle egli stesso.

1.4.1.2

Atteggiamenti e educazione alla preghiera

Faccio un breve elenco di atteggiamenti psicologici e spirituali possibili che, in parte, io


stesso ho sperimentato durante la recita dei salmi: disinteresse o avversione, distrazione,
28

29
30

Tra gli esempi di teorie sospette di essere autoreferenziali, vi sono quella marxista e quella psicoanalitica,
che, osservava Popper, sono sotto molti aspetti teorie virtualmente infalsificabili perch hanno costruito
complessi teorici che spiegano qualunque fatto facendolo rientrare in una trama di considerazioni che lo
ingabbiano costringendolo a diventare una dimostrazione forzata della teoria (si veda come esempio D.
GILLES G. GIORELLO, La filosofia della scienza nel XX secolo, Editori Laterza, Bari 1998, p. 265).
Cfr. K.R. POPPER, Logica della scoperta scientifica, Giulio Einaudi Editore s.p.a., Torino 1998, p. 8.
Cfr. B. MORICONI, Nascere dall'alto Teologia della Vita Spirituale, Pontificia Facolt del Teresianum
Pontificio Istituto di Spiritualit, Roma (Dispense ad uso degli studenti), p. 29.

12
sospensione volontaria dell'immaginazione e/o dell'intelletto/memoria, applicazione
indiretta/diretta a situazioni personali, applicazioni a situazioni del mondo e della societ,
tendenziale adesione al contenuto letterale del salmo, tendenziale adesione al contenuto
prettamente cristiano del salmo (attraverso le indicazioni del NT, l'uso liturgico e la
tradizione patristica), adesione ai sensi cristologico ed ecclesiale del salmo 31. A seguire tratto
uno per uno i precedenti atteggiamenti nell'ambito di una fascia di et e di crescita religiosa
in cui la pedagogia spirituale, se cos si pu chiamare, trova il suo ambito pi appropriato.
I punti che seguono sono composti da una parte descrittiva e una parte propositiva che, pur
non essendo essenziali ai fini del presente lavoro, aiuteranno, nel capitolo dedicato al salmo
84, a fare proposte per un suo utilizzo pi strettamente pastorale e pedagogico.

1.4.1.3

Disinteresse o avversione

il tipico atteggiamento di chi non ha mai preso in considerazione i salmi come occasioni di
preghiera a Dio. Normalmente i giovani (possiamo collocarli tra i 14 e i 20 anni) che stanno
facendo un cammino di iniziazione alla preghiera, hanno questa tipica disposizione, e, talora,
poich li hanno incontrati in un modo non adatto alla loro et ed esperienza, provano verso la
recita dei salmi addirittura avversione. Molto simile l'atteggiamento dei cristiani che, nella
loro vita, non hanno dato seguito, o avuto la possibilit di dare seguito, all'unzione
battesimale.
Giustamente i giovani, non avendo ancora una esperienza spirituale matura, vanno
soprattutto aiutati o a pregare le preghiere tradizionali della fede cristiana o a coltivare un
dialogo con Dio pi libero, ma anche pi aperto alla relazione col Signore, in sintonia con le
caratteristiche della loro maturazione e delle loro esperienze di vita.
Come gi accennato, anche molti adulti cristiani praticanti trovano i salmi troppo
condizionati storicamente, non adeguati all'esperienza umana attuale, in pratica testi 'morti'.
Nel caso dei giovani, pur rispettando la convinzione che i salmi richiedano una preparazione
spirituale, e scritturistica, che a 14-20 anni non si pu avere, non sono certo che si debbano
escludere a priori da una pedagogia della preghiera; forme e modi di avvicinamento ai salmi
andranno certamente studiati bene, ma, scegliendo qualche salmo in consonanza con le
condizioni spirituali di quelle et e presentandolo nella luce giusta, si potrebbe favorire un
minimo di familiarit con testi di orazione cos preziosi.
Con i cristiani adulti tutto molto pi difficile, specialmente se l'ambiente culturale e sociale
in cui vivono e sono vissuti assolutamente alieno da qualsiasi interesse per il salterio,
ambiente culturale e sociale che, talora, invece, attratto da esotiche aspirazioni spirituali di
moda, falsamente moderne o subdolamente consumistiche. Per gli adulti cristiani pi di
nome che di fatto potrebbe essere molto importante, nelle rare occasioni in cui incontrano la
Parola di Dio, durante la celebrazione dei sacramenti dell'Iniziazione Cristiana o del
matrimonio, o nel corso delle messe pi solenni, un impegno dei Pastori a mettere a fuoco il
ruolo dei salmi e le opportunit che essi offrono al cristiano orante: riallacciarsi alla storia
della salvezza a partire dalle sue origini; rimeditare l'evento fondamentale della incarnazione,
morte e resurrezione di Cristo; ritrovarsi parte responsabile e impegnata della Chiesa e del
suo lavoro per il Regno, conoscere pi a fondo la propria realt di persona fatta ad immagine
del creatore e dal creatore amata; leggere, con gli occhi del Padre provvidente, gli eventi
grandi e piccoli che ogni giorno si affrontano nella vita.

1.4.1.4
31

Distrazione

S. RINAUDO, I salmi preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci Editrice, Torino 1993, pp. 11-14.

13
l'atteggiamento assolutamente pi diffuso, non solo per la recita dei salmi, ma per
qualunque tipo e forma di preghiera. ineliminabile, tranne che nei casi di pi alta
perfezione meditativa e contemplativa, i quali comunque risentono sempre del rischio.
Nei giovani la distrazione ovviamente molto diffusa, quantunque a volte, credo, il forte
coinvolgimento emozionale proprio di quelle et possa portare a una concentrazione e a un
raccoglimento sorprendenti.
Anche per una educazione pi generale alla preghiera, aiutare a concentrarsi o sul testo o su
qualche 'oggetto della fede' pi che opportuno. Ma concentrare l'attenzione su qualche
salmo pu dare proprio occasione di far conoscere al lettore il contenuto letterale, profetico
cristiano e, in particolare, il rimando a gravi e tristi situazioni sociali o psicologiche diffuse
nel mondo attuale cui volgere l'attenzione pietosa e intercedente del credente. Anzi, potrebbe
essere addirittura pi efficace evidenziare da subito i temi del salmo che pi direttamente
sono applicabili al mondo attuale, nelle sue componenti sociali e anche psicologiche o
spirituali, con la dovuta attenzione alla semplicit.
Come ulteriore osservazione, mi pare opportuno non demonizzare eccessivamente la
distrazione, per alcuni motivi:

Talvolta pu paradossalmente diventare una scusa per non pregare; molti maestri
spirituali, in particolare S. Teresa d'Avila32, mettono in guardia verso questo
comportamento.

Fa parte della natura limitata dell'uomo, e, come altre limitatezze, pu talora essere
opportuno lavorare interiormente per accettarla e convivervi, senza naturalmente
lasciare che diventi troppo frequente e lunga.

Qualche volta la distrazione fa deviare l'attenzione verso preoccupazioni per la


propria integrit spirituale o per persone in difficolt o verso altre situazioni che
richiederebbero preghiere di intercessione...; in tutti questi casi, estendendo l'adagio
lasciare Dio per Dio, se le distrazioni di questo tipo non sono eccessive in
frequenza o durata, non si pu escludere che Dio accolga il salmo, soltanto letto
dall'orante, come una preghiera di aiuto o intercessione.
Va fatta un'ultima considerazione sulle distrazioni provocate da pensieri inutili o addirittura
dannosi; un ammontare non indifferente delle occasioni di distrazione rappresentato da
questi pensieri, e si pu dire che il demonio non sia estraneo ad essi, come un ruolo rilevante
lo ha anche l'amor proprio nella sua forma pi 'carnale' ed egoistica. Le 'cure' per questo
genere di distrazioni vanno da preghiere specifiche al Signore che ci aiuti a liberarci da esse,
a sospensioni volontarie delle potenze spirituali, immaginazione, intelletto, memoria, ad altre
forme di attenzione pi o meno positiva verso oggetti della preghiera particolari o specifici
in consonanza con l'argomento del salmo, a una vigilanza costante per evitare che le
distrazioni si situino in uno strato spirituale quasi inconscio, che diventa poi difficile da far
emergere per renderne possibile la cura.

1.4.1.5

Sospensione volontaria di immaginazione o dell'intelletto

Questo atteggiamento un ottimo strumento per ricomporsi e raccogliersi quando distrazioni


e pensieri inutili o dannosi tentano, con buone possibilit di successo, di allontanare dal
giusto rapporto con le parole ispirate della preghiera e con Dio.
32

TERESA D'AVILA, Opere - Vita, Edizioni OCD, Roma Morena 2005, capitolo 7,1: cominciai a mettere
di nuovo in pericolo la mia anima, la quale, guasta ormai per tante distrazioni, prese a vergognarsi di
continuare con Dio quella particolare amicizia che deriva dall'orazione. [...] Maggior danno non poteva
farmi il demonio che di trattenermi dal far orazione sotto pretesto di umilt e per vedermi tanto perduta.

14
Vuotando, per quanto possibile, la mente (e il cuore) di qualunque tipo di immagini, pensieri,
sentimenti, si disinnesca il loro potenziale negativo, e non di rado da alcune parole o
espressioni della preghiera che si sta recitando si coglie qualche barlume di significato (o di
mozione dello Spirito). Questo tipo di disposizione interiore adatto in particolare per
l'orazione vocale, dal momento che l'orazione mentale richiede l'esercizio, oltre che della
volont, anche dell'intelletto o dell'immaginazione, almeno nei gradi meno elevati di
meditazione.
Un pregio della sospensione volontaria delle potenze che facile educarsi ad essa;
soprattutto oggi, il 'non pensare a niente' visto come un miraggio, un sollievo da ricercare
per sfuggire al bombardamento degli stimoli e delle attivit che la societ ci obbliga a
sopportare; quindi per lo meno vi una buona disposizione nell'orante principiante a
ricercarla. Certo, il 'non pensare a niente', non propriamente pregare, ma uno strumento
semplice ed efficace, se collocato in un quadro personale che non rifiuta a priori la preghiera,
che sente la necessit di ricorrere alla presenza di Dio nella propria vita e che si rende conto
che le distrazioni in cui cade quando prega sono spesso una minaccia per la qualit della
orazione.
Per non dimenticare la linea guida della presente sezione, c' da dire che la sospensione
volontaria delle potenze, una volta che l'orante persuaso che i salmi hanno almeno una
certa utilit per il proprio modo di pregare e per la propria vita, pu favorire un
avvicinamento ulteriore alla spiritualit dei salmi stessi aiutando a far emergere da essi
stimoli psicologici, spirituali e, perch no, anche esegetici. Inoltre nel loro piccolo le
sospensioni delle potenze, per quanto parziali, limitate nel tempo e pi vicine al 'non pensare
a niente' che allo svuotamento interiore possono funzionare da inneschi per far crescere
l'apprezzamento e il bisogno di dedicare tempo e spazi alla recita della Liturgia delle Ore.

1.4.1.6

Applicazione diretta/indiretta a situazioni personali

Sotto questo titolo intendo collocare una riflessione sulle occasioni che, in particolare i
salmi, offrono di passare 'sotto la lente di ingrandimento di Dio', e offrirli a Lui: i nostri
sentimenti, le nostre situazioni personali, i nostri rapporti con la realt, positivi o negativi che
siano. Non pochi salmi hanno questa intonazione personale, e anche con i giovani non
sarebbe male cogliere il momento giusto per far qualche cenno ai salmi di Supplica
personale33 o di Fiducia in Dio34 o di Ringraziamento individuale35.
Si potrebbe anche descrivere questo atteggiamento con applicazioni di carattere analogico
dirette/indirette alle situazioni personali, usando 'analogico' e 'indirette' per mettere in
evidenza che molte situazioni narrate nei salmi non sono le stesse che un fedele cristiano
oggi vive, ma con un piccolo sforzo di immaginazione o di intelletto o anche per affinit con
i sentimenti che si stanno provando, possibile veder rispecchiata in quelle antichissime
preghiere la propria esperienza personale di cristiano del XXI secolo. Il parlare in quel modo
forse un po' arcaico, ma sempre con grande afflato con Dio, che non attende altro che essere
corrisposto dai suoi figli, certamente verr accolto volentieri da Dio; tutto sommato quelle
dei salmi sono parole che un tempo Lui stesso aveva ispirato ai suoi fedeli israeliti.
33
34
35

Ne sono un esempio il Salmo 88 (87) o il Salmo 120 (119).


Per esempio il Salmo 10 (11) o il 40 (41).
Si vedano come esempio i salmi 106 (107) o 18 (17).

15
Ho poi usato anche l'aggettivo 'diretto' perch altre volte vi sorprendente corrispondenza tra
le esperienze che noi facciamo e l'esperienza del salmista; in tali casi lo sforzo di chi prega il
salmo diventa molto minore e, se si recitano con un certo coinvolgimento, quelle parole non
mancheranno di farci sentire in pi stretta relazione con Dio e di procurarci anche sollievo
psicologico e spirituale.
Credo che i motivi che ho addotto siano sufficienti per prendere in considerazione una
educazione alla recita dei salmi per giovani e una, per cos dire, rieducazione per gli adulti.
Molti adulti sanno di essere cristiani, ma hanno perso gran parte della fiducia in Dio; perch
sono sequestrati dallo spirito del mondo, sono configurati, come dice Paolo36, a questo secolo
che penetra lentamente e quasi irreversibilmente nella mente e nel cuore del cristiano e che
finisce per convincere che, in fondo, la croce di Cristo scandalosa o semplicemente stupida
e di conseguenza il cristianesimo equivale ad una delle tante filosofie e religioni sorte nella
storia dell'uomo. Non vorrei dare l'impressione di demonizzare il mondo: il mondo il luogo
nel quale si deve affermare il regno di Dio, nei termini e con i modi insegnatici da Cristo, ma
va affrontato con lo Spirito di Cristo, e non con lo spirito del mondo. Una volta colto almeno
qualche senso nei testi poetici e ispirati, non escluso che i cristiani giovani o gli adulti,
aiutati da guide profondamente motivate, vi tornino sopra qualche volta o trovino un minimo
di gusto anche nella Liturgia delle Ore. Rimane sempre l'ostacolo dei modi in cui presentare i
salmi, ma chi conosce i giovani e ha un certo ascendente su qualche gruppo giovanile che
frequenta la Parrocchia o altri luoghi di aggregazione cristiani, oppure chi, illuminato dallo
Spirito, conosce i cuori, una volta che egli stesso si sia motivato, potr certamente trovare
qualche strada per far nascere un minimo di curiosit verso il loro valore come orazioni
vocali ancor oggi attuali.

1.4.1.7

Applicazione a situazioni del mondo e della societ

A volte pu essere meglio proporre, tra i salmi, quelli denominati salmi di Lamento Pubblico
(o salmi di Supplica nazionale)37. Questi salmi potrebbero essere applicabili a situazioni di
povert, emarginazione, sfruttamento, violenza che soffrono molti popoli e certi strati di
popolazione. Non di rado chi 'sta in ascolto del mondo' tramite i mass-media viene a
conoscenza di situazioni drammatiche e tristi che toccano tanti luoghi della Terra; a volte si
mossi a compassione senza poter fare nulla di concreto per aiutare quelle persone cos
disperate e cos lontane, altre volte si sentono veri moti di rivolta contro le ingiustizie
tremende cui sono soggette persone deboli e indifese. Tutto questo si pu rintracciare in certi
salmi, nei quali vi sono vere e proprie dure richieste a Dio di vendetta verso il nemico38.
Pi difficili da attualizzare sono i salmi di Ringraziamento Pubblico, pi che altro perch ci
siamo un po' dimenticati, oggi, dell'importanza di ringraziare il Signore per tutto quello che
ci dona. Risentiamo forse della diffusa mentalit positivista che vede l'uomo come esclusivo
artefice del proprio destino e orgoglioso delle conquiste della scienza e della tecnica. A parte
il fatto che le radici della scienza e della tecnica del mondo contemporaneo partono spesso
da uomini di fede e monaci o religiosi, comunque un dovere per il cristiano convinto
ringraziare per i beni cui pu accedere il suo popolo: la medicina, i trasporti, le tecnologie di
comunicazione.
L'importante fare il passo di accettare dentro di noi la possibilit di analogie, talvolta
ardite, tra realt odierna e realt esposte nei salmi; le singole applicazioni potranno essere
ispirate dallo Spirito dentro di noi e dalle opere della Provvidenza nella nostra storia e
36
37
38

Rm 12,2a.
Come esempio, si pu citare il Salmo 108 (107).
Si possono leggere come esempio, il Salmo Regale 110 (109) oppure il salmo 74 (73) e il 58 (57).

16
intorno a noi.

1.4.1.8

Adesione al contenuto letterale del salmo

Sembrerebbe il pi semplice modo per recitare i salmi. Ci si lascia trasportare della parole
che si stanno recitando e si lascia che esse parlino della loro origine e del loro uso
tradizionale. Ma forse meglio, se si usa questo approccio, prendersi tempo per leggere testi
esegetici che spieghino l'origine e l'uso tradizionale del salmo39. Forse l'approccio pi
ostico per i giovani e per il cristiano medio, il senso storico di norma pu essere attraente
solo per alcuni giovani o adulti con una passione specifica. Dato che i salmi sono 150, non
necessario proporre proprio quelli ove il significato letterale tende a prevalere sugli altri
possibili usi del testo.

1.4.1.9

Adesione al contenuto prettamente cristiano

Il modo con cui venivano citati, proclamati, cantati e pregati i salmi dai discepoli di Ges e
dai primi cristiani consisteva nel cercare di vedere, nelle parole dell'Antico Israele, il senso
messianico e il nuovo significato conferito da Cristo, quando egli, capo del nuovo popolo di
Dio, fece dei salmi la sua preghiera al Padre40. Un secondo modo di aderire al contenuto
cristiano vedere i salmi come annuncio del mistero della Chiesa e come preghiera della
Chiesa stessa in spirito e verit41. Il senso cristologico ed ecclesiale possono talora essere
strettamente connessi42.
Anche per questo approccio opportuna una previa preparazione su testi che aiutino a
cogliere le sfumature di significato che talvolta richiedono una frequentazione e uno studio
approfondito per essere svelate e proposte ai lettori del salterio.
I giovani, anche in questo caso, saranno 'discepoli' difficili di una scuola di preghiera dei
salmi; ma, se nel caso del significato letterale originario si pu soprassedere all'iniziazione di
chi non ha strumenti e interesse per le origini ebraiche dei salmi, nel caso del significato
cristologico ed ecclesiologico, andrebbe ricercata qualche occasione di proporlo anche a
cristiani in maturazione spirituale. In effetti anche chi pi avvezzo alla recita dei salmi non
dovrebbe tralasciare di avvicinarsi, n al significato letterale originario, n, tanto meno, alle
implicazioni cristologiche ed ecclesiali dei salmi; tanto pi che questo aiuterebbe a cogliere
meglio il significato dei salmi, delle antifone e degli altri testi salmici nella Messa. Non
escluderei neppure la possibilit di dedicare parti delle Omelie a spiegare i salmi recitati
nella Messa, cosa che talvolta facilitata dalla consonanza di essi con una o pi letture della
Liturgia della Parola.

1.4.2 Conclusione della parte propositiva


Ribadisco che le mie precedenti considerazioni sono ipotesi formulate a partire dalla mia
esperienza, da mie intuizioni, e dalla mia cultura personale, e, come tali, richiedono ulteriori
approfondimenti e confronti con altre esperienze, testimonianze ed eventuali applicazioni
pratiche in campo pastorale e catechetico. Mi auguro che sia possibile a qualcuno vagliare
queste mie riflessioni e che sia giudicato opportuno tentare verifiche o 'falsificazioni', di
quanto ho esposto nel presente capitolo.
39
40
41
42

S. RINAUDO, I salmi preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci Editrice, Torino 1993, p. 11.
Idem.
S. RINAUDO, I salmi preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci Editrice, Torino 1993, p. 12.
Idem.

17
Per gli scopi di questo lavoro sar gi un contributo sufficiente, credo, lapplicazione delle
proposte sopra espresse, ad un salmo specifico: il salmo 84 (83).

18
CAPITOLO SECONDO

IL SALMO 84 NELLA TRADIZIONE

SALMO 84 (83)
[Canto di pellegrinaggio]
1 Al maestro del coro. Su I torchi.... Dei figli di Core. Salmo.
2 Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
3 L'anima mia languisce
e brama gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.
4 Anche il passero trova la casa,
la rondine il nido,
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
5 Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi!
6 Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio.
7 Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente,
anche la prima pioggia
l'ammanta di benedizioni.
8 Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finch compare davanti a Dio in Sion.
9 Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe.
10 Vedi, Dio, nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.
11 Per me un giorno nei tuoi atri
pi che mille altrove,
stare sulla soglia della casa del mio Dio
meglio che abitare nelle tende degli empi.
12 Poich sole e scudo il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene
a chi cammina con rettitudine.
13 Signore degli eserciti,
beato l'uomo che in te confida43.
43

Ho inserito la traduzione del salmo 84 antecedente alla nuova revisione fatta dalla CEI nel 2007, perch

19

3.1

Nel salterio ebraico e nel Nuovo Testamento

Il salmo 84 collocato nell'elenco dei Salmi di Sion, da distinguersi dai Canti delle
ascensioni o Graduali, che sono 15 salmi consecutivi (120-134) che probabilmente
avevano un uso particolare cos come sono raggruppati (in ogni modo il 121 e il 122
rientrano anche nei salmi di Sion propriamente detti). I Salmi di Sion, sono anche detti Salmi
di Pellegrinaggio; quelli considerati veri e propri Salmi di Pellegrinaggio sono una decina,
con qualche differenza da autore ad autore: 24, 46, 48, 76, 84, 87, 121, 122, 137. Il criterio
con sui sono attribuiti a questa categoria che il motivo dominante di questi salmi Sion, la
Citt Santa, o il Santo Monte del Signore come meta di pellegrinaggio44.

3.1.1 Sion e tempio


La grande importanza della citt del monte Sion ha accompagnato Israele lungo tutta la sua
storia, forse anche da prima del regno di Davide, nell'XI secolo a.C., fino alla distruzione del
tempio di Gerusalemme del 70 d.C.
La nascita del tempio, fu preceduta dalla conquista della citt Gebusea di Gerusalemme e dal
recupero dell'Arca dell'Alleanza in mano ai Filistei sconfitti da Davide. L'Arca, simbolo della
presenza di Dio, venne collocata in Gerusalemme da Davide (con il fine non secondario di
favorire l'unificazione delle trib ebraiche), ma il tempio fu costruito da Salomone grande
organizzatore e stabilizzatore del regno fondato da Davide, suo padre.
In effetti l'importanza di Gerusalemme, in seguito, venne proiettata nel passato pi remoto,
nel futuro prossimo e nel futuro messianico:
Probabilmente gi con Salomone, o con Davide, gli ebrei fecero risalire i propri diritti su
Gerusalemme all'epoca di Abramo, ospitato e onorato da Melchisedek, sacerdote del Re
Altissimo e re di Salem (Gn 14,18-20, richiamato in Sal 110,4).
A cavallo tra la distruzione del primo tempio (quello di Salomone) nel 587 a.C. ad opera
di Nabucodonosor, e la costruzione del secondo tempio iniziato attorno al 515 a.C., il
ruolo del tempio in primis e poi di Gerusalemme capitale, venne proiettato, durante la
prima parte dell'esilio in Babilonia nel nostalgico passato o nel futuro messianico;
durante la seconda parte dell'esilio gli ebrei videro invece concretizzarsi la possibilit
della ricostruzione di un secondo tempio nel futuro prossimo.
Con la costruzione del secondo tempio Israele riebbe il suo tempio, ma le vicende
storiche portarono la Palestina e la sua capitale sotto dominii stranieri col fenomeno di
gravissima profanazione nel periodo ellenistico di Antioco IV Epfane. Nell'epoca
Maccabeica il tempio divenne un grandissimo strumento propulsore della ribellione e
dell'identit ebraica.
L'epoca del dominio romano, permise una relativa libert di culto secondo la nota

44

un testo a cui siamo pi abituati, perch la nuova traduzione non ancora di uso comune e perch la
sostanza del significato del salmo non stata modificata dalla Nuova traduzione CEI. Inoltre ho lasciato
la numerazione dei versetti, anche se graficamente rende meno bene, perch sar pi facile esporre i
significati del testo.
B. MORICONI, Il salmista, Cristo e il cristiano Introduzione alla spiritualit del salterio, Pontificia
Facolt del Teresianum Pontificio Istituto di Spiritualit, Roma 2002 (Dispense ad uso degli studenti), p.
99.

20
politica latina di dar spazio a tutte le divinit dei popoli conquistati; Erode il Grande
stesso apport ingenti miglioramenti e arricchimenti al tempio. Sappiamo bene che
all'epoca di Ges anche il culto era molto organizzato, ma era in mano ai sacerdoti
collaborazionisti con i romani.
La visione del tempio, da centro di riferimento per tutte le trib israelitiche per il culto del
Dio di Israele, ricevette una radicale modifica di prospettiva negli anni a cavallo della
conquista di Giuda da parte di Babilonia e della distruzione del primo tempio: da tempio
unica casa di Yhwh, a realt che non pu essere centro materiale della presenza di Dio
perch un manufatto che pu essere conquistato e distrutto.
L'epoca della crisi assira (quando Assur, nel 701 a.C. conquist il regno del Nord, Israele, e
ne deport gli abitanti) era stato un momento critico anche per Giuda (il regno del Sud), ma
Gerusalemme pi per una serie di circostanze storiche favorevoli che per la propria forza,
non era stata conquistata, anche se Giuda era divenuto vassallo dell'Assiria. La scampata
conquista di Gerusalemme port Giuda a mitizzare il tempio; nell'epoca precedente all'esilio
gli ebrei si erano convinti, come era stato molto probabilmente con l'Arca dell'Alleanza, che
la loro forza stesse nella presenza di Dio all'interno del tempio e che quella presenza di per s
fosse garanzia di protezione dello stato politico45. Al contrario i profeti dell'epoca di Ezechia,
Giosia (gli ultimi due re prima della fase di crollo di Giuda sotto Sedecia) e degli anni
immediatamente precedenti all'esilio, soprattutto Geremia (altri due profeti attribuiti
all'epoca sono Naum e Sofonia,46, mentre Ezechiele si pu gi considerare profeta in esilio),
misero in guardia verso la fiducia presuntuosa e incondizionata nella protezione divina
tramite la Sua presenza nel tempio. La distruzione del tempio fu l'amarissima dimostrazione
che Dio non poteva essere circoscritto ad una struttura costruita da mani d'uomo, come gi,
se vogliamo, il Signore, tramite Natan, aveva fatto sapere a Davide, quando il re cominciava
a progettare una 'casa per il Signore' (2Sam 7,5-7).
La rovina di Sion non scoraggia i veri fedeli ebrei e i profeti del post-esilio che cominciano
ad intravedere una dimensione messianica legata al tempio, che a poco a poco si
universalizza. Vero che la crisi dell'esilio rafforza molto gli elementi 'immateriali' o
individuali della fede ebraica: circoncisione, legge, purit cultuale in ambito famigliare ed
etnico... Ma anche il tempio non pu essere dimenticato e si sente il bisogno di proiettarlo
nel futuro messianico. Lo stesso futuro messianico non si limita pi all'esclusivo riscatto di
Israele, e Gerusalemme viene vista come capitale del genere umano, centro di unificazione di
tutta l'umanit. I cantici di Sion (Salmi di pellegrinaggio) sia pre- che post-esilici, cantano la
citt e il suo tempio, anche nella prospettiva escatologica.

3.1.2 Sion e Cristo


All'epoca di Ges era ben consolidata, anche se non organizzata o istituzionalizzata n
dominante, la visione escatologica e messianica. I discepoli, e coloro che hanno scritto il NT,
si rendono conto, sulla base anche e soprattutto delle parole di Ges, che il monte Sion,
Gerusalemme, il tempio, erano ormai ben pi che realt concrete terrene e costruzioni
localizzate in quel luogo della Palestina, cui era un dovere fare pellegrinaggio almeno una
volta all'anno, o se possibile, meglio, tre volte (Pasqua, Pentecoste o Festa delle Sette
Settimane, Festa delle Capanne). Il tempio era ormai sovrapponibile a Ges Cristo Signore e
45

46

Cfr. B. MORICONI, Il salmista, Cristo e il cristiano Introduzione alla spiritualit del salterio, Pontificia
Facolt del Teresianum Pontificio Istituto di Spiritualit, Roma 2002 (Dispense ad uso degli studenti), p.
101.
A. OHLER, Atlante della Bibbia, Ed. Queriniana, Brescia 2006, p. 84-85.

21
l'adorazione del Padre era possibile in Spirito e verit ovunque ci si trovasse. Gerusalemme
divenne la nuova Gerusalemme terrena rappresentata dalla Chiesa e la Gerusalemme celeste
definitivamente venne collocata al termine della storia nella pienezza della sua visione
messianica ed escatologica che gi apparteneva all'immaginario del popolo ebraico.
Il pellegrinaggio a Gerusalemme e al tempio, nella novit cristiana, non poteva quindi che
valorizzare numerose valenze simboliche gi presenti nella lettura ebraica, e assumere un
nuovo spettro di significati donati dalla rivelazione di Cristo e colti nella funzione voluta da
Cristo stesso della sua Chiesa fondata sugli apostoli: pellegrinaggio come metafora della
vita, in particolare nella vita del cristiano che cammina sulla terra, ma ha la sua patria nel
cielo; lo stare presso il tempio che stare con il Signore e seguirlo vegliati da lui stesso in
questa sequela; il desiderio di essere ai piedi del tempio come desiderio di stare con il Padre
il Figlio e lo Spirito in modo permanente e definitivo; il creato che esulta presso il suo
creatore. Si potrebbe continuare, ma cercher di vedere analiticamente tutte queste
opportunit di apertura al mondo ed elevazione al cielo nella preghiera quando commenter
in modo specifico il salmo.

3.2

Nella liturgia

Credo che un aiuto, incoraggiato dalla Chiesa dal CVII, per cogliere alcune delle
innumerevoli sfaccettature del salmo 84 possa certamente venire dalla liturgia, dall'uso che
ne viene fatto nelle celebrazioni eucaristiche e nella Liturgia delle Ore ordinaria e monastica.
Questo capitolo sar pi ricco di contenuti di quanto ci si possa aspettare, d'altra parte avere
uno spettro ampio di spunti riflessione e di meditazione spirituale permette di cogliere quale
ricchezza anche un singolo salmo, che pare ordinario e che non particolarmente citato o
valorizzato, sia in grado di offrire a coloro che lo leggono, lo meditano, lo pregano.
Con questo capitolo introduco un livello di lettura differente da quello sondato nel capitolo
sulla pedagogia dei salmi (1.4); il livello dello spettro di significati che qui tratto sar ripreso
nel capitolo seguente (2.3), in cui, dopo la trattazione del significato biblico, cercher di
raccogliere alcune interpretazioni patristiche scelte tra le pi conosciute. Il capitolo 3, la
spiritualit del salmo 84, avr una struttura di base data invece dal livello di analisi del
capitolo 1.4.1 (I salmi occasioni di crescita nella preghiera), in essa cercher di fare
confluire anche i principali spunti di riflessione e di meditazione del livello di lettura che sto
per esplorare nel capitolo 2.2.1.

3.2.1 Nella Liturgia Eucaristica


Santa Famiglia, Anno C.
La collocazione del salmo 84 nella solennit della Santa Famiglia, ci fa pensare ad una
caratteristica che a prima vista non salta all'occhio; il pellegrinaggio era non solo l'occasione
di fare un viaggio, che, pur faticoso e pericoloso, ma anche un modo per riunire la famiglia
attorno a ci che di pi importante esisteva nella vita dell'ebreo osservante: il tempio di
Yhwh e i sacrifici in esso eseguiti; nel caso specifico il viaggio al tempio registrato dal
Vangelo di Luca, per i dodici anni di Ges. Non secondaria sar stata sicuramente anche la
promessa di prosperit che accompagnava sempre le visite al tempio di Gerusalemme. Ma
per i cristiani credo che collocare il salmo nel giorno della Santa Famiglia abbia il rilevante
senso di sottolineare la presenza di Dio nella famiglia cristiana e l'opportunit che la famiglia
cristiana si senta di essere luogo privilegiato della presenza divina almeno quanto lo era il
tempio di Gerusalemme e lo il tempio cristiano, la chiesa edificio, quando usata per

22
riunire l'assemblea liturgica.
47
Marted V settimana del tempo ordinario, anno pari (3.4.5 e 10.11 ).
Il salmo qui affiancato al brano di Marco (Mc 7,1-13) in cui i farisei e gli scribi accusano
Ges e i suoi discepoli di non rispettare la purit cultuale dei banchetti. Ges risponde
cogliendo il cuore della legge e osservando come i precetti legalistici sono usati per coprire
la vera giustizia di Dio e per aggirare l'essenza della legge che nel caso specifico obbliga a
onorare e curare nel modo migliore i genitori. Anche il brano di 1Re (8,22-23.27-30) va nel
senso della dimensione spirituale e relazionale del rapporto con gli altri uomini e con Dio e
nel senso della relativizzazione dei luoghi fisici; nel caso specifico Salomone indica il
tempio che egli stesso ha fatto costruire come un luogo di preghiera verso Colui che i cieli
dei cieli48 non possono contenere e non come il luogo esclusivo della Sua presenza. Il salmo
84 letto in questo contesto inteso dunque nel senso prettamente spirituale della presenza di
Dio, e colui che abita la casa di Dio colui che gli rende lode, colui che sa che Dio il suo
scudo di salvezza; viene allora spontaneo attribuire l'espressione la soglia della casa del
mio Dio alla condizione del credente in intima preghiera e dialogo con Dio.
Sabato XVI settimana del tempo ordinario, anno pari (3.4.5-6.8.11).
Accanto alla denuncia di Geremia (Ger 7,1-11) verso chi 'adora' il tempio di Gerusalemme e
non segue la condotta dell'israelita pio e caritatevole, c' il brano di Matteo sulla zizzania nel
campo di Dio. Il tono del testo di AT in armonia con il salmo, mentre quello evangelico
aiuta poco a trovare qualche nuovo spunto o a sottolineare particolari temi.
Gioved XVII settimana del tempo ordinario, anno dispari (3.4.5-6.11).
Anche questa Liturgia della Parola in sintonia con il salmo 84 solo per la sua parte anticotestamentaria, un brano dell'esodo che descrive la dimora mobile dell'Arca al tempo di Mos.
In questo caso al centro la struttura concreta della tenda del convegno, il 'tempio' del
pellegrinaggio nel deserto di Israele sotto la guida di Mos; e come in un gioco di specchi ci
viene mostrata la dimora del Signore che si sposta con il suo popolo, la soglia della casa del
Signore che segue l'uomo e, addirittura, si fa trasportare da esso; il pellegrinaggio che gi
per s presenza dinanzi al Signore.
Sabato XXIII settimana, anno pari (3,4,5-6 e 8).
Qui Paolo che permette di 'sintonizzarsi sulla lunghezza d'onda' del salmo 84; Paolo nella
Prima Lettera ai Corinzi (1Cor 9,16-19. 22b-27) parla della corsa verso la casa del Padre, che
si corre ogni giorno e, quanto pi viene messa nelle priorit della propria vita, tanto pi
avvicina alla meta e alla vittoria. Il successo lo possono ottenere tutti contemporaneamente,
ma nessuno esentato dal lottare per coglierlo. L'anima di chi corre verso la casa del Padre
languisce e brama gli atri di quella casa solo con questo atteggiamento si pu attingere alla
forza donata gratuitamente da Dio e si cresce nel vigore cristiano lungo il cammino. Il
vangelo della pagliuzza e della trave (Lc 6,39-42) nell'ottica del salmo pu eventualmente
essere visto come il dovere di purificarsi per aiutare gli altri veramente e per aiutarci ad
approssimarci agli altari spirituali del Signore, ma pi un'applicazione del salmo al
Vangelo, che un modo di far scaturire, tramite il Vangelo, luci dal salmo.
Comune della Dedicazione di una chiesa (3.4.6 e 8.11).
La scelta del salmo 84 ovvia come lo la scelta di altri salmi di Pellegrinaggio, di salita a
Gerusalemme e di lode al tempio. In questo caso ci si fa presente la dignit e l'importanza
per il popolo di Dio delle chiese edifici per accogliere i cristiani. Tra i Vangeli per la
Dedicazione di una chiesa, bene ricordare quello della cacciata dal tempio (Gv 2,13-22,
47

48

Per precisare il riferimento al salmo come si presenta nelle celebrazioni eucaristiche, segnaler di volta in
volta i versetti effettivamente usati nella specifica celebrazione.
1Re 8,27.

23
nella liturgia, ma presente anche in tutti i sinottici), che mostra come Ges, pur dichiarando
decaduta l'unicit e la supremazia indiscussa del tempio di Gerusalemme, non transige
sull'atteggiamento esclusivamente mercantile, con cui ci si avvicina e si sta letteralmente
sulla soglia dei luoghi di preghiera ed in particolare di un luogo cos importante come il
tempio unico di Gerusalemme. Se si vuole, il salmo 84, in quest'ottica, un forte richiamo
alla valorizzazione dei Santuari, dei Monasteri, delle Basiliche e delle semplici e anche
piccole chiese come di luoghi appropriati per sentire la vicinanza con Dio e per raccogliersi
in preghiera oltre che per partecipare al banchetto eucaristico.

3.2.2 Nella Liturgia delle Ore


La Liturgia delle Ore un ambito liturgico, non meno adatto di quella eucaristica per
cogliere suggerimenti, nuovi spunti o sottolineare temi particolari. un contesto di preghiera
e non ha diretta relazione con l'Eucaristia, ma gli elementi gi ricordati della Liturgia delle
Ore, i salmi che lo accompagnano e le letture dell'ufficio della letture, hanno anch'essi
qualcosa da suggerire per una lettura approfondita del salmo 84; inoltre non secondario che
il salmo sia sempre pregato/letto/proclamato per intero.
Tempo di Avvento e di Natale. Lodi del Luned III settimana.
Tutte le lodi di questo giorno sono correlate alla realt del tempio; e il tono di tutte le lodi
di meraviglia e lode. Il nostro salmo accompagnato, nel cantico, da Is 2,2-5, che vede il
tempio in maniera universalistica ed escatologica, sottolinea l'armonia e la pace tra tutte le
genti (le famose falci forgiate in vomeri) e la guida sicura del Signore e della legge uscita da
Sion; l'universalismo sottolineato anche dalla seconda antifona per l'avvento. Il terzo salmo
il salmo 95(96), il cui titolo in rosso sintetizza bene il contenuto: Dio, re e giudice
dell'universo; anche l'intonazione del salmo 95 escatologica e si potrebbe dire
'pantocratica', per riassumere la visione di Dio come colui che regge l'universo e giudica49 il
mondo. La lettura della terza settimana d'Avvento sempre Is 2,3.
Tempo di Avvento e di Natale. Ufficio delle letture del comune della dedicazione di una
chiesa
Come nel caso delle lodi del Luned della III settimana, anche questo ufficio delle letture
comune a tutti e tre i tempi della Liturgia delle Ore: Avvento-Natale, Quaresima-Pasqua,
Tempo Ordinario. accompagnato dal salmo 23(24) e dal salmo 86(87), entrambi
appartenenti alla categoria dei Salmi di Sion o di Pellegrinaggio. Il salmo 23 pone l'accento
sulla dimensione etica e possiede una marcata struttura liturgica in relazione con l'ingresso al
tempio: 'mani innocenti', 'cuore puro', 'chi non giura a danno del suo prossimo', 'chi cerca il
volto di Dio'. Il salmo 87 presenta un richiamo messianico, elogia la supremazia delle porte
di Sion su tutti gli altri luoghi e non gli manca anche un accento universalista. Dai due salmi
che lo affiancano il salmo 84 riceve un tono cultuale, che rimanda al suo sitz im leben, e
l'universalismo del tempio che, pur rimanendo l'edificio indispensabile per il culto, aperto a
tutti i popoli.
Le letture dell'ufficio per Avvento e Natale sono un testo dell'Apocalisse (21,9-27) e due testi
a scelta, uno di Origene e uno di S. Agostino.
49

In senso ebraico 'giustizia' edq un concetto relazionale e si riferisce al rapporto tra due,
diversamente dall'uniquique suum del diritto romano che fissa norme etiche ideali assolute da applicare
mel modo giusto a tutti e ciascuno; cfr. G. VON RAD, Teologia dell'Antico Testamento volume I, Paideia
editrice, Brescia 1972, pp. 418ss. Ancora, 'giustizia di Dio' la relazione tra Dio e ci che egli giudica
bene o male e l'influenza su tale relazione della misericordia di Dio; cfr. H. BURKHARDT, F.
GRNZWEIG, F. LAUBACH, G. MAIER, Nuovo Dizionario Enciclopedico Illustrato della Bibbia,
PIEMME,. Casale Monferrato 2000, p.483.

24
La lettura dell'Apocalisse permette di sottolineare50 che, in effetti, non va mai dimenticata la
distinzione tra tempio e Gerusalemme; il tempio era il luogo sacro per eccellenza,
Gerusalemme la citt che l'ospitava, ma le sue strade potevano essere calcate dai piedi di
chiunque. Qui l'Apocalisse invece non fa differenza tra la Citt Santa e il tempio della fine
dei tempi, chi illumina la citt Dio in persona e l'Agnello, il tempio non esiste. La
separazione sacro-profano ora data dai confini della citt, e l'impuro costituito da chi
commette abomino o falsit, perch tutte le nazioni e tutti i re della terra avranno
l'opportunit di camminare alla luce dell'Agnello. Il respiro universalistico qui amplificato
dalla dimensione escatologica; nel salmo 84 allora il comparire davanti a Dio in Sion 51 pu
prendere i connotati escatologico ed universalistico che nel testo in s non sono cos evidenti.
La lettura di Origene (Omelie su Giosu figlio di Nun) richiama ad una analogia famosa
della Prima Lettera di Pietro voi siete impiegati come pietre vive per la costruzione di un
edificio spirituale52 e richiama Paolo (Ef 2,20) e Matteo (Mt 21,42). Sia Paolo che Matteo si
rifanno a testi dell'AT che attribuiscono a Cristo il ruolo di pietra scartata dai costruttori che
diventata testata d'angolo. Ci che risalta da questo intreccio di citazioni la possibilit di
accostarsi al salmo 84 attribuendo il simbolo degli atri, della casa del Signore, ad una realt
ancora non incontrata in questa rassegna di testi liturgici: alla Chiesa e al singolo cristiano. Il
tempio di Sion come la persona umana, e la Chiesa, essa stessa soglia al santuario del
Signore, o addirittura Santuario stesso del Signore. L'analogia tempio/cristiano svolta
anche da S. Agostino, descrive una chiesa edificio davanti all'oratore e, nello stesso tempo,
parla dell'edificio della Chiesa costruita su Cristo.
Tempo di Pasqua e di Quaresima. Ufficio delle letture del comune della dedicazione di
una chiesa
I salmi che accompagnano l'84, sono gli stessi per tutti i comuni della Dedicazione di una
chiesa, ma il cambio delle letture non pu essere ignorato. Il cambio riguarda solo la prima
lettura. In Quaresima stato posto un testo da 1Re (8,1-4.10-13.22-30). Si tratta dell'ingresso
nel tempio di Salomone dell'Arca dell'Alleanza, la consacrazione del tempio. Si rimane nel
significato originario del salmo 84, ma l'ultima parte (1Re22-30), che abbiamo gi trovato
nel Marted della quinta settimana anno pari, ricorda che Dio abita nella sua dimora, nel
cielo, e che il tempio un luogo fondamentale, ma luogo di preghiera cui Dio guarda in
modo speciale, non il luogo della presenza effettiva, n, tanto meno, esclusiva di Dio. Il
tempio rimane comunque il luogo privilegiato ove si posano gli occhi del Signore. Il rimando
alla chiesa edificio che viene festeggiato in questo ufficio delle letture dunque chiaro e
opportuno, ben applicabile anche al salmo 84; questo non deve far dimenticare per
l'essenziale necessit di ampliare l'orizzonte simbolico del tempio di Sion e dei pellegrinaggi
ad esso ad attualizzazioni opportune.
Nel Tempo di Pasqua il testo scelto l'Apocalisse (Ap 21,9-27), gi brevemente commentato
nell'ufficio delle letture di Avvento-Natale cui rimando.
Mi pare opportuno un cenno anche all'inno del Comune della Dedicazione di una chiesa.
L'inno uguale per tempi forti e tempo ordinario:

(1)Cristo, pietra angolare


fondamento immutabile,
50

51
52

(2)In te salda si edifica


la Chiesa una e santa,

(3)Vieni, dolce Signore,


vieni nella tua casa;

H. BURKHARDT, F. GRNZWEIG, F. LAUBACH, G. MAIER, Nuovo Dizionario Enciclopedico


Illustrato della Bibbia, PIEMME,. Casale Monferrato 2000, p.1330.
Sal 84,8.
1Pt 2,5.

25
stabilito dal Padre
per unire le genti!

citt del Dio vivente,


tempio della sua lode.

(4)In questa tua dimora


la grazia dello Spirito
discenda sulla Chiesa,
pellegrina nel mondo.

(5)Sia onore al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed Unico
nei secoli sia gloria. Amen.

accogli con clemenza


i voti dei fedeli

Cristo pietra angolare della citt (tempio) nuova e definitiva di Dio; Chiesa edificata proprio
sulla pietra angolare del tempio definitivo (Cristo); la casa del Signore, la citt del Dio
vivente (la Chiesa edificio e popolo di Dio) accoglie il suo padrone, il Signore, che viene con
il suo Spirito cui chiesto di scendere sulla Chiesa/citt, tempio, casa del Signore/fondata
sulla pietra angolare del Signore, ma anche pellegrina; dossologia trinitaria. Le strofe
dell'inno offrono un largo spettro di significati simbolici concentrati su due fuochi, Cristo e
la Chiesa, ma non trascurano tra le righe un rinvio alla chiesa edificio alla terza strofa Vieni,
dolce Signore, vieni nella tua casa. Non manca neppure la condizione di pellegrino della
Chiesa; il salmo 84 un salmo di pellegrinaggio, parla degli atri del Signore, la sua casa ecc.
Vi per differenza tra il legame del salmo 84 con i salmi e le letture bibliche che lo
affiancano e il legame del salmo 84 con l'inno. Nel primo caso si tratta di un rapporto di
coordinazione, abbiamo testi che, pur scelti ad hoc sono biblici e quindi basati sulla stessa
piattaforma ermeneutica, se cos si pu dire; cio uno amplia e si intreccia con il significato
dell'altro. Nel secondo caso l'inno certamente posteriore al sorgere del cristianesimo e
quindi il legame subordinato, nel senso che, ovviamente, l'inno stato pensato o, per lo
meno, scelto in base ai testi biblici (e tra essi anche il salmo 84) e non viceversa; questo
secondo tipo di legame pi simile a quello tra testi biblici (e salmo 84) e seconda lettura
dell'ufficio, che una lettura patristica sia nel caso di Origene (pi antica) che nel caso di S.
Agostino; la differenza pi sottile della precedente che l'inno dipende forse pi
direttamente dai testi biblici salmici di quanto non dipendano le letture patristiche.
Tempo di Quaresima e di Pasqua. Lodi del Luned della III settimana.
Come per Avvento e Natale e come per il tempo Ordinario abbiamo il 'terzetto' salmo 84(83),
cantico Is 2,2-5, salmo 95(96). La lettura breve della III settimana di Quaresima, richiama
con Es 19,4-6a, l'alleanza di Dio con il suo popolo cui Dio stato fedele sollevando il popolo
con ali d'aquila, e attribuendo all'Israele di ritorno dall'esilio le prerogative di regno di
sacerdoti e nazione santa. La III settimana di Pasqua non mostra particolari temi in sintonia
con i salmi citati. Per i luned della III settimana del ciclo si pu ancora ricordare la VII
settimana di Pasqua, quella dopo l'Ascensione. La lettura breve, pi lunga della media, presa
da Atti (At 11,2-4.15-17), parla della questione di purit religiosa ebraica che aveva sollevato
la visita, con banchetto, di Pietro in una casa di non circoncisi; Pietro, nella propria difesa,
racconta un fatto che mette a tacere ogni protesta: lo Spirito Santo era sceso su quei non
circoncisi. Ancora una volta, potremmo dire, nel samo 84 attribuibile valenza simbolica
agli atri del Signore; noi diventiamo atri del Signore quando su di noi discende lo Spirito di
Dio, in noi stessi si verifica la possibilit del pellegrinaggio verso il santuario di Dio
Ufficio delle letture del Comune della dedicazione di una chiesa.
Come nel caso delle lodi del Luned della III settimana, anche questo ufficio delle letture
comune a tutti e tre i tempi della Liturgia delle Ore: Avvento-Natale, Quaresima-Pasqua,
Tempo Ordinario.
Ufficio delle letture della Solennit della Trasfigurazione del Signore.
l'ultima novit che possibile rintracciare nella Liturgia delle Ore a ciclo quadrisettimanale. Il Salmo 84 qui accompagnato ancora dal salmo 96(97), ma poi vi un salmo

26
che finora non avevamo ancora incontrato, il salmo 98(99). Quest'ultimo salmo un salmo di
Yhwh re, in cui si magnifica la grandezza di Dio anche nel suo ruolo di giudice nel senso di
dispensatore di doni e condanne; in tono con la grandiosit dell'epifania di Ges sull'alto
monte a Pietro, Giacomo e Giovanni; la conclusione del salmo fa un richiamo al monte santo
di Dio ed alla prostrazione dinnanzi ad esso; la presenza del salmo 98 aiuta ad evidenziare la
maestosit della presenza di Dio che viene particolarmente sentita in certi santuari o luoghi
speciali.
L'inno della Trasfigurazione aiuta in particolare ad avvertire Dio come rocca di difesa del
credente, permette di gustare meglio le parole del nostro salmo 84, vieni, Dio, nostro
scudo, la figura del Signore come colui che protegge il suo consacrato e tutti coloro che
ricorrono a Lui. Soglia della casa che anche luogo di difesa e di rifugio.
Veniamo ora alle letture; il breviario contiene un brano della seconda Lettera ai Corinzi
(2Cor 3,7-4,6) e un testo di S. Atanasio sulla Trasfigurazione.
Il brano di Paolo fa un parallelo tra Mos (che si doveva velare davanti al popolo e la cui
legge ora velo davanti alla comprensione dell'AT) e se stesso, e chi come lui si lascia
guidare dallo Spirito. Chi guidato dallo Spirito libero e riflette come in uno specchio la
gloria del Signore e il volto di Cristo. Per il nostro obiettivo ci pu essere d'aiuto in un modo
blandamente analogico, l'osservazione di Paolo al versetto 4,2: ci presentiamo davanti ad
ogni coscienza al cospetto di Dio; queste parole descrivono una soglia, quella che introduce
al cospetto di Dio, ma anche quella di ogni coscienza. Allora i bramati atri del Signore
sono anche la soglia del santuario della coscienza, l vi l'incontro con Dio, con se stessi, ma
anche con i fratelli. Il tempio di Gerusalemme e tutti i santuari e le chiese sono fatti per la
comunit di credenti e per i singoli fedeli, vi si incontrano i cuori dei poveri di Yhwh e dei
proseliti, di chi vive pi esteriormente la fede, e anche degli estranei alla fede che desiderano
per avere un'occasione in pi per trovare se stessi.
La lettura di S. Atanasio centrata sulla Trasfigurazione, ma il fatto che sovrapponga
(secondo una consolidata tradizione proto-cristiana) l'immagine dell'alto monte, senza un
nome specifico, con quella del monte Tabor, il fatto che compaiano Mos ed Elia accanto a
Ges, ancora, le parole di Pietro bello per noi restare qui sono tutti elementi che
arricchiscono ulteriormente i contenuti del salmo 84, gi molto cresciuti in questa rassegna
liturgica. Il Tabor richiama un luogo importante della storia di Israele; pur essendo alto circa
500 metri, aveva una posizione strategica importante a sud-ovest del lago di Genezaret,
dominante sulla media valle del Giordano e luogo di una grande vittoria contro Sisara da
parte di Debora e Barak, 'giudici' dell'Israele delle trib: citarlo fa pensare al soccorso alle
trib israelitiche da parte del Dio di Mos e delle dodici trib, un Dio che va incontro
all'uomo, al pellegrino. I tre discepoli sono accompagnati da Ges sull'alto monte ad un
incontro con la storia passata della salvezza e con il futuro immediato di quella storia, che
assumer il suo pieno significato dopo la resurrezione. Pietro, che solitamente viene
giudicato ingenuo per la sua domanda di fare le tende per rimanere l accanto a Ges
trasfigurato (Mt 17,4), in effetti coglie invece un desiderio profondo di ogni cristiano, di
qualunque uomo in fondo, stare accanto alla dimora di Dio e del suo Figlio glorificato. In
quel frangente la soglia, l'atrio della casa di Dio era un monte, era la presenza di Ges nella
sua natura divina, era la storia della salvezza di Israele con la sua legge con i suoi profeti, era
il desiderio di fare le tende di Pietro (l'anima mia languisce e brama gli atri del Signore,
Sal 84,3), era la stessa croce di Cristo che incombeva sul Ges terreno e che proiettava il
mondo intero nella fase definitiva della storia della salvezza.

27

3.2.3 Nella Liturgia delle Ore monastica


Ho deciso di aggiungere anche la Liturgia monastica alla mia analisi, perch avendo essa una
disposizione a ciclo settimanale, ed essendo costruita sulla base delle tradizioni millenarie
del mondo monastico, presenta forse nuove opportunit di sondare la ricchezza simbolica del
salmo esaminato. Il lavoro risulter pi lungo di quello sul ciclo quadri-settimanale, ma non
analizzarlo significherebbe perdere l'occasione di ampliare lo spettro dei significati spirituali
del salmo e di sondarne meglio i significati pi diretti.
Ufficio delle letture della solennit del SS. Corpo e Sangue di Cristo.
L'ufficio delle letture monastico per le solennit prevede tre notturni, contiene nove salmi e
tre letture, pi il vangelo della solennit. La prima lettura biblica, la seconda e quella che
segue il vangelo (letta di seguito al vangelo) sono generalmente patristiche, di maestri
spirituali pi recenti o documenti molto importanti della Chiesa.
Posizione del salmo. Nel nostro caso il salmo 84 esattamente alla met dell'ufficio, il
secondo salmo del secondo notturno. Sar pure non voluto, ma in pratica fa da baricentro
all'ufficio della solennit del Corpus Domini. Una prima considerazione viene quasi
spontanea: la casa del Signore, gli atri della casa del Signore cos bramati dal salmista, lo
scudo di Dio sul pellegrino, il vigore accresciuto (tutti temi del salmo 84), e cos via,
possono applicarsi anche, nel solito modo forse un po' blandamente analogico ma
spiritualmente proficuo, al Corpo e al Sangue di Cristo dell'Eucaristia; lo stesso movimento
dei fedeli verso l'altare per ricevere il pane consacrato, non sottovalutato neppure dalla
teologia liturgica, si pu vedere come un pellegrinaggio verso il Signore che riceviamo e ci
riceve, nei nostri atri, nei suoi atri.
I salmi dei tre notturni. Nel primo notturno, i salmi sono il 4, il 22(23) e il 41(42):
contengono gi visti richiami alla protezione che assicura la presenza di Dio, il terzo un
salmo di lamento individuale concluso da un'auto-esortazione alla speranza. I salmi del
secondo notturno, oltre all'84 (ricordo che in tutte le Liturgie delle Ore indicato con l'83),
sono, il primo, il 42(43) ( il seguito del 41 e si conclude con la stessa strofa), un lamento
individuale, il terzo, l'84(85), un inno di lode a Dio per i suoi atti salvifici. L'84(85) vede
nelle dimore del Signore il luogo ove superare le presenti tribolazioni ed approdare alla gioia
del Signore; il contributo che pi spicca riguarda le motivazioni che portano il salmista alla
casa del Signore: le tribolazioni, l'oppressione del nemico. Nel salmo 84(83) la brama degli
atri del Signore era un desiderio positivo, di crescita da una condizione gi in certo modo
positiva, nell'84(85)53 il salmista si vuole avvicinare, vuole ritornare, al Signore per avere da
lui la salvezza di cui ha bisogno; se il risultato lo stesso, le motivazioni variano
leggermente, le pi convincenti e pi vicine all'ideale del fedele sono quelle positive del
salmo 84(83), ma non giusto escludere quelle di salvezza dalle tribolazioni dell'84(85), che
spesso, nell'esperienza pratica sono pi forti.
Il terzo notturno contiene esclusivamente testi di carattere salmico dell'AT non inseriti nel
Libro dei salmi. Vi sono rappresentati Proverbi, Geremia, Sapienza, due libri sapienziali ed
uno profetico. Pr 9,1-6.10-12 contiene riferimenti a pane e vino che costituiscono l'essenza
del banchetto approntato dalla Sapienza nella sua casa; per i nostri scopi vale il richiamo ai
53

Purtroppo la scelta di indicare il salmo oggetto del presente studio con il numero 84(83), se giustamente
risponde alla necessit di attenersi a come indicato nella Bibbia di Gerusalemme e nei testi 'biblistici'
che ho consultato, quando si tratta di confrontarlo con i salmi come vengono indicati nei breviari, crea
qualche confusione, dato che nei testi delle Liturgie delle Ore i salmi sono indicati con il numero pi
basso delle due numerazioni. Questo problema molto evidente in questo paragrafo ove si devono
confrontare il salmo 84(83) con il salmo 85(84) che per indicato, per rispettare la numerazione del
Breviario, come 84(85); credo tuttavia che basti la segnalazione della presente nota per evitare confusioni.

28
sacrifici del tempio gerosolimitano usato come modo per incitare a seguire la via della
sapienza e del timore di Dio; il rispetto dovuto agli atri del Signore passa anche attraverso
l'accoglienza, nel timore di Dio, della Sapienza divina. Ger 31,10-14 guarda al tempio
ricostruito dopo l'esilio, come al luogo ove finalmente Israele si raduner guidato dal
Signore, nella ricchezza e nell'abbondanza; una buona occasione per valorizzare nel salmo
84 i versetti 7 e 8, che assicurano il passaggio dal dolore alla benedizione divina, e il
rinvigorirsi del pellegrino al suo arrivo davanti a Dio in Sion. Sap 16,20-21.26 e Sap 17,1a,
rievoca la manna del deserto, e ne tesse le lodi come modo di Dio di comunicare al suo
popolo la propria fedelt e di esortare gli israeliti alla sollecitudine per le parole e i giudizi
del loro creatore e salvatore; non mi pare si possano cogliere particolari suggerimenti per
approfondire spiritualmente il salmo 84.
I testi delle letture dell'ufficio della Solennit del SS. Corpo e Sangue di Cristo. La prima
lettura, uguale per anni pari e dispari, Es 24,1-11. Ci porta nel luogo di incontro degli ebrei
con Dio durante l'esodo e ci racconta l'alleanza, mediata da Mos, tra il popolo ebraico
ancora suddiviso in trib nomadi e il Signore, nella quale le trib israelitiche approvano e
'giurano fedelt' alle parole e alle norme del Signore. L'alleanza si conclude con una salita
all'incontro con il Dio di Israele di Mos, Aronne, altri due incaricati e settanta anziani.
Quest'incontro ha una grande solennit e ci pu aiutare a valutare meglio la portata della
presenza di Dio in noi; noi stessi siamo santuario del Signore e dunque luogo sacro
dell'incontro con Lui. Il rispetto della persona, come vale verso i nostri fratelli, vale anche
verso noi stessi, verso la nostra persona; spesso il rispetto di s stessi e la mancanza di un
giusto amor proprio la causa della mancanza di rispetto e di amore verso gli altri;
l'attrazione per il tempio e il rispetto che al tempio veniva tributato, analogo anche al
rispetto e al desiderio che dobbiamo provare per il nostro corpo ben compaginato e
connesso54 sotto la signoria di Cristo.
Ne l'Ora dell'Ascolto55, testo che raccoglie le letture dell'ufficio Monastico, vi sono due
seconde letture a scelta: Un testo di S. Tommaso d'Aquino, sulla Festa del Corpo del
Signore, e un'omelia di S. Cirillo di Alessandria. S. Tommaso ci aiuta a ricordare la
dimensione cristica della nostra natura, posta a fondamento della soglia del tempio del
Signore che il nostro corpo. La nostra struttura inevitabilmente fondata su Cristo, ce lo
ricorda Genesi dicendo che siamo fatti a immagine e somiglianza del Creatore. S. Cirillo
centra l'attenzione sulla dimensione sacrificale della morte di Cristo e dell'istituzione
dell'Eucaristia, cita anche il testo di Proverbi del terzo notturno identificando la Sapienza con
Cristo; il tempio , come per i Vangeli, il corpo di Cristo ed un tempio che invece di far
entrare al proprio interno il pellegrino, entra nel fedele che riceve il pane e il vino consacrati,
corpo e sangue di Cristo; il pellegrino dello spirito pu ricevere la meta del proprio
pellegrinaggio 'direttamente a casa sua', ma diversamente dalle promesse degli spettacoli
offerti dai mass-media, questa meta, accolta invece che perseguita, pu diventare un vero e
concreto contatto con Dio, una vicinanza tanto superiore a quella dei pellegrini di Israele a
Dio nel tempio di Gerusalemme, quanto superiore Cristo al creato intero.
Le letture evangeliche raccolte ne l'Ora dell'Ascolto sono le letture della Liturgia della Parola
nella messa del Corpus Domini, differenziate tra gli anni del ciclo festivo A, B, C.
La lettura del ciclo A Gv 6,51-58. Ges si presenta come il vero pane del cielo nella sua
carne e si mette a confronto col pane straordinario, ma incapace di preservare la vita umana
dalla morte, della manna. Siamo ancora nel significato Cristo = vero e definitivo tempio =
54
55

Ef 4,16
Unione monastica italiana per la liturgia, L'Ora dell'Ascolto, Edizioni Piemme S.p.A., Casale Monferrato
1997, pp. 875-877.

29
luogo dell'incontro con l'uomo nell'Eucaristia. Accompagna questo brano di Giovanni, un
discorso di S, Agostino; ricco di suggestione il richiamo che S. Agostino fa a 1Cor 12,27
dicendo: Se dunque voi siete il corpo di Cristo e le sue membra, sulla mensa del Signore
viene posto il vostro mistero: il vostro mistero ricevete. Un ulteriore tratto della dimensione
simbolica del tempio la relazione biunivoca esistente tra l'uomo tempio umano e il Signore
tempio divino: si pu dire che l'uomo, con l'Eucaristia donata dal Signore, creatore di ogni
cosa e salvatore, diventi a tutti gli effetti tempio umano di Dio e tempio divino dell'uomo.
La lettura del ciclo B Mc 14,12-16.22-26, l'ultima cena a Gerusalemme. Il pensiero va a
quello che si potrebbe chiamare 'l'ultimo pellegrinaggio di Cristo'. Cristo, dal punto di vista
ebraico era arrivato, bramandola al modo del Figlio di Dio56, alla meta del pellegrinaggio
annuale della Pasqua, al tempio di Gerusalemme; solo che la conclusione del pellegrinaggio,
in quell'unico caso della storia, aveva lo scopo di rinnovare definitivamente l'idea e la meta
del pellegrinaggio del popolo di Dio, la visione del rapporto tra Dio e il suo popolo, tra Dio e
ogni singolo uomo sulla terra, nell'aldil e in tutti i tempi. Attraverso le parole del salmo 84
possiamo anche identificarci con il pellegrinaggio pasquale di Cristo che ci ha portato la
redenzione; ognuno di noi almeno una volta nella vita sale al tempio di Dio nella sofferenza
e per soffrire con Cristo, eppure sappiamo che stare sulla soglia della casa di Dio, per
quanto nella sofferenza, meglio che abitare nelle tende degli empi 57, e che Dio non rifiuta
il bene a chi cammina con rettitudine; la disperazione pi profonda di tutti i tempi e di tutti i
luoghi l'ha gi sofferta Cristo, noi possiamo essere certi che la nostra sofferenza per quanto
grave e profonda, non pu ormai pi trasformarsi in disperazione assoluta, se ci affidiamo a
Dio sole e scudo. Per osservare ancora pi in profondit l'intreccio gi visto in Agostino tra
tempio umano di Dio e tempio divino dell'uomo, possiamo citare alcune delle ultime parole
del testo di S. Giovanni Crisostomo che accompagna la lettura dell'Anno B: Per evitare che
udendo tali parole dicessero: Come? Beviamo sangue e mangiamo carne?[...] Per questo
dunque beve egli stesso il proprio sangue, l'Eucaristia donata dal Signore viene qui vista
attraverso lo stesso gesto di Cristo nell'ultima cena. Il nuovo tempio di Dio, Cristo, fa una
prima presentazione di s ai discepoli, d l'esempio del mistero che essi stessi celebreranno
in presenza di Dio dopo la morte e resurrezione di Ges. Ges in qualche modo anticipa,
come aveva gi fatto dicendo: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo far risorgere58,
il tramonto definitivo del tempio di Gerusalemme a favore del tempio non costruito da mani
d'uomo, in tutte le sue versioni gi accennate come luogo dell'incontro reciproco tra uomo,
mondo creato, Padre e Figlio.
Nel ciclo C scelta la lettura di Luca sulla moltiplicazione dei pani (Lc 9,11-17). Nel testo di
S. Giovanni Crisostomo che commenta il brano di Luca, cogliamo, nel nuovo tempio, la
presenza che finora non era stata messa in evidenza: lo Spirito. Come spesso nello stile
dello Spirito, la sua comparsa risalta poco, Giovanni Crisostomo lo cita in una sola frase: tu
invece non ti volgi a un presepe ma a un altare; e non vedi una donna che lo porta, ma un
sacerdote che sta in piedi alla sua presenza, e lo Spirito, ricco di ogni fecondit, che si libra
sulle offerte59. Lo Spirito che si libra sulle offerte lo stesso Spirito che aleggia su ogni
incontro tra l'uomo e il suo Dio e sul cammino di pellegrinaggio di ogni uomo, in tutte le
epoche e in tutti i luoghi; Spirito che si manifesta in modo palese, da Cristo in avanti, nei
sacramenti e specialmente nell'Eucaristia celebrata dal nuovo popolo di Dio.
56

57
58
59

Lc 12,49-50: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gi acceso! C' un
battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finch non sia compiuto!.
Sal 84,11.
Gv 2,19.
Unione monastica italiana per la liturgia, L'Ora dell'Ascolto, Edizioni Piemme S.p.A., Casale Monferrato
1997, pp. 881-882.

30
Vespri del Gioved del Tempo Ordinario.
Come uso nel salterio monastico, i salmi dei vespri (e quelli delle lodi) sono cinque, invece
di tre. Il salmo 84 (indicato come al solito con l'83) ancora una volta al centro del gruppo,
il terzo salmo, seguito dal salmo 39(40) e dal cantico del NT (NT 20, Ap 11.17-18; 12,10b12a), ed preceduto dai salmi110(111) e 22(23).
Il 22 il salmo del Buon Pastore; nel raffronto con l'84, risalta il ruolo di guida, di ristoro e
di appoggio che il Signore svolge nei confronti del salmista che veste per l'occasione i panni
del pellegrino; l'ultima strofa del 22 richiama altri temi cari al salmo 84, la speranza di
abitare la casa del Signore60 e la beatitudine che in esso si riceve61 (che nel 22 rappresentata
da felicit e grazia che accompagnano il salmista). Altri punti di contatto sono: l'amore del
nome del Signore che spinge al cammino (la brama per gli atri del salmo 84,3), le acque
tranquille a cui conduce il Buon Pastore (la valle del pianto cambiata in una sorgente
dell'84,7), la grande fiducia nel Signore.
Il salmo 110 un Inno di Lode al Signore creatore e salvatore; visto 'attraverso le lenti' del
salmo 84, il 110 rafforza l'impressione della potenza del Signore, Dio degli eserciti62 e
della concessione di grazia e gloria [...] a chi cammina con rettitudine63.
Il quarto salmo il salmo 39(40): un Salmo di Ringraziamento Individuale contenente
anche la supplica per un'ulteriore liberazione dai mali che circondano il salmista, dovuti in
parte anche alla sua colpa. Tra gli accenti particolari emerge l'accento etico non si mette
dalla parte dei superbi, n si volge a chi segue la menzogna64, accostabile a Il Signore [...]
non rifiuta il bene a chi cammina con rettitudine del versetto 12 del salmo 84.
Il carattere ovviamente escatologico dell'Apocalisse usa l'immagine del regno definitivo di
Dio e quella della caduta dell'accusatore, l'immagine del regno differisce da quella del
tempio, ma possiamo tenere presente la conclusione dell'Apocalisse, gi vista in un ufficio
delle letture (ufficio delle letture comune della dedicazione di una chiesa per il Tempo di
Avvento e di Natale), il regno un altro modo per sinificare il tempio definitivo che coincide
con la Gerusalemme celeste; consideriamo allora il quinto 'salmo' del vespro in esame come
invito a non escludere applicazioni escatologiche al salmo 84.
Le letture brevi dei vespri del Gioved sono quattro, una per ogni settimana del ciclo
ordinario. Non avevo in effetti ancora accennato, e lo faccio ora, al fatto che, se i salmi,
nell'ufficio monastico sono gli stessi ogni settimana, le letture brevi, le intercessioni
(invocazioni nelle lodi) e le orazioni, sia dei vespri che delle lodi seguono il ciclo quadrisettimanale della Liturgia delle Ore non monastica. Le prime tre letture brevi sono tutte prese
dalla Prima Lettera di Pietro, hanno un tenore esortativo e sono rivolte alla comunit
cristiana, affinch i suoi componenti siano degni del nome di Cristo. La quarta lettura breve
di Paolo (Col 1,23a), che esorta alla fede e alla speranza promessa dal Vangelo. Non mi
pare che questi brani offrano contributi nuovi o significativi al salmo 84.
Ufficio delle letture della Solennit della Trasfigurazione del Signore.
I salmi dei tre notturni. Anche il Breviario monastico colloca il salmo 84 nell'ufficio delle
letture della Trasfigurazione. Come di consueto nelle solennit troviamo nove salmi. Il salmo
84 nel secondo notturno, al primo posto, affiancato dal salmo 96(97) (gi incontrato) e dal
salmo 103(104). Il salmo 96 un Salmo di Yhwh, un Salmo Regale che non aggiunge molto
alla comprensione dell'84. Il salmo 103(104) un Inno di Lode a Dio pu aiutare a vedere
nel creato il luogo di incontro, l'atrio della casa di Dio, con il creatore, incontro che viene

60
61
62
63
64

Cfr. Sal 84,11.


Cfr. Sal 84,5.
Sal 84,9.
Sal 84,12.
Sal 39,5 e cfr. 39,15.

31
propiziato dalle meraviglie che Dio compie ogni momento della giornata e della notte nei
cieli, sulla terra, nei mari.
Nel primo notturno troviamo il salmo 8, il 28(29), il 44(45), i primi due Salmi di Inno di
Lode a Dio, il terzo un Salmo Regale. Il salmo 8 oltre a lodare Dio, lo ringrazia per il potere
che ha dato all'uomo sul mondo. Intrecciando il salmo 8 con l'84, abbiamo l'occasione di
ridimensionare la visione troppo alta di noi stessi che certi versetti del salmo 8 da solo o con
altri testi estrapolati dalla Bibbia, talvolta inducono ad assumere. Da una meditazione
congiunta pu emergere l'attribuzione a noi stessi del ruolo di custodi (ruolo che gi Genesi
2,15 aveva attribuito all'uomo), di portieri o di maggiordomi della casa di Dio; utile modo
per aiutarci a non cadere nella presunzione di essere despoti del creato convinti che Dio ci
abbia dato carta bianca sulla sua opera. Se il testo del salmo 8 (8,6-8): Eppure l'hai fatto
poco meno degli angeli, / di gloria e di onore lo hai coronato: / gli hai dato potere sulle opere
delle tue mani, / tutto hai posto sotto i suoi piedi; / tutti i greggi e gli armenti, / tutte le bestie
della campagna viene letto con presunzione, pu diventare una scusa per dimenticare chi
il padrone vero ed eterno del creato e spingere l'uomo ad esercitare un potere assoluto. Il
salmo 84 ci ricorda che siamo pellegrini anche in questa creazione di cui disponiamo in
modo cos libero, ci ricorda indirettamente che il creato anche il luogo da cui nasciamo
indipendentemente dalla nostra volont e in cui moriamo, lasciando tutto ci in cui e con cui
abbiamo vissuto; il luogo in cui non possiamo cessare di dipendere da Dio, in cui non
smettiamo di desiderare la relazione e l'incontro con l'unico creatore e redentore. Il salmo 28
pi nettamente orientato verso il riconoscimento della grandezza e della potenza di Dio e in
questo senso pu valorizzare l'importanza degli atri del Signore cui fa riferimento il salmo
84; gli atri tornano ad assumere la grandiosit della soglia del tempio, l'uomo si
rimpicciolisce e diventa grande solo per la forza e la pace che il Signore re per sempre,
assiso sulla tempesta, dona al suo popolo.
Il salmo 44 un canto per le nozze regali con lode dello sposo, lode della sposa e parole
conclusive65 e il messianismo del testo applicabile alla Chiesa sposa di Cristo; non presenta
che qualche punto di contatto con l'appellativo 'Dio degli eserciti' e con il titolo di consacrato
che attribuito al pellegrino che giunge al tempio di Dio del salmo 84. Se vogliamo lo sposo,
il Messia e la sposa, la Chiesa, sono segnati dalla consacrazione divina come il pellegrino
sente di essere consacrato quando giunge alla casa del suo Dio: un aiuto per non dimenticare
che ogni singolo uomo ha una sua grande dignit, pur non avendo diritto al potere assoluto
sulla realt.
Il terzo notturno costituito da 3 inni non appartenenti al libro dei salmi. AT 4 (1Cr 29,1013) un inno a Dio di ringraziamento e di lode. AT 22 (Is 12,1-6) un ringraziamento
individuale che poi ampliato a tutto Israele e invita alla proclamazione delle opere del
Signore tra tutti i popoli. AT 35 (Is 61,10-62,5) una lode per la salvezza e per la giustizia
che Dio ha donato e doner al 'salmista', ad Israele e a Gerusalemme. Questa salvezza sar
occasione perch Sion possa dimostrare ai popoli quanto pu la giustizia di Dio. Un tema
che pu accomunare i precedenti testi al salmo 84 la sicurezza dell'uomo nei confronti della
protezione e della guida di Dio.
I testi delle letture dell'ufficio dell Solennit della Trasfigurazione del Signore. La Prima
Lettura uguale a quella del ciclo non monastico. Cambiano invece la Seconda Lettura
(parte del Commento al salmo 118 di Sant'Ambrogio) e ci sono in aggiunta le letture del
Vangelo della Trasfigurazione della celebrazione eucaristica per gli anni A (Mt 17,1-9), B
(Mc 9,2-9) e C (Lc 9,28-36) accompagnate rispettivamente da due testi di Pietro di Blois, e
65

KSELMAN JOHN. S. - BARR MICHAEL L., Salmi in Nuovo grande commentario biblico, R. E.
Brown - J. E. Fitzmyer - R. E. Murphy, Editrice Queriniana, Brescia 2002, p. 695.

32
da un testo di Anastasio Sinata.
Sant'Ambrogio, secondo lo stile della spiegazione della Bibbia con la Bibbia e del NT
attraverso l'AT, risale al volto di Mos velato dopo che era stato alla presenza del Signore
nella Tenda del Convegno, fa poi una breve storia degli effetti dell'incontro del Signore con i
suoi prescelti che sfociata nella possibilit data a tutti, anche ai pagani, di incontrare il
Signore, ed proiettata verso la visione faccia a faccia con Cristo risorto e glorificato. Il
brano di Sant'Ambrogio si presta bene ad accompagnare l'avvicinamento del salmista del
salmo 84 al tempio di Dio, all'incontro con Lui. Dall'immagine confusa e velata del Signore
la consapevolezza del credente, che fa del pellegrinaggio al Padre la pi profonda ragione di
vita, lo porta effettivamente sempre pi vicino al Signore e alla piena confidenza in Lui.
Le tre letture evangeliche riportano ovviamente lo stesso episodio, e dal momento che non
sto facendo una commento della Trasfigurazione del Signore, tralascer le differenze tra le
versioni degli evangelisti. In effetti un commento ai possibili intrecci tra il salmo 84 e la
Trasfigurazione l'ho gi fatto al punto in cui parlavo dell'ufficio delle letture non monastico
nella Trasfigurazione, commentando un testo di S. Atanasio. In breve i testi del Vangelo della
Trasfigurazione credo che possano aiutare a vedere la soglia della casa del Padre come un
incrocio (in cui Pietro desiderava fermarsi con la sua tenda) da cui osservare le mille strade
battute, nella storia e nel mondo, dalla salvezza di Dio: le strade dell'antico Israele (la legge, i
profeti, gli atti salvifici, le vittorie, le sconfitte, le stesse infedelt del popolo e dei re...), le
strade degli antenati di Israele (la scelta di Abramo, le scelte di Adamo ed Eva, le risposte di
Dio...), le strade dei singoli profeti che indirizzarono gli ebrei verso il tempo del Messia, le
strade di Ges terreno con i suoi discepoli, la via definitiva per la salvezza dei cristiani, della
morte e risurrezione di Cristo con tutte le sue diramazioni, deviazioni e i suoi ritorni...
Pietro di Blois nella prima delle due letture riportate ne L'Ora dell'Ascolto insiste sulla
Trasfigurazione come anticipo di ci che accadr anche ai giusti, ai fedeli in Cristo; nella
seconda argomenta sulla presenza, sul monte della Trasfigurazione, della Trinit intera. Il
salmo 84 non riceve particolari occasioni di approfondimento dai testi di Pietro di Blois.
Anastasio Sinata, nonostante il suo scopo sia ovviamente commentare la Trasfigurazione,
offre qualche spunto anche per sondare le potenzialit spirituali del salmo 84. La
Trasfigurazione doveva rinfrancare la fede degli apostoli e dare loro un ricordo che potesse
confermare a posteriori la Resurrezione; fu una specie di pellegrinaggio guidato ad un luogo
elevato e ritirato ove fosse possibile rafforzare la perseveranza, prima delle prove pi dure
della vita degli Apostoli con il Signore; la forza del tempio di Gerusalemme (al tempo di
Ges e degli apostoli) e di tanti santuari, momenti e luoghi di preghiera cristiani sta in questa
occasione di guardare la propria vita, il proprio pellegrinaggio terreno, alla luce delle vesti
sfolgoranti di Ges glorificato dal Padre e avvolto nella nube dello Spirito, anche se ancora
molte difficolt, molti mali, molte croci attendono il fedele fino al momento della morte e
della salita alla presenza di Dio. La Trasfigurazione viene vista da Anastasio anche come
luogo di un evento che porta alla presenza di Dio coloro che si lasciano prendere dalla
visione della gloria divina; Anastasio ammette che ciascuno di noi sente di avere con s Dio
e di essere trasfigurato nella sua immagine66, proprio per questo ci si deve lasciare andare
alla consapevolezza di essere con Dio, di essere di Dio, di essere dove Cristo e dove Cristo
abita col Padre; il pellegrino che stanco, affaticato, segnato dai pericoli e dalle 'valli del
pianto' che ha incontrato, ma ammirato di quanto anche lungo il cammino Dio ha fatto per lui
e per i luoghi che ha attraversato, arriva finalmente al tempio, alla soglia della casa del Padre
e scopre che essa dentro di s, che questo atrio si trova fuori sul sagrato del tempio sul
66

Unione monastica italiana per la liturgia, L'Ora dell'Ascolto, Edizioni Piemme S.p.A., Casale Monferrato
1997, p. 2523.

33
sagrato della vita, ma anche dentro l'uomo; questo atrio accompagner l'uomo fino agli
ultimi momenti della sua vita quando raccoglier il dono pi prezioso della croce di Cristo,
la Risurrezione e la vita eterna.
Ufficio delle letture della Solennit di Tutti i Santi.
La collocazione del nostro salmo nella festa di Tutti i Santi senz'altro un'occasione per
valorizzarlo. I santi della Chiesa che, come gi i santi di Yhwh dell'AT, con la loro vita hanno
reso operante quanto il nostro Canto di Pellegrinaggio proclama sono coloro che pi hanno
bramato gli atri del Signore, coloro che erano certi che il vero luogo ove posare il capo il
Signore, coloro che hanno ricevuto con grande riconoscenza la grazia e la gloria del Signore
Dio.
Il salmo 84 occupa il terzo posto del II notturno e ancora una volta stato collocato nel
notturno intermedio, anche se non in posizione centrale. Il II notturno ha come primo salmo
il 31(32), Salmo di Ringraziamento Individuale; il salmo penetrato di una forte percezione
della colpevolezza del salmista verso Dio, lenita per dalla certezza della misericordia del
Signore che dona al peccatore pentito perdono e salvezza. L'atteggiamento del salmista del
salmo 31 verso Dio di fiducia nel Signore unita alla consapevolezza della peccaminosit
dell'uomo; questo lo differenza sostanzialmente dal salmo 84 e non lo rende di grande aiuto
per esplorarne nuovi aspetti, semmai ne pu essere un valido complemento spirituale,
completando nella percezione del rapporto uomo-Dio l'orientamento esclusivamente positivo
verso Dio dell'84 con una visione pi integrale dell'uomo che santo e brama Dio, ma
anche peccatore e bisognoso di misericordia. Il salmo 64(65) un Inno di Lode a Dio per i
suoi atti salvifici, non esente dalla consapevolezza del peccato, ma la fa passare in secondo
ordine rispetto alla lode per la magnificenza universale dell'intervento continuo di Dio sul
creato; la seconda strofa pi della prima, che pure richiama un voto sciolto o da sciogliere a
Dio in Gerusalemme e parla dell'ascolto da parte di Dio di chi gli va incontro per pregarlo,
presenta strette assonanze con il salmo 84: parla di chi abita negli atri del Signore, della
santit del tempio che sazia i fedeli, della salvezza donata da Dio al fedele, ma anche della
speranza offerta da Dio a tutto il creato; parla di terra, mare e della pioggia invernale67, tema
analogo a quello del versetto 84,7 (valle del pianto in sorgente, prima pioggia ammantata di
benedizioni); esprime la gioia del creato cos favorito dal Signore in sintonia con l'esultanza
del salmista in Sal 84,3. Il confronto con il salmo 64 permette dunque di dilatare al creato
intero la percezione di gioia e il desiderio degli atri del Signore che il testo del salmo 84
vuole trasmettere.
Il I notturno annovera tra i suoi salmi l'8, gi visto per la Trasfigurazione nell'ufficio
monastico, a cui rimando, il salmo 14(15), il salmo 60(61). Il 14, Salmo Sapienziale, ha un
taglio etico: promette la salvezza a chi si comporta secondo la giustizia, sta lontano dalla
calunnia, dagli insulti, onora il Signore, non fa usura ecc.; con queste parole viene esplicitato
un contenuto etico che nel salmo 84 non il tema principale, ma presente: la soglia della
casa di Dio contrapposta alle tende degli empi, il dovere di camminare con rettitudine per
usufruire della grazia e della gloria del Signore. Il Lamento Individuale del salmo 60 una
prospettiva diversa da cui osservare lo stesso oggetto: la dimora ('tenda' che pu essere un
sinonimo della soglia) di Dio e la sua magnanimit verso l'uomo. Mentre nell'84, come gi
pi volte osservato, il desiderio per la casa di Dio motivato con un bisogno profondo del
pellegrino, nel 60 questo desiderio fatto risalire alla speranza di essere liberato dalle
funeste condizioni in cui il salmista si trova. Si pu allora approfittare del salmo 60 per un
rafforzamento e ampliamento delle motivazioni del salmista di appartenere alla casa del
67

Cfr. KSELMAN JOHN. S. - BARR MICHAEL L., Salmi in Nuovo grande commentario biblico, R. E.
Brown - J. E. Fitzmyer - R. E. Murphy, Editrice Queriniana, Brescia 2002, p. 699.

34
Signore68.
Come di consueto nell'ufficio monastico le preghiere del III notturno, sono cantici dell'AT.
Sono tutti e tre tratti dal libro di Tobia. Tutti e tre sono canti che presuppongono la
condizione di esilio (VI secolo a. C.) in cui Tobia ambientato, pur essendo stato scritto con
tutta probabilit nel III secolo a.C. Colpisce la netta prevalenza dell'attenzione verso la
distruzione e la ricostruzione della citt di Gerusalemme rispetto all'attenzione verso il
tempio che pure citato nel secondo cantico: egli ricostruir in te il suo tempio con gioia,
per allietare in te tutti i deportati. Gerusalemme vista sotto una luce universalistica ed
escatologica che emerge (nel terzo cantico) gradualmente dalla condizione di condanna
dell'esilio degli ebrei (primo cantico) e di castigo dell'antica Gerusalemme. Per quanto
concerne il salmo 84 direi che i testi del III notturno sono un contributo alla sfera di
significati che fanno capo alla dimensione escatologica del tempio e della citt di
Gerusalemme. Arrivare sulla soglia della casa del Signore anche contemplare la sua realt
quando saremo alla fine dei tempi.
Tra i testi delle letture dell'ufficio della solennit di Tutti i Santi, la prima lettura
dell'Apocalisse (Ap 5,1-14). Il genere letterario escatologico, quindi adatto ad evidenziare
il pellegrinaggio e la soglia della casa del Signore del salmo 84 in questa prospettiva.
La seconda lettura tratta dai Discorsi di S. Bernardo. centrata sui santi, sul desiderio di
ogni cristiano di essere accanto a loro e di vedere Cristo come si mostra a loro nel Paradiso.
Con Bernardo la soglia del Signore si popola, si affolla degli uomini santi che si assidono
davanti al Cristo, all'agnello dell'Apocalisse insieme con gli angeli di Dio. Davanti al
Signore se vogliamo possiamo non essere soli, possiamo lavorare, pregare, sognare, vivere,
in comunione con coloro che ci hanno preceduto. Guidati da Dio, Uno e Trino, ma anche
sotto lo sguardo dei santi,dei nostri cari e degli angeli del Signore possiamo avanzare nel
pellegrinaggio terreno sentendoci parte della comunione dei santi.
Il vangelo del giorno unico per tutti gli anni liturgici: Mt 5,1-12a, le beatitudini di Matteo.
Per la prima volta troviamo nei testi accompagnati al salmo 84 il termine 'beato'(al singolare
per), che ricorre due volte in Sal 84,5-6. Una differenza interessante tra le beatitudini
matteane e le beatitudini del salmo, sta nel fatto che le prime hanno una forte intonazione
etica ed esistenziale, le seconde hanno una intonazione pi mistica; la beatitudine del
versetto 5 (Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi) potrebbe essere rivolta a
chi dedica la propria vita all'orazione, quella del versetto 6 (Beato chi trova in te la sua
forza e decide nel suo cuore il santo viaggio) potrebbe essere rivolta a chi si affida in tutto e
per tutto a Dio e decide di incamminarsi verso luoghi santi: anche il pellegrinaggio una
esperienza mistica e di preghiera. Se vogliamo, tra le beatitudini di Matteo i poveri in spirito
e i puri di cuore hanno particolari affinit con il testo dell'84 e ne sono un utile complemento.
Sant'Agostino, nel testo di commento al vangelo dell'ufficio delle letture, vede nelle
beatitudini una progressione per gradi dalla prima (poveri in spirito) alla penultima (beati i
perseguitati a causa della giustizia) e distingue l'ultima beatitudine (beati voi...) perch
rivolta direttamente ai discepoli presenti. Non si trovano in questo commento considerazioni
che facciano al caso nostro, il commento di Sant'Agostino invece significativo per il tema
del vangelo. Anche il testo di san Cromazio, messo come commento alternativo a quello di
Agostino, assume rilevanza per il tema del vangelo, ma non aiuta a discernere motivi di
interesse per il salmo 84.
68

Mettendo insieme le motivazioni del salmo 84 con quelle del 60, del 31 e del 14, si completa in certo
modo l'identikit di colui che sale alla soglia della casa del Signore: desiderio di essere liberato dalle
tribolazioni (60), desiderio di essere purificato dal peccato(31), desiderio di piacere a Dio con la propria
condotta (14), desiderio puro di Dio (84).

35
Ufficio delle letture monastico del Comune della dedicazione di una chiesa.
Questa volta il salmo 84 il secondo salmo del primo notturno, accompagnato dai salmi
23(24) e 86(87). Sono gli stessi salmi (appartenenti anch'essi alla categoria dei salmi di Sion)
della dedicazione di una chiesa nel breviario non monastico, per cui rimando alle pagine
precedenti.
Il II notturno annovera tra i suoi salmi il 45(46), il 47(48), Salmi di Sion e il 90(91) Salmo
sapienziale. Il 45 ha un forte accento universalistico ed escatologico oltre a celebrare la
grandezza di Dio. L'insistenza sulla presenza di Dio salvifica e protettrice e il titolo di
'Signore degli eserciti' fanno eco alle parole del salmo 84 ove presente lo stesso titolo
(84,9.13) e in cui il salmista celebra la protezione, la grazia e la gloria del Signore Dio
(84,12) verso i suoi fedeli. I contenuti del salmo 47 sono pi o meno gli stessi del 45, anche
il 47 contiene il titolo Signore degli eserciti, nel 47 troviamo qualche accenno in pi alla
storia di Gerusalemme salvata dal suo Signore: nel complesso valgono le stesse cose dette
per i rapporti tra il 45 e l'84. Il salmo 90 parla della dimora del Signore che accompagna il
suo fedele, non c' alcun cenno al tempio, ma come abbiamo gi potuto riscontrare anche il
fedele al Signore tempio del Signore, protetto allo stesso modo anche nelle avversit pi
drammatiche, viene saziato di lunghi giorni e gli viene mostrata la salvezza.
Il III notturno ha i soliti tre cantici dall'AT. Ritroviamo un testo di Tobia gi commentato per
l'ufficio delle letture di tutti i santi che insiste sulla ricostruzione di Gerusalemme in una
prospettiva escatologica. Vi poi un testo di Isaia (45,15-25) di lode al Signore per la sua
opera creatrice, di magnificazione del Signore per la sua giustizia e salvezza, e di accusa
verso coloro che non riconoscono un unico vero Dio; alla penultima strofa c' un
ampliamento universalistico del cantico; per il salmo 84 queste parole aiutano a centrare
l'attenzione sull'oggetto del desiderio del salmista pellegrino in preghiera, il Signore degli
eserciti. Il terzo cantico preso da Geremia (7,2-7), svolge, come spesso accade in Geremia,
il tema etico: se il comportamento degli ebrei non segue nel profondo la parola del Signore,
anche il tempio non pu essere d'aiuto per evitare le tremende sventure che si abbatteranno
sul regno di Giuda69; assume rilievo attraverso queste parole di Geremia l'applicazione etica
del salmo 84, il pellegrino che va al tempio deve andarci con il cuore puro e con la
convinzione di aver fatto il possibile per non rifiutare il bene e camminare con rettitudine,
solo cos ne trarr beneficio.
I testi delle letture dell'ufficio della Dedicazione di una chiesa. Quest'ufficio annovera
numerosi testi. Tre testi biblici per la prima lettura: 1Pt 2,1-17; 1Re 8,1-4.10-13.22-30; Ap
21,9-27. Tre testi per la seconda lettura: da Origene, da Sant'Agostino, da S. Germano
vescovo. Un solo testo evangelico Lc 19,1-10 con il solo commento di un'omelia attribuita a
Giovanni Crisostomo.
Nella lettera di Pietro troviamo la famosa immagine dei cristiani pietre dell'edificio spirituale
costruito sulla pietra angolare di Cristo. Le esigenze per essere pietre spirituali si possono far
risalire a due: stringersi a Cristo, credere in lui, comportarsi operando il bene per dar gloria a
Dio. L'esortazione di Pietro viene fatta ai cristiani come stranieri e pellegrini. Tra le altre
cose Pietro dice ai cristiani: Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione
santa, il popolo che Dio si acquistato perch proclami le opere meravigliose di lui che vi ha
chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce.
Guidati dalla breve sintesi delle parole di Pietro (di cui ho gi fatto cenno commentando una
lettura da Origene), si pu cogliere l'occasione di accostarci al salmo 84 nella sua dimensione
spirituale. Il pellegrino stesso pu essere allora visto come contributo alla edificazione del

69

Siamo, come noto, nell'epoca appena precedente la distruzione dl tempio di Salomone e la deportazione
di Giuda in Babilonia.

36
tempio di Dio: un uomo che, venuto da lontano per godere della presenza di Dio, si fa egli
stesso presenza al tempio, ne accresce il valore spirituale umano e si mette al servizio di Dio
dopo averlo cercato e trovato. Nel salmo 84 il salmista chiede al Signore di guardare al volto
del suo consacrato (84,19), e Pietro afferma che gli appartenenti al popolo di Dio sono stirpe
eletta, sacerdozio regale, nazione santa; coloro che compiono il pellegrinaggio della propria
vita sotto la guida del Signore sono esempi viventi delle due precedenti affini condizioni.
La lettura di 1Re in alcune sue parti l'abbiamo gi incontrata alcune volte, sottolineando
come Salomone, che fu il realizzatore del primo tempio, si rendesse conto che esso, per
quanto fosse un edificio grandioso, non era sede sufficiente per Colui che i cieli dei cieli non
possono contenere. Anche il brano dell'Apocalisse stato gi visto nell'ufficio delle letture
(non monastico) comune della dedicazione di una chiesa (Tempo di Avvento e di Natale); ad
esso rimando.
Nella seconda lettura ritroviamo un testo di Origene e un testo di Sant'Agostino gi
commentati nelle letture dell'ufficio (non monastico) della dedicazione di una chiesa.
Nella lettura del Vangelo vi un solo brano di Luca (19,1-10), che fino ad ora non era stato
trovato, l'episodio di Zaccheo. Una scelta senza dubbio particolare, ma per ci che riguarda il
salmo 84, una scelta felice. Ci offre l'occasione di ampliare ancora un poco la rosa delle
strade che si dipartono dalla soglia della casa del Signore. Questa volta abbiamo un uomo
che pare solo curioso di guardare il Signore, piccolo, sale su un sicomoro per vederlo,
ricco, un grandissimo peccatore, soprattutto per gli standard ebraici: collabora con i
Romani raccogliendo le tasse per loro, si serve del suo ruolo di pubblicano per fare i soldi
alle spalle dei suoi conterranei, la sua ricchezza frutto in parte di frodi. C' uno sguardo
curioso, ma in certo modo inquieto, che incontra uno sguardo che mette a nudo l'anima come
solo Dio pu fare, questo sguardo penetrante di Ges seguito da un ordine perentorio: il
Signore vuole essere invitato nella casa dell'uomo. , per certi versi, un pellegrinaggio alla
rovescia; Dio si fa invitare dall'uomo, brama di essere accolto, per Dio un giorno negli atri
del peccatore pi che mille altrove (ricordiamo la parabola della pecora perduta, in Luca
Lc 15,4-7 - e in Matteo Mt 18,12-14 -, e quella successiva di Luca sulla dramma perduta).
La soglia esiste anche per Dio, ed la coscienza dell'uomo in cui risiede la sua libert, l Dio
attende l'uomo, attende che gli apra l'animo, sa di poter rivoluzionare in un modo
meraviglioso la vita della sua creatura prediletta, ma intende rimanere fedele alla propria
opera, all'uomo, caratterizzato dalla libert di scegliersi la strada, il destino che preferisce.
Non si pu ora fare un discorso sulla libert dell'uomo, porterebbe troppo lontano dai temi
del salmo 84, gi sviscerati a lungo. Posso solo concludere che spesso la soglia, l'atrio della
casa del Signore, come in certe immagini oniriche del cinema, si avvicina all'uomo anzich
rimanere ferma per essere raggiunta. Anche questo pu essere un modo di scandagliare le
profondit della parola di Dio contenuta nel salmo di cui ci stiamo occupando e nei testi
della Bibbia in genere.
Il testo, attribuito a san Giovanni Crisostomo, pare contraddire in parte l'analisi appena fatta
del rapporto Zaccheo-Ges, perch vede in Zaccheo una persona gi in ricerca, cui Ges d
solo un aiuto, anche se indispensabile. In fondo per il movimento di Zaccheo di scalare il
sicomoro non una scelta totale e incondizionata di andare verso Dio, al massimo un
timido tentativo, intrecciato con la curiosit di capire qualcosa di pi di una persona
effettivamente speciale che, pur facendo opere sante, diversamente dagli ebrei timorati di
Dio va in cerca dei peccatori pubblici, vive a contatto con loro, per portare anche ad essi,
come fa con i malati e gli indemoniati, la salvezza di Dio. Inoltre non si pu comunque
negare che le parabole citate, della pecora e della dramma perduta, diano proprio la
prospettiva che ho proposto per ampliare lo spettro interpretativo del salmo 84.

37

Ufficio delle letture monastico del Comune dei monaci.


Questo ufficio esclusivo del breviario monastico. Nei salmi dei tre notturni troviamo il
salmo 84 nella posizione centrale, come secondo salmo del II notturno. preceduto dal gi
commentato salmo 64(65), Solennit di Tutti i santi del breviario monastico; seguito dal
salmo 91(92), non ancora confrontato con il nostro. Il I notturno costituito dal salmo 1, dal
salmo 23(24) di cui mi sono gi occupato, dal salmo 26(27). Il III notturno include tre cantici
della Sapienza, Sap 3,1-6; Sap 3,7-9; Sap 10, 17-21.
Il primo salmo del I notturno l'1. Testo di introduzione, insieme al 2 di tutto il salterio 70, l'1
appartiene ai Salmi Sapienziali, apre il salterio con le due vie: quella dell'empio e quella del
giusto71. pacifico che l'unica via vegliata dal Signore quella del giusto ed la via che
guida all'ingresso nel Salterio72. Il salmo 84 prende in considerazione la via dell'empio solo
per scartarla a priori, risolvendo il giudizio su di essa in una frase (84,11cd); in questo senso
propone parole che appartengono totalmente alla via del giusto spesso avere coscienza nonostante le infedelt a Dio e la vita, che di certo non esente da errori - che siamo diretti
verso la casa del Padre pu essere una spinta pi forte dello stesso ringraziamento a Dio per
la sua misericordia verso di noi.
Il 26, Salmo di Lamento Individuale, persenta una particolare affinit con l'84 a casusa
dell'importanza che tributa alla casa del Signore e alla protezione che essa offre; nel 26
quest'importanza resa pi concreta: si parla di nemici, di guerra, di avversari che vogliono
la rovina del salmista, nell'84 si usa una terminologia pi figurata, il Signore sole e scudo,
trasforma la valle del pianto in sorgente. Nel 26 ha grande peso anche l'abbandono in cui
versa il salmista, alla merc dei nemici, a rischio di percorrere il cammino sbagliato
(mostrami Signore la tua via, guidami sul retto cammino, a causa dei miei nemici, 26,11),
ove invece l'84 pressoch esclusivamente orientato verso la dimensione positiva della
presenza di Dio. Cogliamo l'occasione di questo confronto tra 26 e 84 per valorizzare anche
le poche parole che il salmista dell'84 ha dedicato al ruolo di sole e scudo che il Signore
vuole avere nei nostri confronti.
Nel II notturno il salmo 91, classificato come Ringraziamento individuale, introdotto da
una lode al Signore, c' un breve cenno alla casa del Signore e viene professata la fiducia nel
Signore che dona forza al salmista e sconfigge i nemici. Le tematiche proposte sono vicine a
quelle dell'84, ma non ne fanno scoprire o evidenziare prospettive nuove o particolarmente
utili.
Il III notturno, come gi accennato, in comune con il III notturno di pi martiri. Tutti e tre i
testi sono relativi ai giusti di Yhwh, a coloro che confidano nel solo Signore, ai santi di
Yhwh; questi eroi della fede in Dio sono celebrati come vittoriosi nonostante umanamente
siano risultati sconfitti subendo morti ignominiose. Il salmo 84, alla luce delle parole
sapienziali svela allora la condizione di sofferenza che non manca anche in un testo, quasi
esclusivamente orientato alla positiva ricerca di Dio. Da quanto osservato, qui e nelle
precedenti considerazioni, si pu proporre un principio quasi generale: ogni salmo ha una
notevole capacit di espandere la sua sfera di significati al di l dell'argomento di cui tratta,
sovrapponendosi ad altri salmi e ad altri stili dei salmi. Questa, in effetti, non altro che una
70

71

72

A. MELLO, I Salmi: un libro per pregare, edizioni Qiqajon Comunit di Bose, Magnano (BG) 2007,
p.39.
B. MORICONI, Il salmista, Cristo e il cristiano Introduzione alla spiritualit del salterio, Pontificia
Facolt del Teresianum Pontificio Istituto di Spiritualit, Roma 2002 (Dispense ad uso degli studenti),
p. 26.
Cfr. B. MORICONI, Il salmista, Cristo e il cristiano Introduzione alla spiritualit del salterio, Pontificia
Facolt del Teresianum Pontificio Istituto di Spiritualit, Roma 2002 (Dispense ad uso degli studenti), p.
26.

38
caratteristica di tutta la parola di Dio, come i Padri della Chiesa, ma prima di loro anche gli
stessi redattori del NT e gli stessi ebrei dell'AT hanno sostenuto e dimostrato.
I testi delle letture dell'ufficio di Monaci e Monache annverano quattro testi biblici: Gen
12,1-4a.6-8; Cc 2,8-14.16; Fil 3,8-14; Ap 3,11-12.19-22. Sei testi per le seconde letture:
Regole di s. Basilio Magno, Lettere di Ammonio eremita, Lettere di sant'Eucherio vescovo,
Discorsi di sant'Agostino, Commento al salmo 118 di sant'Ambrogio, Trattato sui salmi 14 di
sant'Ilario vescovo. Un solo testo del Vangelo: Mt 19,16-21. Un solo commento al Vangelo:
Discorsi di sant'Agostino.
Fortunatamente l'ultimo sforzo che richiedo a me stesso e al lettore per quanto riguarda i
testi liturgici che accompagnano il salmo 84. Questo capitolo sull'uso liturgico del salmo 84,
pur nella sua disposizione un po' disarticolata e nella sua lunghezza, credo abbia aggiunto
numerose diramazioni e ramificazioni a quello che, con una analogia insolita, ma utile, si
pu chiamare il tronco principale costituito dal testo biblico del salmo. Fermo restando che,
come tutti sappiamo, la parola di Dio non potr esaurirsi mai definitivamente finch durer il
tempo della storia dell'uomo e della salvezza che Dio gli offre.
Il testo di Genesi partendo da una prospettiva pre-ebraica, ci rimanda alla chiamata di
Abramo. Dio lo chiama ad uscire dal suo paese, verosimilmente da Ur dei Caldei nella Bassa
Mesopotamia attorno agli inizi del II millennio a.C.73. Dio fa la prima promessa di una terra e
di una discendenza che diventer popolo ad Abram, e Abram costruisce un altare a oriente di
Betel da dove il Signore gli ha mostrato la Terra Promessa. la prima realizzazione di un
manufatto che testimonia l'incontro decisivo di Dio con l'uomo e con il patriarca fondatore
del popolo di Israele. Dio si manifester anche a Giacobbe in Betel (Gen 31,13; 35,7),
localit cui viene dato, per l'occasione, il significato di 'casa di Dio' (bt' l), l Giacobbe
eriger una stele; in seguito Giacobbe, chiamato da Dio in Carran, torner a Betel, costruir
un altare ed eriger una stele74. La storia di Betel sar ancora lunga, ma il fatto che deve
interessare l'esistenza di un luogo come questo, che ci ricorda che Dio parla agli uomini in
molti tempi diversi e in tanti luoghi, e per gli uomini di quei luoghi e di quei tempi, quel
luogo e quel tempo , o stata, la soglia della casa del Signore. Quante persone ritengono
che un luogo particolare, un tempo particolare siano stati momenti di incontro forte con il
Signore. Tutti i duemila anni di storia del cristianesimo sono stati punteggiati di luoghi di
manifestazioni particolari del Signore, della Madonna (moltissimo come sappiamo) ai santi e
anche a numerose schiere di semplici fedeli che ancor oggi intraprendono pellegrinaggi
faticosi per incontrare, in modo pi proficuo per il loro spirito, il Signore. Ecco allora che
torniamo al tema del pellegrinaggio di cui il salmo 84 si occupa con cos grande intensit; la
lettura di Genesi ci permette di tornare a mettere a fuoco la localit cui si fa riferimento per il
pellegrinaggio, a volte sono proprio la posizione, le caratteristiche, l'atmosfera di certi luoghi
che ci aiutano a focalizzare la presenza di Dio in noi e a vederci presenti a lui in modo pi
intenso. Una preghiera come il salmo 84 allora molto adatta anche per meditazioni in centri
di spiritualit, ma anche solo in luoghi solitari e belli, che rispondono alle nostre personali
esigenze spirituali
Il Cantico dei Cantici nel brano scelto , pur ad un livello abbastanza superficiale, in un
certo modo utile complemento a vedere nel creato il segno e lo sguardo di Dio, uno dei
luoghi della soglia della casa di Dio anche la meraviglia della natura, il semplice richiamo
alla prima pioggia, che ammanta di benedizioni la valle del pianto, pu anche essere vissuto
come un diretto richiamo al creato come capolavoro di Dio, cui Dio dispensa una cura
73
74

Nota al versetto 11,31 della BJ.


H. BURKHARDT, F. GRNZWEIG, F. LAUBACH, G. MAIER, Nuovo dizionario enciclopedico
illustrato della Bibbia, Edizioni Piemme spa, Casale Monferrato (AL) 2005, p. 143.

39
speciale rendendolo affascinante.
Paolo nella lettera ai Filippesi, ci riporta al piano pi strettamente spirituale, la corsa di Paolo
verso l'unica cosa che sa avere valore, per lui e per tutti gli uomini: la conoscenza di Ges
Cristo e, insieme, il premio che Dio ci chiama a ricevere lass75. La condizione di Paolo,
pur certo che Cristo vive in lui, per ancora di impegno, di cammino, di pellegrinaggio, che
finir con la morte, e ricomincer definitivamente con la resurrezione. La comparsa davanti a
Dio in Sion del salmo 84 anche e soprattutto quest'ultima.
Molto pertinente al salmo 84, la lettura dell'Apocalisse (3,11-12.19-22): la nuova
Gerusalemme che discende dal cielo (gi commentata), il vincitore che vedr inciso il nome
di Dio su di s, Cristo sta alla porta e bussa e, se viene accolto, colui che lo accoglie cener
con lui e sar a sua volta accolto presso il trono del Padre. Chi sulla soglia del proprio cuore
accoglie il Figlio si vedr accolto nella soglia pi grande della casa del Padre. Ecco che
l'uomo accoglie Cristo pellegrino presso di s e si ritrova pellegrino verso la casa del Padre,
ancora uno di quegli intrecci che non finiranno mai di stupire il cristiano che sente e cerca la
presenza di Dio dentro e/o fuori di s. In questo incrocio in cui ci troviamo Dio davanti,
dietro, sopra, sotto, dentro, fuori; in tutte le direzioni si trova e ci attende, dobbiamo solo non
rinunciare a cercarlo e prendere la strada della nostra vita con la sicurezza che, quali che
siano le deviazioni che faremo, i ritorni sui nostri passi, le salite, le discese, gli ostacoli, l
sara sempre e comunque anche Dio, Padre, Figlio e Spirito santo a vegliare, ad attenderci, ad
accompagnarci.
La prima delle seconde letture una istruzione anche spirituale per i superiori dalla Regola
di San Basilio Magno. Non ho trovato punti di contatto di rilievo con il salmo 84 che siano
pi che semplici accostamenti di parole.
Di tutt'altro tono il brano di sant'Ammonio eremita. Esordisce con la necessit della lotta
con le passioni, con le imperfezioni, con l'avversario, lotta per la quale l'ambiente ideale il
silenzio degli eremiti, come insegnano i primi Padri del Deserto. In quel silenzio lottano,
vincono e ricevono la potenza di Dio e non lasciano quel campo di battaglia se non quando il
Signore li manda tra gli uomini; quando finalmente sono preparati, si mantengono alla
presenza di Dio nella nostalgia per il silenzio in cui Dio li istru. Da questo breve sunto, si
pu fare il solito passo dentro alle parole del salmo 84 e trovarci qualcosa che credo si possa
considerare nuovo, rispetto a quanto visto finora. Il pellegrino che anela agli atri del Signore,
si fa rafforzare da Lui durante il cammino, da Lui protetto come uno scudo spirituale,
arriva alla presenza del Dio degli Eserciti, ed ecco che l riceve grazia e gloria, e il bene; chi
ha fatto allora questo viaggio potr ricevere la conferma dal Padre che il suo viaggio gli ha
procurato il titolo, l'ufficio, l'impegno di guida per gli altri uomini verso il tempio di Dio; nel
salmo stesso il pellegrino esprime il suo ruolo, recita, ricompone, rilegge il salmo, attraverso
la sua vita, agli altri uomini per invitarli a fare la sua stessa strada indicando loro tutti gli
aiuti che potranno ricevere dal Signore: dalla forza interiore, alla possibilit di assistere alle
meraviglie della valle del pianto che diventa sorgente e mostrando loro la bellezza
travolgente della meta.
Le parole di sant'Eucherio (di Lione) sono un 'inno al deserto' come luogo per gli uomini che
vogliono darsi interamente alle lodi di Dio. Arriva a dire che il deserto stato creato da Dio
per gli eremiti che vi si sarebbero inoltrati e vi averebbero vissuto; infine di qualche interesse
per la presente analisi l'applicazione figurata76 del salmo 64 ove esso recita: le colline di
cingono di esultanza e le valli si ammantano di grano, frase che sant'Eucherio applica alla
75
76

Fil 3,14.
Unione monastica italiana per la liturgia, L'Ora dell'Ascolto, Edizioni Piemme S.p.A., Casale Monferrato
1997, p. 2863.

40
fecondit del deserto quando in esso si ritirano gli eremiti a pregare e lodare Dio. Il deserto
un'altra faccia del silenzio, ma difficile trovare punti di contatto tra deserto e salmo 84, c'
una certa relazione tra la presenza alla soglia della casa del Signore e la permanenza nel
deserto dei contemplativi; questo un po' poco, ma se ci si fa aiutare dalla citazione del
salmo 64 la relazione appena suggerita assume qualche rilievo dato che chiama in causa il
versetto 84,7 che esprime i benefici di Dio alla terra sterile o nemica dell'uomo 77. La
presenza di Dio a fianco del pellegrino ha effetti sulla percezione dei luoghi attraversati che,
per quanto di difficile attraversamento, sembrano terre fecondate dalla pioggia; si pu
pensare anche che, attribuendo alla valle del pianto e alla pioggia valore simbolico, la
presenza di Dio a fianco del pellegrino lenisca i suoi dolori interiori; o ancora, si pu
supporre che lo stesso pellegrino sia strumento di Dio per dare sollievo agli sterili luoghi
attraversati, siano essi intesi in senso concreto come terre desolate, siano intesi in senso
spirituale come persone e genti in difficolt. Un deserto attraversato e vissuto che riceve e
dona sollievo in presenza dei servitori del Signore che intendono giungere, o stare, al
cospetto del loro Dio.
Sant'Agostino parla della Verginit di Maria, della Chiesa e della vergini consacrate, e di
Cristo, Figlio di Dio, figlio di Maria, in qualche modo, Colui che si fa generare dalle
consacrate a Lui, che Capo della Chiesa. Questo intreccio complesso, multidimensionale
direi, tra Cristo, Maria, la Chiesa e le consacrate a Cristo, si avvicina all'intreccio delle soglie
della casa del Signore e delle strade che da quelle soglie si dipartono nello spazio e nel
tempo; comune a questi due intrecci la multi-dimensionalit (temporale e spaziale, ma non
solo, anche spirituale) che segna gli interventi di Dio nel mondo e tra gli uomini.
Sant'Ambrogio nel commento al salmo 118 esordisce con una osservazione molto pertinente
al salmo 84, Colui che ha in sorte il Signore possiede tutta la natura.[...] perch egli una
casa del Signore e un tempio di Dio78, ci ritroviamo ancora una volta nei significati che
pertengono alla dimensione interiore del pellegrino, alla soglia della casa del pellegrino che
confina con la soglia della casa del Signore, con Cristo presente in lui. Dice ancora, dopo,
sant'Ambrogio, rivolgendosi al Pietro del miracolo in At 3,6: Tu sei un'ampia dimora per
colui davanti al quale tutto il mondo come un nulla.
Ancora pi utile per noi il Trattato sui salmi 14 di sant'Ilario, che cita proprio Sal 84,2-3,
ponendo l'attenzione sul plurale 'atri del Signore': il profeta desidera non una sola dimora,
ma molte e senza numero, perch sebbene una sola sia la Chiesa sulla terra, ogni citt ha la
propria Chiesa, in comunione con le altre79. Prosegue identificando gli atri del Signore con
la dimora da cui ascendere alle cose celesti. Si pu sintetizzare, anche se con una certa fatica
e senza precisione matematica, questa catena di identificazioni e significati nel modo
seguente: atri del Signore -> dimore del Signore -> Chiese locali -> cose celesti -> vette di
monti -> monte pi sublime Cristo fatto uomo -> citt edificata sul monte -> corpo di Cristo
-> fondamento della chiesa, fondamento dei cristiani i quali devono vincere i vizi ed
esercitare le virt per abitare negli atri, nella tenda del Signore, in modo definitivo. Se
vogliamo, da questa complessa sequenza di relazioni e analogie si pu ancora una volta
derivare la multi-dimensionalit dell'immagine di soglia della casa del Signore, in questo
caso privilegiando, nella sua gi grande ricchezza di contenuti e significati, l'essenziale ruolo
di Cristo Figlio di Dio fatto uomo: elemento chiave, baricentro fondamentale di tutte le
dimensioni teandriche di cui ci siamo occupati seguendo il filo spirituale del salmo 84.
77
78

79

Cfr. S. RINAUDO, I Salmi Preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci Editrice, Torino 1993, p. 83.
Unione monastica italiana per la liturgia, L'Ora dell'Ascolto, Edizioni Piemme S.p.A., Casale Monferrato
1997, p. 2865-2866.
Unione monastica italiana per la liturgia, L'Ora dell'Ascolto, Edizioni Piemme S.p.A., Casale Monferrato
1997, p. 2867.

41
Per la terza lettura il testo del Vangelo preso da Mt 19,16-21, il dialogo di Ges con un
pretendente discepolo rispettoso dei comandamenti, a cui Ges per chiede un impegno
ulteriore, vendere tutti i suoi averi e seguirlo. La promessa che fa Ges composta da due
cose: avr un tesoro in cielo, potr seguire Ges. Nel salmo 84 non si parla di rinunce, il
profeta, come lo chiamava sant'Ilario, tutto orientato verso il Signore. Le parole del
Vangelo di Matteo ci aiutano a ricordare che il pellegrinaggio verso Dio anche faticoso,
fatto di rinunce; ci si pu infervorare anche molto per la meta del cammino, ma questo pu
far dimenticare un po' lo sforzo di procedere, l'impegno di trovare la strada giusta, la fatica di
dover tornare spesso indietro da false piste, di sbagliare e accettare l'errore per ripartire pi
motivati. Si tratta allora di non cessare mai di quantificare, di valorizzare, il tesoro che ci
attende nella sua vera grandezza e preziosit.
Sant'Agostino commenta proprio questo brano, e pone l'accento sulla carit ai bisognosi,
rimanda alle parole di Ges in Mt 25,35ss: avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo
sete, ero malato... Possiamo inserire questo commento di sant'Agostino nelle esigenze etiche
cui si fanno brevi cenni anche nel salmo 84, questa volta per non si possono prendere molto
le distanze dagli empi come quando si intende il termine in modo generico, di coloro che
rifiutano Dio, o che non riconoscono Cristo uomo-Dio salvatore e redentore; perch l'empio
anche colui che non si sente obbligato dalla sua adesione al progetto di Dio in Cristo, nelle
piccole cose di carit: visite ai malati, elemosine, cibo e acqua ai bisognosi, visite ai
carcerati.

3.3

Interpretazione patristica

Come gi ho accennato, una rassegna adeguata dei commenti patristici per individuarvi
riferimenti al salmo oggetto di questo studio sarebbe sproporzionatamente estesa, per non
dire impossibile; per questo motivo mi limiter a riportare e commentare brevemente alcuni
rimandi a testi patristici contenuti nel libro di Jean-Claude Nesmy I Padri Commentano il
Salterio della tradizione. Tra l'altro, come si potuto notare dal paragrafo appena concluso,
nelle letture dell'ufficio ordinario o monastico si trovano testi patristici, che possono essere
affiancati a quelli che mi appresto a esporre. Il testo di Jean-Claude Nesmy distingue i Padri
Apostolici da quelli successivi; mi permetto di non specificare la distinzione, che risulta
eventualmente dal nome del Padre della Chiesa o del testo patristico citato.
Il titolo secondo i LXX occasione per Agostino80 di sviluppare una lunga analogia tra il
torchio, attrezzo per spremere le olive e l'uva mature da cui trarre olio e vino, e l'uomo che
ha conosciuto il Signore e vuole entrare al suo servizio. Il primo ad essere 'torchiato',
spremuto, stato Cristo; dopo di lui chiunque lo riconosce come Figlio unigenito deve
aspettarsi di venire stritolato per perdere le spoglie dell'uomo vecchio.
Il Signore degli Eserciti rende anche il torchio dei dolori dei poveri, schiacciati da angosce e
prove, fonte di vino ed olio, che per Agostino corrispondono alla veemente brama del bene
e di Dio che si doner loro.
Il torchio, dolore terreno, gi dimora di Dio, ma la brama, che anche struggersi, del
salmista, di Cristo, di ognuno e tutti noi, orientata, in prospettiva, agli atri definitivi del
Signore nel giorno senza tramonto della fine di qualsiasi angoscia.
Le dimore, per Atanasio, sono anche le chiese di Dio.
Gli atri del Signore del versetto 3 del salmo, per Atanasio sono legati alla brama e al languire
perch il suo desiderio di dissolversi con Cristo. Teodoreto mette a tema la trasformazione
degli atri del tempio ebraico negli altari del Signore cristiano. Ireneo colloca temporalmente
80

DOM JEAN-CLAUDE NESMY,


Editore, Torino 1983, p. 438-439.

I Padri commentano il Salterio della Tradizione, Pietro Gribaudi

42
nell'ingresso di Ges a Gerusalemme, la brama del salmista, identificata con la brama dei pi
poveri di Israele verso Ges Messia che stava andando verso la Passione, Morte,
Resurrezione. La seconda parte del versetto 3 viene vista come incontro tra la realt del Dio
vivente, Cristo risorto, e la realt umana, che viene cos elevata alla vivificazione della
risurrezione di corpo e anima.
Molto proficua, spiritualmente, per i Padri, risulta la descrizione dei nidi degli uccelli nel
tempio. Le analogie ruotano attorno a due tematiche: l'anima come uccello in cerca del nido,
e la Chiesa che in Cristo nido per le anime erranti. L'analogia della Chiesa ha una
applicazione caratteristica in Esichio di Gerusalemme: la Chiesa la tortora che nutre i suoi
piccoli con il corpo e sangue di Cristo, il pane diviso tra i piccoli sull'altare.
I commenti al versetto 5 si limitano a ribadire la beatitudine che si prova nel lodare.
Diversi Padri usano il termine 'ascensione', che effettivamente il significato letterale di
nbasij (salita) tradotto in 'santo viaggio' nella Bibbia CEI. Le ascensioni di cui parlano i
Padri, sono l'innalzamento dell'uomo durante la condizione terrena di difficile pellegrinaggio
propiziato dal soccorso del Signore e l'innalzamento all'immortalit procurato da Cristo.
Compresa nella visione dell'innalzamento terreno l'immagine di ascensione del cuore,
presente nel testo salmico, di cui parlano, ad esempio, Gregorio di Nissa ed Eusebio:
piuttosto evidente nei loro commenti l'allusione alla preghiera contemplativa che permette di
procurarsi la forza nel Signore.
La valle del pianto del versetto 7 riceve vari sensi: il corpo e il suo ambiente, la beatitudine
delle lacrime, l'umilt del penitente.
Nel versetto 8 i Padri richiamano il significato letterale sia per 'di potenza in potenza'
(tradotto in italiano con 'cresce lungo il cammino'), sia per 'Dio degli dei in Sion' (nei LXX: '
qej tn qen n Siwn') (in italiano: 'Dio in Sion'). In particolare, come Dio degli
dei che si mostra tra noi indicato il Cristo. Origene propone, nell'ambito della Trinit
economica (quella agente nella Storia della salvezza) la seguente sequenza di azioni: lo
Spirito prepara l'uomo per il Figlio di Dio, il Figlio lo conduce al Padre e il Padre gli dona
l'incorruttibilit e la vita eterna, che provengono dalla visione di Dio. Con questa breve e
intensa frase Origene descrive in poche parole il cammino dell'uomo pellegrino sulla terra
verso la dimora eterna, accompagnato dalla Trinit che lo attende anche alla fine per renderlo
partecipe della vita che non tramonta.
I commenti dei Padri sul versetto 9 sottolineano i due tratti di Dio che emergono da esso. Il
Cristo il Dio delle schiere; il verbo di Dio lo stesso Dio di Giacobbe e di Davide, Dio
Padre illuminava mediante lo Spirito anche i nostri Padri di Israele.
Il 'consacrato' del versetto10b, assume un carattere multidimensionale, visto da pi
prospettive differenti, significa infatti di volta in volta, per i Padri: il popolo di Cristo
chiamato al sacerdozio regale, l'avvento di Cristo e il Padre che lo addita ai pagani, e
ciascuno di noi, in cui il Padre vede l'immagine del suo Figlio.
Il giorno che vale mille anni di 84,11 assume vari significati: giorno della resurrezione di
Ges, altare di Dio ove si riceve ci che pi importante, il giorno dell'eternit. La 'soglia
della casa del mio Dio' attribuito all'umilt e povert dell'uomo nella Chiesa.
Il testo ebraico del versetto 12, sostanzialmente rispettato nella traduzione italiana, recita:
S, sole e scudo il Signore Dio; invece i Padri commentano il testo dei LXX che tradotto
letteralmente recita: Poich il Signore Dio ama compassione (misericordia) e verit;
Girolamo sulla base della traduzione dei LXX sostiene che la misericordia esercitata da
Dio per sfavorire la tendenza al peccato e che la verit in Dio dona la speranza; la speranza
considerata da Cirillo di Alessandria motivo di fondo di questo salmo81.
81

DOM JEAN-CLAUDE NESMY,

I Padri commentano il Salterio della Tradizione, Pietro Gribaudi

43
La rapidissima rassegna dei Padri della Chiesa qui fatta ha lo scopo di procurare eventuali
ulteriori strumenti di approfondimento del significato e del valore spirituale del salmo per la
sezione seguente sulla spiritualit del salmo 84 per l'uomo d'oggi. Ritengo che sia stata una
rassegna fruttuosa soprattutto per ci che riguarda il simbolismo delle singole parole o
espressioni, che hanno mostrato ancora una volta la ricchezza della parola di Dio e la sua
molteplice 'applicabilit' in varie epoche e luoghi.

Editore, Torino 1983, p. 438.

44
CAPITOLO TERZO

4
1.1

LA SPIRITUALIT DEL SALMO 84

Il contenuto

Sulla collocazione del salmo 84 tra i Salmi di Sion incentrati sulla Citt Santa di
Gerusalemme, ho gi fatto le considerazioni essenziali. possibile aggiungere, come si pu
per altro dedurre dai due nomi della categoria del salmo, 'canto di Sion' e 'canto di
pellegrinaggio, che all'origine il testo probabilmente nato nell'ambito liturgico-cultuale del
tempio di Gerusalemme, utilizzato per le processioni dei pellegrini che entravano nel tempio,
in questo dovrebbe trovarsi il suo sitz im leben82. Una seconda tradizione dell'uso del salmo,
nata probabilmente ancora in epoca antico testamentaria, l'uso messianico del testo, ma
anche di questo ho fatto cenno.

4.1.1 La soprascritta83
La soprascritta appartiene alla categoria pi misteriosa di soprascritte: in ebraico espressa
con la-menazzeach, participio presente che ha il significato di 'perpetuit' o 'splendore'. A.
Mello aggiunge che la-menazzeach non designa l'autore del salmo, ma il destinatario. Di
norma tradotto con 'direttore del coro' o 'capo coro' o 'maestro del coro', anche perch
accompagnato a indicazioni sull'esecuzione musicale da applicare; ma i traduttori antichi non
lo hanno mai inteso cos. I LXX traducono in greco con 'per la fine' (eij tloj), attribuendo
all'espressione una venatura escatologica. La tradizione ebraica di lettura ancora differente
e come gi anticipato, ha a che fare con il 'permanere', ma anche il 'prevalere' e assegna a
questa soprascritta l'accezione di 'al vincitore'. San Girolamo nella iuxta Hebraeos e certi
midrash confermano questa accezione, con varianti come: a colui che capace e degno di
vincere o a colui la cui vittoria una vittoria eterna, e, sorprendentemente, a colui che si
lascia vincere dalle sue creature. A. Mello conclude osservando che se intesa cos, la
soprascritta, gi in qualche sua redazione ebraica, era aperta ad una interpretazione
messianica. Quindi incrociando la lezione dei LXX con quelle ebraiche si pu interpretare
la-menazzeach come 'al vincitore del fine', 'al Messia'; questo permette di rafforzare il
significato del salmo 84 in senso messianico, gi preso in considerazione nelle pagine
precedenti del presente lavoro.

4.1.2 Struttura e significato letterale


Secondo il Nuovo Grande Commentario Biblico84, il salmo si pu dividere in quattro parti: 24, desiderio ardente del tempio; 5-8, la felicit del pellegrino; 9-10, preghiera per il re; 11-13,
Dio e il suo tempio come sorgente di benedizione. Sostanzialmente simile la struttura
indicata nel testo I Salmi preghiera di Cristo e della Chiesa, che pur non dicendo
espressamente come sia suddiviso il salmo, nel commento sul contenuto letterale distingue
82

83

84

Cfr. anche G. RAVASI, Il Libro dei Salmi commento e attualizzazione -volume II (51-100), Edizioni
Dehoniane, Bologna 1993, p. 744.
Questo paragrafo tratto dal testo di A. MELLO, I Salmi: un libro per pregare, Edizioni Qiqajon
Comunit di Bose, Magnano (BI) 2007, pp. 32-33.
JOHN. S. KSELMAN - MICHAEL L. BARR, Nuovo grande commentario biblico, Editrice Queriniana,
Brescia 2002, p.704.

45
separandoli con capoversi nettamente staccati, i versetti 2-4, 5-8, 9-13. Ravasi ne Il libro dei
salmi commento e attualizzazione, riporta una struttura in 2 parti, 3-8, 9-12, proposta da
Beaucamp, corrispondenti a richiesta di ammissione al tempio e accoglienza nel tempio, in
questa proposta chiaro il riferimento al sitz im leben del salmo. In pratica per, Ravasi
divide anch'egli in tre parti il salmo.
85
I versetti 2-4 , 'gli atri del Signore'.
condivisa l'opinione che il versetto 2 sia l'introduzione del salmo, come il versetto 13 ne
considerata la conclusione. L'espressione 'Jahweh degli eserciti' ricorre quattro volte nel
salmo, al 2, al 4, al 9, al 13. Ravasi osserva anche che 'Signore'(Jahweh) da solo ricorre altre
quattro volte, in una separato da 'degli eserciti' tramite 'Dio'(Elohim), ed cos collocato,
sia nella serie 'Signore' da solo, sia nella serie 'Signore degli eserciti'. Altres Dio (Elohim)
citato otto volte. In Sal 84,2-4 troviamo tre volte 'Signore' e due volte 'Dio'.
In questa sezione (2-4) risalta il termine 'casa', vi si trova una volta (la casa delle rondini e
dei passeri, il nido, nei pressi degli altari del Signore), ma vi troviamo anche 'atri', e 'altari'
che indicano un luogo del Signore, di Dio.
I versetti 5-8, 'il santo viaggio'.
Confrontando 2-4 con 5-8, salta all'occhio che la seconda citazione di 'Signore degli eserciti'
posta immediatamente prima della sezione 5-8, permettendo una chiara separazione tra le
due unit.
La sezione 2-4 contiene tre 'Signore', e due 'Dio', e parla della 'casa', tema che la caratterizza
abbastanza. L'unit 5-8, cita una sola volta 'Dio', ma alla fine dell'unit, e nessuna volta
'Signore'; 'casa' usato all'inizio del versetto 5, ma prevalgono le immagini del '(santo)
viaggio' e del 'cammino', poi c' il verbo di movimento 'passando', al 5-6 poi c' una
beatitudine doppia che raccorda con la 'casa' del 2-4, ma introduce il tema del pellegrinaggio.
Infine in 5-8 c' una apertura al mondo esteriore, la valle del pianto e la pioggia autunnale (la
'prima pioggia') e al mondo interiore del pellegrino (cresce il suo vigore trova la sua forza nel
Signore ).
Un ultima cosa da segnalare che da 6 a 8 il testo corrotto, con varianti profonde e il testo
ebraico stesso in pi di un punto sembra oscuro e tormentato86, qui non mi addentro in
questioni strettamente testuali, che allungherebbero ulteriormente il lavoro e sono di
esclusiva competenza dei biblisti.
I versetti 9-10 e 11-13, 'la soglia della casa del mio Dio'.
Come nella divisione precedente tra le unit, anche qui al versetto 9 troviamo subito Jahv,
Dio degli eserciti. Troviamo in questa sezione cinque volte 'Dio', quattro volte 'Signore', di
queste quattro 'Signore degli eserciti' si trova al primo versetto, al 9, e all'ultimo, al 13.
Troviamo ancora: 'atri', 'soglia', 'casa', evidente che si ritorna allo stato in luogo dell'unit
2-4; la differenza che prima il testo era centrato sul desiderio (per lo meno come tema, se
non come condizione attuale del salmista che evidentemente era al tempio), qui il tono del
salmo pertiene al desiderio realizzato.
Ravasi, riassumendo le precedenti considerazioni, conclude: Possiamo, perci, ritenere il
salmo 84 una composizione a tre strofe scandita dal titolo Jahvistico e gerosolimitano di
Jahweh eba't, centrata sul tempio come meta e come possesso.
Non intendo ora addentrarmi troppo nell'esegesi facendo emergere le differenti ipotesi
sull'uso e il significato di varie espressioni ebraiche, trattate abbastanza estesamente da
85

86

Nei paragrafi su struttura e significato letterale ho fatto largo uso di G. RAVASI, Il Libro dei Salmi
commento e attualizzazione -volume II (51-100), Edizioni Dehoniane, Bologna 1993, p. 747.
G. RAVASI, Il Libro dei Salmi commento e attualizzazione -volume II (51-100), Edizioni Dehoniane,
Bologna 1993, p. 745.

46
Ravasi; mi sembra di un certo rilievo, anche per le successive considerazioni sul salmo, far
notare i due 's' convinti (non tradotti) che introducono le affermazioni dei versetti 11 e 12. Il
'S' dell'11 tradotto con 'Per me': Per me un giorno nei tuoi atri pi che mille altrove,
forse, per, la certezza e la fede provata del salmista emergono meglio se si pensa alla
traduzione letterale87: S, meglio ( un) giorno negli atri di te (pi) che mille (altrove). Allo
stesso modo il 'S' dell'ebraico del versetto 12, tradotto con 'Poich': Poich sole e scudo
il Signore Dio, lo stesso testo tradotto letteralmente recita cos: S, sole e scudo JHWH
Dio, grazia e gloria d JHWH [...]. Le traduzioni italiane sono molto pi scorrevoli di quelle
letterali, ma quando si medita sul salmo, tener presente il s convinto del salmista pu avere i
suoi vantaggi 'spirituali' e pu essere d'aiuto a mettere a tema il modo e la convinzione con
cui si vive la propria fede.

4.1.3 Tematiche emergenti dal testo ebraico88


Al salmo, abbiamo detto, attribuibile abbastanza chiaramente un sitz im leben cultuale del
tempio di Gerusalemme: era tra i salmi recitati dai pellegrini che andavano e ed entravano al
tempio.
In questa cornice si pu notare il movimento che delinea il flusso del testo.
Il pellegrino presente davanti al tempio, e si delizia di questa sua condizione (versetto 2); la
sua presenza l davanti, da una parte gli fa ricordare il il desiderio che lo angosciava quando
era partito (versetto 3), dall'altra lo spinge ad esultare ora che al tempio, ove vede che
anche gli uccelli (versetto 4) hanno trovato la loro dimora, i loro nidi in cui allevare i
pulcini, persino loro godono della protezione del Signore.
Ritorna ancora con la memoria al suo viaggio e alla sua decisione di partire, alla beatitudine
(ver. 5) della meta, alla coscienza di avere ricevuto da Dio la forza (ver. 6 e 8) per il suo
lungo cammino (ver. 7) e ai fenomeni atmosferici pi vitali per la Palestina, le piogge
autunnali, anch'essi dono di Dio.
Gli ultimi versetti dal 9, sono ambientati di nuovo davanti al tempio. Il salmista chiede
ascolto a Dio, poi passa al plurale associandosi al proprio popolo o almeno agli altri
pellegrini (ver. 10, 'nostro scudo') e torna al singolare innalzando la preghiera per il sacerdote
del tempio o per il Messia, o forse anche per se stesso, ora che giunto al cospetto degli atri
del Signore. Certamente parla per se stesso quando (ver. 11) professa con sicurezza che la
sua presenza al cospetto della soglia della casa del suo Dio anche un solo giorno meglio di
qualunque cosa.
La venatura etica che comincia gi al versetto 11d ( meglio che abitare nelle tende degli
empi) viene confermata al versetto 12, il Signore protegge e illumina, dona grazia e gloria a
chi si comporta rettamente.
Il versetto 13 conclude il salmo con una espressione che richiama l'esclamazione del versetto
2 e integra l'accento etico con la beatitudine spirituale di chi confida in Dio.
Una dimensione che si potrebbe dire a due variabili e che probabilmente attiene ancora al
significato originario, o per lo meno a quello ebraico ancora antico-testamentario, il
rapporto tra sacralit e quotidianit nel movimento: viaggio del pellegrino, suo arrivo a
destinazione e impossibilit a rimanere definitivamente in presenza del Signore, come fanno
87
88

R. REGGI, Salmi Traduzione interlineare in italiano, Edizioni Dehoniane, Bologna 2004, p. 107.
Cfr. S. RINAUDO, I Salmi Preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci Editrice, Torino 1993, p.
457.B. MORICONI, Il salmista, Cristo e il cristiano Introduzione alla spiritualit del salterio, Pontificia
Facolt del Teresianum Pontificio Istituto di Spiritualit, Roma 2002 (Dispense ad uso degli studenti), p.
107. G. RAVASI, Il Libro dei Salmi commento e attualizzazione - volume II (51-100), Edizioni
Dehoniane, Bologna 1993, p. 745.

47
i suoi consacrati (sacerdoti o Messia che siano); il dispiacere di non poter restare sempre l,
al tempio, non esplicitato, ma si pu dedurre dal versetto 11 (un giorno nei tuoi atri pi
che mille); si pu supporre che la permanenza del pellegrino salmista durer un giorno o, al
massimo, qualche giorno.
Una seconda interessante dimensione, sempre a due variabili, rintracciabile nell'ispirazione
originaria, il dinamismo esteriore-interiore, che arricchisce molto il salmo. Da una parte c'
il viaggio esterno del pellegrino che, dalla propria dimora va alla casa del Signore, e poi
verosimilmente ritorna alla propria abitazione, arricchito di ci che ha visto e fatto. Dall'altra
parte c' anche un pellegrinaggio interiore, l'anima del salmista pellegrino languiva e
bramava gli atri del Signore, il lungo cammino ha provocato anche un rafforzamento
interiore propiziato da Dio, ha portato scintille di beatitudine nella sua vita e nel suo sguardo
sul mondo, e infine ha rinfocolato la certezza di fede che il Signore sole, scudo, concede
grazia, concede gloria, non rifiuta il bene all'uomo retto.

4.1.4 Tematiche emergenti da una lettura neotestamentaria89


4.1.4.1

Il cambiamento di paradigma a proposito del tempio

pacifico il cambiamento di paradigma: Cristo il nuovo tempio, la presenza di Dio nel


mondo il Figlio di Dio fatto uomo. Tutto ci che si attribuiva al tempio di Gerusalemme
passa automaticamente a Ges Cristo, arricchendosi ulteriormente di significati. Limitandoci
al contenuto del salmo 84, si pu fare una rapida rassegna di come possono essere modificati
alcuni temi originari del salmo: le dimore del Signore degli eserciti sono concentrate in
Cristo uomo-Dio; gli atri del Signore bramati e il Dio vivente sono innestati nel cuore e nella
carne del salmista; colui che non aveva posto ove posare il capo diventa lui stesso luogo di
accoglienza per tutto il mondo, la casa e la forza del pellegrino diventano Cristo morto e
risorto; il pianto di tutti gli afflitti, i malati, gli indemoniati, i poveri trasformato in acqua
viva che zampilla per la vita eterna; il perdono dei peccati porta vigore nel cammino dei
peccatori e ne propizia la loro comparsa davanti a Dio; il consacrato, il Messia finalmente
arrivato; la soglia della casa di Dio Cristo, chi lo rifiuta, o peggio, lo combatte, si avvia
verso le tende degli empi, rifiuta il sole, lo scudo, la grazia, la gloria, il bene che spettano
all'uomo retto; confidare in Cristo la stessa cosa che confidare in Dio.

4.1.4.2

Attinenze tra testo del salmo e versetti del NT

Per passare ad alcuni punti di contatto pi stretti tra il salmo 84 e il Nuovo Testamento, mi
affider prevalentemente ad un breve, forse non completo, ma credo adeguato, compendio di
riferimenti, presentato in I Padri commentano il Salterio della Tradizione90 di Dom JeanClaude Nesmy. User lo stesso testo per la parte attinente alla interpretazione patristica.
Per prima cosa opportuno puntualizzare che non vengono riconosciute citazioni dirette del
Sal 84 (83) nel Nuovo Testamento. Ma molte parole, assonanze, citazioni relative al tempio
di Gerusalemme (il tempio edificio e il tempio Ges Cristo) e agli atri/soglia/casa del
Signore, sono elementi comuni a NT e AT.
Gi dal primo versetto del salmo il termine dimore rimanda a Gv 1,14, in cui si dice che il
89

90

Cfr. S. RINAUDO, I Salmi Preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci Editrice, Torino 1993, p.
457.B. MORICONI, Il salmista, Cristo e il cristiano Introduzione alla spiritualit del salterio, Pontificia
Facolt del Teresianum Pontificio Istituto di Spiritualit, Roma 2002 (Dispense ad uso degli studenti),
p. 107.
DOM JEAN-CLAUDE NESMY, I Padri commentano il Salterio della Tradizione, Pietro Gribaudi
Editore, Torino 1983.

48
Verbo venne a dimorare tra noi, e ad Ap 21,3 dove subito dopo la discesa della Gerusalemme
nuova, viene citato un testo di Isaia in cui si parla della tenda di Dio con gli uomini, che
nello specifico la coabitazione di Dio con il suo nuovo popolo, la Chiesa trasferita in cielo.
Le dimore di Dio nella nuova ottica del NT assumono quindi due ulteriori valenze
simboliche: Cristo dimora di Dio tra gli uomini (elemento di fondo della Rivelazione in
Ges Cristo), e la Chiesa in prospettiva escatologica sar dimora della Trinit con gli uomini
che hanno restituito la loro vita a colui che l'ha loro donata in Cristo.
Dio vivente, appellativo molto usato anche tra gli ebrei dell'AT, con il NT applicato a
Cristo sempre vivo per intercedere a loro favore in Eb 7,25 e poi, in Ap 1,18; in altri punti
di Eb attribuito a Dio in senso pi generico (Eb 9,14; 12,22). L'esultanza del salmista nel
Dio vivente forse pi appropriatamente applicabile, nel cristiano, al Vivente che era morto
e ora vive per i secoli dei secoli91, ma non assolutamente da escludere che l'esultanza possa
essere indirizzata a Dio Uni-Trino.
La descrizione del nido dei passeri e delle rondini chiama alla mente Mt 10,31, quando Ges
parla della sollecitudine del Padre anche per le creature di cui l'uomo si occupa appena (un
soldo per due passeri). Questo parallelismo AT / NT pertinente, la scarsa importanza delle
creature non trattiene Dio dal provvedere loro nel migliore dei modi anche nei pressi del
tempio, cos grandioso e cos solenne, dedicato solo a Dio; anche per questo l'esultanza del
salmista appropriata.
Le due beatitudini dei versetti 5 e 6, aprono la strada per l'intreccio ora veramente
inscindibile che Cristo ha costituito con l'uomo, attraverso la sua incarnazione preordinata
prima di tutti i secoli, tra la soglia della casa di Dio e la soglia della casa dell'uomo. I beati
sono coloro che abitano la casa del Signore e che si fanno possedere dalla forza del Signore.
Il vangelo di Giovanni particolarmente indicato per tracciare un ponte con questi versetti
del salmo: parla ripetutamente della dimora reciproca tra il Cristo e l'uomo che lo accoglie
(Gv 6,56; 15,4; 15,9). Dimora reciproca che, dunque, a sua volta possiede un ventaglio di
ulteriori approfondimenti di significato: la reciproca inabitazione nell'assunzione della carne
e del sangue di Ges dell'Eucaristia, il sentirsi parte di Cristo nel rimanere in Cristo come il
tralcio con la vite, l'amore come legame intimo che stringe l'uomo a Cristo e, di
conseguenza, al Padre. Al versetto 6, ancora, possibile affiancare, ad esempio, un testo
paolino che ne rappresenta altri simili: Tutto posso in colui che mi d la forza (Fil 4,13); il
pellegrino sa che non pu confidare nelle sue sole proprie forze, sa con certezza che gli verr
aiuto da colui alla cui presenza vuole comparire, atteggiamento che del tutto condivisibile
anche dal cristiano e vale ormai per tutta la vita, pellegrinaggio al Padre.
La valle del pianto cambiata in una sorgente, equivalente anche all'immagine dell'acqua
malsana trasformata in acqua viva, una immagine usata pi volte nell'AT; il NT fa pure
largo uso della simbologia dell'acqua viva dono di Dio attraverso Cristo; il pianto compare
moltissime volte del NT, spesso associato allo stridore di denti per chi sar condannato negli
ultimi tempi, spesso per anche espressione del dolore dei bisognosi che Ges aiuta e rende
felici. Si pu dire allora che l'uso del pianto 'reso sorgente' nel NT ha una valenza spirituale,
psicologica, etica o morale, significato non escluso dal salmo 84, ma in quest'ultimo
affiancato al significato agreste letterale.
Il versetto 8a del salmo tradotto in italiano con un piacevolmente poetico: Cresce lungo il
cammino il suo vigore; ma letteralmente usata una espressione caratteristica: Vanno da
potenza a potenza92, ancor pi vicina all'espressione paolina, poetica anch'essa e
91

92

Ap 1,17-18: Io sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere
sopra la morte e sopra gli inferi.
R. REGGI, Salmi Traduzione interlineare in italiano, Edizioni Dehoniane, Bologna 2004, p. 107.

49
spiritualmente profonda, di 2Cor 3,18: E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno
specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria
in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore. Le parole di Paolo non possono che
essere un bellissimo commento e arricchimento cristiano del salmo, il cammino del
pellegrino letteralmente o simbolicamente inteso, lo stesso cammino di Cristo perch un
affidamento allo Spirito trasformante del Signore; lo Spirito del Signore che irrobustisce i
nostri passi e, potremmo dire, scolpisce i gradini stessi della nostra ascesa agli atri del
Signore. La comparsa del salmista davanti a Dio nel tempio, per Giovanni di 1Gv (1,1; 4,14)
la comparsa di Ges davanti ai discepoli e agli apostoli nella sua vita terrena e il
riconoscimento di Ges come Cristo, Messia, Figlio di Dio e salvatore del mondo. L'effetto
di questa comparsa e di questo riconoscimento un altro commento molto pertinente al
salmo di cui abbiamo pi volte notato l'intreccio tra la soglia della casa del Padre e la soglia
della coscienza, dell'animo umano: Dio dimora in lui ed egli in Dio93.
I versetti dal 9 in avanti, hanno gi trovato adeguati rimandi neotestamentari attraverso il
paragrafo sull'interpretazione patristica.

4.2

Il salmo 84 oggi

L'ossatura di questo capitolo sar fornita dal paragrafo Una proposta pedagogico-spirituale
situato nel capitolo I salmi fonte di spiritualit.
Oggi si capito che la dimensione psicologica dell'esistenza umana ha un ruolo molto
significativo anche nella preghiera; ribadisco dunque come non sia un approccio sbagliato
partire dagli atteggiamenti con i quali chi prega si pone di fronte ai salmi. A mio parere gli
atteggiamenti sono pi connessi al significato spirituale dei salmi di quanto non si possa
pensare.
Ora riprender l'elenco degli atteggiamenti psicologici e spirituali possibili che ho introdotto
nell'ultima parte della prima sezione sulla visione generale della spiritualit del salterio,
applicandoli al salmo 84: disinteresse o avversione, distrazione, sospensione volontaria
dell'immaginazione e/o dell'intelletto/memoria, applicazione di carattere analogico
indiretta/diretta a situazioni personali, applicazioni di carattere analogico a situazioni del
mondo e della societ, tendenziale adesione al contenuto letterale del salmo, tendenziale
adesione al contenuto prettamente cristiano del salmo (attraverso le indicazioni del NT, l'uso
liturgico e la tradizione patristica), adesione ai sensi cristologico ed ecclesiale del salmo.
ovvio che alcuni atteggiamenti non possono essere specificati diversamente in un salmo
piuttosto che in un altro; tra essi vi sono: disinteresse o avversione, distrazione, sospensione
volontaria dell'immaginazione e/o dell'intelletto/memoria. Passer in rassegna ugualmente
questi tre atteggiamenti per vedere se, nonostante tutto, possano essere d'aiuto, ad esempio,
per predisporre qualche semplice proposta di tipo pastorale o educativo, centrata sul salmo
84.

4.2.1 Disinteresse o avversione


4.2.1.1

Strategie per affrontare l'avversione e il disinteresse

La curiosit. L'avversione un punto di partenza molto difficile; se si pu proporre


qualcosa, credo che la porta a cui accompagnare chi ha questo atteggiamento sia la curiosit
culturale verso degli scritti che sono stati composti, recitati e pregati per quasi tre millenni.
Nel caso del salmo 84 sappiamo di poter far risalire la sua redazione ad una delle epoche del
93

1Gv 4,15.

50
tempio di Gerusalemme, che potrebbe essere quella del primo tempio (quello di Salomone, X
secolo a. C.) o quella del secondo tempio (quello di Esdra e Neemia, dopo l'esilio in
Babilonia, VI secolo a. C. ). Il passo pi importante sarebbe di instillare appunto la curiosit
sul perch una cosa cos antica non abbia cessato, prima o poi, di essere viva e vitale per
cadere nel dimenticatoio e conservare solo le vestigia della sua forma letteraria e cultuale
originaria. Se si sviluppa inoltre qualche argomentazione centrata sul valore simbolico delle
parole, delle espressioni e delle immagini letterarie, si possono far balenare. agli uditori o ai
lettori, i bagliori di contenuti pi ampi di quelli che solitamente sembra di intuire a chi si
accosta distrattamente o svogliatamente alle cosiddette 'cose di religione' viste lontane e
ininfluenti sulla vita attuale.
Il tema. Come gi anticipato il disinteresse un atteggiamento molto diffuso anche tra i
cattolici praticanti. Tentare di proporre un avvicinamento a chi si pone in questa maniera di
fronte a queste preghiere non facile. Ma, usare un salmo ottimistico, propositivo e orientato
alla vita, come l'84, senz'altro una scelta appropriata, se si tiene conto che la mentalit
corrente spinge a ignorare il lamento verso il Cielo, non coglie la profondit della lode a Dio,
individualistica, fatica cio a osservare l'uomo dal punto di vista comunitario, non
avvezza al ringraziamento...
Per una esposizione del salmo 84 all'uomo moderno, disincantato e disinteressato, credo che
sia utile usare come punto di partenza il tema del pellegrinaggio, che viene trattato, come
abbiamo visto, soprattutto nella parte centrale. una metafora della vita molto attuale; solo
come esempio valga la grande diffusione dei romanzi di Fantasy, in cui il punto focale
consueto il tema della cerca, del viaggio di ricerca per risolvere situazioni drammatiche di
un mondo fantastico in cui il male sta prendendo il sopravvento; di norma questa cera
esteriore corrisponde a esplorazioni interiori dei personaggi principali dei racconti. Di questo
genere di letteratura un campione nel successo e negli incassi e, si pu dire, una fonte di
ispirazione per almeno, ormai, tre generazioni (rapidamente susseguitesi) di scrittori, Il
Signore degli Anelli (1966) di J.R.R. Tolkien, forse il romanzo del XX secolo pi venduto al
mondo. Il racconto, ambientato in un mondo fantastico inventato dall'autore, che si servito
di immagini e tradizioni della mitologia nord europea cristianizzata, narra di una compagnia
di avventurieri che deve distruggere un anello potentissimo e malvagio simbolo del potere
che corrompe in un vulcano. Gran parte del racconto occupato dal viaggio della
Compagnia dell'Anello lungo le contrade di quella terra (chiamata Terra di Mezzo) inseguita
e minacciata da un Nemico che vuole l'Anello con il quale sottometterebbe a una oscura e
satanica dittatura, il mondo intero. Il punto chiave proprio il cammino oscuro e pericoloso
dei membri della Compagnia, per trovare il vulcano al centro del regno del Nemico e per
gettarvi l'Anello; l'ordine perentorio a cui devono attenersi coloro che portano l'Anello
continuare a muoversi per evitare di farsi scoprire dal potentissimo e malvagio Nemico. Vita
che viaggio senza requie. Ancora vivo poi il ricordo della letteratura e del cinema
cosiddetto on the road che ha spopolato negli anni '60-'80 del XX secolo. Forse per il fatto
che i viaggi, almeno nel mondo occidentale pi sviluppato, sono ormai diventati facilissimi e
velocissimi, se confrontati con i secoli precedenti, si teso a mitizzare il viaggio a piedi o
con mezzi di trasporto terrestre a trazione umana o animale; le difficolt delle lunghe
peregrinazioni, seppure non pi vissute direttamente nei modi drammatici in cui si vivevano
nel passato, sono ancora riconosciute come le metafora delle difficolt della vita. Inoltre,
nessuno all'oscuro, ancora oggi, delle tremende fatiche e prove, in cui spesso incontrata la
morte, dei disperati clandestini che, dopo aver attraversato le loro terre in mano a banditi,
eserciti contrapposti, trafficanti di ogni genere, devono accettare di farsi caricare su barconi o
di farsi schiacciare in intercapedini di autocarri per giungere nei paesi pi ricchi ove con tutta

51
probabilit saranno sfruttati dalla malavita, da loro connazionali o da imprenditori senza
scrupoli.
Ebbene tutte queste drammatiche forme di viaggio si possono in qualche modo mettere in
parallelo con il pellegrino ottimista del salmo 84; anch'egli al suo tempo non aveva grandi
sicurezze quando s'incamminava verso il tempio di Gerusalemme, anche allora c'erano
predoni, rapitori di uomini, si era alla merc degli agenti atmosferici, degli animali selvaggi,
delle malattie, degli eserciti che si muovevano nelle terre di Palestina (per lo meno prima
dell'avvento dell'Impero Romano o nelle epoche di interregno in cui non c'erano dominatori
stabili su Israele). Il salmista non fa quasi cenno ai pericoli, sa che tutto ci che di bene gli
pu capitare anche nelle avversit del pellegrinaggio lo deve al Signore degli eserciti che
veglia su di lui e gli d la forza per continuare. poi tutto proteso verso la casa di Dio, verso
gli atri del Signore, che convinto gli daranno ulteriore beneficio per il ritorno.
Se si entra un poco a fondo nell'esperienza dei pellegrini del passato ci si rende conto di
quanto grande fosse la loro fede; la loro vita era molto pi precaria di quella di uno qualsiasi
degli abitanti dei paesi sviluppati, anche degli stessi emarginati sulle nostre strade d'Italia o
d'Europa o del Nord America (se si eccettuano coloro che vivono in ambienti estremamente
degradati e chiusi in s, o coloro che hanno dipendenze gravi da droghe o da alcool o alcuni
degli immigrati stessi di cui abbiamo parlato, i quali sono per una netta minoranza e di
solito meno a rischio dell'abitante medio della Palestina di 2500 anni fa). Quelle persone,
nonostante le condizioni drammatiche, avevano un ottimismo e una fede che raramente si
riscontrano anche nel pi devoto dei cristiani del mondo occidentale.
Ecco, se si imposta la lettura del salmo 84 su queste basi, ritengo che anche i cristiani pi
lontani dalla Chiesa possano trovare nei precedenti spunti qualche motivo di interesse per un
primo approccio alla spiritualit del salterio.
Altre strategie. Sono possibili altre impostazioni a seconda di coloro cui si sta offrendo
l'opportunit di confrontarsi con una preghiera cos antica e preziosa per l'uomo nella sua
struttura psicologica e antropologica; credo comunque che il salmo 84 offra pi di una
possibilit di risultare attraente per l'uomo oggi. Come ulteriore esempio, anche la chiave di
lettura interiore della soglia della coscienza dell'uomo, che confina con la soglia della casa di
Dio, non certamente da sottovalutare; in ogni modo se si interpreter alla luce dello Spirito
la forma mentis, la mentalit, gli atteggiamenti, i bisogni di chi si ha di fronte non
mancheranno certamente occasioni di evidenziare nel salmo aspetti che gettano nuova luce
sulla parola di Dio e sulla sua relazione con l'uomo.

4.2.1.2

Esempi di applicazione pratica

Un modo di applicazione pratica la visione di una breve presentazione a computer con


imagini e musica. Costruita con programmi tipo Microsoft Power Point, una presentazione
di questo tipo consta di una sequenza di diapositive da proiettare con testo del salmo,
immagini e musiche appropriate (all'uditorio); dopo la proiezione si pu proporre una breve
discussione su quanto visto oppure pu eventualmente entrare a far parte di momenti di
preghiera; la visione di un lavoro di questo genere pu essere anche solo motivata da
curiosit per un lavoro fatto con una certa competenza e passione. L'ambito pi adeguato in
questo caso potrebbe essere quello di piccoli gruppi di volontari in brevi campi di lavoro, di
gruppi di amici o di appassionati di musica, di fotografia o di questo tipo di audiovisivi.
Un altro esempio pratico e applicativo potrebbe essere organizzare un incontro pubblico a
livello locale, parrocchiale o anche di circolo ricreativo o di quartiere (in cui non escluso di
potersi servire dei audiovisivi, come proiezioni di presentazioni o filmati) o di gruppi di
scuola della Parola in occasione di missioni popolari, con titoli del tipo Il salmo 84,

52
ricchezza che si estende lungo i secoli o la soglia della casa del mio Dio, la relazione
uomo-Dio nella rivelazione ebraico-cristiana. Di tono diverso saranno le iniziative dirette ai
credenti pi giovani d'et.
In ogni caso non mancheranno mai le occasioni di diffondere la Parola di Dio, anche tra chi
ha pi difficolt ad accoglierla, per chi si sente chiamato a testimoniare e a esporre la propria
vita di fede, e non mancher mai neppure l'accompagnamento dello Spirito e la guida del
Verbo di Dio per fare ci. E questo vale, come per i vangeli, anche per tutto il NT, per l'AT e,
in esso, per i salmi.

4.2.2 Distrazione
La distrazione come gi ho avuto occasione di dire si pu classificare in due categorie: la
distrazione con cui si vaga per territori della mente del tutto alieni ai contenuti, alle
immagini, ai simboli del salmo, la potrebbe essere chiamata distrazione negativa; E la
distrazione che fa deviare l'attenzione dai temi, dalle immagini, dai simboli principali del
salmo verso significati e visioni, teoricamente, pi marginali. Cercher di portare qualche
esempio.
In linea generale il salmo 84, visto in un ottica ebraico-cristiana, parla del cammino
dell'uomo incontro a Dio e dell'incontro stesso con Dio, sia in senso concreto di
pellegrinaggio e visita a luoghi santi, sia in senso figurato di cammino della vita esteriore e
interiore verso l'incontro con il Creatore, Salvatore e Redentore dell'umanit. Spero di poter
mostrare nei paragrafi successivi le declinazioni di questa chiave di volta del salmo. Chi
prega o legge meditando il salmo 84 pu, per (anzi, nel mio caso e, credo, nel caso di molti
altri cristiani, quasi la norma) farsi attrarre da certe parole, certe immagini specifiche, certe
espressioni del testo, oppure pu inconsciamente fare paralleli con situazioni della sua vita,
della vita di chi gli vicino o del mondo in cui vive. Il salmo diventa cos uno strumento di
meditazione sulla propria o altrui realt umana pi che l'oggetto della meditazione su Dio. I
pochi cenni alla pioggia sui suoli aridi o agli uccelli e ai loro nidi, possono far pensare alla
grandiosit e bellezza della natura creata e fatta sussistere anch'essa da Dio; il santo viaggio
pu far pensare al difficile cammino di qualche conoscente o amico che non riesce ad
accettare la santit del viaggio della sua vita; le tende degli empi si possono riempire
improvvisamente di chi ci vuole o ha voluto male; il bene donato a chi cammina con
rettitudine pu diventare occasione per fare un involontario esame di coscienza su qualche
cosa che abbiamo detto o fatto e di cui stiamo cercando di pentirci... Le 'variazioni sul tema'
che la nostra mente, non perfettamente centrata sull'oggetto del salmo, ci pu spingere a
compiere sono innumerevoli come sono innumerevoli le esperienze che affrontiamo anche in
un solo giorno della nostra vita.
Se verso le distrazioni negative (che pur sono ineliminabili, almeno dall'animo di una
persona ordinaria) non si pu che dare un giudizio critico e che esortare a limitarle il pi
possibile, verso le distrazioni, che potremmo definire parziali, va fatta un'opera di
discernimento, almeno verso quelle di cui pi ci rendiamo conto, in quanto siamo ben
presenti a noi stessi quando ne subiamo le conseguenze. Ovviamente dipende molto dal
modo in cui si sta meditando il salmo, se lo si sta pregando nella Liturgia delle Ore, o
durante la Messa, o se lo si sta leggendo in un momento di meditazione personale o se lo si
sta meditando comunitariamente ecc.; comunque, dopo che ci si accorge della deviazione
della mente verso questioni personali o per esempio legate alla societ, sarebbe bene, finita
la recita o lettura, prendersi un po' di tempo per indagare in noi stessi perch ci si parato
dinnanzi proprio quel pensiero o quell'immagine e soppesarlo alla luce dello Spirito e della

53
nostra esperienza di quei giorni o di quel periodo. Ho gi parlato del carattere delle
distrazioni nella prima sezione del lavoro; per mantenermi nella stessa linea posso ricordare
che anche se le tematiche che attirano la nostra attenzione non sono quelle pi caratteristiche
del salmo, sono ugualmente un'ottima occasione per proseguire il dialogo col Signore, cui
Lui sempre perfettamente aperto, anche su piani e temi non direttamente connessi col
salmo.
Se nel meditare il salmo 84 si viene attratti dalla maestosit e grandiosit del creato anche
negli animali meno appariscenti come i passeri, o se la riflessione vaga verso i poveri
contadini dei luoghi colpiti dalla siccit immersi nella loro valle del pianto, o indugia sulla
maestosit della Basilica di S. Pietro costruita, in fondo, anch'essa come il tempio di
Gerusalemme per dar lode a Dio, o se si sente di condividere la felicit dei poveri che
finalmente hanno avuto la possibilit di avere l'acqua da bere grazie ai pozzi scavati dai
missionari in qualche remota contrada del Terzo Mondo o se il pensiero sfugge addirittura
verso i ricordi della lettura de Il Signore degli Anelli, e si ferma sul sacrificio del personaggio
che, senza avere una fede cristiana, ha portato l'Anello del Potere (del male) nel vulcano per
distruggerlo a costo di perdere la propria vita al fine di salvare i popoli dal male, se si cede a
distrazioni di questo genere, mi sento di dire che in realt si sta mantenendo il dialogo con
Dio; sar necessario, forse, stare in guardia per riferire tutti questi pensieri a Colui che tutto
conosce, tutto pu e tutto guida nella sua provvidenza, e non chiudersi in se stessi lasciandosi
prendere da sconforto, da rabbia, da felicit egoistiche, da passioni fuori luogo; ma tutto
sommato vi un modo di convivere con le distrazioni 'buone' che fa bene a s, agli altri e al
regno di Dio.

4.2.3 Sospensione volontaria dell'immaginazione o dell'intelletto


Su questo atteggiamento non vi nulla da aggiungere rispetto a quanto detto nella prima
sezione, la sospensione di immaginazione e intelletto non dipende dal salmo che si sta
meditando o recitando, un utile modo generale di accostarsi alla preghiera e alla
meditazione quando le distrazioni diventano eccessive e prevalentemente negative.

4.2.4 Applicazione diretta/indiretta a situazioni personali


Le applicazioni che propongo riguardano il salmo nel suo complesso, perch una disanima di
ogni singola parola o espressione del salmo non potrebbe essere svolta entro i confini del
testo di una Tesi di Licenza per cui prevista una lunghezza limitata di pagine.

4.2.4.1

Il pellegrinaggio materiale verso gli atri del Signore

Ho pi volte fatto notare la chiave di volta del salmo negli intendimenti originari del
salmista: il viaggio guidato dal desiderio degli atri del Signore del pellegrino al tempio,
soglia della casa di Dio.
Se riportiamo ad oggi questo significato originario, dobbiamo ammettere che ha ancora tutti i
crismi per essere adatto al pellegrino del III millennio. I pellegrinaggi sono tipici di tutte le
religioni, si pu dire che siano guidati da una esigenza antropologica. Ma rimanendo
nell'ambito del cristianesimo e in specifico del cattolicesimo, sotto gli occhi di tutti che i
movimenti dei pellegini verso la Terra Santa (carattere cristologico), in primo luogo (dal IIIIV secolo), ma poi anche verso localit strettamente legate alla storia del cristianesimo, le
tombe dei martiri, Roma come luogo del martirio di Pietro e Paolo, le tombe di alcuni santi,
non hanno mai cessato di esistere. Il Medio Evo fu un'epoca di grande fioritura dei

54
pellegrinaggi, normalmente intrapresi con scopi penitenziali. Gi poi, dai primi secoli del
cristianesimo, la piet mariana ha portato alla costruzione di santuari dedicati alla Madre di
Dio; quest'ultimo un fenomeno pi comune della seconda parte del II millennio e fu
propiziato dalle apparizioni di Maria riconosciute dalla Chiesa ufficialmente. Tutti
conoscono le apparizioni di Maria della Virgen de Guadalupe, della Medaglia Miracolosa in
Rue de Bac a Parigi ad una suora Figlia della Carit, le apparizioni di Lourdes, quelle di
Fatima, e poi decine d'altre in tutto il mondo, pi o meno conosciute e riconosciute. Oggi i
luoghi certamente pi visitati dai pellegrini sono proprio i santuari mariani costruiti in luoghi
dell'apparizione della Madonna.
Negli ultimi decenni si molto approfondito il carattere e il significato dei pellegrinaggi,
l'interesse per l'epoca Medioevale e l'idea della GMG (Giornata Mondiale della Giovent)
realizzata da Giovanni Paolo II, ha accresciuto ulteriormente l'attenzione e l'importanza
verso questa forma di religiosit.
Quanto detto basta a far comprendere l'attualit di una interpretazione quasi letterale del
salmo 84; con il considerevole vantaggio che il salmo 84 (ma tutti i salmi di pellegrinaggio
hanno questo carattere) richiama alla vera sostanza della fede cristiana i pellegrini forse
troppo intrisi di piet popolare che tendono a fare di Maria o di qualche santo quasi dei
competitori di Dio Uni-Trino. Il salmo 84 ci dice chiaramente che il nostro grande dono la
possibilit di svolgere la nostra vita tra le braccia del Padre, negli atri del Signore, sulla
soglia della casa di Dio, in cammino verso l'altare del Signore, anche compiendo viaggi nei
luoghi calpestati da centinaia di migliaia di cristiani prima di noi, con le stesse speranze, con
le stesse difficolt, con lo stesso amore tormentato, se vogliamo, per la propria vita, per il
Signore, e accompagnati da colui che cerchiamo.
Bisogna tuttavia parlare ancora solo di analogia, per certi versi, tra quel pellegrinaggio e i
nostri pellegrinaggi. La motivazione principale del salmista pellegrino del salmo 84 (in
specifico di questo salmo, questa volta), la lode di Dio e il desiderio di grazia e gloria (o
misericordia e verit, come recita il salmo nei LXX), i vantaggi concreti che derivano dalla
visita al tempio sono un risultato secondario; la brama del salmista va agli atri del Signore, al
comparire davanti al luogo che Lui si scelto per accogliere il suo popolo e non a vantaggi
terreni. I pellegrini cristiani hanno avuto ulteriori svariate motivazioni lungo i secoli e tuttora
hanno atteggiamenti molto differenziati. Nei primi secoli si trattava di trarre dai campioni
martiri della fede la forza spirituale e la protezione anche per il proprio corpo sepolto (si pu
qui ricordare la particolarit dei sepolcri scavati attorno alla tomba di Pietro, orientati verso
quello del martire capo, degli apostoli), di raccogliersi in preghiera nei luoghi fondamentali
della incarnazione, vita, passione, morte e resurrezione del Figlio di Dio fatto uomo. Un'alta
fortissima motivazione del pellegrinaggio (nel passato veramente pericoloso) era la
motivazione penitenziale. altamente probabile che anche gli ebrei che andavano al tempio
avessero in gran parte aspettative terrene e motivazioni penitenziali, ma il salmo 84 non fa
che allusione ad esse. Poi c' la diffusissima motivazione, tra i cristiani, potremmo dire a
partire dal Medio Evo, dei benefici corporali, per guarire da malattie e da tutto ci che si
faceva risalire a stregonerie o possessioni diaboliche; soprattutto per quanto riguarda la
guarigione dalle malattie troviamo forti motivazioni del genere nei pellegrinaggi a Lourdes.
Riassumendo, possiamo dire che, se il tema del pellegrinaggio materiale comune a
cristianesimo ed ebraismo del salmo 84, le motivazioni al pellegrinaggio nel cristianesimo,
che certamente comprendono quella del giungere alla presenza di Dio, sono per pi varie e
forse potrebbero trarre molto giovamento da una meditazione sul salmo 84, che aiuterebbe a
purificare la fede del pellegrino per creare in lui il clima che riassume benissimo l'ultima riga
del salmo: beato l'uomo che in te confida, che potrebbe essere parafrasato con beato

55
l'uomo che si abbandona alla fede nel Signore.

4.2.4.2

Il pellegrinaggio come metafora della vita

In questo paragrafo intendo raggruppare lo spettro di significati che fa capo alla dimensione
spirituale interiore dell'uomo e della relazione con la realt, tra gli uomini e con Dio. Far
uso di analogie e immagini per esporre questi significati con la speranza di facilitare possibili
applicazioni concrete.
Il cammino del pellegrino un'avventura interiore che si potrebbe focalizzare con
l'immagine di due soglie adiacenti, la soglia della coscienza (o dell'animo dell'uomo) e la
soglia della casa di Dio; sto proponendo un'analogia per spiegarne un'altra, ma spero che
questo artificio aiuti a penetrare meglio nello spettro di significati che fanno capo alla
dimensione interiore del salmo.
Le due soglie non sono equivalenti, come mettere a confronto un castello con una tenuta
favolosa e una piccola villetta con un giardinetto. Chi vive nella villetta ha la piena propriet
di essa ed libero di tenere la casa e il giardino bene o male, ed libero anche di interessarsi
o meno dalla reggia e del parco cui costruita accanto. Il salmista paragonabile a colui che
ha deciso di tenere bene la villetta per farla figurare bene a fianco del castello e per non
deturpare la bellezza e la possanza della tenuta. Il castello e il parco-tenuta la casa di Dio,
quindi dobbiamo pensare che il padrone di quell'edificio imponente e bello sia,
contrariamente all'idea che abbiamo di solito, un re magnanimo e amante delle cose e delle
persone belle (belle dentro, per le persone) e piacevoli, anche se non grandi, non possenti,
umili.
Cos nel salmo 84 troviamo: da una parte il piccolo e insignificante uomo, creatura, con la
sua piccola e umile casetta simile ai nidi dei passeri o delle rondini che gode di abitare a
fianco della reggia del Creatore e ha desiderio di contemplarla e di essere ospitato in essa,
dall'altra il padrone del castello, Dio, che desidera anch'egli che il suo vicino abbia un
edificio, per quanto piccolo, decoroso e ben tenuto e sarebbe felice di potervi essere a sua
volta ospitato.
La storia della vita di chi si lascia conquistare da Cristo, rimanendo nell'analogia, possiamo
dire che sia la storia dell'amicizia e dei rapporti di ottimo vicinato tra l'abitante della villetta e
l'abitante del castello. Il padrone del castello, il Signore, trova nella villetta del suo vicino un
luogo accogliente e contribuisce lui stesso a farne un bellissimo luogo per vivervi la vita in
salute e serenit (in grazia e gloria, nel godimento del bene). Il padrone della villetta dopo
aver anelato a visitare il castello con parco, vi introdotto e ospitato con sempre maggior
frequenza e pu tesserne le lodi con perfetta coscienza ai suoi conoscenti e amici, e invitarli
a conoscere il ben disposto padrone del castello e la sua dimora; gli amici e conoscenti
potranno servirsi in tal modo a loro volta delle buone disposizioni del padrone del castello e
rendere le loro abitazioni da tristi e buie (come valli del pianto) a luminose e accoglienti
(come sorgenti).
Il padrone del castello, per servirsi ancora dell'analogia proposta, ormai, quale amico e buon
vicino offre anche protezione nelle avversit al padrone della villetta, ne sole, ma anche
scudo.
Concludendo con una spiegazione parimenti immaginifica, ma pi classica, possiamo anche
dire che la vita pellegrinaggio e continuo viaggio con faticose salite, discese piacevoli,
sbagli di direzione, ritorni sui propri passi, ma tutta si svolge con una meta (la casa del
Padre), una luce per illuminare meglio i possibili itinerari (lo Spirito, sole del cammino) e

56
una guida esperta che conosce il modo migliore di rifocillarsi nei vari momenti del viaggio e
di recuperare quando si sbagliato strada (il pane e il vino del Signore e la sua Parola, la
forza che da essi viene trasmessa, il Signore in persona). Il pellegrino non pu per farsi solo
tirare o spingere in questo viaggio, lui che deve mettere un piede dopo l'altro sui sentieri e
sulle strade della vita, lui che deve correre come suggerisce Paolo (1Cor 9-27) per
conquistare il premio, la responsabilit della scelta di direzione agli incroci e ai bivi sua. La
meta, la luce e la guida e sono l a disposizione, ma deve avere il coraggio e l'umilt di farsi
conquistare dalla meta, illuminare dalla luce, guidare dalla guida: nella fede, nella speranza e
nell'amore, sentire profondo desiderio per la meta, riconoscere che al buio deve far uso della
luce o aspettare che esca il sole tra le nubi plumbee o sorga il sole nella notte pi oscura,
ammettere che fare a meno di una guida, di soste per ritemprare le forze, di chiedere aiuto,
pu essere esiziale e pu rendere impossibile raggiungere la destinazione.

4.2.4.3

La dimensione mistica del salmo

necessario trattarla a parte perch ritengo sia una applicazione abbastanza caratteristica al
salmo. Ho gi osservato che il salmo 84 aperto a interpretazioni spirituali rivolte all'intimo
della persona. Dentro di noi troviamo il luogo per eccellenza dell'incontro con Dio, la nostra
struttura intimamente connessa con Cristo incarnato, morto e risorto, siamo fatti a
immagine del nostro Creatore, siamo fatti per il dialogo con Lui, per la relazione con lui oltre
che tra noi. Il dialogo per eccellenza con Dio la preghiera. La preghiera al tempio era per
gli ebrei una occasione meravigliosa per stare alla presenza di Yhwh.
Il salmo 84 parla espressamente di preghiera al versetto 9 (Signore, Dio degli eserciti
ascolta la mia preghiera). Molte espressioni del salmista al lettore paiono difficili da
condividere in profondit. Quanti cristiani, soprattutto oggi, non riescono a valorizzare la
lode, l'esultanza per tutto ci che Dio ci dona e ci ha donato, che ha donato perfino alle pi
piccole creature del mondo. Quanti mistici, invece, hanno fatto della lode per Dio Uni-Trino
una ragione di vita. Quanti mistici sono saliti nella loro contemplazione al tempio di
Gerusalemme come fece Ges, per affrontare con Lui, la passione e la morte, il dolore e la
sofferenza, per poi aprirsi alla vita senza fine e alla felicit perenne. Ma l'essenza delle
esperienze mistiche risiede proprio nella preghiera in tutte le sue forme e declinazioni.
Per trarre dal salmo suggerimenti elevati di carattere mistico dovremmo avere a disposizione
testi o commenti o testimonianze di mistici e dottori della Chiesa specifici sulle parole del
Sal 84, ma la ricerca di un tale genere di informazioni sarebbe lunga e difficile, senza avere
la sicurezza di risultati: i dottori mistici hanno avuto e raccontato esperienze speciali, ma di
molto pi ampio respiro rispetto alle parole di alcuni versetti di un salmo non
particolarmente utilizzato e meditato.
La cosa pi semplice guardare al salmista come a un mistico, e questo molto facile. Le
parole, le immagini, il senso di desiderio, di lode, la certezza della presenza del Signore94, la
gioia, la gratitudine che attraversano tutti i versetti del salmo, non possono essere
sperimentate a fondo se non da chi ha ricevuto da Dio il dono di provarle in qualche forma di
esperienza mistica. Leggendo e recitando il salmo chiunque pu, per lo meno, pronunciare a
sua volta le parole cos piene di amore per Dio del salmista. A colui che reciter queste
parole con la massima apertura e che Dio reputer idoneo per far fruttare le grazie ricevute a
favore del Regno sar concesso di vivere per comunicare quell'esperienza con le parole e
soprattutto con la propria vita.
inutile passare in rassegna il testo in modo analitico; anche solo meditando brevemente su
94

Abbiamo gi osservato con Ravasi che la parola Yhwh ricorre sette volte e la parola Elohim ricorre otto
volte.

57
di esso si possono trarre profonde e mirabili ispirazioni spirituali e dunque si rischierebbe di
allungare in modo spropositato il presente lavoro. Inoltre l'esperienza di meditazione e
contemplazione bene che sia vissuta dal singolo credente nella sua personale situazione di
vita, mediante la quale trarr benefici specifici dal salmo.

4.2.5 Applicazione a situazioni del mondo e della societ


Questa categoria di applicazioni richiede una maggior elasticit nel considerarne il carattere
analogico.
Le parole del salmo non si prestano in modo immediato a richiami alle condizioni collettive
della vita umana. Il salmo 84 essenzialmente orientato all'individuo, al singolo fedele di
Yhwh. A differenza di altri salmi non vi viene mai usato il noi, solo in un punto (versetto) il
salmo recita: vieni Dio nostro scudo.
Eppure la Parola di Dio predisposta per essere accolta in tutte le epoche e in tutti i luoghi;
se si ha una viva fiducia nello Spirito rimanendo aperti alle sue ispirazioni prima che al
proprio naturale egoismo e autonomismo non indispensabile essere certi di una
rispondenza analogica piena dell'applicazione alla realt attuale con il testo salmico.

4.2.5.1

La preghiera di intercessione

Solitamente si considera la preghiera di intercessione un tipo specifico di preghiera, cui


dedicarsi dopo aver pregato e meditato in coro o personalmente per elevarsi a Dio oppure cui
dedicarsi nei momenti previsti per essa dalla Liturgia della celebrazione eucaristica o delle
Ore.
La mia esperienza personale95 mi ha portato a trovare frequentemente l'esigenza durante la
recita, non in coro, della Liturgia delle Ore, di indirizzare i miei pensieri (che a tutti gli
effetti, di norma, sono considerati distrazioni) ad altri uomini, altre persone, altri popoli
affine alle tematiche e alle problematiche dei salmi che stavo recitando. vera e pericolosa
distrazione? Non credo, ho gi risposto nel paragrafo sulla distrazione.
Sono convinto, in effetti, che la preghiera, per elevarci a Dio sia una realt altrettanto aperta
almeno quanto lo l'azione dello Spirito sull'uomo. L'elevazione a Dio il risultato dei
nostri timidi tentativi di aprirci a Lui e della sua azione, potente e affidabile, sempre
rispettosa della nostra libert, sull'amore che dimora in noi. Pu esserci pi amore o un
amore diverso, nell'aprirsi a Lui con tutta la forza che troviamo nel nostro cuore, rispetto
all'aprirsi con tutta la forza del proprio animo ai fratelli che sappiamo in grandi difficolt o in
tremende situazioni di violenza, odio, abbandono96? Si potrebbe dire che c' un tempo per
l'elevazione a Dio, e c' un tempo per l'intercessione verso il prossimo? Oppure asserire che,
senza perseguire prima l'elevazione a Dio, non possibile e opportuna l'intercessione? Non
riesco a convincermene. L'amore a Dio e l'amore al prossimo sono due facce della stessa
medaglia nel comportamento, nell'atteggiamento etico, perch non possono esserlo anche
nella preghiera?
Si potrebbe, forse, coniare una sorta di nuova espressione per cercare di esprimere l'idea di
una preghiera di intercessione interconnessa con la contemplazione di Dio: 'altruismo
spirituale'. Questo 'altruismo spirituale' sarebbe allora un'apertura a Dio, ovvia nella
95

96

Ricordo che ho posto tra i capisaldi dell'epistemologia che ho inteso seguire, il peso della mia esperienza
personale, anche se non certo una esperienza generalizzabile senza controlli severi di falsificazione.
Aggiungo, solo in nota, che le vittime della violenza, dell'odio, degli abbandoni sono anche coloro che
usano violenza, che praticano l'odio, che abbandonano il prossimo a se stesso; anche per essi essenziale
intercedere.

58
preghiera, che anche apertura al prossimo esplicita; dico esplicita perch alcuni maestri
spirituali hanno comunicato agli altri uomini che l'essere in presenza di Dio anche
implicitamente essere presenti, con Dio, al prossimo; se questo pu essere vero, altrettanto
plausibile anche sentirsi in presenza di Dio quando si pensa intensamente, intercedendo in
qualche modo, al prossimo.
Per tornare al tema principale del capitolo, si pu concludere che l'applicazione di carattere
analogico a situazioni del mondo e della societ ha a che fare in special modo con la
preghiera di intercessione. Nella maggior parte il mondo, la societ, sono tutt'altro che
cristiani. Dunque l'onore e l'onere di intercedere, come Mos tra gli ebrei, un impegno
essenziale del cristiano tra gli uomini del mondo intero. La dimensione missionaria del
cristianesimo ovviamente una dimensione irrinunciabile, ma i modi con cui svolgerla sono
tanto vari quanto varia l'azione dello Spirito, santa Teresa di Lisieux insegna; lei, che non
mai andata in missione fisicamente, fu e si sent carmelitana (spiritualmente) missionaria in
piena solidariet con tutti i provati nello spirito97.

4.2.5.2

Applicazioni del salmo 84 a situazioni del mondo e della

societ
Il primo impatto sul testo del salmo sembra dare ben poche occasioni di applicazione al
mondo e alla societ. Il salmista un timorato di Dio molto convinto, ama profondamente
stare vicino al Signore, ha intrapreso un lungo, faticoso cammino per visitare il tempio; cosa
ha da spartire con gli 'empi', coloro che non tengono in nessun conto Dio, e con quelli che
non camminano con rettitudine, che vivono come pagani in contrasto con le leggi d'Israele?
Intanto, si possono individuare due accenni alla realt secolare: i nidi di rondini e passeri, i
luoghi bagnati dalle lacrime di chi deve trarre un raccolto dalla poca e povera terra che
coltiva e che solo con la pioggia autunnale sar bagnata e potr sfamare uomini e animali.
Inoltre, sembrer strano, anche la ventata di novit portata da alcune linee del pensiero del
XIX-XX secolo con le svolte antropologica e relazionale, fornisce occasioni di rileggere il
salmo senza allontanarsi da una corretta, ermeneutica in senso lato, del testo. Sempre in
quest'ambito tematico doveroso citare la visione universalistica, spesso accompagnata con
quella escatologico/apocalittica (che citer in seguito), cui talora stato associato il salmo 84
in alcune sue parti.
La dimensione escatologica una dimensione essenzialmente ottimistica, che nell'ambito
degli avvenimenti pi catastrofici, drammatici e di violenza degli uomini sugli altri uomini,
rimanda alla certezza che, alla conclusione dei tempi, il Signore sapr esattamente come
regolare i conti con tutto il creato, in special modo con ogni uomo ed ogni popolo, e
applicher il suo giudizio inoppugnabile. In alcuni commenti, tra l'altro, ho gi fatto cenno
anche a questo significato applicabile al salmo, legato anche alla figura del Messia e,
soprattutto all'immagine del tempio definitivo che coincide con la Gerusalemme celeste.
Vedendo l'interesse di Dio per le pi insignificanti creature che solo con il loro esistere gli
dnno gloria, si deve pensare che gli uomini, a qualunque popolo o religione appartengano,
sono degli 'osservati speciali' del Signore. Chi ha la ventura di sapere dentro di s che il
Signore Dio creatore e sa di potergli parlare direttamente, perch non potrebbe occuparsi
anche lui, come il suo Signore, di chi non pu o non vuole confidare in Dio? Tra coloro che
non possono, o non vogliono, per ragioni culturali o sociali confidare nel Dio creatore,
salvatore e redentore, ci sono interi popoli o larghi strati dei consorzi umani sparsi nel
mondo. Quasi sempre le relazioni tra le persone e le famiglie sono un fattore di influenza
97

E. BOAGA, L.BORRIELLO, Dizionario carmelitano, Citt Nuova Editrice, Roma 2008, p. 944.

59
troppo forte per il singolo perch sia veramente libero di poter cogliere la novit e la
grandezza della Rivelazione. possibile allora classificare tra gli empi e tra i non retti le
persone e le comunit che per ragioni storiche, culturali, sociali non sono virtualmente in
grado di accogliere l'annuncio cristiano? Forse all'epoca del salmista poteva esserci la
convinzione di una salvezza acquisibile solo su base etnica (si pensi alla posizione dei
proseliti nel popolo ebraico), ma, dopo la definitiva rivelazione di Cristo, nessuno pu
sostenere privilegi etnici come Paolo ci ripete innumerevoli volte. Dunque la solidariet con
gli altri uomini, suoi fratelli, come deve essere sentita su base umana, deve essere
giustamente vissuta anche quando il cristiano si trova di fronte a Dio. Allora, chi cammina
con rettitudine (cui non rifiutato il bene) anche il non credente che si rende conto della
condizione di fratellanza, di solidariet, e finanche di amore, che unisce tutto il genere
umano; condizione di fratellanza che andrebbe vissuta anche al solo livello umano
indipendentemente dalla forza e dalla qualit della fede dei singoli. In questa prospettiva si
pu legittimamente credere opportuno augurarsi, e chiedere al nostro Dio, che Egli conceda
grazia e gloria e non rifiuti il bene a tutti i nostri fratelli che, nel mondo, a loro modo, stanno
sulla soglia della casa di Dio (del Dio di tutti, ricordiamo) e camminano con rettitudine
secondo gli ideali predicati da Cristo e dai membri della sua Chiesa. Le applicazioni di
questa prospettiva si possono poi declinare nelle infinite esigenze che, nel vivere nel mondo
e in ascolto di esso, s'incontrano, anche in popolazioni e in societ lontane fisicamente dal
credente che prega il salmo.
Ci sono infine da rilevare le situazioni estremamente drammatiche di certe popolazioni,
afflitte da calamit, da malattie, e ancora peggio da altri uomini che ne fanno vittime di
violenza e di odio. Anche per esse, colui che prega il salmo 84, potr sentire compassione e
partecipazione spirituale e quindi potr, stando di fronte agli atri del suo Dio, nella preghiera,
mettersi, nel suo piccolo, sulla breccia di fronte a lui (Dio), per stornare la sua collera dallo
sterminio98. Gli avvenimenti terribili che nella storia hanno coinvolto, e continuano a
coinvolgere purtroppo, piccoli gruppi o interi popoli, sottomessi, sfruttati o addirittura
sterminati, fanno gridare vendetta davanti a Dio; questo tipo di condizione, vissuto anche da
Israele nella sua storia, ha dato origine a due categorie principali di preghiere e di
meditazioni: preghiere e salmi imprecatori, e preghiere e salmi escatologico/apocalittici. Il
nostro salmo non ha nulla in comune con la prima categoria, ma abbiamo appena ricordato
che suscettibile di interpretazioni escatologico/apocalittiche e universaliste.
ovvio che una intercessione per grandi eventi e avvenimenti della storia e della societ non
pu essere accompagnata dalla sicurezza umana che quegli accadimenti si volgeranno al
bene per chi li subisce (e che saranno occasione di pentimento e conversione per chi li ha
causati). I morti per fame, per violenza, i disperati che hanno perso tutto non cesseranno di
esserci in questa storia e in questo mondo; ma la certezza del fedele a Dio che c' un tempo
oltre al tempo, che eterno e perfettamente adatto a tutti coloro che desiderano il bene, in cui
il regno di Dio tutto ci che esiste; e l, oltre il tempo oltre il mondo terreno, esiste solo la
Gerusalemme celeste, neppure il tempio esiste pi, c' solo Dio-Trinit che illumina tutto,
che d piena, perfetta e sempre nuova vita a tutto; , e sar, quello il vero atrio del Signore
ultimo e definitivo. Allora l'intercessione di chi prega il salmo 84 potr incentrarsi sul
chiedere al Signore che, nonostante il destino avverso dal punto di vista umano, di tutti quei
popoli, popolazioni, gruppi di uomini, ad essi sia assicurata la forza per sopportare almeno
98

Sal 106,23; ho inserito qui le parole di Mos per intercedere presso Dio a favore di Israele infedele, per
assonanza e perch, fatta la debita ermeneutica, si pu considerare la collera di Dio qui citata come una
condizione, in senso cristiano, non voluta da Dio, ma in qualche modo permessa da Dio, che dando la
libert all'uomo gli ha dato anche la possibilit di adoperare questa libert in modo del tutto distorto.

60
spiritualmente le tremende sofferenze che non di rado si concludono con la morte; e che per
riguardo ai loro dolori, Dio li tratti alla stregua dei martiri della fede, dato che nella grande
maggioranza dei casi sono inermi come lo erano, per scelta, i martiri cristiani. Si pu quindi
chiedere che Dio conceda loro di poter svolgere la loro intercessione dal Cielo insieme con i
santi e gli angeli in quanto partecipanti, almeno a qualche titolo, della comunione dei santi.
Con queste applicazioni, un po' ardite se si vuole, gli atri del Signore si affollano di genti,
popoli, comunit che consciamente o inconsciamente hanno fatto anche loro il
pellegrinaggio, reale o simbolico, alla casa del Signore e ci si rende conto che il salmista che
andava al tempio di Gerusalemme non era mai solo di fronte a Dio, ma era accompagnato e
si accompagnava con i suoi fratelli nella fede e con i suoi fratelli in senso pi ampio
accomunati dall'appartenenza alla innumerevole schiera di figli del Padre accolti da Lui in
Cristo suo Figlio unigenito.
Per concludere, faccio un brevissimo cenno alla (contenuta) dimensione etica del salmo 84.
Ho pi volte osservato che la dimensione esplicitamente e prettamente etica del salmo si
ritrova in due punti: al versetto 11d ( meglio che abitare nelle tende degli empi) e al
versetto 12cd (non rifiuta il bene a chi cammina con rettitudine)99. Anche in questo caso la
pratica dell'intercessione appropriata; in particolare doveroso pregare per i fedeli cristiani
(compreso l'orante) perch, coscienti di avere il privilegio di poter vivere nelle pi strette
vicinanze degli atri del Signore, agiscano rettamente da soli, nelle famiglie, nella comunit
cristiana e nella societ, e possano godere, come il salmista, in modo sempre pi pieno della
presenza, mai inadeguata, del Signore nella loro vita.
Come per le altre condizioni applicative del salmo, le possibilit di applicazione analogica
sono limitate solo dall'azione dello Spirito su chi proclama, medita o prega il salmo.

4.2.6 Adesione al contenuto letterale del salmo


Del contenuto letterale del salmo ho gi in varie parti ampiamente trattato. Lo sforzo che si
deve fare di trasferire i significati originari nel mondo d'oggi, ovvio che non ci si pu
mettere nei panni di un ebreo che visitava il tempio di Gerusalemme nel I millennio a.C., n
fare elogi alla dimora del Signore senza tener presente, in qualche modo, la Rivelazione
definitiva di Cristo.
In ogni caso l'idea del pellegrinaggio alla soglia della casa del Signore, in senso fisico e
figurato, apparteneva all'originario intendimento del salmista. E oggi la visita concreta ai
santuari cristiani possiede le principali caratteristiche di fondo della visita al tempio di
Gerusalemme, con le motivazioni ulteriori di cui ho gi fatto cenno (nel paragrafo
'Applicazione diretta/indiretta a situazioni personali': motivazione di lode a Dio e a suo
Figlio salvatore e redentore, motivazione penitenziale, ottenimento di protezione da parte dei
santi martiri, benefici corporali). Per quanto riguarda i contenuti figurati derivati
direttamente dal senso letterale, gi ho parlato della metafora della vita come pellegrinaggio,
che non esulava neppure da probabili usi ebraici in epoca pre-cristiana.
Piuttosto, questo breve paragrafo pu essere la sede per fare un cenno ad una 'strategia' di
orazione, su questo come su altri salmi, che non sia teologicamente scorretta; il lasciar
parlare il salmo, lasciare che le sue parole scorrano sotto la guida dello Spirito Santo e
parlino da sole come parole di Dio, che Dio stesso ha insegnato all'uomo. Questa forma di
recitazione un po' affine alla sospensione delle potenze (immaginazione e
99

Tutte le altre riflessioni etiche del salmo sono di carattere costruttivo, nel senso che guardano agli
atteggiamenti di lode ed esaltazione di Dio; queste due sono di carattere pi moralistico, il s o il no a Dio
sono causa del bene o del male cui va incontro l'uomo. un po' un richiamo al salmo 1, che mostra le due
vie alternative dei giusti e degli empi di fronte a Dio.

61
intelletto/memoria) di cui ho gi parlato. Il valore di questa forma di preghiera di difficile
valutazione, il non pensare a niente, ammesso che sia possibile, non sembra a prima vista
essere un pregio per la preghiera, d'altro canto lo svuotamento interiore predicato da molti
mistici. Senza dubbio il lasciare parlare le parole insegnate da Dio nei salmi
teologicamente corretto. Sta al singolo fedele saper fare un personale corretto uso di questo
particolare modo di pregare.

4.2.7 Adesione al contenuto prettamente cristiano


Anche di questa dimensione ho gi parlato in occasione della rassegna sulle celebrazioni
liturgiche che ospitano il salmo 84, nelle 'tematiche emergenti da una lettura neotestamentaria' e nelle interpretazioni patristiche.

4.2.7.1

Il cambio di paradigma nel salmo 84 in Cristo

Il primo elemento da considerare il cambio di paradigma, il tempio, cio, diventa Cristo,


unico mediatore e punto di incontro tra Dio e gli uomini100, tra Dio e ogni singolo uomo.
Tutta la grandiosit, la ricchezza, la magnificenza del tempio attribuita al Figlio di Dio,
incarnato, morto e risorto. Cristo la casa dell'uomo, l'atrio del Signore, colui che sta sulla
soglia della casa interiore dell'uomo e bussa alla sua porta, desideroso che l'uomo a sua volta
bussi alla porta del Padre. In Cristo si incontrano tutte le vie che portano alla soglia della
casa del Padre, ed ancora lui la porta del gregge.

4.2.7.2

La Chiesa di fronte agli atri del Signore

Sulla terra, lungo la storia in cui siamo coinvolti, il tempio vivente di Dio la comunit che
Cristo ha fondato, ha assegnato agli apostoli e ha unito a s. Coloro che fanno capo alla
Chiesa hanno la possibilit di riconoscersi reciprocamente fratelli e amici (nel senso dato alla
parola da Cristo in Gv 15,13: Nessuno ha un amore pi grande di questo: dare la vita per i
propri amici) e insieme di rendere lode e gloria a Dio Uni-Trino attraverso Cristo redentore,
guidati dallo Spirito Santo. La dimensione comunitaria del salmo inoltre giustificata dal
testo al versetto 10a: vedi Dio nostro scudo, unico ma significativo punto in cui il salmista
usa la prima persona plurale.
Un posto di rilievo simile a quello occupato dal tempio di Gerusalemme di due millenni fa,
hanno inoltre tutte le chiese edifici, luoghi di ritrovo delle comunit e delle famiglie
cristiane, centri di riferimento per tutti i cristiani che sentono l'appartenenza alla Chiesa,
luoghi per eccellenza della relazione con Dio della comunit cristiana nella Celebrazione
Eucaristica, nella recita comune della Liturgia delle Ore e in tutte le esperienze sacramentali.
Molti mistici e santi hanno sperimentato, proprio di fronte al Santissimo, nelle Celebrazioni
Eucaristiche, nella recita della Liturgia delle Ore, nei Sacramenti, la chiarezza della presenza
del Signore e della propria presenza concreta davanti a Dio.
I plurali di 'atri del Signore', 'tue dimore', 'altari' furono occasione per sant'Ilario e
sant'Atanasio101 di attribuire a queste espressioni il significato di riferimenti alle Chiese
locali, cos importanti in epoca patristica per la diffusione e l'affermazione del cristianesimo.
Leggendo oggi in questa prospettiva il salmo 84, si pu dedicare la proclamazione del salmo
alle numerosissime Chiese locali sparse sulla terra in comunione con il Vescovo di Roma
100
101

S. RINAUDO, I salmi preghiera di Cristo e della Chiesa, Elle Di Ci Editrice, Torino 1993, p. 458.
Si veda il paragrafo sulla collocazione del salmo nella Liturgia delle Ore monastica all'Ufficio delle
letture di monaci e monache.

62
estendendo cos a tutte le comunit di cristiani dell'orbe terracqueo l'intenzione di preghiera
dell'orante.
Tutto ci che si detto della dimensione universalistica, escatologica, apocalittica del salmo
84 mantiene perfettamente la sua validit. Cristo, tra tutto ci che ha fatto e insegnato, ha
anche confermato quanto lo Spirito Santo aveva ispirato agli ebrei dell'AT, sia agli scrittori
che ai redattori e agli interpreti della Sacra Scrittura. un po', esteso a tutta la storia della
salvezza, come accaduto a Paolo: Paolo non ha cessato di essere un ebreo con il suo
bagaglio culturale e religioso, ha per impresso una svolta alla prospettiva con cui guardava,
e gli ebrei guardavano, a quel bagaglio culturale e religioso.
Si potrebbe continuare questa rassegna per pagine e pagine cogliendo in ogni espressione, in
ogni parola del salmo, qualche ulteriore spunto di riflessione e di meditazione; ma come per
le altre sezioni, questa apertura a significati sempre nuovi, e sempre adeguati a chi scorre i
sacri testi della Rivelazione ebraico-cristiana, sostenuta dallo Spirito Santo che scruta le
profondit di Dio, quindi inesauribile ed opportuno servirsene nelle situazioni vitali
concrete all'atto del pregare e del meditare.

63

CONCLUSIONE
Al termine di questo lavoro mi preme esporre le linee guida che ho seguito per svolgere il
tema proposto.
Un primo livello di struttura che si pu riconoscere il classico schema che parte dal
generale e approfondisce sempre pi l'argomento in questione fino a giungere al tema
centrale. agevole riconoscere questo livello nella scansione dei tre capitoli in cui diviso
l'elaborato: i salmi in generale visti come fonte di spiritualit; il modo in cui stato inteso e
utilizzato nella tradizione della Chiesa il salmo in questione; la spiritualit specifica offerta
dal salmo 84 a partire dalla sua stesura antico-testamentaria per poi passare alla lettura
neotestamentaria del suo contenuto e giungere ad una rilettura di esso nell'epoca attuale.
Un secondo livello di struttura ha riguardato invece lo la parte propositiva della presente
ricerca. Essa stata centrata sul quarto paragrafo, Una proposta pedagogico-spirituale, del
primo capitolo (I salmi fonte di spiritualit). Nel paragrafo citato, oltre a cenni sul metodo,
la parte che ho sviluppato maggiormente quella relativa agli atteggiamenti psicologici e
spirituali di fronte alla recita e alla lettura dei salmi. Quest'ultima parte del primo capitolo si
pu assimilare alla teoria di fondo, che ho poi applicato nel secondo paragrafo, Il salmo 84
oggi del terzo capitolo (La spiritualit del salmo 84). La stretta connessione tra la 'teoria'
e la sua applicazione al salmo 84 evidente nei sotto-punti dei due paragrafi citati (Una
proposta pedagogico-spirituale e Il salmo 84 oggi), che portano gli stessi titoli, come si
pu vedere bene nell'indice generale. Il secondo livello di struttura si pu apprezzare anche
notando che 'teoria' e applicazione sono collocate, la prima, al termine del primo capitolo e la
seconda al termine del terzo capitolo.
Non invece perfettamente consequenziale la storia dell'interpretazione del testo e dei
significati spirituali del salmo 84; storia che, d'altro canto, non fa parte degli obiettivi previsti
nella Dissertazione di Licenza. Al capitolo due (Il salmo 84 nella tradizione) si segue un
criterio storico solo nel primo paragrafo (Nel salterio ebraico e nel Nuovo Testamento), al
paragrafo due (Nella liturgia) si trova l'analisi dell'uso liturgico attuale del salmo, e al terzo
paragrafo collocata la breve sezione sulla sua interpretazione patristica. Il terzo capitolo
riguarda le tematiche principali che scaturiscono dalla storia dell'interpretazione letterale del
salmo nelle diverse fasi dell'Antico Testamento e nel Nuovo Testamento; il terzo paragrafo
contiene l'applicazione della 'teoria' di cui ho gi parlato, che, dal punto di vista storico, fa
riferimento all'oggi.
In ogni modo ritengo che le parti pi innovative e utili per un uso proficuo di questa ricerca
siano: (1) la 'teoria' degli atteggiamenti psicologici e spirituali e la sua applicazione al salmo
in questione, (2) la lunga analisi di tutte le celebrazioni, eucaristiche e delle liturgie delle ore
quadripartita e monastica, in cui compare il salmo 84, analisi che mi ha permesso di
arricchire notevolmente i significati spirituali associabili con il salmo suddetto, e di farne
uso nel terzo capitolo.
Per ci che riguarda le possibili applicazioni di questo lavoro, credo che esso potrebbe essere
utile non solo per offrire una chiave di analisi psico-spirituale della recita individuale e
comunitaria del salterio, ma anche per proporre criteri per favorire l'avvicinamento alla
spiritualit dei salmi da parte dei cristiani d'oggi, ed infine come schema per approfondire
spiritualmente altri salmi.

64

65

BIBLIOGRAFIA

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68

INTRODUZIONE......................................................................................................................2
Rilevanza e obiettivi del tema...............................................................................................2
Delimitazione del tema.........................................................................................................3
1 I SALMI FONTE DI SPIRITUALIT.................................................................................4
1.1 La prassi.........................................................................................................................6
1.2 Il Magistero....................................................................................................................7
1.3 Classificazione e livelli di lettura dei salmi...................................................................8
1.3.1 La classificazione dei salmi...................................................................................8
1.3.2 Quattro livelli.........................................................................................................9
1.4 Una proposta pedagogico-spirituale............................................................................10
1.4.1 I salmi occasione di crescita nella preghiera.......................................................10
1.4.1.1 Sintesi e sommaria discussione del metodo di K. Popper...........................10
1.4.1.2 Atteggiamenti e educazione alla preghiera..................................................11
1.4.1.3 Disinteresse o avversione.............................................................................12
1.4.1.4 Distrazione...................................................................................................12
1.4.1.5 Sospensione volontaria di immaginazione o dell'intelletto.........................13
1.4.1.6 Applicazione diretta/indiretta a situazioni personali...................................14
1.4.1.7 Applicazione a situazioni del mondo e della societ...................................15
1.4.1.8 Adesione al contenuto letterale del salmo...................................................16
1.4.1.9 Adesione al contenuto prettamente cristiano...............................................16
1.4.2 Conclusione della parte propositiva.....................................................................16
2 IL SALMO 84 NELLA TRADIZIONE..............................................................................18
3.1 Nel salterio ebraico e nel Nuovo Testamento..............................................................19
3.1.1 Sion e tempio........................................................................................................19
3.1.2 Sion e Cristo.........................................................................................................20
3.2 Nella liturgia.................................................................................................................21
3.2.1 Nella Liturgia Eucaristica....................................................................................21
3.2.2 Nella Liturgia delle Ore.......................................................................................23
3.2.3 Nella Liturgia delle Ore monastica......................................................................27
3.3 Interpretazione patristica..............................................................................................41
4 LA SPIRITUALIT DEL SALMO 84...............................................................................44
1.1 Il contenuto...................................................................................................................44
4.1.1 La soprascritta......................................................................................................44
4.1.2 Struttura e significato letterale.............................................................................44
4.1.3 Tematiche emergenti dal testo ebraico.................................................................46
4.1.4 Tematiche emergenti da una lettura neotestamentaria.........................................47
4.1.4.1 Il cambiamento di paradigma a proposito del tempio.................................47
4.1.4.2 Attinenze tra testo del salmo e versetti del NT............................................47
4.2 Il salmo 84 oggi............................................................................................................49
4.2.1 Disinteresse o avversione.....................................................................................49
4.2.1.1 Strategie per affrontare l'avversione e il disinteresse..................................49
4.2.1.2 Esempi di applicazione pratica....................................................................51
4.2.2 Distrazione...........................................................................................................52
4.2.3 Sospensione volontaria dell'immaginazione o dell'intelletto..............................53
4.2.4 Applicazione diretta/indiretta a situazioni personali...........................................53
4.2.4.1 Il pellegrinaggio materiale verso gli atri del Signore..................................53
4.2.4.2 Il pellegrinaggio come metafora della vita..................................................55

69
4.2.4.3 La dimensione mistica del salmo.................................................................56
4.2.5 Applicazione a situazioni del mondo e della societ...........................................57
4.2.5.1 La preghiera di intercessione.......................................................................57
4.2.5.2 Applicazioni del salmo 84 a situazioni del mondo e della societ..............58
4.2.6 Adesione al contenuto letterale del salmo...........................................................60
4.2.7 Adesione al contenuto prettamente cristiano.......................................................61
4.2.7.1 Il cambio di paradigma nel salmo 84 in Cristo............................................61
4.2.7.2 La Chiesa di fronte agli atri del Signore......................................................61
CONCLUSIONE.....................................................................................................................63
BIBLIOGRAFIA.....................................................................................................................65