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N. 00360/2011 REG.PROV.COLL. N. 02462/2009 REG.RIC.

R E P U B B L I C A

I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2462 del 2009, integrato da motivi aggiunti, proposto Legambiente Onlus Associazione da: Nazionale, Associazione Valpolicella 2000,

Associazione Comitato Fumane Futura, Fulvio Scamperle, Franco Scamperle, Anna Chiara Scamperle, Rossella Scamperle, Giuseppe Conchi, Tiziano Faccioli, Roberto Marchesini, rappresentati e difesi dagli avv. Maurizio Sartori e Antonio Sartori, con domicilio eletto presso lo studio del secondo in Venezia-Mestre, Calle del Sale, 33; contro Provincia di Verona, in persona del Presidente pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Luigi Carponi Schittar, Marta Dal Bosco, con domicilio eletto presso Luigi Carponi Schittar in Venezia-Mestre, via Filiasi, 57;

Comune di Fumane, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio, Comune di Marano di Valpolicella, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio; nei confronti di

Industria Cementi Giovanni Rossi S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv. Annamaria Tassetto, Franco Zambelli, con domicilio eletto presso Franco Zambelli in Venezia-Mestre, via Cavallotti, 22; per l'annullamento della delibera n. 153 del 6/8/2009 della Giunta Provinciale, avente ad oggetto il giudizio di compatibilit ambientale sul progetto relativo al progetto di

ammodernamento della cementeria di Fumane presentato dalla ditta Industria Cementi Giovanni Rossi S.p.A. di Piacenza, ai sensi dell'art. 4 c. 3 della L.R. 26/3/1999 n. 10 e s.m.; della delibera n. 159 del 20/8/2009 della Giunta Provinciale, avente ad oggetto il giudizio di compatibilit ambientale sul progetto di riduzione del consumo di materie prime naturali nel processo produttivo mediante utilizzo di rifiuti non pericolosi presso lo stabilimento ubicato in Comune di Fumane dalla ditta Industria Cementi Giovanni Rossi S.p.A. ai sensi dell'art. 26 d:lgs. 3/4/2006 n. 152; della determinazione dirigenziale n. 4787 dell'1/9/2009 della Provincia di Verona che abilita la ditta Industria Cementi Giovanni Rossi alla realizzazione del progetto ed all'esercizio dell'impianto di recupero dei rifiuti con prescrizioni; del verbale n. 222 del 15/5/2009 della Commissione Provinciale V.I.A.; del verbale n. 206 del 28/11/2008 della Commissione Provinciale V.I.A.; del verbale n. 227 del 26/6/2009 della Commissione Provinciale V.I.A. integrata; del verbale della Conferenza Servizi del 27/5/2009. Quanto ai motivi aggiunti la determinazione n. 1482/2010 del 19.3.2010 avente ad oggetto Autorizzazione Integrata Ambientale. Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Provincia di Verona e di Industria Cementi Giovanni Rossi S.p.A.;

Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 novembre 2010 il dott. Elvio Antonelli e uditi per le parti i difensori Antonio Sartori per la parte ricorrente, G. Biondaro, su delega di Carponi Schittar per la Provincia di Verona e F. Zambelli per la controinteressata Industria Cementi Giovanni Rossi spa; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO I ricorrenti premettono in fatto che proprio nel cuore della Valpolicella, precisamente nel Comune di Fumane, lIndustria Cementi Rossi S.P.A abbia dato avvio a due parallele operazioni volte, luna, ad un asserito ammodernamento di un cementificio gi in attivit nella zona; laltra finalizzata alla riduzione del consumo delle materie prime naturali nel processo produttivo del cemento, da attuarsi attraverso lutilizzo di rifiuti non pericolosi in luogo delle suddette materie prime. Pi precisamente in data 6.5.2008 la ditta Industria Cementi depositava una prima domanda e gli allegati del progetto definitivo e dello studio di impatto ambientale (SIA) per la riduzione del consumo di materie prime naturali nel processo produttivo mediante lutilizzo di rifiuti non pericolosi presso lo stabilimento nel Comune di Fumane, onde ottenere la Valutazione di Impatto Ambientale. Con una seconda richiesta in data 22.7.2008 chiedeva che contestualmente al giudizio di compatibilit ambientale di cui alla precedente domanda, trattandosi di progetto relativo alla gestione di rifiuti, venisse rilasciata anche lapprovazione del progetto ai sensi dellart. 208 del D.Lvo 152/06 (autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero rifiuti) e della L.R. n. 3 del 2000 (norme in materia di gestione di rifiuti).

La Commissione VIA con verbale n. 190 del 26.6.2008 affidava listruttoria al gruppo di lavoro composto dai relatori arch. Frapporti, arch. Mazzon ed ing. Residori. Con verbale n. 198 in data 18.9.2008 la Commissione Provinciale VIA svolgeva richiesta di documentazione integrativa. In data 23.1.2009 la ditta Industria Cementi Giovanni Rossi, essendo in possesso di unautorizzazione ambientale provvisoria ottenuta con decreto n. 24. del 4.9.2007 della Regione veneto, ha presentato alla provincia una terza istanza per il rilascio dellAutorizzazione Integrata Ambientale (AIA) definitiva, ai sensi del D.Lgs n. 59/05. In data 4.2.2009 la Provincia comunicava lavvio del procedimento AIA, specificando che la procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale sarebbe stata integrata allinterno della procedura VIA. In data 9 febbraio 2009 si riunita la Commissione Provinciale VIA integrata, (con funzioni di conferenza di servizi) per lapprovazione del procedimento istruttorio AIA. Nel corso del procedimento relativo allAIA si tenuta la prima conferenza di servizi in data 16.4.2009. In data 27.5.2009 veniva svolta la Conferenza dei Servizi conclusiva nel procedimento relativo allAIA. In data 26.6.2009 la Commissione Provinciale VIA, Integrata ai sensi dellart. 23 L.R. 10/99 con il rappresentante del Comune di Fumane, ha espresso parere favorevole allapprovazione del progetto subordinatamente a prescrizioni contenute nella

relazione e proposta di parere del gruppo istruttorio del 26.6.2009. In data 20.8.2009 la Giunta provinciale ha deliberato, di formulare giudizio favorevole di compatibilit ambientale sul progetto relativo alla riduzione del consumo di materie prime naturali nel processo produttivo mediante utilizzo di rifiuti non pericolosi con le prescrizioni di cui al verbale n. 206 del 28 novembre 2008 della C0mmissione di VIA.

Con determina 4787/09 in data 1.9.2009, il dirigente del settore Ambiente della provincia di Verona, prendendo atto del parere favorevole della delibera di Giunta Provinciale n. 159 con prescrizioni e del parere n. 227 del 26.6.2009 approva ai sensi dellart. 23 della L.R. n. 10/99 il progetto presentato e rilascia lAutorizzazione Integrata Ambientale per quanto attiene la relazione dellimpianto di recupero rifiuti. Parallelamente e contestualmente alla procedura per lutilizzo dei rifiuti, lIndustria Cementi ha attivato una seconda procedura volta ad ottenere la VIA per

lammodernamento dello stesso cementificio. In data 13.5.2008 lIndustria Cementi depositava presso la Provincia di Verona la domanda con allegato il progetto. La sostanza dellammodernamento concerne nella sostituzione dei forni Lepol e dei mulini di macinazione della materia prima con un nuovo forno con preriscaldatori a cicloni (torre cicloni) integrato con il mulino di macinazione in unica linea. Gli aspetti relativi allammodernamento vengono evidenziati anche nelle relazioni ARPA del 13 giugno 2008 in cui, pur esprimendosi il favore per gli aspetti ambientali migliorativi derivanti dalla nuova tecnologia evidenzia limpatto paesaggistico degli erigendi manufatti. Con delibera di Consiglio comunale n. 20 del 26 giugno 2008, il Comune di Marano di Valpolicella, coinvolto nella procedura VIA ha approvato unitamente al Comune di Fumane il documento Domanda di valutazione dimpatto ambientale del progetto di ammodernamento della Cementerai di Fumane, D. Lgs 152/2006 e s.m.i. Osservazioni dei comuni di Fumane e Marano di Valpolicella. Con delibera di Consiglio comunale n. 32 del 2 luglio 2008 il Comune di Fumane, quale Ente deputato a rilasciare il permesso di costruire relativo al progetto definitivo, approvava lallegato 5 alla medesima delibera.

Il documento approvato dai Comuni di Marano e Fumane stato acquisito nel corso di istruttoria VIA quale osservazione dei Comuni interessati, rappresentando un documento degli aspetti paesaggistici della zona interessata dal cementificio. In data 3.9.2009 la ditta Industria Cementi Giovanni Rossi comunicava la volont di procedere ad una revisione degli elaborati progettuali originariamente presentati; con la revisione progettuale lIndustria Cementi ha ricercato soluzioni per mitigare il vistoso impatto paesaggistico del nuovo progetto, anche in ossequio alle osservazioni giunte da parte dei Comuni interessati. Con delibera n. 35 del 20.9.2009 il Comune di Fumane prendeva atto di uno studio di fattibilit presentato dalla Cementi Rossi contenente sei proposte alternative quali possibili soluzioni per la viabilit gravata dal traffico da e per il cementificio. In data 15.5.2009 con verbale n. 222 la Commissione Provinciale VIA, pur considerate le risultanze istruttorie negative del gruppo di lavoro istruttorio, esprimeva parere favorevole con prescrizioni ai fini della compatibilit paesaggistica, imponendo lacquisizione del parere favorevole della Soprintendenza, la realizzazione a carico del proponente di opere strutturali asseritamene approvate dal Consiglio comunale di Fumane con delibera n. 35 del 20.9.2008, oltre allacquisizione anche

dellAutorizzazione Integrata Ambientale. A sostegno del ricorso vengono dedotti i seguenti motivi: Quanto alla procedura sullammodernamento dellimpianto: 1)eccesso di potere illogicit ed intrinseca contraddittoriet del provvedimento, violazione dellart. 6, lett. e) L. 241/90, violazione della L.R. n. 10/99, in particolare degli art. 1 e 2. Viene rilevato che lautorit deliberante si discostata dai risultati dellistruttoria senza motivare in modo adeguato la propria decisione difforme dalla stessa. 2)difetto di motivazione, violazione della L.R. n. 10/99, in particolare dellart. 1.

Viene rilevato che lunica motivazione rinvendibile nei provvedimenti impugnati risulta essere quella negativa espressa dal gruppo di lavoro ed allegata al verbale n. 222 del 15.5.2009 della Commissione provinciale VIA, a propria volta richiamato nella deliberazione di Giunta provinciale n. 153/09. Si rileva al riguardo che lart. 1 della L.R. n. 10/99 indica le finalit e quindi la ratio della disciplina VIA. 3)eccesso di potere per erroneit e/o falsa rappresentazione dei presupposti, difetto di istruttoria e motivazione. Viene rilevato che il progetto revisionato presenta delle condizioni addirittura peggiorative di quello originario. 4)Difetto di competenza. Viene rilevato che anche dello scavo delle 95.00 tonnellate di roccia doveva essere investita la Regione, non essendo competente la Provincia a svolgere sullo stesso alcuna valutazione dimpatto ambientale. 5)Eccesso di potere per falsa rappresentazione ovvero erronea rappresentazione dei presupposti, difetto e/o illogicit di istruttoria e di motivazione. Viene rilevato che la delibera comunale n. 35/2008 non stata considerata idonea a superare le criticit rilevate in punto di viabilit con ci concretando una palese contraddizione tra risultanze istruttorie e quanto poi deliberato. Inoltre viene rilevato che la Commissione ha apposto come condizione la realizzazione di opere infrastrutturali che si suppongono indicate nella citata deliberazione comunale n. 35/2008, la quale per non contiene nulla di tutto ci. 6)Violazione di legge, art. 26, comma 4, L. 152/2006 Difetto di motivazione. Viene ritenuto illegittimo che in sede deliberativa, sia per quanto emerge nel verbale n. 222 del 15.5.2009 della Commissione provinciale VIA, sia nella delibera di Giunta provinciale n. 153/2009, lacquisizione dellAutorizzazione Integrata Ambientale sia stata prevista come condizione di efficacia della VIA.

La stessa rappresenterebbe al contrario un presupposto per lemanazione della valutazione di impatto ambientale. 7)Violazione di legge, in particolare dellart. 24 comma 5, D.Lvo 152/2006, difetto di motivazione. I provvedimenti impugnati si limitano a citare le osservazioni pervenute dalle associazioni ricorrenti, senza prendere in alcun modo posizione sulle medesime. 8)Violazione di Legge, in particolare dellart. 25 D.Lvo 152/2006. Il provvedimento impugnato frutto di una procedura di VIA monca in quanto priva del necessario apporto partecipativo della Soprintendenza. Quanto alle procedure sul progetto di utilizzo dei rifiuti: 9)Eccesso di potere per erronea rappresentazione dei presupposti e difetto di motivazione. Lindustria Cementi ha fornito allamministrazione dei dati non corrispondenti a verit circa i quantitativi di rifiuti gi autorizzati, non mettendo lamministrazione stessa in grado di compiere una valutazione compiuta e su dati reali. 10)Eccesso di potere, erronea rappresentazione dei presupposti, difetto di istruttoria, inintelligibilit e comunque illogicit della motivazione. LIndustria Cementi ha fornito allAmministrazione dati che hanno determinato unistruttoria fuorviata in merito allincidenza del traffico pesante sulle strettissime vie daccesso al cementificio, le quali oltretutto tagliano in due il Comune di Fumane. 11)Eccesso di potere, erronea rappresentazione dei presupposti e difetto di istruttoria. Viene evidenziato il difetto di istruttoria in cui incorsa lamministrazione

nellomettere la produzione delle risultanze mediche e statistiche dal 2000 ad oggi, periodo di attivit di coincenerimento nella cementerai. 12)Eccesso di potere, difetto di motivazione e/o comunque illogicit della motivazione.

Viene evidenziata lerroneit dei presupposti in cui incorsa lAmministrazione valutando disgiuntamente i due progetti, che al contrario si compenetrano

necessariamente. 13)violazione art. 208, comma 7, D.Lvo n. 152/06. Viene rilevato che relativamente allautorizzazione del trattamento dei rifiuti in regime ordinario doveva procedersi al giudizio di compatibilit paesaggistica, con lintervento della Soprintendenza, in relazione allo specifico vincolo a tutela della Valpolicella, di cui al D.M. 23 maggio 1957, apposto ex legge 29 giugno 1939, n. 1497, quantomeno partecipando alla conferenza di servizi di cui al comma 3 del medesimo art. 208. 14)Eccesso di potere, difetto di motivazione e comunque contraddittoriet della motivazione. Viene rilevato che la delibera di Giunta si limitata al solo parere di compatibilit ambientale relativo alla prima istanza di VIA e ci perch se ad essa dovesse ricondursi anche il procedimento di cui alla seconda istanza di autorizzazione del progetto, formulata ai sensi dellart. 208 del D.Lvo 152/06, non si comprenderebbe perch dalla medesima delibera siano scomparse le numerose prescrizioni di cui al verbale n. 277 del 26.6.2009. Parimenti la determina dirigenziale n. 4787/09, approva il progetto, senza menzionare e richiamare le prescrizioni di cui ai punti 1 e 2 della proposta di parere formulata in sede istruttoria e poi recepita dalla Commissione VIA Integrata di cui al verbale n. 277 del 26.6.2009. 15)Difetto di potere, abnormit del provvedimento. Nel verbale 27.5.2009 della Conferenza dei Servizi non si ravvisa alcun riferimento ad un ipotesi di AIA finalizzata alla durata dellesercizio provvisorio per il periodo strettamente necessario alleffettuazione del collaudo funzionale, cos come invece risulta nella determinazione dirigenziale del 1.9.2009.

16)Violazione della Legge Regionale 3 del 2000 art. 22, comma 2, lett. d), assenza piano di sicurezza. Il progetto non contiene un piano di sicurezza che disponga le procedure da adottarsi in caso di incidente grave che si estenda al perimetro esterno dello stabilimento. Con i motivi aggiunti viene rilevato che da ultimo, la Provincia di Verona, Settore ambiente servizio tutela e valorizzazione ambientale, con determinazione n. 1482/2010 del 19 marzo 2010 ha rilasciato lAutorizzazione Integrata Ambientale. Questultimo provvedimento viene ritenuto illegittimo per i seguenti motivi: 1)Eccesso di potere per erronea rappresentazione dei presupposti e difetto di motivazione. Viene riproposto il motivo n. 9 del ricorso originario. 2)Eccesso di potere, difetto e/o comunque illogicit della motivazione,

contraddittoriet illogicit ed incongruit delle risultanze istruttorie e delle motivazioni dei provvedimenti sino ad oggi impugnati. Viene riproposto il motivo n. 12 del ricorso originario. 3)Difetto di competenza, eccesso di potere, difetto di motivazione. Viene riproposto il motivo n. 13 del ricorso originario. Si sono costituiti in giudizio la provincia di Verona e lIndustria Cementi Giovanni Rossi S.p.A. le quali hanno eccepito linammissibilit del ricorso (e dei motivi aggiunti) e ne hanno constatato nel merito la fondatezza. DIRITTO In via preliminare vanno esaminate le eccezioni di inammissibilit sollevate dalla Provincia di Verona e dalla societ controinteressata. Le eccezioni devono essere disattese. Quanto all'eccezione sollevata nei confronti dell'Associazione Nazionale Legambiente nessun dubbio che detta associazione alla luce dei suoi compiti statutari e dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986 n. 349 (articolo che include espressamente l'associazione

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Legambiente fra quelle legittimate ad impugnare provvedimenti che incidono sull'ambiente) nonch della successiva legge 15 maggio 1997 n. 127 (articolo 17 comma 46) debba ritenersi legittimata ad impugnare gli atti in questione attesa l'evidente incidenza che gli stessi atti hanno sull'ambiente e sul paesaggio. Debbono ritenersi legittimate anche le associazioni locali Valpolicella 2000 e Comitato Fumane Futura atteso il loro indubbio radicamento sul territorio della Valpolicella e il loro fine statutario (dagli statuti si evince che le due associazioni sono preposte in principalit alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente).In disparte poi la circostanza che le suddette associazioni hanno partecipato al procedimento oggetto del presente giudizio e quindi anche per questo ulteriore profilo fattuale deve ritenersi la loro legittimazione ad agire. Sulla legittimazione ad agire delle associazioni locali (che perseguono la tutela dell'ambiente) ad impugnare atti amministrativi che incidono sull'ambiente nel quale sono localizzate, la giurisprudenza amministrativa ormai consolidata (confronta fra tutte Consiglio di Stato, quinta sezione, 23 aprile 2007 n. 1830). Devono peraltro ritenersi legittimati anche le singole persone fisiche ricorrenti atteso che tutte hanno comprovato in atti di abitare in prossimit del cementificio in questione per cui deve ritenersi sussistente nella specie il requisito della c.d."vicinitas" e cio il requisito che la giurisprudenza ritiene necessario ai fini della legittimazione ad impugnare atti che coinvolgono interessi di valenza paesaggistico-ambientale. Va rigettata anche l'ulteriore eccezione di inammissibilit sollevata dalla societ Cementi Rossi in quanto nella specie, all'evidenza, non vengono dedotte censure di merito. Nel merito il ricorso fondato. Ed invero sul progetto di ammodernamento, i Comuni di Marano di Valpolicella e di Fumane hanno evidenziato, in sede di partecipazione al procedimento, il valore del paesaggio rurale e vitivinicolo della Valpolicella, il valore storico del locale santuario di

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Santa Maria Valverde, gli scavi archeologici finalizzati alla ricerca del vicino tempio di Minerva e del castello Scaligero nonch i rilevantissimi elementi di criticit

paesaggistica (che sarebbero rinvenibili da tutti i siti di osservazione) causati dalla nuova torre del forno a cicloni. In particolare viene fra l'altro rilevato che "un elemento industriale come la torre, nella configurazione di progetto, appare alterare in maniera irrimediabile il panorama e con esso anche il significato popolare di quel luogo " e che "se quel luogo perdesse tale connotato, esso verrebbe snaturato, compiendo, con questo,un'azione che interrompe una storia secolare che trasuda dalle rocce del colle e dai ritrovamenti archeologici ancor oggi visibili" e infine che "il manufatto, unico nel suo genere, senza esempi analoghi in tutta la provincia di Verona, appare non conforme alle caratteristiche architettoniche degli interventi antropici realizzati in Valpolicella. Esso infatti non realizza l'auspicata fusione dell'opera della natura con quella dell'uomo". Ebbene pur a fronte degli evidenziati profili di criticit i due Comuni poi, in modo apodittico, esprimono parere favorevole, seppur condizionato alla realizzazione di poco significativi correttivi al progetto (spostamento del manufatto a ridosso del colle Scarin, rotazione verso sud ovest del piano scale e creazione di un rilievo di 20/25 m.). Rilevantissimi elementi di criticit emergono anche dall'istruttoria del gruppo di lavoro di tre membri nominato nell'ambito della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale;istruttoria poi allegata al verbale della Commissione del 15 maggio 2009. Tale gruppo di lavoro, che ha valutato il progetto alla luce delle modifiche richieste dai due Comuni, dopo aver chiarito che sul progetto andava comunque acquisita l'autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, ha rilevato che "la principale fonte di pressione rappresentata dalla nuova torre di cicloni di altezza pari a 103 m e delle infrastrutture ad essa correlate che, nonostante le migliorie nel nuovo progetto, risulterebbero altamente impattanti dal punto di vista

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paesaggistico" e che "il parziale miglioramento altimetrico della torre a cicloni, cos come proposto nel nuovo progetto, risulta insufficiente come misura di mitigazione anche in relazione agli ulteriori impatti sulla matrice geomorfologia-paesaggistica per la necessit dello sbancamento di 95.000 mc. di rocce (da introdurre parzialmente nel ciclo produttivo con ovvi benefici, in parte riutilizzate per costruire un rilievo che riduce ne la visibilit dalla chiesa di S. Maria Valverde) e la sottrazione di unarea boschiva vincolata per cui non si ravvisano opportune opere di compensazione. In relazione alla tematica della viabilit, si ritiene che uno sviluppo del cementificio inciderebbe sullesistente problema di attraversamento dei mezzi commerciali pesanti dellabitato di Fumane che avviene lungo Viale Verona ossia lungo un tratto di strada della SP 33 del Pastello. Tale aumento comporterebbe un peggioramento della situazione attuale, anche in materia di sicurezza, che gi crea problemi ai residenti con un punto particolarmente critico individuabile nellintersezione fra SP 33 del Pastello e SP 33b della Crocietta.Non si ravvisano opportune misure

mitigativo/compensatorie nella documentazione del progetto proposto. Ebbene pur a fronte di una tale istruttoria evidenziante cos tanti profili critici dal punto di vista paesaggistico, la Commissione Provinciale di V.I.A. (peraltro senza la presenza di due dei tre membri del gruppo ristretto), in difetto di ogni motivazione in ordine alle ragioni per le quali si riteneva comunque di superare tali profili di criticit evidenziati dal predetto gruppo, ha espresso parere favorevole alla realizzazione del progetto, limitandosi a richiedere soltanto la realizzazione di alcune opere viarie cos com'erano state individuate con delibera del consiglio comunale di Fumane. Ad avviso del Collegio nella specie si allevidenza realizzata una palese incongruit tra le risultanze istruttorie e la determinazione finale nonch un'evidente carenza motivazionale sulle ragioni che imponevano, nonostante le negative risultanze istruttorie, di realizzare comunque il progetto in questione.

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Tali contraddittoriet e tali carenze motivazionali si debbono ravvisare anche con riguardo alla successiva e definitiva delibera di Giunta Provinciale n. 153 del 6 agosto 2009 dal momento che con tale delibera ci si limitati a fare proprie, in modo acritico, le risultanze della Commissione. Le svolte argomentazioni consentono di accogliere il ricorso non solo nella parte relativa al progetto di ammodernamento ma anche nella parte relativa

all'impugnazione del provvedimento autorizzativo all'utilizzo dei rifiuti non pericolosi (Delibera G.P. n. 159 del 20.8.2009), e ci perch il progetto di ammodernamento in quanto rivolto all'introduzione di migliori tecnologie del ciclo produttivo si pone come presupposto indispensabile del nuovo processo di utilizzazione dei rifiuti. D'altro canto la stessa difesa della societ Cementi Rossi ad ammettere (in memoria) che "l'investimento di capitali da parte della resistente risulta finalizzato all'introduzione della migliore tecnologia sopravvenuta e ad oggi disponibile con evidenti positive ricadute in tema di prevenzione e tutela ambientale" e che "al contrario la conservazione del compendio nello Stato attuale contribuisce ad un peggioramento del sito circostante". Per le ragioni su esposte deve ritenersi, ovviamente,a sua volta illegittima per invalidit derivata (e comunque caducata) anche la conseguente ed esecutiva determina dirigenziale n. 4787 del 4.9.2009 nonch la successiva determinazione della Giunta Provinciale di Verona n. 1482/10 del 19 marzo 2010 (impugnata con i motivi aggiunti) avente ad oggetto "autorizzazione integrata ambientale. Anche tale autorizzazione stata adottata sul presupposto della legittimit dei progetti di ammodernamento e di riduzione del consumo di materie prime naturali e pertanto deve ritenersi anchessa affetta da invalidit derivata.. In forza delle svolte argomentazioni il ricorso e i collegati motivi aggiunti vanno pertanto accolti e per l'effetto va disposto l'annullamento di tutti gli atti con gli stessi impugnati.

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Il carattere assorbente delle censure esaminate consente di non esaminare gli ulteriori motivi dedotti. Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione delle spese. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, accoglie sia il ricorso principale sia i motivi aggiunti e per leffetto annulla gli atti impugnati. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa. Cos deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 11 novembre 2010 con l'intervento dei magistrati: Giuseppe Di Nunzio, Presidente Elvio Antonelli, Consigliere, Estensore Marco Morgantini, Primo Referendario DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 01/03/2011 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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