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13.

Interrogatorio Erano passati solo pochi minuti da quando avevo lasciato Bella a casa sua, ma mi sembravano giore vero che la sensazione che avevo del tempo ormai differiva notevolmente da quella degliumani, difficile pensare che potesse andare diversamente quando hai davanti a te leternit, ma seprima la noia e lapatia erano le mie migliori compagne, adesso il tempo aveva preso un nuovosignificato, adesso ogni istante diventava sempre pi prezioso e non volevo che passasse,desideravo che si fermasse perch mi sentivo pi vivo di quanto lo fossi stati quando ero in vita.Desideravo tornare da Bella, osservare gli impercettibili cambiamenti sul suo viso, assicurarmi cheil suo sonno fosse tranquillo, sentire chiamare il mio nome nei suoi sogni.Iniziai a guidare ancor pi velocemente del solito, ma non avevo una meta precisa.Sapevo che se fossi tornato a casa avrei dovuto affrontare lira di Rosalie potevo immaginare ilsuo pensiero Idiota! ma non poteva sapere che di Bella poteva fidarsi, non riusciva a capire ciche ci legava e la sua infinit bont, il suo altruismo, la sua generosit non le aveva mai dato unapossibilit. Non ero pronto ad affrontarla, avevo ben altro in testa per ascoltare i suoi insulsi insulti.Bella avrebbe presto avuto la possibilit di vedermi alla luce del sole: lavrei spaventata? Avrebbefinalmente visto il Mostro che si cela in me? Era giusto permetterle di starmi cos vicino per tutto ungiorno, noi due da soli, senza nemmeno un testimone, permettere che quellodore buonissimo, resoancora pi dolce dal calore del sole, inondasse laria attorno a me? Ma potevo ormai tirarmi indietrosenza ferirla? Potevo lasciarla da sola uninterminabile giornata intera, rischiando che la suafragilit umana o ancor pi la sua incredibile capacit di attirare i guai mettessero a rischio lasua vita? Potevo io mettere a rischio quella vita per me cos preziosa?Decisi di allontanare quei pensieri e con una brusca inversione mi diressi verso casa: dovevoaffrontare la mia famiglia, sebbene sapessi che non sarebbe stato facile.Arrivato a casa, corsi nella mia stanza per pensare come affrontare Rosalie, il cielo era ancora scuroe sarebbe stata una lunga notte - io desideravo solo correre da Bella, o correre via dalle mieresponsabilit verso la mia famiglia o entrambi. Ma non volevo pi essere codardo, dovevo dellespiegazioni, soprattutto ad Esme e Carlisle, anche se sapevo che loro avrebbero in ogni casosostenuto qualunque mia scelta. Alice era sempre pi entusiasta e mi appoggiava, non sarebbe stataun problema. Jazz e Rosalie invece non riuscivano a capire.Lei sa tutto! Sa tutto su di noi, e se ora decidesse di dirlo in giro? Non siamo al sicuro! Dovevamoprenderci cura della situazione quando ne avevamo loccasione, quando hai avuto la brillante ideadi salvarle la vita! Io non voglio trasferirmi di nuovo, e anche se ci trasferissimo, se lei parlasse?Rosalie ringhiava con una velocit tale che nessun umano sarebbe stato in grado di comprendere.Emmet vide il mio volto inasprirsi di rabbia, cap che stavo cercando di controllare ogni singolacellula del mio corpo per trattenermi da una reazione violenta. Se solo avessi potuto le sarei saltatoaddosso e niente sarebbe riuscito a bloccarmi. Le prese una mano e laccarezz dolcemente percalmarla.Nessuno le crederebbe Rosalie, e sono sicuro che se Edward avesse reputato pericoloso mettere aconoscenza Bella del nostro segreto, non lo avrebbe fatto disse Carlisle, cercando di recuperare lasituazione.Non lo avrei fatto? Sarei riuscito a mentirle ulteriormente? La mia lucidit svanisce in sua presenza.Vedo che andr tutto bene, non lo dir, limmagine nitida, ne sono certa sussurr alice con unsorriso.Jasper si allontan dalla stanza e inizi a correre nel bosco ma i suoi pensieri erano estremamentechiari. La sua rabbia era diversa da quella di Rosalie, la sua preoccupazione non era rivolta alproblema di dover rincominciare da capo, di dover scomparire, per lui un posto era come un altro,era abituato ad una vita senza stabilit. Jasper era preoccupato per la futura amicizia tra Bella eAlice, per la sua inevitabile vicinanza, non sapeva quanto a

lungo sarebbe riuscito a reprimere i suoiistinti, non era facile per lui, era ancora nuovo a questa vita. La preoccupazione si mischiava allarabbia nei miei confronti, la mia debolezza iniziale era stata per lui quasi un sollievo, non doversi