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05/11/2008

h. 11.45 - 12.30
Piazza del Campo
Ricerca condotta per analizzare come i soggetti, trovati per caso in Piazza del Campo (turisti,
residenti), facessero delle foto. In questo caso l’osservazione non è partecipata, ma dissimulata per
evitare qualsiasi interferenza nello svolgimento normale di un’azione specifica che è lo scatto di una
fotografia.
Nel nostro lavoro ci siamo riproposti si usare uno schema preciso:
1. soggetto (chi fa la foto)
2. oggetto (a chi-cosa fa la foto)
3. relazione tra soggetto e oggetto
4. relazione con i passanti
5. strumenti
6. modo in cui viene scatta una fotografia
7. atteggiamento emotivo
Caso I
1. soggetto: due fidanzati
2. oggetto: tra loro
3. relazione tra soggetto e oggetto: riguardano le foto nello schermo dopo averle fatte
4. relazione con i passanti: hanno chiesto ad un signore di scattargli una foto
5. strumenti: telecamera
6. modo in cui viene scatta una fotografia: in posa
7. atteggiamento emotivo: turisti, atteggiamento di affetto e divertimento
Caso II
1. soggetto: un padre e una figlia di 3 anni circa
2. oggetto: il padre alla figlia
3. relazione tra soggetto e oggetto: la bimba non si accorge di essere fotografata
4. relazione con i passanti: nessuna relazione con passanti
5. strumenti:cellulare
6. modo in cui viene scatta una fotografia: scatta in continuazione
7. atteggiamento emotivo: atteggiamento paterno, controlla la figlia mentre la fotografa
Caso III
1. soggetto: turista di origine russa in comitiva
2. oggetto: alla Piazza
3. relazione tra soggetto e oggetto: si guarda intorno
4. relazione con i passanti: nessuna relazione con i passanti, solo tra persone della comitiva
5. strumenti:macchina fotografica digitale
6. modo in cui viene scatta una fotografia: senza tempo di attesa
7. atteggiamento emotivo: atteggiamento curioso, divertito
Caso IV
1. soggetto: madre e figlia adulte, di origine giapponese, in comitiva
2. oggetto: la figlia fotografa la mamma con lo sfondo della fontana della Piazza
3. relazione tra soggetto e oggetto: si parlano per decidere se va bene la posa, più che altro
la figlia gli fa dei gesti
4. relazione con i passanti: nessuna relazione con passanti
5. strumenti: macchina fotografica digitale
6. modo in cui viene scatta una fotografia: tempo di attesa, 2 o 3 scatti consecutivi,
riguardano insieme le foto dopo lo scatto
7. atteggiamento emotivo: atteggiamento affettuoso e divertito
Caso V
1. soggetto: signora anziana, turista
2. oggetto: dettagli della fontana della Piazza
3. relazione tra soggetto ed oggetto: scatta tante fotografie
4. relazione con i passanti: nessuna relazione con passanti, successivamente chiacchiera
con una amica coetanea
5. strumenti: macchina fotografica digitale
6. modo in cui viene scattata una fotografia: appoggia il viso allo schermo (come se stesse
utilizzando una macchina fotografica con pellicola), tempo di attesa lungo, rivede e
cancella le fotografie
7. atteggiamento emotivo: atteggiamento curioso, senza fretta
Caso VI
1. soggetto: coppia 30-40 anni
2. oggetto: si fanno fotografare
3.relazione tra soggetto ed oggetto: riguardano le foto nello schermo dopo che il passante
se ne è andato
4.relazione con i passanti: hanno chiesto ad un passante di scattargli una foto
5stumenti: macchina digitale compatta
6.modo in cui viene scattata una fotografia: in posa
7.atteggiamento emotivo: vacanza, atteggiamento di affetto e divertimento
Caso VII
1. soggetto: una bambina di 10-13 anni dell’est Europa
2. oggetto: fotografa la madre
3. relazione tra soggetto ed oggetto: la madre parla con un tono di voce alto alla figlia,
forse un rimprovero
4. relazione con i passanti: appartenente ad un gruppo di turisti dell’est Europa
5. strumenti: macchina digitale compatta
6. modo in cui viene scattata una fotografia: il momento dello scatto è dilatato
dall’interferenza della madre, la madre è in posa e la ragazza scatta la foto guardando
lo schermo
7. atteggiamento emotivo: rivedono la foto dopo averla scattata e la madre commenta in
lingua straniera
Caso VIII
1. soggetto: signora di circa 50 anni
2. oggetto: giovane coppia
3. relazione tra soggetto ed oggetto: la signora chiede al ragazzo spiegazioni sull’utilizzo
della macchina fotografica
4. relazione con i passanti: la giovane coppia ha chiesto alla signora una fotografia, fanno
parte di un gruppo di turisti
5. strumenti: macchina fotografica digitale compatta
6. modo in cui viene scattata una fotografia: incertezza da parte della signora
7. atteggiamento emotivo: rivedono la foto assieme alla signora, poi l’uomo e la donna
spingono diversi pulsanti
Caso IX
1. soggetto: uomo sessantenne
2. oggetto: palazzo
3. relazione tra soggetto ed oggetto: alta attenzione
4. relazione con i passanti: appartenente ad un gruppo vacanza
5. strumenti: macchina fotografica analogica con obiettivo
6. modo in cui viene scattata una foto: prende tempo e studia l’oggetto
7. atteggiamento emotivo: dopo lo scatto riguarda l’oggetto
Caso X
1. soggetto: coppia
2. oggetto: la ragazza
3. relazione tra soggetto ed oggetto: il ragazzo per scattare la foto si inginocchia, la ragazza
è in posa
4. relazione con i passanti: turisti, appartenenti ad un gruppo vacanza
5. strumenti: macchina fotografica digitale compatta
6. modo in cui viene scattata una foto: si mette in posizione, guarda lo schermo
7. atteggiamento emotivo: riguardano la foto insieme parlando

RIFLESSIONI
Il luogo scelto ha portato naturalmente alla definizione di una tipologia di utente: chi usa la
fotografia nelle attività di svago (in questo caso addirittura vacanziere).
I turisti che si sono trovati in Piazza del Campo nel momento della nostra osservazione eseguivano
le attività di scatto in netta maggioranza (tutti tranne uno) con una macchina digitale
compattapiccola e maneggevole - che si rivela adatta a questo tipo di situazione, dove sono previsti
lunghi spostamenti a piedi ed un gran numero di materiale “fotografabile”.
Quella che ci appare come unica discriminante nell’uso della fotografia (intesa qui come
preparazione dell’apparato, scatto e prima fruizione) è l’età.
Abbiamo infatti notato come i soggetti in difficoltà o che attuano un atteggiamento particolare con
l’uso della digitale siano proprio gli individui più adulti, che ,probabilmente, hanno vissuto in
larga parte l’era dell’analogico e che ora stanno vivendo quella del digitale.
Vediamo infatti come una signora anziana si avvicini allo schermo come se fosse un mirino- attività
questa tipica delle macchine fotografiche analogiche- un’altra che alla richiesta di un passante
chiede spiegazioni sul funzionamento della macchina , segno questo che la signora può aver
acquisito una certa dimestichezza con un tipo di modello, ma si trova in difficoltà difronte ad un
altro. In relazione a ciò notiamo la dimestichezza con cui alcuni individui (in particolare le coppie)
scattano diverse foto: un ragazzo con una digitale compatta si inginocchia per avere una migliore
angolazione, segno anche questo di dimestichezza con la macchina.
Interessante poi come sembrino esser rimaste immutate le abitudini riguardanti gli attimi precedenti
allo scatto, in cui si decidono pose e sfondi. Nonostante la digitale permetta di cancellare
immediatamente una foto non gradita, l’abitudine di “dirigere” l’azione, di consigliare posizione o
comunque di interagire con il soggetto nelle fasi appena precedenti lo scatto, non sembra esser
mutata affatto. Particolare come i due casi di madre e figlia che abbiamo catturato si somiglino: in
entrambe l’interazione tra sogg-ogg risulta più marcata anche se ,per noi, linguisticamente
incomprensibile.
Altra particolarità è che questa fase di “sistemazione” non si presenta se a fare la foto è un passante.
L’interazione con l’oggetto può avvenire per quanto riguarda il funzionamento dell’apparecchio,
ma sembra non verificarsi nella fase dello scatto che appare invece sbrigativa, quasi il passante
voglia presto liberarsi dal gravoso compito di scattare una foto.
Anche l’atteggiamento dell’oggetto cambia, ma stavolta nella fase di prima fruizione, quella cioè in
cui si rivede la foto appena scattata attraverso lo schermo della macchina fotografica.
Prendendo di riferimento sempre l’interazione con il passante, abbiamo verificato che i soggetti
della foto preferiscono riguardare lo scatto solo dopo che il passante se ne è andato, questo ci porta
a due soluzioni: o ad un atto di educazione (la foto potrebbe non essere soddisfacente e quindi
cancellata) ,oppure, un modo di intendere la prima fruizione come un atto privato e principalmente
esclusivo.
Sempre riguardo la prima fruizione è interessante notare come tutti riguardino le foto appena
scattate, ma solo pochi le cancellino immediatamente. In più l’interazione -verbale-che si
manifestava
nelle fasi precedenti allo scatto ritorni ora nella prima fruizione con commenti,rimproveri e risa.
In conclusione questa osservazione si è rivelata particolarmente utile per rintracciare tempistiche,
variabili emotive e sociali che giocano un ruolo decisivo in quella che abbiamo chiamato “fase di
produzione” delle foto che va dalla preparazione dell’apparato, allo scatto fino alla prima fruizione.
Abbiamo visto come aldilà delle innovazioni tecnologiche le azioni non siano mai scindibili dal
fattore umano.