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Baccanti, rappresentata postuma intorno al 406 a.C.

, lultima tragedia di Euripide e una delle ultime dellepoca doro del teatro ateniese. Il culto dionisiaco, con il suo potenziale di follia distruttiva, fornisce lo spunto per una riflessione sulla manipolazione nellepoca dei mezzi di distrazione di massa. Dioniso promette vendetta a una citt che non lo venera, ma lo fa con larma invisibile della seduzione e ottiene il consenso della gente, convincendola ad adottare comportamenti e rituali inconsueti. Le grandi istituzioni della societ civile, la famiglia e lo Stato, si confrontano con un potere sconosciuto e pervasivo, che ipnotizza il popolo mescolando in una sconcertante ambiguit il bello e il brutto, il fascino e il ribrezzo, il piacere e la paura, il bene e il male. Una tragedia di sconvolgente attualit: in scena lapocalisse della societ dello spettacolo, dove troppo spesso lorgia mediatica si trasforma in un bagno di sangue davanti allocchio vitreo e indifferente di milioni di spettatori assuefatti.
di Euripide traduzione di Maria Grazia Ciani regia Alberto Oliva con Ivana Cravero, Andrea Fazzari, Fabio Marchisio, Marlen Pizzo e Rosanna Sparapano progetto scenografico a cura del Prof Massimo Voghera e delle allieve del corso di scenografia teatrale della Prof.ssa Valeria Piasent, presso l'Accademia delle Belle Arti di Torino, Elena Barberis, Giulia Bossone, Bianca Cassinelli, Petra Filosa e Ariele Muzzarelli.

videoinstallazioni per la scenografia a cura di fannidada


costumi Maison C&C musiche originali Alessandro De Caro allestimento interattivo foyer Ennio Bertrand organizzazione Andrea Roccioletti, Marco Pozzi foto di scena Marco La Gattuta locandina Claudia Cravero

Baccanti, regia A.Oliva


La Compagnia dei BenAndanti e TPE Fondazione Teatro Piemonte Europa presentano lo spettacolo BACCANTI al Teatro Astra 29 e 31 marzo 2011 alle ore 21.00 e 30 marzo 2011 alle ore 19.00 regia di Alberto Oliva; con Ivana Cravero, Marlen Pizzo, Rosanna Sparapano, Andrea Fazzari e Fabio Marchisio. Progetto scenografico a cura del prof. Massimo Voghera e delle allieve del corso di scenografia teatrale presso lAccademia delle Belle Arti di Torino (Elena Barberis, Giulia Bossone, Bianca Cassinelli, Petra Filosa, Ariele Muzzarelli). Videoinstallazioni per la scenografia a cura di fannidada. Musiche originali Alessandro De Caro. Costumi Maison C&C. Organizzazione Andrea Roccioletti, Marco Pozzi. Assistente alla regia Stefano Guerrieri. Staff tecnico Andrea Figliolia, Carlo Roccioletti, Francesco Scarf. Nelle note di regia, Alberto Oliva scrive: Scegliere un classico di fama mondiale significa confrontarsi con una lunghissima serie di messinscene precedenti, che hanno affrontato il testo da ogni possibile punto di vista e con tagli diversi, potendo leggere e vedere come i personaggi hanno gi preso vita nei vari contesti storici e sociali. Questo comporta la presa di coscienza di una responsabilit su ci che si vuole dire oggi attraverso il testo. Leggendo questa nota sono andato a teatro con la precisa idea di eliminare tutto i miei background sullopera di Euripide. Entrando in sala e vedendo quella scenografia ho sorriso. Ci sono riusciti, questo non me lo aspettavo! Il palcoscenico ricoperto di giornali e televisori, proiezioni e video accompagnano lo spettacolo in una dimensione orgiastica dellinformazione. Lidea di coinvolgimento in presa diretta il pubblico e renderlo partecipe della messinscena rende veramente interessante lutilizzo di telecamere e video allinterno di uno spettacolo live. La regia stata capace di crearsi un proprio spazio allinterno del testo euripideo, dando un taglio netto allidee di Oliva. Siamo continuamente stimolati dai loop a spezzoni di pubblicit e di programmi tv, che nel buio del teatro hanno un effetto ipnotico. Il video conduce lo spettacolo anche fuori dal teatro, trasformandosi in messaggero e attore esterno. Il pubblico viene prepotentemente portato allinterno dello spettacolo, proiettato come cittadini di Tebe. Per bisogna dire che nellinsieme lo spettacolo finisce con la morte di Penteo, interpretato da Andrea Fazzari, che insieme a Ivana Cravero, Dioniso, rendono qualitativamente lo spettacolo di un certo livello espressivo. Purtroppo negativa linterpretazione degli altri attori, decisamente discreta, accademica, forse filtrate dellemozione della prima, ma certamente troppo soddisfacenti. Eppure, nonostante tutto, nonostante i buoni propositi, lo spettacolo conserva dentro di se il fascino consueto del classico.