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Green House - Scena del bacio nella serra - Citt di Ossa JACE P.o.

V Traduzione Nives - Hypa - Valentina Shadowhunters Italia - www.shadowhunters-italia.com

Ho baciato le tue labbra e spezzato il tuo cuore. La campana dell'Istituto comincia a rintoccare, un battito profondo e cupo all'apice della notte. Jace posa il coltello. Un piccolo coltellino svizzero di ottima fattura, con il manico d'osso, che Alec gli aveva regalato quando erano diventati parabatai. Lo usava spesso, e l'impugnatura smussata nei punti dove le sue dita si erano strette pi e pi volte. Mezzanotte, dice. Pu sentire la presenza di Clary dietro di lui, seduta tra i resti del loro improvvisato pic-nic, il suo respiro soffice nell'aria fredda e odorante di foglie della serra. Non la guarda, ma fissa dritto davanti a s, verso il bocciolo ancora chiuso della pianta di medianox. Non sicuro del perch non la vuole guardare. Ricorda benissimo la prima volta in cui aveva visto quel fiore, durante la lezione di orticoltura, seduto su una panchina di pietra con

Alec e Izzy accanto a lui, e le dita di Hodge sullo stelo del fiore li aveva svegliati quando era quasi mezzanotte per far vedere loro "la bella di notte" (un fiore che si apre solo di notte), una pianta che normalmente cresceva soltanto a Idris cos come ricordava il suo respiro fermarsi nella fredda aria di mezzanotte, alla vista di qualcosa cos sorprendentemente bello. Alec e Isabelle erano rimasti interessati ma non, ricord, catturati da una tale bellezza come invece era stato lui. Si sent ancora lievemente a disagio, mentre la campana suonava, preoccupato che per Clary fosse lo stesso: interessante o persino piacevole, ma non ipnotico. Voleva che lei si sentisse come si era sentito lui di fronte al medianox, anche se non avrebbe saputo dire perch. Un piccolo suono sfugg alle sue labbra, un lieve Oh!. Il fiore si era aperto: era come la nascita di una stella, tutto polline brillante e petali bianco-dorati. Fioriscono ogni notte? Un'ondata di sollievo attraversa il suo corpo. I suoi occhi verdi scintillano, fissi sulla pianta. Stava flettendo inconsciamente le dita, nel modo in cui - da quanto aveva notato - lei faceva ogniqualvolta si trovasse di fronte a qualcosa che le faceva venire voglia di avere sottomano una penna o una matita per catturarne l'immagine. A volte lui avrebbe voluto capire come faceva: come faceva a vedere il mondo come un'immagine da catturare in una tela con tempera, acquerelli e gessi. A volte, quando lei lo

fissava in quel modo, lui si sentiva arrossire; una sensazione cos strana da risultargli spesso irriconoscibile. Jace Wayland non arrossisce. Buon compleanno, Clarissa Fray, dice, la bocca di lei curva in un lieve sorriso. Ho qualcosa per te. Esita appena, mentre fruga nella tasca, un gesto che probabilmente a cui lei non non sta prestando attenzione. Premendo la stregaluce nella sua mano, perfettamente cosciente di quanto piccole siano le sue dita sotto quelle di lui delicate ma forti, rese callose dalle infinite ore in cui lei aveva stretto matite e pennelli. Mentre i calli gli solleticano la punta delle dita, Jace si chiede se il contatto con la pelle di lui accelerasse i battiti di lei come accadeva ai suoi quando la toccava. Apparentemente no, perch lei si allontana da lui, l'espressione nient'altro che curiosa. Sai, quando la maggior parte delle ragazze afferma di volere una grossa pietra, non intendono, beh, letteralmente una grossa pietra. Jace sorride senza volerlo. Un fatto insolito in s; di solito soltanto Alec o Isabelle riuscivano a strappargli una risata. Sapeva che Clary era coraggiosa dalla prima volta che l'aveva vista entrare in quella stanza dopo Isabelle, disarmata e totalmente indifesa un tipo di coraggio che Jace difficilmente associava ai mondani ma il fatto che lei riuscisse a farlo ridere lo coglieva ancora totalmente impreparato. Molto divertente, mia sarcastica amica. Non

una pietra qualsiasi. Tutti gli Shadowhunter possiedono una stregaluce. Illuminer qualsiasi ombra, di questo o altri mondi. Le stesse esatte parole che suo padre gli aveva detto, dandogli la sua prima stregaluce. Quali altri mondi? aveva chiesto Jace, e suo padre aveva soltanto riso. Ci sono pi mondi ad un soffio di distanza da questo che granelli di sabbia su una spiaggia. Clary sorride di rimando facendo una battuta sui regali di compleanno, intuendo che deve piacergli quando Clary s'infila la pietra in tasca con attenzione. Il fiore di medianox sta gi perdendo i petali, come una doccia di stelle, illuminandole dolcemente il viso. Quando avevo dodici anni volevo un tatuaggio, riprese. Una ciocca di capelli rossi le cade sugli occhi; Jace cerca di combattere l'istinto improvviso di avvicinarsi e spingergliela indietro. Alla maggior parte degli Shadowhunter viene fatta la prima runa a dodici anni. Forse era nel tuo sangue. Forse. Ma non penso che molti Shadowhunter vogliano tatuarsi Donatello delle Tartarughe Ninja sulla spalla sinistra. Stava sorridendo, nel modo in cui sorrideva quando diceva cose totalmente inesplicabili per lui, come se Clary abbia dei ricordi solo suoi, qualcosa che lo fa ardere di gelosia fin dentro le vene, sebbene lui non sicuro di cosa avrebbe dovuto essere geloso. Di Simon, che comprendeva i suoi riferimenti ad un mondo di cui Jace non avrebbe mai fatto parte? Quel mondo a cui lei avrebbe potuto scegliere di tornare, un giorno, lasciandosi dietro lui

e il suo universo di demoni e cacciatori, cicatrici e battaglie? Jace si schiarisce la voce. Volevi tatuarti una tartaruga sulla spalla? Lei annuisce, mentre i suoi capelli tornano al loro posto. Volevo coprire la mia cicatrice della varicella. Risponde spostando la spallina della canottiera. Vedi? C'era una specie di marchio sulla sua spalla, una cicatrice, ma Jace vede molto pi di quello: vede la curva della sua clavicola, la spolverata di lentiggini sulla sua pelle, simile ad una spolverata d'oro, la morbida curva della sua spalla, le pulsazioni alla base della sua gola. Vede la curva della sua bocca, le labbra leggermente schiuse. Le sue ciglia ramate quando le abbassa. E viene attraversato da un'intensa onda di desiderio, un desiderio mai provato prima. Aveva desiderato delle ragazze prima, certo, e soddisfatto quel desiderio: aveva sempre pensato che si trattasse di una specie di fame, necessit di una sorta di carburante che il corpo voleva. Non aveva mai pensato al desiderio come ad un fuoco che bruciava ogni pensiero, che faceva muovere le sue mani non un tremolo, ma piuttosto una nervosa energia. Jace, scosta velocemente gli occhi da lei. Si sta facendo tardi, dicee. Dovremmo tornare gi. Lei continua a guardarlo, con curiosit, e Jace non pu fare a meno di sentirsi come se quegli occhi potessero leggergli dentro. Tu e Isabelle siete mai usciti assieme? chiede.

Il suo cuore salta un battito per la sorpresa. Non riusce a capire bene la domanda. Isabelle? le fa eco. Isabelle? Cosa c'entra Isabelle? Simon se lo chiedeva, aggiunge lei, odiando il modo in cui lei pronuncia quel nome. Non aveva mai sentito nulla cos prima: nulla che lo innervosisse cos. Si ricord di quando l'aveva seguita fino a quel vicolo dietro al bar, il modo in cui avrebbe voluto trascinarla fuori di l, lontano dal ragazzo bruno che le era sempre intorno, in un mondo di ombre. Anche allora, aveva sentito che lei apparteneva al suo mondo, non il mondo mondano in cui le persone non erano reali, e scorrevano nella sua visuale come marionette su un palco. Quella ragazza, con i suoi occhi verdi che lo avevano inchiodato come i collezionisti fanno con le farfalle, quella ragazza era reale. Come una voce udita in un sogno, che sai provenire dal mondo che osservi da sveglio, era reale, e perforava la barriera che lui aveva costruito con tanta cura attorno a s, come fosse un'armatura. La risposta no. Voglio dire, probabilmente a volte l'uno o l'altra ha preso in considerazione l'idea, ma lei quasi una sorella per me. Sarebbe... strano. Quindi tu e Isabelle non avete mai Mai. Lei mi odia, sospira Clary. Nonostante tutto, Jace quasi scoppia a ridere; come qualsiasi fratello farebbe, osservare Izzy quand'era

frustrata lo deliziava. La rendi soltanto nervosa, perch sempre stata la sola ragazza in una folla di maschi adoranti, e ora non lo pi. Ma lei cos bella. Anche tu lo sei, risponde Jace automaticamente, notando subito l'epressione di Clary mutare. Non riusciva a capire cosa stesse pensando. Non che non avesse mai detto prima ad una ragazza che era bella, ma non riusciva a ricordare una volta in cui non fosse stata una cosa calcolata. Questa era stata accidentale. Questa lo fece sentire come quando si recava nella stanza degli allenamenti e lanciava coltelli, e calciava e picchiava e combatteva ombre finch non era sanguinante ed esausto e la sua pelle era scorticata quasi ovunque, era abituato cos. Lei si limit a fissarlo, silenziosa. Che stanza degli allenamenti sia, dunque. Probabilmente dovremmo scendere, ripet. D'accordo. Non avrebbe nemmeno saputo dire cosa lei stesse pensando basandosi soltanto sulla sua voce; la sua abilit nel leggere le persone pareva averlo abbandonato e non ne capiva il motivo. Pallidi raggi di luna illuminano la serra attraverso i suoi vetri mentre stanno tornando indietro, Clary pochi passi pi avanti di lui. Qualcosa si muove davanti a loro una scintilla di luce bianca ed improvvisamente lei si blocca girandosi parzialmente verso di lui, gi nel cerchio delle sue braccia, e lei cos calda e

morbida e delicata e... e lui la sta baciando. Ed attonito. Non funziona cos; il suo corpo non compie azioni senza il suo permesso. E' il suo strumento tanto quanto lo il pianoforte, e lui lo ha sempre padroneggiato perfettamente. Ma lei ha un sapore cos dolce, di mele e rame, e il suo corpo tra le braccia di lui trema. Lei cos piccola; le sue braccia la circondano, per sorreggerla, e lui completamente perso. Solo allora capisce perch i baci nei film sono filmati in quel modo, con l'obbiettivo che gira, gira, infinitamente: il pavimento instabile sotto i suoi piedi e lui si aggrappa a lei, piccola com', come se lei potesse reggerlo. Le sue mani le esplorano la schiena. Pu sentire il suo respiro su di lui; un piccolo sussulto tra i baci. Le sue dita sottili sono tra i capelli di lui, sulla nuca, glieli aggrovigliano gentilmente, e lui si ricord del fiore di medianox e della prima volta che l'aveva visto e aveva pensato: ecco qualcosa di troppo bello per essere di questo mondo. Il soffio del vento udibile per primo a lui, abituato a riconoscerlo. Si scosta da Clary e vede Hugo, arroccato nella piega di un cipresso nano vicino. Le sue braccia stringono ancora Clary; il peso leggero di lei contro di lui. I suoi occhi sono mezzi chiusi. "Non spaventarti, ma abbiamo del pubblico," le sussurra. "Se Hugo qui, Hodge non sar molto lontano. Dovremmo andare." I suoi occhi verdi si spalancano, e sembra divertita. Ci

punzecchia leggermente il suo ego. Dopo quel bacio, non dovrebbe essere svenuta ai suoi piedi? Ma lei sta sorridendo. Vuole sapere se Hodge li sta spiando. Lui la rassicura, sentendo la sua leggera risata attraverso le loro mani intrecciate - com'era accaduto? - mentre scendono le scale. E capisce. Capisce perch la gente si tiene la mano: pensava che fosse un modo per dimostrare la possessivit come dire: questo mio. Ma si tratta di mantenere il contatto. Si tratta di parlare senza parole. si tratta di ti voglio con me e non lontano. La vuole nella sua stanza. E non in quel senso nessuna ragazza mai stata nella sua stanza in quel senso. il suo spazio privato, il suo santuario. Ma vuole Clary l. Vuole che lei lo veda, la sua realt, non l' immagine che mostra al mondo. Vuole sdraiarsi sul letto con lei ed avere i suoi riccioli su di s. Vuole tenerla mentre respira piano per tutta la notte; guardarla come nessun altro l'ha mai guardata: vulnerabile ed addormentata. Per vederla ed essere visto. Cos quando raggiungono la porta, e lei lo ringrazia per il picnic di compleanno, lui non le lascia andare la mano. "Vuoi andare a dormire?" Lei inclina la testa, e riesce a vedere che la sua bocca porta il segno dei suoi baci: una pennellata di rosa, come i garofani nella serra, e gli si annoda lo stomaco. Per l' Angelo, pensa, sono cos...

"Non sei stanco?" gli chiede, interrompendo i suoi pensieri. C' un vuoto nel suo stomaco, un'agitazione nervosa. Vuole premere la schiena di lei contro di s, versare in lei tutto ci che prova: la sua ammirazione, la sua appena nata conoscenza, la sua devozione, il suo bisogno. Non sono mai stato pi sveglio. Lei solleva il mento, un rapido inconscio movimento, e lui si china prendendole il viso con la mano libera. Non ha intenzione di baciarla qui troppo pubblico, troppo facile da interrompere ma non riesce ad impedire alla propria bocca di sfiorarla leggermente. Le labbra di lei si separano sotto le sue e lui si appoggia a lei, e non riesce a smettere. Sono cos... E in quel preciso istante Simon apr la porta della camera e venne fuori nel corridoio. Clary si allontana da lui in fretta, voltando la testa dall'altro lato, e mentre fa ci, lui avverte un dolore, come quando ti strappano via una benda dalla pelle. Sono fregato...