Sei sulla pagina 1di 9

Capitolo II

Il personaggio femminile in Frankenstein


Lopera di Mary Shelley pubblicata per la prima volta nel 1818 e poi nel 1831, stata concepita come un racconto dellorrore. Dal diario di Polidori sappiamo come il gruppo riunito a Villa Diodati, composto da lui stesso, da Byron, da Shelley, da Mary e da Jane Clairmont (sorellastra di Mary e amante di Byron), discutesse nel giugno del 1816 di vari principi, se luomo dovesse essere considerato soltanto uno strumento e quale fosse la fonte principale della vita. Polidori riferisce inoltre della lettura ad alta voce di una serie di storie di fantasmi tradotte dal tedesco in francese e del suggerimento di Byron di scrivere ciascuno una storia di fantasmi. Frankenstein nacque dunque in seguito ad una gara: Polidori scrisse un lungo racconto, The Wampire, Shelley e Byron due storie di fantasmi e Mary il suo capolavoro,Frankenstein. Lidea per il soggetto del libro nacque, come la stessa autrice dichiar, in seguito ad un incubo: Vedevo, ad occhi chiusi ma con una percezione mentale acuta, il pallido studioso di arti profane inginocchiato accanto alla cosa che aveva messo insieme. Vedevo lorrenda sagoma di un uomo sdraiato, e poi, allentrata in funzione di qualche potente macchinario, lo vedevo mostrare segni di vita e muoversi di un movimento impacciato, quasi vitale. Una cosa terrificante, perch terrificante sarebbe stato il risultato di un qualsiasi tentativo umano di imitare lo stupendo meccanismo del Creatore del mondo.1 Alla lettura di Frankenstein quindi veniamo inseriti in un mondo in cui Dio e la donna sono completamente assenti soprattutto per quanto riguarda l'atto di nascita e creazione del mostro che viene realizzato esclusivamente da Victor
1

Cfr, Mary SHELLEY, Introduzione del 1831 di Frankenstein, cit: "I saw the pale student of unhallowed arts kneeling beside the thing he had put together. I saw the hideous phantasm of a man stretched out, and then, on the working of some powerful engine, show signs of life, and stir with an uneasy, half vital motion. Frightful must it be; for supremely frightful would be the effect of any human endeavour to mock the stupendous mechanism of the Creator of the world."

Frankenstein in modo completamente innaturale. Assimilate conoscenze mediche insperate, infatti, il giovane Frankenstein si reca in alcuni cimiteri, dove apre le tombe e studia la decomposizione e il percorso degenerativo dei cadaveri, acquisendo cos la conoscenza che gli permetter di generare una creatura vivente da materia inanimata. L'immagine di Frankenstein nel suo laboratorio manifesta il fallimento di un sogno eroico quello cio di voler rigenerare l'umanit creando una nuova specie. L'assenza della donna in questo percorso generativo non solo intensifica l'aspetto innaturale di ci che accade, ma estremamente significativa in quanto riflette la paura della stessa autrice di vivere e di generare la vita. Scorrendo la vicenda umana di Mary Shelley non si trovano gioie durature: dalla nascita alla maternit, fino all'amore per il suo compagno e sposo sembra ripetersi sempre un identico modello di catastrofe che conduce da un attimo di felicit al precipizio del dramma. Ci svilupp in lei l'ossessione che i suoi oggetti d'amore dovessero trasformarsi in cadaveri tra le sue braccia e che il suo destino dovesse essere quello di aggirarsi, sola, tra le tombe. Sappiamo infatti che Mary Shelley non solo visse con il senso di colpa per la morte della madre che mor dieci giorni dopo averla messa al mondo, ma dovette anche sopportare il dolore della morte di tre dei suoi quattro figli. L'opera di Mary Shelley ha generato un vero e proprio mito femminile sul tema della nascita
2

infatti nel testo Frankenstein , lo scienziato, scappa e

abbandona la creatura che ha appena creato, lasciandola senza nome. Questo passaggio permette all'autrice di realizzare la parte pi intensa ed interessante del testo,relativamente a questa tematica, in quanto la sua enfasi non n su ci che precede la nascita, n sulla nascita in se stessa, ma piuttosto su ci che la segue ovvero il trauma del parto. Sebbene paura e colpa, depressione ed ansia siano, in alcuni casi, reazioni comuni alla nascita di un bambino in questo caso divengono straordinarie perch attribuite solo ed esclusivamente ad una figura maschile che riesce a generare la vita senza una donna. opinione diffusa che, nel mito di Frankenstein, Mary Shelley, illuminista, formatasi nel culto della ragione, attraverso la metafora del mostro abbia raffigurato e messo in guardia dalle
Ellen MOERS, Female Gothic, in The Endurance of Frankenstein edizione di George Levine e U.C. Knoepflacher, university of California Press, Berkeley, Los Angeles, London.
2

conseguenze estreme del progresso scientifico. Ma il tema del dramma in effetti la nascita fuori della procreazione sessuale, senza genitori. Il concepimento artificiale della creatura rompe la catena delle generazioni e con la distruzione delle figure parentali sconvolge la psiche umana. La trasgressione non consiste nel sottrarre a un Essere Supremo il segreto della vita, ma nel privare luomo della sua ascendenza, della generazione sessuale, della paternit, gettandolo nel mondo in una irrimediabile solitudine. La solitudine sar vissuta in maniera intensa non soltanto dal mostro ma anche da Frankenstein, ma il loro isolamento completamente diverso: l'solamento di Victor provocato dalle sue azioni ribelli, quello del mostro dar vita ai suoi futuri atti peccaminosi. Credimi, Frankenstein,disse il Mostro, Avevo una disposizione benigna, la mia anima ardeva di amore e di umanit; ma non sono forse solo, miseramente solo?Tu mio creatore mi aborrisci; che speranza posso nutrire nei confronti dei tuoi simili che non mi bebbono nulla?[]Se la moltitudine degli uomini sapesse della mia esistenza, farebbe come te, e si armerebbe per distruggermi. Non devo dunque odiare coloro che mi aborriscono?Non verr a patti con i miei nemici.Sono infelice, ed essi condivideranno la mia miseria.3 Mary Shelley intu che sostituirsi alla natura nella creazione della vita avrebbe significato sconvolgere la struttura stessa della mente umana. La follia nella quale progressivamente simmerge Victor, dando vita a una figura esemplare di scienziato-pazzo che avr poi numerosi imitatori, e cos il precipitare del mostro da una condizione primitiva di bont a una logica di vendetta efferata contro il padre che lo ha abbandonato, sono le manifestazioni di quello sconvolgimento dei fondamenti su cui costruita la psiche delluomo. Fabbricato in laboratorio per assemblaggio, il mostro un corpo suturato senza unit, una creatura senza Creatore, senza ascendenza, senza famiglia, senza identit sociale, e non potr avere n un nome proprio n una donna e una discendenza, insomma nessuno dei dati costitutivi che connotano la natura umana. questo lo scandalo che la Shelley intu. La genesi contro natura fa di lui una creatura delle tenebre che trae la sua origine dalle profondit delle tombe. Dal suo stato aberrante derivano le
3

Cfr, Mary SHELLEY, Frankenstein, cit, pag 124

paure misteriose, lorrore profondo che suscita in noi, come la scrittrice annota nella sua prefazione. Il mostro si presenta sotto molteplici figure. il bambino alla ricerca di una famiglia. lescluso, il reietto, il diverso che confronta la sua estraneit e solitudine a un universo destinato a restare inaccessibile e incomprensibile. il ribelle contro la divinit che lo ha gettato nel mondo e abbandonato al dolore e al male, specchio della protesta sulla condizione umana riecheggiata da Mary Shelley. E ancora, il fantasma della maternit usurpata dal sesso maschile. Ma soprattutto il doppio di Victor4, laltra parte della persona a cui sono delegate le azioni delittuose che egli non oserebbe commettere, risultato dunque di una scissione dellio tra bene e male, che molti decenni dopo avr unincarnazione in Stevenson con Lo strano caso del dr. Jekill e Mr. Hide. Al mostro non viene dato neppure un nome come supremo affronto da parte del suo creatore che gli nega addirittura unidentit e una compagna nel tentativo inconscio di non farlo esistere; ma il mostro non ha un nome anche perch egli sempre presente nel dottor Frankenstein, una sorta di emanazione del suo senso di colpa, quasi il suo doppio originato da quella parte di s correlata al suo blasfemo orgoglio. Nel romanzo Frankenstein stesso dice: considerai lessere che avevo gettato tra lumanit quasi come il mio stesso vampiro, il mio stesso spirito lasciato uscire dalla tomba e costretto a distruggere tutto ci che mi era caro.5 Il motivo del doppio condiviso da molti critici ed rivelato dallerrore comune di chiamare il mostro con il nome del suo creatore: Frankenstein. Nel testo per ci si rende conto che il doppio si estende non solo ai due personaggi principali, ma anche a Walton e Clerval che rappresentano altri aspetti della personalit di Frankenstein e quindi del Mostro stesso. Frankenstein strettamente legato al mito di Prometeo.6 La vera novit dellopera di Mary Shelley data dal fatto che le caratteristiche delleroe
4

5 6

George LEVINE, The Ambiguous Heritage of Frankenstein, in The Endurance of Frankenstein edizione di George Levine e U.C. Knoepflacher, university of California Press, Berkeley, Los Angeles, London. Cfr, Mary SHELLEY, Frankenstein, cit pag94 Prometeo una figura della mitologia greca, il quale durante un sacrificio agli dei li ingann dando loro le parti pi magre degli animali sacrificati, mentre agli uomini consegn quelle pi grasse. Zeus accortosi dell'inganno decise di punire gli uomini togliendo loro il fuoco, ma Prometeo riusc a rubarne qualche favilla e lo riconsegn agli uomini. Da allora Prometeo ricevette una punizione eterna per aver sfidato il potere degli dei.

prometeico sono divise fra lo scienziato Frankenstein e il mostro che egli crea. Frankenstein che sfida Dio creando vita, ma sul mostro che almeno in parte ricade la punizione. Victor al pari di Prometeo e di Faust, si ribellato a Dio e alla natura, cos il mostro si ribella a lui, un padre crudele che dopo averlo creato gli nega una vita normale. Le fonti di ispirazione per la nascita di Frankenstein furono molto numerose infatti per la genesi del romanzo rilevanti furono gli esperimenti sulla generalit spontanea e gli Elements of Chemical Philosophy di Davy, amico di Godwin, attraverso il quale Mary sembra aver conosciuto lopera di Condillac Treatise on Sensations. Va inoltre ricordato che l'influenza maggiore provenne dal padre di Mary Shelley, il filosofo William Godwin dal quale Mary cerc sempre approvazione nonostante il loro rapporto conflittuale. I testi da cui trasse ispirazione l'autrice per realizzare Frankenstein furono St. Leon che esamina i problemi affrontati da un uomo desideroso di aiutare l'umanit e primo romanzo inglese in cui compaia l'elesir della vita, infatti uno dei temi base del romanzo proprio la sopravvivenza alla morte; altro testo d'ispirazione Political Justice in cui l'autore aspira ad un nuovo ordine sociale basato sulla benevolenza universale. Alcuni critici hanno voluto vedere nel talento della scrittrice il riflesso delle doti di suo marito Percy Shelley che sembrerebbe esser stato non solo colui che revision l'opera di sua moglie, ma anche il modello iniziale a cui ella si ispir per dar vita al personaggio di Victor Frankenstein, con cui ha in comune la passione per la scienza. Tra le opere di Percy Shelley che hanno maggiormente influenzato la stesura di Frankenstein vanno ricordate The Prometheus Unbound(1820) e Alastor or The Spirit of Solitude(1816) che assume i connotati di un'allegoria autobiografica, nella quale vengono espressi temi quali desolazione, solitudine e speranza. Un'opera a cui Mary Shelley si sicuramente ispirata per realizzare il suo capolavoro Maria: or, The Wrongs of Woman scritta da sua madre Mary Wollstonecraft e pubblicata nel 1798. La vicenda tratta della storia di Jemima che rinchiusa in un manicomio dal marito decide di raccontare la sua esperienza ad un'altra donna Maria. Jemina racconta come dopo la morte della madre abbia

sofferto delle umiliazioni provocatele dalla sua matrigna e da suo padre e spiega come la mancanza dell'affetto materno l'abbiano condotta a compiere atti criminali. Per il suo racconto quindi Mary Shelley prende in prestito quest'immagine di una creatura naturalmente buona che stata costretta a compiere atti malvagi a causa dei pregiudizi sociali. Il mostro in Frankenstein infatti dopo aver aiutato segretamente la famiglia De Lacey decide di incontrare il padre cieco, ma quando gli altri membri della famiglia lo vedono, a causa del suo aspetto terrificante, lo cacciano via. Da quel momento in poi il mostro comincia a compiere una serie di atti criminali che risultano essere ancor pi malvagi di quelli compiuti da Jemima in quanto quest'ultima viene a conoscenza della sua natura caritatevole solo dopo aver incontrato Maria, in Frankenstein invece il processo avviene al contrario e il mostro da creatura benevola si trasforma in un essere malvagio. Frankenstein un romanzo di padri onnipresenti e madri assenti7; non una coincidenza infatti che il mostro dopo aver ucciso il piccolo William, si fermi a contemplare il ciondolo che questi aveva al collo in cui rappresentato il ritratto di una donna amorevole e che venga calmato dalla sua materna bellezza per poi far esplodere la sua ira in quanto questi si rende conto che stato privato dell'amore materno e decide cos di rendere colpevole l'innocente Justine. La relazione centrale nel testo quella che si realizza tra padre e figlio, il padre per non pi Frankenstein creatore del Mostro, ma piuttosto il Mostro stesso che vedendo distrutta la propria compagna decide di imporre al suo creatore le stesse condizioni di dipendenza e insicurezza che egli ha subito. La sua vendetta pi grande consister nel privare Victor della donna che ama, Elisabeth. In questo contesto di madri assenti e padri onnipresenti, questi ultimi risultano essere fortemente ostili nei riguardi dei loro figli. Il padre di Walton gli proibisce di divenire marinaio; il padre di Clerval vuole che suo figlio divenga mercante piuttosto che poeta; il padre di Safie la usa per ottenere la libert. Nonostante la presenza di tutti questi padri l'intento dell'autrice quello di permettere, attraverso Frankenstein, di riappropriarsi del ruolo femminile. Nel farlo
7

U.C.KNOEPFLAMACHER, Thougts on the Aggression of Daughters, in The Endurance of Frankenstein edizione di George Levine e U.C. Knoepflacher, university of California Press, Berkeley, Los Angeles, London.

l'autrice utilizza due personaggi che sono l'uno l'opposto dell'altro; inizialmente Frankenstein aggressivo e si isola dal resto del mondo dimenticando completamente la donna che ama, il Mostro invece rivela qualit femminili nel suo prodigarsi per la famiglia De Lacey. Successivamente il Mostro che assume l'aggressivit di Victor, mentre quest'ultimo si rivela come una timida ragazzina ammalata. Il desiderio di Victor di sposare Elisabeth descritto come un patetico tentativo di ricostruire la relazione affettuosa dissipatasi a causa della morte della madre e evoca l'immagine di un paziente debilitato che necessita di un'infermiera. Diversamente il desiderio del Mostro di avere una compagna trattato in maniera estremamente pericolosa in quanto la creazione di quest'ultima sarebbe il preludio della nascita di un'intera specie di demoni che si propagherebbe sulla terra. In realt Victor si rifiuta di creare una compagna per il Mostro non solo perch potrebbe generare una vera e propria specie di mostri , ma anche perch spaventato dalla possibilit che la creatura femminile si riveli molto pi aggressiva non soltanto dei personaggi femminili del romanzo ma anche del suo stesso compagno. Quindi ci che Mary Shelley vuol farci comprendere che, se la crudelt del mostro pu essere in parte giustificata, quella della sua compagna un orrore che non pu essere contemplato. Il terrore di Victor sembra essere lo stesso di Mary Shelley infatti Victor rifiuta in modo definitivo il Mostro distruggendo la sua compagna prima ancora di averla generata; Mary Shelley si distacca dalla figura demoniaca del mostro quando questi proclama l'iniziazione della sua vendetta nei confronti di Clerval, di Alphonse Frankenstein e di Elizabeth. Soltanto dopo la morte di Victor il Mostro rivolge la propria violenza contro di s, il suo sadismo diventa masochismo e decide di immolare se stesso per salvare tutta l'umanit. La passivit femminile presente non soltanto in Frankenstein, ma anche nella vita stessa dell'autrice ed rappresentata dalla morte della madre; non un caso infatti che Victor durante un sogno scambi la figura di sua madre Caroline Beaufort Frankenstein con quella di Elizabeth. La relazione tra Caroline ed Elizabeth di totale fusione infatti, sebbene Elizabeth come Mary Shelley la

causa accidentale della morte di sua madre, la amiable woman8 non ha alcun risentimento ed insiste affinch Elizabeth prenda il suo posto. Altra figura che rappresenta in modo chiaro la passivit Justine che seppur accusata ingiustamente dell'uccisione di William , non potendo dimostrare la sua innocenza decide di arrendersi al suo destino accettando la condanna a morte e pagando per un crimine che non aveva commesso. La passivit usata correttamente , come Mary Shelley sa perfettamente, pu essere un'arma potente come la rabbia. Frankenstein stato realizzato attraverso l'utilizzo di tre narrazioni interconnesse e raccontate da uomini per i quali l'affetto familiare non semplicemente piacevole, ma profondamente sacro. Infatti le tre voci narranti, quella di Walton di Frankenstein e del Mostro, pur raccontando esperienze completamente diverse risultano essere strettamente collegate tra di esse attraverso la difficile situazione dell'aver o meno vissuto la sublime esperienza dell'affetto familiare. La struttura di Frankenstein, con i suoi tre concentrici racconti, ci permette di separare l'insieme della storia e quindi di distinguere la sfera maschile collegata alla scoperta e alla ricerca del nuovo e quella femminile collegata alla vita familiare e domestica. Inoltre la sequenza in cui il lettore incontra i tre narratori conferisce alla storia circolarit e linearit al tempo stesso. La storia si apre e si chiude con Walton che trovandosi ai confini del mondo civilizzato scrive a sua sorella in Inghilterra generando in questo modo una connessione tra ci che conosciuto e ci che non lo affatto. Attraverso la narrazione abbiamo la possibilit di muoverci prima nei rurali sobborghi di Geneva e solo successivamente dopo molte montagne innevate raggiungiamo la famiglia De Lacey in cui uomini e donne imparano insieme, vivono le stesse esperienza e le distinzioni di ruolo sono ridotte al minimo. La circolarit di Frankenstein sottolinea la critica di Mary Shelley nei confronti di una struttura familiare in cui la relazione tra i sessi irregolare cos come lo la relazione tra genitori e figli. Walton e Frankenstein sono due uomini che pur
8

Mary SHELLEY sembra avere difficolt nello scegliere il giusto aggettivo da attribuire alla madre contagiata da Elizabeth; amiable era originariamente admirable, ma nell'edizione del 1831 l'autrice sembra essere meno esitante nell'identificare Caroline con la sua stessa madre infatti this amiable woman diventa this best of women.

amando incondizionatamente la famiglia hanno deciso di staccarsene e il loro distacco dall'ambiente familiare ha reso il loro isolamento sempre pi profondo. In realt l'unica voce maschile sopravvissuta alla fine del romanzo quella di Walton il quale possiede ci che al Mostro manca e che Frankenstein nega : un interiore e complementare principio femminile che nasce dal suo legame con sua sorella, il ricordo della quale gli permetter di resistere al percorso distruttivo di Frankenstein salvando il proprio equipaggio. Nella prima parte della storia Frankenstein racconta della sua infanzia e fanciullezza con particolare attenzione alla formazione scolastica ricevuta. Frankenstein dice Il mio carattere era talvolta violento, e le mie passioni focose, ma per qualche legge insita nella mia natura queste non si traducevano in giochi infantili bens in un ardente desiderio di apprendere, ma non di imparare tutto indiscriminatamente. Confesso che n la struttura delle lingue, n l'ordinamento degli stati n la loro politica avevano molta attrattiva per me. Erano i segreti del cielo e della terra che desideravo conoscere, e, sia che mi occupassi della sostanza apparente delle cose o dello spirito nascosto della natura, o dell'animo misterioso dell'uomo, tutte le mie ricerche tendevano sempre ai segreti metafisici o, nel significato pi alto, fisici del mondo.9 proprio in questo passaggio del testo che si rivela ancora una volta la grande abilit dell'autrice nel riuscire a far percepire la presenza di un infausto destino che presto o tardi si sarebbe rivelato.

Cfr, Mary SHELLEY, Frankenstein, cit pag 44-45