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Fisiologia umana Prof. Alloatti Lezione 06/10/03 Il corso sar principalmente dedicato alla fisiologia umana applicata al movimento.

La fisiologia si occupa dello studio del funzionamento degli apparati del corpo (umano). Sistema cardiocircolatorio o Cuore o Sistema circolatorio o Sangue Sistema respiratorio Sistema nervoso (da met corso in poi), la parte pi complessa. o Parte delle cellule nervose e comunicazione tra esse o Parte dellinnervazione muscolare o Sistema nervoso propriamente detto (encefalo + midollo spinale) Sistema digerente (metabolismo) Sistema escretore (reni)

Testi consigliati (lesame riguarder esclusivamente temi trattati a lezione e nulla pi): Fisiologia delluomo AA. VV. Edi Ermes Milano: testo scritto apposta per gli studenti di Scienze Motorie. Fisiologia applicata allo sport Mc Ardle, Katch, Katch Ambrosiana Milano: testo pi complesso del nostro corso ma molto completo con molte tabelle. Le copie di tutti i lucidi proiettati a lezione sono disponibili allEdisu.

Lesame sar, a scelta di ognuno, scritto, orale o scritto + orale. Lo scritto preveder domande sia aperte che chiuse. Quelle aperte riguarderanno soprattutto definizioni e non concetti lunghi. Sistema cardiocircolatorio E il vero fattore limitante della prestazione sportiva (pi che i muscoli), il cuore in particolare. E costituito da un muscolo pompa (il cuore, organo propulsore), un sistema di vasi che convogliano il sangue verso tessuti e cellule e lo riportano verso il cuore e un liquido (il sangue) che circola e svolge funzioni di trasporto di molte cose:

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Gas respiratori: O2 (senza di esso le cellule muoiono in pochi secondi) e CO2 il cui eccesso avvelena le cellule. Sostanze nutrienti assorbite dallintestino. Calore prelevato dai muscoli e smaltito a livello della cute. Ormoni (messaggeri chimici). Funzione immunitaria (tipi particolari di cellule o sostanze, anticorpi). Sistema circolatorio e cuore (anatomia)

Grande (sistemica) e piccola (polmonare) circolazione. Grande circolazione: ventricolo sinistro -> aorta -> arterie -> arteriole -> capillari (rete capillare) -> venule -> vene -> vene cave (2) Vena cava superiore: attinge il sangue dalle regioni poste dal cuore in su. Vena cava inferiore: attinge il sangue dalle regioni poste dal cuore in gi.

Trasporta il sangue ricco di ossigeno nei tessuti, nel reticolo capillare avviene lo scambio respiratorio (cellulare) e lo ritorna al cuore ricco di CO2. Piccola circolazione: ventricolo destro, arteria polmonare, arterie, arteriole, capillari (polmonari, alveoli), venule, vene pormonari (4, 2 per polmone), atrio sinistro. Rinnova i gas respiratori nel sangue, smaltisce la CO2 nei polmoni sostituendola con ossigeno. I due circoli sono tra di loro in serie. Tutto il sangue pompato nella piccola circolazione va agli alveoli polmonari, quello della grande nellintero organismo in tanti circoli paralleli (sistema nervoso, arti superiori e inferiori...). Nella piccola circolazione non ci sono pertanto problemi di distribuzione del sangue, nella grande occorre regolare la distribuzione ai diversi distretti. Se corriamo agli arti inferiori occorre pi sangue senza per farlo mancare agli organi che soffrono la carenza di ossigeno (tipo lencefalo che se privo di circolazione per soli 15s perde coscienza. Quindi nella grande circolazione ci sono sistemi molto precisi di regolazione del flusso. Nella grande circolazione il sangue che circola nelle arterie arterioso e nelle vene venoso. Nella piccola il contrario. Arterie: vasi percorsi dal sangue in direzione centrifuga. Vene: vasi percorsi dal sangue in direzione centripeta. Pagina 2 di 99

Sangue arterializzato (con ossigeno) pertanto pi preciso che sange arterioso. Cuore (anatomia) Il cuore un musolo striato, simile ai muscoli scheletrici ma a differenza di essi cavo (2 atri e 2 ventricoli).

Nel cuore c una netta divisione tra parte destra e parte sinistra per non consentire sangue arterializzato e non. Le camere superiori sono dette atri e quelle inferiori ventricoli. Gli atri comunicano con i rispettivi ventricoli quando le valvole sono aperte. Le valvole servono a mantenere il flusso di sangue unidirezionale. Valvole atrioventricolari destra o tricuspide e sinistra o bicuspide o mitrale, impediscono il flusso ventricolo -> atrio. Valvola semilunare aortica tra ventricolo sinistro e aorta e valvola semilunare polmonare tra ventricolo destro e arteria polmonare impediscono il flusso da arteria a ventricolo. Tra il ventricolo sinistro ed il destro vi una vistosa dissimmetria. La parete del ventricolo sinistro molto pi spessa di quella del destro, essendo un muscolo sviluppa molta pi forza del destro. La pressione della grande circolazione pertanto molto pi elevata di quella della piccola. I due ventricoli si contraggono assieme. Fisiologia del cuore Attivit elettrica Attivit meccanica (contrazione e rilasciamento) Regolazione dellattivit cardiaca.

Attivit elettrica:

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Come tutti i muscoli, anche il cuore sviluppa una contrazione in seguito ad impulsi elettrici ma il muscolo striato cardiaco diverso dal muscolo striato scheletrico. Nel muscolo cardiaco, che non innervato, si autogenera il potenziale elettrico (0,1V come per i muscoli scheletrici). Lorigine delleccitazione elettrica, che nel muscolo scheletrico si definisce neurogena, qui miogena (mios = muscolo).

Le regioni in cui originano gli stimoli sono: Principale: parete dellatrio destro (nodo seno atriale, pacemaker principale). Da qui partono i segnali che si diffondono a tutta la parete dei due atri facendola contrarre, poi passano dal nodo atrioventricolare che si divide in due rami (fascio, muscolare, di His). Il nodo atrioventricolare come un ripetitore che raccoglie i segnali, li ritarda e li rimanda al fascio di His che li conduce velocemente (lento -> veloce). Il ciclo : contrazione degli atri, ritardo (durante il quale si riempiono i ventricoli. Gli atri sviluppano poca forza rispetto ai ventricoli. Tutto questo flusso elettrico si pu evidenziare con lelettrocardiogramma (ECG) che la misura dei fenomeni elettrici dellattivit cardiaca che vengono condotti dai liquidi corporei sulla superficie del corpo.

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Lezione 13/10/03 Dallattivit elettrica del cuore deriva lattivit contrattile (contrazione, sistole e rilasciamento, diastole, del muscolo cardiaco). Tracciato elettrocardiografico:

Linsieme delle onde (P-U, lettere a caso senza significato particolare) corrisponde ad un ciclo cardiaco cui segue un pezzo senza segnali ed un nuovo ciclo. P (onda) = segnale elettrico del pacemaker (eccitamento elettrico degli atri) Tra P e linizio dellonda Q non c variazione del potenziale (ritardo del nodo atrioventricolare). P-Q = tempo di conduzione atrioventricolare Q,R,S: leccitazione percorre il fascio di His e le cellule del ventricolo si eccitano (complessio di invasione, elettrica, ventricolare) invasi dalleccitamento elettrico. Onda T: fine delleccitamento elettrico del ventricolo. Onda U: quasi sempre assente. Tra londa T e la P successiva c la diastole (riposo elettrico). Onda P corrisponde alla sistole atriale Q,R,S,T corrispondono alla sistole ventricolare Diastole Linsieme descritto appena sopra (P-diastole) corrisponde ad un ciclo cardiaco

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Utilizzi pratici dellECG: Misurazione dei tempi di durata delle fasi del ciclo: Conoscendo la velocit del rotolo di carta millimetrata, misurando la distanza tra le onde se ne ricavano i tempi. FC e tempi di diffusione delleccitamento elettrico. FC di un adulto giovane (25 < anni < 40), sano e a riposo (fisico e nervoso) di circa 70 BPM. Un neonato ha una FC di 140 150 BPM, nellanziano tende a diminuire. Anche la febbre, innalzando la temperatura, influenza un po tutti i parametri fisici, FC compresa che aumenta. Una persona che ha una FC di 70 BPM (misurata convenzionalmente tra le due creste R ma va bene qualsiasi riferimento del ciclo) avr un perdiodo (durata) del ciclo di 60s/70 = 0,85s circa. Un soggetto con una FC di 70 BPM dovrebbe avere una sistole atriale di circa 0,1s ed una diastole atriale di 0,75s; una sistole ventricolare di 0,3s ed una diastole ventricolare di 0,55s. Un giovane sano, su di un ECG piuttosto lungo >= 60s evidenzia battiti pi ravvicinati e pi distanziati. Eun fenomeno fisiologico correlato alla respirazione (FC> nella fase di inspirazione e < in quella di espirazione). Si chiama aritmia sinusale perch deriva da unaltra attivit del nodo seno atriale. Visualizzazione della morfologia delle onde: E molto importante il tratto ST che deve essere al livello della diastole. Se si presenta diagonale dal basso verso lalto:

il muscolo cardiaco soffre di carenza di ossigeno (ischemia miocardica, miocardio = muscolo cardiaco). Le Aritmie Pagina 7 di 99

Le aritmie (variazioni della FC), tranne quella sinusale, fisiologica, sono patologiche e vanno attentamente considerate in caso di attivit sportiva intensa (> 85% FCmax), ma la loro pericolosit dipende dalla qualit e frequenza delle stesse. Le aritmie si dividono in 2 categorie: Extrasistoli (contrazioni aggiuntive al di fuori del ritmo normale) si manifestano quando si generano degli eccitamenti elettrici anomali allinterno o al di fuori del pacemaker. Sono pericolosi, soprattutto nellattivit fisica, perch il cuore uno dei pochi organi del corpo umano che deve avere unattivit regolare per la sopravvivenza. I ventricoli infatti devono avere il tempo di riempirsi di sangue per poterlo pompare. In caso di extrasistole ventricolare, questi si contraggono quando sono ancora da riempire. Lextrasistole atriale a riposo non d di norma problemi perch una contrazione extra dellatrio, anche contemporanea a quella ventricolare a valvole chiuse, non provoca danni. Se lextrasistole (ventricolare) occasionale non d preoccupazioni, se costante da valutare. Nei casi peggiori, di contrazioni continue dei ventricoli (fibrillazione), questi vibrano non pompando pi sange, la pressione del sangue scende a 0 e nel giro di 15 min il soggetto decede se non si risolve la situazione. Problemi nelle diffusioni delleccitamento: si hanno quando si blocca il sistema di conduzione delleccitamento elettrico (blocchi AV di 1, 2 e 3 tipo). Latrio batte alla frequenza regolare ma non tutti gli stimoli passano al ventricolo. C una scala progressiva, dal 1 tipo quando occasionale e non pericoloso, al 2 tipo:

al 3 tipo quando la FC ventricolare arriva a 20 30 BPM e c sopravvivenza ma il soggetto non si regge nemmeno in piedi. Conseguenze dellattivit elettrica: Durante londa P latrio si contrae le valvole atrio-ventricolari sono gi aperte. Le valvole semilunari (ventricolo arterie) sono chiuse e il venticolo si riempie di sangue. Il ventricolo inizia a contrarsi, la pressione che si genera al suo interno chiude le valvole atrio ventricolari, ma le semilunari rimangono chiuse fino a che la pressione allinterno del ventricolo supera la pressione arteriosa che le tiene chiuse. Fase di Pagina 8 di 99

contrazione isometrica (essendo il sangue un fluido, incomprimibile, fino a che non sai aprono delle valvole, la camera in cui contenuto non pu ridurre le sue dimensioni). Quando la pressione sufficiente apre le vavole semilunari ed inizia la contrazione isotonica o periodo di eiezione (sistole isotonica). Quando si verifica londa T c il termine delleccitamento elettrico del ventricolo e inizia la diastole ventricolare. Diminuisce la pressione nel ventricolo e quando scende al di sotto di quella che c allinterno dellaorta le semilunari si richiudono. Nuova fase isometrica. Quando la pressione ventricolare scende sotto quella atriale (che sale grazie al ritorno di sangue dalle vene), si aprono le valvole atrioventricolari (quindi prima dellonda P e sistole atriale) ed il sangue inizia a passare dallatrio al ventricolo. Diastole isotonica, la pressione rimane costante ed il ventricolo si dilata. Le persone allenate a sport di resistenza, meglio se non agoiste che tendono a sovraccaricare il sistema cardiocircolatorio. tendono ad avere un cuore bradicardico. Una FC a riposo bassa un vantaggio perch permette una diastole pi lunga con miglior riempimento dei ventricoli e conseguente maggiore ossigenazione di cervello e muscoli.

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Lezione 20/10/2003 Ciclo cardiaco: A. Variazioni di pressione del sangue nel cuore. 1. Nel ventricolo sinistro, prima dellonda P (sistole atriale), la pressione circa a 0 mm HG, infatti, mentre la camera si riempie di sangue (valvole AV aperte) le pareti cedono e si espandono (fase isotonica). 2. Durante londa P c un leggero aumento di pressione causata dalla contrazione delle pareti dellatrio che spingono il sangue nel ventricolo. 3. Successivamente avviene il ciclo Q-R-S 4. cui segue la sistole ventricolare. Le valvole AV si chiudono e le vavole semilunari sono ancora chiuse fino a che la pressione allinterno del ventricolo > della pressione arteriosa. La pressione nel ventricolo sale notevolmente ma il volume non aumenta a causa della chiusura delle valvole (fase isometrica). In questa fase la pressione arriva a circa 90 100 mm Hg. 5. Si aprono le semilunari e la pressione continua ad aumentare fino a 150 mm Hg mentre il cuore continua a contrarsi (sistole ventricolare isotonica o fase di eiezione del sangue). 6. La pressione inizia poi una discesa fino ad arrivare < alla pressione arteriosa, momenti in cui le semilunari si chiudono. Diastole ventricolare isometrica. 7. Quando la pressione del ventricolo < della pressione dellatrio (cui arriva sangue dal circolo venoso) si aprono le valvole AV. Diastole ventricolare isotonica. Pressione atrio e ventricolo circa a 0 mm Hg. Pressione ventricolo sinistro: Sistolica (massima): 120 130 mm Hg Diastolica (minima): 0 mm Hg La pressione delle arterie molto pi elevata durante la diastole (~ 80 mm Hg). Nel ventricolo destro le fasi sono le medesime ma cambiano i valori della pressione a causa della parete ventricolare sinistra molto pi sviluppata (quindi forte): Pressione ventricolo destro: Sistolica: 20 25 mm Hg Pagina 10 di 99

Diastolica ~ 0 mm Hg Arteria polmonare ~ 20 25 mm Hg

B. Variazoni di volume delle camere cardiache. 1. Durante la diastole il ventricolo si riempie aumentando il proprio volume. 2. Durante la diastole atriale il volume ventricolare aumenta ancora un po Pagina 11 di 99

3. Allinizio della sistola ventricolare si chiudono le valvole AV e le semilunari sono ancora chiuse perch la pressione dellaorta > di quella ventricolare. Il ventricolo quindi una camera chiusa piena di liquido (incomprimibile), il volume quindi rimane costante (sistole isometrica). 4. Quando la pressione allinterno del ventricolo > di quella dellaorta si aprono le semilunari, il ventricolo si contrae facebdo uscire il sangue e diminuendo il proprio volume (sistole isotonica o eiezione del sangue). 5. Diastole isometrica 6. Quando la pressione allinterno del ventricolo < di quella dellatrio (cui giunge il ritorno dal circolo venoso) si aprono le valvole AV e c un veloce aumento del volume del ventricolo. Il cuore di individui giovani o sportivi molto elastico e quindi si riempie pi facilmente. Volume massimo volume minimo = quantit di sangue pompato ad ogni battito. Gittata sistolica. Volume massimo = 150 160 ml Volume minimo = 80 ml Gittata = 70 80 ml Per sapere il volume pompato per minuto si pu moltiplicare la gittata sistolica per la FC: 80 ml / battito * 70 battiti / minuto = 5,6l / minuto. La quantit di sangue pompata al minuto si chiama gittata cardiaca o portata cardiaca o volume minuto circolatorio. Se occorre aumentare il volume minuto circolatorio nel corso dellesercizio fisico o si aumenta la gittata sistolica o la FC o entrambe. Normalmente aumentano entrambe. Una persona sedentaria sana in grado di aumentarla di 4x, arrivando a 20 22 l/min, un atleta molto di pi. C. Segnali acustici del circolo cardiaco. Misurabili tramite fonocardiogramma. lorecchio, il fonoendoscopio e registrabile con il

Ci sono suoni caratteristici dellattivit normale (toni) e suoni patologici (soffi). Pagina 12 di 99

I toni sono due: 1. 2. 3. 4. Primo tono, durante la sistole ventricolare isometrica Pausa breve (fase di eiezione) Secondo tono quando si chiudono le semilunari (che sbattono) Pausa lunga

TUN pausa breve TUN pausa lunga Il primo tono pi lungo, il secondo pi breve e secco. Quasi tutti i soffi sono dovuti ad anomalie delle valvole: 1. Stenosi valvolare (valvola poco elastica che non si apre bene creando turbolenza) Il percorso del fluso sanguigno non agevole, c una strozzatura, quindi il ventricolo costretto a sviluppare pi forza che se non ci fosse. 2. Insufficienza valvolare (valvola che non chiude bene). Il ventricolo deve usare forza che viene vanificata da un reflusso cui dovrebbe resistere la valvola. La semilunare aortica se stenotica presenta il soffio durante la fase di eiezione (tra il 1 e il 2 tono), se incontinente durante la diastole ventricolare. Unaltra causa di soffio sono le comuncazioni tra la parte sinistra e destra del cuore. Sono normali nel feto ma devono essere chiuse al momento della nascita. Causano la mescolanza di sangue arterializzato e venoso che avviene a causa della notevole differenza di pressione tra i due ventricoli durante la sistole. Regolazione dellattivit cardiaca Serve ad adeguare lattivit cardiaca al livello dellattivit di ogni istante. Esistono due tipi di regolazione: 1. Regolazione eterometrica (legge di Frank - Starling) Riguarda solo la forza di contrazione

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Fino ad un certo punto, lincremento di volume di fine diastole (telediastolico) del ventricolo aumenta la forza di contrazione da esso sviluppata. Come i muscoli scheletrici, anche le fibre cardiache, se prestirate, auementano la loro forza di contrazione. Oltre un certo limite le fibre troppo stirate si sfiancano e si contraggono meno. Ad esempio, un individuo che in piedi fermo e si mette a camminare contrae i muscoli delle gambe che comprimono le vene al loro interno aumentando la pressione del sangue che arriva nellatrio dal circolo venoso. Eteros (diversa) metrica (dimensione). La forza di contrazione varia per la lunghezza delle fibre muscolari decontratte. 2. Regolazione omometrica decontratte). (senza la variazione delle fibre muscolari

Riguarda sia la forza di contrazione che la frequenza cardiaca. La noradrenalina prodotta dal sistema nervoso ortosimpatico in risposta ad uno stimolo fisico o emotivo viene diretta verso il nodo seno atriale (aumento FC) e le fibre muscolari del ventricolo (aumento della forza di contrazione) spostando in alto la curva di Frank Starling. La regolazione omeometrica dipende dallinnervazione cardiaca. Il sistema nervoso autonomo formato da quello ortosimpatico e dal parasimpatico. Entrambi hanno terminazioni Pagina 14 di 99

nervose agenti sul cuore regolando la FC e la forza di contrazione. Lortosimpatico ha una funzione eccitatoria tramite la noradrenalina, quello parasimpatico, che innerva il cuore tramite il nervo vagale liberando acetilcolina, che ha effetti opposti alla noradrenalina. Durante lesercizio fisico o leccitazione nervosa prevale la noradrenalina, durante il rilassamento fisico e mentale prevale lacetilcolina. I trapiantati cardiaci hanno un cuore non innervato dal sistema nervoso autonomo, per differenza con essi si pu capire leffetto del s.n.a. sul cuore. Un trapiantato di cuore ha una FC a riposo di 90 95 bpm e durante lesercizio fisico una lenta salita solo fino a circa 100 bpm. Un soggetto normale ha 70 75 bpm a riposo e arriva velocemente oltre 180 bpm durante lesercizio fisico. Questo parrebbe dimostrare che in condizioni di riposo prevale il sistema nervoso parasimpatico. I cardiotrapiantati possono fare esercizio fisico submassimale. Il leggero aumento della FC che presentano dovuto alladrenalina, prodotta dalla parte midollare delle ghiandole surrenali, molto simile alla noradrenalina ma meno efficace e diretta. Un altro motivo per laumento della FC in questi soggetti laumento della temperatura che causa fisiologicamente questa reazione. E da notare che il volume minuto circolatorio di un trapiantato sotto sforzo non si discosta da un soggetto sano: se quindi non aumenta la FC aumenta proporzionalmente la gittata sistolica. I pacemaker artificiali di vecchia concezione scandivano un FC cardiaca statica, quelli attuali aumentano la FC allaumento della temperatura corporea.

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Lezione 27/10/03 Parte II Il Sistema Circolatorio Circolazione sistemica: ventricolo sinistro -> arteria aorta -> arterie grandi -> arterie medie -> arterie piccole -> arteriole -> letto capillare -> venule -> vene -> vene piccole -> vene medie -> vene grandi -> vene cave Arterie: condotti con pareti formate da tre strati (tonaca intima, tonaca media, tonaca avventizia). Tonaca intima: formata da cellule endoteliali che formano un sottile rivestimento Tonaca media: Aorta e grandi arterie ricca di tessuto elastico. Medie e piccole arterie progressivamente formata da tessuto muscolare liscio che risponde a diversi stimoli, il pi importante dal S.N. autonomo. La contrazione di questi vasi determina la vasocostrizione rendendo pi difficoltoso il passaggio ematico. Il fenomeno opposto avviene con la vasodilatazione. Durante una giornata fredda lorganismo tende ad inviare poco sangue alla cute per non raffreddarlo: vasocostrizione e pallore della cute. Esercizio fisico: lorganismo deve smaltire il calore prodotto dallattivit muscolare, vasodilatazione e cute rossa. Tonaca avventizia: sempre uguale in tutte le arterie e arteriole. Formata da tessuto cottettivo fa da fascia di contenimento. Capillari: vasi molto piccoli (diametro 5 micrometri = 0,005 mm) formati da pareti molto sottili (0,2 micrometri). I globuli rossi hanno un diametro di 7 micrometri quindi passano in fila indiana nei capillari. La parete dei capillari formata solo dalla tonaca intima in cui le cellule endoteliali sono avvolte su s stesse.

La parete sottile facilita gli scambi di ossigeno, CO2, acqua, sali, glucosio, amminoacidi e prodotti di scarto del metabolismo cellulare. Gli scambi avvengono solo nei capillari.

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Il flusso di sangue nei vari distetti regolato, oltre che dalla vasocostrizione e vasodilatazione delle arteriole, anche dallo sfintere precapillare, anello di muscolo liscio posto tra larteriola ed il capillare. Tutto ci permette la regolazione autonoma in ogni distretto. Se si fa esercizio con il braccio destro la vasodilatazione aumenter il flusso solo dove necessario. In alcuni distretti circolatori ci sono vasi che collegano direttamente arteriole e venule bypassando i capillari quando sono chiusi. Esempio: cute in una giornata fredda. Sistema venoso: Anche le vene hanno pareti a 3 strati ma sono molto pi sottili. Le tre tonache sono molto meno sviluppate. Nelle venule la tonaca media ha molta meno muscolatura liscia. La parete delle vene facilmente estensibile, pu cedere e comprimersi facilmente. Arterie: vasi a resistenza, se aumenta la pressione sono elastiche ma non cedono pi di tanto e resistono alla pressione. Vene: vasi a capacitanza: si espandono allaumento della pressione. Il sangue di tutto il corpo contenuto nelle vene per oltre il 50%. Le vene agiscono anche come serbatoio di sangue. Durante lesercizio fisico le vene si contraggono e mandano in circolo pi sangue. Questo fenomeno prende il nome di venocostrizione. Per evitare che la pressione della venoscostrizione sia diretta anche in direzione opposta al flusso, le vene sono dotate di valvole venose, o valvole a nido di rondine, fomate dalla tonaca intima.

Pressione e valocit del sangue nella grande circolazione:

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Linea sottile nera: P v. sinistro min 0, max 120 130 mm Hg Linea spessa grigia: P aorta min 70 80 mm Hg, max 120 130 mm Hg Pressione differenziale o pulsatoria= Pressione sistolica pressione diastolica = ~ 50 mm Hg Pressione media= Pressione diastolica + 1/3 pressione differenziale perch la pressione sale bruscamente ma scende lentamente: ~90 mm Hg La pressione nel ventricolo sinistro e nellaorta non seguono lo stesso andamento perch: 1. Il circolo periferico (arteriole e capillari) oppone una resistenza (soprattutto le arteriole). 2. Laorta e le arterie sono elastiche quindi cedono alla pressione calante e tornano a contrarsi in fase di pressione discendente aumentandola. Questo permette, in un sistema con una pompa discontinua (il cuore), di avere un flusso costante. Se laorta subisce un irrigidimento per il ventricolo diventa pi difficile pompare perch non cede. Se le arterie fossero assolutamente rigide (e non ci fosse resistenza periferica), la pressione al loro interno seguirebbe la pressione nel ventricolo sinistro.

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Oscillazioni di 1 ordine: sistole e diastole (linea nera) Oscillazioni di 2 ordine: interazioni cuore + respiro. Inspirando la pressione media aumenta, espirando diminiusce. Inspirando la FC aumente (aritmia sinusale) Oscillazioni di 3 ordine: frequenza molto bassa. Sono dovute allattivit del SNA, in particolare al sistema nervoso ortosimpatico che ha unazione vasocostrittrice con la noradrenalina. + noradrenalina + pressione. Sono collegate alle ore della giornata, ritmi circadiani. > prime ore del mattino, < dopo pranzo, > tardo pomeriggio, sera, << durante il sonno, > prima della sveglia.

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Pressione media aorta: 90 mm Hg. Pressione costante ingresso capillari: 30 mm Hg Pressione costante uscita capillari: 15 mm Hg Pagina 20 di 99

La pressione dipende da: 1. 2. 3. 4. 5. Quantit di sangue pompata dal cuore (gittata sistolica) Quantit di sangue presente in circolo (5 5,5l) Frequenza cardiaca Resistenze periferiche Stato della muscolatura liscia di arteriole e sfinteri capillari (shock anafilattici) 6. Posizione del corpo La pressione media di 90 mm Hg sintende allaltezza del cuore. In piedi alla testa solo + 60 mm Hg, ai piedi 150 mm Hg. Se da sdraiati ci si alza in piedi inizialmente pi sangue scende agli arti inferiori defluendo dallencefalo, essendo le cellule nervose le pi sensibili alla carenza di ossigeno si pu avere una sensazione di vertigine. Per il ritorno venoso leffetto opposto: pi facile dalle parti sopra il cuore, pi difficile dagli arti inferiori. Let di una persona ha influenza sulla pressione: diastolica 70-80 mm Hg, sistolica 120 130 mm Hg fino a 40 anni. A 90 anni diastolica M 85 F 95, sistolica M 180 F 200! Le pareti delle arterie sono meno elastiche quindi il ventricolo sinistro deve fare pi forza per pompare la stessa quantit di sangue. Come fa il sangue a tornare dalle parti sotto il cuore ad esso avendo perso tutta la sua energia (pressione)? Con la cooperazione di 4 meccanismi tutti indispensabili, ne basta uno che non funziona e il sangue non arriva: 1. Vis a tergo, forza da dietro (!), forza che il sangue venoso riceve dal nuovo sangue pompato dal ventricolo sinistro che spinge. 2. Movimenti legati alla respirazione: nella gabbia toracica c una pressione di circa 3 mm Hg inferiore alla pressione esterna (e del resto del corpo) depressione intertoracica. Inspirando le dimensioni della gabbia toracica aumentano aumentando la depressione a circa 7 10 mm Hg favorendo il ritorno venoso. Effettuando la manovra di Valsalva si espira fortemente con bocca e naso chiusi aumentando la pressione nella gabbia toracica. Basta questo per svenire. 3. Contrazioni muscolari + (4.) valvole venose: se si sta immobili in piedi si rischia di perdere coscienza. I muscoli contraendosi e rilasciandosi comprimono e dilatano le vene. Le vene che si contraggono chiudono le valvole in direzione opposta al flusso e aumentano la pressione verso il flusso. Quando si dilatano si chiude la valvola posta a valle e si apre quella a monte riempiendo nuovamente il vaso.

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Lezione 03/11/03 I capillari Attraverso i capillari si realizzano scambi con i tessuti di glucosio, aminoacidi, acidi grassi con i tessuti ma non di globuli rossi e proteine disciolte nel plasma (albumina...) perch troppo grosse per passare dai pori. Allinizio dei capillari, subito dopo lo sfintere precapillare, la pressione del sangue si aggira attorno ai 32 mm Hg, alla fine arriva soltanto a 15 mm Hg. I capillari sono formati da cellule epiteliali avvolte su s stesse che contengono pori attraverso i quali si realizzano gli scambi sopra descritti. Gli scambi si realizzano grazie a due pressioni: Pressione idrostatica del sangue (quella che di 32 mm Hg allinizio) che spinge le sostanze fuori dai capillari attraverso i pori. Pressione osmotica delle proteine presenti nel plasma sanguigno pari a 25 mm Hg.

Nel primo tratto del capillare, finche la pressione idrostatica > di quella osomotica le sostanze escono dai capillari ed avviene la filtrazione, quando la pressione idrostacica diventa < di quella osmotica avviene lassorbimento del liquido interstiziale (pressione 0 mm Hg) che circonda tutte le cellule dei tessuti.

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Lo scambio di liquidi attraverso i capillari dellorganismo pari a circa 200l al giorno. Il sangue viene pertanto filtrato 40 60 volte al giorno. In caso di trauma, quando un tessuto gonfia si forma un edema che causato dal fatto che aumenta la filtrazione dai capillari con conseguente accumulo di liquido nei tessuti. Chi ha problemi di circolazione (vene varicose) che ad esempio causano una pressione alla fine dei capillari di 20 mm Hg anzich 15, ha un differenziale con la pressione osmotica solo di 5 mm Hg con conseguente accumulo di liquido nei tessuti (gambe gonfie quando sta in piedi). Il sistema capillare non riesce a riassorbire tutto il liquido che filtra. Al riassorbimento concorre il sistema linfatico che simile a quello venoso e che presenta dei capillari a fondo cieco che sfociano in vasi simili alle vene e che contribuiscono al drenaggio del liquido interstiziale in eccesso. Se questo sistema va in Pagina 23 di 99

crisi, come nel caso della filaria nei cani, vermi che crescono nei vasi linfatici fino ad otturarli, si creano edemi nei tessuti, specialmente negli arti inferiori. La velocit del sangue Importante allesame!!! La velocit massima alluscita del ventricolo sinistro, decresce nelle arterie, nelle artieriole, minima nei capillari inizia a riscrescere dopo i capillari, nelle venule e nelle vene fino ad arrivare alla met della velocit nellaorta nelle due vene cave. Questo dovuto al fatto che, man mano che si passa dallaorta ai capillari, il lume dei vasi diminuisce ma aumenta enormememente il loro numero, quindi la somma dei diametri trasversi dei vasi aumenta riducendo la velocit a parit di flusso. V=flusso (l/min)/somma sezioni trasverse. Il diametro dellaorta di circa 2 cm cos come quello delle due vene cave (quindi nelle vene cave la velocit e dimezzata). Il diametro dei capillari di 0,5 micrometri. Velocit del sangue nellaorta: 30 40 cm/s Velocit del sangue nelle vene cave: 15 20 cm/s Velocit del sangue nei capillari: ~ 1mm/s

I capillari sono lunghi circa 1 mm, quindi 1 globulo rosso avr circa 1 s per realizzare lo scambio ossigeno -> CO2 attraverso lemoglobina (Hb). Durante lesercizio fisico, la velocit di transito nel sangue arriva quasi al punto critico che non consente pi gli scambi. Regolazione locale del flusso di sangue e della pressione arteriosa La regolazione opera attraverso la muscolatura liscia dei vasi (tonaca media) inducendone la contrazione o il rilasciamento. Avviene attraverso 3 meccanismi: Meccansimo intrinseco o miogeno: tutte le cellule muscolari liscie reagiscono contraendosi ad un loro allungamento. Se quindi aumenta il flusso (e la pressione del sangue) questo dilata i vasi che reagiscono comprimendosi riportando la pressione ai valori originari. Un uguale meccanismo riguarda la vescica, che se troppo distesa si contrae (spasmi). Una persona che da sdraiata si mette in piedi far aumentare il flusso di sangue agli arti inferiori, questo stirer le cellule muscolari liscie che si contrarranno riportando a livelli normali la pressione. A livello dellencafalo avviene esattamente lopposto: il flusso Pagina 24 di 99

diminuisce, le cellule muscolari liscie non sono stirate e quindi si rilasciano facendo aumentare il flusso. Meccanismo metabolico: se un muscolo dallo stato di riposo si attiva, diminuir, nel suo distretto, la quantit di ossigeno nel sangue, aumenter quella di anidride carbonica. Se lossigeno che arriva al muscolo insufficiente si avr un accumulo di acido lattico, con conseguente diminuzione del Ph nel sangue (sempre a livello locale). Si avr inoltre un aumento della temperatura. Ognuno di questi fattori provoca la vasodilatazione con conseguente aumento di flusso. Meccanismo dipendente dalle cellule endoteliali (arteriole e sfinteri precapillari): I globuli rossi, passando sulle cellule endoteliali, le sfregano (shear stress) stimolandone la produzione di NO che, finendo sulla muscolatura liscia della tonaca media, la fa rilassare. Se manca flusso di sangue, i globuli rossi non sfregano le cellule endoteliali che non producono NO, che non rilascia la muscolatura liscia. LNO ha anche effetti anticoagulanti, se non viene prodotto c un maggior rischio di trombi (aggregazioni di piastrine che ostruiscono i vasi). Lesercizio fisico protegge perch, aumentando il flusso di sangue, stimola la produzione di maggiori quantitativi di NO.

Al di l di questi sistemi di regolazione locale, lomeostasi (equilibrio) dellorganismo va mantenuta, occorrono quindi dei sistemi di regolazione generale (se corro le mie gambe aumentano il loro flusso di sangue con sistemi di regolazione locale ma, se non c nulla che faccia pompare pi sangue al cuore, il maggior flusso nelle gambe andrebbe a discapito di qualcosaltro, magari delle cellule nervose sensibilissime alla mancanza di ossigeno. Regolazione sistemica della pressione e del flusso di sangue Regolazione a breve termine: La pressione arteriosa viene regolata da: Attivit del cuore (FC e gittata sistolica) Resistenze periferiche (lume dei vasi)

Reazione riflessa: risposta involontaria ad uno stimolo. Lo stimolo agisce su un recettore che invia un segnale ad un centro del riflesso che agisce su degli effettori che determinano una risposta fino al permanere dello stimolo (feedback). I recettori della pressione arteriosa si trovano allinterno dellarco aortico e nelle due carotidi in prossimit del punto in cui si biforcano seni carotidei. Pressocettori o barocettori che sentono la tensione delle pareti dei vasi.

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Quando la pressione aumenta i pressocettori mandano segnali elettrici, pi alta la pressione maggiore la quantit (frequenza) del segnali elettrici. Questi segnali esistono sempre in corrispondenza della sistole (quando la pressione raggiunge il picco). I nervi che trasportano i segnali dai pressocettori sono il glosso faringeo ed il nervo vago. Questi segnali vengono ricevuti dal bulbo dellencefalo (parte pi basale dellencefalo subito prima del midollo spinale). Se il valore letto dal bulbo varia da quello di riferimento occorre agire su due fronti: Quantit di sangue pompata dal cuore (FC + gittata sistolica: forza di contrazione) Resistenze periferiche: Se la pressione troppo alta, il bulbo stimola il sistema parasimpatico, sempre attraverso il nervo vago, riducendo sia la FC che la forza di contrazione. Non solo, vine anche inibito il sistema ortosimpatico che, non producendo pi noradrenalina, provoca il rilasciamento di tutti i vasi. Se la pressione troppo bassa si ha linibizione del parasimpatico e lo stimolo dellortosimpatico.

Il tempo richiesto dal ciclo stimolo->risposta molto rapido, circa di 1/2 s. Se quindi la FC di circa 60 BPM, praticamente la regolazione avviene ad ogni battito. I recettori di pressione vanno incontro ad un fenomeno di adattamento che, induce, a parit di stimolo, una minore risposta. Per questo motivo negli anziani, in cui la pressione aumenta lentissimamente per molto tempo, questo sistema va in crisi.

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Lezione 10/11/03 Regolazione a breve termine (a causa delladattamento) della P.A.: barocettori misurano la P.A., mandano i segnali al bulbo che agisce sugli S.N. parasimpatico (cuore) e ortosimpatico (cuore + resistenze pariferiche). Ai centri bulbari arrivano anche informazioni dalla corteccia cerebrale (importanti nellesercizio fisico, aumentano la FC anche prima dellinizio dellesercizio fisico. Nel caso degli scattisti, hanno un aumento di FC prima della partenza, comandato dalla corteccia che sa, consciamente, che ci sar la partenza, proporzionale alla brevit della gara), dal sistema limbico (parte del SNC in cui hanno origine le emozioni), e dai centri della respirazione (aritmia sinusale). I valori di riferimento del bulbo riguardo alla FC e pressione in caso di esercizio fisico sono pi alti di quelli della vita normale.

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Meccanismi di regolazione della P.A. a lungo termine Organi regolatori: reni, fegato, parti dellencefalo e polmoni. Fattori da cui dipende la P.A.: 1) FC (regolazione a breve termine) 2) Resistenze periferiche (calibro dei vasi) (regolazione a breve e lungo termine) 3) Volume del sangue (regolazione a lungo termine) Pagina 29 di 99

Il punto di partenza della regolazione della P.A. a lungo termine il rene perch un organomolto influenzato da essa nel suo funzionamento. Se la P.A. troppo bassa il rene produce renina che agisce sullangiotensiogeno prodotto dal fegato trasformandolo in angiotensina 1 che diventa angiotensina 2 che la forma attiva. La angiotensina 2 agisce sulla parte nervosa dellipofisi stimolando la produzione di ADH (anti diuretic hormone) che nelle surrenali stimola la produzione di aldosterone e stimola la vasocostrizione della muscolatura liscia. LADH fa trattenere pi acqua nel sangue elaldosterone favorisce la presenza di sali nel sangue che a loro volta trattengono acqua. Tutto questo aumenta il volume del sangue. Questo il sistema che non funziona nei soggetti ipertesi. Per questa ragione una delle possibilit di cura per questi soggetti la somministrazione di diuretici. Adattamenti del sistema cardiovascolare durante la variazione della posizione del corpo rispetto alla forza di gravit Da posizione coricata a posizione verticale: o < pressione nellatrio destro a causa del minor ritorno venoso dalle zone basse del corpo solo in parte compensato dal maggior ritorno da quelle alte. o < gittata sistolica (legge di Frank-Starling, < prestiramento delle fibre muscolari per larrivo di minor sangue dallatrio). o < volume minuto circolatorio o < P.A. o FC aumentata perch i barocettori percepiscono la minor pressione causata dai fattori precedenti. Questo recupera in parte la diminuzione di P.A. ma non del tutto a causa dello scarso ritorno venoso. Da posizione verticale a marcia: il movimento muscolare degli arti inferiori aumenta il ritorno venoso nellatrio destro. o > pressione nellatrio destro o > pressione arteriosa e i barocettori non stimolano pi lortosimpatico quindi o ritorno FC ai livelli normali

Adattamenti del sistema cardiovascolare durante lesercizio fisico Variazioni locali: vasodilatazione locale. o Esercizio isotonico (marcia o corsa): molto sangue nelle fasi di rilasciamento muscolare. Poco sangue nelle fasi di contrazione muscolare (i vasi sono compressi dallallargamento delle fibre muscolari). Alla fine

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dellesercizio il flusso di sangue decresce nello stesso modo in cui era cresciuto allinizio (debito di ossigeno). Leggero: > FC > Gittata sistolica > volume minuto circolatorio > PA sistolica = PA media = PA diastolica < resistenze periferiche Medio (sotto la soglia anaerobica): > FC > Gittata sistolica ma meno consistente che da fermo a leggero. > volume minuto circolatorio > PA sistolica = PA media < PA diastolica < resistenze periferiche Pesante (anaerobico) > FC ma pi consistente che leggero a medio (flesso di Conconi). * gittata sistolica (perch la diastole non dura pi 0,5 s ma molto meno, quindi il ventricolo non riesce a riempirsi, minore prestiramento e Frank-Starling) > volume minuto circolatorio (circa 20 l/min in soggetti non allenati) < resistenze periferiche o Esercizio isometrico (sollevamento pesi): i vasi sono sottoposti a schiacciamento tanto pi intenso quanto pi intensa la contrazione muscolare. Il limite il blocco totale della circolazione locale che, in situazione di insufficienza di ossigeno fa produrre al muscolo acido lattico che ne blocca la contrazione ripristinando la situazione precedente. Le resistenze periferiche aumentano perch i vasi sono compressi dalle fibre muscolari contratte quindi > PA media o Lesercizio isotonico raccomandato per chi ha problemi cardiaci, lisometrico no! Dipendente dalla durata e frequenza dellesercizio fisico: o Breve e incostante o Lungo e costante (allenamento) Pagina 31 di 99

Distribuzione del sangue negli organi e nei tessuti durante lesercizio fisico: Nel corso dellesercizio fisico la maggior parte del sangue viene reclutato dai muscoli. Questo tuttavia non pu in ogni caso andare a detrimento del sangue che va al SNC che sensibilissimo alla mandanza di sostanze nutritive anche per brevissimo tempo. o Organi che ricevono maggior flusso di sangue con laumentare dellintensit dellesercizio: o Cuore (da 0,25l/min a 1) o Muscoli (da 1,2 a 22) o Minore: o Rene (da 1,1 a 0,25) o Sistema digerente (da 1,4 a 0,3) ecco perch in caso di prestazioni brevi e intense occorre non avere il sistema digerente impegnato. o Altri organi (da 0,6 a 0,1) o Maggiore in caso di esercizio submassimale che per decresce dal submassimale al massimale: o Cute che in fase di esercizio submassimale funge da dispersore di calore, ma che viene sacrificata nellesercizio massimale (0,5 a 0,6) Ad occuparsi di questa distribuzione il sistema nervoso ortosimpatico attraverso la vasocostrizione. Adattamento (allenamento) del sistema cardiovascolare nellesercizio fisico regolare

Allenamento isotonico (resistenza) o Il volume circolatorio passa dai 20l di un soggetto sedentario ai 30,4 di un atleta olimpico. o La FCMax da 192 a 182 o La gittata sistolica massima da 104 ml a 167 ml Lallenamento alla resistenza aumenta il volume delle camere cardiache. Non chiaro quale si lo stimolo che lo provoca. Un soggetto allenato, in condizioni di riposo, ha una bradicardia funzionale perch ha una gittata sistolica pi elevata. Se la FC minore lo anche il consumo energetico del cuore e ci ne diminuisce lo stress.

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Allenamento isometrico (potenza): aumento del volume cardiaco ma non a causa del maggior volume delle camere ma dellispessimento della muscolatura cardiaca. Il cuore deve vincere le maggiori resistenze periferiche.

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Lezione 17/11/03 Il Sangue E composto per il 45-50% da eritrociti (globuli rossi) e per il 50-55% da plasma. E un mezzo liquido capaca di muoversi e trasporta sostanze nutrienti, gas respiratori e sostanze di rifiuto. Nellorganismo ce ne sono presenti circa 5-5,5l (quanto un volume minuto circolatorio). Il plasma la parte liquida, il resto parte cellulare. E possibile separare le due parti prima impedendo al sangue di coagulare e poi mettendolo in provetta in una centrifuga per qualche minuto. La parte cellulare sedimenta, quella liquida rimane nella parte superiore della provetta. Lematocrito (Ht) corrisponde al rapporto tra la parte cellulare ed il volume totale. I valori normali sono 45-50%. Allinterno di questa gamma ce lhanno pi alto i maschi (+10%), chi vive in montagna e chi fuma (entrambe condizioni di scarsit di ossigeno). La carenza di ossigeno agisce sul rene che produce eritropoietina (EPO) che stimola la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo rosso. Se per lHt troppo alto il sangue troppo viscoso ed il cuore si affatica. Il plasma composto per il 90% da acqua, da sali (di Na, K, Ca...), da sostanze organiche di piccole dimensioni (glucosio, aminoacidi, acidi grassi: sostanze nutritive), materiali di rifiuto (urea...), gas respiratori, sostanze organiche grandi (albumina 4% ed altre proteine), globuline (anticorpi) e fibrinogeno che serve a coagulare il sangue. Il tutto sintetizzato dal fegato tranne le globuline che sono prodotte dai globuli bianchi. La parte cellulare composta da globuli rossi, globuli bianchi (leucociti) e piastrine (trombociti) che per non sono cellule complete. Globuli rossi: (4,5 5 milioni per mm3 di sangue 1mm3 = un miliolnesimo di litro). Nelle femmine +10% ecc. (vedi Ht). Vivono per circa 3-4 mesi e poi vengono riciclati, soprattutto il ferro, da parte di fegato e milza per produrne di nuovi. Il ferro entra nella composizione dellHb ed difficilmente assimilabile da parte dellorganismo. Gli eritrociti servono esclusivamente a traportare ossigeno e CO2. Hanno la forma di dischi appiattiti nel mezzo perch privi di nulceo. LHb li compone per il 33%. Leucociti: ce ne sono tanti tipi diversi. Hanno tutti funzioni immunitarie (riconoscere e aggredire le cellule estranee nel nostro organismo o le cellule modificate, tumorali). Sono presenti circa 4.000 11.0000 / mm 3 di sangue, allinterno di questa gamma in numero maggiore dopo i pasti. Se il loro numero maggiore, questo indica una patologia che stimola il sistema immunitario. Vengono sintetizzati dal midollo osseo tranne i linfociti che nascono dagli organi Pagina 34 di 99

linfoidi (linfonodi, varicosit del sistema linfatico). Alcuni di essi (PMF neutrofili, vedi dopo) stanno in circolo molto poco, anche solo 6 ore, poi grazie alla diapedesi leucocitaria (capacit di movimenti ameboidi e di infilarsi tra le cellule endoteliali dei capillari), entrano negli interstizi cellulari dei tessuti a caccia di sostanze estranee). Si classificano in base alla loro forma: o Polimorfonucleati: il nucleo ha forme varie o granulociti perch nel citoplasma hanno granuli di tre categorie: o Neutrofili: granuli che reagiscono poco ai coloranti. Inglobano e digeriscono i corpi estranei per fagocitosi. Se gli elementi estranei sono troppi producono sostanze tossiche (H2O2 e ipoclorito di sodio) che li uccidono ma che uccidono anche loro stesse. Il pus di una ferita il prodotto del disfacimento dei PMN neutrofili e dei batteri. Costituiscono la 1 linea di difesa o Acidofili: granuli che reagiscono ai coloranti acidi. Rispondono ad antigeni particolari (granuli di polline, peli di animali, frammenti liberati dagli acari). Sono i responsabili delle risposte allergiche, presenti in tutti noi, in alcune persone esagerate. Producono istamina che, in quantit eccessive, pu causare fibrillazione cardiaca (schock anafilattico). o Basofili: granuli che reagiscono ai coloranti basici. La loro funzione non chiara. Producono istamina e eparina, sostanza coagulante. Forse regolano la capacit del sangue di coagulare. o Mononucleati: o Monociti: molto grandi. Intervengono qualche giorno dopo i PMN neutrofili in caso dinfezione. Si muovono come i PMN neutrofili. Nei tessuti si trasformano in macrofagi dove fanno gli scavenger (spazzini) ripulendo le zone infette mangiando i detriti prodotti dalla battaglia PMN neutrofili vs. sostanze estranee. o Linfociti: B, producono gli anticorpi. Sono in grado di riconoscere gli antigeni di sostanze estranee. Producono anticopri che si legano ad essi incollandole e producendo una massa non pi in grado di muoversi. A questo punto sono in grado di intervenire i PMN neutrofili con la fagocitosi. T, aiutano i B (helpers) e sono killer di cellule infettate da virus (i PMN neutrofili non riconoscono i virus perch sono allinterno delle cellule del nostro organismo). Uccidono le cellule tumorali sul nascere. Sono attaccate dal virus HIV e, se non possono pi aiutare i linfociti B la risposta immunitaria dellorganismo bloccata.

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La risposta immunitaria, per essere efficace, devessere molto rapida. La prima volta che una sostanza estranea penetra nellorganismo la risposta lenta. Per questo motivo, una volta che la sostanza distrutta, permangono uno o pi linfociti B che hanno prodotto lanticorpo come memoria immunitaria che fa da schema per produrre velocemente anticorpi in caso di nuovo attacco. Su questo si basa la vaccinazione che introduce nellorganismo solo gli antigeni (e non la sostanza infettante per intero). Formula leucocitaria: la proporzione che esprime il rapporto dei diversi tipi di leucociti. La normale : 60-70% PMN neutrofili; 20-30% linfociti; 4-8% monociti; 2-4% PMN acidofili; 0-2% PMN basofili. o Se aumentano i PMN neutrofili siamo nella prima fase del processo infettivo (fase acuta) o Se aumentano i linfociti siamo nella fase cronica (?) del processo infettivo. o Se aumentano i PMN acidofili presente un parassita o si tratta di una reazione allergica.

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Lezione 24/11/03 La coagulazione del sangue Piastrine: frammenti di cellula prodott da cellule del midollo delle ossa. Ce ne sono circa 300.000 400.000 / mm3. Partecipano alla coagulazione del sangue. In condizioni normali le piastrine non coagulano grazie alle sostanze prodotte dalle cellule endoteliali (ossido dazoto). Se un vaso si rompe innanzitutto avviene una vasocostrizione a monte della rottura per ridurre la pressione del sangue. Nei primi 12 minuti le piastrine vengono a contatto con la parte rotta del vaso e si attivano diventando appicicose incollandosi luna con laltra e alle pareti del vaso come un grumo gelatinoso (trombo piastrinico) che va ad attaccarsi al vaso dove rotto. Nei successivi 5-10 minuti le piastrine producono sostanze che stimolano le cellule del vaso a crescere e a ricostruire la loro parete. Quando il vaso ricostituito si attivano degli enzimi che digeriscono il trombo. I trombi possono anche verificarsi a causa di situazioni patologiche (trombi cerebrali. infarto). Se un infarto molto recente (<2h), in ospedale possibile iniettare al paziente degli enzimi che sciolgono il trombo. Fibrina: proteina derivata dal fibrinogeno (componente del plasma) che forma fibre che avvolgono il trombo prodotto dalle piastrine. Servono ben 13 reazioni a catena per la trasformazione del fibrinogeno in fibrina. Basta una che non si verifica per mettere in crisi il sistema (emofilia). La coagulazione funziona solo in vasi piccoli e a bassa pressione arteriosa. Nel periodo 3 ci sar un esonero su apparato cardiocircolatorio, sangue e apparato respiratorio. Apparato respiratorio Una molecola di glucosio, con il sistema anaerobico (alattacido) in grado di formare 2 molecole di ATP, con il sistema aerobico 36! Il sistema aerobico pertanto molto pi vantaggioso ma richiede la continua fornitura di ossigeno allinterno dellorganismo, scopo a cui provvedono lapparato circolatorio e quello cardiovascolare. Le cellule nervose, le pi delicate, se stanno pi di 12 secondi senza ossigeno vanno in coma e muoiono. Il 21% dellaria formato da ossigeno. Il sistema respiratorio preleva lossigeno dallaria e lo rende a disposizione dei tessuti. Respirazione:

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1. Esterna (apparato respiratorio, superfici respiratorie, ricambio aria, scambi polmoni -> sangue). a. Anatomia del sitema respiratorio b. Meccanica del respiro c. Scambi respiratori 2. Funzione respiratoria del sangue (o trasporto dei gas respiratori nel sangue) 3. Respirazione interna (cellulare), ce ne occuperemo in biochimica. Anatomia del sistema respiratorio: I polmoni (2) sono cavit interne collegati con lesterno a mezzo delle vie aeree (trachea, bronchi destro e sinistro che si ramificano in bronchioli, bronchioli respiratori, sacchi alveolari che hanno superficie ad alveolo). Nei bronchioli respiratori e negli alveoli la superficie sufficientemente sottile da permettere gli scambi respiratori. La superficie di scambio con lesterno corrisponde a ~ 60 70 m2. Attorno ai sacchi alveolari si trovano i capillari circolatori. La gabbia toracica formata dalle coste, dai muscoli intercostali e dal diaframma. Le pareti di scambio sono spesse 0,2-0,5 micrometri e sono formate dallendotelio capillare da una parte e dallepitelio alveolare (formato da pneumociti) dallaltra. Funzione delle vie aeree: i polmoni hanno una superficie molto estesa con pareti molto sottili, situazione ideale per la penetrazione di sostanze nocive (microorganicmi & c.) allinterno dellorganismo nonch per la disidratazione e la perdita di calore. Le vie aeree pertanto fungono da condizionatore dellaria inspirata ed espirata. Esse non sono soltanto condotti ma sistemi di trattamento dellaria che la umidificano, riscaldano, e purificano prima che penetri nei polmoni. Le vie aeree costituiscono un percorso tortuoso che comincia dalle vie nasali ricche di vasi sanguigni. Quando si raffreddati, le vie nasali sono tappate e respirando dalla bocca ci si disidrata. Prima dei bronchioli ci sono delle cellule muscolari liscie che si contraggono in presenza di aria fredda (broncocostrizione) per proteggere gli alveoli ma questo, se avviene quando non occorre, pu provocare asma. Purificazione: lungo la parete delle vie aeree ci sono cellule produttrici di muco. Le cellule epiteliali delle vie aeree sono cigliate e continuamente in movimento dal basso verso lalto e catturano ed espellono le polveri con lazione combinata Pagina 38 di 99

di muco e ciglia. Queste polveri vengono espulse assieme al muco o deglutite. Laria, grazie a questo sistema, normalmente pura quando arriva a contatto con le superfici respiratorie. Le polveri sottili per, cos come lamianto o il silicio, non vengono trattenute da questo sistema e riescono ad arrivare al polmone. Amianto e silicio hanno forma di aghi e non riescono ad essere espulsi. Il sistema delle ciglia inibito dalle basse temperature dellaria. Un altro inibitore il fumo di sigaretta. Meccanica del respiro (ventilazione) Si divide in due fasi: inspirazione ed espirazione. Respiro tranquillo (stato di riposo): Solo linspirazione attiva, lespirazione passiva. Durante la fase di inspirazione, il diaframma si contrae abbassandosi (1 1,5 cm) e aumentando il volume della cassa toracica a discapito dei visceri che, comprimendosi, premono lateralmente sulle coste allargandole e aumentando ulteriormente il volume della cassa toracica. I muscoli intercostali esterni inoltre alzano le coste verso la 1 (che fissa) ruotandole e facendole avanzare. La cavit intrapolmonare (interno dei polmoni) comunica con lesterno, quella intratoracica no. In qualunque momento del ciclo respiratorio la pressione della cavit toracica sempre minore dellambiente esterno. Questo impedisce ai polmoni di collassare. A fine espirazione (fase di minima espansione toracica e, conseguentemenente minima depressione, la differenza di pressione con lesterno pari a circa 3 mm Hg). I polmoni quindi non si svuotano mai. Durante linspirazione aumenta il volume intratoracico, quindi diminuisce la pressione intratoracica (arriva a 6 mm Hg rispetto allesterno alla fine dellinspirazione). La depressione intratoracica si creata alla nascita. Il feto ha i polmoni completamente collassati. I primi atti respiratori del neonato sono particolarmente intensi ed espandono molto la gabbia toracica al punto di creare la depressione. I polmoni si espandono e non collassano mai pi ma non si espandono quanto la gabbia toracica. Tra la parte esterna dei polmoni e la cavit intratoracica c quindi un vuoto con una depressione di 3-6 mm Hg. In caso dincidente, se si buca la parete toracica e la cavit toracica entra in comunicazione con lesterno, il polmone collassa. C ancora il mediastino che

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impedisce la comunicazione tra i due lati della cavit toracica e consente ad un polmone di continuare a funzionare anche se laltro collassato. Respirazione forzata (durante lesercizio fisico): Tutte due le fasi sono attive. Il diaframma si abbassa anche di 7 cm. Gli intercostali esterni si contraggono maggiormente e intervengono anche tutti gli altri muscoli della gabbia toracica (compresi pettorali e dorsali...). Anche lespirazione attiva per aumentare la frequenza. In questa fase i muscoli intercostali interni abbassano forzatamente le coste e gli addominali si contraggono a spingere i visceri che aiutano il diaframma a risalire.

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Lezione 01/12/03 (appunti di Gabriele Aprile) Misure statiche -> spirometria -> misura i volumi statici polmonari (aria inspirata o espirata a seconda dellintensit di contrazione dei muscoli respiratori). Ad ogni inspirazione entro un certo quantitativo, corrisponde un uguale espirazione. Nel respiro tranquillo questo volume si chiama corrente ed pari a circa 0,5 litri. Se al termine di uninspirazione normale faccio unulteriore inspirazione si parler di volume della riserva inspiratoria che pari a circa 2,5 litri. Con unespirazione forzata troviamo il volume della riserva espiratoria che pari a circa 1 litro. Uninspirazione forzata seguita da unespirazione forzata ci da la capacit vitale che corrisponde a circa 4-5 litri. Infine capacit vitale + volume residuo (1 litro) ci danno la capacit totale (circa 6 l). Misure dinamiche -> capacit vitale temporizzata -> atto espiratorio il pi rapido possibile. Riesco ad espirare l80% della capacit vitale in un secondo (4 l). F.E.V. 1 -> force expired volume in 1 second. Se le vie aeree sono in condizioni normali, faccio uscire 4 litri in un secondo. Se sono ostruite (bronco costrizione) la capacit vitale uguale, ma quella temporalizzata minore. Condizioni di riposo -> aria corrente x frequenza respiratoria -> ventilazione polmonare (0,5x12/min) -> 6 l/min. Condizioni di esercizio -> 120-180 l/min. Gittata sistolica x F.C. -> volume minimo circolatorio. A riposo 5l/min, mentre nellesercizio fisico circa 20 l/min. La parte limitante nellesercizio lapparato cardiovascolare. Ad ogni atto respiratorio laria corrente (500 ml) non va tutta nelle vie aeree, perch c uno spazio morto di circa 150 ml. Solo 350 ml contenenti ossigeno possono essere utilizzati. Se la ventilazione polmonare di 6 litri, quello effettivamente utilizzato vale 4,2 litri. Lo spazio morto anatomico e fisiologico. Normalmente questi valori coincidono, ma se qualche alveolo collassato, se una parte del circolo polmonare non funziona bene, se alcuni alveoli sono rovinati (fumatori -> enfisema polmonare), la parte fisiologica maggiore di quella anatomica. Perch vantaggioso mantenere il volume residuo? Perch c la depressione toracica? Se inizio a gonfiare un palloncino per la prima volta, allinizio ci vuole una forza notevole, ma una volta dilatato pi facile soffiare al punto che con una forza maggiore esplode. Questo tipo di comportamento dovuto alla Legge di Laplance -> la pressione interna di un palloncino o alveolo o capillare inversamente proporzionale al raggio -> tanto piccolo loggetto, tanto maggiore la pressione esercitata per farlo gonfiare. Pagina 41 di 99

Esperimento di Laplance -> ho due palloncini (uno pi grande dellaltro) collegati da un rubinetto per il momento chiuso. Quando apro il rubinetto e circola laria, i due palloncini non tendono a diventare uguali, ma quello grande continua ad espandersi e quello piccolo tende a collassare. Cosa centra con noi? Ad ogni inspirazione, gli alveoli che stanno sulle pareti basali del polmone tendono a ricevere pi aria degli altri. Una volta distesi i polmoni non conveniente farli collassare -> i muscoli respiratori fanno meno fatica ogni volta che si gonfiano. Nel capillare sanguigno la pressione del sangue di circa 30 mm Hg e la parete di circa 0,2 nanometri -> come fa la cellula (diametro 5 nanometri) a resistere alla pressione? Pi sono grandi, pi le pareti sono grosse (aneurismi -> saltano le pareti). Nei nostri polmoni, oltre ai pneumociti di 1 tipo (scambi respiratori) ci sono quelli di 2 tipo che producono una sostanza chiamata surfattante polmonare (tensioattivo). Nella parete interna dellalveolo c un sottile velo dacqua e le molecole esercitano tra di loro una tensione superficiale (coesione). Il surfattante fa diminuire la tensione contrastando la tendenza dellalveolo a collassare. Esempi: neonato prematuro -> tardiva maturazione dei pneumociti di 2 grado (circa seconda settimana dalla nascita) -> scarsa produzione di tensioattivo, non tutti gli alveoli tendono ad aprirsi -> bisogna immettere ormoni per far maturare i pneumociti. Fumatore -> tendenza al collasso perch le sostanze contenute nelle sigarette inibiscono la produzione di surfattante. Se manca il surfattante -> enfisema per le cellule grosse e collasso per quelle piccole. Lo sbadiglio pu servire per stabilizzare la situazione. Gli scambi respiratori avvengono sulla base della diversa presenza di gas nellarea alveolare e nel sangue, nel sangue e nei tessuti (gradiente di ossigeno e anidride carbonica). Aria atmosferica (pressione -> 760 mm Hg): 21% ossigeno (pressione di circa 160 mm Hg) 78% azoto 1% gas rari anidride carbonica a tracce. Aria alveolare -> 35 ml + almeno 2 litri di aria gi presente negli alveoli (pressione ossigeno -> 100 mm Hg). La pressione data da 760-47 (vapore acqueo) -> 713 mm Hg. Pagina 42 di 99

Nel sangue venoso la pressione dellossigeno pari a 40 mm Hg -> 100-40=60 mm Hg. Se il tessuto metabolicamente pi attivo del livello basale, il gradiente aumenta ed pi facile effettuare scambi. Se la pressione fosse 0 -> 100-0=100 mm Hg. Quando il sangue ritorna, la pressione dellossigeno nel sangue venoso pari a 40 mm Hg e si ha una situazione di equilibrio. Pressione anidride carbonica nellatmosfera -> 0,25 mm Hg. Pressione anidride carbonica alveolare -> 40 mm Hg. Pressione anidride carbonica nel sangue venoso -> 46 mm Hg. Pressione anidride carbonica nel sangue arterioso -> 40 mm Hg. Pressione anidride carbonica nei tessuti -> 46 mm Hg. Pressione anidride carbonica nel sangue venoso dopo il circolo -> 46 mm Hg. La composizione dellaria atmosferica fissa. Durante il respiro i valori (pressione ossigeno -> 100 mm e pressione anidride carbonica -> 60 mm) non cambiano. Ogni minuto noi introduciamo nel nostro organismo circa 250 ml di ossigeno che viene utilizzato dai tessuti (in condizioni di metabolismo basale). Lanidride carbonica eliminata circa 200 ml/min. Durante lesercizio fisico il volume massimo di ossigeno consumato (massima capacit aerobica o VO2 max) di circa 2 litri al minuto. Se la persona allenata pu arrivare anche a 3-4.

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Lezione 15/12/03 Lezione scorsa: scambi respiratori (aria alveolare -> sangue; sangue -> tessuti) Il trasporto di ossigeno e CO2 nel sangue (funzione respiratoria del sangue) Lossigeno viene trasportato attraverso lemoglobina che si trova nei globuli rossi nella misura del 33% del loro peso. In media ci sono 15g/100ml di Hb nel sangue. Questo valore aumenta nelle persone acclimatate a quote alte o nei fumatori per compensare il fumo. Lossigeno si trova anche come gas disciolto nel plasma, ma nellemoglobina presente 70 volte questa quantit. LHb una proteina complessa (composta da una parte proteica, la globina, 150 aminoacidi in catena + una parte non proteica, il gruppo eme che contiene lo ione Fe++ cui si lega O2. La parte proteica serve per consentire un veloce legame O2 + Fe++ e un rapido sganciamento dello stesso. Curva di dissociazione dellHb:

Nel capillare polmonare a contatto con laria alveolare lossigeno si trova ad una pressione di 100 mm Hg e lemoglobina ha una saturazione dell80%. Prima degli 80 mm Hg la curva molto ripida, questo significa che la saturazione aumenta in maniera maggiore della pressione. La P50 il valore della saturazione con il 50 mm Hg di pressione. In questo punto la pendenza della curva massima e corrisponde al 85% di saturazione. Nei tessuti a riposo (metabolismo basale) la pressione di circa 40 mm Hg e i globuli rossi cedono solo il 25% dellossigeno che trasportano e tornano ai polmoni ancora con il 75% di saturazione. Questo non uno spreco ma un modo per tenere una riserva di ossigeno in caso di improvviso esercizio fisico. Se incrementa lattivit dei tessuti, ad esempio un muscolo sotto sforzo, in condizioni estreme, i globuli rossi possono cedere anche tutto lossigeno che Pagina 44 di 99

trasportano. Il fatto che la curva da 0 a 80 mm Hg sia molto ripida significa che piccoli aumenti di attivit nei tessuti permettono grosse differenze nellossigeno di cui possono disporre (molto vantaggioso). Nel muscolo che passa dal riposo allesercizio avvengono inoltre i seguenti fenomeni: o Diminuisce la quantit di ossigeno o Aumenta la quantit di CO2 o Aumenta la temperatura o Aumenta il 2,3DPG (2,3 difosforoglicerato, precursore dellacido piruvico, Metabolismo anaerobico: glucosio -> 2 molecole ATP + acido piruvico -> acido lattico). o Aumento degli ioni H+ (aumento dellacidit del sangue). La conseguenza di tutto ci lo spostamento a destra della curva di dissociazione dellHb con conseguente maggior facilit di cessione di O2 ai tessuti muscolari. Quando il sangue torna ai polmoni accade quanto segue: o Diminuisce la quantit di CO2 o Diminuisce il PH o Diminuisce la temperatura per il contatto con laria esterna o Diminuisce il 2,3DPG La curva di dissociazione si sposta ancora pi a sinistra della media considerata in origine rendendo lemoglobina molto disponibile al legame con lossigeno.

Esistono 2 tipi di Hb: o Sangue adulto (soggetto con meno di 3 mesi di vita): tipo A. Le molecole di Hb si presentano come 2 catene di globina (alfa) + 2 catene di globina (beta). Entrambi contengono 2 gruppi eme + due ioni Fe++ e sono quindi in grado di trasportare 4 molecole di ossigeno per molecola di Hb. o Sangue fetale: tipo F. Le molecole di emoglobina contengono 2 catene di globina e due di globina (gamma), entrambe con 2 gruppi eme e due ioni Fe ++. La globina ha pi affinit con lossigeno di quella e quindi la curva di dissociazione si sposta a sinistra. Lo scopo di tutto ci di consentire lapporto di ossigeno madre -> feto attraverso la placenta (se le curve fossero identiche nella madre e nel feto la cessione sarebbe impossibile invece il sangue del feto pi affine allossigeno di quello della madre). Alla nascita i neonati iniziano a produrre subito globuli rossi con Hb di tipo A. La vita media dei globuli rossi di 90-120 e quindi, trascorso tale periodo dalla nascita, non ci sono pi globuli rossi di tipo fetale. Se nelladulto presente Hb di tipo F si ha la talassemia che consiste in una cessione di ossigeno ai tessuti pi difficile.

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Nei muscoli (fibre rosse, ST, resistenti, tipo I) presente la mioglobina la cui curva di dissociazione molto spostata a sinistra. La saturazione del 50% gi presente ad una pressione di soli 6 mm Hg di ossigeno. La sua altissima affinit per lossigeno le consente di prelevarlo in maniera estremamente efficace dallemoglobina e di cederlo solo in condizioni limite (pressione nel muscolo < 6 mm Hg). La struttura dellemoglobina a tetramero con 4 sfere di emoglobina disposte a quadrifoglio con globina di tipo e in diagonale e uno ione Fe++ in ciascuna sfera, quella della mioglobina ununica sfera contenente lo ione Fe++. La mioglobina rappresenta un serbatoio di ossigeno. Trasporto CO2: La CO2 si trova, nel sangue, nelle seguenti condizioni: 1. Fisicamente disciolta nel plasma (10-15%) 2. Legata allHb (10-15%) 3. Per il 70-80% sotto forma di bicarbonati presenti nel plasma. La CO2 passa dai tessuti al plasma, dal plasma ai globuli rossi dove si lega allacqua (acido carbonico) CO2 + H2O -> H2CO3 grazie allenzima anidrasi. Il tutto deve avvenire nei capillari dove il globulo rosso sta, nella migliore delle ipotesi, meno di 1 s. Lacido carbonico si scinde immediatamente in bicarbonati e ione idrogeno (H2CO3 -> HCO3- + H+). Gli ioni di idrogeno si legano allHb e i bicarbonati escono dal globulo rosso e girano liberi nel plasma sanguigno. Nei capillari alveolari avviene il ciclo contrario e la CO2 viene ceduta. La differenza di CO2 tra sangue arterializzato e venoso abbastanza piccola. Nel sangue venoso la pressione di CO2 di circa 46 mm Hg, in quello arterializzato di circa 40 mm Hg. I bicarbonati hanno una funzione tampone scindendosi, in presenza di ioni H+, provenienti ad esempio dallacido lattico, in acqua e anidride carbonica (HCO 3- + H+ -> H2O + CO2. Il sangue infatti deve sempre mantenere un PH di 7,4 con una tolleranza di 0,02, se no le prime a farne le spese sono le cellule nervose (se iperossigeno gira la testa perch il sangue si alcalinizza) e i bicarbonati sono essenziali. Lacidit del plasma lo stimolo pi importante che porta alliperventilazione durante lesercizio fisico. Regolazione nervosa e chimica della respirazione: Lo scopo la generazione del ritmo respiratorio ed il mantenimento di un ritmo respiratorio regolare e dolce per il minimo dispendio energetico. Il nervo frenico comanda il diaframma e i nervi intercostali i muscoli intercostali. Il bulbo (ultimo pezzo del cervello prima del midollo spinale) contiene il centro Pagina 46 di 99

respiratorio bulbare. Il ponte (subito sopra il bulbo) il centro pneumotassico. Nel CRB c una parte inspiratoria e una espiratoria. La prima manda i segnali al diaframma e ai muscoli intercostali esterni, la seconda, solo in caso di espirazione forzata, ai muscoli addominali e intercostali interni. Le cellule che governano i muscoli respiratori godono di uninnervazione reciproca: si inibiscono a vicenda in modo da evitare la contemporanea contrazione di muscoli inspiratori ed espiratori. Durante il respiro tranquillo si ha solo contrazione muscolare per la fase inspiratoria (lespirazione avviene semplicemente smettendo di inspirare). Il CRB manda i segnali di contrazione ai muscoli inspiratori. Riceve poi un feedback dai recettori nervosi che misurano lo stiramento dei polmoni e mandano segnali al CRB attraverso il nervo vago facendo cessare la contrazione e i muscoli si rilassano, consentendo lespirazione. La funzione del centro pneumotassico di regolarizzare e addolcire il respiro. Il tetano respiratorio o apneusi causano una forte inspirazione e nessuna espirazione. Viene meno il controllo del CRB.

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Lezione 22/12/03 La respirazione dolce e regolare dovuta al centro pneumotassico (ponte) che inibisce il CRB e ai centri nervosi che misurano lo stiramento polmonare.

Ponte Polmone Bulbo Polmone

Muscoli inspiratori

La respirazione volontaria comandata dalla corteccia cerebrale Le emozioni (ansia, affanno...) influenzano il respiro Tosse, starnuto, sbadiglio, singhiozzo sono tipi particolari di respirazioni ciascuno con un suo centro dedicato. Tosse e starnuto servono a liberare le vie aeree, di sbadiglio e singhiozzo non chiara la funzione. Tosse e starnuto sono costituiti da uninspirazione forzata seguita da unespirazione forzata inizialmente a glottide chiusa, in modo da creare una forte pressione, e successiva rapida apertura con esplosione di aria dalla bocca o dal naso. Dolore e freddo improvviso provocano inspirazioni forzate o apnee transitorie. Non se ne conosce la funzione. Fa per tutto parte della regolazione nervosa. Regolazione chimica del respiro

Allinterno dellorganismo ci sono recettori capaci di misurare 3 indicatori chimici correlati con lattivit metabolica. Se lattivit metabolica aumenta (da seduto mi metto a correre) accadono, tra laltro, tre cose: Diminuisce O2 nel sangue arterioso Aumenta CO2 nel sangue arterioso Pagina 48 di 99

Aumenta lacidit del sangue (rilascio di acido lattico da parte dei muscoli scheletrici).

Questa situazione richiede laumento di ossigeno inspirato e trasportato e laumento di smaltimento do CO2 (prodotto per il 50% circa dal metabolismo cellulare e per il 50% dal tamponamento del Ph nel sangue). Nellorganismo ci sono recettori chimici capaci di misurare i 3 parametri elencati sopra. Quando vengono stimolati mandano segnali al CRB che aumenta la frequenza e profondit della respirazione dando luogo a iperventilazione: O2, chemorecettori (recettori chimici): sono corpi o glomi (ampollette) localizzate nellarco dellaorta e vicino alla biforcazione delle carotidi, vicini ai barocettori. Quelli dellarco dellaorta mandano segnali al CRB attraverso il nervo vago e quelli delle carotidi attraverso i nervi glossofaringei. Si attivano quando PO2 (pressione osmotica dellossigeno nel sangue) < 100 mm Hg. CO2 e Ph sono misurati da chemocettori presenti allinterno del bulbo. Se PCO 2 > 40 mm Hg e/o Ph < 7,38 il CRB viene stimolato alliperventilazione. A riposo un individuo introduce circa 6l/min di aria. Piccole variazioni di PCO2 o Ph influenzano in maniera massiccia lincremento di respirazione. Nel sonno la sensibilit alla CO2 pi bassa (vedi anestetizzato in figura). Questo spiega perch nel sonno il ritmo respiratorio pi basso e ci sono periodi di apnea e, in parte, perch in condizioni patologiche, una persona possa morire nel sonno per mancanza di respirazione (morte in culla nei neonati). Se lapnea volontaria si resiste fino a che la concentrazione di CO2 nel sangue arriva al punto di rottura, poi lo stimolo al bulbo costringe a respirare. La curva della risposta ventilatoria allaumento della PCO2 ha una deflessione oltre i 100 mm Hg di PCO2. Questo significa che, oltre tale valore, lo stimolo respiratorio viene paradossalmente inibito ma non accade mai. Per il valore del Ph il discorso simile e sinergico a quello della PCO2.

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PO2, PCO2 e Ph stimolano anche il sistema cardiocircolatorio aumentando la frequenza e forza delle contrazioni. I propriocettori (fusi neuromuscolari, OTG e recettori articolari) hanno anche uno stimolo sulliperventilazione.

Curva del debito dossigeno con esercizio fisico a intensit costante. A riposo la ventilazione corrisponde a circa 6l/min. Se si inizia un esercizio fisico c un immediato innalzamento della ventilazione, un mantenimento per alcuni secondi e poi un graduale innalzamento fino a raggiungere uno steady state (equilibrio in cui la ventilazione bilancia le esigenze metaboliche). Larea compresa tra linizio dellesercizio e il reggiungimento dello steady state (parte superiore) rappresenta il debito dossigeno contratto. A fine esercizio c la situazione esattamente corrispondente ma in negativo: immediata caduta della ventilazione, breve

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stabilizzazione e poi discesa progressiva fino allo steady state a riposo. Questa rappresenta larea del pagamento del debito dossigeno. Limmediato innalzamento (o addirittura precedente) spiegato da questioni emotive o razionali (la corteccia sa che devo partire e mi prepara) o dallattivit dei propriocettori. La salita graduale dovuta ai chemorecettori. Prima del raggiungimento dello steady state, il muscolo utilizza le riserve di O2 contenute nella mioglobina, lATP e la FC contenute al suo interno e un maggior prelievo di O2 dallHb (che normalmente ne trattiene il 75%). Tali scorte vengono ripristinate a fine esercizio. Variazione della respirazione nel corso dellesercizio fisico:

Nellasse delle ordinate c la scala della quantit di ventilazione (sinistra) e la concentrazione di lattato nel sangue (destra), lascissa rappresenta lintensit dellesercizio fisico. La spezzata a sinistra la ventilazione, la curva a destra il lattato. Il punto di variazione della spezzata rappresenta il raggiungimento della VO2max (oltre allaumento dellesercizio fisico non pu pi aumentare la ventilazione e siamo in pieno metabolismo anaerobico). Il punto di deflessione della curva del lattato (4mmol rappresenta la soglia anaerobica). Il VO2max nei sedentari circa 2l/min, nei soggetti allenati circa 4l/min. Negli atleti fondisti pu arrivare a 6l/min.

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Il muscolo cardiaco quasi esclusivamente aerobico quindi non si affatica mai e non soggetto a crampi. Il VO2max rappresenta ladattamento della persona a svolgere esercizio fisico ed un ottimo indice dellefficacia dellallenamento. Il muscolo scheletrico di un soggetto allenato subisce adattamenti come laumento della vascolarizzazione, laumento di mitocondri, di mioglobina e degli enzimi metabolici. Adattamenti del sistema respiratorio a condizioni anomale Ipossia o Ipossica: meno quantit di ossigeno nel sangue arterioso. PO2 < 100 mm Hg o perch laria alveolare ha meno di 100 mm Hg o perch gli scambi respiratori sono inadeguati. Mal di montagna: al livello del mare la P corrisponde a 760 mm Hg (1atm). Il contenuto di O2 nellaria , a qualsiasi quota del 21%, quindi al mare la PO2 sar 21%*760 mm Hg = 160 mm Hg. In cima allEverest la P atmosferica di 253 mm Hg, il contenuto do O 2 sempre del 21% quindi PO2 sar di 53mm Hg. Fino ad una PO2 di 80 mm Pagina 52 di 99

Hg non si avverte nulla perch, grazie alla forma della curva di dissociazione dallemoglobina, a tale valore corrisponde ancora una saturazione di O2 quasi totale. Ad unaltitudine di oltre 2.800 3.500 m compare il mal di montagna. Sintomi: mal di testa, nervosismo, affaticamento, perdita di coscienza, coma, morte. In montagna si manifesta paradossalmente anche una carenza di CO2 a causa delliperventilazione indotta dalla carenza di O2. La carenza di CO2 si chiama ipocapnia porta alla basificazione del sangue. Inoltre, nel tentativo di compensare la mancanza di ossigeno, il ventricolo destro pompa sangue ai polmoni con una maggiore pressione. I polmoni si trovano in una situazione di minore pressione e questa differenza porta ad un trasudamento di liquido dai capillari alveolari agli alveoli: edema polmonare. Questo riduce ulteriormente la capacit dei polmoni di assumere ossigeno e inizia un circolo vizioso che, se non interrotto, porta alla morte. o Anemica: una carenza del sistema di trasporto dellO2. Pu essere causata da avvelenamento di CO (inodore e d poche avvisaglie prima di portare alla morte). Il CO 200 volte pi affine dellO2 con lHb, quindi gli eritrociti che vi si legano diventano inutilizzabili. o Stagnante: dovuta ad una cattiva circolazione del sangue per cattivo pompaggio del cuore o ostruzione di vasi (come le coronarie ostruite che portano a infarto miocardico). o Istotossica: avvelenamento dei tessuti: il cianuro, ad esempio, blocca la sintesi dellATP. Iperossia: se si respira O2 puro, peggio ancora se a pressione elevata, si hanno alterazioni del sistema respiratorio e nuromuscolare simili allipossia. Lossigeno in elevate concentrazioni tossico, tant che uccide i microrganismi (acqua ogginenata: 2H2O2 -> 2H2O + O2, lossigeno liberato che uccide i microorganismi). Pressione elevata: a livello del mare la pressione di 760mm Hg. 10m sottacqua di 1.520 mm Hg, a -20 2.280 mm Hg. Perch un sub riesca a respirare, lacqua che gli arriva dalle bombole deve essere alla stessa pressione cui sottoposto il suo torace (se no non riesce ad espanderlo). I gas si disciolgono fisiologicamente nel sangue grazie alla pressione e se la pressione diminuisce vaporizzano (come accade quando si stappa una bottiglia di spumante). Quindi il gas respiratori si sciolgono nel sangue ad una concentrazione consentita dai 2.280 mm Hg, se poi, quando il sub risale, la pressione torna troppo rapidamente a 760 mm Hg, i gas vaporizzano, producono bolle nel sangue che sono veri e propri emboli che possono ostruire i vasi o comprimere le cellule nervose e procurare paralisi. Di qui la necessit per i sub di effettuare la decmpressione. Le bombole inoltre non possono essere riempite di aria (che contiene il N2 al 78%) perch lazoto ad elevate pressioni ha effetti esilaranti (come ubriachi: si Pagina 53 di 99

perde la cognizione del tempo, il senso del pericolo, lorientamento, la coordinazione e si arriva allanestesia). Le bombole quindi sono riempite al 21% da O2 e per il resto da gas rari. Fine del programma del primo esonero che sar presumibilmente il 08/03/04.

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Lezione 09/02/04 Chi fa lesonero allesame porter soltanto di qui in poi. Parte II Il sistema nervoso Parte cellulare Il sistema nervoso composto da cellule nervose (neuroni), e cellule della glia che hanno funzioni di sostegno e aiuto nella generazione e trasmissione del segnale. Funzioni dei neuroni: Ricezione dei segnali Elaborazione dei segnali Trasmissione dei segnali ad altri neuroni o altre cellule

Linsieme dei dendriti forma lalbero dendritico La sinapsi il punto di contatto tra un neurone ed unaltra cellula (nervosa e non). Pagina 55 di 99

I dendriti sono numerosi e corti, lassone unico e pu anche essere lungo 1m. Lalbero dendritico riceve i segnali oppure li riceve direttamente il corpo. Il corpo cellulare li elabora Lassone li trasmette

Cellule a T o bipolari, ad esempio quelle che raccolgono i segnali dalla cute e lo portano al SNC. Il sistema nervoso un insieme di cellule nervose collegate a formare una rete. Eccitamento Il neurone una cellula eccitabile, cio capace di rispondere a stimoli in maniera logica. Altre cellule eccitabili sono quelle muscolari, dei recettori sensoriali e alcune secernenti. Leccitamento funziona grazie a fenomeni elettrici. Le cellule eccitabili funzionano come delle pile e dei semiconduttori. Sono cio in grado di separare le cariche negative (interno) da quelle positive (esterno) e di attivarsi solo in presenza di uno stimolo sopra soglia (al di sotto della quale non capita nulla). Tra linterno e lesterno della cellula, in condizioni di riposo, c una differenza di potenziale di 0,1V nelle cellule muscolari e di 0,7V in quelle nervose. Le cariche sono rappresentate da soluzioi di acqua e ioni (Na+, K+, e Cl-). Allinterno della cellula c poca concentrazione di Na+, molta di K+ bilanciata da proteine -. Allesterno c molto K+, poco Na+ bilanciato da Cl-. In condizioni di riposo, i canali del sodio, presenti sulla membrana cellulare, sono chiusi e non lasciano passare il sodio da fuori, dove pi concentrato a dentro. Il potassio libero di passare e tenderebbe ad andare a bilanciare la maggior concentrazione che c allesterno. Se cos facesse per la carica delle proteine- prevarrebbe e quindi il gradiente elettrico che trattiene il potassio allinterno della cellula bilancia quello chimico che lo attirerebbe fuori.

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Quando le cellule vengono eccitate da uno stimolo elettrico, il loro potenziale scatta a + 0,3V per poi tornare, nel giro di 1ms circa, a 0,7V:

Il potenziale dazione il periodo di questo ciclo. La fase iniziale si chiama fase di depolarizzazione o di salita, quella di ritorno alla normalit fase di ripolarizzazione. Legge del tutto o nulla: se lo stimolo sotto soglia non si ha alcuna risposta. Sopra la soglia si ha la medesima risposta indipendentemente dallintensit dello stimolo. Refrattariet: le cellule nervose ci mettono un certo tempo per essere in grado di esprimere un nuovo potenziale dazione. Durante questo periodo non reagiscono allo stimolo (refrattariet assoluta), se hanno appena espresso il loro potenziale. Se gi passato un certo tempo, ma non un recupero completo, esprimeranno una risposta parziale /refrattariet relativa). Una cellula che ha un potenziale dazione di 1ms pu lavorare al massimo a 500 Hz. I muscoli lavorano a 250 Hz. Quando la cellula riceve uno stimolo elettrico sopra la soglia, cambia il potenziale elettrico al suo interno perch i canali del sodio, presenti sulla sua membrana ma chiusi, reagiscono allo stimolo elettrico in ingresso aprendo i loro cancelli che permettono al sodio di entrare per compensare il gradiente di concentrazione pi basso che allesterno. Il sodio ha carica + e porta il potenziale elettrico allinterno della cellula a + 0,3V. Allesterno si trova un potenziale di 0V. Gli ioni di potassio, non pi attratti dal -0,7V allinterno della cellula, escono da essa per diluire la maggiore concentrazione presente allesterno riportando la carica della cellula a -0,7V. I cancelli del sodio hanno bisogno di un certo periodo di tempo prima di potersi nuovamente aprire (periodo di refrattariet). C un momento in cui allo stimolo elettrico reagiscono solo alcuni (refrattariet relativa). Dopo tutto questo per, allinterno della cellula si trova pi sodio e meno potassio che prima. Occorre quindi un sistema che ripristini le condizioni iniziali prelevando potassio dallambiente esterno e cedendo sodio. Questo sistema esiste: si chiama pompa del sodio o sodio potassioATPasi e utilizza una proteina carrier. Ha un costo energetico e lenergia la ottiene dalla scissione dellATP in ADP + energia. Questa pompa presente in tutte le cellule dellorganismo ed responsabile del consumo del 33% delle energie del metabolismo basale. Pagina 57 di 99

Trasmissione del potenziale dazione Perch la rete nervosa funzioni necessario che il potenziale dazione possa trasmettersi a tutta la cellula e a quelle attigue (nervose, muscolari, o secernenti) Trasmissione allinterno della cellula: il potenziale si propaga allinterno dellassone. I fattori che facilitano la trasmissione sono i seguenti: 1. Dimensione dellassone (la velcoit di trasmissione direttamente proporzionale a suo diametro). 2. Presenza di mielina. La mielina una proteina presente nelle cellule di Schwann che avvolgono lassone come la guaina di un cavo elettrico (guaina mielinica). Lassone pu essere lungo anche 1 m, le cellule di Schwann al massimo 2mm, quindi sono disposte in file ma, ogni 2mm, presente uno spazio scoperto detto nodo di Ranvier. Gli assoni privi di guaina mielinica si chiamano assoni non mielinizzati, gli altri mielinizzati. A parit di dimensioni i mielinizzati trasmettono molto pi velocemente.

assone non mielinizzato Il potenziale elettrico (+0,3V) si trasmette eccitando ogni sezione dellassone (aprendo i cancelli del sodio...) e va solo avanti e non indietro grazie alla refrattariet.

assone mielinizzato Le guaine mieliniche sono ricche di sostanze grasse, elettricamente isolanti. Questo consente al potenziale dazione di procedere a salti tra un nodo di Ranvier e laltro. Conduzione saltatoria. Velocit di conduzione delle fibre nervose. Pagina 58 di 99

La velocit maggiore viene raggiunta in un assone di grande diametro e mielinizzato: 120 m/s nei motoneuroni (alfa) responsabili dei movimenti volontari. La velocit minore, pari a 0,5 1 m/s viene raggiunta negli assoni piccoli non mielinizzati, come, ad esempio, le fibre della sensibilit dolorifica (dolori persistenti, non acuti che invece viaggiano velocissimi).

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Lezione 16/02/04 Lesonero si terr il 15/03. Il 08/03 si far un ripasso solo sulle domande presentate dagli studenti. La settimana prossima non c nessuna lezione per il convegno (vedi appunti Muscolazione lezione 16/02). Velocit di trasmissione nellassone: dipende dal diametro dello stesso e dalla presenza di mielina che lo avvolge. I motoneuroni alfa (grandi e mielinizzati) sono i pi veloci con velocit che arrivano a 120 m/s; le fibre C (quelle del dolore cronico), piccole e non mielinizzate, sono le pi lente con velocit di trasmissione di 0,5 2 m/s. Trasmissione del potenziale dazione da cellula a cellula Nel punto di congiunzione tra cellula nervosa e altra cellula (nervosa e non) ci sono le sinapsi (contatti). La trasmissione pu essere: Chimica 1. Neuromuscolare (cellula nervosa -> cellula muscolare) Figura pag. 7 Lassone, in prossimit della cellula muscolare, perde la guaina mielinica e prende contatto con la fibra muscolare in cui si va ad inserire.

Nella parte presinaptica sono presenti delle vescicole presinaptiche. Tra la parte presinaptica e la postsinaptica c uno spazio, lo spazio intersinaptico. Quando arriva il potenziale dazione determina il movimento di un grande numero di vescicole che si fondono con la membrana cellulare e fuoriescono nello spazio intersinaptico (con un meccanismo simile allesocitosi). Sulla parte postsinaptica sono presenti Pagina 60 di 99

dei recettori cui si vanno a legare le vescicole. Questi recettori contengono dei cancelli che, aprendosi, fanno penetrare del sodio nella cellula. Il mediatore chimico contenuto nelle vescicole lacetilcolina. Il cancello (poro) aperto, fa penetrare degli ioni Na+ nella cellula rendendone meno negativo il potenziale (potenziale di placca). La cellula muscolare ha un potenziale a riposo di -0,08V e una soglia di -0,04V, quando passa questa soglia attiva altri pori sensibili al voltaggio che si aprono al variare del potenziale determinato dallapertura dei pori sensibili allACH. Da questo punto in poi, il potenziale dazione si propaga nella fibra muscolare come in un assone non mielinizzato. Il potenziale dazione tra cellule nervose e muscolari e tra muscolari e muscolari si propaga secondo il tutto o nulla: se supera la soglia si propaga con potenziale uguale indipendentemente dalla potenza dello stimolo, se non la supera non si propaga. Fasi della trasmissione neurone -> cellula muscolare: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Potenziale dazione presinaptico Liberazione ACH Legame ACH con i suoi recettori Apertura poro Na+ Potenziale di placca (depolarizzazione) Apertura pori sensibili al voltaggio Potenziale dazione si propaga nelle fibre muscolari

Sostanze che si legano al recettore ACH possono bloccarlo (curaro) e provocare paralisi motoria che porta alla morte per soffocamento. La stricnina provoca il rilascio di ACH anche in assenza di stimolo e porta il muscolo a contrazione continua. I gas nervini ed i sali di mercurio inibiscono lazione della ACHesterasi, che lenzima che si trova nello spazio intersinaptico e che scinde lACH legato ai recettori quando ha esaurito la sua funzione permettendo alle cellule muscolari di tornare in una condizione di riposo, provocando la contrazione continua del diaframma. 2. Neuroneuronale (cellula nervosa -> cellula nervosa) Ha due differenze rispetto alla neuromuscolare: 1. Non risponde al criterio del tutto o nulla perch la quantit dei mediatori chimici rilasciata cos bassa da provocare una variazione di potenziale di membrana della parte postsinaptica di soli 0,5 mv (ce ne vogliono 80 per arrivare alla soglia). Questo il Pagina 61 di 99

principio dintegrazione dei segnali. Sullalbero dendritico del motoneurone alfa arrivano da 10.000 a 100.000 contatti sinaptici. Ognuno sposta il potenziale di 0,5mv e pi se ne attivano contemporaneamente (sommazione spaziale) pi sale il potenziale. Oppure, una stessa sinapsi pu sommare pi potenziali attivandosi ripetutamente prima che leffetto dellattivazione precedente sia cessato (sommazione temporale). 80 sinapsi attive arrivano alla soglia. 2. Esistono anche sinapsi di tipo inibitorio: il poro in questo caso fa entrare Cl- che rende il potenziale elettrico della cellula ancora pi negativo (iperpolarizzazione) e richiede uno stimolo maggiore per arrivare alla soglia. Se arrivano contemporaneamente segnali eccitatori ed inibitori il risultato nullo. Il corpo cellulare quindi in ogni istante integra (fa la somma) dei segnali ricevuti e fa o meno partire il potenziale dazione. 3. Sinapsi chimica ad effetto lento e persistente: Quelle descritte prima erano ad effetto rapido e breve (millesimi di secondo). Nel caso del lento e persistente, il recettore una molecola che produce a sua volta, legandosi al mediatore, una sostanza che va ad agire sui canali del Na+ o Cl-. Questa sostanza si chiama 2 messaggero. Nel caso della scarica di adrenalina, ad esempio, il 2 messaggero lMPciclico. Mediatore + recettore = 2 messaggero. Elettrica: Esistono le parti pre e post sinaptiche ma c assenza di vescicole e di spazio intersinaptico. Tra una cellula e laltra ci sono delle strutture che mettono in comunicazione le due cellule attraverso le loro membrane. Queste strutture si chiamano connessoni (connexons), grossi canali che, se aperti, mettono in continuit il citoplasma delle due cellule. Il citoplasma un conduttore di elettricit perch contiene ioni. I connessoni sono detti anche giunzioni elettriche. A questo punto, il meccanismo di propagazione del potenziale dazione lo stesso dellassone non mielinizzato. Differenze tra trasmissione chimica ed elettrica: 1. La trasmissione chimica pi lenta (0,2 ms per cellula), quella elettrica no. 2. La trasmissione chimica a senso unico (vescicola -> recettore), quella elettrica pu essere bidirezionale. 3. La trasmissione chimica comprende la capacit di elaborazione dellintegrazione, quella elettrica no: tutto o nulla. Pagina 62 di 99

Le sinapsi elettriche si trovano nel sistema nervoso (poche), nella retina e in tutte le situazioni che richiedono velocit e affidabilit nella propagazione del potenziale dazione. Le cellule del muscolo cardiaco sono collegate da sinapsi elettriche, anche i muscoli lisci.

Le fibre muscolari scheletriche sono sincizi (le cellule non sono separate), quelle cardiache non lo sono in senso anatomico ma in senso funzionale grazie alle loro connessioni elettriche. Le cellule del ventricolo infatti devono contrarsi simultaneamente. Il muscolo liscio (ad esempio lintestino) presenta cellule collegate da connessioni elettriche. Parte un segnale dallinizio dellintestino tenue e si propaga ad onda a tutto lorgano (onda peristaltica).

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Lezione 01-03-2004 appunti di Alessandro Giusiano RECETTORI SENSORIALI Sono cellule capaci di generare variazioni di potenziale elettrico. La loro funzione quella di TRASDUTTORI, trasmettono un segnale elettrico. Origine dello stimolo: o esterorecettori (esterni al nostro corpo) o enterocettori (interni al nostro corpo) o propriocettori tipo di stimolo: tipo meccanico, MECCANORECETTORI possono esserci esterocettori e enteroreccetori Chemiorecettori, olfatto e gusto, captano sostanza chimica qualit e quantit Nocicettori, recettori del dolore, nella cute e interno addominali Temorecettori, caldo e freddo Fotocettori, recettori della luce, interno occhio I recettori sensoriali funzionano con capacit di ADATTAMENTO e CODIFICAZIONE di intensit e tipo di stimolo. Adattamento perch hanno la capacit di rispondere ad uno stimolo sempre uguale mantenendo oppure no la stessa risposta. Recettore FASICO ad (alto adattamento), che risponde subito appena stimolato ma che smette altrettanto subito dopo lattivazione. Altro recettore di tipo fasico quello allinterno dellorecchio il quale ci fa percepire lequilibrio e accelerazione. Si sente solo quando si rallenta. La velocit costante non percepita. Recettore TONICO (basso adattamento) per tutto il tempo della stimolazione portano sempre variazione di intensit, di potenziale. Ciascun potenziale di azione uguale agli altri ma a seconda di intensit di stimolo, aumentano. Come fa a capire il sistema nervoso se si tratta di luce, pressione o? Il riconoscimento dello stimolo fatto su base ANATOMICA GEOGRAFICA. Perch esistono nellencefalo zone in cui vanno a finire gli specifici segnali. Se si incrociano le strade si hanno le allucinazioni sensoriali. MUSCOLO

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STRIATI: Scheletrico (m. volontario le fibre si contraggono solo con i segnali relativi) Cardiaco (m. cardiaco involontario si contrae autonomamente) LISCI: Involontario, genera da se la propria attivit, cmq controllato dal Sistema Nervoso

Muscolo Striato Scheletrico un SINCIZIO la fibra muscolare scheletrica Fibra Muscolare = SINCIZIO struttura formata da tante cellule. Unit Funzionale MIOBLASTI MIOTUBO FIBRA MUSCOLARE

Non tutti i Mioblasti maturano e rimangono tra le fibre m. e prendono il nome di cell. Satellite e sono in grado , dopo un trauma, di ripristinare il programma embrionale moltiplicandosi di nuovo in mioblasti per riformare i miotubi ed in seguito le fibre m. M. Scheletrico formato da fibre m. ed in seguito MIOFIBRILLE( bande I o isotrope, chiare; bande A o Anisotrope, scure. Tra le due bande chiare e scure c la banda della linea Z.) C una parte pi chiara in mezzo alle zone scure (banda A), una linea chiara detta linea H (hell, chiaro); in mezzo a questa linea H c la linea M. Per ogni filamento di MIOSINA c ne sono 6 di ACTINA disposti ad esagono. FILAMENTO SPESSO: formato da una sola proteina MIOSINA FILAMENTO SOTTILE: formato da 3 sostanze proteiche: o ACTINA o TROPOMIOSINA o TROPONINA ACTINA formata da 2 catene di actina F (filamentose) e actina G Due filamenti di Actina F formano il FILAMENTO SOTTILE Assieme ai 2 filamenti di ACTINA F si lega ancora una corda pi sottile che la TROPOMIOSINA e ad intervalli regolari, in corrispondenza di teste di Miosina c la TROPONINA. Nella Troponina ci sono 3 unit: T: tropomiosina legato con miosina I: inibitoria C: calcio Pagina 65 di 99

Actina e Miosina non si contraggono scorrono gli uni sugli altri i filamenti. TEORIA DELLO SLITTAMENTO DEI FILAMENTI (teoria della contrazione) ci che fa scorrere lActina verso il centro del Sarcomero la testa della Miosina, che ricava energia per fare ci dallATP. La testa della Miosina sul filamento sottile e su Actina ci sono zone in cui pu legarsi la testa della Miosina. Ci che collega la testa della M. con la parte bastoncellare un punto particolare. LATP viene scisso e le teste ruotano, quindi cambiano la posizione. Qui si stacca il gruppo fosfato e le teste della M. si legano pi avanti nel sito dellA. pi vicino. Dopodich ruota di nuovo sul suo perno ed impone il COLPO DI POTENZA e la trascina verso il centro del sarcomero. ATP entra in gioco quando le teste delle M. si staccano. Carenza di ATP provoca fatica muscolare che tende a sviluppare contrattura. RIGOR MORTIS ipercontrazione delle fibre m. delle persone morte.

DIFFUSIONE E SINCRONIZZAZIONE Per risolvere questo problema esistono i TUBULI TRASVERSI che attraversano da parte e parte la fibra m. che la continuazione della membrana plasmatici. TRASFORMARE IL POTENZIALE DI AZIONE IN AZIONE MECCANICA Accoppiamento tra eccitamento elettrico e la contrazione. Il potenziale passando nei tubuli T libera IONI CALCIO che vanno a legarsi con la TROPONINA che cambia di forma e trascina con se la Tropomiosina e cos le teste della Miosina si legano con lActina. Se il calcio viene ricatturato, la situazione si ripristina come allinizio. Chi recupera il calcio sono le CISTERNE LONGITUDINALI.

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Lezione 08/03/04 Lesonero sar composto da 15 domande di cui 6 aperte con richieste, ad esempio di definizioni. Risposte brevissime, anche solo 1 parola se definisce il concetto. Le altre 9 domande saranno a scelta multipla con 4 risposte ciascuna di cui possono essercene 1 o 2 giuste. Le risposte sbagliate non danno punti ma nemmeno penalizzazioni. 30 minuti di tempo. Ripasso: Motivi per cui la pressione arteriosa sale nel corso dellinspirazione: 1. Il bulbo contiene sia il centro respiratorio bulbare che il centrocardiovascolare (la cui funzione linibizione della contrazione cerdiaca) gli stessi impulsi che stimolano linspirazione, passando dal nervo valgo, inibiscono linibizione della contrazione aumentandola. 2. Nel corso dellinspirazione aumenta il volume della gabbia toracica e, conseguentemente, diminuisce la pressione intratoracica. Questo favorisce il ritorno venoso (pag. 21 par. 2 aumentando la pressione, Differenze tra sistema nervoso autonomo, simpatico, ortosimpatico, e parasimpatico: Il sistema nervoso autonomo (o simpatico) comporto dal s.n. ortosimpatico + il parasimpatico. Regolazione della respirazione: Il Ponte contiene il Centro Respiratorio del Ponte (o pneumotassico) -> Bulbo (midollo allungato) contiene il Centro Respiratorio Bulbare che stimola sia linspirazione che lespirazione. Controllo della contrazione muscolare

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1) La placca neuromuscolare diffonde leccitamento elettrico rilasciando acetilcolina lungo tutta la fibra attraverso la fessura sinaptica che va a legarsi ai recettori dellacetilcolina sulla placca motrice della fibra muscolare. 2) Il potenziale dazione scorre sul sarcolemma passando dai tubuli a T verso il reticolo sarcoplasmatico che contiene delle cisterne terminali in cui contenuto il Ca++ che si attacca alla troponina dei filamenti sottili. 3) Le molecole di tropomiosina dei filamenti sottili ruotano scoprendo le teste di actina. I ponti trasversali della miosina sono legati a molecole altamente energetiche (ATP), si legano allactina e usano questa energia per tirare i filamenti sottili verso il centro di ogni sarcomero. 4) Per ottenere il rilasciamento, il Ca++ viene ripompato nelle cisterne terminali dal reticolo sarcoplasmatico. Questo libera la troponina e consente alla tropomiosina di tornare in posizione. Propriet macroscopiche del muscolo 1) Relazione tra lunghezza del muscolo e la forza che sviluppa: grazie alla Legge di Frank Starling (la stessa del cuore), aumentando entro certi limiti la lunghezza della fibre muscolari, aumenta la forza di contrazione. Oltre questi limiti la forza di contrazione diminuisce. C una lunghezza ottimale dei singoli sarcomeri (che compongono le miofibrille, che compongono le fibre muscolari che compongono i muscoli) in cui la forza massima: circa 2 micrometri. In questa situazione, i filamenti di actina sono parzialmente inseriti in quelli di miosina e, la parte che non lo , abbastanza vicina da esserne fortemente attratta. Se la lunghezza del sarcomero aumenta (3,5 micrometri), i filamenti di actina non sono pi inseriti in quelli di miosina e sono troppo lontani per esserne attratti. Forza = 0. Se invece il filamento di actica gi tutto lungo la miosina (1,25 micrometri), tutti i legami possibili sono gi stati stabiliti. Forza = 0. 2) Relazione tra frequenza di stimolo e forza: le fibre muscolari si possono stimolare attraverso lalfamotoneurone o con lelettrostimolazione. Leffetto il medesimo. Se do solo 1 stimolo (situazione realizzabile solo in laboratorio) c una contrazione seguita da un immediato rilasciamento. Il tempo intercorrente tra lo stimolo e la contrazione detto periodo di latenza. Se do una 2 contrazione dopo il rilasciamento ottengo, salvo un affaticamento del muscolo, una contrazione identica alla prima. Questa situazione viene detta scossa singola muscolare e si verifica con frequenze fino a 10 Hz. Se la 2 contrazione e le successive avvengono mentre il muscolo si sta rilasciando ma non si ancora rilasciato (50 Hz, tetano muscolare incompleto), la forza sviluppata dalle nuove contrazioni si somma al residuo delle precedenti, aumentando la forza. Le contrazioni successive infatti avvengono prima che il Ca++ sia stato completamente riassorbito, il Ca++ nuovo quindi scopre un maggior numero di Pagina 69 di 99

siti di actina e cos via creando un effetto di fusione con somma. La forza dipende dal numero di teste di miosina che si legano ai siti dellactina. Oltre ad una certa frequenza (200 Hz), le contrazioni successive avvengono mentre ancora completo leffetto delle precedenti, quindi c un mantenimento della forza ma non un suo aumento. Tutte le teste di miosina sono legate ai siti di actina. Tetano muscolare completo (o liscio o fuso). I tetani completo ed incompleto sono le situazioni normali di contrazione dei muscoli. Gli elettrostimolatori normalmente causano tetani incompleti. Landamento della forza rispetto alla frequenza degli stimoli una curva inizialmente in ripida ascesa che diventa orizzontale in prossimit dei 200 Hz. Questo uno dei sistemi di regolazione della forza muscolare. 3) Relazione tra il carico e la velocit di accorciamento: a. Una scossa singola senza carico causa una contrazione muscolare molto rapida. b. Una scossa singola con carico medio causa una contrazione muscolare di media rapidit. c. Una scossa singola con carico elevato causa una contrazione muscolare lenta. d. Una scossa singola con carico massimale non causa alcun accorciamento (contrazione isometrica). In realt i sarcomeri si accorciano leggermente perch le prime teste di miosina si legano ai siti dellactina ma questo accorciamento non apprezzabile. e. La curva carico velocit da a. a d. un ramo di iperbole equilatera. f. Una scossa singola con carico oltre il massimale causa una contrazione isotonica di allungamento (eccentrica, resistenza allallungamento). g. Siccome lavoro = forza x spostamento, la contrazione isometrica, a livello di fisica, non d luogo ad alcun lavoro, quella eccentrica ad un lavoro negativo.

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Lezione 22/03/04 Voto esonero: 12,5/15 Tipologia delle fibre muscolari: S (Slow twitch), o I o rosse: si contraggono e decontraggono in modo lento (100 ms) e sviluppano poca forza. Stimolate ripetutamente, anche per pi ore, si comportano sempre allo stesso modo. FF (Fast fatigable) FTa, IIa o bianche: si contraggono e decontraggono molto velocemente (10 20ms) e sviluppano molta forza. Dopo pochi secondi di stimolazione ripetuta (60 90s) perdono la capacit di contrazione. FR (Fast resistant) FTb, IIb, intermedie: mantengono la capacit di contrazione per 6 10 50

I diversi tipi di fibre contengono tipi diversi di miosina la cui differenza la capacit di idrolizzare lATP. Alcune hanno unATPiasi (ATP-> ADP + P) veloce nonch un reticolo molto veloce a riassorbire Ca++. Le fibre lente sono piccole e sottili, quelle veloci molto pi grandi di diametro (contengono pi filamenti di actina e miosina). Ipertrofia = pi filamenti di actina e miosina. Differenze metaboliche: S: il metabolismo aerobico a consentire la sintesi dellATP. FF: lATP sintetizzato attraverso il metabolismo anaerobico. FR: lATP sintetizzato attraverso i due metabolismi.

Il prodotto del metabolismo anaerobico lattacido lacido lattico il cui accumulo blocca la possibilit del muscolo di sintetizzare ATP. Nel metabolismo aerobico non si crea accumulo di acido lattico e le fibre possono mantenere il loro rendimento. Le fibre S sono molto ricche di mioglobina perch utilizzano lossigeno, per questo si chiamavano fibre rosse. Le fibre FF contengono poca mioglobina e hanno aspetto bianco. Unit motoria Ununit motoria costituita dallalfamotoneurone + le fibre muscolari da esso innervate. Il numero di fibre innervate da ciascun alfamotoneurone molto variabile (da 2, nei muscoli che muovono il globo oculare, a 3.000, nei glutei e polpacci) e dipende dalla precisione dei movimenti che devono compiere le fibre.

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Nellambito dellunit motoria vale la regola del tutto o nulla. Tutte le fibre di ununit motoria (e non solo alcune) si contraggono se perviene loro il potenziale dazione. Tutte le fibre di ununit motoria sono dello stesso tipo, anzi esistono diversi tipi di motoneuroni per innervare i diversi tipi di fibre muscolari. Gli alfamotoneuroni con un corpo ed un assone grande innervano fibre muscolari FF, quelli con corpo e assone pi piccolo le fibre S. Gli assoni degli alfamotoneuroni sono sempre mielinizzati. Alcuni muscoli hanno una composizione di fibre omogenea, altri mista. Metabolismo muscolare Il muscolo deve provvedere alla fornitura di ATP alle teste della miosina dove avviene lidrolizzazione in ADP + P utilizzandone lenergia. LATP deve quindi essere continuamente prodotto dal muscolo attraverso queste tre vie: 1. Fosforilazione diretta: ATP-> ADP + P e la sintesi, ADP + CP (creatinfosfato) -> ATP + creatina. La creatina viene poi ricaricata in CP. La reazione molto veloce ma molto limitata nel tempo a causa delle scarse scorte di CP contenute nelle fibre muscolari. 2. Glicolisi anaerobica: Glicogeno muscolare o glucosio ematico -> glucosio ->

(Glucosio -> ATP) ATP -> ADP + energia + acido piruvico. Questo sistema ha due problemi: 1. Lacido piruvico tossico, quindi viene subito trasformato in acido lattico e poi smaltito attraverso il circolo sanguigno. La velocit alta ma la durata limitata. 2. Si ottengono solo 2 molecole di ATP per molecola di gluscosio, con il metabolismo aerobico ben 36! 3. Fosforilazione ossidativa: lacido piruvico si trasforma in due molecole di una sostanza composta da 2 molecole di carbonio che entra nei mitocondri dove vengono unite due molecole di essa (dando luogo ad un Pagina 72 di 99

composto con 4) allossigeno dando luogo a CO2 + H2O completando cos il ciclo (glucosio + O2 -> CO2+H2O + 36 molecole di ATP). La velocit di questo sistema lenta, la durata illimitata. Lunico problema che richiede un continuo apporto di O2. In questo meccanismo possono essere utilizzati gli acidi grassi. Durata dellesercizio fisico e consumi metabolici: Per uno sforzo che si protrae per meno di 60s (10s secondo TTD) lunico sistema che interviene la fosforilazione diretta. Tra 60s (10s) e 3 la glicolisi anaerobica. Oltre 3 e fino a 3,5 ore la fosforilazione ossidativa con combustibile glicogeno muscolare ed epatico nonch il glucosio plasmatico. Oltre 3,5 ore fosforilazione ossidativa con combustibile grassi liberi e trigliceridi del tessuto adiposo. Dopo 20-30 di esercizio fisico aerobico senza assunzione di cibo il consumo di grassi maggiore di quello del glicogeno. Il massimo consumo di grassi si ottiene dopo le 1,5 ore di esercizio. Se per ci si nutre durante lesercizio il glucosio e glicogeno viene ripristinato e lorganismo non utilizzera molti grassi. In stato di ipoglicemia soffrono soprattutto le cellule nervose.

La distribuzione delle fibre FF, FR e S allinterno dei muscoli genetica? E possibile cambiare il tipo di fibre secondo lattivit svolta? Un paraplegico che lo diviene improvvisamente, dopo alcuni mesi presenta quasi il 100% di fibre veloci. Un atleta di endurance presenta il 95% di fibre lente. Un sedentario 50% - 50%. Una persona attiva ha una predominanza di fibre lente Se uno sprinter fa allenamenti di resistenza c un leggero cambiamento di fibre muscolari. Non sembrano possibili cambiamenti totali ma leggeri si.

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Lezione 29-03-2004 appunti di Alessandro Giusiano SISTEMA NERVOSO Si divide in: Sistema nervoso centrale: ENCEFALO (cervello o corteccia cerebrale); MIDOLLO SPINALE Sistema nervoso periferico: NERVI(spinali e cranici); ORGANI DI SENSO; S.N. AUTONOMO (parasimpatico e ortosimpatico) MIDOLLO SPINALE quasi tutti i circuiti che si trovano qui regolano lattivit motoria. Infatti ha organizzazione segmentale, troviamo a qualunque altezza una struttura sempre simile. I diversi segmenti sono nominati secondo la loro funzione: segmenti CERVICALI, s. TORACICI, s. LOMBARI, s. SACRALICI. Da qui partono a dx e sx i nervi spinali. I vari segmenti hanno nervi in corrispondenza della loro posizione ex T1 segmento toracico 1. Questi segmenti sono dotati di SOSTANZA BIANCA e SOSTANZA GRIGIA, in questultima troviamo i corpi nervosi e i dendriti da dove partono Assoni che escono dal M.S. e entrano a far parte dei NERVI SPINALI. Assoni risalgono da periferia verso encefalo e portano informazioni, oppure da encefalo verso il basso transitano fibre nervose riguardanti il controllo del movimento. Riflessi spinali: risposta involontaria ad uno stimolo. RIFLESSI: Spinali Altri riflessi Riflesso spinale pi tipico il riflesso patellare o riflesso da stiramento. Esiste dello stesso tipo il riflesso achilleo. Questo riflesso patellare comporta la stimolazione di un fuso neuromuscolare che da una risposta involontaria producendo un movimento rapido. Questo tipo di riflesso cos strutturato: dando un colpo al tendine, modificandone la conformazione, io stiro il muscolo. FUSO NEUROMUSCOLARE: recettore formato da fibre m. modificate e possiedono actina e miosina solo in periferia e nella parte centrale, una terminazione nervosa avvero ASSONE LUNGO di una cell. Nervosa, il cui corpo si trova in prossimit del M.S. Le cell. Nervose cui faccio riferimento prendono il nome di GANGLIO delle radici dorsali dei nervi spinali. Quando il muscolo viene stimolato queste fibre vengono

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stirate, deformate nella membrana plasmatici e questa deformazione viene segnalata al M.S. mediante i gangli. Il riflesso da stiramento serve a mantenere una postura corretta. I m. addominali mantengono lespansione dei visceri. Actina e Miosina, cosa servono? Stimolando il muscolo vengono stimolate le fibre m. intrafusali. Ogni volta che dai centri superiori arriva un segnale che porta un movimento involontario, questo segnale si sposta anche verso il mantenimento dei movimenti intrafusali. MOTONEURONI dei movimenti extrafusali sono: motoneuroni ALFA MOTONEURONI dei movimenti intrafusali sono: motoneuroni GAMMA Questo riflesso serve a mantenere il tono muscolare, aumento del tono muscolare pi adeguamento al carico; tutto ci al di fuori del movimento volontario. A cosa serve il controllo del movimento di riflesso? Sui GAMMA M. arrivano altri segnali. La sostanza reticolare attivatrice porta segnali che ci tengono svegli e attenti, se diminuisce la sua attivit siamo annoiati e sonnolenti. Ma questa sostanza manda anche segnali ai GAMMA m. . se lavora poco le fibre intramuscolari lavorano poco e sono flosce. Questo spiega il motivo per il quale durante il sonno perdiamo il tono muscolare e dobbiamo sdraiarci. Se questa risposta a stimolo manca, significa che c qualche problema alla sostanza reticolare attivatrice. Al contrario pu essere troppo attiva. RIFLESSI SPINALI: 1. da Stiramento: stiramento ----- contrazione 2. Innervazione Reciproca dei m.agonisti e antagonisti (quando il m. agonista si stimola, si ha inibizione del m. antagonista) 3. Riflesso da stiramento inverso: stiramento------rilasciamento Morbo di Parkinson: m. antagonista si contrae gli agonisti non si rilasciano o si rilasciano di colpo. Il riflesso da stiramento inverso diverso il recettore che si chiama ORGANO TENDINEO DEL GOLGI (dentro tendine); meccano recettori sensibili allo stiramento, prende contatto con il m. tramite un interneurone inibitorio. Per stimolare lorgano tendineo del golgi ci vogliono degli stimoli pi forti se contrazione pi forte si attivano questi organi. Serve ad evitare un eccessivo stiramento, per evitare lesioni del tendine, strappi finalit protettiva. Pagina 75 di 99

Organo t. del g. misura stiramento tendine, muscolo e la forza di contrazione che il m. sta sviluppando Fuso n.m. misura solo stiramento Organo t.del g. misura stiramento e forza di contrazione muscolare. Si innesca il meccanismo di Feed-back, serve ad evitare forza di contrazione eccessiva. Altro riflesso quello di EVITAMENTO. Recettore di tipo dolorifico il recettore stimolato, manda segnali attraverso fibre neurom. Poi attraverso sostanza bianca e poi grigia dove si distribuisce in tante strade diverse. Scopo: allontanare dalla fonte di dolore la parte venuta a contatto, quindi devo ritirare larto flettendolo. Quindi contraendo il m. flessore e inibitore contemporaneamente il m. estensore. necessario che la risposta riflessa passi anche da altro arto che deve sopportare tutto il carico del corpo, quindi dovr avere una iperestensione dellarto, esattamente il contrario di ci che successo nellaltro arto. Questo meccanismo si chiama IRRADIAZIONE DEL RIFLESSO.

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Lezione 05/04/04 Controllo del movimento Involontario (riflessi spinali). Il riflesso una risposta involontaria ad uno stimolo: tono muscolare, aumento del tono per reggere un maggiore carico, ritrazione di un arto in presenza di uno stimolo dolorifico. o Riflesso da evitamento: se un arto stimolato da un dolore (spina nel piede), esso si ritrae e contemporaneamente si estende larto controlaterale per reggere il maggior peso (irradiazione del riflesso). In un quadrupede, in presenza di stimoli di sufficiente intensit, il riflesso si irradia anche allarto superiore omologo (che si estende), se ancora pi forte allarto superiore controlaterale (che si ritrae). Questo il medesimo meccanismo che sovrintende alla locomozione al passo. La locomozione pertanto un meccanismo involontario non controllato dallencefalo ma dal midollo spinale. Lencefalo d solo linnesco al processo della locomozione che poi prosegue in modo autonomo fino a nuovo ordine. La figura degli arti ritratti ed estesi in diagonale detta figura riflessa. o Riflesso da stiramento: Se un muscolo viene stirato, esso si ritrae. Questo meccanismo quello che utilizzano gli animali per grattarsi: lencefalo manda il primo impulso, si mette in moto un meccanismo che alterna stiramento e contrazione di muscoli antagonisti e cessa ad un successivo impulso dellencefalo. Ad innesco volontario e prosecuzione involontaria (locomozione e grattamento): dal mesencefalo, centro avviatore del movimento parte limpulso. Regolazione della forza di contrazione: tutti i segnali che vanno alle cellule muscolari (volontari e involontari) passano dallalfamotoneurone. Questo detto via finale comune. Esistono 2 sistemi di regolazione: 1. Variazione della frequenza di scarica dei segnali che vanno alle fibre (tetani singoli, incompleti, completi). 2. Che lavora assieme all1, reclutamento delle unit motorie: in esse vale la legge del tutto o nulla ma si pu variare il numero di unit reclutate. o Per sollevare un oggetto che pesa poco si reclutano le fibre lente. o Per sollevare un oggetto di peso medio si reclutano le fibre veloci resistenti. o Per sollevare un oggetto pesante o per farlo in modo veloce, le veloci affaticabili. Volontario. o Controllo del movimento (fasi): 1. Pianificazione e programma: corteccia sensoriale associativa (mente, parte cosciente, Io). Pagina 77 di 99

i. Scelta dei muscoli, della quantit di forza, sequenza... pianificazione. A questa fase sono deputati i nuclei della base + il cerebro-cerebello (zona laterale degli emisferi del cervelletto). ii. I segnali da queste due aree convergono nelle aree premotorie corticali iii. E poi alla corteccia motoria 2. Esecuzione e controllo: i. Movimento (encefalo -> midollo spinale -> alfamotoneuroni) ii. Verifica: verme e zona intermedia degli emisferi che invia il feedback alla corteccia motoria o ai centri di programmazione. Oggi lo studio delle aree cerebrali si esegue utilizzando la TEP (tomografia ad emissione di positroni) che misura il flusso sanguigno che va alle aree cerebrali durante le varie attivit. Pi le cellule sono attive pi ossigeno consumano e pi vasodilatazione c. La TEP combinata alla TAC (tomografia assiale computerizzata) d una vista in 3D anche delle aree pi profonde. Aree cerebrali Area 4: area motoria principale, immediatamente davanti alla scissura di Rolando (laltra quella di Silvio... sul serio!!!). Area 6: area motoria supplementare, immediatamente davanti alla 4. Area 8: corteccia premotoria, immediatamente davanti alla 6. Aree 3,1,2, dietro alla scissura: aree sensitive. Aree 5,7, dietro le precedenti: aree miste che sovrintendono alla sensibilit e danno comandi motori. Riguardo allarea 4, si pu disegnare lHomunculus Motorius che rappresenta la proporzione della vastit delle aree cerebrali dedicate a ciascun organo di movimento. La grandezza degli organi cos rappresentati non ha nulla a che vedere con le masse muscolari ma con la precisione dei movimenti (la mano molto pi grande del piede, ecc...). Discorso simile a quello del n di fibre muscolari facenti parte di ununit motoria. Fascio motorio o via corticospinale o via piramidale: circuito che parte dallarea 4 della corteccia e va al midollo spinale e attiva un movimento della parte opposta del corpo. Lincrocio pu avvenire nellencefalo o nel midollo spinale: controllo contro laterale. o Via piramidale diretta: alcuni assoni vanno direttamente dallarea 4 allalfamotoneurone. o Via piramidale indiretta: alcuni assoni si interrompono nellencefalo, formano una sinapsi da cui riparte un assone diretto allalfamotoneurone. In questo caso il cervelleto (feedback e controllo equilibrio, tono

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muscolare, ...) pu intervenire a questo livello. Nel caso precedente invece deve intervenire nellarea 4 allorigine degli stimoli motori. Se si stimola larea 4 con un elettrodo si ha un movimento di risposta. Se si stimola larea 6 non sempre, ma, se si ha, si hanno movimenti coniugati, che implicano il movimento di parte destra e sinistra del corpo, anche diversi ma coordinati (pressione frizione e rilascio acceleratore). Una TEP di una soggetto che flette le dita evidenzia un lavoro nelle aree 4; 5 e 7 (sensibilit). Una TEP di una soggetto che flette le dita in ordine (pianificando quindi il movimento) evidenzia un lavoro nelle aree 4,6,8,5,7. Una TEP di una soggetto che pensa a flettere le dita evidenzia un lavoro nelle aree 6 e 8.

Lesame spostato all11/6.

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Lezione 19/05/04 Il 24/05 ci sar il preappello per la 2 parte per chi ha frequentato. Controllo del movimento volontario: Area motoria principale 4 Area motoria supplementare 6 Area premotoria 8 Nuclei (gangli) della base: si trovano nel telencefalo e nel diencefalo. Sotto la corteccia e sopra al mesencefalo e al tronco. Sono importanti per la progettazione e la pianificazione del movimento. Una loro lesione non provoca paralisi (come per larea 4). Al loro danno conseguono queste patologie: o Morbo di Parkinson, che segue alla lesione anche solo di una parte della substantia nigra. Ipercinesie: esempio tremore a riposo che interessa le estremit degli arti quando questi ultimi non sono utilizzati. Ipocinesie: non efficace controllo dei muscoli agonisti ed antagonisti: il movimento che segue la contrazione di un muscolo non immediato, veloce e fluido perch non c il rilasciamento del muscolo antagonista. Espressione attonita del viso per disfunzione dei muscoli mimici. Parola difficile: parola scandita. o Altri morbi: ipercinesia: una persona ferma muove gli arti superiori come se stesse camminando, oppure torce continuamente il tronco. Funzioni del cervelletto: serve alla programmazione e alla correzione (feedback) del movimento. La sua lesione non provoca paralisi ma disturbi molto gravi della deambulazione o di altri movimenti. o Parte centrale: vestibolo del cervelletto e verme. Riceve le afferenze vestibolari (equilibrio), visive ed uditive. Il verme controlla i movimenti del tronco per mantenere lequilibrio, o Parte laterale prossimale: afferenze spinali (propriocettori, cute) e trigeminali (dal viso). Controllo dellesecuzione del movimento. Controllo del movimento degli arti per mantenere lequilibrio. o Parte laterale esterna (emisferi): afferenze cortico-pontine: queste regioni ricevono una ripetizione dei segnali che larea 4 invia agli alfamotoneuroni e li modificano integrandoli con quelli del vestibolo e del verme per mantenere lequilibrio durante il movimento. Collaborano con i nuclei della base per progettare il movimento non naturale (quelli al di l del camminare, correre, saltare...). Movimenti non naturali: scrivere, guidare, andare in bici, sui pattini: hanno richiesto un apprendimento. Il cervelletto acquisisce dei piani di lavoro pronti per i movimenti che vengono ripetuti (per questo serve lallenamento) cos risparmia tempo Pagina 80 di 99

quando li deve eseguire. Movimenti di destrezza fine: prendere la curva in moto, scrivere, suonare il pianoforte. Apparato vestibolare: si trova nellorecchio interno (parte superiore) ed composto da: 3 canali semicircolari disposti allincirca secondo i tre assi cartesiani. I canali contengono un liquido detto endolinfa che hanno due ampolle agli estremi. Nelle ampolle ci sono delle cellule ciliate che misurano la pressione che il liquido esercita su di esse. Il liquido si muove in conseguenza dei movimenti e delle forze che agiscono sul capo dando la percezione del movimento. Nelle ciglia ci sono recettori ad elevato adattamento che percepiscono solo le variazioni della pressione. Nistagmo: grazie ai canali, se il capo ruota c una rotazione opposta e coniugata dei bulbi oculari che permette di continuare a fissare un oggetto mentre il capo ruota. Le ampolle percepiscono la rotazione e mandano i segnali ai muscoli che controllano i bulbi oculari. Sacculo e utricolo: percepiscono la forza di gravit avendo sul loro pavimento delle cellule ciliate invischiate in una gelatina su cui si trovano degli otoliti, sassolini che rotolano seguendo la direzione della forza di gravit.

Integrazione dei segnali: se sono su una barca e c unonda che ne provoca il beccheggio, posso variare linclinazione della caviglia per mantenermi perpendicolare al centro di gravit. Un allungamento del polpaccio causerebbe il riflesso di contrazione, ma i miei occhi vedono lorizzonte e lintegrazione dei segnali fa si che io inibisca il riflesso e mi mantenga in equilibrio. Questa integrazione eseguita dal cervelletto. Stare in equilibrio su un solo arto pi facile ad occhi aperti (vestibolo + vista) che ad occhi chiusi (solo vestibolo). Lesioni del cervelletto possono dare il tremito intenzionale: tremore involontario nel corso dellesecuzione di un movimento volontario. Dismetria: errata valutazione delle distanze nellafferrare un oggetto o a portare un dito al naso. Andatura da ubriaco che richiede continui aggiustamenti (ma maldestri) mentre in soggetto malato cammina. Sistema sensoriale Sensi aspecifici: tatto, sensibilit termica, sensibilit dolorifica. La maggior parte dei recettori sono localizzati nella cute, sotto lepidermide allinterno del derma. Il nervo perde la sua guaina mielinica e va ad avvogersi, nei corpuscoli di Pacini, ad esempio, in uno strato di tessuto connettivo che d la sensibilit meccanica: meccanorecettori. Si tratta di terminazioni afferenti che mandano i

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segnali ai centri superiori. I corpuscoli di Pacini sono recettori del tatto ad elevato adattamento. o Recettori termici: terminazioni nervose ramificate nella cute. Misurano la temperatura della cute rispetto a quella fisiologica (36C). I recettori del freddo rispondono a temperature < 35, hanno un picco massimo a 25 poi non rispondono pi. Per motivi sconosciuti rispondono anche a temperature > 45 (sensazione di freddo quando ci si scotta con qualche goccia di acqua bollente). I recettori del caldo rispondono dai 25 ma soprattutto dai 35 ai 40. Dopo i 45 gradi non rispondono pi e oltre ai 50 entrano in gioco quelli del dolore. Una parte metallica alla stessa temperatura di una di plastica d una sensazione di minor calore perch, conducendolo meglio, lo sottrae meglio alla cute che si raffredda. I brividi della febbre sono dovuti allorganismo che, tentando di dissipare il calore, abbassa la temperatura della cute. o Recettori dolorifici: si attivano tutte le volte che avviene una lesione (tagli, ustioni, abrasioni...). Le cellule morendo liberano sostanze che attivano lo stimolo dolorifico (infiammazione). La percezione del dolore estremamente soggettiva ed molto influenzabile da farmaci. Ipoalgesia: le vie nervose del riflesso, dal ganglio spinale, oltre che ai muscoli che reagiscono allo stimolo doloroso, partono verso lencefalo alle aree della sensibilit e fanno percepire il dolore. Queste fibre hanno tutte una tappa intermedia nel talamo da cui parte un assone che arriva alle aree 1,3,2 della corteccia, le somatosensitive. In certe situazioni (maratoneta alla fine della gara), da alcune regioni dellencefalo vengono liberate delle endorfine che agiscono sulle sinapsi che collegano le terminazioni nervose con le aree 1,3,2 inibendole e facendo pervenire allencefalo il dolore azzerato o attenuato. Queste -endorfine hanno anche effetto euforizzante. Gli oppiacei (morfina) sono gli antidolorifici pi potenti perch agiscono in modo analogo. Iperalgesia: in caso di ustioni, abrasioni, ecc. (infiammazioni) anche stimoli irrisori, come uno sfioramento, danno grande dolore, oppure, se si ha la febbre si ha dolore articolare. Tutto questo avviene perch linfiammazione abbassa la soglia a cui sono sensibili questi recettori. I farmaci antiinfiammatori agiscono diminuendo linfiammazione e riportando a livelli pi normali la soglia del dolore. Lhomunculus sensitivus ha sempre i piedi in alto e la faccia in basso e una faccia e pollice molto grandi (aree pi sensibili in cui percepiamo molto bene lesatta provenienza dello stimolo. In altre aree (coscia) non capiamo nemmeno se ci sta sfiorando un dito solo o due. Sensi speciali: vista, udito, olfatto, gusto. Pagina 82 di 99

Lezione 26/04/04 Sensi speciali Udito, vista, gusto e olfatto. Udito: composto dallorecchio, divisibile in 3 parti: esterno: composto dal padiglione, dal meato uditivo (condotto) e dal timpano. intermedio: composto dagli ossicini (martello, incudine, e staffa). Il timpano poggia sul martello che sposta lincudine che sposta la staffa trasmettendo le vibrazioni allorecchio interno. interno: composto dalla coclea e dallapparato vestibolare. La staffa va a poggiare sulla parte basale della coclea che riempita di linfa che trasmette le vibrazioni lungo tutta la coclea.

Le cellule trasduttrici cigliate (che trasformano gli stimoli meccanici in stimoli elettrici: meccanocettori) si trovano sulla struttura che taglia a met la coclea e hanno le loro ciglia distese quando questa vibra. Questo stimolo meccanico viene trasformato in stimolo elettrico attraverso la creazione di potenziali dazione che vengono poi trasmessi ai centri superiori. Le aree acustiche si trovano sotto la scissura di Silvio in entrambi gli emisferi. Solo nellemisfero sinistro, vicino allarea acustica, si trova anche larea del linguaggio. Il SNC anche in grado di stabilire la direzione di un suono misurando la differenza di tempo di arrivo dei segnali tra le due orecchie (arrivano prima allorecchio dalla cui direzione provengono) e anche valutando da quale orecchio il suono arriva puro e da quale con le frequenze modificate dal passaggio attraverso le ossa del cranio. Vista: Ciascun occhio contiene due lenti: la cornea ed il cristallino che consentono la messa a fuoco delle immagini sulla rtina. Ha capacit di accomodazione (messa a fuoco) agendo sul cristallino che pu sfericizzarsi per mettere a fuoco gli oggetti vicini o distendersi per mettere a fuoco quelli lontani. Il cristallino formato da cellule elastiche ed trattenuto dai tendini della muscolatura intrinseca (muscoli striati) dellocchio. Quella estrinseca permette invece i movimenti del bulbo. Quando i muscoli Pagina 83 di 99

si rilasciano il cristallino si sfericizza, quando si tendono si distende. Oltre i 40 45 anni di et il cristallino si irrigidisce causando presbiopia. La pupilla il diaframma dellocchio che permette ad una quantit di luce maggiore o minore di andare a colpire la retina. Nelliride c un muscolo liscio controllato dal SNA. Contrariamente a quanto accade per il cuore, il sistema parasimpatico stimola la contrazione (ed il restringimento) mentre quello ortosimpatico il rilasciamento (e lallargamento). Nella retina sono presenti due tipi di fotorecettori: bastoncelli e coni. I bastoncelli permettono di distinguere chiaro e scuro, i coni (di tre tipi per i tre colori primari) i colori. I bastoncelli sono molto sensibili alla luce e permettono la visione anche in condizioni di scarsa visibilit mentre i coni hanno una soglia di attivazione minore (motivo per cui in scarse condizioni di luce non vediamo in colori). Le vie visive (occhio, nervo ottico, talamo in cui c una sinapsi e nuovo assone) afferiscono allarea 17 (area visiva primaria) situata nel punto pi distale del lobo occipitale. Accanto allarea 17 si trovano la 18 e la 19 che sono le aree visive supplementari. Larea visiva primaria permette di vedere, le supplementari di associare ad esempio una persona ad un viso o di effettuare le rappresentazioni simboliche. Prosopagnosia (non la chiede allesame): incapacit di riconoscere le persone pur vedendole e le espressioni (rabbia, felicit...): aree visive supplementari danneggiate. La sinapsi nel talamo ha lo scopo di sincronizzare le nostre attivit con i ritmi circadiani e di controllare il movimento dei bulbi. Una persona che abbia il nervo ottico leso dopo il bulbo non vede nulla ma segue inconsciamente con lo sguardo un punto luminoso in una stanza buia. Gusto: I gusti, come gli odori, si percepiscono grazie a dei chemocettori che reagiscono alla presenza di determinate sostanze chimiche. I recettori del gusto si trovano sulla lingua e, nellordine a partire dalla punta verso la base, dolce, salato, acido, e amaro. Di recente stato scoperto un 5 recettore per la glutamina presente nella carne. Questi recettori si trovano allinterno di bottoncini gustativi e hanno delle ciglia che vanno a prelevare le sostanze in superficie. La via nervosa seguita dai segnali del gusto molto simile a quella percorsa delle sensibilit tattili, termiche, e dolorifiche. Gli stimoli incrociano, hanno una tappa intermedia nel talamo e terminano nelle aree 3, 1, 2 (della sensibilit) assieme alle sensazioni tattili, termiche e dolorifiche della lingua. Olfatto: I chemocettori, ciliati anche loro, si trovano nellepitelio olfattivo che riveste le vie nasali. I segnali olfattivi sono gli unici che non fanno tappa nel talamo e non terminano nella corteccia. Gli stimoli olfattivi finiscono nellencefalo olfattivo (o rinencefalo), Pagina 84 di 99

sotto la corteccia, dove ci sono anche i centri del comportamento sessuale, emotivo e sociale. Secondo una teoria un po datata esisterebbero 7 odori primari a ciascuno dei quali sarebbe dedicato un recettore. Secondo una teoria pi recenti invece gli odori sarebbero migliaia, ciascuno con il suo tipo di recettore. Le funzioni superiori del SNC Si tratta della memoria, della coscienza, del pensiero e del ragionamento. E presente anche negli animali pi evoluti (anche cani e gatti), anche se in misura diversa dalluomo. Sono localizzate nella corteccia in tutte le aree che non sono quelle gi trattate (aree motorie, premotorie, somatosensitive, acustiche, del linguaggio, visive...) e sono aree associative. Si sono studiate misurandone lattivit elettrica attaverso lEEG (elettroencefalogramma). Tale esame misura lattivit elettrica complessiva e non quella di aree specifiche dellencefalo. LEEG evidenzia diversi tipi di onde la cui frequenza ed ampiezza (voltaggio) sono inversamente proporzionali: Onde alfa: sono le onde presenti in una persona inserita in un ambiente silenzioso ad occhi chiusi e che non pensa a nulla di particolare. Hanno frequenza bassa e ampiezza elevata. Onde beta: sono presenti in una persona in stato vigile, attento. Frequenza alta, ampiezza bassa. Onde teta: hanno frequenza ed ampiezza mediamente elevate. Sono presenti in una persona che si sta addormentando. Onde delta: sono molto ampie ed infrequenti. Sono sintomo di sonno profondo e di scarsa ossigenazione delle cellule nervose (stato fisiologico durante il sonno profondo).

Esistono 2 tipi di sonno, il REM (rapid eye movements) in cui si sogna ed il non REM. In questultimo sono presenti 4 diversi stadi, dal pi leggero a pi profondo (1-4): 1. Onde alfa e teta stato di quasi veglia. 4. Onde delta. Il sonno REM anche chiamato sonno paradossale perch si ha la presenza di onde alfa e beta nonch aumento della frequenza cardiaca, della respirazione e del tono muscolare come in stato di veglia. E presente in tutti gli animali e non ne ancora stata ben compresa la funzione, anche se si ipotizza che serva al cervello per riorganizzare la memoria e per decidere quali ricordi tenere e quale scartare. LEEG cambia secondo let perch, allaumento di essa, aumentano le sinapsi presenti nel cervello (le cellule nervose diminuiscono gi fin dal 6 mese di vita intrauterina, le

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sinapsi invece aumentano fino alla vecchiaia quando calano anche loro anche se in maniera minore se lanziano si mantiene attivo). LEEG durante il sonno ha messo in evidenza quanto segue: Bambini: hanno cicli di circa 90 che partono dal tipo 1, per scendere al 4, risalire all1 e poi al REM, dopodich riparte il ciclo. Verso il mattino tende a calare il tempo dello stadio 4 e ad aumentare quello del sonno REM. Giovani: hanno un andamento simile. Anziano: nellanziano sono presenti pochi stadi di sonno di tipo 4, molti risvegli e periodi di REM brevi.

I segnali che regolano lo stato di sonno e veglia arrivano dalle regioni pi profonde del cervello: la sostanza reticolare attivatrice (segnali di veglia). Questi segnali agiscono anche sui gamma motoneuroni mantenendo alto il tono muscolare. Queste regioni sono a loro volta stimolate dalle cellule sensitive. Lattivazione della sostanza reticolare inibitrice causa invece scarsa attenzione, sonnolenza, e sonno. La sostanza reticolare attivatrice ha come messaggero la noradrenalina mentre quella inibitrice la serotonina.

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Lezione 03/05/04 Regolazione della vita vegetativa Per vita vegetativa si intendono le funzioni vitali (respirazione, circolazione del sangue, digestione...) Sovrintende anche alla: Assunzione di cibo. Assunzione di acqua. Termoregolazione

I centri che regolano la vita vegetativa sono localizzati nel bulbo (zona basale dellencefalo), nel ponte (sopra al bulbo) e nellipotalamo (sopra il ponte). Nellipotalamo esistono 2 centri (2 nel lobo destro e due nel sinistro) che regolano lassunzione del cibo: Centro della fame: se non funziona si ha anoressia fino alla morte di fame. E stimolato dallesercizio fisico e dallormone GH. Le anfetamine agiscono su questo centro inibiendolo. Centro della saziet: se non funziona si ha bulimia e obesit. Riceve i valori della glicemia nel sangue e se sono oltre certi livelli inibisce il centro della fame. Un altro stimolo costituito dallentit dei depositi di lipidi e dagli stimoli meccanici della distensione delle pareti del sistema digerente. Negli umani anche influenzato da stimoli psichici.

Sempre nellipotalamo esistono 2+2 centri della sete sensibili alla pressione osmotica dei liquidi del corpo (quantit di sali / acqua). Se la concentrazione di sali troppo alta si ha uno stimolo ad assumere liquidi (sete) e produzione di ormone ADH che si oppone alleliminazione di liquidi (urine molto concentrate). Se si bevuto troppo, la pressione osmotica diminuisce, viene prodotto poco ADH e lurina molto acquosa. Termoregolazione: il centro per la termoregolazione si trova ancora nellipotalamo. I mammiferi sono animali omeotermi il cui organismo cerca di mantenere costante la temperatura corporea (36 - 36,5C nelluomo) per favorire il funzionamento corretto dellorganismo stesso. Se la temperatura troppo bassa si ha: Vasocostrizione cutanea per impedire la dissipazione di calore attraverso la cute. Se questo non sufficiente: aumento dellattivit muscolare involontaria (brividi) e Pagina 87 di 99

aumento dellattivit muscolare volontaria (camminata, battere i piedi...). Se ancora non sufficiente, dopo alcune ore di temperatura troppo bassa: aumento del metabolismo cellulare e stimolo al centro della fame.

Se la temperatura invece si alza: Vasodilatazione cutanea per far funzionare la pelle da radiatore. Diminuzione dellattivit muscolare (sensazione di spossatezza) Diminuzione del metabolismo cellulare Sudorazione

Ci sono due casi in cui il centro della termoregolazione consente o stimola un innalzamento della temperatura: Esercizio fisico: i muscoli funzionano meglio se pi caldi, gli stimoli nervosi sono pi rapidi. Dal punto di vista del trasporto dellossigeno, favorita la cessione di ossigeno a muscoli (spostamento della curva di dissociazione dellemoglobina) ma meno facile lassunzione di ossigeno dallaria alveolare. Febbre: la temperatura pi alta favorisce laumento dellattivit dei linfociti che producono gli anticorpi. Sistema Nervoso Autonomo (SNA) Regola le funzioni di diversi organi ed apparati e organi senza il controllo della volont (cuore, respirazione, digestione). In generale, in condizioni di riposo prevale il sistema parasimpatico e se il corpo compie esercizio fisico o la persona stressata prevale lortosimpatico. Parasimpatico: i corpi delle cellule nervose sono nel ponte e nel bulbo e nelle vertebre sacrali. Per questo detto anche sistema cerebrosacrale. Il corpo si trova nelle zone scritte sopra e da qui parte un assone molto lungo che arriva fino allorgano interessato dove c una sinapsi con unaltra cellula da cui parte un assone cortissimo gi nellorgano. Il mediatore chimico di questo sistema , con poche eccezioni, lacetilcolina sia dalla prima cellula alla seconda che dalla seconda allorgano. Ortosimpatico: i corpi sono localizzati nella colonna vertebrale da T1 a L3 e si chiama anche toracolombare. Dal corpo cellulare parte un assone corto che ha quasi subito una sinapsi con unaltra cellula che ha invece un assone molto lungo. La 1 sinapsi si trova in una catena di gangli che corrono paralleli al midollo spinale. Il mediatore chimico lacetilcolina dalla prima alla seconda cellula e la noradrenalina dalla seconda allorgano. Con poche eccezioni. Questo sistema

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innerva anche le ghiandole midollari del surreno che liberano adrenalina che, andando in circolo, ha effetto stimolante sullintero organismo. In generale i sistemi para e ortosimpatico hanno effetti antagonisti: Il sistema ortosimpatico eccitatorio su cuore e vasi e inibitorio su pupilla, muscolatura dei bronchi e sul sistema digerente. Il sistema parasimpatico il contrario.

Questo il motivo per cui fare esercizio fisico intenso dopo un pasto abbondante pu dare dei problemi. Il nervo vago (sistema parasimpatico) infatti innerva sia il cuore con effetto inibitorio che il sistema digerente con effetto eccitatorio. Nel caso di esercizio fisico e digestione sia il cuore che il sistema digerente devono essere stimolati. Sistema digerente Lo scopo del sistema digerente lassunzione di alimenti e la loro scomposizione in molecole utilizzabili dalle cellule. Gli alimenti sono composti da polimeri (macromolecole). Tutto questo si svolge nelle seguenti fasi: Digestione (scomposizione da polimeri in molecole semplici). Assorbimento (passaggio delle sostanze nutritive dal tubo digerente al sangue). Motilit: movimenti del sistema digerente e delle sostanze al suo interno.

Al sistema digerente sono annesse ghiandole che producono enzimi digestivi (ghiandole salivarie, fegato, pancreas, ghiandole della parete del tubo digerente: stomaco e intestino tenue). Bocca: la masticazione ha lo scopo di scomporre il cibo in parti pi piccole. La lingua impasta il cibo con la saliva formando il bolo alimentare. Le ghiandole salivarie, situate in prossimit dellorecchio (parotidi), sottomandibolari e sottolinguari secernono saliva (1 1,5l/giorno) che contiene acqua, amilasi salivare (ptialina) e muco. La ptialina inizia la digestione degli amidi (polimeri di glucosio) scindendoli in molecole pi piccole. Gli amidi sono costituiti da molecole concatenate linearmente (amilosio) e ramificate (amilopectina). La ptialina non in grado di scindere lamilopectina (ma altre sostanze presenti nel sistema digerente si) ma solo lamiloso. Per questo motivo gli amidi vanno cotti: lacqua ed il calore spezzano le catene di amilopectina rendendo gli amidi pi facilmente digeribili.

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Amidi crudi

amidi cotti

La saliva contiene anche bicarbonato di sodio che si lega agli acidi presenti negli alimenti che se no scioglierebbero il carbonato di calcio di cui sono costituiti i denti. La secrezione salivare involontaria e avviene secondo 2 riflessi che non sono spinali visto che non passano dalla colonna vertebrale: Innato: il gusto del cibo stimola il centro salivatorio presente nel bulbo che attraverso il sistema parasimpatico eccita le ghiandole salivarie. Condizionato: (pavloviano). Lencefalo associa la vista o anche solo il penisero del cibo con il suo gusto eccitando le ghiandole salivarie.

Nella saliva presente muco costituito da mucina che invischia il bolo perch possa essere compatto e scivoloso. Esofago: il condotto che va dalla laringe allo stomaco. Siccome incrocia le vie respiratorie, al fine di far s che il cibo prenda la strada dellesofago e non della trachea, necessario il processo di deglutizione: lepiglottide deve chiudere la trachea e il respiro si deve arrestare mentre si deve aprire lo sfintere esofageo superiore. Nellesofago sono presenti i movimenti peristaltici che consistono nella contrazione della muscolatura liscia a monte del bolo assieme al rilasciamento di quella a valle al fine di spingere il bolo verso valle. Il bolo arriva infine allo sfintere esofageo inferiore o cardias e di qui entra nello stomaco. Stomaco: il cibo vi permane per un tempo pi o meno lungo secondo la sua composizione a quantit. Il glucidi sono i pi veloci e vi permangono per 1-1,5h. Le proteine per un tempo medio e i grassi per un tempo lungo >4h. Nel sistema digerente si trova muscolatura liscia regolata dal SNA. Nello stomaco il bolo alimentare si mescola al succo gastrico secreto dalle ghiandole della parete dello stomaco. Il succo gastrico contiene un enzima proteolitico (che scompone le proteine) detto pepsina che riduce le catene proteiche in catene di 10 12 molecole di aminoacidi. Il succo gastrico contiene anche acido cloridrico (HCl) che ha la funzione di attivare e di permettere il funzionamento della pepsina. Se infatti questultima fosse gi in forma attiva distruggerebbe le cellule Pagina 90 di 99

stesse che la secernono. Le cellule producono quindi pepsinogeno che, a contatto con lHCl diventa pepsina. La pepsina poi funziona soltanto in ambiente acido e quello dello stomaco, grazie allHCl ha Ph 2-3. Unaltra funzione dellHCl quella di sterilizzare gli alimenti uccidendo i microorganismi che contengono. I succhi gastrici contengono anche muco che si dispone sulle pareti dello stomaco proteggendole dallautodigestione che se no avverrebbe a causa della pepsina e dellHCl. Lultimo componente dei succhi gastici il fattore intrinseco. Nello stomaco arriva il bolo che si mescola con il succo gastrico, il Ph acido blocca subito lattivit della ptialina e inizia la digestione delle proteine.

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Lezione 10/05/04 Motilit dello stomaco: nella parete dello stomaco presente muscolatura liscia (involontaria), molto abbondante nellantro pilorico (sezione che precede lintestino tenue). Nella parte superiore dello stomaco, i movimenti dati dalla muscolatura liscia favoriscono il mescolamento del contenuto con il succo gastrico, nella parte inferiore, i movimenti sono pi energici e tali da macinare il contenuto rendendolo liquido e pronto per essere immesso nellintestino tenue. Quando il contenuto dello stomaco pronto per essere immesso nellintestino, si apre lo sfintere pilorico e ad ogni apertura di esso si ha il passaggio di un certo quantitativo di chimo acido nellintestino. Il funzionamento dello stomaco regolato secondo le necessit dei cibi ingeriti: se infatti si mangiano carboidrati non conditi, la digestione molto pi rapida che non per cibi ricchi di lipidi. I meccanismi di regolazione dellattivit gastrica sono riflessi su base nervosa e umorali (ormonali). I due meccanismi collaborano. Parte nervosa: la presenza di cibo nella bocca manda segnali al bulbo (midollo allungato) da cui parte il nervo vago (sistema parasimpatico) che stimola la produzione di succo gastrico e la motilit dello stomaco. Quando il cibo transita nello stomaco, le fibre afferenti, sempre del nervo vago, portano segnali al bulbo che stimola la motilit gastrica attraverso le fibre efferenti dello stesso nervo. Parte ormonale: nello stomaco sono presenti delle cellule G, produttrici dellormone gastrina che non entra direttamente nello stomaco, ma va nel circolo sanguigno e di qui va a colpire lo stomaco con unazione stimolatrice. I segnali di tipo inibitorio arrivano invece dallintestino tenue al cui ingresso si trovano delle cellule che, stimolate dallacido e dai lipidi presenti nel chimo, secernono lormone secretina che, entrando nel circolo sanguigno, arriva allo stomaco inibendolo e rallentandone lattivit in modo che allintestino non arrivi pi sostanza di quella opportuna per la lenta digestione dei lipidi. Intestino tenue Il primo tratto dellintestino tenue il duodeno. Annesse allintestino ci sono due ghiandole indispensabili: il fegato ed il pancreas. Il fegato produce la bile, il pancreas il succo pancreatico. La bile lunico liquido presente nel sistema digerente che non contiene enzimi, ma solo acidi biliari che le conferiscono il caratteristico gusto amaro, i pigmenti biliari che la colorano di verde giallo e bicarbonato di sodio (Na+HCO3-). Gli acidi biliari servono ad emulsionare le gocce lipidiche rendendole pi piccole, con maggiore superficie di contatto verso lesterno, pi facili da digerire. La lipasi pancreatica lenzima, presente nei succhi pancreatici, che digerisce i lipidi. Le goccioline emulsionate di lipidi si chiamano micelle. I pigmenti biliari non servono per la digestione ma sono dei succhi che finiscono nellintestino crasso per essere espulsi Pagina 92 di 99

essendo sostanze di scarto. La parte che ne viene assorbita dallintestino tenue finisce nel circolo sanguigno ed poi espulsa nellurina (che da essi prende il colore giallo) dai reni. Anche il colore delle feci deriva dalla presenza dei pigmenti biliari. I pigmenti sono il risultato della degradazione dellemoglobina dei globuli rossi riassorbiti: il ferro viene recuperato ed il resto smaltito. La bile si accumula nella cisti fellea (colecisti) e si riversa nellintestino quando necessario. Se si formano dei calcoli nel dotto coledoco (cisti fellea -> intestino) si hanno spasmi dolorosi della muscolatura liscia della cisti fellea: coliche epatiche e lorganismo non pi in grado di espellere le sostanze tossiche che entrano nel circolo sanguigno provocando littero caratterizzato dalla pigmentazione gialla della pelle. Queste sostanze sono tossiche per le cellule nervose e, se in quantit eccessive, possono portare al coma. Il bicarbonato di sodio serve per tamponare le sostanze acide che arrivano dallo stomaco, lHCl infatti non deve danneggiare le pareti intestinali che, a differenza di quelle gastriche, sono poco protette dal muco. Anche il succo pancreatico contiene bicarbonato di sodio. Il succo pancreatico quello, tra tutti, pi ricco di enzimi, tutti quelli necessari a digerire ogni tipo di alimenti (tranne la cellulosa che non siamo in grado di digerire): Lipasi pancreatica per i lipidi. Amilasi pancreatica per gli amidi. Proteasi pancreatica per le proteine: o Tripsina e chimotripsina che funzionano come la pepsina, ma in ambiente a Ph neutro. Desossinucleasi per digerire il DNA Desossiribonucleasi per digerire lRNA.

La produzione di bile e succo pancreatico sono entrambe regolate da ormoni. Il chimo contiene essenzialmente HCl e lipidi, occorrono quindi principalmente bicarbonato e lipasi pancreatica. La produzione di bicarbonato stimolata dalla stessa secretina che inibisce lattivit gastrica. La produzione di lipasi pancreatica stimolata dalla colecistochinina (CCK) che viene secreta in presenza di lipidi. Questo ormone stimola la produzione di tutti gli enzimi pancreatici e della bile. Motilit intestinale: le pareti intestinali sono composte da 4 strati, dallesterno verso linterno: 1. 2. 3. 4. Muscolatura liscia orientata in senso longitudinale. Muscolatura liscia orientata in senso trasversale (circolare, a spirale). Strato connettivo contenente vasi sanguigni, linfatici e fibre nervose. Mucosa intestinale in cui sono presenti i villi che hanno lo scopo di aumentare la superficie intestinale (300 350 m2 in un adulto).

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La motilit dovuta alla muscolatura liscia e al controllo delle fibre nervose che connettono le varie parti dellintestino. Movimenti intestinali: Peristalsi: contrazione delle fibre muscolari a monte e dilatazione a valle del contenuto da spostare. Scopo: spostamento del contenuto. Segmentazione: interessa dei segmenti, alcuni contratti, altri rilasciati che si alternano. Nel momento successivo quelli rilasciati si contraggono e viceversa. Scopo: rimescolamento. Movimenti pendolari: sono una via di mezzo tra i due precedenti: il segmento contratto si muove e onde che vanno e vengono per circa 10 cm. Contrazione dei villi: contengono muscolo liscio che li fa contrarre in maniera telescopica. Scopo: rimescolamento. I villi sono lunghi ca 1mm e sulla loro superficie sono presente dei microvilli, anche loro contrattili, che misurano circa 1 micrometro (1/1000 mm).

Assorbimento intestinale: lo scopo della digestione, passare le sostanze nutritive nel circolo sanguigno. Amidi: o Amilosio: dopo la digestione da parte dellamilasi pancreatica, gli amidi si trovano sotto forma di maltosio (2 molecole di glucosio) che, scisse dalla maltasi diventano molecole di glucosio che possono entrare in circolo dove poi vengono utilizzate o immagazzinate sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli. Saccarosio (zucchero da tavola): 1 molecola di glucosio legata ad una di fruttosio. Lenzima la saccarasi. o Amilopectina: occorre scindere le molecole di glucosio ramificate (destrine) in molecole semplici. La scissione avviene grazie alla destrinasi. Tutti questi enzimi sono prodotti dalle cellule dellepitelio intestinale. Proteine: scissione dei legami tra i diversi aminoacidi. Inizia a farlo la pepsina nello stomaco. La tripsina e la chimotripsina proseguono nellintestino arrivando alla scomposizione in singoli aminoacidi che possono essere assorbiti. Lipidi: tutta la loro digestione avviene nellintestino da parte degli acidi biliari e della lipasi pancreatica. I lipidi si trasformano in glicerolo + acidi grassi.

Lintestino assorbe inoltre acqua, sali minerali e vitamine. I prodotti di rifiuti passano, attraverso i movimenti peristaltici, nellintestino crasso o colon, dove viene ancora assorbita dellacqua, e poi espulsi (feci). Tra lintestino tenue ed il crasso c la valvola ileo (intestino tenue) cecale (intestino crasso), che ha la funzione di tenere sterile lintestino tenue che ha pareti molto sottili ed il cui contenuto stato sterilizzato Pagina 94 di 99

dallHCl presente nello stomaco. Nellintestino crasso si trova la flora intestinale ed il suo contenuto non sterile. Aspetti generali del metabolismo Il metabolismo linsieme dei processi energetici che trasformano gli alimenti per ricavarne energia o materiale di costruzione per nuova materia organica. Catabolismo: tasforma gli alimenti in energia Anabolismo: trasforma gli alimenti in materia organica

Il metabolismo pu essere misurato attraverso metodi: Diretti: misurano il dispendio energetico misurando il calore prodotto da una persona. Calorimetria diretta: si pone un individuo allinterno di una camera stagna in cui si immette O2 e si preleva CO2 e si misura il calore che produca. Metodo in disuso. Indiretti: utilizzando un parametro correlato al metabolismo, ad esempio il consumo di ossigeno. 1l di ossigeno consumato corrisponde a n calorie.

Metabolismo: Basale: quello occorrente a mantenere le funzioni vitali di un individuo a riposo. Nel corso della sua misurazione lindividuo devessere a riposo e da un certo numero di ore perch non paghi eventuali debiti di ossigeno. Deve essere a digiuno da almeno 12 ore perch la digestione fa consumare calorie extra. Deve inoltre essere a riposo psichico e in condizione di neutralit termica: non deve sentire n caldo n freddo, se no queste sensazioni altererebbero il metabolismo. Il valore del metabolismo basale dipende da et e sesso. Nel neonato circa 2 volte rispetto alladulto. Durante la crescita rallenta tranne un lieve picco nel corso della pubert. Fino ai 40 anni poi rimane costante per poi discendere. I maschi hanno in media il 10% di metabolismo basale pi delle femmine. Gli obesi, ben nutriti, hanno un metabolismo pi alto delle persone che controllano la loro alimentazione: questo il motivo del buon successo iniziale di tutte le diete. In media, il metabolismo basale di una persona di media corporatura va dalle 1.700 2.000 kcal / giorno. Di funzione: si somma al metabolismo basale quando si compiono attivit. Un sedentario ha + 200 300 kcal /giorno. Un campione di ciclismo nel corso di una tappa di montagna anche 10.000 12.000 kcal!!!

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Potere calorico dei cibi: stato misurato bruciando dei cibi in una camera stagna (calorimetria diretta) e misurando il calore prodotto. Glucidi: ~ 4,50 kcal / g Proteine: ~ 5 kcal / g Lipidi: ~ 9 kcal / g.

Metabolismo basale: il 67% del fabbisogno calorico proviene dagli acidi grassi ed il 33% dal glucosio. Le cellule nervose sono in grado di utilizzare solo glucosio.

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Lezione 17/05/04 Il Rene Le funzioni del rene sono: Depurazione del sangue (plasma) che viene filtrato eliminando le sostanze tossiche: urea (catabolita degli aminoacidi), farmaci... trattenendo le sostanze utili (acqua, glucosio,...) Mantenimento dellequilibrio idrico salino per il mantenimento della pressione osmotica regolando la concentrazione dellurina. Mantenimento del pH del sangue. Mantenimento dei valori normali di pressione arteriosa attraverso la secrezione di renina e la regolazione della quantit di acqua nel sangue. Produzione di vitamina D per fissare il calcio nelle ossa.

Anatomia del rene: Parte esterna: corticale Parte interna midollare Nella parte concava confluiscono i condotti che raccolgono lurina. Lobi che formano degli spicchi al cui interno si trovano i dotti collettori che, uniti in un fascio, formano le piramidi di Malpighi. Bacinetto renale in cui confluiscono i dotti e da cui origina luretere che porta alla vescica da cui esce poi luretra. La vescica costituita di muscolatura liscia che si contrae autonomamente raggiunto un certo stiramento. Capacit della vescica 1,5l circa. Larteria renale porta il sangue da filtrare al rene e origina dallaorta addominale. La vena renale porta il sangue filtrato in circolazione. Un circolo capillare per la filtrazione. Un circolo capillare, in serie al 1 per i normali scambi respiratori.

Funzionamento: Lunit costitutiva del rene il nefrone. I reni di un adulto ne contengono circa 1.000.000. I nefroni hanno un filtro formato dal corpuscolo di Malpighi a sua volta formato da una parte circolatoria, il glomerulo renale che una matassa di capillari attorno a cui si avvolge una struttura di cellule epiteliali: la capsula di Bowman da cui origina il tubulo contorto prossimale cui seguono 2 tratti di tubulo rettilineo il primo dei quali scende nella parte midollare e il secondo che risale nella parte corticale in cui c lansa di Henle con la sua parte discendente e ascendente. Dopo la parte Pagina 97 di 99

ascendente origina il tubulo contorto distale che si unisce ad altri a formare il tubulo collettore. Larteriola afferente porta il sangue al gromerulo dopo i cui capillari si trova larteriola efferente. Il glomerulo filtra il sangue. Intorno al tubulo contorto prossimale c il 2 circolo capillare che serve anche allapporto di ossigeno ai tessuti del rene. In alcuni casi il sangue che esce dal glomerulo finisce nei vasi dritti che si trovano attorno alle anse di Henle. Fisiologia del nefrone: Filtrazione del plasma nei capillari del glomerulo e la capsula di Bowman. A differenza che in tutti gli altri capillari in cui il sangue si trova ad una pressione di 32mm Hg che, sottratta alla pressione osmotica di 25 mm Hg d una pressione residua di 25 mm Hg, nei capillari del glomerulo la pressione del sangue a 60 mm Hg che, sottratta a quella osmotica, d 35 mm Hg. Anche alla fine del capillare la pressione del sangue non scende mai sotto quella osmotica, pertanto, in questi capillari, non si ha mai assorbimento ma solo filtrazione. La pressione nei capillari del glomerulo maggiore che negli altri perch prima di essi non si trova lo sfintere precapillare che la parte che la riduce. La venula che segue il capillare, inoltre, ha un calibro minore dellarteriola che lo precede, creando cos una resistenza a valle che aumenta la pressione a monte. Dal capillare filtrano sostanze con peso molecolare < 65.000 70.000 (acqua, sali minerali, glucosio, aminoacidi, acidi grassi liberi, pigmenti biliari, creatinina, urea) e non albumina e le altre proteine, emoglobina perch contenuta nei globuli rossi. La filtrazione di tutti i glomeruli pari a circa 125 ml /min = 180 l / giorno. In liquido che fuoriesce si chiama ultrafiltrato. Siccome produciamo meno di 1,8l di urina al giorno, la maggior parte dellultrafiltrato (oltre il 99%) verr recuperato dai tubuli (acqua e altre sostanze). Sostanza Concentraz. plasma Concentraz. urina

Sodio 150 90 Urea 15 900 Creatinina 1 150 Funzioni tubulari: il glucosio viene recuperato dal tubulo e torna in circolo attraverso i capillari peritubulari. In caso di diabete mellito rimane del glucosio nelle urine (glicosuria) perch i carrier delle cellule del tubulo prossimale non sono sufficienti a trasportarlo tutto. Normalmente la glicemia 100 mg / ml. I carrier sono in grado di smaltirne fino a concentrazioni di 180 mg / ml, oltre rimane glucosio nelle urine. Le sostanze la cui concentrazione nelle urine maggiore di quella del plasma vanno incontro al processo di secrezione. Nel tubulo ci sono quindi dei carrier che prelevano queste sostanze (farmaci, creatinina, urea...) dal sangue presente nei capillari peritubulari. La maggior parte dei processi di assorbimento e secrezione avvengono nella prima met del Pagina 98 di 99

tubulo contorto prossimale, il resto del tubulo serve principalmente a mantenere lequilibrio idrico. Dai glomeruli filtra 100 volte lacqua eliminata con le urine. o Riassorbimento idrico: Obbligatorio (avviene sempre, indipendentemente dalla sudorazione e dallacqua ingerita). Questa parte avviene nel tubulo contorto prossimale e nellansa di Henle. Le sostanze assorbite (glucosio, aminoacidi, sali) trascinano con s anche acqua per osmosi (67% di quella filtrata dai glomeruli). Il 10% dellacqua filtrata viene riassorbita dallansa di Henle. Facoltativo: avviene attraverso il tubulo contorto distale ed il tubulo collettore ed regolata dalla quantit di ormone ADH che agisce sulle pareti dei tubuli promuovendo il riassorbimento dellacqua. In presenza di ADH si pu arrivare a produrre anche solo 0,5l di urina al giorno (se si beve molto poco o si suda molto). Diabete: Mellito: il glucosio, per osmosi, trattiene lacqua impedendo lassorbimento. Insipido: in assenza o ridotta quantit di ADH, fattore che impedisce lassorbimento facoltativo. Ruolo del rene nel tamponamento del valore di pH nel sangue che deve rimanere a 7,38: Il bicarbonato HCO3- tampona lacidit del sangue. Gli ioni di bicarbonato sono piccoli e ultrafiltrano, quindi devono essere riassorbiti, le cellule dei tubuli contorti sono poi in grado di produrre ioni di bicarbonato utilizzando lacqua e lanidride carbonica presente nel plasma acidificando le urine che, infatti, hanno un pH attorno a 5: H20 + CO2 = HCO3 + H, eliminato con le urine). FINE

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