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ROMA SOTTERRANEA
CRISTIANA

Digitized by the Internet Archive


in

2009

with funding from

Research

Library,

The Getty Research

Institute

http://www.archive.org/details/laromasotterrane01ross

LA

ROMA SOTTERRANEA
CRISTIANA
DESCRITTA ED ILLUSTRATA

DAL CAV.

G.

B.

DE ROSSI

PUBBLICATA PER ORDINE

DELLA SANTIT DI

\.

S.

PAPA PIO NONO

TOMO

I.

ROMA
CROMO
-

LITOGRAFIA
S.

PONTIFICIA

VIA DI

AMBROGIO N. 6

1864

TIPOGRAFIA SALVIUCCI

PIO IX
.

PONT MAX
.
.

ALTERI

DAMASO

QVI

MONVaiENTA

MARTYRVM
RVINIS

MILIARI!

SAECVLI

OBRVTA

IN

LVCEM

REVOCAT

HAEC VOLVMINA IVSSV EIVS CONFECTA


.

AVCTOR

INDICE DEL
PREFAZIONE
C.vpo
I.

VOLUME

II.

pag.

Degli elogi e delle epigrafi

De' primi

esploratori

delle

cata-

del papa
III.

Damaso

istorici e li-

118

combe
delle

romane
lettere
al

dal

rinascere
di
.

Dei documenti

pontiQcato
ai

turgici posteriori alla fine in cir-

Leone
C\PO
li.

X
intorno

Degli

studii

cemeteri
9

Cvpo

III.

pontificato di Leone X a quello di Gregorio XIII. Scoperta delle catacombe romane


cristiani dal

ca del secolo quarto 122 IV. Le antiche topografie de' cemeteri suburbani 128 Notitia ecclesiarum urbis Ro-

....

mae
l)e locis sanctis

138
141

nel

1378,

e ricerca de'

menti sotterranei
tonio Bosio
Ca,po IV.

monuinnanzi ad An

martyrum quae

sunt foris civitatis

Romae

12

V. Dell' et e del valore delle


quattro principali topografie de' sepolcri de' martiri in Boma.

Quanta parte

delle

catacombe ro

mane

fu scoperta e studiata pri-

144

ma
C\po V. Cvpo VI. Cvpo VII. Capo Vili,

del Bosio

20 26

Bosio e le sue scoperte catacombe romane Degli studii di Antonio Bosio per illustrare le catacombe romane La Roma Sotterranea del Bosio ha Roma Sotterranea do\)0 Va. more
.Antonio
nelle
.
.

VI. Topografie ed indici de' cemeteri dal secolo nono al deci-

moquinlo

137

$
31

VII. Del metodo per ricostruire


la

topografia storica della


coli'

Roma

33

sotterranea
tichi

aiuto degli an-

documenti
sulle

164

del Bosio accresciuta e pubblicala dal Severano e dall'Aringhi

%
39

Vili.

Delle cripte istoriche e dei


pareti

gralBti ivi segnati

C\PO IX.

Studii sulla

Boma

sotterranea dalla
fine

dagli antichi visitatori.

...

167

morte
secolo

del

Bosio alla

del

XYII

46

Cipo X.

Del Fabretti, del Boldetti, del Marangoni e d'altri autori fioriti ne' primi decenuii del secoloXVllI.

Capo
51

III.

Tavole sinottiche delle antiche topografie de' cemeteri suburbani 173 Epoche principali della roma sotterranea CRISTIANA.

C;VP0 XI.

La Roma Sotterranea
suburbani

del

Bottari

56

I.

Dall' et apostolica fino a tutil

e gli studii intorno ai cemeteri

C.VPO Xll.

C.\PO Xlll.

durante la seconda mela del secolo XVllI. Degli studii intorno ai monumenti sotterranei nei primi decennii del nostro secolo Del P. Giuseppe Marchi e della nuova Roma Sotterranea che ora vede la luce
.

%
62

secolo secondo .... 184 Dal principio del secolo terzo al 312, anno della pace data da Costantino 197 111. Dell' amministrazione ecto
II.

clesiastica e del

numero

dei ce-

meteri

innanzi alla

pace

data

da Costantino

....,.

Conclusione

68 78

Indice de cemeteri suburbani.

204 207

NOZIONI GENERALI
INTORNO AGLI A?iTICni CEMETERI
ISPECIE INTORNO
CRlSTI.iLM

sia

IV. Dall' anno 312 al 410, osda Costantino ad Alarico. 210


Dall'

ED

L\

V.
83
Conclusione

anno 410

fino all' ulli-

A QUELLI

DI ROM.V
.

....

mo abbandono
terranei

de' cemeteri sot

Cvpo

I.

De' cemeteri cristiani

215 222

I.

Origine
I
1

de'

cemeteri

cri

stiani
II.

III.

cemeteri sotterranei. cemeteri sopra terra

83 86 93

IV. Della legalit


cristiani

de' cemeteri

LE CRIPTE DI LUCINA NEL CEMETERO DI CALLISTO SULLA VIA APPIA. LIBRO PRIMO
del VERO SITO DEL CEMETERO DI CALLISTO.

nei secoli delle perse

cuzioni
,

101

Cvpo

I.

V. De' sepolcri singolari o gentilizi e dei cemeteri di slle


,

C\Po

l.

Sentenza de' moderni sul sito del cemetero di Callisto .... 225 Opinione volgare degli ultimi secoli
dell' et

ereliche
C.VPO 11.

108
C.vpo 111.

di

mezzo intorno
di Callisto

Degli

DOCUMENTI 1L1XSTR.V.NT1 L.V STORIA E LA TOPOGRAFIA DE' CEMETERI SUBURBAM. I. De' documenti contemporanei prossimi all' et delle perse.VNTICHI

al sito del

cemetero

229

Le
i

antiche

testimonianze c'insesull'
,

gnano a distinguere
cemeteri di Callisto
stato e delle

Appia
. .

di Prete

Catacombe

235

cuzioni

111

Capo IV.

Gli antichi topografi ci guidano a

riconoscere
Io

siti

precisi dei ce-

Capo V.

meteri di Callisto, di Pretestae delle

Della basilica eretta presso il sepolcro di s. Cornelio, e storia


di quel sepolcro dal secolo quinto
all'

Catacombe.
dell'

...

242
Capo VI.

C\po V.

Le scoperte

ultimo decennio confermano la topografia de' tre principali comoteri dell'Appia ri-

ottavo

296

Delle immagini dipinte nella cripta


298 di s. Cornelio Della cripta di s. Cornelio dal secolo IX all' et nostra 304

Capo VI.

cavata dagli antichi documenti Degli altri cemeteri cristiani dell'Appia e dell' Ardeatina, e furono incorporati a (jucUo de' cemeteri, cio, Callisto Solere, di Ippolito, di Ralbina,
:

230

Capo VII.

...

se di
di
di

LIBRO TERZO
DELLE CRIPTE
1)1

LUCINA.

Capo

I.

Le

cripte di
l'area d'un

Damaso,diBasileoediDomitilla 239

Lucina sono dentro grande monumento

C\PO VII.

Della pianta del cemelero di Callisto e de'suoi rapporti con le notizie

sepolcrale dell' Appia.

...

306

Capo

II.

Dell' illustre

famiglia, cui appar-

storiche sopra dichiarate.

267
Capo
III.

LIBRO SECONDO
DEL SEPOLCRO DI S. CORNELIO PAPA E MARTIRE NELLE CRIPTE DI LUCINA.

tennero le cripte di Lucina. 309 De' discendenti dagli Antonini Augusti,


le cui memorie sono venute in luce dalle cripte di Lu-

cina

315

Capo

I.

Capo

II.

Testimonianze antiche sul sepolcro di s. Cornelio papa e martire 274 nelle cripte di Lucina s. Cornedi sepolcro del Scoperta

Capo IV.

cubicoli, gli ambulacri ed

mo-

numenti delle cripte


e
loro

di

Lucina,
varie

...

distribuzione

in

lio

papa e martire conforme

alle

Capo V.

epoche Breve commento sulle


sculture e simboli
cripte di

320

iscrizioni

notizie tramandateci

dall' anti-

graffiti nelle

chit

277
Capo VI.

Lucina
,

340

Capo

III.

Della cripta di s. Cornelio, de'suoi lucernari e della sua scala


.

Degli

affreschi

segnatamente
simboli

280 287

delle

immagini del pastore, dele

Cvpo IV.

Le

iscrizioni della cripta di s. Cor-

la orante
ristici

dei

euca

nelio

nelle cripte di Lucina.

346

AMLISI GEftL0GlC4 ED ARCHITETT0MC4 DICHIARATA DA MICHELE STEFANO

DE ROSSI

PREFAZIONE
DISSERTAZIONE PRIMA

PAG.

Capo IV,

Verifica delle predette

dell' origine DELLE CATACOMBE ROMAN'E.

Capo V.
9

condizioni geologiche in ciascuno dei siti, ove sono i cemeteri La legge romana e le primitive

....

49

Capo Capo

I.

Storia della questione sull' origine pag. delle catacombe romane


.

escavazioni dei cemeteri suburbani

53 59

II.

Delle

antiche testimonianze,

Capo

III.

chiamano arenarie i romani Genesi geologica, nomi ed usi antichi delle rocce componenti il
suolo romano

che cemeteri

Capo VI. 13

Svolgimento dei cemeteri

cristiani
.

fuori dei limiti primitivi

DISSERTAZIONE TERZA
ANALISI GEOLOGICA ED ARCHITETTONICA

17

Capo IV.

Interpretazione delle testimonianze, che appellano arenarie le ca-

DELLE CRIPTE NEL CEMETEUO

DI

LUCINA

DI CALLISTO.

tacombe romane
Capo V.

23

Della pianta e dell' escavazione del

Confronto geologico ed architettonico tra le antiche arenarie e i


cemeteri cristiani Conclusione

cemelero di Callisto
cripte di Lucina

....

62
67

Della pianta e degli spaccali delle

Capo VI.

DISSERTAZIONE SECONDA
leggi

Primitiva indipendenza delle cripte di Lucina dal cemelero di Callisto

fatti

limiti

dell'

escavazione

69
71

Distinzione dei lavori diversi


nelle cripte di

dei cemeteri cristiani di roma.

Lucina

...
delle

Capo

I.

Stalo
all'

della

scienza

relativamente
'

Ricostruzione

icnografica

argomento predetto e pro-

escavazioni successive delle cripte di Lucina

Capo

li.

blema, che propone l'autore. Limiti dell' area sotto la quale sono scavati i cemeteri cristiani
di

73

DESCRIZIONE DELLE TAAOI.E DI ORTOGRAFIE

Koma
geologiche

E DI ICNOGRAFIE.

Capo

III.

Condizioni
all'

opportune
u

escavazione dei cemeteri su-

burbani

46

Tavola XXXII-XXXIII. Tavola XXXIV Tavola XXXV-XL

,,79

83 84

PREFAZIONE

G.
nostra

rli

antichi cemeteri cristiani scavati nelle viscere del suolo

romano, gloria

singolare di che la provvidenza divina ha sopra tutte le altre

citt privilegiato la

Roma,

dai primi secoli agli esordii in circa del


fedeli

nono furono con accesa nono


a tutto
il

piet visitati dai

d'ogni gente e d'ogni lingua

dal
;

decilettere

moquarto

involti

in

rovine a poco a poco scomparvero

dopo rinate

le

rintracciati

con amore, con istudio e dottrina esaminati hanno aperto


il

alla scienza

dell'antichit

vasto

campo, che sogliamo appellare


i

la

Roma

sotterranea. Im-

prendendo

io

descrivere ordinatamente questa misteriosa citt de' secoli eroici


a

del cristianesimo,

raccoglierne

laceri e sparsi
la

monumenti ed

ricomporne,

per quanto alle mie forze sar dato,


far ricordo
di coloro,
i

nobilissima istoria, debbo cominciare dal

m'hanno preceduto nell' arduo lavoro, le loro dotte ed onorate fatiche con grato animo commemorando. L'antesignano ed il duce della valorosa schiera quell' uomo grande e venerando a buon diritto chiamalo il Colombo della Roma sotterranea la cui rinomanza crescer sempre col crescere
quali
,

degli studii nel

campo

delle sue
:

prime scoperte
lui
,

e delle sue

sagaci

diligenti

ricerche. Egli Antonio Bosio

da

comincia

la scienza della

Roma
alto.

sotterranea,

nella quale da ninno poi fu vinto


la storia

e forse

da ninno uguagliato. Ci nulla ostante


risalire pi in

degli studii sulle

catacombe romane dee


al

Imperocch
,

l'amore delle antichit nacque insieme


quasi due secoli prima che
labirinti
il

risorgere delle lettere classiche

cio

Bosio imprendesse a ricercare e descrivere gH intricati


;

de' sacri nostri


studii a
tutti
i

ipogei
dotti

laonde

necessario indagare se in tanto fiorir


,

de'

buoni

furono ignoti quegli ipogei

od

qualcuno noti e
sotterranea,
degli annali

da qualcuno esplorati. Questa ricerca sui primi esploratori della

Roma

tema vergine
letterarii

nuovo,

ci

sveler inaspettatamente

un arcano mistero
1

del

secolo

XV.

CAPO
De primi

I.

esploratori delle catacombe

romane

dal rinascere delle lettere al pontificato di Leone X.

[1

Petrarca,

il

Dondi volgarmente appellalo Giacomo dall'Orologio, Nicola Sii

"iiorili,

Poggio Fiorentino, Flavio Biondo, Bernardo Rucellai,

quali dalla seconda

met del secolo decimoquarlo fino oltre al mezzo secolo decimoquinto scrissero dei monumenti di Roma (1), ninna menzione fecero delle sue catacombe; eccetto che
il

Biondo con due o

tre sole parole ricord le sacre

spelonche poste sotto


ai pellegrini;

la basilica
libri indili-

di S. Sebastiano (2).

Queste furono sempre aperte

e nei

ijenliarum composti per loro uso in ogni

tempo ne

fu fatta solenne

commemorazio,

ne.

La quale per

fu dettata

non da

studiosi de' cristiani

monumenti

ma

dalla de-

vozione de' fedeli; ed era un eco lontano e confuso delle antiche tradizioni, quasi
tutte obbliterate e perdute, sui veri.

nomi

e veri siti di ciascun

cemetero del nostro

suburbano. Que' nomi leggevansi allora soltanto ne' martirologii, nel libro delle
vite de'

romani
;

pontefici e nel paragrafo de coemeteriis del libro intitolato Mirabilia

Urbis Boniac
gli

ma

ninno cercava dove propriamente erano que' cemeteri

ninno

esplorava con animo di riconoscerne la topografia e la storia.

La prima memoria
messo
sato
i

che oggi conosco, di alcuno che nel secolo

XV

abbia

il

piede nel grande labirinto delle catacombe romane, ed abbia oltrepasde' sotterranei
di

confini

S.

Sebastiano

il

nome
i

di

Ioannes

Lonck

scanalo in un cubicolo del cemetero di Callisto colla data


costui tosto fan seguito parecchi frali minori
altro cubicolo di quel
,

dell'

anno 1452.

A
un

che scrissero
la

loro

nomi

in

cemetero medesimo, premessa


die

seguente indicazione di
Certo che
i

tempo: Anno
nori dal

dTii

MCCCCXXXHI
1482 ebbero
in

Vili mensis lunii.

frati

mi-

1455

al

facile accesso
:

a quel cubicolo e frequentarono la

circostante regione del cemetero di Callisto

imperocch moltissime sono


antica la predetta del
indi discosta
;

ivi

le

loro

memorie segnate

anni diversi. La

pii

1455,

cui

contemporanea un' altra scritta in

una

via

non molto

le

rimanenti
trascritta:

sono del 1451, 1455, 1475, 1482. Quella del 1455 merita d'essere
hic full fr.

Ihes de

Coluna de Urbe ordis minorum cum


est

sociis suis

MCCCCLIIIII ^

edomada qua defunlus


domada, qua defunclus
citalo. In

pp. N. V. Le ultime parole sono da interpretare in heb-

est

papa

Nicolaiis Y;

ed in

fatti

quel papa mor nell' anno

quel cubicolo islesso nel

S.

Sebastiano, di cui forse


(1)

1469 entr con grande comitiva un abbate di non bene decifero il nome: hic fuit dns Ivanus (?)
p.

V. Le primo raccolte d'antiche iscrizioni

4, 7-9. 21,

112.

(2) FI.

BlonJus,

Ruma

iisloiu-ala,

Lib.

Ili

cap.

65

abas Sii Sebastiani 1469 i9 Mai cimi magna comitiva;


alquanti Scozzesi venuti nel 1467:

ivi

anclie leggo

il

ricordo di

MGGCGLXVir' quidcm

(sic) Scoti hic fiterunl.


,

Non

questo

il

luogo ove io riferir per disteso ed illustrer queste memorie


di accesso

cerfrati

cando quale commodit

per circa cinquanta anni condusse tanti


,

d'un medesimo ordine col e non altrove: mi basta ora di avvertire


pia curiosit,

che solo una

non cagione

di studio

sembra essere
die

stato lo scopo di quelle visite.

Una

delle iscrizioni lo accenna cos:


frat'

MCCCCLI
l'immensa

XVII

ian.

fiiit

hic

ad visitandum

sanctum locum istum

Laurencius de Sicilia

cum

XXfribiis ordinis friim minorum.


callistiana
in

Ed

in fatti

non un
di

cenno sopra
;

necropoli

qualsiasi

documento

quegli anni

non una

iscrizione ivi od in alcun altro sotterraneo


di quell' et. Il Signorili,
il

cemetero trascritta ne' codici epigrafici

famoso Ciriaco
fino a tutti

d'Ancona ed
gli

loro seguaci nelle sillogi epigrafiche composte dal

1589

anni segnati appo

spettante alle

nomi de' frati minori catacombe romane questa


i
;

riferirono
il

una sola epigrafe


titolo

cristiana

notissimo

votivo a S. Seba-

stiano posto nella scala,

per

la

quale

pellegrini scendevano dalla basilica del


in
,

santo

ai

sotterranei,

che ho
quel

detto

essere stali
di
,

ogni
altri

et visitati
visitatori

(1).

Ma
ipogei
,

circa la fine di

periodo

anni

de'

suburbani

ed assai dissimili dai frati minori


ss.

chiamano a
Bosio
pag.

se l'attenzione mia. Nel

cemetero de'
dell'

Marcellino e Pietro nella via Labicana sulle pitture medesime


delineato
nel

arcosolio

volume del

391

sono

scritti
,

questi
,

XV o XVI: VOLSCVS RVFFVS POMPONIVS FABIVS FABIANVS PARTENOPEVS HISTRIVS PERILLVS LETE CALPVRNIVS RVFFVS BIS FVIT. Quando la prima volta gli lessi
nomi
in lettere quadrate
,

romane

del secolo
,

mi sembrarono nomi accademici e precisamente di sodali della famosa accademia romana di Pomponio Leto. Quei sodali cambiavano loro nomi proprii in nomi antichi della classica et; ed il culto, che professavano per le lettere pagane,
,

cotesto

mutare

di

nomi,

non sappiamo quali

altri indizi e sospetti

li

misero in

voce di apostati dalla fede cristiana, di adoratori delle pagane divinit, e perfino
di

cospiratori contro la vita e la dignit del


:

romano
il

pontefice.

Paolo

II

li

processare

furono accusati di voler trasferire

pontificato
Il

massimo
ai

nella persona

d'uno di loro;
ed
il
i

ma
;

niun' accusa fu comprovata.

Platina valorosamente difese s


loro sludii, e

compagni

gli

accademici liberali da ogni molestia tornarono


fior

loro sodalizio rivisse,

e fu onorato da vescovi e da prelati della

chiesa

romana P). Ci nulla


demia fossero spregiatori
di

ostante la

mala fama, che

principali socii di quell'acca-

della religione cristiana, perdur; ed in

una

lettera inedita

Battista

De

ludicibus vescovo di Ventimiglia scritta al Platina


,

medesimo, dopo
magis quam

che era stato assoluto


(1)

ho
p.

letto
93

le

parole seguenti

alius te gentilem

V. Le prime raceolle etc.

n. 68.
itul.

(2),V. Tiraboschi, St. della Ittleralura

T.

VI P.

p.

93-97.

_
4

christianum
esse

dic'U
,

et

mores gcntilium magis quam nostrorum sequi, alius

libi

deum
,

Herculem

alius

Mercurium
,

alius

lovem

alius

ApoUnem

alius
,

Venerem

Dianam pracdicat teque per hos deos deasque jurare solilum cum praeserquibuscum libentius quam cum cetim eras cum similis superstitionis hominibus
alius
,

teris

diversabare (i).

Checch

sia di

queste accuse,

egli
s

manifesto,

la

let-

teratura di quegli accademici essere stata di tempera


le sacre

fortemente pagana, che

monumenti de' primi cristiani non potevano adescarli e dar pascolo ai loro studii. Laonde senza chiare prove non mi sar facilmente averne percorso e visiaver essi frequentato le catacombe romane creduto
memorie ed
i
,

tato

molte e varie

regioni
i

per amore di studio e ricerca

di

monumenti

in

somma
prire,

essere essi invero

primi esploratori della


;

Roma

sotterranea. M'accingo

a produr le prove d'un fatto cotanto inaspettato

e pi inaspettato sar lo scola segreta gerarchia

che faremo ne' tenebrosi recessi delle catacombe,

di

quella famosa accademia.

nomi da me sopra trascritti sieno veramente di Pomponio Leto e dei socii di lui, lo comprovano altre similissime iscrizioni, che ho rinvenuto in DEIPHILVS. Ecco queir istesso cemetero: POMPONIYS PLATINA FAB....
Che
i
,

il

Platina,

cognome rarissimo,

nel quale

ogmmo

riconosce

il

famoso crro ed
di quelli

avvocato di Pomponio e degli accademici. Anche Volscus

nome d'uno

accademici (2).
parete
,

Ed

a finale conferma di siffatta verit nel cubicolo contiguo alla


il
,

nome di Platina ho veduto lettere simili che dicono CAMPANVS ANTISTES PRECVTINVS. Costui il celebre poeta Giovanni Antonio Campano vescovo di Teramo, cio degli Inter amnates Praetutiani o Praecutian, e
ove segnato
perci qui latinamente appellato antistes Praecutinus
;

egli fu

uno

de' luminari dell'

accademia romana.

Ma

il

nome

intero e disteso di

Pomponio Leto con


da
il

quelli d'una

comitiva d'altri accademici

scritti in

lettere simili alle

me

viste ne' sotterranei


ce-

della via Labicana, con grande contentezza lo scoprii

15 Aprile 1852 nel

metero

di Pretestato sull'

Appia. Ecco

la

forma

esatta dell' iscrizione:

PARTHENIVS PAMPHILVS MATHIAS CAEGVS (4)


(1)
(2) (3)

ORION (3) POMPONIVS LAETVS PRIAMVS PETRVS IO. BAPTISTA

Cod. Vat. 9020.

l>i

Ballista

De

ludicibus Vescovo di Venliraiglia v. Muratori, Script, rer. Hai. T. XXIII p. 171-

V. Marini, Ruolo de' Professori delia Sapienza p. 30.

Questo solo nome

graflito,

gli
II

altri

sono segnati col carbone.


Colon. 1568 p. 338

(4) Il

Platina nella vita di Paolo

scrive di Callimaco celebre accademico e primissimo fra gli accusati di cospiedit.


).

razione, che era


cosi appellato

caeculm

Vilae
?

Rom. poni.

Cotesto

CAECVS

sarebbe egli forse Callimaco

per soprannome

5
Parthenius anch' egli noto fra
i

professori

romani

socii di

facilmente Pietro Sabino. Cotesto Parthenius ed Orion e


lasciato

Pomponio (1); Petrus Pamphihis hanno anche


di Priscilla al terzo

memoria

di se sulle pareti de' cubicoli del

cemetero

miglio della via Salaria.


guenti,

Ed
pii

ivi

il

17 Dicembre 1851
:

io trascrissi le lettere se-

che poi non ho

ritrovato

PARTHENIVS MAXENTIVS POMPONIYS


Dopo
tutto ci impossibile

ORION

Platina e col

Campano
fu

non avvedersi, che Pomponio Leto quando col quando con altri compagni di studio penetr nei sote ne percorse molte e disparatissime regioni; talch

terranei cemeteri cristiani,


egli coi suoi

un vero esploratore della Roma sotterranea. Ma la maggiore e pi preziosa copia di memorie spettanti a questo curioso punto di storia letteraria,

me

la

fornisce

il

cemetero di Callisto.

Ivi

in

una cripta segnato

VATIN
IVS HIG

FVIT

TREBONIVS
nomi evidentemente accademici
riferire
il
:

probabilmente ad

un accademico

si

dee pur

seguente esametro

ivi

stesso notato

HIG FVIT ILLE

THOMAS Q NVNC
est.

PCLARVS IN VRB
,

Me

fuit ille

Thomas, qui

in un' altra cripta posta a

non molta distanza

POMP POMP. BARSELLIN9 HERCIN MANILIVS RO in fine il seguente latercolo


:

,
:

Ed AEMILIVS VATVM PRINCEPS, DOMINICVS DE CEGGHINIS


praeclarus in Urbe
,

mmc

che dichiara con parole tonde e

sonanti costoro essere una societ d'antiquarii

MAMEIVS
PAPIRIV MATTEV MINICINVS

PANTHAGATHVS VNANIMES ANTIQVITATIS AMATORES

ANTONIV MAR
U) V. Marini,
1.

e.

p. 30-

Cotesti istessi ed altri simili

nomi ho
di

letto

in parecchie cripte e vie della

menel

desima regione del cemetero

Callisto;

ne dar

pi esatto

ragguaglio

descrivere la pianta di quella vasta necropoli.

Domenico De Cccchinis, che non

prende una denominazione accademica, apparisce per misto agli accademici e Antonius Mar(cus) parmi Marco Antonio Sabeltalvolta colla data del 1475,

lico

famoso discepolo
altri
il

di

Pomponio. Chi
Io
,

sia

l'Emilio
a

principe
il

de' poeti dell' et

sua lascer ad

cercarlo.

m'affretto
alla

divulgare

latercolo
si

che

seo^nato sulle pareti

d'una cripta

quale ora disagiatamente

accede attra-

verso fangosi e lubrici depositi di

terre

d'alluvione. Cotesta epigrafe spander

una gran luce

sui

secreti

misteri dell' accademia

romana.

1475 XV Kt FeB

PANTAGATHVS MAMMEIVS
PAPIRIVS
MINIGINV AEMILIVS

VNANIMES PERSCRVTATORES
ANTIQVITATIS

REGNANTE POM PONT MAX


.

MINVTIV ROM PVP DELITIE


.

(1).
antiquitats

Chi
la

cieco da

non vedere, che

gli

unanimes perscrutatores

datano

loro epigrafe regnante


,

Pomponio

ponlilce

maximof Ma non
il

d'uopo far rasigillo


all' inter-

ziocinii

ove un ultimo documento chiaro e lampante mette


,

pretazione, che di per se evidente

avere assunto

il

titolo

di pontefice

Pomponio nella romana accademia massimo. In un cubicolo dalla predetta cripta


e testifica

non lontanissimo,

cui fu aperto l'accesso nel


:

Maggio 1852, con mia incredibile

sorpresa trovai scritto cos

POMPONIV

PONT

MAX

MANILIV RO

PANTAGATHV SACER
DOS ACHADEMIAE. ROM
(1)

Romanarum puparum

deliciae.

Pomponio adunque
tagalo n'era
il

era

il

pontefice

massimo

della

sacerdote

ed ognuno intende, che sotto

romana accademia, Panun siffatto potefice massimo


Se
tutto ci

non

si

dee pensare a sacerdozio cristiano,

ma

ad un sacerdozio classico, cio paca-

no. Gli accademici al loro pontefice davano l'appellazione di regnante.

sia stato nulla pi che un giuoco pedantesco, o un vero spregio del pontificato e del sacerdozio cristiano ed un vincolo di secreta setta contro la chiesa, difficile da
siffiUte

iscrizioni

raccogliere e giudicare.
i

Certo che nel bujo

delle

catacombe

Pomponio Leto ed
tore ebbero
i

suoi socii

ci

hanno

fatto

una confidenza,

della quale niun senil

contemporanei, ninno

gli avversarii,
il

che accusarono Pomponio e


Pontefice.

suo sodalizio d'idolatria e di cospirazione contro

romano

Non un cenno
di quell' acca-

ne danno

gli scrittori,
;

che studiosamente hanno raccolto


pii

le

memorie

demia (1)
ficato

e ci

che

monta, neanco una lontana allusione a cotesto pontidi

accademico ho notato ne' capi

accusa,

ai

quali rispose

Pomponio
nella

nel-

l'apologia

presentata ai giudici in Castel S. Angelo, e che ho trovato

Va-

ticana (2).

La scoperta per, che ora facciamo


di

quanta spirito

catacombe romane, dimostra paganesimo secretamente informava il sodalizio di Pomponio


nelle

Leto, che non senza qualche ragione fu tenuto in sospetto di setta anti-cristiana;

bench
fatto
tica

fra

socii

ed

fautori di quell'

accademia molti fossero immuni da


de'

sif-

spirito
filosofia.

e soltanto

studiosi
il

delle classiche lettere,


altri,

monumenti

e dell'

an-

Certo se

Tiraboschi ed

che assolsero da qualsivoglia ombra


letto

di colpa

Pomponio

e gli

amici suoi, avessero

coteste iscrizioni, se ne sarebio dica, le

bero forte impensieriti. Del rimanente l'amore della verit vuole, eh'
proteste di cristianesimo scritte da
aria
di verisimiglianza

Pomponio
;

nella predetta apologia avere molta

e di sincerit

e forse

costoro conciliavano

il

loro paga-

nesimo

letterario

ed accademico colla fede cristiana.


egli

Or come avvenne
di

mai, che una

siffatta

gena di letterati, pagana nella


di

mente, e forse nel cuore occulta nimica della fede


esplorare le sotterranee
eh' essi
si

Cristo,

si

die tanta bria


Io

cripte de' martiri


in

e de' primi

fedeli?

veramente

stimo,

sieno internati

quelle grotte per pura curiosit antiquaria e


avvedutisi eh' erano sepolcreti cri-

forse anche cercando


stiani

monumenti pagani, ed
fatto

non ne abbiano

conto veruno. Imperocch di tanti sotterranei viasai


,

niun frutto letterario

essi

colsero

non un
e di

lieve

ricordo fecero nei loro libri


alla

non un marmo

cristiano

trassero da que' sotterranei

luce del giorno.

Le

raccolte d'iscrizioni di Fra

Giocondo

Pietro Sabino,
di

nelle quali

tanta parte

ebbe Pomponio Leto, sono come quelle del Signorili,


(1)

Ciriaco e de' loro primi


e della

Nel codice della

Libi.

Ambrosiana G. 283
:

inf.

si

leggono

le

Memorie
T.

di

Pomponio Leto

sua accademia

raccolte dal Card. Federico


si-ellanee di Lipsia. Si

Borromeo

una dissertazione del Walchio su questo argomento


il

nei
il

primo tomo delle micard. Quirini,

vegga sopra
il
I

tutti

Tiraboschi, St. della

leti.

ital.

VI

lib.

cap.
5, 6.

V.

Vita

et

vindiciae Pauli II p. 78. ed


(2)

Nicolai negli Atti della pont.


p.

accad. di arch. T.

p.

Cod. Val. 2934 P.

305-308.

8
seo-uaci,
al

tutto prive

di

ponio nella sua casa sul


meteriale.
Il

catacombe romane (1). Il musco di PomQuirinale non aveva pur un campione d'iscrizione ceepigrafi delle

libro degli

Epfjrammata aitiquac Urbis, stampato sotto Leone


nelle catacombe. Infine le notizie sui

in

Roma
di

dal

Mazocclii tipografo dell' accademia

romana, presenta qualche epigrafe

cristiana,

ma non

una

trascritta

monumenti
Marciano di
prisca et

Roma

raccolte dalla bocca di


e poi

Pietro Sabino (2)


ova,

Pomponio e stampate nel volume

registrate nel codice

degli Auclores de

Roma

parto anch' esso del Mazochi e dell' accademia romana, di catacombe e di

cemeteri cristiani non danno cenno veruno.

In questo

volume

io leggo, vero,
;

un indice
a

oltre

ogni credere confuso


,

corrotto ed

imperfetto de' cemeteri

ma
,

suo luogo vedremo

eh' esso

negligentemente cavato da un codice antico

non compilato da
cenno rimane
e

chi aveva

alcuna

conoscenza di

que' sacri
frutto,

ipogei.

Adunque

delle esplorazioni fatte dall'


;

accademia romana niun

niuna memoria, niun

credo che nulla sia stato scritto giammai.

In questi anni medesimi anche altri discesero nelle catacombe

romane;

lo atte-

stano per soltanto


rie

loro

nomi
,

segnati col carbone sulle pareti. Tali sono le

memole

edite dal

Marangoni (5)
il

che tuttora leggiamo nella cripta del cemetero di


lati gli

Callisto, ov' dipinto

pastor buono ed ai suoi

apostoli,

che chiamano

pecore

all' ovile.

Una
alla

di

Ranuzzo Farnese cum sodaUhiis

scritta l'anno
i

1490; essa
an-

non estranea
no 14G7.

scuola di

Pomponio

Leto, imperocch

Farnesi furono suoi


socis
dell'

discepoli (4). L'altra di


Il

un abbate

S. Hermetis de Pisis

cum VII
hIG

cemetero di S. Agnese serba l'epigrafe

di alquanti frati di S.

Maria del

popolo, che lo visitarono nel 1495:


di

FRES DE POPULO
memoria
religiosi
il
:

f^

14. 1495.

Uno

loro, credo io, scrisse vicino all' allegata

distico seguente segnato in

lettere corsive dell'et di que' frati

Corpora quae cernis sanctorum intacta virorum


I

Barbarica quondam sunt lacerata manu.


polo anch' oggi possiedono
S.
la
i

agostiniani di S. Maria del pol'

vigna

nella

quale

ingresso al
lo

cemetero

di

Agnese; onde avvenne che


sulla

loro predecessori nel

1495

perlustrarono per

roj)portunit
studii

loro offerta dal luogo.

Ma

poich

siffatte
,

indicazioni alla storia degli

Roma
delle

sotterranea

poco o nulla giovano


i

non voglio
per

io

qui imprenscagnati

dere

il

fastidioso novero di tutti

nomi
ci

del secolo

XV

dedi esordii del XVI


fatto

sulle pareti

catacombe (5). Del rimanente


dal

un

me

notabilissimo,

he
stri

il

secolo

XV
;

1452

in

poi
la

d una copiosa serie di esploratori de' noil

cemeteri

scarsissima

ce

principio del secolo XVI;

e niuno forse

(1) (2) (3) (4)

V. Inscr. chriit. T.

praef.
1.

p.

XII*. XVII'.

Di questo codice vedi

e.

p.

XIII'.

Ada

S.

Viclorini p. 114.

V. Ciacconii,

Vitae

Rom. Pont, cum


letti
ivi

addii.

Oldoini T.

Ili

p.

521del ijuale

(5)
i-ii.

Una noia
p.

de'
le

nomi
date

dal d'Agincourt nelle

catacombe stampala nel Vingf/io.


ju
antica del 1511.

parlo a pai;. 63-

di

Milano

14;

sono

piene d'errori,

la


9
io

ne conosco degli

anni seguenti, che immediatamente precedettero

la risurrei

zione della
socii

Roma

sotterranea.
fatto

Ed

invero

primi passi, che Pomponio e

suoi

e discepoli

avevano

nelle caverne della nostra cristiana necropoli, dovi-

vettero necessariamente
sitarle.

fiirle

a molti note e destare in molti la curiosila di


la

Morto Pomponio

e dispersa

sua scuola

le

catacombe ricaddero nel


II

pristino obblio.
e

Le guide per

de' pellegrini

stampate sotto Alessandro VI, Giulio

Leone X,

altre senza titolo veruno, altre col titolo Mirahilia Urbis

Romac,
le

chia-

ramente

testificano,

che in quegli anni

pii

romei discendevano a vedere

tombe

e le ossa de'
ivi

martiri e de' primi fedeli sotto la basilica di S. Pancrazio; talch


la

prima menzione della scommunica comminata contro chi ardisse di propria autorit estrarre reliquie da quelle tombe. Ecco le parole istesse di Quae quidern corpora videri chi meritano d' essere riferite quei rari libri
ho trovato
,
:

jwssunt manifeste
palis
est,

et

tangi

sed nullatemis

transportari

quia excommimicatio paforse dur la visita

nisi

ex speciali licentia summi ponti ficis.


;

Ma poco

de' pellegrini ai sotterranei di S. Pancrazio

certo che
stati

vedremo que' sotterranei

medesimi

circa la

met del secolo XVI essere

ignoti ai dotti romani.

CAPO

II.

Degli studii intorno ai cemeteri cristiani dal pontificato di Leone

a quello di Gregorio XIII.

Dal pontificato di Leone


dell'antichitc

fino a quello di Gregorio XIII,

quando

la

scienza
le

ebbe

in

Roma

molti ed esimii cultori, ninno studioso frequent

nostre catacombe.
esse ed ai loro

La quale negligenza io argomento monumenti costantemente serbano i


i

dal silenzio, che intorno ad


libri

delle cose

romane

codici d' iscrizioni,

disegni

fatti

in quell' et.

Ma una
58 anni

prova manifesta

me
,

ne

fornisce
frio

il

primo

scrittore,
,

che de' cristiani cemeteri ha trattato, voglio dire Onodi


soli
,

Panvinio. Egli

che nel breve giro

quanti ne

visse

ai

contemporanei parve un vero miracolo


ideato ed in parte composto
il

di scienza e di incredibile operosit,

dopo

corpo gigantesco delle romane antichit,


,

le quali

volle abbracciare in cento libri (1)

primo
la

di

tutti

si

volse alle cristiane.


in

morte immaturissima
pia sua

gli

ruppe
:

in

mano
il

trama del gran lavoro,

che

1'

La am-

mente

1'

ingolfava

ma

rimase

vasto apparato di documenti e di studii


la

per la storia ecclesiastica,

il

quale aperse la via al Baronio ed accese

sacra

fiamma, dipoi non mai pi spenta, della scienza antiquaria


eh' io svolgo, specialmente
V.

cristiana. Al

tema,

si

riferisce

il

libro intitolato
e del

De

ritu sepeliendi

mortuos
Corrisp.

(1)

il

mio discorso
p.

sulle Sillogi epigrafiche dello

Smezio

Panvinio negli Annali

dell' Istituto di

archeol. T.

XXXIV

239 e segg.


npud
nel
vetercs chrislianos et de
in

10

stampe
in

eomndem
Il

coemeteriis dato alle

Colonia
tutti
i

45G8, anno
antico,

che l'autore mor.


,

quale dopo raccolti e commentati


ai

passi degli antichi scrittori

che alludono

cemeteri cristiani d'ogni regione del


il

mondo

scende a trattare in ispecie de' cemeteri romani ed a tesserne


i

novero ed indicarne

siti.

Ne enumera quaranta

tre; e

ne trae

nomi

e le notizie

soltanto dal martirologio,

com'egli l'appella, cio da quello che in

Roma

era in
attri-

uso prima della correzione Baroniana, dal libro delle vite de' papi allora
buito a
pilalo

Damaso

ad Anastasio, e dal libro de' censi della chiesa romana com-

da Cencio Camerario e serbato nella biblioteca Vaticana.


egli

questi docu-

menti
la

talvolta

aggiunge

gli

atti

di

papa Liberio ed
siffatto
i

il

libro di Martino, cio

cronaca di Martino Polono. Scarso era un

corredo per comporre un

esatto

novero de' suburbani cemeteri, ritrovarne

veri

nomi, riconoscerne

siti

e la storia.

Imperocch
il

il

martirologio
di

romano
,

e le vite de' pontefici e spesso

non

indi-

cano con precisione


mitivo
;

sito

ciascun cemetcro

neanco

il

nome

pri-

nel libro de' censi all'ombra d'un titolo tanto autorevole giace
di

un catalogo,

che poi vedremo essere

ninna autorit, e

pii

acconcio ad ottenebrare che a


vista e lo

rischiarare la topografa de' nostri cemeteri.

La

studio de' sotterranei


il

medesimi
a

e de'
il

monumenti

in

essi
il

conservati avrebbe dovuto guidare

Panvinio

pesare

valore ed a scoprire

vero senso de' documenti da lui raccolti.

Ma

bench nel principio del capo de coemeteriis Urbis Romae egli dica in genere eoemeteria etiam mine Romae cermintur, poscia nell' enumerarli di tre soli afferma
che extant adirne.
noto e visitato
1'
;

Il

primo
,

quello delle

catacombe a

S.

Sebastiano

sempre

altro

quello di S.
Laurentii,

Ciriaca in S.

Lorenzo, del
egli

quale scrive
all'

extat adirne in ecclesia S.

dove manifestamente

allude
;

ambu di

lacro,

che

si

vede da una fenestra nella cappella di S. Ciriaca


vinca

il
,

terz3
notizia

S. Valentino in
il

fratrum Eremitanorum ordinis S. Augustini

che

dotto agostiniano ebbe dai suoi frati.

Neanco

de' sotterranei di S. Pancrazio,


di

sotto

Leone
il

visitati

dai pellegrini,

nel libro,

che ragiono

fatta

menluce
il

zione;

quale perci chiaramente prova quanto poco nota e meno,


la

che nella

precedente et esplorata era

Roma

sotterranea,

allorch

venne in

primo

trattato

sui

cemeteri cristiani.
quel trattato

Ed
taffi

in fatti in
,

medesimo
se ne

a pagina 12, ove

si

ragiona degli epiecclesiarum

cristiani

scritto

che

infiniti

vedono per

Urbis

Romae
il

pavimenta, senza pur accennare a quelli tanto pi antichi e preziosi, di che sono
ricchissimi
d'
i

sotterranei cemeteri.
;

Inoltre

il

Panvinio compose

primo corpo

antiche iscrizioni classificate


test

opera famosa, che per tre secoli compianta io


nell'

ho felicemente

rinvenuto (1). In questo corpo posto in ordine

anno

(1)

Vedi

il

discorso sopra citalo p.

227 e segg.


medesimo,
in

11

neanco un
litoletfo

che vide

la

luce

il

libro de coemeteriis,
fine
ci

appa-

risce spettante alle

catacombe romane. In

con grande amore e curiosit ho


studii inediti del

indagato e svolto carta per carta quanto

rimane degli
di

grande
l'indice
i

Veronese.
de'

Nella Vaticana e

nell'Ambrosiana

Milano ho

ritrovato

medesimo compilato (1); e n le carte superstiti, n titoli delle perdute m' hanno dato il minimo indizio d' alcuna memoria sui sotterrade nei monumenti cristiani, eccetto uno scritto nell' indice predetto additato cos
suoi manoscritti da lui
:

coemeteriis Urbis

Romae

et

ipsontm

conditoribiis,

ed

alquanti

cenni sugli ipogei

aperti alla pubblica piet in S. Sebastiano, de' quali cenni ragioner a suo luogo.

L'autografo dello scritto sui cemeteri romani nel codice Vaticano 6781 p. 406
e

110

ed

quell' indice

medesimo

de' cemeteri

che

con

piccole variet

il

Panvinio inser nel libro stampato in Colonia. Adunque raccogliendo quanto sin
qui ho narrato, palese, che nel 1568,
stiani

quando apparve

il

primo

libro sui crila nei

cemeteri e

il

primo

frutto degli studii Panviniani su quell'

argomento,

cropoli sotterranea cristiana era nota soltanto per le antiche

tradizioni

e per

documenti della
inesplorata,
e,

storia

ecclesiastica

essa
il

medesima giaceva
tardare.
all'

sepolta,

inaccessa,

quasi direi, aspettava

giorno della sua rivelazione.


Gli

Questo giorno non poteva lungamente

animi

erano

mirabilcristiani.

mente

disposti e preparati all' indagine

ed
del

esame

de'

monumenti

Le condizioni
queir indagine
unica per
dall' et
i

delle
e

lettere

bisogni

quell'

esame.

Imperocch

tempo imperiosamente chiedevano il primo bollore di ammirazione


che fu
s

secoli pagani e per le lettere classiche,

ardente

ne' dotti
;

di

Pomponio Leto
le

e dei

Medici, veniva cedendo


il

ed ammorzandosi
,

ed

in
la

pari

tempo

controversie religiose ed
di viva

tristissimo scisma

che

laceravan

chiesa,

volgevano

forza

pii

eruditi ingegni allo


il il

studio delle origini

e degli annali del cristianesimo.

Bello

vedere come in quel

eultissimo se,

colo e circa gli anni,

de'

quali ragiono,
di

Panvinio, Antonio Agostino

Ottavio

Pantagato, ed

altri

uomini

dottrina ed erudizione veramente squisite alterna-

vano

lo

studio delle classiche antichit con quello delle ecclesiastiche.

Le

lettere

a cagion d'

esempio

dell'

Agostino

al

Panvinio ragionano
;

tutte

di

medaglie degh

imperatori e di codici di padri, di concilii, di canoni


annali della chiesa;
lavori illustranti la
storia
di

di fasti consolari e degli


di

pagane

iscrizioni e di

documenti diplomatici papali;

profana antichit e di gigantesche imprese in servigio della


(2).

Aldo Manuzio raccogliendo da ogni parte antiche iscrizioni, non trascurava le cristiane, delle quali trascrisse anche i pi minuti frantumi ne' pavimenti delle chiese di Roma (5). Anzi egli una volta discese in un
ecclesiastica
(1)

Cod. Vat. 3451

Cod. Ambros.

I.

129

inf.

n.

7.
p.

(2)
(3)

V. Andres. Antonii Augustini epistoUie, Parmae 1804


V. Inscr. chrst. T.
I

251-380.

praef.

p.

XVI'.


rcperilur antiquum,
fixae
:

12

memoria
cos
:

sotterraneo cemetero e ne segn in carta la

extra portam

Pin^

cianam 2 ab Urbe miliario intra vincam in divcrticulo ad


seguono
iscrizioni

sinistrani

coemeterium

ubi simt Ime antiquae Christianoritm inscriptiones in


colle

muro

af-

le

indicazioni

seguenti

in

monumento cujusdam

infantis in
in
il

monumento cujusdam infantulae in via publica: praccipuo sacello ( Cod. Vat. 5249 p. 57 ). Cotesto cemetero quello, che 560. Anche Antonio Agostino una Bosio descrive nel suo volume p. 559

quodam

cubiculo: in alio

volta discese in
zioni (1).

un sotterraneo

cristiano e

vi

rinvenne e trascrisse due

iscri-

costoro succedettero altri unicamente intesi al raccogliere le venecristiani


;

rande memorie de' secoli


ai

fra
il

quali la principale menzione e dovuta

padri dell' oratorio

che stimolante

loro santo istitutore Filippo Neri proatti

fessarono singolare amore ed erudizione degli

de' martiri

de' sacri

monusantit

menti di

Roma

di

quanto

concerne

la

storia

della

chiesa.
ne'

La

biblioteca

Vallicelliana,

preziosa eredit a noi lasciata da quo' padri,

quali la

della vita era pari alla dottrina ed all'assiduit dello studio, della scienza archeologica cristiana del

un vero museo secolo XVI. In un tempo siffatto, ed al


il

lorquando sotto

il

pontificato di Gregorio XIII

Baronio dettava
esigeva

le

famose anda
lui
il

notazioni al martirologio

romano

e S.
la

Filippo

rigidamente
d'

penso diurno degli annali

ecclesiastici,

prima scoperta

una qualsivoglia

re-

gione de' sotterranei cemeteri cristiani adorna di pitture o d' alcun insigne

mo-

numento doveva necessariamente essere pi non si spegne. E cos fu.

scintilla,

che grande fiamma accende, e

CAPO

III.

Scoperta delle catacombe romane nel i578,


e ricerca de'

monumenti
1578,

sotterranei innanzi

ad Antonio Bosio.

Il

51 Maggio

del

dieci

anni dopo divulgato


lui,

il

Hbro del Panvinio,


miglio sedi

dieci

anni altres dopo la morte di

alcuni operai cavando la pozzolana nella


della
via

vigna di Bartolomeo

Sanchez
varco

alla

destra

Salaria circa

il

condo
cofagi

aprirono
e
di

il

ad

un cemetero
stata

cristiano

adorno

di pitture,

sar-

alquante
si

iscrizioni.

L' inaspettata scoperta lev tale e tanto romore,

che
d'

il

grido

diffuse

essere

rinvenuta una
proprii
della

citt

sotterranea

personaggi
;

ogni

ordine

corsero a vedere
il

coi

occhi

la

stupenda maraviglia

in

quel d nacque la scienza ed

nome

Roma

sotterranea. Colui, che esserne


;

doveva
(1) (2)

1'

esploratore primario, Antonio Bosio, era allora fanciullo trienne (2)


cf.

Cod. Vat. 6038 p. 120,

Bosio,

Roma

soli.

p. 327-

V. Bosio,

Roma

sott.

p. 511.


mentre per
predestinato,
soli

13

ufficio,

tre

lustri

cresceva

all' alto
il

cui la provvidenza
destatosi
d'

1'

aveva

altri

mantennero vivo

nuovo ardore
tre volte

indagare e co-

noscere
Il

monumenti

cristiani nascosti nelle viscere del suolo

romano.

Baronio discese in quelle grotte e

ne

eloquente ricordo nei

suoi annali (1),

testificando quanto alta impressione la loro vista aveva lasciato


tutti

neir animo suo e di


vie,
gli

coloro, che le visitarono.


la

Pare che

l'

incrociarsi delle

spiragli de' pozzi e dei lucernari,


1'

simmetria dei cubicoli e delle cripte


pilli

maggiori, ferissero

immaginazione

di

quei visitatori anche

che

le

pitture

medesime,
de' dipinti

le

sculture e le altre

di affreschi,

due sarcofagi
s

memorie sepolcrali. Ivi erano marmorei ed alquanti epitaffi greci


,

sei arcosolii

adorni
soggetti
tutto

e latini.

erano
il

acconciamente variati

che in

essi soli

poco meno che


Il

era
e

racchiuso

ciclo precipuo delle primitive


nell' arca,

immagini sacre.
d' Isacco,

pastor buono
la

r orante, No
e

Daniele

fra
il

leoni,

Mos che percuote


i

rupe,
nella
se-

le varie

scene della storia di Giona,


Cristo
ai

sacrificio

tre fanciulli

fornace,

moltiplicante

pani,
,

Lazaro

risuscitato.

Cristo

medesimo
fossore

dente
ritratti

in

mezzo

dodici apostoli

varie

immagini
I

oranti,

un

erano

nelle lunette e nei sottarchi di quegli arcosoli.

sarcofagi rappresentavano
d'

r agape cristiana e scene


cristiana carit

pastorali.

Gli epitaffi erano semplicissimi,

una

ve-

dova, d'una moglie, di due fanciulle, di parecchi alunni raccolti e nutriti dalla
:

la pii distesa iscrizione era

il

titolo

posto da un' alunna alla sua


i

dolce mitricatrice Paolina santa in Cristo riposante fra


S

beati

makapuN gni

XwPm.

pietose

memorie
il

della
e la

chiesa

primitiva mossero

gli

eruditi a studiarle,
I

ed
ri-

a cercare

nome
il

storia di que' venerandi


I

ipogei.

quali per poco


li

masero aperti ed
che quando

accessibili.

cavatori della pozzolana talmente


eh'

devastarono,
scoperti,
in-

Bosio,

appena quindici anni dopo


tutto
ivi

erano

stati

cominci
pi
di

alta

sua impresa,

era perito e sepolto


:

dalle rovine.

Mai
ri-

quelle cripte

apparsa

traccia veruna

ed

io

ho

potuto

soltanto

conoscere la vigna, ove furono.


Salaria, e che sulla gran porta

E
lo

quella del collegio Irlandese alla destra della

ha

stemma

dei della

Rovere scolpito

in

marmo;

perocch da Bartolomeo Sanchez pass in potere di Monsignor della Rovere (2).

Prima che
e delineati
pietra
il
i

gli

ipogei di cotesta vigna

perissero,

ne furono salvate

le iscrizioni

dipinti.

Coloro, che

s'

accinsero a questa impresa, posero la prima


;

del

grande

edificio,

del quale io narro la storia

ed pregio

dell'

opera

ragionar di loro

distesamente.

De' ricercatori e degli studiosi de'

monumenti

cristiani

quali fiorirono in
all'

Roma

circa questi anni

ha

trattato

il

Fontanini nella prefazione

aurea dis-

ti) (2)

Baronius, Ann.

ad

an. 57

CXII

130

S-

III

226

Vili, IX-

V. Bosio,

Roma

solt. p.

511.

lini,

14

Ivi

seriazione sul disco votivo scoperto in Perugia (1).

egli

loda Lelio Pasqua( cio


il

Francesco Gualdo
)
,

di

Rimini, Ludovico Compagni, Marzio Milesio

Sarazani
laronio
dotti

intesi

a raccogliere sacri
il

monumenti
,

e liberali in
al
il

communicarli

al

Girolamo Aleandro
et.

giuniore
tutti

al

Sirmondo,
eccetto

Peircsk e ad
solo

altri

di

queir

De' manoscritti di
si

costoro,

Compagni, del

(jualc

ninna carta ho trovato,

legge qualche cenno nella mia prefazione alle

iscrizioni cristiane di

Roma

(2).

E
il

manoscritti da

me

esaminati

non danno

verun indizio di

esplorazioni sotterranee fatte

da que' valentuomini.
fa

Ma dopo
:

costoro, d'un nobile


dire
di

triumvirato
,

Fontanini

menzione

e tesse le lodi

voglio
;

Alfonso Ciacconio

di

Filippo

quali scesero ne' labirinti delle

Winghe e di Giovanni Macario i catacombe romane e ne fecero delineare i mode


a cercarne l'interpretazione.

numenti
questi

ovvero applicarono l'animo

De' lavori di
Il

tre

padri della scienza nostra mio


frati

debito dare accurate notizie.

Ciac,

conio religioso dell' ordine de'

predicatori

form

un museo
e di

di

fossili

di

marmi,
riali

di

bronzi antichi
libro

e di molti
i

in

un

raccolse

disegni

monumenti (5). Erano


dotto suo

cristiani

pitture

cemete-

in esso le copie degli affreschi

scoperti sotto la vigna del Sanchez. Intanto

venne da Lovanio a
zio

Roma

Filippo de

Winghe

nobile giovane

Fiammingo
e veduti

dal

Antonio Morillon allevato


Il

all'amore ed alla cultura della sacra e profana antichit (4).


col Ciacconio amicizia
,

quale avendo stretto


i

predetti disegni, imprese a perlustrare

sotter,

ranei cemeteri ed a studiarne le pitture e le


il

memorie
s'accinse

e poich

riconobbe

che

pittore del Ciacconio era stato

poco fedele

trarre nuove

ed esatte
tutt'

copie de' preziosi affreschi cemeteriali e de' sarcofagi (5).

Ma mentre

era

in-

teso a questo studio e cercava l'interpretazione delle bibliche e simboliche


effiggiate

scene

in quelle opere delle primitive


ivi

arti

cristiane

ito

a Firenze nell' estate

del

i592

miseramente mor. Fu compianto non solo dal Ciacconio,


e da molti dotti
,

ma

dal

Baronie, da Federico Borromeo

che in

lui

avevano

riposta

grande speranza per

la

creazione della scienza monumentale cristiana (G). Intanto

voHvus veterum christianorum, Romac 1727 p. X e scgg. praef. p. XX'. XXU'. (2) lphonsus Ciacconiiis Dominicani ordinis religiosus, mullis nomiiiibus posteritati commetdandus instruxerat (3) Ruiitae miiseum, non solum lihris cujuscumqiie (jencris, sed et supellectile varia, tum rerum in natura adinirabiliian
(1)

Disciis argenteus
[user, christ. T.

ut fossiliiim, concharitm,
et

marmorum
Qui
inte.r

et

af/tnium, tum sculorum antiquorum, ut stilorum, daviinn

nohirum, staterurmn

mille aliorum ejusmodi.


;

vir, si quid erat

adhibilia dclineabat

atque

quod facerut ad sacram anliquitalom , libens invisebal , et pictoribus alia coemeterium illud via Salaria, quod Priscillae esse credilur , rcperlum et reco-

gnilum

niio

tenlus eo,
arjeccrai.
(4)

perUistrarat, et omnes picturas loci illius expressas in librum redegerat j nec consarcophagorum christianorum etiam imagines et sculpluras, quascumque poterai invenire ut rem vicinam
,

MDLXX\ III ....

Jlticarii.

I/iigioglypta p. 2, 3.
d'

Di Antonio Morillon esiste un codice

antiche iscrizioni serbalo nella biblioteca di Auislerdam n. Ili. Ivi sono

rcgislralc

due sole

iscrizioni cristiane.

Ma

egli attese

anche

allo studio delle sacre antichit, e n'


p.

prova

il

trattato

de

crucis dominicae figura


(5)

ad Lindamim theologum nel codice Otloboniano Vaticano i5ll

143 e segg.

L. e.

p. 3.

4; Leglay,
1.

Nouveaux

analectcs, Lille
.

1852

p.

85

Reviie catlwlique de Louvain,


1.

Janvier 1854

p.

698.

(6)

Macarius.

e.

Baronius, Ann. ad an. 362

CXX;

Justus Fonlaninus,

e.

p. XII.


era giunto a

15

sotto
f'
il

Roma un
,

altro

Fiammingo, Giovanni L'Heureux, noto


insigne erudito
il
,

greco

nome

di

Macario
citt.

ellenista ed

che

per

venti

anni

dimora
libro

neir eterna

Egli imitando

concittadino suo Filippo de Winglie tolse a stuil

diare l'antichit cristiana figurata; e poscia scrisse sopra quest' argomento

intitolato Hagogljpta, sive pcturae et sculpturae sacrae antiquiores, praesertm

quae

Romae

repcviiintur, expUcatae a

Ioanne L'Heureux {Macario) Grevenngano. Questa


all'

dotta opera dal suo autore condotta

ultimo termine e preparata per la stampa

non vide allora


divulgato

la

pubblica luce.

questi tre dotti aggiunger

professore di belle lettere nel


il

romano Archiginnasio,
lui

Pompeo Ugonio che nell'anno 1588 avea

volume

sulle sacre stazioni e sulle chiese stazionali. Egli veniva adu-

nando materiali per una grande opera da


nella quale sopra tutto la

chiamata Thealrum Irbis Romae;


di

Roma

cristiana

prendeva

mira

e le sue prische
il

meio

morie. Perci discendeva negli ipogei del nostro suburbano, ed

suo

nome
(1).

ho

letto

nelle

pareti del cemetero

di

Priscilla.

In una delle prime gite sotterera con lui

ranee, che

f' il

giovane Antonio Rosio,

Pompeo Ugonio
notizie
ito

Preziose per la nostra scienza sono le


e lavori sulla
tutta

di

cotesti primordiali

studii

Roma

sotterranea

laonde ne sono

curiosamente in traccia per

l'Europa, ed ogni carta, ogni vestigio, che ne ho riconosciuto, m' sem-

brato un inestimabile acquisto. De' lavori del Giacconio forse tutto ho ricuperato;

certamente assai

pii

che dai cenni dei contemporanei

non

potremmo argo-

mentare,
giana egli

Mabillon nel suo Diarium Itaicum accenna, che nella biblioteca Ghivide alcune lettere di Alfonso Giacconio, nelle quali costui ragiona di
la

due sue opere; una biblioteca

prima De
scrittori

antiquitatihiis

romanis cum variis

figuris,

la

seconda,

di

ecclesiastici

dai Maurini Martene e

Durand

(5),

(2). Queste lettere sono state poi divulgate Se mi fosse stato concesso di vederle, avrei

conosciuto la scrittura autografa del Giacconio, che


sig. cav.

confesso essermi ignota.


lettere ivi

R
i

Fea bibliotecario della Ghigiana mi assicura quelle


ci

pi non

esistere:

nulla ostante io

non dubito punto d'aver ravvisato con

certezza

manoscritti antiquarii del Giacconio dispersi per le biblioteche di


l

Roma

e d Itaha.

eh.

signor Marchese
del
di

Raffaelli

di Gingoli possiede

un manoscritto
bronzo
di

degli

ultimi
turale,
sigilli,

anni
molti

secolo XVI,
antichit
,

nel quale
e

sono disegnati molti oggetti di storia nacristiane in


,

fra questi lucerne


e quinto e

anelli

tessere de' secoli quarto

qualche frammento

cristiana sculdi-

tura.

Molte
dagli

epigrafi

sono trascritte in
altre

questo codice, alcune accuratamente


al

segnate

originali,
;

aggiunte

margine

nel rovescio de' fogli

in

scrittura corsiva

e queste seconde corrispondono

parola

parola con quelle,

(1)
(2) (3)

Roma

sott.

p.

195.
I

Mabillon. Miis. Italie. T.

p. 94.

Vet. script, collectio T. Ili p.

1311 e segg.


clic
il

16

de Winghc, come poscia


e
i

vedremo
;

raccolse.

Spesso sono
il

citati gli

anni

1589
la

prossimamente
Sanchcz
il
,

seguenti

citato

anche
di
:

cemetero

rinvenuto sotto
altri

viijna

e gli

dato

il

nome
nel

Ostriano. Questi ed
egli

indizi

mi persuasero
amicizia
rale
e

codice spettare al Ciacconio

viveva in quegli anni, aveva


oggetti
di
;

col

de

Winglie
;

raccoglieva

suo
i

museo
di

storia natual

d' antichit

egli

faceva

disegnare
dette
il

cristiani

sarcofagi

cemetero
per-

scoperto

nella

vigna del Sanchcz


poi

nome

Ostriano (1).

La mia
:

suasione

stala

confermata

da

una testimonianza quasi


qui

positiva
fiiisse

il

Doni

riferisce parecchie

iscrizioni ex

libro anlqnlatum Sacrati,

creditnr P.

fAacconi.
faelli
:

Or

il

lihro

citato

dal

Doni manifestamente cotesto codice del Rafdirei


l'

ecco

adunque che quella


manoscritto

quasi

istintiva

divinazione, la quale

mi

in

questo

subodorare

opera

del

Ciacconio, la troviamo

con-

corde

air opinione,

che intorno a quel manoscritto medesimo correva ne' primi

anni del
simili,

secolo XVII.

Ma

il

confronto di
fare

questo volume

con

altri

molti

suoi

de' quali

m' accingo a

una descrizione sommaria, ad ogni savio


quanto
spettava ai

giudice persuader,

che esso veramente parte delle miscellanee antiquarie Giacmiscellanee

coniane
alla

che di quelle
sotterranea
nella

monumenti
noi.

sacri

ed

Roma
codice

forse tutto
e nella

pervenuto

insino a
al
,

Imperocch

un

altro

forma

scrittura gemello

Raffaelliano stato negli

scorsi anni
ralit

acquistato dal

signor

principe

Massimi

il

quale con cortese libe-

me
di
tratte

r ha

dato a conoscere e ad
di

esaminare. Anche quivi disegni di scul;

ture,
stoli

statue,

busti

pagani e cristiani

le

immagini

di Cristo

e degli apoiscrizioni

dai sarcofagi e dai musaici delle sacre basiliche, e

numerose

trascritte
Rafficlli,

negli

anni

1591

e
le

nei

seguenti.

Queste in

parte,

come

nel

codice

corrispondono con

trascritte dal

de Winghe, in parte sono copiate


all'

dalla silloge di

Fra Giocondo e communicate


amico
:

autore del manoscritto da An-

tonio

Rosio

suo intimo

Hahui a doctore Antonio Bossio mihi amicitia


(f.
Il

conjunctssimo
talvolta

mense Fehruario anni 1596

99. verso). Sotto

disegni

sono

annotazioncclle in lingua spagnola.


del Rosio

il
;

Ciacconio era spagnolo, era amidella

cissimo
della

talch

in cotesto

volume certamente

mano medesima,
origine Ciac-

quale
d'

coniana

volume serbato in Cingoli, crescono ambedue.


essi

g' indizi dell'

Ma
pitture,
ci

non che sappiamo


in

il

veruna delineazione delle pitture sotterranee


Ciacconio
i

di quelle

aver

fatto
di

ritrarre,
lui.

e per cagion delle quali

siamo

posti

ad indagare

manoscritti

Or

ecco

che

tre

volumi

di

musaici,

sculture e pitture

cristiane,

compilati senza dubbio innanzi alla


e

Roma
che

sotterranea del Rosio,

hanno annotazioni

commenti

di quella

mano medesima,

(l)

Bosio,

Roma

sott.

p.

511.


scrisse
i

17

e Raffaelli.

codici delle biblioteche

Massimi

Sono

Ire

volumi posseduti

da Monsignor Francesco Penia, ossia della Pegna, Uditore


del secolo XVII,

di

Rota nei primi anni


e serbali

ricordati dal Ciampini (1) e dall' Agincourt (2)

nella
colle-

Vaticana sotto

numeri 5407, 5408, 5409. Che questa


,

sia la

preziosa

zione di disegni, della quale ora v in traccia


Irice
;

chiaro dalla

mano
un

annota-

eh' essendo quella dei codici sopra descritti

richiama ad

medesimo

autore cotesta serie di miscellanee antiquarie, e compie l'insieme degli indizi varii,

che

me
le

la

fanno attribuire ad Alfonso Ciacconio. In

fatti

ne'

volumi del Penia


state fatte

sono

pitture del cemetero scoperto nel

1578, che sappiamo essere


;

dehneare dal Ciacconio e dal


quest' ultimo
f.
,

de

Winghe

ma

l'

opera certamente
estranea
(

non
cod.

di

poich egli

ivi

nominato

come persona
lo

5409

48

verso). Gli esemplari delle epigrafi di quel cemetero colle loro interpretazioni

sono chiuse dentro cartelle ansate, come

sono nel

libro

del Bosio

appunto
del Ciac-

dietro la scorta degli esemplari Ciacconiani (5).

Le opinioni proprie
ai

conio qua e col sono manifeste nelle annotazioni


nel capo seguente. In fine

disegni

e
il

lo

dichiarer
del Ciac-

una

scrittura,
,

che porta in fronte

nome
;

conio

cio al

un copista inserita in questa raccolta l'epistola Cardinale Federico Borromeo sopra l'ipogeo di S. Nicola in Carcere.
trascritta

ma

da

Anche

la

biblioteca Vallicelliana possiede alcune copie di pitture

cemeteriali an-

notate dalla

mano
tra
i

de' codici

Massimi

Raffaelli

de' tre

volumi Vaticani; e
Bosio nel
ai

sono poste

disegni
6,

preparati
del quale

per la

Roma
le

sotterranea del
Ivi

maai

noscritto segnato G.
siti

poscia ragioner.
siegue
,

intorno

nomi ed

d'alcuni cemeteri l'annotatore

opinioni medesime,
alle
;

che ho notato
all'impresa

ne'

volumi

A'aticani

fa

maraviglia

che

tavole
il

spettanti

del Bosio sieno mescolate le delineazioni predette

Bosio

medesimo confessa
soli

avere avuto dal Ciacconio

disegni

del

cemetero Ostriano scoperto nel 4578.


i

Se non che nelle disperse

da
,

numenti del cemetero Ostriano


stucchi,

me ravvisate carte Ciacconiane non ma molta copia ho rinvenuto d'altri


laonde
fa

mo-

affreschi

sculture
e
lo

epigrafi

sotterranee:

d'uopo ch'io ne discorra par-

litamente,

far nel capo seguente,


gi
stata

ove cercher quanta parte della


esplorata
,

Roma

sotterranea
alla

era

scoperta

ed

quando
di

il

Bosio

s'accinse

grand' opra.

Ora viene
I

eh' io
visti

dica de' disegni


e

de' manoscritti

FiHppo de Winghe.

disegni furono

adoperati

in

Roma

dal Macario e dal Bosio;


e

ma

nel

1622 erano

custoditi

in Tournai

dai fratelli Antonio

Girolamo

de

Winghe,

(1)
(2)

Veler

Monumenta Tab. LXXVII.


II

opp. T.

p.

259

Sloria dell' arte. T.

p.

70-

(3)

Roma

sott.

p.

511.


quando
iiiuuo
il

18

Dopo
il

Rosweido divulgava
f

le

note a Paolino (1).

Rosvvcido ninno vide,

pi

menzione

di

que' disegni.

Tra

le

miscellanee del Peiresc in Parigi

di quelle ho veduto alcune copie colorite di pitture cemeteriali, e precisamente quali assai probabilmente provengono del ccmelero scoperto nel 4578 (2), le

dalle carte

Winghianc. Niun altro vestigio m'

riuscito trovare d'un siffatto te-

soro di monumenti sotterranei.

Un

manoscritto per del giovane


(o),
di e

Fiammingo

fu

posseduto da Giovanni Giacomo

Cliillet

da

lui

donato

ai

BoUandisti, che

ne fecero onorata menzione nel tomo


Jomiins
juvcnis
i.s-

maggio

p.

225. Extat apud nos dono


studiosissimi

Jacobi

Chfllctii

cnchiridion

quoddam exujuac molis marni


totum
ante

PliiUppi Winghii

Lovaniensis conscriplum

annum loO^,
rimanente della

uhi

infuiita

propemodum
latina collegit.

romanarum
Il

antiquitatum

monumenta sacra profanaque


col
bi-

(jracea ac

prezioso codice fu venduto

blioteca de' BoUandisti nel


xelles (4),

1825,
i

ed

acquistato

dalla

biblioteca
Ivi

reale di Bru-

ove fu collocato sotto


diviso
la

numeri 17872-17875.
,

l'ho attentamente
tutta

studiato e trascritto:
iscrizioni

in

due parti

la

prima quasi

dedicata alle
si

cristiane,

seconda quasi

tutta alle
et

pagane. Nella prima carta


et

legge

la notizia seo'uente:
Italiae

Inscriptiones

sacrae

prophanae collectae Romae


viri

in aliis

urbibus a Philippo de
nepotis
,

Winqhe Lovaniensi Antonii 3IoriUonii


in ipso
sia

doctissimi
flore Flo-

e sorore

qui

dum
il

totani perlustrat Italiani


utilit

juventutis

rentiae occubuit
rrafica

anno 1592. Di quanta

mi

stata

questa raccolta epi-

per comporre

corpo delle iscrizioni cristiane, l'ho detto nella prefazione

a quell'opera; quali notizie ne


nel capo seguente.

potremo cavare per

la

Pioma sotterranea,

lo dir

Deoli Hagiofjhjpla di Giovanni Macario in pocbe parole narrer le vicende


e la fortuna.

Questo bbro destinato alla stampa vivente l'autore ebbe la sorte medesima di tutte le altre opere cominciate o compiute in questi anni intorno Macario mor nel 1614, e l'inedito suo laai monumenti sotterranei cristiani.
voro lasci alla biblioteca del collegio trilingue di Lovanio (5). Nel 1658 ne fu promessa la postuma edizione pe' tipi Plantiniani (6); e la promessa non ebbe
effetto.
I

dotti,

che durante
,

il

secolo XVII conobbero e lodarono


e

manoscritti

del de Winglie

conobbero

altres

lodarono

gli

Hagioghjpta d Macario (7).


Il

Nello scorso secolo a poco a poco se ne smarr la traccia.


(1)

Mai nella prefazione


Winghia-

Roswcidus

(/

Paulinum

cdil.

Plantin. 1622, p. 763, 795. 799. Fontaninus

1.

e.

cap. XIII: bibliothecam

nain Tornaci in aede principe extare didicimus.


(2)

Codice della biblioteca imperiale.

Sappi LU.

n.

VOI. B.
p.

(3)

V. Chinielii. naUasis Childerici Francorum regis


p. 7.
p.

279; e Chiffletii

(juiiioris)

Judicium de fabula Johan-

vae Papissae
(4) (5)
(6)

V. Bibliolheca Hulthemiana T. VI
Fontaninus,
I.

274, n. 924-

e.

p.

14.
et

Aubcitus Miraeus, Codex regularum

const. clerie. P.

II

p.

97.
p.

(7)

Roswcidus ad Paulinum
e.
]).

1.

e.

p. 78,

Chifllctius.

De

linteis

Christi sepidcralibus

173, ed altri; vedi

il

Fon-

lanini,

I.

-15.


ni

ioil

tomo V Scriptorum veterum

{p.

IX) die un cenno, onde intendiamo, ch'egli non


libro degli Hayiotjlipta.
Il

sapeva n dove fosse, ne che contenesse

manoscritto
codice
e

giaceva nella biblioteca de' Bollandisti; donde nel

1825 insieme
ne
f'

al

Winlui
il

ghiano fu estratto e posto all'incanto.


eh.
e

Un

librajo

l'acquisto,

da

Le Glay

archivista di Lille;
notizie

che nel 1852 divulg la prefazione dell'opera


manoscritto era stato licenzialo alla stampa
fin

ne die accurate

(1).

Il

dal
la

22 Giugno 1G05; e fu poi postillato da Giovanni Bollando, che ne prepar postuma edizione promessa e non mai eseguita. L' autore aveva diviso il suo
in

trattato

due

libri;

il

primo de
et

pictiiris

ecclesiarum

et

coemelerorum,
I

il

secondo

de
in

sacrarum pictnrarum

scnlpturarum

significalione.

quali

titoli

destarono

me

grandissima espettazione. Perci nel 1855

scrissi all' ottimo

e deplorato

amico Gonte de F Escalopier, che


ed a penna
del
trattanti di
il

in Parigi raccoglieva scelli


lo

volumi a stampa
dalle
Il

sacre antichit, e

pregai
egli

di

redimere

mani
ebbe
vide

Le Glay

prezioso

manoscritto

e farsene
;

stesso padrone.

dotto e

cortese amico cesse alle


il

mie preghiere
e
e

si

rec

in

persona

Lille ed
lo

codice,

che ripose, come un giojello, nella ricca sua biblioteca. Quivi


Raffaele

il

eh.

P.

Garrucci

conosciutone

il

pregio, desider

di
Il

tosto

pub-

blicarlo fornito di

commenti

adorno

di

disegni monumentali.
di

liberale pos,

sessore assent a quel desiderio;

e gli Hagioghjpta
stali

Giovanni Macario
alla

dopo
la

duecento

cinquanta anni da che erano


Parigi pe'
tipi

licenziati

stampa, videro
nobile corredo

pubblica luce in
prefazione
,

del

Didot

nel

1859
del

con

di

di note e di
i

monumenti per opera

prelodato

archeologo e dei

suoi colleghi

chiarissimi padri

Carlo Cahier ed Arturo Martin.

Resta, eh' io cerchi delle esplorazioni sotterranee di


tra
i

Pompeo Ugonio,
notizia,
sei

il

quarto

dotti

di

questi anni,

de' quali a
al

noi pervenuta

che abbiano in

qualche guisa aperto le vie


di lui,

sommo
,

Antonio Bosio. Nei

volumi delle carte


di

indigesta farragine sulle antichit segnatamente sacre

Roma

serbala

Barbcriniana (2) una sola pagina ho letto risguardanle i cemeteri suburbani; la descrizione cio di quello di S. Valentino nella vigna dei
nella biblioteca

padri Agostiniani presso la via Flaminia. Strana sembravami in quelle carte una
siffatta

penuria di notizie intorno a monumenti, che l'Ugonio certamente conobbe,


fu riempita da

quando contro ogni mia aspettazione questa lacuna mi


noscritto della pubblica

un main foglio

biblioteca

di

Ferrara.

Ivi

io

vidi

un volume
di

degli ultimi anni del secolo


studii
al

XVI contenente una miscellanea


che alcuni attribuivano a
gli

memorie
,

e di

sulle

romane

antichit,

Marco Milesio
riconobbi
la

alcuni
di

Peverati (5).

Appena fermai
p.
I

occhi su quelle carte,

mano

(1) (2)

Kouveausr analctes
V. Inscr. chrt. T.

79-87.

praef.

p.

XXIII'.
p.

(3)

V. Novelle della repubblica IcUeraria, Venezia 1741

40; Cavalieri. Bibl. di Ferrara p. 43.


Pompeo Ugonio,
r ultima del
e
vidi
clic
la

20

prima pagina

segnata col

numero 095, mentre


la

Tlicntnmi romamic

Urbis manoscritto nella

Barberiniana
dello

692.

Ecco adun(jue senza dubbio una grande ed ignota parte


nianc.

miscellanee Ugo-

Fattomi a svolgerle attentamente,

dalla

pagina 1074 alla 1109 rinvenni

un

cartello scritto

quasi pi in stenografia che in lettere alfabetiche, nel quale

riconobbi propriamente l'autografo giornale delle esplorazioni sotterranee di Pompeo Ugonio. Inestimabile mi parve il pregio d'un siffatto documento; ma l'esame
fattone

m'ha dimostrato, che

le

esplorazioni nell' Ugoniano diario descritte furono

imprese in compagnia del giovanetto Antonio Bosio, e perci spettano alla storia de' lavori del grande maestro. La quale io non m'accinger a narrare, prima
d'aver chiaramente stabilito
visitata

(juanta parte
de' cui

della

Roma

sotterranea fu scoperta,

e delineata da coloro,

studii

in questo

capo ho

fatto diligente

ri-

cerca ed onorevole menzione.

CAPO
Quanta parie
e

IV.

dello

catacombe romane fu scoperta

studiata

prima del Bosio.

La questione proposta non suggerita soltanto da lodevole curiosit di conoscere e rischiarare un periodo al tutto ignoto ed oscuro della storia, che io scrivo. La scienza medesima della Roma sotterranea vuole che cerchiamo dotti che precedettero il Boquali scoperte nelle catacombe romane fecero Cos vedremo sio, quali nomi essi assegnarono ai cemeteri da loro scoperti.
i
,

se l'eredit de' loro lavori

fu

tutta

raccolta

ed accettata

dal Bosio
tuttora

messa

al

pubblico
tatta.

nel

suo

volume;

se alcuna parte

ne giace

nascosta

ed in-

Vedremo
meriti

altres

se tra la topografia e la

nomenclatura de' cemeteri adot-

tata
la

dal Bosio e quella de' suoi

predecessori corre notabile differenza e variet,

quale

d'essere

chiamala

ad

esame

nei
il

singoli

casi discussa.

In-

fine questa

trattazione sparger molta


farsi.

luce su tutto

campo

delle esplorazioni

e delle ricerche fatte e da

Lo
anni

studio de' sacri cemeteri suburbani cominci,


Gli ipogei
e
,

come ho
51
giudicati

detto,

nella via
e pochi di

Salaria nuova.

inaspettatamente apparsi

il

Maggio 1578,
il

dopo
Il

demoliti

distrutti,

furono
il

dal

Baronio
li

cemetero
il

Priscilla.
clw

Giacconio

come

testifica

Bosio,

riput

essere

cemetero,
(di-

negli atti di
que^gli
atti)

papa Liberio chiamato Ostriano, e nel quale S. Pietro


soleva battezzare.

cono
al

Nel codice Vaticano 5409, che

io attribuisco

Giacconio,

alle

copie delle pitture di que' sotterranei veramente premessa

l'indicazione seguente scritta

da mano

d'un copista:

pag. 8.)

in coemel.

Pri-


scllae

21

in

via

Snlaria

II

ab Urbe milliario

crijpta

arenaria subter vineam

Barin

tholomaei Sanctii ab Alda Aragonensis BilbiUtani reperta sunt septem


qnibus sunt multae
Priscillae
dici

sacella,

imagines depictae

illius

prisci

christiani
,

saeculi.

Ma

la
i

voce
co-

cancellata;
riconosciuti
de' sette
il

ed in suo luogo dalla

mano

che regna in

tutti

da

me

per Giacconiani,
nel

scritto

Oslriano.

Le predette copie
Il

delle

pitture

cubicoli

codice

Vaticano
ci

sono

notabilmente diverse
Bosio mei

da quelle, che

Bosio ha divulgato.

mi reca maraviglia.
pitture,
attesta,

desimo
dal

m'insegna,
e

che

egli

non vide quelle


il

ma
che

ne
il

ebbe

disegni

Giacconio

dal

Winghio:

Macario

ci

pittore
il

del

Giacpi

coni dal Winghio fu giudicato poco fedele; laonde chiaro, che


ai

Bosio

disegni del secondo che a quelli del


in
io

primo

s'

attenne.

Ci nulla ostante

le

copie Vaticane, cio Giacconianc,

parte sono preferibili alle stampate e tutte

sono da consultare con

frutto;

ed

moko
di

uso ne far in quest' opera, quando

imprender a

trattare dei

monumenti

quel cemetero. Goteste pitture medesiil

me, non so se dal Giacconio o dal Winghio, ebbe

famoso Fabricio Pciresc.

Una sola pagina con due sole scene ne rimane nei suoi manoscritti in Parigi, come sopra ho accennato; e quella pagina basta a dimostrare, che avanzo d'un
cartello,

ove tutte
ricerca

le

pitture predette erano delineate.

La
coro' era

de'

sotterranei

monumenti
Il

cristiani

ove
il

ebbe principio
Giacconio ed
il

ivi

naturale ad avvenire, continu.

Baronio,

Winghio
sinistra

dagli ipogei posti sotto la vigna del Sanchez passarono ad esplorar quelli della

prossima vigna de Guppis


della Salaria,

posta
il

dall'altra

mano
il

della via,

cio

alla

procedendo verso

ponte.

Ghe
la

de

Winghe non
il

solo sia col


attesta

entro penetrato,

ma

ne abbia anche
il

levato

pianta,

Bosio

1'

(1)

del Baronio e del Giacconio

medesimo Bosio
,

riferisce aver essi opinato

quegli

ipogei essere la
di

regione
Priscilla.

sotterranea

cui
il

pi

propriamente

compete

il

nome
sotto

cemetero
P.
I

di

veramente

de

Winghe

nel

suo codice

d' iscri-

zioni
la

p.

55

lasci scritto

esser lui disceso nel cemetero di Priscilla


nel Febbrajo del a

vigna

di

Girolamo

Copis

1590.

Ivi

egli

trascrisse alli

quanti epitaffi; o piuttosto,


tolti
ci

come
I

me

sembra,

li

vide a cielo aperto e

stim

dai sotterranei

sepolcri.

codici

Giacconiani poi

molte
f.

preziose notizie
trascritto

danno intorno a questo cemetero. Nel codice


epitaffio

Baffaelli

16

verso

un
e

posto in vinea N. de Ciippis

via Salaria

ubi

coemeterium Priscillae;
sculture,
iscrizioni

nel

Vaticano

5409

dalla carta

14
civis

alla

18 sono
patriiii

pitture,

delineate
subter
citur

in coemeterio ad

cUvum Cucumeris,
a Cupis
et

in quo dicitur

B. Petrus baptizasse,

vineam Hieromjmi B. Petrus

romani.
e
la

Le parole

in

quo di'
scrisse

baptizasse furono poi cancellate;

mano, che sopra

(1)

Roma

soli.

p.

535.


Odrinno,
rissima:
(|ui lia

22

di

scrillo

PriscUlae.

La ragione
S.

queste

emendazioni chiaera

la

fama

del

luogo,

ove

Pietro

battezzava,
ipogei

propria

del

ce-

metcro Oslriano

dal

Giacconio

riconosciuto negli
il

della vigna di Bartoil

lomeo Sanchez:
di

in quella del

de Cuppis

Giacconio

stimava essere

cemetero
opinione
fosse

Priscilla.
ai
,

Le parole poi ad cUvum cucumeris vengono


del Giacconio,
gli

dalla falsa

vigente

che

il

declivio

della

Salaria

verso
carte

il

ponte
citate

quello

che

antichi appellarono cUvus cucumers.


le

Nelle

del vo-

lume Vaticano sono delineate


imaainilnis
(kjHcla.
di

pitture

di

sei

sotterrane cappelle: sex sacella

Christi,

beatae Virginis el sanclorum tam veteris

quam

novi testamenti
simili a
la

Primo
d'

un

cubicolo, la cui volta


cemeteriali;
assai

adorna

di

pitture

quelle
Il

molle altre

stanze

giammai non ha veduto


:

luce.

se-

condo
col
lato,

un pregio
nel

maggiore

ivi

dipinta la beata
ritti

Vergine sedente

bambino
e
colla
e

seno,
1'

due personaggi stanno mano, ed


il

in

piedi,

uno per ciascun


pittura

destra

additano.

Gredcrei questa essere


et
di

una

oggi

sco-

nosciuta
stella

della

stessa

quella a

noi

nota della Vergine colla

e di

col

profeta,

se

Giacconiano disegnatore non avesse ritratto dagli orsacello

nati

queir istesso
oranti

secondo
a

un pastore

rilievo

in istucco bianco^

due uomini
infedeli

dipinti
di

fresco.

manifesto queste immagini essere copie


il

ed alterate
stella

quelle,

che

adornano

sepolcro antichissimo, ov' la


fu gi visto

Vergine colla
piato fin

(1).

Quell' insigne
;

monumento adunque
solo

e co-

dall' et

del

Giacconio

resta

ad
.

esaminare

se

egli

lo

vide

pi intero e

meglio conservato,
,

che oggi non


il

Del qual punto ragioner nel


e

capo

settimo

ove
raro
il

vedremo

se
I

Bosio

conobbe

perch

nel

suo

volume
inedito;

non pose
sono
il
il

un
sesto

sepolcro.

cubicoli terzo e quarto del codice Giacconiano


Il

ed

quinto del Bosio.


al

Giacconiano quinto

tuttora

sesto

corrisponde
la

monumento

arcuato decimo del Bosio.


di

In coteste copie
di
interpre-^
nell'

scopriamo
tare
e
le

vera infanzia

dell' arte

ritrarre
le

della

scienza
di p.

pitture cemeteriali.

Giter per

esempio
(

immagini
sott.

No
55j

arca
),

della

colomba, che

lui

sen

vola

Bosio,

Roma

n.

le

quali sono
cui

qui efTiggiate in guisa da rappresentare


cielo parla

un predicatore

nella bigoncia,

un angelo disceso dal

e suggerisce le parole.
la seguente: S.

L' interpretazione

d'una copia tanto difforme dall'antico dipinto


el

MarceUus papa
con
s

marljr ah Angelo Dei in praedicatione edoctus.

Queste copie

fatte

infan-

fantile

imperizia hanno

il

merito di mostrarci quali monumenti fino dalle prime


nel

esplorazioni furono visti

cemetero

di

Priscilla

d'indicarcene

alcuni dal

Bosio non divulgati.


Nella medesima via Salaria volgendo
le spalle al

ponte e ritorcendo

il

passo

(1)

V.

la

tavola

IV

delle

Immagini

scelle della

li.

V.

Maria

tratte dalle

catacombe romane,

Roma

1863.


verso

23

il

Roma
del

passata la

vigna
alla

Sanchez incontriamo

stato

grande cemetero

che

dall'et

Marangoni

nostra

appellato de' SS.

Trasone

e Satur-

nino, e giace sotto le ville Potenziani e della Porla. Veramente coteste ville sono

un cinquecento

passi circa
di

pii

lontane da

Roma, che non


il

era

il

sito

per antica

tradizione chiamato

S. Saturnino.

Ed

Ciacconio

penetrato
,

ne' sotterranei

posti sotto le ville predette,

e fattene delineare le pitture


iilierius

li

indic nel

modo
e
di

seguente: in coemeterio Novellae via Salaria palilo

a coemeterio
poi

Thrasonis

ad sanctum Saturninum (cod. Vat. 5409


nella pagina seguente,
ov' era ripetuta

f.

59

verso).

Ma

mut pensiero
il

quella indicazione, cancellato


I

nome

Novella scrisse in coemeterio Thrasonis ad S. Saturninum.


dal pittore Ciacconiano
in

tre dipinti delineati


il

cotesto

cemetero

quelli

cio

che

Rosio

chiam

monumento
sono degni

arcuato primo e cubicoli primo e secondo del cemetero di Priscilla,


di

speciale attenzione.
d' arte
le

Sembrano

in

parte opera di

stile

e di

mano

pagana. Negli affreschi

cristiana sette persone stanno in ginocchio, e di-

nanzi ad esse sono schierate

sporte del pane posate in terra ed alquanti pesci;


i

scena nel

suo genere

unica

tra

simili

monumenti
le

sotterranei.

Le copie

di

questi singolari dipinti serbate nel codice Valicano variano notabilmente da quelle,

che abbiamo

alle

stampe, e forse sono migliori:


pi

pitture originali,

tranne un

solo arcosolio appena visibile, a

non appajono,

e
le

almeno

in parte

sono

state

memoria nostra barbaramente


s

distrutte.

Laonde

delineazioni del Ciacconio

in questo caso saranno d'un

pregio assai grande per l'esame e lo studio di


codici del de

mo-

numenti
che

rari.

Del rimanente ne dai che


il

Winghe
la

n dalla

Roma

sotterranea
il

mi consta,

Ciacconio sia penetrato in cotesto cemetero prima,


l'adito

Rosio glie ne
altro

mostrasse
il

e glie ne

aprisse

via.

Un
laria,

cemetero vide
stalo
il

Ciacconio,

che ognuno direbbe spettare alla Sale la

ed

essere

da

lui

scoperto

continuando

sue

esplorazioni
i

lungo

quella via.

Questo

cemetero di S. Felicita, che

storia,

martirologii e le
cri-

antiche topografie concordemente testificano aver fatto


stiani

parte de' sotterranei

della

Salaria.

Nel codice citato a carte 19 in cima alla pagina

scritto

COEMETERIVM
titolo

S.

FELICITATIS
In

senz'allra

indicazione

di

luogo.

Sotto quel

viene una serie di pitture, alcune delle quali, se fedelmente ritratte, sono
ne' nostri

uniche
volto

ipogei.

una

lunetta
fatti

una

mezza figura

virile

il

cui

rassembra a S. Pietro, ed in

ivi

annotato Petrus ante martyrium:


altra

e quindi scritto

idem crucifxus a canto ad un'


col capo in
giii.

immagine
In
i

del

medesimo
lu-

apostolo

legato alla croce


della

Ignota,

dir

meglio inaudita, nelle

memorie

Roma
i

sotterranea questa rappresentanza.


nel seno ed

una seconda
e

netta sta la Vergine sedente col divino figliuolo

tre

magi dinanzi.
vestito

Nella terza sono


di

tre

fanciulli, ai
,

quali

un

milite

armato

di corazza

clamide addita un erma

perch l'adorino. Segue a carte 20 in eodem eoe-


incterio

25
e

Adamo
ed Eva
coli'

S.
e

Fclictatis

un

pastor

buono

albero ed

il

ser-

pente;
di

carte 21

in alio sacello

ejusdem S. Felicitatis tre scene della storia

Giona.

Or

di

queste pitture niun vestigio stato mai visto ne' cemeteri della

Salaria.
cello
al

A me

poi esse

sembrano copie poco


citato,

fedeli ed in parte,
di

come

il

S.

Mar-

nella

bi'ioncia sopra

imperitamente arbitrarie

affreschi

spettanti

cemetero

di Callisto sull'Appia.

E veramente
s

il

cemetero di S. Felicita fu dal


il

Ciacconio negato alla Salaria e trasferito all'Appia presso

cemetero

di Callisto.

Le
da

ragioni,

che indussero

il

Ciacconio in una

strana e falsa sentenza, saranno

me

cercate

e discusse a suo

luogo. Intanto un fatto irrepugnabile, ch'egli


nella vita
di

fu in quell'opinione; e lo dichiar

Bonifacio

scrivendo:

perperam

ponitur hoc coemctcrium


citatis

S. Felicitatis via Salaria,


Callisti

cum

conslet coemeterium S. Feli-

fuisse
ci

proximum
ibi

via

Appia, uhi sacellum hodie exlat S. Felicitatis


pp. I confessoris
et

mavtipis
citur (1).

inscriptio leyitur Bonifacio

loculus

ejiis

conspi-

Di cotesla cappella dedicata a S. Felicita e dell'iscrizione di papa Bonialtri


libri.

facio

ninna memoria ho potuto rinvenire in

Solo

nel

codice Val-

licelliano G. 6,

appunto

in

una

delle tavole annotate dalla

mano

propria de' codici

Ciacconiani, ho letto in circa quell'avvertenza medesima,


vite

che ho trascritto dalle


ri-

de' pontefici
gli

di

Alfonso Ciacconio. Cos anche qui tutto cospira a farci


del

conoscere
pitture

studii

dotto
lui
il

Domenicano
io

nelle
e

annotazioni

e nelle tavole
i

di

cemeteriali,
posti

che a
sotto

attribuisco;
di S.

cos

intendiamo

coleste tavole

nome
via

Felicita dover essere

monumenti in da noi cercati non


sotto la

non

nella

Salaria,

ma

nella

Appia.

De' cemeteri dell'Appia un cenno ho trovato nel codice


data del Febbrajo 1590: inter veler
ant imbrices ingentes
fictiles,

Winghiano

monumenta

recenler erula sunt tegulae illae


...

in

quorum medio

inscriptio

quales paucis ante diehus


nella parte II a

inspectae via Appia in crypta Clirislianorum (1. e. pag.


carte 20:

33). E

anno 1590 delectae ad viam Appiani cryplae plurimae

loculis

excavatis in

muro,

in quibus ossa

humana

...

forte

coemeterium S. Balbinae. Che cotesti sotteril

ranei dell'Appia scoperti nel

1590

sieno quelli medesimi, che

Ciacconio chiam

coemeterium S.
che
il

Felicitatis

non posso affermarlo,


Appia

ma

inchino a crederlo.

Ed
di

osservo,

nome

di

Balbina loro dato dal Winghio per congettura,


l'

dimostra quelli
Balbina

essere stati certamente tra


testificato

l'Ardeatina,

sito

del

cemetero

dalla storia ecclesiastica.

Ed appunto

tra l'Appia e l'Ardeatina nel

ceme-

tero di Callisto sono gli affreschi,

che mi sembrano infedelmente delineali nelle


Altre pitture in grande

tavole Ciacconiane ed attribuiti al cemetero di S. Felicita.

numero

tratte

dai sotterranei cristiani dell'Appia

si

veggono nelle tavole Ciacco-

niane del codice Vaticano

5409

p.

22-36,

e del Vallicellianp G. 6.

Sono monu-

(1)

Vilae Pontif.

cum

addii.

Oldoini T.

p.

289.


menti dell'immensa necropoli, cui
il

25

il

Bosio die

nome

di Callisto,

e che ora

dimostrato essere quella di Domitilla. Nelle tavole Ciacconiane chiamata diS. Zefrino; ed in fatti il Ciacconio nella vita di quel pontefice scrisse, che fu sepolto
nel cemetero, quod mults locis

coUapsum

et

ruinosum hode cerntur

et

Zephyrini de

suo nomine in jracsentemiisque dem nunciqmtur ().

Ma

la

scoperta di questo va-

stissimo sotterraneo certamente dovuta al nostro Bosio;


egli

ed io dimostrer, che

medesimo da

principio

lo

chiam

coemeterium

Zejhjrini.

conio amico del Bosio deve averne avuto notizia da


predette spettanti a cotesto cemetero
lavori

lui, e la

Laonde il Ciacmenzione delle tavole

torner al suo luogo nel

del Bosio.

Alle

scoperte altres

ragionamento sui del grande maestro sono certamente do(

mite le tavole
Vat.

Ciacconiane de' cubicoli primo e secondo della via Latina

cod.

5409

p. 58,

59)

prive di qualsivoglia indicazione di luogo.

Non

per forse

quelle del cemetero di S. Giulio, ossia di S. Valentino sulla via Flaminia nella

vigna de'
del
le

frati

Agostiniani (1.
il

e.

pag. 57

).

Gi abbiamo veduto, che fino dall'et

Panvinio
pitture
e

sito

di

quel

cemetero era conosciuto:


che
il

Pompeo Ugonio ne
rifer:

vide
il

vi
il

trascrisse

iscrizioni,

Bosio

non

probabilmente
pitture

Ciacconio od
tratte

suo pittore lo

visitarono prima del Bosio.

Le

indi

ri-

sono

il

crocefisso e le altre, che

vediamo nella
conosciuto,
fallo di

Boma
e

sotterranea a pag.

577

e segg.

Un

crocefisso del cemetero di Priscilla pi volte

citato negli Hagiosia

ghjpta (2);

ma

ninno

giammai

lo

ha

parmi che

questo del

cemetero di S. Valentino dal 3Lcario per

non

suo.

Cos anco

il

S. Giovanni

nella

memoria assegnato ad un luoso caldaja dal medesimo autore dubitacemetero delineato

tivamente ricordato (5) parmi alludere al dipinto di questo nel codice Ciacconiano p. 57 e nel volume del Bosio p.

579
il

n. IIL
i

E tempo
brosa
citt.

di

conchiudere cotesta lunga enumerazione di notizie intorno


innanzi

mo-

numenti sotterranei Scoperti


Di

che

il

Bosio mettesse

piede nella tene-

due

soli

cemeteri della Salaria nuova qualche parte era allora


si

conosciuta,
la
storia.

esplorata,

era posto alcuno


s

studio

in ritracciarne

nomi

Di

quelli

dell'Appia

poco

se

ne vedeva

e se ne sapeva,

ch'era

quasi
sola
zioni.

come

se

fossero al tutto ignoti.

Nelle rimanenti vie suburbane forse la

Flaminia

dava accesso ad un
i

sacro ipogeo

adorno

di pitture

e di iscri-

Adunque
chi

quarantatre suburbani cemeteri annoverati dal Panvinio aspettutti

tavano
veri
s
il

imprendesse a ricercarli

sistematicamente

determinarne

siti,

a raccoglierne le istoriche
il

vasta opera

memorie e a descriverne i monumenti. D'una Ciacconio giammai non ebbe il pensiero; forse neanche l'ebbe
pii

de Winghe, che
Vilae potif. T.

del Ciacconio

attese allo studio de' cristiani ipogei.

lui

(1)
(2)

I.

p.

139-

Macarii. Hagio<jijpta p. 9- 30- 31.


e.

(3) L.

p,

10. 112.


morto
nell'estate del

26

1592 successe tosto Antonio Bosio giovane appena diciottenne, che tutta abbracci nella mente l'impresa gigantesca; e consumati in essa 56 anni lasci af^li eredi la cura di mettere al pubblico il frutto dell'indefesso e maravi<Tlioso

lavoro.

Del quale nei capi seguenti racconter le vicende e la storia.

CAPO
Antonio Bosio
e
le

V.

sue scoperte nelle catacombe romane.

Come
sputa,

d' alcuni

grandi uomini

dell' antichit,

cos

di

Antonio Bosio
altri

si

di-

dove

sia

nato.

Altri lo dicono
1'

romano,
suoi

altri
il

maltese,

milanese (1).

Lo

scrittore della Malta illustrata,


in

Abela,
f
i

testifica

Bosio essere nato in Malta


e fior;

e venuto

Boma

il

giovanissimo,

ove

studii

onde

gli

venne

r appellazione di romano. L' Abela fu contemporaneo del nostro


logo;
e perci
si

sommo

archeodi

degno

d' essere

creduto.

Ma qualunque
il

sia

stata la

patria,

che

disputa,

Bosio nacque certamente circa


la

157(3, dicendoci egli

medesimo,

che quando nel Maggio del 1578 avvenne


cristiano,
la

prima scoperta d'un antico cemetero


Il

sua et
il

numerava

tre

anni (2).

de Winghe mor

nell'

estate

del

1592,
lui

Bosio, che allora entrava nel diciottesimo anno di sua vita, ebbe

da

le

copie delle pitture scoperte nella vigna del Sanchez.


lo

Sembra adunque,
autore

che r amore e

studio de'
e

monumenti
dopo
la

sotterranei cristiani nel nostro

sieno stati precocissimi,

sieno cominciati almeno dal diciassettesimo anno della

sua giovanezza.

Ma

soltanto

morte del Winghio, Antonio Bosio imprese


Macario nella prefazione
agli

ad esplorare

i 1'

sotterranei cemeteri.

Il

Hagioglypta

dopo narrata
cissimus;

immatura
et

fine del
et

suo concittadino, prosiegue cos: successit deinegregiis rnoribus, mihi amiadiit


et

de Antonius Bosius
qui

nohiUs

doctus juvenis romanus,

imaginum savrarum ductus amore, coemeteria


et

adscito pictore
et

delineari curavit,
fui,

idem in sarcophagis, quoscumfpie ab amicis, inter quos


et

ego

poluit scire esse, praeslilit,

qua

licuit

diUgentia fideque singula contulit in

librum dcpicta (5).


gli

Ed
io

in
i

vero nel volume della


giorni delle prime

Boma

sotterranea sono segnati

anni e sovente anche

esplorazioni fatte in ciascun

ce-

metero, e ninna data


di

vi

ho

letto pi

antica del

1595. In quest' anno

ai dieci

Decembre

il

Colombo

della

Roma

sotterranea per la prima volta penetr ne-

gli interni recessi

d'una vasta ed intricata necropoli sotterranea, e credette d'avere

(1)

V. Ahcla, Melila illustrala in Thes. anliq. Hai. T.

in fine p.

4C2, 463; RossoUi, Syllabus Scripl. Pedcm.

p.

297; Della Chiesa. Catalogo degli scrittori Piemontesi p. 87; Mandosio, Bibl.
p.

Romana

P.

II

p.

284; Fontanini,
I

Eloq.
altri

ilal.

625; Zeno. Note

alla

hibl.

dell' cloq.

ilal.
II

del Fontanini p. 310; Argelati,

Bibl. script.

Med. T.

p.

308; ed

citali

dal MazziKThelli. Gli scrittori dltal. T.


(2)

P. Ili p. 1837.

Roma

soU.

p.

,511.

(3) Macarii.

Ilagioglijpla p. 4.

U- 27
smarrita la via e di contaminare
i

sono sue parole

col suo
di

sepolcri de' martiri (1). Ci avvenne sotto la


via Ardeatina.
1'

campagna
le

immondo cadavere Tor Marancia presso


la via Tiburtina;
la

la

Nel medesimo anno


la

egli
la la

cominci ad esplorare

nel seguente
nia;
le

Appia,
1'

Labicana,
nel

Nomentana,
Latina:
(2).
1'

due Salarie e

Flami-

nel

i595

Ostiense,

1596

ultima fra tutte fu la Portuense,

cui

prime esplorazioni datano dal 1600


quell'

Una

volta

citato

il

1567

(5),

errore manifesto di stampa: in

anno

autore neanche era nato. Queste

minute indagini

di

cronologia non sono una soverchia diligenza e curiosit: veil

dranno

lettori

in tutto

seguito del discorso quanto era necessario

il

premet-

terle alla storia,

che ora viene.


avea
studiato lettere e
flosoOla

Antonio Bosio

nel collegio
affari

Romano,

giu-

risprudenza neir Archiginnasio. Giacomo Bosio agente degli


Malta,
storico illustre di quell' ordine
gli cedette

dell'ordine di
il

ed

uomo

eruditissimo,
di

adott per figlio

suo nipote Antonio, e

la

cura de' negozii


Il

quei cavalieri e
il

moltis-

sime

altre procurazioni di simil


alle

natura.

nostro autore divise


e lo studio
,

suo tempo fra

coteste cure,
stiani.

quali attese con ogni solerzia,


lui

de'

monumenti

cri-

Nella vita di

scritta

riboccare di errori e di
foro,

vita, che dimostrer da Giano Nicio Eritreo (4) prette favole, si legge, che il Bosio attese dapprima al

e poscia condotto nelle

romane catacombe da Giovanni Andrea de Rossi

ca-

valiere di Malta,

gentiluomo praticissimo di que' sotterranei,


i

ne conobbe l'alta

importanza, abbandon
tutto
si

clienti,

ma non
ha
ebbe
il

le

procurazioni affidategli dallo zio, e

die alla grand' opera, che ci

lasciato.

Qualunque

sia stala la parte,

che
di

nelle esplorazioni del nostro autore

mio omonimo Giovanni de Rossi,

che poscia parler, certo che


cio nel

il

nipote di

Giacomo Bosio
i

tra

il

1592 ed
di

il

1595,

primo

fiorir di

sua giovinezza, e durante


le

primi suoi studii

giurisprucoi
dotti

denza, gi frequentava
nelle sacre
antichit.
Il
;

catacombe romane, gi famigliarmente usava


dimostra
la

Alfonso Ciacconio, Filippo de Winghe, Giovanni Macario,

Pompeo Ugonio.
di

novero delle date, che sopra ho


i

riferito,

la

verit

questo punto

ed

nuovi documenti da

me

trovali

confermano

scrupolosa

esattezza di quelle date.

In

fatti

nella

Roma

sotterranea leggiamo,
il

che
in

la

prima esplorazione
di

d'

un

grande cemelero avvenne


e d' altri gentiluomini ad
dell'

10 Decembre 1595 un mezzo miglio da


il

compagnia

Pompeo Ugonio
un casale
rin-

S. Sebastiano presso

Ospedale Lateranense. Or ecco che

diario di

Pompeo Ugonio da me

venuto in Ferrara comincia dal 9 Decembre 1595 e dalla esplorazione appunto

(1) L. (2)

e.

p.

195 e segg.
125.

L.

e.
e.

p. p.

169. 275.

3()I.

321, 402,

'(36,

488. 491, 531, 559. 576.

(3) L.
(4)

217.
vii:
illtistr.

Pinacolheca

n.

CXXIX'

p.

235.


det^li

28

ipoo-ei posti

in

un fondo

dell'

Ospedale Lateranensc

e sono quelli

mede-

Bosio descrive e che noi conosciamo nel tenimcnto di Tor Marancia. colle quali il grande maestro narra cotesla prima giorLe ini^enuc parole d' essere almeno in parte qui riferite. nata de' suoi sotterranei viaggi, meritano allegrezza a Entrati in queste grotte subito cominciammo con molta nostra
simi

che

il

scoro ere

monumenti

cavati di

qua

e di l nell' istcsso tufo.


al

Dopo aver

camminato molli passi trovammo un piccolo forame

piano del pavimento,


passato poi quel fo) si

nel quale bisogn entrare serpcndo e col petto per terra;

rame
a

in

tal

modo
il

quasi facendo riverenza a quel sacro luogo

trovarono

mano

destra molte grotte assai alte, che avevano da ogni parte sepolcri.

qui descrive

Bosio

monumenti

e le cripte
il

da

lui e

dai suoi

compagni vepoi soggiunge:

dute in quel primo aggirarsi dentro

labirinto cemeteriale,

ma

per accorgendoci, che queste grotte andavano quasi in


vati

infinito,

avendo

ritro-

alcuni capigrotti

in

forma
a

circolare,

da' quali, quasi dal

centro, d' ogni

intorno verso

ciascun vento

guisa di

bussola cominciavano nuove strade,


altri raggiri o diverticoli,

che stendendosi avanti avevano poi mille


di quello,
riosit
di

dubitammo
per

che

ci

poteva facilmente occorrere, che trasportati dalla soverchia cutrascorressimo tanto avanti
labirinti e
la
,

scoprir cose nuove,

che smarriti
,

quei sotterranei

ed intricati

mancandoci
prima
volta,

lumi

ivi

convenisse

morire .... Perciocch essendo quella


sti

che entrammo in que-

cos

vasti cimiteri

incogniti,
il

eravamo come

inesperti venuti senza gli istroci

menti, che l'esperienza poi con

pericolo e la necessit

fece conoscere essere


risoluziole

necessarii per questa sotterranea peregrinazione.

Pigliammo adunque
permesso
fatti

ne

di

ritornarcene indietro

ed ancorch avessimo segnate in pi luoghi


difficolt
.

strade, contultoci

non senza gran


entrati.
.
.

ci

fu

di ritrovar
pii

1'

adito,

per

il

quale eravamo

Onde

dal pericolo

cauti, le altre

volte,

che

vi

ritornammo, portassimo con noi buona quantit


tornato infinite volte
giorni
e
le

di

candele, che

per ogni bisogno ed accidente potessero bastare per due o tre giorni e notti ec.
segue dicendo come
vi

in

fatti

quel vastissimo ceme-

tero,

spese dentro

gli

interi

notti

(1).

Questo lungo passo ho


della

voluto trascrivere

affinch dalle
,

parole

medesime
il

del grande esploratore

Roma

sotterranea coloro

che

non hanno
egli
s'

suo

volume

apprendessero

a
ra-

quanto ardua e paurosa

impresa

accinse.

Ora

di qucst'

impresa

io

gioner ordinatamente; trattando prima delle sotterranee scoperte del Bosio, poscia degli
studii
la

da

lui fatti

per dottamente

illustrarle;

da ultimo racconter
la

le

vicende e

storia

dell'

opera sua,

che

lui

vivente

non vide
il

luce.

La

pili

vasta ed interminata necropoli cristiana, che

nostro autore scopr,

(1)

Roma

sott. p.

195.


quella,
di

29

Prima
di lui in que' sotter-

che

egli

parla nel passo sopra allegato.

ranei erano entrati villani o barbari devastatori,

ma

uomini

eruditi o curiosi forse

non mai. Certo


all'et

tra

numerosi nomi

scritti

sulle pareti di

quella buja citt da


visto
il

viaggiatori d'ogni condizione e dottrina,


del Bosio
;

non ricordo averne


sono appunto

veruno anteriore
i

anzi le

date pi antiche

1595,

594, quelle
im-

cio delle

prime esplorazioni, che ho narrato. Una


Vossus;

volta presso al cubicolo dell'Orfeo e falsa:


si

ho

letto

d489 G.

data per,
il

che

non so come, erronea


della

perocch indi non lungi


Medicus G.

medesimo nome
il

medesima mano

legge cos:

Vossus 1595. Henrcus Corvmis jharmacopeiis 1595. Cotesto Corvino

in molti altri luoghi


tarius.

ha
i

scritto

suo nome, e talora prende l'appellazione d'aroma-

La data

del

593 mi
Il

fa credere,

che costoro sieno compagni delle prime


ogni

esplorazioni del Bosio.

nome

del

Bosio medesimo ad

passo s'incontra
di

sulle pareti di questo cemetero; e sovente

accompagnato da quello

Joannes AnCostui

dreas Rubens,

il

de luheis, quando scritto per disteso, quando in sigla.


,

cavaliere di Malta

che a detto di Giano Nicio Eritreo fu guida

al

nostro

autore ne' sotterranei labirinti.

Ma

il

Bosio, la cui parola sempre ingenua, e

posta a confronto d'ogni maniera di


l'anno

documenti

si

trova

sempre verace

sotto

1596 narrando
cos:
la

la

scoperta d'un cemetero della via Latina fa menzione del


ivi

de Rossi
))

maggior parte (delle iscrizioni

rinvenute) appresso di noi


e

per dono fattocene da Gio. Andrea de Rossi cavaliere Gerosolimitano


investigatore di queste antichit cimiteriali;
col quale

curioso

abbiamo pi

volte fatte di-

verse peregrinazioni sotterranee e particolarmente in questo cimilerio della via


lina

Lail

per V intrinseca amicizia,


il

de Rossi fosse stato

padrone della vigna (1) primo suo introduttore nelle catacombe romane
eli

egli aveva col

Se

e segna-

tamente in quelle vastissime

di

Tor Marancia
visto
il

il

Bosio non l'avrebbe taciuto.


de Rubeis colle

Ed

in fatti io

non ricordo aver

nome Joannes Andreas

prime date del 1595,

ma

con quelle degli anni seguenti. Nel volume Vaticano

delle pitture cemeteriali,


di

moltissime sono delineate tratte dalla grande necropoli,


io

che ragiono; e similmente


le

veggo in quelle tavole del codice Vallicelliano

G. 6,

quali sono annotate dalla


il

mano, che regna

ne' codici Ciacconiani.

Non

perci io creder, che

Giacconio abbia prevenuto la scoperta del nostro autore.

Ne' codici

citati

il

cemetero predetto costantemente chiamato Coemeterium Zeil

phyrini: e questo appunto

nome, che
ivi egli

il

Bosio da principio impose alla parte

pi nobile
di

e spaziosa di quella necropoli.

Ne ho

trovato la prova

sul

luogo e

mano

del Bosio
II

medesimo;

scrisse

ANTONIVS BOSIVS, CYMITERIVM


il

ZEPHYRINL
come

Giacconio nelle vite de' pontefici accenna

cemetero di Zefrino

tuttora esistente;

non

fa

motto per n di averlo scoperto,

di avergli

(1)

Roma

sott.

p. 301.


dato quel
pitture ed

30

le cui

nome
i

(1).

Questa

la

famosa regione delle catacombe romane,

cui

monumenti

nella

Roma

sotterranea primeggiano sotto

il

nome

di

cemetcro

di
,

Callisto.

Vero
i

che quel
e

lati

dell' Appia

accommunato a tutti gli ipogei cristiani d'ambi dell' Ardeatina; pur nondimeno divenne quasi proprio e speivi

nome

ciale della

regione

situata alla destra dell' Ardeatina.

Imperocch

le

esplorazioni

del Bosio nel vero cemetcro di Callisto (che

vedremo essere

alla destra dell' Appia)

e in quello di Pretestato (che

vedremo essere
di

alla sinistra)

non furono coronate

da

felice

successo,
le

come

nelle grotte
le

Tor Marancia. Egli penetr per molte

bocche sotto

vigne e

campagne

della destra e della sinistra dell'Appia, che

trov concave e piene di queste grotte sacre (2);

ma

pochissime pitture

poche

memorie in marmo monumenti cristiani,


vata
ai

o in altra materia
di

ivi

scopr.

La

rivelazione degli splendidi

che va superba
al

la

regina delle

romane

vie,

era riser-

giorni nostri,

ed

glorioso pontificato del regnante Pio IX.

Nelle vie Latina, Labicana, Tiburtina e


ranei cemeteri
zioni.
il

Nomentana

molti ed ampii sotteriscri-

Bosio rinvenne adorni di affreschi, di stucchi, di sepolcrali

Merita speciale

menzione quello vastissimo


gi da

de' santi Marcellino ci


di

e Pietro

sulla
tutti

Labicana

visitalo
il

Pomponio Leto
il

nuli' ostante

rimasto

ignoto; sul quale

Bosio riconobbe
il

mausoleo

Elena madre

di Costantino,

che aveva esso pure perduto

suo nome.

Una prima esplorazione


prima che giungesse
il

nel cemetcro di

Ciriaca sulla Tiburtina, anche descritta nel diario autografo di

Pompeo Ugonio.
tempo
del nostro

Nella Salaria nuova, gi da

altri

indagata

autore, pur egli fece insigni scoperte; segnatamente quella delle due chiese costruite
sotterra, che a lui parvero di S. Felicita e di S. Silvano, e quella del vero
di S.

cemetcro
ai sacri
ri-

Saturnino con

la

sua basilica e con una magnifica scala, che scendeva

ipogei. Della Salaria vecchia, innanzi al Bosio

appena

il

nome

era noto; egli la

conobbe
Flaminia

e
il

ne ritrov
Bosio vide

il

cemetcro

di

S.

Ermete ed

altri

sepolcreti cristiani. Sulla

sotterranei di S. Valentino con le pitture di assai tarda et


I

vedute anche dal Ciacconio e dall' Ugonio.

sepolcri del Valicano rinvenuti nel di-

struggere l'antica basilica fornirono molla e ricca materia al volume della


sotterranea.

Roma
colle

Poca ne diedero l'Aurelia

e la Cornelia. Nella
al fine scopr
il

Portuense
di

il

nostro autore

dopo lunghe indagini quasi infruttuose,

cemetcro

Ponziano
Ivi

immagini
rinvenne
tra

de' celebri santi in esso deposti


il

col sotterraneo battistero.

anche
all'al-

cemetcro, che sagacemente attribu agli antichi Ebrei. Passato

riva

del fiume,
il

prima

di

ricongiungersi all'Ardcalina ed all'immensa necrofelici

poli,
i

che fu

punto di partenza delle sue laboriose e

esplorazioni, trov

cemeteri della via Ostiense,


(1) (2)

ma
139.

interrati e rovinosi, che in essi a

mala pena

Vitae pontif. ciim

Oldoino T.

p.

Roma

soli.

p.

283.

site

qualche passo, e niun monumento scopr. La basilica Ostiense, come


,

la Vati-

cana

gli

die

un largo compenso

colle sue tante iscrizioni

coi

suoi

sarcofagi

e con

cento altre preziose memorie.


le vie

Questa rapidissima corsa lungo


dovuta
e in
la

suburbane dichiara,
di

che

al

Bosio

scoperta de' sotterranei cemeteri

Roma. Appena
il

quattro o cinque
e gli anti-

piccolissima parte ne avevano conosciuto e visitato


della

Ciacconio
aditi
li

quari

sua scuola

il

grande scopritore rinvenne

gli

di circa

trenta

cemeteri diversi, alcuni de' quali vastissimi ed interminati, e

perlustr dimola

rando talvolta sotterra

gli

interi

giorni e le intere notti.


in

Copiosa fu

messe

di

monumenti

e di sacre

memorie d'ogni maniera, che

tante sotterranee peres

grinazioni egli raccolse. Resta a vedere quale uso fece d'un


di scoperte e di
rici
si

grande complesso
di

nuove ricchezze monumentali; quale apparato

documenti

isto-

procacci per illustrarle; quale metodo tenne nell'ordinarie.

CAPO

VI.

Degli sludii di Antonio Bosio per illustrare

le

catacombe romane.

Per
doveva
il

illustrare le

cristiane necropoli,
le

che in tanto numero aveva rinvenuto,


riti

Bosio raccogliere e

generali notizie sui sepolcri e sui


trattato

sepolcrali
le

de' primitivi fedeli

(tema

in

parte

da Onofrio Panvinio
de' martiri

),

speciali
istorici

memorie

de' cemeteri

della

chiesa romana,

e de' personaggi
,

in essi deposti.

L'interpretazione poi de' singoli


ritratte

monumenti
e

de' segni arcani e

delle scene bibliche e simboliche

nelle pitture

nelle

sculture

si

con-

veniva cercarla nelle opere de' padri ed in ogni maniera di

scritti

ecclesiastici,

non ommettendo

di ricorrere sovente agli autori profani di

ed

al

confronto coi monuil

menti della pagana antichit. Quest'apparecchio

studii fece

Bosio in misura

veramente maravigliosa. Di
not quanto poteva sapersi

lui

io

affermo con sicurezza, che tutto conobbe, tutto


sua sull'argomento
della

all'et

Roma
e

sotterranea.

Che
cui

anzi
si

documenti da
valsi
tutti

lui

raccolti e citati sono l'unico fondo


i

corredo

di

sono

coloro,

quali fino ai nostri giorni

hanno topograficamente
fa

e storicamente trattato de' suburbani nosti cemeteri.


siffatto

Laonde

d'uopo che d'un

apparato

io ragioni

con diligenza, non solo perch sieno poste in piena luce

le

dotte fatiche del nostro autore,

ma

anche perch

io

possa poi dichiarare,

come

conviensi, in quale stato la scienza topografica e storica della


dal grande maestro stata a noi legata e trasmessa.

Roma

sotterranea

Degli studii preparatori! per l'opera, di che ragiono, quattro enormi volumi
in foglio ordinario

ho veduto e con vero stupore esaminato nella biblioteca


premesso
il

Valli-

celliana.

A due

stato

titolo seguente:

Ada

et vitae

sanclorum, anti-


qua monumenta sacra
et

32

erudt'wnis
I

prophana itemque advcrsaria varae


,

pr

illu-

strnmlo opere de sacris cocmeteriis

Antonii Bosii voi. aulogr. (1).


,

due volumi
tutte di

contendono nulla meno


propria

che 2062 pagine

olire a

50

e pi d'indice,

mano

del I3osio.

Le

quali basterebbero sole a farci conoscere l'immenso

lavoro fatto dall'autore della

Roma

sotterranea, per

degnamente prepararsi a com-

porla, e per divenire famigliare con la cristiana antichit. Egli lesse da


l'altro

un capo

al-

tutte le

opere de' padri,

latini, greci, orientali e le collezioni

de' concilii e

de' canoni, le epistole de'


liturgie, le storie e le
trattati

romani pontefici
tutti
i

e degli scrittori ecclesiastici, le antiche


i

cronache di

secoli cristiani, le raccolte di vite de' santi,


gli scolastici.

d'ogni maniera spettanti a materie sacre, compresi perfino

Da

cotesta

immensa ed
i

attenta lettura de' cristiani scrittori egli estrasse ordinatamente


illustrare la storia
i

tomo per tomo, pagina per pagina quanto poteva


teri

de'

ceme-

suburbani,

riti

segnatamente funebri de'

fedeli,

simboli e

le

immagini,

le iscrizioni

ed ogni classe di sacri monumenti. La chiave di questo stupendo

tesoro di testi illustranti la sacra antichit nell'indice compilato dal Bosio

me-

desimo, ove di

tutte le

materie e

gli

argomenti varii

cui que' testi

si

riferiscono,

alfabeticamente disposto un fedele repertorio. Perche


plifico
gli

non

si

creda, ch'io

a guisa di panegirista le fatiche ed

meriti del

mio eroe, vorrei


il

amenumerare
l'intereffetto

autori e le opere,

delle quali molte voluminosissime,

cui spoglio dal prin-

cipio al fine di ciascun

tomo

si

legge nei due

citati

codici Vallicelliani.

Ma

minabile litania di nomi, che dovrei recitare, mi sconsigha dal porre in

questo pensiero. Nelle opere di S. Agostino lo spoglio comincia dal tomo Vili,
quia reliqua notablia superorum tomorum fuerunt inserta in libro communi; dalle
quali parole raccolgo, che questi enormi volumi

non furono

soli;

ed
qui

altri

il

Bosio
gli

ne

scrisse,

quali

non sono pervenuti

infino a noi.
il

Ed

infatti

mancano

studii

sopra

libri, de' quali

grandissimo uso fece

nostro autore; a cagion d'esempio

le vile de

romani

pontefici attribuite a

Damaso

e ad Anastasio; e degli autori profani,

tranne

le leggi
il

civili,

quasi nulla qui registrato.


si

Ma
ai

Bosio non

tenne pago alla ricerca ed all'esame di quanto era stato

suoi d pubblicato per le

stampe spettante

alla letteratura

ed alla storia

cri-

stiana dal secolo

primo

al

decimoterzo. Molta parte de' documenti necessarii alla sua


egli,

impresa giaceva inedita ne' codici e negli archivii; ed


lustrare l'Italia e l'Europa,

che non ebbe agio di per-

raccolse quanto pot di siffatte

memorie
di

dalle biblio-

teche
di S.

romane

e dagli archivii delle nostre basiliche.


,

Molto profitt dell'archivio


notizie

Pietro in Vaticano

donde

trascrisse ogni

maniera

spettanti ai
e tutti

sepolcri rinvenuti in quella basilica dai tempi di Paolo III fino al

i610,

gU istromenti

del Grimaldi,

le

memorie

dell'

Alfarano

di

Giulio Ercolano e di

(1)

Cod. Valile. G.

3.

4.


altri

33

chierici vaticani,
,

libri

di

Benedetto Canonico
,

di

Pietro Mallio,
scrittori

di

Maf-

feo Vegio

di

Onofrio Panvinio
egli

codici liturgici

e di

ecclesiastici.

Ampli
vite

estratti

fece dal libro de' censi di Cencio

Camerario.

Ma

sopra ogni

altra ricerca attese a quella delle vite e degli atti de' martiri,

segnatamente romani;

ed

atti,

che essendo precipuo fondamento

alla storia e topografia de' cemeteri,

egli trascrisse e

diligentemente collazion sopra codici molti e di biblioteche diverse.

Un primo
G. o.

spoglio ne fece nelle pagine

770-989

del predetto

volume

Vallicelliano

Ma

poscia degli interi

testi

una completa raccolta

riun nel grosso

volume

serbato anch'esso nella A'allicelliana (cod. H.


siones sanctorum exceptae ex antiquis tonio Bosio et propria
pil l'indice de' codici,

25)

intitolato:
et

Ada,

vitae et pas-

monumcnlis

mamiscriptis codicibus ab An-

mami

scriptae.

In altro separato libro (cod. H.

24) com-

ond' egli aveva tratto tutte quelle memorie, e sono nove


,

della biblioteca Vaticana


S.
ria

ventuno della Vallicelliana

quattro della basilica di

Pietro,

due della Lateranense, due della chiesa

di S. Cecilia,

uno

di

S.

Ma-

ad Martyres (1).

Con una
cumenti
il

sifljitta
s'

preparazione di

forti

studii, e

con una tanta dovizia

di do-

Bosio

accinse a scrivere la

Roma

sotterranea.

Dapprima

volle det-

tarla in latino;

del

quale primo dettato ho rinvenuto un frammento nel codice


Spetta al libro
Ili, tratta delle

Vallicelliano G.

5.

vie Aurelia e Cornelia, e con-

tiene iscrizioni e

lume dato
scritta

alle

monumenti degnissimi di memoria, che furono ommessi nel stampe, come vedremo, dal Severano. La Roma sotterranea fu
Il

vo-

poi

dal Bosio in volgare.


il

solo codice a penna,


il

che ho rinvenuto

di

quel

testo
vito
te

inestimabile,
alla

Vallicelliano G. 31. Questo

manoscritto medesimo ser-

stampa della grande opera; copia


dell' autore,

pulita parte di

mano

del copista, parle

autografa

ma

senza

disegni, sovente

anche senza

iscrizioni.

dei disegni e delle iscrizioni la Vallicelliana serba le originali raccolte;

per-

dita in vero

lamentevole ed alla nostra scienza dannosa. Similmente de' primi abi

bozzi del testo con

pentimenti e le variazioni

nulla fu conservato.

Ci

nulla

ostante anche dall' istessa copia pulita apparisce,


in

che

il

primo

libro fu preparato

due modi

diversi;

e che tutta

1'

opera quando in pi, quando in


quale
storia
il

meno
Bosio

libri
la
la-

e capi fu dall'autore divisa. sci nell'esemplare predetto;

Io ragioner di quest' opera,

poscia narrer

le

vicende e

la

della sua pub-

blicazione.

Nel codice Vallicelliano G. 51


sui sepolcri de' martiri e de'

il

libro

primo contiene un
riti:

trattato generale

primi fedeli e sui loro funebri

segue,
pii

come ho
dislesa

gi accennato, un' altra compilazione di quel libro

medesimo

assai

(1)

Di questi due codici Vallicclliani contcnenli


Iter

gli

atti

de' martiri

de' santi

Irascritli

dal Bosio fa

menzione

il

eh.

Dudick,

romunum

p.

5'i.


diffusa,
la

34

gravemente infermo e dal


carI

quale comincia dal


il

letto
il

del

cristiano

cere,
sta

ove

martire attendeva
e

supplizio.

capi del primo libro redatto in quetrattano


1^ della visita agli in-

forma pi larga,
ai

che furono poi

rigettati,

fermi ed

martiri chiusi nel carcere e delle preci e sacrificii, che

per loro

si

offrivano a Dio;
viatico;
uflicii

2 del sacramento di penitenza nell' articolo di morte; 5 del


6 degli altri
riti

4 dell' olio santo; 5 della raccomandazione dell' anima;


piet soliti a
di

di

compiersi verso

moribondi. La scienza de' sacri


al

d' oo^ni

maniera
da
lui
si

costumi de' primitivi cristiani, che


di
libri

Bosio per

la
,

sterminata
lo

lettura
a

fatta

ecclesiastici
i

era divenuta famigliarissima


il

indusse
sot-

prendere

da lontano, ed

latini

direbbero ah ovo,
1'

tema della Roma

terrauda.

Che anzi
seguenti,

nel suo genuino concetto

opera doveva essere preceduta anil

che da altre trattazioni e dottrine preparatorie. Imperocch dopo

libro

primo
tutti

vengono
singoli
egli
i

ne' quali

l'autore imprese a dichiarare ad uno ad

uno

cemeteri del suburbano di

Roma. Or

nel

principio del secondo

libro

scrive cos:

Ilavendo noi nel precedente libro di

QUESTA SECONDA PARTE


Adunque
l'opera,

della nostra

Roma

sotterranea trattato delti cimiteri in genere eie.

che noi abbiamo


la parte

sott'

occhio,

non comincia

dal suo vero principio,


il

ma
Il

ne soltanto

seconda.

Ho

quindi molto cercato quale materia aveva

Bosio voluto assetrattato ge-

gnare

alla

parte prima;

n m' riuscito di chiarir questo punto.

nerale sui cemeteri era rinchiuso nel primo libro della seconda parte,
detto r autore
libri

ce

lo

ha

medesimo;

lo speciale

sopra ciascun cemetero esiste interissimo nei

seguenti;
si

delle pitture, delle sculture, de' simboli in pi luoghi


dell'

promesso
quali

che

ragioner al fine
all'

opera. Rimane, che la prima parte dovesse essere


atti

consacrata o
tutta
la

esame

de'

documenti, massime degli


la

de' martiri,

sui

r opera poggia; ovvero, che

materia poi rifiutata del libro primo, cio


fosse

descrizione della morte degli antichi cristiani,

da trasferire

alla

prima

parte, am[)liandola e probabilmente trattando di tutta la vita primitivi fedeli,

come

pi tardi fece

il

Mamachi

nel libro intitolato

costumi de' primitivi cristiani. Delle


il

due
tore;
i

ipotesi

l'

ullinia

pi conforme al genio dell' et, in che visse

nostro au-

r esame de' documenti sarebbe stato un concetto critico assai precoce per

primi anni del secolo XVII.


alla

Ma qualunque argomento
,

abbia

il

Bosio in suo
tutta
,

pensiero assegnato

parte prima

parmi chiaro
la

eh' egli volle dividere

r opera

in tre.

Della prima ho detto abbastanza:


topografia e

seconda era de' cemeteri

della loro storia,

monumenti;
de'

e poich

questa esiste interissima, ed


:

al mio tema la pi importante, ne ragioner esprofesso nel capo seguente


terza doveva
de' figurati,
e

la

svolgere V interpretazione
di

monumenti medesimi ed
1'

in

ispecie

questa esiste soltanto la materia primaja, o diremo la selva, in


testi,

quel repertorio di
dettata.

di

che sopra ho parlato;


io

autore mor prima d' averla


nostra

Resta adunque eh'

parli del trattato dall' autore per

ventura

che costituisce
la

35

e delle

compiuto, quello cio de' cemeteri suburbani

scoperte in essi da

lui fatte,

propriamente detta

Roma

sotterranea del Bosio.

CAPO
La Roma
Coloro tra
storia degli
ciale neir
i

VII.

sotterranea

del Bosio.

miei

lettori,

che attentamente tengono dietro

al filo

di

cotesta

studii

intorno ai cemeteri sotterranei di


io f

esaminare quanto

ragioner in
il

pongano cura spequesto capo. Imperocch io qui pren,

Roma

do a considerare quale uso

Bosio

de' tanti

documenti

raccolti, quale illuai

strazione ne trasse delle sue sotterranee scoperte,


successori;
II

quanto lasci a fare

suoi

quistioni fondamentali nella scienza della


fu
il

Roma

sotterranea.

metodo adottato dal Bosio


maniera
sopra
i

pii

semplice ed ovvio; F unico vero in


via

siffatta

di

ricerche

di

opere.

Egli topograficamente dispose

per
fori

via

ragionando svolse
i

tutte le

istoriche notizie,
posti nel

che

le
,

antiche

memorie
loro

nivangli
loro
siti,

cemeteri

cristiani

suburbano
veduti

sopra
illustri

nomi,

loro fondatori,

sopra

martiri e personaggi
se
e
,

in essi sepolti;

e queste notizie

applic
la

ai

monumenti da

scoperti,

restituendo a

ciascuno di essi

sua denominazione e la sua storia

o tentando
alla

per conget-

tura di restituirla. Cos volle costruire

una solidissima base


Tinterprcte de'

scienza

monuil

mentale cristiana. Imperocch quando di ciascuna necropoli noi sapremo

vero

nome,

la storia,

pi

illustri

abitatori

monumenti
poggiare
,

l'indagatore

della loro cronologia avr

un saldo fondamento su
Il

cui

una traccia

aperta sulla quale incedere sicuro.


al cemetero

Bosio consacr un intero e separato libro,


s.

Vaticano ed al sepolcro del princpe degli apostoli

Pietro;
vie
:

poscia

scrisse de' rimanenti cemeteri

romani prendendo
citt

le

mosse
alla
Il

dalle

Aurelia e
cerc

Cornelia e girando attorno, attorno alla


de' cemeteri

fino

Flaminia
testo

infine

chiusi dentro la cinta delle antiche


in capi,

mura.
libri.
:

dichiarante questo

lungo viaggio lasci diviso

ma non
;

in

In
si

ciascuna via comincia


distende in dichiararne
i

dal ricordare in brevi parole le


le

memorie profane
opera
da ultimo

poi

sacre, che sono

il

tema

dell'

descrive

cemeteri esplorali

loro applica le notizie svolte precedentemente. M'accingo a ragionare di quest'ul-

tima parte del

testo, di

che discorro.

La descrizione

de'

monumenti, che

il

Bosio vide e rinvenne, sacri

edificii

chiese, cubicoli, pitture, sculture, iscrizioni, assai accurata, certamente per

non

completa. Molte stanze, molte pareti di sepolcri adorne di affreschi egli vide e trascur di farne ricordo.
pitture lasciate nel pi

Lo provano

il

nome
e

di lui segnato in cubicoli


il

ove sono
6,

profondo obblio;

massime

codice Vallicelliano G.

3()

Roma soUerranea
fatti

sul quale falsamente e scritto, che contiene disegni preparati per la

dell'Aringhi, (juando e manifesto, che sono primi disegni

per ordine, parte del

Ciacconio, parte del Bosio, e da loro annotati,

ma

in

buon numero messi da banda.


pii

Panni, che
vano

il

Bosio in mezzo a tanta ricchezza di monumenti

meno
gli

interi

abbia fatto talvolta minor conto di quelli, eh' erano assai


rij)etizioni

mutilati,

o che sembra-

poco notabili

di figure, di scene, di

ornamenti, de' quali

esempi

abbondavangli. Onde avvenne che neglesse e neanco accenn parecchie pitture delineate dall' istesso Ciacconio; delle quali alcune

erano da tenere in stima grandiscemetero


di Priscilla ritra-

sima
enti

a cagion

d'esempio

laceri affreschi e stucchi del


e la

il

pastor buono,

immagini oranti,
che
il

Vergine col bambino e col profeta. Di


di

cotesti preziosi

affreschi

e stucchi esiste
li

uno schizzo

disegno a penna nel prerotti,

detto codice Vallicelliano G. 6,

rappresenta guasti e

quasi

come

oggi
,

noi

li

vediamo. Se cos trascur

Bosio una parte dei monumenti figurati


i

da

lui visti e scoperti,

mollo pi dee aver trascurato

minori frammenti delle


lapidi assai importanti
,

iscri-

zioni.

Ed

in fatti egli

accenna talvolta frantumi

di

che

per essere troppo mutile non riferisce (4).

Non

da ascrivere a

colpa del grande

maestro, se entrato nel campo quasi vergine della


copia di
di

Roma

sotterranea, la soverchia

monumenti gliene f' trascurare alcuni sembratigli meno degni di studio e ricordo; dobbiamo piuttosto ammirarne il metodo diligente e fedele di notare
minute memorie, metodo nel quale pur troppo non ebbe imitatori.

e descrivere tante

Non

saprei dire se pari alla bont del

metodo

alla vasta dottrina ed

al

sano

giudizio fu nel Bosio la sagacit della

mente
di

e quasi direi la

divinazione del vero.

A me,

che sono uso a provare verso quell'uomo grande un senso di reverente


gli sia

am-

mirazione, pare che nulla

mancato

quanto

al

suo tempo pot avere per

condurre a buon termine

la nobile

impresa.

Ma

o molta o mediocre sia stata la sua

sagacit, certo che con le


i

memorie monumentali, che ne' sotterranei viaggi egli vide e scopr, con documenti, de' quali egli dispose, non pot raggiungere interamente lo scopo non pot restituire il nome e la storia ai cemeteri cristiani del suburbano di Roma. Imperocch una sola volta egli trov immagini di santi
,

con
da

iscrizioni;
lui

le

quali poste a confronto con le notizie istoriche e topografiche


sepolcri de' martiri lo

raccolte sui

accertarono
di

quivi

que' santi

essere

stali

sepolti, gli fecero

conoscere

il

vero

nome

quel cemetero, e lo posero sulla

traccia di cercare e di
ta vangli essere stati in
te

rinvenire altri insigni monumenti,

che

gli

antichi addi-

quel cemetero medesimo. Ci avvenne nelle grolle di


Ivi
il

Mon-

Verde fuori della porta Portese.


altri.

Bosio scopr

le

immagini
gli

de' santi Pig-

menio, Milex, Pollione ed


scere con certezza
il

Questo singolare ritrovamento

fece ricono-

celebre cemetero di Ponziano e lo fece discorrer cos:

che

(1)

Roma

sott.

p. 301-


che necessariamete
ture de
ivi

37

il

dove era Vimmagine di S. Pigmenio doveva essere

luogo della sua sepoltura, e

vicino si sarebbe ritrovata qualche

memoria ancora
testificano

delle sepole

santi martiri

Abdon

Sennen; perciocch, come

Adone

Feda
le

e gli atti manoscritti di S. Pigmenio trattando del cimiterio di Ponziano, fu S. Pig-

menio seppellito non molto lontano dal sepolcro


parole seguenti:

di detti santi.

prosegue con
tutti

ricercando dunque con straordinaria diligenza e curiosit


che
si

quei

sotterranei cunicoli,
la

trovano vicino
e ripieni,

alle sopradette
tre ore incirca

immagini
di

aprendo con

zappa

li

sentieri

chiusi
:

dopo

continua fatica piacque

al Signore di consolarci
il

perciocch
che

dopo che per qualche spazio


all'
i

andammo con

corpo per terra serpendo, ecco


(i).

improvviso se

ci

rappresent un luogo

ampio

E dopo
di

descritto scorse
il

il

sito

ed

suoi ornamenti, narra

dissimo suo contento

ricercato e

bramato sepolcro

de'

come con granmartiri Abdon e


d'

Sennen. Se
regrinazioni

siffatte

scoperte
,

fossero stale spesso


egli

coronate le sotterranee pei

del nostro autore

avrebbe riconosciuto
molti
la

nomi
ai

un grande
nomi-

numero

di

cemeteri; avrebbe in essi rintracciato

insigni sepolcri'
storia

nati ne' fasti della chiesa

romana

avrebbe applicato

monumenti.

non un frammento
a
lui

Ma

fu data
di

tanta consolazione.

Tranne queste
la

sole pitture, e tranne

epitaffio

nel quale

invocata

celebre martire Basilla, api

punto negli ipogei, che per ragioni topografiche sembravano dover essere
nominati da Ermete e da Basilla, in niun altro caso
al

de-

Bosio avvenne di poter

comprovare con antichi monumenti


logii,

trovati sotterra le notizie registrate ne' martiroatti

nelle

vite

de' pontefici,
si

negli

de' santi,

negli indici

de' cemeteri.

Egli
la
dell'

adunque

vide ridotto ad attenersi ai pochi nomi, che la tradizione


di

voce popolare

davano ad alquanti
lui

que' santi luoghi

e pel

rimanente
,

immenso campo da
quale storia

scoperto

ed esplorato

dov

nei

documenti

che

aveva in pronto, indagare e dal loro studio topografico raccogliere quali deno-

minazioni

erano da

assegnare a questa

quella

regioue

della

necropoli sotterranea cristiana. Nell'ardua restituzione della topografia storica dei

cemeteri
getture
;

romani
le

egli

procedette cauto e modesto

molte volte non ard far con-

congetture sue propose sempre con molta circospezione e quasi direi

con
era

diffidenza.

E veramente

dalle

testimonianze,

di

che
e

il

Bosio
,

pot valersi,
quali
richie-

pressoch impossibile ottenere indicazioni

distinte
il

precise

donsi a stabilire una topografia.


le preziose notizie,

Imperocch

libro

pontificale

utilissimo per
fatti

che

ci

fornisce delle riparazioni e de' lavori


li

da romani

pontefici in
via

que' luoghi venerandi,

accenna quasi sempre


,

col solo

nome

della

romana presso la quale esistevano rare volte ne addita la distanza dalla citt, e quasi mai non c'insegna in qual relazione di sito e di vicinanza erano

(1)

Roma

sott.

p.

126.


l'iina

38

d'una medesima
de' martiri
;

verso
al

l'altiM
i

le

memorie
altri

cristiane
atti

via.

Di maggior lume
le di-

furono

Bosio

martirologii e gli

imperocch sogliono
o

stanze dalla citt

ed

particolari
scritture

del

sepolcro

pii

men chiaramente
se

se-

gnare.

Ma anche
martiri,
le

da

queste

risguardanti

ciascuna da

un

solo

alquanti

poco o nulla pu risapersi delle relazioni topografiche d'una

verso l'altra
sti

vicine

memorie
divenute

cemeteri.
tolte

ci

che pi monta, essendo quedell' et


,

atti

in

grande numero lezioni

da passonarii

in

che

le

ro-

mane catacomhe erano


pi

inaccesse e la loro
fa

storia e topografia

ogni d

s'oscurava e diventava piena di confusione,


la

d'uopo trovare una pietra di

paragone, colla quale provare


reo^istralc

bont e l'esattezza delle indicazioni

monumentali
pose nel suo
libro

in

quegli

atti.

L'indice de' cemeteri, che Pietro Mallio

trattato

sulla

basilica Vaticana, e quello

massimamente, che
al

inserito nel
di

de' censi della


torit
;

chiesa
a

romana,
cercarli

sembrarono
ne' codici
il

Bosio

documenti
ed in quelli

grande auCencio
il

ma
irbis

fattomi

del Mallio

di

Camerario, ho trovato che sono


rabilin

noto paragrafo de coemetriis de' notissimi Mi-

Romae;

scrittura di quel valore,

che

lutti

sanno, e della quale ra-

gioner a suo luogo.

Besta
di

il

novero delle chiese e de' sepolcri de' martiri, che


il

lesaiamo nelle storie

Guglielmo

Malmesburiense.
nelle
il

Ivi

sacri a
il

monumenti
guisa
d'iti-

sono additali
nerario
;

per ordine e distribuiti


era

antiche

vie

romane

talch

questo

certamente

miglior ajuto,

che avesse

Bosio agli

studii topografici.

Ma un

siffatto

novero essendo solo e privo del confronto con


simile natura, sovente troppo vago e laconico, e
nel

qualsivoglia altro

documento

di

reputato cosa scritta

in Inghilterra

secolo XII,
lo

non poteva a que'

essere

ragionevolmente stimato quanto oggi noi


il

stimiamo. Egli adunque chiaro, che


delle necessarie delle
notizie,

Bosio per difetto non

di

sagacit,
il

ma
;

non pot
in

de-

terminare l'ordine topografico e


tico

vero sito

memorie

cristiane, che
i

ane
la

nobilitavano
ai

il

suburbano

di

Boma

non pot
sui quali

restituire

veri

nomi

storia

monumenti, che era venuto investigando con perseveranza maravigliosa.


altro svantaggio

Un
ficare
cristiani.

ne' documenti,

il

nostro autore dovette editre

l'opera

sua,

l'et

loro
le

pi o

meno remota

dai primi

o quattro secoli

Imperocch se

nomenclature

de' luoghi

vengono sempre alterandosi

alquanto e cangiando col volgere degli anni e degli eventi, questo pi facilmente
avviene nei monumenti, che col procedere degli

anni prendono nuove forme e


i

maggiore svolgimento.
stri

Nella quale

condizione appunto furono


del

sotterranei nobasiliche
e gli

cemeteri fino agli esordii


edificati

incirca

secolo

quinto

le

oratorii
i

loro

sopra fino agli esordii del


e

nomi

e le

prime

origini

Laonde per ritrovarne per riconoscere quanto poi furono ampliati, e come
nono.
la

se
in

ne venne trasformando e confondendo

nomenclatura,
capo
ai

converrebbe avere

mano una

serie

di

documenti,

che facesse

tempi anteriori a Co-

slantino
e

39

nostra
et.

terminasse

nelle tradizioni
i

pervenute alla
nella scienza

Prima che
fatti,

io

m'accinga a dichiarare se

progressi

topografica

e storica

della

Roma
dire

sotterranea,

che

al

Bosio non furono possibili, sono


di
lui

stati poi

debbo

della

immatura

morte

della

edizione

postuma

della

sua opera.

CAPO
La Roma

Vili.

sotterranea dopo la morte del Bosio

accresciuta e pubblicata dal Severano e dall' Aringhi.

Delle tre parti, in che ho dimostrato avere

il

Bosio

voluto
il

distribuire la

sua

Roma

sotterranea, la seconda era scritta e compiuta circa


i

1620. Nella quale

erano compresi

disegni de'
le

monumenti,
fine

distribuiti

in presso a duecento tavole.

Mancavano per
private,

piante de' sotterranei, lavoro erculeo e maggiore delle forze


diifer

che

il

Bosio

al
,

mai non cominci. Circa

il

1615

dise-

gni gi

s'incidevano in

resc (1); nel


tutte

rame come apprendiamo da lettere di Fabrizio Pei1629, quando avvenne la morte dell' autore, le tavole erano quasi
il

pronte ed incise. Intanto

P. Giovanni Severano della Congregazione delsulle sette chiese di

l'Oratorio aveva composto

un libro

viaggio da S. Paolo a S.
sotterranea.
rie

Sebastiano aveva dato quasi

Roma, ove ragionando del un programma della Roma

Nella dichiarazione delle basiliche estramurane e delle loro


scritto,

memo-

molte cose aveva

che erano altres nel testo del Bosio.


di
dotti

Il

cardinale
letterati
ai

Francesco Barberini, mecenate famoso d'ogni maniera


volle che
il

di
il

libro del

Severano fosse riveduto dal Bosio medesimo;


al

quale

28

Febbrajo del 1629 scrisse


gusto letto
il

cardinale

la

lettera

seguente:

Ho

con

molto mio

libro del

molto Rev. P. Giovanni, nel quale non trovo se non molta


et

eruditione e diligenza esquisita,

opera dignissima di mandarsi in luce. Io nella

mia opera de

Roma

subterranea luivevo messe quasi ristesse cose, quali con molto


lui:

mio gusto levavo, rimettendomi a

ma

per quello che toccar alla confessione

di S. Pietro e sacri cemeteri converr in ogni


tutti
i

modo che

io

le

dica (2).

Ed
S.

in fatti

capi del libro secondo dal quinto al decimosesto

sugli

ornamenti e sul
Paolo
,

culto del sepolcro di S.

Pietro in Vaticano

parecchi su quello di

ed

altri

di

simile natura nel testo del Bosio sono cancellati. Del quale modesto

sacrificio se

dobbiamo dare molta lode

all'
;

autore,

non dobbiamo per credere,


state tolte

che abbia nociuto alla

Roma

sotterranea
al

essendone

alcune parti me-

ramente accessorie

poco congiunte

tema

principale.

Una

seconda

lettera

(1)
(2)

Lettere d'uomini illustri del secolo XVII p. 246. 255,

256

Cod. Vallif. G. 20.

del Bosio al Severano sul

40

il

memoria, che oggi


ed imperfetto
al
il

medesimo argomento scritta conosco, del mio autore. Poco dopo


che

7 Aprile

1629

l'ultima

egli

mor, lasciando inedito

lavoro intrapreso trentasei anni prima.


,

Lo

leg per testamento

sacro ordine de' cavalieri di Malta


Il

chiam erede d'ogni suo avere.


si

cardinale Francesco Barberini tosto

adoper, perch del prezioso le. . .

^ato fosse scnz' indugio veruno communicato il beneficio alla cristianit. I ca9 valicri di Malta fecero generosamente le spese dell' edizione ; al P. Giovanni
.

Severano fu dato a compiere

il

testo

Ottavio Pico da Borgo S. Sepolcro giui

reconsulto ebbe l'ufficio di rivedere


vole lasciate

tutti

monumenti
;

confrontarli con le ta-

dal Bosio e curare la stampa

Gaspare Berti (od Alberti) mattefurono spediti a levare


tutti

matico insigne e Fi^anccsco Contini architetto


de' sotterranei cemeteri.

le

piante

per

le

cure congiunte di

costoro,

cinque anni

dopo

la

morte del Bosio,

la

Roma

sotterranea vide la luce desiderata in


dell'

un

su-

perbo volume dal commendatore Carlo Aldobrandino ambasciatore


di

ordine

Malta dedicato

al

papa Urbano YIII. La dedica porta

la

data

del

24 marl'in-

zo

1052

parimenti a pi del frontispizio segnato quell' anno:

ma dopo
,

dice de' capitoli viene

un breve

del

papa spedito
,

il

6 ottobre 1654. La stampa


diresse e

adunque dur
mente
messogli.
e in

circa tre anni.

Ottavio Pico

che

la

sorvegli

vera-

negli anni accennati spese molte ore

sotterra
lui

adempiendo

l'ufficio

com;

Ho

letto

le

cento volte

il

nome
:

di

sulle pareti

delle

catacombe

un cubicolo

del cemetero di Domitilla scritta la seguente curiosa

memo-

ria indicante

un esplorazione notturna

OTTAVIO PICO
BITVBGIENSIS

TVSCIAE 1655

HOBA.

2.

NO

CTIS B.^S.S.

Non
sono
G.
to
;

so interpretare le lettere congiunte al


i

seguenti due

nomi

Cesar
e

monogramma. Nel medesimo Papinus 1655 die 21 9hris hora 2

luogo
noctis.

Berti

1655. Quest' ultimo

Gaspare Berti mattematico gi da

me

ricorda-

Cesare Papino uno de' suoi aiutatori.

Ma
il

delle piante delineate dal Berti

e dal Contini e dai loro

compagni torner

discorso in altra parte di questo


della

volume. Besta eh'


eh' egli

io

parli del

Severano, cio

forma

del

compimento

die al

testo

del Bosio.


Il

41

fronte
de' cetesto
;

Severano nella lettera

al

al

volume afferma avere


;

dettato
,

commendatore Aldobrandini stampata in il primo capo del libro primo che


,

meteri in genere

aver riveduto
il

ordinato e abbreviato
ultimo.

il

rimanente del
,

in fine aggiunto del suo

libro

Ma

quello eh' egli ha fatto

quanto
Ivi
ri-

ha mutato nello

il

scritto

del Bosio apparisce- dal

codice Yallicelliano
narrato.
le

G. 31.
Ivi

manoscritto originale dato alle stampe,


il

come sopra ho
le

ho

conosciuto e
grafe
del

primitivo testo

del

Bosio e

emendazioni e
lieve

aggiunte
e

auto-

Severano.
il

Le emendazioni sono
senso n lo
stile

di

momento
ho

non
i

hanno
tagli

punto alterato n

dell'
i

autore: pi notabili sono


,

di

intere pagine riputate superflue.


stati
tolti

Oltre

capi

che

sopra

accennato essere

dal Bosio

medesimo

in grazia del libro sulle sette chiese del Severano,

parecchie pagine cotesto editore ha

ommesso

spettanti al cemetero di Calepodio,

a quello degli Ebrei, ed alla chiesa di S. Pudenziana.

Delle parti nuove


parli
;

ossia

aggiunte di suo fondo dal Severano non


leggerle e giudicarne nel

mestieri
le al

eh' io

ognuno

pu
al

volume pubblicato per


il

stampe. Soltanto dir che

Severano parve brevissimo


terranea
;

tempo concessogli

riordinamento della
pii,

Roma

sot-

per

la

quale egli avrebbe voluto fare assai

segnatamente
libro

nell' in-

terpretazione delle immagini e de' simboli

abbozzata

nel

quarto.

Per

la

composizione di questo libro confessa avere in parte adoperato una selva lasciata
dal Bosio, in parte
i

proprii suoi studi:


testi,

la

selva predelta quello stupendo re-

pertorio e spoglio di

di

che sopra ho

dato contezza

suoi

sludii

sono

conservati ne' codici Vallicelliani G.

17, G. 20. In vero a fronte del gigantesco


studii

lavoro e della dottrina del Bosio

gli

le

industrie

del

Severano

quasi

scompajono

ma non

per questo saremo

meno
il

grati al

benemerito editore della


al

Roma

sotterranea. Molta lode poi a lui viene dall' aver lasciato intero

Bosio

l'onore dell' opera postuma, e magnificato

merito del defonto archeologo con

parole amplissime. Sebbene questa letteraria probit e pura giustizia; n dovrebbe


fruttare lode l'adempiere

un

siffatto

dovere,

ma

biasimo e vergogna

il

violarlo.

La Roma
minore
dell'

sotterranea venuta finalmente cos alla luce del giorno,


,

non parve
gente e
cri-

aspettazione

che aveva destato di s


gli

gli

stranieri d'ogni
le

d'ogni setta ne cercarono

esemplari e in essa studiarono

origini del

stianesimo

ad alcuni quello studio bast perch volessero rientrare nel seno della
(1).
di
Il

cattolica chiesa

desiderio e
nella

l'utilit

della

grande opera fecero, che


Il

si

de-

liberasse
il

tosto

volgerla

lingua latina.

Severano imprese a farlo ed


:

suo lavoro autografo esiste nel codice Yallicelliano G. 18 intitolato


coemeteriis libri tres,

Severani,

De

ma

veramente

libri

sono quattro

e l'opera

intera.

Fu

cominciata quando non era ancor compito l'anno dalla pubblicazione del volu-

(1)

V. Bottari.

Roma

sott.

T.

pref. p. V.


me
originale
;

42

codice
reca
la

la

data
a

segnata

in

principio del
:

menzione

del

Maggio 1635.
(Hnes

Ivi

pagina

585

scrino cos

Deo dante post plurcs aegriluelahoratum informe tandem

success'was
exit

successivis

mcnsibus

nedum
Martii

dehus

hujusmodi
allora
pulita
di

ex utero
la

opus die

50

i6o7.

Ma

cotesla versione

latina

non vide
di

luce.

Nel

codice

Vallicelliano G.

32 ho
del

trovalo

una copia

questo lavoro

fatta di

mano

d'un copista

ampliala per ed accresciuta


Bosio e del Severano.

alcune parti, che non sono nell' opera originale

Infine nel manoscritto

parimenti Vallicelliano G. 58 ho veduto un terzo esem-

plare dei quattro libri della

Roma

sotterranea volli in latino; e questo l'esemprete dell' oratorio.

plare scritto da Paolo Aringhi


la

anch' egli
del

Quanto

differisca

versione

dell'
;

Aringhi da quella

Severano

confesso
dell'

non averlo minutalo

mente indagato
po
in
siffatto

non essendomi sembrato pregio

opera
poi

spendere

il

tem-

esame. La
nel

Roma

sahterranea latina
in sei
e
libri

fu e

data alle

slampe dal

medesimo Aringhi
Se
fin

1651 ampliala
largo di

divisa in

due tomi.
i

qui

sono stato

lodi

di

ammirazione per

nobili

lavori

degli studiosi de' sotterranei nostri cemeteri,

tale

non sar

col

P. Paolo Arine
et

ghi.

Egli non

ci

promette una traduzione

dell'

opera del Bosio

del Severa-

no,

ma una Roma
;

suhterranca novissima post Antonium Bosium


vorrei
dell'

Joannem
nulla.

Se-

veranum

poi la grande promessa riesce,


i

dire, a

meno che

Ho

paragonato pagina per pagina


e

due grossi tomi

Aringhi col volume del Bosio


,

del

Severano, e in quelli non ho trovalo quasi altra novit

che verbose e

per lo pi inulilissime aggiunte di trattazioni a bello studio


autori e digressioni nulla
altenentisi
allo

scopo del libro.

ommesse dai primi Di monumenti non


ne'

prima conosciuti
l'Aringhi tanta

di

nozioni

nuove

sulla

Roma

sotterranea
egli

due tomi

del-

scarsezza,

che quel pochissimo


autori

avrebbe dovuto mettere in


loro
fatiche e la pro-

una appendice,

e lasciare ai primi

l'onore delle

priet della loro parola fedelmente resa latina.

Ma bench
la

infelicemente condotta,
dell'

pure per l'intrinseco merito

dell'

opera originale

traduzione

Aringhi ebbe
ti-

tanta fortuna, che fu ristampata in Colonia ed in Parigi nel


tolo

1659

(1); e col suo


e di assai

impose

al

pubblico e fu creduta opera poco

meno che nuova

mag-

gior valore della prima edizione in lingua volgare, la quale fu perci assai deprezzata.
nel

Ci nulla ostante

il

testo volgare del Bosio

ebbe una ristampa

in

Roma

1650 in un volume in quarto, ommesso il maggior numero delle tavole per menomarne il costo. Anche del lesto latino fu divulgato un compendio in un volumetto elegantissimo in 12 stampato in Arnheim nel 1671 e quel compendio medesimo, in quella medesima forma e pei medesimi tipi aveva gi veduto la luce
;

(I)

L'edizione di Parigi citata dal Mazzucchelli, Gli scrittori d'Italia T.

I,

P.

II

p.

1055. Io non ricordo averla

mai

\ista.


in lingua

43

Amsterdam
nel

tedesca nel i6G8, e poscia fu riprodotto in

1671. La

versione tedesca di Cristoforo Ba


Il

umann.
sotterranea fu veramente grande
;

successo adunque della


dell'

Roma
e

tuttavia alla

gloria
dia.

postuma

autore d'una tanta opera non

manc

la

contraddizione e l'invilui
il

Antonio Bosio, cui e vivo


i

morto

dotti vissuti

con

tributarono lodi ed
passo, n per tren-

ammirazione, ed
tasei

cultori
il

delle sacre antichit

cedettero

anni contrastarono
in

campo
;

degli studii

sotterranei,

non fu

lasciato dorla bella

mire

pace sui suoi


lo

allori

denti

mordaci s'avventarono a lacerare


Il

fama, che

eternava nella
in

memoria

de' posteri.

Rossetti nel Syllabus scripto-

rum Pedemontii stampato


di zio

prova, che

la

Roma

Monreale nel 1667 a pag. 297 afferm senz'ombra sotterranea non era opera del nostro Bosio, ma del suo
il

Giacomo. La gratuita asserzione sulla fede del Rossotti a gara ripeterono


nel Catalogo degli scrittori Piemontesi (p. 87),

della Chiesa

Apostolo Zeno nelle


II p.

note alla Rblioteca delV eloquenza italiana del


tri,

Fontanini (T.
dell'
,

510) ed

al-

che non monta annoverare. In confermazione


senza prove intentata
contro Antonio

accusa di plagio dal Ros,

sotti

Bosio

Apostolo Zeno osserv


dal

che
et

la

Roma
che
state

sotterranea fu composta

nel corso di

33 anni
il

1567

al

1600,

in

fior

Giacomo
tutti,

non Antonio nato dopo


dizionario
isterico

1567. Coteste date, che eradel Moreri


,

no

raccolte dal celebre

inavvertentemente

ripetute

da

perfino dal Bottari nella prefazione alla sua nuova


inconciliabili

Roma

sot-

terranea (p. II), erano in vero

colla

vita

e coli' et

del nostro

autore, e davano

pretesto

a credere fondata l'accusa del Rossotti.


il

Ma

troppo
sulle
si

peggiore la conferma, che a quell' accusa dette


cristiane antichit recitato
in

Napione

in

un Discorso
Egli

Roma

ne' primi

anni del

nostro
e

secolo e che
(1).

legge

manoscritto

nel

codice

Vaticano 9127 p.

670

segg.

nega

che

la

poich
sacre

Roma sotterranea possa in guisa veruna un uomo dissoluto prodigo e che non
,

essere lavoro di Antonio Bosio,

aveva ribrezzo di profanare

le

grotte

de' martiri

con

lieti

conviti

anzi

con

le

orgie di
e

Bacco
tanta

non
piet,
I

pot essere l'autore del

volume,

in che tanta

dottrina splende

ed

ai

cui apparecchi
,

tanto scrii e gravi e laboriosi studii


il

furono necessarii.

neri colori

coi

quali

Napione denigra
della
e

il

Colombo
;

della
,

Roma
la

sotterranea

sono

tolti

in prestito da

Giano Nicio Eritreo


sua

scrittore

cui

leggerezza

fallacia

nelle narrazioni
e
la

Pinacotheca
vita
di

virorum

illustrium

sono
stata

assai

note

cui

maledica

favolosa

Antonio

Bosio era
3Ia

perci
il

communemente
il

spregiata dagli scrittori di storia letteraria,

veramente se

nostro autore fosse stato quel pessimo


nobile volume,
(i)

che porta

il

uomo, che l'Eritreo si piace delinearci, suo nome, non potrebbe in guisa veruna esser
elein. di archeologia,

Credo che
264.
il

sia

quel discorso medesimo, che citato dal Vermiglioli. Lezioni

Milano 1824

T.

II

p.

quale

lo lesse nell'

Ape, anno

111,

29 Ottobre 1805

p. 97.

_
sua fattura
le
;

44

laonde

la

certezza

che quel volume opera di Antonio Bosio


ai

notizie,
l'arci

che ho raccolto intorno

giganteschi e stupendi studii di

lui,

basta-

no a

intendere la calunniosa natura di quelle

accuse.

perch qualche

ignorante imbattendosi ne' libri


sia tratto

dell' Eritreo, del Rossotti,

o de' loro seguaci non

in

inganno e tentato
quante

di rinfrescare quelle viete

calunnie, ne epilogher

in

brevi parole,

bastano

all'uopo,

la

confutazione;

che potrei fare

assai pi distesa ed intera.

E cominciando
mente opera
dell'

dal punto
,

sostanziale

che

la

Roma

sotterranea sia
fronte

veralui

autore

il

cui

nome

le

stato posto in
i

non da

medesimo,
stampa,
e

ma

da coloro,

che ereditarono

suoi manoscritti e ne curarono la


i

cui l'attribuirono tutti senza

eccezione veruna

contemporanei, cosa

tanto certa e manifesta,


rici

che ne

gli

scrittori

di cristiana archeologia,

gli sto-

pi diligenti ed assennati

giammai ne hanno dubitato

(1).

Oggi poi, che

io

ho dato

esatto conto delle esplorazioni sotterranee fatte


,

da Antonio Bosio, delle


dell'

sue carte originali, degli immensi studii preparatore


delle parti in che doveva

del concetto

opera

essere divisa, dello stato a che egli l'aveva


gittato l'accingersi a raccogliere le
al tutto impossibile.

condotta

quando mor, sarebbe tempo


intorno al quale,
conciliabili
Il
il

prove d'un punto

il

dubbio
del
il

con

l'et

Le date stabilite dal Moreri innostro autore vengono da un mero errato di stampa.
1567; senz'
altro esa-

Moreri sapeva, che

lavoro dell' opera aveva durato oltre trent' anni, vide


il

pi antico anno segnato nel volume del Bosio essere

me, come nel dizionario suo vastissimo necessariamente fece


in queir
il

assai spesso,

scrisse

anno essere cominciata l'impresa

della
sia

Roma

sotterranea e finita circa


l'ho

1600.

che veramente
testo a

la

data del

1567

una menda della stampa,


in luogo di
di

verificato nel

penna del codice Vallicelliano G. 51, ove


in fatti

1567,
e

scritto
si

1597. Ed

nelle

catacombe romane

il

nome

Antonio Bosio
nel-

legge direi quasi in ogni angolo, quello di

Giacomo Bosio non mai;


de'

l'enorme volume che nel 1610 Giacomo dio in luce sulla Croce trionfante niun
indizio appare
eh' egli avesse

pratica o scienza

monumenti

sotterranei

quando
ra che
la

cita
il

le

pitture cemeteriali,

chiaramente confessa averne notizia per l'ope-

Roma

suo nipote allestiva (2). Che se impossibile perfino il sospetto, che sotterranea sia di Giacomo e non d'Antonio Bosio , quell' opera meritratto,

desima risponde in favor del


poranei e
gli

che di Antonio hanno delineato


favoloso libello di Giano
,

contem-

intimi suoi

confuta

il

Nicio Eritreo.
dell'

Ad un uomo
cizia

occupato in studii gravissimi

di vita

egregia e degna
,

ami-

di

quanti pi fiorivano per dottrina e per santit


ci

quale

fin

dalla

prima

giovanezza Antonio Bosio


ci) (2)

descritto da

coloro, che lo
II

conoscevano intima-

V. sopra tutto

il

Mazzucchelli, Gli scrittori d'Italia voi.


trionfante p. G87.

P. Ili p. 1838.

Giacomo Bosio, La Croce

favole
s

45

la

mente (1), s'addice la Roma sotterranea. La satira dell'Eritreo, a confutar quale basta a mio avviso l'opera che ammiriamo, intessuta di menzogne e
manifeste, che ninna fede istorica pu meritare.

di

Dopo
,

narrati

primi

principii della

grande impresa sotterranea con quella infedelt


il

che

sopra ho

notato,

prosegue l'Eritreo dicendo, che


s

lavoro fu continuato in mezzo a cra-

pule ed orgie. Le descrive in guisa


all'

assurda, che dee eccitare al riso pi che


condizioni delle catacombe
dice l'Eritreo, erano
:

indegnazione chiunque conosce


pili

le

vere

romane.

Le
tre

brevi dimore del Bosio nelle catacombe,


( ut

almeno

di

quattro giorni
certezza
,

minimum triduum

ogni

che

egli

quatriduum (2) ) neanco una volta rimase tre giorni


vel
il

ed

io

giudico con
citt

nella

tene-

brosa. Del solo cemetero di Domitilla, che

pi vasto di quanti egli esplor,


giorni
e le intere
notti
;

afferma averlo perlustrato dimorandovi


chi conosce le

gli

interi

ma
bene

catacombe romane, e quella segnatamente


alle favolose distanze
,

di Domitilla, sa

che non

si

estendono
,

che richiederebbono viaggi di pi


andirivieni
d'interi

giorni consecutivi

ma

che possono con

loro

dar

campo ad
viaggi
:

al-

quante esplorazioni successive se vuoisi


interrotte per dall' uscita
all'

anche

giorni

o d'intere notti

aperto cielo. D'altra parte cotesti

triduani

e quatriduani

non

necessarii
il

sono

quasi

fisicamente

impossibili

imperocch
in-

l'esperienza ci mostra,

dimorare troppo a lungo

e forse sole ventiquattro

tere ore nel labirinto cemeteriale

romano, essere prova da non tentare due

volte.

Or

l'Eritreo dipinge con poetici ed immaginarii colori siffatte diuturne peregricitt

nazioni nella tenebrosa

in

lieta

compagnia

di

amici e di ajutatori e d'ottimi

cuochi forniti d'ogni maniera d'arnesi di cucina da cuocere ogni pi squisita e


delicata vivanda; e con somiglianti ridicole ed assurde facezie mette in iscena le

gravi e dotte esplorazioni del nostro Colombo.


lo zio

Poi segue narrando

come morto

Giacomo, divenuto Antonio padrone


,

di

ricchissima eredit, tutta la pro-

dig e sciup nella villa


nia
;

in che

si

deliziava sui colli Parioli presso la Flamifar le spese della

talch perduto ogni avere,


in

non pot

grande opera
finisce

lieta-

mente preparata
morire
il

quel modo, che ho detto.


,

L'indegna
istituito
i

satira

facendo

Bosio diserto e abbandonato


;

dopo

erede di quel

poco che

rimanevagli un servo

poich congiunti non aveva, e

pessimi compagni delle

orgie e de' bagordi collo scemare della fortuna s'erano dileguati. Facile rifiutare coi documenti pi certi ed
invitti

questo

turpe

ed

impudente

libello.

Io

ho gi dimostrato come

il

nostro autore poco prima di sua morte era onorato

e riverito dai pi illustri e saggi amici e mecenati, di


Vedi
la

che potesse menar vanto

(1)

testimonianza del Macario riferita sopra a pag. 26. Monsig. Fabi Montani nel suo discorso sulla cultu-

ra scientifica di S. Filippo stampato io

Roma

nel

1854 afferma

p.

32

),

che

il

Bosio era intimo di quel Santo, dal quale

a diretto nello spirito, e dal quale era confortato e mantenuto nel proposito della grande impresa.
stampati n
(2)
i

Ma n

documenti

manoscritti a
1.

me

noti

mi forniscono veruna prova

di questi fatti

dei quali perci

ho taciuto.

Pinacotheca

e. p.

235.

46

Il

un

letlcralo

di

quei

di,

segnatamente dal P. Severano e dal Cardinale France-

sco Barberini nipote di


il

Urbano Vili

allora regnante.
;

Bosio

istitu

erede non
ri-

servo

ma

il

sacro Ordine Gerosolimitano


si

del quale testamento solenni e

petute
le

testimonianze

leggono nel volume della

Roma

sotterranea pubblicato per


le

stampe. L' Eritreo

adunque o

scrisse

senza neanco degnar d'un occhiata

prime pagine della grande opera; o si die a favoleggiare e mentire a sua posta, senza un riguardo ai fatti pubblicamente noti e con impudenza, della quale sono
assai rari gli esempi.
le
Il
;

sacro Ordine Gerosolimitano non dov sobbarcarsi a tutte


le

spese
,

dell'

edizione

spese maggiori erano gi state fatte dall' autore me-

desimo
spesa,

cio
il

l'incisione di presso a

duecento tavole in rame.

forse

non

la

ma

testo

imperfetto ritardava la stampa dell' opera gigantesca.

Del rimanente panni


manifeste e confutate dai

soverchio
fatti

il

distendermi
e

in

confutare

menzogne

medesimi
e

da

pubblici istromenti.
al

Piuttosto

tempo, che dato un afTcttuoso


ranea
,

reverente addio
la

Colombo

della

Roma
nel

sotter-

ci

rimettiamo in via proseguendo

storia degli studii fatti

campo

da

lui

aperto alla scienza ed alla piet.

CAPO
Sttidt

IX.

sulla

Roma
alla

sotterranea dalla morte del Rosio

fino

[me

del secolo XVII.

Se
narrato
del
,

fin

qui sono stato diligente ricercatore d'ogni parte della storia, che ho
cos
ai

non

lo

sar nello stadio


I

che mi resta a percorrere, dalla morte


esploratori
delle

Bosio fino
gli

nostri giorni.
di

primi ed ignoti
la

catacombe
sotter-

romane,

studii

coloro,

che hanno fondato

scienza della

Roma

ranea, meritavano quella scrupolosa diligenza e quella trattazione prolissa.

Ora

vengono uomini e
i

libri

in

parte
noti,

assai noti,

de' quali baster

talvolta

ricordare

soli

nomi

in

parte

men

intorno ai quali per non far

d'uopo spen-

dere molte

parole.
e piet
risvegliata

La pubblica attenzione
meteri
cristiani

dal

Bosio verso
sacre

gli

antichi

ce,

indusse

molti a cercare in essi le


istoria

reliquie

de' martiri

delle quali l'ecclesiastica

e gli

antichi

c'insegnano essere state ricchissi-

me

quelle grotte venerande.

Da questa
il

ricerca cominciarono le escavazioni delle


pii

catacombe romane. Imperocch


rarne
pervii.
le
I

Bosio attese

a trovarne gli aditi ed esplogli

vie

non ricolme

di

terra,

che a sterrare

ambulacri

chiusi ed

im-

primi, che aprirono le vie sotterranee e


antichi fossori le avevano lasciate,
tutti pittori,

le

trovarono vergini e intatte


in

come

gli

quando deposero

esse la terra,
di que' luoghi

furono quasi

che

si

vantavano

di avere

grande pratica


e perizia di siffatte

47

delle

ricerche.
le

Di pittori peritissimi

catacombe

perci

chiamati

diri^tgere

predette indagini, io ho

trovato menzione in parecchi

documenti spettanti

alla

ricognizione delle reliquie rinvenute durante la vita mela

desima del Bosio e ne' primi anni dopo


Bascap sotto l'anno 1605
disegnare
i

morte

di lui.

Nominer
di

soltanto Gio-

vanni Angelo Santini dipintore romano, del


scritto,

quale

nella vita

Monsig. Carlo

che aveva ottenuto facolt dal pontefice di

cimiteri e luoghi sotterranei di

Roma

(4).

La data medesima
dell'

del

1605
chia-

e quelle altres de' simili documenti,


rare,

che non pregio


altri

opera qui annovee

dimostrano cotesto Santini


le

gli

pittori

pratici

de' cemeteri

mati a diriggere
Bosio
schi.

prime ricerche

di

sacre

reliquie essere stati

coloro,

che

il

col entro condusse seco e adoper per

delincare

cubicoli e gli
a

affre-

Da

principio cotesto escavazioni e


coloro,
la
i

ricerche furono fatte

spese private e

per
al

cura di

quali

desiderosi di

avere reliquie de' martiri chiedevano


ottenutala
affi-

pontefice

facolt di

cercarle nelle

catacombe romane, ed

davano l'impresa
cedere, che
ai

agli esperti
al

de' sotterranei cemeteri.

esponeva
;

rischio di molte irregolarit,

La quale maniera di progiustamente non piacque


reliquie,

pontefici

Clemente Vili, Paolo V, Urbano Vili con ecclesiastica prudenza


siffatte

pi volte proibirono
le

escavazioni

e ricerche

di

ed annullarono

uopo concesse (2). Ci nulla ostante Gregorio personaggi ecclesiastici ne f permesso e costoro nuovamente si
licenze a quest'
:

XV

ad alcuni
agli

volsero

esperti de' sotterranei,

come consta da una pergamena, che


pii^i

D.

Gregorio

Pal-

mieri

monaco

cassinese ha rinvenuto nel monastero di S. Pietro in Perugia (5).

Dopo Gregorio
e di
la

XV

non credo che appaja


;

vestigio

veruno

di

siffatte

facolt

concesse a persone private

e sotto
la

pontificati di

Urbano

Vili, di Alessandro VII


cristiani
ai

Clemente IX

fu

istituita

regolare escavazione
e

de' cemeteri

per

ricerca delle sacre reliquie,

furono discussi

dubbi intorno

segni,

che

debbono guidare a riconoscerle.


Tutta la letteratura della
frutto di siffatte indagini
;

Roma

sotterranea

tra

il

Bosio

ed

il

Bottari

e,

salvo poche eccezioni,

s'aggira principalmente in,

torno

le

materie spettanti
fine

ai

segni distintivi

de' sepolcri de' martiri

e intende
il

come ad ultimo
furono
scritti
i

rischiarare quel punto.


in
foglio,
la

Fino dal 1609, vivente

Bosio,
di

due volumi

che giacciono inediti nella Ambrosiana

Milano
[l]

Cod. G. 116), ov'

descrizione delle grotte et cimiteri romani, (iettala


1636
p.

Chiesa. Vita del Rino Monsig. D. Carlo Bascap vescovo di Novara. Milano

376- 381.

(2)

V. Boldctli

p.

255; e segnalamente

ivi

l'edilto di

Paolo

promulgato nel 1613-

Cf.

Mai, Spicilegium

Roma-

man

T. IX p. 398.
(3)

Itlmus

et

Rmus D.

Iimocentius episcopus
et

et

nimcus praedictus
et

et

pr

et

Baretta Mediala nensis ipsius agens

procurator, cum multas


et

divcrsas sacras reliquias

admodiim R. P. loannes Baptista et corpora integra sanelorum


D- Alexandri Ratilli
. .

martyrum
pratici
et

et

virginum extraxeril, excavaverit

exhumaverit mediante etiam persona


perqitirenda diclus
.
.

veliterni
fa

experti in dictis cimiteriis


et

quem ad
Illmo

illa

Io.

Baptista

deputavit.

in seguilo si

menzione facnltatis

licentiae eidein

et

Rino D. Lmucentio a

SSmo D.

N. papa

Gregorio

XV

concessae

etc.

et

48

il

da Girolamo Bonnardini da Orvieto per illustrare il sacro tesoro delle sante reliquie di Roma et di Colonia Agrippina acquistalo dalla citt di Milano ad istanza
per opera di Gio. Jacomo Castoldo suo cittadino. Viene poscia
trattato
dell'

anOra-

ch' esso inedito de cocmeteriis,


torio.

opera del P. Girolamo Bruni sacerdote

Le prime parole

della dedicatoria al Cardinale Ginelti bastano per farcene

intendere lo scopo e lo spirito. Petit Eminentia Vestra quid de coemeleriis extra


Urbis moenia existentibus sentiam, et

num

in

illis

contineantur amplius sanctorum

corpora
sint

quibusque indiciis sepulcra martyrum a coeterorum fidelium

monumenti^
ne

discernenda (1).

Non

parler dello Scacco e del Landucci sagristi pontificii,


la ricognizione delle reliquie
,

che scrissero delle regole per


libri

de' martiri

d'altri

memorie

di simile natura

che

alla generale

istoria
,

degli

studii sulla

Roma

sotterranea poco o nulla appartengono.


fasti

Era naturale

che nei

cemeteri

suburbani, ove per fede certissima de'


state sepolte

cristiani le spoglie de' martiri

erano

durante

secoli delle persecuzioni,

ove per testimonianza di


la

Pruche

denzio giaceva un popolo innumerabile di santi, la piet e


della sacra archeologia cercassero
il

scienza

medesima
,

tesoro

che

ivi

era stato

deposto

aveva a quelle grotte conciliato la venerazione di tutta l'antichit e tanta fama


nella storia ecclesiastica.

Ma

egli

sommamente

dolere, che le controversie

nate da questa ricerca, e la derisione fattane da scrittori eterodossi ed ignari della


scienza monumentale, abbiano sviato
gli studiosi dalla via

regia tracciata dal Bosio.

In luogo di continuare la narrazione fedele


e lo studio d'interpretare
tratti
liti
i

delle

esplorazioni e delle

scoperte

monumenti,

gli

archeologi quasi a viva forza furono

difendere la cristianit de' sepolti nelle catacombe


atti

romane ed

a ventilare

interminabili sui segni

a distinguere

sepolcri de' martiri da quelli dei


facile intendere l'isto,

fedeli d'ogni

ceto e d'ogni et.

Dopo queste premesse sar

ria

critica,

che schizzer rapidamente, degli studii di coloro

quali
verit
lui

nell'

or-

dine de' tempi succedettero al Bosio,


suoi seguaci e successori
;

ma
la

che

io

non potrei con


opera da

chiamare

imperocch

nobilissima

cominciata

con irreparabile danno della scienza antiquaria, non continuarono.


Delle escavazioni fatte nelle catacombe

romane per cura

e spese di privati

e di quelle istituite sotto la sorveglianza ecclesiastica, dall' et del Bosio fino agli

ultimi anni incirca del secolo XVII, ninna relazione,

niun cenno fu
i

scritto

im-

magini

il

lettore,

se di piante de' luoghi sterrati indicanti

siti

delle iscrizioni,

delle pitture,

de' cubicoli e di disegni delle pitture


le

medesime

e delle cripte v'ha

luogo a parlare. Appena d'alquante tra

molte iscrizioni durante questo lun-

go periodo

di

anni venute in luce da quegli scavi abbiamo copie poco fedeli e

(1)

Cotesto trattato fu noto

al

Boldctli (p. 270): l'ho rinvenuto tra

libri

stampali nella Vaticana, e l'ho trasfe-

rito ai inuiioscritti e posto tra quelli,

che non sono ancora numerati.

, ,

fornite d'indicazioni topografiche assai

49

e generiche.

vaghe

Coteste copie sono in

parte stampate nelle aggiunte alla


io

Roma

sotterranea del Bosio, molte inedite; ed


epigrafici di quell' et.
le

le

ho diligentemente cercate nei manoscritti


delle

Non mi
trovo

distendo a parlarne, imperocch gi l'ho fatto per

generali e lo far poi di


cristiane

ciascuna in particolare nella raccolta

iscrizioni

(1).

Non
di

parole bastanti a lamentare tanta negligenza, e

la jattura

inestimabile

modi

numenti, di memorie e

di

osservazioni

che a veruno mai non sar dato

compensare. Imperocch
coi loro sepolcri

in

que' primi lavori di sterramento le


le

vie sotterranee

cadevano vergini ed intattissime sotto


venivano scoprendo

mani

devastatrici de^li

escavatori.

giudicare della integrit e della ricchezza de' luoghi, che nei sotsi

terranei nostri cemeteri

in

quegli anni

basta leggere

le

brevi e fortuite notizie

che talvolta se ne incontrano nelle memorie

degli ar-

cheologi del secolo XVII raccolte e divulgate in


Roma

dal Fea.
Effetti

In

un ceme-

tero cristiano scavato nella vigna dell' abbate Degli


tese,

fuori di porta Por-

scrive Sante Bartoli,


di

oltre

corpi santi in quantit, vi fu trovata bellis,

sima serie

medaglioni rarissimi
metalli,
intagli
di

si

sono anche
cristalli,
i

trovati

in quantit bel-

fissimi pezzi di

gioje,

paste ed ogni genere di cose

pi curiose ed erudite, senza le molte che

cavatori a vilissimo prezzo ven


di
fatto

devano

di

nascosto

(2).

in

quelle

memorie medesime
ricca e

ricordo

dell'

escavazione in una regione del cemetero di Callisto


quali un sepolcro tutto messo ad oro (3),

fra

poi illustrato dal Buonarroti (4),


via Aurelia

venuto in luce

monumenti del superbo cammeo, che fu da un cemetero cristiano della


gli

(5).

Io

veramente non so intendere come

uomini dotfissimi
di

che a quei d fiorivano in

Roma

godevano della

stima

pontefici

cultori

anch' essi de' buoni studii, segnatamente di Urbano Vili e di Alessandro


all'

VII

annunzio di

siffatte

scoperte non sieno discesi nelle catacombe romane, non


de' lavori,

abbiano assunto

la sorveglianza
i

che in esse facevansi


il

non abbiano

almeno notato
e

e descritto

novelli trovamenti giusta


all'

metodo del sommo Bosio

seguendo

le

sue gloriose vestigia. All' Olstenio,


quell' et

Allacci, al Suarez e ad altri


d' iscri-

valenti filologi ed archeologi di

furono pi volte date notizie


:

zioni e d'altri

monumenti

rinvenuti nei sotterranei cemeteri

nella biblioteca Bartal-

beriniana e nella Chigiana ho veduto le loro carte e le erudite consultazioni


volta loro dirette perfino dagli istessi pontefici.
in

E
si

pure a quei

dotti

non cadde
alla

pensiero di fare od almeno di proporre che

facesse

un appendice

Roma

sotterranea del Bosio istituendo la descrizione topografica delle novelle scoperte;


(1) (2)

V.

la

prefazione al T.

delle Jnscript.
p.

Christ.

Urbis Romae. specialmente a pag. XXVI*.

Fea, Miscellanea Filologico-eritica


L.
e.

CCXXXVIII.

(3)
(4) (5)

p.

CCXLV.
e.

Osservazioni sui medaglioni p. 4!7 e segg.


Fea,
1.

p.

CCLVI.


principale,
cui tutti

50

pi
ricca
dell'

niuno sospett che l'appendice sarebbe in breve divenuta


applaudivano.
Il

opera

d'Agincourt nota, che in questi anni Giulio

Mancini

di

Siena primo medico d'Urbano Vili divis di porre nel suo Trattato

della conoscenza della pittura


trattato
zia

disegni degli affreschi cemeteriali (1). Di cotesto

esistono due soli esemplari,


de' predetti affreschi,
,

ambedue
di

nella biblioteca
eh'

Marciana

di

Venel'opera

(2):

ma

quelli soltanto

erano noti per

del
fice

Bosio

ivi

il

fatta

breve menzione senza disegno veruno. Sotto quel pontei

medesimo
uomo, da
letto

Torrigio esplor

cemeteri della
lavori

via

Salaria

egli

per non
,

era

cui aspettare accurati

monumentali. Le note manoscritte

che ho

nella Barberiniana su quella sua perlustrazione,

mi danno alcune
vestigia

pregevoli indicazioni sulla basilica di S.

Saturnino

le

cui

quei d
;

ancora duravano, e sui frammenti di lapidi scavate presso a quelle vestigia

del

rimanente pi

le

false opinioni

del Torrigio che

monumenti

scoperti

mi ac-

cennano (3). In un altro manoscritto Barberiniano ho letto il trattalo intorno al cimitero di Lucina nella via Aurelia scritto da un cotale Bicciardi nell' anno 1677 (4): una breve scrittura compilata sulle notizie fornite dal Bosio
dagli atti de' martiri senza
il

veruna novit
carta

di scoperte
di

monumentali. Stimo
simile

inutile
a

ricordare

qualsivoglia

altra

memoria
che

natura spettante

questi anni.

Intanto

cominci quella controversia


nostri cemeteri.
di

io

chiamer indegna derisione

de' sotterranei

E veramente non

saprei con qual altro

nome
ombra
il

chia-

marla

imperocch

dottrina archeologica

e di obbiezioni capaci

ad ingenerare
nelle

gravi dubbi ne' conoscitori de' luoghi e de'


lettere

monumenti neppure
avversarii
di tutti

v'

nelle

memorie

de' viaeoiatori

oltramontani

della

cristianit

e della santit delle

catacombe romane. Primo


divulg
il
il

costoro forse fu

Misson

inglese, che

nel 1691

suo viaggio d'Italia, riprodotto poi in parecchie

edizioni (5).

Gli fecero coro

Burnet ed

altri, de' quali


i

ne

nomi n

libri io

stimo dover qui ricordare.

Imperocch a loro avviso


,

cemeteri

sotterranei ro-

mani sono
tamente

sepolcreti pagani
della pace
;

ove

si

veggono anche

le

tombe

de' fedeli segna-

dell" et

molte iscrizioni e molte pitture


;

ivi

furono

fatte

da

monaci

superstiziosi per dare credenza alle reliquie

con altre simili dottrine


i

costoro scendono in
fiore di critica

campo

o ripetono quello che

dissero

primi.

Or

chi

ha

archeologica e mediocrissima
le

cognizione

de' nostri
volume
p.

ipogei
intitolato;

non
Viaggio

(1)

D'Agincourt, Memoria sugli autori, che hanno descritto

catacombe premessa
ital.

al

nelle cataconilie di
(2)

Roma

d'un

membro

dell'

accademia

di

Cortona, Iraduz.
(

Milano 1835

5.

L'esemplare originale, eh' era nella biblioteca Naniana

V. Morelli, Catalogo dei codici volgari della


il

libreria

Naniana

p.

25) ora

nella

Marciana Mss.

ital.

ci.

IV, n. 47

il

secondo esemplare posto sotto

numero 95

copia di

mano

del Farsetti.
(3) (4)
(5)

V. Inscr. christ. T.

p.

565

n.

1346, 1347.

Cod. Barb. L. 100

(oUm

n. 3383).
4. edit. la llayc

V. Misson, Nouveau voyaije d'Italie

1717 T.

Il

p.

243 e scgg.


vorr perdere
il

51

sifTatti

tempo

in leggere o in

confutare

scritti

quali

non sono

frutto di studii fiuti sui

monumenti, n opere
di
libri

serie di scienza antiquaria. Ci nulla

ostante
tori

la

mala zizania una


or

volta gittata prese radici; e nelle guide de' viaggiadettati

ed in ogni maniera

da autori leggeri ed indotti sono

stati

fino a questi ultimi anni

in una, ora in altra spirito


di

forma
o

ripetuti

que' dubbi. Anco-

che taluni

dotti

tocchi dallo

parte e poco

nulla versati nella


le

gnizione de'

monumenti

cristiani

accolsero

con

favore

opinioni del Misson e


in Lipsia nel
1

de' suoi seguaci.

Pietro Zorn professore di

Amburgo stamp

703

una

Dissertalio

hislorica theologica
in

de catacumbis seu cryptis sejmlcralibus sanctoMissonii et aliorum


et

rum marljrum,
dicare
dello

qua Burnetti

sententia
.

defendititr contra

Mahillonium, Ciampinum, Bosium


spirito e della
critica

alios

Bomanenses
dissertazione

11
:

solo titolo

basta a giuriso
il

della

muove

pro-

fessore di

Amburgo, che da

Lipsia vuole insegnare al Bosio

medesimo che cosa

sieno le catacombe.
dissertazioni di
e

Non so se di cotesto spirito sieno informate anco le due Armando Femcl De catacumbis romanis stampate in Lipsia nel 1710,
Salomone Cipriano De
i

quella di Ernesto

ecclesia subterranea edita in

Helmstad

nel

1699. Ne conosco appena


i

titoli.

Troppo lungo

poi sarebbe e inutilissimo


altro
pii

l'annoverare

libri

o di storia
si

ecclesiastica o di qualsivoglia

argomento,

ne' quali incidentemente


quelli del

ragiona delle catacombe con sensi

meno

affini a

Misson

e de' seguaci di lui.

Che
si

se oggi ad

una

siffatta

guerra ninno

pensa nel

campo

dei

dotti,

appena ne rimane una languida memoria ed un


deve alla vista de' sotterranei medei

eco in qualche guida di viaggiatori, ci


simi ed allo studio de' monumenti.
l'intermesso lavoro del Bosio
to
:

cos

romani archeologi avessero ripreso

la

descrizione esatta de' singoli cemeteri e di quanla

in

ciascuno di essi

si

veniva di giorno in giorno scoprendo sarebbe stata


agii

pi vera
iMa
essi

ed eloquente risposta
tennero
un' altra via,

insulsi

libelli

ed alle erudite dubitazioni.

come vedremo

nel capo seguente.

CAPO

X.

Del Fabretti, del Boldetti, del Marangoni


ne'

e d'altri autori fioriti

primi decennii del secolo XVIII.

Il

primo,

che in
il

qualche guisa torn

alle interrotte

trattazioni del Bosio,

fu

Baffaele Fabretti,

quale nel 1688 presied alla ricognizione delle reliquie


lui

de' martiri.

Insigne

era la perizia di

nella

profana e nella sacra antichit;

e l'epigrafa a lui deve l'essere stata quasi ridotta a forma di scienza.

Or

nel famoso

volume

delle iscrizioni,

eh' egli die


ivi

alla luce

nel

1700,

il

capo Vili consaritrovati

crato alle cristiane,

ed

narrata la

scoperta di

due cemeteri non


dal

52

quello
di

Bosio; uno della via Latina

stimato

Tertullino,

uno

della Labiil

cana,
die la

che

per

ragioni indubitate fu chiamato di Castulo,


cristiane e pagane,

Del

primo

Fabretti

pianta e le poche lapidi

dichiarando come

le

une

alle

altre si

rannodavano

del

secondo, che fu rinvenuto tutto intero ed


le

illeso, di-

vulg soltanto e
sagaci

comment
potuto

iscrizioni.
la

Da un uomo
topografica

di

mente

e dottrina tanto

avremmo

sperare
siti

pianta

del

vergine

cemetero

di

Castulo

colle indicazioni de'

di

ciascun epitaffio

e con

un

tentativo di

loro

classificazione

cronologica.
il

Ma
che

la
s
i

scienza
a

Del rimanente
cristiana,
taffi
i

Fabretti,

non era matura per questo progresso. fondo conosceva la pagana epigrafia e la
dottamente dichiar
altri

sepolcreti

pagani e

sotterranei cemeteri,

gli epi-

de' loculi scoperti

nel cemetero di Castulo

ed in

cristiani ipogei, pro-

ponendoli per memorie indubitate de' fedeli di Cristo, e ncanco

degnando
stalo

far

menzione
in

incidente

del dubbio

contrario

che

ai

suoi

giorni

era

messo

campo.
Al dottissimo
antiquario

dopo pochi anni succedette


il

il

Boldetti

nella pre-

fettura delle
Il

catacombe, e divulg
il

noto volume di Osservazioni sui sacri cemeteri.


e pi
di

quale

contiene
di

frutto

di

trenta

anni di

escavazioni tutte coronate

da scoperte

nuove regioni cemeteriali,

ambulacri non

mai tocchi da de-

vastatori, di cripte insigni, di affreschi, d'infinito


inviolati, ricchi di

numero

d'iscrizioni e di sepolcri

medaglie e d'ogni maniera d'arnesi sovente preziosi. Se l'autore


suo tesoro in quanto a copia di monumenti sarebbe mag-

avesse adoperato una diligenza anche mediocre nel descrivere e disporre ordinata-

mente tante ricchezze,


giore di quello, che
di leggere
il

il

Bosio raccolse.

lui

tocc la ventura, in questo genere unica,


de' primi anni della cristia-

entro le catacombe
tuttavia
la

medesime date consolari

nit
alla

pur

neanco dinanzi a memorie


i

di tanto alta

importanza

gli

lampeggi
o

mente
di

necessit di indicarne

siti

precisi, di descriverle accuratamente,

almeno
e scopr

conservarle allo studio de' suoi successori.


;

La negligenza
v'

del Boldetti fu

veramente assai grande


;

quello eh' egli descrisse poca parte di quanto egli vide


nel

d'ordine

topografico
il

suo

libro

non

orma

la

sua fede per

schietta e sincera, ed

suo occhio eserc tatissimo. Della grande sua negligenza,


alle

che per amore del vero e per cautela degli studiosi e qui e nella prefazione
iscrizioni
di
ni,

cristiane

ho dovuto accusare, pure dar una scusa.


;

Il

Boldetti fu

uomo
le
;

somma
e

probit

nobili

esempi narrati nella


bont non fu

vita di lui scritta dal

Marango-

che ho trovato in Firenze nel codice Marucelliano A. 51, ne testificano


virti.

singolari

Ma

pari a tanta
di

in

lui

la

perizia

archeologica

ed

egli,

che modestamente

se giudicava,

da principio venne raccogliendo le

sue osservazioni senza sistema e senz' animo di divulgarle (i). Poscia per cagione

(1)

V.

la

prefazione del BolJelli.


del grande
scritta

53

epistola de
si

remore destato

dalla

famosa
eh' ivi

cultu sanctorum ignotorum

dal Mabillon,

pel sospetto,

insinuava, procedersi in
de' martiri
,

Roma

senza
,

discernimento

nella ricognizione
dell'

delle reliquie

e
il

per Tabuso
3Iisson ed

che
suoi

contro la mente espressa


simili
,

autore fecero di quell' epistola

al

Boldetti

fu dato

ordine di

pubblicare
suoi

le

sue

osservazioni

rendendo

ragione delle
loro

norme
Il

seguite

da

lui

e dai

predecessori nel

geloso ufficio

commesso.

Boldetti

adunque
di

dett
:

un' apologia ed un trattato della lel'apologia


fu

gislazione canonica sulle

reliquie de' santi

da

lui scritta

con de-

gna gravit
antiquario,

di sensi,

urbanit

forme, e reverenza
si

verso l'illustre Maurino.

Neil' erudizione

archeologica

egli

valse

de'

consigli del

Buonarroti

sapiente
f
il

nella profana e nella sacra antichit del pari versato,


ai

che

dotto
sui

commento
sotterranei
ria
il

vetri

cemeteriali, e
cristiani.

in quel

pregiato libro

molta luce sparse

monumenti
qual parte
e perci

Nella topografia de' cemeteri e nella loro sto,

Boldetti s'attenne al
;

Bosio

aggiungendo
egli

il

raccolto delle posteriori sco-

perte

la

dell'

opera

confessa
,

essere precipuamente

dovuta

al

Marangoni,

ne ragioner fra breve


il

quando

agli studii

di

cotesto fido
il

compagno
prove

del Boldetti sar giunto

mio discorso. De'


lui

consigli,

che

Boldetti
le

chiedeva al Buonarroti, e delle notizie, che a


tra le carte del

communicava,
notato

ho trovato

senatore fiorentino
molti

nella

Marucelliana in Firenze
,

(1).

in

quelle carte

preziose

monumenti ho
non ebbe
in

che

il
,

Boldetti

non
sot-

pose nel suo volume. Dopo queste dichiarazioni ognuno intende


delle Osservazioni sui sacri cemeteri

che

l'

autore

animo

di continuare la
i

Roma
;

terranea,

ma
:

di

ribattere le impugnazioni

del Misson e dileguare

sospetti del

Mabillon

l'opera sua
i

non

fu descrittiva de'
ivi

monumenti, ma apologetica
nell'

onde

avvenne, che
la

monumenti medesimi
non
in quello,

furono allegati
la

ordine che voleva

controversia,
;

che voleva

scienza, e molti ne furono

om-

messi

infine, ci, eh'

poco scusabile,

la loro

allegazione fu assai negligente. Di

quest' opera fu

composto un compendio, che giace inedito nel codice Vaticano 8570.


,

Lo scopo
del
nerei,

cui

il

Boldetti punto
di

non mir

parmi che fosse

ne' pensieri

Marangoni. Del quale, come


se l'ordine de' tempi

socio indiviso del primo, io qui tosto ragiofra l'uno e l'altro


le

non esiggesse, che


col

io

frapponga

poche parole sul Lupi. Cotesto dotto Gesuita assai frequent


ne usando famigliarmente
a buon
Boldetti e col

catacombe romasquisita

Marangoni

e poich di

erudizione antiquaria era a dovizia fornito, scrisse dissertazioni e memorie, che


diritto

sono tenute in gran pregio, e nelle quali molte notizie qua e

sono sparse sui sacri cemeteri e sui sotterranei


(1)

monumenti

(2).

Ma

in quelle

V. Inscr. chrl. T.

praef.

p.

XXVH'.
ad nuper invenlum Severae martyris epitaphium, Panormi 1734: DisserIl

(2)

Lupi, Dissertano et animadversiones

tazioni, lettere

ed altre operette del eh. P. Antonio Maria Lupi, poste in luce da Francescantonio Zaccaria, T.

Faenza 1785.

54

dissertazioni la parie precipua e della cristiana epigrafia

la cui scienza dal

Lupi

ebbe grande incremento. Al tema, che


contro

io

qui tratto

pii

s'accosta la disserta-

zione sui battisteri, ove una lunga ed egregia digressione sulle catacombe
sulla loro origine e cristianit
il

romane

Misson,

il

Burnet e

la

loro scuola (1).

Fatte queste poche parole sul Lupi, vengo al Marangoni. Quest' ottimo sa-

cerdote anagnino,

uomo

erudito,

di erudizione

per non scelta e di lega diversa


,

da quella della dottrina del Fabretti, del Buonarroti, del Lupi

pur

il

solo
,

che dopo

il

Bosio abbia confusamente vagheggiato


le

il

pensiero

tanto
,

semplice

spontaneo e necessario di descrivere per ordine


esse
i

nuove scoperte
,

applicare ad

dati istorici e topografici raccolti dal

grande maestro

aggiungere quelli,
I

che

documenti poscia rinvenuti


di

e divulgati

potevano fornire.
II

primi

linea-

menti

questo pensiero io veggo nel capo XVII del libro


:

del Boldetti, che


si-

A intitolalo
Itiati

Catalogo e descrizione degli antichi cemeteri dei martiri e cristiani

neir Agro

Romano

e suo distretto sino al presente scoperti.

Del quale catalogo


il

la

principale lode viene al Marangoni, alla cui

somma

diligenza

Boldetti conde' cemeteri

fessa molto essere dovuto specialmente nel rintracciare


esposte nel libro II (2).

i siti

e le piante

Veramente

ivi

sono appena poche piante


;

di

ipogei

an-

gustissimi
di

monumenti quasi nulla ivi descritto ciascun cemetero ivi un indice sommamente utile
;

de'

de'

siti

per e de' nomi


oltre
i

nel quale

docu-

menti raccolti dal Bosio,


tale

fallo

uso anche del martirologio appellalo Occiden-

dato alle slampe dal Fiorentini, e talvolta della topografia Einsiedlense edita

dal Mabillon.
notitia
al

Da questa inestimabile topografia,


filo

che

posta

confronto
al

colla

ecclesiarum del Malmesburiense poteva porgere in


alto a

mano

Boldetti

ed

Marangoni un primo

condurli alla restituzione topografica de' veri

nomi
cun

e de' veri sili delle pii

insigni cripte de' martiri, essi


e di

appena trassero

al-

lieve profitto. In tanti anni di escavazioni

esplorazioni sotterranee

una

sola cripta islorica essi riconobbero discoperta per


Felice, Adaulto ed Emerita.
de' martiri

mero caso

quella de' santi

Le immagini
altri

dei tre martiri coi loro

nomi, come quelle

Abdon

Sennen ed

rinvenute dal Bosio sulla via Porluense, fueffiggiati Felice,

rono l'unico indizio del loro sepolcro. La cripta ov' erano


ed Emerita giaceva propriamente dietro
la

Adaulto
che

basilica di S.
;

Paolo presso

la via,

da quella basilica
tosto
et

conduce a

S. Sebastiano

ed in

fatti la

topografia Einsiedlense

dopo

S.

Paolo procedendo verso S. Sebastiano addita: inde ad sanctum Felicem


et

Adauctum
nel

Emeritam. Que' santi per testimonianza


di

de' loro

atti

erano

stati

deposti
della
di

cemetero

Commodilla
de' santi
I

la

scoperta

adunque
al

di cotesto

cemetero e

sua pi insigne ed istorica cripta era certa


de' sepolcri
1.

pari di quella del cemetero


fatta

Ponziano e
(1) (2)

Abdon

Sennen

dal Bosio.

Il

Boldetti

Lupi, Dissertazioni,
loldclli.

e.

T.

p.

51 e segg.

[ircfaz.

55

sopra quest' unica scoperta


e quasi
direi

di
; i

siffatto

genere

fatta ai suoi

d ragiona

con cautela
,

con esitazione

suoi ragionamenti
trasse per

chiama congetture

ma

della
le

loro verit persuaso (1),

Non ne
Boldetti

lume veruno per riconoscere

tante altre cripte


la

istoriche de' suburbani cemeteri,


e

e determinare cos di questi


sot-

nomenclatura

pur

il

ed

il

Marangoni nelle loro esplorazioni

terranee sovente erano giunti, senz' avvedersene, alle porte di quelle cripte, talvolta erano perfino
in esse penetrati.

Dopo
mente
dovuto
niera di

divulgato nel

1720

il

predetto catalogo de' cemeteri,


la

il

Marangoni unitasi

al Boldetti

imprese a far quello, che tosto dopo


;

morte del Bosio

sarebbe

cominciare

a descrivere cio in
de' sacri
e

un

libro le pitture, le lapidi, ogni

ma-

monumenti
Il

cemeteri
desiderato
fu

nell'

ordine e nel modo, che


giunto
al

si

venivano

dissotterrando.

prezioso

lavoro

diciassettesimo
storia,
!

anno

da che era
narro
,

stato intrapreso,

miseramente preda del fuoco. La


sventure e di danni

ch'io

par

veramente un
perde
Tutti
;

iliade di

irreparabili
il

Il

Matavole

rangoni con nobili parole e


so (2);

con eroica pazienza compianse


il

funestissimo cale

ma non
naufragio.

al

tutto

coraggio, e s'accinse a raccogliere

dopo
egli

il

conoscono quel
lo

poco

che

delle

incenerite
al

memorie
intitola

pot ricuperare

imperocch

divulg

come appendice
1740.
Ivi

volume

lato

Acta S.

Victorini,

stampato in

Roma

nel

accuratamente narra

scoperta dell' ampio cemetero posto sotto la villa Gangalandi sulla via Salaria nuova, eh' egli stim parte di quello de' SS.

Trasone

Saturnino

sommariamente

ne descrive l'escavazione,
cenni sulle scoperte
di
fatte

varii piani, gli

epitaffi, le pitture. Ivi

anche d preziosi

in

una regione

del cemetero

che allora chiamavano

Pretestato,

ed altre notizie di sotterranei monumenti divulga. Chiunque legge


del

quello scritto
circa
i

Marangoni con
e

sommo
ai

diletto

ivi

trova

alquante indicazioni

siti

de'

monumenti
varii

de' sepolcri,

ed un primo tentativo di inferire da


singoli
il

quei dati la cronologia, e di applicare

cemeteri

la

storia.

Nelle altre

opere che intorno a

argomenti scrisse

Marangoni, inser sempre notizie


l'autore avesse tutte

sulle sotterranee scoperte.

Le

quali notizie,

se

raccolte in

un volume ed ordinate
prima
opere,

nella serie de' cemeteri,

sua sarebbe stata

la

lode d'una
coteste

ricca appendice alla

Roma

sotterranea.
le
,

Non m'accingo ad annoverare


;

notissime e divulgate per


le

stampe

dir soltanto, che alle stampate fa

d'uopo aggiungere
traccia,
rit

manoscritte
di trovare,

delle quali io sono


in

andato diligentemente in
le convittrici della

sperando pur

massime
e

Anagni presso

Cadel

eredi del Marangoni,

carte

memorie, che dessero qualche compenso


religiose
il

volume incenerito. Ho rinvenuto soltanto presso quelle

diario sacro, di

(1)

Boldelti p. 544.

(2)

V. Marangoni,

.-(et

sancii Victorini p. XI e segg.


che ho rao^ionato nella prefazione
alle

56

cristiane (1); della chiesa


e

iscrizioni

nella Vaticana
i

poche schede
fondi, sotto
di
i

di

iscrizioni,

due memorie
i

sui

diritti

romana sopra

quali sono scavati

sacri

cemeteri, ed una su quelli di GaUisto e

Priscilla

(2).

Come non ho
del
cos

voluto accingermi ad annoverare le note opere e dissertazioni


si

Maranooni, nelle quali

leggono alquante
di questa
et,

notizie di sotterranee

scoperte,

non annoverer
sui

tutti

libri

onde qualche dato o qualche luce


Gli studii della sacra archeo;

possiamo trarre

monumenti

sotterranei cristiani.

logia ne' primi anni del

secolo XVIII grandemente fiorirono

ma

io

non vengo

compilando
antichit,

il

catalogo o la bibliografia di tutte le opere


la

illustranti le cristiane

sibbene

storia degli studii speciali

sulla

Roma

sotterranea. Al qual

proposito ricorder soltanto,


vite

come degna

di

peculiare memoria, l'edizione delle

de' pontefici
e

di Anastasio

bibliotecario fatta con ampli


;

commenti da Fransi

cesco

poi da Giuseppe Bianchini

imperocch in quo' commenti molto

ra-

giona de' romani cemeteri.


nelle grotte

Ma
il

due Bianchini poco o nulla usarono discendere


all'

suburbane

commento

Anastasio, eccetto alquante lapidi ed

un insigne cubicolo ornato di affreschi scoperto nel cemetero di S. Ermete, non arricchisce di nuovi dati monumentali la scienza della Roma sotterranea.

CAPO
La Roma sotterranea

XI.

del Bottari e gli studii intorno ai cemeteri suburbani

durante la seconda met del secolo XVIII,

Poco dopo pubblicata l'opera


ed
il

del Boldetti,

quando fiorivano
incise
in

il

Marangoni
il

Bianchini,

il

papa Clemente XII acquist


e

le tavole

rame per

volume
sita

del Bosio,

ne commise

la

ristampa

al Bottari

prelato di vasta e squi-

letteratura e nella classica e cristiana erudizione dottissimo. Egli le die nuovaalla

mente
furono
sillaba

luce

ponendo loro

in fronte

il

titolo

medesimo
del

dell'

opera per

la

quale

fatte,
;

cio

Roma
ho

sotterranea.

Ma

del

testo

Bosio non ristamp una

e la

ragione,
io

che ne addusse, sembrer stranissima a coloro, che legscritto fin qui,

gendo quanto fondamento

hanno

di

quel testo

l'alto concetto,

che

sia

il

di tutta

la

scienza de' cemeteri cristiani di


il

Roma.
il

Il

Bottari afferma,

che nel volume del Bosio

quarto libro dettato dal Severano intorno all'intermigliore (o)


il
;

pretazione delle immagini e de' simboli per avventura


in

che

quanto
(1)

ai

sotterranei,

ove sono quelle immagini, dopo

trattato dello

Spon-

Inscr. christ. T.

praef. p. XXVII*.
Inscr. christ.
1.

(2)
(3)

Cod. Val. 9023:


Bottari.

cf.

e.

p.

XXX!'.

Roma

soli.

T.

p.

VII.


speciale

57

dano, che in genere de' cemeteri, e quello del Boldetti, che


intorno ai

in

gran parte

suburbani,
testo

nulla rimane a

desiderare, e sarebbe inutihssi-

ma

la

ristampa del

del

Bosio

e delle
ai

molte cose superflue (1),


interessi della scienza,
lui

in
il

esso

contenute.

Una sentenza

tanto contraria
,

veri

Bosio

stimato quasi inutile e


dall' et del

superfluo

ed

il

Boldetti a

preferito

sono giudizi
nostra.
vile
;

Bottari propagati
librario

nelle generazioni seguenti


il

fino quasi alla

Anche
io

nel

commercio
rari

magnifico volume del Bosio venne a

ed

ricordo,

che nella mia prima adolescenza e a


i

me

e ad altri accadde di trofa

varne venali

esemplari a prezzo assai modico. Or


giudizio sul

d'uopo indagare

la

cagione di cotesto strano


tire

Bosio tanto difforme dal

commune
,

sen-

degli odierni archeologi.


Il

sistema del
l'ufficio

Bosio
di

poco aveva

fruttificato

perch

appunto coloro

cui

incombeva
il

proseguire la grande impresa, avevanla abbandonata.

Or

Bottari ed

altri

eruditi usi allo studiare


la

nei libri ed inesperti de' sotterranei,


la
,

vedendo che
luce avevano

la

nomenclatura,

topografia,

storia de' cemeteri

pochissima
l'

preso dalle scoperte fatte sotterra

vedendo

altres

che

enorme
erano

cumulo

di

testimonianze raccolte e
alla scuola
critica
all'

topograficamente

disposte

dal Bosio

poco accette

allora regnante,

stimarono pi saggio partito e

pi utile consiglio volgersi

interpretazione de' singoli monumenti, senza cercar

troppo per minuto

la

storia de' luoghi,

onde que' monumenti provengono;


Il

storia

da loro stimata incertissima e indeterminabile.


alle

dotto
dei

tavole del Bosio

perci

tutto

interpretativo

commento monumenti
per quanto
de'

del

Bottari
le

figurati;

piante

medesime

dei cemeteri sono dichiarate in


alle

globo
;

spetta alla
sito, della

origine, alla escavazione,


storia di ciascun

forme

di quei

sotterranei

nomi, del

cemetero quasi ninna trattazione ammessa nella nuova


perci
il

Boma

sotterranea.

Non

Bottari
,

immagin una

classificazione delle tavole diversa


la

da quella data dal Bosio


di

che topografica. Esclusa


,

topografia
sostituita
la

dal

servire

base storica allo studio de' monumenti


difficile

non

le

fu

la

cronologia
;

sempre

a trovare,

e difficilissima

quando manca

guida della storia

non

l'arte,

disponendo in serie
il

distinte le tavole di architetture, di


i

pitture e di

sculture;

non

soggetto,
di

riunendo e studiando insieme


simili o affini capaci di
e

monumenti

dello stesso
all'altra.

genere e adorni

immagini

dar luce l'una


;

Neil' opera del Bottari l'erudizione sceltissima

peregrina

ma
,

l'interpreta-

zione d'ogni tavola sta per cos dire da s

senz' ordine

veruno

n serie n

concatenazione.
Ivi
i

monumenti sono

quelli
,

medesimi

che

il

Bosio
al

scopr
,

de' tanti

tanti

trovati nei cento anni

che corsero

dal

Bosio

Bottari

quasi ninno

(1) L.

e.

p. VII.


fu posto

58

nella

nuova Roma sotterranea. Vero


;

che molti disegni a guisa

di

vi-

gnette sono intercalati nel testo

ma

questi in scarsissimo
tutti

numero spettano
le pitture

alle

scoperte fatte nei cemeteri, n sono


tica.
Il

commcndevoli per

esattezza e per cri-

Bottari,

che non scendeva sotterra a vedere coi suoi occhi

che

doveva interpretare, da pessime ed imperite delineazioni fu


errore di puhhlicare e spiegare
noti di Vihia e di

tratto nel
i

gravissimo
assai

come monumenti
del

cristiani

sepolcri oggi
d'altri

Vincenzo sacerdote

Nume

Sabazio e

cultori di

Mitra.

Difficile

a dire quanta confusione con questo errore egli abbia portato


e

nello studio dell' arte cristiana

del

simbolismo

primitivo.

Del

rimanente
f'

la
il

pubblicazione degli affreschi del sepolcro di Vibia fu una eccezione, che


Bottari al proposito di
Il

non divulgare

altre pitture fuori delle delineate dal Bosio.


gli

quale proposito
e dal

io

argomento dal vedere, che


,

affreschi scoperti

dal

Boialle

detti

Marangoni

quali sarebbonsi
,

commodamcnte
;

potuti aggiungere

tavole della

Roma

sotterranea

non furono aggiunti


al

e dalla

testimonianza

del

Marangoni medesimo, che narra avere dato

Bottari disegni di insigni sepolcri

adorni di figure a musaico (1), e pur cotesti disegni non hanno giammai veduto la luce. In

somma

il

Bottari

non volle dare una nuova Roma sotterranea,


se le tavole del

ma

volle soltanto

commentare ognuna da

Bosio,

eh' erano ri-

maste senza un degno commento.


Dall' et

del Bottari alla fine del secolo scorso le


all'

catacombe sembrano quasi

tornate al silenzio ed

obblio degli anni anteriori al 1578. Veramente lo stuil

dio delle cristiane antichit in questo tempo non fu negletto;


allora le Origines christianae ed
il

Mamachi

scrisse

trattato

sui Costumi dei primitivi cristiani,

ed

allora fiorirono cultori eruditissimi della sacra archeologia,


l'Olivieri, l'Allegranza,
il

cagion d'esempio
il
i

il

Paciaudi,

il

Mazzochi, ilFoggini,
l

il

Zaccaria,

Garampi,
loro libri
la

Borgia ed

altri

molti,

che

io

non nomino,

loro sludii per ed


dotti

alla storia, eh' io narro,

non appartengono. Questi


si

per apprendere
al

scienza

delle
essi

catacombe romane

volsero al Bosio,

all'

Aringhi,

Boldetti, al Bottari:

medesimi non

le

esplorarono, niuno di loro attese alla gloriosa e necessai

rissima cura di tener conto delle scoperte, che

fossori cercando le reliquie ogni


le

anno facevano
vastazione,

nella citt

sotterranea.
di quei

Solo udiamo

querele della barbara dei

che per

opera

fossori veniva ogni giorno pii distruggendo


in

cemeteri cristiani. Siffatte querele mosse

prima

dal

Bottari

medesimo (2)

furono poi rinnovate in lettera


del

scritta

da

Boma
del

e divulgata nelle Novelle letterarie

Lami

in

Firenze (5).
lettera

Neil'

epistolario

Lami

serbato
il

nella Biccardiana

ho trovato quella

e n'ho

conosciuto l'autore. Egli

celebre Foggini

(1)

Marangoni, Dell' oratorio del Sancta Sanctorum

p.

168.

(2)

Roma

sott.

T.

II

p. 27,

131.
a.

(3)

Novelle letterarie di Firenze

1749

p. 358.


il

59

ed
il

Zaccaria

per conlradisse a quelle lamentanze (i),

Lami

si

stutli

di

medicarne l'acerbezza (2). Pur


vazione dei monumenti
al

un

fatto

notorio e deplorabile, che la consernel genio di quell' et. Eccetto le

loro posto

non era

pitture, che rare volte si tent di staccare dalle pareti, ogni altra
tichit d'ordinario era trasferita ai pubblici e privati
il

memoria
e

dell'an-

musei senza che veruno notasse

sito e le

circostanze del trovamento.

musei

de' cardinali

Carpegna
il

Guadagni,

quello del Marchese Capponi, del Cav. Vettori, del Ficoroni,


legio

Kircheriano del col-

romano erano

ricchi di camei, di

avorii, di medaglie, di vasi, di

marmi
il

tolti
Il

dalle

catacombe romane.

Ma

marmi

in gran

numero ivano

in dispersione.

Boldetti volendo
tito,

pur salvare

le

lapidi cemeteriali, propose a

Clemente XI
le pareti

par-

che fu poi adottato da Pio VII, di disporle cio lungo

del

corri-

dore, che

mena

all'

odierno museo Vaticano, comperando

altres
il

le

profane, e
a

collocandole a fronte delle cristiane.

Piacque molto, scrive


:

Marangoni,
le

quel gran pontefice tale disegno e lo approv

ma

considerando
il

gravi ca-

lamil de' tempi e le molte disavventure che allora premevano


ficato, e

suo ponti-

che per ci fare

vi

avrebbe voluto una congregazione di uomini eruditi

deputata a tale affare con


le

un annuo assegnamento
e

di

entrata sufficiente
le

per

persone,

le

quali invigilassero sopra le cave,

per comperare

profane

dai padroni de' territorii e farle trasportare ed affiggere, giudic per allora di
differire a
il

tempo pi opportuno

la

risoluzione (3).
di

Onde avvenne

che

il

Boldetti ed
le

Marangoni deliberarono

distribuire a parecchie chiese di

Roma

iscrizioni
di
il

da loro rinvenute nelle catacombe, perch a quei sacri


e

edifici ser-

vissero

ornamento

non fossero

volte

ad usi profani.

Il

canonico Boldetti,
tutti
i

scrive

lodato Marangoni in una carta divulgata dal Mai, in

42 anni
tutta

del suo uffizio di custode de' sacri cimiteri,

ed

il

suo collega Marangoni, che

da
la

pilli

di

30 anni

in tal ministero gli assiste,

hanno sempre impiegata


iscrizioni o

loro diligenza nel conservare (per quanto loro stato possibile ) dalle

mani

dei

depredatori

delle

antichit

romane

tutte

le

sacre

o profane
e materiali,

ritrovate a loro tempi nei cimiteri, ed ancora


i

tutti gli altri

marmi

quali nei
e

medesimi han

servito per le sepolture


,

dei martiri e degli antichi

cristiani,

come cose

sacre

ed ornamento di chiese (4).


carra piene

hanno procurato che vadano per le fabbriche Adunque le iscrizioni cemeteriali a mgliaja (sono
due carra
chiese.
alla

parole del Marangoni nella carta citata) furono trasportate a S. Maria in Trastevere;
sette

ne furono date a S. Giovanni de' Fiorentini


Calibita
nell' isola
,

chiesa di S. Giovanni

altre

moltissime ad altre

(1)
(2)

Zaccaria, Storia lelleraria T.

p. 302.

Nov.

leti,

di

Firenze

1.

e.

p.

550.
XI.

(3)
(4)

V. Mai, Script. Vet. T.


L.
t.

p.

p. 471.


pure non una
Giovanni, che
di
lio

60

le

siffatte

pietre

vediamo adornare

due chiese de' due

santi

nominato, e poche ne vediamo


in

affsse

nel portico e nella sa-

grestia di S. Maria

Trastevere, Veramente egli tristissimo a pensare,

come

memorie venerande, in luogo di essere poste secondo la provvida intenzione del Boldetti e del Marangoni ad ornamento de' sacri edifcii, furono insieme alle pietre da materiale adoperate nelle fabbriche de' muri e segate a lastricare E pone il colmo alla tristezza, che neanco le copie ci rimangono di i pavimenti.
quelle
quelle iscrizioni
;

dappoich

il

fuoco

distrusse le carte de' due custodi de' sacri


di

cemeteri, ed essi

non sempre curarono


volle opporre
il

trascriverle tutte e lasciarcene esatti

esemplari.

tanto

danno

un qualche rimedio
cristiani

il

sapiente pontefice Be,

nedetto XIV. Egli fond

museo sacro

della biblioteca Vaticana


e di
le

riunendo in

esso ogni maniera di preziosi cimelii


togliere dal

monumenti marmorei.
migliori tra le iscrizioni
le

F
ivi

pavimento

di
il

S.

Maria in Trastevere
e volle,

collocate a risarcirne

lastrico;

che nell'avvenire

lapidi

scritte de'

sepolcri cristiani

fossero trasferite alla biblioteca Vaticana.


dotti
cattolici

La quale
se

istituzione

grande plauso riscosse dai


che d'anno in anno
delle

ed eterodossi
i

ma

giov

ad

im-

pedire che fossero distrutti o dispersi almeno


il

pii

insigni

monumenti

cristiani,

nostro suolo rendeva alla luce,


alla scienza

nulla giov
sotterranea.
f' s,

allo

studio

catacombe medesime ed
Marini accintosi

della

Roma

La commoche neanco
cur

dit di
il

esaminare e studiare quei monumenti nella Vaticana


alla

sommo

grande raccolta delle


gli

iscrizioni cristiane, si

discendere nelle catacombe per veder


polcri (4).

epitaffi

ai

loro

luoghi

ed

ai

loro se-

Dalla quale negligenza degli archeologi venne, che delle scoperte fatte
la

ne' cemeteri cristiani durante


a noi pervenuta, e

seconda met dello scorso secolo ninna memoria

che

la

devastazione di que' venerandi ipogei giunse al colmo.

Odasi
in

il

P. Mazzolari gesuita piissimo, che nel libro intitolato Le vie sacre, messo

luce in

Roma

nel

1779, graficamente descrive

le

distruzioni fatte sotto

suoi

occhi.
B

Poco

oltre la

basilica di S. Lorenzo... fu scoperto...


,

un corridore quasi
che

a fior di terra interamente intatto...

con un cubicolo nel primo ingresso. Io


desse
il

che mi trovai presente prima, che

gli si

guasto,

avrei voluto,

ri-

serbato fosse per un exempli gratia delle vie cimiteriali tutte affatto rovinate...

Ma non
sembrava

fui

in

tempo

di

communicare

promovere
trovai
al

il

mio pensiere, che mi

in tanta

e tanto deplorabile devastazione di sacri

monumenti

ragio-

nevolissimo... Imperocch al
ferri

mio arrivo
all'

cavatori gi armati de' loro

ed impazienti di venire
pel detto

assalto,

quale, dopo che ebbi dato


si

due
fu

tre scorse

corridore,

immantinente

accinsero

onde quanto

(1)

V. Inscr.

christ.

T.

praef. p. .XXXI*.

61

mi
fu

grande

il

mio piacere

di

vederlo inlatto, altrettanto


Gli epitaffi,

sensibile
affissi
i

il

dispiaai loculi

cere di vederlo guasto e demolito (1).

ch'erano

di

questo ambulacro del cemetero di Ciriaca, credo che sieno quelli,


trascritti

quali fu-

rono

da Monsig. Giuseppe Reggi custode della Vaticana, uno de' povolta discese sotterra in cerca di iscrialla

chissimi che
zioni (2).

in questi anni qualche rara


epitaffi

Quegli

furono poi
il

trasferiti

biblioteca

Vaticana

ed

ivi

dal
croli

Marini

esaminati.
tante

Cos
e
s

sistema istorico-topografico

e descrittivo
al

de' sin-

cemeteri con

dotte fatiche creato dal

Bosio fu

tutto

nedetto
e nelle

e dimenticato.
pili

Neanco

l'imbattersi de' fossori ne' pi illustri


il

monumenti

insigni scoperte, che


Il

Bosio in vano desider, valse a scuotere l'attenzione

marmo tratto alla luce dai fossori indicante un sepolcro posto IN CRVTA DAMASI, nella cripta di Damaso; e la vista d'un la rara fortuna d'aver in mano un testimonio certo del s prezioso documento, sito, ov' era uno dei pi celebrati gruppi di sepolcri istorici della Roma sotterdegli archeologi.

Marini vide un

ranea, non lo mosse a chiedere

ai

fossori ove fosse quel sito e a lasciarne al-

meno
del

in

carta esatta
di

memoria.

Egli

vide parimenti un' iscrizione indicante


il

il

cemetero

Balbina

ed una che era stata posta presso


di siffatte lapidi

sepolcro

medesimo
del pi

famoso martire Ippolito, e

determinanti punti importantisdi

simi della sotterranea topografia


alto

e guidanti alla scoperta

monumenti
la

valore per la storia ecclesiastica niun


confesso,
di

conto fece,
al

ninna indicazione a noi


cripta di

trasmise. Io

che mi freme l'animo


,

pensare come
Ippolito

Da-

maso
e che

quelle

Balbina

la

cripta

del

martire

sono

state all' et

de' nostri avi rinvenute,

frugate dai fossori e forse irreparabilmente

tlevastate

un Gaetano

iMarini lo

seppe e non

stim

doverne cercare pur uua sudel

perficiale notizia.
i

In tanto

obblio erano

caduti la grande impresa

Bosio e

suoi dotti insegnamenti.

Negli anni, in che

cultori

della scienza archeologica avevano disertato


il

il

campo
n
il

della

Roma

sotterranea,
arti.

entr in esso

Seroux d'Agincourt, che scriveva


i

la storia del

decadere delle

Egli deline alcuni pochi tra

dipinti
:

non

divulgati,

di

notabili incrementi arricch la scienza dei cemeteri suburbani

pure essendo

solo,

che in quell' et faccia

motto di nuove scoperte


egli

ogni suo cenno par

cosa rarissima.
struzione de'
(1)
il

Ma un

pessimo esempio
cemeteriali.

die,

che fu l'ultimo colpo alla diintonachi delle sudi o


il

monumenti

GH

affreschi condotti
T.

V. Mariano Partenio, Vie sacre 2 ediz.

Roma 1807
di

Il

p.

158. Mariano Partenio

P.

Giuseppe Mazzolari.

quale non da confondere col Parlenio compagno

Pomponio Leto segnato

nelle iscrizioni sopra allegate a pag. 5.

le catacombe. Egli medesimo al Morcelli il conSacra falcar me praesertim cepisset anliquUas, sed cum iisde/n, quibus ad profanam mihi iitendwn esse viderem praesidiis, meque iis destilulum [viderem consultius duxi hanc quoque sacrae eruditionis partem idoneis , hommibus excolendam relinquere. Quare salis habui romanas obire basilicas et sacra martyrwn circuire sepulcra et quae magis obvia paulo allentius inspicere et observare, Josephi Mariani Parthenii Epistolae, Roraae 1863 p. 118.

Il

Mazzolari pi per ispirilo di piet, che per amore di scienza visit


:

fess per lettera

(2)

Inscr. christ.

1.

e.

p.

XXXI', XXXII*.


pareti soli

62

barbara
il

erano

fino allora

scampali

alla

devastazione

eccetto quell

del celebre sepolcro del fossore Diogene,

che

Boldetti tent di staccare e cad


di

dero

rotti

in

frantumi (d), e poche


Catania. L'Agincourt
dagli intonachi

immagini

oranti trasferite al

museo de
a

Benedettini in
riali,

volle possedere
:

saggi delle pitture cernete

e
,

distacc

alquante figure
distruzione
dipinti
v'

quel

mal esempio insegn


un passo
a fare.

fossori

che

nell'

opera loro

di

era ancora
dal

Fu
dal

dato r assalto a molti


Bottari
e

de' preziosi
agli

divulgati

Bosio,

commentati
,

rimasti fino

ultimi

anni

dello

scorso

secolo

intatti

ci

che

peggio anche ad alquanti dipinti inediti, de' quali niun esemplare rimane.
arte

Senz'
delle

veruna

a colpi di

piccone
in luogo

fossori

tentarono quest' ultimo

spoglio
di

catacombe romane.
cinacci
pittori
;

Ma

de' dipinti,

ebbero in
nobili

mano un pugno
scene
ritratte

cal-

e cos irreparabilmente
sulle

perirono molte

da' primi

cristiani

pareti
si

delle

catacombe.
di intonachi

Nel museo sacro della Vaticana


dipinti staccati

appena pochi frammenti


ho
detto, dalle

vedono

nella guisa,

che

sotterranee stanze e dagli arcosolii.


affreschi periti
il

L'inutilit del

tentativo scon-

sigli dal continuarlo, e degli

numero

felicemente assai piccolo

verso quelli moltissimi, che scamparono dal piccone dei fossori e giunsero a noi.

CAPO
Degli
studii

XIT.

intorno

ai

momimenli

sotterranei

nei primi decennii del nostro secolo.

Con
le

primi anni del nostro secolo spunta l'aurora di giorni

migliori

per

romane catacombe. Giacinto Ponzetti custode delle sacre segnare in carta anno per anno le notizie di quanto veniva
terranee escavazioni. Queste preziose

reliquie
in

imprese a
dalle sot-

luce

memorie

riposte nella lipsanoteca

del car-

dinale Vicario furono poi con qualche interruzione continuate dai successori del
Ponzetti fino ai nostri giorni.

Ma

gli

archeologi dal loro canto continuarono

non curare l'annua esplorazione


l'avvocato

e lo studio assiduo della

Roma
le

sotterranea. Eccetto

Leonardo Adami,

il

quale nel 1807 scrisse

annotazioni alle opere


le pitture

sopra citate del P. Mazzolari, e divulg pessimamente delineate


cubicolo sterrato nel cemetero di S. Agnese (2)
altro
,

d'un

or

non mi sovviene d'alcun


le

erudito

che in quegli anni solesse

frequentare

catacombe romane
il

prender notizia delle nuove escavazioni e delle nuove scoperte. Certo n

Fea,
se-

n l'Amati, n
colo
,

gli

altri

archeologi
le

fioriti

in

Roma

negli esordii

del nostro

che notarono in carta


(1)

notizie degli scavi e trascrissero le lapidi uscite

Boldctli p. 64.

(2)

V. Mariano Partcnio, Vie sacre, cdiz. riveduta ed accresciuta da Leon.

Adami T.

II

in

fine p. I-XLIII.

alla luce
scritti

63

cemeteriali.
I

dal nostro

suolo, tennero conto delle escavazioni

loro

divulgati per le
il

stampe

e le loro schede autografe

che

ho esaminato
di

presso

cav.

Antonio Fea e nella Vaticana, sono una chiara prova

questa

noncuranza. Indi venne un decadimento e poco

men

che un obblio degli studii


deplorato
dagli
scrittori

medesimi

della sacra antichit.

Il

fatto

avvertito e

che vissero a memoria nostra. L' Andres dettando la storia delle origini e del progresso d'ogni letteratura, confess che la sola scienza delle cristiane antichit

non ebbe commune


8
il

colle altre
la

il

progresso
all'

ed aspettava
cui

il

suo Winckelmann
archeolo-

suo Visconti, che

levasse
i

altezza,

era salita la profana

gia (1).

Pi modesti furono

voti

de' compilatori delle Effemeridi letterarie di

Roma

nel

cristiano.

1822, quando Clemente Cardinali divulg una memoria d'argomento Quella memoria parve un frutto fuor di stagione, e i dotti autori delle
si

effemeridi

rallegrarono

che alcuno dia occasoie di tornare


,

agli

studii

delle
(
,

antichit sacre

meno

coltivate di quello
,

che dimanda

il

luogo che teniamo

noi

Romani

nel cristianesimo

si

proposero

di procacciare
ci

per

ogni mezzo

che

cessi questa

trascuranza (2).

La quale trascuranza
Voyage dans
les

spiega lo strano fenomeno

del libro di Artaud intitolato nel

catacombes de

Rome
:

dato alla luce

1810.

Io

non saprei immaginare un


gli

libro pi insulso,

ed un regresso pi
e

vergognoso verso
siffatto

assurdi errori del Misson e del Burnet


e

pure un libro
scelta

fu tradotto in italiano

stampato in Milano

nella

biblioteca

del

Silvestri in

nel
il

1855. Anche
trattato
effetti

il

Munter,

uomo

eruditissimo,

divulgando nel 1825


a

Altona

sui simboli e sulle

opere d'arte de' primi cristiani ebbe

provare

gli

del trascurato studio delle


s

catacombe romane. Delle quali


ivi,

in

quel dotto libro

poca e

falsa la

cognizione, che
di

come

nel viaggio di

Artaud, l'opinione de' sepolcri promiscui

pagani e

di

cristiani ne' sotterranei

cemeteri, errore indegno anche d'un mediocre conoscitore della storia, spacciato per verit dimostrata

(5).

presto cess la dannosa e vituperevole negligenza delle cristiane antichit. Per ragionare soltanto, giusta il proposito mio, degli studii intorno alle cata-

Ma

combe romane,

il

Scitele mattematico illustre ed in pari


atti

tempo archeologo

assai

erudito e di raro senno divulg negli

della pontifcia

accademia d'archeologia

parecchie dissertazioni sui monumenti cemeteriali, delle quali la prima, succoso trattato intorno alla storia, l'antichit e l'importanza de' suburbani cemeteri (4),

un lavoro

di

merito assai maggiore della sua mole,

e sar

pi volte da

me

ricordata nel sesfuito del

mio discorso.

Il

Settele dett

anche un

trattato

elementare

(1) (2)
(3)

Andres, Dell' origine e progressi d'ogni lelteralura T.


Effem.
lelt.

Ili

P.

II

cap.

IV n. 289.

rom. 1822 Settembre

p.

357.
I

Munter, Sinnbilder und Kunstvorstellungen der alten Christen P.


V. Alti della pont. accad. d'archeologia T.
II

p.

12 e segg.

(4)

p.

43 e segg.

di cristiana

monumenti cemetesuoi d rinvenivansi


alla

archeologia, che in gran parte s'aggira intorno ai


dal eh. e
,

riah; e n'ho letto l'esemplare autografo serbato

mio amicissimo Monsig.


ai

Pietro Lacroix.

Delinc in un diario

le iscrizioni

che

ne' sotterranei cemeteri,

indicando con diligenza donde erano uscite


sig.

luce.

Questo prezioso manoscritto in potere del eh.


poi
il

Achille Gennarelli.

Divenuto

Settcle conservatore de' sacri

cemeteri imprese a descrivere mese per mese


il

pi minutamente, che non aveva fatto


sotterranee.

Ponzelti,

il

prodotto

delle escavazioni

Cotesta

descrizione

si

legge tutta di suo


e

pugno

nell' archivio

della

lipsanoteca e comincia dal 1

decembre 1857

termina

nel 21

maggio

1859:

dopo

il

qual tempo

fu continuata con pari diligenza dal sig. canonico Clementi

custode

delle sacre reliquie.


il

Anche

il

segretario della

romana accademia
mente ad

di arle

cheolo2fia

eh.

comm.

Pietro Ercole

Visconti volse la

illustrare
i

cristiane antichit
de' martiri

de' nostri cemeteri.

La

dissertazione di lui sopra

poliandri

nelle

catacombe romane (1) riscosse molto plauso segnatamente dal


oggi

dotto

Wisemann,

cardinale

eminentissirao

nei celebri
il

discorsi sulla con-

nessione delle scienze colla religione rivelata (2). Pi tardi


divulg la scoperta d'un nobilissimo tratto
gnattara
del cemetero
di

Visconti
S.

medesimo
sepolcro

Elena a Tor Piil

vendicandone

la cristianit (5).

contro

taluno,

che

volea farne
il

d'un cotal Priamo liberto

Infine quasi in pari

tempo

eh.

Monsig.

Docri-

menico Bartolini preludeva


da
lui scoperti

alle trattazioni,

che ad illustrare

la scienza delle

stiane antichit poi venuto e vien


cristiani
al

pubblicando, con una memoria sugli ipogei


via Latina,

primo miglio della


egli

e che sulla scorta dei

documenti raccolti dal Bosio


coloro,
sia
i

Aproniano (4). Non parler di quali circa questi anni medesimi o poco prima, sia con libri speciali,

denomin

di

con

trattati

posti incidentemente in opere di sacro o di profano


dell'
il

argomento

concorsero a ridestare l'amore


gli

erudizione antiquaria cristiana ed a ravviarne


il

studii.

In Italia
il

il

Labus,
il

Secchi,

Cavedoni

il

Polidori

in
il

Germania
Roch,
io

l'Augusti,

Binterim,

Rheinwald, in Inghilterra

il

Wisemann ed

in

Francia

il

Greppo ed
Nella

il

Gueran ger con

altri,

che per amore di brevit

non

nomino, richiamarono
il

in vita la scienza nostra.


di

Ed

ottimo e pronto se ne vide

frutto.

grande descrizione

Roma

compilata
alle

da

Platner

Bunsen

Gerhard, Rstell un lungo articolo consacrato


Rstell (5)
:

catacombe romane dettato dal


suburbani diversissi-

scrittura pregevole e nei giudizii sui cemeteri


dell'

ma, non dico dal romanzo

Artaud

ma

dai vieti errori rinnovati nel dotto


e definisce
i

libro del Miinter. L'archeologo


(1)

Alemanno riconosce
and rcvealed

cemeteri cristiani

L. e. p.

611 e scgg.
oii

(2)

Twelf

lectures

the connexion between science

relirjion,

nell' cdiz. di

Londra 1853 T.

II

p.

132

(3)
(4)

Atti della poni, accad.


Il

d'arch. T. X.
di S.

Ccmelcro

di

Aproniano dello anche

Eugenia
I

sulla via Lalina,

Roma

1840-

(5)

Besclireibung der stadi

Rom.

Slullgard 1830 T.

p.

355 e segg.


fede essere stato ordinariamente
il

65

il

avere avuto origine dalla venerazione de' martiri, ed

sepolcro d'un eroe della


si

nucleo, attorno al quale

venivano aggrupin antico


ai

pando

quelli

de' primi fedeli.

Discute del

terranei,

de' quali ragiono,


all'

conciliando

nome arenarie dato quel nome coli' origine


quei
cemeteri.

sot-

cristiana, eh' egli

concede
ne
egli

escavazione

di

parecchi

fra

Nella
;

quale
e al

opinio-

in

qualche

guisa

prelude

alla

sentenza del

Marchi

lavoro de'
,

cristiani
il

fossori
il

nelle

catacombe

Boldetti,

Botlari ed altri de'

romane assegna assai pi larga parte nostri non avevano assegnalo. Confessa
afferma perfino
sotterranea
di
,

che
i

cela

meteri cristiani di

Roma

risalire

ad altissima antichit, di alcuni determina


contro
il

data agli inizii del secondo secolo:

Keyssler (1), e
servirono

concordemente

agli autori della

Roma

che quegli ipogei

non solo
ai

di sepoltura,
;

ma

talvolta

anche
i

momentaneo
il

rifugio e nascondiglio

perseguitati fedeli

ed ammette che

sacri misteri sieno stati ivi talora

ce-

lebrati.

Dopo

ci inutile

chiedere qual conto faccia

Rstell delle viete opi:

nioni e dir anche calunnie del Misson e di quella scuola

egli le rifiuta

ed

in

nome

della scienza d loro


,

il

bando, che meritano. Questo ritorno a tanta

or-

todossia archeologica

se

cos

m'
di

lecito

dire

in

alcuni punti per

temperata

da limitazioni, da sospensioni
Rstell:
il

giudizii,

da dubbii, non fu proprio soltanto del


nel

Bellermann divulgando

in

Amburgo

1859 un
il

trattato in

genere

de' cemeteri cristiani, e in ispecie delle


la

catacombe

di Napoli,

mantenne

e dichiar

maggior parte delle predette

sentenze (2).

Ed

Raoul Rochette prima del


iscrizioni e belle
verit

Bellermann
lettere

)

scrisse in Parigi nelle

Memorie

dell'

accademia delle

le

seguenti parole degne d'essere qui


fait

riferite

S'il

y a une

de-

montre pour tout homme, qui a


le

de V ohservalon des
e' est

catacombes de

Rome

sujet

d'une tnde serieuse

et

iniparliale,

que ces souterrains dans leur


;

tat actuel sont

exclusivement des cimelires chrtiens


critique clair, e est
et

et ce

qui n'est pas mons

y>

vident
ration,

aux yeux d'un

que tous

les

lments de leur dco'


antiques, qui s'y ren-

))

sans en excepter les marbres

autres

monumens
,

contrent,
chrlien

ont t appropris une intention chrtienne

en recevant un emploi
testimonianze dii

(5).

M'affretto a por termine a cotesta serie di

mostranti la cristianit delle cos dette catacombe romane, dopo

primi

lustri

di

questo secolo, essere slata unanimemente riconosciuta dagli archeologi d'ogni nazione e d'ogni setta.
in

valgano a suggello

le

parole d' un libro dato alla luce


il

Londra nel 1846;

libro ostile a

Roma

ed alle dottrine cattoliche,


le

cui au-

tore ebbe in

mira soltanto d'impugnare l'una e


I

altre

per lo spirito che

(1)

Keyssler. Reisebeschreibung Th.

p.

605 e segg.

(2)

Uber die ltesten chrisllichen BegrbnifsslUen, und besonders die katakomben zu Neapel mit ihren Wandgemal1839.
les

den,

Hamburg
(3)
et

Troisime tnmoire sur


Bellcs leltres p. 241-

aniiquils chrtienncs des catacombes J extrait

du Tome XIII des Mm. de

l'acad,

des Inscr.

Gelo
il

anima, come per l'imperizia nella materia, di che pur vuole trattare, parmi
vero Misson del
nostro
secolo (1).

Ci nulla

ostante

egli

confessa

doversi
i

onmmo
martire

tenere in guardia

come dalla

superstiziosa credulit de' Romanisti,

quali

vorrebbero che ogni scheletro trovato nelle catacombe sia venerato come corpo d'un
(

credulit,

che non giammai caduta in mente a veruno, e


i

le

dispute

sui segni distinguenti

sepolcri de' martiri note anco ai sagrestani


)
,

mostrano quale
,

amore

di

verit

splenda in queste parole


di candide ed

cosi

anche da quello scetticismo

il

quale sotto pretesto


i

imparziali ricerche nega l'assenso anche ai fatti


questi

pi evidentemente

dimostrati rispetto a

monumenti

Tutti ora sono con-

cordi

nel riconoscere,
tutti

che questi cemeteri (^bench non scavati

dai cristiani) sono

per

proprii de' cristiani senza mescolanza veruna di sepolcri gentileschi (2).

Dopo
secoli

ci

speriamo, che pi non

si

torner a gittare

il

tempo

in siffatte
:

dispute

originate da spirito di parte,


e

non da oscurit

del punto controverso

e se
il

due
con-

mezzo

di

studii

e di esperienza

appena sono
il

bastati ad estorcere
i

senso di certuni a verit manifeste, sulle quali


in

Bosio ed

pii

dotti
ci

maestri

cristiana archeologia
se baster
certe,

neanche hanno degnato voler disputare, noi


solo ad ottenere

console-

remo

un secolo

un

pari consenso ad altre verit


fatti

non

meno

ma

che richiedono l'esame di molti

di

molti argomenti per

essere conosciute e credute.

Tra
trattati

gli

autori,

de' quali

poco sopra ho
e sulle
il

fatto

menzione, ve n'ha uno,

cui
ri-

sui

monumenti

cristiani

catacombe romane meritano d'essere

cordati distintamente.

Questi

Raoul Rochette, che nel 1857 occup ampia


et

parte del

Tomo

XIII delle Mmoires de Vacademie des inscriptions

Belles lettres

con

tre

dissertazioni scritte assai

prima

sui

monumenti

cristiani delle

catacombe.

La prima

s'aggira intorno alle pitture, la seconda intorno alle pietre sepolcrali, la

terza intorno ad ogni


degli antichi cristiani.
oltre

maniera

di arnesi e di supellcttile varia deposta nelle

tombe
di

Le

tre

memorie insieme

riunite

formano
mole

un volume
e

a quattrocento pagine riboccanti di archeologica erudizione sopra tutto pro:

fana

talch ella questa veramente


alle
il

una nuova opera


,

e di

dottrina

non

mediocre intorno
e

catacombe romane

la
il

quale dee essere qui

commemorata
italiana

giudicata. Dipoi

Raoul Rochette scrisse


ebbe l'onore
di

notissimo libro intitolato Tableau


,

des

catacombes

eh'

ripetute edizioni
;

e d'una versione

del Toccagni stampata in


di

Milano nel 1841

della quale,

stantech fu arricchita

nuove giunte

dall' autore, io soglio servirmi.

Avea

egli divulgato altres nel


Il

1854
tiene

un

discorso Sur les types imitati fs de l'art chrtien.

Raoul Rochette nelle pre-

dette

memorie, come nel suo

libro sulle

catacombe

di

Roma, niun conto


illustrateli

(1) 77e church in the catacombs a description of mains by Charles Mailland, London 1846. Vedi Inscr.
(2) L.
e.

the primitive
christ.

church of
177.

Rome

by

its

sepulchral re-

T.

p.

p.

5.

67

monumenti, masantica d'ogni maniera fornitaci dai


I

dell'

elemento storico e topografico de' suburbani cemeteri.


tre
arti,

sime quelli delle


sepolcri cristiani,

e
lui

la

suppellettile

sono da

tolti

a considerare fatta astrazione dalla storia dei

luoghi, onde que'

monumentali

tesori a noi
,

sono provenuti; anzi, per meglio dire,


punto
valore.
di

come

se quella storia
di

non
i

esistesse

non avesse
e le

Laonde

egli

neanco accenna

volo

nomi

de' cemeteri

epoche

loro

fondazione o
:

maggiore svolgimento, che da quei nomi e da


accenna, che sia possibile applicare
e stabilirne la
ai

altri istorici dati

discendono

neanco

sotterranei le loro antiche denominazioni

cronologia sopra
eh' egli
e

le

testimonianze della storia. Soltanto del cemeS.

tero di Callisto,

pone

in

Sebastiano, gratuitamente afferma essere

il

pi antico di

tutti,

questa affermazione tante volte ripete, che diviene per

lui

un assioma mi
del
fedeli

capitale nello studio

cronologico dei primitivi monumenti

cristiani.
i

Del rimanente lo scopo primario del Raoul Rochette fu di mostrare, come


nelle

pri-

loro opere d'arte e nei loro funebri


all'
i

riti

costumi adoperarono

e quasi torsero

espressione delle novelle


tipi

dottrine evangeliche ed ai bisogni


le

culto novello

e gli

elementi forniti dall' arte pagana e


Io qui

costumanze

inveterate dalla pi lontana antichit.


to
v'

non imprender

a dichiarare quan;

ha

di

esagerato
i

di falso

nel sistema del dotto archeologo francese

sol-

tanto avvertir, che


della sua

monumenti

precipui,

quali fecero cadere lui ed

seguaci

scuola in quelle esagerazioni ed in quegli errori, furono pitture a torto

divulgate

come

cristiane, quelle

segnatamente del sepolcro di Vibia e

di
il

Vincenzo
rinascere

da

me

ricordate (I).

Ci che a

me

sta

cuore di notare che


gli

degli studii della cristiana


tieri

antichit

non riconduceva verso


sistema

abbandonati sendal
Rottari,
le

del Rosio,

ma

verso l'interpretazione de'


di
il

monumenti insegnata
,

alla

quale

si

cercava

dare l'ordine
tentativo

il

la

cronologia che
gli

mancrono-

cavano.
logici,

Indi
e le
di

venne

primo

di

dimostrare

estremi

limiti

varie et de'
essi
;

monumenti

sotterranei e la molta antichit del

maggior

numero

tentativo sagacissimo fatto

dal Settele (2),

ma

nel quale d'una

restituzione della topografia e della storia de' singoli cemeteri

da servire di base
Indi nacquero

salda alla cronologia neanco


le

il

pensiero da lontano accennato.


dirette a ricercare le origini

trattazioni

del

Raoul Rochette

de' tipi cristiani

ne' tipi pagani,


dell' antichit,

a trovar la ragione

delle

costumanze funebri

cristiane, in quelle

ed a coordinare lo studio de'


la

monumenti
Delle

cristiani

a quello delle

tre

arti,

l'architettura,

pittura

e la scultura.

iscrizioni

poi

ninno im-

maginava neanco possibile una


applicata alle cristiane.

classificazione diversa dalla gruteriana dal Marini

Con
(

questi pensieri
del

cresceva e dilatavasi fra


dell'

dotti

il

desiderio che sorgesse


(1) (2)

sono parole

presidente

accademia

romana

di

V. sopra pag. 58.


Alti della poni,

Cf.

Garrucci, Les mistres du syncrtisme Phrygien. Paris 1854.


II

accad. d'arch. T.

p.

43

e segg.


archeologia pronunciate nel

68

1835) uno di quei felici spiriti, che per vie nuove innalzandosi alV immortalit produca una vasta opera che tutte abbracci le cristiane antichit (1). L'alto invito non fu vano: ed al P. Giuseppe Marchi della
compagnia
di

Ges s'accese

in cuore

il

proponimento

di

por

mano

alla

vasta

opera, eh' era nel desiderio universale.

CAPO
Del P. Giuseppe Marchi
,

XIII.

della nuova

Roma

sotterranea

che ora vede la luce.

Circa
de' sacri

il

1841
,

il

Marchi, succeduto
la

al

Settele
,

noli' ufficio

di

conservatore

cemeteri
varii

imprese
i

grande opera

che doveva darci

classificati in tre

serie

tipi

ed

pi notabili esempi de' monumenti primitivi delle arti cri-

stiane nella metropoli del cristianesimo.

La prima

serie era delle architetture, la

seconda delle pitture,


primitiva chiesa

la

terza delle sculture.

E
la

perch

tutti

monumenti
,

della

romana vedessero finalmente

desiderata

luce

nel seguente
nella cui

anno

egli

mi confort

a promettere la raccolta intera delle iscrizioni,

ricerca solo per giovanile vaghezza e per innato


de' primi secoli cristiani io

amore

delle istoriche

memorie
die

m'ero

esercitato

(2).

Quanto
,

potente
f

impulso

allora

il

Marchi

agli studii de' sotterranei

monumenti

come
la

correre nuovasotterranea cri-

mente per l'Europa quel grido, che corse nel 1578,

Roma
,

stiana riaprire le sue porte e tornare a rivelarsi agli studiosi

sono meriti del serberanno

mio maestro
lero di S.

al

mondo

noti

e de' quali la scienza


i

la

cristianit

eterna e grata memoria.

Dapprima

principali suoi studii egli dedic al


i

ceme-

Agnese

ove diresse escavazioni e scopr

rapporti fra l'antica are-

naria ed

il

cemetero, e cripte di nuove ed ignote forme con catcdre intagliate


Il

nel tufa variamente collocate.

frutto

di queste escavazioni e di queste scoperte

con molti

altri

saggi d'altri sotterranei

monumenti

egli

divulg nell' unico volu-

me, che dell'opera sua ha veduto la luce, intitolato Architettura della Roma sotterranea cristiana. Per il qual volume al Marchi rimarr sempre il vanto d'aver
chiarito la differenza tra le arenarie ed
i

cemeteri, dimostrando l'escavazione di


;

questi essere stata opera de' fossori cristiani

e d'aver classificato le varie

ma-

niere di sepolcri,
riatissimi

di

cubicoli, di cripte e di chiese sotterranee,

illustrando sva-

argomenti e quistioni appartenenti


la

alla scienza ed alla storia della

Roma

sotterranea. Se m' lecito ricordare

censura, che molti fanno al dettato del

mio maestro, dir che


(1)
(2)

in esso spiace lo stile oratorio pi che didattico e scien-

Alti della pont. accad. d'arch. T.

p,

24.

V. Inscr. christ. T.

praef.

p.

XXXVI'.


tifico,

69

le

l'apparente

disordine delle materie per

molte e varie digressioni,


censura
nulla

l'uso

frequente e soverchio delle congetture.


;

Alla prima

voglio

opporre
dalla

imperocch stimo
del

veramente, che molte verit gloriosamente scoperte


state

mente sagace

Marchi sieno
pii

da
veri.

lui

presentate al lettore in guisa


del
disor-

da farle parere trovati

ingegnosi

che

Del secondo difetto,

dine cio e delle digressioni, la cagione principale tra breve sar manifesta. Alla
terza censura
il

Marchi medesimo rispose con modestia pari


;

alla grazia

ed

all'in-

gegnosa arte della sua parola

e conchiuse

dicendo

sono ben certo che

da

queste congetture

altri la

sapr trarre non poche verit


di

(1).

Gli odierni studii

sovente confermano

giustezza

questa sentenza.

L'opera del Marchi bench con l'inaspettate scoperte e con l'ardito slancio
delle

nuove opinioni sorpassasse


avevano accelerato

desiderii,

de' quali nel fine del precedente

capo
i

ho ragionato,
voti

pure recava l'impronta del


il

sistema vagheggiato dai dotti


studii della cristiana

cui

rinnovamento dedi

antichit.

La

classificazione dei

monumenti

cristiani nelle tre arti, la ricerca de' loro tipi precipui


la

e della genesi di que' tipi,


tutti,
il

loro generale cronologia,

come erano
quali

nei voti di

cosi furono

il

punto di mira del mio maestro. Or chi legge attentamente


,

suo volume tosto s'avvede


a

che in quelle pagine

le

furono dettate

un quarto o poco pi del tomo ed un nuovo l'autore a quando a quando devia dal suo primiero punto di mira orizzonte gli si apre dinanzi, che quasi lo svoglia e lo disamora dall' intrapreso
messe

stampa a

fascicoli

e ad intervalli, dopo

cammino. Di
gionare

quest' ultima fase della storia,


:

eh' io narro,
il

farebbe mestieri ra-

distesamente

ma
i

poich qui comincia

conto

che pur debbo dare

de' miei studii e del

metodo da
cenni
nel

me

adottato, con la possibile brevit e con ogni


all'

candore dar soltanto


far entrare
il

pii

necessarii

integrit di questa storia ed a

lettore

mio concetto.

Nel lavoro, che a


prefazione al primo

me

incombeva, delle

iscrizioni

parvemi,

che

le

elassi

adottate dal Marini fossero da

rifiutare per le ragioni,

che ho dichiarato nella


;

tomo

delle

Inscriptiones

christanae

e vidi

chiaramente

la

verace e scientifica classificazione dover essere innanzi tutto topografica.

Resti-

tuendo

adunque a ciascun cemetero


l'ordine,
la

le

sue iscrizioni,

ed a queste, per quanto

possibile,

serie,

gruppi, in che furono da principio collocate e


il

disposte,
i

cominciai ad intravvedere, che non era impresa disperata


indubitati
la
,

ritrovare

nomi genuini ed

la

cronologia e la storia di ciascun

sotterraneo.
epigrafi

Ma

a questa ricostruzione,
ajuto.

cui

somma

utilit

manifesta, non

le sole

mi porgevano
sepolti

Esaminando ogni maniera

di

documenti spettanti

ai martiri

nelle nostre

catacombe con mio incredibile stupore m'avvidi, che

oltre

(1)

Monum.

primitivi p. 226.


martirologii ed
i

70

romani, erano pronte all'uopo


siti
i

libri

liturgici

venuti in luce dopo la morte del Bosio e ricchi

d'indicazioni preziose ed antichissime sui cemeteri

mio parecchie
sitati

topografie additanti chiaramente

de' pi illustri sepolcri vidi

dai fedeli negli ipogei e nelle basiliche del

suburbano
citati

Roma. Al

leggere

quei documenti per la

massima parte stampati ed anche


gli

da parecchi eruditi,

non sapevo intendere come


fatto e

studiosi della

Roma

sotterranea non ne avessero

non ne facessero uso veruno:


le pili

ma

verificato

che ci avveniva perch segnata-

mente
per
i

preziose topografie loro erano state ed erano ignote,

non tenni segreto


f

miei studii quel tesoro, e lo manifestai.

La

novit

dell'

annunzio

che in

alcuni giornali stranieri nel

i844

si

divulgasse la falsa novella

aver io rinve-

nuto nella Vaticana preziosi ed inedili itinerarii degli antichi visitatori delle ca-

tacombe.

Quasi ninno era inedito


dei dotti.
,

dei

documenti

sui
il

quali

soltanto

chiamai

l'attenzione
notizie

Il

mio

maestro

commend
campo, che
studii,
le

pregio
ci

inestimabile delle
,

topografiche

di

che quel corpo di documenti

riforniva
alla
la

ma

misudella

rata

colla

mente

la

vastit del

nuovo
i

s'apriva

scienza

Roma
che
si

sotterranea,

e considerati

lunghi
si

escavazioni,

giovane et,
di

richiedevano a coltivarlo,
la

perde d'animo. Dopo ragionato

quei do-

cumenti e dietro
citt,

loro scorta fatto

un rapido viaggio

attorno, attorno all'eterna

conchiuse che solo una topografia potr dare unmagine meno inadeguata della

maraviglia, eh' la

Roma

sotterranea.

Ma

soggiunse, che un

uomo
vita,

di forte

tempera

ed instancabile, (piando volesse impiegarvi tutta una lunga


riverebbe al termine
d'un' opera cotanto vasta (1).
egli

a gran fatica ar-

Cos ne ai lavori topografici,

che tanta luce e gloria impromettevano,

seppe indursi a por mano, n nell'opesi

ra dapprima ideata, e dalla quale ogni d pi l'animo gli

alienava, perseverare.
fu l'insigne tro1'

Ma
vamento,
de'

ci,
la

che del metodo

di

quell'

opera

fin

di

svogliarlo,

cui narrazione e dichiarazione

degnamente corona

unico
il

volume
trattato

monumenti

sotterranei da lui pubblicato.


,

Egli aveva gi terminato

suir architettura cemeteriale

ed aveva cominciato
del

quello sulle basiliche

erette
lo

sopra terra,

quando

la

fortuita scoperta

sepolcro d'un martire


cripte

illustre

consigli a ridiscendere nelle


tavole era gi chiusa la serie.
rivel
al

catacombe

delle cui

e sepolcri

nelle

sue

La scoperta
Ponziano, e
trov
,

fu assai pi splendida di quella, che


di

Bosio

il

cemetero
Il

di

quella che die al Boldetti


dei

il

cee

metero

di

Gommodilla.

Marchi

sepolcri

celebri

martiri

Proto
;

Giacinto nella loro cripta primitiva

e quello

del secondo

tuttora intatto

amGli

bedue esattamente nel


insegnamenti e
occhi posero
il

sito e nel

modo, che
d'

gli antichi

topografi additavano.

la

testimonianza

un

nobile esempio

caduto

sotto

nostri

suggello alla mia persuasione, che fosse possibile e talvolta anche

(1)

Marchi.

Monum.

primitivi p. 84.


facile
il

71

topografi gli istorici sepolcri


la
,

ritrovare

dietro la

scorta de' nostri

che

un
che

illustrarono le catacombe

romane, e che
della

loro ricerca dovess' essere la

base, sulla
al

quale ricostruire l'edifcio

Roma
le

sotterranea.

Perci vedendo,

Marchi quest' impresa sembrava d'un' arduit insuperabile, e che l'opera


le
,

sua chiamandolo ad illustrare

pitture e
lo

sculture
d

considerate in s medetrattazione

sime

e nella

serie de' loro tipi

menava ogni

pi lungi dalla
di

topografica,

eh' egli

pur riconosceva necessaria, deliberai


Successero anni

intraprenderla, gran-

demente ajutato dalle

iscrizioni, delle quali parecchie migliaja io

aveva gi adunato
quindi la pub-

e topograficamente disposto.

di civili turbolenze; e

blicazione delle pitture e d'altri

monumenti
al

cemeteriali fatta in Parigi a spese del

governo francese dal

sig.

Luigi Perret; avvenimenti

che sospesero

il

corso della

prima opera dal Marchi condotta


duta poscia ogni speranza, che
lavoro, desiderai eh' egli
il

termine

dell' architettura
il

cemeteriale.
filo

Per-

mio maestro riprendesse


tutti

dell'interrotto

medesimo

s'accingesse sull' esempio del Bosio alla nuova


i

Roma a me
tare,

sotterranea,

riserbandosi l'interpretazione di

monumenti

e lasciando
to-

quella parte,

eh' egli avrebbe voluto concedermi,

della dichiarazione

pografica e storica, che io veniva raccogliendo dalle iscrizioni e dai codici. All' esial

variar di pensieri,

ed allo scoraggiamento

dell'

ottimo vecchio

pi che

dagli anni,

dalla tempesta del

1848

e del
:

1849

sbattuto ed affranto,

non ebbi
ai consigli

cuore di appigliarmi a qualsivoglia partito


autorevoli, e potrei
dire ai precetti, che

e resistei

temporeggiando
di

m'imponevano
cristiana.

assumere sopra

di

me
pur

solo

r edizione della nuova Roma sotterranea


le

Infine

quando

vidi

mio maestro, e lui medesimo desideroso, che io mi sobbarcassi all' impresa, accettai l'alto mandato e mi disposi a compirlo. Due gravissime difficolt avevano lungamente fatto stimare al Marchi quasi
troppo spente
forze del

impossibile
della

e,

come

egli

diceami, un sogno

la

ricostruzione topografica e storica

Roma

sotterranea dietro la scorta dei documenti, che al Bosio furono ignoti.

Coteste difficolt erano le gigantesche escavazioni necessarie ad ottenere quel fine,


e
le

non meno gigantesche operazioni topografiche

alle

quali

appena sarebbe

stata bastante la

lunga vita d'un uomo di forte tempera, istancabile, ed in quella

sola impresa occupato.


terra stimai assai
il

La prima difficolt dopo molti studii e ricerche fatte sotminore che non pareva la seconda dopo avermi intralciato
;

cammino per parecchi anni


escavazioni, che dentro
il

e talvolta

quasi fatto disperar dell' intento, stata


dalla divina provvidenza.
si

vinta per
alle

un singolare beneficio offertomi

Ed

in

quanto

giro di pochi anni

potessero scavando ottenere

scoperte numerose de' sepolcri istorici de' cemeteri suburbani, sembrava speranza vana per l'esperienza anteriore di due secoli e mezzo. Un solo gruppo di sepolcri
noti per la storia
detti

rinvenne
il

il

Bosio nel 1619; un secondo

ne rinvenne

il

Boi-

nel

1720; un terzo

Marchi nel 1845: uno per secolo. Durante duecento


e cinquant' anni
in
lo

72

alcuni

per 36 e

romane catacombe erano state in ogni senso esplorate; e se tempi gli archeologi non ne sorvegliarono le escavazioni, il Bosio per per 50 e pi il Boldetti ed il Marangoni si fecero quasi pii anni
,

cittadini sotterranei: dal principio poi del secolo nostro al


tele,
il

1845
alle

il

Ponzetti,

il

Set-

Marchi medesimo avevano tenuto esatto conto d'ogni sotterraneo trova:

mento. L'esperienza adunque era scoraggiante


rinunciava.

n perci
il

mie speranze

io

Imperocch quasi dal primo

d,

che misi

piede nelle catacombe,

assiduamente tormentato da questo pensiero, perch mai noi in esse non vede-

vamo

segni manifesti di que' famosi sepolcri, che erano

ivi slati

visti e

venerati

da' primi secoli all' ottavo ed al nono,

non potevo indurmi


volgari
sepolcri di

credere, che ci

provenisse dall' essere quelli oggi cos spogliati d'ogni ornamento loro proprio,

che fosse impossibile

il

distinguerli

dai

martiri o di fedeli

non
al

noti all' istoria.

Ne pure credevo che

fossero cos rintanati e perduti in seno


,

labirinto cemeteriale,
dall'

che niuna via menasse a rinvenirli

tranne lo scavare

tutta le

un capo

all'

altro la necropoli sotterranea cristiana.


le

immagini

de' santi,
al

istoriche iscrizioni ed altre siffatte

A me pareva, che memorie non doveromani


nel
;

vano essere

tutto distrutte nelle istoriche cripte de' cemeteri

e bastava

l'esempio delle tre sole scoperte dal Bosio, dal Boldetti, dal Marchi a
derlo.

persuadel

Sembra vami
,

inoltre che

dalle piante

medesime divulgate
ove in ciascun

volume

Bosio

attentamente studiandole, apparisse,


le

cemetero giacevano
i

nascoste

cripte desiderate ed a quali indizii se ne potevano riconoscere

siti,

e perch tre sole se

n'erano in quasi

tre secoli

riconosciute.

Qui non entrer

nei particolari di questa dottrina,


rali sui

che spiegher brevemente nelle nozioni gene-

cemeteri cristiani. Dir soltanto per terminare l'istoria impresa a narrare,


al

che dal 1849


lo

maggio 1851, nel qual tempo ebbi commodit maggiore, che per
i

passato di perlustrare
Il

nostri sotterranei, molte

esplorazioni e molti studii feci

a quest' uopo.

pontifcio Sagrista

ed

il

P. Marchi mi affidarono la direzione di

alcuni scavi nel cemetero di Pretestato e in quello de' santi Marcellino e Pietro
nella via Labicana
verificar
,

ov' io volli

fare gli esperimenti

che allora potevansi, per

l'esattezza della predetta


all'

dottrina.

Il

successo
pii

avendo

risposto,

come
la
ot-

narrer a suo luogo,


scoperta de' gloriosi
tenersi con
fino allora.
tate

aspettazion mia,
istorici

non ebbi

dubbio veruno, che

monumenti

della primitiva chiesa

romana poteva
dell'

semplicissimo metodo e con dispendio non molto maggiore

usato

Faceva d'uopo soltanto cstrarre


,

gli

enormi cumuli
i

di

macerie precipi-

dal suolo esterno ne' punti


scale;
la

ove furono moltiplicati

lucernarii e costruite

ampie
a

quale estrazione nel metodo degli scavi tenuto dal

1600

infino

noi era stata al tutto impossibile.

Pregai allora alcuni prelati della chiesa romana e

gli

eminentissimi cardinali

Antonelli Segretario di Stato e Patrizi Vicario di Sua Santit affinch chiamassero


promettevano.
Il

73

l'attenzione del sovrano Pontefice sopra le escavazioni sotterranee, che tanto bene

sommo

Pontefice dapprima assegn una mensile sovvenzione a

quest'uopo, e segnatamente per l'estrazione delle predette macerie dal nobile cemetero di Pretestato. Quasi in pari

tempo decret una

visita apostolica alle

catacombe

romane, presieduta da S. E. Monsig. Tizzani Arcivescovo


sasse ai provvedimenti da prendere. Poco dipoi
archeologia
sotto la perpetua presidenza
dell'
istitu

di Nisibi,

perch avvi-

la

Commissione di sacra
,

Eminentissimo Cardinale Vicario


de' sotterranei

affidandole la cura de' cristiani


teri

monumenti

di

Roma, massime
le

ceme-

(1).

La commissione cominci
:

a diriggerne

escavazioni nel

Novembre
le

del

1851

e le illustri scoperte da lei fatte

adempierono ed adempiono
o
risultati

mie

speranze, che da alcuni erano state stimate vaneggiamenti

possibili

ad ottenere soltanto in lunghissimo corso di anni.


Vinta cos

per

la

provvidenza

del

sommo
la

pontefice
g' istorici

la

prima

difficolt

eh' era delle escavazioni necessarie al rinvenire

monumenti,

sui quali

fondare
grafici.

la

nuova Roma sotterranea, rimaneva

seconda de' grandi lavori topo-

La commissione

predetta coadiuvata dal eh. cav.

Fontana architetto,

la

cui perizia nella

scienza architettonica delle

romane catacombe
il

abbastanza
il

nota e dal Marchi sovente commendata. Egli ed


Ignazio Cugnoni
S.

suo degno collega

sig. prof.

Cornelio, e

mi hanno dato la pianta degli ipogei circa il 1856 impresero a poco a poco

circostanti al sepolcro di

quella del rimanente ce-

metero

di Callisto.

Ma

per l'arduit e la lunghezza di coteste sotterranee imprese


e fatiche
il

icnografiche,

dopo assai tempo

fatto

era quasi nulla verso quello che


il

restava a fare anche solo nel predetto cemetero. Intanto crescevami a lato
fratello

mio

Michele, del quale se parler con afletto


;

sovrabbondante, mi sar per

donato

imperocch

la

gratitudine,

eh' io gli debbo,

troppo maggiore di qual,

sivoglia lode,

eh' io potr

tributargli.

Egli vista la stretta necessit


,

in

che
il

io

era di maggiori ajuti per le

operazioni topografiche

m'offr a quest'

uopo

suo

ingegno e

la

sua privata collaborazione, senza volere neanco essere nominato ne

conosciuto per l'amorevole soccorso prestatomi.


la
Il

Ma

in breve

suoi meriti verso


tenerli

sotterranea topografia divennero

tali

che non fu possibile


lui

nascosti.

pubblico gi

li

conosce dagli

scritti

di

medesimo (2)
1862,
,

e dal giudizio proli

nunciatone in Londra

nella grande esposizione del


se sapesse
il

e meglio

conoscer

da questo volume

ma

con quale generosit

con quale amore

da

mane

a sera egli porta

peso della parte pi laboriosa, pi arida e dir anche

(1)

Di cotesla Commissione,
il

alla

quale ho l'onore di appartenere, oltre l'Emo Presidente ed oltre


il

il

Sagrista pontificio
(

pr tempore oggi sono membri


P.

sopra lodato Monsig. Tizzani. Monsig. Bartolini.


il

R. P. Francesco Tongiorgi

succeduto

al

Marchi);
(2)

il

Comraend. Pietro Ercole Visconti,

Cav. .Minardi, ed

il

segretario sig. Canonico Profili.


ortografica per rilevarne
le

Dell' ampiezza delie

romane catacombe e d'una macchina icnografica ed

piante ed

lTelli.

negli Atti de' Nuovi Lincei,

Anno

XIII. Sess. VI.

10

74
pi io^nobile della
quello,

mia impresa
scritti

intenderebbe
dalle stesse

suoi

meriti essere

maggiori di

cbe dagli

di lui

mie parole apparisce.


narrazione delle scoperte

E
intorno
istituita
ciali

qui parmi,
la la

che sia tempo di conchiudere questa lunga storia degli studii

Roma
ai

sotterranea.
di

Imperocch

la

fatte

dopo
spe-

commissione

sacra archeologia, e la

menzione
il

degli

scritti

intorno

sotterranei
la

monumenti

che dopo divulgato


al

volume del Marnelle

chi

hanno veduto

luce,

verranno naturalmente

loro

luogo
in

singole
pel

parti di qucst' opera.


rifiorire

Gli scritti poi sulle

catacombe romane

generale,
si

delle loro sacre

memorie

e del loro

studio, in questi ultimi anni

sono

tanto moltiplicati,
se

che temerei di fare involontariamente onta a qualche autore,


e poi

m' accingessi ad annoverarli

m'avvenisse

d'ommetterne

alcuno.

Ram-

menter soltanto, perch sono nelle mani di tutti, la bo\ne souterraine del sig. Abate Gaume nella seconda edizione delle sue Trois Romcs; la celebre Esquisse de Rome chrtienne di Monsig. Gerbet Vescovo di Perpignano la guida nelle ca;

tacombe romane
in inolese ed

dettata dal

mio amico

il

sig.
il

Spencer Northcote, due volte edita


archeologico dell'

una

in lingua francese,

ed

famoso romanzo

Eminentissimo Card. Wisemann La Fabiola ossia la chiesa delle catacombe, che in quasi tutte le lingue d'Europa ha fatto il giro del mondo. Accenner anche
il

recente opuscolo del sig.

Edmond

Caillelte

de l'Hervilliers intitolato

travers

les

calacombes de
le

Rome (Paris 1865). Rome par


M'.

Della grande opera poi,


il

che sopra ho

ricordato tra

cagioni,

che interruppero

corso di quella del Marchi, intitoil

lata Les calacombes de

Louis Perret forse

mio
di

silenzio all' au-

tore sarebbe pi spiacente,

che un libero giudizio. Adunque

quei magnifici

volumi pubblicati

in

Parigi dir, che l'autore loro ha pi volte protestato

non
fe-

aver preteso darli al pubblico


delt pertanto dei disegni

come lavoro

d'erudizione,
il

ma

d'arte.

Nella

monumentali dee consistere

pregio precipuo dell'opera.

Come

e quanto sia stato raggiunto lo scopo di quella fedelt

non voglio
giudichino

io

sen,

tenziarne,

potendo parere giudice passionato e sospetto


di

lo

coloro

che hanno agio

confrontare
stile

le

tavole del Perret coi

monumenti

originali.

questo io dico dello

e del

carattere artistico segnatamente delle pitture. In

quanto poi
scelta,

alla

integrit di quei disegni, al discernimento, che

ha diretto

la loro

alle indicazioni de' luoghi,

ed alle pitture, sculture, iscrizioni falsamente


gli studiosi

attribuite ai

cemeteri sotterranei,
di

potranno nei singoli casi giudicarne,


o di doverli

quando
divulgo,

m'accadr

dover ripetere quei monumenti medesimi,


istituito

discutere.
le

Questo confronto per non potr essere


quali sono tutte di

sulle tavole, che ora

monumenti non mai


i

pubblicati. Infine se la gran-

diosa edizione del Perret, malgrado


dilatare la sacra

suoi difetti, ha dal suo canto contribuito a


dell'

fiamma

ridestata dal

Marchi

amore
;

e dello

studio delle cata-

combe romane, abbia

essa pure la sua parte di lode

l'abbia altres la nazione


saper degnamente apprezzare
l'alto

75

monumenti
i

francese, che spendendo duecento quarantamila franchi in quell'impresa ha mostrato

valore de' sotterranei


il

cristiani.

Ora viene finalmente

eh' io accenni

sistema,
fa

il

contenuto,

limiti della
:

mia

Roma
tersi

sotterranea. Del sistema in genere


al

non

d'uopo ch'io parli

tutta la storia,

che ho narrato, collima


sulla via
utilit

punto da
,

me

preso di mira, essere cio necessario rimet-

segnata dal Bosio


del

e far quello

che

egli

volle

non

pot.

Le
alla

grandi

sistema topografico sono dimostrate dai danni


;

provenuti

scienza nostra dall' essere quello stato abbandonato

e lo

saranno anche pi dai

vantaggi che

il

tornare

ad esso

ci

apporter. Io adunque descriver ad uno ad

uno
le

cemeteri sotterranei della chiesa romana. Di ciascuno raccoglier in prima


dalla storia.

notizie forniteci

Poscia ne cercher

il

vero

sito

dietro la scorta

d'ogni maniera d'antichi testimoni e d'antichi topografi. Infine trovatolo mostrer,

secondo che

le

scoperte fatte nelle passate e nella nostra

et

mei consentiran-

no, la verit di quella storia, di

quelle testimonianze, di quella topografia, di-

chiarando

monumenti

istorici rinvenuti in

seno

al

cemetero medesimo. Stabilita


del

cos la storia e messi piena

luce gli istorici

monumenti
;

cemetero, entrer
dalla

ad esaminarlo

e descriverlo in

ogni sua parte

cominciando

cronaca

di

tutte le escavazioni

e devastazioni
all'

che ne' passati secoli in esso sono state


antica sua forma,
;

fatte.

Ne dar

la

pianta restituita

indicandone per

moderni

guasti e le

moderne trasformazioni

pianta messa in rapporto col suolo esterno

e coi principali
i

monumenti
le

sacri

e profani,

che

ivi

sorgono da terra. Ne dar

necessarii spaccati,
iscrizioni,
i

pitture,

ed ogni altro ornamento od opera d'arte; infine

le

cui

siti

precisi posso indicare nella pianta, o quelle, che per altre


serie
,

ragioni

non vogliono essere ommesse. La

completa delle iscrizioni


e che

tutte
ai

ne'
luo-

passati secoli in ciascun cemetero rinvenute

non possono essere


gi

ghi loro precisi restituite, e d'ogni

menomo frammento
,

riservata alla raccolta

generale delle iscrizioni cristiane. Questa

com'

noto

dopo

il

secondo

volume avr anch'essa per base


iscrizioni e la

la distribuzione

topografica (1).

La

raccolta delle
sola
,

Roma

sotterranea

sono

nella

sostanza

un' impresa
io

cui

materiali con

ventidue anni di assiduo lavoro


:

adunati

vengo
dire cos

in
,

pari

tempo
suo

disponendo nelle due opere

la

prima, se m'

lecito

l'archivio
il

generale della seconda. Finalmente esaminata l'escavazione

medesima ed

svolgimento insieme

al vario

sito

de'

monumenti d'ogni maniera sopra


;

descritti,

tenter di questi la classificazione cronologica


del cemetero in
lisi

la

quale avr per base la storia


e per confronto di verit l'ana-

primo luogo dichiarata

e stabilita,

seolooica e architettonica del sotterraneo. Quest' indagine a molti parr

immensa

quasi
i

impossibile

ridurre
,

in

pratica.
(1)

Ma veramente
christ.

il

fatto
fine.

mostrer, che dopo

lunghi apparecchi

de' quali

liSiT.

T.

piacf. in


sono
o-iunto felicemente al

76

collabora-

termine

e con l'amorevole e sagacissima

zione del mio fratello, l'impresa oggi a quasi facile e piana.


se.
io

Di quegli

me divenuta non pur praticabile ma apparecchi amo che l'opera medesima parli da
in

Dir

soltanto, che v'ha

appena

Europa

biblioteca di manoscritti,
all'

ove od
della

od

miei amici non abbiamo frugato per trovare notizie atte

uopo

Roma
rigine.

sotterranea.

D'ogni

menomo frammento

d'iscrizione venuto in luce in qualil

sivoi^ha

tempo

dalle

catacombe romane ho
iscrizioni,

ricercato diligentemente
i

sito e l'o-

dalle

pagane
i

necessarissime per studiare


de' gentili,

rapporti fra gli


il

ipogei cristiani e dal

sovrastanti

monumenti

e per scoprire

passaggio

paganesimo

al

cristianesimo nelle

principali

faraighe

romane,

ho potuto a
catacombe

tutto

mio agio

trar luce alla illustrazione de' sepolcri e de' sepolti nelle


tutte passate in

ronmne, avendole quasi


apparecchiate per
il

rivista nei

libri,
,

nei codici e nelle carte


dalla

Corpus inscriplionum Latinarum


al
,

ordinato
egli

reale

acca-

demia

di

Berlino. In quanto poi


d'

mio

fratello

detta

l'analisi

geologica
e prezioso

ed architettonica
riscontro
ai

ogni
dell'

sotterraneo

frutto

de' suoi

studii

speciali

risultati

esame archeologico cercato

in

un' altra scienza e in


egli

un
e

altro capo

d'osservazioni.

Del rimanente pel grande ajuto eh'


dell'

per la parte che prende al quotidiano progresso

opera

la

mi porge, nuova Roma


voglio

sotterranea

parmi quasi non

meno

sua che

mia.

Questo primo tomo


;

che

sia

un campione
in esso

del metodo,

che ho stimato dovere adottare


,

perci esa-

miner
fare

ogni minuzia, ogni frammento

come non sar


il

forse possibile

ne' seguenti

volumi per
detto
fin

tutta la

smisurata ampiezza della necropoli cristiana.

Quanto ho
il

qui vale a far conoscere non solo

metodo,

ma

anche
i

contenuto

dell'

opera mia.

La materia

necessaria e tutta

sua propria sono


quelli,

monumenti veramente
morie e dai
luce.
libri

spettanti alla sotterranea necropoli,

massime

che

sot-

terra esistono tuttora, ed io

medesimo ho veduto

quivi scavare,
,

ovvero dalle meusciti

delle et passate

ho potuto raccogliere

onde sieno

alla

Quelli,

de' quali si sa soltanto


lo studio

che furono rinvenuti sotterra,

ma non

pre-

cisamente dove, se con


ger a scoprirne
la

di

opportuni confronti e d'induzioni non giun-

vera origine, potranno servire d'appendice alla fine di ciascun


;

cemctero, od alla fine di tutta l'opera


di

non per entrare


tutte

nel sistema topografico


:

essa.

Cotesti
,

monumenti possono
Le
pochissimi saggi

ridursi a quattro

classi

pitture,

sculture,
ce-

iscrizioni

suppellettile varia.
:

pitture quasi

sono o ne' sotterranei

meteri o perite
superstiti

se ne veggono
,

nei musei. Intorno alle pitture

non pu cadere dubbio veruno


;

che sieno parte integrante e princial loro

palissima di quest' opera


riprodotte dai disegni,

imperocch esse sono


i

posto.

Le

perite
forniti

saranno
d'indi-

che ce ne rimangono,

quali sono

tutti

cazioni

pili

meno
loro

restituite

ai

Le poche distaccate, se non potranno essere cemeteri, occuperanno appena una o due tavole d'appendice,.
precise de' luoghi.

che collocher dove l'opportunit del confronto con dipinti simili mei consiglier. Laonde il corpo delle sotterranee pitture io spero dare interissimo. Diversa la ragione delle sculture queste son rare nei sotterranei , ed il maggior numero
;

dei sarcofagi pubblicati dal Bosio e

commentati dal Bottari come spettanti a questo


il

o quel cemetero proviene dai sepolcreti posti sopra terra e dentro


nelle essedre delle basiliche. Perci delle sculture accetter quelle
la

recinto o

poche soltanto,

cui origine sotterranea

da prove certe dimostrata. N


la serie

la

sacra archeologia

dovr lungamente desiderare

di cotesta insigne

classe di

monumenti.
Tongiorgi

sarcofagi cristiani raccolti nel

museo
collega

cristiano Pio-Lateranense

vedranno

la luce
;

con

commenti

del

mio

eh.

ed amico

il

P. Francesco

de' sarcofagi

cristiani tutti,
i

con quelli segnatamente del mezzod della Francia e


in pregio
i

della Spagna,

quali a

mio avviso vincono


il
il

nostri

di

Boma,

ci

fa

sperare

la

raccolta

ordinata
;

eh.

P. Baffaele

Garrucci.

Delle iscrizioni sopra


il

ho detto quanto basta


gi veduta
la

ed

loro corpo completo,

del quale

primo tomo ha
la

luce,

tutto

nelle

mie carte

e ne

vengo alternando
profana.

stampa

con quella de' volumi di cotesta


tesoro ricchissimo
gli

Roma
arte

sotterranea.

Besta la suppellettile varia

di

opere

dell'

antica
l'

cristiana e
letto

Imperocch
che nelle
vasi di vetro
riti

archeologi sanno, e chi noi sapesse


oltre le

ha

sopra a pag.

49,
i

romane catacombe
d'altre materie
oltre le

famose ampolle del sangue dei martiri,


alla

destinati

divina eucaristia, alle agapi ed ai funebri


de' sepolcri
,

sepolcrali lucerne e gli altri arnesi proprii


in

ogni maniera
,

d'intagli

gemme
nobili

ed

in cristallo

di

medaglie
,

di bronzi varii

di avorii

d'altre

meno
,

materie sculte o

figurate

d'arte

pi

spesso

pagana
la

che

cristiana

ne' trascorsi tempi


i

stata rinvenuta

ed

anche oggi

dopo

messe
vestia-

noi spigoliamo. Son questi


rio
ai

saggi del mobilio


dell' et, in

sacro e domestico

e del

de' primitivi

cristiani,

massime

che

fedeli vivevano

mescolati
ai

pagani e rare volte poterono avere ofiicine proprie

ed utensili
de' fedeli
e

fatti

loro

usi.

Questa snpellettile preziosa

che

la

vita
,

privata

gli

utensili

de' santi misteri

pone

sotto

nostri
i

occhi

dovrebb' essere

quasi

tutta

collo-

cata alla fine dell' opera tra

mobili d'ogni genere spettanti per


i

cos

dire

al

corredo de' nostri ipogei: dappoich n

siti

precisi,

e per lo pi

neanco

l'in-

dicazione generica dei cemeteri, ove que' monumentini furono dissotterati,


viene di poter
rintracciare.
al

ci

av-

Io

stimo

per

che se

la

divina
,

provvidenza

mi
la

conceder di giungere
delle

termine della lunga mia


tutti
i

opera
d'

quel nobile corredo


gi veduto
Il

catacombe romane sparso per

musei

Europa avr

luce per cura o del lodato P. Garrucci o d'alcun altro archeologo.

Garrucci

ne ha gi dMilgato
del compianto P.

la classe

pi erudita,

cos

detti vetri

cemeteriali, de' quali


egli possiede
i

ora, eh' io scrivo, viene in luce

una seconda edizione. Ed


gli

disegni

Martin

che raccolse

avorii e gli antichi

arnesi

cristiana


della sua Francia,
dell' alta
Italia

78

paesi, ai quali disegni sar opportu-

d'altri

nissiino congiangcre quelli

de' simili

mobili in

Roma

rinvenuti.

Imperocch

fa

d'uopo confessare, che


altre citt
di Brescia,

in

questo capo di ricchezza cristiana

Roma

dee cedere ad

segnatamente

d'Italia.

Cos a cagion d'esempio la lipsanoteca eburnea

insigne campione della glittica cristiana ne' primi esordii della pace,

delia cui edizione

siamo debitori
ai
il

al

eh.

Odorici (1),

e la cattedra

di

Ravenna
che
io

sono monumenti

quali in questo genere noi

non abbiamo che contraporre.


saranno diligentemente

Ci nulla ostante

vasellame antico e
,

la

supellettile varia e le medaglie,


i

trover al suo posto


ai

o di che potr rintracciare

siti

debiti luoghi

o delineate o indicate.
i

Resta eh' io segni

limiti

della

mia

Roma
da
;

sotterranea.
lui

Il

Bosio estese

il

campo
bicarie

delle notizie
,

storiche e topografiche
,

raccolte

nel
alle

suo volume
chiese

Selva Candida

a Porto

ad Ostia
i

Nomento

in

somma

il

subur-

della sede

romana. Ma
;

cemeteri di

Porto e d'Ostia non furono e non


vasto

poterono essere sotterranei

e d' altra parte s


il

campo

di

quelli procitt,

priamente romani, cio rinchiusi dentro

raggio delle tre miglia dalla

che
gli
:

parebbemi promettere troppo


antichi

se volessi allargarmi

a tutta la diocesi, che


cos

chiamarono suburbicaria. Pur non negher, che


il

converrebbe fare

imperocch nel calendario Filocaliano, che


chiesa romana, le festive stazioni

pii

antico a noi pervenuto della


soltanto per
i

non sono intimate


le

martiri

sepolti

dentro quella cerchia,

ma

s'estendono al settimo miglio della via Ostiense e perfino


iscrizioni di tutta la diocesi

ad Ostia medesima, a Porto, ad Albano. Laonde


suburbicaria ho

posto colle
;

e cerco le notizie se altri lo far

e forse di

romane e de' cemeteri di questa regione ho cercato un giorno le raccoglier in un separato volume. Che
;

prima

me, ne sar contentissimo.

CONCLUSIONE
Dichiarata
la

storia

ed

modi

varii degli

altrui

dei

miei studii

sulla

Roma
col

sotterranea,

preveggo un

pensiero,

che tenzoner nel

capo

di molti.

Le

eccellenze dell' ordine topografico da


fatto,

me commendate,
rimarr pure
e
il

e che dimostrer meglio

non saranno negate

ma

desiderio

della

metodica
,

distribuzione de'
tutta

monumenti
cristiane

nelle

loro classi,
la

di quella

grande

opera

che
i

abbracci

le

antichit,

quale era

nei voti dei


io

dotti
,

durante

primi

decennii di
i

questo secolo. Al quale


altro
al

desiderio

rispondo

che altro
il I

divulgare
ufficio

monumenti,
l'analisi,

farne
la

un corpo
sintesi

di scienza.

chi

assume

primo

spetta

secondo

della scienza

medesima.

monu-

(1)

Anticliil cristiane di Brescia.

Brescia 1845 p.

62 e scgg.


della sintesi scientifica,
fa

79

secondo
la

menti, perch sieno perfettamente ed in ogni loro parte noti e preparati all'uopo

d'uopo,

che non sieno separati dal loro gruppo ori-

ginario,

ne
le

distribuiti

in serie
dell'

arbitrarie

mente,

gli

studii e sovente

secondo
saria

preoccupazioni

autore.

neir edizione dei primitivi


civilt

La quale fedelt sopra tutto necesmonumenti cristiani. Imperocch non apparteuna


storia morta,

nendo questi ad una


fede ne spirito
di

e ad

e che noi ricerchiamo senza

parti,

ma

essendo di lor natura

coordinati
gli

all'

alto effetto di
gli altri

rischiarare

le

origini della religione santissima,

che

uni adorano e

combattono, avviene necessariamente, che opinioni pregiudicate e talvolta anche


ire

malvage turbino

la serenit di questi
i

nobili

studii.

Peggio poi, che gl'ignari


senz'averne

dell'

archeologia, e coloro

quali ne leggono soltanto qualche libro,

la scienza, n

l'occhio uso ai

monumenti, vogliono disputarne


Indi venne l'imbelle
la

e proporre dubbii
la

e sovente anche sentenziare.

guerra contro

base medecemeteri;
i

sima della cristiana archeologia, cio contro


guerra,
gressi
altre

cristianit

de' nostri

come ho

detto,

imbelle,
e

ma

che ha pur

sommamente
quella

ritardato

pro-

della scienza

nostra,

d'immensi danni
;

le stata

cagione. Indi verranno

controversie

senza

posa e senza fine

forse

guerra

medesima

rinascer.
di

Adunque in siffatta condizione di studio, l'alto ufficio commessomi pubblicare i monumenti della Roma sotterranea vuole, che io li dia e nella
Intanto

sustanza e nell' apparenza circondati d'ogni luce di sincerit e di verit.

rimane

tutti

aperto
della

l'

immenso campo
cristiana

delle
il

sintesi

parziali.

Per
forse

la

sintesi

generale

per

archeologia

tempo
dei
sia

non

ancora maturo. Troppo

rimane a
alla
al

fare e

nella pubblicazione

monuda ve-

menti e neir applicazione loro


nire
al

storia e

vice versa,
edifizio

prima che
della

gran passo

di

por

mano
alla

gigantesco

sintesi

generale
basta-

delle cristiane

antichit.

pubblicazione de' monumenti cristiani


,

no

le

opere

da

me
,

e da altri intraprese
d'

delle quali

sopra ho

ragionato.

Le
ca-

vetuste basiHche

a cagion
la

esempio

di

Roma
,

che sorgono
dentro
dei
la

sopra

le

tacombe
sue mura

ne sono quasi
risalgono

trasformazione
origini
all'

erette

cerchia delle
,

colle loro

et

medesima

martiri

si

pos-

sono elleno dire


pini

convenientemente

pubbhcate ed

illustrate ? L'
i

opera
disegni,

del
la

Ciamquale

anch' oggi la
sia

migliore e quasi l'unica,

che ce ne d

quanto
pini

disproporzionata agli odierni studii ninno l'ignora. Oltrech nel Ciaminsigni


,

mancano monumenti
musaici,

manca

perfino

il

pi bello e

il

pi antico

de' nostri

quello di S. Pudenziana, falsamente creduto del secolo IX.

La

storia poi delle predette basiliche

pu essere rischiarata
fino ad

di tanta

nuova
Te-

luce,

che non temer


la
;

di

chiamarla un libro in molta parte ancor chiuso.

stimonio ne sia
antiche di

basilica di S.
la

Clemente, stimata
le

ora una

delle pi

Roma

quale per

recenti

scoperte stata riconosciuta opera del


secolo XII
,

80

mentre

il

primitivo edificio giace sepolto sotterra. Io spero, che neir


della cristiana antichit
il
,

odierno

rifiorir degli studii

suoi cultori ed in

Roma

campo e non lasciarne inculta veruna porzione. Ho ragionato della sola Roma, perch il mio tema lo richiedeva ma tutto il suolo del mondo romano, ove pii^i, ove meno, coperto di monumenti cristiani anche antichissimi; al cui studio e alla cui edizione, se mi fosse lecito
fuori vorranno dividersene
:

d'assumere persona pubblica,

io vorrei invitare

dotti

d'ogni nazione. Gi molti

ne danno
l'Eroh

il

nobile esempio
le

e nella nostra Italia,

dopo

il il

Cazzer, che topoRiraghi in Milano,

graficamente illustr
in Narni,
lo

cristiane iscrizioni

del Piemonte,
altri,

Spano

in

Sardegna ed
i

che sarebbe troppo lungo nodelle loro patrie. Spe-

minare, divulgano e commentano


ciale

cristiani
il

monumenti

ricordo far di Monsig. Gavcdoni,


i

nestore degli antiquarii italiani,

che

oltre

tanti

dottissimi
antichit
,

scritti,

di

che

gli

debitrice la

scienza della profana e

della

sacra

le

rare

cristiane

memorie
illustrato
i

della

sua Modena

con sin-

golare
Chiusi,

amore

dichiara.

Egli

ha inoltre
secondo di

due sotterranei cemeteri di

quello di S.
coi nostri

Mustiola e quello di S. Caterina; che per antichit garegIl

giano

romani.

cotesti

cemeteri chiusini
Rartolini

stato

altres

dichiarato e pubblicato da Monsig.

Domenico
gi

mio

collega

nella
le

com-

missione di

sacra archeologia,
di Sicilia e
,

del quale

sopra

ho ricordato

lodi.

Le

catacombe per

di

Malta aspettano un editore, che ce ne dia piena


il

ed accurata contezza
dell' arte cristiana
il

emulando

eh.
di
Il

P. Gravina,

il

quale regala alla storia

magnifico

Duomo
di

Monreale. Anche la Grecia e l'Oriente

aspettano
scrizione

il

loro archeologo cristiano.

Ross

ci

die alcuni anni indietro la de-

d'una cristiana catacomba


e d'altre
ci

Melos

nell'

Arcipelago,
cripte

che accende

le

nostre
della

brame
Crimea
cristiani

simili

notizie

c'invoglia.

Le

sepolcrali

cristiane

sono promesse dal


della

eh.

sig.

Conte

OuvarofT.
in

Alquanti
luce

monudai
eh.
di

menti
razione
sigg.

Galazia e della Bitinia


di

vengono oggi
si

nella esplo-

archeologica

quelle

regioni

che

pubblica

in

Parigi
sig.

Perrot e

Guillaume a spese del governo


la

francese. Dal eh.

conte

Vogu avremo
l'impero
vergine per
dell'

relazione
,

delle sue

stupende

scoperte

nella

Siria.

Tuttavia

musulmano
le

l'Oriente, l'Egitto, la Cirenaica sono

cristiane antichit.
test

un campo quasi ancor Qualche nuovo lume sui monumenti cristiani


Guerin nella regdall' illustre

Africa

romana

avemmo

dal recente viaggio del sig.

genza di Tunisi, e molto dalle iscrizioni di quella regione raccolte


Renier. Spero, che la societ archeologica di Costantina ed
del Berbrugger
ci
il

Bulleltino Africano

daranno

nell'

avvenire frequenti novelle

de'

monumenti
iscrizioni

della

forentissima chiesa africana.

Nella Spagna e

nel Portogallo

le

e le

opere

dell' arte

cristiana spettanti ai primi sette secoli sono


sig.

state

test passate

in rassegna dal eh.

Emilio Hiibner

col

inviato

dall'

accademia

reale

di


Berlino.

81

Poco dir
i

Ma non mancheranno
della loro patria
,

archeologi spagnuoli e portoghesi, che alle sacre


della Francia
:

memorie
le

loro sludii dedicheranno.


ivi

societ archeologiche

che

in ogni provincia fioriscono,


sig.

congressi archeodi quella

logici istituiti e

promossi dal eh.

Barone de Caimiont fanno


de' suoi
;

na-

zione un semenzajo di cultori delle antichit e di editori


I

monumenti.

massimo numero sono di assai tarda et che a noi usi alle memorie de' primi secoli sembra quasi moderna. Perci nominer soltanto il dal quale tuttod abbiamo notizie sui sepolcri gallo-romani della NormanCochet da cui avemmo il magnifico volume delle iscrizioni cristiane dia; il de Boissieu
quali per nel
,
,

e profane di Lione; l'Allmer, che quelle

ha raccolto della vicina Vienna con


i

sar-

cofagi ed altre opere d'arte


della sua Marsiglia.

il

Dassy, che illustra

primitivi

monumenti

cristiani

Nulla dico del Le Blant, che

bel
ci

nome ha

conquistato nella

sacra archeologia, e le cristiane iscrizioni delle Gallio

d geograficamente disposte.

Ma non ommetter
Greppo,
frutto

di far ricordo del eh. abate

Martigny discepolo e successore del

de' cui studii posso promettere, senza


i

tema d'esser smentito

che largo

ne coglieranno
rari segni

cultori della scienza antiquaria cristiana. In Inghilterra ap;

pena

appajono del cristianesimo de' primi quattro o cinque secoli


siffatta
ivi

pure
si

qualche traccia

esiste,
si

e spero

che

tra

gli

archeologi inglesi alcuno

porr ad ormarla. Neil' Irlanda


secolo VI e
zia,

vuole sieno

monumenti ed

iscrizioni celtiche del

commemoranti
io

compagni medesimi

di S. Patricio.
il

Taccio della Sco-

come
di

della Russia e d'altre regioni, nelle quali

cristianesimo penetr dopo

l'et,

che

ragiono. Similmente nel Belgio e nella Germania quasi soltanto in


i

Reno appajono sacre memorie di quell' et; le quali hanno loro editori, lo Steiner, il Florencourt, il Braunn professore di Bonna, ed altri, come degno di quella dotta nazione. E poich del Belgio e della Germania io parlo rivicinanza del
,

corder

il

P. ^ ittore de

Buck

socio Bollandista, che negli Acta sanctorum le storiche


coli' ajuto dell'

memorie
eh.
in
la

de' primi secoli

sagacemente dichiara
che

archeologia

ed

il

prof.

Piper

di

Berlino,

un museo
e nelle
i

di

cristia^na

antichit

ha

fondato

quel centro
Svizzera,
la

de' classici

studii

della

profana. Nelle due Rezie oggi

divise tra

Baviera e l'Austria,

Pannonie, nelle Dacie,


dell'

nel Norico,

oggi in gran

parte racchiuse dentro


rari,

confini

impero austriaco, non man-

cano,
tanto,

bench siano

cristiani

monumenti

dell' et primitiva.
il

Nominer

sol-

perch di recente scoperti o richiamati ad esame,


di

sarcofago di Erodiana

nel

museo

Rlagenfurth,
le

le

preziose lamine di bronzo votive al martire Crispino

scoperte in Pettau,

iscrizioni cristiane, forse tuttora inedite, trovate nell'antica


,

Sabaria.

a desiderare

che

dotti

compilatori

delle

Notizie

dell'
i

imp. reale
quali ogni
ai

centrale commissione per la

ricerca e la conservazione dei


dell' arte

monumenti,

mese divuloano

in

Vienna tante ricchezze


volgano
le

cristiana del

medio evo,

monumenti

primitivi

loro erudite

e diligenti ricerche.

La Dalmazia,

11


l'Istria, la

82

Venezia anch' esse


ricchissime

loro appartengono
di

quivi

sopra

le

altre citt

Sa-

lona

ed

Aqiiileja
al

cristiane

memorie invocano

l'attenzion

loro.

Tornato

punto, onde ho cominciato questa rapidissima corsa pel


lecito

mondo
degli

romano, mi
archeolooi
delle loro

sia

accennare un pensiero, forse troppo vasto,


fatto
fin

ma

che sorge

spontaneo dal discorso


d'ogni paese

qui.

A me sembra,
ad un' opera
,

che

diversi

lavori

per

l'edizione e l'illustrazione

de'

monumenti
;

cristiani

patrie forniranno la materia

gigantesca

la

quale

ab-

braccer un

campo

assai pi bello ed ubertoso

che non potr essere qualsivoglia

sistematico corpo delle cristiane antichit.


strato coi
lo

Io vagheggio

un Orbe

cristiano illu-

XVn
le

monumenti dei primi sei o sette secoli. Come il Suarez (1) ed il Garampi nel XVIII idearono VOrbis christianus, che
le

nel
ci

seco-

doveva

dare

serie de' vescovi di tutte le chiese;

cos io vorrei, che le origini di ciain ciascuna citt, in ciascuna

scuna chiesa,
borgata
vincia
,

prime tracce della fede cristiana

le

prove dello svolgersi e del fiorire di quella fede in

ciascuna

pro-

reoionc del

mondo

antico

ci

fossero schierate

dinanzi nei
il

monumenti

geograficamente disposti e storicamente dichiarati. Allora anche

minuto fram-

mento

dell' epitaffio

d'un fedele

il

lacero avanzo

d'una scultura diverranno

testimoni istorici d'alto valore testificanti la presenza del cristianesimo in questo


quel luogo, in questo o quel secolo.
di

La scarsezza medesima
ogni provincia

il

totale difetto
di

monumenti
prima
volta,

cristiani

dovr

essere
Il

per

obbietto

studio e

d'esame storico
la

e topografico.

vasto pensiero

non mi nasce oggi

nella mente;

eh' ebbi l'onore di parlare alla

romana accademia
il

d'archeologia,

distesamente ne ragionai (2).

Ed

io

spero, che verr

giorno, quando la mia

Roma
tale,

sollerranea cristiana sar soltanto


del quale ed io e tutti gli editori
la

una parte
di

dell'

Orbe cristiano monumen-

sacri

monumenti verremo apparec-

chiando

materia, e costruendo le singole parti.

Or
della

tempo, eh'

io

conchiuda
autore del
,

la

lunga mia prefazione. Ne altro mi rimane


,

fuorch supplicare Iddio

cristianesimo
vita

che benedica l'arduo

lavoro

Roma
e
,

sotterranea cristiana
lo

la

e la sanit

mi conservi per condurlo


Prego infine
i

a termine,
lettori

faccia

fecondo di
di

frutti

di

verit e di pace.

miei
,

massime coloro, che


la destra

proposito attendono alla cristiana

archeologia

di

porgermi benigna
(1)

con ogni favore e benevolenza.

V. Insci: christ. T.

praef. p. XXIII*.
p.

(2)

V. nel BuUclt. ardi. nap. 2 serie T. VI

segg.

il

mio urlicolo

suil' Utilit

del

metodo geografico

nello

studio delle iscrizinni cristiane.

-^^^^^^^s^a^^

83

NOZIONI GENERALI
INTORNO AGLI ANTICHI CEMETERI CRISTIANI
ED IN ISPECIE INTORNO A QUELLI DI ROMA

rima ch'io cominci a ragionare dei singoli cemeteri


le

di

Roma,

necessario,

che premetta

generali nozioni, senza le quali la

mia
il

trattazione sarebbe oscura

od almeno
ai

difettosa.

Se volessi per tutto svolgere


,

preliminare trattato intorno

massime della romana, facilmente scriverei un intero tomo. Perci toccando appena di volo quei punti, i quali nei libri di sacra
cemeteri dell' antica chiesa
e

archeologia sono

gi.

stati

abbastanza chiariti, accenner


nozioni precise, che
il

gli altri

solo quanto basta


richiedere.

all'uopo di dare

ai

lettori le

tema mi sembra

CAPO
de'

I.

cemeteri cristiani.
.
I.

Origine de cemeteri cristiani.

La sepoltura
citare

del cristiano fin

dalla pi lontana et e

nei secoli

medesimi

delle persecuzioni fu

accompagnato dalle preci della chiesa. Per soltanto un testimonio antichissimo, e che di ci fa menzione come d'uso

un

atto religioso

costante e solenne, trascriver alcune parole di Tertulliano, le quali


essere in questo proposito ricordate. Egli nel capo 29 del libro de

non sogliono
riferisce

anima

feminam qiiamdam -vernaculam ecclesiae forma et aetate integra functam post unicum et breve matrimontum cum iti pace dormisset, et morante adirne sepultiira interim oratione presbyteri componeretur , ad primnm habitum otalionis mamis a lateribus dimotas in habitum supplicem

un racconto, che correva

ai

suoi d fra

fedeli:

scio

conformasse., rnrsmnque condita pace situi suo reddidisse.

Ne
il

al solo atto della sepol-

tura assisteva
la si

il

sacerdote pregando; anche al ricorrere


le

d anniversario di quel-

rinnovavano
tutti gli

preci ed

sacrifici.
ai

Dei

quali

anniversarii la solennit era

sopra
cite e

altri

grandissima

sepolcri de'marliri.
lo

quanto vetuste testimonianze ce

Niuno ignora quanto espliinsegnano nei pi certi documenti della


pi cari doveri
talch
i
,

storia ecclesiastica.

La sepoltura
e

de' martiri e de' fedeli nella primitiva chiesa era


,

tenuta per uno de' pi gelosi


ni scrivendo
,

ufficii

e de'

preti
al

romadi

vacante la sede

durante la persecuzione

di

Decio

clero

Cartagine, ch'era senza capo per l'assenza di Cipriano, in cima a tutte le

ammo-


iiizioni

84

EST, corpora martyrum


aut caete-

j)osero la seguente: et cjuod


si

MAXIMFM

non sepeliantur, grande priculum imminct eis, quibits incwnbit hoc opus (1). Sappiamo allres, che il danaro raccolto nell'arca della chiesa dalle spontanee larnzioni de Tedeli era erogato a sovvenire in vita i poveri, le vedove, i pupilli, e a
roriim

morte conveniente sepoltura (2). E cos religioso e sacrosanto era riputato quest' uso de' tesori della chiesa, che nel secolo quarto s. Ambrogio inhiimandis fidelium relirpiiis.... vasa eccleslae etiam initiata confi imjere, consegn
dar loro
d(j)(

la

flare,
riti

vendere Ucet (3). Basterebbero queste poche nozioni irrepugnabili de' prischi

e delle prische leggi cristiane, per intendere,


lo testificasse,

quando anche

l'antichit

mede-

sima non ce
parati dalle
tiri; e

che

sepolcri de" fedeli dovettero essere diversi e se-

tombe
La

de' gentili; tenuti in conto di cosa santa,

massime

quelli

de'mar-

affidati

alla cura ed alla tutela de' sacri ministri e de'liberali e pii benefattori
storia piena di fatti, di
stato cos.
i

della chiesa.

documenti,

di

memorie monumentali.,
ca-

che provano essere veramente

Non
uno

ripeter le notissime allegazioni intorno al rispetto de' cristiani per

daveri, alla cura di lavarli, d'ungerli con balsami preziosi e di


sull'altro;

laonde abborrivano dal bruciarli secondo


riti,

il

non sovrapporne costume dalla massima

parte dei gentili usitato, e dal profanarli con


superstizione, quale sarebbe stalo
il

che avessero colore di pagana

coronarli. Nec mortuos coronamus, rispondeva

Ottavio al gentile Cecilio, nos exequias adornamiis eadevi tranqidlUtate, qua vivimus;
nec adnectimns arescentem coronam. sed a

Deo

actcrnis floribus
i

vividam sustinemus

(4).

tanta era negli animi de'primi fedeli la riverenza verso

cadaveri de loro fra-

telli, e cos

radicata l'opinione dover essi essere deposti interi ed incontaminali a

giacere in vergine luogo, che ai giorni di Tertulliano fra loro aveva voga la cre-

denza, essersi una volta da se discostato


do, che nella

un cadavere per dar luogo ad un


est

seconin coe-

medesima tomba

si

voleva collocare:

relatio

apud nostros
sanno, e
cristiana

meterio corpus corpori juxta collocando spatiumrecessu communicasse (). Queste cure
e questo quasi culto della spoglia mortale, venivano,
tichi lo

come

tutti

gli

an-

dicono a chiare note


vincolo
di

dalla fede nella risurrezione beata.

La qual
,

fidu-

cia

essendo

speranza

commune

a tutta la fratellanza

ed

sepolcri de'martiri essendo pi che gli altri centro di fervide preghiere,

di
le

adu-

nanze, di celebrazione de'santi misteri, dovea naturalmente avvenire, che


de'fedeli a

tombe

poco a poco

le

une

alle altre

si

aggruppassero segnatamente attorno a


esistito

quelle degli eroi della fede. Cos bench

non sembri avere


con
i

obbligante

fedeli a seppellirsi in

commune

loro fratelli,

veruna anzi bench sia


legge

certo la sepoltura in

monumenti

o in luoghi di diritto privato e gentilizio, pur-

ch
e
i

fosse senza mistura di sepolcri pagani, essere stata ai cristiani permessa,

pure

communi

cemeteri troviamo generalmente dalla chiesa adottati

da

immemoam-

rabile et, e la
pliati

massima

parte de'famigliari od ereditarii sepolcreti furono poi

alluso d'ogni ceto di fedeli od allacciati colle maggiori cristiane necropoli.


V. S. V.
Cj-priani opp. ed. Balut. epist.
Il,
(aliis III

(1)
(2)

et Vili).

Tertull. Apologet. e. 39.


officiis
lib.

(3)
(4) (5)

De

Il

ti,
e.

ed.

l'enei.

T. IH p. 124.
43.

Miiiucii Felicis,

Oetaviut

edit. Ouzelii p.

Tertullian.

Apolog.

37.

desimi,
noto, che di cemeteri

85

come d'un
possesso proprio e

di sepoltura,
i

ma

a tutta la cristiana famiglia, luoghi non solo anche di orazione e di sacre adunanze, fanno ricordo coloro me-

communi

quali vissero ne' secoli delle persecuzioni,

costante della societ de'fedeli. Tertulliano ne testimonio per l'Africa; l'autore

de'Filosofumeni, la vita di papa Fabiano (che poi accenner essere dettato d'un contemporaneo), e le lettere di Cipriano fanno menzione de' cemeteri di Roma; Dionisio Alessandrino di quelli d'Alessandria, Eusebio di quelli di tutto lOriente,
il

concilio Illiberitano di quelli della

Spagna

(1).

Gl'imperatori medesimi per tutto


ai

r impero nei loro


ch'essi

editti

talvolta interdicono

cristiani

l'

ingresso
li

ai

luoghi

appellavano cemeteri ^k fa

y.ccvtxtvx Yoiixyzripix dad-jui,

talvolta loro

restituisco-

(2). Dal qual complesso di testimonianze sincrone manifesto, che l'esistenza di cemeteri communi assoluta ed esclusiva propriet de' fedeli e luoghi de' loro
,

no

sacri convegni, era nel secolo terzo

un

fatto universale,

conosciuto dalla stessa pubcoi

blica autorit, e
fatto
e la

da essa quando

tollerato,

quando
,

vietato. L'universalit del qual


,

sua intima affinit collo spirito

colle leggi

riti

del cristianesimo
le

primitivo dimostrano, ch'esso non cominci col secolo terzo. Laonde

memorie,

che

le

singole chiese, e

massime

la

romana, conservano dei cemeteri

dell'et dei

martiri e de'nomi de'loro fondatori, taluni de'quali coevi e discepoli degli apostoli,

deprimi tre secoli. Il seguito del ragionamento porr in sempre maggior luce questa prima fondamentale nozione. pagani appellazione Il nome xsta/jrvjptjv, cemelero, era per consenso anche dei

hanno un fondamento

nella pi autentica istoria

speciale de'sepolcreti cristiani. Egli inutile, ch'io m'accinga a spiegare,


testa parola significante dormitorio e tutto
il

come

co-

linguaggio della

cristiana

epigrafia.

dormii,

somnum

pacis, depositio, depositus alludono alla fede, che

presiedere alla sepoltura

cristiana
e

la

fede nella

risurrezzione.

cento volte gi dichiarate,

che nella raccolta delle iscrizioni

abbiamo veduto Sono dottrine le hanno il proprio

loro luogo. Dir soltanto, che coemeterium in


di quella

Roma

generalmente nelF uso latino


e nelle

voce design l'intero sepolcreto; in Grecia


xjj/jivjt^pjsv

greche iscrizioni anche


nell'iscrizio:

ogni tomba fu singolarmente denominata

(3).

Ed ecco perch
il

ne
col

citata dall'

Aringhi

(4)

un semplice
una

sarcofago usurpa

nome

di

KOIMHTHPION
il

quell'iscrizione greca e posta alla moglie da

un

cotal Laudicio (AATAMC;.

quale

nome medesimo

ci

ricorda

delle molte Laodicee, ond'egli era probabilmente

originario. In Africa trovo

un

singolare esempio della voce

COEMETERIA

in iscri-

zione latina incisa in


porta e indicante
i

una

cartella in

mezzo a due

ascie collocata in

cima d'una

monumento gentilizio ed ereditario: COEMETERIA 55 MEMORIAE GENTIS LEPIDIORUM p L $5 LEPIDI NAMPULI ET STENMAE POTITAE ET HEREDVM HEREDVMVE EORVM VIVYNT IN DIEM SVVM ISTANTIVS 55 FEC ^ (5). Della quale iscrizione io non ardisco definire, se sia d'una gente
sepolcri d'un
(1)

Tertull.

11.

ce. e

Ad

Scap.

e. 3;

Philosophumena
1.

ed. Cruice IX, 11 p. 441; Catal. Bucher. in

Fabiano:

Cjpriaii. epist. 82;

Dioiiy?.

Alex. ap. Euseb. Hist. eccl. VII, 11; Euseb.


(2)
(3)

e.

IX, 2; Ooncil. lUib. can. 34, 35.


cf.

V. Eu?ebii, Hist. V. Corpus

eccl. VII,

11, 13, IX, 2:

Ada

martyrii

s.

Cypnani ap.
Biillot.
dell'

Ruinart p. il,
hi. di corrisp. arch. 1860 p.9." u. 6, 7. td in mi

inscr. Gr. n. 9298,

9304-6, 9310-16, 9439-40, 9450;


la

ivn

zioiie bilingue (greca


(4)

e Ialina) di
I

Narbona posla nell'anno 527,

lomba nel greco chiamala

K.TMETEP10N.

Roma

sub. T.

p. 5. n.

(5)

V. Renier, Inscr. de l'Algerie

2031.


cristiana,

86

ovvero un'esempio iino ad ora unico, che per l'uso continuo di quella voce latto dai Cristiani in senso sepolcrale, sia essa stata talvolta adoperata in quel senso anche da qualche pagano. Ci, ch'io stimo notahilissimo, il trovare in una
cristiana epigrafe di Cesarea della Mauritania per la prima ed unica volta tradotta in latino la greca voce xoLixY]Tr,ptsv. La quale non resa per dormUorimn, vocabolo
proi)rio di alcuni veicoli, e
bri (1),
le celle

che

dotti sospettano indicare ap])unto Icttiche fune-

ma

accubitoriuni

da

acciibo e cubo (2);

onde in

Roma

cubicula furono chiamate

La voce solenne coemeterium nella sola Africa latinizzata e tradotta accubitorinm e una prova novella della latinit, prima che in qualsivoglia altra chiesa, predominante nell' alricana.
sepolcrali,

massime

de'cristiani.

g.

IL

/ cemeteri sotterranei.

La predetta
sieme a quella
insigne, che io

iscrizione
dell'

d'un accubitorium de' Cristiani in Cesarea fu trovata in-

area ad sepxdoa lasciata


(3)
,

da Evelpio alla chiesa un'area; non, come in


a molti e

epigrafe

ho

test illustrato

che molta luce dar a queste nozioni

preliminari.

Adunque

(\ne\V accubitorium era in

Roma

ed

altrove, in grotte sotterranee. Il pregiudizio

commune

sommi

autori di

cristiana archeologia, che la voce coemeterium sia


,

sinonimo

di quella,

che noi di-

parmi non abbia bisogno d' essere confutato. Il Settele egreciamo catacomba giamente avvert coemeterium nelle vite de' pontefici spesso indicare basiliche e fabbriche erette all' aperto cielo (4). Questo uso di quella voce non cominci colla pace: cemetero fu in ogni tempo appellazione generica del sepolcreto cristiano; il quale secondo le diverse condizioni e modi di esistere prendeva diversi nomi speciali, area, horlus, <j~okMov, cryptae, crypta arenaria, arenarium. Il Bottari accommun ai cemeteri di Roma le denominazioni area, cryptae, arenarium (5). Ma la prima giammai non si trova nelle antiche memorie de' sacri monumenti del nostro suburbano. Areae sepidturariim nostrarum sono chiamati da Tertulliano i cemeteri di Cartagine (6) e quel vocabolo ci torna sempre innanzi presso scrittori
;

africani

in

memorie

della chiesa

africana

(7)

ed

una

africana, in quella cio, che


l'Africa
i

sepolcreti
ce

cristiani

ho lodato, non furono


al

di Cesarea in

una iscrizione Mauritania. Adunque nelvolta in

sotterranei;

e la

denominazione, che fu
atti

loro propria,
fatta
si

ne dipinge

vivo la forma e l'aspetto. Negli

di

s.

Sabina

(8),

menzione del suo mormmento juxta aream Vindiciani in oppido f^indinencio, come si crede, nell' Umbria. Ma niun indizio c'insegna, se quelubbalum monasterii Ss.
Udalrici
et

l'area era sepolcrale e cristiana. Il luogo, nel quale fu sepolta S. Afra in Augusta,

nel Calalogus
(1) (2) (3) (4)
(.5)

Afrae del Wittwer

chiamato

V. Mori?ani, Inscr. liheginae p. 443.


Henicr
V.
I.

e.

ii.

4020.
crisi.

liiillctt.

di

Ardi,

Aprile lSfi4.
11

Alti della poni,

accad. d'arcb. T.

p. 51.

Roma

foli,

p, 1-8.

(6) Tertiill.

Ad Scapulam
cit.

cap. 3.

(7)
(8)

V. BiiUclt. V.
Balulii,

p. 27.

i/c.

ed lUansi T.

p. 27.

area ed hortus
,

87

et

dudum Afra comparaverat esse decreverat (1); ma non sappiamo se cotesto queste parole da alcun documento assai antico.
(piem

in

quo niausoleum

sibi

suiscjue

scrittore del secolo

XV

trascrisse

ne propria della (juantita


sepolcreto
;

di

, che area denominaziosuolo attribuito e consecrato ad un sepolcro o ad un

Certo

ma non
il

ci

noto, che fuori dell' Africa sia stata adoperata


cristiano.

come voceme-

cabolo designante

comraune cemetero
adoperate
:

Crijplae ed arenarium sono dea tutti


,

nominazioni in
teri
;

Roma

la
,

prima

commune
si

sotterranei

la

seconda speciale di alcuni


si

de" quali

legge

che erano in

arenario.

Intorno al qual punto

vegga in quest' istesso volume

la dissertazione del
il

mio
fatt(

fratello suir origine delle

catacombe romane.
i

Il

solo vocabolo crijplae, se

non
stati

cel

mostrasse, c'insegnerebbe,

primitivi sepolcreti cristiani in

Roma
;

essere

furono in aie allo scoperto e sotto la luce del sole. Nulla dico della voce calacumbae i dotti sanno bene eh' essa in Roma non design le sotterranee necropoli ma i soli
, ,

occulti nelle viscere della

terra;

come

al contrario in Africa

ipogei di
la

s.

Sebastiano.

Nel senso

moderno

generale quella
(2).

voce

si

trova per

prima volta adoperata in Napoli nel secolo IX

Non m'accinger
e cercare
,

a percorrere le singole province e citt del

mondo romano

dove sotterranei, dove sopra terra furono i cemeteri cristiani de" primi quattro secoli tre e quali furono le cagioni di questa variet. Una ricerca s lunga richiede un trattato speciale, pel quale sono gi venuto apparecchiando la materia e gli studii. Dir soltanto, che ovunque poterono farlo commodamente
,

Cristiani
il

amarono scavare

sotterra

loro sepolcreti.

Il

qual costume aveva l'esem-

per tacere di ; quelli della rimanente Asia minore, del Chersoneso Taurico, delle principali stazioni marittime
de' Fenici
,

pio ed

tipo originario ne' sepolcri della Palestina e della Fenicia

Cartagine,
celle
,

Malta,
,

Sicilia,

Sardegna

d'altri

luo-

ghi. Cotesti sepolcri erano

vate

nella

viva

ordinariamente rettangolari incaroccia con loculi di varie fogge o con arcosolii nelle pareti
ossia stanze

ovvero

con sarcofagi deposti

sul

pavimento.

Il

loro

tipo

esattamente

quello

de' cubicoli delle

matea depose la con un solo arcosolio nella parete settentrionale


;

catacombe romane. In un monumento siffatto Giuseppe d'Aridivina salma del Salvatore era una cella non interamente finita
(3),

splendida testimonianza per

Fesattezza di ogni

menoma

parte del racconto evangelico.

Anche
:

gli

Etruschi e

popoli confinanti con loro

usanmo

siffatta

maniera

di sepolcri
gli

chi viaggia per


e

la nostra Etruria marittima ne vede ad ogni passo

esempi
Infine

famosa
,

la re-

cente scoperta di
gresso

tombe

falische in

camere sepolcrali

tagliate nel tufa


i

suU' in-

d'una

delle

quali scritto

CELA

(cella)

(4).

Romani medesimi

imitarono e conservarono assai lungamente questa foggia di antri sepolcrali. Gli archeologi s poco li conoscono, s raramente ne hanno tenuto conto, che taluni
fra
essi

sono giunti a credere


rito

in

Roma

loculi

intagliati

orizzontalmente
certo,

nel

lufa essere
V.
Steichele,

distintivo

della

sepoltura

cristiana.
p. 38.

Ma

egli

che stanze

(1)

Archiv fur die Geschichte des Bisthums Augsburg,


lat. v.

III,

(2)

Dacaoge, Gloss. med.

calacumba. La singolare opinione

del Mazoccbi

intorno a questa \roce

[Katend. Seap,

f.

Ili

p.

901 e

segg.) sar discussa a suo luogo nell' esame del cemetero


(3)

ad catacumbas.

(4)

V. de Voglie, Les glises de la Terre Sainte p. 125. V. Gamicci, Ann. dell' Ist. 1860 p. 271, 280.


rcllangolari incavale
(juelli

88

con arcosolii
e

nella

pietra o nel tufa

con

loculi

simili a
Il

de fedeli furono

fatte

dai pagani in
lui

Roma

ed in altre

citt del Lazio.


:

Fabretti ne cita

un esempio da
in

veduto

al

quarto miglio della Flaminia

necdum

crematione instituta

topho indigena excavatum scpulcrmn


(1)
:

qualia in nostris Chriil

stianorum coemeteriis visunlur

parimenti

sulla
,

Flaminia era
la

celebre cos
coi cubicoli

detto sepolcro de' Nasoni delineato dal Bartoli (2)


cristiani die tanto negli occhi del

cui

analogia

in terra

Raoul Rochette. Ne si dica cotesti sepolcri essere etrusca; imperocch qualche simile stanza intagliata nel tufa vide il Ma;

billon ne' Monti Parioli presso la via Salaria Vecchia (3)

Sante Bartoli al Pozzo


(4)
;

Pantaleo
assai

cio ad

un miglio

o poco

pi da

Roma

sulla Portuense

ed

una

profondamente scavata nella pozzolana con un loculo per parete ne vide il Fea presso la via Appia (5). Ma assai pii generale, che non a commune notizia, fu in Roma questo costume. Non solo lungo la via Flaminia, ma lungo i
lianchi de'

monti Parioli
al

delle colline adjacenti

all'

agro Verano e di quelle di


di
siffatte

monte Verde
tagliate

Pozzo Pantaleo ho trovato una numerosa serie


,

celle

nella

viva pietra
e Latina.

ed altre pi o

meno profondamente

scavate

sotterra

Prima eh' io dimostri queste escavazioni sepolcrali pagane essere nel nostro suburbano in molta parte contemporanee ai cemeteri cristiani conviene eh' io cerchi quale veramente il rapporto, che corre tra le
nelle vie

Appia

|)redette celle giudaiche, fenicie, etrusche e latine o

romane, ed

sepolcreti cristiani.

In (juanto alle forme dei loculi e de' sepolcri l'essenziale differenza tra quelli
delle cri[)te giudaiche
,

fenicie, etrusche e quelli delle cristiane

che nei primi


ne' se questa,

sovente

il

cadavere non era murato e chiuso nella nicchia o nell' arca;


e sepolto.

condi sempre chiuso


le celle

La ragione della quale differenza


e

che

sepolcrali

dei primi

non furono ordinariamente aperte

frequentate dai

viventi,

rupe a guisa di porta, o nel suolo a forma di pozzo quadrato, chiusa con enorme pietra, s'apriva soltanto ad
accogliere
religiosi

ma

la loro bocca, eh' era o nel fianco della

morto mentre le cripte cristiane erano aperte air orazione ed ai convegni per gli anniversarii e la celebrazione de' santi misteri. Laonde
il
;

essendo

il

Salvatore stato sepolto nella prima maniera


la sepoltura;

Cristiani

ne imitarono
alla sot-

solo in parte

imbalsamando
ed
il

cadaveri e deponendoli, ove ne eb-

bero l'opportunit, in loculi ed arche tagliate nella roccia;


terranea stanza lasciarono aperto
,

ma

l'adito

cadavere chiusero ermeticamente.


quello

Sulle

fogge poi de' loculi e delle arche nei sotterranei cemeteri cristiani e sui loro

nomi

non mana,

di
il

questo luogo
lettore

il

ragionare

e per

che spetta alla necropoli ro-

pu

ricorrere al classico

volume

del Marchi (6).

Un' altra essenziale differenza distingue le cripte giudaiche di Palestina e le pagane d'ogni terra dai sotterranei cemeteri cristiani. Le prime sono stanze ordinariamente isolate
e sepolcri delle famiglie;
i

secondi vaste necropoli della grande fami-

(1)

Inscr. Domest. p. 55.

(2) (3) (4) (5) (6)

Su questo sepolcro vedi Degli


Mabillon, Iter. ilal. p. 73.

ElTctli,

Memorie

di

S. Nonnoso p. 98.

V. Fea, Miscellanea

Filologico-critca p. 239.

Fea, Variet di Letizie p. 173.

Monum.

primit. delle arti crisi, tav.

XIV,

XV

pag. 106 e segg.

soglia cristiana. In fatti

Tisolamentu e

la

separazione d'una cripta caHaltra

il

sistema

normale de'sepolcri scavati nella roccia dagli Ebrei, dai Fenicii, dagli Etruschi e che fiancheggiato da tombe da ogni nazione di pagani. Il sotterraneo labirinto
,

s'aggira dentro le viscere della terra, e colle sue ramificazioni tutte involge e col-

lega le celle sepolcrali in

una data area escavate,

generalmente parlando,

il

carattere distintivo de'cemeteri cristiani.

che

la

trovo gi da due secoli e


le

La quale osservazione cos facile e vera, mezzo formolata dall' Abela nella sua Malta illu

strata,

cui parole
ilei

mi

piace trascrivere.

Nelle nostre antiche sepolture, (cio di


si

Malta)

fjiielle

(jcniili,

bench fossero anche nelle grotte,

veggono per con questa


o

differenza, che ogni spelonca era stabilita per

uno o due cadaveri

per pochi pi,

ma
e

per l'opposto

le

cripte e

cimiterii de'Cristiani

racchiudono centinaia di cadaveri


ove con quella uniformit di cuore,
,

gran numero

di sepolcri in quelle vie e filiere,

con la quale vivendo erano uniti in carit cristiana

con Vistessa volevano anche


che

ri'
si

trovarsi de fonti per potere inoltre godere delle orazioni e sacrifici dei fedeli,

facevano in detti cimiterii

)>

(1).

Gli

odierni

archeologi

troveranno esattissime
;

le

parole dettate sono quasi tre secoli dallo storico di Malta


nella sua recente esplorazione della necropoli cartaginese

veramente

il

Beul

ha osservato in ciascuna stanza ivi essere stati sepolti soltanto da nove a venti cadaveri; e le communicazioni tra stanza e stanza essere state tutte aperte dai devastatori (2). Cos anche il Renan ne'suoi scavi in Fenicia ha notato come esempio singolare, che dans un seni cas
plusieurs chambres ont t trouves communiquant entre elles
vritable catacombe (3).
et

presentanl l'aspect d'une

Ci nulla ostante e

Cristiani

talvolta

adoperarono

celle isolate al

modo

degli

Ebrei e de'pagani; e questi scavarono sotterranee necropoli simili a quelle de'Cristiani. Cripte isolate cristiane

sono frequenti nella rupe

al

mezzod della valle Hin-

nom

presso

Gerusalemme,

e molti

esempi

se

ne hanno nell'Asia Minore, nella Ci-

renaica, nel Chersoneso Taurico ed altrove. In quelle di

Gerusalemme

si

veggono
(4); in

talvolta pitture bizantine, segno manifesto, che furono in uso fino ad assai tarda
et.

Una

del

monte Tauro ha

in fronte la data consolare dell"

anno 461

un'altra scritta la data giusta l'ra d'Antiochia, e se

non

v' errore nella lettura,

sarebbe dell'anno di Cristo 642


e

(5). SiiTatte cripte

non sono
se

rare in Sardegna (6)

cercandone accuratamente, moltissime, credo


,

io,

ne troveranno nella nostra

Europa. Tale
al temj'o

mio

avviso, la cella incavata nella rupe ed abitata da


si

monaci

delFinvasione degli Unni, che

vede

in Salzbourg;

e per venire tosto alla

nostra Italia, esempi manifesti ne trovo nella Cami)ania (7) e perfino nella stessa

che presso al sepolcro degli Scipioni circa venti anni indietro fu rinvenuto un isolato cubicolo sotterraneo, con tre arcosolii e con volta

Roma. Imperocch

io so

(1) (2)

V".

Gatt Said, La grotta di S. Paolo a Malta, Malta 1863 p. 85.


Bulletl.

V.

deirist. di corrisp. arth.

1S60

p.

i5.
et
lietles

(3)
(4) (5) (6) (7)

V. Des Jardins, Comples rendiis de l'academie des inscr.


Corp. inscr. graec. T. IV n. 9259.
L.
e.

lettrea,

18C1

p.

151.

n.

9153.
Bullelt.
.

V. Spano,

ardi. Sardo T.

Il

p.

146, 147, 170 e segg.


di

V. Giustiniani

.Memoria sullo ^lovrimenlo

un antico sepolcro

greco-romano

p.

106:

cf.

De

Jorio,

Guida

alle

calaoombe

di

s.

Gen-

naro p. 19.

12

90

adorna di pitture cristiane ritraenti le scene bibliche, che vediamo negli affreschi delle catacombe romane. Non dee recare maraviglia l'esistenza di cripte isolate cristiane. Di sepolcri gen-

abbiamo chiare testimonianze nei documenti e nelle iscrizioni de'primi quattro secoli: e se il maggior numero deTedeli fu in quegli anni portato a seppellire nel cemelero commune, questa non fu legge, n consuetudine universale. La sola legge era di non deporre i corpi de fedeli nei monumenti e ne' sepolcreti de'pagani. E
tilizi

tutti

sanno, che l'avere lasciato in siffatta guisa seppellire i figliuoli, fu tra le cagioni, che un vescovo fosse deposto dalla sua sede ai giorni di Cipriano. Negli
dei martiri

medesimi piii volte leggiamo, che essi furono sepolti ne'loro orti o nei monumenti, che s'erano preparati in vita; e nulla accenna all'esistenza in quei
atti

luoghi d'un cemetero


polcri e
cili

commune. Anzi
isolati.

molti cemeteri ebbero origine da


sotlerranea

siffatti se-

monumenti

Gli esempi e le prove di queste affermazioni sono fa-

a trovare dagli studiosi; e la

Roma

anche sola

le fornir in

abbon-

danza.

Come troviamo

cripte cristiane isolate, viceversa

meteri sotterranei non cristiani. In

Roma

troviamo anche talvolta cedue ne conosciamo spettanti agli Ebrei;


,

quello sulla via Portuense scoperto dal Bosio


sull'Appia venuto in luce e sterrato in questi

quello

della
Il

vigna Randanini

ultimi

anni.

secondo

certa-

mente dell et cristiana, cio del terzo o al pi del secondo secolo dell' LM-a nostra, quando gli Ebrei in grande numero abitarono la regione della porta Capena e
:

torner a ragionarne posatamente

ai debiti

luoghi.

Il

primo pu

risalire a

maggiore
stantipo

antichit, essendo nel Trastevere; ove gli Ebrei fin dall'et di


za.
Il

Pompeo ebbero
sia stato
il

Marchi stim
si

che cotesto cemetero giudaico trastiberino

conformarono i Cristiani di Roma nel creare i loro sotterrenei sepolcreti (1). E veramente assai verisimile questa genesi del cemetero cristiano. Imperocch la chiesa uscendo dal seno della sinagoga port seco molti riti e costumi del giudaismo ed chiaro che la somiglianza del cemetero giudaico e del cristiano non pu venire da imitazione fatta da'Giudei del rito cristiano. Egli per
al

quale

a cercare se cotesta somiglianza

non

potesse venire da

un
e

prototipo

commune

ad

ambedue
al

le

necropoli. Le cripte sepolcrali di Palestina

l'uso generale di esse

presso ogni gente di stirpe semitica bastavano a fornire quel


e fiancheggiato anch'esse

commune
communit

prototipo;
e cripta

quale per mancava l'intreccio delle vie sotterranee praticate tra cripta

da sepolcri. Lo speciale vincolo

di

religiosa

e nazionah', che strinse fra loro gli Ebrei viventi nella metropoli del
,

paganesimo,

come la fratellanza cristiana e la communione ecclesiastica che de' primi fedeli f' un cuore ed un'anima sola, e le rocce vulcaniche del suolo romano opportunissime allo scavamento della sotterranea necropoli, naturalmente invitarono e poterono a poco a poco indurre e Cristiani ed Ebrei a scavare sotterra quelle vie e que'cemeteri; senza che gli uni abbiano dovuto farsi perci imitatori degli altri.
Del rimanente di poche viuzze sotterranee con loculi orizzontali nelle pareti

qualche campione in

Roma

esisteva presso

pagani medesimi; e pu aver fornito

(1)

V. Mouum.

primitivi p. 20, 21.

Olla

che poi col lavoro continuo di pi secoli i Cristiani estesero per ogni verso in immense diramazioni. Non parler delle famose
di quegli
,

prima idea

ambulacri

tombe

degli Scipioni, diversissime dalle escavazioni cemeteriali, colle quali sono

state a torto paragonate.

Ma

piccoli ipogei di sole tre o quattro brevissime vie

con

uno pochi cubicoli, o senz'essi, io ho veduto posti in regolare communicazione coi monumenti e coi colombari pagani lungo TAppia e lungo la Latina. IIP. Marchi in un articolo, che non ha in fronte il suo nome, ma che egli dett (l), convenne
iu questo, che esistono in

Roma

piccoli cemeteri sotterranei pagani. Egli


li

ne enule

mer
ni,

quattro allora a lui noti, e

die in propriet a sette idolatriche


e

quali

professavano gli errori degli orientali ed avevano cemeteri


perch gli apostoli Pietro
e

sepolcri somiglianti ai cristiaquesti si seppellissero alla

Paolo avevano voluto che


e

vianiera orientale, che era quella de" Giudei. Oggi per, che gli esempi di questi piccoli cemeteri

pagani

si

sono tanto moltiplicati


i

che

l'

esperienza

mi mostra
cotesti

es-

sere essi assai frequenti lungo

margini delle vie consolari

e delle vie secondarie,


,

che indi partono


nevole
cati in
e

parmi

diffcile il

mantenere
il

la

sentenza

tutti

ipogei
ragio-

spettare a cultori delle religioni e de'misteri orientali. Piuttosto

mi sembra

conforme

alla quotidiana esperienza

credere, prima del cristianesimo

e prima, che le superstizioni e gli

uomini
f'

dell'

Asia e dell' Egitto fossero traboc-

Roma

con quell'impeto, che


,

dire a Giovenale

jamdudum

syrus

in Tibe-

rini defluxit

Orontes

g'

ipogei sepolcrali di fogge in qualche guisa simili ai cri-

stiani essere stati rarissime volte nel nostro suolo adoperati al vetusto uso di sep-

pellire

cadaveri interi, non mai interamente dismesso. Poscia tornato a poco a


s

poco in vigore questuso,


santi
i

per Tinfluenza del cristianesimo e delle


moltiplicarsi
in

sette profesd'

misteri orientali

e s pel

Roma

gli

abitatori
di

origine

asiatica ed egiziana,

essersi altres moltiplicate

come ogni maniera


ed
i

arche atte

a ricevere gl'interi cadaveri, cos


cropoli sotterranee

le celle scavate nella roccia

piccoli sotter-

ranei cemeteri. Dico piccoli, imperocch


;

giammai

pagani non fecero ampie neil

mantennero sempre alla loro sepoltura mento, che pi d'ogni altra impronta la distingue dall' ampia
e

carattere d'isola-

e cattolica

necropoli

cristiana. Queste dottrine sono di tanta importanza, che

meritano in alcuni punti

qualche migliore dichiarazione.

Che

le celle

scavate nella viva roccia o gli ambulacri sotterranei con sepolcri


dell' et

pagani nel nostro suburbano sieno pel massimo numero monumenti non
arcaica e neanco anteriori al cristianesimo
indizi lo rivelano.
Il
,

ma

dell" ra cristiana

molti e certi
colle Pincio,

sepolcro appellato de' Nasoni,

uno simile nel

divulgati dal Sante Bartoli,


e che
il

Marchi ritrov
di pitture
,

(2)

uno della Salaria vecchia divulgato dal d'Agincourt, uno infine da me visitato nei monti Parioli ebbero
,

ornamenti

di stucchi

di

musaici

lavori dell' et

imperiale e quasi

contemporanei a molti degli affreschi delle catacombe. Poche e rozze tracce di in una di pitture ho veduto in parecchie celle incavate lungo la via Flaminia quelle de' colli adiacenti all' agro Verano e in parecchie de' colli di monte Verde
,

(1) (2)

Civaia Catt. 2. Serie T.

p.

463.

V.

Civilt Catt.

I.

e.


al

92

Pozzo Pantaleo;

ma

Iracce senza

dubbio

de' secoli dell'impero.

notissimi sepolcri

sottenanei di Vibia, di Vincenzo sacerdote del


Mitra sono adorni di pitture
to (1).

nume

Sabazio e d'altri cultori di

d'iscrizioni del secolo terzo, se

non anche del quar-

In due celle scavate nella pietra nel


la

una

|)resso

chiesa della Stella, ho letto

monte Albano, una sotto la villa Altieri, io medesimo iscrizioni romane del secolo
che per brevit
io taccio, dirao-

terzo dell'era nostra (2). Questi ed altri argomenti,


straiKt
1

uso di cotesta foggia di sotterranei sepolcri avere in


Cristiani
il

Roma

ripreso vigore

nel
in

tempo medesimo, in che i fatti, bench il Bianchini ed


di Livia
i

scavavano

loro maravigliosi cemeteri.

Ed

Gori abbiano affermato, che nel colombaio de'servi

e de'liberti

sarcofagi racchiudenti interi corpi erano de' tempi de'primi

Cesari (3), pure gli archeologi oggi sanno, che l'uso de'sarcofagi invalse

mente

sotto gli Antonini; e

che

ioghi

si

massimavennero a poco a poco spegnendo, finche


corporei defunctoriim iisus nostro saeculo
i

nel secolo quinto Macrobio pot dire:


niillus est
(4).

menai
veruno

Prima che

l'uso di bruciare

cadaveri cominciasse a venir meno,


e

rare e poverissime, cio senza ornato

senza iscrizioni, furono

le

sepolture

scavate sotterra in forma simile a quella, che


lo
pili

chiamiamo cemeteriale; erano per


e

brevi ed anguste vie chiuse dentro le aree de'colombarii e de'monumenti.


s.

Nella vigna Codini presso la porta di

Sebastiano

nel tratto di via Latina in


Il

questi ultimi anni scoperto se ne veggono gli esempi manifesti.


degli Scipioni

grandioso ipogeo

non era

della foggia cemeteriale, ne aveva loculi incavati nel tufa,

ma
teri

arche, e sarcofagi.

Ognuno
e di svariati

intende, ch'egli

impossibile confondere
di

giganteschi sotterranei ceme-

della chiesa

romana popolati

tombe
gli

a migliaia e ricchi d'affreschi, d'iscrizioni

segni di cristianit con

angusti e rozzi ipogei dei colombari con-

tenenti pochi e numerabili loculi anonimi, o con le celle isolate scavate nei fianchi
delle colline secondo
il

rito etrusco e semitico, o

con qualche cemeteriolo di cultori


fossori

de'misteri orientali. Ci soltanto, che possibile, ed avvenuto nei citati sepolcri


di Vibia e di

Vincenzo,

che

gli

antichi od

moderni

prolungando

le

loro

escavazioni

si

sieno talvolta imbattuti in alcuno di cotesti pagani ipogei aprendo


tra essi

involontariamente alcuna irregolare communicazione

ed

cemeteri cristiani.
attorno
i

Laonde

si

dee porre molto studio nell' indagare e segnare

tutt'

limiti di

ciascun cemetero, e lungo que'limiti cercare se vi sono contigui ipogei pagani, e notare come sono separati dalla necropoli cristiana. Imperocch gli antichi fossori

con ogni diligenza attesero

ad evitare quegli incontri, ed imbattutisi in

essi a

chiu-

dere l'indebita communicazione coi sepolcri profiini (5). Le piante accuratissime dei cemeteri, coi loro rapporti verso i circostanti e verso i sovrastanti monumenti,

proveranno

l'esattezza di questa verit. Intorno alla

quale posso dopo undici anni

ripetere le parole

medesime, che

scrissi

nel 1853 (6), che cio d'incontri dece-

;i)
(2)

V. Garrucci, Les mystres du sijncrlismc Phrygien


V. Giorni, Storia
d' Albano

l'ari-

18a.

p. 91,

HO,

111.
di

(3) Bianchini,
(4)

Sepolcro de'scrvi dei


7:
cf.

liberti

Livia p.

14; Gori,

Columb.
,

serv. et liberi. IJviae p.

il.

Saturn. VII,

Gotofred. ad Cod. Theod. IX, 17, 6; Fabrelli


[>.

Inscr. doinesl. p. 18; .Morisani, Imcr.

Rheginae

p.

431 e egg;

Cochet,
(5)

La .Yurmarwhc suuierraine
V. Marchi, Monum.

167.
p. 3.

priiiiilivi

(6)

V.

Bull, deilht.

1853

p.

02.


ineleri cristiani

93

|)rofitto

con simili sepolcreti pagani non ho fino ad ora potuto trovare un secondo esempio certo, oltre quello de'predetti sepolcri mitriaci; ed anche di esempi
dubbii ne conosco uno solo
scienza nostra da
,

il

quale sar a suo luogo con mollo

della
i

me

dichiarato.

questi

medesimi
;

e soli

esempi ne videro
caso

pre-

cedenti esploratori della

Roma

sotterranea

seppero intenderli. Laonde

la cristianit

non de'primitivi cemeteri storicamente dimoi

quali per la novit del

strata dalle antiche testimonianze e dalle nozioni,


in

che sono venuto accennando,


necropoli cristiane.

Roma comprovata
i

dal fatto medesimo, e dai limiti chiari e netti che potremo

segnare tra

sepolcri pagani d'ogni

maniera
g.
III.

e le sotterranee

/ cemeteri sopra terra.

Accennate
intorno
ai

le

nozioni di maggior

cemeteri sotterranei,

momento, che ho stimato dover premettere viene ch'io adempia il medesimo ufficio verso
i

cemeteri posti alla superficie del suolo all'aperto cielo,


terra.
e

in edifici eretti sopra

Gi ho dimostrato, che durante


siffatto

le

persecuzioni

Cristiani in

molti luoghi

segnatamente nell'Africa ebbero


le

genere di sepolcreti communi. Ora cercher


la sicurezza
,

quali ne erano
I

forme

e gli edifici,

quanta

innanzi all'et della pace.

cemeteri dell'Africa erano chiamati aree

altrove orti: di quello,

che

fin

dagli esordii della chiesa milanese fu istituito nell'orto di Filippo, leggiamo ch'ebbe

nome Pohjandron\
d'

polyandrum
che
i

pohjandrimn

sinonimo

di

cemetero ed anche
in

un

solo sepolcro presso molti scrittori ecclesiastici del secolo ottavo o


(1).

quel

torno
al

Ma

egli

certo,

primitivi Cristiani ebbero ripugnanza invincibile


(2)
,

sovrapporre un cadavere sull'altro

ancor

meno
i

tollerarono pur

il

pensiero

di gittarli alla rinfusa in fosse

communi,

quali erano

celebri pu/jco/i dei pagani.


alla

Laonde

da cercare quale sistema adottarono nei sepolcri in campi aperti ed

superficie del suolo; e

come

in questi ottennero di far giusta

il

rito cristiano la

de-

posizione del cadavere, ch'era tanto facile e sicura ne'ceraeteri scavati lungo i fianchi delle rupi e de'coUi e dentro le viscere della terra. L'occupare tutta la superficie

con uno strato solo di sepolcri o di arche avrebbe richiesto aree immense, e avrebbe tolto molta parte dei campi alla coltivazione. L'inumazione nella nuda
terra solo
la

nell'estrema necessit poteva piacere


;

ai

fedeli,
,

presso

quali tanta era


di

religione e la cura de'sepolcri

laonde resta solo


stati

che molti

strati

arche o

molta profondit l'uno all'altro sovrapposti nelle aree e nei campi de' primitivi cemeteri cristiani. In Ostia ed in Roma medesima in molte edicole sepolcrali pagane de' tempi, in che come ho detto, il bruciamento de' corpi ogni d pi andava in disuso, ho veduto sotto i pavimenti una serie di arche costruite l'una sotto l'altra in guisa assai semplice

marmoree

fittili

o costruite sieno

e di

poco dispendio. Fra

due

pareli verticali parallele costruite alla

distanza

di

pochi palmi, quanto basta a collocare


serie tramezzi di costruzione o di lastre
;i)

un cadavere supino, sono


marmoree, sopra ognuno
lai.

disposti in

lunga

dei ([uali giaceva

un

V. Datiana V.
Jaciitii,

hist.

eccl.

mediai, ed. Biraghi p. 30; Ducange, Glnss. med.


et

v.

Polyandrum.

(2)

De Bonusae

ilennae

titulo p.

36, 44, 49.


Icfonto.
;

94

Questo metodo in Roma fu certamente adottato dagli Ebrei e dai Cristiani. Di siffatti sepolcri dei primi si veggono gli esempi nel vestibolo del cemetero giudei secondi ne ho veduto tracce manifeste ed anche daico di vigna Randanini
alcuni pi o

meno

conservati nel
di Ciriaca
,

campo sopra
altri

il

cemetero di Callisto, nell'agro

Yerano sopra quello

ed in

luoghi. Le maggiori basiliche estra-

da cotesta maniera e per la basilica Vaticana una testimonianza chiarissima ne d la di cemeteri la cui narrazione ho divulgato nel tomo I delle scoperta avvenuta nel 1689 Inscript. christ. p. 108. Aflnch i lettori abbiano un'idea esatta di cotesto modo

murane

fino dal secolo quarto furono attorno attorno circondate


;

di sepolture e di cemeteri

pongo loro sott'occhio

la sezione dimostrativa

d'una

serie

di siffatti sepolcri.

Ma

oltre questa assai


,

economica

e facile

suolo

Cristiani costruirono in

Roma

maniera di seppellire alla superfcie dei sotto i pavimenti delle basiliche e delle

contigue essedre arche coperte con tegole o lastre disposte a tettoia (volgarmente

dicono a capanna)
ivi

o arche semplici composte di lastre


;

marmoree,

e talvolta

anche

deposero

sarcofagi

quali per, sovente adorni di sculture, di loro natura

erano destinati ad essere non sepolti,

ma
i

posti sopra terra e lasciati visibili.

ve-

ramente molti ne erano


le celle, le edicole

collocati sotto

portici e nelle essedre delle basiliche e dentro


e di sepol-

ed

mausolei sepolcrali. Questi varii generi di sepolcri


;

creti

quando precisamente ivi ne sia cominciato l'uso, lo accenner a suo luogo. Fuori di Roma per, ovunque i fedeli non ebbero sotterranei cemeteri, questi modi medesimi di seppellire furono necessariamente adoperati in ogni tempo nelle aree e negli orli, de'quali sopra ho ragionato. Strati d'arche o di sepolcri disposti in varii piani non a mia notizia, che
furono in
adoperati nell'et della pace
e

Roma

sieno

stati

osservati in Africa, o nell' alta Italia o nella Francia o in qualsivoglia

altra regione,

dove sappiamo che

cemeteri sotterranei

non furono

in uso. Forse

que' sepolcreti costruiti quasi a fior di terra pi


dagli agricoltori
;

non

esistono demoliti e distrutti


e di

forse agli archeologi

non

avvenuto di conoscerli

esami-


narli.

95

~
come
in

Ad ogni modo parmi

naturale, che

Roma,

cos

anche nelle roma-

ne province, ne sia invalso l'uso, massime presso i Cristiani. Un indizio evidente, anzi un vero esempio ne ho veduto nell' antica chiesa di s. Pietro in Vienna di Francia; ove sotto il pavimento stata teste rinvenuta una grande quantit di sarcofagi romani collocati in tre ordini l'uno sotto l'altro. Il eh. Allmer esploratore sagace delle antichit di Vienna ha riconosciuto in quel suolo un antichissimo cemetero ed in que' sarcofagi arche sepolcrali romane adoperate poi dai
, ,

Cristiani (1). Del

rimanente

se di sepolcri disposti in strati a molti piani

quest' unico indizio fuori del suolo

cessario

ch'io dica, arche e


basiliche di

venuto a mia notizia, sarcofagi per corpi interi e con segni manifesti del-

suburbano

appena non ne-

l'et cristiana trovarsi

ogni d in ogni parte del


s.

mondo
Mattia
,

antico (2). De' sepolcreti


sotto le quali giace

di Treveri nelle

Paolino e di

s.

una
(3).

moltitudine di arche costrutte e di sarcofagi in pietra


in Francia, ottime notizie
ci

simili a quelli di

Vienna

hanno dato

gli

archeologi delle province renane


,

Ne

con coperchi acuminati dai quali tutto occupato il celebre cemetero degli Aliscamps in Arles ed in parecchie tra quelle arche ho veduto incisi sui timpani o sugli acroteri dei coperchi i monogrammi
dissimili sono le arche in pietra calcare
;

D
JS^fxfj

-<v

^ varie

fogge di croci. Ivi anche ho veduto antiche arche o casse


ri porvi
i

'vk*' ^^ piombo per


'^'^1^
si

cadaveri.
cristiane

Non

parlo de' preziosi sarcofagi

marmorei con sculture

ritraenti

scene del vecchio e del

nuovo testamento, che


ed in altre
citt della

ammirano

in Marsiglia, in Arles, in Nimes, in

Avignone
,

Francia meridionale ed anche della Spagna e

dell' Africa

perch mi trarrebbero
e nella basilica di

ad un troppo
si

lungo discorso.

Sarcofagi in pietra calcare


di
s.

simili a quelli degli Aliscamps,


s.

veggono in Colonia nella cripta

Gereone
della cui.

Orsola colle sue compagne vergini. In

un

sarcofago al tutto
;

gemello a quelli di Colonia giace in Augusta la celebre martire Afra area sepolcrale sopra ho fatto ricordo. Cesso da questa enumerazione
moltiplicare quasi
all'

che potrei
epitaffi di

infinito

ed aggiungo soltanto una parola sugli

cotesti istessi sepolcri,

de' quali

ho accennato

le

forme;

perocch

il

seguito del
fatt(

mio ragionamento

l'esigge.

Le pi antiche

tra le

arche cristiane, di che ho

menzione, sogliono essere senza epigrafe veruna, o con brevissimi titoli non indicanti chiaramente la cristianit del sepolto. Nel secolo quarto cominciano ad ma sono apparire numerosi gli epitaffi cristiani in Vienna, in Treveri, in Colonia
;

per lo pi incisi in tabellette

marmoree

sottili e di

forma quadrata o quadrilunga.

Queste dimensioni e questa sottigliezza sembreranno discordanti dalla natura e dalle forme de' sepolcri non sotterranei, che ho affermato regnare in quelle citt.

Ma

la difficolt sar tolta,


le

quando

si

sapr che quelle tabellette furono o murate


in Ostia, o infisse ed incastrate sopra

sopra

arche,

come ho veduto anche

una

(1)
(2)

V. BuUett. de la Societ imp. des anliquaires de Frante 1860 p. 158. V. per esempio Cochel, La yormandie souterralne p. 39, 40 e segg. Nel museo
franco-romane rinvenute nel 1854 con
gli scheletri

di

Wicsbaden

si

veggono

bellissimi

esempi e modelli

di arche sepolcrali

gli

arnesi in esse racchiusi. _Fra questi bojiotato piccole croci di bronzo,

ed

altri
[3]

segni di cristianit del secolo

V o del VI. Ivi nella pala d'un anello ho letto riscrizionc I.N DI .NV.MINE A, cio in Dei nomine amen. Schmitt, Die Jirc/ie des h. Pauliniu p. 75, 76, 424 e segg: De Floreucourl, Grabsc/iri/leii, in Jahrbiicher von Allerthumsfr. im Rheinp.

land T. XII

Si; Steininger, Geschichle der Trevirer p. 280.


(Ielle

96

facce de

coperchi

de sarcofagi

e talvolta sotto

coperchi

medesimi

colle

ieltere volle

verso lintcrno della tomba.


basta per queste nozioni generali sulle forme

Ho
sepolcri

dello quanto

primarie dei

non

sotterranei e in

Roma

e fuori

ed ho citato

gli

esempi soltanto dei

Germania, perch ho avuto molto agio di esaminarli, e molta luce ne ho tratto a chiarire il punto, che qui debbo trattare, quanto cio furono sicuri siffatti cemeteri all' aperto cielo dusepolcri e de' sepolcreti di alcune citt della Francia e della

rante l'ra delle persecuzioni.

Ma

|)rima, ch'io tocchi l'ardua quistione, fa mestieri,

che dica alcune brevi parole sugli edifci posti ne' cemeteri predetti. L'iscrizione dell'area data da Evelpio per il cemetero cristiano di Cesarea
<;a,

testif-

aver lui

ivi

altres

costrutto

una

cella:

ET CELLAM STRVXIT SVIS CVNCTIS

SVMPTIBVS. Che cosa


lettino
(1)

aiutato

ampiamente dichiarato nel mio Buida un testamento romano test scoperto in una pergamena di
fosse cotcsta
cella.,

l'ho

Basilea; ove ordinata la costruzione d'una cella menioriae.

Le celle sono quelle edicole, che gli antichi padri segnatamente africani e talvolta anche il libro pontifiin esse adunavansi a pregare e a i fedeli cale a])pellarono memoriae martyrum (2) divini misteri; coleste cellae a poco a poco cambiarono poi il primitivo celebrare
:

loro

nome

in quello di basilicae.

Laonde

le

sontuose basiliche erette sui sepolcri


celle

demartiri nell'et della pace null'altro sono, che ampliazioni delle primitive
e

memorie

erette a guisa di edicole sepolcrali nelle aree de'cemeteri.


i

basta questa
alla

nozione sola per isciogliere


sui

tanti

dubbi dibattuti nello scorso secolo intorno


delle
citt

sepoltura nelle chiese^ se permessa o n nell'et primitiva. Dalle basiliche erette


sepolcri
de' martiri
e

poste

fuori

tanto

era

lontana qualsivoglia
e

proibizione di seppellire,

che anzi quelle basiliche medesime erano cemeteriali


stato
,

parte integrante dei cemeteri. Del rimanente questo punto,

bench dalla dottrina

accennata possa ricevere nuova luce,


Muratori in

per gi sufficientemente chiarito dal

due egregie dissertazioni (3) checche in contrario abbia scritto il Pelliccia (4). E le iscrizioni di Roma cristiana ci faranno vedere le nostre basiliche estramurane fino dal secolo quarto piene di sepolcri. Ma delle celle, delle basiliche,

dei mausolei torner a parlare nel capo ultimo di questo trattato.


siffatti

Or
essi

cemeteri, con le

ad ogni insulto de'nemici di


violati e

memorie de'martiri, tanto indifesi ed aperti Cristo non corsero rischio veruno, anzi non furono
celle e le
il

manomessi

dai pagani nei secoli della gran lotta tra


la

gentilesimo

ed
il

il

cristianesimo? Tertulliano risponde testificando per

sua Cartagine, che sotto

preside llariano, cio nel 203, la plebe chiese ad alte grida la distruzione delle
sepolcrali de'cristiani:
est:

ai"e(;

sub Ililariano praeside de areis sepidturariim nostrarum


(5).
si

acclamatum
l)erocch la

areae non sint


de'

l'effetto

segu a quelle voci forsennate: imsepolcri


de' fedeli
e

furia

pagani

rovesci

sui

con

snaturata

empiet viol
(1)

l'asilo
crift.

medesimo de'morti,
v.

e le pie ossa disperse:

in Bacchanaliiim

Bullcll. di arch.

Aprile 1864.
lai.

(2)
(3)

V. Ducnnge, Ghss. mei.


V. Muratori,
s.

Memoria.
diss.

Paulini opp. ed. Yeron.


sua
edizione
del

XVII

p.

838

e ic^%.
Ili

Anecdota graeca,
p.

disq. ll\ p. 141.

Ambedue

le

dissertazioni sono

state

ristampate dal
I

Riiter nella

codice

Tcodosiano T.

157 e segg., e dal Zaccaria

nella

Disciplina populi

Dei del

rieury T.
(4)

p.

269

e segg.
e.
Ili

De

coemet. Neapolitano
e.

in

T.

Ili

P.

Il

de Christ. ecel. polilia ed. jjssani

p.

64 e segg.

(5)

Ad Scapulam

3.


siiorum furiis
asylo
arjitali

97

siint)

Christianormn
avellere (1).

cadavera (ausi
le

de requie sepulturac

et

de

quodam mortis

Eusebio narra

reliquie de'martiri talvolta per


e gittate
i

ordine degli Augusti medesimi essere state dissotterrate


S.

nelle

acque

(2).
:

Ambrogio rinvenne
i

(jucllc del

martire Agricola tra

sepolcri
i

degli Ebrei (3)

e in

seguito ragioner delle confische decretate pi volte contro


sepolcieti

cemeteri. Laon-

de certo, che

non

sotterranei furono esposti a molti rischi ed a molte

violenze; ed chiaro altres, che in

Roma

ed altrove
il

primi fedeli scavarono


giudaico,
piij

le

grandi necropoli sotterranee non

solo per imitare

rito

ma

anche per
e

procurare ai loro morti e talora anche ai viventi

un

asilo

quieto

sicuro

che non erano

le aree e le

memorie

costituite

sopra terra.
,

Indi discende

un canone

di cristiana archeologia

la

cui verit ogni d pi

mi

apparisce manifesta nello studio dei

monumenti almeno

del nostro Occidente.

La chiarezza

e la moltiplicit de'segni di cristianesimo, e il libero svolgersi dell' arte

simbolica e figurala cristiana fu, generalmente parlando, in ragione diretta delle


condizioni di sicurezza e di nascondime/ito
arte e quelle sacre
,

in che erano

poste

quelle opere di
i

memorie. Ho

detto,

generalmente parlando; imperocch


all'

lunghi

periodi di quiete e l'assuefazione di vivere

aperto fecero

s,

che ove

Cristiani

non ebbero sotterranei sepolcri e nascondigli, presero ardire talora forse soverchio^ e deponendo ogni timore divennero meno cauti e misteriosi, che non erano i Cristiani Aiventi all'ombra delle tenebre e delle

catacombe. Di questa fiducia de'fedeli


I delle

Eusebio rende splendida testimonianza nel libro Vili capo


per improvviso
e
il

sue storie. Giunse


le

turbine della persecuzione dioclezianea; e allora


i

chiese arse
e

demolite dalle fondamenta,


le

simboli della fede esposti al ludibrio de'profani

de nemici di Cristo,
i

memorie

de'fedeli e de'martiri distrutte ed abolite, furono


io ripeto,

tristi

effetti

di quella

ardimentosa fiducia. Da queste cagioni


i

che di

monumenti

posti sopra terra durante

primi

tre secoli, e

chiaramente

testificanti

esempi sono a noi pervenuti. Ed in questi che sono stessi s rari esempi troviamo talvolta o le prove certe o gravi indizi memorie restituite ai d della pace. Nell'iscrizione tante volte da me lodata dell'area
la fede cristiana tanto pochi e rari
,

e della cella di Cesarea in

Mauritania apertamente
e
1'

scritto

ECLESIA FRATRVM
sembrami

HVNC RESTITVIT TITVLVM,


anch'essa restituita,
di

epigrafe sopra citata dell' accubitorium


Il

come

dichiarer nel seguente paragrafo.

celeberrimo poemetto
tutto sapore

Autun

uno

de' pi insigni
e della

monumenti
s.

della cristiana antichit,

de secoli dell'arcano

scuola di

Ireneo, scoperto nell'orca

medesima

del

cemetero di Autun dall'Emo card. Pitra, stato variamente giudicato; il maggior numero dedotti assegnandolo al secondo o al terzo secolo per gli arcani concetti proprii di quell'et, taluni al quarto ed anche al quinto ed al sesto per la pessima
ortografia e per gli errori di prosodia e del dettato
(4). Il

parere degli ultimi

mio avviso,

fallace; ed esagerata la loro opinione, che quell'ortografia


ai

non

possa convenire

primi

tre secoli.

Ma

ad ogni

modo

poich veramente pare, che

all'arcaismo dei concetti


(1)
(2) (3) (4)

non corrisponda un

pari arcaismo nella scrittura, facile

Terlull.

polog.

e.

37.

Bist. crei, vili, 6.

D^

exhort. virginit. cap. 1.

V. Corp. inscr. Graec. T. IV n. 9890.

13

lo scioglimento del

98

il

famoso cemetero d'Autun ricordato da s. Gregorio di Tours non era sotterraneo, e che l'epigrafe fu verisimilmente restituita (1). Per contrario in Roma, ove il lahirinto delle catacombe nascondeva e proteggeva i monumenti de" fedeli perseguitali, non m' avvenuto giammai d'osservare indizio veruno di epigrafi primitive restituite nel secolo quarto. Le restituzioni qui\i datano dal sesto, e riparano i danni fatti non dai persecutori, ma
nodo, osservando che

E ci vedremo nel capo ultimo. fedeli dei primi tre Adunque nelle tombe e nelle memorie poste all'aperto secoli o raramente posero monumenti facili ad essere riconosciuti per cristiani; o quei monumenti in molta parte perirono innanzi alla pace data da Costantino. E veramente nei sepolcri medesimi dei martiri pi illustri, nequali in Roma anche durante le persecuzioni fu talvolta senza ambagi scritto MARTYR, altrove appena fu inciso il nudo nome senza indizio veruno di cristianit. Il Letronne dimostr un sarcofago l'autenticit del sepolcro di s. Eutropio martire in Saintes (2) come quelli, che ho descritto, di Vienna, di Treveri, di Colonia e d'altri luoghi senza il titoletto inciso in marmo e incastrato sopra o almeno sotto il sepolcro monogrammi e le croci, che vediamo nei simili sarcofagi di Arles, ma senza spettanti ai secoli della pace. Soltanto sulla pietra medesima del coperchio h scritto EVTROPIVS. Il Letronne giudic quest'iscrizione del secolo quarto; ma in quel secolo
dai barbari.
i
; i

ninna cautela esiggeva, che


solenne de'martiri
illustri

si

tacesse la gloriosa appellazione

MARTYR,

anzi

il

culto

voleva, che in

un
il

siffatto

sepolcro quel titolo fosse scritto

trionfalmente. Stimo pi verisimile, che

laconico

EVTROPIVS

sia l'epigrafe incisa


s.

neir et della persecuzione. In Colonia


della chiesa di
s.

sarcofagi della cripta di

Gereone

e quelli

Orsola non

hanno

iscrizione veruna. Del pari silenziosa l'arca

della celebre martire Afra in Augusta. Dentro essa stata rinvenuta


di

una lamina

piombo con buone lettere quadrate romane: ne cotesta lamina nel segreto della tomba os dire altro, che AFRA, senza segno veruno di cristianit (3). Una cautela s grande, e quest' alto silenzio dicono pi ch'io non saprei spiegare. E qui non posso ommettere la menzione d'un'epigrafe del museo di Marsiglia. E incisa in lettere di cos belle ed antiche forme romane, eh' io corsi loro sopra colTocchio, stimandole un epitaffio pagano dei tempi incirca di Adriano e deprimi
Antonini, Al sopra lodato eh. Le Blant
della quale egli

dovuta

la scoperta di questa lapide insigne,


,

mi

die

un esemplare. La nomenclatura

lo stile

la paleografa

ne fanno un monumento del secolo II; gemma preziosa delle origine cristiane nelle Gallie, l'epitaffio, che una madre pose a due figliuoli QVI VTM igniS PASSI SVJNT;
ed conchiuso con
le

parole

REFRIGERET NOS

Qui (omnia?)

poTEST ^

acclama-

zione alludente manifestamente alla morte pel fuoco sofferta dai due, cui dedicata
lepigrafe. Per
tre

me non
di

dubbio, ch'essi sieno due martiri;


il

la

voce passus nei primi

secoli era

solenne per indicare

martirio.

Non

so
i

se

questa antichissima e

rara

memoria

martiri fu posta sotterra: in Marsiglia

Cristiani scavarono nella

(1) (2)
(3)

V. Garrucci, flanget d'epigraphie ancienne p. 54. V. Revue archeol. T.


Il

p.

569 e ?egg.
h.

V. Braun, Geschichte der Auffindung der

Afra, Augsburg 1804.

roccia qualche cripta,

99

(1).

come

si

vede in quella del martire Vittore

Ma ovunque

questa preziosa epigrafe sia stata posta, la perifrasi qui vim ignis passi sunt poteva qualche tempo dopo avvenuto il martirio non essere intesa nel suo vero senso dai
pagani, che per caso
si

fossero in essa imbattuti: ne quella perifrasi equivale in


i

veruna guisa

all'ardire, che ebbero

fedeli nelle

catacombe romane, di scrivere


un'altra e assai impor-

MARTYR.
La
verit di questi raziocinii

mi sembra confermata da
,

tante osservazione. In

Roma, ove

l'arte cristiana protetta dalle

tenebre sotterranee

tanto svolgimento prese nei primi tre secoli


pittura da quella della scultura.
e le allegorie degli evangeli,

diversissima

la

condizione della
le

La prima
le

ci

pone sottocchio non solo


i

parabole

ma

scene istoriche d'ambedue


e le

testamenti effiggiate

con varie
il

e pii o

meno

manifeste intenzioni simboliche;

immagini medesime

di Cristo, degli apostoli, de'santi

e dc'fedeli atteggiate all'orazione; talvolta perfino

La scultura al contrario lontanissima da siffatta libert. Ne'marmi anteriori a Costantino suole dominare la parabola e l'allegoria. Se qualche eccezione a questa regola si trover, non perci sar men vera l'osservazione fatta sul massimo numero dei monumenti. Donde una tanta differenza se non da
battesimo
e leucaristia.

ci, che

pennello era libero nelle tenebrose caverne dei cemeteri, lo scalpello era impedito, sospettoso e cauto nelle officine poste sotto la luce del sole? Ne si
il

dica, che l'orrore de'primi fedeli verso l'idolatria pose in loro qualche

ripugnanza
la

verso la scultura. Imperocch per tacere delle sculture paraboliche ed allegoriche,

che ho detto aver


alla chiesa
,

essi fin

da principio adoperato ed amato, appena data


i

pace

si

moltiplicarono ovunque

sarcofagi ed altre sculture con le sacre

immagini,

cui tipi primarii erano per la


il

massima

parte negli affreschi delle catail

combe. Adunque
quello, che
i

solo timore dei persecutori

impediva

libero svolgimento della

scultura: rimosso quel timore, gli scultori cristiani fecero nel secolo di Costantino
soli pittori di legge ordinaria
i

avevano osato

fare nei

primi

tre secoli.

Ci posto
nostri

mi sembra evidente, che soggetti ritratti cemeteri come non furono innanzi a Costantino
sotto occhi

nelle pitture dei sotterranei


sculti nel

marmo,

perch

non avessero a cadere

profani, per la ragione


,

medesima non dovettero


nel
secolo III

essere effigiati sulle pareti delle chiese

che

Cristiani

ebbero

in
sot-

Roma non meno


terranei,

di

quarantasei

(2).

E dove
e

sepolcreti dei fedeli

non furono
Che

ma

aree all'aperto con le celle

basiliche sopra accennate, ne nelle chiese,


se in

ne nelle

celle dei cemeteri poterono essi senza grave pericolo fare pitture.

alcun luogo dipartendosi dalla cautela usata nella chiesa romana, e fidenti nel fiorire dell'insidiosa pace, che Eusebio descrive con s lieti colori, fecero nelle pareti dei
loro sacri edifici quelle pitture

medesime

che vediamo nelle cripte sotterranee


profanate dai nemici di Cristo. Ecco

queste pitture nelle confische e demolizioni ordinate da Diocleziano e da Massimiano

furono necessariamente vedute,

dileggiate,

adunque limpida

ed, a

mio

avviso, irrepugnabile la vera cagione del tanto dibattuto


circa
i

canone illiberitano decretato appunto


(1)

tempi della persecuzione dioclezianea:


550. Nella cripta predetta sono scolpite sulla viva roccia due croci

V.

FailloD,

ilonum.

inedits sur l'apostolat de t. STadeleine T.


il

p.

bizantine
1-2;

coli'

a u, delle quali

Faillon

non

fa

multo.

S.

OpUti opp.

ed. Dupin p. 34.


dcninqatur
terra
tneteiis

100

quod
,

placuit picturas in ecclesia esse non debere, ne


(1).

colilur et
altres
i

adoratur in parietibus
cemeteri erano
sopra

In Elvira
1

non

solo le chiese

ma

testimonio

altro

canone

di quel concilio

medesima:

placuit cereos in coe-

per diem non accendi (2). La proibizione di dipingere nelle chiese quod colitur et adoratur mostra, che siiTatte pitture ivi erano state fatte: e la cagione della proibizione mi sembra chiarissima dalla data del canone e dalle generali

che ho premesso. La quale sentenza confermata dai monumenti della Spagna medesima. Imperocch non solo niun indizio appare, che ivi le arti cristiane sieno state in qualche guisa proscritte; ma venuta la pace le troviamo
osservazioni,
ivi,

come

altrove, fiorenti ed approvate. Ce

ne rimangono per testimoni

bellis-

simi sarcofagi di Sarragozza e ([uelli d'altre citt della Spagna. E veramente di antiche pitture cristiane in diversissimi luoghi troviamo le trac-

ovunque le tracce rimangono di cripte sotterranee. Il pastor buono come nelle catacombe romane stato veduto in una spelonca cristiana della Cirenaica (3) una volta dipinta similissima a quelle de'nostri cubicoli stata scoperta dal signor conte OuvarolT in una stanza scavata nella roccia in Crimea; pitture assai antiche si dicono esistere nelle catacombe di Sicilia (ma io non ne ho accurate notizie); altre certamente antiche sono in quelle di Napoli, ove dominano per gli affreschi di data posteriore. E l'unico campione delle antiche pitture de'cemeteri delle Gallie d'arte simile a quelle de'nostri di Roma ce l'offre una cripta costruita sotterra presso s. Martino in Reims rinvenuta nel 1738. La singolarit di un tal monumento in quella regione, ove non si ha sentore veruno di sotterranei sepolcri cristiace,
;

ni, fece che

ne

il

senso, ne la cristianit delle pitture furono intesi, e la preziosa sco-

perta per (4).

Ma

quella cripta non fu unica; e Dio sa quante ne sono state improv-

vidamente

distrutte,

quante ne giacciono tuttora sepolte


lleims sotto
il

ivi e altrove
s.

nelle Gallie.

Nella medesima

citt di

suolo della chiesa di

Nicasio nel 1817 fu

trovata e distrutta

una

cella simile a quella, ch'era stata rinvenuta

un

secolo prima.

da un manoscritto del Povillon conservato nella biblioteca publica di quella citt. Questi due rarissimi campioni di celle cristiane costruite sotterra e ornate di affreschi nelle regioni, ove di catacombe neanche il nome s' udito giam-

Ne ho

la notizia

mai, dimostrano, che anche ove


crearonsi qualche sotterraneo
ra,

sepolcreti cristiani furono sopra terra,


e

fedeli
sotter-

monumento;

che quasi ovunque

essi discesero

all'ombra delle tenebre fecero pitture simili a quelle delle catacombe romane. Infine dell'arte cristiana con universale istituto ed amore, ma non con uguale

dove coltivata, eloquente documento mi sembrano alcune tombe scoperte dal Biraghi in Milano presso s. Nazario e sotto il suolo della basilica di Fausta (5) una scoperta in Brescia nel 1855 ed illustrata dall' Odorici (6),
libert nei primi secoli per ogni
,

Verona nel 1850 e pubblicata dal Brunati (7). Coteste tombe erano arche costruite sotto il pavimento e le anguste loro pareti erano adorne di immagini

una

in

(1) (2)

V.
L.

Cond
e.

Illib.

cari.

30.

can. 35.
la Cyrena'ique p.

(3)
(4) (5)

V. Pachi\ Voijage de V. Le
V.
Blaiit,

376.
1

Inscr. chrl. de la

Gauh

T.

p. 4i8;

Kavpiicz

Origines de
hist.

Vijtise

de Rcims p. 1(56 e segg.;


ss.

Revue arc\. T.

p.

li.

Biraglii,

Una catacomba
e.

cristiana scoperta in

Milano;

Dadana

p.

73; Sui corpi de'

Vittore e Satiro p. i.

(6)
(7)

Monuni.

cristiani di Brescia p. 69.


1.

V. Odorici,


e di simboli
tracciati a colori.

101
in

Roma, ne ovunque
, i

Giammai

sepolcri furono

scavati nelle pareti de' sotterranei cemeteri

sono

state viste

pitture

siffattamente
sulle

nascoste dentro la

tomba medesima. Nel


i

difetto di
i

stanze

sotterranee,

cui

pareti visibilmente ritrarre


e di chi sa

loro simboli,
si

fedeli di Milano, di Brescia, di


le

quante

altre citt,

contentarono di dipingerli dentro


effiggiati

Verona tombe e di
stati
tutti

seppellirli dentro esse. I simboli

nelle

predette

tombe sono

tombe medesime dai loro editori assegnati all'et delle persecuzioni. Ma posto anche, che non sieno tutti di quell'et, saranno per vestigio e continuazione d'un costume, che non pot nascere e cominciare ai d della pace, quando e le iscrizicnii
colle

ed

simboli della fede cristiana trionfavano nella piena luce del giorno.

E qui

fo

punto; sembrandomi d'avere anche troppo discorso sui cemeteri non

sotterranei, e sulle condizioni, ch'essi fecero ai

monumenti

dell' arte e dell' epigrafia

cristiana durante

secoli delle persecuzioni.

g. IV.

Della legalit de^cemeteri cristiani nei secoli delle persecuzioni.


nascondiglio, che abbiamo veduto essere stata condizione sempre desiderabile

Il

da prescegliere^ talvolta necessaria ne' cemeteri cristiani innanzi a Costantino, rende gravissima e a prima giunta diffcile a sciogliere la questione seguente: con
diritto,

quale

in forza di quali leggi, o per quale tolleranza poterono


i

Cristiani

ne' primi secoli avere

communi, che chiamarono cemeteri? Ho circoscritto la mia questione ai cemeteri communi. Imperocch ninno dubiter, se il Cristiano ne' casi ordinarii aveva diritto, come il pagano, di costruirsi nel suo fondo un sepolcro, un monumento, una cella memoriae, o di scavarsi a quest' uopo sotterra un ipogeo, di far l'uno e l'altro; e il suo sepolcro dichiarare per testamento inalienabile, non trasmissibile agli eredi e proibire a chiunque il deporvi altri cadaveri,
sepolcreti
eccetto quelli, ai quali voleva concederne
il

permesso. Chiunque conosce


coll'occhio

le leggi

romane

e l'antica religiosit de'sepolcri, chi

ha corso
:

d'epitaffi pagani, conosce a

memoria

le

formole

anche poche decine hoc monumentimi Jtaeredem non


si quis

sequitur; hoc monumentiini neve vendere

licei,

neve alienare;

aliud corpus intulerit

praeter eoriim, quibus a

me concessum

est,

poenae nomine det


il

etc.

Che

se questo

punto

poteva meritare una speciale dichiarazione,

testamento teste scoperto in Basilea

ce l'ha data cos piena e perfetta, ch'io nulla vorrei aggiungere a

quanto su quel

documento ho scritto nel mio Bullettino di Aprile. Ma la questione diflicilissima, ch'ivi ho riserbato alla Roma Sotterranea, h quella de'cemeteri communi, proprii di tutta la societ de'fedeli, e in verit posseduti dalla chiesa medesima. I Cristiani, che oltre all'essere esecrati dai pagani, costituivano un collegio non solo illecito, ma da leggi speciali proibito e perseguitato, come poterono ardire di creare sepolcreti spettanti al loro corpo ed alla loro abominata societ? Se il nascondimento di que' cemeteri sotterra fosse un fatto universale, sarebbe pur sempre da maravigliare, che i magistrati non ne abbiano avuto sentore, e non l'abbiano impedito.

Ma

quel nascondimento non fu condizione necessaria


si

fu soltanto

cautela

adottata, ove

pot

commodamente

adottarla; e

g'

imperatori dalla met almeno


d'istituzione

102

menzione
de' cemeteri cristiani,

del secolo terzo in poi ne' loro editti fecero

come

puhlicamente nota e dall' autorit talvolta condannata, talvolta permessa. Intorno a questo punto sostanziale per l'argomento, eh' io tratto, e, se non erro, da ninno finora dichiarato far breve ragionamento.
Nei primi tempi della cristianit poterono certamente
stere tran(|uillamente
all'
i

sepolcri cristiani esidiritto privato.


I

ombra

delle

leggi

romane
i

e del

ce-

meteri nei loro esordii furono sepolcri di famiglie e di singoli possessori cristiani,
sotto
il

cui

nome legalmente
reliquie

esistevano

ed

legittimi possessori
de' fratelli

davano in
,

essi

ricetto alle
clienti,

de' martiri

ed

ai

cadaveri

poveri

come

a loro

amici o persone, cui volevano largire un


de' cemeteri tutta

siffatto beneficio.

La pi antica
e di doviziosi
:

nomenclatura
fedeli,

composta

di

nomi
i

di pie

matrone

in

una parola
,

de' legittimi possessori, indizio di questo fatto


atti

e le

mein
e

morie istoriche serbateci negli


ogni loro parte esatti
de"
ai

de' martiri,

quali anche

quando non sono


tempi

sogliono per ritrarre

una viva

pittura de' primi

primi costumi, abbondano di racconti della sepoltura data cos, come ho detto,
santi ed ai fedeli.

Ed

in vero Plinio nella celebre epistola a Trajano, tra gl'il-

legittimi convegni de' Cristiani proibiti dalle antiche leggi e dai recenti editti contro
le elerie
(i

moderni direbbono
;

de' loro cemeteri


lese

ma

da dar negli collegiale, ovvero che erano in legittima forma


i

non annovera i loro funebri riti, ne l'istituzione segno manifesto, che questi o non esistevano ancora in modo s paocchi de' magistrati romani come sepolcreti non di uso privato,
i

clubs)

tutelati contro
gli

senatus-consulti
le
i

vietanti
eterie.

collegi e le religioni

straniere
e

contro

editti

imperiali vietanti

Io

veramente credo, che

per l'una e per l'altra cagione Plinio, Trajano ed


,

seguenti magistrali ed imperatori romani vissuti nel secolo secondo

de' quali ci

pervenuto qualche atto o contro o in favore de' Cristiani, de' loro cemeteri non fecero menzione. Imperocch noto che il giureconsulto Marciano insegna le
,

leggi contro

collegi avere avuto la seguente eccezione

permittitur tenuioribus

stis

peni menstruam conferve j cium tamen semel hi mense coeant (1).

cotesta eccezione

vaga, la quale distruggerebbe la legge, stata sagacemente dal


ta col

Mommsen

interpreta(2)
:

seguente capo d'un senatusconsulto rivelatoci da un'iscrizione lanuvina

QVI STIPEM MENSTRVAM CONFEKRE VOLENT in funeB^X IN IT COLLEGIVM COEANT.... co;jFERENDI CAVSA VNDE DEFVNCTI SEPELIANTVR. I quali collegi
dalle
strali
,

iscrizioni

venute

in

luce

negli

ultimi

decennii

sono

stati

bene illu-

possiamo stimare di conoscerne a fondo l' indole e la costituzione (3). Nella quale una sola cosa disconveniva ai Cristiani, il titolo, che que' collegi solevano prendere cultores lovis Herculis^ di cultores d'alcuna divinit e simili; bench talvolta prendevano anche il titolo di cultores d'alcun defun, :
,

che

to

la

cui

memoria onoravano
I
,

a cagion

d'

esempio

cultores

statuarum

et

cli-

peorum L. Abulli Dextri (4). cun loro benefattore defunto

Cristiani avrebbero

potuto chiamarsi cultores d'alil

che loro avesse dato l'orca ed

locus sepulturae

(1) (2)

Digest.

XLVIl, 22,

1.

Moninisen,

De
/.

collegiis et sodnlilatibus p.

87 e scgg.

(3)
[i]

V. Ilcnzcn, Annali

iMV

Ut. di corri>p. arch.


.5029.

1856 p. 9 e segg.; Des Vergers, Estai sur Uare Aurle

p.

112.

Monimsen.

.V n.

Essi

103

che

per
:

non s'appigliarono

siffatte

simulazioni,

sapevano
ai

di

rito

gen-

tilesco

del rimanente poich la denominazione del collegio in quella forma


dalla legge
tenuiori
,

non

era essenziale, e l'essenza del privilegio concesso


potersi associare per pagare
sta

era di

una

stipe

menstrua

cos avere un' arca e

con quelocus se-

procurarsi un luogo

commune

di sepoltura,

che appcllavasi area

pulturae

(1), parrai chiaro, nulla aver potuto impedire ai fedeli di profittare


i

dun

privilegio tanto prezioso, e sotto la tutela di esso porre


plicarsi di coleste associazioni cade circa la
zii

loro cemeteri.
II, e

Il

molti-

seconda met del secolo

negli ini-

del terzo, e gV imperatori romani lungi dall' insospettirsene,

come
a

fece

Trajano
tendenze

delle eterie, favoreggiarono questo istituto,

l'azione occulta

ma

potente del

diremmo noi, di pie cristianesimo non fu estranea


cittadini
:

confraternite. Forse
siffatte

ed al favore loro accordato dai principi e dai


ro,
le

certo , che Settimio

Sevea tutte

per fede di Marciano

(1.

e), dichiar, quel privilegio essere


et

commune

province: quod (privilegiiim) non tantum in Urbe, sed


rescripsit.

in Italia et

in provinciis

Or poich propriamente nei giorni di Settimio Severo cade la menzione fatta da Tertulliano delle areae sepulturarum nocome d'un istituto publico e palese in Cartagine io non veggo perch strarum quelle aree non abbiano potuto esistere in forza del privilegio predetto. Anzi lallusione ad esso parmi chiara neir apologetico del medesimo autore, il quale confessando, che i Cristiani avevano un' arca, soggiunse: modicam unusquisqiie STIPE MEySTRlA DIE vel cum velit et si modo velit et si modo possit apponit ., e il primo uso, che indic, di quel danaro egenis alendis HVMANDISQVE (2). Ne osta, che i cemeteri cristiani abbiano mantenuto durante il secolo terzo e anche dopo nomi de' privati possessori anche i collegi funeratici de' pagani ebbero sovente i il luogo di loro sepoltura non per acquisto fattone dall' arca commune, ma per dono di generosi benefattori. Al predetto collegio dei cidtores statuarum et clipeolocmn liabere Divus Severus
,

rum
Certo

L.

AbuUi Dextri
che per
i

l'area fu data

locus datus)

potrei moltiplicare le allegazioni di siffatti


,

e ab Trebellia Q. F. TertuUa esempi se ne vedessi alcuna utilit.


; ,

Cristiani fu in quei tempi pili saggio e prudente partito avere

cemeteri a
veri

nome
,

privato, che a

nome commune
,

ed in forza del privilegio de' poessi

(tenuiorum)
,

per anche vero

che moltiplicatisi
la loro
,

in
1'

numero sempre
ogni d

crescente

divenuto impossibile di celare


,

societ e

estensione

maggiore della cristiana famiglia


sotterranei, appigliarsi

dovettero

massime dove non ebbero cemeteri


i

come ad un' ancora di salute a quel privilegio. E veramente, che almeno fino dal secolo III fedeli abbiano posseduto cemeteri a nome commune, e che il loro possesso sia stato riconosciuto dagli imperatori, cosa impossibile a negare. Non parler delle chiese per fede d'Origene testimone luoghi di convegno oculare bruciate sotto Massimino (3) perch non sappiamo, se
,

nei cemeteri o quelli soli delle citt furono allora dati in preda alle fiamme.
negli editti di Valeriano certamente fu decretato, che
i

Ma

fedeli

non

potessero entrare

(1)

V. Henzeu
i

I.

e. p. 9,

10. In Fano era un Jocus seputurae convktoriim

qui

una epulo

vesci solent (Orelli n.

4073):

e costoro

non

potrebbero essere
(2) (3)

Cristiani, e

Vepulj

commune

la

sacra

agape

Apolog.

e.

39.
eccl.
[ed.

Origen. In ilath. tract. 28 39; V. fillemont, Hist.

de Venite] T.

Ili

p.

274 e segg.


nc'loro cemeteri (1)
restituiti
(2)
;
,

104

e in quelli di Gallieno
,

cemeteri furono ai vescovi medesimi


riconosciuti

prova irrei)ugnal)ilc
,

che quei sepolcreti erano


alla chiesa.
il

come
,

spettanti

non ad alcun privato


i

ma

Che

se questo

non basta
e

ecco

la testimonianza chiara e

lampante, che

corpo de' Cristiani possedette a


restituiti loro

nome

communo
cleziano

cemeteri ed

luoghi di adunanze

da Gallieno
lo

da Diodichiara

confiscati.

Costantino

medesimo con

Licinio

solennemente

nell'editto di Milano: Christiani

non ea loca tantum^ ad qnac convenire solebant, sed

SIJRm, m\ HOMiyrM SIISGrWRfM, PERTI^ENTU


razione di Costantino e di Licinio confermata dai
rante
il

eliam alia Imbuisse

noscuntur

AD

IVS CORPORIS

EORFM

EST ECCLE-

(3).

La solenne dichia-

fatti

della storia ecclesiastica du-

secolo IIL
i

quel secolo spetta

la celebre

sentenza di Alessandro Severo, che

mantenne

Cristiani nel possesso del luogo

d'adunanza da loro occupato nel Traste-

vere: e ci che pi strano e diflicile ad intendere, in quel secolo

medesimo

Cristia-

ni d'Antiochia ricorsero all'imperatore Aureliano, perch discacciasse dalla casa della


chiesa
(tsS t^j E'xxX/jffj'a; okov)

dalla sua sede.

il

Paolo Samosateno, che era stato canonicamente deposto decreto del sinodo fu eseguito dal magistrato pagano, il quale
(Otto

discacci Paolo dalla chiesa


tente e ducenario
,

r^g

xsffpiixvjg

p/^; ?>3Xuvtoj)

cio

uno

de' procuratori ed esattori


si

bench costui fosse podel lsco. Ci avvenne in


;

virt del rescritto di Aureliano, che la casa predelta


le

consegnasse a chi mostrava

lettere de'vescovi d'Italia

e sopratutto di

quello di

Roma

(4). Il

quale Augusto

giunse perfino a far menzione delle chiese de' Cristiani in una lettera al senato

romano

(5).

Questi

fatti

notissimi

indubitati dimostrano,

che nel secolo

III la

chiesa o per pura tolleranza degli Augusti, o per alcun mezzo termine legale^ col

quale furono eluse

le

leggi

sempre vigenti contro

Cristiani, possedette luoghi di

adunanza
siffatti

cemeteri spettanti al corpo de'fedeli; e che gl'imperatori riconobbero


tutelandoli e giudicando in loro favore nei casi ordinarli; decre-

possessi,

tandone

la confsca

con

editti

speciali,
il

stituendoli e tornando a sanzionare

quando mettevano mano al perseguitare repristino possesso, quando dalla persecuzione


;

Aolevano desistere. Come possa spiegarsi questo strano


Moltissimi
alla pace data
di Alessandro

diritto,

mi

studier di chiarire.
secoli
e

hanno

scritto

sulle chiese de'Cristiani nei primi


(6).
Il

innanzi

da Costantino
Severo verso

Tillemont crede, che la benevola propensione

il

cristianesimo abbia dato ai fedeli occasione e franedifci destinati al loro culto.

chezza di comprare o di eriggere


sonale
e

La tolleranza

per-

d'un imperatore non mi sembra


cristiano.

suffciente a spiegare

un

fatto

costante

legalmente riconosciuto dai successori di lui,

anche dagli Augusti persecutori

del

nome

Imperocch

gli

editti di

persecuzione e di confsca non accen-

nano

al possesso di

quei luoghi e dei cemeteri,

come ad un

possesso

illegittimo

ed abusivo,

ma come
i

ad un diritto, che
fedeli

si

vuole abolire o sospendere. E Valeriano


Cristiani

decret soltanto, che

non

si

adunassero nei luoghi da loro appellati cemeteri.


i

Or poich nei
(1) (2)
(3)
(4)

rescritti

imperiali concernenti
s.

giammai prima del

secolo III

Euseb. nlM. ecd. VII, 11, Acta


Euseb. nUt. ecd. VII, 13.

Cypriani

1.

e.

Ladani, de moft. persec. n. 48; Eii?cb. nist. ecd. X, o.


Eu^obio, nist. ecd. VII, 30.

(5) (6)

V. Hisl. Aug. in Aureliano


V.
liiiUeriin,

e.

20.
p. 5 e scgg., ove riassume

Vie

cor:,i>(jlichsten

DenkwUrdigk. der Eirche T. IV

quanto stato

scritto intorno a

questo argomento.

non
fatta

105

parmi evidente che un nuovo diritto intorno ad essi in quel secolo fu introdotto od istituito. Di Alessandro Severo attesta Lampridio, che Chrstianos esse passus est: ma notissimo, che anche altri imperatori
parola di colesti possessi
,

tollerarono

Cristiani, e notissimi
ai

sono

rescritti
gli

in loro favore pii volte concessi

nel secolo secondo, ed

quali fecero appello

antichi apologisti (1). L'insieme

di questi fatti e di queste considerazioni dimostra, Alessandro Severo avere probahil-

mente bene meritato


personale
,

dei Cristiani pi che con la

mera
,

tolleranza e col favore suo


tra
i

ed aver loro prestato un ajuto maggiore


i

che non fecero quelli

suoi predecessori,

quali alla rabbia dei pagani posero


corpi delle arti
e

un

freno. Inoltre osservo,

che

collegi ed

mestieri avuti

in tanto sospetto dall' ottimo


il

Trajano, furono al contrario prediletti da Alessandro Severo,


organizz
(2).

quale moltissimi ne
i

Adunque poich
gli

egli

giudic la
del pari

lite

tra

jmpinarii ed

Cristiani,

quasi

gli

uni e

altri esistessero

come

corpo, e die sentenza in favore


quell' atto

dei secondi,

parmi

eh' egli

debba avere o precedentemente o in

medesimo

riconosciuto

l'esistenza legale del corpo dei fedeli.

fetto del pretorio

raccolse in

un

libro tutti

Vero , che Ulpiano suo prerescritti de principi contro i Cristiacorpo dei Cristiani
talento di Ulpiano

ni (3)

ma

poich non ostante quei

rescritti

e quelle leggi, il
il

nel secolo III pot legalmente possedere, ci mostra, che

mal

non imped ad Alessandro Severo


in re-giudicata per l'avvenire. Io

di riconoscere quel diritto, e di farlo

passare

non m'accinger a svolgere, come il tma vorrebbe, un punto di s alto momento. Formoler soltanto il mio pensiero cos; che le associazioni di mutuo soccorso e funeraticie furono a mio avviso il colore, sotto
il
l'

quale anche prima di Alessandro Severo

fedeli

possederono in molte
i

citt del-

impero

loro cemeteri; e che sotto Alessandro Severo e

seguenti principi amici


,

de'Cristiani quel titolo colorato fu legalmente riconosciuto

e fu pretesto

ad una

maggior tolleranza
dicati al

che

nuovo

culto.

anche ai luoghi di convegno ed agli edifici deE veramente de' cemeteri posseduti dal corpo de' cristiani
si

estese

che

il

punto del quale ragiono,

oltre le testimonianze istoriche sopra allegate,

ecco quelle dei

monumenti.

L'iscrizione gi pii volte citata di Cesarea in Mauritania testifica,

un

cotale

Evelpio, che

aver dato Yaream ad sepulcra e costruita la cella: {et cellam stritxit suis cunctis sumpilbm); e tutto questo aver donato alla chiesa: eccesiae sanctae liane rcliquit memcriam. Che cotesto monumento appartenga
si

appella

CVLTOR VERBI,

mi sembra evidente dallo stile latino, dal linguaggio arcano, e dal simbolismo medesimo dell' epigrafe, come ho abbastanza accennato nel Buied i periti ne potranno giudicare da se medesimi. Ed a conferma di lettino (4)
all'et delle persecuzioni
;

questo giudizio ecco, che

il

titolo restituito;

segno evidente, ch'era stato spezzato:


potessi

ECLESIA FRATRVVM HYNC RESTITVIT TITVLVM. Se


rezza le sigle, che seguono
ro, e perci
(1)

deciferare con sicurislau-

dopo questo verso, determinerei l'anno preciso del

anche

la data della persecuzione, nella quale quel titolo per.


,

Ma non

V. per

tulli

Melitene nel testo della sua apologia riuovato pi intero


dell'Eilio Titra

che non l'avevamo da

Eusebio

in

un codice Siriaco e divulgate

nello Spicil.
(2)
(3)

Soesm.

T.
e.

li

p.

XXXVIII

e segg.

Lamprid. Vita Alex. Sev.


Lactanlius, Div. instil. V,

39.

cf.

de Boissieu. Inscr. de

Lyon

p.

380 e segg.

H.

(4)

Aprile 1864 p. 28.

14

106

ad scpulcra con
il

essendomi ancora riuscito questo passo, mi basta l'insieme degli indizi offerti dalrcpigrafe per riconoscere, che la pietra originale fu anteriore a Costantino, e ch'essa
risi)onde esattamente ai raziocini fatti fin qui. L'area
la cella

senza

dissiuiuhizione veruna lasciata


li,

i\\V ecclesia sancla'^

cotesta chiesa

corpo de fratelet

ai

(juali

il

donatore volge l'affettuoso saluto: salvete fratres, puro corde


i

sim-

plici Evelpius vos (salulat) satos sancto Spiriiu; e

restitutori

medesimi del

titolo

prendono Tappellazione d'ecclesia fratriim. Ne questo soh) monumento ci resta di queir area cos posseduta dall' ecclesia fratrum in Cesarea. Ecco una seconda memoria, trovata insieme alla prima, e che con essamirabilmente concorda (1). Sciolgo
i

nessi delle lettere,

che richiederebbero un

fac-siniilc:

In memoria EORVM QVORVM CORPORA IN AC CVBITORIO HOC SEPYLTA

SVNT ALCIMI CARITATIS

IVLIANAE

ET ROGATAE MAIRI YICTORIS PRESBITE RI QVI HVNC LOCVM CVNCTIS FRATRIBYS FECI
Abbiamo qui
la

menzione
il

di Vittore prete figliuolo di Rogata,


cunctis fralribiis fecit.

il

quale umc locum

{Vaccubitorium,

cemetero)
la

Egli o

quell

Evelpio mede-

simo, del quale parla


altro,
testa

prima

iscrizione,

chiamato

forse Evelpio Vittore,

od un
Co-

che

all'

area di Evelpio f qualche aggiunta con

un nuovo

accnbitorio.

epigrafe complessiva per molti, e che principia colla formola in memoria eofatto

contemporaneamente alla e mi sembra anch' essa un titolo sosepoltura, ma una memoria posta pi tardi stituito nel luogo dei primitivi epitaffi distrutti. La costante denominazione di fratres,
rum, (/uorun corpora scpulta sunt, non pare epitaffio
;

colla quale

chiamato

il

corpo

dei
il

fedeli
,

in cotesti

monumenti
sia

sopra
il

tutto
titolo

Vecclesia fratrum,

mi

fa

nascere

sospetto

che questo
fatto

precisamente

assunto dai Cristiani nell' associarsi a guisa di collegio funeraticio. Evelpio

si

chia-

ma

cidtor verbi; ap|)ellazione, che assai

m'ha

pensare

ai cultores lovis,

Hercuncti

culls,

Dianae, Silvani ed
titolo,

ai simili

nomi

di

collegii

funeraticii.

Ma

egli solo

assume
i

quel

ne

fratelli

chiama
il

cultores Verbi.

Or che

Vecclesia fratrum ed
si

fratres,
creti

od

fratres sieno
e

nome

solenne de'Cristiani, ovunque

tratta di sepol-

communi

non

sotterranei,

me

lo

dimostrano parecchie

altre

epigrafi

e di

patrie disparatisssime;

talch la loro concordia in tanta diversit di luoghi e di


indizio di verit in favore del

lingue,

mi sembra grave
figliuoli

di Frigia spetta

cinque

tempo tnedesimo
ritto

mio pensiero. Ad Eumenia l'insigne stela posta da Aurelio Alessandro figliuolo di Marco a TOIC ino ENA KAIPON ONEI0EICIN TO THG ZCHC MEPOC che ad un si comprarono la porzione della vita (2), Il Cavedoni a buon di,

riconosce cinque martiri, in cotesti cinque figliuoli, la cui morte simultanea indicata con quelle misteriose e sublimi parole (3). E da un lato della stela

(1) (2)

V. Reuicr, luscr. de lAhj.

n.

4026.

Corpus tmir. gr. T. IV.


Cavedoni, Aiinot.
al

p. 'JiGG. di

(3)

Curp. imcr. gr. egli opufcoli

Modena

1.

Vili p. 176.


scritto

107

THNAE TO HCON KOINON TCN AAEA$CN, fino a questa (stela) la parte orientale (dell'area), comnmne DEI FRATELLI. Questa adunque una terza memoria diversissima dalle due epigrafi d'Africa e pur indicante un sepolcreto commune dei fratelli. In Eraclea nel Ponto il famoso Ciriaco d'Ancona lesse la seguente iscrizione, che dalle preziose memorie de' viaggi di lui da me studiosamente racEie
colte ora traggo per la

prima volta

alla luce (1)


.

ATP. $IAinniAN02

^ EnOIH2A EMAT TQ KAI TH EYNAIKI MOT ATP AEKNIANH KAI TQ HATPI MOT AYP NEO$YTQ ^ EI AK TU T0AMH2E ETEPON BAAEIN
.
.

AQ3EI T0I2 AAEA^OIS )(-$.

In questo rarissimo epitaffio sono nominati

e gli

AMyji,

e la loro arca,

alla

quale

multa chi avesse osato porre un altro corpo nel sepolcro di Aurelio Filippiano, di Aurelia Decniana (o Decimiana) e di Aurelio che tre monogrammi possono sembrare indizio d' et costantiNcofito. Vero niana o anche pii larda. Ma l'epigrafe e la sua nomenclatura sembrano di maggiore antichit, e il monogramma 1, massime in Oriente, pot ben essere d'uso non raro prima di Costantino e in ogni modo la formola AQ2EI T0I2 AAEA00I2
dovea pagare trecento denari
di
,

non

certamente di conio del secolo quarto,

ma

d'origine palesemente anteriore.

In un' iscrizione di Salona posta nell' anno 358 la multa


garsi ai fratelli,
le vestigia in

non
stessa

intimata

ma ECCLESIAE

SALONitanae (2). Della

da paformola appajono

un frammento d'et

incerta trovato ivi nel 1826 (3). Al contrario

in

un

epitaffio

FRATRES
posta da

pure salonitano, che sembra pii antico, si legge PETO BOS (vos) INE Q\1S ALIVM.... (4). In Roma l'iscrizione serbata nel museo Kircheriano

un Alessandro Aucjmtorum servus al suo figliuolo Marco, e che per la forma della pietra sembra piutosto una quasi stela posta sopra terra, che una lastra destinata a chiudere la bocca d'un loculo sotterraneo, segnata una simile preghiera ai fratelli: PETO A BORIS FRATRES BONI PER VNVM DEVM NE QVIS VII TITELO MOLEstet POS MOR/ein meam (5). Non mi porr ad ormare indizi pi tenui, ba

stando questi assai luminosi a persuadere


I

la verit dell'

opinione proposta.

la

fondando cemeteri communi a nome del loro corpo, assumevano denominazione di fratres senz' altro aggiunto. Fratelli essi erano nella fede e
Cristiani
;

nella carit

di

questo

nome

si

gloriavano
siffatta

perch

loro proprio

non avendo

giammai
Arvali
si

pagani

immaginato una

fratellanza. Il Marini stim, che gli


,

chiamassero fratres in senso simile a quello dei fedeli (6) cio perch confratri d'un religioso sodalizio; ed il Borghesi estese questa appellazione a tutti
i

sodalizi pagani

(7).

Ma

il

Mommsen
i

ha rettamente osservato, che non v'ha esemde"

pio della voce fratres designante


(1)
(2)

membri

maggiori collegi pagani,

che

gli

Cod. Val. 5250 p.

5,

tergo.

V. Mur. 3S7,
L.

2; Spoii,

Mise, ermi, ant. p. 295.

(3) (4)
(5) (6) (7)

Lanza, Lapidi salonitane p. 154 n. 18b.


e. p.

149

p.

1G7.
accad. darcb. T.

V. Visconti

negli Atti della poni,

VI

p.

43.

Arvali, pref. p.

XX.
Ili
[i.

Borghesi, Ouvres completes, T.

413. 414.


Arvali fanno eccezione solo perclir
(lai
il

108

essi
stati

si

credeva fossero
(1).

in origine costituiti
ecclesia

dodici figliuoli di Acca

Larenzia

Fralres

adunque ed
invidiato,

fratrum fu

pio e dolce
:

nome

del corpo dei

Cristiani;

nome

ma non

usurpato

dai gentili

sic

nos, quoti invidelis, fratres vocamus, diceva loro

Minuzio Felice, ut
il
;

unius Dei parentis homines, ut consortes fidei, ut spei cohaeredes (2). Chi dava nome alla chiesa doveva rinunciare a qualsivoglia altro collegio funeraticio

suo
e se

non

lo faceva, era stimato apostata e prevaricatore.. Tale fu giudicato


fatto seppellire
i

quel Marziale,

che avendo

suoi figlioli

LY COLLEGIO

exteraruni genlinm

more
che

apiid profana sepulcra depositos et ulieni(jenis consepultos (3),


ci alla fratellanza cristiana.

con quest'

atto

rinun,

Farmi

che queste nozioni bastino allo scopo


fatto

qui

mi sono

prefisso.

Quale uso abbia

la chiesa

romana

del diritto di pos-

sedere a titolo di corpo e di fratellanza, lo


trattato.

vedremo

nell'

ultimo capo di questo

. V.

De'sepolcri singolari o gentilizi e dei cemeteri di sette eretiche.

Fin qui ho ragionato del punto il pi difficile ad intendere; de'cemeteri communi cio e della loro legalit Che i sepolcri poi de' singoli Cristiani o delle singole famiglie cristiane fossero di loro natura sotto la tutela della legge e della religione medesima, non cosa da porre in dubbio; notissimo essendo, che il solo
,
.

fatto del corpus illatum

rendeva

religioso e toglieva

all'umano commercio

il

luogo,

cadavere era stato deposto. Molto potrei ragionare intorno agli effetti di questo giure; ma se volessi svolgere ogni conseguenza, che scende dai generali principi, che io qui stabilisco, non mi basterebbe l'intero tomo per cotesto trattato preli-

ove

il

minare. Perci messa da banda l'accennata questione, ne toccher un'


del pi alto
gentilizi,

altra,

ch'

momento

per la

cristiana archeologia. I

sepolcri

cristiani

isolati

quando sono

fuori del cemetero

commune

dei fratelli,

meritamente
e

sospetti di separazione dalla chiesa e dalla

non possono sua communione?

essere

Gi ho notato, e lo vedremo nel seguito pi chiaramente, che nei primi tempi fino almeno a tutto il secondo secolo i sepolcri cristiani di diritto privato e pi

meno

isolati
le altre

furono assai frequenti, e che attorno ad

essi a

poco a poco

si

aggrup neces-

parono
sario,
ai

tombe

e si

formarono

cemeteri

communi. Ma poich non


d'un

che

tutti cotesti

sepolcri singolari sieno poi divenuti cemeteri, o sieno stati


il

communi

cemeteri allacciati,

solo isolamento

cristiano sepolcro

non

di per se indizio di separazione dalla

communione

della chiesa. Vero per, che

dei sepolti in questa guisa


clesia

fratrum cattolica,

non possiamo sapere con certezza se appartennero all'eccome lo sappiamo di coloro, che furono deposti nei cemeteri,

de'quali la storia testifica essere stata posseditrice la chiesa cattolica. Anzi in alcune

(1)

V.

le

opere di Borghesi
di

I.

e.

p. 414 nota 1.

Non

si

confonda l'appellazione fratres indicante un collegio, con l'uso


i

civile della
(v.

voce fra;

ter,

come parens, per vocabolo


quel sodalizio
ivi (2) (3) si

ossequio e d'onore. In una sola iscrizione

sodali d'un collegio


;

sembrano chiamali fralres

Creili n. 1485)
i

ma

appellava collegium

Velabrensium, uou fratrum Vekibrensium

e soltanto nel senso ossequioso del vocabolo frater

sodali

sono

con singolare escn)pio chiamati fratres dal curatore del sodaL'zio.


Minucii Felicis, Oclavius, ed. Ouzelii p. 30.

V. Cyprian.

1.

e. ep,

&b-


iscrizioni di siffatti sepolcri isolati
si

109

di giacere separato dai fratelli

leggono talvolta parole, che non sembrano

belle sulla
e dai santi,

tomba

del fedele, che

non dovrebbe amare

cristiani di

ma ambire la loro vicinanza. Nel titolo del loro sarcofago due conjugi Roma dicono cos IN HORTVLIS NOSTRIS SECESSIMVS (1) ed in una
;

singolare ed assai antica epigrafe greca, forse


geo, ove erano poste due urne,
ta)

romana,

scritto,

che non solo nell'ipoluogo;


casi
e

ma

e nell'orto e ne'portici (cio nell'essedra ivi costrui-

niun

altro sepolcro oltre quei

due doveva

essere concesso

il

sono

citati al

tribunale del Signore coloro, che attenteranno violare questa legge, o ne


(2),

permetteranno la violazione
e tutela della loro

Forse cotesto isolamento in

molti

fu in-

nocente da spirito scismatico;


iscrizione del
dell'

e solo

voluto dai testatori o per maggiore sicurezza

sepoltura, o per

amore

di giacere nel proprio

fondo.

In una
si

museo d'Avignone un
;

illustre

personaggio morto nel 515


terra,

scusa

aver scelto pel suo

monumento una sua


ed avverte
,

piuttosto che andare a chie

derne in grazia pochi palmi


siderabile,

che se la vicinanza dei martiri


S.

de-

prossima

al

suo fondo
,

la basilica di

Vincenzo.
solum.

MalluU

hic

pro-

priae corpus committere terrae

Quam

precibiis ^quaesisse

Si

magna

patronis

Martyribus qiiaerenda quies,


ambii Hos adilus
etc.

sanctissimiis ecce
le
i

Cum

sociis

patribusque suis
il

f'^incentiics

(3).

Ma

parole stesse di questo carme,


martiri o in luogo sacro, e
i

desiderio generale

de'fedeli d'essere sepolti presso

mausolei degli Augusti

e delle illustri famiglie convertite al cristianesimo posti presso le basiliche degli apostoli e
il

sopra

gli

antichi sotterranei cemeteri


il

ci

fanno intendere, che almeno circa


i

secolo quarto od

quinto dee essere stato costume poco lodevole e fra


il

catto-

lici

appena

tollerabile

farsi seppellire

lungi dalle chiese e dai sepolcreti


i

communi.
spesso

Anche
dentro
i

nei secoli

delle

persecuzioni
l'epitaffio di

sepolcri

delle

famiglie furono

cemeteri.

Famoso

Severo diacono di papa Marcellino, che


sibi suisque (4)
il
;

nel cemetero di Callisto fece

il

un cubicolo doppio

ed assai pi antico
di Domitilla:

seguente prezioso

titoletto

rinvenuto nel 1853 dentro

cemetero

ANT NI VS 55RESTVTV YPO S 55 FECIT GEV SIRI ET


$5
$5
55

j5

SVIS

$5

FIDENTI

RVS IN DOMINO
La bella formola
ci

fidentibiis in

Domino

in questo lalinissimo titolo aggiunta al suis

spiega, che

il

sibi et suis nelle epigrafi cristiane

non pu avere quel

largo senso,

che ha nelle pagane; e che alla sepoltura nel monumento gentilizio cristiano quelli soli potevano essere ammessi, i quali al vincolo del sangue accoppiavano la fratellanza nella medesima fede e nella speranza medesima. S. Ilario di Poitiers com-

mentando
(1) (2)

il

detto evangelico dimitte mortuos sepelire mortuos

suos

dichiar colle

V. Gruter. 1059, 6. V. Jacutii, De Bomisae


V. Voyage
litteraire de
I

et

Mennae

Ululo p. 45.
1

(3)
(4)

deux Benediclins

p. 290.
:

V. nscr. christ. T.

proleg. p.

CXV.


se'^uenli

110

INFI-

parole questo precetto ecclesiastico: ostendit Domimis... inter fidelem flium patremcnic infidchm jus paterni nominis non rclinqui. Non obseqinwn Immandi patris

negava, sed... admonuit NON ADMISCERI DELES (1). Ne perch dentro i cemeteri
gentilizi, perci
i

MEMORllS SANCTORVM MORTVOS


i

primi Cristiani fecero ipogei e cubicoli


semplici loculi intagliati nel

sepolti

lungo

le vie sotterranee nei

tufa sono tutti poveri, cui Tarca


e tcnuiores,

t fratelli

forniva la sepoltura, o almeno sono volgo


diritto

cui la

Insigne la

dava appena scoperta avvenuta nel 1857 del sepolcro

modica

stipe pagala

ad una rozza nicchia.


nobilissima Cassia
la

duna dama
il

Farelria moglie

d'un senatore romano Elio Saturnino,

quale

depose dentro
il

un povero
officiale di

rozzo loculo nella parete d'una via del cemetero di Callisto. Se

titolo

non ci desse avviso essere stata colei di famiglia senatoria, e se il marito medesimo non le avesse fatto l'epitafno, neanco sospetteremmo personaggi s illustri essere umilmente mescolali alla plebe di Cristo nel dormitorio de fratelli, e l'umile sepoltura essere stata talvolta data cos dai medesimi parenti clarissimi ai loro congiunti. Fino dai tempi di Settimio Severo non erano rari
clarissima [emina
i

Cristiani di senatorie famiglie: clarissimas feminas

et

clarissimos viros Severiis sciens

(christianos) esse non laesit (2):


essi ai

ma

ninno

forse

avrebbe immaginato, che talvolta

giacciono ne' pi semplici ed ignobili loculi de' sotterranei nostri cemeteri misti
d'ogni grado e condizione anche servile. Scrisse Lattanzio nelle sue di14,

fratelli

vine istituzioni (V,

15):

nemo Deo pauper


interest niliil
nisi

est,

nisi

qui justitia indiget...

nemo

CLARISSIMVS
et

>n"si

qui opera misericordiae largiter fecerit...

apud nos

inter

pauperes

divites,

servos

et

dominos

nec alia causa est

CVR NORIS INVICEM

FRATRVM NOMEN IMPERTIAMVS,


11

quia pares esse nos credimus.

vincolo della fede e della carit, che nel cemetero


e ricchi,

commune adunava
ci

del

j>;ui

poveri

liberi e schiavi, senatori

ed infima plebe,

d una chiara ed

adequata idea del coipo morale,


stata legale possedilrice di quei
diritto,

dell' ecc/es/a fratrum,

che sopra

vedemmo

essere

sepolcreti. Chi

non apparteneva

a quel corpo, niun

anzi ninna

ammissione poteva avere


gli

ai

benefici di esso, ed alla sepoltura

con
e

fratelli.

Perci

eretici

e gli

scismatici, che vivevano separati dalla chiesa,

come facendo
da
lei

setta a parte costituivansi in varie societ dalla cattolica chiesa divise


i

anatematizzate, cos avevano la loro arca e

loro separati cemeteri.

11

fatto

palese dalla natura

medesima

della chiesa e dello scisma od eresia, e dai religiosi

e civili effetti

dell' a|>partenere

all'uno o all'altro corpo:


Il

altres

palese dalle

testimonianze positive della storia.


proibiscono severamente
ai

Roldetti

ha

citato

canoni dei concili, che

cattolici

pur solo
il

di entrare ne'cemeteri degli eretici (3).

E
s.

per

la

nostra

Roma
le

io

ricorder
di

fatto dei

Novaziani

che rubarono dal cesette figliuoli di

metero

di

Massimo

reliquie

s.

Silano

il

pi giovane de'

Felicita; certamente per portarle al loro cemetero, che sebbene


esistito fin

non sappiamo

ove fosse, indubitato avere

dalle origini di quello scisma (4). Cos

due eretici Tertullianisti venuti dall'Africa a Roma ottennero dal tiranno Massimo sibi collegiuni extra mnros Urbis fabricare, e con violenza s'impadronirono
(1) (2)

Comm.
V.

in

Mallh. cap. VII ed. Veron. 1730 T.

p.

703.

Torlull. ad Scap. e. i.

(3)
(4)

Boldetti p. 89.
5, 2; Bullet. di arch.
cri!,t.

V. Cod. Theoi. XVI,

1863

p.

42.

e
le

Ili

ma
caduto
il

del sepolcro de'martiri Processo e Martiniano:

tiranno furono scaccciati,

martyrum suonim excubias Deus catlwUcae

feslivilati

reslUuit (1),

Non

moltiplico

citazioni de'fatti e de'testiinoni dichiaranti la

nella sepoltura,
del quale se

separazione degli eretici dai cattolici perch un principio notissimo nella legislazicme ecclesiastica;
a cercare gli

esempi monumentali entrerei in un ragionamento troppo lungo per queste nozioni preliminari. Sar per mio ufficio nella Roma sotterranea diligentemente dichiarare il nome e la storia [di ciascun cemetero, affinch indi si

mi ponessi

conosca, ch'esso fu posseduto dalla chiesa cattolica


il

quando

m'occorrer d'imbattermi in sepolcreti,

cui

nome

e la cui

storia ci sieno ignoti,

cercher se pu sospettarsi appartenere essi a qualche eretica o scismatica setta. Da queste parole ognuno intende, il valore e Tautorit de' nostri monumenti

pendere in molta parte dalla loro

storia,

e dal

riconoscere

titoli di
,

possesso, che

ha su quelli

la chiesa

romana. Perci
e la

la ricerca di questi

titoli

il

loro

esame
di

la loro classificazione, l'applicazione loro ai


il

monumenti mi sono sempre sembrati


utile

fondamento precipuo
maniera

pi nobile e pi

parte

degli

studii

sacra

archeologia. Tutta la
istoriche d'ogni
di

Roma

sotterranea sar

questa parte

memorie e importantissima del mio lavoro


colle
e

un perpetuo confronto delle notizie colle reliquie monumentali; ma perch


il
i

lettore

abbia

la

chiave, m'accingi
ci

ad accennare e brevemente coordinare


ed
i

pesare

documenti, che

danno

nomi

titoli

istorici di

ciascuno de' cemeteri del nostro suburbano.

CAPO

II.

DEGLI ANTICHI DOCUMENTI ILLUSTRANTI LA STORIA


E LA TOPOGRAFIA DECEMETERI SUBURBANI,

De' documenti contemporanei o prossimi Dai


secoli

all' et

delle persecuzioni.

medesimi

delle
e

persecuzioni

quasi

niun

sventura a noi giunto intatto,

che faccia ricordo dei

documento per nostra nomi de' cemeteri, de' loro


sepolti.

fondatori, della loro istoria e de' martiri pi illustri in ciascun cemetero

Nell'ultima persecuzione, cio in quella di Diocleziano^, fu


della chiesa

sommo

lo

scompiglio

romana;

il

cronista contemporaneo, del quale in breve parler, scri-

ve, che cessavit episcopatus annos

FI
il

(o

f II) menses

VI

dies

XXF;

fatto

giammai
vac

notato pel tempo anteriore.

Dopo

martirio di

Sisto II la sede

apostolica

poco

meno d'un anno, ma


i

quel cronista medesimo scrive, che presby ter i praefuerunt.

Nell'aspra guerra mossa alla chiesa da Diocleziano di ninno scritto, che in


presiedette:

Roma

luoghi di adunanza furono demoliti ed arsi,


e

le

terre e le aree dei

cemeteri confiscate,
zione
tutti
i

secondo

il

prescritto

speciale di quella

tremenda persecufamosa
colla-

libri ecclesiastici

furono dati alle fiamme. Allora l'archivio della chiesa

romana certamente
zione tra
i

per. Se ci fossero pervenuti interi gli atti della


i

Cattolici ed

Donatisti,

avremmo

in essi

legale dei luoghi e degli arnesi confiscati alla


(1)
()

un lungo brano delF inventario chiesa romana sotto Diocleziano (2).

Anonytjias,

De

praedestinatortim haeresi apad Sirmondum, opp. T.

p. 502.

V. Auguslini Brev. coUaC

cum Donat.

Ili,

34-36.


Ivi

112

anche vedremmo quanti libri, quante scritture furono distrutte; come lo leggiamo nei simili atti, che ci rimangono dalcune chiese africane. Ma del prezioso documento, ove de'cemetcri medesimi era senza dubbio alcuna menzione, non altro rimane, che il ricordo fattone da s. Agostino; il quale attesta, che i Donatisti lo produssero
nell'azione terza: e bench dica, che

non portava no data ne nome

di

veruna

citt,

che veramente spettava a Roma ed all'archivio dell'urbana prefettura. La jattura inestimabile di questo documento, e quella assai maggiore dei libri della chiesa romana, non per tanta, che dobbiamo credere nulla ci

pure

facile intendere,

avanzi delle genuine memorie de'primi secoli intorno


]Non richiamer alla

ai

nostri cemeteri.

mente

dei lettori le parziali allusioni ai cemeteri


ai

romani

ed ai loro pi insigni
e sulla via Ostiense

monumenti,
ai
i

sepolcri cio de'

ed

famosi sepolcreti cristiani

due apostoli nel Vaticano dell' Appia che si leggono


,

nella disputa di Cajo contro


di
s.

Montanisti, nel libro dei Filosofumeni, nelle epistole


il

Cipriano ed in Eusebio,

quale per avere

scritto

lungi da

Roma, per

l'auto-

rit del

suo

nome

e per essere stato

compagno

di studii del martire


ai

Pamlilo merita

d'essere posto nel novero dei testimoni spettanti Io qui

secoli delle

persecuzioni (1).

non posso tener dietro ad ogni parola, ad ogni cenno, che de'nostri monumenti l'antichit ci ha trasmesso, ma debbo dare, come ho promesso, la chiave de'documenti precipui, che tutta abbracciano la sacra necropoli romana, e i quali
dovr ad ogni passo interrogare nella restituzione storica e topografica della Roma sotterranea. Cotesti documenti sono i calendarii ed i martirologii, le vite e gli atti
de'ponfellci e de'marliri, le antiche topografie.

Or dentro questa massa

di scritture

varie e di diversissimi autori, di diverse et e perci di diversa autorit giace

un

vero tesoro di notizie sui nostri monumenti. Le quali diligentemente fra loro controntate, coordinate e purgate dagli errori de'secoli pi recenti,

e la tradizione storica

de'monumenti
e difficile

poco a poco
ai
fatti,

si

quando e la vista perdeva, danno un tessuto s

uniforme
che
il

e s

mirabilmente concorde
pi acuto

ai

luoghi, alle quotidiane scoperte,

critico

dee necessariamente sentirsi nascere e crescere


s

nell'animo la fiducia dinanzi ad un sistema di prove e di controprove


e la cui luce ogni d

luminose,

splende pi viva. Se questo solo

fatto indizio certissimo,

che da quei documenti molta copia di storiche verit pu essere raccolta, e che massime le indicazioni monumentali ivi sono di grande valore e di somma autorit,

non

impossibile ritrovare qualche vestigio delle primitive

memorie

salvate

dalla persecuzione dioclezianea e servite di base alle compilazioni altre pi, altre

meno

esatte ed autorevoli divulgate nei secoli seguenti.


le e

mosse dal martirologio volgarmente appellato gerominiano in luce nel 16G8 in Lucca dal Fiorentini sotto il titolo Fetustius occidentalis

Prendo

messo

ecclesiae

marhjrolocjium. Tra le molte e varie opinioni degli eruditi intorno a questo martirologio, quella del Mansi, dalle carte inedite di lui divulgata verso la fine dello

scorso secolo (2), veramente coglie nel segno ed in latino di rebbesi rei acw tamjit.

Dopo molli

dotti e sagaci

ragionamenti

il

Mansi sentenzia:

si

quid sapio, martyro-

loijium istud ex multis priscis martijrologiis et calendariis bene,


V. sopra pag. 85 nota
V. Paoli,
ed Eu?eb. Hist. eccl.

male

inter se consertis

(1)
(2)

1;

II,

25.
p.

Dell'epiluirio di S. Felice,

Appendix

momm.

XXXVIll XLVIik

conjunctisqne confarlum
cuH
hiic
est,

113

dixeris martyroloyiormi,
sii

ut

melius centonem

(juani

uni-

martyrolofjium.

poscia

conchiude:

quae

libri liujus

ulililas

ex Im quat-

usque

ilisserui

facile

apparet.

Quamquam
in
,

enim
illud

non ante saeculum


sunt ex

octavmn

vel

septimi exitiim couluil, multa tamen derivata


giis
,

anliquissiniis

hayiolo-

eaque non
referret.

aliter nobis innotuissent

nisi auctori venisset in menteni,

nt in opus
etc.

suum

Multa sunt

in loto

hoc libro,

quae antiquitatis colorem retinent

Cmn
istud
est
,

igitur tot ibi sint antiquitatis

quamquam

fragmenta, merito Florentinius noster martijrologium forte longe ab eo diversum, quod ipse putabat, evulgare aggressus
riferito

per disteso, perch la sagace sentenza del Mansi sia chiaramente intesa dai miei lettori, e perch l'autorit d" un uomo s
(1).

Questo lungo passo ho

versato nei documenti dell ecclesiastica istoria corrobori lopinione mia, e quello che maccingo ad indicare. Io senza punto conoscere il predetto giudizio, nel quale mi sono imbattuto recentemente, dal solo esame del martirologio gerominiano fui

persuaso essere quello una preziosa accozzaglia di antichi


diverse e di frammenti vetustissimi,

martirologii di

chiese
loro

ma

incredibilmente guasti, mutilati,

fra

confusi da ignoranti copisti e da pi ignoranti ed arbitrarii abbreviatori. E dentro quel guazzabuglio vidi chiaro giacere nascosto il piij vetusto martirologio della
chiesa

romana

trascritto

da due

codici

con
,

indizi

manifesti
,

di

annotazioni

contemporanee e a Bonifacio I eletto nel 418 e a Milziade che per favore di Massenzio ricompose la chiesa romana scompigliata dalla persecuzione di Diocleziano, e forse perfino ad Anterote, che sedette

un
s

solo

mese

e dieci giorni nel

236,

e di cui scritto nelle vite de'pontefici, che in

brevi giorni

(/es/o ;/(o//?/rm f///<-

genter exquisivit
Sotto
il

et

in ecclesia recondidit (2).

Ecco

le

prove di questa

scritto
:

triplice data.

29 Decembre nel predetto martirologio

Bonifacii episcopi de
di Bonifacio I cosa

ordinatione.

Or che questo
il

sia l'anniversario

deirordinazione
(3)
;

indubitata e
anniversarii

Fiorentini
si
il

medesimo
se

se

ne avvide
il

poich noto, che quegli


,

non

celebravano

non vivente

pontefice

questo un indizid
altri codici

irrepugnabile, che

compilatore del martirologio geronimiano tra

n'ebbe

innanzi agli occhi uno, o scritto vivente Bonifacio


del quale era stato aggiunto
il

I o a lui anteriore,

cenno del suo

natalis

margine de ordinatione. Ma anche Tordial

ma

nazione di papa Milziade o in quello medesimo o in altro codice adoperato dal nostro compilatore era notata. La deposizione di Milziade per fede de'migliori docu-

menti cadde
geronimiani

il

U^

idus Januarias

ed in

fatti

sotto

quel

giorno

nei

manoscritti

si

legge:

Romae

in cimiterio Calisti via

Appia
avesse
e

depositio Miltiadis episcopi.

Al 2 Luglio per in que' codici

ripetuto
:

depositio Miltiadis
se

papae.

Il

Fiorentini
al

non seppe

spiegare questa ripetizione

pur

posto

mente
di

giorno

ch'era proprio quello dell' ordinazione di Milziade

al

non
gli

essere quivi

del cemetero,

si

sarebbe avveduto, che depositio

sta

in

luogo

menzione ordinatio per uno


dell'et incirca

de'consueti errori, onde sono incredibilmente imbrattati

esemplari a noi pervenel

nuti del martirologio da lui dato alla luce.


di Milziade, e forse
.

Ed una seconda prova

anche
de Buck
in

di Marcello,
Ad.
sanc. T.

mi sembra palpabik'
p. 269.

penultimo giorno

(1)

L.

e.

. 17, 19, 20:

cf.

IX Oclobr.

(2)
(3)

Lih. pont. in Anlero . U.

gio

ma

V. Florenlini, Martyrol. oecid. p. 212. Anche di papa Liberio poich non cosa assai chiara, qui emmetto di ragionarne.

io stimo,

che nei cedici geronimiani

sia

notala l'ordinazione

ai

IT di Mag-

15

di

Ili

quel martirologio, cio nel 23 Decembre. Io veramente mi maraviglio, che ninno (le"li a'MOifraf abbia neanco sospettato, quivi essere trascritto un antico catacirca a Marcello. I nomi sono tutti lo'M) (lei romani pontefici da s. Pietro lino

confusi, molti ripetuti


rjie

possediamo
la

di

due volte, come avviene in ogni pagina degli esemplari, codici ho cavato quel martirologio; ma dal confronto di tutti
i

seguente serie di nomi attribuiti a Roma: Evarisli, flctors, Sixti, Cornell, Trajani (o Jtriani) , Evari(Pelvi) /ipo(sloU), Uni, Ecjeni, Elaulheri, Urbani,
sotto quel d
sii,

Melelii, Ficloris, Ticiani,

Cleti, (o Cliii) Siriani, Baselini (o Bassilini,


,

o Basii lini)

Sopalri , Saturnini, Mceti, Flaviani, Felicis, Pulii, Jninclili (o Jncleti o Jnicleli) Euticiani, Petri apostoli. Lini, Telii, Sixli, Eufrosini, Caslulae, Calesti (o Caelesti)
,

ilem Sixli, Solani, EutaristHli, fo Eucliaris, o Eucharistilli)

Tili,

Basillimi (o Basilini

Basilimi), Zephirini, Galliti, Cornell. Per quanto grande sia la corruttela e la confusione di questi nomi, pure il confronto, che ne ho fatto sopra i varii esemplari,

che

del martirologio gerouimiano, fa vedere anche ad un cieco rimangono questo essere un catalogo di romani pouteiici cominciando dall'apostolo Pietra. Anencleto, di Evaristo, di Sisto, 1 nomi di Pietro apostolo, di Lino, di Cleto, di
ci
,

di

Igino (Efjeni), di Aniceto (iMceli)

di Eleuterio, di Vittore, di Zelirino, di Calisto,

(Calesli), d'Urbano, di Cornelio, di Sisto II (item Sixli), di Felice, di Eutichiano (Ticiani) sono chiarissimi; molti incorrotti, molti solo leggermente mutati per vizio
di

pronuncia, o per mutilazione d'una sillaba. Fra

nomi

assai corrotti

sono

facili

a resttuin; Siriani in Stephani

(STEPHANI

o STEFAINI in maiuscole

evanide per

l'antichit graficamente similissimo a

notalo anche in altri


in Marcelli.

SIRIANI), Flaviani in Fabiani (errore, che ho antichi documenti) Telii in Telesphori e probabilmente Metelli
Basillini, Pulii, Sopalri, Saturnini,

Restano Trajani o Atriani, Baselini o


Eutarisluli,
Tili,
i

Eufrosini, Caslulae, Solani,

Che in questo guazzabuglio quali nulla hanno di commune col calasieno mescolati alcuni nomi di martiri, logo papale, assai probabile, anche per l'indizio di Castula nome femminile,
Calliti.

do|o

il

quale scritto

et

aliorum

DCC

simililer.

Ma

osservo, che in cotesti


iol'i

nomi
questi

residui Eutaristuli ripetizione evidente d Evarisli, Calliti (W Callisti; e

due, rimangono nove nomi, mentre


da
s.

dieci

ne mancherebbero

compire

la seri

Pietre

a Marcello; cio

Clemente, Alessandro, Pio, Solere, Ponziano, Anterote,


Si

Lucio, Dionisio, Caio, Marcellino.


vestigio appare nei
predetti nove.

dir, che di questi dieci


incredibile la

nomi quasi niun


degli

Ma

corruttela

esemplari

geronimiani

della quale

male

si

giudica dalla serie, che ho prodotto emendata

col confronto di \)m codici.

cagion d'esempio dove ho scritto dietro la scorta d'uno dei codici Petri apostoli. Lini, negli altri scritto Petri, Apolloni, ed anche

Apollinis. Senza l'aiuto di (juel codice avrei io ardito

mutare Apollinis

in apostoli

Lini?

Ma

pi evidente sar un altro

esempio. Chi crederebbe,

che Melei Adosi

Tebasi sono

nomi

corrotti di

papi? E pure dal confronto dei codici

geronimiani

apparisce,
stato fatto

che nel d nono di agosto in alcuni esemplari da Melciadis, Sleplmni Melei, Adosi, Tebasi (i). Ma non questo il luogo, ove io posso inoltrarmi
i

all'esame intero ed alla restituzione di cotesto catalogo. Che


[1)

nomi da me annoverati
de' papi del

Nel giorno predetto 9 agosto

fra

molti

nomi manifcstaracute

riconoscibile

una

serie di quelli

secolo 111. Spiegher a suo

luogo in qucst' istesso volume questo frammento di catalogo papale.


sieno,

115

romani
pontefici, cosa evidente;

almeno per

la

massima

parte, della serie dei

niun vestigio appaja di nome posteriore a Marcello anche evidente. Laonde gravissimo l'indizio, che a pie d'uno dei codici del martirologio romano adoperati dal compilatore geronimiano fosse trascritto il catalogo papale da s. Pietro fino circa
che
ivi

a Marcello. Anzi a dir vero parmi chiaro, che due

siffatti

cataloghi sono quivi l'uno

dopo l'altro trascritti; e questa la cagione della ripetizione dei medesimi nomi. Nel primo catalogo il nome pi recente sembra quello di Marcello nel secondo quello di Cornelio. Adunque due codici adoper il compilatore geronimiano; dei quali uno sembra avere avuto la serie dei papi fino circa a Cornelio, l'altro fino
:

circa a Marcello.
il

Ho

detto circa; perch

pessimo stato dei codici, cos

come mancano molti nomi intermedii per ne pu mancare qualcuno del fine (i). Del rimaOttato la serie dei

nente anche nei manoscritti di

romani pontefici turbata e piena di lacune per incuria degli amanuensi (2). Che il compilatore predetto abbia accozzato in uno due esemplari dell' antichissimo martirologio romano, molte ripetizioni de' medesimi nomi in tutto il corso dell' anno lo persuadono. Che se questi indizi ci richiamano agli ultimi tempi delle persecuzioni, un altro ne scopriamo di data pi antica. Anterote quivi sembra nominato come viin che gli antichi fasti segnano la vente. Imperocch nel giorno 2 di Gennaio morte di quel pontefice, ninna menzione di lui s'incontra nel martirologio geronimiano; e in quella vece sotto il 24 Novembre alcuni codici in Aquileja, altri in Roma segnano Anlirolici episcopi. Il Fiorentini sagacemente osserv che il papa communemente detto Antero, da alcuni antichi chiamato Anlerote; e che computando il suo pontificato di un mese e dieci giorni, come vuole il catalogo liberiano, appunto nel 24 Novembre cade l'ordinazione di lui. Oggi dall' epitaffio di che veramente egli cotesto pontefice scoperto nel cemetero di Callisto sappiamo si chiam Anterote, e dall' esempio di Bonifacio I e di Milziade intendiamo qual valore ha il giorno dell' ordinazione di lui, che qui sembra notato.
s.
, , ,

Adunque nei codici geronimiani giace mano. Laonde confrontando accuratamente


geronimiani
la corruttela

nascosto
i

il

pi antico martirologio rodi ricomporre (jucgli an-

codici editi ed inediti de'martirologii

interi

e contratti

tichissimi fasti della

ho cercato con ogni studio chiesa romana. L'impresa d'una

incredibile difficolt per

e la confusione che regna in quei codici. Ci

non

ostante la

Roma

sotterranea dimostrer quanto preziose notizie da quell' intricatissimo inviluppo di

ho potuto disviluppare, E qui debbo rendere pubbliche grazie al che a mia istanza eh. P. Gallo Morel bibliotecario del monastero di Einsiedln nel 1856 distacc dalle coperture di parecchi codici molle pergamene spettanti ad
tratto in tratto
,

antichi esemplari di martirologii geroniniiani, e di queste,


di quei martirologii serbati in quell' insigne biblioteca,

come

degli interi codici

Mi sono disteso

mi trasmise copie sopra questo primo documento pi che non far sopra
primo catalogo, nel quale
col

accurate.
gli

altri,

(1)

Egli notabilissimo, che


Il

il

il

numero

de'

nomi

superstiti

maggiore che

nel secondo,

Cleto ed Anacleto- sono

ambedue chiaramente nominati.


manifesto:
si
il

secondo era segnato

vero ed antico

nome Anencleti, come


p.

dalla varia scrittura Anincleti, Anicleli,

Anditi

primo era chiamato CleUts


di

e Clitus. Nfe vero ci


,

che taluni alTerniano Cletus non essere nome adoperato dagli antichi: KK-h-ro:

chiam un magistrato

Smirne (V. Pape

Griechische

Eigennamen

198

).

Adunque almeno

fino dai

tempi

in

circa di

Milziade

Cleto ed

Anacleto erano segnati nei cataloghi romani de' papi.


(2)

V. S. Optati, opp. ed. Dupin

p. 31.

32.


(Ic'qnali

116

ora parler, perche la novit e limportaiiza del discorso sui martirologii della famiglia genuiimiana iiilia consigliato a spiegarlo nella conveniente misura. Dopo additate le vestigia del martirologio romano riordinato da papa Milziade
i

appena cessata
cio sotto

la

persecuzione di Diocleziano, vengo ad


di

altri

documenti,

juali tra l'et del

colti,

medesimo Milziade e (juella limpero di Costantino. Voglio


di

Marco

pa[)a

furono in

Roma

rac-

dire del libro, che

almanacco cristiano per la citt ultima edizione, da noi posseduta, fu fatta da Furio Dionisio Filocalo nel 354 sedente papa Liberio. 1 celebri cataloghi e calendari dal loro primo divulgatore chiamati bucheriani formano con altri documenti dal Bucherio non conosciuti un solo corpo di cronologie pubblicato dapprima circa il 336, e continualo poi lino al 3.j4, (juando Filocalo lo ripubblic adorno di disegni della sua calligrafica mano. Di (juesto punto, che oggimai indubitato, ho scritto quanto basta per ora nei
(|ual altro

nome chiamare, che

non saprei con di Roma, la cui

prolegomeni
talo
il

al

primo tomo delle


(2); e (lualche

iscrizioni cristiane (1)

ampiamente ne ha

trat-

Mommsen
il

cenno de'suoi
(3).

studii su (juelle cronologie ci


Il

ha

anche dato

eh.

P. Tonjuato

Armellini.

prezioso

almanacco non con-

documenti in molta parte allora ricevuti per ufficiali continuali lino a (juell' anno. Ivi in primo luogo il calendario astrocon il ciclo lunare dalla dodici mesi nomico e civile per la settimana e per chiesa romana allora adoperalo per regolare la pasqua, seguono i nalales Caesarum e la serie dei consoli manifestamente cavata dai fasti medesimi che chiamiamo
tiene scritture dettate nel

336,

ma

capitolini, corredala anch'essa del calcolo pas([uale

conforme

al

predetto

ciclo,

viene [)oscia la tavola delle pasque

[)er

cento anni cominciando dal 312. Bastane

queste prime cronologie per conoscere


zioso
ci

la

natura dei documenti

inseriti

nel

pre-

almanacco;
riordinato

Tanno 312,

il

piimo

dell'era di

pace e di trionfo per


il

la chiesa,

d un ottimo indizio

dell" essere in (jueslo

libro inserito

calendario ecclesiaall' edillo

stico

da Milziade
fatti

nei

solenni

lietissimi

giorni seguili

di

Milano. Ed in
archivii

dopo

la

serie de' |>refetti di

Roma

dal 254 al 354

tolta dagli

medesimi dell'urbana prefettura, viene la tabclletla delle liepositiones episcoporum anch'essa dal 254 in poi, cio da Lucio a Silvestro, aggiunti poi fuori di luogo nella ri[)elula edizione Marco e Giulio. Siegue la tabella intitolata iteni (epositio meliti/) um^ ma che . veramente il feriale della chiesa romana, cio la tabella delle feste solenni non mobili. Imperocch il natale di Cristo e la cattedra di s. Pietro ivi sono notali. Laonde non ni reca maraviglia, che di pochi martiri romani in questa tabella sieno indicale le feste, mentre molti pi ne annoverano
i

martirologii geronimiani,

non essendo
in

essa uri martirologio,


i

ma

il

feriale,

cio

il

calendario c nalales, che sotto Milziade e sotto

primi successori di lui erano


precii)ue
sedi
i

festeggiati

come maggiori

solennit

Roma

nelle

suburbicarie

Ostia,
teri
,

Porto ed Albano. >elle due predette tabelle sono indicati ove i ponlelci ed i martiri in esse nominali riposavano,

nomi de' cemema non sempre:


,

a cagion d'esempio

d'Ermete
p.

ivi

scritto

Hermetis in Basillae Salaria vetere

di

(1)
(2) (3)

Inscr. christ. T.

jr.-nhij.

LV

e fogg.
ci.

Abhnndhtigen der
V.
Aituellini,

philuloyisch. hUt.

der KiJnigl.

Stclis.

Gesellsckaft der WissenschafWii T.


[).

p.

5C0 GOS,

De

prisca refutalione haereseon Origenit nomine recem vulgata

167, 108.


Bastila soltanto Basillae Salaria vetere.

117

quest'

Da

esempio

facile
si

indurre

che

ove dopo

il

nome

del martire quello del cemetero soppresso,

deve sottinten22 Settembre


si

dere in ejusdem coemeterio.


legge: via Salaria

Ed

in

fatti

ne' codici

geronimiani

ai

vetere in cimiterio ejusdem natalis Basillae.

Cos ai 9 dell'istesso
i

mese, ove

il

feriale,

di che ragiono, segna soltanto Gorgoni in Lavicana^


inter

codici

geronimiani segnano via Laiicana


Gorgoni: nel 22 Agosto
terio
il

duos Lauros in cemiterio ejusdem natalis


i

feriale Timotei Ostense;


il
il

geronimiani via Ostense,


soccorso
,

in cimiall'

ejusdem

Timotei. Ci posto chiaro


il

mutuo

che

l'

uno

in-

telligenza dell'altro prestano e

feriale e

martirologio de' primissimi anni della

pace e del trionfo; e diviene indubitato, che de' cemeteri


e de' santi pi illustri in ciascuno di essi deposti

romani, dei loro

siti,

nomi

con qualche studio


i

e diligenza

potremo via per via compilare


dente dagli
e seguenti
,

confrontare con

monumenti un

indice indipen-

atti

de'martiri, dal libro pontificale, dai martirologii dei secoli settimo

sui quali fondato l'indice del

Panvinio seguito
e

dagli

autori

della

Roma

sotterranea.

Anzi

il

nostro indice sar in


,

molta parte dedotto dai docui

menti raccolti in quel libro medesimo

onde avemmo
rari

migliori

fasti

consolari,
e

con Tajuto dei quali dai


indice de'prefetti di

critici

stata riordinata la

romana

cronologia,

l'unico

romana

storia,

Roma, anch' esso uno dei pi ed infine uno de" pi importanti


noi.

ed autorevoli documenti della

calendarii civili, che dall'et saldo

im-

periale giunto in fino a

Laonde che

sia

ed

inconcusso

lo

storico

fondamento, sul quale mi studier


ed infallibile
sia

di edificare la

Roma

sotterranea, e che ottima


1'

la pietra di

paragone, colla (juale potremo verificare

autorit

documenti d'et posteriore, neanche uno scettico lo negher. Dopo la depositio martyrum viene nel libro di Furio Dionisio Filocalo il celebre catalogo de'pontefici, che terminando in Liberio alhtra vivente suole essere chiamato liberiano. Tutti convengono, che questo latercolo non stato composto nel 354, ma fino a quell'anno continuato; e poich ivi sotto Fabiano (anno 236-250) scmo nodelle notizie tratte dai

minati

cemeteri colle parole

hic regiones divisit diaconibus et


l'et e l'autorit di

multas fabricas per

cimiteria fieri jiissit, a

me

importa cercare

questo cenno prezioso.

in

quanto
il

all'autorit,

dato anco, che queste parole fossero dettato dell'ultimo


il

editore,

quale scrisse nel 354, ninno potrebbe impugnare


fatti

valore istorico della

sua testimonianza spettante a


manifesto
,

avvenuti a memoria

de' padri suoi.

Ma

egli

che quelle parole non sono del continuatore liberiano. Costui segn alquante notizie sulle fabriche di Giulio; tra le quali annovera la basilica invia
Portese milliario
in via
teri.

III,

quella

in via

Flaminia mil. II, quae appellatur Valentini, quella


;

Aurelia mil. Ili ad Callistum


il

che spettano alle memorie dei nostri cemedi Giulio egli aggiunse al catalogo edi-

Coleste notizie e

nome medesimo
;

ha dato ne di Marco n degli immediati antecessori di lui. Il catalogo terminato in Marco mala prima da Pietro ad nifestamente composto di tre compilazioni successive Urbano, la seconda da Ponziano a Lucio, la terza da Stefano a Marco; compilazioni poi unificate e coordinale coli' aggiunta de' consoli e degli imperatori. La
to

per la prima volta vivente Marco

niuna notizia

ci

prima

ora generalmente riconosciuta per

un

estratto del cronico di

s.

Ippolito

la

seconda una cronachetta, che s'annoda senz' interruzione veruna al catalogo ippo-


liteo, tiene

118

ci

lo

spazio di soli 25 anni, e in questi soli


e

d molte

notizie istoriche,
si

che hanno l'impronta fresca


far ad analizzare
il

viva di contemporaneit. Credo, che chiunque

catalogo liberiano, riconoscer che cotesto primissimo cronista

un continuatore del catalogo d'Ippolito, al quale aggiunse la cronachetta dei tempi suoi, come vediamo in cento simili esempi di antichi cataloghi consolari e di cronache antiche. Da questo primo embrione nacque il libro ponpontidcio

tificale,

del quale poi ragioner. L'

importanza della notizia registrata nella prei

detta annotazione al catalogo papale testiilcante

lavori ordinati da papa

Fabiano

nei

cemeteri,

sar messa in piena luce nell' ultimo capo di

queste nozioni pre-

liminari.

g. II.

Degli elogi e delle epigrafi del papa Damaso.

La successione de'tempi ed
calligralcamente illustr
il

il

nome medesimo

di

Furio Dionisio Filocalo, che

predetto almanacco da lui divulgato sotto papa Liberio,

mi chiamano
consegnare
al

a parlare del famoso successore di cotesto pontefice, del grande

ama-

tore dei martiri e dei loro cemeteri, voglio dire di

Damaso.

Il

quale s'accinse a

marmo
i

le

memorie

dei martiri pii illustri sepolti ne' cemeteri romani.


lo

Notissimi sono

carmi

di lui in

onore de' santi, per


(1).

che fu annoverato da

s.

Girostati

lamo fra giammai

gli

scrittori

ecclesiastici

Ma non sembra, che


come

que' carmi sieno

raccolti e tulli

insieme

trascritti,

quelli di Prudenzio e d'altri poeti


i

cristiani. Se

una

siffatta

raccolta colle indicazioni de* luoghi, ove

carmi

di

Damaso

furono posti, esistesse o tornasse alla luce da qualche palimpsesto, un maggiore


tesoro

appena potremmo sperare per la storia della Roma sotterranea. Imperocch Damaso dett carmi istorici per eternare la memoria ai suoi giorni ancor fresca
fatti

dei

dell'et eroica del cristianesimo e dei sacri

monumenti

di

queir

et.

Ma

niun

indizio,

ninna speranza

io

veggo

che la desiderata raccolta

esista e possa

un
di

d essere scoperta.

Io

Ci che lecito sperare, e che gi pii volte avvenuto, scoprimento di antiche antologie e di sillogi epigrafiche compilate circa l'et
e

Alenino

per opera della sua scuola, ove fra molti epigrammi ed epigrafi di

vario genere sono mescolate anche le damasiane trascritte dai


tutti

marmi

allora

non
ra-

periti.

Del pregio

sommo

di

queste antologie e di queste sillogi della scuola

alcuiniana, delle mie industrie per ricuperarne ogni

menomo frammento, ho

gionato nella prefazione alle iscrizioni cristiane

(2).

Ma

se

ninna

la

speranza di trovare nei


la

manoscritti l'intera raccolta dei

carmi damasiani, rara

fortuna di trovarne due o tre

non ancor

conosciuti nelle

membrane
sui quali

antiche, certa l'espettazione di ritrovare molti dei


epigrafi di

marmi medesimi,

nelle
sio
,

papa Damaso furono incise. Cinque soltanto se ne vedevano romane basiliche nel secolo decimo sesto ninno ne rinvenne sotterra il Soninno il Boldetti quello solo di s. Agnese fu dal Marangoni salvato dalle
lo
; ;

(1)

De

script, eccl. cap.


chrisl.

103.
1

(2)

V. Inscr.

T.

praef. p. VI e ?egg.

cf.

Bullelt.

d'arch. crist.

1863

p.

48.


mani
varne
ci

119

basilica
s

degli scalpellini, che trovatolo nel

pavimento della
IN

accingevano
ritro-

a segarlo e volgerlo ali" uso del


e

nuovo
e

lastrico.

perci io

disperava di
pi

riconoscerne molti e

sotterra

sopra

terra.
tutti

Cotesta liducia veniva dale gli

l'esame dell" alfabeto damasiano. Gli archeologi


,

epigrafisti
le

saga-

compreso

il

Marini

ed
,

il

Borghesi

chiamarono damasiane
sono
(|uelle
,

lettere

ornate

vedevano scritti cinque o sei carmi superstiti del nostro poeta pontefice. Laonde poich di lettere ricciute sono pieni i musei, e gli epitaffi della seconda met del secolo quarto e della prima del quinto assai sovente sono incisi in quella calligrafa, dei frammenti di marmi forniti di lettere ricciute e chiamate tutte damasiane si giudicava soltanto, che fossero del secolo quarto o del quinto, ne di loro verun conto si teneva. Ma le lettere dei marmi veramente damasiani non sono comunque adorne che neanco sono un alfabeto di forme calligrafiche al tutto singolari di ricci
di ricci alle loro estremit

perch

tali

in

che

nelle epigrafi delle opere pubbliche e dei

titoli

dedicati agli imperatori

giammai

ho trovato; calligrafia e squisitezza di scrittura proprie e distintive de' soli monumenti di Damaso. Taluno ha creduto vedere i caratteri bellissimi e fatti colla forma, Damaso papa, anche in iscrizioni pagane (1). ISelle pagane, come sono quelli di segnatamente in quelle di Ostia conservate parte nell' episcopio di quell" abbandos..

nata

citt,
si

parte in

Roma

nella vigna della prelatura Pacca fuori di porta Caval-

veggono talvolta lettere ornate di belli ricci assai prolungati e leggermente ondulati. L'alfabeto damasiano per non comunque fornito d'apici ricurvi e ondulati: un sistema di lettere non svelte incise profondamente con una norma
leggeri,

sempre uniforme

e costante di chiari e scuri, di aste grosse e sottili; gli apici alle

estremit delle aste sono anch'essi calligraficamente uniformi e con tre curvature
'delineate con arte delicatissima; alcune
lettere

hanno una

singolarit di

forma,

che

loro

propria,

come

la

R,

la

cui asta obliqua sempre distaccata dal riccio,

onde
rei

parte. Tutto cotesto sistema

non

eviilente,

che un calligrafo cristiano

mai immagin
varia

dun

apice ne d'una linea. Egli

quest" alfabeto, e lo consacr diepigrafi


,

quasi

come

ieratico e sacro ai martiri

ed alle

che Damaso pose nei


queste
lettere

cemeteri romani.

Adunque ogni minuto frammento segnato con

una preziosa reliquia d'un testo damasiano. La verit di questo canone m- stata confermata da esperienze
Correndo coU'occhio
le

bellissime.

lapidi profane disposte dal Marini nel Vaticano, pi volte

m'aveva ferito l'occhio un frammento ivi commisto ai pagani epitaffi, nel quale che ho chiamato ieratico e sacro ai martiri ed al papa le forme dell' alfabeto m' avvidi eh' era una Damaso, erano manifeste. E minutamente esaminandolo meschina reliquia del carme damasiano posto un d al sepolcro de' martiri Felice e Adautto, ove lo trascrissero gli antiquarii della scuola alcuiniana. Se ne vegga il
,

disegno col suo supplemento delineato in cima alla pagina seguente.


poste e restituite ai loro
in questo

Altre

insi-

gni reliquie d'epigrafi damasiane riconosciute dall' indizio della calligrafia, ricomtesti

medesimo

ne' seguenti

volumi vedran-

no
'

la luce.
Queste parole sono del Barone Vao
de
Vivere a
proposito
d'

(1)

un frammento

d' epitaffio

pagano trovato nel 1818 nella vigna Morosi

suir Appia (Schede nel

mnsco

Kircb.).

- 120

OSEMELAXaVEITE'aVMVEIRLOIDEMOMEKIEFELIIX
QVIIJIMTEPyltERATAFIieECOMTEMPTOPlIlIINCIIPIEMVNBl:

COMFESSVSCMRn^TVMCOELlESrfAlL-E CMi^IPETUST O VE RE P ME XnOSAFH D E S C OGNOSCp I TEF1ELA.TIIES QVAAIDCAEILVMYIICTORFARJI'::^ RPRO PER/^Vn TAJDiM/CT'VZ PiaESBYTERMESVEIR.VSB/^\iUASOREGXOiaEIlVBIEKTlE COJMfFOSVIITTVMML^MSi^CXQlVfm^IIMIIM
l:

La grande importanza
d'un' insigne iscrizione
lettere
tolti
si

dell' alfabeto

sacro

desiderio di ricercarne T autore. Nel


al

museo vaticano erano


di

pavimento

damasiano mi pose in animo il serbali tre iVammenti primo in s. Martino ai Monti. Nel

una

sotto l'altra

leggeva SCRLBSIT

te al libro,

che sopra ho chiamato almanacco cristiano,


era congetturare
,

FVRIVS DION....; e poicli in fronsi legge FVRIVS DIONISIVS


che anche nel frammento fosse tre frammenti restituiti i

FILOCALVS TITVLAVIT, facile da supplii'c SCRIBSIT FVRIVS


ai

DIONi'sws Fdocalus. Ecco

posti,

che

io

slimo avere

essi

tenuto nella lastra, quando era intera.

O
c

, ,

Non segno
gli
altri

121

illustre,
al

supplementi probabili dell epigrafe


che
ci

perch dovrei

rei-

derne ragione con un discorso,

svierebbe dal punto

quale ora miria-

mo. In quanto
fu sospettato

ai

nomi

poi di Filocalo, eh' essi sieno stati scritti su questo

marmo,
,

anche dal Marini e dal Mommsen (1). Ma ninno aveva avvertito che uno stupendo campione di lettere damasiane noi abbiamo in questi miseri avanzi d'un magnifico titolo ; e che le parole supplite scripsit Funiis Dionisius Filocalus
di

sono
,

ottimo

argomento a congetturare
calligrafo cio,
il

costui

essere

stato

il

calligrafo

Damaso quel medesimo Damaso adorn di immagini


,

quale sotto Liberio antecessore di


cristiano, e
,

penna V almanacco
Questa
congettura

preziosi
e

catalo-

ghi sopra lodati a noi trasmise.

di

che pi volte

pubbli-

camente ragionai ebbe poi splendida conferma dall' insigne scoperta dell' elogio damasiano di s. Eusebio avvenuta nel 1856. Ivi si legge FVRIVS DIONISIVS FILOCALYS SCRIBSIT, DAMASIS PAPPAE CVLTOR ATQYE AMATOT. L'ultima il nome di Damaso scritto parola errata, ma facile ad emendare AMATOR ivi un errore mancano due lettere DAMASIS anch' esso a mio avviso
;
,
,

DAMASI

Shj

PAPPAE.
s.

Questi

errori

non

destino

maraviglia.

Il

marmo

ov'

inciso Lelogio di

Eusebio, non

l'originale,

sul quale Filocalo deline le sue


si

calligrafiche lettere,

una copia
frammenti
fatti

fatta nel secolo sesto/ come


dell' originale scritto

vedr chiaramente
la bella scrittura

nel seguente
filocaliana

volume

ove perfino
,

secondo
e

mostrer

che ho riconosciuti

ricomposti.

Perch nel

secolo sesto sieno stati

novelli esemplari degli elogi damasiani, lo accenner

nel capo ultimo di


incisi

queste

preliminari nozioni.

novelli esemplari
;

nella elegante calligrafia di Furio Dionisio Filocalo


,

non furono ne serbano una s


anzi

languida traccia

che neanco pu

dirsi

rozza imitazione dell' originale scrittura.


;

L'alfabeto sacro di

vedremo

volume, che appena morto quel pontefice ne fu variata la forma; credo perch le epigrafi damasiane non avessero giammai ad essere confuse con quelle di verun altro pontefice. Quelle lettere per bench diverse dall'originale squisitezza delle filocaliane mantennero sempre un tipo imitativo di queste e l'alfabeto di Damaso divenne il prototipo d'ogni manei
di questo
,

Damaso non monumenti istessi

fu adoperato nel secolo quinto e nei seguenti

niera di epigrafi sacre e solenni. Le lettere ricciute, che ho detto essere state im-

propriamente chiamale damasiane


vera calligrafia damasiana
votivi e
;

sono per
siffatta

lo pi imitazione

progenie

della
titoli

ed in

scrittura sono incisi in

marmo

monumentali di Sisto 111, di Leone magno, Conchiudo queste troppo brevi parole sopra
di

di Ilaro e di Vigilio.
i

preziosi
al

carmi

damasiani
nell'

promettendo

trattarne

in

modo

pi

conveniente

nobile tma

opera

delle iscrizioni cristiane. Intanto quel pochissimo, che ne

ho

detto, e la determi-

nazione precisa

dell' alfabeto

sacro damasiano, e la scoperta perfino del calligrafo,


dettati
;

che
cisi

lo deline,

dimostrano con quanto amore quegli elogi furono


,

ed ine

sul

marmo
antico

quanto splendida ed autorevole


,

la loro

testimonianza

che

documento od epigrafe della cui storia ed originalit abbiamo che con singolare esempio ci danno la pienezza di prove e la minuta contezza i testi di Damaso delineati sul marmo da Furio Dionisio Filocalo.

non v'ha

(11

V. Marini ap. Mai Script.

Vet. T.

V.

p.

53; MomID!^cn

1.

e.

p. 607.

16

122

Dei documenti
titolo di

istorici e

liturgici posteriori alla firn in circa del secolo

quarto.

Il

questo paragrafo

abbraccia un

campo

vasto, che l'esaminarlo


Io voglio soltanto

lutto partitamente

non

tema

proporzionato a poche pagine.


i

ridurre ad alcuni capi o classi

na, onde

si

traggono

notizie sui

documenti istorici e suburbani cemeteri


dei martiri

liturgici della chiesa


,

roma-

e dare

alcune avvertenze
delle vite e degli

intorno al loro valore ed al loro uso. Ragioner


atti

adunque prima
;

dei pontefici

poscia degli

atti

in ultimo luogo dei martirologii,

de' calendari e de' libri liturgici.

Nelle vite e negli


serie di vite,
cale.

atti

dei pontefici tiene

meritamente
critici,

il
,

primo luogo quella


altri
il

che

altri

chiamano
j)i

di Anastasio bibliotecario

libro pontifile

Egli certo e
:

concordemente riconosciuto dai


antiche di lui
le
,

che Anastasio non

compil
fatte

esse

sono assai

e varie

compilazioni ne esistono
si

in

tempi assai diversi. Poich

notizie, che da questo libro


ai

raccolgono

sui nostri cemeteri,

segnatamente quelle, che


,

primi

tre o

quattro secoli apparle

tengono
stasio

saranno di valore assai maggiore

se alle

compilazioni pi antiche

attingeremo^ io
il

non

citer indistintamente
;

il

libro pontificale, e

meno ancora Anai

bibliotecario

ma
,

attender con ogni cura a discernere


il

testi

migliori e
la

pi antiphi dai posteriori. Dopo


chetta in esso inserita

catalogo pontificio flocaliano


essere
il

con

crona-

primo embrione del libro pontificale, ninna traccia ritrovo d' una serie di vite di romani pontefici fino ai [)rimi anni del secolo VI. A questi anni spetta il frammento scoperto in un antico codice di Verona e divulgato da Giuseppe Bianchini e dal Muratori (1) nel quale rimangono le ultime parole d' una vita di Anastasio papa morto nel 498, e la vita del successore di lui Simmaco scritta con ispirito scismatico da un avversario e contemporaneo di quel pontefice. Or io ho esaminato il codice originale in Verona ed ho veduto essere certo cotesto frammento spettare ad un intero liber pontificalis ove le vite di tutti i romani jontefici da s. Pietro a Simmaco
che sopra ho detto
;

erano descritte

(juella di
i

a questa serie di vite


gilio
;

Simmaco porta il numero LII. Un continuatore aggiunse soli nomi e gli anni de' successori di Simmaco fino a Viminute ed esattissime
del secolo
(2).

del quale segn la morte con note cronologiche


libro pontificale

Adunque un
e lo scismatico

ha

esistito

fino dagli esordii

sesto;

autore delle vite di Anastasio II e di


olle
s

Simmaco

quelle due sole proaltri


:

babilmente dett, aggiungendole


la

precedenti gi scritte da

autori.

Grande

perdita da noi fatta di questa

antica serie di vite papali


reale; e se quella serie
si

ma

forse la no-

stra perdita e soltanto apparente

non

ritrovasse intera,

forse noi

leggeremmo

libro pontificale ci

abbiamo. Imperocch del nota una prima recensione conchiusa circa il 530 sotto il papa
in essa le vite, che da altri codici
\t.

(1)

Bianchini '.lofcphi)
Ili

Enarrano symboH pseudo-alhan.


153 uola

104; Ejusdem. vlniwl. bibl. Vitae

Bom.

poiK. T. IV p.

LXiX;

Muratori, 5crp<.

ver. ilal. T.
(2)

P.

II

p. 47.
.\

V. .Mansi ad Baron. ed. Lue. T.

p.

1,

cf.

Inscr. chriit. T.

p. 482.


maso
e di s,

123

s.

Felice IV (1). Ora cotesta recensione portava in fronte le supposte lettere di

Da-

Girolamo; onde avvenne, che il libro pontificale in antico fu creduto opera di Damaso. La quale circostanza mi conferma nell' opinione che le vite Felice IV non in vennero allora in luce, come opera nuova, ma erano terminate
,

stimate assai antiche ed erano veramente pi antiche del secolo VI. Sieno adunque o non sieno queste le vite, che precedevano quelle di Anastasio e di Simmaco

nel codice di Verona, esse sono antichissime; e conviene discernerle e distinguerle

accuratamente dal volgalo


autori della

testo,

che corre sotto

il

nome

di Anastasio

che

gli

hanno adoperato. Tra la recensione del secolo V o dei primi anni del sesto e quella del secolo nono ve ne sono altre intermedie. Parecchie se ne potrebbero annoverare; ma le principali si riducono a due. Una termina in Conone (anno 687) della quale abbiamo due codici fra loro assai diversi, il Veronese edito da Giuseppe Bianchini nel tomo IV del suo Anastasio, ed uno napoletano inedito scoperto dal Pertz. Un altro libro pontificale termina in Costantino (anno 714), e ne ho veduto l'esemplare, che pare contemporaneo a quel pontefice, nella biblioteca Capitolare di Lucca sotto il numero 490. Ivi al fine della vita di Costantino scritto Ime usque CXXf^IIII anni sunt quod Longobardi veneritnt et VII menses. Poscia le seguenti vite furono aggiunte da altre mani. Le varie lezioni di questo prezioso codice furono stampate al fine del tomo terzo del
sotterranea
;

Roma

Liber pontiftcalis edito dal Vignoli. Di tutte coteste successive compilazioni del

li-

bro pontificale ho cercato

rodici

migliori;

e nei

passi piij difficili,

che spesso
ai

m'occorrer di dovere discutere, m'appeller non


torevoli manoscritti.

ai testi

stampati,

ma

pi au-

Non debbo

lasciare
,

il

libro pontificale senza aver fatto motto dell' indice delle

sepolture de' papi

che

si

legge in

uno

dei codici pi

preziosi

di quel

testo

il

Vaticano 3764. stato divulgato dal Vignoli a pie della prefazione al primo tomo
del suo Liber ponlifcalis. Cotesto

documento non concorda colle pi antiche recensioni del libro predetto; ma colle pi recenti, e non sempre. Inoltre verso la fine stato confuso da un imperito amanuense e l'indicazione via Numentana che spetta al papa Alessandro, ivi sembra attribuita a papa Urbano. Quest' indice medesimo cos confuso stato certamente la cagione fino ad ora ignota di quell' errore, che s' propagato fino al martirologio romano, e che ha tratto gli eruditi dell' indicazione cio via Nomentana in coemeterio in varie ed opposte sentenze che si legge al 25 di Maggio presso Adone Usuardo Praetextati S. Urbani episcopi ed i loro seguaci. Ma Adone l'ha tolta in parte dal martirologio geronimiano. Adunque il catalogo delle sepolture de' papi cos confuso, come si legge nel codice vaticano, fu tra altri documenti assai pi antichi e migliori sotto gli occhi del compilatore, che chiamiamo geronimiano.
;
,

Ora viene

eh' io parli degli atti de' martiri e dei santi.

Il

ragionare di

essi

ad uno ad uno sarebbe un rifar da capo molta parte del lavoro dei BoUandisti.

Poche parole generali ed alcune regole da non perdere di po di queste nozioni. Di atti primitivi e contemporanei ai
(1)

vista basteranno all'uosecoli delle persecuzioni


Daliana

V.

Schelslrate.

Anliq.

eccl.

illustrata T.

diss.

Ili;

et

Blancbinii

ad Anastatium

praefat. cap. 9 et 15; Biraghi, B3t.

p.

XH.


per
i

124

Il

inarlih romani

abbiamo grande penuria.


;

Ruinart nella sua raccolta degli

e chi volesse al volume del Ruinart fare un'apne pose pochissimi rifiutati dal dotto Bependice non molti ne potrebbe aggiungere. I migliori tra nedettino, come a cagione d'esempio quelli de' martiri Pietro e Marcellino com.4cta sincera
i

mendati ed illustrati dal Mazocchi (1) quelli di s. Cecilia sui quali meritamente famoso il libro del mio ottimo amico il eh. P. Guerau ger, (juelli di s. Agnese teste vendicati con ampio volume del eh. Monsig. Bartolini (2), a giudizio dei loro patroni, sono scritture autorevoli s, ma non contemporanee. Non ostante il
,

vario grado di autorit


scritti

storica

che compete

agli

atti

de' martiri e de' pontefici

ne' secoli posteriori alle persecuzioni, le notizie, che in essi io cerco, sono

tulle di

voli se

grande valore, quando furono scritte innanzi al secolo ottavo, ne spregeposteriori a quel secolo. Imperocch coleste notizie testificano fatti, i cui
,

monumenti furono visibili e pi o meno intatti fino al predetto secolo laonde la loro autorit non dee essere leggermente rifiutata. La medesima ragione non vale j)er le narrazioni ed altre scritture dettale quando dei monumenti si veniva
perdendo
o
la

vista
la

la

nozione esatta dei

siti

con

siti

se

ne confondeva a

poco a poco
re|)ularle

nomenclatura. Non perci dobbiamo spregiare queste memorie, essendo anzi certo e l'espefalse senza ragione e senza prove
;
, ,

rienza mostrando ogni d pi chiaro

che nel massimo numero delle indicazioni

monumentali a noi trasmesse dai secoli meno antichi, se v' confusione, questa non poi somma; ne la traslocazione dei siti dall'uno all'altro polo. Ma se, a cagion d'esempio, io non imiter il mio maestro, che neg l'esistenza medesima dei cemeteri Oslriano
j)rivi

e di

Novella perch ricordati negli

alti di

papa Liberio
loro

d'istorica fede

(3),

ed anzi prima di chiudere queste nozioni dimostrer che


ottimi
indizi

di

(juei

cemeteri abbiamo

confermanti

la

loro esistenza ed

il

nomenclatura ed alla topografia dedotte dai documenti posteriori al secolo ottavo. E se m'avverr di scoprire e quella dei documenti pi contradizione tra cotesta nomenclatura topografica antichi, non esiter un solo istante ad abbandonar questa ed abbracciar quella,
sito,

non

perci creder a chiusi occhi e senza

esame

alla

piutosto che involgermi in


tra.

un

labirinto senza uscita per conciliare

luna

coli' al-

A questo principio debbo l'aver sostenuto, che il cemetero di Callisto ed il sepolcro di s. Cecilia non erano in s. Sebastiano come la tradizione de' secoli recenti voleva. E il fatto ha dimostrato se quel principio era savio e verace. Del
,

rimanente, poich sopra tanta variet di scritture, quanta

quella che corre sotto

il

imprudenza ed anco impossibile lo stabilire regole generali nei singoli casi vedremo quanto lume ciascuna di quelle narrazioni ci d, quanta concordia corre tra esse ed monumenti. Resta, che io ragioni dei martirologii, de'calendarii, de' libri liturgici. In quanto ai martirologii, tutti quelli che spettano alla famiglia geronimiana e che dagli
di atti de' martiri e de' santi, sarebbe grave
,

nome

eruditi sogliono essere chiamati geronimiani minori

o contratti

sar mestieri

ri-

condurli per quanto possibile alla loro origine, cio al martirologio


Kal. yeap. T.

romano pi

(1) {1) (3)

Il

p.

480 e fegg.

Gli atti del martirio di S. Agnese,

Roma

1858.

V.

Marilii,

Monuin.

priuiil.

p.

79.


antico, del quale

125

ho ragionato nel paragrafo primo. Anche il martirologio di Beda colle sue appendici, quello di Adone e molte delle appendici all' Usuardo derivano in qualche parte dai codici geronimiani, Beda per attinse anche ad altre fonti,
ed agli
in
atti
il

de' martiri

quali essendo necessariamente anteriori al secolo Vili,


ilor
,

che

dotto

inglese

dalle

cose sopra disputate


della

palese

avere
poi,

molta

autorit in ci che concerne le

memorie
,

Roma

sotterranea.
,

Adone

pende Usuardo con

suoi seguaci

poco us dei geronimiani

ma

onde sul fondo del

celebre martirologio chiamato romano piccolo, intess le notizie a piena


colte dagli atti de" martiri. Intorno alle quali vale in circa
il

mano

rac-

ragionamento medee gli


atti

simo, che ho
lui
egli

fatto

per Beda

imperocch Adone visse nel secolo IX,


stati
scritti

da

compendiati debbono nella massima parte essere


ne facesse r(!pitome.

assai

prima, che

Ma
tamente.

del martirologio chiamato


Il

romano

piccolo necessario, eh' io parli distindi

Sollerio

nei

prolegomeni alla sua ediziorie


ai fasti

Usuardo, che sono

il

pi dotto e sagace trattato scritto fino

na

di

quello, che premesso

ad ora sui martirologii, lungamente ragiode' santi con ampio stile composti da Adone.
,

Cotesto martirologio edito in

primo luogo dal Rosweido

e sul

quale assai varii


ed assegnato
il

furono

commenti

degli eruditi, dal Sollerio rivendicato a

Roma

agli inizii del

secolo Vili. Ivi di molti martiri

romani

segnato

luogo della
altri

sepoltura

ma
e

alcune di coleste indicazioni diversificano da quelle degli


difficolt.

do-

cumenti,

creano grave

luogo a luogo verr discutendo

le

oscurit,

che nascono dal cos detto martirologio romano piccolo; intanto mi giova premettere in generale due avvertenze. Primo, che il documento non pi antico del
sect)lo

ottavo

che in quelT et qualche confusione nei nomi de' cemeteri

facil-

mente era cominciata. Secondamente, che di cotesto martirologio noi abbiamo un solo esemplare; quello che Adone f' in fretta in pochi giorni in Ravenna sul codice pervetuslo aquilejense. Ora chi conosce per prova quanti errori sieno occorsi
nei codici de' martirologii
,

quanto dubbia ne
fra loro

sia

talvolta l'emendazione

anche
il

quando possiamo confrontare


sospetto, che
i

parecchi esemplari, pensi se temerario

pochi luoghi discordanti dai migliori documenti nelle indicazioni


aquilejense
copiato

topografiche dell' unico codice

da Adone

sieno errori o del

medesimo o del trascrittore. Degli sua numerosa progenie, non far parola
codice

altri
;

martirologii, cio di
essi
il

Usuardo

della

rimettendo per

lettore ai lodati
,

prolegomeni del Sollerio.

Per

lo

scopo della

Roma

sotterranea basta osservare

che
io

di

ciascuna indicazione topografica di cotesti martirologii dee essere ricercata


,

la fonte

cos

il

valore ne sar ragguagliato a quello della prima sorgente.


far

Ne

bench numerosi, adoperati dal dotto Bollandista; aggiunger ad essi anche quelli, che il Giorgi nella bella edizione d'Adone, e parecchi eruditi in varie opere hanno divulgato, e quelli che io medesimo ho trovato nelle biblioteche di Roma e d'Europa da me visitate. Le citaristringer a

mi

uso dei

soli

codici,

zioni esatte di ciascun codice e di ciascun libro

si
i

troveranno

ai singoli

luoghi.
i

Dopo

martirologii vengono
i

calendarii, ossia

libri liturgici.

Ho
,

detto

ca-

lendarii ossia

libri liturgici
scritti

imperocch calendarii propriamente

detti de'

primi
dalle

otto secoli in circa

ad uso della chiesa

romana non abbiamo

ma


stici
si

126

offcii ecclesia-

indicazioni delle feste e dei luoghi premesse giorno per giorno agli
trae l'antico calendario

nei messali, negli antifonari e


pili

romano. Coteste indicazioni sogliono essere scritte nei capitularia evamjeliorum. In quanto ai messali il

antico sacramentario della chiesa

romana

fino ad oggi conosciuto quello prezios.

sissimo del codice veronese, compilato circa l'et di

Leone

il

grande

(1).

Per

isventura imperfetto l'esemplare a noi pervenuto di quell' inestimahile

monu-

mento

liturgico.

Le indicazioni

de' luoghi e delle stazioni ai cemeteri

sono poche, e

credo che la maggior parte ne sia stata


luoghi ed
il

ommessa

dal compilatore del codice; impestati

rocch non veggo per qual ragione ivi debbano essere


i

accuratamente notati

cemeteri solo per alcuni santi, mentre pel massimo

numero

di loro

sito

della stazione

non

indicato.

3Ia

qualunque

sia la

vera cagione del non


de' nostri ce-

essere quivi tutte segnate le antiche stazioni, quelle

poche memorie

meteri, che in questo liturgico codice appariscono,


torit e

hanno grande
;

valore ed

auil

fanno seguito
la

al feriale,
il

del quale sopra

ho parlato
si

col quale

anche

Muratori ha posto a confronto

calendario, che

trae dal codice veronese


tra

(2).
;

Somma

concordia delle topografiche indicazioni

cotesti

due documenti

onde inferisco, che la chiesa romana almeno nell' uso liturgico ai d del magno Leone conservava intatta l'antica nomenclatura dei suoi cemeteri. Dopo il sacramentario appellato leoniano
segnate nel primo
di Gelasio I
;
,

vengono
(3)
ci

il

gelasiano ed

il

gregoriano.

Dalle feste

il

Muratori

trasse e

compose
,

il
il

calendario

sacro dell' et

il

quale per nulla


topografiche.

giova

essendo

codice gelasiano al tutto


,

privo
ci

d'

indicazioni

Del gregoriano
ai

niun esemplare rimane

che
i

dia

l'armo

liturgico, quale

veramente era

d del

magno

Gregorio. Tutti
ai

codici di sacra liturgia spettanti alla chiesa


(arii

romana
il

e posteriori

due sacramen-

predetti leoniano e gelasiano spettano alla famiglia dei gregoriani pi o

meno
le

accresciuti ed interpolati.

Da

cotesti codici

B. Tomasi

notizie delle stazioni, che premette giorno per giorno alle


lionalc (4).
il

sembra aver preci da messe

tratto

nell' ora-

Quelle notizie sono importanti

imperocch indicano spesso


Callisti.

la stazione,
s.

cui uso era antiquato: a cagion d'esempio al 2 di agosto per la festa di


ivi

Ste-

fano papa

scritto

slatio olim via

Latina in

Ma

siffatte notizie

certa-

mente non sono antico dettato, e basta leggerle per riconoscere, che o il B. Tomasi medesimo o alcun altro erudito compilatore de' secoli moderni le ha cos
redatte
di
,

come

si

leggono nell' orationale tomasiano. E poich assai mi premeva


,

ricorrere alle fonti

onde

il

B.

Tomasi ha

attinto

quelle notizie

per distin-

guere e riconoscere

le varie antiche indicazioni, riunite quivi in un solo corpo, dopo molte ricerche degli esemplari adoperati dal Tomasi non sono venuto a capo del mio desiderio. Nei codici da lui citati col cenno esatto della biblioteca e del
,

numero ho
queste
il

trovato le sole stazioni vigenti


in

non

le

antiquate

e se le notizie di
visti
,

Tomasi abbia rinvenuto


stesso aggiunte

qualcuno dei codici da

me non

o le

abbia

egli

del suo e di sua storica erudizione

non posso

definirlo.

,\]

Acanii, Del sacramentario Veronese; Muratori,

LUtirgia rom. vetus

V.

p.

16;

?.

LeonU opp,

ed.- Ballerini T.

II.

p.

X.

(2)

Muratori,

I.

e.

p. 38.

(3)
(4)

L. e. p. 45.

V. Tliomaii opp. ed. Vezzosi T.

Il

p.

435

e segg.


Oltre
i

127

ho cercato anche in quelli delle hiblioteche d'ollremonte e nelle annotazioni, di che ragiono, non mi sono giammai imbattuto. Spero, che con nuove ricerche verr in chiaro di questo punto forse il solo rimastomi oscuro nei documenti, de' quali far uso. Il Frontone ed il Martene hanno pubblicato sotto il nome di calendarii della della chiesa romana, e come documenti antichissimi, due cataloghi liturgici, dei
codici romani,
;

Che quei documenti non sieno calendarii, ma capitolari degli evangeli cosa ottimamente dimostrata dal B. Tomasi e dal Giorgi (2j. Capitolari degli evangeli chiamavansi g' indici delle lezioni evangeliche, che dovevano essere solennemente cantate nella messa in ciascun d dell'anno ed in ciascuna festa. Perci quegli indici annoverano i natali de' martiri e de' santi e non disnella serie di tutto l'anno e veramente equivalgono ad un calendario simili indici si possono trarre dagli antifonari e da altri libri liturgici. Il capiquali necessario eh' io parli
,

(1).

talare evangeliorum

suole essere

scritto o in

principio o in fine
,

de' codici
,

degli

evangeli. Gli esemplari pubblicatine dal Frontone dal Giorgi nella sostanza

dal

Martene

dal Tomasi e
il

non

diversificano, e ci

danno costantemente

medesi-

mo

calendario c(dle stesse stazioni e con pi o

meno

errori nell' indicarle, secon-

do la correzione e l'antichit dei varii codici. In coteste stazioni giammai sono ma per le solennit dei martiri spesso indicata la via nominati i cemeteri fuori della citt, cio il sito del cemetero. Il calendario adunque, che si trae dai capitularia evamjeUorum della chiesa romana, sempre il medesimo; e la sua com;

pilazione spetta ad

un tempo,

nel quale le stazioni ai cemeteri, ossia alle basilicercato con

che sopra
essere
de'

essi

costruite,

non erano ancora antiquate. Laonde ne ho


I

diligenza la prima fonte e let.

migliori codici di cotesti capitularia


Il

ho trovalo
sopra

tempi

e dell'
il

impero carlovingico.

prezioso

esemplare

citato

ogni altro dal Giorgi,


e di

codice cio Palatino 50, viene dalla biblioteca di Heidelberg;


le

evangeliari

con quelle stazioni ho osservato essere assai ricche

bibliote-

che di Francia e di Germania. Basterebbe questa sola osservazione per intendere, che
la notizia delle stazioni

romane

inutile negli evangeliari liturgici delle chiese


pri-

oltramontane non pu essere stata in que' codici tanto solennemente ripetuta

ma

dell' et di Carlo

impero

la

magno, che abol la liturgia gallicana e introdusse nel suo romana. Ed in fatti con molla mia contentezza ho trovato il nostro
si

capitulare scritto in lettere d'oro nel bellissimo evangeliario di Aquisgrana, che

dice trovato dentro la


rella di

tomba medesima di Carlo Magno, Carlo Magno don al monastero di s. Massimino


citt.

e in

quello che Ada

so-

di Treveri,

ed ora ser-

bato nella pubblica biblioteca di quella


testo capitulare fu

mandato da Roma

a Carlo

Adunque parmi Magno cogli altri

indubitato, che colibri della liturgia

gregoriana.
dell'

Non

perci io ne inferir, che la sua compilazione

non

pi antica

impero di Carlo e del pontificato di Adriano. Il Frontone da molti indizi raccolse, che cotesto calendario non pu essere pi recente del 740 n pi antico del 714, Ma un argomento di maggiore antichit io scorgo nel natale de' santi Simplicio, Beatrice e Faustino segnato via Portuensi (29 luglio). Il papa Leone II
(1) (2)

Frontonis, Epist. et dissert. ed.

Hamburgi 1720
III.

p. 211: Marlene,

Thaa. anecd. T.

p. 63.

V. Georg', Liturgia Rom. pont. T.

p.

232.

fin

128

dal 682 aveva trasferito le reliquie di que' santi dal cemetero di Generosa ad acxtum PhUippi sulla via portuense alla basilica di s. Bibiana sul!' Esquilino. Perci quella stazione assegnata alla via portuense indizio
la

prima compilazione

del calendario, di che ragiono, essere stata anteriore alla fine del secolo settimo.

il

ragionamento

fatto

fin
pii

qui cospira a dimostrare, che

il

calendario dei predetti


i

capitularia,

quello de'

autorevoli codici della liturgia gregoriana,


I

cui fe-

deli esemplari per

ordine di papa Adriano

per istanza di Carlo

Magno furono

mandati in Francia ed in Germania. Che se la traslazione del corpo di s. Leone fatta da papa Sergio e le ferie quinte quaresimali istituite da Gregorio II ivi sono notate, ci mostra soltanto, che di alcune aggiunte, come suole farsi in siffatti documenti, fu poscia arricchito quel calendario.
gnate lungo
i

Un

evangeliario colle stazioni se-

margini

di tutto

il

codice, le quali potrebbero essere diverse da quelle

dei predetti capitolari,

cio

ho riconosciuto in un palimpsesto vaticano, nel codice 3833 contenente la famosa raccolta di canoni del cardinale Deusdedit. Non
di far rivivere
il

ho voluto per tentare

palimpsesto con
antifonari

'l'ischio

di

danneggiare
litur-

la preziosa scrittura posteriore.

Non
gici,

ragioner delle

stazioni notate

negli

ed in

altri

libri

e nei codici delle omilie del

magno

Gregorio; perch rare volte dovr farne


il

uso, e nei singoli casi potr accennarne

valore e Tet.

g. IV.

Le antiche topografie

de' cemeteri suhurbani.

documenti

fin
il

qui annoverati o in globo accennati sono

tutti

del genere di

quelli, sui quali

Bosio

fond

la

sua

Roma

sotterranea;

per pregio di antichit e per

valore

istorico

ed

esattezza

bench molti di essi di notizie vincano di


notestimonian-

gran lunga
stra.

il

merito dei

testi

raccolti ed allegati dal fondatore della scienza

Ma

nella prefazione

ho dimostrato, che

oltre

una

eletta copia di
il

ze istoriche pi antiche ed

autorevoli di quelle, che

Bosio ebbe in sua mano,


ci

era al tutto necessario alcun


dei cemeteri e delle basiliche

documento
di

topografico

che

rivelasse la
le

postura
nostro

nella loro serie

lungo o presso
gli

vie

del

suburbano. Delle topografie


De'

Roma
e

cristiana ragioner in quest' articolo.

monumenti

di

Roma pagana
Roma,

notissimi sono

antichi cataloghi distribuiti

nelle quattordici regioni di

che perci sogliono essere chiamati regionarii.

Intorno agli autori, alle varie compilazioni ed al genuino testo di cotesti cataloghi

molto
tano

si

errato fino

all'

et nostra

ma

oggimai

tutti

sanno, che
Urbis

essi

non por(i).

nome

d'autore, e che due sole ne sono le antiche e poco varianti redazioni

una

intitolata notitia recjionum

Urbis
e

Romae , una curiosum


,

Romae

Ora

di cotesto catalogo regionario,

antico e puro testo trascritto

propriamente del primo, cio della notitia, il pi di che tanto ho ragionell' almanacco cristiano

nato, ed ivi fa seguito alla cronaca generale del

mondo

attribuita a

s.

Ippolito e tra-

[i]

V. Preller, Die regionen der stadi

Rom

p.

38.

dotta e pubblicata nel 334 (1).

129

la notitia regionuni
ci

Adunque

viene originaria-

mente da un
le

libro cristiano, e
la

depositiones episcoporum,
i

da quel libro medesimo, nel quale sono raccolte depositio martyrum, il catalogo dei romani pontefici,

cio

pi autorevoli documenti storici ed in qualche guisa topografici, che pos-

sediamo intorno ai nostri cemeteri ed alle romane basiliche. Ci posto, dappoich nella notitia regiomim ne un paragrafo speciale ne una menzione generica ricorda
i

cemeteri cristiani e

le

cristiane basiliche

indubitato

che un catalogo di quei


compilato o almeno
dei Cristiani, in
ivi

cemeteri e di quelle basiliche nel 334


divulgato.
libro della natura del predetto

non
e

era stato ancor


le

Se quel catalogo esisteva e correva per

mani
,

un

almanacco

nella

notitia

regiommi

trascritta

ommesso. Il ciiriosiim Urbis Romae che posteriore, ma non sappiamo di quanto tempo alla notitia, anch' esso serba il pi alto silenzio sui monumenti cristiani. La notitia regioniim Urbis Romae fu poscia con quella di Costantinopoli inserita nell' almanacco officiale del romano impero volgarmente appellato notitia dignitatum ulriusque imperii ; e bench questo libro sia stato comquando il trionfo del cristianesimo era compiuto pilato sotto Onorio pure

non poteva

essere

gli edifici cristiani di Roma neanco neanco la ostiense rifabbricata da Teodosio e da Onorio mela basilica vaticana, desimo sono nominate. Adunque durante tutto il secolo quarto dei monumenti

di

Costantinopoli

sono

in

esso

indicati

cristiani di

Roma

tacciono le sue topografie

e se

non avessimo per somma ven-

documenti indubitati anteriori alla notitia dignitatum di Onorio, e raccolti da quella mano medesima, che ci ha trascritto il pi antico testo della notitia regiomim, di questo silenzio molto abuso si farebbe per iscreditare l'antichit e la genuinit dei sacri monumenti e cemeteri della chiesa romana. La prima menzione di memorie cristiane e de' martiri inserita in un catalogo de' monumenti di Roma si legge nell' almanacco di Polemeo Silvio scritto
tura
i

nel 449 dedicato ad Eucherio

celebre vescovo di
il

Lione

conservato in
i

un

solo

codice di Bruxelles. Ivi sotto


i

titolo

Quae

sint

Romae sono enumerati

monti

campi,

ponti, le terme e gli altri edifici dell'eterna citt; e l'ultimo paragrafo

di cotesto catalogo

ha

le

parole seguenti

insularum qiiadraginta

V milia

extra hor-

rea publica
aedifida

CCC, domus nobiliorum et fanorum aedes atque pistrina sive religiosa cum innwneris cellulis martyrum consecratis (2). Non mi arrester ora a
e cercare

commentare questo passo


documenti,
de' quali far

che cosa sieno


e classifico in

le

innumerae cellidae martyrum


i

consecratae. Io qui soltanto


il

accenno

ordine cronologico

topografici

debito uso nel corso dell' opera. Un' altra descrizione

sommaria
vago
in
,

di

Roma

e dei suoi

monumenti con un cenno


,

sui cristiani edifici

meno

che non

quello di Polemeo Silvio

si

legge

in

un

codice siriaco della

Vaticana edito della eh.

mem.

del Card.
il

Mai

(3).

Zaccaria

retore e poi vescovo

Armenia, che viveva circa

540

sotto Giustiniano, ci
il

scrizione di

Roma
I.

in lingua siriaca; intorno alla quale

ha lasciato cotesta deMai avverte, che voca-

(1)

V. Mommsen,

e.

p.

602

e <egg.

607.
nelle dissertazioni dell' accademia di Sassonia sopra citle

V. Mommsen, Polemei Silvii taurculus kqite de Louvain 18o3-5i p. "00.


(2)
(3)

T.

Ili

p.

270: Ruelens, Rtuite cathu-

Script.

Vet. T.

o.

XII-XIV.

17


videalur
;

130

sunt:,

buia quaedam in Syi'iaco fextu tam corrupta


in

ut sensus nullus inde extricari posse

vocahuUs dcsperatis coijccluras meas proponam, meliores deinde expe-

ctans a peritioribiis.

Ora cotesto documento nuli' altro


si

che un breviario, cio recapi-

Romae. E confrontando il breviario latino col siriaco palese quella corruttela nei numeri e nel senso dei vocaboli, sulla quale il Mai pone in avviso i lettori. Il breviario si-, riaco spetta ad una notitia Urbis Romae assai pi antica del 54Q e di Giustiniano; imperocch ivi le statue d'oro, di avorio, di bronzo derubate nel secolo quinto dai
tolazione, simile a quello, che

legge a pie della notitia e del curiosum Urbis

Goti e dai Vandali sono annoverate ncU' intero loro


scritto,

numero

e dell'

imperatore

che abita

Roma

e consulta

ogni d

il

senato.

Ma

ci che in questo

documento
che
ivi

siriaco interessa le

mie ricerche

delle antiche to[)Ografie di


i

Roma

cristiana,

in esso sono
si

anche

ricapitolate le chiese ed

sepolcreti. Giusta la versione del

Mai

legge apostolorum ecclesiae

XXIf^,
ci

e sepidcra

PM,
scritto

in qidbiis conxjesta sepeliunfur


,

cadarera. Qui sembrano indicati cinque mila puticoli


alla line di questo istesso

intorno

ai

quali

si

vegga

tomo

che ne ha

ma
io

poich l'uso dei puticoli nei secoli cristiani

mio fratello pag. non sembra che fosse in


il
,

41, 42:

vigore,

ho
in
il

sospettato, che
fatti

anche qui
il

sia

qualche corruttela nel


il

testo o nella versione.


egli

Ed
che

interrogato

mio

collega

eh. sig. prof. Zingerle


:

mha

risposto

testo siriaco dice

propriamente cos

sunt in ea ecclesiae apostolorum beato-

rum,

ecclesiae catliolicae

AAIf

sunt in ea loci sepuUiir arimi, ubi congregantur et

sepeliunl, quinque millia.

M'avverte per, che potrebbcsi anche tradurre ubi compo-

nunl ( cadavera ) et sepeliunt. Se il numero di cinque mila esatto, questa somma non potr essere interpretata dei soli cemeteri cristiani ma di tutti i sepolcreti
,

monumenti sepolcrali posti attorno a Roma, s dei pagani, che dei Cristiani. Ad ogni modo da questa ricapitolazione palese, che ha esistito prima del 540 una notitia recjionum Urbis, nella quale erano state annoverate le
ed
i

loca sepulturae e

chiese, e nella quale

si

faceva menzione de' sepolcreti.


ci

La perdita
chiese di
tuttora

di

questo testo prezioso


,

sar in parte
se

compensata da un
il

ma-

noscritto della notitia regionum

nel

quale

non ho

trovato

paragrafo delle

Roma, ho per per somma ventura trovato quello de coemeteriis, che h ignoto e d' un topografico valore assai grande. Nel codice vaticano 3851,
pergamena
di nitidissimo

che

in

ed elegante carattere del secolo XV, dopo varii


si

trattali

e scritture antiche alla pagina 40

legge: Incipiunt regiones Urbis

Romae

nationum onutium dominae cum breviariis


aggiunto
il

suis.

Dopo
di

le regiones

novero

delle

mura

torri

porte

cum breviariis suis e Roma compresa la citt leo-

niana. In line viene

(anno 1088). di quel pontefice. Il novero aggiunto alle regiones fu scritto dopo edificata la citt leoniana nel secolo IX; ne perci il testo del liber regionum di quel secolo, anzi
Il

no

un catalogo de' romani pontefici da s. Pietro fino ad UrbaAdunque il codice sembra trascritto sopra un esemplare dell'et

vedremo

tosto,

che assai pi vetusto. Esso corrisponde


all'

esattamente
si

salvo gli

errori dell'

amanuense,

antica notitia regionum, quale


;

legge nella notitia diil

gnitatum utriusque imperii divulgata sotto Onorio

ma

dopo

paragrafo de

viis

prima dei breviaria


lato Cimileria totius

regolarmente inserito un nuovo ed inedito paragrafo intito(sic).

Roman,

Ecco

il

prezioso catalogo


Cmiterium ctum Alexandrum
Prsalle eleggi PriscillaeJ mi
via

131

Salaria.
et

neggi Domilillae] Aerei

via Salaria. Cimiterium lordanorum ai sanCimiterium Prelexlati ad sanctum laimarium via Appia. Cimiterium Domicile Arekilei {Achillei] ad sanclam Petronillam via Ardeatina. Cimiterium catecumbas ad

sanchm Siltestrum

sanctum Sebastianum via Appia.

ad sanctum Petrum
Ardeatina.

et

Marcellimm

Cimiterium Calisti ad sanctum Sistum via Appia. Cimiterium ad duos lauros via Lavicana. Cimiterium Balbino ad sanctum Marcum et Marcellianum via

insalatos ad sanctum Felicem via Portuensi.

lohannis in clivium cucumeris. Cimiterium ad Cimiterium Pontiani ad ursum pileatum Abdon et Sennen via Portuensi. Cimiterium Bassille ad sanctum Jlermen via Salaria. Cimiterium Basilei ad sanctum Marcum via Ar-

Cimiterium ad sanctam Columbam ad caput sancii

deatina.

Cimiterium Commodille ad sanctum Felicem

et

Adauctum

via Ostiensi.

Cimiterium Calepodii ad san-

ctum Calixtum via Aurelia.

Cimiterium Trasonis ad sanctum Saturninum via Salaria.

Qui sono annoverati


lato

sedici

cemeteri

ed

in

fatti

pie

del

paragrafo

intito-

omnium superiorum breviariiim nel citato codice si legge cimiteria XVI. I cemeteri romani erano certamente assai pi numerosi e qui mancano al tutto quelli delle vie Flaminia, Nomentana, Tiburtina, Latina. Il difetto non pu venire dal
;

testo primitivo di cotesto catalogo,

dicazioni delle vie, de'

nomi
,

che essendo tanto accurato ed intero nelle inde' siti, deve esserlo stato altres nel novero de'ce-

meteri.

Ed

in

fatti

io posso dimostrare,

che in un altro codice quest'


Il

istesso cata-

logo ne dava

non

sedici

ma

ventuno.

Fiorentini nelle annotazioni al marti-

rologio geronimiano (p. 1042) scrisse cos: in codice haedino canonicorum Lucensiwn,

ubi multa ad urhem


tur, legitur:

ET XXI COEMETERIA numeranCOEMETERI M AD IXSALSATOS (sic) AD S. FELICEM FIA PORRomam


spectantia prostant.,
il

TFEXSE.
ch

Egli certo, che

codice citato dal Fiorentini conteneva pi pieno


in

il

catalogo medesimo, che io


oltre le allegate parole,
il

ho trovato

un

solo manoscritto vaticano. Imperoce

che ritrovo a verbo a verbo


,

soltanto
si

i.el

catalogo

sopra recitato, altre

Fiorentini ne allega (p. 902)

che pur

leggono nel testo


,

da
in

me
quo

divulgato
est

e le trascrive ex vetusto haedino codice

canonicorum Lucensium

index coemeteriorum Urbis.


il

Non

potrei ridire
;

il

mio

desiderio di vedere
ci serbi

e trascrivere

codice citato dal Fiorentini

stimando

io

che forse esso solo

uno

dei documenti

capitali per la topografa de' cemeteri

romani.
io

Ma ne

le

ricerche
fiitto

pi volte tentate per mezzo di dotti amici, ne quelle che

medesimo ho

nella biblioteca capitolare di Lucca e in tutta la Toscana negli anni 1853, 1856, 1858

m' hanno

fatto trovare

neanco una traccia del prezioso manoscritto. Io sospetto


il

che nel codice 500 della predetta biblioteca,


ventario era

quale perduto, e che giusta


e

l'in-

membranaceo
et

conteneva la cronaca di Martin Polono


(sic),
il

la notitia

palriarchatuum
trascritto.

episcopatuum Urbis

desiderato catalogo dei cemeteri fosse

Ma

colga o

no nel segno

il

mio

sospetto, se alcun bibliotecario od alcun

erudito s'imbatte dove che sia nel codice veduto dal Fiorentini od in

mello, io lo prego per cortesia a darmene avviso, o a


piccolo merito verso la scienza della

un suo gedivulgarlo; che non sar

rimane stabilito, che il recitato indice vaticano non intero ed io credo, che anche il lucense sia incompleto, essendo troppo scarso e non concorde con la storia il numero di ventuno cemeteri romani.
sotterranea. Intanto
;

Roma

L'antichit e l'autorit dell' indice, di che ragiono, sono manifeste dal suo confronto coi migliori documenti storici, liturgici e topografici della chiesa

romana.

Esso nulla ha di

commune

coli'

indice de' cemeteri del libro dei mirabilia;

non

132

una compilazione
c'insegna

fatta

sui marlirologii e sul libro pontificale


pili

ma mentre

con-

corda esattamente coi dati


clesiastici,

certi

e sicuri

fornitici dagli

antichi documenti ec-

nomi

sconosciuti di luoghi e di cemeteri, e le corrispondenze


i

de'

nomi

primitivi con gli usati ai di della pace per indicare


;

siti

ove di ciascun
Marciim

cemetero era l'ingresso principale


segnate.
et

notizie
:

che in niun altro documento sono

Una

sola indicazione inesatta

cimiterium Balbinac ad sanctum

MarceUianum via Ardealina; imperocch sappiamo, che il cemetero di Balbina fu sotto la basilica di Marco diversa da quella di Marco e Marcelliano. Ma fanella medesima via Ardeatina erano due cile trovare la cagione dell' equivoco cemeteri l' uno ad sanctum Marcum , \ altro ad saiclum Maicum et MarceUianum
:

l'amanuense, che ha turbato l'ordine topografico di quest' indice, del quale ordine qualche traccia pur
mili indicazioni. Tutti
i

si

riconosce,

ha scambiato l'una

coli' altra

quelle due

si-

documenti, che possediamo, c'insegnano a restituire il testo cos: coemeterium Balbinae ad s. Marcum via Ardeatina; e da questa restituzione viene per conseguenza, che il coemeterium Basilei ad s. Marcum via Ardeatina, prender per s Tindicazione ad sanctum Marcum et MarceUianum, avendogli

Marcum. E veramente il nome primitivo del cemetero, ove Marco e Marcelliano furono sepolti ad arenas suU' Ardeatina, ci era ignoto. Inoltre nel codice vaticano le parole coemeterium Balbinae etc. sono precedute e seguite da due
noi tolto

Vad

s.

punti
dice

segno indicante alcuna lacuna o trasposizione.


:

Un

altro

passo di quest'in-

cimiterium ad sanclam Columbam ad pu sembrare sospetto d'alcun errore caput s. lohannis in clivium cucumeris. Che il celebre cemetero posto nel clivo del cocomero presso la Salaria vetere sia qui esattamente additato secondo l'uso che c'indell' et della pace ad caput s. lohannis, lo vedremo in altri documenti segneranno il capo del martire Giovanni essere ivi stato posto separatamente dal corpo sotto l'altare e quel sito essere stato chiamato s. lohannis caput. Ma il nome primitivo ad s. Columbam pare diffcile ad ammettere primo perch ninno dei nomi primitivi nel nostro indice porta l'epiteto di santo (e veramente quell'episecondamente, perch teto non sta bene nelle denominazioni dei primi tre secoli) una santa Colomba inaudita nei fasti della chiesa romana. Ma chi porr mente
, : :

alla proposizione ad, ed all' uso di essa nelle appellazioni primitive de' cemeteri qui
registrate

ad insalsatos, ad ursum pileatum, facilmente intender, che alcuna simile denominazione si nasconde nelle parole dall' ignorante copista cangiate in ad s. Columbam. E cos veramente eccone le prove. Di s. Diogene,
:

ad duos

lauros,

che consta essere


scritto in

stato sepolto in clivo cucumeris, al 17

giugno in un codice di Pi-

stoja segnata la festa

ad septem columpnas
legge

via Salaria vetere (1);

ad septem columnas

un

martirologio fiorentino citato dal Sollerio; nel codice poi ottoboniasi

ad septem palumbas (2). Orchi non vede, che la vera restituzione del testo corrotto coemeterium ad septem Columbus denominazione antichissima fino ad ora ignota del cemetero noto posto nel clivo del cocomero ?

no

edito dal Giorgi

Restituito cos alla vera lezione nei passi corrotti l'incompleto indice vatica-

no, del quale nel corso


(1)
(2)

dell'

opera

meglio

si

vedr quanto grande

il

pregio

V. Zaccaria, Bibl. Pistoriensis


Cod.
vat.

p. 148.

attob, 38; Geiirgius,

Mari. Adonis

p.

682.

133

che quest' indice fu noto ali" Albertini prima di procedere innanzi accenner quando nel 1510 pubblic il volume De mirabilibiis novae et veteris Urbis Romae. Imperocch a pag. LXXXII dell' edizione romana dell" anno citato, e a pag. XLYIl di quella del 1523 pe' tipi del Mazochi si legge un capo intitolato De coemeteriis sacris, che fino ad ora stato un vero enigma. Gli errori pi strani ivi sono che in niun altro documento si leggono. Il Bosio mescolati a nomi e notizie
,

conobbe questo catalogo


ci
il

dell' Albertini, lo cit

rarissimamente,

e credette

che esso

testifichi

le

memorie

e le

capo De coemeteriis

dell"

denominazioni conservate all' et Albertini nuli' altro veramente


sformato

di Giulio II (1).
,

Ma

che un
per
,

rimpasto
le

dell' indice

da

me

divulgato incredibilmente

e corrotto
ai

pessime
cucunie-

interpretazioni date a quell' antico

documento, applicandolo
Cos ivi
si

nomi

che allora

correvano delle chiese


ris

e dei

siti.

legge Coemeterium

ad clivum

che sembra inesplicabile, essendo il Laterano lontanissimo dalla Salaria vecchia, ov' era il clivo del cocomero. Ma ecco quale la cagione di tanta corruttela. La menzione di s. Giovanni congiunta a quella del clivo citato f" credere che ivi si parlasse di s. Giovanni in Laterano. L'esame
in

lalerano, errore topografico,

critico di

ciascuna delle indicazioni de' cemeteri, che si leggono nel libro dell' Albertini, sar fatta ai debiti luoghi in tutto il corso della Roma sotterranea. Intanto necessario eh' io avverta, anche il codice adoperato da quell' autore essere
stato imperfetto,

poco

meno

del vaticano

in esso

mancava
il

il

coemeterium lorda-

norum,

ma

v'era quello di Aproniano confuso dall' Albertini

prima con quello di


cemetero
di

Damaso ivi fosse notato con gli altri dell' Ardeatina, e prima di quello di Basileo, che ho avvertito esserci noto da questo solo catalogo: erat et coemeterium Damasi et Basilei atque Balbinae in dieta via (Ardeatina). Adunque il paragrafo de coemeteriis aggiunto in assai antica et alla notitia regionum Urbis Romae stato letto in tre che ebbe sotto in quello esemplari diversi e luno meno dell' altro incompleti
Trasone, poi con quello di Ponziano.

E pare, che anche

gli occhi l'Albertini, nel lucense citato dal Fiorentini e nel vaticano, che solo oggi superstite, tutti codici d'Italia. Spero, che frugando nelle biblioteche italiane

o nei manoscritti dall" Italia portati oltre

monti,

si

scoprir

una copia

intera di

questo importante indice topografico de' suburbani cemeteri.

Non ho

ardito determinare l'et del predetto


e tutto
1"

documento

ma

gli antichi

no-

insieme della compilazione me lo fanno giudicare non pi recente del secolo sesto. Alla fine di questo secolo o al princi-

mi, de' quali serba memoria,

pio del seguente, ed ai giorni del pontificato del

documento topografico

di

grande valore,
pi
illustri

magno Gregorio, spetta un altro nomi de' cemeteri, ma quelli che non
i

de' martiri e dei pontefici

annovera nella serie topografica dei loro sepolcri. Voglio dire del celebre papiro di Monza, nel quale l' indice degli olii raccolti dalle lampade ardenti dinanzi ai sepolcri de' martiri in Roma da un cotal
Abbate Giovanni
Longobardi.
Il

ai

tempi del

magno
Il

Gregorio, e portati a Teodolinda regina dei


e

papiro fu dato in luce dal Muratori


Frisi

poscia

dal Gori

(2)

indi

ripetuto dal Ruinart e da altri.


(1)

riproducendolo pi esattamente ne die

Roma

sott.

p.
lat.

119. T.
Il

(2)

Anecdota

p.

191; Gori, Thes. dipi. T.

Il

e.

222.


111

134

si

luce

il

fac-similo (1)

del quale

un

saggio

vede anche nelle tavole di


catalogo
la

sto-

ria ecclesiastica del

Mozzoni
la

(sec. VII)

e nell' liktoria

Daliana coi commenti del

Biraghi p. 47.

Ma

vera edizione di questo singolare

ne decifer la difficile dimostr il valore tO[)ogra{ico (2). Imperocch l'abbate de* martiri e de' santi, de" quali egli aveva raccolto gli olii benedetti, secondo che i loro sepolcri erano gli uni agli altri vicini; e confrontando l'indice di quei noMarini; che meglio
degli altri

dobbiamo al scrittura, e pel primo ne Giovanni aggruppa i nomi

mi, con

loro gruppi separatamente segnati in altrettante fettoline di papiro poste


olii, se

ne pu cavare un vero itinerario delle basiliche e delle cripte dei santi attorno, attorno a Roma. Dal quale itinerario apparisce, che l'abbate Giovanni non f' tutto intero il giro del suburbano, ma alcune
ciascuna sulla sua boccetta degli
vie salt,
poi,

come

la

Portuense, la Latina, la Labicana

la

Flaminia. Dentro

Roma

tranne Folio de' santi Giovanni e Paolo sul monte Celio, niun altro ne rac;

colse
tino,

ne quello di

s.

Bonifacio spetta al martire venerato in


(3)
,

s,

Alessio sull'Avens.

come

il

Nerini credette

ma

a Bonifacio

papa sepolto presso

Felicita

sulla via Salaria (4). Del rimanente nulla di tutto ci e del valore topografico di
(juesto indice era stato inteso

prima del Marini, perch non era


i

esso stato

posto

a confronto con
setti

gli

inestimabili itinerarii,
al

quali alle fettoline di papiro de'va-

di
Il

Monza

si

rannodano come

primo anello della loro preziosa catena.

pregio intrinseco di cotesti itinerarii, che sono la chiave topografica della


sotterranea,

Roma
tarli

mi indurrebbe

a ragionarne distesissimamente, ed a

commenci sa-

con Finter apparato degli


giusto

studii,

che intorno ad

essi

ho speso

ma

rebbe quasi fare in compendio tutta l'opera e mutare quest' articolo gi assai lungo
in
tre

un

volume. Perci
1."

tratter soltanto e per la via pii

breve possibile di

questioni:

quali e quanti sono cotesti itinerarii; 2." quale Fet di cia-

scuno di

essi; 3."

quale

il

modo

tenuto nel comporli, onde viene la dichiarazione


intenderli ed interpretarli.
:

del loro valore e delle regole per rettamente

Del setrattare

condo

e terzo

punto ragioner nelF articolo seguente


ogni altra vide la luce la topografia
XII, inser

m' accingo ora a

del primo.

Prima
ry
la
,

d'

che Willelmo di Malmesbu,

scrittore del secolo

nelle

sue Gesta regimi Anglorum


sotto

narrando

venuta a

Roma
;

dei pellegrini e crocesegnati

Urbano

II.

Il

Bosio la co,

dei imperocch in quegli immensi spogli di antichi autori quali sopra ho ragionato, l'enumerazione topografica delle porte, vie e sepolcri de' santi della citt di Roma estratta dalle storie del Malmesburiense posta
assai tardi

nobbe

in ultimo luogo.

Ed
s

in

che

le citazioni di

medesimo importante documento sono


fatti

dal testo

del

Bosio

facile

avvedersi
il

state inserite

dopo che
,

si-

stema topografico
cessarie
,

dell'

opera era gi stabilito

in

molti luoghi
della

ov' erano ne-

quelle

citazioni

furono ommesse.

Se Fautore

Roma

sotterranea

avesse avuto fin dal principio la guida di questa topografia,

l'opera gli sarebbe

(1)

Mc-m. della chiesa Monzese p. 61;


Papiri diplom. p. 377 e scgg.

Mem.

isl.

di

Monza

T.

p.

20. T.

Il

p.

1.

(2)
(3;

De tempio
V.
Bull,

et

coenobio D. Alexii p. 15.

(4)

d'ardi, crisi.

1803 p. 43.


di che rasiono
,

135

CXLI
del suo Anastasio
il

riuscita assai diversa. Il Bianchini nel T. II p.

bibliot>-

cario pubblic separatamente dal testo delle storie di Willelmo

capo topograficc.

trascrivendolo dall' edizione di Francorf dell'anno 1601.

Ma

questa

stampa, oltre parecchie minori inesattezze, viziata pel salto d'un passo imporov' indicato il sito del sepolcro di s. Cecilia propriamente di quello tante salto, che ha indotto in errore gli archeologi usi a servirsi dell' edizione bian; ,
:

chiniana.

Il

migliore testo riveduto sui codici


Negli indici de' codici cottoniani
trascritto nel codice

si

quello messo in luce in Londra


legge, che

nel 1840
viis

(1).

un

libretto de portis^

Nero A. VII f. 129 verso; e spetta ai tempi del re Stefano (anno 1135-1154). Molta espettazione dest in me questo codice, parendomi, che in esso dovesse essere serbato il testo originale della topografia, che inserita nelle opere di Willelmo, pare sua dettatura. Ma esaminatolo nel muetc.

Romae

seo Brittannico vidi, che lungi dall' essere questo libretto la fonte, alla quale attinse Willelmo,

un

estratto dalle storie di lui (2).

Non abbiamo adunque esem-

plare veruno della topografia, che chiamer Malmesburiense, indipendente dall'opera dello storico inglese.

Secondo nel venire in luce fu il celebre codice topografico del monastero di Einsiedlen. Il Mabillon lo pubblic nel tomo IV dei Fetera analecta (anno 1685); e poscia fu ripetuto nell' edizione in foglio di quegli Analecta p. 358 e segg. Dal
Mabillon lo
tra le quali
tolse
il

Bianchini e lo ristamp

insieme alla
e

topografia

riense. Contiene

una preziosa

silloge d'iscrizioni antiche profane e

Malmesbusacre di Roma,

sono mescolati alcuni brani d'un itinerario

d'una topografia di Ro-

ma

da alcuni falsamente creduti vere iscrizioni (3). Segue poscia un'inche per intenderla necessario avere sotto gli tera topografia scritta in guisa
cristiana,
,

occhi

un' esatta copia del codice


essere lette a

colla sua

distribuzione

delle pagine,

le

quali

due a due. Il Mabillon ci non intese, e trascrisse seguitamente una pagina dopo l'altra tutto il manoscritto laonde poco frutto si pot cavare da quella edizione ; ne quello che pur poteva trarsene fu clto dal Boldelti

debbono

e dai seguenti studiosi della

Roma

sotterranea. Il Bianchini tent di restituire la

topografia einsiedlense al suo vero

ordine

ma

il

difetto

dell'

edizione mabillo-

emendato dal eh. Gustavo Haenel, che ci ha dato una stampa del codice medesimo a guisa di fac-simile (4). Ne di questa contenal to, io ho voluto vedere coi miei occhi e studiare l' inestimabile manoscritto
niana
stato ai nostri giorni
;

qual solo fine mi sono recato ad Einsiedlen, ed ivi di che pubblicamente ringrazio il talit e cortesia
,

sono stato accolto con ospiRmo Abbate ed i venerandi

monaci

di quel santuario.

Non molto dopo il codice d'Einsiedlen apparve una terza topografia di Roma cristiana intitolata De locis sanctorum martyrum quae sunt foris civitatis Romae trovata dall' Eckart in un codice di Wiirtzburg e da lui stampata nel 1729 nei
(1)

Willelmi Malmesburiensis, Gesta regum


Il

Anglcrum ad fdem codd. mss. recensuU Th.

Duffus Hardy

vedi T.

II

p.

539-544.
Stepliam
fcne/i-

(2)

codice ha in fronte
et

il

seguente

titolo

Liber frairis Henrici de Salteria super poena purgatoria

vixit ille temporibus

regis
cis,

Anglorum: sunt

in hoc tractalu muttae aliae narrationes de prodigiis, portentis, episcopatibus


et

Saxonum, Anglorum, magis,


dei frammenti

de

Boma
Il

etiam

et

ConstantinopoU

nierosoUjma. Farmi

scritto circa

il

secolo Xlll.
il

(3)

Marini nella sua raccolta ms. deUe iscrizioni

cristiane p.

267, 8 pose sotto

titolo

mcertarum seium uno

della to-

pografia einsiedlense.
(4)

V. Archili

fiir

Philohgie T.

p.

119-138.


pure un
s

136

Commentarii de rebus Frcmciae Orienlalis T,


prezioso e

p.

831-33. Bench

tosto

ne avessero
il

contezza e la commendassero parecchi eruditi, e in


s
il Bottari dovuto farne h)ro pr. Il Marangoni le catacombe romane neppure lo conobbero per
,

Roma medesima

Giorgi (1),

lodalo testo rimase ignoto a coloro, che pi avrebbono


e quanti poi

nome

hanno scritto delper fama il Marini lo


;

cit senz'
(sic)

imperocch pubblicata dal Mabillon, che


averlo letto
,

lo confuse

con

la notizia delle
le

chiese di

Roma

cosa diversissima, e con

topografe, di

che ora ragioner Nel 1777


nastero di
s,

(2).

tra le

appendici alle opere di Alenino pubblicate pei


topografe

tipi

del

mo-

Emmeramo, furono stampate due


(T. IIP. II p. 597 e segg.
).

de' sepolcri de' martiri

attorno a

Roma

Taluni dal vederle stampate in quei

volumi furono tratti in errore, e ad Alenino le attribuirono (3). Ma quegli opuscoli sono anonimi e furono cavati da un manoscritto di Salisburgo laonde il P. Marchi us chiamarli itinerarii salisburgensi. Il primo intitolato notitia ecclesiarum Urbis Romae: titolo falso, imperocch le chiese ivi sono ricordate, ove giacevano i martiri tutte estramurane eccetto soltanto la basilica de' ss. Giovanni e Paolo ne le sole chiese, ma altres i sepolcri de' martiri posti ne' sotter, ;
, ,
:

ranei cemeteri ivi sono

ordinatamente

e a guisa

d' itinerario

annoverati.

Tutto

ad un tratto per
a

il

topografo sembra saltare da

Roma
il

a Milano, e

poscia tornare

Roma,

cio alla descrizione


Il

minuta della

basilica vaticana. Di questo salto parler


titolo

neir articolo seguente.


quae
siint foris

secondo opuscolo va sotto


le

De

civitatem Romae', titolo anch'esso poco esatto,

martyrmn perocch qui anche le


locls sanctis

chiese poste dentro

Roma, dopo

suburbane, sono indicate. Cotesto opuscolo


gli

similissimo a quello, che l'Eckart scopr nella biblioteca di Wiirzburg; onde av-

venne, che
i

il

Marini confuse in uno

itinerarii

einsiedlense,

wirceburgense

due salisburgensi, veramente tutti diversi, salvo che il secondo , come vedremo, la fonte del quarto. Quando nel 1851 mi furono date nella vaticana ad orla

dinare molte carte, che

sua vita,

raem. aveva tenute in serbo durante con molta maraviglia trovai fra esse una copia del quarto itinerario
il

prof. Sarti di eh.

fatta dal

pure fu

Garampi sul codice salisburgense, ma assai diversa dal testo edito, che tolto da un codice di Salisburgo. Per questa copia del Garampi cos diversa
certo
il

dal testo stampato, e per l'esame di tutti cotesti itinerari io intesi e fui
testo dei

due opuscoli, quale

si

legge a pie delle opere di Alenino, essere inter-

polato e dalle interpolazioni provenire alcuni cenni topografici, che

non mi sema veri-

brava possibile conciliare


ficar

tra loro e

con

monumenti. Laonde m'accinsi


le

questo punto, ed a cercare quali e di quale et sono


salisburgesi.

interpolazioni introdotte
il

nei

due opuscoli

Mi
;

recai a Wiirzburg,
in

ove trovai

codice delT Eckart

pergamena segnato theol. fol. n, 49; l'opuscolo de locis sanctis martyrmn scritto dopo il martirologio di Beda, ma da mano un poco pi recente questo sembra del secolo IX, quello del X. Il testo tutto
nella biblioteca della cattedrale
:

(1) (2)

Georgus ad Mari. Adonis passim.

V. Marini, Papiri
Cancpllieri,
p. 25.

diploiii.

p. 379.

31

De

secret,

basii,

vai. p. 970.

tl45;

|d'.

p.

1174);

Fumagalli.

Autichit

LoDgvb. Milanesi T.

p. 229;

Biragbi.

Hisl.

Datiana


d'una

137

mano

l'Eckart

continuo senza postille ne traccia d'interpolazioni. L'edizione delsufficientemente esatta. Mi volsi allora a Salzburg, ove dicevasi essere
e
il

tuttora serbato

codice servito alla stampa del 1777. Per quanto ne cercassi nella
s.

biblioteca e nell' archivio del monastero di


cattedrale,

Pietro e nell' arcivescovato e nella

ninna memoria potei rinvenirne. Non saprei ridire quanto fu il mio dolore, quando stimai perduto quel codice, il cui esame mi stava sommamente a cuore ma quando m'ero rassegnato alla deplorabile perdita frugando
niun
vestigio,
; ,

nei manoscritti recentemente aggiunti


dicibile consolazione

ali"

imperiale biblioteca di Vienna, con insalisburgensi.

non uno,

ma

m' imbattei nelle desiderate pergamene due volumi diversi il maggiore segnato nella
:

Sono

biblioteca capitolare

di Salzburg n.

X in circa; ove dopo altre e diverse materie al foglio 189 verso comincia l'opuscolo de
scritto

209, ora in Vienna 1008,


qiiae sunt foris
le

da

mano

del

secolo

IX o

locis sanctis nartyriim,

civitatis

de con lo stampato tra


e

opere di Alenino,
;

ma

Romae. Questo testo non corrisponcon quello del codice di Wiirzburg

non ha postille , per diviso in paragrafi ed con la copia del Garampi probabilmente pi antico, certo pi esatto ed autorevole del wirceburgense. Il volume minore poi segnato in origine Salisb. 140, ora vindobonense 795, un co-

dice

membranaceo preziosissimo
,

in 8 scritto

circa

il

secolo IX, contenente


e a carte

una
la

miscellanea di opuscoli
notitia ecclesiarmn

alcuni de' quali di


fa

Alenino;
il

184 comincia

secondo opuscolo stampato insieme col primo da quest' istesso codice nell' appendice alle opere di Alenino. A carte 192 e seguenti vengono epistole di Alenino e di Carlo Magno a lui. Ma il volume da principio terminava nei predetti opuscoli topografici, come appare dalseguito
l'antica segnatura dei quinterni,

Urbis Romae, cui

evangeliorum di
detti.

s.

quale comincia dal foglio 20 colle quaestiones Agostino e termina nel quinterno Z contenente gli opuscoli prela

La prima carta del quinterno A, che ora il e poscia ivi fu scritto l'alfabeto comparato greco,
golarissimo
:

foglio 20, in origine era bianca,

latino e runico,

documento
il

sin-

nella seconda

carta ora foglio 21, era in lettere

maggiori

titolo

seguente
thei.

In hoc corpore contnentur quaestiones beatissimi Jgiistini in evangelio MatLaonde i due opuscoli tanto utili ai nostri studii fecero parte di questo
:

corpo, che

Alenino appare soltanto a carte 179 1" epistola ad Felicem Jtaereticum. Le altre epistole di Alcuino sono qui trascritte nei
di

una miscellanea, ove

fogli aggiunti in

principio e in fine del

volume

non spettano

al corpo,

la cui

ultima parte la silloge topografica anonima, che m'accingo a descrivere minutamente. Adunque niun rapporto esiste tra le opere di Alcuino e gli opuscoli stampati in appendice agli scritti di lui ; opuscoli da taluni inavvertentemente
attribuiti a

quel celebre ristoratore delle lettere classiche e degli studii antiquarii


il

neir et carlovingica.
Indicato

codice, onde sono venuti in luce


il

due

cos detti

opuscoli salis-

burgensi, viene ch'io dichiari

se cio in esso ho potuto riinterpolazioni e le giunte, per cagion delle quali tanto desiderio io aveva di leggere quegli itinerarii non nelle stampe , ma nei manoscritti. Or di

punto importante,

conoscere

le

interpolazioni e di giunte
le

medesime

postille

non qualche indizio od argomento ho rinvenuto, originali. Il primo opuscolo ne ha tre, due delle quali
18

ma
ca-


dono appunto
l'itinerario.
Il

138

emendesidelettera di quelle

nei passi, che alteravano tutto l'ordine e la verit topografica del-

secondo poi

stalo

in

tre

o quattro fiate diverse ritoccato,

dalo, postillalo.

Minutamente osservando ogni


il

membrane

ratissime ho osservalo, che


pio
,

testo del

concordava con quello di n. 209, eccetto che non erano conservali i capoversi di ciascun paragrafo. L'amanuense ne lasci anche in bianco le Jniziali ; e quando egli si pose a delinearle
segn
la

secondo opuscolo, come fu scritto da princiWiirzburg e con quello del codice salisburgense

lettera

in molti punti per indicare

principi! dei paragrafi

e ripas-

s con incliiostro pi nero


e
l

molte

lettere sbiadite.

Un' altra
:

mano

poi inser

qua
terza

parecchie giunte e postille


,

interlineari o marginali

finalmente

una

tempo e con altro inchiostro, corresse tutto il testo, aggiunse altri K, apponendoli anche alle postille, e di nuove postille arricch l'itinerario. In fine appare anche una singolare postilla dovuta ad un quarto annotatore. Prima eh' io ragioni sul valore critico di queste giunte, la qual cosa far esaminando tutti insieme gli opuscoli topografici fin qui annoverati e descritti, necessario eh" io pubblichi il testo esalto dei due opuscoli salisburgensi colle loro interpolazioni; il primo dall' unico esemplare, che ce ne rimane, il secondo confrontato sopra i tre antichi esemplari. Trascriver i due testi a guisa di fac-simile, con-

mano

o la

mano

sopradetla in

un

terzo

servando con scrupolosa diligenza


fia,

gli

errori
:

le lettere
i

grandi

e piccole, l'ortogra-

la

pessima punteggiatura dei codici


difficile

scioglier

nessi

meno

ovvii

per

non
va-

renderne troppo
rianti relative

la lettura

le

abbreviature

facili
il

ad intendere da chicavvertenze e
le

chessia conserver. Si veggano a pie di pagina sotto

testo le

ad ogni parola

ad ogni

lettera.

Nolitia ecclesiarum urbis romae.

Cod. Vindob. 795.


f.

184

r|i"'""ini in urbe

roma beatorum marlirum corpora iohannis

et pauli taraen

quiescunt. in basilica

magna
martir'

Jl et valde formosa deinde intrabis per urbem ad aquilonem ^> donec pervenies ad portam
ubi scs valenlinus martir quiescit \ia Haniinoa in basilica
in

llamineara
aiii

magna quam honorius

reparavit et

aquilone piaga
ibi

sub terra.

Deinde vadis ad orientcni donec venias ad ecclesia ioliannimarlir via

5 salinaria

rcquiescit diogenus martir et in altero cubiculo bonifacianus martyr et fistus martir sub terra

sub terra blastus martir ,> Deinde iohannis martir postca longuinus martir. deinde vadis ad australem
via salinaria donec

venies ad scm ermelem


scs ermes martir

ibi

primum pausatbas
altero

silissa

virgo

et martir

in

altera el

martir

ma\imus

et

longe sub terra. Et in


via

spelunca

protus martir et iacintus

deinde Victor martir.

Postea

eadera

pervenies ad scm
altera

pampulum martirum XXiiii


simililer
salaria

gradibus
illa

sub

10

terra

> deinde venies ad scam


sursum
et bonifacius

fclicitatem

via que
et
iilii

dicitur ibi

pausat in

eccl

pp

et

martir in altero loco

cjus sub

terra

deorsum ,> deinde eadem


pausat
..>

via pervenies
crisanti

ad

eccl sci saturnini

papae et mart in altera

eccl

darla virgo et mart

et

mart. postea pervenies


ibi

eadem via ad speluncam ubi sca


et

hilaria

mart deinde eadem via ad scm

alexandrura mart

pausant theodolus et evcutus


sci

longc

in interiore

spelunca alexander mart requiescit

15 postea ascendens eadera via ad


f.

silvestri

eccl ibi mullitudu sanctorum pausat

primum

silvester scs

papa

184

Liti.

1.

Le prime cinque

linee del codice (cio fino alla parola valentinus] sono rescritle.

Ho

potuto deciferare

la

prima

scrittura can-

cellata; conteneva questo stesso principio della iiotitia fino alle parole valenlinus marlijr qiiies. Quest'ultima parola cosi

interrotta

met, e
iohan5, 6.

l'auianuensc giunto a questo punto, per non so quale diletto da

lui

riconosciuto, abol la prima scrittura e la ricominci


fu

da capo.

Lin.

4.

nimartir

;sic)

Lin. 5.
i.'

Dapprima era

stato scritto bonif/tcius

marlyr; poscia

emendato bonifaciamis
:

e cancellatala parola mar(i/r.

Lin.

sub terra nel codice

ripetuto due volte.


a

Lin.
8.

7.

ermclemU

lettera ri; stata aggiunta di sopra

le

sillabe del

nome

di

bassilissa sono separate,

come

nella

stampa; leggi

pag. 149.

Lin.

alttro (sic)

Lin.

9.

martirum

(sic)

Lin.

21. forsosa sulle leUere rs e segnato un apice


et confessor et ad

139

et in

pcdes eius scs Syricus pap

dexiera parte celestinus papa et raarcelliis epsc j>

philippus et felix niart et muUitudo sanctorum sub altare malore et in speluuca

crescencius mart

>

et

in altera sca prisca mart et Cmitis pausat in cubiculo quando exeas et in altera sca potenciana

mar

et

praxidis et postea vadis ad orientem quousquc pervenies ad scam eraeretianam mart quae pausai in eccl

40 sursuni
scac
et p:
cyriila
f

et

duo mari
quae

in

spelunca dcorsum viclor


est

et

alexander ;> Deinde via


et

numentana ad ecclesiam
miro opere
rcparavit.

agne

forsosa

in

qua sola

pausat
sera

ipsam

episc

honorius

jostea illam viara demitus et pervenies

ad

ypolytum mart qui requiescit, sub


altero

tera in cubiculo.,

concordia
fdia

mulier
et

eius

mart

ante

fores

cubiculo

sca
et

triphonia

regina
scs

et

mart.

et

eius

mart

quas

meditus

decius

interfecit

uxorem
in

Gliam, et

genisius

mart.,

185

TAOslea pervenies ad eccl sci

laurentii ibi

suntmagnae bassilicaeduae

quarumquisspecioriorem. et pausai.,

et est

parvum cubiculum

extra eccl.

in hoc occidentur, Ibi pausat scs habuudius et herenius mart.,

Via tiburtina., et
eccelsia.

ibi est ille lapis

quem

tollent digito

multi homincs ncscientes quid faciunl., et in altera


et mart. et

sursum multi mar pausant, Prima est cyriaca sca vidua

in

altero loco

scs

iustinus

5 et iuxta eura scs crescentius mart. et mulliludo sanctorum longe in spelunca deorsura, scs romanus mart.

Postea ascendes ad ecclesiam


,

sci agapiti

mart, et diaconi sci syxti pp, ad helena. Via conpania multi martyres
ibi

pausant
sci

^ In

aquilone parte eccl helenae primus tiburtius mart., Postea intrabis in speluncam

pausant
in

mar

petrus pbr et marcelliuus mar. Postea in interiore antro gorgonius mart., et multi

alii.. et

uno

loco in interiore spelunca

XL.

mart, et in altero

XXX

mar. et in

tcrtio

IIII

coronatos et sca helena


altare

10

in sua rotunda.

Deinde pervenies ad scm gordianum mar, cuius corpus requiescit sub

magno

in

ecclesia sci

epimahi, et quintus et quarlus mart iuxta ecclesiae in cubiculo pausant, et longe in antro

trofimus mart.. Deinde pervenies


et

eadem
et

via ad speluncam

hic requiescit

eadera via sca eugenia virgo

mari in cui)iculo

eccl pausat.

in altero loco

emlsseus mari., Postea pervenies via appia ad scm


ibi

scbastianum mari., cuius corpus iacet in inferiore loco., et


lo in quibus

sunt sepulcra aposlolorum

petri

et pauli,

XL
in

annorum requiescebant.,
et

et in occidentali parte

eccl per gradus discendisi ubi scs cyrinus

pp

et

mart pausat.

cadem via ad aquilonem ad


magnani
et ibi)

scos mart.

tiburtium et valerianum et

maximum.
in

Ibi

(intrabis

speluncam

invcnics

scm urbanum

epsc.

et

confess,

et

altero

loco

felicissimum et agapitum mari., et diacoims syxti. et in lercio loco cyrinum mart. et in quarto lanuarium

mart. et in tertia eccl.

rursum scs synon mari, quiescit., Eadem via ad scara ceciliam


et mart,
ibi

ibi

innumerabilis

20 muli mari; primus syxtus pp.


cecilia

dionisius pp.

et

mart iulianus pap et mart, flavianus mari., sca

virgo

et

mart.

Lxxx mart
longe
in

requiescunl

deorsum., Geferinus
r.ornelius
et ci

pp

et

df

sursum
in

quiescit,

Eusebiiis

pp

et

mart.

antro

requiescit;

requiescit.,
f.

Postea

pervenies
et

ad scam virgiuem

soterem

pp mari? Cujus corpus

mari longe

antro

altera

iacet

ad

aquilonem.

18fi

et diraittis

viam appiani

ardialina et ibi

pervenies ad scm marcum pp et mart j> postea ad scm damasum pp et mari, via in altera ecclesia invenies duos diaconcs et mart marcum et marcclliauum fratrcs germanos

cujus corpus quiescit sursum sid)


et sic

magno

altare,

deinde discendis per gradus ad scos mar nercum et achileum,


feliceni et

vadis ad occidentem.,
et sic vadis
in

et invenies seni

episc

et

mar

et

discendis per gradus ad corpus

5 ejus.,

ad seni paulum via oslensi

in australi parte
in

cerne eccl scae tede supra monlera


in

positara

qua corpus eius quiescit in spelunca

aquilone parte,

occidentali parte liberi eccl est

altro

segno, che indica

la

parola cf^er corrotla


:

e facile

emendare
il

/"yrniosa.

Lin.

22. tJa questa linea


dall'

la

scrittura

comincia ad

esser diversa

dalla precedente e d' altra


rola spesso

mano

iu questa seconda parte

testo

anche pi corrotto

imperizia

dell'

amanuense. Le
{

lettere nx in fine di

pa-

sono legale

in nesso,

ed

altre

abbreviature da ora in poi appaiono sopra non usate.


(sic) correggi messius:

demitus

sic

correggi demittis.
del codice

ypolytum
tratti

questo

nome

rescritU).
sul

Lin.

24. nie'((s
e
al

un antico emendatore diverso dallo

scrittore

con

finissimi

segn una croce


f.

nome meditus

margine ripet questa croce scrivendo sotto essa claudius.

185 Lin.
con
la

1.

quis specioriorem (sic);

ma
di

nel codice, giusta

il

consueto, l'ultima
,

indicata per mezzo di una lineetta


,

sul!' e.

Ora poich
,

la

lettera e

sovrapposta lineetta in fine


scritto

parola
est.
il

significa

em
non

isolata significa est

forse

l'

imperito amanuense
sar
il

scrisse

specioriore[m]
{

dove nel codice originale era


speciosior est pausat.
Liu. 4. eccelsia
lata la
al
(sic)

speciosior

senso

se

le precise

parole

dell' originale

seguente
vedi

in
il

quarum
secondo

illa

quae

Lin.

2.

in hoc occidentur

leggi

tre

occidente; forse

in portico

ad occidentem,
dapprima

itinerario.

leggi ecclesia.

Lin.
(sic):

6.

conpania

(sic)

leggi cajnpania.

Lin.

7. helenae,

fu scritto

haeenae, poscia

fu cancel-

prima a

Lin.

8 uiiL.

(sic).

Lin.
che

11. epimahi

(sic)

Lin. 17. del

Le parole chiuse

fra parentesi

sono una postilla marginale richiamata

suo luogo nel testo con un segno, e pare scritta dalla stessa

mano

testo.

Lin. 18. diaconus (sic)

[confessor)

Lin.

22. antro altera

la lettera

stata aggiunta

dopo sopra Va.


scritta

Lin.

21.

d/"

errore evidente per cf parole nel


dice
cosi
:

Lin. 23. soterem et mart.

codice sopra linea segnato un asterisco,

richiama una postilla marginale


(est)

da mano diversa da quella del

Dopo queste testo. La postilla

ead (eadem) via venis ad non


si

edam parvam
ma

wbi decoltatus -f

scs xyslus

cum

diaconibus suis. Quella lineetta con due puntini indicante

est

trova giammai nel testo,

ritorna nelle postille maggiori del secondo opuscolo; vedi le note in fine alla pag. 143.


beali felicis

140

(et

mar

in

qua corpus ejus quiescit., et alexandri mar.


aristi

scae sabine mr.-.

deinde etiam in

aquilone parte ecclcsiae sci pauli. paret eclesia sci


pausant) Deinde disccndis ad aquiloncra.
et

et sce christinac et scae victorae.

u ubi

ipsi
ibi

invenies

eccl scae candidae virg et

mar

cuius corpus

10 quiescit, Discendis in antrum et invenies


et

ibi

innuracrabilera multitudinem mart, pumenius mart ibi quiescit.,

milix mart in altero loco, et omnis

illa

spelunca impiota est ossibus mart " tunc ascendis et pcrvcuies

ad scm anastasium pp et mart, et in


sci

alio polion mart. quiescit.

Deinde

intrabis in eclesiam

maguara

ibi

deinde exeas et intrabis ubi scs innocentius pp et mart quiescit., Deinde ambulas ad scm pancratium cuius corpus quiescit in formosa eccl via aurelia quam scs bonorius

mar abdo

et sennes

quiescunt,

15 pp magna ex par
et in altero loco
pistis

tere aedificavit,

et in illa

eccl intrabis iongc sub

terra et invenies ardbimiuni mar.,


filli

scm paulinum mar


sursum
et et

et in altero

antro scam sobiam mart et duae


eccl ibi

eius agapite. et

mar., et ascendis
et

pervenies ad

quiescunt scs

processus. et martianus,

sub
et

terra,

sca lucina virgo


feliccs,

mar. in in superiori, Deinde pervenies eadem via ad scos pontifices


ibi

mar., duos

Poslea eadem via pervenies ad ecclcsiam

invenies

scm calistum pp

et

mart

20

et in

altero in in superiori

ad bassilicam beali petri


et

pp quam constanlinus imp

domo,

scs iulius

et

mar., et sic intravis via Vaticana donec


condidit,

pervenies

tolius orbls

eminentem super omnes ecclesias

formosam,

in cuius occidentali

plaga bcatum corpus eius quiescit. Est et in alio loco iuxta mediolanensem
foris

urbem con con oricntalem plagam


gerbasius
et

civitatem.

Ibi

est

eccl sci ambrosius epis et conf.

et sci

mar
ibi

protasius.

et

scs Victor

mart. et in
sor.

altera ecclesia

scs

maforius et felix
parte
ibi

mart et

i5 in uno

angulo

scs

simplicianus
et

confes
scs

et in

una

eccl
scs

in

dextera

pausai

baleria
in

mal

sauclorum
ecclesia,
et scs

gerbasi
et

prolasi.

diunius

mart.

aurelius mart scs nazarius mar.


et

sua

pausai

in

uno
et

angulo
conf.

scs
scs

morimonianus
slorius

conf.
et

in

altera

ecclesia
et

scs

celsus

mart
f.

maternus
in

episc

conf.

scs

magnus

conf.

sca
sci

eugenia

conf.

187

"r\
>
sic
'^

Inlraute
sci viti,

porticum scae andreae


sci

occurrit libi
ipsius

in sinistra

manu

altare

laurenti,

deinde

I
sci

deinde

cassiani,

deinde

andreae in medio rolundae, et

sic sci

thomae. et

appoUinaris,

novissime sci syxti


ibi

Egredienle vero

accipiet scs le marlinus.,

et
et

deducet ad
illa

scara petroncilara.,

te

primo accipiet salvator mundi, adsignatque scae anaslasiae.,


petronellae,
ut
te

scissime

o genetricis

dei,

quae

le

commendai scae
Ut

deducat ad filium suum salvalorem mundi


ilerura

Qui

te

per bealum theodorum millil ad sera

michaeleni arcng, ut ejus suffragio


.

ad scissiraam
principera

suam
aposl.,

genelricem deducaris.,
Ilerura

illa

le

reddal

XII

aposlolis.,

qui

per beatura

petrura

millunt ad scam mariara.


dei, cujus ausilio

Ex

cujus lalere sinistro te leo papa accipiet.,

reddit q: iterum

eidem genelrici

tandem pervenies per cryptam ad caput


et

beali petri principis aposlolorum.,


la

10 et exinde pervenies ad altare maius eiusque conf.,

exinde posi fusas poenitenciae

crinias,

vadis

ad

locum ubi idem


altare

bealissimus

apost

apparuit

cuidara

mansionario suo tum


lapsura

ad eiusdem quoque sci

apos.

quod nomine

pastoris

norainatur..

Ubi ferunt.

mansionarium per bealum pclrum

aposlolum a ruina esse dcfensum.

Tum

etiam

libi

pcrgendura est ad porticum ubi vivificae crucis vexillum


marlyris
tura

servalur teque ad fonlem ingrediente aitare est in muro beati georgii


l)

ad scm iob evang

eoque salutato pervenies ad

sera ioh

bab coque ducente curro ad praesepe scae


gregorii
lectura

raariae.

eoque osculato
in

perge ad porticum petro neliae gaudeiisque ascende ad


reddidil deo datori

palris sci

quo spiritum

dignum munus,

et ibi

babes

aitarla

XI iudcque discende adque


in

festina ad horalionem

scae

raariae quae antiqua dicilur.

Deinde ad lapides purpureos qui

medio pavimento
est.,

iacent et

in

modum

crucis posili

sunl. et exinde ad corpus sci palris gregorii

eundum

et

ex co loco ad scam

20 mariani que uova

dicilur.

f.

186 Lin.

7.

Le parole chiude
scritta

fra

parentesi sono una postilla parte interlineare, parte marginale, che comincia

immediatamente dopo
u
isolata

le pa-

role

alexandri mar. e pare

dalla stessa
il

mano

del testo.

In line di questa postilla


(sic)

dupo

t'ielorae

sulla lettera

una

lineetta in-

dicante abbreviatura, di cui non intendo

senso.

Lin.

15. "par tere aedificavit


(sic)

leggi parte reaedificavit.

Lin.

18. in in superiori (sic).

Lin.
cellato

20. a((cro; sopra lo una virgoletta a guisa di s: segue in in


il

come sopra

Lia. 21. Prima era scritto cstanlinus, poscia fu can-

ed aggiunto sopra linea con.


,

orbis

emendato;

prima

fu scritto urbis

Liu. 23.

con con
fu scritto

(sic) leggi

conlra

Prima

fu scritto

ambrosius conf; poscia cancellato tu


to sopra linea i.
f.

aggiunto sopra linea epis et

Lin.

25 in dextera, prima

a dextera,
bcatum

poscia cancellato

e scrit-

187 Lin.

pordciim
15. ioh

da principio fu

scritto

portium, poscia sopra linea emendalo cu.

Lin.
16.
11

6.

la lettera e fu

aggiunta dopo

lopra linea

Lin.

bab con

lineclle di abbreviatura, cio

iohannem baplislam
primo editore male

Lin.

segno dopo

(ecium nel codice sta io circa

come

il

tipografo qui lo ha rappresentato;

ma non

so spiegarlo.

II

lesse leelur.

De
Cod. Tindob. lOOS.
p. locis scis

141

foris civitatis

martyrum que sunt

Romae
railiariura

189

t.

Primum petrus
Ibi

in parte occidentali civitatis juxta

viam corneliara ad

primum

in corpore requiescit

et poutificalis

ordo excepto numero pauco in eodem loco in tymbis propriis requiescit.

quoque iuxta

eandem viam

sedis est

apostolorum et mensa et recubitus eorum de marmore facta

usque hodie apparet. mensa quoque modo altare quara petrus


5

manibus

suis fecit

ibidem

est.

iuxta
aiii

eadem quoque viam. sca


quamplurimi
sci

rufina sca secunda. sca

maria, scs marius. scs ambacu. scs audafax et

iacent,

Inde aut procul in sinistra

manu

iuxta

viam aureliam. scs processus scs marcianus. scs pancrantius.


scs calistus. scs calopus
civitatis

scs paulinus. scs arthemius.

scs felix.

cum

multis sepulli iacent

Iuxta viam

portuensem quae et ipsa in occidentali parte

est scs

abdon. et scs sennis. scsque

10

milex. et scs vincentius. scs polion scs iulius. scs pimeon scs felix. scs simplicius scs faustinus. scs
beatricis dormitio.,

In parte
episc

autem
et

australi

civitatis

juxta

viam

ostensem paulus apostolus corpore pausat et timotheus

marlyr de quo

meminit
ibi

liber

silvestri

ibidem dormit et ante


est stefanus est

frontem

eiusdera

basilice

oralorium est stephani mar lapis

quo lapidatus monasterium

super altare est positus.


salviae

lo Inde
p. l'JO
1

haut

procul

in

meridiem

aquae

ubi

caput

sci

anastasi

est.

et locus ubi et

decoUatus est paulus prope quoque basilice pauli ecclesia scae tede est ubi ipsa corpore
ecclesia sci felicis est ubi ipse dormit

iacet.

non longe inde

cum quo quando ad caelum migravi!


et

pariter
iacet.

properabat adauctus et
Iuxta viam ardentinam

ambo requiescunt

in

uno loco

ibi

quoque

nemeseus martyr cum plurimis

ecclesia est scae petronellae ibi quoque scs nereus et scs achileus sunt et ipsa
et

petronella sepulti
in alia basilica

.-.

prope eandem viam scs damasus papa depositus


et marcellianus sunt honorati. et

est et

soror eius martha.

et

non longe marcus

adhuc in

alia ecclesia alius

marcus

cum

marcellino in honore habetur,


ubi ipsa
ibi

Iuxta viam appiam in orientali parte civitatis ecclesia est scae suteris mar.
iacet et iuxta

cum

multis martvribus
et cecilia virgo
et scs colocerus

eandem viam
se

ecclesia

est

sci

syxti

pape ubi ipse dormit


et
ibi

quoque

10

pausat et
et

ibi scs tarsicius

et scs geferiuus in

uno tumulo iacent.


dece mar. ibidem

scs eusebius

scs

parthenius per
calis.

singuli

iacent et

requiescunt.

Inde haut

procul

in

cimiterio

cornelius et cyprianus in ecclesia dormit.


ecclesia est

Iuxta

eandem viam quoque


requiescunt

multorum sanctorum

id est ianuarii

qui

fuit

de VII

filiis felicitatis

maior nalu. urbani, agapiti felicissimi, cyrini. zenonis

fratris valentini.

tiburti. valeriani et multi

mar

lo

ibi

Et iuxta eandem viam ecclesia est


in quibus

sci Sebastiani
ibi

mr

ubi ipse dormit ubi sunt et sepulturae apostolorum


est sepultus.

XL
et

annis quieverunt

quoque

et

cyrinus martyr

per eandem vero viam

pervenitur ad albanam civitatem. et per eandem civitatem ad ecclesiam sci senatoris ubi et perpetua
iacet corp.

innumeri

sci et in

magna

mirabilia ibidem geruntur, ipse

20 Iuxta viam vero latinam ecclesia

est sci

gordiani, ubi

cum

fratre

epimacho

in

una sepultura

ibi

quoque quartus

et quintus ibi sulpicius et servilianus et sca sofia et trofimus.

cum

multis martvribus

Il

codice salisbargense ora vindobonense 1008,


Il

il

cai testo

qui sopra stampato, sar iadicatodame con

la

lettera A:

il

codice di Wiirzburg

con

la lettera B;

codice interpolato salisburgense ora vindobonense


etc.

795 con
i

la lettera

C.

Il

titolo

varia soltanto nel codice

B De

locis

sancto-

rum martyrum quae


Pag. 189
L. 4.
t.

Non
il

noter

le

varianti di pura ortografia, ecceUo

casi, ne' quali queste

mi sembreranno avere qualche importanza.


aggiunto

Lin. 1

Cod.

C
t

odie; sopra

juxta

consueto

K primum; E aggiunto
falla

B comeKum
dalla stessa

corneliom
testo

penna del
,

L. 2 B tumbis L. 3 A eadem, L. 7 B inde haud C prima era


;

Vn

sopra
il

linea.

scritto

inde haut,

correttore di
,

questa pagina ha alzato la leUera

e l'ha

diventare maiuscola

e le

ha

scritto sopra
lui

il

consueto E: nello slesso codice era scritto haure

il

correttore ha cancellato \'h, ha compilo la parola

aureKam,

e da queste lettere da

aggionte parmi riconoscere,

che

la

sua

mano
;

diversa da

quella del primo scrittore

vero

B
,

icrttore

B e C martianis in luogo di marcianus juxta viam L. 9 C sulla prima parola il solilo K, mano del correttore B C pymeon L. 11 B dormiunt, C dorm. L. 12 C prima di In aggiunto il solilo K dalla mano del primo A In parte au (che io ho interpretalo autem) australi, B In parte australi, C In parte huius australi L. 15 B haud, Anasti, C
;

sennes

L. 10
C

opra linea prima di Inde P. 190 Lin. 1


et

il

solilo

K, capud.
2

decoiafus

L.

C
il

al

principio di questa

Unea aggionto come sopra

prope

il

solilo
i

L. 8

in

principio

solito

come sopra
la

L. 9
tutti

B quoque

cecilia

K L. 4 C sopra Iuxta solilo A' L. 5 L. 10 C tarsitius L. 11 C sopra inde


il

il

sopra

il

solito

K; B
la

haud

L. 12

Ire codici

concordemente

calis,

segno evidente, che


voce
in

sono copia dello stesso esemplare


:

ma

nel codice

il

postillatore,
:

che segn

postilla

dopo dormit, aggiunse

la sillaba ti

per compiere

mano

et in altera

spelunca scs calocerus diac

linea et

maximi;

poscia multis in luogo di multi

Lin. 13 C Lin. 16

B dormiunt G dopo dormit la seguente postilla interlineare dalla seconda principio Lm. 14 G dopo valeriani il postillatore predetto aggiunse sopra
calisti,

K
il

in principio

solito

E Lin.

17 B annoi

L.

19

corpore

corpr

B C

magna

Lin.

20 C

E Iuxta

Lin.

21

sulpitius.


p. l'JO
/.
1

142

Ecclesia quoque scae


ibi

sepulti (lormiunt,

Et iuxta eandem viam

basilica tertuliani est ubi ipse cura multis martyribus iacet.

eugenie iuxta eam viam est ubi ipsa cum niatre sua in uno tumulo iacet
clero suo
5

scs stefanus papa

cum

loto

numero
scs

XWIIl

mar

dor. ibi scs nemeseus. scs olimphius

scs simpronius.

scs thcodolus

scs superius.

obloteris scs tiburticanus martyres sunt sepulti.

Iuxta viam vero lavicanara ecclesia est scae elenae ubi


marcellinus.
nicostratus.
Iu.xta

ipsa corpore iacet ibi sci

isti

dormiunt. petrus.

tyburtius.

sci

XXX

milites, gorgonius.

genuinus. niaximus IIII. coronati, id est claudius


cryptis

simpronianus. castorius simplicius.

ibi et in

innumera mar multiludo sepulta

iacet.

viam

tiburlinara ecclesia est sci agapiti multura honorabilis


est sci

martyrum corporibus humatum.


altare
in

et

prope eandem

10

viam ecclesia

laurenti raaior in qua corpus eius priraura fueral

et ibi basilica nova.


est

mirae pulchritudinis ubi ipso


foris

modo

requicscit ibi

quoque sub eodem

abundus

dcpositus. et

in portico lapis est qui aliquando in collo

eiusdcm abundi pendebat

puteum

missi. ibi hereneus.


et

iulianus primilivus.

lacteus.

nemeseus. eugenius. iustinus. crescentianus romanus sunt sepulti.

sca

cyriaca sca simperosa.

et iustina in

cum

multis

mar

sunt.
est ubi

15 Inde in boream sursum


iacet.

monte
qua

basilica sci byppoliti

ipse

cum

familia sua tota


et

XVIIII
flia

mar
eius.

career ibi

est

in

fuit

laurcntius

ibi

est trifonia

uxor decii cesaris

cyrilla

inter utrasquc concordia,

et scs

geneseus et multi mar

ibi sunt,

Iuxta viam numentanara est scs nicomedcs. et iuxta


ubi
ipsa corpore iacet.

eandem viam

basilica scae agnes mirae pulchritudinis


alia

prope ibique soror eius emerentiana in


requiescit

tamen

basilica dorniit.
felicis

ibi

quoque

20

singulari
Victor et

ecclesia
olii

constantia constantini Glia


ibi

scsque

alexander. scs

sca

papia. scs

multi

dormiunt,
ibi et sillanus
filius

Iuxta viam salariam. ecclesia scae felicitatis ubi ipsa iacet corpore.
est sepuitus et bonilacius

eius unus de VII

cum
Ibi

multis scis ibi dor.

Iuxta

eaudem viam
saturnina,

scs saturniiius
.

cum
sca

multis

mar

dor. propeque ibi scs alexander. et scs vitalis. scsque martialis qui sunt
'

III

de VII

filiis

felicitatis

cum
Iuxta

multis

mar

iacent.

et

VII

virgines.

id

est scu

et sca

hilaria.

doniiii;iiida

sca serotina.

sca paulina

sca
scs

donata, sca rogantina requiescunt.


silvester

eandem viam salariam

requiescit et

alii

quaniplurimi.
scs

id

est

scs

caelestinus.

sca

potentiaua sca praxidis. scs marcellus scs

crescentianus.

maurus scs marcellinus. sca prisca scs

paulus. scs felicis. unus de VII. (scs philippus unus de VII) scs semelrius et in una sepullura CC-CI.XV

30 Per eandem quoque veuilur viam ad ecclcsiam

sci

michaelis VII miliario ab urbe.

1'.

l'JO

l.

Lin.

C
al

et

juxta

Tertuliani est basilica, nel codice

(uKiuni, niu chiamata


la

seguito della voce


,

viam
suo

L.
et

A
sci

la parola basilica
,

aggiunta dopo sopra linea ?ul


,

nome
L.
,

Tere
ti

seguente

postilla interlineare

della seconda

mano

B oniuiette dor. eadem via ecclesia


ed

collocalo
al
il

C
-^
fine

olymphius

symprnius

theodulus

L.

C dopo

sepulti

stcphani protomartyris
paragrafo dopo
via

tburtits

,
:

L.

simplicius

manca

al

posto

del

Lin. 6 C A' Iuxta jacet. B crnptis sub terra


e
et

cryptis
il

sub terra
seguente
ufc

B jacent Tra la linea 8 e a il postillatore predetto tra juxta viam vero penestrinam juxta aquaeductum ecclesia
Il

paragrafo della

labicana
epi et

quello
sci

della

tiliurlina

ha

in-erito

sancti stratonici
il

mr
,

castali,

quorum corpora
via

longe

terra sunt sepulta.

correttore ha

segnato
eie.
:

in

principio

di questo

paragrafo
il

solito

E
et

Lin. 9

Iuxta
due

tiburtiuam prope
se-

muram
condo
le

vitatis ecksia agapiti


quali
il

muUum

il

postillatore,

che ha aggiunto
civitatis ecksia -r

paragrafo sopra
sci

riferito

qui ha posto

postille marginali

testo

dee essere

letto cosi

prope

murum

januarii epi
noli'

mr eademque

via eclesia -7
fu

sci agapiti ett.

Notabilissimo e decisivo questo passo per dimostrare, che qualche postilla esisteva
sl'
liei

esemplare medesimo, dal quale


di
s.

dapprima copiato quele

opuscolo

imperocch

le

parole prope

murum

civitatis

speUano

alla postilla della chiesa


i;

Geiwiaro, e pure lauiauueuse

pose

n''l

corpo
quand<i
il

suo testo nella prima scrittura. Innanzi alle parole poi et prope eie.
le iniziali

il

solito A', indicante

un nuovo paragrafo, posto nel corpo del

tcslo
:

furono scritte

Lin. 13
fe

justi, nel codice

la sillaba

nus aggiunta sopra

linea

ommesso
sunt
Lin.

nel

nome justinus

stato trasferito per errore a quello di simferosa

Lin.
Iuxta
,

li

B cum

multis martyribus

b symferosa, C simferosaiws cio hks sunt sepulti C cum multis martyres


,

L.

15

fi"

Inde

hypolili

hipoliti
,

Lin.
,

16 B G caesaris

Lin. 18

Juxta Lin. 23 G bonifalius 22 G in postilla sopra linea aggiunto pap di mano del correttore nominato sopra p. 189, l. B ibi dormiunt G ib dor. segue nel codice G Iuxta etc. e dopo saturniuus \n postilla della sle'sa mano ora indicata pap. B cum
,

nichomedus

L.

19 B

C propeque

ibi

multis martyribus,
vie appia,

C cum

multis martyris
:

.Nel

codice

una

postilla interlineare;

l'ultima della seconda

mano, che ha scruto 25

le po-tille clcllc
ilo|in

tiburtiua e

prcuesUna
multis, di

in n/ia quoque eclesia scs chrisanlus et daria virgo et

LXII mr.

Lin.

altra postilla interlineare


:

le

parole felicitatis

cum

mano

del correttore sopra nominato, del quale sono anche tutte le seguenti postille di ipiesta pagina

ibi in intc-

riore spelunca scs tlteodolus et evenlus

nus

postilla

come sopra

j)p

^ Lin.

28 B praxedis

Lin. 27 G A' G
le

Iuxta

dopo
fatti

silvester postilla interlineare


:

ad pedes

ejus scs syricius

pp

dopo caelestisi

dopo marcellus, eps


le

postilla

aggiunta in liue di linea, che sembra continuazione del testo,


nei codici

ma

dall' inchiostro si

riconosce che

mano
29

del correttore, ed in

lettere eps

mancano

AB
ma
le

dopo prisca

postilla interlineare di

qucst' iste.-sa

mano sca pmitis

Lin.

parole, che ho chiuso fra parentesi,


alle

mancano

nel codice A,

ho poste nel
saltare
l'

testo,

perch

leggono

nei eodici B,

di

prima

scrittura, e

non appartengono
postilla della

aggiunte

la ripetizione

dell'

unus de VII ha

fatto

amanuense A

dal

primo

nome

al

secoado

dopo sepullura

coasaeta

mano: sub

altare majore

GGGLXU.

Lio.

30 B

iVic/ia/ieli(.


p.

143

LXXX
gradibus scs
occidentera

191

Inde haul procul in occidente iuxta viam in crypiis sub terra


candidus.
basilica
et sca

pumphilius.

et

scs

scsque cyrinus
sci

cum
ipse

multis

raartyribus

iacent et inde in
crispus.
et scs

tendentibus apparet
et scs maxirailianus

hermes ubi

martyr
et

iacct. ibi est scs

herculanus
multis

basilessa et scs iacintus.

scs protus.

et

scs Icopardus

cum

mar

sepulti.

5 Inde

non longe

est in occidente ecclesia sci ioliannis


fistus.

mar ubi caput

eius in alio loco sub altare ponitur

alio

corpus, ibi scs diogenis et scs

et scs liberatus. et scs blastus et scs

maurus. et sca longina


sci valentini

mr

mater iohannis sunt sepulti. Inde prope iuxta viam flamineara apparet ecclesia mirifice ornata ubi ipso corpore iacet e\ multi sci ibidem sunt sepulti.

Istae vero ecclesiae

LNTVS

ROMAE HABEMVR
et salvaloris ipsa

10 Basilica constautiniana quue


Basilica,

quoque

et sci iohannis dicitur

quac appellatur. sca maria

maior
stationes.

Basilica quac

app sca anastasia. ubi cruces servantur quae portantur per

Basilica quae app sca maria antiqua.


Basilica quae

app sca maria rotunda.


ibi

15 Basilica quae app sca maria traustiberis

est

imago scae raariae quae per se


uno tumulo iacent.

facta

est

Basilica quac app apostolorum iacobi et philippi


Basilica

quae app ioh

et

pauli ubi ipsi


et

ambo

in

Basilica quae app


Basilica quae

cosme

damiani
graticula eiusdem babctur laurenti.
est.

app

sci laurenti ubi

20 Basilica quae app vincula petri ubi babetur catena qua petrus ligatus
Bas quae app ad sca adriana
Basilica quae app sci crisogoni

Bas quae app

sci

georgi

Bas quae app sci clementis

25 Bas quae app scae agatae


Bas quae app
Bas quae app
sci

Stefani

sci

marci

Bas quae app


I5as sci

sci marcellini

michahelis archangeli
bonifaci

30 Bas
Bas

sci

mar ubi

ipse dormit

Bas
Bas

Bas
Bas
In bis omnibus basilicis per certa tempora puplica statio geritur

P. 191
latore

Liti.

Inde, B haud,
:

B C
di

in occidentem
le

C jitxfa
tutti
i

viam eandem, ma

quest' ultima parola aggiunta dal correttore e postil-

nominato

nella pagina precedente

sue sono tutte

postille di questa pagina,

eccetto la penultima
et

B
C

cruptis

B G Pamphilus

Lin.

(L'Eckard ha stampato Cypriailus in luogo


%n terra

Cyrinus

ma
scs

codici Cyrinus)

C K

inde

Lin. 3

dopo jacet
ivi

postilla interlineare

longe

tri

ibi

sunt

come sopra
consueta
lesto:

scs vietar.
le

Lin.
Liii.

Lin.

4 C dopo basilessa
5

postilla

K
Lin.

Inde,

B
:

ecclesia
et olii

diversa da tutte

varie postille sopra descritte

K in altera spelunca ed cancellato lei dopo protus postilla Lin. 6 B sislus Lin. 7 C dopo sepulti una postilla interlineare di mano mille CCXXII mart. C K Inde prope Lin. 8 dopo sepulti finale della mano
come sopra
altra

Joh mar

postilla

aquilonali plaga.

10 e 16 queste

linee

mancano
nomi

nel codice A,

ma

essendo concordemente nei codici B e


Lin.

le

ho poste nel
arcangeli

C apostuhrum

19 B

in fine

non

ripetuto laurenti
i

Lin.

23

B manca

23 B galhae

Lu. 29 C mjehaefc
ult.

L. .30

Bonifati

Le
le

cinque linee colla sigla Bas, senza

delle basiliche sono nel solo codice

lin.

Cstacio.

Riassumer

osservazioni fatte sopra le postille, che argomento di molta importanza. Le postille dell'Appia, Tiburtna, Preueslina ed una
arrichiscono di notizie assai pregevoli
il

sola del'a Salaria sono le pi distese;


noti;

testo;

non sono

tolte

da verun altro degli opuscoli topografici a noi

sottilmente esaminandole sul codice, senza avere sott' occhio le rimanenti topografie e perci prima d'aver riconosciuto, che appunto le notizie

di queste postille

sono di fonte ignota

pel solo studio paleografico

mi parvero

tutte

della

stessa

mano, e

anteriori di

tempo

alle

altre postille.

.Saranno elleno state aggiunte da un viaggiatore sulla faccia dei luoghi, ovvero da uno studioso togliendole dal confronto con alcun'allra topografia
a noi ignot.i?

La natura

delle notizie aggiunte


gi.'i

mi

fa inchinare alla
fra

seconda sentenza; del rinianenle

si

legga

quello, che

scritto

a pag. 152.

Oneste

pos;ille

per facilmente erano

al

margine e

le linee del

codice medesimo, dal quale dipende colosta copia salisburgense: imperocch

tre parole

prope

murum
che

ciiitatis J appartenenti alla materia ed alla frase


f'

d'una

postilla si
la

leggono inserite sbadatamente dentro


sopra a
pie' della
il

il

testo dall'ama-

nuense.
in

11

postillatore,

queste preziose aggiunte

all'opuscolo, scrisse anche


tutto
;

postilla indicala

pag.

139. Egli medesimo

un

altro
il

tempo o una terza e diversa mano corresse


frutto di questo confronto in piccole postille

il

testo,

aggiunse molli K, e cominci a confrontare

primo

itinerario col secondo,


postille

segnando

ma non

procedette oltre la via salaria nova.

Adunque queste ultime

non hanno

un valore proprio;

ma

conviene studiarle nella loro fonte.

144

S- V.
e del valore delle quattro principali topografie

Dell et

de' sepolcri de' martiri in

Roma.

Ho con ogni diligenza mostrato quali sono le antiche topografie cristiane del suburbano di Roma, che fino ad oggi conosciamo: esse si riducono a quattro, la
malmesburiense, Teinsiedlense, la salisburgense e quella, che in due codici pura, in un terzo esemplare da varie mani in varii modi interpolata ed accresciuta. Ora fa d' uopo, che di ciascuna io stabilisca chiaramente l'et ed il valore.

due opuscoli, che ho trascritto per disteso, manifestamente fatto sotto Onorio I papa (anno 625-38); e come scrittura anonima appunto di quel tempo fu citato dal dotto autore degli Acta martyrum ad Ostia Tiberina (cio dal de Magistris a pag. 3) e ai nostri giorni dal Marchi. Il solo papa Onorio ivi nominato
Il

primo

de'

ben tre volte; per i restauri cio fatti a s. Pancrazio, a s. Agnese, a s. Valentino. eh' egli era vivente o Ora oltrech la triplicata menzione di lui solo dimostra morto da poco tempo, e che la memoria dei lavori da lui ordinati era freschissima, il ricordo de' restauri fatti in s. Valentino pone il suggello alla prova dedotta da questa osservazione. Imperocch de' risarcimenti operati in quella basilica da papa il quale attesta-, che Teodoro I eletto pontefice Onorio I tace il libro pontificale
,

due

soli

anni dopo Onorio

tutta la rifece e la

rinnov
lavori
,

(1).

Adunque
s.

sia

che
sia

il

libro pontificale abbia passato sotto

silenzio

di

Onorio in

Valentino,
,

perch furono soltanto

un cominciamento
s.

di quelli

che Teodoro comp

che

non ne abbia tenuto conto


il il

speciale per la loro poca importanza, certo , che

dopo

642 rinnovata

la basilica di

Valentino da papa Teodoro, non aveva pi luogo

ricordo de' risarcimenti di Onorio.

o vivente Onorio I
ivi

sono ricordati

Feliciano trasferiti

Laonde l'opuscolo predetto veramente fu scritto o poco dopo la sua morte prima dell'anno incirca 642. Infatti e non Primo e martiri Giovanni e Paolo riposanti sul Celio alla chiesa di s. Stefano su quel monte medesimo da papa
;

Teodoro circa
tificato

il

648. Delle reliquie di


parola:

s.

Anastasio venerate

nel monastero alle


il

acque salvie quivi non


di

ed Anastasio mor in Persia nel 627, sotto


lui per

pon-

Onorio

le

reliquie di

furono a

Roma

portate alquanti anni


siffatte

dopo, vivente Eraclio imperatore, cio non pi tardi del 640. Or che
missioni non sieno fortuite,

omda

ma

confermino

la data del

pontificato di Onorio

assegnare a quest' opuscolo, lo studio delle altre topografie lo confermer.

Una
menzione
secolo
scritta
Il

sola obbiezione potr esser mossa, che cio

il

novero degli oratorii della


seguente

basilica Vaticana

non conviene
s.

al secolo VII
il

ma

al

di quello di
(2).

Petronilla,

cui fondatore fu
forza veruna.

massime per Stefano II nella met


,

la

del

Vili

L^ obbiezione

non ha
,

La

basilica

vaticana dedi

dopo terminato 1' itinerario e dopo accennate le sacre reliquie Fumagalli ha gi osservato che il paragrafo risguardante Milano
(1) (2)

Milano.

forse

non

Lil>.

pont. in Theodoro . V.

L. e. in Stephauo II . Lll,


del

145

veramente sembra, che


l'itinerario di

primo autore
e di di

dell' itinerario

(1).

A me

Roma
ha

Milano

sia tutt'uno.

La descrizione per

della basilica vaticana nulla

anche materialmente da esso separata, e comincia con una grande sigla, che indica il principio d'un nuovo documento. Lo stile medesimo palesemente dimostra, che l'autore dell' itinerario diverso da
con l'opuscolo predetto; ed
quello, che descrisse la basilica di
s.

commune

Pietro.

la cosa s

manifesta

che basta

una prima

lettura per avvedersene.


,

Contemporaneo o forse di pochissimi anni posteriore il secondo itinerario da me confrontato sopra tre codici. Ivi le chiese interne di Roma sono annoverate con diligente annotazione de' corpi de' martiri e delle insigni reliquie, che le illustravano. I corpi de' santi Giovanni e Paolo sono assegnati alla loro chiesa sul
,

Celio, quello di
s.

s.

Bonifacio alla chiesa di

s.

Alessio sull'Aventino, la catena di


s.

Pietro alla basilica ad vincula dell' Esquilino, la craticola di

Lorenzo

al titolo

di Lucina;
si fa

ma

per la basilica di
e

s.

Stefano, che pur ivi nominata,


i

de' santi

Primo

Feliciano depostivi da papa Teodoro nel 648; e

niun ricordo martiri Sim-

plicio, Faustino e Beatrice portati dentro

Roma

nel 682 quivi sono additati nella via

portuense, cio nel loro primitivo sepolcro. Anteriore adunque alle prime traslazioni
de' martiri

dai cemeteri alla citt anche cotesto itinerario. Confermano


le
^

questo

due basiliche di s. Lorenzo l'una chiamata major l'altra nova come dimostrer mirae jmlcliritudinis. La basilica major fu edificata da Sisto III
ragionamento
in
,

uno

scritto speciale

sopra

sacri edifici dell' agro Verano, la

nova

la costan-

tiniana ampliata e rinnovata da Pelagio II verso la fine del secolo VI. Se


il

nostro autore la chiam nova e mirae pulchritudinis


il

adunque pochi anni debbono essere


egli sia

corsi tra lui e

secondo Pelagio, anzi noi potremmo sospettare eh'


e

con-

temporaneo
di Onorio
I.

di quel pontefice,

pi antico

dell'

anonimo

viaggiatore de' tempi di

Ma

osta a questo pensiero l'osservare, che tre basiliche sono in que-

st'opuscolo additate
e magnifiche,

ma

come mirabilmente adorne; n sono queste le pi grandiose quella, che ho detto, di Pelagio II, quella di s. Agnese mirae
s.

pulchritudinis, e quella di

Valentino mirifice ornata. Ora poich Onorio


s.

rinnov

ed orn la basilica di
nel luogo della
additato
il
il

s.

Agnese, Teodoro quella di

Valentino, parmi assai vesi

risimile che ai freschi ornamenti di quelle chiese quivi

faccia allusione. Inoltre

decollazione di
s.

s.

Paolo alle acque salvie


il

in

quest' opuscolo

capo di

Anastasio, del quale tace

primo

itinerario.
e
,

Ho
il

gi ricor-

dato, che

portato a

monaco mori in Persia nel 627 Roma alquanti anni dopo. Adunque posto anche
celebre martire
i

che

suo capo fu
nella forma
I,

che la prima comII,

pilazione di quest' opuscolo sia stata fatta circa

tempi di Pelagio

per, in che noi oggi lo leggiamo, esso conviene agli ultimi anni di Onorio
agli esordii del pontificato di

papa Teodoro, quando questo pontefice non avea ancitt.


Il

cor fatto la prima traslazione di interi corpi de' martiri dai cemeteri alla
titolo di titolo

basilica s. Joannis dato alla lateranense


(2).

non crea

difficolt

essendo quel

pi antico, che molti non stimano

(1)

Antichit Longob. Milanesi T.

p. 229.
p.

fS)

V. Paciaudi, De culiu

s.

Joannit Baptitlaa

11, 12.

19


Prende
le chiese e
il

146

1'

terzo luogo

nel!'

ordine de' tempi

opuscolo malraesburiense. Che

questa topografia bench inserita nelle sue storie da un'autore del secolo XII descriva
i

sepolcri del nostro

delle maggiori traslazioni fatte

suburbano nello stato , in che trovavansi prima ne' secoli Vili e IX, cosa palese e gi da molto
i

tempo riconosciuta per certissima. Il Bosio osserv, che corpi de'santi additati dal Malmesburiense ne' loro primi sepolcri, ai tempi di quell'autore dovevano essere ma non ne dedusse la conseguenza tratta stati, almeno in parte, indi levati (1) poi dal Marini, Willelmo avere certamenle copialo imo scrillo di alcuni secoli pi antico,
;

che rappresentava

le

cose

come furono gi

non

nello slato, in cui erano nel secolo

Ali (2).
che
la

Se Willelmo copi letteralmente o piuttosto adoper parafrasandolo ovvero riepilo-

gandolo cotesto
topograiia
de' martiri

scritto

pi antico, lo discuteremo fra breve. Intanto


alle

certo,

adoperata dal Malmesburiense era anteriore

maggiori

traslazioni

avvenute nei

secoli ottavo e

nono,

e posteriore alla

prima delle due,

ho discorso. Imperocch le reliquie de'santi Primo e Feliciano quivi sono additate sul monte Celio quelle poi di Simplicio Faustino e Beatrice n
di che sopra
;

tra le sacre

memorie

della via Portuense

tra quelle

dell' interno

di

Roma

sono nominate. Notabile


la

cotesto silenzio,

riense parecchi martiri giacenti dentro la

annoverando la topografia malmesbucitt, e non sembrando probabile, che


scritto sul
il

solenne e recente traslazione de'

tre

santi di Porto dall'autore di quella topofinire del settimo o e

grafia sarebbe stata

dimenticata

se costui avesse

negli esordii dell' ottavo secolo.


sia

Laonde stimo,. che dopo


si

648

prima del ,632


t^.;^-,

da collocare

il

documento,
il

di cui

valse lo storico inglese.


l'et

Non

cos facile

determinare con qualche precisione


quel codice

della topografia
recenti sono

einsiedlense. Nella silloge epigrafica di

le iscrizioni

pii

dei papi Pelagio II e Onorio I: ivi le epigrafi de' sepolcri di Proto e di Giacinto,
di Nereo ed Achilleo,
sepolcri;
reliquie.
i

di Felice ed

Adautto sono poste nei

siti

primitivi di quei

quali perci erano visibili e probabilmente ancora serbavano le sacre


la

Adunque

data di questa silloge pu sembrare quella medesima in circa


i

degli opuscoli sopra lodati; ed

frammenti d'itinerario quivi commisti


o a pi antica et.

alle iscri-

zioni spetteranno alla

medesima

Ma

segue nel medesimo codice


la citt
;

una

topografia di tutta

Roma

certamente anteriore a Leone IV, che fond

leonina,

come appare

dalla cerchia delle

mura

ivi

diligentemente descritta

non

Imperocch sulla linea della via lata tra s. Lorenzo in Lucina e la colonna antonina pi volte ivi indicato s. Silvestro. Questo senza dubbio il monastero di s. Silvestro fondato nella loro casa paterna dai pontefici Stefano II e Paolo I dopo la met del secolo VIII. Adunque, salvo il caso, che prima di quel monastero ivi esistesse alcuna chiesa dedicata a Silvestro, della quale non si abbia memoria, la topografia einsiedlense non potr essere pi antica della seconda met del secolo predetto. Ora discuter il valore delle quattro compilazioni di che sono venuto indicando le et. .^ alivi i>i
dell' et in circa di

pi antica per

Carlo

Magno.

(i)
(2)

Roma

sott.

p. 488.

Papiri diploro. p. 378.


'

147

un
itinerario scritto nell'ordine del

In quanto alla prima, essa veramente


il

viaggio, che

suo autore fece

ai sepolcri
le

dei martiri; ed
di

grafica. Il pellegrino ivi

prende

mosse dal centro

ha somma autorit topoRoma e va a tramontana

alla porta Flaminia; e poi continua ad indicare esattamente l'oriente o l'occidente

tramontana nella relazione del punto, onVle parte verso quello, al quale va. Non segue sistematicamente le linee delle vie consolari ciascuna da s I ma descrive il suo vero viaggio per le vie traverse colleganti l'una all' altra le principali. Cos egli dalla Flaminia venuto alla Salaria vecchia, indi sbocca a s. Felicita, che h il cemetero pi prossimo a Roma sulla Salaria nuova; e per quella via inoltratosi fino al termine della zona cemeteriale non ricomincia poi
o
il

mezzogiorno o

la

da capo dal primo eemetero della contigua via noraentana. Ma per il sentiero, che anch'oggi esiste tra l'una e laltra via circa il secondo miglio da Roma, va a s. Agnese; ed esattamente nota, che prima di giungere alla Nomentana s'incontrano

memorie

di martiri.

N scende quindi per quella


s.

via a

s.

Nicomede presso
il

la porta della citt;

ma

trascurando questo punto, che troppo lunga deviazione


Ippolito; e cos nel rimanente di tutto
:

richiedeva, per

una traversa va a

viaggio.

Diversissimo da questo sistema

quello degli altri topografi


""'

ghi le differenze delle quattro topografie;

prima per ch'io spienecessario, che compia l'incominciato


^'^'

esame della prima.


tsto

''

'

';''

Alla verit, che ho asserito, di cotesto 'viaggio tre gravi difficolt opponeva

il

divulgato in fine alle opere di Alenino. Ivi nella Salaria nuova ad

s.

Ale-

xandrnm sono indicati Evenzio e Teodulo, che giacevano al settimo miglio della Nomentana; ci avvenne per confusione latta dei due diversi Alessandri, che ai d della pace davano il nome F uno ad un cemetero della prima, l'altro ad uno
della seconda via.

Tra

s.

Sotere e
s.

s.

Manifestamente disordinata era poi la topografia dell' Appia. Marco, cio tra F Appia VTArdeatina, era additato il sito del

martirio di

Sisto;

mentre

il

codice einsiedlense

ripetute volte ce lo mostra a

dito dall'altra

banda della via

tra FAppia^ie la Latina, assai lungi

da

s.

Sotere e

da

s.

3IarcOi In fine sulla Portuense,

dopo

lasciato

s.

Paolo sulla riva sinistra del


il

Tevere, e tragittato alf altra riva ad occidente a .Felice,

viaggiatore continuava
;

scrivendo deinde eiiam in aquilone parte ecclesiae


essere in qualche guisa spiegate senza guastare

s.
il

Paidi

etc.

parole, che possono

viaggio,

ma
Ora
,

che certamente guadi

stano l'ordine ed
i

il

sistema topografico delle indicazioni.

questi tre passi

due ultimi, che veramente guastavano l'ordine topografico si sono convertili in prova di esso; imperocch nel codice ho trovato, che appunto que'due periodi sono postille marginali, non parte del testo. Il primo poi a vero dire piuttosto un errore storico, che un disordine topografico; essendo Vero, che nel sito indicato dal nostro viaggiatore era il gruppo chiamato e/ s. ^/exa?jf/r?n. Egli per nell'ordinare le sue memorie trasfer a questo punto la menzione de' santi Evenzio e Teodulo, che spettava ad un altro sito parimente chiamato ad s. Alexandruni\ confusione facile ad avvenire nella mente d'uno straniero. Del resto or ora vedremo, che, a mio avviso, non il nostro viaggiatore, ma piuttosto un correttore del suo
testo

cadde in un

facile errore.
la

Messa in chiaro

verit topografica di questo viaggio, manifesto sar

il

sin-


segnato
le

148

golare suo pregio, che in quelle particolarit, le quali rivelano l'autore avere

sue memorie in faccia ai luoghi medesimi. Egli sempre avverte se il santo riposa sotterra o sopra terra; se in una chiesa o in una cripta; talvolta anche
se a dritta, a sinistra,

a ponente od a levante. Raccoglier insieme alcune delle


altri

sue frasi

per

paragonarle fra loro e poi con quelle degli


a

topografi

ci

necessario per rettamente interpretarle. / alentinus in basilica magna, ala martyres in

aqudon(ari) plaga sub


biculo Bonifacianus
ecclesia
;

Ieri

in ecclesia Johannis martijris Diogenes et in altero cu-

Festiis

sursum,
Prisca

filii

ejus

martyr sub tena, sub terra Blastus martyr sub terra dcorsum ad s. Silvestri ecclesiam,

Felicitas in

ibi Silvester,

ad pedes
in altera

ejus Siricius,
. .
.

in dexlera parte Caelestinus

et

in

spelimca Crescentius ;
et

in cubiculo (piando exeas; in altera Potentiana

Emerentiana in
clesiam

ecclesia

surswn

duo martyres
;

in spelunca

deorsum

terra in cubiculo et Concordia ante fores


s.

Laurentii est

longe in spelunca

parvmn cubiculmn deorsum s. Romanus martyr.

altero

cubiculo

Hippolytus sub extra Triphonia


etc,

Praxedis

ec-

In

in altera ecclesia

sursum Cyriaca etc,

aquilon(ari) parte ecclesiae Helenae

Tiburtius, postea intrabis in speluncam

spelunca

Gordianus
l'

....

in interiore

antro

....
et

in

interiore

sub altare vuigno in ecclesia.

ecclesiam in cubiculo:, longe in antro Trophimus.


sola

Questa
,

.,

Quintus

Quartus juxta

scelta di frasi tolte dalla

prima met

dell'

itinerario basta
il

dimostrare

che

sistema costante del


,

nostro autore

indicare se
i

martire giace sotterra o sopra terra

che a que-

st'uopo egli ha adoperato

seguenti vocaboli. Cubiculum per lui voce, che s'applica

del pari al sotterraneo ed all'edilicio sorgente all'aperto cielo; ecclesia per e sempre
il

contraposto di antrum^ spelunca, sub terra: sursum avverbio, che suole designare
sotterraneo
talvolta
,

non un piano superiore del seconda met dell'itinerario


s.

ma

egli
ss.

F ecc/esm; (/eorsKm il sotterraneo. Nella adopera per brevit una formola pi

semplice: pervenies, ovvero deinde, ad

Soterem

ad

s.

Marcum

ad

Tiburtium, f^alerianum

s.

se coloro riposano in ecclesia o sub

Damasum terra. Ma

ad
le

et

Maximum

ad
il

sanctos duos Fe/ices, senza dire,


altre

notizie

che abbiamo di

que' santi,
contesto

c'insegnano, che sui loro sepolcri sorgevano basiliche assai note: e


dell' itinerario ci

medesimo

guida ad interpretare quelle brevi formole

come
ad
s.

equivalenti alla frase in ecclesia.

A
et

cagion d'esempio dopo


in altera ecclesia.

ad

s.

Soterem,

Marcum, ad
Queste

s.

Damasum
sono

si

legge

osservazioni

assai importanti per la retta

intelligenza dell' itisepolcri


de' martiri e

nerario

che

de' pontefici.
si

una vera chiave topograiica de' suburbani Ma ad esse non sembreranno concordi alcuni
s.

passi del testo, quale

legge nell'unico esemplare, che ne possediamo. Di


cos

Basilissa ivi

non

s'intende,

se giace sotterra o sopra terra:

anche de' santi Evenzio e Teodulo. Eugenia additata in cubiculo ecclesiae, e precedono le parole jcr'veiies ad speluncam ; Zenone posto in tcrtia ecclesia sursum, ed anch' ivi precede la menzione d' una spelonca adunque la voce spelunca talvolta equivale ad ecclesia. L'esame medesimo di queste difficolt ha in me generato la ferma persuasione che siano veraci le regole proposte per l'intelligenza dell'itinerario. Imperocch appunto i quattro passi
: ,

allegati

che a quelle regole contradicono

portano impressi
i

segni manifesti di

lacune, di interpolazioni, di corruttele. Ricordino

lettori,

che un solo esemplare


ma

149

mani
successive
l'

noi possediamo di questo testo scritto da due

una pi

dell' altra

imperita, e che l'hanno bruttato d'ogni maniera d'errori. Ricordino anche, che la seconda delle due postille interpolanti Y ordine topografico non sembra aggiunta

da

altra

mano,

scritta dall"

amanuense medesimo,
codice
,

metterla del suo e dovette copiarla dal


Quest' istesso codice

che

quale non era capace di teneva dinanzi agli occhi.


il

adunque non era


il
:

esente da

interpolazioni
s.

premesso, osservo, che


pi corrotti e
bas(ilica BaJsiUssa virgo

passo, ove menzione di


forse

Basilissa,

da giunte. Ci appunto uno dei


(in)

non ha senso
et

deve essere
el

restituito cos: ibi

primiim pausat

marhjr,

in altera martijr

Maxinms

et s.

Hermes nartyr

longe sub terra. Vare in hil ch'ivi fossero due basiliche,


sotterra. Del passo spettante ai santi

luna

sopra terra, l'altra

nata confusione tra

Teodulo ed Evenzio gi sopra ho detto, che ivi due diversi gruppi ugualmente chiamati ad s. Alexandrum.
sar ella dell" autor primo

Ma

cotesta confusione

interpolatore? Io tengo per certo, che sia

ovvero d'alcun correttore ed d'un interpolatore: ed eccone le ragioni.


,

Nel nostro
ed

testo

niun martire
il

nominato sepolto

oltre

il

terzo miglio

da Roma:

chiaro,

che

viaggio del nostro pellegrino fu tutto dentro la zona cemeteriale

romana. Adunque la menzione de' santi Evenzio e Teodulo giacenti al settimo miglio della Vomentana quivi doppiamente fuori di luogo, s perch posta per
errore sulla Salaria
,

e s

perch non en^ra nel sistema delle indicazioni comprese


ibi

in cotesto itinerario. Inoltre le parole


se in ecclesia o sub terra,
se

pausant Theodidiis

et

Eventius senza dire

autore. In fine

sursum o deorsum non sono dello stile del nostro qui non solo Evenzio e Teodulo sono ricordati fuori di luogo, ma

doveano essere nominati, cio Marziale e Vitale. Laonde io stimo, che cancellati o periti per qualche accidente nel codice alquanti altri ne sieno stati suppliti da chi ignaro dei luoghi nomi di quel paragrafo confuse V un Alessandro con l' altro. Quasi ardirei per congettura restituire il deinde eadem via ad s. Alexandrum martyrem testo cos ibi jKiusant (Martialis et
i
,
:

ma mancano

veri martiri, che ivi

Vitalis in ecclesia) et longe in interiore spelunca Alexaider

martyr

requiescit.

ve-

ramente credo, che nel secolo VI dei


sotterra,

tre fratelli il solo

Alessandro fosse rimasto


il

come nel

trattato della via Salaria, se a

Dio piacer, dichiarer. Viene

nominala s. Eugenia. Affermo, senza tema d'errare, eh' ivi saltata una linea. Le parole sono queste pervenies eadem via ad speluncam hic requiescit eadem via s. Eugenia in cubiculo ecclesiae pausat:, e le voci eadem via ripetute senza ragione e tutta la frase dimostrano, che dopo requiescit manca almeno un nome. La quale lacuna si scopre anche dal confronto con gli altri itinerarii, dovendo quivi essere ricordato Stefano col suo clero. In fine in quanto alle parole in tertia ecclesia sursum, che sembrano computare la spelunca di s. Urbano e d'altri martiri nel novero delle tre ecc/esjae, osserver, che appunto la hixse ibi intrabis in speluncam laonde anche qui appare un indizio di supplemento quivi aggiunta al margine
passo, ove
:

e di lacuna.

Ne questo
s.

indizio solo

la postilla ricordante la chiesa eretta sul

luogo del martirio di

Sisto scritta lungi dal debito sito

presso

s.

Sotere

pro-

priamente a questo luogo doveva essere richiamata: talch dove sorgeva la chiesa di s. Zenone veramente ne sorgevano altre due sopra terra; quella de'ss. Tiburzio
e

compagni

e quella

poco discosta dalla spelunca magna

1'

ecclesia

ubi decollatus

est


Atjstus.

150

a stretto rigore

di termini non contradice al sistema de' vocaboli adottati dal nostro topografo; la voce ecclesia applicandosi quivi direttamente ad un edificio sopra terra, e solo per indiretto rife-

Del resto la frase

lertia ecclesia siirsum

rendosi ad

una magna

spclunca.

uiiiip iuu

jictj

iiu

*j6
il

o ^bo&^

lleslituilo cos, per (juanto possibile,

alla retta interpretazione

primo

iti-

nerario

mi
Il

del terzo.

trovo spianata la via a trattare assai pi brevemente del secondo e sistema d'ambedue questi opuscoli sostanzialmente diverso da quello

del primo; ne sono essi veri itinerarii, ossia descrizioni di due via'^^i fatti ai sepolcri de'martiri nel nostro suburbano, ma una notizia delle reliquie e delle chiese poste lungo le vie estraraurane, talvolta lino alle citt suburbicarie. Ho attenta-

sia il sistema di ; opuscoli, le molte differenze, che corrono tra le notizie registrate nel primo, e quelle del secondo, mi persuadono essere poco verisimile, che abbiano

mente cercato un medesimo


gli

se coteste

due compilazioni sieno


a noi ignoto

state

per avventura

fatte

sopra

scritto originale

ma

tuttoch

uno

ambedue

amendue comraune
La
riscono
e le indicazioni di

l'origine.

Ad

ogni

modo

necessario esaminarli

ognuno da
si

se.

notizia de locis sanclis

marfyrum mira principalmente

alle linee delle vierife-

vicinanza e di distanza, di diritta e di sinistra spesso

che

Le prove di questo principio, alla mente nell' uso di quella topografia sono manifeste. Sulla via Cornelia dopo s. Pietro sono additate le sante Rufina e Seconda, Mario, Abacum ed altri, senza indicarne la distanza dalla citt. Le loro
a

non

ai

singoli punti,

ma

tutta la linea.

da tenere presente

decimo e al decimoterzo miglio. Ci nulla ostante l'anonimo prosegue cos: inde haud procul in sinistra manu juxta pam Aureliam s. Processus etc. e qui annovera in globo e senz'ordine to[yogralco i principali martiri
al
,

sacre

memorie erano

che giacevano suU'Aurelia ne' cemeteri romani.


additati iaud procul. dui martiri del

Come mai

costoro possono essere

decimo
altri

Come
dell'

tutti

in sinistra

manu, mentre

decimoterzo miglio della Cornelia.^ giacevano alla destra, altri alla sinistra
e

Le allegale parole debbono necessariamente essere riferite alla line^ Aurelia prossima e posta alla sinistra della Cornelia, non alle memorie^ de'martiri schierate lungo ambedue le vie. Cos sulla Portuense tre martiri di Porto sono annoverati senza interruzione ne separazione veruna in seguito a quelli
dell' Aurelia?

romani. Sulla Tiburlina sepolcri di s. Sinforosa coi suoi sette figliuoli^ distauti otto miglia da Roma sono nominati in confuso con quelli del grupptF di s. Lorenzo. Nella Salaria il topografo accenna la chiesa di s. Michele al settimo^ miglio, e poi \)voseg\je inde haud procul in occidente s.Pamphilus. Pamflo stava presso alla Salaria vecchia al primo miglio da Roma. Quel sepolcro adunque stava non
i
,

de' cemeteri

haud procul, ma sei miglia lungi dalla chiesa di s. Michele; non ad occidente, ma al mezzod d'essa chiesa. Le parole per del nostro anonimo sono vere interpretandole della via salaria vecchia, contigua e ad occidente della Salaria nuova.i* Non ostante questo sistema, che al tutto esclude l'idea d'un vero itinerario, para-

gonando l'opuscolo,
che
i

martiri e

di che tratto, con l'itinerario sopra esaminato, riconosciamo, loro gruppi qui sono per lo pi annoverati nel retto ordine topotesto
,

grafico,
(iopo le

partendo dalle porte di Roma. E la confusione, che nel opere di Alenino si vedeva fatta anche in quest'opuscolo

stampato
il s.

tra

Ales-


itinerario.

151

, ,

Sandro della via salaria e quello della nomentana, al tutto scomparsa: essendo presa come poi vedremo dal primo essa una falsa giunta dell' interpolatore
,

Dell' indicare per chi giaceva sotterra

e chi

sopra terra

qui

non

parola; ed eccetto due soli casi, nei quali fatta menzione delle cryptae, di tutti
i

santi qui scritto

che giacciono jiixta


sotto

la tale o tale via,

ovvero
i

in basilica,

in

ecclesia,

comprendendo

quel vocabolo Tedilicio superiore e


dell'

sottoposti ipogei.
,

Bastano questi cenni ed un' attenta lettura


sotto

opuscolo per avvedersi


,

che

un apparente disordine

vicina punti tra

gente topografia.

una compendiosa negligenza la quale ravloro lontanissimi, qui si scorge la trama d' una ordinata e diliLa compilazione adunque d'una siffatta notizia sembra piuttosto
e sotto
,

r epitome d'una descrizione pi distesa e diligente


sospetto, la cui

che lavoro originale. Or questo

importanza ognuno intende, a me sembra vera certezza. Imperocch al principio del titolo de locis sanctis marlynmi posto in cima al nostro opuscoli, nel codice salisburgense interpolato un'antica mano ha scritto de libro; per indicare
wjsL che l'opuscolo effettivamente,

come

la sua attenta lettura

fa

sospettare,

martyrum, quue sunl foris civitalem Romae. La verit delia quale antica testimonianza da varii indizi che indagando ho notato, confermata. Il nostro opuscolo non , come l'itinerario, d'un dettato

un

estratto

od epitome del Liber de

locis sanctis

uniforme;
e l a

ma

uno

strano composto d'indicazioni compendiosissime miste qua

anche a taluna frase copiata dalle iscrizioni. Cos di s. Felice ivi scritto, ciim quo quando ad caelum migravit pariler properabat Adauctm, parole tolte dall' elogio damasiano sopra delineato a pag. 120. Studiando sulla natura di questo documento pareami, che il libro, del quale esso l'epitome, dovesse essere un" accurata enumerazione topografica de" suburbani sepolcri e "memorie de' martiri e de' santi, con qualche cenno storico aggiunto ad alcuni nomi,
notizie storiche e talvolta

Januarius qui fuil come per esempio Thimotheus, de quo meminit liber Silvestri de VII filiis Felicitatis major nata e simili, e con le iscrizioni segnatamente metriche
,

riferite ai

debiti luoghi. Dei cenni storici l'epitomatore

delle iscrizioni poi alcuna reminiscenza nel suo scritto

ne ha trascritto qualcuno; rimane, anche negli errori,

che vengono dalla loro mala interpretazione. Cos la sorella di s. Damaso chiamata Marta per cagione dell' emistichio Marthae donare sorori scritto nell'epitaffio di quel pontefice, ove si parla di Marta sorella di Lazaro (1) ; ed anche in qualche altro nome annoverato tra quelli dei nostri martiri, nell' esaminare a parte,
a parte la

Roma

sotterranea, scopriremo altri equivoci presi dalle iscrizioni. Vero ,

che questi equivoci possono essere del primo autore, e provenire dalla vista e dalla mala interpretazione de' monumenti medesimi, non dalla ignoranza e negligenza
dell'

epitomatore.

Ma

vero

altres,

che la mia congettura trova un bel riscontro

nel frammento di antologia epigrafica trascritto nei codici di Closterneuburg e di


Gtjvei (2). Ivi sono molte metriche iscrizioni cristiane, che in buona parte serbano r ordine topografico: mancano per quasi tutte le indicazioni principali dei luoghi,

mentre

talvolta sono conservate le secondarie riferentisi alle principali, cio

illic,

item in arcu.
(1) (2)

Adunque
p.

chiaro,
231.

che la serie topografica di quelle iscrizioni


mj

tolta

V. Marchi, Moauin. prim. V. Imcr.


chritt. T.

praef. p. Vili.

--.

-m^

.j,.

152

e intercalate ad un teove esse erano topograficamente ordinate da un libro che ne indicava i siti ; onde avviene che quei carmi separati dal loro listo bro originale sono privi dei cenni locali. Ivi appunto si leggono e l'epitaffio
,

di

Damaso

e l'elogio dei santi Felice

ed Adaulto

ai

quali allude

il

nostro to-

pografo: e le iscrizioni pii recenti in quella silloge sono di papa Onorio I e del
re Chintila
,

cio

del

re

dei Visigoti

che imper dal 636 al 640 appunto nel


in questo

pontificato del
iscrizioni

medesimo Onorio. Laonde


deWilUc, item
in

brano d'antologia cristiana


senza
le

le

ultime nella serie dei tempi, l'ordine topografico

indicazioni
esiste-

dei luoghi, gl'indizi

arcu mostranti che quelle indicazioni

vano nel codice originario^


la presenza di quei

ma

per brevit furono


ai

ommesse

nell'antologia, in fine
il

carmi medesimi,
d'

quali manifestamente allude

topografo,
sull'esi-

sono un complesso

argomenti cospiranti in favore della mia proposta


locis sanctis

stenza d'un antico libro de

martyrum topografico ed
le postille e le correzioni,

epigrafico.

E qui

fa

d'uopo esaminare anche


fatte

che a quel

testo

abbiamo veduto essere state de libro. E prima dir delle


versi.

nel codice, ove sono segnate le predette parole

lettere
il

studiosamente aggiunte per indicare

capo-

continuo senza divisione di paragrafi: ma nel salisburgese 209, che io ho seguito nella mia stampa, molti sono i capoversi: e nell'altro salisburgese le lettere K aggiunte da due mani designano un numero

Nel codice di Wiirzburg

testo

anche maggiore di capi. Tante e s brevi suddivisioni, tanto studio di segnarle, ottimamente convengono ad una epitome; e sembrano corrispondere ad altrettanti capi del libro originale. Le postille poi, come nelle mie annotazioni al testo dichiarato, si riducono a due classi. Quelle della via Flaminia e delle due Salarie (eccetto la postilla ricordante i ss. Crisanto e Daria e quella dei 1222 martiri) sono di mano del correttore: quelle delle vie Tiburtina, Prenestina, Appia con la predetta dei ss. Crisanto e Daria sono d'un' altra mano o d'un altro tempo: quella dei 1222 martiri d'una mano singolare ed al tutto isolata. La fonte delle postille

spettanti alla

prima

classe manifesta; l'itinerario stesso, cio, trascritto nel

medesimo codice: laonde sul valore di quelle postille possiamo interrogare il documento originale. Donde per sieno tratte le giunte della seconda classe ci esse contengono ottime ed esatte notizie di luoghi e di santi ommessi ignoto
:

dall'

epitomatore

ed

il

correttore

che

f'

la

correzione dopo
i

che erano

state

scritte le

postille di questa classe,

anche a queste applic

suoi K, e le consider

come parte integrante del testo e dei paragrafi, in che adunque che siiTatte giunte sieno supplementi tolti dal
iarlyrum. e spettanti a paragrafi di

esso diviso.

Mi sembra

libro stesso de locis sanctis

quel libro trascurati dall'epitomatore o troppo abbreviati saltando indebitamente la menzione d' alcun santo o d' alcuna chiesa. Dopo quest'insieme di ragionamenti, di prove, di indizi, ognuno, credo io,
confesser, che
de' santuarii

ha

esistito

una preziosa

e forse assai prolissa descrizione topografica

suburbani, della quale per nostra sventura ci rimane soltanto un compendio. E il compendio medesimo ha potuto contribuire a farci perdere l'intero testo; come le epitomi di Livio, di Trogo Pompeo e d'altri classici furono cagione, che dei loro libri non sieno a noi pervenuti gli interi esemplari. Forse un d si
ritrover nelle coperture dei vecchi

volumi o in qualsivoglia

altra

membrana un

-^ 153
qualche frammento di cotesta
del Bosio.

Roma

subterranea di mille anni anteriore a quella


bibliotecarii tutti, e

Chiamo ed

invito a siffatta ricerca

massime

quelli

della Baviera, della Svizzera e dell'Austria: imperocch nelle sole biblioteche di

quelle regioni ho trovato codici de'nostri itinerarii, e frammenti di sillogi epigra-

sembrano avere qualche relazione. Prima di chiudere la discussione di questo punto, fa d uopo, chio accenni in quale et mi sembra che sia stato composto il desiderato liber de locis sanclis martyrum. Le osservazioni, che sopra ho fatto, sulla basilica di Pelagio II nella nostra epitome appellata nova, mi
fiche
,

che con

essi

porterebbero a sospettare, che ai tempi in circa di quel pontefice o del successore di lui il magno Gregorio, abbia fiorito cotesto primo ed ignoto padre della cristiana archeologia. Gli indizi dell' et di Onorio I potrebbero essere giunte posteriori
,

le

quali negli
facilit.

scritti

della natura di quello

di

che ragiono
I e

s'insinuano

con

somma

Ma

poich anche l'antologia epigrafica, di che ho fatto men-

zione, alle iscrizioni di Pelagio II unisce quelle di Onorio

ninna

posteriore, e

veggo che eziandio nella silloge di Einsiedlen la pi recente iscrizione cristiana quella di Onorio I per la basilica di s. Pancrazio; e in un codice di s. Gallo sono separatamente trascritti due lunghi carrai posti da Onorio I nella basilica
vaticana; pare che veramente circa
studioso raccoglitore delle sacre
gli

anni di quel pontefice abbia


di

esistito

uno

memorie

Roma

cristiana

Della notizia inserita nelle sue storie dal Malmesburiense volentieri congetturerei

una seconda epitome del medesimo libro la cui esistenza ho quasi divinato. Anche il P. Marchi di eh. mem. sospett la descrizione topografica ma lo distolse del Malmesburiense essere tolta dalle due del codice salisburgense da questo pensiero 1' osservare, che essa tiene un andamento troppo diverso dalle altre (l). N il solo andamento, ma la scelta e le qualit delle notizie e delle indicazioni raccolte in cotesta topografia mi sembrano tanto diverse da quelle dell'epitome, che non saprei come ridurre ambedue gli opuscoli ad una sola e
essere essa pure
, :

medesima fonte. Willelmo per protesta, che s'accinge ad indicare portarum numerum et mulliludiiiem sacrorum cinerum^ et ne aliquis obscuritate verborum causetur se a cognitone rerum remi erit sermo quotidianus et levis. Egli adunque non sembra voler trascrivere di pianta e per disteso una descrizione pili antica, ma promette di dettarla di nuovo con istile facile e familiare. assai probabile, che
Willelmo abbia
fatto

secondo che dice


l'indice da

promette

che abbia annoverato

le

un documento certamente anteriore, come ma forse pi ampio o composto alla fine del secolo settimo gi ho dimostrato informa diversa da quella, ch'egli gli die. Qualunque sia per la parte di
sacre reliquie traendone
,
,

Willelmo

suo indice ordinatissimo, ed i suoi cenni e gruppi topografici sono assai meglio distinti di quelli dell' epitome sopra lodata. Appena qualche rara inesattezza io scorgo, che sembrerebbe rivelare la
in questa compilazione
,

il

penna

d'

un epitomatore
i

come

nella via portuense

ove sono riuniti

in

uno

Ponziano con quelli della basilica di s. Felice; e nella via ostiense, ove martiri Felice e Adautto sono additati in ecclesia s. Teche, che era a mezzogiorno della basilica di s. Paolo, mentre que' martiri giacevano a levante.
santi del cemetero di
(1)

Marchi, Monuni. primitivi p. 69.

20

154

Tranne queste ed alcuna minore inesattezza topografica facile a correggere col fedelissima io sperimento la scorta della notizia confronto degli altri documenti

malmeshuriense per la serie dei gruppi e per le loro mutue distanze o vicinanze che l' itinerario lungo le vie suburbane. Essa non giova per a sapere quello
,

diligentemente c'insegna,

quali santi giacevano sotterra, quali sopra terra.


il

Viene
I

eh' io

dichiari

sistema
le

ed

il

valore

della

topografia
all'

einsiedlense.
intera topo-

frammenti topografici inseriti tra grafia posta immediatamente dopo


spettare anch' essi a quel
di

iscrizioni

sono tanto simili

la silloge epigrafica,

che non pu cader dubbio


parli distaccate, e brani
l'

documento medesimo, ed esserne

un

itinerario congiunto a quella topografia. Della quale perci cercher

indole,

donde l'indole altres e lintelligenzaci appariranno dei frammenti da essa staccati. Quante volte mi sono fatto ad esaminare attentamente quella l(q)ografia (e questo studio ho ripetuto le cento volle) altrettante la mia mente stata convinta, essere essa tracciata e composta sopra una carta topografica della citt di Roma. Il metodo di quel documento il seguente. L'autore descrive alcune grandi linee da una porta ad un lontano punto della citt, annoverando le serie degli edifici,
l'uso, linterpretazione;

de'

monumenti
d'

dei

siti

che

si

succedono

alla destra ed alla sinistra di quella linea.


le

cagion

terme di

esempio a porta Nomentana ad forum lomamim alla sinistra pone Diocleziano, s. Vitale, s. Agata, le terme di Costantino; alla dritta
s.

le
il

terme sallustiane,
foro Trajano,
s.

Susanna,

cavalli

marmorei,

s.

Marcello,

ss.

Apostoli,

Adriano. Basta questo solo esemj)io per intendere, che gli edifici che fiancheggiano materialindicati alla destra ed alla sinistra non sono quelli mente la via, la quale dalla porta Nomenlana andava al foro; ne quelli, che il
,

pellegrino percorrendola poteva


e

C(m
in

suoi

(tcchi

vedere.

Neil' esem[)io

allegato
i

meglio in tutto

il

complesso delle tavole einsiedlensi


,

manifesto, che
sinistra
,

siti

se-

gnali in
sibili

due colonne

gli

uni

a notare ed a scernere

gratuita l'ipotesi d'una carta

non sono posche in una carta topografica. N sembri altrove topografica di Roma ai tempi dell" anonimo einsieddexlera
,

gli

altri

hi

Una siffatta monarca aveva fra


lense.

era delineata la
di

Magno. Quel grande i suoi tesori tre mense d'argento; una quadrata^ sulla quale pianta di Costantinopoli; una rotonda nella quale era quella di
carta certamente esisteva ai giorni di Carlo
,

Roma;

una, ov' era la geografia di tutto l'orbe allora conosciuto

(1).

Ed

io

ho grande sospetto, che il medesimo liber de locis sanctis martyrnm , del quale noi abbiamo l'epitome, fosse fornito d'una siffatta carta, cui abbia tenuto d'occhio r epilomalore. Imperocch osservo, ch'egli segna l'occidente, il mezzod e l'oriente non rispetto ai singoli monumenti, come fa l'autore del vero itinerario, ma rispetto alla citt. Qnalunciue sia il valore di questo sospetto, credo che l'opinione mia in
quanto al codice einsiedlense non potr essere ragionevolmente contradetta da chi esaminer lo strano sistema delle tavcde topografiche trascritte in quelle membrane.
Ci posto, facile intendere le linee tracciate da questo topografo fuori della
citt,

ove sono

le

chiese ed

sepolcri de' martiri. L' ala destra dell' Appia da lui

formata cogli

edifici

sacri sorgenti presso l'Ardeatina e

lungo la destra

dell'

Appia

(1)

Einbardi,

Vita Caroli 31.

e.

33:

cf.

Aanal. Berlio. an. 842.


medesima
:

155

alla

l'

ala

sinistra

egli

estende

sino

destra della Latina.

Viceversa
la sinistra

estende T ala destra della Latina fino alla sinistra dell' Appia;

non per

della Latina fino alla Labicana, per la soverchia distanza di questa. Le indicazioni
di sacre

suburbane memorie nella Labicana, nella Tiburtina, nella Nomentana, nella Flaminia in questa topografia sono scarse e circoscritte alla vera destra e sinistra di quelle vie. Per l'Ostiense non segnata la destra ne la sinistra: ivi tutto era a destra, tenendo l'altro lato la riva del fiume. Per le due Salarie poi (qui chiamate luna Salaria, l'altra Pinciana), per l'Aurelia e per la Portuense
in fine della topografia tutto segnato in dextera-^ ove chiaro, che
l'

amanuense

in quell'estremo termine delle tavole ha fatto alcuna confusione; essendo quelle

indicazioni della sola destra contrarie al consueto sistema

ed in

effetto

non

tutte

vere. S. Pancrazio ivi segnato alla destra dell' Aurelia, e pure sta alla

sinistra

della via antica, che passava dentro la villa Pamfili


Salaria,
e
le

s.

Saturnino alla destra della

da molte memorie consta


colonne della destra
il

il

contrario.
;

L'amanuense adunque ha fuso

in

uno

e della sinistra

quel passo finale della topografia


:

sar da restituire giusta


IN

metodo consueto

delle colonne precedenti in circa cos

VIA PORTENSI EXTRA GIVI


in via Aurelia extra civitalem

TATEM
Abdo

I.\

DEXTRA
Sennes

et

(in sinistra)
sci Pancrali

in dext.

Processi et Martiniani

in via Salaria extra civitatem

(in sinistra)
sci

in dext.

Saturnini
in \ia Pinciana extra

scae Felicitatis cura VII


civitatem
in dext.
sci
sci

filiis

(in sinistra)
scae Basilissae
Proti et Yacinthi.

Pamphili

Herinetis

sci

lohannis caput

non essendo esso ma copia imperfetta e probabilmente derivata da un esemplare anoriginale ch' esso imperfetto. Un quaderno d'un simile codice poco migliore fu rinvenuto in s. Gallo dal Poggio e da lui portato in Italia (1). E la negligenza dell' amanuense di Einsiedlen chiara dall' avere egli scritto una volta via Lateranetise in
faccia maraviglia (jualche inesattezza nel codice
, ,

dEinsiedlen

in

luogo di via Lata.

Intorno agli opuscoli fin qui esaminati ho detto forse troppo per lo scopo di e poco per rischiarare l'intelligenza di testi tanto imporqueste generali nozioni
,

Conchiuder riepilogando in brevissime parole il discorso che abbiamo dal solo codice salisburfatto sulle quattro topografie. La prima gense, un vero e proprio itinerario, e con questo nome quasi per antonomasia
tanti all' opera

mia.

la

chiamer

non

esce dai limiti


;

dei cemeteri prossimi a

Roma

la

sua autorit

topografica
lui

somma

molti minuti particolari da cotesto viaggiatore e spesso da

solo sappiamo; nelle sue parole


;

dovremo

cercare, se

sepolcri, eh" egli vide,

erano sotterra o sopra terra

a quest' interrogazione o esplicitamente o implicitaIl

mente
ti)

egli

sempre risponde.

suo testo per venendo da un codice unico


1853
126.

Ira-

Di qaesto quaderno ho dato qualche notizia nel Bull,

dell' Ist.

p.


scritto (la

156

qualche lacuna
e

pessimi amanuensi, ne essendo

immune da

supplemento

ed aggiunta, dee essere sottilmente considerato e pesato nei passi corrotti, oscuri
o di sospetta integrit.

La seconda topografia
antichi correttori ad

epitome d'una descrizione pi distesa: l'indole medepostille e delle note apposte

sima del suo contenuto, dei suoi paragrafi, delle

da

uno

dei tre esemplari lo persuade; e esplicitamente l'attesta

chi scrisse in era fornito


rario
,

cima ad anche delle


se.

essa

DE LIBRO de locis sanctis martyrum etc. Cotesto iscrizioni, come da molti indizi si trac. Non era un
e de' sepolcri
(e

lihro
itine,

ma una

nolilia delle chiese

de' santi annoverati via per via

ciascuna da

L'epitome

cos d'ordinario la

chiamer)

in

alcune vie sover-

chiamente compendiosa fino a divenire oscura e confusa ; in altre pi distinta ed accurata: un antico postillatore le f' alcune giunte utili ed esatte. Cotesto opuscolo da se solo non pu servirci di guida; ma ponendolo a confronto con le altre
topografie scopriamo
zioni,
l'

ordine e la serie topografica

delle

sue

abhreviate indica-

ne intendiamo

il

vero senso, e cos giungeremo a farci un' idea di quello,

ch'era scritto nel libro originale ed intero.


Della terza topografia
d'

non

facile decidere, se

anch' essa sunto o parafrasi


,

un documento compilato
il

circa la

met del sec(do settimo


sanctis

ovvero documento

nella primitiva integrit inserito dentro le storie del Malmesburiense.

segue

sistema del Liber de

locis

martjrmn

ed

Ad ogni modo parimenti una notitia


,

compilata via per via. La chiamer

la notizia

malmesburiense. Mantiene costani

temente l'ordine topografico


denti, autorevole

distingue con cura


il

varii gruppi

nota la distanza
fornisce,

la vicinanza dell uno collaltro;


;

suo autore

testimone, al pari de'due prececi

per la chiarezza e distinzione delle notizie, che


l'itinerario.

da porre

tosto

dopo

l,a quarta

una vera

topografia cavata da

una pianta
i

di

Roma

dell' et

di

Carlo

Magno
,

e conservataci nel solo imperfetto


le

esemplare di Einsiedien;

la

chiamer
1'

topografa einsiedlense. Non annovera


santi

memorie ed
,

sepolcri dei martiri e dei

ma

indica alcune chiese o gruppi di chiese

segnandole secondo

ordine

della loro posizione in

due colonne rispondenti

alla dritta ed alla sinistra

d'una

data linea, che suole essere quella d'una via principale. Cos questo codice compie
i

dati raccolti dalle tre precedenti topografie,

indicandoci la dritta
si

la

sinistra,

di che in quelle

non

e parola.

Nel medesimo codice

leggono anche brevi framgli


altri

menti, uno de'quali a guisa d'itinerario, che concorda con


e loro

opuscoli

tutti

d luce.
le

Riassunte cos
finale,

osservazioni sopra proposte e dichiarate

ne proporr una
parte

che

tutti

abbraccia cotesti opusccdi preziosi. Essi sono, parte dettato originale

di testimoni oculari de'sepolcri e de'

monumenti
i

che

ci

additano

pendii delle originali scritture talvolta confusi,


in
fatti

ma

sempre

sinceri e

com^ fedeli. Ed

malgrado

la variet

de'metodi ed

difetti

dell'epitomatore, mirabile la

concordia di quelle testimonianze; mirabile la conferma, che le scoperte monumentali e lo studio della topografia cristiana di Roma danno alla loro veracit ed
esattezza.

&li

autori per di

queste inestimabili

topografie

non furono

uomini

eruditi nell'istoria e nell'antichit: essi c'insegnano

con semplicit ci che videro

157

il

che fu loro additato;


;

e talvolta

errano dando
,

titolo di

martire a chi

non mor

per la fede

di

papa

ossia vescovo
;

a chi fu laico. Errori innocenti e facili ad

emendare

colle notizie della storia

ma
ai

sempre

vero

che

nostri topografi ci

additano sepolcri da loro veduti, e


polcro, che ne'

quali era prestato culto solenne, perch di

martiri o di illustri pontefici e confessori. Solo l'epitomatore accenna qualche se-

romani cemeteri, o

ne' luoghi

da lui indicati non esisteva, come

quello di

s.

Cipriano nel cemetero di Callisto. Questi errori medesimi di chi forse


soltanto

non

vide,

ma

compendi da un

libro le

memorie

dei sepolcri de'martiri,

sono prova della verit dei monumenti in quel libro


di quegli errori

descritti.

Imperocch d'ognuno

renderanno ragione i monumenti medesimi. In fine non si dee credere, che dalla fusione delle quattro topografie si possa costruire il catalogo intero dei martiri illustri, i cui sepolcri adornavano i cemeteri romani. Chi nomina un martire e chi l altro; alcuni de santi sono nominali da tutti, alcuni da uno solo, alcuni da ninno de' quattro. Cos a cagion d'esempio Eutichio
onorato d'elogio dal papa Damaso in
s.

Sebastiano (elogio, che anch' oggi

esiste)

da

niun topografo ricordato. E pure l'abbate Giovanni rec a Teodolinda l'olio della lampada di quel martire. Grande poi il numero de'martiri illustri, i cui sepolcri ne i nostri topografi, ne altri antichi testimoni ci additano. In qual cemetero fu sepolto Clemente console e martire sotto Domiziano? in quale Giustino il filosofo coi suoi compagni? in quale Apollonio senatore sotto Commodo? in quale Mos famoso martire e prete de" tempi di Cornelio e di Cipriano? Gli antichi non lo
dicono
e forse

noi seppero; forse noi pi fortunati di loro lo scopriremo nei tene-

brosi recessi delle catacombe

romane.

topografi

adunque

del secolo VII testimoni

fedeli de'sepolcri, ch'essi videro, e ch'erano venerati nella loro et, lungi dallac-

crescere soverchiamente

rono de'pi
pubblico
e

illustri

novero de'monumenti de'martiri, moltissimi ne ignorafamosi; molti ne tacquero, che pure videro e che avevano
il

solenne culto

ai loro d.

g.

VI.

Topografie ed indici de'cemeteri dal secolo nono al decimoqimito

Viene

l'et, in

che aperti

sepolcri de'martiri illustri, trasferite le loro sacre

reliquie alla citt, le

romane catacombe

a poco a poco furono abbandonate e cadi

dero nell'obblio; ne pi se ne conobbero esattamente


in sul finire dell'ottavo secolo e ne'principii del

siti

ed

monumenti un

di

tanto venerati e per tutto l'orbe famosi. Nella vita per di papa Adriano, vissuto

nono,

si

legge

un novero

delle
gli

chiese suburbane e dei cemeteri da lui

restaurati,

che posto a confronto con

opuscoli sopra lodati apparisce essere anch'esso per topografici gruppi disposto, e

forma quasi una quinta topografia. Dopo questo lungo passo od estratto dal libro pontificale non conosco verun altro documento, che tutti o molti abbracci de'cemeteri romani, eccetto il paragrafo de coevieteriis del libro intitolato Mirabilia Urbis Romae. Se io qui m'accingessi a ragionare di questo famoso libretto, delle sue prime origini, de'suoi codici pi antichi.


dei successivi
,

158

mutamenti che in esso sono stati fatti nei manoscritti di presso che tutte le nazioni d'Europa fino alle prime stampe del secolo XV e del XVI, imprenderei una dissertazione interminabile. Allo scopo di quest' opera baster
l'accennare, che
il

il

primitivo ed integro testo del predetto opuscolo perduto: forse

Bock negli scorsi anni l'ha ritrovato, imperocch nel 1851 corse per la Germania 1' annunzio d' una prossima pubblicazione della pii alta importanza per la romana topografia. Il Bock prometteva un testo inedito dei Mdotto Belga Carlo
rabilia

con

lo sconosciuto

nome

dell'autore Gre^orts mr/Y/Zs/er (1).

Ma

l'accademico

di Bruxelles

morto prima
Il

di aver divulgato la sua scoperta; della quale io

non

ho
in

altra contezza.

testo,

che noi abbiamo, dei Mirabilia bench nei manoscritti


in Italia, in

(de'quali

ho esaminato un grandissimo numero


due principali recensioni. La
(scritto
pii^i

Francia ed in Inghilterra) presenti m(dte variet,

Germania, nel Belgio, pure facilmente pu essere

ridotto a

antica quella, che quasi

documento
scholaris

officiale fu inserita nei libri della curia

romana,
,

cio nel Politiais (leggi polyplicm)

di Benedetto canonico
(circa
il

prima del 1142)

nelle Collectanea

/llbiii

1184),

e nel

celebre libro de' censi di Cencio Camerario, che fu poi papa


fa la

Onorio

III.

La seconda

sua principale comparsa nelle Collettanee del Cardinal

Nicola d'Aragona (anni 1356-62); donde proviene quella, che Martino Polono inser
nella sua cronaca, e quella della Graphia aiircae urbis

Romae d'un

codice fiorentino.

Prego

lettori a

dispensarmi dal citare

codici antichi e migliori di queste opere, che

nella loro integrit sono tutte inedite,

ma

che

ai dotti

nelle cose del

medio evo
i

sono note. Spero, che avr, quando che


studii fiuWe Mirabilia e sulla

sia, l'agio

di pubblicare

per disteso

miei

immensa
il

famiglia dei codici varii di quell'opuscolo.

Intanto baster avvertire, che


nitlo e

lesto

pi antico,

ma

da un esemplare

assai corp.

lacunoso n' stampato neUe EfTemeridi letterarie di

Roma

T.

62-82,

147-164, 378-392: la recensione seconda s'assomiglia a quella, che si legge nel Montfaucon, Diarium ital. p. 295 e seguenti. La Graphia aureae Urbis Romae stata messa in luce dall' Ozanam nel 1850 (2). Adunque degli autori, che hanno conosciuto ed accolto nei loro libri le Mirabilia, ninno pii antico del secolo XII; essi per ce ne danno un testo gi guasto. Il eh. Gregorovius teste ha giudicato,

primo abbozzo di quell'opuscolo sia del tempo degli Ottoni, cio della seconda met del secolo X (3). Cos in circa giudic anche il Papencordt, il quale j)er cadde in un grande errore scrivendo, che il codice migliore e quasi contemche
il

j)oraneo alle origini delle Mirabilia giace


nel

inosservato

nella

biblioteca

di

Dresda

volume F. 18 (4). Il manoscritto cos segnato in (juella biblioteca contiene veramente le Mirabilia Romae-, ma copia del secolo XV e fa parte delle Colleltanee
sopra accennate del cardinale d'Aragona.

Premesse queste notizie, vengo all'indice dei cemeteri, che nella recensione pi antica il capo X, nella seconda il IX dell'opuscolo, di che discorro. Quest'indice varia nei manoscritti
le
:

dal principio per fino a coemelerinm

s.

Felicitatis

variet sono errori manifesti degli


(1) (2)

amanuensi,
le

o leggere dilTercnze

di

parole

Ardteologixcher Anzeiger 1851 p. 6.

Documens
Cola
di

inedits

pour servir

Vhistoire litterairc de l'Italie dpuis

Vili siede

jtisqxt'au

XIII

p.

155

segg

(3) (4)

Geschichte der Stadt

Rom

T. IV p.

CU.
ital.

Rienzo ed

il

suo tempo; (rad.

Torino 1844

p.

43.


nella sostanza
il

159

massimo numero

dei codici e segnatamente

pi autorevoli ed

medesimo indice dei cemeteri separatamente dal libro (ielle Mirabilia si legge neWopuscuhim historiae sacrae ad Jlexandrum III di Pielro Mallio, stampato dai Bollandisti nel T. VII di Giugno (vedi p. 35) sopra un codice di Parigi, che io ho confrontato col codice Vaticano 3627. Anche codici
antichi sono concordi. Inoltre questo
i

di Pietro Mallio nellindice de'cemeteri

Mirabilia soltanto fino al coemelerium

s.

concordano nella sostanza con quelli delle Felicilatis. Comincer adunque dal trascriver-

questa prima parte del catalogo, stabilendone la lezione sui migliori e pi antichi
testi

penna:
s.

Coemelerium Calepodii ad

Coemelerium
Callisti

[Irsi

ad Porlesam

narem Coemeterium Gordianum portam Latinam Coemelerium duas ad Ilelenam Coemeterium ad (Jrsum pilealum ads. Bibianam Coemeterium agrum l'eranum ads. Laurentium Coemeterium Agnelis Coemeterium (ne' codici della seconda recensione luogo ad Nymphas) Coemelerium ad pontem Salarium Coemeterium Cucumeris (ovvero ad clivum Cucumeris) Coemeterium Thrasonis ad Saturninum Coemeterium
foris
inter

juxla catacumbas

Coemeterium Praetextati
s.

Coemelerium

Pancratium

Coemeterium
s.

s.

Agathae ad Girulum
s.

Felicis via

Portuensi

Coemeterium
in

inter

portam Appiam ad

Apollilauros

s.

fontis sancii Petri

in

di fontis

scritto

Priscillae

s.

s.

Feli-

cilatis:

qui Pietro Mallio prosegue coemeterium


s.

s.

Ilermelis etc: Benedetto canonico

maggior dei codici coemeterium e seguono con molta variet e confusione di nomi altri cemeteri. Prima adunque di esaminare la parte finale dell'indice, ove le differenze sono tanto grandi e sostanziali diamo un' occhiata al catalogo da Calepodio a s. Felicita, sul quale non cadono dubbi di [ugnanti lezioni. Basta un leggero esame per avvedersi, che cemeteri <jui sono annoverali in ordine topografico ma che i nomi sono parte mutati parte falsamente trasferiti da un sito e da un cemetero all'altro. Cos cominciando dal primo, il cemetero di Calepodio posto ad s. Pancratium cio al primo miglio odierno da Roma (secondo l'antica computazione al secondo); mentre documenti migliori lo pongono ad s. Calistum via Amelia mill. Ili', e topografi attestano, che s. Calisto giaceva non nella prima, ma nella (juarta ed ultima stazione romana della via Aurelia. Il cemetero ad ursum pilealum sulla via Portuense cangiato in coemeterium Cirsi', ed il cemetero ad ursum pilealum e trasferito a s. Bibiana dentro Roma. Il cemetero del clivo del cocomero, ch'era sulla Salara vecchia, trasferito
Marcelli via Salaria vetere
,

coemeterium
s.

etc;

la

Felicilatis

juxla coemelerium Calisli

alla

nuova

tra quello di Priscilla e quello di Trasone.


siti

Queste mutazioni di nomi,

queste confusioni di
fico,

in

un

indice, che ancor serba

un

certo ordine

topogra-

dimostrano come a poco a poco nel secolo decimo o nell'undecimo si veniva confondendo ed alterando la primitiva nomenclatura e la storica topografia della

Roma

sotterranea.

Non ho
il

additato tra
s.

cemeteri in questo catalogo

posti

fuori

del debito luogo quello del fonte di

Pietro, che gli autori della


il

Roma

sotterra-

nea credono designare che lo inondavano, ed


fontis
s.

Peiri qui sta

papa Damaso allacci le acque istitu il fonte battesimale. Vedremo poi, che il coemeterium al suo posto tra s. Agnese e Priscilla.
sepolcreto vaticano, ove
la cui

Segue l'ultima parte del catalogo,

somma

confusione viene non

meno


dalla dimenticanza delle antiche
Mirabilia
,

160

ai

memorie invalsa

tempi dell'ignoto autore delle

che dalla imperfezione e corruttela degli esemplari propagatisi nel secolo XII, e dalle giunte fatte da varie mani a quel catalogo, massime da Benedetto canonico. Imperocch quivi la molta e sostanziale variet nelle lezioni dei
manoscritti genera
i

pi madornali errori di topografia: ne

mi par

giusto

impune mecotesta

tare tanto disordine all'autore dell'indice,

che nella parte di esso pervenutaci ordile

nata,

non

si

mostra
i

al tuttto ignorante della serie topografica de' cemeteri,

scola fra loro

nomi pi

disparali.

Ecco adunque

precipue variet di

finale parte del nostro catalogo.

Antichi codici delle Mirabilia,

Pietro Mallio.

Albino Scolare e

il

libro

de' Censi.

Coem. Coem.
Coem.

s.

Felicilatis juita coem.

Callisti.

Coem.

s. s.

Felicilatis.

Coem. Pontianum.
s. s.

Coem.

Ilcrmetis et Domitillae est foris portam


est ecclesia s.

Ilermelis et Domitillae.

Pincianam ubi

Ilermetis mar.

Cyriaci via Hosliensi.

Juxta coem. Calisti

est coem.

Pontianum.

Coem.

s.

Cyriaci est via Ilostiensi, ubi est ecclesia


Cyriaci.

s.

Benedetto canonico.

Seconda recensione

delle Mirabilia.

Coem.

s.

Felicilatis.

Coem.

s. s.

Felicilatis prope coem.

Calisti.

Coem.

s.

Marcelli via Salaria vetere.

Coem.

Marcelli via Salaria vetere.

Coem. Balbinae via Ardeatina.

Coem. Babium via Ardeatina. Coem. Innocentium ad


s.

Coem. JhU via Aurelia.


Coem. Jordanorum Nerei Coem.
Innocentium
et Achillei via
s.

Paulum.

Ardeatina.
coem.

Coem. Pontianum.
Coem.
s.
s.

ad

Paulum juxta

Ilrmetis et Domitillae.

Calisti.

Coem.
Hermetis
Domitillae.

Cyriaci via Ilostiensi.

Coem. Pontiani.

Coem.

s.

et

Coem. Cyriacis via

Ilostiensi.

Questo inestricabile guazzabuglio quell'indice, che al Panvinio al Bosio ed ai seguenti autori della Boma sotterranea impose sotto
,

al
gli

Ciacconio

autorevoli

nomi

del libro de'censi della chiesa

romana

e di Pietro

Mallio canonico vaticano.

Esso parte integrante dell'imperfetto e corrotto esemplare della goffa raccolta di


favole, che
stato poi
il

libro delle Mirabilia:, parto dei tenebrosi secoli


i

ed ogni d peggio imbarbarito durante


altri

secoli XII, XIII e

XI ; rimpaXIV. Il Ciacil

conio pi degli
di
s.

a quest'indice ciecamente s'affid: perci trasfer

cemetero

Felicita dalla Salaria all'Appia, per collocarlo ^'uj!;<a coemelerium Calisti (v. sopra

pag. 24). Egli s'avvide, che la prima parte di cotesto catalogo segue l'ordine topografico: e poich

dopo

il

cemetero di Priscilla al ponte Salario e prima di quello


il

di

Trasone ad

s.

Saiuriinum qui nominato

coemelerium

in clivo cucumerisy

perci

egli cerc
(v.

il clivo del cocomero nella discesa della via Salaria nuova verso il ponte sopra pag. 22) talvolta anche nella vigna Sanchez, ove fu scoperto il celebre sotterraneo, che ridest lo studio della Roma sotterranea; ma in ambedue le opi,

nioni fu sviato lungi dal vero dalla fallace guida delle Mirabilia.


Del rimanente
io

161

mi stupisco, che non sia maggiore la confusione topografica la trasformazione dei nomi nel catalogo dei cemeteri scritto tra il secolo decimo l'undecimo. Imperocch in quell'et la notizia e la memoria de'sotterranei sepolgiorno in giorno
si

cri e della loro storia di

intralciava,

si

dileguava e

si

perdeva.

Bonizone celebre vescovo


la

di Sutri nel secolo

XI

inser nella sua raccolta di canoni,

quale in parte

inedita, la serie delle vite

egli avesse la

guida del libro


sepolti

pontificale,

de'romani pontefici (1). Ora bench pure nell' indicare i sepolcri de' papi
,

due volte indica


Callisti',

ad cataciimbas coloro
,

che furono deposti

in

coemeterio

di Felice I scrive

che

sepultiis est in coemeterio Praetexlati,

e in tutte le

indicazioni delle sepolture papali sembra mostrare, eh' era perduta l'esatta notizia
degli antichi cemeteri. Nei libri sopra ricordati della curia
liptico di
il

romana^

cio nel poe di


,

Benedetto canonico
,

e nei libri de' censi di


,

Albino scolare

Cencio

niuna menzione, niuna memoria s'incontra ne dei cemeteri, ne delle tante chiese cemeteriali indicate dagli antichi topografi e dal libro pontificale, salvo le poche maggiori basiliche estramurane che anche in quei secoli rimasero in piedi. Neanco
fuori del capo de coemeteriis
fa parte

camerario

che

delle Mirabilia

nella descriptio sanctuarii ecclesiae romanae, che

il

Mabillon divulg secondo l'esem,

plare da Giovanni diacono dedicato a papa Alessandro III (2)

ma

che

alquanto

pi antica

(3)

v'
al

aduni dedicato
in

ombra di menzione de'cemeteri. E Pietro Mallio nel suo opusmedesimo papa Alessandro III trascrivendo il novero de'cemeteri
,

dal libro delle Mirabilia,

gli

premise

le

seguenti parole indicanti, la loro notizia

Roma
Roma

essere rimasta pi nei libri, che nei


Ite

uomini:
di

sunt cymiteria,

del secolo XIII o

memoria degli qiiae inveniuntur in passionibus sanctoriim. In una pianta XIV delineata nel codice Vaticano 1960, una sola ree nella
le cataciimbae

monumenti

miniscenza
fine

notata de'sotterranei santuarii,

s.

Sebastiano

(4).

In

un documento

certo del grado


il

d'abbandono
i

d'obblio in che erano cadute


eretti

tra il secolo XIII ^e

XIV

le

basliche e
di

tanti oratori

presso

gl'ingressi

delle cripte de martiri nel

suburbano
si

Roma,

lo trovo nelle statistiche delle chiese

e del clero spettanti a quell'et.

Nel codice 749 della biblioteca deiruniversit di


legge

Torino
tistica
s.

scritto nel secolo

XIV

un novero accuratissimo

delle

basiliche
la

chiese, cappelle, monasteri, ospedali di

Roma

dentro

e fuori

le

mura con

sta-

del clero secolare e regolare. Ora fuori delle


s.

mura

oltre le

maggiori basiliche
est intra

Paolo,

Lorenzo,

s.

Sebastiano,

s.

Pancrazio,

s.

Agnese, sono ricordate soltanto


et

le chiese seguenti:
dicti

monasterii

(s.

Agnetis)

ecclesia s.

Constancie tion habet serviitorem ,


ecclesia s. Saturnini extra miiros

ambitum
extra

ecclesia s. Hermetis extra

muros non habet

portam sine muris non non habet servitorem


stasii

Jiabet servitorem

servitorem
ecclesia
s.

non habet servitorem,


s.

ecclesia
et

alentini

Cyri
noti

ecclesia s.

Urbani non habet servitorem

monasterium
l'

Joannis extra portam


s.

Ana-

habet abbatem

et

monacos praesentes

XV. E

si

che

allegato

catalogo

(1)

Adopero

il

raro codice di qaesta

raccolta

eh' era Della biblioteca del

comm. G. Francesco de

Rossi

ed ora nella casa professa del

Ges

di
(2)

Roma.
Mabillon,

Mus.

ital.

T.

II

p.

560.
Ili

(3) (4)

V. Giorgi,

De

lilurgia

rom. poni. T.

p.

542; De

Lisle,

Sur

le

catalogue des manuscritt de Valenciennes p.


II.

li,

20, 21.

Qaesta pianta stala divulgata dall'Hoefler, Die deutschen Paepste, T.

21


maneva, come
scritto

162

il

ricorda anche le chiese semidiriite, delle quali appena


in fine del

nome

e la

memoria
eie.

ri-

documento

summa

onnium ecclesiarum
tectis,

de
et

quibus vndecim sunt fundlttis deslructne et midlae cdiae in parieiinis , aids rebus necessariis ad cidlum divinum defecerunt et deficiunt tota die.
tante chiese annoverate dagli antichi topografi, presso alle quali
terra, nel secoh
si

hostiis

Adunque
il

delle
sot-

discendeva

XIV
s.

oltre le

cinque maggiori hasiliche


via ilaminia
,

si s.

ritrovava

nome

sol-

tanto

di quelle di
,

Valentino sulla

vecchia

di

s.

Saturnino sulla nuova tutte


Negli esordii del
secolo

Ermete sulla Salaria egualmente abbandonate e la prima


di
,

anche
tistica

sine nuris.

XV

Nicola Signorili

f'

una

simile sta-

delle chiese di

Roma
si

la

pose nel libro sulla citt di

Roma

da lui dedicato
e

a Martino

(1)

del quale l'cseraplare pi autentico negli archivi! di casa Colegge


il

lonna. Ivi a carte 69

novero delle chiese estraraurane

da questo
era sopra-

novero anche quelle

tre,

la cui

memoria

al naufragio di tutte le altre


s.

nuotata, scomparvero. La chiesa per di


catalogo, dal Signorili notata.

Elena,

non

ricordata nel precedente

E qui prima di procedere innanzi nel discorso sui documenti de' secoli XIV e XV, debbo porre sull'avviso i miei lettori, che a caso potrebbero imbattersi in alcun manoscritto della chronica rerum notabilium Romae scripta per Joannem Petrum Scriniariuii anno 1550; e vedendo in essa un lungo indice dei cemeteri, del quale io non far uso, facilmente la stimerebbero scrittura rara ed ignota. Di questa
chronica oltre
i

pochi esemplari, che sono nelle pubbliche

private biblioteche di

uno in Lione (2) ed uno in Parigi nella biblioteca dell'Istituto cod. n. 198. per una delle molte finzioni del noto impostore Ceccarelli come dall' attento esame di tutto 1' opuscolo e segnatamente dell' indice de'cemeteri ho riconosciuto. E veramente questa cronaca annoverata fra le scritture apocrife del Ceccarelli dal Contelori nel cod. vat. 9200 p. 438 e dallAllazio,

Roma, ne
;

esiste a

mia

notizia

De

fragmentis rerum Iletruscarum

etc.

dal Ricci

nell' Istoria della famiglia Roc-

capaduli.

Tornando
di

ai

noveri delle nostre chiese compilati negli ultimi secoli

dell" et

mezzo, utilissimi alla ricerca, che ora faccio, sono quelli, che si leggono nei libri delle indulgenze e reliquie de'santuari di Roma scritti per uso dei pellegrini.
ivi

Imperocch

vedremo

se

alcuna menzione
se
i

si

fa

de'sotterranei cemeteri, e delle

chiese sopra essi edificate;

vedremo anche

pellegrini

avevano

al tutto

dimenet

ticata la pia visita alle cripte de'martiri

in altri tempi con tanta piet frequentate.


sifi^atti
;

Le biblioteche
reliqidae Urbis

di tutta

l'Europa abbondano di

codici delle

indulgentiae

Romae V uno dall' altro poco varianti la maggior parte del secolo XV o della fine del XIV; rari (se pure ve ne ha) quelli de' primi anni del XIV. Alcuni sono scritti sopra rotoli in pergamena a guisa de' veri volumi degli antichi uno di questi rotoli nella biblioteca di s. Gallo uno in quella di Stuttgard. Sogliono essere uniti alle Mirabilia Urbis Romae variamente compen:

diate od allungate; n

si

trovano soltanto in lingua latina,

ma

anche

tradotti in

tedesco ed in francese.
(1)
(2)

E che
iscr.

questi manoscritti sieno stati adoperati dai pellegrini

V. Le prime raccolte d'antiche

p.
Ili

8 e segg.
p. 334.

Catahguc de

la bibl. de

Lyon T.


di varie nazioni

163

che talvolta ho trovato in principio


si

appare anche dagli

itinerarii,

o in fine di que' volumi. Cos ne' codici d'Inghilterra

legge iter ab Anglia ad

ad Romam partendo da Vienna; in uno di Strasbourg ho veduto tre itinerarii diversi ab argentina usque ad Romam. Questi libri poi furono cominciati a stampare fino dalla seconda met del secolo XV: e l'edizione principe forse quella di Roma del 1475; un esemplare rarissimo ne possiede la reale biblioteca di Monaco. Ivi anche un esemplare stampato in tedesco senz'anno, ma sotto Sisto IV; nel catalogo della biblioteca attribuito al 1472.
Romani,
in

quelli di

Germania

iter

Ora fra

tanti

libri

manoscritti

serviti ai

pellegrini di

tante

diverse

nazioni
eccetto
de' sot-

non ho potuto trovare menzione veruna delle minori chiese cemeteriali, quella di s. Elena che ho detto essere ricordata anche dal Signorili; ne
,

terranei cemeteri, eccetto le cripte poste sotto la basilica di

s.

Sebastiano, che furono


di

sempre
C.
le

visitate.

Anzi un codice della pubblica


alle

biblioteca

Strasbourg
antiche
:

segnato

193 descrive l'itinerario dei pellegrini indulgenze


;

chiese

di

Roma
alle

per acquistare
stazioni

nella via

da

s.

Paolo

s.

Sebastiano
le

annoverate dai vetusti topografi ho trovato sostituite


deinde

seguenti

ad

s.

Paulum,
,

ad

s.

Anastasiam virginem
deinde

et

marlijrem

deinde

ad ecclesiam sanclae Mariae


coeli
,

quae vocatur ad aquas salivas, deinde ad capellam, qiiae vocatur scala

deinde

ad

tres fontes,

ad

s.

Mariani annuntiatani
s
;

et sic idterius

procedendo ad sanctum

Sebastianum. N dee fare maraviglia una


gloriose

grande

profonda dimenticanza delle

memorie e de' santuari de' martiri mentre in quei libri medesimi scritto che sunt Romae mille qiiingentae quinque ecclesiae (al. cappellae) sed pr major i parte
quasi destruclae. Tanta distruzione de' sacri edifici, e tanta perdita delle tradizionali

nozioni dei

siti

e de' sotterranei

gener

il

madornale

errore, segnato in cotesti libri


terzo miglio

indulgeniiarum , del cemetero di Priscilla trasferito dal

della Salaria
alla chiesa

nuova, ove
di
s.
s.

tutti

gli

antichi ed anche le Mr6(7/a ce lo

hanno mostrato,
,

Pudenziana
et

nell'
. .

Esquilino:
.

in

ecclesia

s.

Pudentianae

ubi

invitati

fuerunt

Petrus
a

Paulus,
il

ibi est

coemeteriuni Priscillae (1).


tirsiim

Ne

di

maggiore autorit
traslocato
a

,
s.

mio

avviso,

cemetero ad

pileatum

dalla via Portuense


sia notato in

Bibiana parimente suH' Esquilino; bench quest'errore


de' libri indulgentiarum
;

manoscritti
delle

pi antichi di quelli

cio

nell' indice

de' cemeteri

Mirabilia. Chi vuol prestare fede a queste notizie s^ippiglia al partito di distinguere

due

ursi pileati,

uno dentro,

l'altro fuori della citt.

A me sembra
del
dei

per che Tet^

nella quale apparisce per la prima

pileatum nell'

documento Esquilino, mostri abbastanza, non l'ipotesi


volta
il

cemetero

ad ursiim
,

due

orsi pileati
e

ma

quella della traslazione del per vera.

nome

colle reliquie essere

da prescegliere

da tenere

Ed
dei
siti

ecco
e

come nel secolo XV al risorgere delle lettere le antiche tradizioni storiche dei nomi dei cemeteri romani erano quasi al tutto obbliate e smarrite ;
il

ond' avvenne, che

Bosio dov fare

le

erculee fatiche

da

me

nella prefazione

narrate, per racquistare a forza di studio, di esplorazioni e di scoperte la perduta


notizia delle sotterranee cripte dei martiri.

(1)

V. De

Levis,

De

s.

Priscillae coemelerii

urbani communio, Augustae Taurinorum 1779.


g.

164

VII.

Del metodo per ricostruire

la topografa storica della

Roma

sotterranea

coli' ajiito

degli antichi documenti.

Bench luso dei dociimenli ne' superiori paragrafi annoverati ed esaminati adoperandoli cio nel corso di debba essere insegnato coll'esempio e col fatto
,

quest' opera al ricostruire esattamente la topografa storica de' cemeteri suburbani,

pure stimo necessario dichiarare qui con parole brevissime


dal principio de' miei studii intorno a questo punto

il

metodo

che

fin
Il

ho abbracciato

e seguito.

primo passo

di porci in

guardia contro

gli
i

errori generati dalla confusione dei


secoli, in

nomi e dei bandono e

siti

cominciata e cresciuta durante

che tanto grande fu l'ab-

l'obblio delle cripte de' martiri. In quei secoli

poche delle chiese fabil

bricate sopra gli antichi cemeteri rimasero in piedi e ritennero

loro
,

nome: abnella Ladi

biamo veduto, che nell'Appia durava quella


bicana quella di
s.
s.

soltanto di
s.

s.
,

Sebastiano
nella

Elena

nella
s.

Tiburtina di

Lorenzo
s.

Nomentana

Agnese, nelle due Salario di


Valentino
,

s.

nell' Aurelia di s.

Ermete, nella Flaminia di Pancrazio. Indi avvenne, che ai sotterranei colSaturnino


e di
i

legati a queste chiese

furono attribuiti
Agnese,
s.

nomi

de' \Vm illustri cemeteri,


il

che

la storia

attestava essere stati presso quelle vie.


listo;
i

A
s.

s.

Sebastiano fu dato

cemetero di Calera naturale,

s.

Elena,

s.

Lorenzo,

s.

Valentino ritennero,
a
se

come

cemeteri da loro denominati;

Pancrazio chiam

quello di

Calepodio,

s.

Saturnino quelli di Priscilla e di Basilla (1), ne si sapeva forse in quei tempi, che il cemetero di Basilla non era diverso da quello di s. Ermete. Ma i documenti
pi antichi distinguono la basilica di
Callisto;
s. s.

Sebastiano e

il

suo cemetero da quello di


s.

Saturnino dai cemeteri di Priscilla e di Basilla;


Il

Pancrazio dal ceantichi


testi

metero di Calepodio.
cessive ampliazioni

Bosio per conciliare la testimonianza degli

a lui noti con la posteriore confusione ricorse al partito di credere, che colle sucsi

fossero
le

riuniti

in

uno

cemeteri

dapprima
toglie
la

diversi.

Ma
,

questo sistema non concilia

pugnanti testimonianze ne

confusione e

r errore

imperocch per qualsivoglia ampliazione non pot giammai avvenire che i sepolcri a cagion d' esempio de' papi posti lungi da s. Sebastiano nel cemetero di Callisto si venissero poi a trovare sotto quella basilica come negli
:

ultimi secoli del medio evo


sepolti nel

si

diceva, e

tutti

poi lo crederono
della

ne

che
,

santi

cemetero di Calepodio al terzo


s.

miglio

via

Aurelia

giacessero
alla citt.

presso la basilica di

Pancrazio, che d'un

buon miglio pi vicina


i

Laonde meglio
decimo

accogliere
i

con diffidenza
ed
i

giureconsulti direbbero col bene-

ficio dell' inventario,


;

nomi

siti

insegnatici dalle
i

memorie
:

posteriori al secolo

e sulla loro verit interrogare


si

testimoni pi antichi.

Nel quale esame parmi che cemeteri nelle parti, che di esso

ci

debba procedere cos il vetusto catalogo dei mancano, supplito conl'ajuto de' pi antichi

(1)

V.

Bosio,

Koma

soli.

p.

484.


e certi

165

documenti
distinto,

ci

indicher quali e quanti sono

principali cemeteri
i

aventi

nome

che esistevano presso ciascuna

via. Dico

principali; imperocch di
,

alcuni minori sepolcreti pu essere smarrita ogni


antico congiunti e fusi col maggiore
e la loro storia ebbero

memoria
,

o perch furono ah
il

cemetcro contiguo
e si

o perch

loro

nome
,

poca celebrit
i

perderono nella notte dei tempi e nel


si

silenzio degli scrittori. Trovati

principali cemeteri distinti delle singole vie


de' martiri

cercher nei martirologii

negli atti

quali santi

illustri

ed

istorici

furono

sepolti

in ciascuno di quelli.

Dopo

dove ognuno di quei santi giaceva. Cos ne verr per conseguenza furono i sepolcri istorici
,

domander ai nostri riconosciuti almeno all' incirca i


ci
si
il

topografi
siti,

ove

riconoscimento del vero

nome

e del

vero

sito di

ciascuno dei principali cemeteri. Cotesto metodo sem,

conduce alla verit se veraci sono le guide, che e' insegnano i siti de' sepolcri istorici. Ora s della bont del metodo, che della veracit delle guide uno splendido saggio avremo da questo volume de" cemeteri cio delove del pii inestricabile labirinto della Roma sotterranea l'Appia, m'accingo a dichiarare e spiegare il riordinamento e la topografica ricostruzione. La medesima impresa ho gi compito e verr dichiarando nei seguenti
plice, naturale, necessario; e infallibilmente
;
,

volumi della

Roma

sotterranea per

cemeteri delle altre vie.

N pertanto

si

dee cre-

dere, che siffatto studio sotto la scorta dei

documenti

predetti

pu condurci a determi-

nare infallibilmente
sepolcro.

il

punto per

cos dire mattematico,

ove era questo o quell'illustre


singoli sepolcri

e sar frutto delle escavazioni,

che d'anno in anno viene ordinando


i
,

ed ampliando la commissione di sacra archeologia, lo scoprire


i

loro insigni

monumenti
il

loro
,

siti

precisi.

Ma

la topografia cemeteriale
e'

romana
insegna

ricomposta giusta

metodo

che ho accennato, prima delle scoperte


,

dov' era questo o quel cemetero

e perci

d campo a prevedere quali memorie,


necropoli
si

quali sepolcri in ciascuna delle nostre sotterranee

troveranno. Cos
delle cose sopra

per accennare tosto


ragionate
Giulio
I
,

un esempio
il

fuori dell' Appia^, ed

una conseguenza
s.

dir che

sepolcro

del pontefice e martire

Callisto

con quello di
,

papa

e d' altri

martiri illustri sepolti nel cemetero di Calepodio


s.

non

si

troveranno negli ipogei adiacenti alla basilica di

Pancrazio,

ma

nel

pii
si

lontano

cemetero suburbano della via Aurelia oltre


la Tedesca;

il sito,

che oggi volgarmente


,

chiama

ove

in fatti

una vasta

cristiana necropoli

il

cui attuale ingresso

nella vigna Lamperini.

Per agevolare a chiunque voglia provarcisi cotesto studio di ricostruire topograficamente


le

istoriche

memorie

cemeteriali della chiesa

romana

vorrei dare in

uno specchio ordinate e disposte tutte le notizie trasmesseci dall'antichit intorno ai nomi, alla storia, ai siti de' nostri cemeteri e delle chiese suburbane. Ma non oggi possibile il divulgare un quadro s vasto. Imperocch le notizie tratte dai documenti varii della storia ecclesiastica e degli atti de' martiri rie formerebbero chiedono annotazioni critiche sul valore di ciascun documento
;

non uno specchio,


poco lungo
il

ma un

volume. necessario

riferirle

e
il

discuterle a

poco a

corso dell' opera.

N meno

difficile

sarebbe

ridurre in

tavole le
spiegato,
testi,

indicazioni tolte dai martirologii:


le loro fonti,

molteplici essendo,

come sopra ho

frequenti e talvolta difficilissime a dichiarare le corruttele dei


numerosi
voro
i

166

ed

codici

critico,
il

da chiamare a confronto. Il riassumere in tavole un siffatto lasar impresa da compiere alla fine della Roma sotterranea, non prima

Pur nondimeno per lare quello, che oggi si pu, e per invitare il lettore a studiare da se medesimo la restituzione topografica delle sacre memorie de' martiri, ho deliberato di ordinare in colonne parallele e distribuire in uno specchio via per via i testi dei topografi, che sopra ho annoverato e vagliato. Il pensiero non nuovo, essendo caduto in mente al P. Marchi appena egli applic l' animo alla cognizione ed
che
lavoro

medesimo

sia stato

conosciuto

approvato.

all'esame degli itinerarii


otto

(1). Io

dar in ordine cronologico ed in otto colonne


de' nostri

gli

anelli

della catena, che

ho formato,

topografi

cemeteriali

(vedi

pag. 175).

Primo

sar

il

pregevole indice de' cemeteri aggiunto alla notitia regionum,

Secondo l' itinerario dell' abbate Giovanni ai tempi del magno Gregorio; itinerario, che facile riconoscere, confrontando i titoletti (pitlacia) dei vasellini da olio e Tindice degli olii raccolti col vero itinerario del codice salisburgense. Se non che l' abbate Giovanni sembra aver fatto il viaggio a rovescio di quello, che f' l'anonimo salishurgese. L'itinerario
e corretto secondo

che sopra ho proposto.

da costui
tore;

scritto

occuper

la terza

colonna conservato

nell'

ordine datogli dall' au-

non potendo

essere quell' ordine variato senza turbarlo, poich l'opuscolo vera

relazione d'un vero viaggio. Le colonne seguenti,

come

le

due precedenti, saranno


testi

da

me

coordinate all'itinerario, ed ognuno da s lo vedr. I


postille, dei

saranno depurati,
varie

arricchiti ai debiti luoghi delle antiche


esse, degli
tesi
:

cenni

sulle

mani

di

tutto
i

sceglier

emendamenti e supplementi sembratimi pi necessarii chiusi fra parenc(mformemente a quanto sopra ho ragionato. Dal libro pontificale passi della vita di Adriano I, ne' quali ho riconosciuto un vero ordine

topografico. Nell'indice de' cemeteri del libro delle Mirabilia distinguer dal testo

primitivo ci che pare aggiunto da Benedetto canonico e da Pietro Mallio.

Studiando
illustri,

in

questi
i

specchi

ognuno confesser

che

gruppi

de' sepolcri

la loro serie,

siti

approssimativi de' cemeteri, ai quali que' sepolcri nei

documenti della

storia

sono assegnati, indi appariscono assai chiari ed indubitati.


,

Non
stato

cos

facile giudicare
il

ove propriamente sieno da cercare quegli


il

illustri
sito sar
scritti

\epolcri dentro

sotterraneo labirinto del cemetero, del quale sottosopra

riconosciuto.

Che

se egli al tutto

impossibile dai soli dati de^

testi

inferire,

ove precisamente giace nascosto ciascuno di quei sepolcri, certissimi indizi


si

per guidano a distinguere sotterra fra tanti e

spessi ambulacri, cubicoli e cripte

chiamer storiche, e le vie che ad esse conducono. Con la dichiarazione di questo punto promessa nella prefazione, dei caratteri, cio, ai quali si discernono le cripte storiche dalle non storiche, chiuder il lungo discorso sui documenti, che sono base all'opera della Roma sotterranea.
maggiori quelle, che
io

(Ij

V. Monuffi. primit. p. 69.

g.

167

Vili.

Delle cripte istoriche e dei graffiti ivi segnati sulle pareti

dagli antichi visitatori.

Per cripte storiche intendo quelle, che contenendo sepolcri di


stri

martiri illu-

di
:

pontefici

divennero

nell' et

della

pace

santuarii

di

ciascun

ce-

dopo cessato l' uso sepolcrale delle nostre sotterranee necropoli quelle cripte per lunga et continuarono ad essere frequentate dai fedeli e dai pontefici ristorate. Il papa Damaso pi d'ogni altro ordin in esse grandi lavori, de'quali i suoi carmi medesimi fanno menzione. Considerando questo fatto storico,
metero
talch
fin dal

1849 mi posi in

animo

di ricercarne le vestigia

ne' sotterranei cemeteri.

Imperocch mi sembrava, che essendo state quelle cripte nell'et della pace e del trionfo veri santuarii loro accessi dovevano essere stati facilitati per mezzo di i nuove e grandiose scale discendenti immediatamente alle stanze da tanta folla
,

di gente visitate

dovevano esserne
i

stati

al possibile allargati

vestiboli

moltii

plicati sopra esse e sopra

vestiboli e

sopra le vie

frequentate

dai

pellegrini

lucernari

praticate

molte riparazioni e costruzioni per sostegno degli

ipogei

medesimi
In
di
fatti

e delle chiesette o basiliche


il

od

altre

fabbriche

erette

all'
s.

aperto cielo.

Prudenzio descrivendo

concorso del popolo alla cripta di

Ippolito parla

scale coperte di
:

marmo

pario, d'altri preziosi ornamenti, e sopra tutto di spessi

lucernari

Crebra terebrato fornice lux penetrai

(1).

Per

lo

che

le cripte

divenute poi santuarii debbono essere


;

state

pi o

meno
e

trasfor-

mate
le

dalla loro forma primitiva


,

e le

molte loro communicazioni col suolo esterno,


sopra
esse
fatte

molte fabbriche dentro esse

attorno ad esse e
risarcite, anzi

nei

secoli

dell'abbandono de'cemeteri non


averle sepolte sotto

da barbare mani
facili

distrutte,

debbono

immensi cumuli

di

macerie

a distinguere dagli interra,

e dalle menti delle vie cemeteriali per le terre depositate dagli antichi fossori crete portate dentro da alluvioni o lentamente infiltrate. Il P. Marchi di eh. meni, commentando trenta e pi tavole d'ogni maniera di cubicoli, di cripte, di chiese sotterranee, le consider sempre nel loro stato originario; e se in ristauri o muta-

menti
rale,

ivi

fatti

talvolta s'imbatt

(come nella cripta


casi.

storica de'ss. Proto e Giacinto),

imprese a renderne ragione nei singoli


altre essere
;

Delle scale per egli stabil in gene,

state

quelle dei tempi pi antichi


,

altre quelle dell' et della


e

pace

le

vie (2).

prime anguste ed occulte A me sembrava, che tutti


i

le
i

seconde ampie
loro
ai

prossime alle pubbliche


i

lavori trasformanti
il

primitivi ipogei dovesricoi

sero essere considerati in complesso, e che

esame potesse guidarci a


In quasi tutti
detto
,

noscere in ciascun cemetero


nel sistema di escavazione
(1)
(2)

luoghi venerati

d della pace.

ce-

meteri vedevo qua e l cumuli di macerie della natura, che ho


,

quali
anzi

che allora

si

teneva

non

si

esploravano

ma

Peritleph. XI, v. 166.

Marchi,

I.

e.

p.

41 e segg.


solevano dai fossori essere
evitati.

168

che pi mi feriva l'occhio


e e la

ci,

mente,

era l'osservare nelle piante divulgate dal Bosio alcuni luoghi, in parte ingombri

da archi, contigui a volte rampanti, indizio d'antiche scale. Un ambulacro d'un cemetero della via latina anticamente allargato e contiguo ad una scala anch' essa ampliata parve al Marchi,
da grandi rovine, spaziosi,
sostruiti

da muri

secondo che

riferisce

il

eh.

Mgr

Bartolini (1)

chiaro indizio

che quell' ipogeo

nei giorni della pace fu reso pi praticabile, affinch

Cristiani

non trovassero

nel-

l'angustia ed insalubrit di quei luoghi impedimento alla loro piet. Queste osserva-

zioni

mi parevano come

il

capo del

filo

d'Arianna nel labirinto cemeteriale

ba-

stava prendere in

mano

quel capo per essere infallibilmente condotto alle


sotterranea.

magd'uno
chiaquella
,

giori scoperte nella

Roma

Con

le

piante del Bosio in

mano

tentai di ritrovare e riconoscere

il

sito
si

de' principali ingressi

e delle principali cripte

del cemetero

che allora
labirinto
le

mava
venni

di

Callisto

che
(2)

vedremo

essere di Domitilla. Nel


g'

di

spaventosa necropoli
il

m'inoltrai attraverso

interramenti e
,

rovine

rin-

punto indicato nella pianta del Bosio

(3)

mi

persuasi eh' ivi era

uno

dei centri pi nobili del cemetero; e

quando poi
escavazioni
,

la

Commissione

di sacra archeo-

logia ivi a
fica scala,

mia
il

istanza

f'

le debite
il

apparvero a

pie'

d'una magni-

maggior lucernario ed una cripta evidentemente illustre del cemetero. Nella pianta di quello ad ditas lauros presso s. Elena ma sopra tutti mi pareva sulla Labicana osservavo molti luoghi simili a questo degno d'attenzione il gruppo di cubicoli 23, 24, 25 illuminato da pi d'un lucernario, e illustrato da una pittura rappresentante i martiri istorici di quel ceche potemetero. Il P. Marchi mi permise di dirigere lo sterramento delle vie
maggiore ambulacro,
; ,

vano aprirci l'adito verso quel punto. Ma poich il lavoro procedeva lento messomi carpone sotto le volte delle gallerie superai i depositi di terre, e dopo percorse non brevi distanze giunsi all'ambulacro desiderato. Ivi con mia somma sorpresa trovai uno de' lucernari ancora aperto; nell'ipogeo per quell'apertura erano precipitate ogni sorta d'immondezze e cadaveri d'animali: v'era quello ancor fresco d'un bue. Ma poich il sito era evidentemente uno di quei santuarii, che tanto ansiosamente io cercava, e vedevo perfino g' indizi de' molti lumi, che negli antichi tempi avevano illuminato quel venerando luogo queste impressioni furono maggiori
:

d'ogni ribrezzo, e turata la bocca ed

il

naso procedetti innanzi ed entrai ne' cubicoli.


istorici di

In uno de' quali vidi nella volta

le

immagini de'martiri

quel cemetero,

designate dai loro nomi, Pietro, Marcellino, Tiburzio, Gorgonio. Animato ed istruito

da queste esperienze mi diedi a dirigere con siffatta mira le escavazioni del cemetero di Pretestato, ove i fossori di monsignor Sagrista pontificio facevano le consuete ricerche di reliquie de'martiri. Essi aggiravansi nel primo piano di quel cemetero. Vidi che ad un piano inferiore appariva tra le rovine un arco fabbricato per sostegno dell'ambulacro; col volsi le escavazioni. Dopo il primo arco, n'apparvero altri; poi rovine precipitate da pi lucernari tutti posti sulla linea d'una via,
(1)

V.

Bartolini,

11

cemetero d'Aproniano p. 16.


primitivi p. 148.

(2)

V. Marchi, Moiium.
Vedi
la pianta dell'

(3)

ordine inferiore del cemetero di Calitto a.

3.


alle cui

169

due estremit erano due scale. Di fronte a questa via era l'ingresso ad un insigne cubicolo adorno di pitture rarissime del secondo secolo di Cristo. Il cubicolo era per somma sventura spogliato de'suoi antichi ornamenti, talch non potei sapere
di qual martire illustre
di
fosse la
di

tomba, che Tavea

nobilitato.

Ma

nella

parete

pessima costruzione e che parvemi fatto ad arte ed ecco apparire dietro per celare un prezioso deposilo. Quel muro fu demolito esso un arcosolio tutto internamente rivestito di lastre marmoree, la mensa era anch' essa di marmo con due grandi anelli di bronzo per poterla alzare con fa-

fondo osservai un muro

cilit.

Levata la mensa, presenti


1'

il

p.
,

Marchi ed
dentro
l'

il

eh. prof. Tessieri direttore del

gabinetto numismatico della Vaticana


vestito di tela d' oro,

arca

vedemmo due
Fu

corpi

uno

altro di porpora; presso la testa del

secondo era un vaso


angolo,
sola

di terra cotta e

non

si

pot verificarne

il

contenuto.

cercato in ogni

fu

disfatto

r arcosolio,

voltata e rivoltata ogni lastra


il

marmorea, non una


Si

lettera

apparve indicante

nome

di

s
,

illustri

defonti.
si

giudic,

che fossero

temeva delle profanazioni dei rimasti poi quivi sempre barbari e ancor non si osava estrarli dalle catacombe occulti ed ignoti. Dopo siffatte scoperte domandai qualche migliore provvedimento per gli scavi della Roma sotterranea, come ho detto nella prefazione a pagina 73; ed ottenni tosto dal Sommo Pontefice una sovvenzione per quelli del cemetero di Pretestato. Questa narrazione, che ho stimato non dover preterire nell'interesse
martiri insigni studiosamente nascosti
,

quando

vero della scienza nostra, basta a dimostrare


gli

il

mio

assunto, che cio le sostruzioni,


di

spessi lucernari,

cumuli

di rovine diversi dai depositi di arena e


l'

tufa e
i
i

delle terre e crete


siti
,

d'
il

alluvioni sono

indizio ordinario

che guida a

ritrovare
istorici

ove dentro

sotterraneo labirinto giacciono sepolti gli ipogei

ed

santuari de' martiri. Del rimanente l'esperienza delle escavazioni ordinate poi dalla

commissione

di sacra archeologia

ha confermato

conferma ogni
ci

questa

dot-

trina; la quale nel corso di

non moltissimi anni,

dar

la scoperta di

tutte le

cripte additate dai topografi del secolo settimo.

A
I

questi indizi generici altri se ne possono aggiungere pi speciali e distintivi.

restauri e gli

ornamenti

fatti

nelle storiche cripte

durante

secoli

nei

quali

l'uso di seppellire sotterra era stato abolito, furono cagione, che soltanto in quelle
cripte
affreschi e
stati

musaici dello

stile

de' secoli quinto

cadente^

sesto

seguenti

Qualsivoglia traccia adunque d'immagini nello stile, che diciamo bizantino, io lo reputo argomento quasi infallibile di prossimit del sepolcro
sieno
eseguiti.

d'un martire
macerie, sotto

illustre o d'
le

un

pontefice. Ottimo indizio

anche

il

trovare

fra

le

quali sepolto l'ipogeo,

almeno qualche

lettera incisa in
stati

marmo

con

la calligrafia

damasiana. Bench

frantumi delle iscrizioni sieno

a grandi

avvenuto di trovare sotterra qualche brano o menoma particella d'epigrafe damasiana, che non stesse tra le macerie o nelle vie ad esso contigue. d' un ipogeo storico e d'un sotterraneo santuario Ma r indizio pii palpabile d' essere noi giunti alla porta o al vestibolo d'una
distanze dispersi, pure fino ad ora

non mi

storica cripta, o d' essere dentro essa penetrati, quello, del quale gli esploratori

della

Roma

sotterranea sventuratamete

non tennero conto

voglio dire

graffiti

degli antichi visitatori. Solevano gli antichi ne' luoghi sacri, che

visitavano

per

22


religione, scrivere sui

170

monumenti
che
gli

o sul vivo sasso

loro

nomi
latino

formolo d'adoi

razione o

dammi razione,

archeologi chiamano proscinemi. Celebri sono


antichi
in

proscineiii grafili

dai viaggiatori
;

greco

ed in

sui

monumenti

dell'Egitto e della Nubia (1)

e quelli del
(2)
;

Tera

e d'altri

luoghi della Grecia

ai

tempio di Nettuno nel promontorio di quali sono ora da aggiungere quelli nu-

merosissimi incisi sulle rupi del Sinai (3). Questi per, come il eh. sig. Francesco Lenormant bene ha dimostrato, spettano, almeno in grande numero, a pellegrini cristiani. Anche ne' monumenti di Roma, se durassero gli antichi intonachi,

come ne leggiamo de' cittadini nelle stanze leggeremmo graffili di viaggiatori a cagione d'esempio, del Palatino e dell' Aventino, somiglianti a quelli d'ogni ond' ricca Pompei. Sui marmi di Roma appare qualche traccia di maniera siffatte scritture. Esaminando minutamente le lastre marmoree dell' antica basilica di s. Lorenzo nell' agro verano ho scorto in esse qualche nome leggermente tracciato con una punta: in cima alla colonna Trajana ho letto una preghiera
,

in greco e di formola bizantina per


lo
,

un imperatore
il

Costantino, certamente

quel-

che noi sogliamo chiamare Costante,


i

quale nel secolo VII per pochi gior-

ni visit
re,

monumenti

che

g'

Sarebbe adunque da maravigliaintonachi delle pareti nelle cripte pi venerate delle catacombe non
di e
li

Roma

spogli.

presentassero traccia veruna di

siffatti

graffiti

de' pellegrini.

Ma

quelle tracce esi-

stevano ed erano visibili anche prima delle recenti scoperte. Nel


polcri istorici, che
il

Bosio trov nel cemetero di Ponziano, a

pie'

gruppo di sedelle immagini

de' santi egli not scritte

con

lo stilo queste parole


e

EVSTATIYS VMILIS PECCATOR


altro lato

SERVITOR BEATI MARCELLINI MARTYRIS,


sci MILIX
farvi sopra
sai

da un

DIE

IIII

NAT

(in sigla)

M MAH
,

(4).

Furono queste
Il

ripetute dall'Aringhi e dal Bottari (5), senza

commento veruno.
segnato
in

graffito

per era stato copiato a met; esso ase

EVSTATHIYS VMILIS PECCATOR PBR SERVITOR_BEATI MARCELLIni MARTYRIS SET TV Q. LEGIS ORA PRO ME ET ABEAS DM PROTECTOREM. Ne era mestieri andare assai lunpi disteso
lettere

unciali

dice

cos

gi

per trovare altre simili iscrizioni di devoti dei martiri


ipogei. In quella

di visitatori de' sacri

nostri

parete

medesima
Proto

e nella
e

contigua

molti sono

graffiti

greci e latini. Nella cripta dei santi


ciali

Giacinto in lettere

anch' esse un-

suir intonaco

era scritto

ACATIO SVBD PECCATORI MISERERE DS. Basta


quella
Il

ravvicinare questa

leggenda
sfuggiti

sopra

descritta per intendere,


,

che spetta
nelle
grotte

alla classe dei proscinemi


di

cristiani.
i

Marchi

alla

cui

attenzione

Ponziano erano

predetti graffiti,

cerc

una ragione
e

storica
,

dell'epi-

grafe di Acatio suddiacono nelle cripte dei


essere cotesto Acatio

santi Proto

Giacinto

congettur

un ministro

ordinati da quel pontefice (6).

papa Damaso soprintendente ai lavori quivi Oggi tutti consentiranno, che non mestieri ricorrere
di

a siffatte congetture; e che l'epigrafe di Acatio

una devota preghiera

del genere

(1)
(2)

V. Lelronne, Inter, de l'Egyple T.

II.

V. Franz, Elem. epigr. graecae p. 330. V. Leoorinaiu, Sur


l

(3) (4)

origine chrlienne des inscriptium singftiqHei

Paris 1859.

Roma

so, p. 126.

(5)
(6)

Aringhi Marchi,

Roma soH. T. 1 Monum. primit.

p. p.

375, Bottari T.

p. 207,

208.

239,


cemetero de'santi Pietro
e

171

cripte

di quelle, che nelle pareli delle storiche

sono frequenti. Nelle cripte del


tratto.

Marcellino e in quelle di Pretestato vidi qualche graffito,


classe, di

ma non mi
cemetero

sembrarono della
la

che ora
si

Incerto anche rimasi sul-

l'acclamazione NAVIGI VIVAS IN ^, che


di Priscilla,

legge nella cos detta cappella greca del

quale

mi pareva senza dubbio


la

un'istorica cripta.

Ma

le

Commissione di sacra archeologia hanno fruttato tale e tanta copia di siffatte memorie de'pellegrini e de'fedeli venuti a visitare ignora resistenza e l'importanza. Ci i sotterranei santuari, che oggi ninno ne nulla ostante necessario accennare quante specie diverse di graffiti si veggono nelle pareti della Roma sotterranea; e quali sieno quelli, onde si pu legittimamente argomentare la qualit storica d'un ipogeo.
insigni scoperte fatte

dopo creata

Non
e nulla

sar inutile avvertire

che

le

notissime

iscrizioni

segnate nella calce


epitaffi;
,

fresca attorno ai margini dei loculi nell'alto della

tumulazione sono veri

hanno

di

commune

colie lettere od altri

segni graffiti sulle pareti

che

spettano al genere delle iscrizioni improvvise. Di queste ultime ho notato tre specie,

che

necessario

accuratamente distinguere.
sulT intonaco secco

Altre sono

lettere

segni

tracciati
graffiti

sull'intonaco fresco per lo pi dai medesimi operai o fossori. Altre sono


sepolcrali

segnati

caro e a lui
d'essere fatti

da chi assisteva alla sepoltura di qualche acclamava pace; ovvero sono epitaffi propriamente detti, che in luogo in pietra o scritti nella calce fresca attorno al loculo sono segnati

nella parete sotto o sopra o da Iato del loculo in lettere di grandezza proporzio-

nata air ufficio, cui erano destinati. Altre in fine sono

nomi

preghiere

atti

d'ammirazione
generi, e

Accenner qualche esempio de'due primi poscia ragioner accuratamente del terzo e cos dar termine a questo
di devctti e di visitatori.

capo. Neir arcosolio del cemetero de'santi Pietro e Marcellino, che delineato nel

tomo I |). 46 n. 57 delle iscrizioni cristiane, oltre la data, che nel luogo citato ho divulgato, a mano destra leggermente graffila sull" intonaco fresco una leggenda, che quando stampai quel tomo sfugg alla mia attenzione, e ripete la data in lettere corsive cos: ACINDINO ET PROCYLO CONSS (anno 340). Una siffatta scrittura spetta quasi alla classe degli epitaffi. All'angolo per d'un ambulacro nel cemetero di Pretestato sopra il bello e fino intonaco della parete quando era fresco
furono delineati
i

seuni seguenti

Questi sono segni arcani di Cristo e della sua croce salutifera, conformi al genio
de"

primi

tre

secoli

perci notabilissimo

il

trovarli tracciati sullo stucco fre-

sco d'un intonaco, che per l'ottima sua qualit pare assai antico: stanno all'an-

golo d'un bivio, e


cristiani

non hanno relazione

speciale con alcun sepolcro.


alla parete dell'

Gli operai

quando facevano quel rivestimento

ambulacro od alcun


fedele

172

che allora pass per (juella via, segnarono que' simboli arcani. Ma pi numerosi sono i graffiti della seconda specie, che ho chiamato sepolcrali. Parecchi ne ho letto segnati in lettere corsive nella cripta delineata dal Marchi
tav.
l'

XXXI

nel cemetero di
in pace-^

Callisto.

Sono quasi
che dice

tutti

nomi

proprii

seguiti dal-

acclamazione

eccetto

uno

MESVRI IN DEV CREDEI.


di siffatte scritture,

In que-

sto

medesimo tomo divulgher pi d'un esempio


in vigore.

che essendo
fatto

indissolul)ilmente collegale colle tombe,


polcri sotterranei era
scere la speranza, che

spettano al tempo, in che l'uso de' seclasse


preziosa, e

La loro

mi ha

na-

un

o l'altro essa ci dar (jualche insigne scoperta.


i

Im-

perocch una volta trovato avere


o nel visitare le

primitivi fedeli nell' atto stesso del seppellire

tombe
istorico

de' loro cari scritto

qualche

parola sulle pareti

perch

non potremo noi


tire

trovare graffito da
il

un testimonio
martire

della sepoltura d'alcun

marsua

illustre

ed

nome

di quel

medesimo

la data della

morte, e qualche altra notizia importante? Venti anni indietro quasi non si saposcia di quelli peva, che nelle catacombe esistesse qualsivoglia genere di graffiti dei visitatori dell' et della pace furono osservati e notati molti esempi; oggi per la
:

prima volta annunzio, che anche dei primi abitatori, se cos lecito chiamarli, delle catacombe esistono quivi memorie da loro tracciate sulle sotterranee pareti verr un giorno, che de' graffiti delle catacombe romane si divulgher un' atlante ricco come quello de' graffiti di Pompei. Non parlo de' veri epitaffi scritti e variato perch essi veramente non spettano alla loculi sugli intonachi sopra o sotto classe delle epigrafi improvvise, che sogliamo per antonomasia appellare graffiti.
;
,

Vengo
del

ai

nomi ed
discorso.

alle preghiere de' pellegrini e dei visitatori,

che sono lo scopo

mio

Questa classe di

graffiti

composta sopra

tutto di
:

nomi

nel caso retto, senza

verun aggiunto indicante quelli essere nomi di defonti anzi dalla loro frequenza e variet si conosce, che sono ricordi di visitatori. Talora queste lettere segnate quando cio leggiamo in sulle pareti sono veri documenti istorici e topografici
:

esse invocati

martiri

riposanti nella cripta

ove

lo scrittore lasci
;

quella
il

menarra
:

moria. Ne
ivi

siffatte

preghiere sono in pr de' soli scriventi


,

sovente

pellegrino

prega per

altri

tace

il

suo nome. Cos un pellegrino del secolo VI


e
(i).

essere stato in
in ipso

ad iiiptias ; accubilu ego indignus parentum meorum nomina scripsi Cana


di

Galilea, ubi Dovinus fidi

prosegue dicendo

Antichissimo e

tradizionale l'uso di scrivere


i

Cristiani

alla

prisca

nomi formola i Mvx


i

de' parenti e de' cari ne' proscinemi (2).


bv/rp^fi tj Sivcg

Ma
di

sostituirono

invocazioni

Dio e de' santi in favore dei loro


e per defonti

cari. Il

pi delle volte quelle preghiere per vivi


e

sono composte con formole generiche,

con

le

acclamazioni solenni

v'was in Deo, ovvero in Cliristo e simili. Queste acclamazioni

medesime

si

leggono

nei graffiti sepolcrali


polcro, e

quando per esse non sono poste in relazione con alcun semassime quando sono miste a nomi varii nel caso retto, che facilmente
:

s'intende essere di viventi

la loro qualit di

preghiere scritte da devoti visitatori

de' sacri nostri ipogei diviene manifesta.


Antonini Piacentini, Itinerarium
e.
II.

Ora per quanto fino ad oggi l'esperienza

(1) (2)

V. Frani,

EUm.

epijraph. graetae p. 336.

m'insegna,
siffatti

173

si

graffiti

di visitatori

non

leggono altrove, che nelle pareti delle

cripte istorichc e degli ambulacri,

che ad esse immediatamente conducono. Pare

che

ai

devoti ed ai pellegrini nell' et della pace


l'aggirarsi dentro
i

non
e

fosse di legge ordinaria per-

messo

il

labirinto cemeteriale.

Ma

per le scale proprie di ciascuna


poscia risalivano fuori per

cripta illustre

fedeli col

scendevano direttamente,
fatti

ridiscendere da altre scale ad altre cripte. In

in alcuni di cotesti ipogei di-

venuti santuari e centri di preghiere


ri,

e di pellegrinaggi,

ho osservato antichi mulasciando

che chiudevano

tutt'

attorno gli aditi verso l'interno del cemetero,

aperta soltanto la via, che imbocca alle istoriche cripte. Laonde quante volte io scorgo tra le rovine d'alcun ipogeo tracce di graffiti di questo genere,
eh' ivi presso sia stato alcun insigne e venerato sepolcro.

non dubito

Nel cemetero di Callisto


questo tomo
,

tre

gruppi di cripte papali, delle quali parler in

sono

tutti

forniti in

grande copia di memorie degli antichi pellegli

grini, varie di
d'affetto,

tempo

e di

formole, e talune preziose per ardore di fede, dolcezza


e

eleganza di lingua

per istoriche allusioni. Molte sono perite, caduti

intonachi; e n'ho veduto le tracce sui frantumi dello stucco tra la terra e le
cerie.

ma-

Nel cemetero di Pretestato la cripta frequentatissima di s. Gennaro, scoperta nello scorso anno, non poteva darci siffatti graffiti, perch rivestita di marmi e questi medesimi tolti via da devastatori. Pure nella via, che ad essa conduce,
sopra
le lacere

vestigia dell' intonaco e sopra


e

una

pietra cemeteriale

che aveva
di

chiuso

un
i

loculo
soliti

sulla quale in et
dei visitatori.

posteriore fu data

una mano

bianco

ho
essi

letto

nomi

insigni recenti scoperte

segnarono con pari

Non ostante questi esempi forniti dalle pi pellegrini dell' Appia, non parmi, che ovunque scesero di loro nomi e le loro preghiere studio e frequenza
i i
:

guisa che la

mancanza
ss.

de' loro proscinemi sia

la qualit di santuario

ed

il

carattere

nel cemetero de'

Pietro e Marcellino e

argomento per negare ad una cripta che chiamo istorico. &i ho detto che in quello medesimo di Pretestato ho osvisitate

servato cripte insignissime e senza dubbio assai


tanto

prive de' graffiti altrove

numerosi. In quest'istesso momento, che scrivo, si sterrano le pii famose cripte del cemetero di Priscilla; e pure ivi appena qualche rara traccia appare di
lettere e segni

suU' intonaco delle pareti

non spettano
ivi
si

alla classe

di graffiti
;

di

che ora

ragiono. Alla sinistra

d'un arcosolio

legge

PAVLE VIVES

acivi

clamazione, che anche a giudizio del eh. P. Tongiorgi sepolcrale, essendo


presso giacenti
i

frantumi d'un sarcofago


:

coli' epigrafe

PAVLI. Parmi adunque da

conchiudere cos

la

presenza de'

graffiti

de' visitatori sulle pareti essere indizio

di legge ordinaria infallibile di cripta isterica; la loro

mancanza non
quella
de'

essere ar-

gomento per negare ad un ipogeo


Tra questi
aggruppati
graffiti

la qualit di santuario

solenne di martiri insigni.

notabile

una

classe speciale

nomi
fatti
,

di preti

insieme e seguiti dalle sigle

PUB

ovvero

PB
;

significanti

preshijter.
li

La

loro paleografia

dimostra

che sono di et assai tarda

ed in

veggo

a pie' delne leggono, come ho detto a pie' di quella di s. Cecilia le immagini di santi nel cemetero di Ponziano nel cemetero di Callisto; sopra l'immagine medesima di s. Cornelio, che divulgo in questo volume. Il titolo presbyter costantemente aggiunto a questi nomi, senscritti

sulle pitture di stile bizantino. Se


za mescolanza veruna d

174

memorie

di laici
,

desta maraviglia

e fa
stati

d'

uopo renalle
;

derne ragione.

Da principio pensai
fatte nella

che

qup' preti

fossero

presenti

aperture dei sepolcri

seconda met del secolo ottavo e poco dopo


i

ed

avessero in quell'occasione quasi collegialmente scritto

loro

nomi. Ma divulgato
si

l'annunzio dei

graffiti

di cristiani pellegrini scoperti nel

cemetero di Callisto,
stati

incominciato a farne ricerca anche altrove: e in Francia ne sono

rinvenuti

esempi notabili, segnatamente sulle mense d'antichi ed


in

assai venerati altari (1);

Roma

nell' antica basilica di

s.

Clemente. Neil' altare della chiesa di Minerve

presso

Narbona

tutto coperto d'infiniti

nomi

illustrati dal eh.

Le Blant

e assegnati

all'et carlovingica,
di
s.

assai

numerosi sono quelli

di preti; e nei graffiti della basilica

Clemente tracciati sopra pitture del secolo nono appena qualche raro nome appare, che non sia di prete. Anche nella cripta di s. Vittorino in Amiterno simili graffiti di preti debbono esistere. Ne ho un saggio dalle schede del Giovinazzi (cod. Vat. 9144), ove sopra un' iscrizione pagana amiternina (2) trovo segnato
-+-

Adunque non una singolarit delle romane catacombe, ma un fatto assai comune ne' secoli ottavo e nono, che nomi graffiti nei luoghi sacri sieno o in grande numero o tutti di sacerdoti. Forse ci avvenne
ecCHii nPB,
-+-

a006l) nPB, lOSE iiTT.

per r ignoranza in quei secoli tenebrosi ogni d crescente nei

laici
i

talch
,

laico

divenne poi sinonimo

d' illetterato.
s

Ma

attesa la circostanza

che

luoghi

ove

nomi

di preti

appajono

frequenti, sono o

mense

d' altari,

o nicchie e pitture,
,

dinanzi alle quali sembra essere stato Faltare, io inchino a credere


graffiti

che

siffatti

sovente sieno
si

da questi nomi
le cripte,

ove fino

memorie scritte dopo celebrato il divino sacrificio. Laonde raccoglie una prova doppiamente efficace a dimostrare quali sono ad assai tarda et non vennero meno il culto e la venerazione
;

solenne.

E qui
rebbero a
colonne,

fo
pili

punto

bench

la

ricchezza e la novit deU' argomento


,

m'

invite-

ampie dichiarazioni. Seguono le tavole delle quali ho ragionato a pag. 166. La prima, che occupa la pagina contigua, non composta di otto

come

gli

specchi sopra promessi

ma

di sole cinque. Essa quasi direi

un preambolo a quegli specchi; contiene le notizie de' martiri mura di Roma indicati dai nostri topografi. Perci ne l'antico
ri,

giacenti dentro le

indice de' cemete-

eh' erano tutti estramurani, n la topografia einsiedlense, che


,

non

fa

menzione
le

di reliquie

ne

gli

estratti

topografici dalla vita d'

Adriano

I,

che risguardano

sacre

memorie suburbane, qui ponno aver luogo.

(1)

V. Lcbiant, Inscr. chrt. de la Caule T.

p.

185

275

Wemotre sur f

autel de

glise

de Uinerve

p.

4 e 9egg.

pag.

36

Bargs, Tfotice sur


(2)

un autel chrtien antique Mommnsen, /. K. iV. p. 5837

p.

12 e segg.

C^"^^^^^

175

Ili

II

IV
NOTITIA PORTA RUM, YIARUM,
INDEX

INDICES

OLEORUM

ITINERARIUM
EX
UiNICO CODICE

EPITOME
LIBKI DE LOCIS SANCTORUM MARTYRUM
E CODICIBUS SALISBURGENSI PURO,

QUAE COLLEGIT

COEMETERIORUM
E LIBRO

ECCLESIARUM
CIRCA URBEM

JOANNES ABBAS

SATISBURCENSl

WIRCEBURGENSI PURO ET SALISBURGENSI INTERPOLATO

ROMAM

UIRABILWU URBIS ROUAE

E WILLELMO MALMESBURIENSI

PITTACIC M
AUPtLLAE
ScsYs...lou,scs

INDEX

OLEORDH
Scoruin Johan-

Coemeterium ad UrIntra urbem in monte CoePrimum in urbe Roma beaqiiae appellatur Basilica torum marlyrura corpora Johan- Johannis et Pauli, ubi ipsi ara- lio sunt raartyres Joannes et sum pileatum ad s. Binis et Pauli tamen (l) quie- bo in uno tumulo iacent. Paulus in sua domo quac facta bianam.
,

Johannis et Pau- nis et Pauli.


lus

scunt in basilica

magna

et val-

est ecclesia post

eorum

raarty-

(vide

liam

Xome<Uawm).

de formosa.
(1]

Basilica
ris,

s.

Bonifacii marty- rium, et Crespinus et Crespi

ubi ipse dormii.

niauus et

s.

Benedicta. In eo
est ecclesia
s.

Portasse tantum.

dem monte

Ste-

phani protomartyris, et ibi re conditi sunt martyres Primus


et

Felicianus; in

tino s.

Bonifatius et in

monte Aven monte

Nola

s.

Taciana pausaut.

_
I

176

Vili

II

III

INDEX

INDICES

OLEORUM

ITINERARIUM
LIBRI

EPITOME
DB LOas SANCTORVU UaRt^
PCfio

0ITU POBTARVM.
ECCLESIAIWA
^liSVil,
cincA
[ s

TOPOf,R\PHlA
EINSIEDLENSIS

EXCERPTA TOPOGRAPHIf.A
E
VITA HADRIANI
I.

INDEX

COEMETERIORUM
QDAB COLLEGI!
(

BX UNICO CODICE

HCTILtlS

E CODICIDUS SALISBDRGENSI

pnDEM nOMAH
1BAI.>IESB0IUE>S1

COEMETERIORUM
E LIBRO

JOANNES ABBA3
tmBts

SALISBURGENSI

WlRCEBDRGBNSl PORO ET SALISBURCBNSI

SIUEI.1I0

UIRABILWU URBIS ROMAE

pou^E

-^5
(A

K. Inde prope {i. e. prope tcclenar,, Deinde inlrabis per urbera ad aquilol climm Cucumeris) luxta viatn nem donec pervenies ad portam flami- ad V\mm ^^' quiescit rei ecclesia mirifice ornata s. mariyr Valentious Valemini neam. ubi s.
[

13

Flaniinea,
el

quae

modo

appel-i

lu via

Flammea fona

VUlini

J*,
,,

FlamiDea via el cum ad^murum in dexlcra s. Vapervenit vocalur via Raven-llenlini.in sinislraTiberis,

magna, quam ubi ipse corpore iacet et multi sancii via flarainea in basilica lT" Interpolator ex itinerario Honorius reparavil, et alii raartyres in sepulti add^T
aquilone plaga sub terra.
lonali plaga).

ad

in primo radRavennani ducil. Ibi Valentinus in sua ecL-lesia re-

"""

Coemeterium ad ptem columbas ad


put
s.

se- FITTACIA

AUPCLLinim

INDEX OLEORUU

Deinde vadis ad ohentem donec veSalinaria, ibi requiescit

K. Inde band procul


(i.

(i. e.

pitia

Porliciana [lege Pinciana) el via


appellata
,

Topographia

19.
melis.

Basilicam coemelerii
Proli et

ab ecclemt

cacli-

Sca FeKcitascum..
irs Bofii/afius 5CS

Scc

Felicitalis cimi

mill. nias ad ecclesiam lohannis marlyris via chaelis

Joannis in

vum

cucumeris.

Hermis.jf Prolus
....

scs seplein filios suos sci Bonifati]


sci sci sci

Diogenus mar- dcm

e.

VII) in occidente iuxia viam Salariavi: vox eandera pj( ai

'io :
Uior

sed
el ibi

cum pervenit ad
(

ss. martyrum HerHyacinthi atque Basillae mirae


s.

,DnienpErilil,
nicoraeris

Cnspus

Hcrmitis
Proti

tyr et in altero cubiculo Bonifacianus, potatore) in cryplis sub terra gradibuss et Fistus martyr sub terra , sub terra philus et s. Candidus. sanclusqu Cyrmuscu

LXXX

In via Pinciana extra magnitudiois innovavit. prope in eo loco Coemelerium vero rcquirscunl marlyres he- civilalem in sinistra licitalis eie. [Vide Aie ih Satana
)

Fe-

nova]

libmnes,

Liberalis,^

Diogenes.
[al.

Blaslus,

lasilisse s. Proti et Ja-

SCI

nermlanut....
Syslus
,

Jacynli
AlatiDiiltani

...Sc5

scs

sci

Blastus martyr: deinde lohannis martyr, tis martyribus jacet. K. Et inde in occideoiemi posiea Longuinus martyr. Deinde vadis; dentibus apparet basilica s, Ermes ubi ipse i^i
j

I51QUD0 scpulcro

CCLX

CCXXXX)

Coemelerium
raelis el

s.

Her-

nlhi

s.

Hernielis

in
s,

Domilillae (Peadd\t: est

Liberali^...

scs Crispus
scs Herculanus scs

ICS Bla^lro et

mulla milia

s...

haaso

fiaec interpol, ex ad australemvia Salinaria donec venicsj iacet (longe in terra ad s. Ermetem, ibi priraum pausal(in)j Ibi sunl s. Crispus et s. Herculanus el
:

el via Salaria, dester s. Pampliili illetoXXX. Quarta porta Silvestri dicitur. Ibi juxla viam Joannis caput. (iJo s
iits

Irm Mallms
foris

itima
ii!((uiescil
s.
Il[j

portam Pincianam,
s.

et 9.

Vasella

el

Prolus

ubi est ecclesia

Her-

icliis.

Slasimilianus.
loco

Herculanus, Crispus;

Fragmenla
In via Pinria Pamphilus, Basilissa, Protus, la-

aliiCWU

et ali

Eca Baslla
sci

bas(ilica? Bas)silss3 virgo et martyr, qj iiantis et s.


altera et

Basilessa et

s.

Jaciatus [KId
illero Il

melis martyrisj.

prope requiescunl sancii niar(Juirinus

! co

Coemeterium
lae

Basii-

sci

XLV...
Johannis
sci /.tberalts

martyr Maximus et

s.

Lrraes spelunca

s.

Jacinctus nterp. ex

itiner.) els.

ad

s.Hermen

via

Salaria.

scc Lucinae

idcslCCLXII pervenies ad s. Pampulum et alti XXIIU gradibus sub terra. CXXlle(a(uiciXLVl quos omnes Justnus
aliisci

sciBlaslroelmultoruin scorum, sed et

mariyr longe sub terra. Et in altera (s. Vic4,or nterp. ex ilin.) et s. Le spelunca Protus martyr et Jacinlus mullis martyribus sepulti. K. Inde non Iode;! deinde Victor martyr. Poslea eadem via in occidente ecclesia s. lohannis rayrlyris, oii
_

Pimphilas el

LXX

gradibus in

Coemeterium
celli

s.

Mar-

Hermes, libi doniinus coecum illuminacinlhiis,

via

Salaria valere

martyrem put

[e

libro

ejus in alio loco sub altare


:

Benedicti

ca-

ponitur.io

viuarcus, niurus.

nonici).

in

unum locum

corpus
Sistus)

ibi s.

Diogenes

et
s.

s.

Fislus (MdJl
el

et s.

Liberalus et

Blaslus

sia
ti

prb colliga sciLaurentimarljTJssepelivit.

et s.

Longina niater lohannis

sunt

sepulii

mille

CCXXII

marlyres, singulari

mm
bJe
;

ti(/e

Coemeterium
scillae

Pri- PITTACtA ASinLLtRl'SI

INDEX OLEORUU

Deinde venies ad
via,
Ila

s.

Felicilalem altera
ibi

ad

s.

Silve-

Sedei ubi prus


dit scs

se-

Oleo de sede ubi


sci

quae similitcr Salaria dicitur,

Juxta viam Salariam ecclesia ests, Feliai ubi ipsa jacel corpore, ibi et Sillanus fc

Salariam

veterem

basilica

In via Salaria exlra

ci-

MUiii. ubi

requiescit illa et

Silanus Dlius vilalem

in (sinistra) s, Sain

lUon longe

Boniralius

strum via Salaria.

Petrus ex oleo prus scdit scs Petrus


scs

scs

VHal

Ale-

Vilalis

facius
filii

Coemeterium Jordanorum ad s. Alexandrum via Salaria.

laiidcr,
scs

scs Martialis
sci Siisci

sci AtG:iandri sci iMarlialis

pausai in ecclesia sursura et Boni- unus de VII est scpullus et Bonifacius [papy>[' Hi pp et martyr in altero loco et ex itili. ) cum mullis sanclis ibi dormiunt.
{lege filios) ejus

"
li

martyr.
el

Ibidem turnini;
licitalis

dester

s.

Fe-

ecdesia sunl
el

Crisanlus el Daria el Saraaler


in

cum scptem

tlii.

g. 79. Coemelerium s. Felicitalis via Salaria una cum ecclesiis s. Silvani marlyris et s. Boni farli confessoris atque jiontificis uno cobaerentes solo mirae restauravit magnitudinis. Sed et basi-

lae ad

Coemeterium PrisciI ponlem Salarium.

Coemeterium ad cU-

Mannis

Maicelltu

sub terra deorsura.

?cslri sci

Felicis

scs Jlarcellus
sci Silvestri sci

Dende eadem via pervenies ad ecclesiam


s.

eandem viam s. Saturninus (papa tnlerp. cum mullis martyribus dormii {alia wfl""*='|
quoque ecclesia
s.

fri

ci .lason

eoruni

licam
tara

s.

Saturnini in praedicta via Salaria posi


ss.

vum

cucumeris.

tulli innnmerabiles.
I

Et

altera
filii

ba
s.

Afeandcr,
El sanclac

Filippi aliorum et muttoruih scorum.

Fclicis

Saturnini papae et martyris: in in aba


ecclesia Daria virgo et

Chrisanlusel Uam^
ili

Vilalis,

sci Filippi et alio-

altera

raartyr et

LXII marlyres): propeque

s- Aleja"^

"
.

Martialis

vavil
. ss.

Domiaanda
,

Coemeterium Thra-

Scs

Grisatits

scsqu

rum muK.
sci

scor.

O
PS
-a!

sonis ad

s.

nam

via Salaria.

Saturni- Darias scs Mourus Ja^uu et alii sci multa


milia sci Saturnia el
I...

Grisanti

scc Dariac
sci sci

pausai et Crisanti martyr. Postea per- s. Vilalis sanclusqu Martialis, qui sudI'"*,^^ venies eadem via ad spcluncam ubi filiis Felicitalis, cum muUis niartyriMsP" et fc" s. Hilaria mariyr: delude eadem via ad in interiore spelunca s. Theodoltis
s.

VII virgines Saturnina, Rooantina Serolina


,

una cura coem. atque coemeterium s. Hilariae innovavit, videlicel 80- Immo el coem. Jordanorura Alevandri el Vilalis el Martialis martyrum, seu
,

Chrysanlhi et Dariaereno

Coemeterium Tbrasonis ad s- Salurnioum.

"Honala
"moreo

Deinde basilica s Silvestri ubi lumulo cooperlus el raartyres

ss. seplem Virginum a novo in eadem via Salaria coem. s.

reslauravil.

Pariler

Silvestri confessoris

Coemelerium
citalis.

s.

Feli-

a(u]pnio.

Sea
..$cs

Felicitas

cum

Bonifal\a% scs Herinis etc. [vide Salariam velerem].

Vi

ibi pausanl terp. ex i/m.). Ibi et VII (1 et longe in in- ninaels- Hilaria, s. Dominanda.s.beroiiD^'-, Alexander martyr re- lina, s. Donata, s. Rogantina rcquiesc""^^^, rq quiescit. Postea ascendens eadem via ad eandem viam Salariam s. Sdvesier ^ sci Tipinionis f^"' Silvestri ecclesiam ibi mullitudo sanpedes ejus s. Siricius papa inlerp. p^jj^ s. ctorum pausat: primum Silvester sanctus Caeleslmus, quampturimi id est s. "iff^/!: papa et confessor et ad pedes ejus s. SyPraxedis, s. Marcellus (eps Sce Felicitalis cum ricus papa et in dextera parie Celeslinus Maurus,,sJ!a-*^.; Crescenlianus, septcm niios suos papa et Marcellus episcopus; Philippus sci Bonifati

Mauri Jason

Alexandmm martyrem,
el

virgines

id es

-'T

Tri/v'''''''"' ""l.\\ in uno

"

''''''

'''

'^'^^"'

"""
Se

alque ponlificis aliorumque sanclonim mullorum in


riiinis

Theodolus

et alii sci

multa

Evenlus

ri*s
"'

scpulcro rei|uiescunt. ci

posilum renovavil.

CI

milia sci Saturnio!

teriore spelunca

i.

Lrescenlianus, Prisca el Potentiaua pausanl.

{Coem. ad clivum cucumeris hic falso posi/um; pertinet ad Sala, ram veterem I

sci Hurmilis eie, et Felix [vidtSalariam vel.) rum

sca (sanclaFimilisifi(fi'j'.'^'"" .i . , marlyres et multiludo sanclo- icis\nusdescplcm/s. PlulipP" "(fi - iunascpulW" sub altare majore et in spelunca in Crc- ptcm Scmetrius, et scencius martir et in altera s. Prisca {al. CCCLXV) (sub aliare ""!' ({,,)> ai"martyr et Fimitis pausat in cubiculo Per eandem quoque viara \enitur quando exeas et in altera s. UrnePolenciana milliario ab

,j

cliaelis

martyr et Pra\id3.
(1)

scplimo

ride upra pag.

23


II

179

VI

VII

VIII

pUaciujii
periit

H
E o Z

luxla viam Nu: K. luxia n.. i-\uraentanam ISDEl OLEOHCH Et poslcavadis ad orientem quous-i est, \ justa :la eandem viam basilica que pervenies ad s. Emerentianara Scc Agnclis daliain ecclesia sur- ehritudinis ubi pausat " ipsa corpore -" qiiae niartyrera iacct rum iiiuUarufli mardeorentiana: in alia tyrum suni et duo marljies in spelonca
lame

I,

Numcnlana. Ibi

s.

Nicoracdes

In Tia

Numentana
s

'"

via f^jfiyr, ilemque

eodem modo murura

in

sinistra s.

sum Victor et Alexander. utrum ecclesiam s. hoc nome apcclet ad iVumcnlana ad


fincertum
est,

Sci Y....lion

Deinde

"l.tla
ij

viam
'

-via
,
.

Agnae quac stanimi


ipsam
repalicis. s. licis,

viam Nomentanam) formosa


ravit.

est, in

qua

sola pausat et

") singulari ecclesia,., ;.,. liba requiescil; sanclusquc * Al. "" *1 ,:^ Pani.n = V; Papia, s. Victor
et
alii*

altera

Uesandcr.
iiusdem

Agnetis et ecclesia et gnes, in destra Emerentiana et medis. s. icclesia ~ In septimo Felix,


s.

foris ii ss Frrl toemcterium sanclae A- basiiicam beilie Fm<.l?I" ^"'' '"""J"' *'^" ''?'''^' ?""" '^''l^si Agnetis Nico- be, \?c.r '^'""f'I's. silam foris portam
i

"

Numenla-

'"''^'=''"'''

episcopiis

Uonorias

miro opere

^'"f'' in

viae

papa Alexander cum

no'To'rervvi.''"""'

lemporUius,

Coeraelermm
sancii Petri

fonlis

Jiilbeodulo

pausant.

INDBX oLEonru
pittacium
periit

venies ad
Sci Sjsli
Sci Laurciiti Sci Yppoiiti

Juxla viam liburtinam (prone Poslea illam viam demillis et perniiim * cincin est P^l s. e loniin,... ....: qui ecclesia Janna s. Ypolytura niartyrem episcopi el
,

requiescit sub terra in cubiculo, et


cijrdia
illero

Con- demque via) (I) ecclesia estsAcapil rabilis raartyrum corporibus. mulier eius raartyr ante fores liEtniopti cubicolo s. Triphonia regina et Tiam ecclesia est s. Laurentii maior, inL

mn\K.

(1

porta et

via Tiburtina,

Uurcnlii. iuxta
I

liane

s'io

sua

ecclesia el

piopc in

z
a;

martyr, et Cyrilla liba eius et niartyr, eius primum fuerat liuraatum, et ibi bisllla quas meclitus (Lege Messius: antiqua mirae pulchritudinis, ubi ipse modo reaoitjj manus in margine scnpst ClaultusJ quoque sub eodem altare Abundns cil Jt|

tirata,
lilii
ubi
(I.

pausant hi marRomanus, Justinus, Crescenlia


altera ecclesia

quae modo diIn via Tiburtina foris . 7B. Basilicam s. Laurentii martyris, ubi sanCoemelerium in agro viam iacet s. Lau muriira in sinistra s. Vpo elura corpus eius quiescil adncxam basdicae Verano ad s, Laurenniartyr. liti Uabundius in dester s. Lan malori, quam dudura isdem praesul construxcrat,
,
,

lium.

renili.

ultro

citroque a novo
s.

rcstauravit.

Immo

el ec-

clesiam
s.

iStcphani
el

iuxta

eam

sitam, ubi corpus


siraililer

lo"" Ipolitus tei

basilica s. Ipid est

ipse

cum

familia sua pausat,


ibi

Leonis episcopi undique renovavit

martyris quiescil,

Decius iutcrfecit s. Genisius raartyr.

uxorem

et filiara

et foris

in

portico

lapis est,

qui

aliqiiap

invili). Et

requiescunt beata

Postea

pervenies eiusdem

ad ecclesiam

s.

Laurentii, ibi sunt

Abundi pendebat in jiuteuiii ma- Hcrcncus, Julianus, Primilivus, f acleos, Set,

w m nior Decii et
Mliis eius.
ilesia

Glia eius Cirilla et

Con
illius

cura cocmelerio beatac Cyriacae seu adscensum eius. . Sii. Coemelerium beali Ilyppolyti martyris iuxta s. Laurcn-

una

Et in altera parte viae

tiura

a uovo renovavit.

quis Eugenius, Justinus, Crescentianns, Rodui specioriorem et pausat, et est parvuni sepulti, el s. Cyriaca, s. Siuiferosa el ju cubiciilum extra ecclesiam in Ime oc multis martyribus sunt sepulti. K Inde id cidentur [Itaec corrupla sttttt: vide supra sursum in monte basilica s. Hippolyli lij
basilicae
in

duae

quarura

{al.

basilica)

Agapiti martyri:

pag. 139).

Ibi pausat s.
^

Abundius

reniiis niartyr

ia

lihuilina; et ibi est ille ibi est

lapis quelli tollfii! digito inulti

He- cum familia sua tota XVIIII martyres lacei.l in quo fuit Laurentius. Ibi est In) homincs uxor Decii Caesaris et Cyrilla filia
et

nescicntcs quid

faciiiut.

Et

in

altera ulrasque

Concordia

et s.

Geneseus

elni

ecclesia sursum multi martyres pausant. tyres ibi sunt.

Prima
tyr,
et

est Cyriaca sancla vidua et


in

maret
(1)

altero
s.

loco

s.

Justinus,

l'erba inlra parenlheses clauta

alia

"W""

iuxta

cum

Crescentius martyr et mul,

titudo

sanctorum
s.

longe

in spelonca

deorsiim

Uomanus

niartyr.
s.

Postea

ascendes ad ecclesiam
tyris

Agapiti mar-

et diaconi s.

Syxti papae.

Coemcterium
(luos lauros

z m <
< >

Irum
via

CI

ad ad ss. Pc' Marcellinum

Labicana.

Helenara via Campana multi marK Juxla viam vero Lavicanam ecclesu (^^ ^ pausant. In aquilone parte ec- lenae ubi ipsa corpore iacet. Ibi '?'" :lesia Helenae primus Tihurlius mar- miunl, Petrus, Marcellinus, Tibnrlios. , tyr. Postea intrabis in speluncam ibi Genuinus, Mas*tyres

Ad

porta

modo Maior

dicilur, olim Sinicra-

In via Praeneslina

fo-

g.

50.

Ite??'
III,!,

''^' Scssoriana)

dicebatur

et ris

murura

in dester for- Marcellini via


in

Coeraetcrium beatonim Pelri Lavicana iuxta basilicam bealae


eius,
id esl s.

el Ile-

Coeraeternm inter duas lauros ad s. He

milites,

Gorgonius,
esl'

pausant

ss.

martyres Petrus presbyter renati id


inte- Castorius,

Claudius.

IVicostratus,

'""',''"* ad beatara

Helenam ma Claudiana,
s.

sinistra Icnac renovavit et tectiim


el

Tiburtii lenam.

Hclena

s.

Marcellinus

coruiiuirm sanctorum Petri et Marcellini iioviter

et Marcellinus martyr. Postea in riore antro Gorgonius martyr,


alii,

et multi

et

in

uno loco

in

intcriore

lunca

martyres, et in altero episcnpi ecclesia est s. Stratonici " sub martyres, et in tertio coronatos et Castoli, quorum corpora lonS".]" nelena in sua rotunda. o"""' sepulla. ralla. Baec verba verha alia mam

XL

Simplicius: ibi inniimera martyriim niultiludo ''P" i spe- Juxta viam vero Praenestinam i""yjjj

cryplis et in :^^

'8nius, el quadraginta milite! et Petrus.


mmcrabilt.
et

fccit, el

gradus

eius, qui
,

descendunt ad eorum sa
,

mali.

non longe sancii qua-

quoniam nullus novitcr fccit cratissima corpora erat iam dcscensus ad ipsa sancta corpora.

XXX

UH

180

VI

181

VII

vili

In yio Laiina eitra civitatem anliqoos K JuKla viam vero Lalmara ecrin. Gordi.inura Joannis iiu.ie apud Deinde pervenies ad s. in sinistra oratoruQ) s. Mariac '" requiescil sub diani, ubi ipso cuni fratre Enimach '''i" '"i Asscnarira. Icge Asinaria) diceGordiani: in dcilera s. Jamarlyrem, cuius corpus lira. Ibi Metrovia) diquoque Quarlus et "" nuarii, oratorinni s. Siili, s. ecclesia s. Epimacbi, , Euifj!i'mio..i>l'9e OumJ' altare magno in genia, ad Theodonim fvide iacel. pitiiis et Servihanus * I-alma *' et lusla via s. SophiaciT Quarlus marlyres slis ambabus am Appiam). et Quintus et '"""'..,;, Latina dicitur. Juxta eam inuhis raarlyribus sepulli ". longe et piiusant, dormium "l ecclcsia(m) in cubiculo Gordianns eandem viam Tertuliani est basilica f"' ni ecclesia marlyres Trolimus raarlyr. Deiude per;. '^
..
,

78. Basilicam

s.

Eui^oniae Umi iulus

quamque

lonsa novo
(-lOrdiani

Coemctenum

(ordia

restauravil. Simili

modo
seu

et basilicam d foris

porlam Lalinam.

atque Epimachi
.

coemelerium

eiusdera ecclesiae
(Juarli et Quinti

Simplicii et Servdiani. alque

uh in antro hic raullis raarlyribus jacel. Ecclesia speluncam qi,!|''* venies eaJem via ad ' Eugenia vir- niae iu\ta cara viam est, ubi ipsa cui requiescit (1) eadera via s. "* ibi s, ccclesiae pau- in uno tumulo iaccl Slciihinn. go et marlyr in cubiculo marlyr. loto clero suo numero XXVIJI marlvre" altero loco Emisseus
,
:

tsXS.S"vilionus,On.nlns
et ibi prope in ali Snhia Trvphenus,
'

marlyrum. etbealac Sopliiae una CURI coemeterio s. Terlullini foris porlam Lalinam
a

novo

in

inU;i;rum renovavil.

sai, et in

meseus,
lus, s.

(Ij

Bic ali^aa dctxierantisT

Simpronius Superius, s. Obloleris, s. Tibutiii,


.

s.

Olimphius,

s.

"Va lacel los papa culli


;,i,us

el

Claudia maler

eii.s,

clero suo

numero XIX

diaconus.

lyressunt sepulli (et eadem via eccltsia a phani prolomarlyris adiUm alia
:

i,

Coemelerium Prae tettali aH s. Janua


rium via \ppia.

PITTACI*

AMPULLABUM

INDEX OLEORUH

...ScaSapienlia, <ca
Spo*. sca Fide^, Carila, tea Caecilia Tnrsicius, jcs Coi
tielias et iduIui milta
c^aiii'loruci.

Coemelerium Catacumbas ad s. SebastiaDum via Appia

Sce Sce Sce Sce Sce Sce

5otheris
.Srtpicnliae

Spei
Fides

K Juxla viam Appiam in oricnlali pule Postea pervenies via Appia ad s. Seecclesia esl s. Sulcris marlyris, ubi ipsitm baslianum marlyrem, cuius corpus iacel et iuxla candcm vu, sepulcra raarlyribus iacel in inferiore loco, et ibi sunt g esl s. Systi papae ubi ipse dormii. aposlolorum Petn et Paoli, in quibui Hi requiesccbant. El in oc el Caecilia virgo pausai, et ibi s.Tarsitiiiieil
,

km

porta

et

via

dicitur

Appia. Ih

Fraijmentum

I.

j.

76.

Ecclesiam

aposlolorum
beati

foris

porlam
marlyris

uni s.

Sebaslianus el Ouirinus. et

ohm
Snier.
et

In VIS Appia.

Coemelerium
catacumbas.

Calsli

Appiam

miliario lerlio in loco, qui appellalur Ca- iuxla

iieverunl

aposlolorum corpora. Et paulo


,

XiMus Urhanus, Mar- tacumbas, ubi corpus

Sebastiani

Canlatis
Cecliae

XL

annorum

Januarius UrJoraam sunt marlyres Itm. Quiriuus, Agapilus, Pclicissimus.


altera

cellianiis Pi

Sci Tarsicii Sci Coruilii Sci SehaHis.ni sc& multa milia Eutycius , scs O"'"' niK scs Faferianus ctorutn.
,

sau-

Coemelerium Ca
listi

ad

s.

Xyslum

via

scs

lmiM

Tiburlws, *cs iMascs Vrban]&

gradus ferinus in uno tumulo iacent ci ibi s. Ba et s. Colocerns et s. Parlhenius per st descendis ubi s. Cyrinus papa et mariacent et DCCC marlyres ibidem requis lyr pausai. El cadcni via ad aquiloueni ad ss. marlyres Tiburlmm et Valeria- Inde band procul in cocraelerio Cabli Cu num et Maximum. Ibi (inlrabis in spe. et Cyprianus in ecclesia dormiunl. (El
cidenlali

parie

ecclesiae

per

ecclesia Tiburlius,

Valerianus, Ma-

Morrns, Jaimahus, cum aliis quiescit, in ruinis pracvenlam a novo Coemelerium Praeie ccj^k'sia ubi decollalus el reslauravit. . 78 Ecclesiam beati Tiburtii et xiati iiilcr porlam Ai XisUis, Scbai.tianu5. Valeriani atque Maximi, seu basilicam s. Zenonis piam (vide viam Ardeatinamj ad s Apoli

Dee

longe ecclesia s.

Caeciliae marlyris;

una cum coemeterio

ss,

Urbani

pontificis.

Feli-

oarem.

'recondili

sunt Slephanus.
,

SiMus, ZeEFe,

Fragmentum
Inde fid eU a ad
s.

li.

cissimi et Agapiti atque Januarii el Cyrini marel

Eusebius
s.

Melchiades

)larcellus

Euli-

ss.
s.
:

Marco
et ^.

ii

Dionysius,

Anlberos, Pontianus,

Lu- MarceUiano)
Parnde ad nde ad

Solerum
FaMiltiadcs;

foris portam Appiam uno cohaerentes loco, quae ex priscis marcucrant temporibus, a novo

lyrum

Sci Sevasliani

Appia.

luncam magnam
gine} invcnics
el
s.

sc JaDuarius.

Sci Eulycii
Sci Quirtn

mar- spelunca s. Calocerns diaconus: alia manij b. el ibi addita Ju\ta eandem viam quoque ecclesia eli Urbaiium cpiscop'um
in

apa,

Opalus. Julianus,

Calocenis
(al.

Siilum

ibi

vianu"^ rt Anllieros et
s.

restauravil.

Tliarsilius,

Policamus,
s.

Polilaniis}

Cornfliuiii; intle

ad

Sci Valeriani Sci Tibuni

Sci Maiiini
Sci Orbani

confessorem, el in altero loco F rura sanotoruin, id est Januarii,qu fuildes licissimum et Agapitum marlyres et filiis Felicilalis maior nalu. Urbani, Agapili.F diaconos Sy.^li, et in tertio loco Cy- simi, Cyrini, Zenonis, fratrisValcnlini, Tih

.ibidem ecclesia
illera

Cornelii et corpus.

i.Sfbaflianiini.liide re vertendo

ecclesia

saacla Solheris, et

non

len- ubi

por viam Appiam ad cctlei


s.

.Sytlii^ Clini

^uh

dtaco-

ii

marlyres Hippolitus,

Adrianus. EuseValeria,

nibuf dcLollaliis esl.

a.

Sci Jaouar

< <

rinum marlyrem, et in quarto Janna artyres ibi requiescunl. K El iuxla eafldra riun marlyrem. Et in lerliu ecclesia rursum {Utje sursuni) s. Synon marlyr ecclesia esl s. Sebastiani marlyris ubi ip>c6
;

lerani

[et

Maximi

additiim alia

iiianuj.H

Malia,
;ei

Martha.

Paulina,

Mar(vide

prope

papa Marcus in sua ecclesia.

Topographia viam Lalinam)

quiescit.
ibi

Eadem

via ad

s.

Caeciliam

ubi sunt sepullurae aposlolorum

in qiii!l
niirn

innumerabilis multitudo marlyrum


,

nos quieverunt. Ibi quoque

el Cyrinus

civilatcni in sinistra

Primus Syxlus pajia el raarlyr Dio- sepullus. nisius papa ci marlyr Julianus papa el marlyr Flavianus marlyr s.
,
,

In eadrm via (Appia} eilra ad s. Januarium, ubiSyitu? martyrizatu5 est, s. Eugenia, ad s. Theodorum. Indetter s. Pelronelia Nerei et Adulici, Marci el Slarceliiani,
nelii,

ad

s.

Soteruni,

s.

Cor-

Caccilia virgo el marlyr,


lyres ibi

LXXX

mar-

Xii-li,

Paviani,

Anlberns

requiescunl

deorsura.

Gefe-

et Militiadis. ad s. Sebastianum,

rinus papa et confessor sursuin quiescit.

(vidi

vtum Ardeatinam)

Eusebius papa
rcquiescil
,

ci

marlyr longe in antro

Cornclius

papa

el

marlyr
Postea

longe

in anlro altero requiescit.

s. virgincra Solercm et marlyrem (eadem via venis ad ecclesiam parvam ubi decollalus est s Xy-

pervenies ad

slus

cum

diaconibus

suis:arfiii(ii

mar-

gine), cuius corpus iacel ad aquilonem.

Coemelerium Domtillae
,

PITTACIUH AIlPtlLLAl!

Nerei
s.

et

Sca Petronilla,
Ncrctis,

scs

Sci*

l'clronillac

fi-

nies ad

Achillei ad

Pelro-

scs Acilleus.liac sci Pelei Sci Merci

Aposto,

nllam

va

Ardealt

cs Daniasns, scs .Mar-I cellinus, scs Marcus.

Sci

Damasi

Sci Marcelliani

z H
HA

Sci

AWei

Coemelerium Baibinae ad s. Marcum


[elMarcellianumAaec
delenda)
lina.

Sci Jtfarci

Appiam et perveK Juxta viam Ardeatinam Marcum papam et marlyrem, K El postea ad s. Daniasum papam el mar- sunt et ipsa Petronella sepolti. lyrem via Ardealina, et ibi in altera dem viam s. Damasus papa deposiWs _j, ecclesia invenies duos diaconos el mar- cius Martha. El in alia basilica 00"^;.^ e lyres Marcum et Marcellianum honorali fratres et Marcellianus sunt gcrmanos cuius corpus quiescit sursum ecclesia alius Marcus cum Marcenm sub magno altare. Deinde descendis per babetur.
El dimillis viam
s.
^^
. .

ecclesia f^j^j

Coemelerium Balbinae
(i^T.^PP'am
el

Ostiensem

esl

via

Fragmentum

/.

lU
s

^"^ ^'"*^"^ ^^

In via Appia.

via Ardealina.

Marcellianus, et

C'^.P^P^
et

'^

sua ecclesia. Et

non

Soler, Xi'Uis Urbanus, Marcelet Miircns

^^^tromlla

Nereus

et Acbilleus

et lianus

(Horum nominum
viam Appiam
).

Januanus etc. orda per-\


JI

Coemelerium Jordanorum, Nerei et Achillei


via Ardealina.

turbatus: vide
et

fragmentum

^^

(Ulrumgue
il-

coem.

>

libro Itenedicli canonici

Fragmentum
Deinde
el
(

seti

vox Jordanorum kuc

gradus ad

ss.

martyces Nereum el

via

Ardea

cbUleum.

apololoet a

id esl a ss Felice
s.

Paulo Adaucto

per errorem Iranslata).

Peirone latn Inde el Nereum et Achilleuni. sd s. Harrum el Marcellianum.

Emeriia ad

silei

Coemeteriiim Baad s. Marcum


et

iDde ad

s.

Solherum

etc.

(vide

viam Appiam).

(adde

Marcellia-

Topographia
In via Appia . in l";^".' Achillei, Pelronella. Nerci el
ci Mari-clliani,

Quni) via Ardealina.


s.

Coemelerium DaImasi

Marci

ad

"^^

^"'

k-runi etc.

(vide

viam App^a"*J-

182

VI

183

VII

vni
CoPinctiTiiim
riaci \ia
s.

Coemelerium Commodillae ad
s.

INDEX OLEOnUM
pitlacxtitn deett

Feli-

Sci Paoli Apostbol

cem

et

Adauclum via

Ostiensi.

z M H co O
-a! I-H

Osliensis ial. Ostenet via In parte australi civilatis Pauli vocalnr. quia _. vadis ad occidentem et mja.xia Ibideniquc .au,u., apostolus =cm Paulus .^,..u, corpore mai- sera ei maret mrpore pausali? "'"Irrii ecclesia sua. pausai af"' venies s. Feliccra episcopura episcopus et raartyr, in ecclesia ""' de quo raeminii lil, i? gradus ad corpus '"^'Iw" el non longe ivrem et descendis per dormii, Adauclus et el viajibidem ""' et ante ','" Felix Paulura fronlem "Traar'tyres et sic vadis ad s. eiusde eus il" .... salvia est caput Anaslasii parte cerne ec- oratorium est htephani marlyi Oslensi, el in australi "''"' '" raontem posi- lapidalus est Stephanus, supiraliare''" clesiam s. Teclae supra Inde haud procul in meridiem quiescit in m tam , in qua corpus eius Salviae aquae est ubi caput s. .\im5|i** spelunca in aquilone parte. locus ubi decollatus est Paulus. Prnn. .,"

Et

sic

.*"-CporU W""'
.

Inde III est a monte Aitenlino et baltico Merini) ai portam Osten(

Cy(Pe-

Ostiensi

inde per porlicum ; usque ad ecclesiam Men-;


s

trus Mallius addit ubi


est ecclesia s.

Cyriaci^

nae, et de

**
'"'
'

Menna usque
Cocmeleriiini Innoceo

ad

s.

Paulum apostolum.
s.

Inde ad

Felicem
et

el

tium ad

s.

Paulum

(e li-

Adauctum

Emerilam.

bro lenedicti canonici)

silicae

Pauli ecclesia

s.

Teclae

est,

111
I

pere iacet.

Et non longe inde

ecclesia

s.

Fili,,

ubi ipse dormii,

cum

quo, quando adral'


,

gravit, pariter properabal Adauclus quicscunt in nno loco. Ibi quoque niartyr

,i

J
\|.'

et

cum

plurimis iacet.

Coemelerium
insaisalos
salatosi
[al.
s.

ad
in-

ad

ad

Felicem

Juxla viam vero Portai uensera, qmjj In occidentali parte Tiberis ecclesia occidentali parie civitalis est, s. AbdoDti. est beati Felicis martyris, in qua corpus in eius quiescit, et Alcxandri martyris (et nes , scsque Milex et s. Vincenliiis Pi
,

almm
l,,e in

porla Porluensis dicitur el via


,

In via Portensi extra

80.

Ecclesiam
a

s.

ecclesia

'

Abdon et
j

A- civilatem in dextra soni martyres Felix Sennes, Symeon, Anasla- do et Sennes.


Candida
el In-

Felicis positam foris

poret

Ab- tam Portuensem


basilicam ss.

Coemelerium Ursi ad
Portensam.

novo

restauravil.

Simulqne

s.

Viucentius, Milex,

didae

Abdon et Scnnen atquc beatae Can una cum ceteris sanctoram coemeteriis in

Coemelerium
cis via

s,

Fcl

via Porluensi.

s.

Sabinae marlyris. Deinde


s.

eliam in

Julius

s.
,

Pyraeoii
s.

s.

Felix

s,

Sip^

ta

idipsum pariter renovavii.

Porluensi

aquilone parte ecclesiae

Pauli paret ec-

Fauslinus

Beatricis dormiuat,

liani

Coemelerium Fon ad ursum piiea-

clesia s.Arisli ets.Cbristinae els. Vieto-

rae ubi ipsi pausanl) (1).


"is
.

Deinde descen-

lum,

Abdon

et

Sen-

CO

nen via Porluensi.

ad aquilonem ci invenies ecclesiam Candidae virginis et marlyris, cuius


ibi quiescit.

corpus

Descendis

in antrura

et invenies ibi innumerabilem multitudi-

nem marlyrum

Puraenius

martyr

ibi

quiescit,
et

el Milix

martyr in altero loco,

omnis Illa marlyrum. Tunc ascendis et pervenics ad s. Anaslasiura papara et marlyrem, el in alio Polion martyr quiescit. Deinde inlrabis in ecclesiam magnam ibi sancii martyres Abdo et Sennes quiescunl. Deinde exeas et inlrabis ubi s. Innoceulius papa et martyr quiescit.
spelunca implela est ossibus
;

(i)

Yerba intraparentheses clausa in mariidEcinia

gine scripla.
porta

elvia Aurelia, quae

modo

Coemelerium Calepodii ad s. Calix

Pirr&CIUM

AMPCUiE

INDEX OLGOniJM
Sci Pancrali Sci Arllicmi

lum

via Aurelia.

Pnncrali Sci Ancmi, Sca Solia CUOI (res flias mas Sca Paulina Sca Lucioa
Sei
Sci Processi Sci IHarItniani.

Pancralium, Inde baud procul in sinistra cuius corpus quiescit in formosa eccle viam Aureliam s. Processus, s. Marna". (eiis, s sia via Aurelia, quam s. Honorius papa cratius Paulinus, s. Arlheniiiis,
arabulas

Deinde

ad

s.

"'"

B,-, "Il

Mmcratii martyris dicitur,quod iuxta m sua ecclesia, et alii

eam martyres Pau


Iribus blia

*emius.
;*'.

s.

Sce Sofiac cum


Olias suQS

Ires

magna ex
venies

parte reaedificavil, et in

Illa lislus.

Calopus cum multis

sepiilu

Sapienlia

cum

73 Basilicam beali Paocratii marlyris 3. nimia vetuslate dirutara alque ruinis praevenlara decore uua cum mo Inter Aurelia et Por- in inlegrum a novo nimio ibidem sito reslauravit. luensis Processus el Mar- nasterio s. Victoris

Fragvientum

Coemelerium Calcpo
dii

ad

s.

Pancralium.
s.

Coemelerium

Aga

i'pe,
I

Cliarilale.
,

In
et in
et

allera
lerlia

ecclesia linianus

et

Panchratius,

thae ad girulum.

Sce Paulinac Sce Lucioae


Sci Procossi Sci Martiniani

ecclesia inlrabis longe sub

terra et in
;

*
'

Marlinianus

Felices

Abdo

el

Sennes.

Ardliimium

altero loco
in altero

marlyrem et s. Paulinum marlyrem, antro s. Sobiam marlyrem

ir

qrta s. Calixtus
s

'*
et

Basilides

Calepodius, et duodecimo railliario.

Coemelerium
Aurelia
(ex

Julii via

Topographia
In via Aurelia
civilatem
fin

lenedicto

canonico).
el

PS

duae

Agapile el Pistis martyres, et ascendis sursnm et pcrveniei ad ecclesiam; ibi quicscunt s. Processus el Marlinianus sub terra, et s. Lucina virgo et martyr in superiori.

Dliae eius

extra

sinistra)

S.

Pancratii,

De-

lude pervenics eadem via ad sanclos ponlifices et martyres duos Felices Posica eadem via pervenies ad ecclesiam; ibi invenies s. Calistum papam el mar Ijrem, el in altero (loco) in

in dexlera Processi el Martiniani

superiori

domo
INDEX OLEOBUM
pillaciuTn deett
Sci Pelei Apostholi

s.

Jul lus

papa

et

martyr.
itlU*

li!

I-i

Ed

Z PS O o

Kt SIC inlrabis via Vaticana ''""* am ecclesia beali doncc Primura Petrus in parte o'<'' ',, ,. esi pervenies ad basilicam beati Pclri.quam viara Gorneliara ad milianuro P Wilus ', .'l .."^"fpiis eius iacet , auro Unslanlinus impcralor lolius orbis ordo '., coii- requiescit et ponlilicalis r"'rnociis"<i'""ai^sn'^' ^^"'"^ niillus hominura didit, cmmcntcm super omnes ecclesias pauco martyriim in tunib'S PJ^ eil qui '" in =" ea loco 1" codem' iiem locu oaiRim "'""J""" 4"' ,pJes " J,"<lB,a s Ba,"!"i i et lormosam, in l^,?'" viam "' In cuius occidentali plaga eadem via ecclesia eaaem j, ^ ecclesia Ibi quoque iuxtu eandcm im >' "fcrer,,.coni beatum corpus eius quiescit rocubitus " loruni et mensa et Mensa apparet- .-^lelAHr'""'">l''sia sunl Marius rius facla usque bodie j^^.,! (l-r

Co-T'''?

''"'"=

"<1 porta

s-

Pe-

altare,

Juxla

su quara Petrus manibus quoque viaP

'

Andifax

^^f^.^

et'

Abacue

filli

eorura.

eandcm


CAPO
III

184

ED ULTIMO.

EPOCHE PRINCIPALI DELLA ROMA SOTTERRANEA CRISTIANA.

g.

I.

Dall'et apostolica fino a tutto

il

secolo secondo.

i)a

principio

ho ragionato
cercalo

dei cemeleri cristiani in genere, della loro origine,

dei varii

modi

delle condizioni legali di loro

esistenza

durante
,

secoli

delle

documenti dai quali si trae la topografia e la storia dei cemeleri spellanti alla chiesa romana. Ora viene, che di questa storia io indichi le epoche e le fasi successive; e cosi compia il cerchio
ed

persecuzioni. Poscia ho

esaminalo

delle nozioni generali necessarie a preinetlere allo studio analitico ed alla descri-

zione delle singole parti della


disteso alquanto pi, che
il

Roma

sotterranea. Se

nel

capo secondo

proposito di questo preliminare trattato

mi sono non sembrava

promettere, l'ho fallo perch non rimanesse oscurit veruna, verun mistero intorno
ai

documenti, che ad ogni passo dovr invocare e discutere e al loro uso. In questo capo ultimo m'allerr alla pi rigorosa brevit: m'accingo a delineare gli estremi contorni dun quadro, il cui colorire e finire il lavoro di tutta l'opera. Ad alcuni punii poi, che meritano d'essere dichiarati e dimostrati con cura e studii speciali,
potr dedicare dissertazioni singolari, che serviranno di corredo ai seguenti volumi.

La cronologia delle singole


e della loro

parti

di

ciascun cemelero sar da


i

me

ricercata e

studiata analiticamente, tenendo conto di tulli

particolari de singoli
il

monumenti
si

posizione topografica e de'loro gruppi; circostanze, che


neglette

Scitele deplora

essere

state

nello

studio della

Roma

sotterranea
le

(1)

dalle quali

possono ricavare ottimi dati cronologici.


l'istoria

Ora cercher

epoche principali deled


i

generale de' nostri cemeleri,

caratteri distintivi

limili di ciascun'

epoca;

e,

come ogni ragion vuole, comincer


esistono in

dall'et apostolica. Intorno alla quale

far la seguente interrogazione:

Roma veramente

cemeteri
i

e sepolcri

cristiani dell'et apostolica; e posto,


s

caratteri? Una che esistano, quali ne sono grave questione, merita amplissimo trattato. Per ora si contentino i lettori dei cenni, che mi sludier di dare lucidi ed ordinati.

Le memorie d'ogni tempo


ali

e di

varia autorit raccolte dal Bosio fanno risalire

et

degli
s.

apostoli

cemeteri

seguenti

prossimi

Roma, Nella

via Cornelia

quello di

Pietro nel Vaticano; nell'Aurelia quello di Lucina, ove furono sepolti

Processo e Martiniano battezzati dal predetto apostolo; nellOstiense quello pur di Lucina, ove giacque s. Paolo; nelLArdeatina quello di Dimiitilla, ove costei sep-

Nereo ed Achilleo vicino a Petronilla tutti discepoli di s. Pietro; nell'Appia le catacombe, ove le reliquie de'due apostoli furono nascoste poco dopo la loro morte, e forse anche il cemetero di Callisto appellato altres di Lucina, dalla seniore
pell

\\)

V. Atti della

po:it.

accaii.

d ardi. T.

p.

200.


cio di questo

185

altri

nome, secondo che


ove
il

il

Bosio ed

opinano;

in

fuc

nella Salaria

quello di Priscilla proprio dei Pudenti convertiti dagli apostoli e quello, ch'ebbe

nome
istorici

di Ostriano,
citati

principe degli apostoli us battezzare. L'esame dei

titoli

dal Bosio in

favore di cotesti

fatti

nomi

tradizioni

quello

documenti ignoti al Bosio illustranti l'esistenza e la storia di questi cemeteri medesimi dovranno a poco a poco essere accnrataraente compiuti ai debiti luoghi lungo tutta l'opera della Roma sotterranea. Intanto diamo un'occhiata generale ai monumenti de'nostri sotterranei. Appunto nei cemeteri cui la storia o la tradide"
,

zione assegna l'origine apostolica, al

lume

della

pi

esatta

critica

archeologica

io veggo, per cos dire, gli incunabuli e dei cristiani ipogei, e dell'arte cristiana,

e della cristiana epigrafia; ivi io trovo

memorie

di persone,

che sembrano de'tempi


far riconosiffatto

de'Flavii e di Trajano,
il

e perfino date precise di

quegli anni. Se questo vero,

buon
a

senso, che negli studii storici ed antiquarii guida sicura,

scere

chiunque ha

plesso d'indizi, di

animo monumenti,
l'

libero

da opinioni preconcette
siti

un

com-

di dati diversi e in

l'uno dall'altro lontani

non poter

essere effetto del caso,

ma

darci

un pegno

di verit per l'asserita origine

apostolica di quei cemeteri. M'accingo ad accennare per

sommi

capi le prove della

mia affermazione. Ommetter di parlare del cemetero Vaticano, la gigantesca basilica avendone distrutto o nascosto le primitive forme e il maggior numero dei monumenti, e richiedendo esso perci un lungo ed accurato studio, che non possibile epilogare. Tacer altres di quello de' santi Processo e Martiniano. Questo cemefu per sola congettura riconosciuto dal Boldetti tero non ritrovalo dal Bosio
,

nei sotterranei d'alcune vigne poste alla destra dell' Aurelia (1).

Ma

poco

sap-

piamo
tacerne
ai

degli scavi fatti in quella necropoli, che


(2).

Dei rimanenti cemeteri, che l'istoria

parmi prudente consiglio per ora o le tradizioni romane assegnano


io

tempi apostolici, accenner quali indizi di antichit


ciascuno di
caratteri,
Il

scorgo nei
il

monumenti
loro valore,

di
i

essi; e

poscia esaminer

il

complesso

di quegli indizi,

che indi raccolgo, dei primissimi cristiani ipogei di Roma.


pii

cemetero, che chiamano di Lucina, prossimo alla basilica ostiense, con

autentico
ranei

nome

appellato di

Commodilla

(3).

Forse nel labirinto di que' sotter-

non ancora debitamente sterrati ed esaminati gli autori della Roma sotterranea hanno l'uno coli' altro confuso due cemeteri contigui, quello di Lucina e quello di Commodilla. Forse cotesta matrona ampli il cemetero della prima e le impose il suo nome. La verit sar manifestata dalle escavazioni: intanto certo,
che l'apostolo Paolo fu sepolto
di lui; e dentro quella collina
di
al

secondo miglio della via ostiense, ove

coi nostri

occhi vediamo la collina tagliata per la fabbrica della basilica eretta sul sepolcro

rimane tuttora grande parte del cemetero chiamato


gli

Lucina

e di

Commodilla, oggi poco praticabile per

interramenti e

le

rovine.

(1)

Osserv. sui sacri cem. p. 539.


el

Un

framnieoto della topograGa ciii^icdlense pone

la basilica de'predelli saoli,

come

quella di s. Pancrazio,
sufficienti

inter

ureliam
che
11
i

Portuensem,

cio alla sinistra; ci vero


alla

deWAurelia nova, ma

in

quanto

all'^urcfia vetus

abbiamo

prove

per

stabilire,
(2)

santi

Processo e Martiniano giacevano

destra.

Marangoni divulg come proveniente


Pio

dal cemetero de'ss. Processo e Martiniano un'insigne iscrizione trovata ne'soUerranei posti di fronte
).

al casale di s.

V [Ada
il

s.

Victorini p.

101

Dai sotterranei posti prcfso quel casale venne in luce

il

famoso cammeo, che sopra bo ricordalo

(pag. 49j.
(3)

Ma

quello

vero cemetero di Calepodio (vedi sopra pag. 165).

V. sopra pag. 54.

24


Ora
ivi

186

letta
le

appunto

i*

stala

rinvenuta

la

pi antica iscrizione con data consolare

dagli esploratori delle

catacombe romane dentro


e

catacombe medesime; quella,

che col consolalo

di
Ivi

Sura

Senecione segna Tanno 107, ed era tracciata sulla calce

medesimo, che rinvenne quella |)rima data, ne nomi di Pisone e di Bolano consoli fu trovala una seconda in marmo ricordante del 110 (2). Sar egli adumiue per caso fortuito, che coleste rarissime e contemporanee date sono state quivi in un sol tempo scoperte; e appunto nel cemetero, ove meno di quaranta anni prima era slato deposto il corpo dell'aixtstolo Paolo? Anche unaltra iscrizione io conosco scavata dal medesimo Boldclti in quest'istesso cemetero (3); la (juale sebbene priva di data, pure ha molta apparenza d'essere
d'un loculo
(1).

dal Dobletti

in circa di quell'et, e la repulo

una

delle antichissime tra le cristiane di


assai

Roma.

Eccone

la copia fatta

dal Marangoni,

pi comi>leta di quella del

Boldctti.

erma


questo volume.
il

187

le origini

nome

prover anche un altro punto assai pi importante, che cio di Domitilla datogli nei documenti ecclesiastici autenticato da una lapide
del sepolcreto
al

Ma

profana contemporanea a Flavia Domitilla. Qui adunque

contemporanee
ficate
;

primo secolo dal solo nome

di Domitilla sono abbastanza certi-

e resta soltanto a

vedere quali caratteri osservo nei

monumenti

spettanti

alle pi antiche parti di


la principale scala ed
il

quell'immenso sotterraneo.

Il

cubicolo, al quale imbocca

principale ambulacro ricordati sopra a pag. 168, oltre lo

stucco finissimo,

onde

rivestito,

ha parecchi

caratteri di tanta antichit,

che sembra

anteriore ad ogni sistema d" escavazione cemeteriale e d'arte decorativa cristiana.

Niun loculo fu da principio


sinistra
,

in quel cubicolo,

ma un
fronte

solo arcosolio nella parete


alla

cui ne fu poscia aggiunto

un

altro di

porta. Le

pitture

soprattutto la scelta de" partiti d ornato sono tanto diverse dalle note opere degli

antichi pennelli cristiani, tanto simili agli ornati delle celle sepolcrali pagane, che
se

non

fosse la scena del pastor

buono primeggiante, come

s'addice a pitture ceme-

accompagnata da alcuni altri indizi di cristianit, noi non ci avvedremmo d'essere in un cubicolo d'un sacro cemetero, anzi in una cripta istorica di martiri illustri. Inoltre larcosolio.. che ho detto essere contemporaneo alla prima escavazi(me di questa stanza, adorno di paesaggi del genere dei pompeiani; rarissimi, per non dire fino ad ora del tutto ignoti, negli affreschi cemeteriali. Ed in fatti
teriali,

medesimo sig. Silvestro Bossi esercitatissimo nel ritrarre nostri sotterranei dipinti, quando deline cotesti affreschi, senza sapere del nome e dell'et da me attribuita all'ipogeo, afferm non aver lui visto pittura s vetusta in verun' altra delle romane catacombe. Ma quest" insigne monumento delle pi arcaiche origini de' cristiani nostri cemeteri eclissato da un altro test scojierto nella medesima necropoli di Domitilla. Il mio fratello Michele studiando nel 1860 i
il

disegnatore

rapporti tra la geologia del nostro suolo e l'escavazione cemeteriale diresse l'atten-

zione

mia
,

e dei fossori verso

di questo com' egli volume. Ivi apparve un'antica porta, le cui cornici in terra cotta semplici e d'arte buona sono dei migliori tempi imperiali; la porta mette in una magnifica scala adorna nella volta d'un'assai vaga dipintura di tralci carichi duve e di putti; le pareti della scala e dell'ambulacro, al quale essa discende, sono eziandio adorne ma dalle reliquie se ne scorge la bont e di affreschi tutti laceri e mutilati

ragionato

una ignota parte del grande sotterraneo, medesimo narra a pag. 60 del suo testo nel fine

di

che ho

l'antichit:

ne mancano paesaggi, come nel cubicolo

di
,

che pur ora ho ragionato.

Non
non
i

posso dare minuto ragguaglio di queste pitture

perch l'adito all'ipogeo fu

subito chiuso con


stato

muro
fritto.

per tutelarlo, e per aprirvi poi

un

ingresso regolare, che

ancor

Dir

soltanto

che

le

pareti

in origine,
lati

come

quelle del cubicolo sopra descritto,

ambulacro erano state senza loculi e che da ambi


dell' e

ivi

sono grandi nicchioni o celle diversissime dai consueti cubicoli

sem-

brano
di

per sarcofagi. Vidi anche alcuna traccia d'ornati a rilievo in finissimo stucco. Bastano questi cenni per dimostrare quanti segni di somma antichit e
fatte

diversit

dal

sistema

generalmente adottato nei nostri sotterranei

sepolcreti

appajono nelle descritte cripte del cemetero di Domitilla. Taccio per amor di brevit delle iscriziimi, delle medaglie e d'altre memorie storiche spettanti a questa

necropoli.

188
il

cubicolo sopra accennato stato rinveRes(ti)tulo

Awerlo

soltanto, che presso

nuto

l'elegantissimo titolo di M. Antonio

Dedue
listo,

cemeteri dell' Appia, di quello cio

da me recitato a pag. 109. delle catacombe e di quello di Cal-

nulla dir. La fondazione del secondo soltanto per congettura assegnata alla Lucina seniore discepola degli apostoli; e in questo volume, ov'io pubblico appunto

Lucina sull'Appia, esaminer diffusamente il valore di quella congettura. In quanto alle catacombe si legge, ch'ivi furono poco dopo la loro morte laonde un nascondiglio non un corpi degli apostoli nascosti per breve tempo
le

cripte di

vero cemetero od ipogeo dell' et apostolica ivi ci additato. Ci nulla ostante non ommetler di osservare, che la cripta nel cui centro la cella servita a quel

nascondiglio, di forma
struita e fiancheggiata

singolare, assai

ampia,

non scavata nel


le cui

tufa,

ma

co-

da arcosoli adorni di stucchi colorati,

reliquie

non

hanno somiglianza veruna colle decorazioni consuete de' cubicoli cemeteriali r hanno grandissima con quella dei colombarii e delle celle sepolcrali pagane. Aggiunger, che mi sembrano arcosoli fatti per ricevere sotto l'arco urne marmoree. Questi caratteri tanto diversi da quelli
cripte
de' cristiani
,

che regnano in ogni maniera


stucchi

di

cemeteri

sopra tutto

gli

mi sembrano

indizi assai

gravi di

somma
al

antichit.

cemetero di Priscilla sulla via salaria nuova. Molto dovrei dire intorno a questo cemetero ; ma poich io qui attendo alla somma possibile brevit, rimetto per ora il lettore a quel poco, che ne ho scritto nel dichiarare le

Vengo

Immagini

ho

Maria tratte dalle catacombe romane p. 15-19. Ivi riepilogato alquanti degli argomenti dimostranti la somma antichit della
scelte

della B. f'eryine

regione di quel cemetero, nel cui centro la cos detta cappella greca; regione,

che ho dichiarato essere la primitiva ed originaria, quella ov' ebbero sepoltura


primi Pudenti ed
di Priscilla.
i

martiri insigni

Oggi

si

mento

verificato,

onde tanta rinomanza venne alla necropoli sterra il centro della predetta regione, e da questo sterrach'ivi appunto era il grandioso gruppo delle istoriche cripte
,

additate

dai

nostri

topografi

come ho accennato sopra


e

a pag.

173. I caratteri

d'antichit della cos detta


lo stile classico

cappella greca

di tutta la

circostante

regione

sono
in

degli affreschi, le scene in essi effiggiate nel loro

maggior

numem

diverse dai
istucco;

tipi

solenni del noto ciclo pittorico


d'iscrizioni

cristiano;

bellissimi ornati

una famiglia speciale

tracciate col

minio

sulle tegole, ove le

formole solenni della cristiana epigrafia ancor non appajono, ma nudi nomi, talvolta l'apostolico saluto pax tecum, spessissimo il simbolo dell'ancora. Ivi anche
nelle iscrizioni in pietra osservo caratteri di rara bellezza e di classiche forme; ivi

d'un TITO FLAVIO Felicissimo. In fine gli ipogei ed i sepolcri, ove regna cotesto gruppo d'arcaici monumenti, sono diversissimi dalla consueta escavazione
l'epitaffio

cemeteriale. Gli ambulacri sono un'antica arenaria cominciata

trasformare in

sepolcreto, dalla quale poi furono diramate le vie scavate dai fossori cristiani (1).
I

sepolcri sono in grande

numero nicchioni sormontati da un


frammenti vide
ivi il

arco

destinati
,

ricevere ampli sarcofagi, de' quali molti

Bosio

non pochi

^1)

Vedi

il

testo del

mio

fratello a pie'

del vuluoie p. 32.


non

189

veruno, destinata anch'

ne vediamo anche noi. La cripta maggiore, volgarmente appellata cappella greca,


tagliata nel tufa,

ma

tutta costruita e senza loculo

essa ai soli sarcofagi.


indizi
pia.

Non chiamo
a
il

l'attenzione del lettore sulla concordia di questi

con quelli, che


in

tanta distanza

abbiamo
la

ritrovato sulTArdeatina e sull'Ap-

Esaminer
Questo

fine

complesso

sintesi

della rapida

rivista

che vengo

facendo; ora passo al cemetero Ostriano.

nominato soltanto
il

in certi atti di

papa Liberio come esistente non

loujc
il

a coemeterio Novellae,
lo

Panvinio

pose

su

quale stava al terzo miglio della Salaria. Laonde quella via; e lo giudic omnium vetustissimum perch
'^

era gi in uso,

quando
(1).
Il

s.

Pietro ai

Romani predicava
onde cominci
la

la fede. Il

Ciacconio ed
delle

il

Bosio stimarono, che fosse quello,

scoperta

catacombe

Marchi considerando, che del cemetero Ostriano sulla non il libro j)ontiricale fanno Salaria nessun topografo, ninno de' martirologii menzione, e vedendo che dei predetti atti di papa Liberio ne il Baronio ne il
,

romane nel 1578

Bianchini fecero uso,


i

si

persuase, quel

cemeteri Ostriano e di Novella essere


di

documento non avere veruna autorit, e una finzione (2). L'assunto di questo luogo
la fonte e l'et di

non mi permette

esaminare criticamente

quegli

atti di

Liberio;
i

ma

altro che un'antica leggenda narri cose storicamente false, altro che
esistiti.

monutratta
il

menti in essa incidentemente ricordati non sieno


dal silenzio de' pi antichi testimoni
preteso silenzio
:

Grave

l'obbiezione

pure con brevi parole potr dimostrare che che


il

non

vero. Si

noti,

cemetero Ostriano
,

indicato

non

sulla

Salaria

ma

poco lungi da quello di Novella

il

quale era al terzo miglio della


di Servio (3). In fatti a quella

computando cio le miglia dalle mura distanza medesima ci additato il celebre cemetero
predetta via,

di Priscilla,

ottimamente

ri-

conosciuto dai primi autori


la

della

Roma

sotterranea

alla sinistra della via sotto


il

vigna de Cuppis. Ivi stesso sotto una vigna alla destra

Bosio vide un altn

cemetero separato da quello di Priscilla. Oggi ambedue sono collegati per moderne cave di pozzolana; ma l'antica esistenza dell'uno indipendentemente dall'altro,

mentre ambedue sono posti alla distanza medesima dalla citt f' argomentare al Bosio, che se il primo dee essere chiamato di Priscilla, il secondo lo dee essere di Novella. L'Aringhi ne divulg la pianta (4), dandogli anch' egli il nome di Novella e n' ho teste potuto verificare la posizione verso la Salaria essendosi aperto un adito alla pii ampia parte di quel sotterraneo nella vigna del sig. Guasco.
, :
,

Il

cemetero s'estende sotto


la tradizione

la

contigua

nota vigna Belloni sempre alla destra


posto,
il

della Salaria e verso la sinistra della

Nomentana. Ci

cemetero Ostriano,

ove

voleva

s.

Pietro aver battezzato, essendo poco lontano da quello

di Novella

pu stare tanto sulla Salaria, che alla sinistra della Nomentana. Ed ecco appunto alla sinistra della Nomentana, e tra la Nomentana e la Salaria nella linea medesima, ove il cemetero dal Bosio chiamato di Novella, gli antichi ci

(i;

V. sopra pag. 20 e scgg.


Monuni. primit.
p.
il

v2)
(.T

79, 80.
dell'

Le parole, cbe
proemio
tubi. T.

Marchi allega, sono del Paaviaio non


opere
di s.

amica leggenda. Querta iecoado

la

leiioae di due codici dT<-r$i fu <laiiipal?

dal Sarazani nel


(4)

alle
II

Daiaaso.

omo

p.

422.


tare

190

additano quello, ch'ebbe nome ad JSymphas B. Petri. Il Panvinio lo pose al settimo miglio a s. Alessandro; ma oggi pi facile, che non fu al Bosio, confu-

nominato in proposito della sepoltura de' martiri Papia e Mauro, i quali furono deposti via ISomentana ad Nymphas baptizabat. Queste parole si leggono sotto il d 29 Gennajo non solo tibi Petrus nel martirologio di Adone, ma anche in quello di Beda; laonde gli atti di s. Marcello, onde sono tratte, salgono a non spregevole antichit (1). Ora i santi Papia ai cui sotterranei sepolcri si e Mauro giacevano appunto nel gruppo de' martiri discendeva presso la basilica di s. Emerenziana posta presso quella di s. Agnese tra la Nomentana e la Salaria. Il solo Papia espressamente nominato in quel

un

errore

grave. Quel cemetero

gruppo da due
dei

de' nostri topografi

ma

senza eh' io ricorra ad altre prove,

la

zione di Papia ne'sotterranei della

Nomentana

basta a farci accorti, ch'egli

men uno

Nomentana ad j\ymphas ubi Petrus baptizabat; e che ove Papia perci quella parte del cemetero volgarmente chiamato di s. Agnese fu deposto propriamente il coemeterium ad ISymphas b. Petri. Ed in vero l'indice de' cemeteri del liber Mirabilium tra quello di s. Agnese e quello di in altri codici ad Nymphas s. Petri: Priscilla pone il coemeterium fontis s. Petri dove evidente dall'ordine topografico, che non del fonte Vaticano ma del cemetero ad Nyuphas presso s. Emerenziana quelle parole debbono essere intese. Che

due

militi

sepolti via

se per

un punto

tanto importante
,

si

richiede

un' esplicita testimonianza


s.

me

la

d Benedetto canonico

il

quale nel suo poliplico scrisse coemeterium


s.

Agnetis

IDEM EST
almeno
a
s.

coemeterium fontis

Petri.
si

Adunque
s.

chiaro,

che

il

cemetero, nel quale


Pietro, era contiguo

fino dal secolo settimo


e

credeva avesse battezzato

s,

Agnese
,

posto propriamente

ad

Emerentianam
baptizabat^

tra la Salaria e la

Nomenci chi

tana

cio

on

longe a coemeterio ISovellae sito via Salaria mil. III.

Dopo

non vede il cemetero Ostriano, ii Pe^rs tero ad Nymphas s. Petri via Notnentana,
della necropoli appellata di
e
s.

non

essere diverso dal ceme-

anzi essere propriamente quella regione

Agnese, che dal Marchi stata ridonata alla luce,


il

che giace in linea

retta dietro

cemetero di Novella?
nella topogralla
della

Grande rivoluzione
sotterranea
e
;

questa nella cronologia e

Roma

e dovrei perci dimostrarla vera

monumentali capaci

di corroborare la

con tutto l'apparato delle prove storiche mia asserzione. Non potendo farlo qui, proscritto speciale,

metto di svolgere Timportante dimostrazione in uno

che divulgher

prima di giungere con quest'opera alla via nomentana. Intanto al metodo di ragionamento, che qui mi sono proposto, sufficiente l'aver chiarito, che il cemetero, ove furono deposti Papia e Mauro ad Nymphas B. Petri via Nomentana, del quale il
Bosio deplor con
quello
tutte le

diligenze fatte

non aver potuto trovare alcuna notizia


tutti

(2)

medesimo, ove
il

fu sepolta

s.

Emerenziana, oggi a

noto

appellato

di

s.

Agnese. Resta a vedere se


valore della
i

l'et dei

monumenti
,

di

quella necropoli conferma

od indebolisce
battezzato. Gli

tradizione
le

che

ivi

il

principe degli apostoli abbia

ambulacri,

cubicoli,

cripte oggi accessibili di quel sotterraneo

non sembrano presentare


(1) (2)

caratteri di antichit

maggiore del secolo

III.

Ma

il

Bosio

V. sopra a pag. 125.

Koma

oli,

pag.

'Hi


ivi

191

cotiosciauK, e scopr cripte anch' esse

discese per

un pozzo quadrato, che

noi

non

a noi

ignote, evidentemente del genere di quelle,


la

ch'io chiamo storiche,

come
dai

dimostra

frequenza dei lucernarii

la

n(d)ilt
,

degli

ornamenti,

descritte
,

nostro autore. Vicino ad

uno

dei lucernarii

eh' egli trov ancora aperto

senza

lume di candela
e

si

vede una gran nicchia a


si

modo

di tribuna lavorata di stucco a fogliami,

intorno alla nicchia

vedono alcune
quelle

lettere rosse

che per essere quasi affatto scancelvi

late

non

si

sono potute leggere^


la r/ual nicchia

poche per che


descrizione

rimangono, sono benissimo


il

fatte,

sotto

doveva essere anticamente V altare, essendo


questa
alla

luogo assai
e
gli

spazioso (1). Notabilissima


stucchi a fogliami

d'una

cripta

insigne,

richiamano

mente

quelli del

cemetero
la

di Priscilla.

Nella

tribuna fu

a
il

mio credere posta, come

l'antico rito voleva,

sedia

pontilcale.
,

Al leggere

decocenno della singolare abside sotterranea ornata di stucchi che noi vediamo nel cemetero prerazione diversissima da quella delle cripte sempre all' ampcdla e senza dubbio assai antica, la mente mi corre detto ove costui andando da s. Agnese alla degli olii raccolti dall' abbate Giovanni
, ,
,

via

salaria,

prima

degli

olii

de'

martiri

Vitale,

Marziale, Alessandro giacenti

presso quella via infuse Voleum de sede ubi prius sedit Petrus apostolus.

Ho

bastanti

prove in

mano
;

per dimostrare, che quell'olio


e
si

non
e la

spetta alla catedra conservata

nel Vaticano
s.

che secondo ogni apparenza spetta

ad

una catedra creduta

atti

di

Pietro, che

venerava

tra

la

Nomentana

Salaria. Gravissimo

questi

complesso d'indizi raccolti da documenti tanto disparati; dagli


Papia
dettero
e

cio de'martiri

Mauro
il

confrontati con

topografi del secolo settimo; dagli atti di Liberio


il il

topograficamente verificati nella posizione del cemetero, cui

Bosio

l'Aringhi

nome

di

Novella; dall'indice de'cemeteri scritto circa

secolo X; dall'olio

d'una catedra di s. Pietro infuso in un ampolla nel secolo VI da chi andava dalla Nomentana alla Salaria; dalla singolare cripta e dall'ornatissima ed istorica abside veduta sotterra dal Bosio alla sinistra della Nomentana non longe a coemeterio ISovellae.

Ho

detto istorica abside

imperocch
altri

l'

iscrizione

in belle lettere

che

il

Bosio non pot leggere, sembra

essere stata la

memoria

storica di quell'inscritto

signe tribuna. Questi indizi svolger ed

ne proporr nello

speciale

che ho promesso. Intanto accenner subito una


il

famiglia d'iscrizioni, la

quale porr

suggello al ragionamento, e baster essa sola al

Nel cemetero di

s.

mio scopo. Agnese ha sempre chiamato a s la mia attenzione una


scritti

singolare famiglia d'epitaffi

in lettere di rara bellezza e di tipo classico, e

tanto facili a distinguere tra mille e mille cristiane iscrizioni, che nei
solo di

Roma ma

di

tutta

l'Italia,

ov' esse

sono

disperse,

le

musei non ravviso a prima

giunta; n l'occhio m'inganna, avendone costantemente riconosciuto verace l'avviso, e trovato ne' libri stampati e manoscritti , che quelle pietre vennero in luce

appunto dagli ipogei


a questa famiglia la

di

s.

Agnese, Ne ho posto un saggio nel Laterano dedicando


pilastro

maggior parte del

XX numero

1-30

(2).

Non

la

seda bellezza e classica


d' epitaffi
mi) (2)

forma dei

caratteri quella,

cemeteriali incisi lutti nell'

che concilia alla lodata famiglia officina medesima la stima di molta anti-

L. e. p. 438.

Del numero 27 non certo, che spetti a questa famiglia.


chit.

192

un
lapicida addetto al servigio speciale

Anche nel
s.

secolo III avrebbe potuto

del cemetero di

Agnese

f?re ivi epitaffi assai

meglio

incisi,

che non sono quelli


tanto

degli altri cemeteri.

Ma
stile

all'ottima e costante calligrafia,


epigrafico, di

corrisponde un sistema

sempre uniforme
e classico,

di

nomi,

di simboli.

Lo

stile

laconico

non fosse la provenienza certa dai sepolcri cristiani del predetto cemetero, quasi mai sapremmo se quegli epitaffi sono di pagani o di fedeli. Ho sott'occhio tutta la serie, che fino ad oggi ho potuto raccogliere, di queste iscrisoli nomi o il solo cognome del defonto e nulla pi", il zioni: alcune segnano a cui lo che pongono il titolo e di quelli maggior numero i nomi di coloro
che
se
i
,

pongono, coir aggiunto


bili: la

fdio^ filiae, conjugi etc;

ovvero

filio

dulcisshno, filiae dul-

cissimae, conjugi dulcissimae, parentibus dulcissimis etc;

una
Il

due volte incompara-

medesima
il

forraola ripetuta ne' greci epitaffi.

segno di cristianit, che


volta soltanto all'ancora

pi volte ripetuto in questa famiglia, h accoppiato

l'ancora;

una

non scopro salvo una sola volta la vetusta acclamazione VIVAS IN DEO. la pi leggera traccia Tutto adunque cospira a farmi credere, che questa famiglia, come quella de' titoli
pesce. Del solenne forraolario
;

epigrafico cristiano qui

dipinti col

minio nel cemetero

di Priscilla, anteriore alla

formazione dello
In

stile

epigrafico cristiano, e che spetta alle pi lontane origini del cristianesimo.


Il

qual

giudizio palesemente

confermato dalla nomenclatura.

cotesto

gruppo di epitaffi cemeteriali assai maggiore dell' ordinario il numero degli uomini appellati con i tre nomi e delle donne appellate col gentilizio e col cognome. I loro gentilizi sono varii e di uso assai antico e se parecchi quivi sono gli Claudii, i Flavii, gli Ulpii. Una siffatta serie di nomi Aurelii, neanco rari sono bene s'addice alla generazione vissuta dai tempi di Nerone a quelli de' primi An; i

tonini nel secolo degli apostoli e dei

loro discepoli e de' primi discendenti dagli

uditori apostolici. Per saggio di questa famiglia di epitaffi ne trascriver

duti dal Marini

affissi ai

loro loculi nel cemetero

medesimo, ed

incisi in

due vedue gran(1).

dissime lastre poste alla bocca l'una del loculo superiore, l'altra

dell' inferiore

L ^ CLODIVS

CRESCENS ^ CLODIyE CONIVGI f- INCOMPARABILI ?


?

9-

VICTORIA

?-

[t)

Le traggo

dalle carie autngrafc yalicjne,

schede 1200, 1207 Vedi anche

il

Giornale de'lellerati di Pisa T. VI p. 70.

. .

Unico nel suo genere


dia Spes^ liberta

193

Roma

il

tra le cristiane iscrizioni di

classico titoletto Clo-

Ludi Clodi
al

Crescentis
si

parrebbe pagano.

Il

Marini, che scese a


;

vederlo sotterra

suo posto,

persuase della sua indubitata cristianit


scoperta di tutta la famiglia,
cui

la

quale
i

certezza ora cresciuta per


recitati
epitaffi.

la
il

spettano

due

Compiler

prezioso

elenco

de' gentilizi

de' fedeli
;

ricordali in

cotesta famiglia di

memorie
J/.

sepolcrali

pratico nell' antica epigrafa e

veramente primitive il quale elenco a chi segnatamente nella cristiana baster a persuaderne
Crescens,

la

molta vetust.

Auvelius Ze)ion, L. Clodius

L. Fiirius (Ir

C.
.

Iscantius

L.

Serbiliiis

Q. Memmiiis Felix, C. Munatius Oclavianus, C. Pisonius (Ireneus) Helius, L. Serbilius Aepaijathus, L. Sestius \epos, M. Ulpius Steplianus;
,

Aemilius, Aemilius Eimymis, Aurelius Aristomenes


lentimis, Aurelius Zosias,

Avpvjhcg 'nh^apo;

Aurelius

f^a-

Claudius Atlicianus, Claudius Inacus, Doniiliiis latiuarius Domitius Falenlinus, f^a^r.g 'Epaicc; Fulvius Eugenetor, Lelius Savinus, Mecius Zosi,

mtts,

Pacubius Saloninus
;

Petronius Alexander, Llpius Fortunatus,

...

ius

Antonius

...ius Rufinus
Felicitas
,

Acilia Publiuna,

Annia Zosinie (due

volle), Anrelia D'idijme, Aurelia

Aj pnXia epimv] , Aurelia Irene, Aurelia Secunda, Aviania Fortunata. Barona

Chrysis, Bebia Clielido, Claudia Felicissima, Claudia Secundina, Clodia Ispes, Clodia

Victoria, Cornelia Alcimilla

(Cos)suti(a)

(Fict)orina, Errania

Secundilla

Flavia
,

Agrippina, Flavia Alexandria, Flavia Longa, Flavia..., Julia..., lulia Marcellina

lunia Concordia, j\eria Gaja, i\umeria. Dativa, Petronia Briseis, Statia lulia, Tullia

Paulina, L'pia Agrippina, Ulpia Beroe, Llpia Marina, J^ibia Attica, Fibia Victorina.

Coloro, che sono indicati col solo cognome,


de' quali

sono in numero minore di quelli,


:

cognomi sono tutti antichi e classici non uno terminato in o<ms, entius, ontius; uno solo in osa, cio Primosa (1), Un titolo venuto in luce insieme a parecchi tra questi dal medesimo cemetero, incis( per con lettere meno belle, e al tutto simili a quelle del marmo di Tito Flavio Felicissimo trovato nel cemetero di Priscilla, nomina un TITVS FLAVIVS SENILIS
ho
recitato g' interi
;

nomi

e que'

e la

moglie di

lui Elia Eliana, e porta

il
il

segno dell'ancora. Tutte

le osservazioni,

che ho appena accennato, confermano


delle origini della cristiana epigrafia.

giudizio, che cotesta famiglia di epitaffi

cemeteriali sia pi antica d'ogni formolario epigrafico cristiano, e spetti ai tempi

Ora
apostolici

io
,

ragiono cos. Ae" cemeteri, che

la

romana
e

tradizione assegna ai tempi

bench

monumenti ne

sieno in gran parte ignoti, laceri, dispersi, pure

la rapida rivista di quel poco, che oggi

ne vediamo

ne sappiamo,

ci

ha

mo-

strato indizi manifesti di straordinaria antichit.

Stile classico negli affreschi: deco-

razioni in istucco, rarissime in altri cemeteri, e fino ad ora

ipogei cristiani del secolo III e de" seguenti (2) ; cripte vate nella forma adottata poi generalmente nelle necropoli sotterranee

non mai vedute negli costruite sotterra o non scacristiane


;
,

stanze ed anche vasti ambulacri privi al tutto di loculi


(1) (2)

il

cui sistema

divenne

V. Inscr.

christ.

T.
il

p.

CXI 11.
la scala del

Ma

il

Non dimentico, monumento non


non

che

Bosio descrive

cemetero

di

Trasone ornata
:

di stucchi

a fagliami e racemi di uve (Roma


sia assai

sotl. p. 488;.

visibile, e

non possiamo giudicare

del suo siile

mi sembra probabile, che


all'etii

pi antico dell' et di Trasone

vissuto

sotto Diocleziano. In quanto agli stucchi della p/alonia dal p. Marchi attribuiti

di s.

Damalo

.Mon. prini. p. 216) dico francamente, che quel


arcosolii,
,

giudizio

accettabile.

Io ora

non definisco a qual secolo sieno precisamente da assegnare quegli


di
s.

ma

le

figure e le cornici in istucco,


,

che

li

decorano, sono diversissime dalle opere d'arte cristiana dell'et


III.

Damaso. L'epoca pi recente

eh' io loro potrei attribuire

sarebbe

ri

principio del secolo

Fino ad oggi per non conosco verun esempio di quelle decorazioni ne' monumenti cemeteriali del (ecolo predetto.

25

l)oi
;

194

normale ne' cemeteri subuibani frequenti nicchie per grandi sarcofagi, il cui uso divenne poi assai raro in que' cemeteri medesimi intere famiglie d'iscrizioni
diversissime
delle

consuete
;

cemeteriali

e
;

epigrafico cristiano

nomenclatura classica

non compilate secondo il formolario un Tito Flavio nel cemetero di Lumentre ninno,
se

cina,

uno

in quello di Priscilla,

uno

nell' Ostriano,

bene ricor-

do, in
ad ora

altri

cemeteri ne ho trovato;

in fine le date

medesime

pii

antiche fino

catacombe romane, quelle cio del 107 e del HO. Questo maraviglioso ed uniforme complesso d' osservazioni non pu essere effetto del che si dicono dell' et di opinione preconcetta. Veramente i cemeteri caso
lette