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prof.

Torres Durante il corso affronteremo le tematiche della citt a partire da molteplici punti di vista: dalla citt industriale ottocentesca alla citt contemporanea. La citt un fenomeno fisico, economico, sociale. La citt pu essere letta attraverso una serie di parametri validi al di l delle continue trasformazioni subite. Tre sono i processi che rimangono costanti nello strutturare la citt (anche quando si modificano tutti gli altri fattori): 1. agglomerazione-concentrazione-densificazione: la citt, al di l delle forme che assume, caratterizzata da una concentrazione di persone e di servizi. Parlando della citt contemporanea si dice che essa, in virt delle sue dimensioni, ha una taglia XXL (es. Citt del Messico, Los Angeles con i loro venti milioni di abitanti, ecc.). Tale processo di agglomerazione d origine, da un punto di vista fisico, a tessuti urbani e, dal punto di vista dei fenomeni materiali, ad aree sociali, a zone insediative, vicinati, quartieri, comunit, gated comunites (cio comunit chiuse, private); 2. mobilit-spostamenti: la citt quello spazio nel quale la divisione del lavoro pi evidente (rispetto al piccolo villaggio, dove le attivit convivono entro spazi ristretti, la citt segnata dalla divisione-differenziazione sociale); per questo la citt un luogo di grande mobilit (spostamenti casa-luogo di lavoro, casa-studio, lavoro-tempo libero, ecc, e viceversa). Negli anni precedenti alla Rivoluzione Industriale in citt ci si muoveva a piedi e i mezzi di trasporto erano pochi e molto costosi; soltanto la ricca borghesia si spostava a cavallo. Oggi i fenomeni della mobilit sono molto diversi in quanto la maggior parte della popolazione si muove con mezzi di trasporto privati e non pubblici. Il problema della mobilit d origine al tema dei mezzi, delle infrastrutture. Si quindi passati dalle citt dei marciapiedi, delle passeggiate alle citt delle autostrade, delle vie di scorrimento veloci; 3. centralizzazione: nella citt emergono luoghi centrali, spazi magnetici, di forte attrazione che possono essere spazi pubblici, storici (es. piazza San Marco), luoghi commerciali (mercati o centri commerciali per lo pi periferici). Questi luoghi diventano dei punti a partire dai quali orientarsi. In qualsiasi citt possono emergere uno o pi luoghi centrali. La citt contemporanea pu essere definita policentrica. La citt il connubio di questi tre processi; la composizione di processi e materiali diversi varia nel tempo; linfluenza dei fenomeni economici, politici, tecnologici, sociali, culturali determinante nel processo di formazione delle citt (es. i fattori economici hanno portato a processi di agglomerazione specifici). Possiamo quindi riconoscere tre modelli urbani: 1. grandi citt del XIX secolo (1820-1840): citt compatta, pedonabile, della grande fabbrica, con forti contrasti economici e politici. Essa non presenta una distinzione tra zone centrali e zone periferiche ma soltanto una distinzione sociale; 2. metropoli del XX secolo (1890-1970): radiocentrica, con forti diramazioni radiali dipendenti da trasporto pubblico, decentrata, con le prime zone industriali; 3. conurbazioni reticolari (o policentriche) contemporanee (1970-2000): modello XXL, che ha come luoghi emergenti le aree periferiche. Essa sembra costituita da numerose periferie sempre meno dipendenti dai centri (sono autonome in quanto in esse si concentrano numerosi servizi). I tre modelli di citt possono essere osservati sulla base dei tre processi di formazione elencati pi sopra che danno origine alla struttura urbana della citt. La grande citt del XIX secolo vista da punto di vista dei processi di agglomerazione (o concentrazione, densificazione ovvero riempimento di uno spazio costruito).

Questo tipo di citt stato definito anche grande citt compatta in quanto si trattava di costruire la citt nella citt. Comunemente quando parliamo della citt pensiamo alla citt comune includendo in essa gli anelli dei luoghi che si trovano al di l del perimetro comunale; quando per parliamo della citt ottocentesca dobbiamo pensare alla citt in quanto centro escludendo le zone limitrofe. La citt dell800, detta anche walking city, compatta e il suo sviluppo, che avviene per lo pi nella zona centrale, contenuto e dovuto essenzialmente ai processi della Rivoluzione Industriale (es. Manchester, Liverpool). Tale citt non pi soltanto la citt del mercato ma soprattutto una citt industriale. La crescita urbana nell800 caratterizzata dallemigrazione della popolazione povera: dal momento che le citt dellepoca non erano preparate ad accogliere una cos grande massa di popolazione, per di pi povera, priva di quei mezzi necessari per vivere in maniera dignitosa, non pronta a vivere in citt, possiamo parlare di crisi urbana; questultima sfocer in una riforma che pi tardi porter alla nascita dellurbanistica. La crisi di cui stiamo parlando, conseguenza quindi della Rivoluzione Industriale, terminer negli ultimi decenni dell800 ed si caratterizza per la compresenza di tre fenomeni: 1. crisi sanitaria: ovvero crisi delle condizioni biologiche di vita della citt che porter ad unaltissima mortalit dovuta soprattutto a grandi epidemie di colera (di origine orientale: India, Russia), di febbre gialla, ecc;
Quartieri poveri: sono i quartieri dei selvaggi. Le case sono vecchie o nuove ma non costruite adeguatamente, ad alta densit abitativa e molto sporche (causa di malattie e morte). Si tratta di quartieri sia centrali sia periferici costruiti in modo speculativo. Vi lassenza di fognature (con conseguente accumulo di sporcizia), di acquedotti (lacqua veniva conservata in cisterne), di gabinetti (cerano le latrine comuni) il senso percettivo che trionfa lolfatto, a causa dei cattivi odori, dei miasmi, delle puzze rivoltanti, derivanti dal ristagno delle acque e dai vapori sprigionati dai depositi, dai rifiuti animali e vegetali. I cattivi odori erano ritenuti la causa dellalta mortalit. questa la citt del contatto fisico delle masse.

Quartieri ricchi: sono i quartieri della borghesia. Qui vengono realizzate nuove strade, nuovi quartieri a densit inferiore rispetto agli slums, gli isolati delimitanti gli spazi privati, vengono regolarizzati i tracciati e i corsi dacqua che attraversano la citt: si ha quindi un miglior passaggio dellaria e delle acque. Sono dotati di illuminazione pubblica. Il senso percettivo che trionfa la vista: emerge limportanza della prospettiva; ne consegue anche il trionfo della moda essendo questi i luoghi del passeggio. Le strade e i percorsi permettono di separare le grandi masse di individui.

2. crisi abitativa: mancanza di case (disponibilit inadeguata) e conseguente

sovraffollamento, dovuto principalmente alle scarse risorse economiche disponibili e non corrispondenti al continuo aumento degli affitti. Si verificano cos fenomeni di disparit sociale;
Quartieri poveri: scarsit nella disponibilit immobiliare e affitti superiori ai salari: in risposta si hanno fenomeni di sovraffollamento (non ci si spostava per esigenze lavorative) e di subaffitto. La convivenza tra famiglie generava problematiche morali (es. dal punto di vista sessuale per via di incesti, nascite illegittime). Il lavoro era precario perci molti erano vagabondi, disoccupati o lavoratori ambulanti, prostitute. la citt del disordine.

Quartieri ricchi: dal punto di vista degli immobili abbiamo immobili ricchi e una divisione degli spazi. questa la citt dellordine.

3. crisi morale-socio-culturale: disparit sociale e culturale tra la classe borghese


(ben educata) e la popolazione proveniente dalle campagne (priva di educazione e pertanto definita popolazione di Quartieri poveri: selvaggi).

la citt dei selvaggi, delle classi pericolose, dove regna lateismo, il socialismo, dove entra in crisi il concetto di famiglia (perch pi famiglie vivono assieme e vi sono numerose nascite illegittime. Losteria al posto della chiesa, la strada al posto della casa. Vi una crisi dei rapporti sociali.

Quartieri ricchi: la citt delle buone maniere, del galateo, della civilt, del progresso. Qui sono fondamentali i concetti di famiglia, educazione, religione.

La crisi urbana sfocer in una crisi politica: la citt ottocentesca una citt divisa, duale, spaccata, frammentata, segregata, una citt che vede contrapporsi al suo interno due parti socialmente diverse (i ricchi e i poveri) ma conviventi nello stesso spazio. Questa divisione sociale rispecchiata geograficamente dalla presenza di quartieri alti da una parte e da slums dallaltra (con problemi igienici, morali e culturali). Di fronte allesplosione della crisi urbana vengono introdotte le prime indagine concrete, realizzate da un punto di vista scientifico, sulle condizioni di vita della citt: nascono cos i primi studi urbani. In tal senso tutti gli studiosi della citt (mediciigienisti, uomini politici, religiosi, ecc.) esprimono una visione preoccupata della citt, che viene da loro definita come un luogo pericoloso, una foresta (metafora della foresta); gli slums, addirittura, vengono considerati Africa (una terra popolata da gente sconosciuta con un modo di vivere molto diverso da quello europeo), ovvero luoghi oscuri, sconosciuti, pericolosi, lontani. La citt dell800 quindi la citt della paura, la cui popolazione costituita da disoccupati, alcolisti, frequentatori di pub, osterie, moralmente poco civilizzati. Come abbiamo detto lurbanistica tenter di riformare la citt attraverso tre punti: 1. offrendo case nuove e igieniche; 2. offrendo case a buon mercato e successivamente trasporti a buon mercato; 3. elaborando un progetto di moralizzazione: non pi la confusione dei corpi come avveniva negli slums ma modi di vita pi sani dal punto di vista della morale (es. presenza di orti e giardini al posto di pub, osterie, ecc.; offerta di case singole e indipendenti). Ritorniamo alle tre questioni di crisi: 1. crisi igienico sanitaria: intorno agli anni 30 le citt europee vengono investite da epidemie contagiose (quali il tifo, il colera, la febbre gialla) provenienti dalloriente che comportano migliaia di morti (vd. Lione, Parigi, Manchester). Tali malattie erano una conseguenza della nuova apertura europea al commercio in quanto esse venivano importate con navi e treni provenienti dallest. Il fenomeno non cesser fino a met 800. Per la prevenzione di queste malattie, nel passato era stata adottata la tecnica della quarantena (malati nei lazzaretti, navi non venivano fatte entrare in porto, ecc.), pur non conoscendo il modo in cui queste si trasmettevano; in questo periodo tali misure di sicurezza vengono abolite di fronte allimpossibilit di bloccare i traffici commerciali. A questo punto si rende necessario ricercare le cause delle malattie, anche allinterno degli slums: le misure di prevenzione dora in poi consistono nello studio degli slums. I primi scienziati coinvolti sono i medici-igienisti, i quali fanno parte della grande categoria dei medici occupandosi per delle malattie sociali (malattie epidemiche) delle quali studiano cause, livelli di diffusione (anche dal punto di vista geografico), modi di prevenzione. I medici igienisti nascono nel 700 nellambito delle cosiddette topografie mediche, ovvero quelle indagini promosse soprattutto in relazione agli ambienti rurali. Il loro sapere di tipo geografico in quanto essi ricercano le cause delle malattie nelle caratteristiche geografiche del territorio: essi avevano iniziato a ragionare sulle caratteristiche del suolo, dellaria, dellacqua e del clima, ovvero su quegli aspetti naturali che influivano sul bestiame e sulluomo. A fine 700 tali topografie non riguarderanno pi soltanto gli ambienti rurali ma anche le citt, di cui conseguentemente vengono studiate le caratteristiche fisiche (acque stagnanti, ristrettezza delle strade, presenza dei cimiteri perch il terreno mefitico, presenza di ospedali che erano causa dellinquinamento del suolo con i rifiuti da essi prodotti). I medici-igienisti sostenevano la cosiddetta teoria dei miasmi: la morte era una conseguenza degli odori che si sprigionavano dalla terra, dallassenza di circoli daria. Dal momento che la citt segnata da un ristagno dei flussi si rende

necessario un cambiamento in tal senso; la citt viene concepita come un organismo composto da diverse parti che devono essere in comunicazione tra loro e che devono escludere lisolamento delle une rispetto alle altre. Il lavoro dei medici-igienisti per lo pi descrittivo, di tipo qualitativo. A partire dall800 tali considerazioni subiscono unevoluzione: in Francia, in particolare, grazie allopera di Villerm, la mortalit viene letta sia come effetto del degrado del degrado urbano ma anche come effetto della povert. Se i mediciigienisti ricercavano le cause nelle condizioni ambientali, Villerm, pur non contestandone la validit, cerca di ampliare il quadro dazione indagandone le cause sociali: egli riscontra che la mortalit maggiore la si ha nei quartieri dove la povert pi evidente, pi intensa. Si pu parlare di una povert economica ma anche morale (in quanto conseguenza dellassenza di valori e perci del pauperismo): per Villerm i poveri sono vittime di loro stessi, del loro non prendersi cura di s. Egli individua la causa delle morti nei fattori ecnomico-sociali. Villerm era un medico militare che si era occupato delle condizioni mediche delle carceri, notando che coloro che si ammalavano pi facilmente erano coloro che provenivano dalle famiglie pi povere. Il suo metodo dindagine interessante in quanto non solo teorico ma correlato da dati statistici: egli ha a disposizione dati riguardanti la popolazione (distribuzione dei poveri e dei ricchi nei vari quartieri parigini) che gli permettono di classificare i diversi quartieri parigini dal pi ricco al pi povero. Inoltre possiede dati sulle caratteristiche geografiche dei vari quartieri, sul tasso di mortalit degli stessi, sulla densit edilizia e sul sovraffollamento abitativo. Egli compie un lavoro statistico di correlazione tra queste diverse variabili, scoprendo che gli indici di correlazione statistica pi forti sono quelli tra povert e mortalit (non altrettanto forte il rapporto tra caratteristiche geografiche e mortalit). Linnovazione apportata da Villerm non soltanto relativa al tema trattato ma anche alla metodologia utilizzata: va sottolineato infatti che in questo periodo storico si richiede la dimostrazione delle teorie sostenute ed quello che Villerm riesce a fare. Il suo lavoro quindi di tipo quantitativo. Villerm era quindi sostenitore di una riforma sociale: si pu pensare che egli avrebbe desiderato un intervento comunale, delle autorit pubbliche che avrebbero potuto per esempio innalzare i salari dei lavoratori. Tuttavia un pensiero sbagliato perch egli non segue questa strada ma propone altre due soluzioni: a. paternalismo industriale: i datori di lavoro avrebbero dovuto prendersi carico delle condizioni di vita dei loro dipendenti offrendogli case, scuole, ospedali, ecc.; in una parola condizioni di vita adeguate; b. riscatto individuale: gli individui non avrebbero dovuto rassegnarsi al proprio stato di degrado ma avrebbero dovuto responsabilizzarsi e prendersi cura di s. Il riscatto viene individuato nel concetto di famiglia, di moralit (eliminazione di pub, dei luoghi pericolosi, creazione di orti, di case individuali, ecc.): in tal senso riscontrabile una componente religiosa relativamente ai concetti di famiglia e di moralit appunto. Le tematiche di Villerm non vennero condivise da molti studiosi europei: in Inghilterra, in particolare, negli anni 40-50, si assiste a un rovesciamento dellapproccio proposto da Villerm. Qui si sostiene che il degrado ambientale causa della mortalit e che questa causa della povert. Tali idea sono sostenute, come vedremo dallo stesso Chadwick. In Inghilterra, nel 1842, viene promossa dallo stato, in particolare dalla Poor Law (ovvero quellufficio che si occupava della carit ai poveri), una grande inchiesta sulle condizioni sanitarie dei lavoratori.

In generale la Poor Law offriva del denaro ai pi poveri ma non poteva controllare come questi soldi venissero spesi dai singoli (in effetti la maggior parte li dissipava nei pub); per questo motivo si rende necessaria una riforma della Poor Law in relazione allassistenza offerta ai pi poveri. Il segretario della legge era Chadwick, grande funzionario di stato che avvi quella ricerca sulle condizioni sanitarie delle classi lavoratrici di cui stavamo parlando. Tale indagine era costituita da una ricerca molto voluminosa che prendeva in esame numerose citt inglesi; il documento venne consegnato al Parlamento affinch questo potesse prendere dei provvedimenti. Con la riforma della Poor Law, Chadwick intendeva risanare lambiente fisico dove i poveri vivevano (ad essi non vengono pi date somme di denaro). Egli promuove una riforma sanitaria, la Health Act (1848) in base alla quale vengono costruiti impianti fognari allacciati alle fognature pubbliche in sostituzione di quei pozzi di cui prima erano dotate le singole abitazioni e dove si raccoglievano i rifiuti. Tale provvedimento viene adottato di fronte alla convinzione che lalto tasso di malattia e di mortalit fosse una conseguenza dei vapori e degli odori in cui gli individui erano immersi (teoria dei miasmi gi sostenuta dai medici-igienisti): il degrado ambientale era quindi causa di morte. La mortalit a sua volta portava alla povert: infatti le condizioni di povert si aggravavano secondo C., in seguito a malattie e morti; in una famiglia se qualcuno si ammalava e moriva si aveva una diminuzione del reddito e un conseguente aumento della povert della famiglia stessa. Ammalarsi significava infatti spendere dei soldi per le medicine, perdere il lavoro, ecc. C. cerca di risolvere il problema della povert risanando gli ambienti in cui tale categoria di individui viveva: rendendo lambiente pi sano sarebbero diminuite le malattie, le morti e quindi la povert stessa. Il ragionamento di C. corretto ma in parte ipocrita in quanto non affrontando direttamente il problema della povert non era possibile affrontare una serie di problemi che ad essa erano legati (es. il sovraffollamento). C., consapevole di poter essere criticato per il modo in cui aveva affrontato la questione, cerca delle giustificazioni per sostenere il proprio lavoro e a questo scopo avanza tre ipotesi di confutazione della teoria di Villerm: a. confutazione di tipo statistico: C. sostiene che i dati statistici a sua disposizione non mostravano quello stretto legame tra povert e malattie evidenziato da Villerm; b. confutazione di tipo osservazionale: le osservazioni dirette dei medici igienisti, che si inoltravano allinterno degli slums, potevano rivelarsi fallaci, devianti in quanto alcune di quelle famiglie povere, pur avendo i mezzi economici per condurre una vita migliore, sprecavano i loro soldi. I medici visitandoli e trovandoli ubriachi non si rendevano conto del reale stato delle cose; c. confutazione di tipo politico: le misure proposte da Villerm erano inapplicabili rispetto alla situazione politica esistente (es. laumento dei salari avrebbe comportato lingresso dello Stato nel libero mercato; questo non era possibile perch lo Stato poteva intervenire solo la dove vi era un interesse pubblico, come poteva essere nelle fognature pubbliche). 2.

3. crisi morale-socio-culturale: tale questione viene sollevata da quelli che


sarebbero stati pi tardi definiti antropologi (n.b. antropologia e sociologia non erano ancora state istituzionalizzate n inserite nellinsegnamento universitario; per ora possiamo parlare solo di protoantropologia e protosociologia). I rappresentanti di tale settore erano medici, religiosi, osservatori dei comportamenti devianti, osservatori della questione delligiene morale. Quando parliamo di igiene morale alludiamo alla salute dellanima, della mente, della volont, dei valori che guidavano gli individui (psicologici, religiosi, culturali).

I problemi sollevati da questi studiosi quindi sono di carattere morale, riguardavano i comportamenti devianti dei poveri degli slums, i quali erano considerati dei selvaggi, delle classi pericolose nelle quali vi era la presenza di dis-valori (assenza di valori religiosi, famigliari, della cura di s, posseduti dalla borghesia): essi sostenevano lateismo, la non cura di s, la vita in strada piuttosto che in casa, la frequentazione dei pub, il lavoro saltuario, lassenza di intimit, la promiscuit tra i sessi (i figli condividevano le stanze con i genitori; pi famiglie vivevano in uno stesso spazio). Il pensiero pubblico era addirittura che questi costituissero una vera e propria razza, una razza non completamente umana, una razza degenere dove fisico e morale si mescolavano. In Inghilterra era molto diffusa limmigrazione degli irlandesi (si formavano dei veri e propri slums di irlandesi) e degli ebrei (considerati dei vagabondi). Il ragionamento proseguiva con losservazione del degrado fisico, conseguenza del degrado ambientale. Secondo questi studiosi la sequenza causale poteva essere di due tipi: a. selvaggi razza degenere degrado fisico (slums) b. degrado fisico (slums) razza degenere selvaggi La metafora usata per parlare degli slums era quella di Africa: gli slums erano visti come terre lontane, sconosciute, pericolose. Sono questi gli anni del colonialismo, delle prime esplorazioni in Africa. Ora lEuropa pensa di essere depositaria del progresso della civilt e si sente di dover portare i propri valori le cui culture vengono considerate meno valide. Gli stessi pensieri che gli antropologi facevano relativamente allAfrica vennero applicati agli slums in quanto le stesse caratteristiche dei popoli africani venivano riscontrate nei poveri degli slums. Si inizia a parlare di slumming, ovvero di esplorazione degli slums: questa diventa quasi una moda, un misto tra unesperienza che dava i brividi e una fonte di conoscenza. Le problematiche affrontate in relazione agli slums sono due e sono entrambe causa di comportamenti giudicati immorali: a. il sovraffollamento dellabitazione: le conseguenze di questo fenomeno sono lassenza di intimit domestica, la promiscuit, la presenza di dormitori a pagamento dove chi era senza casa poteva rifugiarsi a dormire e dove si trovavano bambini, vecchi, ammalati, giovani, genitori, ecc, ammassati negli stessi letti/stanze. La questione si risolveva nella crisi della famiglia e nel concetto di famiglia nucleare: non vi era rispetto della moralit sessuale a causa del disordine/non separazione degli individui; la crisi della famiglia si manifestava in incesti, nascite illegittime, alcolismo (in genere i capifamiglia, dopo una giornata di lavoro, trovava, al suo ritorno, una casa sporca, fredda che non poteva definirsi casa. Era perci portato ad uscire. Tendenzialmente la colpa ricadeva sulle donne, incapaci di costruire un ambiente famigliare adatto: la causa di questa loro incapacit andava ricercata nel fatto che avevano iniziato a lavorare molto giovani e quindi non avevano ricevuto unadeguata educazione domestica), mala educazione di figli (questa situazione si ripresentava nel tempo in quanto se una persona veniva educata male la stessa cosa accadeva con i suoi figli). Si riteneva quindi necessario imporre il concetto di famiglia a questi individui sconosciuto. Per essi lesigenza maggiore era quella di avere una buona salute fisica e quella di rimanere vicino al luogo di lavoro; per loro la questione del sovraffollamento non era un problema perch permetteva loro di non allontanarsi dal luogo di lavoro e di trovare nei vicini qualcuno in grado di accudire i figli mentre loro erano assenti. b. la congestione di quartieri, strade, spazi pubblici: questa era vista come foriera della crisi della comunit. La congestione della strada vista come un pericolo, causa di disordini, di liti, di assenza di ordine pubblico, di furti, di risse; sono

spazi relazionali pericolosi, causa di devianze. Ci porta a unapolizzazione dei comportamenti: vi solitudine perch impossibile intrattenere delle relazioni sane con i vicini, con gli individui; ci si rinchiude nella propria individualit. Altra conseguenza la crisi religiosa, in quanto il vivere in strada porta a frequentare i pub piuttosto che la chiesa. Inoltre stare in strada era causa di pericoli politici perch si assisteva ad una propaganda politica di sovversione, rivoluzione: qui potevano nascere forme di organizzazione di opposizione con conseguente crisi della comunit borghese. Le indagini geografico-sanitare e geografico-antropologiche erano inscindibili da progetti disciplinari che volevano introdurre, attraverso la predisposizione degli spazi, comportamenti pi sani anche dal punto di vista morale; lurbanistica quindi si occupa dello spazio pubblico ma anche del modello di societ. Nei progetti non necessariamente lazione segue lanalisi: anzi, lanalisi critica era spesso successiva al progetto; critica e progetto quindi si rincorrono costantemente. Tali progetti vengono avanzati negli anni 40-50 da mediciigienisti, criminologi, osservatori politici: tuttavia, non possiamo parlare di progetti urbanistici veri e propri bens di progetti protourbanistici. I progetti devono rispondere alla questione sanitaria e contemporaneamente a quella morale: a. crisi della famiglia-sovraffollamento: il concetto di famiglia doveva essere quello di cellula base i cui limiti-confini erano ben individuabili (il nucleo stava assieme per ragioni di cuore). Questo concetto, ben evidente nella classe borghese, era in crisi nella restante parte della societ. La critica alla convivenza di pi nuclei famigliari, alla promiscuit dei gruppi, port a proporre la realizzazione di case unifamiliari separate le une dalle altre. I nuovi quartieri operai dovevano essere composti da case unifamiliari, composte da solo piano terra e primo piano (contro gli alloggi su pi piani precedenti), con una divisione spaziale degli ambienti interni evidente, igienicamente controllate, dotate di illuminazione, fognature e acqua corrente; di tali quartieri vengono ridotte anche le dimensioni: dai 10.000 ai 1000 abitanti. Si trattava di dividere, separare queste concentrazioni, di ridurre la densit dei luoghi, di introdurre lo spazio dellorto e del giardino quali spazi del passatempo, del tempo libero sano. Ci portava anche al prendersi cura di s e della propria famiglia. Tali quartieri dovevano essere pi ariosi, dovevano essere avvicinati alla luce solare, alla natura e alla periferia, in quanto il centro citt ormai uno spazio destinato a funzioni industriali-terziarie. Ci si scaglia contro pub e luoghi simili; al contrario, si propone la costruzione di scuole e chiese allintero dei quartieri, laccesso ai quali era limitato e regolamentato: per accedere ad alcuni quartieri, per esempio, era necessaria la vaccinazione. Al loro interno viene eliminato il concetto di strada a favore di quello di giardino. Con questo progetto si intende introdurre anche un modello comportamentale, un modello di societ, si cerca di attuare una moralizzazione delle classi lavoratrici. Queste proposte tuttavia non prendono in considerazione la povert di queste classi, non mettono in discussione le loro condizioni lavorative: quasi come se i poveri avessero dovuto rimanere poveri ma poveri puliti, non dovevano rappresentare un rischio dal punto di vista della sanit. Questi quartieri devono essere suburbani-periferici, al contrario degli slums che si formavano nelle parti pi dense della citt in corrispondenza dei luoghi di lavoro. Lallontanamento da luoghi di lavoro avrebbe permesso di vivere in abitazioni migliori ma, allo stesso tempo, avrebbe richiesto un costo aggiuntivo relativo ai trasporti necessari per raggiungere larea di lavoro. Inoltre, molti di questi lavori non erano stabili ma giornalieri e perci era fondamentale trovarsi in prossimit delle fabbriche e dei

luoghi di lavoro in generale per poter recarsi presso questi ultimi chiedendo un impiego giorno dopo giorno. Le riforme non ragionavano sulla necessit che questi quartieri dovevano essere ben collegati con i luoghi di lavoro, dei quali pi tardi si avr un decentramento. Per questo molto spesso tali proposte venivano rifiutate. In realt sarebbe necessario capire quanto esse andavano incontro ai lavoratori e quanto invece agli interessi di coloro che le proponevano (ovvero delle classi pi agiate). Per i lavoratori lassenza di intimit, il sovraffollamento, la condivisione degli alloggi non erano un problema prioritario; per loro la scala delle priorit era la seguente: salute, questione economica (il dover abitare in zone e case meno care era la conseguenza della loro povert), vicinanza ai luoghi di lavoro, abbigliamento (preferivano spendere i loro soldi per vestirsi pi decentemente piuttosto che per vivere in case migliori in quanto questo permetteva loro di vivere in societ senza vergognarsi e quindi, essendo pi rispettabili, di trovare pi facilmente lavoro), alloggio. b. congestione degli spazi pubblici-crisi della comunit c. degrado sanitario-crisi dei corpi-mortalit Queste proposte non vengono attuate perch le condizioni politiche non sono tali perch si configuri un intervento statale/comunale. Tuttavia, si arriver presto a un intervento pubblico dello Stato relativamente alla disponibilit di case, indipendentemente dalle condizioni sanitarie (col passare del tempo si scoprono vaccini e medicine che permettono di migliorare le condizioni sanitarie): abbiamo una certa concorrenza tra case rese disponibili dai privati e dai pubblici. Tra le classi non vi era una grande distanza spaziale bens una grande distanza sociale: la societ era profondamente divisa anche se dal punto di vista degli spazi venivano condivisi gli stessi luoghi. Lidea di suburbanizzazione nasce da alcune idee del 700 che avevano riguardato la classe borghese: nel 700 infatti era sorto un movimento elitario che aveva cominciato a criticare i modi di vita tradizionali urbani (il vivere in centro citt) e aveva cominciato a sperimentare la vita nei suburbi, progettando dei quartieri per s. a questo modello di vita e a questo avvicinamento alla natura che ci si rif proponendolo in termini meno ricchi ma pi ridotti. In questo secolo si sviluppa il concetto di famiglia estesa (pi nuclei famigliari convivono tra loro) e quello di famiglia nucleare isolata (ci si deve allontanare dal resto della parentela); nello stesso periodo nasce una critica nei confronti del matrimonio fatto per interesse (ci si deve sposare per amore). Questa nuova mentalit borghese porta allintroduzione di nuovi modi d insediamento: innanzitutto si predilige la villa unifamiliare realizzata attorno al parco privato; la casa ora vista come il luogo privato che deve salvaguardare la famiglia dai pericoli della citt, il luogo del focolare domestico. Uno dei primi quartieri di questo tipo venne promosso dalla comunit degli evangelici e si trova a Londra. Un altro esempio ci offerto da Regents Park, progettato da John Nash. La zona, di propriet della corona, venne ceduta alle autorit comunali che affidarono a Nash la progettazione del parco e delle case unifamiliari adiacenti a un canale (e molto diverse dalle terraces che si trovavano nella stessa area) site nella zona Park Village. In queste abitazioni vengono sperimentate nuove idee di spazio domestico: la camera da letto dei genitori, per esempio, non pi anche la stanza da gioco dei figli; inoltre vengono divise le stanze da letto di maschi e femmine. questa lidea del suburbio-giardino (pi tardi si avr la citt-giardino). La citt invece vista come un luogo pericoloso, il luogo dellateismo, dove si hanno movimenti socialisti e dove la classe dei lavoratori considerata una classe pericolosa. Allo stesso tempo, pur essendo il luogo del male, il luogo degli affari,

sede, nella zona centrale, di tutte le attivit bancarie, assicurative, terziarie. I luoghi periferici sono invece ora sentiti come spazi della residenza operaia. Dal suburbio, in un tempo ragionevole, si pu raggiungere il luogo di lavoro: era necessario trovare una giusta distanza tra casa e luogo di lavoro sulla base delle disponibilit economiche dei lavoratori stessi. La natura, al contrario, essendo un dono di Dio, non presenta contraddizioni e quindi importante avvicinarsi ad essa. I benefattori leggevano la povert in due modi diversi: a. lundeserving poor (la povert selvaggia), quella delle persone irrecuperabili nei confronti dei quali gli sforzi della societ erano pressoch inutili; b. la deserving poor, quella delle persone recuperabili, meritevoli, che vengono aiutate di pi affinch questi possano avvicinarsi alle classi medie. I progetti riguardavano la pulizia igienica (case adeguate, citt vivibili, reti fognarie, ecc.), la pulizia morale (distinzione delle parti allinterno della famiglia) e la pulizia comunitaria (eliminazione dei pub e della vita di strada). Questi progetti di tipo conservatore, tuttavia, non risolvevano il problema dellaltro tipo di povert, quella cattiva. Inoltre, questo ragionamento non toccava e non ricercava assolutamente le radici della povert: non si entra nel merito del lavoro, del lavoro minorile, del lavoro malpagato, pesante e prolungato. Al contrario, i primi economisti e studiosi politici incominciarono a sollevare il problema del rapporto lavoro-citt, chiedendosi in quale modo e in che misura il lavoro e la morale fossero legati alla povert. Il problema della povert era quindi gi stato trattato in precedenza ma non era mai stato posto al centro dellattenzione degli studi; gli economisti, al contrario, studiano il tema della povert e le sue conseguenze (sovraffollamento delle abitazioni, differenza tra salario e fitti, fabbisogno abitativo). Tra gli economisti socialisti, uno dei pi importanti e il primo ad aver dato un proprio contributo Engels: egli , assieme a Marx (critico della societ borghese, delleconomia liberista e del capitalismo, basato sulla propriet privata dei mezzi di produzione), il padre fondatore del Manifesto del Partito Comunista (1848) e il fondatore della II e III Internazionale Socialista. Nel 1845 scrisse La situazione della classe operaia in Inghilterra, ovvero il primo testo sugli slums in cui viene sollevata la questione delloccupazione. Il riformismo sociale a met strada tra il liberismo (ovvero la libera iniziativa individuale) e lo statalismo (ovvero lidea che lindustria sia di propriet pubblica): i nomi legati al riformismo sociale sono quelli di Booth e Geddes. Engels, nato a Berna da un imprenditore tessile, frequenta i circoli politici di sinistra in Germania (peraltro circoli pericolosi per i conservatori), assumendo fin da subito delle posizioni di riformismo critico. Costretto dal padre a recarsi in Inghilterra per occuparsi della fabbrica posseduta a Manchester, in risposta si occupa delle classi sociali meno agiate. Lopera di E. si inserisce in un periodo in cui la rivoluzione accompagnava sempre pi la questione lavorativa e le parti pi povere del popolo stavano emergendo come soggetti politici; in questo periodo borghesia e proletariato si stavano alleando contro gli aristocratici. Engels legge le varie inchieste sanitarie fatte in precedenza sulle fabbriche e concentra la sua attenzione sul fatto che i lavoratori morivano proprio allinterno delle stesse: qui si usavano veleni, i lavoratori venivano trattati come bestie, fatti lavorare per 18 ore, sottoposti a una fatica fisica bestiale; le fabbriche, inoltre, non erano arieggiate ed erano calde destate e fredde dinverno. Engels conduce delle ricerche personali sulle fabbriche e dalla raccolta di tutte queste osservazioni nasce il suo libro, pubblicato nel 1845. Nel testo egli muove due critiche contro le inchieste gi realizzate sulle fabbriche:

a. pur riconoscendo che in esse erano state messe in luce diverse problematiche, sottolinea che non era stato evidenziato il legame tra Rivoluzione Industriale e rivoluzione della citt; b. accusa gli studiosi di non aver compreso quanto la situazione di sfruttamento nelle fabbriche avesse influenzato la situazione sociale. Secondo Engels la situazione sociale degli slums derivava dalla situazione di degrado esistente allinterno delle fabbriche; il problema di base riguardava quindi lingiustizia economico-sociale e infatti il povero era tale in quanto sottopagato o in quanto privo di lavoro. Il capitalista si appropria del plus valore prodotto dal lavoratore, il cui salario inferiore rispetto al lavoro prodotto. La povert del lavoratore sta quindi alla base del sistema capitalistico in quanto non esiste la ricchezza senza la povert. Il modo di produzione capitalistico infatti basato sullo sfruttamento del lavoro: i salari sono cos bassi da costringere alla povert e la controparte del salario il profitto del padrone; la conseguenza di questa povert il sovraffollamento delle abitazioni e e il fabbisogno abitativo. La questione urbana degli slums perci secondaria alla questione industriale. Nel 1871-73 pubblica degli scritti: i temi trattati non riguardano pi ligiene in quanto le epidemie erano state sconfitte (per es. grazie allintroduzione di fognature); ora parla del sovraffollamento delle case, evidente conseguenza degli alti affitti e dei bassi salari. Per ottenere laumento dei salari, Engels propone la via della rivoluzione socialista e labbattimento del regime capitalista, eliminando la propriet privata dei mezzi di produzione. La sua non una posizione pratica ma in avvenire: necessario impossessarsi prima del potere e successivamente agire. Anche in questo caso la questione urbana degli slums perci secondaria alla questione industriale. Tale ragionamento verr ripreso negli anni 70 in Italia, allorch si verr ad affermare un incremento dei bisogni abitativi. Un altro studioso di questo tema Charles Booth, ricco mercante inglese di Liverpool (armatore di navi); i suoi guadagni derivavano dal commercio con le Indie. Egli aveva interessi sociali ed era un uomo religioso, interessato alla beneficenza e al Settlement Movement (ovvero un movimento ispirato a movimenti religiosi che voleva portare un aiuto, insediando in essi scuole, ricoveri temporanei e centri di assistenza. Il lavoro di B. ha avuto un successo riconosciuto ben al di fuori dellInghilterra. Egli promosse una grande inchiesta economico-sociale su Londra, la Social Survey, pubblicata nel 1889-1903: linchiesta composta di 7 volumi e affronta il tema delle condizioni lavorative e abitative della popolazione londinese, il tema quindi del rapporto tra lavoro e povert. Linchiesta venne realizzata attraverso dei questionari che vennero raccolti da degli osservatori privilegiati, ovvero da preti, ispettori scolastici e, pi in generale, persone che conoscevano bene gli slums. Le sue ricerche (ricerche porta a porta) partono dalla zona a nord delle banchine portuali per poi estendersi a tutta Londra. Booth raccoglie informazioni sul lavoro: sul n di componenti delle famiglie, sul n di persone impiegate (quindi anche sul lavoro minorile), sul tipo di lavoro svolto, sulle condizioni delle abitazioni, sui salari, sullatteggiamento degli individui nei confronti del loro lavoro. Questultimo punto, relativo allo studio comportamentale, era molto importante ed era finalizzato a capire a cosa fosse dovuta linstabilit del lavoro: ci si chiedeva infatti se era dovuta allofferta precaria di lavoro, o al desiderio degli individui di non avere un lavoro stabile ma solo un lavoro saltuario che permettesse loro di avere un salario da poter spendere immediatamente, ecc. Ci che era evidente era un atteggiamento di rifiuto nei confronti del lavoro. In base a queste informazioni classifica la popolazione individuando 8 classi statistiche che nomina con le lettere dellalfabeto: classe A: classe dei selvaggi (ladri, prostitute, persone che ricavavano il proprio reddito non da un lavoro regolare ma con mezzi illegali) classe B: coloro i quali avevano impieghi precari e saltuari per propria volont

A + B costituiscono i molto poveri classe C: classe D: coloro i quali hanno un impiego irregolare ma non per propria volont (bens a causa del mercato del lavoro) coloro i quali hanno un lavoro regolare ma malpagato C + D costituiscono i poveri classe E: classe F: operai (ovvero i lavoratori dipendenti) con un lavoro stabile e con un reddito che Booth chiama confortable artigiani (ovvero i lavoratori autonomi) il cui reddito confortable E + F costituiscono i confortable classe G: classe H: i benestanti ovvero i liberi professionisti (medici, insegnati, avvocati) i well-to-do, ovvero coloro che non dovevano lavorare perch potevano vivere con la rendita delle propriet G + H costituiscono i ricchi Vi era il timore che alcune di queste classi (le inferiori) potessero dare inizio a sovversioni, scontri, atteggiamenti rivoluzionari; tuttavia, dal punto di vista statistico, i molto poveri risultavano essere una piccola minoranza mentre i confortable rappresentavano la maggioranza della popolazione. Le ricerche di B. hanno quindi il merito di tranquillizzare lopinione pubblica. Secondo B. era per molto importante cercare di separare dal punto di vista geografico ed economico i selvaggi dalla restante parte della popolazione, al fine di dare maggiore sicurezza alle classi C e D. B. non era liberista (libero mercato) n statalista (intervento dello Stato nelleconomia) ma sosteneva una via mediana tra le due che intendeva creare una propria cultura finalizzata a realizzare una riforma sociale che si prendesse cura in particolar modo delle classi medio-basse, ovvero le classi Ce D. Al fine quindi di stabilizzare le condizioni di vita di C e D propone di intervenire con misure di carattere economico e urbanistico. Il suo progetto prevede: per la classe A: propone politiche di eugenetica, ovvero una selezione genetica che eliminasse dai meccanismi di riproduzione sessuale la razza considerata inferiore (es. la castrazione dei maschi avrebbe fatto si che i comportamenti selvaggi non venissero trasmessi ai figli); unaltra soluzione prevedeva la dispersione nello spazio di questi individui cos che famigli di questo tipo non potessero nemmeno nascere (essendo i singoli individui fissi in luoghi molto distanti tra loro); per la classe B: la realizzazione di colonie operaie in cui i membri della classe B fossero obbligati a lavorare; Lintenzione di B. era quella di stabilizzare la situazione cercando di evitare che negli individui nascessero idee di sovversione. Propone quindi una politica di filtering (ovvero di filtraggio): concede a E e F la possibilit di suburbanizzarsi, cio di acquistare villette, case, alloggi in periferia, di diventare proprietari di beni immobili. E e F, vedendosi garantiti i propri interessi, sarebbero diventati pi conservatori e non attratti da idee sovversive. Lo stato avrebbe contribuito allacquisto. Le classi C e D avrebbero occupato le case lasciate libere da E e F; A e B avrebbero occupato le case lasciate libere da C e D: in questo modo i poveri avrebbero vissuto in luoghi migliori e sarebbero stati eliminati gli slums di A e B. Queste classi dovuto pagare degli affitti. La separazione spaziale viene vista come la soluzione migliore: ad essa B. ci arriva solo osservando latteggiamento degli individui nei confronti del lavoro.

La politica di B. quindi una politica riformista (mentre Engels riteneva necessario ottenere prima il potere e poi passare allazione). I lavori di Engels e studiosi vari erano pubblicati su riviste e opuscoli specializzati riservati ai propri colleghi e quindi non a coloro che erano veramente interessati al tema. Ma questi lavori come rappresentavano gli slums allocchio dei lettori? Esistevano due modi, due tipi di sguardi attraverso cui venivano osservati gli slums: due tipi di sguardo diversi ma tra loro complementari e presenti contemporaneamente negli stessi testi.
Sguardo oggettivo Presenta la realt cos com; lautore scompare, si fa assente, la sua individualit e le sue emozioni vengono meno. Egli usa la ragione, propone uno sguardo razionale che fa leva sul ragionamento, sulla razionalit, sul calcolo. Questo sguardo usa dei parametri quantitativi, cerca di misurare e quantificare i fenomeni mettendo in primo piano le descrizioni statistiche, numeriche. Offre quindi una visione globale. Lassenza dellosservatore e la visione globale danno lidea spazio visione dallalto.di geografia Parlando di di una si pu parlare Attraverso lo sguardo oggettivo si viene a economica. costituire il concetto di spaio urbanistica (case Molta parte della disciplina misurabile si dense, a questa visione scientifica. legata mq ridotti, n abitanti, dislocazione delle case, posizione geografica delle case, ecc.). Sguardo soggettivo Mostra come lo scrittore vedeva lo slum; questa visione una testimonianza data dal fatto che gli studiosi avevano visto, odorato, toccato, visitato gli slums, ci erano stati dentro. Qui vengono inserite le percezioni, le emozioni dellautore, il suo giudizio, le percezioni estetiche che lautore ha dellambiente esterno (odori, cose osservate, ecc.) e la sua reazione emotiva. Questo uno sguardo qualitativo: le emozioni date dalla realt esterna possono essere molto forti anche a partire da modi quantitativi minori (cio da un piccolo fatto quantitativo possono emergere grandi emozioni). Offre quindi una La presenza dellosservatore e la visione visione parziale in quanto testimonia un evento, parziale danno lidea di unosservazione dal una parte della realt osservata attraverso il basso: lo scrittore dentro questa realt, la proprio corpo (occhi, orecchie, mani); per vive direttamente sulla propria pelle. questo non una visione scientifica. Attraverso lo sguardo soggettivo emerge lidea di luogo: infatti, pensando al luogo pensiamo a delle parti della Sguardo soggettivo superficie terrestre con una fisionomia ben precisa; quasi dei referti); Racconti delle visite (sono parlando di luogo pensiamo alle disegni, foto al in generale, ematerialidifferenze e, paesaggio di tipo qualitative tra un luogo e un altro. Il luogo ci visivo. Inprovoca delleimmagini che siamo riusciti a realt le emozioni. Tale Lynch, riprendendonumerosissime. parlato tale filone, ha ritrovare non sono Tali di mappe mentali che autori famosi come immagini sono prodotte dauna persona si crea pensando alla citt in base della polizia della Gustave Or (es. immaginealle esperienze che quotidianit. controlla i poveri di Londra) ma anche da autori meno conosciuti.

Sguardo oggettivo Tabelle statistiche/comparative; cartografia tematica (su mappe rappresentative dello spazio fisico vengono proiettate delle variabili di tipo economico, sociale, sanitario, ecc.). alcuni esempi: una delle prime mostra con diversi colori i vari livelli di mortalit a Londra; unaltra, allegata ai documenti di Chadwick, mostra con i colori pi scuri le zone pi pericolose dal punto d vista sanitario. Mostra anche la posizione delle fabbriche autori non erano consapevoli di aver introdotto tutti i concetti di cui Tutti questi relazionandole allo stato di sanit. abbiamo parlato relativamente allo sguardo soggettivo/oggettivo. Da Lo scopo degli studiosigli slums venivano notare che molto spesso era quello di dimostrare che tutti i numeri elencati con la osservati dal treno: i binari, infatti, venivano visione oggettiva erano veri, corrispondevano al reale stato delle cose; e si invitava la realizzati nelle zone pi esterne e meno gente a rendersene conto autonomamente attraverso una visita agli slums. La visione costose, quindi in adiacenza agli slums. Per soggettiva, quindi, non era altro che un modo con cui si cercava di dimostrare quanto questo chi non aveva il coraggio di recarsi negli sostenuto con le passandoci non era slums poteva osservarli statistiche; davanti in altro che un rafforzamento della visione oggettiva. I materiali di cui ci si avvaleva: treno. Si arriva cos alle prime inchieste fotografiche: una delle prime venne fatta a Glasgow e riporta immagini delle parti degradate della citt. Molto importanti sono le immagini realizzate dal fotografo Riis su New York: egli era un giornalista che affiancava spesso le immagini alla parola. In quelle su NY ritraeva gli immigrati e i problemi connessi alla questione abitativa.

La geografia urbana una disciplina accademica che si sviluppa in ambito universitario a partire dagli anni 70 dell800 in Germania e si diffonde poi in Francia e in Inghilterra; gli autori della disciplina sono geografi umani e geografi urbani: essi studiavano la fisiologia della citt il cui corretto funzionamento era impedito dagli slums. Essi avevano interessi relativi alla distribuzione, allo sviluppo sociale, alle differenze tra le persone, allindividuazione di aree diverse costituenti la terra nella sua complessit. Gli anni chiave per lo sviluppo di questa disciplina sono i primi del 900, nonostante essa nasca nel 1870. La geografia prima del 1870: partendo dal problema della povert (slums) quello che i geologi, geografi, topografi, igienisti, ecc, notavano era che gli slums non permettevano lo sviluppo fisiologico della citt: questo era condizionato dai miasmi, che non favorivano di certo la fisiologia (circolazione), dalla povert, dalla congestione e dal sovraffollamento. Tutti questi fattori impedivano il corretto funzionamento della citt capitalistica e questo rappresentava un problema grave per la societ. Questi studi portarono dalla crisi urbana alla crisi fisiologica (intesa come scambio tra le parti) della citt. Le scienze che per prime studiarono questi temi furono le scienze mediche (problemi per la salute fisica e morale): alla base di questi studi, tuttavia, cera il sapere della chimica (che appartiene alla medicina) che ragionava sui miasmi, sulla sporcizia, sulla composizione dellaria, dellacqua, ecc. La citt quindi un organismo con problemi relativi al corretto funzionamento fisiologico in cui la circolazione (della popolazione, delle merci, economica) bloccata e che invece dovrebbe essere pi agile, pi mobile. La geografia urbana dopo il 1870: successivamente la geografia urbana studier la fisionomia e non pi la fisiologia, si occuper del paesaggio, del suo aspetto, della morfologia, di ci che si vede, la localizzazione, la superficie della terra intesa come le caratteristiche della terra. Non studier pi la citt come organismo ma la citt con ci che si vede, la topografia. I temi trattati sono diversi da quelli affrontati finora. Nascer cos allinizio la geografia classica (1700), la quale si occupava dellanalisi/studio degli aspetti naturali della terra (clima, fiumi, monti, rilievi, suolo, risorse, ecc.): sono questi gli studi di Montesquie e di Darwin.

Il secondo passo riguarda gli studi della geografia umana (1750) che, partendo dalla geografia classica, si interessava del rapporto tra natura e uomo, studiando la distribuzione delluomo sulla superficie terrestre, le civilt, le relazioni tra le caratteristiche naturali del clima e linfluenza sulle caratteristiche umane (es. cultura, colonialismo). Si voleva legare i fattori climatici ai fattori culturali: dove abbiamo fattori climatici simili abbiamo fattori culturali simili. Il passo successivo riguarda la geografia urbana: la citt, le agglomerazioni umane, la concentrazione della popolazione; si fa riferimento agli elementi di localizzazione e di morfologia. Si studia in quale modo la natura ha influito sulla citt intesa come popolamento ed edificato. In generale gli strumenti che la geografia usa per descrivere la citt sono le cartografie topografiche militari (IGM): listituto geografico militare per primo aveva usato queste carte individuando i nuclei abitativi, le strade, ecc, per la difesa, lespansione, lattacco e loccupazione durante le guerre. Il lavoro del geografo-topografo consiste nello studio dei fattori del suolo che hanno caratterizzato lo sviluppo della citt e la localizzazione dellinsediamento (geografia delle sedi) e di conseguenza la forma del paesaggio (la morfologia). Questo ragionamento viene seguito sia dalla geografia umana, che a scala maggiore studia le grandi coltivazioni agricole, il clima, il suolo, sia dalla geografia urbana, a scala pi contenuta. Buffon sosteneva che il primo uomo era nato nellAfrica centrale e si era poi spostato da nomade; le differenze delle diverse specie erano una conseguenza delladattamento delluomo africano alle diverse caratteristiche fisionomiche del territorio (suolo, clima, ecc.) in un processo durato secoli. Mentre nella fisiologia la scienza medica si appoggiava alla chimica, nello studio della fisionomia i geografi si appoggiano alla biologia, in particolare ad una sua branca nata in questi anni: lecologia (ovvero lo studio del rapporto tra esseri viventi, vegetalianimali-umani, e lambiente; lo studio delladattamento della vita in tutte le sue forme al territorio con tutte le sue caratteristiche). Da questo periodo viene introdotto il concetto di natura, il legame con la quale era del tutto assente negli slums: la natura viene riscoperta e viene vista come risorsa (non ci sono pi soltanto le tematiche sociali). Dalla riscoperta della natura nasce il legame natura-economia; la geografia economica: i fattori naturali sono dei fattori economici, attraverso la natura abbiamo dei risparmi di costo. (es. un porto uninsenatura naturale che viene sfruttata dalluomo e viene usata anche per linsediamento creando dei vantaggi per gli spostamenti). I fattori geografici naturali che facilitano lo sviluppo e la morfologia della citt sono: a. il sito: studiano limportanza dei fattori naturali del sito escludendo le nuove costruzioni. Il metodo utilizzato quello del rilievo; b. la posizione geografica: linsediamento stato permesso dalla posizione, cio da ci che appartiene alla superficie naturale della terra e che lega questo territorio al resto della terra. La citt viene concepita come un nodo di relazioni in cui si vengono a creare delle gerarchie: il sito e la posizione sono delle risorse economiche. Patrick Geddes nasce come biologo (1854-1932) e in Francia si dedica allo studio della biologia marina (sar biologo fino alla fine della sua vita e nel 1931 pubblic un libro dal titolo Principi di biologia generale); la sua attivit pi intensa si concentra a cavallo del secolo. In un secondo momento si dedicher alla sociologia e allurbanistica (in quanto tale lavor in Scozia, in India, in Palestina, ovvero in luoghi con risorse scarse); egli infatti uno dei padri fondatori e dei maggiori esponenti del movimento per le garden cities. Le garden cities, da distinguere rispetto ai suburbi-giardino, erano delle citt autonome dotate di luoghi di svago, di luoghi di lavoro, di scuole, di luoghi di cultura,

ecc.: riunivano in s tutte le attrattive della citt ed evitavano problemi di disoccupazione, congestione, assenza di verde, slums. Nel 1909 venne approvata la prima legge urbanistica europea che obbligava tutti i comuni inglesi ad elaborare dei piani urbanistici (in Italia otteniamo una legge simile solo nel 1942). Geddes affronta le tematiche delle garden cities: 1. da un punto di vista igienista: egli studia le condizioni ambientali-igieniche delle citt giardino al fine di trovare un rapporto tra uomo e natura equilibrato dal punto di vista igienico; 2. dal punto di vista del lavoro: si possono trovare allinterno delle citt luoghi di lavoro sani che consentono di affrontare l questione della povert (ovvero una delle componenti principali della crisi urbana); questa tematica viene affrontata da Geddes e da Booth (che negli stessi anni si era occupato della Social Survey) assieme; 3. dal punto di vista della biologia La garden city quindi la risposta alla crisi urbana dellepoca: essa tuttavia incontra lopposizione di intellettuali conservatori che non volevano lintromissione dello Stato nelle questioni lavorative. Va ricordato per che le garden cities non erano frutto delliniziativa statale, bens dellimprenditoria sociale: Oward, a capo del movimento per le garden cities di cui faceva parte anche Geddes, comprava dei terreni su cui sarebbero poi state realizzate le citt giardino senza fini speculativi. Le garden cities facevano parte di un programma diverso da quello delle new towns, promosse negli anni 60 dallo Stato; le garden cities si avvicinavano di pi al paternalismo industriale. Con le garden cities emerge il municipalismo, lidea di partecipazione: la citt doveva trovare degli organi di governo a met strada tra lindividualismo di libero mercato e le proteste di Engels e del socialismo (che prevedevano un intervento dallalto); in esse emerge la soluzione mediana del municipio, non inteso come lo immaginiamo noi oggi, bens come una forma di coinvolgimento del cittadino. Con il termine municipalismo quindi si allude allidea di comunit, di abitare in comunit, di solidariet, di partecipazione, di condivisione di vita in comune (se un membro della comunit ha un problema ne risentono anche gli altri componenti, i quali vi partecipano con solidariet). Per questo si pu dire che il pensiero di Geddes filosofeggiante. Geddes, in quanto biologo, si occupa della geografia umana e urbana, la quale studia i fattori naturali/geografici della terra; questi dovevano influire sul paesaggio, sulla citt, sulla cultura umana. La geografia umana studiava usi e costumi dei popoli che erano intimamente legati alle condizioni ambientali esterne. Di conseguenza, si rivelava necessario esaminare la risorsa suolo, dalla quale dipendevano le caratteristiche morfologiche della citt. Vi era quindi unidea di armonia, di equilibrio tra natura e uomo: questidea porter in particolare i geografi francesi a studiare le piccole citt (la Francia era un grande paese ma con una sola grande citt, Parigi). Essi da un lato studiavano i quadri regionali, dallaltro concentravano la loro attenzione sulle piccole citt, dove era molto pi facile leggere il rapporto tra natura e uomo; ci non poteva accadere in relazione ad una citt come Parigi, sulla quale infatti non venne mai scritto niente. Le piccole citt erano dei centri di mercato siti tra ambienti rurali e ambienti montani facilmente analizzabili. Geddes recupera il concetto di armonia trattato dalla geografia umana francese; egli recupera anche lidea di piccola citt, intesa come quel luogo in cui possono convivere in perfetto equilibrio uomo e natura. La crisi urbana viene letta da Geddes come crisi ambientale, cio come crisi del rapporto tra uomo e ambiente. Geddes motiva e sostiene la realizzazione delle garden cities come risposta alla crisi ambientale: con la citt industriale si arrivati per Geddes a un punto in cui produrre merci diventato cos importante che non si tiene pi conto dello sfruttamento delle risorse naturali; la risposta a tale situazione la realizzazione delle garden cities, in

cui non prevalgono i valori materiali ma quelli sociali, spirituali. Lidea di verde, infatti, non solo legata allidea di natura e di igiene ma anche allidea di spiritualit. La grande citt del XIX secolo vista dal punto di vista della mobilit e dei luoghi centrali. Le trasformazioni ottocentesche si sono attuate in particolare attraverso lo sviluppo della mobilit e dei luoghi centrali. Le centralit di largo consumo sono quegli spazi che attirano i visitatori sia per gli obblighi (es. lavoro, scuola), sia per il piacere del consumo, dove la persona ha un ventagli di opportunit molto ampio (es. luoghi di commercio centrali-storici, mercati rionali, centri commerciali, ecc.; lo stesso vale per i luoghi dello svago). Noi ci occuperemo di queste ultime. La mobilit linsieme di strade, vie, snodi di piazze e simili. Vi un forte legame tra luoghi centrali e mobilit: i grandi snodi stradali sono a loro volta dei luoghi centrali (es. aeroporti, grandi stazioni); ed spesso necessario legare al tema della mobilit quello della sosta obbligata (es. porti, luoghi dove vengono scambiate le merci e dove si ha una sosta obbligata per le persone). Tali luoghi, di mobilit e di blocco della mobilit assieme, diventano spesso dei luoghi centrali (es. multisala e parchi commerciali sono spesso localizzati in corrispondenza di nodi stradali o lungo la tangenziale, quindi in corrispondenza di luoghi di grande mobilit): la localizzazione quindi strategica e legata al sistema delle infrastrutture. Gli aspetti fisico-morfologici della citt ottocentesca (questione del corpo, questione morale-sociale, questione economico-politica) vanno studiati in relazione alla mobilit e ai luoghi centrali. La citt dell800 conosce delle trasformazioni delle parti centrali (vd. Parigi con lo sventramento voluto da Hausmann a favore dei boulevard; vd. Manhattan con la griglia di strade, avenues e streets, realizzata nel 1811 che porta la citt a crescere per blocchi; vd. Vienna con il suo ring stradale che circonda la citt storica). La parte della citt ottocentesca che si viene a trasformare maggiormente quella borghese; il suo aspetto fisico-morfologico caratterizzato da: a. la regolarit dei tracciati (vd, in particolare Barcellona e Manhattan) con la conseguente creazione di isolati: questo ordine si contrapponeva al disordine dello slum. b. La grande dimensione e i grandi spazi: strade larghe fino a 30-40 metri nei boulevard, appartamenti molto ampi, grandi parchi, ecc. c. Il prospettivismo: le viste e lordine visivo determinato dai grandi spazi giocano un ruolo fondamentale. d. Luniformit architettonica-tipologica (edifici alla stessa altezza, rapporti geometrici tra laltezza degli edifici e la larghezza delle strade). e. Lomogeneit degli arredi: stesse tipologie di chiostri, di illuminazione, di sedute, ecc, nelle diverse strade di una citt. Questo aspetto contrasta con lassenza di arredi e di ordine degli slums. f. Luso di certi materiali: ferro e vetro in particolare (vd. Grand Magazine, gallerie, realizzati a partire dal 1840-50; essi contrastavano con i materiali poveri quali il legno con cui venivano realizzati gli slums). In generale si pu affermare che luso del vetro porta allestroversione di questa parte di citt: in questo modo vengono mostrate le merci al passante e si instaura uno stretto legame tra strada e luoghi centrali, localizzati lungo i grandi nodi e le strade affollate e trafficate (al contrario gli slums erano chiusi, introversi, localizzati in posti difficilmente accessibili). Al contrario i centri commerciali odierni sono chiusi rispetto allesterno. La citt ottocentesca quindi non tanto una citt di grandi piazze, bens di grandi strade, legata per questo allaspetto della mobilit. g. Il ritorno della natura nella citt (per es. con i viali alberati): vi quindi una simbiosi tra ritorno alla natura e lalta tecnologia del ferro e vetro.

A questo proposito quindi viene introdotto un piano urbanistico per il risanamento delle parti centrali della citt abitate dalla borghesia. Parlando di mobilit dobbiamo sottolineare la sua importanza fondamentale di fronte alla capacit della citt di ampliarsi e di divenire efficiente dal punto di vista economico: queste citt diventano grandi nodi economici e quindi la mobilit fondamentale in relazione ad esso.

a. Questione del corpo: la questione relativa alla percezione e alla sanit (rumori,

odori, inquinamenti). Se negli slums colpivano soprattutto gli dori e i contatti tra le persone, nella parte ricca-borghese della citt contava soprattutto il senso della vista, il quale veniva colpito pi degli altri. Si tratta di uno sguardo prospettico, legato a un processo di anestetizzazione degli altri sensi: gli odori scompaiono soprattutto perch vengono realizzate le grandi fognature (non pi a cielo aperto; compare il concetto di rete fognaria); i rumori scompaiono perch vengono usati materiali insonorizzanti, quali il macadm (bitume e sassolini) al posto dei ciottoli di pietra, nella realizzazione dei tracciati stradali (questo comporta anche una maggiore scorrevolezza del traffico stradale); il tatto tra persone viene eliminato perch le strade vengono dotate di grandi marciapiedi e vengono addirittura differenziati i percorsi per landatura lenta, per landatura veloce e per la sosta. Viene quindi eliminato quel contatto fisico tra i corpi tipico degli slums. Il senso della vista trionfa su tutti gli altri e proprio luso di tracciati viari regolari permette linquadramento di alcuni edifici specifici (es. le chiese); in questa parte di citt compare il concetto di comfort: questi sono luoghi piacevoli in cui vivere, si percepisce un benessere estetico, fisico (non vi un problema di igiene). Sono luoghi ordinati, nettamente contrapposti agli slums, dove, come dice Engels in uno suo racconto, proprio a causa dellassenza di ordine, era facile perdersi, perdere lorientamento. I boulevard sono anche le prime strade dove si ha unilluminazione pubblica a gas. Si hanno concetti di pulizia e presenza di polizia. significato morale/sociale in quanto diventano i luoghi della promenade (ovvero della passeggiata); passeggiata che poteva essere fatta solo da chi possedeva il tempo libero sufficiente e da chi possedeva i mezzi (carrozze e cavalli), perci dalla borghesia. Le strade diventano i luoghi del tempo libero, luoghi dincontro; esse mettevano in comunicazione la citt da nord a sud, da est a ovest. Vanno viste in relazione ai parchi, in quanto esse sono strutturate in modo tale da condurre proprio ad essi. Limportanza delle strade determinata anche dalla presenza dei caff e dei Grand Magazine: i primi risalgono alla fine del 700 e sono lespressione di luoghi ad uso pubblico utilizzati per la socialit (la stessa rivoluzione francese sembra essere nata nei caff); i secondi sono edifici sviluppati su pi piani con grandi vetrine rivolte verso la strada (e non verso linterno delledificio come accadeva nei passage e nelle gallerie), permeabili, aperti verso lesterno. Questi luoghi dincontro sono frequentati soprattutto dalle donne in quanto sono spazi di vendita di indumenti e di oggetti per la casa. Da notare che la donna borghese non va immaginata come una figura senza lavoro tutta dedita alla casa; al contrario ad essa viene concesso di passare molto tempo fuori casa, di uscire in luoghi che possiamo definire femminili, addolciti, piacevoli (si tenta infatti di rendere lo spazio sempre pi gradevole, unestetizzazione di esso). Le donne, quindi, si davano appuntamento al Grand Magazine, in questi luoghi piacevoli dotati anche di sala da t e di spazi in cui le signore potevano sedersi per scrivere dei biglietti: si voleva creare un clima non solo di efficienza ma anche di socialit.

b. Questione morale/sociale: le grandi strade assumono nella citt ottocentesca un

Tutti questi individui erano legati da un gioco del vedere-osservare-farsi vedere: questi luoghi sono luoghi dellesibizione di s e per questo diventa fondamentale la questione della moda (fenomeno legato anche alla produzione industriale sempre pi massiccia e rapida e allimportazione sempre pi veloce e a minor prezzo di tessuti e stoffe talvolta sconosciute. Il prezzo ridotto della merce permette ance ai ceti medio-alti di acquistarla). Chi frequenta questi luoghi quindi obbligato a vestire in un certo modo, avere certi comportamenti e vi si deve recare ad orari prestabiliti (es. non si possono indossare abiti della stagione precedente, bisogna essere aggiornati) in quanto tali spazi diventano i luoghi dellidentit borghese: ci si sente parte della societ perch si simili agli altri frequentatori; tale somiglianza data dalle apparenze, dallesibizione della ricchezza. La societ borghese di cui stiamo parlando si differenzia dalla societ di corte, i cui membri si incontravano, in virt del proprio titolo, nei salotti (vd. Buchingam Palace, Versailles) e quindi in spazi chiusi: erano questi luoghi di festa, di ricevimento ma soprattutto di incontri intellettuali. La comunicazione verbale nella societ di corte, infatti, era un elemento caratterizzante. Nella societ borghese dell800, invece, la comunicazione verbale era assente; al suo posto subentra la comunicazione visiva: si evitano i contatti e si accentua la pratica del mostrarsi, del farsi vedere, del permettere di farsi riconoscere. Si pu quindi parlare di contatti a distanza: non ci si mostra troppo disponibili, per salutarsi si accenna con il viso. Questo perch chi frequentava i salotti era di sicuro nobile, mentre chi frequentava i boulevard poteva essere chiunque (es. una prostituta, vestita elegantemente, con certi comportamenti, poteva benissimo frequentare tali luoghi. Essa poteva essere facilmente smascherata al pi piccolo infrangimento delle regole di comportamento stabilite, codificate). Era perci fondamentale frequentare questi luoghi a certi orari (alle 11 di mattina e alle 6 di sera): se una donna dellalta borghesia frequentava tali spazi in altri orari poteva essere facilmente scambiata per es. per una prostituta. Il tutto viene lanciato dalla pubblicit (manifesti, pubblicit sui giornali, ecc.).

c. Questione economico/politica: la parte centrale della citt il luogo dove si


concentrano i capitali commerciali, bancari, dove si concentrano i luoghi pubblici. Se, quindi, da un lato si assiste a un processo di centralizzazione del capitale (terziarizzazione degli spazi centrali), dallaltro lato abbiamo una decentralizzazione delle fabbriche e delle residenze. La fabbrica, sita in zona centrale, il luogo di produzione della ricchezza; la citt il luogo di scambio, di consumo della ricchezza: in questo senso la mobilit diventa essenziale, le strade non hanno pi solo un aspetto estetico caratterizzante e vengono collegate alle grandi stazioni ferroviarie. Lorganismo urbano, area di scambio continuo di genti e merci, ora deve essere anche efficiente, essendo non solo il luogo del piacere ma anche una sorta di macchina economica: accanto al concetto di lusso democratizzato emerge quello di efficienza economica. Possiamo quindi parlare di rivoluzione commerciale (in quanto il Grand Magazine uno spazio di vendita di merci prodotte industrialmente, confezionate e a prezzo fisso. Ci si trova di fronte a un ciclo di produzione continuo dovuto al fatto che i vestiti vengono smessi quando non vanno pi di moda) e di rivoluzione edilizia (il settore edili e gli investimenti immobiliari diventano centrali in questa fase). Nascono a tal proposito anche gli istituti di credito immobiliare. Come abbiamo gi detto, gli interventi fisici urbanistici nelle parti centrali della citt mettono in primo piano la strada, laspetto della mobilit. Dal momento che il tema della circolazione delle persone e delle merci diventa fondamentale, si rende necessaria una nuova organizzazione della citt, la quale deve rispondere a

esigenze di efficienza: si parler in questo senso della costituzione di una rete (concetto ingegneristico) infrastrutturale (stradale, fognaria, di illuminazione). Per raggiungere tale obiettivo, architetti e ingegneri collaboreranno tra loro: il caso della Parigi di Hausmann, per il ridisegno e la riorganizzazione della quale collaboreranno ingegneri, paesaggisti, giardinieri, architetti, ecc. questi centri urbani, luoghi del piacere e dellefficienza economica, sono i centri di consumo della classi abbienti (al contrario, lo slums non il luogo del consumo ma della fatica economica). Per la realizzazione di tali strade era necessario espandersi fino ad occupare la propriet privata: i terreni vengono espropriati dallo Stato sulla base di leggi nazionali e gli edifici adiacenti a queste strade vengono riqualificati in modo tale da aumentare il loro valore. Tali procedure valevano in Europa ma non in Inghilterra, dove lintervento pubblico doveva essere approvato da una commissione. Questo visibile dalla morfologia della citt di Londra: molto frammentata perch gli interventi sono mai stati globali ma zonali. es. John Nash: progett il collegamento stradale tra Regents Park e Picadilly Circus (area della vita pubblica); in particolare, la strada di Regents Street venne realizzata sventrando un tessuto urbano preesistente molto denso, per lo pi costituito da slums (ad est). Il disegno progettuale di Nash prevedeva scarsi accessi alla zona est, ovvero a quella occupata dagli slums, e numerosi ingressi alla parte ovest, dove viveva la ricca borghesia londinese. In questo modo egli tentava quasi di dividere le due parti di societ. es. 1811, New York: la citt viene organizzata sulla base di un sistema di strade denominate avenues e streets che permisero una crescita della stessa per blocchi. es. Cerd: progetto il piano di espansione della citt di Barcellona: questo prevedeva la presenza di strade che penetravano nella citt antica e lindividuazione di un piano di sviluppo regolare verso il mare. es. tra il 1854-1870, venne realizzato a Parigi un piano di intervento stradale che prevedeva il taglio e la realizzazione di nuove strade: il sistema principale, detto la Grande Croce, collegava il nord (dove si trovava la zona operaia delle grandi fabbriche e un grande parco per la societ pi povera) con il sud (dove si trovava un grande parco destinato alla parte benestante della societ) e lest (la zona dei ceti pi poveri) con lovest (la zona dei ceti pi ricchi). La grande croce metteva in comunicazione il centro della citt con i 4 punti cardinali della citt. I luoghi periferici erano collegati con il sistema ferroviario: questo sistema di circolazione/di mobilit, in cui tutti i quartieri erano ben collegati con il sistema viario, si contrapponeva alla staticit dello slums. Le infrastrutture pubbliche (teatri, comuni, musei, ecc.) erano sparsi nel territorio. es. la Rue dellOper (che collegava il Louvre con lOper) per essere realizzata comport lo sventramento di una buona parte della citt. La metropoli urbana (1890-1970) vista da punto di vista dei processi di agglomerazione, della mobilit, dei luoghi centrali La metropoli (metropoli significa citt madre, ovvero centro propulsore di nuovi centri periferici) si afferma dal 1890 al 1970 circa; a partire dal 1970 la metropoli subisce delle trasformazioni che portano alla nascita della megalopoli e simili. La morfologia: la taglia dimensionale della metropoli la XL (mentre la citt ottocentesca aveva una taglia L) e proprio in virt delle sue dimensioni pu essere osservata in modo globale solo dallalto: per fare qualche esempio possiamo dire che nel 1930 circa, Londra aveva circa 9 milioni di abitanti, New York ne aveva 10,5, Chicago 4,5, Mosca 5, Milano 1,5; questi numeri sono aumentati vertiginosamente, ovvero di diversi milioni, gi nel 1970.

I numeri sopra elencati si riferiscono a un nucleo che doveva essere delimitato: era infatti necessario stabilire i confini/i limiti della citt e che cosa si intendeva con questo termine. In sostanza, parlando di metropoli si allude a quel territorio che comprende non solo il Comune centrale ma anche alcuni Comuni periferici entrati a far parte dellarea urbana allargata (es. parlando dei 10,5 milioni di abitanti di New York, si allude non solo al comune centrale ma anche a una serie di comuni limitrofi che formano una corona in cui si concentra la maggior parte della popolazione). Questo metodo stabilisce dei parametri che considerano i flussi dallesterno allinterno del comune: per esempio, quando il 25% degli abitanti di un comune periferico si sposta quotidianamente nel comune centrale, allora il comune periferico pu essere compreso nellarea urbana centrale. Tali cifre sono arbitrarie, possono cambiare, ma influiscono largamente sulla progettazione urbana. La metropoli composta da tre parti: 1. il centro: in esso concentrato il maggior numero di posti di lavoro, legati soprattutto al settore terziario (si parla di Central Business District), di attivit/funzioni legate al settore terziario (musei, biblioteche, cinematografi) e di grandi strutture commerciali sempre meno rivolte a un pubblico selezionato (borghese) come invece accadeva nella citt compatta ottocentesca ( ora il luogo del commercio di massa). Le grandi imprese si localizzano in queste aree per avere un pi facile accesso a servizi come uffici, banche, assicurazioni, consulenze legali e tecniche, universit, ecc, e perch qui possono utilizzare il potere simbolico e pubblicitario di indirizzi ed edifici prestigiosi visibili dalla grande massa della popolazione. 2. le periferie: in esse si concentrano le aree residenziali della popolazione; esse hanno subito un decentramento, non potendo le aree centrali pi contenere un cos alto numero di individui (al contrario, la citt dell800 era stata caratterizzata da un processo di densificazione, conseguenza delle difficolt legate agli spostamenti dallesterno allinterno). Nella metropoli, la crescita urbana, quindi, continua ad avvenire nella zona centrale ma risulta molto pi forte nelle prime tre corone esterne. La periferia caratterizzata anche dalla concentrazione di numerose fabbriche (decentramento industriale), per le quali, attraverso un piano di pianificazione urbanistica, vengono scelte localizzazioni pi idonee, favorevoli, dotate di attrezzature opportune. In questo senso possiamo parlare di zonizzazione del territorio (zoning): esso viene suddiviso in aree industriali, aree periferiche, aree centrali, ecc.). 3. gli slums: essi, seppur in forma diversa, permangono anche nella metropoli; se nella citt ottocentesca erano segnati da condizioni igieniche molto scadenti, nella metropoli sono riconoscibili per lelevata presenza di minoranze etniche (nel caso delle citt americane, per esempio, le popolazioni non provengono pi soltanto dalle localit adiacenti al centro, ma anche da luoghi sempre pi distanti, addirittura dai paesi europei pi diversi. Tali migrazioni sono la conseguenza dei totalitarismi e dei fenomeni di persecuzione che hanno segnato la storia mondiale). Le aree residenziali sono caratterizzate dalla presenza di grandi masse di popolazione, la popolazione dei lavoratori, degli impiegati. La citt quindi segnata dalla presenza di una parte di popolazione autoctona e da una parte di popolazione etnicamente molto varia. Fisicamente, le metropoli (le maggiori sono quelle americane e, in Italia, Milano e Torino) hanno una forma a raggiera: dal nucleo centrale storico si dipartono numerose ramificazioni insediative che seguono prevalentemente gli sviluppi delle infrastrutture di trasporto (ferroviarie e tranviarie in particolare); tutte queste braccia si estendono nel territorio lasciando tra loro grandi spazi aperti non costruiti. Le nuove edificazioni, inoltre, non seguono pi i bordi stradali con una cortina edilizia continua che si interrompe per lasciare passare unaltra strada o perch si affaccia su unaltra strada

o giardino pubblico, come accadeva nell800; ora, sono disposte pi liberamente allinterno dei lotti, hanno fronti arretrati rispetto alla strada e spazi verdi che separano tra loro le abitazioni. La citt ottocentesca era costituita dalla borghesia imprenditoriale (in minoranza) e dai lavoratori (in maggioranza): la citt era divisa in due parti. La metropoli era costituita dalla classe dirigente (in minoranza), dai ceti medi (in maggioranza) e dalle minoranze etniche. I ceti medi costituiscono la parte pi forte di questa societ di massa in cui viva una cultura del consumo (uso a livello domestico di frigoriferi, aspirapolvere, lavatrici, e a livello pubblico di automobili). Tale tipo di societ si distribuisce in questo modo nel territorio: i lavoratori dellindustria manifatturiera e le classi a basso reddito e gli immigrati poveri si stanziano vicino ai propri posti di lavoro; i lavoratori del terziario e le classi medie tendono a risiedere in zone lontane dai posti di lavoro; le classi ad alto reddito possono stanziarsi sia nei suburbi esclusivi sia vicino ai posti di lavoro centrali (perch possono affrontare gli alti costi determinati dai prezzi dei suoli). Inoltre, va segnalato che proprio le famiglie giovani e senza figli si stabiliscono nelle zone centrali, la cui popolazione tende quindi ad invecchiare. Il fenomeno conseguente il sovraffollamento dei quartieri centrali occupati da popolazione a basso reddito, costituita da immigrati da regioni povere, per le quali era molto rilevante la vicinanza al posto di lavoro. A livello architettonico, il centro si sviluppa in verticale (grattacieli, torri, ecc, realizzabili grazie allinvenzione dellascensore; in essi dovevano trovare posto le attivit terziarie e quindi una molteplicit di rappresentanti dei diversi settori) e la periferia in orizzontale (suburbi a bassa densit, case a schiera, villette uni-bifamiliari a uno o due piani) in quanto la densit diminuisce man mano che ci si allontana dal centro. La citt ottocentesca era molto pi omogenea da questo punto di vista (sviluppata tutta in orizzontale). La metropoli quindi differenzia i suoi spazi dal punto di vista funzionale e sociale; ma tale differenziazione strettamente connessa allintegrazione delle diverse parti di citt (per esempio, se il centro specializzato nel settore terziario, esso ha contemporaneamente bisogno della popolazione residente in periferia. I due spazi andranno per questo ben connessi dal punto di vista della mobilit). Il tema della mobilit diventa fondamentale nella metropoli (addirittura si pensa a differenziare spazialmente, articolandoli su pi livelli, i diversi tipi di mobilit, cos da eliminare fenomeni di congestione): grazie allinvenzione delle ferrovie metropolitane (che diventano sotterranee) e dei tram (grazie alla presenza della linea elettrica), i luoghi vengono ben collegati fra loro permettendo il decentramento delle attivit e il facile e veloce spostamento di massa dai luoghi di residenza ai luoghi di lavoro (che Decentramento delle funzioni residenziali: sono appunto separati, distanziati nello spazio). Agli spostamenti lunghi dai luoghi di determinato residenza si contrappongono quelli brevi e spesso pedonali dal luogo di lavoro alla dalle trasformazioni avvenute Accentramento delle funzioni terziarie: allinterno del settore manifatturiero-industriale. residenza /di lavoro alle fermate di metropolitane/tram/autobus eal decentramento delle contemporaneamente viceversa. Rispetto a questecaratterizzata quindi da una serie di rumori meccanici (non pi rumori La metropoli trasformazioni, il problema funzioni residenziali, abbiamo lo sviluppo del dello spostamento viene superato grazie settore terziario con le grandi imprese che umani e animali come accadeva nella citt compatta, ma comunque sensazioni che allintroduzione dellelettricit e alla coinvolgono il senso del udito, dellodoratosviluppano in verticale il processo presenza e del tatto), conseguenza della produttivo conseguente invenzione del tram e dei mezzi di (les. pi classico quello della fabbrica dei mezzi di trasporto veloci. trasporto. Questo aspetto viene colto e raccontato soprattutto dai automobilistica da cui deriva il termine Il romanzieri dellepoca. funzioni residenziali decentramento delle In tal senso, le metafore con cui si parla di questa citt sono fordismo). quelle organismo e di quartieri comportadila formazione di macchina.a bassa
densit e la nascita dei primi piani urbanisti novecenteschi; le prime leggi di pianificazione La metropoli caratterizzata da due urbanistica, a loro volta, favoriscono decentramento delle funzioni residenziali e lintervento dello Stato nelle questioni sopra elencate (nascono le Siedlung in Germania e in Francia). Laccentramento delle funzioni terziarie provoca contemporaneamente la crescita e lo sviluppo fenomeni estremamente importanti: il di funzioni legate al settore terziario stesso (es. laccentramento delle funzioni terziarie. legali, assicurative, finanziarie, ecc.).

A questo proposito possiamo ricordare i ragionamenti fatti dai membri della scuola di Chicago, una scuola di ecologia (cos detta perch i rapresentanti ritenevano che attraverso i comportamenti i tipo naturale o competitivo si desse luogo allordine biologico/ecologico, mentre attraverso i comportamenti comunicativi si raggiungesse lordine sociale/culturale della comunit) che si era occupata di due temi: 1. quello dellordine spaziale (da loro detto ecologico/urbano). Secondo i rappresentanti della scuola, lordine spaziale era instabile in quanto i cambianti che caratterizzavano la mtropoli erano sempre pi rapidi e coinvolgevano porzioni sempre pi consistenti di citt. I continui cambiamenti fanno pensare a una mobilit costante: mobilit negli spostamenti e mobilit nelle trasformazioni della citt (evoluzioni geografiche/urbanistiche). In questo periodo, le citt continuano a crescere per quanto riguarda il numero della popolazione: persone provenienti da diverse parti del mondo convivono negli stessi spazi (es. negli Stati Uniti si recano genti provenienti dallItalia, dalla Russia, da tutta Europa, gli ebrei e dal sud degli Stati Uniti. In questultimo caso si trattava di neri poveri che lavoravano i campi e che si erano trasferiti in seguito alla guerra civile americana e alla liberazione allo scopo di trovare condizioni di vita migliori e luoghi in cui fosse meno sentita la discriminazione sociale). Queste popolazioni erano molto diverse dal punto di vista sociale (classi di reddito, composizione sociale), etnico (cinesi, neri, ebrei, ecc.), culturale (usi e costumi), sociale e religioso. 2. quello dellordine sociale/comunicativo, a sua volta molto instabile a causa dei conflitti tra le diverse componenti sociali. Nella metropoli, inoltre, scompare il concetto di comunit di vicinato (in tali comunit si stabilivano dei legami in virt del fatto che un certo numero di persone si trovavano a vivere in comunit locali e a condividere gli stessi spazi pubblici): nelle metropoli, infatti, il luogo di residenza non coincideva con il luogo di lavoro e questo richiedeva una sempre maggiore mobilit e una conseguente crisi delle comunit di vicinato. Nelle metropoli vige il concetto di anonimato in quanto non si conoscono i propri vicini ma, al contrario, aumentano i legami con le persone incontrate nei luoghi di lavoro/di studio. Nascono quindi legami con persone che vivono molto distanti tra loro. Le relazioni primarie della comunit di vicinato vengono sostituite da relazioni secondarie: le prime sono caratterizzate dal calore umano, da una conoscenza profonda, dallidea di vivere in una famiglia allargata, dal concetto di tradizione, di antico-primordiale; per queste persone sono importanti le istituzioni della chiesa, della scuola, della famiglia; esse sono tenute unite dalla chiacchera e quindi da relazioni spontanee. Le relazioni secondarie, al contrario, sono indirette, superficiali, legate agli interessi, al lavoro, al tempo libero, sono di tipo utilitaristico; queste relazioni sono meno stabili, in quanto perdono quel legame storico duraturo nel tempo che

tipico delle relazioni primarie. Sembra quasi che lindividuo abbia paura del contatto con laltro, dimostra chiusura, indifferenza. Queste relazioni sono di tipo non-locale. Parlando di comunit di vicinato, parliamo anche di spazi pubblici locali (chiesa, scuola, pub, ecc.) ravvicinati che creano delle forti forme di aggregazione. Nella metropoli emergono nuovi spazi pubblici: lesempio pi efficace rappresentato da Time Square a Manhattan (in questa citt, che ospita gruppi etnici molto diversi tra loro, viene realizzata, nei primi anni del 900, unarea pubblica molto importante: Time Square). Nellisola di Manhattan troviamo il centro degli affari di Wall Street e la famosa via di Brodway; lungo un tratto di questultima, erano sorti (a partire dal 1865) una serie di grandi magazzini frequentati soprattutto dalle donne (il tratto di strada si chiamava per lappunto Ladies Miles, ovvero miglio delle donne), che avevano eletto questo tratto di strada come ambiente di vita fuori casa a loro famigliare (vd. regole comportamentali per il buon decoro). Nella parte pi a nord di Brodway nasce Time Square: la borghesia aveva tentato di spostare a nord di Manhattan tutte le imprese manifatturiere, comprese quelle pi piccole e a carattere locale che erano precedentemente concentrate nella zona meridionale dellisola (es. settore dellabbigliamento). Lo stesso tentativo era stato perseguito con le attivit legate allo spettacolo, con la successiva nascita di Time Square, dove si concentravano tutte le attivit legate allo spettacolo (qui si concentrano quasi tutti i teatri, uno dei quali, il pi grosso per la precisione, era fortemente legato alla cultura di strada): nel 1930 qui si contavano 71 teatri e un n imprecisato di cinematografi, luoghi per lo sport , per la musica, clubs vari, ecc. Negli stessi anni si annoverano 700.000 visitatori al giorno, di cui era costituito da turisti. Ma a rendere cos importante Time Square larchitettura dei luoghi, tutti caratterizzati da insegne pubblicitarie, la maggior parte delle quali erano illuminate (es. birra, pepsi cola, e i grandi prodotti di massa in generale). questo uno spazio pubblico caratterizzato da un sistema comunicativo (pubblicitario) molto efficace, dato dalle luci al neon, che, peraltro, sono ben visibili qualsiasi sia la condizione atmosferica esterna. Lo scopo delle luci al neon era quello di catturare lattenzione dei passanti: con lo stesso fine vengono costruite delle pensiline illuminate che evidenziano gli ingressi agli spazi pubblici e che attraggono allinterno i visitatori. Questi luoghi sono molto accessibili, commerciali, aperti anche a ceti pi bassi, insomma a una massa di popolazione in cui possibile includere un gran numero di stranieri. Col passare del tempo, molti criticheranno il disordine visivo/prosettico di Time Square e soprattutto il degenero delle attrazioni: nasceranno numerosi locali a luci rossee si faranno spettacoli sempre pi basso livello. Questo dovuto al fatto che gli spettacoli dovevano essere largamente commerciali e dovevano soddisfare una popolazione per lo pi mobile che rimaneva in citt per pochi giorni (turisti, marinai). In questo modo si sviluppano relazioni sempre pi effimere, legate alla frequentazioni dei teatri, cinema, cabaret, locali a luci rosse. Time Square era molto frequentato (soprattutto nelle ore libere, dopo il lavoro, di sera, di notte) anche perch era situato nelle vicinanze di due stazioni metropolitane (Central Station e Pensilvanya Station) e perch era ben collegato con altre stazioni pubbliche. Time Square ha funzionato tra le due guerre come luogo di incontro per tutti, per persone etnicamente diverse, essendo uno spazio di facile accessibilit e di facile individuazione in cui la popolazione poteva avere dei punti in comune e in cui poteva costruire una cultura comune (contro la crisi della comunit di vicinato).

La metropoli, inoltre, diede molta importanza allopinione pubblica (e in particolare al giornale, che avrebbe dovuto sostituire la chiacchera); nonostante questo, il settore pi importante rimane quello dello spettacolo. In generale, le metropoli hanno sofferto principalmente dei problemi del sovraffollamento abitativo dei quartieri operai delle inner cities, della congestione e del rumore del traffico nei distretti centrali degli affari, dellinquinamento atm dovuto alla combustione del carbone e della mancanza di spazio per le industrie manifatturiere. La metafora usata per descrivere la metropoli quella di albero o organismo vivente, che mette in luce lesistenza di parti diverse integrate per tra loro, nonch la presenza di un cuore centrale che costituisce lelemento pi dinamico del sistema da cui si dipartono le forze della trasformazione, della crescita , dello sviluppo. La conurbazioni policentriche (1960/1970-oggi) vista da punto di vista dei processi di agglomerazione, della mobilit, dei luoghi centrali La metropoli subisce delle evoluzioni tanto da trasformarsi in conurbazione policentrica (un caso a parte rappresentato dalle citt del sud-est asiatico, dellAfrica, i Paesi latino-americani e la Cina, che possono essere considerate delle mega cities). Il termine conurbazioni policentriche viene utilizzato per la prima volta da Jean Gotman negli anni 60: con esso lo studioso indicava tutta larea che si estendeva da Boston a sud di New York e che, secondo lui, poteva essere considerata una sola grande megalopoli; lintreccio delle diverse aree metropolitane presenti in quella, infatti, aveva fatto in modo che si venisse a costituire una sola area urbana, peraltro caratterizzata da un forte senso di confusione. Lunione di cui stiamo parlando non era tale solo da un punto di vista fisico/geografico (vd. continuit degli insediamenti), ma anche dal punto di vista della comunicazione (spostamenti quotidiani, contatti telefonici, telematici, ecc.). Le conurbazioni, quindi, non sono unulteriore ampliamento periferico delle citt maggiori con linglobamento di piccoli centri minori di corona ma una coalescenza di pi citt e sistemi urbani di grande, media e piccola dimensione, in precedenza nettamente separati e autonomi gli uni dagli altri, ma connotati dalla vicinanza spaziale. Le conurbazioni policentriche sono state anche definite: 1. megalopoli: termine usato non solo per le grandi citt americane (es. LA/San Diego) ma anche per le realt pi modeste del nord Italia (es. quella venetopadana). 2. regioni urbane: qui laccento posto sul termine regione, con cui si vuole sottolineare come il fenomeno sia territorialmente vasto in quanto i limiti non sono pi rappresentati dalle periferie (si parla anche di citt-regione). 3.Fordismo: post-metropoli: termine usato molto spesso per mettere in luce i fenomeni di policentrismo. Infatti, grande fabbrica, modello caratterizzato dalla il termine metropoli indicava una struttura urbana monocentrica costituita da operai, dagli che occupa decine di migliaia diun centro in cui si concentravano le maggiori attivit economico-culturali e da in orizzontale. Post-Fordismo: impianti che si sviluppano una serie di periferie nettamente distinti dal centro (sede partire dagli pi 60, le imprese di citt Allinterno di questi megalopoli, invece, sonoacostituite da anni centri (si parla iniziano a del controllo). Le impianti si svolgevano decentrare i loro a scala tuttecitt) di produzione delad un territorio urbano pi complesso. impianti le fasi che danno vita prodotto. in La citt post-metropoli era emerso in fenomeno delle edge cities in Polonia, Russia, Sud fordista, poi, quella il cui si internazionale (es. Fiat (citt dei limiti): le Nelle Italia) allo scopo di raggiungere condizioni di concentravano come i le funzioni legali, si concentrano non pi al centro ma in attivit, cos tutte nodi del trasporto, lavoro pi rilassate e di subire meno controlli finanziarie, di progetto, di marketing, ecc. periferia (es. Amsterdam: in corrispondenza dellaeroporto sono nate numerose Le conseguenze urbanistiche prevedevano il ambientali/urbanistici. attivit terziarie che hanno finito per costituire dei nuclei e quindi dei possibili decentramento delle unzioni produttive e Questo decentramento a largo raggio centri). comporta la nascita del fenomeno della laccentramento delle funzioni direzionali. globalizzazione (aumento degli dal punto 4. citt post-fordista: cos definita per gli importanti cambiamenti avvenutiinvestimenti esteri un diversi paesi) e la dismissione di vista industriale e quindi per laffermazione di nei nuovo modello di produzione. di
numerose fabbriche, con aumento della disoccupazione. conseguente

Il post fordismo, dunque, un nuovo modello produttivo basato sulla piccola e media impresa (es. Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana), che non occupa pi le grandi aree periferiche ma che caratterizzata dalla dispersione/diffusione territoriale (dovuta probabilmente anche ai maggiori costi delle aree interne). Il prodotto, inoltre, non viene pi confezionato allinterno di una sola area industriale, bens da pi imprese che cooperano per renderlo vendibile (es. settore della calzatura, degli occhiali, ecc.). Le piccole e medie imprese, quindi, sono caratterizzate dai distretti industriali, dati dalla presenza di pi piccole aree industriali allinterno dei comuni; i distretti industriali sono aree, una volta considerate extra-urbane, aventi continuit edilizia con centri e periferie. Se la produzione fordista era indirizzata al consumatore medio/di massa ed era a basso costo, la produzione post-fordista, al contrario, era rivolta alle nicchie della popolazione/non pi di massa e prestava molta attenzione al design. Le aree di cui stiamo parlando erano in precedenza delle aree extra-metropolitane (fuori della metropoli) da cui partivano flussi di emigrazione verso la citt e che in seguito allo sviluppo del modo di produzione post-fordista non sono pi state abbandonate e, inoltre, sono state popolate sempre di pi (anche popolazione extracomunitaria). Rispetto a queste indicazioni si pu anche parlare di citt diffusa. Le conurbazioni sono quindi lesito dellestensione delle aree urbane (legata a sua volta allautomobilizzazione e al decentramento residenziale) e della crescita della citt diffusa; in esse le aree per i servizi e per la produzione sono localizzate tanto nei poli densi e compatti quanto nelle periferie discontinue e sfrangiate. Esse sono caratterizzate da: 1. iper-concentrazione (che non significa iper densit): sono citt fatte da pi citt, da pi sistemi insediativi che hanno conosciuto fenomeni di coalescenza e che quindi hanno una taglia XXL; esse per essere osservate globalmente devono essere riprese dal satellite (queste citt si estendono per diverse decine di km, in assenza di confini). Dal punto di vista agglomerativo, quindi, non si ha un tessuto continuo di edifici articolati tra loro da strade, marciapiedi e da spazi pubblici locali, bens da una moltitudine di costruzioni singole, distanziate e separate tra loro, non articolate a formare una trama unitaria. Inoltre, gli spazi tra gli edifici non sono liberi ma occupati da campagna urbanizzata: la loro condizione spesso precaria e il loro uso indefinito. 2. iper-mobilit: queste citt per essere percorse richiedono un sempre maggiore aumento della velocit. Parlando di mobilit si allude per lo pi a quella automobilistica, da cui si oramai dipendenti in quanto il territorio costituito da elementi raggiungibili solo con i mezzi di trasporto (es. centri commerciali,

ipermercati, ecc.). Essa permette di raggiungere facilmente i luoghi di lavoro ormai sempre pi distanti dalle zone residenziali. Esistono diversi tipi di strade: quelle consolidate dei centri urbani maggiori, quelle prive di definizione formale delle periferie speculative, quelle regolari e omogenee delle periferie pianificate, quelle irregolari delle parti residenziali a bassa densit, quelle precedentemente usate a servizio delle campagne, quelle di supporto alle attivit terziarie/commerciali. cos che i luoghi del commercio e del divertimento cercano di localizzarsi in zone facilmente collegabili alla rete: in questo senso le strade sono non solo luoghi di scorrimento ma anche luoghi di sosta, di lavoro, di consumo e per questo sono dette strade mercato. Esse sono per lo pi contrassegnate da segnaletiche direzionali e stradali, commerciali, immagini pubblicitarie: nei tratti che conducono agli ipercentri si riscontra un infittirsi delle superfici segnaletiche e i centri commerciali pi grossi segnalano pi volte il loro approssimarsi (questi poi sono spesso dotati di ampi parcheggi e sono ospitati allinterno di edifici semplici). Le strade mercato sono accessibili per lo pi con lauto privata perch troppo distanti pedonalmente e non articolate con i tessuti edificati. Il guidatore, in questo percorso, una figura passiva che vede scorrergli davanti le superfici informative, le quali devono catturarlo, interessarlo: egli compie quindi unesperienza visiva di superfici bidimensionali colorate in maniera veloce (cogliendo solo gli spetti pi superficiali ed esteriori delle cose). Questi luoghi devono apparire senza spessore e ombre e gli spazi logistici/organizzativi devono scomparire alla vista perch ricordano il lavoro necessario che ha reso possibile lesposizione della merce e quindi devono essere collocati nella parte retrostante. Lauto viene oggi utilizzata di pi da donne e anziani e per lo pi per spostarsi nei luoghi del divertimento piuttosto che in quelli del lavoro. Naturalmente sono aumentati traffico e velocit, causa di numerosi incidenti. Un modello di mobilit pi ristretto contraddistingue i quartieri operai periferici, la cui popolazione meno motorizzata, dotati di supermercati locali e localizzati nelle vicinanze delle aree industriali accessibili attraverso trasporti collettivi. In generale, la mobilit urbana si avvale di tre sistemi di infrastrutture per gli spostamenti fisici delle persone e delle merci, per la distribuzione delle risorse naturali ambientali e dei rifiuti, per la comunicazione e lo scambio di conoscenze, informazioni, immagini. 3. iper-centralizzazione: alle vecchie centralit se ne sono aggiunte di nuove (shopping centers, shopping malls, sale cinematografiche, sale da gioco, discoteche, parchi tematici) che connotano le aree esterne e che sono direttamente collegate con la rete delle infrastrutture. Questi luoghi, poli di attrazione per bacini di utenza molto vasti, non hanno radici storiche e culturali nei contesti in cui si trovano; essi sono costituiti da una pluralit di edifici che danno vita a delle nuove cittadelle periferiche terziarie. I centri commerciali sono dei grandi edifici introversi che, circondati da vasti parcheggi e strade automobilistiche, ospitano al loro interno, attorno a spazi pedonali su pi livelli, una o pi attivit appartenenti alla grande distribuzione commerciale alimentare e non, numerose altre imprese commerciali e di servizio di piccola dimensione e spazi per la ristorazione veloce. In essi lo spazio pubblico (la galleria) collocato allinterno di quello privato (edificio) e gli spazi privati (negozi) non sono pi necessariamente separati attraverso le vetrine da quelli pubblici; qui lo spazio privato tende ad inglobare quello pubblico. In questi spazi i controllo estetico del paesaggio si esercita attraverso la spettacolarizzazione visiva, la musicalizzazione delle gallerie e dei negozi e la regolazione del livello di rumorosit, il mantenimento di un clima costante in ogni stagione e di unilluminazione che non cambia dal giorno alla notte, dalla sorveglianza elettronica a distanza dei comportamenti dei visitatori. Si gioca sulliperstimolazione visiva con luci, colori, grandi insegne e ornamenti. Tutto ci

che nella citt fonte di conflitti e disordini viene qui eliminato. La crescita dei grandi centri commerciali stata dovuta principalmente allelevata redditivit delle grandi superfici, conseguente alla riduzione dei costi di trasporto e alla migliore programmazione che esse consentono della fase produttiva. La scelta del sito di questi luoghi condizionata dalla presenza di domanda e di concorrenza, dalla visibilit, accessibilit, disponibilit di aree per parcheggi e magazzini, dal valore economico dellarea (costo di acquisizione, di affitto, delle tasse). Il loro numero varia in base alla capacit concorrenziale dei vari promotori. In essi si cercano anche dei valori sociali e culturali per pratiche culturali collettive: il passeggiare rimirando le vetrine e venendo a contatto con la folla dei consumatori, il frequentare in compagnia sale cinema e sale gioco. In questo modo si raccolgono membri della popolazione diversi (ceti medio e medio-bassi, famiglie, piccole trib, turisti, consumatori) che hanno un ruolo di consumatori e che si incontrano in non-luoghi contrassegnati da flussi veloci e soste rapide; questi luoghi, quindi, non sono spazi vissuti, non sono luoghi simbolici della collettivit. Qui linterazione tra individui, gruppi e figure sociali eterogenee viene meno, con un impoverimento della cultura della citt. Il termine iper viene usato per evidenziare lincremento degli aspetti urbani. Le metafore usate per parlare delle conurbazioni sono quelle della nebulosa, delle galassie, delle reti, dei rizomi (ovvero dei filamenti multidirezionali contrassegnanti in alcuni nodi strategici dalla presenza di attivit terziarie): esse suggeriscono lidea della dilatazione spaziale, della geometria variabile, della flessibilit, della velocit delle trasformazioni, della difficolt di controllo e previsione. Questi fenomeni hanno portato ad un aumento della densificazione delle aree periferiche e quindi non vanno intesi come causa del declino della citt (come parte degli studiosi ritiene e riporta nelle teorie della controurbanizzazione). Altre caratteristiche delle conurbazioni sono: 1. la frammentazione: in quanto il territorio costituito da tanti recinti/isole (es. i centri commerciali e i parchi tematici sono strutture insediative che hanno sempre meno rapporto con la strada e che, anzi, hanno fatto scomparire il rapporto pedone-strada-spazio coperto tipico della citt ottocentesca. Questi luoghi, inoltre, sono soggetti a una stretta sorveglianza). 2. la privatizzazione degli spazi pubblici: questo avviene tanto nei luoghi del commercio e del divertimento quanto nei locali residenziali (in questi ultimi sono nate le gated comunites, ovvero colonie residenziali recintate, chiuse in spazi introversi, a cui possibile accedere solo con pass o permessi speciali. Questo allo scopo di proteggersi dalla popolazione esterna, compresa quella straniera. 3. la simulazione della citt: dal momento che gli spazi pubblici sono meno sentiti (es. le strade sono usate solo per il trasporto, le distanze tra gli edifici si misurano in base al tempo impiegato a raggiungerli con lauto, la quale ci permette di avvicinare spazi di per s molto distanti. Lauto quindi elimina gli spazi di mezzo che prima coincidevano con i luoghi pubblici), vengono ricreati/simulati degli ambienti eliminandone le caratteristiche negative (in questo senso perdiamo la percezione sonora e uditiva). La simulazione dello spazio conseguenza delluso dellautomobile che, come abbiamo detto, avvicina spazi molto distanti tra loro. La strada come spazio complesso degli spostamenti, dei contatti e della socialit perde valore e al suo posto si rafforza lidea della strada come infrastruttura tecnica della connessione veloce. Nelle conurbazioni la struttura economica della citt strettamente legata al fatto che le aree centrali si differenziano in maniera diversa a seconda dellattivit produttiva che in essa trova posto: le attivit artigianali, dellintrattenimento e del turismo, per esempio, si sviluppano in corrispondenza dei luoghi di maggiore attrazione per i turisti

(sono spazi di piccola e media dimensione, collocati a piano terra, affacciati su strade a prevalente circolazione pedonale; tuttavia, quanto pi rilevante la dimensione economica dellattivit, tanto pi frequente loccupazione di strutture edilizie su pi piani. Numerose sono le associazioni che promuovono lattivit di queste imprese (favorendo le manifestazioni fieristiche e le esposizioni periodiche). La distribuzione della popolazione a sua volta legata ai fattori economici: le conurbazioni, innanzitutto, sono caratterizzate da tassi di natalit inferiori a quelli di mortalit; le tipologie dei nuclei famigliari, inoltre, si sono moltiplicate (singles, coppie senza figli, famiglie con un solo genitore, anziani soli e indipendenti) ed aumentata la presenza di minoranze etniche. Ecco che il decentramento delle attivit terziarie e commerciali nelle aree periferiche e il massiccio uso dellauto distribuiscono la popolazione su un territorio molto pi ampio, permettendole di vivere in zone pi esterne ma economicamente pi vantaggiose. Inoltre, non vi sono pi aree esenti da fenomeni di congestione e quindi mete privilegiate; le aree suburbane (in cui si concentrano luoghi del commercio e del divertimento) diventano appetibili per i singles, le famiglie senza figli e i pensionati. I pi poveri occuperanno le abitazioni peggiori sia dei centri che delle periferie e pi vicini ai trasporti pubblici; i pi ricchi ricercheranno la qualit residenziale ovunque si trovi. Labitazione assume quindi il ruolo di campo base, di partenza per percorsi quotidiani individuali dalle geografie divergenti: allorigine di questi fenomeni vi sono estesi processi di frammentazione dei processi produttivi, dei luoghi di lavoro e della citt fisica, e processi di individualizzazione degli stili di vita. Sempre meno il quartiere o la zona di residenza rappresentano lo spazio dellidentit sociale; le relazioni sociali/comunicative privilegiano le infrastrutture dei flussi automobilistici lungo le quali sono localizzati molti spazi della socialit contemporanea (ci si d appuntamento presso vincoli autostradali, centri commerciali, ecc.). In generale, le conurbazioni hanno dovuto affrontare alti costi pubblici per le opere di urbanizzazione, insufficienza delle infrastrutture di trasporto per via dellallungamento degli spostamenti e della grande quantit di veicoli circolanti, incidenti dovuti alla velocit degli spostamenti e al traffico, inquinamento dellaria ed eccesso di rumore da traffico,costi monetari della mobilit privata e pubblica, ineguaglianze economico sociali nellaccesso ai luoghi di lavoro per chi non auto-mobile. In questo contesto nasce una prima sensazione di euforia, dovuta alla sensazione di libert dai mezzi di trasporto collettivi, dalla rigidit dei percorsi, degli orari, della comodit; la seconda sensazione che si prova di paura/depressione in seguito alla presa di coscienza della frammentazione e degli apparecchi di controllo che la caratterizzano e che limitano i comportamenti ammissibili (inoltre numerosi intoppi comportano dei ritardi). In esse si cerca protezione in luoghi chiusi: la stessa automobile permette di selezionare o di evitare il tipo di contatto fisico, olfattivo, sonoro con lesterno. Questi spazi sono carenti dal punto di vista della composizione urbanistica: non vi unadeguata progettazione di percorsi per il pedone, non vi una sufficiente presenza di alberature, non vi una reale articolazione attraverso gli spazi pubblici, mentre evidente il privilegio accordato agli spazi automobilistici. Nel caso italiano, le conurbazioni sono caratterizzate da: 1. dalla dilatazione dei campi dei poli urbani maggiori 2. dalla proliferazione di nuove agglomerazioni periferiche a bassa densit 3. da una nuova geografia delle infrastrutture degli spostamenti automobilistici 4. dalla presenza dei grandi spazi aperti non costruiti o debolmente urbanizzati come fenomeni interstiziali urbani. Dal punto di vista delle agglomerazioni, le conurbazioni del nord e centro Italia sono caratterizzate: dalle parti antiche centrali dei centri urbani maggiori, compatte,

consolidate, compiute, caratterizzate da una prevalenza di spazi pieni sugli spazi vuoti; da periferie residenziali dense, situate allinterno della citt compatta, composte da edifici multi-alloggi superiori ai 3 piani e prive di spazi aperti collettivi definiti; da periferie pianificate, esterne alla citt compatta, caratterizzate da una molteplicit di tipologie edilizie residenziali e da unabbondante presenza di strade e di spazi aperti pubblici; da insediamenti suburbani a bassa densit costituiti o da piccoli villini addossati alle strade e circondati da brevi fasce di terreni scoperti o da grandi ville residenziali al centro di ampi spazi verdi; dai nuovi sviluppi periurbani aperti ed estesi di case single su lotto; dalla molteplicit dei centri minori e delle loro estensioni; dalle strade extraurbane e dai nodi di queste reti; gli spazi vuoti rappresentano ci che rimane dopo la realizzazione dei pieni. Integrazione dai testi obbligatori: sulla citt compatta ottocentesca Weber e Meuriot (1898-1899): alla fine del XIX secolo appaiono a Parigi e New York due testi fondamentali sul fenomeno dellurbanizzazione e sulla crescita della grande citt: il primo di Meuriot, il secondo di Weber. Entrambi sottolineano con unanalisi statistico-demografica la grande crescita urbana registratasi nella seconda met dell800. M. analizzer i dati sullurbanizzazione e sulla crescita delle grandi citt in Europa, mentre W. Prender in esame il fenomeno a scala mondiale, soffermandosi per sul caso degli Stati Uniti. Il loro lavoro cos importante proprio perch a scala globale, come mai era successo prima. Essi scrivono nel periodo di formazione della metropoli: essi interpretano la localizzazione periferica degli abitanti non come un abbandono della citt ma come un ulteriore allargamento. In entrambi i lavori vi una prima parte che espone i dati della crescita urbana degli ambiti territoriali scelti; segue una seconda parte in cui analizzano le cause economico-sociali della concentrazione urbana (qui vengono discusse le teorie rivali); nella terza parte vengono esaminate nel dettaglio le componenti della crescita urbana costituite dai fenomeni migratori dalle piccole citt e dalle campagne verso le grandi citt; nellultima parte affrontano le conseguenze economiche, sociali, demografiche e politiche della concentrazione urbana e si tracciano le misure atte a porvi rimedio. Il ragionamento che W. svolge sulle cause della concentrazione della popolazione di tipo economico e, in particolare, incentrato sugli effetti derivanti dalla localizzazione e dalla concentrazione dellindustria manifatturiera; le cause secondarie sono quelle sociali, politico-legislative e psicologiche. I fattori geografici e le macchine a vapore/rivoluzione dei mezzi di trasporto, invece, non svolgono alcun ruolo nella crescita urbana. Al contrario, proprio i costi dei trasporti pubblici e un aggravamento dei costi insediativi portavano al decentramento. Secondo W. poi la popolazione si concentra in citt per i piaceri che essa offre. Quindi, per non avere fenomeni di congestione, necessario allontanare le classi lavoratrici dai centri urbani: ci possibile raggiungendo una giornata lavorativa breve, trasporti economici e rapidi, case vicine ai posti di lavoro. Integrazione dai testi obbligatori: sulla metropoli Scuola di Chicago: elabora una teoria tra il 1916-30 che spiega in base a quali fattori si formano aree funzionali e sociali differenziate nella formazione delle citt e le conseguenze nei modi di vita (avvalendosi di osservazioni dirette, indagini sul campo, inchieste su casi-studio). Essi operano a Chicago (grande nodo ferroviario in cui convergono 40 linee) e studiano: 1. nascita comunit territoriali: ovvero delle popolazioni organizzate radicate al suolo occupato, dissimili tra loro ma utili le une alle altre. Tra gli individui nasce un conflitto basato prima su un pregiudizio tradizionale poi su una maggiore razionalit. Il conflitto modifica lo status e ridistribuisce il potere tra gli individui coinvolti; con il riconoscimento della nuova distribuzione del potere si raggiunge

laccordo. Tali comportamenti naturali/competitivi (portano a una selezione e a un raggruppamento sociale di individui) danno origine allordine ecologico. 2. teoria dello sviluppo ciclico: lequilibrio della comunit sempre precario e linnovazione (immigrazione, tecnologica a livello di trasporti e comunicazioni) lo sconvolge. 3. divisione del lavoro: il gran n i individui richiede la differenziazione delle attivit e porta alla competizione. 4. dominanza, invasione, successione: il controllo delle aree migliori ottenuto dai pi competitivi che poi si espandono su altri territori, nei quali si ha il passaggio di potere. Social Area Analysis: una scuola californiana che si sviluppa nel secondo dopoguerra. Quello della Social Area Analysis un approccio metodologico che vuole descrivere in base a quali fattori socio-economici i sistemi urbani si differenziano al loro interno. Secondo tali studiosi lo spazio urbano si differenzia quando si ha il passaggio da una societ tradizionale a una moderna, il quale porta la popolazione a differenziarsi secondo il livello socio-economico, lo stile di vita e lo status etnico (non vengono coinvolte le variabili geografiche). questo un metodo statistico che usa 3 variabili: dimensioni, differenziazione e stratificazioni. Dalle loro considerazioni devono essere tratti degli indicatori da cui trarre le misure dei fenomeni sociali. Ecologia fattoriale (1960): inizialmente da considerarsi come levoluzione della Social Area Analysis; attualmente un orientamento metodologico basato sullapplicazione delle tecniche fattoriali ad ampi insiemi di informazioni riferite a unit spaziali di qualsiasi natura e dimensione. Le citt e i territori, in sostanza, sono fenomeni complessi descrivibili con una molteplicit di dimensioni/variabili; queste variabili vengono sintetizzate con una funzione matematica a due incognite che le relaziona a due a due. Questo sistema a messo in evidenza come la dimensione di status sociale preciso emergesse solo nei luoghi dove il sistema di stratificazione e la mobilit del mercato abitativo erano forti e segmentati. Mercato abitativo (1950): la distribuzione della popolazione dipende da caratteristiche di mercato privato e da politiche relative ai suoli e alle abitazioni. Esistono due approcci: quello micro-economico (che indaga il mercato residenziale e i suoi meccanismi. Secondo questo meccanismo il centro larea di maggior valore per la presenza di servizi e mezzi di trasporto; quindi il costo del suolo maggiore qui e minore in periferia. La classe bassa si accontenta quindi di case piccole e degradate in centro perch allontanandosi da esso aumentano i costi del trasporto. Questa politica di filtering dovrebbe eliminare le case peggiori e queste vengono adibite ad altre funzioni) e quello comportamentista (che studia i comportamenti di chi cambia casa. Le dinamiche sono il disagio, la ricerca e loccupazione con lo spostamento nel nuovo alloggio). Questi fenomeni non modificano lo stato delle maggiori aree urbane. Studi marxisti (1960-1970): mostra i processi economici alla base dellofferta di spazio urbano: la domanda si adegua allofferta. Viene contestato il carattere di merc (valore di scambio che si rivolge alla soddisfazione dei bisogni delle classi superiori) che la citt sta assumendo. Critica lo stato presente delle cose e mette in luce i limiti della produzione capitalista privata dello spazio urbano. Inoltre, laccumulazione capitalista crea ampi fenomeni di spreco delle risorse economiche (sovraffollamento ma sotto utilizzo). I soggetti che regolano i flussi di denaro alledilizia (istituzioni finanziarie) hanno in mano il potere della citt.